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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>La Sveglia di Giulio Cavalli</title><link>http://www.giuliocavalli.net</link><description><![CDATA[Dal lunedì' al venerdì, ogni mattina, la sveglia per il quotidiano La Notizia. E poi le letture. E tutto quello che ci viene in mente.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/3269492/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>News</category><copyright>@giuliocacavalli</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg</url><title>La Sveglia di Giulio Cavalli</title><link>http://www.giuliocavalli.net</link></image><lastBuildDate>Tue, 18 Aug 2026 06:26:46 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Giulio Cavalli</itunes:name><itunes:email>giulio@giuliocavalli.net</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:subtitle>Dal lunedì' al venerdì, ogni mattina, la sveglia per il quotidiano La Notizia. E poi le letture. E tutto quello che ci viene in mente.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal lunedì' al venerdì, ogni mattina, la sveglia per il quotidiano La Notizia. E poi le letture. E tutto quello che ci viene in mente.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:category text="News"/><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>029a9ca0-6356-5937-a4ab-e74f225197e8</podcast:guid><itunes:type>episodic</itunes:type><podcast:funding url="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=rss">Supporta il podcast!</podcast:funding><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #272</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-272--74241891</link><description><![CDATA[A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un comunicato del 12 agosto: da quel litro dipendono i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe dell'acqua, le autocisterne. Le autorità israeliane continuano a limitarne l'ingresso, insieme ai pezzi di ricambio.<br /> Il 5 agosto un generatore dell'ospedale da campo di MSF a Deir al Balah si è guastato. Con il generatore di riserva la sala operatoria è rimasta accesa solo per i casi critici, e gli ustionati sono rimasti nel caldo senza aria condizionata. Da giugno il polo di desalinizzazione di MSF gira sette ore al giorno invece di dodici, e l'acqua potabile è scesa da 600.000 a 350.000 litri, oltre 40.000 persone in meno servite ogni giorno. «Oggi si tratta di olio motore e pezzi di ricambio. Domani sarà qualcos'altro», dice Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina.<br /> L'11 agosto l'ufficio ONU per gli affari umanitari contava a Gaza oltre 1,3 milioni di persone sotto i sei litri d'acqua al giorno a testa, contro uno standard di emergenza di quindici. Nello stesso testo l'OCHA chiede "più permessi per portare dentro pezzi di ricambio", l'identica richiesta di MSF, che quel blocco lo colloca "nel contesto del genocidio perpetrato da Israele".<br /> A luglio la Commissione europea ha lanciato la Team Gaza Initiative, 883,6 milioni di euro per la ripresa di Gaza, con l'Italia fra i governi partecipanti, e la commissaria Dubravka Šuica ha annunciato progressi su due progetti idrici concordati con le autorità israeliane. Le sanzioni a Israele tornano sul tavolo dei ministri degli Esteri europei il primo settembre, e secondo Politico l'intesa resta improbabile prima del voto israeliano del 27 ottobre. Bruxelles conta in milioni di euro. A Gaza si conta al litro.<br /><br /> #LaSveglia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/74241891</guid><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 06:24:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/74241891/imported_1457d81f_79f9_40e8_92fa_39dd00d89d7d.mp3" length="1929717" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a8234f2d-091b-4744-a5c5-1b586969ae57/a8234f2d-091b-4744-a5c5-1b586969ae57.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a8234f2d-091b-4744-a5c5-1b586969ae57/a8234f2d-091b-4744-a5c5-1b586969ae57.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a8234f2d-091b-4744-a5c5-1b586969ae57/a8234f2d-091b-4744-a5c5-1b586969ae57.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un comunicato del 12 agosto: da quel litro dipendono i generatori degli ospedali, le ambulanze, le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un comunicato del 12 agosto: da quel litro dipendono i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe dell'acqua, le autocisterne. Le autorità israeliane continuano a limitarne l'ingresso, insieme ai pezzi di ricambio.<br /> Il 5 agosto un generatore dell'ospedale da campo di MSF a Deir al Balah si è guastato. Con il generatore di riserva la sala operatoria è rimasta accesa solo per i casi critici, e gli ustionati sono rimasti nel caldo senza aria condizionata. Da giugno il polo di desalinizzazione di MSF gira sette ore al giorno invece di dodici, e l'acqua potabile è scesa da 600.000 a 350.000 litri, oltre 40.000 persone in meno servite ogni giorno. «Oggi si tratta di olio motore e pezzi di ricambio. Domani sarà qualcos'altro», dice Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina.<br /> L'11 agosto l'ufficio ONU per gli affari umanitari contava a Gaza oltre 1,3 milioni di persone sotto i sei litri d'acqua al giorno a testa, contro uno standard di emergenza di quindici. Nello stesso testo l'OCHA chiede "più permessi per portare dentro pezzi di ricambio", l'identica richiesta di MSF, che quel blocco lo colloca "nel contesto del genocidio perpetrato da Israele".<br /> A luglio la Commissione europea ha lanciato la Team Gaza Initiative, 883,6 milioni di euro per la ripresa di Gaza, con l'Italia fra i governi partecipanti, e la commissaria Dubravka Šuica ha annunciato progressi su due progetti idrici concordati con le autorità israeliane. Le sanzioni a Israele tornano sul tavolo dei ministri degli Esteri europei il primo settembre, e secondo Politico l'intesa resta improbabile prima del voto israeliano del 27 ottobre. Bruxelles conta in milioni di euro. A Gaza si conta al litro.<br /><br /> #LaSveglia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #272</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-272--73909502</link><description><![CDATA[A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. Lo scrive Medici Senza Frontiere in un comunicato del 12 agosto: da quel litro dipendono i generatori degli ospedali, le ambulanze, le pompe dell'acqua, le autocisterne. Le autorità israeliane continuano a limitarne l'ingresso, insieme ai pezzi di ricambio.<br /> Il 5 agosto un generatore dell'ospedale da campo di MSF a Deir al Balah si è guastato. Con il generatore di riserva la sala operatoria è rimasta accesa solo per i casi critici, e gli ustionati sono rimasti nel caldo senza aria condizionata. Da giugno il polo di desalinizzazione di MSF gira sette ore al giorno invece di dodici, e l'acqua potabile è scesa da 600.000 a 350.000 litri, oltre 40.000 persone in meno servite ogni giorno. «Oggi si tratta di olio motore e pezzi di ricambio. Domani sarà qualcos'altro», dice Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina.<br /> L'11 agosto l'ufficio ONU per gli affari umanitari contava a Gaza oltre 1,3 milioni di persone sotto i sei litri d'acqua al giorno a testa, contro uno standard di emergenza di quindici. Nello stesso testo l'OCHA chiede "più permessi per portare dentro pezzi di ricambio", l'identica richiesta di MSF, che quel blocco lo colloca "nel contesto del genocidio perpetrato da Israele".<br /> A luglio la Commissione europea ha lanciato la Team Gaza Initiative, 883,6 milioni di euro per la ripresa di Gaza, con l'Italia fra i governi partecipanti, e la commissaria Dubravka Šuica ha annunciato progressi su due progetti idrici concordati con le autorità israeliane. Le sanzioni a Israele tornano sul tavolo dei ministri degli Esteri europei il primo settembre, e secondo Politico l'intesa resta improbabile prima del voto israeliano del 27 ottobre. Bruxelles conta in milioni di euro. A Gaza si conta al litro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73909502</guid><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 12:11:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73909502/imported_3253a130_e72a_4f3d_b109_8a24b36944da.mp3" length="1989067" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2373b393-5d6a-4435-9763-1bb876311eec/2373b393-5d6a-4435-9763-1bb876311eec.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2373b393-5d6a-4435-9763-1bb876311eec/2373b393-5d6a-4435-9763-1bb876311eec.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2373b393-5d6a-4435-9763-1bb876311eec/2373b393-5d6a-4435-9763-1bb876311eec.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A fine luglio un litro di olio motore a Gaza costava più di 1.300 dollari, venti volte il prezzo di sei mesi prima. 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Da giugno il polo di desalinizzazione di MSF gira sette ore al giorno invece di dodici, e l'acqua potabile è scesa da 600.000 a 350.000 litri, oltre 40.000 persone in meno servite ogni giorno. «Oggi si tratta di olio motore e pezzi di ricambio. Domani sarà qualcos'altro», dice Filipe Ribeiro, capo missione di MSF in Palestina.<br /> L'11 agosto l'ufficio ONU per gli affari umanitari contava a Gaza oltre 1,3 milioni di persone sotto i sei litri d'acqua al giorno a testa, contro uno standard di emergenza di quindici. Nello stesso testo l'OCHA chiede "più permessi per portare dentro pezzi di ricambio", l'identica richiesta di MSF, che quel blocco lo colloca "nel contesto del genocidio perpetrato da Israele".<br /> A luglio la Commissione europea ha lanciato la Team Gaza Initiative, 883,6 milioni di euro per la ripresa di Gaza, con l'Italia fra i governi partecipanti, e la commissaria Dubravka Šuica ha annunciato progressi su due progetti idrici concordati con le autorità israeliane. Le sanzioni a Israele tornano sul tavolo dei ministri degli Esteri europei il primo settembre, e secondo Politico l'intesa resta improbabile prima del voto israeliano del 27 ottobre. Bruxelles conta in milioni di euro. A Gaza si conta al litro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #270</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-270--73834914</link><description><![CDATA[Un ordine firmato dal capo del Comando centrale israeliano ha chiuso Taybeh, ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania occupata. Al municipio non è mai arrivato: il sindaco Suleiman Khouria ha raccontato all'agenzia palestinese WAFA di averne saputo dai giornali.<br /> L'esercito lo ha confermato il 9 agosto, zona militare chiusa con ingresso vietato a israeliani e stranieri, esclusi i residenti palestinesi. Il portavoce militare l'ha motivata "a causa di alcuni attacchi violenti di israeliani nella regione". I giornalisti restano ammessi salvo che i soldati giudichino la loro presenza una minaccia. Khouria ha definito l'ordine «un tentativo di stringere ulteriormente il cappio attorno agli abitanti più che una misura per proteggerli», e ha ricordato che un villaggio si protegge fermando chi lo attacca.<br /> Nel 2026 il ministero della Salute di Ramallah conta 87 palestinesi uccisi da coloni o soldati. Il 24 luglio a Tell, a sud-ovest di Nablus, quattro uomini della stessa famiglia sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco. In un solo fine settimana gli esperti delle Procedure speciali dell'ONU hanno registrato oltre venti pogrom in Cisgiordania, e il 10 agosto hanno scritto che "il terrore dei coloni non è spontaneo: opera con la protezione, e spesso con la partecipazione, delle forze di occupazione israeliane".<br /> Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione d'inchiesta dell'ONU sui territori palestinesi occupati, ha contato davanti al Consiglio dei diritti umani quindici palestinesi uccisi e 1.296 feriti dai coloni fra il primo gennaio 2025 e il 30 aprile 2026. Il rapporto parla della scomparsa di fatto della distinzione fra coloni e soldati. Il 10 giugno Amnesty International ha chiamato lo sfollamento dei palestinesi in Cisgiordania una campagna di pulizia etnica autorizzata dallo Stato.<br /> L'ordine che chiude Taybeh porta la firma del comando che quei soldati dispiega. A Taybeh non è arrivato.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73834914</guid><pubDate>Wed, 12 Aug 2026 05:30:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73834914/imported_1ad951a6_e538_4366_9b5d_9a652e9ae87e.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ca844dd8-a819-4224-8634-2ba3ec15bdf3/ca844dd8-a819-4224-8634-2ba3ec15bdf3.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ca844dd8-a819-4224-8634-2ba3ec15bdf3/ca844dd8-a819-4224-8634-2ba3ec15bdf3.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ca844dd8-a819-4224-8634-2ba3ec15bdf3/ca844dd8-a819-4224-8634-2ba3ec15bdf3.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un ordine firmato dal capo del Comando centrale israeliano ha chiuso Taybeh, ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania occupata. 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Khouria ha definito l'ordine «un tentativo di stringere ulteriormente il cappio attorno agli abitanti più che una misura per proteggerli», e ha ricordato che un villaggio si protegge fermando chi lo attacca.<br /> Nel 2026 il ministero della Salute di Ramallah conta 87 palestinesi uccisi da coloni o soldati. Il 24 luglio a Tell, a sud-ovest di Nablus, quattro uomini della stessa famiglia sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco. In un solo fine settimana gli esperti delle Procedure speciali dell'ONU hanno registrato oltre venti pogrom in Cisgiordania, e il 10 agosto hanno scritto che "il terrore dei coloni non è spontaneo: opera con la protezione, e spesso con la partecipazione, delle forze di occupazione israeliane".<br /> Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione d'inchiesta dell'ONU sui territori palestinesi occupati, ha contato davanti al Consiglio dei diritti umani quindici palestinesi uccisi e 1.296 feriti dai coloni fra il primo gennaio 2025 e il 30 aprile 2026. 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Lo ha riferito il 9 agosto la radio dell'esercito, nel servizio che ha rivelato il cantiere: due settimane fa Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno autorizzato senza annuncio i lavori infrastrutturali di "Rafah verde", a est di Rafah, dentro la Linea Gialla. È stata spianata e bonificata, e adesso è vuota.<br /> L'ufficio del primo ministro ha replicato che il servizio "distorce i fatti e ricicla informazioni vecchie" e che si tratta di un progetto pilota emiratino per alloggi temporanei "liberi" dal dominio di Hamas. Le reti di elettricità, acqua e fognature non saranno posate da imprese di Gaza e resteranno sotto supervisione militare israeliana. Gli operai sarebbero palestinesi di Gaza sotto vaglio dello Shin Bet, e serve un nulla osta dei servizi israeliani per scavare le fondamenta delle case in cui altri palestinesi andranno ad abitare.<br /> A gennaio Netanyahu aveva insistito sul fatto che la ricostruzione sarebbe stata consentita solo dopo il disarmo di Hamas. Il disarmo non è cominciato e il cantiere sì. Lo stesso 9 agosto il premier ha respinto in consiglio dei ministri il documento in 15 punti del Board of Peace, il cui punto 15 affida la ricostruzione al Board e al comitato palestinese di amministrazione.<br /> L'8 e il 9 agosto, mentre la notizia del cantiere usciva, l'artiglieria israeliana bombardava il campo profughi di Bureij e i carri armati colpivano al-Shakush, a nord di Rafah. Lo riferiscono l'agenzia palestinese Palinfo e Al Jazeera, riprese da ANSA e AGI.<br /> Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la presenza israeliana nei territori palestinesi occupati è illecita e va fatta cessare al più presto. Dentro la linea tracciata da quella presenza si costruiscono case su un terreno che l'emittente militare definisce bonificato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73800820</guid><pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:37:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73800820/imported_2d364c53_e745_4319_825c_b6062c2e08cb.mp3" length="2021250" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e147cd15-ec65-44e5-9e1b-7f6b1c604fe1/e147cd15-ec65-44e5-9e1b-7f6b1c604fe1.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e147cd15-ec65-44e5-9e1b-7f6b1c604fe1/e147cd15-ec65-44e5-9e1b-7f6b1c604fe1.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/e147cd15-ec65-44e5-9e1b-7f6b1c604fe1/e147cd15-ec65-44e5-9e1b-7f6b1c604fe1.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le case mobili restano fuori da Gaza almeno fino a novembre 2026. Cioè dopo le elezioni israeliane. Lo ha riferito il 9 agosto la radio dell'esercito, nel servizio che ha rivelato il cantiere: due settimane fa Benjamin Netanyahu e il ministro della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le case mobili restano fuori da Gaza almeno fino a novembre 2026. Cioè dopo le elezioni israeliane. Lo ha riferito il 9 agosto la radio dell'esercito, nel servizio che ha rivelato il cantiere: due settimane fa Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno autorizzato senza annuncio i lavori infrastrutturali di "Rafah verde", a est di Rafah, dentro la Linea Gialla. È stata spianata e bonificata, e adesso è vuota.<br /> L'ufficio del primo ministro ha replicato che il servizio "distorce i fatti e ricicla informazioni vecchie" e che si tratta di un progetto pilota emiratino per alloggi temporanei "liberi" dal dominio di Hamas. Le reti di elettricità, acqua e fognature non saranno posate da imprese di Gaza e resteranno sotto supervisione militare israeliana. Gli operai sarebbero palestinesi di Gaza sotto vaglio dello Shin Bet, e serve un nulla osta dei servizi israeliani per scavare le fondamenta delle case in cui altri palestinesi andranno ad abitare.<br /> A gennaio Netanyahu aveva insistito sul fatto che la ricostruzione sarebbe stata consentita solo dopo il disarmo di Hamas. Il disarmo non è cominciato e il cantiere sì. Lo stesso 9 agosto il premier ha respinto in consiglio dei ministri il documento in 15 punti del Board of Peace, il cui punto 15 affida la ricostruzione al Board e al comitato palestinese di amministrazione.<br /> L'8 e il 9 agosto, mentre la notizia del cantiere usciva, l'artiglieria israeliana bombardava il campo profughi di Bureij e i carri armati colpivano al-Shakush, a nord di Rafah. Lo riferiscono l'agenzia palestinese Palinfo e Al Jazeera, riprese da ANSA e AGI.<br /> Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la presenza israeliana nei territori palestinesi occupati è illecita e va fatta cessare al più presto. Dentro la linea tracciata da quella presenza si costruiscono case su un terreno che l'emittente militare definisce bonificato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #268</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-268--73712223</link><description><![CDATA[Cento metri per centoventi. Sono le misure del primo cantiere aperto dal Board of Peace nella Striscia di Gaza, un avamposto militare per centocinquanta soldati marocchini che ruoterebbero da una base dentro Israele. Il contratto, ancora da finalizzare, è andato ad Arkel International, società della Louisiana che ha già lavorato per il governo statunitense in Iraq, riferisce il Guardian del 6 agosto.<br /> L'avamposto sorgerebbe dentro il 60 per cento della Striscia che l'esercito israeliano controlla in modo diretto, a un chilometro e mezzo dal confine, e avrebbe una "via di estrazione rapida" in caso di attacco. È la prima tappa di una base da cinquemila uomini. Nei piani visti dal giornale la fase iniziale sono tende, brande, bagni chimici e lavamani, qualificati così: "questo è quanto considereremmo abitabile".<br /> A gennaio Jared Kushner aveva presentato il piano per la "New Gaza", una città di torri sul lungomare. Sette mesi dopo il primo contratto edilizio della ricostruzione è una caserma con la via di fuga già disegnata, mentre l'80 per cento degli edifici resta danneggiato o distrutto.<br /> Lo stesso 6 agosto l'Unicef ha diffuso da Amman un altro conto. Almeno 300 bambini uccisi nei 300 giorni dall'annuncio del cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, uno al giorno di media, con le famiglie ridotte a un terzo della superficie fra macerie e rifiuti. «Un cessate il fuoco che lascia in media un bambino morto ogni singolo giorno sta venendo meno alla sua funzione», ha detto il direttore regionale Edouard Beigbeder.<br /> Nelle stesse ore il Consiglio dell'Unione europea ha accolto con favore l'accordo sul "ritiro completo delle forze israeliane da Gaza". Due giorni prima Benjamin Netanyahu aveva detto in video che le truppe resteranno sulle linee attuali finché Hamas non sarà disarmato. Di abitabile, a Gaza, c'è un accampamento di tende per soldati stranieri con l'uscita di sicurezza già prevista.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73712223</guid><pubDate>Sun, 09 Aug 2026 14:52:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73712223/imported_23c1e5e9_bd7f_4bf7_8362_73e559da0080.mp3" length="1976946" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f2a3e99e-679a-4b99-8003-0f073d9b9259/f2a3e99e-679a-4b99-8003-0f073d9b9259.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f2a3e99e-679a-4b99-8003-0f073d9b9259/f2a3e99e-679a-4b99-8003-0f073d9b9259.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f2a3e99e-679a-4b99-8003-0f073d9b9259/f2a3e99e-679a-4b99-8003-0f073d9b9259.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Cento metri per centoventi. Sono le misure del primo cantiere aperto dal Board of Peace nella Striscia di Gaza, un avamposto militare per centocinquanta soldati marocchini che ruoterebbero da una base dentro Israele. Il contratto, ancora da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cento metri per centoventi. Sono le misure del primo cantiere aperto dal Board of Peace nella Striscia di Gaza, un avamposto militare per centocinquanta soldati marocchini che ruoterebbero da una base dentro Israele. Il contratto, ancora da finalizzare, è andato ad Arkel International, società della Louisiana che ha già lavorato per il governo statunitense in Iraq, riferisce il Guardian del 6 agosto.<br /> L'avamposto sorgerebbe dentro il 60 per cento della Striscia che l'esercito israeliano controlla in modo diretto, a un chilometro e mezzo dal confine, e avrebbe una "via di estrazione rapida" in caso di attacco. È la prima tappa di una base da cinquemila uomini. Nei piani visti dal giornale la fase iniziale sono tende, brande, bagni chimici e lavamani, qualificati così: "questo è quanto considereremmo abitabile".<br /> A gennaio Jared Kushner aveva presentato il piano per la "New Gaza", una città di torri sul lungomare. Sette mesi dopo il primo contratto edilizio della ricostruzione è una caserma con la via di fuga già disegnata, mentre l'80 per cento degli edifici resta danneggiato o distrutto.<br /> Lo stesso 6 agosto l'Unicef ha diffuso da Amman un altro conto. Almeno 300 bambini uccisi nei 300 giorni dall'annuncio del cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, uno al giorno di media, con le famiglie ridotte a un terzo della superficie fra macerie e rifiuti. «Un cessate il fuoco che lascia in media un bambino morto ogni singolo giorno sta venendo meno alla sua funzione», ha detto il direttore regionale Edouard Beigbeder.<br /> Nelle stesse ore il Consiglio dell'Unione europea ha accolto con favore l'accordo sul "ritiro completo delle forze israeliane da Gaza". Due giorni prima Benjamin Netanyahu aveva detto in video che le truppe resteranno sulle linee attuali finché Hamas non sarà disarmato. Di abitabile, a Gaza, c'è un accampamento di tende per soldati stranieri con l'uscita di sicurezza già prevista.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #266</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-266--73539113</link><description><![CDATA[«Ci hanno inviato una bozza, non eravamo d'accordo. Non era la nostra bozza.» Benjamin Netanyahu lo ha detto in un video del 4 agosto, e il testo che disconosce è quello statunitense sul disarmo di Hamas, annunciato da Donald Trump come sblocco della tregua di ottobre. Le forze israeliane resteranno sulle linee attuali finché il disarmo non sarà completo, ha aggiunto. Quelle linee coprono circa il 60 per cento della Striscia, secondo l'Associated Press.<br /> Il giorno prima Nikolay Mladenov, alto rappresentante per Gaza del Board of Peace, gli aveva chiesto di fermare i raid, secondo due persone informate citate dall'agenzia. La risposta è arrivata in ventiquattro ore, ed è una condizione sospensiva: prima le armi, poi il ritiro. Dal cessate il fuoco di ottobre l'agenzia conta 1.252 palestinesi uccisi, dato del ministero della Salute di Gaza, e cinque soldati israeliani caduti.<br /> Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele deve porre fine alla propria presenza illegale nei Territori palestinesi occupati "il più rapidamente possibile". Nel parere quell'obbligo arriva senza condizioni. Nel video del 4 agosto ne ha una, e la deve soddisfare qualcun altro.<br /> Nelle stesse ore la Farnesina diffondeva la nota del colloquio fra Antonio Tajani e Hakan Fidan. Il ministro italiano "ha sottolineato come sia ora essenziale che entrambe le parti approvino formalmente il percorso concordato", compreso il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione "a seguito del ritiro israeliano". La nota indica poi il ruolo di Ankara "nell'incoraggiare Hamas a rispettare gli impegni".<br /> Entrambe le parti, scrive la Farnesina. Poi il documento ne incoraggia una sola, e non è quella che ha appena disconosciuto la bozza.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73539113</guid><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:06:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73539113/imported_a167a6cf_c107_440a_a3d7_72f619ab3769.mp3" length="1789701" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7da5ba9e-df0d-44ed-8f6b-a55a611b2bd8/7da5ba9e-df0d-44ed-8f6b-a55a611b2bd8.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7da5ba9e-df0d-44ed-8f6b-a55a611b2bd8/7da5ba9e-df0d-44ed-8f6b-a55a611b2bd8.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/7da5ba9e-df0d-44ed-8f6b-a55a611b2bd8/7da5ba9e-df0d-44ed-8f6b-a55a611b2bd8.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Ci hanno inviato una bozza, non eravamo d'accordo. Non era la nostra bozza.» Benjamin Netanyahu lo ha detto in un video del 4 agosto, e il testo che disconosce è quello statunitense sul disarmo di Hamas, annunciato da Donald Trump come sblocco della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[«Ci hanno inviato una bozza, non eravamo d'accordo. Non era la nostra bozza.» Benjamin Netanyahu lo ha detto in un video del 4 agosto, e il testo che disconosce è quello statunitense sul disarmo di Hamas, annunciato da Donald Trump come sblocco della tregua di ottobre. Le forze israeliane resteranno sulle linee attuali finché il disarmo non sarà completo, ha aggiunto. Quelle linee coprono circa il 60 per cento della Striscia, secondo l'Associated Press.<br /> Il giorno prima Nikolay Mladenov, alto rappresentante per Gaza del Board of Peace, gli aveva chiesto di fermare i raid, secondo due persone informate citate dall'agenzia. La risposta è arrivata in ventiquattro ore, ed è una condizione sospensiva: prima le armi, poi il ritiro. Dal cessate il fuoco di ottobre l'agenzia conta 1.252 palestinesi uccisi, dato del ministero della Salute di Gaza, e cinque soldati israeliani caduti.<br /> Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele deve porre fine alla propria presenza illegale nei Territori palestinesi occupati "il più rapidamente possibile". Nel parere quell'obbligo arriva senza condizioni. Nel video del 4 agosto ne ha una, e la deve soddisfare qualcun altro.<br /> Nelle stesse ore la Farnesina diffondeva la nota del colloquio fra Antonio Tajani e Hakan Fidan. Il ministro italiano "ha sottolineato come sia ora essenziale che entrambe le parti approvino formalmente il percorso concordato", compreso il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione "a seguito del ritiro israeliano". La nota indica poi il ruolo di Ankara "nell'incoraggiare Hamas a rispettare gli impegni".<br /> Entrambe le parti, scrive la Farnesina. Poi il documento ne incoraggia una sola, e non è quella che ha appena disconosciuto la bozza.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #265</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-265--73474194</link><description><![CDATA[Centotrentasei ore di scavo, per lo più a mani nude, per centododici corpi. È il conto della Protezione civile di Gaza per l'operazione chiusa sabato 1 agosto a Sabra, quartiere a sud di Gaza City: quaranta bambini, sette persone con disabilità. Sotto le stesse macerie restano centocinquantasette persone che le squadre non hanno raggiunto, dice il colonnello Mohammed Abu Dan. Secondo l'Associated Press erano parte degli oltre trecento uccisi il 22 novembre 2023, quando l'aviazione israeliana rase al suolo l'isolato. Il funerale collettivo era fissato per martedì 4 agosto.<br /> A mani nude è una descrizione tecnica. L'Ufficio Onu per gli affari umanitari ha registrato il 1 maggio il crollo della rimozione dei detriti, da venticinquemila a cinquemila tonnellate al giorno, per macchinari fermi e ricambi bloccati all'ingresso. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha detto al Guardian che le richieste di far entrare escavatori sono state respinte. Chi ha prodotto le macerie tiene la chiave dei mezzi che potrebbero sollevarle.<br /> Martedì il Board of Peace ha messo per iscritto che "il ritiro delle Forze di difesa israeliane oltre la Linea gialla avverrà solo al termine del disarmo", e le macerie di Sabra restano così dentro un'area sotto controllo militare per un tempo che nessuno ha fissato.<br /> L'Italia ha un inviato speciale per la ricostruzione di Gaza, l'ambasciatore Bruno Archi, e un piano nazionale su sanità, istruzione e sicurezza alimentare. La prima operazione di ricostruzione possibile si fa con le mani.<br /> «Per più di due anni e mezzo migliaia di famiglie a Gaza hanno vissuto nel dolore e nell'incertezza», dice Amani Al Naouq, portavoce della Croce Rossa nella Striscia. Nel gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha ordinato a Israele di prevenire atti di genocidio. Due anni dopo, restituire un corpo alla sua famiglia dipende da un permesso di transito per un escavatore.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73474194</guid><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 04:35:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73474194/imported_95a31260_1575_4868_b175_8ca0b30c5981.mp3" length="1972349" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cdf3af54-3112-496e-b823-a53b8315b442/cdf3af54-3112-496e-b823-a53b8315b442.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cdf3af54-3112-496e-b823-a53b8315b442/cdf3af54-3112-496e-b823-a53b8315b442.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/cdf3af54-3112-496e-b823-a53b8315b442/cdf3af54-3112-496e-b823-a53b8315b442.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Centotrentasei ore di scavo, per lo più a mani nude, per centododici corpi. È il conto della Protezione civile di Gaza per l'operazione chiusa sabato 1 agosto a Sabra, quartiere a sud di Gaza City: quaranta bambini, sette persone con disabilità. Sotto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Centotrentasei ore di scavo, per lo più a mani nude, per centododici corpi. È il conto della Protezione civile di Gaza per l'operazione chiusa sabato 1 agosto a Sabra, quartiere a sud di Gaza City: quaranta bambini, sette persone con disabilità. Sotto le stesse macerie restano centocinquantasette persone che le squadre non hanno raggiunto, dice il colonnello Mohammed Abu Dan. Secondo l'Associated Press erano parte degli oltre trecento uccisi il 22 novembre 2023, quando l'aviazione israeliana rase al suolo l'isolato. Il funerale collettivo era fissato per martedì 4 agosto.<br /> A mani nude è una descrizione tecnica. L'Ufficio Onu per gli affari umanitari ha registrato il 1 maggio il crollo della rimozione dei detriti, da venticinquemila a cinquemila tonnellate al giorno, per macchinari fermi e ricambi bloccati all'ingresso. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha detto al Guardian che le richieste di far entrare escavatori sono state respinte. Chi ha prodotto le macerie tiene la chiave dei mezzi che potrebbero sollevarle.<br /> Martedì il Board of Peace ha messo per iscritto che "il ritiro delle Forze di difesa israeliane oltre la Linea gialla avverrà solo al termine del disarmo", e le macerie di Sabra restano così dentro un'area sotto controllo militare per un tempo che nessuno ha fissato.<br /> L'Italia ha un inviato speciale per la ricostruzione di Gaza, l'ambasciatore Bruno Archi, e un piano nazionale su sanità, istruzione e sicurezza alimentare. La prima operazione di ricostruzione possibile si fa con le mani.<br /> «Per più di due anni e mezzo migliaia di famiglie a Gaza hanno vissuto nel dolore e nell'incertezza», dice Amani Al Naouq, portavoce della Croce Rossa nella Striscia. Nel gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha ordinato a Israele di prevenire atti di genocidio. Due anni dopo, restituire un corpo alla sua famiglia dipende da un permesso di transito per un escavatore.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #263</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-263--73306381</link><description><![CDATA[Duemilacinquecentonovantasei spedizioni fra il 7 ottobre 2023 e il 30 novembre 2025. È il registro che Amnesty International ha pubblicato il 30 luglio nel rapporto "Made in India": almeno 390.516 parti per armi leggere e 564.970 parti di ordigni esplosivi partite da aziende indiane verso i fornitori diretti dell'esercito israeliano. Fra le forniture, testate per i droni SkyStriker simili a quelle trovate fra le macerie di Khan Younis.<br /> Nelle stesse ore Donald Trump ha annunciato l'accordo per il disarmo completo di Hamas. Il conteggio delle armi arrivate all'altra parte è uscito insieme all'annuncio.<br /> Il criterio con cui Amnesty misura la responsabilità va letto con calma. La Convenzione sul genocidio obbliga a prevenire, e l'obbligo scatta quando uno Stato sa. Dopo le misure cautelari della Corte internazionale di giustizia, scrive la segretaria generale Agnès Callamard, le autorità indiane "non possono credibilmente affermare di ignorare" il rischio di contribuire a quello che Amnesty definisce genocidio.<br /> Il registro italiano dice la stessa cosa con altri numeri. Nel 2025 Israele resta fuori dalle nuove autorizzazioni individuali, perché l'Uama le ha sospese. Intanto, secondo la Relazione dell'Agenzia delle Dogane letta dalla Rete italiana pace e disarmo, verso Israele sono partiti 228 trasferimenti definitivi e 296 riesportazioni. Oltre 22,6 milioni di euro di materiale militare, tutto su licenze rilasciate prima dello stop.<br /> Il 30 luglio, question time al Senato, Antonio Tajani ha risposto al senatore Peppe De Cristofaro che la sospensione anche parziale dell'accordo di associazione Ue-Israele «non sia per il momento la scelta giusta». Nella stessa seduta il ministro ha esibito l'altro registro: 95 civili evacuati da Gaza dal 28 febbraio, 89 dei quali studenti. Dopo fine febbraio, nessuna evacuazione sanitaria. I due registri li tiene lo stesso ministero.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73306381</guid><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 07:28:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73306381/imported_a28dccfe_e372_4cb6_be18_866b01c2ad15.mp3" length="1929717" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a5255aea-6fc4-452c-b4e3-75421a4bee8e/a5255aea-6fc4-452c-b4e3-75421a4bee8e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a5255aea-6fc4-452c-b4e3-75421a4bee8e/a5255aea-6fc4-452c-b4e3-75421a4bee8e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a5255aea-6fc4-452c-b4e3-75421a4bee8e/a5255aea-6fc4-452c-b4e3-75421a4bee8e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Duemilacinquecentonovantasei spedizioni fra il 7 ottobre 2023 e il 30 novembre 2025. È il registro che Amnesty International ha pubblicato il 30 luglio nel rapporto "Made in India": almeno 390.516 parti per armi leggere e 564.970 parti di ordigni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Duemilacinquecentonovantasei spedizioni fra il 7 ottobre 2023 e il 30 novembre 2025. È il registro che Amnesty International ha pubblicato il 30 luglio nel rapporto "Made in India": almeno 390.516 parti per armi leggere e 564.970 parti di ordigni esplosivi partite da aziende indiane verso i fornitori diretti dell'esercito israeliano. Fra le forniture, testate per i droni SkyStriker simili a quelle trovate fra le macerie di Khan Younis.<br /> Nelle stesse ore Donald Trump ha annunciato l'accordo per il disarmo completo di Hamas. Il conteggio delle armi arrivate all'altra parte è uscito insieme all'annuncio.<br /> Il criterio con cui Amnesty misura la responsabilità va letto con calma. La Convenzione sul genocidio obbliga a prevenire, e l'obbligo scatta quando uno Stato sa. Dopo le misure cautelari della Corte internazionale di giustizia, scrive la segretaria generale Agnès Callamard, le autorità indiane "non possono credibilmente affermare di ignorare" il rischio di contribuire a quello che Amnesty definisce genocidio.<br /> Il registro italiano dice la stessa cosa con altri numeri. Nel 2025 Israele resta fuori dalle nuove autorizzazioni individuali, perché l'Uama le ha sospese. Intanto, secondo la Relazione dell'Agenzia delle Dogane letta dalla Rete italiana pace e disarmo, verso Israele sono partiti 228 trasferimenti definitivi e 296 riesportazioni. Oltre 22,6 milioni di euro di materiale militare, tutto su licenze rilasciate prima dello stop.<br /> Il 30 luglio, question time al Senato, Antonio Tajani ha risposto al senatore Peppe De Cristofaro che la sospensione anche parziale dell'accordo di associazione Ue-Israele «non sia per il momento la scelta giusta». Nella stessa seduta il ministro ha esibito l'altro registro: 95 civili evacuati da Gaza dal 28 febbraio, 89 dei quali studenti. Dopo fine febbraio, nessuna evacuazione sanitaria. I due registri li tiene lo stesso ministero.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #262</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-262--73273035</link><description><![CDATA[«Ci sono soldati ora che si trovano a Gaza e in Libano affinché noi possiamo giocare qui. Ci sono persone che sono morte affinché noi potessimo giocare qui». Lo ha detto Nadav Zilberstein, allenatore della nazionale israeliana under 18, ai suoi giocatori minorenni, prima dell'esordio all'Europeo di categoria in corso fra Trento e Rovereto. Il video lo ha diffuso la Federazione cestistica israeliana. Nessuno gliel'ha rubato.<br /> Il conto dell'altra metà del campo il Comitato olimpico palestinese lo ha depositato alla Camera dei deputati il 13 febbraio 2026: 684 sportivi uccisi dall'ottobre 2023, di cui 178 fra i sei e i vent'anni, circa 290 impianti distrutti fra Gaza e Cisgiordania.<br /> Il primo marzo 2022 la Fiba ha escluso squadre e dirigenti russi da ogni competizione per la violazione della tregua olimpica. La stessa Fiba, il 29 giugno 2025 ai Mondiali under 19 di Losanna, ha assegnato a Israele la vittoria a tavolino sulla Giordania, che si era rifiutata di giocare. Nel rapporto del 16 settembre 2025 la Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha qualificato come genocidio la condotta israeliana nella Striscia.<br /> Prima del torneo i sindaci di Trento e Rovereto, Franco Ianeselli e Giulia Robol, avevano scritto alla federazione israeliana che "il campo da gioco non è un mondo a parte e non è mai neutrale". Il 29 luglio Alleanza verdi e sinistra del Trentino ha chiamato quelle parole "un atto ignobile" che legittima il genocidio di un popolo. Quel giorno il ministero della Salute di Gaza contava 73.335 uccisi dall'ottobre 2023.<br /> La finale si gioca domenica 2 agosto. Fino ad allora resta agli atti la frase con cui una federazione europea ha spiegato a dei diciassettenni che il loro diritto di giocare in Italia si regge su chi muore a Gaza.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73273035</guid><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:43:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73273035/imported_45935b51_3a92_43e2_9ed8_149f21c423ef.mp3" length="1898788" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8ddee967-0308-4a25-8778-2c3977f64259/8ddee967-0308-4a25-8778-2c3977f64259.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8ddee967-0308-4a25-8778-2c3977f64259/8ddee967-0308-4a25-8778-2c3977f64259.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8ddee967-0308-4a25-8778-2c3977f64259/8ddee967-0308-4a25-8778-2c3977f64259.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Ci sono soldati ora che si trovano a Gaza e in Libano affinché noi possiamo giocare qui. Ci sono persone che sono morte affinché noi potessimo giocare qui». Lo ha detto Nadav Zilberstein, allenatore della nazionale israeliana under 18, ai suoi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[«Ci sono soldati ora che si trovano a Gaza e in Libano affinché noi possiamo giocare qui. Ci sono persone che sono morte affinché noi potessimo giocare qui». Lo ha detto Nadav Zilberstein, allenatore della nazionale israeliana under 18, ai suoi giocatori minorenni, prima dell'esordio all'Europeo di categoria in corso fra Trento e Rovereto. Il video lo ha diffuso la Federazione cestistica israeliana. Nessuno gliel'ha rubato.<br /> Il conto dell'altra metà del campo il Comitato olimpico palestinese lo ha depositato alla Camera dei deputati il 13 febbraio 2026: 684 sportivi uccisi dall'ottobre 2023, di cui 178 fra i sei e i vent'anni, circa 290 impianti distrutti fra Gaza e Cisgiordania.<br /> Il primo marzo 2022 la Fiba ha escluso squadre e dirigenti russi da ogni competizione per la violazione della tregua olimpica. La stessa Fiba, il 29 giugno 2025 ai Mondiali under 19 di Losanna, ha assegnato a Israele la vittoria a tavolino sulla Giordania, che si era rifiutata di giocare. Nel rapporto del 16 settembre 2025 la Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha qualificato come genocidio la condotta israeliana nella Striscia.<br /> Prima del torneo i sindaci di Trento e Rovereto, Franco Ianeselli e Giulia Robol, avevano scritto alla federazione israeliana che "il campo da gioco non è un mondo a parte e non è mai neutrale". Il 29 luglio Alleanza verdi e sinistra del Trentino ha chiamato quelle parole "un atto ignobile" che legittima il genocidio di un popolo. Quel giorno il ministero della Salute di Gaza contava 73.335 uccisi dall'ottobre 2023.<br /> La finale si gioca domenica 2 agosto. Fino ad allora resta agli atti la frase con cui una federazione europea ha spiegato a dei diciassettenni che il loro diritto di giocare in Italia si regge su chi muore a Gaza.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #261</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-261--73252154</link><description><![CDATA[Diciottomila e cinquecento pazienti di Gaza aspettano cure che nella Striscia non esistono più, e circa quattromila sono bambini. Uno si chiamava Hussein, dieci anni, leucemia, morto mentre aspettava l'autorizzazione a raggiungere un ospedale a un'ora di strada. Lo ha ricordato in udienza l'avvocata Adi Lustigman, per Physicians for Human Rights Israel e altre quattro organizzazioni. La Corte suprema ha respinto il ricorso per riaprire il corridoio sanitario verso gli ospedali palestinesi di Cisgiordania e Gerusalemme Est. Michele Giorgio ne ha dato conto sul manifesto il 22 luglio.<br /> In aula lo Stato ha riconosciuto che le evacuazioni mediche sono scese a circa il dieci per cento del livello precedente l'ottobre 2023, e i giudici hanno suggerito di mandare i malati in paesi terzi. Nel luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia aveva dichiarato illegale l'occupazione israeliana dei territori palestinesi.<br /> A Londra la stessa parola cambia lingua. Il ministero dell'Interno blocca l'uscita di decine di donne e bambini mentre il Foreign Office si dichiara pronto a farli passare dalla Giordania. Ai legali del dottorando Bassem Abudagga, che descrivevano tende infestate e bombardamenti, il 15 luglio l'Home Office ha risposto che quelle condizioni "non sono considerate tali da costituire circostanze cogenti". In alcuni fascicoli i bambini risultano un rischio per la sicurezza perché vengono da un territorio "in cui operano terroristi".<br /> E l'Italia è il terzo capitolo. Il 28 luglio Autismo Abruzzo ha scritto alla Farnesina e al ministero per le Disabilità chiedendo un corridoio sanitario per Kenan, sei anni, autistico, famiglia registrata all'Unrwa. L'associazione segnala la disponibilità del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi ad accoglierla. La domanda è depositata.<br /> Hussein è morto aspettando e Kenan aspetta. Nel linguaggio degli atti che decidono chi esce da Gaza, morire di attesa resta una circostanza che non è considerata cogente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73252154</guid><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 05:27:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73252154/imported_44c9e73d_3148_47ea_a807_12782ec99ed0.mp3" length="1994919" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f179afe0-5468-46be-afd1-b1f57cf5838a/f179afe0-5468-46be-afd1-b1f57cf5838a.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f179afe0-5468-46be-afd1-b1f57cf5838a/f179afe0-5468-46be-afd1-b1f57cf5838a.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f179afe0-5468-46be-afd1-b1f57cf5838a/f179afe0-5468-46be-afd1-b1f57cf5838a.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Diciottomila e cinquecento pazienti di Gaza aspettano cure che nella Striscia non esistono più, e circa quattromila sono bambini. Uno si chiamava Hussein, dieci anni, leucemia, morto mentre aspettava l'autorizzazione a raggiungere un ospedale a un'ora...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Diciottomila e cinquecento pazienti di Gaza aspettano cure che nella Striscia non esistono più, e circa quattromila sono bambini. Uno si chiamava Hussein, dieci anni, leucemia, morto mentre aspettava l'autorizzazione a raggiungere un ospedale a un'ora di strada. Lo ha ricordato in udienza l'avvocata Adi Lustigman, per Physicians for Human Rights Israel e altre quattro organizzazioni. La Corte suprema ha respinto il ricorso per riaprire il corridoio sanitario verso gli ospedali palestinesi di Cisgiordania e Gerusalemme Est. Michele Giorgio ne ha dato conto sul manifesto il 22 luglio.<br /> In aula lo Stato ha riconosciuto che le evacuazioni mediche sono scese a circa il dieci per cento del livello precedente l'ottobre 2023, e i giudici hanno suggerito di mandare i malati in paesi terzi. Nel luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia aveva dichiarato illegale l'occupazione israeliana dei territori palestinesi.<br /> A Londra la stessa parola cambia lingua. Il ministero dell'Interno blocca l'uscita di decine di donne e bambini mentre il Foreign Office si dichiara pronto a farli passare dalla Giordania. Ai legali del dottorando Bassem Abudagga, che descrivevano tende infestate e bombardamenti, il 15 luglio l'Home Office ha risposto che quelle condizioni "non sono considerate tali da costituire circostanze cogenti". In alcuni fascicoli i bambini risultano un rischio per la sicurezza perché vengono da un territorio "in cui operano terroristi".<br /> E l'Italia è il terzo capitolo. Il 28 luglio Autismo Abruzzo ha scritto alla Farnesina e al ministero per le Disabilità chiedendo un corridoio sanitario per Kenan, sei anni, autistico, famiglia registrata all'Unrwa. L'associazione segnala la disponibilità del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi ad accoglierla. La domanda è depositata.<br /> Hussein è morto aspettando e Kenan aspetta. Nel linguaggio degli atti che decidono chi esce da Gaza, morire di attesa resta una circostanza che non è considerata cogente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #260</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-260--73228290</link><description><![CDATA[Dalla base aerea di Nevatim, senza orario annunciato e senza giornalisti a bordo, il 27 luglio è decollato il Wing of Zion con Benjamin Netanyahu diretto a Washington. Poche ore dopo l'aereo era sopra l'Italia. Ynet, con la firma di Itamar Eichner, aggiunge la riga che sposta la vicenda: la rotta era stata concordata con Roma e Parigi, e i due governi avevano assicurato a Israele il passaggio sicuro.<br /> Sul primo ministro israeliano pende dal 21 novembre 2024 un mandato d'arresto della Corte penale internazionale che gli attribuisce anche il crimine di "affamamento come metodo di guerra", e nel dicembre 2025 la Camera d'appello ha respinto il ricorso con cui Israele chiedeva di cancellarlo. L'Italia è Stato parte dello Statuto di Roma. Quando un gruppo di legali chiese gli atti dei sorvoli precedenti, nell'ottobre 2025, la presidenza del Consiglio rispose per iscritto di "non avere agli atti la documentazione richiesta".<br /> Nelle stesse ore alla Farnesina si aprivano le sessioni tecniche dell'Alleanza globale per la soluzione a due Stati, con una trentina di delegazioni. Per il 29 luglio è previsto il segmento di alto livello copresieduto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal saudita Faisal bin Farhan. A Rainews, il 28 luglio, Tajani ha chiesto che «il governo israeliano dopo la campagna elettorale abbia il coraggio di dire basta e fermare queste persone», i coloni. Il voto israeliano è il 27 ottobre, con tre mesi di attesa.<br /> L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nel rapporto del 23 luglio, conta 59 palestinesi uccisi e oltre centonovanta feriti fra il 15 e il 22 luglio. Dall'annuncio del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, i morti sono 1.180.<br /> «Roma è capitale di pace», ha detto Tajani nella stessa intervista, «siamo stati scelti perché siamo in grado di interloquire con tutti». Il 27 luglio l'interlocuzione con Gerusalemme c'è stata, e ha riguardato un corridoio aereo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73228290</guid><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 05:42:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73228290/imported_d436b7f1_0123_4741_b7f8_96f4f6b35267.mp3" length="2096901" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b200c967-b2a5-41d6-bd80-6d708361e39b/b200c967-b2a5-41d6-bd80-6d708361e39b.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b200c967-b2a5-41d6-bd80-6d708361e39b/b200c967-b2a5-41d6-bd80-6d708361e39b.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b200c967-b2a5-41d6-bd80-6d708361e39b/b200c967-b2a5-41d6-bd80-6d708361e39b.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dalla base aerea di Nevatim, senza orario annunciato e senza giornalisti a bordo, il 27 luglio è decollato il Wing of Zion con Benjamin Netanyahu diretto a Washington. Poche ore dopo l'aereo era sopra l'Italia. Ynet, con la firma di Itamar Eichner,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dalla base aerea di Nevatim, senza orario annunciato e senza giornalisti a bordo, il 27 luglio è decollato il Wing of Zion con Benjamin Netanyahu diretto a Washington. Poche ore dopo l'aereo era sopra l'Italia. Ynet, con la firma di Itamar Eichner, aggiunge la riga che sposta la vicenda: la rotta era stata concordata con Roma e Parigi, e i due governi avevano assicurato a Israele il passaggio sicuro.<br /> Sul primo ministro israeliano pende dal 21 novembre 2024 un mandato d'arresto della Corte penale internazionale che gli attribuisce anche il crimine di "affamamento come metodo di guerra", e nel dicembre 2025 la Camera d'appello ha respinto il ricorso con cui Israele chiedeva di cancellarlo. L'Italia è Stato parte dello Statuto di Roma. Quando un gruppo di legali chiese gli atti dei sorvoli precedenti, nell'ottobre 2025, la presidenza del Consiglio rispose per iscritto di "non avere agli atti la documentazione richiesta".<br /> Nelle stesse ore alla Farnesina si aprivano le sessioni tecniche dell'Alleanza globale per la soluzione a due Stati, con una trentina di delegazioni. Per il 29 luglio è previsto il segmento di alto livello copresieduto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal saudita Faisal bin Farhan. A Rainews, il 28 luglio, Tajani ha chiesto che «il governo israeliano dopo la campagna elettorale abbia il coraggio di dire basta e fermare queste persone», i coloni. Il voto israeliano è il 27 ottobre, con tre mesi di attesa.<br /> L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nel rapporto del 23 luglio, conta 59 palestinesi uccisi e oltre centonovanta feriti fra il 15 e il 22 luglio. Dall'annuncio del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, i morti sono 1.180.<br /> «Roma è capitale di pace», ha detto Tajani nella stessa intervista, «siamo stati scelti perché siamo in grado di interloquire con tutti». Il 27 luglio l'interlocuzione con Gerusalemme c'è stata, e ha riguardato un corridoio aereo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #259</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-259--73205887</link><description><![CDATA[Si chiama legge israeliana sulle immunità delle organizzazioni internazionali. È il testo che da domenica dà esistenza giuridica alla Forza internazionale di stabilizzazione, il contingente che nel piano in venti punti dovrebbe subentrare all'esercito israeliano dentro la Striscia. Il gabinetto di sicurezza l'ha approvata il 26 luglio, con il voto contrario del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir.<br /> Il resto della delibera è un elenco di permessi. Parteciperanno soltanto i Paesi che hanno relazioni diplomatiche con Israele e che non agiscono contro Israele nelle sedi internazionali, e il filtro esclude in partenza gli Stati intervenuti nel procedimento per genocidio aperto davanti alla Corte internazionale di giustizia. Ogni contingente resta soggetto all'approvazione personale del premier e dei ministri della Difesa e degli Esteri. Duecento uomini, per ora, da «Paesi amici come Uganda e Marocco». La stessa fonte che li ha contati al Times of Israel precisa che l'esercito resterà sulla Linea Gialla finché Hamas non sarà disarmato: circa il sessanta per cento della Striscia continua a stare sotto controllo militare. E nel progetto pilota di Rafah i palestinesi che vorranno abitare negli alloggi temporanei dovranno superare uno screening di sicurezza per entrare in una città palestinese.<br /> Lunedì mattina un drone ha ferito tre pescatori davanti al porto di Gaza City, riferisce l'Unione dei comitati dei pescatori. Quell'acqua la delibera di domenica la classifica come area fuori dal controllo israeliano.<br /> Torniamo al 17 novembre 2025, risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza: "man mano che la Isf stabilisce il controllo e la stabilità, le forze di difesa israeliane si ritireranno dalla Striscia di Gaza". Il punto sedici del piano è una riga sola: "Israele non occuperà né annetterà Gaza". Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Consiglio di pace, ha salutato la decisione come presa "in conformità con la risoluzione 2803".<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73205887</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 03:48:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73205887/imported_5309749e_d842_4027_a625_5af532209925.mp3" length="2038386" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/50eca63e-41ba-446d-835f-d5b7f5cc2acc/50eca63e-41ba-446d-835f-d5b7f5cc2acc.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/50eca63e-41ba-446d-835f-d5b7f5cc2acc/50eca63e-41ba-446d-835f-d5b7f5cc2acc.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/50eca63e-41ba-446d-835f-d5b7f5cc2acc/50eca63e-41ba-446d-835f-d5b7f5cc2acc.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si chiama legge israeliana sulle immunità delle organizzazioni internazionali. È il testo che da domenica dà esistenza giuridica alla Forza internazionale di stabilizzazione, il contingente che nel piano in venti punti dovrebbe subentrare all'esercito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si chiama legge israeliana sulle immunità delle organizzazioni internazionali. È il testo che da domenica dà esistenza giuridica alla Forza internazionale di stabilizzazione, il contingente che nel piano in venti punti dovrebbe subentrare all'esercito israeliano dentro la Striscia. Il gabinetto di sicurezza l'ha approvata il 26 luglio, con il voto contrario del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir.<br /> Il resto della delibera è un elenco di permessi. Parteciperanno soltanto i Paesi che hanno relazioni diplomatiche con Israele e che non agiscono contro Israele nelle sedi internazionali, e il filtro esclude in partenza gli Stati intervenuti nel procedimento per genocidio aperto davanti alla Corte internazionale di giustizia. Ogni contingente resta soggetto all'approvazione personale del premier e dei ministri della Difesa e degli Esteri. Duecento uomini, per ora, da «Paesi amici come Uganda e Marocco». La stessa fonte che li ha contati al Times of Israel precisa che l'esercito resterà sulla Linea Gialla finché Hamas non sarà disarmato: circa il sessanta per cento della Striscia continua a stare sotto controllo militare. E nel progetto pilota di Rafah i palestinesi che vorranno abitare negli alloggi temporanei dovranno superare uno screening di sicurezza per entrare in una città palestinese.<br /> Lunedì mattina un drone ha ferito tre pescatori davanti al porto di Gaza City, riferisce l'Unione dei comitati dei pescatori. Quell'acqua la delibera di domenica la classifica come area fuori dal controllo israeliano.<br /> Torniamo al 17 novembre 2025, risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza: "man mano che la Isf stabilisce il controllo e la stabilità, le forze di difesa israeliane si ritireranno dalla Striscia di Gaza". Il punto sedici del piano è una riga sola: "Israele non occuperà né annetterà Gaza". Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Consiglio di pace, ha salutato la decisione come presa "in conformità con la risoluzione 2803".<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #258</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-258--73162248</link><description><![CDATA[Le ricostruzioni di Gaza dopo le offensive del 2008-09, del 2014 e del 2021 sono costate insieme dieci miliardi di dollari a valori attuali. Il conto della quarta, presentato il 23 luglio da Oxfam con il Palestine Economic Policy Research Institute e il Palestine Trade Centre, è di 71,4 miliardi in dieci anni. Sette volte le tre precedenti sommate.<br /> Quel salto misura vent'anni di ricostruzioni impedite. Ogni piano è rimasto soffocato dal blocco e dall'offensiva successiva, arrivata prima della fine dei lavori. Chi aspettava di rientrare in casa dopo il 2014 non ci è mai tornato: quelle case sono andate in cenere nel 2023. Il rapporto, costruito su stime di Nazioni Unite, Unione europea e Banca mondiale, calcola 57,9 miliardi di danni e perdite e stima lo sviluppo umano arretrato di 77 anni in meno di tre. Prima che apra un cantiere vanno rimossi 66 milioni di tonnellate di macerie.<br /> Lo stesso giorno l'IPC ha diffuso la nuova analisi alimentare, rilanciata da FAO, UNICEF e Programma alimentare mondiale. Il titolo che ha fatto il giro del mondo dice che la carestia è finita. Le pagine sotto contano 1,4 milioni di persone in crisi alimentare o peggio, il 67% della popolazione, e 74 mila bambini che entro l'aprile 2027 avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta. Il programma che li nutre non raggiunge tutti e i fondi finiscono. Un solo valico aperto, Kerem Shalom. Oltre il 70% dei terreni agricoli resta inaccessibile, e il documento precisa che lo è a prescindere dai danni. Utilizzabile il 3%. Il mare resta vietato.<br /> Quanto si mangia a Gaza e quanto costerà rialzarla dipendono dalla stessa variabile: il permesso. Nel settembre 2025 la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso un genocidio. Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, nomina gli Stati che hanno armato o coperto quella distruzione, Italia compresa: «devono contribuire alla riparazione dei danni».<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73162248</guid><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 03:31:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73162248/imported_40847dda_53c0_4292_a137_803e12437997.mp3" length="2152489" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8fbf031-7482-497b-b986-08f6b08a4f1e/d8fbf031-7482-497b-b986-08f6b08a4f1e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8fbf031-7482-497b-b986-08f6b08a4f1e/d8fbf031-7482-497b-b986-08f6b08a4f1e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d8fbf031-7482-497b-b986-08f6b08a4f1e/d8fbf031-7482-497b-b986-08f6b08a4f1e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le ricostruzioni di Gaza dopo le offensive del 2008-09, del 2014 e del 2021 sono costate insieme dieci miliardi di dollari a valori attuali. 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Prima che apra un cantiere vanno rimossi 66 milioni di tonnellate di macerie.<br /> Lo stesso giorno l'IPC ha diffuso la nuova analisi alimentare, rilanciata da FAO, UNICEF e Programma alimentare mondiale. Il titolo che ha fatto il giro del mondo dice che la carestia è finita. Le pagine sotto contano 1,4 milioni di persone in crisi alimentare o peggio, il 67% della popolazione, e 74 mila bambini che entro l'aprile 2027 avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta. Il programma che li nutre non raggiunge tutti e i fondi finiscono. Un solo valico aperto, Kerem Shalom. Oltre il 70% dei terreni agricoli resta inaccessibile, e il documento precisa che lo è a prescindere dai danni. Utilizzabile il 3%. Il mare resta vietato.<br /> Quanto si mangia a Gaza e quanto costerà rialzarla dipendono dalla stessa variabile: il permesso. Nel settembre 2025 la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso un genocidio. Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, nomina gli Stati che hanno armato o coperto quella distruzione, Italia compresa: «devono contribuire alla riparazione dei danni».<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #257</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-257--73138775</link><description><![CDATA[A Gaza si cucina bruciando rifiuti e cartone. Il 20 luglio una squadra dell'Ufficio Onu per gli affari umanitari, l'Ocha, ha visitato due siti di sfollati a Gaza City. Ha trovato due tende danneggiate dal fuoco domestico, con dentro materassi, coperte e vestiti dei bambini bruciati. La ragione l'Ocha l'ha messa per iscritto: "Bombole di gas e fornelli da cucina non sono stati autorizzati a entrare a Gaza dall'escalation delle ostilità dell'ottobre 2023, e il gas da cucina è disponibile solo in quantità molto limitate e a prezzi altissimi".<br /> Nella seconda settimana di luglio, secondo la Camera di commercio di Gaza, il settore privato ha ritirato meno di ventiquattro camion di gas da cucina, il 2,5 per cento dei mezzi entrati nella Striscia. Negli stessi giorni le agenzie umanitarie hanno consegnato kit da cucina a circa tredicimila famiglie. Utensili senza fiamma.<br /> Il 21 luglio, a Ginevra, il portavoce dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani Thameen Al Kheetan ha registrato almeno 57 palestinesi uccisi dall'esercito israeliano fra il 13 e il 20 luglio, sei minori e otto donne. Trentaquattro erano lontani dalla Linea gialla. «L'intera Striscia di Gaza è sotto occupazione israeliana», ha detto, e da quella frase discende chi decide cosa entra. Il parere della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 lo aveva già scritto: quella presenza è illegale e va fatta cessare.<br /> A Cipro, intanto, attivisti italiani e internazionali recuperano le barche della Global Sumud Flotilla lasciate alla deriva dopo l'abbordaggio. Hanno ritrovato vele tagliate a coltellate e caffè versato nei serbatoi.<br /> L'Ocha chiude la nota con una richiesta che non nomina chi dovrebbe accoglierla: "Il gas da cucina deve poter entrare regolarmente nella Striscia". Nove mesi dopo l'annuncio della tregua il fuoco, a Gaza, lo accendono gli sfollati per mangiare e l'esercito israeliano lungo la linea di demarcazione, anche contro chi non è una minaccia immediata.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73138775</guid><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 04:58:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73138775/imported_5a265a71_a4c1_48c6_87b8_e58527357440.mp3" length="2067226" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3756d2f1-593a-4499-afbb-033aa0dd7fbf/3756d2f1-593a-4499-afbb-033aa0dd7fbf.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3756d2f1-593a-4499-afbb-033aa0dd7fbf/3756d2f1-593a-4499-afbb-033aa0dd7fbf.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/3756d2f1-593a-4499-afbb-033aa0dd7fbf/3756d2f1-593a-4499-afbb-033aa0dd7fbf.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza si cucina bruciando rifiuti e cartone. 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La ragione l'Ocha l'ha messa per iscritto: "Bombole di gas e fornelli da cucina non sono stati autorizzati a entrare a Gaza dall'escalation delle ostilità dell'ottobre 2023, e il gas da cucina è disponibile solo in quantità molto limitate e a prezzi altissimi".<br /> Nella seconda settimana di luglio, secondo la Camera di commercio di Gaza, il settore privato ha ritirato meno di ventiquattro camion di gas da cucina, il 2,5 per cento dei mezzi entrati nella Striscia. Negli stessi giorni le agenzie umanitarie hanno consegnato kit da cucina a circa tredicimila famiglie. Utensili senza fiamma.<br /> Il 21 luglio, a Ginevra, il portavoce dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani Thameen Al Kheetan ha registrato almeno 57 palestinesi uccisi dall'esercito israeliano fra il 13 e il 20 luglio, sei minori e otto donne. Trentaquattro erano lontani dalla Linea gialla. «L'intera Striscia di Gaza è sotto occupazione israeliana», ha detto, e da quella frase discende chi decide cosa entra. Il parere della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 lo aveva già scritto: quella presenza è illegale e va fatta cessare.<br /> A Cipro, intanto, attivisti italiani e internazionali recuperano le barche della Global Sumud Flotilla lasciate alla deriva dopo l'abbordaggio. Hanno ritrovato vele tagliate a coltellate e caffè versato nei serbatoi.<br /> L'Ocha chiude la nota con una richiesta che non nomina chi dovrebbe accoglierla: "Il gas da cucina deve poter entrare regolarmente nella Striscia". Nove mesi dopo l'annuncio della tregua il fuoco, a Gaza, lo accendono gli sfollati per mangiare e l'esercito israeliano lungo la linea di demarcazione, anche contro chi non è una minaccia immediata.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #256</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-256--73120737</link><description><![CDATA[Un ragazzo con la maglietta "Unità israeliana" corre incontro a Gadi Eisenkot a braccia aperte, e all'ultimo l'ex capo di stato maggiore lo scansa per abbracciare il deputato arabo Mansour Abbas. Lo spot elettorale generato con l'intelligenza artificiale lo ha diffuso lunedì sera Benjamin Netanyahu. In molti hanno riconosciuto in quel ragazzo Gal Eisenkot, figlio del rivale, ucciso a Gaza nel dicembre 2023 mentre serviva da riservista in un'unità commando. Ai suoi funerali c'era anche Netanyahu.<br /> Sullo schermo la scritta chiude il ragionamento: "Eisenkot non ha un governo senza Yair Golan e i partiti arabi". Dopo le reazioni il Likud ha ritirato la figura del giovane e l'ha rimpiazzata con una donna. Netanyahu ha parlato di un "tentativo scioccante di elementi estremisti di creare false teorie del complotto". Il caduto esce dall'inquadratura, il messaggio resta.<br /> Einav Zangauker, madre di Matan tenuto ostaggio per 738 giorni, ha scritto che vedendo Eisenkot correre a braccia aperte aveva immaginato Gal andargli incontro. Quell'abbraccio, ha aggiunto, avrebbe scaldato il cuore.<br /> Il giorno dopo il presidente Isaac Herzog si è rivolto al Paese alla vigilia di Tisha b'Av: «le elezioni non sono una guerra civile». Ha chiesto ai candidati di non trasformare gli avversari in nemici e ha ammonito sulla responsabilità di ciò che si diffonde in rete. Nomi non ne ha fatti.<br /> Intanto la stessa offensiva che ha ucciso Gal Eisenkot ha ucciso oltre 73.000 palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza. Per quell'offensiva la Corte penale internazionale ha emesso nel novembre 2024 un mandato d'arresto contro Netanyahu, con l'accusa di "fame come metodo di guerra" e di attacchi intenzionali contro i civili. Quei morti non hanno un volto da aggiungere o togliere da un video. Restano una cifra, mentre un caduto israeliano diventa materiale da campagna e poi, appena conviene, torna invisibile.<br /> ta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73120737</guid><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 05:41:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73120737/imported_e4e5d780_0d6a_442e_ad5e_d28eb0e01dbd.mp3" length="1963154" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4afea8a3-8f5d-457b-9b73-6352058d5665/4afea8a3-8f5d-457b-9b73-6352058d5665.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4afea8a3-8f5d-457b-9b73-6352058d5665/4afea8a3-8f5d-457b-9b73-6352058d5665.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4afea8a3-8f5d-457b-9b73-6352058d5665/4afea8a3-8f5d-457b-9b73-6352058d5665.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un ragazzo con la maglietta "Unità israeliana" corre incontro a Gadi Eisenkot a braccia aperte, e all'ultimo l'ex capo di stato maggiore lo scansa per abbracciare il deputato arabo Mansour Abbas. 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Il caduto esce dall'inquadratura, il messaggio resta.<br /> Einav Zangauker, madre di Matan tenuto ostaggio per 738 giorni, ha scritto che vedendo Eisenkot correre a braccia aperte aveva immaginato Gal andargli incontro. Quell'abbraccio, ha aggiunto, avrebbe scaldato il cuore.<br /> Il giorno dopo il presidente Isaac Herzog si è rivolto al Paese alla vigilia di Tisha b'Av: «le elezioni non sono una guerra civile». Ha chiesto ai candidati di non trasformare gli avversari in nemici e ha ammonito sulla responsabilità di ciò che si diffonde in rete. Nomi non ne ha fatti.<br /> Intanto la stessa offensiva che ha ucciso Gal Eisenkot ha ucciso oltre 73.000 palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza. Per quell'offensiva la Corte penale internazionale ha emesso nel novembre 2024 un mandato d'arresto contro Netanyahu, con l'accusa di "fame come metodo di guerra" e di attacchi intenzionali contro i civili. Quei morti non hanno un volto da aggiungere o togliere da un video. Restano una cifra, mentre un caduto israeliano diventa materiale da campagna e poi, appena conviene, torna invisibile.<br /> ta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #255</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-255--73100348</link><description><![CDATA[Ventitré chilometri di terrapieno tagliano oggi la Striscia di Gaza, e non li ha ordinati un tribunale. Le immagini satellitari di Planet Labs, verificate da Associated Press, mostrano l'esercito israeliano che cola nella terra un muro continuo lungo la Linea Gialla, per separare oltre il 50 per cento che controlla, ormai macerie svuotate, dal resto dell'enclave. Interpellato, l'Idf ha confermato di avere costruito la barriera. Nel solo tratto tra Rafah e Muwasi il rilevato è passato da 500 metri il primo luglio a 2,4 chilometri il 15.<br /> L'accordo in venti punti dell'ottobre 2025, avallato a novembre dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, descriveva quella linea come provvisoria, in attesa di un ritiro da fissare a una data "da determinare", e impegnava Israele a non annettere Gaza. A dicembre il capo di stato maggiore Eyal Zamir l'ha chiamata «nuovo confine». Da febbraio i bulldozer la scrivono nella terra. È quello che la Corte internazionale di giustizia, nel parere del 19 luglio 2024, definisce occupazione illegale: presenza e appropriazione che ogni giorno violano il diritto.<br /> Ciò che il terrapieno costruisce in silenzio, un corteo lo ha gridato. Il 19 luglio il movimento di coloni Nachala ha marciato verso il confine per «tornare a casa dopo 21 anni», dentro l'area che l'esercito aveva dichiarato zona militare chiusa. Il ministro dell'Economia Nir Barkat ha sfondato un posto di blocco con scarsa resistenza dei soldati; secondo gli organizzatori hanno sfilato 28 tra ministri e parlamentari. Itamar Ben Gvir ha rivendicato il controllo del 70 per cento del territorio e ha detto che Gaza appartiene a Israele.<br /> Dall'inizio della tregua il Ministero della Salute di Gaza conta 1.158 morti, la maggior parte lungo quella linea. Sulla carta la data del ritiro resta "da determinare". Sul terreno ha smesso di servire: la si legge nei ventitré chilometri di terra spostata.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73100348</guid><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 06:04:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73100348/imported_b4170feb_a1f5_4457_acf8_1ae331296a93.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0b1e5e78-c0ce-4301-8283-9cd2ab624a33/0b1e5e78-c0ce-4301-8283-9cd2ab624a33.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0b1e5e78-c0ce-4301-8283-9cd2ab624a33/0b1e5e78-c0ce-4301-8283-9cd2ab624a33.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/0b1e5e78-c0ce-4301-8283-9cd2ab624a33/0b1e5e78-c0ce-4301-8283-9cd2ab624a33.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ventitré chilometri di terrapieno tagliano oggi la Striscia di Gaza, e non li ha ordinati un tribunale. 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A dicembre il capo di stato maggiore Eyal Zamir l'ha chiamata «nuovo confine». Da febbraio i bulldozer la scrivono nella terra. È quello che la Corte internazionale di giustizia, nel parere del 19 luglio 2024, definisce occupazione illegale: presenza e appropriazione che ogni giorno violano il diritto.<br /> Ciò che il terrapieno costruisce in silenzio, un corteo lo ha gridato. Il 19 luglio il movimento di coloni Nachala ha marciato verso il confine per «tornare a casa dopo 21 anni», dentro l'area che l'esercito aveva dichiarato zona militare chiusa. Il ministro dell'Economia Nir Barkat ha sfondato un posto di blocco con scarsa resistenza dei soldati; secondo gli organizzatori hanno sfilato 28 tra ministri e parlamentari. Itamar Ben Gvir ha rivendicato il controllo del 70 per cento del territorio e ha detto che Gaza appartiene a Israele.<br /> Dall'inizio della tregua il Ministero della Salute di Gaza conta 1.158 morti, la maggior parte lungo quella linea. Sulla carta la data del ritiro resta "da determinare". 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In Cisgiordania occupata, quella che la Corte internazionale di giustizia nel luglio 2024 ha definito occupazione illegale, il denaro c'è e non si può spendere.<br /> Le banche palestinesi trattengono più shekel di quanti ne sappiano gestire. La Banca d'Israele fissa a 18 miliardi di shekel l'anno, 5,9 miliardi di dollari, il tetto del contante che possono restituire al sistema israeliano. Se ne accumulano circa 30, stima l'economista Moayad Afaneh, e il resto resta fermo, impossibile da convertire in moneta elettronica per pagare fornitori e bonifici. Mohammad Manasra, vicegovernatore dell'Autorità monetaria palestinese, la chiama «guerra economica». A Gaza lo stesso assedio ha prodotto l'effetto contrario, la penuria di contante, e sono due tecniche diverse per un solo esito, un'economia a cui è tolta la moneta come strumento di vita.<br /> Il meccanismo è deliberato. Dall'ottobre 2023 la Banca d'Israele non alza più la quota, come faceva prima per assorbire l'eccesso. Ad aprile 2024 il governo ha trattenuto le entrate fiscali dovute all'Autorità palestinese, che da allora paga metà degli stipendi pubblici. Da metà 2025 Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e con delega sulla Cisgiordania dentro il ministero della Difesa, esige la firma personale su quei trasferimenti. Uno studio del Fondo monetario del 2022 calcolava già un quinto di profitti bancari in meno. Oggi, dice Afaneh, molto di più.<br /> Torniamo a settembre 2025, sempre lui. Smotrich annuncia che userà «tutti gli strumenti» per impedire lo Stato palestinese, «strangolamento economico» compreso. Interpellato adesso dall'agenzia AP, il suo ufficio non risponde. Del resto la dichiarazione era già un programma, e il programma è in funzione.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73081482</guid><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 05:45:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73081482/imported_502df6c0_6fd8_475c_ae6a_28d55d84608c.mp3" length="1943928" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a2cfcf88-fc15-4625-9d54-a1ae732182c4/a2cfcf88-fc15-4625-9d54-a1ae732182c4.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a2cfcf88-fc15-4625-9d54-a1ae732182c4/a2cfcf88-fc15-4625-9d54-a1ae732182c4.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a2cfcf88-fc15-4625-9d54-a1ae732182c4/a2cfcf88-fc15-4625-9d54-a1ae732182c4.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Ramallah un benzinaio rifiuta le banconote di un cliente venuto a fare il pieno: la sua banca ha smesso di accettare contante in deposito perché i caveau sono pieni. 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A Gaza lo stesso assedio ha prodotto l'effetto contrario, la penuria di contante, e sono due tecniche diverse per un solo esito, un'economia a cui è tolta la moneta come strumento di vita.<br /> Il meccanismo è deliberato. Dall'ottobre 2023 la Banca d'Israele non alza più la quota, come faceva prima per assorbire l'eccesso. Ad aprile 2024 il governo ha trattenuto le entrate fiscali dovute all'Autorità palestinese, che da allora paga metà degli stipendi pubblici. Da metà 2025 Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e con delega sulla Cisgiordania dentro il ministero della Difesa, esige la firma personale su quei trasferimenti. Uno studio del Fondo monetario del 2022 calcolava già un quinto di profitti bancari in meno. Oggi, dice Afaneh, molto di più.<br /> Torniamo a settembre 2025, sempre lui. Smotrich annuncia che userà «tutti gli strumenti» per impedire lo Stato palestinese, «strangolamento economico» compreso. Interpellato adesso dall'agenzia AP, il suo ufficio non risponde. 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È la dichiarazione con cui la Colombia è intervenuta, ai sensi dell'articolo 63 dello Statuto, nella causa che il Sudafrica ha aperto contro Israele per genocidio a Gaza. Nel testo Bogotá scrive di volere "la sicurezza e, di fatto, l'esistenza stessa del popolo palestinese".<br /> Il 16 luglio l'ufficio del presidente eletto Abelardo de la Espriella ha annunciato che quel documento verrà ritirato. Lo dice così: la Colombia "riprenderà una posizione seria e responsabile sulla scena internazionale, anche all'interno del sistema delle Nazioni Unite". L'insediamento è fissato al 7 agosto. A Washington il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha già incontrato il futuro omologo Omar Bula Escobar, e il conto è presto fatto: relazioni piene, visti aboliti, ambasciata a Gerusalemme. Sarebbe la nona, dopo Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Kosovo, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Fiji e Somaliland. Gustavo Petro, che quel documento lo aveva voluto, ha scritto del successore: "Chi sostiene il genocidio ne è complice".<br /> Tre giorni prima, il 13 luglio, il Dipartimento di Stato americano aveva annunciato una campagna per "disabilitare sistematicamente" la Corte penale internazionale. Prevede telefonate ai 125 Stati parte perché escano dallo Statuto di Roma, revoche di visti al personale, sanzioni a chi collabora. Corti diverse, metodo identico. Nessuno dei due atti discute una prova, una perizia, un fatto. Si lavora sull'elenco dei presenti.<br /> Giovedì Tina Marinari, di Amnesty International Italia, è stata ascoltata dal Comitato permanente sui diritti umani della Camera. Le espressioni di preoccupazione degli Stati sono ormai «un cinico alibi», ha detto, e la loro inazione rientra fra gli elementi del genocidio in corso.<br /> Restano due frasi scritte dallo stesso Stato a ventisette mesi di distanza. Nella prima c'era l'esistenza del popolo palestinese. Nella seconda c'è la parola "responsabile".<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73042189</guid><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 08:41:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73042189/imported_55a6cea7_a4e5_4462_9751_7e42d89501bd.mp3" length="2049671" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/171241a5-0941-4cca-8b4a-8bd42a2d387c/171241a5-0941-4cca-8b4a-8bd42a2d387c.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/171241a5-0941-4cca-8b4a-8bd42a2d387c/171241a5-0941-4cca-8b4a-8bd42a2d387c.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/171241a5-0941-4cca-8b4a-8bd42a2d387c/171241a5-0941-4cca-8b4a-8bd42a2d387c.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sta agli atti della Corte internazionale di giustizia dal 5 aprile 2024. 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L'ufficio ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati elenca così, nel comunicato del 3 giugno 2026, le attività durante le quali i poliziotti di Gaza vengono colpiti. Da gennaio almeno dodici attacchi contro la polizia, 53 morti, di cui 35 agenti, cinque bambini e una donna. Il 31 gennaio la stazione di Ash Sheikh Radwan, undici uccisi, fra loro detenuti e gente venuta a sbrigare una pratica.<br /> Poi c'è la riga che nessuno cita. Mayy El Sheikh, portavoce dell'ufficio, l'ha detta a UN News: «Israele in quanto potenza occupante ha l'obbligo, in base al diritto internazionale, di garantire l'ordine civile e pubblico per i palestinesi che vivono sotto l'occupazione». Quella dichiarata illegale dalla Corte internazionale di giustizia nel parere del luglio 2024. L'obbligo viaggia insieme al territorio.<br /> Martedì un raid ha colpito il commissariato di Jabaliya. Una donna e sei agenti uccisi, fra loro il colonnello Mohamad Marwan Salem, capo della stazione, secondo il ministero dell'Interno di Gaza citato da Associated Press. L'esercito israeliano ha dichiarato che quattro erano miliziani di Hamas e ha omesso le prove, e pure quali attività militari si svolgessero dentro quel commissariato. Dall'inizio del "cessate il fuoco" di ottobre i morti a Gaza sono 1.123. Il totale è 73.264.<br /> Ieri notte il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth. Il comunicato del suo ufficio, ripreso da Adnkronos alle 8.26 di stamattina, registra "la determinazione di Israele a rimanere nelle zone di sicurezza in Siria, a Gaza e in Libano al fine di proteggere i confini di Israele e le comunità situate vicino al confine". I confini di Israele. L'ordine dentro Gaza è la parte del mandato che dai verbali non risulta.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73022069</guid><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 05:46:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73022069/imported_52cf30bb_7be0_496c_b98b_2c16728ad820.mp3" length="1908401" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/44ebbb9b-1f76-40a2-89db-01d55eb16a7a/44ebbb9b-1f76-40a2-89db-01d55eb16a7a.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/44ebbb9b-1f76-40a2-89db-01d55eb16a7a/44ebbb9b-1f76-40a2-89db-01d55eb16a7a.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/44ebbb9b-1f76-40a2-89db-01d55eb16a7a/44ebbb9b-1f76-40a2-89db-01d55eb16a7a.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dirigevano il traffico, pattugliavano strade e mercati. L'ufficio ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati elenca così, nel comunicato del 3 giugno 2026, le attività durante le quali i poliziotti di Gaza vengono colpiti. Da gennaio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dirigevano il traffico, pattugliavano strade e mercati. L'ufficio ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati elenca così, nel comunicato del 3 giugno 2026, le attività durante le quali i poliziotti di Gaza vengono colpiti. Da gennaio almeno dodici attacchi contro la polizia, 53 morti, di cui 35 agenti, cinque bambini e una donna. Il 31 gennaio la stazione di Ash Sheikh Radwan, undici uccisi, fra loro detenuti e gente venuta a sbrigare una pratica.<br /> Poi c'è la riga che nessuno cita. Mayy El Sheikh, portavoce dell'ufficio, l'ha detta a UN News: «Israele in quanto potenza occupante ha l'obbligo, in base al diritto internazionale, di garantire l'ordine civile e pubblico per i palestinesi che vivono sotto l'occupazione». Quella dichiarata illegale dalla Corte internazionale di giustizia nel parere del luglio 2024. L'obbligo viaggia insieme al territorio.<br /> Martedì un raid ha colpito il commissariato di Jabaliya. Una donna e sei agenti uccisi, fra loro il colonnello Mohamad Marwan Salem, capo della stazione, secondo il ministero dell'Interno di Gaza citato da Associated Press. L'esercito israeliano ha dichiarato che quattro erano miliziani di Hamas e ha omesso le prove, e pure quali attività militari si svolgessero dentro quel commissariato. Dall'inizio del "cessate il fuoco" di ottobre i morti a Gaza sono 1.123. Il totale è 73.264.<br /> Ieri notte il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth. Il comunicato del suo ufficio, ripreso da Adnkronos alle 8.26 di stamattina, registra "la determinazione di Israele a rimanere nelle zone di sicurezza in Siria, a Gaza e in Libano al fine di proteggere i confini di Israele e le comunità situate vicino al confine". I confini di Israele. L'ordine dentro Gaza è la parte del mandato che dai verbali non risulta.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #251</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-251--73011009</link><description><![CDATA[«Vergogna», gli hanno gridato i deputati dell'opposizione quando è entrato in aula. Benjamin Netanyahu è uscito poco dopo e al voto non è tornato. Il 14 luglio la Knesset ha approvato per 58 voti contro 54 la legge che sospende arresti e procedimenti penali contro i renitenti alla leva ultraortodossi fino al 30 novembre. Riguarda circa 72.000 uomini finora perseguibili, secondo le cifre del procuratore generale. L'Israel Democracy Institute rileva che il termine cade nel periodo elettorale e slitta in automatico di quattro mesi. Sei, in tutto.<br /> Il giorno prima era passata 63 a 52 la Legge Fondamentale che iscrive lo studio della Torah fra i "valori fondanti" dello Stato. Nello stesso pacchetto la leva obbligatoria per tutti gli altri sale a 32 mesi. Si vota il 27 ottobre e i partiti haredi trattano.<br /> Il 13 luglio il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha scritto a Netanyahu, al ministro della Difesa Israel Katz e al capo della commissione Difesa Boaz Bismuth che il testo è "chiaramente e inequivocabilmente incoerente" con i bisogni dell'esercito. È "inconcepibile", ha aggiunto, che il sistema militare sotto il suo comando, "che chiede ai suoi un sacrificio senza precedenti", partecipi a esenzioni di massa dalla persecuzione penale.<br /> Insomma la necessità esistenziale, quella invocata per tenere aperto a Gaza ciò che la Commissione d'inchiesta dell'Onu ha qualificato nel 2025 come genocidio, si esenta a piacere quando servono voti. Intanto Benoit Vasseur, coordinatore di Medici Senza Frontiere nei Territori palestinesi, ha dichiarato il 14 luglio che dal 9 le sue squadre hanno soccorso quattro bambini colpiti da proiettili israeliani. Un quattordicenne colpito due volte vicino alla linea gialla, poi bambini di otto, nove e dieci anni. Il Ministero della Salute di Gaza conta 1.108 uccisi dall'ottobre 2025.<br /> Moshe Gafni, il deputato ultraortodosso che ha promosso la legge, l'ha definita «una bussola per i valori dello Stato». E indica esattamente dove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/73011009</guid><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:08:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/73011009/imported_31feb045_b97e_4ff9_9b8a_a4ba7f1018e4.mp3" length="2078511" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/dbcf43fd-fd05-4593-bd65-38b8a296711e/dbcf43fd-fd05-4593-bd65-38b8a296711e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/dbcf43fd-fd05-4593-bd65-38b8a296711e/dbcf43fd-fd05-4593-bd65-38b8a296711e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/dbcf43fd-fd05-4593-bd65-38b8a296711e/dbcf43fd-fd05-4593-bd65-38b8a296711e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Vergogna», gli hanno gridato i deputati dell'opposizione quando è entrato in aula. 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Si vota il 27 ottobre e i partiti haredi trattano.<br /> Il 13 luglio il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha scritto a Netanyahu, al ministro della Difesa Israel Katz e al capo della commissione Difesa Boaz Bismuth che il testo è "chiaramente e inequivocabilmente incoerente" con i bisogni dell'esercito. È "inconcepibile", ha aggiunto, che il sistema militare sotto il suo comando, "che chiede ai suoi un sacrificio senza precedenti", partecipi a esenzioni di massa dalla persecuzione penale.<br /> Insomma la necessità esistenziale, quella invocata per tenere aperto a Gaza ciò che la Commissione d'inchiesta dell'Onu ha qualificato nel 2025 come genocidio, si esenta a piacere quando servono voti. Intanto Benoit Vasseur, coordinatore di Medici Senza Frontiere nei Territori palestinesi, ha dichiarato il 14 luglio che dal 9 le sue squadre hanno soccorso quattro bambini colpiti da proiettili israeliani. Un quattordicenne colpito due volte vicino alla linea gialla, poi bambini di otto, nove e dieci anni. Il Ministero della Salute di Gaza conta 1.108 uccisi dall'ottobre 2025.<br /> Moshe Gafni, il deputato ultraortodosso che ha promosso la legge, l'ha definita «una bussola per i valori dello Stato». E indica esattamente dove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #250</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-250--72984605</link><description><![CDATA[Nello stesso palazzo di Bruxelles, lunedì, i ministri dei Ventisette hanno annunciato quasi un miliardo per ricostruire Gaza e lo stesso giorno hanno lasciato cadere l'unica misura che avrebbe toccato Israele.<br /> Il denaro ha un nome, Team Gaza Initiative: 883,6 milioni di euro annunciati al vertice dei donatori per la Palestina, con al tavolo il premier palestinese Mohammad Mustafa e 65 delegazioni. «L'Unione europea è il partner più affidabile e credibile del popolo palestinese», ha detto l'Alta rappresentante Kaja Kallas.<br /> La misura scomparsa è il divieto di importare i prodotti delle colonie illegali, quella che per Kallas ha raccolto «il maggior sostegno». Si è arenata su una lite di etichetta: se è sanzione serve l'unanimità dei Ventisette, se è atto commerciale basta la maggioranza qualificata. Antonio Tajani ha chiuso alla seconda strada: «Credo che debba essere approvata all'unanimità visto che si tratta di una scelta politica e non commerciale». Così il veto di un solo governo basta a fermare tutto.<br /> L'Europa è il primo partner commerciale di Israele, quasi 70 miliardi di interscambio nel 2024 secondo Eurostat. È più o meno quanto l'ONU stima per ricostruire Gaza. La leva c'è. Il parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024 dice che gli Stati sono obbligati a non sostenere con il commercio l'occupazione dei territori palestinesi.<br /> Intanto la Striscia. Il cessate il fuoco vige dal 10 ottobre e i raid tornano quasi ogni giorno: il 12 luglio l'Associated Press ha contato sei morti, una bambina di nove anni tra loro. Oxfam Italia stima oltre 73.000 uccisi, più di mille dal cessate il fuoco, due milioni schiacciati sul 35% del territorio, con meno di sei litri d'acqua al giorno.<br /> Dopo il mancato accordo la portavoce di Oxfam Bushra Khalidi lo ha messo per iscritto: "Il cessate il fuoco a Gaza esiste solo di nome". L'unanimità è il nome che l'Europa dà al proprio rifiuto. Il divieto, per la Corte dell'Aia, è già un obbligo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72984605</guid><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:59:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72984605/imported_f43dca54_5b77_4e55_88c6_7887b552f6ae.mp3" length="2128666" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22efd378-85a2-4036-8c85-2f770089f777/22efd378-85a2-4036-8c85-2f770089f777.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22efd378-85a2-4036-8c85-2f770089f777/22efd378-85a2-4036-8c85-2f770089f777.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22efd378-85a2-4036-8c85-2f770089f777/22efd378-85a2-4036-8c85-2f770089f777.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nello stesso palazzo di Bruxelles, lunedì, i ministri dei Ventisette hanno annunciato quasi un miliardo per ricostruire Gaza e lo stesso giorno hanno lasciato cadere l'unica misura che avrebbe toccato Israele.
Il denaro ha un nome, Team Gaza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nello stesso palazzo di Bruxelles, lunedì, i ministri dei Ventisette hanno annunciato quasi un miliardo per ricostruire Gaza e lo stesso giorno hanno lasciato cadere l'unica misura che avrebbe toccato Israele.<br /> Il denaro ha un nome, Team Gaza Initiative: 883,6 milioni di euro annunciati al vertice dei donatori per la Palestina, con al tavolo il premier palestinese Mohammad Mustafa e 65 delegazioni. «L'Unione europea è il partner più affidabile e credibile del popolo palestinese», ha detto l'Alta rappresentante Kaja Kallas.<br /> La misura scomparsa è il divieto di importare i prodotti delle colonie illegali, quella che per Kallas ha raccolto «il maggior sostegno». Si è arenata su una lite di etichetta: se è sanzione serve l'unanimità dei Ventisette, se è atto commerciale basta la maggioranza qualificata. Antonio Tajani ha chiuso alla seconda strada: «Credo che debba essere approvata all'unanimità visto che si tratta di una scelta politica e non commerciale». Così il veto di un solo governo basta a fermare tutto.<br /> L'Europa è il primo partner commerciale di Israele, quasi 70 miliardi di interscambio nel 2024 secondo Eurostat. È più o meno quanto l'ONU stima per ricostruire Gaza. La leva c'è. Il parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024 dice che gli Stati sono obbligati a non sostenere con il commercio l'occupazione dei territori palestinesi.<br /> Intanto la Striscia. Il cessate il fuoco vige dal 10 ottobre e i raid tornano quasi ogni giorno: il 12 luglio l'Associated Press ha contato sei morti, una bambina di nove anni tra loro. Oxfam Italia stima oltre 73.000 uccisi, più di mille dal cessate il fuoco, due milioni schiacciati sul 35% del territorio, con meno di sei litri d'acqua al giorno.<br /> Dopo il mancato accordo la portavoce di Oxfam Bushra Khalidi lo ha messo per iscritto: "Il cessate il fuoco a Gaza esiste solo di nome". L'unanimità è il nome che l'Europa dà al proprio rifiuto. Il divieto, per la Corte dell'Aia, è già un obbligo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>134</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #249</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-249--72961697</link><description><![CDATA[Venerdì 17 luglio la Knesset entra in pausa e il governo di Benjamin Netanyahu si trasforma in un esecutivo per gli affari correnti. Da quel giorno e fino al voto del 27 ottobre quasi ogni iniziativa politica si congela. Resta un'eccezione, scritta nelle regole: le esigenze di sicurezza.<br /> La data l'ha ufficializzata domenica la Commissione della Knesset. La consigliera giuridica Sagit Afik ha spiegato che la legislatura arriva intera alla scadenza fissata per legge, senza scioglimento anticipato. È la prima volta dal 1988 che Israele vota alla scadenza naturale, la prima dal 1973 che un governo completa l'intero mandato. La democrazia dell'occupante, in un territorio che la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegalmente occupato nel luglio 2024, funziona a orologeria.<br /> Intanto la Striscia non conosce recessi. Nello stesso fine settimana l'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso due uomini di Hamas nel nord di Gaza. Un raid su una fonderia nel quartiere Sabra di Gaza City ha ucciso quattro persone. A ovest di Nuseirat una bambina di nove anni è morta sotto il fuoco, secondo l'agenzia palestinese Wafa. Dal cessate il fuoco dell'ottobre 2025 le autorità sanitarie di Gaza contano 1.098 morti. Oltre 73.000 dal 7 ottobre 2023.<br /> Nell'ultima settimana di lavori la coalizione corre a chiudere le sue leggi, tra cui lo scudo penale per i renitenti alla leva ultraortodossi. E poi il recesso, con poco più di cento giorni di campagna in cui, per statuto, l'occupazione resta l'unica pratica di governo autorizzata a procedere.<br /> Chiamano "affari correnti" ciò che un esecutivo può ancora fare quando tutto il resto si ferma. A Gaza l'affare corrente è uno solo, e non va mai in ferie.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72961697</guid><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:29:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72961697/imported_14b1e1bb_e1cb_47b7_9f76_13a2fea80d85.mp3" length="1786357" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2b92c019-ec54-404e-afb5-23bbe0984613/2b92c019-ec54-404e-afb5-23bbe0984613.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2b92c019-ec54-404e-afb5-23bbe0984613/2b92c019-ec54-404e-afb5-23bbe0984613.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2b92c019-ec54-404e-afb5-23bbe0984613/2b92c019-ec54-404e-afb5-23bbe0984613.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Venerdì 17 luglio la Knesset entra in pausa e il governo di Benjamin Netanyahu si trasforma in un esecutivo per gli affari correnti. 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La democrazia dell'occupante, in un territorio che la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegalmente occupato nel luglio 2024, funziona a orologeria.<br /> Intanto la Striscia non conosce recessi. Nello stesso fine settimana l'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso due uomini di Hamas nel nord di Gaza. Un raid su una fonderia nel quartiere Sabra di Gaza City ha ucciso quattro persone. A ovest di Nuseirat una bambina di nove anni è morta sotto il fuoco, secondo l'agenzia palestinese Wafa. Dal cessate il fuoco dell'ottobre 2025 le autorità sanitarie di Gaza contano 1.098 morti. Oltre 73.000 dal 7 ottobre 2023.<br /> Nell'ultima settimana di lavori la coalizione corre a chiudere le sue leggi, tra cui lo scudo penale per i renitenti alla leva ultraortodossi. E poi il recesso, con poco più di cento giorni di campagna in cui, per statuto, l'occupazione resta l'unica pratica di governo autorizzata a procedere.<br /> Chiamano "affari correnti" ciò che un esecutivo può ancora fare quando tutto il resto si ferma. 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A Gaza la terra scoperta è passata da 3.918 a 17.663 ettari, più 351%, e le superfici vegetate sono scese del 65%, da 5.941 a 2.056 ettari. Lo misura uno studio della Libera Università di Bolzano con la Bethlehem University, pubblicato sulla rivista Progress in Physical Geography e ripreso il 9 luglio dall'agenzia Gea. I ricercatori hanno letto le immagini dei satelliti europei Sentinel-2 tra il settembre 2023 e il settembre 2025. Nello stesso periodo, con clima identico, in Israele la vegetazione cala del 4,5% e il suolo esposto sale del 3,4%. Quella forbice misura l'offensiva. Il clima non c'entra.<br /> Il dato dice una cosa che i bilanci quotidiani lasciano fuori. I conteggi registrano i morti, almeno 1.084 dall'entrata in vigore della tregua il 10 ottobre 2025 secondo il ministero della Salute di Gaza, oltre 73.000 dall'ottobre 2023. Registrano meno la terra e ciò che la rende abitabile. Il suolo senza radici né acqua è la forma lenta e permanente di quello che la Corte internazionale di giustizia esamina come genocidio. La Commissione d'inchiesta dell'Onu, nel settembre 2025, lo ha ricondotto a quattro dei cinque atti della Convenzione.<br /> Il piano di tregua, sulla carta, prevede che Israele non occupi né annetta Gaza. Il 9 luglio, alla Knesset, Boaz Bismuth (Likud), presidente della Commissione Esteri e Difesa, ha rivendicato che «circa il 70% di Gaza è controllato dalle Idf», e ha parlato di una zona cuscinetto permanente. Il territorio che si tiene è lo stesso che si svuota. Su una terra che ha smesso di produrre non si torna, e non si ricostruisce niente.<br /> Luigimaria Borruso, che ha firmato lo studio, lo dice nel linguaggio del metodo. «Quando non è possibile accedere a un territorio, il rischio è che anche i danni ambientali rimangano invisibili». Il suolo di Gaza, adesso, è visibile dallo spazio. È tutto il resto a restare fuori campo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72926086</guid><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 06:02:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72926086/imported_5db093b5_87ae_4dec_982d_71396a790185.mp3" length="2054269" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b7513f8c-c937-4ebf-83b5-53195334f057/b7513f8c-c937-4ebf-83b5-53195334f057.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b7513f8c-c937-4ebf-83b5-53195334f057/b7513f8c-c937-4ebf-83b5-53195334f057.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b7513f8c-c937-4ebf-83b5-53195334f057/b7513f8c-c937-4ebf-83b5-53195334f057.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Diciassettemila ettari di suolo nudo dove due anni fa crescevano colture e praterie. A Gaza la terra scoperta è passata da 3.918 a 17.663 ettari, più 351%, e le superfici vegetate sono scese del 65%, da 5.941 a 2.056 ettari. Lo misura uno studio della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Diciassettemila ettari di suolo nudo dove due anni fa crescevano colture e praterie. A Gaza la terra scoperta è passata da 3.918 a 17.663 ettari, più 351%, e le superfici vegetate sono scese del 65%, da 5.941 a 2.056 ettari. Lo misura uno studio della Libera Università di Bolzano con la Bethlehem University, pubblicato sulla rivista Progress in Physical Geography e ripreso il 9 luglio dall'agenzia Gea. I ricercatori hanno letto le immagini dei satelliti europei Sentinel-2 tra il settembre 2023 e il settembre 2025. Nello stesso periodo, con clima identico, in Israele la vegetazione cala del 4,5% e il suolo esposto sale del 3,4%. Quella forbice misura l'offensiva. Il clima non c'entra.<br /> Il dato dice una cosa che i bilanci quotidiani lasciano fuori. I conteggi registrano i morti, almeno 1.084 dall'entrata in vigore della tregua il 10 ottobre 2025 secondo il ministero della Salute di Gaza, oltre 73.000 dall'ottobre 2023. Registrano meno la terra e ciò che la rende abitabile. Il suolo senza radici né acqua è la forma lenta e permanente di quello che la Corte internazionale di giustizia esamina come genocidio. La Commissione d'inchiesta dell'Onu, nel settembre 2025, lo ha ricondotto a quattro dei cinque atti della Convenzione.<br /> Il piano di tregua, sulla carta, prevede che Israele non occupi né annetta Gaza. Il 9 luglio, alla Knesset, Boaz Bismuth (Likud), presidente della Commissione Esteri e Difesa, ha rivendicato che «circa il 70% di Gaza è controllato dalle Idf», e ha parlato di una zona cuscinetto permanente. Il territorio che si tiene è lo stesso che si svuota. Su una terra che ha smesso di produrre non si torna, e non si ricostruisce niente.<br /> Luigimaria Borruso, che ha firmato lo studio, lo dice nel linguaggio del metodo. «Quando non è possibile accedere a un territorio, il rischio è che anche i danni ambientali rimangano invisibili». Il suolo di Gaza, adesso, è visibile dallo spazio. È tutto il resto a restare fuori campo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #247</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-247--72909159</link><description><![CDATA[A Sabra, quartiere di Gaza City, Mohammed al-Wahidi aveva montato gli schermi perché le famiglie sfollate potessero vedere Egitto-Argentina. Lavorava per il Comitato egiziano di soccorso, il braccio umanitario del governo del Cairo che ha mediato la tregua e che porta cibo e riparo agli sfollati. Il 7 luglio, all'imbrunire, un'ora prima del fischio d'inizio, una bomba ha colpito l'auto su cui viaggiava e ha ucciso quattro persone: con lui l'autista Ahmed Daghmush, 33 anni, e due fratelli che giocavano lì vicino, Hamza al-Deri di 10 anni e Fari di 8. Sulla stessa strada, mezz'ora prima, un altro attacco non aveva fatto vittime. L'esercito israeliano ha fatto sapere che al-Wahidi "non era un obiettivo", che stava puntando a un miliziano di Hamas.<br /> Dalla tregua del 10 ottobre 2025 il Ministero della Salute di Gaza conta più di mille persone uccise. L'OHCHR ne ha verificate 629, di cui 269 donne e bambini, con la verifica ancora aperta. La Commissione d'inchiesta dell'ONU scrive che gli atti di genocidio a Gaza proseguono. Nello stesso elenco finiscono chi il soccorso lo organizza e chi si limita a giocare per strada.<br /> Il soccorso con una data certa, intanto, è a Bruxelles. Il 13 luglio la Commissione europea riunisce il gruppo dei donatori per la Palestina, co-presieduto da Dubravka Šuica e dal premier Mohammad Mustafa, per lanciare una "Team Gaza Initiative" che coordini i fondi di ripresa dentro un programma triennale da 1,6 miliardi agganciato alle riforme dell'Autorità palestinese. L'8 luglio la Commissione lo aveva già annunciato alla plenaria dell'Europarlamento, tra i progressi da mettere a punto.<br /> La ricostruzione ha una sala e una data. Il soccorso di Mohammed al-Wahidi ha avuto un'auto in fiamme in una strada di Sabra, un'ora prima di una partita che nessuno dei quattro ha visto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72909159</guid><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 06:56:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72909159/imported_98e1deeb_d13a_4999_9ccf_4061a712ba7f.mp3" length="1932643" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4a5cd78c-0250-463c-83a7-9dfd106d7926/4a5cd78c-0250-463c-83a7-9dfd106d7926.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4a5cd78c-0250-463c-83a7-9dfd106d7926/4a5cd78c-0250-463c-83a7-9dfd106d7926.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4a5cd78c-0250-463c-83a7-9dfd106d7926/4a5cd78c-0250-463c-83a7-9dfd106d7926.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Sabra, quartiere di Gaza City, Mohammed al-Wahidi aveva montato gli schermi perché le famiglie sfollate potessero vedere Egitto-Argentina. Lavorava per il Comitato egiziano di soccorso, il braccio umanitario del governo del Cairo che ha mediato la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Sabra, quartiere di Gaza City, Mohammed al-Wahidi aveva montato gli schermi perché le famiglie sfollate potessero vedere Egitto-Argentina. Lavorava per il Comitato egiziano di soccorso, il braccio umanitario del governo del Cairo che ha mediato la tregua e che porta cibo e riparo agli sfollati. Il 7 luglio, all'imbrunire, un'ora prima del fischio d'inizio, una bomba ha colpito l'auto su cui viaggiava e ha ucciso quattro persone: con lui l'autista Ahmed Daghmush, 33 anni, e due fratelli che giocavano lì vicino, Hamza al-Deri di 10 anni e Fari di 8. Sulla stessa strada, mezz'ora prima, un altro attacco non aveva fatto vittime. L'esercito israeliano ha fatto sapere che al-Wahidi "non era un obiettivo", che stava puntando a un miliziano di Hamas.<br /> Dalla tregua del 10 ottobre 2025 il Ministero della Salute di Gaza conta più di mille persone uccise. L'OHCHR ne ha verificate 629, di cui 269 donne e bambini, con la verifica ancora aperta. La Commissione d'inchiesta dell'ONU scrive che gli atti di genocidio a Gaza proseguono. Nello stesso elenco finiscono chi il soccorso lo organizza e chi si limita a giocare per strada.<br /> Il soccorso con una data certa, intanto, è a Bruxelles. Il 13 luglio la Commissione europea riunisce il gruppo dei donatori per la Palestina, co-presieduto da Dubravka Šuica e dal premier Mohammad Mustafa, per lanciare una "Team Gaza Initiative" che coordini i fondi di ripresa dentro un programma triennale da 1,6 miliardi agganciato alle riforme dell'Autorità palestinese. L'8 luglio la Commissione lo aveva già annunciato alla plenaria dell'Europarlamento, tra i progressi da mettere a punto.<br /> La ricostruzione ha una sala e una data. Il soccorso di Mohammed al-Wahidi ha avuto un'auto in fiamme in una strada di Sabra, un'ora prima di una partita che nessuno dei quattro ha visto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #246</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-246--72882447</link><description><![CDATA[Un soldato dell'esercito israeliano accusato di aver raso al suolo interi quartieri di Gaza passa questi giorni in vacanza in Italia. Si chiama Arik Ben Asulin, 749esimo Battaglione genio da combattimento. Il 2 luglio la Hind Rajab Foundation, l'organizzazione che porta il nome della bambina palestinese di cinque anni uccisa nel gennaio 2024 con la famiglia e i due paramedici che tentavano di salvarla, ha depositato una denuncia alla Procura di Roma. L'accusa parla di "crimini di guerra, crimini contro l'umanità e atti di genocidio", lo stesso reato che la Corte internazionale di giustizia esamina nel procedimento contro Israele.<br /> Le prove che la fondazione consegna ai magistrati le ha diffuse lui. Video di demolizioni, foto in cui maneggia i cavi delle cariche. L'atto indica l'università Al-Azhar, il quartiere di Shuja'iya, il corridoio di Netzarim, dove Ben Asulin risulta schierato almeno dal novembre 2023. La denuncia richiama la giurisdizione universale, le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma: l'Italia, che li ha firmati, o indaga o estrada. Sullo sfondo i numeri: oltre 73 mila morti a Gaza secondo il ministero della Salute locale, più di 22 mila bambini, il 92 per cento delle abitazioni distrutte secondo l'ONU.<br /> Il 7 luglio la deputata Stefania Ascari (M5S) ha depositato un'interrogazione ai ministri della Giustizia e dell'Interno. Chiede se il governo sappia della denuncia e cosa intenda fare «nel rispetto degli obblighi internazionali e dell'autonomia della magistratura». Dal governo, intanto, nessuna parola.<br /> Del resto la stessa fondazione, con il Center for Constitutional Rights, aveva chiesto alla procuratrice generale di New York Letitia James di aprire un'indagine sul ministro Itamar Ben Gvir, per conto di dieci attivisti della Global Sumud Flotilla e di un cittadino palestinese-americano. Dopo quella lettera Ben Gvir ha annullato il viaggio a New York. Asulin, invece, le vacanze in Italia le sta ancora facendo.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72882447</guid><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:07:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72882447/imported_471a0c35_b920_4ed1_9b27_e8dd427c8cfa.mp3" length="2026684" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2f45eedd-6351-4046-bdec-9c95f625c5e7/2f45eedd-6351-4046-bdec-9c95f625c5e7.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2f45eedd-6351-4046-bdec-9c95f625c5e7/2f45eedd-6351-4046-bdec-9c95f625c5e7.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/2f45eedd-6351-4046-bdec-9c95f625c5e7/2f45eedd-6351-4046-bdec-9c95f625c5e7.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un soldato dell'esercito israeliano accusato di aver raso al suolo interi quartieri di Gaza passa questi giorni in vacanza in Italia. 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L'atto indica l'università Al-Azhar, il quartiere di Shuja'iya, il corridoio di Netzarim, dove Ben Asulin risulta schierato almeno dal novembre 2023. La denuncia richiama la giurisdizione universale, le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma: l'Italia, che li ha firmati, o indaga o estrada. Sullo sfondo i numeri: oltre 73 mila morti a Gaza secondo il ministero della Salute locale, più di 22 mila bambini, il 92 per cento delle abitazioni distrutte secondo l'ONU.<br /> Il 7 luglio la deputata Stefania Ascari (M5S) ha depositato un'interrogazione ai ministri della Giustizia e dell'Interno. Chiede se il governo sappia della denuncia e cosa intenda fare «nel rispetto degli obblighi internazionali e dell'autonomia della magistratura». Dal governo, intanto, nessuna parola.<br /> Del resto la stessa fondazione, con il Center for Constitutional Rights, aveva chiesto alla procuratrice generale di New York Letitia James di aprire un'indagine sul ministro Itamar Ben Gvir, per conto di dieci attivisti della Global Sumud Flotilla e di un cittadino palestinese-americano. Dopo quella lettera Ben Gvir ha annullato il viaggio a New York. Asulin, invece, le vacanze in Italia le sta ancora facendo.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #245</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-245--72864824</link><description><![CDATA[L'avvocato entrato il 2 luglio nella sezione sotterranea di Rakevet non ha riconosciuto il suo assistito. Nasser Odeh, legale di Physicians for Human Rights Israel, Hussam Abu Safiya lo aveva già incontrato altre volte. Stavolta si è trovato davanti un uomo ammanettato a mani e piedi, scortato da agenti incappucciati, con ferite fresche su testa, volto e collo, il respiro corto, incapace di reggersi seduto. «Questa è l'ultima volta che mi vedrai», gli ha detto il medico. «Mi hanno portato qui per uccidermi».<br /> Abu Safiya, 52 anni, pediatra, dirigeva il Kamal Adwan, l'ultimo grande ospedale ancora attivo nel nord di Gaza. Lo arrestarono il 27 dicembre 2024, al termine dell'assalto israeliano alla struttura. L'ultima immagine da uomo libero, il camice bianco tra le macerie davanti a un carro armato, ha fatto il giro del mondo. Da allora sono passati diciotto mesi. Nessuna accusa formale, nessun processo, la detenzione rinnovata sotto la legge sui «combattenti illegali», che consente la reclusione a tempo indeterminato. Ha perso circa 40 chili. Il 24 giugno il trasferimento a Rakevet.<br /> Il 6 luglio il Gruppo di lavoro ONU sulla detenzione arbitraria, cinque esperti indipendenti a Ginevra, ha definito arbitraria la sua detenzione e ha avvertito che il caso può indicare una pratica diffusa o sistematica nel Paese. Israele, scrive il gruppo, non ha mai risposto alla richiesta di chiarire i fondamenti giuridici del fermo. Lo stesso giorno Amnesty International chiede il rilascio immediato e inquadra la detenzione dei sanitari come parte del genocidio in corso a Gaza.<br /> Il servizio penitenziario israeliano replica che le accuse sono "false e del tutto prive di fondamento fattuale" e che ogni detenuto è trattato secondo la legge. Secondo la legge, l'unica certezza è un corpo che il suo avvocato non riconosce più.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72864824</guid><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:01:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72864824/imported_7367e073_51d6_487d_a7b3_26a520b52577.mp3" length="1904222" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ae7216fc-9746-4ad0-a914-8d2a85d734e3/ae7216fc-9746-4ad0-a914-8d2a85d734e3.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ae7216fc-9746-4ad0-a914-8d2a85d734e3/ae7216fc-9746-4ad0-a914-8d2a85d734e3.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ae7216fc-9746-4ad0-a914-8d2a85d734e3/ae7216fc-9746-4ad0-a914-8d2a85d734e3.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L'avvocato entrato il 2 luglio nella sezione sotterranea di Rakevet non ha riconosciuto il suo assistito. 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L'ultima immagine da uomo libero, il camice bianco tra le macerie davanti a un carro armato, ha fatto il giro del mondo. Da allora sono passati diciotto mesi. Nessuna accusa formale, nessun processo, la detenzione rinnovata sotto la legge sui «combattenti illegali», che consente la reclusione a tempo indeterminato. Ha perso circa 40 chili. Il 24 giugno il trasferimento a Rakevet.<br /> Il 6 luglio il Gruppo di lavoro ONU sulla detenzione arbitraria, cinque esperti indipendenti a Ginevra, ha definito arbitraria la sua detenzione e ha avvertito che il caso può indicare una pratica diffusa o sistematica nel Paese. Israele, scrive il gruppo, non ha mai risposto alla richiesta di chiarire i fondamenti giuridici del fermo. Lo stesso giorno Amnesty International chiede il rilascio immediato e inquadra la detenzione dei sanitari come parte del genocidio in corso a Gaza.<br /> Il servizio penitenziario israeliano replica che le accuse sono "false e del tutto prive di fondamento fattuale" e che ogni detenuto è trattato secondo la legge. Secondo la legge, l'unica certezza è un corpo che il suo avvocato non riconosce più.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #244</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-244--72850234</link><description><![CDATA[Il 6 luglio il governo di fatto di Hamas, al potere nella Striscia dal 2007, ha annunciato lo scioglimento della sua commissione esecutiva e la consegna dell'amministrazione di Gaza al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, l'Ncag, un organismo di tecnocrati che nessun palestinese ha votato. A dichiararlo all'Afp è Ismail al-Thawabta, capo dell'ufficio stampa del governo di Hamas. L'Ncag lo guida Ali Shaath. L'ha creato il Board of Peace, il consiglio istituito da Donald Trump quando a ottobre ha mediato il cessate il fuoco tra Hamas e Israele.<br /> L'organismo che dovrebbe amministrare la Striscia esiste da circa sei mesi. Per sei mesi è rimasto fuori, perché Israele ne ha impedito l'ingresso. Così l'amministrazione civile di un territorio la decide chi quel territorio lo tiene con le armi: le forze israeliane controllano quasi il 70% di Gaza, secondo le stime riferite da Afp e Anadolu. E continuano a colpire. Il "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025 ha già ucciso oltre mille palestinesi, 1.031 secondo il ministero della Sanità di Gaza citato da Al Jazeera il 27 giugno. Il 6 luglio un drone israeliano ha colpito un veicolo a Khan Younis: quattro morti e sedici feriti, riferisce Al-Jazeera ripresa da Ansa e Adnkronos.<br /> Sullo stesso passaggio, un funzionario militare israeliano citato da Channel 11 parla di «spin mediatico privo di significato». Intanto Benjamin Netanyahu, a Fox News, rivendica: «Non siamo in uno stato di guerra permanente, abbiamo portato avanti quattro accordi di pace». Lo dice il capo del governo che, nel parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024, presiede un'occupazione illegale. E che pone una condizione nota: nessuna ricostruzione senza il disarmo di Hamas. L'amministrazione, dice, passa di mano. Il territorio resta il suo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72850234</guid><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:01:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72850234/imported_7367e073_51d6_487d_a7b3_26a520b52577.mp3" length="1904222" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8bc8d644-32c4-4fef-bfca-b738f6b4bff0/8bc8d644-32c4-4fef-bfca-b738f6b4bff0.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8bc8d644-32c4-4fef-bfca-b738f6b4bff0/8bc8d644-32c4-4fef-bfca-b738f6b4bff0.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8bc8d644-32c4-4fef-bfca-b738f6b4bff0/8bc8d644-32c4-4fef-bfca-b738f6b4bff0.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 6 luglio il governo di fatto di Hamas, al potere nella Striscia dal 2007, ha annunciato lo scioglimento della sua commissione esecutiva e la consegna dell'amministrazione di Gaza al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, l'Ncag, un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 6 luglio il governo di fatto di Hamas, al potere nella Striscia dal 2007, ha annunciato lo scioglimento della sua commissione esecutiva e la consegna dell'amministrazione di Gaza al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, l'Ncag, un organismo di tecnocrati che nessun palestinese ha votato. A dichiararlo all'Afp è Ismail al-Thawabta, capo dell'ufficio stampa del governo di Hamas. L'Ncag lo guida Ali Shaath. L'ha creato il Board of Peace, il consiglio istituito da Donald Trump quando a ottobre ha mediato il cessate il fuoco tra Hamas e Israele.<br /> L'organismo che dovrebbe amministrare la Striscia esiste da circa sei mesi. Per sei mesi è rimasto fuori, perché Israele ne ha impedito l'ingresso. Così l'amministrazione civile di un territorio la decide chi quel territorio lo tiene con le armi: le forze israeliane controllano quasi il 70% di Gaza, secondo le stime riferite da Afp e Anadolu. E continuano a colpire. Il "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025 ha già ucciso oltre mille palestinesi, 1.031 secondo il ministero della Sanità di Gaza citato da Al Jazeera il 27 giugno. Il 6 luglio un drone israeliano ha colpito un veicolo a Khan Younis: quattro morti e sedici feriti, riferisce Al-Jazeera ripresa da Ansa e Adnkronos.<br /> Sullo stesso passaggio, un funzionario militare israeliano citato da Channel 11 parla di «spin mediatico privo di significato». Intanto Benjamin Netanyahu, a Fox News, rivendica: «Non siamo in uno stato di guerra permanente, abbiamo portato avanti quattro accordi di pace». Lo dice il capo del governo che, nel parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024, presiede un'occupazione illegale. E che pone una condizione nota: nessuna ricostruzione senza il disarmo di Hamas. L'amministrazione, dice, passa di mano. Il territorio resta il suo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #243</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-243--72815493</link><description><![CDATA[Un blocco di cemento giallo, piantato accanto alle tende, decide a Beit Lahia chi può restare. Nella notte fra il 23 e il 24 giugno i carri israeliani avanzano verso il bivio di Al Atatra, un quadricottero sgancia una munizione incendiaria e brucia tre tende, e quando i mezzi si ritirano sei famiglie restano sfollate: il blocco ormai segna il confine. Lo racconta l'ufficio ONU per gli affari umanitari, OCHA, nel bollettino del 26 giugno. È la stessa linea gialla nata a ottobre per fermare il fuoco, e che da allora si sposta a ovest.<br /> Il 1° luglio l'Humanitarian Country Team dei territori palestinesi occupati, i capi delle agenzie ONU e delle organizzazioni non governative, mette i numeri. Le aree ad accesso ristretto coprono ora il 65 per cento della superficie di Gaza, l'accesso via mare resta vietato, e fra il 10 ottobre e inizio aprile le Nazioni Unite hanno verificato 196 palestinesi uccisi vicino alle posizioni israeliane, fra loro 18 donne e 43 bambini. L'ufficio ONU per i diritti umani annota che lungo quella linea la forza letale è stata usata "spesso".<br /> Intanto Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, controlla il 60 per cento della Striscia e ha ordinato all'esercito di arrivare al 70. La mappa del cessate il fuoco di ottobre fissava quel controllo al 53 per cento. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir, il 7 dicembre, davanti ai soldati, l'aveva già detto senza giri: «La linea gialla è una nuova linea di confine, una linea difensiva avanzata per le comunità e una linea offensiva». Una "tregua" che si misura in metri conquistati.<br /> Del resto il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 lo scrive nero su bianco: l'occupazione israeliana è illegale, nessun territorio si acquisisce con la forza. Il blocco di cemento resta dov'è. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72815493</guid><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 09:06:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72815493/imported_f8eacf7c_6570_401c_a74e_7409eb216fde.mp3" length="1858246" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f0a023cf-0d99-4af6-8eec-be42ab4e3041/f0a023cf-0d99-4af6-8eec-be42ab4e3041.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f0a023cf-0d99-4af6-8eec-be42ab4e3041/f0a023cf-0d99-4af6-8eec-be42ab4e3041.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f0a023cf-0d99-4af6-8eec-be42ab4e3041/f0a023cf-0d99-4af6-8eec-be42ab4e3041.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un blocco di cemento giallo, piantato accanto alle tende, decide a Beit Lahia chi può restare. Nella notte fra il 23 e il 24 giugno i carri israeliani avanzano verso il bivio di Al Atatra, un quadricottero sgancia una munizione incendiaria e brucia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un blocco di cemento giallo, piantato accanto alle tende, decide a Beit Lahia chi può restare. Nella notte fra il 23 e il 24 giugno i carri israeliani avanzano verso il bivio di Al Atatra, un quadricottero sgancia una munizione incendiaria e brucia tre tende, e quando i mezzi si ritirano sei famiglie restano sfollate: il blocco ormai segna il confine. Lo racconta l'ufficio ONU per gli affari umanitari, OCHA, nel bollettino del 26 giugno. È la stessa linea gialla nata a ottobre per fermare il fuoco, e che da allora si sposta a ovest.<br /> Il 1° luglio l'Humanitarian Country Team dei territori palestinesi occupati, i capi delle agenzie ONU e delle organizzazioni non governative, mette i numeri. Le aree ad accesso ristretto coprono ora il 65 per cento della superficie di Gaza, l'accesso via mare resta vietato, e fra il 10 ottobre e inizio aprile le Nazioni Unite hanno verificato 196 palestinesi uccisi vicino alle posizioni israeliane, fra loro 18 donne e 43 bambini. L'ufficio ONU per i diritti umani annota che lungo quella linea la forza letale è stata usata "spesso".<br /> Intanto Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, controlla il 60 per cento della Striscia e ha ordinato all'esercito di arrivare al 70. La mappa del cessate il fuoco di ottobre fissava quel controllo al 53 per cento. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir, il 7 dicembre, davanti ai soldati, l'aveva già detto senza giri: «La linea gialla è una nuova linea di confine, una linea difensiva avanzata per le comunità e una linea offensiva». Una "tregua" che si misura in metri conquistati.<br /> Del resto il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024 lo scrive nero su bianco: l'occupazione israeliana è illegale, nessun territorio si acquisisce con la forza. Il blocco di cemento resta dov'è. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #242</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-242--72801298</link><description><![CDATA["Le quantità di cibo introdotte superano di gran lunga i bisogni nutrizionali della popolazione civile di Gaza." Lo ha scritto il 1° luglio il COGAT, l'organismo militare israeliano che amministra gli affari civili nella Striscia, secondo quanto riferisce l'Associated Press.<br /> Il giorno dopo, il 2 luglio, Gaza ha toccato il millesimo giorno dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dall'inizio dell'offensiva israeliana. Save the Children conta 245.000 minori a rischio o già colpiti da malnutrizione, e cita l'UNFPA secondo cui il 96 per cento dei bambini della Striscia sente la morte come imminente. Le stesse famiglie riferiscono che patatine e cioccolato si trovano, mentre la frutta fresca e le uova restano troppo care. La carestia a Gaza City era stata dichiarata dagli esperti di sicurezza alimentare nell'agosto 2025.<br /> La stessa Striscia, lo stesso giorno, due conti opposti: il COGAT misura le razioni e le dichiara in eccesso, mentre le agenzie umanitarie contano i bambini che non mangiano. Il Ministero della Salute di Gaza porta a 73.066 i morti dal 7 ottobre 2023 e ad almeno 1.053 quelli uccisi dopo la tregua del 10 ottobre 2025, oltre 350 dei quali donne e bambini. La Commissione d'inchiesta dell'Onu, a giugno, ha concluso che le forze israeliane hanno preso di mira deliberatamente i bambini palestinesi, in quello che definisce genocidio.<br /> La tregua doveva portare un aumento degli aiuti. Il capo umanitario dell'Onu, Tom Fletcher, ha riferito il mese scorso che le procedure israeliane restano ingombranti, al punto che perfino le protesi vengono trattenute per un possibile uso "duale", e diciassette ospedali non funzionano.<br /> Al millesimo giorno la contabilità dell'occupante certifica che a Gaza il cibo basta e avanza. I 245.000 bambini che Save the Children conta affamati, in quel calcolo, non rientrano tra i bisogni.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72801298</guid><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:49:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72801298/imported_75cfaf34_103c_4b0c_b4df_652046c8dd4b.mp3" length="1939748" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22d98d1f-4122-48bb-b0bd-95dec2553b16/22d98d1f-4122-48bb-b0bd-95dec2553b16.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22d98d1f-4122-48bb-b0bd-95dec2553b16/22d98d1f-4122-48bb-b0bd-95dec2553b16.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/22d98d1f-4122-48bb-b0bd-95dec2553b16/22d98d1f-4122-48bb-b0bd-95dec2553b16.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>"Le quantità di cibo introdotte superano di gran lunga i bisogni nutrizionali della popolazione civile di Gaza." 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La carestia a Gaza City era stata dichiarata dagli esperti di sicurezza alimentare nell'agosto 2025.<br /> La stessa Striscia, lo stesso giorno, due conti opposti: il COGAT misura le razioni e le dichiara in eccesso, mentre le agenzie umanitarie contano i bambini che non mangiano. Il Ministero della Salute di Gaza porta a 73.066 i morti dal 7 ottobre 2023 e ad almeno 1.053 quelli uccisi dopo la tregua del 10 ottobre 2025, oltre 350 dei quali donne e bambini. La Commissione d'inchiesta dell'Onu, a giugno, ha concluso che le forze israeliane hanno preso di mira deliberatamente i bambini palestinesi, in quello che definisce genocidio.<br /> La tregua doveva portare un aumento degli aiuti. Il capo umanitario dell'Onu, Tom Fletcher, ha riferito il mese scorso che le procedure israeliane restano ingombranti, al punto che perfino le protesi vengono trattenute per un possibile uso "duale", e diciassette ospedali non funzionano.<br /> Al millesimo giorno la contabilità dell'occupante certifica che a Gaza il cibo basta e avanza. I 245.000 bambini che Save the Children conta affamati, in quel calcolo, non rientrano tra i bisogni.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #241</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-241--72786220</link><description><![CDATA[Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze, dirige dentro il ministero della Difesa anche l'Amministrazione degli insediamenti. Il 29 giugno, in un video da Sderot, ha annunciato che il lavoro è pronto: tre colonie nel nord di Gaza, manca solo il via libera di Benjamin Netanyahu.<br /> Nello stesso intervento ha sostenuto che l'esercito controlla «quasi il 70 per cento» della Striscia e che «va completata la conquista» del restante 30. La Corte internazionale di giustizia, nel parere del 19 luglio 2024, aveva dichiarato illegale l'occupazione e ordinato a Israele di fermare ogni nuovo insediamento e di evacuare i coloni. La risoluzione dell'Assemblea generale che intimava la fine entro dodici mesi è scaduta a settembre 2025.<br /> Sempre il 30 giugno, in un resort di Cipro, si apriva il vertice del Board of Peace voluto da Donald Trump, l'organismo che con Tony Blair e l'inviato Nickolay Mladenov dovrebbe amministrare Gaza al posto di Hamas. Sei mesi dopo la nascita il comitato di tecnocrati palestinesi non è ancora entrato nella Striscia. Alcuni membri, riferisce il Times of Israel, hanno storto il naso per la scelta di riunirsi in albergo mentre a Gaza si muore. Il piano che dovrebbero applicare promette per iscritto di "incoraggiare le persone a restare".<br /> Restare dove. Il ministero della Salute di Gaza conta 1.053 uccisi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco di ottobre. La linea che segna il controllo israeliano continua a spostarsi verso ovest, sopra i pozzi e le tende.<br /> Nelle stesse ore Netanyahu è stato interrogato in televisione sull'emigrazione dei due milioni di palestinesi e sul ritorno delle colonie. Non ha smentito. «Preferisco parlare meno e fare di più», ha risposto, e sugli insediamenti «a volte conviene separare» gli atti dalle parole. La distanza da misurare l'ha indicata lui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72786220</guid><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:12:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72786220/imported_7b2f5b82_5f83_4ddb_b74e_710f5f68aad7.mp3" length="1932643" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a903c74a-d5ff-471f-a1b9-c42bb62e6022/a903c74a-d5ff-471f-a1b9-c42bb62e6022.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a903c74a-d5ff-471f-a1b9-c42bb62e6022/a903c74a-d5ff-471f-a1b9-c42bb62e6022.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a903c74a-d5ff-471f-a1b9-c42bb62e6022/a903c74a-d5ff-471f-a1b9-c42bb62e6022.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze, dirige dentro il ministero della Difesa anche l'Amministrazione degli insediamenti. 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La linea che segna il controllo israeliano continua a spostarsi verso ovest, sopra i pozzi e le tende.<br /> Nelle stesse ore Netanyahu è stato interrogato in televisione sull'emigrazione dei due milioni di palestinesi e sul ritorno delle colonie. Non ha smentito. «Preferisco parlare meno e fare di più», ha risposto, e sugli insediamenti «a volte conviene separare» gli atti dalle parole. La distanza da misurare l'ha indicata lui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #240</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-240--72766296</link><description><![CDATA[Un generale che presenta i bambini uccisi come un primato. Avi Bluth, capo del Comando Centrale dell'esercito israeliano, ha rivendicato di uccidere palestinesi in Cisgiordania «come non facevamo dal 1967», e ha contato quelle vittime come un risultato. Il 1967 è l'anno in cui Israele ha occupato la Cisgiordania. Lo stesso anno torna ora come record da superare.<br /> Lunedì 29 giugno il centro israeliano per i diritti umani B'Tselem ha pubblicato il rapporto "Infanzia senza scudo". Dal 7 ottobre 2023 al 28 giugno 2026 le forze israeliane hanno ucciso 1.086 palestinesi in Cisgiordania, 241 minori. Quasi uno su quattro era un bambino o un adolescente, il tasso più alto da quando l'occupazione è cominciata, nel 1967. Il rapporto ricostruisce uno per uno i 54 minori uccisi nel 2025.<br /> Bluth ha sostenuto che «il 96% degli uccisi era coinvolto nel terrorismo». B'Tselem ha verificato i 54 casi: due dei ragazzi avevano un'arma da fuoco. Tredici sono stati colpiti mentre lanciavano pietre, ventuno mentre restavano lontani da ogni scontro. La direttrice esecutiva Yuli Novak chiama quella cifra una menzogna, e definisce il sistema una «licenza di uccidere». In quasi un quarto dei casi i soccorsi sono stati bloccati. A metà aprile Israele tratteneva ancora i corpi di 18 dei 54 minori, e le famiglie restano senza funerale.<br /> Le uccisioni in Cisgiordania, scrive B'Tselem, non si separano dai più di 21.000 bambini uccisi a Gaza, dove la Corte internazionale di giustizia esamina l'accusa di genocidio.<br /> Un portavoce dell'esercito israeliano ha risposto che le forze armate non prendono «di mira intenzionalmente civili non coinvolti» e che «ogni accusa viene esaminata e indagata». L'altra organizzazione israeliana Yesh Din ha contato gli atti d'accusa per l'uccisione di un palestinese in Cisgiordania dall'ottobre 2023: zero. Il primato del 1967 resta in piedi<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72766296</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 05:34:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72766296/imported_02e443f6_b94b_4375_a201_9f5d89fc1978.mp3" length="1950197" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f774a816-9752-45d1-968f-e4c7aa1b7a61/f774a816-9752-45d1-968f-e4c7aa1b7a61.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f774a816-9752-45d1-968f-e4c7aa1b7a61/f774a816-9752-45d1-968f-e4c7aa1b7a61.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/f774a816-9752-45d1-968f-e4c7aa1b7a61/f774a816-9752-45d1-968f-e4c7aa1b7a61.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un generale che presenta i bambini uccisi come un primato. 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Il rapporto ricostruisce uno per uno i 54 minori uccisi nel 2025.<br /> Bluth ha sostenuto che «il 96% degli uccisi era coinvolto nel terrorismo». B'Tselem ha verificato i 54 casi: due dei ragazzi avevano un'arma da fuoco. Tredici sono stati colpiti mentre lanciavano pietre, ventuno mentre restavano lontani da ogni scontro. La direttrice esecutiva Yuli Novak chiama quella cifra una menzogna, e definisce il sistema una «licenza di uccidere». In quasi un quarto dei casi i soccorsi sono stati bloccati. A metà aprile Israele tratteneva ancora i corpi di 18 dei 54 minori, e le famiglie restano senza funerale.<br /> Le uccisioni in Cisgiordania, scrive B'Tselem, non si separano dai più di 21.000 bambini uccisi a Gaza, dove la Corte internazionale di giustizia esamina l'accusa di genocidio.<br /> Un portavoce dell'esercito israeliano ha risposto che le forze armate non prendono «di mira intenzionalmente civili non coinvolti» e che «ogni accusa viene esaminata e indagata». L'altra organizzazione israeliana Yesh Din ha contato gli atti d'accusa per l'uccisione di un palestinese in Cisgiordania dall'ottobre 2023: zero. Il primato del 1967 resta in piedi<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #239</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-239--72753019</link><description><![CDATA[L'ambasciata italiana a Gerusalemme telefona a Gaza e pretende che si risponda in italiano. Niente inglese. Dall'altro capo ci sono ragazzi che hanno vinto una borsa in un ateneo italiano e da mesi vivono sotto le bombe, a volte senza elettricità. Devono passare un esame di lingua al telefono. Lo ha ricostruito Domani.<br /> Sessanta studenti palestinesi restano bloccati nella Striscia per un requisito comparso senza preavviso: una certificazione di italiano. Da ottobre l'Italia aveva organizzato sette evacuazioni e portato in salvo circa 230 borsisti, e a nessuno era stato chiesto un test di lingua. Le circolari Maeci-Mur fissano il livello B2 per i corsi in italiano, però la verifica spetta agli atenei all'arrivo, e le università avevano già offerto corsi intensivi in Italia. Il decreto non è cambiato di una virgola. Dal primo giugno le partenze si sono fermate lo stesso.<br /> Interpellata, la Farnesina risponde che "non sono in vigore restrizioni sotto il profilo dei requisiti linguistici per gli studenti palestinesi". Nello stesso giorno un professore scrive a uno studente rimasto a Gaza che il ministero impone di applicare "rigorosamente le nuove procedure" e che le norme sulla lingua sono diventate "notevolmente più rigide". La smentita e la prassi documentata si contraddicono.<br /> C'è un precedente che pesa. Agli studenti ucraini, profughi accolti negli stessi anni, l'italiano non venne mai preteso. La senatrice Cecilia D'Elia (Pd) ha depositato un'interrogazione a Tajani per chiedere "un'eccezione esplicita al requisito linguistico per gli studenti provenienti da Gaza, analogamente a quanto già fatto per gli studenti ucraini". Marco Grimaldi (Avs) ha portato il caso ai ministri Tajani e Bernini.<br /> Mentre la Corte internazionale di giustizia esamina l'accusa di genocidio contro Israele, a un ragazzo sotto le bombe arriva l'email di un docente italiano: il suo nome non entrerà nella prossima evacuazione. Lo decide un certificato di lingua.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72753019</guid><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:08:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72753019/imported_e5ed42c4_7fa9_4dcf_a23f_3dcb4b05c015.mp3" length="2014563" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d5a6e8b0-c946-4b2f-9ef0-5b63f6e2e927/d5a6e8b0-c946-4b2f-9ef0-5b63f6e2e927.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d5a6e8b0-c946-4b2f-9ef0-5b63f6e2e927/d5a6e8b0-c946-4b2f-9ef0-5b63f6e2e927.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d5a6e8b0-c946-4b2f-9ef0-5b63f6e2e927/d5a6e8b0-c946-4b2f-9ef0-5b63f6e2e927.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L'ambasciata italiana a Gerusalemme telefona a Gaza e pretende che si risponda in italiano. 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Il decreto non è cambiato di una virgola. Dal primo giugno le partenze si sono fermate lo stesso.<br /> Interpellata, la Farnesina risponde che "non sono in vigore restrizioni sotto il profilo dei requisiti linguistici per gli studenti palestinesi". Nello stesso giorno un professore scrive a uno studente rimasto a Gaza che il ministero impone di applicare "rigorosamente le nuove procedure" e che le norme sulla lingua sono diventate "notevolmente più rigide". La smentita e la prassi documentata si contraddicono.<br /> C'è un precedente che pesa. Agli studenti ucraini, profughi accolti negli stessi anni, l'italiano non venne mai preteso. La senatrice Cecilia D'Elia (Pd) ha depositato un'interrogazione a Tajani per chiedere "un'eccezione esplicita al requisito linguistico per gli studenti provenienti da Gaza, analogamente a quanto già fatto per gli studenti ucraini". Marco Grimaldi (Avs) ha portato il caso ai ministri Tajani e Bernini.<br /> Mentre la Corte internazionale di giustizia esamina l'accusa di genocidio contro Israele, a un ragazzo sotto le bombe arriva l'email di un docente italiano: il suo nome non entrerà nella prossima evacuazione. 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Riconoscerlo, ha scritto, è "un dovere morale e storico", e va condannato "ogni tentativo di negazione, minimizzazione o distorsione della verità storica". Un milione e mezzo di armeni sterminati dall'Impero ottomano fra il 1915 e il 1917. Trentadue Stati ONU lo riconoscono già, più la Santa Sede e il Parlamento europeo.<br /> Il comunicato del ministero spiega il resto. "Nonostante l'ampia e inequivocabile documentazione storica", si legge, il genocidio armeno resta "oggetto di una campagna organizzata di negazione e minimizzazione, che include la riscrittura manipolativa dei libri di storia". Israele ci arriva dopo decenni di rifiuto, e adesso per una ragione che il ministero non scrive: i rapporti con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che accusa Israele di genocidio a Gaza. Riconoscere una strage di un secolo fa è la risposta a chi ne nomina una presente.<br /> Ogni clausola di quel testo è lo strumento con cui Israele oggi è sotto accusa. L'ampia e inequivocabile documentazione: la Corte internazionale di giustizia, nel gennaio 2024, ha giudicato plausibile il rischio di genocidio a Gaza. Il dovere di nominare: la Commissione d'inchiesta indipendente dell'ONU, il 23 giugno, ha documentato l'uccisione deliberata di bambini palestinesi come prova di intento genocidario. La condanna della negazione: più di settantunomila morti, una cifra che un funzionario militare israeliano ha accettato per la prima volta a gennaio 2026.<br /> Sa'ar chiede al mondo di non minimizzare e di non distorcere. Lo chiede per i morti del 1915. Per quelli del 2026 lo stesso ministero parla di operazioni precise e di terroristi eliminati. Il testo della proposta resta agli atti della Knesset: "condannare ogni tentativo di negazione". L'ha firmato chi nega.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72711977</guid><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 05:37:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72711977/imported_7f57fab6_51cf_4d6c_aa59_1c18d76fdbd0.mp3" length="2019578" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b78908e6-8a14-4aa6-ad40-4cb942dfde66/b78908e6-8a14-4aa6-ad40-4cb942dfde66.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b78908e6-8a14-4aa6-ad40-4cb942dfde66/b78908e6-8a14-4aa6-ad40-4cb942dfde66.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/b78908e6-8a14-4aa6-ad40-4cb942dfde66/b78908e6-8a14-4aa6-ad40-4cb942dfde66.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gideon Sa'ar, ministro degli Esteri israeliano, ha annunciato giovedì che porterà domenica in consiglio dei ministri, e poi alla Knesset, una risoluzione per il riconoscimento ufficiale del genocidio armeno. 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Israele ci arriva dopo decenni di rifiuto, e adesso per una ragione che il ministero non scrive: i rapporti con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che accusa Israele di genocidio a Gaza. Riconoscere una strage di un secolo fa è la risposta a chi ne nomina una presente.<br /> Ogni clausola di quel testo è lo strumento con cui Israele oggi è sotto accusa. L'ampia e inequivocabile documentazione: la Corte internazionale di giustizia, nel gennaio 2024, ha giudicato plausibile il rischio di genocidio a Gaza. Il dovere di nominare: la Commissione d'inchiesta indipendente dell'ONU, il 23 giugno, ha documentato l'uccisione deliberata di bambini palestinesi come prova di intento genocidario. La condanna della negazione: più di settantunomila morti, una cifra che un funzionario militare israeliano ha accettato per la prima volta a gennaio 2026.<br /> Sa'ar chiede al mondo di non minimizzare e di non distorcere. Lo chiede per i morti del 1915. Per quelli del 2026 lo stesso ministero parla di operazioni precise e di terroristi eliminati. Il testo della proposta resta agli atti della Knesset: "condannare ogni tentativo di negazione". 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Lo riferiscono il complesso medico Nasser e l'agenzia palestinese Wafa.<br /> Quello stesso giorno, alla Conferenza delle Autorità locali israeliane, Benjamin Netanyahu ha scelto un verbo: «Oggi controlliamo quasi il 70% della Striscia di Gaza e stiamo strangolando Hamas». Lo riporta Ynet. Quel 70% è la misura dell'occupazione che la Corte internazionale di giustizia, nel parere del luglio 2024, ha dichiarato illegale e da far cessare.<br /> A dire chi sia strangolato per davvero è l'ONU, nelle stesse ore. Il portavoce Stéphane Dujarric porta i dati OCHA del 23 giugno: 1,7 milioni di sfollati, l'80% della popolazione, in quasi 1.600 siti di accoglienza. Seicentomila persone senza accesso sufficiente all'acqua potabile. Dal cessate il fuoco del 10 ottobre gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 1.027 persone e ferite 3.280, secondo il ministero della Salute di Gaza.<br /> Le Forze di difesa israeliane accompagnano ogni colpo con una ragione. Nella notte, fanno sapere, hanno distrutto quattro postazioni di lancio che dicono "allestite durante il cessate il fuoco", e domenica hanno ucciso nel sud un uomo che avevano fotografato il 7 ottobre. La macchina che riempie ogni morte di una giustificazione gira mentre il premier conta il suo settanta per cento.<br /> "Strangolare" resta la sua parola. Indica un obiettivo militare e descrive una condizione civile, e nei 1.600 campi senza acqua le due cose coincidono.<br /> Intanto a Fiumicino sono rientrati Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, gli attivisti del Global Sumud Land Convoy liberati dalla Libia dopo un mese e annunciati da Antonio Tajani come successo diplomatico. Scesa dall'aereo, Alberizia ha riportato lo sguardo dove serve: «Sotto gli occhi del mondo è in atto un genocidio a Gaza, non possiamo restare a guardare».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72698083</guid><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:14:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72698083/imported_05cf7455_50f4_47ef_b72f_37d0b37c88bb.mp3" length="2020414" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c7327c91-d734-4101-a906-13a51f5ad612/c7327c91-d734-4101-a906-13a51f5ad612.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c7327c91-d734-4101-a906-13a51f5ad612/c7327c91-d734-4101-a906-13a51f5ad612.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/c7327c91-d734-4101-a906-13a51f5ad612/c7327c91-d734-4101-a906-13a51f5ad612.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dentro al-Mawasi, l'area che Israele ha dichiarato "zona umanitaria", un drone ha ucciso un bambino mercoledì 24 giugno. 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Il portavoce Stéphane Dujarric porta i dati OCHA del 23 giugno: 1,7 milioni di sfollati, l'80% della popolazione, in quasi 1.600 siti di accoglienza. Seicentomila persone senza accesso sufficiente all'acqua potabile. Dal cessate il fuoco del 10 ottobre gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 1.027 persone e ferite 3.280, secondo il ministero della Salute di Gaza.<br /> Le Forze di difesa israeliane accompagnano ogni colpo con una ragione. Nella notte, fanno sapere, hanno distrutto quattro postazioni di lancio che dicono "allestite durante il cessate il fuoco", e domenica hanno ucciso nel sud un uomo che avevano fotografato il 7 ottobre. La macchina che riempie ogni morte di una giustificazione gira mentre il premier conta il suo settanta per cento.<br /> "Strangolare" resta la sua parola. Indica un obiettivo militare e descrive una condizione civile, e nei 1.600 campi senza acqua le due cose coincidono.<br /> Intanto a Fiumicino sono rientrati Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, gli attivisti del Global Sumud Land Convoy liberati dalla Libia dopo un mese e annunciati da Antonio Tajani come successo diplomatico. Scesa dall'aereo, Alberizia ha riportato lo sguardo dove serve: «Sotto gli occhi del mondo è in atto un genocidio a Gaza, non possiamo restare a guardare».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #236</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-236--72683904</link><description><![CDATA[Il commissario Chris Sidoti, a Ginevra il 23 giugno, ha raccontato di un quattordicenne colpito e lasciato a terra. Per quarantacinque minuti una compagnia di soldati israeliani chiacchierava e fumava intorno a lui mentre si dissanguava. La madre, che cercava di raggiungerlo, è stata presa a fucilate.<br /> Il racconto sta nel rapporto della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, presentato lo stesso giorno dal presidente Srinivasan Muralidhar, dal titolo già una sentenza: "L'essenza dell'infanzia è stata distrutta". La Commissione scrive di aver trovato prove che le forze israeliane hanno colpito "deliberatamente" i bambini palestinesi, e che da qui si conferma la conclusione del settembre 2025: a Gaza è in corso un genocidio.<br /> I numeri: 20.179 bambini uccisi e 44.143 feriti in due anni, quasi un terzo delle vittime di Gaza. L'uccisione dei bambini, si legge, "faceva parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l'esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza". E dopo la tregua di ottobre i bambini hanno continuato a morire.<br /> Israele ha definito il rapporto "diffamatorio" e una "farsa calunniosa", accusando gli investigatori di ignorare l'uso dei bambini come scudi umani da parte di Hamas.<br /> «Anche se le bombe e i fucili tacessero», ha detto Muralidhar, «i bambini palestinesi non si riprenderebbero da un giorno all'altro». Colpire i bambini è colpire la capacità di un popolo di esistere e di scegliere il proprio futuro.<br /> Quel futuro lo rivendicava anche chi è partito via terra per Gaza. Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, con l'intera delegazione del convoglio Global Sumud fermata a Sirte il 24 maggio, sono rientrati in Italia il 24 giugno dopo un mese a Bengasi. Antonio Tajani parla di "liberazione". Il documento del ministero degli Esteri libico, visionato dal manifesto, parla di "espulsione": Haftar non ammette di averli mai trattenuti senza ragione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72683904</guid><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 05:59:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72683904/imported_f765f96c_5553_40cc_ad6d_37b42cca2ab0.mp3" length="2017071" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d43be7a1-af76-487b-8b29-51959f5f8991/d43be7a1-af76-487b-8b29-51959f5f8991.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d43be7a1-af76-487b-8b29-51959f5f8991/d43be7a1-af76-487b-8b29-51959f5f8991.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/d43be7a1-af76-487b-8b29-51959f5f8991/d43be7a1-af76-487b-8b29-51959f5f8991.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il commissario Chris Sidoti, a Ginevra il 23 giugno, ha raccontato di un quattordicenne colpito e lasciato a terra. 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La Commissione scrive di aver trovato prove che le forze israeliane hanno colpito "deliberatamente" i bambini palestinesi, e che da qui si conferma la conclusione del settembre 2025: a Gaza è in corso un genocidio.<br /> I numeri: 20.179 bambini uccisi e 44.143 feriti in due anni, quasi un terzo delle vittime di Gaza. L'uccisione dei bambini, si legge, "faceva parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l'esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza". E dopo la tregua di ottobre i bambini hanno continuato a morire.<br /> Israele ha definito il rapporto "diffamatorio" e una "farsa calunniosa", accusando gli investigatori di ignorare l'uso dei bambini come scudi umani da parte di Hamas.<br /> «Anche se le bombe e i fucili tacessero», ha detto Muralidhar, «i bambini palestinesi non si riprenderebbero da un giorno all'altro». Colpire i bambini è colpire la capacità di un popolo di esistere e di scegliere il proprio futuro.<br /> Quel futuro lo rivendicava anche chi è partito via terra per Gaza. Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, con l'intera delegazione del convoglio Global Sumud fermata a Sirte il 24 maggio, sono rientrati in Italia il 24 giugno dopo un mese a Bengasi. Antonio Tajani parla di "liberazione". Il documento del ministero degli Esteri libico, visionato dal manifesto, parla di "espulsione": Haftar non ammette di averli mai trattenuti senza ragione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #235</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-235--72663443</link><description><![CDATA[[ATTENZIONE: i dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia ieri son tornati a casa, dopo avere prodotto il video. Non potevamo sperare in un errore più bello]<br /><br /> Le Forze di difesa israeliane lo scrivono in una nota, con la calma dell'adempimento amministrativo: nel fine settimana hanno ucciso Ahmad Zaza e Hussein Safadi, due uomini di Hamas, vicino alla "Linea Gialla", perché avevano "violato l'accordo di cessate il fuoco". Il verbo è quello, violare. Lo usa chi spara per nominare chi viene colpito.<br /> Lunedì 22 giugno un civile palestinese è morto al complesso medico Nasser per le ferite di un bombardamento su al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis. Il 23 giugno il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric ha denunciato nuovi raid aerei e tiri d'artiglieria israeliani nelle aree residenziali, in tutti i governatorati, «in particolare a ovest della cosiddetta Linea gialla», e ha aggiunto che «tra le persone uccise ci sono anche civili». Le fonti mediche palestinesi citate da Wafa portano il bilancio dall'ottobre 2023 a 73.035 morti e 173.368 feriti.<br /> La tregua mediata da Washington vale dal 10 ottobre 2025. Israele ha dichiarato zona di fuoco libero tutto ciò che sta oltre la Linea Gialla, e i civili muoiono proprio a ovest di quella linea, sul lato che l'accordo assegna ai palestinesi. Nikolay Mladenov, direttore generale del Board of Peace incaricato di far rispettare quella tregua, ha detto a maggio che i raid «costituiscono violazioni del cessate il fuoco» e che «i civili continuano a essere uccisi». La stessa parola, dunque. Le Idf la rivolgono ai morti che producono, l'uomo della tregua a chi quei morti li fa.<br /> Intanto a Bengasi, il 24 giugno cade un mese esatto dalla detenzione dei dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, fermati il 24 maggio mentre tentavano di portare aiuti via terra. Alcuni sono in sciopero della fame. A Napoli, alle 18, un presidio davanti alla prefettura ne chiede la liberazione.<br /> Chi viola un cessate il fuoco firmato a ottobre lo stabilisce chi ha le armi, e lo stabilisce a posteriori, sul corpo già contato.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72663443</guid><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:13:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72663443/imported_92666a19_ae83_43b8_9393_bfe40794282f.mp3" length="2110693" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/180279d0-a8e1-4f4d-a5b3-169d360741aa/180279d0-a8e1-4f4d-a5b3-169d360741aa.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/180279d0-a8e1-4f4d-a5b3-169d360741aa/180279d0-a8e1-4f4d-a5b3-169d360741aa.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/180279d0-a8e1-4f4d-a5b3-169d360741aa/180279d0-a8e1-4f4d-a5b3-169d360741aa.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>[ATTENZIONE: i dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia ieri son tornati a casa, dopo avere prodotto il video. Non potevamo sperare in un errore più bello]

Le Forze di difesa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[[ATTENZIONE: i dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda ‘Dina’ Alberizia ieri son tornati a casa, dopo avere prodotto il video. Non potevamo sperare in un errore più bello]<br /><br /> Le Forze di difesa israeliane lo scrivono in una nota, con la calma dell'adempimento amministrativo: nel fine settimana hanno ucciso Ahmad Zaza e Hussein Safadi, due uomini di Hamas, vicino alla "Linea Gialla", perché avevano "violato l'accordo di cessate il fuoco". Il verbo è quello, violare. Lo usa chi spara per nominare chi viene colpito.<br /> Lunedì 22 giugno un civile palestinese è morto al complesso medico Nasser per le ferite di un bombardamento su al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis. Il 23 giugno il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric ha denunciato nuovi raid aerei e tiri d'artiglieria israeliani nelle aree residenziali, in tutti i governatorati, «in particolare a ovest della cosiddetta Linea gialla», e ha aggiunto che «tra le persone uccise ci sono anche civili». Le fonti mediche palestinesi citate da Wafa portano il bilancio dall'ottobre 2023 a 73.035 morti e 173.368 feriti.<br /> La tregua mediata da Washington vale dal 10 ottobre 2025. Israele ha dichiarato zona di fuoco libero tutto ciò che sta oltre la Linea Gialla, e i civili muoiono proprio a ovest di quella linea, sul lato che l'accordo assegna ai palestinesi. Nikolay Mladenov, direttore generale del Board of Peace incaricato di far rispettare quella tregua, ha detto a maggio che i raid «costituiscono violazioni del cessate il fuoco» e che «i civili continuano a essere uccisi». La stessa parola, dunque. Le Idf la rivolgono ai morti che producono, l'uomo della tregua a chi quei morti li fa.<br /> Intanto a Bengasi, il 24 giugno cade un mese esatto dalla detenzione dei dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, fermati il 24 maggio mentre tentavano di portare aiuti via terra. Alcuni sono in sciopero della fame. A Napoli, alle 18, un presidio davanti alla prefettura ne chiede la liberazione.<br /> Chi viola un cessate il fuoco firmato a ottobre lo stabilisce chi ha le armi, e lo stabilisce a posteriori, sul corpo già contato.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #234</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-234--72642473</link><description><![CDATA[Il rapporto, sostiene Benjamin Netanyahu, è basso. Domenica 21 giugno, al summit della Jewish News Syndicate a Gerusalemme, il primo ministro israeliano difende il bilancio di Gaza con un conto: in ogni conflitto urbano si contano sette o otto vittime civili per ogni combattente, «a Gaza il rapporto tra terroristi e civili è basso, nonostante le menzogne». La frase si chiude in pretesa di lode: «Dovremmo essere elogiati, non attaccati».<br /> Il giorno prima, sabato 20, un drone israeliano colpisce una casa nel campo profughi di Bureij. Muore Ahmed Washah, venticinque anni, cameraman di Al Jazeera Mubasher, con altre due persone. L'esercito lo dichiara «cecchino di Hamas», senza esibire prove. È il dodicesimo giornalista dell'emittente ucciso dall'ottobre 2023. Suo fratello Mohammed, anche lui di Al Jazeera, era stato colpito l'8 aprile, con la stessa etichetta. Il Comitato per la protezione dei giornalisti documenta da mesi la prassi: accusare di terrorismo i reporter uccisi, dopo, e senza riscontri.<br /> Un rapporto basso si fabbrica così. Il morto si sposta da una colonna all'altra con un comunicato. La cifra si decide a Gerusalemme, prima del terreno. L'Ufficio dell'Alto commissario ONU per i diritti umani, nel novembre 2024, aveva verificato che quasi il 70 per cento delle vittime di Gaza erano donne e bambini, e parlava di «violazione sistematica» dei principi di distinzione e proporzionalità. Dal cessate il fuoco del 10 ottobre l'esercito ha ucciso almeno 1.012 palestinesi. I suoi caduti, nello stesso periodo, sono cinque.<br /> Intanto a Bengasi Domenico Centrone e Leonarda Alberizia restano detenuti dal 24 maggio, senza un'accusa formale, con le indagini libiche prorogate di altri trenta giorni. Antonio Tajani assicura di lavorare «affinché possano essere rilasciati e magari espulsi».<br /> Washah, in aprile, aveva chiesto una cosa sola: che si smettesse di colpire i giornalisti. Il suo ultimo rapporto non arriverà. Resta quello di Gerusalemme, basso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72642473</guid><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 04:42:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72642473/imported_e99fdc10_f9bf_4929_b136_17921b40a0c0.mp3" length="2054269" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4ea8955a-90c2-4f05-864a-d6c12285d8cc/4ea8955a-90c2-4f05-864a-d6c12285d8cc.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4ea8955a-90c2-4f05-864a-d6c12285d8cc/4ea8955a-90c2-4f05-864a-d6c12285d8cc.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4ea8955a-90c2-4f05-864a-d6c12285d8cc/4ea8955a-90c2-4f05-864a-d6c12285d8cc.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il rapporto, sostiene Benjamin Netanyahu, è basso. 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È il dodicesimo giornalista dell'emittente ucciso dall'ottobre 2023. Suo fratello Mohammed, anche lui di Al Jazeera, era stato colpito l'8 aprile, con la stessa etichetta. Il Comitato per la protezione dei giornalisti documenta da mesi la prassi: accusare di terrorismo i reporter uccisi, dopo, e senza riscontri.<br /> Un rapporto basso si fabbrica così. Il morto si sposta da una colonna all'altra con un comunicato. La cifra si decide a Gerusalemme, prima del terreno. L'Ufficio dell'Alto commissario ONU per i diritti umani, nel novembre 2024, aveva verificato che quasi il 70 per cento delle vittime di Gaza erano donne e bambini, e parlava di «violazione sistematica» dei principi di distinzione e proporzionalità. Dal cessate il fuoco del 10 ottobre l'esercito ha ucciso almeno 1.012 palestinesi. I suoi caduti, nello stesso periodo, sono cinque.<br /> Intanto a Bengasi Domenico Centrone e Leonarda Alberizia restano detenuti dal 24 maggio, senza un'accusa formale, con le indagini libiche prorogate di altri trenta giorni. Antonio Tajani assicura di lavorare «affinché possano essere rilasciati e magari espulsi».<br /> Washah, in aprile, aveva chiesto una cosa sola: che si smettesse di colpire i giornalisti. Il suo ultimo rapporto non arriverà. Resta quello di Gerusalemme, basso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #233</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-233--72608188</link><description><![CDATA[Duemilaseicentosessantotto bambini palestinesi uccisi a Gaza dalle forze israeliane nel 2025, altri 4.588 ancora in fase di accertamento. Sono cifre che le Nazioni Unite dichiarano verificate.<br /> Il rapporto annuale dell'Onu sui bambini e i conflitti armati, firmato dal segretario generale António Guterres e diffuso questa settimana, conta 38.558 violazioni gravi nel mondo su 24.174 minori: il totale più alto da quando il monitoraggio esiste, dal 1996. Per la prima volta in trent'anni a guidare l'elenco dei responsabili sono le forze di uno Stato e non i gruppi armati. In testa c'è l'esercito israeliano con le sue forze di sicurezza, 12.445 violazioni, davanti a Congo, Myanmar e Somalia.<br /> L'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha risposto il 18 giugno definendo il documento «uno dei più grandi fallimenti morali nella storia delle Nazioni Unite» e accusando Guterres di confondere «uno Stato democratico che lotta per la sopravvivenza» con le organizzazioni terroristiche. Settimane prima lo stesso Guterres aveva inserito Israele in un'altra lista, quella sulla violenza sessuale nei conflitti, e il governo aveva minacciato di rompere ogni rapporto con lui.<br /> Il rapporto attribuisce ai coloni 326 violazioni gravi e avverte che nel 2026 potrebbero entrare anch'essi nell'elenco. Il 19 giugno il Consiglio europeo ha condannato "la continua e crescente violenza dei coloni contro i civili palestinesi" e chiesto misure contro i ministri estremisti. Per ora restano parole senza decisioni vincolanti.<br /> A Bengasi, dal 24 maggio, restano detenuti Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due italiani del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla: il procuratore libico ha prolungato le indagini di altri trenta giorni, senza fissare un'udienza.<br /> L'elenco delle Nazioni Unite esiste dal 1996. Per la prima volta il primo nome è quello di un esercito di Stato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72608188</guid><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 05:57:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72608188/imported_c99be30f_237a_4454_96a4_946ba4e5e120.mp3" length="1938912" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4401435d-a6ff-4433-88d1-08a3dc215959/4401435d-a6ff-4433-88d1-08a3dc215959.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4401435d-a6ff-4433-88d1-08a3dc215959/4401435d-a6ff-4433-88d1-08a3dc215959.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/4401435d-a6ff-4433-88d1-08a3dc215959/4401435d-a6ff-4433-88d1-08a3dc215959.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Duemilaseicentosessantotto bambini palestinesi uccisi a Gaza dalle forze israeliane nel 2025, altri 4.588 ancora in fase di accertamento. Sono cifre che le Nazioni Unite dichiarano verificate.
Il rapporto annuale dell'Onu sui bambini e i conflitti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Duemilaseicentosessantotto bambini palestinesi uccisi a Gaza dalle forze israeliane nel 2025, altri 4.588 ancora in fase di accertamento. Sono cifre che le Nazioni Unite dichiarano verificate.<br /> Il rapporto annuale dell'Onu sui bambini e i conflitti armati, firmato dal segretario generale António Guterres e diffuso questa settimana, conta 38.558 violazioni gravi nel mondo su 24.174 minori: il totale più alto da quando il monitoraggio esiste, dal 1996. Per la prima volta in trent'anni a guidare l'elenco dei responsabili sono le forze di uno Stato e non i gruppi armati. In testa c'è l'esercito israeliano con le sue forze di sicurezza, 12.445 violazioni, davanti a Congo, Myanmar e Somalia.<br /> L'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha risposto il 18 giugno definendo il documento «uno dei più grandi fallimenti morali nella storia delle Nazioni Unite» e accusando Guterres di confondere «uno Stato democratico che lotta per la sopravvivenza» con le organizzazioni terroristiche. Settimane prima lo stesso Guterres aveva inserito Israele in un'altra lista, quella sulla violenza sessuale nei conflitti, e il governo aveva minacciato di rompere ogni rapporto con lui.<br /> Il rapporto attribuisce ai coloni 326 violazioni gravi e avverte che nel 2026 potrebbero entrare anch'essi nell'elenco. Il 19 giugno il Consiglio europeo ha condannato "la continua e crescente violenza dei coloni contro i civili palestinesi" e chiesto misure contro i ministri estremisti. Per ora restano parole senza decisioni vincolanti.<br /> A Bengasi, dal 24 maggio, restano detenuti Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due italiani del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla: il procuratore libico ha prolungato le indagini di altri trenta giorni, senza fissare un'udienza.<br /> L'elenco delle Nazioni Unite esiste dal 1996. Per la prima volta il primo nome è quello di un esercito di Stato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #232</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-232--72595565</link><description><![CDATA[A Jiljilya, a nord di Ramallah, i coloni hanno trovato sbarrata la porta della moschea e hanno dato fuoco alla sala delle abluzioni. Era la notte del 17 giugno. Sul muro esterno, la firma: "vendetta", "notte delle moschee", "un saluto dai Giovani delle Colline". Stesso copione, intorno alle tre, a Mazra'a al-Nubani, con bottiglie molotov. Osama Abdullah, capo del consiglio del villaggio, all'Afp parla di soffitto e muri anneriti.<br /> L'esercito israeliano ha confermato incendio e scritte. Poi ha messo a verbale che "le forze hanno cercato i sospetti", i quali però "erano fuggiti prima del loro arrivo". Gli incendiari si firmano sul muro e per lo Stato restano introvabili.<br /> Il quadro lo ha fissato l'11 giugno Stéphane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu, per conto di OCHA: nel solo 2026 gli attacchi dei coloni con vittime o danni hanno superato quota mille, in oltre 230 comunità, sei al giorno, «più alta di qualsiasi anno mai registrato». Jiljilya in quel conto c'era già: il 16 maggio un attacco aveva sfollato 137 persone, 81 bambini, ventidue famiglie beduine. Lo stesso villaggio colpito due volte in un mese, prima la fuga poi il rogo.<br /> La Cisgiordania è territorio occupato, e la Corte internazionale di giustizia nel parere del luglio 2024 ha dichiarato illegale la presenza israeliana. Lì oltre cinquecentomila coloni vivono accanto a tre milioni di palestinesi, e gli arresti per le loro violenze restano rari, le condanne ancora meno. Intanto a Gaza il Ministero della Salute ha certificato il 17 giugno 1.005 uccisi dall'inizio della tregua di ottobre.<br /> Restano a Bengasi dal 24 maggio Domenico Centrone, 33 anni, di Molfetta, e Dina Alberizia, 67: il procuratore libico ha prorogato le indagini di altri trenta giorni. Oggi Amnesty e Global Sumud in presidio a Bari, in piazza Gaza.<br /> I sospetti, mette a verbale l'esercito, "erano fuggiti". Il rogo certificato, gli incendiari firmati e introvabili.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72595565</guid><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:32:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72595565/imported_a5bc2ee4_f3dd_42c8_bbad_5a6460bd4610.mp3" length="2006622" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/fab0ec0c-b7cc-4e91-a442-9e8795a7cef2/fab0ec0c-b7cc-4e91-a442-9e8795a7cef2.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/fab0ec0c-b7cc-4e91-a442-9e8795a7cef2/fab0ec0c-b7cc-4e91-a442-9e8795a7cef2.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/fab0ec0c-b7cc-4e91-a442-9e8795a7cef2/fab0ec0c-b7cc-4e91-a442-9e8795a7cef2.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Jiljilya, a nord di Ramallah, i coloni hanno trovato sbarrata la porta della moschea e hanno dato fuoco alla sala delle abluzioni. Era la notte del 17 giugno. Sul muro esterno, la firma: "vendetta", "notte delle moschee", "un saluto dai Giovani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Jiljilya, a nord di Ramallah, i coloni hanno trovato sbarrata la porta della moschea e hanno dato fuoco alla sala delle abluzioni. Era la notte del 17 giugno. Sul muro esterno, la firma: "vendetta", "notte delle moschee", "un saluto dai Giovani delle Colline". Stesso copione, intorno alle tre, a Mazra'a al-Nubani, con bottiglie molotov. Osama Abdullah, capo del consiglio del villaggio, all'Afp parla di soffitto e muri anneriti.<br /> L'esercito israeliano ha confermato incendio e scritte. Poi ha messo a verbale che "le forze hanno cercato i sospetti", i quali però "erano fuggiti prima del loro arrivo". Gli incendiari si firmano sul muro e per lo Stato restano introvabili.<br /> Il quadro lo ha fissato l'11 giugno Stéphane Dujarric, portavoce del segretario generale dell'Onu, per conto di OCHA: nel solo 2026 gli attacchi dei coloni con vittime o danni hanno superato quota mille, in oltre 230 comunità, sei al giorno, «più alta di qualsiasi anno mai registrato». Jiljilya in quel conto c'era già: il 16 maggio un attacco aveva sfollato 137 persone, 81 bambini, ventidue famiglie beduine. Lo stesso villaggio colpito due volte in un mese, prima la fuga poi il rogo.<br /> La Cisgiordania è territorio occupato, e la Corte internazionale di giustizia nel parere del luglio 2024 ha dichiarato illegale la presenza israeliana. Lì oltre cinquecentomila coloni vivono accanto a tre milioni di palestinesi, e gli arresti per le loro violenze restano rari, le condanne ancora meno. Intanto a Gaza il Ministero della Salute ha certificato il 17 giugno 1.005 uccisi dall'inizio della tregua di ottobre.<br /> Restano a Bengasi dal 24 maggio Domenico Centrone, 33 anni, di Molfetta, e Dina Alberizia, 67: il procuratore libico ha prorogato le indagini di altri trenta giorni. Oggi Amnesty e Global Sumud in presidio a Bari, in piazza Gaza.<br /> I sospetti, mette a verbale l'esercito, "erano fuggiti". Il rogo certificato, gli incendiari firmati e introvabili.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #231</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-231--72573809</link><description><![CDATA[Hussam Abu Safiya è comparso davanti ai giudici in collegamento video, più magro, dall'isolamento del carcere di Nafha. Il 16 giugno la Corte Suprema israeliana ha respinto il suo ricorso e ne ha confermato la detenzione. Il pediatra che dirigeva il Kamal Adwan, nel nord di Gaza, è dentro dal dicembre 2024. Diciotto mesi senza un'accusa formulata.<br /> I giudici hanno deciso sulla base di "materiale riservato" che né lui né il suo avvocato hanno potuto leggere. La cornice è la legge sui "combattenti illegali", che consente di trattenere a tempo indeterminato senza incriminazione. Reuters conta almeno 14 medici di Gaza tenuti così da oltre un anno. Il ministero della Salute di Gaza dichiara 73.008 morti dall'inizio dell'offensiva, 997 dal cessate il fuoco dell'11 ottobre.<br /> L'esercito israeliano sostiene che Abu Safiya sia un ufficiale di Hamas, su una foto del 2016. Non ha prodotto prove né formulato accuse, e Hamas e il ministero della Salute negano. Ai giudici lui ha detto: «Sono un pediatra, curo i feriti e le persone fragili di Gaza». Alla fine del 2024 aveva rifiutato di evacuare il Kamal Adwan finché c'erano neonati da assistere.<br /> Naji Abbas, di Physicians for Human Rights Israel, parla di «un profondo fallimento morale e legale». L'avvocato Nasser Odeh indica ciò che la sentenza aggira: la decisione, dice, è «in chiaro contrasto con il diritto internazionale e le Convenzioni di Ginevra, che proteggono il personale medico».<br /> Intanto a Bari il ministro Antonio Tajani ha incontrato i familiari di Domenico Centrone, 33 anni, di Molfetta, e di Dina Alberizia, 67: «Stiamo premendo per una loro liberazione al più presto». I due del Land Convoy restano fermati nella Libia orientale del generale Khalifa Haftar.<br /> Una corte che giudica su prove che non mostra ha stabilito che un medico può restare in cella senza sapere di che cosa è accusato. Le Convenzioni che dovrebbero proteggerlo erano scritte da prima.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72573809</guid><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 05:28:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72573809/imported_2021ae38_a86b_45cf_afb6_799f2399db23.mp3" length="2027937" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5e941a5a-6870-408b-a143-e3515f871823/5e941a5a-6870-408b-a143-e3515f871823.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5e941a5a-6870-408b-a143-e3515f871823/5e941a5a-6870-408b-a143-e3515f871823.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/5e941a5a-6870-408b-a143-e3515f871823/5e941a5a-6870-408b-a143-e3515f871823.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Hussam Abu Safiya è comparso davanti ai giudici in collegamento video, più magro, dall'isolamento del carcere di Nafha. 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Il ministero della Salute di Gaza dichiara 73.008 morti dall'inizio dell'offensiva, 997 dal cessate il fuoco dell'11 ottobre.<br /> L'esercito israeliano sostiene che Abu Safiya sia un ufficiale di Hamas, su una foto del 2016. Non ha prodotto prove né formulato accuse, e Hamas e il ministero della Salute negano. Ai giudici lui ha detto: «Sono un pediatra, curo i feriti e le persone fragili di Gaza». Alla fine del 2024 aveva rifiutato di evacuare il Kamal Adwan finché c'erano neonati da assistere.<br /> Naji Abbas, di Physicians for Human Rights Israel, parla di «un profondo fallimento morale e legale». L'avvocato Nasser Odeh indica ciò che la sentenza aggira: la decisione, dice, è «in chiaro contrasto con il diritto internazionale e le Convenzioni di Ginevra, che proteggono il personale medico».<br /> Intanto a Bari il ministro Antonio Tajani ha incontrato i familiari di Domenico Centrone, 33 anni, di Molfetta, e di Dina Alberizia, 67: «Stiamo premendo per una loro liberazione al più presto». I due del Land Convoy restano fermati nella Libia orientale del generale Khalifa Haftar.<br /> Una corte che giudica su prove che non mostra ha stabilito che un medico può restare in cella senza sapere di che cosa è accusato. Le Convenzioni che dovrebbero proteggerlo erano scritte da prima.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #230</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-230--72559238</link><description><![CDATA[Il premier pakistano Shehbaz Sharif annuncia per la regione «la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano». Poche ore dopo, lunedì 15 giugno, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz scrive la frase opposta: l'esercito resta a Gaza "a tempo indeterminato". Nello stesso comunicato, ripreso da Ynet, aggiunge che "il territorio sarà libero da residenti locali" e che questa "è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre".<br /> L'intesa tra Stati Uniti e Iran, firma annunciata per venerdì 19 in Svizzera, dovrebbe chiudere le ostilità anche in Libano. Katz dice di no al ritiro, e di averlo già chiarito a Donald Trump e al segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth. In due anni e mezzo Israele ha preso circa mille chilometri quadrati di terra fra Gaza, Libano e Siria.<br /> Intanto il ministero della Salute di Gaza conta 73.001 morti, quasi mille dei quali dall'inizio della tregua di ottobre, e oltre 173.200 feriti. Il 15 giugno una donna è stata uccisa ad Al Zawaida, nel centro della Striscia, in un attacco israeliano vicino a casa sua, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Quella che la Corte internazionale di giustizia, nel parere del luglio 2024, ha definito un'occupazione illegale da far cessare, il ministro che la comanda la dichiara ora senza scadenza.<br /> L'inchiesta sugli abusi alla flotilla si allarga: il 16 giugno l'Australia ne apre una propria, accanto a quelle di Italia e Francia. A Bengasi, in un sito segreto, Domenico Centrone e Leonarda "Dina" Alberizia restano detenuti dal 24 maggio; l'udienza del 9 giugno è saltata, nessuna data nuova.<br /> Della pace firmata venerdì il comunicato di Katz lascia una sola riga certa, e la firma lui: il territorio "libero da residenti locali".<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72559238</guid><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 06:13:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72559238/imported_d5d4091b_71da_4926_a10a_78e1c2c0a6e5.mp3" length="1893355" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/67cd6e1d-527c-408a-b855-ef906074469c/67cd6e1d-527c-408a-b855-ef906074469c.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/67cd6e1d-527c-408a-b855-ef906074469c/67cd6e1d-527c-408a-b855-ef906074469c.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/67cd6e1d-527c-408a-b855-ef906074469c/67cd6e1d-527c-408a-b855-ef906074469c.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il premier pakistano Shehbaz Sharif annuncia per la regione «la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano». 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In due anni e mezzo Israele ha preso circa mille chilometri quadrati di terra fra Gaza, Libano e Siria.<br /> Intanto il ministero della Salute di Gaza conta 73.001 morti, quasi mille dei quali dall'inizio della tregua di ottobre, e oltre 173.200 feriti. Il 15 giugno una donna è stata uccisa ad Al Zawaida, nel centro della Striscia, in un attacco israeliano vicino a casa sua, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Quella che la Corte internazionale di giustizia, nel parere del luglio 2024, ha definito un'occupazione illegale da far cessare, il ministro che la comanda la dichiara ora senza scadenza.<br /> L'inchiesta sugli abusi alla flotilla si allarga: il 16 giugno l'Australia ne apre una propria, accanto a quelle di Italia e Francia. A Bengasi, in un sito segreto, Domenico Centrone e Leonarda "Dina" Alberizia restano detenuti dal 24 maggio; l'udienza del 9 giugno è saltata, nessuna data nuova.<br /> Della pace firmata venerdì il comunicato di Katz lascia una sola riga certa, e la firma lui: il territorio "libero da residenti locali".<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #229</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-229--72544748</link><description><![CDATA[In ginocchio sul molo di Ashdod, le mani legate dietro la schiena, mentre un ministro cammina tra loro e ne riprende il video per metterlo sui propri profili. Quel filmato, girato dopo l'abbordaggio del 18 maggio in acque internazionali, ora è agli atti di un fascicolo della procura di Roma. L'8 giugno i magistrati hanno iscritto Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, nel registro degli indagati. Tre le ipotesi di reato: sequestro di persona, tortura, tentato omicidio.<br /> Così la magistratura italiana scrive una parola, "tortura". La politica italiana ne scrive un'altra. Oggi, 15 giugno, il dossier sanzioni contro lo stesso ministro arriva al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. Serve l'unanimità dei ventisette, e la Repubblica Ceca si oppone, con Germania e Austria che frenano. Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha definito la scena degli attivisti inginocchiati una cosa che «si vede solo nelle dittature». Eppure, dice, «isolare Israele sarebbe un errore grave»: niente rottura dell'accordo commerciale tra Unione europea e Israele, e l'auspicio di «un governo di unità nazionale» a Gerusalemme che isoli gli estremisti.<br /> Una sanzione su un solo uomo, e pure quella ferma a Praga. Lo Stato resta intatto, lo scambio pure. Ben-Gvir intanto risponde che l'Italia «è diventata il Paese delle ciabatte» e che l'accordo Usa-Iran «non vincola Israele».<br /> A Bengasi, in un sito segreto, restano detenuti dal 24 maggio Domenico Centrone, 33 anni, e Dina Alberizia, 67, del convoglio di terra della Sumud. L'udienza del 9 giugno è saltata senza preavviso. La parola che il fascicolo già contiene, il governo non la mette in conto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72544748</guid><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:06:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72544748/imported_b30a8b74_f5d3_4526_8e3e_6e2fb416c504.mp3" length="1762951" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/dfcbd218-aaee-4d01-9fc5-062ac9b2cc21/dfcbd218-aaee-4d01-9fc5-062ac9b2cc21.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/dfcbd218-aaee-4d01-9fc5-062ac9b2cc21/dfcbd218-aaee-4d01-9fc5-062ac9b2cc21.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/dfcbd218-aaee-4d01-9fc5-062ac9b2cc21/dfcbd218-aaee-4d01-9fc5-062ac9b2cc21.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In ginocchio sul molo di Ashdod, le mani legate dietro la schiena, mentre un ministro cammina tra loro e ne riprende il video per metterlo sui propri profili. Quel filmato, girato dopo l'abbordaggio del 18 maggio in acque internazionali, ora è agli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In ginocchio sul molo di Ashdod, le mani legate dietro la schiena, mentre un ministro cammina tra loro e ne riprende il video per metterlo sui propri profili. Quel filmato, girato dopo l'abbordaggio del 18 maggio in acque internazionali, ora è agli atti di un fascicolo della procura di Roma. L'8 giugno i magistrati hanno iscritto Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, nel registro degli indagati. Tre le ipotesi di reato: sequestro di persona, tortura, tentato omicidio.<br /> Così la magistratura italiana scrive una parola, "tortura". La politica italiana ne scrive un'altra. Oggi, 15 giugno, il dossier sanzioni contro lo stesso ministro arriva al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. Serve l'unanimità dei ventisette, e la Repubblica Ceca si oppone, con Germania e Austria che frenano. Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha definito la scena degli attivisti inginocchiati una cosa che «si vede solo nelle dittature». Eppure, dice, «isolare Israele sarebbe un errore grave»: niente rottura dell'accordo commerciale tra Unione europea e Israele, e l'auspicio di «un governo di unità nazionale» a Gerusalemme che isoli gli estremisti.<br /> Una sanzione su un solo uomo, e pure quella ferma a Praga. Lo Stato resta intatto, lo scambio pure. Ben-Gvir intanto risponde che l'Italia «è diventata il Paese delle ciabatte» e che l'accordo Usa-Iran «non vincola Israele».<br /> A Bengasi, in un sito segreto, restano detenuti dal 24 maggio Domenico Centrone, 33 anni, e Dina Alberizia, 67, del convoglio di terra della Sumud. L'udienza del 9 giugno è saltata senza preavviso. La parola che il fascicolo già contiene, il governo non la mette in conto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #228</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-228--72509456</link><description><![CDATA[In Cisgiordania tre anni hanno ucciso più dei diciassette anni precedenti. Tra il 2006 e il 2022 i civili palestinesi uccisi da esercito e coloni israeliani erano stati 1.036, tra cui 225 bambini. Dal 2023 sono 1.244, con 268 bambini. Lo certifica Oxfam l'11 giugno, sui dati delle Nazioni Unite, e il conto si rovescia.<br /> Negli stessi tre anni gli sfollati forzati sono oltre 46 mila, contro i 13 mila dei quattordici anni precedenti. Le barriere che bloccano la circolazione di tre milioni di palestinesi sono salite a 925, il 43% in più. Solo nei primi mesi del 2026 si contano oltre 540 attacchi dei coloni, 33 uccisi, più di 2.200 sfollati, 60 infrastrutture idriche distrutte, l'acqua compromessa per 32 comunità.<br /> "Mentre gli occhi del mondo erano puntati sul genocidio commesso da Israele a Gaza", dichiara Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, "in Cisgiordania si verificava un'ondata di violenza senza precedenti, ora sfociata in un piano sistematico di pulizia etnica".<br /> E la sequenza è scritta. A luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia stabilisce che gli Stati devono astenersi dai rapporti economici che sostengono l'occupazione illegale. Il 14 maggio 2026 i leader di opposizione Bonelli, Conte, Schlein e Fratoianni depositano alla Camera una legge per vietare l'import di beni e servizi dagli insediamenti. Da un mese è ferma. Intanto l'Italia continua a comprare da Israele circa un miliardo l'anno.<br /> A Bengasi Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati il 24 maggio, restano detenuti e in sciopero della fame; Amnesty il 10 giugno ne ha chiesto il rilascio. La contabilità della Cisgiordania ha già scritto quale numero cresce. La legge che dovrebbe fermarlo aspetta in un cassetto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72509456</guid><pubDate>Sat, 13 Jun 2026 07:03:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72509456/imported_897aecd6_b03f_4db9_8524_22b320d351f6.mp3" length="1829407" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/aaa1c388-e8ab-4afe-ab95-787336867d57/aaa1c388-e8ab-4afe-ab95-787336867d57.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/aaa1c388-e8ab-4afe-ab95-787336867d57/aaa1c388-e8ab-4afe-ab95-787336867d57.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/aaa1c388-e8ab-4afe-ab95-787336867d57/aaa1c388-e8ab-4afe-ab95-787336867d57.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Cisgiordania tre anni hanno ucciso più dei diciassette anni precedenti. 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Solo nei primi mesi del 2026 si contano oltre 540 attacchi dei coloni, 33 uccisi, più di 2.200 sfollati, 60 infrastrutture idriche distrutte, l'acqua compromessa per 32 comunità.<br /> "Mentre gli occhi del mondo erano puntati sul genocidio commesso da Israele a Gaza", dichiara Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, "in Cisgiordania si verificava un'ondata di violenza senza precedenti, ora sfociata in un piano sistematico di pulizia etnica".<br /> E la sequenza è scritta. A luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia stabilisce che gli Stati devono astenersi dai rapporti economici che sostengono l'occupazione illegale. Il 14 maggio 2026 i leader di opposizione Bonelli, Conte, Schlein e Fratoianni depositano alla Camera una legge per vietare l'import di beni e servizi dagli insediamenti. Da un mese è ferma. Intanto l'Italia continua a comprare da Israele circa un miliardo l'anno.<br /> A Bengasi Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati il 24 maggio, restano detenuti e in sciopero della fame; Amnesty il 10 giugno ne ha chiesto il rilascio. La contabilità della Cisgiordania ha già scritto quale numero cresce. La legge che dovrebbe fermarlo aspetta in un cassetto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #227</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-227--72491795</link><description><![CDATA[Sam Fahd Abu Haikal aveva sette mesi e ancora doveva muovere i primi passi. Il 5 giugno era seduto in braccio a sua madre, sul sedile posteriore dell'auto di famiglia, a Tel Rumeida, Hebron. Un proiettile dei soldati israeliani lo ha ucciso lì, in braccio. L'esercito ha spiegato di aver esploso colpi singoli contro un veicolo che sembrava accelerare e di aver aperto un'inchiesta. Il padre, docente all'Università di Betlemme, ha risposto a Vatican News: «Ci hanno detto che è stato un errore ma niente di tutto ciò si può definire errore. Ora vogliamo giustizia».<br /> Il 10 giugno l'Unicef ha messo in fila il resto: otto bambini uccisi e 17 feriti nello scorso fine settimana in cinque diverse località della Striscia di Gaza. In una delle zone colpite, un gruppo di bambini che giocava a calcio è stato ferito da un attacco vicino. Tutto sotto un cessate il fuoco in vigore dall'ottobre 2025: già il 6 febbraio l'agenzia ONU per l'infanzia contava 37 bambini uccisi a Gaza dall'inizio del 2026. La tregua, per i bambini, ha la stessa traiettoria dei proiettili che dovrebbe fermare.<br /> E intanto a Bengasi le autorità libiche hanno prorogato per la seconda volta la detenzione dei dieci volontari del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati il 24 maggio mentre portavano aiuti verso Gaza. Amnesty International il 10 giugno ne ha chiesto la liberazione: per giorni la sorte di otto di loro è rimasta nascosta, un diabetico resta senza medicine regolari.<br /> Edouard Beigbeder, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha scritto: "Non possiamo permettere che questa diventi la nuova normalità: la morte di bambini a causa della violenza dovrebbe suscitare indignazione a livello mondiale". A Tel Rumeida l'inchiesta dell'esercito risulta aperta. Sam aveva sette mesi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72491795</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 02:43:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72491795/imported_c78bd52a_b855_4063_8d54_521e41701453.mp3" length="1991993" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1e84c762-9d2f-494d-b761-b5c67779b41e/1e84c762-9d2f-494d-b761-b5c67779b41e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1e84c762-9d2f-494d-b761-b5c67779b41e/1e84c762-9d2f-494d-b761-b5c67779b41e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1e84c762-9d2f-494d-b761-b5c67779b41e/1e84c762-9d2f-494d-b761-b5c67779b41e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sam Fahd Abu Haikal aveva sette mesi e ancora doveva muovere i primi passi. 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In una delle zone colpite, un gruppo di bambini che giocava a calcio è stato ferito da un attacco vicino. Tutto sotto un cessate il fuoco in vigore dall'ottobre 2025: già il 6 febbraio l'agenzia ONU per l'infanzia contava 37 bambini uccisi a Gaza dall'inizio del 2026. La tregua, per i bambini, ha la stessa traiettoria dei proiettili che dovrebbe fermare.<br /> E intanto a Bengasi le autorità libiche hanno prorogato per la seconda volta la detenzione dei dieci volontari del Global Sumud Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati il 24 maggio mentre portavano aiuti verso Gaza. Amnesty International il 10 giugno ne ha chiesto la liberazione: per giorni la sorte di otto di loro è rimasta nascosta, un diabetico resta senza medicine regolari.<br /> Edouard Beigbeder, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha scritto: "Non possiamo permettere che questa diventi la nuova normalità: la morte di bambini a causa della violenza dovrebbe suscitare indignazione a livello mondiale". A Tel Rumeida l'inchiesta dell'esercito risulta aperta. Sam aveva sette mesi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #226</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-226--72472834</link><description><![CDATA[Fakhri Abu Diab vive in una casa mobile piantata sulle macerie della sua casa, demolita dalle autorità israeliane nel febbraio 2024 ad al-Bustan, Gerusalemme est. Anche la casa mobile ha già l'ordine di rimozione. «Cercano di cancellare i miei ricordi, la mia infanzia, la mia storia», dice all'Associated Press, che il 10 giugno ha documentato la macchina amministrativa dell'espulsione: oltre 260 strutture palestinesi demolite nel 2025, il 70% in più di tre anni prima, e già 116 nel 2026, secondo l'organizzazione israeliana Ir Amim. «Israele può decidere: sì, questo quartiere vogliamo cancellarlo. Nessuno ci fermerà», dice ad AP il suo ricercatore Aviv Tatarsky. L'anno scorso sono stati approvati quasi 9.000 permessi edilizi per i residenti ebrei di Gerusalemme e meno di 700 per i palestinesi, che sono il 40% della città (dati Bimkom). Chi costruisce senza permesso, perché il permesso gli è negato, riceve il bulldozer. A marzo, registra B'Tselem, il quartiere di Batan al-Hawah ha contato il numero più alto di sfratti da decenni: 15 famiglie fuori, i coloni dentro. La magistratura israeliana risponde per iscritto che i tribunali decidono "nel merito di ogni singolo caso". I numeri sopra dicono come finisce il merito. E intanto a Bengasi resta annullata senza preavviso l'udienza per i dieci del Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: all'avvocato le autorità libiche hanno indicato un indirizzo sbagliato del luogo di detenzione, denuncia la portavoce Maria Elena Delia, e Amnesty International il 10 giugno ne ha chiesto la liberazione. Ad AP il direttore dell'organizzazione di coloni Ateret Cohanim, Daniel Luria, consegna la frase che chiude ogni pratica: «Non ci sarà mai uno Stato palestinese».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72472834</guid><pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:24:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72472834/imported_9a5454a6_01af_40dc_b9f1_436bfcb8a2cb.mp3" length="1807673" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a96ceee1-214a-46fc-b51b-d4956c3bfc26/a96ceee1-214a-46fc-b51b-d4956c3bfc26.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a96ceee1-214a-46fc-b51b-d4956c3bfc26/a96ceee1-214a-46fc-b51b-d4956c3bfc26.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/a96ceee1-214a-46fc-b51b-d4956c3bfc26/a96ceee1-214a-46fc-b51b-d4956c3bfc26.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Fakhri Abu Diab vive in una casa mobile piantata sulle macerie della sua casa, demolita dalle autorità israeliane nel febbraio 2024 ad al-Bustan, Gerusalemme est. Anche la casa mobile ha già l'ordine di rimozione. «Cercano di cancellare i miei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fakhri Abu Diab vive in una casa mobile piantata sulle macerie della sua casa, demolita dalle autorità israeliane nel febbraio 2024 ad al-Bustan, Gerusalemme est. Anche la casa mobile ha già l'ordine di rimozione. «Cercano di cancellare i miei ricordi, la mia infanzia, la mia storia», dice all'Associated Press, che il 10 giugno ha documentato la macchina amministrativa dell'espulsione: oltre 260 strutture palestinesi demolite nel 2025, il 70% in più di tre anni prima, e già 116 nel 2026, secondo l'organizzazione israeliana Ir Amim. «Israele può decidere: sì, questo quartiere vogliamo cancellarlo. Nessuno ci fermerà», dice ad AP il suo ricercatore Aviv Tatarsky. L'anno scorso sono stati approvati quasi 9.000 permessi edilizi per i residenti ebrei di Gerusalemme e meno di 700 per i palestinesi, che sono il 40% della città (dati Bimkom). Chi costruisce senza permesso, perché il permesso gli è negato, riceve il bulldozer. A marzo, registra B'Tselem, il quartiere di Batan al-Hawah ha contato il numero più alto di sfratti da decenni: 15 famiglie fuori, i coloni dentro. La magistratura israeliana risponde per iscritto che i tribunali decidono "nel merito di ogni singolo caso". I numeri sopra dicono come finisce il merito. E intanto a Bengasi resta annullata senza preavviso l'udienza per i dieci del Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: all'avvocato le autorità libiche hanno indicato un indirizzo sbagliato del luogo di detenzione, denuncia la portavoce Maria Elena Delia, e Amnesty International il 10 giugno ne ha chiesto la liberazione. Ad AP il direttore dell'organizzazione di coloni Ateret Cohanim, Daniel Luria, consegna la frase che chiude ogni pratica: «Non ci sarà mai uno Stato palestinese».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #225</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-225--72451286</link><description><![CDATA[La Corte Suprema israeliana ha scritto che obbligare un'organizzazione a consegnare l'elenco dei propri dipendenti palestinesi è una misura "limitata e proporzionata" che "consente la continuazione dell'attività umanitaria". Così ha respinto il ricorso di diciannove organizzazioni e convalidato la legge che dal 30 dicembre 2025 tiene fuori dai Territori trentasette ONG, tra cui Medici senza frontiere, Oxfam e Save the Children.<br /> Le organizzazioni si rifiutano di consegnare quell'elenco: espone i loro operatori, e centinaia di lavoratori umanitari sono già stati uccisi, quindici di MSF dall'ottobre 2023. Per la Corte quella lista protegge la sicurezza dello Stato. Per chi ci finisce sopra, è una condanna.<br /> Il 9 giugno diciotto Paesi europei, con Australia e Giappone, hanno chiesto a Israele di "non applicare la legge nella sua forma attuale", ricordando che quasi tutta Gaza dipende dall'assistenza. Una richiesta, mentre la legge è già convalidata.<br /> Lo stesso giorno il ministro degli Esteri Antonio Tajani rivendicava in Parlamento di aver aderito «proprio oggi» a quella dichiarazione, ed elencava il contributo italiano: 85 tonnellate di Food for Gaza sbloccate dalla Giordania, 17 studenti arrivati il 2 giugno. Aiuti che passano, ha spiegato, col «via libera» delle autorità israeliane. Due modelli di accesso a confronto: quello che pretende un obbligo e quello che ringrazia per un permesso. L'Italia firma il primo e pratica il secondo.<br /> E il conto intanto corre. Il ministero della Salute di Gaza all'8 giugno contava 72.980 morti dal 7 ottobre 2023, 970 dal cessate il fuoco di ottobre. A Bengasi i dieci volontari del Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, sono da una settimana in sciopero della fame.<br /> "Consente la continuazione dell'attività umanitaria", ha scritto la Corte. Le organizzazioni che quell'attività la fanno restano fuori, e l'unico elenco che cresce è quello dei morti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72451286</guid><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 05:08:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72451286/imported_841b6c91_4337_4982_9ee1_8faff573a7db.mp3" length="1959392" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/24f135a0-2eb6-49b6-9a6e-b6d10deafb03/24f135a0-2eb6-49b6-9a6e-b6d10deafb03.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/24f135a0-2eb6-49b6-9a6e-b6d10deafb03/24f135a0-2eb6-49b6-9a6e-b6d10deafb03.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/24f135a0-2eb6-49b6-9a6e-b6d10deafb03/24f135a0-2eb6-49b6-9a6e-b6d10deafb03.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Corte Suprema israeliana ha scritto che obbligare un'organizzazione a consegnare l'elenco dei propri dipendenti palestinesi è una misura "limitata e proporzionata" che "consente la continuazione dell'attività umanitaria". 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Una richiesta, mentre la legge è già convalidata.<br /> Lo stesso giorno il ministro degli Esteri Antonio Tajani rivendicava in Parlamento di aver aderito «proprio oggi» a quella dichiarazione, ed elencava il contributo italiano: 85 tonnellate di Food for Gaza sbloccate dalla Giordania, 17 studenti arrivati il 2 giugno. Aiuti che passano, ha spiegato, col «via libera» delle autorità israeliane. Due modelli di accesso a confronto: quello che pretende un obbligo e quello che ringrazia per un permesso. L'Italia firma il primo e pratica il secondo.<br /> E il conto intanto corre. Il ministero della Salute di Gaza all'8 giugno contava 72.980 morti dal 7 ottobre 2023, 970 dal cessate il fuoco di ottobre. A Bengasi i dieci volontari del Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, sono da una settimana in sciopero della fame.<br /> "Consente la continuazione dell'attività umanitaria", ha scritto la Corte. Le organizzazioni che quell'attività la fanno restano fuori, e l'unico elenco che cresce è quello dei morti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #224</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-224--72427701</link><description><![CDATA[Sul lato gazawi di Kerem Shalom il contenuto di centinaia di camion di aiuti resta fermo, in attesa di un ritiro che non arriva. Lo scrive il Cogat, l'organismo del ministero della Difesa israeliano per i Territori, nel comunicato dell'8 giugno che annuncia la chiusura di tutti i valichi di Gaza "fino a nuovo avviso". La ragione dichiarata sono i missili iraniani sparati su Israele nella notte. Gaza, estranea a quel fronte, è la prima cosa sigillata.<br /> È la terza volta da febbraio. Il 28 febbraio identica mossa, valichi riaperti pochi giorni dopo. Ogni volta che lo scambio con Teheran si riaccende l'assedio si stringe qui. E qui la tregua entrata in vigore il 10 ottobre ha già prodotto, secondo il ministero della Salute di Gaza che l'ONU considera attendibile, almeno 961 palestinesi uccisi e 3.020 feriti, contro cinque soldati israeliani nello stesso periodo. I morti dal 7 ottobre 2023 sono 72.971.<br /> Il Cogat sostiene che la chiusura non avrà impatto umanitario, perché il cibo entrato con la tregua "supera il fabbisogno nutrizionale della popolazione secondo le metodologie dell'ONU". Una frase che misura in calorie un obbligo giuridico. La Corte internazionale di giustizia, nell'ordinanza del 26 gennaio 2024 che riconosceva un rischio plausibile di genocidio, ha imposto a Israele di garantire l'assistenza umanitaria necessaria. Il Cogat risponde con un magazzino dichiarato a sufficienza.<br /> Intanto al Cairo i mediatori trattano con le fazioni palestinesi per salvare quella tregua, mentre i valichi si richiudono. Domenico Centrone, 33 anni, docente di Molfetta, e Leonarda Alberizia, del Global Sumud Convoy, restano in carcere in Libia dal 24 maggio: il 7 giugno il consolato italiano a Bengasi insisteva ancora per la sola visita consolare.<br /> I valichi, scrive il Cogat, riapriranno "gradualmente, sulla base di una continua valutazione operativa". La valutazione lascia il cibo dichiarato sufficiente dentro i camion fermi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72427701</guid><pubDate>Mon, 08 Jun 2026 23:51:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72427701/imported_bd0b1882_27ac_4e9e_9bb6_01777ea06879.mp3" length="2051343" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49f5f6c1-0501-4d1c-9a77-a79b28bf4e4e/49f5f6c1-0501-4d1c-9a77-a79b28bf4e4e.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49f5f6c1-0501-4d1c-9a77-a79b28bf4e4e/49f5f6c1-0501-4d1c-9a77-a79b28bf4e4e.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/49f5f6c1-0501-4d1c-9a77-a79b28bf4e4e/49f5f6c1-0501-4d1c-9a77-a79b28bf4e4e.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sul lato gazawi di Kerem Shalom il contenuto di centinaia di camion di aiuti resta fermo, in attesa di un ritiro che non arriva. 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E qui la tregua entrata in vigore il 10 ottobre ha già prodotto, secondo il ministero della Salute di Gaza che l'ONU considera attendibile, almeno 961 palestinesi uccisi e 3.020 feriti, contro cinque soldati israeliani nello stesso periodo. I morti dal 7 ottobre 2023 sono 72.971.<br /> Il Cogat sostiene che la chiusura non avrà impatto umanitario, perché il cibo entrato con la tregua "supera il fabbisogno nutrizionale della popolazione secondo le metodologie dell'ONU". Una frase che misura in calorie un obbligo giuridico. La Corte internazionale di giustizia, nell'ordinanza del 26 gennaio 2024 che riconosceva un rischio plausibile di genocidio, ha imposto a Israele di garantire l'assistenza umanitaria necessaria. Il Cogat risponde con un magazzino dichiarato a sufficienza.<br /> Intanto al Cairo i mediatori trattano con le fazioni palestinesi per salvare quella tregua, mentre i valichi si richiudono. Domenico Centrone, 33 anni, docente di Molfetta, e Leonarda Alberizia, del Global Sumud Convoy, restano in carcere in Libia dal 24 maggio: il 7 giugno il consolato italiano a Bengasi insisteva ancora per la sola visita consolare.<br /> I valichi, scrive il Cogat, riapriranno "gradualmente, sulla base di una continua valutazione operativa". La valutazione lascia il cibo dichiarato sufficiente dentro i camion fermi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #223</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-223--72384143</link><description><![CDATA[Per ricevere un pacco di farina dal World Food Programme, a Gaza, una persona deve scrivere il proprio nome, il numero del documento, il telefono e il quartiere in cui dorme. Quel modulo si chiama People Portal, l'applicazione di auto-registrazione che il WFP rivendicava per aver tagliato tempi e burocrazia. Oltre due milioni di palestinesi l'hanno compilato.<br /> Il 14 maggio quei dati sono finiti in mani non autorizzate. Il The New Humanitarian, con l'inchiesta di Jacob Goldberg e Irwin Loy, parla di circa 600.000 famiglie esposte: nomi, documenti, telefoni, posizione. È la più grave violazione di dati di beneficiari umanitari mai registrata, sopra le 515.000 persone colpite nell'attacco al Comitato internazionale della Croce Rossa nel 2022.<br /> Due giorni prima, il 12 maggio, un informatore aveva segnalato al WFP una falla individuata da un esperto indipendente. La sede di Roma aveva assicurato che era risolta. L'attacco è arrivato lo stesso, e gli abitanti di Gaza sono stati avvisati via Telegram solo il 31 maggio, diciassette giorni dopo. L'informatore descrive al The New Humanitarian dati «che possono individuare posizioni precise e causare danni», e nessuna valutazione del rischio.<br /> A Gaza un dato di posizione pesa diversamente. La Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegale l'occupazione con il parere del 19 luglio 2024, e dal gennaio 2024 considera la popolazione della Striscia esposta a un plausibile rischio di genocidio. Lì le forze israeliane hanno ucciso centinaia di persone in fila per gli aiuti del WFP, scrive la stessa testata.<br /> Intanto Domenico Centrone e Leonarda Alberizia restano detenuti a Bengasi: il procuratore libico ha prorogato la custodia senza fissare udienza, il 4 giugno una delegazione alla Farnesina ha chiesto pressione.<br /> Il WFP scrive ai registrati: "continuerete a ricevere assistenza". Per riceverla, avevano già scritto dove dormono.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72384143</guid><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:17:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72384143/imported_eb97c36b_91eb_4917_9a2f_900d2890f80d.mp3" length="1887921" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6e776a1c-80f3-4484-87cc-98be97b0853b/6e776a1c-80f3-4484-87cc-98be97b0853b.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6e776a1c-80f3-4484-87cc-98be97b0853b/6e776a1c-80f3-4484-87cc-98be97b0853b.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/6e776a1c-80f3-4484-87cc-98be97b0853b/6e776a1c-80f3-4484-87cc-98be97b0853b.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per ricevere un pacco di farina dal World Food Programme, a Gaza, una persona deve scrivere il proprio nome, il numero del documento, il telefono e il quartiere in cui dorme. 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La sede di Roma aveva assicurato che era risolta. L'attacco è arrivato lo stesso, e gli abitanti di Gaza sono stati avvisati via Telegram solo il 31 maggio, diciassette giorni dopo. L'informatore descrive al The New Humanitarian dati «che possono individuare posizioni precise e causare danni», e nessuna valutazione del rischio.<br /> A Gaza un dato di posizione pesa diversamente. La Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegale l'occupazione con il parere del 19 luglio 2024, e dal gennaio 2024 considera la popolazione della Striscia esposta a un plausibile rischio di genocidio. Lì le forze israeliane hanno ucciso centinaia di persone in fila per gli aiuti del WFP, scrive la stessa testata.<br /> Intanto Domenico Centrone e Leonarda Alberizia restano detenuti a Bengasi: il procuratore libico ha prorogato la custodia senza fissare udienza, il 4 giugno una delegazione alla Farnesina ha chiesto pressione.<br /> Il WFP scrive ai registrati: "continuerete a ricevere assistenza". Per riceverla, avevano già scritto dove dormono.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #222</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-222--72360999</link><description><![CDATA[Aveva la borsa di studio, il visto italiano, il lasciapassare e l'autorizzazione di sicurezza rilasciata giorni prima. Il 2 giugno, al valico di Kerem Shalom, Mahmoud Al Najjar, ingegnere di Jabalia e docente all'Università islamica di Gaza, è stato portato via mentre il gruppo di studenti proseguiva verso Roma, a Tor Vergata.<br /> L'esercito israeliano lo definisce a Repubblica "un terrorista operativo di Hamas" che "ha partecipato all'invasione di Israele il 7 ottobre 2023". Nessun capo d'imputazione, nessuna prova resa pubblica. La famiglia, raggiunta dalla testata Kritica, dice l'opposto: oppositore di Hamas, critico del gruppo anche sui social, unico superstite dei suoi, moglie e quattro figli uccisi in un raid israeliano dell'ottobre 2024. Ora, secondo i familiari, è nel carcere israeliano di Asqalan.<br /> Il programma è di Antonio Tajani: 229 studenti palestinesi portati in Italia dallo scorso autunno, sempre per il valico israeliano di Kerem Shalom, sempre, scrive la Farnesina, "in raccordo con le Autorità israeliane". L'occupante, che la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegale col parere del 19 luglio 2024, autorizza l'uscita e poi, al proprio cancello, decide chi è studente e chi terrorista, e fa sparire un civile. A maggio l'esercito israeliano ha ucciso a Gaza almeno 119 persone, 19 bambini, il mese più letale dell'anno secondo il ministero della Salute.<br /> Intanto restano a Bengasi da undici giorni i due italiani del convoglio di terra, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: il 2 giugno il procuratore libico ha prorogato la custodia senza fissare udienza, il 3 presidio alla Farnesina. Tajani: «Speriamo tornino presto».<br /> I compagni di Mahmoud sono arrivati. Lui no. Tajani aveva promesso di portarli «in sicurezza verso un'opportunità di studio e di futuro».<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72360999</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:09:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72360999/imported_f699cdc7_6dde_452c_857c_2e091581d66e.mp3" length="1898370" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8e9da973-062e-4aee-9729-cc3027606508/8e9da973-062e-4aee-9729-cc3027606508.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8e9da973-062e-4aee-9729-cc3027606508/8e9da973-062e-4aee-9729-cc3027606508.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/8e9da973-062e-4aee-9729-cc3027606508/8e9da973-062e-4aee-9729-cc3027606508.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Aveva la borsa di studio, il visto italiano, il lasciapassare e l'autorizzazione di sicurezza rilasciata giorni prima. 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Ora, secondo i familiari, è nel carcere israeliano di Asqalan.<br /> Il programma è di Antonio Tajani: 229 studenti palestinesi portati in Italia dallo scorso autunno, sempre per il valico israeliano di Kerem Shalom, sempre, scrive la Farnesina, "in raccordo con le Autorità israeliane". L'occupante, che la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato illegale col parere del 19 luglio 2024, autorizza l'uscita e poi, al proprio cancello, decide chi è studente e chi terrorista, e fa sparire un civile. A maggio l'esercito israeliano ha ucciso a Gaza almeno 119 persone, 19 bambini, il mese più letale dell'anno secondo il ministero della Salute.<br /> Intanto restano a Bengasi da undici giorni i due italiani del convoglio di terra, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: il 2 giugno il procuratore libico ha prorogato la custodia senza fissare udienza, il 3 presidio alla Farnesina. Tajani: «Speriamo tornino presto».<br /> I compagni di Mahmoud sono arrivati. Lui no. Tajani aveva promesso di portarli «in sicurezza verso un'opportunità di studio e di futuro».<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #221</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-221--72333206</link><description><![CDATA[Il 2 giugno, nella sede del ministero della Difesa a Tel Aviv, alcuni funzionari hanno alzato un cartello con una cifra: 19,2 miliardi di dollari. È il record delle esportazioni di armi israeliane nel 2025, quasi il 30% in più sul 2024. Il primo mercato è l'Europa, con il 36% delle vendite. Lo certifica il ministero stesso, ripreso da Associated Press e Times of Israel.<br /> Il ministro della Difesa Israel Katz ha spiegato come abbiano collaudato le armi. Nel comunicato ufficiale si legge: "un filo chiaro e inequivocabile collega i successi dell'esercito sul campo e il successo delle esportazioni israeliane nel mondo". Il campo è Gaza, dove dal 7 ottobre 2023 l'agenzia palestinese Wafa conta 72.942 morti, ed è il Libano, ed è l'Iran. Alla fiera Defense Tech di Tel Aviv i manifestanti hanno chiamato quel campo con il suo nome di mercato: laboratorio di collaudo. A marzo il SIPRI ha registrato il sorpasso sul Regno Unito, settimo esportatore mondiale.<br /> Quello che il listino vende come capacità è quello che la Corte internazionale di giustizia, dal gennaio 2024, considera un plausibile rischio di genocidio. Il prezzo nasce lì.<br /> Antonio Tajani al Forum di Cernobbio ha definito gli invii di armi a Israele «una leggenda metropolitana», e le nuove licenze di esportazione restano sospese. Eppure nel 2025 l'Italia ha importato armamenti israeliani per circa 85 milioni di euro, secondo la Relazione 185/90 trasmessa al Parlamento il 25 marzo 2026. Compra cioè l'arma già collaudata.<br /> Intanto domenica 31 maggio i resti dell'ammiraglia Kasr-i Sadabad, la barca della Global Sumud Flotilla abbandonata alla deriva dopo l'abbordaggio israeliano, sono stati spinti da vento e corrente fino alla spiaggia di Al-Mawasi. Due attivisti italiani del convoglio di terra restano trattenuti a Bengasi.<br /> Dal mare arriva un relitto. Dal campo di collaudo escono diciannove miliardi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72333206</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72333206/imported_2c8f3dde_567a_4662_8b7b_2e4fd84b562f.mp3" length="1905893" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ca5ea6ba-74e0-4495-aa0a-fedb0cac6d95/ca5ea6ba-74e0-4495-aa0a-fedb0cac6d95.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ca5ea6ba-74e0-4495-aa0a-fedb0cac6d95/ca5ea6ba-74e0-4495-aa0a-fedb0cac6d95.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/ca5ea6ba-74e0-4495-aa0a-fedb0cac6d95/ca5ea6ba-74e0-4495-aa0a-fedb0cac6d95.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 2 giugno, nella sede del ministero della Difesa a Tel Aviv, alcuni funzionari hanno alzato un cartello con una cifra: 19,2 miliardi di dollari. 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Alla fiera Defense Tech di Tel Aviv i manifestanti hanno chiamato quel campo con il suo nome di mercato: laboratorio di collaudo. A marzo il SIPRI ha registrato il sorpasso sul Regno Unito, settimo esportatore mondiale.<br /> Quello che il listino vende come capacità è quello che la Corte internazionale di giustizia, dal gennaio 2024, considera un plausibile rischio di genocidio. Il prezzo nasce lì.<br /> Antonio Tajani al Forum di Cernobbio ha definito gli invii di armi a Israele «una leggenda metropolitana», e le nuove licenze di esportazione restano sospese. Eppure nel 2025 l'Italia ha importato armamenti israeliani per circa 85 milioni di euro, secondo la Relazione 185/90 trasmessa al Parlamento il 25 marzo 2026. Compra cioè l'arma già collaudata.<br /> Intanto domenica 31 maggio i resti dell'ammiraglia Kasr-i Sadabad, la barca della Global Sumud Flotilla abbandonata alla deriva dopo l'abbordaggio israeliano, sono stati spinti da vento e corrente fino alla spiaggia di Al-Mawasi. Due attivisti italiani del convoglio di terra restano trattenuti a Bengasi.<br /> Dal mare arriva un relitto. Dal campo di collaudo escono diciannove miliardi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #220</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-220--72291863</link><description><![CDATA[Il 23 aprile 2026 l'Unione Europea ha adottato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Contro Israele, invece, niente. Una nota riservata del Consiglio europeo del 20 giugno 2025 trova "indicazioni" di una violazione dell'articolo 2 dell'Accordo di associazione, quello che fa del rispetto dei diritti umani un "elemento essenziale" del rapporto.<br /><br /> L'Unione resta il primo partner commerciale di Israele: nel 2024 il 28,8% delle esportazioni israeliane è andato al mercato europeo, dato della Commissione stessa. La leva esiste e resta ferma. Lo storico israeliano Ilan Pappé, dell'Università di Exeter, lo ha detto a elDiario.es il 30 maggio: «Se l'Unione imponesse a Israele metà delle sanzioni che impone alla Russia, salverebbe la vita di migliaia di palestinesi». Cita il Sudafrica: il boicottaggio funzionò soprattutto quando i governi aggiunsero le sanzioni.<br /><br /> Sul diritto internazionale Pappé è netto. Il mandato d'arresto della Corte penale internazionale contro Netanyahu e l'ex ministro Gallant, la causa per genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia usano «il linguaggio giusto», eppure «Israele non sarà trattato come la Russia». A Lussemburgo, il 21 aprile, i ministri degli Esteri europei avevano di nuovo davanti la possibilità di una sospensione. L'Italia è ovviamente tra i governi che non l'hanno chiesta.<br /><br /> Intanto le flotte continuano a depositare documenti. Gli attivisti australiani della spedizione via mare, fermata in acque internazionali il 18 maggio, hanno presentato il 1° giugno alla stessa Corte prove di abusi, secondo la legale Bernadette Zaydan; del convoglio di terra restano a Bengasi i due italiani.<br /><br /> Quella sospensione verso Israele, gli esperti dell'Onu il 20 aprile l'hanno definita "il requisito minimo" dovuto dal diritto. La nota del Consiglio resta agli atti da quasi un anno. La misura che dovrebbe seguirla manca.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72291863</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 08:03:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72291863/imported_34761ae7_bed2_4980_b426_5e4f90941115.mp3" length="1907983" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/492ddce8-2bf3-4061-be6a-d3581631cd10/492ddce8-2bf3-4061-be6a-d3581631cd10.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/492ddce8-2bf3-4061-be6a-d3581631cd10/492ddce8-2bf3-4061-be6a-d3581631cd10.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/492ddce8-2bf3-4061-be6a-d3581631cd10/492ddce8-2bf3-4061-be6a-d3581631cd10.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 23 aprile 2026 l'Unione Europea ha adottato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. 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Cita il Sudafrica: il boicottaggio funzionò soprattutto quando i governi aggiunsero le sanzioni.<br /><br /> Sul diritto internazionale Pappé è netto. Il mandato d'arresto della Corte penale internazionale contro Netanyahu e l'ex ministro Gallant, la causa per genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia usano «il linguaggio giusto», eppure «Israele non sarà trattato come la Russia». A Lussemburgo, il 21 aprile, i ministri degli Esteri europei avevano di nuovo davanti la possibilità di una sospensione. L'Italia è ovviamente tra i governi che non l'hanno chiesta.<br /><br /> Intanto le flotte continuano a depositare documenti. Gli attivisti australiani della spedizione via mare, fermata in acque internazionali il 18 maggio, hanno presentato il 1° giugno alla stessa Corte prove di abusi, secondo la legale Bernadette Zaydan; del convoglio di terra restano a Bengasi i due italiani.<br /><br /> Quella sospensione verso Israele, gli esperti dell'Onu il 20 aprile l'hanno definita "il requisito minimo" dovuto dal diritto. La nota del Consiglio resta agli atti da quasi un anno. 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Lo ha detto a un'accademia di formazione dentro un insediamento della Cisgiordania occupata, in un video diffuso dall'emittente israeliana Channel 12. «Stiamo soffocando Hamas. Controlliamo il 60% del territorio. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è arrivare al 70%».<br /> Il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre fissava una "linea gialla", la demarcazione oltre la quale le forze israeliane dovevano restare: circa il 53% della Striscia sotto controllo militare, con un ritiro graduale rinviato a una seconda fase. Quella fase, ferma da mesi, prevedeva il disarmo di Hamas e l'arretramento dell'esercito. Dall'insediamento Netanyahu ne ordina l'opposto, portare il controllo al 70%.<br /> Il 15 maggio aveva già detto: «Oggi controlliamo il 60%. Domani vedremo». Giovedì, quando dalla platea qualcuno grida che Israele dovrebbe prendere il 100%, risponde: «Prima il 70%. Inizieremo da lì». E aggiunge che del resto si occuperà dopo. L'obiettivo è scandito per tappe, dichiarato in pubblico, mentre la tregua resta formalmente in vigore.<br /> Dal 10 ottobre l'esercito israeliano ha ucciso più di novecento palestinesi nella Striscia, secondo il ministero della Salute di Gaza, le cui cifre l'ONU considera attendibili. Intanto restano fermi a Bengasi dieci attivisti del Land Convoy della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza. Il console Filippo Colombo ha visitato i due italiani, li ha trovati «in buone condizioni» e ha chiesto condizioni di detenzione migliori; mancano informazioni sulle procedure di espulsione, rallentate dalla festa islamica.<br /> L'accordo di ottobre aveva disegnato una linea come limite del controllo israeliano. Da un insediamento della Cisgiordania occupata quel limite è stato spostato per decreto al 70%. «Inizieremo da lì».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72241608</guid><pubDate>Sat, 30 May 2026 07:17:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72241608/imported_d975ca0d_1d5c_4ec4_a553_fea463571fbc.mp3" length="1944346" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/56d5e3eb-b998-45ea-825f-a8074be183fa/56d5e3eb-b998-45ea-825f-a8074be183fa.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/56d5e3eb-b998-45ea-825f-a8074be183fa/56d5e3eb-b998-45ea-825f-a8074be183fa.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/56d5e3eb-b998-45ea-825f-a8074be183fa/56d5e3eb-b998-45ea-825f-a8074be183fa.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giovedì 28 maggio Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver ordinato all'esercito di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza. 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Dall'insediamento Netanyahu ne ordina l'opposto, portare il controllo al 70%.<br /> Il 15 maggio aveva già detto: «Oggi controlliamo il 60%. Domani vedremo». Giovedì, quando dalla platea qualcuno grida che Israele dovrebbe prendere il 100%, risponde: «Prima il 70%. Inizieremo da lì». E aggiunge che del resto si occuperà dopo. L'obiettivo è scandito per tappe, dichiarato in pubblico, mentre la tregua resta formalmente in vigore.<br /> Dal 10 ottobre l'esercito israeliano ha ucciso più di novecento palestinesi nella Striscia, secondo il ministero della Salute di Gaza, le cui cifre l'ONU considera attendibili. Intanto restano fermi a Bengasi dieci attivisti del Land Convoy della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza. Il console Filippo Colombo ha visitato i due italiani, li ha trovati «in buone condizioni» e ha chiesto condizioni di detenzione migliori; mancano informazioni sulle procedure di espulsione, rallentate dalla festa islamica.<br /> L'accordo di ottobre aveva disegnato una linea come limite del controllo israeliano. Da un insediamento della Cisgiordania occupata quel limite è stato spostato per decreto al 70%. «Inizieremo da lì».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #218</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-218--72220531</link><description><![CDATA[Un giudice federale americano ha messo per iscritto, il 13 maggio, che gli Stati Uniti stavano punendo Francesca Albanese per le cose che dice. Richard Leon, tribunale di Washington, ha sospeso le sanzioni contro la relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati riconoscendo che l'amministrazione Trump ne aveva con tutta probabilità violato la libertà d'espressione, dopo le sue critiche all'azione israeliana a Gaza. Nove giorni dopo quella libertà è tornata a costare.<br /> Il 22 maggio la Corte d'appello del Distretto di Columbia ha congelato la decisione di Leon. Il 27 il Dipartimento del Tesoro ha rimesso il nome di Albanese nell'elenco dei Specially Designated Nationals, il registro dove finiscono trafficanti e organizzazioni terroristiche, senza una riga di motivazione. C'era già stata, dal 9 luglio 2025: il segretario di Stato Marco Rubio l'aveva accusata di «lawfare» per aver chiesto alla Corte penale internazionale mandati d'arresto contro dirigenti statunitensi e israeliani. La Cpi quei mandati, per Netanyahu e Gallant, li ha poi emessi.<br /> Quello che la giurista mette nero su bianco è quello che la Corte internazionale di giustizia chiama genocidio. La si iscrive nella lista dei trafficanti perché lo documenta. E Albanese è cittadina italiana: sul fatto che una sua cittadina e relatrice delle Nazioni Unite venga trattata da Washington come un contrabbandiere d'armi, dall'Italia non arriva una parola. È lo stesso governo che a febbraio, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, per voce di Antonio Tajani ne aveva chiesto le dimissioni.<br /> Restano detenuti a Bengasi dieci attivisti del Land Convoy della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza, fra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Sulle loro condizioni la delegazione italiana non ha notizie.<br /> Nella motivazione che la Corte d'appello ha congelato, Leon aveva scritto che le sanzioni servivano a zittire una voce. Quella voce, da mercoledì, è di nuovo sulla lista accanto ai trafficanti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72220531</guid><pubDate>Fri, 29 May 2026 05:44:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72220531/imported_b4e7af8a_9130_429c_8f5c_870cfeea2a76.mp3" length="1991993" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/179c703c-7a6d-4b42-b5a2-ddf89bed7dd7/179c703c-7a6d-4b42-b5a2-ddf89bed7dd7.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/179c703c-7a6d-4b42-b5a2-ddf89bed7dd7/179c703c-7a6d-4b42-b5a2-ddf89bed7dd7.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/179c703c-7a6d-4b42-b5a2-ddf89bed7dd7/179c703c-7a6d-4b42-b5a2-ddf89bed7dd7.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un giudice federale americano ha messo per iscritto, il 13 maggio, che gli Stati Uniti stavano punendo Francesca Albanese per le cose che dice. Richard Leon, tribunale di Washington, ha sospeso le sanzioni contro la relatrice speciale dell'Onu per i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un giudice federale americano ha messo per iscritto, il 13 maggio, che gli Stati Uniti stavano punendo Francesca Albanese per le cose che dice. Richard Leon, tribunale di Washington, ha sospeso le sanzioni contro la relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati riconoscendo che l'amministrazione Trump ne aveva con tutta probabilità violato la libertà d'espressione, dopo le sue critiche all'azione israeliana a Gaza. Nove giorni dopo quella libertà è tornata a costare.<br /> Il 22 maggio la Corte d'appello del Distretto di Columbia ha congelato la decisione di Leon. Il 27 il Dipartimento del Tesoro ha rimesso il nome di Albanese nell'elenco dei Specially Designated Nationals, il registro dove finiscono trafficanti e organizzazioni terroristiche, senza una riga di motivazione. C'era già stata, dal 9 luglio 2025: il segretario di Stato Marco Rubio l'aveva accusata di «lawfare» per aver chiesto alla Corte penale internazionale mandati d'arresto contro dirigenti statunitensi e israeliani. La Cpi quei mandati, per Netanyahu e Gallant, li ha poi emessi.<br /> Quello che la giurista mette nero su bianco è quello che la Corte internazionale di giustizia chiama genocidio. La si iscrive nella lista dei trafficanti perché lo documenta. E Albanese è cittadina italiana: sul fatto che una sua cittadina e relatrice delle Nazioni Unite venga trattata da Washington come un contrabbandiere d'armi, dall'Italia non arriva una parola. È lo stesso governo che a febbraio, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, per voce di Antonio Tajani ne aveva chiesto le dimissioni.<br /> Restano detenuti a Bengasi dieci attivisti del Land Convoy della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza, fra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Sulle loro condizioni la delegazione italiana non ha notizie.<br /> Nella motivazione che la Corte d'appello ha congelato, Leon aveva scritto che le sanzioni servivano a zittire una voce. Quella voce, da mercoledì, è di nuovo sulla lista accanto ai trafficanti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #217</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-217--72201371</link><description><![CDATA[Mercoledì mattina, a Gaza City, i fedeli si sono radunati per la preghiera dell'Eid al-Adha tra le macerie di Rimal. La sera prima due attacchi aerei israeliani avevano colpito due edifici residenziali nella stessa zona, il distretto commerciale più affollato della città alla vigilia della festa. L'ospedale al-Shifa ha confermato tre morti, fra cui una donna, e dodici feriti.<br /> Il ministro della Difesa Israel Katz ha rivendicato l'operazione: l'obiettivo era Mohammed Odeh, nominato comandante militare di Hamas undici giorni prima, dopo l'uccisione di Izz al-Din al-Haddad il 15 maggio. Quarto comandante eliminato a Gaza dal 7 ottobre 2023. «Sono morti che camminano ovunque si trovino», scrive Katz. Hamas conferma che Odeh è morto con la moglie e i figli.<br /> Nello stesso comunicato Katz aggiunge: «Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, tutto al momento giusto e nel modo giusto». Il piano è del febbraio 2025, ordinato dallo stesso Katz dopo la proposta di Trump di trasferire fuori dalla Striscia i due milioni di abitanti. La Corte penale internazionale e l'OHCHR di Türk lo riconducono al trasferimento forzato vietato dalla IV Convenzione di Ginevra.<br /> Mercoledì il Financial Times pubblica la radiografia del Board of Peace di Trump. A quattro mesi dall'istituzione, il fondo presso la Banca Mondiale non ha ricevuto un dollaro: zero dei diciassette miliardi promessi. Le poche somme arrivate sono transitate su un conto privato JPMorgan, fuori dai requisiti di trasparenza. Nessun contratto di ricostruzione assegnato.<br /> Ieri sera sette italiani del Land Convoy Sumud sono stati sgomberati a Sirte e rientrano oggi; a Bengasi restano detenuti dieci attivisti, fra cui Domenico Centrone e Leonarda Alberizia.<br /> «Tutto al momento giusto e nel modo giusto», ripete Katz. L'unico piano per Gaza al momento giusto è quello dell'emigrazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72201371</guid><pubDate>Thu, 28 May 2026 06:26:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72201371/imported_9cbcd184_d2c9_4e77_b212_3446665aabf4.mp3" length="1929717" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1d32fa7e-d803-4994-9f21-5a39434ffcff/1d32fa7e-d803-4994-9f21-5a39434ffcff.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1d32fa7e-d803-4994-9f21-5a39434ffcff/1d32fa7e-d803-4994-9f21-5a39434ffcff.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/1d32fa7e-d803-4994-9f21-5a39434ffcff/1d32fa7e-d803-4994-9f21-5a39434ffcff.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì mattina, a Gaza City, i fedeli si sono radunati per la preghiera dell'Eid al-Adha tra le macerie di Rimal. 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Hamas conferma che Odeh è morto con la moglie e i figli.<br /> Nello stesso comunicato Katz aggiunge: «Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, tutto al momento giusto e nel modo giusto». Il piano è del febbraio 2025, ordinato dallo stesso Katz dopo la proposta di Trump di trasferire fuori dalla Striscia i due milioni di abitanti. La Corte penale internazionale e l'OHCHR di Türk lo riconducono al trasferimento forzato vietato dalla IV Convenzione di Ginevra.<br /> Mercoledì il Financial Times pubblica la radiografia del Board of Peace di Trump. A quattro mesi dall'istituzione, il fondo presso la Banca Mondiale non ha ricevuto un dollaro: zero dei diciassette miliardi promessi. Le poche somme arrivate sono transitate su un conto privato JPMorgan, fuori dai requisiti di trasparenza. Nessun contratto di ricostruzione assegnato.<br /> Ieri sera sette italiani del Land Convoy Sumud sono stati sgomberati a Sirte e rientrano oggi; a Bengasi restano detenuti dieci attivisti, fra cui Domenico Centrone e Leonarda Alberizia.<br /> «Tutto al momento giusto e nel modo giusto», ripete Katz. L'unico piano per Gaza al momento giusto è quello dell'emigrazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #216</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-216--72179383</link><description><![CDATA[Domenica 24 maggio, prima dell'alba, un missile è caduto sul letto in cui dormivano, in un appartamento di Nuseirat, Mohammed Ibrahim Abu Mallouh, trentotto anni, la moglie Alaa Majdi Zaqlan, trentasei, e il loro figlio Osama, sei mesi. I tre sono morti sul colpo. Sei bambine, le altre figlie della coppia, sono sopravvissute. Lo zio Yehia ha riferito alla Reuters che i corpi sono stati trovati «tagliati a pezzi», senza preavviso.<br /> Le agenzie palestinesi hanno comunicato i nomi domenica mattina. L'esercito israeliano taceva. Lunedì 25 maggio, ventiquattro ore dopo, le Forze di difesa israeliane hanno rivendicato: Abu Mallouh, scrivono, era una «figura centrale» nella produzione di armi di Hamas. Dichiarano di aver usato «munizioni di precisione» e «misure preventive per ridurre il danno ai civili, inclusa la sorveglianza aerea».<br /> Il comunicato tace sui civili uccisi. La moglie di trentasei anni non è citata. Il neonato di sei mesi non è citato. La parola «precisione» convive nella stessa frase con il letto di una madre e del suo bambino.<br /> Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Board of Peace, il 13 maggio ha definito il piano di pace «paralizzato». I funzionari sanitari di Gaza, citati da Reuters il 24 maggio, parlano di circa ottocentottanta palestinesi uccisi dall'inizio del cessate il fuoco del 10 ottobre. Hamas, in una nota del 26 maggio via Asharq Al Awsat, parla di oltre novecento. La stessa domenica del raid di Nuseirat, secondo Al Jazeera, navi della Marina israeliana hanno aperto il fuoco su pescherecci al largo di Gaza City, ferendo tre pescatori.<br /> Il comunicato dell'IDF resta agli atti: «misure per ridurre il danno ai civili, inclusa la sorveglianza aerea». Sotto la sorveglianza aerea, Osama Abu Mallouh aveva sei mesi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72179383</guid><pubDate>Wed, 27 May 2026 04:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72179383/imported_f9476b48_0f25_49a4_82d9_7640c6281507.mp3" length="1856992" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/625988a4-9ffe-4383-a248-7c2204b969d9/625988a4-9ffe-4383-a248-7c2204b969d9.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/625988a4-9ffe-4383-a248-7c2204b969d9/625988a4-9ffe-4383-a248-7c2204b969d9.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/625988a4-9ffe-4383-a248-7c2204b969d9/625988a4-9ffe-4383-a248-7c2204b969d9.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 24 maggio, prima dell'alba, un missile è caduto sul letto in cui dormivano, in un appartamento di Nuseirat, Mohammed Ibrahim Abu Mallouh, trentotto anni, la moglie Alaa Majdi Zaqlan, trentasei, e il loro figlio Osama, sei mesi. 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Il neonato di sei mesi non è citato. La parola «precisione» convive nella stessa frase con il letto di una madre e del suo bambino.<br /> Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Board of Peace, il 13 maggio ha definito il piano di pace «paralizzato». I funzionari sanitari di Gaza, citati da Reuters il 24 maggio, parlano di circa ottocentottanta palestinesi uccisi dall'inizio del cessate il fuoco del 10 ottobre. Hamas, in una nota del 26 maggio via Asharq Al Awsat, parla di oltre novecento. La stessa domenica del raid di Nuseirat, secondo Al Jazeera, navi della Marina israeliana hanno aperto il fuoco su pescherecci al largo di Gaza City, ferendo tre pescatori.<br /> Il comunicato dell'IDF resta agli atti: «misure per ridurre il danno ai civili, inclusa la sorveglianza aerea». 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Lo stesso fa Benjamin Netanyahu poche ore dopo: il comportamento di Ben Gvir «non è in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele». Da Roma Sergio Mattarella parla di «livello infimo», Giorgia Meloni e Antonio Tajani chiedono «scuse immediate».<br /> Lo schema della falsa eccezione regge un pomeriggio. La pena di morte per i palestinesi giudicati nei tribunali militari, primo cavallo di battaglia di Ben Gvir, è stata approvata dalla Knesset il 30 marzo coi voti compatti del Likud, il partito di Netanyahu. Il piano di «migrazione volontaria» da Gaza, ricondotto da Euro-Med Monitor allo schema giuridico della pulizia etnica, è uscito dal gabinetto di sicurezza a marzo 2025 a firma del ministro della Difesa Israel Katz. La Corte internazionale di giustizia parla di “plausible genocide”. La Corte penale internazionale, riferisce Middle East Eye, ha già chiesto mandati d'arresto sigillati per Bezalel Smotrich, Orit Strock e due ufficiali dell'esercito. Ben Gvir, da gennaio, è di nuovo dentro la coalizione: era uscito dopo la tregua di gennaio 2025, è rientrato a marzo quando il governo ha ripreso i bombardamenti.<br /> Gli avvocati di Adalah ieri sera lasciano Ashdod e diffondono la nota: decine di partecipanti con sospette fratture costali, taser, proiettili di gomma in mare, molestie sessuali, hijab strappati alle donne, tre ricoveri. Ottantasette in sciopero della fame, trasferimento al carcere di Ktziot. Giovedì l'udienza per l'espulsione.<br /> Non è il volto di Israele, ripete il governo. È il volto del suo governo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72109581</guid><pubDate>Fri, 22 May 2026 06:21:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72109581/imported_ba03894e_d8db_49b5_8481_086beebf5a5f.mp3" length="1948525" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/36432970-2a93-45d2-87e3-546d45393a93/36432970-2a93-45d2-87e3-546d45393a93.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/36432970-2a93-45d2-87e3-546d45393a93/36432970-2a93-45d2-87e3-546d45393a93.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/36432970-2a93-45d2-87e3-546d45393a93/36432970-2a93-45d2-87e3-546d45393a93.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, rispondendo mercoledì sera al video del collega Itamar Ben Gvir che cammina ridendo fra gli attivisti della Global Sumud Flotilla bendati e inginocchiati ad Ashdod, scrive su X: «No, tu non sei il volto di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, rispondendo mercoledì sera al video del collega Itamar Ben Gvir che cammina ridendo fra gli attivisti della Global Sumud Flotilla bendati e inginocchiati ad Ashdod, scrive su X: «No, tu non sei il volto di Israele». Lo stesso fa Benjamin Netanyahu poche ore dopo: il comportamento di Ben Gvir «non è in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele». Da Roma Sergio Mattarella parla di «livello infimo», Giorgia Meloni e Antonio Tajani chiedono «scuse immediate».<br /> Lo schema della falsa eccezione regge un pomeriggio. La pena di morte per i palestinesi giudicati nei tribunali militari, primo cavallo di battaglia di Ben Gvir, è stata approvata dalla Knesset il 30 marzo coi voti compatti del Likud, il partito di Netanyahu. Il piano di «migrazione volontaria» da Gaza, ricondotto da Euro-Med Monitor allo schema giuridico della pulizia etnica, è uscito dal gabinetto di sicurezza a marzo 2025 a firma del ministro della Difesa Israel Katz. La Corte internazionale di giustizia parla di “plausible genocide”. La Corte penale internazionale, riferisce Middle East Eye, ha già chiesto mandati d'arresto sigillati per Bezalel Smotrich, Orit Strock e due ufficiali dell'esercito. Ben Gvir, da gennaio, è di nuovo dentro la coalizione: era uscito dopo la tregua di gennaio 2025, è rientrato a marzo quando il governo ha ripreso i bombardamenti.<br /> Gli avvocati di Adalah ieri sera lasciano Ashdod e diffondono la nota: decine di partecipanti con sospette fratture costali, taser, proiettili di gomma in mare, molestie sessuali, hijab strappati alle donne, tre ricoveri. Ottantasette in sciopero della fame, trasferimento al carcere di Ktziot. Giovedì l'udienza per l'espulsione.<br /> Non è il volto di Israele, ripete il governo. È il volto del suo governo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #213</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-213--72091771</link><description><![CDATA[Martedì 19 maggio, mentre a Parigi il segretario al Tesoro Scott Bessent parla davanti alla conferenza ministeriale «No Money for Terror», il suo dipartimento firma le sanzioni dell'Office of Foreign Assets Control contro quattro organizzatori della Global Sumud Flotilla: Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola e svedese, Hisham Abdallah Sulayman Abu Mahfuz, Mohammed Khatib di Samidoun Bruxelles e Jaldia Abubakra Aueda di Samidoun Madrid. Bessent in un comunicato del Tesoro definisce la spedizione «pro-terror». Nelle stesse ore, la marina militare israeliana abborda le dieci imbarcazioni che il giorno prima erano sfuggite all'intercettazione. A circa cento miglia dalla Striscia, denuncia la Flotilla, vengono esplosi proiettili contro sei barche, una italiana. Israele smentisce il fuoco vivo e ammette «mezzi non letali».<br /> Alle 20:20 la portavoce Maria Elena Delia conferma che tutte le 54 imbarcazioni partite il 14 maggio da Marmaris sono state fermate: 426 attivisti di 39 nazionalità portati ad Ashdod. Fra loro 29 italiani e tre residenti, compresi il deputato M5s Dario Carotenuto e l'ex consigliera fiorentina Antonella Bundu. Il team legale Adalah deposita un esposto alla Procura di Roma per sequestro di persona, riferito agli abbordaggi fra il 29 aprile e il 19 maggio. Il ministro Antonio Tajani chiede all'ambasciatore a Tel Aviv «di verificare urgentemente l'uso della forza» e «un trattamento dignitoso».<br /> Lo stesso 19 maggio, in via al-Shuhada a Gaza City, un drone israeliano colpisce un'auto. WAFA conta un morto. Dal cessate il fuoco di ottobre, secondo il ministero della Salute di Gaza, gli uccisi nella Striscia hanno superato 880.<br /> Dal podio di Parigi, Bessent ha pronunciato anche un'altra frase: «Al loro nucleo, le sanzioni non sono atti di aggressione, sono strumenti di pace».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72091771</guid><pubDate>Thu, 21 May 2026 00:41:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72091771/imported_887e0db8_22b8_4ca8_96eb_0a0adaa7894d.mp3" length="1821466" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/667f621e-eb81-4635-abe9-d3bde485c6f6/667f621e-eb81-4635-abe9-d3bde485c6f6.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/667f621e-eb81-4635-abe9-d3bde485c6f6/667f621e-eb81-4635-abe9-d3bde485c6f6.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/667f621e-eb81-4635-abe9-d3bde485c6f6/667f621e-eb81-4635-abe9-d3bde485c6f6.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 19 maggio, mentre a Parigi il segretario al Tesoro Scott Bessent parla davanti alla conferenza ministeriale «No Money for Terror», il suo dipartimento firma le sanzioni dell'Office of Foreign Assets Control contro quattro organizzatori della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martedì 19 maggio, mentre a Parigi il segretario al Tesoro Scott Bessent parla davanti alla conferenza ministeriale «No Money for Terror», il suo dipartimento firma le sanzioni dell'Office of Foreign Assets Control contro quattro organizzatori della Global Sumud Flotilla: Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola e svedese, Hisham Abdallah Sulayman Abu Mahfuz, Mohammed Khatib di Samidoun Bruxelles e Jaldia Abubakra Aueda di Samidoun Madrid. Bessent in un comunicato del Tesoro definisce la spedizione «pro-terror». Nelle stesse ore, la marina militare israeliana abborda le dieci imbarcazioni che il giorno prima erano sfuggite all'intercettazione. A circa cento miglia dalla Striscia, denuncia la Flotilla, vengono esplosi proiettili contro sei barche, una italiana. Israele smentisce il fuoco vivo e ammette «mezzi non letali».<br /> Alle 20:20 la portavoce Maria Elena Delia conferma che tutte le 54 imbarcazioni partite il 14 maggio da Marmaris sono state fermate: 426 attivisti di 39 nazionalità portati ad Ashdod. Fra loro 29 italiani e tre residenti, compresi il deputato M5s Dario Carotenuto e l'ex consigliera fiorentina Antonella Bundu. Il team legale Adalah deposita un esposto alla Procura di Roma per sequestro di persona, riferito agli abbordaggi fra il 29 aprile e il 19 maggio. Il ministro Antonio Tajani chiede all'ambasciatore a Tel Aviv «di verificare urgentemente l'uso della forza» e «un trattamento dignitoso».<br /> Lo stesso 19 maggio, in via al-Shuhada a Gaza City, un drone israeliano colpisce un'auto. WAFA conta un morto. Dal cessate il fuoco di ottobre, secondo il ministero della Salute di Gaza, gli uccisi nella Striscia hanno superato 880.<br /> Dal podio di Parigi, Bessent ha pronunciato anche un'altra frase: «Al loro nucleo, le sanzioni non sono atti di aggressione, sono strumenti di pace».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #212</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-212--72077900</link><description><![CDATA[Ad aprile gli attivisti fermati in mare venivano scaricati a Creta. Centosettantanove furono lasciati su una banchina greca, due trattenuti e rilasciati dopo dieci giorni di interrogatori. Stavolta no. I governi francese e greco hanno comunicato agli organizzatori che i circa quattrocento fermati lunedì vanno direttamente in carcere ad Ashdod.<br /> La stessa azione di un mese fa, con una conseguenza più dura. La marina israeliana ha abbordato in acque internazionali, a circa duecentocinquanta miglia da Gaza, la flotta civile più numerosa mai partita: una sessantina di imbarcazioni, oltre cinquecento persone da quarantacinque paesi, Sumud più Freedom Flotilla Coalition più l'associazione turca Mavi Marmara. Dodici italiani fermati, due stranieri residenti in Italia. Una ventina di piccole barche prosegue verso Gaza.<br /> Antonio Tajani (FI), ministro degli Esteri, al Tg1 il 18 maggio: gli italiani «andranno in Israele e poi saranno espulsi». L'abbordaggio era «previsto». Guido Crosetto (FdI), ministro della Difesa, sullo stesso Tg1: «Non lo chiamerei attacco ma blocco». Il governo registra il fermo come procedura consolare e rotta di rientro, per loro evidentemente non si tratta di una cattura piratesca. <br /> Amnesty International, per voce di Erika Guevara Rosas, parla di «detenzione arbitraria» e richiama l'impunità per quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio. La Procura di Roma tiene aperto dall'autunno un fascicolo sui trentasei italiani fermati a ottobre, anche per tortura. A Gaza, dal cessate il fuoco di ottobre, ottocentocinquantasette palestinesi uccisi al 14 maggio secondo il Ministero della Salute. Il 15 maggio un raid ha ucciso a Rimal il capo di Hamas nella Striscia.<br /> Ad aprile una banchina a Creta. A maggio una cella ad Ashdod. Il governo italiano chiama questo passaggio «espulsione» e prepara il volo di rientro. Per loro è ordinaria amministrazione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72077900</guid><pubDate>Wed, 20 May 2026 03:38:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72077900/imported_21046051_f503_4bc9_b796_9fa386a4757a.mp3" length="1822720" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/80f01685-470c-4455-87d5-73381adfd7cc/80f01685-470c-4455-87d5-73381adfd7cc.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/80f01685-470c-4455-87d5-73381adfd7cc/80f01685-470c-4455-87d5-73381adfd7cc.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/80f01685-470c-4455-87d5-73381adfd7cc/80f01685-470c-4455-87d5-73381adfd7cc.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ad aprile gli attivisti fermati in mare venivano scaricati a Creta. 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Dodici italiani fermati, due stranieri residenti in Italia. Una ventina di piccole barche prosegue verso Gaza.<br /> Antonio Tajani (FI), ministro degli Esteri, al Tg1 il 18 maggio: gli italiani «andranno in Israele e poi saranno espulsi». L'abbordaggio era «previsto». Guido Crosetto (FdI), ministro della Difesa, sullo stesso Tg1: «Non lo chiamerei attacco ma blocco». Il governo registra il fermo come procedura consolare e rotta di rientro, per loro evidentemente non si tratta di una cattura piratesca. <br /> Amnesty International, per voce di Erika Guevara Rosas, parla di «detenzione arbitraria» e richiama l'impunità per quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio. La Procura di Roma tiene aperto dall'autunno un fascicolo sui trentasei italiani fermati a ottobre, anche per tortura. A Gaza, dal cessate il fuoco di ottobre, ottocentocinquantasette palestinesi uccisi al 14 maggio secondo il Ministero della Salute. Il 15 maggio un raid ha ucciso a Rimal il capo di Hamas nella Striscia.<br /> Ad aprile una banchina a Creta. A maggio una cella ad Ashdod. Il governo italiano chiama questo passaggio «espulsione» e prepara il volo di rientro. 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Lunedì la marina militare israeliana ha abbordato in acque internazionali le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, ripresa in diretta dagli attivisti con le mani alzate mentre i commando si affiancano e la trasmissione si interrompe. I precedenti assalti erano avvenuti di notte. Questo no.<br /> Le cinquantaquattro imbarcazioni erano partite giovedì da Marmaris con attivisti da circa settanta paesi. La marina le ha fermate a ottanta miglia nautiche a ovest di Cipro, oltre duecentocinquanta da Gaza. Lo dice la Farnesina. Un'ora prima il ministero degli Esteri israeliano aveva intimato su X di cambiare rotta. Circa cento persone trasferite verso il porto di Ashdod. Tra loro cittadini italiani, uno in arresto dell'Idf, e il deputato M5S Dario Carotenuto. Coinvolta la Holy Blue, battente bandiera italiana: per l'articolo 4 del Codice della navigazione una nave italiana in acque internazionali è territorio dello Stato.<br /> La Turchia parla di «un nuovo atto di pirateria». Israele non lo nasconde. Lo rivendica. Il ministero degli Esteri israeliano la definisce "una provocazione fine a se stessa" e accusa "due violenti gruppi turchi". L'impunità esibita come diritto.<br /> Il 21 aprile, al Consiglio Affari esteri, Italia e Germania hanno bloccato la sospensione dell'accordo di associazione fra Unione europea e Israele chiesta da Spagna, Irlanda e Slovenia. Tajani: «La nostra posizione è identica alla Germania». Lo stesso governo che tiene aperto l'accordo che copre quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio chiede a Israele di «garantire la sicurezza» dei cittadini italiani sequestrati. Chiede al pirata di proteggere chi abborda.<br /> L'atto è in acque internazionali. È nel salone di Palazzo Chigi. La luce del sole li illumina entrambi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72061804</guid><pubDate>Tue, 19 May 2026 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72061804/imported_730cff34_20bb_4c7f_a0f8_404a91a92b33.mp3" length="2041730" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/871d70cd-6686-42ce-b81d-c8ec011508f9/871d70cd-6686-42ce-b81d-c8ec011508f9.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/871d70cd-6686-42ce-b81d-c8ec011508f9/871d70cd-6686-42ce-b81d-c8ec011508f9.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/871d70cd-6686-42ce-b81d-c8ec011508f9/871d70cd-6686-42ce-b81d-c8ec011508f9.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Questa volta alla luce del sole. 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La Global Sumud Flotilla è ripartita giovedì verso Gaza nel giorno in cui la diaspora palestinese commemora i settantotto anni della Nakba, settecentocinquantamila persone espulse dalle case nel 1948. Il comunicato della coalizione lo scrive chiaro: «la commemorazione senza azione non è più sufficiente».<br /> A bordo, unico parlamentare italiano, il deputato M5S Dario Carotenuto. La sua dichiarazione da Marmaris è giuridica prima che politica: offrire alla missione «una garanzia istituzionale di protezione di fronte agli attacchi criminali e agli abusi delle forze armate israeliane». La rotta porterà le imbarcazioni vicino alle acque controllate da Israele entro quattro giorni.<br /> La sequenza che precede la partenza è agli atti. La notte tra il 29 e il 30 aprile la marina israeliana ha abbordato in acque internazionali, a oltre seicento miglia nautiche, ventidue imbarcazioni della Flotilla. Una barca con bandiera italiana è sequestrata, due attivisti prelevati e portati in Israele. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona. Il ministro Tajani tace.<br /> Il rapporto OHCHR del marzo 2026 definisce ciò che accade in Cisgiordania «politica concertata di trasferimento forzato di massa, finalizzata allo sfollamento permanente, sollevando preoccupazioni di pulizia etnica». Trentaseimiladuecentotrentaquattro palestinesi sfollati in dodici mesi. A Gaza il Ministero della Salute conta oltre settantatremilasettecento morti palestinesi.<br /> La Nakba che Carotenuto cerca di interrompere via mare è quella che le istituzioni italiane rifiutano di nominare. La rotta resta una commemorazione di mille miglia nautiche.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72030094</guid><pubDate>Sat, 16 May 2026 09:21:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72030094/imported_7082ffff_0398_440a_b09b_e0cb17a1ad58.mp3" length="1810599" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/73348e9c-23ee-4942-aeba-dee70456e1ca/73348e9c-23ee-4942-aeba-dee70456e1ca.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/73348e9c-23ee-4942-aeba-dee70456e1ca/73348e9c-23ee-4942-aeba-dee70456e1ca.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/73348e9c-23ee-4942-aeba-dee70456e1ca/73348e9c-23ee-4942-aeba-dee70456e1ca.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Cinquantaquattro imbarcazioni, cinquecento attivisti da oltre quaranta paesi, una rotta calcolata perché la partenza da Marmaris cadesse alla vigilia del 15 maggio. 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La rotta porterà le imbarcazioni vicino alle acque controllate da Israele entro quattro giorni.<br /> La sequenza che precede la partenza è agli atti. La notte tra il 29 e il 30 aprile la marina israeliana ha abbordato in acque internazionali, a oltre seicento miglia nautiche, ventidue imbarcazioni della Flotilla. Una barca con bandiera italiana è sequestrata, due attivisti prelevati e portati in Israele. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona. Il ministro Tajani tace.<br /> Il rapporto OHCHR del marzo 2026 definisce ciò che accade in Cisgiordania «politica concertata di trasferimento forzato di massa, finalizzata allo sfollamento permanente, sollevando preoccupazioni di pulizia etnica». Trentaseimiladuecentotrentaquattro palestinesi sfollati in dodici mesi. A Gaza il Ministero della Salute conta oltre settantatremilasettecento morti palestinesi.<br /> La Nakba che Carotenuto cerca di interrompere via mare è quella che le istituzioni italiane rifiutano di nominare. La rotta resta una commemorazione di mille miglia nautiche.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #209</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-209--72016099</link><description><![CDATA[Lafi al-Najjar, palestinese cieco di trentasei anni, vive in una tenda tra le macerie di Khan Younis. Suo figlio Adel, nove anni, è stato ucciso il ventotto aprile in un attacco israeliano. A Reuters, l'undici maggio, al-Najjar ha detto: «La guerra è ancora in corso. Si è fermata negli annunci, sul terreno non si è fermata».<br /> Il dato lo conferma. Il rapporto mensile di ACLED, Armed Conflict Location and Event Data Project, pubblicato ieri, registra ad aprile un aumento del trentacinque per cento degli attacchi israeliani sulla Striscia rispetto a marzo. Dal cessate il fuoco con l'Iran dell'otto aprile il Ministero della Salute di Gaza conta centoventi palestinesi uccisi, di cui otto donne e tredici bambini: il venti per cento in più delle cinque settimane precedenti, quando l'aviazione israeliana bombardava Teheran. Dal cessate il fuoco di ottobre, mediato da Stati Uniti e Qatar, i palestinesi uccisi sono ottocentocinquanta, contro quattro soldati israeliani.<br /> Ieri, alla Sala del Mappamondo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito alle Commissioni Esteri e Difesa: «Il governo continua a prestare la massima attenzione operativa nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, con l'obiettivo di arrivare a due Stati». Sulle misure commerciali contro Israele frena: «Otto Paesi dell'Unione hanno espresso dubbi, perché il rischio è colpire la popolazione civile israeliana, non il governo Netanyahu». Resta aperta l'ipotesi di sanzioni sui prodotti dei coloni.<br /> Stamane salpa da Marmaris la Global Sumud Flotilla: cinquantaquattro imbarcazioni e oltre cinquecento attivisti.<br /> Khdour, ricercatore ACLED: «Bombardamenti, droni e fuoco di artiglieria continuano lungo la linea di armistizio, colpendo militanti e civili, donne e bambini». La guerra si è fermata solo negli annunci.<br /><br /><br /> A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l'assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/72016099</guid><pubDate>Fri, 15 May 2026 05:58:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/72016099/imported_0bbc1e93_c6d5_4853_9fe0_c20eae825cbb.mp3" length="1831497" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/765bd1a6-521b-448c-84fd-1ed1a8e56917/765bd1a6-521b-448c-84fd-1ed1a8e56917.srt" type="application/x-subrip" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/765bd1a6-521b-448c-84fd-1ed1a8e56917/765bd1a6-521b-448c-84fd-1ed1a8e56917.txt" type="text/plain" language="it"/><podcast:transcript url="https://transcription.spreaker.com/starship/765bd1a6-521b-448c-84fd-1ed1a8e56917/765bd1a6-521b-448c-84fd-1ed1a8e56917.vtt" type="text/vtt" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Lafi al-Najjar, palestinese cieco di trentasei anni, vive in una tenda tra le macerie di Khan Younis. 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Dal cessate il fuoco con l'Iran dell'otto aprile il Ministero della Salute di Gaza conta centoventi palestinesi uccisi, di cui otto donne e tredici bambini: il venti per cento in più delle cinque settimane precedenti, quando l'aviazione israeliana bombardava Teheran. Dal cessate il fuoco di ottobre, mediato da Stati Uniti e Qatar, i palestinesi uccisi sono ottocentocinquanta, contro quattro soldati israeliani.<br /> Ieri, alla Sala del Mappamondo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito alle Commissioni Esteri e Difesa: «Il governo continua a prestare la massima attenzione operativa nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, con l'obiettivo di arrivare a due Stati». Sulle misure commerciali contro Israele frena: «Otto Paesi dell'Unione hanno espresso dubbi, perché il rischio è colpire la popolazione civile israeliana, non il governo Netanyahu». Resta aperta l'ipotesi di sanzioni sui prodotti dei coloni.<br /> Stamane salpa da Marmaris la Global Sumud Flotilla: cinquantaquattro imbarcazioni e oltre cinquecento attivisti.<br /> Khdour, ricercatore ACLED: «Bombardamenti, droni e fuoco di artiglieria continuano lungo la linea di armistizio, colpendo militanti e civili, donne e bambini». La guerra si è fermata solo negli annunci.<br /><br /><br /> A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l'assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #208</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-208--71997873</link><description><![CDATA[Ventuno giorni di carcere militare per il soldato dell'esercito israeliano fotografato a Debel, sud del Libano, mentre infila una sigaretta in bocca a una statua della Vergine Maria. Quattordici giorni per il commilitone che ha scattato la foto. La sentenza è dell'IDF, comunicata l'11 maggio. Il giorno stesso, nell'intervista al Messaggero pubblicata oggi, il ministro degli Esteri Antonio Tajani definisce l'immagine «uno choc per me e per tutti i cristiani» e sottolinea che «quei militari di Idf sono stati subito condannati, così come il soldato che ha messo la sigaretta in bocca alla Madonna in Libano». La parola condanna entra qui per la prima volta.<br /> Nella stessa intervista non compare l'attacco di lunedì alla clinica Al Tayeb di Beit Lahia, due colpi di artiglieria israeliani che hanno ferito dodici persone mentre Medici Senza Frontiere prestava soccorso. Non compaiono gli ottocento palestinesi uccisi dal cessate il fuoco, computo MSF. Non compare il rapporto OCHA pubblicato oggi: nelle linee di assistenza della Striscia le chiamate per intenzioni suicide sono salite del novanta per cento, quelle per violenze fisiche di genere del quarantasei, l'ansia del trentaquattro. Novemilaseicento in un mese. Non compaiono i settanta bambini uccisi in Cisgiordania dal 2025, novantatré per cento da forze israeliane, secondo James Elder, portavoce Unicef a Ginevra.<br /> A Marmaris la Global Sumud Flotilla riunisce cinquantasette imbarcazioni in assemblea. Thiago Ávila, espulso da Israele dopo dieci giorni di detenzione, ieri è atterrato a San Paolo denunciando torture e abusi subiti.<br /> «Stiamo continuando ad aiutare Gaza», dichiara Tajani nella stessa pagina. La condanna che la Farnesina ha pronta sa la grammatica del crocifisso. Non quella del corpo.<br /><br /> A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l'assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71997873</guid><pubDate>Thu, 14 May 2026 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71997873/imported_3e7a2010_eea1_4078_a0e1_368f7be69757.mp3" length="1825645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ventuno giorni di carcere militare per il soldato dell'esercito israeliano fotografato a Debel, sud del Libano, mentre infila una sigaretta in bocca a una statua della Vergine Maria. 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Non compaiono gli ottocento palestinesi uccisi dal cessate il fuoco, computo MSF. Non compare il rapporto OCHA pubblicato oggi: nelle linee di assistenza della Striscia le chiamate per intenzioni suicide sono salite del novanta per cento, quelle per violenze fisiche di genere del quarantasei, l'ansia del trentaquattro. Novemilaseicento in un mese. Non compaiono i settanta bambini uccisi in Cisgiordania dal 2025, novantatré per cento da forze israeliane, secondo James Elder, portavoce Unicef a Ginevra.<br /> A Marmaris la Global Sumud Flotilla riunisce cinquantasette imbarcazioni in assemblea. Thiago Ávila, espulso da Israele dopo dieci giorni di detenzione, ieri è atterrato a San Paolo denunciando torture e abusi subiti.<br /> «Stiamo continuando ad aiutare Gaza», dichiara Tajani nella stessa pagina. La condanna che la Farnesina ha pronta sa la grammatica del crocifisso. 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Lunedì 11 maggio la Knesset ha approvato un tribunale speciale autorizzato a comminare la pena di morte ai palestinesi condannati per l'attacco del 7 ottobre 2023. Lo riporta l'Associated Press. I processi saranno trasmessi in diretta. Il paragone con il processo del 1962 al criminale nazista Adolf Eichmann lo fanno gli stessi proponenti.<br /> Tre organizzazioni israeliane per i diritti umani — il Centro per la difesa dell'individuo, il Centro legale Adalah e il Comitato pubblico contro la tortura — in una nota dell'11 maggio definiscono la legge «uno spettacolo punitivo e retributivo» che subordina «ogni principio di giustizia penale equa». Le sentenze potranno essere pronunciate a maggioranza.<br /> Lo stesso giorno il New York Times pubblica l'inchiesta di Nicholas Kristof, "The Silence That Meets the Rape of Palestinians": quattordici testimoni descrivono stupri e abusi sessuali sistemici nelle carceri israeliane. Tre di loro minorenni. Risposta del ministero degli Esteri israeliano: «calunnia del sangue». Secondo il Comitato pubblico contro la tortura, Israele detiene oggi 1.300 palestinesi di Gaza senza accusa formale.<br /> La rima Eichmann vale per ciò che la legge mostra. Ciò che la legge non mostra resta fuori inquadratura: i detenuti senza accusa, le testimonianze di Kristof, le condizioni del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan, detenuto dal 27 dicembre 2024 e descritto «quasi irriconoscibile» da tre prigionieri rilasciati.<br /> A Marmaris cinquantasette imbarcazioni della Global Sumud Flotilla si sono riunite l'11 maggio in assemblea per decidere se ripartire. Saif Abukeshek e Thiago Ávila, liberati dopo dieci giorni di detenzione, ricordano che restano dentro 9.500 palestinesi. Nessuno di loro avrà un processo in diretta.<br /> A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l'assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71986277</guid><pubDate>Wed, 13 May 2026 05:41:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71986277/imported_438f3b87_9b7d_4b11_a54f_1ee2637a5c7c.mp3" length="1888339" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Novantatré voti su novantatré. 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Le sentenze potranno essere pronunciate a maggioranza.<br /> Lo stesso giorno il New York Times pubblica l'inchiesta di Nicholas Kristof, "The Silence That Meets the Rape of Palestinians": quattordici testimoni descrivono stupri e abusi sessuali sistemici nelle carceri israeliane. Tre di loro minorenni. Risposta del ministero degli Esteri israeliano: «calunnia del sangue». Secondo il Comitato pubblico contro la tortura, Israele detiene oggi 1.300 palestinesi di Gaza senza accusa formale.<br /> La rima Eichmann vale per ciò che la legge mostra. Ciò che la legge non mostra resta fuori inquadratura: i detenuti senza accusa, le testimonianze di Kristof, le condizioni del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan, detenuto dal 27 dicembre 2024 e descritto «quasi irriconoscibile» da tre prigionieri rilasciati.<br /> A Marmaris cinquantasette imbarcazioni della Global Sumud Flotilla si sono riunite l'11 maggio in assemblea per decidere se ripartire. 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Così Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ha definito domenica sera nell'intervista a "60 Minutes" della CBS i social media. Il fronte dove Israele combatte «con la cavalleria polacca contro chi attacca con gli F-35». L'analogia è sua, citata dal transcript CBS del 10 maggio: il riferimento è alla disfatta polacca del settembre 1939.<br /> Major Garrett gli chiede conto delle accuse della Corte Penale Internazionale per i crimini di guerra a Gaza. Il premier risponde: «In guerra gli eserciti a volte sbagliano e i civili muoiono. Sono errori, non azioni deliberate.» Errori. La parola arriva mentre l'analisi pubblicata ieri da Nove Colonne sui dati OHCHR rilanciati dall'ONU fissa le vittime accertate a 72.737. Mortalità del 3,46% sulla popolazione iniziale. L'80% non combattenti. Donne e minori il 70% dei decessi identificati. Feriti oltre 172.000. Operatori umanitari uccisi 560, i giornalisti 270.<br /> Errori. Garrett mostra il sondaggio Pew: il 60% degli americani ha un'opinione sfavorevole d'Israele, venti punti in più in quattro anni. Netanyahu attribuisce il crollo «quasi al 100% all'ascesa geometrica dei social media». Diversi paesi, dice, «hanno manipolato i social. E questo ci ha danneggiati gravemente.»<br /> Il rovesciamento è perfetto. Conta l'immagine del corpo, il corpo stesso conta meno. Quando il premier di uno Stato sotto procedura davanti alla Corte internazionale di giustizia per quello che la Corte definisce plausibile genocidio chiama "ottavo fronte" il proprio isolamento, sta dicendo che il problema sono le telecamere. Le macerie restano fuori inquadratura.<br /> A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l'assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71969993</guid><pubDate>Tue, 12 May 2026 04:52:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71969993/imported_1c70c357_b09c_4162_b7fc_0731924f1f5f.mp3" length="1878726" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L'ottavo fronte. 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È la frase del bollettino UNRWA del 5 maggio, riferita al monitoraggio nella Striscia di Gaza. L'agenzia ONU per i rifugiati palestinesi documenta infestazioni di roditori nelle strutture sanitarie di Khan Younis. L'Ocha ha rilevato roditori e parassiti nell'81% degli oltre 1.600 siti per sfollati valutati a Gaza. Il 90% delle infrastrutture idriche è distrutto. Il 60% delle famiglie non ha acqua sufficiente.<br /> Reinhilde Van de Weert, rappresentante OMS a Gaza, il 5 maggio ha dichiarato: «Questa è solo la sfortunata ma prevedibile conseguenza di una situazione in cui le persone vivono in un ambiente al collasso.» Nei primi quattro mesi del 2026 l'OMS conta 17.000 infezioni da ectoparassiti. I nati morti sono aumentati del 140% rispetto al 2022. La carenza di rodenticidi aggrava il rischio di leptospirosi. Israele ha consentito l'ingresso di mille trappole per topi. 680.000 minori vivono in campi dove roditori e parassiti sono strutturali. Le tende che avrebbero dovuto essere riparo temporaneo sono residenza permanente: Israele ha bloccato la ricostruzione.<br /> Il Board of Peace di Donald Trump ha ricevuto 100 milioni dagli Emirati per addestrare 27.000 agenti di polizia palestinesi in Egitto e Giordania. Lo riporta il Times of Israel, citando un funzionario americano. Le reclute — inclusi gli ex funzionari civili di Hamas — devono essere approvate dallo Shin Bet. Il governo tecnico palestinese istituito per sostituire Hamas non ha ancora ricevuto da Israele il permesso di entrare nell'enclave.<br /> Le flotte della Global Sumud Flotilla si muovono da Creta verso Marmaris, in Turchia. La detenzione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek è prorogata fino al 10 maggio.<br /> Di notte i topi mordono i bambini nelle tende mentre dormono.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71954075</guid><pubDate>Mon, 11 May 2026 08:30:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71954075/imported_50171c8b_c915_4dfa_91d7_220506df24b9.mp3" length="2009965" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Di notte i topi mordono i bambini nelle tende mentre dormono. 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I nati morti sono aumentati del 140% rispetto al 2022. La carenza di rodenticidi aggrava il rischio di leptospirosi. Israele ha consentito l'ingresso di mille trappole per topi. 680.000 minori vivono in campi dove roditori e parassiti sono strutturali. Le tende che avrebbero dovuto essere riparo temporaneo sono residenza permanente: Israele ha bloccato la ricostruzione.<br /> Il Board of Peace di Donald Trump ha ricevuto 100 milioni dagli Emirati per addestrare 27.000 agenti di polizia palestinesi in Egitto e Giordania. Lo riporta il Times of Israel, citando un funzionario americano. Le reclute — inclusi gli ex funzionari civili di Hamas — devono essere approvate dallo Shin Bet. Il governo tecnico palestinese istituito per sostituire Hamas non ha ancora ricevuto da Israele il permesso di entrare nell'enclave.<br /> Le flotte della Global Sumud Flotilla si muovono da Creta verso Marmaris, in Turchia. 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Tra i firmatari quasi tutti i membri dell'Ue: Francia, Germania, Spagna, Austria, Polonia. Non l'Italia. Il governo non spiegò il perché. Tajani aveva detto che bisognava forse «aprire un'inchiesta sulla Corte penale». Nordio l'aveva attaccata in Parlamento. Quella firma non era assenza distratta: era una posizione.<br /> Il 6 maggio 2026, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo l'attivazione del regolamento n. 2271/1996, lo «statuto di blocco». Lo strumento, nato per neutralizzare sanzioni extraterritoriali di paesi terzi, era già servito contro le misure Usa sull'Iran. Sánchez vuole che protegga i giudici della Cpi e Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati, sanzionata da Washington nel luglio 2025. Ha scritto a von der Leyen che le sanzioni «compromettono il funzionamento indipendente di istituzioni essenziali per la giustizia internazionale» e che il meccanismo deve «superare la logica commerciale con cui è stato creato». Il dossier andrà al Consiglio europeo del 18 giugno.<br /> Chi attiva lo «statuto di blocco» vieta ai soggetti europei di rispettare le sanzioni straniere e consente loro di recuperare i danni davanti ai tribunali dell'Unione. La Cpi ha emesso mandati d'arresto per crimini di guerra commessi a Gaza. Albanese documenta quegli stessi fatti ed è sanzionata per questo. Sánchez, nella lettera, usa la parola genocidio. Dall'Italia nessuna presa di posizione. Il governo che aveva scelto di non firmare si trova fuori da questo secondo perimetro. Roma tace.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71909821</guid><pubDate>Fri, 08 May 2026 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71909821/imported_e1062e08_f2bc_49ca_b450_77ec12019e28.mp3" length="1834422" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 6 febbraio 2025, settantanove paesi firmatari dello Statuto di Roma si erano riuniti alle Nazioni Unite per difendere la Corte penale internazionale dalle sanzioni di Donald Trump. Tra i firmatari quasi tutti i membri dell'Ue: Francia, Germania,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 6 febbraio 2025, settantanove paesi firmatari dello Statuto di Roma si erano riuniti alle Nazioni Unite per difendere la Corte penale internazionale dalle sanzioni di Donald Trump. Tra i firmatari quasi tutti i membri dell'Ue: Francia, Germania, Spagna, Austria, Polonia. Non l'Italia. Il governo non spiegò il perché. Tajani aveva detto che bisognava forse «aprire un'inchiesta sulla Corte penale». Nordio l'aveva attaccata in Parlamento. Quella firma non era assenza distratta: era una posizione.<br /> Il 6 maggio 2026, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo l'attivazione del regolamento n. 2271/1996, lo «statuto di blocco». Lo strumento, nato per neutralizzare sanzioni extraterritoriali di paesi terzi, era già servito contro le misure Usa sull'Iran. Sánchez vuole che protegga i giudici della Cpi e Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati, sanzionata da Washington nel luglio 2025. Ha scritto a von der Leyen che le sanzioni «compromettono il funzionamento indipendente di istituzioni essenziali per la giustizia internazionale» e che il meccanismo deve «superare la logica commerciale con cui è stato creato». Il dossier andrà al Consiglio europeo del 18 giugno.<br /> Chi attiva lo «statuto di blocco» vieta ai soggetti europei di rispettare le sanzioni straniere e consente loro di recuperare i danni davanti ai tribunali dell'Unione. La Cpi ha emesso mandati d'arresto per crimini di guerra commessi a Gaza. Albanese documenta quegli stessi fatti ed è sanzionata per questo. Sánchez, nella lettera, usa la parola genocidio. Dall'Italia nessuna presa di posizione. Il governo che aveva scelto di non firmare si trova fuori da questo secondo perimetro. Roma tace.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #203</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-203--71901585</link><description><![CDATA[Il 6 maggio il Times of Israel pubblica un documento firmato da Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Board of Peace, e da Aryeh Lightstone, funzionario del Dipartimento di Stato. Indirizzato ad Ali Shaath, capo del Comitato per l'amministrazione di Gaza, contiene questa frase: "Il rifiuto di Hamas renderà tali impegni nulli e privi di effetto."<br /> I "tali impegni" sono quelli di Israele: sospendere le operazioni, garantire gli aiuti, aprire Rafah, ritirare le truppe fino alla Linea Gialla. Sono gli obblighi della prima fase del cessate il fuoco dell'ottobre 2025, dichiarati subordinati al disarmo di Hamas. Se Hamas rifiuta, Israele non è tenuto a rispettarli.<br /> Il documento elenca otto punti in cui Israele si è "nuovamente impegnato". "Nuovamente" riconosce che quegli obblighi non erano stati onorati. Il Board of Peace non certifica la violazione: ne chiede la ripetizione come garanzia. Hamas ha risposto che nessuna trattativa può cominciare finché la prima fase non è eseguita. Un alto funzionario ha detto alla BBC che Mladenov deve fornire un calendario degli obblighi israeliani inevasi. Israele ha comunicato che non si ritirerà oltre la Linea Gialla. Fonti di sicurezza israeliane, citate da KAN News: «Se Hamas non si disarma, l'IDF tornerà a combattere a Gaza.»<br /> La Global Sumud Flotilla aggiorna: Ávila e Abukeshek restano detenuti a Shikma. Il 5 maggio è morta Teresa Regina de Ávila e Silva, madre di Thiago; la famiglia ha chiesto il rilascio per il funerale, prorogato all'11 maggio. L'OHCHR ha chiesto il 6 maggio la liberazione immediata: «Non è un crimine portare aiuti alla popolazione di Gaza.» I due «continuano a essere trattenuti senza accusa».<br /> "Nulli e privi di effetto": formula del Board of Peace, applicata non alle violazioni di Israele ma al rifiuto di Hamas.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71901585</guid><pubDate>Thu, 07 May 2026 04:46:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71901585/imported_938c2492_b30c_4ab3_bc33_d200c2485ec1.mp3" length="1858246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 6 maggio il Times of Israel pubblica un documento firmato da Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Board of Peace, e da Aryeh Lightstone, funzionario del Dipartimento di Stato. Indirizzato ad Ali Shaath, capo del Comitato per l'amministrazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 6 maggio il Times of Israel pubblica un documento firmato da Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Board of Peace, e da Aryeh Lightstone, funzionario del Dipartimento di Stato. Indirizzato ad Ali Shaath, capo del Comitato per l'amministrazione di Gaza, contiene questa frase: "Il rifiuto di Hamas renderà tali impegni nulli e privi di effetto."<br /> I "tali impegni" sono quelli di Israele: sospendere le operazioni, garantire gli aiuti, aprire Rafah, ritirare le truppe fino alla Linea Gialla. Sono gli obblighi della prima fase del cessate il fuoco dell'ottobre 2025, dichiarati subordinati al disarmo di Hamas. Se Hamas rifiuta, Israele non è tenuto a rispettarli.<br /> Il documento elenca otto punti in cui Israele si è "nuovamente impegnato". "Nuovamente" riconosce che quegli obblighi non erano stati onorati. Il Board of Peace non certifica la violazione: ne chiede la ripetizione come garanzia. Hamas ha risposto che nessuna trattativa può cominciare finché la prima fase non è eseguita. Un alto funzionario ha detto alla BBC che Mladenov deve fornire un calendario degli obblighi israeliani inevasi. Israele ha comunicato che non si ritirerà oltre la Linea Gialla. Fonti di sicurezza israeliane, citate da KAN News: «Se Hamas non si disarma, l'IDF tornerà a combattere a Gaza.»<br /> La Global Sumud Flotilla aggiorna: Ávila e Abukeshek restano detenuti a Shikma. Il 5 maggio è morta Teresa Regina de Ávila e Silva, madre di Thiago; la famiglia ha chiesto il rilascio per il funerale, prorogato all'11 maggio. L'OHCHR ha chiesto il 6 maggio la liberazione immediata: «Non è un crimine portare aiuti alla popolazione di Gaza.» I due «continuano a essere trattenuti senza accusa».<br /> "Nulli e privi di effetto": formula del Board of Peace, applicata non alle violazioni di Israele ma al rifiuto di Hamas.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #202</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-202--71885323</link><description><![CDATA[Alla libreria Rizzoli di Milano, il 4 maggio, Ignazio La Russa ha trovato le parole. Per la Flotilla: «manifestazioni strumentali e propagandistiche a scarso rischio e a molto ritorno mediatico». Per il sequestro in acque internazionali: «la fortuna che ti permette di gridare alla tortura». Matteo Piantedosi ha sottoscritto «pienamente». Presentavano il loro libro, Dalla parte delle divise.<br /> Nella Striscia di Gaza la produzione di pane è scesa del cinquanta per cento. I tagli a farina e diesel hanno ridotto la produzione da trecento a duecento tonnellate al giorno, ha dichiarato a The National Abdel Al Ajrami, dell'Associazione dei proprietari di panifici. Se il Programma alimentare mondiale riduce i finanziamenti, come previsto, il prezzo potrebbe triplicare. Mohammed Al Majdhoub ha avvertito: «Stiamo tornando verso la carestia». Non è un'ipotesi: l'IPC aveva certificato la carestia nel Governatorato di Gaza nell'agosto 2025 e quella fase era finita grazie al sistema che ora si smonta.<br /> La Russa ha chiesto quanti bambini siano rimasti in vita grazie alla Flotilla. Oxfam documenta come quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio abbia distrutto la capacità di Gaza di sfamarsi. I due ministri trovano le parole contro civili su barche; le perdono quando una marina militare abborda navi in acque europee, ferisce trentuno persone e trattiene attivisti nel carcere di Shikma senza accuse formali. Adalah ha documentato percosse fino alla perdita di conoscenza. Israele: «False e infondate affermazioni preparate in anticipo».<br /> La Global Sumud Flotilla si riorganizza a Creta con nuovi equipaggi da tutta Europa e una ventina di imbarcazioni dalla Turchia. «Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia», ha dichiarato uno degli attivisti. Dalla parte delle divise è una scelta. Anche quella di salpare lo è.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71885323</guid><pubDate>Wed, 06 May 2026 06:43:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71885323/imported_1e5cc734_903b_4441_b2c1_a6acd3470450.mp3" length="2042566" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Alla libreria Rizzoli di Milano, il 4 maggio, Ignazio La Russa ha trovato le parole. Per la Flotilla: «manifestazioni strumentali e propagandistiche a scarso rischio e a molto ritorno mediatico». Per il sequestro in acque internazionali: «la fortuna...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla libreria Rizzoli di Milano, il 4 maggio, Ignazio La Russa ha trovato le parole. Per la Flotilla: «manifestazioni strumentali e propagandistiche a scarso rischio e a molto ritorno mediatico». Per il sequestro in acque internazionali: «la fortuna che ti permette di gridare alla tortura». Matteo Piantedosi ha sottoscritto «pienamente». Presentavano il loro libro, Dalla parte delle divise.<br /> Nella Striscia di Gaza la produzione di pane è scesa del cinquanta per cento. I tagli a farina e diesel hanno ridotto la produzione da trecento a duecento tonnellate al giorno, ha dichiarato a The National Abdel Al Ajrami, dell'Associazione dei proprietari di panifici. Se il Programma alimentare mondiale riduce i finanziamenti, come previsto, il prezzo potrebbe triplicare. Mohammed Al Majdhoub ha avvertito: «Stiamo tornando verso la carestia». Non è un'ipotesi: l'IPC aveva certificato la carestia nel Governatorato di Gaza nell'agosto 2025 e quella fase era finita grazie al sistema che ora si smonta.<br /> La Russa ha chiesto quanti bambini siano rimasti in vita grazie alla Flotilla. Oxfam documenta come quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio abbia distrutto la capacità di Gaza di sfamarsi. I due ministri trovano le parole contro civili su barche; le perdono quando una marina militare abborda navi in acque europee, ferisce trentuno persone e trattiene attivisti nel carcere di Shikma senza accuse formali. Adalah ha documentato percosse fino alla perdita di conoscenza. Israele: «False e infondate affermazioni preparate in anticipo».<br /> La Global Sumud Flotilla si riorganizza a Creta con nuovi equipaggi da tutta Europa e una ventina di imbarcazioni dalla Turchia. «Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia», ha dichiarato uno degli attivisti. Dalla parte delle divise è una scelta. Anche quella di salpare lo è.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #201</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-201--71869739</link><description><![CDATA[Il maggiore generale Avi Bluth, comandante del Comando Centrale israeliano in Cisgiordania, ha dichiarato il 4 maggio a Haaretz che i soldati non sparano ai coloni ebrei che lanciano pietre perché farlo «ha profonde conseguenze sociologiche». Ai palestinesi si applicano norme di ingaggio allentate per creare un «effetto deterrente». Ha aggiunto: «Stiamo uccidendo come non uccidevamo dalla fine del 1967».<br /> Ha parlato con un giornalista, non in sede riservata. Ha usato il 1967 come metro del fuoco attuale in Cisgiordania. Ha chiamato «monumenti zoppicanti nei villaggi» i palestinesi menomati in modo permanente: segnale deliberato del prezzo da pagare. Nessuna affermazione è stata smentita dall'esercito israeliano.<br /> Amnesty International documenta che sparare a chi lancia pietre non è risposta proporzionata: il diritto internazionale ammette la forza letale solo davanti a minaccia imminente di morte o ferimento grave. Il Consiglio per i diritti umani ONU ha registrato dal 28 febbraio 2026 almeno 22 palestinesi uccisi in Cisgiordania da forze israeliane o coloni. Bluth non contesta: rivendica.<br /> Il 9 aprile la Commissione d'inchiesta ONU sui Territori Palestinesi Occupati ha avvertito che Israele «continua a perpetrare atti genocidari a Gaza» e che la crisi cisgiordana è oscurata dall'attenzione internazionale. Il comandante ha scelto questo momento per esporre sulla stampa una dottrina di fuoco che discrimina per nazionalità.<br /> Flotilla Sumud: il tribunale di Ashkelon ha prorogato al 5 maggio la detenzione di Thiago Avila e Saif Abukeshek. Il team legale ha depositato ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro l'Italia come Stato di bandiera. La flottiglia si prepara a ripartire da Creta.<br /> Haaretz, 4 maggio 2026: «Stiamo uccidendo come non uccidevamo dalla fine del 1967».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71869739</guid><pubDate>Tue, 05 May 2026 03:24:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71869739/imported_2e39df40_5b10_4c14_a003_0b791fb453b6.mp3" length="1833586" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il maggiore generale Avi Bluth, comandante del Comando Centrale israeliano in Cisgiordania, ha dichiarato il 4 maggio a Haaretz che i soldati non sparano ai coloni ebrei che lanciano pietre perché farlo «ha profonde conseguenze sociologiche». 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Il Consiglio per i diritti umani ONU ha registrato dal 28 febbraio 2026 almeno 22 palestinesi uccisi in Cisgiordania da forze israeliane o coloni. Bluth non contesta: rivendica.<br /> Il 9 aprile la Commissione d'inchiesta ONU sui Territori Palestinesi Occupati ha avvertito che Israele «continua a perpetrare atti genocidari a Gaza» e che la crisi cisgiordana è oscurata dall'attenzione internazionale. Il comandante ha scelto questo momento per esporre sulla stampa una dottrina di fuoco che discrimina per nazionalità.<br /> Flotilla Sumud: il tribunale di Ashkelon ha prorogato al 5 maggio la detenzione di Thiago Avila e Saif Abukeshek. Il team legale ha depositato ricorso urgente alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro l'Italia come Stato di bandiera. La flottiglia si prepara a ripartire da Creta.<br /> Haaretz, 4 maggio 2026: «Stiamo uccidendo come non uccidevamo dalla fine del 1967».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #200</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-200--71844844</link><description><![CDATA[Domenica 3 maggio, Saif Abukeshek e Thiago Avila compaiono davanti al Tribunale di Ashkelon. Nessuna accusa formale è stata depositata. Il tribunale proroga la detenzione di due giorni, fino al 5 maggio. I due sono nel carcere di Shikma da quando le forze navali israeliane li hanno prelevati al largo di Creta il 30 aprile — oltre mille chilometri da Gaza, fuori da qualunque giurisdizione israeliana.<br /> Le avvocate di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno sostenuto che il procedimento è «fondamentalmente viziato e privo di fondamenti giuridici». Non esiste alcuna base legale per applicare extraterritorialmente i reati contestati — assistenza al nemico, contatto con agente straniero, appartenenza a organizzazione terroristica — ad azioni di cittadini stranieri in acque internazionali. Il tribunale ha ignorato l'eccezione.<br /> Sabato 2 maggio le avvocate avevano visitato i due a Shikma. Avila ha dichiarato di essere stato «trascinato a faccia in giù e picchiato fino a perdere i sensi due volte». Abukeshek ha riferito di essere stato «legato alle mani, bendato e costretto a stare prono» fino all'arrivo in Israele. Adalah ha qualificato i trattamenti come «abusi fisici assimilabili a tortura».<br /> L'ambasciata brasiliana ha incontrato Avila attraverso un vetro divisorio. I diplomatici hanno attestato lividi visibili e dolori alla spalla; nessuna cura era stata data. Il ministro spagnolo Albares ha dichiarato alla RAC1 che si tratta di «una detenzione illegale in acque internazionali, al di fuori di ogni giurisdizione israeliana». Sánchez ha chiesto a Netanyahu «la liberazione del cittadino spagnolo illegalmente detenuto».<br /> Entrambi proseguono lo sciopero della fame. Nessuna accusa formale risulta depositata agli atti del Tribunale di Ashkelon alla sera del 3 maggio 2026.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71844844</guid><pubDate>Mon, 04 May 2026 00:24:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71844844/imported_acdad207_2dac_4deb_82a7_046c7a11e065.mp3" length="1882070" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 3 maggio, Saif Abukeshek e Thiago Avila compaiono davanti al Tribunale di Ashkelon. Nessuna accusa formale è stata depositata. Il tribunale proroga la detenzione di due giorni, fino al 5 maggio. I due sono nel carcere di Shikma da quando le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica 3 maggio, Saif Abukeshek e Thiago Avila compaiono davanti al Tribunale di Ashkelon. Nessuna accusa formale è stata depositata. Il tribunale proroga la detenzione di due giorni, fino al 5 maggio. I due sono nel carcere di Shikma da quando le forze navali israeliane li hanno prelevati al largo di Creta il 30 aprile — oltre mille chilometri da Gaza, fuori da qualunque giurisdizione israeliana.<br /> Le avvocate di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno sostenuto che il procedimento è «fondamentalmente viziato e privo di fondamenti giuridici». Non esiste alcuna base legale per applicare extraterritorialmente i reati contestati — assistenza al nemico, contatto con agente straniero, appartenenza a organizzazione terroristica — ad azioni di cittadini stranieri in acque internazionali. Il tribunale ha ignorato l'eccezione.<br /> Sabato 2 maggio le avvocate avevano visitato i due a Shikma. Avila ha dichiarato di essere stato «trascinato a faccia in giù e picchiato fino a perdere i sensi due volte». Abukeshek ha riferito di essere stato «legato alle mani, bendato e costretto a stare prono» fino all'arrivo in Israele. Adalah ha qualificato i trattamenti come «abusi fisici assimilabili a tortura».<br /> L'ambasciata brasiliana ha incontrato Avila attraverso un vetro divisorio. I diplomatici hanno attestato lividi visibili e dolori alla spalla; nessuna cura era stata data. Il ministro spagnolo Albares ha dichiarato alla RAC1 che si tratta di «una detenzione illegale in acque internazionali, al di fuori di ogni giurisdizione israeliana». Sánchez ha chiesto a Netanyahu «la liberazione del cittadino spagnolo illegalmente detenuto».<br /> Entrambi proseguono lo sciopero della fame. Nessuna accusa formale risulta depositata agli atti del Tribunale di Ashkelon alla sera del 3 maggio 2026.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #198</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-198--71769703</link><description><![CDATA[Un soldato armato sale a bordo nel buio. L'equipaggio con le mani alzate. Le comunicazioni interrotte. Il Mediterraneo, a 960 chilometri da Gaza, trasformato in acque di occupazione israeliana.<br /> La Global Sumud Flotilla è stata abbordata nella notte. Mentre scrivo almeno 22 imbarcazioni intercettate, circa 50 sequestrate, 400 persone dichiarate «in arresto» dalla marina di Tel Aviv. Civili disarmati, in acque internazionali, puntati con laser e armi semiautomatiche, costretti a mettersi a quattro zampe a prua. Il portavoce Gur Tsabar ha detto ad Al Jazeera una parola: pirateria. La parola giusta.<br /> Israele ha deciso che il Mediterraneo è suo. Un funzionario di Tel Aviv ha spiegato, senza imbarazzo, che le dimensioni della flottiglia, oltre cento navi e mille persone a bordo, hanno reso necessario intercettarla «a grande distanza». Più è grande la missione civile, più lontano si porta la violenza.<br /> Antonio Tajani ha fatto sapere che la Farnesina ha chiesto «informazioni» a Israele. Come se non circolasse già il video dell'abbordaggio, con il soldato che sale a bordo e gli attivisti a mani alzate. Come se l'Italia non avesse connazionali su quelle barche. La diplomazia si informa chiedendo spiegazioni all'aggressore: passeggero per caso che domanda ragguagli al pirata.<br /> Solo la pressione civile funziona quando la politica è vigliacca. Mentre leggi queste righe le persone scendono in piazza, a Roma, a Milano, a Genova. Senza aspettare comunicati, senza aspettare il permesso di indignarsi. Sanno che il diritto internazionale è carta straccia finché rimane nei libri.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71769703</guid><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:05:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71769703/imported_fc6151a5_8d7d_42da_a535_e3243eb1cdd2.mp3" length="1611650" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un soldato armato sale a bordo nel buio. L'equipaggio con le mani alzate. Le comunicazioni interrotte. Il Mediterraneo, a 960 chilometri da Gaza, trasformato in acque di occupazione israeliana.
La Global Sumud Flotilla è stata abbordata nella notte....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un soldato armato sale a bordo nel buio. L'equipaggio con le mani alzate. Le comunicazioni interrotte. Il Mediterraneo, a 960 chilometri da Gaza, trasformato in acque di occupazione israeliana.<br /> La Global Sumud Flotilla è stata abbordata nella notte. Mentre scrivo almeno 22 imbarcazioni intercettate, circa 50 sequestrate, 400 persone dichiarate «in arresto» dalla marina di Tel Aviv. Civili disarmati, in acque internazionali, puntati con laser e armi semiautomatiche, costretti a mettersi a quattro zampe a prua. Il portavoce Gur Tsabar ha detto ad Al Jazeera una parola: pirateria. La parola giusta.<br /> Israele ha deciso che il Mediterraneo è suo. Un funzionario di Tel Aviv ha spiegato, senza imbarazzo, che le dimensioni della flottiglia, oltre cento navi e mille persone a bordo, hanno reso necessario intercettarla «a grande distanza». Più è grande la missione civile, più lontano si porta la violenza.<br /> Antonio Tajani ha fatto sapere che la Farnesina ha chiesto «informazioni» a Israele. Come se non circolasse già il video dell'abbordaggio, con il soldato che sale a bordo e gli attivisti a mani alzate. Come se l'Italia non avesse connazionali su quelle barche. La diplomazia si informa chiedendo spiegazioni all'aggressore: passeggero per caso che domanda ragguagli al pirata.<br /> Solo la pressione civile funziona quando la politica è vigliacca. Mentre leggi queste righe le persone scendono in piazza, a Roma, a Milano, a Genova. Senza aspettare comunicati, senza aspettare il permesso di indignarsi. Sanno che il diritto internazionale è carta straccia finché rimane nei libri.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #197</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-197--71726462</link><description><![CDATA[Palestine Centre for Prisoners' Studies ha pubblicato il 28 aprile un rapporto che documenta 1.800 arresti di minori palestinesi dall'ottobre 2023. Tra i detenuti ci sono bambini di dieci anni. Un neonato di sette mesi è nato in carcere da una madre detenuta. Trecentocinquanta minori restano nelle prigioni di Megiddo e Ofer: 90 in detenzione amministrativa, senza accusa né processo.<br /> I minori riportano percosse e privazione di cibo e cure. Walid Ahmad, diciassette anni, di Silwad, è morto a Megiddo per mancanza di assistenza medica. Defense for Children International-Palestine, che documentava questi casi dal 1991, ha cessato le attività il 7 aprile. Human Rights Watch imputa la chiusura alla "criminalizzazione israeliana delle organizzazioni per i diritti palestinesi". Il monitoraggio si interrompe mentre i numeri toccano il record storico.<br /> Al 31 dicembre 2025 il 51 per cento dei minori era in custodia senza accusa, secondo Al Jazeera: la percentuale più alta dal 2008, quando DCIP aveva cominciato il conteggio. HaMoked certifica che ad aprile 2026 i detenuti classificati come "sicurezza" sono 8.309, di cui 3.532 senza processo.<br /> La Global Sumud Flotilla, partita il 26 aprile da Augusta con sessanta imbarcazioni, naviga nello Ionio. Abbiamo già raccontato come il 27 aprile la portavoce UE Eva Hrncirova ha dichiarato che Bruxelles "sconsiglia" la missione giacché "mette a rischio la sicurezza dei partecipanti". Olof Gill, vice portavoce, interpellato su cosa Bruxelles chiedesse a Israele, ha risposto: "Sull'argomento non abbiamo altro da dire."<br /> Il Centre for Prisoners' Studies conclude che le pratiche "violano il diritto internazionale a tutela dei minori e possono costituire crimini di guerra". L'organismo che per 35 anni aveva reso quella valutazione verificabile è stato chiuso da tre settimane.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71726462</guid><pubDate>Wed, 29 Apr 2026 06:55:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71726462/imported_fa80bfec_c409_4ebc_96df_f08c68f77aac.mp3" length="1798060" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Palestine Centre for Prisoners' Studies ha pubblicato il 28 aprile un rapporto che documenta 1.800 arresti di minori palestinesi dall'ottobre 2023. Tra i detenuti ci sono bambini di dieci anni. 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Il monitoraggio si interrompe mentre i numeri toccano il record storico.<br /> Al 31 dicembre 2025 il 51 per cento dei minori era in custodia senza accusa, secondo Al Jazeera: la percentuale più alta dal 2008, quando DCIP aveva cominciato il conteggio. HaMoked certifica che ad aprile 2026 i detenuti classificati come "sicurezza" sono 8.309, di cui 3.532 senza processo.<br /> La Global Sumud Flotilla, partita il 26 aprile da Augusta con sessanta imbarcazioni, naviga nello Ionio. Abbiamo già raccontato come il 27 aprile la portavoce UE Eva Hrncirova ha dichiarato che Bruxelles "sconsiglia" la missione giacché "mette a rischio la sicurezza dei partecipanti". Olof Gill, vice portavoce, interpellato su cosa Bruxelles chiedesse a Israele, ha risposto: "Sull'argomento non abbiamo altro da dire."<br /> Il Centre for Prisoners' Studies conclude che le pratiche "violano il diritto internazionale a tutela dei minori e possono costituire crimini di guerra". L'organismo che per 35 anni aveva reso quella valutazione verificabile è stato chiuso da tre settimane.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #196</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-196--71695872</link><description><![CDATA[Domenica 26 aprile, sessanta imbarcazioni della Global Sumud Flotilla lasciano Augusta, in Sicilia, con attivisti di più nazionalità e con carichi di prima necessità. La nave Arctic Sunrise di Greenpeace garantisce il supporto tecnico. Destinazione Gaza, per sfidare il blocco navale israeliano.<br /> La risposta della Commissione europea arriva il 27 aprile a Bruxelles. La portavoce Eva Hrncirova usa una formula che merita lettura: «Pur rispettando l'impegno umanitario di tutte le persone a bordo della Flotilla, scoraggiamo questo tipo di consegne perché mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti». Il diritto di navigazione in acque internazionali va rispettato. La Commissione chiede «costantemente un accesso senza ostacoli» per gli aiuti a Gaza.<br /> Si tratta di contraddizione strutturale. Bruxelles vuole accesso senza ostacoli e scoraggia l'unica azione civile che tenta di forzare quell'ostacolo. Il blocco navale israeliano non viene nominato come problema: il problema, nella formula ufficiale, sono i rischi per i partecipanti. La sicurezza di chi sfida il blocco, non il blocco.<br /> Questa è la grammatica diplomatica europea applicata a Gaza: solidarietà all'intenzione, scoraggiamento dell'azione, rinvio al dialogo con lo Stato che impone il blocco. Una formula che non produce pressione né accesso. Il carico dell'ong Music for Peace per la missione precedente è bloccato in Giordania da sei mesi per veto israeliano.<br /> Il 27 aprile, mentre la Flotilla naviga verso la Grecia, le forze israeliane uccidono quattro palestinesi nella Striscia: due uomini al Kuwait Roundabout a Gaza City, uno vicino alla moschea Saqqa, una donna quarantenne a Khan Younis. Lo riportano gli ospedali Shifa e Nasser. Dall'ottobre 2025, secondo OCHA, i morti nel cessate il fuoco sono già 786: 226 bambini, 179 donne.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71695872</guid><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 04:39:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71695872/imported_9c9281e7_e7cb_4587_ac40_a2722e4a7388.mp3" length="1828571" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 26 aprile, sessanta imbarcazioni della Global Sumud Flotilla lasciano Augusta, in Sicilia, con attivisti di più nazionalità e con carichi di prima necessità. 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Bruxelles vuole accesso senza ostacoli e scoraggia l'unica azione civile che tenta di forzare quell'ostacolo. Il blocco navale israeliano non viene nominato come problema: il problema, nella formula ufficiale, sono i rischi per i partecipanti. La sicurezza di chi sfida il blocco, non il blocco.<br /> Questa è la grammatica diplomatica europea applicata a Gaza: solidarietà all'intenzione, scoraggiamento dell'azione, rinvio al dialogo con lo Stato che impone il blocco. Una formula che non produce pressione né accesso. Il carico dell'ong Music for Peace per la missione precedente è bloccato in Giordania da sei mesi per veto israeliano.<br /> Il 27 aprile, mentre la Flotilla naviga verso la Grecia, le forze israeliane uccidono quattro palestinesi nella Striscia: due uomini al Kuwait Roundabout a Gaza City, uno vicino alla moschea Saqqa, una donna quarantenne a Khan Younis. Lo riportano gli ospedali Shifa e Nasser. Dall'ottobre 2025, secondo OCHA, i morti nel cessate il fuoco sono già 786: 226 bambini, 179 donne.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #195</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-195--71639982</link><description><![CDATA[La giuria della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia ha messo per iscritto quanto i tribunali internazionali hanno già stabilito. Il 23 aprile, la presidente Solange Farkas e le altre componenti hanno dichiarato che "si asterrà dal prendere in considerazione quei Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l'umanità dalla Corte Penale Internazionale". Il Leone d'Oro e il Leone d'Argento, cerimonia il 9 maggio, non potranno andare né alla Russia né a Israele.<br /> Il mandato d'arresto della CPI contro Netanyahu è del novembre 2024. Da allora ha prodotto effetti in ambiti sempre più distanti dalle aule di giustizia. Una giuria culturale italiana, in piena autonomia, ha stabilito che quel mandato vincola anche le valutazioni estetiche. La Biennale si è limitata a precisare che la giuria "opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio nell'esercizio delle sue funzioni": né approvazione né sconfessione, solo la presa d'atto di una distanza.<br /> Nel 2024 il padiglione israeliano era stato chiuso all'inaugurazione da Ruth Patir. Partecipa, espone, ma non concorre. La distinzione è netta: non è l'artista ad essere escluso, è lo Stato che lo rappresenta a diventare ineleggibile finché Netanyahu risponde all'Aja di crimini contro l'umanità.<br /> La Global Sumud Flotilla — 63 imbarcazioni partite stamani da Siracusa — naviga verso Gaza. Maria Elena Delia, portavoce italiana della missione, ha dichiarato ieri: «A Gaza non è cambiato niente dall'anno scorso, eppure ci dicono che va tutto bene».<br /> Anche la dichiarazione della giuria veneziana dice altro. I leader accusati dalla Corte Penale Internazionale di crimini contro l'umanità sono "attualmente" tali — non in astratto, non a titolo storico, ma adesso — nel momento stesso in cui si assegnano i premi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71639982</guid><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 19:51:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71639982/imported_3889cf37_2c34_4b25_9404_5c41ca7192a3.mp3" length="1806419" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La giuria della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia ha messo per iscritto quanto i tribunali internazionali hanno già stabilito. 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La Biennale si è limitata a precisare che la giuria "opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio nell'esercizio delle sue funzioni": né approvazione né sconfessione, solo la presa d'atto di una distanza.<br /> Nel 2024 il padiglione israeliano era stato chiuso all'inaugurazione da Ruth Patir. Partecipa, espone, ma non concorre. La distinzione è netta: non è l'artista ad essere escluso, è lo Stato che lo rappresenta a diventare ineleggibile finché Netanyahu risponde all'Aja di crimini contro l'umanità.<br /> La Global Sumud Flotilla — 63 imbarcazioni partite stamani da Siracusa — naviga verso Gaza. Maria Elena Delia, portavoce italiana della missione, ha dichiarato ieri: «A Gaza non è cambiato niente dall'anno scorso, eppure ci dicono che va tutto bene».<br /> Anche la dichiarazione della giuria veneziana dice altro. I leader accusati dalla Corte Penale Internazionale di crimini contro l'umanità sono "attualmente" tali — non in astratto, non a titolo storico, ma adesso — nel momento stesso in cui si assegnano i premi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #194</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-194--71605439</link><description><![CDATA[Mercoledì sera, vicino alla moschea di Al-Qassam a Beit Lahia, nel nord della Striscia, un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili. Cinque morti. Tre erano bambini. I corpi sono stati portati all'ospedale Al-Shifa di Gaza City. Ieri mattina, altri tre morti in un attacco a un'auto all'ingresso del campo profughi di Maghazi. Il Ministero della Salute di Gaza comunica: 6 morti e 18 feriti nelle ultime 24 ore. Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 è formalmente in vigore. Da quella data sono stati uccisi più di 800 palestinesi. Cinque organizzazioni umanitarie internazionali — tra cui Oxfam e Save the Children — hanno scritto la settimana scorsa che il piano sta fallendo su tutti gli obiettivi dichiarati.<br /> Ormai sono aggiornamenti, non sono nemmeno più notizie. Che è peggio.<br /> Il governo italiano sa. Non è un sospetto: lo sa. Il deputato Marco Grimaldi (AVS) ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Antonio Tajani (FI). Tajani ha risposto ammettendo che gli aiuti umanitari donati dagli italiani — raccolti da "Music for Peace", consegnati a "Food for Gaza" — sono fermi in Giordania. Non in transito: fermi. Il governo non li sblocca, non interviene, non pretende. Grimaldi lo ha detto ieri alla Camera: «La risposta a chi chiede perché la Flotilla riparte è nella complicità del nostro governo con quello di Israele».<br /> Oggi alle 10.00, la flotta salpa verso Gaza: oltre 50 imbarcazioni, circa 500 persone da decine di Paesi. Parte dall'Italia perché le istituzioni non fanno quello che cento barche di civili cercano di fare.<br /> Il portavoce ONU Stéphane Dujarric, interrogato sulle scuse di Netanyahu per la profanazione di una statua di Gesù e sul silenzio israeliano rispetto alle moschee rase al suolo a Gaza, ha risposto: «Lascio a te trarre i parallelismi o l'ironia». Era la frase più dura che un portavoce ONU potesse pronunciare. Un atto d'accusa nascosto dentro una domanda retorica.<br /> Oggi è la vigilia del 25 Aprile, la Liberazione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71605439</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 05:16:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71605439/imported_f6a4f025_acae_4894_b427_6355eaf4ee55.mp3" length="2179239" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì sera, vicino alla moschea di Al-Qassam a Beit Lahia, nel nord della Striscia, un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili. Cinque morti. Tre erano bambini. 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Il deputato Marco Grimaldi (AVS) ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Antonio Tajani (FI). Tajani ha risposto ammettendo che gli aiuti umanitari donati dagli italiani — raccolti da "Music for Peace", consegnati a "Food for Gaza" — sono fermi in Giordania. Non in transito: fermi. Il governo non li sblocca, non interviene, non pretende. Grimaldi lo ha detto ieri alla Camera: «La risposta a chi chiede perché la Flotilla riparte è nella complicità del nostro governo con quello di Israele».<br /> Oggi alle 10.00, la flotta salpa verso Gaza: oltre 50 imbarcazioni, circa 500 persone da decine di Paesi. Parte dall'Italia perché le istituzioni non fanno quello che cento barche di civili cercano di fare.<br /> Il portavoce ONU Stéphane Dujarric, interrogato sulle scuse di Netanyahu per la profanazione di una statua di Gesù e sul silenzio israeliano rispetto alle moschee rase al suolo a Gaza, ha risposto: «Lascio a te trarre i parallelismi o l'ironia». Era la frase più dura che un portavoce ONU potesse pronunciare. Un atto d'accusa nascosto dentro una domanda retorica.<br /> Oggi è la vigilia del 25 Aprile, la Liberazione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #193</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-193--71582698</link><description><![CDATA[Il Consiglio Affari Esteri dell'UE ha chiuso il 21 aprile a Lussemburgo senza alcuna misura contro Israele. Nessun voto, nessuna sospensione dell'Accordo di Associazione del 2000. Kaja Kallas: «Non abbiamo visto un accordo politico, ma le discussioni continueranno». Spagna, Irlanda e Slovenia chiedevano la sospensione totale. Germania e Italia si sono opposte.<br /> Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International, ha definito la decisione «un fallimento morale» che «resterà come un capitolo vergognoso nella storia dell'UE». Un milione di europei aveva firmato la petizione. Settantacinque ONG e quattrocento ex diplomatici avevano chiesto la stessa cosa. Nessun esito.<br /> Lo scarto italiano è documentabile. Il governo Meloni ha sospeso a marzo il memorandum di cooperazione militare con Israele. Quello stesso governo, a Lussemburgo, ha bloccato l'unico strumento multilaterale disponibile. Albares: «L'Unione Europea deve dire oggi con chiarezza a Israele che è necessario un cambiamento». Wadephul, per Berlino: la proposta era «inappropriata».<br /> Dal cessate il fuoco di ottobre 2025, oltre 740 palestinesi sono stati uccisi nella Striscia. Il West Bank Protection Consortium — guidato dal Norwegian Refugee Council — ha pubblicato Sexual Violence and Forcible Transfer in the West Bank: sedici casi di violenza sessuale in Area C della Cisgiordania occupata, attribuiti a soldati e coloni israeliani, su 83 interviste.<br /> Cinque soldati della Force 100, accusati di aggressione sessuale su un detenuto a Sde Teiman, erano stati reintegrati la settimana precedente, dopo l'archiviazione. Amnesty International: «Un altro capitolo inconcepibile nell'impunità strutturale del sistema legale israeliano». Flotilla Sumud: la nave arriva oggi in Sicilia. Domani 24 aprile salpa da Siracusa verso Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71582698</guid><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 06:15:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71582698/imported_00777db3_823d_4abd_ab4f_539e9af76a4b.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il Consiglio Affari Esteri dell'UE ha chiuso il 21 aprile a Lussemburgo senza alcuna misura contro Israele. Nessun voto, nessuna sospensione dell'Accordo di Associazione del 2000. 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Quello stesso governo, a Lussemburgo, ha bloccato l'unico strumento multilaterale disponibile. Albares: «L'Unione Europea deve dire oggi con chiarezza a Israele che è necessario un cambiamento». Wadephul, per Berlino: la proposta era «inappropriata».<br /> Dal cessate il fuoco di ottobre 2025, oltre 740 palestinesi sono stati uccisi nella Striscia. Il West Bank Protection Consortium — guidato dal Norwegian Refugee Council — ha pubblicato Sexual Violence and Forcible Transfer in the West Bank: sedici casi di violenza sessuale in Area C della Cisgiordania occupata, attribuiti a soldati e coloni israeliani, su 83 interviste.<br /> Cinque soldati della Force 100, accusati di aggressione sessuale su un detenuto a Sde Teiman, erano stati reintegrati la settimana precedente, dopo l'archiviazione. Amnesty International: «Un altro capitolo inconcepibile nell'impunità strutturale del sistema legale israeliano». Flotilla Sumud: la nave arriva oggi in Sicilia. Domani 24 aprile salpa da Siracusa verso Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #192</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-192--71543025</link><description><![CDATA[Il Board of Peace di Donald Trump ha un prezzo d'ingresso: un miliardo di dollari per un seggio permanente. Lo statuto è stato firmato il 22 gennaio 2026 a Davos, alla presenza di una ventina di Paesi. L'accesso è su invito del presidente, la leadership a vita. L'organismo non ha mandato ONU né rappresentanza palestinese.<br /> Il Financial Times ha rivelato il 21 aprile che rappresentanti del Board hanno avuto colloqui con DP World, colosso logistico di Stato di Dubai, per affidarle le catene di approvvigionamento nella Striscia: magazzini, tracciamento, sicurezza, porto a Gaza o sulla costa egiziana, zona franca. Una bozza citata dal giornale descrive un «sistema di catena di approvvigionamento sicuro e tracciabile». Tre le fonti citate. Un portavoce di DP World ha dichiarato di non essere a conoscenza di trattative. La Casa Bianca non ha risposto.<br /> Lo stesso giorno Unione Europea, Nazioni Unite e Banca Mondiale hanno pubblicato la Rapid Damage and Needs Assessment: servono 71,4 miliardi di dollari per la ripresa nel decennio, 26,3 nei soli primi diciotto mesi. Oltre 371.000 abitazioni distrutte, ospedali per metà fuori servizio, economia contratta dell'ottantaquattro per cento. Il rapporto prescrive che la ricostruzione «sia guidata dai palestinesi» con trasferimento della governance all'Autorità palestinese.<br /> I due documenti non si parlano. Il Board of Peace progetta un «ecosistema economico guidato dal porto» con piattaforme commerciali private emiratine e zone franche. Il rapporto ONU-UE chiede libertà di movimento, finanza trasparente, governance responsabile verso i palestinesi. Nessun finanziamento promesso si è ancora materializzato. Dal cessate il fuoco di ottobre, le forze israeliane hanno ucciso 776 palestinesi, secondo il ministero della Salute di Gaza.<br /> La flotta verso Gaza? Oggi ad Augusta è in corso il carico: circa 55 barche al porto Xiphonia nel Siracusano attendono le ultime arrivate dalla Spagna. Il 23 aprile la flotta confluirà a Siracusa. La partenza verso Gaza è fissata per il 24 aprile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71543025</guid><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 04:51:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71543025/imported_1cfb20f8_1418_47ce_84d5_28bbbbc59829.mp3" length="2039640" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il Board of Peace di Donald Trump ha un prezzo d'ingresso: un miliardo di dollari per un seggio permanente. Lo statuto è stato firmato il 22 gennaio 2026 a Davos, alla presenza di una ventina di Paesi. 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La Casa Bianca non ha risposto.<br /> Lo stesso giorno Unione Europea, Nazioni Unite e Banca Mondiale hanno pubblicato la Rapid Damage and Needs Assessment: servono 71,4 miliardi di dollari per la ripresa nel decennio, 26,3 nei soli primi diciotto mesi. Oltre 371.000 abitazioni distrutte, ospedali per metà fuori servizio, economia contratta dell'ottantaquattro per cento. Il rapporto prescrive che la ricostruzione «sia guidata dai palestinesi» con trasferimento della governance all'Autorità palestinese.<br /> I due documenti non si parlano. Il Board of Peace progetta un «ecosistema economico guidato dal porto» con piattaforme commerciali private emiratine e zone franche. Il rapporto ONU-UE chiede libertà di movimento, finanza trasparente, governance responsabile verso i palestinesi. Nessun finanziamento promesso si è ancora materializzato. Dal cessate il fuoco di ottobre, le forze israeliane hanno ucciso 776 palestinesi, secondo il ministero della Salute di Gaza.<br /> La flotta verso Gaza? Oggi ad Augusta è in corso il carico: circa 55 barche al porto Xiphonia nel Siracusano attendono le ultime arrivate dalla Spagna. Il 23 aprile la flotta confluirà a Siracusa. La partenza verso Gaza è fissata per il 24 aprile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #191</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-191--71511950</link><description><![CDATA[A Bruxelles, il 20 aprile 2026, l'Unione Europea ha co-presieduto la ministeriale della Global Alliance per la soluzione a due Stati. Dubravka Šuica ha presentato la Rapid Damage and Needs Assessment: per ricostruire Gaza, con 1,9 milioni di sfollati, servono 71,4 miliardi di dollari. Da ottobre 2025, le forze israeliane hanno ucciso oltre 760 palestinesi nonostante il cessate il fuoco, secondo il ministero della Salute di Gaza. La conferenza parla di fase post-bellica. La fase bellica è in corso.<br /> L'Alto Commissario ONU Volker Türk ha scritto il 10 aprile che i bombardamenti «riflettono un disprezzo continuo per le vite palestinesi, reso possibile da un'impunità dilagante». Il premier palestinese Mohammad Mustafa ha dichiarato che la stabilizzazione richiede «una sola struttura di sicurezza, una sola legge, una sola arma» e il ritiro israeliano da Gaza. Nello stesso palazzo la Global Sumud Flotilla apriva il congresso parlamentare con la Dichiarazione per un corridoio marittimo ONU. Due conferenze, stesso giorno: una discute il futuro di Gaza, l'altra chiede di arrivarci.<br /> Il 19 aprile il Tribunale di Gerusalemme ha accolto la richiesta di Netanyahu di annullare la deposizione nel processo per corruzione. L'avvocato ha citato ragioni «di sicurezza e diplomatiche». La Procura aveva già obiettato. Era sospeso da febbraio per l'Iran, prima rinviato per Gaza, poi per il Libano. Hamas si è detto disponibile a cedere le armi di polizia interna, migliaia di fucili automatici, ma non i razzi. Due funzionari lo hanno riferito al New York Times il 20 aprile. Israele e Stati Uniti chiedono il disarmo totale.<br /> Flotte Sumud, Le imbarcazioni sono in rotta verso Siracusa. Il 21 aprile è previsto il carico degli aiuti al porto di Augusta. La partenza verso Gaza è fissata al 24 aprile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71511950</guid><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:42:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71511950/imported_8571aae4_b8cc_43de_959b_a24fd2fc521f.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Bruxelles, il 20 aprile 2026, l'Unione Europea ha co-presieduto la ministeriale della Global Alliance per la soluzione a due Stati. 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Il premier palestinese Mohammad Mustafa ha dichiarato che la stabilizzazione richiede «una sola struttura di sicurezza, una sola legge, una sola arma» e il ritiro israeliano da Gaza. Nello stesso palazzo la Global Sumud Flotilla apriva il congresso parlamentare con la Dichiarazione per un corridoio marittimo ONU. Due conferenze, stesso giorno: una discute il futuro di Gaza, l'altra chiede di arrivarci.<br /> Il 19 aprile il Tribunale di Gerusalemme ha accolto la richiesta di Netanyahu di annullare la deposizione nel processo per corruzione. L'avvocato ha citato ragioni «di sicurezza e diplomatiche». La Procura aveva già obiettato. Era sospeso da febbraio per l'Iran, prima rinviato per Gaza, poi per il Libano. Hamas si è detto disponibile a cedere le armi di polizia interna, migliaia di fucili automatici, ma non i razzi. Due funzionari lo hanno riferito al New York Times il 20 aprile. Israele e Stati Uniti chiedono il disarmo totale.<br /> Flotte Sumud, Le imbarcazioni sono in rotta verso Siracusa. Il 21 aprile è previsto il carico degli aiuti al porto di Augusta. La partenza verso Gaza è fissata al 24 aprile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #190</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-190--71436013</link><description><![CDATA[Novecento giorni. Nessun giornalista straniero è entrato a Gaza in modo indipendente dall'ottobre 2023. Il 13 aprile, la Foreign Press Association in Israele — che rappresenta giornalisti di 130 testate — ha depositato una mozione d'urgenza alla Corte Suprema per anticipare la decisione sul divieto. La risposta: nuova proroga. Scadenza al 24 maggio. La nona.<br /> Il governo israeliano presenta le memorie come materiale classificato, inaccessibile alla FPA e ai suoi legali. La FPA non può replicare ad argomenti che non conosce. «I rinvii hanno reso ridicolo il processo legale», ha dichiarato Tania Kraemer, presidente della FPA. «È ora che i giudici mettano fine a tutto questo.» Si sono uniti come amici della corte il CPJ, RSF e l'Unione dei giornalisti in Israele.<br /> Le ragioni del divieto si sono aggiornate: prima i combattimenti, poi gli ostaggi, infine la guerra con l'Iran. Thibaut Bruttin, direttore generale di RSF, ha scritto che il governo punta a posticipare «l'ingresso dei reporter» perché sa che una sentenza favorevole cambierebbe l'opinione pubblica mondiale. Oltre 220 giornalisti palestinesi sono stati uccisi a Gaza. Almeno 70, secondo RSF, erano stati identificati come obiettivi.<br /> Il 16 aprile Ciriani ha confermato alla Camera la sospensione del rinnovo del memorandum di cooperazione militare con Israele. La lettera è stata inviata da Crosetto a Israel Katz il 13 aprile. Il testo non è pubblico. Il deputato M5S Pellegrini ha depositato richiesta formale per accedervi in Commissione Difesa.<br /> Ieri le prime imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono salpate da Barcellona verso la Sicilia, con Open Arms e la Arctic Sunrise di Greenpeace. Partenza per Gaza il 24 aprile da Siracusa. «Il buio di Gaza non è un effetto collaterale», ha scritto il CPJ il 13 aprile. «È una scelta.»<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71436013</guid><pubDate>Sat, 18 Apr 2026 09:52:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71436013/imported_b9e99561_f61a_41bf_bafc_40148f753409.mp3" length="1816032" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Novecento giorni. Nessun giornalista straniero è entrato a Gaza in modo indipendente dall'ottobre 2023. 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La FPA non può replicare ad argomenti che non conosce. «I rinvii hanno reso ridicolo il processo legale», ha dichiarato Tania Kraemer, presidente della FPA. «È ora che i giudici mettano fine a tutto questo.» Si sono uniti come amici della corte il CPJ, RSF e l'Unione dei giornalisti in Israele.<br /> Le ragioni del divieto si sono aggiornate: prima i combattimenti, poi gli ostaggi, infine la guerra con l'Iran. Thibaut Bruttin, direttore generale di RSF, ha scritto che il governo punta a posticipare «l'ingresso dei reporter» perché sa che una sentenza favorevole cambierebbe l'opinione pubblica mondiale. Oltre 220 giornalisti palestinesi sono stati uccisi a Gaza. Almeno 70, secondo RSF, erano stati identificati come obiettivi.<br /> Il 16 aprile Ciriani ha confermato alla Camera la sospensione del rinnovo del memorandum di cooperazione militare con Israele. La lettera è stata inviata da Crosetto a Israel Katz il 13 aprile. Il testo non è pubblico. Il deputato M5S Pellegrini ha depositato richiesta formale per accedervi in Commissione Difesa.<br /> Ieri le prime imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono salpate da Barcellona verso la Sicilia, con Open Arms e la Arctic Sunrise di Greenpeace. Partenza per Gaza il 24 aprile da Siracusa. «Il buio di Gaza non è un effetto collaterale», ha scritto il CPJ il 13 aprile. «È una scelta.»<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #189</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-189--71361535</link><description><![CDATA[La Procura di Roma ha aperto un'indagine per tortura contro i militari israeliani che nel settembre 2025 intercettarono e detennero gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Il legal team ha dichiarato: «È stata riconosciuta la gravità di quanto accaduto.» Arturo Scotto, deputato del PD, lo ha definito «un fatto rilevante». Lo stesso giorno il governo Meloni ha comunicato il mancato rinnovo del memorandum di cooperazione in materia di difesa con Israele, vigente da vent'anni.<br /> Il 14 aprile 2026, dallo stesso Stato, sulla stessa materia: un atto della magistratura e uno dell'esecutivo. La Procura nomina il reato: tortura. Il governo nomina l'azione: sospensione del rinnovo automatico. Il senatore M5S Pirondini ha dichiarato che la decisione «arriva con settantamila morti di ritardo». Giovanni Donzelli, FdI, ha precisato: «Non c'è nessuna forzatura. È sospensione del rinnovo, non risoluzione dell'accordo».<br /> La Global Sumud Flotilla è in mare dal 12 aprile. La flotta italiana salperà dalla Sicilia il 23 aprile: una trentina di natanti cui si uniranno le venti imbarcazioni da Marsiglia, attualmente in Calabria. L'indagine per tortura della Procura riguarda la missione 2025 di quella stessa Flotilla.<br /> Un attacco israeliano su un veicolo della polizia a Gaza City ha ucciso quattro persone, il 14 aprile, tra cui un bambino di tre anni che passava vicino al bersaglio. La nonna Samia al-Malahi ha dichiarato ad AP: «Che colpa ha il bambino? Stava camminando per strada.» L'Idf: «È stata eliminata una minaccia immediata.» Da ottobre 2025, secondo il ministero della salute di Gaza, i morti nelle operazioni israeliane nella Striscia hanno superato 750 nonostante il cessate il fuoco vigente.<br /> Il memorandum si rinnovava da solo. Per vent'anni. La Procura di Roma gli ha dato un nome: tortura.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71361535</guid><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:29:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71361535/imported_0a6084ed_890e_4aac_9760_f47ceb60f0f4.mp3" length="1839020" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Procura di Roma ha aperto un'indagine per tortura contro i militari israeliani che nel settembre 2025 intercettarono e detennero gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Il legal team ha dichiarato: «È stata riconosciuta la gravità di quanto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Procura di Roma ha aperto un'indagine per tortura contro i militari israeliani che nel settembre 2025 intercettarono e detennero gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Il legal team ha dichiarato: «È stata riconosciuta la gravità di quanto accaduto.» Arturo Scotto, deputato del PD, lo ha definito «un fatto rilevante». Lo stesso giorno il governo Meloni ha comunicato il mancato rinnovo del memorandum di cooperazione in materia di difesa con Israele, vigente da vent'anni.<br /> Il 14 aprile 2026, dallo stesso Stato, sulla stessa materia: un atto della magistratura e uno dell'esecutivo. La Procura nomina il reato: tortura. Il governo nomina l'azione: sospensione del rinnovo automatico. Il senatore M5S Pirondini ha dichiarato che la decisione «arriva con settantamila morti di ritardo». Giovanni Donzelli, FdI, ha precisato: «Non c'è nessuna forzatura. È sospensione del rinnovo, non risoluzione dell'accordo».<br /> La Global Sumud Flotilla è in mare dal 12 aprile. La flotta italiana salperà dalla Sicilia il 23 aprile: una trentina di natanti cui si uniranno le venti imbarcazioni da Marsiglia, attualmente in Calabria. L'indagine per tortura della Procura riguarda la missione 2025 di quella stessa Flotilla.<br /> Un attacco israeliano su un veicolo della polizia a Gaza City ha ucciso quattro persone, il 14 aprile, tra cui un bambino di tre anni che passava vicino al bersaglio. La nonna Samia al-Malahi ha dichiarato ad AP: «Che colpa ha il bambino? Stava camminando per strada.» L'Idf: «È stata eliminata una minaccia immediata.» Da ottobre 2025, secondo il ministero della salute di Gaza, i morti nelle operazioni israeliane nella Striscia hanno superato 750 nonostante il cessate il fuoco vigente.<br /> Il memorandum si rinnovava da solo. Per vent'anni. La Procura di Roma gli ha dato un nome: tortura.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #188</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-188--71327124</link><description><![CDATA[Ieri mattina i bambini di Umm al-Khair, a Masafer Yatta, Cisgiordania occupata, tornavano a scuola per la prima volta dopo quarantaquattro giorni. Le lezioni erano sospese dal 28 febbraio, data di inizio delle operazioni statunitensi e israeliane contro l'Iran. Durante la notte i coloni di Carmel avevano steso filo spinato sull'unica strada che porta alle aule. Si sono seduti davanti al filo spinato e hanno tenuto lezione all'aperto.<br /> Le forze israeliane hanno sparato granate lacrimogene e stordenti. Sarah Al-Hathaleen, dodici anni, ha detto ad AFP: «Mi hanno lanciato una granata. Ho avuto paura e sono corsa via. Ho cominciato a piangere.» Rashid Al-Hathaleen, undici anni: «Stanotte eravamo eccitatissimi per la scuola. Gli israeliani hanno chiuso la strada con il filo spinato. Vogliamo tornare a scuola.»<br /> L'esercito israeliano ha comunicato ad AFP di aver «disperso un raduno insolito di palestinesi», precisando che «non sono stati riportati feriti». Le riprese di AFP documentano il lancio dei candelotti. La formula trasforma bambini seduti in soggetti da disperdere.<br /> Bassam Jabr, direttore dell'istruzione di Masafer Yatta, ha dichiarato: «I coloni cercano di stringerci il nodo al collo in ogni modo. Uno di questi metodi è tagliare la strada agli studenti mentre espandono l'insediamento.» Nella Cisgiordania occupata vivono oltre cinquecentomila israeliani in insediamenti che il diritto internazionale definisce illegali.<br /> La Global Sumud Flotilla è in mare dal 12 aprile: settanta imbarcazioni, tremila partecipanti da cento paesi, il doppio della flotta intercettata nel settembre 2025. Il portavoce Pablo Castilla ha dichiarato che l'attenzione internazionale su Gaza è calata dall'inizio della guerra all'Iran. L'esercito israeliano ha scritto: «non sono stati riportati feriti».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71327124</guid><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71327124/imported_5b335480_94e5_438a_b6c6_a5b7e2819544.mp3" length="1765877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri mattina i bambini di Umm al-Khair, a Masafer Yatta, Cisgiordania occupata, tornavano a scuola per la prima volta dopo quarantaquattro giorni. Le lezioni erano sospese dal 28 febbraio, data di inizio delle operazioni statunitensi e israeliane...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri mattina i bambini di Umm al-Khair, a Masafer Yatta, Cisgiordania occupata, tornavano a scuola per la prima volta dopo quarantaquattro giorni. Le lezioni erano sospese dal 28 febbraio, data di inizio delle operazioni statunitensi e israeliane contro l'Iran. Durante la notte i coloni di Carmel avevano steso filo spinato sull'unica strada che porta alle aule. Si sono seduti davanti al filo spinato e hanno tenuto lezione all'aperto.<br /> Le forze israeliane hanno sparato granate lacrimogene e stordenti. Sarah Al-Hathaleen, dodici anni, ha detto ad AFP: «Mi hanno lanciato una granata. Ho avuto paura e sono corsa via. Ho cominciato a piangere.» Rashid Al-Hathaleen, undici anni: «Stanotte eravamo eccitatissimi per la scuola. Gli israeliani hanno chiuso la strada con il filo spinato. Vogliamo tornare a scuola.»<br /> L'esercito israeliano ha comunicato ad AFP di aver «disperso un raduno insolito di palestinesi», precisando che «non sono stati riportati feriti». Le riprese di AFP documentano il lancio dei candelotti. La formula trasforma bambini seduti in soggetti da disperdere.<br /> Bassam Jabr, direttore dell'istruzione di Masafer Yatta, ha dichiarato: «I coloni cercano di stringerci il nodo al collo in ogni modo. Uno di questi metodi è tagliare la strada agli studenti mentre espandono l'insediamento.» Nella Cisgiordania occupata vivono oltre cinquecentomila israeliani in insediamenti che il diritto internazionale definisce illegali.<br /> La Global Sumud Flotilla è in mare dal 12 aprile: settanta imbarcazioni, tremila partecipanti da cento paesi, il doppio della flotta intercettata nel settembre 2025. Il portavoce Pablo Castilla ha dichiarato che l'attenzione internazionale su Gaza è calata dall'inizio della guerra all'Iran. L'esercito israeliano ha scritto: «non sono stati riportati feriti».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #187</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-187--71301845</link><description><![CDATA[Ieri mattina il CENTCOM — U.S. Central Command — ha annunciato il blocco navale di tutti i porti iraniani, in vigore dalle dieci EDT. Il comunicato recita: "sarà applicato imparzialmente alle navi di tutte le nazioni". La parola scelta è "blocco". La stessa parola che Israele applica a Gaza dal 2009: sedici anni di chiusura che la Corte internazionale di giustizia, nel parere consultivo del luglio 2024, ha inserito nel quadro di un'occupazione dichiarata illegale dal diritto internazionale.<br /> Il 7 aprile ne è la prova. Al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, l'ambasciatore americano Mike Waltz ha condannato il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz perché "impedisce l'accesso di aiuti medici e forniture alle crisi umanitarie in Congo, Sudan e Gaza". Gaza nominata come vittima di un blocco da un Paese alleato di quello che la blocca per via navale da sedici anni. Nella stessa settimana, secondo i dati del ministero della salute di Gaza, i morti dall'inizio del "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025 hanno superato 738 unità. Ieri, un raid aereo israeliano ha ucciso almeno tre palestinesi nel quartiere di Al Mazraa, a Deir al-Balah, nella Striscia centrale: lo ha comunicato l'ospedale dei martiri di Al-Aqsa.<br /> La Global Sumud Flottilla è in mare per rompere esattamente quel blocco. Domenica la nave madre ha lasciato Barcellona, per ricongiungersi con circa cento imbarcazioni in rotta da Italia e Grecia. La street artist Laika ha dipinto sullo scafo Hind Rajab, uccisa da 355 colpi di artiglieria, e Ritaj Rihan, 9 anni, freddata mentre studiava con i compagni di classe. Sotto di loro, la rotta.<br /> Due blocchi, una parola, standard opposti. L'ambasciatore Waltz ha concluso: «Nessuno dovrebbe tollerarlo. Stanno tenendo in ostaggio l'economia mondiale a mano armata».<br /> Si riferiva a Teheran.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71301845</guid><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71301845/imported_c8f27c0a_dc1a_4dc1_86a1_7e1750d7d5af.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri mattina il CENTCOM — U.S. Central Command — ha annunciato il blocco navale di tutti i porti iraniani, in vigore dalle dieci EDT. 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Gaza nominata come vittima di un blocco da un Paese alleato di quello che la blocca per via navale da sedici anni. Nella stessa settimana, secondo i dati del ministero della salute di Gaza, i morti dall'inizio del "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025 hanno superato 738 unità. Ieri, un raid aereo israeliano ha ucciso almeno tre palestinesi nel quartiere di Al Mazraa, a Deir al-Balah, nella Striscia centrale: lo ha comunicato l'ospedale dei martiri di Al-Aqsa.<br /> La Global Sumud Flottilla è in mare per rompere esattamente quel blocco. Domenica la nave madre ha lasciato Barcellona, per ricongiungersi con circa cento imbarcazioni in rotta da Italia e Grecia. La street artist Laika ha dipinto sullo scafo Hind Rajab, uccisa da 355 colpi di artiglieria, e Ritaj Rihan, 9 anni, freddata mentre studiava con i compagni di classe. Sotto di loro, la rotta.<br /> Due blocchi, una parola, standard opposti. L'ambasciatore Waltz ha concluso: «Nessuno dovrebbe tollerarlo. Stanno tenendo in ostaggio l'economia mondiale a mano armata».<br /> Si riferiva a Teheran.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #186</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-186--71252980</link><description><![CDATA[Il cessate il fuoco a Gaza è entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Ieri erano esattamente sei mesi. Il documento esiste: venti punti, mediato da Egitto, Qatar e Turchia, sottoscritto da trenta paesi con la firma degli Stati Uniti. Nelle cronache e nelle analisi internazionali, la parola "ceasefire" compare da mesi tra virgolette. Non è una scelta tipografica.<br /> Il Government Media Office di Gaza ha registrato 2.073 violazioni tra il 10 ottobre 2025 e il 18 marzo 2026: 973 bombardamenti, 750 sparatorie contro civili, 87 incursioni in aree residenziali oltre la Yellow Line, 263 demolizioni di proprietà, 50 detenzioni. Nel solo periodo dell'offensiva su Iran — tra il 28 febbraio e l'8 aprile — Israele ha attaccato Gaza in 36 dei 40 giorni. Lo certifica Al Jazeera il 9 aprile. I morti dall'entrata in vigore della tregua ammontano ad almeno 738. Il totale dall'ottobre 2023 ha superato 72.315, secondo il ministero della Salute di Gaza.<br /> L'accordo prevedeva l'ingresso di 23.400 camion di aiuti nel periodo dell'offensiva su Iran. Ne sono entrati 4.999: meno di un quinto. Le evacuazioni mediche pattuite: 7.800. Autorizzate: 625, l'otto per cento. Il 6 aprile le forze israeliane hanno aperto il fuoco su un veicolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nell'est di Khan Younis, uccidendo il conducente Majdi Aslan, di cinquantaquattro anni. L'OMS ha sospeso le evacuazioni mediche da Gaza verso l'Egitto. L'Integrated Food Security Phase Classification certifica che il 77 per cento della popolazione di Gaza è in stato di insicurezza alimentare acuta.<br /> Il cessate il fuoco, nel testo originale prevedeva che gli aiuti completi fossero inviati immediatamente nella Striscia di Gaza. Questa frase è ancora lì, scritta. Le virgolette nelle fonti internazionali non sono una scelta tipografica.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71252980</guid><pubDate>Sat, 11 Apr 2026 07:38:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71252980/imported_c8f27c0a_dc1a_4dc1_86a1_7e1750d7d5af.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il cessate il fuoco a Gaza è entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Ieri erano esattamente sei mesi. Il documento esiste: venti punti, mediato da Egitto, Qatar e Turchia, sottoscritto da trenta paesi con la firma degli Stati Uniti. 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Il totale dall'ottobre 2023 ha superato 72.315, secondo il ministero della Salute di Gaza.<br /> L'accordo prevedeva l'ingresso di 23.400 camion di aiuti nel periodo dell'offensiva su Iran. Ne sono entrati 4.999: meno di un quinto. Le evacuazioni mediche pattuite: 7.800. Autorizzate: 625, l'otto per cento. Il 6 aprile le forze israeliane hanno aperto il fuoco su un veicolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nell'est di Khan Younis, uccidendo il conducente Majdi Aslan, di cinquantaquattro anni. L'OMS ha sospeso le evacuazioni mediche da Gaza verso l'Egitto. L'Integrated Food Security Phase Classification certifica che il 77 per cento della popolazione di Gaza è in stato di insicurezza alimentare acuta.<br /> Il cessate il fuoco, nel testo originale prevedeva che gli aiuti completi fossero inviati immediatamente nella Striscia di Gaza. Questa frase è ancora lì, scritta. Le virgolette nelle fonti internazionali non sono una scelta tipografica.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #185</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-185--71217702</link><description><![CDATA[L'8 aprile 2026, Defense for Children International-Palestine ha annunciato la cessazione delle attività dopo trentacinque anni. Dal 1991 l'organizzazione documentava detenzioni, torture e uccisioni di minori palestinesi, forniva assistenza legale ai bambini fermati dall'esercito israeliano. La motivazione è scritta nel comunicato: "criminalizzazione mirata delle organizzazioni palestinesi per i diritti umani da parte di Israele".<br /> Il meccanismo è stato progressivo. Nel 2021 Israele ha designato DCIP organizzazione terroristica e ha fatto irruzione nella sede di Ramallah, sottraendo computer e archivi. Nel 2025 una nuova legge ha imposto alle organizzazioni palestinesi di consegnare gli elenchi completi dei dipendenti "per escludere legami con il terrorismo"; chi rifiutava veniva bandito dall'1 gennaio 2026.<br /> L'ultimo caso pubblicato prima della chiusura riguarda Adam Sayed Saleh Beit Dahman, quindici anni, ucciso in Cisgiordania nel marzo 2026. Le forze israeliane lo hanno colpito al bacino, picchiato e tenuto fermo l'accesso all'ambulanza per trenta minuti. È morto in ospedale un'ora e mezza dopo.<br /> Nel comunicato con cui annuncia la propria fine, DCIP descrive la condizione dei bambini palestinesi: "genocidio, apartheid, occupazione militare e rapida espansione di insediamenti israeliani illegali". Ogni termine è ancorato a un sistema di documentazione costruito in trentacinque anni e smantellato da Israele.<br /> La stessa mattina, un drone israeliano ha ucciso Mohammed Wishah, corrispondente di Al Jazeera Mubasher, a Gaza City. Ore dopo il portavoce arabo dell'IDF ha ripostato su X un tweet del 2024 che descriveva Wishah come "comandante prominente" del braccio armato di Hamas. Il Gaza Government Media Office certifica 262 giornalisti uccisi nella Striscia dall'ottobre 2023.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71217702</guid><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71217702/imported_07e346a2_a5d7_4f97_9c18_d803ceec1942.mp3" length="1742471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L'8 aprile 2026, Defense for Children International-Palestine ha annunciato la cessazione delle attività dopo trentacinque anni. 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Nel 2025 una nuova legge ha imposto alle organizzazioni palestinesi di consegnare gli elenchi completi dei dipendenti "per escludere legami con il terrorismo"; chi rifiutava veniva bandito dall'1 gennaio 2026.<br /> L'ultimo caso pubblicato prima della chiusura riguarda Adam Sayed Saleh Beit Dahman, quindici anni, ucciso in Cisgiordania nel marzo 2026. Le forze israeliane lo hanno colpito al bacino, picchiato e tenuto fermo l'accesso all'ambulanza per trenta minuti. È morto in ospedale un'ora e mezza dopo.<br /> Nel comunicato con cui annuncia la propria fine, DCIP descrive la condizione dei bambini palestinesi: "genocidio, apartheid, occupazione militare e rapida espansione di insediamenti israeliani illegali". Ogni termine è ancorato a un sistema di documentazione costruito in trentacinque anni e smantellato da Israele.<br /> La stessa mattina, un drone israeliano ha ucciso Mohammed Wishah, corrispondente di Al Jazeera Mubasher, a Gaza City. Ore dopo il portavoce arabo dell'IDF ha ripostato su X un tweet del 2024 che descriveva Wishah come "comandante prominente" del braccio armato di Hamas. Il Gaza Government Media Office certifica 262 giornalisti uccisi nella Striscia dall'ottobre 2023.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #184</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-184--71196352</link><description><![CDATA[A Gaza i bambini organizzano funerali con le bambole. Fingono di sparare con le mani, cadono, fingono di essere morti. Il gioco porta il nome di «guerra» e si pratica sui muri delle case demolite, che diventano carta da disegno quando mancano quaderni e pennarelli. Lo certifica Save the Children in un comunicato dell'8 aprile: trenta mesi di violenza estrema, fame cronica e sfollamenti forzati hanno reso la violenza materiale di gioco per una generazione intera. Ahmad Alhendawi, direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa di Save the Children, descrive «il peso di questa guerra sui bambini» come una misura clinica, non retorica, e segnala «un grave rischio di danni psicologici permanenti». Da ottobre del 2023 l'organizzazione ha raggiunto quasi quindicimila minori a Gaza con programmi di supporto psicosociale. Non esiste una stima di quanti non siano stati raggiunti. Settecentosessanta scuole risultano distrutte o danneggiate nella Striscia. Israele, in quanto potenza occupante, ha l'obbligo giuridico di garantire i bisogni umanitari della popolazione che controlla: è quanto ricorda Save the Children richiamando il diritto internazionale umanitario, con una formulazione che vale come denuncia. L'accordo di tregua di due settimane annunciato l'8 aprile tra Stati Uniti e Iran non include Gaza. La Striscia è al centoottantesimo giorno consecutivo di violazioni del cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025. Il ministero della Salute di Gaza ha contato oltre settecento morti dall'inizio di quella tregua, settantaduemila dall'ottobre 2023. «Il prezzo di un'ulteriore escalation», scrive Save the Children, «sarà misurato nelle vite e nel futuro di bambini che meritano protezione, dignità e speranza, non nelle conseguenze di un conflitto che non hanno scelto».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71196352</guid><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71196352/imported_e647d60b_2bef_4837_be69_d3237b6b7ec3.mp3" length="1794716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza i bambini organizzano funerali con le bambole. Fingono di sparare con le mani, cadono, fingono di essere morti. Il gioco porta il nome di «guerra» e si pratica sui muri delle case demolite, che diventano carta da disegno quando mancano quaderni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza i bambini organizzano funerali con le bambole. Fingono di sparare con le mani, cadono, fingono di essere morti. Il gioco porta il nome di «guerra» e si pratica sui muri delle case demolite, che diventano carta da disegno quando mancano quaderni e pennarelli. Lo certifica Save the Children in un comunicato dell'8 aprile: trenta mesi di violenza estrema, fame cronica e sfollamenti forzati hanno reso la violenza materiale di gioco per una generazione intera. Ahmad Alhendawi, direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa di Save the Children, descrive «il peso di questa guerra sui bambini» come una misura clinica, non retorica, e segnala «un grave rischio di danni psicologici permanenti». Da ottobre del 2023 l'organizzazione ha raggiunto quasi quindicimila minori a Gaza con programmi di supporto psicosociale. Non esiste una stima di quanti non siano stati raggiunti. Settecentosessanta scuole risultano distrutte o danneggiate nella Striscia. Israele, in quanto potenza occupante, ha l'obbligo giuridico di garantire i bisogni umanitari della popolazione che controlla: è quanto ricorda Save the Children richiamando il diritto internazionale umanitario, con una formulazione che vale come denuncia. L'accordo di tregua di due settimane annunciato l'8 aprile tra Stati Uniti e Iran non include Gaza. La Striscia è al centoottantesimo giorno consecutivo di violazioni del cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025. Il ministero della Salute di Gaza ha contato oltre settecento morti dall'inizio di quella tregua, settantaduemila dall'ottobre 2023. «Il prezzo di un'ulteriore escalation», scrive Save the Children, «sarà misurato nelle vite e nel futuro di bambini che meritano protezione, dignità e speranza, non nelle conseguenze di un conflitto che non hanno scelto».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #183</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-183--71175006</link><description><![CDATA[Majdi Aslan, 54 anni, guidava un veicolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità lungo via Salah al-Din, a est di Khan Younis, quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco in modo indiscriminato sui mezzi in transito. Era la mattina del 6 aprile, alle 9:15. Aslan, residente nel campo profughi di Bureij, è stato colpito alla testa. Dichiarato morto all'ospedale Al-Aqsa. Un medico dell'OMS è rimasto ferito. Sette altre persone, civili su un mezzo commerciale che precedeva il veicolo onusiano, sono state colpite nella stessa sequenza. Lo ha ricostruito il corrispondente di Al Jazeera Hani Mahmoud, presente nell'area.<br /> La conseguenza è stata immediata: l'OMS ha sospeso tutte le evacuazioni mediche da Gaza verso l'Egitto via Rafah, a tempo indeterminato. Quel corridoio — l'ultimo rimasto — è chiuso.<br /> Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha scritto su X che «una persona impegnata a fornire servizi all'Organizzazione a Gaza è stata uccisa in un incidente di sicurezza». Nel comunicato inviato ad Al Jazeera, l'OMS ha definito l'accaduto un "incidente di sicurezza critico, in esame da parte delle autorità competenti", senza nominare chi ha sparato. Le autorità competenti, ha precisato, stanno conducendo un'indagine.<br /> Mentre le agenzie seguono gli attacchi su Teheran, Gaza continua. Dal cessate il fuoco raggiunto nell'ottobre 2025, il Ministero della Salute palestinese ha registrato oltre 720 persone uccise nella Striscia e quasi 2.000 ferite. Dall'ottobre 2023, secondo il rapporto UNRWA al 25 marzo 2026, i morti sono 72.265, i feriti 171.959.<br /> Il corridoio medico era l'ultimo che restava: trasportare fuori i pazienti che non potevano ricevere cure dentro. Ora è sospeso «fino a nuovo avviso», ha comunicato Tedros. Le autorità competenti stanno esaminando l'incidente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71175006</guid><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:58:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71175006/imported_69c200ee_30e2_46d6_af58_c86c7e2c7bd1.mp3" length="1762951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Majdi Aslan, 54 anni, guidava un veicolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità lungo via Salah al-Din, a est di Khan Younis, quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco in modo indiscriminato sui mezzi in transito. 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Quel corridoio — l'ultimo rimasto — è chiuso.<br /> Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha scritto su X che «una persona impegnata a fornire servizi all'Organizzazione a Gaza è stata uccisa in un incidente di sicurezza». Nel comunicato inviato ad Al Jazeera, l'OMS ha definito l'accaduto un "incidente di sicurezza critico, in esame da parte delle autorità competenti", senza nominare chi ha sparato. Le autorità competenti, ha precisato, stanno conducendo un'indagine.<br /> Mentre le agenzie seguono gli attacchi su Teheran, Gaza continua. Dal cessate il fuoco raggiunto nell'ottobre 2025, il Ministero della Salute palestinese ha registrato oltre 720 persone uccise nella Striscia e quasi 2.000 ferite. Dall'ottobre 2023, secondo il rapporto UNRWA al 25 marzo 2026, i morti sono 72.265, i feriti 171.959.<br /> Il corridoio medico era l'ultimo che restava: trasportare fuori i pazienti che non potevano ricevere cure dentro. Ora è sospeso «fino a nuovo avviso», ha comunicato Tedros. Le autorità competenti stanno esaminando l'incidente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #182</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-182--71150182</link><description><![CDATA[Nel maggio 2025 un drone israeliano ha colpito Mohammed Yasin Suhaib Al-Farra mentre camminava lentamente, da solo, verso casa sua a Khan Younis. Aveva la paralisi cerebrale e un'andatura compromessa da un incidente infantile. L'esercito israeliano lo ha definito «sospettato di fungere da palo di avvistamento per attività militanti». Haaretz ha pubblicato la documentazione medica. Sette suoi familiari erano stati uccisi in un raid precedente, tra cui il padre e quattro sorelle.<br /> Nel luglio 2024, Mohammed Bhar, 24 anni, con sindrome di Down e autismo, incapace di muoversi senza assistenza, era rimasto nell'abitazione di Shuja'iyya, quartiere di Gaza City, dove l'unità israeliana ha fatto irruzione il 3 luglio. Il cane da combattimento lo ha aggredito al petto e alla mano. I soldati lo hanno separato dalla famiglia promettendo cure mediche. Quando la famiglia ha potuto rientrare, una settimana dopo, ha trovato il corpo in decomposizione sul pavimento con un laccio emostatico al braccio.<br /> Questi non sono incidenti. Sono casi documentati in un contesto in cui le persone con disabilità non possono obbedire agli ordini di evacuazione, non possono spostarsi in tempo, non possono dimostrare la propria innocenza prima di essere colpite. L'UNRWA, nel Rapporto 215 aggiornato al 31 marzo 2026, documenta 34.251 persone con disabilità assistite psicologicamente nella Striscia dall'ottobre 2023. È la dimensione misurabile di una popolazione che il sistema militare israeliano continua a classificare, caso per caso, come minaccia.<br /> L'esercito israeliano, sulla morte di Mohammed Yasin Suhaib Al-Farra, aveva dichiarato che il bersaglio era stato «identificato come terrorista in osservazione delle truppe israeliane». Haaretz ha pubblicato la documentazione medica della sua paralisi cerebrale.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71150182</guid><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:06:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71150182/imported_6cdb470d_e249_4ebc_9c28_bbc3defa01d1.mp3" length="1813524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel maggio 2025 un drone israeliano ha colpito Mohammed Yasin Suhaib Al-Farra mentre camminava lentamente, da solo, verso casa sua a Khan Younis. 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I soldati lo hanno separato dalla famiglia promettendo cure mediche. Quando la famiglia ha potuto rientrare, una settimana dopo, ha trovato il corpo in decomposizione sul pavimento con un laccio emostatico al braccio.<br /> Questi non sono incidenti. Sono casi documentati in un contesto in cui le persone con disabilità non possono obbedire agli ordini di evacuazione, non possono spostarsi in tempo, non possono dimostrare la propria innocenza prima di essere colpite. L'UNRWA, nel Rapporto 215 aggiornato al 31 marzo 2026, documenta 34.251 persone con disabilità assistite psicologicamente nella Striscia dall'ottobre 2023. È la dimensione misurabile di una popolazione che il sistema militare israeliano continua a classificare, caso per caso, come minaccia.<br /> L'esercito israeliano, sulla morte di Mohammed Yasin Suhaib Al-Farra, aveva dichiarato che il bersaglio era stato «identificato come terrorista in osservazione delle truppe israeliane». Haaretz ha pubblicato la documentazione medica della sua paralisi cerebrale.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #181</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-181--71078357</link><description><![CDATA[Il 20 marzo Benjamin Netanyahu ha scritto su X: «Ancora fake news sul mio atteggiamento verso i cristiani, che sono protetti e prosperano in Israele». Erano passate ventiquattr'ore dalla conferenza stampa in cui aveva dichiarato, citando lo storico Will Durant, che «la storia dimostra che, purtroppo, Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan. Perché se sei abbastanza forte, abbastanza spietato, abbastanza potente, il male avrà la meglio sul bene». Era il 19 marzo. Oggi è Giovedì Santo.<br /> Padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia di Gaza — unica parrocchia cattolica della Striscia di Gaza — ha stimato che dall'ottobre 2023 sono stati uccisi cinquantaquattro cristiani della comunità. La chiesa è stata colpita dal fuoco israeliano in due occasioni distinte: la prima nel dicembre 2023, quando un cecchino ha aperto il fuoco nel cortile uccidendo due donne; la seconda nel luglio 2025, quando un proiettile di un carro armato israeliano ha colpito il compound, causando morti e feriti tra i rifugiati all'interno. Padre Romanelli non si è mai mosso da Gaza. Nel compound vivono oggi circa cinquecento sfollati, in larga maggioranza musulmani.<br /> La comunità cristiana di Gaza contava settemila persone nel 2007. Nell'ottobre del 2023, alla vigilia dell'escalation, ne erano rimaste 1.017. Oggi la cifra non è verificabile: parte è morta, parte è fuggita, parte vive nel compound della Sacra Famiglia in attesa della Pasqua. Cinque scuole cristiane esistevano a Gaza prima del 7 ottobre 2023. Ne funziona una sola, quella del compound parrocchiale, con centosessanta bambini. Il Patriarcato latino di Gerusalemme la descrive come l'unica scuola cristiana ancora aperta nella Striscia.<br /> Netanyahu, su X, il 20 marzo: «i cristiani sono protetti e prosperano in Israele».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71078357</guid><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71078357/imported_a74d40f8_9b74_4053_9a3c_32aabe3ed927.mp3" length="1817704" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 20 marzo Benjamin Netanyahu ha scritto su X: «Ancora fake news sul mio atteggiamento verso i cristiani, che sono protetti e prosperano in Israele». 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La chiesa è stata colpita dal fuoco israeliano in due occasioni distinte: la prima nel dicembre 2023, quando un cecchino ha aperto il fuoco nel cortile uccidendo due donne; la seconda nel luglio 2025, quando un proiettile di un carro armato israeliano ha colpito il compound, causando morti e feriti tra i rifugiati all'interno. Padre Romanelli non si è mai mosso da Gaza. Nel compound vivono oggi circa cinquecento sfollati, in larga maggioranza musulmani.<br /> La comunità cristiana di Gaza contava settemila persone nel 2007. Nell'ottobre del 2023, alla vigilia dell'escalation, ne erano rimaste 1.017. Oggi la cifra non è verificabile: parte è morta, parte è fuggita, parte vive nel compound della Sacra Famiglia in attesa della Pasqua. Cinque scuole cristiane esistevano a Gaza prima del 7 ottobre 2023. Ne funziona una sola, quella del compound parrocchiale, con centosessanta bambini. Il Patriarcato latino di Gerusalemme la descrive come l'unica scuola cristiana ancora aperta nella Striscia.<br /> Netanyahu, su X, il 20 marzo: «i cristiani sono protetti e prosperano in Israele».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #180</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-180--71054840</link><description><![CDATA[Il 30 marzo la Knesset ha approvato con 62 voti contro 48 la legge che introduce la pena di morte per impiccagione dei palestinesi condannati per omicidio in Cisgiordania occupata. Il provvedimento entra in vigore tra trenta giorni. Netanyahu ha votato a favore. Ben Gvir, che ha guidato la campagna, ha stappato champagne in aula. «Abbiamo fatto la storia», ha scritto sui social.<br /> Il testo garantisce l'anonimato alle guardie carcerarie designate come esecutori e assicura loro l'immunità legale. I colloqui tra condannati e avvocati sono ridotti a videochiamate. L'esecuzione avviene entro novanta giorni dalla condanna. I tribunali militari della Cisgiordania occupata giudicano esclusivamente palestinesi: i coloni israeliani restano sotto i tribunali civili. La pena capitale è la sentenza predefinita, salvo circostanze eccezionali.<br /> L'ufficio ONU per i diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati ha dichiarato il 31 marzo che la legge «rafforza la violazione del divieto di segregazione razziale e apartheid». Human Rights Watch ha definito il doppio binario «tratto caratteristico dell'apartheid». Amnesty International ha collegato la norma alle assoluzioni dei soldati per gli abusi nel centro di detenzione di Sde Teiman. «Per anni abbiamo assistito a esecuzioni extragiudiziali con i responsabili che godevano di quasi totale impunità», ha dichiarato Erika Guevara-Rosas di Amnesty International. «Questa legge è il culmine di tali politiche.»<br /> Al 31 marzo 9.500 palestinesi si trovavano detenuti nelle carceri israeliane, tra cui 350 minori e 73 donne. Circa la metà è in detenzione amministrativa o classificata come «combattente illegale»: nessun processo, nessuna difesa possibile. La legge non è retroattiva. Chi ucciderà domani potrà essere impiccato da un esecutore senza nome.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71054840</guid><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 03:24:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71054840/imported_9666a5e9_49bd_4820_b613_34543f1a8d7e.mp3" length="1786775" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 30 marzo la Knesset ha approvato con 62 voti contro 48 la legge che introduce la pena di morte per impiccagione dei palestinesi condannati per omicidio in Cisgiordania occupata. Il provvedimento entra in vigore tra trenta giorni. 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La pena capitale è la sentenza predefinita, salvo circostanze eccezionali.<br /> L'ufficio ONU per i diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati ha dichiarato il 31 marzo che la legge «rafforza la violazione del divieto di segregazione razziale e apartheid». Human Rights Watch ha definito il doppio binario «tratto caratteristico dell'apartheid». Amnesty International ha collegato la norma alle assoluzioni dei soldati per gli abusi nel centro di detenzione di Sde Teiman. «Per anni abbiamo assistito a esecuzioni extragiudiziali con i responsabili che godevano di quasi totale impunità», ha dichiarato Erika Guevara-Rosas di Amnesty International. «Questa legge è il culmine di tali politiche.»<br /> Al 31 marzo 9.500 palestinesi si trovavano detenuti nelle carceri israeliane, tra cui 350 minori e 73 donne. Circa la metà è in detenzione amministrativa o classificata come «combattente illegale»: nessun processo, nessuna difesa possibile. La legge non è retroattiva. Chi ucciderà domani potrà essere impiccato da un esecutore senza nome.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #179</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-179--71027348</link><description><![CDATA[Il giovedì scorso, nel villaggio cisgiordano di Tayasir, il fotogiornalista Cyril Theophilos stava documentando per la CNN gli attacchi di coloni israeliani contro palestinesi quando i soldati del battaglione Netzah Yehuda sono intervenuti. Uno lo ha immobilizzato con una presa al collo, lo ha gettato a terra e ha danneggiato la telecamera. Il corrispondente Jeremy Diamond e la troupe sono stati trattenuti per circa due ore. Alcuni militari hanno detto che tutti i palestinesi sono terroristi.<br /> Il Netzah Yehuda, 97° della brigata Kfir, è un reparto ultraortodosso da anni sotto osservazione per abusi in Cisgiordania occupata. Il Washington Post ha riportato domenica le conclusioni dell'inchiesta interna avviata dall'esercito israeliano. «È stato un brutto incidente che non sarebbe dovuto accadere», ha dichiarato il portavoce militare Nadav Shoshani. «Non rappresenta il modo in cui i nostri soldati dovrebbero parlare o agire.» Il capo di Stato maggiore ha sospeso il dispiegamento operativo del battaglione, che resterà in servizio di riserva sottoposto a un percorso di rafforzamento etico e professionale.<br /> La sospensione non è arrivata in seguito agli anni di rapporti sugli abusi documentati in Cisgiordania occupata. È arrivata quando la telecamera di Theophilos ha ripreso il volto di chi la stava rompendo.<br /> Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato nella stessa giornata le violenze di «elementi estremisti in Giudea e Samaria». Non Cisgiordania, non West Bank: Giudea e Samaria, il nome biblico che i fautori dell'annessione usano per indicare lo stesso territorio. L'ambasciatore americano Mike Huckabee ha completato la ridefinizione su X: i coloni violenti non sono «settlers» ma «unsettlers». Il territorio resta lo stesso. I nomi cambiano a seconda di chi può tenerlo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71027348</guid><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71027348/imported_95ce4cfa_41a3_4b35_9d77_da7b8fdf40c6.mp3" length="1837348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il giovedì scorso, nel villaggio cisgiordano di Tayasir, il fotogiornalista Cyril Theophilos stava documentando per la CNN gli attacchi di coloni israeliani contro palestinesi quando i soldati del battaglione Netzah Yehuda sono intervenuti. 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Il Washington Post ha riportato domenica le conclusioni dell'inchiesta interna avviata dall'esercito israeliano. «È stato un brutto incidente che non sarebbe dovuto accadere», ha dichiarato il portavoce militare Nadav Shoshani. «Non rappresenta il modo in cui i nostri soldati dovrebbero parlare o agire.» Il capo di Stato maggiore ha sospeso il dispiegamento operativo del battaglione, che resterà in servizio di riserva sottoposto a un percorso di rafforzamento etico e professionale.<br /> La sospensione non è arrivata in seguito agli anni di rapporti sugli abusi documentati in Cisgiordania occupata. È arrivata quando la telecamera di Theophilos ha ripreso il volto di chi la stava rompendo.<br /> Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato nella stessa giornata le violenze di «elementi estremisti in Giudea e Samaria». Non Cisgiordania, non West Bank: Giudea e Samaria, il nome biblico che i fautori dell'annessione usano per indicare lo stesso territorio. L'ambasciatore americano Mike Huckabee ha completato la ridefinizione su X: i coloni violenti non sono «settlers» ma «unsettlers». Il territorio resta lo stesso. I nomi cambiano a seconda di chi può tenerlo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #178</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-178--71006430</link><description><![CDATA[La mattina del 29 marzo la polizia israeliana ha bloccato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e il Custode di Terra Santa davanti alla Basilica del Santo Sepolcro. Non potevano entrare per una Messa privata. Il Patriarcato Latino ha ricordato che dal 28 febbraio la chiesa ospitava Messe private ininterrottamente: non era chiaro perché domenica fosse diverso. La polizia ha invocato ragioni di sicurezza. Il governo italiano ha convocato l'ambasciatore israeliano. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che l'azione «costituisce un'offesa non solo ai credenti ma a ogni comunità che riconosce la libertà religiosa». Netanyahu ha risposto che non c'era «nessuna intenzione malevola».<br /> Sicurezza: la stessa parola usata il 24 marzo dal Comitato per la sicurezza nazionale della Knesset per approvare il disegno di legge sulla pena di morte applicata ai palestinesi. Il testo promosso da Limor Son Har-Melech del partito di Ben Gvir prevede nei tribunali militari della Cisgiordania la pena capitale obbligatoria per omicidio intenzionale, inflitta a semplice maggioranza senza che la procura la richieda, eseguita per impiccagione entro novanta giorni. I tribunali militari hanno giurisdizione esclusivamente sui palestinesi: i coloni vengono processati dai tribunali civili. Lo stesso esercito israeliano ha dichiarato che la legge viola il diritto internazionale e potrebbe esporre i comandanti a giudizi stranieri. Dodici esperti ONU hanno scritto che l'impiccagione «equivale a tortura». Amnesty ha definito le pene senza appello «crimini di guerra». Al Purim, Har-Melech si era vestita da boia.<br /> «La legge fissa un messaggio chiaro e inequivocabile», ha detto Har-Melech il 24 marzo. «Chi sceglie di uccidere ebrei perché sono ebrei perde il diritto di vivere.»<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/71006430</guid><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/71006430/imported_e4cb1eef_f1e4_433a_a005_339d2beaa9bb.mp3" length="1783849" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La mattina del 29 marzo la polizia israeliana ha bloccato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e il Custode di Terra Santa davanti alla Basilica del Santo Sepolcro. 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Il testo promosso da Limor Son Har-Melech del partito di Ben Gvir prevede nei tribunali militari della Cisgiordania la pena capitale obbligatoria per omicidio intenzionale, inflitta a semplice maggioranza senza che la procura la richieda, eseguita per impiccagione entro novanta giorni. I tribunali militari hanno giurisdizione esclusivamente sui palestinesi: i coloni vengono processati dai tribunali civili. Lo stesso esercito israeliano ha dichiarato che la legge viola il diritto internazionale e potrebbe esporre i comandanti a giudizi stranieri. Dodici esperti ONU hanno scritto che l'impiccagione «equivale a tortura». Amnesty ha definito le pene senza appello «crimini di guerra». Al Purim, Har-Melech si era vestita da boia.<br /> «La legge fissa un messaggio chiaro e inequivocabile», ha detto Har-Melech il 24 marzo. «Chi sceglie di uccidere ebrei perché sono ebrei perde il diritto di vivere.»<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #177</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-177--70916897</link><description><![CDATA[Il 25 marzo 2026, all'Istituto Universitario di Ginevra, Philippe Lazzarini ha tenuto il suo ultimo discorso da commissario generale dell'UNRWA. Le violazioni del diritto internazionale non sono una novità, ha detto. La novità è che non vengono più nascoste: «vengono rivendicate, commesse con orgoglio».<br /> Lo stesso giorno, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz annunciava che le operazioni nel Libano del Sud seguiranno «il modello di Beit Hanoun e Rafah a Gaza»: distruzione delle abitazioni, blocco dei ritorni finché il nord di Israele non sarà sicuro. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich aggiungeva: «il Litani deve essere il nostro nuovo confine con il Libano».<br /> Gaza scompare dall'agenda. Younis Al-Khatib, presidente della Mezzaluna Rossa Palestinese, parlava ieri ad Acireale davanti a 59 rappresentanti del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: «dopo l'inizio del conflitto in Iran la situazione a Gaza è peggiorata. Il mondo si sta dimenticando di Gaza». Due milioni di persone senza acqua, cibo e medicine. Il cessate il fuoco e il piano di ricostruzione non hanno fatto progressi.<br /> I dati UNRWA documentano la direzione. Dal 28 febbraio tutte le frontiere tranne Kerem Shalom sono chiuse. Le evacuazioni mediche restano sospese: 18.500 pazienti attendono cure non disponibili a Gaza, 3.800 sono bambini. Il 46 per cento dei farmaci essenziali è esaurito. Il 23 marzo è caduto il primo anniversario dell'uccisione di quindici operatori della Mezzaluna Rossa Palestinese.<br /> Il modello viene rivendicato come vanto mentre Gaza scivola via dall'agenda diplomatica. Nel discorso al Geneva Graduate Institute, Lazzarini ha detto: «È sbalorditivo che un'agenzia delle Nazioni Unite sia stata lasciata schiacciare, in violazione del diritto internazionale, in totale impunità».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70916897</guid><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:22:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70916897/imported_7ec9424f_b91f_48b2_89df_70773997300f.mp3" length="1835258" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 25 marzo 2026, all'Istituto Universitario di Ginevra, Philippe Lazzarini ha tenuto il suo ultimo discorso da commissario generale dell'UNRWA. 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Younis Al-Khatib, presidente della Mezzaluna Rossa Palestinese, parlava ieri ad Acireale davanti a 59 rappresentanti del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: «dopo l'inizio del conflitto in Iran la situazione a Gaza è peggiorata. Il mondo si sta dimenticando di Gaza». Due milioni di persone senza acqua, cibo e medicine. Il cessate il fuoco e il piano di ricostruzione non hanno fatto progressi.<br /> I dati UNRWA documentano la direzione. Dal 28 febbraio tutte le frontiere tranne Kerem Shalom sono chiuse. Le evacuazioni mediche restano sospese: 18.500 pazienti attendono cure non disponibili a Gaza, 3.800 sono bambini. Il 46 per cento dei farmaci essenziali è esaurito. Il 23 marzo è caduto il primo anniversario dell'uccisione di quindici operatori della Mezzaluna Rossa Palestinese.<br /> Il modello viene rivendicato come vanto mentre Gaza scivola via dall'agenda diplomatica. Nel discorso al Geneva Graduate Institute, Lazzarini ha detto: «È sbalorditivo che un'agenzia delle Nazioni Unite sia stata lasciata schiacciare, in violazione del diritto internazionale, in totale impunità».<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #176</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-176--70879918</link><description><![CDATA[La sentenza del giudice Ehud Kaplan del Tribunale di Hadera su Walid Khalid Abdullah Ahmad risale al dicembre 2025. È rimasta secretata tre mesi, pubblicata questa settimana dopo una petizione di Haaretz. Walid aveva 17 anni, palestinese e cittadino brasiliano, morto il 22 marzo 2025 nel carcere di Megiddo. Kaplan scrive che era stato «probabilmente fatto morire di fame». Nella stessa sentenza chiude il caso.<br /> Walid era stato prelevato dal letto a Silwad, Cisgiordania occupata, la notte del 30 settembre 2024. Non fu mai formalmente incriminato. Rimase sei mesi in detenzione amministrativa, misura che Israele applica esclusivamente ad arabi e palestinesi. Il 22 marzo 2025 collassò nel cortile del carcere. Gli altri detenuti chiamarono le guardie, che non risposero. Furono i compagni a portarlo al cancello. Morì alle 9:10.<br /> L'autopsia al Centro forense Abu Kabir di Tel Aviv rilevò addome incavato, perdita di massa muscolare, malnutrizione prolungata grave. Walid aveva segnalato scarsità di cibo in dicembre. DCIP lo identifica come il primo minore morto in custodia israeliana dall'ottobre 2023. Almeno 88 detenuti palestinesi sono morti nelle prigioni israeliane dall'inizio dell'offensiva su Gaza.<br /> Il nesso è la parola che Kaplan usa per archiviare. L'autopsia documenta malnutrizione estrema. Il giudice riconosce il fatto. Poi scrive che non è possibile stabilire un nesso causale diretto tra le condizioni di Walid e la sua morte. Il crimine viene nominato e neutralizzato nello stesso atto. Il corpo rimane trattenuto da Israele. La famiglia non ha ricevuto spiegazioni.<br /> «Il fatto che sia stato probabilmente fatto morire di fame non può e non deve essere nascosto», scrive Kaplan nella sentenza di dicembre 2025. La frase chiude un paragrafo. Il paragrafo successivo chiude il caso.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70879918</guid><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70879918/imported_f907378e_5391_48cc_96f9_a648ceeb753a.mp3" length="1826481" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La sentenza del giudice Ehud Kaplan del Tribunale di Hadera su Walid Khalid Abdullah Ahmad risale al dicembre 2025. È rimasta secretata tre mesi, pubblicata questa settimana dopo una petizione di Haaretz. 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Morì alle 9:10.<br /> L'autopsia al Centro forense Abu Kabir di Tel Aviv rilevò addome incavato, perdita di massa muscolare, malnutrizione prolungata grave. Walid aveva segnalato scarsità di cibo in dicembre. DCIP lo identifica come il primo minore morto in custodia israeliana dall'ottobre 2023. Almeno 88 detenuti palestinesi sono morti nelle prigioni israeliane dall'inizio dell'offensiva su Gaza.<br /> Il nesso è la parola che Kaplan usa per archiviare. L'autopsia documenta malnutrizione estrema. Il giudice riconosce il fatto. Poi scrive che non è possibile stabilire un nesso causale diretto tra le condizioni di Walid e la sua morte. Il crimine viene nominato e neutralizzato nello stesso atto. Il corpo rimane trattenuto da Israele. La famiglia non ha ricevuto spiegazioni.<br /> «Il fatto che sia stato probabilmente fatto morire di fame non può e non deve essere nascosto», scrive Kaplan nella sentenza di dicembre 2025. La frase chiude un paragrafo. Il paragrafo successivo chiude il caso.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #175</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-175--70859324</link><description><![CDATA[Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dato un nome a quello che sta accadendo nel Libano del sud. Il 22 marzo ha ordinato alle Forze di difesa israeliane di accelerare la demolizione delle abitazioni civili nei villaggi di confine «in accordo con il modello di Beit Hanoun e Rafah a Gaza». Due le città del riferimento operativo: Beit Hanoun, cinquantamila abitanti, quasi interamente spianata secondo Haaretz; Rafah, dove si erano concentrati oltre un milione di sfollati, con il settanta per cento delle strutture distrutto secondo il Centre for Information Resilience.<br /> Quello che Israele ha costruito a Gaza è diventato un manuale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha dichiarato il 23 marzo all'emittente Srugim che il Litani «deve diventare il nostro nuovo confine con il Libano, come la Linea gialla a Gaza». Tutti e cinque i ponti sul fiume sono stati fatti saltare. Il tredici per cento del territorio libanese è sotto ordini di evacuazione israeliani, secondo Haaretz. I civili non potranno rientrare, ha precisato Katz, finché «la sicurezza non sarà garantita per i residenti del nord di Israele».<br /> Human Rights Watch ha definito l'annuncio di Katz «un'ammissione aperta dell'intenzione di commettere pulizia etnica» in Libano.<br /> A Ginevra il 24 marzo la relatrice speciale Onu Francesca Albanese ha presentato al Consiglio per i diritti umani il rapporto "Torture and Genocide". In conferenza stampa ha dichiarato: «Gaza rappresenta solo l'inizio di questa nuova fase di escalation volta a cancellare i palestinesi». «Sei mesi dopo, Israele stava già applicando in Libano ciò che aveva messo in atto a Gaza», ha aggiunto. «E ora continua in Libano, in Iran, e non si fermerà lì».<br /> Il 22 marzo Katz aveva scritto: «In accordo con il modello di Beit Hanoun e Rafah a Gaza».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70859324</guid><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70859324/imported_f42240d7_2c72_489c_8c5d_e8c8355f35e8.mp3" length="1887503" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dato un nome a quello che sta accadendo nel Libano del sud. Il 22 marzo ha ordinato alle Forze di difesa israeliane di accelerare la demolizione delle abitazioni civili nei villaggi di confine «in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dato un nome a quello che sta accadendo nel Libano del sud. Il 22 marzo ha ordinato alle Forze di difesa israeliane di accelerare la demolizione delle abitazioni civili nei villaggi di confine «in accordo con il modello di Beit Hanoun e Rafah a Gaza». Due le città del riferimento operativo: Beit Hanoun, cinquantamila abitanti, quasi interamente spianata secondo Haaretz; Rafah, dove si erano concentrati oltre un milione di sfollati, con il settanta per cento delle strutture distrutto secondo il Centre for Information Resilience.<br /> Quello che Israele ha costruito a Gaza è diventato un manuale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha dichiarato il 23 marzo all'emittente Srugim che il Litani «deve diventare il nostro nuovo confine con il Libano, come la Linea gialla a Gaza». Tutti e cinque i ponti sul fiume sono stati fatti saltare. Il tredici per cento del territorio libanese è sotto ordini di evacuazione israeliani, secondo Haaretz. I civili non potranno rientrare, ha precisato Katz, finché «la sicurezza non sarà garantita per i residenti del nord di Israele».<br /> Human Rights Watch ha definito l'annuncio di Katz «un'ammissione aperta dell'intenzione di commettere pulizia etnica» in Libano.<br /> A Ginevra il 24 marzo la relatrice speciale Onu Francesca Albanese ha presentato al Consiglio per i diritti umani il rapporto "Torture and Genocide". In conferenza stampa ha dichiarato: «Gaza rappresenta solo l'inizio di questa nuova fase di escalation volta a cancellare i palestinesi». «Sei mesi dopo, Israele stava già applicando in Libano ciò che aveva messo in atto a Gaza», ha aggiunto. «E ora continua in Libano, in Iran, e non si fermerà lì».<br /> Il 22 marzo Katz aveva scritto: «In accordo con il modello di Beit Hanoun e Rafah a Gaza».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #174</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-174--70838267</link><description><![CDATA[Karim ha un anno. Il 22 marzo, secondo il referto medico depositato dall'Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, l'esercito israeliano lo ha prelevato nel campo profughi di Al-Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale, e lo ha sottoposto a ustioni di sigaretta, punture e una ferita da chiodo. Ramy Abdu, presidente del Monitor, ha dichiarato che il bambino era stato torturato «nel tentativo di fare pressione sul padre ed estorcergli una confessione». Dopo dieci ore è stato riconsegnato alla famiglia tramite la Croce Rossa in stato di shock fisico. Il padre, Osama Abu Nassar, rimane detenuto.<br /> Il caso ha un contesto documentato. Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui Territori palestinesi occupati, ha presentato al Consiglio per i diritti umani il rapporto "Tortura e genocidio". Il documento classifica la tortura come "caratteristica strutturale del genocidio israeliano in corso e del più ampio apartheid coloniale". Copre Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est dal 7 ottobre 2023. Registra l'uso sistematico del corpo dei detenuti come strumento di coercizione, punizione collettiva e sfollamento forzato.<br /> La parola confessione lavora a due livelli. Un corpo viene usato per costringere un altro a firmare. La stessa documentazione viene poi usata per negare ciò che descrive. Israele ha respinto il rapporto. Nel 2025, l'amministrazione Trump aveva già inserito Albanese nella lista OFAC del Tesoro, il registro riservato a trafficanti e terroristi.<br /> "Tortura e genocidio" richiama l'articolo 1 della Convenzione contro la tortura. La sanzione era arrivata sei giorni dopo la pubblicazione del rapporto sull'economia di quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio. La sequenza ha una sua logica: chi registra i fatti viene colpito prima che vengano smentiti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70838267</guid><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70838267/imported_8a832848_ca63_4418_bca0_b71bb1e58195.mp3" length="1820212" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Karim ha un anno. 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Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui Territori palestinesi occupati, ha presentato al Consiglio per i diritti umani il rapporto "Tortura e genocidio". Il documento classifica la tortura come "caratteristica strutturale del genocidio israeliano in corso e del più ampio apartheid coloniale". Copre Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est dal 7 ottobre 2023. Registra l'uso sistematico del corpo dei detenuti come strumento di coercizione, punizione collettiva e sfollamento forzato.<br /> La parola confessione lavora a due livelli. Un corpo viene usato per costringere un altro a firmare. La stessa documentazione viene poi usata per negare ciò che descrive. Israele ha respinto il rapporto. Nel 2025, l'amministrazione Trump aveva già inserito Albanese nella lista OFAC del Tesoro, il registro riservato a trafficanti e terroristi.<br /> "Tortura e genocidio" richiama l'articolo 1 della Convenzione contro la tortura. La sanzione era arrivata sei giorni dopo la pubblicazione del rapporto sull'economia di quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio. La sequenza ha una sua logica: chi registra i fatti viene colpito prima che vengano smentiti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #173</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-173--70816365</link><description><![CDATA[La moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme Est, ha trascorso l'Eid al-Fitr chiusa ai fedeli. È la prima volta dal 1967, quando Israele conquistò la Città Vecchia. Le autorità israeliane hanno comunicato al Waqf islamico, l'ente che amministra il sito, l'intenzione di prolungare la chiusura oltre la festività. La motivazione ufficiale è la "security situation" legata alla guerra con l'Iran. Venticinque dipendenti del Waqf per turno: tanto è ammesso dentro il complesso. Il Middle East Eye riferisce che le forze israeliane hanno installato telecamere nelle sale di preghiera, inclusa la Cupola della Roccia.<br /> I ministri degli Esteri di otto paesi — Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia, Indonesia, Giordania, Pakistan e Qatar — hanno emesso una dichiarazione congiunta: «Israele non ha giurisdizione su Gerusalemme Est occupata né sui suoi siti sacri islamici e cristiani». La chiusura viola il diritto internazionale e lo status quo storico del sito. Aouni Bazbaz, del Waqf, ha detto al Middle East Eye di temere che la misura diventi strutturale.<br /> Nella stessa mattina, Loris De Filippi, health specialist dell'UNICEF, ha dichiarato a Radio Cusano che «parlare di tregua è fuorviante». Dal cessate il fuoco, ottobre 2025, sono stati uccisi 700 palestinesi. Il 77% della popolazione è in crisi alimentare. Dei 272 camion di aiuti necessari, ne sono arrivati 36. De Filippi ha definito il Board of Peace «un precedente internazionale gravissimo che potrebbe appiattire la funzione dell'ONU» e Gaza «un laboratorio di distruzione del diritto internazionale».<br /> La guerra con l'Iran è la cornice dentro cui le misure trovano giustificazione pubblica. Al-Aqsa chiusa per ragioni di sicurezza. I valichi chiusi per ragioni di sicurezza. La parola tregua aperta sul vocabolario, chiusa sui fatti.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70816365</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70816365/imported_e1a6ada6_c53a_4096_af9e_5a3c0310c0d4.mp3" length="1775072" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme Est, ha trascorso l'Eid al-Fitr chiusa ai fedeli. È la prima volta dal 1967, quando Israele conquistò la Città Vecchia. 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Il Middle East Eye riferisce che le forze israeliane hanno installato telecamere nelle sale di preghiera, inclusa la Cupola della Roccia.<br /> I ministri degli Esteri di otto paesi — Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia, Indonesia, Giordania, Pakistan e Qatar — hanno emesso una dichiarazione congiunta: «Israele non ha giurisdizione su Gerusalemme Est occupata né sui suoi siti sacri islamici e cristiani». La chiusura viola il diritto internazionale e lo status quo storico del sito. Aouni Bazbaz, del Waqf, ha detto al Middle East Eye di temere che la misura diventi strutturale.<br /> Nella stessa mattina, Loris De Filippi, health specialist dell'UNICEF, ha dichiarato a Radio Cusano che «parlare di tregua è fuorviante». Dal cessate il fuoco, ottobre 2025, sono stati uccisi 700 palestinesi. Il 77% della popolazione è in crisi alimentare. Dei 272 camion di aiuti necessari, ne sono arrivati 36. De Filippi ha definito il Board of Peace «un precedente internazionale gravissimo che potrebbe appiattire la funzione dell'ONU» e Gaza «un laboratorio di distruzione del diritto internazionale».<br /> La guerra con l'Iran è la cornice dentro cui le misure trovano giustificazione pubblica. Al-Aqsa chiusa per ragioni di sicurezza. I valichi chiusi per ragioni di sicurezza. La parola tregua aperta sul vocabolario, chiusa sui fatti.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #172</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-172--70768964</link><description><![CDATA[Il valico di Rafah è stato riaperto il 19 marzo 2026. Pochi palestinesi sul lato egiziano, ambulanze ferme per pazienti dalla Striscia. Era chiuso dal 28 febbraio — il giorno in cui Israele e gli Stati Uniti avevano avviato l'offensiva sull'Iran.<br /> Il Coordinatore israeliano delle attività governative nei territori, COGAT, ha spiegato la riapertura con «una nuova valutazione», «pur mantenendo le necessarie restrizioni di sicurezza». Nessun cargo. Nessuna evacuazione medica. La chiave è in mano israeliana.<br /> Nelle stesse ore, Rami Mhanna, direttore medico dell'ospedale Shifa di Gaza City, ha dichiarato all'AP che due attacchi aerei avevano ucciso quattro palestinesi nei quartieri di Zeitoun e Tuffah. L'esercito non ha risposto. Il giorno prima le IDF avevano comunicato l'uccisione di Muhammad Abu Shaleh, ufficiale dell'intelligence della brigata Khan Younis di Hamas: «attacco di precisione per eliminare una minaccia immediata».<br /> A Bruxelles il 19 marzo i leader europei si riunivano con il segretario ONU Guterres. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha dichiarato «urgente mobilitare la comunità internazionale a sostegno della popolazione di Gaza». Il premier Pedro Sanchez ha detto che la guerra in Iran «è collegata agli altri conflitti: Gaza, la Cisgiordania, il Libano». Nei comunicati, Gaza era premessa al dossier del Golfo.<br /> Il rapporto UNRWA aggiornato al 17 marzo registrava 72.135 palestinesi uccisi, 391 operatori dell'agenzia morti, il 46 per cento dei farmaci essenziali esaurito, il 66 per cento dei materiali chirurgici non disponibile. L'OMS stimava 200 camion al giorno in ingresso contro i 600 necessari.<br /> COGAT, 19 marzo 2026: il valico riapre «pur mantenendo le necessarie restrizioni di sicurezza alla luce della situazione e delle minacce nella zona».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70768964</guid><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70768964/imported_2d5e6231_eef6_464f_9129_fc2ec32f6cc2.mp3" length="1807673" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il valico di Rafah è stato riaperto il 19 marzo 2026. 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Il giorno prima le IDF avevano comunicato l'uccisione di Muhammad Abu Shaleh, ufficiale dell'intelligence della brigata Khan Younis di Hamas: «attacco di precisione per eliminare una minaccia immediata».<br /> A Bruxelles il 19 marzo i leader europei si riunivano con il segretario ONU Guterres. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha dichiarato «urgente mobilitare la comunità internazionale a sostegno della popolazione di Gaza». Il premier Pedro Sanchez ha detto che la guerra in Iran «è collegata agli altri conflitti: Gaza, la Cisgiordania, il Libano». Nei comunicati, Gaza era premessa al dossier del Golfo.<br /> Il rapporto UNRWA aggiornato al 17 marzo registrava 72.135 palestinesi uccisi, 391 operatori dell'agenzia morti, il 46 per cento dei farmaci essenziali esaurito, il 66 per cento dei materiali chirurgici non disponibile. L'OMS stimava 200 camion al giorno in ingresso contro i 600 necessari.<br /> COGAT, 19 marzo 2026: il valico riapre «pur mantenendo le necessarie restrizioni di sicurezza alla luce della situazione e delle minacce nella zona».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #171</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-171--70725151</link><description><![CDATA[Il 16 marzo 2026, nell'area al-Mawasi di Khan Younis, un muro dell'edificio distrutto dell'Al-Ribat è crollato sui tendoni di famiglie sfollate. L'ospedale Nasser ha identificato i morti: Intisar Abu Dan, 65 anni; Tasneem Barbakh, 19 anni, incinta; Husni Abu Taha, 5 anni. Nessun soldato aveva sparato. Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 era formalmente in vigore.<br /> Le Nazioni Unite stimano che l'occupazione militare israeliana abbia prodotto 61 milioni di tonnellate di macerie nella Striscia. Dall'ottobre 2023 le forze israeliane hanno distrutto o danneggiato oltre l'ottanta per cento delle infrastrutture civili. I materiali da costruzione restano bloccati agli ingressi: Israele subordina ogni autorizzazione all'approvazione militare. UNRWA segnala che 117 proprie strutture restano nella zona militarizzata, con accesso subordinato a coordinamento militare israeliano.<br /> Il rapporto dell'Alto Commissariato ONU per i diritti umani del 19 febbraio 2026 contiene una formula precisa: le condizioni imposte ai palestinesi a Gaza sono «sempre più incompatibili con la loro esistenza continuata nella Striscia come gruppo». Non è una metafora. È la soglia giuridica che distingue la distruzione materiale dalla sua intenzionalità. Nessun piano di rimozione delle macerie è autorizzato da ottobre 2025.<br /> Le macerie non sparano. Crollano quando il vento soffia, quando una donna incinta di diciannove anni dorme in un tendone a tre metri da un muro che nessuno ha potuto rimuovere. Da ottobre 2025 AP documenta dodici casi analoghi con morti. Il cessate il fuoco non ha interrotto questa sequenza: l'ha ereditata.<br /> L'Alto Commissario Volker Türk ha dichiarato: «L'impunità non è astratta: uccide». L'ospedale Nasser di Khan Younis ha registrato i tre nomi. I materiali da costruzione restano fuori.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70725151</guid><pubDate>Thu, 19 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70725151/imported_87b9d538_1071_4b31_9bb2_52900a2b73e4.mp3" length="1816450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 16 marzo 2026, nell'area al-Mawasi di Khan Younis, un muro dell'edificio distrutto dell'Al-Ribat è crollato sui tendoni di famiglie sfollate. L'ospedale Nasser ha identificato i morti: Intisar Abu Dan, 65 anni; Tasneem Barbakh, 19 anni, incinta;...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 16 marzo 2026, nell'area al-Mawasi di Khan Younis, un muro dell'edificio distrutto dell'Al-Ribat è crollato sui tendoni di famiglie sfollate. L'ospedale Nasser ha identificato i morti: Intisar Abu Dan, 65 anni; Tasneem Barbakh, 19 anni, incinta; Husni Abu Taha, 5 anni. Nessun soldato aveva sparato. Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 era formalmente in vigore.<br /> Le Nazioni Unite stimano che l'occupazione militare israeliana abbia prodotto 61 milioni di tonnellate di macerie nella Striscia. Dall'ottobre 2023 le forze israeliane hanno distrutto o danneggiato oltre l'ottanta per cento delle infrastrutture civili. I materiali da costruzione restano bloccati agli ingressi: Israele subordina ogni autorizzazione all'approvazione militare. UNRWA segnala che 117 proprie strutture restano nella zona militarizzata, con accesso subordinato a coordinamento militare israeliano.<br /> Il rapporto dell'Alto Commissariato ONU per i diritti umani del 19 febbraio 2026 contiene una formula precisa: le condizioni imposte ai palestinesi a Gaza sono «sempre più incompatibili con la loro esistenza continuata nella Striscia come gruppo». Non è una metafora. È la soglia giuridica che distingue la distruzione materiale dalla sua intenzionalità. Nessun piano di rimozione delle macerie è autorizzato da ottobre 2025.<br /> Le macerie non sparano. Crollano quando il vento soffia, quando una donna incinta di diciannove anni dorme in un tendone a tre metri da un muro che nessuno ha potuto rimuovere. Da ottobre 2025 AP documenta dodici casi analoghi con morti. Il cessate il fuoco non ha interrotto questa sequenza: l'ha ereditata.<br /> L'Alto Commissario Volker Türk ha dichiarato: «L'impunità non è astratta: uccide». L'ospedale Nasser di Khan Younis ha registrato i tre nomi. I materiali da costruzione restano fuori.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #170</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-170--70701782</link><description><![CDATA[Il 16 marzo 2026, nell'area al-Mawasi di Khan Younis, un muro dell'edificio distrutto dell'Al-Ribat è crollato sui tendoni di famiglie sfollate. L'ospedale Nasser ha identificato i morti: Intisar Abu Dan, 65 anni; Tasneem Barbakh, 19 anni, incinta; Husni Abu Taha, 5 anni. Nessun soldato aveva sparato. Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 era formalmente in vigore.<br /> Le Nazioni Unite stimano che l'occupazione militare israeliana abbia prodotto 61 milioni di tonnellate di macerie nella Striscia. Dall'ottobre 2023 le forze israeliane hanno distrutto o danneggiato oltre l'ottanta per cento delle infrastrutture civili. I materiali da costruzione restano bloccati agli ingressi: Israele subordina ogni autorizzazione all'approvazione militare. UNRWA segnala che 117 proprie strutture restano nella zona militarizzata, con accesso subordinato a coordinamento militare israeliano.<br /> Il rapporto dell'Alto Commissariato ONU per i diritti umani del 19 febbraio 2026 contiene una formula precisa: le condizioni imposte ai palestinesi a Gaza sono «sempre più incompatibili con la loro esistenza continuata nella Striscia come gruppo». Non è una metafora. È la soglia giuridica che distingue la distruzione materiale dalla sua intenzionalità. Nessun piano di rimozione delle macerie è autorizzato da ottobre 2025.<br /> Le macerie non sparano. Crollano quando il vento soffia, quando una donna incinta di diciannove anni dorme in un tendone a tre metri da un muro che nessuno ha potuto rimuovere. Da ottobre 2025 AP documenta dodici casi analoghi con morti. Il cessate il fuoco non ha interrotto questa sequenza: l'ha ereditata.<br /> L'Alto Commissario Volker Türk ha dichiarato: «L'impunità non è astratta: uccide». L'ospedale Nasser di Khan Younis ha registrato i tre nomi. I materiali da costruzione restano fuori.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70701782</guid><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70701782/imported_0a381fc5_2c83_4c73_a8c0_06fdf3a8040a.mp3" length="1757100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 16 marzo 2026, nell'area al-Mawasi di Khan Younis, un muro dell'edificio distrutto dell'Al-Ribat è crollato sui tendoni di famiglie sfollate. L'ospedale Nasser ha identificato i morti: Intisar Abu Dan, 65 anni; Tasneem Barbakh, 19 anni, incinta;...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 16 marzo 2026, nell'area al-Mawasi di Khan Younis, un muro dell'edificio distrutto dell'Al-Ribat è crollato sui tendoni di famiglie sfollate. L'ospedale Nasser ha identificato i morti: Intisar Abu Dan, 65 anni; Tasneem Barbakh, 19 anni, incinta; Husni Abu Taha, 5 anni. Nessun soldato aveva sparato. Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 era formalmente in vigore.<br /> Le Nazioni Unite stimano che l'occupazione militare israeliana abbia prodotto 61 milioni di tonnellate di macerie nella Striscia. Dall'ottobre 2023 le forze israeliane hanno distrutto o danneggiato oltre l'ottanta per cento delle infrastrutture civili. I materiali da costruzione restano bloccati agli ingressi: Israele subordina ogni autorizzazione all'approvazione militare. UNRWA segnala che 117 proprie strutture restano nella zona militarizzata, con accesso subordinato a coordinamento militare israeliano.<br /> Il rapporto dell'Alto Commissariato ONU per i diritti umani del 19 febbraio 2026 contiene una formula precisa: le condizioni imposte ai palestinesi a Gaza sono «sempre più incompatibili con la loro esistenza continuata nella Striscia come gruppo». Non è una metafora. È la soglia giuridica che distingue la distruzione materiale dalla sua intenzionalità. Nessun piano di rimozione delle macerie è autorizzato da ottobre 2025.<br /> Le macerie non sparano. Crollano quando il vento soffia, quando una donna incinta di diciannove anni dorme in un tendone a tre metri da un muro che nessuno ha potuto rimuovere. Da ottobre 2025 AP documenta dodici casi analoghi con morti. Il cessate il fuoco non ha interrotto questa sequenza: l'ha ereditata.<br /> L'Alto Commissario Volker Türk ha dichiarato: «L'impunità non è astratta: uccide». L'ospedale Nasser di Khan Younis ha registrato i tre nomi. I materiali da costruzione restano fuori.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #169</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-169--70662563</link><description><![CDATA[Tammun, Cisgiordania occupata, notte tra il 14 e il 15 marzo. Le forze israeliane aprono il fuoco su un'auto. Ali Khaled Bani Odeh, trentasette anni, la moglie Waad, trentacinque, e due dei quattro figli — Mohammad di cinque anni, Othman di sette — muoiono colpiti alla testa. Rientravano da Nablus coi vestiti per l'Eid al-Fitr.<br /> Il comunicato congiunto dell'esercito e della polizia israeliani parla di un'auto che avrebbe accelerato verso le truppe: «minaccia immediata». Haaretz ricostruisce, citando testimoni di Tammun, che l'unità era entrata nel villaggio su un veicolo con targa palestinese. La Mezzaluna Rossa dichiara che i soccorritori sono stati bloccati; i corpi vengono recuperati solo in seguito. Le immagini mostrano il veicolo crivellato trainato.<br /> Nella stessa giornata a Gaza, l'ospedale Al-Aqsa Martyrs di Nuseirat segnala dodici morti in due raid: quattro civili tra cui una donna incinta di gemelli, il marito e il figlio di dieci anni; e otto agenti incluso il colonnello Iyad Abu Yousef, capo della polizia del governatorato centrale. AP conferma. Israele tace.<br /> «Minaccia» è la parola che classifica ogni vittima e regge l'assenza di conseguenze. Yesh Din documenta che su 2.427 denunce per condotte illecite tra il 2016 e il 2024, i procedimenti penali sono stati avviati in meno dell'uno per cento dei casi. B'Tselem scrive, il 15 marzo, che «non esiste meccanismo efficace per chiamare a rispondere i responsabili». L'OCHA registra diciotto palestinesi uccisi in Cisgiordania dall'inizio del 2026, otto dei quali da coloni israeliani.<br /> Dall'ospedale di Tubas, Khaled Bani Odeh, dodici anni, racconta a Reuters e ad Al Jazeera come si è chiusa quella notte: i soldati lo hanno tirato fuori dall'auto e picchiato. Le parole che gli hanno rivolto: «Abbiamo ucciso dei cani.»<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70662563</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70662563/imported_cc0d6622_167e_4b79_9466_c74307547df8.mp3" length="1847379" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Tammun, Cisgiordania occupata, notte tra il 14 e il 15 marzo. Le forze israeliane aprono il fuoco su un'auto. 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Le immagini mostrano il veicolo crivellato trainato.<br /> Nella stessa giornata a Gaza, l'ospedale Al-Aqsa Martyrs di Nuseirat segnala dodici morti in due raid: quattro civili tra cui una donna incinta di gemelli, il marito e il figlio di dieci anni; e otto agenti incluso il colonnello Iyad Abu Yousef, capo della polizia del governatorato centrale. AP conferma. Israele tace.<br /> «Minaccia» è la parola che classifica ogni vittima e regge l'assenza di conseguenze. Yesh Din documenta che su 2.427 denunce per condotte illecite tra il 2016 e il 2024, i procedimenti penali sono stati avviati in meno dell'uno per cento dei casi. B'Tselem scrive, il 15 marzo, che «non esiste meccanismo efficace per chiamare a rispondere i responsabili». L'OCHA registra diciotto palestinesi uccisi in Cisgiordania dall'inizio del 2026, otto dei quali da coloni israeliani.<br /> Dall'ospedale di Tubas, Khaled Bani Odeh, dodici anni, racconta a Reuters e ad Al Jazeera come si è chiusa quella notte: i soldati lo hanno tirato fuori dall'auto e picchiato. Le parole che gli hanno rivolto: «Abbiamo ucciso dei cani.»<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #168</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-168--70630013</link><description><![CDATA[Il cinque luglio 2024 cinque riservisti della Force 100 trascinano un prigioniero palestinese in un'area delimitata con scudi per sottrarsi alle telecamere. Il video esiste, è stato trasmesso dalla televisione israeliana. Il detenuto arriva all'ospedale con costole rotte e un retto perforato. Subisce un intervento chirurgico. Viene rimandato a Sde Teiman.<br /> Il dodici marzo 2026 l'avvocato generale militare israeliano archivia tutte le accuse. Le immagini non bastano a provare un abuso abbastanza grave da giustificare una condanna. La vittima, rilasciata a Gaza, non può testimoniare. Si trova a Gaza, sotto i bombardamenti israeliani.<br /> Il premier Benjamin Netanyahu saluta l'archiviazione: sono combattenti eroici. Il ministro della Difesa Israel Katz si congratula con i soldati. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich chiede il processo per Yifat Tomer-Yerushalmi, la procuratrice che aveva autorizzato la diffusione del video. Tomer-Yerushalmi si era dimessa mesi fa — non per aver gestito male il caso, ma per aver permesso che le prove venissero viste.<br /> L'undici marzo, Paesi Bassi e Islanda depositano alla Corte internazionale di giustizia le dichiarazioni di intervento nel caso Sudafrica contro Israele, diventando il diciottesimo e diciannovesimo stato a farlo. I Paesi Bassi argomentano che deportazioni forzate, ostruzione degli aiuti e atti contro i bambini possono costituire condotta genocidaria rilevante per l'intento. L'Islanda sostiene che l'intento genocidario può essere desunto da un insieme di condotte.<br /> Sari Bashi, direttrice esecutiva del Public Committee Against Torture in Israel, commenta l'archiviazione: «L'avvocato generale militare ha appena concesso ai soldati la licenza di stuprare, purché la vittima sia palestinese».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70630013</guid><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70630013/imported_ef249e59_ab66_4c5c_9d7e_e3aa1715116d.mp3" length="1712378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il cinque luglio 2024 cinque riservisti della Force 100 trascinano un prigioniero palestinese in un'area delimitata con scudi per sottrarsi alle telecamere. 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Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich chiede il processo per Yifat Tomer-Yerushalmi, la procuratrice che aveva autorizzato la diffusione del video. Tomer-Yerushalmi si era dimessa mesi fa — non per aver gestito male il caso, ma per aver permesso che le prove venissero viste.<br /> L'undici marzo, Paesi Bassi e Islanda depositano alla Corte internazionale di giustizia le dichiarazioni di intervento nel caso Sudafrica contro Israele, diventando il diciottesimo e diciannovesimo stato a farlo. I Paesi Bassi argomentano che deportazioni forzate, ostruzione degli aiuti e atti contro i bambini possono costituire condotta genocidaria rilevante per l'intento. L'Islanda sostiene che l'intento genocidario può essere desunto da un insieme di condotte.<br /> Sari Bashi, direttrice esecutiva del Public Committee Against Torture in Israel, commenta l'archiviazione: «L'avvocato generale militare ha appena concesso ai soldati la licenza di stuprare, purché la vittima sia palestinese».<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #167</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-167--70615198</link><description><![CDATA[Prima di ordinare i bombardamenti sull'Iran, il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth aveva già smantellato le unità del Pentagono incaricate di limitare le vittime civili. Lo riferisce HuffPost l'11 marzo 2026. A febbraio 2025 Hegseth aveva rimosso i vertici del JAG Corps — gli avvocati militari delle tre forze armate — definendoli «ostacoli agli ordini del comandante in capo». Rosa Brooks, docente di diritto alla Georgetown University, aveva già scritto: «È quello che fai quando pianifichi di violare la legge: elimini gli avvocati».<br /> Il metodo era già stato sperimentato a Gaza. I sistemi di targeting basati sull'intelligenza artificiale Lavender e The Gospel — documentati da Access Now nel 2024 — avevano automatizzato la selezione degli obiettivi nella Striscia. Akbar Shahid Ahmed di HuffPost ha scritto il 12 marzo che Israele applica la «logica di Gaza» al Libano con la benedizione di Trump. Sul New York Times del 10 marzo Thomas Friedman ha scritto che Netanyahu «sarebbe probabilmente felice di fare dell'Iran un'altra Gaza».<br /> Le autorità iraniane contano oltre 1.300 civili uccisi in dodici giorni. Il primo giorno, un bombardamento in doppio colpo ha distrutto la scuola elementare femminile di Minab: 168 bambine. A Beirut, nel quartiere di Ramlet al-Bayda, l'IDF ha ucciso otto persone e ferito trentatré tra famiglie che dormivano in tende sul mare. AP ha documentato nella stessa notte attacchi israeliani su campi degli sfollati a ovest di Gaza City. L'IDF ha dichiarato di non essere «a conoscenza di un attacco in quella zona».<br /> L'11 marzo, davanti ai giornalisti al Pentagono, Pete Hegseth ha letto il Salmo 144: «Benedetto il Signore che addestra le mie mani alla guerra. Possa il Signore dare forza incrollabile e rifugio ai nostri guerrieri». Ha concluso: «Amen».<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70615198</guid><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70615198/imported_872a920f_f8c8_401c_a875_974b6eb88c0e.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Prima di ordinare i bombardamenti sull'Iran, il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth aveva già smantellato le unità del Pentagono incaricate di limitare le vittime civili. Lo riferisce HuffPost l'11 marzo 2026. 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Sul New York Times del 10 marzo Thomas Friedman ha scritto che Netanyahu «sarebbe probabilmente felice di fare dell'Iran un'altra Gaza».<br /> Le autorità iraniane contano oltre 1.300 civili uccisi in dodici giorni. Il primo giorno, un bombardamento in doppio colpo ha distrutto la scuola elementare femminile di Minab: 168 bambine. A Beirut, nel quartiere di Ramlet al-Bayda, l'IDF ha ucciso otto persone e ferito trentatré tra famiglie che dormivano in tende sul mare. AP ha documentato nella stessa notte attacchi israeliani su campi degli sfollati a ovest di Gaza City. L'IDF ha dichiarato di non essere «a conoscenza di un attacco in quella zona».<br /> L'11 marzo, davanti ai giornalisti al Pentagono, Pete Hegseth ha letto il Salmo 144: «Benedetto il Signore che addestra le mie mani alla guerra. Possa il Signore dare forza incrollabile e rifugio ai nostri guerrieri». Ha concluso: «Amen».<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #166</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-166--70598793</link><description><![CDATA[Il 10 marzo 2026, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito il progetto E1 — 3.400 unità abitative su dodici chilometri quadrati a est di Gerusalemme, autorizzato dal governo israeliano nell'agosto 2025 — «un grave errore». Ha convocato il ministro degli Esteri Johann Wadephul a Gerusalemme per ribadirlo. «È cruciale che noi europei trasmettiamo questo messaggio insieme», ha dichiarato Merz a Berlino.<br /> La parola errore presuppone una deviazione accidentale. Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze con delega agli insediamenti, aveva già risposto mesi prima che Merz parlasse. Nel 2025 aveva dichiarato: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo, non con slogan ma con azioni. Ogni insediamento è un altro chiodo nella bara di questa idea pericolosa». Non un errore. Un programma enunciato prima che Berlino aprisse bocca.<br /> Ehud Olmert, premier israeliano dal 2006 al 2009, lo chiama con altre parole. Su Haaretz ha scritto che in Cisgiordania è in atto «un tentativo violento e criminale di pulizia etnica», con polizia, esercito e Shin Bet come complici. L'Ufficio dell'Alto Commissariato ONU per i diritti umani, nel rapporto del 19 febbraio 2026, solleva le stesse preoccupazioni: attacchi sistematici e trasferimenti forzati sembrano orientati a uno spostamento permanente della popolazione palestinese.<br /> Nel 2025, secondo i dati ONU, l'espansione degli insediamenti ha raggiunto il livello più alto dal 2017. In Cisgiordania vivono 700.000 coloni israeliani tra 3 milioni di palestinesi. Il progetto E1 è già in gara d'appalto.<br /> Merz chiede che Israele rinunci all'E1. Smotrich nel 2025 aveva già risposto alla domanda che nessuno gli aveva ancora posto: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan ma con azioni». La parola errore non era contemplata.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70598793</guid><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70598793/imported_e008fad6_f485_4eef_adf2_274a7898d01a.mp3" length="1751249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 10 marzo 2026, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito il progetto E1 — 3.400 unità abitative su dodici chilometri quadrati a est di Gerusalemme, autorizzato dal governo israeliano nell'agosto 2025 — «un grave errore». Ha convocato il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 10 marzo 2026, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito il progetto E1 — 3.400 unità abitative su dodici chilometri quadrati a est di Gerusalemme, autorizzato dal governo israeliano nell'agosto 2025 — «un grave errore». Ha convocato il ministro degli Esteri Johann Wadephul a Gerusalemme per ribadirlo. «È cruciale che noi europei trasmettiamo questo messaggio insieme», ha dichiarato Merz a Berlino.<br /> La parola errore presuppone una deviazione accidentale. Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze con delega agli insediamenti, aveva già risposto mesi prima che Merz parlasse. Nel 2025 aveva dichiarato: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo, non con slogan ma con azioni. Ogni insediamento è un altro chiodo nella bara di questa idea pericolosa». Non un errore. Un programma enunciato prima che Berlino aprisse bocca.<br /> Ehud Olmert, premier israeliano dal 2006 al 2009, lo chiama con altre parole. Su Haaretz ha scritto che in Cisgiordania è in atto «un tentativo violento e criminale di pulizia etnica», con polizia, esercito e Shin Bet come complici. L'Ufficio dell'Alto Commissariato ONU per i diritti umani, nel rapporto del 19 febbraio 2026, solleva le stesse preoccupazioni: attacchi sistematici e trasferimenti forzati sembrano orientati a uno spostamento permanente della popolazione palestinese.<br /> Nel 2025, secondo i dati ONU, l'espansione degli insediamenti ha raggiunto il livello più alto dal 2017. In Cisgiordania vivono 700.000 coloni israeliani tra 3 milioni di palestinesi. Il progetto E1 è già in gara d'appalto.<br /> Merz chiede che Israele rinunci all'E1. Smotrich nel 2025 aveva già risposto alla domanda che nessuno gli aveva ancora posto: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan ma con azioni». La parola errore non era contemplata.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #165</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-165--70579484</link><description><![CDATA[A dicembre 2025, il generale Eyal Zamir, Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, ha visitato Gaza e definito la Linea Gialla «una nuova linea di confine». Il testo del cessate-il-fuoco del 10 ottobre, siglato da Qatar, Egitto, Turchia e Stati Uniti, usa la parola «temporanea». La parola «confine» non compare.<br /> Secondo immagini satellitari analizzate da AP e Christian Science Monitor, i blocchi di cemento giallo vengono spostati di notte, talvolta centinaia di metri oltre le mappe firmate, senza preavviso. A dicembre Haaretz aveva già documentato il riposizionamento verso ovest. Al Jazeera e UNRWA stimano che Israele controlli il 53-58 per cento della Striscia, incluso l'unico valico con l'Egitto. Due milioni di persone occupano il perimetro «sicuro», che si restringe settimana dopo settimana.<br /> Da ottobre 2025, AP documenta almeno 80 palestinesi uccisi nei pressi della Linea Gialla, tutti definiti dal portavoce IDF «terroristi che si erano avvicinati alle forze». L'ufficio ONU per il coordinamento umanitario certifica che in molte zone la linea non è segnata fisicamente: nessun cartello, nessun avviso. I residenti la navigano a memoria, per suono. Chi era a cinquanta metri dal limite ieri si trova già nella zona di fuoco libero oggi.<br /> Il 9 marzo 2026, un raid israeliano ha colpito l'area dell'Università Al-Azhar, nella Gaza City occidentale, in zona formalmente palestinese. Tre uomini sono morti. I funerali si sono svolti all'ospedale Al-Shifa. Era il giorno in cui ogni dispaccio inseguiva missili su Tehran.<br /> Il cessate-il-fuoco non è mai stato sospeso né concluso. Funziona come cornice che certifica la pace mentre produce lo spostamento di un confine che nessun accordo ha autorizzato. Zamir lo chiama confine. Il testo firmato lo chiama ancora temporaneo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70579484</guid><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 03:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70579484/imported_9292fd2a_83fa_4d3a_a30d_bd2767db3ee2.mp3" length="1829825" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A dicembre 2025, il generale Eyal Zamir, Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, ha visitato Gaza e definito la Linea Gialla «una nuova linea di confine». 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Due milioni di persone occupano il perimetro «sicuro», che si restringe settimana dopo settimana.<br /> Da ottobre 2025, AP documenta almeno 80 palestinesi uccisi nei pressi della Linea Gialla, tutti definiti dal portavoce IDF «terroristi che si erano avvicinati alle forze». L'ufficio ONU per il coordinamento umanitario certifica che in molte zone la linea non è segnata fisicamente: nessun cartello, nessun avviso. I residenti la navigano a memoria, per suono. Chi era a cinquanta metri dal limite ieri si trova già nella zona di fuoco libero oggi.<br /> Il 9 marzo 2026, un raid israeliano ha colpito l'area dell'Università Al-Azhar, nella Gaza City occidentale, in zona formalmente palestinese. Tre uomini sono morti. I funerali si sono svolti all'ospedale Al-Shifa. Era il giorno in cui ogni dispaccio inseguiva missili su Tehran.<br /> Il cessate-il-fuoco non è mai stato sospeso né concluso. Funziona come cornice che certifica la pace mentre produce lo spostamento di un confine che nessun accordo ha autorizzato. Zamir lo chiama confine. Il testo firmato lo chiama ancora temporaneo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #164</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-164--70561940</link><description><![CDATA[L'otto marzo 2026, mentre le agenzie aggiornano il conteggio dei missili su Teheran e il prezzo del petrolio supera i cento dollari al barile, a Gaza City un drone israeliano uccide tre persone. Uno dei morti è un medico. Non era il bersaglio: stava passando vicino al luogo colpito, riferisce il direttore dell'ospedale all'Associated Press. Nello stesso giorno, un attacco israeliano vicino all'Università Al-Azhar uccide altre tre persone. Al campo profughi di Nuseirat un'altra incursione ferisce diversi civili, bambini compresi.<br /> È la Giornata Internazionale della Donna. La redazione dell'AP, nel suo video outlook delle 04:00 GMT, elenca sei notizie di apertura: il nuovo leader supremo iraniano, i missili intercettati sull'Arabia Saudita, i fuochi nei depositi di Teheran, una protesta a New York in sostegno all'operazione USA-Israele, le inondazioni in Kenya. La sesta: «Le donne di Gaza dicono che stanno soffrendo e non vedono una fine».<br /> Il Comando militare israeliano ha comunicato che nell'ultima settimana ha demolito due chilometri di tunnel nella Striscia e ucciso cinque operativi oltre la Yellow Line. Le operazioni non si sono interrotte durante l'escalation iraniana. Il cessate il fuoco di ottobre esiste ancora come categoria giuridica; secondo il ministero della salute di Gaza, i morti dalla tregua hanno superato seicento.<br /> A Tunisi, gli attivisti della Sumud Flotilla trattenuti sono saliti a sei. L'ultimo è Ghassen al Hanchiri, fermato sabato dopo una marcia di solidarietà. La procura tunisina indaga per sospetti flussi finanziari nelle donazioni raccolte per la flottiglia. Gli attivisti respingono le accuse e sostengono di aver reso pubblici i dati.<br /> Nel video outlook dell'AP, la notizia sulle donne di Gaza compare sesta, dopo il petrolio. Non è un errore redazionale.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70561940</guid><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:26:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70561940/imported_4d78b4ef_378c_44c2_9186_f19c5fc91b8d.mp3" length="1876218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L'otto marzo 2026, mentre le agenzie aggiornano il conteggio dei missili su Teheran e il prezzo del petrolio supera i cento dollari al barile, a Gaza City un drone israeliano uccide tre persone. Uno dei morti è un medico. 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La sesta: «Le donne di Gaza dicono che stanno soffrendo e non vedono una fine».<br /> Il Comando militare israeliano ha comunicato che nell'ultima settimana ha demolito due chilometri di tunnel nella Striscia e ucciso cinque operativi oltre la Yellow Line. Le operazioni non si sono interrotte durante l'escalation iraniana. Il cessate il fuoco di ottobre esiste ancora come categoria giuridica; secondo il ministero della salute di Gaza, i morti dalla tregua hanno superato seicento.<br /> A Tunisi, gli attivisti della Sumud Flotilla trattenuti sono saliti a sei. L'ultimo è Ghassen al Hanchiri, fermato sabato dopo una marcia di solidarietà. La procura tunisina indaga per sospetti flussi finanziari nelle donazioni raccolte per la flottiglia. Gli attivisti respingono le accuse e sostengono di aver reso pubblici i dati.<br /> Nel video outlook dell'AP, la notizia sulle donne di Gaza compare sesta, dopo il petrolio. Non è un errore redazionale.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #163</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-163--70522299</link><description><![CDATA[Hala Rharrit si era dimessa dal Dipartimento di Stato nell'aprile del 2024, in protesta. Aveva messo per iscritto che il genocidio a Gaza avrebbe prodotto una guerra regionale con l'Iran se Washington non avesse contenuto Israele. Nessuno l'aveva ascoltata. Il 28 febbraio 2026, Israele e gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iran. Khamenei è morto. La regione brucia.<br /> Il 5 marzo, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich si è recato al confine nord con il Libano e ha pubblicato un video. «Dahiyeh sembrerà presto Khan Younis», ha detto, dopo che l'esercito aveva ordinato l'evacuazione immediata dei sobborghi meridionali di Beirut. Khan Younis: città del sud di Gaza dove l'Agenzia Anadolu documenta oltre 72.000 morti, 172.000 feriti, il 90% delle infrastrutture civili distrutte. Smotrich non ha citato Khan Younis come esempio di tragedia. L'ha usata come unità di misura. Come parametro di produzione bellica.<br /> Human Rights Watch ha dichiarato il 5 marzo che l'ordine di evacuazione sui sobborghi di Beirut «solleva gravi rischi di violazioni del diritto internazionale umanitario». La stessa formulazione usata per Gaza. Le stesse organizzazioni. Lo stesso protocollo che in due anni non ha fermato niente.<br /> A Gaza, intanto, padre Ibrahim Faltas ha detto all'ANSA il 6 marzo: «Gaza è dimenticata». I valichi restano chiusi. L'ONU è riuscita a far entrare 570.000 litri di diesel da Kerem Shalom, ha dichiarato il portavoce Dujarric, ma Rafah rimane sbarrato. Nei mercati di Deir el-Balah, i civili non fanno più scorte. Sono stanchi di sperare in un confine che si apre e si chiude secondo le esigenze militari altrui.<br /> Il genocidio a Gaza non era un episodio isolato: era la prima pagina di un manuale. Smotrich lo ha citato in pubblico come modello. Rharrit lo aveva scritto due anni fa. Non la cercò nessuno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70522299</guid><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:45:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70522299/imported_05729546_6ddd_4578_96ee_5af06bb6b11b.mp3" length="1783431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Hala Rharrit si era dimessa dal Dipartimento di Stato nell'aprile del 2024, in protesta. Aveva messo per iscritto che il genocidio a Gaza avrebbe prodotto una guerra regionale con l'Iran se Washington non avesse contenuto Israele. 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Come parametro di produzione bellica.<br /> Human Rights Watch ha dichiarato il 5 marzo che l'ordine di evacuazione sui sobborghi di Beirut «solleva gravi rischi di violazioni del diritto internazionale umanitario». La stessa formulazione usata per Gaza. Le stesse organizzazioni. Lo stesso protocollo che in due anni non ha fermato niente.<br /> A Gaza, intanto, padre Ibrahim Faltas ha detto all'ANSA il 6 marzo: «Gaza è dimenticata». I valichi restano chiusi. L'ONU è riuscita a far entrare 570.000 litri di diesel da Kerem Shalom, ha dichiarato il portavoce Dujarric, ma Rafah rimane sbarrato. Nei mercati di Deir el-Balah, i civili non fanno più scorte. Sono stanchi di sperare in un confine che si apre e si chiude secondo le esigenze militari altrui.<br /> Il genocidio a Gaza non era un episodio isolato: era la prima pagina di un manuale. Smotrich lo ha citato in pubblico come modello. Rharrit lo aveva scritto due anni fa. Non la cercò nessuno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #162</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-162--70492529</link><description><![CDATA[Centoquarantaquattro. È il numero di giorni consecutivi in cui le forze israeliane hanno violato l'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo documentano le organizzazioni umanitarie sul campo: attacchi di artiglieria, raid aerei, colpi di arma da fuoco in aree che sulla carta dovrebbero essere protette. Il totale dei morti ha raggiunto 72.116. Dall'accordo ne sono stati uccisi altri 631.<br /> I valichi restano chiusi dal 28 febbraio. Riccardo Sartori, infermiere di Emergency a Deir al-Balah, spiega che i farmaci per il parkinson sono esauriti, finiti gli antidolorifici. Gli ospedali hanno carburante per tre giorni. In Cisgiordania, per il quarto giorno consecutivo, l'esercito ha chiuso posti di blocco e ingressi a città e villaggi.<br /> Mentre accade tutto questo, ieri il Senato italiano ha approvato il DDL Romeo. Centocinque voti favorevoli. Il testo adotta la definizione IHRA, secondo cui l'antisemitismo è "una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio". La parola su cui fermarsi è percezione. Non un atto, non un crimine: una percezione. La definizione include tra le possibili manifestazioni di antisemitismo fare paragoni tra la politica israeliana e quella nazista, o criticare lo Stato di Israele come collettività ebraica. Alcune critiche alla condotta di Israele a Gaza diventano, almeno potenzialmente, materia da monitorare. Il PD si è spaccato: Delrio e altri hanno votato sì, il resto si è astenuto. Della Seta ha scritto che è "desolante" che alcuni dem "vi si siano prestati".<br /> Da una parte una legge che tutela una percezione. Dall'altra centoquarantaquattro giorni di violazioni, ospedali senza carburante, una minaccia di rioccupazione totale pronunciata da Smotrich con "legittimità internazionale e sostegno americano". Il problema non è aver scelto da che parte stare. È fingere che le due cose non abbiano nulla a che fare l'una con l'altra.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70492529</guid><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70492529/imported_d6705937_6271_401c_8117_b5c636a25c45.mp3" length="1890847" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Centoquarantaquattro. È il numero di giorni consecutivi in cui le forze israeliane hanno violato l'accordo di cessate il fuoco a Gaza. 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Centocinque voti favorevoli. Il testo adotta la definizione IHRA, secondo cui l'antisemitismo è "una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio". La parola su cui fermarsi è percezione. Non un atto, non un crimine: una percezione. La definizione include tra le possibili manifestazioni di antisemitismo fare paragoni tra la politica israeliana e quella nazista, o criticare lo Stato di Israele come collettività ebraica. Alcune critiche alla condotta di Israele a Gaza diventano, almeno potenzialmente, materia da monitorare. Il PD si è spaccato: Delrio e altri hanno votato sì, il resto si è astenuto. Della Seta ha scritto che è "desolante" che alcuni dem "vi si siano prestati".<br /> Da una parte una legge che tutela una percezione. Dall'altra centoquarantaquattro giorni di violazioni, ospedali senza carburante, una minaccia di rioccupazione totale pronunciata da Smotrich con "legittimità internazionale e sostegno americano". Il problema non è aver scelto da che parte stare. È fingere che le due cose non abbiano nulla a che fare l'una con l'altra.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #161</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-161--70461866</link><description><![CDATA[A Gaza l’oppressione continua come una pratica amministrativa. I bombardamenti hanno lasciato il posto a un altro ritmo: quello dei valichi che aprono e chiudono e dei camion che passano oppure restano in attesa. Nelle ultime ore il Programma alimentare mondiale ha parlato di una riattivazione graduale del valico di Kerem Shalom per gli aiuti diretti alla Striscia. Graduale è la parola che racconta meglio la situazione: la sopravvivenza dipende da decisioni logistiche prese fuori da Gaza, da autorizzazioni che arrivano o restano sospese, da corridoi che esistono soltanto sulla carta finché qualcuno non li rende praticabili.<br /> Mentre la Striscia resta appesa a questo equilibrio fragile, in Israele si consuma uno scontro istituzionale che riguarda il controllo della polizia. La procuratrice generale Gali Baharav-Miara ha chiesto alla Corte suprema di valutare la rimozione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, accusandolo di interferire con l’indipendenza delle forze dell’ordine. Ben-Gvir ha reagito accusandola di voler trasformare la polizia in una «Guardia rivoluzionaria sul modello iraniano». Il lessico è quello della guerra totale: chi prova a far valere regole viene dipinto come nemico interno.<br /> Il conflitto arriva nel pieno della guerra regionale e rivela una frattura profonda nello Stato israeliano. Da una parte il governo rivendica il controllo politico degli apparati di sicurezza e pretende obbedienza. Dall’altra l’ufficio legale dello Stato parla di pressioni sulla catena di comando e di interferenze operative. È una lotta per il comando che si svolge lontano dal fronte, ma che decide anche come verranno gestite piazze, proteste, convogli, ordine pubblico.<br /> Nel frattempo Gaza continua a vivere dentro una sospensione permanente. I tribunali discutono di poteri e competenze, i ministri rilanciano accuse. Nella Striscia la guerra si misura con un’altra unità: il numero di camion che riescono a passare ogni giorno dal cancello del valico, e con il tempo che serve a trasformare una promessa “graduale” in pane.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70461866</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70461866/imported_c1fd56d0_d6ac_4ad7_90ad_d7aa3d42ae11.mp3" length="1976946" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza l’oppressione continua come una pratica amministrativa. 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Graduale è la parola che racconta meglio la situazione: la sopravvivenza dipende da decisioni logistiche prese fuori da Gaza, da autorizzazioni che arrivano o restano sospese, da corridoi che esistono soltanto sulla carta finché qualcuno non li rende praticabili.<br /> Mentre la Striscia resta appesa a questo equilibrio fragile, in Israele si consuma uno scontro istituzionale che riguarda il controllo della polizia. La procuratrice generale Gali Baharav-Miara ha chiesto alla Corte suprema di valutare la rimozione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, accusandolo di interferire con l’indipendenza delle forze dell’ordine. Ben-Gvir ha reagito accusandola di voler trasformare la polizia in una «Guardia rivoluzionaria sul modello iraniano». Il lessico è quello della guerra totale: chi prova a far valere regole viene dipinto come nemico interno.<br /> Il conflitto arriva nel pieno della guerra regionale e rivela una frattura profonda nello Stato israeliano. Da una parte il governo rivendica il controllo politico degli apparati di sicurezza e pretende obbedienza. Dall’altra l’ufficio legale dello Stato parla di pressioni sulla catena di comando e di interferenze operative. È una lotta per il comando che si svolge lontano dal fronte, ma che decide anche come verranno gestite piazze, proteste, convogli, ordine pubblico.<br /> Nel frattempo Gaza continua a vivere dentro una sospensione permanente. I tribunali discutono di poteri e competenze, i ministri rilanciano accuse. Nella Striscia la guerra si misura con un’altra unità: il numero di camion che riescono a passare ogni giorno dal cancello del valico, e con il tempo che serve a trasformare una promessa “graduale” in pane.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #160</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-160--70435166</link><description><![CDATA[Mentre i titoli scorrono verso Teheran e le mappe si allargano, Gaza viene richiusa dentro il suo perimetro. I valichi serrati, il carburante contato in ore, l’acqua razionata. Israele annuncia una riapertura “graduale” di Kerem Shalom, coordinata con il centro americano per gli aiuti. Graduale significa camion contingentati, liste approvate, attese. Significa trasformare un diritto umanitario in concessione amministrativa.<br /> Le agenzie parlano di generatori quasi fermi negli ospedali, di impianti idrici che funzionano a intermittenza, di panifici che sospendono perché la farina resta bloccata oltre la frontiera. Due litri d’acqua al giorno in alcune aree. Il mercato reagisce prima ancora dei comunicati: i prezzi salgono appena circola la voce di una chiusura. La fame anticipa la politica.<br /> Gerusalemme offre un’altra scena. Al-Aqsa chiusa per giorni consecutivi in pieno Ramadan, accessi limitati per ragioni di sicurezza. Il luogo sacro svuotato diventa messaggio di sovranità. La gestione dell’ordine pubblico coincide con la gestione del conflitto. Le autorità parlano di emergenza, i fedeli trovano cancelli.<br /> In Cisgiordania, intanto, la cronaca resta minuta e costante. Qaryut, due fratelli uccisi, coloni armati, soldati presenti. La violenza si consuma sotto protezione, mentre l’attenzione internazionale guarda altrove.<br /> La guerra regionale assorbe lo sguardo e consente un’amministrazione per sottrazione dentro Gaza. Si chiude, si riapre a metà, si pesa ogni sacco di farina come se fosse favore. La popolazione conta i giorni di scorte e le ore di corrente. La diplomazia discute equilibri strategici, a Rafah si discute di acqua potabile. È una differenza di scala che racconta tutto.<br /> Anche le parole aiutano: “sicurezza”, “gradualità”, “coordinamento”. Rendono accettabile l’idea che una frontiera decida chi mangia oggi e chi domani. Dentro questa normalità forzata ogni giorno diventa procedura, ogni ferito pratica, ogni bambino cifra da aggiornare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70435166</guid><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 06:21:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70435166/imported_8a5dfad9_0965_4562_bd7d_c842c27fc758.mp3" length="1975275" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre i titoli scorrono verso Teheran e le mappe si allargano, Gaza viene richiusa dentro il suo perimetro. I valichi serrati, il carburante contato in ore, l’acqua razionata. 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Al-Aqsa chiusa per giorni consecutivi in pieno Ramadan, accessi limitati per ragioni di sicurezza. Il luogo sacro svuotato diventa messaggio di sovranità. La gestione dell’ordine pubblico coincide con la gestione del conflitto. Le autorità parlano di emergenza, i fedeli trovano cancelli.<br /> In Cisgiordania, intanto, la cronaca resta minuta e costante. Qaryut, due fratelli uccisi, coloni armati, soldati presenti. La violenza si consuma sotto protezione, mentre l’attenzione internazionale guarda altrove.<br /> La guerra regionale assorbe lo sguardo e consente un’amministrazione per sottrazione dentro Gaza. Si chiude, si riapre a metà, si pesa ogni sacco di farina come se fosse favore. La popolazione conta i giorni di scorte e le ore di corrente. La diplomazia discute equilibri strategici, a Rafah si discute di acqua potabile. È una differenza di scala che racconta tutto.<br /> Anche le parole aiutano: “sicurezza”, “gradualità”, “coordinamento”. Rendono accettabile l’idea che una frontiera decida chi mangia oggi e chi domani. Dentro questa normalità forzata ogni giorno diventa procedura, ogni ferito pratica, ogni bambino cifra da aggiornare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #159</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-159--70399061</link><description><![CDATA[La guerra che si allarga verso Teheran stringe di nuovo la Striscia. I valichi restano chiusi, i camion fermi, il carburante razionato. Israele motiva la decisione con esigenze di sicurezza mentre le sirene suonano a Beer Sheva e nel sud. Gaza intanto scivola fuori dall’inquadratura pubblica, come se l’emergenza potesse attendere la fine di un altro fronte.<br /> Nei mercati la tensione si misura a chili di farina. Le famiglie comprano quello che trovano, accumulano, calcolano i giorni. Le organizzazioni umanitarie parlano di scorte che coprono poche settimane; alcune cucine comunitarie riducono le porzioni. Il carburante è la soglia decisiva: senza diesel si fermano i generatori degli ospedali, gli impianti di desalinizzazione, le pompe delle fognature. La crisi umanitaria procede per sottrazione, toglie pezzi ogni giorno.<br /> Dal lato israeliano la postura è quella di un Paese sotto attacco. Scuole chiuse, mobilitazione, dichiarazioni ufficiali che collegano la chiusura dei varchi alla guerra con l’Iran. È una catena lineare: escalation regionale, priorità militari, blocco dei passaggi. In mezzo restano due milioni di persone già stremate da mesi di bombardamenti e assedio.<br /> Pochi giorni fa si parlava di ricostruzione e di fondi promessi. Oggi la misura concreta sono i camion che non entrano e le cisterne che si svuotano. Ogni tregua che dipende da un cancello resta sospesa alla decisione di chi controlla quel cancello. Gaza vive così, appesa a un interruttore esterno. E quando il conflitto cambia scala, la Striscia torna a essere una variabile subordinata, un corridoio logistico dentro una guerra più grande.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70399061</guid><pubDate>Tue, 03 Mar 2026 06:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70399061/imported_9b847497_ec4d_4857_bd33_1d39716f482c.mp3" length="1625025" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra che si allarga verso Teheran stringe di nuovo la Striscia. I valichi restano chiusi, i camion fermi, il carburante razionato. 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La crisi umanitaria procede per sottrazione, toglie pezzi ogni giorno.<br /> Dal lato israeliano la postura è quella di un Paese sotto attacco. Scuole chiuse, mobilitazione, dichiarazioni ufficiali che collegano la chiusura dei varchi alla guerra con l’Iran. È una catena lineare: escalation regionale, priorità militari, blocco dei passaggi. In mezzo restano due milioni di persone già stremate da mesi di bombardamenti e assedio.<br /> Pochi giorni fa si parlava di ricostruzione e di fondi promessi. Oggi la misura concreta sono i camion che non entrano e le cisterne che si svuotano. Ogni tregua che dipende da un cancello resta sospesa alla decisione di chi controlla quel cancello. Gaza vive così, appesa a un interruttore esterno. E quando il conflitto cambia scala, la Striscia torna a essere una variabile subordinata, un corridoio logistico dentro una guerra più grande.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #158</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-158--70356049</link><description><![CDATA[La parola è tregua. I bollettini parlano di pause, di negoziati che tengono, di mediazioni che avanzano. Poi arrivano le notizie della notte: almeno cinque morti tra Gaza City e Khan Younis, colpiti in aree che dovrebbero essere dentro una fase di de-escalation. Le fonti locali parlano di attacchi aerei, di esplosioni improvvise, di famiglie sorprese mentre provano a rientrare in case già ferite. La tregua resta nei comunicati. Sul terreno restano i corpi.<br /> Intanto a Ginevra si combatte un’altra battaglia. La Francia, che a inizio mese aveva chiesto le dimissioni della relatrice ONU Francesca Albanese sulla base di dichiarazioni ritenute “oltraggiose”, frena. La rappresentante permanente Célie Jürgensen evita di formalizzare la richiesta al Consiglio per i diritti umani e parla di affermazioni “problematiche”. È un passo laterale, non una rettifica. Albanese rivendica il senso delle sue parole e denuncia una campagna costruita su distorsioni e accuse infondate. Attorno a lei restano le pressioni di altri governi europei. Anche qui la parola chiave è tregua: diplomatica, lessicale, apparente.<br /> Sul fondo c’è l’altra notizia che pesa più delle formule. Secondo l’UNICEF, a Gaza 39.384 bambini hanno perso uno o entrambi i genitori. Oltre 3.000 hanno perso entrambi. Le cifre ufficiali, ha precisato il portavoce regionale Salim Oweis, potrebbero persino sottostimare la portata reale della tragedia. Dietro i numeri ci sono tende improvvisate, scuole distrutte per il 94 per cento secondo l’UNRWA, richieste di evacuazione medica respinte, traumi che restano fuori dalle statistiche.<br /> La tregua esiste nei tavoli negoziali e nelle frasi calibrate delle capitali. A Gaza esiste un’altra contabilità. Ogni giorno aggiunge nomi. Ogni giorno chiede verità che qualcuno prova a trasformare in polemica.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70356049</guid><pubDate>Sat, 28 Feb 2026 04:33:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70356049/imported_35451015_ff02_4411_971d_1205acf8fa41.mp3" length="1819376" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La parola è tregua. I bollettini parlano di pause, di negoziati che tengono, di mediazioni che avanzano. 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La rappresentante permanente Célie Jürgensen evita di formalizzare la richiesta al Consiglio per i diritti umani e parla di affermazioni “problematiche”. È un passo laterale, non una rettifica. Albanese rivendica il senso delle sue parole e denuncia una campagna costruita su distorsioni e accuse infondate. Attorno a lei restano le pressioni di altri governi europei. Anche qui la parola chiave è tregua: diplomatica, lessicale, apparente.<br /> Sul fondo c’è l’altra notizia che pesa più delle formule. Secondo l’UNICEF, a Gaza 39.384 bambini hanno perso uno o entrambi i genitori. Oltre 3.000 hanno perso entrambi. Le cifre ufficiali, ha precisato il portavoce regionale Salim Oweis, potrebbero persino sottostimare la portata reale della tragedia. Dietro i numeri ci sono tende improvvisate, scuole distrutte per il 94 per cento secondo l’UNRWA, richieste di evacuazione medica respinte, traumi che restano fuori dalle statistiche.<br /> La tregua esiste nei tavoli negoziali e nelle frasi calibrate delle capitali. A Gaza esiste un’altra contabilità. Ogni giorno aggiunge nomi. Ogni giorno chiede verità che qualcuno prova a trasformare in polemica.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #157</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-157--70307600</link><description><![CDATA[A Gaza la guerra passa anche dai moduli. Trentasette organizzazioni umanitarie hanno presentato un ricorso urgente all’Alta Corte israeliana contro le nuove regole di registrazione imposte dal governo. Le norme chiedono alle ONG di consegnare elenchi dettagliati del personale palestinese, informazioni sensibili sui partner locali, dichiarazioni politiche vincolanti. In caso di mancato adeguamento, chiusura operativa entro sessanta giorni. Visti che scadono, permessi che si inceppano, personale straniero bloccato. In una Striscia dove l’accesso al cibo e alle cure dipende dagli aiuti, la sopravvivenza viene filtrata da una procedura amministrativa. La fame attraversa i valichi con il timbro giusto.<br /> In Cisgiordania, intanto, l’occupazione si consolida con un altro timbro. L’ambasciata degli Stati Uniti ha annunciato servizi consolari direttamente in alcuni insediamenti israeliani, a partire da Efrat. Passaporti rilasciati sul posto, sportelli mobili per i coloni, cornice celebrativa per i 250 anni dell’indipendenza americana. Per il governo israeliano è normalità diplomatica. Per l’Autorità palestinese è un segnale politico che tratta gli insediamenti come città ordinarie. L’annessione avanza per prassi, senza proclami solenni.<br /> Poi c’è il corpo di Jad Jadallah, quattordici anni, colpito a distanza ravvicinata in un campo profughi in Cisgiordania. I video verificati dalla BBC mostrano il ragazzo a terra, sanguinante, mentre i soldati impediscono alle ambulanze di avvicinarsi per lunghi minuti. L’esercito parla di “trattamento iniziale”, senza dettagli. La famiglia racconta un’attesa che diventa condanna. Accanto al corpo compare un oggetto fotografato come prova. B’Tselem parla di messa in scena.<br /> Tre scene, una parola che ritorna: permesso. Permesso di operare, permesso di costruire, permesso di soccorrere. Chi decide il permesso decide il respiro. Gaza diventa laboratorio della fame amministrata. La Cisgiordania laboratorio dell’annessione amministrata. In mezzo, un ragazzo che resta a terra mentre la procedura diventa muro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70307600</guid><pubDate>Fri, 27 Feb 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70307600/imported_ca680a97_d68f_4f5d_bfa4_eb407884dda3.mp3" length="1983216" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la guerra passa anche dai moduli. 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La fame attraversa i valichi con il timbro giusto.<br /> In Cisgiordania, intanto, l’occupazione si consolida con un altro timbro. L’ambasciata degli Stati Uniti ha annunciato servizi consolari direttamente in alcuni insediamenti israeliani, a partire da Efrat. Passaporti rilasciati sul posto, sportelli mobili per i coloni, cornice celebrativa per i 250 anni dell’indipendenza americana. Per il governo israeliano è normalità diplomatica. Per l’Autorità palestinese è un segnale politico che tratta gli insediamenti come città ordinarie. L’annessione avanza per prassi, senza proclami solenni.<br /> Poi c’è il corpo di Jad Jadallah, quattordici anni, colpito a distanza ravvicinata in un campo profughi in Cisgiordania. I video verificati dalla BBC mostrano il ragazzo a terra, sanguinante, mentre i soldati impediscono alle ambulanze di avvicinarsi per lunghi minuti. L’esercito parla di “trattamento iniziale”, senza dettagli. La famiglia racconta un’attesa che diventa condanna. Accanto al corpo compare un oggetto fotografato come prova. B’Tselem parla di messa in scena.<br /> Tre scene, una parola che ritorna: permesso. Permesso di operare, permesso di costruire, permesso di soccorrere. Chi decide il permesso decide il respiro. Gaza diventa laboratorio della fame amministrata. La Cisgiordania laboratorio dell’annessione amministrata. In mezzo, un ragazzo che resta a terra mentre la procedura diventa muro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #156</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-156--70277552</link><description><![CDATA[Le ruspe arrivano quando il rumore delle bombe smette di occupare i titoli. A Beit Liqya, a sud-ovest di Ramallah, i bulldozer israeliani entrano tra serre e abitazioni palestinesi e iniziano a demolire case e strutture agricole. Un’operazione registrata come intervento ordinario. La guerra, qui, assume la forma della gestione quotidiana del territorio.<br /> Mentre Gaza continua a vivere tra macerie e sfollamenti permanenti, la Cisgiordania cambia lentamente volto. Le demolizioni restringono spazio abitabile, interrompono economie familiari, trasformano villaggi in territori provvisori. Ogni muro abbattuto produce uno spostamento forzato che raramente diventa notizia internazionale. La violenza perde spettacolarità e diventa procedura.<br /> Nelle stesse ore emerge un dato che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Il Committee to Protect Journalists certifica che il 2025 è stato l’anno più letale mai registrato per l’informazione: 129 operatori dei media uccisi nel mondo, ottantasei collegati alla guerra di Gaza. Due terzi delle morti risultano attribuite alle operazioni israeliane. Raccontare questo conflitto resta una delle attività più pericolose esistenti, e ogni voce che scompare riduce ciò che il mondo riesce a vedere.<br /> La pressione sul racconto continua anche lontano dal fronte. Il ministero della Difesa israeliano dispone la chiusura di cinque piattaforme mediatiche palestinesi attive a Gerusalemme Est. Meno immagini circolano, meno testimonianze sopravvivono, più semplice diventa trasformare la guerra in narrazione controllata.<br /> Intanto, negli Stati Uniti, Donald Trump dichiara pubblicamente conclusa la guerra e sostiene che tutti gli ostaggi sarebbero tornati a casa. <br /> La giornata si richiude dove era iniziata: tra polvere e ruspe. Gaza resta sospesa dentro questa distanza crescente tra parole ufficiali e realtà che continua a consumarsi davanti agli occhi di chi riesce ancora a raccontarla.<br /> Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l’evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L’emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70277552</guid><pubDate>Thu, 26 Feb 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70277552/imported_cb72af00_d20a_4d1a_80f0_18064e5002d4.mp3" length="1864097" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le ruspe arrivano quando il rumore delle bombe smette di occupare i titoli. A Beit Liqya, a sud-ovest di Ramallah, i bulldozer israeliani entrano tra serre e abitazioni palestinesi e iniziano a demolire case e strutture agricole. Un’operazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le ruspe arrivano quando il rumore delle bombe smette di occupare i titoli. A Beit Liqya, a sud-ovest di Ramallah, i bulldozer israeliani entrano tra serre e abitazioni palestinesi e iniziano a demolire case e strutture agricole. Un’operazione registrata come intervento ordinario. La guerra, qui, assume la forma della gestione quotidiana del territorio.<br /> Mentre Gaza continua a vivere tra macerie e sfollamenti permanenti, la Cisgiordania cambia lentamente volto. Le demolizioni restringono spazio abitabile, interrompono economie familiari, trasformano villaggi in territori provvisori. Ogni muro abbattuto produce uno spostamento forzato che raramente diventa notizia internazionale. La violenza perde spettacolarità e diventa procedura.<br /> Nelle stesse ore emerge un dato che pesa più di molte dichiarazioni diplomatiche. Il Committee to Protect Journalists certifica che il 2025 è stato l’anno più letale mai registrato per l’informazione: 129 operatori dei media uccisi nel mondo, ottantasei collegati alla guerra di Gaza. Due terzi delle morti risultano attribuite alle operazioni israeliane. Raccontare questo conflitto resta una delle attività più pericolose esistenti, e ogni voce che scompare riduce ciò che il mondo riesce a vedere.<br /> La pressione sul racconto continua anche lontano dal fronte. Il ministero della Difesa israeliano dispone la chiusura di cinque piattaforme mediatiche palestinesi attive a Gerusalemme Est. Meno immagini circolano, meno testimonianze sopravvivono, più semplice diventa trasformare la guerra in narrazione controllata.<br /> Intanto, negli Stati Uniti, Donald Trump dichiara pubblicamente conclusa la guerra e sostiene che tutti gli ostaggi sarebbero tornati a casa. <br /> La giornata si richiude dove era iniziata: tra polvere e ruspe. Gaza resta sospesa dentro questa distanza crescente tra parole ufficiali e realtà che continua a consumarsi davanti agli occhi di chi riesce ancora a raccontarla.<br /> Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l’evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L’emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #155</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-155--70259126</link><description><![CDATA[Il Ramadan in Cisgiordania si apre con un ragazzo di diciassette anni ucciso a Beit Furik, a est di Nablus. Mohammad Wahbi Hanani viene colpito alla testa durante un’incursione dell’esercito israeliano e muore all’ospedale di Rafidia. Nelle stesse ore, nel villaggio di Tell, vicino Nablus, viene incendiata la moschea Abu Bakr al Siddiq: secondo il ministero degli Esteri palestinese l’azione è opera di coloni che hanno lasciato scritte razziste sui muri. L’Autorità nazionale palestinese parla di responsabilità politica del governo israeliano. Intanto la Palestinian Prisoner Society riferisce di oltre cento arresti dall’inizio del mese sacro, tra cui donne e minori.<br /> La cornice diplomatica prova a inseguire i fatti. Diciannove Paesi, insieme alla Lega araba e all’Organizzazione della cooperazione islamica, firmano una dichiarazione che condanna l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, cita il progetto E1 e richiama il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024. Parlano di annessione di fatto. Sul terreno, però, ruspe e raid proseguono.<br /> A Gaza una nuova indagine indipendente di Forensic Architecture ed Earshot ricostruisce l’attacco del 23 marzo 2025 contro soccorritori palestinesi alla periferia sud. Oltre novecento colpi esplosi in pochi minuti, veicoli identificabili con luci d’emergenza accese, quindici operatori uccisi. I corpi recuperati giorni dopo, alcuni sepolti in una fossa comune insieme ai mezzi distrutti. L’esercito israeliano aveva parlato di “minaccia”. L’inchiesta incrocia audio, video e immagini satellitari.<br /> Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l’evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L’emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70259126</guid><pubDate>Wed, 25 Feb 2026 03:01:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70259126/imported_6767fb0e_55ad_4333_b893_78f5e7cd276b.mp3" length="1837348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il Ramadan in Cisgiordania si apre con un ragazzo di diciassette anni ucciso a Beit Furik, a est di Nablus. Mohammad Wahbi Hanani viene colpito alla testa durante un’incursione dell’esercito israeliano e muore all’ospedale di Rafidia. Nelle stesse...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Ramadan in Cisgiordania si apre con un ragazzo di diciassette anni ucciso a Beit Furik, a est di Nablus. Mohammad Wahbi Hanani viene colpito alla testa durante un’incursione dell’esercito israeliano e muore all’ospedale di Rafidia. Nelle stesse ore, nel villaggio di Tell, vicino Nablus, viene incendiata la moschea Abu Bakr al Siddiq: secondo il ministero degli Esteri palestinese l’azione è opera di coloni che hanno lasciato scritte razziste sui muri. L’Autorità nazionale palestinese parla di responsabilità politica del governo israeliano. Intanto la Palestinian Prisoner Society riferisce di oltre cento arresti dall’inizio del mese sacro, tra cui donne e minori.<br /> La cornice diplomatica prova a inseguire i fatti. Diciannove Paesi, insieme alla Lega araba e all’Organizzazione della cooperazione islamica, firmano una dichiarazione che condanna l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, cita il progetto E1 e richiama il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024. Parlano di annessione di fatto. Sul terreno, però, ruspe e raid proseguono.<br /> A Gaza una nuova indagine indipendente di Forensic Architecture ed Earshot ricostruisce l’attacco del 23 marzo 2025 contro soccorritori palestinesi alla periferia sud. Oltre novecento colpi esplosi in pochi minuti, veicoli identificabili con luci d’emergenza accese, quindici operatori uccisi. I corpi recuperati giorni dopo, alcuni sepolti in una fossa comune insieme ai mezzi distrutti. L’esercito israeliano aveva parlato di “minaccia”. L’inchiesta incrocia audio, video e immagini satellitari.<br /> Poi Londra. Ai BAFTA 2026 la BBC trasmette l’evento in differita e taglia dal discorso del regista Akinola Davies Jr la frase “Free Palestine”. Nella stessa serata va in onda un insulto razziale urlato in platea. L’emittente si scusa il giorno dopo. I corpi restano, le parole spariscono. Anche questo entra nel diario.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #154</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-154--70239213</link><description><![CDATA[Le guerre producono morti. Poi producono archivi. E nelle ultime ore l’archivio si è riempito di celle.<br /> Il Committee to Protect Journalists, nel nuovo rapporto ripreso dal Guardian, raccoglie testimonianze su quasi sessanta giornalisti palestinesi detenuti in Israele dal 7 ottobre 2023: percosse, fame, abusi, violenze sessuali. Le parole sono secche, documentate, difficili da archiviare come propaganda. Nello stesso flusso di notizie circola la denuncia rilanciata da Mustafa Barghouti su presunte “visite” organizzate in sezioni carcerarie per mostrare prigionieri immobilizzati. Anche quando resta nella forma della contestazione politica, l’immagine è chiara: la detenzione come messaggio.<br /> Mentre i corpi vengono amministrati, a Bruxelles si discute di ricostruzione. Nikolay Mladenov incontra Kaja Kallas e i ministri degli Esteri dell’Unione. Si evocano Eubam Rafah ed Eupol-Copps, si parla di sicurezza, di disarmo di Hamas affidato alla polizia palestinese, di via libera israeliano. Il lessico è tecnico, la cornice è quella del tragico Board of Peace. <br /> Sul fronte regionale l’Egitto si dice “sconcertato” dalle parole dell’ambasciatore Usa Huckabee sull’espansione israeliana “fino al Nilo” e richiama la Carta Onu. Crepe pubbliche fra alleati, mentre a Washington si misurano gli effetti politici. Axios racconta che funzionari democratici, in un’analisi riservata sulla sconfitta elettorale, avrebbero individuato nel dossier Gaza un costo elettorale per la sconfitta Kamala Harris.<br /> Le guerre producono urne. E le urne, a volte, restituiscono il conto. Intanto restano le celle, i giornalisti detenuti, le parole che chiedono di essere verificate e ascoltate. Occhi su Gaza significa questo: seguire la linea che unisce la prigione alla diplomazia, il tunnel alla conferenza stampa, il campo alla scheda elettorale. Finché la realtà non torna a pesare più delle formule.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70239213</guid><pubDate>Tue, 24 Feb 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70239213/imported_b928888d_098f_473b_8227_5dd87d492041.mp3" length="1879144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le guerre producono morti. Poi producono archivi. E nelle ultime ore l’archivio si è riempito di celle.
Il Committee to Protect Journalists, nel nuovo rapporto ripreso dal Guardian, raccoglie testimonianze su quasi sessanta giornalisti palestinesi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le guerre producono morti. Poi producono archivi. E nelle ultime ore l’archivio si è riempito di celle.<br /> Il Committee to Protect Journalists, nel nuovo rapporto ripreso dal Guardian, raccoglie testimonianze su quasi sessanta giornalisti palestinesi detenuti in Israele dal 7 ottobre 2023: percosse, fame, abusi, violenze sessuali. Le parole sono secche, documentate, difficili da archiviare come propaganda. Nello stesso flusso di notizie circola la denuncia rilanciata da Mustafa Barghouti su presunte “visite” organizzate in sezioni carcerarie per mostrare prigionieri immobilizzati. Anche quando resta nella forma della contestazione politica, l’immagine è chiara: la detenzione come messaggio.<br /> Mentre i corpi vengono amministrati, a Bruxelles si discute di ricostruzione. Nikolay Mladenov incontra Kaja Kallas e i ministri degli Esteri dell’Unione. Si evocano Eubam Rafah ed Eupol-Copps, si parla di sicurezza, di disarmo di Hamas affidato alla polizia palestinese, di via libera israeliano. Il lessico è tecnico, la cornice è quella del tragico Board of Peace. <br /> Sul fronte regionale l’Egitto si dice “sconcertato” dalle parole dell’ambasciatore Usa Huckabee sull’espansione israeliana “fino al Nilo” e richiama la Carta Onu. Crepe pubbliche fra alleati, mentre a Washington si misurano gli effetti politici. Axios racconta che funzionari democratici, in un’analisi riservata sulla sconfitta elettorale, avrebbero individuato nel dossier Gaza un costo elettorale per la sconfitta Kamala Harris.<br /> Le guerre producono urne. E le urne, a volte, restituiscono il conto. Intanto restano le celle, i giornalisti detenuti, le parole che chiedono di essere verificate e ascoltate. Occhi su Gaza significa questo: seguire la linea che unisce la prigione alla diplomazia, il tunnel alla conferenza stampa, il campo alla scheda elettorale. Finché la realtà non torna a pesare più delle formule.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #153</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-153--70182943</link><description><![CDATA[L’iftar tra le macerie circola nelle stesse ore in cui la parola “ricostruzione” viene pronunciata nei palazzi. Una famiglia palestinese stende una tovaglia sopra i detriti della propria casa distrutta, divide pane e zuppa mentre alle spalle restano ferri piegati e cemento frantumato. La scena racconta più di qualunque vertice internazionale.<br /> Sul terreno la cosiddetta tregua continua a perdere pezzi. Amnesty International Italia e Greenpeace Italia, davanti a Palazzo Chigi e alla Farnesina, hanno denunciato oltre 600 palestinesi uccisi dall’avvio del cessate il fuoco del 9 ottobre 2025, tra cui più di 100 bambini, e almeno 1.620 violazioni registrate fino al 10 febbraio 2026 tra raid aerei, colpi di artiglieria e sparatorie. I numeri sono contenuti nei loro documenti diffusi il 19 febbraio. Intanto il ministero della Difesa israeliano ribadisce, con dichiarazioni riprese da Anadolu Agency, che le forze resteranno nella “zona di sicurezza” di Gaza senza limiti temporali.<br /> Sullo sfondo, lo studio pubblicato su The Lancet Global Health e ripreso da Reuters il 19 febbraio stima 75.200 morti violente tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025. Il 56,2% appartiene a donne, bambini e anziani: circa 42 mila persone. È una fotografia statistica che attraversa governi e conferenze, e che resta sul tavolo mentre si discute di gestione internazionale della Striscia.<br /> La Cisgiordania aggiunge un altro capitolo. Reuters riferisce dell’uccisione di un diciannovenne palestinese con cittadinanza statunitense vicino a Ramallah, in un episodio attribuito a coloni israeliani. Versioni divergenti, indagini annunciate, tensione che sale.<br /> Tra i comunicati sul futuro di Gaza e le immagini delle tende, la distanza resta misurabile. La famiglia che rompe il digiuno tra i calcinacci continua a vivere dentro quella distanza. Ogni giorno.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70182943</guid><pubDate>Sat, 21 Feb 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70182943/imported_a16b452a_3bca_426e_9142_ee550cb80f55.mp3" length="1849469" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’iftar tra le macerie circola nelle stesse ore in cui la parola “ricostruzione” viene pronunciata nei palazzi. 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Intanto il ministero della Difesa israeliano ribadisce, con dichiarazioni riprese da Anadolu Agency, che le forze resteranno nella “zona di sicurezza” di Gaza senza limiti temporali.<br /> Sullo sfondo, lo studio pubblicato su The Lancet Global Health e ripreso da Reuters il 19 febbraio stima 75.200 morti violente tra il 7 ottobre 2023 e il 5 gennaio 2025. Il 56,2% appartiene a donne, bambini e anziani: circa 42 mila persone. È una fotografia statistica che attraversa governi e conferenze, e che resta sul tavolo mentre si discute di gestione internazionale della Striscia.<br /> La Cisgiordania aggiunge un altro capitolo. Reuters riferisce dell’uccisione di un diciannovenne palestinese con cittadinanza statunitense vicino a Ramallah, in un episodio attribuito a coloni israeliani. Versioni divergenti, indagini annunciate, tensione che sale.<br /> Tra i comunicati sul futuro di Gaza e le immagini delle tende, la distanza resta misurabile. La famiglia che rompe il digiuno tra i calcinacci continua a vivere dentro quella distanza. Ogni giorno.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #152</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-152--70161823</link><description><![CDATA[C’è una parola che oggi arriva con il timbro dell’ONU: “pulizia etnica”. L’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, nel rapporto diffuso a Ginevra, parla di distruzione sistematica, trasferimenti forzati, blocco degli aiuti, detenzioni arbitrarie, torture, morti in custodia. Il lessico è quello dei crimini gravi. La sede è istituzionale. La data è di oggi. Mentre nei palazzi si discute di ricostruzione, l’OHCHR scrive che a Gaza e in Cisgiordania si consolidano pratiche che svuotano il diritto.<br /> A Roma, tra Palazzo Chigi e Farnesina, Amnesty International Italia e Greenpeace Italia hanno acceso un maxi schermo con le immagini dei bombardamenti successivi alla tregua di ottobre. Sotto scorre una cifra: seicento palestinesi uccisi in centotrenta giorni di cessate il fuoco. È una contabilità che entra in conflitto con la retorica della “fase nuova”. Le ONG chiedono lo stop all’invio di armi verso Israele. Le immagini scorrono in silenzio, davanti alle finestre del governo.<br /> Intanto il calendario segna Ramadan. A Gaza il mese del digiuno comincia dentro una tregua fragile, con gli aiuti che restano il vero varco da attraversare. I camion sono numeri, le razioni sono numeri, le cliniche sono numeri. Ogni cifra racconta un collo di bottiglia. La ricostruzione evocata nei consessi internazionali si scontra con la sopravvivenza quotidiana di chi aspetta un passaggio, un sacco di farina, una visita.<br /> In Cisgiordania, a Hebron, nell’area di Jabal Jalis, le forze israeliane conducono una vasta campagna di arresti. Le immagini che circolano mostrano rastrellamenti notturni. Fuori da Gaza, stesso clima di forza e controllo. La parola “processo” resta sospesa, mentre il rapporto ONU elenca fatti.<br /> A Washington si parla di tavoli e partecipazioni. L’Europa rivendica presenza “per Gaza”. Le istituzioni discutono architetture diplomatiche. L’OHCHR pubblica un allarme. A Roma le ONG proiettano i morti della tregua. Il diritto internazionale ha un lessico preciso. Oggi è stato usato.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70161823</guid><pubDate>Fri, 20 Feb 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70161823/imported_e0f45a41_2dde_4d65_bd1a_3a451b4f8177.mp3" length="2000770" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è una parola che oggi arriva con il timbro dell’ONU: “pulizia etnica”. L’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, nel rapporto diffuso a Ginevra, parla di distruzione sistematica, trasferimenti forzati, blocco degli aiuti, detenzioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è una parola che oggi arriva con il timbro dell’ONU: “pulizia etnica”. L’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, nel rapporto diffuso a Ginevra, parla di distruzione sistematica, trasferimenti forzati, blocco degli aiuti, detenzioni arbitrarie, torture, morti in custodia. Il lessico è quello dei crimini gravi. La sede è istituzionale. La data è di oggi. Mentre nei palazzi si discute di ricostruzione, l’OHCHR scrive che a Gaza e in Cisgiordania si consolidano pratiche che svuotano il diritto.<br /> A Roma, tra Palazzo Chigi e Farnesina, Amnesty International Italia e Greenpeace Italia hanno acceso un maxi schermo con le immagini dei bombardamenti successivi alla tregua di ottobre. Sotto scorre una cifra: seicento palestinesi uccisi in centotrenta giorni di cessate il fuoco. È una contabilità che entra in conflitto con la retorica della “fase nuova”. Le ONG chiedono lo stop all’invio di armi verso Israele. Le immagini scorrono in silenzio, davanti alle finestre del governo.<br /> Intanto il calendario segna Ramadan. A Gaza il mese del digiuno comincia dentro una tregua fragile, con gli aiuti che restano il vero varco da attraversare. I camion sono numeri, le razioni sono numeri, le cliniche sono numeri. Ogni cifra racconta un collo di bottiglia. La ricostruzione evocata nei consessi internazionali si scontra con la sopravvivenza quotidiana di chi aspetta un passaggio, un sacco di farina, una visita.<br /> In Cisgiordania, a Hebron, nell’area di Jabal Jalis, le forze israeliane conducono una vasta campagna di arresti. Le immagini che circolano mostrano rastrellamenti notturni. Fuori da Gaza, stesso clima di forza e controllo. La parola “processo” resta sospesa, mentre il rapporto ONU elenca fatti.<br /> A Washington si parla di tavoli e partecipazioni. L’Europa rivendica presenza “per Gaza”. Le istituzioni discutono architetture diplomatiche. L’OHCHR pubblica un allarme. A Roma le ONG proiettano i morti della tregua. Il diritto internazionale ha un lessico preciso. Oggi è stato usato.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #151</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-151--70137570</link><description><![CDATA[Ottomila corpi restano sotto le macerie. Il numero lo ripete la Protezione civile della Striscia: edifici crollati, quartieri polverizzati, squadre senza mezzi sufficienti per scavare in profondità. Si vive sopra ciò che non è stato ancora sepolto. L’UNDP stima che, al ritmo attuale, serviranno anni per rimuovere le macerie. Anni per riportare alla luce case, scuole, persone. Il tempo tecnico della ricostruzione coincide con il tempo morale della sospensione.<br /> Intanto la vita quotidiana si misura in permessi sanitari. Dalla riapertura del valico di Rafah sono usciti poco più di duecento pazienti, a fronte di oltre diciottomila che avrebbero bisogno di cure fuori dalla Striscia. Ogni partenza è un’eccezione amministrativa. Gli altri restano in corsia, negli ospedali che funzionano a intermittenza, tra carenze di farmaci, generatori e personale. La selezione diventa criterio di sopravvivenza.<br /> Mentre Gaza resta una distesa di detriti, a Gerusalemme si parla di futuro territoriale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato l’intenzione di promuovere la “migrazione” dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania e di estendere la sovranità israeliana su parti dei territori occupati. Nelle stesse ore, ottantacinque Stati membri delle Nazioni Unite hanno firmato una dichiarazione contro l’espansione degli insediamenti e contro ogni passo verso l’annessione. Due linguaggi si sovrappongono: quello della pianificazione politica e quello della condanna diplomatica.<br /> Sul terreno restano i corpi irraggiungibili e i pazienti in attesa. Le macerie non sono solo ciò che è crollato. Sono ciò che impedisce di contare fino in fondo le vittime e di restituire un nome a chi manca. Ogni giorno che passa consolida una normalità fatta di emergenza permanente. Gaza è un luogo in cui il tempo della rimozione è lento e quello delle decisioni è rapido. Nel mezzo, una popolazione che continua a vivere sopra ciò che non riesce ancora a seppellire.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70137570</guid><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70137570/imported_e9dbb6c7_5d1e_409b_9e2b_0d833786e90b.mp3" length="1942674" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ottomila corpi restano sotto le macerie. Il numero lo ripete la Protezione civile della Striscia: edifici crollati, quartieri polverizzati, squadre senza mezzi sufficienti per scavare in profondità. Si vive sopra ciò che non è stato ancora sepolto....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ottomila corpi restano sotto le macerie. Il numero lo ripete la Protezione civile della Striscia: edifici crollati, quartieri polverizzati, squadre senza mezzi sufficienti per scavare in profondità. Si vive sopra ciò che non è stato ancora sepolto. L’UNDP stima che, al ritmo attuale, serviranno anni per rimuovere le macerie. Anni per riportare alla luce case, scuole, persone. Il tempo tecnico della ricostruzione coincide con il tempo morale della sospensione.<br /> Intanto la vita quotidiana si misura in permessi sanitari. Dalla riapertura del valico di Rafah sono usciti poco più di duecento pazienti, a fronte di oltre diciottomila che avrebbero bisogno di cure fuori dalla Striscia. Ogni partenza è un’eccezione amministrativa. Gli altri restano in corsia, negli ospedali che funzionano a intermittenza, tra carenze di farmaci, generatori e personale. La selezione diventa criterio di sopravvivenza.<br /> Mentre Gaza resta una distesa di detriti, a Gerusalemme si parla di futuro territoriale. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato l’intenzione di promuovere la “migrazione” dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania e di estendere la sovranità israeliana su parti dei territori occupati. Nelle stesse ore, ottantacinque Stati membri delle Nazioni Unite hanno firmato una dichiarazione contro l’espansione degli insediamenti e contro ogni passo verso l’annessione. Due linguaggi si sovrappongono: quello della pianificazione politica e quello della condanna diplomatica.<br /> Sul terreno restano i corpi irraggiungibili e i pazienti in attesa. Le macerie non sono solo ciò che è crollato. Sono ciò che impedisce di contare fino in fondo le vittime e di restituire un nome a chi manca. Ogni giorno che passa consolida una normalità fatta di emergenza permanente. Gaza è un luogo in cui il tempo della rimozione è lento e quello delle decisioni è rapido. Nel mezzo, una popolazione che continua a vivere sopra ciò che non riesce ancora a seppellire.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #150</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-150--70108113</link><description><![CDATA[Mohammad Dhabban aveva una malattia rara. Servivano cure fuori dalla Striscia. Serviva un permesso. Non è arrivato. È morto così, dentro un territorio che trattiene anche chi dovrebbe soltanto attraversarlo per farsi curare. La restrizione alla mobilità diventa diagnosi. Il confine diventa cartella clinica. La sua storia scorre nelle stesse ore in cui Gaza continua a contare i vivi per sottrazione.<br /> A nord della Striscia, dopo più di quattrocentonovanta giorni, la protezione civile ha recuperato venti corpi dalle macerie della casa della famiglia Nasr. Altri restano sotto il cemento. Il tempo non alleggerisce nulla, cristallizza. Le bare allineate davanti ai parenti raccontano che la guerra sopravvive anche quando si parla di tregua. Il silenzio delle armi non coincide con la fine delle conseguenze.<br /> Le agenzie riferiscono dell’uccisione di un palestinese oltre la cosiddetta “linea gialla” e della scoperta di depositi d’armi tra Rafah e i tunnel. L’Idf rivendica operazioni mirate. Fonti locali parlano di un minore colpito a Jabalia e di un ferito. Le versioni divergono, i corpi restano. Ogni comunicato militare genera un contro-bollettino civile.<br /> Intanto la Cisgiordania entra nel lessico dell’annessione. Si parla di percentuali, di registrazioni di terre come “statali”. Otto Paesi arabi e islamici richiamano la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza e il parere della Corte internazionale di giustizia. La geografia diventa pratica amministrativa.<br /> Mentre si scava per restituire un nome ai morti e per tentare di salvare chi chiede cure altrove, altrove si prepara un tavolo che si definisce pace. Qui l’uscita resta chiusa. Per i malati. Per chi attende sotto le macerie. Per una popolazione che aspetta un varco che sia reale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70108113</guid><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70108113/imported_79bc985b_f66b_4faf_a65d_62c42e850c83.mp3" length="1839438" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mohammad Dhabban aveva una malattia rara. Servivano cure fuori dalla Striscia. Serviva un permesso. Non è arrivato. È morto così, dentro un territorio che trattiene anche chi dovrebbe soltanto attraversarlo per farsi curare. 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Il silenzio delle armi non coincide con la fine delle conseguenze.<br /> Le agenzie riferiscono dell’uccisione di un palestinese oltre la cosiddetta “linea gialla” e della scoperta di depositi d’armi tra Rafah e i tunnel. L’Idf rivendica operazioni mirate. Fonti locali parlano di un minore colpito a Jabalia e di un ferito. Le versioni divergono, i corpi restano. Ogni comunicato militare genera un contro-bollettino civile.<br /> Intanto la Cisgiordania entra nel lessico dell’annessione. Si parla di percentuali, di registrazioni di terre come “statali”. Otto Paesi arabi e islamici richiamano la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza e il parere della Corte internazionale di giustizia. La geografia diventa pratica amministrativa.<br /> Mentre si scava per restituire un nome ai morti e per tentare di salvare chi chiede cure altrove, altrove si prepara un tavolo che si definisce pace. Qui l’uscita resta chiusa. Per i malati. Per chi attende sotto le macerie. Per una popolazione che aspetta un varco che sia reale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #149</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-149--70087638</link><description><![CDATA[La guerra entra in classe. A Gerusalemme Est con le uniformi, a Ramallah con le gomme da cancellare.<br /> Il 4 febbraio Israel Hayom ha anticipato un progetto del Home Front Command: riservisti arabofoni, in divisa, dentro una scuola pilota palestinese per lezioni di “emergency awareness”. Avvio a maggio, coordinamento con municipio e comitati dei genitori. The New Arab ha ripreso la notizia. L’esercito spiega che è educazione civile. L’immagine è un soldato davanti a un banco.<br /> Nelle stesse settimane, documenti diffusi da Quds parlano di una lettera del 19 gennaio 2026 del ministro dell’Istruzione Amjad Barham al ministro delle Finanze e di un incontro del 27 gennaio con funzionari europei: richieste di modifiche ai manuali, dalla prima alla decima classe. Rimozioni e sostituzioni: l’inno nazionale in prima, riferimenti ai prigionieri, formule su Gerusalemme, mappe, termini storici. Palestine Chronicle e MEMRI rilanciano. Bruxelles, nei testi pubblici sugli aiuti, parla di riforme e condizionalità, senza elenchi di pagine.<br /> Intanto Gaza continua a contare. Fonti mediche palestinesi parlano di centinaia di vittime dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco indicata a ottobre; i numeri restano senza verifica indipendente e senza distinzione tra civili e miliziani. L’Unicef segnala 37 bambini uccisi dall’inizio del 2026.<br /> Un ospedale diventa campo di contesa. Medici senza frontiere interrompe attività al Nasser di Khan Younis dopo segnalazioni di uomini armati nell’edificio; la direzione respinge e chiede di ritrattare. La neutralità si discute in corsia.<br /> Uniformi tra i banchi, parole che spariscono dai libri, corsie che si svuotano. La battaglia per Gaza si gioca anche qui: chi insegna, cosa si può dire, quali mappe restano appese. La pace viene pronunciata nei comunicati. La guerra decide il lessico.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70087638</guid><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70087638/imported_6b05a0ef_0b59_44fd_8233_39c00f1864e0.mp3" length="1899624" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra entra in classe. A Gerusalemme Est con le uniformi, a Ramallah con le gomme da cancellare.
Il 4 febbraio Israel Hayom ha anticipato un progetto del Home Front Command: riservisti arabofoni, in divisa, dentro una scuola pilota palestinese per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La guerra entra in classe. A Gerusalemme Est con le uniformi, a Ramallah con le gomme da cancellare.<br /> Il 4 febbraio Israel Hayom ha anticipato un progetto del Home Front Command: riservisti arabofoni, in divisa, dentro una scuola pilota palestinese per lezioni di “emergency awareness”. Avvio a maggio, coordinamento con municipio e comitati dei genitori. The New Arab ha ripreso la notizia. L’esercito spiega che è educazione civile. L’immagine è un soldato davanti a un banco.<br /> Nelle stesse settimane, documenti diffusi da Quds parlano di una lettera del 19 gennaio 2026 del ministro dell’Istruzione Amjad Barham al ministro delle Finanze e di un incontro del 27 gennaio con funzionari europei: richieste di modifiche ai manuali, dalla prima alla decima classe. Rimozioni e sostituzioni: l’inno nazionale in prima, riferimenti ai prigionieri, formule su Gerusalemme, mappe, termini storici. Palestine Chronicle e MEMRI rilanciano. Bruxelles, nei testi pubblici sugli aiuti, parla di riforme e condizionalità, senza elenchi di pagine.<br /> Intanto Gaza continua a contare. Fonti mediche palestinesi parlano di centinaia di vittime dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco indicata a ottobre; i numeri restano senza verifica indipendente e senza distinzione tra civili e miliziani. L’Unicef segnala 37 bambini uccisi dall’inizio del 2026.<br /> Un ospedale diventa campo di contesa. Medici senza frontiere interrompe attività al Nasser di Khan Younis dopo segnalazioni di uomini armati nell’edificio; la direzione respinge e chiede di ritrattare. La neutralità si discute in corsia.<br /> Uniformi tra i banchi, parole che spariscono dai libri, corsie che si svuotano. La battaglia per Gaza si gioca anche qui: chi insegna, cosa si può dire, quali mappe restano appese. La pace viene pronunciata nei comunicati. La guerra decide il lessico.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #148</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-148--70049109</link><description><![CDATA[Le Nazioni Unite parlano di dieci missioni autorizzate a ritirare aiuti arrivati a Kerem Shalom e Zikim: cibo, vaccini, carburante, forniture mediche. Il portavoce Stéphane Dujarric chiede la revoca delle restrizioni e libertà operativa per i partner umanitari. È la grammatica della tregua: permessi, finestre, corridoi. Intanto Gaza resta un territorio amministrato per quote di respiro.<br /> Nelle stesse ore le autorità sanitarie di Gaza aggiornano i numeri: 591 morti dalla tregua, 1.583 feriti, 724 corpi recuperati dalle macerie. La parola “cessate il fuoco” convive con droni, colpi isolati, ordigni inesplosi che esplodono adesso. La contabilità cresce mentre la diplomazia discute la “seconda fase”.<br /> Dentro le prigioni israeliane la cronaca si sposta sulle celle. Testimonianze legali raccolte da Reuters descrivono razioni insufficienti per detenuti palestinesi nonostante una decisione della Corte Suprema che imponeva maggiori quantità di cibo. Sullo sfondo, la linea del ministro Itamar Ben-Gvir sulle condizioni detentive. Un video rilanciato sui social mostra abusi nel carcere di Ofer durante una sua visita: immagini da verificare, che alimentano la percezione di impunità.<br /> Sul piano politico, Benjamin Netanyahu annuncia l’intenzione di revocare la cittadinanza a due cittadini palestinesi di Israele accusati di attacchi e di deportarli. Il controllo dei confini si salda al controllo dello status giuridico. Territorio, corpi, documenti.<br /> La tregua è un timbro su un foglio. Sul terreno restano crateri, file per il pane, celle sovraffollate. L’ONU chiede di rimuovere ostacoli alle operazioni umanitarie. La richiesta è formale. La fame è concreta.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70049109</guid><pubDate>Sat, 14 Feb 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70049109/imported_e06a56a3_20ba_4d77_9d1a_b6b557785741.mp3" length="1694824" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le Nazioni Unite parlano di dieci missioni autorizzate a ritirare aiuti arrivati a Kerem Shalom e Zikim: cibo, vaccini, carburante, forniture mediche. 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Testimonianze legali raccolte da Reuters descrivono razioni insufficienti per detenuti palestinesi nonostante una decisione della Corte Suprema che imponeva maggiori quantità di cibo. Sullo sfondo, la linea del ministro Itamar Ben-Gvir sulle condizioni detentive. Un video rilanciato sui social mostra abusi nel carcere di Ofer durante una sua visita: immagini da verificare, che alimentano la percezione di impunità.<br /> Sul piano politico, Benjamin Netanyahu annuncia l’intenzione di revocare la cittadinanza a due cittadini palestinesi di Israele accusati di attacchi e di deportarli. Il controllo dei confini si salda al controllo dello status giuridico. Territorio, corpi, documenti.<br /> La tregua è un timbro su un foglio. Sul terreno restano crateri, file per il pane, celle sovraffollate. L’ONU chiede di rimuovere ostacoli alle operazioni umanitarie. La richiesta è formale. La fame è concreta.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #146</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-146--70005717</link><description><![CDATA[La mano scava tra i calcinacci di Gaza City. Cerca ossa, brandelli di vestiti, tracce minime di una famiglia rimasta sotto il cemento dal 2023. La scena attraversa le agenzie e resta lì, sospesa. È il fotogramma delle ultime ventiquattro ore: un padre piegato a terra mentre sopra di lui passano dichiarazioni, vertici, comunicati.<br /> La tregua regge sulla carta. Sul terreno arrivano spari, raid mirati, accuse di violazioni reciproche. L’esercito israeliano parla di risposta a movimenti sospetti; da Gaza si contano altri corpi. La parola cessate il fuoco resta scritta nei briefing, intanto le ambulanze fanno la spola tra macerie e ospedali esausti. La Striscia vive dentro una pausa armata, fragile come il vetro.<br /> A Washington Benjamin Netanyahu incontra Donald Trump. Sul tavolo c’è l’Iran, con i colloqui indiretti in Oman e il nodo del programma nucleare. Gaza entra come capitolo collegato, pedina dentro un disegno più ampio. Le priorità si leggono nei tempi e nei sorrisi delle foto ufficiali: sicurezza regionale, deterrenza, equilibri strategici. La Striscia resta scenario.<br /> Da Bruxelles arriva una frase che pesa. L’Alta rappresentante Kaja Kallas definisce “controproducenti” e “incompatibili con il diritto internazionale” le ultime decisioni del gabinetto di sicurezza israeliano sulla Cisgiordania. È un richiamo formale, registrato nei verbali dell’Unione. Le parole europee fotografano l’espansione degli insediamenti e l’aumento delle operazioni nei campi profughi.<br /> Intanto a Torino tre bambini feriti di Gaza entrano al Regina Margherita. Vengono accolti nei reparti pediatrici, lontani dalle sirene. La guerra attraversa il Mediterraneo e prende posto in un corridoio d’ospedale. Restano la mano che scava e i letti bianchi. Tutto il resto gira intorno.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70005717</guid><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 05:37:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/70005717/imported_c6f1831d_1c90_48ec_91ff_682f43dab57c.mp3" length="1771311" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La mano scava tra i calcinacci di Gaza City. Cerca ossa, brandelli di vestiti, tracce minime di una famiglia rimasta sotto il cemento dal 2023. La scena attraversa le agenzie e resta lì, sospesa. È il fotogramma delle ultime ventiquattro ore: un padre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La mano scava tra i calcinacci di Gaza City. Cerca ossa, brandelli di vestiti, tracce minime di una famiglia rimasta sotto il cemento dal 2023. La scena attraversa le agenzie e resta lì, sospesa. È il fotogramma delle ultime ventiquattro ore: un padre piegato a terra mentre sopra di lui passano dichiarazioni, vertici, comunicati.<br /> La tregua regge sulla carta. Sul terreno arrivano spari, raid mirati, accuse di violazioni reciproche. L’esercito israeliano parla di risposta a movimenti sospetti; da Gaza si contano altri corpi. La parola cessate il fuoco resta scritta nei briefing, intanto le ambulanze fanno la spola tra macerie e ospedali esausti. La Striscia vive dentro una pausa armata, fragile come il vetro.<br /> A Washington Benjamin Netanyahu incontra Donald Trump. Sul tavolo c’è l’Iran, con i colloqui indiretti in Oman e il nodo del programma nucleare. Gaza entra come capitolo collegato, pedina dentro un disegno più ampio. Le priorità si leggono nei tempi e nei sorrisi delle foto ufficiali: sicurezza regionale, deterrenza, equilibri strategici. La Striscia resta scenario.<br /> Da Bruxelles arriva una frase che pesa. L’Alta rappresentante Kaja Kallas definisce “controproducenti” e “incompatibili con il diritto internazionale” le ultime decisioni del gabinetto di sicurezza israeliano sulla Cisgiordania. È un richiamo formale, registrato nei verbali dell’Unione. Le parole europee fotografano l’espansione degli insediamenti e l’aumento delle operazioni nei campi profughi.<br /> Intanto a Torino tre bambini feriti di Gaza entrano al Regina Margherita. Vengono accolti nei reparti pediatrici, lontani dalle sirene. La guerra attraversa il Mediterraneo e prende posto in un corridoio d’ospedale. Restano la mano che scava e i letti bianchi. Tutto il resto gira intorno.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #145</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-145--69965723</link><description><![CDATA[Il cessate il fuoco continua a produrre bollettini. Dall’11 ottobre, a Gaza, i morti contati dopo la firma dell’accordo sono 586, i feriti 1.558. I numeri arrivano mentre i raid proseguono a intermittenza nel centro della Striscia e a Rafah, sempre spiegati come “risposte a violazioni”. La tregua resta una formula, la realtà un referto.<br /> Intanto Israele sposta il baricentro. Mentre Gaza brucia a bassa intensità, la Cisgiordania viene riscritta per decreto. Il governo rafforza i poteri civili sui territori occupati, accelera procedure e acquisti, rende strutturale ciò che doveva restare provvisorio. Washington protesta a parole, Berlino registra “preoccupazione”, sul terreno cambia il perimetro del controllo. L’annessione smette di essere una minaccia e diventa prassi amministrativa.<br /> La guerra, però, entra anche in un’altra stanza. Quella del diritto penale. In Israele avanzano disegni di legge che reintroducono la pena di morte su base etnica, riservata ai palestinesi. Le Nazioni Unite e Amnesty parlano di violazione del diritto alla vita e di discriminazione istituzionalizzata. È il linguaggio della legge che normalizza la selezione.<br /> A Gaza, nello stesso tempo, emergono storie che non lasciano corpi. Un’inchiesta giornalistica ricostruisce migliaia di persone “evaporate”, senza resti identificabili, compatibili con l’uso di armi ad altissima temperatura. Famiglie che cercano nomi in registri vuoti. Anche questo è un effetto di guerra: l’impossibilità del lutto.<br /> E l’Italia. Gli aiuti umanitari restano bloccati oltre confine, in Giordania. Le opposizioni chiedono un’informativa urgente al ministro degli Esteri. Il governo prende tempo. Gaza continua a insegnare una lezione semplice e brutale: quando la politica rinvia, la violenza compila i moduli al posto suo. E li timbra ogni giorno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69965723</guid><pubDate>Wed, 11 Feb 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69965723/imported_74870141_8dca_412d_b619_3c6a7f3140f7.mp3" length="1780924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il cessate il fuoco continua a produrre bollettini. Dall’11 ottobre, a Gaza, i morti contati dopo la firma dell’accordo sono 586, i feriti 1.558. 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L’annessione smette di essere una minaccia e diventa prassi amministrativa.<br /> La guerra, però, entra anche in un’altra stanza. Quella del diritto penale. In Israele avanzano disegni di legge che reintroducono la pena di morte su base etnica, riservata ai palestinesi. Le Nazioni Unite e Amnesty parlano di violazione del diritto alla vita e di discriminazione istituzionalizzata. È il linguaggio della legge che normalizza la selezione.<br /> A Gaza, nello stesso tempo, emergono storie che non lasciano corpi. Un’inchiesta giornalistica ricostruisce migliaia di persone “evaporate”, senza resti identificabili, compatibili con l’uso di armi ad altissima temperatura. Famiglie che cercano nomi in registri vuoti. Anche questo è un effetto di guerra: l’impossibilità del lutto.<br /> E l’Italia. Gli aiuti umanitari restano bloccati oltre confine, in Giordania. Le opposizioni chiedono un’informativa urgente al ministro degli Esteri. Il governo prende tempo. Gaza continua a insegnare una lezione semplice e brutale: quando la politica rinvia, la violenza compila i moduli al posto suo. E li timbra ogni giorno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #144</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-144--69892567</link><description><![CDATA[Rafah funziona a intermittenza. Due giorni di stop, poi un varco contingentato, poi di nuovo l’attesa. Le evacuazioni sanitarie passano “a tranche”, poche decine alla volta, mentre migliaia restano in lista. La tregua si misura così: con un cancello che decide chi respira e chi aspetta. È il quadro degli ultimi tre giorni, raccontato dalle agenzie e confermato sul terreno, dove l’uscita dalla Striscia resta un’eccezione amministrativa, non un diritto.<br /> Dentro questa cornice tornano i colpi “di contorno”. Fuoco su tende di sfollati a est di Gaza City. Un ventenne ucciso a Deir al-Balah. Segnalazioni di spari nel nord per il superamento di una linea “gialla” che cambia di giorno in giorno. Episodi presentati come incidenti, poi sommati in bollettino. La parola tregua resta in alto, la pratica resta bassa. E intanto l’imbuto sanitario si stringe: feriti cronici, dialisi, oncologici che dipendono da una finestra di poche ore.<br /> Sullo sfondo, la pace entra in calendario. A Washington prende forma un Board of Peace, investimenti annunciati, fase due, tavolo arabo. La diplomazia come evento, con date e foto. In Europa si discutono compatibilità statutarie, mentre sul terreno la normalità viene rinviata. La distanza tra i comunicati e i varchi è tutta qui.<br /> Il controcampo è la Cisgiordania. Raid notturni nei villaggi, case perquisite, giovani presi di mira. L’Unione europea annuncia fondi a UNRWA per Gaza e Cisgiordania insieme, riconoscendo che la linea è una sola anche quando si finge di spezzarla. Le famiglie dormono in abitazioni danneggiate, nella paura, mentre le operazioni “di sicurezza” producono paura come effetto collaterale.<br /> Rafah che apre e chiude, tende colpite, villaggi rastrellati, tavoli di pace apparecchiati. Negli ultimi tre giorni il conflitto ha mostrato la sua grammatica: la tregua come parola, la violenza come procedura, l’uscita come concessione. Finché questa resta la sintassi, ogni annuncio suona come un titolo senza testo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69892567</guid><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69892567/imported_5d1c7392_031d_44f8_849b_a9a086ffdfc4.mp3" length="2063464" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Rafah funziona a intermittenza. Due giorni di stop, poi un varco contingentato, poi di nuovo l’attesa. Le evacuazioni sanitarie passano “a tranche”, poche decine alla volta, mentre migliaia restano in lista. 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E intanto l’imbuto sanitario si stringe: feriti cronici, dialisi, oncologici che dipendono da una finestra di poche ore.<br /> Sullo sfondo, la pace entra in calendario. A Washington prende forma un Board of Peace, investimenti annunciati, fase due, tavolo arabo. La diplomazia come evento, con date e foto. In Europa si discutono compatibilità statutarie, mentre sul terreno la normalità viene rinviata. La distanza tra i comunicati e i varchi è tutta qui.<br /> Il controcampo è la Cisgiordania. Raid notturni nei villaggi, case perquisite, giovani presi di mira. L’Unione europea annuncia fondi a UNRWA per Gaza e Cisgiordania insieme, riconoscendo che la linea è una sola anche quando si finge di spezzarla. Le famiglie dormono in abitazioni danneggiate, nella paura, mentre le operazioni “di sicurezza” producono paura come effetto collaterale.<br /> Rafah che apre e chiude, tende colpite, villaggi rastrellati, tavoli di pace apparecchiati. Negli ultimi tre giorni il conflitto ha mostrato la sua grammatica: la tregua come parola, la violenza come procedura, l’uscita come concessione. Finché questa resta la sintassi, ogni annuncio suona come un titolo senza testo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #143</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-143--69850180</link><description><![CDATA[La tregua continua a esistere come parola, mentre a Gaza resta un gesto amministrativo. Un permesso, una linea, un varco che apre e richiude. «Where is the ceasefire? Where are the mediators?», chiede Mohamed Abu Selmiya dall’ospedale al-Shifa. La domanda arriva mentre i reparti continuano a riempirsi. Da ottobre, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, il ministero della Sanità di Gaza conta oltre cinquecento morti palestinesi. In alcuni giorni se ne sommano venti, trenta. L’esercito israeliano risponde con il proprio bilancio e con la formula rituale delle “violazioni oltre la linea”. La linea, intanto, taglia i corpi.<br /> Rafah è il simbolo di questa tregua per sottrazione. Riapertura annunciata, passaggi concessi a contagocce. Lunedì meno di cinquanta persone autorizzate a uscire, mentre migliaia restano bloccate. Ogni spiraglio diventa selezione. Anche l’aria passa con il contagocce.<br /> Sul tavolo internazionale, Gaza viene ridotta a schema: ricostruzione condizionata, sicurezza, “demilitarizzazione” come parola chiave. Fuori dal tavolo, la realtà resta fatta di ospedali che funzionano a metà e di fotografi costretti a trasformare l’orrore in archivio. Huda Skaik ha chiesto a otto fotografi di Gaza un’immagine “di significato”. Ne è uscito un catalogo di lutti quotidiani, madri, bambini, macerie che resistono allo sguardo. È un contro-racconto che non chiede permessi.<br /> Intanto, altrove, Israele discute di sé. Alla Knesset una commissione parlamentare ha reso pubblico un dato: quasi novecento segnalazioni di abusi sessuali nei reparti di salute mentale in tre anni. È un numero che apre un fronte interno, rimosso dal dibattito globale, e che mostra come anche dentro lo Stato la violenza emerga solo quando qualcuno la conta.<br /> Gaza resta sospesa tra questi piani. La tregua detta nei comunicati, la violenza amministrata sul terreno, le immagini che provano a salvare tracce. Tutto il resto è mediazione che arriva tardi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69850180</guid><pubDate>Sat, 07 Feb 2026 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69850180/imported_4edeeba7_c200_468f_8f22_73b3d0be2e4d.mp3" length="2021668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La tregua continua a esistere come parola, mentre a Gaza resta un gesto amministrativo. Un permesso, una linea, un varco che apre e richiude. «Where is the ceasefire? Where are the mediators?», chiede Mohamed Abu Selmiya dall’ospedale al-Shifa. 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Anche l’aria passa con il contagocce.<br /> Sul tavolo internazionale, Gaza viene ridotta a schema: ricostruzione condizionata, sicurezza, “demilitarizzazione” come parola chiave. Fuori dal tavolo, la realtà resta fatta di ospedali che funzionano a metà e di fotografi costretti a trasformare l’orrore in archivio. Huda Skaik ha chiesto a otto fotografi di Gaza un’immagine “di significato”. Ne è uscito un catalogo di lutti quotidiani, madri, bambini, macerie che resistono allo sguardo. È un contro-racconto che non chiede permessi.<br /> Intanto, altrove, Israele discute di sé. Alla Knesset una commissione parlamentare ha reso pubblico un dato: quasi novecento segnalazioni di abusi sessuali nei reparti di salute mentale in tre anni. È un numero che apre un fronte interno, rimosso dal dibattito globale, e che mostra come anche dentro lo Stato la violenza emerga solo quando qualcuno la conta.<br /> Gaza resta sospesa tra questi piani. La tregua detta nei comunicati, la violenza amministrata sul terreno, le immagini che provano a salvare tracce. Tutto il resto è mediazione che arriva tardi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #142</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-142--69820037</link><description><![CDATA[A Gaza, nelle ultime ventiquattro ore, conta altro. Contano i corpi che tornano, le corsie che si riempiono, i cieli che restano attivi.<br /> Al complesso medico di Al-Shifa arrivano 54 corpi e 66 casse con resti umani e organi. Il trasferimento avviene tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa, lo conferma il ministero della Salute di Gaza. È una consegna amministrativa, dicono. In realtà è una scena: camion, bare numerate, personale sanitario che ricomincia a contare. Al-Shifa resta insieme obitorio e pronto soccorso, simbolo di una tregua che non si deposita mai del tutto sul terreno.<br /> A ovest di Gaza City, nel campo profughi di Al-Shati, un bombardamento colpisce un gruppo di civili. Un morto, diversi feriti. Le immagini circolano prima dei dettagli, come sempre. Le agenzie parlano di raid mirati, di operazioni “in risposta” al ferimento di un soldato israeliano lungo la Linea Gialla. La geografia è quella già vista, la dinamica pure: un episodio militare, una rappresaglia, vittime civili che entrano nel bilancio quotidiano.<br /> Rafah resta il punto cieco. La Mezzaluna Rossa palestinese segnala evacuazioni mediche sospese, Israele replica che il valico è operativo e che mancano i dettagli di coordinamento richiesti all’Oms. La burocrazia diventa confine. Pazienti in attesa, accompagnatori bloccati, responsabilità che si rincorrono mentre il tempo clinico scorre in una sola direzione.<br /> Sul fronte israeliano il gabinetto politico-di sicurezza anticipa una riunione straordinaria. Sul tavolo c’è l’Iran, i colloqui annunciati in Oman, il timore che l’intesa salti. Gaza resta dentro questo perimetro più largo, compressa tra dossier regionali che ne oscurano il peso umano.<br /> Alla fine della giornata il conto è semplice e crudele. Al-Shifa riceve corpi e feriti nello stesso giro di ore. La tregua continua a vivere nei comunicati. A Gaza, ancora una volta, resta una parola senza riparo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69820037</guid><pubDate>Fri, 06 Feb 2026 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69820037/imported_35c270ce_a228_47e9_940a_f3bef85b2194.mp3" length="1935569" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza, nelle ultime ventiquattro ore, conta altro. Contano i corpi che tornano, le corsie che si riempiono, i cieli che restano attivi.
Al complesso medico di Al-Shifa arrivano 54 corpi e 66 casse con resti umani e organi. Il trasferimento avviene...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza, nelle ultime ventiquattro ore, conta altro. Contano i corpi che tornano, le corsie che si riempiono, i cieli che restano attivi.<br /> Al complesso medico di Al-Shifa arrivano 54 corpi e 66 casse con resti umani e organi. Il trasferimento avviene tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa, lo conferma il ministero della Salute di Gaza. È una consegna amministrativa, dicono. In realtà è una scena: camion, bare numerate, personale sanitario che ricomincia a contare. Al-Shifa resta insieme obitorio e pronto soccorso, simbolo di una tregua che non si deposita mai del tutto sul terreno.<br /> A ovest di Gaza City, nel campo profughi di Al-Shati, un bombardamento colpisce un gruppo di civili. Un morto, diversi feriti. Le immagini circolano prima dei dettagli, come sempre. Le agenzie parlano di raid mirati, di operazioni “in risposta” al ferimento di un soldato israeliano lungo la Linea Gialla. La geografia è quella già vista, la dinamica pure: un episodio militare, una rappresaglia, vittime civili che entrano nel bilancio quotidiano.<br /> Rafah resta il punto cieco. La Mezzaluna Rossa palestinese segnala evacuazioni mediche sospese, Israele replica che il valico è operativo e che mancano i dettagli di coordinamento richiesti all’Oms. La burocrazia diventa confine. Pazienti in attesa, accompagnatori bloccati, responsabilità che si rincorrono mentre il tempo clinico scorre in una sola direzione.<br /> Sul fronte israeliano il gabinetto politico-di sicurezza anticipa una riunione straordinaria. Sul tavolo c’è l’Iran, i colloqui annunciati in Oman, il timore che l’intesa salti. Gaza resta dentro questo perimetro più largo, compressa tra dossier regionali che ne oscurano il peso umano.<br /> Alla fine della giornata il conto è semplice e crudele. Al-Shifa riceve corpi e feriti nello stesso giro di ore. La tregua continua a vivere nei comunicati. A Gaza, ancora una volta, resta una parola senza riparo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #141</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-141--69804413</link><description><![CDATA[A Rafah anche oggi si entra e si esce a ore, Le evacuazioni mediche previste sono state annullate all’ultimo momento, con i pazienti già pronti e le ambulanze in attesa. Il collasso funziona così: la sopravvivenza diventa un permesso revocabile. <br /> L’Organizzazione mondiale della sanità parla di oltre 18.500 persone nella Striscia che necessitano di cure specialistiche indisponibili sul territorio. Il numero resta fermo mentre i giorni scorrono e le finestre di uscita si chiudono. <br /> Nelle stesse ore, lungo la Linea Gialla nel nord della Striscia, colpi d’arma da fuoco feriscono gravemente un riservista israeliano. La risposta è immediata: carri armati, raid aerei, bombardamenti. Il ministero della Salute di Gaza aggiorna il bilancio: almeno ventuno morti. Le agenzie annotano che la fonte non distingue tra civili e combattenti.<br /> Da Gaza arriva anche la voce del parroco della Sacra Famiglia, Gabriel Romanelli. Parla di una crisi umanitaria e sanitaria senza precedenti e avverte che l’idea di un conflitto in esaurimento è una rappresentazione lontana dalla realtà quotidiana.<br /> Intanto, in Cisgiordania, il governo israeliano accelera su un altro fronte. Il ministro della Difesa Israel Katz annuncia l’avanzamento della legalizzazione di 140 avamposti agricoli, con il sostegno di Netanyahu e Smotrich. Terra occupata che diventa autorizzata, violenza coloniale trasformata in atto amministrativo.<br /> E mentre sul terreno si decide chi può curarsi e chi perde casa, in Italia il dibattito scivola sulla punizione simbolica. Il senatore Maurizio Gasparri annuncia un’interrogazione contro Francesca Albanese per la sua iniziativa su Gaza alla Camera. Qui il confine si stringe sulle parole, là sui corpi. Il meccanismo resta riconoscibile.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69804413</guid><pubDate>Thu, 05 Feb 2026 05:57:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69804413/imported_5bf21755_b383_4620_b980_b68b0f963d62.mp3" length="1717812" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Rafah anche oggi si entra e si esce a ore, Le evacuazioni mediche previste sono state annullate all’ultimo momento, con i pazienti già pronti e le ambulanze in attesa. Il collasso funziona così: la sopravvivenza diventa un permesso revocabile....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Rafah anche oggi si entra e si esce a ore, Le evacuazioni mediche previste sono state annullate all’ultimo momento, con i pazienti già pronti e le ambulanze in attesa. Il collasso funziona così: la sopravvivenza diventa un permesso revocabile. <br /> L’Organizzazione mondiale della sanità parla di oltre 18.500 persone nella Striscia che necessitano di cure specialistiche indisponibili sul territorio. Il numero resta fermo mentre i giorni scorrono e le finestre di uscita si chiudono. <br /> Nelle stesse ore, lungo la Linea Gialla nel nord della Striscia, colpi d’arma da fuoco feriscono gravemente un riservista israeliano. La risposta è immediata: carri armati, raid aerei, bombardamenti. Il ministero della Salute di Gaza aggiorna il bilancio: almeno ventuno morti. Le agenzie annotano che la fonte non distingue tra civili e combattenti.<br /> Da Gaza arriva anche la voce del parroco della Sacra Famiglia, Gabriel Romanelli. Parla di una crisi umanitaria e sanitaria senza precedenti e avverte che l’idea di un conflitto in esaurimento è una rappresentazione lontana dalla realtà quotidiana.<br /> Intanto, in Cisgiordania, il governo israeliano accelera su un altro fronte. Il ministro della Difesa Israel Katz annuncia l’avanzamento della legalizzazione di 140 avamposti agricoli, con il sostegno di Netanyahu e Smotrich. Terra occupata che diventa autorizzata, violenza coloniale trasformata in atto amministrativo.<br /> E mentre sul terreno si decide chi può curarsi e chi perde casa, in Italia il dibattito scivola sulla punizione simbolica. Il senatore Maurizio Gasparri annuncia un’interrogazione contro Francesca Albanese per la sua iniziativa su Gaza alla Camera. Qui il confine si stringe sulle parole, là sui corpi. Il meccanismo resta riconoscibile.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #139</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-139--69750649</link><description><![CDATA[Rafah riapre. Così dicono le agenzie. Poi si leggono le righe sotto il titolo e il quadro si restringe. Il valico funziona a intermittenza, con numeri ridotti e criteri selettivi. Rientrano donne, bambini, anziani. I malati gravi, quelli con i nomi già trasmessi all’OMS per evacuazioni urgenti, passano da un altro varco, Kerem Shalom. La “riapertura” esiste, ma resta controllata, fragile, facilmente reversibile. Più utile alla narrazione che alla sopravvivenza quotidiana.<br /> Nello stesso giorno, un’altra porta si chiude del tutto. Medici Senza Frontiere viene costretta a lasciare Gaza. Israele parla di requisiti amministrativi e di elenchi del personale locale non consegnati. MSF risponde definendo la misura un pretesto e denunciando l’assenza di garanzie di sicurezza per il proprio staff. L’effetto pratico è immediato: meno medici, meno cure, meno presenza internazionale nei luoghi dove si muore di più.<br /> La contraddizione è evidente. Si annuncia un corridoio umanitario e si stringe il rubinetto dell’assistenza. Si invoca la sicurezza e si colpiscono le organizzazioni che tengono in piedi ospedali di fortuna e cliniche improvvisate. I valichi diventano strumenti politici: liste, autorizzazioni, attese che decidono chi passa e chi resta.<br /> Fuori dal linguaggio ovattato delle diplomazie, le parole sono più nette. Francesca Albanese ricorda che Israele non ha alcuna autorità legale per bloccare l’ingresso nel territorio che occupa e richiama il rispetto delle decisioni della Corte internazionale di giustizia. Qualcuno osserva che è forse la prima volta che MSF viene espulsa con l’accusa di essere una “infrastruttura militare”, lo stesso schema usato per colpire l’intero sistema sanitario di Gaza.<br /> Intanto gli inviati americani incontrano Netanyahu e parlano di tregua. Sul terreno resta una costante: una porta socchiusa, molte sprangate. E un’assistenza umanitaria trattata come concessione, non come obbligo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69750649</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69750649/imported_313df8d2_7fa9_479f_8908_63bd5241e6c4.mp3" length="1947689" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Rafah riapre. Così dicono le agenzie. Poi si leggono le righe sotto il titolo e il quadro si restringe. Il valico funziona a intermittenza, con numeri ridotti e criteri selettivi. Rientrano donne, bambini, anziani. 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L’effetto pratico è immediato: meno medici, meno cure, meno presenza internazionale nei luoghi dove si muore di più.<br /> La contraddizione è evidente. Si annuncia un corridoio umanitario e si stringe il rubinetto dell’assistenza. Si invoca la sicurezza e si colpiscono le organizzazioni che tengono in piedi ospedali di fortuna e cliniche improvvisate. I valichi diventano strumenti politici: liste, autorizzazioni, attese che decidono chi passa e chi resta.<br /> Fuori dal linguaggio ovattato delle diplomazie, le parole sono più nette. Francesca Albanese ricorda che Israele non ha alcuna autorità legale per bloccare l’ingresso nel territorio che occupa e richiama il rispetto delle decisioni della Corte internazionale di giustizia. Qualcuno osserva che è forse la prima volta che MSF viene espulsa con l’accusa di essere una “infrastruttura militare”, lo stesso schema usato per colpire l’intero sistema sanitario di Gaza.<br /> Intanto gli inviati americani incontrano Netanyahu e parlano di tregua. Sul terreno resta una costante: una porta socchiusa, molte sprangate. E un’assistenza umanitaria trattata come concessione, non come obbligo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #138</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-138--69696033</link><description><![CDATA[I numeri sono diventati ingestibili e quindi la propaganda è caduta. L’IDF “accetta” il bilancio delle vittime fornito dal Ministero della Sanità di Gaza perché non ha più margine per negarlo. Non perché sia improvvisamente affidabile. Perché è già vecchio.<br /> Chi racconta questo genocidio sa bene che i numeri ufficiali arrivano sempre in ritardo rispetto alla realtà. Arrivano quando i corpi sono stati recuperati, identificati, registrati. Arrivano quando esistono ancora ospedali funzionanti, registri consultabili, personale vivo. A Gaza tutto questo è saltato da mesi. Le cifre pubblicate raccontano ciò che è stato contato, non ciò che è accaduto.<br /> L’IDF sa che il totale reale supera quello che oggi viene discusso nei comunicati. Sa che sotto le macerie ci sono morti senza nome. Sa che i decessi indiretti, per fame, infezioni, mancata assistenza, stanno crescendo fuori da qualsiasi statistica. Accettare il bilancio ufficiale serve a chiudere il fronte del dibattito pubblico, non serve a dire la verità. Non cascateci. <br /> Per mesi il lavoro dei giornalisti palestinesi è stato liquidato come propaganda. Hanno mostrato corpi, elenchi, nomi. Hanno raccontato la distruzione mentre venivano accusati di gonfiare i numeri. Oggi quelle cifre diventano improvvisamente “utilizzabili”. Perché? perché sono inferiori alla realtà che incombe.<br /> Il negazionismo ha avuto una funzione politica precisa: guadagnare tempo. Ogni giorno passato a discutere se i morti fossero davvero così tanti è stato un giorno sottratto alla responsabilità. Ogni dubbio seminato sui numeri ha protetto le decisioni che li producevano.<br /> Quando anche l’esercito che bombarda accetta il conteggio delle vittime, significa che quel numero non fa più paura. È già stato superato. E chi lo ha raccontato dall’inizio aveva ragione. Non per ideologia. Perché era lì.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69696033</guid><pubDate>Sat, 31 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69696033/imported_4a2434ab_556e_4f4d_a93b_9fb36c112459.mp3" length="1806419" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>I numeri sono diventati ingestibili e quindi la propaganda è caduta. L’IDF “accetta” il bilancio delle vittime fornito dal Ministero della Sanità di Gaza perché non ha più margine per negarlo. Non perché sia improvvisamente affidabile. 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Accettare il bilancio ufficiale serve a chiudere il fronte del dibattito pubblico, non serve a dire la verità. Non cascateci. <br /> Per mesi il lavoro dei giornalisti palestinesi è stato liquidato come propaganda. Hanno mostrato corpi, elenchi, nomi. Hanno raccontato la distruzione mentre venivano accusati di gonfiare i numeri. Oggi quelle cifre diventano improvvisamente “utilizzabili”. Perché? perché sono inferiori alla realtà che incombe.<br /> Il negazionismo ha avuto una funzione politica precisa: guadagnare tempo. Ogni giorno passato a discutere se i morti fossero davvero così tanti è stato un giorno sottratto alla responsabilità. Ogni dubbio seminato sui numeri ha protetto le decisioni che li producevano.<br /> Quando anche l’esercito che bombarda accetta il conteggio delle vittime, significa che quel numero non fa più paura. È già stato superato. E chi lo ha raccontato dall’inizio aveva ragione. Non per ideologia. Perché era lì.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #137</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-137--69673014</link><description><![CDATA[Rafah oggi è un atto politico concreto. È il punto in cui il potere si esercita senza bisogno di proclami. Il valico resta formalmente aperto al transito delle persone, mentre sulle merci si consuma una trattativa che riguarda quantità, tempi, autorizzazioni. Nelle ultime 24 ore fonti israeliane hanno fatto filtrare l’ipotesi di ridurre i camion degli aiuti dagli attuali circa 600 al giorno a 200, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 120. Ogni cifra è una decisione sulla sopravvivenza.<br /> Nello stesso tempo Hamas afferma di essere pronto a trasferire la gestione della Striscia a un comitato palestinese di tecnici, subordinando la mossa alla riapertura “completa” di Rafah, in entrata e in uscita, senza controllo israeliano. Il lessico è quello della transizione amministrativa. La sostanza resta il confine come strumento di comando. Rafah governa Gaza più di qualsiasi organigramma.<br /> Il rientro in Israele del corpo dell’ultimo ostaggio chiude una fase simbolica del conflitto. Con quella chiusura, la pressione si sposta tutta sul dopo. Si parla di “fase due”ma il passaggio decisivo resta logistico: chi decide cosa passa dal valico decide la forma della pace. <br /> I dati sui bambini rendono visibile il costo di questo controllo. Secondo UNICEF, oltre 336.000 minori sono coinvolti in programmi educativi di emergenza, mentre circa il 60% dei bambini in età scolare resta escluso da qualsiasi forma di scuola in presenza. Più del 90% degli edifici scolastici risulta danneggiato o distrutto. L’istruzione dipende anche da Rafah: materiali didattici, evacuazioni mediche, ricongiungimenti familiari passano da lì. Ogni giorno di chiusura parziale allunga una frattura che diventa strutturale.<br /> Cento camion in più o in meno. Dentro quei numeri c’è la differenza tra assistenza e carestia, tra scuola e sospensione infinita. Gaza oggi viene amministrata così: a colpi di valico. Rafah è il luogo dove la politica smette di essere discorso e diventa immediatamente destino.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69673014</guid><pubDate>Fri, 30 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69673014/imported_a0ec2076_2539_4548_a904_d761153323f3.mp3" length="2035879" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Rafah oggi è un atto politico concreto. È il punto in cui il potere si esercita senza bisogno di proclami. 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La sostanza resta il confine come strumento di comando. Rafah governa Gaza più di qualsiasi organigramma.<br /> Il rientro in Israele del corpo dell’ultimo ostaggio chiude una fase simbolica del conflitto. Con quella chiusura, la pressione si sposta tutta sul dopo. Si parla di “fase due”ma il passaggio decisivo resta logistico: chi decide cosa passa dal valico decide la forma della pace. <br /> I dati sui bambini rendono visibile il costo di questo controllo. Secondo UNICEF, oltre 336.000 minori sono coinvolti in programmi educativi di emergenza, mentre circa il 60% dei bambini in età scolare resta escluso da qualsiasi forma di scuola in presenza. Più del 90% degli edifici scolastici risulta danneggiato o distrutto. L’istruzione dipende anche da Rafah: materiali didattici, evacuazioni mediche, ricongiungimenti familiari passano da lì. Ogni giorno di chiusura parziale allunga una frattura che diventa strutturale.<br /> Cento camion in più o in meno. 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Rafah è il luogo dove la politica smette di essere discorso e diventa immediatamente destino.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #136</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-136--69655370</link><description><![CDATA[Rafah “riapre”, dicono. Ma la cronaca resta fuori. Israele ha ribadito davanti alla Corte Suprema che, anche con il valico operativo, i giornalisti stranieri non entreranno a Gaza. La motivazione è sempre la stessa: sicurezza. È una parola che funziona come un interruttore. Si accende per chiudere gli accessi, si spegne quando serve giustificare quello che accade sul terreno.<br /> Così la guerra continua a essere raccontata per delega. Comunicati militari, immagini filtrate, numeri che arrivano senza possibilità di verifica indipendente. Sedici mesi dopo l’inizio dell’offensiva, la richiesta della stampa internazionale resta sospesa, rinviata, congelata. Si discute di “fase due”, di corridoi umanitari, di governance futura, mentre l’unica decisione costante è impedire lo sguardo.<br /> Intanto, fuori da Gaza ma dentro lo stesso metodo, la violenza avanza in Cisgiordania. Il 27 gennaio, a Masafer Yatta, decine di coloni hanno attaccato i villaggi palestinesi di Al-Fukhait e Khirbet al-Halalawa: pietre, spray urticante, incendi, bestiame rubato. Le ambulanze della Mezzaluna Rossa Palestinese sono state prese di mira e bloccate. I soccorsi fermati. Le ferite lasciate a terra.<br /> Masafer Yatta è il luogo raccontato da No Other Land, premiato agli Oscar. È già un simbolo globale. Eppure continua a essere trattato come una zona franca della responsabilità, dove l’assenza di testimoni diventa parte integrante dell’operazione. Nella stessa giornata, a sud di Hebron, un ragazzo di vent’anni, Mohammad Rajeh Nasrallah, è morto dopo essere stato colpito durante un’operazione militare israeliana. Un altro nome che scivola nella statistica.<br /> A Gaza si chiudono i varchi della cronaca, in Cisgiordania si spezzano quelli del soccorso. È lo stesso disegno: controllo totale del visibile. Rafah come promessa, il silenzio come metodo. E mentre si discute di accessi “tecnici”, la realtà resta sequestrata. Non per mancanza di fatti, ma per eccesso di paura di chi li potrebbe raccontare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69655370</guid><pubDate>Thu, 29 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69655370/imported_06e80da0_ee85_41f0_bd8c_7eb20c9c2ad8.mp3" length="1976111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Rafah “riapre”, dicono. Ma la cronaca resta fuori. 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Si discute di “fase due”, di corridoi umanitari, di governance futura, mentre l’unica decisione costante è impedire lo sguardo.<br /> Intanto, fuori da Gaza ma dentro lo stesso metodo, la violenza avanza in Cisgiordania. Il 27 gennaio, a Masafer Yatta, decine di coloni hanno attaccato i villaggi palestinesi di Al-Fukhait e Khirbet al-Halalawa: pietre, spray urticante, incendi, bestiame rubato. Le ambulanze della Mezzaluna Rossa Palestinese sono state prese di mira e bloccate. I soccorsi fermati. Le ferite lasciate a terra.<br /> Masafer Yatta è il luogo raccontato da No Other Land, premiato agli Oscar. È già un simbolo globale. Eppure continua a essere trattato come una zona franca della responsabilità, dove l’assenza di testimoni diventa parte integrante dell’operazione. Nella stessa giornata, a sud di Hebron, un ragazzo di vent’anni, Mohammad Rajeh Nasrallah, è morto dopo essere stato colpito durante un’operazione militare israeliana. Un altro nome che scivola nella statistica.<br /> A Gaza si chiudono i varchi della cronaca, in Cisgiordania si spezzano quelli del soccorso. È lo stesso disegno: controllo totale del visibile. Rafah come promessa, il silenzio come metodo. E mentre si discute di accessi “tecnici”, la realtà resta sequestrata. Non per mancanza di fatti, ma per eccesso di paura di chi li potrebbe raccontare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #135</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-135--69633855</link><description><![CDATA[Hanno paura di una parola. Non di un gesto, non di una protesta, non di un disordine. Di una parola detta su un palco. La vicenda Ghali racconta l’Italia meglio di qualunque dichiarazione ufficiale: la censura preventiva elevata a valore civile, il silenzio imposto presentato come buona educazione.<br /> Il ministro Abodi parla di “rispetto”. Dice che la cerimonia d’apertura dei Giochi è costruita in modo da “azzerare i rischi di libera interpretazione”. Azzerare. Come se la libertà fosse un errore di sistema. Come se l’etica coincidesse con l’assenza di parole scomode. L’arte ammessa solo se decorativa, la cultura valida solo se muta.<br /> Poi arriva il paternalismo esplicito. L’idea che Ghali debba ricevere “indicazioni”, “linee guida”, capire “cosa deve fare” in quel momento. È il potere che si concede il diritto di decidere il perimetro del pensiero altrui. Un artista trattato come un funzionario da addestrare. Un microfono visto come una minaccia.<br /> Intanto Gaza continua a esistere. Mentre qui si discute di galateo istituzionale, l’artiglieria israeliana colpisce l’est di Gaza City. Mentre qui si invoca il rispetto, ministri del governo Netanyahu parlano di regime militare sulla Striscia. Mentre qui si sorvegliano le parole, in Cisgiordania le case vengono demolite. I fatti non hanno bisogno di interpretazione.<br /> Il cortocircuito è totale. La parola “Gaza” fa più paura dei bombardamenti. Una frase detta da un cantante spaventa più delle macerie. Per questo bisogna neutralizzarla prima che accada. Per questo si costruisce il silenzio come valore morale.<br /> Ma il rispetto e l’etica obbligano a parlare. L’arte e il pensiero sono liberi. E Gaza non è un’opinione: è un genocidio che si vorrebbe consumare senza disturbo, lontano dai palchi, lontano dalle cerimonie, lontano dalle coscienze.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69633855</guid><pubDate>Wed, 28 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69633855/imported_5a956978_a36f_495d_b2e5_dcf9187a7bb0.mp3" length="1834422" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Hanno paura di una parola. Non di un gesto, non di una protesta, non di un disordine. Di una parola detta su un palco. 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È il potere che si concede il diritto di decidere il perimetro del pensiero altrui. Un artista trattato come un funzionario da addestrare. Un microfono visto come una minaccia.<br /> Intanto Gaza continua a esistere. Mentre qui si discute di galateo istituzionale, l’artiglieria israeliana colpisce l’est di Gaza City. Mentre qui si invoca il rispetto, ministri del governo Netanyahu parlano di regime militare sulla Striscia. Mentre qui si sorvegliano le parole, in Cisgiordania le case vengono demolite. I fatti non hanno bisogno di interpretazione.<br /> Il cortocircuito è totale. La parola “Gaza” fa più paura dei bombardamenti. Una frase detta da un cantante spaventa più delle macerie. Per questo bisogna neutralizzarla prima che accada. Per questo si costruisce il silenzio come valore morale.<br /> Ma il rispetto e l’etica obbligano a parlare. L’arte e il pensiero sono liberi. E Gaza non è un’opinione: è un genocidio che si vorrebbe consumare senza disturbo, lontano dai palchi, lontano dalle cerimonie, lontano dalle coscienze.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #134</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-134--69602002</link><description><![CDATA[Nel buio a est di Gaza City tornano le esplosioni. Le immagini che circolano nelle ultime ore mostrano demolizioni di abitazioni civili già svuotate, quartieri cancellati mentre la parola “tregua” continua a essere spesa come copertura. La tregua resta nei comunicati, la distruzione resta sul terreno.<br /> Dentro questo scenario si muore anche senza bombe. Mohammad e Suleiman Al Zawaraa avevano 14 e 13 anni. Sono stati uccisi dalle forze israeliane mentre raccoglievano legna per scaldarsi. Legna, non armi. Avevano freddo, non combattevano. Le IDF li definiscono “terroristi”, collocandoli dentro una generica “zona di sicurezza”. La famiglia racconta altro: i ragazzi erano lontani dalla Linea Gialla, una linea peraltro segnata in modo irregolare, spesso invisibile. In questa guerra anche il gesto minimo della sopravvivenza viene riscritto come minaccia.<br /> A pochi chilometri di distanza, a Rafah, il confine continua a essere trattato come leva politica. La riapertura del valico viene annunciata e immediatamente subordinata al recupero del corpo dell’ultimo ostaggio israeliano. Passaggi pedonali contingentati, ispezioni totali, condizioni mobili. Il diritto di uscire diventa una concessione temporanea, revocabile, negoziata sopra le teste di due milioni di persone.<br /> Intanto il freddo completa il quadro. Zainab Mohammad Musbeh, 63 anni, muore in una tenda ad al Mawasi. Nessun attacco diretto. Basta l’assenza di muri, di elettricità, di riparo. La precarietà trasformata in normalità uccide quanto le armi.<br /> Infine il silenzio. Israele proroga il blocco di al Jazeera e amplia l’oscuramento ad altri media. Meno immagini, meno testimoni, meno possibilità di smentire versioni ufficiali che chiamano terrorismo la fame e sicurezza la demolizione.<br /> A Gaza oggi si muore raccogliendo legna. E qualcuno pretende ancora che lo si chiami tregua.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69602002</guid><pubDate>Tue, 27 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69602002/imported_05899423_2453_4dd2_9b9b_8ca0f8aa5831.mp3" length="1825645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel buio a est di Gaza City tornano le esplosioni. Le immagini che circolano nelle ultime ore mostrano demolizioni di abitazioni civili già svuotate, quartieri cancellati mentre la parola “tregua” continua a essere spesa come copertura. 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In questa guerra anche il gesto minimo della sopravvivenza viene riscritto come minaccia.<br /> A pochi chilometri di distanza, a Rafah, il confine continua a essere trattato come leva politica. La riapertura del valico viene annunciata e immediatamente subordinata al recupero del corpo dell’ultimo ostaggio israeliano. Passaggi pedonali contingentati, ispezioni totali, condizioni mobili. Il diritto di uscire diventa una concessione temporanea, revocabile, negoziata sopra le teste di due milioni di persone.<br /> Intanto il freddo completa il quadro. Zainab Mohammad Musbeh, 63 anni, muore in una tenda ad al Mawasi. Nessun attacco diretto. Basta l’assenza di muri, di elettricità, di riparo. La precarietà trasformata in normalità uccide quanto le armi.<br /> Infine il silenzio. Israele proroga il blocco di al Jazeera e amplia l’oscuramento ad altri media. Meno immagini, meno testimoni, meno possibilità di smentire versioni ufficiali che chiamano terrorismo la fame e sicurezza la demolizione.<br /> A Gaza oggi si muore raccogliendo legna. E qualcuno pretende ancora che lo si chiami tregua.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #133</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-133--69584281</link><description><![CDATA[La chiamano “linea gialla”. Avrebbe dovuto essere una convenzione tecnica ma alla fine è la sindone della ferocia israeliana. È diventata un confine mobile che avanza. Le immagini satellitari raccontano blocchi di cemento piazzati decine e poi centinaia di metri dentro Gaza City, nuove fortificazioni che riscrivono la mappa senza dichiararlo. La linea resta “gialla” solo nel linguaggio; nella pratica sposta accessi, quartieri, vite.<br /> Mentre le IDF parlano di operazioni “oltre la linea concordata”, la linea stessa cambia posizione. È urbanistica militare: si costruisce mentre si annuncia una pausa. La tregua diventa così un dispositivo spaziale, utile a riorganizzare il controllo. Sullo sfondo, il “Board of Peace” prende forma come catena decisionale: riunioni, emissari, piani a punti. La pace promessa è un’altalena di apri e chiudi i varchi. <br /> Rafah torna al centro per la stessa ragione. Ogni discussione sulla riapertura passa da tavoli diplomatici e da un nome che resta appeso, l’ultimo ostaggio. Il varco è semplicemente una leva politica, il passaggio è solo concessione. Intanto la linea avanza altrove, silenziosa, e la parola “fase” sostituisce la parola “confine”.<br /> Poi c’è UNRWA. Sedi demolite e incendiate a Gerusalemme Est, cliniche colpite nel nord di Gaza, ambulanze che corrono sotto il tiro. Colpire i presìdi umanitari significa svuotare la tregua di contenuto materiale. Senza ambulatori, senza scuole, senza magazzini, la pausa resta un comunicato. La vita quotidiana è un campo minato.<br /> La cronaca internazionale si accorcia mentre quella locale si fa rischiosa. Per questo pesa il riconoscimento assegnato a chi racconta da dentro, a chi resta quando l’accesso si chiude. La “linea gialla” vale per i corpi, per i camion, per le ambulanze, per le parole. E ogni giorno che passa, quel colore serve solo a nascondere il movimento.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69584281</guid><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69584281/imported_6cfe2e95_21a4_4f1b_9d10_d6a1f654ab18.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La chiamano “linea gialla”. Avrebbe dovuto essere una convenzione tecnica ma alla fine è la sindone della ferocia israeliana. È diventata un confine mobile che avanza. 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La pace promessa è un’altalena di apri e chiudi i varchi. <br /> Rafah torna al centro per la stessa ragione. Ogni discussione sulla riapertura passa da tavoli diplomatici e da un nome che resta appeso, l’ultimo ostaggio. Il varco è semplicemente una leva politica, il passaggio è solo concessione. Intanto la linea avanza altrove, silenziosa, e la parola “fase” sostituisce la parola “confine”.<br /> Poi c’è UNRWA. Sedi demolite e incendiate a Gerusalemme Est, cliniche colpite nel nord di Gaza, ambulanze che corrono sotto il tiro. Colpire i presìdi umanitari significa svuotare la tregua di contenuto materiale. Senza ambulatori, senza scuole, senza magazzini, la pausa resta un comunicato. La vita quotidiana è un campo minato.<br /> La cronaca internazionale si accorcia mentre quella locale si fa rischiosa. Per questo pesa il riconoscimento assegnato a chi racconta da dentro, a chi resta quando l’accesso si chiude. La “linea gialla” vale per i corpi, per i camion, per le ambulanze, per le parole. E ogni giorno che passa, quel colore serve solo a nascondere il movimento.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #132</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-132--69565700</link><description><![CDATA[A Davos si costruisce il plastico. A Gaza si brucia plastica per scaldarsi. È il contrasto che regge tutta la giornata e rende superfluo ogni commento aggiuntivo.<br /> Mentre il Board of Peace si presenta come laboratorio del “dopo”, a Khan Younis le famiglie rovistano tra i rifiuti per accendere un fuoco che tolga il gelo dalle ossa. Lo raccontano le agenzie senza aggettivi, come se fosse un dato di contesto. È invece il centro della scena: la pace promessa in Svizzera e la sopravvivenza improvvisata nella Striscia stanno su due pianeti diversi.<br /> Il primo test concreto arriva da Rafah. Ali Shaath annuncia la riapertura del valico “in entrambe le direzioni” per la prossima settimana. Israele risponde con una formula sospesa, “valuteremo”. Il lato palestinese resta sotto controllo militare israeliano. <br /> In mezzo, la cronaca che smonta il palco. Tre giornalisti uccisi mentre viaggiavano in auto, tra loro un collaboratore dell’AFP. L’agenzia chiede un’indagine completa. Israele continua a impedire l’ingresso alla stampa internazionale, salvo visite accompagnate. Gaza viene raccontata da chi ci vive e ci muore, mentre la “pace” viene spiegata altrove. <br /> Sul piano politico europeo, la frattura è ormai esplicita. António Costa parla di “seri dubbi”. Pedro Sánchez si sfila. Ungheria e Bulgaria entrano. L’Italia resta in una terra di mezzo: Trump dice che Meloni “vuole unirsi”, Meloni evita di dirlo per iscritto. In Parlamento l’opposizione chiede conto, la Costituzione diventa improvvisamente un oggetto citato a corrente alternata.<br /> Intanto, lontano dai riflettori di Davos, la Cisgiordania continua a bruciare piano. A Hebron, operazione congiunta di esercito, Shin Bet e polizia: perquisizioni di massa, arresti, armi sequestrate. La “fase dopo” convive con la repressione quotidiana.<br /> Il filo che tiene insieme tutto è semplice e spietato. Si parla di pace senza guardare chi, oggi, deve bruciare immondizia per non morire di freddo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69565700</guid><pubDate>Sat, 24 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69565700/imported_3446775d_181e_4b0b_a937_96abdb01be9b.mp3" length="1997844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Davos si costruisce il plastico. A Gaza si brucia plastica per scaldarsi. È il contrasto che regge tutta la giornata e rende superfluo ogni commento aggiuntivo.
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Tre giornalisti uccisi mentre viaggiavano in auto, tra loro un collaboratore dell’AFP. L’agenzia chiede un’indagine completa. Israele continua a impedire l’ingresso alla stampa internazionale, salvo visite accompagnate. Gaza viene raccontata da chi ci vive e ci muore, mentre la “pace” viene spiegata altrove. <br /> Sul piano politico europeo, la frattura è ormai esplicita. António Costa parla di “seri dubbi”. Pedro Sánchez si sfila. Ungheria e Bulgaria entrano. L’Italia resta in una terra di mezzo: Trump dice che Meloni “vuole unirsi”, Meloni evita di dirlo per iscritto. In Parlamento l’opposizione chiede conto, la Costituzione diventa improvvisamente un oggetto citato a corrente alternata.<br /> Intanto, lontano dai riflettori di Davos, la Cisgiordania continua a bruciare piano. A Hebron, operazione congiunta di esercito, Shin Bet e polizia: perquisizioni di massa, arresti, armi sequestrate. La “fase dopo” convive con la repressione quotidiana.<br /> Il filo che tiene insieme tutto è semplice e spietato. Si parla di pace senza guardare chi, oggi, deve bruciare immondizia per non morire di freddo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #131</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-131--69551190</link><description><![CDATA[Davos accende i riflettori e spegne i corpi. Il Board of Peace nasce così: firma solenne, fotografie di gruppo, rendering patinati di una “Nuova Gaza” affacciata sul mare. Sullo schermo scorrono mappe e promesse, nella Striscia restano tende sfondate dal vento e macerie che cedono sotto il peso dell’inverno. La pace come evento, la guerra come contesto permanente.<br /> I nomi siedono al tavolo e fanno già notizia da soli. Donald Trump convoca e benedice. Benjamin Netanyahu accetta l’invito mentre l’offensiva prosegue. Vladimir Putin dice sì e normalizza la propria presenza. La pace diventa un board, l’adesione un atto politico, la biografia un dettaglio da rimuovere dal protocollo. Si firma, si applaude, si passa oltre.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza, la tregua resta un titolo. Un raid colpisce l’area delle tendopoli. Tre giornalisti vengono uccisi mentre documentano. Le richieste di indagine si accumulano come sempre, insieme ai nomi, insieme alle immagini. Il Board promette governance, i droni consegnano silenzio. Il lessico della ricostruzione corre più veloce dei soccorsi.<br /> L’idea che prende forma a Davos è chiara: ricostruire come progetto immobiliare, governare come dossier, pacificare come cornice. Le slide parlano di occupazione totale e turismo costiero. I comunicati parlano di sicurezza. I corridoi umanitari restano intermittenti. La distanza fra palcoscenico e terreno diventa metodo.<br /> L’Italia osserva dal bordo. Giorgia Meloni resta sospesa fra la foto e la Carta, fra l’invito e la cautela costituzionale. Le opposizioni chiedono di restare fuori. È una scena di imbarazzo istituzionale che dice più di mille dichiarazioni: la pace come club chiede una firma, la Repubblica chiede una responsabilità.<br /> Poi c’è Rafah. Un annuncio di riapertura del valico circola mentre il Board brinda. Un varco reale contro una pace di cartone. La differenza sta tutta lì: ciò che muove i camion e ciò che muove i titoli. Gaza continua a esistere fuori dal rendering. E lo ricorda ogni volta che la pace viene messa a verbale mentre la violenza resta a verbale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69551190</guid><pubDate>Fri, 23 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69551190/imported_7958ce6d_9605_474f_9a1d_c4b271e276f6.mp3" length="2051343" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Davos accende i riflettori e spegne i corpi. Il Board of Peace nasce così: firma solenne, fotografie di gruppo, rendering patinati di una “Nuova Gaza” affacciata sul mare. Sullo schermo scorrono mappe e promesse, nella Striscia restano tende sfondate...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Davos accende i riflettori e spegne i corpi. Il Board of Peace nasce così: firma solenne, fotografie di gruppo, rendering patinati di una “Nuova Gaza” affacciata sul mare. Sullo schermo scorrono mappe e promesse, nella Striscia restano tende sfondate dal vento e macerie che cedono sotto il peso dell’inverno. La pace come evento, la guerra come contesto permanente.<br /> I nomi siedono al tavolo e fanno già notizia da soli. Donald Trump convoca e benedice. Benjamin Netanyahu accetta l’invito mentre l’offensiva prosegue. Vladimir Putin dice sì e normalizza la propria presenza. La pace diventa un board, l’adesione un atto politico, la biografia un dettaglio da rimuovere dal protocollo. Si firma, si applaude, si passa oltre.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza, la tregua resta un titolo. Un raid colpisce l’area delle tendopoli. Tre giornalisti vengono uccisi mentre documentano. Le richieste di indagine si accumulano come sempre, insieme ai nomi, insieme alle immagini. Il Board promette governance, i droni consegnano silenzio. Il lessico della ricostruzione corre più veloce dei soccorsi.<br /> L’idea che prende forma a Davos è chiara: ricostruire come progetto immobiliare, governare come dossier, pacificare come cornice. Le slide parlano di occupazione totale e turismo costiero. I comunicati parlano di sicurezza. I corridoi umanitari restano intermittenti. La distanza fra palcoscenico e terreno diventa metodo.<br /> L’Italia osserva dal bordo. Giorgia Meloni resta sospesa fra la foto e la Carta, fra l’invito e la cautela costituzionale. Le opposizioni chiedono di restare fuori. È una scena di imbarazzo istituzionale che dice più di mille dichiarazioni: la pace come club chiede una firma, la Repubblica chiede una responsabilità.<br /> Poi c’è Rafah. Un annuncio di riapertura del valico circola mentre il Board brinda. Un varco reale contro una pace di cartone. La differenza sta tutta lì: ciò che muove i camion e ciò che muove i titoli. Gaza continua a esistere fuori dal rendering. E lo ricorda ogni volta che la pace viene messa a verbale mentre la violenza resta a verbale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #130</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-130--69538800</link><description><![CDATA[Nel “Board of peace” promosso da Donald Trump per Gaza siede Benjamin Netanyahu. Un premier ricercato dalla Corte penale internazionale viene accolto come interlocutore legittimo di un tavolo che si autodefinisce di pace. È un fatto politico, prima ancora che simbolico. Ed è il punto da cui partire.<br /> Giorgia Meloni resta fuori. Non per un’improvvisa cautela morale, non per una svolta sul genocidio. Resta fuori perché entrare significherebbe esporsi a un cortocircuito ingestibile. L’Italia è Stato parte dello Statuto di Roma. Partecipare a un organismo che normalizza la presenza di un ricercato CPI apre una faglia istituzionale evidente: davanti al Parlamento, al Quirinale, ai partner europei. Una faglia che non si chiude con una nota diplomatica.<br /> C’è poi il livello europeo. Il board nasce fuori da qualsiasi mandato Onu, come struttura parallela e personalistica. Nelle stesse ore l’Unione europea protesta per la demolizione di un compound delle Nazioni Unite a Gerusalemme Est, richiamando la Convenzione sulle immunità Onu. Da una parte si colpisce fisicamente il perimetro delle Nazioni Unite, dall’altra si costruisce una “pace” che delle Nazioni Unite fa a meno. Entrarci avrebbe significato rompere il fragile equilibrio europeo.<br /> Infine l’immagine. Sedersi a un tavolo con Netanyahu e con Trump regista avrebbe prodotto una fotografia impossibile da spiegare a Bruxelles e ingestibile in casa. Meloni sceglie l’unica opzione che riduce i danni: non firmare, non esporsi, rinviare.<br /> Intanto Gaza resta sullo sfondo come spazio amministrato. I convogli umanitari continuano, numerati, ordinati. La sopravvivenza viene gestita come logistica. La politica si svolge altrove, dove la parola “pace” viene pronunciata accanto a un mandato di arresto internazionale senza che nessuno senta il bisogno di spiegare la contraddizione.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69538800</guid><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69538800/imported_8cbaba61_ff31_49e6_967f_5216243259cc.mp3" length="1810599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel “Board of peace” promosso da Donald Trump per Gaza siede Benjamin Netanyahu. Un premier ricercato dalla Corte penale internazionale viene accolto come interlocutore legittimo di un tavolo che si autodefinisce di pace. È un fatto politico, prima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel “Board of peace” promosso da Donald Trump per Gaza siede Benjamin Netanyahu. Un premier ricercato dalla Corte penale internazionale viene accolto come interlocutore legittimo di un tavolo che si autodefinisce di pace. È un fatto politico, prima ancora che simbolico. Ed è il punto da cui partire.<br /> Giorgia Meloni resta fuori. Non per un’improvvisa cautela morale, non per una svolta sul genocidio. Resta fuori perché entrare significherebbe esporsi a un cortocircuito ingestibile. L’Italia è Stato parte dello Statuto di Roma. Partecipare a un organismo che normalizza la presenza di un ricercato CPI apre una faglia istituzionale evidente: davanti al Parlamento, al Quirinale, ai partner europei. Una faglia che non si chiude con una nota diplomatica.<br /> C’è poi il livello europeo. Il board nasce fuori da qualsiasi mandato Onu, come struttura parallela e personalistica. Nelle stesse ore l’Unione europea protesta per la demolizione di un compound delle Nazioni Unite a Gerusalemme Est, richiamando la Convenzione sulle immunità Onu. Da una parte si colpisce fisicamente il perimetro delle Nazioni Unite, dall’altra si costruisce una “pace” che delle Nazioni Unite fa a meno. Entrarci avrebbe significato rompere il fragile equilibrio europeo.<br /> Infine l’immagine. Sedersi a un tavolo con Netanyahu e con Trump regista avrebbe prodotto una fotografia impossibile da spiegare a Bruxelles e ingestibile in casa. Meloni sceglie l’unica opzione che riduce i danni: non firmare, non esporsi, rinviare.<br /> Intanto Gaza resta sullo sfondo come spazio amministrato. I convogli umanitari continuano, numerati, ordinati. La sopravvivenza viene gestita come logistica. La politica si svolge altrove, dove la parola “pace” viene pronunciata accanto a un mandato di arresto internazionale senza che nessuno senta il bisogno di spiegare la contraddizione.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #129</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-129--69524602</link><description><![CDATA[La ruspa entra nel compound ONU a Gerusalemme Est con la stessa calma di un atto d’ufficio. L’operazione viene presentata come sequestro legale, privo di immunità, inserito nelle prerogative dello Stato. L’UNRWA parla di violazione del diritto internazionale e di attacco diretto alla propria missione. Il risultato resta visibile: la presenza delle Nazioni Unite nei Territori occupati viene ridotta in macerie, alla luce del giorno, davanti alle telecamere.<br /> A Gaza, nello stesso tempo, muore una bambina di sette mesi. Si chiamava Shatha Abu Jarad. La causa è il freddo. Le tende offrono isolamento insufficiente, i generatori arrivano a intermittenza, il carburante resta razionato, gli aiuti si accumulano ai varchi. Dall’inizio dell’inverno i bambini morti per ipotermia risultano almeno nove, secondo le autorità sanitarie locali. Oggi nessun bombardamento, nessun jet, nessuna esplosione. Il clima svolge il suo lavoro dentro un sistema bloccato. Il freddo diventa una funzione della gestione.<br /> Poi c’è Rafah. Mentre a Washington e Tel Aviv prende forma il “Board of Peace”, tra governance futura e ricostruzione, il confine resta chiuso. Secondo la stampa israeliana, la decisione ha anche un valore politico: segnale contro la presenza di Turchia e Qatar nel nuovo organismo, leva sugli ostaggi, messaggio agli alleati. La pace come tavolo, il passaggio come rubinetto. Chi decide siede lontano. Chi aspetta resta dentro.<br /> In sottofondo scorrono numeri che raramente aprono i notiziari. Oltre 9.350 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Cinquantatré donne, circa 350 minori. Più di 3.300 in detenzione amministrativa, senza accuse formali e senza processo. Una contabilità in crescita mentre il discorso pubblico parla di futuro.<br /> Le ruspe sull’ONU, i bambini uccisi dal freddo, i cancelli serrati durante i vertici sulla pace. Una linea coerente attraversa tutto: la gestione quotidiana di una popolazione trattata come pratica amministrativa, mentre il lessico internazionale continua a chiamarla transizione.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69524602</guid><pubDate>Wed, 21 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69524602/imported_c8892ea3_d802_43e1_bcf4_36ecb060819b.mp3" length="2090213" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La ruspa entra nel compound ONU a Gerusalemme Est con la stessa calma di un atto d’ufficio. L’operazione viene presentata come sequestro legale, privo di immunità, inserito nelle prerogative dello Stato. L’UNRWA parla di violazione del diritto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La ruspa entra nel compound ONU a Gerusalemme Est con la stessa calma di un atto d’ufficio. L’operazione viene presentata come sequestro legale, privo di immunità, inserito nelle prerogative dello Stato. L’UNRWA parla di violazione del diritto internazionale e di attacco diretto alla propria missione. Il risultato resta visibile: la presenza delle Nazioni Unite nei Territori occupati viene ridotta in macerie, alla luce del giorno, davanti alle telecamere.<br /> A Gaza, nello stesso tempo, muore una bambina di sette mesi. Si chiamava Shatha Abu Jarad. La causa è il freddo. Le tende offrono isolamento insufficiente, i generatori arrivano a intermittenza, il carburante resta razionato, gli aiuti si accumulano ai varchi. Dall’inizio dell’inverno i bambini morti per ipotermia risultano almeno nove, secondo le autorità sanitarie locali. Oggi nessun bombardamento, nessun jet, nessuna esplosione. Il clima svolge il suo lavoro dentro un sistema bloccato. Il freddo diventa una funzione della gestione.<br /> Poi c’è Rafah. Mentre a Washington e Tel Aviv prende forma il “Board of Peace”, tra governance futura e ricostruzione, il confine resta chiuso. Secondo la stampa israeliana, la decisione ha anche un valore politico: segnale contro la presenza di Turchia e Qatar nel nuovo organismo, leva sugli ostaggi, messaggio agli alleati. La pace come tavolo, il passaggio come rubinetto. Chi decide siede lontano. Chi aspetta resta dentro.<br /> In sottofondo scorrono numeri che raramente aprono i notiziari. Oltre 9.350 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Cinquantatré donne, circa 350 minori. Più di 3.300 in detenzione amministrativa, senza accuse formali e senza processo. Una contabilità in crescita mentre il discorso pubblico parla di futuro.<br /> Le ruspe sull’ONU, i bambini uccisi dal freddo, i cancelli serrati durante i vertici sulla pace. Una linea coerente attraversa tutto: la gestione quotidiana di una popolazione trattata come pratica amministrativa, mentre il lessico internazionale continua a chiamarla transizione.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #128</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-128--69510357</link><description><![CDATA[La chiamano pace, la presentano come governance. In realtà è un consiglio di amministrazione. Il Board of Peace per Gaza nasce senza palestinesi e con un requisito chiaro: l’ingresso passa da un contributo miliardario. La pace diventa una quota. La ricostruzione un investimento. La rappresentanza un dettaglio sacrificabile.<br /> Nello statuto circolato nelle ultime ore, il Board assegna seggi permanenti in cambio di capitali e prevede mandati lunghi, rinnovabili, sottratti a qualsiasi voto. Alla guida, Donald Trump “a titolo personale”, con un ruolo destinato a sopravvivere al mandato presidenziale. La pace trasformata in incarico privato, sganciata da elezioni e responsabilità pubbliche. Un precedente enorme.<br /> Attorno al tavolo siedono sviluppatori immobiliari, miliardari, manager, figure politiche che hanno coperto la guerra o l’hanno resa possibile. Al tavolo manca chi Gaza la vive, la subisce, la seppellisce. Un organismo che decide il futuro di un territorio senza chi lo abita sta amministrando una sconfitta già data per acquisita.<br /> Mentre a Washington si impagina la “fase due”, sul terreno il linguaggio resta quello delle armi. Due palestinesi uccisi lungo la Linea gialla, attraversamenti segnalati e risposta armata. In Cisgiordania operazioni militari annunciate per giorni, incursioni notturne, minori portati via dalle case. La tregua esiste nei comunicati, sul terreno resta un confine operativo dove l’ingaggio continua.<br /> Il Board parla di ordine, stabilità, governance. Gaza diventa un asset da rendere amministrabile dopo la distruzione. La ricostruzione promette ritorni, la pace garantisce cornici. Il diritto internazionale resta fuori dalla stanza, insieme ai palestinesi.<br /> Quando la pace ha un prezzo d’ingresso, quando viene disegnata da chi ha sostenuto la guerra, quando si affida a cariche senza scadenza democratica, il risultato è già scritto. La violenza cambia nome e forma. Il conflitto prosegue, con un lessico più pulito e gli stessi corpi sotto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69510357</guid><pubDate>Tue, 20 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69510357/imported_d09152ae_6abe_43a0_959f_b66bf6a20a08.mp3" length="1912999" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La chiamano pace, la presentano come governance. In realtà è un consiglio di amministrazione. Il Board of Peace per Gaza nasce senza palestinesi e con un requisito chiaro: l’ingresso passa da un contributo miliardario. La pace diventa una quota. La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La chiamano pace, la presentano come governance. In realtà è un consiglio di amministrazione. Il Board of Peace per Gaza nasce senza palestinesi e con un requisito chiaro: l’ingresso passa da un contributo miliardario. La pace diventa una quota. La ricostruzione un investimento. La rappresentanza un dettaglio sacrificabile.<br /> Nello statuto circolato nelle ultime ore, il Board assegna seggi permanenti in cambio di capitali e prevede mandati lunghi, rinnovabili, sottratti a qualsiasi voto. Alla guida, Donald Trump “a titolo personale”, con un ruolo destinato a sopravvivere al mandato presidenziale. La pace trasformata in incarico privato, sganciata da elezioni e responsabilità pubbliche. Un precedente enorme.<br /> Attorno al tavolo siedono sviluppatori immobiliari, miliardari, manager, figure politiche che hanno coperto la guerra o l’hanno resa possibile. Al tavolo manca chi Gaza la vive, la subisce, la seppellisce. Un organismo che decide il futuro di un territorio senza chi lo abita sta amministrando una sconfitta già data per acquisita.<br /> Mentre a Washington si impagina la “fase due”, sul terreno il linguaggio resta quello delle armi. Due palestinesi uccisi lungo la Linea gialla, attraversamenti segnalati e risposta armata. In Cisgiordania operazioni militari annunciate per giorni, incursioni notturne, minori portati via dalle case. La tregua esiste nei comunicati, sul terreno resta un confine operativo dove l’ingaggio continua.<br /> Il Board parla di ordine, stabilità, governance. Gaza diventa un asset da rendere amministrabile dopo la distruzione. La ricostruzione promette ritorni, la pace garantisce cornici. Il diritto internazionale resta fuori dalla stanza, insieme ai palestinesi.<br /> Quando la pace ha un prezzo d’ingresso, quando viene disegnata da chi ha sostenuto la guerra, quando si affida a cariche senza scadenza democratica, il risultato è già scritto. La violenza cambia nome e forma. Il conflitto prosegue, con un lessico più pulito e gli stessi corpi sotto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le ragioni del no. Alessandro Barbero.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-ragioni-del-no-alessandro-barbero--69500916</link><description><![CDATA[Spiegato semplice. Da spiegare a tutti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69500916</guid><pubDate>Mon, 19 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69500916/imported_96063958_3f39_4d12_8673_994aeea71a22.mp3" length="4103523" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Spiegato semplice. Da spiegare a tutti. 

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spiegato semplice. Da spiegare a tutti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>257</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #127</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-127--69474999</link><description><![CDATA[Da Washington arriva l’appello che piace ai titoli: «continuate a protestare», «prendete le istituzioni», «l’aiuto è in arrivo». Lo firma Donald Trump, rivolto all’Iran, con il linguaggio dell’insurrezione legittima e il vocabolario dei diritti. È una voce che promette protezione morale prima ancora che politica.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza, la cronaca resta muta. I medici parlano di bambini feriti, di famiglie colpite dai raid, di corpi estratti dalle case bombardate a Nuseirat e in altre aree della Striscia. Le cifre scorrono come un bollettino che nessuno rilancia con enfasi: undici morti in una mattina, altri feriti, altre stanze svuotate. Qui nessuno invita a occupare le istituzioni. Qui si conta.<br /> La selezione non è casuale. Mentre la protesta iraniana viene incorniciata come dovere civile, Gaza resta un teatro senza diritto di parola. La gerarchia è chiara: alcune vite meritano un appello, altre solo una didascalia. Alcune violenze attivano sanzioni e indignazione, altre si depositano come rumore di fondo.<br /> C’è poi il dettaglio che spiega il meccanismo. A Gerusalemme Est un centro sanitario dell’UNRWA viene forzato, poi chiuso per trenta giorni. È un atto amministrativo che pesa più di molte dichiarazioni: ridurre la presenza internazionale significa restringere lo spazio del racconto. Senza testimoni, la contabilità del sangue diventa più facile da ignorare.<br /> Così il doppio standard smette di essere un’accusa astratta e diventa prassi. Incitare alla rivolta da un lato, comprimere l’umanitario dall’altro. Chiamare “protesta” ciò che conviene, chiamare “danno collaterale” ciò che disturba. Il diario registra questa asimmetria perché è qui che si decide chi ha diritto a essere visto. E chi resta, ancora una volta, fuori campo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69474999</guid><pubDate>Sat, 17 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69474999/imported_dfd520a7_0461_480c_86d2_674157b6d8b8.mp3" length="1751249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da Washington arriva l’appello che piace ai titoli: «continuate a protestare», «prendete le istituzioni», «l’aiuto è in arrivo». Lo firma Donald Trump, rivolto all’Iran, con il linguaggio dell’insurrezione legittima e il vocabolario dei diritti. È una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da Washington arriva l’appello che piace ai titoli: «continuate a protestare», «prendete le istituzioni», «l’aiuto è in arrivo». Lo firma Donald Trump, rivolto all’Iran, con il linguaggio dell’insurrezione legittima e il vocabolario dei diritti. È una voce che promette protezione morale prima ancora che politica.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza, la cronaca resta muta. I medici parlano di bambini feriti, di famiglie colpite dai raid, di corpi estratti dalle case bombardate a Nuseirat e in altre aree della Striscia. Le cifre scorrono come un bollettino che nessuno rilancia con enfasi: undici morti in una mattina, altri feriti, altre stanze svuotate. Qui nessuno invita a occupare le istituzioni. Qui si conta.<br /> La selezione non è casuale. Mentre la protesta iraniana viene incorniciata come dovere civile, Gaza resta un teatro senza diritto di parola. La gerarchia è chiara: alcune vite meritano un appello, altre solo una didascalia. Alcune violenze attivano sanzioni e indignazione, altre si depositano come rumore di fondo.<br /> C’è poi il dettaglio che spiega il meccanismo. A Gerusalemme Est un centro sanitario dell’UNRWA viene forzato, poi chiuso per trenta giorni. È un atto amministrativo che pesa più di molte dichiarazioni: ridurre la presenza internazionale significa restringere lo spazio del racconto. Senza testimoni, la contabilità del sangue diventa più facile da ignorare.<br /> Così il doppio standard smette di essere un’accusa astratta e diventa prassi. Incitare alla rivolta da un lato, comprimere l’umanitario dall’altro. Chiamare “protesta” ciò che conviene, chiamare “danno collaterale” ciò che disturba. Il diario registra questa asimmetria perché è qui che si decide chi ha diritto a essere visto. E chi resta, ancora una volta, fuori campo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #126</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-126--69462774</link><description><![CDATA[La chiamano “fase due”. La pronunciano da Washington con il tono neutro dei comunicati, come se fosse una pratica amministrativa. Smilitarizzazione, governance tecnocratica, ricostruzione. Una commissione tecnica, mediatori regionali, una nuova architettura di sicurezza. Gaza trasformata in un dossier.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza crollano case già ferite. Piove su muri che non reggono più, il vento strappa le tende, le macerie cedono. A Khan Younis e nel nord della Striscia gli edifici collassano sotto il peso combinato delle bombe passate e dell’inverno presente. Le organizzazioni umanitarie parlano di morti per freddo, di famiglie senza riparo, di un’emergenza che la tregua non ha mai davvero interrotto. La guerra si è fermata nei comunicati, non nei corpi.<br /> Il lessico della forza intanto continua altrove. In Cisgiordania proseguono le demolizioni punitive, le incursioni, gli arresti. A Shuafat, durante un raid, vengono distrutte migliaia di uova. Un gesto piccolo, inutile sul piano militare, chiarissimo sul piano simbolico. È la grammatica dell’occupazione: togliere il cibo, mostrare il controllo, esercitare la punizione quotidiana.<br /> La guerra però non resta confinata. In Europa colpisce in silenzio. Decine di palestinesi legalmente residenti si sono visti bloccare all’improvviso i conti correnti. Stipendi congelati, risparmi inaccessibili, nessuna spiegazione verificabile. Una notifica sul telefono è sufficiente a sospendere una vita normale. Gaza diventa un filtro che passa dalle macerie alle infrastrutture finanziarie, dalla distruzione fisica all’esclusione amministrativa.<br /> Poi c’è la frase che circola come un avvertimento: Gaza “diventerà un modello”. Non una tragedia da chiudere, ma un laboratorio da esportare. Mentre si promette una fase due ordinata, la fase uno resta ovunque: nelle case che crollano, nel freddo che uccide, nelle uova schiacciate sull’asfalto, nei conti correnti bloccati a migliaia di chilometri di distanza.<br /> Se questa è la “fase due”, il diario continua a chiamarla per nome: sopravvivenza sotto amministrazione.e.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69462774</guid><pubDate>Fri, 16 Jan 2026 02:46:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69462774/imported_e0004595_449b_4bf4_8ddb_4a4288d6e301.mp3" length="2057195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La chiamano “fase due”. La pronunciano da Washington con il tono neutro dei comunicati, come se fosse una pratica amministrativa. Smilitarizzazione, governance tecnocratica, ricostruzione. Una commissione tecnica, mediatori regionali, una nuova...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La chiamano “fase due”. La pronunciano da Washington con il tono neutro dei comunicati, come se fosse una pratica amministrativa. Smilitarizzazione, governance tecnocratica, ricostruzione. Una commissione tecnica, mediatori regionali, una nuova architettura di sicurezza. Gaza trasformata in un dossier.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza crollano case già ferite. Piove su muri che non reggono più, il vento strappa le tende, le macerie cedono. A Khan Younis e nel nord della Striscia gli edifici collassano sotto il peso combinato delle bombe passate e dell’inverno presente. Le organizzazioni umanitarie parlano di morti per freddo, di famiglie senza riparo, di un’emergenza che la tregua non ha mai davvero interrotto. La guerra si è fermata nei comunicati, non nei corpi.<br /> Il lessico della forza intanto continua altrove. In Cisgiordania proseguono le demolizioni punitive, le incursioni, gli arresti. A Shuafat, durante un raid, vengono distrutte migliaia di uova. Un gesto piccolo, inutile sul piano militare, chiarissimo sul piano simbolico. È la grammatica dell’occupazione: togliere il cibo, mostrare il controllo, esercitare la punizione quotidiana.<br /> La guerra però non resta confinata. In Europa colpisce in silenzio. Decine di palestinesi legalmente residenti si sono visti bloccare all’improvviso i conti correnti. Stipendi congelati, risparmi inaccessibili, nessuna spiegazione verificabile. Una notifica sul telefono è sufficiente a sospendere una vita normale. Gaza diventa un filtro che passa dalle macerie alle infrastrutture finanziarie, dalla distruzione fisica all’esclusione amministrativa.<br /> Poi c’è la frase che circola come un avvertimento: Gaza “diventerà un modello”. Non una tragedia da chiudere, ma un laboratorio da esportare. Mentre si promette una fase due ordinata, la fase uno resta ovunque: nelle case che crollano, nel freddo che uccide, nelle uova schiacciate sull’asfalto, nei conti correnti bloccati a migliaia di chilometri di distanza.<br /> Se questa è la “fase due”, il diario continua a chiamarla per nome: sopravvivenza sotto amministrazione.e.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #125</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-125--69445805</link><description><![CDATA[A Gaza la tregua si misura con il vento. Nelle ultime ventiquattr’ore le raffiche hanno strappato tende, fatto crollare muri già lesionati, sepolto famiglie che vivevano sotto ripari di fortuna. Un bambino di un anno è morto per ipotermia. Almeno quattro persone sono state uccise dal cedimento di pareti improvvisate. Le agenzie parlano di “maltempo”, l’Onu di centinaia di tende distrutte. È il vocabolario della normalizzazione: quando la guerra rallenta, il rischio diventa clima.<br /> Dentro questa calma apparente continuano però i colpi. A Rafah le forze israeliane hanno riferito di uno scontro a fuoco con sei uomini armati nella zona occidentale, definendolo una “grave violazione” del cessate il fuoco. La formula è sempre la stessa: la tregua come cornice, l’eccezione armata come regola quotidiana. UNICEF intanto conta oltre cento minori uccisi da mezzi militari dal 10 ottobre, data ufficiale dell’accordo. Numeri che faticano a entrare nei comunicati, ma restano nei corpi.<br /> Mentre a Gaza si muore di freddo e di schegge, altrove si pianifica. Da Washington filtra l’imminente annuncio della cosiddetta “fase due”: amministrazione temporanea affidata a tecnocrati palestinesi, un percorso verso una governance futura, la ricostruzione come promessa, il disarmo di Hamas come condizione. Si discute di nomi, di organigrammi, di supervisori internazionali. La distanza è tutta lì: tra chi conta le tende e chi distribuisce incarichi.<br /> Intanto cambia il lessico. Negli Stati Uniti la parola “genocidio” entra nel dibattito politico senza più restare ai margini. Un senatore democratico, ebreo, in corsa per il seggio di Nancy Pelosi, ha scelto di usarla pubblicamente per Gaza dopo settimane di ambiguità. È un fatto politico prima ancora che semantico. A Gaza la tregua resta una statistica fragile. Altrove si discute finalmente di come chiamare ciò che accade.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69445805</guid><pubDate>Thu, 15 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69445805/imported_35d71ea5_b448_4568_8d11_316c28633c90.mp3" length="1899624" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la tregua si misura con il vento. Nelle ultime ventiquattr’ore le raffiche hanno strappato tende, fatto crollare muri già lesionati, sepolto famiglie che vivevano sotto ripari di fortuna. 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UNICEF intanto conta oltre cento minori uccisi da mezzi militari dal 10 ottobre, data ufficiale dell’accordo. Numeri che faticano a entrare nei comunicati, ma restano nei corpi.<br /> Mentre a Gaza si muore di freddo e di schegge, altrove si pianifica. Da Washington filtra l’imminente annuncio della cosiddetta “fase due”: amministrazione temporanea affidata a tecnocrati palestinesi, un percorso verso una governance futura, la ricostruzione come promessa, il disarmo di Hamas come condizione. Si discute di nomi, di organigrammi, di supervisori internazionali. La distanza è tutta lì: tra chi conta le tende e chi distribuisce incarichi.<br /> Intanto cambia il lessico. Negli Stati Uniti la parola “genocidio” entra nel dibattito politico senza più restare ai margini. Un senatore democratico, ebreo, in corsa per il seggio di Nancy Pelosi, ha scelto di usarla pubblicamente per Gaza dopo settimane di ambiguità. È un fatto politico prima ancora che semantico. A Gaza la tregua resta una statistica fragile. Altrove si discute finalmente di come chiamare ciò che accade.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #123</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-123--69411872</link><description><![CDATA[A Davos si prepara un tavolo. Nome solenne: Consiglio per la Pace. Presidenza annunciata, delegazioni, un direttore già indicato, una prima riunione con badge e foto ufficiali. Si parla di amministrazione transitoria, di comitati tecnocratici, di stabilizzazione. Parole che pesano poco quando scendono a terra.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza, il terreno restituisce un’altra grammatica. Colpi all’alba, feriti tra Jabaliya e Beit Lahia, case che cedono sotto le demolizioni. Le agenzie annotano “quattro morti” come se fosse una cifra neutra, una variabile di contesto mentre altrove si discute di governance. La distanza tra i due piani resta intatta.<br /> Da Bruxelles arrivano formule altrettanto pulite: addestrare la polizia palestinese, riattivare Rafah, garantire l’ordine pubblico. Sicurezza come procedura, disarmo come capitolo. È il lessico della stabilità. Poi le immagini: un minareto colpito da un drone a Bureij, un boato che interrompe la preghiera, la polvere che sale dove prima c’era un punto di riferimento. Anche questo entra nei verbali, ma come nota a margine.<br /> La Cisgiordania continua a fare da anticamera. A Hebron un bambino viene fermato dai militari, a Masafer Yatta un anziano prova a difendere la propria terra dall’avanzata dei coloni. Scene quotidiane, non eccezioni. Arresti annunciati come operazioni di sicurezza, aggressioni archiviate come incidenti locali. È qui che la promessa di pace perde consistenza.<br /> In Israele si aprono rifugi per timore di un’escalation regionale, mentre la politica lavora su se stessa, riscrivendo le regole che la riguardano. Paura sotto terra, protezioni in superficie. Due movimenti che procedono insieme.<br /> Il Consiglio per la Pace nascerà con un comunicato. Gaza, intanto, continua a produrre fatti. E la cronaca, ancora una volta, si incarica di misurare la distanza tra ciò che viene annunciato e ciò che accade.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69411872</guid><pubDate>Tue, 13 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69411872/imported_3932e329_e0ea_4888_b3b5_b4456bc6d6cf.mp3" length="1916342" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Davos si prepara un tavolo. Nome solenne: Consiglio per la Pace. Presidenza annunciata, delegazioni, un direttore già indicato, una prima riunione con badge e foto ufficiali. 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Poi le immagini: un minareto colpito da un drone a Bureij, un boato che interrompe la preghiera, la polvere che sale dove prima c’era un punto di riferimento. Anche questo entra nei verbali, ma come nota a margine.<br /> La Cisgiordania continua a fare da anticamera. A Hebron un bambino viene fermato dai militari, a Masafer Yatta un anziano prova a difendere la propria terra dall’avanzata dei coloni. Scene quotidiane, non eccezioni. Arresti annunciati come operazioni di sicurezza, aggressioni archiviate come incidenti locali. È qui che la promessa di pace perde consistenza.<br /> In Israele si aprono rifugi per timore di un’escalation regionale, mentre la politica lavora su se stessa, riscrivendo le regole che la riguardano. Paura sotto terra, protezioni in superficie. Due movimenti che procedono insieme.<br /> Il Consiglio per la Pace nascerà con un comunicato. Gaza, intanto, continua a produrre fatti. E la cronaca, ancora una volta, si incarica di misurare la distanza tra ciò che viene annunciato e ciò che accade.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #122</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-122--69379068</link><description><![CDATA[A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare solo nei comunicati. Sul terreno, nelle ultime ventiquattro ore, restano almeno tredici morti sotto i raid israeliani, cinque bambini. Una tenda per sfollati colpita nel sud, una casa distrutta nella parte orientale di Gaza City, bombardamenti tra Jabalia e Khan Younis. I luoghi sono sempre gli stessi, cambia soltanto il conteggio dei corpi. Intanto il vento e la pioggia sferzano le tendopoli: l’assedio aggiunge anche il freddo.<br /> L’esercito israeliano parla di “obiettivi terroristici” e di risposta a un proiettile partito da Gaza e caduto prima di raggiungere Israele. È la formula standard, ripetuta, che cancella il contesto: colpire aree dove vivono sfollati significa colpire civili, anche quando il bersaglio dichiarato ha un altro nome. Hamas risponde accusando Israele di violare gli impegni della tregua e, nello stesso tempo, prova a mostrare disponibilità sul dopo, evocando la consegna del governo di Gaza a un’entità palestinese. Parole contro macerie.<br /> Fuori da Gaza, il boomerang è politico. Rula Jebreal scrive che l’“ordine mondiale basato sulle regole” è morto a Gaza. Nelle stesse ore il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier accusa gli Stati Uniti di distruggere quell’ordine, legittimando il diritto del più forte. Gaza smette di essere un’eccezione umanitaria e diventa un precedente: ciò che passa lì diventa norma altrove.<br /> L’Italia si muove su un altro registro. Giorgia Meloni ribadisce che Gaza “resta nei radar”, annuncia fondi per la cooperazione, offre l’addestramento dei Carabinieri alle future forze di sicurezza palestinesi e apre, con molte cautele, a una forza multinazionale sotto egida Onu. Mentre sul terreno si colpiscono tende, a Roma si discute di addestramento e mandati parlamentari. Il linguaggio della gestione prende il posto di quello della protezione.<br /> La chiusura arriva da un atto istituzionale che pesa più di mille analisi. Papa Leone XIV parla di “grave crisi umanitaria” in Terra Santa, richiama la prospettiva dei due Stati e segnala l’aumento delle violenze in Cisgiordania contro i civili palestinesi. Gaza e West Bank nello stesso respiro. La tregua resta una parola tecnica. L’assedio, una realtà quotidiana.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69379068</guid><pubDate>Sat, 10 Jan 2026 06:15:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69379068/imported_c55bbbff_80f1_4948_a357_f19da8559c1f.mp3" length="2197211" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare solo nei comunicati. Sul terreno, nelle ultime ventiquattro ore, restano almeno tredici morti sotto i raid israeliani, cinque bambini. 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Hamas risponde accusando Israele di violare gli impegni della tregua e, nello stesso tempo, prova a mostrare disponibilità sul dopo, evocando la consegna del governo di Gaza a un’entità palestinese. Parole contro macerie.<br /> Fuori da Gaza, il boomerang è politico. Rula Jebreal scrive che l’“ordine mondiale basato sulle regole” è morto a Gaza. Nelle stesse ore il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier accusa gli Stati Uniti di distruggere quell’ordine, legittimando il diritto del più forte. Gaza smette di essere un’eccezione umanitaria e diventa un precedente: ciò che passa lì diventa norma altrove.<br /> L’Italia si muove su un altro registro. Giorgia Meloni ribadisce che Gaza “resta nei radar”, annuncia fondi per la cooperazione, offre l’addestramento dei Carabinieri alle future forze di sicurezza palestinesi e apre, con molte cautele, a una forza multinazionale sotto egida Onu. Mentre sul terreno si colpiscono tende, a Roma si discute di addestramento e mandati parlamentari. Il linguaggio della gestione prende il posto di quello della protezione.<br /> La chiusura arriva da un atto istituzionale che pesa più di mille analisi. Papa Leone XIV parla di “grave crisi umanitaria” in Terra Santa, richiama la prospettiva dei due Stati e segnala l’aumento delle violenze in Cisgiordania contro i civili palestinesi. Gaza e West Bank nello stesso respiro. La tregua resta una parola tecnica. L’assedio, una realtà quotidiana.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #121</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-121--69360606</link><description><![CDATA[La chiamano tregua. A Jabalia, ieri, la tregua ha il corpo di una bambina di undici anni colpita da un proiettile mentre stava fuori casa. È successo a ovest del campo, area Al-Faluja. Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore, dicono le cifre diffuse dalle autorità sanitarie locali e riprese dalle agenzie internazionali, i morti palestinesi sono centinaia. La parola resta la stessa, il conto cresce.<br /> A est di Gaza City, quartiere Al-Zaytoun, arrivano segnalazioni di fuoco pesante verso civili. A poche ore di distanza, un bombardamento colpisce una casa della famiglia Alwan in via Yafa, ad Al-Tuffah: due morti, diversi feriti. Le immagini circolano, le versioni si accavallano, la scena è sempre quella. Una tregua che sul terreno assomiglia a una linea gialla invisibile: la oltrepassi e sparano, resti fermo e il cielo decide.<br /> Israele parla di un razzo partito da Gaza City e caduto all’interno della Striscia, vicino a un ospedale. La risposta, dicono, è “mirata” contro il punto di lancio. La formula è collaudata, il risultato no. Ogni colpo aggiunge detriti alla narrazione del cessate il fuoco, la svuota di senso pratico e la riempie di note a piè di pagina.<br /> Fuori dalla Striscia, la Turchia accusa violazioni e chiede che gli aiuti entrino senza interruzioni. Dentro Israele, la cronaca si piega su sé stessa: proteste degli ultra-ortodossi contro la leva, un ragazzo di quattordici anni investito e ucciso da un autobus, l’appello del primo ministro alla calma. Anche qui la parola è sempre la stessa, tregua, declinata come ordine pubblico.<br /> Intanto i convogli umanitari entrano a singhiozzo. I numeri vengono elencati, i camion contati. A Gaza la parrocchia della Sacra Famiglia perde il suo parroco: il visto non viene rinnovato, deve partire. Restano le persone, le stanze vuote, le promesse scritte nei comunicati.<br /> La tregua esiste nei testi. Sul terreno, continua a sparare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69360606</guid><pubDate>Fri, 09 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69360606/imported_9f652c8d_fb3e_4d5d_9107_d8c07ede2d4d.mp3" length="2009547" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La chiamano tregua. A Jabalia, ieri, la tregua ha il corpo di una bambina di undici anni colpita da un proiettile mentre stava fuori casa. È successo a ovest del campo, area Al-Faluja. Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore, dicono le cifre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La chiamano tregua. A Jabalia, ieri, la tregua ha il corpo di una bambina di undici anni colpita da un proiettile mentre stava fuori casa. È successo a ovest del campo, area Al-Faluja. Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore, dicono le cifre diffuse dalle autorità sanitarie locali e riprese dalle agenzie internazionali, i morti palestinesi sono centinaia. La parola resta la stessa, il conto cresce.<br /> A est di Gaza City, quartiere Al-Zaytoun, arrivano segnalazioni di fuoco pesante verso civili. A poche ore di distanza, un bombardamento colpisce una casa della famiglia Alwan in via Yafa, ad Al-Tuffah: due morti, diversi feriti. Le immagini circolano, le versioni si accavallano, la scena è sempre quella. Una tregua che sul terreno assomiglia a una linea gialla invisibile: la oltrepassi e sparano, resti fermo e il cielo decide.<br /> Israele parla di un razzo partito da Gaza City e caduto all’interno della Striscia, vicino a un ospedale. La risposta, dicono, è “mirata” contro il punto di lancio. La formula è collaudata, il risultato no. Ogni colpo aggiunge detriti alla narrazione del cessate il fuoco, la svuota di senso pratico e la riempie di note a piè di pagina.<br /> Fuori dalla Striscia, la Turchia accusa violazioni e chiede che gli aiuti entrino senza interruzioni. Dentro Israele, la cronaca si piega su sé stessa: proteste degli ultra-ortodossi contro la leva, un ragazzo di quattordici anni investito e ucciso da un autobus, l’appello del primo ministro alla calma. Anche qui la parola è sempre la stessa, tregua, declinata come ordine pubblico.<br /> Intanto i convogli umanitari entrano a singhiozzo. I numeri vengono elencati, i camion contati. A Gaza la parrocchia della Sacra Famiglia perde il suo parroco: il visto non viene rinnovato, deve partire. Restano le persone, le stanze vuote, le promesse scritte nei comunicati.<br /> La tregua esiste nei testi. Sul terreno, continua a sparare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #120</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-120--69345139</link><description><![CDATA[Rafah resta chiuso. Un valico trasformato in leva politica: se una salma non viene restituita, il confine non si apre. Il messaggio passa dai canali ufficiali israeliani e diventa subito pressione negoziale. Nel frattempo, sul terreno, la vita continua a cedere per dettagli che dettagli non sono. A ovest di Gaza City una tenda crolla, un muro improvvisato cede, una donna muore tre giorni dopo il matrimonio. Un incidente, dicono. In realtà è la misura di cosa significhi vivere appesi a ripari che riparo non sono. Anche l’ONU lo scrive senza retorica: le tende offrono protezione temporanea. Qui il tempo è finito da mesi.<br /> La tregua raccontata come tregua convive con l’incendio come normalità. Un quadcopter colpisce un generatore su un tetto, un edificio residenziale prende fuoco nel quartiere di Al-Tuffah. Un generatore: elettricità, acqua, sopravvivenza minima. Il bersaglio è tecnico, l’effetto resta civile.<br /> La stessa logica attraversa i luoghi del sapere. A Birzeit, in Cisgiordania, le forze israeliane entrano nel campus universitario durante le lezioni. Gas, proiettili, arresti. A Gaza le università sono macerie, in Cisgiordania diventano obiettivi. L’istruzione trattata come una minaccia da contenere.<br /> Poi c’è il fronte dei testimoni. A Medici Senza Frontiere viene imposto di fermare le attività a Gaza. La motivazione ufficiale parla di “neutralità”, di un report che accusa l’organizzazione di usare parole considerate politiche: genocidio, apartheid, fame come arma. Il linguaggio diventa prova d’accusa.<br /> Lo stesso schema vale per i giornalisti. La stampa internazionale resta fuori da Gaza per “ragioni di sicurezza”, mentre i reporter palestinesi continuano a morire uno dopo l’altro.<br /> Valichi chiusi, tende che crollano, università invase, ONG fermate, giornalisti respinti. L’assedio funziona anche così: restringendo lo spazio, il tempo e le parole. Finché raccontare diventa un atto da autorizzare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69345139</guid><pubDate>Thu, 08 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69345139/imported_0ffceae6_d65d_4532_a115_a843359e7293.mp3" length="1917596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Rafah resta chiuso. Un valico trasformato in leva politica: se una salma non viene restituita, il confine non si apre. Il messaggio passa dai canali ufficiali israeliani e diventa subito pressione negoziale. 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Il bersaglio è tecnico, l’effetto resta civile.<br /> La stessa logica attraversa i luoghi del sapere. A Birzeit, in Cisgiordania, le forze israeliane entrano nel campus universitario durante le lezioni. Gas, proiettili, arresti. A Gaza le università sono macerie, in Cisgiordania diventano obiettivi. L’istruzione trattata come una minaccia da contenere.<br /> Poi c’è il fronte dei testimoni. A Medici Senza Frontiere viene imposto di fermare le attività a Gaza. La motivazione ufficiale parla di “neutralità”, di un report che accusa l’organizzazione di usare parole considerate politiche: genocidio, apartheid, fame come arma. Il linguaggio diventa prova d’accusa.<br /> Lo stesso schema vale per i giornalisti. La stampa internazionale resta fuori da Gaza per “ragioni di sicurezza”, mentre i reporter palestinesi continuano a morire uno dopo l’altro.<br /> Valichi chiusi, tende che crollano, università invase, ONG fermate, giornalisti respinti. L’assedio funziona anche così: restringendo lo spazio, il tempo e le parole. Finché raccontare diventa un atto da autorizzare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #119</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-119--69327291</link><description><![CDATA[Bir Zeit, mattina. Dentro l’università. Le lezioni in corso. I blindati entrano nel campus, i lacrimogeni riempiono i viali, i colpi partono. La Mezzaluna Rossa conta undici feriti: cinque colpiti da proiettili veri, quattro intossicati dal gas, due caduti durante la fuga. È la Cisgiordania, oggi. Un’università trattata come un obiettivo. Il luogo in cui si forma il futuro trasformato in teatro operativo.<br /> Nello stesso giorno, a Gerusalemme, lo Stato di Israele difende davanti alla Corte Suprema il divieto di accesso dei media internazionali a Gaza. La motivazione resta la stessa: sicurezza. Vale anche durante la tregua. Vale anche mentre si dice che il cessate il fuoco è in corso. Così il quadro si compone: colpire chi studia e impedire a chi racconta di entrare. Territorio e narrazione tenuti insieme, sotto controllo.<br /> A Gaza, intanto, la tregua ha un bilancio che non assomiglia a una tregua. Dall’11 ottobre, secondo fonti mediche locali, i morti sono 424 e i feriti 1.199. I soccorritori parlano di corpi ancora sotto le macerie, ambulanze bloccate, protezione civile che arriva tardi perché spesso non arriva affatto. Un bambino di otto anni muore con il padre nel crollo di un edificio già colpito. La tregua lascia intatti i danni, li fa solo cedere con più lentezza.<br /> L’Unione europea prova a rientrare in scena con una dichiarazione: chiede a Israele di consentire l’accesso alle Ong, di garantire aiuti “salvavita”, di tenere conto dell’inverno, delle scuole chiuse, degli ospedali al minimo. Parole scritte mentre, sul terreno, l’accesso resta selettivo e l’informazione resta fuori.<br /> E poi c’è la mappa che si muove. I blocchi di cemento della cosiddetta “yellow line” lungo la costa di Gaza che, secondo reporter palestinesi, vengono spostati in avanti. Centimetri alla volta. Senza annunci. Senza conferenze stampa. Il genocidio che continua anche quando si chiama tregua, fatto di campus occupati, telecamere spente e confini che avanzano in silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69327291</guid><pubDate>Wed, 07 Jan 2026 03:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69327291/imported_99f64a21_55c2_4fec_a3b2_765ade1a2022.mp3" length="2047582" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Bir Zeit, mattina. Dentro l’università. Le lezioni in corso. I blindati entrano nel campus, i lacrimogeni riempiono i viali, i colpi partono. 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Territorio e narrazione tenuti insieme, sotto controllo.<br /> A Gaza, intanto, la tregua ha un bilancio che non assomiglia a una tregua. Dall’11 ottobre, secondo fonti mediche locali, i morti sono 424 e i feriti 1.199. I soccorritori parlano di corpi ancora sotto le macerie, ambulanze bloccate, protezione civile che arriva tardi perché spesso non arriva affatto. Un bambino di otto anni muore con il padre nel crollo di un edificio già colpito. La tregua lascia intatti i danni, li fa solo cedere con più lentezza.<br /> L’Unione europea prova a rientrare in scena con una dichiarazione: chiede a Israele di consentire l’accesso alle Ong, di garantire aiuti “salvavita”, di tenere conto dell’inverno, delle scuole chiuse, degli ospedali al minimo. Parole scritte mentre, sul terreno, l’accesso resta selettivo e l’informazione resta fuori.<br /> E poi c’è la mappa che si muove. I blocchi di cemento della cosiddetta “yellow line” lungo la costa di Gaza che, secondo reporter palestinesi, vengono spostati in avanti. Centimetri alla volta. Senza annunci. Senza conferenze stampa. Il genocidio che continua anche quando si chiama tregua, fatto di campus occupati, telecamere spente e confini che avanzano in silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #117</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-117--69311288</link><description><![CDATA[A Gaza la guerra ha smesso di chiedere attenzione. È questo il salto compiuto nelle ultime ore. I colpi continuano, i morti arrivano a piccoli gruppi, abbastanza radi da non fare titolo, abbastanza regolari da costruire una normalità. A Khan Younis tre palestinesi uccisi in episodi separati, un quindicenne e un pescatore. Non “raid”, non “offensiva”: episodi. La tregua funziona così, non ferma la violenza, la spezzetta fino a renderla digeribile.<br /><br /> Il mare è il luogo perfetto per questo nuovo equilibrio. Non è città, non è confine, non è campo profughi. È una zona grigia dove tutto può accadere senza dover essere spiegato troppo. I video che circolano vanno trattati con cautela, perché la propaganda vive anche di immagini. Ma il contesto è solido: a Gaza la sopravvivenza viene spinta sempre un passo più in là, fino a sembrare una colpa.<br /><br /> Il vero scatto politico arriva però altrove, nei palazzi. Israele ha revocato le licenze a decine di organizzazioni umanitarie. Dal primo marzo, senza registrazione, niente aiuti. Non è un atto militare, è una procedura. E proprio per questo è più pericolosa. Quando l’assedio diventa amministrazione, smette di sembrare guerra e diventa gestione. Non chiede consenso, chiede solo silenzio.<br /><br /> Intanto la diplomazia internazionale lavora con metodo su altri tavoli. A Parigi si discute di Israele e Siria, di confini e stabilità regionale, con mediazione statunitense. Gaza resta fuori, non perché sia irrisolvibile, ma perché è già stata archiviata. Non come problema, come metodo.<br /><br /> È qui che la partita è già stata vinta. La forza ha imposto il suo linguaggio e l’Occidente lo ha accettato. I diritti diventano selettivi, le emergenze stagionali, le vittime numeri da diluire nel tempo. Gaza non è più una ferita aperta. È un precedente. E i precedenti, quando passano, non tornano indietro.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69311288</guid><pubDate>Tue, 06 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69311288/imported_1cd31af0_4199_45ff_a3df_7adcc1e5efc1.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la guerra ha smesso di chiedere attenzione. È questo il salto compiuto nelle ultime ore. I colpi continuano, i morti arrivano a piccoli gruppi, abbastanza radi da non fare titolo, abbastanza regolari da costruire una normalità. 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Israele ha revocato le licenze a decine di organizzazioni umanitarie. Dal primo marzo, senza registrazione, niente aiuti. Non è un atto militare, è una procedura. E proprio per questo è più pericolosa. Quando l’assedio diventa amministrazione, smette di sembrare guerra e diventa gestione. Non chiede consenso, chiede solo silenzio.<br /><br /> Intanto la diplomazia internazionale lavora con metodo su altri tavoli. A Parigi si discute di Israele e Siria, di confini e stabilità regionale, con mediazione statunitense. Gaza resta fuori, non perché sia irrisolvibile, ma perché è già stata archiviata. Non come problema, come metodo.<br /><br /> È qui che la partita è già stata vinta. La forza ha imposto il suo linguaggio e l’Occidente lo ha accettato. I diritti diventano selettivi, le emergenze stagionali, le vittime numeri da diluire nel tempo. Gaza non è più una ferita aperta. È un precedente. E i precedenti, quando passano, non tornano indietro.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #116</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-116--69283958</link><description><![CDATA[Stanotte a Gaza si muore di freddo. Una madre e suo figlio sono morti a Gaza City nell’incendio di una tenda, acceso da una candela usata per scaldarsi durante un blackout. A Nuseirat una neonata è morta per ipotermia. La tregua promette quiete, produce combustione domestica. È la morte minuta che accompagna ogni cessate il fuoco raccontato come normalità ritrovata.<br /> Nello stesso tempo Israele ha notificato la revoca delle licenze a 37 organizzazioni non governative operative nella Striscia. Dal primo gennaio le autorizzazioni decadono, dal primo marzo le attività dovranno cessare. Medici Senza Frontiere parla di criteri opachi e assenza di garanzie. Oxfam valuta ricorsi. Caritas richiama gli accordi internazionali che tutelano la presenza umanitaria. L’ONU avverte che l’impatto sarà immediato su acqua, elettricità, assistenza sanitaria di base. La macchina dell’aiuto viene ridotta per atto amministrativo, mentre le tende bruciano.<br /> Dieci Paesi occidentali hanno firmato un appello congiunto per chiedere a Israele di garantire l’operatività delle ONG a Gaza. L’Italia non ha aderito. L’assenza pesa perché arriva mentre il governo rivendica centralità diplomatica e rispetto del diritto internazionale. Qui il diritto resta evocato, mai praticato.<br /> Poi c’è il cielo. Mentre a terra si chiudono le ONG e si muore per il freddo, l’aereo di Benjamin Netanyahu ha attraversato lo spazio aereo italiano senza ostacoli, con l’assenso del nostro governo. Non è un dettaglio logistico. È una scelta politica. La stessa Italia che resta fuori dall’appello umanitario apre i propri cieli al primo ministro accusato di crimini internazionali. Netanyahu non passa: viene lasciato passare.<br /> Intanto la cronaca continua. A Jabalia al Nazla un minore è stato ucciso dalle forze israeliane. Dall’11 ottobre, secondo fonti palestinesi, i morti “durante la tregua” sono 417, i feriti 1.153. È un bilancio che racconta attrito, non pace.<br /> La tregua assume così una forma precisa: meno bombe, più burocrazia; meno rumore, più freddo. Le candele restano accese. Le ONG vengono spente. I cieli restano aperti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69283958</guid><pubDate>Sat, 03 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69283958/imported_e8199bb7_d4b7_4ca8_89f0_535612a5957e.mp3" length="2178821" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Stanotte a Gaza si muore di freddo. Una madre e suo figlio sono morti a Gaza City nell’incendio di una tenda, acceso da una candela usata per scaldarsi durante un blackout. A Nuseirat una neonata è morta per ipotermia. 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La macchina dell’aiuto viene ridotta per atto amministrativo, mentre le tende bruciano.<br /> Dieci Paesi occidentali hanno firmato un appello congiunto per chiedere a Israele di garantire l’operatività delle ONG a Gaza. L’Italia non ha aderito. L’assenza pesa perché arriva mentre il governo rivendica centralità diplomatica e rispetto del diritto internazionale. Qui il diritto resta evocato, mai praticato.<br /> Poi c’è il cielo. Mentre a terra si chiudono le ONG e si muore per il freddo, l’aereo di Benjamin Netanyahu ha attraversato lo spazio aereo italiano senza ostacoli, con l’assenso del nostro governo. Non è un dettaglio logistico. È una scelta politica. La stessa Italia che resta fuori dall’appello umanitario apre i propri cieli al primo ministro accusato di crimini internazionali. Netanyahu non passa: viene lasciato passare.<br /> Intanto la cronaca continua. A Jabalia al Nazla un minore è stato ucciso dalle forze israeliane. Dall’11 ottobre, secondo fonti palestinesi, i morti “durante la tregua” sono 417, i feriti 1.153. È un bilancio che racconta attrito, non pace.<br /> La tregua assume così una forma precisa: meno bombe, più burocrazia; meno rumore, più freddo. Le candele restano accese. Le ONG vengono spente. I cieli restano aperti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #115</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-115--69263792</link><description><![CDATA[Dal 1° gennaio 2026 Israele ha deciso che a Gaza si entra solo previa registrazione ideologica. Trentasette organizzazioni umanitarie internazionali vedranno scadere le licenze. Medici, infermieri, logisti, magazzini di farmaci e sacchi di farina finiscono sotto la stessa voce amministrativa: conformità. In mezzo a un disastro umanitario certificato da mesi, l’accesso agli aiuti viene trattato come una pratica sospetta.<br /> I nuovi requisiti chiariscono il punto. Alle ONG viene chiesto di consegnare elenchi dettagliati del personale, di dichiarare fedeltà politica, di prendere le distanze da boicottaggi, di accettare senza attrito le narrazioni ufficiali israeliane sul 7 ottobre. Chi cura deve prima dimostrare di non disturbare. Chi testimonia deve imparare a tacere. La neutralità umanitaria viene riscritta come atto di obbedienza.<br /> Dentro questa cornice finiscono anche Medici senza Frontiere, Oxfam, Azione contro la Fame. Le stesse organizzazioni che hanno denunciato la distruzione degli ospedali, la mancanza d’acqua, l’impossibilità di garantire cure basilari. Prima le accuse di faziosità, poi la risposta amministrativa. È una sequenza ordinata: delegittimazione, schedatura, espulsione. Nessun carro armato serve quando basta un modulo respinto.<br /> Le reazioni internazionali oscillano tra l’indignazione verbale e la cautela diplomatica. Amnesty parla di un ulteriore passo verso l’annientamento della popolazione civile. Alcuni governi esprimono “preoccupazione”. Altri cercano scappatoie giuridiche per restare. Intanto, a Gaza, la realtà resta identica: ospedali mutilati, acqua razionata, bambini senza anestesia.<br /> Da Tel Aviv il messaggio è lineare: tutto passa dalla sicurezza. Anche il cibo. Anche le flebo. Anche le ambulanze. La sicurezza diventa la parola che giustifica ogni vuoto.<br /> Alla fine resta una domanda sporca, senza diplomazia: quando chi porta aiuto viene trattato come un nemico, quanto manca a dichiarare illegittima anche la vita che quell’aiuto prova a salvare?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69263792</guid><pubDate>Thu, 01 Jan 2026 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69263792/imported_b0970fe0_7d01_4e8e_a0bd_7dffedefa5cf.mp3" length="1914671" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 1° gennaio 2026 Israele ha deciso che a Gaza si entra solo previa registrazione ideologica. 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La neutralità umanitaria viene riscritta come atto di obbedienza.<br /> Dentro questa cornice finiscono anche Medici senza Frontiere, Oxfam, Azione contro la Fame. Le stesse organizzazioni che hanno denunciato la distruzione degli ospedali, la mancanza d’acqua, l’impossibilità di garantire cure basilari. Prima le accuse di faziosità, poi la risposta amministrativa. È una sequenza ordinata: delegittimazione, schedatura, espulsione. Nessun carro armato serve quando basta un modulo respinto.<br /> Le reazioni internazionali oscillano tra l’indignazione verbale e la cautela diplomatica. Amnesty parla di un ulteriore passo verso l’annientamento della popolazione civile. Alcuni governi esprimono “preoccupazione”. Altri cercano scappatoie giuridiche per restare. Intanto, a Gaza, la realtà resta identica: ospedali mutilati, acqua razionata, bambini senza anestesia.<br /> Da Tel Aviv il messaggio è lineare: tutto passa dalla sicurezza. Anche il cibo. Anche le flebo. Anche le ambulanze. La sicurezza diventa la parola che giustifica ogni vuoto.<br /> Alla fine resta una domanda sporca, senza diplomazia: quando chi porta aiuto viene trattato come un nemico, quanto manca a dichiarare illegittima anche la vita che quell’aiuto prova a salvare?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #114</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-114--69253110</link><description><![CDATA[Mar-a-Lago promette soluzioni rapide. Gaza misura soltanto procedure e macerie. Nelle ultime ventiquattro ore il racconto ufficiale è salito di tono: ultimatum, fasi, disarmo evocato come scorciatoia. Sul terreno, invece, il tempo resta amministrativo e decide chi vive e chi aspetta.<br /> Trump minaccia “l’inferno” se Hamas non consegna le armi, Netanyahu costruisce la cornice politica della fase due. A Gaza ogni fase coincide con la precedente. A Shuja’iyya, a est di Gaza City, continuano le demolizioni di edifici residenziali. Quartieri ridotti a planimetrie, case sbriciolate come pratica ordinaria.<br /> La morsa passa dagli uffici. Israele avvia revoche e mancati rinnovi di licenze per organizzazioni internazionali attive fra Cisgiordania e Striscia, motivando con registri e presunti legami. Il lessico è quello delle carte, l’effetto è quello dell’assedio: aiuti più fragili, corridoi più stretti, civili più esposti al ricatto del timbro.<br /> Intanto l’inverno entra nelle tende. Pioggia e freddo aggravano la vita degli sfollati, ammassati in campi improvvisati dove la protezione è una plastica tesa. Le immagini raccontano un’emergenza che scorre parallela ai comunicati, senza mai incrociarli.<br /> Fuori dalla Striscia, l’assedio cambia forma e resta sostanza. In Cisgiordania e a Gerusalemme gli arresti continuano a crescere, diventano statistica, includono giornalisti. Stessa logica di saturazione: controllo e normalizzazione della forza.<br /> Altrove, in Europa, si prova a incidere sulla normalità quotidiana, persino sul turismo legato agli insediamenti. Qui si discute di fasi. Gaza resta un luogo senza fasi, dove ogni giorno ricomincia dall’inizio, fra macerie, carte e freddo. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69253110</guid><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69253110/imported_d15321ad_a1ce_465c_b533_66db3274e93e.mp3" length="1675598" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mar-a-Lago promette soluzioni rapide. Gaza misura soltanto procedure e macerie. 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Israele avvia revoche e mancati rinnovi di licenze per organizzazioni internazionali attive fra Cisgiordania e Striscia, motivando con registri e presunti legami. Il lessico è quello delle carte, l’effetto è quello dell’assedio: aiuti più fragili, corridoi più stretti, civili più esposti al ricatto del timbro.<br /> Intanto l’inverno entra nelle tende. Pioggia e freddo aggravano la vita degli sfollati, ammassati in campi improvvisati dove la protezione è una plastica tesa. Le immagini raccontano un’emergenza che scorre parallela ai comunicati, senza mai incrociarli.<br /> Fuori dalla Striscia, l’assedio cambia forma e resta sostanza. In Cisgiordania e a Gerusalemme gli arresti continuano a crescere, diventano statistica, includono giornalisti. Stessa logica di saturazione: controllo e normalizzazione della forza.<br /> Altrove, in Europa, si prova a incidere sulla normalità quotidiana, persino sul turismo legato agli insediamenti. Qui si discute di fasi. Gaza resta un luogo senza fasi, dove ogni giorno ricomincia dall’inizio, fra macerie, carte e freddo. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #113</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-113--69244201</link><description><![CDATA[Eccoci di nuovo sotto la pioggia. A Gaza piove davvero: acqua fredda che entra nelle tende, scende sui muri rimasti in piedi per inerzia, trasforma la sopravvivenza in una lotta contro l’umidità. Nelle ultime ore il ministero della Salute dell’enclave ha comunicato la morte di Arkan Firas Musleh, due mesi. Ipotermia. Terzo neonato ucciso dal freddo dall’inizio dell’inverno. Non da una bomba, dal freddo. In una Striscia dove vivere all’aperto è diventata una condizione strutturale, la pioggia è una sentenza.<br /> Mentre Gaza gela, la diplomazia posa. A Mar-a-Lago Netanyahu incontra Trump e le agenzie parlano di “seconda fase”, piani futuri, governance da definire. Parole sospese. Le stesse fonti americane ammettono il rischio di una ripresa delle operazioni militari e lo stallo sull’attuazione degli impegni. Il tempo dei vertici scorre in una dimensione parallela rispetto a quello dei civili che cercano una coperta asciutta.<br /> Sul terreno l’occupazione continua con il suo linguaggio quotidiano. In Cisgiordania, a Masafer Yatta, un video mostra un soldato israeliano che immobilizza e trascina un anziano palestinese amputato. Non è un’eccezione, è una pratica. Il controllo passa dai documenti ai corpi.<br /> In questo quadro circola anche una voce che va maneggiata con cautela: durante una discussione pubblica online, un analista vicino a importanti ambienti israeliani ha parlato di un’ipotesi di ricollocazione di massa dei palestinesi fuori da Gaza, citando presunte disponibilità di territori lontani, come il Somaliland. Affermazione priva, allo stato, di riscontri ufficiali. Ma il solo fatto che venga pronunciata dice molto sull’orizzonte immaginato da una parte del dibattito.<br /> Resta il dato più semplice. Secondo le Nazioni Unite, i fragili miglioramenti sul piano alimentare rischiano di saltare e decine di migliaia di bambini potrebbero trovarsi in malnutrizione acuta nei prossimi mesi. Pioggia, freddo, fame. Gaza continua a morire anche quando smette di fare notizia. E il silenzio, come l’acqua che entra nelle tende, fa il suo lavoro.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69244201</guid><pubDate>Tue, 30 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69244201/imported_713ac0b9_a10e_4936_b5b6_e7ed14ced0fa.mp3" length="2020414" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Eccoci di nuovo sotto la pioggia. A Gaza piove davvero: acqua fredda che entra nelle tende, scende sui muri rimasti in piedi per inerzia, trasforma la sopravvivenza in una lotta contro l’umidità. 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Il tempo dei vertici scorre in una dimensione parallela rispetto a quello dei civili che cercano una coperta asciutta.<br /> Sul terreno l’occupazione continua con il suo linguaggio quotidiano. In Cisgiordania, a Masafer Yatta, un video mostra un soldato israeliano che immobilizza e trascina un anziano palestinese amputato. Non è un’eccezione, è una pratica. Il controllo passa dai documenti ai corpi.<br /> In questo quadro circola anche una voce che va maneggiata con cautela: durante una discussione pubblica online, un analista vicino a importanti ambienti israeliani ha parlato di un’ipotesi di ricollocazione di massa dei palestinesi fuori da Gaza, citando presunte disponibilità di territori lontani, come il Somaliland. Affermazione priva, allo stato, di riscontri ufficiali. Ma il solo fatto che venga pronunciata dice molto sull’orizzonte immaginato da una parte del dibattito.<br /> Resta il dato più semplice. Secondo le Nazioni Unite, i fragili miglioramenti sul piano alimentare rischiano di saltare e decine di migliaia di bambini potrebbero trovarsi in malnutrizione acuta nei prossimi mesi. Pioggia, freddo, fame. Gaza continua a morire anche quando smette di fare notizia. E il silenzio, come l’acqua che entra nelle tende, fa il suo lavoro.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #112</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-112--69233831</link><description><![CDATA[Oggi a Gaza è successo poco. È successo come ieri. Come l’altro ieri. Come domani.<br /> Le tende hanno continuato a riempirsi d’acqua, le coperte a perdere peso sotto la pioggia, i bambini a dormire con il freddo che entra dal basso. Le strade restano fango, le ambulanze rallentano, i corpi si spostano a mano. Nessun evento, nessuna svolta, nessuna notizia capace di interrompere il flusso. Gaza procede.<br /> Nel frattempo, fuori, il mondo funziona. I voli decollano, le mappe scorrono sugli schermi, i negoziati avanzano per fasi, con parole pulite: sicurezza, governance, stabilizzazione. Si discute di linee, di confini, di responsabilità future. Sul terreno, quelle stesse linee si muovono di pochi metri alla volta, abbastanza per cambiare una strada, una casa, una via di fuga. Succede senza rumore.<br /> Anche la verità ha trovato il suo posto. I giornalisti continuano a raccontare, quando possono. Le loro famiglie continuano a morire, quando serve. I numeri crescono, le cifre si assestano, la notizia si deposita. Diventa statistica. Non ferma nulla.<br /> Questa è la fase più avanzata dell’assedio: quando smette di apparire straordinario. Quando la violenza entra in regime ordinario, compatibile con tutto il resto. Con il calendario, con le festività, con l’agenda internazionale. Gaza diventa uno sfondo operativo, una condizione data, un luogo dove accade ciò che accade sempre.<br /> Oggi a Gaza è successo poco. Ed è proprio questo che dovrebbe spaventare.<br /> Perché quando ogni giorno è uguale, la catastrofe ha già vinto: ha trovato il modo di esistere senza disturbare più nessuno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69233831</guid><pubDate>Mon, 29 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69233831/imported_39a9f23c_28a8_4814_9ed6_cfd3fed48136.mp3" length="1642579" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi a Gaza è successo poco. È successo come ieri. Come l’altro ieri. Come domani.
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Succede senza rumore.<br /> Anche la verità ha trovato il suo posto. I giornalisti continuano a raccontare, quando possono. Le loro famiglie continuano a morire, quando serve. I numeri crescono, le cifre si assestano, la notizia si deposita. Diventa statistica. Non ferma nulla.<br /> Questa è la fase più avanzata dell’assedio: quando smette di apparire straordinario. Quando la violenza entra in regime ordinario, compatibile con tutto il resto. Con il calendario, con le festività, con l’agenda internazionale. Gaza diventa uno sfondo operativo, una condizione data, un luogo dove accade ciò che accade sempre.<br /> Oggi a Gaza è successo poco. Ed è proprio questo che dovrebbe spaventare.<br /> Perché quando ogni giorno è uguale, la catastrofe ha già vinto: ha trovato il modo di esistere senza disturbare più nessuno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #111</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-111--69198994</link><description><![CDATA[A Gaza si continua a morire anche per sottrazione. Di sguardi, di parole, di accessi. La Knesset ha deciso di prorogare fino al 2027 la legge che consente la chiusura delle redazioni straniere, a partire da Al Jazeera. Ufficialmente è una misura di sicurezza. Nei fatti è una dichiarazione: questa guerra deve restare senza testimoni. Mustafa Barghouti lo ha detto senza giri di parole: paura del racconto, paura che la narrazione dei crimini e della sofferenza palestinese circoli fuori dal perimetro controllato.<br /> La stretta sull’informazione ha una geografia precisa. A Gerusalemme Est giornalisti sono stati colpiti con i lacrimogeni mentre documentavano le operazioni delle forze israeliane. A Qalandiya e Kafr Aqab, a nord della città, sono proseguite demolizioni, arresti, confische di veicoli. Scene note, ripetute, sempre meno raccontate. Anche qui, prima ancora delle ruspe, passa la censura.<br /> Dentro la Striscia la cronaca delle ultime ore è fatta di colpi che arrivano mentre il mondo discute di “fasi”. Bombardamenti a est di Gaza City e nel governatorato di Rafah. A Tuffah, un attacco ha colpito una scuola usata come rifugio durante un matrimonio: sei morti, secondo le autorità locali, molti dei quali bambini. Un edificio pensato per proteggere, trasformato in bersaglio. Una festa diventata funerale. Numeri che restano tali solo se nessuno li guarda troppo a lungo.<br /> Hamas accusa Israele di impedire il passaggio alla seconda fase dell’intesa, Ankara parla di attacchi che rendono impraticabile qualsiasi avanzamento e di aiuti ancora insufficienti. La tregua continua a esistere come parola, non come condizione. Intanto il ministro della Difesa israeliano rivendica una presenza militare prolungata a Gaza, mentre sul fronte giuridico il Belgio deposita il suo intervento alla Corte internazionale di giustizia nel procedimento avviato dal Sudafrica.<br /> È tutto qui il punto della giornata: mentre i tribunali iniziano a scrivere e i governi votano per chiudere microfoni, sul terreno la guerra prosegue identica a se stessa. A Gaza non manca solo il cessate il fuoco. Manca l’aria, e manca chi possa raccontare che manca.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69198994</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69198994/imported_9d2bd445_3772_456c_ab27_2a1119a91703.mp3" length="2195121" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza si continua a morire anche per sottrazione. Di sguardi, di parole, di accessi. La Knesset ha deciso di prorogare fino al 2027 la legge che consente la chiusura delle redazioni straniere, a partire da Al Jazeera. Ufficialmente è una misura di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza si continua a morire anche per sottrazione. Di sguardi, di parole, di accessi. La Knesset ha deciso di prorogare fino al 2027 la legge che consente la chiusura delle redazioni straniere, a partire da Al Jazeera. Ufficialmente è una misura di sicurezza. Nei fatti è una dichiarazione: questa guerra deve restare senza testimoni. Mustafa Barghouti lo ha detto senza giri di parole: paura del racconto, paura che la narrazione dei crimini e della sofferenza palestinese circoli fuori dal perimetro controllato.<br /> La stretta sull’informazione ha una geografia precisa. A Gerusalemme Est giornalisti sono stati colpiti con i lacrimogeni mentre documentavano le operazioni delle forze israeliane. A Qalandiya e Kafr Aqab, a nord della città, sono proseguite demolizioni, arresti, confische di veicoli. Scene note, ripetute, sempre meno raccontate. Anche qui, prima ancora delle ruspe, passa la censura.<br /> Dentro la Striscia la cronaca delle ultime ore è fatta di colpi che arrivano mentre il mondo discute di “fasi”. Bombardamenti a est di Gaza City e nel governatorato di Rafah. A Tuffah, un attacco ha colpito una scuola usata come rifugio durante un matrimonio: sei morti, secondo le autorità locali, molti dei quali bambini. Un edificio pensato per proteggere, trasformato in bersaglio. Una festa diventata funerale. Numeri che restano tali solo se nessuno li guarda troppo a lungo.<br /> Hamas accusa Israele di impedire il passaggio alla seconda fase dell’intesa, Ankara parla di attacchi che rendono impraticabile qualsiasi avanzamento e di aiuti ancora insufficienti. La tregua continua a esistere come parola, non come condizione. Intanto il ministro della Difesa israeliano rivendica una presenza militare prolungata a Gaza, mentre sul fronte giuridico il Belgio deposita il suo intervento alla Corte internazionale di giustizia nel procedimento avviato dal Sudafrica.<br /> È tutto qui il punto della giornata: mentre i tribunali iniziano a scrivere e i governi votano per chiudere microfoni, sul terreno la guerra prosegue identica a se stessa. A Gaza non manca solo il cessate il fuoco. Manca l’aria, e manca chi possa raccontare che manca.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #110</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-110--69186711</link><description><![CDATA[A Qabatiya, in Cisgiordania, un ragazzo di sedici anni viene ucciso durante un raid. L’esercito israeliano parla di un gesto minaccioso. Un video di sorveglianza racconta altro: Rayyan Mohammad Abu Mualla cammina, poi cade. Le immagini smentiscono la versione ufficiale. Succede spesso che la verità emerga per incidente, quando una telecamera resta accesa. Succede meno spesso a Gaza, dove lo sguardo viene sistematicamente respinto.<br /> Mentre un filmato incrina una dichiarazione, Gaza continua a vivere senza immagini sufficienti. La parola “tregua” circola nelle capitali, ma sul terreno resta una formula astratta. I negoziati promettono una seconda fase a inizio 2026, dicono i mediatori. È un calendario diplomatico. Intanto il tempo reale è quello dei raid che proseguono, dei corpi che non tornano, delle famiglie che aspettano.<br /> La tregua raccontata fuori è una pausa amministrativa. Dentro, Gaza è un luogo dove la scuola è sparita per centinaia di migliaia di bambini, al terzo anno senza istruzione formale. Dove le chiese diventano rifugi e il Natale si celebra sotto protezione armata, con la consapevolezza che basta poco perché la protezione svanisca. La normalità ridotta a eccezione.<br /> Ogni volta che un video smonta una versione ufficiale, il problema si sposta altrove: quante storie restano invisibili perché non c’è una telecamera, perché l’accesso è negato, perché il racconto arriva filtrato? L’assedio funziona anche così: comprimendo lo sguardo, rallentando la verifica, rendendo ogni morte una cifra.<br /> La politica internazionale continua a parlare di fasi, di tavoli, di date future. Gaza resta inchiodata al presente. Un presente fatto di fame, macerie e silenzio. Quando la tregua diventa una parola che non ferma i fatti, resta solo la cronaca dei dettagli che sfuggono. E ogni dettaglio, quando emerge, pesa come un atto d’accusa.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69186711</guid><pubDate>Wed, 24 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69186711/imported_9fa50bae_515d_4fda_b02b_7cb76b3f4dc4.mp3" length="1927627" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Qabatiya, in Cisgiordania, un ragazzo di sedici anni viene ucciso durante un raid. L’esercito israeliano parla di un gesto minaccioso. Un video di sorveglianza racconta altro: Rayyan Mohammad Abu Mualla cammina, poi cade. Le immagini smentiscono la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Qabatiya, in Cisgiordania, un ragazzo di sedici anni viene ucciso durante un raid. L’esercito israeliano parla di un gesto minaccioso. Un video di sorveglianza racconta altro: Rayyan Mohammad Abu Mualla cammina, poi cade. Le immagini smentiscono la versione ufficiale. Succede spesso che la verità emerga per incidente, quando una telecamera resta accesa. Succede meno spesso a Gaza, dove lo sguardo viene sistematicamente respinto.<br /> Mentre un filmato incrina una dichiarazione, Gaza continua a vivere senza immagini sufficienti. La parola “tregua” circola nelle capitali, ma sul terreno resta una formula astratta. I negoziati promettono una seconda fase a inizio 2026, dicono i mediatori. È un calendario diplomatico. Intanto il tempo reale è quello dei raid che proseguono, dei corpi che non tornano, delle famiglie che aspettano.<br /> La tregua raccontata fuori è una pausa amministrativa. Dentro, Gaza è un luogo dove la scuola è sparita per centinaia di migliaia di bambini, al terzo anno senza istruzione formale. Dove le chiese diventano rifugi e il Natale si celebra sotto protezione armata, con la consapevolezza che basta poco perché la protezione svanisca. La normalità ridotta a eccezione.<br /> Ogni volta che un video smonta una versione ufficiale, il problema si sposta altrove: quante storie restano invisibili perché non c’è una telecamera, perché l’accesso è negato, perché il racconto arriva filtrato? L’assedio funziona anche così: comprimendo lo sguardo, rallentando la verifica, rendendo ogni morte una cifra.<br /> La politica internazionale continua a parlare di fasi, di tavoli, di date future. Gaza resta inchiodata al presente. Un presente fatto di fame, macerie e silenzio. Quando la tregua diventa una parola che non ferma i fatti, resta solo la cronaca dei dettagli che sfuggono. E ogni dettaglio, quando emerge, pesa come un atto d’accusa.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #109</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-109--69171030</link><description><![CDATA[A Gerusalemme Est la polvere arriva prima delle parole. A Silwan un edificio residenziale viene abbattuto, decine di persone costrette a lasciare casa, ruspe e agenti a fare da cornice. È una scena che sembra periferica rispetto a Gaza e invece la spiega. L’assedio esce dalla Striscia e diventa metodo: demolire, spostare, registrare, revocare. Tutto con moduli, ordinanze, comunicati.<br /> Nelle stesse ore, a Gaza, l’emergenza umanitaria viene ricondotta a una questione amministrativa. Medici Senza Frontiere avverte che le nuove regole di registrazione imposte da Israele mettono a rischio la presenza delle ONG dal primo gennaio. Senza licenza, senza accesso. Senza accesso, senza cure. Sembra un dettaglio tecnico, produce amputazioni, infezioni, reparti chiusi. Intanto le agenzie ONU rilanciano un dato che pesa come una sentenza: oltre centomila bambini rischiano la malnutrizione acuta nei prossimi mesi. La fame come effetto collaterale di una firma.<br /> Il controllo passa anche dai corpi. Dal carcere di Damon arrivano denunce sulle detenute palestinesi: perquisizioni violente, umiliazioni, rimozione forzata dell’hijab. La disciplina si fa gesto fisico, esposizione pubblica, punizione simbolica. Casa e corpo, la stessa grammatica. A Silwan si rade al suolo un edificio, a Damon si spezza una persona. Cambia il luogo, resta il dispositivo.<br /> Sul fondo, la regione trattiene il respiro. Israele informa Washington di possibili mosse iraniane mascherate da esercitazioni militari. La tensione sale, i vertici parlano di deterrenza, di scenari. È il rumore geopolitico che copre tutto il resto e rende normale l’anomalia: mentre si invocano equilibri regionali, l’assedio quotidiano procede senza ostacoli.<br /> Si continua a discutere di fasi, di tregue, di calendari. Sulla carta. Sul terreno avanza un’altra fase, già operativa: demolizioni, permessi revocati, aiuti condizionati, carceri come laboratori di controllo. Oggi la notizia sta qui. La tregua resta una bozza, l’assedio resta un sistema. E la polvere di Silwan arriva prima delle spiegazioni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69171030</guid><pubDate>Tue, 23 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69171030/imported_10769f4f_eefd_4801_8473_b146ffb64713.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gerusalemme Est la polvere arriva prima delle parole. A Silwan un edificio residenziale viene abbattuto, decine di persone costrette a lasciare casa, ruspe e agenti a fare da cornice. 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Intanto le agenzie ONU rilanciano un dato che pesa come una sentenza: oltre centomila bambini rischiano la malnutrizione acuta nei prossimi mesi. La fame come effetto collaterale di una firma.<br /> Il controllo passa anche dai corpi. Dal carcere di Damon arrivano denunce sulle detenute palestinesi: perquisizioni violente, umiliazioni, rimozione forzata dell’hijab. La disciplina si fa gesto fisico, esposizione pubblica, punizione simbolica. Casa e corpo, la stessa grammatica. A Silwan si rade al suolo un edificio, a Damon si spezza una persona. Cambia il luogo, resta il dispositivo.<br /> Sul fondo, la regione trattiene il respiro. Israele informa Washington di possibili mosse iraniane mascherate da esercitazioni militari. La tensione sale, i vertici parlano di deterrenza, di scenari. È il rumore geopolitico che copre tutto il resto e rende normale l’anomalia: mentre si invocano equilibri regionali, l’assedio quotidiano procede senza ostacoli.<br /> Si continua a discutere di fasi, di tregue, di calendari. Sulla carta. Sul terreno avanza un’altra fase, già operativa: demolizioni, permessi revocati, aiuti condizionati, carceri come laboratori di controllo. Oggi la notizia sta qui. La tregua resta una bozza, l’assedio resta un sistema. E la polvere di Silwan arriva prima delle spiegazioni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #108</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-108--69160445</link><description><![CDATA[Mentre la parola “tregua” continua a circolare nei palazzi, il terreno racconta altro. Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato diciannove nuovi insediamenti in Cisgiordania. Negli ultimi tre anni quelli autorizzati diventano sessantanove. Smotrich parla di mappa, di irreversibilità, di futuro già deciso. È una scelta di potere: occupare mentre si discute di stabilizzazione.<br /> A Gaza, intanto, l’assedio resta una pratica quotidiana. A Shujaiyya un drone colpisce un gruppo di civili: tre morti, feriti che arrivano in ospedale portati a mano. A Tufah altre persone colpite. A Sheikh Radwan una casa crolla di notte, tre donne uccise, due dispersi. Le agenzie scrivono “precedentemente bombardata”: il tempo lungo delle macerie che uccidono dopo, quando le telecamere si spostano.<br /> La sanità scivola verso il punto di rottura. L’ONU avverte che entro aprile oltre centomila bambini e trentasettemila donne incinte o che allattano rischiano la malnutrizione acuta. “Progressi fragili”, li chiamano. Fragili come un corridoio umanitario che apre e chiude, come le forniture che finiscono, come le sale operatorie che sospendono gli interventi per mancanza di materiali.<br /> Anche il racconto resta sotto assedio. La Corte suprema israeliana chiede al governo di spiegare perché l’accesso dei media internazionali a Gaza resta vietato. C’è una scadenza, il 4 gennaio. È una domanda semplice: chi può vedere, chi può testimoniare, chi può contare i morti.<br /> In Europa qualcosa si muove ai margini. La Slovenia dichiara Benjamin Netanyahu persona non gradita e gli chiude l’ingresso. Un gesto raro, isolato, che parla di diritto internazionale mentre altri governi preferiscono il silenzio operativo.<br /> La diplomazia continua a parlare di cornici. Sul terreno, invece, avanzano le colonie, volano i droni, crollano le case, si svuotano i magazzini. Chiamarla tregua serve a chi guarda da lontano. Qui resta un assedio che produce fatti, ogni giorno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69160445</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69160445/imported_10769f4f_eefd_4801_8473_b146ffb64713.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre la parola “tregua” continua a circolare nei palazzi, il terreno racconta altro. Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato diciannove nuovi insediamenti in Cisgiordania. 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L’ONU avverte che entro aprile oltre centomila bambini e trentasettemila donne incinte o che allattano rischiano la malnutrizione acuta. “Progressi fragili”, li chiamano. Fragili come un corridoio umanitario che apre e chiude, come le forniture che finiscono, come le sale operatorie che sospendono gli interventi per mancanza di materiali.<br /> Anche il racconto resta sotto assedio. La Corte suprema israeliana chiede al governo di spiegare perché l’accesso dei media internazionali a Gaza resta vietato. C’è una scadenza, il 4 gennaio. È una domanda semplice: chi può vedere, chi può testimoniare, chi può contare i morti.<br /> In Europa qualcosa si muove ai margini. La Slovenia dichiara Benjamin Netanyahu persona non gradita e gli chiude l’ingresso. Un gesto raro, isolato, che parla di diritto internazionale mentre altri governi preferiscono il silenzio operativo.<br /> La diplomazia continua a parlare di cornici. Sul terreno, invece, avanzano le colonie, volano i droni, crollano le case, si svuotano i magazzini. Chiamarla tregua serve a chi guarda da lontano. Qui resta un assedio che produce fatti, ogni giorno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #107</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-107--69144205</link><description><![CDATA[Oggi Gaza entra nelle notizie in punta di piedi. Una riga, un aggiornamento, un dato incastrato fra altro. Nessun titolo grande. Nessuna parola nuova. È il segno più chiaro di ciò che è diventata: un luogo dove l’orrore ha smesso di sorprendere.<br /> Nelle ultime ventiquattr’ore arrivano notizie che un tempo avrebbero imposto silenzio. Pazienti che attendono evacuazioni che restano sulla carta. Ospedali che continuano a funzionare per inerzia, finché regge il carburante rimasto. Valichi che rallentano, poi si fermano, poi forse riaprono. Tutto raccontato con il tono dell’aggiornamento tecnico, come se fosse manutenzione ordinaria. Gaza scorre così, come un bollettino amministrativo.<br /> La trasformazione è compiuta quando la tragedia diventa sfondo. Le cifre smettono di essere scandalo e diventano contesto. Le parole si accorciano, si asciugano, perdono attrito morale. Si parla di “fasi”, di “meccanismi”, di “attese”. La fame resta fame, il dolore resta dolore, ma il linguaggio lo addomestica. L’assedio continua, però entra nel lessico della normalità.<br /> Questa assuefazione riguarda chi decide, chi racconta, chi legge. Riguarda tutti. Quando ogni giorno somiglia al precedente, il presente perde urgenza. Gaza viene percepita come una crisi stabile, una sofferenza gestibile, un problema cronico. In questo spazio anestetizzato l’eccezione scompare. Restano vite sospese, senza scatto, senza svolta, senza rottura.<br /> Oggi, a Gaza, accade esattamente questo: nulla interrompe il flusso. Ed è proprio questa continuità a fare più paura. Perché un orrore che scorre senza più fare rumore diventa parte dell’arredo del mondo. E quando succede, guardare smette di bastare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69144205</guid><pubDate>Sat, 20 Dec 2025 05:55:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69144205/imported_5ebb8799_61a8_4422_aa81_457f5197cd1f.mp3" length="1696496" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi Gaza entra nelle notizie in punta di piedi. Una riga, un aggiornamento, un dato incastrato fra altro. Nessun titolo grande. Nessuna parola nuova. È il segno più chiaro di ciò che è diventata: un luogo dove l’orrore ha smesso di sorprendere.
Nelle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi Gaza entra nelle notizie in punta di piedi. Una riga, un aggiornamento, un dato incastrato fra altro. Nessun titolo grande. Nessuna parola nuova. È il segno più chiaro di ciò che è diventata: un luogo dove l’orrore ha smesso di sorprendere.<br /> Nelle ultime ventiquattr’ore arrivano notizie che un tempo avrebbero imposto silenzio. Pazienti che attendono evacuazioni che restano sulla carta. Ospedali che continuano a funzionare per inerzia, finché regge il carburante rimasto. Valichi che rallentano, poi si fermano, poi forse riaprono. Tutto raccontato con il tono dell’aggiornamento tecnico, come se fosse manutenzione ordinaria. Gaza scorre così, come un bollettino amministrativo.<br /> La trasformazione è compiuta quando la tragedia diventa sfondo. Le cifre smettono di essere scandalo e diventano contesto. Le parole si accorciano, si asciugano, perdono attrito morale. Si parla di “fasi”, di “meccanismi”, di “attese”. La fame resta fame, il dolore resta dolore, ma il linguaggio lo addomestica. L’assedio continua, però entra nel lessico della normalità.<br /> Questa assuefazione riguarda chi decide, chi racconta, chi legge. Riguarda tutti. Quando ogni giorno somiglia al precedente, il presente perde urgenza. Gaza viene percepita come una crisi stabile, una sofferenza gestibile, un problema cronico. In questo spazio anestetizzato l’eccezione scompare. Restano vite sospese, senza scatto, senza svolta, senza rottura.<br /> Oggi, a Gaza, accade esattamente questo: nulla interrompe il flusso. Ed è proprio questa continuità a fare più paura. Perché un orrore che scorre senza più fare rumore diventa parte dell’arredo del mondo. E quando succede, guardare smette di bastare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #106</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-106--69125023</link><description><![CDATA[A Gaza l’assedio oggi passa dal freddo. A Khan Yunis un neonato di un mese è morto nella notte, nelle tende di Al-Mawasi sferzate dal vento e dalla pioggia. Le autorità sanitarie locali parlano di tredici morti legati all’ondata di maltempo e alla mancanza di ripari adeguati. La linea del fronte si è spostata nella sopravvivenza elementare: scaldarsi, asciugarsi, restare vivi.<br /> Il cessate il fuoco continua a reggere come dispositivo di controllo. Sulla carta. Sul terreno si stringe il rubinetto degli aiuti. Israele ha respinto la registrazione a quattordici organizzazioni non governative, imponendo una scadenza operativa che equivale a un ritiro forzato. L’effetto pratico è misurabile: l’accordo del 10 ottobre parlava di 600 camion al giorno; Ong e Nazioni Unite contano flussi reali che oscillano tra 100 e 300, con una quota rilevante di beni commerciali. La fame e il freddo hanno una grammatica amministrativa.<br /> Intanto il lessico bellico lava le mani. Un colpo “mancato” finisce tra i civili, feriti inclusi; parte un’indagine interna. Errore, deviazione, accertamenti. La “linea gialla” che separa e autorizza resta una linea mobile: chi passa, chi resta, chi paga l’errore.<br /> Sul lato israeliano, il potere prova a governare anche la memoria. Benjamin Netanyahu tenta di mettere mano all’inchiesta sul 7 ottobre; le famiglie delle vittime e l’opposizione parlano di conflitto di interessi e di un insulto alla verità. È la stessa architettura che si vede a sud: controllo delle procedure, gestione delle responsabilità, dilazione delle risposte.<br /> Le Nazioni Unite e oltre duecento organizzazioni avvertono che, tra deregistrazioni e scadenze fissate, le operazioni umanitarie rischiano il collasso. La seconda fase dei negoziati resta ostaggio di una prima fase che seleziona chi può stare, chi può curare, chi può distribuire, chi può scaldarsi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69125023</guid><pubDate>Fri, 19 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69125023/imported_3ea9d892_9c35_4f4b_88ea_c7a81d598e34.mp3" length="1864097" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza l’assedio oggi passa dal freddo. A Khan Yunis un neonato di un mese è morto nella notte, nelle tende di Al-Mawasi sferzate dal vento e dalla pioggia. Le autorità sanitarie locali parlano di tredici morti legati all’ondata di maltempo e alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza l’assedio oggi passa dal freddo. A Khan Yunis un neonato di un mese è morto nella notte, nelle tende di Al-Mawasi sferzate dal vento e dalla pioggia. Le autorità sanitarie locali parlano di tredici morti legati all’ondata di maltempo e alla mancanza di ripari adeguati. La linea del fronte si è spostata nella sopravvivenza elementare: scaldarsi, asciugarsi, restare vivi.<br /> Il cessate il fuoco continua a reggere come dispositivo di controllo. Sulla carta. Sul terreno si stringe il rubinetto degli aiuti. Israele ha respinto la registrazione a quattordici organizzazioni non governative, imponendo una scadenza operativa che equivale a un ritiro forzato. L’effetto pratico è misurabile: l’accordo del 10 ottobre parlava di 600 camion al giorno; Ong e Nazioni Unite contano flussi reali che oscillano tra 100 e 300, con una quota rilevante di beni commerciali. La fame e il freddo hanno una grammatica amministrativa.<br /> Intanto il lessico bellico lava le mani. Un colpo “mancato” finisce tra i civili, feriti inclusi; parte un’indagine interna. Errore, deviazione, accertamenti. La “linea gialla” che separa e autorizza resta una linea mobile: chi passa, chi resta, chi paga l’errore.<br /> Sul lato israeliano, il potere prova a governare anche la memoria. Benjamin Netanyahu tenta di mettere mano all’inchiesta sul 7 ottobre; le famiglie delle vittime e l’opposizione parlano di conflitto di interessi e di un insulto alla verità. È la stessa architettura che si vede a sud: controllo delle procedure, gestione delle responsabilità, dilazione delle risposte.<br /> Le Nazioni Unite e oltre duecento organizzazioni avvertono che, tra deregistrazioni e scadenze fissate, le operazioni umanitarie rischiano il collasso. La seconda fase dei negoziati resta ostaggio di una prima fase che seleziona chi può stare, chi può curare, chi può distribuire, chi può scaldarsi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #105</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-105--69106205</link><description><![CDATA[freddo a Gaza è diventato una linea del fronte. Mohammed Khalil Abu al-Khair aveva due settimane. È morto di ipotermia dopo giorni di pioggia e vento, in una tenda che non proteggeva più. I medici parlano di altri casi simili, di bambini che arrivano negli ospedali con il corpo già freddo. Le forniture per i ripari entrano a singhiozzo, il maltempo fa il resto. L’assedio passa anche dalla temperatura.<br /> Mentre Gaza congela, il mondo si chiude. L’amministrazione Trump ha annunciato un’estensione del travel ban che colpisce anche i palestinesi titolari di documenti dell’Autorità nazionale. Dal primo gennaio, visti e ingressi diventano un privilegio revocabile. Viene chiamato “piano di pace”. È, più semplicemente, una frontiera spostata più avanti, lontano dalla Striscia, per impedire qualsiasi uscita, qualsiasi futuro.<br /> La stessa logica attraversa la Cisgiordania. Sei parlamentari canadesi sono stati respinti al valico, accusati di rappresentare un rischio per la “sicurezza”. Deputati eletti, fermati perché osservare, visitare, testimoniare viene trattato come una minaccia. La parola sicurezza continua a funzionare come un interruttore: spegne diritti, cancella diplomazia, normalizza l’isolamento.<br /> Dentro questo quadro, la Corte penale internazionale smette di essere una notizia e diventa un attrito. Il rigetto del ricorso israeliano non ha fermato la guerra, ma ha incrinato la strategia di congelare il diritto. Il procedimento resta aperto, il tempo giudiziario continua a scorrere mentre quello politico prova a serrarsi. È un dettaglio che pesa più delle dichiarazioni: qualcosa, fuori dal controllo militare, non si è fermato.<br /> Intanto a Gaza si annunciano nuove operazioni, demolizioni mirate, tunnel evocati come giustificazione permanente. Hamas parla di negoziati indiretti, di fasi future. Parole che galleggiano sopra le tende bagnate, sopra i neonati avvolti in coperte sottili. I piani hanno sempre nomi ambiziosi. Il freddo, invece, arriva senza annunci. E uccide.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69106205</guid><pubDate>Thu, 18 Dec 2025 03:27:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69106205/imported_22d17483_eaff_40d0_9a02_7fb3d0d73efa.mp3" length="1985306" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>freddo a Gaza è diventato una linea del fronte. Mohammed Khalil Abu al-Khair aveva due settimane. È morto di ipotermia dopo giorni di pioggia e vento, in una tenda che non proteggeva più. 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Sei parlamentari canadesi sono stati respinti al valico, accusati di rappresentare un rischio per la “sicurezza”. Deputati eletti, fermati perché osservare, visitare, testimoniare viene trattato come una minaccia. La parola sicurezza continua a funzionare come un interruttore: spegne diritti, cancella diplomazia, normalizza l’isolamento.<br /> Dentro questo quadro, la Corte penale internazionale smette di essere una notizia e diventa un attrito. Il rigetto del ricorso israeliano non ha fermato la guerra, ma ha incrinato la strategia di congelare il diritto. Il procedimento resta aperto, il tempo giudiziario continua a scorrere mentre quello politico prova a serrarsi. È un dettaglio che pesa più delle dichiarazioni: qualcosa, fuori dal controllo militare, non si è fermato.<br /> Intanto a Gaza si annunciano nuove operazioni, demolizioni mirate, tunnel evocati come giustificazione permanente. Hamas parla di negoziati indiretti, di fasi future. Parole che galleggiano sopra le tende bagnate, sopra i neonati avvolti in coperte sottili. I piani hanno sempre nomi ambiziosi. Il freddo, invece, arriva senza annunci. E uccide.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #104</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-104--69084018</link><description><![CDATA[La pioggia arriva quando le bombe rallentano. A ovest di Gaza City le tende degli sfollati si allagano, diventano pozzanghere abitate. All’ospedale Al Shifa l’acqua filtra nei corridoi dell’accoglienza e del pronto soccorso, già ridotti al minimo dopo mesi di assedio. Il cessate il fuoco promette sollievo, il meteo lo smentisce. La guerra continua anche così: freddo, fango, infezioni.<br /> Le agenzie raccontano famiglie che scavano canali con le mani, bambini avvolti nella plastica perché le coperte non bastano. I convogli entrano a intermittenza: il novantaquattresimo dall’Egitto passa da Rafah, viene ispezionato a Kerem Abu Salem e poi avanza. Le tende arrivano, ma costano cifre proibitive. L’emergenza diventa mercato, il mercato seleziona chi può restare asciutto.<br /> La tregua resta fragile anche sul piano politico. Da Washington filtra irritazione verso Netanyahu per un raid nel fine settimana, l’uccisione di Raed Saad pesa come una violazione dell’accordo mediato dagli Stati Uniti mentre si discute la fase successiva. A Doha venticinque Paesi parlano di una forza internazionale di stabilizzazione, catene di comando, risoluzioni ONU. Sopra le teste dei civili si disegnano mappe.<br /> Sul piano giuridico, intanto, la Corte penale internazionale respinge il ricorso israeliano che chiedeva di bloccare l’indagine sui crimini commessi a Gaza. La giurisdizione resta confermata, il percorso giudiziario resta aperto. È una decisione che non ferma la pioggia, ma tiene accesa la questione delle responsabilità.<br /> In questo clima si inserisce anche l’annuncio della Hind Rajab Foundation, che deposita in Italia una denuncia contro un soldato israeliano, invocando le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma. È un segnale, ancora da verificare nei suoi passaggi formali, di una giustizia cercata altrove mentre la politica prende tempo.<br /> A Gaza l’acqua sale. Nei palazzi si discute il futuro, sotto le tende si prova a sopravvivere al presente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69084018</guid><pubDate>Wed, 17 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69084018/imported_c57177a8_37a0_4645_b9cd_a356bca487fa.mp3" length="1890847" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La pioggia arriva quando le bombe rallentano. A ovest di Gaza City le tende degli sfollati si allagano, diventano pozzanghere abitate. 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Da Washington filtra irritazione verso Netanyahu per un raid nel fine settimana, l’uccisione di Raed Saad pesa come una violazione dell’accordo mediato dagli Stati Uniti mentre si discute la fase successiva. A Doha venticinque Paesi parlano di una forza internazionale di stabilizzazione, catene di comando, risoluzioni ONU. Sopra le teste dei civili si disegnano mappe.<br /> Sul piano giuridico, intanto, la Corte penale internazionale respinge il ricorso israeliano che chiedeva di bloccare l’indagine sui crimini commessi a Gaza. La giurisdizione resta confermata, il percorso giudiziario resta aperto. È una decisione che non ferma la pioggia, ma tiene accesa la questione delle responsabilità.<br /> In questo clima si inserisce anche l’annuncio della Hind Rajab Foundation, che deposita in Italia una denuncia contro un soldato israeliano, invocando le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma. È un segnale, ancora da verificare nei suoi passaggi formali, di una giustizia cercata altrove mentre la politica prende tempo.<br /> A Gaza l’acqua sale. Nei palazzi si discute il futuro, sotto le tende si prova a sopravvivere al presente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #103</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-103--69064540</link><description><![CDATA[A Gaza le squadre della protezione civile scavano tra le macerie delle case colpite, recuperano i resti di famiglie sepolte sotto muri che avevano ancora un indirizzo. La casa degli Abu Ramadan, che ospitava decine di persone, è diventata un cumulo di cemento e silenzio. È il lessico della fine che convive con l’annuncio della pausa.<br /> Intanto la mappa si allarga. A nord-est di Qalqilya, a Jayyous, bulldozer e mezzi militari abbattono serre e strutture agricole. Plastica strappata, colture schiacciate, un’economia domestica cancellata in poche ore. La Cisgiordania entra nel racconto come un fronte parallelo, dove la guerra prende la forma dell’amministrazione della terra e della punizione collettiva.<br /> A Gaza si discute di “fasi”, di condizioni, di disarmo e di garanzie. Le parti si accusano a vicenda di violazioni, si contano i morti, si annunciano funerali e nuove nomine militari. La tregua diventa un campo di battaglia semantico: dichiarata, contestata, sospesa. Nel frattempo Rafah resta strozzata, i valichi diventano argomento di scontro diplomatico, la vita quotidiana rimane appesa a decisioni prese altrove.<br /> Sul tavolo internazionale scorrono cifre che fanno tremare: quartieri distrutti, infrastrutture annientate, decine di miliardi stimati per una ricostruzione che ancora non ha un perimetro politico. Mentre si scavano le macerie, altrove si preparano dossier, proposte, appetiti. La guerra produce rovine e, insieme, opportunità.<br /> Dall’Italia arrivano appelli alla de-escalation, rivendicazioni di aiuti, corridoi umanitari, disponibilità dentro cornici multilaterali. Parole necessarie, che però faticano a tenere il passo con le immagini di oggi. Perché la tregua, quando esiste davvero, smette di essere un annuncio e diventa una pratica. Qui, per ora, restano le pale, i bulldozer e la polvere.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69064540</guid><pubDate>Tue, 16 Dec 2025 06:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69064540/imported_f0eab127_8f7b_466d_b803_a44bf2c281fe.mp3" length="1904640" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza le squadre della protezione civile scavano tra le macerie delle case colpite, recuperano i resti di famiglie sepolte sotto muri che avevano ancora un indirizzo. 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Le parti si accusano a vicenda di violazioni, si contano i morti, si annunciano funerali e nuove nomine militari. La tregua diventa un campo di battaglia semantico: dichiarata, contestata, sospesa. Nel frattempo Rafah resta strozzata, i valichi diventano argomento di scontro diplomatico, la vita quotidiana rimane appesa a decisioni prese altrove.<br /> Sul tavolo internazionale scorrono cifre che fanno tremare: quartieri distrutti, infrastrutture annientate, decine di miliardi stimati per una ricostruzione che ancora non ha un perimetro politico. Mentre si scavano le macerie, altrove si preparano dossier, proposte, appetiti. La guerra produce rovine e, insieme, opportunità.<br /> Dall’Italia arrivano appelli alla de-escalation, rivendicazioni di aiuti, corridoi umanitari, disponibilità dentro cornici multilaterali. Parole necessarie, che però faticano a tenere il passo con le immagini di oggi. Perché la tregua, quando esiste davvero, smette di essere un annuncio e diventa una pratica. Qui, per ora, restano le pale, i bulldozer e la polvere.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #102</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-102--69045735</link><description><![CDATA[La tregua entra nella sua zona più fragile. Benjamin Netanyahu annuncia che la fine della “prima fase” è vicina e ribadisce che sarà Israele a decidere tempi e modalità delle mosse successive. È un messaggio politico prima che militare: l’accordo regge, il controllo resta unilaterale.<br /> Sul terreno, la tregua vive delle sue eccezioni. L’esercito israeliano uccide un miliziano nel nord della Striscia dopo il superamento della “linea gialla”, parlando di minaccia immediata. Un confine operativo che continua a produrre morti mentre il cessate il fuoco resta formalmente in piedi.<br /> Hamas conferma l’uccisione di Raed Saad, indicato da Israele come figura centrale nella produzione di armi e nella pianificazione del 7 ottobre. L’attacco, lungo la strada costiera Rashid, viene raccontato come mirato; i media palestinesi parlano di altre vittime. La leadership militare viene colpita mentre si discute il passaggio alla fase due.<br /> Fuori da Gaza, uno stanco Abu Mazen prova a rimettere paletti sempre più deboli: no alla divisione della Striscia, no a nuovi confini interni, ricostruzione sotto sovranità palestinese. È la partita che si apre dietro la tregua, ma senza forza politica reale.<br /> In Cisgiordania la pressione resta costante: incursioni e arresti, anche a Hebron, ricordano che la tregua è geografica solo sulla carta.<br /> Poi c’è Sydney. L’attentato è antisemitismo. Persone colpite per ciò che sono, durante una celebrazione religiosa. Su questo non esistono ambiguità. Ma subito dopo Netanyahu accusa il governo australiano di aver “incoraggiato” l’antisemitismo, attribuendo una responsabilità politica diretta all’esecutivo. Trasformare un crimine d’odio in un’arma narrativa è una scelta.<br /> La stessa operazione si ripete anche in Italia, dove c’è chi mescola chi chiede giustizia per Gaza con i terroristi di Sydney. Una confusione deliberata, utile a delegittimare le piazze.<br /> Resta un fatto che disturba la propaganda: l’uomo che ha disarmato il terrorista a Sydney è un immigrato musulmano. I fatti, messi in fila, continuano a smentire lo scontro di identità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69045735</guid><pubDate>Mon, 15 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69045735/imported_590248e3_34f8_41f6_a1c0_f20d9126ddd8.mp3" length="2063464" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La tregua entra nella sua zona più fragile. Benjamin Netanyahu annuncia che la fine della “prima fase” è vicina e ribadisce che sarà Israele a decidere tempi e modalità delle mosse successive. 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La leadership militare viene colpita mentre si discute il passaggio alla fase due.<br /> Fuori da Gaza, uno stanco Abu Mazen prova a rimettere paletti sempre più deboli: no alla divisione della Striscia, no a nuovi confini interni, ricostruzione sotto sovranità palestinese. È la partita che si apre dietro la tregua, ma senza forza politica reale.<br /> In Cisgiordania la pressione resta costante: incursioni e arresti, anche a Hebron, ricordano che la tregua è geografica solo sulla carta.<br /> Poi c’è Sydney. L’attentato è antisemitismo. Persone colpite per ciò che sono, durante una celebrazione religiosa. Su questo non esistono ambiguità. Ma subito dopo Netanyahu accusa il governo australiano di aver “incoraggiato” l’antisemitismo, attribuendo una responsabilità politica diretta all’esecutivo. Trasformare un crimine d’odio in un’arma narrativa è una scelta.<br /> La stessa operazione si ripete anche in Italia, dove c’è chi mescola chi chiede giustizia per Gaza con i terroristi di Sydney. Una confusione deliberata, utile a delegittimare le piazze.<br /> Resta un fatto che disturba la propaganda: l’uomo che ha disarmato il terrorista a Sydney è un immigrato musulmano. I fatti, messi in fila, continuano a smentire lo scontro di identità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #101</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-101--69038652</link><description><![CDATA[La pioggia è arrivata quando tutto era già rotto. A Gaza la tempesta Byron ha trasformato tende e macerie in trappole. Case sventrate dai bombardamenti sono crollate sotto l’acqua, gli accampamenti degli sfollati si sono allagati, il freddo ha fatto il resto. Nelle ultime ventiquattr’ore, secondo le autorità locali citate dalle agenzie, almeno dieci persone sono morte per le conseguenze dirette del maltempo. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala decessi di neonati e bambini piccoli per ipotermia. La guerra continua anche quando smette di sparare.<br /> Mentre l’acqua invade le tende, l’esercito israeliano rivendica un’operazione “mirata” a Gaza City. Un drone colpisce un veicolo all’incrocio di Nabulsi. L’obiettivo, secondo le Idf, è Raad Saad, indicato come figura chiave nella ricostruzione e fabbricazione di armi per Hamas. Le agenzie parlano di vittime sul posto. È la simultaneità che conta: il raid e la pioggia, il comunicato militare e il fango che inghiotte tutto, nello stesso giorno.<br /> Il sistema sanitario resta il contatore più spietato del collasso. L’Oms conferma che solo 18 ospedali su 36 risultano parzialmente funzionanti. I centri di assistenza primaria operano al 43 per cento. Mancano farmaci, reagenti, materiali di base, spesso bloccati perché classificati “a duplice uso”. Quando piove e crolla una casa, la domanda diventa immediata: dove si va con i feriti, dove si muore di freddo.<br /> Sul tavolo internazionale, intanto, si disegna un futuro astratto. Le Nazioni Unite lavorano a una forza di stabilizzazione che potrebbe arrivare già dal prossimo mese. Secondo le anticipazioni, non combatterà Hamas. A Doha si tengono consultazioni con Stati Uniti e decine di Paesi per definire numeri, comando, regole d’ingaggio. Documenti, riunioni, promesse.<br /> A Gaza, oggi, la distanza tra le parole e il terreno si misura in tende allagate, bambini infreddoliti e ospedali a metà. La tempesta non aspetta i mandati Onu.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69038652</guid><pubDate>Sun, 14 Dec 2025 07:32:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69038652/imported_0b3a79df_54f7_45c1_8035_609c0f535006.mp3" length="1908819" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La pioggia è arrivata quando tutto era già rotto. A Gaza la tempesta Byron ha trasformato tende e macerie in trappole. 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L’obiettivo, secondo le Idf, è Raad Saad, indicato come figura chiave nella ricostruzione e fabbricazione di armi per Hamas. Le agenzie parlano di vittime sul posto. È la simultaneità che conta: il raid e la pioggia, il comunicato militare e il fango che inghiotte tutto, nello stesso giorno.<br /> Il sistema sanitario resta il contatore più spietato del collasso. L’Oms conferma che solo 18 ospedali su 36 risultano parzialmente funzionanti. I centri di assistenza primaria operano al 43 per cento. Mancano farmaci, reagenti, materiali di base, spesso bloccati perché classificati “a duplice uso”. Quando piove e crolla una casa, la domanda diventa immediata: dove si va con i feriti, dove si muore di freddo.<br /> Sul tavolo internazionale, intanto, si disegna un futuro astratto. Le Nazioni Unite lavorano a una forza di stabilizzazione che potrebbe arrivare già dal prossimo mese. Secondo le anticipazioni, non combatterà Hamas. A Doha si tengono consultazioni con Stati Uniti e decine di Paesi per definire numeri, comando, regole d’ingaggio. Documenti, riunioni, promesse.<br /> A Gaza, oggi, la distanza tra le parole e il terreno si misura in tende allagate, bambini infreddoliti e ospedali a metà. La tempesta non aspetta i mandati Onu.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #100</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-100--69014754</link><description><![CDATA[Il crollo avviene all’alba, nella parte orientale della Striscia. Un edificio già lesionato cede sotto la pioggia battente. Il fronte di cemento si accartoccia, schiaccia le tende sistemate ai piedi, inghiotte chi ci dormiva dentro perché altrove non c’era spazio. Le immagini mostrano persone che scavano con le mani nel fango, senza mezzi, senza tempo. Nelle ultime ore le agenzie contano almeno undici morti legati al maltempo: tra loro bambini e un neonato, uccisi dal cedimento di strutture fragili e dal freddo.<br /> Non è cronaca meteo. È la fotografia di una vulnerabilità costruita. Gli edifici colpiti nei mesi scorsi vengono riabitati perché l’alternativa è il nulla; le tende sorgono accanto a muri instabili perché non esistono zone sicure. La pioggia entra nelle crepe già aperte dalla guerra e completa il lavoro. Le Nazioni Unite segnalano che teloni, coperte termiche e tende non reggono alle inondazioni; materiali più solidi restano bloccati o arrivano a intermittenza. Il risultato è visibile: famiglie che cercano di proteggere i figli con ciò che trovano, mentre l’acqua sale.<br /> Intanto i valichi seguono il calendario. Chiusure “ordinarie”, camion in attesa, aiuti che si fermano davanti ai cancelli. Il giorno prima ne sono passati alcuni, il giorno dopo forse altri. Nel mezzo ci sono feriti, malati, sfollati che aspettano autorizzazioni. La pioggia cade senza permessi, i soccorsi no. Ogni ritardo pesa come una scelta.<br /> Sul piano politico, nelle stesse ore rimbalza l’ultimatum sul futuro della Striscia: o una forza internazionale entra sul terreno, oppure l’esercito israeliano resta. È una frase che arriva mentre si contano crolli e ipotermie. Il “dopo” diventa leva negoziale, il presente resta scoperto.<br /> Anche in Israele la stessa tempesta provoca vittime e soccorsi. Stessa pioggia, esiti diversi. La differenza sta nelle infrastrutture, nella protezione, nella continuità dei servizi.<br /> Diario di bordo numero cento. La tregua regge nei comunicati. I muri no. E quando crollano, il fango rende tutto più chiaro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/69014754</guid><pubDate>Sat, 13 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/69014754/imported_86dfd213_3192_439a_b65c_90a1ba11c09f.mp3" length="2064718" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il crollo avviene all’alba, nella parte orientale della Striscia. Un edificio già lesionato cede sotto la pioggia battente. 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La pioggia entra nelle crepe già aperte dalla guerra e completa il lavoro. Le Nazioni Unite segnalano che teloni, coperte termiche e tende non reggono alle inondazioni; materiali più solidi restano bloccati o arrivano a intermittenza. Il risultato è visibile: famiglie che cercano di proteggere i figli con ciò che trovano, mentre l’acqua sale.<br /> Intanto i valichi seguono il calendario. Chiusure “ordinarie”, camion in attesa, aiuti che si fermano davanti ai cancelli. Il giorno prima ne sono passati alcuni, il giorno dopo forse altri. Nel mezzo ci sono feriti, malati, sfollati che aspettano autorizzazioni. La pioggia cade senza permessi, i soccorsi no. Ogni ritardo pesa come una scelta.<br /> Sul piano politico, nelle stesse ore rimbalza l’ultimatum sul futuro della Striscia: o una forza internazionale entra sul terreno, oppure l’esercito israeliano resta. È una frase che arriva mentre si contano crolli e ipotermie. 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Mentre l’organizzazione pubblica il nuovo dossier, a Khan Younis il freddo si prende la vita di Rahaf Abu Jazar, nove mesi, morta nella tenda che avrebbe dovuto proteggerla dall’inverno. La scena del padre che la stringe in braccio diventa il contrappunto più feroce all’idea che esista ancora un margine di normalità.<br /> La tempesta Byron ha allagato i campi, il vento ha strappato i teli, l’acqua si è mescolata al fango. L’UNRWA parla di sofferenze «senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale» e definisce Gaza «inadatta alla vita». Nelle stesse ore il ministero della Salute aggiorna il conteggio: 70.369 morti. La statistica sale e il lessico umanitario si assottiglia mentre gli ospedali improvvisati contano i casi di ipotermia tra bambini e anziani.<br /> Gli aiuti non seguono la curva dell’emergenza. I camion restano sotto le promesse dell’accordo, Kerem Shalom apre a singhiozzo, le banche riaccendono le luci con poco contante, abbastanza per un’illusione di routine. La distanza tra le dichiarazioni di intento e la realtà del terreno si misura nella cronaca di una bambina che muore per il gelo dentro una tenda.<br /> Dall’alto del teatro diplomatico, Trump convoca per il 2026 il suo Board of Peace e prepara l’incontro con Netanyahu. È un calendario remoto che scorre mentre l’inverno avanza e avvolge gli sfollati. Se Amnesty dice che il genocidio continua, le morti del freddo non sono effetti collaterali. Sono un’altra forma dell’assedio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68996794</guid><pubDate>Thu, 11 Dec 2025 20:36:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68996794/imported_0ee86035_36b2_45b9_a31d_ea96b6ea7a85.mp3" length="1638400" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Il genocidio continua». Amnesty International rompe gli indugi e consegna al presente una parola che in questi mesi è stata contesa, negata, sminuita. 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La statistica sale e il lessico umanitario si assottiglia mentre gli ospedali improvvisati contano i casi di ipotermia tra bambini e anziani.<br /> Gli aiuti non seguono la curva dell’emergenza. I camion restano sotto le promesse dell’accordo, Kerem Shalom apre a singhiozzo, le banche riaccendono le luci con poco contante, abbastanza per un’illusione di routine. La distanza tra le dichiarazioni di intento e la realtà del terreno si misura nella cronaca di una bambina che muore per il gelo dentro una tenda.<br /> Dall’alto del teatro diplomatico, Trump convoca per il 2026 il suo Board of Peace e prepara l’incontro con Netanyahu. È un calendario remoto che scorre mentre l’inverno avanza e avvolge gli sfollati. Se Amnesty dice che il genocidio continua, le morti del freddo non sono effetti collaterali. Sono un’altra forma dell’assedio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #98</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-98--68984076</link><description><![CDATA[La pioggia è entrata prima del mattino, scavando solchi di fango tra le tende e trasformando i campi degli sfollati in vasche d’acqua sporca. A Gaza City le immagini rimbalzano ovunque: l’acqua sale fin dentro i rifugi, le famiglie provano a sollevare materassi ormai fradici, i bambini camminano scalzi in una miscela di pioggia e liquami. La tempesta che ieri era allerta oggi è realtà.<br /> La Protezione civile avverte che le prossime ore sono «pericolose»: le tende rischiano di cedere, il vento strappa le coperture, l’acqua si accumula dove le fogne non esistono più. spiegano che il municipio non ha mezzi per intervenire: le pompe non funzionano, le reti sono distrutte, resta solo il tentativo disperato di deviare l’acqua con attrezzature private, vecchie, insufficienti.<br /> I numeri delle Nazioni Unite danno la misura del disastro. Oltre ottocentomila sfollati vivono in 761 siti classificati ad alto rischio di alluvione; in 219 campi l’acqua ha già travolto tutto, mettendo in pericolo più di centomila persone. Qui la meteorologia diventa materia politica: dove non c’è più infrastruttura, la pioggia si comporta come un assedio.<br /> La tempesta ha chiuso quattro centri per l’infanzia su otto e gli altri non sono raggiungibili. Save the Children denuncia che non entrano neanche pali, legname e strumenti per rinforzare le tende: materiali considerati “a duplice uso”. Così i più piccoli dormono su coperte bagnate mentre le restrizioni continuano a dettare la forma della loro sopravvivenza.<br /> Intanto la tregua resta un confine immaginario. Hamas segnala altri due morti nelle ultime ventiquattr’ore; dall’inizio del cessate il fuoco il conto è salito a 379. Meshaal dice che Gaza deve «guarire», ma oggi la città è un mosaico d’acqua sporca che trascina via ciò che resta. Guarire, qui, è un verbo sospeso sopra un terreno che non smette di sprofondare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68984076</guid><pubDate>Thu, 11 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68984076/imported_5721e509_dc23_4c7b_afb9_4e14bbd19aff.mp3" length="1923030" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La pioggia è entrata prima del mattino, scavando solchi di fango tra le tende e trasformando i campi degli sfollati in vasche d’acqua sporca. 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La tempesta che ieri era allerta oggi è realtà.<br /> La Protezione civile avverte che le prossime ore sono «pericolose»: le tende rischiano di cedere, il vento strappa le coperture, l’acqua si accumula dove le fogne non esistono più. spiegano che il municipio non ha mezzi per intervenire: le pompe non funzionano, le reti sono distrutte, resta solo il tentativo disperato di deviare l’acqua con attrezzature private, vecchie, insufficienti.<br /> I numeri delle Nazioni Unite danno la misura del disastro. Oltre ottocentomila sfollati vivono in 761 siti classificati ad alto rischio di alluvione; in 219 campi l’acqua ha già travolto tutto, mettendo in pericolo più di centomila persone. Qui la meteorologia diventa materia politica: dove non c’è più infrastruttura, la pioggia si comporta come un assedio.<br /> La tempesta ha chiuso quattro centri per l’infanzia su otto e gli altri non sono raggiungibili. Save the Children denuncia che non entrano neanche pali, legname e strumenti per rinforzare le tende: materiali considerati “a duplice uso”. Così i più piccoli dormono su coperte bagnate mentre le restrizioni continuano a dettare la forma della loro sopravvivenza.<br /> Intanto la tregua resta un confine immaginario. Hamas segnala altri due morti nelle ultime ventiquattr’ore; dall’inizio del cessate il fuoco il conto è salito a 379. Meshaal dice che Gaza deve «guarire», ma oggi la città è un mosaico d’acqua sporca che trascina via ciò che resta. Guarire, qui, è un verbo sospeso sopra un terreno che non smette di sprofondare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #97</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-97--68966160</link><description><![CDATA[Sessantasette giornalisti uccisi in un anno, ventinove a Gaza, tutti colpiti mentre lavoravano. Reporters sans frontières fotografa il paradosso: l’esercito israeliano è oggi il principale pericolo per chi prova a raccontare la Striscia, responsabile del quarantatré per cento dei reporter ammazzati nel mondo. Zittire la cronaca è il primo modo per riscrivere la guerra.<br /> Intanto Gaza affoga sotto sessantotto milioni di tonnellate di macerie, l’equivalente di centottantasei Empire State Building. L’ottanta per cento degli edifici è distrutto o ferito, sotto i detriti restano corpi senza nome che nessuno riesce nemmeno a contare. Per ripulire tutto, ammesso che Israele lo permetta, serviranno anni. Ogni giorno che passa rende la verità un po’ più irraggiungibile.<br /> Fuori dalla Striscia la geografia della repressione è la stessa. I blindati entrano all’università di Al-Quds ad Abu Dis, studentati trasformati in zona militare. A Masafer Yatta un colono armato caccia i contadini dal campo mentre il trattore è ancora acceso. A Gerusalemme Est la polizia fa irruzione nelle sedi dell’Unrwa sfidando i richiami di Madrid e delle Nazioni Unite. Scuole, terra, agenzie umanitarie: tutto ciò che può tenere in vita un popolo diventa un obiettivo.<br /> A Gerusalemme, alla Knesset, il ministro Itamar Ben-Gvir si presenta con una spilla gialla a forma di cappio per sostenere la legge sulla pena di morte per i palestinesi accusati di terrorismo. In Europa intanto esplode l’inchiesta sugli appalti Nato truccati a favore di Elbit, il gigante israeliano delle armi. Le immagini dicono che la guerra contro Gaza passa dai bombardamenti, dall’occupazione dei luoghi di studio, dall’intimidazione dei contadini, dai cappi appuntati sulla giacca di chi governa e dal denaro che circola attorno alle macerie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68966160</guid><pubDate>Wed, 10 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68966160/imported_97e6b5d2_77da_4c2b_8852_c2dede5f0412.mp3" length="1798478" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sessantasette giornalisti uccisi in un anno, ventinove a Gaza, tutti colpiti mentre lavoravano. Reporters sans frontières fotografa il paradosso: l’esercito israeliano è oggi il principale pericolo per chi prova a raccontare la Striscia, responsabile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sessantasette giornalisti uccisi in un anno, ventinove a Gaza, tutti colpiti mentre lavoravano. Reporters sans frontières fotografa il paradosso: l’esercito israeliano è oggi il principale pericolo per chi prova a raccontare la Striscia, responsabile del quarantatré per cento dei reporter ammazzati nel mondo. Zittire la cronaca è il primo modo per riscrivere la guerra.<br /> Intanto Gaza affoga sotto sessantotto milioni di tonnellate di macerie, l’equivalente di centottantasei Empire State Building. L’ottanta per cento degli edifici è distrutto o ferito, sotto i detriti restano corpi senza nome che nessuno riesce nemmeno a contare. Per ripulire tutto, ammesso che Israele lo permetta, serviranno anni. Ogni giorno che passa rende la verità un po’ più irraggiungibile.<br /> Fuori dalla Striscia la geografia della repressione è la stessa. I blindati entrano all’università di Al-Quds ad Abu Dis, studentati trasformati in zona militare. A Masafer Yatta un colono armato caccia i contadini dal campo mentre il trattore è ancora acceso. A Gerusalemme Est la polizia fa irruzione nelle sedi dell’Unrwa sfidando i richiami di Madrid e delle Nazioni Unite. Scuole, terra, agenzie umanitarie: tutto ciò che può tenere in vita un popolo diventa un obiettivo.<br /> A Gerusalemme, alla Knesset, il ministro Itamar Ben-Gvir si presenta con una spilla gialla a forma di cappio per sostenere la legge sulla pena di morte per i palestinesi accusati di terrorismo. In Europa intanto esplode l’inchiesta sugli appalti Nato truccati a favore di Elbit, il gigante israeliano delle armi. Le immagini dicono che la guerra contro Gaza passa dai bombardamenti, dall’occupazione dei luoghi di studio, dall’intimidazione dei contadini, dai cappi appuntati sulla giacca di chi governa e dal denaro che circola attorno alle macerie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #96</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-96--68951841</link><description><![CDATA[Sharifa Qudeih è seduta su una sedia davanti a un terrapieno. Alle sue spalle i soldati israeliani avanzano. Racconta che la casa ad Abasan è stata demolita, che è stata percossa, usata come scudo umano nonostante l’età e le ferite, poi detenuta in condizioni dure. L’immagine riassume la grammatica di questa guerra: i civili sono cose da spostare.<br /> Mentre circola il video di Sharifa, la politica parla di “seconda fase”: Netanyahu dice che l’accordo è vicino, che lo scambio dell’ultimo ostaggio aprirà il capitolo del disarmo di Hamas, della smilitarizzazione di Gaza, di una forza internazionale e di un’autorità provvisoria. Hamas fa filtrare la disponibilità a discutere del destino delle armi. Intanto i numeri restano fermi: decine di migliaia di palestinesi uccisi dal 2023, centinaia anche dopo la tregua di ottobre. Le trattative cambiano nome, la realtà no.<br /> A Gerusalemme Est la polizia fa irruzione nel compound dell’Unrwa: sequestra computer, rimuove mobili, ammaina la bandiera dell’Onu e issa la propria. Lazzarini parla di una campagna di intimidazioni che dura da mesi, mentre la Knesset ha già bandito l’agenzia che la Corte internazionale di giustizia non ha mai trovato legata a Hamas. Le bandiere mostrano la direzione della forza prima ancora delle parole.<br /> In Italia arrivano 17 bambini palestinesi malati evacuati da Gaza: il totale sale a 232, il governo rivendica l’impegno umanitario. Nello stesso momento due deputati della maggioranza attaccano la relatrice Onu Francesca Albanese e chiedono di valutarne la “compatibilità” con il ruolo. Salvare i bambini, silenziare chi nomina il genocidio.<br /> A Gaza si festeggia la qualificazione della nazionale alla Coppa Araba. Un lampo di vita in una stanza stipata. Poi torna la notte: incursioni in Cisgiordania, arresti, la terra rossa attorno alla sedia di Sharifa. Le fasi cambiano nelle conferenze stampa, sul terreno resta la stessa scena.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68951841</guid><pubDate>Tue, 09 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68951841/imported_2d34c6cd_7601_4540_adc6_475b1cddc2c3.mp3" length="2037969" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sharifa Qudeih è seduta su una sedia davanti a un terrapieno. Alle sue spalle i soldati israeliani avanzano. Racconta che la casa ad Abasan è stata demolita, che è stata percossa, usata come scudo umano nonostante l’età e le ferite, poi detenuta in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sharifa Qudeih è seduta su una sedia davanti a un terrapieno. Alle sue spalle i soldati israeliani avanzano. Racconta che la casa ad Abasan è stata demolita, che è stata percossa, usata come scudo umano nonostante l’età e le ferite, poi detenuta in condizioni dure. L’immagine riassume la grammatica di questa guerra: i civili sono cose da spostare.<br /> Mentre circola il video di Sharifa, la politica parla di “seconda fase”: Netanyahu dice che l’accordo è vicino, che lo scambio dell’ultimo ostaggio aprirà il capitolo del disarmo di Hamas, della smilitarizzazione di Gaza, di una forza internazionale e di un’autorità provvisoria. Hamas fa filtrare la disponibilità a discutere del destino delle armi. Intanto i numeri restano fermi: decine di migliaia di palestinesi uccisi dal 2023, centinaia anche dopo la tregua di ottobre. Le trattative cambiano nome, la realtà no.<br /> A Gerusalemme Est la polizia fa irruzione nel compound dell’Unrwa: sequestra computer, rimuove mobili, ammaina la bandiera dell’Onu e issa la propria. Lazzarini parla di una campagna di intimidazioni che dura da mesi, mentre la Knesset ha già bandito l’agenzia che la Corte internazionale di giustizia non ha mai trovato legata a Hamas. Le bandiere mostrano la direzione della forza prima ancora delle parole.<br /> In Italia arrivano 17 bambini palestinesi malati evacuati da Gaza: il totale sale a 232, il governo rivendica l’impegno umanitario. Nello stesso momento due deputati della maggioranza attaccano la relatrice Onu Francesca Albanese e chiedono di valutarne la “compatibilità” con il ruolo. Salvare i bambini, silenziare chi nomina il genocidio.<br /> A Gaza si festeggia la qualificazione della nazionale alla Coppa Araba. Un lampo di vita in una stanza stipata. Poi torna la notte: incursioni in Cisgiordania, arresti, la terra rossa attorno alla sedia di Sharifa. Le fasi cambiano nelle conferenze stampa, sul terreno resta la stessa scena.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #95</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-95--68932439</link><description><![CDATA[Ahed Al-Bayouk ha tre anni. Il lenzuolo bianco che lo avvolge non riesce a coprire l’evidenza: il suo corpo minuscolo è diventato l’ennesima prova di una guerra che non concede tregue neppure ai bambini. Intorno, nell’obitorio di Rafah, il silenzio è un rumore che schiaccia. Le immagini rimbalzano dalle agenzie ai social mentre, a pochi chilometri, le squadre mediche riaprono le fosse improvvisate dell’ospedale Al-Ahli per recuperare quelli che non sono mai stati contati davvero.<br /> Nelle ultime ore da Gaza City arrivano altre segnalazioni di minori colpiti durante i tiri israeliani nelle zone “fuori linea”, quelle che sulla carta dovrebbero essere relativamente sicure. A Zeitoun si scava ancora: Israele vuole recuperare l’ultimo ostaggio, Ran Gvili, per chiudere l’elenco che serve alla politica, mentre gli elenchi dei civili continuano a gonfiarsi senza un volto, senza una voce.<br /> Dalla Germania arriva il sostegno al piano Netanyahu: la “fase due” del dopoguerra, la promessa che Israele manterrà il potere di intervento su tutta la terra tra il Giordano e il Mediterraneo. Niente Stato palestinese, nessun impegno a contenere le operazioni militari, nessun passo verso l’isolamento internazionale. È la diplomazia che parla di stabilità mentre a sud di Gaza medici e volontari tentano di ricomporre resti dilaniati.<br /> In Italia la vicenda è letta con lucidità soltanto da chi osserva le conseguenze. Gli operatori sanitari che hanno evacuato la piccola Tia a Roma lo dicono con semplicità: una malnutrizione così, qui, non l’hanno mai vista. È la fotografia di un assedio che non permette all’infanzia di sopravvivere e che ogni giorno produce un numero di feriti e mutilati che nessun tavolo negoziale sembra voler mettere al centro.<br /> Gaza intanto continua a seppellire e a disseppellire. La vita e la morte procedono insieme, nella stessa sabbia. Oggi Ahed è il nome che resta. Domani, con ogni probabilità, un altro lenzuolo arriverà a occupare il suo posto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68932439</guid><pubDate>Mon, 08 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68932439/imported_52b867dd_1fbd_49c0_956a_3457ee72472a.mp3" length="2024176" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ahed Al-Bayouk ha tre anni. Il lenzuolo bianco che lo avvolge non riesce a coprire l’evidenza: il suo corpo minuscolo è diventato l’ennesima prova di una guerra che non concede tregue neppure ai bambini. 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A Zeitoun si scava ancora: Israele vuole recuperare l’ultimo ostaggio, Ran Gvili, per chiudere l’elenco che serve alla politica, mentre gli elenchi dei civili continuano a gonfiarsi senza un volto, senza una voce.<br /> Dalla Germania arriva il sostegno al piano Netanyahu: la “fase due” del dopoguerra, la promessa che Israele manterrà il potere di intervento su tutta la terra tra il Giordano e il Mediterraneo. Niente Stato palestinese, nessun impegno a contenere le operazioni militari, nessun passo verso l’isolamento internazionale. È la diplomazia che parla di stabilità mentre a sud di Gaza medici e volontari tentano di ricomporre resti dilaniati.<br /> In Italia la vicenda è letta con lucidità soltanto da chi osserva le conseguenze. Gli operatori sanitari che hanno evacuato la piccola Tia a Roma lo dicono con semplicità: una malnutrizione così, qui, non l’hanno mai vista. È la fotografia di un assedio che non permette all’infanzia di sopravvivere e che ogni giorno produce un numero di feriti e mutilati che nessun tavolo negoziale sembra voler mettere al centro.<br /> Gaza intanto continua a seppellire e a disseppellire. La vita e la morte procedono insieme, nella stessa sabbia. Oggi Ahed è il nome che resta. Domani, con ogni probabilità, un altro lenzuolo arriverà a occupare il suo posto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #94</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-94--68914039</link><description><![CDATA[corpi arrivano prima delle parole. Aws Bani Harith, vent’anni, steso su un lettino con la pelle incisa come un terreno devastato: racconta la tortura dei coloni meglio di qualsiasi testimonianza. Jamal Shtiw, la testa bendata, ripete che erano più di trenta, armati di pietre, bastoni, spray, e che sua figlia urlava mentre gli incendiavano l’auto. Nour al-Din Dawood esce dal carcere irriconoscibile, un’ombra del ragazzo che era. In mezzo scorrono le raffiche dei droni su Gaza City est, quelle che nei video illuminano il buio come se cercassero di cancellarlo.<br /> Intorno ai volti c’è la mappa della violenza: nella Cisgiordania di queste ore i coloni entrano nei villaggi a est di Ramallah, bruciano veicoli, lasciano scritte sui muri, attraversano le strade come pattuglie autonome. I numeri delle agenzie non hanno più nulla di astratto: cinque attacchi al giorno dall’inizio dell’anno, uliveti devastati, famiglie spinte via con la certezza dell’impunità. In quelle statistiche c’è Aws, c’è Jamal, c’è chi non ha una telecamera accanto.<br /> E poi Gaza, dove i progetti sul “dopo” vengono annunciati mentre il “durante” non si arresta. La Casa Bianca parla di una nuova fase entro due settimane, un’architettura di sicurezza per la Gaza che verrà; intanto a Tuffah saltano case, a Maghazi si scava tra le macerie, a Khan Yunis continuano i colpi delle navi al largo. Le tregue future vivono separate dalle esplosioni presenti.<br /> Sul confine nord UNIFIL denuncia tre nuovi attacchi israeliani in Libano, un’altra violazione della 1701. In Europa si discute di boicottaggi, presepi che mettono Gaza al centro, gesti che sembrano minuscoli mentre tutto continua a franare.<br /> Resta la distanza tra ciò che si annuncia e ciò che accade. La diplomazia scrive il futuro, i corpi raccontano il presente. E nessuno dei due coincide con la parola “pace”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68914039</guid><pubDate>Sat, 06 Dec 2025 05:22:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68914039/imported_597090cf_7d34_4e8c_aec7_9bc6b2156373.mp3" length="1915506" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>corpi arrivano prima delle parole. Aws Bani Harith, vent’anni, steso su un lettino con la pelle incisa come un terreno devastato: racconta la tortura dei coloni meglio di qualsiasi testimonianza. 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I numeri delle agenzie non hanno più nulla di astratto: cinque attacchi al giorno dall’inizio dell’anno, uliveti devastati, famiglie spinte via con la certezza dell’impunità. In quelle statistiche c’è Aws, c’è Jamal, c’è chi non ha una telecamera accanto.<br /> E poi Gaza, dove i progetti sul “dopo” vengono annunciati mentre il “durante” non si arresta. La Casa Bianca parla di una nuova fase entro due settimane, un’architettura di sicurezza per la Gaza che verrà; intanto a Tuffah saltano case, a Maghazi si scava tra le macerie, a Khan Yunis continuano i colpi delle navi al largo. Le tregue future vivono separate dalle esplosioni presenti.<br /> Sul confine nord UNIFIL denuncia tre nuovi attacchi israeliani in Libano, un’altra violazione della 1701. In Europa si discute di boicottaggi, presepi che mettono Gaza al centro, gesti che sembrano minuscoli mentre tutto continua a franare.<br /> Resta la distanza tra ciò che si annuncia e ciò che accade. La diplomazia scrive il futuro, i corpi raccontano il presente. E nessuno dei due coincide con la parola “pace”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #93</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-93--68888062</link><description><![CDATA[La foto della famiglia sterminata ieri a Gaza è l’ennesimo frammento di un archivio che cresce mentre il cessate il fuoco resta appeso a comunicati sempre più vuoti. Le squadre di recupero continuano a estrarre corpi da Khan Younis e Daeri, i coloni in Cisgiordania registrano nuovi assalti nella zona di Shilo, e l’ONU parla apertamente di una «pratica sistemica» che ignora ogni obbligo delle misure provvisorie della Corte internazionale di giustizia.<br /> Nelle stesse ore è arrivato il nuovo rapporto Don’t Buy Into Occupation. Non parla più di “economia dell’occupazione”: adotta la definizione di «economia del genocidio» mutuata dal lavoro di Francesca Albanese. Dentro ci sono 104 aziende globali e più di 1.100 istituzioni finanziarie europee che alimentano la macchina militare israeliana, con oltre 1.500 miliardi di dollari di esposizione. Il capitolo italiano è nitido: Unicredit tra i primi creditori europei, Intesa Sanpaolo e Generali tra gli investitori, Leonardo ed ENI nella catena tecnologica e militare usata nelle operazioni su Gaza.<br /> Proprio su Leonardo otto associazioni e una cittadina palestinese hanno depositato un ricorso al tribunale civile di Roma. Chiedono di dichiarare illegittimi i contratti che forniscono componenti per F-35, sistemi radar, parti del Trophy installato sui Merkava. È il primo tentativo formale di forzare l’Italia a misurarsi con il proprio ruolo nella filiera che sostiene la guerra.<br /> Nel frattempo un’altra filiera scorre silenziosa: quella dei dati. L’inchiesta che coinvolge Microsoft e l’Unità 8200 apre un fronte europeo sul trattamento di materiale di sorveglianza raccolto nei territori palestinesi e archiviato su server Ue. Anche questo è parte dell’infrastruttura del conflitto.<br /> E mentre tutto questo si muove, in Parlamento il Pd presenta un disegno di legge che lega critica a Israele e antisemitismo. Una norma che arriva proprio quando l’ONU e DBIO documentano il contrario: la necessità di guardare in faccia la catena che rende possibile ciò che vediamo ogni giorno nelle macerie di Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68888062</guid><pubDate>Fri, 05 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68888062/imported_e880f00f_9822_4e45_a440_502448c10d37.mp3" length="2000770" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La foto della famiglia sterminata ieri a Gaza è l’ennesimo frammento di un archivio che cresce mentre il cessate il fuoco resta appeso a comunicati sempre più vuoti. 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Il capitolo italiano è nitido: Unicredit tra i primi creditori europei, Intesa Sanpaolo e Generali tra gli investitori, Leonardo ed ENI nella catena tecnologica e militare usata nelle operazioni su Gaza.<br /> Proprio su Leonardo otto associazioni e una cittadina palestinese hanno depositato un ricorso al tribunale civile di Roma. Chiedono di dichiarare illegittimi i contratti che forniscono componenti per F-35, sistemi radar, parti del Trophy installato sui Merkava. È il primo tentativo formale di forzare l’Italia a misurarsi con il proprio ruolo nella filiera che sostiene la guerra.<br /> Nel frattempo un’altra filiera scorre silenziosa: quella dei dati. L’inchiesta che coinvolge Microsoft e l’Unità 8200 apre un fronte europeo sul trattamento di materiale di sorveglianza raccolto nei territori palestinesi e archiviato su server Ue. Anche questo è parte dell’infrastruttura del conflitto.<br /> E mentre tutto questo si muove, in Parlamento il Pd presenta un disegno di legge che lega critica a Israele e antisemitismo. Una norma che arriva proprio quando l’ONU e DBIO documentano il contrario: la necessità di guardare in faccia la catena che rende possibile ciò che vediamo ogni giorno nelle macerie di Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #92</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-92--68858637</link><description><![CDATA[La tregua continua a somigliare a un titolo letto da lontano, perché sul terreno i colpi non rispettano le sospensioni annunciate. A ovest della Linea gialla, nel quartiere di Zeitoun, le forze israeliane hanno aperto il fuoco: l’esercito parla di tre «miliziani eliminati» dopo aver superato la linea; le fonti ospedaliere dell’Al-Ahli hanno registrato civili feriti e un uomo ucciso, arrivato già senza vita. Due versioni che disegnano lo stesso spigolo: il confine che dovrebbe garantire sicurezza diventa di nuovo un varco da cui entra la violenza.<br /> Intanto sotto le macerie restano oltre 9.500 dispersi, secondo il Gaza Government Media Office. Numeri che non compaiono nei negoziati di queste ore, concentrati sui «reperti» dei due ostaggi recuperati, mentre la contabilità reale della Striscia continua ad ampliarsi. Dal lato giordano arriva un altro frammento del quadro: il ministro degli Esteri Ayman Safadi denuncia più di 500 violazioni del cessate il fuoco e aiuti fermi al 20 per cento del fabbisogno. La tregua, vista da qui, è una cornice che non riesce a trattenere nulla.<br /> Intanto il corridoio di Netzarim cambia forma: le squadre ingegneristiche egiziane stanno livellando il terreno per costruire nuovi campi destinati agli sfollati, mentre a Al-Zahra nasce un secondo insediamento. È la geografia della Gaza che verrà, tracciata mentre la Striscia è ancora ferita. E Rafah apre solo in uscita, sotto supervisione Ue e con autorizzazione israeliana, senza alcuna indicazione sul rientro. Una porta che rischia di trasformare l’emergenza in migrazione definitiva.<br /> Sul piano politico la Knesset discute l’adozione del piano in 20 punti dell’amministrazione Trump; Netanyahu prepara il viaggio a Washington; Meloni da Manama descrive quel progetto come «un’opportunità reale». La distanza con ciò che accade a Gaza resta intatta: i confini si ridisegnano a colpi di bulldozer e di fucile, mentre la diplomazia continua a parlare la lingua delle mappe e delle promesse.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68858637</guid><pubDate>Thu, 04 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68858637/imported_389cd803_5472_4133_9f96_275e0522035d.mp3" length="2040058" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La tregua continua a somigliare a un titolo letto da lontano, perché sul terreno i colpi non rispettano le sospensioni annunciate. 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Dal lato giordano arriva un altro frammento del quadro: il ministro degli Esteri Ayman Safadi denuncia più di 500 violazioni del cessate il fuoco e aiuti fermi al 20 per cento del fabbisogno. La tregua, vista da qui, è una cornice che non riesce a trattenere nulla.<br /> Intanto il corridoio di Netzarim cambia forma: le squadre ingegneristiche egiziane stanno livellando il terreno per costruire nuovi campi destinati agli sfollati, mentre a Al-Zahra nasce un secondo insediamento. È la geografia della Gaza che verrà, tracciata mentre la Striscia è ancora ferita. E Rafah apre solo in uscita, sotto supervisione Ue e con autorizzazione israeliana, senza alcuna indicazione sul rientro. Una porta che rischia di trasformare l’emergenza in migrazione definitiva.<br /> Sul piano politico la Knesset discute l’adozione del piano in 20 punti dell’amministrazione Trump; Netanyahu prepara il viaggio a Washington; Meloni da Manama descrive quel progetto come «un’opportunità reale». La distanza con ciò che accade a Gaza resta intatta: i confini si ridisegnano a colpi di bulldozer e di fucile, mentre la diplomazia continua a parlare la lingua delle mappe e delle promesse.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #91</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-91--68843486</link><description><![CDATA[L’immagine che apre la giornata non è un cratere, ma un ragazzo in smoking. Il videoreporter palestinese Mahmoud Wadi, ucciso da un drone israeliano a Khan Younis mentre filmava le rovine con lo stesso strumento con cui, fino a un anno fa, riprendeva matrimoni. La foto elegante accostata al giubbotto “PRESS” sul suo corpo ricomposto è il promemoria più crudele di cosa significhi raccontare Gaza.<br /> Nel resto della Striscia le agenzie contano altre vittime, mentre in Cisgiordania l’esercito fa esplodere la casa del detenuto Abdul Karim Sanoubar, evacuando tredici famiglie: una punizione collettiva che si aggiunge a un territorio ormai trasformato in un mosaico di demolizioni, retate, checkpoint.<br /> Ma oggi il centro politico arriva da Ginevra. Il Comitato ONU contro la tortura parla di una «politica di fatto di tortura organizzata e diffusa» da parte di Israele. Non più abusi isolati: una struttura. Nel rapporto compaiono pestaggi sistematici, attacchi con cani, waterboarding, elettroshock, violenze sessuali, amputazioni dovute a cure negate. E un dato che inchioda: almeno 98 palestinesi morti in custodia nell’ultimo anno, una mortalità che per gli esperti è “indicatore diretto” dell’uso della violenza negli interrogatori.<br /> Il dossier apre un fronte internazionale delicatissimo e rischia di spingere gli Stati membri verso indagini sui vertici politico-militari israeliani, mentre la Corte penale internazionale lavora su un fascicolo parallelo. Intanto l’Europa continua a chiedere de-escalation senza toccare i rapporti militari con Tel Aviv, e l’Italia tace anche davanti alla parola più pesante pronunciata dall’ONU: tortura come categoria strutturale.<br /> Per questo oggi lo smoking di Wadi pesa più di una statistica: ogni cronista che cade porta via un pezzo della verità che potrebbe finire davanti ai giudici.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68843486</guid><pubDate>Wed, 03 Dec 2025 05:37:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68843486/imported_a434cd56_db09_4004_a8e0_0d5dec9aaf57.mp3" length="1789283" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’immagine che apre la giornata non è un cratere, ma un ragazzo in smoking. 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Il Comitato ONU contro la tortura parla di una «politica di fatto di tortura organizzata e diffusa» da parte di Israele. Non più abusi isolati: una struttura. Nel rapporto compaiono pestaggi sistematici, attacchi con cani, waterboarding, elettroshock, violenze sessuali, amputazioni dovute a cure negate. E un dato che inchioda: almeno 98 palestinesi morti in custodia nell’ultimo anno, una mortalità che per gli esperti è “indicatore diretto” dell’uso della violenza negli interrogatori.<br /> Il dossier apre un fronte internazionale delicatissimo e rischia di spingere gli Stati membri verso indagini sui vertici politico-militari israeliani, mentre la Corte penale internazionale lavora su un fascicolo parallelo. Intanto l’Europa continua a chiedere de-escalation senza toccare i rapporti militari con Tel Aviv, e l’Italia tace anche davanti alla parola più pesante pronunciata dall’ONU: tortura come categoria strutturale.<br /> Per questo oggi lo smoking di Wadi pesa più di una statistica: ogni cronista che cade porta via un pezzo della verità che potrebbe finire davanti ai giudici.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #90</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-90--68823111</link><description><![CDATA[Gaza si sveglia ogni giorno nel dopoguerra che uccide. Jude, otto anni, raccoglieva legna con i cugini quando un residuato inesploso è esploso sotto i piedi. I medici gli hanno contato decine di ferite da schegge. Gli artificieri non entrano: i permessi restano fermi ai valichi, e gli ordigni dormono nelle strade, nei campi, perfino nei cortili dove i bambini giocano.<br /> Nelle stesse ore il ministero della Sanità di Gaza avverte che quasi quattromila pazienti di glaucoma rischiano di perdere la vista per mancanza di farmaci e interventi. Il cessate il fuoco promette silenzio, non cure: si moltiplicano le malattie che in qualsiasi altro posto del mondo si tratterebbero in un ambulatorio, qui diventano sentenze.<br /> A Jabalia, lungo la linea della tregua, Hamas e Croce Rossa setacciano le macerie per recuperare i resti di un ostaggio. A Gaza City un uomo viene colpito dall’Idf vicino alla cosiddetta Linea Gialla. Intorno, delegazioni e governi parlano della prossima conferenza sulla ricostruzione mentre l’Egitto ripete che non accetterà mai una presenza militare israeliana stabile nella Striscia. La tregua è un equilibrio tra corpi da cercare, territori contesi e una diplomazia che corre più veloce della realtà.<br /> Intanto le armi non conoscono tregua: il rapporto annuale del Sipri registra 679 miliardi di dollari di vendite globali, con le industrie israeliane in crescita a doppia cifra. A fine dicembre, annuncia Tel Aviv, entrerà in servizio il nuovo sistema laser Iron Beam, celebrato come una rivoluzione sul campo di battaglia. Mentre a Gaza non entrano neppure gli oftalmologi.<br /> In Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani rivendica che «si sta facendo di tutto per consolidare il cessate il fuoco» e rilancia gli Accordi di Abramo come garanzia di stabilità. Ma basta guardare il volto bendato di Jude per capire quanto sia fragile qualunque promessa di pace quando la terra continua a esplodere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68823111</guid><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68823111/imported_908e816e_940b_4034_9e2e_57d33a4a8696.mp3" length="1962318" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza si sveglia ogni giorno nel dopoguerra che uccide. Jude, otto anni, raccoglieva legna con i cugini quando un residuato inesploso è esploso sotto i piedi. 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A Gaza City un uomo viene colpito dall’Idf vicino alla cosiddetta Linea Gialla. Intorno, delegazioni e governi parlano della prossima conferenza sulla ricostruzione mentre l’Egitto ripete che non accetterà mai una presenza militare israeliana stabile nella Striscia. La tregua è un equilibrio tra corpi da cercare, territori contesi e una diplomazia che corre più veloce della realtà.<br /> Intanto le armi non conoscono tregua: il rapporto annuale del Sipri registra 679 miliardi di dollari di vendite globali, con le industrie israeliane in crescita a doppia cifra. A fine dicembre, annuncia Tel Aviv, entrerà in servizio il nuovo sistema laser Iron Beam, celebrato come una rivoluzione sul campo di battaglia. Mentre a Gaza non entrano neppure gli oftalmologi.<br /> In Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani rivendica che «si sta facendo di tutto per consolidare il cessate il fuoco» e rilancia gli Accordi di Abramo come garanzia di stabilità. Ma basta guardare il volto bendato di Jude per capire quanto sia fragile qualunque promessa di pace quando la terra continua a esplodere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #89</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-89--68813645</link><description><![CDATA[A Rafah è tornato a muoversi qualcosa che somiglia più a un’ombra che a un’esercitazione: l’Idf manda droni e pattuglie di ricognizione per “mappare” i tunnel attivi, mentre migliaia di sfollati provano a restare in piedi dentro una tregua che non protegge nessuno. Nel bollettino dell’Oms c’è l’altra verità della pausa armata: le infezioni respiratorie nei campi di Rafah e Deir al-Balah sono aumentate del dodici per cento in una settimana, i bambini respirano polvere, muffa, fuochi improvvisati. È la guerra che continua da dentro, anche senza bombe.<br /> A Gerusalemme rimbalza lo scontro tutto interno: Itamar Ben-Gvir accusa l’esercito di “cedere ai mediatori”, pretende di tornare all’offensiva larga senza condizioni. Dall’altra parte dell’oceano gli Stati Uniti fanno filtrare che non sosterranno alcuna ripresa se Netanyahu non mostra un piano politico per il dopo, come se il dopo non fosse già stato incendiato da quattordici mesi di devastazione.<br /> La tregua non arriva nemmeno in Cisgiordania. A Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, coloni mascherati hanno fatto irruzione nella casa dove dormivano volontari internazionali: tre italiani e un canadese feriti, telefoni rubati, una fuga nella notte. Erano lì per accompagnare pastori e bambini nei villaggi sotto assedio quotidiano. Il ministro Antonio Tajani parla di episodio “gravissimo”, ma intanto aggiunge che l’Italia dovrà “monitorare” gli aiuti umanitari per verificarne l’uso. Qui la parola “controllo” pesa più della condanna.<br /> Gaza resta sospesa tra tunnel e malattia, Israele litiga sul dopo senza vedere il presente, la Cisgiordania brucia nella notte mentre colpisce anche chi prova solo a proteggere. E l’Italia, che si dice presente per la pace, sembra soprattutto preoccupata di non disturbare nessuno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68813645</guid><pubDate>Mon, 01 Dec 2025 05:08:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68813645/imported_a89ad505_2bcb_48ee_b17f_936bc7d80ba9.mp3" length="1870367" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Rafah è tornato a muoversi qualcosa che somiglia più a un’ombra che a un’esercitazione: l’Idf manda droni e pattuglie di ricognizione per “mappare” i tunnel attivi, mentre migliaia di sfollati provano a restare in piedi dentro una tregua che non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Rafah è tornato a muoversi qualcosa che somiglia più a un’ombra che a un’esercitazione: l’Idf manda droni e pattuglie di ricognizione per “mappare” i tunnel attivi, mentre migliaia di sfollati provano a restare in piedi dentro una tregua che non protegge nessuno. Nel bollettino dell’Oms c’è l’altra verità della pausa armata: le infezioni respiratorie nei campi di Rafah e Deir al-Balah sono aumentate del dodici per cento in una settimana, i bambini respirano polvere, muffa, fuochi improvvisati. È la guerra che continua da dentro, anche senza bombe.<br /> A Gerusalemme rimbalza lo scontro tutto interno: Itamar Ben-Gvir accusa l’esercito di “cedere ai mediatori”, pretende di tornare all’offensiva larga senza condizioni. Dall’altra parte dell’oceano gli Stati Uniti fanno filtrare che non sosterranno alcuna ripresa se Netanyahu non mostra un piano politico per il dopo, come se il dopo non fosse già stato incendiato da quattordici mesi di devastazione.<br /> La tregua non arriva nemmeno in Cisgiordania. A Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, coloni mascherati hanno fatto irruzione nella casa dove dormivano volontari internazionali: tre italiani e un canadese feriti, telefoni rubati, una fuga nella notte. Erano lì per accompagnare pastori e bambini nei villaggi sotto assedio quotidiano. Il ministro Antonio Tajani parla di episodio “gravissimo”, ma intanto aggiunge che l’Italia dovrà “monitorare” gli aiuti umanitari per verificarne l’uso. Qui la parola “controllo” pesa più della condanna.<br /> Gaza resta sospesa tra tunnel e malattia, Israele litiga sul dopo senza vedere il presente, la Cisgiordania brucia nella notte mentre colpisce anche chi prova solo a proteggere. E l’Italia, che si dice presente per la pace, sembra soprattutto preoccupata di non disturbare nessuno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #88</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-88--68803841</link><description><![CDATA[Due fratelli che raccolgono legna per scaldare il padre inchiodano la verità più di qualsiasi documento. Fadi e Goma Abu Assi, dieci e dodici anni, sono stati colpiti da un drone israeliano nella zona che gli accordi hanno messo “dal lato israeliano” della linea del cessate il fuoco. L’IDF parla di «sospetti impegnati in attività sospette». Il lessico militare come scudo che cancella due bambini, due pezzi di legno, un padre in sedia a rotelle che aspettava il fuoco per sopravvivere alla notte.<br /><br /> Nelle stesse ore il ministero della Sanità di Gaza aggiorna il bilancio: 70.100 palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023. Dentro questo numero ci sono 354 morti dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, una contabilità che rende evidente come la tregua esista solo nelle dichiarazioni. Funziona come un velo linguistico: la realtà è che si continua a morire lungo una linea disegnata su una mappa e spostata a seconda della convenienza.<br /><br /> La fame non aspetta i comunicati. L’Unicef parla di 9.300 bambini sotto i cinque anni in malnutrizione acuta. Due su tre, nella settimana passata, hanno mangiato appena due gruppi alimentari. L’inverno è già addosso: freddo più malattia significa corpi che non hanno le riserve per resistere. Intanto, per il secondo giorno consecutivo, Israele chiude i valichi con l’Egitto e con la Striscia. Gli aiuti restano fermi a pochi metri dai campi dove si distribuiscono coperte che non vengono rimpiazzate. La “crisi umanitaria” ha un funzionamento preciso: dipende da una manopola che qualcuno ruota a piacere.<br /><br /> E mentre tutto questo accade, in Italia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi definisce Gaza un “pretesto di conflittualità” nei cortei. Lì due fratelli raccolgono legna e muoiono. Qui il problema diventa chi cammina in strada con una bandiera. A volte la distanza non si misura in chilometri, ma nel modo in cui un paese decide quali corpi meritano di essere nominati e quali possono svanire nel rumore di fondo dell’ordine pubblico.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68803841</guid><pubDate>Sun, 30 Nov 2025 06:07:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68803841/imported_6030ad24_b5a3_41d7_a3a8_d35b007a22af.mp3" length="2046746" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Due fratelli che raccolgono legna per scaldare il padre inchiodano la verità più di qualsiasi documento. 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Funziona come un velo linguistico: la realtà è che si continua a morire lungo una linea disegnata su una mappa e spostata a seconda della convenienza.<br /><br /> La fame non aspetta i comunicati. L’Unicef parla di 9.300 bambini sotto i cinque anni in malnutrizione acuta. Due su tre, nella settimana passata, hanno mangiato appena due gruppi alimentari. L’inverno è già addosso: freddo più malattia significa corpi che non hanno le riserve per resistere. Intanto, per il secondo giorno consecutivo, Israele chiude i valichi con l’Egitto e con la Striscia. Gli aiuti restano fermi a pochi metri dai campi dove si distribuiscono coperte che non vengono rimpiazzate. La “crisi umanitaria” ha un funzionamento preciso: dipende da una manopola che qualcuno ruota a piacere.<br /><br /> E mentre tutto questo accade, in Italia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi definisce Gaza un “pretesto di conflittualità” nei cortei. Lì due fratelli raccolgono legna e muoiono. Qui il problema diventa chi cammina in strada con una bandiera. A volte la distanza non si misura in chilometri, ma nel modo in cui un paese decide quali corpi meritano di essere nominati e quali possono svanire nel rumore di fondo dell’ordine pubblico.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #87</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-87--68793281</link><description><![CDATA[Jenin è il punto da cui si deve partire oggi. Il video che circola da ieri mostra due uomini che escono da un garage con le mani alzate, la maglietta sollevata per mostrare il ventre nudo, nessuna minaccia. Poi li costringono a inginocchiarsi, li colpiscono, li trascinano qualche metro e li finiscono a terra. Le “indagini interne” annunciate da Israele valgono quanto valgono sempre: un tempo morto che serve a spegnere l’attenzione finché il silenzio torna utile. Intorno, la solita claque di ministri che chiama «eroi» i soldati e «terroristi» i cadaveri.<br /> Nelle stesse ore, in Cisgiordania, i blindati entrano e escono dai villaggi come fosse un diritto naturale. Arresti a decine, case perquisite, adolescenti portati via di notte. Da Tubas arrivano le immagini delle strade sfondate dai bulldozer e dei corpi feriti sulle barelle improvvisate. È la guerra che continua oltre la guerra, senza tregue ufficiali da sventolare.<br /> Fuori dalla Palestina il fronte non si allenta. Nel sud della Siria un raid ha colpito un edificio residenziale causando vittime civili, mentre nel sud del Libano le famiglie restano sospese sotto il rumore costante dei droni. Le mappe diplomatiche parlano di stabilizzazione; la geografia reale racconta un’altra storia, fatta di quartieri sventrati e funerali senza telecamere.<br /> E poi c’è la vicenda del sedicenne palestinese-americano liberato ieri dopo mesi di detenzione militare. Esce dimagrito, con la pelle segnata dalla scabbia, dopo un patteggiamento costruito sulle accuse di sempre. La versione ufficiale parla di “ordine pubblico”. Il suo corpo racconta un’altra definizione.<br /> Intanto la giornata politica si appunta sul viaggio del papa ad Ankara, sulle parole di Erdogan, sugli appelli alla pace. Belle cornici, ma fragili come carta bagnata se messe davanti alla sequenza di Jenin. È questo il paradosso delle ultime ore: mentre tutti rivendicano un ruolo da mediatori, l’unica immagine davvero nitida è quella di due uomini stesi a terra che non si rialzano più. E forse da lì bisogna ripartire, ogni giorno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68793281</guid><pubDate>Sat, 29 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68793281/imported_caa153b7_6ef7_43d3_8a52_af9a0f102693.mp3" length="2107350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Jenin è il punto da cui si deve partire oggi. 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Da Tubas arrivano le immagini delle strade sfondate dai bulldozer e dei corpi feriti sulle barelle improvvisate. È la guerra che continua oltre la guerra, senza tregue ufficiali da sventolare.<br /> Fuori dalla Palestina il fronte non si allenta. Nel sud della Siria un raid ha colpito un edificio residenziale causando vittime civili, mentre nel sud del Libano le famiglie restano sospese sotto il rumore costante dei droni. Le mappe diplomatiche parlano di stabilizzazione; la geografia reale racconta un’altra storia, fatta di quartieri sventrati e funerali senza telecamere.<br /> E poi c’è la vicenda del sedicenne palestinese-americano liberato ieri dopo mesi di detenzione militare. Esce dimagrito, con la pelle segnata dalla scabbia, dopo un patteggiamento costruito sulle accuse di sempre. La versione ufficiale parla di “ordine pubblico”. Il suo corpo racconta un’altra definizione.<br /> Intanto la giornata politica si appunta sul viaggio del papa ad Ankara, sulle parole di Erdogan, sugli appelli alla pace. Belle cornici, ma fragili come carta bagnata se messe davanti alla sequenza di Jenin. È questo il paradosso delle ultime ore: mentre tutti rivendicano un ruolo da mediatori, l’unica immagine davvero nitida è quella di due uomini stesi a terra che non si rialzano più. E forse da lì bisogna ripartire, ogni giorno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #86</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-86--68777314</link><description><![CDATA[Le agenzie raccontano che “la fase uno è chiusa”, che “le scuole riaprono” e che al Cairo si discute della “Gaza del futuro”. È la diplomazia che tenta di costruire una scenografia di normalità mentre sul terreno niente assomiglia a una tregua. Oggi Amnesty International rompe l’incantesimo: dice esplicitamente che il genocidio non si è fermato, nemmeno dopo il cessate il fuoco. Contano 327 palestinesi uccisi nelle ultime settimane, 136 sono bambini. E ricordano che un genocidio non è solo una strage: è negare le condizioni di vita. Lì dentro, dicono, questo continua.<br /> Le immagini che arrivano da Gaza confermano il resto. L’UNRWA parla di “spazi di apprendimento temporanei”: cortili senza muri, tende sfondate, bambini seduti su pietre circondati da edifici pericolanti. La normalità qui esiste solo nei comunicati stampa delle capitali europee.<br /> Intanto, il negoziato si inceppa perché il punto non è più lo scambio di ostaggi: è chi controllerà Gaza. Israele rifiuta ogni ipotesi di governance internazionale, rifiuta la forza multinazionale, rifiuta l’ANP. Senza quella risposta, dicono le stesse fonti del Cairo, la “fase due” resterà un titolo di giornale.<br /> E poi c’è la Cisgiordania, che racconta da sola come appare il presente mentre tutti parlano del futuro. A Masafer Yatta i coloni rubano il somaro a una famiglia palestinese. Un animale trascinato via da uomini armati, sotto lo sguardo dell’esercito. È la fotografia più sincera della regione: l’occupazione ridotta in gesto quotidiano, non in teoria diplomatica.<br /> L’ex soldato Avner Gvaryahu, in un’intervista tornata virale, parla del sistema dall’interno: mappe, target, case segnate come coordinate da colpire. Non la retorica della “moralità”, ma l’architettura della paura.<br /> La distanza tra ciò che raccontano i tavoli negoziali e ciò che accade davvero è tutta qui: mentre il mondo discute della Gaza che verrà, a Gaza e in Cisgiordania continua ciò che è sempre stato. Una violenza così ordinaria che molti, ormai, preferiscono non guardarla più.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68777314</guid><pubDate>Fri, 28 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68777314/imported_703cf071_7ee6_4876_b402_8af8d2d8c322.mp3" length="2072241" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le agenzie raccontano che “la fase uno è chiusa”, che “le scuole riaprono” e che al Cairo si discute della “Gaza del futuro”. 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La normalità qui esiste solo nei comunicati stampa delle capitali europee.<br /> Intanto, il negoziato si inceppa perché il punto non è più lo scambio di ostaggi: è chi controllerà Gaza. Israele rifiuta ogni ipotesi di governance internazionale, rifiuta la forza multinazionale, rifiuta l’ANP. Senza quella risposta, dicono le stesse fonti del Cairo, la “fase due” resterà un titolo di giornale.<br /> E poi c’è la Cisgiordania, che racconta da sola come appare il presente mentre tutti parlano del futuro. A Masafer Yatta i coloni rubano il somaro a una famiglia palestinese. Un animale trascinato via da uomini armati, sotto lo sguardo dell’esercito. È la fotografia più sincera della regione: l’occupazione ridotta in gesto quotidiano, non in teoria diplomatica.<br /> L’ex soldato Avner Gvaryahu, in un’intervista tornata virale, parla del sistema dall’interno: mappe, target, case segnate come coordinate da colpire. Non la retorica della “moralità”, ma l’architettura della paura.<br /> La distanza tra ciò che raccontano i tavoli negoziali e ciò che accade davvero è tutta qui: mentre il mondo discute della Gaza che verrà, a Gaza e in Cisgiordania continua ciò che è sempre stato. Una violenza così ordinaria che molti, ormai, preferiscono non guardarla più.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #85</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-85--68763124</link><description><![CDATA[A Gaza l’inverno non chiede permesso: entra, sommerge, sporca tutto. Nelle ultime ore le tende si sono riempite d’acqua, i bambini tirati su per non farli dormire nel fango. Da lontano, i professionisti della negazione mostrano schermate del meteo: «Cielo sereno». Intanto gli operatori umanitari documentano pioggia, allagamenti, tende marce. Non serve un dibattito: basta scegliere a chi credere, a chi c’è dentro o a chi guarda un’app.<br /> Nel frattempo continua la matematica macabra dei corpi. Israele ha identificato i resti di Dror Or, tenuto a Gaza per più di due anni. In cambio ha riconsegnato quindici corpi palestinesi, senza nomi, senza voce. Un rapporto scritto nero su bianco nell’accordo del 10 ottobre: uno a quindici. È questo il listino del dopoguerra che tutti fingono di costruire.<br /> Intorno, la vita reale marcisce sotto la pioggia. L’Egitto rinvia la conferenza sulla ricostruzione perché ricostruire mentre tutto crolla è una barzelletta crudele. Washington prepara l’ennesimo piano: forza internazionale, autorità transitoria, promesse di Stato palestinese buttate come coriandoli. Hamas valuta di trasformarsi in partito per entrare nel grande gioco del “day after”. Fuori, a pochi metri da quelle discussioni, le donne restano chiuse nei rifugi sovraffollati, esposte a violenze che nessun piano nomina.<br /> È uno spettacolo di ipocrisie sovrapposte: si tratta del futuro mentre il presente affoga. Chi parla di “stabilizzazione” dovrebbe guardare l’acqua che sale nelle tende prima di parlare di Stati e governance.<br /> E allora la domanda resta sospesa: quanto vale il presente di Gaza nel racconto del dopoguerra se l’unica cosa che si muove tra le due sponde sono sacchi con resti umani? Finché il mondo discute del domani, gli occhi devono restare sul oggi di Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68763124</guid><pubDate>Thu, 27 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68763124/imported_329e62b7_e4f7_4ae0_8b8c_5c76f0dd26b2.mp3" length="1867023" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza l’inverno non chiede permesso: entra, sommerge, sporca tutto. Nelle ultime ore le tende si sono riempite d’acqua, i bambini tirati su per non farli dormire nel fango. 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L’Egitto rinvia la conferenza sulla ricostruzione perché ricostruire mentre tutto crolla è una barzelletta crudele. Washington prepara l’ennesimo piano: forza internazionale, autorità transitoria, promesse di Stato palestinese buttate come coriandoli. Hamas valuta di trasformarsi in partito per entrare nel grande gioco del “day after”. Fuori, a pochi metri da quelle discussioni, le donne restano chiuse nei rifugi sovraffollati, esposte a violenze che nessun piano nomina.<br /> È uno spettacolo di ipocrisie sovrapposte: si tratta del futuro mentre il presente affoga. Chi parla di “stabilizzazione” dovrebbe guardare l’acqua che sale nelle tende prima di parlare di Stati e governance.<br /> E allora la domanda resta sospesa: quanto vale il presente di Gaza nel racconto del dopoguerra se l’unica cosa che si muove tra le due sponde sono sacchi con resti umani? Finché il mondo discute del domani, gli occhi devono restare sul oggi di Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #84</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-84--68747946</link><description><![CDATA[A Gaza ieri non pioveva: crollava il cielo. Le prime immagini sono arrivate all’alba: tende allagate, cumuli di fango che diventano muri, bambini che trascinano secchi più grandi di loro per liberare lo spazio in cui dormono. È una scena che in qualsiasi altro luogo chiameremmo “emergenza climatica”; qui è la conseguenza aritmetica della distruzione. Senza case, senza strade, senza drenaggi, basta un temporale di un’ora per creare un nuovo esodo dentro l’esodo. La pioggia si infiltra ovunque: nelle coperta bagnate, nelle scatolette di cibo rimaste aperte, nella paura.<br /> Mentre il fango inghiotte le tende, arrivano le notizie da Khan Younis: un uomo ucciso dalle forze israeliane nelle zone ancora controllate dai militari. Da Bani Suheila ne arriva un altro. Da Nablus arrivano i video delle ambulanze respinte e dei giornalisti allontanati durante un’operazione notturna. Da Silwad, la casa devastata dai coloni registrata in diretta. Non c’è tregua che tenga: la guerra procede come un’unica linea continua, da una parte all’altra del muro.<br /> E intanto, a centinaia di chilometri da quel fango, Israele discute di responsabilità. Un esponente della maggioranza ha ammesso che serve una commissione d’inchiesta sul 7 ottobre. È un punto di svolta: se anche nella coalizione c’è chi riconosce la necessità di un’indagine ufficiale, significa che la versione monolitica del governo sta cedendo. Significa dire ad alta voce che qualcosa non ha funzionato, che qualcuno potrebbe dover rispondere. È la prima silhouette di una verità che prova a farsi largo.<br /> Ma a Gaza queste crepe politiche non arrivano. Qui arriva solo l’acqua. Arriva il freddo. Arriva il rumore delle ambulanze bloccate, delle tende che cedono, dei bambini che affondano fino alle caviglie. E in questo rumore, ogni promessa di tregua si scioglie come fango.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68747946</guid><pubDate>Wed, 26 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68747946/imported_1e818ce1_dc74_427b_9c0c_301abf90f175.mp3" length="1876218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza ieri non pioveva: crollava il cielo. 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Da Bani Suheila ne arriva un altro. Da Nablus arrivano i video delle ambulanze respinte e dei giornalisti allontanati durante un’operazione notturna. Da Silwad, la casa devastata dai coloni registrata in diretta. Non c’è tregua che tenga: la guerra procede come un’unica linea continua, da una parte all’altra del muro.<br /> E intanto, a centinaia di chilometri da quel fango, Israele discute di responsabilità. Un esponente della maggioranza ha ammesso che serve una commissione d’inchiesta sul 7 ottobre. È un punto di svolta: se anche nella coalizione c’è chi riconosce la necessità di un’indagine ufficiale, significa che la versione monolitica del governo sta cedendo. Significa dire ad alta voce che qualcosa non ha funzionato, che qualcuno potrebbe dover rispondere. È la prima silhouette di una verità che prova a farsi largo.<br /> Ma a Gaza queste crepe politiche non arrivano. Qui arriva solo l’acqua. Arriva il freddo. Arriva il rumore delle ambulanze bloccate, delle tende che cedono, dei bambini che affondano fino alle caviglie. E in questo rumore, ogni promessa di tregua si scioglie come fango.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #83</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-83--68728611</link><description><![CDATA[Ci sono parole che non reggono più il peso della realtà. “Tregua”, per esempio. Basta guardare le ultime ventiquattr’ore: a Gaza si recuperano altri corpi dalle macerie ad Al-Maghazi, i bombardamenti su Gaza City e Khan Yunis fanno nuovi morti, le tende gelano nella notte e una famiglia costruisce un muro di fango per ripararsi dal vento. Nelle immagini circolate ieri si vede l’altalena di un bambino ucciso, rimasta appesa al soffitto di una casa sventrata. È così che si misura il fallimento di una parola.<br /> Israele intanto colpisce Beirut per la prima volta da mesi e uccide il capo di Stato maggiore di Hezbollah. Cinque morti, venticinque feriti. Washington — dicono le agenzie — non era stata informata. L’esercito parla apertamente di “risposte sproporzionate” a eventuali ritorsioni, mentre a nord cresce la paura di un’altra guerra. A Gerusalemme Est i servizi chiudono un teatro palestinese durante un evento per bambini: perfino le fiabe diventano un sospetto.<br /> Sul terreno la “tregua” ha l’aspetto di soldati che sparano tra le rovine, come nel video che rimbalza ovunque con la frase «Ceasefire is boring». Ha l’aspetto del corpo di un ostaggio recuperato a Nuseirat, e dei robot esplosivi piazzati nei quartieri di Gaza. Ha l’aspetto di un lessico che non salva più nessuno, sospeso tra la diplomazia e il fumo nero che sale dalle macerie.<br /> La chiamano tregua. Forse per abitudine, forse per convenienza. Ma se tutto questo è tregua, allora la pace è un fantasma che non si vede più. E mentre il mondo discute, Gaza continua a essere un luogo dove si sopravvive più che vivere, dove persino le parole chiedono di essere liberate dalla menzogna.<br /> Tutti gli occhi devono restare su Gaza. Sempre.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68728611</guid><pubDate>Tue, 25 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68728611/imported_8f1beab6_aa2b_4069_b296_0da9ce9c4baf.mp3" length="1842364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci sono parole che non reggono più il peso della realtà. “Tregua”, per esempio. Basta guardare le ultime ventiquattr’ore: a Gaza si recuperano altri corpi dalle macerie ad Al-Maghazi, i bombardamenti su Gaza City e Khan Yunis fanno nuovi morti, le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ci sono parole che non reggono più il peso della realtà. “Tregua”, per esempio. Basta guardare le ultime ventiquattr’ore: a Gaza si recuperano altri corpi dalle macerie ad Al-Maghazi, i bombardamenti su Gaza City e Khan Yunis fanno nuovi morti, le tende gelano nella notte e una famiglia costruisce un muro di fango per ripararsi dal vento. Nelle immagini circolate ieri si vede l’altalena di un bambino ucciso, rimasta appesa al soffitto di una casa sventrata. È così che si misura il fallimento di una parola.<br /> Israele intanto colpisce Beirut per la prima volta da mesi e uccide il capo di Stato maggiore di Hezbollah. Cinque morti, venticinque feriti. Washington — dicono le agenzie — non era stata informata. L’esercito parla apertamente di “risposte sproporzionate” a eventuali ritorsioni, mentre a nord cresce la paura di un’altra guerra. A Gerusalemme Est i servizi chiudono un teatro palestinese durante un evento per bambini: perfino le fiabe diventano un sospetto.<br /> Sul terreno la “tregua” ha l’aspetto di soldati che sparano tra le rovine, come nel video che rimbalza ovunque con la frase «Ceasefire is boring». Ha l’aspetto del corpo di un ostaggio recuperato a Nuseirat, e dei robot esplosivi piazzati nei quartieri di Gaza. Ha l’aspetto di un lessico che non salva più nessuno, sospeso tra la diplomazia e il fumo nero che sale dalle macerie.<br /> La chiamano tregua. Forse per abitudine, forse per convenienza. Ma se tutto questo è tregua, allora la pace è un fantasma che non si vede più. E mentre il mondo discute, Gaza continua a essere un luogo dove si sopravvive più che vivere, dove persino le parole chiedono di essere liberate dalla menzogna.<br /> Tutti gli occhi devono restare su Gaza. Sempre.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #82</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-82--68708551</link><description><![CDATA[Voi credereste a una tregua che ogni notte lascia nuovi morti? Nelle ultime ventiquattro ore le agenzie parlano di almeno 24 palestinesi uccisi nei raid israeliani su Rafah, Deir al-Balah, Gaza City. A Rimal un’auto colpita è diventata un cratere: secondo l’ospedale Shifa undici morti e oltre venti feriti, molti bambini. A Nuseirat un’unica esplosione ha cancellato tre generazioni della famiglia Abu Shawish.<br /> Voi credereste a una tregua mentre una delegazione di Hamas siede al Cairo per discutere la de-escalation e, nelle stesse ore, Netanyahu dichiara che «Hamas viola la tregua» e che Israele «agirà comunque»? È il consueto schema: la diplomazia parla, le bombe parlano più forte.<br /> Voi credereste a una tregua mentre all’ONU solo Stati Uniti, Israele e Argentina votano contro la risoluzione che chiede di prevenire tortura e trattamenti degradanti? Se il principio viene respinto, la pratica diventa più libera, più impunita.<br /> E mentre il mondo finge di vedere un cessate il fuoco, la Cisgiordania continua a scorrere fuori quadro: più di mille palestinesi uccisi dal 2023, 217 bambini, secondo B’Tselem.<br /> Nelle ultime ore Israele ha colpito anche Beirut, uccidendo un dirigente di Hezbollah in un raid che Washington dice di non aver autorizzato. Il fronte non si chiude: si allarga.<br /> Voi ci credereste a una tregua così? Ecco: non credeteci. Non chiamatela tregua, non permetteteglielo. E chiedete al mondo di alzare gli occhi su questo genocidio lento, lasciando perdere qualsiasi narrazione cosmetica. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68708551</guid><pubDate>Mon, 24 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68708551/imported_c353a61e_2709_4343_9867_fa21a1963cd9.mp3" length="1558151" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Voi credereste a una tregua che ogni notte lascia nuovi morti? Nelle ultime ventiquattro ore le agenzie parlano di almeno 24 palestinesi uccisi nei raid israeliani su Rafah, Deir al-Balah, Gaza City. 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Se il principio viene respinto, la pratica diventa più libera, più impunita.<br /> E mentre il mondo finge di vedere un cessate il fuoco, la Cisgiordania continua a scorrere fuori quadro: più di mille palestinesi uccisi dal 2023, 217 bambini, secondo B’Tselem.<br /> Nelle ultime ore Israele ha colpito anche Beirut, uccidendo un dirigente di Hezbollah in un raid che Washington dice di non aver autorizzato. Il fronte non si chiude: si allarga.<br /> Voi ci credereste a una tregua così? Ecco: non credeteci. Non chiamatela tregua, non permetteteglielo. E chiedete al mondo di alzare gli occhi su questo genocidio lento, lasciando perdere qualsiasi narrazione cosmetica. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>98</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #81</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-81--68698461</link><description><![CDATA[Nella notte i bombardamenti sono tornati a colpire con forza. Le fonti sanitarie di Gaza parlano di almeno venti morti nei raid su case dove intere famiglie stavano dormendo; la dinamica coincide con quanto riportato dalle corrispondenze di Haaretz e dalle agenzie internazionali. L’IDF sostiene di aver reagito a una «violazione della tregua» attribuita a Hamas. È la stessa formula ripetuta da giorni: l’idea che la tregua sia un dispositivo da accendere e spegnere, una variabile tecnica, mentre la vita delle persone diventa il campo di prova.<br /><br /> Anche Reuters e Associated Press confermano che migliaia di civili sono stati costretti a spostarsi ancora una volta verso i cosiddetti corridoi umanitari, zone sempre più simili a parcheggi di disperati senza acqua né servizi. Eppure queste condizioni non rientrano mai nel conteggio ufficiale delle “violazioni”. Qui entra in gioco la nostra ossessione per il linguaggio: una parte definisce cosa rompe la tregua; tutto il resto, dalle restrizioni agli aiuti alle case rase al suolo, resta fuori dal quadro.<br /><br /> La Cisgiordania continua a essere il fronte che quasi nessuno nomina. Nelle ultime ventiquattr’ore si registrano un palestinese ucciso a Nablus, diversi arresti notturni e nuovi assalti dei coloni: dettagli confermati sia dalle équipe dell’ONU sia dalle cronache locali. È una guerra lenta, che non ha bisogno di dichiarazioni ufficiali per proseguire.<br /><br /> Nel frattempo, in Israele crescono ancora le tensioni interne: le famiglie degli ostaggi temono che ogni escalation allontani l’accordo e accusano il governo di usare la tregua come strumento politico. I giornali israeliani ne parlano apertamente, ma questo non sposta la retorica dei vertici.<br /><br /> La diplomazia europea continua a ripetere che la tregua è fragile, che serve pazienza. Qui, invece, la tregua appare per quello che è: un guscio vuoto che ogni notte si incrina sotto i colpi. E il linguaggio che dovrebbe proteggerla diventa l’alibi perfetto per non vedere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68698461</guid><pubDate>Sun, 23 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68698461/imported_f21c2a8e_4b72_41bc_a9ba_77d6da1951d9.mp3" length="1983216" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nella notte i bombardamenti sono tornati a colpire con forza. 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È la stessa formula ripetuta da giorni: l’idea che la tregua sia un dispositivo da accendere e spegnere, una variabile tecnica, mentre la vita delle persone diventa il campo di prova.<br /><br /> Anche Reuters e Associated Press confermano che migliaia di civili sono stati costretti a spostarsi ancora una volta verso i cosiddetti corridoi umanitari, zone sempre più simili a parcheggi di disperati senza acqua né servizi. Eppure queste condizioni non rientrano mai nel conteggio ufficiale delle “violazioni”. Qui entra in gioco la nostra ossessione per il linguaggio: una parte definisce cosa rompe la tregua; tutto il resto, dalle restrizioni agli aiuti alle case rase al suolo, resta fuori dal quadro.<br /><br /> La Cisgiordania continua a essere il fronte che quasi nessuno nomina. Nelle ultime ventiquattr’ore si registrano un palestinese ucciso a Nablus, diversi arresti notturni e nuovi assalti dei coloni: dettagli confermati sia dalle équipe dell’ONU sia dalle cronache locali. È una guerra lenta, che non ha bisogno di dichiarazioni ufficiali per proseguire.<br /><br /> Nel frattempo, in Israele crescono ancora le tensioni interne: le famiglie degli ostaggi temono che ogni escalation allontani l’accordo e accusano il governo di usare la tregua come strumento politico. I giornali israeliani ne parlano apertamente, ma questo non sposta la retorica dei vertici.<br /><br /> La diplomazia europea continua a ripetere che la tregua è fragile, che serve pazienza. Qui, invece, la tregua appare per quello che è: un guscio vuoto che ogni notte si incrina sotto i colpi. E il linguaggio che dovrebbe proteggerla diventa l’alibi perfetto per non vedere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #80</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-80--68686155</link><description><![CDATA[Basta, davvero. A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare come un anestetico. L’Unicef conta almeno 67 bambini uccisi dall’inizio del cessate il fuoco, quasi due al giorno. Medici Senza Frontiere racconta un raid del 19 novembre: sei feriti, una bambina di nove anni colpita al volto, un quindicenne, un uomo di 71 anni. Nei comunicati ufficiali tutto questo diventa “incidente”, come se bastasse un sinonimo gentile per cancellare la scena.<br /> Intanto la mappa della Striscia viene riscritta. L’area gialla controllata dall’esercito supera metà del territorio. A Gaza City i militari avanzano verso Shujaiya, spingendo le famiglie più a ovest dentro quella che le fonti locali chiamano «gabbia». Un uomo sfollato è stato ucciso fuori dalla zona militare, nel punto che l’accordo indicava come relativamente sicuro. Anche questo, nel linguaggio diplomatico, rientra nella “tregua”.<br /> In Cisgiordania due ragazzi di 18 e 16 anni sono morti dopo un’incursione a Kafr Aqab. A Nablus e Ramallah gruppi di coloni hanno incendiato magazzini e serre, spesso coperti dall’esercito. La guerra non è ferma: è solo descritta come se lo fosse.<br /> Sul piano politico Israele prepara la “seconda fase” dell’accordo con una task force che include ministri contrari alla tregua stessa. Netanyahu lega la riapertura di Rafah alla restituzione dei corpi degli ostaggi e aggiunge che sarebbe «felice» se l’Egitto permettesse agli abitanti di Gaza di andarsene.<br /> Ecco perché serve restituire senso alle parole. Se chiamiamo “tregua” giorni in cui si muore, se chiamiamo “pace” un dispositivo di controllo territoriale, allora non stiamo raccontando i fatti: li stiamo coprendo. A Gaza oggi non c’è tregua. C’è una guerra che si prende la libertà di farsi chiamare diversamente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68686155</guid><pubDate>Sat, 22 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68686155/imported_86cba9a0_49e1_4993_b202_77e2def3d6d5.mp3" length="1849469" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Basta, davvero. A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare come un anestetico. L’Unicef conta almeno 67 bambini uccisi dall’inizio del cessate il fuoco, quasi due al giorno. 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Anche questo, nel linguaggio diplomatico, rientra nella “tregua”.<br /> In Cisgiordania due ragazzi di 18 e 16 anni sono morti dopo un’incursione a Kafr Aqab. A Nablus e Ramallah gruppi di coloni hanno incendiato magazzini e serre, spesso coperti dall’esercito. La guerra non è ferma: è solo descritta come se lo fosse.<br /> Sul piano politico Israele prepara la “seconda fase” dell’accordo con una task force che include ministri contrari alla tregua stessa. Netanyahu lega la riapertura di Rafah alla restituzione dei corpi degli ostaggi e aggiunge che sarebbe «felice» se l’Egitto permettesse agli abitanti di Gaza di andarsene.<br /> Ecco perché serve restituire senso alle parole. Se chiamiamo “tregua” giorni in cui si muore, se chiamiamo “pace” un dispositivo di controllo territoriale, allora non stiamo raccontando i fatti: li stiamo coprendo. A Gaza oggi non c’è tregua. C’è una guerra che si prende la libertà di farsi chiamare diversamente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #79</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-79--68661099</link><description><![CDATA[Chissà se un giorno ci vergogneremo di avere visto passare un genocidio e dopo averlo ignorato abbiamo cominciato a chiamarlo tregua. A Gaza i numeri arrivano prima delle giustificazioni: 33 palestinesi uccisi, tra cui dodici bambini, in una serie di raid che il Qatar definisce «una pericolosa escalation» capace di far saltare l’accordo appena scritto. La “pax” imposta dalla diplomazia non regge più di un ciclo di bombardamenti.<br /> Nel frattempo il lessico si muove. L’ambasciatore Usa Mike Huckabee parla di «terrorismo» riferendosi all’ultima ondata di violenze dei coloni in Cisgiordania. È un fatto politico enorme. Ma subito dopo ridimensiona: li chiama «giovani arrabbiati», un modo gentile per non incrinare l’immagine del fronte che la risoluzione dell’Onu vorrebbe trasformare in architrave della nuova Gaza.<br /> E mentre si discute di definizioni, il rapporto Framing Gaza mostra come la parola “terrorista” venga applicata ai palestinesi con una frequenza sistematica, mentre la violenza israeliana continua a essere incorniciata come autodifesa. La tregua, persino nel linguaggio, resta asimmetrica.<br /> Sul fronte umanitario l’Oms riesce a vaccinare diecimila bambini in otto giorni. È una corsa contro il rumore dei droni: si inocula finché il cielo resta fermo, poi si chiude tutto e si aspetta. Le stesse ore consegnano nuovi piccoli morti dalle macerie di Khan Younis e Bani Suheila. Siringhe e bombe convivono dentro lo stesso calendario.<br /> A Bruxelles il gruppo dei donatori discute la “ricostruzione” e l’Italia propone l’addestramento della futura polizia di Gaza fuori da Gaza. Si parla di sicurezza, mai di occupazione.<br /> Non c’è una tregua da interpretare: ci sono fatti che continuano a produrre vittime, e un lessico internazionale che inseguendo gli equilibri finisce per ignorarle.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68661099</guid><pubDate>Fri, 21 Nov 2025 03:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68661099/imported_99f970bf_91e0_4428_a843_2250335f7ca3.mp3" length="1727425" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chissà se un giorno ci vergogneremo di avere visto passare un genocidio e dopo averlo ignorato abbiamo cominciato a chiamarlo tregua. 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Ma subito dopo ridimensiona: li chiama «giovani arrabbiati», un modo gentile per non incrinare l’immagine del fronte che la risoluzione dell’Onu vorrebbe trasformare in architrave della nuova Gaza.<br /> E mentre si discute di definizioni, il rapporto Framing Gaza mostra come la parola “terrorista” venga applicata ai palestinesi con una frequenza sistematica, mentre la violenza israeliana continua a essere incorniciata come autodifesa. La tregua, persino nel linguaggio, resta asimmetrica.<br /> Sul fronte umanitario l’Oms riesce a vaccinare diecimila bambini in otto giorni. È una corsa contro il rumore dei droni: si inocula finché il cielo resta fermo, poi si chiude tutto e si aspetta. Le stesse ore consegnano nuovi piccoli morti dalle macerie di Khan Younis e Bani Suheila. Siringhe e bombe convivono dentro lo stesso calendario.<br /> A Bruxelles il gruppo dei donatori discute la “ricostruzione” e l’Italia propone l’addestramento della futura polizia di Gaza fuori da Gaza. Si parla di sicurezza, mai di occupazione.<br /> Non c’è una tregua da interpretare: ci sono fatti che continuano a produrre vittime, e un lessico internazionale che inseguendo gli equilibri finisce per ignorarle.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #78</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-78--68650200</link><description><![CDATA[Nelle ultime ventiquattro ore la tregua ha mostrato la frattura più pericolosa: gli attacchi arrivano anche nei corridoi umanitari e nelle aree indicate come sicure. Le ONG descrivono convogli costretti a invertire la marcia, check-point aperti e richiusi senza spiegazioni, itinerari che cambiano all’ultimo minuto. Una tregua che non permette di prevedere neanche un percorso diventa un’architettura instabile, dove ogni movimento espone a un rischio.<br /> Secondo i dati raccolti dalle organizzazioni locali dal 10 ottobre, giorno dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, al 18 novembre, le violazioni documentate sono 393, con almeno 279 morti e più di 650 feriti. Nelle ultime ore si segnalano nuovi attacchi mentre le squadre umanitarie tentavano di raggiungere le famiglie rimaste isolate. Non è la rottura improvvisa di un accordo: è il logoramento quotidiano di una tregua che si incrina a piccoli colpi, fino a svuotare la parola “protezione”.<br /> La Cisgiordania segue un copione diverso ma complementare. Nell’ultima settimana sono aumentate le aggressioni dei coloni, gli incendi alle proprietà palestinesi e gli arresti degli attivisti israeliani che accompagnano i contadini nella raccolta delle olive. Qui il cessate il fuoco non è mai arrivato: la marginalità del territorio nelle discussioni diplomatiche riflette una gerarchia del conflitto che si ripete da mesi.<br /> Mentre nelle cancellerie si progettano le “fasi successive”, sul terreno l’unica fase identificabile è l’attesa. Le famiglie misurano il rischio metro dopo metro, gli operatori ripianificano ogni tragitto, e la tregua resta un confine fragile: un accordo che esiste sulle carte più di quanto riesca a esistere nella vita di chi dovrebbe protegge davvero.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68650200</guid><pubDate>Thu, 20 Nov 2025 05:18:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68650200/imported_99f970bf_91e0_4428_a843_2250335f7ca3.mp3" length="1727425" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle ultime ventiquattro ore la tregua ha mostrato la frattura più pericolosa: gli attacchi arrivano anche nei corridoi umanitari e nelle aree indicate come sicure. Le ONG descrivono convogli costretti a invertire la marcia, check-point aperti e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle ultime ventiquattro ore la tregua ha mostrato la frattura più pericolosa: gli attacchi arrivano anche nei corridoi umanitari e nelle aree indicate come sicure. Le ONG descrivono convogli costretti a invertire la marcia, check-point aperti e richiusi senza spiegazioni, itinerari che cambiano all’ultimo minuto. Una tregua che non permette di prevedere neanche un percorso diventa un’architettura instabile, dove ogni movimento espone a un rischio.<br /> Secondo i dati raccolti dalle organizzazioni locali dal 10 ottobre, giorno dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, al 18 novembre, le violazioni documentate sono 393, con almeno 279 morti e più di 650 feriti. Nelle ultime ore si segnalano nuovi attacchi mentre le squadre umanitarie tentavano di raggiungere le famiglie rimaste isolate. Non è la rottura improvvisa di un accordo: è il logoramento quotidiano di una tregua che si incrina a piccoli colpi, fino a svuotare la parola “protezione”.<br /> La Cisgiordania segue un copione diverso ma complementare. Nell’ultima settimana sono aumentate le aggressioni dei coloni, gli incendi alle proprietà palestinesi e gli arresti degli attivisti israeliani che accompagnano i contadini nella raccolta delle olive. Qui il cessate il fuoco non è mai arrivato: la marginalità del territorio nelle discussioni diplomatiche riflette una gerarchia del conflitto che si ripete da mesi.<br /> Mentre nelle cancellerie si progettano le “fasi successive”, sul terreno l’unica fase identificabile è l’attesa. Le famiglie misurano il rischio metro dopo metro, gli operatori ripianificano ogni tragitto, e la tregua resta un confine fragile: un accordo che esiste sulle carte più di quanto riesca a esistere nella vita di chi dovrebbe protegge davvero.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #77</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-77--68627297</link><description><![CDATA[Le prime piogge hanno trasformato le tende in vasche di fango. I bambini dormono sui materassi bagnati, con i vestiti inzuppati di acque reflue. Jan Egeland del Norwegian Refugee Council avverte che «perderemo vite quest’inverno» e che sono state «gettate via settimane cruciali» da quando il piano Trump prometteva l’arrivo degli aiuti. Save the Children parla di 13mila famiglie colpite dagli allagamenti soltanto nell’ultimo fine settimana, 700mila minori esposti al freddo, quattordici bambini morti di ipotermia negli ultimi due inverni. È la fotografia che arriva da Gaza mentre, a migliaia di chilometri, si disegna il suo futuro.<br /> Nelle stesse ore, il Consiglio di sicurezza approva la risoluzione statunitense che incorpora il piano in venti punti: forza di pace internazionale, smilitarizzazione, “deradicalizzazione”, possibile Stato palestinese a riforme completate. Tredici voti favorevoli, astensione di Russia e Cina. Trump lo celebra come «una delle più grandi approvazioni nella storia delle Nazioni Unite». Le parole scorrono, il fango resta.<br /> La politica palestinese reagisce divisa: l’Autorità nazionale applaude la risoluzione e chiede «attuazione immediata» in nome della protezione dei civili e della ricostruzione. Hamas denuncia invece una tutela internazionale che toglie neutralità alla forza prevista e affida il disarmo a un meccanismo percepito come coloniale, rifiutando di consegnare le armi e contestando qualunque ruolo israeliano.<br /> A Tel Aviv, Benjamin Netanyahu rivendica la “completa smilitarizzazione” inscritta nel testo e la possibilità di allargare gli Accordi di Abramo. I vertici militari, intanto, protestano contro la vendita di F-35 all’Arabia Saudita, temendo per la «superiorità aerea» israeliana. Sul tavolo dei negoziati si parla di futuro e sicurezza. Nelle tende allagate, si parla di sopravvivenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68627297</guid><pubDate>Wed, 19 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68627297/imported_6fc9daf7_53f2_430d_88a2_c9aefd386a44.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le prime piogge hanno trasformato le tende in vasche di fango. I bambini dormono sui materassi bagnati, con i vestiti inzuppati di acque reflue. Jan Egeland del Norwegian Refugee Council avverte che «perderemo vite quest’inverno» e che sono state...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le prime piogge hanno trasformato le tende in vasche di fango. I bambini dormono sui materassi bagnati, con i vestiti inzuppati di acque reflue. Jan Egeland del Norwegian Refugee Council avverte che «perderemo vite quest’inverno» e che sono state «gettate via settimane cruciali» da quando il piano Trump prometteva l’arrivo degli aiuti. Save the Children parla di 13mila famiglie colpite dagli allagamenti soltanto nell’ultimo fine settimana, 700mila minori esposti al freddo, quattordici bambini morti di ipotermia negli ultimi due inverni. È la fotografia che arriva da Gaza mentre, a migliaia di chilometri, si disegna il suo futuro.<br /> Nelle stesse ore, il Consiglio di sicurezza approva la risoluzione statunitense che incorpora il piano in venti punti: forza di pace internazionale, smilitarizzazione, “deradicalizzazione”, possibile Stato palestinese a riforme completate. Tredici voti favorevoli, astensione di Russia e Cina. Trump lo celebra come «una delle più grandi approvazioni nella storia delle Nazioni Unite». Le parole scorrono, il fango resta.<br /> La politica palestinese reagisce divisa: l’Autorità nazionale applaude la risoluzione e chiede «attuazione immediata» in nome della protezione dei civili e della ricostruzione. Hamas denuncia invece una tutela internazionale che toglie neutralità alla forza prevista e affida il disarmo a un meccanismo percepito come coloniale, rifiutando di consegnare le armi e contestando qualunque ruolo israeliano.<br /> A Tel Aviv, Benjamin Netanyahu rivendica la “completa smilitarizzazione” inscritta nel testo e la possibilità di allargare gli Accordi di Abramo. I vertici militari, intanto, protestano contro la vendita di F-35 all’Arabia Saudita, temendo per la «superiorità aerea» israeliana. Sul tavolo dei negoziati si parla di futuro e sicurezza. Nelle tende allagate, si parla di sopravvivenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #76</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-76--68607765</link><description><![CDATA[A Gaza la pioggia è stata più rapida delle risoluzioni. Nelle ultime ventiquattro ore le tende di Khan Yunis e Deir al-Balah sono crollate sotto il vento, i campi dell’Unrwa allagati, diciotto siti dichiarati “inabitabili”. Alla parrocchia della Sacra Famiglia, più di quattrocento persone cercano riparo mentre i vicoli intorno diventano fango. Eppure l’IDF ha confermato nuovi colpi d’artiglieria nella zona centrale: il “cessate il fuoco sostanziale” si incrina fra le sirene e l’acqua che entra dai teloni sfondati.<br /> La situazione sanitaria precipita: l’Oms parla di cinquemila bambini in lista d’attesa per interventi essenziali, gli ospedali da campo giordani ed egiziani sospendono attività per mancanza di carburante, la diarrea infantile supera i diciassettemila casi settimanali. La guerra resta nel corpo dei bambini più di qualunque voto al Palazzo di Vetro.<br /> Dalle carceri arrivano notizie ancora peggiori. Medici per i Diritti Umani–Israele aggiorna a novantotto i morti in custodia dal 2023 e segnala altre quattordici persone scomparse senza notizie alle famiglie. Ex detenuti rilasciati ieri raccontano acqua razionata, luce accesa ventiquattr’ore, numeri al posto dei nomi. Sul piano politico Netanyahuì ha ribadito che Israele manterrà la “responsabilità di sicurezza” su Gaza «per tutto il tempo necessario», smentendo nei fatti l’architettura negoziale in discussione.<br /> Ai valichi, la normalità è l’intermittenza: Kerem Shalom ha aperto solo per sette ore, chiudendo con duecento camion di aiuti bloccati lato egiziano, comprese le macchine destinate alla ricerca degli ostaggi. E l’Europa manda segnali opposti: Berlino riapre all’export militare, mentre Dublino definisce la mossa «incompatibile con le garanzie umanitarie».<br /> In questo scenario, il voto dell’Onu esta un esercizio lontano. La realtà, qui, non aspetta i verbali.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68607765</guid><pubDate>Tue, 18 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68607765/imported_4fb19f0d_2981_4593_b1c0_f66844019eb2.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la pioggia è stata più rapida delle risoluzioni. Nelle ultime ventiquattro ore le tende di Khan Yunis e Deir al-Balah sono crollate sotto il vento, i campi dell’Unrwa allagati, diciotto siti dichiarati “inabitabili”. Alla parrocchia della Sacra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza la pioggia è stata più rapida delle risoluzioni. Nelle ultime ventiquattro ore le tende di Khan Yunis e Deir al-Balah sono crollate sotto il vento, i campi dell’Unrwa allagati, diciotto siti dichiarati “inabitabili”. Alla parrocchia della Sacra Famiglia, più di quattrocento persone cercano riparo mentre i vicoli intorno diventano fango. Eppure l’IDF ha confermato nuovi colpi d’artiglieria nella zona centrale: il “cessate il fuoco sostanziale” si incrina fra le sirene e l’acqua che entra dai teloni sfondati.<br /> La situazione sanitaria precipita: l’Oms parla di cinquemila bambini in lista d’attesa per interventi essenziali, gli ospedali da campo giordani ed egiziani sospendono attività per mancanza di carburante, la diarrea infantile supera i diciassettemila casi settimanali. La guerra resta nel corpo dei bambini più di qualunque voto al Palazzo di Vetro.<br /> Dalle carceri arrivano notizie ancora peggiori. Medici per i Diritti Umani–Israele aggiorna a novantotto i morti in custodia dal 2023 e segnala altre quattordici persone scomparse senza notizie alle famiglie. Ex detenuti rilasciati ieri raccontano acqua razionata, luce accesa ventiquattr’ore, numeri al posto dei nomi. Sul piano politico Netanyahuì ha ribadito che Israele manterrà la “responsabilità di sicurezza” su Gaza «per tutto il tempo necessario», smentendo nei fatti l’architettura negoziale in discussione.<br /> Ai valichi, la normalità è l’intermittenza: Kerem Shalom ha aperto solo per sette ore, chiudendo con duecento camion di aiuti bloccati lato egiziano, comprese le macchine destinate alla ricerca degli ostaggi. E l’Europa manda segnali opposti: Berlino riapre all’export militare, mentre Dublino definisce la mossa «incompatibile con le garanzie umanitarie».<br /> In questo scenario, il voto dell’Onu esta un esercizio lontano. La realtà, qui, non aspetta i verbali.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #75</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-75--68592345</link><description><![CDATA[Nel sud di Gaza, dove la tregua resta parola, gli aerei israeliani colpiscono ancora a est di Gaza City e nei pressi di Khan Yunis: civili feriti, un morto recuperato dalle macerie dei raid dei giorni scorsi. Nel frattempo, nei palazzi della diplomazia, avanza la proposta di una missione internazionale di «stabilizzazione». Nei comunicati si discute di mandati e regole di ingaggio, nei vicoli si continuano a contare i corpi.<br /><br /> I corridoi umanitari vengono presentati come prova che «il meccanismo funziona», ma nei campi profughi decine di migliaia di persone vivono sotto la pioggia, senza tende adeguate né rifugi sicuri. Le prime piogge invernali trasformano il fango in acqua nera, aggravano l’emergenza sanitaria, spengono i generatori: la lunga fila di convogli che entra dalla frontiera non cambia l’aritmetica del collasso.<br /><br /> A nord, la guerra “in pausa” resta solo nelle dichiarazioni. UNIFIL segnala che un carro armato israeliano ha sparato colpi pesanti a ridosso dei caschi blu lungo la Blue Line, episodio definito «grave violazione». In Cisgiordania un’altra operazione tra Nablus e i villaggi vicini lascia un palestinese ucciso e case devastate, mentre le aggressioni dei coloni proseguono lontano dai riflettori.<br /><br /> Sul piano politico, Benjamin Netanyahu ripete che uno Stato palestinese «non sarà consentito», proprio mentre al Consiglio di Sicurezza si discute della futura forza per Gaza. A sud si amministrano tregue parziali, a nord si alzano muri di cemento, al centro si cancella qualsiasi orizzonte di rappresentanza. A Gaza «stabilizzazione» è il nome di un equilibrio costruito sul rumore dei droni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68592345</guid><pubDate>Mon, 17 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68592345/imported_d28200ae_b5af_498a_ab70_cc0b72c088c1.mp3" length="1617502" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel sud di Gaza, dove la tregua resta parola, gli aerei israeliani colpiscono ancora a est di Gaza City e nei pressi di Khan Yunis: civili feriti, un morto recuperato dalle macerie dei raid dei giorni scorsi. 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UNIFIL segnala che un carro armato israeliano ha sparato colpi pesanti a ridosso dei caschi blu lungo la Blue Line, episodio definito «grave violazione». In Cisgiordania un’altra operazione tra Nablus e i villaggi vicini lascia un palestinese ucciso e case devastate, mentre le aggressioni dei coloni proseguono lontano dai riflettori.<br /><br /> Sul piano politico, Benjamin Netanyahu ripete che uno Stato palestinese «non sarà consentito», proprio mentre al Consiglio di Sicurezza si discute della futura forza per Gaza. A sud si amministrano tregue parziali, a nord si alzano muri di cemento, al centro si cancella qualsiasi orizzonte di rappresentanza. A Gaza «stabilizzazione» è il nome di un equilibrio costruito sul rumore dei droni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #74</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-74--68587871</link><description><![CDATA[16 novembre. A Gaza l’inverno entra dalle fessure. Le tende degli sfollati affondano sotto la pioggia, i bambini raccolgono l’acqua con le mani, l’Unrwa ripete che i rifornimenti per il freddo restano fermi ai valichi e che le restrizioni israeliane violano il diritto internazionale. La tregua sembra un telo bagnato che non regge.<br /> A New York si prepara il voto sul piano americano per il dopo-Gaza, mentre la Russia rilancia un testo alternativo che cancella l’autorità di transizione immaginata dagli Usa. In parallelo, l’esercito israeliano lavora già all’ipotesi di un collasso della tregua: un dettaglio che vale più di molte dichiarazioni.<br /> Sul fronte nord il Libano porta all’Onu il reclamo contro il muro costruito da Israele, definito una ferita alla propria sovranità. È il segno che la “calma” non ha smesso di scricchiolare.<br /> La contabilità dei corpi continua a scorrere su due lati: a Tel Aviv le famiglie tornano in piazza per chiedere il rientro degli ultimi tre ostaggi; a Gaza arrivano altre quindici salme, una lista che supera le trecento e che resta in gran parte senza nome. Lo stesso giorno Abu Mazen compie novant’anni, icona di un’Autorità palestinese che partecipa ai colloqui sulla “fase successiva” da una posizione sempre più laterale.<br /> In Italia Tajani ripete la formula del «rafforzare la tregua» e guarda al voto di lunedì, legando l’esito alle scelte di Cina e Russia. La Cisl consegna 553mila euro alla Croce Rossa e richiama l’unico orizzonte possibile, «due popoli, due Stati», mentre nelle città italiane restano i gesti minimi: i ventimila nomi dei bambini di Gaza scritti dai loro coetanei a Brescia; una madre e un bimbo accolti in parrocchia; un blitz per ricordare che il silenzio consuma.<br /> L’ambasciatore israeliano in Italia dice che il problema non è il governo, ma l’opinione pubblica. A Gaza, sotto l’acqua, il problema ha un altro nome: sopravvivere alla tregua.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68587871</guid><pubDate>Sun, 16 Nov 2025 07:31:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68587871/imported_53fac229_a11c_44d0_9a40_7389928835b5.mp3" length="2035879" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>16 novembre. A Gaza l’inverno entra dalle fessure. 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In parallelo, l’esercito israeliano lavora già all’ipotesi di un collasso della tregua: un dettaglio che vale più di molte dichiarazioni.<br /> Sul fronte nord il Libano porta all’Onu il reclamo contro il muro costruito da Israele, definito una ferita alla propria sovranità. È il segno che la “calma” non ha smesso di scricchiolare.<br /> La contabilità dei corpi continua a scorrere su due lati: a Tel Aviv le famiglie tornano in piazza per chiedere il rientro degli ultimi tre ostaggi; a Gaza arrivano altre quindici salme, una lista che supera le trecento e che resta in gran parte senza nome. Lo stesso giorno Abu Mazen compie novant’anni, icona di un’Autorità palestinese che partecipa ai colloqui sulla “fase successiva” da una posizione sempre più laterale.<br /> In Italia Tajani ripete la formula del «rafforzare la tregua» e guarda al voto di lunedì, legando l’esito alle scelte di Cina e Russia. La Cisl consegna 553mila euro alla Croce Rossa e richiama l’unico orizzonte possibile, «due popoli, due Stati», mentre nelle città italiane restano i gesti minimi: i ventimila nomi dei bambini di Gaza scritti dai loro coetanei a Brescia; una madre e un bimbo accolti in parrocchia; un blitz per ricordare che il silenzio consuma.<br /> L’ambasciatore israeliano in Italia dice che il problema non è il governo, ma l’opinione pubblica. A Gaza, sotto l’acqua, il problema ha un altro nome: sopravvivere alla tregua.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #73</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-73--68578438</link><description><![CDATA[Le prime piogge sono arrivate a Gaza come un’altra forma di assedio. Le tende si riempiono d’acqua, le latrine tracimano, gli sfollati spostano i materassi da un angolo all’altro per salvarli dall’umidità. L’85% delle infrastrutture idriche e fognarie è distrutto e l’inverno entra da ogni fessura mentre la tregua del 10 ottobre resta una parola che non riesce a proteggere nessuno.<br /><br /> Dentro questa pausa armata si è disegnata la nuova geografia del dopoguerra: la “Yellow Line” che taglia la Striscia da nord a sud, la metà orientale sotto controllo militare, la metà occidentale lasciata alla sopravvivenza tra tende e macerie. In quaranta giorni di “cessate il fuoco” sono stati uccisi centinaia di palestinesi in scontri, raid isolati o colpi sparati ai checkpoint. È un conflitto che ha cambiato intensità, non logica.<br /><br /> Fuori dal cono di luce delle trattative internazionali, la Cisgiordania scivola in una routine di violenza che nessun tavolo diplomatico riesce a nominare. A Salfit una moschea è stata incendiata dai coloni; nei villaggi gli ulivi vengono sradicati durante la raccolta; a Nablus e Hebron gli attacchi notturni sono ormai un’abitudine. Le ONG documentano pestaggi, incendi, aggressioni: un sistema di impunità che si consolida mentre la comunità internazionale discute di “stabilizzazione”.<br /><br /> A New York le grandi potenze trattano modelli di controllo, forze straniere, governance futura. Intorno alle parole “pace duratura” si muove un laboratorio geopolitico che somiglia poco alla vita dei campi allagati, delle fogne rotte, dei valichi dove i camion degli aiuti entrano col contagocce.<br /><br /> Il diario di oggi finisce dove inizia il paradosso: si disegna il futuro di Gaza senza guardare a Gaza. In quelle tende fradice, sotto quella pioggia sporca, c’è già la risposta che nessuna risoluzione riesce a vedere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68578438</guid><pubDate>Sat, 15 Nov 2025 08:00:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68578438/imported_3186d3a3_3121_488c_bb6f_ae5baeedcb31.mp3" length="1789701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le prime piogge sono arrivate a Gaza come un’altra forma di assedio. Le tende si riempiono d’acqua, le latrine tracimano, gli sfollati spostano i materassi da un angolo all’altro per salvarli dall’umidità. L’85% delle infrastrutture idriche e fognarie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le prime piogge sono arrivate a Gaza come un’altra forma di assedio. Le tende si riempiono d’acqua, le latrine tracimano, gli sfollati spostano i materassi da un angolo all’altro per salvarli dall’umidità. L’85% delle infrastrutture idriche e fognarie è distrutto e l’inverno entra da ogni fessura mentre la tregua del 10 ottobre resta una parola che non riesce a proteggere nessuno.<br /><br /> Dentro questa pausa armata si è disegnata la nuova geografia del dopoguerra: la “Yellow Line” che taglia la Striscia da nord a sud, la metà orientale sotto controllo militare, la metà occidentale lasciata alla sopravvivenza tra tende e macerie. In quaranta giorni di “cessate il fuoco” sono stati uccisi centinaia di palestinesi in scontri, raid isolati o colpi sparati ai checkpoint. È un conflitto che ha cambiato intensità, non logica.<br /><br /> Fuori dal cono di luce delle trattative internazionali, la Cisgiordania scivola in una routine di violenza che nessun tavolo diplomatico riesce a nominare. A Salfit una moschea è stata incendiata dai coloni; nei villaggi gli ulivi vengono sradicati durante la raccolta; a Nablus e Hebron gli attacchi notturni sono ormai un’abitudine. Le ONG documentano pestaggi, incendi, aggressioni: un sistema di impunità che si consolida mentre la comunità internazionale discute di “stabilizzazione”.<br /><br /> A New York le grandi potenze trattano modelli di controllo, forze straniere, governance futura. Intorno alle parole “pace duratura” si muove un laboratorio geopolitico che somiglia poco alla vita dei campi allagati, delle fogne rotte, dei valichi dove i camion degli aiuti entrano col contagocce.<br /><br /> Il diario di oggi finisce dove inizia il paradosso: si disegna il futuro di Gaza senza guardare a Gaza. In quelle tende fradice, sotto quella pioggia sporca, c’è già la risposta che nessuna risoluzione riesce a vedere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #72</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-72--68559195</link><description><![CDATA[Nel documento interno della brigata Givati trapelato ieri c’è una riga che racconta più di molte conferenze stampa. Il 19 novembre 2024 un corrispondente militare parla di «circa 40 terroristi» uccisi mentre tentavano di fuggire da Jabalia sotto pioggia e nebbia. Nel foglio Excel ufficiale, però, quel giorno i morti registrati sono dieci, due il giorno prima. Trenta persone che scompaiono nella contabilità della guerra, inghiottite da una parola che le assorbe tutte: «terrorista». È in quella discrepanza che si vede come una tregua possa convivere con un archivio che continua a cancellare.<br /> Sul terreno la tregua resta una formula diplomatica. A Beit Lid, in Cisgiordania, oltre cinquanta coloni mascherati hanno incendiato camion, terre agricole, una fabbrica, ferendo quattro palestinesi. Nelle agenzie scorrono altre violenze: una moschea bruciata nel nord, scritte razziste, minacce persino ai soldati israeliani. A Gaza i raid su Khan Yunis e Beit Lahia continuano a intermittenza: un morto a Jabalia, demolizioni di siti definiti “oltre la Linea Gialla”. Il senatore Rubio avverte che la violenza dei coloni può far saltare la tregua, mentre nello stesso giorno invoca una forza multinazionale di “stabilizzazione”. Due piani paralleli che non si toccano.<br /> Nei palazzi, infatti, si lavora sulla narrazione. Il G7 Esteri in Canada dice di occuparsi di «Gaza e tensioni emergenti», mentre Trump scrive a Herzog chiedendo la grazia per Netanyahu in pieno processo. Macron autorizza le aziende israeliane della difesa al salone di Parigi. In Italia si parla sempre meno delle violazioni della tregua e il silenzio del governo.<br /> Resta la stessa lezione: nei conflitti e nelle politiche, ciò che non viene registrato smette di esistere. A Gaza e in Cisgiordania spariscono vite; altrove spariscono responsabilità. Il metodo è identico: correggere i numeri e sperare che il mondo guardi altrove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68559195</guid><pubDate>Fri, 14 Nov 2025 03:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68559195/imported_63a49db0_6dc0_40a7_b388_2a55e8c6fb5f.mp3" length="1831497" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel documento interno della brigata Givati trapelato ieri c’è una riga che racconta più di molte conferenze stampa. 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Nelle agenzie scorrono altre violenze: una moschea bruciata nel nord, scritte razziste, minacce persino ai soldati israeliani. A Gaza i raid su Khan Yunis e Beit Lahia continuano a intermittenza: un morto a Jabalia, demolizioni di siti definiti “oltre la Linea Gialla”. Il senatore Rubio avverte che la violenza dei coloni può far saltare la tregua, mentre nello stesso giorno invoca una forza multinazionale di “stabilizzazione”. Due piani paralleli che non si toccano.<br /> Nei palazzi, infatti, si lavora sulla narrazione. Il G7 Esteri in Canada dice di occuparsi di «Gaza e tensioni emergenti», mentre Trump scrive a Herzog chiedendo la grazia per Netanyahu in pieno processo. Macron autorizza le aziende israeliane della difesa al salone di Parigi. In Italia si parla sempre meno delle violazioni della tregua e il silenzio del governo.<br /> Resta la stessa lezione: nei conflitti e nelle politiche, ciò che non viene registrato smette di esistere. A Gaza e in Cisgiordania spariscono vite; altrove spariscono responsabilità. Il metodo è identico: correggere i numeri e sperare che il mondo guardi altrove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #71</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-71--68549190</link><description><![CDATA[12 novembre. Il valico di Zikim è stato riaperto per far entrare aiuti umanitari nel nord della Striscia. Israele lo definisce un segnale di fiducia, ma nello stesso momento riprendono i bombardamenti su Beit Lahiya e Jabalia. Secondo la BBC, oltre millecinquecento edifici sono stati demoliti durante la tregua. La pace, nei comunicati, resta un verbo al futuro. L’Unicef denuncia un milione di siringhe bloccate ai valichi e cinquemila bambini in attesa di cure. A passare sono solo i carichi “approvati”, mentre Singapore invia cento protesi per amputati: un gesto simbolico in un sistema sanitario che non riesce più a operare. La retorica della ricostruzione arriva prima della possibilità di curarsi. Intanto Israele approva una legge che consente di oscurare media stranieri e chiudere redazioni considerate “ostili”. Gaza resta sigillata anche per l’informazione. Fnsi, Ordine dei Giornalisti e Movimento Giustizia e Pace chiedono all’Europa di intervenire: quasi trecento reporter palestinesi sono stati uccisi dall’inizio della guerra. Alessandra Costante avverte: «Non vogliamo colonizzare la notizia, vogliamo verificarla». In Cisgiordania, coloni mascherati attaccano villaggi nell’area di Tulkarem. L’esercito parla di episodi “intollerabili” che “minano la stabilità”. La stessa parola che il G7 in Canada usa per definire la regione, mentre Il Cairo e Ankara discutono di una forza di stabilizzazione. Tajani rivendica il ruolo dell’Italia nella ricostruzione, ma sul terreno la tregua continua a produrre macerie. In Israele esplode la polemica per la chiusura della radio delle Forze armate decisa dal ministro Katz, mentre Trump scrive a Herzog chiedendo la grazia per Netanyahu. Nella grammatica politica degli annunci la pace è un titolo, non una condizione. Sul campo, invece, la tregua si misura nei silenzi, nei varchi selettivi e nelle voci che non possono entrare. <br />#LaSveglia per La Notizia <br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68549190</guid><pubDate>Thu, 13 Nov 2025 04:52:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68549190/vid_20251112_103302_599_bsl.mp3" length="2020135" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>12 novembre. Il valico di Zikim è stato riaperto per far entrare aiuti umanitari nel nord della Striscia. 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Intanto Israele approva una legge che consente di oscurare media stranieri e chiudere redazioni considerate “ostili”. Gaza resta sigillata anche per l’informazione. Fnsi, Ordine dei Giornalisti e Movimento Giustizia e Pace chiedono all’Europa di intervenire: quasi trecento reporter palestinesi sono stati uccisi dall’inizio della guerra. Alessandra Costante avverte: «Non vogliamo colonizzare la notizia, vogliamo verificarla». In Cisgiordania, coloni mascherati attaccano villaggi nell’area di Tulkarem. L’esercito parla di episodi “intollerabili” che “minano la stabilità”. La stessa parola che il G7 in Canada usa per definire la regione, mentre Il Cairo e Ankara discutono di una forza di stabilizzazione. Tajani rivendica il ruolo dell’Italia nella ricostruzione, ma sul terreno la tregua continua a produrre macerie. In Israele esplode la polemica per la chiusura della radio delle Forze armate decisa dal ministro Katz, mentre Trump scrive a Herzog chiedendo la grazia per Netanyahu. Nella grammatica politica degli annunci la pace è un titolo, non una condizione. Sul campo, invece, la tregua si misura nei silenzi, nei varchi selettivi e nelle voci che non possono entrare. <br />#LaSveglia per La Notizia <br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #69</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-69--68505680</link><description><![CDATA[Perfino la cosiddetta tregua ha un suono di metallo. Nella notte Gaza City ha sentito i droni, Khan Younis i colpi d’artiglieria: l’agenzia Wafa segnala demolizioni nel quartiere di Zeitoun e mezzi israeliani che sparano a est della città, mentre sulla fascia occidentale i sorvoli non si sono fermati. È un cessate il fuoco che non smette di essere guerra, solo più amministrata e meno dichiarata.<br /> I numeri lo confermano. In Egitto è stato annunciato l’allestimento di 16 campi destinati a ospitare fino a 100 mila famiglie palestinesi: uno schema che stabilizza lo sfollamento invece di preparare il ritorno. Dentro Gaza, nuove aree di tende sono state montate nel complesso dei ministeri, oltre 400 strutture aggiuntive, mentre tre convogli di aiuti (circa 50, 30 e 40 camion) hanno raggiunto il nord. È soccorso di sopravvivenza senza un progetto politico di rientro, ricostruzione, autodeterminazione.<br /> La “forza di stabilizzazione” che dovrebbe gestire il dopo continua a svuotarsi. Gli Emirati hanno fatto sapere che «probabilmente» non parteciperanno perché manca un quadro chiaro: niente mandato, niente regole d’ingaggio, niente definizione su responsabilità e catena di comando. Non si mandano truppe dentro un vuoto. È un messaggio che vale per tutti i Paesi che finora hanno annunciato, esposto bandiere e poi rimesso le mani in tasca.<br /> A nord la situazione resta tesa: nelle ultime ore un’auto è stata colpita nei pressi di Sidone, nel sud del Libano, e a Houla alcuni edifici sono stati distrutti da esplosioni dopo colpi di artiglieria. Il confine resta una frontiera instabile che può riaccendere tutto.<br /> Tregua fragile, sfollamento normalizzato, missione senza pilastri: la guerra non scompare, cambia forma e si sposta di stanza in stanza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68505680</guid><pubDate>Tue, 11 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68505680/imported_bbdab572_eba7_438f_9be4_c2bc24105fa1.mp3" length="2205988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Perfino la cosiddetta tregua ha un suono di metallo. 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Dentro Gaza, nuove aree di tende sono state montate nel complesso dei ministeri, oltre 400 strutture aggiuntive, mentre tre convogli di aiuti (circa 50, 30 e 40 camion) hanno raggiunto il nord. È soccorso di sopravvivenza senza un progetto politico di rientro, ricostruzione, autodeterminazione.<br /> La “forza di stabilizzazione” che dovrebbe gestire il dopo continua a svuotarsi. Gli Emirati hanno fatto sapere che «probabilmente» non parteciperanno perché manca un quadro chiaro: niente mandato, niente regole d’ingaggio, niente definizione su responsabilità e catena di comando. Non si mandano truppe dentro un vuoto. È un messaggio che vale per tutti i Paesi che finora hanno annunciato, esposto bandiere e poi rimesso le mani in tasca.<br /> A nord la situazione resta tesa: nelle ultime ore un’auto è stata colpita nei pressi di Sidone, nel sud del Libano, e a Houla alcuni edifici sono stati distrutti da esplosioni dopo colpi di artiglieria. Il confine resta una frontiera instabile che può riaccendere tutto.<br /> Tregua fragile, sfollamento normalizzato, missione senza pilastri: la guerra non scompare, cambia forma e si sposta di stanza in stanza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #68</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-68--68488514</link><description><![CDATA[Da giorni si contano corpi. Si trattiene il respiro davanti ai numeri e poi si torna a scavare. Oggi la notizia che occupa il discorso pubblico israeliano è la restituzione dei resti del tenente Hadar Goldin, ucciso nel 2014. Un corpo riconsegnato, accompagnato da dichiarazioni solenni, telecamere, messaggi presidenziali. Un ritorno che viene celebrato come vittoria morale. Intanto, a Gaza, migliaia di corpi non hanno ancora un nome. Restano sotto il cemento, sotto le case sventrate, sotto ciò che resta delle strade. La strage si misura a strati, non a cifre.<br /> A Gaza le autorità sanitarie locali parlano di oltre 69 mila morti dall’inizio dell’offensiva. Ma il numero reale è più alto: migliaia di persone restano sotto le macerie. Quel che non si può contare non entra nei comunicati.<br /> Sul fronte umanitario, OCHA certifica che entrano solo poche decine di camion al giorno, contro i 500-600 necessari. L’UNRWA avverte che l’80% della popolazione è senza riparo adeguato. Le tende non reggono pioggia, vento, fango. L’inverno è atteso come un assedio: malattie respiratorie, ipotermia, mortalità infantile. Non è previsione, è aritmetica della sopravvivenza.<br /> Sul terreno, l’Idf annuncia quattro tunnel distrutti a Khan Yunis. Hamas risponde che «i combattenti non si arrendono». Frasi speculari che non cambiano nulla, ma servono a tenere fermo il conflitto, come se la guerra fosse un foglio su cui qualcuno continua a ripassare gli stessi tratti.<br /> E poi la politica. Il governo israeliano fa sapere che la Turchia è esclusa dalla futura forza multinazionale di gestione della Striscia. Intanto, Jared Kushner atterra a Gerusalemme: è l’ex consigliere e genero di Donald Trump, l’architetto degli Accordi di Abramo, l’uomo che ha lavorato per normalizzare i rapporti tra Israele e le monarchie arabe senza toccare la questione palestinese. Il suo ritorno non è anecdoto: significa riportare il conflitto al tavolo di chi lo ha trasformato in geopolitica di scambio, pace senza Palestina.<br /> Un corpo viene restituito. Migliaia restano senza un luogo. Una cerimonia militare, e attorno il rumore del cemento spezzato. La guerra continua a ripetersi. E adesso torna anche chi l’aveva vestita da accordo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68488514</guid><pubDate>Mon, 10 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68488514/imported_65852b8a_7491_4a70_80fa_77bdb89c66e8.mp3" length="2304209" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da giorni si contano corpi. Si trattiene il respiro davanti ai numeri e poi si torna a scavare. Oggi la notizia che occupa il discorso pubblico israeliano è la restituzione dei resti del tenente Hadar Goldin, ucciso nel 2014. 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L’UNRWA avverte che l’80% della popolazione è senza riparo adeguato. Le tende non reggono pioggia, vento, fango. L’inverno è atteso come un assedio: malattie respiratorie, ipotermia, mortalità infantile. Non è previsione, è aritmetica della sopravvivenza.<br /> Sul terreno, l’Idf annuncia quattro tunnel distrutti a Khan Yunis. Hamas risponde che «i combattenti non si arrendono». Frasi speculari che non cambiano nulla, ma servono a tenere fermo il conflitto, come se la guerra fosse un foglio su cui qualcuno continua a ripassare gli stessi tratti.<br /> E poi la politica. Il governo israeliano fa sapere che la Turchia è esclusa dalla futura forza multinazionale di gestione della Striscia. Intanto, Jared Kushner atterra a Gerusalemme: è l’ex consigliere e genero di Donald Trump, l’architetto degli Accordi di Abramo, l’uomo che ha lavorato per normalizzare i rapporti tra Israele e le monarchie arabe senza toccare la questione palestinese. Il suo ritorno non è anecdoto: significa riportare il conflitto al tavolo di chi lo ha trasformato in geopolitica di scambio, pace senza Palestina.<br /> Un corpo viene restituito. Migliaia restano senza un luogo. Una cerimonia militare, e attorno il rumore del cemento spezzato. La guerra continua a ripetersi. E adesso torna anche chi l’aveva vestita da accordo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #67</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-67--68468834</link><description><![CDATA[C’è una tregua che trema a ogni ora e un “dopo” che si scrive già prima di seppellire i morti. A New York circola la bozza statunitense per una forza internazionale con mandato Onu e un organismo di transizione che dovrebbe “governare” Gaza per due anni. Washington la presenta come soluzione. Sul terreno, intanto, gli ordini sono di radere al suolo le gallerie rimaste, ripulire i quartieri, premere sugli ultimi nuclei combattenti. Le parole rassicuranti nei corridoi diplomatici e l’artiglieria che ancora si sente nella notte. Tutto insieme. Come se fosse normale.<br /><br /> Dicono che la tregua “tenga”. A Gaza City tornano a muoversi le colonne di sfollati che inseguono l’illusione dell’acqua potabile. Nelle tendopoli del sud ci si scambia la posizione di un pozzo come si scambia una notizia di famiglia. Gli ospedali funzionano a sezioni stanche: reparti che si aprono e si richiudono, generatori che tossiscono. L’Ocha parla del 90% della popolazione costretta a spostarsi almeno una volta. Alcuni due, tre, quattro. La terra che scotta sotto i piedi.<br /><br /> Ma c’è un’altra crepa che oggi faceva rumore nelle agenzie: giuristi militari israeliani avrebbero avvertito i vertici dell’esercito che esistono rischi concreti di responsabilità per crimini di guerra. Una nota interna, cauta, burocratica. Una frase che entra di colpo nella stanza dove fino a ieri dominava il “poi vedremo”. Non è giustizia. È soltanto la consapevolezza che un giorno qualcuno chiederà conto. E questo, in guerra, pesa.<br /><br /> Intanto, a Istanbul e Ankara si discute del mandato Onu. Tutti d’accordo sulla cornice, nessuno pronto a firmare il cemento. Forza internazionale, ma chi la guida? Chi risponde? Chi indaga? Chi ricostruisce?<br /><br /> Le mappe si disegnano in fretta. I bambini non ricrescono così.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68468834</guid><pubDate>Sat, 08 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68468834/imported_0b81d0f5_9423_47b0_bb49_51db69970c13.mp3" length="1949779" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è una tregua che trema a ogni ora e un “dopo” che si scrive già prima di seppellire i morti. 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Nelle tendopoli del sud ci si scambia la posizione di un pozzo come si scambia una notizia di famiglia. Gli ospedali funzionano a sezioni stanche: reparti che si aprono e si richiudono, generatori che tossiscono. L’Ocha parla del 90% della popolazione costretta a spostarsi almeno una volta. Alcuni due, tre, quattro. La terra che scotta sotto i piedi.<br /><br /> Ma c’è un’altra crepa che oggi faceva rumore nelle agenzie: giuristi militari israeliani avrebbero avvertito i vertici dell’esercito che esistono rischi concreti di responsabilità per crimini di guerra. Una nota interna, cauta, burocratica. Una frase che entra di colpo nella stanza dove fino a ieri dominava il “poi vedremo”. Non è giustizia. È soltanto la consapevolezza che un giorno qualcuno chiederà conto. E questo, in guerra, pesa.<br /><br /> Intanto, a Istanbul e Ankara si discute del mandato Onu. Tutti d’accordo sulla cornice, nessuno pronto a firmare il cemento. Forza internazionale, ma chi la guida? Chi risponde? Chi indaga? Chi ricostruisce?<br /><br /> Le mappe si disegnano in fretta. I bambini non ricrescono così.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #66</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-66--68457768</link><description><![CDATA[Gaza conta ancora i dispersi. Nel quartiere Al-Daraj la Protezione civile parla di un edificio collassato, famiglie intrappolate sotto le macerie, i soccorritori che scavano a mani nude perché non resta più niente da usare. Il Comitato per le persone scomparse stima oltre diecimila corpi ancora sepolti. È una contabilità che non si chiude mai.<br /> Intanto, le storie hanno nomi precisi. Shaaban Mohammed Eid, portiere dell’Academy Al-Hilal, dieci anni, sogno semplice: diventare calciatore. È stato ucciso. “Ha raggiunto suo padre”, dice la famiglia. Un modo per tenere insieme il dolore in un posto in cui non esiste più la grammatica della vita quotidiana.<br /> In Cisgiordania la guerra ha un volto diverso, ma non meno violento. A Beit Rima le forze israeliane hanno fatto irruzione nella casa dell’ex detenuto Mazen Rimawi: famiglia bendata, fermata, trattenuta in salotto trasformato in stanza degli interrogatori. Alcuni rilasciati, altri arrestati. L’ultimo mese ha contato più di 540 fermi tra Cisgiordania e Gerusalemme, donne e minorenni inclusi. A Qatanna, a nord di Gerusalemme, una casa è stata demolita dai bulldozer, polvere che si posa sui vestiti come una bandiera che non chiede permesso.<br /> A nord, sul confine libanese, il cielo è stato tagliato da nuove ondate di raid. Colonne di fumo alte, abitazioni che tremano. Un conflitto che si accende a intermittenza, ma resta pronto a dilagare.<br /> Sul tavolo della diplomazia, si registra la consegna alla Croce Rossa dei resti di un ostaggio israeliano. Viene chiamato «segnale di progresso» nella tregua firmata il 10 ottobre. Ma la cronaca delle ultime ventiquattr’ore racconta altro: macerie, arresti, case che crollano, un bambino con i guanti da portiere che non potrà più crescere.<br /> Occhi su Gaza, si resta qui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68457768</guid><pubDate>Fri, 07 Nov 2025 06:53:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68457768/imported_540398b4_ec58_48d5_90d7_7aa6c505d92a.mp3" length="1785103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza conta ancora i dispersi. 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Un modo per tenere insieme il dolore in un posto in cui non esiste più la grammatica della vita quotidiana.<br /> In Cisgiordania la guerra ha un volto diverso, ma non meno violento. A Beit Rima le forze israeliane hanno fatto irruzione nella casa dell’ex detenuto Mazen Rimawi: famiglia bendata, fermata, trattenuta in salotto trasformato in stanza degli interrogatori. Alcuni rilasciati, altri arrestati. L’ultimo mese ha contato più di 540 fermi tra Cisgiordania e Gerusalemme, donne e minorenni inclusi. A Qatanna, a nord di Gerusalemme, una casa è stata demolita dai bulldozer, polvere che si posa sui vestiti come una bandiera che non chiede permesso.<br /> A nord, sul confine libanese, il cielo è stato tagliato da nuove ondate di raid. Colonne di fumo alte, abitazioni che tremano. Un conflitto che si accende a intermittenza, ma resta pronto a dilagare.<br /> Sul tavolo della diplomazia, si registra la consegna alla Croce Rossa dei resti di un ostaggio israeliano. Viene chiamato «segnale di progresso» nella tregua firmata il 10 ottobre. Ma la cronaca delle ultime ventiquattr’ore racconta altro: macerie, arresti, case che crollano, un bambino con i guanti da portiere che non potrà più crescere.<br /> Occhi su Gaza, si resta qui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #65</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-65--68439673</link><description><![CDATA[Khan Younis all’alba è un altopiano di macerie su cui un soldato israeliano gira un reel compiaciuto: «non è rimasta in piedi una casa», dicono i video che rimbalzano sui social. Poco dopo, un altro filmato riemerge dal 2016: un militare che sequestra la bicicletta a una bambina di sei anni. La guerra non inventa nulla, semmai toglie il velo. Stamattina, mentre la “tregua” esiste solo nei comunicati, a Gaza City si sentono nuovi passaggi di F-16 e una cintura di fuoco sull’est, documentata dai residenti. Il racconto di chi resta è sempre più corto: quante notti senza luce, quante salme da cercare all’alba.<br /> Le agenzie della notte registrano l’identificazione dei resti di Itay Chen, l’ostaggio israelo-americano consegnato giorni fa. Una squadra della Croce Rossa e di Hamas si è mossa verso est di Gaza City per cercare altri corpi. Dagli ospedali della Striscia arriva la nota più amara: Israele ha trasferito 15 cadaveri palestinesi. <br />  A Tel Aviv il ministro della Difesa ripete che l’obiettivo resta «smantellare Hamas e smilitarizzare la Striscia». È il lessico della permanenza, non della pace. Intanto filtrano indiscrezioni su un possibile comitato di gestione Gaza tra Hamas e Anp: un’ipotesi che vale, per ora, come misura della confusione politica. <br /> Fuori dal perimetro delle bombe il fuoco passa sugli archivi: Youtube ha cancellato centinaia di filmati che documentavano violazioni dei diritti umani, insieme ai canali di tre organizzazioni palestinesi. Il passato digitale si fa polvere come le case.<br /> E poi c’è l’Europa che si specchia: un cronista italiano è stato licenziato dopo una domanda semplice alla Commissione — se Mosca dovrà pagare la ricostruzione in Ucraina, Israele pagherà quella di Gaza? — mentre in Parlamento c’è chi annuncia interrogazioni sulla libertà di stampa. <br /> La domanda resta sospesa come il fumo sugli edifici sventrati. Chi pagherà tutto questo? Chi potrà raccontarlo, se raccontare diventa un reato di imbarazzo? Occhi su Gaza: oggi la notizia è che la rimozione non è solo un cratere, è anche una cancellazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68439673</guid><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68439673/imported_e5854f1d_2f68_4c05_885d_22d8ac17167d.mp3" length="2145802" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Khan Younis all’alba è un altopiano di macerie su cui un soldato israeliano gira un reel compiaciuto: «non è rimasta in piedi una casa», dicono i video che rimbalzano sui social. 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Dagli ospedali della Striscia arriva la nota più amara: Israele ha trasferito 15 cadaveri palestinesi. <br />  A Tel Aviv il ministro della Difesa ripete che l’obiettivo resta «smantellare Hamas e smilitarizzare la Striscia». È il lessico della permanenza, non della pace. Intanto filtrano indiscrezioni su un possibile comitato di gestione Gaza tra Hamas e Anp: un’ipotesi che vale, per ora, come misura della confusione politica. <br /> Fuori dal perimetro delle bombe il fuoco passa sugli archivi: Youtube ha cancellato centinaia di filmati che documentavano violazioni dei diritti umani, insieme ai canali di tre organizzazioni palestinesi. 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Occhi su Gaza: oggi la notizia è che la rimozione non è solo un cratere, è anche una cancellazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #64</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-64--68419423</link><description><![CDATA[La tregua che prometteva silenzio oggi parla con la voce dei feriti. Nella scuola Al-Zahra, trasformata in rifugio, un matrimonio si è concluso tra le urla: quattro bambini colpiti da schegge, dicono i medici locali. Al largo, cinque pescatori sono stati sequestrati, tre di loro fratelli. Accade dentro quella che Israele chiama «yellow line», la fascia che dovrebbe garantire sicurezza ai civili. Ogni giorno ne ride la realtà.<br /> A New York, intanto, si scrive il dopo. Gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione Onu che prevede una forza internazionale di stabilizzazione per Gaza, con mandato di due anni e obiettivo dichiarato di demilitarizzazione. Un «Consiglio di pace» gestirebbe sicurezza e ricostruzione insieme a Egitto, Israele e partner regionali. Nomi già sul tavolo: Indonesia, Azerbaigian, Turchia, Egitto. Ankara avverte che tutto dipenderà dal calendario del ritiro israeliano. La pace, ancora una volta, viene progettata fuori dal luogo in cui dovrebbe vivere.<br /> Israele ha consegnato quarantacinque corpi di palestinesi il giorno dopo la restituzione dei resti di tre soldati israeliani. A Kiryat Gat la direttrice dell’intelligence Usa Tulsi Gabbard supervisiona la «fase due» della tregua: Washington come garante, Tel Aviv come custode armata. Sullo sfondo, il parlamento israeliano discute la pena di morte per i terroristi, mentre nel Sud del Libano un’abitazione salta in aria e a Teheran migliaia di persone marciano contro Israele e Stati Uniti.<br /> Si chiama “stabilizzazione”, ma odora di commissariamento. A Gaza le bombe si fermano solo per il tempo necessario a cambiare il lessico della guerra. La tregua, come la chiamano nei palazzi, qui resta un verbo al futuro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68419423</guid><pubDate>Wed, 05 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68419423/imported_832e87dc_9764_41a0_8850_cdb9e57447d5.mp3" length="1732858" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La tregua che prometteva silenzio oggi parla con la voce dei feriti. Nella scuola Al-Zahra, trasformata in rifugio, un matrimonio si è concluso tra le urla: quattro bambini colpiti da schegge, dicono i medici locali. 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La pace, ancora una volta, viene progettata fuori dal luogo in cui dovrebbe vivere.<br /> Israele ha consegnato quarantacinque corpi di palestinesi il giorno dopo la restituzione dei resti di tre soldati israeliani. A Kiryat Gat la direttrice dell’intelligence Usa Tulsi Gabbard supervisiona la «fase due» della tregua: Washington come garante, Tel Aviv come custode armata. Sullo sfondo, il parlamento israeliano discute la pena di morte per i terroristi, mentre nel Sud del Libano un’abitazione salta in aria e a Teheran migliaia di persone marciano contro Israele e Stati Uniti.<br /> Si chiama “stabilizzazione”, ma odora di commissariamento. A Gaza le bombe si fermano solo per il tempo necessario a cambiare il lessico della guerra. La tregua, come la chiamano nei palazzi, qui resta un verbo al futuro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #63</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-63--68403936</link><description><![CDATA[Israele ha ricevuto i resti di tre ostaggi, mentre da Erez sono arrivati a Gaza trenta corpi palestinesi «in gran parte solo ossa», come denuncia il ministero della Sanità. Dal 26 ottobre sono stati restituiti 255 cadaveri, ma solo 75 hanno un nome, 120 già sepolti in fosse numerate. Le famiglie cercano indizi nelle scarpe, nei brandelli di tessuto, nei segni lasciati dai bulldozer che hanno schiacciato case e corpi. È la tregua che amministra la morte e non la interrompe.<br /> A Tel Aviv è scoppiato un terremoto giudiziario. L’ex procuratrice generale dell’esercito Yifat Tomer-Yeroushalmi è stata arrestata nell’inchiesta sul video girato nel centro di detenzione di Sde Teiman, dove un prigioniero palestinese appare nudo, con costole fratturate e un polmone perforato. Cinque riservisti erano già stati incriminati per torture sistematiche. Secondo Haaretz, la magistrata avrebbe tentato di bloccare la diffusione delle immagini. È la crepa di un sistema che resiste finché l’orrore resta invisibile.<br /> Sul terreno, la tregua è una parola di carta. Le ultime 24 ore hanno visto nuovi bombardamenti su Khan Yunis e Rafah, almeno 17 morti secondo le autorità locali. L’ONU chiede accesso ai depositi forensi e ai centri di detenzione, ma Israele tace. Restano due verità: quella contabile degli scambi e quella materiale dei cadaveri. Finché nessuno potrà verificare cosa è accaduto a quei corpi – con autopsie indipendenti, accesso ICRC e catena di custodia trasparente – la tregua resterà solo una pausa nel rumore della menzogna.<br /> Intanto circolano nuovi filmati di detonazioni a est di Gaza e l’accusa del direttore Munir al-Bursh su giocattoli trappola lasciati tra le macerie: materiale da verificare con missioni terze e controllo ONU. Anche questo racconta il buio informativo in cui si chiede ai civili di sopravvivere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68403936</guid><pubDate>Tue, 04 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68403936/imported_39d3d246_1281_418d_86be_a31dcfd6046a.mp3" length="1855738" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Israele ha ricevuto i resti di tre ostaggi, mentre da Erez sono arrivati a Gaza trenta corpi palestinesi «in gran parte solo ossa», come denuncia il ministero della Sanità. Dal 26 ottobre sono stati restituiti 255 cadaveri, ma solo 75 hanno un nome,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Israele ha ricevuto i resti di tre ostaggi, mentre da Erez sono arrivati a Gaza trenta corpi palestinesi «in gran parte solo ossa», come denuncia il ministero della Sanità. Dal 26 ottobre sono stati restituiti 255 cadaveri, ma solo 75 hanno un nome, 120 già sepolti in fosse numerate. Le famiglie cercano indizi nelle scarpe, nei brandelli di tessuto, nei segni lasciati dai bulldozer che hanno schiacciato case e corpi. È la tregua che amministra la morte e non la interrompe.<br /> A Tel Aviv è scoppiato un terremoto giudiziario. L’ex procuratrice generale dell’esercito Yifat Tomer-Yeroushalmi è stata arrestata nell’inchiesta sul video girato nel centro di detenzione di Sde Teiman, dove un prigioniero palestinese appare nudo, con costole fratturate e un polmone perforato. Cinque riservisti erano già stati incriminati per torture sistematiche. Secondo Haaretz, la magistrata avrebbe tentato di bloccare la diffusione delle immagini. È la crepa di un sistema che resiste finché l’orrore resta invisibile.<br /> Sul terreno, la tregua è una parola di carta. Le ultime 24 ore hanno visto nuovi bombardamenti su Khan Yunis e Rafah, almeno 17 morti secondo le autorità locali. L’ONU chiede accesso ai depositi forensi e ai centri di detenzione, ma Israele tace. Restano due verità: quella contabile degli scambi e quella materiale dei cadaveri. Finché nessuno potrà verificare cosa è accaduto a quei corpi – con autopsie indipendenti, accesso ICRC e catena di custodia trasparente – la tregua resterà solo una pausa nel rumore della menzogna.<br /> Intanto circolano nuovi filmati di detonazioni a est di Gaza e l’accusa del direttore Munir al-Bursh su giocattoli trappola lasciati tra le macerie: materiale da verificare con missioni terze e controllo ONU. Anche questo racconta il buio informativo in cui si chiede ai civili di sopravvivere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #61</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-61--68382446</link><description><![CDATA[A Tel Aviv non vengono puniti gli stupratori, ma chi prova a mostrarne le prove. L’avvocata militare israeliana che aveva autorizzato la diffusione dei video degli abusi dell’Idf sui prigionieri palestinesi è stata rimossa dal suo incarico: la verità, in Israele, è trattata come un atto di tradimento e chi collabora con i giudici internazionali diventa subito un problema politico. È lo stesso schema che ha ucciso il chirurgo Adnan al-Bursh, morto dopo essere stato torturato e violentato in carcere. Si eliminano i testimoni, non i carnefici.<br /> Mentre il governo di Netanyahu sventola la tregua come un successo diplomatico, i numeri raccontano altro. Durante il cessate il fuoco sono entrati a Gaza solo 3.203 camion di aiuti, circa il 24% di quanto promesso. I camion di carburante, indispensabili per ospedali, desalinizzatori e forni, sono stati appena 115 su 1.100. Un decimo. È la fame amministrata come arma, la pace ridotta a punizione collettiva e a messaggio: chi resiste verrà affamato anche sotto la bandiera dell’ONU.<br /> Nella Cisgiordania occupata i coloni attaccano i contadini di Kafr Qaddum e Beit Lid, bruciano i campi sotto la protezione dell’esercito. A Gaza ovest due bambini, Fahd e Abdullah Nour, sono esplosi su un ordigno lasciato tra le macerie. L’81% degli edifici è distrutto, eppure si continua a contare solo i camion, come se la sopravvivenza fosse una partita contabile e non una città che prova a restare viva.<br /> L’Onu parla di «violazione deliberata» degli accordi e i Paesi arabi avvertono che, se Israele resterà dentro Gaza con le sue unità e con i suoi coloni, la tregua è già finita. Sembra così ovvio: non c’è tregua quando la fame diventa metodo, la terra viene erosa ogni giorno e la verità è un crimine da licenziamento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68382446</guid><pubDate>Mon, 03 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68382446/imported_92d939e4_5f10_4911_aab0_3c45ea9385ba.mp3" length="1882906" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Tel Aviv non vengono puniti gli stupratori, ma chi prova a mostrarne le prove. 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I camion di carburante, indispensabili per ospedali, desalinizzatori e forni, sono stati appena 115 su 1.100. Un decimo. È la fame amministrata come arma, la pace ridotta a punizione collettiva e a messaggio: chi resiste verrà affamato anche sotto la bandiera dell’ONU.<br /> Nella Cisgiordania occupata i coloni attaccano i contadini di Kafr Qaddum e Beit Lid, bruciano i campi sotto la protezione dell’esercito. A Gaza ovest due bambini, Fahd e Abdullah Nour, sono esplosi su un ordigno lasciato tra le macerie. L’81% degli edifici è distrutto, eppure si continua a contare solo i camion, come se la sopravvivenza fosse una partita contabile e non una città che prova a restare viva.<br /> L’Onu parla di «violazione deliberata» degli accordi e i Paesi arabi avvertono che, se Israele resterà dentro Gaza con le sue unità e con i suoi coloni, la tregua è già finita. Sembra così ovvio: non c’è tregua quando la fame diventa metodo, la terra viene erosa ogni giorno e la verità è un crimine da licenziamento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #62</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-62--68390716</link><description><![CDATA[La guerra d’Israele oggi si racconta più dalle mura delle caserme che dal fronte. La procuratrice generale dell’Idf, Yifat Tomer-Yerushalmi, è stata ritrovata viva dopo ore di scomparsa: la stessa che aveva ammesso di aver fatto diffondere il video delle torture su un detenuto palestinese a Sde Teiman. Quel filmato, secondo Netanyahu, sarebbe «l’attacco di propaganda più grave contro Israele». In realtà mostra il punto di rottura dentro l’esercito: quando la legalità implode, la verità filtra dall’interno.<br /> Nelle stesse ore, Hamas ha consegnato alla Croce rossa tre corpi di israeliani uccisi, mentre le forze israeliane hanno rivendicato nuovi raid a Gaza City e l’uccisione di un «terrorista». Secondo il movimento palestinese, i morti dopo la “tregua” sono già 236. È una pace amministrata da chi occupa, una tregua con diritto di fuoco unilaterale.<br /> Sul fronte nord, Katz annuncia che gli attacchi contro Hezbollah «saranno intensificati», e l’Idf rivendica l’uccisione di quattro miliziani in Libano. Ogni scandalo interno trova una distrazione esterna, ogni verità viene sepolta da un nuovo bombardamento.<br /> Intanto i numeri dicono che la guerra economica è totale: l’Organizzazione internazionale del lavoro calcola un crollo del 29 per cento dell’economia palestinese, con Gaza ridotta dell’87 per cento. È la prova che il cessate il fuoco non sospende la distruzione: la prolunga in silenzio, giorno dopo giorno, vita dopo vita.<br /> La scena di oggi è questa: una generale costretta a denunciare le torture del suo esercito, tre bare restituite da Hamas, un confine nord che brucia. Israele cerca di difendere la sua reputazione, ma la verità, come sempre, si difende da sola.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68390716</guid><pubDate>Mon, 03 Nov 2025 03:00:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68390716/imported_74a35ff2_4e23_4415_a079_24647442f4eb.mp3" length="1733276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra d’Israele oggi si racconta più dalle mura delle caserme che dal fronte. 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È una pace amministrata da chi occupa, una tregua con diritto di fuoco unilaterale.<br /> Sul fronte nord, Katz annuncia che gli attacchi contro Hezbollah «saranno intensificati», e l’Idf rivendica l’uccisione di quattro miliziani in Libano. Ogni scandalo interno trova una distrazione esterna, ogni verità viene sepolta da un nuovo bombardamento.<br /> Intanto i numeri dicono che la guerra economica è totale: l’Organizzazione internazionale del lavoro calcola un crollo del 29 per cento dell’economia palestinese, con Gaza ridotta dell’87 per cento. È la prova che il cessate il fuoco non sospende la distruzione: la prolunga in silenzio, giorno dopo giorno, vita dopo vita.<br /> La scena di oggi è questa: una generale costretta a denunciare le torture del suo esercito, tre bare restituite da Hamas, un confine nord che brucia. Israele cerca di difendere la sua reputazione, ma la verità, come sempre, si difende da sola.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #60</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-60--68371530</link><description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno offerto a Hamas un «passaggio sicuro» da Gaza verso le zone ancora sotto il suo controllo, scrive Axios. Non è un gesto umanitario: è l’ammissione che dopo due anni di guerra Israele non ha il controllo della Striscia e che Washington preferisce un ordine negoziato a una sconfitta proclamata. La tregua si regge così, su un equilibrio tra il fallimento militare e la convenienza politica.<br /> Nelle stesse ore, il Washington Post rivela che un rapporto interno del Dipartimento di Stato documenta «centinaia di possibili violazioni dei diritti umani» commesse da unità israeliane. Centinaia, ma nessuna conseguenza. La legge Leahy vieta di fornire armi a chi viola sistematicamente i diritti umani, ma per Israele si sospende anche la legge. È l’ipocrisia codificata: gli Stati Uniti registrano le prove dei crimini e allo stesso tempo continuano a fornire munizioni e copertura diplomatica.<br /> Sul terreno, la tregua è uno scambio di cadaveri. Hamas ha restituito le salme di due ostaggi israeliani, Israele ha risposto consegnando trenta corpi palestinesi. Sacchi neri senza nome, depositati negli ospedali di Khan Yunis che non hanno nemmeno gli strumenti per identificarli. Finora sono oltre duecento i corpi restituiti in questo baratto di morte. Ogni consegna diventa un atto politico: più corpi passi, più tregua compri. È l’esatto contrario del diritto umanitario.<br /> E l’Europa? Il governo italiano si accoda, parla di «stabilità» e tace sul meccanismo che produce questi scambi, perché metterlo in luce significherebbe ammettere che non c’è un processo di pace, c’è un’amministrazione del conflitto. È questa la tregua che ci raccontano: una tregua di resti umani, mentre Washington prepara la forza internazionale che dovrà amministrare le rovine. La guerra finisce, dicono. In realtà, cambia solo chi conta i morti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68371530</guid><pubDate>Sat, 01 Nov 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68371530/imported_8f2dfa88_8e62_4d64_b194_ed6970a8b0bb.mp3" length="1878726" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli Stati Uniti hanno offerto a Hamas un «passaggio sicuro» da Gaza verso le zone ancora sotto il suo controllo, scrive Axios. 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È l’ipocrisia codificata: gli Stati Uniti registrano le prove dei crimini e allo stesso tempo continuano a fornire munizioni e copertura diplomatica.<br /> Sul terreno, la tregua è uno scambio di cadaveri. Hamas ha restituito le salme di due ostaggi israeliani, Israele ha risposto consegnando trenta corpi palestinesi. Sacchi neri senza nome, depositati negli ospedali di Khan Yunis che non hanno nemmeno gli strumenti per identificarli. Finora sono oltre duecento i corpi restituiti in questo baratto di morte. Ogni consegna diventa un atto politico: più corpi passi, più tregua compri. È l’esatto contrario del diritto umanitario.<br /> E l’Europa? Il governo italiano si accoda, parla di «stabilità» e tace sul meccanismo che produce questi scambi, perché metterlo in luce significherebbe ammettere che non c’è un processo di pace, c’è un’amministrazione del conflitto. È questa la tregua che ci raccontano: una tregua di resti umani, mentre Washington prepara la forza internazionale che dovrà amministrare le rovine. La guerra finisce, dicono. In realtà, cambia solo chi conta i morti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #59</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-59--68357359</link><description><![CDATA[Nel giorno in cui Trump e Xi si scambiano elogi per la “tregua riuscita”, a Gaza si contano altri 104 morti, tra cui 46 bambini, in 24 ore di bombardamenti. È la tregua celebrata nei palazzi: il 29 ottobre Washington parlava di «stabilizzazione» e oggi Axios rivela che gli Stati Uniti lavorano a una “forza internazionale” per gestire il dopoguerra, senza spiegare chi controllerà i territori né chi ricostruirà le case distrutte.<br /> Sul terreno la realtà è opposta. Israele ha eretto quasi mille nuove barriere in Cisgiordania dall’inizio della guerra, secondo Peace Now e confermato dall’ANP. Ogni villaggio diventa un’isola, ogni spostamento un atto sospetto. E nel frattempo ottantuno soccorritori turchi restano fermi al valico di Rafah: Israele non ha ancora dato l’autorizzazione all’ingresso dei convogli medici.<br /> A nord, nel Libano, un dipendente comunale è stato ucciso a Blida durante un nuovo attacco israeliano. Il presidente Michel Aoun ha ordinato all’esercito di «reagire a ogni incursione», mentre Hezbollah parla di «violazione della tregua». La missione ONU UNIFIL invita alla calma, ma ammette che la linea blu “non regge più”.<br /> Nel frattempo, Haaretz diffonde un video di un detenuto palestinese torturato in un centro israeliano: l’IDF annuncia un’indagine “interna”, la prima in due anni.<br /> E in Europa crescono le proteste contro le navi israeliane: a Corfù, cittadini bloccano l’approdo di una crociera; a Taranto, la USB denuncia l’arrivo della nave SeaSalvia con “un nuovo carico di morte”.<br /> La guerra, intanto, cambia solo tono: meno visibile, più metodica. Mille barriere, convogli bloccati, prigionieri picchiati. È la pace come architettura dell’assedio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68357359</guid><pubDate>Fri, 31 Oct 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68357359/imported_fbfc49b6_61d1_4b14_ac2f_413732c0c65d.mp3" length="1789283" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel giorno in cui Trump e Xi si scambiano elogi per la “tregua riuscita”, a Gaza si contano altri 104 morti, tra cui 46 bambini, in 24 ore di bombardamenti. 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E nel frattempo ottantuno soccorritori turchi restano fermi al valico di Rafah: Israele non ha ancora dato l’autorizzazione all’ingresso dei convogli medici.<br /> A nord, nel Libano, un dipendente comunale è stato ucciso a Blida durante un nuovo attacco israeliano. Il presidente Michel Aoun ha ordinato all’esercito di «reagire a ogni incursione», mentre Hezbollah parla di «violazione della tregua». La missione ONU UNIFIL invita alla calma, ma ammette che la linea blu “non regge più”.<br /> Nel frattempo, Haaretz diffonde un video di un detenuto palestinese torturato in un centro israeliano: l’IDF annuncia un’indagine “interna”, la prima in due anni.<br /> E in Europa crescono le proteste contro le navi israeliane: a Corfù, cittadini bloccano l’approdo di una crociera; a Taranto, la USB denuncia l’arrivo della nave SeaSalvia con “un nuovo carico di morte”.<br /> La guerra, intanto, cambia solo tono: meno visibile, più metodica. Mille barriere, convogli bloccati, prigionieri picchiati. È la pace come architettura dell’assedio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #58</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-58--68357352</link><description><![CDATA[A Gaza la cosiddetta tregua è diventata un interruttore. Israele la spegne, la riaccende, la sospende, la rinomina. Ieri notte, mentre il governo annunciava la “ripresa” del cessate il fuoco, i raid avevano già ucciso più di cento persone, tra cui trentacinque bambini. Poi, ieri alle nove del mattino, la tregua è tornata in vigore. Così dicono i comunicati. Ma i corpi non hanno avuto il tempo di essere contati.<br /> La giustificazione è sempre la stessa: «Hamas ha violato l’accordo». Un soldato israeliano ucciso a Rafah, un frammento di verità sufficiente a far ripartire i bombardamenti. Poi, quando la polvere si posa, la stessa autorità militare comunica che la tregua è ripristinata. È la pace a orologeria, con un dito solo sul pulsante.<br /> Il premier Benjamin Netanyahu guida un governo che decide unilateralmente cosa significhi “cessate il fuoco”, mentre resta formalmente ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra. Eppure gli Stati Uniti parlano ancora di «diritto alla difesa». Il linguaggio resta sempre lo stesso: amministrare la guerra fingendo la tregua.<br /> Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte oltre cento persone, ventiquattro solo bambini, in quello che Israele chiama “azione lecita”. Gli ospedali di Gaza — già distrutti, senza corrente, senza farmaci — continuano a ricevere resti umani.<br /> Ogni volta che il governo israeliano proclama la fine dei raid, lo fa per poche ore, giusto il tempo di rivendicare la calma. Poi ricomincia. E allora ci si chiede cosa resti della parola “accordo”, se un esercito può accenderla e spegnerla come un faro. A Gaza la tregua non è un patto: è un privilegio concesso e revocato da chi bombarda.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68357352</guid><pubDate>Fri, 31 Oct 2025 01:10:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68357352/imported_e579e8f2_b52a_46b1_9ec8_4bf7ed40a99e.mp3" length="1789701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la cosiddetta tregua è diventata un interruttore. Israele la spegne, la riaccende, la sospende, la rinomina. 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È la pace a orologeria, con un dito solo sul pulsante.<br /> Il premier Benjamin Netanyahu guida un governo che decide unilateralmente cosa significhi “cessate il fuoco”, mentre resta formalmente ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra. Eppure gli Stati Uniti parlano ancora di «diritto alla difesa». Il linguaggio resta sempre lo stesso: amministrare la guerra fingendo la tregua.<br /> Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte oltre cento persone, ventiquattro solo bambini, in quello che Israele chiama “azione lecita”. Gli ospedali di Gaza — già distrutti, senza corrente, senza farmaci — continuano a ricevere resti umani.<br /> Ogni volta che il governo israeliano proclama la fine dei raid, lo fa per poche ore, giusto il tempo di rivendicare la calma. Poi ricomincia. E allora ci si chiede cosa resti della parola “accordo”, se un esercito può accenderla e spegnerla come un faro. A Gaza la tregua non è un patto: è un privilegio concesso e revocato da chi bombarda.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #57</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-57--68317938</link><description><![CDATA[Israele non riesce nemmeno a fingere una pace finta. La tregua che doveva segnare la “normalità” dopo mesi di genocidio è saltata al primo pretesto. Nella notte le bombe sono tornate su Jenin e Rafah, e la Cisgiordania è teatro di rastrellamenti: tre palestinesi uccisi, case sventrate, arresti a decine. I ministri Ben Gvir e Smotrich invocano di «distruggere Hamas», l’ex premier Bennett applaude. Netanyahu, stretto fra i falchi, riunisce il gabinetto di sicurezza: la pace serve solo a prendere tempo, non a cambiare rotta.<br /> Il patriarca Pizzaballa avverte che «con i leader di oggi la pace non ha futuro». Intanto i leader restano. Gaza vive nell’emergenza: oltre 70mila malati di epatite C, ospedali senza anestetici, corridoi che diventano obitori, bambini evacuati in Europa come trofei umanitari di una guerra che si ostina a chiamarsi tregua.<br /> Gerusalemme revoca lo stato d’emergenza per mostrare normalità, ma normalità è il rumore delle bombe, i checkpoint riaperti, le incursioni a Jenin, le granate al confine libanese, l’Egitto che spedisce camion di aiuti che restano fermi ai valichi.<br /> La verità è semplice: non c’è volontà politica di pace, c’è gestione del conflitto. Lessico bellico, contabilità dei cadaveri, propaganda che si traveste da diplomazia. La tregua era la pausa della menzogna. Oggi il copione ricomincia da capo: stessi attori, stesso finale sospeso. Fino alla prossima sirena, finché qualcuno scambierà per pace l’istante tra due esplosioni. E noi, qui, dobbiamo nominarlo senza giri di parole: punizione collettiva, occupazione, apartheid. Finché il diritto non varrà anche a Gaza, ogni tavolo negoziale sarà un set fotografico. E ogni bambino salvato, un promemoria dei molti lasciati indietro. Le sirene non tacciono. Ancora.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68317938</guid><pubDate>Wed, 29 Oct 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68317938/imported_8512fd1e_105d_4d64_ba19_4c73ed798de6.mp3" length="1867859" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Israele non riesce nemmeno a fingere una pace finta. 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Gaza vive nell’emergenza: oltre 70mila malati di epatite C, ospedali senza anestetici, corridoi che diventano obitori, bambini evacuati in Europa come trofei umanitari di una guerra che si ostina a chiamarsi tregua.<br /> Gerusalemme revoca lo stato d’emergenza per mostrare normalità, ma normalità è il rumore delle bombe, i checkpoint riaperti, le incursioni a Jenin, le granate al confine libanese, l’Egitto che spedisce camion di aiuti che restano fermi ai valichi.<br /> La verità è semplice: non c’è volontà politica di pace, c’è gestione del conflitto. Lessico bellico, contabilità dei cadaveri, propaganda che si traveste da diplomazia. La tregua era la pausa della menzogna. Oggi il copione ricomincia da capo: stessi attori, stesso finale sospeso. Fino alla prossima sirena, finché qualcuno scambierà per pace l’istante tra due esplosioni. E noi, qui, dobbiamo nominarlo senza giri di parole: punizione collettiva, occupazione, apartheid. Finché il diritto non varrà anche a Gaza, ogni tavolo negoziale sarà un set fotografico. E ogni bambino salvato, un promemoria dei molti lasciati indietro. Le sirene non tacciono. Ancora.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #56</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-56--68302510</link><description><![CDATA[Nella luce arancione del tramonto, un soldato israeliano siede su una sedia di plastica e osserva una fila di civili palestinesi in ginocchio, mani legate, occhi bendati. La foto, diffusa dallo stesso esercito, arriva da Khan Younis e racconta una tregua che è solo il modo ordinato di amministrare l’umiliazione.<br /> Sempre a Khan Younis, un drone ha colpito un gruppo di civili: almeno due morti, tra cui bambini. In Cisgiordania, nella cittadina di Beit Awwa, un quindicenne palestinese – Nazeeh Iyad Awad – è in fin di vita dopo che un soldato gli ha lanciato una granata stordente alla testa mentre andava a scuola. L’ONU segnala che solo nel 2025 le forze israeliane hanno già ucciso 40 bambini palestinesi in Cisgiordania, incluso un bimbo di nove anni colpito a morte il 16 ottobre mentre giocava a calcio vicino Hebron. Da ottobre 2023, sono 213 i minori uccisi in Cisgiordania. In totale, quest’anno i palestinesi uccisi sono 198, un terzo solo nel governatorato di Jenin.<br /> L’Alto commissariato delle Nazioni Unite parla di «uso sistematico ed eccessivo» della forza. Durante la raccolta delle olive, i coloni hanno ferito oltre 100 persone e distrutto 3.000 alberi in 50 villaggi. Mentre più di 11.000 palestinesi restano detenuti, di cui 3.500 senza processo, almeno 77 sono morti in custodia dal 2023. E le demolizioni non si fermano: 1.300 strutture palestinesi abbattute nel 2025 perché prive di permessi israeliani.<br /> A Gaza, i medici preparano la sepoltura di 50 corpi restituiti da Israele, molti torturati, irriconoscibili. Gli stessi giorni in cui si parla di “ricostruzione”, come fosse una gara d’appalto su ossa ancora calde.<br /> La tregua è diventata il lessico pulito del genocidio a bassa intensità: ogni giorno numeri nuovi, ogni giorno un bambino in più, ogni giorno un ulivo in meno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68302510</guid><pubDate>Tue, 28 Oct 2025 03:01:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68302510/imported_9414b50a_c595_42d9_87a0_518ba1b91413.mp3" length="1941002" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nella luce arancione del tramonto, un soldato israeliano siede su una sedia di plastica e osserva una fila di civili palestinesi in ginocchio, mani legate, occhi bendati. 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Da ottobre 2023, sono 213 i minori uccisi in Cisgiordania. In totale, quest’anno i palestinesi uccisi sono 198, un terzo solo nel governatorato di Jenin.<br /> L’Alto commissariato delle Nazioni Unite parla di «uso sistematico ed eccessivo» della forza. Durante la raccolta delle olive, i coloni hanno ferito oltre 100 persone e distrutto 3.000 alberi in 50 villaggi. Mentre più di 11.000 palestinesi restano detenuti, di cui 3.500 senza processo, almeno 77 sono morti in custodia dal 2023. E le demolizioni non si fermano: 1.300 strutture palestinesi abbattute nel 2025 perché prive di permessi israeliani.<br /> A Gaza, i medici preparano la sepoltura di 50 corpi restituiti da Israele, molti torturati, irriconoscibili. Gli stessi giorni in cui si parla di “ricostruzione”, come fosse una gara d’appalto su ossa ancora calde.<br /> La tregua è diventata il lessico pulito del genocidio a bassa intensità: ogni giorno numeri nuovi, ogni giorno un bambino in più, ogni giorno un ulivo in meno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #55</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-55--68292228</link><description><![CDATA[Nelle ultime ore il futuro di Gaza e Cisgiordania si sta scrivendo lontano dalle macerie, nei palazzi del potere. Benjamin Netanyahu ha scandito che sarà Israele a decidere «chi colpire» e quali forze internazionali potranno entrare nella Striscia, rivendicando un diritto di veto che trasforma la tregua in una gestione coloniale della pace. Parallelamente, il ministro dell’ultradestra Bezalel Smotrich ha invitato a una “campagna popolare” per spingere Donald Trump ad accettare l’annessione della Cisgiordania. La mappa del domani viene tracciata come se i palestinesi non esistessero.<br /> Hamas, dal canto suo, dichiara tramite le agenzie che è pronta a consegnare le armi solo «se finirà l’occupazione». La frase suona come la fotografia di un conflitto che non è una parentesi ma una struttura permanente.<br /> Intanto, i coloni continuano a impadronirsi della terra con la violenza quotidiana. Nella stagione della raccolta delle olive, le organizzazioni internazionali registrano oltre 150 attacchi contro contadini palestinesi solo in Cisgiordania. A Tulkarem un agricoltore crolla in lacrime dopo che il suo uliveto è stato raso al suolo: «Hanno rubato la nostra identità», racconta in un video. La distruzione dell’ulivo non è un danno economico: è un messaggio politico.<br /> Da Roma, nei summit sulla pace, si parla di «perseveranza» e «ascolto reciproco», mentre in terra palestinese la “normalizzazione” passa attraverso bulldozer, cani sguinzagliati e veti sul futuro.<br /> La tregua continua a essere solo una cornice diplomatica vuota: i padroni del campo restano gli stessi, e decidono perfino chi avrà il permesso di gestire la calma che segue la violenza. Anche oggi, per capire la verità, basta guardare un ulivo abbattuto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68292228</guid><pubDate>Mon, 27 Oct 2025 05:36:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68292228/imported_63f75c1d_bc1e_4b52_963b_2d6b40ca3df9.mp3" length="1722827" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle ultime ore il futuro di Gaza e Cisgiordania si sta scrivendo lontano dalle macerie, nei palazzi del potere. 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La frase suona come la fotografia di un conflitto che non è una parentesi ma una struttura permanente.<br /> Intanto, i coloni continuano a impadronirsi della terra con la violenza quotidiana. Nella stagione della raccolta delle olive, le organizzazioni internazionali registrano oltre 150 attacchi contro contadini palestinesi solo in Cisgiordania. A Tulkarem un agricoltore crolla in lacrime dopo che il suo uliveto è stato raso al suolo: «Hanno rubato la nostra identità», racconta in un video. La distruzione dell’ulivo non è un danno economico: è un messaggio politico.<br /> Da Roma, nei summit sulla pace, si parla di «perseveranza» e «ascolto reciproco», mentre in terra palestinese la “normalizzazione” passa attraverso bulldozer, cani sguinzagliati e veti sul futuro.<br /> La tregua continua a essere solo una cornice diplomatica vuota: i padroni del campo restano gli stessi, e decidono perfino chi avrà il permesso di gestire la calma che segue la violenza. Anche oggi, per capire la verità, basta guardare un ulivo abbattuto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #54</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-54--68283188</link><description><![CDATA[Il calendario segna tregua, il bollettino segna morti. Novantatré da quando la parola «cessate» è stata appesa ai comunicati: altri diciannove in quarantotto ore, mentre a Khan Yunis risuonano esplosioni e a Gaza City si contano i crateri. È il copione della pace scenica: le luci accese sul palcoscenico della diplomazia, il fuoco che continua dietro le quinte.<br /> Sui cieli volano droni statunitensi per sorvegliare la tregua: se serve tecnologia militare per certificare la pace, vuol dire che la pace non c’è. Nel centro di coordinamento a guida americana entrano anche diplomatici e militari italiani: la nostra presenza dentro il dispositivo non cambia l’equazione sul terreno, ma la legittima.<br /> L’umanitario resta imbavagliato. La Croce Rossa avverte che impedire l’accesso moltiplica il dolore, Emergency parla di reparti allo stremo. Finché i camion passano a singhiozzo e gli ospedali restano senza farmaci, la tregua è un ponte di corda su un baratro.<br /> C’è poi la zona grigia che grigia non è: fonti mediatiche descrivono la costruzione di nuove milizie anti-Hamas sostenute da Israele e da alleati regionali. Se confermato, è la prova che si lavora alla guerra di domani dentro la tregua di oggi. Intanto l’ingresso di un team egiziano per recuperare resti di ostaggi racconta un’altra verità: la priorità politica sono i corpi, non la ricostruzione delle vite.<br /> Fuori dalla Striscia, la Cisgiordania è un elenco di aggressioni contro i contadini in raccolta: i coloni devastano gli ulivi, i soldati presidiano gli accessi. Chi parla di “disinnesco del conflitto” dovrebbe guardare quei rami spezzati: lì si vede l’annessione quotidiana, senza bandiere né firme.<br /> Oggi la parola che manca è responsabilità. Di chi bombarda durante la tregua, di chi ostacola i soccorsi, di chi arma nuove guerre per procura, di chi chiude gli occhi sulla Cisgiordania. Finché resta questo buio, la “pace” è una didascalia sotto un’immagine di macerie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68283188</guid><pubDate>Sun, 26 Oct 2025 07:15:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68283188/imported_00b9d1ff_716e_4ea6_8c1e_a3902973e022.mp3" length="2026684" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il calendario segna tregua, il bollettino segna morti. 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La Croce Rossa avverte che impedire l’accesso moltiplica il dolore, Emergency parla di reparti allo stremo. Finché i camion passano a singhiozzo e gli ospedali restano senza farmaci, la tregua è un ponte di corda su un baratro.<br /> C’è poi la zona grigia che grigia non è: fonti mediatiche descrivono la costruzione di nuove milizie anti-Hamas sostenute da Israele e da alleati regionali. Se confermato, è la prova che si lavora alla guerra di domani dentro la tregua di oggi. Intanto l’ingresso di un team egiziano per recuperare resti di ostaggi racconta un’altra verità: la priorità politica sono i corpi, non la ricostruzione delle vite.<br /> Fuori dalla Striscia, la Cisgiordania è un elenco di aggressioni contro i contadini in raccolta: i coloni devastano gli ulivi, i soldati presidiano gli accessi. Chi parla di “disinnesco del conflitto” dovrebbe guardare quei rami spezzati: lì si vede l’annessione quotidiana, senza bandiere né firme.<br /> Oggi la parola che manca è responsabilità. Di chi bombarda durante la tregua, di chi ostacola i soccorsi, di chi arma nuove guerre per procura, di chi chiude gli occhi sulla Cisgiordania. Finché resta questo buio, la “pace” è una didascalia sotto un’immagine di macerie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #53</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-53--68269961</link><description><![CDATA[Nella tregua che ci raccontano come fragile promessa di pace, la fame continua a essere l’arma più disciplinata. Tra il 10 e il 21 ottobre, Israele ha negato l’ingresso a 17 organizzazioni umanitarie internazionali che da anni lavorano nella Striscia. Lo denuncia Oxfam insieme ad altre quaranta ong, indicando con precisione le forniture bloccate: acqua potabile, cibo, tende, medicinali. Cinquanta milioni di dollari di aiuti fermi ai valichi, imballati, congelati dall’arbitrio di un controllo che ha smesso di fingere neutralità.<br /> Il 94% dei rifiuti ha colpito ong internazionali, persino quelle registrate e autorizzate dalle stesse autorità israeliane. In tre quarti dei casi la motivazione è stata la più burocratica e violenta: “non autorizzate”. Anche quando lo erano. Novantanove richieste di accesso respinte in undici giorni, più sei presentate dalle agenzie ONU. La fame diventa un modulo respinto, un timbro negato, un registro che non viene controfirmato. La tregua, invece, diventa un recinto in cui il tempo si usa per fiaccare i corpi.<br /> Secondo Oxfam, il blocco sistematico degli aiuti è una scelta politica. È iniziato già a marzo, con l’assedio totale e la nuova procedura di registrazione imposta alle ong internazionali. Non un eccesso securitario: un disegno. Chi controlla il pane controlla il respiro. Chi decide quanta acqua entra decide chi può sopravvivere.<br /> Persino raccontare questa fame diventa sospetto: stamattina, un portavoce militare israeliano ha definito la maggior parte dei giornalisti della Striscia “terroristi”. Fame e silenzio: il genocidio a bassa intensità travestito da tregua ha bisogno di entrambi.<br /> Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68269961</guid><pubDate>Sat, 25 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68269961/imported_62d4c41f_bd6a_4799_be17_a34f83b83d02.mp3" length="1717394" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nella tregua che ci raccontano come fragile promessa di pace, la fame continua a essere l’arma più disciplinata. 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Novantanove richieste di accesso respinte in undici giorni, più sei presentate dalle agenzie ONU. La fame diventa un modulo respinto, un timbro negato, un registro che non viene controfirmato. La tregua, invece, diventa un recinto in cui il tempo si usa per fiaccare i corpi.<br /> Secondo Oxfam, il blocco sistematico degli aiuti è una scelta politica. È iniziato già a marzo, con l’assedio totale e la nuova procedura di registrazione imposta alle ong internazionali. Non un eccesso securitario: un disegno. Chi controlla il pane controlla il respiro. Chi decide quanta acqua entra decide chi può sopravvivere.<br /> Persino raccontare questa fame diventa sospetto: stamattina, un portavoce militare israeliano ha definito la maggior parte dei giornalisti della Striscia “terroristi”. Fame e silenzio: il genocidio a bassa intensità travestito da tregua ha bisogno di entrambi.<br /> Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #52</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-52--68259458</link><description><![CDATA[Il genocidio non va in tregua. Mentre qualcuno celebra una pace che non esiste, i numeri raccolti da Medici Senza Frontiere cancellano ogni illusione: almeno 740 pazienti, tra cui 137 bambini, sono morti tra luglio 2024 e agosto 2025 in attesa di evacuazione; oltre 15.600 persone restano intrappolate in liste per trattamenti salvavita, un quarto sono minori. Solo 14 ospedali su 36 sopravvivono a regime ridotto, certifica l’OMS. Questa non è una tregua: è una sospensione amministrativa della morte, con il flusso di sangue regolato da chi tiene in mano la valvola.<br /> La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele è obbligato a consentire e facilitare gli aiuti umanitari, incluso l’accesso di UNRWA. Ventiquattr’ore dopo, un funzionario israeliano risponde che «UNRWA non metterà più piede a Gaza». Un no secco alla legalità internazionale, quasi rivendicato. Nel frattempo, i carri armati sparano ancora a Khan Yunis e Sheikh Nasser, mentre ufficialmente la tregua resta in vigore.<br /> Anche la verità continua a essere sequestrata: la Corte Suprema israeliana ha rinviato ancora di trenta giorni la decisione sull’accesso dei giornalisti a Gaza, lasciando sul tavolo la petizione della Foreign Press Association. Nel frattempo, le autorità israeliane liquidano un collaboratore della ZDF ucciso come «terrorista travestito da giornalista».<br /> Dentro questo palco di devastazione, la nuova relazione di Francesca Albanese, Relatrice speciale ONU, pronuncia parole definitive: il genocidio è un «crimine collettivo», reso possibile dalla complicità degli Stati che sostengono politicamente, militarmente e diplomaticamente Israele.<br /> Chi continua a parlare di pace copre il rumore dei carri che non si sono mai fermati. Chi continua a stringere mani sporche di embargo e veto, ne condivide il crimine. Per questo tutti gli occhi devono rimanere su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68259458</guid><pubDate>Fri, 24 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68259458/imported_cdf51308_ce3e_446f_b124_630e604e4cdc.mp3" length="1800150" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il genocidio non va in tregua. 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Ventiquattr’ore dopo, un funzionario israeliano risponde che «UNRWA non metterà più piede a Gaza». Un no secco alla legalità internazionale, quasi rivendicato. Nel frattempo, i carri armati sparano ancora a Khan Yunis e Sheikh Nasser, mentre ufficialmente la tregua resta in vigore.<br /> Anche la verità continua a essere sequestrata: la Corte Suprema israeliana ha rinviato ancora di trenta giorni la decisione sull’accesso dei giornalisti a Gaza, lasciando sul tavolo la petizione della Foreign Press Association. Nel frattempo, le autorità israeliane liquidano un collaboratore della ZDF ucciso come «terrorista travestito da giornalista».<br /> Dentro questo palco di devastazione, la nuova relazione di Francesca Albanese, Relatrice speciale ONU, pronuncia parole definitive: il genocidio è un «crimine collettivo», reso possibile dalla complicità degli Stati che sostengono politicamente, militarmente e diplomaticamente Israele.<br /> Chi continua a parlare di pace copre il rumore dei carri che non si sono mai fermati. Chi continua a stringere mani sporche di embargo e veto, ne condivide il crimine. Per questo tutti gli occhi devono rimanere su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #51</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-51--68245585</link><description><![CDATA[La tregua continua a produrre morti. Secondo i dati diffusi ieri da Gaza, 88 palestinesi sono stati uccisi e 315 feriti dall’inizio del cessate il fuoco. Israele ha restituito i corpi di altri 30 palestinesi: salgono a 195 i cadaveri consegnati durante quella che continua a essere definita “pace”. La tregua è un frigorifero che conserva solo il ritmo costante della morte. Gli aiuti, invece, marciscono fuori dai confini della Striscia: l’UNRWA denuncia circa seimila camion ancora in attesa di ingresso.<br /> La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ieri ha stabilito che Israele non ha fornito prove sui presunti legami tra UNRWA e Hamas e ha ordinato a Tel Aviv di consentire il passaggio degli aiuti, vietando l’uso della fame come arma di guerra. La risposta israeliana è stata di disprezzo: la sentenza è stata definita «vergognosa». Vergognosa, per loro, è la giustizia quando incrina il recinto dell’impunità.<br /> Nel frattempo l’Occidente continua a recitare la liturgia della responsabilità condivisa. Il vicepresidente Usa Vance parla di un «compito difficile» nel disarmare Hamas, ma condiziona ogni ipotesi di ricostruzione alla resa. Netanyahu ribadisce che nessuna truppa turca metterà piede a Gaza: anche i carcerieri devono essere selezionati.<br /> In Italia, Giorgia Meloni ha celebrato il piano Trump come un successo diplomatico e ha accusato le piazze solidali con Gaza di «cinismo» per aver trasformato la sofferenza in propaganda. C’è un ribaltamento morale quando chi sostiene una tregua che continua a produrre cadaveri si arroga il diritto di definire cosa sia etico. <br /> Il concime delle bombe, della fame e di un genocidio a bassa intensità è il nostro silenzio. Per questo tutti gli occhi devono rimanere su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68245585</guid><pubDate>Thu, 23 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68245585/imported_2d6ba5fc_3970_4386_a824_dbbdab0ce38b.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La tregua continua a produrre morti. Secondo i dati diffusi ieri da Gaza, 88 palestinesi sono stati uccisi e 315 feriti dall’inizio del cessate il fuoco. 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Vergognosa, per loro, è la giustizia quando incrina il recinto dell’impunità.<br /> Nel frattempo l’Occidente continua a recitare la liturgia della responsabilità condivisa. Il vicepresidente Usa Vance parla di un «compito difficile» nel disarmare Hamas, ma condiziona ogni ipotesi di ricostruzione alla resa. Netanyahu ribadisce che nessuna truppa turca metterà piede a Gaza: anche i carcerieri devono essere selezionati.<br /> In Italia, Giorgia Meloni ha celebrato il piano Trump come un successo diplomatico e ha accusato le piazze solidali con Gaza di «cinismo» per aver trasformato la sofferenza in propaganda. C’è un ribaltamento morale quando chi sostiene una tregua che continua a produrre cadaveri si arroga il diritto di definire cosa sia etico. <br /> Il concime delle bombe, della fame e di un genocidio a bassa intensità è il nostro silenzio. 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Il World Food Programme denuncia che con due soli valichi aperti – Kerem Shalom e Kissufim – può garantire cibo a non più di mezzo milione di persone per due settimane. Il nord, dove la carestia è già cronica, resta irraggiungibile.<br /> Intanto la tregua si conta in morti. Il ministero della Sanità di Gaza calcola 87 vittime dall’annuncio del cessate il fuoco, altre fonti parlano di 97. Netanyahu ha rivendicato in Knesset di aver sganciato 153 tonnellate di ordigni solo domenica. Il linguaggio diplomatico dice fine della guerra, i dati raccontano la prosecuzione dell’assedio per altre vie.<br /> Sul terreno, Israele pianta pali alti 3,5 metri e blocchi di cemento ogni 200 metri per delimitare la cosiddetta “Linea Gialla”, un confine interno che separa i civili come in un campo a zone. Chi vi si avvicina rischia di essere “neutralizzato”.<br /> Mentre la Croce Rossa conferma la restituzione di 15 corpi palestinesi – 165 in tutto – con famiglie costrette a riconoscere resti spesso segnati da giorni di trattenimento, l’Europa mostra la sua gerarchia del dolore: la Germania nega l’ingresso ai bambini feriti, Trump minaccia un ritorno della forza “veloce, furiosa e brutale” se Hamas viola l’accordo.<br /> Medici Senza Frontiere apre una clinica a Gaza City e distribuisce acqua, ma è un cerino acceso dentro un tunnel di fame. La violenza è stata soltanto ridisegnata, non fermata. La tregua come finzione giuridica serve a lavare le mani del mondo, non a salvare vite.<br /> Il concime delle bombe, dell'affamare e del genocidio a bassa intensità portato avanti da Israele è il nostro silenzio, il nostro credere alla bugia criminale della pace. Per questo tutti gli occhi devono rimanere su Gaza.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68231932</guid><pubDate>Wed, 22 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68231932/imported_975e4425_4702_4c23_a534_d19581ef0caa.mp3" length="2017489" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza, 21 ottobre. La tregua ha i numeri della carestia: su 6.600 camion di aiuti promessi ne sono entrati appena 986, in media 89 al giorno. 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Il linguaggio diplomatico dice fine della guerra, i dati raccontano la prosecuzione dell’assedio per altre vie.<br /> Sul terreno, Israele pianta pali alti 3,5 metri e blocchi di cemento ogni 200 metri per delimitare la cosiddetta “Linea Gialla”, un confine interno che separa i civili come in un campo a zone. Chi vi si avvicina rischia di essere “neutralizzato”.<br /> Mentre la Croce Rossa conferma la restituzione di 15 corpi palestinesi – 165 in tutto – con famiglie costrette a riconoscere resti spesso segnati da giorni di trattenimento, l’Europa mostra la sua gerarchia del dolore: la Germania nega l’ingresso ai bambini feriti, Trump minaccia un ritorno della forza “veloce, furiosa e brutale” se Hamas viola l’accordo.<br /> Medici Senza Frontiere apre una clinica a Gaza City e distribuisce acqua, ma è un cerino acceso dentro un tunnel di fame. La violenza è stata soltanto ridisegnata, non fermata. La tregua come finzione giuridica serve a lavare le mani del mondo, non a salvare vite.<br /> Il concime delle bombe, dell'affamare e del genocidio a bassa intensità portato avanti da Israele è il nostro silenzio, il nostro credere alla bugia criminale della pace. 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L’Onu ha avuto il pudore di dire che questa “pace” non regge, mentre la politica occidentale e i quotidiani italiani continuano a venderla come un successo. Ma in questo recinto si continua a morire: nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Sanità di Gaza, altri 45 palestinesi sono stati uccisi, tra cui il giornalista Ahmad Asaad Abu Mutair, colpito mentre faceva il suo lavoro. A Gaza l’umanità è talmente capovolta che si muore anche in tempo di pace.<br /> I valichi che la propaganda annuncia “riaperti” restano un imbuto controllato da chi decide chi può sopravvivere. Nove Paesi europei hanno chiesto l’apertura reale di passaggi sicuri, ma Netanyahu festeggia con Trump e Kushner, mentre Meloni applaude a un modello di pace che tiene perfino i chirurghi in catene: Medici Senza Frontiere chiede il rilascio immediato del dottor Khaled Obeid, detenuto da Israele. In questo tempo sospeso, perfino chi dovrebbe curare è ostaggio di una tregua bavosa, costruita per compiacere i vincitori del racconto.<br /> Intanto una supporter Maga di Trump si gode i popcorn aspettando le bombe su Gaza come fosse una serie tv. E Paolo Mieli, dopo aver definito «sovrappeso» una candidata italo-palestinese in Campania, lancia un razzo verbale contro lo slogan «dal fiume al mare», fingendo di ignorare che la piattaforma del Likud rivendica che solo gli ebrei hanno diritto all’autodeterminazione “tra il fiume e il mare”. Qui si rovesciano le parole per assolvere i colpevoli.<br /> Non c’è niente di più pericoloso di una guerra che chiamano pace. Per questo dobbiamo tenere gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68217541</guid><pubDate>Tue, 21 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68217541/imported_82c87478_5d99_4880_884c_f64b162937e6.mp3" length="1832333" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la tregua ha la forma di un lager circondato da blocchi di cemento alti tre metri, come confermato dall’esercito israeliano. L’Onu ha avuto il pudore di dire che questa “pace” non regge, mentre la politica occidentale e i quotidiani italiani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza la tregua ha la forma di un lager circondato da blocchi di cemento alti tre metri, come confermato dall’esercito israeliano. L’Onu ha avuto il pudore di dire che questa “pace” non regge, mentre la politica occidentale e i quotidiani italiani continuano a venderla come un successo. Ma in questo recinto si continua a morire: nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Sanità di Gaza, altri 45 palestinesi sono stati uccisi, tra cui il giornalista Ahmad Asaad Abu Mutair, colpito mentre faceva il suo lavoro. A Gaza l’umanità è talmente capovolta che si muore anche in tempo di pace.<br /> I valichi che la propaganda annuncia “riaperti” restano un imbuto controllato da chi decide chi può sopravvivere. Nove Paesi europei hanno chiesto l’apertura reale di passaggi sicuri, ma Netanyahu festeggia con Trump e Kushner, mentre Meloni applaude a un modello di pace che tiene perfino i chirurghi in catene: Medici Senza Frontiere chiede il rilascio immediato del dottor Khaled Obeid, detenuto da Israele. In questo tempo sospeso, perfino chi dovrebbe curare è ostaggio di una tregua bavosa, costruita per compiacere i vincitori del racconto.<br /> Intanto una supporter Maga di Trump si gode i popcorn aspettando le bombe su Gaza come fosse una serie tv. E Paolo Mieli, dopo aver definito «sovrappeso» una candidata italo-palestinese in Campania, lancia un razzo verbale contro lo slogan «dal fiume al mare», fingendo di ignorare che la piattaforma del Likud rivendica che solo gli ebrei hanno diritto all’autodeterminazione “tra il fiume e il mare”. Qui si rovesciano le parole per assolvere i colpevoli.<br /> Non c’è niente di più pericoloso di una guerra che chiamano pace. Per questo dobbiamo tenere gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #48</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-48--68207154</link><description><![CDATA[Questa la chiamate pace? Oggi Rafah è stata colpita dai raid israeliani in risposta a un attacco contro soldati dell’Idf. In serata il ministero della Sanità di Gaza ha contato almeno 33 morti, poi 44, forse 45 secondo le ultime stime. Ogni volta la tregua viene dichiarata morta a colpi di bombe e poi resurrezione annunciata come fosse un atto di volontà divina.<br /> Questa la chiamate pace? Israele ordina la chiusura dei valichi e lo stop agli aiuti umanitari. Poi, dopo le telefonate degli Stati Uniti, riapre e annuncia che «il cessate il fuoco riprende». È una pace che si interrompe e si accende a piacimento, come un interruttore nelle mani di chi decide chi può vivere e chi deve morire.<br /> Questa la chiamate pace? Dal 10 ottobre, quando la finta tregua è stata firmata e celebrata come vittoria diplomatica, ci sono stati oltre 200 morti e centinaia di feriti. Ogni giorno una decina, venti, trenta corpi. Bambini, donne, uomini. Ogni giorno il genocidio riprende fiato e poi finge di fermarsi per ingannare gli allocchi che già si sentivano pronti a parlare di “fase post-conflitto”.<br /> Questa la chiamate pace? Si parla di Gaza come se il sangue potesse essere marketing, come se la morte potesse farsi brand. Nel frattempo i giornali del mondo iniziano a togliere Gaza dalle prime pagine, come se l’orrore potesse essere archiviato per stanchezza. <br /> La restituzione degli ostaggi è stata l’amo per gli allocchi. Hanno abboccato in fretta, convinti che il genocidio fosse stato sospeso. Ma a Gaza la guerra e il genocidio sono tornati. O forse non se ne sono mai andati.<br /> Per quello dobbiamo tenere gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68207154</guid><pubDate>Mon, 20 Oct 2025 05:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68207154/imported_835a60ca_5995_493b_960a_5d42602231b8.mp3" length="1756264" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Questa la chiamate pace? Oggi Rafah è stata colpita dai raid israeliani in risposta a un attacco contro soldati dell’Idf. 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Dal 10 ottobre, quando la finta tregua è stata firmata e celebrata come vittoria diplomatica, ci sono stati oltre 200 morti e centinaia di feriti. Ogni giorno una decina, venti, trenta corpi. Bambini, donne, uomini. Ogni giorno il genocidio riprende fiato e poi finge di fermarsi per ingannare gli allocchi che già si sentivano pronti a parlare di “fase post-conflitto”.<br /> Questa la chiamate pace? Si parla di Gaza come se il sangue potesse essere marketing, come se la morte potesse farsi brand. Nel frattempo i giornali del mondo iniziano a togliere Gaza dalle prime pagine, come se l’orrore potesse essere archiviato per stanchezza. <br /> La restituzione degli ostaggi è stata l’amo per gli allocchi. Hanno abboccato in fretta, convinti che il genocidio fosse stato sospeso. Ma a Gaza la guerra e il genocidio sono tornati. O forse non se ne sono mai andati.<br /> Per quello dobbiamo tenere gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #47</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-47--68184747</link><description><![CDATA[A Gaza la pace non ha portato silenzio, ma il ronzio dei generatori: la luce manca, l’acqua pure, e la gente continua a sopravvivere come in guerra. Secondo Oxfam, a cinque giorni dal cessate il fuoco Israele blocca ancora gli aiuti e l’ingresso delle ong. Solo un valico aperto e 716 camion entrati in totale, quando ne servirebbero almeno 600 ogni giorno. Gli aiuti restano fermi ai confini, mentre nella Striscia si contano 450 morti di fame, tra cui 150 bambini.<br /> L’OMS parla di malattie “fuori controllo”: appena 13 ospedali su 36 sono parzialmente funzionanti, il resto è macerie. Nel nord non esiste più un reparto pediatrico. Il dottor Hussam Abu Safiya, che lo dirigeva, è stato condannato ad altri sei mesi di carcere senza accuse né processo. Amnesty International denuncia torture e sparizione forzata. È la stessa legge israeliana sui “combattenti illegali” che permette di imprigionare civili per tempo indefinito.<br /> Intanto Israele discute se cambiare nome alla guerra: Netanyahu vuole chiamarla “Guerra della Rinascita”. Un modo per cancellare la memoria prima che arrivi la verità. Sul terreno, il ministro della Difesa fa tracciare una “linea gialla” che taglia in due Gaza: oltrepassarla significa essere colpiti.<br /> Ci siamo già dimenticati quando il governo italiano si vantava di “aiuti umanitari per Gaza”. Oggi nessuno dice dove fossero visto che oggi si applaude alla “ripresa dei convogli”, anche se i camion passano accanto a coloni che usano bambini come scudi per bloccare la farina.<br /> Questa non è pace. È la stessa guerra che continua con altri mezzi: la fame, la burocrazia, le prigioni. La domanda resta la stessa: chi sono i colpevoli, e chi li farà pagare?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68184747</guid><pubDate>Sat, 18 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68184747/imported_3f551325_e6d9_4708_8c01_f49676d2abed.mp3" length="1801404" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la pace non ha portato silenzio, ma il ronzio dei generatori: la luce manca, l’acqua pure, e la gente continua a sopravvivere come in guerra. 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È la stessa legge israeliana sui “combattenti illegali” che permette di imprigionare civili per tempo indefinito.<br /> Intanto Israele discute se cambiare nome alla guerra: Netanyahu vuole chiamarla “Guerra della Rinascita”. Un modo per cancellare la memoria prima che arrivi la verità. Sul terreno, il ministro della Difesa fa tracciare una “linea gialla” che taglia in due Gaza: oltrepassarla significa essere colpiti.<br /> Ci siamo già dimenticati quando il governo italiano si vantava di “aiuti umanitari per Gaza”. Oggi nessuno dice dove fossero visto che oggi si applaude alla “ripresa dei convogli”, anche se i camion passano accanto a coloni che usano bambini come scudi per bloccare la farina.<br /> Questa non è pace. È la stessa guerra che continua con altri mezzi: la fame, la burocrazia, le prigioni. La domanda resta la stessa: chi sono i colpevoli, e chi li farà pagare?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #46</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-46--68170821</link><description><![CDATA[Pace? No. Tregua? A Gaza la tregua è solo una parola svuotata, un atto di propaganda. Nelle ultime ore Israele ha ucciso sette persone, ne ha rapite nove, e ha restituito decine di corpi torturati alla Croce Rossa. Mani legate, corde al collo, segni di bruciature e tagli profondi sulla schiena: sono le prove di un sistema che non conosce vergogna. Quarantacinque cadaveri riconsegnati senza nome, come oggetti smarriti di una guerra disumana.<br /><br /> Il Times of Israel racconta l’indagine su quattro riservisti accusati di aver violentato a morte un medico palestinese con una sbarra di ferro. I loro avvocati parlano di “autodifesa”. Autodifesa da chi? Da un prigioniero nudo, legato, in un campo di tortura. È la stessa logica che giustifica tutto: i corpi distrutti, le case rase al suolo, i bambini senza volto.<br /><br /> Nel frattempo il valico di Rafah resta chiuso, e i giornalisti non possono entrare. Mosab Abu Toha, poeta palestinese, lo ha detto su Sky News: «Questo non è un cessate il fuoco». Rula Jebreal denuncia che Israele ha violato gli accordi bloccando gli aiuti umanitari e usando come pretesto il ritardo nel recupero dei resti degli ostaggi. Ogni scusa è buona per ricominciare.<br /><br /> A Gaza la pace non è arrivata. Ha solo cambiato nome. I camion restano fermi, i corpi si accumulano, le parole si sporcano. E l’Occidente, che si crede civilizzato, osserva in silenzio.<br /> Perché qui non c’è tregua: c’è solo la pausa tra due bombardamenti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68170821</guid><pubDate>Fri, 17 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68170821/imported_38c94df0_aebf_4405_b0f1_f0f3e30902a6.mp3" length="1548120" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Pace? No. Tregua? A Gaza la tregua è solo una parola svuotata, un atto di propaganda. 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È la stessa logica che giustifica tutto: i corpi distrutti, le case rase al suolo, i bambini senza volto.<br /><br /> Nel frattempo il valico di Rafah resta chiuso, e i giornalisti non possono entrare. Mosab Abu Toha, poeta palestinese, lo ha detto su Sky News: «Questo non è un cessate il fuoco». Rula Jebreal denuncia che Israele ha violato gli accordi bloccando gli aiuti umanitari e usando come pretesto il ritardo nel recupero dei resti degli ostaggi. Ogni scusa è buona per ricominciare.<br /><br /> A Gaza la pace non è arrivata. Ha solo cambiato nome. I camion restano fermi, i corpi si accumulano, le parole si sporcano. E l’Occidente, che si crede civilizzato, osserva in silenzio.<br /> Perché qui non c’è tregua: c’è solo la pausa tra due bombardamenti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #45</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-45--68156637</link><description><![CDATA[A Gaza la pace continua a essere un modo elegante per dire che la guerra ha cambiato forma. Oggi, mentre a Palazzo Chigi si discute di «ricostruzione» e il ministro Tajani la chiama «svolta storica», le autorità locali aggiornano il bilancio a 67.938 morti. Poche ore fa due palestinesi sono stati uccisi a est di Gaza City, altri corpi sono stati consegnati senza nome, e il valico di Rafah è rimasto chiuso. Quattrocento camion di aiuti aspettano ancora il permesso di entrare, mentre le famiglie restano accampate tra le rovine, in attesa di sacchi di farina che non arrivano.<br /> Nella Striscia la fame e la sete hanno preso il posto dei droni. L’acqua resta sotto i sei litri al giorno per persona, gli ospedali funzionano al sedici per cento, la carestia è totale. È la definizione esatta di genocidio a bassa intensità, come lo chiamano i giuristi dell’Onu: una morte lenta, calcolata, con la burocrazia al posto delle bombe. L’assedio è diventato la nuova normalità, una prigione amministrata da chi decide chi può respirare e chi no.<br /> Eppure da Roma si parla di «ripartenza». Il governo annuncia un inviato speciale e promette «scuole nuove» dove non ci sono più bambini. L’Europa si limita a riattivare missioni “in standby” e a ripetere che serve una pace “giusta e duratura”. Ma la giustizia non è nei dossier: è sepolta sotto le macerie insieme ai nomi delle vittime. Nelle stesse ore, a Khan Younis e Rafah si continua a scavare con le mani, tra le tende e la polvere, per ritrovare corpi che nessuno registra più.<br /> Gaza non è in ricostruzione. È ancora sotto assedio. E ogni volta che qualcuno pronuncia la parola “pace” mentre l’acqua resta chiusa, quel silenzio fa più rumore di un bombardamento. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68156637</guid><pubDate>Thu, 16 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68156637/imported_299573ee_29f0_4c3e_9ac6_3d950eef4c4d.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la pace continua a essere un modo elegante per dire che la guerra ha cambiato forma. 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È la definizione esatta di genocidio a bassa intensità, come lo chiamano i giuristi dell’Onu: una morte lenta, calcolata, con la burocrazia al posto delle bombe. L’assedio è diventato la nuova normalità, una prigione amministrata da chi decide chi può respirare e chi no.<br /> Eppure da Roma si parla di «ripartenza». Il governo annuncia un inviato speciale e promette «scuole nuove» dove non ci sono più bambini. L’Europa si limita a riattivare missioni “in standby” e a ripetere che serve una pace “giusta e duratura”. Ma la giustizia non è nei dossier: è sepolta sotto le macerie insieme ai nomi delle vittime. Nelle stesse ore, a Khan Younis e Rafah si continua a scavare con le mani, tra le tende e la polvere, per ritrovare corpi che nessuno registra più.<br /> Gaza non è in ricostruzione. È ancora sotto assedio. E ogni volta che qualcuno pronuncia la parola “pace” mentre l’acqua resta chiusa, quel silenzio fa più rumore di un bombardamento. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #44</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-44--68139683</link><description><![CDATA[(*Quando abbiamo registrato il video i morti a Shuja’iyya erano 6. I dati più recenti parlano di 9 vittime. 44 sono le vittime totali di ieri)<br /><br /> Non hanno fatto in tempo ad asciugare i bicchieri del prosecco che la cosiddetta pace a Gaza già si mostra per quello che è. Nove civili palestinesi, secondo l’agenzia Wafa, sono stati uccisi ieri a Shuja’iyya da droni israeliani mentre tornavano tra le macerie delle loro case. Israele sostiene che si trovassero in una “zona vietata”. Come se l’intera Striscia non fosse ormai un’unica zona vietata alla vita.<br /> Netanyahu, intanto, fa l’unica cosa che sa fare: minaccia. È l’unico linguaggio del suo governo, quello della violenza e dell’oppressione. Ma mentre i droni riprendono a colpire, un’altra offensiva, più silenziosa, si consuma in rete: Instagram ha cancellato l’account del giornalista Saleh al-Jafarawi, ucciso nei giorni scorsi. Aveva oltre 4 milioni e mezzo di follower. Le sue immagini, le testimonianze del genocidio, sparite anche dagli archivi. Una rimozione sistematica, più rapida delle stesse ruspe chiamate alla “ricostruzione”.<br /> A Jabalia si continua a combattere: scontri tra forze di sicurezza di Hamas e gruppi armati sostenuti da Israele, riferisce Al Jazeera. All’ospedale di Khan Yunis arrivano nuovi feriti. A Shuja’iyya i corpi vengono recuperati da chi non aveva più nulla da perdere.<br /> Questa non è una pace, perché non c’è giustizia. Non quella del diritto internazionale, con la Croce Rossa trattata come un fastidio, né quella morale, negata a un popolo ridotto all’apolidia e al silenzio.<br /> Non è fragile la pace. Quella non esiste. È fragile la sopravvivenza e la libertà di Gaza, semplicemente perché l’una non è garantita e l’altra non è contemplata in quel piano che tutti celebrano. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68139683</guid><pubDate>Wed, 15 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68139683/imported_4aa8a30e_e2a4_4f11_80e3_5ae67581d684.mp3" length="1727007" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>(*Quando abbiamo registrato il video i morti a Shuja’iyya erano 6. I dati più recenti parlano di 9 vittime. 44 sono le vittime totali di ieri)

Non hanno fatto in tempo ad asciugare i bicchieri del prosecco che la cosiddetta pace a Gaza già si mostra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[(*Quando abbiamo registrato il video i morti a Shuja’iyya erano 6. I dati più recenti parlano di 9 vittime. 44 sono le vittime totali di ieri)<br /><br /> Non hanno fatto in tempo ad asciugare i bicchieri del prosecco che la cosiddetta pace a Gaza già si mostra per quello che è. Nove civili palestinesi, secondo l’agenzia Wafa, sono stati uccisi ieri a Shuja’iyya da droni israeliani mentre tornavano tra le macerie delle loro case. Israele sostiene che si trovassero in una “zona vietata”. Come se l’intera Striscia non fosse ormai un’unica zona vietata alla vita.<br /> Netanyahu, intanto, fa l’unica cosa che sa fare: minaccia. È l’unico linguaggio del suo governo, quello della violenza e dell’oppressione. Ma mentre i droni riprendono a colpire, un’altra offensiva, più silenziosa, si consuma in rete: Instagram ha cancellato l’account del giornalista Saleh al-Jafarawi, ucciso nei giorni scorsi. Aveva oltre 4 milioni e mezzo di follower. Le sue immagini, le testimonianze del genocidio, sparite anche dagli archivi. Una rimozione sistematica, più rapida delle stesse ruspe chiamate alla “ricostruzione”.<br /> A Jabalia si continua a combattere: scontri tra forze di sicurezza di Hamas e gruppi armati sostenuti da Israele, riferisce Al Jazeera. All’ospedale di Khan Yunis arrivano nuovi feriti. A Shuja’iyya i corpi vengono recuperati da chi non aveva più nulla da perdere.<br /> Questa non è una pace, perché non c’è giustizia. Non quella del diritto internazionale, con la Croce Rossa trattata come un fastidio, né quella morale, negata a un popolo ridotto all’apolidia e al silenzio.<br /> Non è fragile la pace. Quella non esiste. È fragile la sopravvivenza e la libertà di Gaza, semplicemente perché l’una non è garantita e l’altra non è contemplata in quel piano che tutti celebrano. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #43</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-43--68123186</link><description><![CDATA[Gli ostaggi sono stati liberati. È una buona notizia, in un mare di notizie che non lo sono da troppo tempo. Hamas ha rilasciato venti persone ancora in vita dopo 738 giorni di prigionia. Le immagini da Tel Aviv mostrano genitori e figli che si riabbracciano, mentre a Ramallah la folla accoglie i palestinesi rilasciati dalle carceri israeliane, molti dei quali avevano trascorso anni dietro le sbarre senza accuse formali. Sono anche loro ostaggi: di uno Stato che ha fatto della detenzione amministrativa una normalità giudiziaria.<br /> A proposito di giustizia, ieri Benjamin Netanyahu ha parlato in diretta sulle televisioni di tutto il mondo. Non dal banco degli imputati della Corte penale internazionale, dove dovrebbe rispondere delle migliaia di civili uccisi a Gaza, ma dalla Knesset, insieme al suo amico Donald Trump. Il tycoon americano, accolto con una standing ovation, lo ha definito «uno dei più grandi presidenti in tempo di guerra», chiedendo persino al presidente israeliano Herzog di concedergli la grazia. «Sigari e champagne, a chi diavolo importa?» ha aggiunto, trasformando il massacro in uno spettacolo di nostalgia bellica e impunità.<br /> Intanto Trump, interrogato dai giornalisti sull’idea della “Gaza Riviera”, ha risposto: «È devastata, come un cantiere di demolizione. Ma col tempo diventerà bellissima». È la stessa frase che accompagna ogni colonizzazione: cancellare, ripulire, costruire sopra. <br /> In Israele si applaude, in Occidente si sorride di circostanza, e in Rai qualcuno si affanna per riscrivere la storia e rendere digeribile l’osceno. Ma le macerie restano lì, come testimoni di una verità che nessun talk show può occultare.<br /> Ora lo spettacolo è finito, gli amici se ne vanno, e se consentiamo che si spengano le luci su Gaza arriveranno gli avvoltoi pronti ad abbuffarsi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68123186</guid><pubDate>Tue, 14 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68123186/imported_25ef11f0_6101_4833_8748_edf349d25eb7.mp3" length="1778834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli ostaggi sono stati liberati. 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Non dal banco degli imputati della Corte penale internazionale, dove dovrebbe rispondere delle migliaia di civili uccisi a Gaza, ma dalla Knesset, insieme al suo amico Donald Trump. Il tycoon americano, accolto con una standing ovation, lo ha definito «uno dei più grandi presidenti in tempo di guerra», chiedendo persino al presidente israeliano Herzog di concedergli la grazia. «Sigari e champagne, a chi diavolo importa?» ha aggiunto, trasformando il massacro in uno spettacolo di nostalgia bellica e impunità.<br /> Intanto Trump, interrogato dai giornalisti sull’idea della “Gaza Riviera”, ha risposto: «È devastata, come un cantiere di demolizione. Ma col tempo diventerà bellissima». È la stessa frase che accompagna ogni colonizzazione: cancellare, ripulire, costruire sopra. <br /> In Israele si applaude, in Occidente si sorride di circostanza, e in Rai qualcuno si affanna per riscrivere la storia e rendere digeribile l’osceno. Ma le macerie restano lì, come testimoni di una verità che nessun talk show può occultare.<br /> Ora lo spettacolo è finito, gli amici se ne vanno, e se consentiamo che si spengano le luci su Gaza arriveranno gli avvoltoi pronti ad abbuffarsi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #42</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-42--68110379</link><description><![CDATA[Oggi, a Sharm el-Sheikh, andrà in scena la liturgia della “pace”: tavolo lucido, bandiere allineate, firme che scivolano sul foglio. È un cessate il fuoco vestito da trattato, senza una riga sulla giustizia. Chi sale sul palco ha parlato di camion, cantieri, governance; nessuno ha chiesto tribunali, prove, responsabilità.<br /> Donald Trump rivendica una «nuova Gaza» fatta di infrastrutture e «600 camion al giorno» di aiuti. Abdel Fattah al-Sisi insiste sulla «stabilizzazione» e sulla ricostruzione immediata con una presenza internazionale. Giorgia Meloni ringrazia Trump e annuncia che l’Italia «è pronta a contribuire a stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo». Keir Starmer parla di «implementare senza ritardi» e di far entrare gli aiuti. Emmanuel Macron evoca una «forza di stabilizzazione» e una Autorità Palestinese riformata. Tutti dicono “prima i lavori”. Nessuno dice: prima i processi.<br /> Sul tavolo non c’è l’accertamento dei crimini di guerra, non c’è la cooperazione con la Corte penale internazionale, non c’è il nome dei responsabili. C’è un manuale di project management: rimozione macerie, corridoi logistici, porti e aeroporto, il lessico delle grandi opere che arriva sempre un minuto prima della verità.<br /> Gaza intanto conta i morti, i mutilati, le case spianate, i campi bruciati. Il ritorno dei profughi avviene tra cumuli e promesse. La «pace» presentata oggi non restituisce le vite, non ripara le colpe, non riconosce la vittima. È un condono politico ed economico calato dall’alto su un popolo a cui si chiede di ripartire senza giustizia. Finché la giustizia resta fuori dalla sala, quella firma resta una scenografia. Tutti gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68110379</guid><pubDate>Mon, 13 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68110379/imported_46dc9ddd_c2ea_43e4_8109_8e48631005e1.mp3" length="1625443" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi, a Sharm el-Sheikh, andrà in scena la liturgia della “pace”: tavolo lucido, bandiere allineate, firme che scivolano sul foglio. È un cessate il fuoco vestito da trattato, senza una riga sulla giustizia. 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Nessuno dice: prima i processi.<br /> Sul tavolo non c’è l’accertamento dei crimini di guerra, non c’è la cooperazione con la Corte penale internazionale, non c’è il nome dei responsabili. C’è un manuale di project management: rimozione macerie, corridoi logistici, porti e aeroporto, il lessico delle grandi opere che arriva sempre un minuto prima della verità.<br /> Gaza intanto conta i morti, i mutilati, le case spianate, i campi bruciati. Il ritorno dei profughi avviene tra cumuli e promesse. La «pace» presentata oggi non restituisce le vite, non ripara le colpe, non riconosce la vittima. È un condono politico ed economico calato dall’alto su un popolo a cui si chiede di ripartire senza giustizia. Finché la giustizia resta fuori dalla sala, quella firma resta una scenografia. Tutti gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #41</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-41--68102435</link><description><![CDATA[Molti giornali, festanti e sconnessi dalla realtà perché offuscati dalla propaganda di pace – che poi è solo propaganda di guerra vestita di bianco – raccontano che gli abitanti di Gaza starebbero “tornando a casa”. Le foto che accompagnano quei titoli mostrano volti smarriti. Ma no, non ci sono case: Gaza in macerie, appunto. Dopo quasi due anni di assedio e bombardamenti, oltre 191.000 edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati, più del 92 % degli alloggi; il 92 % delle strade primarie è in rovina. Sessantasettemila palestinesi, per lo più civili – compresi migliaia di bambini – hanno perso la vita e circa 170.000 sono rimasti feriti. Oltre l’80 % delle terre agricole è stato distrutto o reso inaccessibile; scuole, ospedali e siti culturali giacciono a terra. Solo 14 ospedali su 36 restano parzialmente operativi. Questa sarebbe la legittima difesa di chi oggi reclama di costruire la pace.<br /> Mentre l’Europa applaude al cessate il fuoco come se fosse la fine di una guerra, le bombe cadono sul Libano. Ieri i raid israeliani hanno colpito Tiro e Baalbek, con vittime civili e infrastrutture ridotte in cenere. È la stessa musica, cambiato solo il fronte: il suono della “pace” è quello delle esplosioni.<br /> Da Israele arriva intanto la notizia che due medici palestinesi non saranno rilasciati: il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, arrestato insieme a 240 tra medici, infermieri e pazienti, e il dottor Marwan al-Hams, responsabile degli ospedali da campo. Nelle stesse ore in cui la propaganda celebra la “ricostruzione”, i testimoni italiani rientrati da Israele raccontano violenze e abusi subiti nei centri di detenzione: pestaggi, privazione del sonno, sequestri di telefoni e documenti.<br /> A Gaza, la protezione civile continua a scavare sotto le macerie: trentacinque corpi recuperati nelle ultime ore, diciannove solo a Gaza City. Le immagini mostrano famiglie che camminano sulle rovine delle proprie case, con lo sguardo fisso sull’orizzonte: nessuno di loro sa dove dormirà stanotte.<br /> La ciurma di terra ha un solo imperativo: tenere la rotta e gli occhi dritti su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68102435</guid><pubDate>Sun, 12 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68102435/imported_6f000e74_c52a_42a2_9b36_177a1b3e1bfd.mp3" length="2219781" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Molti giornali, festanti e sconnessi dalla realtà perché offuscati dalla propaganda di pace – che poi è solo propaganda di guerra vestita di bianco – raccontano che gli abitanti di Gaza starebbero “tornando a casa”. 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Questa sarebbe la legittima difesa di chi oggi reclama di costruire la pace.<br /> Mentre l’Europa applaude al cessate il fuoco come se fosse la fine di una guerra, le bombe cadono sul Libano. Ieri i raid israeliani hanno colpito Tiro e Baalbek, con vittime civili e infrastrutture ridotte in cenere. È la stessa musica, cambiato solo il fronte: il suono della “pace” è quello delle esplosioni.<br /> Da Israele arriva intanto la notizia che due medici palestinesi non saranno rilasciati: il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, arrestato insieme a 240 tra medici, infermieri e pazienti, e il dottor Marwan al-Hams, responsabile degli ospedali da campo. Nelle stesse ore in cui la propaganda celebra la “ricostruzione”, i testimoni italiani rientrati da Israele raccontano violenze e abusi subiti nei centri di detenzione: pestaggi, privazione del sonno, sequestri di telefoni e documenti.<br /> A Gaza, la protezione civile continua a scavare sotto le macerie: trentacinque corpi recuperati nelle ultime ore, diciannove solo a Gaza City. Le immagini mostrano famiglie che camminano sulle rovine delle proprie case, con lo sguardo fisso sull’orizzonte: nessuno di loro sa dove dormirà stanotte.<br /> La ciurma di terra ha un solo imperativo: tenere la rotta e gli occhi dritti su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #40</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-40--68094990</link><description><![CDATA[I bambini di Gaza sono tornati bambini. Gli stessi che fino a ieri i giornali occidentali chiamavano «terroristi» e oggi mostrano sorridenti in prima pagina, per usare le loro fotografie come strumenti di propaganda della pace. Bastano quelle immagini per misurare l’ipocrisia di chi racconta la guerra a giorni alterni, scegliendo di vedere l’infanzia solo quando serve a ripulire le coscienze.<br /> Nelle ore successive all’annuncio del cessate il fuoco, decine di migliaia di palestinesi hanno iniziato a rientrare a piedi nel nord e a Gaza City, tra colonne di sabbia e macerie. La Croce Rossa ha parlato di «accesso umanitario urgente» e del recupero di 35 corpi. <br /> Da Roma, il presidente Sergio Mattarella ha chiesto che «gli aiuti arrivino in modo immediato e massiccio» e che il piano di pace «preveda pieno accesso umanitario e coinvolga l’Onu». Parole che valgono come un’ammissione implicita: fino a ieri, gli aiuti non arrivavano davvero, contrariamente a quanto hanno ripetuto Israele, Meloni e molti altri. Mattarella ha aggiunto che «la pace dovrà coinvolgere i giovani palestinesi» che però non ci sono nel cosiddetto piano di pace. Ha ricordato anche che «una pace vera esiste solo con due popoli e due Stati», lo stesso impegno che Meloni aveva promesso “subito dopo la liberazione degli ostaggi”. Attendiamo, dunque, la prossima settimana per il suo decreto.<br /> Intanto gli italiani della Freedom Flotilla sono rientrati nel Paese: parte dell’equipaggio è stata liberata e ha lasciato il Negev. Le umiliazioni e le violenze sono sempre le stesse. <br /> Questa pace inflitta conterà sul condono delle responsabilità del genocidio. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68094990</guid><pubDate>Sat, 11 Oct 2025 02:00:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68094990/imported_b49dd530_4c11_4489_85b9_65277aff4183.mp3" length="1765877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>I bambini di Gaza sono tornati bambini. 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La Croce Rossa ha parlato di «accesso umanitario urgente» e del recupero di 35 corpi. <br /> Da Roma, il presidente Sergio Mattarella ha chiesto che «gli aiuti arrivino in modo immediato e massiccio» e che il piano di pace «preveda pieno accesso umanitario e coinvolga l’Onu». Parole che valgono come un’ammissione implicita: fino a ieri, gli aiuti non arrivavano davvero, contrariamente a quanto hanno ripetuto Israele, Meloni e molti altri. Mattarella ha aggiunto che «la pace dovrà coinvolgere i giovani palestinesi» che però non ci sono nel cosiddetto piano di pace. Ha ricordato anche che «una pace vera esiste solo con due popoli e due Stati», lo stesso impegno che Meloni aveva promesso “subito dopo la liberazione degli ostaggi”. Attendiamo, dunque, la prossima settimana per il suo decreto.<br /> Intanto gli italiani della Freedom Flotilla sono rientrati nel Paese: parte dell’equipaggio è stata liberata e ha lasciato il Negev. Le umiliazioni e le violenze sono sempre le stesse. <br /> Questa pace inflitta conterà sul condono delle responsabilità del genocidio. Per questo tutti gli occhi devono restare su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #39</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-39--68083420</link><description><![CDATA[A Gaza oggi si respira un sollievo fragile. La notizia del cessate il fuoco annunciato da Trump ha portato un attimo di respiro a una popolazione allo stremo, ma la speranza è attraversata da troppi dubbi. Come raccontano i corrispondenti di Al Jazeera, mentre qualcuno festeggia l’accordo, altri non possono nemmeno tornare alle proprie case: l’esercito israeliano blocca ancora la strada costiera e spara. A Khan Younis, nelle stesse ore dell’annuncio, un bombardamento ha ucciso almeno una persona e ne ha ferite altre.<br /> Il piano prevede una tregua di 72 ore e uno scambio di prigionieri, ma Israele continuerà a controllare più della metà della Striscia. Nella lista degli scarcerati non c’è Marwan Barghouti, il leader politico palestinese che avrebbe potuto segnare l’inizio di un nuovo percorso di rappresentanza. La sua esclusione racconta tutto: la pace che si vuole costruire è una pace senza voce palestinese.<br /> Intanto, nelle carceri israeliane restano anche le persone della Freedom Flotilla e Thousand Madleens che sono in condizioni di detenzione illegali nella prigione di Ketziot, dove – secondo testimonianze dirette – i prigionieri subiscono umiliazioni, schiaffi, violenze fisiche e psicologiche.<br /> Il mondo applaude al “cessate il fuoco”, ma le armi non tacciono e i detenuti civili non vengono liberati. È il paradosso di un accordo che promette la pace continuando a occupare, che si firma sopra le macerie di Gaza.<br /> In attesa del cessate il fuoco con l’ombra di un’occupazione legalizzata, di una mangiatoia d’affari per i governi occidentali e con l’onta di un riconoscimento di un genocidio che non può passare in secondo piano. Non esiste pace se non esiste giustizia per gli orrori commessi. Non esiste pace per un popolo se non esiste il suo Stato. Tutti gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68083420</guid><pubDate>Fri, 10 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68083420/imported_ec2cab9d_0660_4670_92f4_5bcb0e292afb.mp3" length="1851141" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza oggi si respira un sollievo fragile. La notizia del cessate il fuoco annunciato da Trump ha portato un attimo di respiro a una popolazione allo stremo, ma la speranza è attraversata da troppi dubbi. 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La sua esclusione racconta tutto: la pace che si vuole costruire è una pace senza voce palestinese.<br /> Intanto, nelle carceri israeliane restano anche le persone della Freedom Flotilla e Thousand Madleens che sono in condizioni di detenzione illegali nella prigione di Ketziot, dove – secondo testimonianze dirette – i prigionieri subiscono umiliazioni, schiaffi, violenze fisiche e psicologiche.<br /> Il mondo applaude al “cessate il fuoco”, ma le armi non tacciono e i detenuti civili non vengono liberati. È il paradosso di un accordo che promette la pace continuando a occupare, che si firma sopra le macerie di Gaza.<br /> In attesa del cessate il fuoco con l’ombra di un’occupazione legalizzata, di una mangiatoia d’affari per i governi occidentali e con l’onta di un riconoscimento di un genocidio che non può passare in secondo piano. Non esiste pace se non esiste giustizia per gli orrori commessi. Non esiste pace per un popolo se non esiste il suo Stato. Tutti gli occhi su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #38</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-38--68067590</link><description><![CDATA[All’alba di ieri l’esercito israeliano ha intercettato una nuova flottiglia umanitaria coordinata da Freedom Flotilla–Thousand Madleens e diretta a Gaza, a circa 120 miglia nautiche dalla costa. Dieci imbarcazioni, 145 persone tra medici, giornalisti e attivisti di venti Paesi, sono state sequestrate e portate ad Ashdod. È la seconda operazione in una settimana contro missioni civili che trasportavano cibo e medicinali. Israele parla di “applicazione del blocco”, ma il diritto del mare parla di pirateria: erano acque internazionali, non zona di guerra.<br /> Le comunicazioni in diretta sono state interrotte dai militari; da Istanbul, gli organizzatori denunciano «un rapimento politico» e «la distruzione di aiuti umanitari destinati agli ospedali di Gaza».<br /> Mentre il mare si chiude, la Striscia continua a bruciare. Ieri i bombardamenti hanno colpito Deir al-Balah e Rafah: almeno 28 morti, tra cui 11 bambini. I droni hanno centrato una scuola usata come rifugio. L’UNRWA parla di «cimitero di famiglie». Le forniture d’acqua restano interrotte da tre giorni nel nord, e i convogli umanitari bloccati al valico di Kerem Shalom.<br /> Sul fronte diplomatico, a Sharm el-Sheikh prosegue la farsa del negoziato. Il piano egiziano–americano prevede una tregua di sei settimane, ma senza garanzie sul ritiro israeliano né sul ritorno degli sfollati. Israele pretende il controllo permanente dei valichi e il “filtraggio” degli aiuti: un armistizio condizionato che perpetua l’assedio sotto altra forma.<br /> La legalità internazionale resta la prima vittima di questa guerra. Chi cattura navi civili e bombarda scuole mentre parla di pace non cerca sicurezza: impone l’impunità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68067590</guid><pubDate>Thu, 09 Oct 2025 02:00:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68067590/imported_fa13e7d8_efa4_448f_9534_5a5ca16c7eec.mp3" length="1637982" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>All’alba di ieri l’esercito israeliano ha intercettato una nuova flottiglia umanitaria coordinata da Freedom Flotilla–Thousand Madleens e diretta a Gaza, a circa 120 miglia nautiche dalla costa. 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Ieri i bombardamenti hanno colpito Deir al-Balah e Rafah: almeno 28 morti, tra cui 11 bambini. I droni hanno centrato una scuola usata come rifugio. L’UNRWA parla di «cimitero di famiglie». Le forniture d’acqua restano interrotte da tre giorni nel nord, e i convogli umanitari bloccati al valico di Kerem Shalom.<br /> Sul fronte diplomatico, a Sharm el-Sheikh prosegue la farsa del negoziato. Il piano egiziano–americano prevede una tregua di sei settimane, ma senza garanzie sul ritiro israeliano né sul ritorno degli sfollati. Israele pretende il controllo permanente dei valichi e il “filtraggio” degli aiuti: un armistizio condizionato che perpetua l’assedio sotto altra forma.<br /> La legalità internazionale resta la prima vittima di questa guerra. Chi cattura navi civili e bombarda scuole mentre parla di pace non cerca sicurezza: impone l’impunità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Occhi su Gaza, diario di bordo #37</title><link>https://www.spreaker.com/episode/occhi-su-gaza-diario-di-bordo-37--68052440</link><description><![CDATA[A Gaza si continua a morire anche oggi. Nelle ultime ore i bombardamenti israeliani hanno colpito Khan Yunis, Rafah e il campo profughi di Nuseirat: decine di vittime, molte delle quali bambini. Gli ospedali ormai al collasso segnalano nuovi blackout elettrici e carenze di carburante per i generatori, mentre le squadre della Mezzaluna Rossa sono costrette a sospendere i soccorsi in più aree del Sud della Striscia. Fonti locali parlano di interi isolati rasi al suolo e corpi intrappolati sotto le macerie.<br /> Nel frattempo, in mare, la Conscience continua la sua rotta verso Gaza. A bordo ci sono cento persone da venticinque Paesi, tra cui sei italiani, con carichi di medicinali e farmaci salvavita. «Domani saremo nella zona rossa», ha annunciato il medico trentino Riccardo Corradini, invitando le piazze a «restare pronte alla mobilitazione in caso di intercettamento». Il Movimento 5 Stelle ha chiesto al governo di «proteggere i connazionali a bordo», mentre da Bruxelles Benedetta Scuderi (Verdi) ha denunciato il silenzio dell’Unione Europea. L’8 ottobre, secondo gli attivisti, sarà la data ad alto rischio: Israele ha già dispiegato motovedette nel tratto di mare dove si prevede il contatto.<br /> A Sharm el-Sheikh, intanto, proseguono i negoziati sul cosiddetto “piano Trump”, presentato il 29 settembre. Il Qatar e l’Egitto assicurano che «mancano ancora dettagli da concordare», ma l’aria che si respira è quella di un copione già scritto. Trump ha ordinato a Israele di fermarsi, ma i raid continuano. Una messa in scena di diplomazia in giacca e cravatta mentre la polvere delle macerie copre i corpi.<br /> Per terra e per mare la pressione per Gaza non si ferma.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68052440</guid><pubDate>Wed, 08 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68052440/imported_0f61f4b8_97f3_42e2_a0d8_a1eca6b86786.mp3" length="1692734" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza si continua a morire anche oggi. 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A bordo ci sono cento persone da venticinque Paesi, tra cui sei italiani, con carichi di medicinali e farmaci salvavita. «Domani saremo nella zona rossa», ha annunciato il medico trentino Riccardo Corradini, invitando le piazze a «restare pronte alla mobilitazione in caso di intercettamento». Il Movimento 5 Stelle ha chiesto al governo di «proteggere i connazionali a bordo», mentre da Bruxelles Benedetta Scuderi (Verdi) ha denunciato il silenzio dell’Unione Europea. L’8 ottobre, secondo gli attivisti, sarà la data ad alto rischio: Israele ha già dispiegato motovedette nel tratto di mare dove si prevede il contatto.<br /> A Sharm el-Sheikh, intanto, proseguono i negoziati sul cosiddetto “piano Trump”, presentato il 29 settembre. Il Qatar e l’Egitto assicurano che «mancano ancora dettagli da concordare», ma l’aria che si respira è quella di un copione già scritto. Trump ha ordinato a Israele di fermarsi, ma i raid continuano. Una messa in scena di diplomazia in giacca e cravatta mentre la polvere delle macerie copre i corpi.<br /> Per terra e per mare la pressione per Gaza non si ferma.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #36</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-36--68036040</link><description><![CDATA[Ieri sono atterrati gli ultimi italiani della Flotilla. Li aspettano gli abbracci e le procure: cominciano a piovere gli esposti, annunciati da Arturo Scotto che mercoledì porterà le carte in Procura a Roma per i trattamenti subiti. Yassine Lafram parla di «umiliazioni, violenze, disumanizzazione», mentre i legali già depositato diffide. Quelle voci raccontano un’unghia di ciò che i palestinesi subiscono ogni giorno. E ricordano che Israele ha scelto la violenza come linguaggio politico, l’arbitrio come legge e la disumanità come metodo.<br /> Uno Stato che si dice democratico mentre incarcera attivisti pacifici ed esercita una guerra permanente su scuole e ospedali – denunciano le agenzie internazionali – non lo è. L’Italia che resta ai suoi piedi, con la diplomazia degli inchini, e un’Unione europea rifugiata nelle iniziative simboliche, trattengono la stessa vergogna.<br /> Nel frattempo la destra nostrana rispolvera la tiritera provinciale: mettere a confronto le piazze per Gaza e quelle per l’Ucraina. Fingono di non vedere la differenza tra uno Stato invaso, aiutato dall’Occidente, e un popolo senza Stato schiacciato dall’indifferenza e dal piombo.<br /> A Gaza, nelle ultime ore, nuove stragi colpiscono scuole e campi profughi nel cuore della Striscia. A Sharm el-Sheikh ripartono colloqui che odorano d’inganno: il “piano di pace” in lavorazione, benedetto dagli amici di Trump e da Netanyahu, punta a legalizzare l’occupazione e a chiamarla fine del conflitto. La pace, quella vera, resta prigioniera: noi no.<br /> Intanto Israele prova a riscrivere i fatti come “provocazione”. Ma la verità cammina con i corpi che tornano e con piazze piene: non si archivia mai, si insiste.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68036040</guid><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 02:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68036040/imported_045c3f4d_362a_4dd7_a7e9_adaf74d1f0e3.mp3" length="1702347" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri sono atterrati gli ultimi italiani della Flotilla. 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L’Italia che resta ai suoi piedi, con la diplomazia degli inchini, e un’Unione europea rifugiata nelle iniziative simboliche, trattengono la stessa vergogna.<br /> Nel frattempo la destra nostrana rispolvera la tiritera provinciale: mettere a confronto le piazze per Gaza e quelle per l’Ucraina. Fingono di non vedere la differenza tra uno Stato invaso, aiutato dall’Occidente, e un popolo senza Stato schiacciato dall’indifferenza e dal piombo.<br /> A Gaza, nelle ultime ore, nuove stragi colpiscono scuole e campi profughi nel cuore della Striscia. A Sharm el-Sheikh ripartono colloqui che odorano d’inganno: il “piano di pace” in lavorazione, benedetto dagli amici di Trump e da Netanyahu, punta a legalizzare l’occupazione e a chiamarla fine del conflitto. La pace, quella vera, resta prigioniera: noi no.<br /> Intanto Israele prova a riscrivere i fatti come “provocazione”. Ma la verità cammina con i corpi che tornano e con piazze piene: non si archivia mai, si insiste.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #35</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-35--68023958</link><description><![CDATA[Chissà se Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno trovato il tempo di ascoltare Saverio Tommasi quando racconta di essere stato «trattato come una scimmia da circo». Chissà se hanno ascoltato Paolo Romano, tornato dopo giorni di detenzione, o chi parla di «violenze fisiche e verbali, subito, appena sbarcati». Gli attivisti italiani rientrati dalla Flotilla raccontano percosse, insulti, interrogatori senza legali. Eppure Tajani ripete che «la pace è più vicina», mentre chiede “trattamenti migliori” a chi ha sequestrato connazionali in acque internazionali. Qualcuno dica agli italiani che per Israele non solo il diritto internazionale ma anche gli italiani valgono fino a un certo punto.<br /> Chissà se Meloni e Tajani hanno trovato il tempo di ascoltare chi è rimasto. Quindici italiani sono ancora trattenuti, famiglie senza notizie da giorni. Intanto da Marsiglia e Tunisi è partita una nuova flotta civile: medici e infermieri con bisturi e speranza. Sanno che il diritto internazionale vale sempre meno per chi non interessa alle potenze amiche.<br /> Ore dopo che il ministero israeliano degli Esteri ha negato le torture, il ministro della sicurezza Ben Gvir ha rivendicato tutto: «Sono orgoglioso che gli attivisti della Flotilla siano trattati come terroristi». Il manifesto di un potere che non nega più, rivendica.<br /> A Washington e Gerusalemme il piano di pace di Trump si scrive come una resa. Israele prepara in Egitto i campi per la diaspora palestinese. È la pace disegnata con i bulldozer. Domani rientreranno gli ultimi italiani della Sumud. Ma il vento continuerà a soffiare finché Gaza non sarà libera.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68023958</guid><pubDate>Mon, 06 Oct 2025 02:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68023958/imported_526fc11c_f20c_42ac_ab04_ce3281254150.mp3" length="1641743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chissà se Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno trovato il tempo di ascoltare Saverio Tommasi quando racconta di essere stato «trattato come una scimmia da circo». 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Intanto da Marsiglia e Tunisi è partita una nuova flotta civile: medici e infermieri con bisturi e speranza. Sanno che il diritto internazionale vale sempre meno per chi non interessa alle potenze amiche.<br /> Ore dopo che il ministero israeliano degli Esteri ha negato le torture, il ministro della sicurezza Ben Gvir ha rivendicato tutto: «Sono orgoglioso che gli attivisti della Flotilla siano trattati come terroristi». Il manifesto di un potere che non nega più, rivendica.<br /> A Washington e Gerusalemme il piano di pace di Trump si scrive come una resa. Israele prepara in Egitto i campi per la diaspora palestinese. È la pace disegnata con i bulldozer. Domani rientreranno gli ultimi italiani della Sumud. Ma il vento continuerà a soffiare finché Gaza non sarà libera.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #34</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-34--68016343</link><description><![CDATA[Roma ieri è stata la capitale di un risveglio civile: un milione di persone dietro le bandiere palestinesi, gli striscioni dei sindacati, i collettivi studenteschi e le associazioni che hanno sostenuto la Flotilla. Un’onda che smentisce il “fine settimana lungo” evocato da Giorgia Meloni,: è stato un fine settimana folto di persone, di resistenza, di rabbia e di dignità.<br /> Mentre il Paese si muove, il governo resta immobile. Giorgia Meloni e Antonio Tajani parlano di “rimpatri” e “liberatorie”, ma tacciono sulle testimonianze dei prigionieri: uomini e donne costretti a stare ore inginocchiati, privati del sonno, derisi, filmati mentre venivano obbligati a sventolare bandiere israeliane. Anche Greta Thunberg sarebbe stata rinchiusa in una cella infestata da cimici e costretta a baciare la bandiera israeliana. Da Tel Aviv non arrivano smentite. Da Roma, solo silenzio.<br /> E mentre si tace sulle violazioni, si prepara un piano di pace che è l’ennesimo inganno. L’intesa che Trump, Netanyahu e Meloni stanno apparecchiando mira a far finire l’occupazione non restituendo libertà, ma legalizzandola. Vogliono trasformare Gaza in una “zona amministrata”, un protettorato travestito da ricostruzione, dove Israele manterrà il controllo militare e gli alleati occidentali si abbuffano al banchetto. È la pace dei vincitori, quella che cancella le vittime e riscrive il diritto internazionale a uso dei carnefici.<br /> Eppure, nonostante tutto, qualcuno continua a salpare. La nave Conscience, con a bordo medici e infermieri, è partita da Catania e naviga verso Gaza sotto il sorvolo degli aerei israeliani. È la prova che la pace non si firma nei palazzi: si costruisce nei corpi che resistono.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68016343</guid><pubDate>Sun, 05 Oct 2025 00:15:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68016343/imported_32c874ad_dbcf_430b_a68a_5f282180d59a.mp3" length="1668911" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Roma ieri è stata la capitale di un risveglio civile: un milione di persone dietro le bandiere palestinesi, gli striscioni dei sindacati, i collettivi studenteschi e le associazioni che hanno sostenuto la Flotilla. Un’onda che smentisce il “fine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Roma ieri è stata la capitale di un risveglio civile: un milione di persone dietro le bandiere palestinesi, gli striscioni dei sindacati, i collettivi studenteschi e le associazioni che hanno sostenuto la Flotilla. Un’onda che smentisce il “fine settimana lungo” evocato da Giorgia Meloni,: è stato un fine settimana folto di persone, di resistenza, di rabbia e di dignità.<br /> Mentre il Paese si muove, il governo resta immobile. Giorgia Meloni e Antonio Tajani parlano di “rimpatri” e “liberatorie”, ma tacciono sulle testimonianze dei prigionieri: uomini e donne costretti a stare ore inginocchiati, privati del sonno, derisi, filmati mentre venivano obbligati a sventolare bandiere israeliane. Anche Greta Thunberg sarebbe stata rinchiusa in una cella infestata da cimici e costretta a baciare la bandiera israeliana. Da Tel Aviv non arrivano smentite. Da Roma, solo silenzio.<br /> E mentre si tace sulle violazioni, si prepara un piano di pace che è l’ennesimo inganno. L’intesa che Trump, Netanyahu e Meloni stanno apparecchiando mira a far finire l’occupazione non restituendo libertà, ma legalizzandola. Vogliono trasformare Gaza in una “zona amministrata”, un protettorato travestito da ricostruzione, dove Israele manterrà il controllo militare e gli alleati occidentali si abbuffano al banchetto. È la pace dei vincitori, quella che cancella le vittime e riscrive il diritto internazionale a uso dei carnefici.<br /> Eppure, nonostante tutto, qualcuno continua a salpare. La nave Conscience, con a bordo medici e infermieri, è partita da Catania e naviga verso Gaza sotto il sorvolo degli aerei israeliani. È la prova che la pace non si firma nei palazzi: si costruisce nei corpi che resistono.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #33</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-33--68005932</link><description><![CDATA[Le piazze oggi sono un porto di terra: cento cortei, oltre due milioni di persone, studenti e lavoratori che occupano strade e stazioni come corridoi umanitari dove la merce non passa e la coscienza sì. È la “ciurma senza nave” della Global Sumud Flotilla che continua a navigare sull’asfalto: blocchi ai binari, porti chiusi ai TIR, assemblee trasformate in carte nautiche di un Paese che non vuole essere complice. A Bologna, Milano, Torino la marea è visibile anche a chi non vuole veeere. .<br /><br /> A Palazzo Chigi si mastica imbarazzo. Prima l’idea di far pagare il rientro agli attivisti, poi la corsa del Viminale e della Farnesina a inseguire la narrativa dei “disagi senza vantaggi” mentre le immagini dell’abbordaggio in acque internazionali fanno il giro del mondo. Perfino la tempistica dei contatti consolari e l’assistenza legale è contestata: udienze fissate senza avvertire i difensori, trasferimenti lampo. Una gestione che assomiglia più a una resa di dignità che a una politica estera.<br /><br /> Nel porto di Ashdod la scena più raccapricciante: Itamar Ben-Gvir passeggia tra i recinti, indica i fermati e li chiama «terroristi», sale sulle navi come fossero trofei. È il ministro che trasforma i diritti in propaganda, mentre alcuni attivisti vengono spostati a Ketziot e i legali denunciano abusi. La criminalizzazione come metodo, l’umiliazione come messaggio.<br /><br /> Intanto Gaza sanguina. Dall’alba nuovi bombardamenti su case e “zone sicure”: decine di morti solo oggi, il bilancio complessivo supera i 66 mila. Restano famiglie sepolte, quartieri rasi al suolo, ospedali al collasso e una città svuotata a colpi di ordini di evacuazione e esplosivi radiocomandati. La ciurma di terra lo sa: la rotta non è finita finché non c’è protezione, corridoi veri, tregua, giustizia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68005932</guid><pubDate>Sat, 04 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/68005932/imported_8b61a8d4_df4b_4347_b38a_6fe2ec83b08f.mp3" length="1777998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le piazze oggi sono un porto di terra: cento cortei, oltre due milioni di persone, studenti e lavoratori che occupano strade e stazioni come corridoi umanitari dove la merce non passa e la coscienza sì. 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Perfino la tempistica dei contatti consolari e l’assistenza legale è contestata: udienze fissate senza avvertire i difensori, trasferimenti lampo. Una gestione che assomiglia più a una resa di dignità che a una politica estera.<br /><br /> Nel porto di Ashdod la scena più raccapricciante: Itamar Ben-Gvir passeggia tra i recinti, indica i fermati e li chiama «terroristi», sale sulle navi come fossero trofei. È il ministro che trasforma i diritti in propaganda, mentre alcuni attivisti vengono spostati a Ketziot e i legali denunciano abusi. La criminalizzazione come metodo, l’umiliazione come messaggio.<br /><br /> Intanto Gaza sanguina. Dall’alba nuovi bombardamenti su case e “zone sicure”: decine di morti solo oggi, il bilancio complessivo supera i 66 mila. Restano famiglie sepolte, quartieri rasi al suolo, ospedali al collasso e una città svuotata a colpi di ordini di evacuazione e esplosivi radiocomandati. La ciurma di terra lo sa: la rotta non è finita finché non c’è protezione, corridoi veri, tregua, giustizia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #32</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-32--67993247</link><description><![CDATA[Gli occhi restano su Gaza. La Croce Rossa ha sospeso le attività a Gaza City e ha ridislocato il personale più a sud per l’escalation: chi resta al nord viene spinto alla fuga da un ultimatum che parla di «ultima opportunità» per lasciare la città, con il ministro Katz che avverte che chi rimane sarà trattato da «terrorista o sostenitore». Fame, ospedali al limite, vie di fuga a singhiozzo: è la fotografia di oggi.<br /> Intanto si chiama “pace” un piano che non promette diritti. Il progetto di Donald Trump è accolto con favore da Bruxelles e da diverse capitali europee; Roma si allinea, ringrazia Washington e si dice pronta a «fare la sua parte». È qui la frattura: le piazze chiedono un cessate il fuoco reale e corridoi umanitari veri, non una normalizzazione senza sbocco politico.<br /> In mare, la missione è di fatto conclusa. Israele ha molte imbarcazioni e circa duecento attivisti sono stati fermati e trasferiti ad Ashdod per l’identificazione. Le espulsioni sono già in corso e il governo italiano conferma che i connazionali saranno rimpatriati. Si chiamano deportazioni. <br /> Resta però un gesto ostinato: la Mikeno ha toccato le acque palestinesi prima di perdere contatto. L’esercito israeliano smentisce, ma il simbolo è già lì, nella rotta che ha bucato la rassegnazione. In un Mediterraneo militarizzato, una barca civile ha ricordato che il blocco non è un destino, ma una scelta politica che produce fame.<br /> Nella vita bisogna decidere se essere come Antonio Tajani, che balbetta sul diritto internazionale oppure come la Mikeno, piccola e testarda, che ha tenuto la prua verso Gaza per ricordarci che dignità e legalità non si espellono e non si rimpatriano.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67993247</guid><pubDate>Fri, 03 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67993247/imported_649f0991_3ca9_4a3b_b961_cf538758e1f9.mp3" length="1758772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli occhi restano su Gaza. 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È qui la frattura: le piazze chiedono un cessate il fuoco reale e corridoi umanitari veri, non una normalizzazione senza sbocco politico.<br /> In mare, la missione è di fatto conclusa. Israele ha molte imbarcazioni e circa duecento attivisti sono stati fermati e trasferiti ad Ashdod per l’identificazione. Le espulsioni sono già in corso e il governo italiano conferma che i connazionali saranno rimpatriati. Si chiamano deportazioni. <br /> Resta però un gesto ostinato: la Mikeno ha toccato le acque palestinesi prima di perdere contatto. L’esercito israeliano smentisce, ma il simbolo è già lì, nella rotta che ha bucato la rassegnazione. In un Mediterraneo militarizzato, una barca civile ha ricordato che il blocco non è un destino, ma una scelta politica che produce fame.<br /> Nella vita bisogna decidere se essere come Antonio Tajani, che balbetta sul diritto internazionale oppure come la Mikeno, piccola e testarda, che ha tenuto la prua verso Gaza per ricordarci che dignità e legalità non si espellono e non si rimpatriano.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #31</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-31--67978460</link><description><![CDATA[La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza.<br /> La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo.<br /> Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano.<br /> È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita.<br /> La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67978460</guid><pubDate>Thu, 02 Oct 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67978460/imported_0ff88be0_f94e_44d2_a994_71aa886f0674.mp3" length="1954377" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. 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Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo.<br /> Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano.<br /> È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita.<br /> La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #30</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-30--67959079</link><description><![CDATA[Scriviamo queste righe dal futuro. È il trentesimo giorno di navigazione e la notte che ci attende può diventare il “giorno zero”: la fregata italiana abbandonerà la scorta per non disturbare un governo che chiude gli occhi sul genocidio a Gaza. Questa notte – per voi che leggete è già ieri – la Flotilla entrerà nella cosiddetta “zona rossa”, dove Israele da anni agisce impunemente contro il diritto internazionale.<br /> Il punto non sono le barche, né i pettegolezzi della politica italiana. Il punto è Gaza. Nelle ultime ore almeno 31 persone sono state uccise dai raid israeliani. Il nuovo piano firmato da Trump e Netanyahu parla di ricostruzione e disarmo, ma disegna ancora una prigione a cielo aperto, con il carceriere che decide tempi e modi della sopravvivenza.<br /> La Commissione d’inchiesta dell’ONU ha già qualificato le azioni di Israele come genocidio: distruzione sistematica, fame usata come arma, dichiarazioni dei leader che parlano di “spoliazione”. Ogni governo che tace si rende complice.<br /> La Global Sumud Flotilla è lo specchio che costringe a guardare questa vergogna. Decine di imbarcazioni da 44 paesi portano aiuti e chiedono libertà di passaggio. L’Italia ha deciso di ritirare la sua fregata a 150 miglia dalla costa, invocando “esaurimento del rischio”. Ma in quelle 150 miglia si gioca il senso della nostra presenza: resistere dove gli altri si voltano, testimoniare ciò che accade nella zona proibita.<br /> Se stanotte il mare coprirà le voci di sirene e bombe, almeno resterà questo diario: la prova che qualcuno non ha accettato il silenzio. Domani, se resisteremo, il mondo saprà che c’era chi ha avuto il coraggio di guardare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67959079</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 02:17:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67959079/imported_a2318c93_9d5d_4ca5_8c50_e717794a48ed.mp3" length="1737874" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Scriviamo queste righe dal futuro. 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Il nuovo piano firmato da Trump e Netanyahu parla di ricostruzione e disarmo, ma disegna ancora una prigione a cielo aperto, con il carceriere che decide tempi e modi della sopravvivenza.<br /> La Commissione d’inchiesta dell’ONU ha già qualificato le azioni di Israele come genocidio: distruzione sistematica, fame usata come arma, dichiarazioni dei leader che parlano di “spoliazione”. Ogni governo che tace si rende complice.<br /> La Global Sumud Flotilla è lo specchio che costringe a guardare questa vergogna. Decine di imbarcazioni da 44 paesi portano aiuti e chiedono libertà di passaggio. L’Italia ha deciso di ritirare la sua fregata a 150 miglia dalla costa, invocando “esaurimento del rischio”. Ma in quelle 150 miglia si gioca il senso della nostra presenza: resistere dove gli altri si voltano, testimoniare ciò che accade nella zona proibita.<br /> Se stanotte il mare coprirà le voci di sirene e bombe, almeno resterà questo diario: la prova che qualcuno non ha accettato il silenzio. Domani, se resisteremo, il mondo saprà che c’era chi ha avuto il coraggio di guardare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #29</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-29--67946108</link><description><![CDATA[La Global Sumud Flotilla è a trecento miglia dalle acque palestinesi. Dopo quattromila chilometri di navigazione, la distanza residua misura la tensione politica che accompagna la missione. In mare ci sono barche già colpite da due attacchi di droni, danneggiate ma non fermate. A terra ci sono piazze piene, sindacati, studenti e lavoratori che il 22 settembre hanno scioperato in solidarietà con Gaza e con gli equipaggi.<br /><br /> Il messaggio dei portuali resta scolpito: «Se toccano la GSF blocchiamo tutto». È l’eco che accompagna la rotta verso Sud e che ricorda lotte capaci di trasformare la solidarietà in forza materiale. La protezione non arriva solo dal mare: passa dalle piazze e dall’attenzione pubblica che obbliga i governi a smettere di fingere neutralità.<br /><br /> Domenica 28 settembre la delegazione italiana ha incontrato il ministro Crosetto. Nessun impegno ne è uscito. La portavoce Maria Elena Delia lo ha detto: l’assenza di azioni equivale a complicità con chi perpetua violazioni del diritto internazionale. Mentre l’ONU e la Corte penale parlano di genocidio, l’Italia continua a fornire armi e a mantenere accordi commerciali con Israele.<br /><br /> La richiesta è chiara: sanzioni, stop alle forniture militari, iniziative diplomatiche per corridoi umanitari e indagini indipendenti. Non sono parole radicali: sono misure già previste dalle convenzioni sottoscritte dall’Italia.<br /><br /> Il giorno 29 della Flotilla è un tempo sospeso: davanti c’è il Mediterraneo orientale, dietro un Paese che deve scegliere se essere spettatore o parte attiva nella difesa dei diritti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67946108</guid><pubDate>Tue, 30 Sep 2025 00:48:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67946108/imported_c60ab5f4_c424_4847_85af_32dcae8a5ad4.mp3" length="1581975" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Global Sumud Flotilla è a trecento miglia dalle acque palestinesi. Dopo quattromila chilometri di navigazione, la distanza residua misura la tensione politica che accompagna la missione. In mare ci sono barche già colpite da due attacchi di droni,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Global Sumud Flotilla è a trecento miglia dalle acque palestinesi. Dopo quattromila chilometri di navigazione, la distanza residua misura la tensione politica che accompagna la missione. In mare ci sono barche già colpite da due attacchi di droni, danneggiate ma non fermate. A terra ci sono piazze piene, sindacati, studenti e lavoratori che il 22 settembre hanno scioperato in solidarietà con Gaza e con gli equipaggi.<br /><br /> Il messaggio dei portuali resta scolpito: «Se toccano la GSF blocchiamo tutto». È l’eco che accompagna la rotta verso Sud e che ricorda lotte capaci di trasformare la solidarietà in forza materiale. La protezione non arriva solo dal mare: passa dalle piazze e dall’attenzione pubblica che obbliga i governi a smettere di fingere neutralità.<br /><br /> Domenica 28 settembre la delegazione italiana ha incontrato il ministro Crosetto. Nessun impegno ne è uscito. La portavoce Maria Elena Delia lo ha detto: l’assenza di azioni equivale a complicità con chi perpetua violazioni del diritto internazionale. Mentre l’ONU e la Corte penale parlano di genocidio, l’Italia continua a fornire armi e a mantenere accordi commerciali con Israele.<br /><br /> La richiesta è chiara: sanzioni, stop alle forniture militari, iniziative diplomatiche per corridoi umanitari e indagini indipendenti. Non sono parole radicali: sono misure già previste dalle convenzioni sottoscritte dall’Italia.<br /><br /> Il giorno 29 della Flotilla è un tempo sospeso: davanti c’è il Mediterraneo orientale, dietro un Paese che deve scegliere se essere spettatore o parte attiva nella difesa dei diritti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>99</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #28</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-28--67934068</link><description><![CDATA[Nelle ultime 24 ore almeno 83 palestinesi sono stati uccisi in raid israeliani che hanno colpito aree vicine a ospedali ancora operativi, tra cui Al-Shifa e Al-Ahli. In una sola giornata le aree sanitarie si sono trasformate in zone di morte, con parti effettuati per strada e medici che operano senza strumenti.<br /> La morte segna una media di circa 1.500 vittime al mese; tra queste, dal 50 al 70 per cento sono donne e bambini. Le 36 strutture mediche della Striscia sono state colpite almeno 720 volte, con 920 decessi legati direttamente a quegli attacchi. In quasi due anni di conflitto, praticamente ogni ospedale è stato danneggiato o distrutto.<br /> Come può fermarsi la Global Sumud Flotilla? Dopo le avarie e gli attacchi con droni che hanno costretto alcune imbarcazioni a fermarsi, le unità rimaste in mare hanno redistribuito gli equipaggi e potenziato i sistemi di navigazione. La rotta è tracciata verso la zona più pericolosa, con nuove barche pronte a unirsi da porti del Mediterraneo. Mancano pochi giorni. <br /> A Roma la delegazione italiana ha avuto contatti con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di “rischi drammatici” nel tentativo di forzare il blocco. Dall’altra parte i partiti di opposizione hanno ricevuto gli attivisti ribadendo che il diritto agli aiuti umanitari non può essere subordinato a calcoli diplomatici.<br /> Qualcuno riduce la missione a un’operazione politica. Lo è, certo. Perché non c’è nulla di più politico che pretendere che vengano sfamati gli affamati, curati i malati, liberati gli oppressi. Quando chiedi diritti fondamentali, non fai propaganda: chiedi giustizia. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67934068</guid><pubDate>Mon, 29 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67934068/imported_7bcacbc0_2a8b_4bac_895e_a891f72e0da9.mp3" length="1712378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle ultime 24 ore almeno 83 palestinesi sono stati uccisi in raid israeliani che hanno colpito aree vicine a ospedali ancora operativi, tra cui Al-Shifa e Al-Ahli. 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Dopo le avarie e gli attacchi con droni che hanno costretto alcune imbarcazioni a fermarsi, le unità rimaste in mare hanno redistribuito gli equipaggi e potenziato i sistemi di navigazione. La rotta è tracciata verso la zona più pericolosa, con nuove barche pronte a unirsi da porti del Mediterraneo. Mancano pochi giorni. <br /> A Roma la delegazione italiana ha avuto contatti con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di “rischi drammatici” nel tentativo di forzare il blocco. Dall’altra parte i partiti di opposizione hanno ricevuto gli attivisti ribadendo che il diritto agli aiuti umanitari non può essere subordinato a calcoli diplomatici.<br /> Qualcuno riduce la missione a un’operazione politica. Lo è, certo. Perché non c’è nulla di più politico che pretendere che vengano sfamati gli affamati, curati i malati, liberati gli oppressi. Quando chiedi diritti fondamentali, non fai propaganda: chiedi giustizia. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #27</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-27--67925896</link><description><![CDATA[Sono le stesse imbarcazioni che Giorgia Meloni aveva bollato come un gioco «gratuito, pericoloso e irresponsabile», accusando gli organizzatori di strumentalizzare Gaza e di mettere in difficoltà il suo governo. Quella derisione inaugurale si piega ora al peso politico della missione: chi un tempo derideva quel viaggio adesso cerca di morderne i margini. <br /> Ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto una lunga conversazione con Maria Elena Delia, la responsabile della delegazione italiana imbarcata. Tajani ha richiamato i “rischi” di forzare il blocco navale israeliano, suggerendo prudenza e disponendo un’apertura al dialogo su possibili corridoi umanitari. Delia ha ribadito: «Andiamo avanti, ma siamo disponibili a mediazioni».<br /> La politica italiana è costretta ora a misurarsi con quella flotta – non come evento simbolico ma come realtà che spinge, domanda e sfida. Le accuse, gli scherni, i riflessi in Aula non bastano più: la flotilla reclama presenza, protezione, rispetto del diritto internazionale. <br /> Intanto nelle ultime 24 ore, i raid israeliani su Gaza hanno ucciso almeno 82 palestinesi dall’alba, con 45 vittime a Gaza City. In alcuni casi, interi nuclei familiari sono stati colpiti nella loro abitazione, altri mentre cercavano scampo o accesso ad aiuti. I bombardamenti hanno investito anche zone densamente popolate, magazzini di sfollati, quartieri residenziali sotto assedio. <br /> Una proposta di tregua vacilla fra le diplomazie, mentre la carne dei civili – donne, bambini, anziani – continua a essere martoriata. Quello è il punto, lì stanno gli occhi, lì deve spirare il vento. Per le barche, per spegnere il genocidio, per aprire un corridoio umanitario. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67925896</guid><pubDate>Sun, 28 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67925896/imported_e215ebf6_28e5_427c_99f2_eedbc4d7bf44.mp3" length="1627951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono le stesse imbarcazioni che Giorgia Meloni aveva bollato come un gioco «gratuito, pericoloso e irresponsabile», accusando gli organizzatori di strumentalizzare Gaza e di mettere in difficoltà il suo governo. 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Le accuse, gli scherni, i riflessi in Aula non bastano più: la flotilla reclama presenza, protezione, rispetto del diritto internazionale. <br /> Intanto nelle ultime 24 ore, i raid israeliani su Gaza hanno ucciso almeno 82 palestinesi dall’alba, con 45 vittime a Gaza City. In alcuni casi, interi nuclei familiari sono stati colpiti nella loro abitazione, altri mentre cercavano scampo o accesso ad aiuti. I bombardamenti hanno investito anche zone densamente popolate, magazzini di sfollati, quartieri residenziali sotto assedio. <br /> Una proposta di tregua vacilla fra le diplomazie, mentre la carne dei civili – donne, bambini, anziani – continua a essere martoriata. Quello è il punto, lì stanno gli occhi, lì deve spirare il vento. Per le barche, per spegnere il genocidio, per aprire un corridoio umanitario. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #26</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-26--67913596</link><description><![CDATA[Mattarella ha lanciato un imperativo: «consegnate gli aiuti in sicurezza», invitando la Flotilla ad accettare la mediazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme per far arrivare il materiale a Gaza. In altri termini, consegnare a Cipro e rinunciare al mare aperto.<br /> Ma qui sta il punto: non è questione di modalità o di sicurezza, è questione di cosa stiamo parlando. Si parla ossessivamente delle barche, come se fossero il nocciolo del problema; mai si nomina il massacro sistematico, lo sterminio di una popolazione assediata. L’ossessione diventa quella dell’attraversamento “da non rischiare”, mai quella dell’ecatombe quotidiana.<br /> Eppure il diritto internazionale è chiarissimo: la navigazione in acque internazionali non può essere ostacolata, men che meno da attacchi armati. Pretendere che la Flotilla cambi rotta equivale ad ammettere che Israele possa violare la legge senza conseguenze, mentre chi la rispetta deve cedere.<br /> Il centro del discorso si sposta così dal genocidio all’“incertezza” del viaggio. È il solito cortocircuito: si discute delle barche per non discutere delle bombe.<br /> Intanto a Gaza la morte non concede tregua. Nelle ultime 24 ore ottantacinque persone sono state uccise dai bombardamenti israeliani, tra cui numerosi bambini. A Gaza City un raid ha colpito una casa che ospitava sfollati: almeno diciannove vittime. Decine sono rimaste intrappolate sotto le macerie nei quartieri assediati. <br /> Così, mentre i palazzi del potere parlano delle imbarcazioni, sotto quei cieli di fuoco si consuma un massacro silenzioso, una pulizia pianificata. Nessuna esitazione: a vele spiegate, verso il genocidio, è lì che si punta.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67913596</guid><pubDate>Sat, 27 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67913596/imported_23f868e1_8e00_4c53_a6d0_90dd66449317.mp3" length="1574452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mattarella ha lanciato un imperativo: «consegnate gli aiuti in sicurezza», invitando la Flotilla ad accettare la mediazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme per far arrivare il materiale a Gaza. 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Pretendere che la Flotilla cambi rotta equivale ad ammettere che Israele possa violare la legge senza conseguenze, mentre chi la rispetta deve cedere.<br /> Il centro del discorso si sposta così dal genocidio all’“incertezza” del viaggio. È il solito cortocircuito: si discute delle barche per non discutere delle bombe.<br /> Intanto a Gaza la morte non concede tregua. Nelle ultime 24 ore ottantacinque persone sono state uccise dai bombardamenti israeliani, tra cui numerosi bambini. A Gaza City un raid ha colpito una casa che ospitava sfollati: almeno diciannove vittime. Decine sono rimaste intrappolate sotto le macerie nei quartieri assediati. <br /> Così, mentre i palazzi del potere parlano delle imbarcazioni, sotto quei cieli di fuoco si consuma un massacro silenzioso, una pulizia pianificata. Nessuna esitazione: a vele spiegate, verso il genocidio, è lì che si punta.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>99</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #25</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-25--67902376</link><description><![CDATA[Le parole del governo italiano sulla Global Sumud Flotilla continuano a oscillare tra la condanna rituale e il paternalismo. Il ministro Crosetto ha detto che «nessuno può garantire sicurezza fuori dalle acque internazionali» e che gli aiuti «potrebbero essere scaricati a Cipro». Una formula che traduce in pratica l’ignavia: fingere di proteggere, mentre si accetta la riscrittura israeliana del diritto internazionale.<br /> Dal mare arriva invece la chiarezza della Flotilla. Ieri Mandla Mandela ha ricordato che «non ci fermeremo finché il genocidio non sarà fermato e gli aiuti non fluiranno liberamente». Yasmin Al-Qadhi, giornalista e attivista yemenita, ha denunciato la fabbrica di menzogne che accompagna ogni aggressione: come nel 2010 con la Mavi Marmara, così oggi Israele diffonde accuse inventate per giustificare la violenza. E l’avvocata palestinese Lamis J. Deek ha ribadito che il blocco di Gaza «non ha alcuna base legale», e che l’intercettazione di navi civili in acque internazionali è un crimine.<br /> Le ultime ore da Gaza raccontano l’urgenza di questa missione. Secondo il ministero della salute, i raid israeliani hanno ucciso almeno 17 persone, tra cui 10 bambini, solo nella notte scorsa. Il bilancio complessivo ha ormai superato i 65.400 morti e i 167.000 feriti, con più di 20.000 bambini uccisi dall’inizio dei bombardamenti. In una sola settimana, dal 17 al 24 settembre, si sono aggiunti 357 morti e oltre 1.400 feriti.<br /> Il genocidio intanto continua. Il governo di Israele è un governo assassino. L’affidabilità di Israele si misura sul sangue e sulle macerie di Gaza. Queste sono le notizie su cui tenere gli occhi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67902376</guid><pubDate>Fri, 26 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67902376/imported_303d4a34_b9c7_4082_8152_9c116a790605.mp3" length="1660551" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le parole del governo italiano sulla Global Sumud Flotilla continuano a oscillare tra la condanna rituale e il paternalismo. 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Yasmin Al-Qadhi, giornalista e attivista yemenita, ha denunciato la fabbrica di menzogne che accompagna ogni aggressione: come nel 2010 con la Mavi Marmara, così oggi Israele diffonde accuse inventate per giustificare la violenza. E l’avvocata palestinese Lamis J. Deek ha ribadito che il blocco di Gaza «non ha alcuna base legale», e che l’intercettazione di navi civili in acque internazionali è un crimine.<br /> Le ultime ore da Gaza raccontano l’urgenza di questa missione. Secondo il ministero della salute, i raid israeliani hanno ucciso almeno 17 persone, tra cui 10 bambini, solo nella notte scorsa. Il bilancio complessivo ha ormai superato i 65.400 morti e i 167.000 feriti, con più di 20.000 bambini uccisi dall’inizio dei bombardamenti. In una sola settimana, dal 17 al 24 settembre, si sono aggiunti 357 morti e oltre 1.400 feriti.<br /> Il genocidio intanto continua. Il governo di Israele è un governo assassino. L’affidabilità di Israele si misura sul sangue e sulle macerie di Gaza. Queste sono le notizie su cui tenere gli occhi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #24</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-24--67882378</link><description><![CDATA[Nella notte, a sud di Creta, la flotta è stata circondata e colpita da droni: esplosioni in serie, interferenze radio, polveri urticanti. Almeno undici imbarcazioni danneggiate, nessun ferito grave, equipaggi in assetto di sicurezza. È il terzo attacco in poche settimane: la Spectre ha registrato un bagliore netto in mare alle 1.43. La missione ribadisce che proseguirà la rotta verso Gaza. <br /><br /> La politica italiana, travolta dai fatti, ha dovuto finalmente esporsi. Guido Crosetto, dopo essersi coordinato con lo Stato Maggiore, ha ordinato alla Marina di dirottare la fregata Fasan nell’area: «assistenza ai cittadini italiani», «condanna più dura» per gli attacchi. È una svolta rispetto ai giorni delle cautele e dei “vedremo”: quando la cronaca bussa con il metallo dei droni, l’ambiguità non regge. <br /><br /> Antonio Tajani ha chiesto a Israele «tutela» e «rispetto del diritto internazionale» per chi è a bordo. Giorgia Meloni, che fin qui aveva bollato la traversata come inutile e simbolica, è costretta a inseguire: parla di responsabilità altrui, ma la sola irresponsabilità oggi è quella di chi continua a finanziare e coprire un genocidio. La Flotilla non è una bravata: è un promemoria di legalità sul mare aperto. <br /><br /> Intanto, a Gaza, il conto delle ultime 24 ore è l’ennesima ferita aperta: almeno 37 morti aggiunti alla cifra mostruosa che ha superato i 65 mila, ospedali al collasso, corridoi trasformati in reparti. Il mondo discute, le cancellerie sfumano, ma nelle corsie restano bambini senza analgesici e feriti senza ossigeno. È a loro che guardano le barche colpite stanotte. Ed è su di loro che si misurano verità e menzogne della politica.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67882378</guid><pubDate>Thu, 25 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67882378/imported_69933d97_e847_490a_b8f0_df74379fca74.mp3" length="1724499" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nella notte, a sud di Creta, la flotta è stata circondata e colpita da droni: esplosioni in serie, interferenze radio, polveri urticanti. Almeno undici imbarcazioni danneggiate, nessun ferito grave, equipaggi in assetto di sicurezza. È il terzo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella notte, a sud di Creta, la flotta è stata circondata e colpita da droni: esplosioni in serie, interferenze radio, polveri urticanti. Almeno undici imbarcazioni danneggiate, nessun ferito grave, equipaggi in assetto di sicurezza. È il terzo attacco in poche settimane: la Spectre ha registrato un bagliore netto in mare alle 1.43. La missione ribadisce che proseguirà la rotta verso Gaza. <br /><br /> La politica italiana, travolta dai fatti, ha dovuto finalmente esporsi. Guido Crosetto, dopo essersi coordinato con lo Stato Maggiore, ha ordinato alla Marina di dirottare la fregata Fasan nell’area: «assistenza ai cittadini italiani», «condanna più dura» per gli attacchi. È una svolta rispetto ai giorni delle cautele e dei “vedremo”: quando la cronaca bussa con il metallo dei droni, l’ambiguità non regge. <br /><br /> Antonio Tajani ha chiesto a Israele «tutela» e «rispetto del diritto internazionale» per chi è a bordo. Giorgia Meloni, che fin qui aveva bollato la traversata come inutile e simbolica, è costretta a inseguire: parla di responsabilità altrui, ma la sola irresponsabilità oggi è quella di chi continua a finanziare e coprire un genocidio. La Flotilla non è una bravata: è un promemoria di legalità sul mare aperto. <br /><br /> Intanto, a Gaza, il conto delle ultime 24 ore è l’ennesima ferita aperta: almeno 37 morti aggiunti alla cifra mostruosa che ha superato i 65 mila, ospedali al collasso, corridoi trasformati in reparti. Il mondo discute, le cancellerie sfumano, ma nelle corsie restano bambini senza analgesici e feriti senza ossigeno. È a loro che guardano le barche colpite stanotte. Ed è su di loro che si misurano verità e menzogne della politica.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #23</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-23--67870953</link><description><![CDATA[Global Sumud Flotilla risponde all’ennesimo tentativo di Israele di piegare il diritto internazionale ai propri interessi. La richiesta di “attraccare e trasferire” gli aiuti umanitari al porto di Ashkelon non è una misura logistica, ma parte integrante del blocco illegale. Amnesty e Human Rights Watch hanno condannato pratiche simili come violazioni del diritto umanitario e strumenti per ritardare e negare l’assistenza. Parlare di “sicurezza” è un pretesto per esercitare controllo e trasformare soccorsi civili in merce di scambio. Etichettare la flotta come minaccia significa legittimare l’uso della forza contro chi porta aiuti.<br /><br /> Mentre Israele fabbrica cavilli, Gaza continua a contare i morti. Nella notte almeno 37 persone sono state uccise nei raid, altre 17 all’alba, e dodici strutture dell’Unrwa sono state colpite a Gaza City. Gli ospedali senza carburante parlano di “morte certa”. Numeri che non sono statistiche ma volti cancellati: bambini, donne, uomini privati di acqua, cure, cibo. E mentre a Roma si tace, a Madrid il premier Sanchez chiede all’Onu misure immediate per proteggere i civili palestinesi, dimostrando che la responsabilità politica non è un optional.<br /><br /> In Italia la voce resta quella delle piazze. Una società civile che ricorda al governo che il silenzio è complicità. La flottiglia naviga, e a terra una rete di mani tiene la rotta. La ciurma di terra protegge. Ricordarselo sempre. Gli occhi sono su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67870953</guid><pubDate>Wed, 24 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67870953/imported_027e4f07_9f14_4617_8713_aa857bf4636b.mp3" length="1448646" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Global Sumud Flotilla risponde all’ennesimo tentativo di Israele di piegare il diritto internazionale ai propri interessi. 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Nella notte almeno 37 persone sono state uccise nei raid, altre 17 all’alba, e dodici strutture dell’Unrwa sono state colpite a Gaza City. Gli ospedali senza carburante parlano di “morte certa”. Numeri che non sono statistiche ma volti cancellati: bambini, donne, uomini privati di acqua, cure, cibo. E mentre a Roma si tace, a Madrid il premier Sanchez chiede all’Onu misure immediate per proteggere i civili palestinesi, dimostrando che la responsabilità politica non è un optional.<br /><br /> In Italia la voce resta quella delle piazze. Una società civile che ricorda al governo che il silenzio è complicità. La flottiglia naviga, e a terra una rete di mani tiene la rotta. La ciurma di terra protegge. Ricordarselo sempre. Gli occhi sono su Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>91</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-22--67854921</link><description><![CDATA[Le piazze italiane ieri hanno parlato con numeri che non si possono cancellare: centinaia di migliaia di persone, 50mila solo a Roma, 15mila a Napoli, migliaia a Torino, Firenze, Genova, Cagliari, Bari. Dai porti alle scuole, dalle fabbriche alle università, lo sciopero generale ha bloccato pezzi interi del Paese. Non è stata una sommatoria di cortei, è stato un unico corpo che si è alzato in piedi contro il genocidio a Gaza.<br /> Ogni bandiera palestinese appesa ai balconi, ogni presidio nelle piazze, ogni linea di produzione ferma, ogni aula occupata è stato un messaggio diretto al governo: le vostre scelte di fiancheggiamento, la complicità con la guerra, non sono la voce dell’Italia. L’Italia rifiuta lo sterminio del popolo palestinese, condanna la vendita di armi a Israele e respinge la solidarietà offerta a soldati che hanno massacrato bambini e civili. Ogni contratto di fornitura firmato in queste settimane è una ferita alla memoria di chi ha combattuto per la libertà.<br /> Questo movimento per la pace è l’Italia che si riconosce nell’umanità e urla: «Non in nostro nome». È la promessa di una sopravvivenza collettiva che non è semplice memoria, ma scelta quotidiana di vita.<br /> E mentre le piazze gridavano, i politici di governo balbettavano accuse di “violenza”, fingendo di non vedere la loro. Parlano di ordine pubblico quelli che pagano bombe, fiancheggiano un genocidio, ammazzano di fame e di ordigni donne e bambini. Sono gli stessi che stringono le mani insanguinate di Netanyahu. Sono gli stessi che ieri, davanti a mezzo milione di persone, hanno provato a indossare i panni delle maestrine del decoro. La vergogna è tutta loro.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67854921</guid><pubDate>Tue, 23 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67854921/imported_a49d38cf_afd1_47f3_8ceb_024dcd9c1d97.mp3" length="1722409" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le piazze italiane ieri hanno parlato con numeri che non si possono cancellare: centinaia di migliaia di persone, 50mila solo a Roma, 15mila a Napoli, migliaia a Torino, Firenze, Genova, Cagliari, Bari. 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Ogni contratto di fornitura firmato in queste settimane è una ferita alla memoria di chi ha combattuto per la libertà.<br /> Questo movimento per la pace è l’Italia che si riconosce nell’umanità e urla: «Non in nostro nome». È la promessa di una sopravvivenza collettiva che non è semplice memoria, ma scelta quotidiana di vita.<br /> E mentre le piazze gridavano, i politici di governo balbettavano accuse di “violenza”, fingendo di non vedere la loro. Parlano di ordine pubblico quelli che pagano bombe, fiancheggiano un genocidio, ammazzano di fame e di ordigni donne e bambini. Sono gli stessi che stringono le mani insanguinate di Netanyahu. Sono gli stessi che ieri, davanti a mezzo milione di persone, hanno provato a indossare i panni delle maestrine del decoro. La vergogna è tutta loro.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #21</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-21--67842818</link><description><![CDATA[Oggi l’Italia si ferma. Sciopero generale proclamato dai sindacati di base: trasporti, scuole, porti, logistica, taxi. Non è un capriccio di categoria, è un atto politico che riguarda tutti, anche chi si illude di essere estraneo. Perché davanti a un genocidio non esistono spettatori innocenti: l’inerzia è complicità.<br /><br /> A Gaza la notte ha portato altri morti. Più di settanta nelle ultime ventiquattr’ore, cinquantasei solo a Gaza City. Gli ospedali non riescono più a curare, l’acqua manca, i medicinali finiscono. Le Nazioni Unite parlano di quasi mezzo milione di sfollati: un’intera città svuotata, un popolo in fuga sotto le bombe. Ogni giorno che passa aggiunge un livello di barbarie che inchioda chi tace.<br /><br /> La Global Sumud Flotilla intanto avanza verso Creta. Non l’hanno fermata i droni. Non la sfiorano le malelingue . Israele bolla la flottiglia come “iniziativa jihadista”, ma a bordo ci sono solo civili, attivisti, operatori umanitari. Anche Greta Thunberg, uscita dal comitato direttivo, continua a essere a bordo.<br /><br /> Giorno ventuno. Oggi la ciurma di mare prosegue e la ciurma di terra sciopera. È lo stesso fronte: rompere la normalità dell’orrore, spazzare via l’indifferenza. Perché chi oggi non sciopera si rassegna all’idea che il genocidio sia parte della routine. E la routine dell’orrore è già barbarie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67842818</guid><pubDate>Mon, 22 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67842818/imported_97609f72_2512_4e3b_a5af_16afa9c2ba09.mp3" length="1271849" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi l’Italia si ferma. 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Ogni giorno che passa aggiunge un livello di barbarie che inchioda chi tace.<br /><br /> La Global Sumud Flotilla intanto avanza verso Creta. Non l’hanno fermata i droni. Non la sfiorano le malelingue . Israele bolla la flottiglia come “iniziativa jihadista”, ma a bordo ci sono solo civili, attivisti, operatori umanitari. Anche Greta Thunberg, uscita dal comitato direttivo, continua a essere a bordo.<br /><br /> Giorno ventuno. Oggi la ciurma di mare prosegue e la ciurma di terra sciopera. È lo stesso fronte: rompere la normalità dell’orrore, spazzare via l’indifferenza. Perché chi oggi non sciopera si rassegna all’idea che il genocidio sia parte della routine. E la routine dell’orrore è già barbarie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>80</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-20--67834116</link><description><![CDATA[Gaza oggi è un frastuono di macerie. Le forze israeliane spingono dentro la città, demolendo palazzi e gallerie mentre la popolazione cerca vie di fuga che non esistono: 65 mila morti secondo il ministero della Sanità di Gaza, decine solo nelle ultime ore. Perfino gli operatori umanitari ricevono un avviso grottesco: «protetti» solo gli ospedali, tutto il resto può essere colpito. Un modo elegante per dire che la vita civile non conta più niente.  <br /><br /> Lunedì 22 settembre tocca a noi, sulla terraferma. La chiamano «ciurma di terra» e non è retorica: è la rete di chi sciopera, presidia, impone all’agenda pubblica una verità che i governi nascondono. I sindacati di base hanno proclamato lo sciopero generale: trasporti, scuole, università a rischio. Non per “stare contro”, ma per navigare controvento finché il vento cambia.  <br /><br /> Dall’altra parte dell’Atlantico, intanto, scricchiola la propaganda. La Casa Bianca spinge un nuovo pacchetto d’armi da 6,4 miliardi di dollari per Israele — elicotteri Apache, veicoli d’assalto, ricambi — mentre anche tra gli elettori MAGA cresce l’idea che i soldi vadano alla pace più che alle armi: il 73% chiede di investire su peacebuilding, non su nuovi ordigni. La fronda non ferma Trump, ma racconta un Paese stanco di finanziare un deserto morale.  <br /><br /> La Flotilla continua il suo viaggio, e noi con lei. La ciurma di terra serve per quello: soffiare, ostinare, pretendere che l’Europa esca dalle sabbie mobili e che l’Italia smetta di balbettare. Lunedì non è un rito: è la rotta. Portiamo il rumore nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle scuole. Anche da terra, siamo noi il vento che sposta le fronde.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67834116</guid><pubDate>Sun, 21 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67834116/imported_a7506215_2d8d_48f6_8936_83b8e1ced78f.mp3" length="1755428" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza oggi è un frastuono di macerie. 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I sindacati di base hanno proclamato lo sciopero generale: trasporti, scuole, università a rischio. Non per “stare contro”, ma per navigare controvento finché il vento cambia.  <br /><br /> Dall’altra parte dell’Atlantico, intanto, scricchiola la propaganda. La Casa Bianca spinge un nuovo pacchetto d’armi da 6,4 miliardi di dollari per Israele — elicotteri Apache, veicoli d’assalto, ricambi — mentre anche tra gli elettori MAGA cresce l’idea che i soldi vadano alla pace più che alle armi: il 73% chiede di investire su peacebuilding, non su nuovi ordigni. La fronda non ferma Trump, ma racconta un Paese stanco di finanziare un deserto morale.  <br /><br /> La Flotilla continua il suo viaggio, e noi con lei. La ciurma di terra serve per quello: soffiare, ostinare, pretendere che l’Europa esca dalle sabbie mobili e che l’Italia smetta di balbettare. Lunedì non è un rito: è la rotta. Portiamo il rumore nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle scuole. Anche da terra, siamo noi il vento che sposta le fronde.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #19</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-19--67827689</link><description><![CDATA[La Global Sumud Flotilla è salpata. Nelle acque di Portopalo erano arrivate le 24 barche provenienti dalla Tunisia, tra cui la Familia Medeira e la Alma, riparate dopo l'attacco dei droni. La flotta, che comprende 18 barche italiane, si ricongiungera' con sei barche che si trovano in Grecia per poi proseguire la navigazione verso Gaza. Israele intanto ha scelto la delegittimazione preventiva, bollando i passeggeri come «un manipolo di terroristi travestiti da pacifisti». Un messaggio che prepara l’opinione pubblica a un eventuale intervento muscolare.<br /> È qui che la ciurma di terra diventa decisiva. Ogni missione navale è esposta alle onde del mare e alle manovre dei governi, ma quella di oggi si regge soprattutto sulla pressione che cittadini e movimenti sapranno esercitare. Lunedì scatterà il primo banco di prova: lo sciopero proclamato dai sindacati di base. Non è solo una giornata di mobilitazione, è il tentativo di costringere gli Stati a dire l’indicibile, a chiamare per nome lo sterminio in corso.<br /> Le provocazioni non mancheranno. L’odore degli editoriali già scritti – quelli che assoceranno le piazze alla violenza, quelli che tenteranno di ribaltare il senso di una protesta – è nell’aria. È un copione noto.<br /> Da Gaza intanto arrivano notizie drammatiche: oltre ottanta morti in poche ore, bombardamenti attorno agli ospedali. L’Organizzazione mondiale della sanità avverte che le strutture sanitarie sono sull’orlo del collasso.<br /> È da queste macerie che parte il viaggio della Flotilla. Il mare non è mai stato così politico: le vele portano medicine e solidarietà, ma soprattutto la prova che esiste ancora chi rifiuta di voltarsi dall’altra parte.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67827689</guid><pubDate>Sat, 20 Sep 2025 01:16:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67827689/imported_92280e73_cd11_4aa6_99f7_9b8c32374bed.mp3" length="1684375" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Global Sumud Flotilla è salpata. Nelle acque di Portopalo erano arrivate le 24 barche provenienti dalla Tunisia, tra cui la Familia Medeira e la Alma, riparate dopo l'attacco dei droni. La flotta, che comprende 18 barche italiane, si ricongiungera'...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Global Sumud Flotilla è salpata. Nelle acque di Portopalo erano arrivate le 24 barche provenienti dalla Tunisia, tra cui la Familia Medeira e la Alma, riparate dopo l'attacco dei droni. La flotta, che comprende 18 barche italiane, si ricongiungera' con sei barche che si trovano in Grecia per poi proseguire la navigazione verso Gaza. Israele intanto ha scelto la delegittimazione preventiva, bollando i passeggeri come «un manipolo di terroristi travestiti da pacifisti». Un messaggio che prepara l’opinione pubblica a un eventuale intervento muscolare.<br /> È qui che la ciurma di terra diventa decisiva. Ogni missione navale è esposta alle onde del mare e alle manovre dei governi, ma quella di oggi si regge soprattutto sulla pressione che cittadini e movimenti sapranno esercitare. Lunedì scatterà il primo banco di prova: lo sciopero proclamato dai sindacati di base. Non è solo una giornata di mobilitazione, è il tentativo di costringere gli Stati a dire l’indicibile, a chiamare per nome lo sterminio in corso.<br /> Le provocazioni non mancheranno. L’odore degli editoriali già scritti – quelli che assoceranno le piazze alla violenza, quelli che tenteranno di ribaltare il senso di una protesta – è nell’aria. È un copione noto.<br /> Da Gaza intanto arrivano notizie drammatiche: oltre ottanta morti in poche ore, bombardamenti attorno agli ospedali. L’Organizzazione mondiale della sanità avverte che le strutture sanitarie sono sull’orlo del collasso.<br /> È da queste macerie che parte il viaggio della Flotilla. Il mare non è mai stato così politico: le vele portano medicine e solidarietà, ma soprattutto la prova che esiste ancora chi rifiuta di voltarsi dall’altra parte.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #18</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-18--67811905</link><description><![CDATA[Le notizie che arrivano da Gaza oggi parlano di una carneficina senza tregua. Dall’alba gli attacchi israeliani hanno colpito persino nei pressi degli ospedali: almeno 83 morti in poche ore. Donne costrette a partorire per strada, operatori umanitari uccisi, ospedali sull’orlo del collasso, blackout totale di internet da due giorni. <br /> E mentre la Striscia viene rasa al suolo, i falchi di governo israeliani e i loro partner americani già si spartiscono il bottino. Il ministro ultrà Bezalel Smotrich definisce Gaza «una miniera d’oro immobiliare» e annuncia: «La demolizione è fatta, ora dobbiamo soltanto costruire». Un banchetto sulle macerie, dove si preparano a gettarsi famelici, senza pudore e senza vergogna, trasformando il genocidio in opportunità edilizia e speculativa.<br /><br /> In Europa, intanto, i governi arrancano tra dichiarazioni contraddittorie e mezze condanne. Tajani definisce Gaza «una carneficina» e si dice contrario ai trasferimenti forzati. Parole, appunto. Perché mentre parla, il governo italiano continua a mantenere rapporti politici, commerciali e militari con Israele, continuando a lavarsi le mani di fronte all’evidenza di un massacro.<br /><br /> Eppure la storia non finisce qui. La Global Sumud Flotilla continua il suo viaggio in acque internazionali, carica di coraggio e disobbedienza civile. E a terra la ciurma non è meno decisiva. Le mobilitazioni crescono, gli scioperi si moltiplicano. Ma non basta. Bisogna unire le forze, fermare il Paese se serve, senza più disperdere l’energia. Più date fanno rumore, ma più insieme può cambiare davvero il corso delle cose. Gaza oggi non ha tempo da perdere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67811905</guid><pubDate>Fri, 19 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67811905/imported_10a3f8a8_7f6c_4c1a_877b_359e3194a756.mp3" length="1578631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le notizie che arrivano da Gaza oggi parlano di una carneficina senza tregua. Dall’alba gli attacchi israeliani hanno colpito persino nei pressi degli ospedali: almeno 83 morti in poche ore. 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Tajani definisce Gaza «una carneficina» e si dice contrario ai trasferimenti forzati. Parole, appunto. Perché mentre parla, il governo italiano continua a mantenere rapporti politici, commerciali e militari con Israele, continuando a lavarsi le mani di fronte all’evidenza di un massacro.<br /><br /> Eppure la storia non finisce qui. La Global Sumud Flotilla continua il suo viaggio in acque internazionali, carica di coraggio e disobbedienza civile. E a terra la ciurma non è meno decisiva. Le mobilitazioni crescono, gli scioperi si moltiplicano. Ma non basta. Bisogna unire le forze, fermare il Paese se serve, senza più disperdere l’energia. Più date fanno rumore, ma più insieme può cambiare davvero il corso delle cose. Gaza oggi non ha tempo da perdere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>99</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-17--67798731</link><description><![CDATA[A Gaza City, all’alba, altri 33 morti sotto le macerie. La rete telefonica e internet sono collassate dopo i raid, gli ospedali denunciano il blocco dei rifornimenti di carburante, mentre le organizzazioni umanitarie avvertono che «l’offensiva a Gaza City è estensione della guerra genocida». È l’immagine quotidiana di un massacro che la Commissione ONU ha ormai definito genocidio. Eppure le bombe non si fermano: i quartieri si svuotano, le famiglie restano intrappolate ma le cancellerie guardano altrove.<br /> Il 22 settembre la Cgil ha indetto lo sciopero generale per la Palestina. Un segnale forte, ma resta la domanda più amara: Gaza City ci sarà ancora quel giorno? Le piazze italiane si preparano a scendere in strada mentre i raid cancellano interi isolati. La distanza tra chi manifesta e chi muore sotto i bombardamenti è vertiginosa, ma necessaria per spezzare il silenzio.<br /> La Global Sumud Flotilla continua a navigare. Le barche partite dalla Tunisia avanzano verso la Striscia. A bordo c’è la consapevolezza che rompere l’assedio significa riaffermare il diritto universale alla vita, come recita la Carta dei Valori della missione: «scegliamo di non restare in silenzio davanti a un genocidio in corso, perché la neutralità equivale alla complicità». La Flotilla ribadisce che le azioni sono «pacifiche, disarmate e trasparenti», ispirate alla disobbedienza civile nonviolenta, che nella storia «ha abbattuto muri e regimi di oppressione».<br /> La Flotilla non porta solo cibo e medicine. Porta un messaggio: la solidarietà può essere più forte dei muri, e la nonviolenza, anche oggi, è la risposta etica a chi vorrebbe condannare Gaza al silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67798731</guid><pubDate>Thu, 18 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67798731/imported_14178440_8162_424c_ae9e_613024eacf0c.mp3" length="1665567" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza City, all’alba, altri 33 morti sotto le macerie. La rete telefonica e internet sono collassate dopo i raid, gli ospedali denunciano il blocco dei rifornimenti di carburante, mentre le organizzazioni umanitarie avvertono che «l’offensiva a Gaza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza City, all’alba, altri 33 morti sotto le macerie. La rete telefonica e internet sono collassate dopo i raid, gli ospedali denunciano il blocco dei rifornimenti di carburante, mentre le organizzazioni umanitarie avvertono che «l’offensiva a Gaza City è estensione della guerra genocida». È l’immagine quotidiana di un massacro che la Commissione ONU ha ormai definito genocidio. Eppure le bombe non si fermano: i quartieri si svuotano, le famiglie restano intrappolate ma le cancellerie guardano altrove.<br /> Il 22 settembre la Cgil ha indetto lo sciopero generale per la Palestina. Un segnale forte, ma resta la domanda più amara: Gaza City ci sarà ancora quel giorno? Le piazze italiane si preparano a scendere in strada mentre i raid cancellano interi isolati. La distanza tra chi manifesta e chi muore sotto i bombardamenti è vertiginosa, ma necessaria per spezzare il silenzio.<br /> La Global Sumud Flotilla continua a navigare. Le barche partite dalla Tunisia avanzano verso la Striscia. A bordo c’è la consapevolezza che rompere l’assedio significa riaffermare il diritto universale alla vita, come recita la Carta dei Valori della missione: «scegliamo di non restare in silenzio davanti a un genocidio in corso, perché la neutralità equivale alla complicità». La Flotilla ribadisce che le azioni sono «pacifiche, disarmate e trasparenti», ispirate alla disobbedienza civile nonviolenta, che nella storia «ha abbattuto muri e regimi di oppressione».<br /> La Flotilla non porta solo cibo e medicine. Porta un messaggio: la solidarietà può essere più forte dei muri, e la nonviolenza, anche oggi, è la risposta etica a chi vorrebbe condannare Gaza al silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-16--67784552</link><description><![CDATA[La Commissione indipendente delle Nazioni Unite ha accusato Israele di genocidio a Gaza, un atto che porta con sé il peso della storia e la forza della parola più estrema che l’umanità si sia data per descrivere l’annientamento di un popolo. Ma non sono le parole a contare: sono i corpi, le vite, le famiglie cancellate. Nella notte più lunga a Gaza City i bombardamenti hanno colpito senza tregua. Fonti locali parlano di almeno 45 morti dall’alba, tra cui bambini e donne. L’Idf ha confermato di controllare già il 40% della città, dopo avere colpito 850 obiettivi in una settimana. La Commissione Onu avverte che 640mila persone sono a rischio carestia entro fine mese.<br /> Le voci da Gaza parlano di un inferno senza tregua: raid aerei, blindati telecomandati fatti esplodere nelle strade, ospedali ridotti al silenzio dai blackout, interi quartieri spazzati via. È la distruzione di una città e, con essa, la distruzione di chi la abitava.<br /> Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scelto di reagire accusando l’atto dell’Onu: «scorretto e grave». È il solito governo che protegge le relazioni con Israele più che le vite civili palestinesi. Una posizione che riduce la denuncia internazionale a un’offesa da respingere, mentre sotto le macerie di Gaza si consuma il crimine di cui parla l’Onu.<br /> Intanto, la Global Sumud Flotilla ha superato le acque territoriali ed è entrata in acque internazionali. Le barche continuano la rotta con a bordo viveri e medicinali, cittadini comuni che hanno deciso di rompere l’assedio e di portare la loro presenza come denuncia.<br /> Davvero c’è ancora qualcuno che si domanda perché serva la Global Sumud Flotilla?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67784552</guid><pubDate>Wed, 17 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67784552/imported_17897eeb_7279_4f20_a635_f8845fb97ae3.mp3" length="1711124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Commissione indipendente delle Nazioni Unite ha accusato Israele di genocidio a Gaza, un atto che porta con sé il peso della storia e la forza della parola più estrema che l’umanità si sia data per descrivere l’annientamento di un popolo. 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È la distruzione di una città e, con essa, la distruzione di chi la abitava.<br /> Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scelto di reagire accusando l’atto dell’Onu: «scorretto e grave». È il solito governo che protegge le relazioni con Israele più che le vite civili palestinesi. Una posizione che riduce la denuncia internazionale a un’offesa da respingere, mentre sotto le macerie di Gaza si consuma il crimine di cui parla l’Onu.<br /> Intanto, la Global Sumud Flotilla ha superato le acque territoriali ed è entrata in acque internazionali. Le barche continuano la rotta con a bordo viveri e medicinali, cittadini comuni che hanno deciso di rompere l’assedio e di portare la loro presenza come denuncia.<br /> Davvero c’è ancora qualcuno che si domanda perché serva la Global Sumud Flotilla?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #15</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-15--67770977</link><description><![CDATA[Global Sumud Flotilla, giorno 15. Edificio dopo edificio, Gaza sta svanendo. Ad aprile l’ONU stimava che il 92% delle abitazioni fosse stato distrutto o danneggiato. Oggi la percentuale è ancora più alta.<br /><br /> Trenta minuti. Questo è il tempo concesso per lasciare la casa in cui hai vissuto tutta la vita. Trenta minuti per raccogliere ciò che puoi, per fuggire e sperare di non morire. Trenta minuti per voltarti un’ultima volta verso il luogo che custodiva i tuoi ricordi.<br /><br /> L’esercito israeliano continua a spingersi oltre ogni limite di crudeltà, forte del silenzio complice che accompagna decenni di occupazione, pulizia etnica e — negli ultimi due anni — genocidio. A Gaza non esiste un posto sicuro. Eppure la popolazione resiste: rimane nella propria città, difende ciò che resta, rifiuta di arrendersi.<br /><br /> Le agenzie raccontano l’ennesima notte di sangue: almeno 25 palestinesi uccisi dall’alba, tra loro bambini di sei anni. L’Unrwa denuncia dieci dei propri edifici bombardati in quattro giorni. Israele rivendica l’evacuazione forzata di oltre 320 mila persone da Gaza City. Nelle chiese, i canti vengono interrotti dal fragore delle esplosioni. Dall’esterno giungono solo vertici e dichiarazioni, mentre dentro la Striscia si consuma l’irreparabile. Perfino il presidente Mattarella riferisce di “disumana, ostinata condizione di Gaza” parlando di “un peso di inciviltà insostenibile per la comunità internazionale”. <br /><br /> Il tempo per fermare tutto questo è adesso. E in mare le vele della Global Sumud Flotilla sono cinquanta imbarcazioni si muovono verso un punto d’incontro, per mirare a Gaza insieme. Una rotta collettiva per dire no, non in nostro nome. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67770977</guid><pubDate>Tue, 16 Sep 2025 02:00:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67770977/imported_5773bcd8_d0da_47fb_a088_3595a7a58aee.mp3" length="1673508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Global Sumud Flotilla, giorno 15. Edificio dopo edificio, Gaza sta svanendo. Ad aprile l’ONU stimava che il 92% delle abitazioni fosse stato distrutto o danneggiato. Oggi la percentuale è ancora più alta.

Trenta minuti. Questo è il tempo concesso per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Global Sumud Flotilla, giorno 15. Edificio dopo edificio, Gaza sta svanendo. Ad aprile l’ONU stimava che il 92% delle abitazioni fosse stato distrutto o danneggiato. Oggi la percentuale è ancora più alta.<br /><br /> Trenta minuti. Questo è il tempo concesso per lasciare la casa in cui hai vissuto tutta la vita. Trenta minuti per raccogliere ciò che puoi, per fuggire e sperare di non morire. Trenta minuti per voltarti un’ultima volta verso il luogo che custodiva i tuoi ricordi.<br /><br /> L’esercito israeliano continua a spingersi oltre ogni limite di crudeltà, forte del silenzio complice che accompagna decenni di occupazione, pulizia etnica e — negli ultimi due anni — genocidio. A Gaza non esiste un posto sicuro. Eppure la popolazione resiste: rimane nella propria città, difende ciò che resta, rifiuta di arrendersi.<br /><br /> Le agenzie raccontano l’ennesima notte di sangue: almeno 25 palestinesi uccisi dall’alba, tra loro bambini di sei anni. L’Unrwa denuncia dieci dei propri edifici bombardati in quattro giorni. Israele rivendica l’evacuazione forzata di oltre 320 mila persone da Gaza City. Nelle chiese, i canti vengono interrotti dal fragore delle esplosioni. Dall’esterno giungono solo vertici e dichiarazioni, mentre dentro la Striscia si consuma l’irreparabile. Perfino il presidente Mattarella riferisce di “disumana, ostinata condizione di Gaza” parlando di “un peso di inciviltà insostenibile per la comunità internazionale”. <br /><br /> Il tempo per fermare tutto questo è adesso. E in mare le vele della Global Sumud Flotilla sono cinquanta imbarcazioni si muovono verso un punto d’incontro, per mirare a Gaza insieme. Una rotta collettiva per dire no, non in nostro nome. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #14</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-14--67755402</link><description><![CDATA[Global Sumud Flotilla, giorno 14. L’ex capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha ammesso che oltre il 10% della popolazione è stata uccisa o ferita: più di 200.000 persone, un numero che coincide con le stime del ministero della Sanità di Gaza, sempre liquidate da Israele come “propaganda di Hamas”. Oggi la conta ufficiale parla di 64.871 morti e 164.610 feriti dall’inizio della guerra, con migliaia di corpi ancora sotto le macerie.<br /> Le cronache registrano almeno 68 nuove vittime in un solo giorno, colpite a Gaza City, Rafah e Jabalia. Dall’alba i raid hanno distrutto più torri multipiano, inclusi edifici residenziali e l’università islamica della città. L’Unrwa avverte che «nessun luogo è sicuro». Trecentomila persone hanno abbandonato Gaza City nelle ultime ore, secondo le stime dell’Idf.<br /> Eppure i numeri non riescono a restituire la devastazione di interi quartieri cancellati, dei bambini uccisi negli ospedali, delle famiglie sepolte nei rifugi. Halevi ha detto senza esitazioni che «abbiamo tolto i guanti dal primo minuto». È il linguaggio di una guerra che non distingue, che cancella il confine tra civili e combattenti, come dimostrano le stesse analisi interne israeliane che stimano l’80% delle vittime tra i civili.<br /> In questo scenario si capisce perché in tanti, da decine di Paesi, hanno scelto di salpare verso Gaza. Non c’è eroismo retorico, ma la semplice ostinazione di chi rifiuta il silenzio. È così difficile capire perché dei cittadini non violenti di tutto il mondo hanno deciso di imbarcarsi con viveri e medicinali per aprire un canale umanitario e accendere i riflettori su Gaza?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67755402</guid><pubDate>Mon, 15 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67755402/imported_75fa62e3_230d_4767_a3b4_e55b6f0f211f.mp3" length="1669746" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Global Sumud Flotilla, giorno 14. L’ex capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha ammesso che oltre il 10% della popolazione è stata uccisa o ferita: più di 200.000 persone, un numero che coincide con le stime del ministero della Sanità di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Global Sumud Flotilla, giorno 14. L’ex capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha ammesso che oltre il 10% della popolazione è stata uccisa o ferita: più di 200.000 persone, un numero che coincide con le stime del ministero della Sanità di Gaza, sempre liquidate da Israele come “propaganda di Hamas”. Oggi la conta ufficiale parla di 64.871 morti e 164.610 feriti dall’inizio della guerra, con migliaia di corpi ancora sotto le macerie.<br /> Le cronache registrano almeno 68 nuove vittime in un solo giorno, colpite a Gaza City, Rafah e Jabalia. Dall’alba i raid hanno distrutto più torri multipiano, inclusi edifici residenziali e l’università islamica della città. L’Unrwa avverte che «nessun luogo è sicuro». Trecentomila persone hanno abbandonato Gaza City nelle ultime ore, secondo le stime dell’Idf.<br /> Eppure i numeri non riescono a restituire la devastazione di interi quartieri cancellati, dei bambini uccisi negli ospedali, delle famiglie sepolte nei rifugi. Halevi ha detto senza esitazioni che «abbiamo tolto i guanti dal primo minuto». È il linguaggio di una guerra che non distingue, che cancella il confine tra civili e combattenti, come dimostrano le stesse analisi interne israeliane che stimano l’80% delle vittime tra i civili.<br /> In questo scenario si capisce perché in tanti, da decine di Paesi, hanno scelto di salpare verso Gaza. Non c’è eroismo retorico, ma la semplice ostinazione di chi rifiuta il silenzio. È così difficile capire perché dei cittadini non violenti di tutto il mondo hanno deciso di imbarcarsi con viveri e medicinali per aprire un canale umanitario e accendere i riflettori su Gaza?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #13</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-13--67749511</link><description><![CDATA[La Global Sumud Flotilla s’è fatta flotta. Tutte le barche sono in mare, ieri le ultime sono salpate da Augusta. È una flotta d’acqua e di terra: in mare navigano le imbarcazioni, nei porti e nelle piazze si muove una ciurma più vasta, diffusa, ugualmente ostinata. Chi governa e i suoi parenti si ostinano a sorridere con sufficienza, a ridurre queste barche a folclore. Non vedono che il coraggio ha già smutandato i governi inerti: la gente comune è entrata in scena e ha spezzato l’inerzia.<br /> La cronaca da Gaza, intanto, è quella di una carneficina quotidiana. Fonti mediche parlano di almeno 32 morti in un solo raid su Gaza City, dodici erano bambini. Altri quattro palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano aiuti alimentari in un centro di distribuzione. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di oltre 250mila persone da Gaza City, e nel frattempo ha colpito scuole gestite dall’Unrwa nei campi profughi. Le cifre del ministero della Sanità palestinese restano implacabili: 64.803 morti dal 7 ottobre 2023, un numero che da solo racconta la sproporzione della guerra. Le autorità locali denunciano anche 145 bambini morti di malnutrizione.<br /> Mentre qui i ministri confezionano battutine, mentre si ripete la commedia delle condanne omeopatiche, là ogni giorno viene spianata una città, ogni ora porta via un volto e un nome. La missione della Flotilla è una risposta civile e concreta a un crimine che non trova più alibi nelle parole. Per questo i governi sono nervosi: perché cittadini attivi hanno interrotto la complicità del silenzio.<br /> Abbiamo una certezza: a Vittorio “Vik” Arrigoni si è acceso un sorriso.<br /> Buon vento a noi, in terra e in mare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67749511</guid><pubDate>Sun, 14 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67749511/imported_70468dc8_bcc1_462e_a563_d752fbef4c75.mp3" length="1762951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Global Sumud Flotilla s’è fatta flotta. 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Altri quattro palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano aiuti alimentari in un centro di distribuzione. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di oltre 250mila persone da Gaza City, e nel frattempo ha colpito scuole gestite dall’Unrwa nei campi profughi. Le cifre del ministero della Sanità palestinese restano implacabili: 64.803 morti dal 7 ottobre 2023, un numero che da solo racconta la sproporzione della guerra. Le autorità locali denunciano anche 145 bambini morti di malnutrizione.<br /> Mentre qui i ministri confezionano battutine, mentre si ripete la commedia delle condanne omeopatiche, là ogni giorno viene spianata una città, ogni ora porta via un volto e un nome. La missione della Flotilla è una risposta civile e concreta a un crimine che non trova più alibi nelle parole. Per questo i governi sono nervosi: perché cittadini attivi hanno interrotto la complicità del silenzio.<br /> Abbiamo una certezza: a Vittorio “Vik” Arrigoni si è acceso un sorriso.<br /> Buon vento a noi, in terra e in mare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #12</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-12--67742616</link><description><![CDATA[Gaza oggi è una mappa di sirene. Dall’alba i raid hanno colpito in serie: 35 morti nel primo bilancio, poi 42. L’UNICEF avverte che «450 mila bambini a Gaza City rischiano di morire» per mancanza di cibo e cure. Gli ospedali funzionano a singhiozzo, i convogli umanitari si accalcano ai valichi, interi quartieri vengono evacuati sotto le bombe. Le ore si consumano come conti alla rovescia, e ogni numero che arriva dalle agenzie è una condanna senza appello.<br /> Intanto in Italia si consuma l’ennesima recita. La prima pagina de Il Tempo parla di «rete del terrore dietro la Flotilla», l’accusa consunta di essere “amici di Hamas”. È il riflesso automatico di chi preferisce spostare il dibattito dalla catastrofe umanitaria alla caricatura politica. La Federazione nazionale della stampa ha diffuso un comunicato, a cui la Global Sumud Flotilla ha risposto chiarendo finalità, composizione e regole della missione. Tutto legittimo, tutto previsto, tutto secondario rispetto al rumore delle esplosioni che continuano a seppellire case e vite.<br /> Mentre l’Europa discute mozioni e il governo italiano balbetta di diplomazia, le immagini da Gaza sono di tende sbriciolate, di famiglie in fuga nella notte, di ambulanze ferme davanti a cancelli chiusi. È la contabilità dell’emergenza che cresce a ogni ora, mentre da questa parte del Mediterraneo ci si accapiglia sulle etichette.<br /> Allora la domanda è semplice: cosa vi sembra più importante? I titoli che accusano chi porta aiuti o i nomi che scompaiono ogni giorno a Gaza? Qui continueremo a raccontare la missione e le polemiche, ma l’unico compito che resta è uno: tenere gli occhi su Gaza. Sempre.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67742616</guid><pubDate>Sat, 13 Sep 2025 05:45:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67742616/imported_0d87c262_4413_4b0b_a7a6_f1cc1328efeb.mp3" length="1693570" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza oggi è una mappa di sirene. Dall’alba i raid hanno colpito in serie: 35 morti nel primo bilancio, poi 42. L’UNICEF avverte che «450 mila bambini a Gaza City rischiano di morire» per mancanza di cibo e cure. Gli ospedali funzionano a singhiozzo, i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gaza oggi è una mappa di sirene. Dall’alba i raid hanno colpito in serie: 35 morti nel primo bilancio, poi 42. L’UNICEF avverte che «450 mila bambini a Gaza City rischiano di morire» per mancanza di cibo e cure. Gli ospedali funzionano a singhiozzo, i convogli umanitari si accalcano ai valichi, interi quartieri vengono evacuati sotto le bombe. Le ore si consumano come conti alla rovescia, e ogni numero che arriva dalle agenzie è una condanna senza appello.<br /> Intanto in Italia si consuma l’ennesima recita. La prima pagina de Il Tempo parla di «rete del terrore dietro la Flotilla», l’accusa consunta di essere “amici di Hamas”. È il riflesso automatico di chi preferisce spostare il dibattito dalla catastrofe umanitaria alla caricatura politica. La Federazione nazionale della stampa ha diffuso un comunicato, a cui la Global Sumud Flotilla ha risposto chiarendo finalità, composizione e regole della missione. Tutto legittimo, tutto previsto, tutto secondario rispetto al rumore delle esplosioni che continuano a seppellire case e vite.<br /> Mentre l’Europa discute mozioni e il governo italiano balbetta di diplomazia, le immagini da Gaza sono di tende sbriciolate, di famiglie in fuga nella notte, di ambulanze ferme davanti a cancelli chiusi. È la contabilità dell’emergenza che cresce a ogni ora, mentre da questa parte del Mediterraneo ci si accapiglia sulle etichette.<br /> Allora la domanda è semplice: cosa vi sembra più importante? I titoli che accusano chi porta aiuti o i nomi che scompaiono ogni giorno a Gaza? Qui continueremo a raccontare la missione e le polemiche, ma l’unico compito che resta è uno: tenere gli occhi su Gaza. Sempre.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #11</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-11--67724732</link><description><![CDATA[La Global Sumud Flotilla è salpata ieri da Siracusa, accompagnata dall’incoraggiamento della folla e dalle parole di Maria Elena Delia, portavoce italiana: «A bordo ci sono medici, giuristi, insegnanti, professionisti che scelgono di non voltarsi dall’altra parte». Non simboli astratti, ma competenze reali. Eppure il governo continua a trattarli come ragazzini da sorvegliare.<br /><br /> Antonio Tajani, in Senato, ha ribadito l’«assistenza diplomatica» ai 58 italiani a bordo, come se l’unica cornice possibile fosse quella dei cittadini da riportare a casa illesi . Una riduzione comoda, che evita di nominare l’assedio di Gaza, il blocco navale illegale e la missione politica che la Flotilla rappresenta. Il ministro ha usato la sua arma preferita: il paternalismo. Si preoccupa dei “sogni” palestinesi, come se fosse generoso concederli. Nel frattempo, l’Italia resta silente di fronte a un genocidio documentato, preferendo barcamenarsi tra i diktat atlantici e l’irrilevanza diplomatica.<br /><br /> Quelle navi non portano illusioni, ma un atto politico concreto che rivela l’impotenza – o la complicità – di chi governa. Non è un corteo folkloristico in mare, è la dimostrazione che cittadini europei si assumono responsabilità che i governi hanno scelto di abbandonare.<br /><br /> La scena è grottesca: da un lato le barche che sfidano il blocco, dall’altro un esecutivo che si limita a mettere timbri mentre a Gaza si contano migliaia di morti ogni settimana. La differenza è tra chi prova a forzare l’illegalità di un embargo e chi, per calcolo politico, si rifugia nella prudenza. La Flotilla è già il promemoria più severo per il governo: non esiste diplomazia credibile quando ci si riduce a custodi del silenzio altrui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67724732</guid><pubDate>Fri, 12 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67724732/imported_817f6863_b607_4eda_bd16_e2e026cdff1f.mp3" length="1673090" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Global Sumud Flotilla è salpata ieri da Siracusa, accompagnata dall’incoraggiamento della folla e dalle parole di Maria Elena Delia, portavoce italiana: «A bordo ci sono medici, giuristi, insegnanti, professionisti che scelgono di non voltarsi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Global Sumud Flotilla è salpata ieri da Siracusa, accompagnata dall’incoraggiamento della folla e dalle parole di Maria Elena Delia, portavoce italiana: «A bordo ci sono medici, giuristi, insegnanti, professionisti che scelgono di non voltarsi dall’altra parte». Non simboli astratti, ma competenze reali. Eppure il governo continua a trattarli come ragazzini da sorvegliare.<br /><br /> Antonio Tajani, in Senato, ha ribadito l’«assistenza diplomatica» ai 58 italiani a bordo, come se l’unica cornice possibile fosse quella dei cittadini da riportare a casa illesi . Una riduzione comoda, che evita di nominare l’assedio di Gaza, il blocco navale illegale e la missione politica che la Flotilla rappresenta. Il ministro ha usato la sua arma preferita: il paternalismo. Si preoccupa dei “sogni” palestinesi, come se fosse generoso concederli. Nel frattempo, l’Italia resta silente di fronte a un genocidio documentato, preferendo barcamenarsi tra i diktat atlantici e l’irrilevanza diplomatica.<br /><br /> Quelle navi non portano illusioni, ma un atto politico concreto che rivela l’impotenza – o la complicità – di chi governa. Non è un corteo folkloristico in mare, è la dimostrazione che cittadini europei si assumono responsabilità che i governi hanno scelto di abbandonare.<br /><br /> La scena è grottesca: da un lato le barche che sfidano il blocco, dall’altro un esecutivo che si limita a mettere timbri mentre a Gaza si contano migliaia di morti ogni settimana. La differenza è tra chi prova a forzare l’illegalità di un embargo e chi, per calcolo politico, si rifugia nella prudenza. La Flotilla è già il promemoria più severo per il governo: non esiste diplomazia credibile quando ci si riduce a custodi del silenzio altrui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #10</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-10--67707584</link><description><![CDATA[Giorno 10. La Flotilla ha imparato a navigare tra i colpi e le bugie. Dopo la Family, la “Alma” è stata colpita in acque tunisine: a bordo hanno trovato i resti di un ordigno elettronico, nessun ferito, solo l’ennesimo avvertimento a chi osa portare testimonianza verso Gaza. Lo dicono le agenzie, non “gli entusiasti di professione”.  <br /><br /> Intanto a Gaza la cronaca è una contabilità che non finisce. Dall’alba si contano nuovi morti nei raid e l’esercito israeliano ordina l’evacuazione di quartieri interi di Gaza City: fonti militari parlano di almeno 150mila persone in fuga verso sud, mentre cadono anche le torri simbolo della città. È l’urbanistica ridotta a bersaglio, la popolazione a variabile ignorabile.  <br /><br /> Qui, a terra, la propaganda tenta l’acrobazia: sminuire gli attacchi, insinuare il complotto, trasformare i sabotaggi in incidenti. L’abbiamo visto, l’abbiamo smontato. E sì: i millantatori che oggi giocano a fare i periti balistici sono gli stessi che ieri derubricavano Gaza a “danno collaterale”. La maschera scivola sempre quando arrivano i fatti.<br /><br /> Oggi si parte da Siracusa. Non è una cerimonia, è una promessa mantenuta: unire il mare corto del Mediterraneo alla distanza lunga della responsabilità. Partono barche e parte una rete che ha capito la propria funzione: vigilare, sbugiardare, proteggere. In Parlamento c’è chi chiede protezione diplomatica per gli equipaggi; fuori, c’è una società civile che non accetta più di essere spettatrice pagante.  <br /><br /> La Flotilla non sposta gli eserciti e non decide i confini. Ma misura il coraggio dei governi. Davanti ai droni che colpiscono imbarcazioni civili e a una striscia di terra stretta tra fame e sirene, si può scegliere: fingere di non vedere, o mettere il proprio nome accanto a chi prova a forzare l’assedio. Oggi tocca a Siracusa dare la rotta. Domani, a tutti gli altri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67707584</guid><pubDate>Thu, 11 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67707584/imported_1ec3754f_eae5_44da_bdc2_00fd9c2cbbaa.mp3" length="1816450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giorno 10. La Flotilla ha imparato a navigare tra i colpi e le bugie. 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È l’urbanistica ridotta a bersaglio, la popolazione a variabile ignorabile.  <br /><br /> Qui, a terra, la propaganda tenta l’acrobazia: sminuire gli attacchi, insinuare il complotto, trasformare i sabotaggi in incidenti. L’abbiamo visto, l’abbiamo smontato. E sì: i millantatori che oggi giocano a fare i periti balistici sono gli stessi che ieri derubricavano Gaza a “danno collaterale”. La maschera scivola sempre quando arrivano i fatti.<br /><br /> Oggi si parte da Siracusa. Non è una cerimonia, è una promessa mantenuta: unire il mare corto del Mediterraneo alla distanza lunga della responsabilità. Partono barche e parte una rete che ha capito la propria funzione: vigilare, sbugiardare, proteggere. In Parlamento c’è chi chiede protezione diplomatica per gli equipaggi; fuori, c’è una società civile che non accetta più di essere spettatrice pagante.  <br /><br /> La Flotilla non sposta gli eserciti e non decide i confini. Ma misura il coraggio dei governi. Davanti ai droni che colpiscono imbarcazioni civili e a una striscia di terra stretta tra fame e sirene, si può scegliere: fingere di non vedere, o mettere il proprio nome accanto a chi prova a forzare l’assedio. Oggi tocca a Siracusa dare la rotta. Domani, a tutti gli altri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flotilla, diario di bordo #9</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flotilla-diario-di-bordo-9--67693551</link><description><![CDATA[A Gaza la notte ha portato altri numeri da camera mortuaria: secondo fonti locali almeno 83 civili sono stati uccisi e 223 feriti nelle ultime 24 ore. Dall’alba, i bombardamenti hanno fatto altre 35 vittime. Il genocidio continua a scorrere sotto gli occhi di un mondo che finge di non vedere.<br /> Intanto, sulla sponda tunisina, la vicenda della Family si trasforma in una farsa crudele. Il governo  tunisino ha parlato di una sigaretta spenta a bordo per spiegare l’incendio, ma il video dell’esplosione — verificato da media internazionali — smentisce clamorosamente quella versione. Non un incidente domestico, ma un attacco che porta la firma dei droni. Una vigliaccheria istituzionale che tenta di coprire la vigliaccheria militare.<br /> La rotta della Global Sumud Flotilla, però, non si interrompe. Giovedì 11 settembre salperanno da Siracusa altre imbarcazioni italiane per unirsi alla missione. Un segnale chiaro: ogni colpo subito moltiplica la determinazione.<br /> A Roma, ieri, la ciurma da terra è scesa in piazza. È la rete che veglia, sbugiarda, protegge. Che impedisce a governi e istituzioni di continuare a mascherarsi dietro la retorica della “neutralità”. Il viaggio di terra è periglioso come quello di mare: tenere gli occhi su Gaza, non cedere ai millantatori e resistere ai fiancheggiatori del governo criminale di Israele. Anche la delegittimazione è un’arma. <br /> Il giorno 9 della Global Sumud Flotilla racconta due scene parallele: a Gaza i cadaveri si accumulano sotto le macerie, nel Mediterraneo le barche continuano a puntare verso sud-est. La resistenza è tutta lì, in mare e a terra, contro chi sperava di spegnere la luce con una sigaretta spenta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67693551</guid><pubDate>Wed, 10 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67693551/imported_63d3cacb_92a4_4227_80ab_672b35b3546d.mp3" length="1733276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza la notte ha portato altri numeri da camera mortuaria: secondo fonti locali almeno 83 civili sono stati uccisi e 223 feriti nelle ultime 24 ore. Dall’alba, i bombardamenti hanno fatto altre 35 vittime. Il genocidio continua a scorrere sotto gli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Gaza la notte ha portato altri numeri da camera mortuaria: secondo fonti locali almeno 83 civili sono stati uccisi e 223 feriti nelle ultime 24 ore. Dall’alba, i bombardamenti hanno fatto altre 35 vittime. Il genocidio continua a scorrere sotto gli occhi di un mondo che finge di non vedere.<br /> Intanto, sulla sponda tunisina, la vicenda della Family si trasforma in una farsa crudele. Il governo  tunisino ha parlato di una sigaretta spenta a bordo per spiegare l’incendio, ma il video dell’esplosione — verificato da media internazionali — smentisce clamorosamente quella versione. Non un incidente domestico, ma un attacco che porta la firma dei droni. Una vigliaccheria istituzionale che tenta di coprire la vigliaccheria militare.<br /> La rotta della Global Sumud Flotilla, però, non si interrompe. Giovedì 11 settembre salperanno da Siracusa altre imbarcazioni italiane per unirsi alla missione. Un segnale chiaro: ogni colpo subito moltiplica la determinazione.<br /> A Roma, ieri, la ciurma da terra è scesa in piazza. È la rete che veglia, sbugiarda, protegge. Che impedisce a governi e istituzioni di continuare a mascherarsi dietro la retorica della “neutralità”. Il viaggio di terra è periglioso come quello di mare: tenere gli occhi su Gaza, non cedere ai millantatori e resistere ai fiancheggiatori del governo criminale di Israele. Anche la delegittimazione è un’arma. <br /> Il giorno 9 della Global Sumud Flotilla racconta due scene parallele: a Gaza i cadaveri si accumulano sotto le macerie, nel Mediterraneo le barche continuano a puntare verso sud-est. La resistenza è tutta lì, in mare e a terra, contro chi sperava di spegnere la luce con una sigaretta spenta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #8</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-8--67680359</link><description><![CDATA[Global Sumud Flottilla, giorno 8.<br /> A Gaza la notte non passa: almeno venti morti dall’alba sotto i bombardamenti e altri sei decessi per fame nelle ultime 24 ore, dicono i bollettini locali e le agenzie internazionali. La guerra ha superato la soglia della denutrizione dichiarata persino nei tribunali israeliani, dove la Corte suprema ha imposto al governo di garantire cibo sufficiente ai prigionieri palestinesi: una sentenza rara, che fotografa il livello della disumanità diventata amministrazione ordinaria.  <br /><br /> Gerusalemme si risveglia con un attentato: sei morti e una dozzina di feriti. La risposta è la solita, l’uso politico del terrore. Il terrorismo, per Hamas come per il governo Netanyahu, è ormai governance: serve a consolidare poteri, a disciplinare il dissenso, a tenere il mondo in ostaggio di una retorica di «guerra totale».<br /><br /> Nel Mediterraneo intanto la Global Sumud Flottilla approda a Sidi Bou Said, accolta da centinaia di persone. E proprio oggi la Commissione europea ha scelto la via più comoda: «non incoraggiamo operazioni come la Global Sumud Flottilla, aggravano la situazione». Traduzione: la società civile è un problema da disinnescare. Un alito lercio di vigliaccheria. <br /><br /> Dicono che «presto» arriverà l’accordo, che «ci sono garanzie significative», che «tutto è sotto controllo». Intanto i droni colpiscono, i numeri dei morti crescono, le famiglie si assottigliano e i bambini restano senza cure. La Flottilla non è la soluzione: è un promemoria. Ricorda a tutti — governi, istituzioni, commentatori di professione — che quando il diritto è sequestrato dalla ragion di Stato, il dovere è provarci lo stesso. Oggi più di ieri.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67680359</guid><pubDate>Tue, 09 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67680359/imported_a231987d_1cd2_48a4_8b49_c6564ec4de63.mp3" length="1712378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Global Sumud Flottilla, giorno 8.
A Gaza la notte non passa: almeno venti morti dall’alba sotto i bombardamenti e altri sei decessi per fame nelle ultime 24 ore, dicono i bollettini locali e le agenzie internazionali. La guerra ha superato la soglia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Global Sumud Flottilla, giorno 8.<br /> A Gaza la notte non passa: almeno venti morti dall’alba sotto i bombardamenti e altri sei decessi per fame nelle ultime 24 ore, dicono i bollettini locali e le agenzie internazionali. La guerra ha superato la soglia della denutrizione dichiarata persino nei tribunali israeliani, dove la Corte suprema ha imposto al governo di garantire cibo sufficiente ai prigionieri palestinesi: una sentenza rara, che fotografa il livello della disumanità diventata amministrazione ordinaria.  <br /><br /> Gerusalemme si risveglia con un attentato: sei morti e una dozzina di feriti. La risposta è la solita, l’uso politico del terrore. Il terrorismo, per Hamas come per il governo Netanyahu, è ormai governance: serve a consolidare poteri, a disciplinare il dissenso, a tenere il mondo in ostaggio di una retorica di «guerra totale».<br /><br /> Nel Mediterraneo intanto la Global Sumud Flottilla approda a Sidi Bou Said, accolta da centinaia di persone. E proprio oggi la Commissione europea ha scelto la via più comoda: «non incoraggiamo operazioni come la Global Sumud Flottilla, aggravano la situazione». Traduzione: la società civile è un problema da disinnescare. Un alito lercio di vigliaccheria. <br /><br /> Dicono che «presto» arriverà l’accordo, che «ci sono garanzie significative», che «tutto è sotto controllo». Intanto i droni colpiscono, i numeri dei morti crescono, le famiglie si assottigliano e i bambini restano senza cure. La Flottilla non è la soluzione: è un promemoria. Ricorda a tutti — governi, istituzioni, commentatori di professione — che quando il diritto è sequestrato dalla ragion di Stato, il dovere è provarci lo stesso. Oggi più di ieri.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #7</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-7--67666685</link><description><![CDATA[La notte su Gaza ha il suono sordo dei palazzi che crollano e delle sirene spente: nuovi raid su grattacieli e scuole-rifugio, con almeno 17 morti a Gaza City secondo Al Jazeera; cinque persone, tra cui bambini, sono morte di fame nelle ultime 24 ore, portando il totale a 387. Anche la rete vacilla: tagli ai cavi nel Mar Rosso hanno interrotto l’accesso a internet in parte del Medio Oriente.  <br /><br /> La Global Sumud Flotilla ripete ciò che dovrebbe essere ovvio nel diritto e nell’umanità: un corridoio umanitario immediato, la protezione integrale di una missione civile e nonviolenta, la fine dell’uso della fame come arma, il riconoscimento dell’illegittimità dell’occupazione. «La nostra è un’iniziativa legale e, in quanto tale, non può essere attaccata né fermata», si legge nella dichiarazione sottoscritta da rappresentanti eletti di 25 Paesi. La Flotilla chiarisce che i training sono selettivi: la lista dei partecipanti sarà definita solo a conclusione della formazione.  <br /><br /> Fuori dalle carte, c’è la pressione delle piazze. Ieri Roma è scesa di nuovo in strada: l’Ordine dei giornalisti del Lazio ha ricordato i reporter uccisi e chi rischia ogni giorno per raccontare. E non solo Roma: La Spezia ha sfilato per chiedere la pace, Viterbo ha manifestato a sostegno della Flotilla. È la «ciurma di terra» che protegge i naviganti, smonta i calunniatori e costringe i governi a uscire dall’ambiguità.  <br /><br /> La cronaca del genocidio continua ad aggiornarsi a colpi di cifre e di macerie. La rotta resta semplice: in mare si naviga, a terra si tiene il punto. Non è retorica: è un promemoria per chi ha responsabilità pubbliche e crede di poter temporeggiare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67666685</guid><pubDate>Mon, 08 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67666685/imported_d707294f_0efe_4736_8d39_353197e1c83d.mp3" length="1777162" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La notte su Gaza ha il suono sordo dei palazzi che crollano e delle sirene spente: nuovi raid su grattacieli e scuole-rifugio, con almeno 17 morti a Gaza City secondo Al Jazeera; cinque persone, tra cui bambini, sono morte di fame nelle ultime 24 ore,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La notte su Gaza ha il suono sordo dei palazzi che crollano e delle sirene spente: nuovi raid su grattacieli e scuole-rifugio, con almeno 17 morti a Gaza City secondo Al Jazeera; cinque persone, tra cui bambini, sono morte di fame nelle ultime 24 ore, portando il totale a 387. Anche la rete vacilla: tagli ai cavi nel Mar Rosso hanno interrotto l’accesso a internet in parte del Medio Oriente.  <br /><br /> La Global Sumud Flotilla ripete ciò che dovrebbe essere ovvio nel diritto e nell’umanità: un corridoio umanitario immediato, la protezione integrale di una missione civile e nonviolenta, la fine dell’uso della fame come arma, il riconoscimento dell’illegittimità dell’occupazione. «La nostra è un’iniziativa legale e, in quanto tale, non può essere attaccata né fermata», si legge nella dichiarazione sottoscritta da rappresentanti eletti di 25 Paesi. La Flotilla chiarisce che i training sono selettivi: la lista dei partecipanti sarà definita solo a conclusione della formazione.  <br /><br /> Fuori dalle carte, c’è la pressione delle piazze. Ieri Roma è scesa di nuovo in strada: l’Ordine dei giornalisti del Lazio ha ricordato i reporter uccisi e chi rischia ogni giorno per raccontare. E non solo Roma: La Spezia ha sfilato per chiedere la pace, Viterbo ha manifestato a sostegno della Flotilla. È la «ciurma di terra» che protegge i naviganti, smonta i calunniatori e costringe i governi a uscire dall’ambiguità.  <br /><br /> La cronaca del genocidio continua ad aggiornarsi a colpi di cifre e di macerie. La rotta resta semplice: in mare si naviga, a terra si tiene il punto. Non è retorica: è un promemoria per chi ha responsabilità pubbliche e crede di poter temporeggiare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #6</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-6--67657710</link><description><![CDATA[Global Sumud Flottilla, giorno 6. A Gaza oggi hanno raso al suolo un altro grattacielo nel cuore della città, presentato come «punto di osservazione di Hamas». Le autorità locali ribattono: erano torri civili, luoghi di vita dove restavano famiglie che non hanno più dove tornare. Nel frattempo il ministero della Salute segnala almeno 68 morti nelle ultime 24 ore, altri numeri che scivolano su un mondo assuefatto al rumore di fondo della guerra. <br /> C’è un dato che buca l’aria: sei persone sono morte di fame tra ieri e oggi. La fame come arma, come assedio, come programma. Regina Rania ha usato parole nette: «Israele sta affamando un intero popolo». Le Nazioni Unite definiscono «unilaterale» la nuova “zona umanitaria” decisa da Israele, geometrie burocratiche che non spostano di un millimetro la realtà sotto le macerie. <br /> Save the Children calcola oltre 20.000 bambini uccisi in 23 mesi, più di uno ogni ora. È un totale che si somma al conteggio generale dei morti fornito da Gaza: 64.368 persone dall’inizio dei bombardamenti, un intero registro anagrafico cancellato, casa per casa. Numeri che, per chi vuole, dicono già tutto: sproporzione, punizione collettiva, sfondamento di ogni limite umano e giuridico. <br /> Sulla riva del Mediterraneo, l’Europa si specchia e volta lo sguardo. Si discute di ricostruzione mentre si demolisce, si evocano “zone sicure” mentre si prosciugano gli ospedali, si promettono indagini mentre si colpiscono i palazzi. Anche oggi, a Gaza City, a Khan Yunis, a nord e a sud, la cronaca è una lista dei caduti con la firma in calce dell’indifferenza. <br /> Per questo gli equipaggi della Global Sumud Flottilla lo ripetono senza enfasi e senza retorica: proprio perché le notizie peggiori non smettono di arrivare, oggi siamo ancora più determinati.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67657710</guid><pubDate>Sun, 07 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67657710/imported_3e577ff1_896f_4e7f_aab0_0cafa5cd229c.mp3" length="1904222" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Global Sumud Flottilla, giorno 6. A Gaza oggi hanno raso al suolo un altro grattacielo nel cuore della città, presentato come «punto di osservazione di Hamas». 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Le Nazioni Unite definiscono «unilaterale» la nuova “zona umanitaria” decisa da Israele, geometrie burocratiche che non spostano di un millimetro la realtà sotto le macerie. <br /> Save the Children calcola oltre 20.000 bambini uccisi in 23 mesi, più di uno ogni ora. È un totale che si somma al conteggio generale dei morti fornito da Gaza: 64.368 persone dall’inizio dei bombardamenti, un intero registro anagrafico cancellato, casa per casa. Numeri che, per chi vuole, dicono già tutto: sproporzione, punizione collettiva, sfondamento di ogni limite umano e giuridico. <br /> Sulla riva del Mediterraneo, l’Europa si specchia e volta lo sguardo. Si discute di ricostruzione mentre si demolisce, si evocano “zone sicure” mentre si prosciugano gli ospedali, si promettono indagini mentre si colpiscono i palazzi. Anche oggi, a Gaza City, a Khan Yunis, a nord e a sud, la cronaca è una lista dei caduti con la firma in calce dell’indifferenza. <br /> Per questo gli equipaggi della Global Sumud Flottilla lo ripetono senza enfasi e senza retorica: proprio perché le notizie peggiori non smettono di arrivare, oggi siamo ancora più determinati.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #5</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-5--67648011</link><description><![CDATA[Global Sumud Flottilla, giorno 5. Le barche italiane non partono a caso: si concentrano con quelle che risalgono dalla Spagna e da Tunisi, per salpare insieme. È logistica e buon senso: arrivare alla spicciolata sarebbe un regalo a chi vuole isolare ogni equipaggio. Gli organizzatori indicano la finestra del 7 settembre per l’innesto da Catania e Tunisia, dopo controlli e prove di sicurezza: la flotta cresce a onde, non a colpi di foto. <br /> Intanto Gaza sanguina. Nelle ultime 24 ore i raid hanno ucciso almeno 69 persone e ne hanno ferite oltre 400, portando il bilancio complessivo a circa 64.300 morti dall’ottobre 2023. <br />  A Gaza City l’offensiva ha raso al suolo un grattacielo nel quartiere Rimal, mentre le sirene corrono tra le tende degli sfollati. La cronaca è una sola: bombardamenti su edifici, famiglie, strade.<br /> A Roma la premier risponde a Elly Schlein promettendo «tutela per gli italiani a bordo», invitando però ad «avvalersi dei canali umanitari già attivi» per evitare rischi. I famosi canali umanitari che non incanalano mentre accade lo sterminio. <br /> È la solita protezione condizionata: la dignità viene messa a bilancio, come se la legge del mare e il dovere consolare fossero optional. Chi oggi parla di oneri dovrebbe guardare i numeri di Gaza e decidere da che parte stare.<br /> Noi, intanto, facciamo ciò che va fatto: proteggere i naviganti, smentire i complottisti, ricordare che le acque di Gaza non sono proprietà privata. La partenza del segmento italiano avverrà con la concentrazione di tutte le barche — dalla Spagna alla Tunisia — perché questa è la forza: un’unica rotta, un’unica notizia, un’unica richiesta agli Stati che tacciono<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67648011</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67648011/imported_098ee7d2_a5fa_4b08_9283_2c7377a9738a.mp3" length="1634220" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Global Sumud Flottilla, giorno 5. 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Nelle ultime 24 ore i raid hanno ucciso almeno 69 persone e ne hanno ferite oltre 400, portando il bilancio complessivo a circa 64.300 morti dall’ottobre 2023. <br />  A Gaza City l’offensiva ha raso al suolo un grattacielo nel quartiere Rimal, mentre le sirene corrono tra le tende degli sfollati. La cronaca è una sola: bombardamenti su edifici, famiglie, strade.<br /> A Roma la premier risponde a Elly Schlein promettendo «tutela per gli italiani a bordo», invitando però ad «avvalersi dei canali umanitari già attivi» per evitare rischi. I famosi canali umanitari che non incanalano mentre accade lo sterminio. <br /> È la solita protezione condizionata: la dignità viene messa a bilancio, come se la legge del mare e il dovere consolare fossero optional. Chi oggi parla di oneri dovrebbe guardare i numeri di Gaza e decidere da che parte stare.<br /> Noi, intanto, facciamo ciò che va fatto: proteggere i naviganti, smentire i complottisti, ricordare che le acque di Gaza non sono proprietà privata. La partenza del segmento italiano avverrà con la concentrazione di tutte le barche — dalla Spagna alla Tunisia — perché questa è la forza: un’unica rotta, un’unica notizia, un’unica richiesta agli Stati che tacciono<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #4</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-4--67641365</link><description><![CDATA[La rotta è ripresa, la scia si allunga: dai video di bordo si contano già una dozzina di navi in mare e altre in arrivo, mentre dalla Tunisia si muove una piccola flotta che domenica si aggancerà alla carovana mediterranea.  Cresce la presenza pubblica — quattro parlamentari italiani, Emergency, osservatori legali irlandesi — e la piazza italiana si fa sentire da Catania a Genova.  <br /><br /> C’è anche un necessario chiarimento: la delegazione italiana smentisce la “barca stampa” di Claudio Locatelli. Non è autorizzata a unirsi né a raccogliere fondi a nome della missione. «Non abbiamo bisogno di eroi né di “combattenti”, la nostra unica arma è la nonviolenza», ricorda la portavoce Maria Elena Delia. Le uniche eccezioni ammesse sono il mezzo di Emergency e il team legale della Freedom Flotilla Irlanda.  <br /><br /> Intanto Gaza sanguina. Dall’alba nuovi bombardamenti hanno ucciso decine di persone, con attacchi che colpiscono case e campi profughi; i morti per fame, indotta dall’assedio, sono saliti a 370, tra cui 131 bambini. Nelle strade mancano proteine e verdura fresca: si raziona, si sopravvive a un pasto al giorno.<br /><br /> È qui che entra in scena la “ciurma di terra”, la chiave di tutto. Le mobilitazioni di questa settimana — da Roma alle città di porto — servono a proteggere chi naviga, a smontare i vigliacchi e i millantatori, a ricordare che il diritto internazionale è dalla parte della Flottilla e che le acque di Gaza non sono proprietà di Israele. Servono a pretendere l’apertura di un canale umanitario e politico che, per forza di vergogna, costringa gli Stati a muoversi.<br /><br /> Se l’Europa vuole davvero “difendere la legalità”, cominci da qui. Il resto è rumore di fondo..<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67641365</guid><pubDate>Fri, 05 Sep 2025 06:55:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67641365/imported_098ee7d2_a5fa_4b08_9283_2c7377a9738a.mp3" length="1634220" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La rotta è ripresa, la scia si allunga: dai video di bordo si contano già una dozzina di navi in mare e altre in arrivo, mentre dalla Tunisia si muove una piccola flotta che domenica si aggancerà alla carovana mediterranea.  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Dall’alba nuovi bombardamenti hanno ucciso decine di persone, con attacchi che colpiscono case e campi profughi; i morti per fame, indotta dall’assedio, sono saliti a 370, tra cui 131 bambini. Nelle strade mancano proteine e verdura fresca: si raziona, si sopravvive a un pasto al giorno.<br /><br /> È qui che entra in scena la “ciurma di terra”, la chiave di tutto. Le mobilitazioni di questa settimana — da Roma alle città di porto — servono a proteggere chi naviga, a smontare i vigliacchi e i millantatori, a ricordare che il diritto internazionale è dalla parte della Flottilla e che le acque di Gaza non sono proprietà di Israele. Servono a pretendere l’apertura di un canale umanitario e politico che, per forza di vergogna, costringa gli Stati a muoversi.<br /><br /> Se l’Europa vuole davvero “difendere la legalità”, cominci da qui. Il resto è rumore di fondo..<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #3</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-3--67624470</link><description><![CDATA[GLobal Sumud Flottilla, giorno tre. Il Mediterraneo è un corridoio nervoso: mare in miglioramento dopo la notte di droni che ha allarmato gli equipaggi in rotta da Barcellona, alcune barche in sosta tecnica alle Baleari/Minorca, altre già ripartite. Sul ponte si contano presenze e responsabilità: dodici rappresentanti eletti chiedono «un corridoio umanitario immediato», delegazioni da 44 Paesi rivendicano la rotta civile, mentre l’esperta ONU Francesca Albanese ricorda che la missione «rispetta pienamente il diritto internazionale».  <br /><br /> Intorno, la politica misura se stessa. Il ministro israeliano Ben-Gvir propone di classificare come «terroristi» i volontari e detenerli nelle carceri speciali e in Italia l’ANPI prende sul serio quelle minacce e chiede due azioni che chiamano il governo alla prova dei fatti: protezione diplomatica agli equipaggi e sospensione del memorandum con Israele.<br /><br /> Dalla Sicilia il quadro si completa: Emergency conferma la partecipazione con la Life Support in funzione di osservazione e supporto medico-logistico, con partenza dall’area di Catania insieme ad altre unità italiane. Dalla sponda sud, Tunisi è hub di raccolta e formazione: moduli su sicurezza, primo soccorso, protocolli legali; finestra di partenza a inizio settembre condizionata da meteo e verifiche, con possibili slittamenti decisi riunione dopo riunione.  <br /><br /> Il diario, oggi, registra una verità semplice: non è una flotta di slogan. È logistica, diritto e diplomazia esposti alla luce del sole, contro un assedio dichiarato illegale da giuristi e organismi internazionali. Le barche avanzano lente, ma la loro velocità non è la misura del risultato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67624470</guid><pubDate>Thu, 04 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67624470/imported_098ee7d2_a5fa_4b08_9283_2c7377a9738a.mp3" length="1634220" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>GLobal Sumud Flottilla, giorno tre. 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Il ministro israeliano Ben-Gvir propone di classificare come «terroristi» i volontari e detenerli nelle carceri speciali e in Italia l’ANPI prende sul serio quelle minacce e chiede due azioni che chiamano il governo alla prova dei fatti: protezione diplomatica agli equipaggi e sospensione del memorandum con Israele.<br /><br /> Dalla Sicilia il quadro si completa: Emergency conferma la partecipazione con la Life Support in funzione di osservazione e supporto medico-logistico, con partenza dall’area di Catania insieme ad altre unità italiane. Dalla sponda sud, Tunisi è hub di raccolta e formazione: moduli su sicurezza, primo soccorso, protocolli legali; finestra di partenza a inizio settembre condizionata da meteo e verifiche, con possibili slittamenti decisi riunione dopo riunione.  <br /><br /> Il diario, oggi, registra una verità semplice: non è una flotta di slogan. È logistica, diritto e diplomazia esposti alla luce del sole, contro un assedio dichiarato illegale da giuristi e organismi internazionali. Le barche avanzano lente, ma la loro velocità non è la misura del risultato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #2</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-2--67600235</link><description><![CDATA[La testa della flotta è già in mare dopo la partenza del 1° settembre da Barcellona. La notte è stata dura: mare grosso, apparati in tilt, molte radio mute. Gli attivisti parlano di «tempesta elettromagnetica» che ha costretto alcune barche al rientro, mentre chi è rimasto in rotta ha navigato a vista con quattordici unità. In mattinata il segnale è tornato: i report di bordo dicono che la navigazione prosegue, con danni leggeri e equipaggi in grado di tenere la linea.<br /><br /> A terra si muove il resto del mosaico. Le unità che hanno fatto scalo a Genova hanno già lasciato il porto; il concentramento italiano e le partenze sono in Sicilia, in coordinamento con Tunisi. A metà mese l’obiettivo è tagliare la rotta verso Gaza.<br /><br /> Sul piano politico la pressione sale di grado. Tel Aviv continua a criminalizzare la missione e ora minaccia l’intera Europa che la sostiene: un avvertimento che fa coincidere la solidarietà civile con la guerra ibrida. Nelle capitali si discute di sicurezza marittima evitando la parola blocco, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani, incalzato, ha detto l’ovvio: «terroristi a bordo? Non mi risulta».<br /><br /> Intanto Gaza resta una ferita aperta. Le cifre dei morti e della fame scivolano via dalle cronache; ogni miglio percorso rimette al centro chi sopravvive dietro il muro e chi prova a raggiungerlo dal mare. È il senso del “sumud”, la testardaggine del restare umani: una flotta di gommoni, pescherecci e persone comuni che trasformano il Mediterraneo in un registro pubblico. Se arriveranno, avremo una prova che la politica può ancora inseguire il diritto. Se verranno fermati, resterà, nitida, la traccia della mano che li ha fermati.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67600235</guid><pubDate>Wed, 03 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67600235/imported_b121566a_f3c5_4640_913f_a5184786c0f9.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La testa della flotta è già in mare dopo la partenza del 1° settembre da Barcellona. La notte è stata dura: mare grosso, apparati in tilt, molte radio mute. 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Tel Aviv continua a criminalizzare la missione e ora minaccia l’intera Europa che la sostiene: un avvertimento che fa coincidere la solidarietà civile con la guerra ibrida. Nelle capitali si discute di sicurezza marittima evitando la parola blocco, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani, incalzato, ha detto l’ovvio: «terroristi a bordo? Non mi risulta».<br /><br /> Intanto Gaza resta una ferita aperta. Le cifre dei morti e della fame scivolano via dalle cronache; ogni miglio percorso rimette al centro chi sopravvive dietro il muro e chi prova a raggiungerlo dal mare. È il senso del “sumud”, la testardaggine del restare umani: una flotta di gommoni, pescherecci e persone comuni che trasformano il Mediterraneo in un registro pubblico. Se arriveranno, avremo una prova che la politica può ancora inseguire il diritto. Se verranno fermati, resterà, nitida, la traccia della mano che li ha fermati.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Global Sumud Flottilla, diario di bordo #1</title><link>https://www.spreaker.com/episode/global-sumud-flottilla-diario-di-bordo-1--67584372</link><description><![CDATA[Diario di bordo, giorno uno. La Global Sumud Flottilla lascia Barcellona e Genova con viveri, medici, delegazioni da 44 Paesi su una ventina di barche. Appena l’orizzonte si apre, arrivano le ritorsioni annunciate: il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir promette che gli attivisti «saranno trattati come terroristi». Non una figura retorica: carceri speciali, condizioni punitive, sequestro delle imbarcazioni. La minaccia è un programma politico dichiarato.  <br /><br /> Dalla Spagna arriva la postura che in Europa dovrebbe essere normale e che invece fa notizia: il ministro degli Esteri José Manuel Albares annuncia «tutta la protezione diplomatica» per i cittadini imbarcati e mette sul tavolo in Ue embargo sulle armi a Israele, sospensione dell’accordo di associazione e nuove sanzioni contro i coloni violenti. La legge internazionale non è un’opinione, ricorda. <br /><br /> Che cosa fa l’Italia? Balbetta. Le richieste di tutela arrivano da parlamentari di opposizione; il Pd parla di minacce «da rispedire al mittente», Più Europa chiede sostegno diplomatico, Conte domanda alla premier se intenda difendere i connazionali e quando si deciderà a prendere le distanze dalle parole di Ben-Gvir. Dal governo, silenzio operativo: un vuoto che pesa come una scelta.  <br /><br /> La portavoce in Italia Maria Elena Delia ricorda che Global Sumud Flottilla opera nella totale legalità. La politica di domani dirà chi, tra Stati membri, ha difeso i suoi cittadini e il diritto internazionale. La Spagna alza la testa. L’Italia, come troppo spesso accade, la china. E quando si china la testa in mare, si rischia di ingoiare acqua.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67584372</guid><pubDate>Tue, 02 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67584372/imported_df7dc4d3_8da3_4be9_b27b_c976375cab63.mp3" length="1655954" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Diario di bordo, giorno uno. La Global Sumud Flottilla lascia Barcellona e Genova con viveri, medici, delegazioni da 44 Paesi su una ventina di barche. 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La legge internazionale non è un’opinione, ricorda. <br /><br /> Che cosa fa l’Italia? Balbetta. Le richieste di tutela arrivano da parlamentari di opposizione; il Pd parla di minacce «da rispedire al mittente», Più Europa chiede sostegno diplomatico, Conte domanda alla premier se intenda difendere i connazionali e quando si deciderà a prendere le distanze dalle parole di Ben-Gvir. Dal governo, silenzio operativo: un vuoto che pesa come una scelta.  <br /><br /> La portavoce in Italia Maria Elena Delia ricorda che Global Sumud Flottilla opera nella totale legalità. La politica di domani dirà chi, tra Stati membri, ha difeso i suoi cittadini e il diritto internazionale. La Spagna alza la testa. L’Italia, come troppo spesso accade, la china. E quando si china la testa in mare, si rischia di ingoiare acqua.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piazze piene, palazzi vuoti: Gaza chiede politica, non posture</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piazze-piene-palazzi-vuoti-gaza-chiede-politica-non-posture--67575927</link><description><![CDATA[Gaza City è stata dichiarata «zona di combattimento». Israele rallenta o interrompe gli aiuti al nord e spinge nuove evacuazioni verso sud. La Croce Rossa avverte che un’evacuazione di massa «non può avvenire in modo sicuro e dignitoso».<br /><br /> I fatti delle ultime ore: raid e un panificio colpito ad al-Nasr, undici civili uccisi. Dall’alba 44 morti, 66 nelle 24 ore secondo le autorità sanitarie locali. Colpire i forni quando manca il pane è più di un segnale militare: è una scelta politica sulla vita dei civili.<br /><br /> L’Europa parla ma resta ferma. «Gaza ha bisogno di meno guerra, non di più», dice Kaja Kallas. Ma non è una guerra quella in cui un esercito trucida civili, donne e bambini, gente in fila per la farina e il pane. Gaza ha bisogno di meno vigliaccheria europea. Solo quello. <br /><br /> Fuori dai palazzi la realtà spinge: in cinquemila al Lido di Venezia e, da Genova, la Global Sumud Flottilla prepara oltre 300 tonnellate di aiuti. La società civile misura il vuoto della politica.<br /><br /> Intanto Washington restringe il perimetro diplomatico: visti revocati ad Abu Mazen e a funzionari palestinesi a ridosso dell’Assemblea generale. L’Onu chiede chiarimenti.<br /><br /> Se “sicurezza” significa bombardare quartieri, ridurre gli aiuti e mettere in strada un milione di persone senza rifugio, allora stiamo descrivendo altro. Lo sanno le agenzie umanitarie, lo vedono le piazze europee. L’unica scelta seria è cessate il fuoco, pieno accesso umanitario, sanzioni efficaci contro chi sabota il diritto internazionale. Chiamare le cose col loro nome non è radicalismo: è la minima igiene della verità. Ora.<br /><br /> La storia condannerà chi ha parlato senza agire. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67575927</guid><pubDate>Mon, 01 Sep 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67575927/imported_d72932d0_1655_4d05_95e6_df5286589c51.mp3" length="1807673" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza City è stata dichiarata «zona di combattimento». Israele rallenta o interrompe gli aiuti al nord e spinge nuove evacuazioni verso sud. La Croce Rossa avverte che un’evacuazione di massa «non può avvenire in modo sicuro e dignitoso».

I fatti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gaza City è stata dichiarata «zona di combattimento». Israele rallenta o interrompe gli aiuti al nord e spinge nuove evacuazioni verso sud. La Croce Rossa avverte che un’evacuazione di massa «non può avvenire in modo sicuro e dignitoso».<br /><br /> I fatti delle ultime ore: raid e un panificio colpito ad al-Nasr, undici civili uccisi. Dall’alba 44 morti, 66 nelle 24 ore secondo le autorità sanitarie locali. Colpire i forni quando manca il pane è più di un segnale militare: è una scelta politica sulla vita dei civili.<br /><br /> L’Europa parla ma resta ferma. «Gaza ha bisogno di meno guerra, non di più», dice Kaja Kallas. Ma non è una guerra quella in cui un esercito trucida civili, donne e bambini, gente in fila per la farina e il pane. Gaza ha bisogno di meno vigliaccheria europea. Solo quello. <br /><br /> Fuori dai palazzi la realtà spinge: in cinquemila al Lido di Venezia e, da Genova, la Global Sumud Flottilla prepara oltre 300 tonnellate di aiuti. La società civile misura il vuoto della politica.<br /><br /> Intanto Washington restringe il perimetro diplomatico: visti revocati ad Abu Mazen e a funzionari palestinesi a ridosso dell’Assemblea generale. L’Onu chiede chiarimenti.<br /><br /> Se “sicurezza” significa bombardare quartieri, ridurre gli aiuti e mettere in strada un milione di persone senza rifugio, allora stiamo descrivendo altro. Lo sanno le agenzie umanitarie, lo vedono le piazze europee. L’unica scelta seria è cessate il fuoco, pieno accesso umanitario, sanzioni efficaci contro chi sabota il diritto internazionale. Chiamare le cose col loro nome non è radicalismo: è la minima igiene della verità. Ora.<br /><br /> La storia condannerà chi ha parlato senza agire. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La balla della guerra “chirurgica”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-balla-della-guerra-chirurgica--67486148</link><description><![CDATA[Altro che “terroristi”. A Gaza il fuoco israeliano ha colpito soprattutto i civili: lo dice una banca dati interna dell’intelligence militare, non la “propaganda nemica”. Un’inchiesta di +972 Magazine e Local Call con il Guardian mostra che, allineando il database di Aman con i totali del ministero della Salute di Gaza, almeno l’83% dei palestinesi uccisi fino a maggio erano civili; considerando soltanto i decessi “certi”, la quota supera l’86%. <br /> L’esercito ha confermato l’esistenza del database, poi ha provato a ritrattare: lo stesso zig-zag che da due anni accompagna i numeri degli “operativi eliminati”, gonfiati e sgonfiati senza coerenza mentre i numeri crescevano. Persino membri della commissione Esteri e Difesa della Knesset hanno messo in dubbio quei conteggi; l’ex Ombudsman dei soldati, Itzhak Brik, parla di una cultura della menzogna: «mentono senza sosta». <br /> Il quadro operativo, intanto, racconta regole di ingaggio slargate: autorizzati più di cento civili uccisi per colpire un comandante di Hamas, fino a venti per un quadro intermedio. È la matematica del “danno collaterale” che diventa politica pubblica, con un rapporto di vittime civili rarissimo nelle guerre contemporanee. <br /> Bugie insanguinate: ogni volta che emerge un fatto o un numero, l’ipocrisia genocidiaria si svela da sé. La “guerra chirurgica” era un comunicato con l'ossessione di far tornare le cifre prima che tornasse la verità. Se perfino i dati interni israeliani convergono sul massacro di civili, resta una domanda secca: quante altre smentite serviranno perché si ammetta che la strategia ha preso di mira un popolo più che un esercito?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67486148</guid><pubDate>Sat, 23 Aug 2025 05:30:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67486148/imported_875f2331_caa0_49f3_b0c3_bede1ab35f57.mp3" length="1635474" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Altro che “terroristi”. 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Persino membri della commissione Esteri e Difesa della Knesset hanno messo in dubbio quei conteggi; l’ex Ombudsman dei soldati, Itzhak Brik, parla di una cultura della menzogna: «mentono senza sosta». <br /> Il quadro operativo, intanto, racconta regole di ingaggio slargate: autorizzati più di cento civili uccisi per colpire un comandante di Hamas, fino a venti per un quadro intermedio. È la matematica del “danno collaterale” che diventa politica pubblica, con un rapporto di vittime civili rarissimo nelle guerre contemporanee. <br /> Bugie insanguinate: ogni volta che emerge un fatto o un numero, l’ipocrisia genocidiaria si svela da sé. La “guerra chirurgica” era un comunicato con l'ossessione di far tornare le cifre prima che tornasse la verità. Se perfino i dati interni israeliani convergono sul massacro di civili, resta una domanda secca: quante altre smentite serviranno perché si ammetta che la strategia ha preso di mira un popolo più che un esercito?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La palla è dell’Ue: sanzioni ora o complicità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-palla-e-dell-ue-sanzioni-ora-o-complicita--67471247</link><description><![CDATA[I sindacati europei tornano a fare il loro mestiere: difendere i diritti quando la politica abdica. Confederazioni e federazioni del lavoro chiedono alla Commissione di sospendere l’Accordo di associazione con Israele e di bloccare gli scambi con gli insediamenti nei Territori occupati. È il punto in cui le parole di circostanza hanno esaurito la loro utilità: davanti a Gaza affamata e rasa al suolo, il registro delle “preoccupazioni” è un alibi. Le sanzioni sono uno strumento di diritto, non un tabù.<br /> Nel frattempo, un altro fronte civile si è mosso: gli allenatori italiani hanno scritto alla Figc chiedendo di inoltrare a Uefa e Fifa la sospensione temporanea di Israele dalle competizioni internazionali. Niente crociate ideologiche: in ballo c’è un principio semplice, lo sport non può normalizzare l’eccezione permanente. Quando i corpi dei bambini pesano più delle classifiche, l’unico risultato che conta è la pressione per fermare la violenza. La richiesta dell’Aiac è netta e, per una volta, coraggiosa.<br /> Matteo Salvini ha risposto che «gli allenatori facciano gli allenatori». Accogliamo il criterio: i ministri facciano i ministri. Chi guida le Infrastrutture garantisca treni puntuali e opere trasparenti, senza usare lo sport come paravento di una linea politica impalpabile. Il governo ripete: «non politicizzate il calcio». Intanto chiede al Paese di abituarsi alla politica che non decide. Se i sindacati europei indicano la strada del diritto e gli allenatori ricordano il peso della coscienza, all’esecutivo resta un compito minimo: prendere atto che la neutralità, oggi, coincide con la complicità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67471247</guid><pubDate>Fri, 22 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67471247/imported_1028d881_0bc2_45c2_899c_fd383722e44c.mp3" length="1668075" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>I sindacati europei tornano a fare il loro mestiere: difendere i diritti quando la politica abdica. 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Niente crociate ideologiche: in ballo c’è un principio semplice, lo sport non può normalizzare l’eccezione permanente. Quando i corpi dei bambini pesano più delle classifiche, l’unico risultato che conta è la pressione per fermare la violenza. La richiesta dell’Aiac è netta e, per una volta, coraggiosa.<br /> Matteo Salvini ha risposto che «gli allenatori facciano gli allenatori». Accogliamo il criterio: i ministri facciano i ministri. Chi guida le Infrastrutture garantisca treni puntuali e opere trasparenti, senza usare lo sport come paravento di una linea politica impalpabile. Il governo ripete: «non politicizzate il calcio». Intanto chiede al Paese di abituarsi alla politica che non decide. 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Osama, 5 anni, il bambino di Gaza bollato come «fake», è stato dimesso dopo due mesi di cure al Borgo Trento. Era arrivato il 12 giugno con un volo umanitario, 9,2 chili di peso, diagnosi di grave malnutrizione e un deficit immunitario moderato; oggi è attorno ai 14 chili, continuerà profilassi e controlli ambulatoriali. È una storia medica, prima che mediatica. <br /> Per settimane il suo volto è stato trascinato nel gioco della propaganda. L’unità COGAT e lo stesso Benjamin Netanyahu hanno indicato le foto dei «bambini affamati» come costruzioni, citando il caso e minacciando azioni legali contro chi le pubblicava. «Sono tutte false», ha detto il premier, trasformando un referto in un processo d’intenti. Qui, invece, hanno parlato i medici. <br /> «Tra le cause del grave malassorbimento intestinale anche le condizioni imposte dalla guerra», ha spiegato il pediatra che lo ha seguito. Non è un dettaglio: spiega perché un bimbo con comorbidità sia precipitato laddove i farmaci di base, gli enzimi per digerire, il cibo proteico e l’accesso alle cure sono diventati beni rari. Già a maggio Osama era stato fotografato al Nasser Hospital in un ambulatorio per la malnutrizione; e intanto l’ONU registra, solo a luglio, oltre 12 mila casi di malnutrizione acuta sotto i cinque anni, 2.500 gravi. Dati, non slogan. <br /> Questa vicenda dice qualcosa di più largo del singolo caso. Quando i corpi diventano argomenti, la prima vittima è la verità. Gli ospedali, in Italia come a Gaza, sono gli unici luoghi dove il dibattito torna misurabile: peso, esami, terapie, esiti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67459014</guid><pubDate>Thu, 21 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67459014/imported_73bd7a59_67c4_4df5_970d_d249cc5731f8.mp3" length="1801822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Verona la cartella clinica ha fatto quello che la politica elude: ha riportato i fatti. 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L’unità COGAT e lo stesso Benjamin Netanyahu hanno indicato le foto dei «bambini affamati» come costruzioni, citando il caso e minacciando azioni legali contro chi le pubblicava. «Sono tutte false», ha detto il premier, trasformando un referto in un processo d’intenti. Qui, invece, hanno parlato i medici. <br /> «Tra le cause del grave malassorbimento intestinale anche le condizioni imposte dalla guerra», ha spiegato il pediatra che lo ha seguito. Non è un dettaglio: spiega perché un bimbo con comorbidità sia precipitato laddove i farmaci di base, gli enzimi per digerire, il cibo proteico e l’accesso alle cure sono diventati beni rari. Già a maggio Osama era stato fotografato al Nasser Hospital in un ambulatorio per la malnutrizione; e intanto l’ONU registra, solo a luglio, oltre 12 mila casi di malnutrizione acuta sotto i cinque anni, 2.500 gravi. Dati, non slogan. <br /> Questa vicenda dice qualcosa di più largo del singolo caso. Quando i corpi diventano argomenti, la prima vittima è la verità. Gli ospedali, in Italia come a Gaza, sono gli unici luoghi dove il dibattito torna misurabile: peso, esami, terapie, esiti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza è una sindone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-e-una-sindone--67443643</link><description><![CDATA[Gaza non è un’eccezione. Gaza è la sindone del governo di Israele.» La trama si legge nitida aprendo il rapporto di Mediterranea with Palestine su Masafer Yatta: in 129 giorni, 838 violazioni in 27 villaggi; quasi una su due è un’invasione di proprietà (409), poi 51 demolizioni, 110 tra arresti e detenzioni, 12 nuovi o ampliati avamposti. È un metodo: coloni e forze dell’ordine agiscono in sincrono per produrre spossessamento e resa. <br /> Il diritto lo dice da tempo. Nel Parere del 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia qualifica l’insieme delle pratiche israeliane nei Territori occupati come illegale; impone agli Stati terzi obblighi di non riconoscere, non assistere, cooperare per far cessare la situazione. Non una nota a margine: un vincolo giuridico. <br /> I numeri descrivono l’ingegneria demografica: oltre 700.000 coloni in Cisgiordania, avamposti incentivati e poi “legalizzati”; l’invasione della sfera privata come anticamera di aggressioni, incendi, blocchi, confische. La “de-palestinizzazione” è una politica di Stato. <br /> C’è poi l’architettura carceraria: corti militari con tassi di condanna fino al 99,7%; detenzioni amministrative senza capi d’accusa rinnovabili; a maggio 2025 i prigionieri palestinesi sono 10.068, con migliaia di persone senza processo. È la normalizzazione dell’arbitrio come strumento di governo. <br /> Per questo Gaza è una sindone: imprime sul tessuto del presente l’immagine rovesciata di un sistema che si vede identico, seppure a intensità variabile, da Hebron a Khan Younis. La comunità internazionale non può continuare a contemplare il lenzuolo e fingere di non riconoscere il corpo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67443643</guid><pubDate>Tue, 19 Aug 2025 19:31:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67443643/imported_5760ec8d_c13e_4ae1_89a2_0e19e7989484.mp3" length="1604545" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza non è un’eccezione. 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Non una nota a margine: un vincolo giuridico. <br /> I numeri descrivono l’ingegneria demografica: oltre 700.000 coloni in Cisgiordania, avamposti incentivati e poi “legalizzati”; l’invasione della sfera privata come anticamera di aggressioni, incendi, blocchi, confische. La “de-palestinizzazione” è una politica di Stato. <br /> C’è poi l’architettura carceraria: corti militari con tassi di condanna fino al 99,7%; detenzioni amministrative senza capi d’accusa rinnovabili; a maggio 2025 i prigionieri palestinesi sono 10.068, con migliaia di persone senza processo. È la normalizzazione dell’arbitrio come strumento di governo. <br /> Per questo Gaza è una sindone: imprime sul tessuto del presente l’immagine rovesciata di un sistema che si vede identico, seppure a intensità variabile, da Hebron a Khan Younis. La comunità internazionale non può continuare a contemplare il lenzuolo e fingere di non riconoscere il corpo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Punire tutti, salvare il potere: dottrina Gaza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/punire-tutti-salvare-il-potere-dottrina-gaza--67425728</link><description><![CDATA[Il genocidio è una politica, non un incidente. Il ciclo è chiaro: mentre in Israele decine di migliaia di persone chiedono un accordo per liberare gli ostaggi, il premier attacca chi protesta, equipara i familiari a «fiancheggiatori di Hamas» e avverte che le piazze «garantiscono un nuovo 7 ottobre». È l’uso del dolore come strumento di governo, funzionale a prolungare la guerra e a schiacciare il dissenso.<br /> Sul tavolo, intanto, c’è una nuova proposta di cessate il fuoco mediata da Qatar ed Egitto; le fazioni palestinesi hanno sollecitato Hamas a rispondere. Ma Netanyahu insiste sul pacchetto “tutto in uno”: liberazione completa, resa di Hamas, controllo israeliano su Gaza. Ha ripetuto che le intese parziali «appartengono al passato». Condizioni scritte per non atterrare: l’esito utile non è l’accordo, è il rinvio. <br /> A Gaza la politica diventa geografia: ordini di evacuazione interi quartieri, la parrocchia della Sacra Famiglia avvisa che «si distribuiscono tende». È il trasferimento forzato in forma amministrativa, l’urbanistica della precarietà. <br /> La fame resta l’arma meno rumorosa. Amnesty parla di una strategia deliberata di affamamento: convogli bloccati, infrastrutture distrutte, bambini denutriti. È la distruzione delle condizioni di vita, non un danno collaterale<br /> Chiamare questa sequenza “guerra” oscura la realtà: punizione collettiva, deportazione di fatto, negazione del soccorso. Si può misurare nei corpi e nelle mappe.Finché la comunità internazionale accetterà la semantica dell’emergenza, la politica del genocidio resterà ordinaria amministrazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67425728</guid><pubDate>Tue, 19 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67425728/imported_a3feede9_0f92_4a6d_aba3_c0a0174e5180.mp3" length="1543105" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il genocidio è una politica, non un incidente. 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Condizioni scritte per non atterrare: l’esito utile non è l’accordo, è il rinvio. <br /> A Gaza la politica diventa geografia: ordini di evacuazione interi quartieri, la parrocchia della Sacra Famiglia avvisa che «si distribuiscono tende». È il trasferimento forzato in forma amministrativa, l’urbanistica della precarietà. <br /> La fame resta l’arma meno rumorosa. Amnesty parla di una strategia deliberata di affamamento: convogli bloccati, infrastrutture distrutte, bambini denutriti. È la distruzione delle condizioni di vita, non un danno collaterale<br /> Chiamare questa sequenza “guerra” oscura la realtà: punizione collettiva, deportazione di fatto, negazione del soccorso. Si può misurare nei corpi e nelle mappe.Finché la comunità internazionale accetterà la semantica dell’emergenza, la politica del genocidio resterà ordinaria amministrazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>«Una Nakba ogni tanto»: il manifesto della vendetta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-nakba-ogni-tanto-il-manifesto-della-vendetta--67407518</link><description><![CDATA[Benjamin Netanyahu sogna una nuova Nakba. È la grammatica della forza, mentre in Israele i familiari delle vittime annunciano scioperi e blocchi per forzare un compromesso. A Gaza l’offensiva non si ferma: vengono colpite anche aree dichiarate “sicure” come Muwasi, i bambini continuano a morire, la fame è diventata struttura, l’acqua è contaminata, le malattie corrono. È il risultato di un assedio che ha trasformato la sopravvivenza in concessione politica.<br /> Nel frattempo riemergono le parole dell’ex capo dell’intelligence militare Aharon Haliva: per ogni vita spezzata il 7 ottobre “cinquanta palestinesi devono morire”, “anche se sono bambini”, “serve una Nakba ogni tanto”. Non sono scivoloni: sono la verbalizzazione di una dottrina. Il castigo collettivo come metodo, la morte civile di un popolo come prezzo accettabile. Quando il lessico della vendetta diventa politica, il genocidio smette di essere un’accusa e diventa la logica conseguenza.<br /> All’orrore sistemico si affianca una scena che resta negli occhi: il giurista Ghanem Al-Attar cammina alla ricerca d’acqua, vestito con la cura di chi rifiuta di consegnarsi al fango. È la lezione di Primo Levi attraverso il signor Steinlauf: lavarsi nel poco, tenere la schiena dritta, negare il consenso al carnefice. Dignità come ultimo diritto fondamentale.<br /> Per questo l’Europa non può più barattare il proprio silenzio con condizionali diplomatici. Servono sanzioni efficaci, embargo sulle armi, riconoscimento giuridico dei crimini in corso. Chiamare genocidio ciò che coincide con i suoi elementi costitutivi non è un abuso del linguaggio: è un dovere. Il resto è fuffa criminale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67407518</guid><pubDate>Mon, 18 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67407518/imported_57f176f4_d2ff_41ab_90d9_79981cdf70ce.mp3" length="1620009" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Benjamin Netanyahu sogna una nuova Nakba. È la grammatica della forza, mentre in Israele i familiari delle vittime annunciano scioperi e blocchi per forzare un compromesso. 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Quando il lessico della vendetta diventa politica, il genocidio smette di essere un’accusa e diventa la logica conseguenza.<br /> All’orrore sistemico si affianca una scena che resta negli occhi: il giurista Ghanem Al-Attar cammina alla ricerca d’acqua, vestito con la cura di chi rifiuta di consegnarsi al fango. È la lezione di Primo Levi attraverso il signor Steinlauf: lavarsi nel poco, tenere la schiena dritta, negare il consenso al carnefice. Dignità come ultimo diritto fondamentale.<br /> Per questo l’Europa non può più barattare il proprio silenzio con condizionali diplomatici. Servono sanzioni efficaci, embargo sulle armi, riconoscimento giuridico dei crimini in corso. Chiamare genocidio ciò che coincide con i suoi elementi costitutivi non è un abuso del linguaggio: è un dovere. Il resto è fuffa criminale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Accogliamo le vittime, investiamo nei carnefici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/accogliamo-le-vittime-investiamo-nei-carnefici--67373090</link><description><![CDATA[Accogliamo i bambini che feriamo. L’Italia apre corridoi umanitari, annuncia l’arrivo di altri 31 piccoli pazienti da Gaza e rivendica di aver già curato più di 180 minori. Bello, giusto, necessario. Ma la foto è incompleta: mentre li abbracciamo sugli aeroporti, continuiamo a oliare i meccanismi che li hanno resi pazienti.<br /> Il 31 luglio Cdp Venture Capital, braccio pubblico dell’innovazione, entra nel round di finanziamento della israeliana Classiq (quantum computing). Denaro pubblico italiano che sostiene l’ecosistema tecnologico di Tel Aviv in piena guerra. «Strategico», dicono le note ufficiali. Strategico per chi?<br /> Sul versante militare, i flussi non si fermano. Nel 2024 l’Italia ha rilasciato 42 nuove autorizzazioni d’importazione di armamenti da Israele per quasi 155 milioni di euro e ne ha importati fisicamente per oltre 37 milioni. E verso Israele, sempre nel 2024, abbiamo esportato “armi e munizioni” per 5,2 milioni secondo Istat; tra dicembre 2023 e gennaio 2024 sono partite forniture da guerra per oltre 2 milioni, dopo gli 817 mila euro di ottobre-novembre 2023. Tutto mentre il ministro Tajani ripeteva che «dal 7 ottobre abbiamo bloccato i contratti».<br /> C’è una parola per questa scena di comodo: «childwashing». Accogliere alcune delle stesse vittime per coprire con sentimento ciò che si continua a finanziare con atti e bonifici. L’Italia che porta i bambini in ospedale è la stessa che investe nell’hi-tech israeliano e mantiene aperti canali d’affari militari. Finché non si tagliano quei flussi, l’abbraccio resta una posa: la carità a valle che serve a rendere accettabile la complicità a monte nella catena del genocidio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67373090</guid><pubDate>Fri, 15 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67373090/imported_11a25917_0c7a_405f_857b_09a592a554da.mp3" length="1806419" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Accogliamo i bambini che feriamo. 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Nel 2024 l’Italia ha rilasciato 42 nuove autorizzazioni d’importazione di armamenti da Israele per quasi 155 milioni di euro e ne ha importati fisicamente per oltre 37 milioni. E verso Israele, sempre nel 2024, abbiamo esportato “armi e munizioni” per 5,2 milioni secondo Istat; tra dicembre 2023 e gennaio 2024 sono partite forniture da guerra per oltre 2 milioni, dopo gli 817 mila euro di ottobre-novembre 2023. Tutto mentre il ministro Tajani ripeteva che «dal 7 ottobre abbiamo bloccato i contratti».<br /> C’è una parola per questa scena di comodo: «childwashing». Accogliere alcune delle stesse vittime per coprire con sentimento ciò che si continua a finanziare con atti e bonifici. L’Italia che porta i bambini in ospedale è la stessa che investe nell’hi-tech israeliano e mantiene aperti canali d’affari militari. 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Cassa Depositi e Prestiti, fondo sotto il MEF da 4,7 miliardi, ha iniziato a investire in società israeliane, con focus su intelligenza artificiale e quantistica e l’obiettivo di portarne attività in Italia. La notizia è stata rivelata dal quotidiano economico israeliano «Globes». <br /> Nel pezzo si ricostruisce l’ingresso di CDP nel round di Classiq insieme a SoftBank (operazione valutata 20–30 milioni di dollari) e la strategia di «decine di milioni» su altre realtà, con la motivazione della «sovranità digitale» e della competitività del Paese. Le parole chiave arrivano dal responsabile degli investimenti diretti di CDP Venture Capital, Alessandro Scortecci, che rivendica il contributo alla competitività italiana «sul palcoscenico globale». <br /> Il passaggio politicamente più sensibile è attribuito a «una fonte israeliana di alto livello a conoscenza dell’attività del fondo»: Giorgia Meloni sarebbe «pienamente informata» del dossier e CDP viene considerata «uno strumento importante di politica pubblica», in coerenza con il programma da un miliardo per l’IA.<br /> Nel frattempo, il fondo sovrano norvegese avvia dismissioni da società israeliane: due traiettorie opposte nello stesso contesto di guerra e accuse di crimini internazionali. <br /> In Italia, su questo, nessuna prima pagina: eppure si tratta di denaro pubblico e politica estera. Palazzo Chigi e MEF riferiscano in Parlamento, rendano pubblici i documenti, aprano il dossier: l’ambizione tecnologica vive solo dentro un perimetro democratico verificabile. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67357804</guid><pubDate>Thu, 14 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67357804/imported_007771b7_e778_4e4e_855b_d9d456716bb9.mp3" length="1527640" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Doppia contabilità italiana: in pubblico «linea critica» su Gaza, in riservato il braccio finanziario del governo compra startup israeliane. 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Le parole chiave arrivano dal responsabile degli investimenti diretti di CDP Venture Capital, Alessandro Scortecci, che rivendica il contributo alla competitività italiana «sul palcoscenico globale». <br /> Il passaggio politicamente più sensibile è attribuito a «una fonte israeliana di alto livello a conoscenza dell’attività del fondo»: Giorgia Meloni sarebbe «pienamente informata» del dossier e CDP viene considerata «uno strumento importante di politica pubblica», in coerenza con il programma da un miliardo per l’IA.<br /> Nel frattempo, il fondo sovrano norvegese avvia dismissioni da società israeliane: due traiettorie opposte nello stesso contesto di guerra e accuse di crimini internazionali. <br /> In Italia, su questo, nessuna prima pagina: eppure si tratta di denaro pubblico e politica estera. Palazzo Chigi e MEF riferiscano in Parlamento, rendano pubblici i documenti, aprano il dossier: l’ambizione tecnologica vive solo dentro un perimetro democratico verificabile. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>96</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Land, Not Life”: la formula di governo del genocidio a Gaza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/land-not-life-la-formula-di-governo-del-genocidio-a-gaza--67349525</link><description><![CDATA[C’è un punto dirimente per dividere i collaborazionisti dagli analisti: il piano di Netanyahu non ha nulla a che vedere con la sicurezza o con la fine della guerra. È il compimento di una logica dichiarata: terra al posto delle vite. “Land, Not Life” non è un titolo a effetto, è la formula di governo. Prendere Gaza, non salvarla.<br /><br /> Contro ogni evidenza strategica, l’esecutivo israeliano punta alla spoliazione civile e alla cancellazione fisica di chi la abita: un milione di persone spinte verso lo sfollamento forzato, in una campagna militare che non distingue più tra obiettivo militare e resistenza all’annientamento. Lo stesso establishment israeliano avverte il rischio di una trappola militare e morale, ma la coalizione al potere è salda: la visione messianica di “Greater Israel” giustifica ogni passo, ogni vittima, ogni rovina.<br /><br /> Le vittime palestinesi quindi non sono un “effetto collaterale”. Basta ipocrisia: sono la condizione necessaria del progetto. È questo che rende Gaza il laboratorio di un genocidio visibile, annunciato, documentato giorno per giorno. Eppure, come da mesi, le cancellerie occidentali si rifugiano nelle formule di rito, rimandano, promettono verifiche, si limitano a “monitorare la situazione” mentre il terreno si riempie di fosse comuni e le mappe militari sostituiscono le strade delle città.<br /><br /> Quello che a Gaza si consuma oggi non è l’ennesima pagina nera della storia: è un crimine in diretta, permesso dall’immobilismo di chi dovrebbe fermarlo e scelto da chi lo esegue come dottrina di governo. Mentre quelli si lambiccano sui termini stanno sprofondando le persone. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67349525</guid><pubDate>Wed, 13 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67349525/imported_feb25f59_fdab_455a_9b0a_65ba51f7169e.mp3" length="1520117" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un punto dirimente per dividere i collaborazionisti dagli analisti: il piano di Netanyahu non ha nulla a che vedere con la sicurezza o con la fine della guerra. 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Lo stesso establishment israeliano avverte il rischio di una trappola militare e morale, ma la coalizione al potere è salda: la visione messianica di “Greater Israel” giustifica ogni passo, ogni vittima, ogni rovina.<br /><br /> Le vittime palestinesi quindi non sono un “effetto collaterale”. Basta ipocrisia: sono la condizione necessaria del progetto. È questo che rende Gaza il laboratorio di un genocidio visibile, annunciato, documentato giorno per giorno. Eppure, come da mesi, le cancellerie occidentali si rifugiano nelle formule di rito, rimandano, promettono verifiche, si limitano a “monitorare la situazione” mentre il terreno si riempie di fosse comuni e le mappe militari sostituiscono le strade delle città.<br /><br /> Quello che a Gaza si consuma oggi non è l’ennesima pagina nera della storia: è un crimine in diretta, permesso dall’immobilismo di chi dovrebbe fermarlo e scelto da chi lo esegue come dottrina di governo. 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È stata la luce livida di un’esplosione a illuminare la tenda di Al Jazeera accanto all’ospedale di al-Shifa, dove Anas al-Sharif e altri cinque membri della redazione sono stati uccisi. Un giornalista che aveva trasformato il suo obiettivo in testimonianza quotidiana del genocidio, e che per questo era stato indicato come “bersaglio” da una campagna diffamatoria dell’esercito israeliano. La sua unica arma era la verità, e l’ha pagata con la vita.<br /> Israele sostiene che “si spacciasse per giornalista” e che fosse con Hamas. È la stessa strategia che, da Shireen Abu Akleh in poi, cerca di neutralizzare le voci scomode prima di eliminarle fisicamente. La sequenza è sempre più chiara: prima la delegittimazione, poi il fuoco. La guerra di Benjamin Netanyahu non si limita a radere al suolo Gaza; punta a cancellarne anche la memoria, eliminando chi potrebbe trasmetterla al mondo.<br /> Mentre la fame uccide già cento bambini, mentre gli aiuti vengono colpiti e le “zone sicure” bombardate, il premier israeliano annuncia un’operazione ancora più vasta, ringrazia Donald Trump per il sostegno e respinge come “menzogne globali” le accuse di genocidio. In parallelo, dal 31 agosto, la Global Sumud Flotilla salperà con decine di imbarcazioni per rompere il blocco e consegnare aiuti, sostenuta da attivisti di oltre 44 Paesi.<br /> In fondo, la morte di Anas e dei suoi colleghi dice già tutto: non è un “effetto collaterale” ma il cuore stesso di una strategia che teme i testimoni più delle armi. Ma noi abbiamo visto già tutto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67337294</guid><pubDate>Tue, 12 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67337294/imported_b60806e6_2f72_4320_898a_0ac52473e140.mp3" length="1605381" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’ultimo atto della notte di San Lorenzo, a Gaza, non è stato uno spettacolo di stelle cadenti. 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Ma noi abbiamo visto già tutto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Netanyahu uccide, l’Europa paga, gli USA proteggono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/netanyahu-uccide-l-europa-paga-gli-usa-proteggono--67320646</link><description><![CDATA[La guerra a Gaza ha consumato ogni brandello di umanità. Le cronache di questi giorni raccontano un orrore ciclico, una devastazione silenziosa che piega corpi e speranze. Il piano di Netanyahu — una conquista totale di Gaza — resta lontano dall’essere realizzato, frenato persino dall’opposizione interna e dalla “cabina di guerra” israeliana che ammonisce sui costi insostenibili, umani e strategici. La pressione internazionale aumenta: sedute d’emergenza all’ONU, parlamenti che si mobilitano. Ma più che a fermare il massacro, sembra si reagisca per salvare l’immagine che ancora si può salvare.<br /> E intanto a Gaza, mentre i grandi della politica si confrontano freddi, il dolore si legge negli occhi di chi ha perso tutto. I racconti dal territorio descrivono le infezioni, le ustioni, la cecità imposta dalle bombe e dal silenzio. Lì, ogni cura è un miraggio, ogni farmaco un’utopia. Ogni volto è un grido che il mondo rifiuta di ascoltare.<br /> B’Tselem, Amnesty e numerosi studiosi di diritto internazionale parlano ormai chiaramente di un disegno che travalica ogni logica militare per diventare pulizia etnica — o peggio. Ogni giorno 93 persone — tra cui donne e bambini — cadono vittime di un conflitto il cui vero obiettivo sembra essersi sdoppiato: da un lato la resa di Hamas, dall’altro l’annientamento di un’intera popolazione.<br /> Eppure, in questo squallido teatro umano, ogni passaggio verso la piena occupazione di Gaza rischia di essere l’anticamera di una guerra eterna. Gaza non è uno spazio neutro da conquistare, ma un popolo da cui partire. Anche ieri Gaza ha urlato, anche ieri il mondo ha taciuto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67320646</guid><pubDate>Mon, 11 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67320646/imported_59550773_880e_4e21_afca_1e9d086874fd.mp3" length="1575288" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra a Gaza ha consumato ogni brandello di umanità. Le cronache di questi giorni raccontano un orrore ciclico, una devastazione silenziosa che piega corpi e speranze. 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Lì, ogni cura è un miraggio, ogni farmaco un’utopia. Ogni volto è un grido che il mondo rifiuta di ascoltare.<br /> B’Tselem, Amnesty e numerosi studiosi di diritto internazionale parlano ormai chiaramente di un disegno che travalica ogni logica militare per diventare pulizia etnica — o peggio. Ogni giorno 93 persone — tra cui donne e bambini — cadono vittime di un conflitto il cui vero obiettivo sembra essersi sdoppiato: da un lato la resa di Hamas, dall’altro l’annientamento di un’intera popolazione.<br /> Eppure, in questo squallido teatro umano, ogni passaggio verso la piena occupazione di Gaza rischia di essere l’anticamera di una guerra eterna. Gaza non è uno spazio neutro da conquistare, ma un popolo da cui partire. Anche ieri Gaza ha urlato, anche ieri il mondo ha taciuto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>99</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi occupa vince, se ha buoni amici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-occupa-vince-se-ha-buoni-amici--67309449</link><description><![CDATA[Benjamin Netanyahu ha smesso di fingere. Ora è ufficiale: Israele si prepara a un’occupazione permanente della Striscia di Gaza. Non è più guerra, non è più rappresaglia. È colonizzazione. E a questo punto la domanda è tanto semplice quanto cruciale: la comunità internazionale intende applicare le stesse sanzioni che ha imposto agli altri invasori del nostro tempo?<br /> L’Iraq che occupa il Kuwait? Embargo totale, risoluzioni ONU, operazioni militari autorizzate. La Russia che invade l’Ucraina? Congelamento di riserve valutarie, esclusione dal sistema SWIFT, price cap sul petrolio, sanzioni mirate su migliaia di individui. Israele che occupa Gaza dopo averla devastata, assediata e spopolata? Nulla. Nessuna sanzione. Nessun embargo. Anzi: accordi commerciali privilegiati, rifornimenti militari e scudi politici a ripetizione.<br /> Il doppio standard non è più un sospetto. È un dato giuridico. Il diritto internazionale è chiarissimo: un’occupazione non può prevedere trasferimenti forzati, punizioni collettive, distruzioni sistematiche o blocchi umanitari. Eppure tutto questo è già realtà. E il Consiglio di Sicurezza resta paralizzato dai veti statunitensi.<br /> Ora che Israele non si nasconde più, neppure l’Occidente potrà farlo. I governi europei e i partiti italiani che hanno invocato le “regole” contro Mosca devono decidere se il diritto vale anche a Gaza. Se non lo faranno, l’eccezionalismo israeliano non sarà più solo tollerato: sarà legittimato. E con esso, il tramonto dell’ordine giuridico internazionale. Del resto ogni genocidio che si rispetti ha bisogno di una moltitudine di canaglie collaborazioniste, indifferenti e servi sciocchi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67309449</guid><pubDate>Sat, 09 Aug 2025 05:09:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67309449/imported_43aac689_b4c3_4fe4_96f4_dfec0e545624.mp3" length="1508414" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Benjamin Netanyahu ha smesso di fingere. Ora è ufficiale: Israele si prepara a un’occupazione permanente della Striscia di Gaza. Non è più guerra, non è più rappresaglia. 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Anzi: accordi commerciali privilegiati, rifornimenti militari e scudi politici a ripetizione.<br /> Il doppio standard non è più un sospetto. È un dato giuridico. Il diritto internazionale è chiarissimo: un’occupazione non può prevedere trasferimenti forzati, punizioni collettive, distruzioni sistematiche o blocchi umanitari. Eppure tutto questo è già realtà. E il Consiglio di Sicurezza resta paralizzato dai veti statunitensi.<br /> Ora che Israele non si nasconde più, neppure l’Occidente potrà farlo. I governi europei e i partiti italiani che hanno invocato le “regole” contro Mosca devono decidere se il diritto vale anche a Gaza. Se non lo faranno, l’eccezionalismo israeliano non sarà più solo tollerato: sarà legittimato. E con esso, il tramonto dell’ordine giuridico internazionale. 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Secondo i nuovi dati della FAO, oggi a Gaza resta accessibile e coltivabile appena l’1,5% delle terre agricole. In aprile era il 4%. Nel 2023, prima dell’assedio, Gaza era un cuore agricolo: 10% del PIL, mezzo milione di persone coinvolte, una varietà di colture locali che garantiva autosufficienza e dignità. Oggi è tutto cenere.<br /> Dal blocco totale imposto a marzo all’impossibilità di far entrare aiuti, fino al bombardamento sistematico di serre, orti, frutteti e pescherecci: l’agricoltura a Gaza è stata sterminata. E con essa i suoi abitanti. Più dell’86% dei terreni è stato danneggiato. A nord si arriva al 94%. In molti casi, come a Rafah, non si tratta solo di distruzione ma di occupazione: ciò che non è stato raso al suolo è stato reso inaccessibile.<br /> «Gaza è sull’orlo della carestia totale», avverte il direttore della FAO Qu Dongyu. Ma è già oltre l’orlo: centinaia di persone sono morte di fame, migliaia uccise mentre cercavano cibo. Michael Fakhri, relatore speciale ONU per il diritto al cibo, è chiarissimo: «Israele ha costruito la più efficiente macchina di fame che si possa immaginare».<br /> Si chiama ecocidio, quando la guerra devasta intenzionalmente l’ambiente. E in questo caso ha un solo scopo: rendere la vita impossibile. Distruggere ogni futuro. Affamare come strumento di dominio. Le caratteristiche tipiche del genocidio. <br /> Il diritto al cibo è diritto umano. A Gaza è diventato un bersaglio militare. Un altro indizio. Anzi, un’altra prova, l’ennesima, di ciò che accade a Gaza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67289042</guid><pubDate>Fri, 08 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67289042/imported_46424dc1_5c08_497f_9b06_c9e8036ab0f5.mp3" length="1621681" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è fame, sì. Ma non per carestia. Fame indotta, calcolata, prodotta con metodo. Secondo i nuovi dati della FAO, oggi a Gaza resta accessibile e coltivabile appena l’1,5% delle terre agricole. In aprile era il 4%. 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In molti casi, come a Rafah, non si tratta solo di distruzione ma di occupazione: ciò che non è stato raso al suolo è stato reso inaccessibile.<br /> «Gaza è sull’orlo della carestia totale», avverte il direttore della FAO Qu Dongyu. Ma è già oltre l’orlo: centinaia di persone sono morte di fame, migliaia uccise mentre cercavano cibo. Michael Fakhri, relatore speciale ONU per il diritto al cibo, è chiarissimo: «Israele ha costruito la più efficiente macchina di fame che si possa immaginare».<br /> Si chiama ecocidio, quando la guerra devasta intenzionalmente l’ambiente. E in questo caso ha un solo scopo: rendere la vita impossibile. Distruggere ogni futuro. Affamare come strumento di dominio. Le caratteristiche tipiche del genocidio. <br /> Il diritto al cibo è diritto umano. A Gaza è diventato un bersaglio militare. Un altro indizio. 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È il paradosso di una guerra che si racconta come già vinta mentre continua a fallire, sotto gli occhi stanchi dei comandi militari e la retorica furiosa di un premier che cerca consenso nel sangue. A nove mesi dall’inizio dell’operazione, Hamas non è stata distrutta, gli ostaggi non sono stati liberati, la Striscia non è sotto controllo. Secondo fonti dell’IDF, «Israele occupa solo una parte minima del territorio» e nei quartieri chiave «Hamas mantiene presenza e servizi civili».<br /> Ma Netanyahu insiste. Parla alla pancia della destra messianica, promette sicurezza e vittoria, mentre Rafah è stata divisa dal resto di Gaza con un nuovo corridoio militare – il terzo – e si affonda nel disastro umanitario. Il sistema crolla: ospedali chiusi, aiuti bloccati, blackout imposti come arma. Ma l’unico piano che il governo sembra avere è continuare la guerra. E pazienza se il costo si misura in bambini denutriti, famiglie in fuga e città rase al suolo. Anche la diplomazia è paralizzata, stritolata tra cinismo e propaganda.<br /> Intanto i generali si defilano. L’IDF chiede un’uscita strategica, ma il potere politico vuole la resa incondizionata. E mentre gli alleati tacciono, mentre gli ostaggi restano ostaggi, Netanyahu sale sui podi a dichiarare vittorie che non ci sono. Il risultato è una guerra che si perpetua per mantenere il potere e una menzogna che si autoalimenta: la conquista di Gaza come finzione necessaria, perché non c’è alcun progetto per il dopo. Né politico, né umano. Solo un vuoto. Armato. E feroce.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67276573</guid><pubDate>Thu, 07 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67276573/imported_e546d428_47a2_4464_a4e5_57b56f4b3114.mp3" length="1704855" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Netanyahu parla di «conquista totale» di Gaza, ma la realtà lo smentisce ogni giorno. 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Parla alla pancia della destra messianica, promette sicurezza e vittoria, mentre Rafah è stata divisa dal resto di Gaza con un nuovo corridoio militare – il terzo – e si affonda nel disastro umanitario. Il sistema crolla: ospedali chiusi, aiuti bloccati, blackout imposti come arma. Ma l’unico piano che il governo sembra avere è continuare la guerra. E pazienza se il costo si misura in bambini denutriti, famiglie in fuga e città rase al suolo. Anche la diplomazia è paralizzata, stritolata tra cinismo e propaganda.<br /> Intanto i generali si defilano. L’IDF chiede un’uscita strategica, ma il potere politico vuole la resa incondizionata. E mentre gli alleati tacciono, mentre gli ostaggi restano ostaggi, Netanyahu sale sui podi a dichiarare vittorie che non ci sono. Il risultato è una guerra che si perpetua per mantenere il potere e una menzogna che si autoalimenta: la conquista di Gaza come finzione necessaria, perché non c’è alcun progetto per il dopo. Né politico, né umano. Solo un vuoto. Armato. E feroce.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza muore per la fame d’Israele</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-muore-per-la-fame-d-israele--67261729</link><description><![CDATA[Fanno finta di cadere dal pero, ma è tutto nero su bianco. L’occupazione totale della Striscia da parte di Israele non è un’ipotesi: è un piano. Netanyahu l’ha deciso e lo ha detto, ieri, mentre convocava il gabinetto di sicurezza. Non è la deriva di un fanatico isolato, è l’obiettivo dichiarato di un governo che al fanatismo ha affidato le leve del potere. E non c’è bisogno di leggere tra le righe: i ministri Smotrich e Ben Gvir l’avevano già invocata a ottobre. Oggi ne discutono solo i dettagli.<br /> Nel frattempo, Gaza muore. Ieri almeno 74 vittime nei raid. Tre palestinesi sono stati uccisi mentre aspettavano gli aiuti. Altri otto sono morti di fame, secondo il ministero locale della Salute. Si muore per le bombe e per il blocco. Si muore per la fame, ma è la fame d’Israele a uccidere. Una fame di terra, di cancellazione, di dominio.<br /> Il finto stupore degli editorialisti, degli analisti, dei diplomatici che si fingono sorpresi è il contorno grottesco di questa pulizia. Fingono di non sapere ciò che Netanyahu e soci vanno ripetendo da mesi: che non esiste Gaza senza Israele, che Hamas è solo un alibi, che gli ostaggi servono solo per procrastinare lo sterminio.<br /> Chi si ostina a parlare di soluzione politica mentre si moltiplicano gli eccidi, chi chiede garanzie sul “dopoguerra” mentre Gaza viene polverizzata, è complice. Le dichiarazioni di Ben Gvir, la convocazione del gabinetto militare, gli elogi di Trump, le tensioni con l’Idf: tutto mostra che non c’è alcun interesse per la pace, solo l’ansia di completare la distruzione.<br /> Il crimine non è futuro: è in corso. E chi lo scopre oggi, troppo tardi, dovrebbe almeno avere il pudore di tacere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67261729</guid><pubDate>Wed, 06 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67261729/imported_1c3cf943_e6c6_4d01_96d1_2549697eca77.mp3" length="1751249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Fanno finta di cadere dal pero, ma è tutto nero su bianco. L’occupazione totale della Striscia da parte di Israele non è un’ipotesi: è un piano. 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Una fame di terra, di cancellazione, di dominio.<br /> Il finto stupore degli editorialisti, degli analisti, dei diplomatici che si fingono sorpresi è il contorno grottesco di questa pulizia. Fingono di non sapere ciò che Netanyahu e soci vanno ripetendo da mesi: che non esiste Gaza senza Israele, che Hamas è solo un alibi, che gli ostaggi servono solo per procrastinare lo sterminio.<br /> Chi si ostina a parlare di soluzione politica mentre si moltiplicano gli eccidi, chi chiede garanzie sul “dopoguerra” mentre Gaza viene polverizzata, è complice. Le dichiarazioni di Ben Gvir, la convocazione del gabinetto militare, gli elogi di Trump, le tensioni con l’Idf: tutto mostra che non c’è alcun interesse per la pace, solo l’ansia di completare la distruzione.<br /> Il crimine non è futuro: è in corso. E chi lo scopre oggi, troppo tardi, dovrebbe almeno avere il pudore di tacere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza gli ostaggi sono il trucco, non il fine</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-gli-ostaggi-sono-il-trucco-non-il-fine--67252146</link><description><![CDATA[Ci hanno detto che la guerra finirà quando torneranno a casa gli ostaggi. Ce lo ripetono ogni giorno, come fosse un pegno morale da esigere con le bombe. Ma chiunque segua con onestà i fatti sa che è una menzogna funzionale: la liberazione degli ostaggi non è mai stata il fine. È il pretesto.<br /> La linea del governo è chiara, ed è ben più ampia della liberazione degli ostaggi. Il ministro Itamar Ben Gvir lo ha detto senza infingimenti: «Conquistare tutta Gaza, incentivare l’emigrazione volontaria, ricostruire gli insediamenti. Solo così riporteremo gli ostaggi e vinceremo la guerra». Non una liberazione, ma una sostituzione.<br /> Netanyahu non si oppone. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, «sta mostrando apertura verso l’idea di incoraggiare la migrazione dei palestinesi da Gaza», sotto pressione della sua ala più estrema. E il suo ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, propone ufficialmente di reinsediare coloni israeliani nella Striscia.<br /> Intanto, Gaza muore di fame: 180 vittime accertate per malnutrizione, 93 sono bambini. Le forze israeliane hanno sparato su civili in fila per gli aiuti: 7 morti e 20 feriti solo il 4 agosto, vicino al centro GHF di Gaza City.<br /> Hamas – riferisce il Jerusalem Post – ha chiesto almeno 250 camion di aiuti al giorno come precondizione per tornare a trattare. La risposta israeliana è stata più fuoco e più fame.<br /> È in questo contesto che oltre 600 ex funzionari del Mossad e dello Shin Bet hanno scritto a Trump: «Hamas non è più una minaccia strategica. Questa guerra non è più giusta». <br /> Chi parla ancora solo di ostaggi, mente. O è complice.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67252146</guid><pubDate>Tue, 05 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67252146/imported_88167b86_dabe_4a2c_8366_aac59229c314.mp3" length="1620427" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci hanno detto che la guerra finirà quando torneranno a casa gli ostaggi. Ce lo ripetono ogni giorno, come fosse un pegno morale da esigere con le bombe. 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E il suo ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, propone ufficialmente di reinsediare coloni israeliani nella Striscia.<br /> Intanto, Gaza muore di fame: 180 vittime accertate per malnutrizione, 93 sono bambini. Le forze israeliane hanno sparato su civili in fila per gli aiuti: 7 morti e 20 feriti solo il 4 agosto, vicino al centro GHF di Gaza City.<br /> Hamas – riferisce il Jerusalem Post – ha chiesto almeno 250 camion di aiuti al giorno come precondizione per tornare a trattare. La risposta israeliana è stata più fuoco e più fame.<br /> È in questo contesto che oltre 600 ex funzionari del Mossad e dello Shin Bet hanno scritto a Trump: «Hamas non è più una minaccia strategica. Questa guerra non è più giusta». <br /> Chi parla ancora solo di ostaggi, mente. 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Da metà maggio, solo il 10% degli aiuti umanitari è riuscito a raggiungere i civili. Il resto è rimasto bloccato nei varchi israeliani o fermato dai bombardamenti.<br /><br /> Mentre a sud si muore di sete, a nord si alzano le foto dei bambini. Sabato sera, nel cuore di Tel Aviv, centinaia di manifestanti israeliani – attivisti pacifisti, ex soldati, familiari delle vittime del 7 ottobre – hanno marciato mostrando i volti dei piccoli palestinesi uccisi. Hanno rotto il silenzio con un messaggio chiaro: «Non in mio nome».<br /><br /> Non è più solo il mondo a chiedere di fermarsi. Ora è una parte della stessa Israele che denuncia. E lo fa pubblicamente, coraggiosamente, senza più fingere che il diritto all’autodifesa coincida con il diritto a bloccare acqua, insulina e ossigeno.<br /><br /> Netanyahu non risponde. Il governo tace, come tace davanti ai rapporti dell’UNRWA, davanti ai corpi denutriti, davanti ai silos pieni mentre i bambini svengono. Ma il mondo ha visto. E ora vede anche che c’è un’altra Israele: stanca, lucida, umana.<br /><br /> In gioco non c’è solo Gaza. C’è la possibilità di salvare ciò che resta di un’etica pubblica. E la storia, si sa, è più severa degli eserciti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67239732</guid><pubDate>Mon, 04 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67239732/imported_56699efc_c02c_4fa1_910d_357fc2278bdd.mp3" length="1257639" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Sei morti di fame in un solo giorno». 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Ora è una parte della stessa Israele che denuncia. E lo fa pubblicamente, coraggiosamente, senza più fingere che il diritto all’autodifesa coincida con il diritto a bloccare acqua, insulina e ossigeno.<br /><br /> Netanyahu non risponde. Il governo tace, come tace davanti ai rapporti dell’UNRWA, davanti ai corpi denutriti, davanti ai silos pieni mentre i bambini svengono. Ma il mondo ha visto. E ora vede anche che c’è un’altra Israele: stanca, lucida, umana.<br /><br /> In gioco non c’è solo Gaza. C’è la possibilità di salvare ciò che resta di un’etica pubblica. E la storia, si sa, è più severa degli eserciti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>79</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La carestia calcolata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-carestia-calcolata--67220246</link><description><![CDATA[L’idea di “mettere i palestinesi a dieta” non è una provocazione, ma una strategia pianificata. Lo diceva già nel 2006 un consigliere dell’allora premier israeliano Ehud Olmert, e oggi lo confermano i numeri ufficiali. Secondo i dati riportati dal Guardian il 31 luglio 2025, Israele ha calcolato scientificamente quanto cibo serve per tenere in vita la popolazione di Gaza. Poi ha smesso di fornirlo.<br /> Tra marzo e giugno, Israele ha fatto entrare nella Striscia solo 56.000 tonnellate di cibo, a fronte di un fabbisogno minimo mensile di 62.000. Nello stesso periodo, il mondo ha assistito — impotente e complice — alla trasformazione della fame in carestia. Non per catastrofi naturali. Per scelta politica.<br /> La guerra ha reso impossibile l’agricoltura e la pesca. Ogni caloria disponibile a Gaza deve entrare da fuori. Lo sa bene Cogat, l’agenzia militare israeliana che gestisce gli accessi. Eppure, mentre gli esperti ONU certificavano il “peggiore scenario possibile”, il governo israeliano minimizzava, incolpava Hamas, la burocrazia umanitaria, l’ONU, chiunque tranne sé stesso.<br /> Ma è tutto scritto. In passato Cogat stimava 2.279 calorie al giorno per persona, equivalenti a 1,8 kg di cibo. Oggi ne entra meno della metà. Anche durante il cessate il fuoco di gennaio e febbraio, bastarono pochi giorni di rifornimenti regolari per invertire il corso della fame. Eppure a maggio, mentre la crisi esplodeva, Netanyahu si è limitato a riaprire i rubinetti a goccia. Ora promette “aiuti minimi”. Per contenere l’indignazione internazionale, non la carestia.<br /> Nel frattempo, si lanciano airdrop dal cielo, costosissimi e inefficaci. In due anni di guerra, 104 voli hanno garantito cibo per appena quattro giorni. Una messinscena umanitaria utile solo a mascherare il vero colpevole dietro una cortina di logistica. La fame, in Gaza, non è un fallimento. È un’arma. E Israele ne conosce ogni formula.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67220246</guid><pubDate>Sat, 02 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67220246/imported_23e084a9_1785_4986_b676_bb03ffee0130.mp3" length="1844871" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’idea di “mettere i palestinesi a dieta” non è una provocazione, ma una strategia pianificata. Lo diceva già nel 2006 un consigliere dell’allora premier israeliano Ehud Olmert, e oggi lo confermano i numeri ufficiali. 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Eppure, mentre gli esperti ONU certificavano il “peggiore scenario possibile”, il governo israeliano minimizzava, incolpava Hamas, la burocrazia umanitaria, l’ONU, chiunque tranne sé stesso.<br /> Ma è tutto scritto. In passato Cogat stimava 2.279 calorie al giorno per persona, equivalenti a 1,8 kg di cibo. Oggi ne entra meno della metà. Anche durante il cessate il fuoco di gennaio e febbraio, bastarono pochi giorni di rifornimenti regolari per invertire il corso della fame. Eppure a maggio, mentre la crisi esplodeva, Netanyahu si è limitato a riaprire i rubinetti a goccia. Ora promette “aiuti minimi”. Per contenere l’indignazione internazionale, non la carestia.<br /> Nel frattempo, si lanciano airdrop dal cielo, costosissimi e inefficaci. In due anni di guerra, 104 voli hanno garantito cibo per appena quattro giorni. Una messinscena umanitaria utile solo a mascherare il vero colpevole dietro una cortina di logistica. La fame, in Gaza, non è un fallimento. È un’arma. E Israele ne conosce ogni formula.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Diplomazia da salotto, mentre a Gaza si scava a mani nude</title><link>https://www.spreaker.com/episode/diplomazia-da-salotto-mentre-a-gaza-si-scava-a-mani-nude--67207844</link><description><![CDATA[Quarantotto civili uccisi nei pressi del valico di Gaza, secondo l’ospedale locale. L’esercito israeliano nega che sia stato fuoco dell’IDF. Una disputa sulle responsabilità che diventa il simbolo di una guerra dove i morti sono veri e le verità sono di parte. Le immagini raccontano corpi stesi a terra, ospedali senza tregua, e un numero di vittime che continua a crescere. A Gaza non esiste più un luogo sicuro. La guerra si è fatta amministrazione quotidiana del dolore.<br /> In questo scenario, il Canada annuncia che riconoscerà lo Stato di Palestina all’Assemblea generale dell’ONU di settembre. Non un gesto isolato: anche Regno Unito e Francia si muovono sulla stessa linea. Ma Ottawa mette condizioni severe, dall’esclusione di Hamas dalle elezioni del 2026 alla costruzione di un’autorità statale smilitarizzata. Il governo israeliano grida al «premio al terrorismo». Trump, fedele alla linea di Netanyahu, minaccia ritorsioni commerciali contro i canadesi.<br /> Il riconoscimento, così com’è, sembra più un atto di pressione politica che un progetto di pace. Senza cessate il fuoco, senza un corridoio umanitario garantito, senza una strategia per fermare i massacri, ogni iniziativa diplomatica rischia di restare appesa al vuoto. La diplomazia non può essere una cerimonia di parole mentre la gente muore.<br /> Il dato politico, però, è evidente. Il blocco internazionale che finora ha protetto Israele comincia a incrinarsi. Si impone una domanda: quanto ancora si potrà fingere che l’occupazione e la violenza siano l’unico linguaggio possibile? La risposta, per ora, arriva dalle fosse comuni di Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67207844</guid><pubDate>Fri, 01 Aug 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67207844/imported_bb9580de_af09_4b2a_9295_3ed7679089e7.mp3" length="1779252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quarantotto civili uccisi nei pressi del valico di Gaza, secondo l’ospedale locale. L’esercito israeliano nega che sia stato fuoco dell’IDF. 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Il governo israeliano grida al «premio al terrorismo». Trump, fedele alla linea di Netanyahu, minaccia ritorsioni commerciali contro i canadesi.<br /> Il riconoscimento, così com’è, sembra più un atto di pressione politica che un progetto di pace. Senza cessate il fuoco, senza un corridoio umanitario garantito, senza una strategia per fermare i massacri, ogni iniziativa diplomatica rischia di restare appesa al vuoto. La diplomazia non può essere una cerimonia di parole mentre la gente muore.<br /> Il dato politico, però, è evidente. Il blocco internazionale che finora ha protetto Israele comincia a incrinarsi. Si impone una domanda: quanto ancora si potrà fingere che l’occupazione e la violenza siano l’unico linguaggio possibile? La risposta, per ora, arriva dalle fosse comuni di Gaza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il crimine perfetto ha sponsor occidentali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-crimine-perfetto-ha-sponsor-occidentali--67192222</link><description><![CDATA[Sessantamila morti. Sessantamila. Lo scriviamo tutto in lettere, perché è così che si contano i crimini storici: con parole che restano. La fame – che secondo l’Integrated Food Security Phase Classification sta “già realizzando lo scenario peggiore” – non è un effetto collaterale: è una scelta deliberata. Martedì a Gaza sono morti “per errore” quelli che aspettavano cibo: perché è così che si muore, a Gaza. Non sotto le bombe, ma per una bottiglia d’acqua.<br /> Donald Trump, tra una buca e l’altra nel suo nuovo golf club scozzese, promette che “il cibo arriverà presto”. Parole vuote, dette come si parla di forniture di lattine alla Casa Bianca. Nel frattempo, il Regno Unito annuncia che riconoscerà lo Stato di Palestina se Israele non accetta una tregua. E Israele, con una faccia che ha smesso da tempo di vergognarsi, grida che è un premio a Hamas. Come se ogni diritto dei palestinesi dovesse essere sottoposto al permesso del loro carceriere.<br /> Due milioni di persone intrappolate, private di tutto. Le Nazioni Unite parlano chiaro: “Il mondo sta guardando un genocidio in tempo reale”. Ma la parola “genocidio” fa paura ai palazzi: preferiscono “crisi umanitaria”. Come se la complicità occidentale non grondasse sangue.<br /> E l’Italia? Un sussurro. Tajani balbetta “sconcerto”. Meloni tace. E mentre le agenzie raccontano bambini scheletrici, noi scegliamo di voltare la faccia. Per viltà, per calcolo, per convenienza elettorale. E allora sì: è anche colpa nostra. Ma più ancora di chi tace, è colpa di chi mente. Di chi parla di civiltà mentre finanzia l’assedio. Di chi firma accordi commerciali con le mani sporche di fame.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67192222</guid><pubDate>Thu, 31 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67192222/imported_9b9ed851_cf2c_46fc_b64c_ca64dad44b75.mp3" length="1665149" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sessantamila morti. Sessantamila. Lo scriviamo tutto in lettere, perché è così che si contano i crimini storici: con parole che restano. 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E Israele, con una faccia che ha smesso da tempo di vergognarsi, grida che è un premio a Hamas. Come se ogni diritto dei palestinesi dovesse essere sottoposto al permesso del loro carceriere.<br /> Due milioni di persone intrappolate, private di tutto. Le Nazioni Unite parlano chiaro: “Il mondo sta guardando un genocidio in tempo reale”. Ma la parola “genocidio” fa paura ai palazzi: preferiscono “crisi umanitaria”. Come se la complicità occidentale non grondasse sangue.<br /> E l’Italia? Un sussurro. Tajani balbetta “sconcerto”. Meloni tace. E mentre le agenzie raccontano bambini scheletrici, noi scegliamo di voltare la faccia. Per viltà, per calcolo, per convenienza elettorale. E allora sì: è anche colpa nostra. Ma più ancora di chi tace, è colpa di chi mente. Di chi parla di civiltà mentre finanzia l’assedio. Di chi firma accordi commerciali con le mani sporche di fame.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La fame a Gaza non esiste. Come i cadaveri nei forni di ieri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-fame-a-gaza-non-esiste-come-i-cadaveri-nei-forni-di-ieri--67181585</link><description><![CDATA[Netanyahu dice che a Gaza non c’è carestia. Che nessuno muore di fame. È la stessa voce che nega i crimini, che chiama "terroristi" i bambini, che bombarda i convogli dell’UNRWA e poi accusa l’ONU di non fare abbastanza. Ora arriva a negare l’evidenza, con il sangue ancora fresco tra le macerie.<br /> Il nuovo rapporto dell’IPC, sostenuto da ONU, WFP e UNICEF, dice l’esatto contrario: il 39% della popolazione di Gaza passa giorni interi senza mangiare. Oltre 500.000 persone vivono condizioni “simil-carestia”. L’intera popolazione sotto i cinque anni, 320.000 bambini, è a rischio di malnutrizione acuta. Bambini che muoiono. Neonati emaciati che non hanno acqua né latte. Famiglie ridotte a nulla che seppelliscono figli senza nemmeno una bara.<br /> A Gaza si muore di fame e lo si fa nel silenzio di chi si volta dall’altra parte. Le tre soglie tecniche che definiscono una carestia — consumo di cibo, malnutrizione acuta, decessi correlati — sono tutte superate in alcune aree. Ma Netanyahu dice che va tutto bene. Perché dire la verità significherebbe assumersi la responsabilità del blocco degli aiuti, della distruzione sistematica dei servizi, della guerra che uccide anche senza sparare.<br /> E l’Occidente? Sta zitto. Troppo occupato a giustificare l’indifendibile o a giocare a equidistanze impossibili. Intanto 62.000 tonnellate di aiuti restano bloccate ogni mese. Ogni giorno che passa è una condanna a morte per centinaia di innocenti.<br /> Chi nega la fame mentre la infligge non è un capo di Stato. È un criminale da tribunale penale internazionale. E chi lo sostiene, chi lo applaude, chi lo finanzia è complice.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67181585</guid><pubDate>Wed, 30 Jul 2025 05:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67181585/imported_dc9d04d2_b15b_40a0_829c_69e40341a7db.mp3" length="1644251" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Netanyahu dice che a Gaza non c’è carestia. Che nessuno muore di fame. È la stessa voce che nega i crimini, che chiama "terroristi" i bambini, che bombarda i convogli dell’UNRWA e poi accusa l’ONU di non fare abbastanza. 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Le tre soglie tecniche che definiscono una carestia — consumo di cibo, malnutrizione acuta, decessi correlati — sono tutte superate in alcune aree. Ma Netanyahu dice che va tutto bene. Perché dire la verità significherebbe assumersi la responsabilità del blocco degli aiuti, della distruzione sistematica dei servizi, della guerra che uccide anche senza sparare.<br /> E l’Occidente? Sta zitto. Troppo occupato a giustificare l’indifendibile o a giocare a equidistanze impossibili. Intanto 62.000 tonnellate di aiuti restano bloccate ogni mese. Ogni giorno che passa è una condanna a morte per centinaia di innocenti.<br /> Chi nega la fame mentre la infligge non è un capo di Stato. È un criminale da tribunale penale internazionale. E chi lo sostiene, chi lo applaude, chi lo finanzia è complice.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>B’Tselem lo scrive nero su bianco: è genocidio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/b-tselem-lo-scrive-nero-su-bianco-e-genocidio--67156251</link><description><![CDATA[C’è una parola che l’Occidente continua ad aggirare come un ordigno inesploso: genocidio. Eppure il nuovo rapporto di B’Tselem, “Our Genocide”, non lascia più margini all’ambiguità. Non si tratta solo di una campagna militare, ma della sistematica distruzione della società palestinese a Gaza, attuata con l’intento di annientarla “in tutto o in parte”. Dal 7 ottobre 2023, Israele ha trasformato il diritto internazionale in carta straccia: 58.000 morti, ospedali rasi al suolo, fame usata come arma, campi profughi bombardati, bambini mutilati senza anestesia. La Corte internazionale dell’Aia indaga, ma l’indifferenza è già sentenza.<br /> Non è un’escalation accidentale: è una politica, costruita in anni di apartheid e impunità, e oggi divenuta esplicita. Le dichiarazioni dei leader israeliani, raccolte e analizzate nel rapporto, non mascherano l’obiettivo: cancellare Gaza. Il crimine non è solo nei numeri, ma nell’intenzionalità. E il dato più atroce è che la società israeliana, nel suo insieme, lo legittima: lo sostiene, lo giustifica, lo ignora.<br /> Nel rapporto, B’Tselem documenta anche l’espansione di questa violenza genocidaria in Cisgiordania e in Israele: stessa catena di comando, stesso impianto ideologico, stessi strumenti. Non è un’eccezione: è un modello. Il genocidio non si confina, si propaga.<br /> la ripetizione della storia con gli occhi ben chiusi. È un crimine collettivo che si compie con il consenso implicito di chi guarda altrove.<br /> B’Tselem ci chiede di guardare. Di non aspettare il verdetto postumo di una corte. Di dire ora ciò che è evidente: questa non è una guerra. È un genocidio. E il silenzio è complicità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67156251</guid><pubDate>Tue, 29 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67156251/imported_8b343edf_df9c_4461_9f8a_5a54e011e952.mp3" length="1587826" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è una parola che l’Occidente continua ad aggirare come un ordigno inesploso: genocidio. Eppure il nuovo rapporto di B’Tselem, “Our Genocide”, non lascia più margini all’ambiguità. 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Il crimine non è solo nei numeri, ma nell’intenzionalità. E il dato più atroce è che la società israeliana, nel suo insieme, lo legittima: lo sostiene, lo giustifica, lo ignora.<br /> Nel rapporto, B’Tselem documenta anche l’espansione di questa violenza genocidaria in Cisgiordania e in Israele: stessa catena di comando, stesso impianto ideologico, stessi strumenti. Non è un’eccezione: è un modello. Il genocidio non si confina, si propaga.<br /> la ripetizione della storia con gli occhi ben chiusi. È un crimine collettivo che si compie con il consenso implicito di chi guarda altrove.<br /> B’Tselem ci chiede di guardare. Di non aspettare il verdetto postumo di una corte. Di dire ora ciò che è evidente: questa non è una guerra. È un genocidio. 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È un crimine. Mentre il governo israeliano si affanna a negare la crisi umanitaria, tonnellate di aiuti vengono lasciati marcire al sole e poi seppelliti. Secondo la tv pubblica israeliana, 1.000 camion carichi di cibo sono stati distrutti dall’esercito perché "deteriorati", dopo essere stati trattenuti al valico di Kerem Shalom.<br /> Intanto i bambini muoiono di stenti. Le immagini di Zeinab Abu Halib, sei mesi, ridotta a pelle e ossa, raccontano ciò che le dichiarazioni ufficiali tentano di nascondere. Israele spara persino sulla fame: l’ex contractor Anthony Aguilar racconta alla BBC delle esecuzioni sommarie nei pressi dei centri di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation, il braccio privato che ha sostituito l’ONU nella distribuzione degli aiuti. Le Nazioni Unite parlano chiaro: per fermare la carestia servirebbero almeno 600 camion al giorno. Ne passano pochi, tra ostacoli burocratici, bombardamenti e lanci aerei tanto scenografici quanto inutili.<br /> Eppure, persino due ufficiali dell’esercito israeliano, citati dal New York Times, ammettono che Hamas non ha mai sistematicamente rubato gli aiuti. Una menzogna usata per legittimare un blocco disumano. E quando due italiani tentano di forzarlo a bordo della nave Handala, vengono arrestati in acque internazionali, in silenzio, con le telecamere oscurate e le urla dell’equipaggio come unica cronaca possibile.<br /> Non è più questione di opinioni. È una questione di sopravvivenza e di vergogna.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67146221</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2025 02:00:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67146221/imported_5b61be9a_d70e_4998_97d1_1b2756349b97.mp3" length="1630040" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il teatro dell’orrore si aggiorna: oggi Gaza muore anche di fame. Ma la carestia non è una calamità naturale. È una strategia. È un crimine. 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Israele spara persino sulla fame: l’ex contractor Anthony Aguilar racconta alla BBC delle esecuzioni sommarie nei pressi dei centri di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation, il braccio privato che ha sostituito l’ONU nella distribuzione degli aiuti. Le Nazioni Unite parlano chiaro: per fermare la carestia servirebbero almeno 600 camion al giorno. Ne passano pochi, tra ostacoli burocratici, bombardamenti e lanci aerei tanto scenografici quanto inutili.<br /> Eppure, persino due ufficiali dell’esercito israeliano, citati dal New York Times, ammettono che Hamas non ha mai sistematicamente rubato gli aiuti. Una menzogna usata per legittimare un blocco disumano. E quando due italiani tentano di forzarlo a bordo della nave Handala, vengono arrestati in acque internazionali, in silenzio, con le telecamere oscurate e le urla dell’equipaggio come unica cronaca possibile.<br /> Non è più questione di opinioni. È una questione di sopravvivenza e di vergogna.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ci meriteremo il disprezzo dei vivi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ci-meriteremo-il-disprezzo-dei-vivi--67117771</link><description><![CDATA[Gaza non è più solo una strage. Gaza è uno specchio. E quello che ci rimanda è insopportabile. Non ci dice solo che stanno morendo dei bambini, ci dice che siamo il tipo di civiltà che guarda un bambino morire di fame e gira la faccia dall’altra parte. Ci dice che siamo capaci di imbastire vertici e risoluzioni, ma non di far passare un camion con sacchi di riso.<br /> Non è più il genocidio di Gaza. È il nostro suicidio morale.<br /><br /> Le statistiche sono un pugno in pieno volto: almeno 115 morti di fame, secondo le autorità sanitarie locali. L’UNICEF denuncia che l’80% delle vittime da malnutrizione sono bambini. Medici Senza Frontiere ha contato un quarto di bambini e donne incinte malnutriti nelle sue strutture. La stampa internazionale – AP, BBC, AFP, Reuters – ha lanciato un appello congiunto: “fate passare gli aiuti”.<br /><br /> E intanto, mentre Gaza agonizza, il governo israeliano si barrica in dichiarazioni ambigue. Un ministro parla di “Gaza tutta ebraica”, Netanyahu finge sconcerto.Macron annuncia che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina, Israele lo accusa di premiare Hamas.<br /><br /> E noi? Dov’eravamo, quando i bambini morivano? Dov’eravamo mentre si discuteva di "cessate il fuoco" come fosse un’opzione diplomatica, non un’urgenza umana?<br /><br /> La verità è che Gaza morirà anche per colpa nostra. Perché l’unica arma che avremmo avuto era lo scandalo, e l’abbiamo messo via. Gaza morirà e noi resteremo qui, con i nostri silenzi, i nostri distinguo, le nostre frasi passive. Indifendibili.<br /><br /> E per la prima volta, avremo ciò che ci meritiamo: il disprezzo dei vivi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67117771</guid><pubDate>Sat, 26 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67117771/imported_3b1b92fb_09a4_4a10_b312_d392758b6cc6.mp3" length="1594514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza non è più solo una strage. Gaza è uno specchio. E quello che ci rimanda è insopportabile. 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La stampa internazionale – AP, BBC, AFP, Reuters – ha lanciato un appello congiunto: “fate passare gli aiuti”.<br /><br /> E intanto, mentre Gaza agonizza, il governo israeliano si barrica in dichiarazioni ambigue. Un ministro parla di “Gaza tutta ebraica”, Netanyahu finge sconcerto.Macron annuncia che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina, Israele lo accusa di premiare Hamas.<br /><br /> E noi? Dov’eravamo, quando i bambini morivano? Dov’eravamo mentre si discuteva di "cessate il fuoco" come fosse un’opzione diplomatica, non un’urgenza umana?<br /><br /> La verità è che Gaza morirà anche per colpa nostra. Perché l’unica arma che avremmo avuto era lo scandalo, e l’abbiamo messo via. Gaza morirà e noi resteremo qui, con i nostri silenzi, i nostri distinguo, le nostre frasi passive. Indifendibili.<br /><br /> E per la prima volta, avremo ciò che ci meritiamo: il disprezzo dei vivi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>100</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza muore, la Cisgiordania sparisce: cronaca di un genocidio legalizzato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-muore-la-cisgiordania-sparisce-cronaca-di-un-genocidio-legalizzato--67103513</link><description><![CDATA[C’è una parola che la comunità internazionale continua a evitare, come se nominarla rompesse un incantesimo: annessione. Eppure è ciò che è appena accaduto. Il parlamento israeliano ha approvato una mozione che proclama Giudea, Samaria e Valle del Giordano “parte inscindibile della patria storica del popolo ebraico” e chiede di estendere su questi territori la sovranità israeliana. In Cisgiordania, insomma, si cambia status: da occupazione a possesso, da disputa a conquista.<br /> Un atto gravissimo, che se pronunciato da altri paesi avrebbe provocato sanzioni, convocazioni d’urgenza dell’ONU, aperture dei telegiornali. Invece qui domina il silenzio, interrotto solo da qualche timido appello umanitario. Intanto, a Gaza, si consuma una tragedia senza precedenti: oltre cento organizzazioni denunciano una carestia di massa, con centinaia di bambini morti di fame. Ospedali assediati, aiuti umanitari respinti, giornalisti affamati come i civili che raccontano.<br /> Il diritto internazionale è ridotto a una foglia di fico. Israele rigetta ogni parere delle Nazioni Unite e afferma che “gli ebrei non possono essere occupanti nella propria patria”. Un’affermazione che rovescia secoli di diritto e legittima l’apartheid, come denuncia Ramallah. Le parole hanno un peso: e quando si consacra l’ideologia coloniale nella legge, non si è più davanti a una guerra. È un progetto.<br /> La fame, l’assedio, l’annessione: tutto grida, ma chi ascolta? L’Europa balbetta, gli Stati Uniti trattano tregue da uno yacht. Intanto, un’intera popolazione viene cancellata dalla mappa. Prima dai territori, poi dal linguaggio. Domani, dai libri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67103513</guid><pubDate>Fri, 25 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67103513/imported_3b1b92fb_09a4_4a10_b312_d392758b6cc6.mp3" length="1594514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è una parola che la comunità internazionale continua a evitare, come se nominarla rompesse un incantesimo: annessione. Eppure è ciò che è appena accaduto. Il parlamento israeliano ha approvato una mozione che proclama Giudea, Samaria e Valle del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è una parola che la comunità internazionale continua a evitare, come se nominarla rompesse un incantesimo: annessione. Eppure è ciò che è appena accaduto. Il parlamento israeliano ha approvato una mozione che proclama Giudea, Samaria e Valle del Giordano “parte inscindibile della patria storica del popolo ebraico” e chiede di estendere su questi territori la sovranità israeliana. In Cisgiordania, insomma, si cambia status: da occupazione a possesso, da disputa a conquista.<br /> Un atto gravissimo, che se pronunciato da altri paesi avrebbe provocato sanzioni, convocazioni d’urgenza dell’ONU, aperture dei telegiornali. Invece qui domina il silenzio, interrotto solo da qualche timido appello umanitario. Intanto, a Gaza, si consuma una tragedia senza precedenti: oltre cento organizzazioni denunciano una carestia di massa, con centinaia di bambini morti di fame. Ospedali assediati, aiuti umanitari respinti, giornalisti affamati come i civili che raccontano.<br /> Il diritto internazionale è ridotto a una foglia di fico. Israele rigetta ogni parere delle Nazioni Unite e afferma che “gli ebrei non possono essere occupanti nella propria patria”. Un’affermazione che rovescia secoli di diritto e legittima l’apartheid, come denuncia Ramallah. Le parole hanno un peso: e quando si consacra l’ideologia coloniale nella legge, non si è più davanti a una guerra. È un progetto.<br /> La fame, l’assedio, l’annessione: tutto grida, ma chi ascolta? L’Europa balbetta, gli Stati Uniti trattano tregue da uno yacht. Intanto, un’intera popolazione viene cancellata dalla mappa. Prima dai territori, poi dal linguaggio. Domani, dai libri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>100</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cento morti di fame. Ma la diplomazia è a cena</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cento-morti-di-fame-ma-la-diplomazia-e-a-cena--67090210</link><description><![CDATA[Non è una guerra. È una catastrofe scientificamente Cento morti di fame. Ma la diplomazia è a cena organizzata. È il genocidio trasmesso in diretta, mentre i governi d’Europa barattano la diplomazia con la viltà e fingono di non vedere le foto dei bambini morti di fame. Centoundici. Centoundici esseri umani morti per fame a Gaza secondo il bilancio di ieri. Dieci solo nelle ultime ventiquattro ore. Una fame che non è frutto di siccità o carestie naturali, ma di un assedio totale imposto da Israele, come conferma Amnesty International. Nessun aiuto entra. Nessuno esce. Neanche i giornalisti, che ora muoiono insieme alle storie che non possono più raccontare.<br /> Il governo israeliano bombarda ospedali, campi profughi e famiglie in fila per una razione di pane. Ventuno uccisi nell’ultimo raid. Oltre metà donne e bambini. L’IDF colpisce la sola chiesa cattolica di Gaza, e ora ammette "un errore" e poi prolunga la detenzione del direttore degli ospedali locali. Intanto, secondo Haaretz, più di mille persone sono state ammazzate mentre cercavano cibo.<br /> E ieri, a Roma, si è giocata la pantomima della pace: Steve Witkoff, emissario di Trump, incontra Qatar e Israele in un negoziato che sa di lavata di coscienza, mentre a Gaza i corpi si moltiplicano e la verità viene seppellita sotto le macerie.<br /> C'è un nome per tutto questo: sterminio. E chi oggi continua a parlare di “conflitto” o “operazioni militari” è complice. Tacere è collaborare. Minimizzare è mentire. Fingere equilibrio è scegliere la parte del carnefice.<br /> Il tempo dei giri di parole è finito. A Gaza si muore. Di fame, sotto le bombe, nel silenzio. E chi non lo urla ora, non potrà mai più dire: “Non lo sapevamo”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67090210</guid><pubDate>Thu, 24 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67090210/imported_4c475a07_8328_49e1_ae82_0d4b6a98cec6.mp3" length="1751249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non è una guerra. È una catastrofe scientificamente Cento morti di fame. Ma la diplomazia è a cena organizzata. 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Oltre metà donne e bambini. L’IDF colpisce la sola chiesa cattolica di Gaza, e ora ammette "un errore" e poi prolunga la detenzione del direttore degli ospedali locali. Intanto, secondo Haaretz, più di mille persone sono state ammazzate mentre cercavano cibo.<br /> E ieri, a Roma, si è giocata la pantomima della pace: Steve Witkoff, emissario di Trump, incontra Qatar e Israele in un negoziato che sa di lavata di coscienza, mentre a Gaza i corpi si moltiplicano e la verità viene seppellita sotto le macerie.<br /> C'è un nome per tutto questo: sterminio. E chi oggi continua a parlare di “conflitto” o “operazioni militari” è complice. Tacere è collaborare. Minimizzare è mentire. Fingere equilibrio è scegliere la parte del carnefice.<br /> Il tempo dei giri di parole è finito. A Gaza si muore. Di fame, sotto le bombe, nel silenzio. E chi non lo urla ora, non potrà mai più dire: “Non lo sapevamo”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Striscia dei fantasmi. Gaza svuotata di umani, riempita di vergogna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-striscia-dei-fantasmi-gaza-svuotata-di-umani-riempita-di-vergogna--67074784</link><description><![CDATA[Due bambini morti di fame nella stessa mattina. Uno aveva 40 giorni. Nessuno li ha contati tra le vittime ufficiali. All’ospedale Al-Quds di Gaza, altri 118 feriti si erano messi in fila per un aiuto che non è mai arrivato, colpiti mentre aspettavano gli aiuti umanitari. L'AFP lancia un appello disperato: i suoi giornalisti rischiano di morire di stenti. “Non posso più lavorare – scrive Bashar, 30 anni – il mio corpo è troppo magro”. Il fratello è morto di fame. Gli operatori dell'informazione, unici testimoni rimasti, consumati come i civili che raccontano.<br /> Il capo dell’IDF annuncia “risultati significativi” nella guerra più complessa mai combattuta. L’obiettivo resta lo “smantellamento di Hamas”. Intanto, l’esercito israeliano uccide civili disarmati in attesa di cibo, bombarda ospedali, vieta ai media internazionali l’accesso alla Striscia. Il fotografo muore di fame, il bambino muore nel sonno, e il mondo continua a parlare d’altro.<br /> Ogni giorno che passa segna un passo oltre il confine che separa la guerra dal genocidio. Non è un’accusa: è un dato. Le Nazioni Unite denunciano la carestia indotta, i crimini di guerra, l’annientamento deliberato della popolazione. Gaza è diventata il luogo dove si sperimenta l’impunità in diretta.<br /> Nel frattempo, gli Stati Uniti versano milioni per costruire nuove basi militari israeliane, e l’82% degli ebrei israeliani – secondo un sondaggio – sostiene l'espulsione dei palestinesi da Gaza. Anche questo è un fatto. La morte non fa più rumore. La fame, ancora meno. Ma la Storia, quella sì, terrà memoria di ogni omissione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67074784</guid><pubDate>Wed, 23 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67074784/imported_2356a214_7fa0_44b9_bbd9_c2eaa0ecd89e.mp3" length="1611650" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Due bambini morti di fame nella stessa mattina. Uno aveva 40 giorni. Nessuno li ha contati tra le vittime ufficiali. 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Intanto, l’esercito israeliano uccide civili disarmati in attesa di cibo, bombarda ospedali, vieta ai media internazionali l’accesso alla Striscia. Il fotografo muore di fame, il bambino muore nel sonno, e il mondo continua a parlare d’altro.<br /> Ogni giorno che passa segna un passo oltre il confine che separa la guerra dal genocidio. Non è un’accusa: è un dato. Le Nazioni Unite denunciano la carestia indotta, i crimini di guerra, l’annientamento deliberato della popolazione. Gaza è diventata il luogo dove si sperimenta l’impunità in diretta.<br /> Nel frattempo, gli Stati Uniti versano milioni per costruire nuove basi militari israeliane, e l’82% degli ebrei israeliani – secondo un sondaggio – sostiene l'espulsione dei palestinesi da Gaza. Anche questo è un fatto. La morte non fa più rumore. La fame, ancora meno. Ma la Storia, quella sì, terrà memoria di ogni omissione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bruciare il pane per Gaza: la nuova guerra umanitaria di Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bruciare-il-pane-per-gaza-la-nuova-guerra-umanitaria-di-trump--67065628</link><description><![CDATA[Nel silenzio assordante dei notiziari, mentre a Gaza i bambini muoiono di fame e il mondo si distrae, quasi 500 tonnellate di biscotti salvavita giacciono in un magazzino di Dubai. Destinati a sfamare 1,5 milioni di piccoli in zone di conflitto, verranno inceneriti per ordine dell’amministrazione Trump. Un disprezzo ostentato e metodico: la fame non è più un'emergenza da combattere, ma un effetto collaterale da ignorare.<br /> La vicenda, documentata da The Atlantic, non è un incidente. È una politica. Dopo lo scioglimento dell’USAID e il trasferimento dei poteri a un dipartimento governato da Elon Musk, l’assistenza umanitaria americana è entrata in coma farmacologico: ordini fermi, personale ridotto, nessuna consegna. A deciderlo sono uomini come Jeremy Lewin, giovane burocrate senza esperienza, ma con il potere di affamare il mondo.<br /> Nel frattempo, i costi del cinismo ricadono sui contribuenti: 130.000 dollari per distruggere il cibo che avrebbe potuto salvare vite. A Gaza, secondo stime interne, quel carico bastava per coprire una settimana di nutrizione di base a ogni bambino affamato. Invece si brucia. Letteralmente. Perché la carità, se non è ideologicamente compatibile, deve sparire.<br /> Trump ha congelato gli aiuti anche per Afghanistan, Yemen e Pakistan. Ufficialmente per “non favorire il terrorismo”. Ufficiosamente perché la sofferenza dei poveri non è redditizia, né utile alla propaganda. E mentre i container si svuotano nei forni, l’America si libera anche del proprio alibi morale. Ora si può esportare la fame senza nemmeno fingere il contrario. A Gaza 600mila persone sono a rischio di morte imminente per la fame.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67065628</guid><pubDate>Tue, 22 Jul 2025 03:53:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67065628/imported_bc51d4e8_2e35_4cf3_9305_6e16550e4648.mp3" length="1587826" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel silenzio assordante dei notiziari, mentre a Gaza i bambini muoiono di fame e il mondo si distrae, quasi 500 tonnellate di biscotti salvavita giacciono in un magazzino di Dubai. 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A deciderlo sono uomini come Jeremy Lewin, giovane burocrate senza esperienza, ma con il potere di affamare il mondo.<br /> Nel frattempo, i costi del cinismo ricadono sui contribuenti: 130.000 dollari per distruggere il cibo che avrebbe potuto salvare vite. A Gaza, secondo stime interne, quel carico bastava per coprire una settimana di nutrizione di base a ogni bambino affamato. Invece si brucia. Letteralmente. Perché la carità, se non è ideologicamente compatibile, deve sparire.<br /> Trump ha congelato gli aiuti anche per Afghanistan, Yemen e Pakistan. Ufficialmente per “non favorire il terrorismo”. Ufficiosamente perché la sofferenza dei poveri non è redditizia, né utile alla propaganda. E mentre i container si svuotano nei forni, l’America si libera anche del proprio alibi morale. Ora si può esportare la fame senza nemmeno fingere il contrario. A Gaza 600mila persone sono a rischio di morte imminente per la fame.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>100</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza, l’ultima invenzione: il lager umanitario</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-l-ultima-invenzione-il-lager-umanitario--67049248</link><description><![CDATA[Israele prepara un campo di concentramento a Gaza. Non è una metafora: il progetto, rivelato da Haaretz, prevede di trasferire 600mila palestinesi in un’area recintata a Rafah, sotto controllo militare, con accessi filtrati e libertà azzerata. Lo chiamano “campus umanitario”, ma non ci saranno scuole né ospedali: solo container, torrette di guardia e “regole speciali”. L’obiettivo dichiarato è «spingere la popolazione verso l’Egitto», in violazione palese del diritto internazionale.<br /><br /> Il piano è firmato da funzionari del ministero dell’Intelligence e sostenuto dai ministri estremisti del governo Netanyahu. “Una città non sarà”, ha detto lo storico Amos Goldberg, “sarà un campo di concentramento”. Michael Sfard, avvocato per i diritti umani, parla apertamente di crimini contro l’umanità. Il governo, intanto, tace. E così fa buona parte della comunità internazionale.<br /><br /> Dopo mesi di bombardamenti, fame, esecuzioni extragiudiziali e torture nei centri di detenzione, ora si normalizza anche la deportazione. È la fase finale di una guerra condotta non solo contro Hamas, ma contro l’intera popolazione civile. Non si chiama sicurezza. Si chiama disumanizzazione sistematica. E chi la guarda in silenzio non è spettatore: è carnefice travestito da codardo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67049248</guid><pubDate>Mon, 21 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67049248/imported_7d0abea4_9b6d_4d85_9749_07ea809f1ba7.mp3" length="1197453" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Israele prepara un campo di concentramento a Gaza. 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Michael Sfard, avvocato per i diritti umani, parla apertamente di crimini contro l’umanità. Il governo, intanto, tace. E così fa buona parte della comunità internazionale.<br /><br /> Dopo mesi di bombardamenti, fame, esecuzioni extragiudiziali e torture nei centri di detenzione, ora si normalizza anche la deportazione. È la fase finale di una guerra condotta non solo contro Hamas, ma contro l’intera popolazione civile. Non si chiama sicurezza. Si chiama disumanizzazione sistematica. E chi la guarda in silenzio non è spettatore: è carnefice travestito da codardo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>75</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Premiata ditta ipocrisia: onore ai giornalisti (ma non a quelli palestinesi)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/premiata-ditta-ipocrisia-onore-ai-giornalisti-ma-non-a-quelli-palestinesi--67032194</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni saluta “con grande soddisfazione” l’approvazione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Parole solenni, da capo di governo che onora il mestiere di chi racconta il mondo rischiando la vita. Eppure basta scorrere la cronaca di questi mesi per inciampare nella domanda che spezza la retorica: anche quelli uccisi a Gaza rientrano nella memoria istituzionale della premier Meloni?<br /> Dal 7 ottobre 2023, secondo i dati del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), almeno 238 giornalisti palestinesi sono stati uccisi sotto i bombardamenti israeliani mentre documentavano, fotografavano, testimoniavano. La strage silenziosa che accompagna il genocidio non trova spazio nei comunicati ufficiali del governo. Eppure erano giornalisti, esattamente come quelli celebrati dalla nuova legge italiana. Stavano facendo il loro lavoro. Esattamente come quelli di cui si onora il coraggio.<br /> Il dubbio non è retorico, è politico. Dopo il risveglio tardivo di Palazzo Chigi davanti alle bombe sulle chiese cristiane, ci si chiede se davvero ci sarà anche un secondo scatto di coscienza. Sarebbe un miracolo, di questi tempi. Riconoscere il sacrificio dei reporter palestinesi significherebbe smentire l’alleato Netanyahu, rompere la linea dell’equidistanza pavida, spezzare il silenzio complice.<br /> Ma la memoria, si sa, è un muscolo politico selettivo. Funziona bene quando non disturba i rapporti internazionali, meno quando nomina i carnefici. Così il governo che celebra i giornalisti uccisi, dovrebbe includere quelli fatti a pezzi dai suoi alleati. Altrimenti il rispetto per il giornalismo resta confinato ai comunicati stampa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67032194</guid><pubDate>Sat, 19 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67032194/imported_25700ae2_5aa3_4a63_8221_ade4b05649ac.mp3" length="1643833" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni saluta “con grande soddisfazione” l’approvazione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Parole solenni, da capo di governo che onora il mestiere di chi racconta il mondo rischiando la vita....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giorgia Meloni saluta “con grande soddisfazione” l’approvazione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Parole solenni, da capo di governo che onora il mestiere di chi racconta il mondo rischiando la vita. Eppure basta scorrere la cronaca di questi mesi per inciampare nella domanda che spezza la retorica: anche quelli uccisi a Gaza rientrano nella memoria istituzionale della premier Meloni?<br /> Dal 7 ottobre 2023, secondo i dati del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), almeno 238 giornalisti palestinesi sono stati uccisi sotto i bombardamenti israeliani mentre documentavano, fotografavano, testimoniavano. La strage silenziosa che accompagna il genocidio non trova spazio nei comunicati ufficiali del governo. Eppure erano giornalisti, esattamente come quelli celebrati dalla nuova legge italiana. Stavano facendo il loro lavoro. Esattamente come quelli di cui si onora il coraggio.<br /> Il dubbio non è retorico, è politico. Dopo il risveglio tardivo di Palazzo Chigi davanti alle bombe sulle chiese cristiane, ci si chiede se davvero ci sarà anche un secondo scatto di coscienza. Sarebbe un miracolo, di questi tempi. Riconoscere il sacrificio dei reporter palestinesi significherebbe smentire l’alleato Netanyahu, rompere la linea dell’equidistanza pavida, spezzare il silenzio complice.<br /> Ma la memoria, si sa, è un muscolo politico selettivo. Funziona bene quando non disturba i rapporti internazionali, meno quando nomina i carnefici. Così il governo che celebra i giornalisti uccisi, dovrebbe includere quelli fatti a pezzi dai suoi alleati. Altrimenti il rispetto per il giornalismo resta confinato ai comunicati stampa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ben svegliata, Meloni: ma i cocci del genocidio sono anche tuoi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ben-svegliata-meloni-ma-i-cocci-del-genocidio-sono-anche-tuoi--67016290</link><description><![CDATA[C'è voluto un missile sulla chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza, due donne cristiane dilaniate, otto feriti (tra cui il parroco Gabriel Romanelli) e il silenzio imbarazzato del Patriarcato per risvegliare Giorgia Meloni dal coma etico. Dopo mesi di mattanza trasmessa in diretta, la premier ha scoperto che "gli attacchi sui civili" - che stavolta non sono anonimi palestinesi, ma fedeli cristiani con nome, volto e parrocchia - "sono inaccettabili".<br /><br /> Ben svegliata, presidente! Ma è tardi. E lei, su quel sonno selettivo, ha già lasciato diverse impronte. Le risoluzioni Onu boicottate, le armi italiane vendute, i silenzi coperti da formule ipocrite ("attacchi inaccettabili") a cui non seguono mai i fatti. La verità è che questo governo ha contribuito, anche con l'indifferenza, a rompere l'argine dell’umanità. E ora non può far finta che i cocci non siano anche suoi.<br /><br /> Israele continua a colpire case, scuole, ospedali, tende di sfollati, chiese. La carneficina a Gaza è una routine. Decine di morti solo all’alba di ieri. Famiglie intere polverizzate, quartieri spianati, bambini mutilati. E se qualcuno osava chiamarlo crimine, era accusato di antisemitismo.<br /><br /> Poi è arrivato un proiettile sul tabernacolo, e i muscoli della premier si sono contratti. Forse perché la politica estera italiana, in questo governo, è tutta una questione di categoria dell’empatia? I cristiani valgono, i palestinesi si contano?<br /><br /> Se oggi si accorge delle vittime, non è perché ha aperto gli occhi che avrebbe potuto aprire 60mile vittime fa. Forse è perché il sangue ha sporcato anche i suoi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67016290</guid><pubDate>Fri, 18 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67016290/imported_33e1bb01_50e1_462a_a841_4259381d6b4b.mp3" length="1642997" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C'è voluto un missile sulla chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza, due donne cristiane dilaniate, otto feriti (tra cui il parroco Gabriel Romanelli) e il silenzio imbarazzato del Patriarcato per risvegliare Giorgia Meloni dal coma etico. 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E ora non può far finta che i cocci non siano anche suoi.<br /><br /> Israele continua a colpire case, scuole, ospedali, tende di sfollati, chiese. La carneficina a Gaza è una routine. Decine di morti solo all’alba di ieri. Famiglie intere polverizzate, quartieri spianati, bambini mutilati. E se qualcuno osava chiamarlo crimine, era accusato di antisemitismo.<br /><br /> Poi è arrivato un proiettile sul tabernacolo, e i muscoli della premier si sono contratti. Forse perché la politica estera italiana, in questo governo, è tutta una questione di categoria dell’empatia? I cristiani valgono, i palestinesi si contano?<br /><br /> Se oggi si accorge delle vittime, non è perché ha aperto gli occhi che avrebbe potuto aprire 60mile vittime fa. Forse è perché il sangue ha sporcato anche i suoi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ogni ora una vittima, ogni giorno un silenzio: il prezzo della complicità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ogni-ora-una-vittima-ogni-giorno-un-silenzio-il-prezzo-della-complicita--67002422</link><description><![CDATA[Nel silenzio assordante delle cancellerie internazionali, continua la strage di civili a Gaza. Nelle ultime ventiquattro ore, i raid israeliani hanno ucciso 94 persone e ferito 252. Il bilancio complessivo dall’inizio della guerra, secondo fonti sanitarie locali, è di 58.573 morti. Numeri che, da soli, disegnano un crimine umanitario. Ma i numeri, da soli, non bastano: sono le storie che mancano, le facce, le vite spezzate.<br /> A morire non sono “terroristi”, come si affanna a ripetere la propaganda bellica, ma donne, bambini, anziani. Ieri almeno 19 persone sono state schiacciate in una calca nel tentativo di ottenere un sacchetto di aiuti. E la fame — come denuncia l’UNRWA — è un’altra arma di guerra: la malnutrizione acuta tra i minori sotto i cinque anni è raddoppiata da marzo. Una generazione intera condannata alla fame prima ancora di conoscere la pace.<br /> Intanto, a Washington si discute di cessate il fuoco con il Qatar. A Bruxelles, si tergiversa. E in Italia, il governo esprime “preoccupazione”, mentre la presidente Meloni ringrazia i servizi segreti per il lavoro “a Gaza”. Il linguaggio resta opaco, ma l’allineamento è chiaro. Il massacro è sotto gli occhi di tutti, ma la reazione è calibrata sull’elettorato, non sul diritto.<br /> Il relatore ONU Francesca Albanese parla apertamente di genocidio e chiede azioni concrete. L’UE, per voce di Borrell, decide di non punire Israele. Un’omissione che pesa quanto la complicità.<br /> La storia, quando arriva, non chiede permesso. E questo capitolo, già oggi, si scrive col sangue dei civili e l’inchiostro lavato via dai governi che hanno scelto di guardare altrove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/67002422</guid><pubDate>Thu, 17 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/67002422/imported_5ade64e0_e5cb_4575_8293_1c848b5e2f0b.mp3" length="1727425" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel silenzio assordante delle cancellerie internazionali, continua la strage di civili a Gaza. 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Una generazione intera condannata alla fame prima ancora di conoscere la pace.<br /> Intanto, a Washington si discute di cessate il fuoco con il Qatar. A Bruxelles, si tergiversa. E in Italia, il governo esprime “preoccupazione”, mentre la presidente Meloni ringrazia i servizi segreti per il lavoro “a Gaza”. Il linguaggio resta opaco, ma l’allineamento è chiaro. Il massacro è sotto gli occhi di tutti, ma la reazione è calibrata sull’elettorato, non sul diritto.<br /> Il relatore ONU Francesca Albanese parla apertamente di genocidio e chiede azioni concrete. L’UE, per voce di Borrell, decide di non punire Israele. Un’omissione che pesa quanto la complicità.<br /> La storia, quando arriva, non chiede permesso. E questo capitolo, già oggi, si scrive col sangue dei civili e l’inchiostro lavato via dai governi che hanno scelto di guardare altrove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Netanyahu promette l’inferno. E il mondo ascolta in silenzio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/netanyahu-promette-l-inferno-e-il-mondo-ascolta-in-silenzio--66989204</link><description><![CDATA[Dice Netanyahu che dopo la tregua si tornerà ad “assediare Gaza”. Non è una minaccia. È un piano: dividere la popolazione, spingerla a sud, trasformare il nord della Striscia in un campo di battaglia, il sud in un recinto. Ieri l’ennesimo ordine: evacuare immediatamente Gaza City e Jabalia. Un ultimatum lanciato a chi non ha più nulla da evacuare, se non il proprio corpo esausto, se ancora in vita.<br /> Nel frattempo, le bombe piovono sui campi profughi. A Shati cinque morti, nel quartiere Remal sei uccisi sotto le tende degli sfollati. Secondo il ministero della Sanità locale, oltre 58 mila le vittime palestinesi da ottobre 2023, più della metà donne e bambini. La cifra viene contestata da Israele, ma è difficile controbattere le immagini dei cadaveri di bambini in fila per l’acqua. L’Egitto parla apertamente di “oltre cento morti al giorno solo per cercare gli aiuti”. L’Europa si mostra “preoccupata”, ma a Gaza continuano a mancare carburante, medicine, cibo. E pace.<br /> L’evacuazione forzata e la distruzione sistematica delle infrastrutture civili configurano un intento genocidario sotto gli occhi del mondo. L’Onu parla di "crimini", le chiese cristiane denunciano attacchi dei coloni a Taybeh, una fondazione belga chiede l’arresto di un soldato israeliano. Netanyahu, invece, promette la prosecuzione del conflitto come se fosse un diritto sovrano. Trump riduce Gaza a una trattativa immobiliare: “una soluzione nella prossima settimana”. Le bombe, intanto, non si fermano.<br /> Tra le vittime di ieri anche il fratello di un medico palestinese che lavora in Italia: era andato a cercare cibo. Gaza muore e il mondo prende appunti. Sul metodo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66989204</guid><pubDate>Wed, 16 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66989204/imported_bda84157_9f9a_422c_9dc4_9bd32afa4c49.mp3" length="1745815" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dice Netanyahu che dopo la tregua si tornerà ad “assediare Gaza”. Non è una minaccia. È un piano: dividere la popolazione, spingerla a sud, trasformare il nord della Striscia in un campo di battaglia, il sud in un recinto. 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L’Europa si mostra “preoccupata”, ma a Gaza continuano a mancare carburante, medicine, cibo. E pace.<br /> L’evacuazione forzata e la distruzione sistematica delle infrastrutture civili configurano un intento genocidario sotto gli occhi del mondo. L’Onu parla di "crimini", le chiese cristiane denunciano attacchi dei coloni a Taybeh, una fondazione belga chiede l’arresto di un soldato israeliano. Netanyahu, invece, promette la prosecuzione del conflitto come se fosse un diritto sovrano. Trump riduce Gaza a una trattativa immobiliare: “una soluzione nella prossima settimana”. Le bombe, intanto, non si fermano.<br /> Tra le vittime di ieri anche il fratello di un medico palestinese che lavora in Italia: era andato a cercare cibo. Gaza muore e il mondo prende appunti. Sul metodo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Handala sfida Israele. E anche la nostra indifferenza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-handala-sfida-israele-e-anche-la-nostra-indifferenza--66979329</link><description><![CDATA[La Handala è salpata da Siracusa. Non è una notizia di cronaca navale ma un gesto politico. Porta a bordo aiuti umanitari e civili disarmati, non rappresenta governi ma persone. La sua rotta è Gaza, il suo obiettivo è rompere l’assedio. In mare aperto, laddove il diritto internazionale dovrebbe essere sovrano, Israele ha già sequestrato una nave della Freedom Flotilla, la Madleen, deportando l’equipaggio. Oggi si replica. Con lo stesso carico: cibo, medicine, solidarietà. E con lo stesso rischio: essere rapiti, interrogati, maltrattati.<br /> È la risposta della società civile dove le istituzioni tacciono. Dopo la rottura del cessate il fuoco del 18 marzo, Israele ha ucciso oltre 6.000 palestinesi e ne ha feriti più di 23.000. Ha lasciato morire centinaia di civili in fila ai punti di distribuzione alimentare, gestiti da contractor sotto supervisione statunitense. La Handala salpa contro tutto questo.<br /> Prende il nome da un personaggio a fumetti: un bambino palestinese scalzo, di spalle, che giura di voltarsi solo quando la Palestina sarà libera. È l’infanzia negata che avanza sul mare. È la memoria di Vittorio Arrigoni che torna a respirare tra le onde.<br /> Chi sale a bordo – medici, avvocati, giornalisti, attivisti – lo fa in nome dei bambini di Gaza, più della metà della popolazione. Lo fa per i 50.000 tra loro uccisi o feriti dal 2023, per gli sfollati, per gli orfani.<br /> La Handala è una nave, ma è anche una domanda: quanti civili devono ancora morire prima che la comunità internazionale smetta di giustificare l’ingiustificabile?<br /> Non porta solo aiuti. Porta una verità che galleggia dove gli Stati affondano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66979329</guid><pubDate>Tue, 15 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66979329/imported_bda84157_9f9a_422c_9dc4_9bd32afa4c49.mp3" length="1745815" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Handala è salpata da Siracusa. Non è una notizia di cronaca navale ma un gesto politico. Porta a bordo aiuti umanitari e civili disarmati, non rappresenta governi ma persone. La sua rotta è Gaza, il suo obiettivo è rompere l’assedio. 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La Handala salpa contro tutto questo.<br /> Prende il nome da un personaggio a fumetti: un bambino palestinese scalzo, di spalle, che giura di voltarsi solo quando la Palestina sarà libera. È l’infanzia negata che avanza sul mare. È la memoria di Vittorio Arrigoni che torna a respirare tra le onde.<br /> Chi sale a bordo – medici, avvocati, giornalisti, attivisti – lo fa in nome dei bambini di Gaza, più della metà della popolazione. Lo fa per i 50.000 tra loro uccisi o feriti dal 2023, per gli sfollati, per gli orfani.<br /> La Handala è una nave, ma è anche una domanda: quanti civili devono ancora morire prima che la comunità internazionale smetta di giustificare l’ingiustificabile?<br /> Non porta solo aiuti. Porta una verità che galleggia dove gli Stati affondano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’unico errore è credere ancora a chi parla di errori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-unico-errore-e-credere-ancora-a-chi-parla-di-errori--66969833</link><description><![CDATA[Malfunzionamento tecnico. Così l’esercito israeliano ha spiegato il bombardamento su un punto di distribuzione dell’acqua nel campo profughi di Nuseirat, dove sono morti dieci palestinesi, tra cui sei bambini. Erano in fila per l’acqua. A piedi, con taniche vuote, due chilometri a passo di sete. Non è un’immagine, è un fatto: sei bambini uccisi mentre tentavano di sopravvivere. È lì che Israele ha colpito. E il missile, ci dicono, ha sbagliato bersaglio per un guasto.<br /> C'è un dettaglio che stona: l’Istituzione che da mesi bombarda convogli umanitari, ambulanze, ospedali e panifici, si accorge solo ora che qualcosa non ha funzionato. Forse perché i corpi sono troppo piccoli per sostenere la tesi del "danno collaterale"? Forse perché un rubinetto d’acqua, in un campo sotto assedio, è una prova troppo evidente per essere ignorata? Oppure – ed è questa la provocazione – il malfunzionamento è più profondo, più antico, più teologico.<br /> Il malfunzionamento non è solo del missile, ma del dio che viene invocato per giustificare il diritto di uccidere. Il dio delle vendette selettive, delle terre promesse a colpi di bomba, delle vittime necessarie, dei bambini "inevitabili". Un dio di precisione chirurgica che sbaglia sempre nei pressi delle scuole, dei mercati, delle cliniche. Un dio armato e fallibile, che autorizza le stragi e si discolpa con un comunicato stampa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66969833</guid><pubDate>Mon, 14 Jul 2025 04:09:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66969833/imported_eb8b5bd7_a85e_444e_a3d3_cf58e04a02fe.mp3" length="1472052" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Malfunzionamento tecnico. Così l’esercito israeliano ha spiegato il bombardamento su un punto di distribuzione dell’acqua nel campo profughi di Nuseirat, dove sono morti dieci palestinesi, tra cui sei bambini. Erano in fila per l’acqua. A piedi, con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Malfunzionamento tecnico. Così l’esercito israeliano ha spiegato il bombardamento su un punto di distribuzione dell’acqua nel campo profughi di Nuseirat, dove sono morti dieci palestinesi, tra cui sei bambini. Erano in fila per l’acqua. A piedi, con taniche vuote, due chilometri a passo di sete. Non è un’immagine, è un fatto: sei bambini uccisi mentre tentavano di sopravvivere. È lì che Israele ha colpito. E il missile, ci dicono, ha sbagliato bersaglio per un guasto.<br /> C'è un dettaglio che stona: l’Istituzione che da mesi bombarda convogli umanitari, ambulanze, ospedali e panifici, si accorge solo ora che qualcosa non ha funzionato. Forse perché i corpi sono troppo piccoli per sostenere la tesi del "danno collaterale"? Forse perché un rubinetto d’acqua, in un campo sotto assedio, è una prova troppo evidente per essere ignorata? Oppure – ed è questa la provocazione – il malfunzionamento è più profondo, più antico, più teologico.<br /> Il malfunzionamento non è solo del missile, ma del dio che viene invocato per giustificare il diritto di uccidere. Il dio delle vendette selettive, delle terre promesse a colpi di bomba, delle vittime necessarie, dei bambini "inevitabili". Un dio di precisione chirurgica che sbaglia sempre nei pressi delle scuole, dei mercati, delle cliniche. Un dio armato e fallibile, che autorizza le stragi e si discolpa con un comunicato stampa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>92</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Albanese fa il suo dovere, Meloni no</title><link>https://www.spreaker.com/episode/albanese-fa-il-suo-dovere-meloni-no--66932216</link><description><![CDATA[Amnesty International dice le parole che Giorgia Meloni dovrebbe pronunciare, se l’Italia fosse ancora un Paese capace di difendere il diritto internazionale. Davanti alle sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati, la segretaria generale Agnes Callamard è netta: «Sono un’aggressione al diritto internazionale», «una strategia per proteggere il governo israeliano da ogni responsabilità», «un atto intimidatorio che prosegue l’attacco dell’amministrazione Trump contro chi difende i diritti dei palestinesi». Erika Guevara Rosas, direttrice Amnesty per le Americhe, ha definito le sanzioni «un oltraggio alla giustizia internazionale». Parole che andrebbero scolpite nei comunicati ufficiali della Farnesina. E invece, il silenzio.<br /> Nessuna dichiarazione del ministro degli Esteri. Nessun accenno alla gravità di un atto che colpisce non solo una cittadina italiana, ma l’idea stessa di diritto sovranazionale. Il segretario di Stato Marco Rubio ha accusato Albanese di «guerra politica ed economica» per aver suggerito un’azione della Corte penale internazionale contro Stati Uniti e Israele. L'ha punita per aver fatto il proprio mestiere, con rigore giuridico e coerenza istituzionale.<br /> Nel rapporto che ha preceduto le sanzioni, Albanese ha documentato il coinvolgimento diretto di alcune multinazionali americane nella repressione ai danni dei palestinesi. Ma mentre Amnesty alza la voce, l’Italia scompare. Se un governo non sa difendere i suoi cittadini quando servono la verità, allora non rappresenta una nazione, ma un’assenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66932216</guid><pubDate>Fri, 11 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66932216/imported_e6103744_049f_4a09_ac50_6a5842d2ab87.mp3" length="1483755" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Amnesty International dice le parole che Giorgia Meloni dovrebbe pronunciare, se l’Italia fosse ancora un Paese capace di difendere il diritto internazionale. Davanti alle sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro Francesca Albanese, relatrice...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Amnesty International dice le parole che Giorgia Meloni dovrebbe pronunciare, se l’Italia fosse ancora un Paese capace di difendere il diritto internazionale. Davanti alle sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati, la segretaria generale Agnes Callamard è netta: «Sono un’aggressione al diritto internazionale», «una strategia per proteggere il governo israeliano da ogni responsabilità», «un atto intimidatorio che prosegue l’attacco dell’amministrazione Trump contro chi difende i diritti dei palestinesi». Erika Guevara Rosas, direttrice Amnesty per le Americhe, ha definito le sanzioni «un oltraggio alla giustizia internazionale». Parole che andrebbero scolpite nei comunicati ufficiali della Farnesina. E invece, il silenzio.<br /> Nessuna dichiarazione del ministro degli Esteri. Nessun accenno alla gravità di un atto che colpisce non solo una cittadina italiana, ma l’idea stessa di diritto sovranazionale. Il segretario di Stato Marco Rubio ha accusato Albanese di «guerra politica ed economica» per aver suggerito un’azione della Corte penale internazionale contro Stati Uniti e Israele. L'ha punita per aver fatto il proprio mestiere, con rigore giuridico e coerenza istituzionale.<br /> Nel rapporto che ha preceduto le sanzioni, Albanese ha documentato il coinvolgimento diretto di alcune multinazionali americane nella repressione ai danni dei palestinesi. Ma mentre Amnesty alza la voce, l’Italia scompare. Se un governo non sa difendere i suoi cittadini quando servono la verità, allora non rappresenta una nazione, ma un’assenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>93</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Si può entrare a Gaza”: il falso che copre i crimini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-puo-entrare-a-gaza-il-falso-che-copre-i-crimini--66920061</link><description><![CDATA[C’è chi ripete che «i giornalisti possono entrare a Gaza», come se la verità fosse una libera passeggiata tra le macerie. La realtà, invece, si chiama censura militare. Dal 7 ottobre 2023 nessun giornalista può mettere piede nella Striscia senza essere accompagnato dall’IDF. Nessuna inchiesta autonoma, nessuna voce libera. Solo tour guidati dalla propaganda bellica.<br /> La Foreign Press Association — che rappresenta oltre 370 reporter internazionali — ha impugnato il divieto davanti alla Corte Suprema israeliana. Ma la risposta è stata una retorica di “rischi” e “circostanze eccezionali”, mentre le udienze vengono rimandate di mese in mese. Intanto, su 139 ingressi autorizzati, tutti sono stati filtrati dall’IDF: senza scorta militare, Gaza è zona proibita.<br /> Nel frattempo, l’esercito israeliano decide chi può raccontare la guerra e come. I giornalisti locali sono ammessi più spesso perché parlano agli israeliani, mentre ai corrispondenti stranieri si chiudono le porte, “per motivi di sicurezza”. Il paradosso è evidente: in Ucraina i reporter entrano liberamente, anche al fronte. In Siria, in Iraq, in Afghanistan, i giornalisti si sono assunti i propri rischi. Ma a Gaza no. A Gaza solo silenzio autorizzato.<br /> È così che si costruisce l’impunità. Negando l’accesso, si nega la documentazione indipendente. Si nega la possibilità di verificare crimini. Si nasconde la guerra dietro un permesso negato. E chi ha il coraggio di chiamarla censura, viene accusato di ostilità.<br /> Chi ripete che “i giornalisti possono entrare” mente. O peggio: legittima la menzogna. Perché l’informazione, quella vera, non viaggia mai con la scorta armata di chi la teme.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66920061</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2025 21:44:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66920061/imported_dc01547a_8aff_4cad_9291_91c2f79173a4.mp3" length="1668493" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è chi ripete che «i giornalisti possono entrare a Gaza», come se la verità fosse una libera passeggiata tra le macerie. La realtà, invece, si chiama censura militare. 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I giornalisti locali sono ammessi più spesso perché parlano agli israeliani, mentre ai corrispondenti stranieri si chiudono le porte, “per motivi di sicurezza”. Il paradosso è evidente: in Ucraina i reporter entrano liberamente, anche al fronte. In Siria, in Iraq, in Afghanistan, i giornalisti si sono assunti i propri rischi. Ma a Gaza no. A Gaza solo silenzio autorizzato.<br /> È così che si costruisce l’impunità. Negando l’accesso, si nega la documentazione indipendente. Si nega la possibilità di verificare crimini. Si nasconde la guerra dietro un permesso negato. E chi ha il coraggio di chiamarla censura, viene accusato di ostilità.<br /> Chi ripete che “i giornalisti possono entrare” mente. O peggio: legittima la menzogna. Perché l’informazione, quella vera, non viaggia mai con la scorta armata di chi la teme.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il futuro rubato di Gaza: cemento, algoritmi e menzogne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-futuro-rubato-di-gaza-cemento-algoritmi-e-menzogne--66901700</link><description><![CDATA[Nel silenzio globale che avvolge la devastazione della Striscia, c’è chi già immagina il dopoguerra come un’occasione per nuove rendite. Il Financial Times ha scoperchiato le slide di un progetto distopico: trasformare Gaza in una Dubai in miniatura, terminale del corridoio economico India-Medio Oriente-Europa. È una colonizzazione tecno-finanziaria, senza popolo, senza memoria, senza lutto. Una ricostruzione pensata prima ancora che si fermino le bombe. Un progetto disegnato per chi sopravvive – ma solo se serve.<br /> Il Tony Blair Institute si affretta a negare il proprio coinvolgimento, ma lo schema è sempre lo stesso: potenze occidentali, reti di interessi, istituti internazionali e governi che ammiccano mentre la realtà viene sepolta sotto i detriti. Oltre centomila morti stimati – impossibili da contare con precisione perché a Gaza nessuno può più entrare a verificare. Giornalisti e osservatori vengono respinti, i dati oscurati, le testimonianze screditate.<br /> Nel frattempo, in Europa e nel Regno Unito chi manifesta contro il genocidio viene schedato, arrestato, accostato al terrorismo. Università e redazioni si adeguano al clima, e il dissenso evapora. Il potere non vuole più nemmeno essere contraddetto. Esiste solo la narrazione ufficiale, imposta a colpi di repressione soft e minacce implicite: chi parla rischia di perdere il lavoro, la cattedra, il microfono.<br /> Non è solo complicità, è progettualità. La guerra, ormai, è il braccio armato dell’urbanistica globale. Prima si radono al suolo le città, poi si costruiscono quartieri modello con fibre ottiche e vigilanza integrata. Prima si annientano le identità, poi si ricoprono di smart glass. Gaza è diventata il laboratorio di un futuro senza diritti. E l’Occidente, che si diceva culla della democrazia, è ormai il promotore occulto di un neocolonialismo a circuito chiuso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66901700</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66901700/imported_d68130b0_8633_4d96_b256_e46af6ae3259.mp3" length="1838184" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel silenzio globale che avvolge la devastazione della Striscia, c’è chi già immagina il dopoguerra come un’occasione per nuove rendite. 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Oltre centomila morti stimati – impossibili da contare con precisione perché a Gaza nessuno può più entrare a verificare. Giornalisti e osservatori vengono respinti, i dati oscurati, le testimonianze screditate.<br /> Nel frattempo, in Europa e nel Regno Unito chi manifesta contro il genocidio viene schedato, arrestato, accostato al terrorismo. Università e redazioni si adeguano al clima, e il dissenso evapora. Il potere non vuole più nemmeno essere contraddetto. Esiste solo la narrazione ufficiale, imposta a colpi di repressione soft e minacce implicite: chi parla rischia di perdere il lavoro, la cattedra, il microfono.<br /> Non è solo complicità, è progettualità. La guerra, ormai, è il braccio armato dell’urbanistica globale. Prima si radono al suolo le città, poi si costruiscono quartieri modello con fibre ottiche e vigilanza integrata. Prima si annientano le identità, poi si ricoprono di smart glass. Gaza è diventata il laboratorio di un futuro senza diritti. E l’Occidente, che si diceva culla della democrazia, è ormai il promotore occulto di un neocolonialismo a circuito chiuso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La democrazia più armata del mondo ha paura di una foto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-democrazia-piu-armata-del-mondo-ha-paura-di-una-foto--66889851</link><description><![CDATA[Non è più questione di propaganda. È questione di macerie. Di quelle vere, che Jean-Pierre Filiu – storico e politologo francese, professore a Sciences Po e già diplomatico in Siria e Giordania – ha attraversato a piedi nella Striscia di Gaza senza riconoscere più nulla. Nessun punto di riferimento, nessun edificio familiare, nessuna strada rimasta. Un’intera città annientata – sistematicamente, metodicamente – mentre il governo israeliano nega l’accesso ai giornalisti e recinta la verità con il filo spinato della censura.<br /> E ora è chiaro il perché. Perché chiunque metta piede lì dentro, ne esce cambiato. Perché vedere Gaza oggi significa vedere la fine dell’etica, la negazione del diritto internazionale, la vittoria della punizione collettiva come strumento di governo. Filiu, che in quella terra è stato decine di volte, oggi scrive di una realtà che non somiglia a una guerra ma a una distruzione scientifica: ospedali bombardati, bambini affamati che dividono cibo con i gatti randagi, orfani tra le rovine. E un messaggio per il futuro: “Gaza è un laboratorio”, scrive. E lo è. Un laboratorio dove si sperimenta cosa può diventare il mondo quando l’impunità si fa strategia, quando la legge viene sospesa e la compassione considerata una debolezza.<br /> Israele lo sa. Per questo ha paura delle immagini, non dei razzi. Per questo tiene lontani i giornalisti: non per sicurezza, ma per controllo. Perché una foto – solo una – potrebbe incrinare la retorica della “democrazia assediata” e mostrare al mondo la realtà: non un conflitto tra pari, ma un castigo a cielo aperto. E allora chi guarda non potrà più voltarsi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66889851</guid><pubDate>Tue, 08 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66889851/imported_c3ad55d0_b8e0_43cb_b426_33e02bd23a19.mp3" length="1678524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non è più questione di propaganda. È questione di macerie. 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Perché vedere Gaza oggi significa vedere la fine dell’etica, la negazione del diritto internazionale, la vittoria della punizione collettiva come strumento di governo. Filiu, che in quella terra è stato decine di volte, oggi scrive di una realtà che non somiglia a una guerra ma a una distruzione scientifica: ospedali bombardati, bambini affamati che dividono cibo con i gatti randagi, orfani tra le rovine. E un messaggio per il futuro: “Gaza è un laboratorio”, scrive. E lo è. Un laboratorio dove si sperimenta cosa può diventare il mondo quando l’impunità si fa strategia, quando la legge viene sospesa e la compassione considerata una debolezza.<br /> Israele lo sa. Per questo ha paura delle immagini, non dei razzi. Per questo tiene lontani i giornalisti: non per sicurezza, ma per controllo. Perché una foto – solo una – potrebbe incrinare la retorica della “democrazia assediata” e mostrare al mondo la realtà: non un conflitto tra pari, ma un castigo a cielo aperto. E allora chi guarda non potrà più voltarsi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nessuno tornerà com’era. Nemmeno Israele.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nessuno-tornera-com-era-nemmeno-israele--66878498</link><description><![CDATA[«Dal momento in cui ha finito il liceo ha fatto solo quello: combattere. Era esausto. Sono tutti esausti. Mentalmente distrutti. Questo deve finire». A dirlo non è un’attivista pacifista né un’opinionista controversa, ma Alexandra Radia, madre di Niv, sergente dell’IDF ucciso a giugno. La sua voce incrinata in diretta nazionale ha aperto una breccia in un muro di silenzio istituzionale che da mesi nasconde la devastazione umana che attraversa l’esercito israeliano impegnato a Gaza.<br /> Haaretz ha raccolto testimonianze di soldati attivi:  raccontano di una macchina militare che addestra a sparare e non insegna a sopravvivere alla colpa, al trauma, alla nausea che ti coglie davanti a un piatto di pasta perché ti ricorda l’odore della morte.<br /> Le parole che Israele non vuole sentire sono quelle che incrinano la retorica dell’eroismo. Si parla di giovani spezzati che non riescono a fare l’amore, che vomitano in bagno durante una cena di famiglia, che hanno smesso di credere che quella guerra serva a qualcosa. Uno su otto, dice uno studio, è mentalmente inadatto a tornare in servizio. Ma il governo stringe i ranghi e prosegue.<br /> «Quanti morti servono per dire basta?», chiede Uri, uno dei soldati. Intanto il premier Netanyahu, in un raro momento di irritazione, ha bollato queste testimonianze come “diffamazione contro l’esercito”. Forse perché la verità che rivelano è insostenibile anche per chi ha voluto questa guerra: non ci sono solo i corpi dei civili palestinesi a chiedere conto delle scelte politiche, ma anche le anime devastate dei suoi stessi figli in divisa.<br /> Nessuno tornerà com’era. Nemmeno Israele..<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66878498</guid><pubDate>Mon, 07 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66878498/imported_f90a8759_cdad_41e2_b802_a584d0fb0a37.mp3" length="1740800" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Dal momento in cui ha finito il liceo ha fatto solo quello: combattere. Era esausto. Sono tutti esausti. Mentalmente distrutti. Questo deve finire». 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Si parla di giovani spezzati che non riescono a fare l’amore, che vomitano in bagno durante una cena di famiglia, che hanno smesso di credere che quella guerra serva a qualcosa. Uno su otto, dice uno studio, è mentalmente inadatto a tornare in servizio. Ma il governo stringe i ranghi e prosegue.<br /> «Quanti morti servono per dire basta?», chiede Uri, uno dei soldati. Intanto il premier Netanyahu, in un raro momento di irritazione, ha bollato queste testimonianze come “diffamazione contro l’esercito”. Forse perché la verità che rivelano è insostenibile anche per chi ha voluto questa guerra: non ci sono solo i corpi dei civili palestinesi a chiedere conto delle scelte politiche, ma anche le anime devastate dei suoi stessi figli in divisa.<br /> Nessuno tornerà com’era. Nemmeno Israele..<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Guterres aveva ragione. Gaza è un cimitero di bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/guterres-aveva-ragione-gaza-e-un-cimitero-di-bambini--66853445</link><description><![CDATA[«Gaza sta diventando un cimitero per bambini», disse António Guterres il 6 novembre 2023. Fu accusato di esagerazione. Oggi quelle parole pesano come profezia compiuta: 17.121 bambini uccisi nei primi otto mesi di guerra. Mille neonati, cinquemila sotto i cinque anni, migliaia di piccoli con un futuro appena abbozzato, raso al suolo.<br /> Non sono numeri. Sono nomi, volti, storie. Awni voleva un milione di follower su YouTube. Youssef guardava i cartoni con suo fratello, con l’aiuto di un impianto solare montato dal padre per superare i blackout. Hind ha implorato aiuto per tre ore, inascoltata. Jumana aveva appena partorito due gemelli, Ayser e Aysal: sono morti a quattro giorni di vita.<br /> Ogni infanzia uccisa è un fallimento del mondo adulto. Ma il silenzio che avvolge queste morti è una colpa più grande. Mentre l’attenzione mediatica israeliana – e internazionale – slittava verso la guerra con l’Iran, i corpi dei bambini di Gaza venivano seppelliti sotto le macerie e nell’indifferenza.<br /> Il governo israeliano ripete che rispetta il diritto internazionale. Come si spiega allora che quattro fratellini, tre gemelli, un’intera classe d’età vengano sterminati in settimane? Non si tratta di errori isolati. È un sistema di guerra che considera “danno collaterale” la vita più vulnerabile.<br /> C’è chi denuncia. C’è chi fotografa. Ma resta una domanda, secca e spietata, che attraversa ogni volto raccontato: cosa resta della nostra umanità, quando smettiamo di guardare?<br /> Il mondo ha bisogno di fermarsi. Non per contare le vittime, ma per riconoscerle. Guardarle negli occhi, e non abbassare più lo sguardo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66853445</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2025 02:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66853445/imported_7c4267eb_99bf_465a_957c_f44629359547.mp3" length="1609142" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Gaza sta diventando un cimitero per bambini», disse António Guterres il 6 novembre 2023. Fu accusato di esagerazione. Oggi quelle parole pesano come profezia compiuta: 17.121 bambini uccisi nei primi otto mesi di guerra. 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Mentre l’attenzione mediatica israeliana – e internazionale – slittava verso la guerra con l’Iran, i corpi dei bambini di Gaza venivano seppelliti sotto le macerie e nell’indifferenza.<br /> Il governo israeliano ripete che rispetta il diritto internazionale. Come si spiega allora che quattro fratellini, tre gemelli, un’intera classe d’età vengano sterminati in settimane? Non si tratta di errori isolati. È un sistema di guerra che considera “danno collaterale” la vita più vulnerabile.<br /> C’è chi denuncia. C’è chi fotografa. Ma resta una domanda, secca e spietata, che attraversa ogni volto raccontato: cosa resta della nostra umanità, quando smettiamo di guardare?<br /> Il mondo ha bisogno di fermarsi. Non per contare le vittime, ma per riconoscerle. Guardarle negli occhi, e non abbassare più lo sguardo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aiuti umanitari made in Israele: profitti kosher sulla pelle dei civili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aiuti-umanitari-made-in-israele-profitti-kosher-sulla-pelle-dei-civili--66838917</link><description><![CDATA[C'è un mistero che attraversa i camion carichi di aiuti diretti a Gaza: chi paga? La Gaza Humanitarian Foundation, progetto umanitario formalmente sostenuto dagli Stati Uniti, serve a nutrire 1,2 milioni di persone. Ma dietro le scatole di cibo ci sono aziende israeliane che trattano ogni consegna come un’occasione d’affari. Il problema non è solo etico, è contabile: i fondi sono opachi, le responsabilità sfuggenti, i guadagni altissimi.<br /> Il parlamento israeliano ha appena spostato 700 milioni di shekel nel bilancio della difesa, cifra identica a quella stimata per l’intera operazione. Ufficialmente nessuno conferma il collegamento, ma il deputato Beliak ha messo a verbale i suoi sospetti. Silenzio. Nel frattempo, ditte come Shaldag, i fratelli Neumann e i Bitan movimentano, impacchettano e rivendono. A Gaza, la fame si misura in polli kosher venduti a 250 shekel al chilo: carne congelata che parte da Israele e arriva filtrata da una catena di profitti.<br /> La beffa è doppia. Chi denuncia i rifornimenti viene attaccato dagli estremisti (Tzav 9 dà fuoco ai camion), chi partecipa al business finge di “non sapere nulla”. Il governo lascia fare, anche perché la guerra conviene: a chi la prolunga, a chi la appalta, a chi la monetizza. Si chiama umanitarismo privatizzato, ed è perfettamente compatibile con l’assedio.<br /> A Tel Aviv si litiga sulla tregua. I ministri Ben-Gvir e Smotrich vogliono sabotarla, Netanyahu promette ostaggi a chiunque possa garantirgli il potere. Le famiglie dei prigionieri urlano: “Non siete più ebrei”. Ma tutto si tiene:è il capitalismo bellico nella sua forma più sfacciata. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66838917</guid><pubDate>Thu, 03 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66838917/imported_b0fba19d_59d2_4815_9a53_5116e5a6cc47.mp3" length="1602455" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C'è un mistero che attraversa i camion carichi di aiuti diretti a Gaza: chi paga? La Gaza Humanitarian Foundation, progetto umanitario formalmente sostenuto dagli Stati Uniti, serve a nutrire 1,2 milioni di persone. 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A Gaza, la fame si misura in polli kosher venduti a 250 shekel al chilo: carne congelata che parte da Israele e arriva filtrata da una catena di profitti.<br /> La beffa è doppia. Chi denuncia i rifornimenti viene attaccato dagli estremisti (Tzav 9 dà fuoco ai camion), chi partecipa al business finge di “non sapere nulla”. Il governo lascia fare, anche perché la guerra conviene: a chi la prolunga, a chi la appalta, a chi la monetizza. Si chiama umanitarismo privatizzato, ed è perfettamente compatibile con l’assedio.<br /> A Tel Aviv si litiga sulla tregua. I ministri Ben-Gvir e Smotrich vogliono sabotarla, Netanyahu promette ostaggi a chiunque possa garantirgli il potere. Le famiglie dei prigionieri urlano: “Non siete più ebrei”. Ma tutto si tiene:è il capitalismo bellico nella sua forma più sfacciata. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un proiettile, una radiografia, una morte evitabile: la banalità del genocidio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-proiettile-una-radiografia-una-morte-evitabile-la-banalita-del-genocidio--66829011</link><description><![CDATA[Abd al-Karim al-Kahlut è morto dissanguato per un proiettile che non sarebbe stato letale in nessun altro luogo del mondo. In un ospedale qualunque, bastava una TAC. Ma a Gaza, dopo quasi due anni di assedio e distruzione, anche l’evidenza medica è un privilegio. La sua storia – raccontata con cruda precisione da Haaretz – non è un’eccezione: è la regola spietata di una macchina bellica che ha spento la sanità per logorare la sopravvivenza stessa.<br /> Al-Kahlut era un metalmeccanico. Aveva messo da parte i soldi per aprire una piccola officina. Poi è arrivata la guerra, e con essa la fame. Ha provato a ottenere del cibo in uno dei centri di distribuzione dell’agenzia “umanitaria” sponsorizzata da Israele e Stati Uniti, nonostante fosse noto da settimane che i soldati aprono il fuoco anche lì. Ferito ai glutei, non sembrava grave. I medici lo hanno rimandato a casa. Nessuna TAC. Nessun tempo. Nessuna energia. Un giorno dopo, è morto.<br /> I centri di distribuzione come quello di Netzarim violano ogni principio umanitario: costringono i civili a spostarsi verso il cibo, esponendoli al fuoco israeliano. Nessuna ONG indipendente avrebbe mai accettato un meccanismo simile. Ma l’Occidente ha firmato in calce. E quando Haaretz ha denunciato i morti attorno agli aiuti, Netanyahu e Gallant hanno parlato di “calunnie”, salvo poi installare nuove recinzioni: confessioni travestite da misure preventive.<br /> Oggi a Gaza si muore per fame, per infezioni, per mancanza di diagnosi. Si muore come Abd al-Karim, lasciando due bambine senza padre e un padre cardiopatico senza medicine. A chi resta, non resta che il dolore.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66829011</guid><pubDate>Wed, 02 Jul 2025 05:14:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66829011/imported_08d1aaaf_539a_46ec_9738_589ddc788eb3.mp3" length="1775490" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Abd al-Karim al-Kahlut è morto dissanguato per un proiettile che non sarebbe stato letale in nessun altro luogo del mondo. In un ospedale qualunque, bastava una TAC. 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I medici lo hanno rimandato a casa. Nessuna TAC. Nessun tempo. Nessuna energia. Un giorno dopo, è morto.<br /> I centri di distribuzione come quello di Netzarim violano ogni principio umanitario: costringono i civili a spostarsi verso il cibo, esponendoli al fuoco israeliano. Nessuna ONG indipendente avrebbe mai accettato un meccanismo simile. Ma l’Occidente ha firmato in calce. E quando Haaretz ha denunciato i morti attorno agli aiuti, Netanyahu e Gallant hanno parlato di “calunnie”, salvo poi installare nuove recinzioni: confessioni travestite da misure preventive.<br /> Oggi a Gaza si muore per fame, per infezioni, per mancanza di diagnosi. Si muore come Abd al-Karim, lasciando due bambine senza padre e un padre cardiopatico senza medicine. A chi resta, non resta che il dolore.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tajani si indigna, Guterres denuncia, Israele rade al suolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tajani-si-indigna-guterres-denuncia-israele-rade-al-suolo--66811550</link><description><![CDATA[Nelle ultime 24 ore sono almeno 48 i palestinesi uccisi sotto i bombardamenti israeliani. Scuole trasformate in rifugi sono diventate bersagli. Ospedali assediati, centri di distribuzione alimentare chiusi, ordini di evacuazione che suonano come sentenze. Il porto di Gaza City è stato colpito con decine di vittime. Nessun luogo è sicuro. Nessuna tregua è reale.<br /> Gaza è oggi un campo di sterminio a cielo aperto lo ribadiscono voci trasversali, mentre Antonio Tajani definisce “inaccettabile la carneficina di civili” e lamenta che Israele “non ascolta gli appelli”. Ma chi sono gli interlocutori di questi appelli? Chi li formula senza porre condizioni reali? Guterres denuncia “una violazione continua del diritto internazionale in totale impunità”. E intanto i morti si contano a decine ogni giorno.<br /> Il bilancio, che sfiora ormai i 38.000 morti palestinesi, è solo una delle cifre. Altre riguardano i bambini amputati, i giornalisti uccisi – 228 secondo le autorità locali – e i milioni di litri di acqua non potabili. Israele ha appena riorganizzato le vie di accesso agli aiuti umanitari, ma ha anche chiuso il centro di distribuzione a Tel al-Sultan. E nei corridoi della diplomazia si discute di ostaggi e di tregue condizionate, come se questo potesse cancellare le macerie.<br /> Intanto, una Corte britannica ha respinto il ricorso contro l’esportazione dei componenti F-35 a Israele, e un fondo norvegese ha deciso di disinvestire dalle aziende coinvolte nella produzione di armamenti. Piccoli segnali, quando servirebbe un crollo morale della complicità occidentale.<br /> La distruzione di Gaza non è più “collaterale”. È un metodo. È l’obiettivo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66811550</guid><pubDate>Tue, 01 Jul 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66811550/imported_7f268278_8fe4_4620_80f2_eb56ee98ea6d.mp3" length="1773400" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle ultime 24 ore sono almeno 48 i palestinesi uccisi sotto i bombardamenti israeliani. Scuole trasformate in rifugi sono diventate bersagli. 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E intanto i morti si contano a decine ogni giorno.<br /> Il bilancio, che sfiora ormai i 38.000 morti palestinesi, è solo una delle cifre. Altre riguardano i bambini amputati, i giornalisti uccisi – 228 secondo le autorità locali – e i milioni di litri di acqua non potabili. Israele ha appena riorganizzato le vie di accesso agli aiuti umanitari, ma ha anche chiuso il centro di distribuzione a Tel al-Sultan. E nei corridoi della diplomazia si discute di ostaggi e di tregue condizionate, come se questo potesse cancellare le macerie.<br /> Intanto, una Corte britannica ha respinto il ricorso contro l’esportazione dei componenti F-35 a Israele, e un fondo norvegese ha deciso di disinvestire dalle aziende coinvolte nella produzione di armamenti. Piccoli segnali, quando servirebbe un crollo morale della complicità occidentale.<br /> La distruzione di Gaza non è più “collaterale”. È un metodo. È l’obiettivo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>75.000 morti dopo, il mondo ha cambiato canale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/75-000-morti-dopo-il-mondo-ha-cambiato-canale--66798050</link><description><![CDATA[Ogni giorno, a Gaza, si muore per un sacco di farina. Si muore davanti ai centri di distribuzione degli aiuti, sotto i colpi di fucile di soldati che sparano su civili disarmati. Oltre 500 persone sono state uccise in queste “file della fame”, mentre l’attenzione del mondo si spostava altrove, sulle fiammate geopolitiche tra Israele e Iran. L’annientamento sistematico continua, ma lo sdegno si è dissolto.<br /> Le cifre parlano da sole. Il Ministero della Sanità di Gaza registra 56.331 vittime, ma secondo un recente studio indipendente le morti violente sarebbero almeno 75.000, con 8.500 decessi per fame, infezioni, collasso del sistema sanitario. I valichi sono chiusi, gli aiuti insufficienti, e la fame è diventata una forma di guerra. Perfino Unicef è costretta a ricordare l’ovvio: non si può chiedere ai civili di entrare in una zona di combattimento e poi ucciderli perché sono in una zona di combattimento.<br /> Nel frattempo, l’Occidente applaude in silenzio. Gli Stati Uniti, con l’ambasciatore Mike Huckabee, ormai neppure fingono di credere nella soluzione dei due Stati. L’Unione Europea, pur consapevole che Israele viola l’accordo commerciale con Bruxelles, non muove un dito. Solo Pedro Sánchez, ancora una volta, invoca la sospensione dell’intesa. Il resto è complicità.<br /> Benjamin Netanyahu prepara le elezioni. Serve la gloria, non la pace. Serve l’illusione di un successo militare. Nella sua coalizione, la “fase successiva” non è la ricostruzione, ma la rimozione dei palestinesi dalla storia. E intanto, nella Cisgiordania occupata, 943 palestinesi sono stati uccisi dal 7 ottobre. Gaza è diventata un modello. Un modello da esportare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66798050</guid><pubDate>Mon, 30 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66798050/imported_a1ff5b35_16dd_4b3a_b3a3_48afd46201c5.mp3" length="1760026" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni giorno, a Gaza, si muore per un sacco di farina. Si muore davanti ai centri di distribuzione degli aiuti, sotto i colpi di fucile di soldati che sparano su civili disarmati. Oltre 500 persone sono state uccise in queste “file della fame”, mentre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni giorno, a Gaza, si muore per un sacco di farina. Si muore davanti ai centri di distribuzione degli aiuti, sotto i colpi di fucile di soldati che sparano su civili disarmati. Oltre 500 persone sono state uccise in queste “file della fame”, mentre l’attenzione del mondo si spostava altrove, sulle fiammate geopolitiche tra Israele e Iran. L’annientamento sistematico continua, ma lo sdegno si è dissolto.<br /> Le cifre parlano da sole. Il Ministero della Sanità di Gaza registra 56.331 vittime, ma secondo un recente studio indipendente le morti violente sarebbero almeno 75.000, con 8.500 decessi per fame, infezioni, collasso del sistema sanitario. I valichi sono chiusi, gli aiuti insufficienti, e la fame è diventata una forma di guerra. Perfino Unicef è costretta a ricordare l’ovvio: non si può chiedere ai civili di entrare in una zona di combattimento e poi ucciderli perché sono in una zona di combattimento.<br /> Nel frattempo, l’Occidente applaude in silenzio. Gli Stati Uniti, con l’ambasciatore Mike Huckabee, ormai neppure fingono di credere nella soluzione dei due Stati. L’Unione Europea, pur consapevole che Israele viola l’accordo commerciale con Bruxelles, non muove un dito. Solo Pedro Sánchez, ancora una volta, invoca la sospensione dell’intesa. Il resto è complicità.<br /> Benjamin Netanyahu prepara le elezioni. Serve la gloria, non la pace. Serve l’illusione di un successo militare. Nella sua coalizione, la “fase successiva” non è la ricostruzione, ma la rimozione dei palestinesi dalla storia. E intanto, nella Cisgiordania occupata, 943 palestinesi sono stati uccisi dal 7 ottobre. Gaza è diventata un modello. Un modello da esportare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>“Spariamo su chi ha fame”: le confessioni dei militari IDF da Gaza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/spariamo-su-chi-ha-fame-le-confessioni-dei-militari-idf-da-gaza--66779279</link><description><![CDATA[C’è un campo di battaglia dove le armi puntano su chi ha fame. Si chiama Gaza, ma per molti ormai è solo un’eco sbiadita. Secondo un’inchiesta di Haaretz, ufficiali e soldati israeliani hanno ricevuto ordini diretti di aprire il fuoco sui civili palestinesi radunati per ricevere aiuti alimentari. Nessuna minaccia. Nessuna arma. Solo la disperazione di chi vuole portare un sacco di riso a casa.<br /> Tra il 27 maggio e il 25 giugno, sono almeno 549 i palestinesi uccisi nei pressi dei centri di distribuzione, istituiti dalla Gaza Humanitarian Foundation, una creatura opaca legata agli ambienti evangelici statunitensi e al governo Netanyahu. I soldati raccontano di mitragliatrici, mortai e granate usati per “comunicare” con la folla. Si spara al mattino presto, si spara quando la distribuzione è finita, si spara se qualcuno arriva in anticipo. “Non ci sono nemici. Non ci sono armi. È un massacro”, ha detto un soldato.<br /> La retorica che disumanizza l’intera popolazione di Gaza ha scavato un solco. “Non esistono civili”, è il mantra che si è fatto regola. Così diventa normale colpire adolescenti che corrono tra i camion degli aiuti. Normale sganciare una granata su chi si avvicina troppo. Normale dire: “Succede”.<br /> La giustizia militare israeliana ha aperto un’indagine, ma lo fa per “raffreddare” le pressioni internazionali, non per difendere un’etica. Perché qui l’etica è saltata. Gaza è diventata un luogo dove le vite si pesano a colpi di mortaio. Dove l’umanitario è solo un’arma di guerra travestita. E l’indifferenza, il vero crimine sistematico.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66779279</guid><pubDate>Sat, 28 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66779279/imported_05207c3f_db60_4222_af0f_10d9e777a515.mp3" length="1641743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un campo di battaglia dove le armi puntano su chi ha fame. Si chiama Gaza, ma per molti ormai è solo un’eco sbiadita. Secondo un’inchiesta di Haaretz, ufficiali e soldati israeliani hanno ricevuto ordini diretti di aprire il fuoco sui civili...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è un campo di battaglia dove le armi puntano su chi ha fame. Si chiama Gaza, ma per molti ormai è solo un’eco sbiadita. Secondo un’inchiesta di Haaretz, ufficiali e soldati israeliani hanno ricevuto ordini diretti di aprire il fuoco sui civili palestinesi radunati per ricevere aiuti alimentari. Nessuna minaccia. Nessuna arma. Solo la disperazione di chi vuole portare un sacco di riso a casa.<br /> Tra il 27 maggio e il 25 giugno, sono almeno 549 i palestinesi uccisi nei pressi dei centri di distribuzione, istituiti dalla Gaza Humanitarian Foundation, una creatura opaca legata agli ambienti evangelici statunitensi e al governo Netanyahu. I soldati raccontano di mitragliatrici, mortai e granate usati per “comunicare” con la folla. Si spara al mattino presto, si spara quando la distribuzione è finita, si spara se qualcuno arriva in anticipo. “Non ci sono nemici. Non ci sono armi. È un massacro”, ha detto un soldato.<br /> La retorica che disumanizza l’intera popolazione di Gaza ha scavato un solco. “Non esistono civili”, è il mantra che si è fatto regola. Così diventa normale colpire adolescenti che corrono tra i camion degli aiuti. Normale sganciare una granata su chi si avvicina troppo. Normale dire: “Succede”.<br /> La giustizia militare israeliana ha aperto un’indagine, ma lo fa per “raffreddare” le pressioni internazionali, non per difendere un’etica. Perché qui l’etica è saltata. Gaza è diventata un luogo dove le vite si pesano a colpi di mortaio. Dove l’umanitario è solo un’arma di guerra travestita. E l’indifferenza, il vero crimine sistematico.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pulizia etnica a puntate, si stringe la morsa su Gaza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pulizia-etnica-a-puntate-si-stringe-la-morsa-su-gaza--66767301</link><description><![CDATA[Nel giorno in cui Benjamin Netanyahu ha bloccato gli aiuti umanitari a Nord Gaza per compiacere Bezalel Smotrich — il suo ministro delle Finanze con la pistola puntata sul governo — lo stesso Smotrich stringe la morsa su Masafer Yatta. La nuova direttiva militare approvata dal Central Planning Bureau sancisce il rifiuto automatico di tutte le richieste edilizie palestinesi nell’area: fine della finzione legale, inizio della deportazione sistematica.<br /> È una strategia esplicita. Nei documenti interni dell’esercito si parla di rendere “sterile” la zona, di usare “tutti gli strumenti disponibili” per evacuare chi resiste. Le case demolite a Khilet Al-Dabe’, i pastori aggrediti, le famiglie costrette a tornare nelle grotte: non sono incidenti, sono la prassi. Dietro la foglia di fico del “bisogno militare”, si fa spazio all’annessione de facto e all’espulsione.<br /> E mentre Netanyahu promette piani “per impedire che Hamas rubi gli aiuti”, nessuna evidenza prova che i camion siano stati violati dai miliziani. La fame serve alla propaganda e i morti — 74 solo mercoledì, 519 nell’ultimo mese — diventano cifra collaterale di un assedio senza nome. Il video usato per bloccare gli aiuti mostra guardie tribali, non combattenti: ma la verità qui è un ostacolo, non un criterio.<br /> Masafer Yatta è lo specchio di Gaza: stesso governo, stessa ideologia, stesso progetto. Non più guerra, ma controllo del territorio attraverso la carestia, la burocrazia e la violenza privata. È apartheid senza cerimonie. Smotrich lo dice chiaro: “Opponiamo all’esistenza palestinese un progetto messianico.”<br /> Non si può dire che non ce lo stiano dicendo. Lo stanno facendo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66767301</guid><pubDate>Fri, 27 Jun 2025 04:21:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66767301/imported_97b7c5a5_3a7c_4f7b_a553_540045d960ed.mp3" length="1699004" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel giorno in cui Benjamin Netanyahu ha bloccato gli aiuti umanitari a Nord Gaza per compiacere Bezalel Smotrich — il suo ministro delle Finanze con la pistola puntata sul governo — lo stesso Smotrich stringe la morsa su Masafer Yatta. 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Dietro la foglia di fico del “bisogno militare”, si fa spazio all’annessione de facto e all’espulsione.<br /> E mentre Netanyahu promette piani “per impedire che Hamas rubi gli aiuti”, nessuna evidenza prova che i camion siano stati violati dai miliziani. La fame serve alla propaganda e i morti — 74 solo mercoledì, 519 nell’ultimo mese — diventano cifra collaterale di un assedio senza nome. Il video usato per bloccare gli aiuti mostra guardie tribali, non combattenti: ma la verità qui è un ostacolo, non un criterio.<br /> Masafer Yatta è lo specchio di Gaza: stesso governo, stessa ideologia, stesso progetto. Non più guerra, ma controllo del territorio attraverso la carestia, la burocrazia e la violenza privata. È apartheid senza cerimonie. Smotrich lo dice chiaro: “Opponiamo all’esistenza palestinese un progetto messianico.”<br /> Non si può dire che non ce lo stiano dicendo. Lo stanno facendo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Due popoli, due Stati, zero vergogna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/due-popoli-due-stati-zero-vergogna--66749147</link><description><![CDATA[A Gaza si continua a morire mentre il mondo si congratula con sé stesso. Venti palestinesi uccisi nel sud della Striscia. Nove morti in fila per ricevere aiuti. Un totale di 41 corpi raccolti dall’alba, secondo le autorità sanitarie locali. Tra loro donne e bambini. Nessun combattente, nessuna "minaccia". Solo fame, attesa e un’esplosione.<br /> Israele piange sette soldati morti in un attacco a Khan Younis. Il governo parla di “eroi caduti per battere Hamas”. Nessuna parola per i 56mila palestinesi uccisi da ottobre, secondo i dati aggiornati. Nelle stesse ore in cui Netanyahu proclama “una vittoria storica” e l’esercito israeliano dichiara che “ora l’attenzione torna su Gaza”, i droni continuano a sorvolare i centri abitati e le colonne degli aiuti vengono trasformate in trappole mortali.<br /> Donald Trump, che si attribuisce il merito della fragile tregua tra Israele e Iran, annuncia “grandi progressi su Gaza”. Intanto gli USA finanziano con 30 milioni di dollari un gruppo sostenuto da Israele per distribuire cibo nella Striscia. È la stessa “distribuzione umanitaria” che ha già provocato morti. L’ONU denuncia la “militarizzazione del cibo”. Gli aiuti sono usati come esche. <br /> L’illusione della pace si costruisce con le bombe, mentre le cancellerie occidentali fingono che le vittime siano un effetto collaterale. “Due popoli, due Stati” dice Giorgia Meloni, ma intanto non condanna lo Stato che sta infierendo su un intero popolo. <br /> La tregua tra Israele e Iran tiene. Quella tra Israele e Gaza, mai nemmeno iniziata, continua a scricchiolare sotto il peso dei corpi. Chi finge di non vedere, è già complice. E chi confonde l’umanitario con il militare, non salva: sorveglia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66749147</guid><pubDate>Thu, 26 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66749147/imported_b7d5efcf_e754_4dc0_984e_6ccbcb86e2c1.mp3" length="1687301" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza si continua a morire mentre il mondo si congratula con sé stesso. Venti palestinesi uccisi nel sud della Striscia. Nove morti in fila per ricevere aiuti. 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Nelle stesse ore in cui Netanyahu proclama “una vittoria storica” e l’esercito israeliano dichiara che “ora l’attenzione torna su Gaza”, i droni continuano a sorvolare i centri abitati e le colonne degli aiuti vengono trasformate in trappole mortali.<br /> Donald Trump, che si attribuisce il merito della fragile tregua tra Israele e Iran, annuncia “grandi progressi su Gaza”. Intanto gli USA finanziano con 30 milioni di dollari un gruppo sostenuto da Israele per distribuire cibo nella Striscia. È la stessa “distribuzione umanitaria” che ha già provocato morti. L’ONU denuncia la “militarizzazione del cibo”. Gli aiuti sono usati come esche. <br /> L’illusione della pace si costruisce con le bombe, mentre le cancellerie occidentali fingono che le vittime siano un effetto collaterale. “Due popoli, due Stati” dice Giorgia Meloni, ma intanto non condanna lo Stato che sta infierendo su un intero popolo. <br /> La tregua tra Israele e Iran tiene. Quella tra Israele e Gaza, mai nemmeno iniziata, continua a scricchiolare sotto il peso dei corpi. Chi finge di non vedere, è già complice. E chi confonde l’umanitario con il militare, non salva: sorveglia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Harvard certifica l’assenza: 377.000 palestinesi scomparsi, il mondo assente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/harvard-certifica-l-assenza-377-000-palestinesi-scomparsi-il-mondo-assente--66732530</link><description><![CDATA[Quando lo dice Harvard, non è un’opinione: è un fatto. Secondo l’ultimo studio pubblicato nel Dataverse dell’università americana, 377.000 palestinesi risultano “scomparsi” a Gaza. Non evacuati, non dispersi: scomparsi. Mancano all’appello. Il dato emerge da un’analisi incrociata tra le mappe dei cosiddetti “centri umanitari” e le stime aggiornate della popolazione. Prima della guerra: 2.227.000. Adesso: 1.850.000. Ne mancano 377.000. Una voragine demografica che non si spiega né con gli sfollati, né con i sopravvissuti.<br /><br /> L’autore dello studio è Yaakov Garb, ricercatore israeliano e docente universitario, non un attivista radicale. Ha elaborato il report per identificare la trasformazione dei presunti centri di distribuzione in strumenti di controllo e sorveglianza. Ma nel lavoro, pubblicato da Harvard Dataverse, salta fuori un dato che gela il sangue: quasi un quinto della popolazione non è più registrabile da nessuna parte. Se metà della popolazione di Gaza sono bambini, significa che oltre 150.000 minori sono spariti, probabilmente morti sotto le macerie, senza tomba, senza nome, senza funerale.<br /><br /> Questo dato, in qualsiasi altro contesto, basterebbe a far tremare governi, a convocare commissioni d’inchiesta, a bloccare forniture militari. Invece il mondo tace. I media tacciono. Le istituzioni internazionali balbettano. Chi parla viene isolato. Chi scrive viene delegittimato. La fonte? È pubblica, è Harvard. Eppure non basta. L’orrore oggi ha bisogno di autorizzazione per essere definito tale.<br /><br /> È la normalizzazione della catastrofe, la banalità tecnica dell’annientamento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66732530</guid><pubDate>Wed, 25 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66732530/imported_d308c720_6032_43b3_8685_7abd3c824afe.mp3" length="1553554" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando lo dice Harvard, non è un’opinione: è un fatto. 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Ha elaborato il report per identificare la trasformazione dei presunti centri di distribuzione in strumenti di controllo e sorveglianza. Ma nel lavoro, pubblicato da Harvard Dataverse, salta fuori un dato che gela il sangue: quasi un quinto della popolazione non è più registrabile da nessuna parte. Se metà della popolazione di Gaza sono bambini, significa che oltre 150.000 minori sono spariti, probabilmente morti sotto le macerie, senza tomba, senza nome, senza funerale.<br /><br /> Questo dato, in qualsiasi altro contesto, basterebbe a far tremare governi, a convocare commissioni d’inchiesta, a bloccare forniture militari. Invece il mondo tace. I media tacciono. Le istituzioni internazionali balbettano. Chi parla viene isolato. Chi scrive viene delegittimato. La fonte? È pubblica, è Harvard. Eppure non basta. L’orrore oggi ha bisogno di autorizzazione per essere definito tale.<br /><br /> È la normalizzazione della catastrofe, la banalità tecnica dell’annientamento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>98</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pulizia etnica per asfissia: il piano israeliano metro dopo metro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pulizia-etnica-per-asfissia-il-piano-israeliano-metro-dopo-metro--66710468</link><description><![CDATA[Nel lessico militare israeliano, la parola “evacuazione” è diventata un eufemismo per deportazione forzata. Ogni comunicato dell’IDF inizia con lo stesso refrain ipocrita: “per la vostra sicurezza”. Poi segue la mappa, aggiornata in rosso. Ma quelle aree non tornano mai bianche. Gaza si restringe ogni giorno, e due milioni di persone sono stipate nel 18% del territorio. Le altre zone sono morte civile, marchiate come bersagli.<br /> Nel fango di Al-Mawasi o tra le rovine di Gaza City si vive senza spazio, senza acqua, senza pudore. C'è chi dorme tra i rifiuti, chi accende fuochi bruciando plastica, chi ha un solo gabinetto per 200 persone. Le donne smettono di bere per non dover urinare, evitano di partorire, smettono di allattare. Non è sopravvivenza, è umiliazione sistematica.<br /> Le Nazioni Unite parlano di emergenza sanitaria. Le testimonianze parlano di dignità ridotta in briciole. “Non tolgo mai il velo, nemmeno per dormire”, dice una donna, “è l’unica cosa che mi resta”. I bambini crescono senza scuola, coperti di punture, bruciati da acqua bollente o dal fuoco. Il sole cuoce le tende. Le zanzare escono di notte, le bombe anche.<br /> Non è la “guerra al terrorismo”. È la guerra alla vita. Un assedio che scava nella pelle, nei corpi, nella psiche. E l’Occidente guarda altrove, ancora una volta. Aspetta una tregua che servirà solo a ridisegnare meglio il prossimo inferno.<br /> Questo è il piano: svuotare Gaza centimetro per centimetro, fino a che nessuno possa più chiamarla casa. Senza sparare un colpo. Basta stringere il recinto. E poi fingere che non stia succedendo niente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66710468</guid><pubDate>Tue, 24 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66710468/imported_8ebea75a_364a_466c_b00a_45326cd36f5e.mp3" length="1671000" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel lessico militare israeliano, la parola “evacuazione” è diventata un eufemismo per deportazione forzata. Ogni comunicato dell’IDF inizia con lo stesso refrain ipocrita: “per la vostra sicurezza”. Poi segue la mappa, aggiornata in rosso. Ma quelle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel lessico militare israeliano, la parola “evacuazione” è diventata un eufemismo per deportazione forzata. Ogni comunicato dell’IDF inizia con lo stesso refrain ipocrita: “per la vostra sicurezza”. Poi segue la mappa, aggiornata in rosso. Ma quelle aree non tornano mai bianche. Gaza si restringe ogni giorno, e due milioni di persone sono stipate nel 18% del territorio. Le altre zone sono morte civile, marchiate come bersagli.<br /> Nel fango di Al-Mawasi o tra le rovine di Gaza City si vive senza spazio, senza acqua, senza pudore. C'è chi dorme tra i rifiuti, chi accende fuochi bruciando plastica, chi ha un solo gabinetto per 200 persone. Le donne smettono di bere per non dover urinare, evitano di partorire, smettono di allattare. Non è sopravvivenza, è umiliazione sistematica.<br /> Le Nazioni Unite parlano di emergenza sanitaria. Le testimonianze parlano di dignità ridotta in briciole. “Non tolgo mai il velo, nemmeno per dormire”, dice una donna, “è l’unica cosa che mi resta”. I bambini crescono senza scuola, coperti di punture, bruciati da acqua bollente o dal fuoco. Il sole cuoce le tende. Le zanzare escono di notte, le bombe anche.<br /> Non è la “guerra al terrorismo”. È la guerra alla vita. Un assedio che scava nella pelle, nei corpi, nella psiche. E l’Occidente guarda altrove, ancora una volta. Aspetta una tregua che servirà solo a ridisegnare meglio il prossimo inferno.<br /> Questo è il piano: svuotare Gaza centimetro per centimetro, fino a che nessuno possa più chiamarla casa. Senza sparare un colpo. Basta stringere il recinto. E poi fingere che non stia succedendo niente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se Dio c’è, è steso per terra, accanto ai sacchi di farina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-dio-c-e-e-steso-per-terra-accanto-ai-sacchi-di-farina--66698206</link><description><![CDATA[A Gaza si muore così: con le braccia alzate verso un sacco di farina, colpiti alla testa, al petto. Almeno 474 palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano cibo. Sparati, dilaniati, lasciati nelle “zone di distribuzione”, che la Croce Rossa chiama “zone della morte”. È tutto documentato: numeri, feriti, testimonianze. Non è un incidente. È un metodo. La Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta da Israele e Stati Uniti, ha sostituito l’UNRWA e piazza i punti di raccolta là dove si spara, dove passano i carri armati, dove si bombarda. Si chiama “aiuto”, ma è una trappola.<br /> Nel frattempo, Trump ha deciso di farsi valere. Ha ordinato il bombardamento dei siti nucleari iraniani, con i B-2 partiti dal Missouri che hanno sorvolato Israele. L’operazione si chiama “Midnight Hammer”: un nome da videogioco per un’azione reale. Tre impianti colpiti, migliaia di vite appese a un filo, la diplomazia calpestata. Sono stati gli Stati Uniti a farlo, ma con la regia di Tel Aviv. Netanyahu comanda, Trump esegue. E mentre il mondo guarda all’Iran, a Gaza si continua a morire nel silenzio. I colpi arrivano anche lì. I corpi si contano anche lì. Le urla si sentono solo se si vuole ascoltarle.<br /> Il Papa all’Angelus ha parlato di “grido di umanità che invoca la pace” e ha avvertito: “Non esistono conflitti lontani”. Ma Trump e Netanyahu, invece di ascoltare, si aggrappano a Dio per giustificare il sangue. Lo usano, lo sventolano, lo invocano. Uno dice “God bless America”, l’altro parla di “terra promessa”. Se Dio c’è, non è con loro. Se Dio c’è, è steso per terra, accanto ai sacchi di farina.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66698206</guid><pubDate>Mon, 23 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66698206/imported_680c766c_d41b_4522_aef6_47de8b72deca.mp3" length="1702347" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza si muore così: con le braccia alzate verso un sacco di farina, colpiti alla testa, al petto. Almeno 474 palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano cibo. 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Tre impianti colpiti, migliaia di vite appese a un filo, la diplomazia calpestata. Sono stati gli Stati Uniti a farlo, ma con la regia di Tel Aviv. Netanyahu comanda, Trump esegue. E mentre il mondo guarda all’Iran, a Gaza si continua a morire nel silenzio. I colpi arrivano anche lì. I corpi si contano anche lì. Le urla si sentono solo se si vuole ascoltarle.<br /> Il Papa all’Angelus ha parlato di “grido di umanità che invoca la pace” e ha avvertito: “Non esistono conflitti lontani”. Ma Trump e Netanyahu, invece di ascoltare, si aggrappano a Dio per giustificare il sangue. Lo usano, lo sventolano, lo invocano. Uno dice “God bless America”, l’altro parla di “terra promessa”. Se Dio c’è, non è con loro. Se Dio c’è, è steso per terra, accanto ai sacchi di farina.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ma a Gaza non ci sono matrimoni da rimandare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ma-a-gaza-non-ci-sono-matrimoni-da-rimandare--66660038</link><description><![CDATA[Benjamin Netanyahu ha spostato il matrimonio del figlio a causa della guerra, e ne ha parlato pubblicamente con toni da sacrificio personale: “È un costo per tutta la mia famiglia”, ha detto all’ospedale Soroka, colpito da un missile iraniano. Ha evocato il Blitz su Londra e il dolore di un padre costretto a rinunciare a un evento gioioso. Ma l’indignazione non è esplosa per il rinvio del ricevimento: è esplosa perché mentre Gaza è devastata, mentre il 94% degli ospedali palestinesi è stato distrutto da Israele, Netanyahu pretendeva compassione per il proprio disagio familiare.<br /> Lo stesso premier che ha definito “atto terroristico” il colpo iraniano sull’ospedale israeliano – un singolo missile con feriti ma senza vittime – ha autorizzato una campagna militare che ha raso al suolo strutture sanitarie, ambulanze, reparti neonatali, come attestano l’OMS e l’OHCHR. Israele si indigna quando subisce, ma rivendica “necessità militare” quando bombarda. È l’architettura retorica del doppio standard: il diritto internazionale vale solo se protegge se stessi, non se accusa.<br /> Così, mentre l’esercito israeliano è accusato da AP e Haaretz di usare “scudi umani” palestinesi in modo sistematico – la cosiddetta “procedura zanzara” – Tel Aviv continua ad accusare Hamas di fare lo stesso, giustificando i propri crimini. Il diritto, la morale, persino la sofferenza diventano strumenti da impugnare solo se servono a rafforzare una narrativa. Ed è questa manipolazione sistematica che mina ogni pretesa di legittimità. Ma a Gaza non ci sono matrimoni da rimandare: ci sono bambini da seppellire e ospedali da scavare sotto le macerie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66660038</guid><pubDate>Sat, 21 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66660038/imported_9bb00c9f_607f_4a39_b961_b5e1bdc23362.mp3" length="1662223" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Benjamin Netanyahu ha spostato il matrimonio del figlio a causa della guerra, e ne ha parlato pubblicamente con toni da sacrificio personale: “È un costo per tutta la mia famiglia”, ha detto all’ospedale Soroka, colpito da un missile iraniano. 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Israele si indigna quando subisce, ma rivendica “necessità militare” quando bombarda. È l’architettura retorica del doppio standard: il diritto internazionale vale solo se protegge se stessi, non se accusa.<br /> Così, mentre l’esercito israeliano è accusato da AP e Haaretz di usare “scudi umani” palestinesi in modo sistematico – la cosiddetta “procedura zanzara” – Tel Aviv continua ad accusare Hamas di fare lo stesso, giustificando i propri crimini. Il diritto, la morale, persino la sofferenza diventano strumenti da impugnare solo se servono a rafforzare una narrativa. Ed è questa manipolazione sistematica che mina ogni pretesa di legittimità. Ma a Gaza non ci sono matrimoni da rimandare: ci sono bambini da seppellire e ospedali da scavare sotto le macerie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non permettere che Gaza sia uno sfondo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-permettere-che-gaza-sia-uno-sfondo--66636296</link><description><![CDATA[A Gaza, oggi, sono morti altri diciotto palestinesi. Alcuni erano in fila per ricevere aiuti umanitari, altri dormivano in tenda. L’ospedale Al-Quds ha ricevuto oltre 140 corpi in 24 ore e curato 560 feriti. La rete è ancora isolata nel sud della Striscia per il secondo giorno consecutivo, colpita da un raid mirato all’infrastruttura. Queste notizie, che fino a una settimana fa avrebbero spalancato aperture e indignazione, ora faticano a guadagnare spazio tra le righe dei dispacci, soffocate dalla nuova centralità iraniana.<br /> La quotidianità dell’orrore a Gaza non è diminuita. È diventata abitudine. E l’abitudine, si sa, è l’anticamera dell’indifferenza.<br /> Nel gioco ottuso delle gerarchie geopolitiche, il massacro a Gaza sembra declassato a “danno collaterale prolungato”, persino mentre Israele estende i bombardamenti su Rafah, Khan Younis, Gaza City. Le stesse zone, gli stessi obiettivi civili, gli stessi corpi mutilati nei sacchi di plastica. Il ragazzo che urla disperato accanto al cadavere del padre ucciso in fila per un pacco alimentare, oggi, non fa più notizia.<br /> Il mondo guarda altrove. E così facendo, lo legittima. Legittima la logica per cui una strage, se reiterata abbastanza a lungo, smette di essere una notizia. E diventa routine.<br /> Accettare che Gaza resti uno sfondo silenzioso mentre si negozia tra Teheran e Tel Aviv significa accettare che il dolore palestinese valga meno. Gaza non è la scenografia dei potenti del mondo. Gaza non può divenire l’ennesima guerra a bassa intensità mediatica e politica. La normalizzazione dell’orrore è la più subdola delle complicità: quella che si nasconde dietro lo sguardo distolto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66636296</guid><pubDate>Fri, 20 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66636296/imported_efe75fc9_8387_4b3a_a26d_a9485e4f2887.mp3" length="1655954" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza, oggi, sono morti altri diciotto palestinesi. Alcuni erano in fila per ricevere aiuti umanitari, altri dormivano in tenda. 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E l’abitudine, si sa, è l’anticamera dell’indifferenza.<br /> Nel gioco ottuso delle gerarchie geopolitiche, il massacro a Gaza sembra declassato a “danno collaterale prolungato”, persino mentre Israele estende i bombardamenti su Rafah, Khan Younis, Gaza City. Le stesse zone, gli stessi obiettivi civili, gli stessi corpi mutilati nei sacchi di plastica. Il ragazzo che urla disperato accanto al cadavere del padre ucciso in fila per un pacco alimentare, oggi, non fa più notizia.<br /> Il mondo guarda altrove. E così facendo, lo legittima. Legittima la logica per cui una strage, se reiterata abbastanza a lungo, smette di essere una notizia. E diventa routine.<br /> Accettare che Gaza resti uno sfondo silenzioso mentre si negozia tra Teheran e Tel Aviv significa accettare che il dolore palestinese valga meno. Gaza non è la scenografia dei potenti del mondo. Gaza non può divenire l’ennesima guerra a bassa intensità mediatica e politica. La normalizzazione dell’orrore è la più subdola delle complicità: quella che si nasconde dietro lo sguardo distolto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza è il nostro test morale. E lo stiamo fallendo.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-e-il-nostro-test-morale-e-lo-stiamo-fallendo--66612413</link><description><![CDATA[Mentre le sirene suonano a Teheran e i missili infiammano le prime pagine, Gaza scompare. La crisi umanitaria più grave del XXI secolo — 186.000 morti stimati, tra cui decine di migliaia di bambini — è stata scalzata da una guerra “più leggibile”, tra due Stati sovrani, più comoda da raccontare. L’IDF definisce Gaza “fronte secondario”. I media obbediscono.<br /> Dall’Angelus di Papa Francesco fino all’ONU, Gaza è stata definita un test morale per l’umanità. Non per retorica, ma perché rivela chi siamo quando gli innocenti muoiono e il mondo volta lo sguardo. Lì si misura la bancarotta dell’ordine legale internazionale, il fallimento della responsabilità di proteggere, la complicità diplomatica dei governi. “Il silenzio è complicità”, dice Bassam Saleh.<br /> Nei talk show italiani, Gaza è ormai un’eco. Nei telegiornali, una nota a piè di pagina. Nei quotidiani, la parola “genocidio” è evaporata. C’è addirittura chi ha derubricato il tutto a “conflitto regionale”. Sui social, l’hashtag #Gaza ha ceduto il passo a #Iran, come se la carneficina fosse sospesa, come se il sangue potesse aspettare.<br /> Ma Gaza continua a sanguinare. È un laboratorio di disumanizzazione, dice Ahmad Amara: non solo il più grande carcere a cielo aperto del mondo, ma anche il luogo dove testiamo — e perdiamo — la nostra umanità. Ogni giorno che passa senza indignazione è un giorno in cui la brutalità diventa norma, e la dignità un’eccezione.<br /> Zack Beauchamp ha scritto che Gaza ci pone una domanda semplice: “Credi che sia giusto far soffrire gli innocenti in questo modo?” Se la risposta è no, allora la responsabilità comincia ora. Se la risposta è sì — o se si tace — allora non si è neutrali. Si è perduti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66612413</guid><pubDate>Thu, 19 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66612413/imported_544b1d06_ac12_4fd0_a34f_3d6f7cc92d14.mp3" length="1798896" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre le sirene suonano a Teheran e i missili infiammano le prime pagine, Gaza scompare. 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Lì si misura la bancarotta dell’ordine legale internazionale, il fallimento della responsabilità di proteggere, la complicità diplomatica dei governi. “Il silenzio è complicità”, dice Bassam Saleh.<br /> Nei talk show italiani, Gaza è ormai un’eco. Nei telegiornali, una nota a piè di pagina. Nei quotidiani, la parola “genocidio” è evaporata. C’è addirittura chi ha derubricato il tutto a “conflitto regionale”. Sui social, l’hashtag #Gaza ha ceduto il passo a #Iran, come se la carneficina fosse sospesa, come se il sangue potesse aspettare.<br /> Ma Gaza continua a sanguinare. È un laboratorio di disumanizzazione, dice Ahmad Amara: non solo il più grande carcere a cielo aperto del mondo, ma anche il luogo dove testiamo — e perdiamo — la nostra umanità. Ogni giorno che passa senza indignazione è un giorno in cui la brutalità diventa norma, e la dignità un’eccezione.<br /> Zack Beauchamp ha scritto che Gaza ci pone una domanda semplice: “Credi che sia giusto far soffrire gli innocenti in questo modo?” Se la risposta è no, allora la responsabilità comincia ora. Se la risposta è sì — o se si tace — allora non si è neutrali. Si è perduti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza la deportazione è già in corso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-la-deportazione-e-gia-in-corso--66594658</link><description><![CDATA[Sono tornati a sparare sugli affamati. Ancora. A Khan Yunis, 74 morti e oltre 200 feriti — alcuni in condizioni disperate — mentre aspettavano un carico di aiuti umanitari. Poche ore dopo, le cifre diventano più spaventose: almeno 300 tra uccisi e feriti. Un’altra strage, un altro silenzio internazionale.<br /> La distribuzione del cibo è diventata un’arma non solo nella sua scarsità, ma nella sua mappa: quattro centri di distribuzione per oltre due milioni di persone, tutti collocati strategicamente per forzare la popolazione verso sud. Per ricevere aiuti, i palestinesi devono spostarsi chilometri tra macerie e mine, in piena zona militare. E spesso, come ieri, devono morire per un sacco di farina.<br /> Il piano è dichiarato: “riceveranno aiuti solo se non torneranno nei luoghi da cui provengono”, ha detto Netanyahu in una riunione riservata della Commissione Esteri e Difesa della Knesset l’11 maggio. L’obiettivo è svuotare il nord di Gaza. E poiché i trasferimenti non stanno funzionando come previsto, l’escalation è la risposta. Bombardare, affamare, sparare: costringere alla fuga.<br /> Nel frattempo, si consolidano le cosiddette “zone di concentrazione”: tre porzioni di terra, senza servizi, senza acqua, senza riparo. Se il piano andrà a compimento, 2 milioni di persone saranno stipate nel 40% del territorio della Striscia, con una densità di oltre 15.000 persone per chilometro quadrato. Il termine tecnico è “concentration zones”, usato dallo stesso esercito israeliano. Il nome storico, purtroppo, lo conosciamo: deportazione. <br /> La deportazione è già in corso. L’Europa tace, gli Stati Uniti firmano assegni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66594658</guid><pubDate>Wed, 18 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66594658/imported_cf43060f_f218_494d_939a_f1a3c9091df5.mp3" length="1665149" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono tornati a sparare sugli affamati. Ancora. A Khan Yunis, 74 morti e oltre 200 feriti — alcuni in condizioni disperate — mentre aspettavano un carico di aiuti umanitari. Poche ore dopo, le cifre diventano più spaventose: almeno 300 tra uccisi e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sono tornati a sparare sugli affamati. Ancora. A Khan Yunis, 74 morti e oltre 200 feriti — alcuni in condizioni disperate — mentre aspettavano un carico di aiuti umanitari. Poche ore dopo, le cifre diventano più spaventose: almeno 300 tra uccisi e feriti. Un’altra strage, un altro silenzio internazionale.<br /> La distribuzione del cibo è diventata un’arma non solo nella sua scarsità, ma nella sua mappa: quattro centri di distribuzione per oltre due milioni di persone, tutti collocati strategicamente per forzare la popolazione verso sud. Per ricevere aiuti, i palestinesi devono spostarsi chilometri tra macerie e mine, in piena zona militare. E spesso, come ieri, devono morire per un sacco di farina.<br /> Il piano è dichiarato: “riceveranno aiuti solo se non torneranno nei luoghi da cui provengono”, ha detto Netanyahu in una riunione riservata della Commissione Esteri e Difesa della Knesset l’11 maggio. L’obiettivo è svuotare il nord di Gaza. E poiché i trasferimenti non stanno funzionando come previsto, l’escalation è la risposta. Bombardare, affamare, sparare: costringere alla fuga.<br /> Nel frattempo, si consolidano le cosiddette “zone di concentrazione”: tre porzioni di terra, senza servizi, senza acqua, senza riparo. Se il piano andrà a compimento, 2 milioni di persone saranno stipate nel 40% del territorio della Striscia, con una densità di oltre 15.000 persone per chilometro quadrato. Il termine tecnico è “concentration zones”, usato dallo stesso esercito israeliano. Il nome storico, purtroppo, lo conosciamo: deportazione. <br /> La deportazione è già in corso. L’Europa tace, gli Stati Uniti firmano assegni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Netanyahu la reputazione brucia più dei civili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-netanyahu-la-reputazione-brucia-piu-dei-civili--66586561</link><description><![CDATA[Il massacro di Gaza ha minato alle fondamenta la retorica dell’“unica democrazia del Medio Oriente”. Le immagini dei bambini affamati uccisi in fila per il cibo, degli ospedali devastati, delle fosse comuni hanno rotto il patto ipocrita tra Israele e le sue alleanze occidentali. Quando l’indignazione internazionale ha iniziato a farsi pericolosa, Benjamin Netanyahu ha spostato il mirino: non più Gaza, ma Teheran.<br /> L’attacco all’Iran non è soltanto un’operazione militare. È una manovra mediatica. Serve a riscrivere la narrazione: da carnefice a vittima, da Stato assediante a Paese aggredito. Così, nel cuore di un’opinione pubblica ormai stanca della complicità, Israele tenta di riprendersi la scena invocando ancora una volta la minaccia esistenziale e il diritto alla difesa.<br /> Ma questa volta non basta. La legittimità dell’attacco preventivo, motivato da informazioni di intelligence che nessuno può verificare, ricorda le falsità con cui fu giustificata la guerra in Iraq. Con una differenza: oggi, la credibilità degli Stati Uniti e di Israele è già logorata, e il loro doppio standard – per cui Teheran viola i trattati sul nucleare ma Tel Aviv nemmeno li firma – è diventato insostenibile.<br /> Netanyahu non cerca sicurezza, ma consenso. Dentro Israele, ha bisogno di guerra per mantenere il potere. Fuori, ha bisogno di alimentare il caos per sembrare l’unico in grado di governarlo. Ma il Medio Oriente non è un laboratorio per ambizioni personali. È fatto di popoli che esistono, soffrono, reagiscono. E che pagano il prezzo delle guerre usate come propaganda. Come i bambini bombardati ieri nell’ospedale pediatrico di Teheran. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66586561</guid><pubDate>Tue, 17 Jun 2025 04:30:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66586561/imported_010009d1_3405_46c7_91a3_b2e0bfc97c63.mp3" length="1659297" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il massacro di Gaza ha minato alle fondamenta la retorica dell’“unica democrazia del Medio Oriente”. Le immagini dei bambini affamati uccisi in fila per il cibo, degli ospedali devastati, delle fosse comuni hanno rotto il patto ipocrita tra Israele e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il massacro di Gaza ha minato alle fondamenta la retorica dell’“unica democrazia del Medio Oriente”. Le immagini dei bambini affamati uccisi in fila per il cibo, degli ospedali devastati, delle fosse comuni hanno rotto il patto ipocrita tra Israele e le sue alleanze occidentali. Quando l’indignazione internazionale ha iniziato a farsi pericolosa, Benjamin Netanyahu ha spostato il mirino: non più Gaza, ma Teheran.<br /> L’attacco all’Iran non è soltanto un’operazione militare. È una manovra mediatica. Serve a riscrivere la narrazione: da carnefice a vittima, da Stato assediante a Paese aggredito. Così, nel cuore di un’opinione pubblica ormai stanca della complicità, Israele tenta di riprendersi la scena invocando ancora una volta la minaccia esistenziale e il diritto alla difesa.<br /> Ma questa volta non basta. La legittimità dell’attacco preventivo, motivato da informazioni di intelligence che nessuno può verificare, ricorda le falsità con cui fu giustificata la guerra in Iraq. Con una differenza: oggi, la credibilità degli Stati Uniti e di Israele è già logorata, e il loro doppio standard – per cui Teheran viola i trattati sul nucleare ma Tel Aviv nemmeno li firma – è diventato insostenibile.<br /> Netanyahu non cerca sicurezza, ma consenso. Dentro Israele, ha bisogno di guerra per mantenere il potere. Fuori, ha bisogno di alimentare il caos per sembrare l’unico in grado di governarlo. Ma il Medio Oriente non è un laboratorio per ambizioni personali. È fatto di popoli che esistono, soffrono, reagiscono. E che pagano il prezzo delle guerre usate come propaganda. Come i bambini bombardati ieri nell’ospedale pediatrico di Teheran. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Colpire Teheran per zittire Gaza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/colpire-teheran-per-zittire-gaza--66568294</link><description><![CDATA[Le bombe israeliane su Teheran hanno già ottenuto il loro obiettivo: non militare, ma mediatico. Gaza è sparita. La strage di civili, i corpi tra le macerie, il buio dell'assedio, tutto evaporato dai titoli e dai vertici diplomatici. L’offensiva “Rising Lion” contro l’Iran è entrata nel ciclo globale delle notizie come emergenza assoluta, mentre a Gaza l’unico blackout che continua è quello dell’informazione.<br /> Lo ha detto l’esercito israeliano: “Gaza è un fronte secondario”. Tradotto: ciò che accade lì, compresi i 55.000 morti stimati e l’accusa di genocidio da parte di agenzie ONU, non merita più attenzione. La guerra è stata spostata dove fa comodo. Il governo Netanyahu ha scelto il nemico più spendibile — l’Iran — per ripulire la propria immagine, ricompattare l’opinione pubblica interna, bloccare le pressioni per un cessate il fuoco. E il mondo, obbediente, ha cambiato canale.<br /> Gli analisti lo chiamano “diversione strategica”. Un’operazione militare pianificata non solo per colpire, ma per distrarre. Per spegnere Gaza senza spegnere le bombe. Per deviare la condanna internazionale su un nuovo scenario e riscrivere il racconto della guerra. Netanyahu, processato per corruzione e in crollo nei sondaggi, ha bisogno del caos per restare in piedi. E il caos adesso parla persiano.<br /> Nel frattempo a Gaza si muore senza testimoni. L’internet è spento, i droni continuano a colpire, i soccorsi non entrano. È la guerra nel buio, mentre fuori la luce delle telecamere illumina altri orrori. Tutti scelti, mai casuali.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66568294</guid><pubDate>Mon, 16 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66568294/imported_ea3b0540_0973_453e_bfcf_88facda23597.mp3" length="1519281" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le bombe israeliane su Teheran hanno già ottenuto il loro obiettivo: non militare, ma mediatico. Gaza è sparita. La strage di civili, i corpi tra le macerie, il buio dell'assedio, tutto evaporato dai titoli e dai vertici diplomatici. 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E il mondo, obbediente, ha cambiato canale.<br /> Gli analisti lo chiamano “diversione strategica”. Un’operazione militare pianificata non solo per colpire, ma per distrarre. Per spegnere Gaza senza spegnere le bombe. Per deviare la condanna internazionale su un nuovo scenario e riscrivere il racconto della guerra. Netanyahu, processato per corruzione e in crollo nei sondaggi, ha bisogno del caos per restare in piedi. E il caos adesso parla persiano.<br /> Nel frattempo a Gaza si muore senza testimoni. L’internet è spento, i droni continuano a colpire, i soccorsi non entrano. È la guerra nel buio, mentre fuori la luce delle telecamere illumina altri orrori. Tutti scelti, mai casuali.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>95</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Peacewashing italiano: salvare uno per ignorarne 16mila</title><link>https://www.spreaker.com/episode/peacewashing-italiano-salvare-uno-per-ignorarne-16mila--66538643</link><description><![CDATA[Il peacewashing italiano si è buttato a capofitto su Adam, chiamato senza il suo cognome come nelle favole per bambini, sopravvissuto al bombardamento israeliano che ha ucciso i suoi 9 fratelli e anche il padre, Hamdi, morto pochi giorni fa a causa delle ferite.<br /> Lo sbarco in Italia insieme alla madre Alaa al-Najjar, pediatra nello sfacelo umanitario di Gaza, è stato una cerimonia con le fanfare che è rimbalzata su tutti i giornali. Il ragazzo sarà operato all’ospedale Niguarda di Milano. Le interviste si moltiplicano, i retroscena, i racconti straziati e strazianti di chi non ha trovato l’inchiostro per raccontare gli altri 16mila bambini uccisi nella Striscia e i 24mila feriti.<br /> “Guardate come siamo bravi che ne abbiamo pescato uno tra tanti e abbiamo deciso di salvarlo” è il sottotesto della narrazione. Hanno accolto il bambino coloro che addirittura avevano messo in dubbio la veridicità di quella strage familiare. Una delle molte e quotidiane di Gaza. Hanno accolto il bambino gli stessi che concordano con il governo israeliano che quelli come Adam definisce “non umani” e, nella migliore delle ipotesi, “terroristi”.<br /> “Guardate come siamo bravi”, sospirano dal governo gli stessi che continuano a spedire le armi che trucidano i bambini. “Guardate come siamo buoni”, dicono coloro che non alzano un dito per non disturbare Netanyahu. “Guardate come siamo bravi noi italiani”, che nei consessi internazionali ci distinguiamo per vigliaccheria con il nostro governo prono.<br /> I giornali che non trovavano lo spazio per scrivere due righe sulla strage continua oggi rovesciano litri di commozione finta, sparpagliata sulle pagine. Questo siamo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66538643</guid><pubDate>Fri, 13 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66538643/imported_b23379c9_c790_4d25_89a7_868f36ec272b.mp3" length="1712378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il peacewashing italiano si è buttato a capofitto su Adam, chiamato senza il suo cognome come nelle favole per bambini, sopravvissuto al bombardamento israeliano che ha ucciso i suoi 9 fratelli e anche il padre, Hamdi, morto pochi giorni fa a causa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il peacewashing italiano si è buttato a capofitto su Adam, chiamato senza il suo cognome come nelle favole per bambini, sopravvissuto al bombardamento israeliano che ha ucciso i suoi 9 fratelli e anche il padre, Hamdi, morto pochi giorni fa a causa delle ferite.<br /> Lo sbarco in Italia insieme alla madre Alaa al-Najjar, pediatra nello sfacelo umanitario di Gaza, è stato una cerimonia con le fanfare che è rimbalzata su tutti i giornali. Il ragazzo sarà operato all’ospedale Niguarda di Milano. Le interviste si moltiplicano, i retroscena, i racconti straziati e strazianti di chi non ha trovato l’inchiostro per raccontare gli altri 16mila bambini uccisi nella Striscia e i 24mila feriti.<br /> “Guardate come siamo bravi che ne abbiamo pescato uno tra tanti e abbiamo deciso di salvarlo” è il sottotesto della narrazione. Hanno accolto il bambino coloro che addirittura avevano messo in dubbio la veridicità di quella strage familiare. Una delle molte e quotidiane di Gaza. Hanno accolto il bambino gli stessi che concordano con il governo israeliano che quelli come Adam definisce “non umani” e, nella migliore delle ipotesi, “terroristi”.<br /> “Guardate come siamo bravi”, sospirano dal governo gli stessi che continuano a spedire le armi che trucidano i bambini. “Guardate come siamo buoni”, dicono coloro che non alzano un dito per non disturbare Netanyahu. “Guardate come siamo bravi noi italiani”, che nei consessi internazionali ci distinguiamo per vigliaccheria con il nostro governo prono.<br /> I giornali che non trovavano lo spazio per scrivere due righe sulla strage continua oggi rovesciano litri di commozione finta, sparpagliata sulle pagine. Questo siamo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza massacrata, Meloni acconsente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-massacrata-meloni-acconsente--66517204</link><description><![CDATA[Le chiamano “distribuzioni di aiuti”, ma sono esecuzioni pubbliche di affamati. Oggi, l’ennesima: 31 palestinesi uccisi mentre tentavano di ricevere cibo nel corridoio Netzarim, a Gaza. Erano disarmati. Sono stati colpiti da carri armati e droni israeliani, secondo la Protezione civile locale. Oltre 200 feriti. Non è più una guerra: è una mattanza scientifica, fredda, ripetuta. Una trappola dove chi cerca pane trova piombo.<br /><br /> I punti di distribuzione degli aiuti sono diventati “zone di uccisione”. Lo dicono i medici, lo confermano i sopravvissuti. Cecchini e droni sparano su civili disarmati. Si colpiscono tende, scuole, ospedali. Un medico giordano è stato ferito in un bombardamento vicino a Khan Younis. Tre paramedici uccisi a Gaza City. È il fronte umanitario trasformato in bersaglio.<br /><br /> E mentre il mondo prende posizione, l’Italia tace. Australia, Canada, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito hanno imposto sanzioni ai ministri israeliani Ben-Gvir e Smotrich, colpevoli di incitare apertamente alla violenza e all'espulsione dei palestinesi. In Germania, Franziska Brantner, leader dei Verdi, ha chiesto lo stesso. A Roma, invece, regna il silenzio.<br /><br /> Meloni finge di non vedere, Tajani balbetta diplomazie da manuale, Piantedosi parla di sicurezza interna mentre in Cisgiordania 17.500 palestinesi — tra cui 1.400 bambini — sono stati arrestati da ottobre. Crosetto è in altre faccende belliche (leggi riarmo) affaccendato. Nessun atto, nessuna parola, nessuna condanna.<br /><br /> A Gaza si muore per la fame. Letteralmente. Ma chi in Italia governa, ignora. Del resto come diceva Don Abbondio il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66517204</guid><pubDate>Thu, 12 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66517204/imported_15434d25_0566_4695_8045_6a93b8054150.mp3" length="1587826" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le chiamano “distribuzioni di aiuti”, ma sono esecuzioni pubbliche di affamati. Oggi, l’ennesima: 31 palestinesi uccisi mentre tentavano di ricevere cibo nel corridoio Netzarim, a Gaza. Erano disarmati. 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Australia, Canada, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito hanno imposto sanzioni ai ministri israeliani Ben-Gvir e Smotrich, colpevoli di incitare apertamente alla violenza e all'espulsione dei palestinesi. In Germania, Franziska Brantner, leader dei Verdi, ha chiesto lo stesso. A Roma, invece, regna il silenzio.<br /><br /> Meloni finge di non vedere, Tajani balbetta diplomazie da manuale, Piantedosi parla di sicurezza interna mentre in Cisgiordania 17.500 palestinesi — tra cui 1.400 bambini — sono stati arrestati da ottobre. Crosetto è in altre faccende belliche (leggi riarmo) affaccendato. Nessun atto, nessuna parola, nessuna condanna.<br /><br /> A Gaza si muore per la fame. Letteralmente. Ma chi in Italia governa, ignora. Del resto come diceva Don Abbondio il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>100</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un assedio umanitario per rompere l’assedio genocida</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-assedio-umanitario-per-rompere-l-assedio-genocida--66499753</link><description><![CDATA[Il governo di Israele, impegnato ad apparire autorevole e potente di fronte al mondo, si è sbriciolato agli occhi del mondo davanti a una piccola barca a vela con dodici attivisti come equipaggio e con beni alimentari come unica arma. Gli strepiti di chi vede terroristi anche su una barca di aiuti umanitari, il dispiegamento piratesco di militari, la simulazione cinematografica dell’offerta di cibo e acqua hanno smascherato il governo del criminale Netanyahu. Quando ci si abitua ad agire da assassini, si diventa incapaci perfino di fingere democrazia.<br /><br /> La spedizione della Freedom Flotilla ha però mostrato al mondo anche un altro aspetto: lo Stato di Israele va in tilt ogni volta che qualcuno si avvicina a Gaza, ora mostrificata in un campo di concentramento a cielo aperto.<br /><br /> Per fermare il genocidio, i governi non possono offrire commozione. La commozione non sfama i bambini di Gaza, non cura le ferite, non sostituisce l’acqua, non serve per le operazioni chirurgiche né per le ecografie. Per fermare Israele servono i dazi e serve un concreto, tangibile assedio umanitario. Come ha detto ieri la relatrice ONU Francesca Albanese, servirebbe che ogni Stato, subito, inviasse una sua imbarcazione, con medici, operatori e beni umanitari.<br /><br /> Immaginate Netanyahu accusare di terrorismo e di antisemitismo i corpi diplomatici e umanitari degli Stati europei. Immaginate l’esercito israeliano all’arrembaggio di imbarcazioni con bandiera tedesca, spagnola, francese, italiana. Immaginate gli occhi del mondo puntati su uno Stato ormai incapace di dialogare senza armi e senza bombe.<br /><br /> Un assedio umanitario per rompere l’assedio genocida.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66499753</guid><pubDate>Wed, 11 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66499753/imported_4691c22e_f844_4919_b794_2df1843c5631.mp3" length="1671418" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo di Israele, impegnato ad apparire autorevole e potente di fronte al mondo, si è sbriciolato agli occhi del mondo davanti a una piccola barca a vela con dodici attivisti come equipaggio e con beni alimentari come unica arma. Gli strepiti di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo di Israele, impegnato ad apparire autorevole e potente di fronte al mondo, si è sbriciolato agli occhi del mondo davanti a una piccola barca a vela con dodici attivisti come equipaggio e con beni alimentari come unica arma. Gli strepiti di chi vede terroristi anche su una barca di aiuti umanitari, il dispiegamento piratesco di militari, la simulazione cinematografica dell’offerta di cibo e acqua hanno smascherato il governo del criminale Netanyahu. Quando ci si abitua ad agire da assassini, si diventa incapaci perfino di fingere democrazia.<br /><br /> La spedizione della Freedom Flotilla ha però mostrato al mondo anche un altro aspetto: lo Stato di Israele va in tilt ogni volta che qualcuno si avvicina a Gaza, ora mostrificata in un campo di concentramento a cielo aperto.<br /><br /> Per fermare il genocidio, i governi non possono offrire commozione. La commozione non sfama i bambini di Gaza, non cura le ferite, non sostituisce l’acqua, non serve per le operazioni chirurgiche né per le ecografie. Per fermare Israele servono i dazi e serve un concreto, tangibile assedio umanitario. Come ha detto ieri la relatrice ONU Francesca Albanese, servirebbe che ogni Stato, subito, inviasse una sua imbarcazione, con medici, operatori e beni umanitari.<br /><br /> Immaginate Netanyahu accusare di terrorismo e di antisemitismo i corpi diplomatici e umanitari degli Stati europei. Immaginate l’esercito israeliano all’arrembaggio di imbarcazioni con bandiera tedesca, spagnola, francese, italiana. Immaginate gli occhi del mondo puntati su uno Stato ormai incapace di dialogare senza armi e senza bombe.<br /><br /> Un assedio umanitario per rompere l’assedio genocida.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Norimberga che Netanyahu teme</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-norimberga-che-netanyahu-teme--66476832</link><description><![CDATA[Pirateria di Stato. Così l’esercito israeliano ha sequestrato la Madleen, nave carica di aiuti umanitari per Gaza, catturando il suo equipaggio in acque internazionali. A bordo dodici attivisti, tra cui Greta Thunberg e l’eurodeputata Rima Hassan. Israele non ha alcuna giurisdizione su acque internazionali, ma da mesi il diritto internazionale è stato sistematicamente smantellato sotto gli occhi complici delle cancellerie occidentali.<br /><br /> Mentre l’esercito rapiva i volontari, Benjamin Netanyahu sedeva nel tribunale di Tel Aviv come imputato per corruzione: primo premier israeliano processato durante il mandato.<br /><br /> Dopo il sequestro, il ministro della Difesa Israel Katz ha ordinato la proiezione di un video delle atrocità di Hamas del 7 ottobre 2023 agli attivisti. I corpi straziati dei bambini di Gaza devono restare invisibili, mentre viene imposto materiale selezionato e sottratto da mesi a qualsiasi verifica indipendente. La censura si alterna alla propaganda in un meccanismo ormai scoperto: piegare la narrazione per giustificare il massacro.<br /><br /> È la conferma che la macchina israeliana non può più contare sui fatti, ma solo sulla costruzione artificiale del racconto. È l’unico scudo rimasto per tentare di sfuggire al processo che la storia imporrà.<br /><br /> «È giusto che Greta l'antisemita e i suoi amici sostenitori di Hamas vedano chi è Hamas», ha dichiarato Katz. Portare aiuti umanitari è diventato, per Israele, atto di terrorismo. Salvare vite umane è sabotaggio. Fermare la fame, reato.<br /><br /> Il progetto è chiaro: non respingere un nemico, ma cancellare una popolazione. E chiunque provi a impedirlo viene classificato come complice del terrorismo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66476832</guid><pubDate>Tue, 10 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66476832/imported_6d48560d_194b_45b5_b696_b435ab62692c.mp3" length="1671836" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Pirateria di Stato. Così l’esercito israeliano ha sequestrato la Madleen, nave carica di aiuti umanitari per Gaza, catturando il suo equipaggio in acque internazionali. A bordo dodici attivisti, tra cui Greta Thunberg e l’eurodeputata Rima Hassan....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Pirateria di Stato. Così l’esercito israeliano ha sequestrato la Madleen, nave carica di aiuti umanitari per Gaza, catturando il suo equipaggio in acque internazionali. A bordo dodici attivisti, tra cui Greta Thunberg e l’eurodeputata Rima Hassan. Israele non ha alcuna giurisdizione su acque internazionali, ma da mesi il diritto internazionale è stato sistematicamente smantellato sotto gli occhi complici delle cancellerie occidentali.<br /><br /> Mentre l’esercito rapiva i volontari, Benjamin Netanyahu sedeva nel tribunale di Tel Aviv come imputato per corruzione: primo premier israeliano processato durante il mandato.<br /><br /> Dopo il sequestro, il ministro della Difesa Israel Katz ha ordinato la proiezione di un video delle atrocità di Hamas del 7 ottobre 2023 agli attivisti. I corpi straziati dei bambini di Gaza devono restare invisibili, mentre viene imposto materiale selezionato e sottratto da mesi a qualsiasi verifica indipendente. La censura si alterna alla propaganda in un meccanismo ormai scoperto: piegare la narrazione per giustificare il massacro.<br /><br /> È la conferma che la macchina israeliana non può più contare sui fatti, ma solo sulla costruzione artificiale del racconto. È l’unico scudo rimasto per tentare di sfuggire al processo che la storia imporrà.<br /><br /> «È giusto che Greta l'antisemita e i suoi amici sostenitori di Hamas vedano chi è Hamas», ha dichiarato Katz. Portare aiuti umanitari è diventato, per Israele, atto di terrorismo. Salvare vite umane è sabotaggio. Fermare la fame, reato.<br /><br /> Il progetto è chiaro: non respingere un nemico, ma cancellare una popolazione. E chiunque provi a impedirlo viene classificato come complice del terrorismo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per il governo israeliano il crimine è portare il cibo e gli occhi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-il-governo-israeliano-il-crimine-e-portare-il-cibo-e-gli-occhi--66464036</link><description><![CDATA[Ora non è più solo un’accusa. È una confessione. Il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha ordinato alle forze armate di bloccare la nave Madleen, partita dalla Sicilia per portare aiuti umanitari a Gaza. A bordo ci sono 12 attivisti della Freedom Flotilla Coalition — una rete internazionale che da anni tenta di rompere il blocco navale imposto su Gaza — tra cui l’europarlamentare franco-palestinese Rima Hassan, l’attivista svedese Greta Thunberg e il brasiliano Thiago Ávila.<br /> Non è solo un’operazione militare: è il tassello di una strategia dichiarata. Katz parla di “impedire il trasferimento di armi ad Hamas” ma, sotto la retorica consueta, emerge la vera posta in gioco: impedire ogni spiraglio di vita nella Striscia. La fame come arma. Il blocco navale serve a strangolare un’intera popolazione. Pianificato, scientifico, rivendicato.<br /> Chi prova a scalfire questa morsa viene subito bollato come nemico. “All’antisemita Greta e ai suoi amici dico chiaramente: tornate indietro”, ha dichiarato Katz. L’obiettivo non è solo fermare il cibo, è impedire che qualcuno racconti, che ci siano testimoni, che il mondo veda cosa accade davvero. Rima Hassan, a bordo della nave, parla di arresti, di sequestri di telecamere, di oscuramento delle comunicazioni.<br /> Israele non vuole spifferi nel suo assedio. La fame diventa un protocollo di guerra, la solidarietà un crimine, la testimonianza un atto sovversivo. Il genocidio per compiersi non deve avere testimoni. Il ministro di Israele sa bene che quando si apriranno gli occhi del mondo lui e i suoi compagni di governo saranno riconosciuto per quel che sono: criminali carnefici. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66464036</guid><pubDate>Mon, 09 Jun 2025 02:00:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66464036/imported_5e029990_2d9a_46a3_8553_56acc7d6d298.mp3" length="1625443" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ora non è più solo un’accusa. È una confessione. 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La fame come arma. Il blocco navale serve a strangolare un’intera popolazione. Pianificato, scientifico, rivendicato.<br /> Chi prova a scalfire questa morsa viene subito bollato come nemico. “All’antisemita Greta e ai suoi amici dico chiaramente: tornate indietro”, ha dichiarato Katz. L’obiettivo non è solo fermare il cibo, è impedire che qualcuno racconti, che ci siano testimoni, che il mondo veda cosa accade davvero. Rima Hassan, a bordo della nave, parla di arresti, di sequestri di telecamere, di oscuramento delle comunicazioni.<br /> Israele non vuole spifferi nel suo assedio. La fame diventa un protocollo di guerra, la solidarietà un crimine, la testimonianza un atto sovversivo. Il genocidio per compiersi non deve avere testimoni. Il ministro di Israele sa bene che quando si apriranno gli occhi del mondo lui e i suoi compagni di governo saranno riconosciuto per quel che sono: criminali carnefici. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>II palestinesi sono le vittime, noi siamo le cavie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ii-palestinesi-sono-le-vittime-noi-siamo-le-cavie--66419014</link><description><![CDATA[Gaza continua a morire sotto le macerie, mentre l’Occidente si specchia nei propri valori traditi. La scena è la solita: dichiarazioni indignate, veti alle risoluzioni ONU, richiami rituali al diritto internazionale. Poi, sotto banco, la complicità.<br /><br /> Gli Stati Uniti hanno blindato Israele con oltre 50 mila tonnellate di armamenti consegnati dopo il 7 ottobre 2023: 14 mila bombe, 3 mila missili, contratti da 20 miliardi di dollari. Cinque veti in Consiglio di Sicurezza ONU per impedire un cessate il fuoco.<br /><br /> L’Europa recita un copione solo più cinico. La Germania ha concesso licenze militari per 485 milioni di euro dopo l’inizio dell’offensiva. La Francia, mentre Macron invoca pause umanitarie, fornisce componenti per droni e caccia. L’Italia, che rivendica di non autorizzare nuovi contratti, continua a spedire: 6 milioni di euro di forniture militari nel 2024 e 128 mila euro ancora nel 2025, in pieno massacro.<br /><br /> La Spagna offre il capolavoro dell’ipocrisia. Pedro Sánchez proclama embargo e riconoscimento della Palestina, ma tra ottobre 2023 e marzo 2025 ha firmato contratti con Israele per oltre un miliardo di euro.<br /><br /> I media occidentali raccontano Gaza partendo dal 7 ottobre, occultando decenni di occupazione, blocco e colonizzazione. Le vittime palestinesi restano numeri, il loro sterminio è una conseguenza del loro essere palestinesi. Gli israeliani, invece, hanno diritto al lessico emotivo del "massacro". A Gaza è in corso un esperimento mondiale: quanto è possibile sterminare protetti dall’ipocrisia del mondo? Quanto si può riscrivere una storia per giustificare un annientamento? I palestinesi sono le vittime, noi siamo le cavie. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66419014</guid><pubDate>Sat, 07 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66419014/imported_0ab3c3ec_7474_4ef5_af9c_64715e438047.mp3" length="1642161" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gaza continua a morire sotto le macerie, mentre l’Occidente si specchia nei propri valori traditi. La scena è la solita: dichiarazioni indignate, veti alle risoluzioni ONU, richiami rituali al diritto internazionale. 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L’Italia, che rivendica di non autorizzare nuovi contratti, continua a spedire: 6 milioni di euro di forniture militari nel 2024 e 128 mila euro ancora nel 2025, in pieno massacro.<br /><br /> La Spagna offre il capolavoro dell’ipocrisia. Pedro Sánchez proclama embargo e riconoscimento della Palestina, ma tra ottobre 2023 e marzo 2025 ha firmato contratti con Israele per oltre un miliardo di euro.<br /><br /> I media occidentali raccontano Gaza partendo dal 7 ottobre, occultando decenni di occupazione, blocco e colonizzazione. Le vittime palestinesi restano numeri, il loro sterminio è una conseguenza del loro essere palestinesi. Gli israeliani, invece, hanno diritto al lessico emotivo del "massacro". A Gaza è in corso un esperimento mondiale: quanto è possibile sterminare protetti dall’ipocrisia del mondo? Quanto si può riscrivere una storia per giustificare un annientamento? I palestinesi sono le vittime, noi siamo le cavie. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il sangue di Gaza scorre anche sulle mani dell’Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-sangue-di-gaza-scorre-anche-sulle-mani-dell-italia--66411249</link><description><![CDATA[Ieri, mentre nella Striscia di Gaza si continuava a morire sotto i raid israeliani, l’amministrazione Trump ha esercitato per la quinta volta il veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, bloccando una risoluzione per il cessate il fuoco immediato e incondizionato. È il primo veto dopo il suo ritorno alla Casa Bianca. Quattordici Paesi hanno votato a favore, gli Stati Uniti hanno detto no, ancora una volta. Così i massacri continuano.<br /><br /> A Gaza, nelle stesse ore, venivano bombardati due ospedali: l'Al-Ma’amadani e il Battista. All’Al-Ahli, già colpito otto volte, un drone israeliano ha ucciso almeno quattro persone, tra cui tre giornalisti palestinesi. Altri sei civili, compresa un'intera famiglia, sono stati uccisi a Khan Younis. L’Unicef, sotto assedio, ha evacuato bambini ustionati e feriti, per poi vederli nuovamente sotto attacco persino all’interno degli ospedali.<br /><br /> L’ambasciatore pakistano all’Onu ha definito il veto americano "un via libera all'annientamento". L’ambasciatore algerino ha parlato di "macchia morale sulla coscienza mondiale". Ma Washington, come sempre, blinda Israele e trasforma il Consiglio di Sicurezza in una scenografia inutile.<br /><br /> L’Italia, mentre gli Stati Uniti legittimano questi crimini con il proprio veto, resta agganciata a Trump per servilismo atlantico. Ma la politica estera non può essere un atto di fedeltà cieca. Se il governo italiano ha ancora un minimo di autonomia politica e morale, è ora che trovi il coraggio di smarcarsi. Perché chi tace di fronte a questi massacri diventa complice. E il sangue di Gaza sporca anche le mani di chi resta fermo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66411249</guid><pubDate>Fri, 06 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66411249/imported_613c98ae_f9b6_4c6f_b450_72118157c280.mp3" length="1511758" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri, mentre nella Striscia di Gaza si continuava a morire sotto i raid israeliani, l’amministrazione Trump ha esercitato per la quinta volta il veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, bloccando una risoluzione per il cessate il fuoco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri, mentre nella Striscia di Gaza si continuava a morire sotto i raid israeliani, l’amministrazione Trump ha esercitato per la quinta volta il veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, bloccando una risoluzione per il cessate il fuoco immediato e incondizionato. È il primo veto dopo il suo ritorno alla Casa Bianca. Quattordici Paesi hanno votato a favore, gli Stati Uniti hanno detto no, ancora una volta. Così i massacri continuano.<br /><br /> A Gaza, nelle stesse ore, venivano bombardati due ospedali: l'Al-Ma’amadani e il Battista. All’Al-Ahli, già colpito otto volte, un drone israeliano ha ucciso almeno quattro persone, tra cui tre giornalisti palestinesi. Altri sei civili, compresa un'intera famiglia, sono stati uccisi a Khan Younis. L’Unicef, sotto assedio, ha evacuato bambini ustionati e feriti, per poi vederli nuovamente sotto attacco persino all’interno degli ospedali.<br /><br /> L’ambasciatore pakistano all’Onu ha definito il veto americano "un via libera all'annientamento". L’ambasciatore algerino ha parlato di "macchia morale sulla coscienza mondiale". Ma Washington, come sempre, blinda Israele e trasforma il Consiglio di Sicurezza in una scenografia inutile.<br /><br /> L’Italia, mentre gli Stati Uniti legittimano questi crimini con il proprio veto, resta agganciata a Trump per servilismo atlantico. Ma la politica estera non può essere un atto di fedeltà cieca. Se il governo italiano ha ancora un minimo di autonomia politica e morale, è ora che trovi il coraggio di smarcarsi. Perché chi tace di fronte a questi massacri diventa complice. 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Le file di disperati da cui pescare bersagli erano diventate troppo lunghe, troppo visibili, troppo ingombranti persino per chi, in Occidente, continua a ripetere che "bisogna distinguere".<br /> La Gaza Humanitarian Foundation — creata da Israele e gestita da contractor statunitensi, militari di compagnie private — ha chiuso i centri di distribuzione "per lavori di organizzazione ed efficienza". La traduzione è elementare: meno distribuzioni, meno folle, meno occhi del mondo addosso. <br /> Martedì, a Rafah, l’ennesima carneficina: 27 morti sotto i proiettili israeliani, mentre cercavano cibo. Le strade verso i centri sono state dichiarate “zone di combattimento”. Chi si avvicina rischia di essere giustiziato senza processo.<br /> Israele controlla cosa entra, quanto entra, quando entra. I valichi sono sotto il suo totale controllo: né Nazioni Unite né agenzie indipendenti possono decidere cosa far passare. In aprile, il numero dei camion di aiuti ammessi è crollato ai minimi storici, sotto i 200 al giorno: meno di un quarto rispetto al fabbisogno stimato per sfamare la popolazione assediata.<br /> Quando i morti sotto i droni non bastano più, quando i massacri diventano difficili da coprire perfino per i complici europei, resta la fame. Non serve il piombo ogni giorno, basta chiudere i rubinetti. La fame non ha bisogno di immagini, non sporca le mani, non costringe a spiegazioni nei salotti buoni. È un’arma più silenziosa, più comoda, più vile.<br /> Il genocidio continua. Cambiano solo i metodi. L’obiettivo è sempre lo stesso: annientare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66399786</guid><pubDate>Thu, 05 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66399786/imported_4921374e_d802_4a9e_9dca_e14503e4b569.mp3" length="1551882" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri Israele ha fermato le distribuzioni di cibo a Gaza. Non per umanità, non per vergogna. Per strategia. Le file di disperati da cui pescare bersagli erano diventate troppo lunghe, troppo visibili, troppo ingombranti persino per chi, in Occidente,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri Israele ha fermato le distribuzioni di cibo a Gaza. Non per umanità, non per vergogna. Per strategia. Le file di disperati da cui pescare bersagli erano diventate troppo lunghe, troppo visibili, troppo ingombranti persino per chi, in Occidente, continua a ripetere che "bisogna distinguere".<br /> La Gaza Humanitarian Foundation — creata da Israele e gestita da contractor statunitensi, militari di compagnie private — ha chiuso i centri di distribuzione "per lavori di organizzazione ed efficienza". La traduzione è elementare: meno distribuzioni, meno folle, meno occhi del mondo addosso. <br /> Martedì, a Rafah, l’ennesima carneficina: 27 morti sotto i proiettili israeliani, mentre cercavano cibo. Le strade verso i centri sono state dichiarate “zone di combattimento”. Chi si avvicina rischia di essere giustiziato senza processo.<br /> Israele controlla cosa entra, quanto entra, quando entra. I valichi sono sotto il suo totale controllo: né Nazioni Unite né agenzie indipendenti possono decidere cosa far passare. In aprile, il numero dei camion di aiuti ammessi è crollato ai minimi storici, sotto i 200 al giorno: meno di un quarto rispetto al fabbisogno stimato per sfamare la popolazione assediata.<br /> Quando i morti sotto i droni non bastano più, quando i massacri diventano difficili da coprire perfino per i complici europei, resta la fame. Non serve il piombo ogni giorno, basta chiudere i rubinetti. La fame non ha bisogno di immagini, non sporca le mani, non costringe a spiegazioni nei salotti buoni. È un’arma più silenziosa, più comoda, più vile.<br /> Il genocidio continua. Cambiano solo i metodi. L’obiettivo è sempre lo stesso: annientare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Israele continua a sparare sulla fame</title><link>https://www.spreaker.com/episode/israele-continua-a-sparare-sulla-fame--66388046</link><description><![CDATA[A Gaza il pane continua a essere moneta di scambio tra la fame e la morte. La nuova "strage del pane" avvenuta nelle ultime ore a Rafah porta con sé numeri ancora una volta agghiaccianti: almeno 27 morti e oltre 90 feriti secondo il Ministero della Sanità di Gaza e Al Jazeera. Si spara su chi cerca cibo, su chi tenta di sopravvivere. E mentre i carri armati e i droni israeliani inchiodano i civili sui corridoi di distribuzione degli aiuti, l’esercito israeliano parla di "colpi di avvertimento" contro "sospetti" che si sarebbero avvicinati a 500 metri dalle postazioni militari. Di fatto hanno confessato, sconfessando coloro che inventavano responsabilità di Hamas. <br /> A certificare la gravità non sono solo i bilanci di sangue: l'ONU definisce ormai questi attacchi intorno ai centri di distribuzione come “crimini di guerra”. Il segretario generale Antonio Guterres invoca un'indagine indipendente: “È inaccettabile che i palestinesi debbano rischiare la vita per procurarsi del cibo”. Sembra banale ma di questi tempi tocca ribadirlo. <br /> Intanto la macchina di demolizione prosegue: bulldozer israeliani hanno abbattuto anche il muro posteriore dell’Ospedale Europeo di Khan Younis e bombardato l’ultimo centro dialisi a Beit Lahiya. La Gaza Humanitarian Foundation — organismo criminale sostenuto da USA e Israele e respinto dall'ONU — gestisce la distribuzione. Anche Trump ha le mani sporche di sangue. <br /> Mentre Madrid sospende i contratti militari con Israele, il consenso europeo verso Tel Aviv crolla ai minimi storici. Eppure l’ecatombe continua, in diretta, davanti agli occhi di un Occidente che si indigna a intermittenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66388046</guid><pubDate>Wed, 04 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66388046/imported_7f4b262f_0285_4f5c_a6b6_b8f29223d79b.mp3" length="1581975" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza il pane continua a essere moneta di scambio tra la fame e la morte. 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Di fatto hanno confessato, sconfessando coloro che inventavano responsabilità di Hamas. <br /> A certificare la gravità non sono solo i bilanci di sangue: l'ONU definisce ormai questi attacchi intorno ai centri di distribuzione come “crimini di guerra”. Il segretario generale Antonio Guterres invoca un'indagine indipendente: “È inaccettabile che i palestinesi debbano rischiare la vita per procurarsi del cibo”. Sembra banale ma di questi tempi tocca ribadirlo. <br /> Intanto la macchina di demolizione prosegue: bulldozer israeliani hanno abbattuto anche il muro posteriore dell’Ospedale Europeo di Khan Younis e bombardato l’ultimo centro dialisi a Beit Lahiya. La Gaza Humanitarian Foundation — organismo criminale sostenuto da USA e Israele e respinto dall'ONU — gestisce la distribuzione. Anche Trump ha le mani sporche di sangue. <br /> Mentre Madrid sospende i contratti militari con Israele, il consenso europeo verso Tel Aviv crolla ai minimi storici. Eppure l’ecatombe continua, in diretta, davanti agli occhi di un Occidente che si indigna a intermittenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>99</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il cibo come esca, i civili come bersagli. Cronache dal genocidio.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-cibo-come-esca-i-civili-come-bersagli-cronache-dal-genocidio--66372574</link><description><![CDATA[A Gaza si muore così: con le mani tese verso un pacco alimentare. Almeno 31 palestinesi sono stati uccisi a Rafah mentre attendevano gli aiuti della Gaza Humanitarian Foundation, un’organizzazione creata sotto il controllo indiretto di Washington e Tel Aviv. Alcuni testimoni parlano di soldati israeliani che hanno aperto il fuoco, di un carro armato che ha sparato sulla folla. Il pane è diventato un’esca, le file sono diventate bersagli mobili. Aiuti umanitari trasformati in trappole d’esecuzione.<br /> Intanto Meloni balbetta, certa stampa progressista minimizza, i partiti europei cincischiano. Ci pensa il Financial Times, non certo un foglio estremista, a dire ciò che la politica teme: servono sanzioni contro Israele. Perché l’evidenza dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità – documentata anche dall’ONU – ha superato ogni margine di ambiguità.<br /> L’Europa, dice il Financial Times, dovrebbe congelare le riserve estere della Banca d’Israele, limitare commercio e turismo, agire senza attendere Washington. Come ha fatto con Mosca, quando la violazione del diritto internazionale colpiva l’Ucraina. L’ipocrisia dell’Occidente qui è plateale.<br /> A Gaza la fame viene usata come arma, gli aiuti come esca, i civili come scudi. E mentre i bambini cadono per un sacchetto di farina, chi dovrebbe parlare si rifugia nelle formule prudenti. Ma ogni nuovo massacro rende quel silenzio sempre più complice.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66372574</guid><pubDate>Tue, 03 Jun 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66372574/imported_cf309236_739d_4af4_bfff_ed0bfded787c.mp3" length="1373831" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Gaza si muore così: con le mani tese verso un pacco alimentare. 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Perché l’evidenza dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità – documentata anche dall’ONU – ha superato ogni margine di ambiguità.<br /> L’Europa, dice il Financial Times, dovrebbe congelare le riserve estere della Banca d’Israele, limitare commercio e turismo, agire senza attendere Washington. Come ha fatto con Mosca, quando la violazione del diritto internazionale colpiva l’Ucraina. L’ipocrisia dell’Occidente qui è plateale.<br /> A Gaza la fame viene usata come arma, gli aiuti come esca, i civili come scudi. E mentre i bambini cadono per un sacchetto di farina, chi dovrebbe parlare si rifugia nelle formule prudenti. Ma ogni nuovo massacro rende quel silenzio sempre più complice.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>86</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non è solo Netanyahu, non è solo Gaza: è il sistema dell’apartheid</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-e-solo-netanyahu-non-e-solo-gaza-e-il-sistema-dell-apartheid--66330944</link><description><![CDATA[Il genocidio ha bisogno di propaganda, come primo passo per lo sterminio. Ha bisogno di una regia che sappia umanizzare l’orrore, raccontarlo come incidente, come costo collaterale, come atto tecnico. I morti sono “errori”, gli sfollamenti forzati si trasformano in “evacuazioni umanitarie”, e la fame, quella scientificamente indotta, diventa “distribuzione di aiuti”.<br /><br /> Oggi gli affamati vengono adescati in massa con la scusa del pane. Immagini aeree mostrano file ordinate che ricordano i campi più bui della storia: corpi magri e mani protese verso un sacchetto di riso, usato come esca per spostare interi quartieri. Il tutto gestito da mercenari americani già condannati per crimini di guerra. Intanto si costruiscono 22 nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania, come annunciato dal ministro Katz e dal fanatico Smotrich, celebrando “un grande giorno per il movimento degli insediamenti”. Una colonizzazione attiva, militare, permanente, in pieno corso.<br /><br /> La propaganda (umanitaria) è il concime per il consenso per il genocidio. Netanyahu è la maschera perfetta di questa operazione, ma non l’unico attore. L’illusione che la sua caduta basti a rimettere le cose a posto è una comoda bugia per chi, nel frattempo, ha fornito armi, appoggi politici e coperture mediatiche. Il sistema resta.<br /><br /> Chi ha cominciato a osservare la Palestina il 7 ottobre 2023 può credere che basti cambiare premier per cambiare rotta. Chi guarda da anni sa che la sostanza resta intatta, anche se cambiano i nomi. E sa che parlare di “aiuti” mentre si costruisce l’apartheid è il più violento degli inganni. Ora il rischio è che ci servano un genocidio umanitario. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66330944</guid><pubDate>Fri, 30 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66330944/imported_70dc89ca_4baa_40d8_bfb8_245dfdacebca.mp3" length="1602873" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il genocidio ha bisogno di propaganda, come primo passo per lo sterminio. Ha bisogno di una regia che sappia umanizzare l’orrore, raccontarlo come incidente, come costo collaterale, come atto tecnico. 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Intanto si costruiscono 22 nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania, come annunciato dal ministro Katz e dal fanatico Smotrich, celebrando “un grande giorno per il movimento degli insediamenti”. Una colonizzazione attiva, militare, permanente, in pieno corso.<br /><br /> La propaganda (umanitaria) è il concime per il consenso per il genocidio. Netanyahu è la maschera perfetta di questa operazione, ma non l’unico attore. L’illusione che la sua caduta basti a rimettere le cose a posto è una comoda bugia per chi, nel frattempo, ha fornito armi, appoggi politici e coperture mediatiche. Il sistema resta.<br /><br /> Chi ha cominciato a osservare la Palestina il 7 ottobre 2023 può credere che basti cambiare premier per cambiare rotta. Chi guarda da anni sa che la sostanza resta intatta, anche se cambiano i nomi. E sa che parlare di “aiuti” mentre si costruisce l’apartheid è il più violento degli inganni. Ora il rischio è che ci servano un genocidio umanitario. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tajani parla, Gaza muore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tajani-parla-gaza-muore--66318273</link><description><![CDATA[Nell’informativa urgente alla Camera, il ministro Tajani ha raccontato un’Italia che salva, costruisce e abbraccia. Peccato che sia un racconto. Mentre a Gaza l’accesso agli aiuti è stato bloccato per oltre 80 giorni, Tajani parlava di ricostruzione, di progetti architettonici e borse di studio, come se la fame e i bombardamenti fossero alle spalle. Secondo l’OCHA, nel solo maggio 2025, l’84% del territorio di Gaza risultava evacuato forzatamente, e oltre il 90% delle strutture ospedaliere era fuori uso. Eppure, Tajani celebrava un’Italia attiva, coinvolta, umanitaria.<br /> La realtà? Dal 2022 il governo Meloni ha sistematicamente evitato di sostenere risoluzioni ONU che chiedevano tregue immediate, cessate il fuoco o il riconoscimento dello Stato palestinese. Tajani stesso ha bollato come “slogan da piazza” la proposta di riconoscere la Palestina, mentre il suo esecutivo votava contro l’apertura di una procedura UE per sanzionare Israele per violazioni dei diritti umani. Perfino sulla Corte Penale Internazionale – che ha chiesto un mandato d’arresto per Netanyahu – il ministro ha definito “irrealizzabile” un’azione legale in Italia.<br /> L’unica coerenza è l’adesione alla linea israeliana: si plaude agli aiuti simbolici, ma si proteggono le forniture militari; si parla di pace ma si silenziano le responsabilità. Il discorso di Tajani alla Camera è stato un esercizio di propaganda travestito da diplomazia. Nessuna autocritica, nessun cambio di rotta, nessuna verità. Solo la solita liturgia di chi invoca la ricostruzione per seppellire, con una colata di cemento politico, i corpi che ancora non hanno smesso di morire.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66318273</guid><pubDate>Thu, 29 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66318273/imported_30447c97_bc0e_44da_95ef_f7182711af19.mp3" length="1489606" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nell’informativa urgente alla Camera, il ministro Tajani ha raccontato un’Italia che salva, costruisce e abbraccia. Peccato che sia un racconto. 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Tajani stesso ha bollato come “slogan da piazza” la proposta di riconoscere la Palestina, mentre il suo esecutivo votava contro l’apertura di una procedura UE per sanzionare Israele per violazioni dei diritti umani. Perfino sulla Corte Penale Internazionale – che ha chiesto un mandato d’arresto per Netanyahu – il ministro ha definito “irrealizzabile” un’azione legale in Italia.<br /> L’unica coerenza è l’adesione alla linea israeliana: si plaude agli aiuti simbolici, ma si proteggono le forniture militari; si parla di pace ma si silenziano le responsabilità. Il discorso di Tajani alla Camera è stato un esercizio di propaganda travestito da diplomazia. Nessuna autocritica, nessun cambio di rotta, nessuna verità. Solo la solita liturgia di chi invoca la ricostruzione per seppellire, con una colata di cemento politico, i corpi che ancora non hanno smesso di morire.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>94</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza il vero ostaggio è la verità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-il-vero-ostaggio-e-la-verita--66299873</link><description><![CDATA[“Se Hamas liberasse gli ostaggi, la guerra finirebbe.” È la formula ripetuta come un mantra per offuscare il genocidio a Gaza. Ma cosa succede se a incrinare questa narrazione sono proprio le voci più autorevoli, quelle delle famiglie degli ostaggi israeliani?<br /> “Il governo sceglie i territori, non i nostri cari”, denuncia il Forum delle Famiglie, puntando il dito contro il “Piano Smotrich-Netanyahu”: un progetto per conquistare Gaza che passa sopra le vite dei prigionieri. Einav Zangauker, madre dell’ostaggio Matan, accusa Netanyahu di voler “una guerra eterna, motivata politicamente” invece del ritorno dei rapiti. E mentre le truppe partono per il fronte, il governo pianifica nuovi insediamenti “sulle spalle dei nostri ostaggi”.<br /> L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem è brutale: Israele ha scelto “di sacrificare gli ostaggi per portare avanti la guerra totale”. E i racconti degli ostaggi liberati confermano i timori. Na’ama Levy, ex prigioniera, racconta che i bombardamenti israeliani “l’hanno messa in pericolo più di ogni altra cosa”. Gil Dickmann, cugino di Carmel Gat uccisa in prigionia, è chiarissimo: “Ogni escalation mette a rischio altre vite”.<br /> Nel frattempo, Netanyahu ha nominato a capo dello Shin Bet David Zini, uomo che ha definito il conflitto una “guerra per sempre” e si è detto contrario agli accordi per la liberazione degli ostaggi. Per le famiglie, questa nomina è un crimine deliberato.<br /> Ascoltando chi ha figli ancora prigionieri, il dubbio diventa legittimo: ne sanno più i commentatori imbiancati delle famiglie? Se l’agenda del governo preferisse le macerie di Gaza alla vita dei propri cittadini?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66299873</guid><pubDate>Wed, 28 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66299873/imported_a76b2299_e32f_4eca_84bc_b9a756ce7b9f.mp3" length="1511340" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Se Hamas liberasse gli ostaggi, la guerra finirebbe.” È la formula ripetuta come un mantra per offuscare il genocidio a Gaza. Ma cosa succede se a incrinare questa narrazione sono proprio le voci più autorevoli, quelle delle famiglie degli ostaggi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Se Hamas liberasse gli ostaggi, la guerra finirebbe.” È la formula ripetuta come un mantra per offuscare il genocidio a Gaza. Ma cosa succede se a incrinare questa narrazione sono proprio le voci più autorevoli, quelle delle famiglie degli ostaggi israeliani?<br /> “Il governo sceglie i territori, non i nostri cari”, denuncia il Forum delle Famiglie, puntando il dito contro il “Piano Smotrich-Netanyahu”: un progetto per conquistare Gaza che passa sopra le vite dei prigionieri. Einav Zangauker, madre dell’ostaggio Matan, accusa Netanyahu di voler “una guerra eterna, motivata politicamente” invece del ritorno dei rapiti. E mentre le truppe partono per il fronte, il governo pianifica nuovi insediamenti “sulle spalle dei nostri ostaggi”.<br /> L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem è brutale: Israele ha scelto “di sacrificare gli ostaggi per portare avanti la guerra totale”. E i racconti degli ostaggi liberati confermano i timori. Na’ama Levy, ex prigioniera, racconta che i bombardamenti israeliani “l’hanno messa in pericolo più di ogni altra cosa”. Gil Dickmann, cugino di Carmel Gat uccisa in prigionia, è chiarissimo: “Ogni escalation mette a rischio altre vite”.<br /> Nel frattempo, Netanyahu ha nominato a capo dello Shin Bet David Zini, uomo che ha definito il conflitto una “guerra per sempre” e si è detto contrario agli accordi per la liberazione degli ostaggi. Per le famiglie, questa nomina è un crimine deliberato.<br /> Ascoltando chi ha figli ancora prigionieri, il dubbio diventa legittimo: ne sanno più i commentatori imbiancati delle famiglie? Se l’agenda del governo preferisse le macerie di Gaza alla vita dei propri cittadini?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>95</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Su Gaza va in scena la manifestazione del rimorso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/su-gaza-va-in-scena-la-manifestazione-del-rimorso--66284913</link><description><![CDATA[Non sono le fiamme che ardono vivi i bambini di Gaza a smuovere improvvisamente la stampa e, ora, la politica. Non è la coscienza a tirare i fili: è il consenso. La politica è un animale molto più stupido di quanto sembri. Vira quando annusa la possibilità di perdere voti, ritrova la parola quando la vergogna ha già macchiato le sue azioni e le sue omissioni.<br /> La notizia rilanciata dai quotidiani cosiddetti progressisti di una “grande manifestazione” del centrosinistra per fermare il genocidio che si consuma a Gaza è il ravvedimento tardivo nel tentativo di recuperare posizioni. La politica si muove dopo che i giornalisti si sono vergognati di aver contribuito al silenzio intorno all’eccidio. Ben venga, dice qualcuno, che si muovano anche se tardi. Ben venga, verrebbe da dire, che ora non siano più antisemiti coloro che pretendevano e pretendono reazioni contro il governo di Netanyahu, che sotto gli occhi del mondo si è trasformato in un laboratorio di distruzione.<br /> Manifestare, però, non è abbastanza. Le voci e le bandiere sono roba dei cittadini, che da mesi subiscono la censura sbirresca messa in atto dal governo. Nel centrosinistra italiano c’è il Partito Democratico, che a Bruxelles è una gamba importante del sostegno a Ursula von der Leyen. Obbligare fin da subito questa Commissione europea, che tuona contro il ricercato internazionale Putin ma tace sul ricercato internazionale Netanyahu, è un passo necessario, da compiere immediatamente.<br /> Mettere con le spalle al muro il governo italiano, che continua a fare affari militari con Israele, senza paura, è un’azione politica da portare in Parlamento già domani. Sanzionare e interrompere ogni relazione con il governo israeliano è ciò che spetta alla politica. Non basta sfilare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66284913</guid><pubDate>Tue, 27 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66284913/imported_3532ea62_eec7_4d7c_854d_ba1299a7af96.mp3" length="1728261" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non sono le fiamme che ardono vivi i bambini di Gaza a smuovere improvvisamente la stampa e, ora, la politica. Non è la coscienza a tirare i fili: è il consenso. La politica è un animale molto più stupido di quanto sembri. 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Ben venga, verrebbe da dire, che ora non siano più antisemiti coloro che pretendevano e pretendono reazioni contro il governo di Netanyahu, che sotto gli occhi del mondo si è trasformato in un laboratorio di distruzione.<br /> Manifestare, però, non è abbastanza. Le voci e le bandiere sono roba dei cittadini, che da mesi subiscono la censura sbirresca messa in atto dal governo. Nel centrosinistra italiano c’è il Partito Democratico, che a Bruxelles è una gamba importante del sostegno a Ursula von der Leyen. Obbligare fin da subito questa Commissione europea, che tuona contro il ricercato internazionale Putin ma tace sul ricercato internazionale Netanyahu, è un passo necessario, da compiere immediatamente.<br /> Mettere con le spalle al muro il governo italiano, che continua a fare affari militari con Israele, senza paura, è un’azione politica da portare in Parlamento già domani. Sanzionare e interrompere ogni relazione con il governo israeliano è ciò che spetta alla politica. Non basta sfilare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Von der Leyen, Meloni e gli sgherri del massacro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/von-der-leyen-meloni-e-gli-sgherri-del-massacro--66272148</link><description><![CDATA[L’ex Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, ha frantumato il muro di ipocrisia europeo sui morti di Gaza. “Se credete che il bilancio delle vittime sia troppo alto, forse dovreste fornire meno armi per evitare che così tante persone vengano uccise”, ha detto Borrell.<br /> Il 50% delle bombe che cadono sulle teste dei bambini a Gaza è spedito dall’Unione Europea. Il 30% arriva dall’Italia. Sono numeri di Borrell, mica di Hamas. Sono gli stessi concetti che quindici mesi e trentamila morti fa sollevarono Madrid e Dublino. I governi di Spagna e Irlanda, per voce dei rispettivi ministri degli Esteri, avevano chiesto formalmente alla Commissione Europea di rivedere l'accordo di associazione tra l'Unione Europea e Israele, sostenendo che Israele stesse violando l’articolo 2 dell’accordo, che obbliga le parti a rispettare i diritti umani e i principi democratici.<br /> Il sangue che si versa quotidianamente a Gaza ha le impronte della Commissione von der Leyen e del governo italiano. Per questo, ora che l’indifferenza non è più possibile — vista l’ondata emotiva (e tardiva) — spuntano sgherri che provano a sotterrare la realtà. Rula Jebreal, dopo avere incrociato Italo Bocchino, li chiama “arrampicatori di specchi e rimestatori nel torbido”, che “si affannano per cercare di chiudere gli occhi al mondo”. Sono sgherri che si affannano per rendere potabile l’indicibile. E ne risponderanno anche loro, insieme ai governi, di fronte alla storia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66272148</guid><pubDate>Mon, 26 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66272148/imported_347b6442_6893_4b16_bb11_42d23f6b31c4.mp3" length="1603709" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’ex Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, ha frantumato il muro di ipocrisia europeo sui morti di Gaza. “Se credete che il bilancio delle vittime sia troppo alto, forse dovreste...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’ex Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, ha frantumato il muro di ipocrisia europeo sui morti di Gaza. “Se credete che il bilancio delle vittime sia troppo alto, forse dovreste fornire meno armi per evitare che così tante persone vengano uccise”, ha detto Borrell.<br /> Il 50% delle bombe che cadono sulle teste dei bambini a Gaza è spedito dall’Unione Europea. Il 30% arriva dall’Italia. Sono numeri di Borrell, mica di Hamas. Sono gli stessi concetti che quindici mesi e trentamila morti fa sollevarono Madrid e Dublino. I governi di Spagna e Irlanda, per voce dei rispettivi ministri degli Esteri, avevano chiesto formalmente alla Commissione Europea di rivedere l'accordo di associazione tra l'Unione Europea e Israele, sostenendo che Israele stesse violando l’articolo 2 dell’accordo, che obbliga le parti a rispettare i diritti umani e i principi democratici.<br /> Il sangue che si versa quotidianamente a Gaza ha le impronte della Commissione von der Leyen e del governo italiano. Per questo, ora che l’indifferenza non è più possibile — vista l’ondata emotiva (e tardiva) — spuntano sgherri che provano a sotterrare la realtà. Rula Jebreal, dopo avere incrociato Italo Bocchino, li chiama “arrampicatori di specchi e rimestatori nel torbido”, che “si affannano per cercare di chiudere gli occhi al mondo”. Sono sgherri che si affannano per rendere potabile l’indicibile. E ne risponderanno anche loro, insieme ai governi, di fronte alla storia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza: ogni giorno un numero, ogni numero una complicità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-ogni-giorno-un-numero-ogni-numero-una-complicita--66213873</link><description><![CDATA[Ieri, 22 maggio 2025, almeno 51 palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani su Gaza. È una cifra che si somma silenziosamente a un totale che ha già superato le 53.762 vittime confermate. Ogni giorno un aggiornamento. Ogni giorno un bollettino di guerra che passa inosservato nei palinsesti e nei vertici diplomatici.<br /> Dal 7 ottobre a oggi, Israele ha ucciso più di 3.600 persone solo dopo la rottura del cessate il fuoco, il 18 marzo. A queste si aggiungono mille corpi estratti dalle macerie. Come se la guerra non si fosse mai fermata, neanche durante la cosiddetta "tregua", tra gennaio e marzo, in cui morirono almeno 170 civili e più di 2.200 furono sepolti vivi.<br /> La violenza continua a mutare forma: non è solo fuoco dall’alto. È fame. È prigionia. Oggi il ministro della Salute palestinese ha confermato la morte per fame di 29 bambini e anziani. Ha detto che 14.000 neonati rischiano la stessa sorte. È un numero che dovrebbe far tremare i tavoli dell’Onu. E invece no: sono tavoli che restano vuoti mentre le forniture umanitarie restano bloccate ai confini e gli ospedali vengono bombardati.<br /> A Rafah si spara ancora. A Jenin i diplomatici stranieri vengono “avvisati” a colpi di mitra. A Sde Teiman si continua a morire nei lager israeliani: oggi è toccato ad Amr Hatem Odeh, 33 anni, padre di tre figli, morto nella base-prigione nel Negev dove Israele tiene centinaia di palestinesi senza processo.<br /> C’è una logica che tiene insieme tutto questo: è la logica del disumano che si fa sistema, della punizione collettiva come strategia, del genocidio come prassi.<br /> L’Occidente guarda, commenta, si astiene. E Gaza muore, ogni giorno, con la puntualità dei suoi numeri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66213873</guid><pubDate>Fri, 23 May 2025 00:11:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66213873/imported_d583395b_813c_4ebb_ac9c_0c430039d5ba.mp3" length="1393893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri, 22 maggio 2025, almeno 51 palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani su Gaza. È una cifra che si somma silenziosamente a un totale che ha già superato le 53.762 vittime confermate. Ogni giorno un aggiornamento. 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È un numero che dovrebbe far tremare i tavoli dell’Onu. E invece no: sono tavoli che restano vuoti mentre le forniture umanitarie restano bloccate ai confini e gli ospedali vengono bombardati.<br /> A Rafah si spara ancora. A Jenin i diplomatici stranieri vengono “avvisati” a colpi di mitra. A Sde Teiman si continua a morire nei lager israeliani: oggi è toccato ad Amr Hatem Odeh, 33 anni, padre di tre figli, morto nella base-prigione nel Negev dove Israele tiene centinaia di palestinesi senza processo.<br /> C’è una logica che tiene insieme tutto questo: è la logica del disumano che si fa sistema, della punizione collettiva come strategia, del genocidio come prassi.<br /> L’Occidente guarda, commenta, si astiene. E Gaza muore, ogni giorno, con la puntualità dei suoi numeri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>88</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ma voi sapete che dicono di Gaza?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ma-voi-sapete-che-dicono-di-gaza--66194229</link><description><![CDATA[C’è un punto oltre il quale le parole non sono più opinioni, ma prove. Il genocidio non si consuma soltanto con le bombe: si prepara nel linguaggio, si legittima nella propaganda, si giustifica con l’ideologia. È quello che sta accadendo a Gaza. Dove la devastazione non è solo materiale, ma discorsiva. E dove l’intento è dichiarato, pubblicamente, più volte, da più voci.<br /> Il 9 ottobre 2023 il ministro della Difesa Yoav Gallant annuncia un “assedio totale” e definisce i palestinesi “animali umani”. Il presidente Isaac Herzog nega l’esistenza di civili: “un’intera nazione è responsabile”. La deputata Gotliv invoca “missili senza limiti” per “radere al suolo Gaza senza pietà”. Il ministro Eliyahu considera “una delle opzioni” la bomba atomica. Il vicepresidente della Knesset, Nissim Vaturi, scrive: “Gaza deve essere bruciata, cancellata dalla faccia della Terra”.<br /> E ancora: Bezalel Smotrich parla di “due milioni di nazisti”, di “purificazione”, di “distruzione totale”. Netanyahu loda Smotrich e cita Amalek, il popolo biblico da sterminare. L’ex ministro Moshe Feiglin chiede che Gaza venga “distrutta come Dresda e Hiroshima”. Ariel Kallner e Yinon Magal evocano esplicitamente una “seconda Nakba”.<br /> Sono frasi, ma non solo. Sono ordini in potenza, cornici morali, autorizzazioni implicite all’eliminazione di un intero popolo. Perché le parole generano realtà. E la realtà oggi, a Gaza, è una striscia bombardata fino alle fondamenta, privata di acqua, luce, rifugi, umanità.<br /> Gaza è una scena del crimine. Gli intenti sono già tutti scritti. Ed è sotto gli occhi di tutti. La storia li leggerà. E li ricorderà.<br /><br /> #… #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66194229</guid><pubDate>Thu, 22 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66194229/imported_3a131cce_8fcc_4986_89ed_1aa4b9c1d7e2.mp3" length="1694824" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un punto oltre il quale le parole non sono più opinioni, ma prove. Il genocidio non si consuma soltanto con le bombe: si prepara nel linguaggio, si legittima nella propaganda, si giustifica con l’ideologia. È quello che sta accadendo a Gaza. 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Il vicepresidente della Knesset, Nissim Vaturi, scrive: “Gaza deve essere bruciata, cancellata dalla faccia della Terra”.<br /> E ancora: Bezalel Smotrich parla di “due milioni di nazisti”, di “purificazione”, di “distruzione totale”. Netanyahu loda Smotrich e cita Amalek, il popolo biblico da sterminare. L’ex ministro Moshe Feiglin chiede che Gaza venga “distrutta come Dresda e Hiroshima”. Ariel Kallner e Yinon Magal evocano esplicitamente una “seconda Nakba”.<br /> Sono frasi, ma non solo. Sono ordini in potenza, cornici morali, autorizzazioni implicite all’eliminazione di un intero popolo. Perché le parole generano realtà. E la realtà oggi, a Gaza, è una striscia bombardata fino alle fondamenta, privata di acqua, luce, rifugi, umanità.<br /> Gaza è una scena del crimine. Gli intenti sono già tutti scritti. Ed è sotto gli occhi di tutti. La storia li leggerà. E li ricorderà.<br /><br /> #… #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo “scolasticidio” in Palestina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-scolasticidio-in-palestina--66176592</link><description><![CDATA[Non è un effetto collaterale. È il bersaglio. Lo dice Ehab Abo Khair, portavoce dell’ultima università rimasta in piedi a Gaza, prima che fosse occupata per 70 giorni e poi rasa al suolo dall’esercito israeliano. È il 17 gennaio 2025. Due giorni prima del cessate il fuoco.<br /> La distruzione sistematica delle scuole e delle università palestinesi non è un eccesso: è una dottrina. Secondo le Nazioni Unite, l’80% delle scuole di Gaza è stato distrutto. Tutte le undici università non esistono più. Hanno bruciato anche i libri. E la replica israeliana? Qualche condanna di facciata, la solita inchiesta-fantasma.<br /> Kenneth Roth, ex direttore di Human Rights Watch, ha parlato di violazioni gravi del diritto internazionale umanitario. Perché anche se in quelle aule ci fossero state armi – ipotesi mai dimostrata – la distruzione metodica di interi campus non ha alcuna proporzionalità militare. È una punizione culturale.<br /> Lo chiamano “scolasticidio”, un termine coniato nel 2009 dalla docente Karma Nabulsi per descrivere la cancellazione intenzionale dei sistemi educativi. Myriam Benraad parla di “epistemicidio”: l’assassinio della conoscenza come atto di guerra.<br /> Non si colpiscono solo i muri. Si spezza la possibilità stessa di ricostruire, di ricordare, di esistere come popolo. Cinquemila studenti, novantacinque docenti universitari e duecentosessantuno insegnanti uccisi. Oltre seicentomila studenti senza scuola da oltre un anno e mezzo.<br /> Mentre le bombe cancellano le aule, Trump arresta studenti solidali nelle università americane e taglia fondi. La guerra alla Palestina passa per l’annientamento del pensiero. Serve chiamarlo con il suo nome. Serve farlo ora.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66176592</guid><pubDate>Wed, 21 May 2025 02:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66176592/imported_20ba5951_0925_485f_b097_d465980ff8c5.mp3" length="1715722" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non è un effetto collaterale. È il bersaglio. Lo dice Ehab Abo Khair, portavoce dell’ultima università rimasta in piedi a Gaza, prima che fosse occupata per 70 giorni e poi rasa al suolo dall’esercito israeliano. È il 17 gennaio 2025. Due giorni prima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non è un effetto collaterale. È il bersaglio. Lo dice Ehab Abo Khair, portavoce dell’ultima università rimasta in piedi a Gaza, prima che fosse occupata per 70 giorni e poi rasa al suolo dall’esercito israeliano. È il 17 gennaio 2025. Due giorni prima del cessate il fuoco.<br /> La distruzione sistematica delle scuole e delle università palestinesi non è un eccesso: è una dottrina. Secondo le Nazioni Unite, l’80% delle scuole di Gaza è stato distrutto. Tutte le undici università non esistono più. Hanno bruciato anche i libri. E la replica israeliana? Qualche condanna di facciata, la solita inchiesta-fantasma.<br /> Kenneth Roth, ex direttore di Human Rights Watch, ha parlato di violazioni gravi del diritto internazionale umanitario. Perché anche se in quelle aule ci fossero state armi – ipotesi mai dimostrata – la distruzione metodica di interi campus non ha alcuna proporzionalità militare. È una punizione culturale.<br /> Lo chiamano “scolasticidio”, un termine coniato nel 2009 dalla docente Karma Nabulsi per descrivere la cancellazione intenzionale dei sistemi educativi. Myriam Benraad parla di “epistemicidio”: l’assassinio della conoscenza come atto di guerra.<br /> Non si colpiscono solo i muri. Si spezza la possibilità stessa di ricostruire, di ricordare, di esistere come popolo. Cinquemila studenti, novantacinque docenti universitari e duecentosessantuno insegnanti uccisi. Oltre seicentomila studenti senza scuola da oltre un anno e mezzo.<br /> Mentre le bombe cancellano le aule, Trump arresta studenti solidali nelle università americane e taglia fondi. La guerra alla Palestina passa per l’annientamento del pensiero. Serve chiamarlo con il suo nome. Serve farlo ora.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una pita per Gaza, il resto è distruzione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-pita-per-gaza-il-resto-e-distruzione--66156468</link><description><![CDATA[Bezalel Smotrich l’ha detto chiaramente: “una pita e un piatto di stufato, e questo è tutto”. È il limite razionato della pietà, la misura della vita concessa per continuare a distruggere. Dietro il linguaggio della sicurezza e della fermezza, si delinea una strategia che ha poco a che fare con Hamas e molto con la punizione collettiva.<br /> Il ministro delle Finanze israeliano ha definito “il minimo dei minimi” gli aiuti umanitari concessi alla popolazione di Gaza. Il fine non è sfamare, ma mantenere in piedi, con precisione millimetrica, un popolo sotto assedio. Per non far morire la narrazione della guerra “giusta”, serve che i gazawi restino abbastanza vivi da non scandalizzare l’Occidente. È la fame programmata come strumento di legittimazione internazionale.<br /> Netanyahu lo ha detto apertamente: “non dobbiamo arrivare alla fame”, non per umanità, ma per non perdere “l’ombrello diplomatico” che protegge Israele dalle sanzioni e dal Tribunale dell’Aja. Così l’assistenza diventa operazione cosmetica: il pane serve più a Gerusalemme che a Gaza. Intanto le immagini dei camion in fila mostrano un’illusione di aiuto, mentre le cucine pubbliche razionano zuppa e propaganda.<br /> Smotrich rivendica che “stiamo distruggendo tutto ciò che resta della Striscia di Gaza”. E lo fa con metodo, con parole studiate per diventare bandiera. Ogni briciola distribuita serve a prolungare l’assedio, non ad alleviarlo. La distruzione è fatta di calcoli, non di bombe.<br /> Non è una guerra contro Hamas, ma la normalizzazione della distruzione amministrata. Un popolo trattato come corpo da ridurre a caloria, da spostare, da logorare. Smotrich lo chiama “leadership”. La storia lo chiamerà assedio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66156468</guid><pubDate>Tue, 20 May 2025 02:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66156468/imported_75e4e8ce_eaf4_4039_80e2_96f94f710112.mp3" length="1742471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Bezalel Smotrich l’ha detto chiaramente: “una pita e un piatto di stufato, e questo è tutto”. È il limite razionato della pietà, la misura della vita concessa per continuare a distruggere. 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È la fame programmata come strumento di legittimazione internazionale.<br /> Netanyahu lo ha detto apertamente: “non dobbiamo arrivare alla fame”, non per umanità, ma per non perdere “l’ombrello diplomatico” che protegge Israele dalle sanzioni e dal Tribunale dell’Aja. Così l’assistenza diventa operazione cosmetica: il pane serve più a Gerusalemme che a Gaza. Intanto le immagini dei camion in fila mostrano un’illusione di aiuto, mentre le cucine pubbliche razionano zuppa e propaganda.<br /> Smotrich rivendica che “stiamo distruggendo tutto ciò che resta della Striscia di Gaza”. E lo fa con metodo, con parole studiate per diventare bandiera. Ogni briciola distribuita serve a prolungare l’assedio, non ad alleviarlo. La distruzione è fatta di calcoli, non di bombe.<br /> Non è una guerra contro Hamas, ma la normalizzazione della distruzione amministrata. Un popolo trattato come corpo da ridurre a caloria, da spostare, da logorare. Smotrich lo chiama “leadership”. La storia lo chiamerà assedio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una nuova Nakba in diretta mondiale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-nuova-nakba-in-diretta-mondiale--66142295</link><description><![CDATA[Donald Trump la chiama “una soluzione positiva per Gaza”. Israele la chiama “fase operativa”. Insieme costruiscono una nuova Nakba. Mentre i carri armati dell’operazione “Carri di Gedeone” avanzano nella Striscia, radendo al suolo ciò che resta di Rafah, il presidente Usa tornato alla Casa Bianca lavora a un piano di deportazione di massa: un milione di palestinesi da trasferire in Libia.<br /> Secondo la Nbc News, in cambio dell’accoglienza forzata, Trump sarebbe pronto a sbloccare miliardi di dollari dei fondi libici congelati da Washington. È un baratto tra esilio e denaro. Nessun governo libico ha confermato. Nessuna autorità palestinese è stata consultata. Nessun trattato internazionale lo giustifica.<br /> La terza fase della guerra israeliana – dopo lo sterminio e lo sfollamento – è già in corso: la distruzione sistematica delle città per impedire qualsiasi ritorno. Israele ha già cancellato oltre 60mila edifici. Gaza è ridotta al 31% del suo patrimonio abitativo. E Trump, intanto, promette “buone notizie per giugno”.<br /> Ma non basta. Per spostare un milione di persone servirebbero 1.173 voli su Airbus A380, o migliaia di viaggi via mare e terra. A Gaza non c’è un aeroporto. E l’Egitto, che dovrebbe concedere il transito, tace. Anche la Libia – divisa, instabile, ostile – respinge l’ipotesi. L’intero mondo arabo, al vertice di Baghdad, ha ribadito il rifiuto di qualsiasi piano di espulsione.<br /> Trump non cerca soluzioni, cerca territori da vendere. Gli sfollati non sono più civili: sono numeri da dislocare. E Gaza diventa uno spazio vuoto da riassegnare. Così, mentre Netanyahu devasta, Trump negozia. Con chi? Per cosa? Non importa. Importa solo che, anche stavolta, il mondo guardi altrove. In silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66142295</guid><pubDate>Mon, 19 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66142295/imported_d481c0ff_7a06_42c1_b429_35815a7ecacf.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Donald Trump la chiama “una soluzione positiva per Gaza”. Israele la chiama “fase operativa”. Insieme costruiscono una nuova Nakba. 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Nessun trattato internazionale lo giustifica.<br /> La terza fase della guerra israeliana – dopo lo sterminio e lo sfollamento – è già in corso: la distruzione sistematica delle città per impedire qualsiasi ritorno. Israele ha già cancellato oltre 60mila edifici. Gaza è ridotta al 31% del suo patrimonio abitativo. E Trump, intanto, promette “buone notizie per giugno”.<br /> Ma non basta. Per spostare un milione di persone servirebbero 1.173 voli su Airbus A380, o migliaia di viaggi via mare e terra. A Gaza non c’è un aeroporto. E l’Egitto, che dovrebbe concedere il transito, tace. Anche la Libia – divisa, instabile, ostile – respinge l’ipotesi. L’intero mondo arabo, al vertice di Baghdad, ha ribadito il rifiuto di qualsiasi piano di espulsione.<br /> Trump non cerca soluzioni, cerca territori da vendere. Gli sfollati non sono più civili: sono numeri da dislocare. E Gaza diventa uno spazio vuoto da riassegnare. Così, mentre Netanyahu devasta, Trump negozia. Con chi? Per cosa? Non importa. Importa solo che, anche stavolta, il mondo guardi altrove. In silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non in mio nome: la rivolta silenziosa dei soldati israeliani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-in-mio-nome-la-rivolta-silenziosa-dei-soldati-israeliani--66105956</link><description><![CDATA[C’è chi diserta, ma non fugge. Chi rifiuta l’uniforme, ma non tradisce il Paese. Chi dice “no” in nome di una coscienza che pesa più delle stellette. L’ultima ondata di mobilitazione in Israele — come racconta Ruth Margalit su The New Yorker — non ha trovato tutti allineati e coperti. Migliaia di riservisti hanno deciso di non rispondere alla chiamata. Non per codardia. Per lucidità.<br /> Sono soldati israeliani che avevano giurato fedeltà a uno Stato, non a un governo. Alcuni sono tornati precipitosamente dall’estero dopo l’attacco di Hamas dell’ottobre 2023. Hanno combattuto, pianto, obbedito. Ma oggi si tirano indietro. Non per stanchezza, ma per vergogna. Perché, come scrive il soldato Eran Tamir, “questa guerra è il nostro punto più basso”. Perché la liberazione degli ostaggi è l’ultimo obiettivo sulla lista del governo, preceduto dal “controllo operativo” di Gaza e dallo spostamento forzato della popolazione civile. Perché, semplicemente, non si fidano più.<br /> È la crisi morale prima ancora che politica di uno Stato fondato sulla memoria dell’esilio, che ora blocca gli aiuti e affama i civili. È l’erosione di una coesione nazionale che si regge sempre più solo sull’obbligo e sull’abitudine. La retorica bellica resta, ma la carne si sfila. Persino nell’esercito più coeso del Medio Oriente. Intere compagnie si sciolgono, i comandanti reclutano su Facebook, si promettono turni “settimana per settimana” pur di tappare i buchi. Si combatte senza motivazione, si muore per inerzia.<br /> E quando i soldati cominciano a dire “basta”, il problema non è solo militare. È il sintomo terminale di una guerra che ha perso anche il suo racconto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66105956</guid><pubDate>Fri, 16 May 2025 02:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66105956/imported_f91d0fcf_da7e_41c4_9135_67dcb1cf2bb1.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è chi diserta, ma non fugge. Chi rifiuta l’uniforme, ma non tradisce il Paese. Chi dice “no” in nome di una coscienza che pesa più delle stellette. 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Perché la liberazione degli ostaggi è l’ultimo obiettivo sulla lista del governo, preceduto dal “controllo operativo” di Gaza e dallo spostamento forzato della popolazione civile. Perché, semplicemente, non si fidano più.<br /> È la crisi morale prima ancora che politica di uno Stato fondato sulla memoria dell’esilio, che ora blocca gli aiuti e affama i civili. È l’erosione di una coesione nazionale che si regge sempre più solo sull’obbligo e sull’abitudine. La retorica bellica resta, ma la carne si sfila. Persino nell’esercito più coeso del Medio Oriente. Intere compagnie si sciolgono, i comandanti reclutano su Facebook, si promettono turni “settimana per settimana” pur di tappare i buchi. Si combatte senza motivazione, si muore per inerzia.<br /> E quando i soldati cominciano a dire “basta”, il problema non è solo militare. È il sintomo terminale di una guerra che ha perso anche il suo racconto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Su Gaza il consenso cambia tutto. Tardi.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/su-gaza-il-consenso-cambia-tutto-tardi--66089554</link><description><![CDATA[Ora che anche il Financial Times parla di “vergogna”a Gaza, ora che The Guardian scrive la parola proibita – genocidio – all’improvviso il silenzio s’incrina. I comitati editoriali si svegliano. Le colonne si moltiplicano. Ma non è coscienza: è consenso. È il panico di perdere lettori, abbonamenti, credibilità. E allora via con gli editoriali contriti, con le fotografie che finalmente mostrano ciò che tutti sapevano da mesi.<br /> Ben venga. Ma nessuna indulgenza.<br /> Per diciannove mesi una parte della stampa ha depotenziato, censurato, giustificato. Ha fatto da schermo. Ora si scopre umanitaria solo perché l’opinione pubblica cambia vento. Perché le università occupate fanno rumore, perché i lettori si stancano delle veline, perché persino i cronisti embedded non riescono più a oscurare i corpi bruciati e i bambini amputati.<br /> Il merito non è dei giornali. È di chi ha tenuto la barra dritta quando non conveniva: reporter sul campo, ong, studiosi, attivisti, redazioni che hanno pagato in termini di isolamento, licenziamenti, intimidazioni. È questa la vera resistenza. Tutto il resto è rincorsa tardiva, goffamente rivendicata.<br /> Ora tocca alla stampa un compito più difficile: raddrizzare la politica. Perché la politica, anche quella italiana, continua a balbettare, a distinguere, a voltarsi altrove. Servono editoriali che non si limitino al lutto ma pretendano sanzioni, rotture diplomatiche, conseguenze. Chi ha sbagliato – con il silenzio o con la complicità – non può farla franca solo perché oggi cambia verbo.<br /> Il tempo delle omissioni è finito. Ora si risponde alla Storia. E la Storia ha buona memoria.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66089554</guid><pubDate>Thu, 15 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66089554/imported_59dbf28c_a596_444f_b726_48ff16257b17.mp3" length="1680195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ora che anche il Financial Times parla di “vergogna”a Gaza, ora che The Guardian scrive la parola proibita – genocidio – all’improvviso il silenzio s’incrina. I comitati editoriali si svegliano. Le colonne si moltiplicano. 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È di chi ha tenuto la barra dritta quando non conveniva: reporter sul campo, ong, studiosi, attivisti, redazioni che hanno pagato in termini di isolamento, licenziamenti, intimidazioni. È questa la vera resistenza. Tutto il resto è rincorsa tardiva, goffamente rivendicata.<br /> Ora tocca alla stampa un compito più difficile: raddrizzare la politica. Perché la politica, anche quella italiana, continua a balbettare, a distinguere, a voltarsi altrove. Servono editoriali che non si limitino al lutto ma pretendano sanzioni, rotture diplomatiche, conseguenze. Chi ha sbagliato – con il silenzio o con la complicità – non può farla franca solo perché oggi cambia verbo.<br /> Il tempo delle omissioni è finito. Ora si risponde alla Storia. E la Storia ha buona memoria.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La libertà si perde un decreto alla volta. Come allora</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-liberta-si-perde-un-decreto-alla-volta-come-allora--66075907</link><description><![CDATA[Quando Giovanni Giolitti definiva il fascismo "roba che deve sfogarsi", non stava solo sbagliando previsione. Stava costruendo un alibi. L’illusione di poter normalizzare l’eccezione, di usarla per i propri fini e poi ricondurla alla legalità, è stata la trappola dell’Italia liberale. Oggi quella stessa trappola si presenta in abiti nuovi, ma con la stessa logica: minimizzare, giustificare, normalizzare.<br /> Come allora, anche oggi c’è chi sminuisce le intimidazioni neofasciste, chi liquida le critiche sulla libertà di stampa come “strumentali”, chi derubrica l’erosione dei diritti a misura necessaria per la “sicurezza”. Il saluto romano diventa un “gesto funebre”, l’antifascismo è ridotto a una questione di retorica, i decreti sicurezza si presentano come strumenti di ordine pubblico e non come dispositivi punitivi.<br /> C’è una continuità nel linguaggio e nella strategia: il ricorso all’“emergenza”, l’uso della legge per legittimare l’arbitrio, la delegittimazione dei critici. Allora come oggi, la stampa che denuncia viene attaccata. I giornalisti sono "portatori di interesse", i dissidenti sono "faziosi", le ONG sono "politicizzate". La storia non si ripete mai uguale, ma si lascia scivolare nei dettagli: nel calcolo di chi tace, nell’ambiguità di chi strizza l’occhio, nella disattenzione di chi liquida tutto come nostalgia. I liberali degli anni ’20 si convinsero che il fascismo fosse un male passeggero. Anche oggi, chi minimizza crede di poter controllare ciò che non è mai stato addomesticabile: il potere che si nutre del disprezzo per la libertà.<br /> La democrazia non si difende da sola. Sta a chi la vive riconoscere i segnali che la storia ci ha lasciato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66075907</guid><pubDate>Wed, 14 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66075907/imported_0849f5df_01ba_4bdf_92e1_16bad5e0a860.mp3" length="1673508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando Giovanni Giolitti definiva il fascismo "roba che deve sfogarsi", non stava solo sbagliando previsione. Stava costruendo un alibi. L’illusione di poter normalizzare l’eccezione, di usarla per i propri fini e poi ricondurla alla legalità, è stata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando Giovanni Giolitti definiva il fascismo "roba che deve sfogarsi", non stava solo sbagliando previsione. Stava costruendo un alibi. L’illusione di poter normalizzare l’eccezione, di usarla per i propri fini e poi ricondurla alla legalità, è stata la trappola dell’Italia liberale. Oggi quella stessa trappola si presenta in abiti nuovi, ma con la stessa logica: minimizzare, giustificare, normalizzare.<br /> Come allora, anche oggi c’è chi sminuisce le intimidazioni neofasciste, chi liquida le critiche sulla libertà di stampa come “strumentali”, chi derubrica l’erosione dei diritti a misura necessaria per la “sicurezza”. Il saluto romano diventa un “gesto funebre”, l’antifascismo è ridotto a una questione di retorica, i decreti sicurezza si presentano come strumenti di ordine pubblico e non come dispositivi punitivi.<br /> C’è una continuità nel linguaggio e nella strategia: il ricorso all’“emergenza”, l’uso della legge per legittimare l’arbitrio, la delegittimazione dei critici. Allora come oggi, la stampa che denuncia viene attaccata. I giornalisti sono "portatori di interesse", i dissidenti sono "faziosi", le ONG sono "politicizzate". La storia non si ripete mai uguale, ma si lascia scivolare nei dettagli: nel calcolo di chi tace, nell’ambiguità di chi strizza l’occhio, nella disattenzione di chi liquida tutto come nostalgia. I liberali degli anni ’20 si convinsero che il fascismo fosse un male passeggero. Anche oggi, chi minimizza crede di poter controllare ciò che non è mai stato addomesticabile: il potere che si nutre del disprezzo per la libertà.<br /> La democrazia non si difende da sola. Sta a chi la vive riconoscere i segnali che la storia ci ha lasciato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Gaza non è guerra, è semantica dell’annientamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-gaza-non-e-guerra-e-semantica-dell-annientamento--66060087</link><description><![CDATA[La guerra non si combatte solo con le bombe. Si prepara con le parole. “Spopolamento”, “kill zone”, “Nakba 2023”, “fame”, “migrazione volontaria”, “Amaleciti”. È il lessico con cui, secondo il libro Lessico della brutalità di Adam Raz e Assaf Bondy, Israele racconta la distruzione di Gaza. Il vocabolario militare non descrive: legittima. Svuota di umanità. Così il massacro diventa strategia. La fame, una leva. I morti civili, “nessuno è innocente”. Le parole preparano il crimine, lo giustificano, lo ripetono. E cancellano la storia.<br /> Le espressioni usate da ministri, analisti e generali raccontano una brutalità che non ha più bisogno di travestimenti. Il ministro dell’Agricoltura Avi Dichter ha dichiarato in tv: “È la Nakba di Gaza”. Il ministro delle Finanze e leader del Partito Sionista Religioso, Bezalel Smotrich, parla apertamente di “spopolamento” come obiettivo bellico. Benjamin Netanyahu definisce l’offensiva “la seconda guerra di indipendenza”. E poi c’è la parola più agghiacciante: “Amaleciti”. Nella Bibbia ebraica, gli Amalek erano un popolo nemico d’Israele che Dio ordinò di sterminare completamente, uomini, donne, bambini e animali compresi. Usarla oggi per indicare i palestinesi significa sacralizzare il genocidio.<br /> Raz e Bondy non si limitano a denunciare. Decostruiscono. Perché ogni parola è una prova. Ogni formula ripetuta nei documenti ufficiali è un passo verso l’abisso. L’orrore è iniziato prima delle bombe. È cominciato quando un popolo intero è stato riscritto come bersaglio. Quando i confini morali sono crollati, e il linguaggio ha smesso di nascondere l’orrore e ha cominciato a compiacerlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66060087</guid><pubDate>Tue, 13 May 2025 02:00:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66060087/imported_b180f7d8_3eef_40f5_a7f0_f4cc2be06a3e.mp3" length="1660969" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra non si combatte solo con le bombe. Si prepara con le parole. “Spopolamento”, “kill zone”, “Nakba 2023”, “fame”, “migrazione volontaria”, “Amaleciti”. 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Il ministro delle Finanze e leader del Partito Sionista Religioso, Bezalel Smotrich, parla apertamente di “spopolamento” come obiettivo bellico. Benjamin Netanyahu definisce l’offensiva “la seconda guerra di indipendenza”. E poi c’è la parola più agghiacciante: “Amaleciti”. Nella Bibbia ebraica, gli Amalek erano un popolo nemico d’Israele che Dio ordinò di sterminare completamente, uomini, donne, bambini e animali compresi. Usarla oggi per indicare i palestinesi significa sacralizzare il genocidio.<br /> Raz e Bondy non si limitano a denunciare. Decostruiscono. Perché ogni parola è una prova. Ogni formula ripetuta nei documenti ufficiali è un passo verso l’abisso. L’orrore è iniziato prima delle bombe. È cominciato quando un popolo intero è stato riscritto come bersaglio. Quando i confini morali sono crollati, e il linguaggio ha smesso di nascondere l’orrore e ha cominciato a compiacerlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Turismo dell’orrore: morofilia al confine con Gaza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/turismo-dell-orrore-morofilia-al-confine-con-gaza--66037439</link><description><![CDATA[C’è una parola che descrive esattamente questo scempio: morofilia. È l’attrazione morbosa per la morte e la sofferenza altrui. Non è una categoria psicologica, è una pulsione sociale, è uno dei molti mostri che la guerra a Gaza ha risvegliato. Il “tour del 7 ottobre” documentato da Pablo Trincia promette ai visitatori un’escursione nei luoghi dell’attacco di Hamas, con una comoda sosta su una collina da cui “ammirare” i bombardamenti israeliani sulla Striscia. È tutto vero: 162,87 euro a persona, caffè, pasticcini, aria condizionata, acqua in bottiglia e magari qualche piantina da un vivaio “vicino a Gaza”, per sentirsi anche buoni. Tutto prenotabile su TripAdvisor.<br /> Le recensioni sono entusiaste, il tono è da agenzia turistica, ma il contesto è quello di un genocidio in corso. Non una parola sulle migliaia di civili palestinesi uccisi, sulle famiglie cancellate dalle mappe, sulle case rase al suolo, sugli ospedali assediati. Tutto si riduce a un'esperienza immersiva da raccontare agli amici, tra selfie e souvenir.<br /> La morofilia non nasce nei campi di battaglia, ma negli occhi di chi guarda. E oggi trova forma nei pacchetti turistici confezionati come un safari etico, condita da un folklore militare che trasforma l’orrore in una narrazione di eroismo. È il trionfo della disumanizzazione: la guerra vista come spettacolo, le vittime ridotte a sfondo.<br /> Si può davvero assistere a tutto questo sorseggiando caffè? Evidentemente sì. Si può sorseggiare un caffè guardando un bambino morire sotto le macerie, se è incluso nel prezzo. Il genocidio, dopotutto, è più digeribile con un pasticcino.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66037439</guid><pubDate>Mon, 12 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66037439/imported_fd6035b5_7ffa_4a09_bc88_dfd7692a89c0.mp3" length="1600783" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è una parola che descrive esattamente questo scempio: morofilia. È l’attrazione morbosa per la morte e la sofferenza altrui. Non è una categoria psicologica, è una pulsione sociale, è uno dei molti mostri che la guerra a Gaza ha risvegliato. 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Tutto si riduce a un'esperienza immersiva da raccontare agli amici, tra selfie e souvenir.<br /> La morofilia non nasce nei campi di battaglia, ma negli occhi di chi guarda. E oggi trova forma nei pacchetti turistici confezionati come un safari etico, condita da un folklore militare che trasforma l’orrore in una narrazione di eroismo. È il trionfo della disumanizzazione: la guerra vista come spettacolo, le vittime ridotte a sfondo.<br /> Si può davvero assistere a tutto questo sorseggiando caffè? Evidentemente sì. Si può sorseggiare un caffè guardando un bambino morire sotto le macerie, se è incluso nel prezzo. Il genocidio, dopotutto, è più digeribile con un pasticcino.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il governo che disinnesca il voto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-governo-che-disinnesca-il-voto--66005578</link><description><![CDATA[Si può invitare all’astensione senza violare la legge. Ma è un’altra storia se a farlo è chi siede al governo. Quando il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani consiglia di disertare i referendum su cittadinanza e lavoro dell’8 e 9 giugno, non infrange il codice penale. Lo spiega bene Vitalba Azzollini su Pagella Politica. Il diritto di parola tutela anche chi promuove il “non-voto”. Purché non usi il proprio potere per forzare o manipolare.<br /> Il punto, però, è un altro. È politico, non penale. Quando i ministri usano la loro voce per depotenziare il referendum – l’unico strumento di democrazia diretta riconosciuto dalla Costituzione – stanno ammettendo che la partecipazione popolare è un inciampo. Non abusano delle loro attribuzioni, ma se ne servono per svuotare un diritto. Perché un referendum che fallisce per astensione non è una decisione collettiva: è un’occasione abortita.<br /> La Costituzione considera il voto un dovere civico. Se oggi non è più un obbligo, non è perché abbia perso valore, ma perché si presume che una Repubblica sana sappia stimolare il consenso, non sopirlo. Ogni appello istituzionale all’astensione è un invito alla resa. È la maggioranza che, temendo il giudizio popolare, preferisce l’afonia alla parola.<br /> Come ricordava vent’anni fa il costituzionalista Gaetano Silvestri, «l’appello all’indifferenza è una contraddizione in termini». Anche quando è lecito, resta una scorrettezza. Perché la democrazia funziona solo se qualcuno si prende la responsabilità di farla funzionare. La legge consente di non votare, ma il potere dovrebbe incentivare il confronto, non spegnerlo. In democrazia, il silenzio non è mai neutro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/66005578</guid><pubDate>Fri, 09 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/66005578/imported_ad87cc82_5da5_402b_b435_0f2071c6c42e.mp3" length="1668911" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si può invitare all’astensione senza violare la legge. Ma è un’altra storia se a farlo è chi siede al governo. 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Perché un referendum che fallisce per astensione non è una decisione collettiva: è un’occasione abortita.<br /> La Costituzione considera il voto un dovere civico. Se oggi non è più un obbligo, non è perché abbia perso valore, ma perché si presume che una Repubblica sana sappia stimolare il consenso, non sopirlo. Ogni appello istituzionale all’astensione è un invito alla resa. È la maggioranza che, temendo il giudizio popolare, preferisce l’afonia alla parola.<br /> Come ricordava vent’anni fa il costituzionalista Gaetano Silvestri, «l’appello all’indifferenza è una contraddizione in termini». Anche quando è lecito, resta una scorrettezza. Perché la democrazia funziona solo se qualcuno si prende la responsabilità di farla funzionare. La legge consente di non votare, ma il potere dovrebbe incentivare il confronto, non spegnerlo. In democrazia, il silenzio non è mai neutro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Turetta come modello. Il sistema come complice</title><link>https://www.spreaker.com/episode/turetta-come-modello-il-sistema-come-complice--65978713</link><description><![CDATA[A Montecchio Precalcino, provincia di Vicenza, un diciannovenne si fa chiamare “Zeus”. Ha tatuaggi, profili social e una lista. Una lista “come quella di Turetta”: forbici, sacchi dell’immondizia, scotch, contanti. In calce, la dedica: «Turetta esempio modello». Lo scrive online pochi giorni prima di attirare la sua ex con una scusa: «sono scappato di casa per vederti». Lei ha diciannove anni, si era rifugiata da una parente a Mirano per non essere trovata. Ma lui la trova. La colpisce, la minaccia con un paio di forbici, le prende il telefono e la costringe a cancellare i contatti maschili. Poi scompare. Poi riappare. Minaccia anche la madre di lei: «Zeus viene ad ammazzarvi». Si filma sotto casa della ragazza. Viene arrestato. Dopo una notte in cella è già fuori. Obbligo di firma quattro volte a settimana. Per lui. Per lei: vigilanza attiva. Non può bastare per il divieto di avvicinamento. Serve un secondo episodio. È scritto così.<br /> Ci si chiede a cosa servano le lacrime, i fiori, i proclami se il codice rosso funziona solo a sangue versato. Se un ragazzo che pubblica un’imitazione puntuale di un femminicidio può ancora essere considerato solo un “ragazzino disturbato”. Se le parole sono sempre “scherzi”, le botte “una scivolata”, le forbici “un oggetto potenzialmente pericoloso”.<br /> Ma il punto è che non è pazzo, non è solo. È il risultato di una cultura che ha già archiviato Giulia, che usa Turetta come un meme, che allena ragazzi a considerare la violenza una prova d’amore. Un gioco da uomini.<br /> E finché il primo episodio sarà solo un preallarme, ci sarà sempre qualcuno pronto a testare il secondo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65978713</guid><pubDate>Thu, 08 May 2025 02:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65978713/imported_2fe26e7b_aa9c_42b6_909b_012a74a08063.mp3" length="1757518" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Montecchio Precalcino, provincia di Vicenza, un diciannovenne si fa chiamare “Zeus”. Ha tatuaggi, profili social e una lista. 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Per lei: vigilanza attiva. Non può bastare per il divieto di avvicinamento. Serve un secondo episodio. È scritto così.<br /> Ci si chiede a cosa servano le lacrime, i fiori, i proclami se il codice rosso funziona solo a sangue versato. Se un ragazzo che pubblica un’imitazione puntuale di un femminicidio può ancora essere considerato solo un “ragazzino disturbato”. Se le parole sono sempre “scherzi”, le botte “una scivolata”, le forbici “un oggetto potenzialmente pericoloso”.<br /> Ma il punto è che non è pazzo, non è solo. È il risultato di una cultura che ha già archiviato Giulia, che usa Turetta come un meme, che allena ragazzi a considerare la violenza una prova d’amore. Un gioco da uomini.<br /> E finché il primo episodio sarà solo un preallarme, ci sarà sempre qualcuno pronto a testare il secondo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Let it be a tale: Israele distrugge, Abu Toha ricostruisce parola per parola</title><link>https://www.spreaker.com/episode/let-it-be-a-tale-israele-distrugge-abu-toha-ricostruisce-parola-per-parola--65948944</link><description><![CDATA[Mosab Abu Toha ha vinto il Pulitzer mentre in troppi ancora si chiedono se le parole possano qualcosa contro la guerra. I suoi saggi pubblicati sul New Yorker non sono solo resistenza culturale: sono cronaca incisa nella carne, sono memoria che non chiede il permesso di esistere. Abu Toha scrive da poeta e sopravvissuto. Scrive per chi non può più parlare. Scrive con l'urgenza di chi ha perso tutto tranne la voce.<br /> “La Gaza che ci lasciamo alle spalle” è un titolo che sembra una resa, ma contiene invece un intero atlante di ciò che si vuole far sparire: un forno d’argilla, il costume di Spider-Man del figlio, le partite di calcio tra amici, le melanzane coltivate ai bordi dei campi. È la geografia sentimentale della distruzione. Perché ogni casa bombardata, racconta, è “una sorta di album, pieno non di foto ma di persone reali, i morti pressati tra le sue pagine”.<br /> Ha rischiato la deportazione dagli Stati Uniti, dove vive in esilio con la sua famiglia. Ha cancellato incontri pubblici per paura. Ha detto che è devastante essere al sicuro nel Paese che finanzia il genocidio della sua gente. Eppure continua a scrivere. Continua a raccontare la fatica di coltivare verdure in mezzo ai droni, la vergogna di chiedere a un fratello affamato di cercare un album fotografico sotto le macerie. La speranza che un aquilone visto da un bambino non sia solo un aquilone.<br /> Abu Toha ha raccolto l’eredità di Refaat Alareer, ucciso da un raid nel dicembre 2023. A lui risponde con la stessa formula: “Let it bring hope. Let it be a tale”. Perché se devono morire, allora qualcuno deve raccontare. È questo, oggi, il compito del giornalismo. Il resto è contabilità del silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65948944</guid><pubDate>Wed, 07 May 2025 02:42:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65948944/imported_096291af_a248_46fc_8332_8d0da30f7c27.mp3" length="1869113" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mosab Abu Toha ha vinto il Pulitzer mentre in troppi ancora si chiedono se le parole possano qualcosa contro la guerra. I suoi saggi pubblicati sul New Yorker non sono solo resistenza culturale: sono cronaca incisa nella carne, sono memoria che non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mosab Abu Toha ha vinto il Pulitzer mentre in troppi ancora si chiedono se le parole possano qualcosa contro la guerra. I suoi saggi pubblicati sul New Yorker non sono solo resistenza culturale: sono cronaca incisa nella carne, sono memoria che non chiede il permesso di esistere. Abu Toha scrive da poeta e sopravvissuto. Scrive per chi non può più parlare. Scrive con l'urgenza di chi ha perso tutto tranne la voce.<br /> “La Gaza che ci lasciamo alle spalle” è un titolo che sembra una resa, ma contiene invece un intero atlante di ciò che si vuole far sparire: un forno d’argilla, il costume di Spider-Man del figlio, le partite di calcio tra amici, le melanzane coltivate ai bordi dei campi. È la geografia sentimentale della distruzione. Perché ogni casa bombardata, racconta, è “una sorta di album, pieno non di foto ma di persone reali, i morti pressati tra le sue pagine”.<br /> Ha rischiato la deportazione dagli Stati Uniti, dove vive in esilio con la sua famiglia. Ha cancellato incontri pubblici per paura. Ha detto che è devastante essere al sicuro nel Paese che finanzia il genocidio della sua gente. Eppure continua a scrivere. Continua a raccontare la fatica di coltivare verdure in mezzo ai droni, la vergogna di chiedere a un fratello affamato di cercare un album fotografico sotto le macerie. La speranza che un aquilone visto da un bambino non sia solo un aquilone.<br /> Abu Toha ha raccolto l’eredità di Refaat Alareer, ucciso da un raid nel dicembre 2023. A lui risponde con la stessa formula: “Let it bring hope. Let it be a tale”. Perché se devono morire, allora qualcuno deve raccontare. È questo, oggi, il compito del giornalismo. Il resto è contabilità del silenzio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza muore di fame, l’Europa di cautela</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-muore-di-fame-l-europa-di-cautela--65928018</link><description><![CDATA[Mentre Israele approva l’occupazione totale della Striscia di Gaza, il governo Netanyahu discute se far entrare o meno i camion con farina e medicine. Il gabinetto di sicurezza ha dato l’ok all’unanimità per una nuova fase della guerra: “conquista e mantenimento del territorio”. Un eufemismo per chiamare con freddezza militare ciò che è già una tragedia: due milioni di persone ridotte a combattere contro la fame, la sete e il silenzio.<br /> Nel frattempo, il ministro Ben Gvir chiede di bombardare le scorte alimentari di Hamas e afferma che “Gaza ha aiuti a sufficienza”. Nessuna ironia, solo l’indifferenza che diventa dottrina. Il capo di Stato Maggiore ricorda il diritto internazionale, ma viene zittito. Gli aiuti arriveranno solo dopo la visita di Donald Trump, come se un popolo potesse essere tenuto in ostaggio del calendario diplomatico.<br /> A Gaza, racconta la giornalista Rita Baroud, i bambini bevono acqua torbida e mangiano foglie d’uva crude. Le panetterie sono chiuse, le fattorie bombardate, i pozzi contaminati. Il pane è un ricordo, la carne un miraggio, l’acqua un lusso negoziato col potere. La fame non è una conseguenza della guerra. È una scelta deliberata, una strategia. La fame come arma, la sete come deterrente.<br /> Israele dice di voler evitare che Hamas si appropri degli aiuti, ma intanto la carestia avanza, i morti superano i 52.000 e le tende profughi si riempiono di corpi vivi che svaniscono. In Occidente, la parola “cessate il fuoco” si consuma sulle labbra, senza trovare mai le condizioni “adeguate”.<br /> Non è una difesa, è un piano di sterminio. Per avere successo ha solo bisogno di un esercito di vigliacchi fiancheggiatori.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65928018</guid><pubDate>Tue, 06 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65928018/imported_50cbf5c1_415d_46c9_9c4a_55329b2171fb.mp3" length="1788447" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre Israele approva l’occupazione totale della Striscia di Gaza, il governo Netanyahu discute se far entrare o meno i camion con farina e medicine. 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Gli aiuti arriveranno solo dopo la visita di Donald Trump, come se un popolo potesse essere tenuto in ostaggio del calendario diplomatico.<br /> A Gaza, racconta la giornalista Rita Baroud, i bambini bevono acqua torbida e mangiano foglie d’uva crude. Le panetterie sono chiuse, le fattorie bombardate, i pozzi contaminati. Il pane è un ricordo, la carne un miraggio, l’acqua un lusso negoziato col potere. La fame non è una conseguenza della guerra. È una scelta deliberata, una strategia. La fame come arma, la sete come deterrente.<br /> Israele dice di voler evitare che Hamas si appropri degli aiuti, ma intanto la carestia avanza, i morti superano i 52.000 e le tende profughi si riempiono di corpi vivi che svaniscono. In Occidente, la parola “cessate il fuoco” si consuma sulle labbra, senza trovare mai le condizioni “adeguate”.<br /> Non è una difesa, è un piano di sterminio. Per avere successo ha solo bisogno di un esercito di vigliacchi fiancheggiatori.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Olimpiadi da incubo: per il tubo di Zaia si affittano anche le promesse</title><link>https://www.spreaker.com/episode/olimpiadi-da-incubo-per-il-tubo-di-zaia-si-affittano-anche-le-promesse--65911127</link><description><![CDATA[Per salvarsi dal rosso della pista da bob, il Comune di Cortina farà da B&amp;B. È scritto nero su bianco nel piano economico redatto da KPMG e citato da Il Fatto Quotidiano il 4 maggio: 638mila euro di perdite ogni anno, 12,7 milioni in vent’anni. L’impianto “iconico” voluto da Zaia sarà pronto dopo l’inizio dei Giochi e resterà sulle spalle dei cittadini molto più a lungo. Per coprire il disastro, il Comune pensa di affittare appartamenti pubblici ai turisti: fino a 400 euro a notte. Gli stessi alloggi che da anni si promettono ai residenti. Si chiama valorizzazione immobiliare. Ma è una svendita.<br /> Nel 2023 la società Simico parlava di pareggio al quinto anno. Oggi la parola più usata è “deficit”. La voce principale? L’energia: 455mila euro solo per mantenere il ghiaccio. Più del doppio di quanto si incassa da tutte le attività agonistiche e turistiche messe insieme. La pista si userà per due mesi l’anno, se va bene. Il resto del tempo resterà lì, ferma, come una ferita aperta. Uno di quei monumenti all’insipienza che in Italia si costruiscono per sentirsi grandi. Salvo poi trovarsi piccoli davanti al conto.<br /> Il sindaco aveva detto di non dormire per l’ansia dei debiti. Ora sappiamo perché. Ma non sarà solo lui a pagare. A pagare saranno i cortinesi, con il patrimonio pubblico trasformato in rendita privata. Saranno le famiglie a cui si era promessa una casa. Saranno i contribuenti che finanziano un tubo inutile. Loro negheranno, negheranno ancora, negheranno come hanno fatto fin qui. Per salvarsi dal rosso della pista da bob, il Comune di Cortina farà da B&amp;B. È scritto nero su bianco nel piano economico redatto da KPMG e citato da Il Fatto Quotidiano il 4 maggio: 638mila euro di perdite ogni anno, 12,7 milioni in vent’anni. L’impianto “iconico” voluto da Zaia sarà pronto dopo l’inizio dei Giochi e resterà sulle spalle dei cittadini molto più a lungo. Per coprire il disastro, il Comune pensa di affittare appartamenti pubblici ai turisti: fino a 400 euro a notte. Gli stessi alloggi che da anni si promettono ai residenti. Si chiama valorizzazione immobiliare. Ma è una svendita.<br /> Nel 2023 la società Simico parlava di pareggio al quinto anno. Oggi la parola più usata è “deficit”. La voce principale? L’energia: 455mila euro solo per mantenere il ghiaccio. Più del doppio di quanto si incassa da tutte le attività agonistiche e turistiche messe insieme. La pista si userà per due mesi l’anno, se va bene. Il resto del tempo resterà lì, ferma, come una ferita aperta. Uno di quei monumenti all’insipienza che in Italia si costruiscono per sentirsi grandi. Salvo poi trovarsi piccoli davanti al conto.<br /> Il sindaco aveva detto di non dormire per l’ansia dei debiti. Ora sappiamo perché. Ma non sarà solo lui a pagare. A pagare saranno i cortinesi, con il patrimonio pubblico trasformato in rendita privata. Saranno le famiglie a cui si era promessa una casa. Saranno i contribuenti che finanziano un tubo inutile. Loro negheranno, negheranno ancora, negheranno come hanno fatto fin qui. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65911127</guid><pubDate>Tue, 06 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65911127/imported_d7566365_dee9_4abc_aa2f_0b3524d0c5be.mp3" length="1668911" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per salvarsi dal rosso della pista da bob, il Comune di Cortina farà da B&amp;B. 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L’energia: 455mila euro solo per mantenere il ghiaccio. Più del doppio di quanto si incassa da tutte le attività agonistiche e turistiche messe insieme. La pista si userà per due mesi l’anno, se va bene. Il resto del tempo resterà lì, ferma, come una ferita aperta. Uno di quei monumenti all’insipienza che in Italia si costruiscono per sentirsi grandi. Salvo poi trovarsi piccoli davanti al conto.<br /> Il sindaco aveva detto di non dormire per l’ansia dei debiti. Ora sappiamo perché. Ma non sarà solo lui a pagare. A pagare saranno i cortinesi, con il patrimonio pubblico trasformato in rendita privata. Saranno le famiglie a cui si era promessa una casa. Saranno i contribuenti che finanziano un tubo inutile. Loro negheranno, negheranno ancora, negheranno come hanno fatto fin qui. Per salvarsi dal rosso della pista da bob, il Comune di Cortina farà da B&amp;B. È scritto nero su bianco nel piano economico redatto da KPMG e citato da Il Fatto Quotidiano il 4 maggio: 638mila euro di perdite ogni anno, 12,7 milioni in vent’anni. L’impianto “iconico” voluto da Zaia sarà pronto dopo l’inizio dei Giochi e resterà sulle spalle dei cittadini molto più a lungo. Per coprire il disastro, il Comune pensa di affittare appartamenti pubblici ai turisti: fino a 400 euro a notte. Gli stessi alloggi che da anni si promettono ai residenti. Si chiama valorizzazione immobiliare. Ma è una svendita.<br /> Nel 2023 la società Simico parlava di pareggio al quinto anno. Oggi la parola più usata è “deficit”. La voce principale? L’energia: 455mila euro solo per mantenere il ghiaccio. Più del doppio di quanto si incassa da tutte le attività agonistiche e turistiche messe insieme. La pista si userà per due mesi l’anno, se va bene. Il resto del tempo resterà lì, ferma, come una ferita aperta. Uno di quei monumenti all’insipienza che in Italia si costruiscono per sentirsi grandi. Salvo poi trovarsi piccoli davanti al conto.<br /> Il sindaco aveva detto di non dormire per l’ansia dei debiti. Ora sappiamo perché. Ma non sarà solo lui a pagare. A pagare saranno i cortinesi, con il patrimonio pubblico trasformato in rendita privata. Saranno le famiglie a cui si era promessa una casa. Saranno i contribuenti che finanziano un tubo inutile. Loro negheranno, negheranno ancora, negheranno come hanno fatto fin qui. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il crimine nel nome della memoria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-crimine-nel-nome-della-memoria--65816655</link><description><![CDATA[Il 18 marzo è una data che resterà impressa nella coscienza di chi ha ancora il coraggio di guardare. Più di 400 persone palestinesi uccise in poche ore, molte delle quali erano bambini, in uno degli attacchi più feroci dell’ultima offensiva israeliana su Gaza. Una madre, Nesreen Abdu, e i suoi figli e nipoti, carbonizzati. È successo. Di nuovo. E succede ancora.<br /> Daniel Blatman, tra i massimi studiosi della Shoah, ha scritto su Haaretz parole che dovrebbero pesare come una sentenza: “Non avrei mai immaginato di leggere testimonianze su massacri compiuti dallo Stato ebraico che ricordano quelle raccolte al Memoriale dell’olocausto”. Blatman non è un attivista. È un archivista della memoria. E proprio per questo, la sua denuncia è più potente di qualsiasi slogan. “I miei peggiori incubi non avevano previsto tutto questo”, scrive. E poi osserva come i veri eroi di oggi siano i familiari delle persone liberate da Hamas che, nonostante il dolore, si aggrappano ancora all’umanità. Un’umanità che molti, in alto, hanno perduto.<br /> L’articolo ricorda Marek Edelman, comandante del ghetto di Varsavia, che disse: “Essere ebrei significa stare sempre dalla parte degli oppressi, mai degli oppressori.” Se chi ha conosciuto il genocidio diventa carnefice, la memoria si trasforma in propaganda. E allora quel “Mai più”, svuotato e tradito, diventa solo una scusa per altri massacri.<br /> Nel mondo che guarda in silenzio e nelle cancellerie che misurano i morti con la bilancia della convenienza, restano solo i fatti: bambini affamati, tende sventrate, cimiteri improvvisati. E la vergogna di chi conosce la storia, ma ha scelto di dimenticarne il senso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65816655</guid><pubDate>Thu, 01 May 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65816655/imported_ebeee7b6_919d_4cf5_928f_5d7fbdc194ec.mp3" length="1715304" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 18 marzo è una data che resterà impressa nella coscienza di chi ha ancora il coraggio di guardare. 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E proprio per questo, la sua denuncia è più potente di qualsiasi slogan. “I miei peggiori incubi non avevano previsto tutto questo”, scrive. E poi osserva come i veri eroi di oggi siano i familiari delle persone liberate da Hamas che, nonostante il dolore, si aggrappano ancora all’umanità. Un’umanità che molti, in alto, hanno perduto.<br /> L’articolo ricorda Marek Edelman, comandante del ghetto di Varsavia, che disse: “Essere ebrei significa stare sempre dalla parte degli oppressi, mai degli oppressori.” Se chi ha conosciuto il genocidio diventa carnefice, la memoria si trasforma in propaganda. E allora quel “Mai più”, svuotato e tradito, diventa solo una scusa per altri massacri.<br /> Nel mondo che guarda in silenzio e nelle cancellerie che misurano i morti con la bilancia della convenienza, restano solo i fatti: bambini affamati, tende sventrate, cimiteri improvvisati. E la vergogna di chi conosce la storia, ma ha scelto di dimenticarne il senso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gaza: la morte differita come strategia di guerra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gaza-la-morte-differita-come-strategia-di-guerra--65797863</link><description><![CDATA[In un anno e mezzo di guerra a Gaza, Israele non ha soltanto cancellato vite: ha accorciato il futuro. Secondo uno studio pubblicato su The Lancet, l’aspettativa di vita dei palestinesi è crollata: meno 51,6% per gli uomini, meno 38,6% per le donne.<br /> Dietro i grafici ci sono i volti. Ci sono bambini che muoiono di fame a pochi chilometri da dove il mondo si interroga sulle calorie delle diete occidentali. C'è il latte che non esiste più, il pane che costa dieci volte tanto, l'acqua che non disseta ma ammala. Il cibo si misura in cucchiai di fagioli, quando c'è. Quando non c'è, si strappa l'erba ai margini delle strade, come raccontano le madri di Gaza.<br /> Uno studio separato pubblicato nel febbraio 2025 ha stimato che il numero reale dei morti è stato sottovalutato del 41%, portando il bilancio effettivo vicino a 64.620 vittime, contro i 37.877 dichiarati dal Ministero della Sanità palestinese.<br /> Ci sono donne che partoriscono in ospedali devastati, senza acqua, senza energia elettrica, senza nulla che somigli a una speranza. Alcune perdono il bambino in marcia, inseguite da cani addestrati a terrorizzare.Ci sono medici che non salvano più nessuno perché gli ospedali sono diventati bersagli. Oltre il 90% delle strutture sanitarie è stato distrutto. <br /> Il blocco degli aiuti, la distruzione dell'agricoltura, l'interruzione dell'acqua potabile, la fame usata come arma: ogni scelta compiuta contro Gaza non ha solo effetti immediati. È una dichiarazione di morte differita. Non basteranno cessate il fuoco di facciata né commozioni posticce a cancellare l'evidenza: a Gaza si è scientificamente bombardato anche il futuro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65797863</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65797863/imported_dde35392_4271_4b89_8cc7_58694b578f4b.mp3" length="1744143" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In un anno e mezzo di guerra a Gaza, Israele non ha soltanto cancellato vite: ha accorciato il futuro. 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Quando non c'è, si strappa l'erba ai margini delle strade, come raccontano le madri di Gaza.<br /> Uno studio separato pubblicato nel febbraio 2025 ha stimato che il numero reale dei morti è stato sottovalutato del 41%, portando il bilancio effettivo vicino a 64.620 vittime, contro i 37.877 dichiarati dal Ministero della Sanità palestinese.<br /> Ci sono donne che partoriscono in ospedali devastati, senza acqua, senza energia elettrica, senza nulla che somigli a una speranza. Alcune perdono il bambino in marcia, inseguite da cani addestrati a terrorizzare.Ci sono medici che non salvano più nessuno perché gli ospedali sono diventati bersagli. Oltre il 90% delle strutture sanitarie è stato distrutto. <br /> Il blocco degli aiuti, la distruzione dell'agricoltura, l'interruzione dell'acqua potabile, la fame usata come arma: ogni scelta compiuta contro Gaza non ha solo effetti immediati. È una dichiarazione di morte differita. Non basteranno cessate il fuoco di facciata né commozioni posticce a cancellare l'evidenza: a Gaza si è scientificamente bombardato anche il futuro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se il consenso non c’è, si finge una telefonata: Trump docet</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-il-consenso-non-c-e-si-finge-una-telefonata-trump-docet--65786029</link><description><![CDATA[Nel manuale delle presidenze in crisi, Donald Trump aggiorna l’appendice. Quando il gradimento affonda al 39%, il peggiore da settant’anni a questa parte, l’istinto suggerisce di evocare il prestigio delle relazioni internazionali, magari con una telefonata mai avvenuta. Xi Jinping chiama, dice lui. Peccato che Pechino smentisca, ufficialmente e per due volte, che ci sia stato un colloquio tra i due leader. Nessuna telefonata, nessun negoziato sui dazi, nessun segnale di apertura. Solo Trump che inventa, mentre il paese reale gli scivola tra le mani.<br /> A centri di rilevamento spenti, il Washington Post, l’Abc e Ipsos misurano il battito della presidenza. I numeri sono impietosi: il 39% di approvazione contro un 55% di disapprovazione, il 44% di giudizi fortemente negativi. La distanza tra Trump e il resto del paese si fa voragine, e il paragone con i predecessori è un altro schiaffo: Obama stava al 65% nei primi cento giorni, Biden al 52%. Trump non riesce a risalire nemmeno ai livelli del suo primo mandato. Anzi, peggiora. Tra le donne il gradimento precipita al 36%, tra gli ispanici al 28%.<br /> L’economia, un tempo vessillo della sua narrativa muscolare, oggi gli si rivolta contro: il 60% degli americani boccia la sua gestione, i dazi fanno più paura che orgoglio, e il protezionismo esasperato viene percepito come una minaccia diretta ai bilanci domestici. Trump, fedele al proprio stile, trasforma la politica estera in teatro d’ombre. Assomiglia a quella che avrebbe voluto essere mediatrice e invece è stata solo una comparsa nelle retrovie durante il funerale di Francesco. Per questo si piacciono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65786029</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65786029/imported_d034fba6_2e2b_4f9b_ab03_a4f30e8bb0b3.mp3" length="1665149" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel manuale delle presidenze in crisi, Donald Trump aggiorna l’appendice. Quando il gradimento affonda al 39%, il peggiore da settant’anni a questa parte, l’istinto suggerisce di evocare il prestigio delle relazioni internazionali, magari con una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel manuale delle presidenze in crisi, Donald Trump aggiorna l’appendice. Quando il gradimento affonda al 39%, il peggiore da settant’anni a questa parte, l’istinto suggerisce di evocare il prestigio delle relazioni internazionali, magari con una telefonata mai avvenuta. Xi Jinping chiama, dice lui. Peccato che Pechino smentisca, ufficialmente e per due volte, che ci sia stato un colloquio tra i due leader. Nessuna telefonata, nessun negoziato sui dazi, nessun segnale di apertura. Solo Trump che inventa, mentre il paese reale gli scivola tra le mani.<br /> A centri di rilevamento spenti, il Washington Post, l’Abc e Ipsos misurano il battito della presidenza. I numeri sono impietosi: il 39% di approvazione contro un 55% di disapprovazione, il 44% di giudizi fortemente negativi. La distanza tra Trump e il resto del paese si fa voragine, e il paragone con i predecessori è un altro schiaffo: Obama stava al 65% nei primi cento giorni, Biden al 52%. Trump non riesce a risalire nemmeno ai livelli del suo primo mandato. Anzi, peggiora. Tra le donne il gradimento precipita al 36%, tra gli ispanici al 28%.<br /> L’economia, un tempo vessillo della sua narrativa muscolare, oggi gli si rivolta contro: il 60% degli americani boccia la sua gestione, i dazi fanno più paura che orgoglio, e il protezionismo esasperato viene percepito come una minaccia diretta ai bilanci domestici. Trump, fedele al proprio stile, trasforma la politica estera in teatro d’ombre. Assomiglia a quella che avrebbe voluto essere mediatrice e invece è stata solo una comparsa nelle retrovie durante il funerale di Francesco. Per questo si piacciono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fascisti che temono un lenzuolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fascisti-che-temono-un-lenzuolo--65769768</link><description><![CDATA[Se c’è un’immagine che racconta questi tempi è quella di Lorenza Roiati, panettiera di Ascoli Piceno, che il 25 aprile appende un lenzuolo alla facciata del suo forno: “Buono come il pane, bello come l’antifascismo”. Due agenti si presentano per identificarla. Un atto di ordinaria amministrazione, spiegano. Ma l’ordinario non è mai neutro.<br /><br /> Non è ordinario dover giustificare una scritta antifascista nel giorno in cui l’Italia celebra la Liberazione dal fascismo. Non è ordinario che chi espone un messaggio di libertà debba mostrare i documenti due volte, mentre gli striscioni intimidatori appesi da ignoti vengano lasciati lì, puzzolenti come la vigliaccheria di chi li firma nell’ombra. Uno di questi recita: “Dal quel forno un tale fetore, che diventa simpatico anche il questore”. Il fetore, in realtà, è quello di una stagione che torna.<br /><br /> Il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, Fratelli d’Italia, non ha dubbi: le vere vittime sarebbero i poliziotti “aggrediti” sui social. La panettiera? Strumentalizzata, dice. I fascisti che minacciano? Invisibili. Chi difende Lorenza è accusato di interrompere il lutto nazionale per il papa defunto. Mescolare il lutto religioso con il diritto a celebrare la Resistenza è un’operazione così oscena che nemmeno i peggiori governatori degli anni Venti avevano osato. L’antifascismo diventa uno sgarbo, un fastidio, un peccato.<br /><br /> Intanto la politica si spacca. Matteo Ricci e Giuseppe Buondonno raccolgono solidarietà attorno a Lorenza. Elly Schlein, per una volta, trova le parole: “Quegli striscioni fascisti sono un insulto alla Costituzione”. Ma il problema è più profondo: un pezzo d’Italia ha smesso di vergognarsi del fascismo. E le istituzioni, quando non si girano dall’altra parte, danno una mano.<br /><br /> Resta il lenzuolo bianco, appeso tra la paura e il coraggio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65769768</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65769768/imported_77892cfb_c40b_4ec6_bbff_51500c193f73.mp3" length="1777998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se c’è un’immagine che racconta questi tempi è quella di Lorenza Roiati, panettiera di Ascoli Piceno, che il 25 aprile appende un lenzuolo alla facciata del suo forno: “Buono come il pane, bello come l’antifascismo”. 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Il fetore, in realtà, è quello di una stagione che torna.<br /><br /> Il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, Fratelli d’Italia, non ha dubbi: le vere vittime sarebbero i poliziotti “aggrediti” sui social. La panettiera? Strumentalizzata, dice. I fascisti che minacciano? Invisibili. Chi difende Lorenza è accusato di interrompere il lutto nazionale per il papa defunto. Mescolare il lutto religioso con il diritto a celebrare la Resistenza è un’operazione così oscena che nemmeno i peggiori governatori degli anni Venti avevano osato. L’antifascismo diventa uno sgarbo, un fastidio, un peccato.<br /><br /> Intanto la politica si spacca. Matteo Ricci e Giuseppe Buondonno raccolgono solidarietà attorno a Lorenza. Elly Schlein, per una volta, trova le parole: “Quegli striscioni fascisti sono un insulto alla Costituzione”. Ma il problema è più profondo: un pezzo d’Italia ha smesso di vergognarsi del fascismo. E le istituzioni, quando non si girano dall’altra parte, danno una mano.<br /><br /> Resta il lenzuolo bianco, appeso tra la paura e il coraggio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Evasione fiscale, nessun record: il bluff di Meloni smascherato dalla Corte dei conti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/evasione-fiscale-nessun-record-il-bluff-di-meloni-smascherato-dalla-corte-dei-conti--65718397</link><description><![CDATA[Un record che non esiste. La Corte dei conti smonta con poche righe le narrazioni trionfalistiche del governo Meloni sulla lotta all’evasione fiscale. I 33,4 miliardi di euro incassati dall’Agenzia delle entrate nel 2024, definiti dalla premier “una somma mai raggiunta dalla nostra nazione”, non sono il frutto di un’azione straordinaria, ma il risultato di controlli automatizzati. Nessuna caccia all’evasore, nessun rafforzamento degli strumenti per far emergere il sommerso. Solo la routine.<br /> In un’audizione sul Documento di economia e finanza alle commissioni bilancio, i giudici contabili chiariscono che la maggior parte degli introiti deriva da errori o omissioni nei versamenti individuati tramite controlli automatici. L’83 per cento dei fondi raccolti non nasce da accertamenti sostanziali, ma dalla verifica meccanica delle dichiarazioni presentate. Gli evasori veri restano al sicuro.<br /> L’incremento di otto miliardi rispetto al 2022, celebrato dalla presidente del Consiglio come il risultato di norme “contro le attività ‘apri e chiudi’ degli extracomunitari”, si rivela essere un’illusione propagandistica. La Corte dei conti lo dice chiaramente: questi risultati sono difficilmente replicabili senza un deciso aumento dei controlli sostanziali, proprio quelli che il governo non ha rafforzato.<br /> E nonostante strumenti come la fatturazione elettronica, il reverse charge e lo split payment, l’Italia continua a occupare le ultime posizioni in Europa per il gap Iva, con un buco del 14,74 per cento nel 2023. Ancora peggio va sul fronte Irpef per professionisti e imprese individuali, dove l’evasione si attesta a un preoccupante 65 per cento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65718397</guid><pubDate>Fri, 25 Apr 2025 04:50:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65718397/imported_6b0072bf_cc2c_4013_89b8_edc817ae9eb8.mp3" length="1644251" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un record che non esiste. La Corte dei conti smonta con poche righe le narrazioni trionfalistiche del governo Meloni sulla lotta all’evasione fiscale. 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L’83 per cento dei fondi raccolti non nasce da accertamenti sostanziali, ma dalla verifica meccanica delle dichiarazioni presentate. Gli evasori veri restano al sicuro.<br /> L’incremento di otto miliardi rispetto al 2022, celebrato dalla presidente del Consiglio come il risultato di norme “contro le attività ‘apri e chiudi’ degli extracomunitari”, si rivela essere un’illusione propagandistica. La Corte dei conti lo dice chiaramente: questi risultati sono difficilmente replicabili senza un deciso aumento dei controlli sostanziali, proprio quelli che il governo non ha rafforzato.<br /> E nonostante strumenti come la fatturazione elettronica, il reverse charge e lo split payment, l’Italia continua a occupare le ultime posizioni in Europa per il gap Iva, con un buco del 14,74 per cento nel 2023. Ancora peggio va sul fronte Irpef per professionisti e imprese individuali, dove l’evasione si attesta a un preoccupante 65 per cento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A trent’anni ancora a casa: il fallimento economico che chiamano tradizione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-trent-anni-ancora-a-casa-il-fallimento-economico-che-chiamano-tradizione--65685198</link><description><![CDATA[In Italia si resta a casa dei genitori fino a trent’anni, come se la giovinezza fosse un contratto a tempo indeterminato. I numeri li mette in fila Lorenzo Ruffino: quattro anni sopra la media europea, peggio di noi solo Croazia, Slovacchia, Grecia e Spagna. Altrove si esce di casa a ventidue anni, qui si tira avanti, ostaggi di stipendi da fame e di un mercato del lavoro che ti fa il favore di assumerti.<br /> Tra i venticinque e i ventinove anni si guadagnano in media 1.200 euro netti al mese, tra i trenta e i trentaquattro si arriva a malapena a 1.390. La soglia dei 1.500 euro si supera solo dopo i quaranta, come se fosse un premio per la sopravvivenza. E intanto si vive con mamma e papà, perché trovare un affitto dignitoso con quei soldi significa scegliere tra il letto e il frigorifero.<br /> Ma la crudeltà vera sta nei numeri che non cambiano mai. Ruffino lo mostra: negli ultimi vent’anni la percentuale di giovani che vive con i genitori è rimasta la stessa. Fermi, inchiodati. Un intero paese che ripete la stessa storia, come una condanna.<br /> Ogni volta si tira fuori la cultura, il legame familiare, le radici. È solo un modo elegante per nascondere il fallimento economico. In Finlandia, in Svezia, in Germania non amano meno le famiglie: possono solo permettersi di viverne fuori. Qui si resta perché non si ha scelta. E si invecchia in camera propria, con le mensole di quando si era bambini.<br /> Il 63% delle persone tra i diciotto e i trentaquattro anni vive ancora a casa. Dio, patria e famiglia, dicono. Dio è una clava contro gli avversari, la patria è il circolino degli amici e la famiglia è il rifugio obbligato di uno Stato fallito. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65685198</guid><pubDate>Thu, 24 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65685198/imported_578b9890_9b97_4707_ba2c_b3394a5c3b27.mp3" length="1833169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia si resta a casa dei genitori fino a trent’anni, come se la giovinezza fosse un contratto a tempo indeterminato. 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E intanto si vive con mamma e papà, perché trovare un affitto dignitoso con quei soldi significa scegliere tra il letto e il frigorifero.<br /> Ma la crudeltà vera sta nei numeri che non cambiano mai. Ruffino lo mostra: negli ultimi vent’anni la percentuale di giovani che vive con i genitori è rimasta la stessa. Fermi, inchiodati. Un intero paese che ripete la stessa storia, come una condanna.<br /> Ogni volta si tira fuori la cultura, il legame familiare, le radici. È solo un modo elegante per nascondere il fallimento economico. In Finlandia, in Svezia, in Germania non amano meno le famiglie: possono solo permettersi di viverne fuori. Qui si resta perché non si ha scelta. E si invecchia in camera propria, con le mensole di quando si era bambini.<br /> Il 63% delle persone tra i diciotto e i trentaquattro anni vive ancora a casa. Dio, patria e famiglia, dicono. Dio è una clava contro gli avversari, la patria è il circolino degli amici e la famiglia è il rifugio obbligato di uno Stato fallito. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi chiederà ancora “come è andata la notte?”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-chiedera-ancora-come-e-andata-la-notte--65669464</link><description><![CDATA[Sono 563. Un numero come tanti, ma a Gaza era il conto di chi non si rassegna al silenzio. Cinquecentosessantatré contatti tra Papa Francesco e la parrocchia della Sacra Famiglia. Telefonate, messaggi, una voce che ogni giorno domandava: “Come è andata la notte?”. Una voce che si faceva presente, ostinata, mentre il resto del mondo voltava lo sguardo altrove.  <br /><br /> Ora quella voce non c’è più. Il Papa che ogni sera cercava di rompere la solitudine di Gaza non potrà più chiedere se qualcuno ha visto il giorno spuntare. È morto chi aveva scelto di contare le notti invece che le vittime, di restare nel tempo sospeso tra un bombardamento e l’altro, dove si annida l’umanità che sopravvive.  <br /><br /> Padre Gabriel Romanelli, intrappolato fuori dalla Striscia, e Padre Youssef Asaad, rimasto dentro con la sua comunità, conoscono il peso di quelle parole. Perché a Gaza ogni notte è un testimone di resistenza. È in quel buio che Francesco si faceva presente, non con appelli solenni, ma con la costanza di chi sa che il male si sfida solo restando.<br /><br /> Ora resta il numero. Resta la cifra, 563, a dire che non bastava un’udienza, non era sufficiente una dichiarazione. Serviva esserci ogni giorno. Serviva una voce che attraversasse l’assedio.<br /><br /> La voce di Francesco era potente perché sola, perché fragile come le vite che cercava. E Gaza resta così: sola, fragile, dimenticata. La soledad de Gaza esta noche.  <br /><br /> 563 contatti sono un segno. Non bastano, non cambiano il corso della guerra, ma fanno esistere chi altrimenti sparirebbe. Nelle notti di Gaza non serve un miracolo, basta una voce che tenga aperta la possibilità di essere ascoltati. C’è qualcuno tra i potenti laici disposto a farlo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65669464</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65669464/imported_a5280a6b_9a53_48d8_ad94_c02823f0b43b.mp3" length="1840274" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono 563. Un numero come tanti, ma a Gaza era il conto di chi non si rassegna al silenzio. Cinquecentosessantatré contatti tra Papa Francesco e la parrocchia della Sacra Famiglia. 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Perché a Gaza ogni notte è un testimone di resistenza. È in quel buio che Francesco si faceva presente, non con appelli solenni, ma con la costanza di chi sa che il male si sfida solo restando.<br /><br /> Ora resta il numero. Resta la cifra, 563, a dire che non bastava un’udienza, non era sufficiente una dichiarazione. Serviva esserci ogni giorno. Serviva una voce che attraversasse l’assedio.<br /><br /> La voce di Francesco era potente perché sola, perché fragile come le vite che cercava. E Gaza resta così: sola, fragile, dimenticata. La soledad de Gaza esta noche.  <br /><br /> 563 contatti sono un segno. Non bastano, non cambiano il corso della guerra, ma fanno esistere chi altrimenti sparirebbe. Nelle notti di Gaza non serve un miracolo, basta una voce che tenga aperta la possibilità di essere ascoltati. C’è qualcuno tra i potenti laici disposto a farlo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Comolake: l’evento privato con soldi pubblici (e bugie di Stato)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/comolake-l-evento-privato-con-soldi-pubblici-e-bugie-di-stato--65656762</link><description><![CDATA[Nel governo dell’intransigenza a orologeria, c’è sempre un momento in cui il boomerang del potere torna a colpire. Stavolta ha scelto la via del lago: Comolake, evento digitale su misura del sottosegretario Alessio Butti, è finito al centro di un’inchiesta giornalistica che, carte alla mano, disegna una rete di favori, bugie e silenzi.<br /> Nel mirino c’è la moglie del sottosegretario, Lisa Giussani. Secondo i documenti pubblicati da Domani, avrebbe inviato mail, indicato nomi, fornito contatti e suggerito sponsor. Non un dettaglio marginale, visto che Comolake era – nelle parole di Butti – «evento privato». Peccato che dentro ci fossero l’Agenzia per l’Italia digitale e società controllate dal ministero dell’Economia. Quando il privato si fa pubblico per convenienza e viceversa per difesa.<br /> Meloni tace, ma s’irrita. Non è l’indignazione per il merito, è il fastidio per il rumore. A palazzo Chigi la linea è cauta: non una smentita, non una difesa. Butti è uno dei suoi. E si sa quanto la presidente detesti dover rinunciare a un uomo di fiducia.<br /> Intanto, i fili si annodano. Dalla consulenza da 80mila euro affidata all’allora regista dell’evento, Raffaele Barberio – poi allontanato in silenzio – fino al coinvolgimento diretto del super consulente Serafino Sorrenti, uomo chiave nel dipartimento per la trasformazione digitale e citato esplicitamente nei documenti inoltrati da Giussani per agganciare gli sponsor: il cerchio intorno a Butti non è mai stato tanto affollato. Eppure, nelle dichiarazioni ufficiali, tutto sembrava ridursi a una semplice «iniziativa privata».<br /> Nel silenzio tombale del partito, risuonano solo le interrogazioni delle opposizioni. Ma la domanda vera è un’altra: perché in Italia il conflitto d’interessi resta sempre un reato d’opinione?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65656762</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2025 02:00:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65656762/imported_8a489ca0_6b70_4bc0_ac3b_5052e2ac96d8.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel governo dell’intransigenza a orologeria, c’è sempre un momento in cui il boomerang del potere torna a colpire. 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Quando il privato si fa pubblico per convenienza e viceversa per difesa.<br /> Meloni tace, ma s’irrita. Non è l’indignazione per il merito, è il fastidio per il rumore. A palazzo Chigi la linea è cauta: non una smentita, non una difesa. Butti è uno dei suoi. E si sa quanto la presidente detesti dover rinunciare a un uomo di fiducia.<br /> Intanto, i fili si annodano. Dalla consulenza da 80mila euro affidata all’allora regista dell’evento, Raffaele Barberio – poi allontanato in silenzio – fino al coinvolgimento diretto del super consulente Serafino Sorrenti, uomo chiave nel dipartimento per la trasformazione digitale e citato esplicitamente nei documenti inoltrati da Giussani per agganciare gli sponsor: il cerchio intorno a Butti non è mai stato tanto affollato. Eppure, nelle dichiarazioni ufficiali, tutto sembrava ridursi a una semplice «iniziativa privata».<br /> Nel silenzio tombale del partito, risuonano solo le interrogazioni delle opposizioni. Ma la domanda vera è un’altra: perché in Italia il conflitto d’interessi resta sempre un reato d’opinione?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Pd li forma, Renzi li lancia, Calenda li offre a Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pd-li-forma-renzi-li-lancia-calenda-li-offre-a-meloni--65615470</link><description><![CDATA[Le biografie politiche non mentono. A volte basta leggerle al contrario per capire dove si voleva arrivare fin dall’inizio. Giuseppe Luigi Cucca, oggi candidato sindaco del centrodestra a Nuoro, ha solo completato il giro. È stato Pd, poi Italia Viva, ora Azione. Infine, il posto che sembrava già scritto: la candidatura unitaria del centrodestra sardo, benedetta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Psd’Az e Riformatori. Il salto è mrivelatore.<br /> Cucca è l’esempio ambulante di una transumanza che ha cambiato pelle senza cambiare direzione. Quando da segretario regionale del Pd passò a Renzi, fu salutato come “riformista pragmatico”. Poi in Italia Viva, con il consueto trucco dell’“oltre la destra e la sinistra”, trovò parcheggio e visibilità. Infine approdò in Azione, dove è oggi segretario regionale, e dove l’equivoco è finito da tempo: Azione è ormai, nei territori come nei palazzi romani, l’ala educata della destra. Quella che si vergogna di dirlo, ma poi s’innamora ogni volta.<br /> Azione e Calenda quando arrivano le elezioni, mostrano i loro amorevoli sensi al centrodestra con zelo e disciplina. Con Azione e Italia Viva il centrodestra ha una riserva naturale di candidati pronti, senza doverli neanche formare.<br /> La parabola di Cucca dice molto più del suo destino personale: racconta l’identità (o l’assenza di identità) di chi è passato e passa ancora dal Pd. Non si diventa candidati della destra per caso, ci si arriva dopo una lunga coerenza. E ogni volta che qualcuno invoca un “campo largo” allargato anche a questi personaggi, farebbe bene a ricordare dove hanno scelto di stare quando le carte si scoprono. In fondo Cucca non è un’eccezione: è il paradigma.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65615470</guid><pubDate>Fri, 18 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65615470/imported_00bbb12f_2d14_475f_a48d_17db97b6ec77.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le biografie politiche non mentono. A volte basta leggerle al contrario per capire dove si voleva arrivare fin dall’inizio. Giuseppe Luigi Cucca, oggi candidato sindaco del centrodestra a Nuoro, ha solo completato il giro. 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Infine approdò in Azione, dove è oggi segretario regionale, e dove l’equivoco è finito da tempo: Azione è ormai, nei territori come nei palazzi romani, l’ala educata della destra. Quella che si vergogna di dirlo, ma poi s’innamora ogni volta.<br /> Azione e Calenda quando arrivano le elezioni, mostrano i loro amorevoli sensi al centrodestra con zelo e disciplina. Con Azione e Italia Viva il centrodestra ha una riserva naturale di candidati pronti, senza doverli neanche formare.<br /> La parabola di Cucca dice molto più del suo destino personale: racconta l’identità (o l’assenza di identità) di chi è passato e passa ancora dal Pd. Non si diventa candidati della destra per caso, ci si arriva dopo una lunga coerenza. E ogni volta che qualcuno invoca un “campo largo” allargato anche a questi personaggi, farebbe bene a ricordare dove hanno scelto di stare quando le carte si scoprono. In fondo Cucca non è un’eccezione: è il paradigma.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Standard &amp; Propaganda</title><link>https://www.spreaker.com/episode/standard-propaganda--65598412</link><description><![CDATA[Per anni, le agenzie di rating erano “inutili”, “anonimi asserragliati nei grattacieli”, speculatori da contrastare con interrogazioni parlamentari. Per anni, Meloni le ha descritte come pericolose, capaci di mettere a rischio la sicurezza economica del Paese, strumenti opachi in mano a interessi privati. Nel 2018 giudicava i loro pronostici “attendibili come quelli di una cartomante”. Nel 2012 chiedeva addirittura che ne venissero resi noti i veri proprietari.<br /> Poi Standard &amp; Poor’s alza il rating dell’Italia da BBB a BBB+ e tutto cambia. I “pagliacci” diventano autorevoli. I loro giudizi – ieri considerati minacce alla patria – oggi diventano certificati di buona condotta economica. È bastata una lettera in più per riscrivere tredici anni di accuse, complotti, invettive. Ora i post ufficiali di Fratelli d’Italia celebrano la “stabilità del governo Meloni”, accusano la sinistra di “propaganda anti italiana” e parlano di un’economia “in ottima salute”.<br /> È la consueta parabola della propaganda: quando i numeri vanno storti, si denuncia il complotto; quando sorridono, diventano verità di Stato. L’arte di sopravvivere alla realtà senza mai ammettere d’aver sbagliato. La coerenza, come la responsabilità, è un fastidio da riservare agli avversari.<br /> Non è un cambio di rotta: è una mutazione genetica. L’ennesima. Nel 2017, quando Fitch abbassò il rating, Meloni accusò le agenzie di aver scelto i governi italiani. Nel 2018 si indignò perché il presidente Mattarella aveva tenuto conto del giudizio delle agenzie. Oggi, quelle stesse agenzie diventano totem da sventolare.<br /> Ma in questa abiura continua, c’è un messaggio pericoloso: a essere declassata è la coerenza. Da tempo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65598412</guid><pubDate>Thu, 17 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65598412/imported_6a49cae0_d73e_42a7_b263_085b71327426.mp3" length="1754174" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per anni, le agenzie di rating erano “inutili”, “anonimi asserragliati nei grattacieli”, speculatori da contrastare con interrogazioni parlamentari. 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Ora i post ufficiali di Fratelli d’Italia celebrano la “stabilità del governo Meloni”, accusano la sinistra di “propaganda anti italiana” e parlano di un’economia “in ottima salute”.<br /> È la consueta parabola della propaganda: quando i numeri vanno storti, si denuncia il complotto; quando sorridono, diventano verità di Stato. L’arte di sopravvivere alla realtà senza mai ammettere d’aver sbagliato. La coerenza, come la responsabilità, è un fastidio da riservare agli avversari.<br /> Non è un cambio di rotta: è una mutazione genetica. L’ennesima. Nel 2017, quando Fitch abbassò il rating, Meloni accusò le agenzie di aver scelto i governi italiani. Nel 2018 si indignò perché il presidente Mattarella aveva tenuto conto del giudizio delle agenzie. Oggi, quelle stesse agenzie diventano totem da sventolare.<br /> Ma in questa abiura continua, c’è un messaggio pericoloso: a essere declassata è la coerenza. Da tempo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gratteri: “Nemmeno Berlusconi avrebbe osato tanto”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gratteri-nemmeno-berlusconi-avrebbe-osato-tanto--65584325</link><description><![CDATA[“Nemmeno Berlusconi se le sognava, certe riforme”. Nicola Gratteri non usa giri di parole. Ospite della trasmissione In Altre Parole su La7, guarda il video in cui Carlo Nordio accusa i magistrati per l’aumento dei detenuti e chiede: “Ma è vero, o è un montaggio?”. Il ministro sostiene che se le carceri sono piene è colpa di chi manda in prigione le persone che commettono reati. Una logica rovesciata, che Gratteri smonta punto per punto.<br /> Nessuna nuova struttura penitenziaria, nessun progetto, solo annunci. Le carceri sono diventate “contenitori” per migliaia di persone dipendenti da sostanze. “Appena escono tornano a rapinare per procurarsi una dose”, dice. Eppure basterebbe un accordo con le Asl per inviarli in comunità terapeutiche. Costerebbe meno – 60 euro al giorno contro i 170 del carcere – e restituirebbe dignità alle famiglie e alla funzione rieducativa della pena.<br /> Gratteri propone anche di riconvertire beni confiscati alle mafie per accogliere persone con patologie psichiatriche, spesso incompatibili con la permanenza in carcere. Ma non se ne parla. Come non si parla dei cellulari che circolano nelle celle. “Propongo da anni i jammer, ma dicono che fanno male. Eppure io ne porto uno sulla schiena da due anni. E non ho commesso reati”.<br /> Poi c’è il processo telematico, il fiore all’occhiello del ministro. “Ha paralizzato le procure. Hanno speso milioni, e sono riusciti perfino a sbagliare gli articoli del codice penale”. L’unica norma utile? Quella del luglio 2024, che consente indagini nel dark web e sul cybercrime.<br /> “Tutto il resto è dannoso”, dice Gratteri. È un atto d’accusa documentato. Serve altro?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65584325</guid><pubDate>Wed, 16 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65584325/imported_f98843f8_0f8c_4e5c_9604_1bd917ea3a17.mp3" length="1825645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Nemmeno Berlusconi se le sognava, certe riforme”. Nicola Gratteri non usa giri di parole. 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Costerebbe meno – 60 euro al giorno contro i 170 del carcere – e restituirebbe dignità alle famiglie e alla funzione rieducativa della pena.<br /> Gratteri propone anche di riconvertire beni confiscati alle mafie per accogliere persone con patologie psichiatriche, spesso incompatibili con la permanenza in carcere. Ma non se ne parla. Come non si parla dei cellulari che circolano nelle celle. “Propongo da anni i jammer, ma dicono che fanno male. Eppure io ne porto uno sulla schiena da due anni. E non ho commesso reati”.<br /> Poi c’è il processo telematico, il fiore all’occhiello del ministro. “Ha paralizzato le procure. Hanno speso milioni, e sono riusciti perfino a sbagliare gli articoli del codice penale”. L’unica norma utile? Quella del luglio 2024, che consente indagini nel dark web e sul cybercrime.<br /> “Tutto il resto è dannoso”, dice Gratteri. È un atto d’accusa documentato. 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Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che la città del sud della Striscia è diventata parte di una «zona di sicurezza israeliana». Le 200mila persone che abitavano a Rafah vagano per la Striscia, sperando che non gli cada in testa una bomba e di non imbattersi in qualche cecchino dell’esercito di Netanyahu.<br /> Nella notte tra sabato e domenica, l’ultimo ospedale di Gaza è stato colpito da due missili che hanno distrutto il pronto soccorso, l’area del ricevimento dei pazienti, le ambulanze, la farmacia e il laboratorio. Era l’ultimo ospedale interamente operativo a nord della Striscia. “A Gaza 38 ospedali sono stati resi da Israele completamente fuori servizio, questo era l’ultimo ospedale interamente funzionante”, racconta Mohammed Abu Sabla, perfusionista dell’ospedale European di Gaza.<br /> Il ricercato dalla Cpi per crimini di guerra Benjamin Netanyahu è contestato anche in patria, ritenuto il mandante di un eccidio che è la vergogna dell’Occidente. Di Gaza non parla quasi mai la presidente Giorgia Meloni, impegnata nella corsa al bacio sul deretano di Trump. Ma che fa l’Italia?<br /> In occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo 2025, l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv presentano La scienza del gelato, conferenza e degustazione di gelato, martedì 22 aprile alle 18. La conferenza, tenuta dall’addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia in Israele, esplorerà la scienza alla base della struttura e della consistenza del gelato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65570632</guid><pubDate>Tue, 15 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65570632/imported_3d37170f_18fb_4085_b022_d92e7f049bfb.mp3" length="1709453" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Israele ha completato l’accerchiamento di Rafah, dopo averla desertificata svuotandola dei suoi abitanti. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che la città del sud della Striscia è diventata parte di una «zona di sicurezza israeliana»....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Israele ha completato l’accerchiamento di Rafah, dopo averla desertificata svuotandola dei suoi abitanti. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che la città del sud della Striscia è diventata parte di una «zona di sicurezza israeliana». Le 200mila persone che abitavano a Rafah vagano per la Striscia, sperando che non gli cada in testa una bomba e di non imbattersi in qualche cecchino dell’esercito di Netanyahu.<br /> Nella notte tra sabato e domenica, l’ultimo ospedale di Gaza è stato colpito da due missili che hanno distrutto il pronto soccorso, l’area del ricevimento dei pazienti, le ambulanze, la farmacia e il laboratorio. Era l’ultimo ospedale interamente operativo a nord della Striscia. “A Gaza 38 ospedali sono stati resi da Israele completamente fuori servizio, questo era l’ultimo ospedale interamente funzionante”, racconta Mohammed Abu Sabla, perfusionista dell’ospedale European di Gaza.<br /> Il ricercato dalla Cpi per crimini di guerra Benjamin Netanyahu è contestato anche in patria, ritenuto il mandante di un eccidio che è la vergogna dell’Occidente. Di Gaza non parla quasi mai la presidente Giorgia Meloni, impegnata nella corsa al bacio sul deretano di Trump. Ma che fa l’Italia?<br /> In occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo 2025, l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv presentano La scienza del gelato, conferenza e degustazione di gelato, martedì 22 aprile alle 18. La conferenza, tenuta dall’addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia in Israele, esplorerà la scienza alla base della struttura e della consistenza del gelato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La resa dei conti (e delle coscienze) nel ministero di Nordio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-resa-dei-conti-e-delle-coscienze-nel-ministero-di-nordio--65562496</link><description><![CDATA[Nel ministero della Giustizia volano le sedie. Luigi Birritteri, il magistrato con delega agli Affari di giustizia e alle relazioni internazionali, se ne va sbattendo la porta. Ufficialmente chiede il rientro in ruolo, nei fatti prende le distanze da un governo che nella gestione del caso Almasri ha fatto tutto fuorché rispettare le regole.<br /><br /> Il torturatore libico arrestato a Torino e riconsegnato al suo Paese con un volo di Stato è oggi libero a Tripoli, mentre i suoi torturati chiedono giustizia nei tribunali italiani. In mezzo, una Corte penale internazionale ignorata, una figuraccia diplomatica, due inchieste in corso e un ministro – Nordio – che non risponde agli atti.<br /><br /> Birritteri non è l’ultimo, ma l’ennesimo a mollare via Arenula sotto la reggenza silenziosa ma inflessibile di Giusi Bartolozzi, la vera ministra. Il Viminale zittisce, Palazzo Chigi tace, e intanto il dipartimento incaricato della cooperazione internazionale viene escluso da una vicenda che riguarda la giustizia internazionale.<br /><br /> Non è solo una questione di procedure, ma di credibilità. E forse anche di complicità. Perché chi sceglie il silenzio, chi evita di firmare, chi aggira le competenze, non sbaglia per distrazione. Semplicemente, decide. Decide di non disturbare il manovratore libico. Decide di non disturbare l’alleato utile. Decide che la legge, a volte, è un ostacolo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65562496</guid><pubDate>Mon, 14 Apr 2025 04:05:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65562496/imported_d9fbb296_032a_449e_8cc4_7554ec7a3729.mp3" length="1501727" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel ministero della Giustizia volano le sedie. Luigi Birritteri, il magistrato con delega agli Affari di giustizia e alle relazioni internazionali, se ne va sbattendo la porta. 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Il Viminale zittisce, Palazzo Chigi tace, e intanto il dipartimento incaricato della cooperazione internazionale viene escluso da una vicenda che riguarda la giustizia internazionale.<br /><br /> Non è solo una questione di procedure, ma di credibilità. E forse anche di complicità. Perché chi sceglie il silenzio, chi evita di firmare, chi aggira le competenze, non sbaglia per distrazione. Semplicemente, decide. Decide di non disturbare il manovratore libico. Decide di non disturbare l’alleato utile. 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È finito nel 1945, lo ricordiamo il 25 aprile e lo mettiamo a dormire per il resto dell’anno. E se qualcuno lo vede ancora, è perché è troppo ideologico. Peccato che a San Donà, mentre il sindaco cerca di raffreddare il dibattito, un consigliere di Fratelli d’Italia proponga candidamente una via per Benito Mussolini. Perché, dice, “fu un grande statista”.<br /><br /> Siamo al paradosso: mentre il fascismo è liquidato come ossessione della sinistra, le strade italiane rischiano di diventare vetrine per la nostalgia nera. Non bastano Ramelli, Gentile, Almirante. Ora si alza l’asticella: Mussolini. E non si tratta di un rigurgito solitario. È il segnale di un’egemonia culturale che marcia sulle gambe della toponomastica, tra revisionismo e normalizzazione.<br /><br /> Il sindaco prende le distanze. Ma il danno è fatto. Perché la proposta c’è stata, ha trovato spazio, è entrata nel dibattito pubblico. E soprattutto conferma che questa destra non perde occasione per intonare panegirici sul “grande statista” della dittatura. Intanto Gabriele De Rosa, anche lui di Fratelli d’Italia, rivendica la linea: “Il fascismo va storicizzato”. Come se non fosse stato già giudicato dalla storia, dalla Costituzione, dai corpi dei partigiani uccisi, dai campi di prigionia, dalle leggi razziali, dai roghi dei libri, dai corpi appesi a Piazzale Loreto.<br /><br /> Il fascismo non esiste, ma torna in forma di statua, targa, via. A piccoli passi. Perché l’ideologia, quando la neghi troppo, finisce che prende forma nei nomi delle strade. E se ci abiti accanto, diventa normalità. Finché un giorno smetti perfino di chiederti se sia giusto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65530862</guid><pubDate>Fri, 11 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65530862/imported_b1dc50a4_2e84_4db3_8e62_f7825b70364f.mp3" length="1828571" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il fascismo non esiste, ci dicono. È finito nel 1945, lo ricordiamo il 25 aprile e lo mettiamo a dormire per il resto dell’anno. E se qualcuno lo vede ancora, è perché è troppo ideologico. 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Perché la proposta c’è stata, ha trovato spazio, è entrata nel dibattito pubblico. E soprattutto conferma che questa destra non perde occasione per intonare panegirici sul “grande statista” della dittatura. Intanto Gabriele De Rosa, anche lui di Fratelli d’Italia, rivendica la linea: “Il fascismo va storicizzato”. Come se non fosse stato già giudicato dalla storia, dalla Costituzione, dai corpi dei partigiani uccisi, dai campi di prigionia, dalle leggi razziali, dai roghi dei libri, dai corpi appesi a Piazzale Loreto.<br /><br /> Il fascismo non esiste, ma torna in forma di statua, targa, via. A piccoli passi. Perché l’ideologia, quando la neghi troppo, finisce che prende forma nei nomi delle strade. E se ci abiti accanto, diventa normalità. 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E non è solo quello dei mercati, ma quello ben più spietato dell’opinione pubblica americana.<br /> Dopo l’annuncio dei nuovi dazi generalizzati, tre sondaggi post-Liberation Day registrano il declino: -3 punti per Morning Consult, -7 per Navigator Research. Persino Rasmussen, che a Trump ha sempre fatto da ufficio stampa, lo inchioda a -12. Il messaggio è chiaro: l’uomo del “make America great again” ha trovato il modo per renderla più costosa, più isolata e più arrabbiata.<br /> Il 59% degli americani dice che l’economia sta peggiorando. Solo il 30% approva i dazi. La percezione è crollata tra tutti i gruppi, inclusi i Repubblicani non trumpiani. Il 55% degli elettori ritiene che le misure commerciali danneggeranno il Paese. E quel 56% che vorrebbe restituire al Congresso il potere di decidere sui dazi racconta un altro tradimento: Trump era l’uomo contro il potere, ora lo vogliono limitare.<br /> Qualcuno nei suoi comizi continua a urlare “America first”. Ma ora è un’America prima nei prezzi, prima nei timori di recessione, prima nella confusione strategica. Il resto del mondo osserva, attende, si prepara. L’Europa trattiene il fiato, la Cina si riorganizza, e intanto l’elettore medio americano paga il prezzo.<br /> In Italia si continua a raccontare Trump come un Golia senza crepe. Ma negli Stati Uniti c’è un presidente che, dopo 77 giorni, è già il secondo più impopolare di sempre. Battuto solo da sé stesso. Quello del 2017.<br /> Forse la lezione è più semplice di quanto sembri: se dichiari guerra al mondo intero, prima o poi sarà il tuo stesso popolo a chiederti la resa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65486491</guid><pubDate>Thu, 10 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65486491/imported_0f87e6b0_cbcb_40ba_b76b_9faa892974d8.mp3" length="1863680" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Trump voleva i dazi per vendicarsi del mondo. Li ha avuti. Ora paga il conto. 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E quel 56% che vorrebbe restituire al Congresso il potere di decidere sui dazi racconta un altro tradimento: Trump era l’uomo contro il potere, ora lo vogliono limitare.<br /> Qualcuno nei suoi comizi continua a urlare “America first”. Ma ora è un’America prima nei prezzi, prima nei timori di recessione, prima nella confusione strategica. Il resto del mondo osserva, attende, si prepara. L’Europa trattiene il fiato, la Cina si riorganizza, e intanto l’elettore medio americano paga il prezzo.<br /> In Italia si continua a raccontare Trump come un Golia senza crepe. Ma negli Stati Uniti c’è un presidente che, dopo 77 giorni, è già il secondo più impopolare di sempre. Battuto solo da sé stesso. Quello del 2017.<br /> Forse la lezione è più semplice di quanto sembri: se dichiari guerra al mondo intero, prima o poi sarà il tuo stesso popolo a chiederti la resa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un Paese che si spegne in silenzio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-paese-che-si-spegne-in-silenzio--65449494</link><description><![CDATA[Si può morire anche da vivi, lentamente, mentre ci si illude di essere ancora in tempo. L’Italia è entrata da anni in una crisi demografica che non ha il fascino delle emergenze e per questo viene lasciata sul fondo della pila. Eppure, i numeri raccolti da Lorenzo Ruffino raccontano un declino costante: nel 2024 siamo scesi a 58,97 milioni di abitanti, il 2,3% in meno rispetto al 2014. In dieci anni abbiamo perso quasi un milione e mezzo di persone.<br /> Le nascite non arrivano più. Da oltre sedici anni diminuiscono. Nel 2008 erano 577 mila, nel 2023 solo 379 mila. Nello stesso anno i decessi sono stati 661 mila. Un divario strutturale, non una parentesi. Il tasso di fecondità oggi è 1,2 figli per donna. Servirebbe almeno 2,1 per tenere stabile la popolazione.<br /> Intanto l’Italia invecchia. L’età mediana è arrivata a 48,7 anni. Negli anni Sessanta era 31,2. E mentre la popolazione in età lavorativa si assottiglia, gli over 65 sono aumentati del 72% rispetto al 1990. Il futuro è già iniziato, ma nessuno sembra accorgersene. Neanche chi governa.<br /> Il dettaglio che pesa di più è la geografia del declino. Il Mezzogiorno ha perso in dieci anni oltre un milione di residenti. I giovani se ne vanno, i vecchi restano. Le scuole chiudono, le nascite crollano, i servizi si svuotano. E nel 2050 metà degli italiani vivrà al Nord.<br /> La crisi demografica non è una condanna, ma una scelta. Non si combatte con le crociate sulla natalità, ma con asili, lavoro stabile, diritto alla casa. Invece si taglia proprio lì dove si dovrebbe investire. Così un Paese intero si spegne, in silenzio, nel complice disinteresse di chi avrebbe dovuto tenerlo acceso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65449494</guid><pubDate>Wed, 09 Apr 2025 04:45:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65449494/imported_eabc35f3_8a32_45fc_8768_0433be3732db.mp3" length="1865769" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si può morire anche da vivi, lentamente, mentre ci si illude di essere ancora in tempo. 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Servirebbe almeno 2,1 per tenere stabile la popolazione.<br /> Intanto l’Italia invecchia. L’età mediana è arrivata a 48,7 anni. Negli anni Sessanta era 31,2. E mentre la popolazione in età lavorativa si assottiglia, gli over 65 sono aumentati del 72% rispetto al 1990. Il futuro è già iniziato, ma nessuno sembra accorgersene. Neanche chi governa.<br /> Il dettaglio che pesa di più è la geografia del declino. Il Mezzogiorno ha perso in dieci anni oltre un milione di residenti. I giovani se ne vanno, i vecchi restano. Le scuole chiudono, le nascite crollano, i servizi si svuotano. E nel 2050 metà degli italiani vivrà al Nord.<br /> La crisi demografica non è una condanna, ma una scelta. Non si combatte con le crociate sulla natalità, ma con asili, lavoro stabile, diritto alla casa. Invece si taglia proprio lì dove si dovrebbe investire. Così un Paese intero si spegne, in silenzio, nel complice disinteresse di chi avrebbe dovuto tenerlo acceso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il deputato fantasma che vota per sé</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-deputato-fantasma-che-vota-per-se--65409920</link><description><![CDATA[Antonio Angelucci alla Camera non c’è mai. O quasi. Ha un tasso di assenza del 99,9%. Ma quando si tratta di votare una sanatoria fiscale che fa risparmiare milioni alle sue aziende, diventa puntuale. È successo con la “rottamazione quater”, quella che secondo Giorgia Meloni avrebbe aiutato i cittadini “in difficoltà”. A raccontarlo, con nomi e cifre, è Domani, nell’inchiesta firmata da Giovanni Tizian e Stefano Vergine.<br /> Nel bilancio del gruppo Tosinvest, fondato da Angelucci, si legge che la misura ha permesso un risparmio immediato di 4,2 milioni. Ma non è la prima volta. Già nel 2018 e nel 2019, con altre sanatorie, il gruppo aveva chiuso contenziosi fiscali versando molto meno del dovuto. In tutto, fa oltre 6 milioni di euro risparmiati. Sempre con norme approvate da governi in cui Angelucci sedeva, magari all’opposizione, ma mai fuori dai giochi.<br /> Nel frattempo, il suo storico commercialista è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per collusione con due finanzieri. Secondo i giudici, cercava di ottenere informazioni riservate e condizionare l’esito di verifiche fiscali sulle società del gruppo. I due militari hanno patteggiato. La società non ha risposto alle domande dei giornalisti.<br /> Quella che il governo ha venduto come una misura equa e umana ha avuto, tra i suoi effetti, il consolidamento del privilegio. In un Paese dove il Parlamento si svuota, le leggi restano piene di vantaggi. Ma soprattutto per chi le scrive.<br /> Assenteisti, furbi, maestri di leggi ad personam, impegnati a usare i giornali per concimare la propaganda. E poi ci si stupisce che la gente non va a votare?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65409920</guid><pubDate>Tue, 08 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65409920/imported_44fab55b_b645_4f5e_914a_81176ee563d4.mp3" length="1810599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Antonio Angelucci alla Camera non c’è mai. O quasi. Ha un tasso di assenza del 99,9%. Ma quando si tratta di votare una sanatoria fiscale che fa risparmiare milioni alle sue aziende, diventa puntuale. È successo con la “rottamazione quater”, quella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Antonio Angelucci alla Camera non c’è mai. O quasi. Ha un tasso di assenza del 99,9%. Ma quando si tratta di votare una sanatoria fiscale che fa risparmiare milioni alle sue aziende, diventa puntuale. È successo con la “rottamazione quater”, quella che secondo Giorgia Meloni avrebbe aiutato i cittadini “in difficoltà”. A raccontarlo, con nomi e cifre, è Domani, nell’inchiesta firmata da Giovanni Tizian e Stefano Vergine.<br /> Nel bilancio del gruppo Tosinvest, fondato da Angelucci, si legge che la misura ha permesso un risparmio immediato di 4,2 milioni. Ma non è la prima volta. Già nel 2018 e nel 2019, con altre sanatorie, il gruppo aveva chiuso contenziosi fiscali versando molto meno del dovuto. In tutto, fa oltre 6 milioni di euro risparmiati. Sempre con norme approvate da governi in cui Angelucci sedeva, magari all’opposizione, ma mai fuori dai giochi.<br /> Nel frattempo, il suo storico commercialista è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per collusione con due finanzieri. Secondo i giudici, cercava di ottenere informazioni riservate e condizionare l’esito di verifiche fiscali sulle società del gruppo. I due militari hanno patteggiato. La società non ha risposto alle domande dei giornalisti.<br /> Quella che il governo ha venduto come una misura equa e umana ha avuto, tra i suoi effetti, il consolidamento del privilegio. In un Paese dove il Parlamento si svuota, le leggi restano piene di vantaggi. Ma soprattutto per chi le scrive.<br /> Assenteisti, furbi, maestri di leggi ad personam, impegnati a usare i giornali per concimare la propaganda. E poi ci si stupisce che la gente non va a votare?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini, il leader senza applausi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-il-leader-senza-applausi--65382738</link><description><![CDATA[Matteo Salvini ha celebrato il proprio congresso come si celebra un compleanno malinconico: tanti invitati, zero sorprese, nessun regalo. Anzi, uno c’è stato: la tessera della Lega consegnata a Roberto Vannacci, generale sospeso, populista da best-seller, candidato eterno in cerca di un palco. Lo Statuto è stato cambiato apposta, a dimostrazione che l’unico vero principio sovrano resta la convenienza personale.<br /> Il congresso fiorentino è stato una vetrina di retorica identitaria, con Marine Le Pen paragonata a Martin Luther King e Salvini che chiede il Viminale come se bastasse tornare innocenti da un processo per meritarsi un ministero. Le parole d’ordine sono le solite: sovranismo, autonomia, attacchi all’Unione europea, ossessioni antimmigrazione. Ma il quadro è quello di un partito senza visione, che maschera con l’aggressività il vuoto di idee.<br /> E tra un videomessaggio di Musk e gli applausi al vittimismo di Le Pen, Salvini ha infilato il vero obiettivo: far traballare Giorgia Meloni. La richiesta esplicita del Viminale, la pretesa sulle regioni del Nord, la sfida aperta sul terreno dell’estrema destra internazionale: è il vecchio gioco del logoramento, con l’applausometro al posto dei numeri. Un congresso travestito da prova di forza, ma cucito come una trappola.<br /> Salvini dice di voler rafforzare la coalizione, ma nel frattempo prepara il terreno per far inciampare Meloni. Non è leadership: è la disperazione di chi, senza consenso, cerca potere con il trucco del prestigiatore che ha esaurito gli applausi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65382738</guid><pubDate>Mon, 07 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65382738/imported_52dce44b_f238_4eeb_ab8d_138c0bc598b0.mp3" length="1602455" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Matteo Salvini ha celebrato il proprio congresso come si celebra un compleanno malinconico: tanti invitati, zero sorprese, nessun regalo. Anzi, uno c’è stato: la tessera della Lega consegnata a Roberto Vannacci, generale sospeso, populista da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Matteo Salvini ha celebrato il proprio congresso come si celebra un compleanno malinconico: tanti invitati, zero sorprese, nessun regalo. Anzi, uno c’è stato: la tessera della Lega consegnata a Roberto Vannacci, generale sospeso, populista da best-seller, candidato eterno in cerca di un palco. Lo Statuto è stato cambiato apposta, a dimostrazione che l’unico vero principio sovrano resta la convenienza personale.<br /> Il congresso fiorentino è stato una vetrina di retorica identitaria, con Marine Le Pen paragonata a Martin Luther King e Salvini che chiede il Viminale come se bastasse tornare innocenti da un processo per meritarsi un ministero. Le parole d’ordine sono le solite: sovranismo, autonomia, attacchi all’Unione europea, ossessioni antimmigrazione. Ma il quadro è quello di un partito senza visione, che maschera con l’aggressività il vuoto di idee.<br /> E tra un videomessaggio di Musk e gli applausi al vittimismo di Le Pen, Salvini ha infilato il vero obiettivo: far traballare Giorgia Meloni. La richiesta esplicita del Viminale, la pretesa sulle regioni del Nord, la sfida aperta sul terreno dell’estrema destra internazionale: è il vecchio gioco del logoramento, con l’applausometro al posto dei numeri. Un congresso travestito da prova di forza, ma cucito come una trappola.<br /> Salvini dice di voler rafforzare la coalizione, ma nel frattempo prepara il terreno per far inciampare Meloni. Non è leadership: è la disperazione di chi, senza consenso, cerca potere con il trucco del prestigiatore che ha esaurito gli applausi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Radioterapia, terapia negata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/radioterapia-terapia-negata--65341636</link><description><![CDATA[Sette persone malate di tumore su dieci dovrebbero ricevere radioterapia. Solo tre ci riescono. Il motivo non è una rivoluzione scientifica che ha superato il trattamento. Il motivo è che in Italia mancano i medici. Manca la volontà politica. Manca un’organizzazione decente.<br /> Nel 2024, a fronte di 170 posti disponibili nelle scuole di specializzazione, si sono iscritti solo in 23. I radioterapisti in attività sono poco più di mille, distribuiti male. La materia è relegata a una manciata di ore nei corsi di medicina. I reparti oncologici li coinvolgono tardi, spesso per niente. Nel frattempo, in molti ospedali si celebrano con orgoglio le “eccellenze”, ma si ignorano i vuoti che possono essere letali.<br /> Eppure la radioterapia, grazie alla sua precisione millimetrica e alla personalizzazione, ha permesso di curare quasi metà dei tumori guariti. È indicata quando la chirurgia è troppo rischiosa. È efficace contro metastasi selezionate. È un’arma pulita che l’Italia continua a lasciare scarica.<br /> Ora sono arrivati gli Stati Generali. Riunioni, relazioni, buone intenzioni. Ma se anche questa volta non seguiranno investimenti concreti nella formazione e nella governance, resterà solo l’ennesimo convegno sulle occasioni perdute.<br /> Intanto, aumentano i pazienti candidabili alla radioterapia, ma calano i medici in grado di somministrarla. Un paradosso che grida vendetta. E l’attesa, in oncologia, non è mai neutra. Ogni giorno perso può essere un pezzo di futuro bruciato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65341636</guid><pubDate>Fri, 04 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65341636/imported_6f749976_b421_4feb_b02c_45223851317d.mp3" length="1487098" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sette persone malate di tumore su dieci dovrebbero ricevere radioterapia. Solo tre ci riescono. Il motivo non è una rivoluzione scientifica che ha superato il trattamento. Il motivo è che in Italia mancano i medici. Manca la volontà politica. Manca...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sette persone malate di tumore su dieci dovrebbero ricevere radioterapia. Solo tre ci riescono. Il motivo non è una rivoluzione scientifica che ha superato il trattamento. Il motivo è che in Italia mancano i medici. Manca la volontà politica. Manca un’organizzazione decente.<br /> Nel 2024, a fronte di 170 posti disponibili nelle scuole di specializzazione, si sono iscritti solo in 23. I radioterapisti in attività sono poco più di mille, distribuiti male. La materia è relegata a una manciata di ore nei corsi di medicina. I reparti oncologici li coinvolgono tardi, spesso per niente. Nel frattempo, in molti ospedali si celebrano con orgoglio le “eccellenze”, ma si ignorano i vuoti che possono essere letali.<br /> Eppure la radioterapia, grazie alla sua precisione millimetrica e alla personalizzazione, ha permesso di curare quasi metà dei tumori guariti. È indicata quando la chirurgia è troppo rischiosa. È efficace contro metastasi selezionate. È un’arma pulita che l’Italia continua a lasciare scarica.<br /> Ora sono arrivati gli Stati Generali. Riunioni, relazioni, buone intenzioni. Ma se anche questa volta non seguiranno investimenti concreti nella formazione e nella governance, resterà solo l’ennesimo convegno sulle occasioni perdute.<br /> Intanto, aumentano i pazienti candidabili alla radioterapia, ma calano i medici in grado di somministrarla. Un paradosso che grida vendetta. E l’attesa, in oncologia, non è mai neutra. Ogni giorno perso può essere un pezzo di futuro bruciato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>93</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le celle-container del governo e la Costituzione calpestatata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-celle-container-del-governo-e-la-costituzione-calpestatata--65320819</link><description><![CDATA[Nel Paese in cui si costruiscono carceri come si montano baracche da cantiere, il governo Meloni presenta l’ennesima trovata: 16 blocchi prefabbricati in cemento armato, 384 posti letto, 32 milioni di euro spesi senza sfiorare l’idea di dignità. Celle da 30 mq per quattro persone, con un bagno di 3 mq incluso. Non si tratta di un errore di progetto, ma di una visione punitiva che si finge riformatrice.<br /> A Opera e Voghera i sopralluoghi sono già partiti. Le strutture saranno pronte entro fine anno, recintate con cancellate alte cinque metri, prive di impianti antincendio e con spazi comuni da 30 mq per 24 detenuti. Si risparmia su tutto, tranne che sull’umiliazione. Neppure i canili sarebbero autorizzati a operare in queste condizioni.<br /> Il sottosegretario Delmastro si difende con il solito mantra: è tutto regolare. Come se fosse normale comprimere corpi e diritti sotto una colata di cemento. Mentre il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria resta ostaggio delle pressioni di partito, la risposta all’emergenza carceri è una scorciatoia indegna: più gabbie, meno giustizia.<br /> I moduli saranno 1.500 in totale, almeno nelle intenzioni, anche se la relazione tecnica non ne fa menzione. Ogni blocco sarà fatto di 12 moduli smontabili, tutti identici, in calcestruzzo: una geometria della reclusione progettata per annientare l’eccezione umana.<br /> Ma liberare spazio non vuol dire liberare persone. Vuol dire continuare a trattarle come cose. Le celle-container non risolvono il sovraffollamento: lo organizzano. E nel farlo mostrano l’unica certezza di questo governo sulla giustizia: la punizione, purché sia rapida, economica e disumana.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65320819</guid><pubDate>Thu, 03 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65320819/imported_8936098a_e36e_41e3_a3c8_48226f9989d2.mp3" length="1786775" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel Paese in cui si costruiscono carceri come si montano baracche da cantiere, il governo Meloni presenta l’ennesima trovata: 16 blocchi prefabbricati in cemento armato, 384 posti letto, 32 milioni di euro spesi senza sfiorare l’idea di dignità. 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Mentre il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria resta ostaggio delle pressioni di partito, la risposta all’emergenza carceri è una scorciatoia indegna: più gabbie, meno giustizia.<br /> I moduli saranno 1.500 in totale, almeno nelle intenzioni, anche se la relazione tecnica non ne fa menzione. Ogni blocco sarà fatto di 12 moduli smontabili, tutti identici, in calcestruzzo: una geometria della reclusione progettata per annientare l’eccezione umana.<br /> Ma liberare spazio non vuol dire liberare persone. Vuol dire continuare a trattarle come cose. Le celle-container non risolvono il sovraffollamento: lo organizzano. E nel farlo mostrano l’unica certezza di questo governo sulla giustizia: la punizione, purché sia rapida, economica e disumana.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il lavoro lo ha ucciso. Lo Stato lo ha seppellito</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-lavoro-lo-ha-ucciso-lo-stato-lo-ha-seppellito--65291818</link><description><![CDATA[Un anno fa Satnam Singh è stato lasciato morire dissanguato, con un braccio amputato e abbandonato su una cassetta della frutta. Ieri è iniziato il processo per omicidio volontario. Ma fuori dal tribunale tutto è rimasto al suo posto. Lo sfruttamento ingrassa nei campi. I caporali non hanno perso il vizio. E lo Stato, ancora una volta, ha voltato lo sguardo.<br /> La legge 199 contro il caporalato esiste dal 2016 ma resta inapplicata: le sezioni territoriali previste non sono mai state istituite, i controlli sono insufficienti, le condanne rare. La riforma della Bossi-Fini è promessa da vent’anni. Nel frattempo, le persone migranti continuano a lavorare senza diritti, sotto ricatto, nelle retrovie della legalità.<br /> Nel 2023 le richieste per entrare regolarmente in Italia sono state sei volte superiori alle quote fissate dal governo. In provincia di Latina solo il 13% dei braccianti ha ottenuto un permesso. Gli altri finiscono nel nero. Nelle mani di chi può decidere se vivi o morti. Come Satnam.<br /> Nel Nord, tra le vigne del Prosecco e le colline del Barolo, lo sfruttamento è lo stesso. Cambiano i marchi, non le condizioni. Il caporalato è diventato strutturale. Una componente del modello produttivo. Un patto scellerato tra profitto e omertà.<br /> Dopo la morte di Satnam si è parlato di simbolo. Ma i simboli non bastano. La competizione sfrenata e il profitto a ogni costo hanno normalizzato l’illegalità. La morte è un effetto collaterale previsto.<br /> Forse, chissà, il processo farà rumore, forse. Ma senza riforme vere, senza volontà politica, senza giustizia sociale, tra un anno saremo ancora qui. Con un altro nome. E un altro braccio mozzato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65291818</guid><pubDate>Wed, 02 Apr 2025 02:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65291818/imported_f2e15cd3_b00d_4cdd_b447_1848ffb186c1.mp3" length="1809345" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un anno fa Satnam Singh è stato lasciato morire dissanguato, con un braccio amputato e abbandonato su una cassetta della frutta. Ieri è iniziato il processo per omicidio volontario. Ma fuori dal tribunale tutto è rimasto al suo posto. Lo sfruttamento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un anno fa Satnam Singh è stato lasciato morire dissanguato, con un braccio amputato e abbandonato su una cassetta della frutta. Ieri è iniziato il processo per omicidio volontario. Ma fuori dal tribunale tutto è rimasto al suo posto. Lo sfruttamento ingrassa nei campi. I caporali non hanno perso il vizio. E lo Stato, ancora una volta, ha voltato lo sguardo.<br /> La legge 199 contro il caporalato esiste dal 2016 ma resta inapplicata: le sezioni territoriali previste non sono mai state istituite, i controlli sono insufficienti, le condanne rare. La riforma della Bossi-Fini è promessa da vent’anni. Nel frattempo, le persone migranti continuano a lavorare senza diritti, sotto ricatto, nelle retrovie della legalità.<br /> Nel 2023 le richieste per entrare regolarmente in Italia sono state sei volte superiori alle quote fissate dal governo. In provincia di Latina solo il 13% dei braccianti ha ottenuto un permesso. Gli altri finiscono nel nero. Nelle mani di chi può decidere se vivi o morti. Come Satnam.<br /> Nel Nord, tra le vigne del Prosecco e le colline del Barolo, lo sfruttamento è lo stesso. Cambiano i marchi, non le condizioni. Il caporalato è diventato strutturale. Una componente del modello produttivo. Un patto scellerato tra profitto e omertà.<br /> Dopo la morte di Satnam si è parlato di simbolo. Ma i simboli non bastano. La competizione sfrenata e il profitto a ogni costo hanno normalizzato l’illegalità. La morte è un effetto collaterale previsto.<br /> Forse, chissà, il processo farà rumore, forse. Ma senza riforme vere, senza volontà politica, senza giustizia sociale, tra un anno saremo ancora qui. Con un altro nome. E un altro braccio mozzato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli esodati tornano. Perché non sono mai andati via</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-esodati-tornano-perche-non-sono-mai-andati-via--65260781</link><description><![CDATA[Dal 1° gennaio 2027 oltre 44 mila lavoratrici e lavoratori rischiano di ritrovarsi senza reddito, senza contributi e senza pensione. Avevano aderito a misure di uscita anticipata – isopensione, contratto di espansione, fondi di solidarietà – firmando accordi su date certe di accesso alla pensione. Ora la certezza sparisce. Il requisito per la pensione anticipata salirà a 43 anni e 1 mese di contributi (uno in meno per le donne), mentre la pensione di vecchiaia slitterà a 67 anni e 3 mesi. Tre mesi di vuoto. Tre mesi senza niente. Non per errore. Per scelta.<br /> È il solito copione. Chi ha rispettato le regole viene fregato da chi quelle regole le riscrive all’ultimo minuto. L’adeguamento automatico alla speranza di vita diventa la scusa per tagliare ancora. Intanto il 53,5% delle pensioni è sotto i 750 euro. Tra le donne la percentuale sale al 64,1%. Oltre 4 milioni ricevono integrazioni al minimo. Il governo che prometteva il superamento della legge Fornero ha solo azzerato la flessibilità in uscita, tagliato la rivalutazione e peggiorato tutto.<br /> Il ritorno degli esodati non è una sorpresa. È un promemoria. In Italia il patto tra Stato e lavoratori vale finché serve a fare cassa. Poi si spezza. E chi resta fuori viene archiviato come danno collaterale, come se il tempo speso a lavorare non contasse più.<br /> Intanto si continua a vendere la favola della pensione sostenibile. Ma sostenibile per chi? Non certo per chi lavora. Non certo per chi sperava di avere almeno un diritto intatto al momento di uscire. A chi servono le regole, se non proteggono nessuno quando saltano? A chi serve un sistema, se funziona solo per chi lo governa?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65260781</guid><pubDate>Tue, 01 Apr 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65260781/imported_503bee18_e9ce_4bac_96f4_c92e6877b5e7.mp3" length="1858246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 1° gennaio 2027 oltre 44 mila lavoratrici e lavoratori rischiano di ritrovarsi senza reddito, senza contributi e senza pensione. Avevano aderito a misure di uscita anticipata – isopensione, contratto di espansione, fondi di solidarietà – firmando...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal 1° gennaio 2027 oltre 44 mila lavoratrici e lavoratori rischiano di ritrovarsi senza reddito, senza contributi e senza pensione. Avevano aderito a misure di uscita anticipata – isopensione, contratto di espansione, fondi di solidarietà – firmando accordi su date certe di accesso alla pensione. Ora la certezza sparisce. Il requisito per la pensione anticipata salirà a 43 anni e 1 mese di contributi (uno in meno per le donne), mentre la pensione di vecchiaia slitterà a 67 anni e 3 mesi. Tre mesi di vuoto. Tre mesi senza niente. Non per errore. Per scelta.<br /> È il solito copione. Chi ha rispettato le regole viene fregato da chi quelle regole le riscrive all’ultimo minuto. L’adeguamento automatico alla speranza di vita diventa la scusa per tagliare ancora. Intanto il 53,5% delle pensioni è sotto i 750 euro. Tra le donne la percentuale sale al 64,1%. Oltre 4 milioni ricevono integrazioni al minimo. Il governo che prometteva il superamento della legge Fornero ha solo azzerato la flessibilità in uscita, tagliato la rivalutazione e peggiorato tutto.<br /> Il ritorno degli esodati non è una sorpresa. È un promemoria. In Italia il patto tra Stato e lavoratori vale finché serve a fare cassa. Poi si spezza. E chi resta fuori viene archiviato come danno collaterale, come se il tempo speso a lavorare non contasse più.<br /> Intanto si continua a vendere la favola della pensione sostenibile. Ma sostenibile per chi? Non certo per chi lavora. Non certo per chi sperava di avere almeno un diritto intatto al momento di uscire. A chi servono le regole, se non proteggono nessuno quando saltano? A chi serve un sistema, se funziona solo per chi lo governa?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump ama la Russia. E non per nostalgia sovietica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-ama-la-russia-e-non-per-nostalgia-sovietica--65239035</link><description><![CDATA[Donald Trump ama la Russia. Non per ideologia, ma per riconoscenza. Nel 2022, mentre il suo social network Truth Social arrancava e il progetto Trump Media rischiava il collasso, a tenerlo in vita fu un prestito di otto milioni di dollari proveniente da un trust con base a Hollywood, Florida, ma radici finanziarie e politiche ben piantate a San Pietroburgo.<br /> Dietro quei fondi, infatti, c’è Anton Postolnikov: russo-americano, co-proprietario di una banca registrata in Dominica, indagato da FBI e Homeland Security per riciclaggio e insider trading. È anche nipote di un fedelissimo di Vladimir Putin. Non un dettaglio da poco, considerando che Trump oggi è tornato alla Casa Bianca, e a Putin continua a fare comodo.<br /> Quel denaro, ufficialmente “opaco”, ha permesso al magnate di aggirare le banche americane, troppo riluttanti a finanziare un ex presidente sotto inchiesta. I prestiti arrivarono tramite ES Family Trust, veicolo creato ad hoc, che in cambio ottenne azioni convertibili oggi valutate fino a 40 milioni di dollari. Un salvataggio travestito da investimento.<br /> Trump, come sempre, “non sapeva”. Ma oggi blocca gli aiuti all’Ucraina, rallenta la Nato, ostacola Zelensky. Non per strategia, ma per coerenza. Chi gli ha dato una mano, ora riceve il dividendo politico.<br /> Altro che Russiagate. È la geopolitica degli affari. Ed è appena iniziata.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65239035</guid><pubDate>Mon, 31 Mar 2025 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65239035/imported_c3275e8c_fc15_4897_b067_634f05652af0.mp3" length="1525133" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Donald Trump ama la Russia. Non per ideologia, ma per riconoscenza. 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Non un dettaglio da poco, considerando che Trump oggi è tornato alla Casa Bianca, e a Putin continua a fare comodo.<br /> Quel denaro, ufficialmente “opaco”, ha permesso al magnate di aggirare le banche americane, troppo riluttanti a finanziare un ex presidente sotto inchiesta. I prestiti arrivarono tramite ES Family Trust, veicolo creato ad hoc, che in cambio ottenne azioni convertibili oggi valutate fino a 40 milioni di dollari. Un salvataggio travestito da investimento.<br /> Trump, come sempre, “non sapeva”. Ma oggi blocca gli aiuti all’Ucraina, rallenta la Nato, ostacola Zelensky. Non per strategia, ma per coerenza. Chi gli ha dato una mano, ora riceve il dividendo politico.<br /> Altro che Russiagate. È la geopolitica degli affari. Ed è appena iniziata.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>96</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il termostato è rotto, ma nessuno lo dice</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-termostato-e-rotto-ma-nessuno-lo-dice--65171114</link><description><![CDATA[Secondo il modello termostatico di Wlezien e Soroka, raccontato da Lorenzo Ruffino, l’opinione pubblica funziona come un regolatore automatico: ogni spinta eccessiva da parte del governo genera una reazione in senso opposto. Se un esecutivo accelera troppo su welfare, ambiente o immigrazione, l’elettorato tende a raffreddare il sistema votando l’opposizione. Se invece la politica è troppo fredda o prudente, cerca di scaldarla. Il ciclo si autoregola: il potere agisce, l’elettorato percepisce, valuta, corregge.<br /> Funziona, ma solo in un contesto dove il termostato è accessibile e l’impianto reagisce davvero. Negli Stati Uniti, dove si vota spesso e l’alternanza è fisiologica, la teoria regge. In Italia, no. Il termostato è scollegato. Si gira la manopola, ma la temperatura non cambia. Il voto diventa sfogo, non correzione. La democrazia resta formalmente accesa, ma la stanza è fuori controllo. E intanto i governi si succedono senza mai pagare davvero il conto delle loro scelte.<br /> Ruffino osserva che a reagire sono solo i moderati. Ma sono pochi e isolati. Il resto dell’elettorato è inchiodato: polarizzato, disilluso o semplicemente stanco. La stanza brucia, ma ci si litiga sulle finestre. Intanto chi è ai margini sopporta in silenzio. E chi dovrebbe ascoltare, preferisce misurare l’umore con sondaggi usa e getta.<br /> Il punto non è se il termostato funziona. È: chi può ancora usarlo? Chi ha voce, strumenti, attenzione? Chi è fuori dalla stanza, più che regolare il clima, si abitua. O si spegne. E la politica, intanto, continua a occuparsi della percezione. Il rischio non è solo il caldo o il freddo. È che nessuno si alzi più per cambiare l’aria.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65171114</guid><pubDate>Fri, 28 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65171114/imported_29c1111e_287b_416e_803d_8ab5be18a227.mp3" length="1849469" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Secondo il modello termostatico di Wlezien e Soroka, raccontato da Lorenzo Ruffino, l’opinione pubblica funziona come un regolatore automatico: ogni spinta eccessiva da parte del governo genera una reazione in senso opposto. 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E intanto i governi si succedono senza mai pagare davvero il conto delle loro scelte.<br /> Ruffino osserva che a reagire sono solo i moderati. Ma sono pochi e isolati. Il resto dell’elettorato è inchiodato: polarizzato, disilluso o semplicemente stanco. La stanza brucia, ma ci si litiga sulle finestre. Intanto chi è ai margini sopporta in silenzio. E chi dovrebbe ascoltare, preferisce misurare l’umore con sondaggi usa e getta.<br /> Il punto non è se il termostato funziona. È: chi può ancora usarlo? Chi ha voce, strumenti, attenzione? Chi è fuori dalla stanza, più che regolare il clima, si abitua. O si spegne. E la politica, intanto, continua a occuparsi della percezione. Il rischio non è solo il caldo o il freddo. È che nessuno si alzi più per cambiare l’aria.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giovanni Falcone e la bestemmia civile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giovanni-falcone-e-la-bestemmia-civile--65141308</link><description><![CDATA[C’è un confine tra la propaganda e la bestemmia civile. Forza Italia lo ha superato il 23 marzo 2025, al Politeama Garibaldi di Palermo, usando la voce di Giovanni Falcone come sottofondo al proprio convegno sulla giustizia. Un partito fondato da un pregiudicato, costruito da un condannato per concorso esterno, che si prende il lusso di evocare Falcone nel salotto dove si riabilita D’Alì e si cita Mangano come “eroe”.<br /> Falcone parlava di codice penale, di riforme, di impegno. Parlava da magistrato che conosceva il peso delle parole. Ma chi lo cita oggi lo fa per spingere una riforma – la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri – che lo stesso Falcone temeva. In Cose di Cosa Nostra, nel 1991, spiegava che una tale separazione avrebbe indebolito la lotta alla mafia, spezzando l’unità della magistratura e rendendo più vulnerabile il lavoro delle procure alle pressioni esterne.<br /> E mentre Forza Italia si commuove davanti alle sue frasi, ignora il proprio archivio giudiziario: Marcello Dell’Utri, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; Antonio D’Alì, 6 anni, stessa imputazione; Amedeo Matacena, 3 anni per contiguità con la ’ndrangheta; Nicola Cosentino, 10 anni per concorso esterno con il clan dei Casalesi; Giancarlo Pittelli, 11 anni in primo grado per aver operato a favore della ’ndrangheta; Salvatore Ferrigno, 10 anni in primo grado per voto di scambio politico-mafioso.<br /> Falcone non appartiene a un partito. Non può essere brandizzato. Non può essere usato come copertura da chi ha contribuito, anche solo per affinità, a rendere questo Paese meno giusto. Bisogna ricordarsi di ricordare, anche quando non conviene. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65141308</guid><pubDate>Thu, 27 Mar 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65141308/imported_d2d9bfa2_2bac_48e9_bb05_5175046f45a2.mp3" length="1813524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un confine tra la propaganda e la bestemmia civile. Forza Italia lo ha superato il 23 marzo 2025, al Politeama Garibaldi di Palermo, usando la voce di Giovanni Falcone come sottofondo al proprio convegno sulla giustizia. 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In Cose di Cosa Nostra, nel 1991, spiegava che una tale separazione avrebbe indebolito la lotta alla mafia, spezzando l’unità della magistratura e rendendo più vulnerabile il lavoro delle procure alle pressioni esterne.<br /> E mentre Forza Italia si commuove davanti alle sue frasi, ignora il proprio archivio giudiziario: Marcello Dell’Utri, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; Antonio D’Alì, 6 anni, stessa imputazione; Amedeo Matacena, 3 anni per contiguità con la ’ndrangheta; Nicola Cosentino, 10 anni per concorso esterno con il clan dei Casalesi; Giancarlo Pittelli, 11 anni in primo grado per aver operato a favore della ’ndrangheta; Salvatore Ferrigno, 10 anni in primo grado per voto di scambio politico-mafioso.<br /> Falcone non appartiene a un partito. Non può essere brandizzato. Non può essere usato come copertura da chi ha contribuito, anche solo per affinità, a rendere questo Paese meno giusto. Bisogna ricordarsi di ricordare, anche quando non conviene. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni e la geopolitica delle favole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-e-la-geopolitica-delle-favole--65113798</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni ha una capacità sorprendente: con una frase riesce a condensare tutta la sua visione del mondo. «Se andassimo a verificare, ci accorgeremmo che le competenze della Commissione europea sono maggiori di quelle del presidente degli Stati Uniti», ha dichiarato in Senato. Non era una provocazione, non un tentativo di ironia. Era proprio la sua idea.<br /> Pagella Politica ha smontato l'affermazione con un'analisi dettagliata: gli Stati Uniti sono uno Stato federale, l'Unione europea una confederazione. Il presidente Usa ha poteri esecutivi che vanno dalla politica estera alla difesa, dalle nomine ai trattati. La Commissione europea, invece, ha competenze delegate dai governi nazionali, limitate dai trattati e condivise con Parlamento e Consiglio. Paragonare i due ruoli non ha senso.<br /> Eppure, per Meloni, funziona. Perché nel suo mondo la realtà non è un dato oggettivo ma una costruzione ideologica. Il fine non è comprendere il funzionamento dell'Ue o degli Usa, ma demolire la prima per alimentare l'illusione di una sovranità nazionale che non esiste più. Così la Commissione europea diventa un mostro centralista e il presidente Usa un innocuo burocrate. Un capolavoro di propaganda.<br /> Il problema è che questa narrazione ha conseguenze reali. Se chi governa un Paese ha un’idea distorta delle istituzioni internazionali, finirà per prendere decisioni altrettanto distorte. Ed è esattamente quello che sta accadendo: un'Italia isolata, incapace di incidere nelle dinamiche globali, mentre Meloni racconta agli elettori una fiaba in cui l’Ue è il male e gli Stati nazionali sono la soluzione.<br /> Governano con l’ignoranza, ecco perché non sopportano cultura e scuola. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65113798</guid><pubDate>Wed, 26 Mar 2025 06:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65113798/imported_400b3df9_0fa7_4d59_a609_79cc48d41a2d.mp3" length="1751249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni ha una capacità sorprendente: con una frase riesce a condensare tutta la sua visione del mondo. «Se andassimo a verificare, ci accorgeremmo che le competenze della Commissione europea sono maggiori di quelle del presidente degli Stati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giorgia Meloni ha una capacità sorprendente: con una frase riesce a condensare tutta la sua visione del mondo. «Se andassimo a verificare, ci accorgeremmo che le competenze della Commissione europea sono maggiori di quelle del presidente degli Stati Uniti», ha dichiarato in Senato. Non era una provocazione, non un tentativo di ironia. Era proprio la sua idea.<br /> Pagella Politica ha smontato l'affermazione con un'analisi dettagliata: gli Stati Uniti sono uno Stato federale, l'Unione europea una confederazione. Il presidente Usa ha poteri esecutivi che vanno dalla politica estera alla difesa, dalle nomine ai trattati. La Commissione europea, invece, ha competenze delegate dai governi nazionali, limitate dai trattati e condivise con Parlamento e Consiglio. Paragonare i due ruoli non ha senso.<br /> Eppure, per Meloni, funziona. Perché nel suo mondo la realtà non è un dato oggettivo ma una costruzione ideologica. Il fine non è comprendere il funzionamento dell'Ue o degli Usa, ma demolire la prima per alimentare l'illusione di una sovranità nazionale che non esiste più. Così la Commissione europea diventa un mostro centralista e il presidente Usa un innocuo burocrate. Un capolavoro di propaganda.<br /> Il problema è che questa narrazione ha conseguenze reali. Se chi governa un Paese ha un’idea distorta delle istituzioni internazionali, finirà per prendere decisioni altrettanto distorte. Ed è esattamente quello che sta accadendo: un'Italia isolata, incapace di incidere nelle dinamiche globali, mentre Meloni racconta agli elettori una fiaba in cui l’Ue è il male e gli Stati nazionali sono la soluzione.<br /> Governano con l’ignoranza, ecco perché non sopportano cultura e scuola. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elon Musk e la libertà a intermittenza: censura su richiesta di Erdoğan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elon-musk-e-la-liberta-a-intermittenza-censura-su-richiesta-di-erdogan--65087300</link><description><![CDATA[Elon Musk, il paladino autoproclamato della libertà di parola, ha deciso che il dissenso in Turchia merita di essere silenziato. X, la piattaforma che aveva promesso di essere un faro di libertà espressiva, ha sospeso diversi account di oppositori del regime di Recep Tayyip Erdoğan proprio nel momento in cui la repressione si intensifica.<br /> Il pretesto? La solita narrazione della sicurezza nazionale. Dopo l'arresto di Ekrem İmamoğlu, principale rivale politico di Erdoğan, le proteste hanno invaso le piazze e le università turche. Gli account sospesi non erano altro che voci di attivisti che condividevano informazioni sui luoghi delle manifestazioni. Nessun contenuto violento, nessuna incitazione all'odio. Solo il diritto di informare e organizzarsi, quello che Musk diceva di voler difendere. Ma a quanto pare, la libertà di parola è un valore flessibile quando si tratta di proteggere il proprio business da un governo autoritario.<br /> Già nel 2023, alla vigilia delle elezioni turche, X aveva accettato di limitare l'accesso a determinati contenuti per evitare di essere bloccato nel paese. La storia si ripete: meglio censurare che rischiare il blackout totale. E Musk, con la sua consueta spavalderia, giustifica il tutto come una scelta obbligata. Nel frattempo, il governo turco rafforza il controllo: arresti di massa, blocco dei social, accuse di incitamento all'odio per chiunque osi sfidare il potere. Musk, da buon libertario di convenienza, esegue senza battere ciglio. La sua piattaforma si piega alle richieste di Ankara. Non è libertà di espressione, è commercio. E in questo mercato, la verità è la prima merce sacrificabile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65087300</guid><pubDate>Tue, 25 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65087300/imported_6097d59b_9376_473e_8e97_03a317d9e712.mp3" length="1795970" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Elon Musk, il paladino autoproclamato della libertà di parola, ha deciso che il dissenso in Turchia merita di essere silenziato. X, la piattaforma che aveva promesso di essere un faro di libertà espressiva, ha sospeso diversi account di oppositori del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Elon Musk, il paladino autoproclamato della libertà di parola, ha deciso che il dissenso in Turchia merita di essere silenziato. X, la piattaforma che aveva promesso di essere un faro di libertà espressiva, ha sospeso diversi account di oppositori del regime di Recep Tayyip Erdoğan proprio nel momento in cui la repressione si intensifica.<br /> Il pretesto? La solita narrazione della sicurezza nazionale. Dopo l'arresto di Ekrem İmamoğlu, principale rivale politico di Erdoğan, le proteste hanno invaso le piazze e le università turche. Gli account sospesi non erano altro che voci di attivisti che condividevano informazioni sui luoghi delle manifestazioni. Nessun contenuto violento, nessuna incitazione all'odio. Solo il diritto di informare e organizzarsi, quello che Musk diceva di voler difendere. Ma a quanto pare, la libertà di parola è un valore flessibile quando si tratta di proteggere il proprio business da un governo autoritario.<br /> Già nel 2023, alla vigilia delle elezioni turche, X aveva accettato di limitare l'accesso a determinati contenuti per evitare di essere bloccato nel paese. La storia si ripete: meglio censurare che rischiare il blackout totale. E Musk, con la sua consueta spavalderia, giustifica il tutto come una scelta obbligata. Nel frattempo, il governo turco rafforza il controllo: arresti di massa, blocco dei social, accuse di incitamento all'odio per chiunque osi sfidare il potere. Musk, da buon libertario di convenienza, esegue senza battere ciglio. La sua piattaforma si piega alle richieste di Ankara. Non è libertà di espressione, è commercio. E in questo mercato, la verità è la prima merce sacrificabile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quindi l’avevano riconosciuto?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quindi-l-avevano-riconosciuto--65053671</link><description><![CDATA[Iacchitè è un sito di informazione che parla in una terra dove il silenzio viene considerato una virtù. Dalle pagine del sito il direttore Gabriele Carchidi racconta le trame calabresi che spesso nell’informazione ingessate rimangono sotto traccia per non disturbare il potente di turno. <br /> Carchidi riceve insulti - ma quelli non lo sfiorano -, riceve minacce, riceve querele, una caterva di querele. <br /> Per questo nella Questura di Cosenza Carchidi è un volto noto. Le innumerevoli volte che è chiamato in Questura per la notifica delle denunce a suo carico hanno creato una consuetudine. E per questo Carchidi è conosciuto in città: cammina sul filo dell’odi et amo ed è stato la voce della squadra di calcio allo stadio. <br /> Sabato pomeriggio il giornalista è stato fermato da agenti di polizia mentre andava in redazione. Quelli gli chiedono i documenti, lui si stupisce e chiede il motivo. Quelli diventano più aggressivi, chiamano un’altra pattuglia. Un video benedetto mostra la scena: si vedono tre agenti che gli stanno addosso, lo spintonano, lo buttano per terra. Il giornalista perde una scarpa, qualcuno lo strattona per la felpa che gli scopre la schiena. Poi sopra, con il ginocchio.  Alla fine lo ammanettano e lo portano in Questura. <br /> Le ultime notizie pubblicate da Carchidi riguardano i poliziotti di Cosenza. Ci sono droga e soldi recuperati nei sequestri che scompaiono. Mentre lo pestavano uno dei poliziotti gli dice “sei un diffamatore”. Quindi l’avevano riconosciuto?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65053671</guid><pubDate>Mon, 24 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65053671/imported_ccbe05aa_09a5_4235_85d8_8c2b7271fb47.mp3" length="1655954" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Iacchitè è un sito di informazione che parla in una terra dove il silenzio viene considerato una virtù. 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E per questo Carchidi è conosciuto in città: cammina sul filo dell’odi et amo ed è stato la voce della squadra di calcio allo stadio. <br /> Sabato pomeriggio il giornalista è stato fermato da agenti di polizia mentre andava in redazione. Quelli gli chiedono i documenti, lui si stupisce e chiede il motivo. Quelli diventano più aggressivi, chiamano un’altra pattuglia. Un video benedetto mostra la scena: si vedono tre agenti che gli stanno addosso, lo spintonano, lo buttano per terra. Il giornalista perde una scarpa, qualcuno lo strattona per la felpa che gli scopre la schiena. Poi sopra, con il ginocchio.  Alla fine lo ammanettano e lo portano in Questura. <br /> Le ultime notizie pubblicate da Carchidi riguardano i poliziotti di Cosenza. Ci sono droga e soldi recuperati nei sequestri che scompaiono. Mentre lo pestavano uno dei poliziotti gli dice “sei un diffamatore”. Quindi l’avevano riconosciuto?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Italia il diritto allo studio non esiste</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-italia-il-diritto-allo-studio-non-esiste--65001469</link><description><![CDATA[In Italia il diritto allo studio non esiste: il destino educativo di un giovane è scritto nel reddito della famiglia. Secondo Istat, chi ha genitori laureati ha il 67,1% di probabilità di conseguire una laurea, mentre chi proviene da famiglie con un basso livello di istruzione si ferma al 12,8%. Il divario inizia già prima dell’università: il 23,9% dei figli di genitori con licenza media abbandona la scuola prima del diploma, un dato quindici volte superiore rispetto all’1,6% dei figli di laureati.<br /> Le politiche di sostegno sono un’illusione. Il contributo statale per i libri di testo e la borsa IoStudio – gli unici aiuti economici diretti – sono finanziati con appena 133 milioni e 40 milioni di euro all’anno, lo 0,008% del Pil. Non esistono dati pubblici su quanti studenti ne beneficino realmente, segno che il sistema non è solo sottodimensionato, ma anche inefficace. I beneficiari devono affrontare iter burocratici infiniti e spesso rinunciano a causa della scarsa informazione e dei ritardi nei pagamenti. Eppure, nei paesi con un più alto tasso di laureati, i finanziamenti all'istruzione rappresentano almeno il 5% del Pil, segno di una scelta politica chiara: investire nel futuro o condannarlo alla precarietà.<br /> L’Italia è il penultimo paese in Europa per numero di laureati tra i giovani. Senza investimenti strutturali, resterà un paese in cui la scuola non è un diritto ma un privilegio, dove la dispersione scolastica – sia esplicita che implicita – continua a condannare intere generazioni a un futuro già deciso. Se il governo volesse davvero premiare il merito, dovrebbe iniziare garantendo pari opportunità, anziché lasciare che siano i conti in banca a decidere chi può studiare e chi no. Ma il merito, in Italia, è solo una favola buona per i discorsi elettorali.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/65001469</guid><pubDate>Fri, 21 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/65001469/imported_fbe98a3e_d23f_4e85_95ce_7de26c66c758.mp3" length="1965244" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia il diritto allo studio non esiste: il destino educativo di un giovane è scritto nel reddito della famiglia. 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Non esistono dati pubblici su quanti studenti ne beneficino realmente, segno che il sistema non è solo sottodimensionato, ma anche inefficace. I beneficiari devono affrontare iter burocratici infiniti e spesso rinunciano a causa della scarsa informazione e dei ritardi nei pagamenti. Eppure, nei paesi con un più alto tasso di laureati, i finanziamenti all'istruzione rappresentano almeno il 5% del Pil, segno di una scelta politica chiara: investire nel futuro o condannarlo alla precarietà.<br /> L’Italia è il penultimo paese in Europa per numero di laureati tra i giovani. Senza investimenti strutturali, resterà un paese in cui la scuola non è un diritto ma un privilegio, dove la dispersione scolastica – sia esplicita che implicita – continua a condannare intere generazioni a un futuro già deciso. Se il governo volesse davvero premiare il merito, dovrebbe iniziare garantendo pari opportunità, anziché lasciare che siano i conti in banca a decidere chi può studiare e chi no. Ma il merito, in Italia, è solo una favola buona per i discorsi elettorali.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Immigrazione e criminalità? La bufala che piace alla politica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/immigrazione-e-criminalita-la-bufala-che-piace-alla-politica--64981396</link><description><![CDATA[Il racconto delle persone straniere nelle carceri italiane è un esempio di come il dibattito pubblico deformi i numeri: dati decontestualizzati, equazioni semplicistiche che suonano più come propaganda che analisi. Un’analisi di Facta lo dimostra: dietro le percentuali si nascondono fattori sociali, economici e giuridici che alterano la percezione.<br /> Al 31 gennaio 2025, secondo il ministero della Giustizia, le persone straniere detenute erano 19.622, il 31,6% del totale. Un dato spesso usato per collegare immigrazione e criminalità. Eppure, come riporta Facta, il tasso di detenzione degli stranieri è in calo da quindici anni: nel 2009 era dello 0,61%, oggi è sceso allo 0,35%, nonostante l'aumento della popolazione straniera residente. Il legame tra immigrazione e crimine, dunque, non regge.<br /> Gli stranieri hanno meno accesso alle misure alternative alla detenzione e sono più spesso incarcerati per reati di lieve entità. Il 91% delle condanne per violazioni della normativa sull'immigrazione riguarda loro: significa che molti sono in carcere per reati che un italiano non può commettere.<br /> Il sistema premia chi ha una rete sociale e affonda chi non ha tutele. Chi è senza alloggio difficilmente otterrà i domiciliari. Chi non ha una comunità rischia di rimanere in carcere in attesa di giudizio. Se è giovane e senza famiglia, finirà dietro le sbarre invece che in percorsi di reinserimento.<br /> La distorsione dei numeri serve a rafforzare pregiudizi. Ma i dati raccontano altro: il legame tra immigrazione e criminalità è un costrutto politico, non una realtà. L'ossessione securitaria non colpisce chi delinque, ma chi è più vulnerabile. Ed è questo che dovrebbe farci paura.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64981396</guid><pubDate>Thu, 20 Mar 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64981396/imported_38ff4438_b371_4b1d_a85f_958a98056cb0.mp3" length="1801822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il racconto delle persone straniere nelle carceri italiane è un esempio di come il dibattito pubblico deformi i numeri: dati decontestualizzati, equazioni semplicistiche che suonano più come propaganda che analisi. 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Il legame tra immigrazione e crimine, dunque, non regge.<br /> Gli stranieri hanno meno accesso alle misure alternative alla detenzione e sono più spesso incarcerati per reati di lieve entità. Il 91% delle condanne per violazioni della normativa sull'immigrazione riguarda loro: significa che molti sono in carcere per reati che un italiano non può commettere.<br /> Il sistema premia chi ha una rete sociale e affonda chi non ha tutele. Chi è senza alloggio difficilmente otterrà i domiciliari. Chi non ha una comunità rischia di rimanere in carcere in attesa di giudizio. Se è giovane e senza famiglia, finirà dietro le sbarre invece che in percorsi di reinserimento.<br /> La distorsione dei numeri serve a rafforzare pregiudizi. Ma i dati raccontano altro: il legame tra immigrazione e criminalità è un costrutto politico, non una realtà. L'ossessione securitaria non colpisce chi delinque, ma chi è più vulnerabile. Ed è questo che dovrebbe farci paura.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se l’Antimafia imbavaglia i giornalisti, chi resta a raccontare?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-l-antimafia-imbavaglia-i-giornalisti-chi-resta-a-raccontare--64963140</link><description><![CDATA[Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare antimafia, ha querelato Saverio Lodato. Un giornalista antimafia, che da cinquant’anni racconta la criminalità organizzata con nomi, fatti e dettagli, viene citato in giudizio da chi, per ruolo, dovrebbe tutelare il diritto di raccontare.<br /> Lodato lo ha annunciato pubblicamente. Una denuncia per diffamazione partita dalla procura di Roma per una trasmissione di Otto e Mezzo del 23 ottobre scorso, nella quale si era limitato a ricordare alcuni dati di fatto: una foto di Colosimo con Luigi Ciavardini, condannato per la strage di Bologna, la decisione di ignorare un dossier di 50 pagine sull’eversione nera presentato da Roberto Scarpinato e la richiesta della stessa Colosimo di sollevare la questione dell’incompatibilità. Nessuna opinione, nessuna illazione. Solo cronaca.<br /> Eppure, la presidente della commissione antimafia ha scelto la via giudiziaria. Un riflesso sempre più frequente tra esponenti politici e di governo, che reagiscono alle critiche con la querela facile, trasformando i tribunali in strumenti di intimidazione. Non c’è neanche l’originalità di un metodo nuovo: si reprime, si delegittima, si allude a inesistenti complotti e si tenta di zittire chi fa domande scomode. Un copione già visto.<br /> La Federazione nazionale della stampa e l’Assostampa Sicilia hanno espresso solidarietà a Lodato. Il sindacato dei giornalisti ricorda che il compito dell’informazione è quello di essere ‘cane da guardia della democrazia’. Se chi guida la commissione antimafia si sente minacciata dai fatti, il problema non è Lodato. Il problema è il rapporto tra stampa e potere, sostanzialmente è la democrazia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64963140</guid><pubDate>Wed, 19 Mar 2025 06:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64963140/imported_3c5fe176_3a93_4d62_a263_9a2162dc1136.mp3" length="1700675" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare antimafia, ha querelato Saverio Lodato. 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Nessuna opinione, nessuna illazione. Solo cronaca.<br /> Eppure, la presidente della commissione antimafia ha scelto la via giudiziaria. Un riflesso sempre più frequente tra esponenti politici e di governo, che reagiscono alle critiche con la querela facile, trasformando i tribunali in strumenti di intimidazione. Non c’è neanche l’originalità di un metodo nuovo: si reprime, si delegittima, si allude a inesistenti complotti e si tenta di zittire chi fa domande scomode. Un copione già visto.<br /> La Federazione nazionale della stampa e l’Assostampa Sicilia hanno espresso solidarietà a Lodato. Il sindacato dei giornalisti ricorda che il compito dell’informazione è quello di essere ‘cane da guardia della democrazia’. Se chi guida la commissione antimafia si sente minacciata dai fatti, il problema non è Lodato. 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L'Italia è l'ultima in Europa per tasso di occupazione, con appena il 62,2% delle persone tra i 15 e i 64 anni che lavorano. Otto punti in meno rispetto alla media europea, che si attesta al 70,9%. Sono i dati più recenti di Eurostat, che nel suo ultimo rapporto ha certificato come il nostro Paese resti fanalino di coda in Europa per il lavoro.<br /><br /> Il divario è ancora più marcato per le donne: in Italia lavora solo il 53,1%, mentre la media europea si attesta al 66,3%. Ancora più critica la situazione dei giovani: il tasso di occupazione tra i 15 e i 24 anni è appena del 19,2%, contro il 34,8% dell'Unione europea. Un distacco di oltre quindici punti percentuali. Nel complesso, il tasso di disoccupazione ufficiale è al 9,7%, ma con enormi differenze territoriali: nel Sud sfiora il 17%.<br /><br /> Nonostante questi dati allarmanti, l'agenda politica continua a muoversi in altre direzioni. Il governo rivendica una crescita occupazionale, ma si tratta di un aumento inferiore alla media UE. Nel frattempo, l'attenzione politica sembra spostarsi sul riarmo: il bilancio della difesa è aumentato fino al 2% del PIL, mentre le misure strutturali per l'occupazione restano insufficienti.<br /><br /> Nel frattempo, il paese reale sprofonda. I giovani senza impiego non vedono futuro, le donne rimangono ai margini del mercato del lavoro e chi lavora spesso lo fa con salari indegni. Ma la propaganda è più forte dei numeri. Così si celebra una crescita illusoria mentre l'Italia resta fanalino di coda dell'Europa. Forse è il caso di smettere di nascondere la realtà dietro cortine di fumo e iniziare a guardare in faccia il problema. Prima che sia troppo tardi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizial<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64945424</guid><pubDate>Tue, 18 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64945424/imported_f1187b41_ae69_4b80_8d42_3242ebd05a66.mp3" length="1780924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C'è una realtà che svanisce ogni giorno nella polvere della propaganda. L'Italia è l'ultima in Europa per tasso di occupazione, con appena il 62,2% delle persone tra i 15 e i 64 anni che lavorano. Otto punti in meno rispetto alla media europea, che si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C'è una realtà che svanisce ogni giorno nella polvere della propaganda. L'Italia è l'ultima in Europa per tasso di occupazione, con appena il 62,2% delle persone tra i 15 e i 64 anni che lavorano. Otto punti in meno rispetto alla media europea, che si attesta al 70,9%. Sono i dati più recenti di Eurostat, che nel suo ultimo rapporto ha certificato come il nostro Paese resti fanalino di coda in Europa per il lavoro.<br /><br /> Il divario è ancora più marcato per le donne: in Italia lavora solo il 53,1%, mentre la media europea si attesta al 66,3%. Ancora più critica la situazione dei giovani: il tasso di occupazione tra i 15 e i 24 anni è appena del 19,2%, contro il 34,8% dell'Unione europea. Un distacco di oltre quindici punti percentuali. Nel complesso, il tasso di disoccupazione ufficiale è al 9,7%, ma con enormi differenze territoriali: nel Sud sfiora il 17%.<br /><br /> Nonostante questi dati allarmanti, l'agenda politica continua a muoversi in altre direzioni. Il governo rivendica una crescita occupazionale, ma si tratta di un aumento inferiore alla media UE. Nel frattempo, l'attenzione politica sembra spostarsi sul riarmo: il bilancio della difesa è aumentato fino al 2% del PIL, mentre le misure strutturali per l'occupazione restano insufficienti.<br /><br /> Nel frattempo, il paese reale sprofonda. I giovani senza impiego non vedono futuro, le donne rimangono ai margini del mercato del lavoro e chi lavora spesso lo fa con salari indegni. Ma la propaganda è più forte dei numeri. Così si celebra una crescita illusoria mentre l'Italia resta fanalino di coda dell'Europa. Forse è il caso di smettere di nascondere la realtà dietro cortine di fumo e iniziare a guardare in faccia il problema. Prima che sia troppo tardi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizial<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il modello italiano della non-crescita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-modello-italiano-della-non-crescita--64923552</link><description><![CDATA[Diciassette anni per tornare al punto di partenza. L’Italia è un paese che corre con la marcia ingranata sulla crisi del 2008 e, quando finalmente torna in pari, scopre che gli altri sono già lontani. Nel 2024 il Pil italiano è cresciuto dello 0,7%, meno della media dell’Unione europea (1%) e della Francia (1,2%), mentre la Spagna ha fatto un balzo del 3,2%. Ma il dato più implacabile è la fotografia di lungo periodo: tra il 2004 e il 2024, mentre l’Unione europea cresceva del 29%, l’Italia è rimasta ferma a un misero +5%. Peggio di noi, solo la Grecia.<br /> Lorenzo Ruffino, numeri alla mano, smonta ogni alibi: il nostro è un modello consolidato di stagnazione. La Germania e la Francia hanno visto il loro Pil aumentare del 25%, la Spagna del 29%, la Polonia e l’Irlanda lo hanno più che raddoppiato. Noi, invece, restiamo ostaggio di un’economia che non investe, di una produttività ferma e di un mercato del lavoro che non decolla.<br /> Diciassette anni per tornare a un Pil pre-crisi: ma nel frattempo sono crollati i salari reali, è esplosa la precarietà e si è allargata la forbice con il resto d’Europa. Il problema non è solo crescere poco, ma abituarsi a non crescere affatto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64923552</guid><pubDate>Mon, 17 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64923552/imported_f6f11cf1_eb85_46a8_a5e7_a16194ff81d7.mp3" length="1379683" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Diciassette anni per tornare al punto di partenza. L’Italia è un paese che corre con la marcia ingranata sulla crisi del 2008 e, quando finalmente torna in pari, scopre che gli altri sono già lontani. Nel 2024 il Pil italiano è cresciuto dello 0,7%,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Diciassette anni per tornare al punto di partenza. L’Italia è un paese che corre con la marcia ingranata sulla crisi del 2008 e, quando finalmente torna in pari, scopre che gli altri sono già lontani. Nel 2024 il Pil italiano è cresciuto dello 0,7%, meno della media dell’Unione europea (1%) e della Francia (1,2%), mentre la Spagna ha fatto un balzo del 3,2%. Ma il dato più implacabile è la fotografia di lungo periodo: tra il 2004 e il 2024, mentre l’Unione europea cresceva del 29%, l’Italia è rimasta ferma a un misero +5%. Peggio di noi, solo la Grecia.<br /> Lorenzo Ruffino, numeri alla mano, smonta ogni alibi: il nostro è un modello consolidato di stagnazione. La Germania e la Francia hanno visto il loro Pil aumentare del 25%, la Spagna del 29%, la Polonia e l’Irlanda lo hanno più che raddoppiato. Noi, invece, restiamo ostaggio di un’economia che non investe, di una produttività ferma e di un mercato del lavoro che non decolla.<br /> Diciassette anni per tornare a un Pil pre-crisi: ma nel frattempo sono crollati i salari reali, è esplosa la precarietà e si è allargata la forbice con il resto d’Europa. Il problema non è solo crescere poco, ma abituarsi a non crescere affatto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>87</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Predicare il privato, incassare il pubblico: la lezione di Vincenzo Boccia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/predicare-il-privato-incassare-il-pubblico-la-lezione-di-vincenzo-boccia--64868968</link><description><![CDATA[C'era una volta Vincenzo Boccia, l'instancabile difensore del libero mercato, quello che, da presidente di Confindustria, tuonava contro ogni ingerenza statale nell’economia, declamando la Thatcher e i suoi precetti come fossero versetti sacri. Poi un giorno, l’ex paladino dell’impresa pura e senza stampelle pubbliche si è ritrovato a celebrare un matrimonio d'affari con lo Stato, nella veste di Invitalia, l'agenzia controllata dal ministero dell'Economia che ora entra con il 25% nella sua Boccia Industria Grafica (Big).<br /> Le nozze societarie fra Boccia e Saverio Addante (Promomedia) sanciscono la nascita di un colosso della stampa e della distribuzione, ma con una benedizione che sa di denaro pubblico. Invitalia, guidata da Bernardo Mattarella, ci mette i soldi del Fondo Salvaguardia Imprese, lo stesso che il governo Meloni dice di voler usare con parsimonia. E così, il profeta dell’iniziativa privata si scopre improvvisamente bisognoso dell’interventismo statale che ha sempre criticato.<br /> I numeri parlano chiaro: Arti Grafiche Boccia usciva da anni di crisi, con 30 milioni di debiti e perdite a bilancio. Eppure, oggi l’ex presidente di Confindustria si fa cantore della sinergia pubblico-privato, parla di 'salto da azienda familiare ad azienda istituzione'. Forse perché, quando serve, lo Stato non è più un ostacolo, ma una rete di sicurezza.<br /> L'operazione è il perfetto paradigma dell'industriale italiano che si straccia le vesti per il mercato libero quando si tratta di detassare, deregolamentare, licenziare, ma poi non disdegna il salvagente statale se le cose si mettono male. Boccia predicava il mercato, ma ora brinda con il pubblico. Gli ideali, in fondo, si piegano sempre di fronte alla necessità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64868968</guid><pubDate>Fri, 14 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64868968/imported_75fbfe16_0b47_485e_9ec8_3302a82107e2.mp3" length="1746233" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C'era una volta Vincenzo Boccia, l'instancabile difensore del libero mercato, quello che, da presidente di Confindustria, tuonava contro ogni ingerenza statale nell’economia, declamando la Thatcher e i suoi precetti come fossero versetti sacri. 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E così, il profeta dell’iniziativa privata si scopre improvvisamente bisognoso dell’interventismo statale che ha sempre criticato.<br /> I numeri parlano chiaro: Arti Grafiche Boccia usciva da anni di crisi, con 30 milioni di debiti e perdite a bilancio. Eppure, oggi l’ex presidente di Confindustria si fa cantore della sinergia pubblico-privato, parla di 'salto da azienda familiare ad azienda istituzione'. Forse perché, quando serve, lo Stato non è più un ostacolo, ma una rete di sicurezza.<br /> L'operazione è il perfetto paradigma dell'industriale italiano che si straccia le vesti per il mercato libero quando si tratta di detassare, deregolamentare, licenziare, ma poi non disdegna il salvagente statale se le cose si mettono male. Boccia predicava il mercato, ma ora brinda con il pubblico. Gli ideali, in fondo, si piegano sempre di fronte alla necessità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini si assedia da solo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-si-assedia-da-solo--64847431</link><description><![CDATA[Matteo Salvini ha deciso che il congresso della Lega sarà un plebiscito su se stesso. Il primo della sua era, nella fortezza blindata di Firenze. Il leader vuole evitare sorprese e si affida al metodo più sicuro: un solo candidato, lui. Ma se l'assenza di rivali dovrebbe garantire un'elezione senza scossoni, i malumori interni sono più forti che mai.<br /> E proprio per domarli, Salvini si aggrappa a una mossa disperata: portare dentro Roberto Vannacci. Un ex generale, idolo dell’estrema destra, inviso a Bruxelles e mal sopportato dai dirigenti leghisti. Non ha nemmeno la tessera, ma Salvini è pronto a offrirgli una poltrona da vicesegretario pur di evitare che si metta di traverso. Una forzatura che ha già prodotto scossoni: la responsabile organizzativa toscana si è dimessa, le tensioni con l’ala lombarda e veneta aumentano e persino nel partito c’è chi storce il naso. Perché Vannacci, con il suo estremismo, è più un elemento di instabilità che una risorsa.<br /> Salvini, in affanno, cerca di tenere insieme un partito che si sfilaccia. Calderoli prova a riorganizzarlo con un nuovo statuto, il consiglio federale si allarga per dare spazio al Sud, ma la verità è che la Lega è ormai un partito senza un’identità chiara. I veneti vedono il congresso come una perdita di tempo, i lombardi osservano con sospetto l’ennesimo tentativo di Salvini di rafforzarsi con manovre azzardate. Il leader gioca d’azzardo con Vannacci, sperando che basti un nome a placare il malcontento. Ma il rischio è altissimo: se l’ex generale dovesse diventare ingombrante, la gestione interna del partito potrebbe trasformarsi in un caos ancora più ingestibile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64847431</guid><pubDate>Thu, 13 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64847431/imported_217e8d76_fd45_4046_840e_85ae972e1b95.mp3" length="1742471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Matteo Salvini ha deciso che il congresso della Lega sarà un plebiscito su se stesso. 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Una forzatura che ha già prodotto scossoni: la responsabile organizzativa toscana si è dimessa, le tensioni con l’ala lombarda e veneta aumentano e persino nel partito c’è chi storce il naso. Perché Vannacci, con il suo estremismo, è più un elemento di instabilità che una risorsa.<br /> Salvini, in affanno, cerca di tenere insieme un partito che si sfilaccia. Calderoli prova a riorganizzarlo con un nuovo statuto, il consiglio federale si allarga per dare spazio al Sud, ma la verità è che la Lega è ormai un partito senza un’identità chiara. I veneti vedono il congresso come una perdita di tempo, i lombardi osservano con sospetto l’ennesimo tentativo di Salvini di rafforzarsi con manovre azzardate. Il leader gioca d’azzardo con Vannacci, sperando che basti un nome a placare il malcontento. Ma il rischio è altissimo: se l’ex generale dovesse diventare ingombrante, la gestione interna del partito potrebbe trasformarsi in un caos ancora più ingestibile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Musk e l’algoritmo della paternità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/musk-e-l-algoritmo-della-paternita--64823113</link><description><![CDATA[Elon Musk, eroe della destra italiana che si fa vanto di difendere la "famiglia tradizionale", ha un approccio alla paternità che potrebbe far storcere il naso persino ai suoi più ferventi sostenitori. Sua figlia Vivian Jenna Wilson lo accusa apertamente: "Mio padre ha pagato per farmi nascere maschio". Non è solo una polemica familiare, è il ritratto di una visione del mondo in cui persino la nascita diventa una questione di transazione economica.<br /><br /> Musk, che di figli ne ha quattordici, ha fatto della fecondazione in vitro con selezione del sesso una prassi ingegneristica, scegliendo maschi come se fosse una decisione di design, una selezione naturale al computer. Ma quando Vivian ha deciso di affermare la propria identità, il rapporto si è spezzato. Nel 2022 ha cambiato nome e genere e ha interrotto ogni legame con il padre. Musk ha risposto con la consueta retorica vittimistica: "Ucciso dalla cultura woke".<br /><br /> Eppure, proprio mentre la destra italiana esalta Musk come paladino della libertà di parola e della lotta contro il "politicamente corretto", nessuno sembra avere il coraggio di mettere in discussione il suo concetto di famiglia. Il modello che difendono è quello di un uomo che ha ridotto la genitorialità a un algoritmo, la nascita a un prodotto da ordinare su misura.<br /><br /> Vivian non ha solo rinnegato il padre. Ha smascherato l'ipocrisia di chi predica la famiglia naturale e poi applaude un miliardario che tratta i figli come un investimento. Perché l'unico valore che sembra contare davvero, nella destra sovranista, non è quello della famiglia, ma quello del mercato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64823113</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64823113/imported_775ca462_83d1_4b4a_83e9_a4f91fbe3f27.mp3" length="1733276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Elon Musk, eroe della destra italiana che si fa vanto di difendere la "famiglia tradizionale", ha un approccio alla paternità che potrebbe far storcere il naso persino ai suoi più ferventi sostenitori. 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Musk ha risposto con la consueta retorica vittimistica: "Ucciso dalla cultura woke".<br /><br /> Eppure, proprio mentre la destra italiana esalta Musk come paladino della libertà di parola e della lotta contro il "politicamente corretto", nessuno sembra avere il coraggio di mettere in discussione il suo concetto di famiglia. Il modello che difendono è quello di un uomo che ha ridotto la genitorialità a un algoritmo, la nascita a un prodotto da ordinare su misura.<br /><br /> Vivian non ha solo rinnegato il padre. Ha smascherato l'ipocrisia di chi predica la famiglia naturale e poi applaude un miliardario che tratta i figli come un investimento. Perché l'unico valore che sembra contare davvero, nella destra sovranista, non è quello della famiglia, ma quello del mercato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'era atomica è tornata</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-era-atomica-e-tornata--64796438</link><description><![CDATA[Il mondo sta tornando a ballare sull’orlo dell’abisso nucleare, e questa volta il pericolo non arriva da paesi canaglia o gruppi terroristici, ma dagli ex alleati degli Stati Uniti. Gideon Rose, analista del Council on Foreign Relations, avverte che la politica isolazionista dell’amministrazione Trump e la demolizione sistematica degli accordi internazionali stanno scardinando il fragile equilibrio costruito dal secondo dopoguerra. E quando la fiducia nei garanti della sicurezza svanisce, la tentazione atomica diventa irresistibile.<br /> La non proliferazione non è mai stata un automatismo: è stata un patto implicito tra chi rinunciava all’arma suprema e chi garantiva protezione. Washington, finora, era il perno di questo sistema. Ma se la Casa Bianca si sfila, gli scudi protettivi si sgretolano e ogni Stato è costretto a pensare alla propria sopravvivenza. Rose sottolinea che Francia e Regno Unito hanno già iniziato a discutere di estendere il loro ombrello nucleare ad altri partner europei, mentre in Asia, Giappone e Corea del Sud potrebbero decidere di dotarsi di una deterrenza indipendente.<br /> L’errore fatale è stato pensare che la deterrenza fosse un privilegio esclusivo delle superpotenze. La storia recente dimostra il contrario: l’Ucraina, privata del suo arsenale nucleare dopo la dissoluzione sovietica, ha scoperto sulla propria pelle cosa significa fidarsi delle garanzie occidentali. E ora l’Europa orientale, di fronte all’incertezza americana, inizia ad armarsi ancora di più<br /> Il mondo si troverà di fronte a una corsa agli armamenti senza precedenti, un’era di crisi nucleari inedite. Rose avverte che il futuro, ormai, è una partita giocata sull’orlo dell’Apocalisse.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64796438</guid><pubDate>Tue, 11 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64796438/imported_946629a0_3da8_48f4_853f_acd5a7607bf9.mp3" length="1777998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il mondo sta tornando a ballare sull’orlo dell’abisso nucleare, e questa volta il pericolo non arriva da paesi canaglia o gruppi terroristici, ma dagli ex alleati degli Stati Uniti. 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Rose sottolinea che Francia e Regno Unito hanno già iniziato a discutere di estendere il loro ombrello nucleare ad altri partner europei, mentre in Asia, Giappone e Corea del Sud potrebbero decidere di dotarsi di una deterrenza indipendente.<br /> L’errore fatale è stato pensare che la deterrenza fosse un privilegio esclusivo delle superpotenze. La storia recente dimostra il contrario: l’Ucraina, privata del suo arsenale nucleare dopo la dissoluzione sovietica, ha scoperto sulla propria pelle cosa significa fidarsi delle garanzie occidentali. E ora l’Europa orientale, di fronte all’incertezza americana, inizia ad armarsi ancora di più<br /> Il mondo si troverà di fronte a una corsa agli armamenti senza precedenti, un’era di crisi nucleari inedite. Rose avverte che il futuro, ormai, è una partita giocata sull’orlo dell’Apocalisse.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il mito dei miliardari ribelli: così i poveri applaudono chi li sfrutta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-mito-dei-miliardari-ribelli-cosi-i-poveri-applaudono-chi-li-sfrutta--64780615</link><description><![CDATA[C’era una volta il capitalismo degli industriali, quelli che producevano beni e vendevano merci. Ora c’è quello dei broligarchi, padroni della tecnologia e dell’informazione, che con un clic spostano capitali, modificano algoritmi e governano società intere. Non sono più alleati del potere politico: lo hanno inglobato. Trump è il loro parafulmine, Musk il loro alfiere, e attorno a loro ruota una cerchia di oligarchi che non hanno bisogno di candidarsi: modellano la realtà a loro uso e consumo. E lo fanno con la prepotenza dei predestinati, gli stessi che vedono lo Stato come un fastidio da smantellare e la democrazia come una zavorra da eliminare.<br /> Il problema non è solo il loro strapotere economico, ma la fascinazione che esercitano su chi dalla tecnologia si aspettava un futuro più giusto. Perché mai le classi popolari dovrebbero idolatrare miliardari che vogliono liberarsi di ogni regolamentazione e trasformare il mondo in un’arena per pochi eletti? Forse perché questi nuovi dominatori si vendono come rivoluzionari, mentre la loro unica rivoluzione è l’abolizione di ogni freno ai loro interessi.<br /> Non è solo un déjà vu del passato, è un medioevo prossimo venturo, dove i broligarchi si sostituiscono alla nobiltà di sangue e i nuovi feudatari si comprano le leggi, i governi e perfino il consenso. Ma la storia è ciclica: il loro ego smisurato sarà il loro punto debole. Il problema è quanto tempo ci vorrà prima che se ne accorgano anche quelli che ancora li acclamano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64780615</guid><pubDate>Mon, 10 Mar 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64780615/imported_d3cf456c_b458_4e4f_8652_4a31a8a6a48c.mp3" length="1679777" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’era una volta il capitalismo degli industriali, quelli che producevano beni e vendevano merci. 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E lo fanno con la prepotenza dei predestinati, gli stessi che vedono lo Stato come un fastidio da smantellare e la democrazia come una zavorra da eliminare.<br /> Il problema non è solo il loro strapotere economico, ma la fascinazione che esercitano su chi dalla tecnologia si aspettava un futuro più giusto. Perché mai le classi popolari dovrebbero idolatrare miliardari che vogliono liberarsi di ogni regolamentazione e trasformare il mondo in un’arena per pochi eletti? Forse perché questi nuovi dominatori si vendono come rivoluzionari, mentre la loro unica rivoluzione è l’abolizione di ogni freno ai loro interessi.<br /> Non è solo un déjà vu del passato, è un medioevo prossimo venturo, dove i broligarchi si sostituiscono alla nobiltà di sangue e i nuovi feudatari si comprano le leggi, i governi e perfino il consenso. Ma la storia è ciclica: il loro ego smisurato sarà il loro punto debole. Il problema è quanto tempo ci vorrà prima che se ne accorgano anche quelli che ancora li acclamano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Più governi autoritari, meno indignazione: l’abitudine al peggio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piu-governi-autoritari-meno-indignazione-l-abitudine-al-peggio--64738276</link><description><![CDATA[Il mondo non è democratico. Lo sapevamo, ma ora lo misuriamo: meno della metà della popolazione vive in un paese che possa definirsi tale, e solo un risicato 8,5% si trova in una democrazia completa. Il Democracy Index 2024, riportato da Lorenzo Ruffino, lo conferma: i paesi che garantiscono libertà civili, istituzioni indipendenti e reale pluralismo sono un club ristretto, mentre il resto del pianeta naviga tra compromessi, frodi elettorali e regimi autoritari.<br /> E l'Italia? Fa parte delle democrazie imperfette, con un punteggio di 7,58, in costante calo rispetto agli altri grandi paesi europei. Perché? Il deterioramento non è un evento improvviso, ma il frutto di una cultura politica che accetta restrizioni alla libertà di stampa, l’indebolimento delle istituzioni e la riduzione dello spazio per il dissenso. Democrazia non è solo votare: è poterlo fare in un contesto di reale libertà, senza condizionamenti, senza il rischio che il potere si accaparri ciò che non gli spetta.<br /> Il punto è che il declino democratico non fa rumore. Non si presenta con golpe e carri armati, ma con riforme silenziose, leggi che restringono diritti, la normalizzazione dell’autoritarismo quotidiano. Lorenzo Ruffino sottolinea che dal 2014 l'indice globale è in calo, passando da 5,1 a 4,5 nel 2024. La libertà si assottiglia un poco alla volta, fino a quando ci si accorge che non c'è più. Se l'Italia è imperfetta, il rischio è che continui a scivolare verso il basso senza neanche accorgersene. Intanto, le democrazie complete restano una minoranza, bastioni sempre più isolati in un mondo che sembra scivolare indietro. E chi perde terreno, spesso non lo recupera.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64738276</guid><pubDate>Fri, 07 Mar 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64738276/imported_4678666e_e343_4099_9a41_b4ef67d032cd.mp3" length="1880398" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il mondo non è democratico. Lo sapevamo, ma ora lo misuriamo: meno della metà della popolazione vive in un paese che possa definirsi tale, e solo un risicato 8,5% si trova in una democrazia completa. 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Democrazia non è solo votare: è poterlo fare in un contesto di reale libertà, senza condizionamenti, senza il rischio che il potere si accaparri ciò che non gli spetta.<br /> Il punto è che il declino democratico non fa rumore. Non si presenta con golpe e carri armati, ma con riforme silenziose, leggi che restringono diritti, la normalizzazione dell’autoritarismo quotidiano. Lorenzo Ruffino sottolinea che dal 2014 l'indice globale è in calo, passando da 5,1 a 4,5 nel 2024. La libertà si assottiglia un poco alla volta, fino a quando ci si accorge che non c'è più. Se l'Italia è imperfetta, il rischio è che continui a scivolare verso il basso senza neanche accorgersene. Intanto, le democrazie complete restano una minoranza, bastioni sempre più isolati in un mondo che sembra scivolare indietro. E chi perde terreno, spesso non lo recupera.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trentini, il prigioniero dimenticato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trentini-il-prigioniero-dimenticato--64717032</link><description><![CDATA[Alberto Trentini è ostaggio in Venezuela da oltre cento giorni. Chi ne parla? Qualche testata, qualche giornalista, una comunità che si è messa a digiunare per lui. Troppo poco.<br /> Trentini non è un avventuriero né un criminale. È un cooperante di Humanity &amp; Inclusion, un’organizzazione umanitaria che assiste persone con disabilità. Il 15 novembre scorso, mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito per portare aiuti, è stato arrestato a un posto di blocco e consegnato direttamente al controspionaggio militare di Maduro. Da allora è in carcere senza accuse formali. Non può comunicare con la sua famiglia, non riceve cure mediche. Neanche l’ambasciata italiana è riuscita a vederlo.<br /> Eppure, nel silenzio istituzionale, qualcosa si muove. 77.500 firme raccolte per chiedere la sua liberazione. Un digiuno a staffetta avviato dalla sua famiglia e dai suoi amici, con l’adesione della Chiesa veneziana. Un flash mob organizzato da Articolo 21. La comunità si mobilita, le istituzioni assicurano che "tutti i canali sono attivati". Ma nel frattempo Alberto resta prigioniero.<br /> A Roma, il governo dice di star facendo il possibile. Il sottosegretario Mantovano parla di una "situazione difficile", di "equilibri delicati". C’è da credere che le pressioni diplomatiche non siano facili. Ma viene da chiedersi perché ci siano prigionieri che diventano simboli nazionali e altri che restano fantasmi.<br /> Cecilia Sala, Chico Forti, Ilaria Salis: tutti hanno scatenato ondate di mobilitazione e polemiche. Per Alberto Trentini, invece, si va avanti a piccoli passi, nell’indifferenza generale. Forse non ha il volto "instagrammabile" giusto. Forse la sua storia non è abbastanza "spettacolare" per entrare nei talk show.<br /> Ma una cosa è certa: più la sua vicenda resta nell’ombra, più sarà difficile tirarlo fuori.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64717032</guid><pubDate>Thu, 06 Mar 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64717032/imported_2d4a3263_7873_4b56_b6ac_ad9b58c4d9de.mp3" length="1850723" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Alberto Trentini è ostaggio in Venezuela da oltre cento giorni. Chi ne parla? 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Trentini non è un avventuriero né un criminale. È un cooperante di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alberto Trentini è ostaggio in Venezuela da oltre cento giorni. Chi ne parla? Qualche testata, qualche giornalista, una comunità che si è messa a digiunare per lui. Troppo poco.<br /> Trentini non è un avventuriero né un criminale. È un cooperante di Humanity &amp; Inclusion, un’organizzazione umanitaria che assiste persone con disabilità. Il 15 novembre scorso, mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito per portare aiuti, è stato arrestato a un posto di blocco e consegnato direttamente al controspionaggio militare di Maduro. Da allora è in carcere senza accuse formali. Non può comunicare con la sua famiglia, non riceve cure mediche. Neanche l’ambasciata italiana è riuscita a vederlo.<br /> Eppure, nel silenzio istituzionale, qualcosa si muove. 77.500 firme raccolte per chiedere la sua liberazione. Un digiuno a staffetta avviato dalla sua famiglia e dai suoi amici, con l’adesione della Chiesa veneziana. Un flash mob organizzato da Articolo 21. La comunità si mobilita, le istituzioni assicurano che "tutti i canali sono attivati". Ma nel frattempo Alberto resta prigioniero.<br /> A Roma, il governo dice di star facendo il possibile. Il sottosegretario Mantovano parla di una "situazione difficile", di "equilibri delicati". C’è da credere che le pressioni diplomatiche non siano facili. Ma viene da chiedersi perché ci siano prigionieri che diventano simboli nazionali e altri che restano fantasmi.<br /> Cecilia Sala, Chico Forti, Ilaria Salis: tutti hanno scatenato ondate di mobilitazione e polemiche. Per Alberto Trentini, invece, si va avanti a piccoli passi, nell’indifferenza generale. Forse non ha il volto "instagrammabile" giusto. Forse la sua storia non è abbastanza "spettacolare" per entrare nei talk show.<br /> Ma una cosa è certa: più la sua vicenda resta nell’ombra, più sarà difficile tirarlo fuori.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’Europa si militarizza e la Borsa brinda</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-europa-si-militarizza-e-la-borsa-brinda--64701929</link><description><![CDATA[Le industrie militari volano in Borsa. Leonardo ha registrato un incremento del 11,26%, Fincantieri del 7,14%, Iveco del 5,46%, Avio del 7,22%. Stesso trend nelle altre borse europee: Bae Systems +13,2%, Rheinmetall +11,35%, Thales +13,33%, Rolls Royce +5,65%, Airbus +2,72%, Safran +2,04%. A ogni tensione internazionale, i listini premiano chi produce armi, trasformando i conflitti in opportunità finanziarie.<br /> Secondo Milano Finanza, la crescita è legata alle dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha affermato la necessità di riarmare l’Unione europea e aumentare il sostegno all’Ucraina. L’annuncio ha innescato un aumento delle quotazioni, alimentato anche dalla prospettiva di un fondo speciale per la difesa in Germania da 400 miliardi di euro, che porterebbe la spesa tedesca per il settore tra il 2,25% e il 2,75% del PIL. Un'economia che trova nel riarmo il suo motore, con miliardi di euro che scorrono senza troppe resistenze nei bilanci delle aziende belliche, mentre i fondi per il welfare vengono sempre giustificati con la scarsità di risorse. È una finanza che festeggia apertamente ogni passo verso la militarizzazione dell'Europa.<br /> Nel prossimo vertice del Consiglio europeo del 6 marzo, i leader dell’Ue discuteranno strategie di finanziamento per l’aumento delle spese militari. Secondo Bloomberg, c’è un consenso crescente per un’accelerazione del riarmo europeo. Gli analisti prevedono che la tendenza possa consolidarsi con ulteriori fondi straordinari per la difesa. Il messaggio è chiaro: la guerra è diventata un business strutturale. E i mercati lo sanno bene.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64701929</guid><pubDate>Wed, 05 Mar 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64701929/imported_085ae040_a0f8_4ed8_87f6_4ec5c0d9f0df.mp3" length="1727425" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le industrie militari volano in Borsa. Leonardo ha registrato un incremento del 11,26%, Fincantieri del 7,14%, Iveco del 5,46%, Avio del 7,22%. 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L’annuncio ha innescato un aumento delle quotazioni, alimentato anche dalla prospettiva di un fondo speciale per la difesa in Germania da 400 miliardi di euro, che porterebbe la spesa tedesca per il settore tra il 2,25% e il 2,75% del PIL. Un'economia che trova nel riarmo il suo motore, con miliardi di euro che scorrono senza troppe resistenze nei bilanci delle aziende belliche, mentre i fondi per il welfare vengono sempre giustificati con la scarsità di risorse. È una finanza che festeggia apertamente ogni passo verso la militarizzazione dell'Europa.<br /> Nel prossimo vertice del Consiglio europeo del 6 marzo, i leader dell’Ue discuteranno strategie di finanziamento per l’aumento delle spese militari. Secondo Bloomberg, c’è un consenso crescente per un’accelerazione del riarmo europeo. Gli analisti prevedono che la tendenza possa consolidarsi con ulteriori fondi straordinari per la difesa. Il messaggio è chiaro: la guerra è diventata un business strutturale. E i mercati lo sanno bene.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Pil che non conta (ma solo quando fa comodo)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pil-che-non-conta-ma-solo-quando-fa-comodo--64678649</link><description><![CDATA[Quando a inizio febbraio uno studio della fondazione Gimbe ha certificato che la percentuale del Pil destinata alla spesa sanitaria totale è in calo dello 0,6%, si è scatenato un putiferio. Alcuni leader di partito della maggioranza hanno innescato attacchi diretti al presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, e altri hanno contestato il metodo. Le percentuali sul Pil non contano, hanno spiegato dalla maggioranza. La cosmesi dei numeri della maggioranza passa dalla semplificazione utile per la propaganda: se la spesa sanitaria cresce, nessuno deve permettersi di fiatare. Francesco Zaffini, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Affari Sociali del Senato, già lo scorso ottobre l’aveva detto chiaro e tondo, rispondendo a un attacco di Giuseppe Conte: «A Conte dico che la percentuale sul Pil non conta, il 2023 è stato in crescita», disse ospite di Coffee Break su La7.<br /> L’anno prima anche il deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci aveva parlato di una “stucchevole litania sulle cifre” perché “il problema non è la quantità di risorse”. Il ragionamento di Cappellacci era: “il 6,2 per cento della spesa sanitaria sul Pil è una misura esattamente pari a quella che era stata prevista dal governo precedente. È stata confermata con la differenza che il Pil è aumentato e quindi, in termini assoluti, anche la cifra destinata alla sanità”.<br /> Insomma, la percentuale sul Pil è una gabbia brutta, sporca e cattiva che l’opposizione usa per sabotare il governo. Da mesi ci dicono di smetterla di usare il Pil per sentirci in dovere di fare qualcosa. Basta Pil, ripetono.<br /> Fino a ieri. Da ieri le percentuali del Pil che servono per gli armamenti sono tornate a essere un argomento serissimo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64678649</guid><pubDate>Tue, 04 Mar 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64678649/imported_2bcf7ddd_61c9_4cff_a14d_2ff16b10756f.mp3" length="1874546" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando a inizio febbraio uno studio della fondazione Gimbe ha certificato che la percentuale del Pil destinata alla spesa sanitaria totale è in calo dello 0,6%, si è scatenato un putiferio. 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Francesco Zaffini, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Affari Sociali del Senato, già lo scorso ottobre l’aveva detto chiaro e tondo, rispondendo a un attacco di Giuseppe Conte: «A Conte dico che la percentuale sul Pil non conta, il 2023 è stato in crescita», disse ospite di Coffee Break su La7.<br /> L’anno prima anche il deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci aveva parlato di una “stucchevole litania sulle cifre” perché “il problema non è la quantità di risorse”. Il ragionamento di Cappellacci era: “il 6,2 per cento della spesa sanitaria sul Pil è una misura esattamente pari a quella che era stata prevista dal governo precedente. È stata confermata con la differenza che il Pil è aumentato e quindi, in termini assoluti, anche la cifra destinata alla sanità”.<br /> Insomma, la percentuale sul Pil è una gabbia brutta, sporca e cattiva che l’opposizione usa per sabotare il governo. Da mesi ci dicono di smetterla di usare il Pil per sentirci in dovere di fare qualcosa. Basta Pil, ripetono.<br /> Fino a ieri. Da ieri le percentuali del Pil che servono per gli armamenti sono tornate a essere un argomento serissimo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Venticinque miliardi all’anno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/venticinque-miliardi-all-anno--64661756</link><description><![CDATA[Venticinque miliardi all’anno. Ogni anno. Per sempre. Per le armi. È il prezzo della promessa di Giorgia Meloni alla Nato: portare la spesa militare italiana al 2,5% del Pil. Un incremento che non è una tantum, ma una tassa occulta sulla collettività, pagata con il taglio al welfare, ai servizi, ai diritti.<br /> Venticinque miliardi equivalgono a una volta e mezza il budget per la disoccupazione. Sono due terzi di quanto lo Stato destina alle persone con disabilità. Superano di poco l’intera spesa per l’inclusione sociale. Ma guai a dire che questi soldi potrebbero essere usati meglio: chi contesta è un pacifista da salotto, un ingenuo che non capisce le “esigenze strategiche”.<br /> Ma quali esigenze? L’Italia non ha un piano chiaro su come impiegare questa montagna di denaro. Più armi? Più soldati? Il generale Carmine Masiello chiede un esercito da 138mila unità, 45mila in più rispetto agli attuali piani. Il governo risponde con stanziamenti ciechi, scollegati da qualsiasi reale necessità di difesa, utili solo a ingrassare l’industria bellica.<br /> Standard &amp; Poor’s avverte: l’impatto sul deficit sarà devastante. Il moltiplicatore economico è ridicolo: per ogni euro speso in armi, lo Stato ne recupererà solo 40-50 centesimi. Ma poco importa. Il riarmo è la nuova liturgia, il totem che nessuno osa contestare. E mentre le casse pubbliche si svuotano per finanziare un esercito sempre più grande, resta la domanda scomoda: se si riempiono gli arsenali, prima o poi non verrà voglia di usarli?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64661756</guid><pubDate>Mon, 03 Mar 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64661756/imported_b66f58c7_0f1c_44ed_abdc_b88cb03fff25.mp3" length="1663477" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Venticinque miliardi all’anno. Ogni anno. Per sempre. Per le armi. 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L’Italia non ha un piano chiaro su come impiegare questa montagna di denaro. Più armi? Più soldati? Il generale Carmine Masiello chiede un esercito da 138mila unità, 45mila in più rispetto agli attuali piani. Il governo risponde con stanziamenti ciechi, scollegati da qualsiasi reale necessità di difesa, utili solo a ingrassare l’industria bellica.<br /> Standard &amp; Poor’s avverte: l’impatto sul deficit sarà devastante. Il moltiplicatore economico è ridicolo: per ogni euro speso in armi, lo Stato ne recupererà solo 40-50 centesimi. Ma poco importa. Il riarmo è la nuova liturgia, il totem che nessuno osa contestare. E mentre le casse pubbliche si svuotano per finanziare un esercito sempre più grande, resta la domanda scomoda: se si riempiono gli arsenali, prima o poi non verrà voglia di usarli?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Italia, ultima della classe</title><link>https://www.spreaker.com/episode/italia-ultima-della-classe--64611024</link><description><![CDATA[C’è un Paese che scivola sempre più giù, ma finge di non accorgersene. Un Paese dove il divario non è solo tra ricchi e poveri, ma tra nord e sud, tra chi può e chi resta indietro. Lorenzo Ruffino ha messo in fila i numeri e il risultato è impietoso: l’Italia non è solo divisa, è anche tra i Paesi più poveri d’Europa.<br /> A Bolzano il reddito primario netto è tra i più alti del continente: 35 mila PPS. In Lombardia scende a 31,6 mila, poi ancora giù fino ai 14,6 mila della Calabria, ai 15,5 mila della Sicilia, ai 15,7 mila della Campania. Numeri da Europa dell’Est, in una nazione che si vanta di stare nel G7. Il Mezzogiorno ha un reddito comparabile a quello della Polonia, del sud della Spagna, della Grecia. Ma non basta. Perché l’Italia nel suo insieme sta scivolando nelle retrovie del continente, con salari stagnanti, crescita zero e investimenti che fuggono altrove. Il reddito medio italiano è ormai inferiore a quello della Spagna, della Francia, della Germania, persino di paesi dell’Est che fino a qualche anno fa ci guardavano dal basso.<br /> Nel resto d’Europa le grandi città trainano la crescita: Madrid per la Spagna, Parigi per la Francia, Berlino per la Germania. In Italia no. Milano è un’illusione che si guarda allo specchio, mentre il resto del Paese arranca. Il governo blinda l’autonomia differenziata, ignorando che i divari economici sono già esplosi. Il Sud è ormai un’altra nazione, con salari più bassi, servizi ridotti e prospettive che evaporano. E intanto i giovani se ne vanno, portando altrove le loro competenze, il loro futuro, il loro domani.<br /> Una nazione che si abitua alla povertà smette di combatterla. E questo, più di ogni altro numero, è il segno di un fallimento che nessuna propaganda potrà mai nascondere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64611024</guid><pubDate>Fri, 28 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64611024/imported_f7851255_bd57_4589_b6f2_4662dec880bc.mp3" length="1795970" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un Paese che scivola sempre più giù, ma finge di non accorgersene. Un Paese dove il divario non è solo tra ricchi e poveri, ma tra nord e sud, tra chi può e chi resta indietro. 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Il reddito medio italiano è ormai inferiore a quello della Spagna, della Francia, della Germania, persino di paesi dell’Est che fino a qualche anno fa ci guardavano dal basso.<br /> Nel resto d’Europa le grandi città trainano la crescita: Madrid per la Spagna, Parigi per la Francia, Berlino per la Germania. In Italia no. Milano è un’illusione che si guarda allo specchio, mentre il resto del Paese arranca. Il governo blinda l’autonomia differenziata, ignorando che i divari economici sono già esplosi. Il Sud è ormai un’altra nazione, con salari più bassi, servizi ridotti e prospettive che evaporano. E intanto i giovani se ne vanno, portando altrove le loro competenze, il loro futuro, il loro domani.<br /> Una nazione che si abitua alla povertà smette di combatterla. E questo, più di ogni altro numero, è il segno di un fallimento che nessuna propaganda potrà mai nascondere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pulizia etnica con vista mare: il sogno americano di Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pulizia-etnica-con-vista-mare-il-sogno-americano-di-trump--64591202</link><description><![CDATA[Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sui suoi social un video. È Gaza, come la vorrebbe Trump. Ci sono donne affascinanti che ballano sulla spiaggia, ricchi che oziano sui lettini sotto il sole, uomini - ovviamente bianchi - che si dedicano agli aperitivi, hotel di lusso, attrezzature turistiche, soldi che piovono dal cielo, yacht parcheggiati, auto di lusso. C’è ovviamente anche Trump: lo si vede mentre balla eccitato con una danzatrice del ventre, lo si vede in un palloncino color oro tenuto in mano da bambini - ovviamente bianchi - e lo si vede nell’insegna di un pregiato palazzo. C’è ovviamente anche il suo sodale Musk, dedito al sollazzo nel meraviglioso mondo di “Trump Gaza”. C’è Netanyahu sdraiato in costume e felice in spiaggia con Trump. <br /> È lo spot di una pulizia etnica travestita da affare immobiliare. È un inno al suprematismo. Gli abitanti di Gaza nel video sono scomparsi, come nemmeno la violenza dell’esercito israeliano è ancora riuscita a fare. È male in purezza, volgarissimo male esibito con gusto. Il razzismo patinato offerto come opportunità di sviluppo ha una piega che rimanda ai peggiori autocrati della storia.<br /> È un video che lascia senza parole. E invece in questo tempo le parole vanno usate, eccome, pesate una a una, scritte senza compromessi chiamando le cose con il loro nome: il presidente americano è nemico dell’umana compassione, della razionalità sviluppata nel corso dei secoli, dell’umana empatia basilare per essere considerate bestie sociali. <br /> C’è un confine, netto, e non è quello di Gaza: chi appoggia Trump e chi sta dall’altra parte del fronte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64591202</guid><pubDate>Thu, 27 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64591202/imported_f630c813_1977_4396_86f5_f8eeb25b62c7.mp3" length="1816450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sui suoi social un video. 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C’è Netanyahu sdraiato in costume e felice in spiaggia con Trump. <br /> È lo spot di una pulizia etnica travestita da affare immobiliare. È un inno al suprematismo. Gli abitanti di Gaza nel video sono scomparsi, come nemmeno la violenza dell’esercito israeliano è ancora riuscita a fare. È male in purezza, volgarissimo male esibito con gusto. Il razzismo patinato offerto come opportunità di sviluppo ha una piega che rimanda ai peggiori autocrati della storia.<br /> È un video che lascia senza parole. E invece in questo tempo le parole vanno usate, eccome, pesate una a una, scritte senza compromessi chiamando le cose con il loro nome: il presidente americano è nemico dell’umana compassione, della razionalità sviluppata nel corso dei secoli, dell’umana empatia basilare per essere considerate bestie sociali. <br /> C’è un confine, netto, e non è quello di Gaza: chi appoggia Trump e chi sta dall’altra parte del fronte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fratelli coltelli: chi trama contro Piantedosi?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fratelli-coltelli-chi-trama-contro-piantedosi--64571719</link><description><![CDATA[Andrea Stroppa, l’uomo di Elon Musk in Italia, nei giorni scorsi ha lanciato dei sondaggi su X per bocciare, nemmeno troppo velatamente, l’operato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Le domande poste ai suoi follower - chiamarli sondaggi, peraltro privi di valenza statistica, appare effettivamente eccessivo - tendevano a screditare l’operato del ministro dell’Interno e a rilanciare con forza l’ipotesi del ritorno di Matteo Salvini al Viminale.<br /> Ma il magnate sudafricano, che in Italia fa sentire la sua voce tramite Stroppa, è molto vicino a Giorgia Meloni, che non perde occasione per rivendicare il suo canale privilegiato. Però, attenzione, la presidente del Consiglio non ha alcuna idea di rimuovere dal suo ruolo Piantedosi per un motivo semplicissimo: se si libera la casella dell’Interno, si riapre il gioco delle nomine e, con Santanchè appesa a un filo, Nordio inviso a una parte della maggioranza, Giorgetti in guerra con il suo stesso partito e Lollobrigida campione di gaffe, la fragile architettura su cui sta in piedi la squadra di governo rischia di crollare.<br /> Quindi, chi muove Musk? È vero che Salvini non vede l’ora di lasciare il ministero delle Infrastrutture per giocare al ruolo del prefetto di ferro e logorare Meloni, ma può essere lui, da solo, a organizzare la macchinazione? In Fratelli d’Italia ne dubitano. La domanda, quindi, è sempre la stessa: chi muove Musk, qual è il disegno? C’entra forse quella parte di Fratelli d’Italia che non ha mai digerito lo scioglimento per mafia dei comuni di Anzio e Nettuno?<br /> La tela di sospetti, però, è significativa: Meloni, che si dichiara “non ricattabile”, sta in bilico su un incrocio di ricatti oscuri. Il collante è solo uno: l’amore per il potere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64571719</guid><pubDate>Wed, 26 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64571719/imported_7c0eb3ad_dc23_4c21_9926_1a850a049317.mp3" length="1926373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Andrea Stroppa, l’uomo di Elon Musk in Italia, nei giorni scorsi ha lanciato dei sondaggi su X per bocciare, nemmeno troppo velatamente, l’operato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. 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Però, attenzione, la presidente del Consiglio non ha alcuna idea di rimuovere dal suo ruolo Piantedosi per un motivo semplicissimo: se si libera la casella dell’Interno, si riapre il gioco delle nomine e, con Santanchè appesa a un filo, Nordio inviso a una parte della maggioranza, Giorgetti in guerra con il suo stesso partito e Lollobrigida campione di gaffe, la fragile architettura su cui sta in piedi la squadra di governo rischia di crollare.<br /> Quindi, chi muove Musk? È vero che Salvini non vede l’ora di lasciare il ministero delle Infrastrutture per giocare al ruolo del prefetto di ferro e logorare Meloni, ma può essere lui, da solo, a organizzare la macchinazione? In Fratelli d’Italia ne dubitano. La domanda, quindi, è sempre la stessa: chi muove Musk, qual è il disegno? C’entra forse quella parte di Fratelli d’Italia che non ha mai digerito lo scioglimento per mafia dei comuni di Anzio e Nettuno?<br /> La tela di sospetti, però, è significativa: Meloni, che si dichiara “non ricattabile”, sta in bilico su un incrocio di ricatti oscuri. Il collante è solo uno: l’amore per il potere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Germania il voto è un dovere, in Italia un fastidio. E i risultati si vedono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-germania-il-voto-e-un-dovere-in-italia-un-fastidio-e-i-risultati-si-vedono--64549570</link><description><![CDATA[84%. In Germania, alle ultime elezioni, si è registrata la più alta percentuale di votanti dalla riunificazione. Nel 2021 aveva votato il 76,4% degli elettori, come nel 2017 (solo uno 0,2% in meno). Il punto più basso si è toccato nel 2009, quando sette elettori su dieci si sono recati alle urne (70,8%).<br /> Nel 2022, in Italia, alle ultime elezioni politiche ha votato il 63,91% degli elettori. È stata l’affluenza più bassa nella storia repubblicana. La prima differenza tra noi e loro sta qui: la Germania è una democrazia matura, in cui i cittadini ritengono importante esprimere il proprio voto.<br /> Una forte tradizione di partecipazione politica è sicuramente il risultato di un radicato senso del dovere civico. Poi c’è il diverso sistema elettorale. I tedeschi hanno la possibilità di scegliere un candidato diretto per il loro collegio ed esprimere una preferenza per una lista di partito a livello statale. Nessun pastrocchio di liste confezionate.<br /> Analisti e studiosi hanno spesso evidenziato come la partecipazione elettorale tedesca sia influenzata da fattori quali la fiducia nelle istituzioni, la percezione dell'efficacia del proprio voto e il senso di responsabilità civica. Certo, a Berlino c’è anche lo spauracchio dell’Afd, con il suo vento nero di estrema destra, ma la paura non può essere l’unico motore per la mobilitazione. La Germania—piaccia o no—ha l’abitudine di prendere la politica terribilmente sul serio.<br /> E la lezione è sempre la stessa: la credibilità dei partiti, di tutti i partiti, si misura nella loro capacità di alzare gli elettori dalle loro poltrone. Il resto è propaganda spiccia, rumore sui social, omeopatiche baruffe.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64549570</guid><pubDate>Tue, 25 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64549570/imported_92e595ae_df21_4a98_9e4d_f7bd3d1355dd.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>84%. In Germania, alle ultime elezioni, si è registrata la più alta percentuale di votanti dalla riunificazione. Nel 2021 aveva votato il 76,4% degli elettori, come nel 2017 (solo uno 0,2% in meno). 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I tedeschi hanno la possibilità di scegliere un candidato diretto per il loro collegio ed esprimere una preferenza per una lista di partito a livello statale. Nessun pastrocchio di liste confezionate.<br /> Analisti e studiosi hanno spesso evidenziato come la partecipazione elettorale tedesca sia influenzata da fattori quali la fiducia nelle istituzioni, la percezione dell'efficacia del proprio voto e il senso di responsabilità civica. Certo, a Berlino c’è anche lo spauracchio dell’Afd, con il suo vento nero di estrema destra, ma la paura non può essere l’unico motore per la mobilitazione. La Germania—piaccia o no—ha l’abitudine di prendere la politica terribilmente sul serio.<br /> E la lezione è sempre la stessa: la credibilità dei partiti, di tutti i partiti, si misura nella loro capacità di alzare gli elettori dalle loro poltrone. Il resto è propaganda spiccia, rumore sui social, omeopatiche baruffe.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cento giorni di vergogna: un italiano dimenticato, un governo che fa finta di niente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cento-giorni-di-vergogna-un-italiano-dimenticato-un-governo-che-fa-finta-di-niente--64532954</link><description><![CDATA[Cento giorni. Non sono numeri, sono notti insonni, sono ore che si dilatano nel vuoto di un’assenza insopportabile. Cento giorni senza una voce, senza uno sguardo, senza una certezza. Cento giorni in cui una madre si aggrappa all’unico strumento che le resta: la parola. E scrive. Scrive alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sperando che il suo essere madre prevalga sul protocollo. Scrive ai giornali, agli amici, al mondo intero, perché il silenzio non diventi complicità.<br /> Alberto Trentini non è un criminale, non è un mercenario, non è un affarista. È un operatore umanitario, un cittadino italiano trattenuto in Venezuela mentre svolgeva il suo lavoro. Eppure, l’Italia ufficiale si muove con la lentezza burocratica di chi ha sempre qualcos’altro di più urgente da fare. Le lettere restano in attesa di una risposta, le richieste diplomatiche si perdono nei corridoi di ministeri e ambasciate. E mentre la politica esita, il tempo scava ferite. <br /> “Giorgia Meloni è una madre, e lo sa”, scrive Armanda Trentini. Ma essere madre non è un titolo onorifico, è una responsabilità. E governare non significa strumentalizzare i confini, ma anche difendere chi, fuori da quei confini, incarna la parte migliore del nostro Paese. Un governo che si proclama patriottico non può abbandonare un suo cittadino, un suo figlio, in un limbo diplomatico che rischia di diventare condanna.<br /> L’appello di una madre non dovrebbe essere un grido nel deserto. Non dovremmo aspettare che diventi tragedia per accorgerci che una vita è sospesa. Ora, subito, è il momento di agire. Siamo già a cento giorni di troppo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64532954</guid><pubDate>Mon, 24 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64532954/imported_04e00386_c045_4e3a_9d33_efccdb95db12.mp3" length="1757100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Cento giorni. Non sono numeri, sono notti insonni, sono ore che si dilatano nel vuoto di un’assenza insopportabile. Cento giorni senza una voce, senza uno sguardo, senza una certezza. 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Le lettere restano in attesa di una risposta, le richieste diplomatiche si perdono nei corridoi di ministeri e ambasciate. E mentre la politica esita, il tempo scava ferite. <br /> “Giorgia Meloni è una madre, e lo sa”, scrive Armanda Trentini. Ma essere madre non è un titolo onorifico, è una responsabilità. E governare non significa strumentalizzare i confini, ma anche difendere chi, fuori da quei confini, incarna la parte migliore del nostro Paese. Un governo che si proclama patriottico non può abbandonare un suo cittadino, un suo figlio, in un limbo diplomatico che rischia di diventare condanna.<br /> L’appello di una madre non dovrebbe essere un grido nel deserto. Non dovremmo aspettare che diventi tragedia per accorgerci che una vita è sospesa. Ora, subito, è il momento di agire. Siamo già a cento giorni di troppo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni sorride, Salvini si blinda: la Lega celebra il suo declino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-sorride-salvini-si-blinda-la-lega-celebra-il-suo-declino--64482147</link><description><![CDATA[La Lega va a congresso. Chiamarlo congresso però sembra davvero un’esagerazione. Dopo anni di rinvii e giochi di potere, il 5 e 6 aprile si terrà un'assemblea che somiglia più a una liturgia di autoconservazione che a un vero momento di confronto. Il tema non ha nulla di politico: la sopravvivenza di un leader usurato, solo quello.  Matteo Salvini, unico vero candidato, si appresta a blindare la sua leadership senza correre il rischio di una competizione reale. I delegati? Selezionati con cura. Il dibattito? Ridotto al minimo. La democrazia interna? Un esercizio di forma.<br /> Nel frattempo, le tensioni interne montano. I governatori del Nord, da Fedriga a Zaia, hanno passato anni a mugugnare senza mai costruire un’alternativa concreta. La spaccatura è evidente: la Lega delle Regioni si logora insieme al suo capo, incapace di liberarsi della sua ombra. E in Lombardia si combatte una guerra fratricida: il cerchio magico salviniano sabota Romeo, segretario regionale inviso a Via Bellerio. Non a caso, si vocifera di un rimpiazzo con Borghi o Marti, più fedeli alla linea del capo.<br /> Intanto Salvini gioca di sponda con lo staff comunicazione, moltiplicando gli slogan mentre il partito si svuota. Il tesseramento crolla, la base scricchiola, ma la parola d’ordine resta la stessa: restare aggrappati alla poltrona, a ogni costo. Così un partito nato per scompaginare la politica si riduce a essere parodia di se stesso, inchiodato a un leader che non può permettersi di perdere. Meloni si compiace di come gli alleati si condannino all’irrilevanza. Il congresso sarà solo un’altra prova di fedeltà al capo anche se il  capo conta sempre meno. Il resto è folklore.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64482147</guid><pubDate>Fri, 21 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64482147/imported_c0bd838b_8fbc_408a_acc7_f77dd5d5b691.mp3" length="1884995" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Lega va a congresso. Chiamarlo congresso però sembra davvero un’esagerazione. Dopo anni di rinvii e giochi di potere, il 5 e 6 aprile si terrà un'assemblea che somiglia più a una liturgia di autoconservazione che a un vero momento di confronto. 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E in Lombardia si combatte una guerra fratricida: il cerchio magico salviniano sabota Romeo, segretario regionale inviso a Via Bellerio. Non a caso, si vocifera di un rimpiazzo con Borghi o Marti, più fedeli alla linea del capo.<br /> Intanto Salvini gioca di sponda con lo staff comunicazione, moltiplicando gli slogan mentre il partito si svuota. Il tesseramento crolla, la base scricchiola, ma la parola d’ordine resta la stessa: restare aggrappati alla poltrona, a ogni costo. Così un partito nato per scompaginare la politica si riduce a essere parodia di se stesso, inchiodato a un leader che non può permettersi di perdere. Meloni si compiace di come gli alleati si condannino all’irrilevanza. Il congresso sarà solo un’altra prova di fedeltà al capo anche se il  capo conta sempre meno. Il resto è folklore.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Google salda il conto e se ne va: chi può, contratta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/google-salda-il-conto-e-se-ne-va-chi-puo-contratta--64458460</link><description><![CDATA[Un assegno da 326 milioni e la procura di Milano archivia l’inchiesta. Google sistema i conti con il fisco italiano con un colpo di penna e un bonifico, chiudendo un’indagine che ipotizzava una "stabile organizzazione occulta" e l’omessa dichiarazione dei redditi prodotti in Italia. Una storia che suona ormai come un copione ripetuto: l’azienda giganteggia, il fisco indaga, la multinazionale paga e tutto torna a posto. Nessun processo, nessuna responsabilità, nessuna conseguenza oltre a un esborso che, rapportato ai profitti dell’azienda, sembra un dettaglio.<br /> Non è la prima volta che accade. Nel 2017 Google aveva già versato 306 milioni per chiudere un’altra vicenda simile. Netflix, Airbnb, Amazon, Meta: i giganti del digitale giocano una partita a parte, in cui l’azzardo fiscale ha un solo vero rischio, quello di dover saldare il conto senza interessi di mora. Intanto, il “Modello Milano” – la collaborazione tra procura, Agenzia delle Entrate e Guardia di finanza – ha recuperato due miliardi in tre anni, ma il punto è un altro. Non è la quantità di denaro recuperato, ma il meccanismo che si ripete: le grandi multinazionali non temono il fisco, lo contrattano.<br /> La distanza tra il piccolo imprenditore o la partita IVA che rischia la chiusura per una cartella esattoriale e il colosso che tratta a suon di centinaia di milioni è la fotografia di un sistema fiscale che non conosce equità. Per Google il pagamento è una soluzione, per gli altri un problema. Il messaggio, ancora una volta, è chiaro: la fiscalità è una variabile, non un dovere. E a chi il dovere lo rispetta, restano solo le briciole di un sistema in cui il peso fiscale si misura in base al potere, non alla legge.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64458460</guid><pubDate>Thu, 20 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64458460/imported_dcd55bda_b268_481f_9e62_2fd8d4f2ea79.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un assegno da 326 milioni e la procura di Milano archivia l’inchiesta. 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Netflix, Airbnb, Amazon, Meta: i giganti del digitale giocano una partita a parte, in cui l’azzardo fiscale ha un solo vero rischio, quello di dover saldare il conto senza interessi di mora. Intanto, il “Modello Milano” – la collaborazione tra procura, Agenzia delle Entrate e Guardia di finanza – ha recuperato due miliardi in tre anni, ma il punto è un altro. Non è la quantità di denaro recuperato, ma il meccanismo che si ripete: le grandi multinazionali non temono il fisco, lo contrattano.<br /> La distanza tra il piccolo imprenditore o la partita IVA che rischia la chiusura per una cartella esattoriale e il colosso che tratta a suon di centinaia di milioni è la fotografia di un sistema fiscale che non conosce equità. Per Google il pagamento è una soluzione, per gli altri un problema. Il messaggio, ancora una volta, è chiaro: la fiscalità è una variabile, non un dovere. 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Sono 124 giornalisti ammazzati in diciotto Paesi, con Gaza che guida la drammatica classifica con 85 operatori uccisi durante l’offensiva israeliana.<br /> I palestinesi riferiscono che gli operatori dell’informazione uccisi nel 2024 sarebbero almeno 200, tenendo conto dei cameraman, dei tecnici e di altri operatori dell’informazione. Alcuni sono stati assassinati mentre lavoravano, altri mentre si trovavano nelle loro abitazioni con le loro famiglie.<br /> “È il momento più pericoloso per un giornalista nella storia del CPJ”, avverte la presidente del CPJ Jodie Ginsberg. “Inoltre, la detenzione dei giornalisti sta raggiungendo livelli record, evidenziando i crescenti rischi per i reporter e gli operatori dei media”. Secondo il rapporto del CPJ, almeno ventiquattro giornalisti in tutto il mondo sono stati deliberatamente uccisi nel 2024 a causa dei loro reportage. Altri reporter sono stati uccisi ad Haiti, in Messico, in Pakistan, in Myanmar, in Mozambico, in India, in Iraq e in Sudan.<br /> Secondo Ginsberg, il rischio per chi fa informazione è aumentato poiché i governi operano nell’impunità e non sono tenuti a rispondere degli attacchi alla stampa.<br /> Il giornalismo è sotto attacco, non solo per le bombe e le pallottole. Il logoramento delle democrazie ha bisogno di silenzio e cecità per rompere gli argini della propaganda. Quei morti sono un attacco a chi scrive ma anche a chi legge. Forse, per rendersene conto, servirebbero i funerali collettivi, oltre ai festival.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64439333</guid><pubDate>Wed, 19 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64439333/imported_c702a47a_b672_463a_81fc_2e01a8a219cd.mp3" length="1715722" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 2024 è stato l’anno in cui sono stati uccisi più giornalisti da quando il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha cominciato a contarli. 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Alcuni sono stati assassinati mentre lavoravano, altri mentre si trovavano nelle loro abitazioni con le loro famiglie.<br /> “È il momento più pericoloso per un giornalista nella storia del CPJ”, avverte la presidente del CPJ Jodie Ginsberg. “Inoltre, la detenzione dei giornalisti sta raggiungendo livelli record, evidenziando i crescenti rischi per i reporter e gli operatori dei media”. Secondo il rapporto del CPJ, almeno ventiquattro giornalisti in tutto il mondo sono stati deliberatamente uccisi nel 2024 a causa dei loro reportage. Altri reporter sono stati uccisi ad Haiti, in Messico, in Pakistan, in Myanmar, in Mozambico, in India, in Iraq e in Sudan.<br /> Secondo Ginsberg, il rischio per chi fa informazione è aumentato poiché i governi operano nell’impunità e non sono tenuti a rispondere degli attacchi alla stampa.<br /> Il giornalismo è sotto attacco, non solo per le bombe e le pallottole. 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Forse, per rendersene conto, servirebbero i funerali collettivi, oltre ai festival.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Distorcere, omettere, riscrivere: il revisionismo in azione anche su Ustica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/distorcere-omettere-riscrivere-il-revisionismo-in-azione-anche-su-ustica--64426331</link><description><![CDATA[Raccontano una realtà distorta sull’attentato di via Rasella. Omettono di dire che le vittime delle Fosse Ardeatine erano italiani, ebrei e antifascisti, scelti con la collaborazione della stessa polizia italiana.<br /> Da anni usano il Giorno del Ricordo come clava contro gli avversari politici, nel solco di quella che lo storico Emilio Gentile definiva la “defascistizzazione retroattiva del fascismo”. Tentano di riscrivere la storia riguardante la strage di Bologna del 2 agosto 1980; il deputato di Fratelli d'Italia, Federico Mollicone, ha definito le sentenze sulla strage come un "teorema politico" volto a colpire la destra.<br /> Al Tg1 delle 13, andato in onda domenica, è stato dato spazio a un libro che continua a sostenere la tesi della bomba a bordo come causa della tragedia di Ustica. Il Tribunale di Palermo, nella sentenza del 10 settembre 2011, ha concluso che l'incidente fu causato da un missile o da una collisione in volo, escludendo la presenza di un ordigno esplosivo a bordo. La Corte di Cassazione, il 28 gennaio 2013, ha ribadito come il DC-9 sia stato abbattuto durante un'azione militare nei cieli italiani.<br /> La presidente dell'Associazione "Parenti delle Vittime della Strage di Ustica" si dice "scandalizzata per un'operazione che, più che informazione, si dimostra propaganda”.<br /> L’egemonia culturale tanto agognata dal governo Meloni è una fitta tela di perseveranti revisionismi che spopolano nelle reti pubbliche e in Parlamento. Nelle chat di partito, il ministro Lollobrigida invitava i colleghi di Fratelli d’Italia a mantenere la calma perché, una volta al governo, avrebbero fatto emergere “la verità”. Eccola.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64426331</guid><pubDate>Tue, 18 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64426331/imported_3bb014db_c15f_4439_9445_90ab6b50fb6a.mp3" length="1757100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Raccontano una realtà distorta sull’attentato di via Rasella. Omettono di dire che le vittime delle Fosse Ardeatine erano italiani, ebrei e antifascisti, scelti con la collaborazione della stessa polizia italiana.
Da anni usano il Giorno del Ricordo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Raccontano una realtà distorta sull’attentato di via Rasella. Omettono di dire che le vittime delle Fosse Ardeatine erano italiani, ebrei e antifascisti, scelti con la collaborazione della stessa polizia italiana.<br /> Da anni usano il Giorno del Ricordo come clava contro gli avversari politici, nel solco di quella che lo storico Emilio Gentile definiva la “defascistizzazione retroattiva del fascismo”. Tentano di riscrivere la storia riguardante la strage di Bologna del 2 agosto 1980; il deputato di Fratelli d'Italia, Federico Mollicone, ha definito le sentenze sulla strage come un "teorema politico" volto a colpire la destra.<br /> Al Tg1 delle 13, andato in onda domenica, è stato dato spazio a un libro che continua a sostenere la tesi della bomba a bordo come causa della tragedia di Ustica. Il Tribunale di Palermo, nella sentenza del 10 settembre 2011, ha concluso che l'incidente fu causato da un missile o da una collisione in volo, escludendo la presenza di un ordigno esplosivo a bordo. La Corte di Cassazione, il 28 gennaio 2013, ha ribadito come il DC-9 sia stato abbattuto durante un'azione militare nei cieli italiani.<br /> La presidente dell'Associazione "Parenti delle Vittime della Strage di Ustica" si dice "scandalizzata per un'operazione che, più che informazione, si dimostra propaganda”.<br /> L’egemonia culturale tanto agognata dal governo Meloni è una fitta tela di perseveranti revisionismi che spopolano nelle reti pubbliche e in Parlamento. Nelle chat di partito, il ministro Lollobrigida invitava i colleghi di Fratelli d’Italia a mantenere la calma perché, una volta al governo, avrebbero fatto emergere “la verità”. Eccola.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Più soldi alle armi, meno peso politico: l’Europa si condanna da sola</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piu-soldi-alle-armi-meno-peso-politico-l-europa-si-condanna-da-sola--64408479</link><description><![CDATA[La guerra è un pessimo affare per l'Europa. Si tagliano fondi a sanità e istruzione per finanziare il settore difesa, ma il 78% della spesa in armi finisce fuori dall'Ue, il 63% negli Stati Uniti. Un'Europa che investe nelle armi senza una strategia autonoma è un'Europa che si condanna all'irrilevanza geopolitica.<br /> L'Europa ha aumentato la spesa militare del 70% in tre anni, ma resta esclusa dalle trattative tra Mosca e Washington. Già con l'accordo di Doha, gli Usa avevano negoziato senza Nato ed Europa.  Ora la storia si ripete: chi finanzia la guerra non decide la pace. Si assiste a un copione già scritto: chi comanda sono coloro che hanno le risorse economiche e militari, mentre l'Europa si limita a pagare il conto e a raccogliere le macerie politiche di scelte altrui.<br /> Zelensky ha rifiutato di cedere il 50% delle risorse minerarie ucraine in cambio di un accordo con gli Stati Uniti. Per Washington la guerra è un affare, non solo una questione di sicurezza. Il modello è chiaro: chi ha le risorse controlla la narrativa della guerra e della pace. L'Europa, invece, continua a perdere e a subire decisioni senza avere la forza di proporre un'alternativa credibile.<br /> I pacifisti, bollati come ingenui, avevano ragione: la guerra è solo distruzione e profitto per pochi. Le loro voci, soffocate dal rumore della propaganda, tornano ora a farsi sentire con l'amara consapevolezza che la storia gli aveva già dato ragione. Chi li ha ridicolizzati ora chiederà scusa? Difficile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64408479</guid><pubDate>Mon, 17 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64408479/imported_42fcf257_f50a_4056_b07a_cdbf00a5ee90.mp3" length="1738710" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra è un pessimo affare per l'Europa. Si tagliano fondi a sanità e istruzione per finanziare il settore difesa, ma il 78% della spesa in armi finisce fuori dall'Ue, il 63% negli Stati Uniti. 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Si assiste a un copione già scritto: chi comanda sono coloro che hanno le risorse economiche e militari, mentre l'Europa si limita a pagare il conto e a raccogliere le macerie politiche di scelte altrui.<br /> Zelensky ha rifiutato di cedere il 50% delle risorse minerarie ucraine in cambio di un accordo con gli Stati Uniti. Per Washington la guerra è un affare, non solo una questione di sicurezza. Il modello è chiaro: chi ha le risorse controlla la narrativa della guerra e della pace. L'Europa, invece, continua a perdere e a subire decisioni senza avere la forza di proporre un'alternativa credibile.<br /> I pacifisti, bollati come ingenui, avevano ragione: la guerra è solo distruzione e profitto per pochi. Le loro voci, soffocate dal rumore della propaganda, tornano ora a farsi sentire con l'amara consapevolezza che la storia gli aveva già dato ragione. Chi li ha ridicolizzati ora chiederà scusa? Difficile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ignoranza: un vero e proprio progetto politico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ignoranza-un-vero-e-proprio-progetto-politico--64346529</link><description><![CDATA[Il museo non è per tutti. Questo sembra suggerire l’Italia, che riesce a trasformare in un’abitudine d’élite perfino l’accesso alla cultura. Lorenzo Ruffino ci restituisce un quadro impietoso: nel 2022 solo il 18 per cento degli italiani ha visitato almeno un museo. In Francia sono il 32 per cento, in Spagna il 39. E non si può dare la colpa alla pandemia: anche nel 2015 e nel 2006 eravamo tra gli ultimi in Europa.<br /> Chi va nei musei in Italia? Giovani e laureati. Tra i 16 e i 24 anni, il 31 per cento ha visitato almeno un museo, mentre oltre i 75 anni il dato precipita al 5 per cento. Non solo: chi ha una laurea va quattro volte di più nei musei rispetto a chi si è fermato alla terza media. Ma anche i laureati italiani sono meno assidui rispetto ai colleghi francesi e spagnoli. Da noi la distanza tra chi ha studiato e chi no è un fossato incolmabile.<br /> Il problema non sono i musei. Il problema è chi ha raccontato la cultura come un peso, chi ha smantellato ogni incentivo all’educazione artistica, chi ha reso la fruizione culturale una questione di censo. La responsabilità è politica, di governi che hanno considerato la cultura un orpello, un vezzo per pochi, e non un diritto. E mentre altrove i musei investono in accessibilità, interattività e nuove forme di narrazione, qui si tagliano i fondi, si soffocano le iniziative, si accetta il declino come inevitabile.<br /> Forse il problema non sono gli italiani che non vanno nei musei, ma chi li ha convinti che non ne valga la pena. Perché una cultura che non è sostenuta, non è cultura: è un bene svenduto al miglior offerente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64346529</guid><pubDate>Thu, 13 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64346529/imported_1ebfc43b_09e4_4b33_9d57_3a56ed3d3889.mp3" length="1876218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il museo non è per tutti. Questo sembra suggerire l’Italia, che riesce a trasformare in un’abitudine d’élite perfino l’accesso alla cultura. 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Da noi la distanza tra chi ha studiato e chi no è un fossato incolmabile.<br /> Il problema non sono i musei. Il problema è chi ha raccontato la cultura come un peso, chi ha smantellato ogni incentivo all’educazione artistica, chi ha reso la fruizione culturale una questione di censo. La responsabilità è politica, di governi che hanno considerato la cultura un orpello, un vezzo per pochi, e non un diritto. E mentre altrove i musei investono in accessibilità, interattività e nuove forme di narrazione, qui si tagliano i fondi, si soffocano le iniziative, si accetta il declino come inevitabile.<br /> Forse il problema non sono gli italiani che non vanno nei musei, ma chi li ha convinti che non ne valga la pena. Perché una cultura che non è sostenuta, non è cultura: è un bene svenduto al miglior offerente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arrestare librai, spegnere il pensiero:  l’ultimo atto della repressione israeliana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arrestare-librai-spegnere-il-pensiero-l-ultimo-atto-della-repressione-israeliana--64327718</link><description><![CDATA[Due librai arrestati. Due librai, non trafficanti, non pericolosi sovversivi. Due uomini che vendono libri e diffondono pensiero. Mahmoud e Ahmad Muna, della celebre Educational Bookshop di Gerusalemme Est, sono stati arrestati dalle forze israeliane. Il motivo? Non dichiarato, come accade spesso nei territori occupati, dove la legge diventa arbitrio e la libertà una concessione revocabile a piacere.<br /> Non si tratta di un caso isolato. Colpire il sapere è un atto strategico. Chi controlla la narrazione, controlla la storia. E chi vende libri in Palestina non diffonde solo pagine, ma resistenza culturale. La libreria Muna è da anni un punto di riferimento per studiosi, attivisti e chiunque voglia comprendere cosa significa vivere in un territorio dove la sopravvivenza passa anche per la parola scritta. Colpire una libreria è un messaggio chiaro: si teme la verità che quei libri raccontano.<br /> La rete delle librerie indie del Mediterraneo ha chiesto il rilascio immediato di Mahmoud e Ahmad. Un appello che dovrebbe scuotere coscienze e istituzioni, perché la libertà di leggere è il fondamento di ogni democrazia, anche quando questa democrazia si trasforma in oppressione. Bisogna chiamare le cose con il loro nome: impedire l’accesso ai libri è una forma di repressione sistematica, un attacco all’identità di un popolo. La stessa identità che qualcuno vorrebbe sovrapporre al terrorismo per avere il diritto di distruggerla. <br /> Arrestare librai significa temere il pensiero. E temere il pensiero significa aver già perso. Ma significa anche rivelare, una volta di più, il volto di chi opprime. E il mondo dovrebbe smettere di guardare altrove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64327718</guid><pubDate>Wed, 12 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64327718/imported_683f6de8_2361_4d2e_9eb7_b43877dff8c5.mp3" length="1882070" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Due librai arrestati. Due librai, non trafficanti, non pericolosi sovversivi. Due uomini che vendono libri e diffondono pensiero. 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Colpire una libreria è un messaggio chiaro: si teme la verità che quei libri raccontano.<br /> La rete delle librerie indie del Mediterraneo ha chiesto il rilascio immediato di Mahmoud e Ahmad. Un appello che dovrebbe scuotere coscienze e istituzioni, perché la libertà di leggere è il fondamento di ogni democrazia, anche quando questa democrazia si trasforma in oppressione. Bisogna chiamare le cose con il loro nome: impedire l’accesso ai libri è una forma di repressione sistematica, un attacco all’identità di un popolo. La stessa identità che qualcuno vorrebbe sovrapporre al terrorismo per avere il diritto di distruggerla. <br /> Arrestare librai significa temere il pensiero. E temere il pensiero significa aver già perso. Ma significa anche rivelare, una volta di più, il volto di chi opprime. E il mondo dovrebbe smettere di guardare altrove.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Santanchè affonda, ma finge di nuotare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/santanche-affonda-ma-finge-di-nuotare--64306201</link><description><![CDATA[Daniela Santanchè è ancora in bilico, ma ormai è solo questione di tempo. Ogni tentativo di difesa suona come un ultimo, disperato colpo di teatro. La ministra del Turismo, rinviata a giudizio per falso in bilancio e sotto il peso di un'indagine per truffa aggravata ai danni dell'Inps, resta incollata alla poltrona mentre il suo stesso partito la isola, scegliendo il silenzio alla Camera per evitare imbarazzi pubblici.<br /> La mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni non ha i numeri per passare, ma il problema per Santanchè non è più la tenuta parlamentare: è la credibilità, ormai frantumata. Il processo Visibilia inizierà il 20 marzo, e l’udienza per la presunta truffa all’Inps seguirà a stretto giro. A questo si aggiunge l’indagine per bancarotta fraudolenta legata al suo impero aziendale. Un quadro che rende la sua permanenza al governo una lenta agonia politica.<br /> Fratelli d’Italia la lascia sola: nessun intervento ufficiale nella discussione alla Camera, nessun gesto di solidarietà pubblico. Giorgia Meloni mantiene il distacco, lasciando che il destino della ministra si consumi da solo. Il centrodestra temporeggia, ma la strategia del silenzio ha un limite: Santanchè non può sopravvivere all’erosione continua della sua posizione.<br /> La politica, a volte, segue la semplice regola della gravità: quando il peso delle accuse è troppo grande, la caduta diventa inevitabile. La ministra ostenta sicurezza, sorride ai microfoni, prova a rilanciare il suo ruolo elogiando i numeri del turismo. Ma la sua parabola è segnata, e il silenzio della sua stessa maggioranza suona come il rintocco funebre di una carriera che si avvia verso il tramonto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64306201</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64306201/imported_97da3eea_b199_4306_8142_b233c2aeb0f3.mp3" length="1658880" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Daniela Santanchè è ancora in bilico, ma ormai è solo questione di tempo. Ogni tentativo di difesa suona come un ultimo, disperato colpo di teatro. 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Un quadro che rende la sua permanenza al governo una lenta agonia politica.<br /> Fratelli d’Italia la lascia sola: nessun intervento ufficiale nella discussione alla Camera, nessun gesto di solidarietà pubblico. Giorgia Meloni mantiene il distacco, lasciando che il destino della ministra si consumi da solo. Il centrodestra temporeggia, ma la strategia del silenzio ha un limite: Santanchè non può sopravvivere all’erosione continua della sua posizione.<br /> La politica, a volte, segue la semplice regola della gravità: quando il peso delle accuse è troppo grande, la caduta diventa inevitabile. La ministra ostenta sicurezza, sorride ai microfoni, prova a rilanciare il suo ruolo elogiando i numeri del turismo. Ma la sua parabola è segnata, e il silenzio della sua stessa maggioranza suona come il rintocco funebre di una carriera che si avvia verso il tramonto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le bugie, in ordine, sul caso Almasri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-bugie-in-ordine-sul-caso-almasri--64289181</link><description><![CDATA[Un governo che mente è pericoloso. Il caso Almasri lo dimostra. Il comandante libico, ricercato dalla CPI per crimini contro l’umanità, è stato fermato e poi scarcerato in pochi giorni. Nordio, Piantedosi e Meloni hanno manipolato i fatti e le versioni, costruendo un castello di bugie per giustificare l’ingiustificabile.<br /> Nordio ha dichiarato di non essere un “passacarte” della CPI, ma la legge lo smentisce: il ministro della Giustizia deve eseguire i mandati d’arresto. Ha poi insinuato dubbi sulla validità del mandato della CPI, sostenendo che fosse viziato da errori. In realtà, l’unico errore era un refuso tipografico corretto pochi giorni dopo. Il resto è stato una strategia per prendere tempo e non eseguire l’arresto.<br /> Meloni ha affermato che la richiesta della CPI non era mai stata trasmessa al ministero della Giustizia. Falso: l’ambasciatore italiano all’Aja aveva già inviato la comunicazione il 18 gennaio, e Nordio era stato ufficialmente informato il 20. Eppure, nessuna azione è stata intrapresa per fermare Almasri.<br /> Piantedosi, poi, ha giustificato l’espulsione del comandante libico con la sua pericolosità. Ma se era davvero un pericolo per la sicurezza pubblica, andava arrestato e consegnato alla CPI, non rispedito in Libia come se nulla fosse. L’obiettivo era evitare il problema, coprire le responsabilità e chiudere il caso in fretta.<br /> Risultato: l’Italia ha tradito la giustizia internazionale, ignorato gli obblighi legali e piegato il diritto alla convenienza politica. Un crimine senza attenuanti, un precedente grave per un governo che gioca con la legge come se fosse un’opzione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64289181</guid><pubDate>Mon, 10 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64289181/imported_9ee350ce_89bc_4b6f_abae_a98d25179882.mp3" length="1709453" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un governo che mente è pericoloso. Il caso Almasri lo dimostra. Il comandante libico, ricercato dalla CPI per crimini contro l’umanità, è stato fermato e poi scarcerato in pochi giorni. Nordio, Piantedosi e Meloni hanno manipolato i fatti e le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un governo che mente è pericoloso. Il caso Almasri lo dimostra. Il comandante libico, ricercato dalla CPI per crimini contro l’umanità, è stato fermato e poi scarcerato in pochi giorni. Nordio, Piantedosi e Meloni hanno manipolato i fatti e le versioni, costruendo un castello di bugie per giustificare l’ingiustificabile.<br /> Nordio ha dichiarato di non essere un “passacarte” della CPI, ma la legge lo smentisce: il ministro della Giustizia deve eseguire i mandati d’arresto. Ha poi insinuato dubbi sulla validità del mandato della CPI, sostenendo che fosse viziato da errori. In realtà, l’unico errore era un refuso tipografico corretto pochi giorni dopo. Il resto è stato una strategia per prendere tempo e non eseguire l’arresto.<br /> Meloni ha affermato che la richiesta della CPI non era mai stata trasmessa al ministero della Giustizia. Falso: l’ambasciatore italiano all’Aja aveva già inviato la comunicazione il 18 gennaio, e Nordio era stato ufficialmente informato il 20. Eppure, nessuna azione è stata intrapresa per fermare Almasri.<br /> Piantedosi, poi, ha giustificato l’espulsione del comandante libico con la sua pericolosità. Ma se era davvero un pericolo per la sicurezza pubblica, andava arrestato e consegnato alla CPI, non rispedito in Libia come se nulla fosse. L’obiettivo era evitare il problema, coprire le responsabilità e chiudere il caso in fretta.<br /> Risultato: l’Italia ha tradito la giustizia internazionale, ignorato gli obblighi legali e piegato il diritto alla convenienza politica. Un crimine senza attenuanti, un precedente grave per un governo che gioca con la legge come se fosse un’opzione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meno libri, più propaganda: ecco perché l’Italia crede a tutto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meno-libri-piu-propaganda-ecco-perche-l-italia-crede-a-tutto--64235120</link><description><![CDATA[In Italia si legge poco. Pochissimo. Il 65 per cento della popolazione sopra i 16 anni non ha aperto un libro nell'ultimo anno, secondo i dati Eurostat analizzati da Lorenzo Ruffino. La media europea? Il 47 per cento. Significa che mentre altrove il libro rimane un’abitudine, da noi è un’eccezione. Peggio di noi, in Europa, solo Romania, Turchia, Cipro e Serbia.<br /> Leggere poco non è un peccato veniale. È una condanna. A cosa? Alla mediocrità politica, al dibattito pubblico ridotto a risse televisive in cui il tono della voce sostituisce la sostanza, alla classe dirigente che non sa articolare un pensiero complesso ma sa imitare il verso del cane davanti alle telecamere. A una parlamentare che va in televisione facendo il verso del cane. <br /> Non stupisce, allora, che il titolo di studio sia il principale discrimine: il 66 per cento delle persone laureate in Italia legge almeno un libro all’anno, contro il 40 per cento dei diplomati e il 19 per cento di chi ha solo la terza media. Numeri drammatici, se confrontati con la media europea: 77 per cento per i laureati, 50 per cento per i diplomati e 32 per cento per chi ha la licenza media.<br /> Chi legge, pensa. Chi pensa, riconosce la propaganda, smaschera le bugie, esercita il dubbio. Non è un caso che in un Paese che legge poco si tenda a credere a tutto. O a chi urla di più.<br /> In Svizzera il 19 per cento della popolazione non legge libri. In Francia il 28 per cento. In Spagna il 46 per cento. In Italia il 65 per cento. Qui non è una questione di svago o di preferenze: è un dato politico. È un problema di libertà. E la libertà ha a che fare anche con la conoscenza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64235120</guid><pubDate>Fri, 07 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64235120/imported_20183fec_5588_4653_9477_33497fdf53a2.mp3" length="1908819" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia si legge poco. Pochissimo. Il 65 per cento della popolazione sopra i 16 anni non ha aperto un libro nell'ultimo anno, secondo i dati Eurostat analizzati da Lorenzo Ruffino. La media europea? Il 47 per cento. 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A una parlamentare che va in televisione facendo il verso del cane. <br /> Non stupisce, allora, che il titolo di studio sia il principale discrimine: il 66 per cento delle persone laureate in Italia legge almeno un libro all’anno, contro il 40 per cento dei diplomati e il 19 per cento di chi ha solo la terza media. Numeri drammatici, se confrontati con la media europea: 77 per cento per i laureati, 50 per cento per i diplomati e 32 per cento per chi ha la licenza media.<br /> Chi legge, pensa. Chi pensa, riconosce la propaganda, smaschera le bugie, esercita il dubbio. Non è un caso che in un Paese che legge poco si tenda a credere a tutto. O a chi urla di più.<br /> In Svizzera il 19 per cento della popolazione non legge libri. In Francia il 28 per cento. In Spagna il 46 per cento. In Italia il 65 per cento. Qui non è una questione di svago o di preferenze: è un dato politico. È un problema di libertà. E la libertà ha a che fare anche con la conoscenza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Spionaggio contro le Ong: chi muove i fili?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/spionaggio-contro-le-ong-chi-muove-i-fili--64214070</link><description><![CDATA[Tra le persone informate da Meta di essere state spiate su WhatsApp c’è anche Luca Casarini, capo missione e tra i fondatori di Mediterranea, la ONG che si occupa di salvare vite in mezzo al mare.<br /> Nel suo messaggio Meta consigliava di cambiare subito il cellulare e di rivolgersi ai propri consulenti, un team di ricerca basato all'Università di Toronto, "The Citizen Lab". Quasi contestualmente testate e agenzie giornalistiche internazionali davano la notizia della violazione dei sistemi di sicurezza di WhatsApp che coinvolgeva 90 'target' in tutto il mondo, in particolare attivisti della società civile e giornalisti.<br /> Il software utilizzato per effettuare l'infiltrazione spyware - precisa la ONG - è chiamato 'Paragon' ed è messo a punto dalla società israeliana Paragon Solutions, che ha dichiarato di averlo fornito 'al governo degli Usa e ad altre agenzie governative di intelligence di paesi alleati'. Non è la prima volta che giornalisti e attivisti che si occupano di migrazione finiscono in una torbida vicenda di intercettazioni abusive. Non è una novità nemmeno che le ONG siano da tempo nel mirino del governo e dei Servizi come già è accaduto negli anni passati con processi farseschi che si sono chiusi con un buco nell’acqua.<br /> Intimidire spiare e delegittimare chi si occupa di persone migranti è un’abitudine da tempo. Resta una domanda sostanziale: il governo sapeva di questo spionaggio? C’entra qualcosa? Perché sarebbe davvero grave riportare in Libia i torturatori su un volo di Stato e intercettare illegalmente chi salva le sue vittime. O no?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64214070</guid><pubDate>Thu, 06 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64214070/imported_51992ca2_f5e2_4464_90f0_c0dcf4b75c23.mp3" length="1650102" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Tra le persone informate da Meta di essere state spiate su WhatsApp c’è anche Luca Casarini, capo missione e tra i fondatori di Mediterranea, la ONG che si occupa di salvare vite in mezzo al mare.
Nel suo messaggio Meta consigliava di cambiare subito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra le persone informate da Meta di essere state spiate su WhatsApp c’è anche Luca Casarini, capo missione e tra i fondatori di Mediterranea, la ONG che si occupa di salvare vite in mezzo al mare.<br /> Nel suo messaggio Meta consigliava di cambiare subito il cellulare e di rivolgersi ai propri consulenti, un team di ricerca basato all'Università di Toronto, "The Citizen Lab". Quasi contestualmente testate e agenzie giornalistiche internazionali davano la notizia della violazione dei sistemi di sicurezza di WhatsApp che coinvolgeva 90 'target' in tutto il mondo, in particolare attivisti della società civile e giornalisti.<br /> Il software utilizzato per effettuare l'infiltrazione spyware - precisa la ONG - è chiamato 'Paragon' ed è messo a punto dalla società israeliana Paragon Solutions, che ha dichiarato di averlo fornito 'al governo degli Usa e ad altre agenzie governative di intelligence di paesi alleati'. Non è la prima volta che giornalisti e attivisti che si occupano di migrazione finiscono in una torbida vicenda di intercettazioni abusive. Non è una novità nemmeno che le ONG siano da tempo nel mirino del governo e dei Servizi come già è accaduto negli anni passati con processi farseschi che si sono chiusi con un buco nell’acqua.<br /> Intimidire spiare e delegittimare chi si occupa di persone migranti è un’abitudine da tempo. Resta una domanda sostanziale: il governo sapeva di questo spionaggio? C’entra qualcosa? Perché sarebbe davvero grave riportare in Libia i torturatori su un volo di Stato e intercettare illegalmente chi salva le sue vittime. O no?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I progressisti filo-israeliani ora abbracciano Trump: che bel paradosso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-progressisti-filo-israeliani-ora-abbracciano-trump-che-bel-paradosso--64192809</link><description><![CDATA[Dunque Trump ci spiega che l’Unrwa, l'agenzia ONU che supporta i profughi palestinesi in Medio Oriente, "ha perso il suo status di organizzazione umanitaria indipendente ed è diventata un'organizzazione terroristica controllata da Hamas”. Ci fa sapere anche di essere d’accordo con chi crede che il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani promuoverebbe l’antisemitismo.<br /> Sono le stesse idee che il carnefice Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, propaga da mesi per tentare di giustificare il disastro umanitario a Gaza. Opinioni personali che vengono smentite ogni giorno a livello internazionale ma che hanno molta fortuna tra i tifosi della macellazione del popolo palestinese.<br /> Lo pensava Netanyahu e lo pensa anche Trump. In fondo se ci pensate bene è un ricongiungimento che ci aiuta a chiarire molte cose. Netanyahu e Trump sono gemelli su molti aspetti: se ne fottono entrambi della comunità internazionale, hanno entrambi una visione imperialista del proprio ruolo, vivono entrambi sulla retorica dei nemici veri e immaginari. Entrambi credono che la realtà si possa nascondere sotto il tappeto di una presunta supremazia religiosa, di razza e di identità.<br /> Non è un caso che gli elettori dell’uno e dell’altro si assomiglino per suprematismo e per mire espansionistiche: schiacciare gli avversari è l’unico metodo di governo che gli viene facile. Immagino però l’imbarazzo dei cosiddetti progressisti che supportano il governo israeliano e il suo capo: da ieri sanno di essere a braccetto con gli elettori di Trump che hanno schifato fino a qualche ora prima. Non deve essere una bella sensazione per loro. Però è la giusta conclusione della parabola.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64192809</guid><pubDate>Wed, 05 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64192809/imported_eef06c42_3906_4849_88ce_f96aeafeaf9b.mp3" length="1739128" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dunque Trump ci spiega che l’Unrwa, l'agenzia ONU che supporta i profughi palestinesi in Medio Oriente, "ha perso il suo status di organizzazione umanitaria indipendente ed è diventata un'organizzazione terroristica controllata da Hamas”. 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Netanyahu e Trump sono gemelli su molti aspetti: se ne fottono entrambi della comunità internazionale, hanno entrambi una visione imperialista del proprio ruolo, vivono entrambi sulla retorica dei nemici veri e immaginari. Entrambi credono che la realtà si possa nascondere sotto il tappeto di una presunta supremazia religiosa, di razza e di identità.<br /> Non è un caso che gli elettori dell’uno e dell’altro si assomiglino per suprematismo e per mire espansionistiche: schiacciare gli avversari è l’unico metodo di governo che gli viene facile. Immagino però l’imbarazzo dei cosiddetti progressisti che supportano il governo israeliano e il suo capo: da ieri sanno di essere a braccetto con gli elettori di Trump che hanno schifato fino a qualche ora prima. Non deve essere una bella sensazione per loro. Però è la giusta conclusione della parabola.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Commissione d’inchiesta sulla magistratura: Berlusconi non avrebbe osato tanto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/commissione-d-inchiesta-sulla-magistratura-berlusconi-non-avrebbe-osato-tanto--64175067</link><description><![CDATA[Ecco, ci siamo. Ieri di prima mattina il deputato di Forza Italia Enrico Costa, già viceministro della Giustizia nel governo Renzi nonché vice di Calenda in Azione prima di tornare a casa, ha tentato il passo: una bella commissione d’inchiesta monocamerale sulla magistratura.<br /> “Se non ora quando?”, dice Costa, augurandosi una commissione che “dovrà vigilare sull'assegnazione degli incarichi, sulle valutazioni di professionalità, sul fuori ruolo, sull'attività extragiudiziaria e sulla responsabilità disciplinare. E si dovrà occupare anche degli errori giudiziari, in particolare quelli che incidono sulla libertà personale e degli effetti dei processi mediatici che rendono irreversibili le conseguenze di tali errori”.<br /> Il dado è tratto. La separazione dei poteri che dovrebbe essere l’architrave della geografia costituzionale può serenamente essere stracciata. Il vittimismo di Meloni per un’iscrizione nel registro degli indagati e la rabbia contro i giudici che applicano le leggi sulle deportazioni in Albania hanno un solo fine: assoggettare la magistratura come nemmeno Berlusconi e Licio Gelli hanno mai sperato di sognare.<br /> Giornali e telegiornali che scambiano la sicurezza di magistrati antimafia per una polemica sui voli di Stato. Magistrati minacciati dalla ‘ndrangheta a Milano che passano sotto traccia. Decreti legge per silenziare i giudici che non vogliono aggirare la legge. Gli attacchi alla magistratura degli ultimi giorni hanno già raggiunto livelli inimmaginabili fino a pochi mesi fa.<br /> Non sarebbe il caso che la società civile si muova? Non è questione di girotondi ma significa almeno provare a fermare il delirante autoritarismo. C’è qualcuno?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64175067</guid><pubDate>Tue, 04 Feb 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64175067/imported_6f6b8de6_1518_42b5_ab72_6724e614e7fe.mp3" length="1709035" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ecco, ci siamo. 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E si dovrà occupare anche degli errori giudiziari, in particolare quelli che incidono sulla libertà personale e degli effetti dei processi mediatici che rendono irreversibili le conseguenze di tali errori”.<br /> Il dado è tratto. La separazione dei poteri che dovrebbe essere l’architrave della geografia costituzionale può serenamente essere stracciata. Il vittimismo di Meloni per un’iscrizione nel registro degli indagati e la rabbia contro i giudici che applicano le leggi sulle deportazioni in Albania hanno un solo fine: assoggettare la magistratura come nemmeno Berlusconi e Licio Gelli hanno mai sperato di sognare.<br /> Giornali e telegiornali che scambiano la sicurezza di magistrati antimafia per una polemica sui voli di Stato. Magistrati minacciati dalla ‘ndrangheta a Milano che passano sotto traccia. Decreti legge per silenziare i giudici che non vogliono aggirare la legge. Gli attacchi alla magistratura degli ultimi giorni hanno già raggiunto livelli inimmaginabili fino a pochi mesi fa.<br /> Non sarebbe il caso che la società civile si muova? Non è questione di girotondi ma significa almeno provare a fermare il delirante autoritarismo. C’è qualcuno?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ce lo ricordiamo Alberto Trentini?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ce-lo-ricordiamo-alberto-trentini--64150042</link><description><![CDATA[Alberto Trentini, 45 anni, cooperante veneziano, è detenuto in Venezuela dal 15 novembre. Accusato di terrorismo, un'accusa tanto pesante quanto nebulosa, in un paese dove la trasparenza giudiziaria è un lusso sconosciuto e i rapporti con l'Italia sono tesi. Da quel giorno, il silenzio è diventato l'unico interlocutore per la sua famiglia e i suoi amici.<br /> La sua è la storia di chi dedica la vita agli altri: in missione con l'ong Humanity &amp; Inclusion, Alberto lavorava con persone con disabilità, lontano dai riflettori, vicino alle fragilità. Eppure, oggi il suo nome è intrappolato in un'accusa che sa di pretesto politico, un bersaglio facile in un contesto internazionale complicato.<br /> La diplomazia italiana, con il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha dichiarato di essere al lavoro, ma i risultati latitano. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha chiesto di poter incontrare Trentini, ma la burocrazia e le tensioni bilaterali sembrano più forti della volontà di risolvere la vicenda.<br /> Intanto, la società civile non resta a guardare. Amici e concittadini si mobilitano: fiaccolate, raccolte firme, presidi in piazza San Marco. Non è solo una questione di affetto, è un grido collettivo contro l'indifferenza. Perché ogni giorno che passa senza notizie è un giorno in più di ingiustizia.<br /> Tenere alta l'attenzione non è un esercizio retorico. È un dovere civile. Perché la storia ci ha insegnato che l'oblio è il primo alleato degli abusi. Alberto Trentini deve tornare libero. Nonostante tutto. Perché salvare uno significa non abituarsi mai a perdere tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64150042</guid><pubDate>Mon, 03 Feb 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64150042/imported_961b72c3_361c_4494_95a6_45cb9b22976b.mp3" length="1706527" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Alberto Trentini, 45 anni, cooperante veneziano, è detenuto in Venezuela dal 15 novembre. Accusato di terrorismo, un'accusa tanto pesante quanto nebulosa, in un paese dove la trasparenza giudiziaria è un lusso sconosciuto e i rapporti con l'Italia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alberto Trentini, 45 anni, cooperante veneziano, è detenuto in Venezuela dal 15 novembre. Accusato di terrorismo, un'accusa tanto pesante quanto nebulosa, in un paese dove la trasparenza giudiziaria è un lusso sconosciuto e i rapporti con l'Italia sono tesi. Da quel giorno, il silenzio è diventato l'unico interlocutore per la sua famiglia e i suoi amici.<br /> La sua è la storia di chi dedica la vita agli altri: in missione con l'ong Humanity &amp; Inclusion, Alberto lavorava con persone con disabilità, lontano dai riflettori, vicino alle fragilità. Eppure, oggi il suo nome è intrappolato in un'accusa che sa di pretesto politico, un bersaglio facile in un contesto internazionale complicato.<br /> La diplomazia italiana, con il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha dichiarato di essere al lavoro, ma i risultati latitano. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha chiesto di poter incontrare Trentini, ma la burocrazia e le tensioni bilaterali sembrano più forti della volontà di risolvere la vicenda.<br /> Intanto, la società civile non resta a guardare. Amici e concittadini si mobilitano: fiaccolate, raccolte firme, presidi in piazza San Marco. Non è solo una questione di affetto, è un grido collettivo contro l'indifferenza. Perché ogni giorno che passa senza notizie è un giorno in più di ingiustizia.<br /> Tenere alta l'attenzione non è un esercizio retorico. È un dovere civile. Perché la storia ci ha insegnato che l'oblio è il primo alleato degli abusi. Alberto Trentini deve tornare libero. Nonostante tutto. Perché salvare uno significa non abituarsi mai a perdere tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Terra dei Fuochi, condanna europea: trent’anni di menzogne e tumori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/terra-dei-fuochi-condanna-europea-trent-anni-di-menzogne-e-tumori--64053776</link><description><![CDATA[La Corte europea dei diritti umani ha emesso una sentenza che l'Italia non potrà ignorare: le persone che vivono nella Terra dei Fuochi sono state esposte a un pericolo concreto, reale e imminente per la loro salute. Lo Stato italiano, a conoscenza della situazione da decenni, non ha agito con la rapidità e la diligenza necessarie. Non servivano altre prove, non serviva dimostrare il nesso diretto tra quei roghi e l’aumento dei tumori: la Cedu ha stabilito che la sola esposizione a un rischio così grave è sufficiente per condannare l’Italia.<br /><br /> Sono passati trent’anni da quando si è iniziato a parlare di veleni sepolti, di falde acquifere contaminate, di discariche abusive. Sette inchieste parlamentari hanno certificato il disastro. Eppure, si è sempre girato lo sguardo altrove. Le bonifiche promesse non sono mai arrivate, le discariche sono rimaste, i roghi non si sono fermati. La politica ha prodotto dichiarazioni indignate, piani di intervento mai attuati, tavoli tecnici senza soluzioni. La sentenza della Corte di Strasburgo non lascia più margine alle scuse.<br /><br /> Oggi, come sempre, tutti i partiti si dicono d’accordo: è uno scandalo, bisogna agire. Lo dicono quelli che hanno governato e che in trent’anni non hanno mosso un dito. Lo dicono quelli che governano oggi, gli stessi che in quei territori hanno scelto di concentrare gli sforzi per incarcerare ragazzini invece di mettere fine a un crimine ambientale. Il rischio, ancora una volta, è che questa condanna diventi l’ennesima occasione per proclami senza conseguenze. Ma stavolta c’è una sentenza che impone scadenze e obblighi precisi. Vedremo chi avrà il coraggio di rispettarli.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64053776</guid><pubDate>Fri, 31 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64053776/imported_355bfced_092e_47aa_9d7d_9a45cc2dcd04.mp3" length="1632130" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Corte europea dei diritti umani ha emesso una sentenza che l'Italia non potrà ignorare: le persone che vivono nella Terra dei Fuochi sono state esposte a un pericolo concreto, reale e imminente per la loro salute. 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La politica ha prodotto dichiarazioni indignate, piani di intervento mai attuati, tavoli tecnici senza soluzioni. La sentenza della Corte di Strasburgo non lascia più margine alle scuse.<br /><br /> Oggi, come sempre, tutti i partiti si dicono d’accordo: è uno scandalo, bisogna agire. Lo dicono quelli che hanno governato e che in trent’anni non hanno mosso un dito. Lo dicono quelli che governano oggi, gli stessi che in quei territori hanno scelto di concentrare gli sforzi per incarcerare ragazzini invece di mettere fine a un crimine ambientale. Il rischio, ancora una volta, è che questa condanna diventi l’ennesima occasione per proclami senza conseguenze. Ma stavolta c’è una sentenza che impone scadenze e obblighi precisi. Vedremo chi avrà il coraggio di rispettarli.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un Daspo allo stadio, un invito a Sanremo, una lezione a certi ministri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-daspo-allo-stadio-un-invito-a-sanremo-una-lezione-a-certi-ministri--64012996</link><description><![CDATA[Per un Daspo che pende sulla sua testa, Emiliano Rudolf Giambelli, in arte Emis Killa, 35 anni, non può andare allo stadio perché ritenuto pericoloso. Come hanno raccontato Cesare Giuzzi e Giuseppe Guastella sul Corriere della sera il cantante è stato iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere nell’inchiesta "Doppia curva” della Direzione distrettuale antimafia sugli affari criminali del mondo ultrà interista e milanista che a fine settembre ha portato a 19 misure cautelari e all’azzeramento delle due curve di Milano.<br /> A casa sua lo scorso 30 settembre i poliziotti hanno trovato sette coltelli, tre tirapugni, uno sfollagente, un taser e quasi 40 mila euro in contanti. Emis Killa era in stretti rapporti con l’ultrà Luca Lucci, amichevolmente chiamato “La belva” che ora è in carcere per tentato omicidio e narcotraffico. Gli investigatori lo collocano alla cena di Natale del 26 dicembre 2022 con altri ultrà-criminali poi finiti in carcere.<br /> Come raccontano Giuzzi e Guastella sono le “stesse persone con cui il primo aprile 2023 Emis Killa viene fotografato a Cologno Monzese fuori dal bar gestito da Lucci. Sui social invece sfoggia fotografie con altri personaggi considerati dagli inquirenti vicini alle cosche calabresi come Alfonso Cuturello e Antonio Favasuli”. <br /> Emis Killa non può andare allo stadio ma tra quindici giorni sarà sul palco di Sanremo per l’edizione del festival che Conti ha definito “un micromondo fatto di famiglie e rapporti personali, molto intimo e umano”. Non male, davvero. <br /> Poi accade che Emis Killa decida di ritirarsi, confidando nella giustizia. E così la situazione si capovolge: il rapper diventa più responsabile di certi ministri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/64012996</guid><pubDate>Thu, 30 Jan 2025 03:00:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/64012996/imported_ee266c0c_84cc_4c5b_92a6_544506b21245.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per un Daspo che pende sulla sua testa, Emiliano Rudolf Giambelli, in arte Emis Killa, 35 anni, non può andare allo stadio perché ritenuto pericoloso. 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Emis Killa era in stretti rapporti con l’ultrà Luca Lucci, amichevolmente chiamato “La belva” che ora è in carcere per tentato omicidio e narcotraffico. Gli investigatori lo collocano alla cena di Natale del 26 dicembre 2022 con altri ultrà-criminali poi finiti in carcere.<br /> Come raccontano Giuzzi e Guastella sono le “stesse persone con cui il primo aprile 2023 Emis Killa viene fotografato a Cologno Monzese fuori dal bar gestito da Lucci. Sui social invece sfoggia fotografie con altri personaggi considerati dagli inquirenti vicini alle cosche calabresi come Alfonso Cuturello e Antonio Favasuli”. <br /> Emis Killa non può andare allo stadio ma tra quindici giorni sarà sul palco di Sanremo per l’edizione del festival che Conti ha definito “un micromondo fatto di famiglie e rapporti personali, molto intimo e umano”. Non male, davvero. <br /> Poi accade che Emis Killa decida di ritirarsi, confidando nella giustizia. E così la situazione si capovolge: il rapper diventa più responsabile di certi ministri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lupi solitari: la generazione persa nell’era dei social</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lupi-solitari-la-generazione-persa-nell-era-dei-social--63971797</link><description><![CDATA[Ma quanti altri allarmi servono perché la politica si muova sui giovani? Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ci consegna un quadro spietato sugli adolescenti italiani: sempre più giovani scelgono l’isolamento sociale, diventando “lupi solitari” incapaci di varcare il confine della connessione digitale. Dal 2019 al 2022, i dati parlano di un’esplosione: il numero di chi vive solo la scuola è triplicato, passando dal 15 al 39,4%. Un silenzio che pesa come un macigno.<br /> L’iperconnessione, denunciata dallo studio, è la colonna portante di questo ritiro. I social media, da strumento per accorciare le distanze, diventano gabbie dorate. Ma ridurre il problema a una generazione incollata agli schermi sarebbe semplicistico. C’è dell’altro. Relazioni scadenti con i genitori, insicurezze corporee, vittimizzazione da bullismo: il terreno fertile su cui cresce il fenomeno degli hikikomori è un misto di solitudine e assenza di prospettive.<br /> La pandemia, con il suo carico di distanza forzata, ha fatto il resto. È quasi raddoppiata la percentuale di ragazzi che non incontrano amici fuori dalla scuola, passando dal 5,6% al 9,7%. I numeri raccontano di una generazione che non si sente vista, né ascoltata. La domanda vera, però, è un’altra: quanto vogliamo davvero affrontare questa crisi?<br /> Perché non basta indignarsi di fronte a percentuali che triplicano. Serve ripensare il nostro modello educativo, sociale e relazionale, andando oltre il miraggio dell’inclusività virtuale.Serve ripensare la scuola non barricandosi ma aprendosi al mondo che c’è intorno. Altrimenti, i lupi solitari continueranno a moltiplicarsi, mentre noi ci limiteremo a contarli.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63971797</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63971797/imported_b6c289cc_6b59_4dd6_aa9a_a441d0fc93fb.mp3" length="1765877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ma quanti altri allarmi servono perché la politica si muova sui giovani? 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Relazioni scadenti con i genitori, insicurezze corporee, vittimizzazione da bullismo: il terreno fertile su cui cresce il fenomeno degli hikikomori è un misto di solitudine e assenza di prospettive.<br /> La pandemia, con il suo carico di distanza forzata, ha fatto il resto. È quasi raddoppiata la percentuale di ragazzi che non incontrano amici fuori dalla scuola, passando dal 5,6% al 9,7%. I numeri raccontano di una generazione che non si sente vista, né ascoltata. La domanda vera, però, è un’altra: quanto vogliamo davvero affrontare questa crisi?<br /> Perché non basta indignarsi di fronte a percentuali che triplicano. Serve ripensare il nostro modello educativo, sociale e relazionale, andando oltre il miraggio dell’inclusività virtuale.Serve ripensare la scuola non barricandosi ma aprendosi al mondo che c’è intorno. 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Una tesi infondata e pericolosa, che distorce la storia e rischia di banalizzarne le lezioni più dure.<br /> In un’intervista e in televisione, Vannacci ha sostenuto che il termine “nazionalsocialismo” dimostrerebbe affinità con il socialismo. La ricostruzione è stata demolita dagli storici, che spiegano come il pensiero nazista non avesse nulla a che fare con il socialismo. Andrea Di Michele, docente di Storia contemporanea, sottolinea che il nazionalsocialismo si fondava su comunità nazionale, etnia e razza, non sulla lotta di classe, pilastro del socialismo. Hitler stesso perseguitò socialisti, comunisti e sindacalisti, vedendoli come nemici.<br /> Paolo Pombeni, professore emerito di Storia dei sistemi politici, ha definito le affermazioni di Vannacci frutto di “ignoranza storica”. Hitler non aveva alcun legame con il socialismo, che considerava una minaccia associata alla cultura ebraica. Lo stesso termine “nazionalsocialismo”, come spiega Marco Cuzzi, professore di Storia contemporanea, era legato a correnti interne al partito che Hitler eliminò nella “notte dei lunghi coltelli” del 1934.<br /> L’obiettivo è chiaro: confondere e polarizzare il dibattito pubblico, spostando le responsabilità storiche del nazismo. Così occorre ricordare che il nazismo è stato un regime di estrema destra, totalitario e antisemita, senza alcun legame con i principi socialisti.<br /> Confondere per poter riscrivere. Il sogno per qualcuno è una giornata della memoria come manganello contro gli avversari politici.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63939855</guid><pubDate>Tue, 28 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63939855/imported_2e9f61a8_84df_419e_a9c5_37469a474432.mp3" length="1694824" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A pochi giorni dal Giorno della Memoria il generale Vannacci rilancia un vecchio mito: l’idea che Adolf Hitler e il nazionalsocialismo abbiano radici nel socialismo. 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Hitler stesso perseguitò socialisti, comunisti e sindacalisti, vedendoli come nemici.<br /> Paolo Pombeni, professore emerito di Storia dei sistemi politici, ha definito le affermazioni di Vannacci frutto di “ignoranza storica”. Hitler non aveva alcun legame con il socialismo, che considerava una minaccia associata alla cultura ebraica. Lo stesso termine “nazionalsocialismo”, come spiega Marco Cuzzi, professore di Storia contemporanea, era legato a correnti interne al partito che Hitler eliminò nella “notte dei lunghi coltelli” del 1934.<br /> L’obiettivo è chiaro: confondere e polarizzare il dibattito pubblico, spostando le responsabilità storiche del nazismo. Così occorre ricordare che il nazismo è stato un regime di estrema destra, totalitario e antisemita, senza alcun legame con i principi socialisti.<br /> Confondere per poter riscrivere. 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G., tossicodipendente, si lasciava andare a comportamenti violenti nei periodi di astinenza, aggredendo anche alcuni familiari. Era stato arrestato per violenze ed era stato trasferito nell’ex ospedale psichiatrico in provincia di Mantova, poi chiuso dopo la creazione delle Rems.<br /> Una perizia e i suoi comportamenti autolesionistici urlavano a tutti che l’ipotesi del suicidio fosse concreta. Nessuno però ritenne utile sorvegliare il giovane, e così si arrivò a quel lenzuolo legato intorno al collo. Alla fine, G. fu uno dei 48 suicidi registrati quell’anno.<br /> La famiglia è convinta che morire di carcere non sia roba da Paese civile, ma per tre gradi di giudizio ha avuto torto di fronte alla giustizia italiana. Cane non mangia cane, del resto.<br /> Ora l’inerzia e le responsabilità dello Stato italiano sono finite di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che lo scorso 20 gennaio ha confermato che il caso “sarà esaminato il prima possibile”.<br /> Parrebbe una storia minima, di provincia, e invece è il succo della democrazia: uno Stato che giudica non può non avere cura delle persone - tutte le persone - che rappresenta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63919076</guid><pubDate>Mon, 27 Jan 2025 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63919076/imported_6d20b004_d4c6_4619_ba3c_bf001dffac63.mp3" length="1671000" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sul suo sito "Giustiziari", il giornalista Massimo Cavoli racconta di G., un giovane reatino che nel 2008 si tolse la vita annodando le lenzuola alle sbarre della finestra di una cella dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sul suo sito "Giustiziari", il giornalista Massimo Cavoli racconta di G., un giovane reatino che nel 2008 si tolse la vita annodando le lenzuola alle sbarre della finestra di una cella dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, dove era stato trasferito da Rieti perché la sua condizione appariva incompatibile con il regime carcerario.<br /> La storia è tristemente simile a tante altre. G., tossicodipendente, si lasciava andare a comportamenti violenti nei periodi di astinenza, aggredendo anche alcuni familiari. Era stato arrestato per violenze ed era stato trasferito nell’ex ospedale psichiatrico in provincia di Mantova, poi chiuso dopo la creazione delle Rems.<br /> Una perizia e i suoi comportamenti autolesionistici urlavano a tutti che l’ipotesi del suicidio fosse concreta. Nessuno però ritenne utile sorvegliare il giovane, e così si arrivò a quel lenzuolo legato intorno al collo. Alla fine, G. fu uno dei 48 suicidi registrati quell’anno.<br /> La famiglia è convinta che morire di carcere non sia roba da Paese civile, ma per tre gradi di giudizio ha avuto torto di fronte alla giustizia italiana. Cane non mangia cane, del resto.<br /> Ora l’inerzia e le responsabilità dello Stato italiano sono finite di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che lo scorso 20 gennaio ha confermato che il caso “sarà esaminato il prima possibile”.<br /> Parrebbe una storia minima, di provincia, e invece è il succo della democrazia: uno Stato che giudica non può non avere cura delle persone - tutte le persone - che rappresenta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quota 103, la farsa: meno uscite anticipate e più illusioni per chi lavora</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quota-103-la-farsa-meno-uscite-anticipate-e-piu-illusioni-per-chi-lavora--63860102</link><description><![CDATA[L’età pensionabile si allunga e con lei la distanza tra le promesse elettorali e la realtà dei fatti. Il governo Meloni aveva parlato di una riforma “equa”, ma ciò che resta è un sistema che spinge le persone a lavorare fino a 68 anni, rinviando quel diritto al riposo che dovrebbe essere garantito dopo una vita di contributi. Quota 103, presentata come una conquista, si è rivelata una stretta: nel 2024 le uscite anticipate sono crollate del 15,7% rispetto all’anno precedente, con numeri ben lontani dalle 333mila pensioni anticipate del 2020, quando era in vigore Quota 100.<br /><br /> Il monitoraggio dell’Inps racconta un Paese che si affatica: le pensioni di vecchiaia restano stabili, ma quelle di invalidità e ai superstiti calano in modo preoccupante, lasciando migliaia di famiglie in difficoltà. Per non parlare delle disparità di genere: le donne ricevono mediamente il 29% in meno rispetto agli uomini. Un divario che il governo non sembra avere alcuna intenzione di colmare, lasciando intatte le discriminazioni che il mercato del lavoro già amplifica.<br /><br /> E poi c’è l’adeguamento all’aspettativa di vita, ripristinato senza esitazione. Dal 2027 potrebbero servire 3 mensilità in più per lasciare il lavoro. Nel 2040 si andrà in pensione a 68 anni e nel 2051 a 70. Un’ipoteca sul futuro che trasforma la pensione in un miraggio, più che in un diritto.<br /><br /> Le scelte politiche sono chiare: risparmiare sulle spalle di chi lavora, scaricando i costi della crisi sui più deboli. Promettere è facile; mantenere, un’altra storia. E intanto, il diritto al futuro si allontana, anno dopo anno, promessa dopo promessa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63860102</guid><pubDate>Fri, 24 Jan 2025 03:00:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63860102/imported_182fb12b_9678_4256_ba11_8d88b8d2113c.mp3" length="1760026" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’età pensionabile si allunga e con lei la distanza tra le promesse elettorali e la realtà dei fatti. Il governo Meloni aveva parlato di una riforma “equa”, ma ciò che resta è un sistema che spinge le persone a lavorare fino a 68 anni, rinviando quel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’età pensionabile si allunga e con lei la distanza tra le promesse elettorali e la realtà dei fatti. Il governo Meloni aveva parlato di una riforma “equa”, ma ciò che resta è un sistema che spinge le persone a lavorare fino a 68 anni, rinviando quel diritto al riposo che dovrebbe essere garantito dopo una vita di contributi. Quota 103, presentata come una conquista, si è rivelata una stretta: nel 2024 le uscite anticipate sono crollate del 15,7% rispetto all’anno precedente, con numeri ben lontani dalle 333mila pensioni anticipate del 2020, quando era in vigore Quota 100.<br /><br /> Il monitoraggio dell’Inps racconta un Paese che si affatica: le pensioni di vecchiaia restano stabili, ma quelle di invalidità e ai superstiti calano in modo preoccupante, lasciando migliaia di famiglie in difficoltà. Per non parlare delle disparità di genere: le donne ricevono mediamente il 29% in meno rispetto agli uomini. Un divario che il governo non sembra avere alcuna intenzione di colmare, lasciando intatte le discriminazioni che il mercato del lavoro già amplifica.<br /><br /> E poi c’è l’adeguamento all’aspettativa di vita, ripristinato senza esitazione. Dal 2027 potrebbero servire 3 mensilità in più per lasciare il lavoro. Nel 2040 si andrà in pensione a 68 anni e nel 2051 a 70. Un’ipoteca sul futuro che trasforma la pensione in un miraggio, più che in un diritto.<br /><br /> Le scelte politiche sono chiare: risparmiare sulle spalle di chi lavora, scaricando i costi della crisi sui più deboli. Promettere è facile; mantenere, un’altra storia. E intanto, il diritto al futuro si allontana, anno dopo anno, promessa dopo promessa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump anche contro la compassione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-anche-contro-la-compassione--63825239</link><description><![CDATA[Donald Trump si conferma maestro dell’attacco personale, persino davanti alle parole di chi invoca misericordia e giustizia. L’intervento della vescova episcopale Marianne Budde alla National Cathedral ha scosso il presidente: un appello alla compassione verso le persone migranti e le comunità LGBTQI, un monito contro le politiche di esclusione, pronunciato con un linguaggio che non ammetteva ambiguità. La reazione del presidente? L’insulto e l’intimidazione pubblica.<br /><br /> Trump ha etichettato Budde come “estremista della sinistra radicale”. Non è nuovo a queste sceneggiate: aveva già sfruttato il sacro spazio di St. John per una foto propagandistica nel 2020, ignorando ogni rispetto per il significato spirituale del luogo e la voce contraria della stessa vescova. Questa volta, però, c'è un ulteriore salto di qualità: si prepara a smantellare le tutele per le cosiddette “aree sensibili”, autorizzando retate in chiese e scuole, simboli di rifugio e inclusione.<br /><br /> È la logica dell’oppressione travestita da sicurezza. L’amministrazione Trump non si ferma davanti a nulla: criminalizza. Non importa se queste persone mantengono in piedi settori vitali dell’economia statunitense. Per Trump, il bersaglio non è mai il problema da risolvere, ma una leva per consolidare il potere.<br /><br /> Mentre Marianne Budde parla di speranza e giustizia sociale, Trump replica con la paura e la divisione. La sua retorica è sempre la stessa: dipingere chi dissente come nemico, alimentare un clima di sospetto e giustificare politiche che negano umanità a intere comunità. Ma la compassione non è una debolezza. È l’unica forza che può salvare un Paese dalla deriva dell’odio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63825239</guid><pubDate>Thu, 23 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63825239/imported_e647ecb0_4a6a_43bb_840e_6c607641bc23.mp3" length="1709453" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Donald Trump si conferma maestro dell’attacco personale, persino davanti alle parole di chi invoca misericordia e giustizia. L’intervento della vescova episcopale Marianne Budde alla National Cathedral ha scosso il presidente: un appello alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Donald Trump si conferma maestro dell’attacco personale, persino davanti alle parole di chi invoca misericordia e giustizia. L’intervento della vescova episcopale Marianne Budde alla National Cathedral ha scosso il presidente: un appello alla compassione verso le persone migranti e le comunità LGBTQI, un monito contro le politiche di esclusione, pronunciato con un linguaggio che non ammetteva ambiguità. La reazione del presidente? L’insulto e l’intimidazione pubblica.<br /><br /> Trump ha etichettato Budde come “estremista della sinistra radicale”. Non è nuovo a queste sceneggiate: aveva già sfruttato il sacro spazio di St. John per una foto propagandistica nel 2020, ignorando ogni rispetto per il significato spirituale del luogo e la voce contraria della stessa vescova. Questa volta, però, c'è un ulteriore salto di qualità: si prepara a smantellare le tutele per le cosiddette “aree sensibili”, autorizzando retate in chiese e scuole, simboli di rifugio e inclusione.<br /><br /> È la logica dell’oppressione travestita da sicurezza. L’amministrazione Trump non si ferma davanti a nulla: criminalizza. Non importa se queste persone mantengono in piedi settori vitali dell’economia statunitense. Per Trump, il bersaglio non è mai il problema da risolvere, ma una leva per consolidare il potere.<br /><br /> Mentre Marianne Budde parla di speranza e giustizia sociale, Trump replica con la paura e la divisione. La sua retorica è sempre la stessa: dipingere chi dissente come nemico, alimentare un clima di sospetto e giustificare politiche che negano umanità a intere comunità. Ma la compassione non è una debolezza. È l’unica forza che può salvare un Paese dalla deriva dell’odio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I fessi del sogno americano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-fessi-del-sogno-americano--63791158</link><description><![CDATA[Donald Trump si insedia alla Casa Bianca, e intorno a lui, tra applausi e sorrisi, c’è la crème dell’élite globale: Elon Musk, Jeff Bezos e altri miliardari stipati in pochi metri quadrati di ricchezza inarrivabile. Dall’altra parte, gli elettori che applaudono felici, convinti che un uomo come Trump rappresenti una promessa per tutti. È il grande inganno del sogno americano: l’idea che sostenere un ricco possa un giorno rendere ricchi anche loro.<br /> Ma i numeri raccontano un’altra storia. Secondo Oxfam, dal 2020 il 63% della ricchezza prodotta è finita nelle mani dell’1% più abbiente, mentre al restante 99% è rimasto poco più di un terzo. Una forbice che continua ad allargarsi, giorno dopo giorno. I ricchi non condividono: accumulano. I numeri non mentono, ma chi applaude preferisce ignorarli.<br /> Il copione non è nuovo. Anche in Italia abbiamo vissuto l’illusione con Berlusconi, l’imprenditore diventato politico che prometteva un paese di imprenditori. Il risultato? Le disuguaglianze sono cresciute, il divario tra ricchi e poveri si è ampliato e le briciole sono rimaste briciole. Oggi, come allora, i miliardari rappresentano un sistema chiuso che non redistribuisce ma consolida il proprio potere, lasciando chi sta sotto ad aggrapparsi al nulla.<br /> Applaudire un ricco significa accettare un sistema che premia i pochi e ignora i molti. Ed è proprio quell’applauso, quel gesto disperato e ingenuo, il simbolo più tragico di una società che ha smarrito la capacità di pretendere giustizia e uguaglianza.<br /> I più pericolosi sono i fessi che esultano per Trump sperando di diventare come lui e la sua compagnia di giro. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63791158</guid><pubDate>Wed, 22 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63791158/imported_bd37e4c1_0452_4d27_8aae_27ac886d5ada.mp3" length="1751249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Donald Trump si insedia alla Casa Bianca, e intorno a lui, tra applausi e sorrisi, c’è la crème dell’élite globale: Elon Musk, Jeff Bezos e altri miliardari stipati in pochi metri quadrati di ricchezza inarrivabile. 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Anche in Italia abbiamo vissuto l’illusione con Berlusconi, l’imprenditore diventato politico che prometteva un paese di imprenditori. Il risultato? Le disuguaglianze sono cresciute, il divario tra ricchi e poveri si è ampliato e le briciole sono rimaste briciole. Oggi, come allora, i miliardari rappresentano un sistema chiuso che non redistribuisce ma consolida il proprio potere, lasciando chi sta sotto ad aggrapparsi al nulla.<br /> Applaudire un ricco significa accettare un sistema che premia i pochi e ignora i molti. Ed è proprio quell’applauso, quel gesto disperato e ingenuo, il simbolo più tragico di una società che ha smarrito la capacità di pretendere giustizia e uguaglianza.<br /> I più pericolosi sono i fessi che esultano per Trump sperando di diventare come lui e la sua compagnia di giro. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La politica abdica, i miliardari dominano: così i diritti diventano marketing</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-politica-abdica-i-miliardari-dominano-cosi-i-diritti-diventano-marketing--63768990</link><description><![CDATA[C’è quell’imbarazzante immagine di Mark Zuckerberg che con occhi da cane bastonato annuncia di liberare Facebook e Instagram contro “l’oppressione della cultura woke”. Il proprietario di Meta, che distilla gli algoritmi di quello che dobbiamo vedere su Instagram e Facebook, ha affermato che la società e il mondo aziendale sono diventati "castrati" ed "emasculati", sottolineando che la cultura aziendale si è allontanata dall'energia maschile, che lui considera positiva e necessaria accanto a quella femminile.<br /> Jeff Bezos, proprietario di Amazon, aveva acquistato il Washington Post per promettere di rispettare lo slogan sotto la testata: “la democrazia muore nell’oscurità”. Poi ha abbracciato l’oscurità perché l’importante è che non muoia il fatturato. Walt Disney corre a baciare la pantofola a Trump. Ieri il NY Times ci ha fatto sapere che ke grandi banche abbandonano i gruppi che lottano contro i cambiamenti climatici prima del mandato di Trump, Federal reserve inclusa. <br /> L’idealizzazione delle aziende nella speranza che potessero diventare alfieri dei diritti civili si è sgretolata nel giro di qualche settimana. È il risultato della politica che manca. Affidarsi a Walt Disney per chiedere la valorizzazione dei diritti Lgbt significa lasciare le mani libere ai partiti che chiedono voti per la difesa dei diritti. Ai politici bastava indicare cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato, dove acquistare, cosa boicottare. Le aziende costruivano narrazione per vendere e la politica la scambiava per idealismo. <br /> La politica deve fare politica, non narrazione. Altrimenti chi ha la narrazione che solletica meglio gli intestini vince. Come Meloni, come Trump. E i diritti passano di moda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63768990</guid><pubDate>Tue, 21 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63768990/imported_8fdc464a_61f9_4e5b_be4a_fb6e7696ac05.mp3" length="1825645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è quell’imbarazzante immagine di Mark Zuckerberg che con occhi da cane bastonato annuncia di liberare Facebook e Instagram contro “l’oppressione della cultura woke”. 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Ieri il NY Times ci ha fatto sapere che ke grandi banche abbandonano i gruppi che lottano contro i cambiamenti climatici prima del mandato di Trump, Federal reserve inclusa. <br /> L’idealizzazione delle aziende nella speranza che potessero diventare alfieri dei diritti civili si è sgretolata nel giro di qualche settimana. È il risultato della politica che manca. Affidarsi a Walt Disney per chiedere la valorizzazione dei diritti Lgbt significa lasciare le mani libere ai partiti che chiedono voti per la difesa dei diritti. Ai politici bastava indicare cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato, dove acquistare, cosa boicottare. Le aziende costruivano narrazione per vendere e la politica la scambiava per idealismo. <br /> La politica deve fare politica, non narrazione. Altrimenti chi ha la narrazione che solletica meglio gli intestini vince. Come Meloni, come Trump. E i diritti passano di moda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anche per Turmp sarà tutto revanscismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anche-per-turmp-sara-tutto-revanscismo--63754969</link><description><![CDATA[Il New York Times l’ha chiamata *retribution list*: l’elenco dei nemici che Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, punterebbe a colpire per vendicarsi di quattro anni che il tycoon chiama, senza ironia, una crociata contro il “deep state”. Dentro ci sono alti funzionari, giudici, giornalisti e persino ex alleati repubblicani colpevoli di aver tentennato davanti alle sue derive più estreme. Non è solo Trump: è il marchio del revanscismo che questa destra dissemina da Washington a Roma, portando il conflitto personale al centro della politica.<br /><br /> Nel mirino ci finiranno innanzitutto le istituzioni che hanno osato indagare, ostacolare o regolamentare: l’FBI, il Dipartimento di Giustizia, chiunque rappresenti quel bilanciamento dei poteri che Trump ha sempre letto come una scomoda burocrazia. La sua ossessione non è nuova. La novità, semmai, sta nella normalizzazione della vendetta come strategia politica. E qui, guardando oltreoceano, non serve grande fantasia per vedere gli echi di Giorgia Meloni: basti pensare agli attacchi sistematici contro la magistratura, i media critici, o le organizzazioni che difendono i diritti civili.<br /><br /> La domanda, però, è un’altra: cosa accade quando il nemico diventa il collante del consenso? Si crea un vuoto in cui l’agenda politica si riduce a una lunga lista di bersagli. Più che una crociata, è l’autobiografia di un progetto senza futuro, dove chi osa dissentire non viene contestato ma delegittimato. E forse è proprio questo che fa più paura: non i nemici di Trump, ma il silenzio che verrà dopo..<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63754969</guid><pubDate>Mon, 20 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63754969/imported_9963861c_7786_4c32_9a30_5836a5c043c3.mp3" length="1655954" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il New York Times l’ha chiamata *retribution list*: l’elenco dei nemici che Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, punterebbe a colpire per vendicarsi di quattro anni che il tycoon chiama, senza ironia, una crociata contro il “deep state”. Dentro ci...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il New York Times l’ha chiamata *retribution list*: l’elenco dei nemici che Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, punterebbe a colpire per vendicarsi di quattro anni che il tycoon chiama, senza ironia, una crociata contro il “deep state”. Dentro ci sono alti funzionari, giudici, giornalisti e persino ex alleati repubblicani colpevoli di aver tentennato davanti alle sue derive più estreme. Non è solo Trump: è il marchio del revanscismo che questa destra dissemina da Washington a Roma, portando il conflitto personale al centro della politica.<br /><br /> Nel mirino ci finiranno innanzitutto le istituzioni che hanno osato indagare, ostacolare o regolamentare: l’FBI, il Dipartimento di Giustizia, chiunque rappresenti quel bilanciamento dei poteri che Trump ha sempre letto come una scomoda burocrazia. La sua ossessione non è nuova. La novità, semmai, sta nella normalizzazione della vendetta come strategia politica. E qui, guardando oltreoceano, non serve grande fantasia per vedere gli echi di Giorgia Meloni: basti pensare agli attacchi sistematici contro la magistratura, i media critici, o le organizzazioni che difendono i diritti civili.<br /><br /> La domanda, però, è un’altra: cosa accade quando il nemico diventa il collante del consenso? Si crea un vuoto in cui l’agenda politica si riduce a una lunga lista di bersagli. Più che una crociata, è l’autobiografia di un progetto senza futuro, dove chi osa dissentire non viene contestato ma delegittimato. E forse è proprio questo che fa più paura: non i nemici di Trump, ma il silenzio che verrà dopo..<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non solo pietre: le macerie di Gaza ci guardano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-solo-pietre-le-macerie-di-gaza-ci-guardano--63718789</link><description><![CDATA[C’è il cessate il fuoco, sempre che tenga. C’è la promessa di cessate il fuoco ma ieri sono stati uccisi almeno 20 bambini e 25 donne. C’è il cessate il fuoco e ci sono le macerie. <br /> Le macerie di Gaza non sono solo pietre. Ogni frammento è il testimone muto di un'infanzia rubata, di famiglie spezzate, di sogni mai nati. I numeri dell'UNICEF sono un grido sordo: 14.500 bambini morti, migliaia di feriti, 17.000 orfani di guerra. <br /> Nella Striscia, meno della metà degli ospedali è operativa, l’acqua scarseggia, le scuole sono ombre di ciò che erano. Quasi un milione di persone è sfollato, e l'insicurezza alimentare è una condanna per tutti. Il cessate il fuoco è arrivato come un sussurro in mezzo al frastuono delle bombe, ma da solo non basta. È un fragile spiraglio che può chiudersi in un attimo, a meno che non si trasformi in una via verso una soluzione politica reale.<br /> La direttrice dell’UNICEF, Catherine Russell, ha parlato di una risposta umanitaria massiccia, indispensabile per curare le ferite di una terra agonizzante. Vaccini per 420.000 bambini, acqua potabile, assistenza psicologica, scuole da ricostruire. Ma nulla di questo avrà senso senza un impegno globale che metta fine a questo perpetuo sterminio. Ogni giorno di ritardo è un colpo inferto a chi già vive nel baratro.<br /> Le macerie di Gaza ci guardano, con il peso della nostra inadeguatezza. Non basta conteggiare i morti o inviare aiuti. La guerra è stata un fallimento e le macerie stanno lì a ricordarci che abbiamo fallito. C’è il cessate il fuoco ma la ricostruzione di Gaza non ha bisogno di mattoni e di cemento. Ha bisogno di una comunità internazionale che smentisca tutto quello che ha fatto fin qui. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63718789</guid><pubDate>Fri, 17 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63718789/imported_4974efc6_4b31_42a3_b08d_0248af0af82e.mp3" length="1974021" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è il cessate il fuoco, sempre che tenga. C’è la promessa di cessate il fuoco ma ieri sono stati uccisi almeno 20 bambini e 25 donne. C’è il cessate il fuoco e ci sono le macerie. 
Le macerie di Gaza non sono solo pietre. Ogni frammento è il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è il cessate il fuoco, sempre che tenga. C’è la promessa di cessate il fuoco ma ieri sono stati uccisi almeno 20 bambini e 25 donne. C’è il cessate il fuoco e ci sono le macerie. <br /> Le macerie di Gaza non sono solo pietre. Ogni frammento è il testimone muto di un'infanzia rubata, di famiglie spezzate, di sogni mai nati. I numeri dell'UNICEF sono un grido sordo: 14.500 bambini morti, migliaia di feriti, 17.000 orfani di guerra. <br /> Nella Striscia, meno della metà degli ospedali è operativa, l’acqua scarseggia, le scuole sono ombre di ciò che erano. Quasi un milione di persone è sfollato, e l'insicurezza alimentare è una condanna per tutti. Il cessate il fuoco è arrivato come un sussurro in mezzo al frastuono delle bombe, ma da solo non basta. È un fragile spiraglio che può chiudersi in un attimo, a meno che non si trasformi in una via verso una soluzione politica reale.<br /> La direttrice dell’UNICEF, Catherine Russell, ha parlato di una risposta umanitaria massiccia, indispensabile per curare le ferite di una terra agonizzante. Vaccini per 420.000 bambini, acqua potabile, assistenza psicologica, scuole da ricostruire. Ma nulla di questo avrà senso senza un impegno globale che metta fine a questo perpetuo sterminio. Ogni giorno di ritardo è un colpo inferto a chi già vive nel baratro.<br /> Le macerie di Gaza ci guardano, con il peso della nostra inadeguatezza. Non basta conteggiare i morti o inviare aiuti. La guerra è stata un fallimento e le macerie stanno lì a ricordarci che abbiamo fallito. C’è il cessate il fuoco ma la ricostruzione di Gaza non ha bisogno di mattoni e di cemento. Ha bisogno di una comunità internazionale che smentisca tutto quello che ha fatto fin qui. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alberto Trentini e la giustizia di salvare tutti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alberto-trentini-e-la-giustizia-di-salvare-tutti--63705408</link><description><![CDATA[Alberto Trentini, operatore umanitario di Venezia Lido, è stato fermato in Venezuela il 15 novembre scorso e da allora non si hanno sue notizie. La famiglia racconta che Trentini era arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 ed il 15 novembre mentre si recava in missione da Caracas a Guasdalito è  stato fermato ad un posto di blocco, insieme all’autista della Ong per cui lavora. Dalle scarse e informali informazioni ricevute sembrerebbe che pochi giorni dopo il fermo Alberto sia stato trasferito a Caracas e, ad oggi, alla famiglia risulta “prigioniero” in una struttura di detenzione, senza che gli sia mai stata contestata formalmente nessuna imputazione. <br /> Racconta la famiglia: “In realtà nessuna notizia ufficiale ci è mai stata comunicata da nessuna autorità Venezuelana né Italiana e di fatto, da quasi due mesi, nulla sappiamo sulle sorti di Alberto, tenuto anche conto che soffre di problemi di salute e non ha con sé le medicine né alcun genere di prima necessità. Dal suo arresto e cioè dal 15 novembre ad oggi, a quanto sappiamo, nessuno è riuscito a vederlo, né a parlargli. Neppure il nostro Ambasciatore è riuscito a comunicare con lui né ad avere sue notizie nonostante plurimi tentativi”. <br /> Un’interrogazione parlamentare presentata da Provenzano e Cuperlo (Pd) chiede che il governo si attivi subito per la liberazione. Dice Beppe Giulietti, portavoce di Articolo21: “nessuno può e deve immaginare che dei cittadini italiani all’estero - reclusi o detenuti per ragioni politiche - possano avere un trattamento differente e diverso”. Salvare tutte le persone, tutte, prima di tutto, al di là delle convenienze politiche, al di là del fragore mediatico. Questa è giustizia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63705408</guid><pubDate>Thu, 16 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63705408/imported_2fd35c8e_b1c8_4511_9576_26b0b101819f.mp3" length="1872875" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Alberto Trentini, operatore umanitario di Venezia Lido, è stato fermato in Venezuela il 15 novembre scorso e da allora non si hanno sue notizie. 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Dalle scarse e informali informazioni ricevute sembrerebbe che pochi giorni dopo il fermo Alberto sia stato trasferito a Caracas e, ad oggi, alla famiglia risulta “prigioniero” in una struttura di detenzione, senza che gli sia mai stata contestata formalmente nessuna imputazione. <br /> Racconta la famiglia: “In realtà nessuna notizia ufficiale ci è mai stata comunicata da nessuna autorità Venezuelana né Italiana e di fatto, da quasi due mesi, nulla sappiamo sulle sorti di Alberto, tenuto anche conto che soffre di problemi di salute e non ha con sé le medicine né alcun genere di prima necessità. Dal suo arresto e cioè dal 15 novembre ad oggi, a quanto sappiamo, nessuno è riuscito a vederlo, né a parlargli. Neppure il nostro Ambasciatore è riuscito a comunicare con lui né ad avere sue notizie nonostante plurimi tentativi”. <br /> Un’interrogazione parlamentare presentata da Provenzano e Cuperlo (Pd) chiede che il governo si attivi subito per la liberazione. Dice Beppe Giulietti, portavoce di Articolo21: “nessuno può e deve immaginare che dei cittadini italiani all’estero - reclusi o detenuti per ragioni politiche - possano avere un trattamento differente e diverso”. Salvare tutte le persone, tutte, prima di tutto, al di là delle convenienze politiche, al di là del fragore mediatico. Questa è giustizia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Carceri italiane. Basta contare per vergognarsi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/carceri-italiane-basta-contare-per-vergognarsi--63693620</link><description><![CDATA[61.852 detenuti. 46.839 posti disponibili. La capienza regolamentare sarebbe di 51.312, ma quasi 5.000 spazi sono inagibili. Il sovraffollamento medio nelle carceri italiane è al 132%. A Milano San Vittore il tasso arriva al 218%, un record. In 148 carceri su 200 il sovraffollamento supera i limiti previsti. In 59 strutture tocca o supera il 150%.<br /> Il problema è generalizzato. In Puglia il sovraffollamento è al 171%, in Lombardia al 151%, in Lazio al 146%. Solo Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige sono sotto la soglia regolamentare, ma la prossimità ai familiari impedisce trasferimenti.<br /> 23.461 detenuti hanno una pena residua inferiore a 3 anni. Di questi, 19.592 potrebbero accedere a misure alternative, ma non succede. Tra loro, 8.443 hanno pene inflitte inferiori a 3 anni. Nonostante il sovraffollamento, il sistema penale non interviene. Celle chiuse, sezioni inutilizzabili, strutture inadeguate completano un quadro di abbandono.<br /> Secondo il Garante delle persone private della libertà, serve un piano nazionale per l’edilizia penitenziaria. Nulla è stato fatto. La recidiva rimane alta, la rieducazione fallisce. L’Italia ignora i suoi 61.852 detenuti, condannandoli a un sistema che non protegge e non reintegra. I numeri gridano, ma il silenzio delle istituzioni è assordante.<br /> Poi quando arrivano i numeri e le storie dei suicidi in carcere sono già caldi i comunicati stampa, le pose afflitte, le promesse del “mai più”. Se le carceri italiane fossero illuminate dalla stampa e dal dibattito pubblico sarebbero un quotidiano sigillo infame. Non servono nemmeno giudizi, non servono opinioni: bastano i numeri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63693620</guid><pubDate>Wed, 15 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63693620/imported_702c3764_2a33_470e_a581_f702ef668bdd.mp3" length="1775072" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>61.852 detenuti. 46.839 posti disponibili. La capienza regolamentare sarebbe di 51.312, ma quasi 5.000 spazi sono inagibili. Il sovraffollamento medio nelle carceri italiane è al 132%. 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Celle chiuse, sezioni inutilizzabili, strutture inadeguate completano un quadro di abbandono.<br /> Secondo il Garante delle persone private della libertà, serve un piano nazionale per l’edilizia penitenziaria. Nulla è stato fatto. La recidiva rimane alta, la rieducazione fallisce. L’Italia ignora i suoi 61.852 detenuti, condannandoli a un sistema che non protegge e non reintegra. I numeri gridano, ma il silenzio delle istituzioni è assordante.<br /> Poi quando arrivano i numeri e le storie dei suicidi in carcere sono già caldi i comunicati stampa, le pose afflitte, le promesse del “mai più”. Se le carceri italiane fossero illuminate dalla stampa e dal dibattito pubblico sarebbero un quotidiano sigillo infame. Non servono nemmeno giudizi, non servono opinioni: bastano i numeri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marina Berlusconi contro la verità: Report e la memoria che fa paura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marina-berlusconi-contro-la-verita-report-e-la-memoria-che-fa-paura--63679304</link><description><![CDATA[“Pattume mediatico su mio padre, reagiremo”, tuona Marina Berlusconi dopo la puntata di Report. La trasmissione di Sgfrido Ranucci ha fatto quello che dovrebbe fare il giornalismo: evitare che il potere riscriva la storia, evitare che la memoria ammuffisca sotto il peso delle convenienze politiche.<br /> Per raccontare i rapporti tra Silvio Berlusconi e la mafia basta raccontare la storia del suo braccio destro Marcello Dell’Utri. Dell’Utri, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato assolto nel 2023 nel processo sulla trattativa Stato-mafia, ma la sua intermediazione tra i vertici di Cosa Nostra e Berlusconi è stata confermata da una sentenza definitiva. È stato riconosciuto come mediatore tra Berlusconi e Cosa nostra. La sua attività ha incluso la garanzia di protezione per Berlusconi e la sua famiglia, nonché il sostegno all'attività imprenditoriale dell'ex premier, in cambio di favori politici. Secondo le indagini, Dell'Utri avrebbe facilitato l'appoggio elettorale della mafia a Forza Italia in cambio di promesse politiche favorevoli a Cosa nostra, contribuendo così a consolidare il potere politico di Berlusconi.<br /> Marina Berlusconi dice che suo padre “è sempre stato in prima fila contro le mafie” mentre le sentenze raccontano una storia diversa. Forza Italia - il partito della famiglia Berlusconi - rincara la dose parlando di scempio. Dall’opposizione se appoggiate l’orecchio si sente solo un flebile bisbiglio. <br /> Per riscrivere la storia bisogna prima cancellare la memoria. Per cancellare la memoria bisogna calunniare chi ricorda. Per questo il giornalismo serve. Oggi più che mai.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63679304</guid><pubDate>Tue, 14 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63679304/imported_a6fa1b70_4b0f_4783_b807_23cc4ce8e61a.mp3" length="1694824" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Pattume mediatico su mio padre, reagiremo”, tuona Marina Berlusconi dopo la puntata di Report. 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La sua attività ha incluso la garanzia di protezione per Berlusconi e la sua famiglia, nonché il sostegno all'attività imprenditoriale dell'ex premier, in cambio di favori politici. Secondo le indagini, Dell'Utri avrebbe facilitato l'appoggio elettorale della mafia a Forza Italia in cambio di promesse politiche favorevoli a Cosa nostra, contribuendo così a consolidare il potere politico di Berlusconi.<br /> Marina Berlusconi dice che suo padre “è sempre stato in prima fila contro le mafie” mentre le sentenze raccontano una storia diversa. Forza Italia - il partito della famiglia Berlusconi - rincara la dose parlando di scempio. Dall’opposizione se appoggiate l’orecchio si sente solo un flebile bisbiglio. <br /> Per riscrivere la storia bisogna prima cancellare la memoria. Per cancellare la memoria bisogna calunniare chi ricorda. Per questo il giornalismo serve. Oggi più che mai.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fratelli d’Italia e Forza Italia abbandonano Salvini: il ministro isolato anche da Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fratelli-d-italia-e-forza-italia-abbandonano-salvini-il-ministro-isolato-anche-da-meloni--63668791</link><description><![CDATA[Al di là delle baruffe politiche, al di là delle colpe che in Italia sono sempre “dei governi precedenti”, c’è un dato incontrovertibile che misura l’isolamento di Matteo Salvini. Nel sabato nero dei trasporti ferroviari, mentre Trenitalia chiedeva ai viaggiatori di astenersi dal viaggiare, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture leghista non ha ricevuto un solo messaggio di difesa dai suoi alleati di governo.<br /> Escluse le note stampa dei compagni di partito - richiamati all’ordine proprio dal ministro - nessuno di Forza Italia e nessuno di Fratelli d’Italia ha considerato una buona idea scrivere nemmeno una mezza parola. Silenzio anche da Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ha chiuso il leader leghista nel suo ufficio, lasciandolo solo.<br /> Non che Salvini non abbia contribuito al clima. La scelta di trasformare il Mit in un’enclave leghista sognando di avere una truppa completamente fedele al suo faraone. L’unico viceministro di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, ha fatto le valigie per occupare il posto da capogruppo lasciato libero dal neo ministro Tommaso Foti. E che Meloni abbia lasciato vuota la casella da vice dell’alleato leghista è un particolare che parla.<br /> A fine mese lascerà la sedia da amministratore delegato di Rfi - la presunta società colpevole degli ultimi disastri - Giuseppe Strisciuglio. È il vuoto che fa rimbombare la solitudine. Salvini rimane attaccato al mastodontico ponte che forse non si farà mai. E tra poco arriva il congresso della Lega.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63668791</guid><pubDate>Mon, 13 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63668791/imported_89a88dc9_bc1e_4713_9e1c_e5e249194673.mp3" length="1611650" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Al di là delle baruffe politiche, al di là delle colpe che in Italia sono sempre “dei governi precedenti”, c’è un dato incontrovertibile che misura l’isolamento di Matteo Salvini. Nel sabato nero dei trasporti ferroviari, mentre Trenitalia chiedeva ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Al di là delle baruffe politiche, al di là delle colpe che in Italia sono sempre “dei governi precedenti”, c’è un dato incontrovertibile che misura l’isolamento di Matteo Salvini. Nel sabato nero dei trasporti ferroviari, mentre Trenitalia chiedeva ai viaggiatori di astenersi dal viaggiare, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture leghista non ha ricevuto un solo messaggio di difesa dai suoi alleati di governo.<br /> Escluse le note stampa dei compagni di partito - richiamati all’ordine proprio dal ministro - nessuno di Forza Italia e nessuno di Fratelli d’Italia ha considerato una buona idea scrivere nemmeno una mezza parola. Silenzio anche da Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ha chiuso il leader leghista nel suo ufficio, lasciandolo solo.<br /> Non che Salvini non abbia contribuito al clima. La scelta di trasformare il Mit in un’enclave leghista sognando di avere una truppa completamente fedele al suo faraone. L’unico viceministro di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, ha fatto le valigie per occupare il posto da capogruppo lasciato libero dal neo ministro Tommaso Foti. E che Meloni abbia lasciato vuota la casella da vice dell’alleato leghista è un particolare che parla.<br /> A fine mese lascerà la sedia da amministratore delegato di Rfi - la presunta società colpevole degli ultimi disastri - Giuseppe Strisciuglio. È il vuoto che fa rimbombare la solitudine. Salvini rimane attaccato al mastodontico ponte che forse non si farà mai. E tra poco arriva il congresso della Lega.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>California in fiamme: il sogno americano è avere pompieri privati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/california-in-fiamme-il-sogno-americano-e-avere-pompieri-privati--63630827</link><description><![CDATA[“Qualcuno ha contatti con dei pompieri privati ​​per proteggere la nostra casa a Pacific Palisades? Bisogna agire in fretta qui. Tutte le case dei vicini stanno bruciando. Paghiamo qualsiasi cifra. Grazie”. A lanciare l’appello su X è Keith Wasserman, un imprenditore immobiliare statunitense, co-fondatore e managing partner di Gelt Venture Partners, una società di investimento immobiliare con sede a Los Angeles. Dal 2008, Wasserman ha supervisionato l'acquisizione di proprietà multifamiliari e di self-storage per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di dollari, principalmente negli Stati Uniti occidentali.<br /> Ad aiutare i Vigli del fuoco per l’enorme incendio scoppiato in questi giorni in California ci sono centinaia di detenuti della California che tagliano e segano le linee di contenimento per gli equipaggi. L’ultima riforma carceraria ha ridotto i detenuti considerati idonei e così in California al picco di 4.250 persone detenute lavoranti si è passati a 1.800, proprio nel periodo dei suoi incendi più mortali.<br /> Le persone detenute impiegate con i Vigili del fuoco guadagnano dai 6 ai 12 euro al giorno e oggi sono circa il 30% del personale impiegato nell’emergenza. Mentre quelli guadagnano 6 euro il miliardario sogna dei pompieri privati, riservati solo ai ricchi. Forse qualcuno nei prossimi giorni chiederà una legge per salvare prima i più ricchi. Del resto la situazione non è molto diversa da  Letizia Moratti che ai tempi della pandemia ai tempi proponeva di “distribuire i vaccini per il coronavirus tra le regioni anche in base al contributo che danno al Pil”. Sovranismo sfrenato: salvarsi, mica salvare. <br /> È il capitalismo, bellezza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63630827</guid><pubDate>Fri, 10 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63630827/imported_465de6a8_7a90_48a8_8507_c0e5f9b65e96.mp3" length="1821884" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Qualcuno ha contatti con dei pompieri privati ​​per proteggere la nostra casa a Pacific Palisades? Bisogna agire in fretta qui. Tutte le case dei vicini stanno bruciando. Paghiamo qualsiasi cifra. Grazie”. A lanciare l’appello su X è Keith Wasserman,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Qualcuno ha contatti con dei pompieri privati ​​per proteggere la nostra casa a Pacific Palisades? Bisogna agire in fretta qui. Tutte le case dei vicini stanno bruciando. Paghiamo qualsiasi cifra. Grazie”. A lanciare l’appello su X è Keith Wasserman, un imprenditore immobiliare statunitense, co-fondatore e managing partner di Gelt Venture Partners, una società di investimento immobiliare con sede a Los Angeles. Dal 2008, Wasserman ha supervisionato l'acquisizione di proprietà multifamiliari e di self-storage per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di dollari, principalmente negli Stati Uniti occidentali.<br /> Ad aiutare i Vigli del fuoco per l’enorme incendio scoppiato in questi giorni in California ci sono centinaia di detenuti della California che tagliano e segano le linee di contenimento per gli equipaggi. L’ultima riforma carceraria ha ridotto i detenuti considerati idonei e così in California al picco di 4.250 persone detenute lavoranti si è passati a 1.800, proprio nel periodo dei suoi incendi più mortali.<br /> Le persone detenute impiegate con i Vigili del fuoco guadagnano dai 6 ai 12 euro al giorno e oggi sono circa il 30% del personale impiegato nell’emergenza. Mentre quelli guadagnano 6 euro il miliardario sogna dei pompieri privati, riservati solo ai ricchi. Forse qualcuno nei prossimi giorni chiederà una legge per salvare prima i più ricchi. Del resto la situazione non è molto diversa da  Letizia Moratti che ai tempi della pandemia ai tempi proponeva di “distribuire i vaccini per il coronavirus tra le regioni anche in base al contributo che danno al Pil”. Sovranismo sfrenato: salvarsi, mica salvare. <br /> È il capitalismo, bellezza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Armi d’ordinanza e femminicidi: quando lo Stato consegna la pistola al carnefice</title><link>https://www.spreaker.com/episode/armi-d-ordinanza-e-femminicidi-quando-lo-stato-consegna-la-pistola-al-carnefice--63617866</link><description><![CDATA[Il primo femminicidio del 2025 si è consumato vicino a Perugia, a Gualdo Tadino, il 5 gennaio. Daniele Bordicchio ha sparato e ucciso la moglie Eliza Stefania Feru, ventinovenne cittadina italiana ma originaria della Romania, per poi suicidarsi.Bordicchio ha ucciso con l’arma di ordinanza. È una guardia giurata. <br /> Giorgio Beretta - analista ed esperto in armi, commercio di armamenti e politiche di disarmo - fa notare che il primo femminicidio con arma da fuoco del 2024 è stato compiuto con un’arma di ordinanza. Era il 13 febbraio e il maresciallo della Guardia di Finanza Christian Sodano dopo un litigio con la ex fidanzata Desiree Amato ha ucciso la mamma di lei, Nicoletta Zomparelli di 46 anni e la sorella Renèe di 19 anni. <br /> Beretta spiega che “il possesso di un’arma d’ordinanza non è un elemento secondario in questi femminicidi. L’arma da fuoco non costituisce infatti solo lo strumento per eseguire un assassinio, ma rappresenta un elemento centrale nell’ideazione e nella progettazione del femminicidio”. <br /> Il cosiddetto Decreto sicurezza (DdL 1660) in discussione in Parlamento permette a tutti gli agenti di pubblica sicurezza di acquistare una o più armi da tenere sempre con sé senza l’obbligo – attualmente in vigore – di ottenere una licenza di porto d’armi. Sono almeno 300 mila persone che potranno comprare un’arma senza comunicarlo alla consorte, alla convivente e ai familiari maggiorenni conviventi, senza l’obbligo di esami clinico-tossicologici e senza specifici controlli medici sullo stato di salute mentale o per accertare criticità nella la situazione di coppia. <br /> Disarmare i femminicidi sarebbe già una buona idea. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63617866</guid><pubDate>Thu, 09 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63617866/imported_75f051ec_1985_47ef_b0f5_f3047f7a3fa3.mp3" length="1759190" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il primo femminicidio del 2025 si è consumato vicino a Perugia, a Gualdo Tadino, il 5 gennaio. Daniele Bordicchio ha sparato e ucciso la moglie Eliza Stefania Feru, ventinovenne cittadina italiana ma originaria della Romania, per poi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il primo femminicidio del 2025 si è consumato vicino a Perugia, a Gualdo Tadino, il 5 gennaio. Daniele Bordicchio ha sparato e ucciso la moglie Eliza Stefania Feru, ventinovenne cittadina italiana ma originaria della Romania, per poi suicidarsi.Bordicchio ha ucciso con l’arma di ordinanza. È una guardia giurata. <br /> Giorgio Beretta - analista ed esperto in armi, commercio di armamenti e politiche di disarmo - fa notare che il primo femminicidio con arma da fuoco del 2024 è stato compiuto con un’arma di ordinanza. Era il 13 febbraio e il maresciallo della Guardia di Finanza Christian Sodano dopo un litigio con la ex fidanzata Desiree Amato ha ucciso la mamma di lei, Nicoletta Zomparelli di 46 anni e la sorella Renèe di 19 anni. <br /> Beretta spiega che “il possesso di un’arma d’ordinanza non è un elemento secondario in questi femminicidi. L’arma da fuoco non costituisce infatti solo lo strumento per eseguire un assassinio, ma rappresenta un elemento centrale nell’ideazione e nella progettazione del femminicidio”. <br /> Il cosiddetto Decreto sicurezza (DdL 1660) in discussione in Parlamento permette a tutti gli agenti di pubblica sicurezza di acquistare una o più armi da tenere sempre con sé senza l’obbligo – attualmente in vigore – di ottenere una licenza di porto d’armi. Sono almeno 300 mila persone che potranno comprare un’arma senza comunicarlo alla consorte, alla convivente e ai familiari maggiorenni conviventi, senza l’obbligo di esami clinico-tossicologici e senza specifici controlli medici sullo stato di salute mentale o per accertare criticità nella la situazione di coppia. <br /> Disarmare i femminicidi sarebbe già una buona idea. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel 2023 metà dei contratti di lavoro a Roma sono durati un giorno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-2023-meta-dei-contratti-di-lavoro-a-roma-sono-durati-un-giorno--63605042</link><description><![CDATA[Circola un aneddoto di un presidente che un giorno decide di ampliare una strada da due a tre corsie, dichiarando un aumento del 50%. Successivamente, riduce le corsie da tre a due, affermando una diminuzione del 33%. Sommando queste variazioni, sostiene di aver ottenuto un saldo positivo del 17%. Il popolo applaude, il presidente è felice. <br /> Sull’aumento dei posti di lavoro Giorgia Meloni ha seminato molta della sua propaganda. Arrivando a dichiarare (e poi a ripetere) che l’Italia in cui stiamo vivendo avrebbe i livelli occupazionali più alti dai tempi di Garibaldi. L’iperbole sembrava piuttosto sfrontata, ma valenti quotidiani l’hanno presa molto sul serio. <br /> Qualche giorno fa la Cgil di Roma ha pubblicato un report sulla situazione del lavoro a Roma raccogliendo i dati riferiti al 2023, quando sono stati 1.959.616 i contratti di lavoro attivati, il 18% in più rispetto al 2019. Visto così sembrerebbe un risultato da leccarsi i baffi se non fosse che le cessazioni sono state 1.868.044, pari al 95,3% dei contratti attivati. Il contratto quindi è una precarietà legale, nulla su cui poter costruire uno straccio di futuro. <br /> Il dato più dirompente però è che il 49% dei contratti attivati (690.492) è durato un solo giorno. Si viene assunti alla mattina, si fa quel che c’è da fare, e poi ci si saluta e si ringrazia in attesa del contratto successivo. Sempre che ci sia un contratto successivo. Complessivamente, nel 2023, il 70% dei contratti di lavoro a Roma è durato meno di un mese.<br /> Un’occupazione non stabile è un cerotto su una ferita sempre aperta. Nasconde poco, male e non cura. Però gonfia i numeri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63605042</guid><pubDate>Wed, 08 Jan 2025 03:00:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63605042/imported_25776f8f_e10b_4aea_9894_86373a8f8243.mp3" length="1858246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Circola un aneddoto di un presidente che un giorno decide di ampliare una strada da due a tre corsie, dichiarando un aumento del 50%. Successivamente, riduce le corsie da tre a due, affermando una diminuzione del 33%. 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Visto così sembrerebbe un risultato da leccarsi i baffi se non fosse che le cessazioni sono state 1.868.044, pari al 95,3% dei contratti attivati. Il contratto quindi è una precarietà legale, nulla su cui poter costruire uno straccio di futuro. <br /> Il dato più dirompente però è che il 49% dei contratti attivati (690.492) è durato un solo giorno. Si viene assunti alla mattina, si fa quel che c’è da fare, e poi ci si saluta e si ringrazia in attesa del contratto successivo. Sempre che ci sia un contratto successivo. Complessivamente, nel 2023, il 70% dei contratti di lavoro a Roma è durato meno di un mese.<br /> Un’occupazione non stabile è un cerotto su una ferita sempre aperta. Nasconde poco, male e non cura. Però gonfia i numeri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni sovranista conto terzi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-sovranista-conto-terzi--63590087</link><description><![CDATA[Che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia deciso di volare negli Stati Uniti perché ritiene Trump più risolutivo di Biden nella liberazione della giornalista Cecilia Sala è una legittima e personale scelta politica. Presto sapremo se è stata un’intuizione efficace e indovinata.<br /> Che la capa del governo sia atterrata a Palm Beach e si sia intrattenuta con il presidente eletto degli Usa sorbendosi uno strampalato documentario complottista sui presunti brogli elettorali alle presidenziali americane del 2020 (ricusati perfino da giudici nominati da Trump) a margine della cena dice molto dell’acquiescenza di Meloni, novella sovranista per conto terzi.<br /> Che Giorgia Meloni abbia approfittato della convivialità oltreoceano per accelerare - stando ad alcuni articoli di stampa - un accordo da un miliardo e mezzo di euro con SpaceX per promuoverlo a partner di Stato invece sarebbe indubbiamente preoccupante. Non solo perché sarebbe l’ennesima volta in cui la sovranista per conto terzi cede un cosiddetto “asset strategico” a un’azienda straniera, con buona pace delle sue promesse e della sua stessa impostazione politica. Affidare i dati crittografati della sicurezza nazionale a uno svalvolato (seppur geniale) utilizzatore di ketamina sarebbe a dir poco pericoloso.<br /> È evidente che Meloni stia facendo il possibile per risultare simpatica alla truppa trumpiana ma regalare la sicurezza nazionale a Musk ha i contorni della distopia. Meloni faccia tutto il possibile per portare Cecilia Sala a casa senza confondere il piano diplomatico con la convenienza politica. E si ricordi un particolare non insignificante: non esiste silenzio stampa del governo con il Parlamento. Non siamo l’Iran.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63590087</guid><pubDate>Tue, 07 Jan 2025 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63590087/imported_127cb9aa_6256_4fe5_ac37_57c649b65ea4.mp3" length="1745397" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia deciso di volare negli Stati Uniti perché ritiene Trump più risolutivo di Biden nella liberazione della giornalista Cecilia Sala è una legittima e personale scelta politica. 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Non solo perché sarebbe l’ennesima volta in cui la sovranista per conto terzi cede un cosiddetto “asset strategico” a un’azienda straniera, con buona pace delle sue promesse e della sua stessa impostazione politica. Affidare i dati crittografati della sicurezza nazionale a uno svalvolato (seppur geniale) utilizzatore di ketamina sarebbe a dir poco pericoloso.<br /> È evidente che Meloni stia facendo il possibile per risultare simpatica alla truppa trumpiana ma regalare la sicurezza nazionale a Musk ha i contorni della distopia. Meloni faccia tutto il possibile per portare Cecilia Sala a casa senza confondere il piano diplomatico con la convenienza politica. E si ricordi un particolare non insignificante: non esiste silenzio stampa del governo con il Parlamento. Non siamo l’Iran.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gisèle Pelicot e i responsabili del ribaltamento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gisele-pelicot-e-i-responsabili-del-ribaltamento--63402533</link><description><![CDATA[Non si può parlare di Gisèle Pelicot senza rabbrividire, ma sarebbe un errore considerare la sua storia un’aberrazione isolata. Gisèle è stata drogata, abusata e filmata dal marito per un decennio: un incubo che non si è consumato nell’ombra di qualche vicolo degradato, ma tra le mura domestiche di una casa qualunque. E a infliggerle tutto questo non è stato un mostro, ma un uomo ordinario. Proprio qui sta la radice dell’orrore: non in Dominique Pelicot, ma in quei 51 uomini “normali”, padri, mariti, professionisti, che hanno abusato di una donna inerme e si sono detti innocenti.<br /> La vicenda Pelicot è uno specchio brutale: riflette una società in cui la violenza è così ordinaria da non essere riconosciuta come tale. I 51 complici non sono un’anomalia, sono la regola. Non sono mai arrivati a chiedersi se ciò che stavano facendo fosse un crimine. Alcuni hanno persino osato scusarsi in aula, quasi che un “mi dispiace” bastasse a cancellare nove anni di stupri. E fuori dal tribunale, le pene comminate sono state accolte con sdegno: è questa la giustizia per Gisèle?<br /> “Merci Gisèle”, si leggeva sugli striscioni. Grazie per aver portato alla luce ciò che preferiamo non vedere: che il male indossa la maschera della normalità, che il patriarcato è un sistema prima che un comportamento deviante. La Francia applaude il coraggio di Gisèle, ma si accontenta di qualche condanna e di una manciata di kit antidroga nelle farmacie. Come se il problema fosse solo chimico e non culturale.<br /> La vergogna deve cambiare campo, dice Gisèle. Responsabili del ribaltamento, più che del cambiamento. Scritto così mi sembra che sia chiarissimo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63402533</guid><pubDate>Fri, 20 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63402533/imported_0567a4ca_b286_4fc0_aacd_dabcd3f9c1cd.mp3" length="1911745" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non si può parlare di Gisèle Pelicot senza rabbrividire, ma sarebbe un errore considerare la sua storia un’aberrazione isolata. Gisèle è stata drogata, abusata e filmata dal marito per un decennio: un incubo che non si è consumato nell’ombra di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non si può parlare di Gisèle Pelicot senza rabbrividire, ma sarebbe un errore considerare la sua storia un’aberrazione isolata. Gisèle è stata drogata, abusata e filmata dal marito per un decennio: un incubo che non si è consumato nell’ombra di qualche vicolo degradato, ma tra le mura domestiche di una casa qualunque. E a infliggerle tutto questo non è stato un mostro, ma un uomo ordinario. Proprio qui sta la radice dell’orrore: non in Dominique Pelicot, ma in quei 51 uomini “normali”, padri, mariti, professionisti, che hanno abusato di una donna inerme e si sono detti innocenti.<br /> La vicenda Pelicot è uno specchio brutale: riflette una società in cui la violenza è così ordinaria da non essere riconosciuta come tale. I 51 complici non sono un’anomalia, sono la regola. Non sono mai arrivati a chiedersi se ciò che stavano facendo fosse un crimine. Alcuni hanno persino osato scusarsi in aula, quasi che un “mi dispiace” bastasse a cancellare nove anni di stupri. E fuori dal tribunale, le pene comminate sono state accolte con sdegno: è questa la giustizia per Gisèle?<br /> “Merci Gisèle”, si leggeva sugli striscioni. Grazie per aver portato alla luce ciò che preferiamo non vedere: che il male indossa la maschera della normalità, che il patriarcato è un sistema prima che un comportamento deviante. La Francia applaude il coraggio di Gisèle, ma si accontenta di qualche condanna e di una manciata di kit antidroga nelle farmacie. Come se il problema fosse solo chimico e non culturale.<br /> La vergogna deve cambiare campo, dice Gisèle. Responsabili del ribaltamento, più che del cambiamento. Scritto così mi sembra che sia chiarissimo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Narrazione e realtà: il divario freudiano di Palazzo Chigi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/narrazione-e-realta-il-divario-freudiano-di-palazzo-chigi--63382710</link><description><![CDATA[Uno degli aspetti che stupisce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è l’ostinata indifferenza - se non negazione - dei dati che piovono sull’Italia quando si parla di lavoro. <br /> Ieri la Commissione europea nella “proposta sul rapporto sull’occupazione nell’ambito del Pacchetto di autunno del semestre europeo” scrive nero su bianco che il reddito familiare lordo disponibile pro capite è in una “situazione critica”. Riprendendo i dati Eurostat l’Ue racconta come  il reddito degli italiani sia ulteriormente diminuito nel 2023 portandosi al 94% del valore del 2008, contro una media Ue a 111,1 (+0,6 punti dal 2022). Mentre gli altri vedevano il proprio reddito crescere dell’11% da noi si abbassava del 6%. <br /> Si legge poi che in Italia restano “importanti sfide nel mercato del lavoro”, con un tasso di occupazione al “record” del 66,3% nel 2023 ma “ancora 9 punti percentuali sotto la media Ue e “debole ma in miglioramento” e “particolarmente indietro nel sud (52,5%) e nelle isole (51,5%)”. Si definisce “critico” il divario occupazionale di genere “senza miglioramenti significativi nell’ultimo decennio”. <br /> Tutte cose che i cittadini italiani - quelli fuori dalla cerchia ristretta dei dibattiti televisivi - sanno benissimo perché le scontano sulla propria pelle. Eppure la presidente del Consiglio e i suoi compagni di governo appaiono sconnessi, riluttanti alla realtà, perfino negazionisti. <br /> Ci deve essere dalle parti di Palazzo Chigi la freudiana convinzione che la narrazione ridisegni la realtà. Ed è strano, perché di solito la parola che genera realtà è un vezzo di scrittori e intellettuali, categorie non proprio amate da quelle parti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63382710</guid><pubDate>Thu, 19 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63382710/imported_85c13b01_703b_4662_a384_b1047bce77ef.mp3" length="1801822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Uno degli aspetti che stupisce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è l’ostinata indifferenza - se non negazione - dei dati che piovono sull’Italia quando si parla di lavoro. 
Ieri la Commissione europea nella “proposta sul rapporto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Uno degli aspetti che stupisce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è l’ostinata indifferenza - se non negazione - dei dati che piovono sull’Italia quando si parla di lavoro. <br /> Ieri la Commissione europea nella “proposta sul rapporto sull’occupazione nell’ambito del Pacchetto di autunno del semestre europeo” scrive nero su bianco che il reddito familiare lordo disponibile pro capite è in una “situazione critica”. Riprendendo i dati Eurostat l’Ue racconta come  il reddito degli italiani sia ulteriormente diminuito nel 2023 portandosi al 94% del valore del 2008, contro una media Ue a 111,1 (+0,6 punti dal 2022). Mentre gli altri vedevano il proprio reddito crescere dell’11% da noi si abbassava del 6%. <br /> Si legge poi che in Italia restano “importanti sfide nel mercato del lavoro”, con un tasso di occupazione al “record” del 66,3% nel 2023 ma “ancora 9 punti percentuali sotto la media Ue e “debole ma in miglioramento” e “particolarmente indietro nel sud (52,5%) e nelle isole (51,5%)”. Si definisce “critico” il divario occupazionale di genere “senza miglioramenti significativi nell’ultimo decennio”. <br /> Tutte cose che i cittadini italiani - quelli fuori dalla cerchia ristretta dei dibattiti televisivi - sanno benissimo perché le scontano sulla propria pelle. Eppure la presidente del Consiglio e i suoi compagni di governo appaiono sconnessi, riluttanti alla realtà, perfino negazionisti. <br /> Ci deve essere dalle parti di Palazzo Chigi la freudiana convinzione che la narrazione ridisegni la realtà. Ed è strano, perché di solito la parola che genera realtà è un vezzo di scrittori e intellettuali, categorie non proprio amate da quelle parti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il crollo di Assad e la fine di un impero della droga</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-crollo-di-assad-e-la-fine-di-un-impero-della-droga--63362662</link><description><![CDATA[Bashar al-Assad è caduto, e con lui si sgretola un impero che, oltre al sangue, aveva un altro collante: il captagon. La Siria, per anni, non è stata solo il teatro di una guerra devastante, ma anche la più grande fabbrica mondiale della piccola pillola bianca che ha alimentato eserciti, studenti e lavoratori del Medio Oriente. Il regime di Assad, soffocato dalle sanzioni, aveva trovato nel captagon una leva economica e un mezzo di controllo.  <br /><br /> I video diffusi dai ribelli dopo la caduta di Damasco non lasciano dubbi: laboratori industriali nascosti in basi aeree, fabbriche di patatine e magazzini della capitale trasformati in centri di produzione clandestina. Le immagini delle pillole infilate in mosaici, finti frutti ed elettrodomestici raccontano la sistematicità di un traffico da dieci miliardi di dollari l’anno, con un quarto finito nelle tasche del regime e, a cascata, nelle casse dei suoi alleati.  <br /><br /> Hezbollah, protetto da Teheran e sanzionato dall’Occidente, ha usato il captagon per diversificare le entrate e resistere alle pressioni economiche: la guerra è costosa e la milizia libanese è il più grande datore di lavoro del Paese, con centinaia di migliaia di persone che dipendono dalla sua rete sociale.  <br /><br /> Il captagon non è solo una droga: è il simbolo di un sistema di potere che, per sopravvivere, si è spinto oltre ogni scrupolo. La Siria, già piegata, era diventata il centro di un mercato tossico che ha drogato il conflitto e arricchito pochi. Ma non basta la caduta di Assad per spegnere la domanda. Se le fabbriche siriane si fermano, altre ne nasceranno altrove, forse in Iraq o in Europa, dove già si contano sequestri milionari.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63362662</guid><pubDate>Wed, 18 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63362662/imported_78b2bfde_685c_43f6_8555_a1298f9afa06.mp3" length="1736202" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Bashar al-Assad è caduto, e con lui si sgretola un impero che, oltre al sangue, aveva un altro collante: il captagon. La Siria, per anni, non è stata solo il teatro di una guerra devastante, ma anche la più grande fabbrica mondiale della piccola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bashar al-Assad è caduto, e con lui si sgretola un impero che, oltre al sangue, aveva un altro collante: il captagon. La Siria, per anni, non è stata solo il teatro di una guerra devastante, ma anche la più grande fabbrica mondiale della piccola pillola bianca che ha alimentato eserciti, studenti e lavoratori del Medio Oriente. Il regime di Assad, soffocato dalle sanzioni, aveva trovato nel captagon una leva economica e un mezzo di controllo.  <br /><br /> I video diffusi dai ribelli dopo la caduta di Damasco non lasciano dubbi: laboratori industriali nascosti in basi aeree, fabbriche di patatine e magazzini della capitale trasformati in centri di produzione clandestina. Le immagini delle pillole infilate in mosaici, finti frutti ed elettrodomestici raccontano la sistematicità di un traffico da dieci miliardi di dollari l’anno, con un quarto finito nelle tasche del regime e, a cascata, nelle casse dei suoi alleati.  <br /><br /> Hezbollah, protetto da Teheran e sanzionato dall’Occidente, ha usato il captagon per diversificare le entrate e resistere alle pressioni economiche: la guerra è costosa e la milizia libanese è il più grande datore di lavoro del Paese, con centinaia di migliaia di persone che dipendono dalla sua rete sociale.  <br /><br /> Il captagon non è solo una droga: è il simbolo di un sistema di potere che, per sopravvivere, si è spinto oltre ogni scrupolo. La Siria, già piegata, era diventata il centro di un mercato tossico che ha drogato il conflitto e arricchito pochi. Ma non basta la caduta di Assad per spegnere la domanda. Se le fabbriche siriane si fermano, altre ne nasceranno altrove, forse in Iraq o in Europa, dove già si contano sequestri milionari.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Con tutto il rispetto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/con-tutto-il-rispetto--63345872</link><description><![CDATA["Con tutto il rispetto", diciamo. E in quel momento sappiamo già che stiamo per dire qualcosa di irriguardoso, offensivo, sprezzante. Il "con tutto il rispetto" è diventato il visto d'ingresso nel territorio delle nefandezze, il timbro che ci autorizza a oltrepassare la frontiera della decenza. <br /><br /> L'Istituto Treccani ha scelto "rispetto" come parola dell'anno e forse non poteva essere più precisa nel fotografare l'ipocrisia del nostro tempo. Perché il rispetto è diventato esattamente questo: una formula vuota che usiamo come scudo per proteggerci mentre facciamo esattamente il contrario. "Col dovuto rispetto", e poi giù a martellare. "Rispettosamente", e poi via a demolire. Come quei killer gentiluomini che si inchinano prima di sparare.<br /><br /> Il rispetto è la nostra assoluzione preventiva. È la monetina che gettiamo nel cestino delle offerte prima di commettere peccato. È il "non è per fare polemica" che anticipa la polemica più velenosa. È quel "detto con rispetto" che apre la strada alle peggiori mancanze di rispetto. <br /><br /> Siamo diventati così bravi a usare il rispetto come grimaldello per scardinare il rispetto che ormai non ci accorgiamo nemmeno più della contraddizione. Lo pronunciamo a mo' di formula magica, come se bastasse nominarlo per essere autorizzati a dimenticarlo subito dopo. Come quei politici che prima citano la Costituzione e poi la calpestano, che invocano le istituzioni mentre le svuotano, che parlano di dialogo mentre alzano muri.<br /><br /> È la parola trasformata in alibi. Il lasciapassare per ogni bassezza. Il salvacondotto per navigare nel mare dell'arroganza. "Con tutto il rispetto", e poi affondiamo. Con rispetto, naturalmente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63345872</guid><pubDate>Tue, 17 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63345872/imported_a715d19e_5d3e_4e8b_b98b_2fe9c3875f0f.mp3" length="1514684" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>"Con tutto il rispetto", diciamo. E in quel momento sappiamo già che stiamo per dire qualcosa di irriguardoso, offensivo, sprezzante. 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È la monetina che gettiamo nel cestino delle offerte prima di commettere peccato. È il "non è per fare polemica" che anticipa la polemica più velenosa. È quel "detto con rispetto" che apre la strada alle peggiori mancanze di rispetto. <br /><br /> Siamo diventati così bravi a usare il rispetto come grimaldello per scardinare il rispetto che ormai non ci accorgiamo nemmeno più della contraddizione. Lo pronunciamo a mo' di formula magica, come se bastasse nominarlo per essere autorizzati a dimenticarlo subito dopo. Come quei politici che prima citano la Costituzione e poi la calpestano, che invocano le istituzioni mentre le svuotano, che parlano di dialogo mentre alzano muri.<br /><br /> È la parola trasformata in alibi. Il lasciapassare per ogni bassezza. Il salvacondotto per navigare nel mare dell'arroganza. "Con tutto il rispetto", e poi affondiamo. Con rispetto, naturalmente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>95</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La mafia che non esiste più eppure minaccia ancora</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-mafia-che-non-esiste-piu-eppure-minaccia-ancora--63330767</link><description><![CDATA[“Ti faremo saltare con il tritolo”. Non è solo una minaccia: è un messaggio. A Luca Tescaroli, certo. Ma anche a noi. Mentre la mafia svanisce dai discorsi politici e dalla cronaca quotidiana, mentre ci illudiamo che l’ombra sia scomparsa, arriva questa lettera, imbustata con la fredda meticolosità di chi sa che il silenzio è già complicità.<br /><br /> Tescaroli ha un nome che pesa: Capaci, via d’Amelio, le bombe del ‘93. Ha scritto una storia che molti preferirebbero lasciar cadere nell’oblio, indagando i mandanti occulti, toccando personaggi che il sistema ha reso intoccabili. Le sue inchieste, depositate poche settimane fa, continuano a fare rumore, e il tritolo, evocato oggi come ieri, è la risposta di chi il rumore lo teme. <br /><br /> Nel 1997 qualcuno provò a farlo fuori a colpi di fucile, e anche allora tutto rimase avvolto nella nebbia. Oggi la lettera, il pacco sospetto, il timbro postale del 18 luglio – il giorno prima della strage di via d’Amelio – disegnano un avvertimento che gronda simboli, un richiamo che ci costringe a guardare dove non vogliamo. <br /><br /> Solidarietà e attestazioni istituzionali arrivano puntuali. Belle parole, ma inutili se non sono seguite da azioni. Perché l’Italia ha un problema antico: dimentica in fretta chi combatte per lei. La mafia lo sa, e aspetta paziente. Ma non si tratta di Tescaroli: si tratta di noi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63330767</guid><pubDate>Mon, 16 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63330767/imported_17bb941c_c842_48f3_a4a6_9bca945101d5.mp3" length="1516355" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Ti faremo saltare con il tritolo”. Non è solo una minaccia: è un messaggio. A Luca Tescaroli, certo. Ma anche a noi. 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Le sue inchieste, depositate poche settimane fa, continuano a fare rumore, e il tritolo, evocato oggi come ieri, è la risposta di chi il rumore lo teme. <br /><br /> Nel 1997 qualcuno provò a farlo fuori a colpi di fucile, e anche allora tutto rimase avvolto nella nebbia. Oggi la lettera, il pacco sospetto, il timbro postale del 18 luglio – il giorno prima della strage di via d’Amelio – disegnano un avvertimento che gronda simboli, un richiamo che ci costringe a guardare dove non vogliamo. <br /><br /> Solidarietà e attestazioni istituzionali arrivano puntuali. Belle parole, ma inutili se non sono seguite da azioni. Perché l’Italia ha un problema antico: dimentica in fretta chi combatte per lei. La mafia lo sa, e aspetta paziente. Ma non si tratta di Tescaroli: si tratta di noi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>95</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bollette in fiamme: l’inverno più caro è una scelta politica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bollette-in-fiamme-l-inverno-piu-caro-e-una-scelta-politica--63291385</link><description><![CDATA[Il gas costa e la guerra pure  Le bollette di questo inverno parlano chiaro. Una famiglia milanese che vive in un appartamento di 70 metri quadrati in classe energetica G spenderà circa 1.403 euro per riscaldamento, cucina e acqua calda fino a marzo. È un aumento del 20% rispetto allo scorso inverno e del 68% rispetto al periodo pre-crisi del 2019-2020. A Roma, lo stesso appartamento costa 430 euro in più rispetto all’anno scorso. Anche a Palermo, nonostante il clima mite, le spese salgono fino a 420 euro per abitazioni più grandi.<br /> La causa principale è il prezzo del gas, salito a 48 euro per megawattora, tre volte tanto rispetto al 2019. Un paradosso: gli stoccaggi sono pieni, i gasdotti lavorano al 42% della loro capacità, ma le famiglie continuano a pagare caro. Sono i costi della crisi geopolitica e di anni di ritardi sulla transizione energetica.<br /> L’Italia paga il prezzo della sua dipendenza dal gas e di politiche inefficaci. La maggior parte delle abitazioni italiane è in classe energetica G o F, un’eredità che si traduce in bollette insostenibili. Matteo Leonardi di Ecco sottolinea: “Case poco efficienti e dipendenza dal gas costringono oggi le famiglie a pagare i costi del ritardo”. <br /> Il risultato è davanti agli occhi: famiglie sempre più esposte e politiche incapaci di invertire la rotta. La stangata non è un imprevisto, è una condanna scritta tra le righe delle scelte sbagliate. Intanto nella Legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento, viene smantellato il sistema di detrazioni fiscali per l’efficienza energetica negli edifici. E fare cessare le guerre non sembra una priorità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63291385</guid><pubDate>Fri, 13 Dec 2024 03:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63291385/imported_fcabb92c_474b_434f_b40e_f005eea5df3a.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il gas costa e la guerra pure  Le bollette di questo inverno parlano chiaro. Una famiglia milanese che vive in un appartamento di 70 metri quadrati in classe energetica G spenderà circa 1.403 euro per riscaldamento, cucina e acqua calda fino a marzo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il gas costa e la guerra pure  Le bollette di questo inverno parlano chiaro. Una famiglia milanese che vive in un appartamento di 70 metri quadrati in classe energetica G spenderà circa 1.403 euro per riscaldamento, cucina e acqua calda fino a marzo. È un aumento del 20% rispetto allo scorso inverno e del 68% rispetto al periodo pre-crisi del 2019-2020. A Roma, lo stesso appartamento costa 430 euro in più rispetto all’anno scorso. Anche a Palermo, nonostante il clima mite, le spese salgono fino a 420 euro per abitazioni più grandi.<br /> La causa principale è il prezzo del gas, salito a 48 euro per megawattora, tre volte tanto rispetto al 2019. Un paradosso: gli stoccaggi sono pieni, i gasdotti lavorano al 42% della loro capacità, ma le famiglie continuano a pagare caro. Sono i costi della crisi geopolitica e di anni di ritardi sulla transizione energetica.<br /> L’Italia paga il prezzo della sua dipendenza dal gas e di politiche inefficaci. La maggior parte delle abitazioni italiane è in classe energetica G o F, un’eredità che si traduce in bollette insostenibili. Matteo Leonardi di Ecco sottolinea: “Case poco efficienti e dipendenza dal gas costringono oggi le famiglie a pagare i costi del ritardo”. <br /> Il risultato è davanti agli occhi: famiglie sempre più esposte e politiche incapaci di invertire la rotta. La stangata non è un imprevisto, è una condanna scritta tra le righe delle scelte sbagliate. Intanto nella Legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento, viene smantellato il sistema di detrazioni fiscali per l’efficienza energetica negli edifici. E fare cessare le guerre non sembra una priorità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il direttore di Amnesty Israele si è dimesso per ragioni opposte a quelle che avete letto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-direttore-di-amnesty-israele-si-e-dimesso-per-ragioni-opposte-a-quelle-che-avete-letto--63275214</link><description><![CDATA[In Italia, l’arte di modellare la propaganda sembra aver trovato il suo culmine con la vicenda delle dimissioni del presidente di Amnesty Israele. Per giorni i media nostrani ci hanno raccontato che Ronen Raz si sarebbe dimesso per dissenso nei confronti del rapporto sull’accusa di genocidio di Israele a Gaza. Un racconto perfettamente aderente al clima politico dominante, tanto da sembrare fatto su misura per confermare pregiudizi più che informare.<br /><br /> Ma bastava leggere la lettera di Raz per scoprire tutt’altra verità. “Mi sono dimesso perché non potevo più presiedere un ramo che non trattava i palestinesi come partner uguali, e non potevo avvallare una critica al rapporto di Amnesty International che finge di essere un'opinione di una minoranza di esperti, ma è invece poco più che l'espressione di una visione del mondo israelo-ebraica, escludendo le voci palestinesi.” Non una condanna al rapporto, ma una denuncia precisa della mancanza di equità e rappresentazione nelle dinamiche interne dell’organizzazione.<br /><br /> Eppure, la narrazione italiana ha scelto di omettere il cuore del messaggio, trasformando un atto di critica verso la governance di Amnesty in un apparente rifiuto ideologico del rapporto su Gaza. Perché? Forse perché una narrativa più complessa, che includa le contraddizioni e i limiti delle istituzioni umanitarie, è meno digeribile per un’opinione pubblica abituata a schierarsi su fronti netti.<br /><br /> Le dimissioni di Raz non sono un endorsement acritico per una parte o per l’altra, ma un richiamo al valore del dissenso costruttivo. Un valore che, tra le righe di tante testate, sembra essere stato sacrificato sull’altare della propaganda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63275214</guid><pubDate>Thu, 12 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63275214/imported_29df0421_96e9_4961_9081_3e488ce0fb4b.mp3" length="1730351" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia, l’arte di modellare la propaganda sembra aver trovato il suo culmine con la vicenda delle dimissioni del presidente di Amnesty Israele. Per giorni i media nostrani ci hanno raccontato che Ronen Raz si sarebbe dimesso per dissenso nei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Italia, l’arte di modellare la propaganda sembra aver trovato il suo culmine con la vicenda delle dimissioni del presidente di Amnesty Israele. Per giorni i media nostrani ci hanno raccontato che Ronen Raz si sarebbe dimesso per dissenso nei confronti del rapporto sull’accusa di genocidio di Israele a Gaza. Un racconto perfettamente aderente al clima politico dominante, tanto da sembrare fatto su misura per confermare pregiudizi più che informare.<br /><br /> Ma bastava leggere la lettera di Raz per scoprire tutt’altra verità. “Mi sono dimesso perché non potevo più presiedere un ramo che non trattava i palestinesi come partner uguali, e non potevo avvallare una critica al rapporto di Amnesty International che finge di essere un'opinione di una minoranza di esperti, ma è invece poco più che l'espressione di una visione del mondo israelo-ebraica, escludendo le voci palestinesi.” Non una condanna al rapporto, ma una denuncia precisa della mancanza di equità e rappresentazione nelle dinamiche interne dell’organizzazione.<br /><br /> Eppure, la narrazione italiana ha scelto di omettere il cuore del messaggio, trasformando un atto di critica verso la governance di Amnesty in un apparente rifiuto ideologico del rapporto su Gaza. Perché? Forse perché una narrativa più complessa, che includa le contraddizioni e i limiti delle istituzioni umanitarie, è meno digeribile per un’opinione pubblica abituata a schierarsi su fronti netti.<br /><br /> Le dimissioni di Raz non sono un endorsement acritico per una parte o per l’altra, ma un richiamo al valore del dissenso costruttivo. Un valore che, tra le righe di tante testate, sembra essere stato sacrificato sull’altare della propaganda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’Italia al margine dell’alfabetizzazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-italia-al-margine-dell-alfabetizzazione--63260282</link><description><![CDATA[C’è un’Italia che non sa leggere né fare i conti. È un’Italia che si arrampica tra percentuali desolanti e classifiche Ocse che inchiodano un quarto della popolazione al livello minimo di comprensione del testo e calcolo matematico. Il rapporto Piaac non è solo l’ennesimo studio su un Paese che fatica a stare al passo: è il ritratto di un declino che si perpetua. Perché non è che siamo fermi ma stiamo scivolando più in basso mentre il mondo accelera.<br /> Un Paese dove il 35% degli adulti fatica con testi semplici non è solo un Paese ignorante è un Paese fragile. E se il 46% non sa risolvere problemi con più variabili non è solo un problema di competitività economica. È il segno di una società che non riesce a immaginare soluzioni complesse ad affrontare il cambiamento o a costruire un futuro.<br /> Non basta evocare la qualità dell’istruzione o la formazione continua che pure restano nodi centrali. Il rapporto parla di una questione sociale: un divario che si allarga tra chi ha gli strumenti per comprendere e chi è condannato a rimanere ai margini.<br /> Ci sono responsabilità politiche certo ma anche un tema culturale. L’istruzione non è mai stata una priorità per il nostro Paese. Investire in conoscenza richiede visione ma qui è la miopia a dominare.<br /> E così restiamo a guardare. Non una crisi improvvisa ma una lenta agonia. E non c’è indicatore economico che tenga: un Paese che non legge è un Paese che non pensa. E un Paese che non pensa è già perduto. Alla fine sorge un dubbio: ma non è che la politica ignora l’allarme perché anche lei non ha gli strumenti per leggere la profonda gravità di un un Paese che non sa leggere?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63260282</guid><pubDate>Wed, 11 Dec 2024 03:00:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63260282/imported_d35c3766_8a09_4d32_998b_7305f7e19971.mp3" length="1890847" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un’Italia che non sa leggere né fare i conti. È un’Italia che si arrampica tra percentuali desolanti e classifiche Ocse che inchiodano un quarto della popolazione al livello minimo di comprensione del testo e calcolo matematico. Il rapporto Piaac...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è un’Italia che non sa leggere né fare i conti. È un’Italia che si arrampica tra percentuali desolanti e classifiche Ocse che inchiodano un quarto della popolazione al livello minimo di comprensione del testo e calcolo matematico. Il rapporto Piaac non è solo l’ennesimo studio su un Paese che fatica a stare al passo: è il ritratto di un declino che si perpetua. Perché non è che siamo fermi ma stiamo scivolando più in basso mentre il mondo accelera.<br /> Un Paese dove il 35% degli adulti fatica con testi semplici non è solo un Paese ignorante è un Paese fragile. E se il 46% non sa risolvere problemi con più variabili non è solo un problema di competitività economica. È il segno di una società che non riesce a immaginare soluzioni complesse ad affrontare il cambiamento o a costruire un futuro.<br /> Non basta evocare la qualità dell’istruzione o la formazione continua che pure restano nodi centrali. Il rapporto parla di una questione sociale: un divario che si allarga tra chi ha gli strumenti per comprendere e chi è condannato a rimanere ai margini.<br /> Ci sono responsabilità politiche certo ma anche un tema culturale. L’istruzione non è mai stata una priorità per il nostro Paese. Investire in conoscenza richiede visione ma qui è la miopia a dominare.<br /> E così restiamo a guardare. Non una crisi improvvisa ma una lenta agonia. E non c’è indicatore economico che tenga: un Paese che non legge è un Paese che non pensa. E un Paese che non pensa è già perduto. Alla fine sorge un dubbio: ma non è che la politica ignora l’allarme perché anche lei non ha gli strumenti per leggere la profonda gravità di un un Paese che non sa leggere?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giornata contro la corruzione: un requiem per la legalità in Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giornata-contro-la-corruzione-un-requiem-per-la-legalita-in-italia--63244898</link><description><![CDATA[Ieri, 9 dicembre, si celebrava la Giornata internazionale contro la corruzione. Pochi festeggiamenti e pochi articoli. C’è da capirlo, per l’associazione Libera “da Torino ad Avellino, da Bari a Pozzuoli, da Palermo e Catania, da Milano a Roma, il 2024 è un continuo bollettino di “mazzette” con il coinvolgimento di amministratori, politici, funzionari, manager, imprenditori, professionisti e mafiosi coinvolti in una vasta gamma di reati di corruzione“.  “Ci sono “mazzette” per finte vaccinazioni covid o per ottenere falsi titoli di studio, in altri casi le “mazzette” hanno facilitato l’aggiudicazione di appalti per la gestione dei rifiuti piuttosto che per la realizzazione di opere pubbliche o la concessione di licenze edilizie. E poi ci sono le inchieste per scambio politico elettorale e quelle relative alle grandi opere“, sottolinea una nota dell’associazione di don Ciotti. Complessivamente 588 sono state le persone indagate per reati che spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso, dall’abuso di ufficio (fin quando era in vigore) al traffico di influenze illecite. A questo aggiungeteci la liberalizzazione delle procedure d’appalto, l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e la progressiva delegittimazione della magistratura, tutta farina del sacco di questo governo. Di questo passo l’anno prossimo la giornata internazionale qui in Italia potrà essere tranquillamente cancellata. Non esisteranno più colpevoli in mancanza di reati. E finalmente potremmo dormire sonni tranquilli.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63244898</guid><pubDate>Tue, 10 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63244898/imported_839c534d_cf66_4bbc_9bd2_5a4f9c9ef6bc.mp3" length="1546031" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri, 9 dicembre, si celebrava la Giornata internazionale contro la corruzione. Pochi festeggiamenti e pochi articoli. 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E poi ci sono le inchieste per scambio politico elettorale e quelle relative alle grandi opere“, sottolinea una nota dell’associazione di don Ciotti. Complessivamente 588 sono state le persone indagate per reati che spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso, dall’abuso di ufficio (fin quando era in vigore) al traffico di influenze illecite. A questo aggiungeteci la liberalizzazione delle procedure d’appalto, l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e la progressiva delegittimazione della magistratura, tutta farina del sacco di questo governo. Di questo passo l’anno prossimo la giornata internazionale qui in Italia potrà essere tranquillamente cancellata. Non esisteranno più colpevoli in mancanza di reati. E finalmente potremmo dormire sonni tranquilli.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il grande teatro di Meloni: paghiamo noi, ride Rama</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-grande-teatro-di-meloni-paghiamo-noi-ride-rama--63227523</link><description><![CDATA[Questa volta non c’entra Report, la trasmissione Rai di Sigfrido Ranucci che tanto aveva innervosito il premier albanese Edi Rama. In quell’occasione un’inchiesta sui pericolosi intrecci tra mafia e governo albanese aveva spinto il governo albanese a chiedere aiuto all’amica Giorgia Meloni per una "puntata riparatrice". La presidente del Consiglio si eraarrabattata per ripulire l’immagine dell’amico omologo. All’orizzonte c’erano i tristemente famosi centri in Albania che il governo italiano vedeva come la panacea di tutti i mali, oltre che un prelibato boccone per i suoi elettori.<br /> Ora le parti si sono invertite. A fare giornalismo è la trasmissione tv albanese “Piranjat” che mostra il contingente di carabinieri, poliziotti e finanzieri italiani impegnato in sollazzo vacanziero all’hotel Rafaelo, resort a 5 stelle a Shengjin. In mancanza di migranti i militari italiani ammettono di dividersi tra sauna, bagno turco, discoteca, e gite a Tirana, a Durazzo e a Scutari. “Paga tutto il governo italiano” dice uno di loro senza sapere di essere ripreso.<br /> Sono più o meno cento euro al giorno, più vitto e alloggio. Non male per recitare la facile parte della comparsa nella messinscena voluta da Meloni. Peccato che la recita sia costosissima, pagata dagli italiani, e non faccia ridere nessuno. Questa volta Edi Rama non si arrabbia: avere le forze dell’ordine italiane come spot pubblicitario delle ricchezze turistiche dell’Albania è un regalo inatteso. Evviva.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63227523</guid><pubDate>Mon, 09 Dec 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63227523/imported_c02d1476_63bf_42b7_ac9c_7e2a4ffffd44.mp3" length="1584901" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Questa volta non c’entra Report, la trasmissione Rai di Sigfrido Ranucci che tanto aveva innervosito il premier albanese Edi Rama. 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A fare giornalismo è la trasmissione tv albanese “Piranjat” che mostra il contingente di carabinieri, poliziotti e finanzieri italiani impegnato in sollazzo vacanziero all’hotel Rafaelo, resort a 5 stelle a Shengjin. In mancanza di migranti i militari italiani ammettono di dividersi tra sauna, bagno turco, discoteca, e gite a Tirana, a Durazzo e a Scutari. “Paga tutto il governo italiano” dice uno di loro senza sapere di essere ripreso.<br /> Sono più o meno cento euro al giorno, più vitto e alloggio. Non male per recitare la facile parte della comparsa nella messinscena voluta da Meloni. Peccato che la recita sia costosissima, pagata dagli italiani, e non faccia ridere nessuno. Questa volta Edi Rama non si arrabbia: avere le forze dell’ordine italiane come spot pubblicitario delle ricchezze turistiche dell’Albania è un regalo inatteso. Evviva.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>100</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni spinge Musk: internet lento più caro, Starlink dietro l’angolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-spinge-musk-internet-lento-piu-caro-starlink-dietro-l-angolo--63174953</link><description><![CDATA[Il 15 ottobre è stato assegnato alla Commissione Attività produttive il disegno di legge “Disposizioni in materia di economia dello spazio”. In calce c’è la firma della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. All’articolo 25 si presta particolare attenzione ai “servizi di comunicazione satellitari” promettendo i criteri per la selezione dei soggetti responsabili delle infrastrutture terrestri e spaziali, e il valore complessivo di un’eventuale gara per l’aggiudicazione dei servizi. Sarà probabilmente solo un caso, ma una delle maggiori tecnologie del settore è la connessione satellitare Starlink esclusiva della società americana SpaceX, una delle aziende di Elon Musk che da tempo cerca di sbarcare in Italia superando la ritrosia di Tim. Del resto l’indagine Sogei dello scorso ottobre ci ha già detto come al governo pensassero a Musk per risolvere con urgenza il problema delle “zone bianche” (lì dove non arriva la fibra) in Italia. Ora l’emendamento 76.07 al Disegno di Legge di Bilancio 2025, introduce alcune misure per accelerare il passaggio dalle reti in rame alle tecnologie di banda ultra larga. Oltre al danno c’è anche la beffa: si prevede infatti lo switch-off a tappe forzate della rete in rame entro termini predeterminati e un incremento per legge del 10% sui prezzi dei servizi in rame a partire dal 1° gennaio 2025. Chi non ha internet veloce dovrà pagare quindi di più il suo servizio di internet lento, dovuto alle carenze strutturali di un Paese che anche in questo corre a due velocità. A pensare male si fa peccato ma l’aumento dei prezzi potrebbe spingere in consumatori ad affidarsi al servizio che funziona anche in zone difficili: Starlink di Elon Musk.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63174953</guid><pubDate>Fri, 06 Dec 2024 03:00:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63174953/imported_6d390e98_3bb7_4de9_9d35_f04063edacba.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 15 ottobre è stato assegnato alla Commissione Attività produttive il disegno di legge “Disposizioni in materia di economia dello spazio”. In calce c’è la firma della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. All’articolo 25 si presta particolare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 15 ottobre è stato assegnato alla Commissione Attività produttive il disegno di legge “Disposizioni in materia di economia dello spazio”. In calce c’è la firma della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. All’articolo 25 si presta particolare attenzione ai “servizi di comunicazione satellitari” promettendo i criteri per la selezione dei soggetti responsabili delle infrastrutture terrestri e spaziali, e il valore complessivo di un’eventuale gara per l’aggiudicazione dei servizi. Sarà probabilmente solo un caso, ma una delle maggiori tecnologie del settore è la connessione satellitare Starlink esclusiva della società americana SpaceX, una delle aziende di Elon Musk che da tempo cerca di sbarcare in Italia superando la ritrosia di Tim. Del resto l’indagine Sogei dello scorso ottobre ci ha già detto come al governo pensassero a Musk per risolvere con urgenza il problema delle “zone bianche” (lì dove non arriva la fibra) in Italia. Ora l’emendamento 76.07 al Disegno di Legge di Bilancio 2025, introduce alcune misure per accelerare il passaggio dalle reti in rame alle tecnologie di banda ultra larga. Oltre al danno c’è anche la beffa: si prevede infatti lo switch-off a tappe forzate della rete in rame entro termini predeterminati e un incremento per legge del 10% sui prezzi dei servizi in rame a partire dal 1° gennaio 2025. Chi non ha internet veloce dovrà pagare quindi di più il suo servizio di internet lento, dovuto alle carenze strutturali di un Paese che anche in questo corre a due velocità. A pensare male si fa peccato ma l’aumento dei prezzi potrebbe spingere in consumatori ad affidarsi al servizio che funziona anche in zone difficili: Starlink di Elon Musk.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arrestati 12 neonazisti: il fascismo fa solo finta di dormire</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arrestati-12-neonazisti-il-fascismo-fa-solo-finta-di-dormire--63157913</link><description><![CDATA[L’arresto dei 12 membri della “Werwolf Division” aggiunge un’altra pagina al capitolo infinito di quel fascismo che ufficialmente non esiste, ma che continua a riaffacciarsi con la puntualità di un orologio rotto. Stavolta è toccato alla polizia scovare simboli, arsenali e piani eversivi: il repertorio consueto di chi, con il braccio teso, prova a trasformare nostalgie patologiche in minacce concrete. Non è una novità, ma ogni volta ci troviamo a ripetere le stesse domande e ad ascoltare le stesse scuse.<br /> Il nome scelto dal gruppo, “Werwolf Division”, è un omaggio inquietante alla resistenza nazista che, negli anni ’40, sognava sabotaggi e guerriglia contro un mondo che credeva di aver voltato pagina. E invece eccoci qui: il fascismo non è mai andato via, ha solo imparato a nascondersi, a mascherarsi, a farsi più sfumato, ma non meno pericoloso. Si è infilato nelle pieghe del disagio sociale, nei vuoti di memoria collettiva, nei silenzi che concediamo per distrazione o per calcolo.<br /> Non si tratta di un fenomeno isolato, ma di un sistema che prolifera nei canali digitali e nei discorsi pubblici, protetto dalla complicità di chi minimizza, di chi parla di “ragazzate” anche quando ci sono minacce armate. Il fascismo torna perché trova chi lo coltiva, chi lo giustifica, chi lo considera un fenomeno del passato e, quindi, non degno di attenzione. Ma il fascismo non è mai stato solo un reperto storico: è un pericolo che si adatta, si trasforma e si infiltra.<br /> Ogni blitz, ogni arresto è solo una toppa su una falla più grande. Perché il problema non è solo la “Werwolf Division” o i 12 arrestati. Il problema è la retorica che li ha nutriti, il clima che li ha normalizzati, i discorsi d’odio che continuano a trovare ospitalità nei palazzi e nei social.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63157913</guid><pubDate>Thu, 05 Dec 2024 05:13:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63157913/imported_184754e3_5ecd_476d_ae03_511a3761a7ea.mp3" length="1718648" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’arresto dei 12 membri della “Werwolf Division” aggiunge un’altra pagina al capitolo infinito di quel fascismo che ufficialmente non esiste, ma che continua a riaffacciarsi con la puntualità di un orologio rotto. Stavolta è toccato alla polizia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’arresto dei 12 membri della “Werwolf Division” aggiunge un’altra pagina al capitolo infinito di quel fascismo che ufficialmente non esiste, ma che continua a riaffacciarsi con la puntualità di un orologio rotto. Stavolta è toccato alla polizia scovare simboli, arsenali e piani eversivi: il repertorio consueto di chi, con il braccio teso, prova a trasformare nostalgie patologiche in minacce concrete. Non è una novità, ma ogni volta ci troviamo a ripetere le stesse domande e ad ascoltare le stesse scuse.<br /> Il nome scelto dal gruppo, “Werwolf Division”, è un omaggio inquietante alla resistenza nazista che, negli anni ’40, sognava sabotaggi e guerriglia contro un mondo che credeva di aver voltato pagina. E invece eccoci qui: il fascismo non è mai andato via, ha solo imparato a nascondersi, a mascherarsi, a farsi più sfumato, ma non meno pericoloso. Si è infilato nelle pieghe del disagio sociale, nei vuoti di memoria collettiva, nei silenzi che concediamo per distrazione o per calcolo.<br /> Non si tratta di un fenomeno isolato, ma di un sistema che prolifera nei canali digitali e nei discorsi pubblici, protetto dalla complicità di chi minimizza, di chi parla di “ragazzate” anche quando ci sono minacce armate. Il fascismo torna perché trova chi lo coltiva, chi lo giustifica, chi lo considera un fenomeno del passato e, quindi, non degno di attenzione. Ma il fascismo non è mai stato solo un reperto storico: è un pericolo che si adatta, si trasforma e si infiltra.<br /> Ogni blitz, ogni arresto è solo una toppa su una falla più grande. Perché il problema non è solo la “Werwolf Division” o i 12 arrestati. Il problema è la retorica che li ha nutriti, il clima che li ha normalizzati, i discorsi d’odio che continuano a trovare ospitalità nei palazzi e nei social.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Corte costituzionale impartisce l’ennesima lezione di educazione civica al governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-corte-costituzionale-impartisce-l-ennesima-lezione-di-educazione-civica-al-governo--63134055</link><description><![CDATA[La Corte costituzionale ha depositato la sentenza sull’Autonomia differenziata, dopo che a novembre era stata annunciata la dichiarazione di parziale incostituzionalità della riforma voluta dalla Lega e scritta dal ministro Roberto Calderoli. <br /> Nella sentenza firmata dal giudice Giovanni Pitruzzella, si specificano esattamente su quali questioni il parlamento dovrà intervenire con una modifica costituzionalmente orientata. Tra i rilievi vi sono le materie intrasferibili che erano state fissate all’articolo 117 della Costituzione e che sono state violate dalla legge illegittima voluta dal governo. Sono le materie in cui, dice la Consulta, “predominano le regolamentazioni dell'Unione europea” come la politica commerciale comune, la tutela dell'ambiente, la produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia e del sistema elettrico e le grandi reti di trasporto e di navigazione, le norme generali sull'istruzione che hanno una «valenza necessariamente generale ed unitaria», le funzioni relative alla materia delle “professioni”, in particolare quelle ordinistiche, e i sistemi di comunicazione (elettronica o di internet) che hanno finalità di tutela dei consumatori e dunque afferiscono alla materia “tutela della concorrenza”. <br /> Come nel caso dei migranti in Albania un tribunale deve ricordare alla maggioranza di governo che esiste una gerarchia delle leggi che deve essere rispettata e che nulla ha a che vedere con il “mandato del popolo” o altre sciocchezze elementari simili. <br /> Di solito il concetto di norme superiori e norme inferiori si studia in educazione civica nella scuola secondaria di primo grado, alle scuole medie. Ma evidentemente al governo urge un ripasso generale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63134055</guid><pubDate>Tue, 03 Dec 2024 22:17:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63134055/imported_184754e3_5ecd_476d_ae03_511a3761a7ea.mp3" length="1718648" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Corte costituzionale ha depositato la sentenza sull’Autonomia differenziata, dopo che a novembre era stata annunciata la dichiarazione di parziale incostituzionalità della riforma voluta dalla Lega e scritta dal ministro Roberto Calderoli. 
Nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Corte costituzionale ha depositato la sentenza sull’Autonomia differenziata, dopo che a novembre era stata annunciata la dichiarazione di parziale incostituzionalità della riforma voluta dalla Lega e scritta dal ministro Roberto Calderoli. <br /> Nella sentenza firmata dal giudice Giovanni Pitruzzella, si specificano esattamente su quali questioni il parlamento dovrà intervenire con una modifica costituzionalmente orientata. Tra i rilievi vi sono le materie intrasferibili che erano state fissate all’articolo 117 della Costituzione e che sono state violate dalla legge illegittima voluta dal governo. Sono le materie in cui, dice la Consulta, “predominano le regolamentazioni dell'Unione europea” come la politica commerciale comune, la tutela dell'ambiente, la produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia e del sistema elettrico e le grandi reti di trasporto e di navigazione, le norme generali sull'istruzione che hanno una «valenza necessariamente generale ed unitaria», le funzioni relative alla materia delle “professioni”, in particolare quelle ordinistiche, e i sistemi di comunicazione (elettronica o di internet) che hanno finalità di tutela dei consumatori e dunque afferiscono alla materia “tutela della concorrenza”. <br /> Come nel caso dei migranti in Albania un tribunale deve ricordare alla maggioranza di governo che esiste una gerarchia delle leggi che deve essere rispettata e che nulla ha a che vedere con il “mandato del popolo” o altre sciocchezze elementari simili. <br /> Di solito il concetto di norme superiori e norme inferiori si studia in educazione civica nella scuola secondaria di primo grado, alle scuole medie. Ma evidentemente al governo urge un ripasso generale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dalle dentiere gratis al tozzo di pane: il declino del welfare all’italiana</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dalle-dentiere-gratis-al-tozzo-di-pane-il-declino-del-welfare-all-italiana--63111820</link><description><![CDATA[Non le costosissime carceri deserte in Albania, né le scazzottate tra Lega e Forza Italia sul canone che non deve disturbare la famiglia Berlusconi, né la lista della spesa dei nuovi reati: se c’è un’immagine che fotografa il Paese impantanato, sono le pensioni minime, appiglio vitale di un’Italia sempre più vecchia e con sempre meno servizi sanitari pubblici.<br /> Qualche settimana fa, nella bozza della legge finanziaria, si parlava di un aumento di tre euro, portando le pensioni minime a 617,77 euro, una cifra per mettere insieme il pranzo con la cena, trascinandosi come peso in un Paese in cui figli e genitori diventano welfare gli uni per gli altri in mancanza di protezione e cura dello Stato. Poi qualcuno deve aver pensato che tre euro fossero troppi e quindi, da gennaio, l’aumento sarà di 1,80 euro al mese. Sono trecento grammi di pane in più da dividere in un mese, 10 grammi al giorno. È il tozzo di pane non figurato.<br /> Forza Italia (ma non solo), da anni, a ogni tornata elettorale, promette pensioni minime da mille euro per tutti, secondo il verbo che fu di Silvio Berlusconi. Ai tempi d’oro, c’era anche la promessa di una dentiera gratis per tutti “i nostri nonni”, come li chiamava Silvio. Con l’aumento delle pensioni minime, i nonni dovranno vivere almeno altri 25 anni per comprarsene una.<br /> I giovani traditi dal mercato del lavoro con salari bloccati, gli anziani in fila per il loro tozzo di pane, il ceto medio stangato dall’aumento delle tasse. Non ci vuole troppa fantasia per comprendere a chi giova la legge di bilancio, basta escludere le categorie punite.<br /> Niente nonni, dunque, nella famiglia tradizionale che si vuole preservare. Né nipoti, né cittadini medi. E, se finirà il pane, qualcuno dirà di distribuire le brioche.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63111820</guid><pubDate>Mon, 02 Dec 2024 20:46:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63111820/imported_4b67f9c0_0145_41ce_8e93_dda57f4a8012.mp3" length="2036715" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non le costosissime carceri deserte in Albania, né le scazzottate tra Lega e Forza Italia sul canone che non deve disturbare la famiglia Berlusconi, né la lista della spesa dei nuovi reati: se c’è un’immagine che fotografa il Paese impantanato, sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non le costosissime carceri deserte in Albania, né le scazzottate tra Lega e Forza Italia sul canone che non deve disturbare la famiglia Berlusconi, né la lista della spesa dei nuovi reati: se c’è un’immagine che fotografa il Paese impantanato, sono le pensioni minime, appiglio vitale di un’Italia sempre più vecchia e con sempre meno servizi sanitari pubblici.<br /> Qualche settimana fa, nella bozza della legge finanziaria, si parlava di un aumento di tre euro, portando le pensioni minime a 617,77 euro, una cifra per mettere insieme il pranzo con la cena, trascinandosi come peso in un Paese in cui figli e genitori diventano welfare gli uni per gli altri in mancanza di protezione e cura dello Stato. Poi qualcuno deve aver pensato che tre euro fossero troppi e quindi, da gennaio, l’aumento sarà di 1,80 euro al mese. Sono trecento grammi di pane in più da dividere in un mese, 10 grammi al giorno. È il tozzo di pane non figurato.<br /> Forza Italia (ma non solo), da anni, a ogni tornata elettorale, promette pensioni minime da mille euro per tutti, secondo il verbo che fu di Silvio Berlusconi. Ai tempi d’oro, c’era anche la promessa di una dentiera gratis per tutti “i nostri nonni”, come li chiamava Silvio. Con l’aumento delle pensioni minime, i nonni dovranno vivere almeno altri 25 anni per comprarsene una.<br /> I giovani traditi dal mercato del lavoro con salari bloccati, gli anziani in fila per il loro tozzo di pane, il ceto medio stangato dall’aumento delle tasse. Non ci vuole troppa fantasia per comprendere a chi giova la legge di bilancio, basta escludere le categorie punite.<br /> Niente nonni, dunque, nella famiglia tradizionale che si vuole preservare. Né nipoti, né cittadini medi. E, se finirà il pane, qualcuno dirà di distribuire le brioche.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Punire o rieducare? La lezione di una madre ai politici che giocano con le leggi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/punire-o-rieducare-la-lezione-di-una-madre-ai-politici-che-giocano-con-le-leggi--63097425</link><description><![CDATA[C.G. ha compiuto da poco 18 anni. La sera del 16 ottobre, di fronte al bar Mediterraneo di Sorrento, è caduto vittima di un agguato. Sei ragazzi l’hanno aggredito alle spalle e, quando è caduto a terra, lo hanno riempito di calci e pugni. Ha rischiato di perdere un occhio; gli hanno frantumato la mandibola, uno zigomo e alcuni nervi; ha perso un dente.<br /> C.G. quella sera è tornato a casa. I suoi genitori l’hanno visto rientrare con il cappuccio della felpa che gli nascondeva il viso e solo al mattino hanno scoperto la faccia sfigurata del figlio. Trasportato d’urgenza in ospedale, vi è rimasto per più di un mese. I medici parlano di danni permanenti.<br /> La colpa di C.G. è stata quella di difendere un amico dal bullo del posto. Questioni di ex fidanzate, “ragazzate”, si scriverebbe negli articoli frettolosi. Qui il morto non c’è stato per poco, ma i morti in Campania e gli episodi di violenza giovanile si ripetono negli ultimi mesi.<br /> La madre del ragazzo, Alessandra, intervistata da Vincenzo Murillo del Fatto Quotidiano, alla domanda se ritiene troppo flebili gli arresti domiciliari degli aggressori di suo figlio, risponde: “Sui provvedimenti non ho rimproveri da fare. Da mamma mi sentirò tranquilla solo quando questi ragazzi saranno rieducati e capiranno il male che ci hanno fatto. Ho tanta speranza che siano recuperabili”.<br /> Mentre il governo invoca nuovi reati e più punizioni, la madre di una vittima ricorda il dovere costituzionale della riabilitazione. Siamo in un tempo in cui le vittime sono più lucide dei governanti. E questo è tutto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63097425</guid><pubDate>Mon, 02 Dec 2024 03:00:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63097425/imported_c41a2031_2a3f_4dd7_a4f4_2bff698d7bbd.mp3" length="1712378" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C.G. ha compiuto da poco 18 anni. La sera del 16 ottobre, di fronte al bar Mediterraneo di Sorrento, è caduto vittima di un agguato. Sei ragazzi l’hanno aggredito alle spalle e, quando è caduto a terra, lo hanno riempito di calci e pugni. 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Qui il morto non c’è stato per poco, ma i morti in Campania e gli episodi di violenza giovanile si ripetono negli ultimi mesi.<br /> La madre del ragazzo, Alessandra, intervistata da Vincenzo Murillo del Fatto Quotidiano, alla domanda se ritiene troppo flebili gli arresti domiciliari degli aggressori di suo figlio, risponde: “Sui provvedimenti non ho rimproveri da fare. Da mamma mi sentirò tranquilla solo quando questi ragazzi saranno rieducati e capiranno il male che ci hanno fatto. Ho tanta speranza che siano recuperabili”.<br /> Mentre il governo invoca nuovi reati e più punizioni, la madre di una vittima ricorda il dovere costituzionale della riabilitazione. Siamo in un tempo in cui le vittime sono più lucide dei governanti. E questo è tutto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Viva il sovranismo musicale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/viva-il-sovranismo-musicale--63049839</link><description><![CDATA[Carlo Conti, prossimo direttore artistico di Sanremo ha tirato un sospiro di sollievo. Intervenuto nel podcast Pezzi di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, il presentatore ha detto: “Quello che mi piace, e che è arrivato musicalmente soprattutto dai cantautori, non è più un macro mondo, cioè non vanno a parlare dell’immigrazione o della guerra, ma si ritorna un po’ a parlare del micromondo, della famiglia, dei rapporti personali”.<br /> Niente guerra e niente migranti, quindi. Viva il “micromondo” che tratta delle beghe di cortile e che se ne fotte di quello che succede là fuori, dove il “macromondo” confusionario ci costringe a prendere posizioni che rischiano di far piangere il Re. <br /> Nel suo intervento Conti ha anche spiegato che nella prossima edizione del festival ci sarà meno impegno sociale ma sarà più “umano”. Cosa ci sia di inumano nell’occuparsi della disperazione e dei conflitti non ci è dato saperlo, forse Conti ce lo potrà spiegare in una delle future conferenze stampa. <br /> Non saremo così sospettosi da notare l’incredibile coincidenza di una nuova musica senza temi divisivi proprio nel mentre di un governo che ritiene gli artisti buoni e bravi solo se si fermano al limite dell’avanspettacolo impolitico. <br /> Possiamo però fare notare a Carlo Conti che la musica (come l’arte) che decide di stringere gli orizzonti da raccontare assomigli moltissimo a una nuova era di sovranismo musicale. Abbiamo già la sigla pronta: “E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam, e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam!”  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63049839</guid><pubDate>Fri, 29 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63049839/imported_0a13ad54_47fb_4b2b_93ee_a1883ce408f1.mp3" length="1926373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Carlo Conti, prossimo direttore artistico di Sanremo ha tirato un sospiro di sollievo. Intervenuto nel podcast Pezzi di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, il presentatore ha detto: “Quello che mi piace, e che è arrivato musicalmente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Carlo Conti, prossimo direttore artistico di Sanremo ha tirato un sospiro di sollievo. Intervenuto nel podcast Pezzi di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, il presentatore ha detto: “Quello che mi piace, e che è arrivato musicalmente soprattutto dai cantautori, non è più un macro mondo, cioè non vanno a parlare dell’immigrazione o della guerra, ma si ritorna un po’ a parlare del micromondo, della famiglia, dei rapporti personali”.<br /> Niente guerra e niente migranti, quindi. Viva il “micromondo” che tratta delle beghe di cortile e che se ne fotte di quello che succede là fuori, dove il “macromondo” confusionario ci costringe a prendere posizioni che rischiano di far piangere il Re. <br /> Nel suo intervento Conti ha anche spiegato che nella prossima edizione del festival ci sarà meno impegno sociale ma sarà più “umano”. Cosa ci sia di inumano nell’occuparsi della disperazione e dei conflitti non ci è dato saperlo, forse Conti ce lo potrà spiegare in una delle future conferenze stampa. <br /> Non saremo così sospettosi da notare l’incredibile coincidenza di una nuova musica senza temi divisivi proprio nel mentre di un governo che ritiene gli artisti buoni e bravi solo se si fermano al limite dell’avanspettacolo impolitico. <br /> Possiamo però fare notare a Carlo Conti che la musica (come l’arte) che decide di stringere gli orizzonti da raccontare assomigli moltissimo a una nuova era di sovranismo musicale. Abbiamo già la sigla pronta: “E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam, e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam!”  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ministro, a che ora è il treno? Per i poveri è sempre tardi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ministro-a-che-ora-e-il-treno-per-i-poveri-e-sempre-tardi--63034873</link><description><![CDATA[In Italia l'automobile, simbolo per eccellenza della libertà di movimento, diventa una gabbia per i più poveri. Il paradosso emerge cristallino dall'ultimo rapporto Audimob sulla mobilità degli italiani: chi guadagna meno di 15mila euro all'anno è costretto a utilizzare l'auto nel 72% dei casi, mentre chi ne guadagna più di 25mila si ferma al 56,4%.<br /><br /> È il rovesciamento della narrazione che per decenni ha accompagnato il trasporto pubblico come "mezzo dei poveri". Oggi, in un'Italia sempre più diseguale, la vera povertà si misura anche nell'impossibilità di scegliere come muoversi. Le famiglie che abitano nelle aree periferiche e interne del Paese sono condannate all'auto privata, in un circolo vizioso che le impoverisce ulteriormente.<br /><br /> La mobilità sostenibile è diventata un lusso per ricchi dei centri città. È la fotografia di un'Italia a due velocità, dove il 29,1% degli intervistati vorrebbe utilizzare i mezzi pubblici ma non può farlo semplicemente perché non esistono. Una discriminazione territoriale che si trasforma in discriminazione sociale, mentre le nostre città continuano a soffocare sotto il peso di un tasso di motorizzazione tra i più alti d'Europa: 69,4 auto ogni cento abitanti.<br /><br /> Il paradosso si fa ancora più amaro guardando al futuro: il calo demografico porterà a una contrazione dell'utenza del trasporto pubblico del 28% entro il 2044, un ulteriore taglio renderà ancora più difficile liberarsi dalla dipendenza dall'auto.<br /><br /> A risolvere le disuguaglianze e a promuovere un servizio pubblico capillare e decente però c’è un ministro che non riesce nemmeno a fare arrivare i treni in orario. Uno che si preoccupa di sedare le legittime proteste ma è incurante degli illegittimi disservizi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63034873</guid><pubDate>Thu, 28 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63034873/imported_dd83196c_0cff_469a_9c96_e3c391c9ca3f.mp3" length="1850723" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia l'automobile, simbolo per eccellenza della libertà di movimento, diventa una gabbia per i più poveri. Il paradosso emerge cristallino dall'ultimo rapporto Audimob sulla mobilità degli italiani: chi guadagna meno di 15mila euro all'anno è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Italia l'automobile, simbolo per eccellenza della libertà di movimento, diventa una gabbia per i più poveri. Il paradosso emerge cristallino dall'ultimo rapporto Audimob sulla mobilità degli italiani: chi guadagna meno di 15mila euro all'anno è costretto a utilizzare l'auto nel 72% dei casi, mentre chi ne guadagna più di 25mila si ferma al 56,4%.<br /><br /> È il rovesciamento della narrazione che per decenni ha accompagnato il trasporto pubblico come "mezzo dei poveri". Oggi, in un'Italia sempre più diseguale, la vera povertà si misura anche nell'impossibilità di scegliere come muoversi. Le famiglie che abitano nelle aree periferiche e interne del Paese sono condannate all'auto privata, in un circolo vizioso che le impoverisce ulteriormente.<br /><br /> La mobilità sostenibile è diventata un lusso per ricchi dei centri città. È la fotografia di un'Italia a due velocità, dove il 29,1% degli intervistati vorrebbe utilizzare i mezzi pubblici ma non può farlo semplicemente perché non esistono. Una discriminazione territoriale che si trasforma in discriminazione sociale, mentre le nostre città continuano a soffocare sotto il peso di un tasso di motorizzazione tra i più alti d'Europa: 69,4 auto ogni cento abitanti.<br /><br /> Il paradosso si fa ancora più amaro guardando al futuro: il calo demografico porterà a una contrazione dell'utenza del trasporto pubblico del 28% entro il 2044, un ulteriore taglio renderà ancora più difficile liberarsi dalla dipendenza dall'auto.<br /><br /> A risolvere le disuguaglianze e a promuovere un servizio pubblico capillare e decente però c’è un ministro che non riesce nemmeno a fare arrivare i treni in orario. Uno che si preoccupa di sedare le legittime proteste ma è incurante degli illegittimi disservizi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Svuotare il diritto di sciopero</title><link>https://www.spreaker.com/episode/svuotare-il-diritto-di-sciopero--63017964</link><description><![CDATA[Lo sciopero generale del 29 novembre 2024 contro la manovra Meloni fotografa perfettamente come il diritto di sciopero stia subendo una progressiva erosione. Non è retorica, ma cronaca: la Commissione di garanzia ha imposto una riduzione da otto a quattro ore per il trasporto passeggeri, ha chiesto la revoca totale nel trasporto ferroviario, nella sanità e per il personale del ministero della Giustizia.<br /><br /> Il paradosso è che lo sciopero generale, per sua natura, dovrebbe godere di una disciplina speciale con procedure di vantaggio rispetto agli scioperi settoriali. Invece assistiamo a un doppio binario: da un lato le norme speciali che lo tutelano, dall'altro una serie di limitazioni concrete che ne riducono l'efficacia.<br /><br /> I fatti parlano chiaro: per scioperare nei servizi pubblici essenziali oggi servono più passaggi burocratici, più autorizzazioni, più cavilli da rispettare. Quando un'azienda chiude, quando non vengono rinnovati i contratti nazionali, quando gli stipendi non vengono pagati, i lavoratori si trovano davanti a una giungla di vincoli che rende sempre più complesso l'esercizio di un diritto costituzionale.<br /><br /> Non solo: mentre i lavoratori perdono una giornata di stipendio per protestare, il meccanismo delle precettazioni viene utilizzato con frequenza crescente. La stessa Commissione di garanzia, nata per garantire l'equilibrio tra diritto di sciopero e servizi essenziali, viene accusata dai sindacati di "obbedire ai diktat" politici, come denunciano i segretari Landini e Bombardieri.<br /><br /> La domanda è semplice: può un diritto costituzionale essere progressivamente svuotato attraverso vincoli amministrativi e burocratici sempre più stringenti? I numeri e i fatti ci dicono che è esattamente quello che sta accadendo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63017964</guid><pubDate>Wed, 27 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63017964/imported_25d27ee6_7eca_46e7_b536_7eac7e72845e.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Lo sciopero generale del 29 novembre 2024 contro la manovra Meloni fotografa perfettamente come il diritto di sciopero stia subendo una progressiva erosione. Non è retorica, ma cronaca: la Commissione di garanzia ha imposto una riduzione da otto a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo sciopero generale del 29 novembre 2024 contro la manovra Meloni fotografa perfettamente come il diritto di sciopero stia subendo una progressiva erosione. Non è retorica, ma cronaca: la Commissione di garanzia ha imposto una riduzione da otto a quattro ore per il trasporto passeggeri, ha chiesto la revoca totale nel trasporto ferroviario, nella sanità e per il personale del ministero della Giustizia.<br /><br /> Il paradosso è che lo sciopero generale, per sua natura, dovrebbe godere di una disciplina speciale con procedure di vantaggio rispetto agli scioperi settoriali. Invece assistiamo a un doppio binario: da un lato le norme speciali che lo tutelano, dall'altro una serie di limitazioni concrete che ne riducono l'efficacia.<br /><br /> I fatti parlano chiaro: per scioperare nei servizi pubblici essenziali oggi servono più passaggi burocratici, più autorizzazioni, più cavilli da rispettare. Quando un'azienda chiude, quando non vengono rinnovati i contratti nazionali, quando gli stipendi non vengono pagati, i lavoratori si trovano davanti a una giungla di vincoli che rende sempre più complesso l'esercizio di un diritto costituzionale.<br /><br /> Non solo: mentre i lavoratori perdono una giornata di stipendio per protestare, il meccanismo delle precettazioni viene utilizzato con frequenza crescente. La stessa Commissione di garanzia, nata per garantire l'equilibrio tra diritto di sciopero e servizi essenziali, viene accusata dai sindacati di "obbedire ai diktat" politici, come denunciano i segretari Landini e Bombardieri.<br /><br /> La domanda è semplice: può un diritto costituzionale essere progressivamente svuotato attraverso vincoli amministrativi e burocratici sempre più stringenti? I numeri e i fatti ci dicono che è esattamente quello che sta accadendo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'arte di tosare il ceto medio: manuale di sopravvivenza fiscale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-arte-di-tosare-il-ceto-medio-manuale-di-sopravvivenza-fiscale--63007844</link><description><![CDATA[La tassa al contrario delle promesse: l'ultimo capolavoro del governo Meloni è una beffa matematica che trasforma il ceto medio in un bancomat a cielo aperto. La riforma fiscale, venduta come la panacea di tutti i mali, si rivela essere un gioco di prestigio in cui il coniglio dal cilindro si trasforma in una stangata del 56% per chi guadagna tra i 32 e i 40mila euro.<br /><br /> Mentre il governo si affanna a raccontare la favoletta della flat tax per tutti (realizzata solo per gli autonomi), i numeri dell'Ufficio parlamentare di bilancio raccontano una storia diversa: quella di un ceto medio che si ritroverà a pagare più tasse di chi guadagna di più se la manovra di bilancio rimarrà così com’è. Un paradosso in cui chi dovrebbe essere protetto dall'inflazione viene invece spremuto come un limone.<br /><br /> Un gioco di prestigio che ha partorito un sistema fiscale che invece di semplificare complica, invece di alleggerire appesantisce, invece di aiutare affossa. Le aliquote formali sono tre ma quelle effettive diventano sei, in un labirinto kafkiano di bonus e detrazioni che farebbero girare la testa anche al più esperto dei commercialisti.<br /><br /> Il risultato? Un milione di contribuenti su 18 milioni ci rimette. E non parliamo dei paperoni, ma di quella fascia di popolazione che mantiene in piedi il Paese con le proprie tasse regolarmente versate. Gli stessi che il governo dice di voler aiutare con il concordato biennale per le partite Iva, mentre con l'altra mano sfila loro il portafoglio.<br /><br /> La beffa finale? Chi ha redditi più alti pagherà meno di chi sta in mezzo al guado. Una redistribuzione alla rovescia, come se Robin Hood avesse deciso di togliere ai mediamente ricchi per dare a chi è più ricco di loro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63007844</guid><pubDate>Tue, 26 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/63007844/imported_11c70ee1_9a24_4ca6_b347_737a2104cc19.mp3" length="1926373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La tassa al contrario delle promesse: l'ultimo capolavoro del governo Meloni è una beffa matematica che trasforma il ceto medio in un bancomat a cielo aperto. 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Un paradosso in cui chi dovrebbe essere protetto dall'inflazione viene invece spremuto come un limone.<br /><br /> Un gioco di prestigio che ha partorito un sistema fiscale che invece di semplificare complica, invece di alleggerire appesantisce, invece di aiutare affossa. Le aliquote formali sono tre ma quelle effettive diventano sei, in un labirinto kafkiano di bonus e detrazioni che farebbero girare la testa anche al più esperto dei commercialisti.<br /><br /> Il risultato? Un milione di contribuenti su 18 milioni ci rimette. E non parliamo dei paperoni, ma di quella fascia di popolazione che mantiene in piedi il Paese con le proprie tasse regolarmente versate. Gli stessi che il governo dice di voler aiutare con il concordato biennale per le partite Iva, mentre con l'altra mano sfila loro il portafoglio.<br /><br /> La beffa finale? Chi ha redditi più alti pagherà meno di chi sta in mezzo al guado. Una redistribuzione alla rovescia, come se Robin Hood avesse deciso di togliere ai mediamente ricchi per dare a chi è più ricco di loro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Valditara bruciato? Il vero incendio sono le 106 vittime di femminicidio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/valditara-bruciato-il-vero-incendio-sono-le-106-vittime-di-femminicidio--62989263</link><description><![CDATA[Chissà se non si sentono ridicoli i megafoni del governo, che delle migliaia di persone di tutte le età che hanno attraversato Roma hanno notato solo un volantino di carta straccia del ministro Valditara bruciato a terra. Chissà se non provano nemmeno un briciolo di vergogna mentre invocano il lutto, parlando di violenza per una faccia stampata e un accendino, mentre 106 donne in carne e ossa, donne vere, mica stampate, sono state uccise quest’anno secondo i dati dell’Osservatorio di Non Una di Meno.<br /> Chissà se, al di là delle cazzate come il tricolore sulla panchina rossa – simbolico come i cani che marcano il territorio – quelli della maggioranza hanno idea di come gestire le 22mila donne che, nei primi dieci mesi dell’anno, sono state accolte da D.i.Re. - Donne in rete contro la violenza. Numeri che confermano una realtà da guerra sistemica.<br /> Chissà se davvero non si accorgono di vivere in un Paese in cui il 50% delle donne non lavora, il 30% non ha un conto corrente proprio, e chi lavora guadagna meno di un uomo pur avendo lo stesso percorso di studi, lo stesso ruolo, le stesse responsabilità.<br /> Mi domando da anni come possa il giornalismo essere così distratto, così strabico nei confronti delle voci che si alzano, come quelle di ieri a Roma. Però sono gli stessi giornalisti che da due anni declinano al maschile una presidente del Consiglio per accarezzare la proiezione mascolina che lei ha di sé stessa. In fondo, tutto si spiega.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62989263</guid><pubDate>Mon, 25 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62989263/imported_8ab483d0_a5fe_459a_9820_3878888d5569.mp3" length="1702765" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chissà se non si sentono ridicoli i megafoni del governo, che delle migliaia di persone di tutte le età che hanno attraversato Roma hanno notato solo un volantino di carta straccia del ministro Valditara bruciato a terra. Chissà se non provano nemmeno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chissà se non si sentono ridicoli i megafoni del governo, che delle migliaia di persone di tutte le età che hanno attraversato Roma hanno notato solo un volantino di carta straccia del ministro Valditara bruciato a terra. Chissà se non provano nemmeno un briciolo di vergogna mentre invocano il lutto, parlando di violenza per una faccia stampata e un accendino, mentre 106 donne in carne e ossa, donne vere, mica stampate, sono state uccise quest’anno secondo i dati dell’Osservatorio di Non Una di Meno.<br /> Chissà se, al di là delle cazzate come il tricolore sulla panchina rossa – simbolico come i cani che marcano il territorio – quelli della maggioranza hanno idea di come gestire le 22mila donne che, nei primi dieci mesi dell’anno, sono state accolte da D.i.Re. - Donne in rete contro la violenza. Numeri che confermano una realtà da guerra sistemica.<br /> Chissà se davvero non si accorgono di vivere in un Paese in cui il 50% delle donne non lavora, il 30% non ha un conto corrente proprio, e chi lavora guadagna meno di un uomo pur avendo lo stesso percorso di studi, lo stesso ruolo, le stesse responsabilità.<br /> Mi domando da anni come possa il giornalismo essere così distratto, così strabico nei confronti delle voci che si alzano, come quelle di ieri a Roma. Però sono gli stessi giornalisti che da due anni declinano al maschile una presidente del Consiglio per accarezzare la proiezione mascolina che lei ha di sé stessa. In fondo, tutto si spiega.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Borghimetro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-borghimetro--62959431</link><description><![CDATA[Chi si rivede: il senatore leghista Claudio Borghi. Lo scambio del parlamentare con un utente su X è una scena da bancone del bar a fine serata.<br /> “Non posso più prendere una bottiglia di vino al ristorante con la mia ragazza”, si lamenta un utente dopo l'approvazione del nuovo Codice della strada, che aumenta le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza. La risposta di Borghi non tarda ad arrivare: "Se te la scoli da solo ti sconsiglierei di guidare ma anche scolandotela da solo non arrivi a 0,8 perché una bottiglia non è un litro, ma 75 cl. NB i limiti alcolemici non sono stati toccati, anche oggi il limite consentito è 0,5 e 0,8 è il limite per l’ubriachezza grave al volante”.<br /> Insomma, per Borghi, con una bottiglia di vino si può guidare tranquillamente, alla faccia del Ministero della Salute, che indica come limite massimo tre bicchieri di vino per un uomo di 70 chili. “Apparentemente, il senatore è persuaso che il tasso alcolemico si misuri in litri di vino anziché in grammi per litro di sangue. E c’è pure chi gli dà credito quando parla di modelli climatici”, commenta il giornalista scientifico Marco Cattaneo.<br /> Ma veniamo ai conti: se lo stesso uomo di 70 chili, cui si riferisce la tabella del ministero della Salute, beve un’intera bottiglia (750 cc, circa sei bicchieri) a stomaco pieno, avrà nel sangue un tasso alcolemico pari a 0,15 (per un singolo bicchiere da 125 cc) moltiplicato per 6, quindi 0,9 e ben oltre il limite legale di 0,5.<br /> La base della Lega è in rivolta, rivendicando il diritto di guidare un po’ brilli. Il senatore Borghi risponde inciampando sulla legge che ha votato. A questo punto, per misurare le capacità di guida potremmo istituire una nuova scala: la “scala Borghi”. L’automobilista fermato dovrebbe semplicemente dimostrare di avere capito la legge meglio del senatore. Se supera la prova, via libera.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62959431</guid><pubDate>Fri, 22 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62959431/imported_d71c8846_0310_49d6_ae21_8f73265edbac.mp3" length="2204316" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chi si rivede: il senatore leghista Claudio Borghi. Lo scambio del parlamentare con un utente su X è una scena da bancone del bar a fine serata.
“Non posso più prendere una bottiglia di vino al ristorante con la mia ragazza”, si lamenta un utente dopo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chi si rivede: il senatore leghista Claudio Borghi. Lo scambio del parlamentare con un utente su X è una scena da bancone del bar a fine serata.<br /> “Non posso più prendere una bottiglia di vino al ristorante con la mia ragazza”, si lamenta un utente dopo l'approvazione del nuovo Codice della strada, che aumenta le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza. La risposta di Borghi non tarda ad arrivare: "Se te la scoli da solo ti sconsiglierei di guidare ma anche scolandotela da solo non arrivi a 0,8 perché una bottiglia non è un litro, ma 75 cl. NB i limiti alcolemici non sono stati toccati, anche oggi il limite consentito è 0,5 e 0,8 è il limite per l’ubriachezza grave al volante”.<br /> Insomma, per Borghi, con una bottiglia di vino si può guidare tranquillamente, alla faccia del Ministero della Salute, che indica come limite massimo tre bicchieri di vino per un uomo di 70 chili. “Apparentemente, il senatore è persuaso che il tasso alcolemico si misuri in litri di vino anziché in grammi per litro di sangue. E c’è pure chi gli dà credito quando parla di modelli climatici”, commenta il giornalista scientifico Marco Cattaneo.<br /> Ma veniamo ai conti: se lo stesso uomo di 70 chili, cui si riferisce la tabella del ministero della Salute, beve un’intera bottiglia (750 cc, circa sei bicchieri) a stomaco pieno, avrà nel sangue un tasso alcolemico pari a 0,15 (per un singolo bicchiere da 125 cc) moltiplicato per 6, quindi 0,9 e ben oltre il limite legale di 0,5.<br /> La base della Lega è in rivolta, rivendicando il diritto di guidare un po’ brilli. Il senatore Borghi risponde inciampando sulla legge che ha votato. A questo punto, per misurare le capacità di guida potremmo istituire una nuova scala: la “scala Borghi”. L’automobilista fermato dovrebbe semplicemente dimostrare di avere capito la legge meglio del senatore. Se supera la prova, via libera.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>138</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pacifinti o traditi? Il 52% degli ucraini accusa l’Occidente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pacifinti-o-traditi-il-52-degli-ucraini-accusa-l-occidente--62900925</link><description><![CDATA[La guerra in Ucraina sta mostrando il suo volto più cinico: quello della stanchezza. Non quella dei soldati in trincea, ma quella ben più insidiosa dei salotti occidentali, dove i calcoli politici hanno iniziato a prevalere sugli impegni presi. I numeri dell'ultimo sondaggio Gallup sono impietosi quanto rivelatori: il 52% degli ucraini ora chiede una pace negoziata. Una resa mascherata da pragmatismo? No, il risultato di un doppio tradimento.<br /><br /> Il primo tradimento è evidente: viene da una Russia che ha violato ogni principio del diritto internazionale, invadendo un paese sovrano con la scusa della "denazificazione". Un'invasione che ha trasformato città in macerie e vite in statistiche. Ma il secondo tradimento, più sottile e forse più doloroso, viene da quell'Occidente che aveva promesso vittoria totale, protezione, integrazione, un futuro europeo.<br /><br /> Guardate i numeri: nel 2022, il 73% degli ucraini era pronto a combattere fino alla vittoria. Una determinazione granitica, alimentata dalle promesse di sostegno "incondizionato" dell'Occidente. Oggi quel numero si è dimezzato. Non è solo la stanchezza della guerra: è la delusione di chi ha creduto nelle parole altisonanti pronunciate nei palazzi di Bruxelles e Washington.<br /><br /> La verità è che qualcuno ha venduto agli ucraini un sogno che non erano pronti a difendere fino in fondo. Ora il 52% di coloro che vogliono negoziare è disposto anche a cedere territorio per la pace. Un prezzo altissimo per chi aveva creduto nelle promesse di sostegno “incondizionato" sventolato da certi politici ora in ritirata. <br /><br /> Zelensky dice che la fine della guerra è più vicina di quanto pensiamo. Ha ragione, ma non nel modo in cui sperava. Chissà se qualcuno ci spiegherà che anche gli ucraini sono solo “pacifinti”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62900925</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62900925/imported_e76c6c39_b648_4df1_8ab2_d1916a3b823d.mp3" length="1932643" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra in Ucraina sta mostrando il suo volto più cinico: quello della stanchezza. Non quella dei soldati in trincea, ma quella ben più insidiosa dei salotti occidentali, dove i calcoli politici hanno iniziato a prevalere sugli impegni presi. I...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La guerra in Ucraina sta mostrando il suo volto più cinico: quello della stanchezza. Non quella dei soldati in trincea, ma quella ben più insidiosa dei salotti occidentali, dove i calcoli politici hanno iniziato a prevalere sugli impegni presi. I numeri dell'ultimo sondaggio Gallup sono impietosi quanto rivelatori: il 52% degli ucraini ora chiede una pace negoziata. Una resa mascherata da pragmatismo? No, il risultato di un doppio tradimento.<br /><br /> Il primo tradimento è evidente: viene da una Russia che ha violato ogni principio del diritto internazionale, invadendo un paese sovrano con la scusa della "denazificazione". Un'invasione che ha trasformato città in macerie e vite in statistiche. Ma il secondo tradimento, più sottile e forse più doloroso, viene da quell'Occidente che aveva promesso vittoria totale, protezione, integrazione, un futuro europeo.<br /><br /> Guardate i numeri: nel 2022, il 73% degli ucraini era pronto a combattere fino alla vittoria. Una determinazione granitica, alimentata dalle promesse di sostegno "incondizionato" dell'Occidente. Oggi quel numero si è dimezzato. Non è solo la stanchezza della guerra: è la delusione di chi ha creduto nelle parole altisonanti pronunciate nei palazzi di Bruxelles e Washington.<br /><br /> La verità è che qualcuno ha venduto agli ucraini un sogno che non erano pronti a difendere fino in fondo. Ora il 52% di coloro che vogliono negoziare è disposto anche a cedere territorio per la pace. Un prezzo altissimo per chi aveva creduto nelle promesse di sostegno “incondizionato" sventolato da certi politici ora in ritirata. <br /><br /> Zelensky dice che la fine della guerra è più vicina di quanto pensiamo. Ha ragione, ma non nel modo in cui sperava. Chissà se qualcuno ci spiegherà che anche gli ucraini sono solo “pacifinti”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tre bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tre-bambini--62820459</link><description><![CDATA[Tre bambini al giorno. Non è una statistica, è una conta macabra che si consuma nel silenzio generale mentre noi beviamo il nostro caffè mattutino. In Libano, mentre il mondo è distratto da altro, si sta consumando una tragedia che ha il volto dell'infanzia perduta.<br /><br /> I numeri sono impietosi: più di 200 bambini uccisi in due mesi. Ma dietro i numeri ci sono storie, come quella di Celine Haidar, giovane promessa del calcio libanese, ora in coma per una scheggia alla testa. O come quei sette bambini di un'unica famiglia, spazzati via mentre cercavano rifugio sul Monte Libano. Fuggivano dalla morte e la morte li ha raggiunti comunque.<br /><br /> La comunità internazionale? Assiste con la stessa indifferenza con cui si guarda un temporale dalla finestra. L'UNICEF fa quello che può, con un budget ridicolo - finanziato per meno del 20% del necessario - mentre gli operatori sanitari cadono come soldati in prima linea: 200 morti, 300 feriti.<br /><br /> Le scuole? Chiuse. Gli ospedali? Sotto attacco. L'acqua potabile è diventata un lusso per 450.000 persone. E i bambini sopravvissuti portano cicatrici che nessun cerotto potrà mai coprire: il trauma psicologico di chi cresce tra le bombe diventa la normalità di una generazione perduta.<br /><br /> Ma ciò che fa più male è il silenzio. Un silenzio che pesa come piombo sulla coscienza di chi potrebbe fare qualcosa e sceglie di non farlo. La morte dei bambini in Libano è diventata una notizia di sottofondo, come il ronzio di un televisore dimenticato acceso.<br /><br /> E mentre scriviamo editoriali indignati, altri tre bambini moriranno oggi. Altri tre domani. In un crescendo di orrore che si è trasformato in routine. L'orrore, quando diventa quotidiano, rischia di perdere il suo potere di sconvolgere. E sullo sfondo c’è la distruzione di Gaza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62820459</guid><pubDate>Wed, 20 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62820459/imported_4aced09d_a0fb_46a7_bcba_d70cb61f2d7e.mp3" length="1994919" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Tre bambini al giorno. Non è una statistica, è una conta macabra che si consuma nel silenzio generale mentre noi beviamo il nostro caffè mattutino. 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L'UNICEF fa quello che può, con un budget ridicolo - finanziato per meno del 20% del necessario - mentre gli operatori sanitari cadono come soldati in prima linea: 200 morti, 300 feriti.<br /><br /> Le scuole? Chiuse. Gli ospedali? Sotto attacco. L'acqua potabile è diventata un lusso per 450.000 persone. E i bambini sopravvissuti portano cicatrici che nessun cerotto potrà mai coprire: il trauma psicologico di chi cresce tra le bombe diventa la normalità di una generazione perduta.<br /><br /> Ma ciò che fa più male è il silenzio. Un silenzio che pesa come piombo sulla coscienza di chi potrebbe fare qualcosa e sceglie di non farlo. La morte dei bambini in Libano è diventata una notizia di sottofondo, come il ronzio di un televisore dimenticato acceso.<br /><br /> E mentre scriviamo editoriali indignati, altri tre bambini moriranno oggi. Altri tre domani. In un crescendo di orrore che si è trasformato in routine. L'orrore, quando diventa quotidiano, rischia di perdere il suo potere di sconvolgere. E sullo sfondo c’è la distruzione di Gaza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Grazie Delmastro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/grazie-delmastro--62792065</link><description><![CDATA[C'è qualcosa di poeticamente nostalgico nella "gioia" di Andrea Delmastro. Non quella gioia banale dei comuni mortali - un tramonto, un abbraccio, una vittoria della nazionale. No, la gioia del nostro sottosegretario alla Giustizia è più selettiva: si accende quando può vantarsi di "non far respirare" i detenuti nelle auto della penitenziaria.<br /><br /> Del resto, cosa c'è di più eccitante per un uomo di governo che poter togliere il fiato a qualcuno? È la versione ministeriale del bullo di quartiere, solo che invece della giacchetta firmata ha la delega alla Giustizia. E mentre nelle carceri si muore (ottanta suicidi quest'anno, ma chi li conta più?), lui si crogiola nel sua esibizione muscolare.<br /><br /> La verità è che Delmastro non ha confuso solo il ministero della Giustizia con quello della Vendetta di Stato. Ha proprio sbagliato secolo. Si è svegliato una mattina convinto di essere nel 1924, quando certi metodi erano non solo tollerati ma applauditi. Peccato che nel frattempo sia passata una Costituzione, qualche convenzione sui diritti umani, e persino l'abolizione della pena di morte.<br /><br /> E mentre l'ANPI parla di "deliri da macellaio sadico" e molti chiedono le dimissioni, il nostro continua imperterrito e ben protetto. <br /><br /> Ma forse dovremmo ringraziarlo. In un governo che cerca disperatamente di darsi una verniciata di rispettabilità, Delmastro ci ricorda chi sono davvero. Quella "gioia" nel far soffrire vale più di mille analisi politiche. È la fotografia perfetta di chi confonde la forza con la violenza, la giustizia con la vendetta, il dovere istituzionale con il sadismo da quattro soldi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62792065</guid><pubDate>Tue, 19 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62792065/imported_a61c7e7a_6078_4083_9416_7bd47a770ea5.mp3" length="1810599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C'è qualcosa di poeticamente nostalgico nella "gioia" di Andrea Delmastro. Non quella gioia banale dei comuni mortali - un tramonto, un abbraccio, una vittoria della nazionale. No, la gioia del nostro sottosegretario alla Giustizia è più selettiva: si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C'è qualcosa di poeticamente nostalgico nella "gioia" di Andrea Delmastro. Non quella gioia banale dei comuni mortali - un tramonto, un abbraccio, una vittoria della nazionale. No, la gioia del nostro sottosegretario alla Giustizia è più selettiva: si accende quando può vantarsi di "non far respirare" i detenuti nelle auto della penitenziaria.<br /><br /> Del resto, cosa c'è di più eccitante per un uomo di governo che poter togliere il fiato a qualcuno? È la versione ministeriale del bullo di quartiere, solo che invece della giacchetta firmata ha la delega alla Giustizia. E mentre nelle carceri si muore (ottanta suicidi quest'anno, ma chi li conta più?), lui si crogiola nel sua esibizione muscolare.<br /><br /> La verità è che Delmastro non ha confuso solo il ministero della Giustizia con quello della Vendetta di Stato. Ha proprio sbagliato secolo. Si è svegliato una mattina convinto di essere nel 1924, quando certi metodi erano non solo tollerati ma applauditi. Peccato che nel frattempo sia passata una Costituzione, qualche convenzione sui diritti umani, e persino l'abolizione della pena di morte.<br /><br /> E mentre l'ANPI parla di "deliri da macellaio sadico" e molti chiedono le dimissioni, il nostro continua imperterrito e ben protetto. <br /><br /> Ma forse dovremmo ringraziarlo. In un governo che cerca disperatamente di darsi una verniciata di rispettabilità, Delmastro ci ricorda chi sono davvero. Quella "gioia" nel far soffrire vale più di mille analisi politiche. È la fotografia perfetta di chi confonde la forza con la violenza, la giustizia con la vendetta, il dovere istituzionale con il sadismo da quattro soldi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Masiello dichiara guerra alla diplomazia: il silenzio di Crosetto è assordante</title><link>https://www.spreaker.com/episode/masiello-dichiara-guerra-alla-diplomazia-il-silenzio-di-crosetto-e-assordante--62777750</link><description><![CDATA[Nei giorni scorsi è circolato un video del capo dell’esercito italiano, voluto da Giorgia Meloni. In un discorso ufficiale presso una scuola militare, Carmine Masiello, nominato un anno fa, afferma che vuole un esercito pronto alla guerra perché, a suo dire, la loro missione “non è creare burocrazia, non è vivere nella burocrazia, non è vivere per la burocrazia. L'esercito è fatto per prepararsi alla guerra”. E conclude con un virile “punto!” esclamato con enfasi alla fine della frase.<br /> Ha poi citato l'ammiraglio Michael Mullen che, in un intervento sull'innovazione nella Difesa statunitense, ha affermato: “Non c'è più tempo per la mediocrità, non c'è più tempo per la burocrazia”. Par di capire che, per il valoroso generale, la diplomazia – che lui sembra ridurre a “burocrazia” – rappresenti uno svilimento della virilità militare. “Tutti si erano concentrati su queste famose operazioni di sostegno alla pace, - dice Masiello - tutti guardavano a quegli scenari, nessuno ha avuto la visione di capire quello che stava succedendo. Era comodo fare operazioni di sostegno alla pace, in primis perché costano di meno”.<br /> E per concludere ci fa sapere di voler riesumare la definizione di “scuola di guerra” per il corso di Stato Maggiore, già sepolto ai tempi del governo Berlusconi. Masiello non lo sa, ma è riuscito nel capolavoro di mettere per iscritto i desideri inconfessabili del governo che nessuno ha mai avuto il coraggio di dire apertamente.<br /> Ora siamo curiosi di sapere che ne pensa il ministro Crosetto, sempre così dolente quando comunica di dover preparare la guerra, dell’entusiasmo del suo generale. Anche perché queste parole sono molto più gravi di quelle del generale Vannacci, ma è molto più scomodo sottolinearlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62777750</guid><pubDate>Mon, 18 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62777750/imported_8e28a82a_1351_4731_bb3c_991e641c7363.mp3" length="1923030" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nei giorni scorsi è circolato un video del capo dell’esercito italiano, voluto da Giorgia Meloni. 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Par di capire che, per il valoroso generale, la diplomazia – che lui sembra ridurre a “burocrazia” – rappresenti uno svilimento della virilità militare. “Tutti si erano concentrati su queste famose operazioni di sostegno alla pace, - dice Masiello - tutti guardavano a quegli scenari, nessuno ha avuto la visione di capire quello che stava succedendo. Era comodo fare operazioni di sostegno alla pace, in primis perché costano di meno”.<br /> E per concludere ci fa sapere di voler riesumare la definizione di “scuola di guerra” per il corso di Stato Maggiore, già sepolto ai tempi del governo Berlusconi. Masiello non lo sa, ma è riuscito nel capolavoro di mettere per iscritto i desideri inconfessabili del governo che nessuno ha mai avuto il coraggio di dire apertamente.<br /> Ora siamo curiosi di sapere che ne pensa il ministro Crosetto, sempre così dolente quando comunica di dover preparare la guerra, dell’entusiasmo del suo generale. Anche perché queste parole sono molto più gravi di quelle del generale Vannacci, ma è molto più scomodo sottolinearlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il turismo italiano affonda (insieme alla credibilità della ministra)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-turismo-italiano-affonda-insieme-alla-credibilita-della-ministra--62742813</link><description><![CDATA[Non bastavano le grane giudiziarie a rendere traballante la poltrona della ministra Daniela Santanchè. Ora ci si mettono anche i numeri - quelli veri - a certificare il fallimento della gestione a propulsione sovranista del turismo italiano. <br /><br /> Mentre ad agosto la ministra si pavoneggiava annunciando trionfalmente che "sempre più turisti, soprattutto stranieri, scelgono di vivere l'estate sotto il sole italiano", i dati Eurostat raccontavano una storia ben diversa. Come rivelato dall'analisi di Lorenzo Ruffino nella sua newsletter, l'Italia si è guadagnata il poco invidiabile primato di peggior performance turistica in Europa: 208 milioni di pernottamenti tra giugno e agosto 2024, con un calo dell'1,9% rispetto al 2023. E mentre la media europea cresce dello 0,9%, noi perdiamo terreno insieme a Serbia e Francia in una classifica che vede brillare il Lussemburgo (+20,5%) e persino l'Albania (+16,1%). <br /><br /> Ma il dato più allarmante è la fuga dei turisti italiani: -5,8% rispetto all'anno scorso. Per la prima volta dal 2011, gli stranieri (106 milioni) hanno superato i connazionali (102 milioni) nei pernottamenti estivi. Un segnale inequivocabile che la tanto sbandierata "estate italiana" sta diventando sempre più inaccessibile proprio per i connazionali. Mentre la ministra si destreggia tra aule di giustizia e dichiarazioni roboanti, il turismo italiano perde colpi. <br /><br /> E non serve essere esperti di economia per capire che se persino l'Albania ci surclassa nella crescita turistica, forse è il caso di ripensare non solo le politiche di settore, ma anche a chi le gestisce. La verità è che non si può guidare il turismo italiano come si gestisce un Twiga qualsiasi. E i numeri, quelli veri, sono lì a dimostrarlo.<br /><br /> La verità è che non si può guidare il turismo italiano come si gestisce un Twiga qualsiasi. E i numeri, quelli veri, sono lì a dimostrarlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62742813</guid><pubDate>Fri, 15 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62742813/imported_ea09fb6f_5c35_498d_8e84_0fb8b2575279.mp3" length="1807673" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non bastavano le grane giudiziarie a rendere traballante la poltrona della ministra Daniela Santanchè. Ora ci si mettono anche i numeri - quelli veri - a certificare il fallimento della gestione a propulsione sovranista del turismo italiano. 

Mentre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non bastavano le grane giudiziarie a rendere traballante la poltrona della ministra Daniela Santanchè. Ora ci si mettono anche i numeri - quelli veri - a certificare il fallimento della gestione a propulsione sovranista del turismo italiano. <br /><br /> Mentre ad agosto la ministra si pavoneggiava annunciando trionfalmente che "sempre più turisti, soprattutto stranieri, scelgono di vivere l'estate sotto il sole italiano", i dati Eurostat raccontavano una storia ben diversa. Come rivelato dall'analisi di Lorenzo Ruffino nella sua newsletter, l'Italia si è guadagnata il poco invidiabile primato di peggior performance turistica in Europa: 208 milioni di pernottamenti tra giugno e agosto 2024, con un calo dell'1,9% rispetto al 2023. E mentre la media europea cresce dello 0,9%, noi perdiamo terreno insieme a Serbia e Francia in una classifica che vede brillare il Lussemburgo (+20,5%) e persino l'Albania (+16,1%). <br /><br /> Ma il dato più allarmante è la fuga dei turisti italiani: -5,8% rispetto all'anno scorso. Per la prima volta dal 2011, gli stranieri (106 milioni) hanno superato i connazionali (102 milioni) nei pernottamenti estivi. Un segnale inequivocabile che la tanto sbandierata "estate italiana" sta diventando sempre più inaccessibile proprio per i connazionali. Mentre la ministra si destreggia tra aule di giustizia e dichiarazioni roboanti, il turismo italiano perde colpi. <br /><br /> E non serve essere esperti di economia per capire che se persino l'Albania ci surclassa nella crescita turistica, forse è il caso di ripensare non solo le politiche di settore, ma anche a chi le gestisce. La verità è che non si può guidare il turismo italiano come si gestisce un Twiga qualsiasi. E i numeri, quelli veri, sono lì a dimostrarlo.<br /><br /> La verità è che non si può guidare il turismo italiano come si gestisce un Twiga qualsiasi. E i numeri, quelli veri, sono lì a dimostrarlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’osteria dei media e della politica: Elon Musk raccoglie l'eredità televisiva di Berlusconi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-osteria-dei-media-e-della-politica-elon-musk-raccoglie-l-eredita-televisiva-di-berlusconi--62726023</link><description><![CDATA[Non ci vuole molta fantasia per capire l’impatto che Elon Musk potrebbe avere sui cittadini USA e sugli Stati Uniti nel palcoscenico internazionale. Noi italiani quel film l’abbiamo già visto.  <br /> Il 26 gennaio 1994, un miliardario proprietario del media più importante del momento (la televisione) annunciò il suo ingresso in politica. La promessa era la stessa: contrastare la sinistra e portare un'impronta imprenditoriale e modernizzatrice nel sistema politico. Le voci a favore erano simili a quelle che si sentono ora per Musk: “Se un uomo ha avuto tanto successo nella vita, perché non dovrebbe portare tutti noi al successo come le sue aziende?”  <br /> L’Italia promessa da Silvio Berlusconi stava tutta nelle sue televisioni: donne bellissime per spingere gli ascolti e quindi i consumi; linguaggio greve per rivendicare un nuovo modello di libertà, quella di badare ai propri interessi senza disturbi; un inno alla ricchezza insieme allo sdoganamento dei poveri come falliti; attacchi contro il fastidio portato dalla magistratura e dalle regole (ve lo ricordate Sgarbi nella sua trasmissione “Sgarbi quotidiani”?); il mito del self-made man, che deve essere messo in condizione di decidere da solo senza l’impiccio dei meccanismi istituzionali.  <br /> Come sia andata lo sappiamo bene, ce lo ricordiamo (quasi) tutti. Il mondo di Elon Musk sta nel suo potentissimo social X, trasformato in un’osteria di squinternati in cui vince chi spara il complotto più grosso, dove la calunnia è scambiata per informazione e il falso è “la verità nascosta”.  <br /> Un’altra cosa accomuna Berlusconi e Musk: la politica è la via indispensabile per proteggere gli affari e trovare riparo giudiziario. L’abbiamo già vista, questa storia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62726023</guid><pubDate>Thu, 14 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62726023/imported_415c0139_9dcf_49fe_9cbf_a1c9d0a90a0e.mp3" length="1887921" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non ci vuole molta fantasia per capire l’impatto che Elon Musk potrebbe avere sui cittadini USA e sugli Stati Uniti nel palcoscenico internazionale. Noi italiani quel film l’abbiamo già visto.  
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Le voci a favore erano simili a quelle che si sentono ora per Musk: “Se un uomo ha avuto tanto successo nella vita, perché non dovrebbe portare tutti noi al successo come le sue aziende?”  <br /> L’Italia promessa da Silvio Berlusconi stava tutta nelle sue televisioni: donne bellissime per spingere gli ascolti e quindi i consumi; linguaggio greve per rivendicare un nuovo modello di libertà, quella di badare ai propri interessi senza disturbi; un inno alla ricchezza insieme allo sdoganamento dei poveri come falliti; attacchi contro il fastidio portato dalla magistratura e dalle regole (ve lo ricordate Sgarbi nella sua trasmissione “Sgarbi quotidiani”?); il mito del self-made man, che deve essere messo in condizione di decidere da solo senza l’impiccio dei meccanismi istituzionali.  <br /> Come sia andata lo sappiamo bene, ce lo ricordiamo (quasi) tutti. Il mondo di Elon Musk sta nel suo potentissimo social X, trasformato in un’osteria di squinternati in cui vince chi spara il complotto più grosso, dove la calunnia è scambiata per informazione e il falso è “la verità nascosta”.  <br /> Un’altra cosa accomuna Berlusconi e Musk: la politica è la via indispensabile per proteggere gli affari e trovare riparo giudiziario. L’abbiamo già vista, questa storia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La doppia faccia di Meloni non inganna nemmeno Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-doppia-faccia-di-meloni-non-inganna-nemmeno-trump--62705867</link><description><![CDATA[C'era una volta una premier che sognava di essere il ponte tra due mondi, ma ha dimenticato che i ponti si costruiscono con solide fondamenta, non con gli specchi. Giorgia Meloni, nella sua personale favola di ascesa internazionale, aveva immaginato di poter interpretare il ruolo della grande mediatrice tra Trump e l'Europa, dimenticando però un dettaglio non trascurabile: per mediare bisogna essere credibili da entrambe le parti.<br /><br /> E invece ecco che arriva Steve Bannon, l'architetto del trumpismo, a frantumare questo castello di carta con la delicatezza di un elefante in una cristalleria. "Non abbiamo bisogno di nessuno in Europa", tuona l'ex stratega della Casa Bianca, aggiungendo quella che suona come una stilettata: "Sii ciò che eri quando Fratelli d'Italia era al 3%". Traduzione per i non addetti ai lavori: cara Giorgia, smettila di giocare a fare la statista moderata, torna a urlare dai palchi, eri meglio. <br /><br /> Il problema di Meloni è che ha cercato di cavalcare due cavalli contemporaneamente: da una parte l'atlantismo di facciata per compiacere Washington, dall'altra lo strizzare l'occhio ai sovranisti europei. Ma nella politica internazionale, come nella vita, non si può essere contemporaneamente candela e vento. E ora che Trump si prepara a riconquistare la Casa Bianca, il MAGA movement le fa sapere che non ha bisogno di intermediari in Europa: ha già i suoi Le Pen, Farage e Orbán di riferimento.<br /><br /> La premier italiana si ritrova così in un limbo politico: troppo moderata per i trumpiani, troppo sovranista per i democratici. Un'ambiguità che porta sempre a un solo risultato: l’irrilevanza strategica. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62705867</guid><pubDate>Wed, 13 Nov 2024 03:01:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62705867/imported_a31cd516_ecab_4b44_bad8_79bb74a3e54e.mp3" length="1780924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C'era una volta una premier che sognava di essere il ponte tra due mondi, ma ha dimenticato che i ponti si costruiscono con solide fondamenta, non con gli specchi. 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Traduzione per i non addetti ai lavori: cara Giorgia, smettila di giocare a fare la statista moderata, torna a urlare dai palchi, eri meglio. <br /><br /> Il problema di Meloni è che ha cercato di cavalcare due cavalli contemporaneamente: da una parte l'atlantismo di facciata per compiacere Washington, dall'altra lo strizzare l'occhio ai sovranisti europei. Ma nella politica internazionale, come nella vita, non si può essere contemporaneamente candela e vento. E ora che Trump si prepara a riconquistare la Casa Bianca, il MAGA movement le fa sapere che non ha bisogno di intermediari in Europa: ha già i suoi Le Pen, Farage e Orbán di riferimento.<br /><br /> La premier italiana si ritrova così in un limbo politico: troppo moderata per i trumpiani, troppo sovranista per i democratici. Un'ambiguità che porta sempre a un solo risultato: l’irrilevanza strategica. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La prima fake news dell'era Trump 2.0</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-prima-fake-news-dell-era-trump-2-0--62695716</link><description><![CDATA[La prima fake news dell'era Trump 2.0 non ha atteso nemmeno l'insediamento del nuovo presidente. A poche ore dalla chiusura delle urne, il Washington Post ha lanciato una bomba mediatica destinata a rivelarsi un petardo bagnato: una presunta telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, con tanto di dettagli su contenuti e intermediari eccellenti.<br /><br /> La notizia aveva tutti gli ingredienti perfetti: il protagonismo di Trump che bypassa i canali diplomatici ufficiali, la presenza di Elon Musk come mediatore informale, e persino un presunto piano di pace per l'Ucraina. Troppo bello per essere vero. E infatti non lo era, come ha prontamente chiarito il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, definendo la notizia "una pura invenzione".<br /><br /> La vicenda è emblematica del nuovo corso della comunicazione politica nell'era della post-verità. Il Washington Post, testata di proprietà di Jeff Bezos, ha pubblicato la notizia senza verifiche incrociate, mentre gli altri media occidentali l'hanno ripresa acriticamente, seguendo quella che ormai è diventata una prassi consolidata: se lo dice il Post, deve essere vero.<br /><br /> Quello che emerge è un cortocircuito mediatico in cui la necessità di anticipare le mosse del nuovo corso trumpiano si scontra con la realtà dei fatti diplomatici. In questo vuoto informativo, proliferano "si dice" e indiscrezioni che più che raccontare la realtà, sembrano volerla plasmare secondo aspettative e timori precostituiti.<br /><br /> Ma la prima fake news dell'era Trump 2.0 potrebbe essere solo l'antipasto di una lunga stagione in cui distinguere il vero dal verosimile diventerà sempre più complesso. Una cosa è certa: il giornalismo dovrà fare i conti con la propria credibilità, ancora una volta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62695716</guid><pubDate>Tue, 12 Nov 2024 06:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62695716/imported_2262302b_2ea6_4e0c_b994_4542904871ba.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La prima fake news dell'era Trump 2.0 non ha atteso nemmeno l'insediamento del nuovo presidente. 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E infatti non lo era, come ha prontamente chiarito il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, definendo la notizia "una pura invenzione".<br /><br /> La vicenda è emblematica del nuovo corso della comunicazione politica nell'era della post-verità. Il Washington Post, testata di proprietà di Jeff Bezos, ha pubblicato la notizia senza verifiche incrociate, mentre gli altri media occidentali l'hanno ripresa acriticamente, seguendo quella che ormai è diventata una prassi consolidata: se lo dice il Post, deve essere vero.<br /><br /> Quello che emerge è un cortocircuito mediatico in cui la necessità di anticipare le mosse del nuovo corso trumpiano si scontra con la realtà dei fatti diplomatici. In questo vuoto informativo, proliferano "si dice" e indiscrezioni che più che raccontare la realtà, sembrano volerla plasmare secondo aspettative e timori precostituiti.<br /><br /> Ma la prima fake news dell'era Trump 2.0 potrebbe essere solo l'antipasto di una lunga stagione in cui distinguere il vero dal verosimile diventerà sempre più complesso. Una cosa è certa: il giornalismo dovrà fare i conti con la propria credibilità, ancora una volta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marce nere, censure e il silenzio delle istituzioni: l’Italia sull’orlo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marce-nere-censure-e-il-silenzio-delle-istituzioni-l-italia-sull-orlo--62687856</link><description><![CDATA[Nelle ultime ore in Italia è accaduto che 300 luridi fascisti abbiano marciato a Bologna, dove il governo ha concesso la città ai Patrioti e Casapound, due gruppi che andrebbero cancellati da qualunque parte si guardi la Costituzione. <br /> Poi è accaduto che la presidente del Consiglio e il suo vice, Meloni e Salvini, abbiano avuto il coraggio di attaccare “certa sinistra”. La leader di fratelli d’Italia ha definito “sinistra da salotto” coloro che ancora hanno lo stomaco e le energie di ribellarsi a questo fascismo strisciante che spesso trova il patrocinio dei partiti di maggioranza. Ha sputato in faccia agli stessi ideali che le permettono di sedere a Palazzo Chigi piuttosto che essere da donna del fascio ripetendo le parole di Ines Donati “volli essere troppo virile e dimenticai che poi ero una debole donna”. <br /> Il ministro Salvini ha sfidato il senso del ridicolo sprecando fiato per chiedere la chiusura dei centri sociali, con un curioso strabismo per i criminali neri. Erano gli stessi centri sociali che il giovane Matteo frequentava nella sua prima giovinezza, quando non aveva bisogno di accarezzare i più bassi istinti nella speranza di galleggiare. <br /> Poi è accaduto che l’account ufficiale del partito di una presidente del Consiglio abbia scritto un post su X in cui ha attaccato Roberto Saviano definendolo “sciacallo”, “senza dignità”, “uno dei peggiori scrittori che l’Italia abbia mai conosciuto”. Sono gli stessi che hanno punito un professore dimostrando di non conoscere la differenza tra contestazione e censura. <br /> È ora di smettere di sottovalutare questi segnali. La democrazia non si difende da sola: tocca a ciascuno di noi fare la propria parte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62687856</guid><pubDate>Mon, 11 Nov 2024 05:34:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62687856/imported_1af05ef7_0b23_4bfa_a5b8_1fa2a6499466.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle ultime ore in Italia è accaduto che 300 luridi fascisti abbiano marciato a Bologna, dove il governo ha concesso la città ai Patrioti e Casapound, due gruppi che andrebbero cancellati da qualunque parte si guardi la Costituzione. 
Poi è accaduto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle ultime ore in Italia è accaduto che 300 luridi fascisti abbiano marciato a Bologna, dove il governo ha concesso la città ai Patrioti e Casapound, due gruppi che andrebbero cancellati da qualunque parte si guardi la Costituzione. <br /> Poi è accaduto che la presidente del Consiglio e il suo vice, Meloni e Salvini, abbiano avuto il coraggio di attaccare “certa sinistra”. La leader di fratelli d’Italia ha definito “sinistra da salotto” coloro che ancora hanno lo stomaco e le energie di ribellarsi a questo fascismo strisciante che spesso trova il patrocinio dei partiti di maggioranza. Ha sputato in faccia agli stessi ideali che le permettono di sedere a Palazzo Chigi piuttosto che essere da donna del fascio ripetendo le parole di Ines Donati “volli essere troppo virile e dimenticai che poi ero una debole donna”. <br /> Il ministro Salvini ha sfidato il senso del ridicolo sprecando fiato per chiedere la chiusura dei centri sociali, con un curioso strabismo per i criminali neri. Erano gli stessi centri sociali che il giovane Matteo frequentava nella sua prima giovinezza, quando non aveva bisogno di accarezzare i più bassi istinti nella speranza di galleggiare. <br /> Poi è accaduto che l’account ufficiale del partito di una presidente del Consiglio abbia scritto un post su X in cui ha attaccato Roberto Saviano definendolo “sciacallo”, “senza dignità”, “uno dei peggiori scrittori che l’Italia abbia mai conosciuto”. 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Per mesi la sua morte ha occupato le pagine dei giornali sotto il marchio del “sindaco pescatore”, con quella tendenza a romanticizzare gli omicidi che piace tanto a certa stampa. Poi, il silenzio.<br /> Ieri, su richiesta del pm di Salerno Marco Colamonici e del procuratore capo Giuseppe Borrelli, sono state emesse quattro ordinanze di arresto per l’omicidio del 5 settembre 2010. Tra gli arrestati ci sono il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, detto ‘Peppe Odeon’, proprietario di una sala cinematografica a Scafati.<br /> Secondo la Procura, Vassallo fu ucciso perché voleva denunciare un traffico di droga intorno al porto di Acciaroli, organizzato dal clan camorrista Fucito con la complicità di carabinieri infedeli e imprenditori. Aveva fissato un appuntamento con un ufficiale della compagnia dei carabinieri di Agropoli per il 6 settembre 2010, un appuntamento a cui non è mai arrivato.<br /> Il colonnello Cagnazzo, allora in servizio al nucleo investigativo di Castello di Cisterna, scrisse un’informativa che dirottò le indagini su un sospetto brasiliano, Bruno Humberto Damiani, poi archiviato due volte: un depistaggio in piena regola. Cagnazzo si premurò anche di sequestrare i video di una telecamera di sorveglianza sul porto, senza autorizzazione del magistrato.<br /> Tra gli arrestati ci sono anche il brigadiere Lazzaro Cioffi, già condannato a 15 anni per traffico di droga, e il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Un bel quadretto di criminalità organizzata e istituzioni deviate. Una storia così tanto italiana<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62658111</guid><pubDate>Fri, 08 Nov 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62658111/imported_67ddd1ee_0eb3_4e03_bad1_2eda2ce55b00.mp3" length="1753756" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ma chi se lo ricorda più Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato oltre quattordici anni fa? Per mesi la sua morte ha occupato le pagine dei giornali sotto il marchio del “sindaco pescatore”, con quella tendenza a romanticizzare gli omicidi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ma chi se lo ricorda più Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato oltre quattordici anni fa? Per mesi la sua morte ha occupato le pagine dei giornali sotto il marchio del “sindaco pescatore”, con quella tendenza a romanticizzare gli omicidi che piace tanto a certa stampa. Poi, il silenzio.<br /> Ieri, su richiesta del pm di Salerno Marco Colamonici e del procuratore capo Giuseppe Borrelli, sono state emesse quattro ordinanze di arresto per l’omicidio del 5 settembre 2010. Tra gli arrestati ci sono il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, detto ‘Peppe Odeon’, proprietario di una sala cinematografica a Scafati.<br /> Secondo la Procura, Vassallo fu ucciso perché voleva denunciare un traffico di droga intorno al porto di Acciaroli, organizzato dal clan camorrista Fucito con la complicità di carabinieri infedeli e imprenditori. Aveva fissato un appuntamento con un ufficiale della compagnia dei carabinieri di Agropoli per il 6 settembre 2010, un appuntamento a cui non è mai arrivato.<br /> Il colonnello Cagnazzo, allora in servizio al nucleo investigativo di Castello di Cisterna, scrisse un’informativa che dirottò le indagini su un sospetto brasiliano, Bruno Humberto Damiani, poi archiviato due volte: un depistaggio in piena regola. Cagnazzo si premurò anche di sequestrare i video di una telecamera di sorveglianza sul porto, senza autorizzazione del magistrato.<br /> Tra gli arrestati ci sono anche il brigadiere Lazzaro Cioffi, già condannato a 15 anni per traffico di droga, e il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Un bel quadretto di criminalità organizzata e istituzioni deviate. Una storia così tanto italiana<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La profezia di Lewis materializzata a Trump</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-profezia-di-lewis-materializzata-a-trump--62643564</link><description><![CDATA[Nel 1935, mentre l'Europa guardava con inquietudine l'ascesa del nazifascismo, Sinclair Lewis decise di raccontare una storia che i suoi contemporanei liquidarono come assurda fantapolitica. "Qui non è possibile", la intitolò. E invece.<br /><br /> Il romanzo racconta di un senatore americano, Berzelius "Buzz" Windrip, che conquista la presidenza cavalcando il malcontento popolare. La sua tattica è semplice: promette denaro facile (5.000 dollari all'anno a ogni cittadino), si erge a difensore dei "veri americani" e dei loro valori tradizionali, trasforma ogni critica in un attacco alla nazione. Presentandosi come un campione dei valori tradizionali americani, Windrip sconfigge facilmente i suoi avversari. <br /><br /> Ma non è tanto il personaggio a essere inquietante, quanto il meccanismo che Lewis descrive con chirurgica precisione: l'erosione quotidiana delle istituzioni democratiche, la progressiva normalizzazione dell'inaccettabile, la metamorfosi del dissenso in tradimento. Nel romanzo la maggioranza degli americani approva le misure autoritarie considerandole "passi necessari benché dolorosi". I più scettici si consolano ripetendosi che "qui non è possibile".<br /><br /> È questa la vera profezia di Lewis: non tanto l'ascesa di un demagogo, quanto la nostra infinita capacità di autoassolverci mentre l'impossibile accade sotto i nostri occhi. Il fascismo, ci mostra, non ha bisogno di camicie nere per manifestarsi. Può presentarsi in giacca e cravatta, parlando di patriottismo e prosperità.<br /><br /> Rileggere oggi "Qui non è possibile" significa riconoscere, uno dopo l'altro, i segni del nostro tempo: la demonizzazione degli avversari politici, la manipolazione della realtà attraverso la propaganda, la trasformazione del patriottismo in una clava contro il dissenso. D'altronde, cosa c'è di più americano di un uomo d'affari che promette di rendere l'America di nuovo grande?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62643564</guid><pubDate>Thu, 07 Nov 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62643564/imported_0afe93ad_c3c5_4a30_9a08_731a7e2b4767.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 1935, mentre l'Europa guardava con inquietudine l'ascesa del nazifascismo, Sinclair Lewis decise di raccontare una storia che i suoi contemporanei liquidarono come assurda fantapolitica. "Qui non è possibile", la intitolò. E invece.

Il romanzo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 1935, mentre l'Europa guardava con inquietudine l'ascesa del nazifascismo, Sinclair Lewis decise di raccontare una storia che i suoi contemporanei liquidarono come assurda fantapolitica. "Qui non è possibile", la intitolò. E invece.<br /><br /> Il romanzo racconta di un senatore americano, Berzelius "Buzz" Windrip, che conquista la presidenza cavalcando il malcontento popolare. La sua tattica è semplice: promette denaro facile (5.000 dollari all'anno a ogni cittadino), si erge a difensore dei "veri americani" e dei loro valori tradizionali, trasforma ogni critica in un attacco alla nazione. Presentandosi come un campione dei valori tradizionali americani, Windrip sconfigge facilmente i suoi avversari. <br /><br /> Ma non è tanto il personaggio a essere inquietante, quanto il meccanismo che Lewis descrive con chirurgica precisione: l'erosione quotidiana delle istituzioni democratiche, la progressiva normalizzazione dell'inaccettabile, la metamorfosi del dissenso in tradimento. Nel romanzo la maggioranza degli americani approva le misure autoritarie considerandole "passi necessari benché dolorosi". I più scettici si consolano ripetendosi che "qui non è possibile".<br /><br /> È questa la vera profezia di Lewis: non tanto l'ascesa di un demagogo, quanto la nostra infinita capacità di autoassolverci mentre l'impossibile accade sotto i nostri occhi. Il fascismo, ci mostra, non ha bisogno di camicie nere per manifestarsi. Può presentarsi in giacca e cravatta, parlando di patriottismo e prosperità.<br /><br /> Rileggere oggi "Qui non è possibile" significa riconoscere, uno dopo l'altro, i segni del nostro tempo: la demonizzazione degli avversari politici, la manipolazione della realtà attraverso la propaganda, la trasformazione del patriottismo in una clava contro il dissenso. D'altronde, cosa c'è di più americano di un uomo d'affari che promette di rendere l'America di nuovo grande?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il giudice a Vannacci: prima impari le figure retoriche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-giudice-a-vannacci-prima-impari-le-figure-retoriche--62626543</link><description><![CDATA[Quando si ebbe notizia del decreto penale di condanna per diffamazione nei confronti di Pier Luigi Bersani, a causa delle sue dichiarazioni sul generale Vannacci, il leader della Lega Matteo Salvini commentò parlando di “arroganza tipica dei kompagni” (scritto con la "k", come un adolescente) e apostrofò l’ex segretario del Pd come “sinistro”. “Paga Bersani, paga”, twittò Salvini, compiaciuto.<br /> Eppure, per il giudice di Ravenna, Corrado Schiaretti — secondo quanto riporta il QN — la differenza tra metafora e allegoria può essere notevole e quindi “è evidente che le parole di Bersani non possano essere qualificate come metaforiche”. Vannacci, infatti, avrebbe “confuso la figura retorica della metafora con quella dell’allegoria”, e ci è voluto un giudice per chiarirgli la differenza.<br /> Durante un dibattito alla Festa dell’Unità di Ravenna, nel settembre 2023, Bersani aveva commentato il libro di Vannacci, Il mondo al contrario, dicendo: “Quando leggi quelle robe lì pensi: ‘Va bene dai, sciogliamo l’esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar’. Il Bar Italia. Dove puoi dare dell’invertito a un omosessuale, della fattucchiera a una femminista, del negro a un nero, e dire a un ebreo ‘ok la Shoah, ma non esageriamo’. Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia. Ma scusate, se in quel bar lì lui può dire tutte queste cose, è possibile dare del coglione a un generale? Se parlano da bar, dobbiamo parlare da bar anche noi. Quella non è critica al politicamente corretto, è arretramento della civiltà”.<br /> Vannacci, insolitamente sensibile, decise di querelare. “La condanna non può essere accolta per insussistenza giuridica, e prima ancora linguistica”, scrive ora il giudice. Forse è il caso di un ripasso di italiano, oltre che di diritto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62626543</guid><pubDate>Wed, 06 Nov 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62626543/imported_0b70738a_52b2_4fd9_8eb9_4b0e60e4bf8b.mp3" length="1733276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando si ebbe notizia del decreto penale di condanna per diffamazione nei confronti di Pier Luigi Bersani, a causa delle sue dichiarazioni sul generale Vannacci, il leader della Lega Matteo Salvini commentò parlando di “arroganza tipica dei kompagni”...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando si ebbe notizia del decreto penale di condanna per diffamazione nei confronti di Pier Luigi Bersani, a causa delle sue dichiarazioni sul generale Vannacci, il leader della Lega Matteo Salvini commentò parlando di “arroganza tipica dei kompagni” (scritto con la "k", come un adolescente) e apostrofò l’ex segretario del Pd come “sinistro”. “Paga Bersani, paga”, twittò Salvini, compiaciuto.<br /> Eppure, per il giudice di Ravenna, Corrado Schiaretti — secondo quanto riporta il QN — la differenza tra metafora e allegoria può essere notevole e quindi “è evidente che le parole di Bersani non possano essere qualificate come metaforiche”. Vannacci, infatti, avrebbe “confuso la figura retorica della metafora con quella dell’allegoria”, e ci è voluto un giudice per chiarirgli la differenza.<br /> Durante un dibattito alla Festa dell’Unità di Ravenna, nel settembre 2023, Bersani aveva commentato il libro di Vannacci, Il mondo al contrario, dicendo: “Quando leggi quelle robe lì pensi: ‘Va bene dai, sciogliamo l’esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar’. Il Bar Italia. Dove puoi dare dell’invertito a un omosessuale, della fattucchiera a una femminista, del negro a un nero, e dire a un ebreo ‘ok la Shoah, ma non esageriamo’. Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia. Ma scusate, se in quel bar lì lui può dire tutte queste cose, è possibile dare del coglione a un generale? Se parlano da bar, dobbiamo parlare da bar anche noi. Quella non è critica al politicamente corretto, è arretramento della civiltà”.<br /> Vannacci, insolitamente sensibile, decise di querelare. “La condanna non può essere accolta per insussistenza giuridica, e prima ancora linguistica”, scrive ora il giudice. Forse è il caso di un ripasso di italiano, oltre che di diritto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fine del monologo De Luca? Il Pd si sottrae all’incantesimo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fine-del-monologo-de-luca-il-pd-si-sottrae-all-incantesimo--62611965</link><description><![CDATA[Fine della telenovela di Vincenzo De Luca all’assalto per la terza volta della presidenza della Regione Campania. Il Partito democratico non lo sosterrà. “Il Pd - ha detto la segretaria Elly Schlein ospite di Fabio Fazio - ha una posizione chiarissima: siamo contrari al terzo mandato. Per noi vale la legge nazionale che prevede il limite a due mandati. Possono votare tutte le leggi regionali che vogliono ma il Pd non sosterrà presidenti uscenti per un terzo mandato”. <br /> Lui, De Luca, non ci sta. Del resto non starci è la caratteristica principale della sua carriera politica, apparire contro tutti - preferibilmente i “suoi” - è la cifra stilistica della sua durezza. Diciassette anni sindaco di Salerno, presidente della Regione dal 2015, deputato dal 2001 al 2008, sottosegretario ai Trasporti nel 2013: per De Luca la Campania è un feudo che non dovrebbe essere contendibile per nessuno del suo partito. Roba sua, insomma. <br /> La segretaria Elly Schlein trattata con paternalismo è solo l’ultima vittima dell’egomania deluchiana. Il 13 maggio del 2010 durante un dibattito con un compagno di partito si disse pronto a far "vivere in maniera autonoma l'esperienza politica di Campania Libera" e a lasciare il Partito Democratico. Al tempo risero in molti per l’irruente simpatia di De Luca. Quattordici anni dopo il ritornello della Campania Libera da lasciare vivere “in maniera autonoma” è sempre in voga ma non fa più ridere nessuno. <br /> “Il gruppo dirigente del partito è talmente logoro che, se anche dicesse qualcosa di chiaro, nessuno lo ascolterebbe”, disse del Pd De Luca 14 anni fa. Oggi la retorica è la stessa ma è stato svelato l’obiettivo: fingere di voler cambiare per poter restare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62611965</guid><pubDate>Tue, 05 Nov 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62611965/imported_638111f4_c3d9_4749_881f_2bf34f13ca0d.mp3" length="1762951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Fine della telenovela di Vincenzo De Luca all’assalto per la terza volta della presidenza della Regione Campania. 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Diciassette anni sindaco di Salerno, presidente della Regione dal 2015, deputato dal 2001 al 2008, sottosegretario ai Trasporti nel 2013: per De Luca la Campania è un feudo che non dovrebbe essere contendibile per nessuno del suo partito. Roba sua, insomma. <br /> La segretaria Elly Schlein trattata con paternalismo è solo l’ultima vittima dell’egomania deluchiana. Il 13 maggio del 2010 durante un dibattito con un compagno di partito si disse pronto a far "vivere in maniera autonoma l'esperienza politica di Campania Libera" e a lasciare il Partito Democratico. Al tempo risero in molti per l’irruente simpatia di De Luca. Quattordici anni dopo il ritornello della Campania Libera da lasciare vivere “in maniera autonoma” è sempre in voga ma non fa più ridere nessuno. <br /> “Il gruppo dirigente del partito è talmente logoro che, se anche dicesse qualcosa di chiaro, nessuno lo ascolterebbe”, disse del Pd De Luca 14 anni fa. Oggi la retorica è la stessa ma è stato svelato l’obiettivo: fingere di voler cambiare per poter restare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piracy Shield: quando la Serie A gioca a fare il Grande Fratello (e vince a tavolino)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piracy-shield-quando-la-serie-a-gioca-a-fare-il-grande-fratello-e-vince-a-tavolino--62598684</link><description><![CDATA[La farsa del Piracy Shield è l'ennesima dimostrazione di come il matrimonio tra calcio e politica in Italia continui a generare mostri. Questa volta il parto ha prodotto una piattaforma che, con la scusa di combattere la pirateria, si arroga il diritto di oscurare siti web senza alcun vaglio giudiziario. Un piccolo dettaglio costituzionale che evidentemente è sfuggito ai nostri legislatori, troppo occupati a compiacere i desiderata della Serie A.<br /><br /> La genesi di questo pasticcio all'italiana ha del surreale: una piattaforma commissionata dalla Lega Calcio ancora prima che esistesse la legge per utilizzarla, sviluppata dallo studio legale dell'ex avvocato di Berlusconi, "regalata" all'AgCom che però deve pagarne la manutenzione con soldi pubblici. Il tutto benedetto in Parlamento da Claudio Lotito, contemporaneamente senatore di Forza Italia e patron della Lazio. Un capolavoro di conflitto d'interessi che neanche ai tempi d'oro di Berlusconi.<br /><br /> Il risultato? Google Drive bloccato mentre si giocava Juventus-Lazio, con buona pace di chi doveva accedere ai propri documenti. Ma tranquilli, il governo ha già trovato la soluzione: una nuova legge che allarga le maglie dei blocchi invece di restringerle. D'altronde, quando hai due senatori come Lotito e Galliani a fare da pontieri tra il pallone e Palazzo Chigi, tutto diventa possibile, persino calpestare i diritti digitali dei cittadini in nome della lotta al "pezzotto".<br /><br /> È la solita storia italiana: problemi complessi affrontati con soluzioni semplicistiche e dannose, partorite in stanze dove gli interessi privati si mescolano indisturbati con quelli pubblici.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62598684</guid><pubDate>Mon, 04 Nov 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62598684/imported_26b3cd0c_8a8c_4ef3_a7c9_78f6917bb517.mp3" length="1540179" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La farsa del Piracy Shield è l'ennesima dimostrazione di come il matrimonio tra calcio e politica in Italia continui a generare mostri. 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Il tutto benedetto in Parlamento da Claudio Lotito, contemporaneamente senatore di Forza Italia e patron della Lazio. Un capolavoro di conflitto d'interessi che neanche ai tempi d'oro di Berlusconi.<br /><br /> Il risultato? Google Drive bloccato mentre si giocava Juventus-Lazio, con buona pace di chi doveva accedere ai propri documenti. Ma tranquilli, il governo ha già trovato la soluzione: una nuova legge che allarga le maglie dei blocchi invece di restringerle. D'altronde, quando hai due senatori come Lotito e Galliani a fare da pontieri tra il pallone e Palazzo Chigi, tutto diventa possibile, persino calpestare i diritti digitali dei cittadini in nome della lotta al "pezzotto".<br /><br /> È la solita storia italiana: problemi complessi affrontati con soluzioni semplicistiche e dannose, partorite in stanze dove gli interessi privati si mescolano indisturbati con quelli pubblici.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Patria e profitto: l'italianità a targhe alterne di John Elkann</title><link>https://www.spreaker.com/episode/patria-e-profitto-l-italianita-a-targhe-alterne-di-john-elkann--62560636</link><description><![CDATA[Forte, John Elkann. Da generazioni, la sua famiglia si propone come esempio di capitani d'industria e simbolo dell'italianità esportata nel mondo. Qualche tempo fa, avevano persino pensato di mettere una bandierina italiana ben visibile sulla fiancata di una delle loro vetture. Peccato che di italiano non ci fosse niente, e sono stati costretti a rimuoverle una a una.<br /> Forte, John Elkann. Ha ereditato il talento di famiglia: quando le cose vanno bene, è merito suo, colui che dà lustro all'Italia e ci onora con la sua italianità. Ma, di fronte ai risultati fallimentari, la colpa è dell'Italia brutta, dell'Italia sporca, della politica tutta cattiva.<br /> Così, quando il Parlamento l’ha convocato nei giorni scorsi per un’audizione, lui, con la sua proverbiale eleganza, ha rifiutato con la stessa leggerezza con cui si potrebbe saltare un appuntamento per il tè delle cinque. In veste di presidente di Stellantis, ha comunicato al presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Alberto Luigi Gusmeroli, di non avere nient’altro da aggiungere rispetto a quanto già espresso dal suo amministratore delegato, Carlos Tavares.<br /> Elkann ha comunque fatto sapere di essere disposto a continuare il dialogo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy “nell’ambito del tavolo di confronto istituito presso il dicastero, in attesa della convocazione ufficiale presso la Presidenza del Consiglio.” Evidentemente, lì il caffè deve essere molto migliore e le poltrone molto più comode.<br /> Elkann passa con incredibile velocità dall’essere il testimonial italiano nel mondo a un cittadino qualunque senza nulla da dire. Gli va però riconosciuto un enorme merito: negli ultimi due anni, è stato l’unico a mettere d’accordo maggioranza, opposizione e il cosiddetto terzo polo per il suo comportamento inaccettabile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62560636</guid><pubDate>Thu, 31 Oct 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62560636/imported_24aa71ea_5e5d_48df_8539_c19b2f986108.mp3" length="2000770" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Forte, John Elkann. 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Ma, di fronte ai risultati fallimentari, la colpa è dell'Italia brutta, dell'Italia sporca, della politica tutta cattiva.<br /> Così, quando il Parlamento l’ha convocato nei giorni scorsi per un’audizione, lui, con la sua proverbiale eleganza, ha rifiutato con la stessa leggerezza con cui si potrebbe saltare un appuntamento per il tè delle cinque. In veste di presidente di Stellantis, ha comunicato al presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Alberto Luigi Gusmeroli, di non avere nient’altro da aggiungere rispetto a quanto già espresso dal suo amministratore delegato, Carlos Tavares.<br /> Elkann ha comunque fatto sapere di essere disposto a continuare il dialogo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy “nell’ambito del tavolo di confronto istituito presso il dicastero, in attesa della convocazione ufficiale presso la Presidenza del Consiglio.” Evidentemente, lì il caffè deve essere molto migliore e le poltrone molto più comode.<br /> Elkann passa con incredibile velocità dall’essere il testimonial italiano nel mondo a un cittadino qualunque senza nulla da dire. Gli va però riconosciuto un enorme merito: negli ultimi due anni, è stato l’unico a mettere d’accordo maggioranza, opposizione e il cosiddetto terzo polo per il suo comportamento inaccettabile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La democrazia bastonata: storia di Tahla, che credeva nell'articolo 1</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-democrazia-bastonata-storia-di-tahla-che-credeva-nell-articolo-1--62546732</link><description><![CDATA[Si chiama Tahla, ha 22 anni, e la sua colpa è stata quella di bussare alla porta di un sindacato. Nel 2024, nel cuore della Toscana felix, nell'Italia che si vanta di essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, un ragazzo viene pestato a bastonate per aver osato alzare la testa. Non fa rumore, non diventa una storia nazionale, non merita i titoloni dei giornali perché siamo assuefatti alla barbarie.<br /><br /> Quarrata, provincia di Prato. Turni di 12-14 ore, lavoro nero, caporalato: fotografia di una modernità che si misura in fatturato ma non in diritti. Tahla viene convocato dopo aver parlato con il sindacato Sudd Cobas: "Sappiamo che sei stato al sindacato", gli dicono. Poi partono i bastoni.<br /><br /> È la stessa zona dove appena due settimane fa altri quattro lavoratori sono stati vittime di una spedizione punitiva durante un picchetto. Non sono coincidenze: è un sistema che si nutre di paura e omertà, che prospera nell'indifferenza generale e nella retorica del "piccolo è bello" che spesso nasconde il marcio.<br /><br /> La prognosi dice sette giorni, ma la ferita è molto più profonda: è uno sfregio alla Costituzione, è il fallimento di uno Stato che non riesce a proteggere chi lavora, è la vergogna di un Paese che si scopre ancora medievale nei rapporti di lavoro mentre si vanta di correre verso il futuro.<br /><br /> Tahla è pakistano, e anche questo non è un dettaglio: lo sfruttamento sa bene dove colpire, sceglie le sue vittime tra chi ha meno voce, tra chi può essere più facilmente zittito. Noi intanto scivoliamo via, distratti, assuefatti, complici.<br /><br /> In un Paese normale questa storia sarebbe uno scandalo nazionale. In Italia è solo cronaca locale. E questo, forse, è il vero scandalo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62546732</guid><pubDate>Wed, 30 Oct 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62546732/imported_19c8d44a_8b5c_4fba_b607_b8c5086e7519.mp3" length="2078093" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si chiama Tahla, ha 22 anni, e la sua colpa è stata quella di bussare alla porta di un sindacato. 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Poi partono i bastoni.<br /><br /> È la stessa zona dove appena due settimane fa altri quattro lavoratori sono stati vittime di una spedizione punitiva durante un picchetto. Non sono coincidenze: è un sistema che si nutre di paura e omertà, che prospera nell'indifferenza generale e nella retorica del "piccolo è bello" che spesso nasconde il marcio.<br /><br /> La prognosi dice sette giorni, ma la ferita è molto più profonda: è uno sfregio alla Costituzione, è il fallimento di uno Stato che non riesce a proteggere chi lavora, è la vergogna di un Paese che si scopre ancora medievale nei rapporti di lavoro mentre si vanta di correre verso il futuro.<br /><br /> Tahla è pakistano, e anche questo non è un dettaglio: lo sfruttamento sa bene dove colpire, sceglie le sue vittime tra chi ha meno voce, tra chi può essere più facilmente zittito. Noi intanto scivoliamo via, distratti, assuefatti, complici.<br /><br /> In un Paese normale questa storia sarebbe uno scandalo nazionale. In Italia è solo cronaca locale. E questo, forse, è il vero scandalo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>CO2 al massimo, credibilità dei leader al minimo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/co2-al-massimo-credibilita-dei-leader-al-minimo--62533662</link><description><![CDATA[Ripercorrete per un istante le promesse ascoltate negli ultimi anni sull'abbattimento della CO2. È il nuovo comandamento laico, declamato in ogni campagna elettorale, ripetuto da ogni governo, a ogni tavolo internazionale. Ci hanno garantito che avrebbero ridotto la CO2 e, naturalmente, che lo avrebbero fatto in fretta. Tutti, persino coloro che negano il cambiamento climatico, sussurrano ora che, in fondo, un’aria più pulita non potrebbe far poi così male.<br /><br /> Ieri, però, l’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite ha consegnato una realtà ben diversa: nel 2023 la concentrazione di CO2 ha raggiunto il record di 420 parti per milione, il 151% dei livelli pre-industriali. L'ultima volta che la Terra ha registrato simili concentrazioni, parliamo di 3-5 milioni di anni fa, la temperatura globale era di 2-3°C più alta e i mari si innalzavano di 10-20 metri.<br /><br /> Possiamo affermare con certezza che, mentre i governi insistono sul loro impegno a ridurre i gas serra - come la CO2, principale responsabile del riscaldamento globale - i fatti ci raccontano una direzione opposta. Non si tratta di qualche ritardo nei risultati o di una situazione peggiore del previsto: siamo sull’esatto percorso inverso rispetto alle promesse fatte.<br /><br /> Ora, impiegate questi ultimi secondi per valutare la credibilità di quelle promesse e, soprattutto, di chi continua a farle, senza mai cambiar strada.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62533662</guid><pubDate>Tue, 29 Oct 2024 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62533662/imported_415567e0_1b53_4505_af10_1b3db55a2687.mp3" length="1599529" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ripercorrete per un istante le promesse ascoltate negli ultimi anni sull'abbattimento della CO2. 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L'ultima volta che la Terra ha registrato simili concentrazioni, parliamo di 3-5 milioni di anni fa, la temperatura globale era di 2-3°C più alta e i mari si innalzavano di 10-20 metri.<br /><br /> Possiamo affermare con certezza che, mentre i governi insistono sul loro impegno a ridurre i gas serra - come la CO2, principale responsabile del riscaldamento globale - i fatti ci raccontano una direzione opposta. Non si tratta di qualche ritardo nei risultati o di una situazione peggiore del previsto: siamo sull’esatto percorso inverso rispetto alle promesse fatte.<br /><br /> Ora, impiegate questi ultimi secondi per valutare la credibilità di quelle promesse e, soprattutto, di chi continua a farle, senza mai cambiar strada.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>100</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un colabrodo digitale: la mafia alle porte dei nostri dati sensibili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-colabrodo-digitale-la-mafia-alle-porte-dei-nostri-dati-sensibili--62523000</link><description><![CDATA[Nel sistema Italia un finanziere, Pasquale Striano, è accusato di accessi “mirati” a esponenti politici e del mondo economico, dello sport e dello spettacolo con informazioni cedute ad alcuni giornalisti. <br /> Un dipendente della filiale di Bisceglie della banca Intesa San Paolo ha curiosato per almeno due anni in 6.600 conti correnti di 3.500 clienti tra cui esponenti politici, del mondo economico, dello sport e dello spettacolo. <br /> Negli ultimi giorni l’inchiesta sulla cosiddetta “banda di via Pattari“ ha fatto emergere gruppo di hacker e appartenenti (attuali o passati) alle forze dell’ordine che secondo l’accusa ha spiato centinaia di persone attraverso accessi illeciti alle banche dati dello Stato. Il magistrato sottolinea come l’organizzazione godesse “di appoggi di alto livello in vari ambienti, anche quello della criminalità mafiosa e quello dei servizi segreti, pure stranieri”. Nonché di una rete criminale “assai vasta e strutturata a grappolo, nel senso che ogni componente del sodalizio e ogni collaboratore esterno dello stesso hanno a loro volta ulteriori contatti, nelle forze dell’ordine e nelle altre pubbliche amministrazioni, attraverso cui reperire illecitamente dati e informazioni riservate e sensibili”.<br /> Nel Paese delle mafie il sistema di controllo di dati sensibili sembra burro e la permeabilità della sicurezza informatica è allarmante. Diventa lecito chiedersi quindi se ad avere accesso a questi dati siano solo impiegati di piccolo calibro o più vaste organizzazioni criminali. Pensate cosa succederebbe se le mafie avessero a queste informazioni. Pensate cosa sta succedendo se già li hanno. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62523000</guid><pubDate>Mon, 28 Oct 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62523000/imported_d5dfb0d9_77fc_4fe6_9078_c9379f41b604.mp3" length="1789701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel sistema Italia un finanziere, Pasquale Striano, è accusato di accessi “mirati” a esponenti politici e del mondo economico, dello sport e dello spettacolo con informazioni cedute ad alcuni giornalisti. 
Un dipendente della filiale di Bisceglie...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel sistema Italia un finanziere, Pasquale Striano, è accusato di accessi “mirati” a esponenti politici e del mondo economico, dello sport e dello spettacolo con informazioni cedute ad alcuni giornalisti. <br /> Un dipendente della filiale di Bisceglie della banca Intesa San Paolo ha curiosato per almeno due anni in 6.600 conti correnti di 3.500 clienti tra cui esponenti politici, del mondo economico, dello sport e dello spettacolo. <br /> Negli ultimi giorni l’inchiesta sulla cosiddetta “banda di via Pattari“ ha fatto emergere gruppo di hacker e appartenenti (attuali o passati) alle forze dell’ordine che secondo l’accusa ha spiato centinaia di persone attraverso accessi illeciti alle banche dati dello Stato. Il magistrato sottolinea come l’organizzazione godesse “di appoggi di alto livello in vari ambienti, anche quello della criminalità mafiosa e quello dei servizi segreti, pure stranieri”. Nonché di una rete criminale “assai vasta e strutturata a grappolo, nel senso che ogni componente del sodalizio e ogni collaboratore esterno dello stesso hanno a loro volta ulteriori contatti, nelle forze dell’ordine e nelle altre pubbliche amministrazioni, attraverso cui reperire illecitamente dati e informazioni riservate e sensibili”.<br /> Nel Paese delle mafie il sistema di controllo di dati sensibili sembra burro e la permeabilità della sicurezza informatica è allarmante. Diventa lecito chiedersi quindi se ad avere accesso a questi dati siano solo impiegati di piccolo calibro o più vaste organizzazioni criminali. Pensate cosa succederebbe se le mafie avessero a queste informazioni. 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Il Tar del Lazio ha confermato la sospensione del decreto del ministero della Salute che, con un colpo di mano a base di proibizionismo, aveva tentato di classificare il CBD come sostanza stupefacente. Una decisione che sa di schiaffo sonoro all'ennesimo tentativo ideologico di questo esecutivo di fare guerra alle windmill del nemico immaginario.<br /><br /> Ma si sa, quando l'ideologia prevale sulla scienza, quando la propaganda sovrasta il buonsenso, quando il pregiudizio offusca la ragione, il risultato è sempre lo stesso: una figuraccia. Perché il CBD non è una droga, non lo è mai stato, e questo lo sanno tutti. Lo sa l'Europa che ne permette la commercializzazione, lo sanno gli esperti che ne attestano l'assenza di effetti psicoattivi, lo sa persino il professor Ciallella, ex direttore dell'istituto di medicina legale della Sapienza, che lo ha messo nero su bianco.<br /><br /> Eppure il governo insiste, accanendosi contro un settore che dà lavoro a migliaia di persone, che rappresenta un'opportunità di sviluppo per le aree rurali, che potrebbe essere un volano per l'economia agricola italiana.<br /><br /> E mentre il Tar ricorda al governo che le leggi devono basarsi su evidenze scientifiche e non su pregiudizi ideologici, l'esecutivo prepara già la prossima offensiva con il Ddl Sicurezza, l'ennesimo tentativo di criminalizzare un settore legale e produttivo. Un accanimento terapeutico contro il buonsenso che sta diventando la cifra distintiva di questo governo.<br /><br /> Ma la realtà, ancora una volta, si prende la sua rivincita. E non c'è decreto o emendamento che tenga quando i fatti sono più testardi delle ideologie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62489898</guid><pubDate>Fri, 25 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62489898/imported_4352dea2_f5e9_4da8_9a2e_09ca425672cd.mp3" length="1947271" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La crociata del governo Meloni contro la cannabis light si infrange ancora una volta contro il muro della realtà. 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Lo sa l'Europa che ne permette la commercializzazione, lo sanno gli esperti che ne attestano l'assenza di effetti psicoattivi, lo sa persino il professor Ciallella, ex direttore dell'istituto di medicina legale della Sapienza, che lo ha messo nero su bianco.<br /><br /> Eppure il governo insiste, accanendosi contro un settore che dà lavoro a migliaia di persone, che rappresenta un'opportunità di sviluppo per le aree rurali, che potrebbe essere un volano per l'economia agricola italiana.<br /><br /> E mentre il Tar ricorda al governo che le leggi devono basarsi su evidenze scientifiche e non su pregiudizi ideologici, l'esecutivo prepara già la prossima offensiva con il Ddl Sicurezza, l'ennesimo tentativo di criminalizzare un settore legale e produttivo. Un accanimento terapeutico contro il buonsenso che sta diventando la cifra distintiva di questo governo.<br /><br /> Ma la realtà, ancora una volta, si prende la sua rivincita. 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Il Tribunale umilia il governo sui diritti degli attivisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-sta-esondando-davvero-il-tribunale-umilia-il-governo-sui-diritti-degli-attivisti--62478151</link><description><![CDATA[C'è qualcosa di poeticamente perfetto nel tempismo con cui il Tribunale di Roma ha rigettato la richiesta di sorveglianza speciale per Giacomo Baggio di Ultima Generazione, proprio mentre il ministro Nordio tuonava contro la magistratura rea di "esondare". Viene da chiedersi chi stia davvero esondando in questo Paese dove i fiumi tracimano con regolarità tragica mentre il governo si affanna a criminalizzare chi protesta per il clima.<br /><br /> La sentenza del Tribunale è cristallina: le azioni di Baggio non sono espressione di pericolosità sociale ma di appartenenza a un movimento che persegue l'ideale di contrastare il disastro ambientale. Una lezione di diritto e di democrazia servita su un piatto d'argento a chi vorrebbe trasformare il dissenso in reato.<br /><br /> È la terza volta che i tribunali respingono tentativi di applicare la sorveglianza speciale agli attivisti climatici. Tre schiaffi al tentativo grottesco di equiparare la disobbedienza civile nonviolenta alla criminalità organizzata. Ma questo governo preferisce sprecare tempo e risorse per intimidire chi ha il coraggio di alzare la voce mentre il Paese affonda nel fango.<br /><br /> Il DDL sicurezza è l'ultimo atto di questa deriva autoritaria. Un provvedimento talmente "iniquo" e "illiberale" da spingere persino i penalisti allo sciopero. Ma mentre la politica si arrampica sugli specchi della repressione, la magistratura ci ricorda che in uno Stato di diritto la protesta pacifica non può essere silenziata.<br /><br /> La storia insegna che nessuna repressione ha mai fermato le idee giuste. E di giusto, in questa storia, c'è solo chi ha il coraggio di alzarsi in piedi per difendere il futuro di tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62478151</guid><pubDate>Thu, 24 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62478151/imported_a31d6073_63d9_4953_aebc_a14e41ee1028.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C'è qualcosa di poeticamente perfetto nel tempismo con cui il Tribunale di Roma ha rigettato la richiesta di sorveglianza speciale per Giacomo Baggio di Ultima Generazione, proprio mentre il ministro Nordio tuonava contro la magistratura rea di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C'è qualcosa di poeticamente perfetto nel tempismo con cui il Tribunale di Roma ha rigettato la richiesta di sorveglianza speciale per Giacomo Baggio di Ultima Generazione, proprio mentre il ministro Nordio tuonava contro la magistratura rea di "esondare". Viene da chiedersi chi stia davvero esondando in questo Paese dove i fiumi tracimano con regolarità tragica mentre il governo si affanna a criminalizzare chi protesta per il clima.<br /><br /> La sentenza del Tribunale è cristallina: le azioni di Baggio non sono espressione di pericolosità sociale ma di appartenenza a un movimento che persegue l'ideale di contrastare il disastro ambientale. Una lezione di diritto e di democrazia servita su un piatto d'argento a chi vorrebbe trasformare il dissenso in reato.<br /><br /> È la terza volta che i tribunali respingono tentativi di applicare la sorveglianza speciale agli attivisti climatici. Tre schiaffi al tentativo grottesco di equiparare la disobbedienza civile nonviolenta alla criminalità organizzata. Ma questo governo preferisce sprecare tempo e risorse per intimidire chi ha il coraggio di alzare la voce mentre il Paese affonda nel fango.<br /><br /> Il DDL sicurezza è l'ultimo atto di questa deriva autoritaria. Un provvedimento talmente "iniquo" e "illiberale" da spingere persino i penalisti allo sciopero. Ma mentre la politica si arrampica sugli specchi della repressione, la magistratura ci ricorda che in uno Stato di diritto la protesta pacifica non può essere silenziata.<br /><br /> La storia insegna che nessuna repressione ha mai fermato le idee giuste. E di giusto, in questa storia, c'è solo chi ha il coraggio di alzarsi in piedi per difendere il futuro di tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Due anni di Meloni: soliloquio di potere e traditori di patria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/due-anni-di-meloni-soliloquio-di-potere-e-traditori-di-patria--62466150</link><description><![CDATA[La presidente del Consiglio Giorgia Meloni - che da due anni viene chiamata “il presidente” da giornalisti abbagliati dai vestiti nuovi dell’imperatore - festeggia il primo biennio del suo governo. Non c’è bisogno di riportare le iperboli del suo messaggio ufficiale. In un Paese normale la presidente del Consiglio si sarebbe presentata di fronte alla stampa, noi qui ci accontentiamo di un soliloquio sui social. Questo è uno dei risultati di governo: abolite le domande i giornalisti si riducono a megafoni del potere e chi non ci sta rientra nella schiera dei traditori della patria. <br /> Nei due anni in cui l’Italia avrebbe dovuto recuperare credibilità internazionale la presidente Meloni è diventata la versione omeopatica dell’autoritarismo in salsa occidentale. Amica di Orbàn ha simulato europeismo in Europa, sovranismo in patria e ha sfoggiato atlantismo a braccetto di Salvini. Alla fine si è svelata messa all’angolo a Bruxelles. <br /> In due anni di governo ha scritto leggi incagliatesi nei tribunali nazionali e internazionali di ogni ordine e grado. In due anni di Pnrr che fatica a rispettare ha esacerbato la povertà (lo dice l’Istat), s’è rimangiata gli obiettivi e ha un’infrastruttura nazionale che inceppa i treni e supplica Elon Musk per ottenere una connessione decente. <br /> Dice Meloni che il programma elettorale è stato rispettato. Non mente. La vendetta è una portata quotidiana contro i suoi storici nemici immaginari: poveri, stranieri, gay, studenti, operai, sindacati, giornalisti, donne che non figliano, artisti che non propagandano, magistrati che rispettano le leggi più dei poteri. Ma non finirà bene, no.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62466150</guid><pubDate>Wed, 23 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62466150/imported_6b0659e7_9c0d_4807_a16f_0fc5381952d2.mp3" length="1867023" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni - che da due anni viene chiamata “il presidente” da giornalisti abbagliati dai vestiti nuovi dell’imperatore - festeggia il primo biennio del suo governo. 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Alla fine si è svelata messa all’angolo a Bruxelles. <br /> In due anni di governo ha scritto leggi incagliatesi nei tribunali nazionali e internazionali di ogni ordine e grado. In due anni di Pnrr che fatica a rispettare ha esacerbato la povertà (lo dice l’Istat), s’è rimangiata gli obiettivi e ha un’infrastruttura nazionale che inceppa i treni e supplica Elon Musk per ottenere una connessione decente. <br /> Dice Meloni che il programma elettorale è stato rispettato. Non mente. La vendetta è una portata quotidiana contro i suoi storici nemici immaginari: poveri, stranieri, gay, studenti, operai, sindacati, giornalisti, donne che non figliano, artisti che non propagandano, magistrati che rispettano le leggi più dei poteri. 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Come possono il Pse e i Verdi - perfino il Ppe -  ingoiare un boccone di questo tipo?<br /> Ma soprattutto com’è possibile dare fiducia alla presidente della Commissione, von der Leyen, a braccetto con Giorgia Meloni nella malsana idea dei centri in Albania come modello di gestione dell’immigrazione nell’Unione europea? <br /> Ci sarà un limite entro cui fermarsi? E se non è questo cos’altro manca all’abisso? <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62442622</guid><pubDate>Tue, 22 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62442622/imported_ae1833b0_52c3_4f94_b90e_7a110267efb1.mp3" length="1914671" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Raffaele Fitto, prossimo commissario europeo fortemente voluto da Ursula von der Leyen fino a qualche giorno fa era ministro di un governo che negli ultimi giorni ha messo in fila azioni che vanno ripassate.
Fitto era ministro di un governo che ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Raffaele Fitto, prossimo commissario europeo fortemente voluto da Ursula von der Leyen fino a qualche giorno fa era ministro di un governo che negli ultimi giorni ha messo in fila azioni che vanno ripassate.<br /> Fitto era ministro di un governo che ha riunito i suoi ministri per scontare una forzatura contro il diritto europeo (nonché contro i trattati internazionali) per rivendicare di essere al di sopra delle leggi. <br /> Fitto era ministro di un governo che per bocca del suo ministro della Giustizia Carlo Nordio rivela di voler studiare un nuovo assetto costituzionale che assoggetti il potere giudiziario al potere politico alla stregua dei peggiori stati illiberali che mai verrebbero accettati nell’Unione europea.<br /> Fitto era ministro in un governo con un vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che esulta per la morte di uno straniero ammazzato dalle forze dell’ordine e che animalizza i migranti per tornaconto elettorale (“cani e porci”, li chiama). <br /> Fitto era ministro di una presidente del Consiglio che da quando è al governo ha attaccato ripetutamente magistrati, giornalisti, intellettuali, organizzazioni umanitarie e organi dello Stato. <br /> La domanda a questo punto è semplice: come si può votare un commissario ex ministro di un governo così? Come possono il Pse e i Verdi - perfino il Ppe -  ingoiare un boccone di questo tipo?<br /> Ma soprattutto com’è possibile dare fiducia alla presidente della Commissione, von der Leyen, a braccetto con Giorgia Meloni nella malsana idea dei centri in Albania come modello di gestione dell’immigrazione nell’Unione europea? <br /> Ci sarà un limite entro cui fermarsi? 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La figuraccia internazionale di Giorgia Meloni e il suo governo per la fallita deportazione in Albania sta mostrando la vera faccia di questa destra che vuole comandare perché è incapace di governare.<br /> Abbiamo visto la vera faccia di Meloni, ben lontana dalla rassicurante capa di governo dialogante in campo internazionale. La premier ritiene nemici della patria, perfino traditori, coloro che non appoggiano le sue riforme deliranti. Si identifica nella patria, vorrebbe essere al di sopra della legge, rivendica il comando. È tornata la missina che è stata. <br /> Matteo Salvini molla i freni e ci fa sapere che i migranti dunque sono cani e porci. È bastato che perdesse per poco l’equilibrio per mostrare la sua verve da bestemmiatore da osteria. Il vicepresidente del Consiglio non trattiene la xenofobia e punta a testa bassa contro la magistratura, come ogni patetico leader in declino.<br /> Il ministro della Giustizia  Nordio dimostra una reazionaria interpretazione della materia del suo ministero. Sogna uno Stato illiberale con la magistratura al servizio dell’esecutivo. Voleva essere l’illuminato della compagnia e invece sta a qualche centimetro da Orbàn.<br /> Tutti corrono a usare il servizio pubblico come predellino per la propaganda, infarcendo i telegiornali nazionali di gnegneismo di Stato. <br /> Hanno mostrato la vera faccia, meglio così. Ora non si può dire di non conoscere la loro natura. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62429916</guid><pubDate>Mon, 21 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62429916/imported_d4d34805_99de_4805_9b16_ba46d7ddfc7a.mp3" length="1578631" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dai, hanno finalmente perso i freni inibitori e si sono svelati. Meglio così. 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È bastato che perdesse per poco l’equilibrio per mostrare la sua verve da bestemmiatore da osteria. Il vicepresidente del Consiglio non trattiene la xenofobia e punta a testa bassa contro la magistratura, come ogni patetico leader in declino.<br /> Il ministro della Giustizia  Nordio dimostra una reazionaria interpretazione della materia del suo ministero. Sogna uno Stato illiberale con la magistratura al servizio dell’esecutivo. Voleva essere l’illuminato della compagnia e invece sta a qualche centimetro da Orbàn.<br /> Tutti corrono a usare il servizio pubblico come predellino per la propaganda, infarcendo i telegiornali nazionali di gnegneismo di Stato. <br /> Hanno mostrato la vera faccia, meglio così. Ora non si può dire di non conoscere la loro natura. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>99</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Integrazione musulmana: il suicidio politico del Viminale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/integrazione-musulmana-il-suicidio-politico-del-viminale--62401042</link><description><![CDATA[Il Consiglio per le relazioni con l'Islam getta la spugna. Dopo oltre un decennio, gli esperti alzano bandiera bianca di fronte all'immobilismo del governo.<br /><br /> La lettera di dimissioni è un j'accuse che non lascia spazio a interpretazioni: ogni iniziativa sospesa, ogni progetto congelato, ogni speranza di integrazione mandata in soffitta. Il "Patto per un Islam italiano" del 2017? Carta straccia. I corsi per imam "made in Italy"? Cancellati. Il dialogo interreligioso? Un fastidioso ronzio da silenziare.<br /><br /> Qualcuno dalle parti del Viminale deve avere pensato che è meglio chiudere gli occhi: se non vediamo l'Islam, forse sparirà come per magia. Peccato che la realtà sia più testarda degli istinti securitari di chi ci governa. Le comunità musulmane sono qui, sono parte del tessuto sociale italiano. Ignorarle non le farà svanire, ma alimenterà incomprensioni e conflitti.<br /><br /> È la strategia dello struzzo elevata a politica di Stato. Cancellare ogni spazio di dialogo, rendere inoperante un organismo di esperti, ignorare anni di lavoro per l'integrazione. Tutto in nome di un effimero consenso elettorale costruito sulla paura del diverso. <br /><br /> La libertà religiosa non è un optional, un vezzo da concedere nei momenti di magnanimità. È un diritto fondamentale, un pilastro della convivenza civile. Ma evidentemente è più comodo cavalcare i fantasmi dell'invasione islamica che affrontare la complessa realtà di un'Italia multiculturale.<br /><br /> Il risultato? Un paese più chiuso, più spaventato, più diviso. Complimenti, signor Ministro. Con le sue non-azioni ha ottenuto ciò che nessuno prima è mai riuscito a fare: spegnere il dialogo, soffocare l'integrazione, alimentare la diffidenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62401042</guid><pubDate>Fri, 18 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62401042/imported_3fe34a14_fb47_4d3f_ab22_d93df06bdd8c.mp3" length="1876218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il Consiglio per le relazioni con l'Islam getta la spugna. Dopo oltre un decennio, gli esperti alzano bandiera bianca di fronte all'immobilismo del governo.

La lettera di dimissioni è un j'accuse che non lascia spazio a interpretazioni: ogni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Consiglio per le relazioni con l'Islam getta la spugna. Dopo oltre un decennio, gli esperti alzano bandiera bianca di fronte all'immobilismo del governo.<br /><br /> La lettera di dimissioni è un j'accuse che non lascia spazio a interpretazioni: ogni iniziativa sospesa, ogni progetto congelato, ogni speranza di integrazione mandata in soffitta. Il "Patto per un Islam italiano" del 2017? Carta straccia. I corsi per imam "made in Italy"? Cancellati. Il dialogo interreligioso? Un fastidioso ronzio da silenziare.<br /><br /> Qualcuno dalle parti del Viminale deve avere pensato che è meglio chiudere gli occhi: se non vediamo l'Islam, forse sparirà come per magia. Peccato che la realtà sia più testarda degli istinti securitari di chi ci governa. Le comunità musulmane sono qui, sono parte del tessuto sociale italiano. Ignorarle non le farà svanire, ma alimenterà incomprensioni e conflitti.<br /><br /> È la strategia dello struzzo elevata a politica di Stato. Cancellare ogni spazio di dialogo, rendere inoperante un organismo di esperti, ignorare anni di lavoro per l'integrazione. Tutto in nome di un effimero consenso elettorale costruito sulla paura del diverso. <br /><br /> La libertà religiosa non è un optional, un vezzo da concedere nei momenti di magnanimità. È un diritto fondamentale, un pilastro della convivenza civile. Ma evidentemente è più comodo cavalcare i fantasmi dell'invasione islamica che affrontare la complessa realtà di un'Italia multiculturale.<br /><br /> Il risultato? Un paese più chiuso, più spaventato, più diviso. Complimenti, signor Ministro. Con le sue non-azioni ha ottenuto ciò che nessuno prima è mai riuscito a fare: spegnere il dialogo, soffocare l'integrazione, alimentare la diffidenza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sicilia: ponte sullo Stretto e rubinetti asciutti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sicilia-ponte-sullo-stretto-e-rubinetti-asciutti--62383996</link><description><![CDATA[A Nicosia, in provincia di Enna, la signora Cinzia con la sua famiglia vive con un recipiente da mille litri e l’acqua una sola volta alla settimana. “Naturalmente sempre che l’acqua non arrivi gialla e piena di terra, come spesso accade. - racconta il deputato Davide Faraone di Italia viva - Un piccolo appartamento invaso da bidoni pieni e cassette d’acqua minerale”. <br /> In Sicilia negli invasi regionali ci sono 60 milioni di metri cubi d’acqua. L’anno scorso erano 300 milioni, cinque volte di più. A Caltanissetta e a Enna l’acqua arriva una volta alla settimana. A Palermo i rubinetti funzionano a giorni alterni, ad Agrigento hanno fatto arrivare una nave cisterna della Marina militare. Quando c’è l’acqua è di una giallastro marrone e puzza di fogna. <br /> Oltre alle case ci sono le attività che soffrono. Ne risente l’agricoltura, ne risente ovviamente il turismo. Il presidente della Regione Renato Schifani propone di dissalare l’acqua del mare, come fanno a Dubai. Dal Pnrr sono in arrivo 61 milioni di euro per “mettere in sicurezza e adeguare gli impianti esistenti e migliorare complessivamente la depurazione delle acque reflue scaricate nelle acque marine e interne”. <br /> Lo scorso 11 ottobre la Regione ha destinato 350 milioni di euro per “interventi legati all’emergenza siccità” e "per reti idriche, depurazione e rifiuti”. Il sistema però è un colabrodo e servirebbero investimenti strutturali. <br /> Nel dicembre dell’anno scorso il governo Meloni ha tolto a Sicilia e Calabria 1,6 miliardi di euro dai Fondi di sviluppo e coesione (Fsc) oltre ad altri 718 milioni dai finanziamenti gestiti dai vari ministeri. Perché? Per il progetto da 12 miliardi del Ponte sullo Stretto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62383996</guid><pubDate>Thu, 17 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62383996/imported_2cf7f579_86ed_4539_a61b_b844bd308525.mp3" length="1968169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Nicosia, in provincia di Enna, la signora Cinzia con la sua famiglia vive con un recipiente da mille litri e l’acqua una sola volta alla settimana. “Naturalmente sempre che l’acqua non arrivi gialla e piena di terra, come spesso accade. - racconta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Nicosia, in provincia di Enna, la signora Cinzia con la sua famiglia vive con un recipiente da mille litri e l’acqua una sola volta alla settimana. “Naturalmente sempre che l’acqua non arrivi gialla e piena di terra, come spesso accade. - racconta il deputato Davide Faraone di Italia viva - Un piccolo appartamento invaso da bidoni pieni e cassette d’acqua minerale”. <br /> In Sicilia negli invasi regionali ci sono 60 milioni di metri cubi d’acqua. L’anno scorso erano 300 milioni, cinque volte di più. A Caltanissetta e a Enna l’acqua arriva una volta alla settimana. A Palermo i rubinetti funzionano a giorni alterni, ad Agrigento hanno fatto arrivare una nave cisterna della Marina militare. Quando c’è l’acqua è di una giallastro marrone e puzza di fogna. <br /> Oltre alle case ci sono le attività che soffrono. Ne risente l’agricoltura, ne risente ovviamente il turismo. Il presidente della Regione Renato Schifani propone di dissalare l’acqua del mare, come fanno a Dubai. Dal Pnrr sono in arrivo 61 milioni di euro per “mettere in sicurezza e adeguare gli impianti esistenti e migliorare complessivamente la depurazione delle acque reflue scaricate nelle acque marine e interne”. <br /> Lo scorso 11 ottobre la Regione ha destinato 350 milioni di euro per “interventi legati all’emergenza siccità” e "per reti idriche, depurazione e rifiuti”. Il sistema però è un colabrodo e servirebbero investimenti strutturali. <br /> Nel dicembre dell’anno scorso il governo Meloni ha tolto a Sicilia e Calabria 1,6 miliardi di euro dai Fondi di sviluppo e coesione (Fsc) oltre ad altri 718 milioni dai finanziamenti gestiti dai vari ministeri. Perché? Per il progetto da 12 miliardi del Ponte sullo Stretto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Miele e pace: un mix 'illegale' al mercato di Desio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/miele-e-pace-un-mix-illegale-al-mercato-di-desio--62373162</link><description><![CDATA[Marco Borella è un apicoltore che gira i mercati della sua zona per vendere il miele. Al mercato di Desio, in provincia di Monza e Brianza, ci va tutte le settimane con il suo banchetto del miele all'interno del mercato cittadino.<br /> Lunedì mattina a Desio qualcuno ha chiamato i carabinieri perché Marco sul suo banchetto esponeva uno striscione con scritto "stop bombing Gaza, stop genocide". Marco è un professionista come lo volevano i padri costituenti: professionista perché guadagna un salario dal suo lavoro e professionista perché professa nel suo lavoro i suoi ideali.<br /> I carabinieri gli hanno chiesto di rimuovere lo striscione perché si trattava di "propaganda politica" non autorizzata. È il segno di questi tempi, dove chiedere di cessare un conflitto o chiedere di non far annegare le persone in mare o chiedere di non violentarle nei lager ai confini dell'Europa è considerato una "posizione di parte".<br /> Marco si è rifiutato di rimuovere lo striscione e si è beccato una multa da 430€ per "propaganda politica non autorizzata". A pensarci bene, gli è andata bene in questo periodo dove il potere vede terroristi e scafisti dappertutto.<br /> Ora ci sarà il ricorso, ma l'apicoltore dice di non potersi permettere una multa ogni volta. Lo striscione per ora viene ripiegato nel cassetto, con buona pace dei troppo sensibili che vogliono un mercato che si limiti ai salumi e ai formaggi.<br /> Essere multati perché si chiede lo stop alle bombe è la dimostrazione che non siamo solo in un'economia di guerra ma in una vera e propria socialità di guerra. Le guerre lì fuori sono già qui, accalorano gli animi e soffiano sulla repressione. Come tutte le guerre.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62373162</guid><pubDate>Wed, 16 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62373162/imported_299f7535_3313_4b4b_85e8_f46c6365b95a.mp3" length="1989067" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Marco Borella è un apicoltore che gira i mercati della sua zona per vendere il miele. Al mercato di Desio, in provincia di Monza e Brianza, ci va tutte le settimane con il suo banchetto del miele all'interno del mercato cittadino.
Lunedì mattina a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Marco Borella è un apicoltore che gira i mercati della sua zona per vendere il miele. Al mercato di Desio, in provincia di Monza e Brianza, ci va tutte le settimane con il suo banchetto del miele all'interno del mercato cittadino.<br /> Lunedì mattina a Desio qualcuno ha chiamato i carabinieri perché Marco sul suo banchetto esponeva uno striscione con scritto "stop bombing Gaza, stop genocide". Marco è un professionista come lo volevano i padri costituenti: professionista perché guadagna un salario dal suo lavoro e professionista perché professa nel suo lavoro i suoi ideali.<br /> I carabinieri gli hanno chiesto di rimuovere lo striscione perché si trattava di "propaganda politica" non autorizzata. È il segno di questi tempi, dove chiedere di cessare un conflitto o chiedere di non far annegare le persone in mare o chiedere di non violentarle nei lager ai confini dell'Europa è considerato una "posizione di parte".<br /> Marco si è rifiutato di rimuovere lo striscione e si è beccato una multa da 430€ per "propaganda politica non autorizzata". A pensarci bene, gli è andata bene in questo periodo dove il potere vede terroristi e scafisti dappertutto.<br /> Ora ci sarà il ricorso, ma l'apicoltore dice di non potersi permettere una multa ogni volta. Lo striscione per ora viene ripiegato nel cassetto, con buona pace dei troppo sensibili che vogliono un mercato che si limiti ai salumi e ai formaggi.<br /> Essere multati perché si chiede lo stop alle bombe è la dimostrazione che non siamo solo in un'economia di guerra ma in una vera e propria socialità di guerra. Le guerre lì fuori sono già qui, accalorano gli animi e soffiano sulla repressione. Come tutte le guerre.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Assisi, passerella per ministri e miseria per i disabili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/assisi-passerella-per-ministri-e-miseria-per-i-disabili--62364003</link><description><![CDATA[Il G7 sulla disabilità si apre ad Assisi ma dietro la facciata festosa si cela una realtà ben più cupa. Banda, stand e annulli filatelici non serviranno a mascherare l'inadeguatezza delle politiche governative.<br /> Partiamo dai numeri: il tanto sbandierato "Fondo unico per l'inclusione" ammonta a 552 milioni per il 2024, destinati a ridursi a 231 nel 2025. Una miseria, se si considera che questo fondo accorpa risorse precedentemente separate che superavano tale cifra.<br /> La realtà sul campo è impietosa. Quasi 800mila disabili attendono ancora un'occupazione, iscritti a un collocamento mirato che di "mirato" ha ben poco. Le barriere architettoniche persistono, nonostante leggi mai veramente applicate. I servizi territoriali? Un miraggio in molte parti del Paese.<br /> Il recente decreto legislativo promette una rivoluzione nei criteri di accertamento dell'invalidità. Peccato che manchi qualsiasi dettaglio su come gestire i casi non permanenti. Si parla di "progetti di vita personalizzati", ignorando la cronica mancanza di servizi sul territorio. <br /> Ma il colmo è l'esclusione dell'Osservatorio sulla disabilità da questo G7. Un organismo istituito proprio per consultazione e proposta, tenuto all'oscuro dei contenuti in discussione. Quindi a chi serve il G7?<br /> Migliaia di disabili e caregiver lottano quotidianamente contro un sistema che li abbandona. La disabilità resta uno dei principali fattori di povertà ma a Palazzo Chigi sembrano più interessati ai francobolli che a politiche concrete.<br /> La propaganda non abbatte le barriere, non crea posti di lavoro, non garantisce assistenza. E i numeri, impietosi, sono lì a dimostrarlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62364003</guid><pubDate>Tue, 15 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62364003/imported_567eb05a_713e_4f57_a1ae_11356aeee497.mp3" length="1796806" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il G7 sulla disabilità si apre ad Assisi ma dietro la facciata festosa si cela una realtà ben più cupa. Banda, stand e annulli filatelici non serviranno a mascherare l'inadeguatezza delle politiche governative.
Partiamo dai numeri: il tanto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il G7 sulla disabilità si apre ad Assisi ma dietro la facciata festosa si cela una realtà ben più cupa. Banda, stand e annulli filatelici non serviranno a mascherare l'inadeguatezza delle politiche governative.<br /> Partiamo dai numeri: il tanto sbandierato "Fondo unico per l'inclusione" ammonta a 552 milioni per il 2024, destinati a ridursi a 231 nel 2025. Una miseria, se si considera che questo fondo accorpa risorse precedentemente separate che superavano tale cifra.<br /> La realtà sul campo è impietosa. Quasi 800mila disabili attendono ancora un'occupazione, iscritti a un collocamento mirato che di "mirato" ha ben poco. Le barriere architettoniche persistono, nonostante leggi mai veramente applicate. I servizi territoriali? Un miraggio in molte parti del Paese.<br /> Il recente decreto legislativo promette una rivoluzione nei criteri di accertamento dell'invalidità. Peccato che manchi qualsiasi dettaglio su come gestire i casi non permanenti. Si parla di "progetti di vita personalizzati", ignorando la cronica mancanza di servizi sul territorio. <br /> Ma il colmo è l'esclusione dell'Osservatorio sulla disabilità da questo G7. Un organismo istituito proprio per consultazione e proposta, tenuto all'oscuro dei contenuti in discussione. Quindi a chi serve il G7?<br /> Migliaia di disabili e caregiver lottano quotidianamente contro un sistema che li abbandona. La disabilità resta uno dei principali fattori di povertà ma a Palazzo Chigi sembrano più interessati ai francobolli che a politiche concrete.<br /> La propaganda non abbatte le barriere, non crea posti di lavoro, non garantisce assistenza. E i numeri, impietosi, sono lì a dimostrarlo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni, ben svegliata, principessa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-ben-svegliata-principessa--62352346</link><description><![CDATA[Alla fine alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è toccato dire una parola sullo scempio che sta avendo il Libano. Peccato, avrà pensato la leader di Fratelli d’Italia, dover abbandonare il fantascientifico vittimismo complottistico che la raccontava “schedata” da una bancario cinquantaduenne di Bitonto che ha spulciato altre 3499 clienti in tutta Italia. <br /> Meloni ha dovuto parlare perché due carri armati dell’esercito israeliano hanno distrutto il cancello principale di una postazione dell'Unifil a Ramyah in Libano e “vi sono entrati con la forza”. È quanto si legge in una nota della Missione Onu. I carri armati, viene spiegato ancora, “se ne sono andati dopo circa 45 minuti, dopo che l'Unifil ha protestato tramite il nostro meccanismo di collegamento, affermando che la presenza dell'Idf stava mettendo in pericolo i peacekeeper”.<br /> Avremmo potuto aspettarci che il premier israeliano Netanyahu raccontasse che anche l’irruzione di due carri armati fosse semplicemente un trascurabile errore, due mezzi militari in scampagnata che hanno sconfinato senza saperlo.<br /> È andata peggio: l’esercito israeliana ha sostanzialmente accusato i militari dell’operazione Unifil - quindi l’Onu - di essere fiancheggiatori dei terroristi, esattamente come è successo per l’Onu, Amnesty, La Corte penale internazionali e così via. È Israele contro il resto del mondo, oltre che contro il buon senso e contro il diritto internazionale. <br /> Meloni ha telefonato a Netanyahu e ha definito gli attacchi “inaccettabili”. Ben svegliata, principessa.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62352346</guid><pubDate>Mon, 14 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62352346/imported_30234f9a_1c74_4974_93b3_dd89e5fd19f9.mp3" length="1612486" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è toccato dire una parola sullo scempio che sta avendo il Libano. 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I carri armati, viene spiegato ancora, “se ne sono andati dopo circa 45 minuti, dopo che l'Unifil ha protestato tramite il nostro meccanismo di collegamento, affermando che la presenza dell'Idf stava mettendo in pericolo i peacekeeper”.<br /> Avremmo potuto aspettarci che il premier israeliano Netanyahu raccontasse che anche l’irruzione di due carri armati fosse semplicemente un trascurabile errore, due mezzi militari in scampagnata che hanno sconfinato senza saperlo.<br /> È andata peggio: l’esercito israeliana ha sostanzialmente accusato i militari dell’operazione Unifil - quindi l’Onu - di essere fiancheggiatori dei terroristi, esattamente come è successo per l’Onu, Amnesty, La Corte penale internazionali e così via. È Israele contro il resto del mondo, oltre che contro il buon senso e contro il diritto internazionale. <br /> Meloni ha telefonato a Netanyahu e ha definito gli attacchi “inaccettabili”. Ben svegliata, principessa.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nobel per la pace, l'ossimoro del 2024</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nobel-per-la-pace-l-ossimoro-del-2024--62321660</link><description><![CDATA[Il toto Nobel per la pace è partito. Qualcuno che si atteggia da bene informato sussurra che l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), la Corte internazionale di giustizia e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres siano tra i favoriti per il premio Nobel per la pace 2024.<br /> Per la sua attività in favore delle popolazioni colpite dai conflitti buone chance di vittoria sono attribuite all'UNRWA e al suo alto commissario Philippe Lazzarini. Un premio all'Unrwa riaccenderebbe evidentemente gli animi di chi osteggia le accuse di Israele contro l'agenzia, le stesse che avevano bloccato i finanziamenti di molti paesi, poi ripristinati dopo i risultati di inchieste indipendenti.<br /> Un Nobel per l'Onu e al suo segretario Guterres aprirebbe la polemica sulla Corte internazionale di giustizia che ha condannato l'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia e ha chiesto a Israele di garantire che non venga commesso alcun genocidio a Gaza in un caso presentato dal Sudafrica, ancora in corso, che Israele ha ripetutamente respinto come infondato.<br /> Qualcuno vorrebbe il presidente ucraino Zelensky, altri spingono per un Nobel postumo al dissidente russo Alexei Navalny, morto in una colonia penale artica a febbraio. Tra i papabili ci sarebbero anche l'Unesco e il Consiglio d'Europa.<br /> Le guerre, i massacri, la vigliaccheria internazionale e i morti intanto continuano. Non c'è stata pace in questo 2024 che è l'anno dell'incitamento alla guerra. Anzi, per il Nobel della guerra verrebbero in mente facilmente alcuni nomi.<br /> Allora fate una bella cosa, non assegnatelo il Nobel per la pace. È accaduto altre 19 volte (durante la Prima guerra mondiale, nel primo dopoguerra, durante la Seconda guerra mondiale, negli anni della Guerra fredda e della Guerra del Vietnam). Fatelo ancora.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62321660</guid><pubDate>Fri, 11 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62321660/imported_3f9afe72_f488_4eaf_8a51_1052aec447b5.mp3" length="1933479" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il toto Nobel per la pace è partito. 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Un premio all'Unrwa riaccenderebbe evidentemente gli animi di chi osteggia le accuse di Israele contro l'agenzia, le stesse che avevano bloccato i finanziamenti di molti paesi, poi ripristinati dopo i risultati di inchieste indipendenti.<br /> Un Nobel per l'Onu e al suo segretario Guterres aprirebbe la polemica sulla Corte internazionale di giustizia che ha condannato l'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia e ha chiesto a Israele di garantire che non venga commesso alcun genocidio a Gaza in un caso presentato dal Sudafrica, ancora in corso, che Israele ha ripetutamente respinto come infondato.<br /> Qualcuno vorrebbe il presidente ucraino Zelensky, altri spingono per un Nobel postumo al dissidente russo Alexei Navalny, morto in una colonia penale artica a febbraio. Tra i papabili ci sarebbero anche l'Unesco e il Consiglio d'Europa.<br /> Le guerre, i massacri, la vigliaccheria internazionale e i morti intanto continuano. Non c'è stata pace in questo 2024 che è l'anno dell'incitamento alla guerra. Anzi, per il Nobel della guerra verrebbero in mente facilmente alcuni nomi.<br /> Allora fate una bella cosa, non assegnatelo il Nobel per la pace. È accaduto altre 19 volte (durante la Prima guerra mondiale, nel primo dopoguerra, durante la Seconda guerra mondiale, negli anni della Guerra fredda e della Guerra del Vietnam). Fatelo ancora.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nordio contro Nordio: il ministro sabota il suo stesso programma carcerario</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nordio-contro-nordio-il-ministro-sabota-il-suo-stesso-programma-carcerario--62305898</link><description><![CDATA[Da quando è diventato ministro della giustizia Carlo Nordio ha ripetuto che il lavoro in carcere è fondamentale per il reinserimento sociale delle persone detenute e per abbassare il tasso di recidiva. <br /> Essendo ministro ci si aspetterebbe quindi che nel corso del suo mandato abbia agito alla stregua delle sue parole. Dovrebbe accadere così: chi governa illustra le sue priorità e poi agisce di conseguenza. Dovrebbe essere semplice, lineare. E invece no. <br /> In una nota del Provveditorato Regionale del Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta si legge infatti come il fabbisogno rilevato per mantenere i tassi di occupazione fosse di 2 milioni di euro, mentre dal Ministero della Giustizia è stato erogato meno del 50% di questo fabbisogno. Per questo, il Prap, ha invitato le direzioni degli istituti a tagliare il numero di persone lavoranti o comunque di ridurre le ore di lavoro che le stesse svolgono. Questi tagli potranno colpire peraltro categorie specifiche di lavoratori: quelli che prestano assistenza ad altri detenuti disabili o non pienamente autosufficienti, o quelli a supporto dell'area pedagogica (bibliotecari e scrivani).<br /> A lavorare in carcere è solo circa il 30% delle persone detenute e la maggior parte di esse lavora alle dipendenze dell'Amministrazione penitenziaria, peraltro in molti casi già per pochi giorni o poche ore alla settimana. Il guadagno che si ottiene serve a garantire un ritorno in libertà dove si abbiano a disposizione un minimo di risorse per far fronte alle spese, comprese quelle del mantenimento che ogni persona detenuta deve versare allo Stato a fine pena.<br /> Quelli dell’associazione Antigone si chiedono come il ministro possa smentirsi facendo tutto da solo. È una buona domanda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62305898</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62305898/imported_8c978d67_26fd_424a_9027_a890257adaaf.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da quando è diventato ministro della giustizia Carlo Nordio ha ripetuto che il lavoro in carcere è fondamentale per il reinserimento sociale delle persone detenute e per abbassare il tasso di recidiva. 
Essendo ministro ci si aspetterebbe quindi che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da quando è diventato ministro della giustizia Carlo Nordio ha ripetuto che il lavoro in carcere è fondamentale per il reinserimento sociale delle persone detenute e per abbassare il tasso di recidiva. <br /> Essendo ministro ci si aspetterebbe quindi che nel corso del suo mandato abbia agito alla stregua delle sue parole. Dovrebbe accadere così: chi governa illustra le sue priorità e poi agisce di conseguenza. Dovrebbe essere semplice, lineare. E invece no. <br /> In una nota del Provveditorato Regionale del Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta si legge infatti come il fabbisogno rilevato per mantenere i tassi di occupazione fosse di 2 milioni di euro, mentre dal Ministero della Giustizia è stato erogato meno del 50% di questo fabbisogno. Per questo, il Prap, ha invitato le direzioni degli istituti a tagliare il numero di persone lavoranti o comunque di ridurre le ore di lavoro che le stesse svolgono. Questi tagli potranno colpire peraltro categorie specifiche di lavoratori: quelli che prestano assistenza ad altri detenuti disabili o non pienamente autosufficienti, o quelli a supporto dell'area pedagogica (bibliotecari e scrivani).<br /> A lavorare in carcere è solo circa il 30% delle persone detenute e la maggior parte di esse lavora alle dipendenze dell'Amministrazione penitenziaria, peraltro in molti casi già per pochi giorni o poche ore alla settimana. Il guadagno che si ottiene serve a garantire un ritorno in libertà dove si abbiano a disposizione un minimo di risorse per far fronte alle spese, comprese quelle del mantenimento che ogni persona detenuta deve versare allo Stato a fine pena.<br /> Quelli dell’associazione Antigone si chiedono come il ministro possa smentirsi facendo tutto da solo. È una buona domanda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il "giornalisticidio" palestinese</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-giornalisticidio-palestinese--62289416</link><description><![CDATA[Eccoci qua, primo anniversario del 7 ottobre. Tutti a commemorare, piangere, gridare. Ma c'è un massacro di cui nessuno parla. Un massacro che continua, giorno dopo giorno. Silenzioso, metodico, spietato. <br /><br /> Il "giornalisticidio" palestinese.<br /><br /> Dietro alla parola ci sono 167 cadaveri. Giornalisti. Ammazzati come mosche da chi evidentemente ha qualcosa da nascondere. E non parliamo di "effetti collaterali della guerra". No, qui si tratta di esecuzioni mirate.<br /><br /> Articolo 21 ce lo racconta nero su bianco: 167 cronisti uccisi, 62 arrestati, 88 uffici distrutti. La più grande mattanza di giornalisti della storia. Sono palestinesi che cercavano di fare il loro lavoro.<br /><br /> Li ammazzano a tavola, nel letto. Insieme alle loro famiglie. Perché evidentemente un giornalista è pericoloso pure quando dorme. E il giubbotto con su scritto "PRESS"? Un bersaglio, ecco cos'è diventato.<br /><br /> L'Occidente tace. I paladini della libertà di stampa si sono presi una vacanza. E intanto a Gaza si continua a morire. Di bombe, di fame, di sete. Ma guai a raccontarlo. Chi prova a farlo finisce sei piedi sotto terra o in galera. Perché la verità, si sa, è la prima vittima della guerra.<br /><br /> Il Sindacato dei giornalisti palestinesi grida al mondo: "Fermate questo massacro!". Ma il mondo ha le cuffie alle orecchie. Non sente, non vede, non parla.<br /><br /> Così, mentre celebravamo il 7 ottobre, c'è chi festeggiava un anno di censura perfetta. Un anno di bugie non smentite, di crimini non documentati. Un anno di "giornalisticidio".<br /><br /> Ecco, la prossima volta che sentite parlare di libertà di stampa, ricordatevi di loro. Di quei 167 colleghi ammazzati per aver fatto il loro mestiere. Di quei 62 che marciscono in galera. Degli 88 uffici rasi al suolo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62289416</guid><pubDate>Wed, 09 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62289416/imported_e8297c08_242f_4d3f_9138_853b2c445f68.mp3" length="1937240" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Eccoci qua, primo anniversario del 7 ottobre. Tutti a commemorare, piangere, gridare. Ma c'è un massacro di cui nessuno parla. Un massacro che continua, giorno dopo giorno. Silenzioso, metodico, spietato. 

Il "giornalisticidio" palestinese.

Dietro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Eccoci qua, primo anniversario del 7 ottobre. Tutti a commemorare, piangere, gridare. Ma c'è un massacro di cui nessuno parla. Un massacro che continua, giorno dopo giorno. Silenzioso, metodico, spietato. <br /><br /> Il "giornalisticidio" palestinese.<br /><br /> Dietro alla parola ci sono 167 cadaveri. Giornalisti. Ammazzati come mosche da chi evidentemente ha qualcosa da nascondere. E non parliamo di "effetti collaterali della guerra". No, qui si tratta di esecuzioni mirate.<br /><br /> Articolo 21 ce lo racconta nero su bianco: 167 cronisti uccisi, 62 arrestati, 88 uffici distrutti. La più grande mattanza di giornalisti della storia. Sono palestinesi che cercavano di fare il loro lavoro.<br /><br /> Li ammazzano a tavola, nel letto. Insieme alle loro famiglie. Perché evidentemente un giornalista è pericoloso pure quando dorme. E il giubbotto con su scritto "PRESS"? Un bersaglio, ecco cos'è diventato.<br /><br /> L'Occidente tace. I paladini della libertà di stampa si sono presi una vacanza. E intanto a Gaza si continua a morire. Di bombe, di fame, di sete. Ma guai a raccontarlo. Chi prova a farlo finisce sei piedi sotto terra o in galera. Perché la verità, si sa, è la prima vittima della guerra.<br /><br /> Il Sindacato dei giornalisti palestinesi grida al mondo: "Fermate questo massacro!". Ma il mondo ha le cuffie alle orecchie. Non sente, non vede, non parla.<br /><br /> Così, mentre celebravamo il 7 ottobre, c'è chi festeggiava un anno di censura perfetta. Un anno di bugie non smentite, di crimini non documentati. Un anno di "giornalisticidio".<br /><br /> Ecco, la prossima volta che sentite parlare di libertà di stampa, ricordatevi di loro. Di quei 167 colleghi ammazzati per aver fatto il loro mestiere. Di quei 62 che marciscono in galera. Degli 88 uffici rasi al suolo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>89% dei voti, 0% di credibilità: il voto-farsa tunisino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/89-dei-voti-0-di-credibilita-il-voto-farsa-tunisino--62274322</link><description><![CDATA[La farsa elettorale tunisina si è conclusa come previsto: Kais Saied ha "vinto" con l'89% dei voti. Una vittoria schiacciante, degna dei migliori regimi autoritari. Ma chi è il vero vincitore di questa pantomima democratica? Certamente non il popolo tunisino, che ha disertato le urne in massa, con un'affluenza del misero 27,7%.<br /><br /> Il trionfo di Saied è quello di un uomo solo al comando, che ha spazzato via ogni parvenza di opposizione. I suoi sfidanti? Un imprenditore in carcere e un candidato fantoccio che lo sosteneva. Una competizione degna delle migliori barzellette politiche, se non fosse tragicamente vera.<br /><br /> Ma la vera vergogna è l'imbarazzante silenzio dell'Unione Europea, troppo impegnata a lodare Saied come baluardo contro l'immigrazione per preoccuparsi di dettagli come la democrazia. E che dire dell'Italia? La nostra Premier Meloni, sempre pronta a dipingersi come paladina dei valori occidentali, tace di fronte all'amico Saied che imprigiona oppositori e giornalisti.<br /><br /> Questo è il prezzo che l'Europa è disposta a pagare per il controllo dei flussi migratori: legittimare un autocrate che ha smantellato sistematicamente le istituzioni democratiche tunisine, nate dalle ceneri della Primavera Araba?<br /><br /> Saied promette di "ripulire il paese dai corrotti". Resta da vedere chi ripulirà la Tunisia da un presidente che ha trasformato la democrazia in una farsa e chi ripulirà la coscienza dell'Europa, complice silenziosa di questo declino democratico. <br /><br /> La Tunisia di Saied è lo specchio delle nostre ipocrisie. Un monito che ci ricorda come sia facile sacrificare i principi sull'altare della realpolitik. Ma attenzione: quando si semina autoritarismo, si raccoglie instabilità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62274322</guid><pubDate>Tue, 08 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62274322/imported_0821c540_b00c_40c0_9a97_1ad5f0410086.mp3" length="1908819" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La farsa elettorale tunisina si è conclusa come previsto: Kais Saied ha "vinto" con l'89% dei voti. Una vittoria schiacciante, degna dei migliori regimi autoritari. Ma chi è il vero vincitore di questa pantomima democratica? 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La nostra Premier Meloni, sempre pronta a dipingersi come paladina dei valori occidentali, tace di fronte all'amico Saied che imprigiona oppositori e giornalisti.<br /><br /> Questo è il prezzo che l'Europa è disposta a pagare per il controllo dei flussi migratori: legittimare un autocrate che ha smantellato sistematicamente le istituzioni democratiche tunisine, nate dalle ceneri della Primavera Araba?<br /><br /> Saied promette di "ripulire il paese dai corrotti". Resta da vedere chi ripulirà la Tunisia da un presidente che ha trasformato la democrazia in una farsa e chi ripulirà la coscienza dell'Europa, complice silenziosa di questo declino democratico. <br /><br /> La Tunisia di Saied è lo specchio delle nostre ipocrisie. Un monito che ci ricorda come sia facile sacrificare i principi sull'altare della realpolitik. Ma attenzione: quando si semina autoritarismo, si raccoglie instabilità.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni, Salvini, Tajani: quando il governo diventa faida condominiale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-salvini-tajani-quando-il-governo-diventa-faida-condominiale--62260836</link><description><![CDATA[Hanno finalmente trovato gli scafisti, quelli della Lega. Secondo i giovani che hanno partecipato alla sguarnita cerimonia annuale di Pontida lo scafista sarebbe niente di meno che Antonio Tajani, leader di Forza Italia, ministro di governo nonché alleato degli stessi leghisti. <br /> Che Matteo Salvini sia corso a porre le proprie scuse è un particolare di poco conto. Il capo dei leghisti fa esattamente quello che fanno i suoi alleati: pugno duro tra i suoi fedelissimi e bella faccia con i compagni di governo. <br /> Ma l’utilizzo della parola “scafista” rivolta a Tajani ci dice molto di più. Nell’agone politico odierno funziona l’iperbole a ogni costo, si deve massimizzare tutto per riempire la pancia dei propri elettori. Se Tajani diventa uno scafista è inevitabile che l’azione politica contro gli scafisti di cui si è vantata Giorgia Meloni sia una boutade, una sciocchezzuola da dare in pasto ai maiali.<br /> Dice molto anche Giorgia Meloni che nelle chat di partito si dice stupita che con Salvini ai Trasporti non siamo finiti a percorrere l’Italia sui dorsi dei muli. L’armata Brancaleone che guida il Paese è zeppa di odiatori seriali che si accoltellano alle spalle appena si presenta l’occasione. <br /> Alla luce del veleno che emerge in queste ultime ore si può facilmente comprendere come gran parte delle iniziative legislative non siano nient’altro che sgambetti, piccole zuffe da cortile condominiale, magre vendette di bambini mal cresciuti. <br /> Nemici sempre, nemici ovunque. È la stessa aria che tira sul resto del Paese, dove perfino la sofferenza delle guerre è un campo di scontro tra presunti influencer. Nella nostra lingua c’è una parole che descrive bene la situazione, si dice degrado morale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62260836</guid><pubDate>Mon, 07 Oct 2024 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62260836/imported_2c4231c1_1725_4bda_a9b6_55addeaf51b4.mp3" length="2003696" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Hanno finalmente trovato gli scafisti, quelli della Lega. Secondo i giovani che hanno partecipato alla sguarnita cerimonia annuale di Pontida lo scafista sarebbe niente di meno che Antonio Tajani, leader di Forza Italia, ministro di governo nonché...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Hanno finalmente trovato gli scafisti, quelli della Lega. Secondo i giovani che hanno partecipato alla sguarnita cerimonia annuale di Pontida lo scafista sarebbe niente di meno che Antonio Tajani, leader di Forza Italia, ministro di governo nonché alleato degli stessi leghisti. <br /> Che Matteo Salvini sia corso a porre le proprie scuse è un particolare di poco conto. Il capo dei leghisti fa esattamente quello che fanno i suoi alleati: pugno duro tra i suoi fedelissimi e bella faccia con i compagni di governo. <br /> Ma l’utilizzo della parola “scafista” rivolta a Tajani ci dice molto di più. Nell’agone politico odierno funziona l’iperbole a ogni costo, si deve massimizzare tutto per riempire la pancia dei propri elettori. Se Tajani diventa uno scafista è inevitabile che l’azione politica contro gli scafisti di cui si è vantata Giorgia Meloni sia una boutade, una sciocchezzuola da dare in pasto ai maiali.<br /> Dice molto anche Giorgia Meloni che nelle chat di partito si dice stupita che con Salvini ai Trasporti non siamo finiti a percorrere l’Italia sui dorsi dei muli. L’armata Brancaleone che guida il Paese è zeppa di odiatori seriali che si accoltellano alle spalle appena si presenta l’occasione. <br /> Alla luce del veleno che emerge in queste ultime ore si può facilmente comprendere come gran parte delle iniziative legislative non siano nient’altro che sgambetti, piccole zuffe da cortile condominiale, magre vendette di bambini mal cresciuti. <br /> Nemici sempre, nemici ovunque. È la stessa aria che tira sul resto del Paese, dove perfino la sofferenza delle guerre è un campo di scontro tra presunti influencer. Nella nostra lingua c’è una parole che descrive bene la situazione, si dice degrado morale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Decreto vendetta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/decreto-vendetta--62217995</link><description><![CDATA[Benvenuti nel Far West della Capitale, dove la legge del più forte si fa strada tra le pieghe di un tessuto sociale sempre più lacerato. L’ultimo episodio di questa saga western all’amatriciana ci porta in via Silicella, periferia sud-est di Roma, dove il presidente del Municipio VI, Nicola Franco di Fratelli d’Italia, ha deciso di indossare i panni dello sceriffo e chiamare a raccolta i suoi cittadini. L’obiettivo? Un centinaio di disperati, tra cui venti minori, che hanno osato cercare riparo in un albergo abbandonato. Il loro crimine? Essere poveri e senza casa in una città che si prepara al Giubileo come fosse un concorso di bellezza, dove la miseria va nascosta sotto il tappeto e i problemi sociali risolti a colpi di ruspa. Franco non si è limitato a invocare lo sgombero: ha aizzato la folla, invitando i cittadini a “scendere in strada per cacciare gli occupanti”. Un invito alla giustizia fai da te che fa rabbrividire, ma che ben si sposa con il clima da stato di polizia che si respira in questi giorni, con il Ddl Sicurezza che promette di trasformare l’Italia in un grande laboratorio sulla legge e l’ordine. Ma la domanda sorge spontanea: è questa la soluzione? È questa la sicurezza, travestita da vendetta? In questo scenario da basso impero, c’è chi sogna una città ripulita per il Giubileo, come se la povertà fosse polvere da nascondere sotto il tappeto. E allora, caro Franco, invece di giocare allo sceriffo, perché non provi a fare il presidente di Municipio che si occupa dei problemi anziché crearne di nuovi? Basterebbe una telefonata ai suoi colleghi di partito, no?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62217995</guid><pubDate>Fri, 04 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62217995/imported_a5a87f11_a622_4a3a_8e01_f7c13b821751.mp3" length="2002860" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuti nel Far West della Capitale, dove la legge del più forte si fa strada tra le pieghe di un tessuto sociale sempre più lacerato. 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Franco non si è limitato a invocare lo sgombero: ha aizzato la folla, invitando i cittadini a “scendere in strada per cacciare gli occupanti”. Un invito alla giustizia fai da te che fa rabbrividire, ma che ben si sposa con il clima da stato di polizia che si respira in questi giorni, con il Ddl Sicurezza che promette di trasformare l’Italia in un grande laboratorio sulla legge e l’ordine. Ma la domanda sorge spontanea: è questa la soluzione? È questa la sicurezza, travestita da vendetta? In questo scenario da basso impero, c’è chi sogna una città ripulita per il Giubileo, come se la povertà fosse polvere da nascondere sotto il tappeto. E allora, caro Franco, invece di giocare allo sceriffo, perché non provi a fare il presidente di Municipio che si occupa dei problemi anziché crearne di nuovi? Basterebbe una telefonata ai suoi colleghi di partito, no?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il francobollo del disonore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-francobollo-del-disonore--62200718</link><description><![CDATA[Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo commemorativo in onore di Silvio Berlusconi, l’ex Presidente del Consiglio deceduto l’anno scorso. Questa decisione non è solo inopportuna, ma un vero e proprio affronto alla giustizia e allo stato di diritto.<br /> Berlusconi non è stato uno statista. È stato un pregiudicato, condannato in via definitiva per frode fiscale a quattro anni di reclusione. Solo cavilli legali e prescrizioni lo hanno salvato da ulteriori condanne. Fino alla sua morte, è rimasto indagato dalla Procura di Firenze in relazione alle stragi mafiose del 1993.<br /> Le sentenze hanno stabilito che Berlusconi pagava la mafia siciliana. Il suo stretto collaboratore Marcello Dell’Utri, cofondatore di Forza Italia, è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. La Cassazione ha stabilito che dal 1974 al 1992, Dell’Utri è stato il garante “decisivo” dell’accordo tra Berlusconi e Cosa Nostra, fornendo “un costante canale di significativo arricchimento” per la mafia e garantendo a Berlusconi la sua “sicurezza personale ed economica”.<br /> Negli anni ’70 incontrò i boss mafiosi e assunse Vittorio Mangano, un noto mafioso, nella sua villa di Arcore. Era inoltre iscritto alla loggia massonica segreta P2, il cui “Piano di rinascita democratica” mirava a infiltrare e controllare le istituzioni politiche, giudiziarie e mediatiche italiane.<br /> Emettendo questo francobollo, lo Stato italiano equipara Berlusconi a eroi nazionali come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, magistrati che hanno dato la vita lottando contro la mafia. È un insulto alla loro memoria e a tutti gli italiani che credono nella giustizia.<br /> Questo francobollo non onora uno statista. Commemora un uomo che ha svilito la nostra politica e ridicolizzato l’Italia a livello internazionale. È un francobollo del disonore, che rivela la bancarotta morale di chi eleva un pregiudicato allo status di eroe nazionale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62200718</guid><pubDate>Thu, 03 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62200718/imported_21a888c6_1f16_4cd5_ba19_7a5e5a62e554.mp3" length="2297939" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo commemorativo in onore di Silvio Berlusconi, l’ex Presidente del Consiglio deceduto l’anno scorso. Questa decisione non è solo inopportuna, ma un vero e proprio affronto alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo commemorativo in onore di Silvio Berlusconi, l’ex Presidente del Consiglio deceduto l’anno scorso. Questa decisione non è solo inopportuna, ma un vero e proprio affronto alla giustizia e allo stato di diritto.<br /> Berlusconi non è stato uno statista. È stato un pregiudicato, condannato in via definitiva per frode fiscale a quattro anni di reclusione. Solo cavilli legali e prescrizioni lo hanno salvato da ulteriori condanne. Fino alla sua morte, è rimasto indagato dalla Procura di Firenze in relazione alle stragi mafiose del 1993.<br /> Le sentenze hanno stabilito che Berlusconi pagava la mafia siciliana. Il suo stretto collaboratore Marcello Dell’Utri, cofondatore di Forza Italia, è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. La Cassazione ha stabilito che dal 1974 al 1992, Dell’Utri è stato il garante “decisivo” dell’accordo tra Berlusconi e Cosa Nostra, fornendo “un costante canale di significativo arricchimento” per la mafia e garantendo a Berlusconi la sua “sicurezza personale ed economica”.<br /> Negli anni ’70 incontrò i boss mafiosi e assunse Vittorio Mangano, un noto mafioso, nella sua villa di Arcore. Era inoltre iscritto alla loggia massonica segreta P2, il cui “Piano di rinascita democratica” mirava a infiltrare e controllare le istituzioni politiche, giudiziarie e mediatiche italiane.<br /> Emettendo questo francobollo, lo Stato italiano equipara Berlusconi a eroi nazionali come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, magistrati che hanno dato la vita lottando contro la mafia. È un insulto alla loro memoria e a tutti gli italiani che credono nella giustizia.<br /> Questo francobollo non onora uno statista. Commemora un uomo che ha svilito la nostra politica e ridicolizzato l’Italia a livello internazionale. È un francobollo del disonore, che rivela la bancarotta morale di chi eleva un pregiudicato allo status di eroe nazionale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Incursioni, blitz e visite di cortesia: il lessico ipocrita dei media sulla guerra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/incursioni-blitz-e-visite-di-cortesia-il-lessico-ipocrita-dei-media-sulla-guerra--62185175</link><description><![CDATA[“Invasione limitata in Libano”, ha scritto il Corriere della sera spiegandoci che “il governo di Israele ha votato sì alle incursioni”. Gli oltre 11 mila bambini uccisi a Gaza e le oltre 6 mila donne vittime delle bombe e dei proiettili israeliani avrebbero da ridire sull’uso della parola incursione, probabilmente, se potessero ancora parlare.<br /> Anche Repubblica ha titolato con “incursioni in Libano” con un sottotitolo notevole: “Washington: le operazioni saranno limitate. Biden chiede una tregua”. Il lettore potrà comprendere che gli Usa hanno chiesto una tregua con la mano destra e hanno assicurato che la guerra sarà “limitata” con la sinistra. Quindi Biden dovrebbe chiedere una tregua a se stesso, sostanzialmente.<br /> Il Maessaggero titola “Israele entra in Libano”, immaginando un distinto signore che ha suonato al campanello del Libano chiedendo di poter salire un secondo per lasciare sul tavolo un paio di cose. Erano bombe. Nell’occhiello si legge che i militari italiani sono “in allarme”: si vede che non leggono i giornali italiani.<br /> Il Giornale, quotidiano che in questi anni ci ha abituato a prime pagine fragorose e spesso iperboliche, ieri deve avere ingerito una dose di bromuro: “Blitz degli israeliani in Libano”. Sembra la cronaca di un abigeato.<br /> Un bel pezzo della stampa italiana è campionessa di war washing, professionista dell’imbellettamento della guerra come legittima difesa o esportazione di democrazia o difesa dei valori occidentali o democratica incursione o chirurgica operazione o azione contro il terrorismo o riequilibrio internazionale o invasione obbligata o difesa dei confini. L’importante è non chiamarla guerra e riuscire ad avere lo stomaco per non vedere le vittime.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62185175</guid><pubDate>Wed, 02 Oct 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62185175/imported_d1776ad1_3a87_4557_8804_b952cc3de36e.mp3" length="1884577" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Invasione limitata in Libano”, ha scritto il Corriere della sera spiegandoci che “il governo di Israele ha votato sì alle incursioni”. Gli oltre 11 mila bambini uccisi a Gaza e le oltre 6 mila donne vittime delle bombe e dei proiettili israeliani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Invasione limitata in Libano”, ha scritto il Corriere della sera spiegandoci che “il governo di Israele ha votato sì alle incursioni”. Gli oltre 11 mila bambini uccisi a Gaza e le oltre 6 mila donne vittime delle bombe e dei proiettili israeliani avrebbero da ridire sull’uso della parola incursione, probabilmente, se potessero ancora parlare.<br /> Anche Repubblica ha titolato con “incursioni in Libano” con un sottotitolo notevole: “Washington: le operazioni saranno limitate. Biden chiede una tregua”. Il lettore potrà comprendere che gli Usa hanno chiesto una tregua con la mano destra e hanno assicurato che la guerra sarà “limitata” con la sinistra. Quindi Biden dovrebbe chiedere una tregua a se stesso, sostanzialmente.<br /> Il Maessaggero titola “Israele entra in Libano”, immaginando un distinto signore che ha suonato al campanello del Libano chiedendo di poter salire un secondo per lasciare sul tavolo un paio di cose. Erano bombe. Nell’occhiello si legge che i militari italiani sono “in allarme”: si vede che non leggono i giornali italiani.<br /> Il Giornale, quotidiano che in questi anni ci ha abituato a prime pagine fragorose e spesso iperboliche, ieri deve avere ingerito una dose di bromuro: “Blitz degli israeliani in Libano”. Sembra la cronaca di un abigeato.<br /> Un bel pezzo della stampa italiana è campionessa di war washing, professionista dell’imbellettamento della guerra come legittima difesa o esportazione di democrazia o difesa dei valori occidentali o democratica incursione o chirurgica operazione o azione contro il terrorismo o riequilibrio internazionale o invasione obbligata o difesa dei confini. L’importante è non chiamarla guerra e riuscire ad avere lo stomaco per non vedere le vittime.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Emergenza incompetenza: Lollobrigida sfida l'evidenza sul cambiamento climatico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/emergenza-incompetenza-lollobrigida-sfida-l-evidenza-sul-cambiamento-climatico--62169160</link><description><![CDATA[L’attuale ministro nonché ex quasi cognato di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida sabato a Siracusa ci ha spiegato che "la siccità non è una emergenza, è un fenomeno ciclico. Il problema - ha detto il ministro - è che le infrastrutture che sono state dimenticate e non realizzate negli anni hanno impedito di tenerci l'acqua piovuta in questi anni. Insomma, - ha aggiunto - è mancata una strategia seria, non solo in Sicilia ma in tutta Italia. Dobbiamo recuperare le acque reflue”.<br />In un documento della Commissione europea si legge che a “causa dei cambiamenti climatici, molte regioni europee devono già far fronte a siccità più frequenti, gravi e prolungate” e che “con un aumento della temperatura media globale di 3ºC, gli episodi di siccità potrebbero diventare due volte più frequenti e le perdite annuali assolute dovute alla siccità in Europa aumentare a 40 miliardi di euro l'anno, con gli impatti più gravi nelle regioni del Mediterraneo e dell’Atlantico”.<br />Il rapporto Onu in occasione della Cop 28 del dicembre dell’anno scorso spiega che “la siccità aggravata dal riscaldamento globale è un’emergenza senza precedenti su scala planetaria, che porta a penuria di cibo e carestia” aggiungendo che “mentre altri impatti climatici come le ondate di caldo, gli incendi e le inondazioni spesso occupano i titoli dei giornali, la siccità è per lo più un disastro silenzioso”. <br />Persino Enel scrive a proposito di siccità che “purtroppo, questa non è una condizione eccezionale, quanto il segno di una tendenza del cambiamento climatico globale in atto, con conseguenze anche sul fronte energetico”. <br />Forse la vera emergenza è avere un ministro così. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62169160</guid><pubDate>Tue, 01 Oct 2024 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62169160/imported_8b74d21c_b015_4c8a_9e0a_5f5d0da3a495.mp3" length="1938494" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’attuale ministro nonché ex quasi cognato di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida sabato a Siracusa ci ha spiegato che "la siccità non è una emergenza, è un fenomeno ciclico. Il problema - ha detto il ministro - è che le infrastrutture che sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’attuale ministro nonché ex quasi cognato di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida sabato a Siracusa ci ha spiegato che "la siccità non è una emergenza, è un fenomeno ciclico. Il problema - ha detto il ministro - è che le infrastrutture che sono state dimenticate e non realizzate negli anni hanno impedito di tenerci l'acqua piovuta in questi anni. Insomma, - ha aggiunto - è mancata una strategia seria, non solo in Sicilia ma in tutta Italia. Dobbiamo recuperare le acque reflue”.<br />In un documento della Commissione europea si legge che a “causa dei cambiamenti climatici, molte regioni europee devono già far fronte a siccità più frequenti, gravi e prolungate” e che “con un aumento della temperatura media globale di 3ºC, gli episodi di siccità potrebbero diventare due volte più frequenti e le perdite annuali assolute dovute alla siccità in Europa aumentare a 40 miliardi di euro l'anno, con gli impatti più gravi nelle regioni del Mediterraneo e dell’Atlantico”.<br />Il rapporto Onu in occasione della Cop 28 del dicembre dell’anno scorso spiega che “la siccità aggravata dal riscaldamento globale è un’emergenza senza precedenti su scala planetaria, che porta a penuria di cibo e carestia” aggiungendo che “mentre altri impatti climatici come le ondate di caldo, gli incendi e le inondazioni spesso occupano i titoli dei giornali, la siccità è per lo più un disastro silenzioso”. <br />Persino Enel scrive a proposito di siccità che “purtroppo, questa non è una condizione eccezionale, quanto il segno di una tendenza del cambiamento climatico globale in atto, con conseguenze anche sul fronte energetico”. <br />Forse la vera emergenza è avere un ministro così. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Camerati d'Europa uniti a Verona: il raduno che l'Italia finge di non vedere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/camerati-d-europa-uniti-a-verona-il-raduno-che-l-italia-finge-di-non-vedere--62153596</link><description><![CDATA[Come racconta per La Stampa Andrea Palladino nel Paese in cui non dovrebbe esistere nessun pericolo fascismo si sono radunati nei giorni scorsi i neonazisti provenienti da tutto il mondo per commemorare il fondatore della rete neonazista Blood and Honour (B&amp;H).<br /> A Sona, in provincia di Verona, in un’area agricola si son esibiti i Gesta Bellica, famosi per una canzone dedicata al boia nazista delle Fosse Ardeatine Eric Priebke. Il ritornello della canzone fa così: “Lui non risponde alle vostre menzogne / Lui non si spiega non lo farà mai / La sua fedeltà è più forte del Fuoco / Liberate il capitano!”.<br /> “Mille camerati, venuti da tutta Europa / Sono qui con me, sacrificando la propria vita” è invece il ritornello di un’altra canzone che fa riferimento alla Waffen-SS, la legione straniera del corpo di élite di Adolf Hitler, con lui nel bunker di Berlino. <br /> La scelta di Verona non è casuale. Nella città veneta proliferano i gruppi musicali di estrazione nazista sotto l’ala protettrice del Veneto Fronte Skinheads, che qui in Italia viene allegramente tollerato come un pittoresco gruppo di nostalgici. <br /> Collegati ala rete internazionale ci sono circoli tranquillamente aperti come quello del movimento “Dodici raggi” di Arzate, dove sul bancone del bar appare una svastica in ferro. L’antisemitismo come bandiera, il nazismo come ispirazione e ovviamente il ritorno del fascismo come aspirazione. <br /> Di quell’incontro non ne ha scritto quasi nessuno. Non ne ha dibattuto politicamente nessuno. Palladino scrive che un’auto delle forze dell’ordine vigilava all’esterno del concerto. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62153596</guid><pubDate>Mon, 30 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62153596/imported_6d8a21a5_61a3_4161_a0b6_d4cf955c3f65.mp3" length="1767131" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come racconta per La Stampa Andrea Palladino nel Paese in cui non dovrebbe esistere nessun pericolo fascismo si sono radunati nei giorni scorsi i neonazisti provenienti da tutto il mondo per commemorare il fondatore della rete neonazista Blood and...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come racconta per La Stampa Andrea Palladino nel Paese in cui non dovrebbe esistere nessun pericolo fascismo si sono radunati nei giorni scorsi i neonazisti provenienti da tutto il mondo per commemorare il fondatore della rete neonazista Blood and Honour (B&amp;H).<br /> A Sona, in provincia di Verona, in un’area agricola si son esibiti i Gesta Bellica, famosi per una canzone dedicata al boia nazista delle Fosse Ardeatine Eric Priebke. Il ritornello della canzone fa così: “Lui non risponde alle vostre menzogne / Lui non si spiega non lo farà mai / La sua fedeltà è più forte del Fuoco / Liberate il capitano!”.<br /> “Mille camerati, venuti da tutta Europa / Sono qui con me, sacrificando la propria vita” è invece il ritornello di un’altra canzone che fa riferimento alla Waffen-SS, la legione straniera del corpo di élite di Adolf Hitler, con lui nel bunker di Berlino. <br /> La scelta di Verona non è casuale. Nella città veneta proliferano i gruppi musicali di estrazione nazista sotto l’ala protettrice del Veneto Fronte Skinheads, che qui in Italia viene allegramente tollerato come un pittoresco gruppo di nostalgici. <br /> Collegati ala rete internazionale ci sono circoli tranquillamente aperti come quello del movimento “Dodici raggi” di Arzate, dove sul bancone del bar appare una svastica in ferro. L’antisemitismo come bandiera, il nazismo come ispirazione e ovviamente il ritorno del fascismo come aspirazione. <br /> Di quell’incontro non ne ha scritto quasi nessuno. Non ne ha dibattuto politicamente nessuno. Palladino scrive che un’auto delle forze dell’ordine vigilava all’esterno del concerto. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ministro Urso: il Don Chisciotte dei motori a combustione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ministro-urso-il-don-chisciotte-dei-motori-a-combustione--62122055</link><description><![CDATA[Povero Adolfo Urso, ministro dello Sviluppo economico che da mesi ha un chiodo fisso: consentire che la produzione di auto a benzina e diesel spossa continuare anche dopo il 2035. Qualche giorno fa tutto festante il ministro ha presentato a Bruxelles il suo piano chiedendo di rivedere la scadenza. <br /> Del resto, nella propaganda della maggioranza, il tema mondiale dell’inquinamento e del cambiamento climatico si scontra con il bullismo di cilindrata. Così è tutto più semplice e immediato per una parte dell’elettorato. Urso era felice. Al suo fianco aveva solidi alleati come Malta e Cipro. In realtà una doccia fredda era arrivata dal ministro tedesco Robert Habeck che aveva detto di voler “mantenere la data del 2035”, ma Urso giurava che la trattative fosse aperta. <br /> Ieri la doccia fredda si è fatta gelata. “La Germania non vuole indebolire le regole climatiche, per noi gli obiettivi climatici sono fondamentali e vediamo già un pericolo che l’industria Ue non regga la competizione con veicoli elettrici provenienti da altrove. Il nostro obiettivo non è mettere in discussione l’uscita dal motore endotermico nel 2035 e non chiediamo nuovi biocarburanti, che non sono climaticamente neutrali”, ha scandito il segretario di Stato tedesco agli Affari economici, Sven Giegold, arrivando al Consiglio Ue Competitività. A stretto giro anche la Spagna attraverso il ministro spagnolo dell’industria e del turismo, Jordi Hereu ha detto di non volere fare nessun passo indietro. E perfino l’unico produttore italiano, Stellantis, con il suo numero uno Carlos Tavares dice che “cambiare adesso le norme sarebbe surreale”. Con Urso rimangono Romania, Repubblica Ceca, Malta, Lituania e Slovacchia. Povero Urso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62122055</guid><pubDate>Fri, 27 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62122055/imported_c0bc0825_4272_4341_9a36_47265e54a34f.mp3" length="2107768" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Povero Adolfo Urso, ministro dello Sviluppo economico che da mesi ha un chiodo fisso: consentire che la produzione di auto a benzina e diesel spossa continuare anche dopo il 2035. 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In realtà una doccia fredda era arrivata dal ministro tedesco Robert Habeck che aveva detto di voler “mantenere la data del 2035”, ma Urso giurava che la trattative fosse aperta. <br /> Ieri la doccia fredda si è fatta gelata. “La Germania non vuole indebolire le regole climatiche, per noi gli obiettivi climatici sono fondamentali e vediamo già un pericolo che l’industria Ue non regga la competizione con veicoli elettrici provenienti da altrove. Il nostro obiettivo non è mettere in discussione l’uscita dal motore endotermico nel 2035 e non chiediamo nuovi biocarburanti, che non sono climaticamente neutrali”, ha scandito il segretario di Stato tedesco agli Affari economici, Sven Giegold, arrivando al Consiglio Ue Competitività. A stretto giro anche la Spagna attraverso il ministro spagnolo dell’industria e del turismo, Jordi Hereu ha detto di non volere fare nessun passo indietro. E perfino l’unico produttore italiano, Stellantis, con il suo numero uno Carlos Tavares dice che “cambiare adesso le norme sarebbe surreale”. Con Urso rimangono Romania, Repubblica Ceca, Malta, Lituania e Slovacchia. Povero Urso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dalla grazia ai pedofili al red carpet: Meloni rilancia Novák, reietta di Orbán</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dalla-grazia-ai-pedofili-al-red-carpet-meloni-rilancia-novak-reietta-di-orban--62107045</link><description><![CDATA[Il 24 settembre 2024, Giorgia Meloni posta l’ennesimo selfie. Nella foto: la premier italiana, Elon Musk e Katalin Novák. La didascalia recita: "Solo i bambini possono salvare il mondo".<br /><br /> Chi è Novák? Ex presidente della Repubblica ungherese, dimessa il 10 febbraio 2024. Il motivo? Uno scandalo di pedofilia. Aveva graziato il vicedirettore di un orfanotrofio, condannato per aver coperto abusi su minori.<br /><br /> Orbán, suo mentore politico, l'ha abbandonata. Meloni no. Anzi, fonti ungheresi rivelano: è stata la premier italiana a garantirle l'invito all'Atlantic Council, dove è stata scattata la foto.<br /><br /> Novák non è una figura qualunque. Ex ministra della Famiglia, paladina anti-LGBT, promotrice del World Congress of Families. Ora guida una "no profit contro il collasso demografico".<br /><br /> Non è la prima volta che Meloni finisce nell'occhio del ciclone per un'immagine. 21 maggio 2023: l'Emilia-Romagna era sott’acqua e lei postava un selfie con Mel Gibson.<br /><br /> Ma mentre la premier colleziona selfie, l'Italia attende risposte. Il 20 settembre 2024, il sindaco di centrodestra di Brisighella (Ravenna) denuncia: nessun aiuto dal governo per l'alluvione del 2023. Dov'è finito il generale Figliuolo, nominato commissario straordinario il 10 luglio 2023?<br /><br /> Il contrasto è stridente: da un lato, selfie sorridenti con celebrità e politici caduti in disgrazia; dall'altro, comunità che ancora attendono aiuti concreti.<br /><br /> Ma questo selfie non è solo una foto. È un manifesto politico. Rivela priorità, alleanze, visioni del mondo. Mentre l'Italia affronta sfide concrete - dalla ricostruzione post-alluvione alla crisi economica - la sua premier sembra più interessata a coltivare un'immagine internazionale controversa. La politica pop è una bolla pronta a esplodere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62107045</guid><pubDate>Thu, 26 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62107045/imported_44939f17_7367_480f_ad52_cf3ddc079b4c.mp3" length="2021668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 24 settembre 2024, Giorgia Meloni posta l’ennesimo selfie. Nella foto: la premier italiana, Elon Musk e Katalin Novák. La didascalia recita: "Solo i bambini possono salvare il mondo".

Chi è Novák? Ex presidente della Repubblica ungherese, dimessa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 24 settembre 2024, Giorgia Meloni posta l’ennesimo selfie. Nella foto: la premier italiana, Elon Musk e Katalin Novák. La didascalia recita: "Solo i bambini possono salvare il mondo".<br /><br /> Chi è Novák? Ex presidente della Repubblica ungherese, dimessa il 10 febbraio 2024. Il motivo? Uno scandalo di pedofilia. Aveva graziato il vicedirettore di un orfanotrofio, condannato per aver coperto abusi su minori.<br /><br /> Orbán, suo mentore politico, l'ha abbandonata. Meloni no. Anzi, fonti ungheresi rivelano: è stata la premier italiana a garantirle l'invito all'Atlantic Council, dove è stata scattata la foto.<br /><br /> Novák non è una figura qualunque. Ex ministra della Famiglia, paladina anti-LGBT, promotrice del World Congress of Families. Ora guida una "no profit contro il collasso demografico".<br /><br /> Non è la prima volta che Meloni finisce nell'occhio del ciclone per un'immagine. 21 maggio 2023: l'Emilia-Romagna era sott’acqua e lei postava un selfie con Mel Gibson.<br /><br /> Ma mentre la premier colleziona selfie, l'Italia attende risposte. Il 20 settembre 2024, il sindaco di centrodestra di Brisighella (Ravenna) denuncia: nessun aiuto dal governo per l'alluvione del 2023. Dov'è finito il generale Figliuolo, nominato commissario straordinario il 10 luglio 2023?<br /><br /> Il contrasto è stridente: da un lato, selfie sorridenti con celebrità e politici caduti in disgrazia; dall'altro, comunità che ancora attendono aiuti concreti.<br /><br /> Ma questo selfie non è solo una foto. È un manifesto politico. Rivela priorità, alleanze, visioni del mondo. Mentre l'Italia affronta sfide concrete - dalla ricostruzione post-alluvione alla crisi economica - la sua premier sembra più interessata a coltivare un'immagine internazionale controversa. La politica pop è una bolla pronta a esplodere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Abbasso Soros, viva Musk. Questione di stati d’animo.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/abbasso-soros-viva-musk-questione-di-stati-d-animo--62094958</link><description><![CDATA[C’era un tempo in cui Giorgia Meloni era a capo di un nugolo di politici, Salvini incluso, che tutti i giorni sparavano contro George Soros. La colpa di Soros sarebbe di essere ricco ma soprattutto di utilizzare i suoi soldi per condizionare le democrazie.<br /> I soldi che condizionano le democrazia sono un tema serissimo, in effetti. Non avevano torto. Non si capisce però perché Giorgia Meloni qualche mese dopo, a capo del governo italiano, abbia deciso di fare la valletta di un altro ricchissimo: Elon Musk. Musk come Soros è tra gli uomini più ricchi del pianeta. Musk a differenza di Soros si è intestato la missione di condizionare le elezioni Usa e di indirizzare la politica europea. <br /> Par di capire quindi che per Meloni (e compagnia cantante) il problema non siano i condizionamenti della politica ma siano più banalmente i condizionamenti contrari alle politiche che vorrebbero. Sembrava una questione etica e invece è una malinconica zuffa tra tifosi. Peccato.<br /> Non è l’unica inversione. Meloni in gita a New York per ritirare il premio della sagra dei sovranisti ha inscenato con il capo di Tesla anche un simpatico siparietto su nazione e patriottismo che secondo la premier significherebbero “uno stato d’animo a cui si appartiene”. Sarà per questo che il sudafricano bianco Elon Musk non le suscita le stesse preoccupazioni di quelli più poveri e scuri. Questioni di stato d’animo, non di Stati con la maiuscola. <br /> Meloni ha anche parlato di un “esercito di troll stranieri e maligni che è impegnato a manipolare la realtà e sfruttare le nostre contraddizioni”. Musk si sarà sentito chiamato in causa, pensando che la presidente si riferisse al suo X ex Twitter. Invece era solo uno stato d’animo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62094958</guid><pubDate>Wed, 25 Sep 2024 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62094958/imported_b6f7797e_e02f_437e_befd_92985c532b40.mp3" length="2015817" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’era un tempo in cui Giorgia Meloni era a capo di un nugolo di politici, Salvini incluso, che tutti i giorni sparavano contro George Soros. 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Musk a differenza di Soros si è intestato la missione di condizionare le elezioni Usa e di indirizzare la politica europea. <br /> Par di capire quindi che per Meloni (e compagnia cantante) il problema non siano i condizionamenti della politica ma siano più banalmente i condizionamenti contrari alle politiche che vorrebbero. Sembrava una questione etica e invece è una malinconica zuffa tra tifosi. Peccato.<br /> Non è l’unica inversione. Meloni in gita a New York per ritirare il premio della sagra dei sovranisti ha inscenato con il capo di Tesla anche un simpatico siparietto su nazione e patriottismo che secondo la premier significherebbero “uno stato d’animo a cui si appartiene”. Sarà per questo che il sudafricano bianco Elon Musk non le suscita le stesse preoccupazioni di quelli più poveri e scuri. Questioni di stato d’animo, non di Stati con la maiuscola. <br /> Meloni ha anche parlato di un “esercito di troll stranieri e maligni che è impegnato a manipolare la realtà e sfruttare le nostre contraddizioni”. Musk si sarà sentito chiamato in causa, pensando che la presidente si riferisse al suo X ex Twitter. Invece era solo uno stato d’animo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da custode a venditrice: il nuovo ruolo di Meloni per Poste italiane</title><link>https://www.spreaker.com/episode/da-custode-a-venditrice-il-nuovo-ruolo-di-meloni-per-poste-italiane--62082281</link><description><![CDATA[Era il 2018. Giorgia Meloni, come di consueto, era arrabbiata, arrabbiatissima. “Per Fratelli d’Italia Poste italiane è un gioiello che deve rimanere in mano italiana e pubblica, è un presidio di legalità e di presenza dello Stato. Ci batteremo in tutti i modi possibili per evitarne la svendita”, scriveva. <br /> Ce l’aveva con Matteo Renzi, a capo del governo che stava prendendo in considerazione la privatizzazione di Poste. <br /> C’è anche un video d’epoca. Meloni si mette in posa di fronte a uno striscione “Poste bene pubblico: giù le mani!”. Tra i reggi striscione c’è un giovane Donzelli, ora uno dei big del partito, che ride fragorosamente. Meloni lo sgrida, lui si rimette buono. Si avvicinano i giornalisti e Meloni parla degli “oltre 141 mila dipendenti” e dei ”13 mila presidi aperti sul territorio” e “oltre 500 miliardi dei risparmi degli italiani” per dire che “Poste italiane è un gioiello che la sinistra tenta in tutti i modi di svendere”. <br /> Finita la dichiarazione alla stampa la giovane Meloni si avvicina a Pif, lì presente in veste di inviato,  e gli sussurra: “Con voi di sinistra siamo d'accordo contro questi del PD, che stanno con le banche. Perché vogliono dare via Poste? Perché CDP gli fa concorrenza. Capito?”.<br /> Renzi privatizzò un pezzo di Poste. Il governo di Meloni sta facendo il resto. Dopo il disco verde della scorsa settimana al Dpcm che regolamenta l’alienazione di una quota della partecipazione detenuta dal Mef in Poste Italiane, il ministero dell’Economia e la società sarebbero già al lavoro per cedere la seconda tranche del capitale, pari ad una quota del 15%, entro un mese.<br /> Il presidio di legalità e di presenza dello Stato al miglior offerente. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62082281</guid><pubDate>Tue, 24 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62082281/imported_feafba69_c67a_4f85_9ae2_a0403bf6189b.mp3" length="2070987" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Era il 2018. 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Si avvicinano i giornalisti e Meloni parla degli “oltre 141 mila dipendenti” e dei ”13 mila presidi aperti sul territorio” e “oltre 500 miliardi dei risparmi degli italiani” per dire che “Poste italiane è un gioiello che la sinistra tenta in tutti i modi di svendere”. <br /> Finita la dichiarazione alla stampa la giovane Meloni si avvicina a Pif, lì presente in veste di inviato,  e gli sussurra: “Con voi di sinistra siamo d'accordo contro questi del PD, che stanno con le banche. Perché vogliono dare via Poste? Perché CDP gli fa concorrenza. Capito?”.<br /> Renzi privatizzò un pezzo di Poste. Il governo di Meloni sta facendo il resto. Dopo il disco verde della scorsa settimana al Dpcm che regolamenta l’alienazione di una quota della partecipazione detenuta dal Mef in Poste Italiane, il ministero dell’Economia e la società sarebbero già al lavoro per cedere la seconda tranche del capitale, pari ad una quota del 15%, entro un mese.<br /> Il presidio di legalità e di presenza dello Stato al miglior offerente. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ddl sicurezza è (pericolosissimo) dadaismo di Stato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ddl-sicurezza-e-pericolosissimo-dadaismo-di-stato--62069229</link><description><![CDATA[Nel grand guignol della politica italiana, il ddl sicurezza si erge come l'ultimo capolavoro di un governo che ha elevato il paradosso a metodo di governo. Non siamo di fronte a una semplice legge ma a un'opera d'arte concettuale che sfida i confini tra realtà e finzione legislativa.<br /><br /> Prendiamo la norma "anti-Gandhi". In un colpo solo, il governo riesce a trivializzare la disobbedienza civile e a criminalizzare il pensiero critico. Un tour de force legislativo che trasforma ogni manifestante in un potenziale Che Guevara, ogni sit-in in una minaccia alla sicurezza nazionale. Chapeau!<br /><br /> La norma "anti-Salis" è un manifesto del surrealismo giuridico. Trasformare l'emergenza abitativa in un'emergenza carceraria è un'intuizione degna di Ionesco. Perché risolvere il problema quando si può semplicemente renderlo illegale?<br /><br /> L'aggravante per i reati in stazioni e metropolitane è un omaggio al teatro dell'assurdo. Come se il crimine rispettasse i confini architettonici, come se bastasse un articolo di legge per esorcizzare il degrado urbano. <br /><br /> E che dire della crociata contro la cannabis light? Un'ode alla coerenza di un paese che bandisce le infiorescenze ma celebra l'aperitivo. Una mossa strategica per garantire che l'unica "erba" permessa sia quella dei campi da calcio.<br /><br /> Questo ddl non è solo una legge, è una performance artistica. Un'installazione concettuale che ci costringe a riflettere sui limiti della razionalità legislativa. È la prova tangibile che, in Italia, la linea tra governance e dadaismo è più sottile di quanto pensiamo.<br /><br /> Peccato che sia tutto pericolosissimo. La compressione dei diritti non fa ridere e riportare indietro i diritti quando passerà questo circo sarà molto più complicato del previsto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62069229</guid><pubDate>Mon, 23 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62069229/imported_23df61e3_0c33_40d6_bcdc_7716a563217a.mp3" length="1969005" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel grand guignol della politica italiana, il ddl sicurezza si erge come l'ultimo capolavoro di un governo che ha elevato il paradosso a metodo di governo. 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Perché risolvere il problema quando si può semplicemente renderlo illegale?<br /><br /> L'aggravante per i reati in stazioni e metropolitane è un omaggio al teatro dell'assurdo. Come se il crimine rispettasse i confini architettonici, come se bastasse un articolo di legge per esorcizzare il degrado urbano. <br /><br /> E che dire della crociata contro la cannabis light? Un'ode alla coerenza di un paese che bandisce le infiorescenze ma celebra l'aperitivo. Una mossa strategica per garantire che l'unica "erba" permessa sia quella dei campi da calcio.<br /><br /> Questo ddl non è solo una legge, è una performance artistica. Un'installazione concettuale che ci costringe a riflettere sui limiti della razionalità legislativa. È la prova tangibile che, in Italia, la linea tra governance e dadaismo è più sottile di quanto pensiamo.<br /><br /> Peccato che sia tutto pericolosissimo. La compressione dei diritti non fa ridere e riportare indietro i diritti quando passerà questo circo sarà molto più complicato del previsto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piccola storia ignobile di un'Italia divisa: il farmaco salvavita negato a 7 regioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piccola-storia-ignobile-di-un-italia-divisa-il-farmaco-salvavita-negato-a-7-regioni--62029161</link><description><![CDATA[Ieri mi sono imbattuto in una piccola ma significativa storia riportata dal giornalista Giovanni Rodriquez, che da sempre si occupa di sanità. <br /><br /> Scrive Giovanni che il Nirsevimab-Beyfortus, un anticorpo monoclonale che protegge i neonati dal virus respiratorio sinciziale, sarà fornito gratuitamente solo nelle regioni non in piano di rientro e non utilizzando risorse del Fondo sanitario nazionale. Di contro, nel Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia saranno i cittadini a dover acquistare di tasca loro il farmaco classificato in Classe C. <br /><br /> Mentre Spagna e Germania hanno introdotto una prevenzione universale già dal 2023, noi ci culliamo nell'idea che la salute sia un diritto, ma solo se nasci dalla parte giusta dello Stivale. Parliamo di un farmaco che riduce del 77% le ospedalizzazioni e dell'86% i ricoveri in terapia intensiva ed è diventato un lusso che evidentemente non possiamo permetterci per tutti.<br /><br /> Le società di neonatologia gridano al pericolo dal 2023 ma sono rimaste inascoltate. Il Ministero della Salute ha avuto il coraggio di dire che "Aifa ha concordato con la richiesta dell'azienda di classificare il monoclonale in fascia C". Ora evidentemente seguiamo le indicazioni delle aziende farmaceutiche per decidere chi ha diritto alla salute.<br /><br /> Solo ieri, di fronte alle polemiche, il Ministero si è svegliato e parla di riclassificazione in fascia A. Troppo tardi, troppo poco. Mentre loro "lavoravano", i bambini rischiavano. Dal 2023 abbiamo risparmiato qualche euro a scapito della salute dei più piccoli.<br /><br /> E questo è tutto quello che c’è da dire sulla chiave di lettura della sanità come merce, come costo, come ingaggio commerciale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62029161</guid><pubDate>Fri, 20 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62029161/imported_7c3cfb84_a6a4_432e_a97d_0bbb08f58672.mp3" length="1976946" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri mi sono imbattuto in una piccola ma significativa storia riportata dal giornalista Giovanni Rodriquez, che da sempre si occupa di sanità. 

Scrive Giovanni che il Nirsevimab-Beyfortus, un anticorpo monoclonale che protegge i neonati dal virus...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri mi sono imbattuto in una piccola ma significativa storia riportata dal giornalista Giovanni Rodriquez, che da sempre si occupa di sanità. <br /><br /> Scrive Giovanni che il Nirsevimab-Beyfortus, un anticorpo monoclonale che protegge i neonati dal virus respiratorio sinciziale, sarà fornito gratuitamente solo nelle regioni non in piano di rientro e non utilizzando risorse del Fondo sanitario nazionale. Di contro, nel Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia saranno i cittadini a dover acquistare di tasca loro il farmaco classificato in Classe C. <br /><br /> Mentre Spagna e Germania hanno introdotto una prevenzione universale già dal 2023, noi ci culliamo nell'idea che la salute sia un diritto, ma solo se nasci dalla parte giusta dello Stivale. Parliamo di un farmaco che riduce del 77% le ospedalizzazioni e dell'86% i ricoveri in terapia intensiva ed è diventato un lusso che evidentemente non possiamo permetterci per tutti.<br /><br /> Le società di neonatologia gridano al pericolo dal 2023 ma sono rimaste inascoltate. Il Ministero della Salute ha avuto il coraggio di dire che "Aifa ha concordato con la richiesta dell'azienda di classificare il monoclonale in fascia C". Ora evidentemente seguiamo le indicazioni delle aziende farmaceutiche per decidere chi ha diritto alla salute.<br /><br /> Solo ieri, di fronte alle polemiche, il Ministero si è svegliato e parla di riclassificazione in fascia A. Troppo tardi, troppo poco. Mentre loro "lavoravano", i bambini rischiavano. Dal 2023 abbiamo risparmiato qualche euro a scapito della salute dei più piccoli.<br /><br /> E questo è tutto quello che c’è da dire sulla chiave di lettura della sanità come merce, come costo, come ingaggio commerciale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Regina Coeli: la fabbrica dei suicidi nella settima sezione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/regina-coeli-la-fabbrica-dei-suicidi-nella-settima-sezione--62016172</link><description><![CDATA[Nel carcere di Regina Coeli si è suicidato il terzo detenuto dall’inizio dell’anno. Anzi, a voler essere precisi, si è suicidato il terzo detenuto del 2024 della settima sezione del carcere romano. <br /> Come racconta l’associazione Antigone la settima sezione è allo stesso tempo una sezione di ingresso, di transito, disciplinare, di isolamento sanitario. Le persone qui recluse restano in cella per 23 ore al giorno in una condizione che di dignitoso non ha nulla.<br /> Le celle sono piccolissime e ospitano 2 o 3 persone su un unico letto a castello. Il wc e il lavandino si trovano in una piccola stanza adiacente senza intimità. Le finestre sono più piccole che altre sezioni e dotate di celosie che non consentono all'aria di circolare e riducono l'ingresso della luce naturale. Sol poche celle sono dotate di doccia. <br /> Il Garante dei Diritti dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia racconta che solo ieri, e solo sul lato destro della sezione, è partito il riscaldamento, dopo settimane di freddo che non può essere temperato neanche dall’acqua calda, che nelle stanze non c’è.<br /> “Ci sono le coperte, certo, - racconta il garante - ma non sempre le consegne sono tempestive e più di un detenuto mi ha riferito di aver passato almeno una notte all’addiaccio, senza coperta, spesso senza lenzuola e senza cuscino. In settima sezione finanche il tavolo e le sedie sono un miraggio: i detenuti siedono e mangiano per terra o sul letto. Quelli più fortunati, che hanno avuto delle celle con armadietti in dotazione, li rimuovono e li mettono a terra, per sedersi, mangiare o giocare a carte con i coinquilini".<br /> Terzo suicidio in pochi mesi. Vai a sapere il perché. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/62016172</guid><pubDate>Thu, 19 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/62016172/imported_c99100be_4629_4b00_aba0_5326c0b06a5a.mp3" length="2015817" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel carcere di Regina Coeli si è suicidato il terzo detenuto dall’inizio dell’anno. Anzi, a voler essere precisi, si è suicidato il terzo detenuto del 2024 della settima sezione del carcere romano. 
Come racconta l’associazione Antigone la settima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel carcere di Regina Coeli si è suicidato il terzo detenuto dall’inizio dell’anno. Anzi, a voler essere precisi, si è suicidato il terzo detenuto del 2024 della settima sezione del carcere romano. <br /> Come racconta l’associazione Antigone la settima sezione è allo stesso tempo una sezione di ingresso, di transito, disciplinare, di isolamento sanitario. Le persone qui recluse restano in cella per 23 ore al giorno in una condizione che di dignitoso non ha nulla.<br /> Le celle sono piccolissime e ospitano 2 o 3 persone su un unico letto a castello. Il wc e il lavandino si trovano in una piccola stanza adiacente senza intimità. Le finestre sono più piccole che altre sezioni e dotate di celosie che non consentono all'aria di circolare e riducono l'ingresso della luce naturale. Sol poche celle sono dotate di doccia. <br /> Il Garante dei Diritti dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia racconta che solo ieri, e solo sul lato destro della sezione, è partito il riscaldamento, dopo settimane di freddo che non può essere temperato neanche dall’acqua calda, che nelle stanze non c’è.<br /> “Ci sono le coperte, certo, - racconta il garante - ma non sempre le consegne sono tempestive e più di un detenuto mi ha riferito di aver passato almeno una notte all’addiaccio, senza coperta, spesso senza lenzuola e senza cuscino. In settima sezione finanche il tavolo e le sedie sono un miraggio: i detenuti siedono e mangiano per terra o sul letto. Quelli più fortunati, che hanno avuto delle celle con armadietti in dotazione, li rimuovono e li mettono a terra, per sedersi, mangiare o giocare a carte con i coinquilini".<br /> Terzo suicidio in pochi mesi. Vai a sapere il perché. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ucraina e Russia: l'emorragia demografica di un conflitto senza fine</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ucraina-e-russia-l-emorragia-demografica-di-un-conflitto-senza-fine--61996715</link><description><![CDATA[Scrive il Wall Street Journal che il numero di ucraini e russi uccisi e feriti avrebbe raggiunto la quota di un milione. <br /> Ovviamente di dati ufficiali non ce ne sono. Una stima ucraina riservata di inizio anno ipotizzava il numero di soldati ucraini morti a 80.000 e i feriti a 400.000. Le stime dell'intelligence occidentale sulle vittime russe variano, con alcune che ipotizzano il numero di morti a quasi 200.000 e i feriti a circa 400.000.<br /> L’impatto nei due paesi che già erano alle prese con il declino della popolazione viene definito “devastante”. "La demografia è una priorità per Putin, e lui vuole usare l'Ucraina e la sua gente per consolidare il nucleo slavo della Russia", ha detto al quotidiano Usa Ivan Krastev , politologo di origine bulgara e autore di un libro in uscita sulla demografia europea. "Ma per l'Ucraina, il dilemma è esistenziale: quante persone puoi perdere in una guerra prima di perdere il tuo futuro?" <br /> Il censimento più recente in Ucraina, nel 2001, ha registrato 48 milioni di abitanti. All'inizio del 2022, prima dell'invasione russa, erano scesi a 40 milioni, comprese regioni come la Crimea che la Russia aveva annesso con il referendum del 2014. Con oltre sei milioni di persone in fuga dall'Ucraina dall'inizio della guerra nel febbraio 2022, secondo le Nazioni Unite, e la Russia che si è impossessata di ulteriori territori, la popolazione totale nel territorio controllato da Kiev è ora scesa tra 25 e 27 milioni. <br /> Oltre alle morti militari, anche il tasso di natalità dell'Ucraina è crollato al livello più basso mai registrato: nella prima metà di quest'anno, sono morte tre volte più persone di quante ne siano nate, secondo i dati governativi.<br /> Eccola, la guerra. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61996715</guid><pubDate>Wed, 18 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61996715/imported_bea14a84_1912_4873_b857_a87880d598dd.mp3" length="2086870" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Scrive il Wall Street Journal che il numero di ucraini e russi uccisi e feriti avrebbe raggiunto la quota di un milione. 
Ovviamente di dati ufficiali non ce ne sono. Una stima ucraina riservata di inizio anno ipotizzava il numero di soldati ucraini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Scrive il Wall Street Journal che il numero di ucraini e russi uccisi e feriti avrebbe raggiunto la quota di un milione. <br /> Ovviamente di dati ufficiali non ce ne sono. Una stima ucraina riservata di inizio anno ipotizzava il numero di soldati ucraini morti a 80.000 e i feriti a 400.000. Le stime dell'intelligence occidentale sulle vittime russe variano, con alcune che ipotizzano il numero di morti a quasi 200.000 e i feriti a circa 400.000.<br /> L’impatto nei due paesi che già erano alle prese con il declino della popolazione viene definito “devastante”. "La demografia è una priorità per Putin, e lui vuole usare l'Ucraina e la sua gente per consolidare il nucleo slavo della Russia", ha detto al quotidiano Usa Ivan Krastev , politologo di origine bulgara e autore di un libro in uscita sulla demografia europea. "Ma per l'Ucraina, il dilemma è esistenziale: quante persone puoi perdere in una guerra prima di perdere il tuo futuro?" <br /> Il censimento più recente in Ucraina, nel 2001, ha registrato 48 milioni di abitanti. All'inizio del 2022, prima dell'invasione russa, erano scesi a 40 milioni, comprese regioni come la Crimea che la Russia aveva annesso con il referendum del 2014. Con oltre sei milioni di persone in fuga dall'Ucraina dall'inizio della guerra nel febbraio 2022, secondo le Nazioni Unite, e la Russia che si è impossessata di ulteriori territori, la popolazione totale nel territorio controllato da Kiev è ora scesa tra 25 e 27 milioni. <br /> Oltre alle morti militari, anche il tasso di natalità dell'Ucraina è crollato al livello più basso mai registrato: nella prima metà di quest'anno, sono morte tre volte più persone di quante ne siano nate, secondo i dati governativi.<br /> Eccola, la guerra. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il patto di sabbia: Meloni, Saïed e il cimitero nel deserto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-patto-di-sabbia-meloni-saied-e-il-cimitero-nel-deserto--61890581</link><description><![CDATA[Il deserto come discarica umana. Questo il piano del presidente tunisino Kaïs Saïed, l'"alleato affidabile" di Giorgia Meloni nella gestione dei flussi migratori. Ma affidabile per cosa? Per abbandonare esseri umani nel deserto senza acqua né cibo?<br /><br /> I fatti parlano chiaro: 29 migranti della Sierra Leone, parte di un gruppo di 42, risultano dispersi dopo essere stati abbandonati dalle autorità tunisine al confine con l'Algeria. Tra loro, bambini e donne incinte. Anderson, 24 anni, racconta di 12 giorni nel deserto prima del salvataggio. Il suo crimine? Viaggiare da Sfax a Tunisi per rinnovare lo status di richiedente asilo.<br /><br /> Questa non è un'eccezione, ma una pratica sistematica. Human Rights Watch denuncia: da un anno i migranti vengono spinti verso i confini desertici, violando palesemente il diritto internazionale. L'OIM stima 15.000 migranti solo nel campo di Sfax, molti dei quali rischiano lo stesso destino.<br /><br /> Intanto, sei corpi di migranti, incluso un bambino, sono stati recuperati al largo di Monastir. Numeri che si aggiungono a una tragedia in corso, mentre l'Italia stringe accordi con Saïed.<br /><br /> Intanto il presidente tunisinoi prepara a elezioni farsa, negando l'accreditamento agli osservatori internazionali. Un'ulteriore prova della deriva autoritaria che l'Italia e l'Europa fingono di non vedere.<br /><br /> La Tunisia è diventata una trappola mortale per i migranti. Gruppi come Rifugiati in Libia lanciano l'allarme: "La situazione sta andando di male in peggio". Le morti aumentano, i diritti vengono calpestati, e il clima repressivo rende persino illegale aiutare i richiedenti asilo.<br /><br /> Eppure il governo italiano continua a stringere la mano a Saïed, chiudendo entrambi gli occhi. In nome di cosa? Di una "stabilità" che sa di sabbia e sangue.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61890581</guid><pubDate>Tue, 17 Sep 2024 04:31:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61890581/imported_9c8c24a3_1acc_4def_916d_c083e8341d11.mp3" length="1892519" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il deserto come discarica umana. Questo il piano del presidente tunisino Kaïs Saïed, l'"alleato affidabile" di Giorgia Meloni nella gestione dei flussi migratori. Ma affidabile per cosa? Per abbandonare esseri umani nel deserto senza acqua né cibo?

I...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il deserto come discarica umana. Questo il piano del presidente tunisino Kaïs Saïed, l'"alleato affidabile" di Giorgia Meloni nella gestione dei flussi migratori. Ma affidabile per cosa? Per abbandonare esseri umani nel deserto senza acqua né cibo?<br /><br /> I fatti parlano chiaro: 29 migranti della Sierra Leone, parte di un gruppo di 42, risultano dispersi dopo essere stati abbandonati dalle autorità tunisine al confine con l'Algeria. Tra loro, bambini e donne incinte. Anderson, 24 anni, racconta di 12 giorni nel deserto prima del salvataggio. Il suo crimine? Viaggiare da Sfax a Tunisi per rinnovare lo status di richiedente asilo.<br /><br /> Questa non è un'eccezione, ma una pratica sistematica. Human Rights Watch denuncia: da un anno i migranti vengono spinti verso i confini desertici, violando palesemente il diritto internazionale. L'OIM stima 15.000 migranti solo nel campo di Sfax, molti dei quali rischiano lo stesso destino.<br /><br /> Intanto, sei corpi di migranti, incluso un bambino, sono stati recuperati al largo di Monastir. Numeri che si aggiungono a una tragedia in corso, mentre l'Italia stringe accordi con Saïed.<br /><br /> Intanto il presidente tunisinoi prepara a elezioni farsa, negando l'accreditamento agli osservatori internazionali. Un'ulteriore prova della deriva autoritaria che l'Italia e l'Europa fingono di non vedere.<br /><br /> La Tunisia è diventata una trappola mortale per i migranti. Gruppi come Rifugiati in Libia lanciano l'allarme: "La situazione sta andando di male in peggio". Le morti aumentano, i diritti vengono calpestati, e il clima repressivo rende persino illegale aiutare i richiedenti asilo.<br /><br /> Eppure il governo italiano continua a stringere la mano a Saïed, chiudendo entrambi gli occhi. In nome di cosa? Di una "stabilità" che sa di sabbia e sangue.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ministro forte con i deboli, debole con la legge</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ministro-forte-con-i-deboli-debole-con-la-legge--61738354</link><description><![CDATA[C’è una domanda semplice per smontare il ministro Matteo Salvini a proposito del suo imbarazzante video su sfondo nero in cui dichiara di essere colpevole di “avere difeso l’Italia: da chi? <br /> Da chi ha difeso l’Italia Matteo Salvini tenendo una banda di disperati su una nave. Ci ha difeso da donne e bambini? Da chi ci ha difeso Matteo Salvini colpevole di omissione di soccorso poiché con la nave bloccata al porto l’operazione Sar - di ricerca e soccorso - era ancora attiva? Ci ha difeso dagli scafisti che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva promesso di scovare in tutto l’orbe terraqueo prima di stringere le mani dei governi che sugli scafisti reggono il proprio potere ricattatorio?<br /> Salvini non è “colpevole di avere difeso l’Italia”. Salvini è politicamente colpevole di essere forte con i deboli e debole con i forti. Salvini è politicamente colpevole di essere parte di un governo che vede lui sotto processo, Delmastro che sarà a processo, Santanchè che sarà a processo, Pozzolo che sarà a processo, Montaruli già condannata, Sangiuliano probabilmente indagato, Toti ai servizi sociali. <br /> Salvini è politicamente colpevole di alimentare il giogo che ha trasformato Rainews in un triste megafono di governo. Salvini è politicamente colpevole di avere inventato la concimazione dei bassi istinti come metodo elettorale. Salvini è politicamente colpevole di avere trascinato l’Italia in un grottesco processo in cui rivendica di essere al di sopra del diritto internazionale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61738354</guid><pubDate>Mon, 16 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61738354/imported_e817137b_e037_4ba9_a65e_09ca91ec7182.mp3" length="1709453" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è una domanda semplice per smontare il ministro Matteo Salvini a proposito del suo imbarazzante video su sfondo nero in cui dichiara di essere colpevole di “avere difeso l’Italia: da chi? 
Da chi ha difeso l’Italia Matteo Salvini tenendo una banda...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è una domanda semplice per smontare il ministro Matteo Salvini a proposito del suo imbarazzante video su sfondo nero in cui dichiara di essere colpevole di “avere difeso l’Italia: da chi? <br /> Da chi ha difeso l’Italia Matteo Salvini tenendo una banda di disperati su una nave. Ci ha difeso da donne e bambini? Da chi ci ha difeso Matteo Salvini colpevole di omissione di soccorso poiché con la nave bloccata al porto l’operazione Sar - di ricerca e soccorso - era ancora attiva? Ci ha difeso dagli scafisti che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva promesso di scovare in tutto l’orbe terraqueo prima di stringere le mani dei governi che sugli scafisti reggono il proprio potere ricattatorio?<br /> Salvini non è “colpevole di avere difeso l’Italia”. Salvini è politicamente colpevole di essere forte con i deboli e debole con i forti. Salvini è politicamente colpevole di essere parte di un governo che vede lui sotto processo, Delmastro che sarà a processo, Santanchè che sarà a processo, Pozzolo che sarà a processo, Montaruli già condannata, Sangiuliano probabilmente indagato, Toti ai servizi sociali. <br /> Salvini è politicamente colpevole di alimentare il giogo che ha trasformato Rainews in un triste megafono di governo. Salvini è politicamente colpevole di avere inventato la concimazione dei bassi istinti come metodo elettorale. Salvini è politicamente colpevole di avere trascinato l’Italia in un grottesco processo in cui rivendica di essere al di sopra del diritto internazionale.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La rivoluzione della trasparenza finanziaria nel calcio portoghese</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rivoluzione-della-trasparenza-finanziaria-nel-calcio-portoghese--61373431</link><description><![CDATA[Una delle più prestigiose squadre del Portogallo e del calcio europeo ha deciso di intraprendere una strada destabilizzante per tutti gli altri: mettere online tutti i suoi dati economici a partire dai compensi dei suoi dirigenti, le commissioni agli agenti dei calciatori, i dettagli dell’accordo che il club ha preso con i gruppi ultras e le transazioni di ogni singolo pagamento.<br /> È il culto della trasparenza - diventato un feticcio in politica e nell’imprenditoria - che viene praticato senza remore in una società calcistica che sull’opacità finanziaria aveva costruito per anni il suo successo. Autore della rivoluzione è il nuovo presidente André Villas Boas, ex allenatore vincente della squadra. Il suo predecessore Jorge Nuno Lima Pinto Da Costa è stato uno dei presidenti più vincenti nella storia del calcio ed è stato un antesignano della finanziarizzazione delle società calcistiche legandosi a discutibili fondi d’investimento e ad aziende che pur non avendo nulla a che vedere con il calcio hanno acquisito in tutto o in parte i diritti economici di sportivi professionisti al fine di ricavare profitto da eventuali trasferimenti futuri. <br /> Con la promessa della trasparenza Villas Boas ha vinto le elezioni presidenziali del club con l’80% dei voti, seppellendo il suo predecessore che si era presentato alla sfida. <br /> Immaginate cosa potrebbe accadere se il buon esempio dei portoghesi arrivasse qui in Italia dove il calcio è diventato uno dei simboli del degrado economico e etico del Paese. Immaginate cosa accadrebbe se alle società calcistiche, di rilevante peso nella discussione pubblica, venisse chiesto di sottomettersi alla verifica come accade in altri campi. Sarebbe uno splendido autogol. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61373431</guid><pubDate>Fri, 13 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61373431/imported_03e8dd95_72e6_439b_97c4_ff67f961f570.mp3" length="1962318" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Una delle più prestigiose squadre del Portogallo e del calcio europeo ha deciso di intraprendere una strada destabilizzante per tutti gli altri: mettere online tutti i suoi dati economici a partire dai compensi dei suoi dirigenti, le commissioni agli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una delle più prestigiose squadre del Portogallo e del calcio europeo ha deciso di intraprendere una strada destabilizzante per tutti gli altri: mettere online tutti i suoi dati economici a partire dai compensi dei suoi dirigenti, le commissioni agli agenti dei calciatori, i dettagli dell’accordo che il club ha preso con i gruppi ultras e le transazioni di ogni singolo pagamento.<br /> È il culto della trasparenza - diventato un feticcio in politica e nell’imprenditoria - che viene praticato senza remore in una società calcistica che sull’opacità finanziaria aveva costruito per anni il suo successo. Autore della rivoluzione è il nuovo presidente André Villas Boas, ex allenatore vincente della squadra. Il suo predecessore Jorge Nuno Lima Pinto Da Costa è stato uno dei presidenti più vincenti nella storia del calcio ed è stato un antesignano della finanziarizzazione delle società calcistiche legandosi a discutibili fondi d’investimento e ad aziende che pur non avendo nulla a che vedere con il calcio hanno acquisito in tutto o in parte i diritti economici di sportivi professionisti al fine di ricavare profitto da eventuali trasferimenti futuri. <br /> Con la promessa della trasparenza Villas Boas ha vinto le elezioni presidenziali del club con l’80% dei voti, seppellendo il suo predecessore che si era presentato alla sfida. <br /> Immaginate cosa potrebbe accadere se il buon esempio dei portoghesi arrivasse qui in Italia dove il calcio è diventato uno dei simboli del degrado economico e etico del Paese. Immaginate cosa accadrebbe se alle società calcistiche, di rilevante peso nella discussione pubblica, venisse chiesto di sottomettersi alla verifica come accade in altri campi. Sarebbe uno splendido autogol. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quindi in Liguria è Renzi contro Renzi?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quindi-in-liguria-e-renzi-contro-renzi--61350719</link><description><![CDATA[Matteo Renzi, 25 maggio 2022: “Orgoglioso di sostenere Marco Bucci che è un ottimo Sindaco di Genova e che continuerà ad esserlo anche con il sostegno di Italia Viva. Grazie a Lella Paita per il suo lavoro”. Quello stesso giorno, intervistato da il Secolo XIX, su Bucci dice Renzi: “Ci ha convinti lui, la sua serietà, il suo stile di governo. È un sindaco civico formidabile soprattutto nella sua credibilità sulle infrastrutture come abbiamo visto per il Ponte Morandi”. <br /> Mercoledì 25 maggio 2022: “Bucci si è rimboccato le maniche, - prosegue Renzi - ha rimesso a posto la speranza di una città, ha delle idee che noi apprezziamo, rispetto allo sguardo cinico del M5s, preferiamo quello civico di Marco Bucci”. Poi, il 26 novembre 2022: “Bucci? E’ bravo, non vogliamo minimamente farlo cadere. W Bucci, che possa governare bene”. <br /> Il giornalista Mario Lavia (sempre oltremodo amichevole con Renzi) su Linkiesta (sempre oltremodo amichevole con Renzi) il 21 aprile  del 2022 scriveva un sentitissimo articolo per spiegarci che l’appoggio del leader di Italia Viva a Bucci “è uno strappo politico e simbolico, ma viene consumato in nome della coerenza (prima i programmi, poi le bandiere) e del fatto che, in realtà, il sindaco non ha niente a che vedere con le istanze di Lega e Fratelli d’Italia”. “È da chiedersi infatti - scriveva Lavia - cosa c’entri un amministratore serio come Marco Bucci con i sovranisti che si sono sempre mostrati più che inadeguati a governare le città, o anche solo a candidarsi per diventare sindaci”. <br /> Ora Marco Bucci è il candidato del centrodestra per le regionali in cui Renzi vorrebbe invece abbracciare il Pd e il M5S. Non è tutto bellissimo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61350719</guid><pubDate>Thu, 12 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61350719/imported_39593704_08d7_4824_a8bd_19d876fef379.mp3" length="2006204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Matteo Renzi, 25 maggio 2022: “Orgoglioso di sostenere Marco Bucci che è un ottimo Sindaco di Genova e che continuerà ad esserlo anche con il sostegno di Italia Viva. Grazie a Lella Paita per il suo lavoro”. 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W Bucci, che possa governare bene”. <br /> Il giornalista Mario Lavia (sempre oltremodo amichevole con Renzi) su Linkiesta (sempre oltremodo amichevole con Renzi) il 21 aprile  del 2022 scriveva un sentitissimo articolo per spiegarci che l’appoggio del leader di Italia Viva a Bucci “è uno strappo politico e simbolico, ma viene consumato in nome della coerenza (prima i programmi, poi le bandiere) e del fatto che, in realtà, il sindaco non ha niente a che vedere con le istanze di Lega e Fratelli d’Italia”. “È da chiedersi infatti - scriveva Lavia - cosa c’entri un amministratore serio come Marco Bucci con i sovranisti che si sono sempre mostrati più che inadeguati a governare le città, o anche solo a candidarsi per diventare sindaci”. <br /> Ora Marco Bucci è il candidato del centrodestra per le regionali in cui Renzi vorrebbe invece abbracciare il Pd e il M5S. Non è tutto bellissimo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni: la regina della sicurezza che teme i suoi guardiani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-la-regina-della-sicurezza-che-teme-i-suoi-guardiani--61328109</link><description><![CDATA[La giornata inizia con un'anticipazione de La Stampa: Giorgia Meloni avrebbe ordinato la rimozione degli agenti di polizia dal piano del suo ufficio a Palazzo Chigi. Un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica.<br /><br /> Secondo le fonti del quotidiano, la premier avrebbe comunicato la decisione al cerimoniale e all'ispettorato, senza fornire spiegazioni ufficiali. La richiesta includerebbe anche un maggiore filtro sui commessi più vicini al suo ufficio.<br /><br /> Le motivazioni sarebbero molteplici: un clima intossicato da scandali, ombre e sospetti; la preoccupazione personale della premier, già espressa in passato; il caso del ministro della Cultura Sangiuliano. <br /><br /> La Stampa riporta che Meloni si fiderebbe ormai solo della propria scorta, guidata da Giuseppe Napoli, marito della sua segretaria storica Patrizia Scurti. Del resto i nemici immaginari e le "opache manovre" sono una costante nella narrazione meloniana. <br /><br /> La notizia fa il giro dei media, suscitando reazioni e commenti. Poi, il colpo di scena: Palazzo Chigi emette un comunicato che smentisce categoricamente l'articolo: "È priva di fondamento la notizia secondo la quale sono state date nuove disposizioni alle forze di polizia presenti a Palazzo Chigi nei confronti delle quali il presidente del Consiglio da sempre ripone piena e totale fiducia".<br /><br /> La vicenda sembra chiudersi qui ma c'è un ulteriore sviluppo: viene diffusa una nuova nota che smentisce la precedente smentita, riportando lo stesso testo del primo comunicato. I poliziotti smentiscono Palazzo Chigi. La presidente regina della retorica sulle forze dell’ordine non si fida. Resta da vedere come potrebbero fidarsi di lei i cittadini.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61328109</guid><pubDate>Wed, 11 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61328109/imported_776ab8dc_4a2f_4d9c_ab23_c5b4d508e8a3.mp3" length="2019996" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La giornata inizia con un'anticipazione de La Stampa: Giorgia Meloni avrebbe ordinato la rimozione degli agenti di polizia dal piano del suo ufficio a Palazzo Chigi. Un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica.

Secondo le fonti del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La giornata inizia con un'anticipazione de La Stampa: Giorgia Meloni avrebbe ordinato la rimozione degli agenti di polizia dal piano del suo ufficio a Palazzo Chigi. Un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica.<br /><br /> Secondo le fonti del quotidiano, la premier avrebbe comunicato la decisione al cerimoniale e all'ispettorato, senza fornire spiegazioni ufficiali. La richiesta includerebbe anche un maggiore filtro sui commessi più vicini al suo ufficio.<br /><br /> Le motivazioni sarebbero molteplici: un clima intossicato da scandali, ombre e sospetti; la preoccupazione personale della premier, già espressa in passato; il caso del ministro della Cultura Sangiuliano. <br /><br /> La Stampa riporta che Meloni si fiderebbe ormai solo della propria scorta, guidata da Giuseppe Napoli, marito della sua segretaria storica Patrizia Scurti. Del resto i nemici immaginari e le "opache manovre" sono una costante nella narrazione meloniana. <br /><br /> La notizia fa il giro dei media, suscitando reazioni e commenti. Poi, il colpo di scena: Palazzo Chigi emette un comunicato che smentisce categoricamente l'articolo: "È priva di fondamento la notizia secondo la quale sono state date nuove disposizioni alle forze di polizia presenti a Palazzo Chigi nei confronti delle quali il presidente del Consiglio da sempre ripone piena e totale fiducia".<br /><br /> La vicenda sembra chiudersi qui ma c'è un ulteriore sviluppo: viene diffusa una nuova nota che smentisce la precedente smentita, riportando lo stesso testo del primo comunicato. I poliziotti smentiscono Palazzo Chigi. La presidente regina della retorica sulle forze dell’ordine non si fida. Resta da vedere come potrebbero fidarsi di lei i cittadini.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nel suo partito personale Renzi perde anche l'ombra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nel-suo-partito-personale-renzi-perde-anche-l-ombra--61311130</link><description><![CDATA[Luigi Marattin ha finalmente deciso di abbandonare il Titanic di Italia Viva, portando con sé un centinaio di dirigenti territoriali. Una vera e propria Waterloo per il partito personale di Matteo Renzi, che si vede abbandonato persino da chi, fino a ieri, ne cantava le lodi.<br /><br /> Il motivo? Una svolta a sinistra troppo repentina, imposta dal capitano senza consultare l'equipaggio. "Non condividiamo la decisione di entrare nel campo largo", tuona Marattin, come se fino a ieri non avesse notato la rotta zigzagante del suo ex leader. E aggiunge, con una punta di amarezza: "Una scelta del genere avrebbe dovuto essere presa in un Congresso". Ah, la democrazia interna, concetto sempre alieno in casa Renzi, dove la base e i dirigenti servono solo per amplificare gli applausi. <br /><br /> Ma il bello viene dopo. Marattin annuncia la nascita di "Orizzonti liberali", l'ennesima associazione-non-partito-ma-forse-sì che dovrebbe salvare l'Italia. Perché si sa, nel circo della politica italiana, non c'è nulla di più liberale che cambiare casacca ogni due per tre.<br /><br /> E Renzi? L'eterno Houdini della politica italiana si ritrova ancora una volta a fare i conti con la sua più grande illusione: la lealtà dei suoi seguaci. Mentre gli altri abbandonano la nave lui si affanna a raccattare briciole di consenso alla festa dell'Unità - passando in tre mesi dal "il PD è finito" al "non massacrate Schlein" con la disinvoltura di un contorsionista.<br /><br /> Eppure, nonostante tutto, il nostro eroe non si arrende. Come un giocoliere che ha perso tutte le palline continua imperterrito il suo show, convinto che prima o poi qualcuno tornerà ad applaudire. Ma la verità, caro Matteo, è che il pubblico se n'è andato da un pezzo. Manca solo il sipario. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61311130</guid><pubDate>Tue, 10 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61311130/imported_0ee2f2ad_bf4a_4656_8949_154cb8e50d4e.mp3" length="2018742" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Luigi Marattin ha finalmente deciso di abbandonare il Titanic di Italia Viva, portando con sé un centinaio di dirigenti territoriali. 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Marattin annuncia la nascita di "Orizzonti liberali", l'ennesima associazione-non-partito-ma-forse-sì che dovrebbe salvare l'Italia. Perché si sa, nel circo della politica italiana, non c'è nulla di più liberale che cambiare casacca ogni due per tre.<br /><br /> E Renzi? L'eterno Houdini della politica italiana si ritrova ancora una volta a fare i conti con la sua più grande illusione: la lealtà dei suoi seguaci. Mentre gli altri abbandonano la nave lui si affanna a raccattare briciole di consenso alla festa dell'Unità - passando in tre mesi dal "il PD è finito" al "non massacrate Schlein" con la disinvoltura di un contorsionista.<br /><br /> Eppure, nonostante tutto, il nostro eroe non si arrende. Come un giocoliere che ha perso tutte le palline continua imperterrito il suo show, convinto che prima o poi qualcuno tornerà ad applaudire. Ma la verità, caro Matteo, è che il pubblico se n'è andato da un pezzo. 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Solo che Raffaella Docimo, 65 anni, dal 2023 membro del Consiglio di amministrazione su indicazione proprio di Sangiuliano è professoressa ordinaria di Odontoiatria pediatrica a Tor Vergata che scrive nel suo curriculum di essere specializzata in “igiene dentale, prevenzione odontoiatrica sul territorio, problematiche odontoiatriche clinico-terapeutiche in età evolutiva” mentre l’istituzione che presiede si occupa di architettura, il design e fotografia. <br /> Raffaella Docimo tra le altre cose è molto amica di Sangiuliano (sarebbe stata lei a presentare il ministro a Maria Rosa Boccia), si dice sia amica della sorella d’Italia Arianna Meloni ed era candidata per Fratelli d’Italia alle scorse elezioni europee. Così a Palazzo Chigi hanno pensato che in effetti è troppo perfino per il governo più familistico d’Italia e così a breve verrà rimpiazzata dalla giornalista Emanuela Bruni. <br /> Tutto a posto, sembrerebbe, se non fosse per un paio di considerazioni inevitabili. L’odontoiatra stona comunque anche nel consiglio di amministrazione, a pensarci bene. In più appare evidente che la classe dirigente che secondo Meloni dovrebbe imporre una nuova egemonia culturale ha un serio problema nelle prime linee ma ancor di più nelle seconde. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61303598</guid><pubDate>Mon, 09 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61303598/imported_4de52705_0456_4611_a1c1_ddaeeb0812df.mp3" length="1632130" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per sostituire il neo ministro alla Cultura Alessandro Giuli che ha sostituito il dimissionario ex ministro Gennaro Sangiuliano al Maxxi di Roma, una della massimi istituzioni culturali della Capitale, è automaticamente scattata la consigliera più...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per sostituire il neo ministro alla Cultura Alessandro Giuli che ha sostituito il dimissionario ex ministro Gennaro Sangiuliano al Maxxi di Roma, una della massimi istituzioni culturali della Capitale, è automaticamente scattata la consigliera più anziana. 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L’odontoiatra stona comunque anche nel consiglio di amministrazione, a pensarci bene. 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Sette si sono salvati rimanendo per tre giorni aggrappati alla zattera, in mezzo a un pezzo di mare lasciato sguarnito. Quando li hanno recuperati i sopravvissuti avevano negli occhi l’orrore di chi non aveva più speranza. Colpa loro, dei morti e degli scampati, che non hanno ancora capito che prima di naufragare bisogna diventare milionari per ottenere soccorsi. <br /> Mentre ci si occupa dei calori estivi di un ministro il cambiamento climatico sta sfondando le strade delle città, preannunciando un autunno che smutanderà i negazionisti di casa nostra, quelli che misurano la crisi annusando la temperatura sul loro balconcino che si affaccia sulla piazza. <br /> Mentre ci si occupa di un ministro che frigna i balneari hanno ottenuto l’ennesimo rinvio che costerà nuove multe al nostro Paese, quindi a noi. Nel frattempo a suon di spari abbiamo saputo che un rampollo di ‘Ndrangheta al nord (dove la mafia non esiste) puntava agli affari della curva della squadra di calcio campione d’Italia. <br /> Nel frattempo i benzinai dicono che il governo ha licenziato la peggiore riforma sulla distribuzione di carburanti. Un regalo ai petrolieri, dicono. Accade anche che le disuguaglianze geografiche nella scuola pubblica siano già gravi prima dell’autonomia differenziata, mentre gli affitti per studenti schizzano alle stelle. <br /> La distrazione è riuscita. Bravi tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61276849</guid><pubDate>Fri, 06 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61276849/imported_3749a009_53a4_41a5_b28b_8ead48fa24d1.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre i telegiornali e i giornali nazionali hanno aperto con la notizia della scappatella di un ministro che aveva promesso un incarico di prestigio per fare il provolone con una donna al largo di Lampedusa - mica in Libia - ventuno persone sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre i telegiornali e i giornali nazionali hanno aperto con la notizia della scappatella di un ministro che aveva promesso un incarico di prestigio per fare il provolone con una donna al largo di Lampedusa - mica in Libia - ventuno persone sono morte su una barca capovolta. 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Nel frattempo a suon di spari abbiamo saputo che un rampollo di ‘Ndrangheta al nord (dove la mafia non esiste) puntava agli affari della curva della squadra di calcio campione d’Italia. <br /> Nel frattempo i benzinai dicono che il governo ha licenziato la peggiore riforma sulla distribuzione di carburanti. Un regalo ai petrolieri, dicono. Accade anche che le disuguaglianze geografiche nella scuola pubblica siano già gravi prima dell’autonomia differenziata, mentre gli affitti per studenti schizzano alle stelle. <br /> La distrazione è riuscita. Bravi tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Renzi, non è questione di veti ma di numeri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/renzi-non-e-questione-di-veti-ma-di-numeri--61261836</link><description><![CDATA[Dicono che non bisogna porre veti, che bisogna sconfiggere la destra e soprattutto che ciò che conta sono i numeri e non le antipatie. I numeri, appunto. Un sondaggio commissionato dal Fatto a Cluster17, quotata società francese di rilevazioni, dice che il 59% dell’elettorato complessivo si dice “contrario” al fatto che Avs, Pd e M5S “concludano un’alleanza elettorale con Matteo Renzi e il suo partito Italia Viva”. <br /> La percentuale sale al 65% tra l’elettorato del centrosinistra all’interno del quale è suddivisa tra il 78% dei 5 Stelle, il 65% di Avs e il 53% del Pd dove il 43% si dice invece favorevole. L’unico partito che si esprime maggioritariamente a favore dell’alleanza è Azione di Carlo Calenda con il 56% di sì. Nessuno, tranne stavolta gli elettori di Stati Uniti d’Europa, crede che l’ingresso di Renzi “potrebbe rafforzare le probabilità di vittoria del centrosinistra”. Non lo credono quelli del M5S, 85% di No, quelli di Avs, 71%, del Pd, 61% e nemmeno gli elettori ed elettrici di Azione, 60% di No.<br /> Quelli potrebbero dire: contano i voti, non le avversione. I voti, appunto. Non sarebbero disposti a votare una coalizione con Renzi l’82% dell’elettorato 5 Stelle, il 63% di Avs, il 42% di Stati Uniti d’Europa e il 37% del Pd. Il 50% degli elettori della coalizione di centrosinistra sono convinti che Renzi una volta eletto tradirà. Sono il 57% nel Pd e 56% in Avs, 68% nel M5S e 44% perfino tra i “suoi” di Stati Uniti d’Europa. Secondo il sondaggio il Partito democratico perderebbe un elettore su quattro. <br /> Non è questione di veti o di antipatie: Renzi porta in dote una contrarietà molto più pesante del suo risicato nugolo di voti. Lo dicono i numeri. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61261836</guid><pubDate>Thu, 05 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61261836/imported_410b81f1_3928_4f75_8509_b9806d0dc3c5.mp3" length="2119889" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dicono che non bisogna porre veti, che bisogna sconfiggere la destra e soprattutto che ciò che conta sono i numeri e non le antipatie. I numeri, appunto. 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Nessuno, tranne stavolta gli elettori di Stati Uniti d’Europa, crede che l’ingresso di Renzi “potrebbe rafforzare le probabilità di vittoria del centrosinistra”. Non lo credono quelli del M5S, 85% di No, quelli di Avs, 71%, del Pd, 61% e nemmeno gli elettori ed elettrici di Azione, 60% di No.<br /> Quelli potrebbero dire: contano i voti, non le avversione. I voti, appunto. Non sarebbero disposti a votare una coalizione con Renzi l’82% dell’elettorato 5 Stelle, il 63% di Avs, il 42% di Stati Uniti d’Europa e il 37% del Pd. Il 50% degli elettori della coalizione di centrosinistra sono convinti che Renzi una volta eletto tradirà. Sono il 57% nel Pd e 56% in Avs, 68% nel M5S e 44% perfino tra i “suoi” di Stati Uniti d’Europa. Secondo il sondaggio il Partito democratico perderebbe un elettore su quattro. <br /> Non è questione di veti o di antipatie: Renzi porta in dote una contrarietà molto più pesante del suo risicato nugolo di voti. Lo dicono i numeri. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pentiti di essersi pentiti: la beffa dell'Agenzia delle Entrate</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pentiti-di-essersi-pentiti-la-beffa-dell-agenzia-delle-entrate--61252656</link><description><![CDATA[Qualche giorno fa l’avvocato Luigi Li Gotti in un’intervista a Antimafiaduemila ha raccontato che l’Agenzia delle Entrate confisca ai collaboratori di giustizia - volgarmente detti pentiti - i soldi che dovrebbero servire a ricostruirsi una vita attraverso l’acquisto di una casa o l’inizio di un nuovo lavoro. Li Gotti ha difeso collaboratori di primo piano (Tommaso Buscetta, Totuccio Contorno, Giovanni Brusca, Francesco Marino Mannoia e Gaspare Mutolo) che sono stati fondamentali nella lotta alla mafia, così com’era stata pensata da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. <br /> Diventa difficile immaginare che un mafioso possa quindi accettare un percorso di collaborazione con la magistratura sapendo che alla fine si ritroverebbe isolato non solo socialmente ma anche economicamente. "Questo sistema che si è messo in moto - dice Li Gotti - è un freno totale a nuove collaborazioni. Chi dovesse decidere di collaborare, pensando a quello che succede dopo che la sua collaborazione non serve più, e che viene messo in mezzo ad una strada, ci pensa mille volte prima di collaborare. Quindi da una parte si incide sulla possibilità di raccogliere e sollecitare le collaborazioni con la giustizia e dall'altra parte i collaboratori vengono esposti al rischio di ritorsioni”.<br /> Giovanni Falcone diceva che i “pentiti” ci sono solamente quando lo Stato dimostra di volere fare sul serio nella lotta contro la mafia. Al linciaggio dei pentiti ci siamo abituati in questi anni, da parte di partiti e testate più o meno interessate e coinvolte in amicizie particolarmente pericolose. Mettere le mani in tasca ai pentiti invece dei mafiosi invece è una novità che fa spavento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61252656</guid><pubDate>Wed, 04 Sep 2024 02:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61252656/imported_6a1d1ae7_6835_4269_a57a_ca6285a86753.mp3" length="1858246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Qualche giorno fa l’avvocato Luigi Li Gotti in un’intervista a Antimafiaduemila ha raccontato che l’Agenzia delle Entrate confisca ai collaboratori di giustizia - volgarmente detti pentiti - i soldi che dovrebbero servire a ricostruirsi una vita...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qualche giorno fa l’avvocato Luigi Li Gotti in un’intervista a Antimafiaduemila ha raccontato che l’Agenzia delle Entrate confisca ai collaboratori di giustizia - volgarmente detti pentiti - i soldi che dovrebbero servire a ricostruirsi una vita attraverso l’acquisto di una casa o l’inizio di un nuovo lavoro. Li Gotti ha difeso collaboratori di primo piano (Tommaso Buscetta, Totuccio Contorno, Giovanni Brusca, Francesco Marino Mannoia e Gaspare Mutolo) che sono stati fondamentali nella lotta alla mafia, così com’era stata pensata da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. <br /> Diventa difficile immaginare che un mafioso possa quindi accettare un percorso di collaborazione con la magistratura sapendo che alla fine si ritroverebbe isolato non solo socialmente ma anche economicamente. "Questo sistema che si è messo in moto - dice Li Gotti - è un freno totale a nuove collaborazioni. Chi dovesse decidere di collaborare, pensando a quello che succede dopo che la sua collaborazione non serve più, e che viene messo in mezzo ad una strada, ci pensa mille volte prima di collaborare. Quindi da una parte si incide sulla possibilità di raccogliere e sollecitare le collaborazioni con la giustizia e dall'altra parte i collaboratori vengono esposti al rischio di ritorsioni”.<br /> Giovanni Falcone diceva che i “pentiti” ci sono solamente quando lo Stato dimostra di volere fare sul serio nella lotta contro la mafia. Al linciaggio dei pentiti ci siamo abituati in questi anni, da parte di partiti e testate più o meno interessate e coinvolte in amicizie particolarmente pericolose. Mettere le mani in tasca ai pentiti invece dei mafiosi invece è una novità che fa spavento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il grande bluff del "supporto formazione e lavoro"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-grande-bluff-del-supporto-formazione-e-lavoro--61242367</link><description><![CDATA[Eccoci qui, a un anno esatto dall'introduzione del tanto decantato "supporto formazione e lavoro", l'ennesima panacea del governo Meloni per risolvere il problema della disoccupazione. Di questo strumento miracoloso sappiamo praticamente nulla.<br /><br /> Mentre il reddito di cittadinanza veniva costantemente messo sotto la lente d'ingrandimento, accusato di ogni male possibile, il suo sostituto naviga nell'oblio più totale. La trasparenza tanto sbandierata si è persa nei meandri della burocrazia, o forse qualcuno ha deciso che meno si sa, meglio è.<br /><br /> I numeri parlano chiaro: 96.161 beneficiari in dieci mesi. Un risultato che fa impallidire persino il tanto criticato reddito di cittadinanza. Il vero capolavoro è l'assenza totale di dati su quanti abbiano effettivamente trovato lavoro. La ministra Calderone si vanta di 11 mila assunzioni, ma da gennaio è calato il silenzio. I numeri non sono così lusinghieri come si vorrebbe far credere.<br /><br /> Ci raccontano che la povertà è in calo, ma l'ISTAT ci svela che il "supporto formazione e lavoro" non ha contribuito minimamente a questo risultato. Anzi, ha persino peggiorato la distribuzione dei redditi. Un capolavoro di inettitudine, non c'è che dire.<br /><br /> Il colpo da maestro è la spesa: 107,6 milioni di euro in nove mesi, contro i 122,5 milioni previsti per il solo 2023. Un risparmio che fa gola al governo, certo, ma sulla pelle di chi sta cercando disperatamente di sbarcare il lunario.<br /><br /> In questo teatro dell'assurdo, l'unica certezza è che il governo Meloni ha creato un mostro burocratico ancora più opaco e inefficace del suo predecessore. Un bluff colossale. Solo che a questo giro gli indignati tacciono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61242367</guid><pubDate>Tue, 03 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61242367/imported_cd10f6e6_da16_4527_8a4c_c4fbe1c8710e.mp3" length="1872875" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Eccoci qui, a un anno esatto dall'introduzione del tanto decantato "supporto formazione e lavoro", l'ennesima panacea del governo Meloni per risolvere il problema della disoccupazione. 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La ministra Calderone si vanta di 11 mila assunzioni, ma da gennaio è calato il silenzio. I numeri non sono così lusinghieri come si vorrebbe far credere.<br /><br /> Ci raccontano che la povertà è in calo, ma l'ISTAT ci svela che il "supporto formazione e lavoro" non ha contribuito minimamente a questo risultato. Anzi, ha persino peggiorato la distribuzione dei redditi. Un capolavoro di inettitudine, non c'è che dire.<br /><br /> Il colpo da maestro è la spesa: 107,6 milioni di euro in nove mesi, contro i 122,5 milioni previsti per il solo 2023. Un risparmio che fa gola al governo, certo, ma sulla pelle di chi sta cercando disperatamente di sbarcare il lunario.<br /><br /> In questo teatro dell'assurdo, l'unica certezza è che il governo Meloni ha creato un mostro burocratico ancora più opaco e inefficace del suo predecessore. Un bluff colossale. Solo che a questo giro gli indignati tacciono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Siamo in quel periodo dell'anno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/siamo-in-quel-periodo-dell-anno--61230712</link><description><![CDATA[Ci avviciniamo a quel momento dell’anno in cui il governo in carica deve fare i conti delle sue promesse, metterli in fila e poi spiegare agli italiani che il risultato non è quello sperato. <br /> Ad oggi le uniche parole ufficiali dicono che la prossima manovra “come le precedenti, sarà seria ed equilibrata”. Mettere aggettivi ai numeri prima ancora che vengano comunicati è solitamente la strategia per raccontare profumato ciò che puzza. <br /> Siamo in quel periodo dell’anno in cui Matteo Salvini dovrà spiegare ancora una volta ai suoi elettori che la famigerata “quota 41” del pensioni è una fiaba per allocchi. Siamo in quel periodo dell’anno in cui il leader di Forza Italia Antonio Tajani deve tergiversare sull’aumento promesso delle pensioni minime buttandosi sulla malinconia, su quando c’era Silvio. <br /> Entriamo in quel periodo dell’anno in cui il sostegno economico alla povertà e all’infanzia diventa impossibile per colpa dell’Europa “brutta e cattiva” mentre continuerà ad essere possibilissimo spendere in armamenti come non avremmo mai potuto immaginare nelle peggiori previsioni. <br /> Siamo in quel periodo dell’anno in cui al governo tocca ammettere di aspettarsi coperture dal concordato biennale proposto a 2,7 milioni di autonomi e imprese sui redditi da dichiarare nel 2024 e 2025 con la garanzia di essere esclusi dai controlli: 2 miliardi di euro attesi dai furbi. <br /> Ma siamo anche sempre in quel governo in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già intimato ai suoi alleati in Parlamento di non presentare emendamenti che lei non ha autorizzato. Insomma, ha consigliato di non svolgere la propria funzione parlamentare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61230712</guid><pubDate>Mon, 02 Sep 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61230712/imported_8c79fa8a_8b07_46ba_a42f_9f7bcb097dde.mp3" length="1825645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci avviciniamo a quel momento dell’anno in cui il governo in carica deve fare i conti delle sue promesse, metterli in fila e poi spiegare agli italiani che il risultato non è quello sperato. 
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Siamo in quel periodo dell’anno in cui il leader di Forza Italia Antonio Tajani deve tergiversare sull’aumento promesso delle pensioni minime buttandosi sulla malinconia, su quando c’era Silvio. <br /> Entriamo in quel periodo dell’anno in cui il sostegno economico alla povertà e all’infanzia diventa impossibile per colpa dell’Europa “brutta e cattiva” mentre continuerà ad essere possibilissimo spendere in armamenti come non avremmo mai potuto immaginare nelle peggiori previsioni. <br /> Siamo in quel periodo dell’anno in cui al governo tocca ammettere di aspettarsi coperture dal concordato biennale proposto a 2,7 milioni di autonomi e imprese sui redditi da dichiarare nel 2024 e 2025 con la garanzia di essere esclusi dai controlli: 2 miliardi di euro attesi dai furbi. <br /> Ma siamo anche sempre in quel governo in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già intimato ai suoi alleati in Parlamento di non presentare emendamenti che lei non ha autorizzato. Insomma, ha consigliato di non svolgere la propria funzione parlamentare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'antimafia solo quando fa comodo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-antimafia-solo-quando-fa-comodo--61030001</link><description><![CDATA[[LA SVEGLIA VA IN VACANZA FINO AL 2 SETTEMBRE]<br /><br /> L'antimafia solo quando fa comodo<br /><br /> Nello Trocchia sul quotidiano Domani racconta di un signore poco conosciuto dalle cronache nazionali, Giovanni La Lia. Nel 1993 il suo telefono faceva e riceveva chiamate da persone che hanno a che fare con le stragi di mafia che uccisero dieci persone innocenti, tra cui due bambine, tra Lazio, Lombardia e Toscana, con ingenti danni anche al patrimonio artistico. <br /> Il telefono di La Lia in quei mesi ha comunicato anche con Filippo e Giuseppe Graviano, boss mafiosi che sono stati tra gli organizzatori delle bombe disseminate in Italia. La Lia ha affermato di non aver avuto contatti con i mafiosi Buttita, Spatuzza, Tranchina, Salvatore Benigno e Giorgio Pizzo, che ha detto di non conoscere. Quando gli hanno mostrato i tabulati ha risposto che si trattava probabilmente di “errore di digitazione o telefono clonato”, visto che ha giurato di non avere mai prestato il suo telefono a nessuno. <br /> La Lia oggi è indagato con l’accusa di avere mentito ai pubblici ministeri nell’ambito dell’inchiesta sul periodo stagista della Procura di Firenze, dove risultavano indagati Silvio Berlusconi (ora deceduto) e Marcello Dell’Utri. Che c’entra La Lia?  Il 26 gennaio 1994, Silvio Berlusconi annuncia l'ingresso in politica, il giorno dopo, a Milano, vengono arrestati i fratelli Graviano e qualche giorno dopo proprio La Lia fonda il club di Forza Italia a Misilmeri, in provincia di Palermo.<br /> I rapporti tra Cosa nostra e Forza Italia fin dalla sua fondazione sono scritti in diverse sentenze definitive. La Lia è un granello di una storia che però è sparita completamente dal dibattito pubblico e politico. Anche l’antimafia in questi tempi è diventata selettiva. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61030001</guid><pubDate>Thu, 15 Aug 2024 02:01:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61030001/imported_e5908ad5_2769_4646_8b04_08a5cf74eea1.mp3" length="1893773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>[LA SVEGLIA VA IN VACANZA FINO AL 2 SETTEMBRE]

L'antimafia solo quando fa comodo

Nello Trocchia sul quotidiano Domani racconta di un signore poco conosciuto dalle cronache nazionali, Giovanni La Lia. Nel 1993 il suo telefono faceva e riceveva...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[[LA SVEGLIA VA IN VACANZA FINO AL 2 SETTEMBRE]<br /><br /> L'antimafia solo quando fa comodo<br /><br /> Nello Trocchia sul quotidiano Domani racconta di un signore poco conosciuto dalle cronache nazionali, Giovanni La Lia. Nel 1993 il suo telefono faceva e riceveva chiamate da persone che hanno a che fare con le stragi di mafia che uccisero dieci persone innocenti, tra cui due bambine, tra Lazio, Lombardia e Toscana, con ingenti danni anche al patrimonio artistico. <br /> Il telefono di La Lia in quei mesi ha comunicato anche con Filippo e Giuseppe Graviano, boss mafiosi che sono stati tra gli organizzatori delle bombe disseminate in Italia. La Lia ha affermato di non aver avuto contatti con i mafiosi Buttita, Spatuzza, Tranchina, Salvatore Benigno e Giorgio Pizzo, che ha detto di non conoscere. Quando gli hanno mostrato i tabulati ha risposto che si trattava probabilmente di “errore di digitazione o telefono clonato”, visto che ha giurato di non avere mai prestato il suo telefono a nessuno. <br /> La Lia oggi è indagato con l’accusa di avere mentito ai pubblici ministeri nell’ambito dell’inchiesta sul periodo stagista della Procura di Firenze, dove risultavano indagati Silvio Berlusconi (ora deceduto) e Marcello Dell’Utri. Che c’entra La Lia?  Il 26 gennaio 1994, Silvio Berlusconi annuncia l'ingresso in politica, il giorno dopo, a Milano, vengono arrestati i fratelli Graviano e qualche giorno dopo proprio La Lia fonda il club di Forza Italia a Misilmeri, in provincia di Palermo.<br /> I rapporti tra Cosa nostra e Forza Italia fin dalla sua fondazione sono scritti in diverse sentenze definitive. La Lia è un granello di una storia che però è sparita completamente dal dibattito pubblico e politico. Anche l’antimafia in questi tempi è diventata selettiva. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Sud Italia muore di sete</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-sud-italia-muore-di-sete--61018338</link><description><![CDATA[Il Sud Italia muore di sete, e non è una metafora. Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata: un rosario di regioni arse dal sole e dalla negligenza. In Basilicata, il 90% del raccolto di grano è perduto. In Puglia, i raccolti sono dimezzati. E noi? Ci stupiamo, come se questa apocalisse idrica fosse imprevedibile e non il risultato di decenni di miopia.<br /><br /> I cambiamenti climatici sono qui, ora. Dal 1951, la disponibilità idrica è in costante calo. Nel 2022, abbiamo toccato il minimo storico: 67 miliardi di metri cubi, il 50% in meno rispetto alla media trentennale. Ma tranquilli, abbiamo il PNRR! Peccato che dei 4,8 miliardi stanziati per la tutela del territorio e delle risorse idriche, al 19 luglio fossero stati spesi solo 671 mila euro. Il resto? Probabilmente finirà per irrigare i giardini di qualche villa ministeriale.<br /><br /> E le infrastrutture? Ah sì, quelle reti idriche che perdono il 42,4% dell'acqua. Un colabrodo nazionale che sperpera abbastanza acqua da dissetare 43,4 milioni di persone per un anno. Ma chissà, forse è una strategia: se l'acqua si perde, almeno non dobbiamo preoccuparci di gestirla, no?<br /><br /> Quattro miliardi di euro bruciati nell'agricoltura del Sud, 33.000 posti di lavoro evaporati nel primo trimestre 2024. E mentre la Sicilia boccheggia, dei 31 progetti presentati per l'agro-sistema irriguo, tutti sono stati considerati inammissibili dal Mipaaf.<br /><br /> Il vero dramma è che sappiamo cosa fare. Gli esperti indicano soluzioni che richiedono una visione, coraggio e la volontà di guardare oltre il prossimo sondaggio elettorale.<br /><br /> La politica agisce con la velocità di chi non può tradire la sua propaganda. E mentre loro discutono, il Sud soffoca, l'agricoltura muore e il futuro si fa sempre più arido.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61018338</guid><pubDate>Wed, 14 Aug 2024 02:01:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61018338/imported_28439599_f75f_4e97_a559_1a97eb7095f4.mp3" length="1986142" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il Sud Italia muore di sete, e non è una metafora. Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata: un rosario di regioni arse dal sole e dalla negligenza. 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Probabilmente finirà per irrigare i giardini di qualche villa ministeriale.<br /><br /> E le infrastrutture? Ah sì, quelle reti idriche che perdono il 42,4% dell'acqua. Un colabrodo nazionale che sperpera abbastanza acqua da dissetare 43,4 milioni di persone per un anno. Ma chissà, forse è una strategia: se l'acqua si perde, almeno non dobbiamo preoccuparci di gestirla, no?<br /><br /> Quattro miliardi di euro bruciati nell'agricoltura del Sud, 33.000 posti di lavoro evaporati nel primo trimestre 2024. E mentre la Sicilia boccheggia, dei 31 progetti presentati per l'agro-sistema irriguo, tutti sono stati considerati inammissibili dal Mipaaf.<br /><br /> Il vero dramma è che sappiamo cosa fare. Gli esperti indicano soluzioni che richiedono una visione, coraggio e la volontà di guardare oltre il prossimo sondaggio elettorale.<br /><br /> La politica agisce con la velocità di chi non può tradire la sua propaganda. E mentre loro discutono, il Sud soffoca, l'agricoltura muore e il futuro si fa sempre più arido.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Essere d’accordo con Gasparri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/essere-d-accordo-con-gasparri--61004413</link><description><![CDATA[“Ci vuole l'innegabile talento di Vannacci per criticare Paola Egonu nel giorno del trionfo olimpico delle nostre atlete di pallavolo.<br /> L'ex, per fortuna, generale, si atteggia a De Gobineau 'de noantri' (se lo ignora può consultare Wikipedia, fonte di apprendimento alla sua portata) parlando di 'tratti somatici. Lessi su un giornale che si vantava di fingere di perdere l'equilibrio in metropolitana per toccare le mani, cito, 'di persone di colore per capire al tatto se la loro pelle fosse più rugosa della nostra. lo invece ho incontrato un signore che si è qualificato come barbiere di Vannacci, meno noto di quello di Siviglia reso celebre da Rossini (rinvio Vannacci a fonti Internet anche in questo caso), dal quale ho appreso che al momento dello shampoo, con l'inevitabile contatto delle mani con il celebre cranio, 'a tatto' il barbiere ebbe il sospetto di un vuoto all'interno della 'scatola' Ma come dicono nella celebre opera 'la calunnia è un venticello' e il barbiere avrà mentito. Per Vannacci vale il noto detto: Tanto nomini nullum par elogium. O no?”.<br /> Vi stupirà sapere che il forbito commento qui sopra è firmato dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, folgorato sulla via di Damasco da una luce di rispetto e di integrazione. La stessa sospetta conversione del ministro Lollobrigida qualche giorno prima, quando ha scritto che non esistono colori tra gli atleti ma sono “tutti azzurri”. <br /> Quella che potrebbe essere un’angosciante buona notizia (essere d’accordo per una volta con Gasparri) in realtà nasconde la vera notizia: nella destra è cominciata la guerra contro Salvini e compari. Dipingerli come estremisti è il primo passo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/61004413</guid><pubDate>Tue, 13 Aug 2024 02:01:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/61004413/imported_6e999351_fd26_4848_aa6a_14321d59267e.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Ci vuole l'innegabile talento di Vannacci per criticare Paola Egonu nel giorno del trionfo olimpico delle nostre atlete di pallavolo.
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Lessi su un giornale che si vantava di fingere di perdere l'equilibrio in metropolitana per toccare le mani, cito, 'di persone di colore per capire al tatto se la loro pelle fosse più rugosa della nostra. lo invece ho incontrato un signore che si è qualificato come barbiere di Vannacci, meno noto di quello di Siviglia reso celebre da Rossini (rinvio Vannacci a fonti Internet anche in questo caso), dal quale ho appreso che al momento dello shampoo, con l'inevitabile contatto delle mani con il celebre cranio, 'a tatto' il barbiere ebbe il sospetto di un vuoto all'interno della 'scatola' Ma come dicono nella celebre opera 'la calunnia è un venticello' e il barbiere avrà mentito. Per Vannacci vale il noto detto: Tanto nomini nullum par elogium. O no?”.<br /> Vi stupirà sapere che il forbito commento qui sopra è firmato dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, folgorato sulla via di Damasco da una luce di rispetto e di integrazione. La stessa sospetta conversione del ministro Lollobrigida qualche giorno prima, quando ha scritto che non esistono colori tra gli atleti ma sono “tutti azzurri”. <br /> Quella che potrebbe essere un’angosciante buona notizia (essere d’accordo per una volta con Gasparri) in realtà nasconde la vera notizia: nella destra è cominciata la guerra contro Salvini e compari. Dipingerli come estremisti è il primo passo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I complimenti a denti stretti in queste Olimpiadi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-complimenti-a-denti-stretti-in-queste-olimpiadi--60989759</link><description><![CDATA[Ieri pomeriggio dopo la straordinaria vittoria alle Olimpiadi di Parigi della nazionale femminile di pallavolo in è saltato all’occhio un post su X di Bruno Vespa, giornalista di punta di qualsiasi potere, simbolo di certo giornalismo che va per la maggiore nel Paese.<br /> Scrive Vespa, testuale: “Straordinaria la nazionale pallavolista femminile. Complimenti a Paola Enogu e Myriam Sylla:brave,nere,italiane.Esempio di integrazione vincente”. Solo che Paola di cognome fa Egonu, come sa qualsiasi giornalista che anche svogliatamente al mattino faccia uno straccio di rassegna stampa.  Lasciamo perdere anche gli spazi dopo la punteggiatura, regolati prima elementare che viene segnalata con la matita blu. <br /> Ciò che ci interessa è lo sforzo di Vespa, e di tutte le vespe come lui, di apparire progressista non riuscendo a non mentire. Egonu e Sylla sono brave e italiane di nascita per tutti, esattamente come tutte le altre pallavoliste. Che nella testa di Vespa (e di molti al governo) sia necessario “integrarsi” per il colore della pelle è un tarlo del vannaccismo che in queste olimpiadi ha sbattuto il naso contro la realtà. <br /> Che siano italiane e siano vittoriose è la notizia.  Che siano bianche o nere è un particolare che nota solo chi è imbevuto di questi tempi ignoranti, razzisti e fascisti. Rimane comunque la soddisfazione (anche questa olimpica) di vederli costretti complimentarsi a denti stretti. Anche questa è una medaglia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notitzia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60989759</guid><pubDate>Mon, 12 Aug 2024 02:00:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60989759/imported_df102838_76c8_47e3_a6d9_98a3bb1dc839.mp3" length="1548956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri pomeriggio dopo la straordinaria vittoria alle Olimpiadi di Parigi della nazionale femminile di pallavolo in è saltato all’occhio un post su X di Bruno Vespa, giornalista di punta di qualsiasi potere, simbolo di certo giornalismo che va per la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri pomeriggio dopo la straordinaria vittoria alle Olimpiadi di Parigi della nazionale femminile di pallavolo in è saltato all’occhio un post su X di Bruno Vespa, giornalista di punta di qualsiasi potere, simbolo di certo giornalismo che va per la maggiore nel Paese.<br /> Scrive Vespa, testuale: “Straordinaria la nazionale pallavolista femminile. Complimenti a Paola Enogu e Myriam Sylla:brave,nere,italiane.Esempio di integrazione vincente”. Solo che Paola di cognome fa Egonu, come sa qualsiasi giornalista che anche svogliatamente al mattino faccia uno straccio di rassegna stampa.  Lasciamo perdere anche gli spazi dopo la punteggiatura, regolati prima elementare che viene segnalata con la matita blu. <br /> Ciò che ci interessa è lo sforzo di Vespa, e di tutte le vespe come lui, di apparire progressista non riuscendo a non mentire. Egonu e Sylla sono brave e italiane di nascita per tutti, esattamente come tutte le altre pallavoliste. Che nella testa di Vespa (e di molti al governo) sia necessario “integrarsi” per il colore della pelle è un tarlo del vannaccismo che in queste olimpiadi ha sbattuto il naso contro la realtà. <br /> Che siano italiane e siano vittoriose è la notizia.  Che siano bianche o nere è un particolare che nota solo chi è imbevuto di questi tempi ignoranti, razzisti e fascisti. Rimane comunque la soddisfazione (anche questa olimpica) di vederli costretti complimentarsi a denti stretti. Anche questa è una medaglia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notitzia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Con Vannacci il capitano Salvini diventa mozzo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/con-vannacci-il-capitano-salvini-diventa-mozzo--60959443</link><description><![CDATA[Poco fa, alla fine di maggio, il leader della Lega Matteo Salvini ha espulso il consigliere regionale ed ex assessore a Padova. La sua colpa è quella di avere sostenuto a Mestrino, un comune di circa 10 mila anime, il suo ex vice sindaco e non il candidato del partito. <br /> A luglio Salvini ha espulso Paolo Grimoldi, storico militante della Lega colpevole di avere criticato la linea del segretario e avere chiesto a gran voce i congressi. <br /> Erano tre i consiglieri regionali espulsi in Lombardi a fine 2022. Il consiglio dei saggi della Lega (ai tempi composto da Calderoli, Giorgetti, Bosatra, Centemero) parlò addirittura di “tradimento”. <br /> A marzo di quest’anno è stato espulso l'ex segretario regionale della Liga, ex sindaco di Vittorio Veneto e al tempo  europarlamentare Gianantonio Da Re. Aveva contestato le scelte di Salvini sulle candidature alle elezioni europee, in primis il generale Roberto Vannacci. A casa. <br /> A giugno Salvini ha espulso il consigliere regionale veneto Gabriele Michieletto accusato di “polemiche strumentali, inutili e dannose contro la Lega”. Erano i giorni in cui il fondatore del partito Umberto Bossi aveva annunciato che alle elezioni europee avrebbe votato Forza Italia. Bossi non è stato espulso, ovviamente. <br /> In questi giorni l’europarlamentare Roberto Vannacci ha annunciato di avere fondato il suo movimento politico. I suoi accoliti dicono che potrebbe anche diventare un partito, chissà. Si chiama “noi con Vannacci”, così simile a quel “Noi con Salvini”. Ovviamente tutto accade senza congressi, senza nulla. <br /> Vannacci l’ha fatta più grossa degli espulsi ma Salvini tace, è mansueto. Il capitano in certe occasione diventa mozzo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notitzia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60959443</guid><pubDate>Fri, 09 Aug 2024 02:01:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60959443/imported_d905b480_25f4_489a_b08f_4b4ae30bc935.mp3" length="1905893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Poco fa, alla fine di maggio, il leader della Lega Matteo Salvini ha espulso il consigliere regionale ed ex assessore a Padova. 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Aveva contestato le scelte di Salvini sulle candidature alle elezioni europee, in primis il generale Roberto Vannacci. A casa. <br /> A giugno Salvini ha espulso il consigliere regionale veneto Gabriele Michieletto accusato di “polemiche strumentali, inutili e dannose contro la Lega”. Erano i giorni in cui il fondatore del partito Umberto Bossi aveva annunciato che alle elezioni europee avrebbe votato Forza Italia. Bossi non è stato espulso, ovviamente. <br /> In questi giorni l’europarlamentare Roberto Vannacci ha annunciato di avere fondato il suo movimento politico. I suoi accoliti dicono che potrebbe anche diventare un partito, chissà. Si chiama “noi con Vannacci”, così simile a quel “Noi con Salvini”. Ovviamente tutto accade senza congressi, senza nulla. <br /> Vannacci l’ha fatta più grossa degli espulsi ma Salvini tace, è mansueto. Il capitano in certe occasione diventa mozzo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notitzia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Piano Mattei è in fondo al mare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-piano-mattei-e-in-fondo-al-mare--60949695</link><description><![CDATA[Il portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni Flavio di Giacomo ha rilanciato la testimonianza di un migrante sbarcato sabato scorso a Lampedusa da una barca che l’aveva soccorso in mare. Secondo il racconto del sopravvissuto una barca con 45 persone, tra cui donne e bambini, partita il 30 luglio dalla Tunisia verso l’Italia sarebbe naufragata.<br /> Negli ultimi sette giorni nel mar Mediterraneo sono morti 97 migranti, dice l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Si parla molto di sbarchi in calo, ma in realtà l’emergenza non era numerica neanche nel 2023. La vera emergenza, che continua anche adesso, è umanitaria: sono 1.021 le vittime dall’inizio dell’anno”, ha scritto il portavoce di Giacomo.<br /> La differenza rispetto agli anni scorsi è nell’abile nascondimento dei morti da parte del governo, che snocciola spesso i numeri che dimostrerebbero la diminuzione degli sbarchi. <br /> Nel cruscotto del ministero continuano a mancare però le vittime, mai conteggiate a meno che non sporchino le spiagge italiane e disturbino la quiete balneare. Del naufragio avvenuto nei giorni scorsi non se ne sa nulla, non si dice nulla, non si domanda nulla. Nessun chiarimento sulla responsabilità, nessuna indagine sulle cause e sulle vittime. <br /> La normalizzazione degli annegati è un elemento fondamentale per il buon funzionamento della strategia di respingimenti illegali, come dimostra l’amica Tunisia si sta distinguendo per avere imparato in fretta come essere un buon trampolino di lancio verso il fondo del mare. Così mentre il cosiddetto Piano Mattei vola nella propaganda questi altri affondano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60949695</guid><pubDate>Thu, 08 Aug 2024 02:01:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60949695/imported_c01834ea_b6ac_48b1_8baf_d454324ad437.mp3" length="1807673" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni Flavio di Giacomo ha rilanciato la testimonianza di un migrante sbarcato sabato scorso a Lampedusa da una barca che l’aveva soccorso in mare. Secondo il racconto del sopravvissuto una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni Flavio di Giacomo ha rilanciato la testimonianza di un migrante sbarcato sabato scorso a Lampedusa da una barca che l’aveva soccorso in mare. Secondo il racconto del sopravvissuto una barca con 45 persone, tra cui donne e bambini, partita il 30 luglio dalla Tunisia verso l’Italia sarebbe naufragata.<br /> Negli ultimi sette giorni nel mar Mediterraneo sono morti 97 migranti, dice l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Si parla molto di sbarchi in calo, ma in realtà l’emergenza non era numerica neanche nel 2023. La vera emergenza, che continua anche adesso, è umanitaria: sono 1.021 le vittime dall’inizio dell’anno”, ha scritto il portavoce di Giacomo.<br /> La differenza rispetto agli anni scorsi è nell’abile nascondimento dei morti da parte del governo, che snocciola spesso i numeri che dimostrerebbero la diminuzione degli sbarchi. <br /> Nel cruscotto del ministero continuano a mancare però le vittime, mai conteggiate a meno che non sporchino le spiagge italiane e disturbino la quiete balneare. Del naufragio avvenuto nei giorni scorsi non se ne sa nulla, non si dice nulla, non si domanda nulla. Nessun chiarimento sulla responsabilità, nessuna indagine sulle cause e sulle vittime. <br /> La normalizzazione degli annegati è un elemento fondamentale per il buon funzionamento della strategia di respingimenti illegali, come dimostra l’amica Tunisia si sta distinguendo per avere imparato in fretta come essere un buon trampolino di lancio verso il fondo del mare. Così mentre il cosiddetto Piano Mattei vola nella propaganda questi altri affondano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Toti che si difende dai processi, mica nei processi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/toti-che-si-difende-dai-processi-mica-nei-processi--60939488</link><description><![CDATA[Le cronache romane ci restituiscono il presidente dimissionario della Regione Liguria Giovanni Toti abbronzato e in tour negli uffici politici romani per apparecchiare il suo successore. Le gravi accuse che gli vengono mosse dalla Procura di Genova (corruzione e finanziamento illecito ai partiti) non hanno meritato una sola riga dei dibattiti e delle cronache. <br /> Toti ha visitato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per valutare una sua eventuale candidatura come successore. “Edoardo Rixi? Lo stimo - dice Toti - bisogna vedere se è disponibile e può fare campagna”. Toti ora è un “semplice cittadino”, dicono i suoi compagni di partito di centrodestra. <br /> Il garantismo peloso del resto è esattamente questo: utilizzare la leva della presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione per sfuggire alle questioni di responsabilità. Al di là dell’aspetto giudiziario e del processo che verrà quanto è opportuno che un ex presidente di Regione accusato di essere a capo di un sistema di potere corruttivo brighi fiero per trovare un successore del suo potere? <br /> Giovanni Toti ha il diritto di difendersi e la Liguria pure. Toti ieri ha rilanciato anche l’idea dello scudo per gli amministratori. “Uno scudo serve, non solo per parlamentari e ministri, surreale che uno come Matteo Salvini finisca a processo”, ha detto ai giornalisti. “Uno scudo come Capitan America,  - ha aggiunto bisogna allargare le immunità, più protezione non è necessaria solo per me ma anche per sindaci e amministratori”.<br /> La Liguria ha il diritto di difendersi da un politico che ha già cominciato a difendersi dai processi piuttosto che anziché difendersi nei processi. Questione di opportunità, non di garantismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60939488</guid><pubDate>Wed, 07 Aug 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60939488/imported_32afeaa9_1f52_4cc5_bed8_aac4e0bf703f.mp3" length="1813524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le cronache romane ci restituiscono il presidente dimissionario della Regione Liguria Giovanni Toti abbronzato e in tour negli uffici politici romani per apparecchiare il suo successore. 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Al di là dell’aspetto giudiziario e del processo che verrà quanto è opportuno che un ex presidente di Regione accusato di essere a capo di un sistema di potere corruttivo brighi fiero per trovare un successore del suo potere? <br /> Giovanni Toti ha il diritto di difendersi e la Liguria pure. Toti ieri ha rilanciato anche l’idea dello scudo per gli amministratori. “Uno scudo serve, non solo per parlamentari e ministri, surreale che uno come Matteo Salvini finisca a processo”, ha detto ai giornalisti. “Uno scudo come Capitan America,  - ha aggiunto bisogna allargare le immunità, più protezione non è necessaria solo per me ma anche per sindaci e amministratori”.<br /> La Liguria ha il diritto di difendersi da un politico che ha già cominciato a difendersi dai processi piuttosto che anziché difendersi nei processi. 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Nella sfilata di brillanti costituzionalisti favorevoli alla riforma fortemente voluta dal governo che la maggioranza sta facendo sfilare nel tentativo di corroborare le proprie tesi è stato il turno del professore Tommaso Edoardo Frosini, docente di diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, che ha affrontato l’ipotesi di una formula elettorale a turno unico, come già anticipato nei mesi scorsi dalla ministra per le Riforme Maria Elisabetta Casellati. <br /> Frosini ha parlato di un “75% dei seggi assegnati in collegi uninominali con recupero dei migliori perdenti” e un “restante 25% che il Mattarellum prevedeva di distribuire in via proporzionale, può essere assegnato come quota di premio per la maggioranza. Ma una quota mobile, non fissa, fino al 25%”. Si tratterebbe sostanzialmente di un sistema elettorale misto che tiene insieme due maggioritari, con evidenti problemi di incostituzionalità. E perché questa volta la Consulta non dovrebbe bocciarlo di nuovo? La risposta del professore Frosini è da brividi: “Il collegio che giudicherà, ammesso e non concesso che arrivi alla Corte, sarà completamente diverso da quello che si è già pronunciato”, dice. In pratica ci si affida alla possibilità di avere giudici più accondiscendenti. Non male come risposta se si tiene conto che la Corte costituzionale è incagliata da tempo per una nomina mancante da parte della maggioranza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60928120</guid><pubDate>Tue, 06 Aug 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60928120/imported_087c3067_75a5_4016_b4dd_28f8c943ac05.mp3" length="1804747" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sembra che se ne siano accorti in pochi di cosa è accaduto lo scorso martedì durante le audizioni in Commissione Affari costituzionali della Camera a proposito della riforma del premierato e della legge elettorale che inevitabilmente dovrà cambiare....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sembra che se ne siano accorti in pochi di cosa è accaduto lo scorso martedì durante le audizioni in Commissione Affari costituzionali della Camera a proposito della riforma del premierato e della legge elettorale che inevitabilmente dovrà cambiare. Nella sfilata di brillanti costituzionalisti favorevoli alla riforma fortemente voluta dal governo che la maggioranza sta facendo sfilare nel tentativo di corroborare le proprie tesi è stato il turno del professore Tommaso Edoardo Frosini, docente di diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, che ha affrontato l’ipotesi di una formula elettorale a turno unico, come già anticipato nei mesi scorsi dalla ministra per le Riforme Maria Elisabetta Casellati. <br /> Frosini ha parlato di un “75% dei seggi assegnati in collegi uninominali con recupero dei migliori perdenti” e un “restante 25% che il Mattarellum prevedeva di distribuire in via proporzionale, può essere assegnato come quota di premio per la maggioranza. Ma una quota mobile, non fissa, fino al 25%”. Si tratterebbe sostanzialmente di un sistema elettorale misto che tiene insieme due maggioritari, con evidenti problemi di incostituzionalità. E perché questa volta la Consulta non dovrebbe bocciarlo di nuovo? La risposta del professore Frosini è da brividi: “Il collegio che giudicherà, ammesso e non concesso che arrivi alla Corte, sarà completamente diverso da quello che si è già pronunciato”, dice. In pratica ci si affida alla possibilità di avere giudici più accondiscendenti. Non male come risposta se si tiene conto che la Corte costituzionale è incagliata da tempo per una nomina mancante da parte della maggioranza.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La destra al potere e l'allergia alla verità storica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-destra-al-potere-e-l-allergia-alla-verita-storica--60919245</link><description><![CDATA[Un soffio c’era già nelle parole del presidente del Senato Ignazio Maria Benito La Russa: "vile attentato da sentenze attribuito a matrice neofascista” aveva detto in occasione dell’anniversario della strage di Bologna. Delimitare una verità storica e di coscienza collettiva a un mero risultato giudiziario è un modo sottile e furbo per sminuire. <br /> Che la strage di Bologna del 2 agosto del 1980 fu un vile attentato dei neofascisti che ammazzarono 85 persone e ne ferirono più di 200 è scritto nelle sentenza ma è scritto anche nel tortuoso percorso giudiziario, sempre intralciato da depistaggi di Stato (di matrice neofascista). Per questo Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, nel suo discorso durante la commemorazione ha ricordato che “le radici di quell’attentato figurano a pieno titolo nella destra italiana di Governo”. Nella sentenza si legge chiaro e tondo che il condannato Paolo Bellini ha dichiarato di essere stato “infiltrato per conto di Almirante”. E il partito di Giorgia Meloni fieramente ha le radici in quell’Msi. <br /> L’atto finale dello smascheramento è l’intervista di ieri in cui Federico Mollicone, deputato di FdI e presidente della Commissione cultura alla Camera, dichiara che la sentenza sulla strage di Bologna è frutto di “un teorema politico per colpire la destra”. Sono le stesse parole dell’ex portavoce del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Marcello De Angelis fu costretto alle dimissioni. Mollicone lo salveranno. Ma lo spirito è quello lì. Le radici sono quelle lì. Non c’è nemmeno bisogno di inchieste. Basta chiedere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60919245</guid><pubDate>Mon, 05 Aug 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60919245/imported_174b3af6_f100_439c_bc57_94d97758c326.mp3" length="1810599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un soffio c’era già nelle parole del presidente del Senato Ignazio Maria Benito La Russa: "vile attentato da sentenze attribuito a matrice neofascista” aveva detto in occasione dell’anniversario della strage di Bologna. 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Nella sentenza si legge chiaro e tondo che il condannato Paolo Bellini ha dichiarato di essere stato “infiltrato per conto di Almirante”. E il partito di Giorgia Meloni fieramente ha le radici in quell’Msi. <br /> L’atto finale dello smascheramento è l’intervista di ieri in cui Federico Mollicone, deputato di FdI e presidente della Commissione cultura alla Camera, dichiara che la sentenza sulla strage di Bologna è frutto di “un teorema politico per colpire la destra”. Sono le stesse parole dell’ex portavoce del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Marcello De Angelis fu costretto alle dimissioni. Mollicone lo salveranno. Ma lo spirito è quello lì. Le radici sono quelle lì. Non c’è nemmeno bisogno di inchieste. Basta chiedere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E li chiamano “controlli”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-li-chiamano-controlli--60888870</link><description><![CDATA[Entra oggi in vigore il decreto legislativo 103/2024 “Semplificazione dei controlli sulle attività economiche”. È un decreto importante perché interviene sulla protezione ambientale, sull’igiene e salute pubblica, sulla sicurezza pubblica e sulla sicurezza dei lavoratori. Temi che scaldano i giornali e il dibattito politico. <br /> La norma più impattante in vigore è quella all’art. 6 in tema di “violazioni sanabili e casi di non punibilità per errore scusabile”. In sostanza, nel caso di accertamento, per la prima volta nel quinquennio, di violazioni sanabili che prevedono la sanzione amministrativa non superiore nel massimo a 5.000 €, l’Organo di controllo …” diffida l'interessato a porre termine alla violazione, ad adempiere alle prescrizioni violate e a rimuovere le conseguenze dell'illecito amministrativo entro un termine non superiore a venti giorni. In caso di ottemperanza alla diffida, il procedimento sanzionatorio si estingue limitatamente alle inosservanze sanate”. <br /> È un condono. Se vieni beccato ti sgridano, risistemi la cameretta, prometti che farai il bravo e vieni perdonato. Tutto perfettamente in linea con “lo Stato amico” inteso dal governo e dalla maggioranza, quello che evita sanzioni e controlli per il bene del fatturato. <br /> Ah, non solo. Nei confronti dei soggetti in possesso del Report di basso rischio, le amministrazioni programmano ed effettuano i controlli ordinari non più di una volta l’anno e non possono essere effettuate due o più ispezioni diverse sullo stesso operatore economico contemporaneamente. E se il controllo va bene il controllato sa che per dieci mesi non può essere controllato di nuovo. <br /> Però tranquilli, al prossimo disastro sono già pronte le promesse e i comunicati di cordoglio. <br /> sono già pronte le promesse e i comunicati di cordoglio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60888870</guid><pubDate>Fri, 02 Aug 2024 02:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60888870/imported_ec95dbfb_4daf_4b6c_8ee3_4ad4ee51f66e.mp3" length="1816450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Entra oggi in vigore il decreto legislativo 103/2024 “Semplificazione dei controlli sulle attività economiche”. 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In sostanza, nel caso di accertamento, per la prima volta nel quinquennio, di violazioni sanabili che prevedono la sanzione amministrativa non superiore nel massimo a 5.000 €, l’Organo di controllo …” diffida l'interessato a porre termine alla violazione, ad adempiere alle prescrizioni violate e a rimuovere le conseguenze dell'illecito amministrativo entro un termine non superiore a venti giorni. In caso di ottemperanza alla diffida, il procedimento sanzionatorio si estingue limitatamente alle inosservanze sanate”. <br /> È un condono. Se vieni beccato ti sgridano, risistemi la cameretta, prometti che farai il bravo e vieni perdonato. Tutto perfettamente in linea con “lo Stato amico” inteso dal governo e dalla maggioranza, quello che evita sanzioni e controlli per il bene del fatturato. <br /> Ah, non solo. Nei confronti dei soggetti in possesso del Report di basso rischio, le amministrazioni programmano ed effettuano i controlli ordinari non più di una volta l’anno e non possono essere effettuate due o più ispezioni diverse sullo stesso operatore economico contemporaneamente. 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Fate due conti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/efficienza-della-sanita-privata-fate-due-conti--60877176</link><description><![CDATA[La sanità pubblica italiana è al collasso, ma ci siamo mai chiesti quanto costerebbe curarsi solo nel privato? La Uil ha fatto i conti e il risultato è agghiacciante.<br /> Per un ricovero di bassa complessità, si va da un minimo di 422 euro a un massimo di 1.480 euro al giorno. Per l'alta complessità, si arriva fino a 1.800 euro giornalieri.<br /> Un check-up cardiologico costa da 220 a 400 euro, variando per regione, età e sesso. L'asportazione di un tumore alla mammella può arrivare a 48.400 euro in Calabria, 32.400 nel Lazio e 29.400 in Lombardia.<br /> La chirurgia pediatrica ha costi che variano da 4.300 a 11.000 euro, escludendo la parcella del chirurgo. Un'ora di sala operatoria costa in media 1.100 euro in Lombardia, 1.200 nel Lazio e 2.000 in Calabria.<br /> Un giorno di degenza in medicina costa 500 euro in Lombardia e Lazio, 600 in Calabria. In chirurgia, rispettivamente 422, 500 e 700 euro. Un ricovero post-acuzie costa 145 euro al giorno in Lombardia e Lazio, 455 in Calabria.<br /> Il paradosso è che più si va al Sud, dove la sanità pubblica arranca, più i prezzi del privato salgono. In Calabria, un'ora di sala operatoria costa il doppio che in Lombardia. È il mercato, bellezza! Peccato si tratti della nostra salute, non di smartphone o vacanze di lusso.<br /> La spesa sanitaria italiana è inferiore alla media europea. La Corte dei Conti ha evidenziato sprechi nelle Regioni. La legge sulla Concorrenza del 2021, che dovrebbe regolare il rapporto pubblico/privato, resta inattuata.<br /> La prossima volta che sentite parlare di "efficienza del privato" o "insostenibilità del pubblico", ricordatevi questi numeri. E chiedetevi se siete disposti a pagare il prezzo di una sanità solo per ricchi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60877176</guid><pubDate>Thu, 01 Aug 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60877176/imported_78a425c4_5c7c_45bc_9959_ce654b81322f.mp3" length="2063464" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La sanità pubblica italiana è al collasso, ma ci siamo mai chiesti quanto costerebbe curarsi solo nel privato? La Uil ha fatto i conti e il risultato è agghiacciante.
Per un ricovero di bassa complessità, si va da un minimo di 422 euro a un massimo di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La sanità pubblica italiana è al collasso, ma ci siamo mai chiesti quanto costerebbe curarsi solo nel privato? La Uil ha fatto i conti e il risultato è agghiacciante.<br /> Per un ricovero di bassa complessità, si va da un minimo di 422 euro a un massimo di 1.480 euro al giorno. Per l'alta complessità, si arriva fino a 1.800 euro giornalieri.<br /> Un check-up cardiologico costa da 220 a 400 euro, variando per regione, età e sesso. L'asportazione di un tumore alla mammella può arrivare a 48.400 euro in Calabria, 32.400 nel Lazio e 29.400 in Lombardia.<br /> La chirurgia pediatrica ha costi che variano da 4.300 a 11.000 euro, escludendo la parcella del chirurgo. Un'ora di sala operatoria costa in media 1.100 euro in Lombardia, 1.200 nel Lazio e 2.000 in Calabria.<br /> Un giorno di degenza in medicina costa 500 euro in Lombardia e Lazio, 600 in Calabria. In chirurgia, rispettivamente 422, 500 e 700 euro. Un ricovero post-acuzie costa 145 euro al giorno in Lombardia e Lazio, 455 in Calabria.<br /> Il paradosso è che più si va al Sud, dove la sanità pubblica arranca, più i prezzi del privato salgono. In Calabria, un'ora di sala operatoria costa il doppio che in Lombardia. È il mercato, bellezza! Peccato si tratti della nostra salute, non di smartphone o vacanze di lusso.<br /> La spesa sanitaria italiana è inferiore alla media europea. La Corte dei Conti ha evidenziato sprechi nelle Regioni. La legge sulla Concorrenza del 2021, che dovrebbe regolare il rapporto pubblico/privato, resta inattuata.<br /> La prossima volta che sentite parlare di "efficienza del privato" o "insostenibilità del pubblico", ricordatevi questi numeri. E chiedetevi se siete disposti a pagare il prezzo di una sanità solo per ricchi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Denunciano il caporalato: espulsi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/denunciano-il-caporalato-espulsi--60867817</link><description><![CDATA[Il 26 giugno scorso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era detta “esterrefatta” per la morte del bracciante Satnam Singh, abbandonato sanguinante dal suo datore di lavoro con un arto tranciato in un sacchetto. <br />A colpire Meloni era stato “il modo atroce ma ancor di più per l’atteggiamento schifoso del suo datore di lavoro”. “Questa è l’Italia peggiore. La piaga del caporalato è tutt’altro che sconfitta nonostante gli impegni di tutti i governi, ma non intendiamo smettere di combatterla”.<br />Singh è morto da poco più di un mese. Come accade da noi i controlli carenti per mancanza di risorse e per collusione sono andati in scena per tranquillizzare i cittadini, giusto il tempo che serve. <br />In provincia di Latina, là dove è scorso il sangue di Satnam i funzionari dell’Ispettorato del lavoro durante le loro visite incontrano tre lavoratori indiani. Uno di loro, l’unico che parla l’italiano, racconta di una paga di 3 euro all’ora per 10 euro al giorno, chini sui campi con un coltellino in mano per raccogliere zucchine. Schiavi perché senza documenti, come molti altri. <br />I lavoratori erano entrati in Italia regolarmente prime di finire nelle maglie del caporalato. Ora hanno deciso di denunciare. Ci si aspetterebbe che quei tre siano la leva per l’Italia migliore, quella che non sta zitta e rialza la testa contro un indegno sistema di sfruttamento che, come dice la premier, è il lato peggiore del nostro paese. <br />Invece gli ispettori del ministero hanno disposto un contratto regolare, hanno ordinato ai braccianti di pagare contributi e tasse pregresse e hanno applicato la legge sull’immigrazione: i tre hanno ricevuto il foglio di espulsione dall’Italia.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60867817</guid><pubDate>Wed, 31 Jul 2024 04:12:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60867817/imported_547b1cb5_33b8_448b_9127_b480f1ba510d.mp3" length="1896698" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 26 giugno scorso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era detta “esterrefatta” per la morte del bracciante Satnam Singh, abbandonato sanguinante dal suo datore di lavoro con un arto tranciato in un sacchetto. 
A colpire Meloni era stato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 26 giugno scorso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era detta “esterrefatta” per la morte del bracciante Satnam Singh, abbandonato sanguinante dal suo datore di lavoro con un arto tranciato in un sacchetto. <br />A colpire Meloni era stato “il modo atroce ma ancor di più per l’atteggiamento schifoso del suo datore di lavoro”. “Questa è l’Italia peggiore. La piaga del caporalato è tutt’altro che sconfitta nonostante gli impegni di tutti i governi, ma non intendiamo smettere di combatterla”.<br />Singh è morto da poco più di un mese. Come accade da noi i controlli carenti per mancanza di risorse e per collusione sono andati in scena per tranquillizzare i cittadini, giusto il tempo che serve. <br />In provincia di Latina, là dove è scorso il sangue di Satnam i funzionari dell’Ispettorato del lavoro durante le loro visite incontrano tre lavoratori indiani. Uno di loro, l’unico che parla l’italiano, racconta di una paga di 3 euro all’ora per 10 euro al giorno, chini sui campi con un coltellino in mano per raccogliere zucchine. Schiavi perché senza documenti, come molti altri. <br />I lavoratori erano entrati in Italia regolarmente prime di finire nelle maglie del caporalato. Ora hanno deciso di denunciare. Ci si aspetterebbe che quei tre siano la leva per l’Italia migliore, quella che non sta zitta e rialza la testa contro un indegno sistema di sfruttamento che, come dice la premier, è il lato peggiore del nostro paese. <br />Invece gli ispettori del ministero hanno disposto un contratto regolare, hanno ordinato ai braccianti di pagare contributi e tasse pregresse e hanno applicato la legge sull’immigrazione: i tre hanno ricevuto il foglio di espulsione dall’Italia.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Che brutta figura, Elon Musk</title><link>https://www.spreaker.com/episode/che-brutta-figura-elon-musk--60851070</link><description><![CDATA[“Io, Kamala Harris, sono la candidata democratica alla presidenza dato che Joe Biden ha mostrato finalmente la sua senilità durante il dibattito”. Inizia così il video diventato virale su X dopo la condivisione di Elon Musk in cui Kamala Harris sembra accusare il presidente Usa Joe Biden.<br /> Solo che quel video è un deepfake, ovvero un video elaborato dall’intelligenza artificiale che non ha alcuna attinenza con la realtà. Pubblicato per la prima volta dallo youtuber Mr Reagan, ha unito alcune immagini reali presenti nei filmati ufficiali della campagna di Harris per le elezioni di novembre a una voce clonata dall’IA ma molto simile a quella originale. <br /> “Sono l’apoteosi della diversità, quindi se criticate qualcosa che dico siete sia maschilisti sia razzisti”, si sente dire alla vicepresidente Usa nel deepfake. “io sono una marionetta del Deep State e sono stata addestrata per quattro anni dal campione delle marionette, Joe Biden”. Il video ha raggiunto i 5 milioni di visualizzazioni. <br /> Elon Musk, idolo di Giorgia Meloni e della destra nostrana, ha commesso però un piccolo errore: ha violato le regole del social di cui è proprietario. Il regolamento di X infatti dice chiaramente che per ogni utente, padrone incluso, “on è possibile condividere contenuti multimediali artificiali, manipolati e fuori contesto che potrebbero ingannare o confondere” senza apporre un apposito segnale che chiarisca origine e metodo di realizzazione.<br /> Come ha risposto il mentore della destra peggiore del mondo dopo la pessima figura? Ha spiegato che si trattava di una “parodia”. Solo che nelle parodie ci si mette la faccia o la firma. Qui la vera parodia è un pericoloso riccone scambiato per genio.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60851070</guid><pubDate>Tue, 30 Jul 2024 02:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60851070/imported_076e1f7f_1eb9_4e8f_8fc0_c2b806d7d7a5.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Io, Kamala Harris, sono la candidata democratica alla presidenza dato che Joe Biden ha mostrato finalmente la sua senilità durante il dibattito”. 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Pubblicato per la prima volta dallo youtuber Mr Reagan, ha unito alcune immagini reali presenti nei filmati ufficiali della campagna di Harris per le elezioni di novembre a una voce clonata dall’IA ma molto simile a quella originale. <br /> “Sono l’apoteosi della diversità, quindi se criticate qualcosa che dico siete sia maschilisti sia razzisti”, si sente dire alla vicepresidente Usa nel deepfake. “io sono una marionetta del Deep State e sono stata addestrata per quattro anni dal campione delle marionette, Joe Biden”. Il video ha raggiunto i 5 milioni di visualizzazioni. <br /> Elon Musk, idolo di Giorgia Meloni e della destra nostrana, ha commesso però un piccolo errore: ha violato le regole del social di cui è proprietario. Il regolamento di X infatti dice chiaramente che per ogni utente, padrone incluso, “on è possibile condividere contenuti multimediali artificiali, manipolati e fuori contesto che potrebbero ingannare o confondere” senza apporre un apposito segnale che chiarisca origine e metodo di realizzazione.<br /> Come ha risposto il mentore della destra peggiore del mondo dopo la pessima figura? Ha spiegato che si trattava di una “parodia”. Solo che nelle parodie ci si mette la faccia o la firma. Qui la vera parodia è un pericoloso riccone scambiato per genio.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chissà che grasse risate avrà sputato von der Leyen</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chissa-che-grasse-risate-avra-sputato-von-der-leyen--60838389</link><description><![CDATA[C’erano due modi per reagire alla Relazione annuale sullo stato di diritto dell’Ue che certifica l’ungherizzazione dell’Italia sulla libertà di stampa e sulla gestione della televisione pubblica. Giorgia Meloni avrebbe potuto riunire i suoi chiedendogli di smetterla con le querele temerarie ai giornalisti, con gli attacchi alla stampa e soprattutto con quest’ossessione per l’egemonia culturale intesa come silenziamento delle opinioni contrarie. <br /> La presidente del Consiglio invece ha scelto la solita via, quella del vittimismo e della distorsione della realtà sotto gli occhi di tutti. Così ha preso carta e penna rivolgendosi direttamente alla mamma, Ursula von der Leyen, con la sfacciataggine dei negazionisti più infoiati e con l’imbarazzo di chiedere aiuto a un’avversaria politica. <br /> Meloni si lamenta che “per la prima volta il contenuto di questo documento - scrive -  è stato distorto a uso politico da alcuni nel tentativo di attaccare il governo italiano”. Secondo la premier a condizionare il rapporto Ue sarebbero stati i “professionisti della disinformazione e della mistificazione” colpevoli di “attacchi maldestri e pretestuosi che possono avere presa solo nel desolante contesto di ricorrente utilizzo di fake news”. Insomma, Meloni si lagna perché la gente legge i documenti senza fidarsi del suo racconto. <br /> Spiega poi la presidente che a scelta di diversi giornalisti e conduttori di lasciare la Rai non è dipesa dal cambio di linea editoriale, bensì da "normali dinamiche di mercato”. Per Meloni è “normale mercato” che la Rai crolli nella credibilità e negli ascolti. La normale dinamica di fuggire dagli oppressori, si potrebbe dire. <br /> Chissà che grasse risate avrà sputato von der Leyen leggendo quella lettera. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60838389</guid><pubDate>Mon, 29 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60838389/imported_05ecd7f2_cc2b_4827_a40a_fdfad8c081c1.mp3" length="1983216" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’erano due modi per reagire alla Relazione annuale sullo stato di diritto dell’Ue che certifica l’ungherizzazione dell’Italia sulla libertà di stampa e sulla gestione della televisione pubblica. 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Così ha preso carta e penna rivolgendosi direttamente alla mamma, Ursula von der Leyen, con la sfacciataggine dei negazionisti più infoiati e con l’imbarazzo di chiedere aiuto a un’avversaria politica. <br /> Meloni si lamenta che “per la prima volta il contenuto di questo documento - scrive -  è stato distorto a uso politico da alcuni nel tentativo di attaccare il governo italiano”. Secondo la premier a condizionare il rapporto Ue sarebbero stati i “professionisti della disinformazione e della mistificazione” colpevoli di “attacchi maldestri e pretestuosi che possono avere presa solo nel desolante contesto di ricorrente utilizzo di fake news”. Insomma, Meloni si lagna perché la gente legge i documenti senza fidarsi del suo racconto. <br /> Spiega poi la presidente che a scelta di diversi giornalisti e conduttori di lasciare la Rai non è dipesa dal cambio di linea editoriale, bensì da "normali dinamiche di mercato”. Per Meloni è “normale mercato” che la Rai crolli nella credibilità e negli ascolti. La normale dinamica di fuggire dagli oppressori, si potrebbe dire. <br /> Chissà che grasse risate avrà sputato von der Leyen leggendo quella lettera. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I colletti bianchi della strage di Cutro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-colletti-bianchi-della-strage-di-cutro--60805399</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni ama ripetere nelle varie interviste di essere un’accanita innamorata della figura del giudice Paolo Borsellino. L’esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino "rimane uno degli elemento più simbolici di quello che mi ha spinto a fare politica”, disse la presidente del Consiglio il 19 luglio del 2023 incontrando i giornalisti in Prefettura a Palermo. <br /> Non ci sarà bisogno di spiegare quindi a Meloni che Borsellino come Falcone pagarono con la vita l’avere intuito che il potere mafioso stesse a livelli superiori rispetto ai semplici soldati dei clan. Il giorno prima di morire Borsellino passeggiando con la moglie sul lungomare di Carini le disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere. Sono i cosiddetti colletti bianchi, i fili del potere che muovono a proprio piacimento le mafie e tutto il resto. <br /> A Crotone si sono chiuse le indagini contro 6 persone per la strage di Cutro, dove morirono  94 persone di cui 35 bambini. Al di là degli esiti giudiziari sugli uomini della Guardia di finanza e i militari della Guardia costiera incombe l’incubo di avere potuto salvare persone che non sono state salvate. Gente affogata, più che annegata. <br /> L’indagine alta di quell’inchiesta però riguarda le responsabilità politiche. Si tratta di capire se qualcuno ha lasciato intendere ai militari che le vite dei naufraghi in mezzo al mare valgono meno se hanno la pelle nere. Sarebbe da sfogliare le circolari interne e i loro sottintesi. <br /> Sarebbe l’indagine che avrebbe avviato Paolo Borsellino. E sono sicuro che Meloni non si tirerà indietro nei fatti, oltre le parole.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60805399</guid><pubDate>Fri, 26 Jul 2024 02:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60805399/imported_9a1ba61f_617a_4369_aa0c_e123080a8b09.mp3" length="2030445" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni ama ripetere nelle varie interviste di essere un’accanita innamorata della figura del giudice Paolo Borsellino. 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Sono i cosiddetti colletti bianchi, i fili del potere che muovono a proprio piacimento le mafie e tutto il resto. <br /> A Crotone si sono chiuse le indagini contro 6 persone per la strage di Cutro, dove morirono  94 persone di cui 35 bambini. Al di là degli esiti giudiziari sugli uomini della Guardia di finanza e i militari della Guardia costiera incombe l’incubo di avere potuto salvare persone che non sono state salvate. Gente affogata, più che annegata. <br /> L’indagine alta di quell’inchiesta però riguarda le responsabilità politiche. Si tratta di capire se qualcuno ha lasciato intendere ai militari che le vite dei naufraghi in mezzo al mare valgono meno se hanno la pelle nere. Sarebbe da sfogliare le circolari interne e i loro sottintesi. <br /> Sarebbe l’indagine che avrebbe avviato Paolo Borsellino. E sono sicuro che Meloni non si tirerà indietro nei fatti, oltre le parole.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’illusionismo di Meloni sulla povertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-illusionismo-di-meloni-sulla-poverta--60789059</link><description><![CDATA[Il governo Meloni ha trovato la soluzione perfetta alla povertà in Italia: nasconderla sotto il tappeto. Come per magia, oltre 7 miliardi di euro destinati al contrasto dell'indigenza sono svaniti nel nulla. Un vero e proprio trucco da illusionista. <br /><br /> Ma attenzione: i poveri non sono spariti. Sono ancora lì, 5,6 milioni secondo l'Istat, anche il governo gioca a nascondino. Via il Reddito di cittadinanza, dentro l'Assegno di inclusione e il Supporto formazione lavoro. Strumenti che, guarda caso, servono più a far risparmiare lo Stato che ad aiutare chi è in difficoltà.<br /><br /> I numeri parlano chiaro: 697.640 domande accolte per l'Assegno di inclusione, circa un milione e 700mila persone coperte. E gli altri 4 milioni di poveri? Evidentemente non esistono. Forse si sono volatilizzati o sono stati inghiottiti da un buco nero. <br /><br /> Il Supporto formazione lavoro? Un miraggio nel deserto: 96.161 domande accolte in 10 mesi. Ma quanti hanno trovato realmente lavoro? Non si sa.<br /><br /> Nel frattempo, mezzo milione di famiglie che prima ricevevano il Reddito di cittadinanza ora si ritrova con un pugno di mosche.<br /><br /> E che dire dei lavoratori poveri? Tre milioni e mezzo di invisibili, che non hanno diritto né al sostegno per la povertà né a un salario minimo dignitoso.<br /><br /> In questo teatrino dell'assurdo, il governo Meloni recita la parte del prestigiatore maldestro: cerca di far sparire la povertà, ma si dimentica che sotto il palco ci sono milioni di italiani che quella povertà la vivono sulla propria pelle ogni giorno.<br /><br /> Alla fine, l'unica cosa che davvero scompare sono i diritti e la dignità di chi fa fatica ad arrivare a fine mese. La povertà è solo un'illusione ottica ma ci credono solo i non poveri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60789059</guid><pubDate>Thu, 25 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60789059/imported_03f4d793_82b7_4937_8e04_d997812bab80.mp3" length="1959392" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo Meloni ha trovato la soluzione perfetta alla povertà in Italia: nasconderla sotto il tappeto. Come per magia, oltre 7 miliardi di euro destinati al contrasto dell'indigenza sono svaniti nel nulla. Un vero e proprio trucco da illusionista....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo Meloni ha trovato la soluzione perfetta alla povertà in Italia: nasconderla sotto il tappeto. Come per magia, oltre 7 miliardi di euro destinati al contrasto dell'indigenza sono svaniti nel nulla. Un vero e proprio trucco da illusionista. <br /><br /> Ma attenzione: i poveri non sono spariti. Sono ancora lì, 5,6 milioni secondo l'Istat, anche il governo gioca a nascondino. Via il Reddito di cittadinanza, dentro l'Assegno di inclusione e il Supporto formazione lavoro. Strumenti che, guarda caso, servono più a far risparmiare lo Stato che ad aiutare chi è in difficoltà.<br /><br /> I numeri parlano chiaro: 697.640 domande accolte per l'Assegno di inclusione, circa un milione e 700mila persone coperte. E gli altri 4 milioni di poveri? Evidentemente non esistono. Forse si sono volatilizzati o sono stati inghiottiti da un buco nero. <br /><br /> Il Supporto formazione lavoro? Un miraggio nel deserto: 96.161 domande accolte in 10 mesi. Ma quanti hanno trovato realmente lavoro? Non si sa.<br /><br /> Nel frattempo, mezzo milione di famiglie che prima ricevevano il Reddito di cittadinanza ora si ritrova con un pugno di mosche.<br /><br /> E che dire dei lavoratori poveri? Tre milioni e mezzo di invisibili, che non hanno diritto né al sostegno per la povertà né a un salario minimo dignitoso.<br /><br /> In questo teatrino dell'assurdo, il governo Meloni recita la parte del prestigiatore maldestro: cerca di far sparire la povertà, ma si dimentica che sotto il palco ci sono milioni di italiani che quella povertà la vivono sulla propria pelle ogni giorno.<br /><br /> Alla fine, l'unica cosa che davvero scompare sono i diritti e la dignità di chi fa fatica ad arrivare a fine mese. La povertà è solo un'illusione ottica ma ci credono solo i non poveri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non è solo Scampia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-e-solo-scampia--60781358</link><description><![CDATA[Roberto Abbruzzo, 28 anni, macellaio della zona, sposato e padre di una bimba piccola, e Margherita Della Ragione, di 35 anni sono le vittime del crollo del ballatoio della Vela celeste di Scampia. In gravi condizioni c’è una ragazza di 25 anni. Altri feriti non sono in pericolo di vita. I bimbi feriti con traumi ricoverati sono 7 ed hanno un'età compresa tra gli 8 ed i 2 anni. I bambini hanno fratture multiple, contusioni e diverse lesioni d’organo. Due sono in gravissime condizioni per lesioni multiple del cranio. <br /> Sulla Vela celeste c'era un cantiere che avrebbe dovuto rafforzare le paratie del piano terreno e i varchi di accesso. Troppo tardi. Gli 800 abitanti attendono da tempo le nuove case che gli sono state promesse dopo la decisione di abbattere le Vele. Troppo tardi. La tragedia è stata più veloce del progetto Re-Start Scampia. <br /> Nel frattempo il cosiddetto decreto Caivano che avrebbe voluto essere il primo passo per la rinascita del Sud sta facendo scoppiare le carceri di minorenni mentre coloro che compiono i 18 anni in cella vengono traslocati con gli adulti. <br /> La sicurezza sventolata da Giorgia Meloni durante la sua passerella a Caivano non ha niente a che vedere con la difesa delle dignità delle persone. Da queste parti la sicurezza consiste nel non morire schiacciati da case pericolanti, non avere nessun’altra opportunità oltre al degrado. <br /> La vera sicurezza consiste nell’opportunità di avere speranza, non punizioni. L’arresto del ragazzino spacciatore sfruttato dalla mafie è omeopatia penale qui dove le case cadono in testa agli inquilini. E no, non è solo Napoli, non è solo il Sud, non è solo Scampia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60781358</guid><pubDate>Wed, 24 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60781358/imported_910a307a_fa5f_4231_8054_ee83ab8dd536.mp3" length="1944346" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Roberto Abbruzzo, 28 anni, macellaio della zona, sposato e padre di una bimba piccola, e Margherita Della Ragione, di 35 anni sono le vittime del crollo del ballatoio della Vela celeste di Scampia. In gravi condizioni c’è una ragazza di 25 anni. Altri...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Roberto Abbruzzo, 28 anni, macellaio della zona, sposato e padre di una bimba piccola, e Margherita Della Ragione, di 35 anni sono le vittime del crollo del ballatoio della Vela celeste di Scampia. In gravi condizioni c’è una ragazza di 25 anni. Altri feriti non sono in pericolo di vita. I bimbi feriti con traumi ricoverati sono 7 ed hanno un'età compresa tra gli 8 ed i 2 anni. I bambini hanno fratture multiple, contusioni e diverse lesioni d’organo. Due sono in gravissime condizioni per lesioni multiple del cranio. <br /> Sulla Vela celeste c'era un cantiere che avrebbe dovuto rafforzare le paratie del piano terreno e i varchi di accesso. Troppo tardi. Gli 800 abitanti attendono da tempo le nuove case che gli sono state promesse dopo la decisione di abbattere le Vele. Troppo tardi. La tragedia è stata più veloce del progetto Re-Start Scampia. <br /> Nel frattempo il cosiddetto decreto Caivano che avrebbe voluto essere il primo passo per la rinascita del Sud sta facendo scoppiare le carceri di minorenni mentre coloro che compiono i 18 anni in cella vengono traslocati con gli adulti. <br /> La sicurezza sventolata da Giorgia Meloni durante la sua passerella a Caivano non ha niente a che vedere con la difesa delle dignità delle persone. Da queste parti la sicurezza consiste nel non morire schiacciati da case pericolanti, non avere nessun’altra opportunità oltre al degrado. <br /> La vera sicurezza consiste nell’opportunità di avere speranza, non punizioni. L’arresto del ragazzino spacciatore sfruttato dalla mafie è omeopatia penale qui dove le case cadono in testa agli inquilini. E no, non è solo Napoli, non è solo il Sud, non è solo Scampia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ogni mattina un leghista…</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ogni-mattina-un-leghista--60769881</link><description><![CDATA[Ogni mattina qualcuno dalle parti della Lega di Salvini si alza e sa che dovrà correre più veloce dei suoi compagni di partito per spararla grossa e meritarsi un posto al sole. L’operazione è perigliosa e complicata poiché nella savana dei leghisti abitano esemplari irraggiungibili nell’istigazione. <br /> Qualche giorno fa il senatore leghista Manfredi Potenti ha pensato che sarebbe stata una buona idea multare fino a 5 mila euro chi chiama al femminile le cariche o i titoli rivestiti dalle donne (tipo sindaca o avvocata). Un multa per utilizzo non condiviso della lingua è una legge troppo ambiziosa perfino per Putin o per Kim Jong-un. <br /> Ogni giorno la stampa deve perdere tempo, spazio e fatica per riportare in cronaca le gesta di qualche parlamentare naïf. Inevitabile è anche lo sdegno misto alla risata imbarazzata dei lettori e degli elettori. <br /> Ogni mattina qualche dirigente della Lega deve svegliare presto il suo addetto stampa per vergare un comunicato in cui il partito prende le distanze dalle affermazioni di un suo parlamentare. Ieri è accaduto al capogruppo al Senato della Lega Massimiliano Romeo per dirci che i vertici del partito “non condividono quanto riportato nel ddl Potenti il cui testo non rispecchia in alcun modo la linea della Lega che ne ha già chiesto il ritiro immediato”.<br /> A coloro che da fuori osservano la scena, che quasi quotidianamente si ripete, rimane la sensazione che ogni proposta di legge squinternata sia anche il modo per tastare il polso della fattibilità, una sorta di test di marketing politico per capire a quanti metri dell’abisso sia finito l’elettorato. <br /> E chissà che prima o poi non ci sia più bisogno di smentire. L’elettorato sarà pronto, l’autocrazia finalmente splenderà.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60769881</guid><pubDate>Tue, 23 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60769881/imported_7dc9729b_bf0c_4af8_97ee_66b4a5a09d85.mp3" length="2048417" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni mattina qualcuno dalle parti della Lega di Salvini si alza e sa che dovrà correre più veloce dei suoi compagni di partito per spararla grossa e meritarsi un posto al sole. 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Inevitabile è anche lo sdegno misto alla risata imbarazzata dei lettori e degli elettori. <br /> Ogni mattina qualche dirigente della Lega deve svegliare presto il suo addetto stampa per vergare un comunicato in cui il partito prende le distanze dalle affermazioni di un suo parlamentare. Ieri è accaduto al capogruppo al Senato della Lega Massimiliano Romeo per dirci che i vertici del partito “non condividono quanto riportato nel ddl Potenti il cui testo non rispecchia in alcun modo la linea della Lega che ne ha già chiesto il ritiro immediato”.<br /> A coloro che da fuori osservano la scena, che quasi quotidianamente si ripete, rimane la sensazione che ogni proposta di legge squinternata sia anche il modo per tastare il polso della fattibilità, una sorta di test di marketing politico per capire a quanti metri dell’abisso sia finito l’elettorato. <br /> E chissà che prima o poi non ci sia più bisogno di smentire. L’elettorato sarà pronto, l’autocrazia finalmente splenderà.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chissà chi li protegge</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chissa-chi-li-protegge--60759365</link><description><![CDATA[Gli hanno chiesto cosa è sto video? Sei dei nostri? E poi giù botte. Lui prova ad allontanarsi ma i fascisti gli corrono dietro in massa, molti contro uno, atterrandolo, prendendolo a calci fino a farlo sanguinare e poi mandarlo all'ospedale. Sembra una vicenda dei primi anni 20, quelli dello squadrismo, quelli con le camionette in giro per la città. Invece siamo nel 2024. Andrea Joly è un giornalista della Stampa e si è ritrovato di fronte alla sezione di Casa Pound di Torino, asso di bastoni, e vedendo che c'era un evento intitolato la festa della Torino nera, con tanto di fumogeni, Italia 2024, ha fatto quello che fanno tutti i giornalisti, cioè ha cominciato a filmare vedendo se c'era una notizia. E quando i fascisti se ne sono resi conto, l'hanno prima amminacciato poi l'hanno inseguito e l'hanno pestato a sangue, calci, botti, sempre tanti contro uno, come è tipico dei vigliacchi. Il paese oggi è in questa condizione e soprattutto in questo caso non c'è bisogno di ripensare le matrici. C'è un'associazione politica di matrice fascista, che Giorgia Meloni non ha bisogno nemmeno di indagare più di tanto, e che continua a rimanere lì e a fare i suoi danni. Ma soprattutto c'è un senso di libertà, nel senso deterioro del termine, cioè di essere liberi di delinquere, riportando in auge un periodo che costituzionalmente non può essere riportato in auge, perché evidentemente i fascisti oggi si sentono di avere una certa protezione. Chissà da chi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60759365</guid><pubDate>Mon, 22 Jul 2024 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60759365/imported_089078be_91a7_4661_9b5d_6b196bbe0528.mp3" length="1566929" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli hanno chiesto cosa è sto video? Sei dei nostri? E poi giù botte. Lui prova ad allontanarsi ma i fascisti gli corrono dietro in massa, molti contro uno, atterrandolo, prendendolo a calci fino a farlo sanguinare e poi mandarlo all'ospedale. 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Il paese oggi è in questa condizione e soprattutto in questo caso non c'è bisogno di ripensare le matrici. C'è un'associazione politica di matrice fascista, che Giorgia Meloni non ha bisogno nemmeno di indagare più di tanto, e che continua a rimanere lì e a fare i suoi danni. Ma soprattutto c'è un senso di libertà, nel senso deterioro del termine, cioè di essere liberi di delinquere, riportando in auge un periodo che costituzionalmente non può essere riportato in auge, perché evidentemente i fascisti oggi si sentono di avere una certa protezione. Chissà da chi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>98</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’erede Berlusconi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-erede-berlusconi--60737984</link><description><![CDATA[Ricapitoliamo. Come gesto di sfregio agli avversari politici qualcuno dalle parti del governo decide di intitolare l’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, rendendo la tratta Milano-Palermo un salto quantico da chi ha pagato la mafia (Berlusconi) e  chi l’ha combattuta (Falcone e Borsellino). <br /> Si scopre poco dopo che la santificazione aeroportuale di Silvio è stata voluta da Matteo Salvini. Il ministro nonché vice premier ha un solo chiodo fisso in testa, quello di disarticolare gli alleati di maggioranza per recuperare il terreno perduto e per non arrivare frantumato al congresso del suo partito per fine anno. In sostanza Salvini ha usato Berlusconi come randello contro Forza Italia. <br /> A questo punto interviene nel dibattito Pier Silvio Berlusconi, di professione amministratore delegato di Mediaset ma soprattutto figlio del fondatore e leader massimo del partito azzurro. Sull’aeroporto già intitolato al padre (uno degli atti amministrativi più veloci nella storia del colloso sistema burocratico italiano) Pier Silvio lascia intendere che la famiglia Berlusconi è piuttosto stizzita per la strumentalizzazione di Salvini. Poi con il leader leghista se la prende perché vorrebbe alzare il tetto pubblicitario della Rai danneggiando quindi Mediaset. Poi sculaccia Giorgia Meloni sui diritti civili millantando il padre come loro paladino e infine se la prende con Antonio Tajani che non sarebbe in grado di “cogliere un’opportunità pazzesca” di marketing politico radunando i moderati. <br /> Ah, dice anche di non essere interessato a scendere in politica nonostante continui a parlare di politica. E infine se la prende con il sindaco di Milano Sala perché “polemizza sulle polemiche”. E lo fa in un’intervista in cui polemizza con tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60737984</guid><pubDate>Fri, 19 Jul 2024 05:56:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60737984/imported_22018c0e_90f8_4eda_beef_75d47cf82aa4.mp3" length="1879144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ricapitoliamo. 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In sostanza Salvini ha usato Berlusconi come randello contro Forza Italia. <br /> A questo punto interviene nel dibattito Pier Silvio Berlusconi, di professione amministratore delegato di Mediaset ma soprattutto figlio del fondatore e leader massimo del partito azzurro. Sull’aeroporto già intitolato al padre (uno degli atti amministrativi più veloci nella storia del colloso sistema burocratico italiano) Pier Silvio lascia intendere che la famiglia Berlusconi è piuttosto stizzita per la strumentalizzazione di Salvini. Poi con il leader leghista se la prende perché vorrebbe alzare il tetto pubblicitario della Rai danneggiando quindi Mediaset. Poi sculaccia Giorgia Meloni sui diritti civili millantando il padre come loro paladino e infine se la prende con Antonio Tajani che non sarebbe in grado di “cogliere un’opportunità pazzesca” di marketing politico radunando i moderati. <br /> Ah, dice anche di non essere interessato a scendere in politica nonostante continui a parlare di politica. E infine se la prende con il sindaco di Milano Sala perché “polemizza sulle polemiche”. E lo fa in un’intervista in cui polemizza con tutti.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Antiabortista e vice presidente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/antiabortista-e-vice-presidente--60720960</link><description><![CDATA[Oltre a Pina Picierno del Partito democratico l’Europarlamento ha una nuova vicepresidente in rappresentanza di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio. Arriva da Viterbo dove il partito di Giorgia Meloni ha incassato uno sfavillante 40% e fino a poco tempo fa era assessora viterbese ai servizi sociali. <br /> Antonella Sberna fino al 2019 era una berlusconiana doc. Collaboratrice in Senato con Forza Italia, eletta al Consiglio comunale di Viterbo 5 anni fa ha traslocato nel partito di Meloni fiutando bene il clima. Merito - si legge su Repubblica - del marito Daniele Sabatini che oggi è capogruppo dei meloniani nel Consiglio regionale del Lazio. <br /> “Il trasformismo di Antonella Sberna è una delle pagine più brutte della politica viterbese”, disse ai tempi il commissario provinciale di Forza Italia Andrea Di Sorte. Per Repubblica il vero sponsor di Sberna sarebbe Arianna Meloni, sorella d’Italia. Fin qui sembrano esserci tutti gli ingredienti per una gran carriera politica, la miscela perfetta per spiccare nel partito. <br /> In piena campagna elettorale per le elezioni europee Sberna ha firmato il manifesto dell’associazione Pro Vita contro il diritto all’interruzione di gravidanza: “Mi batterò per scongiurare il ricorso all’aborto che considero non un diritto ma una sconfitta”, ha promesso la neo eurodeputata. <br /> L’Unione europea ripete ovunque che sul diritto all’aborto gli Stati membri debbano fare ancora di più e meglio per le donne. Devono essersene dimenticati quando hanno votato i vicepresidenti a Strasburgo. O forse Sberna è già come la sua leader: oltranzista in patria, mite e ubbidiente in Europa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60720960</guid><pubDate>Thu, 18 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60720960/imported_005e3d75_0b9a_42f5_9a5f_228ac4a5faea.mp3" length="1786775" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oltre a Pina Picierno del Partito democratico l’Europarlamento ha una nuova vicepresidente in rappresentanza di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio. Arriva da Viterbo dove il partito di Giorgia Meloni ha incassato uno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oltre a Pina Picierno del Partito democratico l’Europarlamento ha una nuova vicepresidente in rappresentanza di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio. Arriva da Viterbo dove il partito di Giorgia Meloni ha incassato uno sfavillante 40% e fino a poco tempo fa era assessora viterbese ai servizi sociali. <br /> Antonella Sberna fino al 2019 era una berlusconiana doc. Collaboratrice in Senato con Forza Italia, eletta al Consiglio comunale di Viterbo 5 anni fa ha traslocato nel partito di Meloni fiutando bene il clima. Merito - si legge su Repubblica - del marito Daniele Sabatini che oggi è capogruppo dei meloniani nel Consiglio regionale del Lazio. <br /> “Il trasformismo di Antonella Sberna è una delle pagine più brutte della politica viterbese”, disse ai tempi il commissario provinciale di Forza Italia Andrea Di Sorte. Per Repubblica il vero sponsor di Sberna sarebbe Arianna Meloni, sorella d’Italia. Fin qui sembrano esserci tutti gli ingredienti per una gran carriera politica, la miscela perfetta per spiccare nel partito. <br /> In piena campagna elettorale per le elezioni europee Sberna ha firmato il manifesto dell’associazione Pro Vita contro il diritto all’interruzione di gravidanza: “Mi batterò per scongiurare il ricorso all’aborto che considero non un diritto ma una sconfitta”, ha promesso la neo eurodeputata. <br /> L’Unione europea ripete ovunque che sul diritto all’aborto gli Stati membri debbano fare ancora di più e meglio per le donne. Devono essersene dimenticati quando hanno votato i vicepresidenti a Strasburgo. O forse Sberna è già come la sua leader: oltranzista in patria, mite e ubbidiente in Europa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il volto oscuro del trumpismo:  James David Vance, il senatore estremista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-volto-oscuro-del-trumpismo-james-david-vance-il-senatore-estremista--60712398</link><description><![CDATA[Il volto fintamente gentile dell'America trumpiana ha un nome: James David Vance. L'ex marine diventato venture capitalist, ora senatore dell'Ohio, è stato scelto da Trump come potenziale vice. Un ragazzo di provincia che ce l'ha fatta, autore di un bestseller sulla crisi della classe operaia bianca. Peccato che dietro la facciata da bravo ragazzo si celi un reazionario estremista.<br /><br /> Vance sogna di "estirpare come un tumore" l'attuale classe dirigente americana, colpevole di essere troppo progressista. Il suo modello? La denazificazione della Germania post-bellica. Sì, avete capito bene: denazificazione. <br /><br /> Il senatore propone di "sequestrare le istituzioni della sinistra e usarle contro di essa". Come? Licenziando in massa i dipendenti pubblici per sostituirli con fedelissimi trumpiani. E se i tribunali si opporranno? Vance suggerisce di ignorare le sentenze, citando il precedente del presidente Jackson che sfidò la Corte Suprema.<br /><br /> Non contento, vorrebbe anche tassare pesantemente le università ree di diffondere idee "anti-americane". Il tutto in nome di un "conservatorismo muscolare" che non arretra davanti a metodi extracostituzionali. Abbasso quindi i diritti civili. Sulla politica estera Trump e Vance concordano:  “l’Europa dovrebbe difendersi da sola”. <br /><br /> Insomma, dietro il sorriso rassicurante si cela un estremista pronto a sovvertire lo Stato di diritto. Un pericolo per la democrazia americana travestito da paladino della working class. Nel 2016 Vance definì Trump "un potenziale Hitler americano”. Oggi è pronto a essere il suo braccio destro. Una metamorfosi che parla di un uomo disposto a rinnegare i propri principi per una fetta di potere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60712398</guid><pubDate>Wed, 17 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60712398/imported_ddf097be_7672_4b06_8f00_8db69353e3ac.mp3" length="1801822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il volto fintamente gentile dell'America trumpiana ha un nome: James David Vance. L'ex marine diventato venture capitalist, ora senatore dell'Ohio, è stato scelto da Trump come potenziale vice. 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Vance suggerisce di ignorare le sentenze, citando il precedente del presidente Jackson che sfidò la Corte Suprema.<br /><br /> Non contento, vorrebbe anche tassare pesantemente le università ree di diffondere idee "anti-americane". Il tutto in nome di un "conservatorismo muscolare" che non arretra davanti a metodi extracostituzionali. Abbasso quindi i diritti civili. Sulla politica estera Trump e Vance concordano:  “l’Europa dovrebbe difendersi da sola”. <br /><br /> Insomma, dietro il sorriso rassicurante si cela un estremista pronto a sovvertire lo Stato di diritto. Un pericolo per la democrazia americana travestito da paladino della working class. Nel 2016 Vance definì Trump "un potenziale Hitler americano”. Oggi è pronto a essere il suo braccio destro. Una metamorfosi che parla di un uomo disposto a rinnegare i propri principi per una fetta di potere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il coming out di Schumacher e la strada ancora lunga</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-coming-out-di-schumacher-e-la-strada-ancora-lunga--60700596</link><description><![CDATA[“La cosa più bella nella vita è quando si ha al proprio fianco il giusto partner con il quale si può condividere tutto”. È il messaggio che Ralf Schumacher, 49 anni, ex pilota di Formula 1 come il fratello Michael, ha affidato ad un post su Istagram, corredato da una foto che lo ritrae abbracciato ad un uomo - che secondo la stampa tedesca si chiama Etienne - davanti ad un tramonto. Il post è stato condiviso dal figlio 22enne David, che l’ha commentato con parole toccanti: “Sono molto felice che tu abbia finalmente trovato qualcuno che ti fa sentire davvero a tuo agio e sicuro - scrive David, anche lui pilota, nella categoria Gran Turismo -. Non importa se uomo o donna. Ti sostengo al 100%, papà, e ti auguro tutto il meglio! Congratulazioni!”. E questo è il bello della storia, alla faccia di chi giudica l’amore degli altri sentendosi padrone delle vite degli altri. Poi ci sono alcune considerazioni. Il fatto che Ralf Schumacher abbia fatto coming out solo all’età di 49 anni è la prova che c’è ancora molta strada da fare prima della normalità. Perché nessun calciatore professionista fa coming out durante la sua carriera professionistica. Un altro episodio rilevante: nel 2021 il pilota Lewis Hamilton ha vinto il gran premio in Arabia Saudita sfoggiando un casco a sostegno della comunità Lgbt e chiedendo che i sauditi facessero passi avanti sul campo dei diritti. Un ex pilota contestò Hamilton dicendo che i suoi valori “sono molto importanti e può rappresentarli su Instagram e sugli altri social network. L’unica domanda è perché deve sempre farlo in una tuta Mercedes e in pista. Può essere polarizzante. Se i piloti si precipitano troppo in cose del genere è pericoloso, lo sport non lo merita”. Era Ralf Schumacher.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60700596</guid><pubDate>Tue, 16 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60700596/imported_42ad21b3_569d_4bed_9663_d9776f7c9109.mp3" length="2179239" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“La cosa più bella nella vita è quando si ha al proprio fianco il giusto partner con il quale si può condividere tutto”. 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Congratulazioni!”. E questo è il bello della storia, alla faccia di chi giudica l’amore degli altri sentendosi padrone delle vite degli altri. Poi ci sono alcune considerazioni. Il fatto che Ralf Schumacher abbia fatto coming out solo all’età di 49 anni è la prova che c’è ancora molta strada da fare prima della normalità. Perché nessun calciatore professionista fa coming out durante la sua carriera professionistica. Un altro episodio rilevante: nel 2021 il pilota Lewis Hamilton ha vinto il gran premio in Arabia Saudita sfoggiando un casco a sostegno della comunità Lgbt e chiedendo che i sauditi facessero passi avanti sul campo dei diritti. Un ex pilota contestò Hamilton dicendo che i suoi valori “sono molto importanti e può rappresentarli su Instagram e sugli altri social network. L’unica domanda è perché deve sempre farlo in una tuta Mercedes e in pista. Può essere polarizzante. Se i piloti si precipitano troppo in cose del genere è pericoloso, lo sport non lo merita”. Era Ralf Schumacher.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>137</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trump e noi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trump-e-noi--60691163</link><description><![CDATA[Molto ci sarà da dire sull’attentato all’ex presidente USA Donald Trump sopravvissuto a un attentato in Pennsylvania. <br /> Ci sarà da capire come possa un cecchino appostarsi su un tetto poco lontano da un comizio politico, ci sarà da capire quali siano le motivazioni che hanno spinto Thomas Matthew Crooks a compiere il gesto (lui non potrà spiegarle, essendo morto). Ci sarà da valutare l’impatto sulla campagna elettorale. Hanno sparato a Trump ma hanno ammazzato Biden, ha twittato ieri Marianna Aprile. Per ora sembra una sintesi perfetta. Si dovrà fare i conti con democrazie che appaiono sempre più fragili. <br /> Sul fronte italiano vale la pena sottolineare alcune storture. C’è il provincialismo di chi paragona un attentato di tale portata alla statuetta sbattuta in faccia a Berlusconi. Ci sono i rimestatori nel torbido che hanno rilanciato la faccia di un italiano sulle televisioni mondiale, per divertimento. E questo dice molto sullo stato di salute della stampa. <br /> C’è la solita masnada di idioti che cercando di usare l’attentato contro Trump (il ragazzo era iscritto alle liste dei repubblicani, amava le armi, non proprio un tipo di sinistra) per attaccare gli avversari politici ha rilanciato per tutto il giorno un video falso e sbagliato, festosamente idioti. <br /> Infine c’è il coming out di Salvini che in diretta ha detto "Spero che questo serva a chi semina odio contro le destre, contro i fascisti, contro i razzisti e contro Trump". Anche con il vento a favore Salvini riesce a pisciare controvento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60691163</guid><pubDate>Mon, 15 Jul 2024 02:01:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60691163/imported_de48b795_6c81_4955_8f2c_3da3b41ed6e8.mp3" length="1742471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Molto ci sarà da dire sull’attentato all’ex presidente USA Donald Trump sopravvissuto a un attentato in Pennsylvania. 
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Ci sono i rimestatori nel torbido che hanno rilanciato la faccia di un italiano sulle televisioni mondiale, per divertimento. E questo dice molto sullo stato di salute della stampa. <br /> C’è la solita masnada di idioti che cercando di usare l’attentato contro Trump (il ragazzo era iscritto alle liste dei repubblicani, amava le armi, non proprio un tipo di sinistra) per attaccare gli avversari politici ha rilanciato per tutto il giorno un video falso e sbagliato, festosamente idioti. <br /> Infine c’è il coming out di Salvini che in diretta ha detto "Spero che questo serva a chi semina odio contro le destre, contro i fascisti, contro i razzisti e contro Trump". Anche con il vento a favore Salvini riesce a pisciare controvento.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’Italia è la nuova Ungheria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-italia-e-la-nuova-ungheria--60667259</link><description><![CDATA[La premier Meloni sembra aver trovato la sua musa ispiratrice in tema di immigrazione: Viktor Orbán. Mentre l’Europa si affanna a condannare le politiche draconiane dell’Ungheria, l’Italia le abbraccia con entusiasmo. I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2024, gli sbarchi sono stati circa 25mila. Il governo Meloni sventola la bandiera del successo, dimenticando che sono cifre in linea con gli anni di Draghi. Ma si sa, la propaganda non si fa con la matematica. Il vero capolavoro è l’adozione delle famigerate “procedure di frontiera” à la Orbán. L’idea è semplice: rendere la vita impossibile ai migranti prima ancora che mettano piede in Europa. Una sorta di limbo burocratico dove i diritti diventano optional. E non contenta, l’Italia aggiunge altri sei paesi alla lista dei “sicuri”, tra cui Bangladesh ed Egitto. Guarda caso, proprio le nazioni da cui proviene il 27% degli arrivi. Una coincidenza? Chiedetelo ad Asgi, che ha smascherato il giochetto: si classificano come “sicuri” i paesi da cui arrivano più richiedenti asilo. Geniale, no? Ma il pezzo forte è l’accordo con l’Albania. Due centri di accoglienza oltreconfine, per tenere i migranti fuori dalla vista e dalla mente degli italiani. Perché se non li vedi, non esistono. Intanto, nel Mediterraneo si continua a morire. Oltre mille persone nei primi cinque mesi del 2024. Ma tranquilli, sono solo numeri. La verità è che l’Europa, Italia in testa, sta virando verso un modello che fino a ieri condannava. Le “transit zone” ungheresi diventano il nuovo standard, il diritto d’asilo si sgretola, e qui si applaude. Rendere la vita impossibile ai migranti è il nuovo mantra. Poco importa se questo significa calpestare diritti fondamentali o ignorare la complessità del fenomeno migratorio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60667259</guid><pubDate>Fri, 12 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60667259/imported_a4eb8880_8cb1_4ae0_b5a0_e64f6d7707f7.mp3" length="1997426" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La premier Meloni sembra aver trovato la sua musa ispiratrice in tema di immigrazione: Viktor Orbán. 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E non contenta, l’Italia aggiunge altri sei paesi alla lista dei “sicuri”, tra cui Bangladesh ed Egitto. Guarda caso, proprio le nazioni da cui proviene il 27% degli arrivi. Una coincidenza? Chiedetelo ad Asgi, che ha smascherato il giochetto: si classificano come “sicuri” i paesi da cui arrivano più richiedenti asilo. Geniale, no? Ma il pezzo forte è l’accordo con l’Albania. Due centri di accoglienza oltreconfine, per tenere i migranti fuori dalla vista e dalla mente degli italiani. Perché se non li vedi, non esistono. Intanto, nel Mediterraneo si continua a morire. Oltre mille persone nei primi cinque mesi del 2024. Ma tranquilli, sono solo numeri. La verità è che l’Europa, Italia in testa, sta virando verso un modello che fino a ieri condannava. Le “transit zone” ungheresi diventano il nuovo standard, il diritto d’asilo si sgretola, e qui si applaude. Rendere la vita impossibile ai migranti è il nuovo mantra. Poco importa se questo significa calpestare diritti fondamentali o ignorare la complessità del fenomeno migratorio.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nei campi non accadono tragedie ma crimini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nei-campi-non-accadono-tragedie-ma-crimini--60660415</link><description><![CDATA[Rajwinder Sidhu Singh, 38 anni, è morto nei campi del Tarantino. Un'altra vittima del sistema di sfruttamento che sostiene la nostra economia agricola. La storia si ripete: un malore, una versione dei fatti poco convincente, un'indagine per omicidio colposo e caporalato.<br /><br /> I fatti parlano chiaro. Il datore di lavoro, Giovanni Giannico, racconta di averlo trovato svenuto. I sanitari non ci credono. L'autopsia solleva dubbi. I soccorsi, probabilmente, non sono stati tempestivi. Come nel caso di Satnam Singh a Latina, morto dissanguato dopo un'amputazione sul lavoro.<br /><br /> Non è un caso isolato. È un sistema. Un meccanismo ben oliato che trasforma esseri umani in merce usa e getta. Il caporalato non è un'aberrazione, ma la norma. Un ingranaggio necessario per mantenere i prezzi bassi e i profitti alti.<br /><br /> L'indignazione non basta più. Non cambia nulla. Mentre ci stracciamo le vesti, nei campi si continua a morire. Di fatica, di caldo, di sfruttamento. E di indifferenza.<br /><br /> La verità è scomoda: il nostro benessere si basa su questo sistema. Accettiamo tacitamente l'idea che alcune vite valgano meno di altre. Che sia accettabile sacrificare braccianti sull'altare del profitto.<br /><br /> L'indagine in corso non è sufficiente. Serve un cambiamento radicale. Controlli serrati, pene severe, ma soprattutto una presa di coscienza collettiva. Dobbiamo riconoscere la nostra complicità in questo sistema e agire di conseguenza.<br /><br /> La morte di Rajwinder Sidhu Singh non è una tragedia. È un crimine. Un crimine di cui siamo tutti responsabili. Finché non affronteremo questa realtà, continueremo a essere complici silenziosi di una strage senza fine.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60660415</guid><pubDate>Thu, 11 Jul 2024 05:28:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60660415/imported_8f6edf86_54aa_4e00_8ff1_6ccdd946fd88.mp3" length="1789701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Rajwinder Sidhu Singh, 38 anni, è morto nei campi del Tarantino. Un'altra vittima del sistema di sfruttamento che sostiene la nostra economia agricola. La storia si ripete: un malore, una versione dei fatti poco convincente, un'indagine per omicidio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Rajwinder Sidhu Singh, 38 anni, è morto nei campi del Tarantino. Un'altra vittima del sistema di sfruttamento che sostiene la nostra economia agricola. La storia si ripete: un malore, una versione dei fatti poco convincente, un'indagine per omicidio colposo e caporalato.<br /><br /> I fatti parlano chiaro. Il datore di lavoro, Giovanni Giannico, racconta di averlo trovato svenuto. I sanitari non ci credono. L'autopsia solleva dubbi. I soccorsi, probabilmente, non sono stati tempestivi. Come nel caso di Satnam Singh a Latina, morto dissanguato dopo un'amputazione sul lavoro.<br /><br /> Non è un caso isolato. È un sistema. Un meccanismo ben oliato che trasforma esseri umani in merce usa e getta. Il caporalato non è un'aberrazione, ma la norma. Un ingranaggio necessario per mantenere i prezzi bassi e i profitti alti.<br /><br /> L'indignazione non basta più. Non cambia nulla. Mentre ci stracciamo le vesti, nei campi si continua a morire. Di fatica, di caldo, di sfruttamento. E di indifferenza.<br /><br /> La verità è scomoda: il nostro benessere si basa su questo sistema. Accettiamo tacitamente l'idea che alcune vite valgano meno di altre. Che sia accettabile sacrificare braccianti sull'altare del profitto.<br /><br /> L'indagine in corso non è sufficiente. Serve un cambiamento radicale. Controlli serrati, pene severe, ma soprattutto una presa di coscienza collettiva. Dobbiamo riconoscere la nostra complicità in questo sistema e agire di conseguenza.<br /><br /> La morte di Rajwinder Sidhu Singh non è una tragedia. È un crimine. Un crimine di cui siamo tutti responsabili. Finché non affronteremo questa realtà, continueremo a essere complici silenziosi di una strage senza fine.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Loro dicono tutto bene</title><link>https://www.spreaker.com/episode/loro-dicono-tutto-bene--60648828</link><description><![CDATA[I numeri indicano che cresce l’occupazione, è vero, ma l’Italia è il Paese avanzato con gli stipendi più bassi. Lo scrive il rapporto dell’Ocse sulle prospettive dell’occupazione.<br /> A maggio il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 6,8%, un punto percentuale in meno sul 2023 e tre punti percentuali sotto rispetto a prima della crisi Covid, “ma ancora al di sopra della media Ocse del 4,9%”. Anche l'occupazione totale è aumentata nell'ultimo anno, con un incremento su base annua del 2%. Tuttavia, il tasso di occupazione italiano “rimane ben al di sotto della media Ocse: 62,1% contro 70,2% nel 1° trimestre di quest’anno”. <br /> L'Italia è il Paese che ha registrato il più forte calo dei salari reali tra le maggiori economie dell'Ocse. «Nel primo trimestre del 2024, i salari reali erano ancora inferiori del 6,9% rispetto a prima della pandemia», ricorda il rapporto.<br /> Preoccupante, poi, l’evoluzione in negativo del potere d’acquisto di chi ha un posto, coerente con l’aumento della povertà assoluta tra i lavoratori dipendenti registrato dall’Istat.<br /> Le previsioni sono nere. Nei prossimi due anni “la crescita dei salari reali dovrebbe rimanere contenuta”: i salari nominali in Italia dovrebbero crescere del 2,7% nel 2024 e del 2,5% nel 2025, aumenti “significativamente inferiori a quelli della maggior parte degli altri Paesi Ocse”. Visto che l’inflazione è data all’1,1% nel 2024 e al 2% nel 2025, in tasca rimarrà qualcosa ma il recupero riguarderà solo una parte del potere d’acquisto perduto. Nel 2025 i lavoratori italiani saranno più poveri di quanto fossero prima della pandemia.<br /> Male anche gli strumenti che hanno sostituito il reddito di cittadinanza che per Ocse andrebbero estesi. Tutto bene, dicono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60648828</guid><pubDate>Wed, 10 Jul 2024 03:55:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60648828/imported_17c1a024_024d_4cd2_855e_b7d52ee6b163.mp3" length="2004532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>I numeri indicano che cresce l’occupazione, è vero, ma l’Italia è il Paese avanzato con gli stipendi più bassi. Lo scrive il rapporto dell’Ocse sulle prospettive dell’occupazione.
A maggio il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 6,8%, un punto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I numeri indicano che cresce l’occupazione, è vero, ma l’Italia è il Paese avanzato con gli stipendi più bassi. Lo scrive il rapporto dell’Ocse sulle prospettive dell’occupazione.<br /> A maggio il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 6,8%, un punto percentuale in meno sul 2023 e tre punti percentuali sotto rispetto a prima della crisi Covid, “ma ancora al di sopra della media Ocse del 4,9%”. Anche l'occupazione totale è aumentata nell'ultimo anno, con un incremento su base annua del 2%. Tuttavia, il tasso di occupazione italiano “rimane ben al di sotto della media Ocse: 62,1% contro 70,2% nel 1° trimestre di quest’anno”. <br /> L'Italia è il Paese che ha registrato il più forte calo dei salari reali tra le maggiori economie dell'Ocse. «Nel primo trimestre del 2024, i salari reali erano ancora inferiori del 6,9% rispetto a prima della pandemia», ricorda il rapporto.<br /> Preoccupante, poi, l’evoluzione in negativo del potere d’acquisto di chi ha un posto, coerente con l’aumento della povertà assoluta tra i lavoratori dipendenti registrato dall’Istat.<br /> Le previsioni sono nere. Nei prossimi due anni “la crescita dei salari reali dovrebbe rimanere contenuta”: i salari nominali in Italia dovrebbero crescere del 2,7% nel 2024 e del 2,5% nel 2025, aumenti “significativamente inferiori a quelli della maggior parte degli altri Paesi Ocse”. Visto che l’inflazione è data all’1,1% nel 2024 e al 2% nel 2025, in tasca rimarrà qualcosa ma il recupero riguarderà solo una parte del potere d’acquisto perduto. Nel 2025 i lavoratori italiani saranno più poveri di quanto fossero prima della pandemia.<br /> Male anche gli strumenti che hanno sostituito il reddito di cittadinanza che per Ocse andrebbero estesi. Tutto bene, dicono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fa caldo, è un complotto, non fa caldo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fa-caldo-e-un-complotto-non-fa-caldo--60636083</link><description><![CDATA[Ieri su quel fantastico e aberrante mondo che sa essere il social X, già Twitter, ho incrociato un profilo ovviamente anonimo che pubblicava un post per negare il cambiamento climatico. L’utente @love__unicorn si fa chiamare Italy, con annessa bandiera italiana. È un sovranista che usa gli inglesismi. Il nostro eroe, che qui prendiamo come archetipo di un genere, pubblica un video di articoli di giornale che dal 2010 indicano come l’allarme caldo segni ogni anno un nuovo record. “Cronologia perculante!”, scrive aggiungendoci l’emoticon sorridente. Per “Italy” il fatto che la stampa ogni anno dia notizia che fa più caldo dell’anno precedente dovrebbe essere la dimostrazione che il riscaldamento globale non esiste. Per lui la coerenza e la logica delle notizie dovrebbe essere la dimostrazione del complotto. Irresistibile. Alcuni commenti lì sotto sono della stessa solfa: l’utente Stenoma scrive “ci prendono per il culo”,  Franco is 4 free scrive “praticamente nel 2028 la terra prenderà fuoco!” e l’utente Mandrake che ha bandierine della Russia e del Brasile scrive “Visto questi dati, ci dovrebbero stare 150 gradi ad agosto quest anno”, senza apostrofo. Chissà se ieri sera si sono ritrovati al bar sotto casa per festeggiare e darsi di gomito quando hanno letto che le temperature tra luglio 2023 e giugno 2024 sono state le più alte mai registrate con una media di 1,64 gradi rispetto ai tempi preindustriali, come certificato dal Copernicus Climate Change Service. Michele Arnese, che invece è un giornalista, scrive che “il mese scorso è stato il giugno più caldo mai registrato a livello globale”, ma  dal suo “personale osservatorio, ossia la casa romana dove abito da 23 anni”, non si sente “di confermare Copernicus”. Prendiamo nota.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60636083</guid><pubDate>Tue, 09 Jul 2024 02:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60636083/imported_50d43f38_5d28_4375_8731_1445215141a7.mp3" length="2033371" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri su quel fantastico e aberrante mondo che sa essere il social X, già Twitter, ho incrociato un profilo ovviamente anonimo che pubblicava un post per negare il cambiamento climatico. 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Alcuni commenti lì sotto sono della stessa solfa: l’utente Stenoma scrive “ci prendono per il culo”,  Franco is 4 free scrive “praticamente nel 2028 la terra prenderà fuoco!” e l’utente Mandrake che ha bandierine della Russia e del Brasile scrive “Visto questi dati, ci dovrebbero stare 150 gradi ad agosto quest anno”, senza apostrofo. Chissà se ieri sera si sono ritrovati al bar sotto casa per festeggiare e darsi di gomito quando hanno letto che le temperature tra luglio 2023 e giugno 2024 sono state le più alte mai registrate con una media di 1,64 gradi rispetto ai tempi preindustriali, come certificato dal Copernicus Climate Change Service. Michele Arnese, che invece è un giornalista, scrive che “il mese scorso è stato il giugno più caldo mai registrato a livello globale”, ma  dal suo “personale osservatorio, ossia la casa romana dove abito da 23 anni”, non si sente “di confermare Copernicus”. Prendiamo nota.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Terrorizzati da Michela Murgia, anche se morta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/terrorizzati-da-michela-murgia-anche-se-morta--60626591</link><description><![CDATA[Le polemiche sono iniziate ancora prima dell’inaugurazione del gigantesco murale di 100 mq che la Banksy italiana, Laika, ha realizzato sulla scrittrice Michela Murgia. È il progetto «Ricordatemi come vi pare» curato da Pietro Turano per Arcigay Roma: l'opera, autorizzata dal Municipio V di Roma e apparsa proprio sulla facciata del Municipio, è in corso di realizzazione dall'associazione grazie al sostegno di Einaudi, Mondadori e Rizzoli (case editrici dell’autrice). <br /> Michela Murgia da morta infastidisci fascisti, destrorsi e pro vita. Del resto le parole non muoiono, le idee neppure. Quelli dovranno farsene una ragione.  <br /> Per l’associazione Pro vita “stanno abusando di beni e servizi pubblici per imporre con violenza all’intera collettività il pensiero ideologico un’autrice decisamente divisiva”. Il consigliere di Fratelli d’Italia Daniele Rinaldi l’ha presa alla lontana e ha sollevato dubbi sul rispetto della normativa relativa alla sicurezza sul lavoro. <br /> Ma ciò che vale leggere è la risposta dell’artista Laika. “Non mi faccio dare lezioni da una compagine politica che critica un murales e nel frattempo lavora per intitolare un aeroporto ad uno dei personaggi più controversi della storia del nostro paese”, ha detto l’artista riferendosi all’idea di intitolare l’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, uomo che per anni ha pagato Cosa nostra. E a Pro Vita e famiglia, l’artista romana consiglia “di sorridere ogni tanto: siamo in democrazia (per ora) e nessuno vi impedirà di non abortire, di sposarvi e fare famiglia secondo il vostro credo. La stessa libertà deve valere per tuttə”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60626591</guid><pubDate>Mon, 08 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60626591/imported_db414365_cd64_4641_be7a_27ca5b202152.mp3" length="1700675" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le polemiche sono iniziate ancora prima dell’inaugurazione del gigantesco murale di 100 mq che la Banksy italiana, Laika, ha realizzato sulla scrittrice Michela Murgia. 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Il consigliere di Fratelli d’Italia Daniele Rinaldi l’ha presa alla lontana e ha sollevato dubbi sul rispetto della normativa relativa alla sicurezza sul lavoro. <br /> Ma ciò che vale leggere è la risposta dell’artista Laika. “Non mi faccio dare lezioni da una compagine politica che critica un murales e nel frattempo lavora per intitolare un aeroporto ad uno dei personaggi più controversi della storia del nostro paese”, ha detto l’artista riferendosi all’idea di intitolare l’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, uomo che per anni ha pagato Cosa nostra. E a Pro Vita e famiglia, l’artista romana consiglia “di sorridere ogni tanto: siamo in democrazia (per ora) e nessuno vi impedirà di non abortire, di sposarvi e fare famiglia secondo il vostro credo. La stessa libertà deve valere per tuttə”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quel bacio che è un privilegio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quel-bacio-che-e-un-privilegio--60604120</link><description><![CDATA[Lunedì la figlia del presidente del Camerun, Brenda Biya, ha pubblicato una foto sul suo profilo Instagram in cui bacia la modella brasiliana Layyons  Valença, con la didascalia: «PS: sono pazza di te e voglio che il mondo lo sappia». Il post non esplicita il suo orientamento sessuale ma Biya ha poi ripubblicato nelle sue storie di Instagram diversi articoli che descrivono la foto come un coming out. <br /> C’è un piccolo particolare: in Camerun l’omosessualità è illegale dal 1972 e dal 2016 una legge prevede fino a 5 anni di carcere. Il padre di Biya, Paul è presidente del Camerun dal 1982. <br /> Il gesto di Brenda Biya è stato ovviamente accolto come un segnale incoraggiante dalla comunità Lgbtq camerunense. “Sta diventando una voce per il cambiamento sociale in un paese dove i tabù sono profondamente radicati” ha detto alla stampa l’attivista transgender camerunese Shakiro che è stato condannato sulla base della legge del 2016: nel 2021 fu condannata a cinque anni di carcere per “tentata omosessualità” e dal 2023 vive in Belgio, dove ha chiesto asilo.<br /> Il gesto di Brenda, però, ha sollevato anche alcune riflessioni sulle sproporzionate possibilità di ricchi e poveri: per alcuni è evidente che la ragazza abbia potuto fare coming out sui social perché vive in Svizzera e ha maggiori opportunità di difendersi contro la legge anti-LGBT nel caso in cui venisse perseguitata, grazie alla sua alta posizione nella classe sociale e alla sua maggiore istruzione. <br /> È esattamente così. I diritti non sono un simbolo da sventolare. Sono diritti solo se accessibili a tutti. Altrimenti si chiamano privilegi, anche se profumano di quel progressismo che funziona sui social. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60604120</guid><pubDate>Fri, 05 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60604120/imported_1e47ceff_1a35_4c86_8f73_bfb6cfac7ad8.mp3" length="1959392" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì la figlia del presidente del Camerun, Brenda Biya, ha pubblicato una foto sul suo profilo Instagram in cui bacia la modella brasiliana Layyons  Valença, con la didascalia: «PS: sono pazza di te e voglio che il mondo lo sappia». 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Il padre di Biya, Paul è presidente del Camerun dal 1982. <br /> Il gesto di Brenda Biya è stato ovviamente accolto come un segnale incoraggiante dalla comunità Lgbtq camerunense. “Sta diventando una voce per il cambiamento sociale in un paese dove i tabù sono profondamente radicati” ha detto alla stampa l’attivista transgender camerunese Shakiro che è stato condannato sulla base della legge del 2016: nel 2021 fu condannata a cinque anni di carcere per “tentata omosessualità” e dal 2023 vive in Belgio, dove ha chiesto asilo.<br /> Il gesto di Brenda, però, ha sollevato anche alcune riflessioni sulle sproporzionate possibilità di ricchi e poveri: per alcuni è evidente che la ragazza abbia potuto fare coming out sui social perché vive in Svizzera e ha maggiori opportunità di difendersi contro la legge anti-LGBT nel caso in cui venisse perseguitata, grazie alla sua alta posizione nella classe sociale e alla sua maggiore istruzione. <br /> È esattamente così. I diritti non sono un simbolo da sventolare. Sono diritti solo se accessibili a tutti. Altrimenti si chiamano privilegi, anche se profumano di quel progressismo che funziona sui social. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I tappi sono legge. Panico nella Lega</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-tappi-sono-legge-panico-nella-lega--60595348</link><description><![CDATA[Da ieri i tappi di plastica non rimovibili delle bottiglie, protagonisti della catastrofica campagna elettorale per le europee di Matteo Salvini, sono diventati obbligatori per legge. Il leader della Lega e i suoi compagni di partito hanno usato il tappo che rimane attaccato alla bottiglia come simbolo delle “leggi senza senso” dell’Unione europea. Erano evidentemente convinti che una gran parte degli elettori fosse drammaticamente angustiata dalla fatica cerebrale di trovare la collocazione esatta per poter bere senza comprimersi le narici. Ogni partito politico del resto ha legittimamente la sua agenda di priorità. Funziona così. Per Salvini e la sua compagnia politica quel tappo di plastica dovrebbe essere la metafora della burocrazia dell’Unione europea che rende difficile la vita ai cittadini. “Più Italia, meno Europa!”, urlavano i manifesti elettorali leghisti, dove il “più Italia” era rappresentato da un tappo staccabile. Nella sua ultima indagine Legambiente ha censito 705 rifiuti ogni 100 metri sulle spiagge italiane. I rifiuti dispersi in mare o lungo le coste, restano una delle grandi minacce ambientali da affrontare a livello globale. Quei rifiuti sono causa di inquinamento che arreca gravi danni agli ecosistemi oceanici, impattando sia sulla fauna selvatica che sugli esseri umani. Il 40,2% di questi è rappresentato da 5 tipologie di oggetti tra cui - indovina un po’? - proprio i tappi di plastica. Secondo il report “Plastic &amp; Climate” la produzione, l’incenerimento e lo smaltimento della plastica aggiungono all’atmosfera più di 850 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Non saranno i tappi a fare morire i leghisti di sete.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60595348</guid><pubDate>Thu, 04 Jul 2024 02:00:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60595348/imported_01aa3fe2_ddc5_4add_9fa4_503cc80a1c88.mp3" length="1864097" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da ieri i tappi di plastica non rimovibili delle bottiglie, protagonisti della catastrofica campagna elettorale per le europee di Matteo Salvini, sono diventati obbligatori per legge. Il leader della Lega e i suoi compagni di partito hanno usato il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da ieri i tappi di plastica non rimovibili delle bottiglie, protagonisti della catastrofica campagna elettorale per le europee di Matteo Salvini, sono diventati obbligatori per legge. Il leader della Lega e i suoi compagni di partito hanno usato il tappo che rimane attaccato alla bottiglia come simbolo delle “leggi senza senso” dell’Unione europea. Erano evidentemente convinti che una gran parte degli elettori fosse drammaticamente angustiata dalla fatica cerebrale di trovare la collocazione esatta per poter bere senza comprimersi le narici. Ogni partito politico del resto ha legittimamente la sua agenda di priorità. Funziona così. Per Salvini e la sua compagnia politica quel tappo di plastica dovrebbe essere la metafora della burocrazia dell’Unione europea che rende difficile la vita ai cittadini. “Più Italia, meno Europa!”, urlavano i manifesti elettorali leghisti, dove il “più Italia” era rappresentato da un tappo staccabile. Nella sua ultima indagine Legambiente ha censito 705 rifiuti ogni 100 metri sulle spiagge italiane. I rifiuti dispersi in mare o lungo le coste, restano una delle grandi minacce ambientali da affrontare a livello globale. Quei rifiuti sono causa di inquinamento che arreca gravi danni agli ecosistemi oceanici, impattando sia sulla fauna selvatica che sugli esseri umani. Il 40,2% di questi è rappresentato da 5 tipologie di oggetti tra cui - indovina un po’? - proprio i tappi di plastica. Secondo il report “Plastic &amp; Climate” la produzione, l’incenerimento e lo smaltimento della plastica aggiungono all’atmosfera più di 850 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Non saranno i tappi a fare morire i leghisti di sete.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Debutto da presidente Ue. Orbán fa subito l'Orbán</title><link>https://www.spreaker.com/episode/debutto-da-presidente-ue-orban-fa-subito-l-orban--60579383</link><description><![CDATA[Primi giorni di presidenza ungherese del Consiglio dell’Ue e Viktor Orbán fa l’Orbán, come si poteva facilmente immaginare. Alla cerimonia del passaggio di consegne tra Belgio e Ungheria il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha lanciato il monito: “Competitività, difesa e allargamento: conosciamo tutti le sfide che dobbiamo affrontare. Farlo insieme e uniti è l’unico modo per superarle”. Orbán ha risposto con un pezzo pubblicato dal Financial times: “La perdita di competitività dell’Ue - ha scritto il premier ungherese - ha rappresentato una tendenza crescente negli ultimi decenni. Questo declino può essere attribuito principalmente alle decisioni sbagliate di Bruxelles che vanno contro la realtà dell’economia mondiale”. Non male come inizio. Nel frattempo il suo consigliere Balazs Orban pubblicava un post su X richiamando un articolo di un sito cinese accusato di disinformazione per sostenere Marine Le Pen e la tesi secondo cui “spontaneamente e simultaneamente gli elettori dell’Occidente si stanno sollevando per ripudiare i loro leader”. Ieri Orbàn si è presentato a sorpresa - ma nemmeno troppo - in Ucraina. Il governo ungherese sta bloccando 6,6 miliardi di euro che dovrebbero servire per rimborsare 1,6 miliardi di euro ai Paesi che li hanno già trasferiti all’Ucraina e usare altri 5 miliardi nel 2024 per comprare equipaggiamento militare per Kiev, La posizione del premier ungherese è sempre la stessa: sentita vicinanza alle posizioni di Putin. Forse per questo la tradizionale visita della Commissione europea all’inizio di presidenza di turno del Consiglio europeo è già slittata. E la Lega di Salvini è già pronta a salire sul carro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60579383</guid><pubDate>Wed, 03 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60579383/imported_91c3a48d_a995_42ce_8f26_372c3088dc23.mp3" length="1733276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Primi giorni di presidenza ungherese del Consiglio dell’Ue e Viktor Orbán fa l’Orbán, come si poteva facilmente immaginare. Alla cerimonia del passaggio di consegne tra Belgio e Ungheria il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha lanciato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Primi giorni di presidenza ungherese del Consiglio dell’Ue e Viktor Orbán fa l’Orbán, come si poteva facilmente immaginare. Alla cerimonia del passaggio di consegne tra Belgio e Ungheria il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha lanciato il monito: “Competitività, difesa e allargamento: conosciamo tutti le sfide che dobbiamo affrontare. Farlo insieme e uniti è l’unico modo per superarle”. Orbán ha risposto con un pezzo pubblicato dal Financial times: “La perdita di competitività dell’Ue - ha scritto il premier ungherese - ha rappresentato una tendenza crescente negli ultimi decenni. Questo declino può essere attribuito principalmente alle decisioni sbagliate di Bruxelles che vanno contro la realtà dell’economia mondiale”. Non male come inizio. Nel frattempo il suo consigliere Balazs Orban pubblicava un post su X richiamando un articolo di un sito cinese accusato di disinformazione per sostenere Marine Le Pen e la tesi secondo cui “spontaneamente e simultaneamente gli elettori dell’Occidente si stanno sollevando per ripudiare i loro leader”. Ieri Orbàn si è presentato a sorpresa - ma nemmeno troppo - in Ucraina. Il governo ungherese sta bloccando 6,6 miliardi di euro che dovrebbero servire per rimborsare 1,6 miliardi di euro ai Paesi che li hanno già trasferiti all’Ucraina e usare altri 5 miliardi nel 2024 per comprare equipaggiamento militare per Kiev, La posizione del premier ungherese è sempre la stessa: sentita vicinanza alle posizioni di Putin. Forse per questo la tradizionale visita della Commissione europea all’inizio di presidenza di turno del Consiglio europeo è già slittata. E la Lega di Salvini è già pronta a salire sul carro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni all’angolo in Ue perché comandare non è governare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-all-angolo-in-ue-perche-comandare-non-e-governare--60566005</link><description><![CDATA[Il disastro di Giorgia Meloni legato alle elezioni europee è solo all’inizio. Dopo essere stata tenuta fuori da qualsiasi ragionamento politico a Bruxelles ora si ritrova con l’ombra di un gruppo a destra abitato dal suo ex amico Viktor Orbàn. Il premier ungherese con il suo partito Fidesz è stato allontanato dal Partito popolare europeo ed è stato ritenuto indesiderato dal gruppo Ecr, il gruppo europeo di Meloni. Ora Orbàn con l’ex premier ceco fuoriuscito dall’Alde e con l’ex ministro dell’Interno austriaco capo del Partito della Libertà, Herbert Kickl, sta apparecchiando un nuovo gruppo di nazionalisti ed euroscettici. A giorni dovrebbero arrivare anche Marine Le Pen fresca dell’ottimo risultato in Francia del Rassemblement national e forse - udite udite - pure quel Matteo Salvini che insperatamente potrebbe uscire dall’angolo proprio grazie all’imperizia internazionale della presidente del Consiglio. Era inevitabile che i tentennamenti di Meloni su von der Leyen e la sua ritrosia alla costituzione di un gruppo in Europa dove Fratelli d’Italia non sarebbe più stato il primo partito avrebbe sconquassato gli equilibri della destra europea. Salvini si dice convinto che il nuovo gruppo “possa essere la strada giusta fare un grande gruppo che ambisca a essere il terzo nell’Europarlamento e che porti avanti quello che i cittadini ci hanno chiesto, ad esempio su un ambientalismo intelligente e non ideologico”. Meloni è incastrata. Il suo gruppo Conservatori e riformisti rischia di essere eroso. Il gruppo Identità e democrazia potrebbe addirittura sciogliersi nella nuova iniziativa politica. È la differenza sostanziale tra il governare e il comandare. A Bruxelles non si alza nessuno al primo cenno di Meloni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60566005</guid><pubDate>Tue, 02 Jul 2024 02:01:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60566005/imported_69686c93_cb1c_4faa_91eb_5dd4efe3c814.mp3" length="2042566" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il disastro di Giorgia Meloni legato alle elezioni europee è solo all’inizio. Dopo essere stata tenuta fuori da qualsiasi ragionamento politico a Bruxelles ora si ritrova con l’ombra di un gruppo a destra abitato dal suo ex amico Viktor Orbàn. Il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il disastro di Giorgia Meloni legato alle elezioni europee è solo all’inizio. Dopo essere stata tenuta fuori da qualsiasi ragionamento politico a Bruxelles ora si ritrova con l’ombra di un gruppo a destra abitato dal suo ex amico Viktor Orbàn. Il premier ungherese con il suo partito Fidesz è stato allontanato dal Partito popolare europeo ed è stato ritenuto indesiderato dal gruppo Ecr, il gruppo europeo di Meloni. Ora Orbàn con l’ex premier ceco fuoriuscito dall’Alde e con l’ex ministro dell’Interno austriaco capo del Partito della Libertà, Herbert Kickl, sta apparecchiando un nuovo gruppo di nazionalisti ed euroscettici. A giorni dovrebbero arrivare anche Marine Le Pen fresca dell’ottimo risultato in Francia del Rassemblement national e forse - udite udite - pure quel Matteo Salvini che insperatamente potrebbe uscire dall’angolo proprio grazie all’imperizia internazionale della presidente del Consiglio. Era inevitabile che i tentennamenti di Meloni su von der Leyen e la sua ritrosia alla costituzione di un gruppo in Europa dove Fratelli d’Italia non sarebbe più stato il primo partito avrebbe sconquassato gli equilibri della destra europea. Salvini si dice convinto che il nuovo gruppo “possa essere la strada giusta fare un grande gruppo che ambisca a essere il terzo nell’Europarlamento e che porti avanti quello che i cittadini ci hanno chiesto, ad esempio su un ambientalismo intelligente e non ideologico”. Meloni è incastrata. Il suo gruppo Conservatori e riformisti rischia di essere eroso. Il gruppo Identità e democrazia potrebbe addirittura sciogliersi nella nuova iniziativa politica. È la differenza sostanziale tra il governare e il comandare. A Bruxelles non si alza nessuno al primo cenno di Meloni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Incagliati sul fascismo di ritorno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/incagliati-sul-fascismo-di-ritorno--60558957</link><description><![CDATA[Come prima reazione all’inchiesta di Fanpage che ha prevedibilmente svelato l’anima nera in pezzi del suo partito Giorgia Meloni aveva deciso di attaccare la testata e di sponda tutto il giornalismo. Distrarre e vittimizzarsi, come sempre. Questa volta chiamando in causa addirittura il Quirinale. <br /> Non è andata bene. Le parole della senatrice a vita Liliana Segre indignata per il ripetersi della storia che lei porta sulla pelle hanno capito e affondato Fratelli d’Italia. Il sempre vispo Donzelli ha dovuto vergare in accordo con la presidente del Consiglio un comunicato con il retrogusto della resa: “Ascolteremo come anche nelle occasioni passate, con la massima attenzione e il massimo rispetto le parole della senatrice Segre. Sono sempre un monito per tutti gli orientamenti politici. La senatrice Segre quando riflette sul pericoloso germe dell’antisemitismo è un simbolo di tutta la nazione. Un simbolo che deve essere rispettato da tutti senza polemiche e senza strumentalizzazioni”, dice. <br /> Anche questa è una bugia. Sono gli stessi che votarono contro l’istituzione della commissione monocamerale di controllo per combattere razzismo, antisemitismo e ogni forma di istigazione all’odio parlando di bavagli e di censura. Bisogna ricordarselo, bisogna ricordarglielo. <br /> Ora pagherà qualche giovanotto, assisteremo alle espulsioni. Ma per mondare a fondo il partito non basterà. Dovrebbe rinnegare un bel pezzo del suo consenso elettorale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60558957</guid><pubDate>Mon, 01 Jul 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60558957/imported_dad2d346_25fe_44da_87e3_b1c732a7157f.mp3" length="1887921" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come prima reazione all’inchiesta di Fanpage che ha prevedibilmente svelato l’anima nera in pezzi del suo partito Giorgia Meloni aveva deciso di attaccare la testata e di sponda tutto il giornalismo. Distrarre e vittimizzarsi, come sempre. 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Un simbolo che deve essere rispettato da tutti senza polemiche e senza strumentalizzazioni”, dice. <br /> Anche questa è una bugia. Sono gli stessi che votarono contro l’istituzione della commissione monocamerale di controllo per combattere razzismo, antisemitismo e ogni forma di istigazione all’odio parlando di bavagli e di censura. Bisogna ricordarselo, bisogna ricordarglielo. <br /> Ora pagherà qualche giovanotto, assisteremo alle espulsioni. Ma per mondare a fondo il partito non basterà. Dovrebbe rinnegare un bel pezzo del suo consenso elettorale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bardella si è dimenticato il nonno algerino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bardella-si-e-dimenticato-il-nonno-algerino--60531507</link><description><![CDATA[Il giovane astro nascente dell’ultra-nazionalismo francese, Jordan Bardella, sarà il vincitore delle prossime elezioni in Francia, come indicano tutti i sondaggi. Il giovane leader ha raccontato di essere cresciuto in una casa monoparentale a Drancy, una zona periferica a nord di Parigi. È figlio unico, nato in una modesta famiglia di origine italiana. Le sue origini piemontesi sono usate nella narrazione del delfino politico di Marine Le Pen come esempio di buona e sana integrazione, ovviamente dalla pelle bianca, da contrapporre ovviamente agli stranieri pericolosi. “I francesi di origine straniera o di nazionalità straniera che lavorano, pagano le tasse, rispettano la legge e amano il nostro Paese non hanno niente da temere”, ha detto Bardella lo scorso 14 giugno durante un intervento televisivo. Una sorta di doppio binario per francesi francesi e francesi un po’ meno francesi che fa il paio con l’idea del Rassemblement national di vietare ai francesi con doppia nazionalità di poter accedere a posti statali. C’è un piccolo problema. Bardella avrebbe un bisnonno algerino di cui curiosamente non parla mai. Secondo il quotidiano “Jeune Afrique”, per sfamare la famiglia ha dovuto prendere una barca per la Francia. Nel 1930, Mohand Séghir Mada e suo fratello maggiore Bachir lasciarono il loro villaggio verso Marsiglia per trasferirsi poi a Lione, che a quel tempo contava già diverse migliaia di immigrati algerini, che lavoravano soprattutto nelle fabbriche tessili. “I miei genitori italiani provengono da una generazione che si è integrata, ha assimilato, ha lavorato duro, ha amato la Francia”, ripete spesso Bardella. A quanto pare pure il bisnonno algerino. Ma di quello non parla. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60531507</guid><pubDate>Fri, 28 Jun 2024 02:00:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60531507/imported_dad2d346_25fe_44da_87e3_b1c732a7157f.mp3" length="1887921" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il giovane astro nascente dell’ultra-nazionalismo francese, Jordan Bardella, sarà il vincitore delle prossime elezioni in Francia, come indicano tutti i sondaggi. 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Una sorta di doppio binario per francesi francesi e francesi un po’ meno francesi che fa il paio con l’idea del Rassemblement national di vietare ai francesi con doppia nazionalità di poter accedere a posti statali. C’è un piccolo problema. Bardella avrebbe un bisnonno algerino di cui curiosamente non parla mai. Secondo il quotidiano “Jeune Afrique”, per sfamare la famiglia ha dovuto prendere una barca per la Francia. Nel 1930, Mohand Séghir Mada e suo fratello maggiore Bachir lasciarono il loro villaggio verso Marsiglia per trasferirsi poi a Lione, che a quel tempo contava già diverse migliaia di immigrati algerini, che lavoravano soprattutto nelle fabbriche tessili. “I miei genitori italiani provengono da una generazione che si è integrata, ha assimilato, ha lavorato duro, ha amato la Francia”, ripete spesso Bardella. A quanto pare pure il bisnonno algerino. Ma di quello non parla. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo Mussolini anche Berlusconi dà lezione di diritti al governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-mussolini-anche-berlusconi-da-lezione-di-diritti-al-governo--60520543</link><description><![CDATA[Dopo Alessandra Mussolini il governo Meloni prende un metaforico schiaffo anche da Marina Berlusconi. “Se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbtq, mi sento più in sintonia con la sinistra di buon senso. Perché ognuno deve essere libero di scegliere. Anche qui, vede, si torna alla questione di fondo, quella su cui non credo si possa arretrare di un millimetro: la questione della libertà”, dice l’imprenditrice figlia dell’ex presidente del Consiglio in un’intervista al Corriere della Sera. A dire il vero nella stessa intervista Marina Berlusconi esprime un concetto politicamente ancora più sostanzioso: “Dobbiamo fare i conti anche con un nemico interno, non meno insidioso”, spiega, “il successo alle Europee di movimenti con idee antidemocratiche non può non allarmare. Le preoccupazioni sulle conseguenze del prossimo voto negli Stati Uniti aumentano”. E ancora: “La risposta però non può certo essere quella di rinchiudersi nei propri confini”. Non bisogna essere analisti politici per comprendere che l’editrice si riferisca all’avanzare dei gruppi in Europa dei Conservatori e riformisti europei di cui fa parte Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni e il gruppo Identità e democrazia capeggiato dalla Lega di Matteo Salvini. Insomma, la figlia del leader storico del centrodestra Silvio Berlusconi ritiene pericoloso l’arretrare sulle libertà civili e preoccupante l’avanzare in Europa dei movimenti di riferimento della presidente del Consiglio e del suo vice. Questo a proposito del mantra “il popolo è con noi” ripetuto ossessivamente da Meloni e dai suoi seguaci. Dopo Mussolini e Berlusconi che impartiscono lezioni di diritti a questo governo chi sarà il prossimo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60520543</guid><pubDate>Thu, 27 Jun 2024 02:01:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60520543/imported_2fb678c4_9128_4901_b7b5_ad5796af08e2.mp3" length="1780924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo Alessandra Mussolini il governo Meloni prende un metaforico schiaffo anche da Marina Berlusconi. “Se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbtq, mi sento più in sintonia con la sinistra di buon senso. Perché ognuno deve essere libero di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo Alessandra Mussolini il governo Meloni prende un metaforico schiaffo anche da Marina Berlusconi. “Se parliamo di aborto, fine vita o diritti Lgbtq, mi sento più in sintonia con la sinistra di buon senso. Perché ognuno deve essere libero di scegliere. Anche qui, vede, si torna alla questione di fondo, quella su cui non credo si possa arretrare di un millimetro: la questione della libertà”, dice l’imprenditrice figlia dell’ex presidente del Consiglio in un’intervista al Corriere della Sera. A dire il vero nella stessa intervista Marina Berlusconi esprime un concetto politicamente ancora più sostanzioso: “Dobbiamo fare i conti anche con un nemico interno, non meno insidioso”, spiega, “il successo alle Europee di movimenti con idee antidemocratiche non può non allarmare. Le preoccupazioni sulle conseguenze del prossimo voto negli Stati Uniti aumentano”. E ancora: “La risposta però non può certo essere quella di rinchiudersi nei propri confini”. Non bisogna essere analisti politici per comprendere che l’editrice si riferisca all’avanzare dei gruppi in Europa dei Conservatori e riformisti europei di cui fa parte Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni e il gruppo Identità e democrazia capeggiato dalla Lega di Matteo Salvini. Insomma, la figlia del leader storico del centrodestra Silvio Berlusconi ritiene pericoloso l’arretrare sulle libertà civili e preoccupante l’avanzare in Europa dei movimenti di riferimento della presidente del Consiglio e del suo vice. Questo a proposito del mantra “il popolo è con noi” ripetuto ossessivamente da Meloni e dai suoi seguaci. Dopo Mussolini e Berlusconi che impartiscono lezioni di diritti a questo governo chi sarà il prossimo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Incendiare, dividere e vittimismo: Giorgia Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/incendiare-dividere-e-vittimismo-giorgia-meloni--60509151</link><description><![CDATA[Il vittimismo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni non è una novità. Opporsi all’opposizione è stata la tecnica comunicativa usata fin dal suo insediamento. Del resto sull’opporsi Meloni e Fratelli d’Italia hanno costruito l’enorme aumento del consenso. Opporsi all’Unione europea, opporsi al gender, opporsi alla sinistra, opporsi a taluni giornalisti, opporsi alle femministe, opporsi ai magistrati, opporsi a certi scrittori: opporsi come mantra per fare fiutare ai propri elettori il profumo della battaglia. Arrivata al governo Meloni però non ha smesso di opporsi e ha accelerato sul vittimismo. Così ieri l’abbiamo ascoltata mentre ha parlato di “toni irresponsabili da guerra civile”. Di chi? Dell’opposizione, ovviamente. Secondo Meloni i suoi avversari politici “non hanno argomenti nel merito”. Forse le sfugge che il ruolo dell’opposizione sia proprio questo, incalzarla. L’abbiamo addirittura ascoltata mentre parla di “sinistra” che “manda in giro liste di proscrizione dei parlamentari del sud”. La parola proscrizione in bocca ad un governo che esclude gli scrittori dissidenti alla Fiera di Francoforte, che chiama pluralismo l’occupazione della Rai e che desta allarme a Bruxelles per gli interventi sulla libertà di stampa è un capolavoro. Di chi ha parlato quindi la presidente del Consiglio? Dell’opposizione. Chi è in difficoltà governare ha sempre bisogno di nemici da offrire in pasto ai suoi sostenitori. Così alla bisogna torna utile incendiare e dividere. Anche le sconfitte alle amministrative sono colpa della legge elettorale. E da lontano s’ode il rumore della terra che inizia a franare sotto i piedi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60509151</guid><pubDate>Wed, 26 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60509151/imported_0f5d20df_b15f_46b1_93f7_012ff25a6972.mp3" length="1688973" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il vittimismo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni non è una novità. Opporsi all’opposizione è stata la tecnica comunicativa usata fin dal suo insediamento. 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Forse le sfugge che il ruolo dell’opposizione sia proprio questo, incalzarla. L’abbiamo addirittura ascoltata mentre parla di “sinistra” che “manda in giro liste di proscrizione dei parlamentari del sud”. La parola proscrizione in bocca ad un governo che esclude gli scrittori dissidenti alla Fiera di Francoforte, che chiama pluralismo l’occupazione della Rai e che desta allarme a Bruxelles per gli interventi sulla libertà di stampa è un capolavoro. Di chi ha parlato quindi la presidente del Consiglio? Dell’opposizione. Chi è in difficoltà governare ha sempre bisogno di nemici da offrire in pasto ai suoi sostenitori. Così alla bisogna torna utile incendiare e dividere. Anche le sconfitte alle amministrative sono colpa della legge elettorale. E da lontano s’ode il rumore della terra che inizia a franare sotto i piedi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito dell’egemonia culturale di destra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-dell-egemonia-culturale-di-destra--60496270</link><description><![CDATA[Immaginate una parte politica ossessionata dalla cultura degli altri. Immaginate una parte politica ossessionata dal sapere degli altri tanto da bollarli come “professoroni” per un’evidente senso di inferiorità. Immaginatela per anni relegata all’opposizione mentre promette ai suoi elettori che “esiste un’altra cultura”, come se la cultura fosse il vezzo di riscrivere la storia (una delle loro priorità) o di piegare la realtà alle proprie opinioni. <br /> Immaginateli dopo una vita passata così mentre riescono a raggiungere il potere, straripanti di voglia di imporre la propria “egemonia culturale”. Per prima cosa silenziano gli altri, scambiando la capacità di costruire una cultura prevalente con il silenziamento delle voci avverse. Arrivano in Rai, storica costruttrice di cultura popolare, e dopo avere fatto piazza pulita dei presunti nemici si accorgono di avere come intellettuali una banda di squinternati che affondano gli ascolti. <br /> Nel progetto un ruolo fondamentale ovviamente lo copre il ministro della Cultura, agitatore di riferimento. Al ministero arriva Gennaro Sangiuliano che il 6 luglio del 2023 da giurato del Premio Strega ammette di avere votato libri che forse leggerà. Poi si corregge. “Sì, li ho letti perché ho votato però voglio, come dire, approfondire questi volumi”, dice. <br /> Lo scorso 4 aprile il ministro ha spostato Times Square a Londra. A gennaio dell’anno scorso ci ha spiegato che “il fondatore del pensiero di destra in Italia è stato Dante Alighieri” e ora ci spiega che “Colombo voleva raggiungere le Indie circumnavigando la terra sulla base delle teorie di Galileo Galilei“. <br /> Immaginate il naturale nervosismo di quella parte politica a fatica arrivata fin lì. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60496270</guid><pubDate>Tue, 25 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60496270/imported_d3c9b7ac_18a7_48a6_9cba_7d04102b2d17.mp3" length="1905893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Immaginate una parte politica ossessionata dalla cultura degli altri. Immaginate una parte politica ossessionata dal sapere degli altri tanto da bollarli come “professoroni” per un’evidente senso di inferiorità. Immaginatela per anni relegata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Immaginate una parte politica ossessionata dalla cultura degli altri. Immaginate una parte politica ossessionata dal sapere degli altri tanto da bollarli come “professoroni” per un’evidente senso di inferiorità. Immaginatela per anni relegata all’opposizione mentre promette ai suoi elettori che “esiste un’altra cultura”, come se la cultura fosse il vezzo di riscrivere la storia (una delle loro priorità) o di piegare la realtà alle proprie opinioni. <br /> Immaginateli dopo una vita passata così mentre riescono a raggiungere il potere, straripanti di voglia di imporre la propria “egemonia culturale”. Per prima cosa silenziano gli altri, scambiando la capacità di costruire una cultura prevalente con il silenziamento delle voci avverse. Arrivano in Rai, storica costruttrice di cultura popolare, e dopo avere fatto piazza pulita dei presunti nemici si accorgono di avere come intellettuali una banda di squinternati che affondano gli ascolti. <br /> Nel progetto un ruolo fondamentale ovviamente lo copre il ministro della Cultura, agitatore di riferimento. Al ministero arriva Gennaro Sangiuliano che il 6 luglio del 2023 da giurato del Premio Strega ammette di avere votato libri che forse leggerà. Poi si corregge. “Sì, li ho letti perché ho votato però voglio, come dire, approfondire questi volumi”, dice. <br /> Lo scorso 4 aprile il ministro ha spostato Times Square a Londra. A gennaio dell’anno scorso ci ha spiegato che “il fondatore del pensiero di destra in Italia è stato Dante Alighieri” e ora ci spiega che “Colombo voleva raggiungere le Indie circumnavigando la terra sulla base delle teorie di Galileo Galilei“. <br /> Immaginate il naturale nervosismo di quella parte politica a fatica arrivata fin lì. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La parola impronunciabile: capitalismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-parola-impronunciabile-capitalismo--60480822</link><description><![CDATA[Il Tg La7 ha pubblicato in esclusiva un documento della Procura in cui si legge che Renzo Lovato, padre di Antonello Lovato, il 37enne che ha abbandonato sotto casa il bracciante indiano Satnam Singh dopo che quest’ultimo aveva perso il braccio destro in un incidente sul lavoro nella sua azienda agricola, è indagato da cinque anni per reati di caporalato in un altro procedimento.<br /> Spiace quindi per il ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida che si è lanciato subito in difesa degli agricoltori, come se il caporalato fosse un fortuito caso alimentato dagli schiavi e non dagli schiavisti. <br /> Nel frattempo scopriamo che Prakhash e Kamal Hinduja, origini indiane e passaporto britannico, membri della famiglia più ricca del Regno Unito, spendevano più per il mangime del loro cane che per lo stipendio di uno dei loro domestici, nella loro villa di Ginevra. Un giudice svizzero ha condannato gli Hinduja, il figlio Ajay e la moglie di lui Amrata a pene da quattro a quattro anni e mezzo di carcere per sfruttamento della manodopera e lavoro illegale, mentre è caduta l'accusa più grave mossa nei loro confronti, traffico di esseri umani. Il clan Hinduja è a capo di una multinazionale indiana che possiede solo in Regno Unito beni per 50 miliardi di euro, e ben di più nel resto del mondo: loro è per esempio la catena internazionale di alberghi Raffles. Eppure l'accusa è di avere ridotto i domestici letteralmente in schiavitù.<br /> Il retrogusto di fondo alle due vicende ha un nome impronunciabile che pochi si concedono il lusso di scrivere: il capitalismo. Forse sarebbe il caso di parlarne. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60480822</guid><pubDate>Mon, 24 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60480822/imported_ecdb8be2_14bb_4f43_b5bb_b60896c7a03d.mp3" length="1879144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il Tg La7 ha pubblicato in esclusiva un documento della Procura in cui si legge che Renzo Lovato, padre di Antonello Lovato, il 37enne che ha abbandonato sotto casa il bracciante indiano Satnam Singh dopo che quest’ultimo aveva perso il braccio destro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Tg La7 ha pubblicato in esclusiva un documento della Procura in cui si legge che Renzo Lovato, padre di Antonello Lovato, il 37enne che ha abbandonato sotto casa il bracciante indiano Satnam Singh dopo che quest’ultimo aveva perso il braccio destro in un incidente sul lavoro nella sua azienda agricola, è indagato da cinque anni per reati di caporalato in un altro procedimento.<br /> Spiace quindi per il ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida che si è lanciato subito in difesa degli agricoltori, come se il caporalato fosse un fortuito caso alimentato dagli schiavi e non dagli schiavisti. <br /> Nel frattempo scopriamo che Prakhash e Kamal Hinduja, origini indiane e passaporto britannico, membri della famiglia più ricca del Regno Unito, spendevano più per il mangime del loro cane che per lo stipendio di uno dei loro domestici, nella loro villa di Ginevra. Un giudice svizzero ha condannato gli Hinduja, il figlio Ajay e la moglie di lui Amrata a pene da quattro a quattro anni e mezzo di carcere per sfruttamento della manodopera e lavoro illegale, mentre è caduta l'accusa più grave mossa nei loro confronti, traffico di esseri umani. Il clan Hinduja è a capo di una multinazionale indiana che possiede solo in Regno Unito beni per 50 miliardi di euro, e ben di più nel resto del mondo: loro è per esempio la catena internazionale di alberghi Raffles. Eppure l'accusa è di avere ridotto i domestici letteralmente in schiavitù.<br /> Il retrogusto di fondo alle due vicende ha un nome impronunciabile che pochi si concedono il lusso di scrivere: il capitalismo. Forse sarebbe il caso di parlarne. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non se ne parla e non se ne deve parlare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-se-ne-parla-e-non-se-ne-deve-parlare--60457811</link><description><![CDATA[Nei giorni scorsi la testata giornalistica Fanpage ha pubblicato un’inchiesta che evidenzia come Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia - il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni - abbia al suo interno qualche problema di nostalgie fasciste. Sulle evidenze di quell’inchiesta hanno espresso preoccupazione i partiti di opposizione, diversi osservatori politici e addirittura la Commissione europea. Poco o niente si è sentito invece dalla maggioranza, al di là dell’improbabile difesa del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri secondo cui “quelli che urlano Duce potrebbero essere tifosi della Casertana” (si sono incazzati anche i tifosi della Casertana) e il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani che ha risposto a un’interrogazione del Pd. Secondo il condirettore di Fanpage Adriano Biondi le risposte date dal ministro ricalcherebbero “un grande classico della narrativa vittimista della destra italiana: non rispondere nel merito della questione, ma provare a delegittimare l’interlocutore”. Per Biondi il ministro con la sua risposta “si assume la gravissima responsabilità non solo di giustificare, ma anche di legittimare le pratiche e i comportamenti che emergono dal nostro lavoro d’inchiesta”. Fanpage scrive anche che Meloni avrebbe dato “la consegna del silenzio” a tutti gli altri. A Firenze l’assessore dem uscente all’Ambiente di Palazzo Vecchio, Andrea Giorgio, è stato querelato dal candidato del centrodestra Eike Schmidt per avere sottolineato come questa destra abbia pesanti infiltrazioni di estrema destra. Quindi siamo messi così: non solo la destra non ne parla, ma pretende pure che non ne parlino gli altri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60457811</guid><pubDate>Fri, 21 Jun 2024 04:59:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60457811/imported_0ae96b35_b58f_4c38_b9e5_eddf5b73ab2f.mp3" length="1780924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nei giorni scorsi la testata giornalistica Fanpage ha pubblicato un’inchiesta che evidenzia come Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia - il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni - abbia al suo interno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nei giorni scorsi la testata giornalistica Fanpage ha pubblicato un’inchiesta che evidenzia come Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia - il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni - abbia al suo interno qualche problema di nostalgie fasciste. 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Fanpage scrive anche che Meloni avrebbe dato “la consegna del silenzio” a tutti gli altri. A Firenze l’assessore dem uscente all’Ambiente di Palazzo Vecchio, Andrea Giorgio, è stato querelato dal candidato del centrodestra Eike Schmidt per avere sottolineato come questa destra abbia pesanti infiltrazioni di estrema destra. Quindi siamo messi così: non solo la destra non ne parla, ma pretende pure che non ne parlino gli altri.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quando muoiono “quegli altri”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quando-muoiono-quegli-altri--60438835</link><description><![CDATA[Se un trentunenne di Milano, magari del centro, o del quartiere Monti a Roma fosse stato scaricato dal suo datore di lavoro davanti a casa con un braccio tranciato riposto in una cassetta e la moglie al suo fianco avremmo un quintale di trasmissioni in prima serata pronte a tuffarsi nella pornografia della violenza. Avremmo avuto, sicuro, qualche decina di approfondimenti sui sogni del ragazzo violentato dal suo capo che l’ha reso mutilato oltre che schiavo, avremmo interviste lacrimevole ai parenti, agli amici. Qualche presunto giornalista d’inchiesta sarebbe da giorni al citofono del titolare della sua azienda per strappare una parola dal giro dei carnefici. Satnam Singh invece ha un cognome cacofonico, si trascinava per qualche spiccio nelle meno interessanti campagne di Latina, nido di braccianti trattati con la disgustata indifferenza che si riserva ai materiali di risulta ai bordi di un cantiere, prima che vengano buttati via. Satnam ha la sventura di abitare il mondo di quegli altri, fuori da noi. Qualsiasi cosa gli sia successa non tocca l’etica della Patria. La morale nazionale non viene intaccata da ciò che gli italiani fanno agli stranieri. Fosse accaduto il contrario perfino i fascisti sarebbero in piazza. Ieri Satnam è morto, due giorni dopo il suo braccio. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha assicurato ancora più incisività al “contrasto al sommerso nella promozione di una cultura del lavoro” mentre il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Angelo Tripodi di Forza Italia dice che il caporalato è “una piaga che dobbiamo combattere tutti insieme, senza distinzioni politiche e ideologiche”. Niente speciali in prima serata, però.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60438835</guid><pubDate>Thu, 20 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60438835/imported_4cd5e2c2_b3d8_46ba_84cc_81fa736b2c8e.mp3" length="1926373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se un trentunenne di Milano, magari del centro, o del quartiere Monti a Roma fosse stato scaricato dal suo datore di lavoro davanti a casa con un braccio tranciato riposto in una cassetta e la moglie al suo fianco avremmo un quintale di trasmissioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se un trentunenne di Milano, magari del centro, o del quartiere Monti a Roma fosse stato scaricato dal suo datore di lavoro davanti a casa con un braccio tranciato riposto in una cassetta e la moglie al suo fianco avremmo un quintale di trasmissioni in prima serata pronte a tuffarsi nella pornografia della violenza. Avremmo avuto, sicuro, qualche decina di approfondimenti sui sogni del ragazzo violentato dal suo capo che l’ha reso mutilato oltre che schiavo, avremmo interviste lacrimevole ai parenti, agli amici. Qualche presunto giornalista d’inchiesta sarebbe da giorni al citofono del titolare della sua azienda per strappare una parola dal giro dei carnefici. Satnam Singh invece ha un cognome cacofonico, si trascinava per qualche spiccio nelle meno interessanti campagne di Latina, nido di braccianti trattati con la disgustata indifferenza che si riserva ai materiali di risulta ai bordi di un cantiere, prima che vengano buttati via. Satnam ha la sventura di abitare il mondo di quegli altri, fuori da noi. Qualsiasi cosa gli sia successa non tocca l’etica della Patria. La morale nazionale non viene intaccata da ciò che gli italiani fanno agli stranieri. Fosse accaduto il contrario perfino i fascisti sarebbero in piazza. Ieri Satnam è morto, due giorni dopo il suo braccio. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha assicurato ancora più incisività al “contrasto al sommerso nella promozione di una cultura del lavoro” mentre il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Angelo Tripodi di Forza Italia dice che il caporalato è “una piaga che dobbiamo combattere tutti insieme, senza distinzioni politiche e ideologiche”. Niente speciali in prima serata, però.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Senza inchieste, alla luce del sole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/senza-inchieste-alla-luce-del-sole--60427966</link><description><![CDATA[Giuseppe Marasco era presente a un incontro in una sede di comitato elettorale di Fratelli d’Italia di Manfredonia dove ha corso alle ultime Comunali per il sindaco Ugo Galli raccogliendo il record di 208 preferenze tanto da poter aspirare, probabilmente, anche ad un assessorato dopo il ballottaggio. Quando un suo collega si è scusato per essersi tolto la giacca per il troppo caldo Marasco ha detto: “Noi siamo abituati ai forni crematori”. E tutti giù a ridere. Il pugile Frank Mascia, uno con molti follower su Tik Tok, candidato non eletto con la Lega alle ultime elezioni amministrative a Settimo Torinese, si è mostrato in video mentre fa il saluto romano e sbeffeggia il reato di apologia di fascismo: “Della legge Scelba ce ne freghiamo”, dice. E propone un “raduno dei camerati” per settembre nella cittadina dell’hinterland torinese. A Riano, vicino a Roma, là dove due mesi dopo il rapimento e l’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti vennero ritrovati i suoi resti, il monumento commemorativo è stato vandalizzato con la scritta “W il Fascio”, di fianco al mazzo di fiori del Presidente della Repubblica posato per i 100 anni dall’assassinio. Qualche giorno fa a Roma i condomini del palazzo dove visse Matteotti aveva cancellato dalla targa in suo ricordo la dicitura “ucciso per mano fascista”. Per timore dei vandali, dicono. Senza bisogno di infiltrarsi sotto mentite spoglie nella compagine giovanile di Fratelli d’Italia (come nell’importante inchiesta di Fanpage), il ritorno di una certa nostalgia per il Ventennio si nota. Basta leggere le cronache locali, giorno dopo giorno. Un’incedere continuo che alza la temperatura dell’acqua mentre le rane inconsapevoli bollono.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60427966</guid><pubDate>Wed, 19 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60427966/imported_29026ec1_03e5_4bf6_bc5c_4aea36861fd1.mp3" length="1932643" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giuseppe Marasco era presente a un incontro in una sede di comitato elettorale di Fratelli d’Italia di Manfredonia dove ha corso alle ultime Comunali per il sindaco Ugo Galli raccogliendo il record di 208 preferenze tanto da poter aspirare,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giuseppe Marasco era presente a un incontro in una sede di comitato elettorale di Fratelli d’Italia di Manfredonia dove ha corso alle ultime Comunali per il sindaco Ugo Galli raccogliendo il record di 208 preferenze tanto da poter aspirare, probabilmente, anche ad un assessorato dopo il ballottaggio. Quando un suo collega si è scusato per essersi tolto la giacca per il troppo caldo Marasco ha detto: “Noi siamo abituati ai forni crematori”. E tutti giù a ridere. Il pugile Frank Mascia, uno con molti follower su Tik Tok, candidato non eletto con la Lega alle ultime elezioni amministrative a Settimo Torinese, si è mostrato in video mentre fa il saluto romano e sbeffeggia il reato di apologia di fascismo: “Della legge Scelba ce ne freghiamo”, dice. E propone un “raduno dei camerati” per settembre nella cittadina dell’hinterland torinese. A Riano, vicino a Roma, là dove due mesi dopo il rapimento e l’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti vennero ritrovati i suoi resti, il monumento commemorativo è stato vandalizzato con la scritta “W il Fascio”, di fianco al mazzo di fiori del Presidente della Repubblica posato per i 100 anni dall’assassinio. Qualche giorno fa a Roma i condomini del palazzo dove visse Matteotti aveva cancellato dalla targa in suo ricordo la dicitura “ucciso per mano fascista”. Per timore dei vandali, dicono. Senza bisogno di infiltrarsi sotto mentite spoglie nella compagine giovanile di Fratelli d’Italia (come nell’importante inchiesta di Fanpage), il ritorno di una certa nostalgia per il Ventennio si nota. Basta leggere le cronache locali, giorno dopo giorno. 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L'ex europarlamentare di FI Alessandra Mussolini ha stroncato le politiche del governo. "Meloni rivendica che, sui diritti, il governo non ha fatto alcun passo indietro? Ma nemmeno in avanti”, dice Mussolini in un’intervista a La stampa. <br /> “L'anno scorso l'Italia - spiga Mussolini - ha posto il veto in Consiglio europeo sul regolamento che uniforma le procedure di riconoscimento dei figli in tutti gli Stati dell'Unione, di modo che i bambini nati in famiglie omogenitoriali vengano automaticamente riconosciuti come figli di entrambi i genitori, cosa che avviene in tutta Europa ma non da noi. Da noi, il genitore non biologico deve adottare il bambino”<br /> "È assurdo almeno quanto il fatto che i single non possano adottare - aggiunge -. Gli italiani non godono di diritti che altrove sono consolidati". "In campagna elettorale, più che sentire parlare di questo, ho sentito cose invereconde sull'aborto - prosegue -. L'importanza di indurre il ripensamento nelle donne che decidono di abortire”.<br /> Per Mussolini le azioni urgenti sarebbero il “riconoscimento dei minori a prescindere da dove e come siano nati” (ovvero il cosiddetto Ius soli”), “pagare le donne più degli uomini” per contrastare il gap salariale e per rendere le donne “indipendenti” e in grado di “denunciare le violenze e quindi arginarle”. <br /> La nipote di Mussolini che dà lezioni di progressismo al governo di Giorgia Meloni è la fotografia dell’arretratezza di una propaganda di governo completamente sconnessa dalla realtà. Alla fine, come è sempre accaduto nella storia, i diritti irrompono, con buona pace dei reazionari di turno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60411687</guid><pubDate>Tue, 18 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60411687/imported_1f9b327f_8d25_44bc_b204_4f95bfd8d784.mp3" length="1884995" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mussolini smentisce la presidente del Consiglio sui diritti. L'ex europarlamentare di FI Alessandra Mussolini ha stroncato le politiche del governo. 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Gli italiani non godono di diritti che altrove sono consolidati". "In campagna elettorale, più che sentire parlare di questo, ho sentito cose invereconde sull'aborto - prosegue -. L'importanza di indurre il ripensamento nelle donne che decidono di abortire”.<br /> Per Mussolini le azioni urgenti sarebbero il “riconoscimento dei minori a prescindere da dove e come siano nati” (ovvero il cosiddetto Ius soli”), “pagare le donne più degli uomini” per contrastare il gap salariale e per rendere le donne “indipendenti” e in grado di “denunciare le violenze e quindi arginarle”. <br /> La nipote di Mussolini che dà lezioni di progressismo al governo di Giorgia Meloni è la fotografia dell’arretratezza di una propaganda di governo completamente sconnessa dalla realtà. Alla fine, come è sempre accaduto nella storia, i diritti irrompono, con buona pace dei reazionari di turno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I migliori amici dei fascisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-migliori-amici-dei-fascisti--60400933</link><description><![CDATA[In tutto sono otto milioni di euro ma è solo l’inizio. Il disegno di legge prevede la creazione di un “comitato nazionale presieduto dal presidente del Consiglio” con la presenza del ministro alla Cultura, il ministro al Turismo, il ministro all’Istruzione e il ministro all’Università oltre alla presidente del Consiglio e il presidente della Regione Lazio nonché il sindaco. Cosa c’è di così importante da smuovere i soldi e le personalità? Sono i 100 anni della fondazione della città di Latina. <br /> Per cogliere il senso dell’iniziativa bastano le parole di Cesare Bruni, capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale cittadino: “Oggi è una giornata storica per la città di Latina” che fu “inaugurata con il nome di Littoria”. Come racconta Marco Pasciuti sul Fatto quotidiano Bruni è l’organizzatore del “Mercatino della memoria” che ogni prima domenica del mese riempie piazza del Popolo dove i cimeli storici esposti passano dai busti di Benito Mussolini a reliquie di stampo fascista. Per non farsi mancare niente nel 2015 pubblicò un libro dal titolo “Littoria, la prediletta del Duce”. <br /> Diamo per scontati i commentatori che ci diranno che no, non si può non festeggiare i 100 anni di Latina. Sono gli stessi che vigliaccamente fingono di non vedere e poi fingono di stupirsi. Sono gli stessi che in questi giorni ci spiegano che il fascismo non torna perché il fascismo non c’è più. Sono i migliori amici dei fascisti. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60400933</guid><pubDate>Mon, 17 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60400933/imported_fcf3107c_fad7_42e1_a859_b88a0f930d5a.mp3" length="1614576" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In tutto sono otto milioni di euro ma è solo l’inizio. 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Come racconta Marco Pasciuti sul Fatto quotidiano Bruni è l’organizzatore del “Mercatino della memoria” che ogni prima domenica del mese riempie piazza del Popolo dove i cimeli storici esposti passano dai busti di Benito Mussolini a reliquie di stampo fascista. Per non farsi mancare niente nel 2015 pubblicò un libro dal titolo “Littoria, la prediletta del Duce”. <br /> Diamo per scontati i commentatori che ci diranno che no, non si può non festeggiare i 100 anni di Latina. Sono gli stessi che vigliaccamente fingono di non vedere e poi fingono di stupirsi. Sono gli stessi che in questi giorni ci spiegano che il fascismo non torna perché il fascismo non c’è più. Sono i migliori amici dei fascisti. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>101</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Trenta denunce</title><link>https://www.spreaker.com/episode/trenta-denunce--60377394</link><description><![CDATA[Un quarantenne di Aprilia due anni fa si è mostrificato in stalker nei confronti di una donna che era la sua ex compagna e che è madre di quattro figli. La donna per provare a difendersi ha presentato trenta denunce, una in fila all’altra. Una sequela di foto, video, messaggi e testimonianze presentate alle forze dell’ordine. Trenta denunce che non hanno smosso un divieto di avvicinamento, un arresto per seriali, una messa in sicurezza per la donna e i suoi figli. In un’intervista all’edizione romana del Corriere della sera la donna racconta delle volte in cui le aggressioni sono accadute in pubblico, perfino di fronte alle forze dell’ordine lui le ha gridato “infame ti ammazzo!”. Entrando da una finestra rotta e sfasciando ogni casa nell’abitazione di lei. “Erano le 9,30 di mattina e aveva bevuto. Accade spesso. Ho tentato di fronteggiare la situazione. Ma tutto questo ha un costo in termini psicologici”, racconta la donna alla giornalista Ilaria Sacchettoni. Le carte sono rimaste ferme per mesi. Non si è pensato nemmeno di fare scattare il codice rosso, le misure studiate proprio per tutelare le vittime di stalking. La donna nell’intervista dice: “Non voglio pensare che in Italia la legge funzioni solo se si è potenti ma temo che ai comuni mortali resti solo la speranza di non essere uccisi dal proprio carnefice”. Del resto qui da noi di femminicidi si discute solo con la vittima per terra. L’articolo esce in edicola e poco dopo l’uomo viene arrestato, anche in considerazione dei suoi precedenti penali. Rimane un terribile dubbio: sarà solo una coincidenza?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60377394</guid><pubDate>Fri, 14 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60377394/imported_822417b5_6ae2_4f13_a1d7_87dd2b09d173.mp3" length="1837348" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un quarantenne di Aprilia due anni fa si è mostrificato in stalker nei confronti di una donna che era la sua ex compagna e che è madre di quattro figli. La donna per provare a difendersi ha presentato trenta denunce, una in fila all’altra. 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Ma tutto questo ha un costo in termini psicologici”, racconta la donna alla giornalista Ilaria Sacchettoni. Le carte sono rimaste ferme per mesi. Non si è pensato nemmeno di fare scattare il codice rosso, le misure studiate proprio per tutelare le vittime di stalking. La donna nell’intervista dice: “Non voglio pensare che in Italia la legge funzioni solo se si è potenti ma temo che ai comuni mortali resti solo la speranza di non essere uccisi dal proprio carnefice”. Del resto qui da noi di femminicidi si discute solo con la vittima per terra. L’articolo esce in edicola e poco dopo l’uomo viene arrestato, anche in considerazione dei suoi precedenti penali. Rimane un terribile dubbio: sarà solo una coincidenza?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Erdogan che tuba con Putin</title><link>https://www.spreaker.com/episode/erdogan-che-tuba-con-putin--60366049</link><description><![CDATA[Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che lo scorso gennaio ha firmato accordi sui migranti con la premier italiana Giorgia Meloni, parteciperà al summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (SCO) previsto nella capitale del Kazakistan Astana, i prossimi 3 e 4 luglio. I dubbi sulla partecipazione del leader turco sono stati fugati definitivamente dalle parole del presidente russo Vladimir Putin, che ha dichiarato ieri di “attendere l’incontro con Erdogan per discutere di una serie di temi”. Putin ha incontrato in Russia il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che di Erdogan è un fedelissimo, e ha fissato ai prossimi 3-4 luglio la data di un incontro più volte rimandato. Inizialmente prevista per fine febbraio, la visita di Putin ad Ankara è stata rinviata e, sebbene il Cremlino abbia più volte reso noto di essere al lavoro per trovare una data tra aprile e maggio, alla fine non se ne è fatto niente. Nel discorso di ieri Putin ha ringraziato il presidente turco per le intese raggiunte con Mosca nella gestione della crisi in Siria, ma sopratutto per gli sforzi messi in atto nella mediazione tra Russia e Ucraina, nello scambio di ostaggi tra i due Paesi e nel raggiungimento dell’intesa che ha permesso il passaggio sicuro del grano ucraino attraverso il Mar Nero, siglata nel luglio 2022. Intesa saltata un anno dopo proprio per una presa di posizione di Mosca, che chiede il passaggio di navi cariche dei propri prodotti. Erdogan insiste però nel voler far ripartire il ‘corridoio del grano’ e con Putin discuterà anche di questo. “Le relazioni con la Russia vanno molto bene”, ha detto il presidente turco che incidentalmente sarebbe pure un membro della Nato. Che ne pensano gli alleati del Patto Atlantico?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60366049</guid><pubDate>Thu, 13 Jun 2024 02:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60366049/imported_493dcd0e_1745_4d7a_8001_7f6862c3a6d1.mp3" length="1997844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che lo scorso gennaio ha firmato accordi sui migranti con la premier italiana Giorgia Meloni, parteciperà al summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (SCO) previsto nella capitale del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che lo scorso gennaio ha firmato accordi sui migranti con la premier italiana Giorgia Meloni, parteciperà al summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (SCO) previsto nella capitale del Kazakistan Astana, i prossimi 3 e 4 luglio. I dubbi sulla partecipazione del leader turco sono stati fugati definitivamente dalle parole del presidente russo Vladimir Putin, che ha dichiarato ieri di “attendere l’incontro con Erdogan per discutere di una serie di temi”. Putin ha incontrato in Russia il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che di Erdogan è un fedelissimo, e ha fissato ai prossimi 3-4 luglio la data di un incontro più volte rimandato. Inizialmente prevista per fine febbraio, la visita di Putin ad Ankara è stata rinviata e, sebbene il Cremlino abbia più volte reso noto di essere al lavoro per trovare una data tra aprile e maggio, alla fine non se ne è fatto niente. Nel discorso di ieri Putin ha ringraziato il presidente turco per le intese raggiunte con Mosca nella gestione della crisi in Siria, ma sopratutto per gli sforzi messi in atto nella mediazione tra Russia e Ucraina, nello scambio di ostaggi tra i due Paesi e nel raggiungimento dell’intesa che ha permesso il passaggio sicuro del grano ucraino attraverso il Mar Nero, siglata nel luglio 2022. Intesa saltata un anno dopo proprio per una presa di posizione di Mosca, che chiede il passaggio di navi cariche dei propri prodotti. Erdogan insiste però nel voler far ripartire il ‘corridoio del grano’ e con Putin discuterà anche di questo. “Le relazioni con la Russia vanno molto bene”, ha detto il presidente turco che incidentalmente sarebbe pure un membro della Nato. Che ne pensano gli alleati del Patto Atlantico?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aspettando Salis, come se fosse Godot</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aspettando-salis-come-se-fosse-godot--60356519</link><description><![CDATA[Per dare un’idea della situazione, che da fuori potrebbe sembrare perfino malafede, occorre tornare alle parole di lunedì del ministro agli Esteri Antonio Tajani che a proposito di Ilaria Salis appena eletta europarlamentare nelle liste di Alleanza verdi sinistra aveva detto testualmente: “Io non ho l’autorità di far liberare” Ilaria Salis. “Tocca a noi e al Parlamento europeo notificare all’autorità ungherese l’elezione di Salis a deputato europeo poi dovrà essere soprattutto il Parlamento europeo a intervenire perché ci sia la possibilità per lei di partecipare all’Assemblea”. Secondo Tajani ci sarebbe da aspettare almeno un mese prima di poter confezionare qualsiasi comunicazione ufficiale. Attenzione: un mese di detenzione di Ilaria Salis non è propriamente una passeggiata. Si tratta di una detenzione in un’Ungheria piuttosto labile nel rispetto dei diritti, scontando gli arresti domiciliari a un indirizzo che è stato reso pubblico in fase processuale e che gira tra le chat di estremisti che promettono vendetta.Roberto Salis, padre di Ilaria, ieri ha detto che il giudice “ha dichiarato ai nostri avvocati ungheresi che per terminare la detenzione domiciliare è sufficiente che arrivi una comunicazione ufficiale da parte delle autorità competenti italiane, nella fattispecie il ministro degli Esteri e il ministro dell’Interno, che attestino l’avvenuta elezione”. Quindi, secondo il padre di Ilaria, Tajani avrebbe l’autorità di far liberare sua figlia. Eppure sembra che la melina continui. Solo che adesso non si tratta più di una vicenda personale, è roba che porta la firma di 170 mila italiani.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60356519</guid><pubDate>Wed, 12 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60356519/imported_e1f034f2_303c_47c9_9acb_0c1c8cb94aa6.mp3" length="1644251" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per dare un’idea della situazione, che da fuori potrebbe sembrare perfino malafede, occorre tornare alle parole di lunedì del ministro agli Esteri Antonio Tajani che a proposito di Ilaria Salis appena eletta europarlamentare nelle liste di Alleanza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per dare un’idea della situazione, che da fuori potrebbe sembrare perfino malafede, occorre tornare alle parole di lunedì del ministro agli Esteri Antonio Tajani che a proposito di Ilaria Salis appena eletta europarlamentare nelle liste di Alleanza verdi sinistra aveva detto testualmente: “Io non ho l’autorità di far liberare” Ilaria Salis. “Tocca a noi e al Parlamento europeo notificare all’autorità ungherese l’elezione di Salis a deputato europeo poi dovrà essere soprattutto il Parlamento europeo a intervenire perché ci sia la possibilità per lei di partecipare all’Assemblea”. Secondo Tajani ci sarebbe da aspettare almeno un mese prima di poter confezionare qualsiasi comunicazione ufficiale. Attenzione: un mese di detenzione di Ilaria Salis non è propriamente una passeggiata. Si tratta di una detenzione in un’Ungheria piuttosto labile nel rispetto dei diritti, scontando gli arresti domiciliari a un indirizzo che è stato reso pubblico in fase processuale e che gira tra le chat di estremisti che promettono vendetta.Roberto Salis, padre di Ilaria, ieri ha detto che il giudice “ha dichiarato ai nostri avvocati ungheresi che per terminare la detenzione domiciliare è sufficiente che arrivi una comunicazione ufficiale da parte delle autorità competenti italiane, nella fattispecie il ministro degli Esteri e il ministro dell’Interno, che attestino l’avvenuta elezione”. Quindi, secondo il padre di Ilaria, Tajani avrebbe l’autorità di far liberare sua figlia. Eppure sembra che la melina continui. Solo che adesso non si tratta più di una vicenda personale, è roba che porta la firma di 170 mila italiani.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"O me o lei" e gli elettori hanno scelto lei</title><link>https://www.spreaker.com/episode/o-me-o-lei-e-gli-elettori-hanno-scelto-lei--60343821</link><description><![CDATA[Nella Lega la chiamano la zarina, anche se oggi sembra piuttosto spenta. Susanna Ceccardi è colei che ne 2014 ospite di Michele Santoro disse “Chi mi accusa di tenere più alla vita di un chihuahua che alla vita di un immigrato, non capisce che i chihuahua non sbarcano a migliaia sulle nostre coste”. Da sindaca di Cascina (Pisa) disse “non ho messo la foto di Sergio Mattarella nel mio ufficio, è un retaggio dell’ancien régime” e si rifiutò di celebrare un unione civile gay perché, disse “il registrucolo degli amanti omosessuali è un’invasione di campo ideologica in vista del mutamento del concetto di famiglia”. Nel 2017 disse “menomale” che i medici calabresi guadagnano meno di quelli dell’Emilia Romagna. Qualche mese fa ha confuso Aldo Moro prima con Berlinguer e con De Gasperi. Due anni fa ha confuso l’articolo 1 con l’articolo 3 della Costituzione. <br /> Per queste elezioni europee Ceccardi ha giocato la sua campagna con lo slogan “o me” e “o lui/lei”, nel goffo tentativo di polarizzare il suo elettorato (come se ce ne fosse bisogno). L’ha fatto con Mimmo Lucano, l’ha fatto con Lucia Annunziata, l’ha fatto Ilaria Salis, l’ha fatto con Elly Schlein. Lucano, Annunziata e Salis sono stati comodamente eletti a Strasburgo, facendo incetta di voti. Elly Schlein ha incassato un clamoroso risultato da segretaria del Partito democratico. Si potrebbe tranquillamente dire che gli elettori tra Ceccardi e altri hanno sempre scelto gli altri. Lei è rimasta in silenzio per ore perdendo la grinta della campagna elettorale, appesa alla ripartizione dei seggi e alle scelte del generale Vannacci potrebbe raccattare in giro. È il rischio di fare i bulli: quando si perde si perde sempre fragorosamente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60343821</guid><pubDate>Tue, 11 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60343821/imported_4ec90730_6f57_42a2_b7b0_987906ac7a6e.mp3" length="1986142" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nella Lega la chiamano la zarina, anche se oggi sembra piuttosto spenta. 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Qualche mese fa ha confuso Aldo Moro prima con Berlinguer e con De Gasperi. Due anni fa ha confuso l’articolo 1 con l’articolo 3 della Costituzione. <br /> Per queste elezioni europee Ceccardi ha giocato la sua campagna con lo slogan “o me” e “o lui/lei”, nel goffo tentativo di polarizzare il suo elettorato (come se ce ne fosse bisogno). L’ha fatto con Mimmo Lucano, l’ha fatto con Lucia Annunziata, l’ha fatto Ilaria Salis, l’ha fatto con Elly Schlein. Lucano, Annunziata e Salis sono stati comodamente eletti a Strasburgo, facendo incetta di voti. Elly Schlein ha incassato un clamoroso risultato da segretaria del Partito democratico. Si potrebbe tranquillamente dire che gli elettori tra Ceccardi e altri hanno sempre scelto gli altri. Lei è rimasta in silenzio per ore perdendo la grinta della campagna elettorale, appesa alla ripartizione dei seggi e alle scelte del generale Vannacci potrebbe raccattare in giro. È il rischio di fare i bulli: quando si perde si perde sempre fragorosamente.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini ha finito le cartucce</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-ha-finito-le-cartucce--60299007</link><description><![CDATA[Non so se avete notato che il ministro dei Trasporti nonché leader della Lega Matteo Salvini negli ultimi giorni ha trovato come unica via per veicolare idee nuove quella di rispolverare le idee vecchie. C’è un piccolo e non trascurabile problema: le manfrine proposte da Salvini sono le stesse con cui nel 2019 galoppava in campagna elettorale per le elezioni Ue prima di collezionare un risultato impossibile da ripetere. Un estratto del nuovo Salvini fotocopia di quello vecchio lo ritrovate nella sua ospitata alla trasmissione di Lilli Gruber su La7 in cui ha resuscitato perfino Soros che “finanzia le Ong che aiutano l’immigrazione clandestina”, roba che non si sentiva da anni e che oggi aleggia solo tra i sostenitori delle scie chimiche. Sfugge a Salvini che su quella frase, da ministro e vice presidente del Consiglio in carica, potrebbe tranquillamente chiamare il suo collega ministro Piantedosi per approntare una dettagliata denuncia internazionale. Obnubilato dal suo revanscismo Salvini continua anche a ripetere che la sinistra “vuole il modello della donna col burqa”. Chi ci sia a sinistra che propone il burqa per le donne è impossibile da sapere visto che le poche volte che qualche giornalista gliel’ha chiesto (come ha fatto Lilli Gruber) Salvini ha sviato parlando d’altro. Infine c’è l’invasione, quella che Meloni voleva interrompere chiudendo i porti e che oggi imbelletta con il fondotinta albanese. È la stessa propaganda di anni fa, identica, ripetuta a pappagallo con l’illusione che il mondo là fuori sia sempre lo stesso. Solo che i cavalli di battaglia appaiono terribilmente stanchi, quasi pronti all’abdicazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60299007</guid><pubDate>Fri, 07 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60299007/imported_fed7e3aa_9b62_4d46_b573_fc88cbe80f25.mp3" length="1896698" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non so se avete notato che il ministro dei Trasporti nonché leader della Lega Matteo Salvini negli ultimi giorni ha trovato come unica via per veicolare idee nuove quella di rispolverare le idee vecchie. 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Sfugge a Salvini che su quella frase, da ministro e vice presidente del Consiglio in carica, potrebbe tranquillamente chiamare il suo collega ministro Piantedosi per approntare una dettagliata denuncia internazionale. Obnubilato dal suo revanscismo Salvini continua anche a ripetere che la sinistra “vuole il modello della donna col burqa”. Chi ci sia a sinistra che propone il burqa per le donne è impossibile da sapere visto che le poche volte che qualche giornalista gliel’ha chiesto (come ha fatto Lilli Gruber) Salvini ha sviato parlando d’altro. Infine c’è l’invasione, quella che Meloni voleva interrompere chiudendo i porti e che oggi imbelletta con il fondotinta albanese. È la stessa propaganda di anni fa, identica, ripetuta a pappagallo con l’illusione che il mondo là fuori sia sempre lo stesso. Solo che i cavalli di battaglia appaiono terribilmente stanchi, quasi pronti all’abdicazione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito delle donne che guidano grazie a bin Salman</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-delle-donne-che-guidano-grazie-a-bin-salman--60291650</link><description><![CDATA[Da qualche tempo dalle nostre parti gira una voce, parecchio interessata, che dipinge l’Arabia Saudita come capitale del Rinascimento arabo. A sostegno di questa strampalata idea si dice che le donne dalle parti di bin Salman si starebbero occidentalizzando (qualsiasi cosa significhi questo paternalistico aggettivo applicato agli altri) e la frase più ripetuta è che “addirittura guidano”. <br /> Manahel al-Otaibi ha 29 anni, è un’istruttrice di fitness e da anni è anche un’attivista per i diritti delle donne. Il 9 gennaio 2024 è stata condannata a 11 anni di carcere per “reati di terrorismo” in un processo segreto. Era stata arrestata due anni prima e accusata di aver violato la legge contro i reati informatici. Le prove dei suoi “crimini” erano dei tweet a sostegno dei diritti delle donne e delle sue foto su Snapchat mentre era al centro commerciale senza l’abaya, la tunica tradizionale che devono usare le donne saudite per coprirsi il corpo. Manahel al-Otaibi è stata sottoposta a sparizione forzata tra il 5 novembre 2023 e il 14 aprile 2024, giorno in cui ha finalmente potuto contattare la sua famiglia e raccontare di essere stata tenuta in isolamento nella prigione di al-Malaz, di essersi rotta una gamba dopo essere stata brutalmente picchiata mentre era in custodia e di non avere accesso a cure mediche.  <br /> Secondo i documenti del tribunale esaminati da Amnesty International, Manahel al-Otaibi è stata accusata di “pubblicare e diffondere contenuti che riguardano la commissione di peccati pubblici, l’incitamento di individui e ragazze della società a rinunciare ai principi religiosi e ai valori sociali e a violare l’ordine pubblico e la morale pubblica sul suo account Twitter”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60291650</guid><pubDate>Thu, 06 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60291650/imported_737c4224_c98f_4917_b8d1_75aa09da5743.mp3" length="1795970" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da qualche tempo dalle nostre parti gira una voce, parecchio interessata, che dipinge l’Arabia Saudita come capitale del Rinascimento arabo. 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Le prove dei suoi “crimini” erano dei tweet a sostegno dei diritti delle donne e delle sue foto su Snapchat mentre era al centro commerciale senza l’abaya, la tunica tradizionale che devono usare le donne saudite per coprirsi il corpo. Manahel al-Otaibi è stata sottoposta a sparizione forzata tra il 5 novembre 2023 e il 14 aprile 2024, giorno in cui ha finalmente potuto contattare la sua famiglia e raccontare di essere stata tenuta in isolamento nella prigione di al-Malaz, di essersi rotta una gamba dopo essere stata brutalmente picchiata mentre era in custodia e di non avere accesso a cure mediche.  <br /> Secondo i documenti del tribunale esaminati da Amnesty International, Manahel al-Otaibi è stata accusata di “pubblicare e diffondere contenuti che riguardano la commissione di peccati pubblici, l’incitamento di individui e ragazze della società a rinunciare ai principi religiosi e ai valori sociali e a violare l’ordine pubblico e la morale pubblica sul suo account Twitter”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il giornalismo intorno alle bombe</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-giornalismo-intorno-alle-bombe--60274548</link><description><![CDATA[Ieri Repubblica in prima pagina pubblicava una lettera dal titolo: “Cari studenti, Israele non è un regime”. Era addirittura una doppia pagina a firma dell’accademico Denis MacEcoin, accompagnata da un editoriale del direttore Maurizio Molinari dal titolo “Il seme dell’odio viene dal 7 ottobre”. L’introduzione della lettera di MacEcoin diceva: “Pubblichiamo una risposta di Denis MacEoin alla mozione presentata dall’Associazione studentesca dell’Università di Edimburgo per boicottare tutto ciò che è israeliano e in cui si afferma che Israele è governato da un regime di apartheid. Denis MacEoin è un esperto di affari del Medio Oriente. Ecco la sua lettera agli studenti”.<br /> Per qualsiasi lettore è stato naturale collegare quella lettera agli studenti alle molte proteste in giro per il mondo. C’è solo un piccolo particolare omesso nella doppia pagina del quotidiano: MacEcoin è morto nel 2022 e quella lettera risale al 2011, 13 anni fa, in un contesto inevitabilmente molto diverso da oggi. <br /> L’account X di Repubblica ammette “l’errore di non indicare la data originaria” ma ci tiene a precisare che “i contenuti restano di evidente attualità e sono un contributo al dibattito sulla guerra in Medio Oriente”. Nella redazione non sono molto d’accordo visto che il cdr si dice convinto che “decontestualizzando fatti e opinioni non si stia facendo un buon servizio al giornalismo e alla credibilità” del giornale e parla di “ennesimo caso sconcertante che siamo costretti a denunciare, con l’unico scopo di salvaguardare collettivamente il nostro lavoro, la nostra professionalità e la nostra reputazione”. E intanto un altro giorno di bombe su Gaza è passato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60274548</guid><pubDate>Wed, 05 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60274548/imported_6a164b44_e585_4365_9a9e_6911ea8de980.mp3" length="1893773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri Repubblica in prima pagina pubblicava una lettera dal titolo: “Cari studenti, Israele non è un regime”. Era addirittura una doppia pagina a firma dell’accademico Denis MacEcoin, accompagnata da un editoriale del direttore Maurizio Molinari dal...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri Repubblica in prima pagina pubblicava una lettera dal titolo: “Cari studenti, Israele non è un regime”. Era addirittura una doppia pagina a firma dell’accademico Denis MacEcoin, accompagnata da un editoriale del direttore Maurizio Molinari dal titolo “Il seme dell’odio viene dal 7 ottobre”. L’introduzione della lettera di MacEcoin diceva: “Pubblichiamo una risposta di Denis MacEoin alla mozione presentata dall’Associazione studentesca dell’Università di Edimburgo per boicottare tutto ciò che è israeliano e in cui si afferma che Israele è governato da un regime di apartheid. Denis MacEoin è un esperto di affari del Medio Oriente. Ecco la sua lettera agli studenti”.<br /> Per qualsiasi lettore è stato naturale collegare quella lettera agli studenti alle molte proteste in giro per il mondo. C’è solo un piccolo particolare omesso nella doppia pagina del quotidiano: MacEcoin è morto nel 2022 e quella lettera risale al 2011, 13 anni fa, in un contesto inevitabilmente molto diverso da oggi. <br /> L’account X di Repubblica ammette “l’errore di non indicare la data originaria” ma ci tiene a precisare che “i contenuti restano di evidente attualità e sono un contributo al dibattito sulla guerra in Medio Oriente”. Nella redazione non sono molto d’accordo visto che il cdr si dice convinto che “decontestualizzando fatti e opinioni non si stia facendo un buon servizio al giornalismo e alla credibilità” del giornale e parla di “ennesimo caso sconcertante che siamo costretti a denunciare, con l’unico scopo di salvaguardare collettivamente il nostro lavoro, la nostra professionalità e la nostra reputazione”. E intanto un altro giorno di bombe su Gaza è passato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La disuguaglianza ormeggiata a Genova</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-disuguaglianza-ormeggiata-a-genova--60263422</link><description><![CDATA[Se ieri mattina aveste scattato una foto al porto di Genova avreste potuto cogliere l’istantanea del momento storico italiano. Guardando dai balconi dei palazzi che si affacciano sul mare a sinistra si scorgeva la Celebrity Ascent, nave da crociera affittata per il matrimonio dei rampolli indiani Anant Ambani e Radhika Merchant, ormeggiata a ponte Doria, nel porto di Genova. Mille e duecento invitati a bordo della nave, affittata dal magnate indiano Mukesh Ambani, padre dello sposo, che il giorno precedente hanno occupato la piazzetta di Portofino, una vera e propria invasione dal mare, come nei peggiori incubi di certa propaganda. Solo che questi non sono disperati: Tra gli invitati spiccano cantanti come Rihanna e i Backstreet Boys oltre a gente come Mark Zuckerberg, Bill Gates e John Elkann. La festa, durata tutta la notte, a bordo della nave da crociera ha scatenato le polemiche in città: il volume della musica non ha fatto dormire molti genovesi e a nulla sono valse le segnalazioni sia degli abitanti del centro storico e delle alture. Di fianco c’è la nave “Sea Eye 4” che ha portato in salvo 51 migranti, tra cui più della metà, 28, sono minori. La nave carica di naufraghi ha potuto lasciare il porto di Taranto soltanto il 14 maggio scorso, per effetto delle misure imposte dal governo, dopo aver subito il fermo amministrativo più lungo mai imposto a una nave che si occupa di soccorso in mare ai migranti. Ad aspettarli sul molo non c’erano calici di champagne ma i medici della Croce Rossa. Ora verranno smistati tra Genova, La Spezia e Savona. Alcuni nelle Marche e in Emilia Romagna. E di sicuro saranno ritenuti fastidiosissimi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60263422</guid><pubDate>Tue, 04 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60263422/imported_3acb2b14_47e6_4035_b368_70c4e6391568.mp3" length="1976946" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se ieri mattina aveste scattato una foto al porto di Genova avreste potuto cogliere l’istantanea del momento storico italiano. 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La festa, durata tutta la notte, a bordo della nave da crociera ha scatenato le polemiche in città: il volume della musica non ha fatto dormire molti genovesi e a nulla sono valse le segnalazioni sia degli abitanti del centro storico e delle alture. Di fianco c’è la nave “Sea Eye 4” che ha portato in salvo 51 migranti, tra cui più della metà, 28, sono minori. La nave carica di naufraghi ha potuto lasciare il porto di Taranto soltanto il 14 maggio scorso, per effetto delle misure imposte dal governo, dopo aver subito il fermo amministrativo più lungo mai imposto a una nave che si occupa di soccorso in mare ai migranti. Ad aspettarli sul molo non c’erano calici di champagne ma i medici della Croce Rossa. Ora verranno smistati tra Genova, La Spezia e Savona. Alcuni nelle Marche e in Emilia Romagna. E di sicuro saranno ritenuti fastidiosissimi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Lega all’attacco del Colle, prove tecniche di premierato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lega-all-attacco-del-colle-prove-tecniche-di-premierato--60255093</link><description><![CDATA[L’aria pesante che tira si può annusare ripercorrendo il 2 giugno di ieri, festa della Repubblica, in cui per la prima volta un governo ha pensato bene di sferrare l’attacco diretto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. <br /> Il primo è stato il senatore Claudio Borghi, spesso usato nella Lega come uomo d’avanscoperta per provare a lanciare il sasso e vedere l’effetto che fa. Scrive Borghi: “È il 2 giugno, è la Festa della Repubblica Italiana. Oggi si consacra la Sovranità della nostra Nazione. Se il Presidente pensa davvero che la Sovranità sia dell'Unione Europea invece dell'Italia, per coerenza dovrebbe dimettersi, perché la sua funzione non avrebbe più senso”. Più Italia e meno Europa è il motto della campagna elettorale della Lega, l’ultima probabilmente con Salvini in sella, che rischia di essere politicamente seppellito sotto il risultato che arriverà. <br /> Forse proprio la paura di perdere il ruolo da segretario ha spinto Salvini ha accodarsi al suo senatore. Dice Salvini: “Penso all'Europa come un insieme di Stati sovrani, autonomi e liberi che mettono in comune alcune energie, alcune forze, però la sovranità nazionale è assolutamente fondamentale”. <br /> Appare perfino inutile precisare che Mattarella non volesse mettere in discussione la sovranità nazionale e appare perfino inutile aggiungere che i meccanismi dell’Unione europea sono ben distanti dall’idea che ne hanno Salvini e Borghi. Il punto politico è un altro: un vice presidente del Consiglio attacca il Quirinale durante il 2 giugno. Sono le prove tecniche del premierato che sognano, quello delle mani libere senza intoppi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60255093</guid><pubDate>Mon, 03 Jun 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60255093/imported_f6fc3d78_bcdb_4201_b804_46b99ac41a7f.mp3" length="1804747" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’aria pesante che tira si può annusare ripercorrendo il 2 giugno di ieri, festa della Repubblica, in cui per la prima volta un governo ha pensato bene di sferrare l’attacco diretto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 
Il primo è stato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’aria pesante che tira si può annusare ripercorrendo il 2 giugno di ieri, festa della Repubblica, in cui per la prima volta un governo ha pensato bene di sferrare l’attacco diretto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. <br /> Il primo è stato il senatore Claudio Borghi, spesso usato nella Lega come uomo d’avanscoperta per provare a lanciare il sasso e vedere l’effetto che fa. Scrive Borghi: “È il 2 giugno, è la Festa della Repubblica Italiana. Oggi si consacra la Sovranità della nostra Nazione. Se il Presidente pensa davvero che la Sovranità sia dell'Unione Europea invece dell'Italia, per coerenza dovrebbe dimettersi, perché la sua funzione non avrebbe più senso”. Più Italia e meno Europa è il motto della campagna elettorale della Lega, l’ultima probabilmente con Salvini in sella, che rischia di essere politicamente seppellito sotto il risultato che arriverà. <br /> Forse proprio la paura di perdere il ruolo da segretario ha spinto Salvini ha accodarsi al suo senatore. Dice Salvini: “Penso all'Europa come un insieme di Stati sovrani, autonomi e liberi che mettono in comune alcune energie, alcune forze, però la sovranità nazionale è assolutamente fondamentale”. <br /> Appare perfino inutile precisare che Mattarella non volesse mettere in discussione la sovranità nazionale e appare perfino inutile aggiungere che i meccanismi dell’Unione europea sono ben distanti dall’idea che ne hanno Salvini e Borghi. Il punto politico è un altro: un vice presidente del Consiglio attacca il Quirinale durante il 2 giugno. Sono le prove tecniche del premierato che sognano, quello delle mani libere senza intoppi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sulla cannabis siamo alla fobia iconografica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sulla-cannabis-siamo-alla-fobia-iconografica--60223036</link><description><![CDATA[La nuova priorità della Lega dopo la sua guerra ai tappi di plastica per non girare la bottiglia è la cannabis. Sì, è vero, la guerra alla cannabis del partito di Salvini non è niente di nuovo, da ieri però il nemico non è solo la fluorescenza naturale ma anche le sue rappresentazioni in immagini. Tanto da spingere la pentastellata Emma Pavanelli a parlare di “fobia iconografica”. In un subemendamento al Decreto sicurezza del deputato della Lega Igor Iezzi, capogruppo in commissione Affari costituzionali, si propone di vietare “l’utilizzo di immagini o disegni, anche in forma stilizzata, che riproducano l’intera pianta di canapa o sue parti su insegne, cartelli, manifesti e qualsiasi altro mezzo di pubblicità per la promozione di attività commerciali. In caso di inosservanza è prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 2 anni e della multa fino a 20mila euro”. Il deputato Avs Angelo Bonelli attacca: “Due anni di carcere per chi indossa magliette o fa immagini con il logo della cannabis. Si può dire che è uno schifo?”. La collega di partito Francesca Ghirra parla di una “deriva liberticida di questo governo, di questa maggioranza” che “non ha mai fine”. I 5 Stelle sottolineano come per la Lega “la lotta alla criminalità passa da follie normative come queste che non tengono conto dell’enorme danno economico a tutte le imprese che producono cosmetici, integratori alimentari, cibo, tessile, bioplastiche e altro contenenti cannabis che legittimamente utilizzano la relativa immagine della pianta sul loro packaging o per le campagne pubblicitarie”. Iezzi non ci sta e invita a non fare “propaganda strumentalizzando gli emendamenti”. E perfino Coldiretti, solitamente morbida con il governo, verga una nota per ricordare che la canapa legale assicura “un giro d’affari da 1,4 miliardi di euro e garantisce fino a 10mila posti di lavoro”. Ma la tentazione della repressione evidentemente è irrefrenabile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60223036</guid><pubDate>Fri, 31 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60223036/imported_a7446f3b_837f_4676_985d_edcf6aeb0557.mp3" length="2259487" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La nuova priorità della Lega dopo la sua guerra ai tappi di plastica per non girare la bottiglia è la cannabis. 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In caso di inosservanza è prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 2 anni e della multa fino a 20mila euro”. Il deputato Avs Angelo Bonelli attacca: “Due anni di carcere per chi indossa magliette o fa immagini con il logo della cannabis. Si può dire che è uno schifo?”. La collega di partito Francesca Ghirra parla di una “deriva liberticida di questo governo, di questa maggioranza” che “non ha mai fine”. I 5 Stelle sottolineano come per la Lega “la lotta alla criminalità passa da follie normative come queste che non tengono conto dell’enorme danno economico a tutte le imprese che producono cosmetici, integratori alimentari, cibo, tessile, bioplastiche e altro contenenti cannabis che legittimamente utilizzano la relativa immagine della pianta sul loro packaging o per le campagne pubblicitarie”. Iezzi non ci sta e invita a non fare “propaganda strumentalizzando gli emendamenti”. E perfino Coldiretti, solitamente morbida con il governo, verga una nota per ricordare che la canapa legale assicura “un giro d’affari da 1,4 miliardi di euro e garantisce fino a 10mila posti di lavoro”. Ma la tentazione della repressione evidentemente è irrefrenabile.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Effetto domino su Saviano. Fuga dalla Buchmesse</title><link>https://www.spreaker.com/episode/effetto-domino-su-saviano-fuga-dalla-buchmesse--60210982</link><description><![CDATA[Alla Buchmesse, la fiera dell’editoria mondiale a Francoforte, dove a ottobre l’Italia sarà il Paese ospite, un autore internazionale come Roberto Saviano non viene invitato perché si è preferito “dare voce a chi finora non l’ha avuta”. Questa è la spiegazione data da Mauro Mazza, commissario straordinario del governo per la Buchmesse. Come scrive lo scrittore Paolo Giordano “Saviano è   diventato una cartina al tornasole di certi criteri politici di inclusione ed esclusione inaccettabili nella cultura”. All’invito del governo aveva declinato già da tempo Antonio Scurati, annusando l’aria che tira. Paolo Giordano e Alessandro Piperno hanno fatto sapere di “avere altri impegni”. Franco Buffoni ha annunciato pubblicamente che non andrà. Saviano ha spiegato che quelle del governo sono “banali scuse”: “servono a velare malamente il messaggio, del resto chiaro: fate i bravi e sarete parte della banda”, ha detto in un’intervista a La Stampa. Duro anche Sandro Veronesi che ha motivato così la sua rinuncia: “Le ragioni balorde e ridicole con cui il Commissario Mazza ha giustificato l'esclusione di Roberto Saviano - dice - non mi permettono di accettare l'invito che ho ricevuto. Continua questa pratica di ingerenza del Presidente del Consiglio e dei suoi più fidati collaboratori, accompagnata da ‘putiniana ipocrisia’, su decisioni che non devono seguire logiche politiche”. Il direttore della Buchmesse ha dovuto spiegare che la fiera “è sinonimo di libertà di parola e di diversità di opinioni e prospettive”. Si è detto felice che Saviano sia ospite del suo editore tedesco. Sempre a proposito della credibilità internazionale di questo governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60210982</guid><pubDate>Thu, 30 May 2024 02:01:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60210982/imported_2246fc0e_28a4_4b9a_a71e_59dccd5f3e47.mp3" length="1840274" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Alla Buchmesse, la fiera dell’editoria mondiale a Francoforte, dove a ottobre l’Italia sarà il Paese ospite, un autore internazionale come Roberto Saviano non viene invitato perché si è preferito “dare voce a chi finora non l’ha avuta”. 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Saviano ha spiegato che quelle del governo sono “banali scuse”: “servono a velare malamente il messaggio, del resto chiaro: fate i bravi e sarete parte della banda”, ha detto in un’intervista a La Stampa. Duro anche Sandro Veronesi che ha motivato così la sua rinuncia: “Le ragioni balorde e ridicole con cui il Commissario Mazza ha giustificato l'esclusione di Roberto Saviano - dice - non mi permettono di accettare l'invito che ho ricevuto. Continua questa pratica di ingerenza del Presidente del Consiglio e dei suoi più fidati collaboratori, accompagnata da ‘putiniana ipocrisia’, su decisioni che non devono seguire logiche politiche”. Il direttore della Buchmesse ha dovuto spiegare che la fiera “è sinonimo di libertà di parola e di diversità di opinioni e prospettive”. Si è detto felice che Saviano sia ospite del suo editore tedesco. Sempre a proposito della credibilità internazionale di questo governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ci vorrebbe un tappo per Salvini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ci-vorrebbe-un-tappo-per-salvini--60202315</link><description><![CDATA[Da tre giorni è al centro del dibattito tra candidati e leader di partito per le prossime elezioni europee il tappo che non si stacca più dalle bottigliette di plastica. Il leader della Lega Matteo Salvini e lo staff di comunicazione del suo partito hanno ritenuto il fastidio del ruotare un tappo un elemento rilevante per la loro campagna elettorale, dedicandogli una card pubblicata sui social per denunciare “Eco-norme surreali volute da Bruxelles” a cui Salvini propone di opporsi in nome del sempre presente “buonsenso”, qualsiasi cosa significhi. Nell’immagine un povero tizio si tortura le narici con espressione di lancinante sofferenza. La comunicazione politica di Salvini è spesso una sfrenata banalizzazione della realtà che mira agli stomaci più che alle idee. Del resto la direttiva europea sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare dei prodotti monouso, è stato votato quando Salvini era al governo (era il primo governo Conte) e alcuni suoi deputati europei hanno votato a favore. Nessuno ha mai preso la parola in Aula. La direttiva europea è stata adottata dall’Italia durante il governo Draghi, sostenuto anche dalla Lega di Matteo Salvini.  Com’era prevedibile Salvini è stato dileggiato da molta gente, politici e non, sui social per la singolare scelta delle priorità politiche della sua campagna elettorale. Ieri il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture intervistato sui tappi che si incastrano nel naso dei suoi elettori ha invitato a “occuparsi di temi più importanti”, mimando una superiorità di intenti a una comunicazione che ha innescato lui. Un capolavoro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60202315</guid><pubDate>Wed, 29 May 2024 05:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60202315/imported_33616495_34cc_4b41_9091_9eb2f9fb52cb.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da tre giorni è al centro del dibattito tra candidati e leader di partito per le prossime elezioni europee il tappo che non si stacca più dalle bottigliette di plastica. 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Del resto la direttiva europea sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare dei prodotti monouso, è stato votato quando Salvini era al governo (era il primo governo Conte) e alcuni suoi deputati europei hanno votato a favore. Nessuno ha mai preso la parola in Aula. La direttiva europea è stata adottata dall’Italia durante il governo Draghi, sostenuto anche dalla Lega di Matteo Salvini.  Com’era prevedibile Salvini è stato dileggiato da molta gente, politici e non, sui social per la singolare scelta delle priorità politiche della sua campagna elettorale. Ieri il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture intervistato sui tappi che si incastrano nel naso dei suoi elettori ha invitato a “occuparsi di temi più importanti”, mimando una superiorità di intenti a una comunicazione che ha innescato lui. Un capolavoro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le lezioni di cul de sac di Renzi a Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-lezioni-di-cul-de-sac-di-renzi-a-meloni--60192101</link><description><![CDATA[“Sul referendum costituzionale ho dato dei consigli a Giorgia Meloni. Del resto credo di essere un esperto della materia. La Meloni se perde dovrà dimettersi, che voglia o non voglia”. Con la presidente del Consiglio in evidente difficoltà su quella che doveva essere la “madre di tutte le riforme” e invece è già diventata ordinaria amministrazione da cui prendere le distanze, si butta il fuoriclasse di schianto contro il referendum Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio che avrebbe dovuto abbandonare la politica e poi è passato dal governo Conte al governo Draghi fino all’alleanza con Calenda, poi a quella con Bonino e ora candidato alle elezioni europee. <br /> Sulla questione il senatore fiorentino ha fiuto e annusa sornione la tardiva presa di distanze di Meloni braccata, come spesso le accade, dalle sue stesse dichiarazioni trionfanti. <br /> Renzi però omette qualche piccolo particolare: in conferenza stampa dopo le dimissioni disse che non “ci sarebbe stata nessuna fuga” ma sarebbe rimasto “militante tra i militanti” nel Partito democratico e alla fine ha fondato un piccolo partito personale di quelli che disprezzava da segretario del Pd. Renzi promise di lasciare la politica e invece ci è rimasto con altalenante coerenza alle sue posizioni. Renzi promise di rispettare l’opinione degli italiani e invece ha costruito la seconda fase della sua carriera politica sugli attacchi a coloro che hanno votato - secondo lui - in modo sbagliato. <br /> La lezione che Renzi può impartire a Meloni quindi non è sulle dimissioni da premier, scontate in caso di bocciatura del referendum. Al massimo può insegnare alla premier come perdurare in un cul de sac. E di questa lezione il Paese ne farebbe volentieri a meno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60192101</guid><pubDate>Tue, 28 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60192101/imported_aead700c_82e1_46a2_8910_a62fa48555d9.mp3" length="2000770" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Sul referendum costituzionale ho dato dei consigli a Giorgia Meloni. Del resto credo di essere un esperto della materia. La Meloni se perde dovrà dimettersi, che voglia o non voglia”. Con la presidente del Consiglio in evidente difficoltà su quella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Sul referendum costituzionale ho dato dei consigli a Giorgia Meloni. Del resto credo di essere un esperto della materia. La Meloni se perde dovrà dimettersi, che voglia o non voglia”. Con la presidente del Consiglio in evidente difficoltà su quella che doveva essere la “madre di tutte le riforme” e invece è già diventata ordinaria amministrazione da cui prendere le distanze, si butta il fuoriclasse di schianto contro il referendum Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio che avrebbe dovuto abbandonare la politica e poi è passato dal governo Conte al governo Draghi fino all’alleanza con Calenda, poi a quella con Bonino e ora candidato alle elezioni europee. <br /> Sulla questione il senatore fiorentino ha fiuto e annusa sornione la tardiva presa di distanze di Meloni braccata, come spesso le accade, dalle sue stesse dichiarazioni trionfanti. <br /> Renzi però omette qualche piccolo particolare: in conferenza stampa dopo le dimissioni disse che non “ci sarebbe stata nessuna fuga” ma sarebbe rimasto “militante tra i militanti” nel Partito democratico e alla fine ha fondato un piccolo partito personale di quelli che disprezzava da segretario del Pd. Renzi promise di lasciare la politica e invece ci è rimasto con altalenante coerenza alle sue posizioni. Renzi promise di rispettare l’opinione degli italiani e invece ha costruito la seconda fase della sua carriera politica sugli attacchi a coloro che hanno votato - secondo lui - in modo sbagliato. <br /> La lezione che Renzi può impartire a Meloni quindi non è sulle dimissioni da premier, scontate in caso di bocciatura del referendum. Al massimo può insegnare alla premier come perdurare in un cul de sac. E di questa lezione il Paese ne farebbe volentieri a meno.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Telemeloni e tutti giù a ridere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/telemeloni-e-tutti-giu-a-ridere--60182282</link><description><![CDATA[Dell'avversione per i giornalisti ne abbiamo parlato e ne parleremo ancora. Per un governo piantato sulla propaganda, l’esposizione dei fatti e la memoria delle regole saranno sempre nemici da mettere all’indice. Poi c’è l’enorme tema della comunicazione a senso unico di cui si parla troppo poco. <br /> Per farsi un’idea basta una data: il 4 gennaio. È dal 4 gennaio che la presidente del Consiglio non convoca una conferenza stampa, non risponde a domande, non apre i microfoni anche ai giornalisti non compiacenti, non si sottopone al necessario controllo democratico svolto dai media, elemento intermedio dei cittadini. <br /> I messaggi di Giorgia Meloni non sono mediati e non sono mediabili. Confezionati a metà tra il comunicato istituzionale e gli spot pubblicitari degli anni ottanta le parole della presidente del Consiglio vengono diffuse senza possibilità di dibattito. In Parlamento vengono difese dai suoi palafreni della maggioranza che quasi mai rispondono nel merito delle questioni. In televisione le sue parole soffiano barricate tra giornalisti legionari. In Rai rimbombano svilendo la storia e la credibilità delle reti pubbliche italiane. <br /> Che Giorgia Meloni gigioneggi sui suoi social come un’influencer che promuove il suo prodotto dileggiando la Rai e poi venga trasmessa dalla stessa Rai derisa è solo l’ultimo passo di un’occupazione sfrontata. Un servizio del Tg1 che trasmette Giorgia Meloni con il logo Telemeloni è uno svilimento che rimarrà negli annali. Non è simpatia, c'è poco da ridere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60182282</guid><pubDate>Mon, 27 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60182282/imported_c8bdbd67_da53_457e_8ef1_5e1abf2c93e8.mp3" length="1721573" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dell'avversione per i giornalisti ne abbiamo parlato e ne parleremo ancora. Per un governo piantato sulla propaganda, l’esposizione dei fatti e la memoria delle regole saranno sempre nemici da mettere all’indice. 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In Parlamento vengono difese dai suoi palafreni della maggioranza che quasi mai rispondono nel merito delle questioni. In televisione le sue parole soffiano barricate tra giornalisti legionari. In Rai rimbombano svilendo la storia e la credibilità delle reti pubbliche italiane. <br /> Che Giorgia Meloni gigioneggi sui suoi social come un’influencer che promuove il suo prodotto dileggiando la Rai e poi venga trasmessa dalla stessa Rai derisa è solo l’ultimo passo di un’occupazione sfrontata. Un servizio del Tg1 che trasmette Giorgia Meloni con il logo Telemeloni è uno svilimento che rimarrà negli annali. Non è simpatia, c'è poco da ridere.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>108</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Converrebbe parlare dei temi, più che della loro ministra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/converrebbe-parlare-dei-temi-piu-che-della-loro-ministra--60155296</link><description><![CDATA[Mentre la ministra Roccella polarizzava le tifoserie sul diritto di parola e agli Stati generali della natalità teneva banco la polemica sul limite tra contestazione e censura, i professionisti provavano a ragionare su quella che da alcuni viene definita una “glaciazione demografica”. Percorsi di secondo welfare ad esempio ha realizzato una ricerca con Fondazione Lottomatica che dice come la denatalità in Italia rispecchia un serio divario tra desideri e realtà. “Le difficoltà economiche sono l’ostacolo prevalente tra le coppie dove la donna resta in casa (entrate insufficienti). Le difficoltà di conciliazione, invece, ostacolano la procreazione quando la donna è occupata (troppi impegni e poco tempo). I padri italiani danno ancora scarso contributo alle incombenze di casa e di cura”, scrive l’associazione. Sono tutti problemi noti, nonostante certa politica sia convinta di poterli ignorare. C’è il sostegno alle famiglie che continua a essere troppo poco e troppo breve. C’è il congedo parentale che è troppo oneroso per le famiglie meno abbienti. Ci sono gli asili nido che continuano a mancare (nonostante si nasca sempre meno e nonostante i soldi del Pnrr) mentre in Germania, Paese Bassi, Danimarca, Slovenia addirittura il posto viene garantito dal momento in cui finisce il congedo di maternità. Il professore di scienze politiche all’Università di Milano Maurizio Ferrera fa notare che anche i mancati servizi agli anziani non autosufficienti influiscono su giovani che devono dedicarsi ai propri genitori prima di poter essere genitori. E poi c’è ovviamente il lavoro che occupa moltissimo tempo non sempre garantendo uno stipendio adeguato. La denatalità è un argomento molto serio e urgente, molto più delle uscite pubbliche della ministra. Forse converrebbe parlare di quello.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60155296</guid><pubDate>Fri, 24 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60155296/imported_b75fb1a4_bafb_41f3_9243_417146c756e8.mp3" length="1956466" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre la ministra Roccella polarizzava le tifoserie sul diritto di parola e agli Stati generali della natalità teneva banco la polemica sul limite tra contestazione e censura, i professionisti provavano a ragionare su quella che da alcuni viene...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre la ministra Roccella polarizzava le tifoserie sul diritto di parola e agli Stati generali della natalità teneva banco la polemica sul limite tra contestazione e censura, i professionisti provavano a ragionare su quella che da alcuni viene definita una “glaciazione demografica”. Percorsi di secondo welfare ad esempio ha realizzato una ricerca con Fondazione Lottomatica che dice come la denatalità in Italia rispecchia un serio divario tra desideri e realtà. “Le difficoltà economiche sono l’ostacolo prevalente tra le coppie dove la donna resta in casa (entrate insufficienti). Le difficoltà di conciliazione, invece, ostacolano la procreazione quando la donna è occupata (troppi impegni e poco tempo). I padri italiani danno ancora scarso contributo alle incombenze di casa e di cura”, scrive l’associazione. Sono tutti problemi noti, nonostante certa politica sia convinta di poterli ignorare. C’è il sostegno alle famiglie che continua a essere troppo poco e troppo breve. C’è il congedo parentale che è troppo oneroso per le famiglie meno abbienti. Ci sono gli asili nido che continuano a mancare (nonostante si nasca sempre meno e nonostante i soldi del Pnrr) mentre in Germania, Paese Bassi, Danimarca, Slovenia addirittura il posto viene garantito dal momento in cui finisce il congedo di maternità. Il professore di scienze politiche all’Università di Milano Maurizio Ferrera fa notare che anche i mancati servizi agli anziani non autosufficienti influiscono su giovani che devono dedicarsi ai propri genitori prima di poter essere genitori. E poi c’è ovviamente il lavoro che occupa moltissimo tempo non sempre garantendo uno stipendio adeguato. La denatalità è un argomento molto serio e urgente, molto più delle uscite pubbliche della ministra. Forse converrebbe parlare di quello.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alla cronologia dei diritti di Gasparri risponde la Costituzione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alla-cronologia-dei-diritti-di-gasparri-risponde-la-costituzione--60138048</link><description><![CDATA[Ieri il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ha trovato il tempo di presentare iin Senato il manifesto valoriale Pro vita e famiglia, l’associazione che da anni si occupa di togliere il diritto sancito dalla legge 194 all’aborto.<br /> Gasparri si è lanciato in una lectio magistralis sui diritti. Ha detto, testualmente, come scrivono le agenzia: “"Quando mi chiedono cosa penso dei diritti, io rispondo 'mi faccia l'elenco dei diritti. Quali sono?'. Mettiamoli in ordine di priorità. Il primo diritto è quello alla vita, perché se uno non è vivo non c'è nessun altro diritto. Il secondo diritto è quello a essere nutriti, perché se non si mangia si muore. Poi c'è il diritto a lavorare, perché se non si lavora non si può comprare il cibo, poi c'é il diritto di manifestare il proprio pensiero, richiamato dall'articolo 21 della Costituzione. Dobbiamo combattere l'errore che trasforma le parole, perché la parola diritti è sacrosanta, ma viene usata solo in una certa maniera, per fare riferimento solo a certi diritti, come quelli Lgbt. Noi rifiutiamo questa questa impostazione monoculturale, questo pensiero unico anche sulla parola 'diritti'. Noi difendiamo tutti i diritti, partendo dal diritto alla vita che comprende tutto. Perché in ordine cronologico ci sono la vita, il nutrimento, il pensiero e il lavoro, poi viene tutto il resto”<br /> L’articolo 3 della Costituzione dice che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Tutti i cittadini, quindi. Anche coloro che non sono d’accordo con Gasparri. E il discorso si potrebbe chiudere così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60138048</guid><pubDate>Thu, 23 May 2024 02:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60138048/imported_84ef3177_bc92_4999_91d3_692ed68cf875.mp3" length="1876218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ha trovato il tempo di presentare iin Senato il manifesto valoriale Pro vita e famiglia, l’associazione che da anni si occupa di togliere il diritto sancito dalla legge 194 all’aborto....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ha trovato il tempo di presentare iin Senato il manifesto valoriale Pro vita e famiglia, l’associazione che da anni si occupa di togliere il diritto sancito dalla legge 194 all’aborto.<br /> Gasparri si è lanciato in una lectio magistralis sui diritti. Ha detto, testualmente, come scrivono le agenzia: “"Quando mi chiedono cosa penso dei diritti, io rispondo 'mi faccia l'elenco dei diritti. Quali sono?'. Mettiamoli in ordine di priorità. Il primo diritto è quello alla vita, perché se uno non è vivo non c'è nessun altro diritto. Il secondo diritto è quello a essere nutriti, perché se non si mangia si muore. Poi c'è il diritto a lavorare, perché se non si lavora non si può comprare il cibo, poi c'é il diritto di manifestare il proprio pensiero, richiamato dall'articolo 21 della Costituzione. Dobbiamo combattere l'errore che trasforma le parole, perché la parola diritti è sacrosanta, ma viene usata solo in una certa maniera, per fare riferimento solo a certi diritti, come quelli Lgbt. Noi rifiutiamo questa questa impostazione monoculturale, questo pensiero unico anche sulla parola 'diritti'. Noi difendiamo tutti i diritti, partendo dal diritto alla vita che comprende tutto. Perché in ordine cronologico ci sono la vita, il nutrimento, il pensiero e il lavoro, poi viene tutto il resto”<br /> L’articolo 3 della Costituzione dice che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Tutti i cittadini, quindi. Anche coloro che non sono d’accordo con Gasparri. E il discorso si potrebbe chiudere così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una maggioranza di indesiderabili</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-maggioranza-di-indesiderabili--60115308</link><description><![CDATA[Ospite della trasmissione Quarta Repubblica su Rete 4 ieri il ministro degli Esteri e presidente di Forza Italia nonché uomo di punta del Partito popolare europeo Antonio Tajani ha spiegato che la dissociazione dell’identità politica mostrata da Giorgia Meloni in occasione del suo intervento alla manifestazione del partito spagnolo di ultradestra Vox non è un problema. “Meloni è la Presidente del Consiglio italiana, ma è anche la leader dei Conservatori e riformisti europei” e all’evento di Vox “è andata come leader dei Conservatori”, ha detto Tajani, forse dando per scontato che la leader di Fratelli d’Italia assuma posizioni diverse in base alla platea che ha di fronte. “Non ho nulla a che fare con la Le Pen che non è europeista, io sì e sono un patriota italiano”, ha rimarcato Tajani auspicando “una maggioranza tra popolari, liberali e conservatori”. Tajani si è dimenticato di dire che pur non avendo nulla a che fare con Marine Le Pen si ritrova al governo con Matteo Salvini, suo scudiero in salsa italiana. Ricapitolando: Meloni in Europa sogna un’alleanza con il gruppo di ultradestra di Le Pen e di Salvini e spera di potersi sbarazzare di Ursula von der Leyen che è la candidata alla Commissione europea dei Popolari di cui fa parte Tajani. Salvini non vuole che i conservatori (quindi Meloni) si alleino con i Popolari (quindi Tajani). Tajani non vuole il gruppo di Salvini ma auspica una maggioranza con Meloni. Senza timore di smentita si può scrivere che la maggioranza di governo qui in Italia non solo non esiste in Europa ma addirittura a Bruxelles pone veti. Governano con quelli che a Bruxelles considerano indesiderabili, quindi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60115308</guid><pubDate>Wed, 22 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60115308/imported_67c2a48f_3c15_4e1d_8782_268559b7857c.mp3" length="2018742" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ospite della trasmissione Quarta Repubblica su Rete 4 ieri il ministro degli Esteri e presidente di Forza Italia nonché uomo di punta del Partito popolare europeo Antonio Tajani ha spiegato che la dissociazione dell’identità politica mostrata da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ospite della trasmissione Quarta Repubblica su Rete 4 ieri il ministro degli Esteri e presidente di Forza Italia nonché uomo di punta del Partito popolare europeo Antonio Tajani ha spiegato che la dissociazione dell’identità politica mostrata da Giorgia Meloni in occasione del suo intervento alla manifestazione del partito spagnolo di ultradestra Vox non è un problema. “Meloni è la Presidente del Consiglio italiana, ma è anche la leader dei Conservatori e riformisti europei” e all’evento di Vox “è andata come leader dei Conservatori”, ha detto Tajani, forse dando per scontato che la leader di Fratelli d’Italia assuma posizioni diverse in base alla platea che ha di fronte. “Non ho nulla a che fare con la Le Pen che non è europeista, io sì e sono un patriota italiano”, ha rimarcato Tajani auspicando “una maggioranza tra popolari, liberali e conservatori”. Tajani si è dimenticato di dire che pur non avendo nulla a che fare con Marine Le Pen si ritrova al governo con Matteo Salvini, suo scudiero in salsa italiana. Ricapitolando: Meloni in Europa sogna un’alleanza con il gruppo di ultradestra di Le Pen e di Salvini e spera di potersi sbarazzare di Ursula von der Leyen che è la candidata alla Commissione europea dei Popolari di cui fa parte Tajani. Salvini non vuole che i conservatori (quindi Meloni) si alleino con i Popolari (quindi Tajani). Tajani non vuole il gruppo di Salvini ma auspica una maggioranza con Meloni. Senza timore di smentita si può scrivere che la maggioranza di governo qui in Italia non solo non esiste in Europa ma addirittura a Bruxelles pone veti. Governano con quelli che a Bruxelles considerano indesiderabili, quindi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il confronto Elly-Giorgia? Dava fastidio solo alla legge</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-confronto-elly-giorgia-dava-fastidio-solo-alla-legge--60103224</link><description><![CDATA[Per il mancato confronto con Elly Schlein su Rai1 “mi dispiace molto perché secondo me è un’occasione persa, molti mi hanno chiesto chi te lo fa fare? Soprattuto se sei in vantaggio, secondo me il confronto è sempre bello, aiuta cittadini a capire cosa sta accadendo”. Ha detto così la premier Giorgia Meloni ospite di Mattino Cinque, su Canale 5. Il confronto, ha detto Meloni, in tv con Schlein “sarebbe stato un modo per capire bene cosa cambia se vince un modello o se vince l’altro, dopodiché ha dato fastidio a qualcuno, ne prendo atto, lo faremo in altri modi”, ha detto ancora. A chi dava fastidio il confronto? Glielo diciamo noi: alla legge.<br /> Del resto la pronuncia dell’Agcom è identica a quella del 2022 a proposito del confronto tra Letta e Meloni. Come ha spiegato la giurista Vitalba Azzollini infatti, non è sufficiente il rispetto formale dell’art. 4, comma 7-ter del regolamento della Commissione di vigilanza Rai. Organizzare confronti fra tutti i leader di partiti minori, ammesso che Vespa ci fosse riuscito, non avrebbe significato garantire “parità di trattamento” e “pari opportunità di ascolto” rispetto a quello principale. Insomma, non ci sono strane trame.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60103224</guid><pubDate>Tue, 21 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60103224/imported_57c6df2e_a5f2_4dd6_8bdf_2f0fefef1e0b.mp3" length="1914671" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per il mancato confronto con Elly Schlein su Rai1 “mi dispiace molto perché secondo me è un’occasione persa, molti mi hanno chiesto chi te lo fa fare? Soprattuto se sei in vantaggio, secondo me il confronto è sempre bello, aiuta cittadini a capire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per il mancato confronto con Elly Schlein su Rai1 “mi dispiace molto perché secondo me è un’occasione persa, molti mi hanno chiesto chi te lo fa fare? Soprattuto se sei in vantaggio, secondo me il confronto è sempre bello, aiuta cittadini a capire cosa sta accadendo”. Ha detto così la premier Giorgia Meloni ospite di Mattino Cinque, su Canale 5. Il confronto, ha detto Meloni, in tv con Schlein “sarebbe stato un modo per capire bene cosa cambia se vince un modello o se vince l’altro, dopodiché ha dato fastidio a qualcuno, ne prendo atto, lo faremo in altri modi”, ha detto ancora. A chi dava fastidio il confronto? Glielo diciamo noi: alla legge.<br /> Del resto la pronuncia dell’Agcom è identica a quella del 2022 a proposito del confronto tra Letta e Meloni. Come ha spiegato la giurista Vitalba Azzollini infatti, non è sufficiente il rispetto formale dell’art. 4, comma 7-ter del regolamento della Commissione di vigilanza Rai. Organizzare confronti fra tutti i leader di partiti minori, ammesso che Vespa ci fosse riuscito, non avrebbe significato garantire “parità di trattamento” e “pari opportunità di ascolto” rispetto a quello principale. Insomma, non ci sono strane trame.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Patria come logo per allocchi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-patria-come-logo-per-allocchi--60089743</link><description><![CDATA[La Patria? Un logo per allocchi, come il Colosseo di plastica in vendita a Roma, come la gondola di fabbricazione cinese sulle bancarelle di piazza San Marco, come certi ministeri con lessico da Istituto Luce. <br /> Sulla Topolino amaranto si va che è un incanto e dalle parti della Fiat (che ormai è un logo di Stellantis) hanno pensato che non ci fosse nulla di meglio che appiccicare una bandiera italiana sulle portiere del quadriciclo venduto in Italia sulla spinta del patriottismo. Peccato che quelle auto di italiano non abbiano nulla: non il progetto iniziale, non l’idea se non per l’usurpazione del nome, non la manodopera e nemmeno - figurarsi - le tasse per sostenere l’Italia, la sanità italiana, i conti italiani, i servizi italiani, le pensioni italiane e così via. <br /> La Guardia di finanza ne ha bloccate 134 al porto di Livorno per violazioni della legge sul Made in Italy (che non ha nemmeno un nome italiano). Per i funzionari della dogana e le fiamme gialle la produzione in Marocco e il tricolore sulla fiancata sarebbe in contrasto con la normativa a tutela del made in Italy, la legge 350 del 2003. Si tratterebbe di una probabile “funzione decettiva di tali segni”, ossia ingannevole, “che porterebbero il consumatore a ritenere che la produzione dei suddetti beni sia avvenuta in Italia”. <br /> Chissà che questa non sia la volta buona per accorgersi che Stellantis si atteggia da Fiat in Italia per poi diventare internazionale quando deve dislocare stabilimenti e tasse. Quella sì che sarebbe una difesa della Patria davvero originale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60089743</guid><pubDate>Mon, 20 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60089743/imported_c87c6857_8943_46fc_987d_989390bea2b4.mp3" length="1879144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Patria? Un logo per allocchi, come il Colosseo di plastica in vendita a Roma, come la gondola di fabbricazione cinese sulle bancarelle di piazza San Marco, come certi ministeri con lessico da Istituto Luce. 
Sulla Topolino amaranto si va che è un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Patria? Un logo per allocchi, come il Colosseo di plastica in vendita a Roma, come la gondola di fabbricazione cinese sulle bancarelle di piazza San Marco, come certi ministeri con lessico da Istituto Luce. <br /> Sulla Topolino amaranto si va che è un incanto e dalle parti della Fiat (che ormai è un logo di Stellantis) hanno pensato che non ci fosse nulla di meglio che appiccicare una bandiera italiana sulle portiere del quadriciclo venduto in Italia sulla spinta del patriottismo. Peccato che quelle auto di italiano non abbiano nulla: non il progetto iniziale, non l’idea se non per l’usurpazione del nome, non la manodopera e nemmeno - figurarsi - le tasse per sostenere l’Italia, la sanità italiana, i conti italiani, i servizi italiani, le pensioni italiane e così via. <br /> La Guardia di finanza ne ha bloccate 134 al porto di Livorno per violazioni della legge sul Made in Italy (che non ha nemmeno un nome italiano). Per i funzionari della dogana e le fiamme gialle la produzione in Marocco e il tricolore sulla fiancata sarebbe in contrasto con la normativa a tutela del made in Italy, la legge 350 del 2003. Si tratterebbe di una probabile “funzione decettiva di tali segni”, ossia ingannevole, “che porterebbero il consumatore a ritenere che la produzione dei suddetti beni sia avvenuta in Italia”. <br /> Chissà che questa non sia la volta buona per accorgersi che Stellantis si atteggia da Fiat in Italia per poi diventare internazionale quando deve dislocare stabilimenti e tasse. Quella sì che sarebbe una difesa della Patria davvero originale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il premierato di Giorgia “riecheggia Mussolini"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-premierato-di-giorgia-riecheggia-mussolini--60061164</link><description><![CDATA[Ve la ricordate la “ritrovata credibilità internazionale” dell’Italia rivendicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai membri della maggioranza? Il Times, probabilmente il più autorevole quotidiano britannico, si è dedicato alla riforma costituzionale sul premierato con cui il governo vorrebbe modificare la Costituzione. Il quotidiano parte dall’intervento in aula della senatrice a vita Liliana Segre che ha contestato il metodo ("una prova di forza”) e il merito ("una sperimentazione temeraria”) parlando di una riforma che "produce un'abnorme lesione della rappresentatività del Parlamento, perché si pretende di creare a qualunque costo una maggioranza al servizio del presidente eletto, attraverso artifici maggioritari tali da stravolgere al di là di ogni ragionevolezza le libere scelte del corpo elettorale”. <br /> Per il Times “Giorgia Meloni ha in programma di rivedere la Costituzione per dare maggiori poteri ai futuri leader italiani, sostenendo che l'attuale sistema lascia i primi ministri in preda a complotti di partito”. Nel pezzo si ricorda anche come la regola del premio di maggioranza “riecheggi una legge introdotta da Benito Mussolini, il dittatore fascista per darsi più potere”, riferendosi alla legge Acerbo “prima di chiudere del tutto il Parlamento”. <br /> L’opinione della redazione del Times dalle nostre parti verrebbe bollata come un estremismo, sarebbe accusata di voler accendere la violenza e probabilmente sarebbe la miccia per inviare lettere di avvocati e forse si concluderebbe con un querela, foss'anche temeraria. Chissà che ne dicono invece della prestigiosa opinione del Times.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60061164</guid><pubDate>Fri, 17 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60061164/imported_08d44fba_7c75_45fb_bc9a_a053b31fd69d.mp3" length="1676852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ve la ricordate la “ritrovata credibilità internazionale” dell’Italia rivendicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai membri della maggioranza? 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Il quotidiano parte dall’intervento in aula della senatrice a vita Liliana Segre che ha contestato il metodo ("una prova di forza”) e il merito ("una sperimentazione temeraria”) parlando di una riforma che "produce un'abnorme lesione della rappresentatività del Parlamento, perché si pretende di creare a qualunque costo una maggioranza al servizio del presidente eletto, attraverso artifici maggioritari tali da stravolgere al di là di ogni ragionevolezza le libere scelte del corpo elettorale”. <br /> Per il Times “Giorgia Meloni ha in programma di rivedere la Costituzione per dare maggiori poteri ai futuri leader italiani, sostenendo che l'attuale sistema lascia i primi ministri in preda a complotti di partito”. Nel pezzo si ricorda anche come la regola del premio di maggioranza “riecheggi una legge introdotta da Benito Mussolini, il dittatore fascista per darsi più potere”, riferendosi alla legge Acerbo “prima di chiudere del tutto il Parlamento”. <br /> L’opinione della redazione del Times dalle nostre parti verrebbe bollata come un estremismo, sarebbe accusata di voler accendere la violenza e probabilmente sarebbe la miccia per inviare lettere di avvocati e forse si concluderebbe con un querela, foss'anche temeraria. Chissà che ne dicono invece della prestigiosa opinione del Times.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>8 mesi di carcere per 12 righe di articolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/8-mesi-di-carcere-per-12-righe-di-articolo--60047088</link><description><![CDATA[Un giornalista, Pasquale Napolitano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi di carcere con pena sospesa per diffamazione.Napolitano, collaboratore tra gli altri de Il giornale e di Panorama, nel 2020 ha pubblicato un articolo per la redazione di ‘Anteprima24’ sulConsiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola. I diretti interessati sono ricorsi alle vie legali ritenendosi diffamati. <br /> Il 7 maggio un giudice onorario del tribunale (Got) ha condannato il giornalista Pasquale Napolitano a 8 mesi di reclusione oltre al risarcimento di mille euro a ciascuno dei quattro querelanti e 2.500 euro di spese legali. Per il giudice il giornalista avrebbe valicato il confine del diritto di cronaca condividendo l’articolo incriminato sui suoi canali social, un gesto che nel processo è diventato un’aggravante. <br /> Napolitano, come prescritto dalle regole dell’Ordine dei giornalisti, aveva accolto tutte le contestazioni dei diretti interessati pubblicando le repliche che gli erano pervenute. Niente da fare: 8 mesi di carcere per un articolo di 12 righe. <br /> L’Ordine dei Giornalisti della Campania e la Commissione Legalità dell’Ordine Regionale hanno espresso “piena e forte solidarietà” a Pasquale Napolitano definendo la condanna “un inaccettabile attacco alla libertà di informazione“.<br /> Il presidente del M5s Giuseppe Conte ha parlato di condanna “inaccettabile” mentre Walter Verini del Pd ha fatto riferimento a “un retaggio del Codice tocco che esiste ancora”. A destra accusano l’opposizione e i magistrati. Eppure sono al governo, sono maggioranza e sono loro che stanno ostacolando la legge che dovrebbe abolire questo abominio. Quindi?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60047088</guid><pubDate>Thu, 16 May 2024 02:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60047088/imported_f3f6914a_18e5_4886_b032_ebcc19548b36.mp3" length="1765877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un giornalista, Pasquale Napolitano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi di carcere con pena sospesa per diffamazione.Napolitano, collaboratore tra gli altri de Il giornale e di Panorama, nel 2020 ha pubblicato un articolo per la redazione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un giornalista, Pasquale Napolitano, è stato condannato in primo grado a 8 mesi di carcere con pena sospesa per diffamazione.Napolitano, collaboratore tra gli altri de Il giornale e di Panorama, nel 2020 ha pubblicato un articolo per la redazione di ‘Anteprima24’ sulConsiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola. I diretti interessati sono ricorsi alle vie legali ritenendosi diffamati. <br /> Il 7 maggio un giudice onorario del tribunale (Got) ha condannato il giornalista Pasquale Napolitano a 8 mesi di reclusione oltre al risarcimento di mille euro a ciascuno dei quattro querelanti e 2.500 euro di spese legali. Per il giudice il giornalista avrebbe valicato il confine del diritto di cronaca condividendo l’articolo incriminato sui suoi canali social, un gesto che nel processo è diventato un’aggravante. <br /> Napolitano, come prescritto dalle regole dell’Ordine dei giornalisti, aveva accolto tutte le contestazioni dei diretti interessati pubblicando le repliche che gli erano pervenute. Niente da fare: 8 mesi di carcere per un articolo di 12 righe. <br /> L’Ordine dei Giornalisti della Campania e la Commissione Legalità dell’Ordine Regionale hanno espresso “piena e forte solidarietà” a Pasquale Napolitano definendo la condanna “un inaccettabile attacco alla libertà di informazione“.<br /> Il presidente del M5s Giuseppe Conte ha parlato di condanna “inaccettabile” mentre Walter Verini del Pd ha fatto riferimento a “un retaggio del Codice tocco che esiste ancora”. A destra accusano l’opposizione e i magistrati. Eppure sono al governo, sono maggioranza e sono loro che stanno ostacolando la legge che dovrebbe abolire questo abominio. Quindi?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dice che Hitler aveva ragione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dice-che-hitler-aveva-ragione--60038797</link><description><![CDATA[Che uno scrittore venga contestato per le sue idee riportate in un suo libro è addirittura una buona notizia. Nell’epoca delle opinioni compresse in qualche riga o in qualche manciata di secondi la critica - anche forte - per il contenuto di un libro indica che la letteratura è viva ed è in salute. Le contestazioni sono indice di democrazia nonostante la ministra Roccella e i suoi colleghi di governo fatichino a comprenderlo. <br /> Stefano Massini stava presentando al Salone del libro di Torino il libro Mein Kampf. Suo ultimo testo teatrale sulla vita di Adolf Hitler. Durante il dialogo con Danco Singer uno spettatore seduto in prima fila ha più volte espresso il suo disappunto ad alta voce. Ci sta. Gli incontri dal vivo si chiamano dal vivo perché sono partecipati da vivi in carne e ossa, in presenza, con le loro reazioni. In un tempo in cui la presidente del Consiglio celebra conferenze stampa senza stampa fingendo di salutare persone inesistenti in sala è quasi una rivoluzione. <br /> Finito l’incontro, mentre Stefano Massini si apprestava a raggiungere il tavolo del firmacopie l’uomo si è avvicinato a Massini, l’ha preso per il bavero della giacca strattonandolo e gridandogli in faccia queste parole: “Hitler aveva ragione, voi comunisti senza contraddittorio camuffate la storia e la state riscrivendo. Ma ora finalmente possiamo dire la verità”. <br /> Quindi la verità è che Hitler aveva ragione nel sterminare ebrei, omosessuali, slavi, oppositori di guerra, dissidenti religiosi, disabili e neri. E poi c’è quell’affermazione: “ora finalmente possiamo dire la verità”. Possono perché protetti, evidentemente. Da chi? Questa è la domanda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60038797</guid><pubDate>Wed, 15 May 2024 02:16:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60038797/imported_e10ac3ec_86ea_43e7_a9d0_b1a0498c5e75.mp3" length="1911745" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che uno scrittore venga contestato per le sue idee riportate in un suo libro è addirittura una buona notizia. 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Gli incontri dal vivo si chiamano dal vivo perché sono partecipati da vivi in carne e ossa, in presenza, con le loro reazioni. In un tempo in cui la presidente del Consiglio celebra conferenze stampa senza stampa fingendo di salutare persone inesistenti in sala è quasi una rivoluzione. <br /> Finito l’incontro, mentre Stefano Massini si apprestava a raggiungere il tavolo del firmacopie l’uomo si è avvicinato a Massini, l’ha preso per il bavero della giacca strattonandolo e gridandogli in faccia queste parole: “Hitler aveva ragione, voi comunisti senza contraddittorio camuffate la storia e la state riscrivendo. Ma ora finalmente possiamo dire la verità”. <br /> Quindi la verità è che Hitler aveva ragione nel sterminare ebrei, omosessuali, slavi, oppositori di guerra, dissidenti religiosi, disabili e neri. E poi c’è quell’affermazione: “ora finalmente possiamo dire la verità”. Possono perché protetti, evidentemente. Da chi? Questa è la domanda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il "tetto terroni" del ministro Valditara</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tetto-terroni-del-ministro-valditara--60006494</link><description><![CDATA[Dopo averci edotti sull’inutilità dello studio dei dinosauri il ministro Giuseppe Valditara ha deciso di darci un prova lampante di cosa sia il razzismo introiettato di chi vorrebbe sembrare antirazzista. Per difendere il suo segretario e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini che ha proposto un tetto del 20% agli alunni stranieri in classe il ministro rispondendo alla segretaria del Pd Elly Schlein scrive: “Schlein mistifica la realtà e dimostra ancora una volta di non conoscere la scuola: i tetti per gli stranieri li ha introdotti un governo di sinistra. Nessun altro governo, come questo, ha fatto così tanto per la inclusione, partendo dal Mezzogiorno e prossimamente per gli studenti stranieri”. <br /> Innanzitutto un errore da matita rossa: il tetto agli stranieri (del 30%) è in una circolare (la 2/2010) emanata nel 2010 dall’allora ministra dell’istruzione Mariastella Gelmini. Presidente del Consiglio a quel tempo era Silvio Berlusconi che tutto è stato tranne che di sinistra. <br /> Ma l’errore da matita blu che svela la natura razzista del ministro è in quell’inclusione “partendo dal Mezzogiorno” equiparata a quella per studenti stranieri. In poche parole il ministro vorrebbe essere ringraziato perché gli studenti siciliani, campani o calabresi possono frequentare la scuola pubblica. La gente del sud sostanzialmente è gente “straniera” che ottiene il permesso grazie alla magnanimità del governo di essere considerata italiana a tutto tondo. <br /> Ora il ministro (che tra l’altro per nostra disgrazia è anche un insegnante) ci spiegherà di essere stato frainteso o che è colpa del suo telefono. O forse vorrà essere ringraziato per non avere messo il tetto terroni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/60006494</guid><pubDate>Tue, 14 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/60006494/imported_53a4b9f3_f4fd_46ff_80d9_2672dd4f330e.mp3" length="1899624" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo averci edotti sull’inutilità dello studio dei dinosauri il ministro Giuseppe Valditara ha deciso di darci un prova lampante di cosa sia il razzismo introiettato di chi vorrebbe sembrare antirazzista. Per difendere il suo segretario e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo averci edotti sull’inutilità dello studio dei dinosauri il ministro Giuseppe Valditara ha deciso di darci un prova lampante di cosa sia il razzismo introiettato di chi vorrebbe sembrare antirazzista. Per difendere il suo segretario e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini che ha proposto un tetto del 20% agli alunni stranieri in classe il ministro rispondendo alla segretaria del Pd Elly Schlein scrive: “Schlein mistifica la realtà e dimostra ancora una volta di non conoscere la scuola: i tetti per gli stranieri li ha introdotti un governo di sinistra. Nessun altro governo, come questo, ha fatto così tanto per la inclusione, partendo dal Mezzogiorno e prossimamente per gli studenti stranieri”. <br /> Innanzitutto un errore da matita rossa: il tetto agli stranieri (del 30%) è in una circolare (la 2/2010) emanata nel 2010 dall’allora ministra dell’istruzione Mariastella Gelmini. Presidente del Consiglio a quel tempo era Silvio Berlusconi che tutto è stato tranne che di sinistra. <br /> Ma l’errore da matita blu che svela la natura razzista del ministro è in quell’inclusione “partendo dal Mezzogiorno” equiparata a quella per studenti stranieri. In poche parole il ministro vorrebbe essere ringraziato perché gli studenti siciliani, campani o calabresi possono frequentare la scuola pubblica. La gente del sud sostanzialmente è gente “straniera” che ottiene il permesso grazie alla magnanimità del governo di essere considerata italiana a tutto tondo. <br /> Ora il ministro (che tra l’altro per nostra disgrazia è anche un insegnante) ci spiegherà di essere stato frainteso o che è colpa del suo telefono. O forse vorrà essere ringraziato per non avere messo il tetto terroni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chissà cosa avrebbe pensato Hannah Arendt</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chissa-cosa-avrebbe-pensato-hannah-arendt--59990955</link><description><![CDATA[In un suo editoriale per Il Manifesto il professore universitario Mario Ricciardi, che insegna Filosofia del diritto presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Teoria generale del diritto presso l’Università Statale di Milano, riporta le proteste contro la tragedia umanitaria in Palestina nell’alveo della politica, quella vera, che è tutt’altra cosa rispetto all’informazione servile di questi giorni ed è tutt’altra cosa rispetto ai manganelli. <br /> Scrive Ricciardi che “dobbiamo essere grati agli studenti che stanno manifestando nelle università statunitensi e europee. Le loro azioni non violente sono un appello rivolto non solo alla nostra coscienza, ma anche al nostro senso di giustizia”. Ripetiamolo: le proteste in corso sono un appello alla nostra coscienza, al nostro senso di giustizia e anche all’obbligatorietà del prendere una posizione di fronte alla violenza che bombarda cittadini inermi facendo strage di donne e bambini. <br /> Ha ragione Ricciardi quando dice che sarebbe il caso di riconoscere che il modo in cui gli studenti stanno mettendo in atto la propria protesta ha tutte le caratteristiche di un atto politico che si rivolge alla maggioranza di governo, ed è giustificato da principi di giustizia che trovano nelle costituzioni dei paesi democratici la propria formulazione giuridica. <br /> Chissà cosa avrebbe pensato Hannah Arendt - che ha speso una vita a riflettere sulla disobbedienza civile - sapendo di un Salone del libro protetto dai manganelli. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59990955</guid><pubDate>Mon, 13 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59990955/imported_aadb1a45_869b_49d2_a57c_d934c37f5a62.mp3" length="1537253" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In un suo editoriale per Il Manifesto il professore universitario Mario Ricciardi, che insegna Filosofia del diritto presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Teoria generale del diritto presso l’Università Statale di Milano, riporta le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In un suo editoriale per Il Manifesto il professore universitario Mario Ricciardi, che insegna Filosofia del diritto presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Teoria generale del diritto presso l’Università Statale di Milano, riporta le proteste contro la tragedia umanitaria in Palestina nell’alveo della politica, quella vera, che è tutt’altra cosa rispetto all’informazione servile di questi giorni ed è tutt’altra cosa rispetto ai manganelli. <br /> Scrive Ricciardi che “dobbiamo essere grati agli studenti che stanno manifestando nelle università statunitensi e europee. Le loro azioni non violente sono un appello rivolto non solo alla nostra coscienza, ma anche al nostro senso di giustizia”. Ripetiamolo: le proteste in corso sono un appello alla nostra coscienza, al nostro senso di giustizia e anche all’obbligatorietà del prendere una posizione di fronte alla violenza che bombarda cittadini inermi facendo strage di donne e bambini. <br /> Ha ragione Ricciardi quando dice che sarebbe il caso di riconoscere che il modo in cui gli studenti stanno mettendo in atto la propria protesta ha tutte le caratteristiche di un atto politico che si rivolge alla maggioranza di governo, ed è giustificato da principi di giustizia che trovano nelle costituzioni dei paesi democratici la propria formulazione giuridica. <br /> Chissà cosa avrebbe pensato Hannah Arendt - che ha speso una vita a riflettere sulla disobbedienza civile - sapendo di un Salone del libro protetto dai manganelli. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Moro, Impastato e Livatino tirati per la giacchetta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/moro-impastato-e-livatino-tirati-per-la-giacchetta--59949352</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni parla addirittura di libertà. Ricordando l’anniversario della morte di Peppino Impastato e di Aldo Moro, oltre alla beatificazione del giudice Rosario Livatino, la presidente del Consiglio dedica un pensiero “a chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà”. “Lo dobbiamo all’Italia e ai valori che amiamo”, scrive sui suoi social con linguaggio da Istituto Luce. Peppino Impastato di questi tempi sarebbe ritenuto un “professorone” nel calderone degli “intellettuali di sinistra” che non avrebbe spazio sulla stampa e sulla televisione pubblica nemmeno per qualche secondo della sua trasmissione Onda pazza con cui sbeffeggiava il boss Gaetano Badalamenti. Troverebbe qualche esponente del governo che lo inviterebbe a “mettere le canzoni in radio” senza parlare di politica. O che lo accuserebbe di volersi arricchire con la mafia invece di combatterla davvero. Rosario Livatino di questi tempi verrebbe buono per parlare di giustizia a orologeria. Lui che aveva avuto l’intuizione dell’imprenditoria catanese legata alla mafia e che aveva scardinato i rapporti tra politici e mafiosi nell’agrigentino oggi sarebbe accusato di teoremi giudiziari a scopo politico oppure sarebbe additato come un nemico del Paese per il sabotaggio alla parte produttiva della nazione. Aldo Moro di questi tempi invece torna utile, eccome, per soffiare sul brigatismo come se fosse la radice del centrosinistra in Italia. Quell’Aldo Moro che aveva aperto un dialogo con quella stessa sinistra che oggi qualcuno vorrebbe equiparare ai peggiori gerarchi del Paese. Che tristezza un Paese ridotto così.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59949352</guid><pubDate>Fri, 10 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59949352/imported_ad82adb9_cc2a_41a2_a2c1_064a015024ce.mp3" length="1760026" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni parla addirittura di libertà. 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Troverebbe qualche esponente del governo che lo inviterebbe a “mettere le canzoni in radio” senza parlare di politica. O che lo accuserebbe di volersi arricchire con la mafia invece di combatterla davvero. Rosario Livatino di questi tempi verrebbe buono per parlare di giustizia a orologeria. Lui che aveva avuto l’intuizione dell’imprenditoria catanese legata alla mafia e che aveva scardinato i rapporti tra politici e mafiosi nell’agrigentino oggi sarebbe accusato di teoremi giudiziari a scopo politico oppure sarebbe additato come un nemico del Paese per il sabotaggio alla parte produttiva della nazione. Aldo Moro di questi tempi invece torna utile, eccome, per soffiare sul brigatismo come se fosse la radice del centrosinistra in Italia. Quell’Aldo Moro che aveva aperto un dialogo con quella stessa sinistra che oggi qualcuno vorrebbe equiparare ai peggiori gerarchi del Paese. Che tristezza un Paese ridotto così.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giornalisti che scrivono di giornalisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giornalisti-che-scrivono-di-giornalisti--59931623</link><description><![CDATA[Diceva un vecchio maestro di giornalismo che non c’è niente di più insopportabile dei giornalisti che scrivono dei giornalisti illudendosi che sia una notizia. La strage di lavoratori morti a Casteldaccia è praticamente scomparsa dalle prime pagine dei giornali, ieri ne è morto un altro, cinquantaquattro anni spenti da una caduta dal detto di un capannone. Anche l’avanzata di Israele a Rafah, con la consueta macelleria di civili martirizzati in nome di Hamas è diventata una notizia da bisbigliare. Il genocidio a Gaza è un argomento sensibile che fa perdere voti, acquirenti di libri e di canzoni. Meglio starne alla larga. La sofferenza del popolo ucraino invece è uno sfondo su cui passano le giornate, buono solo per lucrare qualche voto dall’una o dall’altra parte. <br /> La notizia che invece indisturbata campeggia è quella del litigio tra Lilli Gruber e Enrico Mentana che sulla rete televisiva La7 fanno a gara a chi ha l’ego più lungo. Lei si è lamentata (giustamente) per avere ricevuto la linea dal telegiornale con un ampio ritardo e ha parlato poco elegantemente di incontinenza. Lui si è preso i meriti degli ascolti suoi e anche di quelli degli altri, minacciando di andarsene con un monologo piantato in mezzo alla finestra che dovrebbe essere dedicata all’informazione. Infine la rete televisiva ieri ha scritto un comunicato che è un capolavoro salomonico. Entrambi i litiganti sono convinti che fosse una dichiarazione di vittoria l’uno sull’altro e la “crisi” si è risolta come in una scena di Amici miei, dove non ci si ricorda più perché si stava litigando. <br /> In una crisi drammatica del giornalismo - di libertà, di credibilità, di sostenibilità economica - i giornali hanno scritto dei giornalisti.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59931623</guid><pubDate>Thu, 09 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59931623/imported_5e89cf2c_6dd9_4a3c_bbb4_0bb6bd275627.mp3" length="2033371" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Diceva un vecchio maestro di giornalismo che non c’è niente di più insopportabile dei giornalisti che scrivono dei giornalisti illudendosi che sia una notizia. 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La sofferenza del popolo ucraino invece è uno sfondo su cui passano le giornate, buono solo per lucrare qualche voto dall’una o dall’altra parte. <br /> La notizia che invece indisturbata campeggia è quella del litigio tra Lilli Gruber e Enrico Mentana che sulla rete televisiva La7 fanno a gara a chi ha l’ego più lungo. Lei si è lamentata (giustamente) per avere ricevuto la linea dal telegiornale con un ampio ritardo e ha parlato poco elegantemente di incontinenza. Lui si è preso i meriti degli ascolti suoi e anche di quelli degli altri, minacciando di andarsene con un monologo piantato in mezzo alla finestra che dovrebbe essere dedicata all’informazione. Infine la rete televisiva ieri ha scritto un comunicato che è un capolavoro salomonico. Entrambi i litiganti sono convinti che fosse una dichiarazione di vittoria l’uno sull’altro e la “crisi” si è risolta come in una scena di Amici miei, dove non ci si ricorda più perché si stava litigando. <br /> In una crisi drammatica del giornalismo - di libertà, di credibilità, di sostenibilità economica - i giornali hanno scritto dei giornalisti.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piccoli Vannacci crescono a Lodi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piccoli-vannacci-crescono-a-lodi--59900130</link><description><![CDATA[Gianmario Invernizzi è un misconosciuto consigliere comunale di Lodi vicino a Fratelli d’Italia. Per inquadrare il personaggio potrebbe tornare utile una foto in cui Invernizzi indossa una maglietta all’interno del Consiglio comunale con la scritta “Squadracce nostalgia canaglia”. Niente di nuovo sotto il sole, uno dei tanti parafascisti che questi tempi hanno fatto risalire alla luce del sole. <br /> A febbraio durante una seduta in consiglio comunale ha attaccato la maggioranza mentre si discuteva i bilancio e opere pubbliche. Parlando di cosa? Di stranieri e di sicurezza, ovviamente. Riferendosi a una zona della città ad alta concentrazione di stranieri Ivernizzi ha detto “via Lodino, più che sistemata, va bonificata: il termine esatto è bonifica”. Perché “io la faccio 100 volte al giorno e sembra di essere tra gli Indios" e ancora “siamo di fronte a cittadini stranieri che vanno educati, servono i campi di rieducazione”. <br /> Un giovane ragazzo, nome d’arte Nyloz Gringo, ha canzonato Invernizzi per la sua xenofobia esprimendo un concetto che condividono in molti: gli Invernizzi sono uno schifo per un Paese civile e democratico. Che fa il consigliere? Annuncia una querela al ragazzo per chiedere “un forte risarcimento”, scrive sui social di essere stato minacciato minacciando: “abbiamo già saputo tutto di te come ti chiami”, annuncia, e con un italiano molto incerto aggiunge “le tue minacce mi fanno ridere e ti do un consiglio fatti dare il latte da mamma con biberon e un lecca lecca, hai proprio sbagliato persona a prendere di mira me, te ne accorgerai”.<br /> C’è un piccolo particolare: il ragazzo è italiano, anche se non segue i canoni estetici di Vannacci e di Invernizzi. Di sicuro è molto meno scuro di Invernizzi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59900130</guid><pubDate>Wed, 08 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59900130/imported_72561395_0523_4f7d_bd5e_9f0ba815076b.mp3" length="2006622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gianmario Invernizzi è un misconosciuto consigliere comunale di Lodi vicino a Fratelli d’Italia. Per inquadrare il personaggio potrebbe tornare utile una foto in cui Invernizzi indossa una maglietta all’interno del Consiglio comunale con la scritta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gianmario Invernizzi è un misconosciuto consigliere comunale di Lodi vicino a Fratelli d’Italia. Per inquadrare il personaggio potrebbe tornare utile una foto in cui Invernizzi indossa una maglietta all’interno del Consiglio comunale con la scritta “Squadracce nostalgia canaglia”. Niente di nuovo sotto il sole, uno dei tanti parafascisti che questi tempi hanno fatto risalire alla luce del sole. <br /> A febbraio durante una seduta in consiglio comunale ha attaccato la maggioranza mentre si discuteva i bilancio e opere pubbliche. Parlando di cosa? Di stranieri e di sicurezza, ovviamente. Riferendosi a una zona della città ad alta concentrazione di stranieri Ivernizzi ha detto “via Lodino, più che sistemata, va bonificata: il termine esatto è bonifica”. Perché “io la faccio 100 volte al giorno e sembra di essere tra gli Indios" e ancora “siamo di fronte a cittadini stranieri che vanno educati, servono i campi di rieducazione”. <br /> Un giovane ragazzo, nome d’arte Nyloz Gringo, ha canzonato Invernizzi per la sua xenofobia esprimendo un concetto che condividono in molti: gli Invernizzi sono uno schifo per un Paese civile e democratico. Che fa il consigliere? Annuncia una querela al ragazzo per chiedere “un forte risarcimento”, scrive sui social di essere stato minacciato minacciando: “abbiamo già saputo tutto di te come ti chiami”, annuncia, e con un italiano molto incerto aggiunge “le tue minacce mi fanno ridere e ti do un consiglio fatti dare il latte da mamma con biberon e un lecca lecca, hai proprio sbagliato persona a prendere di mira me, te ne accorgerai”.<br /> C’è un piccolo particolare: il ragazzo è italiano, anche se non segue i canoni estetici di Vannacci e di Invernizzi. Di sicuro è molto meno scuro di Invernizzi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La pessima Ue che verrà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-pessima-ue-che-verra--59872849</link><description><![CDATA[L’Europa che verrà sarà un recito di fili spinati e deportati. Alla faccia del diritto internazionale, dello stato di diritto e del continente che avrebbe voluto essere la patri della pace e dell’accoglienza un gruppo di stati membri dell’Unione europea insiste per replicare il modello Italia-Albania. Tutta propaganda, ovviamente, visto che i centri italiani per migranti in Albania non apriranno prima di novembre, ospiteranno un massimo di 1.024 persone per volta (e non le 3 mila promesse) e al massimo in un anno arriveranno a gestire 6 mila persone nonostante il governo parli di 36 mila. Sfugge a molti anche che la stragrande maggioranza di quelle persone dovrà comunque essere portate in Italia. <br /> Un gruppo di Stati membri dell'UE, guidati dalla Repubblica Ceca e dalla Danimarca, sta preparando una lettera alla Commissione europea che chiede che i migranti che cercano di raggiungere l'UE vengano trasferiti in paesi terzi selezionati prima di raggiungere le coste del blocco, una procedura in netto contrasto con le attuali leggi europee. Tra i paesi favorevoli c’è ovviamente la xenofoba Italia a guida Meloni, e c’è ovviamente l’Ungheria di Orbàn. Un curioso particolare: i firmatari non vogliono aggiungere la firma ungherese perché ritengono che comprometta la credibilità della lettera. Come dire: noi siamo come Orbàn ma fingiamo molto meglio. <br /> Già nel 2018 l’Ue aveva cercato un accordo simile con l’Egitto, ottenendo un secco no da al Sisi. L'esperto di migrazione Vít Novotný osserva che questa volta la scempio si sta ripetendo con molta più diplomazia. E a sostenere il tutto c’è anche quell’Ursula von Der Leyen che pur di tenere la poltrona è pronta a legalizzare l’orrore. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59872849</guid><pubDate>Tue, 07 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59872849/imported_90190cb6_7cf1_4578_8998_39737d50d88d.mp3" length="1858246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’Europa che verrà sarà un recito di fili spinati e deportati. Alla faccia del diritto internazionale, dello stato di diritto e del continente che avrebbe voluto essere la patri della pace e dell’accoglienza un gruppo di stati membri dell’Unione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Europa che verrà sarà un recito di fili spinati e deportati. Alla faccia del diritto internazionale, dello stato di diritto e del continente che avrebbe voluto essere la patri della pace e dell’accoglienza un gruppo di stati membri dell’Unione europea insiste per replicare il modello Italia-Albania. Tutta propaganda, ovviamente, visto che i centri italiani per migranti in Albania non apriranno prima di novembre, ospiteranno un massimo di 1.024 persone per volta (e non le 3 mila promesse) e al massimo in un anno arriveranno a gestire 6 mila persone nonostante il governo parli di 36 mila. Sfugge a molti anche che la stragrande maggioranza di quelle persone dovrà comunque essere portate in Italia. <br /> Un gruppo di Stati membri dell'UE, guidati dalla Repubblica Ceca e dalla Danimarca, sta preparando una lettera alla Commissione europea che chiede che i migranti che cercano di raggiungere l'UE vengano trasferiti in paesi terzi selezionati prima di raggiungere le coste del blocco, una procedura in netto contrasto con le attuali leggi europee. Tra i paesi favorevoli c’è ovviamente la xenofoba Italia a guida Meloni, e c’è ovviamente l’Ungheria di Orbàn. Un curioso particolare: i firmatari non vogliono aggiungere la firma ungherese perché ritengono che comprometta la credibilità della lettera. Come dire: noi siamo come Orbàn ma fingiamo molto meglio. <br /> Già nel 2018 l’Ue aveva cercato un accordo simile con l’Egitto, ottenendo un secco no da al Sisi. L'esperto di migrazione Vít Novotný osserva che questa volta la scempio si sta ripetendo con molta più diplomazia. E a sostenere il tutto c’è anche quell’Ursula von Der Leyen che pur di tenere la poltrona è pronta a legalizzare l’orrore. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Appalti e subappalti, da dove è cominciato tutto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/appalti-e-subappalti-da-dove-e-cominciato-tutto--59854373</link><description><![CDATA[Parte tutto dal secondo governo Berlusconi e il suo decreto legislativo 276 del 10 settembre del 2003. Lì è stato abrogato l’obbligo di parità di trattamento tra i dipendenti del committente e quelli dell’appaltatore previsto da una legge del 1960. “L’eliminazione di questa tutela, la depenalizzazione dell’appalto illecito e la cancellazione del limite per cui l’azienda non poteva esternalizzare attività che normalmente dovrebbe dare in casa, hanno funzionato da detonatore”, spiega Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil.<br /> Siamo arrivati fin qui, dove gli appalti e i subappalti sono il pane quotidiano che alimenta lo sfruttamento e i morti di lavoro. Ogni volta che cambia l’appalto e cambia l’azienda si mette in discussione il posto di lavoro, il salario o una parte del salario, l’anzianità. Nel settore privato ancora di più. <br /> Nel settore pubblico i numeri sono importanti. 290 miliardi di euro di affidamenti nel 2022, più 39 per cento rispetto all’anno precedente, più 56 per cento sul 2020. Le procedure di gara sono state 233 mila. Numeri che coprono gli appalti di servizi e gli appalti di lavori, comprese le grandi opere connesse al Pnrr. La gara tra chi propone di fornire il servizio si gioca nella quasi totalità dei casi sull’offerta più bassa o più vantaggiosa. Come spiega la Cgil l’appalto è stato usato come strumento di contenimento della spesa, espellendo tutta una serie di attività come per esempio la mensa, le pulizie, la lavanderia, la manutenzione negli ospedali. Ora siamo addirittura di fronte all’esternalizzazione di funzioni primarie, come ci dimostra il fenomeno dei medici a gettone”. Ma l’impresa che si aggiudica l’appalto su cosa risparmia? Sui tempi di esecuzione e sui costi necessari a svolgere l’attività, quindi sui materiali, sulla sicurezza, sul lavoro.<br /> Le vittime collaterali sono i lavoratori. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59854373</guid><pubDate>Mon, 06 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59854373/imported_23a6e674_ac8d_41a6_ad86_93750ffbcd9d.mp3" length="2170462" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Parte tutto dal secondo governo Berlusconi e il suo decreto legislativo 276 del 10 settembre del 2003. Lì è stato abrogato l’obbligo di parità di trattamento tra i dipendenti del committente e quelli dell’appaltatore previsto da una legge del 1960....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Parte tutto dal secondo governo Berlusconi e il suo decreto legislativo 276 del 10 settembre del 2003. Lì è stato abrogato l’obbligo di parità di trattamento tra i dipendenti del committente e quelli dell’appaltatore previsto da una legge del 1960. “L’eliminazione di questa tutela, la depenalizzazione dell’appalto illecito e la cancellazione del limite per cui l’azienda non poteva esternalizzare attività che normalmente dovrebbe dare in casa, hanno funzionato da detonatore”, spiega Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil.<br /> Siamo arrivati fin qui, dove gli appalti e i subappalti sono il pane quotidiano che alimenta lo sfruttamento e i morti di lavoro. Ogni volta che cambia l’appalto e cambia l’azienda si mette in discussione il posto di lavoro, il salario o una parte del salario, l’anzianità. Nel settore privato ancora di più. <br /> Nel settore pubblico i numeri sono importanti. 290 miliardi di euro di affidamenti nel 2022, più 39 per cento rispetto all’anno precedente, più 56 per cento sul 2020. Le procedure di gara sono state 233 mila. Numeri che coprono gli appalti di servizi e gli appalti di lavori, comprese le grandi opere connesse al Pnrr. La gara tra chi propone di fornire il servizio si gioca nella quasi totalità dei casi sull’offerta più bassa o più vantaggiosa. Come spiega la Cgil l’appalto è stato usato come strumento di contenimento della spesa, espellendo tutta una serie di attività come per esempio la mensa, le pulizie, la lavanderia, la manutenzione negli ospedali. Ora siamo addirittura di fronte all’esternalizzazione di funzioni primarie, come ci dimostra il fenomeno dei medici a gettone”. Ma l’impresa che si aggiudica l’appalto su cosa risparmia? Sui tempi di esecuzione e sui costi necessari a svolgere l’attività, quindi sui materiali, sulla sicurezza, sul lavoro.<br /> Le vittime collaterali sono i lavoratori. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sull'antimafia occhio a chi non risponde</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sull-antimafia-occhio-a-chi-non-risponde--59770308</link><description><![CDATA[Le organizzazioni mafiose italiane sono sempre più globali e presenti in Europa. Secondo il Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA) di Europol, il 70% dei gruppi criminali che operano nell’Unione Europea sono attivi in più di tre Paesi dell’Unione Europea e il 65% di essi è composto da membri di più nazionalità. Nonostante il quadro assolutamente preoccupante che emerge anche dalle recenti inchieste il pericolo mortale di questa diffusione endemica viene sottovalutato sia dalle istituzioni europee sia dai diversi governi nazionali. Le mafie sono un pericolo per l’economia, la politica, la società e in definitiva per la tenuta delle democrazie europee. Non sono oramai più da decenni solo un problema italiano. Eppure non sono al centro dell’agenda politica europea. Le organizzazioni mafiose sono solo un pezzo di un sistema criminale organizzato più vasto, che sfrutta la scarsa trasparenza del sistema economico-finanziario e la corruzione a livello politico per indebolire i sistemi democratici europei, soprattutto a livello locale. <br /> Per questi motivi i ragazze e ragazzi di WikiMafia chiedono ai candidati di impegnarsi su quattro punti: l’istituzione Commissione parlamentare Antimafia Europea permanente, sollecitare l’approvazione di un pacchetto di norme antimafia europee, diffondere cultura e consapevolezza antimafia, anche tra i colleghi di altri stati membri e trasparenza su chi finanzia la campagna elettorale pubblicando in una sezione “trasparenza” ad hoc del  loro sito elettorale la lista dei contributi superiori ai 500 euro ricevuti da privati, enti del terzo settore e imprese. Occhio a chi non risponde.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59770308</guid><pubDate>Fri, 03 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59770308/imported_e3434aee_245e_4e75_9397_67101531b0e7.mp3" length="1682703" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le organizzazioni mafiose italiane sono sempre più globali e presenti in Europa. 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Eppure non sono al centro dell’agenda politica europea. Le organizzazioni mafiose sono solo un pezzo di un sistema criminale organizzato più vasto, che sfrutta la scarsa trasparenza del sistema economico-finanziario e la corruzione a livello politico per indebolire i sistemi democratici europei, soprattutto a livello locale. <br /> Per questi motivi i ragazze e ragazzi di WikiMafia chiedono ai candidati di impegnarsi su quattro punti: l’istituzione Commissione parlamentare Antimafia Europea permanente, sollecitare l’approvazione di un pacchetto di norme antimafia europee, diffondere cultura e consapevolezza antimafia, anche tra i colleghi di altri stati membri e trasparenza su chi finanzia la campagna elettorale pubblicando in una sezione “trasparenza” ad hoc del  loro sito elettorale la lista dei contributi superiori ai 500 euro ricevuti da privati, enti del terzo settore e imprese. Occhio a chi non risponde.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come sta andando il processo sulla strage di Cutro?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-sta-andando-il-processo-sulla-strage-di-cutro--59733600</link><description><![CDATA[Nel silenzio generale procedono le indagini e il processo sulla strage di Steccato di Cutro e dei suoi 94 morti, 20 dispersi e 81 sopravvissuti. <br />A Crotone prosegue il processo nei confronti dei tre presunti scafisti Sami Fuat, di 50 anni, turco, e Khalid Arslan e Ishaq Hassnan, di 25 e 22 anni, pakistani, imputati di naufragio colposo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte in conseguenza di altro reato. Coen sta andando? Faizi Hasib, uno dei superstiti del naufragio del barcone carico, ha detto ai giudici: “Un agente che mi interrogava mi ha detto che quello nella foto era il capitano della barca e di firmare accanto all’immagine. Ed io l’ho fatto”. Momenti di incredulità in aula. Il presidente della corte Edoardo D'Ambrosio e il pubblico ministero Pasquale Festa hanno chiesto di ripetere, non volendo credere alle proprie orecchie. Hasib ha ribadito che la foto di Sami Fuat come “capitano della nave” gli era stata indicata dal poliziotto che lo stava interrogando: “mi ha detto di firmare accanto alla foto di Suat, aggiungendo, comunque, che non ero obbligato a farlo”. <br />Nel frattempo è attesa per metà maggio la chiusura delle indagini sulla catena dei soccorsi. Al momento gli indagati sono sei, tre dei quali sono stati omissati. Gli altri sono il tenente colonnello Alberto Lippolis, comandante del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia, il sottufficiale Antonino Lopresti, e il colonnello Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale di Taranto. <br />Che la tragedia fosse evitabile ormai è sotto gli occhi di tutti. Che alla fine possa pagare qualche scafista scelto a caso e nessun colletto bianco è il timore di molti. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59733600</guid><pubDate>Wed, 01 May 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59733600/imported_a95f06bc_e3a0_4a86_b332_48b6c07bc71f.mp3" length="1861172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel silenzio generale procedono le indagini e il processo sulla strage di Steccato di Cutro e dei suoi 94 morti, 20 dispersi e 81 sopravvissuti. 
A Crotone prosegue il processo nei confronti dei tre presunti scafisti Sami Fuat, di 50 anni, turco, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel silenzio generale procedono le indagini e il processo sulla strage di Steccato di Cutro e dei suoi 94 morti, 20 dispersi e 81 sopravvissuti. <br />A Crotone prosegue il processo nei confronti dei tre presunti scafisti Sami Fuat, di 50 anni, turco, e Khalid Arslan e Ishaq Hassnan, di 25 e 22 anni, pakistani, imputati di naufragio colposo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte in conseguenza di altro reato. Coen sta andando? Faizi Hasib, uno dei superstiti del naufragio del barcone carico, ha detto ai giudici: “Un agente che mi interrogava mi ha detto che quello nella foto era il capitano della barca e di firmare accanto all’immagine. Ed io l’ho fatto”. Momenti di incredulità in aula. Il presidente della corte Edoardo D'Ambrosio e il pubblico ministero Pasquale Festa hanno chiesto di ripetere, non volendo credere alle proprie orecchie. Hasib ha ribadito che la foto di Sami Fuat come “capitano della nave” gli era stata indicata dal poliziotto che lo stava interrogando: “mi ha detto di firmare accanto alla foto di Suat, aggiungendo, comunque, che non ero obbligato a farlo”. <br />Nel frattempo è attesa per metà maggio la chiusura delle indagini sulla catena dei soccorsi. Al momento gli indagati sono sei, tre dei quali sono stati omissati. Gli altri sono il tenente colonnello Alberto Lippolis, comandante del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia, il sottufficiale Antonino Lopresti, e il colonnello Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale di Taranto. <br />Che la tragedia fosse evitabile ormai è sotto gli occhi di tutti. Che alla fine possa pagare qualche scafista scelto a caso e nessun colletto bianco è il timore di molti. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Calenda come tutti i populisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/calenda-come-tutti-i-populisti--59704112</link><description><![CDATA[Nella serata di domenica 28 aprile il leader di Azione Carlo Calenda ha annunciato che si candiderà alle elezioni europee di giugno, smentendo quanto promesso pochi mesi fa. Calenda ha giustificato la sua giravolta dicendo che “la discesa in campo della presidente del Consiglio e la sua piattaforma antieuropea e sovranista cambiano completamente lo scenario”. <br /> Dice Calenda che le candidature di Meloni, Tajani e Schlein lo hanno spinto a candidarsi "per dare ancora più forza alla squadra di straordinaria qualità che abbiamo messo in campo da settimane, con un programma netto e chiaro”. <br /> Il 12 gennaio di quest’anno Calenda aveva detto: “Non dobbiamo candidarci, nessuno si deve candidare dei leader, perché in Europa bisogna andarci”. Il 20 gennaio alla domanda su una sua candidatura aveva risposto: “No, io no, perché penso che si deve candidare chi va in Europa. Se si candida chi sa già di non andare in Europa, è uno svilimento degli elettori. È una presa in giro degli elettori”. <br /> Che Calenda cambi idea è legittimo. La critica - la solita - è a un atteggiamento paternalistico con piglio da maestrino con cui ogni volta giudica gli altri per poi assolvere sempre sé stesso. Che oggi il leader di Azione provi a convincerci che la sua candidatura è perché così fan tutti non fa che peggiorare la situazione. Se si decide di contestare le candidature finte di leader che non andranno a Bruxelles per imporre un’altra etica toccherebbe fare ciò che si dice. L’ipocrisia già fastidiosa di suo diventa insopportabile se condita con la saccenza.<br /> Altrimenti a Calenda non resterà che essere quel buon politico che sarebbe stato votabile se fosse riuscito a fare ciò che diceva. Come tutti i populisti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59704112</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59704112/imported_1d76d14d_fade_408c_ab43_9711fde5fdba.mp3" length="1890847" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nella serata di domenica 28 aprile il leader di Azione Carlo Calenda ha annunciato che si candiderà alle elezioni europee di giugno, smentendo quanto promesso pochi mesi fa. 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Il 20 gennaio alla domanda su una sua candidatura aveva risposto: “No, io no, perché penso che si deve candidare chi va in Europa. Se si candida chi sa già di non andare in Europa, è uno svilimento degli elettori. È una presa in giro degli elettori”. <br /> Che Calenda cambi idea è legittimo. La critica - la solita - è a un atteggiamento paternalistico con piglio da maestrino con cui ogni volta giudica gli altri per poi assolvere sempre sé stesso. Che oggi il leader di Azione provi a convincerci che la sua candidatura è perché così fan tutti non fa che peggiorare la situazione. Se si decide di contestare le candidature finte di leader che non andranno a Bruxelles per imporre un’altra etica toccherebbe fare ciò che si dice. L’ipocrisia già fastidiosa di suo diventa insopportabile se condita con la saccenza.<br /> Altrimenti a Calenda non resterà che essere quel buon politico che sarebbe stato votabile se fosse riuscito a fare ciò che diceva. Come tutti i populisti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni e lo Stato inteso come succursale di partito</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-e-lo-stato-inteso-come-succursale-di-partito--59688010</link><description><![CDATA[Il triste spettacolo di manager pubblici in un settore così delicato come la difesa con addosso la maglietta di un partito politico come dei ragazzini invitati a una festa di compleanno è la fotografia perfetta del momento politico italiano. Mentre un partito di maggioranza (la Lega) è in subbuglio per un segretario ormai alla frutta che tenta il patetico colpo di coda con un candidato generale dell’esercito troppo fascista perfino per loro e mentre l’altro partito di maggioranza (Forza Italia) guadagna in credibilità semplicemente astenendosi dal fare e dire cretinate il partito di governo (Fratelli d’Italia) marchia la classe dirigente del Paese chiedendo pubblici atti di sottomissione. <br /> Nella sala Vienna 1683, una delle tre aree di dibattito della conferenza programmatica di FdI, a intere in mano la maglietta “L’Italia cambia l’Europa” - slogan del partito di Meloni alle prossime europee - ci sono il ministro della Difesa Guido Crosetto, Giulio Tremonti, Isabella Rauti e il capo dell’agenzia per la cybersicurezza Bruno Frattasi e il presidente di Leonardo, ex Finmeccanica, Stefano Pontecorvo.  La maglietta con il richiamo elettorale di Fratelli d’Italia, nel primo pomeriggio, la espone allegramente anche Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. <br /> Lo Stato inteso come una succursale del partito è l’ennesima sinistra analogia con quella pagina politica nera in cui perfino i tiepidi vengono visti come potenziali traditori. Quella foto dice molto della politica ma dice molto anche della classe dirigente italiana, serva per inclinazione, che sta guadagnando posizioni in questi anni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59688010</guid><pubDate>Mon, 29 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59688010/imported_7c22c9d3_e6ab_4226_bbb8_7e9e4ac139b7.mp3" length="1828571" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il triste spettacolo di manager pubblici in un settore così delicato come la difesa con addosso la maglietta di un partito politico come dei ragazzini invitati a una festa di compleanno è la fotografia perfetta del momento politico italiano. 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La maglietta con il richiamo elettorale di Fratelli d’Italia, nel primo pomeriggio, la espone allegramente anche Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri. <br /> Lo Stato inteso come una succursale del partito è l’ennesima sinistra analogia con quella pagina politica nera in cui perfino i tiepidi vengono visti come potenziali traditori. Quella foto dice molto della politica ma dice molto anche della classe dirigente italiana, serva per inclinazione, che sta guadagnando posizioni in questi anni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giulio Regeni con le ossa tutte spaccate</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giulio-regeni-con-le-ossa-tutte-spaccate--59631877</link><description><![CDATA[Il ricercatore italiano Giulio Regeni è stato ucciso “tra le 22,00 del 31 gennaio e le 22,00 del 2 febbraio del 2016”. Le torture subite sono “provate e documentate” nonostante l’autopsia egiziana sia stata, forse volutamente, superficiale e incompleta. Per gli avvocati si tratterebbe di un’autopsia sotto gli standard minimi richiesti. Giulio Regeni è stato ucciso dopo le richieste di collaborazione all’Egitto formulate dall’ambasciatore italiano Maurizio Massari (il 25 gennaio 2016) e dall’ex presidente del consiglio Matteo Renzi e dall’allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni (31 gennaio 2016), che chiedevano al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi notizie sul cittadino italiano scomparso. <br /> È stato torturato per sei giorni. “Sul corpo di Giulio Regeni – dicono i consulenti – sono state trovate quasi tutte le lesività elencate nella letteratura sulla tortura tipica in Egitto”. È un elenco dell’orrore. Torture ricorrenti, quelle elencate negli studi. Pugni, calci, mazze, percosse, bruciature, l’utilizzo di un “pettine chiodato” e la “Falanga”: le bastonate sui piedi che provocano la rottura di tutte le ossa, “riscontrata ahimè sul corpo di Giulio Regeni”, conferma il medico. La causa di morte comunicata dai medici egiziani, ovvero la “lesione cranica subdurale” è incompatibile con i risultati degli esami eggettuate dai periti. <br /> Questi sono gli elementi emersi ieri a Roma durante il processo ai quattro 007 egiziani. Queste sono le mani sporche di sangue del presidente egiziano al-Sisi che da anni insozzano stringendole quelle dei più importanti leader europei. Ogni accordo con l’Egitto ha questo colore, questo odore, questi frantumi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59631877</guid><pubDate>Thu, 25 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59631877/imported_1f926dfb_2463_4dd4_827c_62d93c32ee8c.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il ricercatore italiano Giulio Regeni è stato ucciso “tra le 22,00 del 31 gennaio e le 22,00 del 2 febbraio del 2016”. 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La causa di morte comunicata dai medici egiziani, ovvero la “lesione cranica subdurale” è incompatibile con i risultati degli esami eggettuate dai periti. <br /> Questi sono gli elementi emersi ieri a Roma durante il processo ai quattro 007 egiziani. Queste sono le mani sporche di sangue del presidente egiziano al-Sisi che da anni insozzano stringendole quelle dei più importanti leader europei. 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Quella dell'aborto secondo Schmidt "è una questione molto molto personale. Da un punto di vista morale ognuno deve decidere per sé, è una decisione molto difficile. Capisco argomenti pro e contro - dice il candidato sindaco - ma alla fine è una decisione della potenziale mamma. Ci sono tanti casi dove sappiamo che la madre ha una malattia o c'è stato uno stupro, e allora una legislazione come è avvenuta in alcuni Stati degli Stati Uniti mi trova fortemente contrario”. Schmidt è perentorio: "lo Stato non dovrebbe guardare nella pancia dei suoi cittadini, né nelle loro case, a meno che non ci sia un'ipotesi di reato, ovviamente. L’aborto è una questione molto personale. E, da un punto di vista morale, ognuno deve decidere per sé".<br /> È curioso che il candidato della destra volga lo sguardo agli Usa quando per trovare politici che vorrebbero legiferare sui corpi delle donne potrebbe tranquillamente aprire i gruppi whatsapp sul suo telefonino. Forse al direttore degli Uffizi nonché candidato sindaco sfugge ciò che gli sta accadendo intorno. Ma questa frase fa il paio con una dichiarazione di Schmidt in cui si dichiara apertamente antifascista e dice di vergognarsi da tedesco per ciò che la Germania ha compiuto nei tempi del nazismo. “Io non credo di avere come compagni di viaggio elementi di destra-destra”, ha detto Schmidt. Immaginate come possa governare una città qualcuno che ha una così fragile contezza politica della realtà. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59615261</guid><pubDate>Wed, 24 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59615261/imported_60da3d34_32ba_44f2_b62d_5d1fcff5ca60.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il candidato sindaco di Firenze per il centrodestra, Eike Schmidt, intervistato dal programma radiofonico 'Newsline/Tutti al voto!' su Controradio ha espresso la sua contrarietà a legiferare sull’aborto. 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Immaginate come possa governare una città qualcuno che ha una così fragile contezza politica della realtà. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il partito dei poveri noi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-partito-dei-poveri-noi--59585109</link><description><![CDATA[Bagheria come specchio del Paese. Nel piccolo comune siciliano qualche giorno fa è uscita la foto del sindaco uscente e ricandidato Filippo Tripoli, di Italia Viva, mentre pranzava allegro con Carmelo Fricano, detto “mezzo chilo”, un noto imprenditore bagherese arrestato il 13 settembre nell’operazione della Dda di Palermo: è considerato prestanome del boss Leonardo Greco. Accusato di associazione mafiosa ed estorsione, secondo le indagini dei carabinieri di Bagheria“mezzo chilo” era al servizio del gruppo mafioso. Secondo la procura, Fricano era a completa disposizione del capo mandamento, partecipava a riunioni riservate del clan, sosteneva economicamente i detenuti e i familiari, e all’occorrenza, si intrometteva nelle regole dettate dal sodalizio mafioso ai commercianti. Il sindaco si difende dicendo che al tempo Fricano era incensurato. In compenso ieri durante il confronto con gli altri candidati si è offeso perché un suo avversario ha osato fare domande sulla questione. <br /> A proposito di Bagheria il sesto candidato è Salvatore Baiardo. L’uomo che ha scontato quattro anni di carcere per favoreggiamento e riciclaggio di denaro a favore dei fratelli Graviano. Baiardo è stato da poco condannato per calunnia ai danni di Giletti, ex conduttore di Non è L’Arena su La7, per averlo accusato di aver reso false dichiarazioni al pubblico ministero riguardo all'esistenza della presunta foto, e per favoreggiamento nei confronti di Berlusconi e di Marcello Dell’Utri. Ora vorrebbe fare il sindaco con un certo “partito dei poveri”. I poveri evidentemente siano noi che osserviamo un Paese in cui nemmeno una condanna per mafia spinge le persone a provare un minimo di vergogna. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59585109</guid><pubDate>Tue, 23 Apr 2024 02:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59585109/imported_aeea36bc_d264_4c85_8cd1_4b895db2094c.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Bagheria come specchio del Paese. 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Secondo la procura, Fricano era a completa disposizione del capo mandamento, partecipava a riunioni riservate del clan, sosteneva economicamente i detenuti e i familiari, e all’occorrenza, si intrometteva nelle regole dettate dal sodalizio mafioso ai commercianti. Il sindaco si difende dicendo che al tempo Fricano era incensurato. In compenso ieri durante il confronto con gli altri candidati si è offeso perché un suo avversario ha osato fare domande sulla questione. <br /> A proposito di Bagheria il sesto candidato è Salvatore Baiardo. L’uomo che ha scontato quattro anni di carcere per favoreggiamento e riciclaggio di denaro a favore dei fratelli Graviano. Baiardo è stato da poco condannato per calunnia ai danni di Giletti, ex conduttore di Non è L’Arena su La7, per averlo accusato di aver reso false dichiarazioni al pubblico ministero riguardo all'esistenza della presunta foto, e per favoreggiamento nei confronti di Berlusconi e di Marcello Dell’Utri. Ora vorrebbe fare il sindaco con un certo “partito dei poveri”. I poveri evidentemente siano noi che osserviamo un Paese in cui nemmeno una condanna per mafia spinge le persone a provare un minimo di vergogna. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ben svegliati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ben-svegliati--59576858</link><description><![CDATA[Ben svegliati. C’è voluta la coraggiosa presa di posizione Serena Bortone, conduttrice della trasmissione “Che sarà” su Rai 3, per avere l’ennesima conferma che questo governo sia fascista per tradizione, ne modi e nell’individuazione dei nemici.  La censura nei confronti di Antonio Scurati ha la stessa cifra del boicottaggio nei confronti di Roberto Saviano, del trattamento riservato a due uomini di lettere come Marino Sinibaldi e Nicola Lagioia, in quella stessa trasmissione è stata censurata (con molto meno rumore, purtroppo per noi) anche la scrittrice Nadia Terranova, lo stesso violento attacco personale l’ha subito la scrittrice Valentina Mira. È la stessa violazione di libertà di espressione che sta nelle decine di querele di esponenti della maggioranza di governo nei confronti di quotidiani come Domani. Personalmente a La Notizia ho ricevuto negli ultimi 12 mesi più della somma delle querele governative ricevute in 30 anni di scrittura.  È la stessa bile nera che ha bollito Michela Murgia fino ai suoi ultimi giorni di vita. È lo stesso spirito nero che nel 2023 ha prodotto una circolare rivolta ai Centri di cultura italiana in cui comparivano i nomi degli intellettuali da non invitare. La radice è sempre la stessa. Non è stata la Rai a censurare Scurati, crederlo è da ingenui. La Rai è solo una dei tanti esecutori di un mandante politico che vigliacchi e stolti insistono nel dipingere come destra liberale. I leghisti tra di loro chiamano i meloniani “fascisti”. Qui fuori ancora si scrive del presidente (chiamandolo al maschile) di un governo di centrodestra. Forse è giunto il tempo di svegliarsi, anche per i comodi che convinti che non toccherà mai a loro. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59576858</guid><pubDate>Mon, 22 Apr 2024 02:00:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59576858/copy_a7d11bff_846b_4d9f_b89b_f47f52b54dae.mp3" length="1979498" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ben svegliati. 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Forse è giunto il tempo di svegliarsi, anche per i comodi che convinti che non toccherà mai a loro. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La scuola tutta ordine e disciplina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-scuola-tutta-ordine-e-disciplina--59530242</link><description><![CDATA[Che il ministro della Scuola Valditara sia interessato più all’ideologia che all’istruzione è evidente fin dal suo insediamento. Nella riforma che ha in mente il ministro scompaiono i temi della precarietà, dell’edilizia scolastica, del supporto ai disabili e ci si concentra nel voto in condotta. Il quadro è chiaro. <br /> Ma per toccare con mano la scuola che ha in mente Valditara basta ascoltare i racconti di coloro che hanno assistito a una sua visita in una scuola di Potenza, dove a giorni si vota per le elezioni regionali. Il rappresentante del governo è stato accolto nel piazzale d'ingresso alla scuola dagli alunni che sventolavano bandierine tricolore mentre Valditara si è fermato a salutare qualcuno di loro. "Potrebbe sembrare un filmato dell’Istituto Luce, se solo le immagini fossero in bianco e nero”, ha detto Paolo Laguardia della Cgil di Potenza. Dall’Anpi locale scopriamo anche della “presenza di un animatore che, dotato di microfono e altoparlante, ha dapprima presentato il ministro e la delegazione che lo accompagnava e poi ha invitato tutti a cantare ‘Supereroi’”: “sembrava più di assistere a una parata militare, - scrive Anpi - senza però il presentatàrm, piuttosto che all'accoglienza di un servitore dello Stato. Si tratta di una modalità da tempo estranea alle scuole italiane; purtroppo, però, ieri è stata riprodotta a Potenza, tra l'altro in piena campagna elettorale”. <br /> In Abruzzo il ridimensionamento scolastico taglierà 26 autonomie scolastiche, con una riduzione di quasi il 30%. Ma di questo il ministro non ha parlato. Si è goduto la passerella e siamo sicuri avrebbe dato 10 a tutti per l’ordine e la disciplina. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59530242</guid><pubDate>Fri, 19 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59530242/imported_5a69020e_54e9_459a_88ae_4c0063f703f3.mp3" length="1932225" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che il ministro della Scuola Valditara sia interessato più all’ideologia che all’istruzione è evidente fin dal suo insediamento. 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"Potrebbe sembrare un filmato dell’Istituto Luce, se solo le immagini fossero in bianco e nero”, ha detto Paolo Laguardia della Cgil di Potenza. Dall’Anpi locale scopriamo anche della “presenza di un animatore che, dotato di microfono e altoparlante, ha dapprima presentato il ministro e la delegazione che lo accompagnava e poi ha invitato tutti a cantare ‘Supereroi’”: “sembrava più di assistere a una parata militare, - scrive Anpi - senza però il presentatàrm, piuttosto che all'accoglienza di un servitore dello Stato. Si tratta di una modalità da tempo estranea alle scuole italiane; purtroppo, però, ieri è stata riprodotta a Potenza, tra l'altro in piena campagna elettorale”. <br /> In Abruzzo il ridimensionamento scolastico taglierà 26 autonomie scolastiche, con una riduzione di quasi il 30%. Ma di questo il ministro non ha parlato. Si è goduto la passerella e siamo sicuri avrebbe dato 10 a tutti per l’ordine e la disciplina. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ve la ricordate la legge contro i rave party?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ve-la-ricordate-la-legge-contro-i-rave-party--59500078</link><description><![CDATA[Ve la ricordate la legge contro i rave party? Fu il primo discusso provvedimento del governo Meloni appena insediato, con la presidente del Consiglio e il suo vice Matteo Salvini - all’epoca alleato più mansueto - che bramavano l’essere indicati fin da subito come uomini forti al comando. <br /> Proprio in quei giorni si discuteva di un rave party dalle parti di Modena, presentato come la più grave minaccia per la democrazia italiana. Meloni e Salvini si intestarono un decreto uscito dal Consiglio dei ministri che conteneva nuove norme per evitare l’organizzazione di eventi simili. Che la guerra ai rave party fosse la prima ossessiva urgenza del governo lo dimostra anche lo strumento usato, il decreto legge che secondo l’articolo 77 della Costituzione andrebbe adottato solo in casi straordinari di necessità e urgenza. <br /> Il decreto straordinariamente necessario e urgente oggi dimostra tutto il suo nanismo politico di fronte alle impellenze contemporanee con la terza guerra mondiale a pezzi alle porte dell’Europa. È il primo di una lunga serie di provvedimenti che inseguono il sensazionalismo del momento senza avvicinarsi lontanamente alla dignità e alla durabilità delle riforme che sarebbero richieste a un governo credibile. Ma c’è di più. Quella norma - lo scrive il ministro ala Giustizia Carlo Nordio - ha prodotto finora solo 8 persone imputate e nessuna condanna. Il sedicente pugno duro non era altro che una manata contro il vento, utile alla politica percepita che alimenta il giornalismo d’allarme. <br /> Per questo andrebbe ricordata molto bene la legge contro i rave party: per osservare il pugno vuoto due anni dopo. È il lascito politico di questo governo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59500078</guid><pubDate>Thu, 18 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59500078/imported_6a78c300_03c1_4710_af7f_660b8aa85caf.mp3" length="1861172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ve la ricordate la legge contro i rave party? 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Che la guerra ai rave party fosse la prima ossessiva urgenza del governo lo dimostra anche lo strumento usato, il decreto legge che secondo l’articolo 77 della Costituzione andrebbe adottato solo in casi straordinari di necessità e urgenza. <br /> Il decreto straordinariamente necessario e urgente oggi dimostra tutto il suo nanismo politico di fronte alle impellenze contemporanee con la terza guerra mondiale a pezzi alle porte dell’Europa. È il primo di una lunga serie di provvedimenti che inseguono il sensazionalismo del momento senza avvicinarsi lontanamente alla dignità e alla durabilità delle riforme che sarebbero richieste a un governo credibile. Ma c’è di più. Quella norma - lo scrive il ministro ala Giustizia Carlo Nordio - ha prodotto finora solo 8 persone imputate e nessuna condanna. Il sedicente pugno duro non era altro che una manata contro il vento, utile alla politica percepita che alimenta il giornalismo d’allarme. <br /> Per questo andrebbe ricordata molto bene la legge contro i rave party: per osservare il pugno vuoto due anni dopo. È il lascito politico di questo governo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quei negazionisti del NY Times</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quei-negazionisti-del-ny-times--59487873</link><description><![CDATA[Il sito d’inchiesta The intercept ha scovato una comunicazione all’interno della redazione del New York Times rivolta ai giornalisti che che si occupano della guerra tra Israele e Hamas in cui si invita a non usare i termini "genocidio" e "pulizia etnica" e di "evitare" di usare la frase "territorio occupato" quando si descrive la terra palestinese. <br /> Il memorandum istruisce anche i giornalisti a non usare la parola Palestina "tranne in casi molto rari" e ad evitare il termine "campi profughi" per descrivere le aree di Gaza storicamente colonizzate da palestinesi sfollati espulsi da altre parti della Palestina durante le precedenti guerre israelo-arabe. Le aree sono riconosciute dalle Nazioni Unite come campi profughi e ospitano centinaia di migliaia di rifugiati registrati.<br /> Fingere un dibattito democratico anestetizzando il linguaggio non è una novità in tempi di guerra. Siamo cresciuti per anni con i missili intelligenti, come se si potesse intelligentemente lanciare missili e abbiamo avuto modo di assaporare l’esportazione di democrazia come vestito buono della guerra. <br /> Tornando al NY Times forse vale la pena ricordare che i termini “genocidio” e “pulizia etnica” sono piena responsabilità di coloro che da anni (mica da ora) li pronunciano argomentando la propria scelta. Si può essere d’accordo o meno. Se ne dibatte, appunto, non si cancella. Ma l’enorme malafede sta nel vietare il termine “territorio occupato” che riflette esattamente lo status giuridico di Gaza e della Cisgiordania nel diritto internazionale. Il NY Times decide di stare dalla parte degli estremisti e dei negazionisti. L’importante è che questo sia chiaro. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59487873</guid><pubDate>Wed, 17 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59487873/imported_813821ef_296e_4620_9723_f1a7defbb205.mp3" length="1849469" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il sito d’inchiesta The intercept ha scovato una comunicazione all’interno della redazione del New York Times rivolta ai giornalisti che che si occupano della guerra tra Israele e Hamas in cui si invita a non usare i termini "genocidio" e "pulizia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il sito d’inchiesta The intercept ha scovato una comunicazione all’interno della redazione del New York Times rivolta ai giornalisti che che si occupano della guerra tra Israele e Hamas in cui si invita a non usare i termini "genocidio" e "pulizia etnica" e di "evitare" di usare la frase "territorio occupato" quando si descrive la terra palestinese. <br /> Il memorandum istruisce anche i giornalisti a non usare la parola Palestina "tranne in casi molto rari" e ad evitare il termine "campi profughi" per descrivere le aree di Gaza storicamente colonizzate da palestinesi sfollati espulsi da altre parti della Palestina durante le precedenti guerre israelo-arabe. Le aree sono riconosciute dalle Nazioni Unite come campi profughi e ospitano centinaia di migliaia di rifugiati registrati.<br /> Fingere un dibattito democratico anestetizzando il linguaggio non è una novità in tempi di guerra. Siamo cresciuti per anni con i missili intelligenti, come se si potesse intelligentemente lanciare missili e abbiamo avuto modo di assaporare l’esportazione di democrazia come vestito buono della guerra. <br /> Tornando al NY Times forse vale la pena ricordare che i termini “genocidio” e “pulizia etnica” sono piena responsabilità di coloro che da anni (mica da ora) li pronunciano argomentando la propria scelta. Si può essere d’accordo o meno. Se ne dibatte, appunto, non si cancella. Ma l’enorme malafede sta nel vietare il termine “territorio occupato” che riflette esattamente lo status giuridico di Gaza e della Cisgiordania nel diritto internazionale. Il NY Times decide di stare dalla parte degli estremisti e dei negazionisti. 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E poi: divieto per i magistrati di parlare con la stampa. E non mi riferisco - ha detto Di Matteo - ovviamente agli atti coperti da segreto – ovviamente – ma a quelli ormai pubblici. Come se Falcone e Borsellino, di cui tutti si riempiono la bocca, non avessero parlato della configurazione di Cosa nostra che veniva fuori dalle dichiarazioni di Tommaso Buscetta, prima della sentenza sul Maxiprocesso“. “E aggiungo – ha proseguito Di Matteo – il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare, divieto di pubblicazione delle intercettazioni se riguardano terzi, e adesso i test psicoattitudinali dei magistrati, che facevano già parte del Piano di rinascita democratica di Gelli“.<br /> Una giustizia feroce con la povera gente e le persone comuni che si professa garantista per lasciare impunite le persone vicine al potere. Nemmeno Licio Gelli e Silvio Berlusconi avrebbero potuto sperare tanto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59476915</guid><pubDate>Tue, 16 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59476915/imported_49cfac9a_3ddc_4a74_9aca_1d79c02e7785.mp3" length="1769221" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ospite del Festival internazionale dell’Antimafia “L’Impegno di tutti” organizzato dall’associazione Wikimafia a Milano Nino Di Matteo ha messo in fila le riforme Cartabia e Nordio osservando una curiosa coincidenza con i desiderata di Licio Gelli e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ospite del Festival internazionale dell’Antimafia “L’Impegno di tutti” organizzato dall’associazione Wikimafia a Milano Nino Di Matteo ha messo in fila le riforme Cartabia e Nordio osservando una curiosa coincidenza con i desiderata di Licio Gelli e poi Silvio Berlusconi. <br /> Il magistrato, già componente del Consiglio superiore, ha passato in rassegna rapidamente le norme recentemente approvate dai governi di Mario Draghi e Giorgia Meloni e quelle attualmente in discussione in Parlamento. “Riforme costituzionali, separazione delle carriere, attenuazione del principio di obbligatorietà dell’azione penale, limitazione dell’utilizzo d’intercettazinoi telefoniche e ambientali, abrogazione dell’abuso d’ufficio, modifica del reato di traffico d’influenze. E poi: divieto per i magistrati di parlare con la stampa. E non mi riferisco - ha detto Di Matteo - ovviamente agli atti coperti da segreto – ovviamente – ma a quelli ormai pubblici. Come se Falcone e Borsellino, di cui tutti si riempiono la bocca, non avessero parlato della configurazione di Cosa nostra che veniva fuori dalle dichiarazioni di Tommaso Buscetta, prima della sentenza sul Maxiprocesso“. “E aggiungo – ha proseguito Di Matteo – il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare, divieto di pubblicazione delle intercettazioni se riguardano terzi, e adesso i test psicoattitudinali dei magistrati, che facevano già parte del Piano di rinascita democratica di Gelli“.<br /> Una giustizia feroce con la povera gente e le persone comuni che si professa garantista per lasciare impunite le persone vicine al potere. Nemmeno Licio Gelli e Silvio Berlusconi avrebbero potuto sperare tanto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Federazione europea dei giornalisti dice tutto quello che c'è da dire su questo governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-federazione-europea-dei-giornalisti-dice-tutto-quello-che-c-e-da-dire-su-questo-governo--59461519</link><description><![CDATA[Sentite cosa ha scritto la Federazione europea dei giornalisti (Efj) sulla proposta del carcere per i giornalisti, sta tutto qui: “Si tratta di una deriva orwelliana particolarmente pericolosa, che ricorda i tempi bui dell’Italia fascista”, ha dichiarato sempre a LaPresse Ricardo Gutiérrez, segretario generale dell’Efj. “Si tratta semplicemente di criminalizzare l’esercizio del giornalismo in Italia e di imporre un’autocensura generalizzata. Il diritto di accesso alle informazioni dei cittadini italiani sarebbe completamente compromesso qualora tali disposizioni venissero adottate”. L’Efj è la più grande organizzazione di giornalisti in Europa, che rappresenta oltre 320.000 cronisti, con 73 membri in 45 Paesi. “Confondere diffamazione e notizie false è il culmine della perversità”, ha detto ancora Gutiérrez. “Lo strumento definitivo di censura che consentirà a chi è al potere di incarcerare i giornalisti che servono l’interesse pubblico denunciando gli eccessi di chi è al potere. Come principale organizzazione rappresentativa dei giornalisti in Europa, siamo sconvolti da tali proposte. Non avremmo mai pensato di arrivare a un delirio così liberticida, degno delle peggiori dittature“. E ancora: “Questi tentativi di imporre la censura legale vanno completamente contro gli standard legali europei sulla libertà di stampa, basati sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Queste proposte sono del tutto contrarie anche al nuovo regolamento europeo sulla libertà di stampa, che entrerà automaticamente in vigore nei prossimi mesi. Con tali proposte la maggioranza di governo italiana si autoesclude dall’Europa dei diritti umani e dall’Unione europea“.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59461519</guid><pubDate>Mon, 15 Apr 2024 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59461519/imported_2bb4bc6c_445e_488d_b270_1880272da87a.mp3" length="1742471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sentite cosa ha scritto la Federazione europea dei giornalisti (Efj) sulla proposta del carcere per i giornalisti, sta tutto qui: “Si tratta di una deriva orwelliana particolarmente pericolosa, che ricorda i tempi bui dell’Italia fascista”, ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sentite cosa ha scritto la Federazione europea dei giornalisti (Efj) sulla proposta del carcere per i giornalisti, sta tutto qui: “Si tratta di una deriva orwelliana particolarmente pericolosa, che ricorda i tempi bui dell’Italia fascista”, ha dichiarato sempre a LaPresse Ricardo Gutiérrez, segretario generale dell’Efj. “Si tratta semplicemente di criminalizzare l’esercizio del giornalismo in Italia e di imporre un’autocensura generalizzata. Il diritto di accesso alle informazioni dei cittadini italiani sarebbe completamente compromesso qualora tali disposizioni venissero adottate”. L’Efj è la più grande organizzazione di giornalisti in Europa, che rappresenta oltre 320.000 cronisti, con 73 membri in 45 Paesi. “Confondere diffamazione e notizie false è il culmine della perversità”, ha detto ancora Gutiérrez. “Lo strumento definitivo di censura che consentirà a chi è al potere di incarcerare i giornalisti che servono l’interesse pubblico denunciando gli eccessi di chi è al potere. Come principale organizzazione rappresentativa dei giornalisti in Europa, siamo sconvolti da tali proposte. Non avremmo mai pensato di arrivare a un delirio così liberticida, degno delle peggiori dittature“. E ancora: “Questi tentativi di imporre la censura legale vanno completamente contro gli standard legali europei sulla libertà di stampa, basati sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Queste proposte sono del tutto contrarie anche al nuovo regolamento europeo sulla libertà di stampa, che entrerà automaticamente in vigore nei prossimi mesi. 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Di primo acchito potrebbe sembrare una buona notizia - l’editoria italiana ha bisogno di sponsor influenti - se non fosse che per l’ennesima volta un libro viene usato come roncola per farne strumentalizzazione politica. <br /> Secondo Foti "spiace vedere un'ombra inquietante allungarsi anche sul Premio Strega: la solita ombra che tende a offuscare la strage di Acca Larenzia e vilipendere quei ragazzi innocenti uccisi negli anni più bui della Repubblica, solo perché militanti del Movimento Sociale Italiano. Tra i libri finalisti del Premio - dice il capogruppo di Fratelli d’Italia - si rinviene anche "Dalla stessa parte mi troverai" della scrittrice Valentina Mira che nell'opera ha provato a banalizzare l'atroce assassinio avvenuto nel gennaio del 1978 nei pressi della sede dell'allora sezione del Msi di via Acca Larenzia. Secondo Foti in “una rassegna importante quale il Premio Strega si preferisce offendere la memoria di giovani innocenti uccisi vilmente e con inaudita ferocia i cui assassini non sono mai stati assicurati alla Giustizia”. <br /> La stupidità della politica che legge la letteratura con gli occhi miopi della propaganda è cosa ormai risaputa, ci siamo abituati. La pericolosità della politica che vorrebbe decidere cosa e come dovrebbe scrivere la letteratura invece è un’ombra inquietante che si allunga sull’Italia. Un’ombra molto più pericolosa di quella che Foti vede nel libro in questione, un’ombra a cui non vorrei stessimo facendo l’abitudine per sfinimento in questo tempo lugubre. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59415653</guid><pubDate>Fri, 12 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59415653/imported_d7fac1eb_f8d0_4888_8fd3_8b6c895c4d4d.mp3" length="1828571" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Tommaso Foti ieri ha deciso di dedicarsi alla letteratura, più precisamente al Premio Strega. 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Tra i libri finalisti del Premio - dice il capogruppo di Fratelli d’Italia - si rinviene anche "Dalla stessa parte mi troverai" della scrittrice Valentina Mira che nell'opera ha provato a banalizzare l'atroce assassinio avvenuto nel gennaio del 1978 nei pressi della sede dell'allora sezione del Msi di via Acca Larenzia. Secondo Foti in “una rassegna importante quale il Premio Strega si preferisce offendere la memoria di giovani innocenti uccisi vilmente e con inaudita ferocia i cui assassini non sono mai stati assicurati alla Giustizia”. <br /> La stupidità della politica che legge la letteratura con gli occhi miopi della propaganda è cosa ormai risaputa, ci siamo abituati. La pericolosità della politica che vorrebbe decidere cosa e come dovrebbe scrivere la letteratura invece è un’ombra inquietante che si allunga sull’Italia. Un’ombra molto più pericolosa di quella che Foti vede nel libro in questione, un’ombra a cui non vorrei stessimo facendo l’abitudine per sfinimento in questo tempo lugubre. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sull'IA Meloni controlla il controllore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sull-ia-meloni-controlla-il-controllore--59389526</link><description><![CDATA[A proposito di intelligenza artificiale Italiana per il periodo 2024-2026 i 13 esperti selezionati dal Governo, con il coordinamento dell’AGID, hanno prodotto un nuovo documento, anticipato in una sintesi, che in 10 punti qualifica le aree di attenzione e le azioni da intraprendere a supporto di ricerca scientifica, pubblica amministrazione, imprese, formazione e infrastrutture, oltre a disposizioni per attuazione, coordinamento e monitoraggio della strategia stessa. <br /> Leggendolo con attenzione si scopre che è pronto per istituire una “Fondazione per l’IA” in capo alla presidenza del Consiglio dei ministri, "con la responsabilità del coordinamento delle azioni strategiche”, scrivono nel documento. <br /> A nulla sono servite le osservazioni di chi criticava un’agenzia direttamente controllata dal governo che creerebbe le condizioni di non poter controllare i controllori. A nulla è valsa anche la segnalazione dell’Authority per la Privacy, inviata a Palazzo Chigi dal presidente Pasquale Stanzione il mese scorso, in cui si sottolineava che l’autorità di vigilanza debba essere indipendente da Palazzo Chigi e imparziale. <br /> Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessio Butti tira dritto per la sua strada e i ben informati dicono che sia già pronto il nome per guidare la delicata Fondazione. Si tratterebbe di Elena Belloni, ormai diventata una fedelissima di Giorgia Meloni, direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza nonché coordinatrice di tutta l'attività diplomatica che si svolge intorno al G7 di cui l'Italia ha la presidenza quest'anno e che culmina nell'evento politico del 14 e 15 giugno, in Puglia. Rimane tutto nelle stanze di Palazzo Chigi. Non vi sentite garantiti?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59389526</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59389526/imported_cdda0729_c19c_4832_83b5_152d568f1b0f.mp3" length="1775072" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito di intelligenza artificiale Italiana per il periodo 2024-2026 i 13 esperti selezionati dal Governo, con il coordinamento dell’AGID, hanno prodotto un nuovo documento, anticipato in una sintesi, che in 10 punti qualifica le aree di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito di intelligenza artificiale Italiana per il periodo 2024-2026 i 13 esperti selezionati dal Governo, con il coordinamento dell’AGID, hanno prodotto un nuovo documento, anticipato in una sintesi, che in 10 punti qualifica le aree di attenzione e le azioni da intraprendere a supporto di ricerca scientifica, pubblica amministrazione, imprese, formazione e infrastrutture, oltre a disposizioni per attuazione, coordinamento e monitoraggio della strategia stessa. <br /> Leggendolo con attenzione si scopre che è pronto per istituire una “Fondazione per l’IA” in capo alla presidenza del Consiglio dei ministri, "con la responsabilità del coordinamento delle azioni strategiche”, scrivono nel documento. <br /> A nulla sono servite le osservazioni di chi criticava un’agenzia direttamente controllata dal governo che creerebbe le condizioni di non poter controllare i controllori. A nulla è valsa anche la segnalazione dell’Authority per la Privacy, inviata a Palazzo Chigi dal presidente Pasquale Stanzione il mese scorso, in cui si sottolineava che l’autorità di vigilanza debba essere indipendente da Palazzo Chigi e imparziale. <br /> Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessio Butti tira dritto per la sua strada e i ben informati dicono che sia già pronto il nome per guidare la delicata Fondazione. Si tratterebbe di Elena Belloni, ormai diventata una fedelissima di Giorgia Meloni, direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza nonché coordinatrice di tutta l'attività diplomatica che si svolge intorno al G7 di cui l'Italia ha la presidenza quest'anno e che culmina nell'evento politico del 14 e 15 giugno, in Puglia. Rimane tutto nelle stanze di Palazzo Chigi. Non vi sentite garantiti?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La credibilità di Meloni inversamente proporzionale al melonismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-credibilita-di-meloni-inversamente-proporzionale-al-melonismo--59366084</link><description><![CDATA[Le prossime elezioni amministrative a Firenze aprono un nuovo genere letterario: la contraddittoria torsione del centrodestra per provare a prendersi la poltrona da sindaco. Nella città di Macchiavelli che ha già partorito uno dei più noti esponenti di destra - benché al tempo fosse travestito di sinistra - ora per la coalizione dei partiti di centrodestra al governo corre l’ex direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze e storico dell'arte tedesco Eike Schmidt. Qui c’è già il primo sorriso: quelli de “prima gli italiani” non hanno trovato un italiano buono da candidare a Palazzo Vecchio dovendo ripiegare su un tedesco. Sembrano così lontani i tempi in cui l’ex consorte della presidente del Consiglio, Andrea Giambruno, si accapigliava contro il ministro tedesco perché secondo lui “la Germania da anni vuole insegnarci a vivere”. Ora, in tempi di magra, va bene anche un crucco come primo cittadino. <br /> Schmidt ieri ha rilasciato un’intervista al settimanale (tedesco) "Der Spiegel” ovviamente sorpreso che un loro concittadino si candidi con partiti che da quelle parti vengono considerati neofascisti. Schmidt ha dovuto giurare di essere antifascista spiegando ai suoi connazionali che "Fratelli d'Italia" sono le "prime parole dell'inno nazionale", in cui si esprime "l'eredita' conservatrice, nazionalista del XIX secolo”. Poi il colpo di genio: dice Schmidt che Salvini ha raffreddato i suoi rapporti con i neonazisti e che Meloni è credibile perché “sta muovendo il suo partito verso il centro”. In Germania avranno capito che si tratta di una leader che più si allontana da quello che dice e promette e più diventa credibile. Chissà come ci sono rimasti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59366084</guid><pubDate>Wed, 10 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59366084/imported_25d23204_12e3_4361_b344_1770258f691f.mp3" length="1884995" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le prossime elezioni amministrative a Firenze aprono un nuovo genere letterario: la contraddittoria torsione del centrodestra per provare a prendersi la poltrona da sindaco. 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Ora, in tempi di magra, va bene anche un crucco come primo cittadino. <br /> Schmidt ieri ha rilasciato un’intervista al settimanale (tedesco) "Der Spiegel” ovviamente sorpreso che un loro concittadino si candidi con partiti che da quelle parti vengono considerati neofascisti. Schmidt ha dovuto giurare di essere antifascista spiegando ai suoi connazionali che "Fratelli d'Italia" sono le "prime parole dell'inno nazionale", in cui si esprime "l'eredita' conservatrice, nazionalista del XIX secolo”. Poi il colpo di genio: dice Schmidt che Salvini ha raffreddato i suoi rapporti con i neonazisti e che Meloni è credibile perché “sta muovendo il suo partito verso il centro”. In Germania avranno capito che si tratta di una leader che più si allontana da quello che dice e promette e più diventa credibile. Chissà come ci sono rimasti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito di coerenza: il caso Puglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-di-coerenza-il-caso-puglia--59347755</link><description><![CDATA[A proposito del caos che regna in Puglia forse vale la pena ripercorrere le fasi politiche e i relativi trasformismi dei politici coinvolti, almeno per evitare tiro al piccione superficiale. <br /> La politica coinvolta nelle indagini che hanno determinato l’ispezione per valutare l’eventuale scioglimento del comune di Bari è Maria Carmen Lorusso, passata da poco al Partito democratico in sostegno al sindaco Antonio Denaro dopo essere stata eletta nella lista che sosteneva il candidato del centrodestra (più precisamente Forza Italia) Pasquale Di Rella. Lorusso è moglie Giacomo Olivieri, accusato dalla direzione antimafia di avere pagato i clan mafiosi Parisi, Strisciuglio e Montani per eleggere la moglie. Olivieri ha cominciato a fare politica con il Partito popolare italiano, poi ha sostenuto l’attuale ministro Raffaele Fitto nella corsa alle regionali per poi tornare nel centrosinistra da consigliere regionale con la Margherita confluita poi nel Partito democratico. Poi è passato per breve tempo alla corte di Di Pietro in Italia dei valori per infilarsi quindi in un movimento vicino al Centro democratico di Bruno Tabacci. è stato nominato dall’allora sindaco di Bari, Michele Emiliano, nella società municipalizzata Multiservizi per poi non essere riconfermato da Decaro e quindi appoggiare il suo avversario Di Rella, a sua volta passato dal Pd a Forza Italia. <br /> L’altra politica coinvolta in questi giorni, l’assessora regionale (che ora si è dimessa - Anita Mauridinoia, ha iniziato nel centrodestra per poi passare alla corte di Emiliano, sempre molto generoso nell’accogliere transfughi ex avversari che poi diventano fedelissimi. Non male, eh?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59347755</guid><pubDate>Tue, 09 Apr 2024 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59347755/imported_10531b15_1935_4c8c_b884_a0271d43b6d3.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito del caos che regna in Puglia forse vale la pena ripercorrere le fasi politiche e i relativi trasformismi dei politici coinvolti, almeno per evitare tiro al piccione superficiale. 
La politica coinvolta nelle indagini che hanno determinato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito del caos che regna in Puglia forse vale la pena ripercorrere le fasi politiche e i relativi trasformismi dei politici coinvolti, almeno per evitare tiro al piccione superficiale. <br /> La politica coinvolta nelle indagini che hanno determinato l’ispezione per valutare l’eventuale scioglimento del comune di Bari è Maria Carmen Lorusso, passata da poco al Partito democratico in sostegno al sindaco Antonio Denaro dopo essere stata eletta nella lista che sosteneva il candidato del centrodestra (più precisamente Forza Italia) Pasquale Di Rella. Lorusso è moglie Giacomo Olivieri, accusato dalla direzione antimafia di avere pagato i clan mafiosi Parisi, Strisciuglio e Montani per eleggere la moglie. Olivieri ha cominciato a fare politica con il Partito popolare italiano, poi ha sostenuto l’attuale ministro Raffaele Fitto nella corsa alle regionali per poi tornare nel centrosinistra da consigliere regionale con la Margherita confluita poi nel Partito democratico. Poi è passato per breve tempo alla corte di Di Pietro in Italia dei valori per infilarsi quindi in un movimento vicino al Centro democratico di Bruno Tabacci. è stato nominato dall’allora sindaco di Bari, Michele Emiliano, nella società municipalizzata Multiservizi per poi non essere riconfermato da Decaro e quindi appoggiare il suo avversario Di Rella, a sua volta passato dal Pd a Forza Italia. <br /> L’altra politica coinvolta in questi giorni, l’assessora regionale (che ora si è dimessa - Anita Mauridinoia, ha iniziato nel centrodestra per poi passare alla corte di Emiliano, sempre molto generoso nell’accogliere transfughi ex avversari che poi diventano fedelissimi. Non male, eh?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il sottosegretario Delmastro, con leggerezza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-sottosegretario-delmastro-con-leggerezza--59330526</link><description><![CDATA[Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia, uomo irrinunciabile della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, cha chiamata “leggerezza”. Osservando con attenzione si tratta in effetti dell’ennesima leggerezza. Delmastro con leggerezza ha rivelato informazioni coperte dal segreto di Stato al suo coinquilino nonché compagno di partito Giovanni Donzelli. Donzelli con leggerezza ha utilizzato quelle informazioni riservate per bastonare i suoi avversari politici. Una leggerezza. Si sa, i sottosegretari di governo con leggerezza fanno comunella con i loro coinquilini come degli studenti universitari qualsiasi. <br /> Poi con leggerezza il sottosegretario Delmastro ha festeggiato il capodanno insieme all’altro suo compagno di partito Emanuele Pozzolo che con leggerezza passava di là. Dicono i presenti che fosse un po’ alticcio e con leggerezza abbia armeggiato con una pistola. Con leggerezza il sottosegretario alla Giustizia ha raccontato di essere proprio in quel momento andato a buttare la spazzatura. Un testimone dice che non è vero ma Delmastro con leggerezza ha detto che il testimone, quello che si è preso una pallottola nella gamba, ricorda male. <br /> Poi con leggerezza nei giorni scorsi il sottosegretario ha partecipato a una cena elettorale a Biella per sostenere la candidatura a sindaco di Marzio Olivero, suo compagno di partito. Hanno discusso con leggerezza tra una portata e l’altra della nomina del revisore dei conti della cassa di Risparmio di Biella e con leggerezza stavano finendo per darsele davanti a tutta. È intervenuta la scorta del leggero sottosegretario e li ha separati. Spiega il sottosegretario che stavano litigando per finta, che ha fatto una leggerezza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59330526</guid><pubDate>Mon, 08 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59330526/imported_b58b9319_d61f_4510_b349_b28cfea1009a.mp3" length="1825645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia, uomo irrinunciabile della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, cha chiamata “leggerezza”. 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Dicono i presenti che fosse un po’ alticcio e con leggerezza abbia armeggiato con una pistola. Con leggerezza il sottosegretario alla Giustizia ha raccontato di essere proprio in quel momento andato a buttare la spazzatura. Un testimone dice che non è vero ma Delmastro con leggerezza ha detto che il testimone, quello che si è preso una pallottola nella gamba, ricorda male. <br /> Poi con leggerezza nei giorni scorsi il sottosegretario ha partecipato a una cena elettorale a Biella per sostenere la candidatura a sindaco di Marzio Olivero, suo compagno di partito. Hanno discusso con leggerezza tra una portata e l’altra della nomina del revisore dei conti della cassa di Risparmio di Biella e con leggerezza stavano finendo per darsele davanti a tutta. È intervenuta la scorta del leggero sottosegretario e li ha separati. Spiega il sottosegretario che stavano litigando per finta, che ha fatto una leggerezza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>RadioPopolare 37e2 di venerdì 05/04/2024  Una startup di prenotazioni della sanità privata: l'inchiesta di Giulio Cavalli. L'intervista.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/radiopopolare-37e2-di-venerdi-05-04-2024-una-startup-di-prenotazioni-della-sanita-privata-l-inchiesta-di-giulio-cavalli-l-intervista--59305336</link><description><![CDATA[RadioPopolare 37e2 di venerdì 05/04/2024<br /><br /><br /><br /><br /><br />Una startup di prenotazioni della sanità privata: l'inchiesta di Giulio Cavalli. L'intervista.<br /><br /><br /><br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59305336</guid><pubDate>Fri, 05 Apr 2024 10:55:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59305336/intervista_radiopopolare.mp3" length="7416735" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>RadioPopolare 37e2 di venerdì 05/04/2024





Una startup di prenotazioni della sanità privata: l'inchiesta di Giulio Cavalli. L'intervista.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[RadioPopolare 37e2 di venerdì 05/04/2024<br /><br /><br /><br /><br /><br />Una startup di prenotazioni della sanità privata: l'inchiesta di Giulio Cavalli. L'intervista.<br /><br /><br /><br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>464</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Siamo in guerra in mezzo al Mediterraneo. Gli assassini li paghiamo noi.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/siamo-in-guerra-in-mezzo-al-mediterraneo-gli-assassini-li-paghiamo-noi--59300731</link><description><![CDATA[“Una motovedetta della cosiddetta guardia costiera libica è intervenuta violentemente pochi minuti fa proprio mentre la Mare Jonio stava soccorrendo un’imbarcazione in pericolo in acque internazionali“. Lo fa sapere Mediterranea saving humans. “I miliziani libici – prosegue la ong – hanno sparato colpi d’arma da fuoco in acqua e in aria, creando il panico e provocando la caduta in acqua di diverse persone. Il team della Mare Jonio sta recuperando e proteggendo i naufraghi. Chiediamo – aggiunge – che il Governo italiano intervenga subito per fermare i comportamenti violenti, pericolosi e criminali della cosiddetta guardia costiera libica“.<br /> Il capomissione a bordo Denny Castiglione ha sottolineato che “la cosiddetta ‘zona Sar libica’, dove ci stiamo dirigendo, è la zona di Mare dove avvengono, per decisione politica dei governi italiani ed europei, le violazioni sistematiche dei diritti umani che da inizio anno hanno causato numerosi naufragi e quasi 400 vittime accertate, senza contare le persone disperse e i ‘naufragi-fantasma’ di cui non sappiamo nulla. Le milizie libiche – ha ricordato Castiglione – pagate fior di milioni e rifornite di mezzi navali e terrestri, hanno il compito di catturare e deportare chi tenta di fuggire dai lager: dall’inizio dell’anno sono state 3.791 le donne, uomini e bambini respinti in questo modo verso la Libia“.<br /> La guerra in mezzo al Mediterraneo si trascina da anni. In questa guerra l’Italia ha il grande merito di armare gli assassini, addestrarli e fornirli di attrezzature militari. Se ancora una volta la cosiddetta Guardia costiera libica ha dimostrato di essere criminale quindi il nostro governo è colpevole di concorso esterno. Semplice. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59300731</guid><pubDate>Fri, 05 Apr 2024 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59300731/imported_35637cda_f8d1_40c6_80e4_258070afc76a.mp3" length="1932643" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Una motovedetta della cosiddetta guardia costiera libica è intervenuta violentemente pochi minuti fa proprio mentre la Mare Jonio stava soccorrendo un’imbarcazione in pericolo in acque internazionali“. 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Chiediamo – aggiunge – che il Governo italiano intervenga subito per fermare i comportamenti violenti, pericolosi e criminali della cosiddetta guardia costiera libica“.<br /> Il capomissione a bordo Denny Castiglione ha sottolineato che “la cosiddetta ‘zona Sar libica’, dove ci stiamo dirigendo, è la zona di Mare dove avvengono, per decisione politica dei governi italiani ed europei, le violazioni sistematiche dei diritti umani che da inizio anno hanno causato numerosi naufragi e quasi 400 vittime accertate, senza contare le persone disperse e i ‘naufragi-fantasma’ di cui non sappiamo nulla. Le milizie libiche – ha ricordato Castiglione – pagate fior di milioni e rifornite di mezzi navali e terrestri, hanno il compito di catturare e deportare chi tenta di fuggire dai lager: dall’inizio dell’anno sono state 3.791 le donne, uomini e bambini respinti in questo modo verso la Libia“.<br /> La guerra in mezzo al Mediterraneo si trascina da anni. In questa guerra l’Italia ha il grande merito di armare gli assassini, addestrarli e fornirli di attrezzature militari. Se ancora una volta la cosiddetta Guardia costiera libica ha dimostrato di essere criminale quindi il nostro governo è colpevole di concorso esterno. Semplice. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bello dei garantisti è che ognuno ha il suo garantismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bello-dei-garantisti-e-che-ognuno-ha-il-suo-garantismo--59284294</link><description><![CDATA[Il garantismo è un crinale spesso pericoloso.<br /> Maestra del garantismo alla bisogna con cui farsi scudo nonostante le molteplici richieste di dimissioni indirizzate agli avversari politici è la ministra Daniela Santanchè, accusata di reati che farebbero traballare qualsiasi altro lavoratore al di fuori di un Coniglio dei ministri. Proprio su Santanchè sono volati gli stracci tra gli autodefiniti “garantisti doc” di Azione, il partito guidato da Carlo Calenda. Il suo deputato Enrico Costa (feticcio dei garantisti di quest’epoca) non avrebbe voluto votare la sfiducia a Daniela Santanchè ma il suo segretario non era d’accordo. Ieri sull’ex Twitter ora X i due si sono mandati velenosi messaggi a distanza. <br /> “I garantisti. - ha scritto Costa in un messaggio velatamente indirizzato al suo segretario - Quando fa comodo sono esibiti come bandiere di una politica liberale. Quando si avvicinano le elezioni diventano imbarazzanti, soprattutto se sono garantisti con gli avversari: perché molti pensano che rinfacciare un'avviso di garanzia o un’inchiesta porti voti”. Risponde velenoso Calenda: “La follia per cui il garantismo vuol dire non poter esprimere un giudizio sui comportamenti di chi ricopre una carica pubblica, a prescindere dalla loro rilevanza penale e storia processuale, produce l'effetto opposto. Tutto è penale o non è. L'Etica - prosegue il leader di Azione - pubblica finisce per scomparire e così il giudizio di opportunità. E la nouvelle vague di una parte dei liberali nostrani che forse dovrebbero rileggere Einaudi o Cavour, invece di riempirsene la bocca senza conoscerne il pensiero”. <br /> Il bello dei garantisti è che ognuno ha il suo garantismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59284294</guid><pubDate>Thu, 04 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59284294/imported_b3ad3113_2f4a_4f38_8521_718b0beeede5.mp3" length="1798896" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il garantismo è un crinale spesso pericoloso.
Maestra del garantismo alla bisogna con cui farsi scudo nonostante le molteplici richieste di dimissioni indirizzate agli avversari politici è la ministra Daniela Santanchè, accusata di reati che farebbero...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il garantismo è un crinale spesso pericoloso.<br /> Maestra del garantismo alla bisogna con cui farsi scudo nonostante le molteplici richieste di dimissioni indirizzate agli avversari politici è la ministra Daniela Santanchè, accusata di reati che farebbero traballare qualsiasi altro lavoratore al di fuori di un Coniglio dei ministri. Proprio su Santanchè sono volati gli stracci tra gli autodefiniti “garantisti doc” di Azione, il partito guidato da Carlo Calenda. Il suo deputato Enrico Costa (feticcio dei garantisti di quest’epoca) non avrebbe voluto votare la sfiducia a Daniela Santanchè ma il suo segretario non era d’accordo. Ieri sull’ex Twitter ora X i due si sono mandati velenosi messaggi a distanza. <br /> “I garantisti. - ha scritto Costa in un messaggio velatamente indirizzato al suo segretario - Quando fa comodo sono esibiti come bandiere di una politica liberale. Quando si avvicinano le elezioni diventano imbarazzanti, soprattutto se sono garantisti con gli avversari: perché molti pensano che rinfacciare un'avviso di garanzia o un’inchiesta porti voti”. Risponde velenoso Calenda: “La follia per cui il garantismo vuol dire non poter esprimere un giudizio sui comportamenti di chi ricopre una carica pubblica, a prescindere dalla loro rilevanza penale e storia processuale, produce l'effetto opposto. Tutto è penale o non è. L'Etica - prosegue il leader di Azione - pubblica finisce per scomparire e così il giudizio di opportunità. E la nouvelle vague di una parte dei liberali nostrani che forse dovrebbero rileggere Einaudi o Cavour, invece di riempirsene la bocca senza conoscerne il pensiero”. <br /> Il bello dei garantisti è che ognuno ha il suo garantismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Musk ha imparato in fretta a fare l'italiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/musk-ha-imparato-in-fretta-a-fare-l-italiano--59265479</link><description><![CDATA[Elon Musk ha imparato benissimo come funziona la politica italiana e così dopo avere leccato Salvini e Meloni ora passa all’incasso bussando alla porte del governo. Il capo di Tesla, dell’ex Twitter ora X, di Space X e di Starlink ieri ha accusato Tim di ostacolare lo sbarco della sua società Starlink (che prevede internet via satellite) imponendo un regime di quasi monopolio. Il gruppo fondato da Musk – scrive l’agenzia Bloomberg – ha inviato due esposti, uno all’AgCom e l’altro al ministero delle Imprese, per denunciare il possibile, presunto ostruzionismo di Tim. Negli esposti, Starlink contesta a Tim il mancato rispetto delle normative che impongono di condividere i dati dello spettro per evitare interferenze di frequenza. Un portavoce di Tim ha respinto la “ricostruzione parziale” di Starlink e precisa che “le interlocuzioni sono tutt’ora in corso”.<br /> Un bel problema per il governo Meloni. Musk è stato esibito come trofeo all’annate incontro di Fratelli d’Italia a Atreju e pochi giorni fa è stato portato in trionfo dai leghisti per avere difeso Salvini sotto processo. La presidente del Consiglio e i suoi vice erano felicissimi di potersi sprovincializzare con lo sregolato xenofobo americano. E adesso? Tim nella letteratura sovranista dovrebbe essere l’architrave della sicurezza nazionale ma il bacio di Musk val bene una messa e quindi il ministro delle Imprese del Made in Italy Adolfo Urso annuncia un bel tavolo tra i due litiganti per redimere la questione. Dice il ministro che si troverà “una soluzione che possa consentire la convivenza al meglio tra le due tecnologie, come prescritto dalla legge”. Musk è già più italiano di quello che pensa. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59265479</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59265479/imported_4292db81_6c5c_49af_96df_02db8ef581c3.mp3" length="1941420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Elon Musk ha imparato benissimo come funziona la politica italiana e così dopo avere leccato Salvini e Meloni ora passa all’incasso bussando alla porte del governo. 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Un portavoce di Tim ha respinto la “ricostruzione parziale” di Starlink e precisa che “le interlocuzioni sono tutt’ora in corso”.<br /> Un bel problema per il governo Meloni. Musk è stato esibito come trofeo all’annate incontro di Fratelli d’Italia a Atreju e pochi giorni fa è stato portato in trionfo dai leghisti per avere difeso Salvini sotto processo. La presidente del Consiglio e i suoi vice erano felicissimi di potersi sprovincializzare con lo sregolato xenofobo americano. E adesso? Tim nella letteratura sovranista dovrebbe essere l’architrave della sicurezza nazionale ma il bacio di Musk val bene una messa e quindi il ministro delle Imprese del Made in Italy Adolfo Urso annuncia un bel tavolo tra i due litiganti per redimere la questione. Dice il ministro che si troverà “una soluzione che possa consentire la convivenza al meglio tra le due tecnologie, come prescritto dalla legge”. Musk è già più italiano di quello che pensa. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Altro che antisemitismo, è la distorsione del dibattito a fare spavento.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/altro-che-antisemitismo-e-la-distorsione-del-dibattito-a-fare-spavento--59252545</link><description><![CDATA[La ministra all’Università Anna Maria Bernini riemerge dall’oblio per dirci che la decisione “della Normale di Pisa è “profondamente sbagliata perché le università non si schierano con una parte o con l'altra, le università non entrano in guerra. L'università ha un'arma potentissima, la ricerca scientifica, la formazione, che è un'importante e potente arma di pace”.<br /> Bernini si riferisce alla notizia strombazzata da molta infervorata stampa secondo cui l’università di Pisa avrebbe “interrotto la collaborazione in atto in atto con gli atenei israeliani”. Molti quotidiano l’hanno scritto esattamente così, con queste precise parole. Da lì in poi anche alla Normale ovviamente sono diventati antisemiti, con il solito misero trucco di identificare tutti gli ebrei con il governo di Israele, fottendosene del fatto che gli israeliani in massa siano per le strade a manifestare anche loro l’orrore per il proprio governo. <br /> Solo che basterebbe andare sul sito dell’università per rendersi conto che il Senato accademico dell’università ha scritto tutt’altro. Basta Google, non serve essere giornalisti d’inchiesta. Si legge che l’università “si impegna, in coerenza con il dettato costituzionale, a esercitare la massima cautela e diligenza nel valutare accordi istituzionali e proposte di collaborazione scientifica che possano attenere allo sviluppo di tecnologie utilizzabili per scopi militari e alla messa in atto di forme di oppressione, discriminazione o aggressione a danno della popolazione civile, come avviene in questo momento nella striscia di Gaza”. <br /> Altro che antisemitismo, è la distorsione del dibattito a fare spavento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59252545</guid><pubDate>Tue, 02 Apr 2024 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59252545/imported_4059ed28_a6ab_410f_b47e_b3fe847f170f.mp3" length="1706527" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La ministra all’Università Anna Maria Bernini riemerge dall’oblio per dirci che la decisione “della Normale di Pisa è “profondamente sbagliata perché le università non si schierano con una parte o con l'altra, le università non entrano in guerra....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La ministra all’Università Anna Maria Bernini riemerge dall’oblio per dirci che la decisione “della Normale di Pisa è “profondamente sbagliata perché le università non si schierano con una parte o con l'altra, le università non entrano in guerra. L'università ha un'arma potentissima, la ricerca scientifica, la formazione, che è un'importante e potente arma di pace”.<br /> Bernini si riferisce alla notizia strombazzata da molta infervorata stampa secondo cui l’università di Pisa avrebbe “interrotto la collaborazione in atto in atto con gli atenei israeliani”. Molti quotidiano l’hanno scritto esattamente così, con queste precise parole. Da lì in poi anche alla Normale ovviamente sono diventati antisemiti, con il solito misero trucco di identificare tutti gli ebrei con il governo di Israele, fottendosene del fatto che gli israeliani in massa siano per le strade a manifestare anche loro l’orrore per il proprio governo. <br /> Solo che basterebbe andare sul sito dell’università per rendersi conto che il Senato accademico dell’università ha scritto tutt’altro. Basta Google, non serve essere giornalisti d’inchiesta. Si legge che l’università “si impegna, in coerenza con il dettato costituzionale, a esercitare la massima cautela e diligenza nel valutare accordi istituzionali e proposte di collaborazione scientifica che possano attenere allo sviluppo di tecnologie utilizzabili per scopi militari e alla messa in atto di forme di oppressione, discriminazione o aggressione a danno della popolazione civile, come avviene in questo momento nella striscia di Gaza”. <br /> Altro che antisemitismo, è la distorsione del dibattito a fare spavento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Eccallà. Gasparri contro Di Matteo.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/eccalla-gasparri-contro-di-matteo--59208220</link><description><![CDATA[Ne avevamo scritto qualche giorno fa: che ci fa il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri in Commissione antimafia? Fa il Gasparri, ovviamente. Così ha preso carta e penna per scrivere al ministro alla Giustizia Carlo Nordio un atto di sindacato ispettivo con cui chiede di punire il magistrato Nino Di Matteo, colpevole di avere risposto all’intervista del giornalista e scrittore Saverio Lodato nel libro “Il colpo di spugna” commentando la sentenza della Cassazione sul processo trattativa Stato-mafia, sollevando le criticità e illogicità presenti nelle motivazioni con cui i supremi giudici hanno assolto tutti gli imputati del processo.<br /> Gasparri ha scritto al Guardasigilli per sapere “quali iniziative intenda assumere per verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità disciplinari e a tutela della magistratura, della Corte di cassazione e dei suoi componenti” e per “verificare l’eventuale sussistenza di reati derivanti dalle esternazioni contenute nel citato libro”. L’ex ministro di Berlusconi, citando nella sua  interrogazione svariati passaggi del libro, riportando poi la sua interpretazione, arriva a ritenere che il magistrato è autore di “gravi affermazioni e pericolose insinuazioni lesive del prestigio della suprema Corte di cassazione”.<br /> È il modello di giustizia che sogna certa destra dove i dubbi e le opinioni dei magistrati sono sempre diffamatorie. Eppure se un magistrato dovesse trattenersi dall’avanzare accuse in giro, pensateci bene, non ci sarebbe nemmeno un magistrato. Come sognano i vari Gasparri, quelli che disconoscono la sentenza di condanna di Dell’Utri ma pasteggiano sulla manipolazione delle sentenze che gli tornano utili. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59208220</guid><pubDate>Fri, 29 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59208220/imported_c6853fe8_5e03_4735_9fdf_94dec86bf4c9.mp3" length="1816450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ne avevamo scritto qualche giorno fa: che ci fa il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri in Commissione antimafia? 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L’ex ministro di Berlusconi, citando nella sua  interrogazione svariati passaggi del libro, riportando poi la sua interpretazione, arriva a ritenere che il magistrato è autore di “gravi affermazioni e pericolose insinuazioni lesive del prestigio della suprema Corte di cassazione”.<br /> È il modello di giustizia che sogna certa destra dove i dubbi e le opinioni dei magistrati sono sempre diffamatorie. Eppure se un magistrato dovesse trattenersi dall’avanzare accuse in giro, pensateci bene, non ci sarebbe nemmeno un magistrato. Come sognano i vari Gasparri, quelli che disconoscono la sentenza di condanna di Dell’Utri ma pasteggiano sulla manipolazione delle sentenze che gli tornano utili. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'antirazzismo omeopatico del calcio italiano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-antirazzismo-omeopatico-del-calcio-italiano--59199975</link><description><![CDATA[L’antirazzismo omeopatico è la nuova moda del momento, insieme all’antifascismo percepito. Il trucco consiste nel dichiararsi convintamente antirazzisti quando le occasioni lo richiedono e poi comportarsi in modo opposto quando si ritiene di non essere ascoltati.<br /> Nella repubblica indipendente del calcio italiano l’antirazzismo è un prodotto di marketing che funziona moltissimo. Alla stregua degli spot della Fifa anche la Figc ogni domenica ci propina qualche frase da baci perugina per dirci che essere razzisti è roba che non si fa. Striscioni con grafiche evolutissime, video con testimonial d’eccezione e comunicati stampa sinteticamente perfetti ci ripetono che il calcio italiano, come il calcio mondiale, è contro ogni forma di razzismo. Verrebbe da pensare quindi che siano anche contro il razzismo calcistico. E invece no. <br /> Il giudice sportivo ha deciso di assolvere per mancanza di prove il calciatore dell’Inter Francesco Acerbi che in campo avrebbe detto «vai via nero, sei solo un negro» al calciatore del Napoli Juan Jesus. Le immagini mostrano chiaramente Acerbi scusarsi poco dopo con l’avversario dicendo chiaramente «non sono razzista» e indicando un suo compagno di squadra nero (è la famosa teoria del “ho molti amici neri” dei non sono razzista ma…). <br /> In sostanza la giustizia sportiva ha assolto un calciatore che si è scusato. Ci troviamo di fronte a un capolavoro giuridico. E la politica? Muta. La politica si limita ai comunicati stampa che si aggiungono agli striscioni, agli spot e a tutto il resto. Insomma, si combatte il razzismo ma solo il razzismo degli altri. Solo che gli altri alla fine hanno sempre qualche amico per cui essere antirazzisti, oltre che dirsi, viene rimandato a un’altra occasione.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59199975</guid><pubDate>Thu, 28 Mar 2024 03:01:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59199975/imported_38bad2df_6a93_488d_baf1_730d8b5e97a4.mp3" length="1911745" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’antirazzismo omeopatico è la nuova moda del momento, insieme all’antifascismo percepito. Il trucco consiste nel dichiararsi convintamente antirazzisti quando le occasioni lo richiedono e poi comportarsi in modo opposto quando si ritiene di non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’antirazzismo omeopatico è la nuova moda del momento, insieme all’antifascismo percepito. Il trucco consiste nel dichiararsi convintamente antirazzisti quando le occasioni lo richiedono e poi comportarsi in modo opposto quando si ritiene di non essere ascoltati.<br /> Nella repubblica indipendente del calcio italiano l’antirazzismo è un prodotto di marketing che funziona moltissimo. Alla stregua degli spot della Fifa anche la Figc ogni domenica ci propina qualche frase da baci perugina per dirci che essere razzisti è roba che non si fa. Striscioni con grafiche evolutissime, video con testimonial d’eccezione e comunicati stampa sinteticamente perfetti ci ripetono che il calcio italiano, come il calcio mondiale, è contro ogni forma di razzismo. Verrebbe da pensare quindi che siano anche contro il razzismo calcistico. E invece no. <br /> Il giudice sportivo ha deciso di assolvere per mancanza di prove il calciatore dell’Inter Francesco Acerbi che in campo avrebbe detto «vai via nero, sei solo un negro» al calciatore del Napoli Juan Jesus. Le immagini mostrano chiaramente Acerbi scusarsi poco dopo con l’avversario dicendo chiaramente «non sono razzista» e indicando un suo compagno di squadra nero (è la famosa teoria del “ho molti amici neri” dei non sono razzista ma…). <br /> In sostanza la giustizia sportiva ha assolto un calciatore che si è scusato. Ci troviamo di fronte a un capolavoro giuridico. E la politica? Muta. La politica si limita ai comunicati stampa che si aggiungono agli striscioni, agli spot e a tutto il resto. Insomma, si combatte il razzismo ma solo il razzismo degli altri. Solo che gli altri alla fine hanno sempre qualche amico per cui essere antirazzisti, oltre che dirsi, viene rimandato a un’altra occasione.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il labirintismo di Giorgia Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-labirintismo-di-giorgia-meloni--59185812</link><description><![CDATA[La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha perso la pazienza nei confronti del suo ministro e vice premier Matteo Salvini. Fonti ben informate dicono che di pazienza con i suoi alleati ne abbia avuto poca fin dall’inizio, iconico il suo “non sono ricattabile” nei confronti di Silvio Berlusconi, ma le elezioni europee alle porte hanno alzato la temperatura del conflitto. <br /> La situazione è quella degli ultimi mesi. Salvini annaspa in cerca di voti richiudendosi nella destra sovranista europea a braccetto con Le Pen e il resto della squinternata combriccola. Meloni non vuole e soprattutto non può poiché la versione che ci è arrivata a casa dopo la nomina a Palazzo Chigi è molto diversa da quella pubblicizzata in campagna elettorale: la presidente del Consiglio ha bisogno di smussare le idee per questioni di credibilità come capita a coloro che non credono alle idee incredibili che sciorinano in campagna elettorale. Peccato che in questo momento storico nell’Occidente non essere complottisti in certi ambienti significhi essere comunisti e così a Meloni non resta che rivendicare di “non avere mai governato con la sinistra” a differenza del leader della Lega che si accomodò nel governo Draghi. <br /> Qui viene il bello. Per fare fuori Salvini Giorgia Meloni sta considerando un rimpasto per rimpicciolire il peso della Lega nel governo e soprattutto l’abbandono di von der Leyen come candidata presidente di Commissione per virare su Mario Draghi, sostenuto in primis da Macron. Potrebbe accadere quindi che per prendere le distanze dall’alleato Salvini la premier pratichi le stesse alleanze che imputa al segretario della Lega. A proposito di coerenza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59185812</guid><pubDate>Wed, 27 Mar 2024 03:01:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59185812/imported_7af98c32_29c2_460c_bb5d_0d40499e48b7.mp3" length="1929717" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha perso la pazienza nei confronti del suo ministro e vice premier Matteo Salvini. Fonti ben informate dicono che di pazienza con i suoi alleati ne abbia avuto poca fin dall’inizio, iconico il suo “non sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha perso la pazienza nei confronti del suo ministro e vice premier Matteo Salvini. Fonti ben informate dicono che di pazienza con i suoi alleati ne abbia avuto poca fin dall’inizio, iconico il suo “non sono ricattabile” nei confronti di Silvio Berlusconi, ma le elezioni europee alle porte hanno alzato la temperatura del conflitto. <br /> La situazione è quella degli ultimi mesi. Salvini annaspa in cerca di voti richiudendosi nella destra sovranista europea a braccetto con Le Pen e il resto della squinternata combriccola. Meloni non vuole e soprattutto non può poiché la versione che ci è arrivata a casa dopo la nomina a Palazzo Chigi è molto diversa da quella pubblicizzata in campagna elettorale: la presidente del Consiglio ha bisogno di smussare le idee per questioni di credibilità come capita a coloro che non credono alle idee incredibili che sciorinano in campagna elettorale. Peccato che in questo momento storico nell’Occidente non essere complottisti in certi ambienti significhi essere comunisti e così a Meloni non resta che rivendicare di “non avere mai governato con la sinistra” a differenza del leader della Lega che si accomodò nel governo Draghi. <br /> Qui viene il bello. Per fare fuori Salvini Giorgia Meloni sta considerando un rimpasto per rimpicciolire il peso della Lega nel governo e soprattutto l’abbandono di von der Leyen come candidata presidente di Commissione per virare su Mario Draghi, sostenuto in primis da Macron. Potrebbe accadere quindi che per prendere le distanze dall’alleato Salvini la premier pratichi le stesse alleanze che imputa al segretario della Lega. A proposito di coerenza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>No, non si bussa ai mafiosi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/no-non-si-bussa-ai-mafiosi--59169851</link><description><![CDATA[Che l’ispezione voluta dal ministro all’Interno Matteo Piantedosi al Comune di Bari sia infondata dal punto di vista giuridico e sia utilissima per sferrare un attacco politico per le prossime elezioni europee è cristallino. Dalle parti del governo le mafie sono un tema anche politico solo se possono essere usate come roncole. Del resto è scomparso il dibattito sulle protezioni di Matteo Messina Denaro, è raro trovare sui giornali le evidenze che escono dalle indagini in corso a Firenze sulle stragi del ’93 e perfino i bonifici di Silvio Berlusconi a Marcello Dell’Utri vengono derubricati come buon cuore dell’ex presidente di Forza Italia nei confronti di un vecchio amico. <br /> La vicinanza e la solidarietà nei confronti del sindaco di Bari Antonio Decaro erano fino a qualche giorno fa un boomerang contro la guerriglia politica del governo. All’opposizione sarebbe bastato sottolineare ciò che dice la legge sugli scioglimenti per mafia smentendo Piantedosi e sottolineare come gli elementi indichino che i mafiosi baresi interloquivano con personaggi della stessa destra di governo. <br /> A rovinare tutto ci ha pensato invece Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia nonché ex magistrato incline alla posa da sceriffo. Emiliano ha raccontato una scena da prefetto di ferro, con lui che bussa alla porta della famiglia del boss (che aveva fatto arrestare da pm) per alzare la voce. Vera o no la storiella evidenzia l’idea di un carisma buono contro un carisma cattivo, lì invece dove dovrebbe vigere e vincere la legge. Lo Stato non bussa ai mafiosi. Altrimenti accade che le pulci che difendono coloro che ci hanno trattato improvvisamente abbiano la tosse. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59169851</guid><pubDate>Tue, 26 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59169851/imported_68ec5d1c_2636_4704_84fd_fa8034c0f5a5.mp3" length="1871621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che l’ispezione voluta dal ministro all’Interno Matteo Piantedosi al Comune di Bari sia infondata dal punto di vista giuridico e sia utilissima per sferrare un attacco politico per le prossime elezioni europee è cristallino. Dalle parti del governo le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Che l’ispezione voluta dal ministro all’Interno Matteo Piantedosi al Comune di Bari sia infondata dal punto di vista giuridico e sia utilissima per sferrare un attacco politico per le prossime elezioni europee è cristallino. Dalle parti del governo le mafie sono un tema anche politico solo se possono essere usate come roncole. Del resto è scomparso il dibattito sulle protezioni di Matteo Messina Denaro, è raro trovare sui giornali le evidenze che escono dalle indagini in corso a Firenze sulle stragi del ’93 e perfino i bonifici di Silvio Berlusconi a Marcello Dell’Utri vengono derubricati come buon cuore dell’ex presidente di Forza Italia nei confronti di un vecchio amico. <br /> La vicinanza e la solidarietà nei confronti del sindaco di Bari Antonio Decaro erano fino a qualche giorno fa un boomerang contro la guerriglia politica del governo. All’opposizione sarebbe bastato sottolineare ciò che dice la legge sugli scioglimenti per mafia smentendo Piantedosi e sottolineare come gli elementi indichino che i mafiosi baresi interloquivano con personaggi della stessa destra di governo. <br /> A rovinare tutto ci ha pensato invece Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia nonché ex magistrato incline alla posa da sceriffo. Emiliano ha raccontato una scena da prefetto di ferro, con lui che bussa alla porta della famiglia del boss (che aveva fatto arrestare da pm) per alzare la voce. Vera o no la storiella evidenzia l’idea di un carisma buono contro un carisma cattivo, lì invece dove dovrebbe vigere e vincere la legge. Lo Stato non bussa ai mafiosi. Altrimenti accade che le pulci che difendono coloro che ci hanno trattato improvvisamente abbiano la tosse. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I fascisti che Meloni non riesce a pronunciare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-fascisti-che-meloni-non-riesce-a-pronunciare--59156066</link><description><![CDATA[È accaduto ancora. Ottant’anni fa, il 24 marzo del 1944, le truppe nazifasciste hanno ucciso 335 uomini buttando i loro corpi nelle cave di tufo lungo via Ardeatina, come rappresaglia per l’azione del giorno precedente condotta dai partigiani in via Rasella. Giorgia Meloni in qualità di presidente del Consiglio non può esimersi dal partecipare alla commemorazione ma come è accaduto l’anno scorso proprio non riesce a pronunciare il nome dei responsabili dell’eccidio: i fascisti. <br /> Per l’Associazione nazionale partigiani italiani la premier "ancora una volta [...] omette e confonde”, dice il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, perché “non parla della responsabilità dei fascisti italiani, a cominciare dal questore Caruso che fu condannato a morte per aver approntato la lista di 50 persone da sopprimere alle Ardeatine”. Pagliarulo sottolinea inoltre che Meloni “non dice che le vittime furono in grande maggioranza antifascisti ed ebrei”, definendola “la solita rilettura capziosa della storia che tende sempre a coprire le responsabilità dei fascisti e a negare il valore dell’antifascismo”. E conclude il presidente dell’Anpi la considera “un’altra occasione perduta”. <br /> Ora accadrà ancora una volta che qualcuno dirà che no, non sono queste le cose importanti. Finché un giorno ci si accorgerà che le parole generano realtà, così come le omissioni. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59156066</guid><pubDate>Mon, 25 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59156066/imported_802278e1_3d4a_4997_8422_8ddba1781132.mp3" length="1412284" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È accaduto ancora. 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Giorgia Meloni in qualità di presidente del Consiglio non può esimersi dal partecipare alla commemorazione ma come è accaduto l’anno scorso proprio non riesce a pronunciare il nome dei responsabili dell’eccidio: i fascisti. <br /> Per l’Associazione nazionale partigiani italiani la premier "ancora una volta [...] omette e confonde”, dice il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, perché “non parla della responsabilità dei fascisti italiani, a cominciare dal questore Caruso che fu condannato a morte per aver approntato la lista di 50 persone da sopprimere alle Ardeatine”. Pagliarulo sottolinea inoltre che Meloni “non dice che le vittime furono in grande maggioranza antifascisti ed ebrei”, definendola “la solita rilettura capziosa della storia che tende sempre a coprire le responsabilità dei fascisti e a negare il valore dell’antifascismo”. E conclude il presidente dell’Anpi la considera “un’altra occasione perduta”. <br /> Ora accadrà ancora una volta che qualcuno dirà che no, non sono queste le cose importanti. Finché un giorno ci si accorgerà che le parole generano realtà, così come le omissioni. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>89</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scassare la minchia è l’azione necessaria, non solo commemorare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scassare-la-minchia-e-l-azione-necessaria-non-solo-commemorare--59129002</link><description><![CDATA[Ieri a Roma in occasione della 29ma giornata del ricordo e dell'impegno per le vittime innocenti di mafia sono stati ricordati i nomi delle vittime di mafia in Italia, alla presenza di una mare di persone che ogni anno decidono di stare accanto ai famigliari. L’80% di loro in questo Paese non ha avuto giustizia. Otto volte su dieci lo Stato non è riuscito a dare risposte al dolore e soprattutto alla sete di verità. <br /> Come accade ogni anno  la politica ha sfornato una quantità industriale di comunicati stampa simili a pensierini scartati dentro un cioccolatino contribuendo a rappresentare le mafie come un fenomeno passato o comunque laterale. Non è un caso che degli importanti arresti che hanno coinvolto i clan baresi si parli solo per i risvolti politici, come se fossero una bega da lasciare a magistratura e forza dell’ordine. <br /> Durante la 29ma giornata del ricordo e dell’impegno al fondatore di un partito che sta al governo sono stati trovate decine di milioni di euro regalati da un ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Quell’uomo, Marcello Dell’Utri, è indagato dalla Procura di Firenze per le bombe posate dalla mafia nel 1993. Quell’uomo tace, anche dopo la condanna a 7 anni per mafia, perché il suo silenzio è d’oro. <br /> Perché abbiano giustizia le vittime di mafia e le loro famiglie bisogna spezzare la saldatura tra mafiosi, colletti bianchi e i loro protettori che stanno le istituzioni. Ieri il Presidente della Repubblica Mattarella ha ricordato che la lotta alle mafie è compito e dovere di tutti coloro che amano la Repubblica e intendono renderne migliore il futuro, istituzioni e cittadini. Scassare la minchia è l’azione necessaria, non solo commemorare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59129002</guid><pubDate>Fri, 22 Mar 2024 03:00:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59129002/imported_3f84290d_b32f_4c97_93c5_c8af3a8712cc.mp3" length="1994919" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri a Roma in occasione della 29ma giornata del ricordo e dell'impegno per le vittime innocenti di mafia sono stati ricordati i nomi delle vittime di mafia in Italia, alla presenza di una mare di persone che ogni anno decidono di stare accanto ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri a Roma in occasione della 29ma giornata del ricordo e dell'impegno per le vittime innocenti di mafia sono stati ricordati i nomi delle vittime di mafia in Italia, alla presenza di una mare di persone che ogni anno decidono di stare accanto ai famigliari. L’80% di loro in questo Paese non ha avuto giustizia. Otto volte su dieci lo Stato non è riuscito a dare risposte al dolore e soprattutto alla sete di verità. <br /> Come accade ogni anno  la politica ha sfornato una quantità industriale di comunicati stampa simili a pensierini scartati dentro un cioccolatino contribuendo a rappresentare le mafie come un fenomeno passato o comunque laterale. Non è un caso che degli importanti arresti che hanno coinvolto i clan baresi si parli solo per i risvolti politici, come se fossero una bega da lasciare a magistratura e forza dell’ordine. <br /> Durante la 29ma giornata del ricordo e dell’impegno al fondatore di un partito che sta al governo sono stati trovate decine di milioni di euro regalati da un ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Quell’uomo, Marcello Dell’Utri, è indagato dalla Procura di Firenze per le bombe posate dalla mafia nel 1993. Quell’uomo tace, anche dopo la condanna a 7 anni per mafia, perché il suo silenzio è d’oro. <br /> Perché abbiano giustizia le vittime di mafia e le loro famiglie bisogna spezzare la saldatura tra mafiosi, colletti bianchi e i loro protettori che stanno le istituzioni. Ieri il Presidente della Repubblica Mattarella ha ricordato che la lotta alle mafie è compito e dovere di tutti coloro che amano la Repubblica e intendono renderne migliore il futuro, istituzioni e cittadini. Scassare la minchia è l’azione necessaria, non solo commemorare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ministro Pichetto Fratin s'è perso l'agenda</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ministro-pichetto-fratin-s-e-perso-l-agenda--59117445</link><description><![CDATA[La giornalista di lavialibera Natalie Sclippa ci fa sapere che è impossibile sapere chi sia andato a incontrare i ministri e i dirigenti del ministero all’ambiente dal 2021 a oggi. Come scoperto da lavialibera, “non è stata operata alcuna raccolta dati o informazioni”: i decisori, ossia tutti coloro che dentro il dicastero hanno incontrato i portatori di interessi, non hanno tenuto traccia di chi abbia avanzato richieste, né di quante volte abbiano avuto interlocuzioni e di che tipo.<br /> Alla richiesta di accesso civico della giornalista Sclippa Roberta Spada, a capo della segreteria del ministro, aveva risposto sottolineando la sospensione della pubblicazione e l’impossibilità di soddisfare la loro domanda perché “l’ostensione delle informazioni [...] richiederebbe un’attività di elaborazione dei dati” compresi “l’oscuramento dei dati personali”.<br /> Strana come risposta visto che la cancellazione dei dati personali è una prassi della pubblica amministrazione che non richiede nessun complicato lavoro ex post. E infatti lavialibera ha scoperto che quell’agenda semplicemente non esiste, come scrive nero su bianco il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza Pietro Cucumile: “Dal giorno dell’effettiva sospensione dell’allora disciplina - scrive Cucumile - i decisori e i portatori di interesse precedentemente tenuti all’obbligo non hanno più comunicato i dati e le informazioni che rappresentano la base per poter garantire la loro pubblicazione”. <br /> Dobbiamo quindi accontentarci delle foto di rito sui social del ministro o dei comunicati stampa che escono dal dicastero. Stiamo a posto così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59117445</guid><pubDate>Thu, 21 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59117445/imported_d7208a0b_3c72_46d5_956a_d6cb90e1a2e4.mp3" length="1709453" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La giornalista di lavialibera Natalie Sclippa ci fa sapere che è impossibile sapere chi sia andato a incontrare i ministri e i dirigenti del ministero all’ambiente dal 2021 a oggi. Come scoperto da lavialibera, “non è stata operata alcuna raccolta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La giornalista di lavialibera Natalie Sclippa ci fa sapere che è impossibile sapere chi sia andato a incontrare i ministri e i dirigenti del ministero all’ambiente dal 2021 a oggi. Come scoperto da lavialibera, “non è stata operata alcuna raccolta dati o informazioni”: i decisori, ossia tutti coloro che dentro il dicastero hanno incontrato i portatori di interessi, non hanno tenuto traccia di chi abbia avanzato richieste, né di quante volte abbiano avuto interlocuzioni e di che tipo.<br /> Alla richiesta di accesso civico della giornalista Sclippa Roberta Spada, a capo della segreteria del ministro, aveva risposto sottolineando la sospensione della pubblicazione e l’impossibilità di soddisfare la loro domanda perché “l’ostensione delle informazioni [...] richiederebbe un’attività di elaborazione dei dati” compresi “l’oscuramento dei dati personali”.<br /> Strana come risposta visto che la cancellazione dei dati personali è una prassi della pubblica amministrazione che non richiede nessun complicato lavoro ex post. E infatti lavialibera ha scoperto che quell’agenda semplicemente non esiste, come scrive nero su bianco il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza Pietro Cucumile: “Dal giorno dell’effettiva sospensione dell’allora disciplina - scrive Cucumile - i decisori e i portatori di interesse precedentemente tenuti all’obbligo non hanno più comunicato i dati e le informazioni che rappresentano la base per poter garantire la loro pubblicazione”. <br /> Dobbiamo quindi accontentarci delle foto di rito sui social del ministro o dei comunicati stampa che escono dal dicastero. Stiamo a posto così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per il diciottesimo anno consecutivo la democrazia nel mondo peggiora</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-il-diciottesimo-anno-consecutivo-la-democrazia-nel-mondo-peggiora--59105888</link><description><![CDATA[A proposito di democrazie, di elezioni e di libertà vale la pena segnalare che il rapporto Freedom in the World 2024 rileva che la libertà globale è diminuita per il 18° anno consecutivo nel 2023. L'ampiezza e la profondità del deterioramento sono state estese: i diritti politici e le libertà civili sono diminuiti in 52 paesi e sono migliorati solo in 21.<br /> Della questione russa e del conflitto in Medio Oriente ne leggiamo tutti i giorni ma problemi diffusi in tempo di elezioni, tra cui la violenza e la manipolazione, hanno portato a un netto deterioramento dei diritti e delle libertà nel mondo. L'Ecuador è stato declassato dallo status di libero a parzialmente libero perché le sue elezioni sono state interrotte da organizzazioni criminali violente, che hanno ucciso diversi funzionari statali e candidati politici. In Cambogia, Guatemala, Polonia, Turchia e Zimbabwe, i governanti storici hanno cercato di controllare la concorrenza elettorale, di ostacolare i loro avversari politici o di impedire loro di prendere il potere dopo il giorno delle elezioni. <br /> I colpi di stato hanno continuato a cancellare le istituzioni democratiche e a togliere il diritto delle persone di scegliere i loro leader. A luglio, il Niger è diventato il sesto paese della regione africana del Sahel, dopo Burkina Faso, Ciad, Guinea, Mali e Sudan, a subire un colpo di stato dal 2020. Le libertà hanno continuato a deteriorarsi anche in Burkina Faso, che ha subito due colpi di stato nel 2022.<br /> Nel rapporto si sottolinea anche che Regno Unito e Ue hanno firmato accordi con due autocrati il presidente tunisino Kaïs Saïed e il presidente ruandese Paul Kagame. Il tema della mancanza di democrazia è molto più vasto di quel che sembra. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59105888</guid><pubDate>Wed, 20 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59105888/imported_7e0f02f5_793b_42ad_abcb_e1c1eca76aa1.mp3" length="2101916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito di democrazie, di elezioni e di libertà vale la pena segnalare che il rapporto Freedom in the World 2024 rileva che la libertà globale è diminuita per il 18° anno consecutivo nel 2023. 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In Cambogia, Guatemala, Polonia, Turchia e Zimbabwe, i governanti storici hanno cercato di controllare la concorrenza elettorale, di ostacolare i loro avversari politici o di impedire loro di prendere il potere dopo il giorno delle elezioni. <br /> I colpi di stato hanno continuato a cancellare le istituzioni democratiche e a togliere il diritto delle persone di scegliere i loro leader. A luglio, il Niger è diventato il sesto paese della regione africana del Sahel, dopo Burkina Faso, Ciad, Guinea, Mali e Sudan, a subire un colpo di stato dal 2020. Le libertà hanno continuato a deteriorarsi anche in Burkina Faso, che ha subito due colpi di stato nel 2022.<br /> Nel rapporto si sottolinea anche che Regno Unito e Ue hanno firmato accordi con due autocrati il presidente tunisino Kaïs Saïed e il presidente ruandese Paul Kagame. Il tema della mancanza di democrazia è molto più vasto di quel che sembra. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come si può definire imprescindibile un partito così?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-si-puo-definire-imprescindibile-un-partito-cosi--59092585</link><description><![CDATA[In Sardegna il partito Azione guidato da Carlo Calenda era alleato con Progetto Sardegna, +Europa, Rifondazione Comunista, Unione Popolare Cristiana, Indipendenza Repubblica Sardegna, ProgRes, Liberu. In Abruzzo nelle ultime lezioni era alleato con PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Sinistra Italiana, Europa Verde, +Europa, DemoS, PSI. Per le prossime elezioni in Basilicata sarà alleato con Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Italia Viva, Noi Moderati, UdC, DC di Rotondi. <br /> Nel giro di qualche mese il partito di Calenda che si propone come antipopulista, anticomunista, antifascista e che fin dalla nascita vuole testimoniare l’inderogabile urgenza di avere uno spazio politico al centro indipendente si è attaccato ai pantaloni di partiti che giudica comunisti, fascisti, populisti. Anche all’osservatore più superficiale appare chiaro che per ora la missione di aprire uno spazio nuovo al centro si riduce ad attaccarsi allo spazio utile per incassare un piccolo spazio di trattativa. <br /> Non è niente di nuovo. Dopo la Democrazia cristiana lo spazio i tanti centri che si sono succeduti sono stati cespugli furbi impegnati nella politica dei due forni, balzando talvolta di qua e talvolta di là in base alle convenienze elettorali, raramente in base a questioni politiche nel senso nobile del termine. <br /> Calenda legittimamente deciderà come muovere il proprio partito, se spostarsi più a destra, se spostarsi più a sinistra, se davvero e sul serio essere un terzo polo. La domanda sarebbe da porre piuttosto a certi commentatori e politici del cosiddetto campo largo: come si può definire imprescindibile un partito così?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59092585</guid><pubDate>Tue, 19 Mar 2024 03:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59092585/imported_1e0dbbd4_5f8f_48a5_8505_47dca29c5352.mp3" length="1840274" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Sardegna il partito Azione guidato da Carlo Calenda era alleato con Progetto Sardegna, +Europa, Rifondazione Comunista, Unione Popolare Cristiana, Indipendenza Repubblica Sardegna, ProgRes, Liberu. 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Anche all’osservatore più superficiale appare chiaro che per ora la missione di aprire uno spazio nuovo al centro si riduce ad attaccarsi allo spazio utile per incassare un piccolo spazio di trattativa. <br /> Non è niente di nuovo. Dopo la Democrazia cristiana lo spazio i tanti centri che si sono succeduti sono stati cespugli furbi impegnati nella politica dei due forni, balzando talvolta di qua e talvolta di là in base alle convenienze elettorali, raramente in base a questioni politiche nel senso nobile del termine. <br /> Calenda legittimamente deciderà come muovere il proprio partito, se spostarsi più a destra, se spostarsi più a sinistra, se davvero e sul serio essere un terzo polo. 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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sottovoce lascia intendere che la cauzione di 4.938 euro prevista da un decreto del ministero dell'Interno, attuativo del decreto legge Cutro (n. 20/2023), per i richiedenti asilo che arrivano da Paesi sicuri e non vogliono essere trattenuti in centri per il rimpatrio (Cpr) o comunque in centri per le procedure accelerate di frontiera sarà cancellata. <br />Un mese fa la Corte di Cassazione ha chiesto in via d'urgenza alla Corte di Giustizia dell'UE di valutare tale norma. Nei giorni scorsi la Corte UE ha rigettato la richiesta dell'urgenza: deciderà nel merito nei tempi ordinari. Ora il rischio per il governo è che un giudizio di illegittimità della Corte renderebbe illegittimo anche il trattenimento dei migranti in Albania, bloccando il relativo Protocollo celebrato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. <br />Che quella cauzione fosse al di fuori del diritto internazionale lo sottolineavano in molti, tra cui anche la giurista Vitalba Azzolini che ora sottolinea come il Protocollo ci costerà molti e molti soldi, e avrà solo l'effetto di tenere fuori dall'Italia poche migliaia di migranti e solo per qualche mese. Poi torneranno comunque in Italia, sia che vadano rimpatriati sia che abbiano diritto all’asilo. “Quando qualcuno chiederà a certi ministri/governi di restituire ai cittadini i soldi che hanno letteralmente buttato?”, chiede Azzolini. Ed è proprio questo il punto: non è solo una questione di disumanità, qui siamo di fronte a una costosissima ignoranza. . <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59077776</guid><pubDate>Mon, 18 Mar 2024 03:00:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59077776/imported_04e85f1e_1ce0_40d6_afb9_2e70c29e02fd.mp3" length="1810599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quindi siamo di fronte all’ennesima grande idea che si è rivelata piccola, vigliacca e illegittima. 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Ora il rischio per il governo è che un giudizio di illegittimità della Corte renderebbe illegittimo anche il trattenimento dei migranti in Albania, bloccando il relativo Protocollo celebrato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. <br />Che quella cauzione fosse al di fuori del diritto internazionale lo sottolineavano in molti, tra cui anche la giurista Vitalba Azzolini che ora sottolinea come il Protocollo ci costerà molti e molti soldi, e avrà solo l'effetto di tenere fuori dall'Italia poche migliaia di migranti e solo per qualche mese. Poi torneranno comunque in Italia, sia che vadano rimpatriati sia che abbiano diritto all’asilo. “Quando qualcuno chiederà a certi ministri/governi di restituire ai cittadini i soldi che hanno letteralmente buttato?”, chiede Azzolini. Ed è proprio questo il punto: non è solo una questione di disumanità, qui siamo di fronte a una costosissima ignoranza. . <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché non candidate i carabinieri picchiatori alle europee?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-non-candidate-i-carabinieri-picchiatori-alle-europee--59047476</link><description><![CDATA[Dunque a Modena un carabiniere nel tentativo di fare salire in auto un arrestato lo prende a pugni in faccia, prima fuori e poi dentro l’auto di servizio. Il video è stato girato da un passante ieri mattina in pieno centro storico, lungo Largo Garibaldi, a due passi dal teatro Storchi.<br /> La giustificazioni degli uomini dell’arma sono che il tizio fosse sospetto. Un altro piccolo particolare, è nero. Eppure dopo essere arrivato con un barcone in Italia lo sventurato non ha mai commesso reati (con grande scorno per leghisti, razzisti e fascisti) e soprattutto è molto apprezzato dal titolare del ristorante in cui lavora come lavapiatti. <br /> “Hanno preso un granchio, la persona sbagliata. Sono sei anni che lavora per questo locale, non ha mai fatto nessun errore. Non ha ancora capito cosa gli è successo" dice Mario Campo, il titolare del Ristorante Pasticceria Siciliano "Cirisiamo" di Modena dove da sei anni lavora il 23enne. <br /> L'avvocata Barbara Bettelli, che difende il 23enne guineano, ha la pazienza di spiegare che "a Modena non si è mai vista una cosa del genere, finora cose così le avevo viste solo nei filmati americani. Si sono accaniti con una violenza non necessaria. Se una persona si oppone a un controllo legittimo va contenuta, non picchiata”. Lui all’Ansa ha raccontato di essere stato in attesa dell’autobus e di non avere i documenti con sé. “Ho spiegato che potevo chiamare un mio amico che me li avrebbe portati. Ma loro volevano buttarmi in macchina. Io lavoro, non ho mai fatto nulla di male”. <br /> I carabinieri, fa sapere l’Arna, sono stati assegnati a altro incarico. Chissà, forse meriterebbero di essere candidati alle elezioni europee. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59047476</guid><pubDate>Fri, 15 Mar 2024 03:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59047476/imported_6583df90_6cff_41ab_bf40_bc7d6eb2d404.mp3" length="2015817" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dunque a Modena un carabiniere nel tentativo di fare salire in auto un arrestato lo prende a pugni in faccia, prima fuori e poi dentro l’auto di servizio. 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Non ha ancora capito cosa gli è successo" dice Mario Campo, il titolare del Ristorante Pasticceria Siciliano "Cirisiamo" di Modena dove da sei anni lavora il 23enne. <br /> L'avvocata Barbara Bettelli, che difende il 23enne guineano, ha la pazienza di spiegare che "a Modena non si è mai vista una cosa del genere, finora cose così le avevo viste solo nei filmati americani. Si sono accaniti con una violenza non necessaria. Se una persona si oppone a un controllo legittimo va contenuta, non picchiata”. Lui all’Ansa ha raccontato di essere stato in attesa dell’autobus e di non avere i documenti con sé. “Ho spiegato che potevo chiamare un mio amico che me li avrebbe portati. Ma loro volevano buttarmi in macchina. Io lavoro, non ho mai fatto nulla di male”. <br /> I carabinieri, fa sapere l’Arna, sono stati assegnati a altro incarico. Chissà, forse meriterebbero di essere candidati alle elezioni europee. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il La Russa minore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-la-russa-minore--59036518</link><description><![CDATA[Romano La Russa ha come più grande qualità politica quella di essere fortunato fratello di quell’Ignazio Maria Benito che ha trovato molta fortuna sul palcoscenico nazionale. Romano La Russa ha issato il proprio feudo in Lombardia, mai avara quando si tratta di garantire comode carriere al giusto fratello, al giusto parente o al giusto fidato di qualcuno di potente. <br /> Ora Romano si ritrova a essere assessore alla Sicurezza per Regione Lombardia. Il La Russa minore ama considerevolmente quel ruolo perché si tratta di un assessorato omeopatico che si gioca tutto sul percepito: se sembri abbastanza cattivo sei un assessore abbastanza credibile. <br /> Durante una discussione della giunta lombarda, guidata dal leghista Attilio Fontana, Romano La Russa ha detto all’opposizione che “I minorenni che difendete li usate come avanguardie delle spranghe che cinquant’anni fa usavano i loro nonni”. Al centro del dibattito c’era una mozione del leghista Davide Caparini - che incidentalmente è marito dell’eurodeputata leghista Silvia Sardone - per dare “sostegno alle forze dell’ordine e alla libertà di manifestare in modo civile”, e per “esprimere la massima solidarietà a chiunque voglia esprimere le proprie idee con la presentazione di un libro”. Si riferiva proprio alla sua coniuge. A proposito di affari di famiglia. Per il centrodestra “le manganellate ai manifestanti sono sempre spiacevoli e deprecabili e sarebbe meglio evitarle, ma chi partecipa a un corteo deve sapere che la partecipazione deve sempre implicare senso di responsabilità e non il pensiero che appartenendo ad un gruppo si possano violare le regole”. <br /> La risposta migliore a La Russa è della consigliera regionale dem Carmela Rozza: “Non voglio tornare a cinquant’anni fa quando eri il picchiatore di San Babila. La Resistenza l’hanno fatta i partigiani sulle montagne e voi non c’eravate”, ha detto. Amen. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59036518</guid><pubDate>Thu, 14 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59036518/imported_43830878_a80b_4f30_a315_5a250196adfc.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Romano La Russa ha come più grande qualità politica quella di essere fortunato fratello di quell’Ignazio Maria Benito che ha trovato molta fortuna sul palcoscenico nazionale. 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Il La Russa minore ama considerevolmente quel ruolo perché si tratta di un assessorato omeopatico che si gioca tutto sul percepito: se sembri abbastanza cattivo sei un assessore abbastanza credibile. <br /> Durante una discussione della giunta lombarda, guidata dal leghista Attilio Fontana, Romano La Russa ha detto all’opposizione che “I minorenni che difendete li usate come avanguardie delle spranghe che cinquant’anni fa usavano i loro nonni”. Al centro del dibattito c’era una mozione del leghista Davide Caparini - che incidentalmente è marito dell’eurodeputata leghista Silvia Sardone - per dare “sostegno alle forze dell’ordine e alla libertà di manifestare in modo civile”, e per “esprimere la massima solidarietà a chiunque voglia esprimere le proprie idee con la presentazione di un libro”. Si riferiva proprio alla sua coniuge. A proposito di affari di famiglia. Per il centrodestra “le manganellate ai manifestanti sono sempre spiacevoli e deprecabili e sarebbe meglio evitarle, ma chi partecipa a un corteo deve sapere che la partecipazione deve sempre implicare senso di responsabilità e non il pensiero che appartenendo ad un gruppo si possano violare le regole”. <br /> La risposta migliore a La Russa è della consigliera regionale dem Carmela Rozza: “Non voglio tornare a cinquant’anni fa quando eri il picchiatore di San Babila. La Resistenza l’hanno fatta i partigiani sulle montagne e voi non c’eravate”, ha detto. Amen. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Incapaci di immaginare un futuro senza guerra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/incapaci-di-immaginare-un-futuro-senza-guerra--59019469</link><description><![CDATA[A proposito di trattative che non trattano e di fomentatori della guerra vale la pena fare un giro dai bambini che stanno a Gaza, raccontando come stanno coloro che sono riusciti a scampare alla morte per pallottole o bombe nel totale di più di 30mila morti che dovrebbero essere il risultato della legittima reazione di Israele. <br /> Nella ricerca gli esperti di salute mentale e di protezione dell’infanzia che lavorano con Save the Children a Gaza si parla di paura, ansia, carenza di cibo, iper-vigilanza e problemi di sonno, un’alternanza nello stile di attaccamento ai genitori, regressione e aggressività. l disagio emotivo di schivare bombe e proiettili, la paura di perdere i propri cari, di essere costretti a fuggire attraverso strade disseminate di detriti e cadaveri e di svegliarsi ogni mattina senza sapere se riusciranno a mangiare hanno aggravato la situazione rendendo gli adulti di riferimento sempre più incapaci di affrontare la situazione. Il sostegno, i servizi e gli strumenti di cui hanno bisogno per prendersi cura dei loro figli – secondo la ricerca – sono sempre meno. E proprio genitori e care giver hanno dichiarato all’organizzazione che la capacità dei bambini di immaginare un futuro senza guerra è ormai praticamente scomparsa.<br /> “Mentre i bisogni umanitari aumentano, l’ultima escalation di violenza e l’assedio hanno causato un collasso totale dei servizi di salute mentale a Gaza, con i sei centri pubblici dedicati e l’unico ospedale psichiatrico di Gaza non più funzionante”, sottolinea Save the Children. <br /> Toccherà trovare qualcuno che spiega a questi bambini che non devono prendersela troppo. Sono solo gli effetti collaterali di una guerra giusta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59019469</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59019469/imported_43830878_a80b_4f30_a315_5a250196adfc.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito di trattative che non trattano e di fomentatori della guerra vale la pena fare un giro dai bambini che stanno a Gaza, raccontando come stanno coloro che sono riusciti a scampare alla morte per pallottole o bombe nel totale di più di 30mila...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito di trattative che non trattano e di fomentatori della guerra vale la pena fare un giro dai bambini che stanno a Gaza, raccontando come stanno coloro che sono riusciti a scampare alla morte per pallottole o bombe nel totale di più di 30mila morti che dovrebbero essere il risultato della legittima reazione di Israele. <br /> Nella ricerca gli esperti di salute mentale e di protezione dell’infanzia che lavorano con Save the Children a Gaza si parla di paura, ansia, carenza di cibo, iper-vigilanza e problemi di sonno, un’alternanza nello stile di attaccamento ai genitori, regressione e aggressività. l disagio emotivo di schivare bombe e proiettili, la paura di perdere i propri cari, di essere costretti a fuggire attraverso strade disseminate di detriti e cadaveri e di svegliarsi ogni mattina senza sapere se riusciranno a mangiare hanno aggravato la situazione rendendo gli adulti di riferimento sempre più incapaci di affrontare la situazione. Il sostegno, i servizi e gli strumenti di cui hanno bisogno per prendersi cura dei loro figli – secondo la ricerca – sono sempre meno. E proprio genitori e care giver hanno dichiarato all’organizzazione che la capacità dei bambini di immaginare un futuro senza guerra è ormai praticamente scomparsa.<br /> “Mentre i bisogni umanitari aumentano, l’ultima escalation di violenza e l’assedio hanno causato un collasso totale dei servizi di salute mentale a Gaza, con i sei centri pubblici dedicati e l’unico ospedale psichiatrico di Gaza non più funzionante”, sottolinea Save the Children. <br /> Toccherà trovare qualcuno che spiega a questi bambini che non devono prendersela troppo. Sono solo gli effetti collaterali di una guerra giusta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La voracità che si mangia suolo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-voracita-che-si-mangia-suolo--59007736</link><description><![CDATA[Casavatore è un Comune in provincia di Napoli in cui risiedono poco più di 18 mila persone su un territorio di circa 153 ettari. Il 91,43% di questa superficie è oggi impermeabilizzata: non più suolo ma cemento e asfalto. Casavatore non è, però, l’unico caso eclatante che testimonia la voracità con cui la mano umana ha voluto sostituire la natura e assoggettarla ai propri voleri. Infatti, nella medesima provincia, anche Arzano (83,48% di suolo consumato), Melito di Napoli (81,30%), Cardito (73,72%), Torre Annunziata (72,06%), Frattaminore (71,93%) hanno ecceduto nella stessa bulimia edificatoria. Che non è solo una caratteristica del mezzogiorno, dato che coinvolge anche l’hinterland milanese e la Brianza, con punte apicali per Lissone (71,39%), Sesto San Giovanni (68,89%), Corsico (65,73%), Cusano Milanino (65,61%), Pero (64,94%), Baranzate (63,47%), Cologno Monzese (62,64%).<br /> Non si tratta di cifre appena elaborate e ancora non conosciute: sono precisi riscontri facilmente desumibili da anni, grazie ai puntuali monitoraggi di ISPRA. Dati, però, su cui minima è stata, finora, l’attenzione analitica da parte di amministratori, operatori dell’informazione e opinione pubblica: una situazione che ha spinto un apposito Gruppo di Lavoro del Forum Salviamo il Paesaggio a riprendere e sviluppare questa massa di informazioni per ciascun Comune.<br /> Il costo di tutto questo? Ogni ettaro di suolo libero assorbe circa 90 tonnellate di carbonio; ogni ettaro di suolo libero è in grado di drenare 3.750.000 litri d’acqua; ogni ettaro di suolo libero, coltivato, può sfamare 6 persone per un anno. Il costo è stato quantificato complessivamente tra 79.000 e 97.000 euro l’anno per ciascun ettaro di terreno libero che viene impermeabilizzato.<br /> Non è un tema apicale per la nostra politica?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/59007736</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2024 06:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/59007736/imported_a6b07a15_08d5_4b27_b7f5_ea4f802be105.mp3" length="2051343" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Casavatore è un Comune in provincia di Napoli in cui risiedono poco più di 18 mila persone su un territorio di circa 153 ettari. Il 91,43% di questa superficie è oggi impermeabilizzata: non più suolo ma cemento e asfalto. 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Ogni ettaro di suolo libero assorbe circa 90 tonnellate di carbonio; ogni ettaro di suolo libero è in grado di drenare 3.750.000 litri d’acqua; ogni ettaro di suolo libero, coltivato, può sfamare 6 persone per un anno. Il costo è stato quantificato complessivamente tra 79.000 e 97.000 euro l’anno per ciascun ettaro di terreno libero che viene impermeabilizzato.<br /> Non è un tema apicale per la nostra politica?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pappagalli locali dei leader nazionali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pappagalli-locali-dei-leader-nazionali--58989904</link><description><![CDATA[C’è questa piccola storia infame che arriva dalle parti di Treviso e riguarda un poliziotto trentenne candidato nel 2019 con Fratelli d’Italia finito nei guai per un giro di prostituzione. A colpire, come spesso accade, è il divario tra ciò che Ivan D’Amore - questo il nome dell’indagato - prometteva ai suoi elettori e i suoi comportamenti privati. <br /> “È andata bene, sono sorpreso per le mie 111 preferenze, il terzo in tutta la coalizione, è stato un risultato personale che mi riempie di orgoglio, e che mi incita a continuare su questa strada. Evidentemente sono piaciuti i progetti che ho esposto: sicurezza urbana, lotta all’accattonaggio e alla prostituzione”, diceva D’Amore nel 2019, dopo essersi candidato con Fratelli d’Italia. Prometteva lo stop della prostituzione in pubblico e intanto nel privato D’Amore è stato arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, in concorso con una donna colombiana, Mariby Morales di 50 anni. Secondo l’accusa, avrebbe gestito alcuni appartamenti con un vasto giro di prostitute e trans che gli avrebbe garantito un giro d’affari di 70 mila euro al mese.<br /> È una piccola storia infame di coerenza come molte altre, certo. Colpisce però lo svuotamento delle promesse elettorale che non sono nient’altro che le imitazioni di un tic. Essere contro la droga e poi drogarsi, odiare gli omosessuali per nascondersi, voler combattere l’evasione e intanto evadere, tuonare contro il Reddito di cittadinanza e poi intascarselo oppure usare il Superbonus mentre lo si abolisce sono i segnali di una politica intesa come posa pubblica e nient’altro. Migliaia di cloni locali dei leader nazionali che ripetono a pappagallo la manfrina. E poi ci si stupisce dell’astensionismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58989904</guid><pubDate>Mon, 11 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58989904/imported_38c9fc38_6208_429c_b873_656a68036965.mp3" length="1887921" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è questa piccola storia infame che arriva dalle parti di Treviso e riguarda un poliziotto trentenne candidato nel 2019 con Fratelli d’Italia finito nei guai per un giro di prostituzione. 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Prometteva lo stop della prostituzione in pubblico e intanto nel privato D’Amore è stato arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, in concorso con una donna colombiana, Mariby Morales di 50 anni. Secondo l’accusa, avrebbe gestito alcuni appartamenti con un vasto giro di prostitute e trans che gli avrebbe garantito un giro d’affari di 70 mila euro al mese.<br /> È una piccola storia infame di coerenza come molte altre, certo. Colpisce però lo svuotamento delle promesse elettorale che non sono nient’altro che le imitazioni di un tic. Essere contro la droga e poi drogarsi, odiare gli omosessuali per nascondersi, voler combattere l’evasione e intanto evadere, tuonare contro il Reddito di cittadinanza e poi intascarselo oppure usare il Superbonus mentre lo si abolisce sono i segnali di una politica intesa come posa pubblica e nient’altro. Migliaia di cloni locali dei leader nazionali che ripetono a pappagallo la manfrina. E poi ci si stupisce dell’astensionismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Leghisti e farina di grillo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/leghisti-e-farina-di-grillo--58946791</link><description><![CDATA[Due giorni fa l’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri ha dato sui suoi social una notizia con il fare di chi è convinto di avere ottenuto una vittoria politica storica. Il risultato eccezionale sarebbe di avere fatto approvare una mozione nella Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera del suo partito “contro l’uso della farina di grillo nelle mense scolastiche”. “Da una parte abbiamo una sinistra che vieta la carne di maiale nelle scuole (per accontentare le famiglie islamiche) e dall’altra la Lega che vieta la farina di grillo nelle mense. Voi da che parte state?”, ha scritto Tovaglieri. <br /> Noi, se l’europarlamentare di Salvini non si offende, preferiremmo stare dalla parte della verità e dell’attinenza ai fatti. I fatti dicono che la risoluzione (no, non era una mozione) presentata in Commissione dal deputato della Lega Rossano Sasso chiedeva di impegnare il governo a “proseguire la sensibilizzazione nelle scuole sull’importanza di una corretta alimentazione che non può prescindere dal consumo di prodotti a filiera corta” e “a stilare un protocollo d’intesa” affinché fosse “bandito l’uso dei novel food nelle mense scolastiche”. In quest’ultima frase ci sarebbero i famosi grilli. <br /> Peccato che la risoluzione votata sia radicalmente cambiata proprio nella parte finale e il divieto di usare novel food nelle mense sia sparito. Si parla generalmente di “avviare un’approfondita riflessione”.<br /> C’è un altro particolare non trascurabile: come ricorda Pagella politica le risoluzioni delle commissioni parlamentari esprimono un indirizzo al governo ma sono tutt’altro che giuridicamente vincolanti. A ciascuno le sue conclusioni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58946791</guid><pubDate>Thu, 07 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58946791/imported_18f7cebb_4983_4d5e_9523_9771b663c614.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Due giorni fa l’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri ha dato sui suoi social una notizia con il fare di chi è convinto di avere ottenuto una vittoria politica storica. Il risultato eccezionale sarebbe di avere fatto approvare una mozione nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Due giorni fa l’eurodeputata della Lega Isabella Tovaglieri ha dato sui suoi social una notizia con il fare di chi è convinto di avere ottenuto una vittoria politica storica. Il risultato eccezionale sarebbe di avere fatto approvare una mozione nella Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera del suo partito “contro l’uso della farina di grillo nelle mense scolastiche”. “Da una parte abbiamo una sinistra che vieta la carne di maiale nelle scuole (per accontentare le famiglie islamiche) e dall’altra la Lega che vieta la farina di grillo nelle mense. Voi da che parte state?”, ha scritto Tovaglieri. <br /> Noi, se l’europarlamentare di Salvini non si offende, preferiremmo stare dalla parte della verità e dell’attinenza ai fatti. I fatti dicono che la risoluzione (no, non era una mozione) presentata in Commissione dal deputato della Lega Rossano Sasso chiedeva di impegnare il governo a “proseguire la sensibilizzazione nelle scuole sull’importanza di una corretta alimentazione che non può prescindere dal consumo di prodotti a filiera corta” e “a stilare un protocollo d’intesa” affinché fosse “bandito l’uso dei novel food nelle mense scolastiche”. In quest’ultima frase ci sarebbero i famosi grilli. <br /> Peccato che la risoluzione votata sia radicalmente cambiata proprio nella parte finale e il divieto di usare novel food nelle mense sia sparito. Si parla generalmente di “avviare un’approfondita riflessione”.<br /> C’è un altro particolare non trascurabile: come ricorda Pagella politica le risoluzioni delle commissioni parlamentari esprimono un indirizzo al governo ma sono tutt’altro che giuridicamente vincolanti. A ciascuno le sue conclusioni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fingere di non vedere la pluralità di famiglie non le cancella</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fingere-di-non-vedere-la-pluralita-di-famiglie-non-le-cancella--58932615</link><description><![CDATA[Si tratta solo del primo round. Il tribunale di Padova respinto il ricorso della Procura che nella primavera scorsa aveva chiesto di annullare tutti gli atti di nascita con i quali il comune di Padova aveva riconosciuto a 35 bambini lo status di figli con due mamme. Quei bambini sono finiti in un limbo, orfani per sentenza, con l’avvallo della politica omofoba al governo. Per il tribunale il ricorso della Procura è inammissibile. <br /> Poco distante, a Milano, però un mese fa la Corte d’Appello ha dichiarato illegittime le iscrizioni anagrafiche dei bambini con due mamme. La furia ideologica del governo con la mamma cristiana e italiana Giorgia Meloni e con il ministro all’Interno Matteo Piantedosi è semplicemente rimandata. La discriminazione che sfrutta i vuoti normativi è pusillanime. <br /> Ma non si possono lasciare i diritti in mano ai giudici. Non possono essere i tribunali a decidere la geografia delle famiglie. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Europa viene riconosciuto - a febbraio del 2024 - legalmente e realizzato in 21 stati ovvero: Andorra, Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Estonia. Il Parlamento ha l’obbligo di affrontare la questione. Così ognuno si potrà assumere le proprie responsabilità: gli omofobi si siederanno con gli omofobi, i finti progressisti si sveleranno e ai cittadini verrà data la possibilità di giudicare i voti e non solo le promesse e le posture. <br /> La cosa certa è che fingere di non vedere la pluralità di famiglie non le cancella, con buona pace di Meloni e compagnia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58932615</guid><pubDate>Wed, 06 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58932615/imported_6af96066_79ca_4046_b109_a5f3914dea3e.mp3" length="1785103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si tratta solo del primo round. Il tribunale di Padova respinto il ricorso della Procura che nella primavera scorsa aveva chiesto di annullare tutti gli atti di nascita con i quali il comune di Padova aveva riconosciuto a 35 bambini lo status di figli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si tratta solo del primo round. Il tribunale di Padova respinto il ricorso della Procura che nella primavera scorsa aveva chiesto di annullare tutti gli atti di nascita con i quali il comune di Padova aveva riconosciuto a 35 bambini lo status di figli con due mamme. Quei bambini sono finiti in un limbo, orfani per sentenza, con l’avvallo della politica omofoba al governo. Per il tribunale il ricorso della Procura è inammissibile. <br /> Poco distante, a Milano, però un mese fa la Corte d’Appello ha dichiarato illegittime le iscrizioni anagrafiche dei bambini con due mamme. La furia ideologica del governo con la mamma cristiana e italiana Giorgia Meloni e con il ministro all’Interno Matteo Piantedosi è semplicemente rimandata. La discriminazione che sfrutta i vuoti normativi è pusillanime. <br /> Ma non si possono lasciare i diritti in mano ai giudici. Non possono essere i tribunali a decidere la geografia delle famiglie. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Europa viene riconosciuto - a febbraio del 2024 - legalmente e realizzato in 21 stati ovvero: Andorra, Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Estonia. Il Parlamento ha l’obbligo di affrontare la questione. Così ognuno si potrà assumere le proprie responsabilità: gli omofobi si siederanno con gli omofobi, i finti progressisti si sveleranno e ai cittadini verrà data la possibilità di giudicare i voti e non solo le promesse e le posture. <br /> La cosa certa è che fingere di non vedere la pluralità di famiglie non le cancella, con buona pace di Meloni e compagnia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Donzelli, le parole e l'ignoranza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/donzelli-le-parole-e-l-ignoranza--58918039</link><description><![CDATA[L’indebolimento di una democrazia comincia con l’abuso delle parole e dei dettami costituzionali. Accade così, in qualsiasi parte del mondo. Quando il linguaggio si svuota di significato per diventare solo luogo di propaganda si sedimenta una pericolosa abitudine a soprassedere le gravità e le falsità che vi sono contenute. <br /> Mai stanco di difendere la sua capa Giorgia Meloni il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli è intervenuto sulle parole della presidente del Consiglio che quasi tutti hanno inteso come un attacco frontale nei confronti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito alle note manganellate contro gli studenti che manifestavano a Pisa. Donzelli non è un parlamentare qualsiasi, è responsabile nazionale dell’organizzazione del suo partito è ne è stato per tre anni coordinatore nazionale per tre anni fino al 2017. <br /> Spiega Donzelli che quando Giorgia Meloni ha parlato di «”istituzioni”, che “tolgono il<br /> sostegno alle forze dell’ordine", si riferiva alle forze di opposizione in Parlamento, “perché noi speriamo sempre - dice Donzelli - di avere di fronte un'opposizione istituzionale e democratica, ma purtroppo non è cosi”. <br /> Come ha spiegato la giurista Vitalba Azzolini il singolo parlamentare non può essere definito come istituzione, perché non rappresenta l'istituzione Parlamento, la cui volontà si esprime solo attraverso il voto collegiale, né fa istituzione a sé. Sono concetti che si studiano al primo anno di giurisprudenza che evidentemente sfuggono a influenti dirigenti politici nazionali.<br /> C’è anche altro. Donzelli dice di non ritenere “democratica” l’opposizione al governo. Siamo sicuri che si tratti solo di uso spregiudicato delle parole?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58918039</guid><pubDate>Tue, 05 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58918039/imported_8ff1abff_36a6_4ea3_b8a7_ea26242dfb81.mp3" length="1893773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’indebolimento di una democrazia comincia con l’abuso delle parole e dei dettami costituzionali. Accade così, in qualsiasi parte del mondo. Quando il linguaggio si svuota di significato per diventare solo luogo di propaganda si sedimenta una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’indebolimento di una democrazia comincia con l’abuso delle parole e dei dettami costituzionali. Accade così, in qualsiasi parte del mondo. Quando il linguaggio si svuota di significato per diventare solo luogo di propaganda si sedimenta una pericolosa abitudine a soprassedere le gravità e le falsità che vi sono contenute. <br /> Mai stanco di difendere la sua capa Giorgia Meloni il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli è intervenuto sulle parole della presidente del Consiglio che quasi tutti hanno inteso come un attacco frontale nei confronti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito alle note manganellate contro gli studenti che manifestavano a Pisa. Donzelli non è un parlamentare qualsiasi, è responsabile nazionale dell’organizzazione del suo partito è ne è stato per tre anni coordinatore nazionale per tre anni fino al 2017. <br /> Spiega Donzelli che quando Giorgia Meloni ha parlato di «”istituzioni”, che “tolgono il<br /> sostegno alle forze dell’ordine", si riferiva alle forze di opposizione in Parlamento, “perché noi speriamo sempre - dice Donzelli - di avere di fronte un'opposizione istituzionale e democratica, ma purtroppo non è cosi”. <br /> Come ha spiegato la giurista Vitalba Azzolini il singolo parlamentare non può essere definito come istituzione, perché non rappresenta l'istituzione Parlamento, la cui volontà si esprime solo attraverso il voto collegiale, né fa istituzione a sé. Sono concetti che si studiano al primo anno di giurisprudenza che evidentemente sfuggono a influenti dirigenti politici nazionali.<br /> C’è anche altro. Donzelli dice di non ritenere “democratica” l’opposizione al governo. Siamo sicuri che si tratti solo di uso spregiudicato delle parole?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgia Meloni maestra dell’argomento fantoccio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgia-meloni-maestra-dell-argomento-fantoccio--58908210</link><description><![CDATA[”Diciamolo agli italiani: si sta cercando di mettere in piedi uno scontro con il presidente della Repubblica perché la sinistra non sa come spiegare che non vogliono che i cittadini scelgano da chi farsi rappresentare. Cercano di schermarsi dietro al Capo dello Stato. Non mi pare corretto e per questo rinnovo la mia stima al presidente e anche la mia solidarietà per questi tentativi di strumentalizzarlo”. Parole, opere e omissione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, maestra di quello che tecnicamente viene chiamato “argomento fantoccio”. La fallacia logica consiste nel rappresentare scorrettamente l’argomentazione dell’avversario esagerandola, travisandola, in modo da spostare il focus dall’argomentazione reale proposta ad un’argomentazione fittizia, con lo scopo di confutarla più facilmente. <br /> L'argomento può essere costruito - lo spiega molto bene qualsiasi manuale - estremizzando l'argomento iniziale; citando fuori contesto parti dell'argomento iniziale; inserendo nella discussione una persona che difenda debolmente l'argomento iniziale e confutando la difesa più debole dando l'impressione che anche l'argomento iniziale sia stato confutato. citando casi-limite dal forte impatto emotivo; citando eventi avvenuti sporadicamente e/o accidentalmente e presentandoli come se fossero la prassi; forzando analogie fra argomenti solo apparentemente collegati tra loro; semplificando eccessivamente l'argomento iniziale; inventando una persona fittizia che abbia idee o convinzioni facilmente criticabili facendo credere che il difensore dell'argomento iniziale condivida le opinioni della persona fittizia.<br /> Giorgia Meloni dice che non ce l’aveva con Mattarella quando tuonò contro i manganelli usati sugli studenti inermi. E oltre alla fallacia logica si intravede anche un po’ di vigliaccheria. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58908210</guid><pubDate>Mon, 04 Mar 2024 03:41:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58908210/imported_b085b117_ee00_463d_940f_af4bc4f9b12b.mp3" length="1789701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>”Diciamolo agli italiani: si sta cercando di mettere in piedi uno scontro con il presidente della Repubblica perché la sinistra non sa come spiegare che non vogliono che i cittadini scelgano da chi farsi rappresentare. 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La fallacia logica consiste nel rappresentare scorrettamente l’argomentazione dell’avversario esagerandola, travisandola, in modo da spostare il focus dall’argomentazione reale proposta ad un’argomentazione fittizia, con lo scopo di confutarla più facilmente. <br /> L'argomento può essere costruito - lo spiega molto bene qualsiasi manuale - estremizzando l'argomento iniziale; citando fuori contesto parti dell'argomento iniziale; inserendo nella discussione una persona che difenda debolmente l'argomento iniziale e confutando la difesa più debole dando l'impressione che anche l'argomento iniziale sia stato confutato. citando casi-limite dal forte impatto emotivo; citando eventi avvenuti sporadicamente e/o accidentalmente e presentandoli come se fossero la prassi; forzando analogie fra argomenti solo apparentemente collegati tra loro; semplificando eccessivamente l'argomento iniziale; inventando una persona fittizia che abbia idee o convinzioni facilmente criticabili facendo credere che il difensore dell'argomento iniziale condivida le opinioni della persona fittizia.<br /> Giorgia Meloni dice che non ce l’aveva con Mattarella quando tuonò contro i manganelli usati sugli studenti inermi. E oltre alla fallacia logica si intravede anche un po’ di vigliaccheria. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni e i numeri a caso con tre zeri in più</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-e-i-numeri-a-caso-con-tre-zeri-in-piu--58876522</link><description><![CDATA[L’altro ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite al Tg2 Post su Rai due, ha detto che grazie al Superbonus 110 per cento sono stati ristrutturati sei castelli “per un costo totale di un miliardo”. di euro. Travolta dalla foga di opporsi all’opposizione - che è l’unica forma di governo che conosce - Meloni ha ribadito per due volte il concetto aggiungendo che un miliardo di euro “è tutto quello” che è stato stanziato dal governo nell’ultima legge di Bilancio per “aiutare le mamme" e le famiglie, e per “incentivare la nascita dei figli”. <br /> Quegli antipatici di Pagella politica che hanno il brutto vizio di verificare i dati che i politici usano come roncole nell’arena politica Ono andati a recuperare la tabella dell’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) che riportano effettivamente i lavori di efficientamento energetico di quei castelli. Peccato che il costo complessivo dei lavori ammonti un milione di euro totale per gli investimenti ammessi a detrazione. L’idea del castello è ottima per raccontare una favola nera ma stiamo parlando di un costo non dissimile a quello di molti palazzi sparsi in Italia. <br /> A colpire della fallacia della presidente del Consiglio è l’enorme differenza di cifre: si parla di tre zeri in meno, Meloni ha compiuto un errore moltiplicato per mille. Il che dice molto di come la presidente del Consiglio memorizzi i concetti utili per la propaganda senza avere nessuna contezza delle proporzioni, delle spese e dei bilanci dello Stato. <br /> Meloni si atteggia da statista ma comprereste mai anche solo una bicicletta usata da una così?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58876522</guid><pubDate>Fri, 01 Mar 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58876522/imported_4f546f98_e684_4197_a767_ef72061994c7.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’altro ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite al Tg2 Post su Rai due, ha detto che grazie al Superbonus 110 per cento sono stati ristrutturati sei castelli “per un costo totale di un miliardo”. di euro. 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Travolta dalla foga di opporsi all’opposizione - che è l’unica forma di governo che conosce - Meloni ha ribadito per due volte il concetto aggiungendo che un miliardo di euro “è tutto quello” che è stato stanziato dal governo nell’ultima legge di Bilancio per “aiutare le mamme" e le famiglie, e per “incentivare la nascita dei figli”. <br /> Quegli antipatici di Pagella politica che hanno il brutto vizio di verificare i dati che i politici usano come roncole nell’arena politica Ono andati a recuperare la tabella dell’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) che riportano effettivamente i lavori di efficientamento energetico di quei castelli. Peccato che il costo complessivo dei lavori ammonti un milione di euro totale per gli investimenti ammessi a detrazione. L’idea del castello è ottima per raccontare una favola nera ma stiamo parlando di un costo non dissimile a quello di molti palazzi sparsi in Italia. <br /> A colpire della fallacia della presidente del Consiglio è l’enorme differenza di cifre: si parla di tre zeri in meno, Meloni ha compiuto un errore moltiplicato per mille. Il che dice molto di come la presidente del Consiglio memorizzi i concetti utili per la propaganda senza avere nessuna contezza delle proporzioni, delle spese e dei bilanci dello Stato. <br /> Meloni si atteggia da statista ma comprereste mai anche solo una bicicletta usata da una così?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'equazione migranti=terroristi è una bufala. Parola dell'intelligence italiana.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-equazione-migranti-terroristi-e-una-bufala-parola-dell-intelligence-italiana--58863844</link><description><![CDATA[La deputata europea leghista Silvia Sardone, solo per citare un esempio, sull’equazione “migranti uguale terroristi” ci ha costruito una carriera politica. “È del tutto evidente che l'immigrazione senza freni e i "porti aperti" favoriscono l'ingresso di migranti che giungono in Europa anche con finalità di terrorismo”, scriveva in una sua interrogazione a Bruxelles quattro anni fa. Il suo capo Matteo Salvini da anni fruga nei cassonetti della cronaca nera per soffiare sul pericolo percepito. La politica dovrebbe costruire il reale senza preoccuparsi di manipolare la realtà ma ai parlamentari della Lega risulta sempre molto complicato. <br /> Il ministro dell’Interno Piantedosi, epigone di Salvini sul tema, ogni volta che scoppia una guerra racconta fiero di avere “intensificato i controlli” come se i terroristi fossero sui barchini che affondano (e vengono fatti affondare) in mezzo al Mediterraneo. I migranti, ancora di più quando le guerre fanno tuonare i cannoni, sono un’efficacissima minaccia comunicativa nonostante non siano una minaccia concreta. Il professore di sociologia della Statale di Milano Maurizio Ambrosini scrive spesso dell’infondatezza della giustificazione securitaria delle chiusure basata sulle minacce terroriste: “gli immigrati diventano i capri espiatori delle angosce, spesso motivate, delle società occidentali”, scrisse in un suo studio del 2016. <br /> Ieri lo schiaffone è arrivato direttamente dall’intelligence italiana. Gli analisti del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nella nuova "Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza” spiegano che “non sono emerse evidenze di un utilizzo strutturato” dei flussi migratori “per finalità di terrorismo”. Un altro grande insuccesso della propaganda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58863844</guid><pubDate>Thu, 29 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58863844/imported_a394ae2c_d898_44e7_8c34_a48148a36486.mp3" length="1810599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La deputata europea leghista Silvia Sardone, solo per citare un esempio, sull’equazione “migranti uguale terroristi” ci ha costruito una carriera politica. “È del tutto evidente che l'immigrazione senza freni e i "porti aperti" favoriscono l'ingresso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La deputata europea leghista Silvia Sardone, solo per citare un esempio, sull’equazione “migranti uguale terroristi” ci ha costruito una carriera politica. “È del tutto evidente che l'immigrazione senza freni e i "porti aperti" favoriscono l'ingresso di migranti che giungono in Europa anche con finalità di terrorismo”, scriveva in una sua interrogazione a Bruxelles quattro anni fa. Il suo capo Matteo Salvini da anni fruga nei cassonetti della cronaca nera per soffiare sul pericolo percepito. La politica dovrebbe costruire il reale senza preoccuparsi di manipolare la realtà ma ai parlamentari della Lega risulta sempre molto complicato. <br /> Il ministro dell’Interno Piantedosi, epigone di Salvini sul tema, ogni volta che scoppia una guerra racconta fiero di avere “intensificato i controlli” come se i terroristi fossero sui barchini che affondano (e vengono fatti affondare) in mezzo al Mediterraneo. I migranti, ancora di più quando le guerre fanno tuonare i cannoni, sono un’efficacissima minaccia comunicativa nonostante non siano una minaccia concreta. Il professore di sociologia della Statale di Milano Maurizio Ambrosini scrive spesso dell’infondatezza della giustificazione securitaria delle chiusure basata sulle minacce terroriste: “gli immigrati diventano i capri espiatori delle angosce, spesso motivate, delle società occidentali”, scrisse in un suo studio del 2016. <br /> Ieri lo schiaffone è arrivato direttamente dall’intelligence italiana. Gli analisti del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica nella nuova "Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza” spiegano che “non sono emerse evidenze di un utilizzo strutturato” dei flussi migratori “per finalità di terrorismo”. Un altro grande insuccesso della propaganda. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un messaggio in bottiglia. Ma sbagliato.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-messaggio-in-bottiglia-ma-sbagliato--58854828</link><description><![CDATA[Andremo al supermercato sotto casa e convinti di aiutare il pianeta acquisteremo una bottiglia con la dicitura “plastica riciclata al 100%” convinti che sia al 100% di plastica riciclata. In un documento della Commissione europea datato 13 febbraio l’esecutivo Ue spinto dalle industrie della chimica e della plastico si propone un approccio più lassista. <br /> L'industria chimica ha spinto per un metodo di calcolo che consenta loro di spostare i cosiddetti crediti di contenuto riciclato da un prodotto all'altro (a parte il carburante) e trasferire tali crediti a prodotti in cui un'affermazione "riciclato al 100%" sarebbe commercialmente più preziosa. Per gli industriali il nuovo metodo permetterebbe di utilizzare meno rifiuti di plastica - che sono costosi da raccogliere e smistare - come materia prima.<br /> "Questo è, per me, un rischio davvero elevato di greenwashing", ha detto Lauriane Veillard, responsabile della politica di Zero Waste Europe mentre la Environmental Coalition on Standards avvisa che con le nuove regole i protocolli di riciclaggio rischiano di diventare un "esercizio di contabilità senza significato”. <br /> In una nota ottenuta da Politico l'anno scorso, la Commissione ha avvertito che se le nuove regole che disciplinano la tecnologia sono "troppo restrittive, i riciclatori chimici potrebbero astenersi dagli investimenti pianificati, il che potrebbe bloccare lo sviluppo del settore”. <br /> Se una bottiglia viene etichettata come fatta all’80% di plastica riciclata dovrebbe essere così. Solo così potremmo avere contezza di cosa stiano facendo le aziende per il pianeta. Ora il rischio è che sia solo fumo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58854828</guid><pubDate>Wed, 28 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58854828/imported_21bf996b_0ba6_4cfa_80e5_f14b3e2afba4.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Andremo al supermercato sotto casa e convinti di aiutare il pianeta acquisteremo una bottiglia con la dicitura “plastica riciclata al 100%” convinti che sia al 100% di plastica riciclata. In un documento della Commissione europea datato 13 febbraio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Andremo al supermercato sotto casa e convinti di aiutare il pianeta acquisteremo una bottiglia con la dicitura “plastica riciclata al 100%” convinti che sia al 100% di plastica riciclata. In un documento della Commissione europea datato 13 febbraio l’esecutivo Ue spinto dalle industrie della chimica e della plastico si propone un approccio più lassista. <br /> L'industria chimica ha spinto per un metodo di calcolo che consenta loro di spostare i cosiddetti crediti di contenuto riciclato da un prodotto all'altro (a parte il carburante) e trasferire tali crediti a prodotti in cui un'affermazione "riciclato al 100%" sarebbe commercialmente più preziosa. Per gli industriali il nuovo metodo permetterebbe di utilizzare meno rifiuti di plastica - che sono costosi da raccogliere e smistare - come materia prima.<br /> "Questo è, per me, un rischio davvero elevato di greenwashing", ha detto Lauriane Veillard, responsabile della politica di Zero Waste Europe mentre la Environmental Coalition on Standards avvisa che con le nuove regole i protocolli di riciclaggio rischiano di diventare un "esercizio di contabilità senza significato”. <br /> In una nota ottenuta da Politico l'anno scorso, la Commissione ha avvertito che se le nuove regole che disciplinano la tecnologia sono "troppo restrittive, i riciclatori chimici potrebbero astenersi dagli investimenti pianificati, il che potrebbe bloccare lo sviluppo del settore”. <br /> Se una bottiglia viene etichettata come fatta all’80% di plastica riciclata dovrebbe essere così. Solo così potremmo avere contezza di cosa stiano facendo le aziende per il pianeta. Ora il rischio è che sia solo fumo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La propaganda di guerra, come 110 anni fa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-propaganda-di-guerra-come-110-anni-fa--58824245</link><description><![CDATA[Anne Morelli è una storica belga che nel 2005 aveva pubblicato in Italia un libro dal titolo “Principi elementari della propaganda di guerra”. L’autrice dimostra come dei meccanismi elementari della propaganda di guerra, utilizzati per la prima volta in occasione del conflitto del 1914-1918, ci si sia serviti regolarmente in tutte le ostilità successive (comprese le più recenti). Il libro, per il suo carattere didattico, ha conosciuto un grande successo internazionale: tradotto in sette lingue (tra le quali il giapponese) e ripubblicato in varie edizioni, si è oggi trasformato in un «classico», utile soprattutto a comprendere come la propaganda ci spinga ad accettare guerre che al loro insorgere disapprovavamo.<br /> La propaganda di guerra è un dispositivo antico quanto la guerra stessa, codificato da Arthur Ponsonby, politico pacifista inglese, dopo la prima guerra mondiale. I dieci punti principali si potrebbero riassumere così: 1. Non siamo noi a volere la guerra, ma siamo costretti a prepararla e a farla; 2. I nemici sono i soli responsabili della guerra; 3. Il nemico ha l’aspetto del male assoluto (salvo averci fatto affari fino a poco prima); 4. Noi difendiamo una causa nobile, non i nostri interessi; 5. Il nemico provoca volutamente delle atrocità, i nostri sono involontari effetti collaterali; 6. Il nemico usa armi illegali, noi rispettiamo le regole; 7. Le perdite del nemico sono imponenti, le nostre assai ridotte; 8. Gli intellettuali e la stampa sostengono la nostra causa; 9. La nostra causa ha un carattere sacro (letterale o metaforico); 10. Quelli che mettono in dubbio la propaganda sono traditori.<br /> Ognuno può trarre le sue conclusioni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58824245</guid><pubDate>Tue, 27 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58824245/imported_e0122a07_d526_4f74_b58e_e702d795b352.mp3" length="1956466" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Anne Morelli è una storica belga che nel 2005 aveva pubblicato in Italia un libro dal titolo “Principi elementari della propaganda di guerra”. 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Il libro, per il suo carattere didattico, ha conosciuto un grande successo internazionale: tradotto in sette lingue (tra le quali il giapponese) e ripubblicato in varie edizioni, si è oggi trasformato in un «classico», utile soprattutto a comprendere come la propaganda ci spinga ad accettare guerre che al loro insorgere disapprovavamo.<br /> La propaganda di guerra è un dispositivo antico quanto la guerra stessa, codificato da Arthur Ponsonby, politico pacifista inglese, dopo la prima guerra mondiale. I dieci punti principali si potrebbero riassumere così: 1. Non siamo noi a volere la guerra, ma siamo costretti a prepararla e a farla; 2. I nemici sono i soli responsabili della guerra; 3. Il nemico ha l’aspetto del male assoluto (salvo averci fatto affari fino a poco prima); 4. Noi difendiamo una causa nobile, non i nostri interessi; 5. Il nemico provoca volutamente delle atrocità, i nostri sono involontari effetti collaterali; 6. Il nemico usa armi illegali, noi rispettiamo le regole; 7. Le perdite del nemico sono imponenti, le nostre assai ridotte; 8. Gli intellettuali e la stampa sostengono la nostra causa; 9. La nostra causa ha un carattere sacro (letterale o metaforico); 10. Quelli che mettono in dubbio la propaganda sono traditori.<br /> Ognuno può trarre le sue conclusioni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piantedosamente galleggia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piantedosamente-galleggia--58814183</link><description><![CDATA[Antropologia di un dei peggiori ministri dell’Interno dell’Italia repubblicana, sulla scia dei pessimi ministri dell’Interno che purtroppo abbiamo avuto in questi ultimi anni. Matteo Piantedosi, ex capo di gabinetto di quel Matteo Salvini relegato da Giorgia Meloni a giocare con i ponti pur di non combinare danni con i porti, ha visto le fascistissime immagini dei manganelli sugli studenti a Pisa e si è indignato. Il suo fastidio per l’operato della polizia lo condivide con il Quirinale quando viene informato che il presidente della Repubblica ha intenzione di intervenire con una nota. “L’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza”, recita il comunicato stampa di Mattarella, sostanzialmente condiviso da Piantedosi. <br /> Nel frattempo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, appena tornata da Kiev, comanda ai suoi di menare le parole per difendere coloro che menano le mani e subito parte un’infornata di comunicati stampa - con il solito Donzelli nella solita parte del cocchiere di corte - per dire che al governo stanno “dalla parte della Polizia senza se e senza ma” e che “i violenti stanno a sinistra”. Negare e rilanciare è perfino più grave e più fascista dei manganelli: rivittimizzare le vittime è un vigliacco abuso del potere. <br /> Che fa Piantedosi? Cambia idea. Abbandona le sue idee convenute con il Quirinale e si cimenta nella parte del cameriere per soddisfare le voglia della sua capa. Così un ministro dell’Interno difende irrazionalmente la Polizia più di quanto lo faccia il capo della Polizia. E anche questa volta il ministro piantedosamente galleggia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58814183</guid><pubDate>Mon, 26 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58814183/imported_2104874e_5a7a_406a_a620_5603e41b58a7.mp3" length="1890847" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Antropologia di un dei peggiori ministri dell’Interno dell’Italia repubblicana, sulla scia dei pessimi ministri dell’Interno che purtroppo abbiamo avuto in questi ultimi anni. 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Il suo fastidio per l’operato della polizia lo condivide con il Quirinale quando viene informato che il presidente della Repubblica ha intenzione di intervenire con una nota. “L’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza”, recita il comunicato stampa di Mattarella, sostanzialmente condiviso da Piantedosi. <br /> Nel frattempo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, appena tornata da Kiev, comanda ai suoi di menare le parole per difendere coloro che menano le mani e subito parte un’infornata di comunicati stampa - con il solito Donzelli nella solita parte del cocchiere di corte - per dire che al governo stanno “dalla parte della Polizia senza se e senza ma” e che “i violenti stanno a sinistra”. Negare e rilanciare è perfino più grave e più fascista dei manganelli: rivittimizzare le vittime è un vigliacco abuso del potere. <br /> Che fa Piantedosi? Cambia idea. Abbandona le sue idee convenute con il Quirinale e si cimenta nella parte del cameriere per soddisfare le voglia della sua capa. Così un ministro dell’Interno difende irrazionalmente la Polizia più di quanto lo faccia il capo della Polizia. E anche questa volta il ministro piantedosamente galleggia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>È l'Africa che dovrebbe esportare un piano Mattei dei diritti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-l-africa-che-dovrebbe-esportare-un-piano-mattei-dei-diritti--58784765</link><description><![CDATA[In Zimbabwe siamo a un passo dalla cancellazione della pena di morte. Il disegno di legge che abolisce la pena di morte è stato promosso dal parlamentare Edwin Mushoriwa e le consultazioni nazionali nelle dieci provincie del Paese hanno dimostrato che “la maggior parte delle persone desidera la cancellazione della pena capitale”. <br /> Le ultime esecuzioni nel paese africano risalgono al 2005 anche se i tribunali continuano a infliggere l’esecuzione e al momento ci sono 63 prigionieri nel cosiddetto braccio della morte. La Costituzione dello Zimbabwe protegge il diritto alla vita. Tuttavia, autorizza i tribunali in circostanze limitate a imporre la pena di morte per omicidio aggravato. La legge proposta proibirebbe a qualsiasi tribunale di imporre la pena di morte e di eseguire una condanna a morte precedentemente emessa. Nel 2022, la Commissione africana per i diritti dell'uomo e dei popoli ha invitato tutti i paesi membri della Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli a "prendere provvedimenti verso l'abolizione della pena di morte”.<br /> Ad oggi, circa 170 paesi hanno abolito o introdotto una moratoria sulla pena di morte sia per legge che per pratica. Nell'Africa meridionale, approvando il disegno di legge sull'abolizione della pena di morte, lo Zimbabwe si unirà ad Angola, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sudafrica e Zambia per aver abolito la pena di morte per tutti i crimini.<br /> Mentre in Italia aumenta il numero di persone che vorrebbe la pena di morte anche solo per il furto come dicono gli ultimi sondaggi e mentre gli Usa continuano con le loro esecuzioni viene da dire che se uscissimo dalla logica colonialista e assistenziale che vede l’Africa come retrograda in tema di diritti fosse sarebbe il caso che un “piano Mattei” dei diritti venisse esportato al contrario, nell’Occidente che scodinzola una superiorità che evidentemente su molti temi non esiste.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58784765</guid><pubDate>Fri, 23 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58784765/imported_1707c1ce_b831_4620_b1d5_72f37c0f5906.mp3" length="2270772" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Zimbabwe siamo a un passo dalla cancellazione della pena di morte. 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La legge proposta proibirebbe a qualsiasi tribunale di imporre la pena di morte e di eseguire una condanna a morte precedentemente emessa. Nel 2022, la Commissione africana per i diritti dell'uomo e dei popoli ha invitato tutti i paesi membri della Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli a "prendere provvedimenti verso l'abolizione della pena di morte”.<br /> Ad oggi, circa 170 paesi hanno abolito o introdotto una moratoria sulla pena di morte sia per legge che per pratica. Nell'Africa meridionale, approvando il disegno di legge sull'abolizione della pena di morte, lo Zimbabwe si unirà ad Angola, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sudafrica e Zambia per aver abolito la pena di morte per tutti i crimini.<br /> Mentre in Italia aumenta il numero di persone che vorrebbe la pena di morte anche solo per il furto come dicono gli ultimi sondaggi e mentre gli Usa continuano con le loro esecuzioni viene da dire che se uscissimo dalla logica colonialista e assistenziale che vede l’Africa come retrograda in tema di diritti fosse sarebbe il caso che un “piano Mattei” dei diritti venisse esportato al contrario, nell’Occidente che scodinzola una superiorità che evidentemente su molti temi non esiste.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>142</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A ognuno il suo Salvini. Negli Usa Trump.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-ognuno-il-suo-salvini-negli-usa-trump--58765127</link><description><![CDATA[Ogni paese ha il suo Salvini e dalle parti degli Stati Uniti il loro Salvini risponde al nome di Donald Trump. Non è una caso infatti che il magnate americano sia uno degli idoli di riferimento del ministro leghista.<br /> Intervistato martedì dalla rete amica Fox News l’ex presidente americano - ora in corsa per le prossime elezioni - si è paragonato a Alexi Navalny dichiarandosi “un perseguitato”. Trump ha definito Navalny “un uomo molto coraggioso” e ha paragonato la multa di 355 milioni di dollari inflittagli per un processo di frode a New York a un’oppressione “esattamente come” per il dissidente russo. <br /> “È una forma di comunismo, o di fascismo” ha detto Trump, aggiungendo che ciò che è accaduto a Navalny “sta accadendo anche” negli Usa. “Ci stiamo trasformando in un paese comunista in molti modi. Ho otto o nove cause giudiziarie tutte a causa del fatto che... sono in politica”. Anche nell’utilizzo del benaltrismo il magnate americano è molto simile al leader della Lega: parlare di se stesso per Trump è stata una facile via d’uscita per non nominare Putin. Così, nonostante le domande della conduttrice Laura Ingraham, Trump è riuscito a non pronunciare mai il nome del presidente russo, ritenuto dalla comunità internazionale il colpevole della morte di Navalny. <br /> Mentre Salvini in Italia invocava chiarezza dai giudici di un Paese non libero Trump negli Usa paragonava la frode alla dissidenza: un asse politico perfetto di vigliaccheria politica. <br /> Nel frattempo ieri Matteo Salvini ha lanciato dal suo Ministero dei trasporti uno spot sulla sicurezza stradale dove gli attori in auto non indossano le cinture di sicurezza. Mi pare che sia la metafora perfetta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58765127</guid><pubDate>Thu, 22 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58765127/imported_c98ad858_5d13_439f_860d_0d0050245ac9.mp3" length="1971095" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni paese ha il suo Salvini e dalle parti degli Stati Uniti il loro Salvini risponde al nome di Donald Trump. Non è una caso infatti che il magnate americano sia uno degli idoli di riferimento del ministro leghista.
Intervistato martedì dalla rete...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni paese ha il suo Salvini e dalle parti degli Stati Uniti il loro Salvini risponde al nome di Donald Trump. Non è una caso infatti che il magnate americano sia uno degli idoli di riferimento del ministro leghista.<br /> Intervistato martedì dalla rete amica Fox News l’ex presidente americano - ora in corsa per le prossime elezioni - si è paragonato a Alexi Navalny dichiarandosi “un perseguitato”. Trump ha definito Navalny “un uomo molto coraggioso” e ha paragonato la multa di 355 milioni di dollari inflittagli per un processo di frode a New York a un’oppressione “esattamente come” per il dissidente russo. <br /> “È una forma di comunismo, o di fascismo” ha detto Trump, aggiungendo che ciò che è accaduto a Navalny “sta accadendo anche” negli Usa. “Ci stiamo trasformando in un paese comunista in molti modi. Ho otto o nove cause giudiziarie tutte a causa del fatto che... sono in politica”. Anche nell’utilizzo del benaltrismo il magnate americano è molto simile al leader della Lega: parlare di se stesso per Trump è stata una facile via d’uscita per non nominare Putin. Così, nonostante le domande della conduttrice Laura Ingraham, Trump è riuscito a non pronunciare mai il nome del presidente russo, ritenuto dalla comunità internazionale il colpevole della morte di Navalny. <br /> Mentre Salvini in Italia invocava chiarezza dai giudici di un Paese non libero Trump negli Usa paragonava la frode alla dissidenza: un asse politico perfetto di vigliaccheria politica. <br /> Nel frattempo ieri Matteo Salvini ha lanciato dal suo Ministero dei trasporti uno spot sulla sicurezza stradale dove gli attori in auto non indossano le cinture di sicurezza. Mi pare che sia la metafora perfetta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini e quell'irresistibile passione per Putin</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-e-quell-irresistibile-passione-per-putin--58752958</link><description><![CDATA[Dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo che “in Italia c’è un’ossessione nei confronti di Salvini per cui tutto quello che succede bisogna puntare l'indice e la colpa nei confronti di Salvini e della Lega”. Romeo, ospite della trasmissione Agorà su Rai3, stava rispondendo alle accuse di ambiguità contro la Lega per le sue posizioni passate e presenti su Putin e sulla Russia. <br /> Romeo dice anche che “su Putin ha sbagliato tutto l’Occidente” e precisa che il suo partito ha preso le distanze dal presidente russo “il giorno stesso in cui ha invaso l’Ucraina”. Il vittimismo e il diritto al condono sono due costanti dei partiti del governo. Arrogarsi del diritto all’oblio in politica è una pretesa cretina e irricevibile. Il giudizio su un leader politico si basa inevitabilmente sul suo passato, sul presente e sulla sua idea di futuro. Solo così se ne può testare l’affidabilità e la coerenza. <br /> A rovinare i piani del senatore Romeo comunque ci ha pensato Salvini in persona che ieri in un’interista a Rtl 102.5 ha detto: “capisco la posizione della moglie di Navalny, bisogna fare chiarezza. È chiaro che c’è un morto e quindi bisogna fare assolutamente chiarezza. Ma la fanno i medici, i giudici, non la facciamo noi”. Affidarsi alla giustizia di una tirannia e ai medici di un Paese in cui molti degli oppositori politici sono certificati accidentalmente morti significa dare credito a Putin e al suo governo. Si potrebbe dire che Salvini ancora oggi ritiene Putin credibile. <br /> Spiace per il suo capogruppo Romeo. Su Putin avranno sbagliato in molti ma a continuare a sbagliare su Putin ormai sembra essere rimasto solo il suo segretario di partito. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58752958</guid><pubDate>Wed, 21 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58752958/imported_86f23661_c35a_43f2_84e0_5202b222bde8.mp3" length="2030445" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo che “in Italia c’è un’ossessione nei confronti di Salvini per cui tutto quello che succede bisogna puntare l'indice e la colpa nei confronti di Salvini e della Lega”. Romeo, ospite della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo che “in Italia c’è un’ossessione nei confronti di Salvini per cui tutto quello che succede bisogna puntare l'indice e la colpa nei confronti di Salvini e della Lega”. Romeo, ospite della trasmissione Agorà su Rai3, stava rispondendo alle accuse di ambiguità contro la Lega per le sue posizioni passate e presenti su Putin e sulla Russia. <br /> Romeo dice anche che “su Putin ha sbagliato tutto l’Occidente” e precisa che il suo partito ha preso le distanze dal presidente russo “il giorno stesso in cui ha invaso l’Ucraina”. Il vittimismo e il diritto al condono sono due costanti dei partiti del governo. Arrogarsi del diritto all’oblio in politica è una pretesa cretina e irricevibile. Il giudizio su un leader politico si basa inevitabilmente sul suo passato, sul presente e sulla sua idea di futuro. Solo così se ne può testare l’affidabilità e la coerenza. <br /> A rovinare i piani del senatore Romeo comunque ci ha pensato Salvini in persona che ieri in un’interista a Rtl 102.5 ha detto: “capisco la posizione della moglie di Navalny, bisogna fare chiarezza. È chiaro che c’è un morto e quindi bisogna fare assolutamente chiarezza. Ma la fanno i medici, i giudici, non la facciamo noi”. Affidarsi alla giustizia di una tirannia e ai medici di un Paese in cui molti degli oppositori politici sono certificati accidentalmente morti significa dare credito a Putin e al suo governo. Si potrebbe dire che Salvini ancora oggi ritiene Putin credibile. <br /> Spiace per il suo capogruppo Romeo. Su Putin avranno sbagliato in molti ma a continuare a sbagliare su Putin ormai sembra essere rimasto solo il suo segretario di partito. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cari colleghi de La Verità: la colpa dei morti è dei vivi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cari-colleghi-de-la-verita-la-colpa-dei-morti-e-dei-vivi--58742195</link><description><![CDATA[Caro Francesco Borgonovo,<br /> Anche ieri dalle vostre parti nella redazione de La Verità siete riusciti nella mirabile impresa di sciacallare sulle vittime sepolte nel cantiere di Firenze spiegandoci come “le morti del lavoro siano colpa dell’immigrazione selvaggia” perché - dici - i subappalti con condizioni di lavoro mortali sarebbero impossibili senza “manodopera illegale e quindi sfruttabile”. È il solito trucco di dipingere gli oppressi come oppressori. Niente di nuovo, niente di fantasioso. <br /> Gli ultimi numeri a disposizione pubblicati dall’Istat nel 2021, che per fortuna non sono opinioni, dicono che in Italia il lavoro sommerso vale qualcosa come 174 mld. Per fare un paragone, il Pnrr italiano vale 191,5 mld, ripartiti in piщ anni. I soldi del lavoro irregolare sono 17,4 miliardi in più rispetto all’anno precedente (il 10% in più) e coinvolgono quasi tre milioni di lavoratori (2 milioni 990mila, per la precisione). <br /> Il settore con più sommerso è quello di “altri servizi alle persone” che comprendono un ampia gamma di codici ateco, dalle scommesse all’intrattenimento, fino alle attivitа sportive), dove il sommerso costituisce il 34,6% del valore aggiunto del comparto. Poi c’è il commercio, trasporti, alloggio e ristorazione con il 20,9% e le costruzioni con il 18,2%. In agricoltura siamo al 15,7%. Credo che nemmeno una penna spericolata come la tua possa credere che quei 3 milioni siano tutti stranieri colpevoli di trasformare gli irreprensibili imprenditori italiani in evasori. <br /> Mi spiace quindi farti notare che no, i morti sul lavoro non sono colpa dei morti ma dei vivi che che sfruttano, del caporalato dei viventi, dei subappalti a cascata autorizzati da italianissimi governanti e degli italici controlli che mancano. <br /> Cordialità. Ci risentiamo alla prossima tragedia trasformata in farsa. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58742195</guid><pubDate>Tue, 20 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58742195/imported_6242731d_1b7b_455c_b99e_0277a11a78c3.mp3" length="2018742" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Caro Francesco Borgonovo,
Anche ieri dalle vostre parti nella redazione de La Verità siete riusciti nella mirabile impresa di sciacallare sulle vittime sepolte nel cantiere di Firenze spiegandoci come “le morti del lavoro siano colpa dell’immigrazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Caro Francesco Borgonovo,<br /> Anche ieri dalle vostre parti nella redazione de La Verità siete riusciti nella mirabile impresa di sciacallare sulle vittime sepolte nel cantiere di Firenze spiegandoci come “le morti del lavoro siano colpa dell’immigrazione selvaggia” perché - dici - i subappalti con condizioni di lavoro mortali sarebbero impossibili senza “manodopera illegale e quindi sfruttabile”. È il solito trucco di dipingere gli oppressi come oppressori. Niente di nuovo, niente di fantasioso. <br /> Gli ultimi numeri a disposizione pubblicati dall’Istat nel 2021, che per fortuna non sono opinioni, dicono che in Italia il lavoro sommerso vale qualcosa come 174 mld. Per fare un paragone, il Pnrr italiano vale 191,5 mld, ripartiti in piщ anni. I soldi del lavoro irregolare sono 17,4 miliardi in più rispetto all’anno precedente (il 10% in più) e coinvolgono quasi tre milioni di lavoratori (2 milioni 990mila, per la precisione). <br /> Il settore con più sommerso è quello di “altri servizi alle persone” che comprendono un ampia gamma di codici ateco, dalle scommesse all’intrattenimento, fino alle attivitа sportive), dove il sommerso costituisce il 34,6% del valore aggiunto del comparto. Poi c’è il commercio, trasporti, alloggio e ristorazione con il 20,9% e le costruzioni con il 18,2%. In agricoltura siamo al 15,7%. Credo che nemmeno una penna spericolata come la tua possa credere che quei 3 milioni siano tutti stranieri colpevoli di trasformare gli irreprensibili imprenditori italiani in evasori. <br /> Mi spiace quindi farti notare che no, i morti sul lavoro non sono colpa dei morti ma dei vivi che che sfruttano, del caporalato dei viventi, dei subappalti a cascata autorizzati da italianissimi governanti e degli italici controlli che mancano. <br /> Cordialità. Ci risentiamo alla prossima tragedia trasformata in farsa. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini, Meloni e "tutte le parti in commedia"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-meloni-e-tutte-le-parti-in-commedia--58722379</link><description><![CDATA[Oggi alle 18.30 tutti i partiti politici italiani in Campidoglio manifesteranno dopo la morte di Alexei Navalny, il più importante dissidente e oppositore al satrapo Putin ammazzato dal presidente russo beni prima di essere morto il 16 febbraio in un carcere di sicurezza. <br /> L’idea partita da Carlo Calenda, leader di Azione, e dal suo confronto con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein è appoggiata da tutti i partiti di governo e di opposizione che per la prima volta si compattano in questa legislatura. <br /> Dopo ore di tentennamenti la Lega di Matteo Salvini ha deciso di aderire. Il vicesegretario di Salvini Andrea Crippa di primo acchito aveva sfoderato un goffo garantismo: “la morte di Navalny? Additare colpevoli mi sembra prematuro”, aveva detto ai giornalisti il vice di quello che suona ai citofoni e condanna bestialmente sui suoi account social. Nel marzo del 2017, quando Salvini era uno dei più sfegatati fan di Vladimir Putin, il leader della Lega in un’intervista aveva snobbato Navalny come “un blogger anti Putin”. In quella stessa intervista Salvini confessò di “sorridere” di fronte alle accuse contro il presidente russo. <br /> Come osserva Riccardo Magi di +Europa Salvini come al solito vorrebbe fare “tutte le parti in commedia”, come quei vecchi attori stanchi che hanno rinunciato da tempo alla credibilità in favore della convenienza. Il leader della Lega in questi giorni non ha trovato il tempo di dedicare alla morte dell’oppositore russo nemmeno una riga. Mentre la comunità internazionale si indignava Salvini pubblicava un puccioso post sulla giornata mondiale dei gatti. <br /> Ma c’è un’altra più pericolosa incoerente: Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio è solo un po’ più furba. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58722379</guid><pubDate>Mon, 19 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58722379/imported_e8bba662_b12d_4116_812a_6c0ff95cc6fd.mp3" length="1979872" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi alle 18.30 tutti i partiti politici italiani in Campidoglio manifesteranno dopo la morte di Alexei Navalny, il più importante dissidente e oppositore al satrapo Putin ammazzato dal presidente russo beni prima di essere morto il 16 febbraio in un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi alle 18.30 tutti i partiti politici italiani in Campidoglio manifesteranno dopo la morte di Alexei Navalny, il più importante dissidente e oppositore al satrapo Putin ammazzato dal presidente russo beni prima di essere morto il 16 febbraio in un carcere di sicurezza. <br /> L’idea partita da Carlo Calenda, leader di Azione, e dal suo confronto con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein è appoggiata da tutti i partiti di governo e di opposizione che per la prima volta si compattano in questa legislatura. <br /> Dopo ore di tentennamenti la Lega di Matteo Salvini ha deciso di aderire. Il vicesegretario di Salvini Andrea Crippa di primo acchito aveva sfoderato un goffo garantismo: “la morte di Navalny? Additare colpevoli mi sembra prematuro”, aveva detto ai giornalisti il vice di quello che suona ai citofoni e condanna bestialmente sui suoi account social. Nel marzo del 2017, quando Salvini era uno dei più sfegatati fan di Vladimir Putin, il leader della Lega in un’intervista aveva snobbato Navalny come “un blogger anti Putin”. In quella stessa intervista Salvini confessò di “sorridere” di fronte alle accuse contro il presidente russo. <br /> Come osserva Riccardo Magi di +Europa Salvini come al solito vorrebbe fare “tutte le parti in commedia”, come quei vecchi attori stanchi che hanno rinunciato da tempo alla credibilità in favore della convenienza. Il leader della Lega in questi giorni non ha trovato il tempo di dedicare alla morte dell’oppositore russo nemmeno una riga. Mentre la comunità internazionale si indignava Salvini pubblicava un puccioso post sulla giornata mondiale dei gatti. <br /> Ma c’è un’altra più pericolosa incoerente: Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio è solo un po’ più furba. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La censura non è una fiction</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-censura-non-e-una-fiction--58693868</link><description><![CDATA[Una manciata di notizie solo nelle ultime ore. La Rai ha accantonato la fiction su don Andrea Gallo, voce libera e evidentemente scomoda per le sensibilità di questo governo. Il progetto - che vedeva fra gli autori Ricky Tognazzi - sulla vita del più celebre prete di strada italiano, alla fine del 2022 era in fase molto avanzata e il produttore Titanus, che aveva ottenuto l’avallo Rai, stava per partire con la scelta degli attori e le riprese. La Rai ieri ha pubblicato un comunicato in cui dice che si trattava solo di “un’idea del 2020”. Falso: il progetto alla fine del 2022 era in fase molto avanzata, e il produttore Titanus, che aveva ottenuto l’avallo Rai, stava per partire con le riprese.<br /> Alessandro Morelli, senatore della Lega e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio spiega in un’intervista a Il Tempo che “sarebbe utile pensare a una sorta di Daspo per chi utilizza quel palco (riferendosi a Sanremo nda) per fini diversi da quelli della musica. Un artista lì fa musica, non fa politica”, dice. Come ai bei tempi, quando in pieno fascismo nei bar c’era un cartello che diceva “qui è vietato parlare di politica”. <br /> Poi c’è la proposta di legge firmata dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo e dai senatori Daisy Pirovano e Giorgio Maria Bergesio (“Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo”) che dà alle questure la possibilità di negare manifestazioni che rientrino in una fallace definizione di antisemitismo. In pratica vietano le manifestazioni a favore della Palestina. Nota bene, sono gli stessi che reclamano la libertà del nostalgico fascismo vietato dalla Costituzione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58693868</guid><pubDate>Fri, 16 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58693868/imported_250e845b_f38d_4d05_8b19_7a25f629359f.mp3" length="2045492" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Una manciata di notizie solo nelle ultime ore. La Rai ha accantonato la fiction su don Andrea Gallo, voce libera e evidentemente scomoda per le sensibilità di questo governo. 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Falso: il progetto alla fine del 2022 era in fase molto avanzata, e il produttore Titanus, che aveva ottenuto l’avallo Rai, stava per partire con le riprese.<br /> Alessandro Morelli, senatore della Lega e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio spiega in un’intervista a Il Tempo che “sarebbe utile pensare a una sorta di Daspo per chi utilizza quel palco (riferendosi a Sanremo nda) per fini diversi da quelli della musica. Un artista lì fa musica, non fa politica”, dice. Come ai bei tempi, quando in pieno fascismo nei bar c’era un cartello che diceva “qui è vietato parlare di politica”. <br /> Poi c’è la proposta di legge firmata dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo e dai senatori Daisy Pirovano e Giorgio Maria Bergesio (“Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo”) che dà alle questure la possibilità di negare manifestazioni che rientrino in una fallace definizione di antisemitismo. In pratica vietano le manifestazioni a favore della Palestina. Nota bene, sono gli stessi che reclamano la libertà del nostalgico fascismo vietato dalla Costituzione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le parole di Di Matteo e l'antimafia come orpello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-parole-di-di-matteo-e-l-antimafia-come-orpello--58686208</link><description><![CDATA[Sono passate furbescamente inosservate le parole del sostituto procuratore nazionale antimafia e già consigliere togato del Csm Nino Di Matteo, intervistato da Tiziana Panella per il programma Tagadà su ‘La7'. Tanto che conviene un veloce ripasso. <br /> Il magistrato ha ricordato che il processo Stato-mafia che secondo larga parte della stampa sarebbe stato inutile ha fatto emergere dei fatti che “restano lì”, primo fra tutti il dialogo "cercato" da "esponenti importanti delle istituzioni" tramite "Vito Ciancimino, Riina e Provenzano" per "far cessare la strategia delle stragi" mentre "c'era ancora il sangue della strage di Capaci sull'asfalto dell’autostrada". Primo fra tutti il dialogo tra l'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino e l'ex ufficiale dell'Arma Mario Mori. Vicinanza testimoniata anche dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che all'epoca delle stragi era Presidente della Camera dei Deputati.<br /> Di Matteo ha sottolineato anche l’arresto “particolare” di Matteo Messina Denaro che secondo il magistrato “adottava tutta una serie di comportamenti concreti che sono assolutamente incompatibili con la prudenza di chi si vuole sottrarre alla cattura”. Ha ricordato come Salvatore Riina sia riuscito a sfuggire alla giustizia per trent'anni per poi essere "catturato a casa sua” e Bernardo Provenzano, latitante per 43 anni, “è stato catturato a Corleone”. Per il Di Matteo è difficile pensare che queste latitanze siano il risultato dell'abilità dei boss di sottrarsi all'arresto con l'aiuto "di pochi familiari e pochi amici”.<br /> Quali fossero le coperture più alte dovrebbe essere la domanda che pervade il Paese ma l’antimafia ormai è solo un orpello. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58686208</guid><pubDate>Thu, 15 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58686208/imported_7f3d4c14_f06d_460d_b2c2_796206ee5132.mp3" length="1852395" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono passate furbescamente inosservate le parole del sostituto procuratore nazionale antimafia e già consigliere togato del Csm Nino Di Matteo, intervistato da Tiziana Panella per il programma Tagadà su ‘La7'. 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Vicinanza testimoniata anche dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che all'epoca delle stragi era Presidente della Camera dei Deputati.<br /> Di Matteo ha sottolineato anche l’arresto “particolare” di Matteo Messina Denaro che secondo il magistrato “adottava tutta una serie di comportamenti concreti che sono assolutamente incompatibili con la prudenza di chi si vuole sottrarre alla cattura”. Ha ricordato come Salvatore Riina sia riuscito a sfuggire alla giustizia per trent'anni per poi essere "catturato a casa sua” e Bernardo Provenzano, latitante per 43 anni, “è stato catturato a Corleone”. Per il Di Matteo è difficile pensare che queste latitanze siano il risultato dell'abilità dei boss di sottrarsi all'arresto con l'aiuto "di pochi familiari e pochi amici”.<br /> Quali fossero le coperture più alte dovrebbe essere la domanda che pervade il Paese ma l’antimafia ormai è solo un orpello. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Processate Frontex</title><link>https://www.spreaker.com/episode/processate-frontex--58675519</link><description><![CDATA[Che lo scopo del sostegno dell’Unione europea, Italia in primis, alla cosiddetta guardia costiera libica sia quello di tappare le partenze dalla costa africana usando modi che non rispettano il diritto internazionale è chiaro a tutti. Nessuno si sognerebbe di pagare una masnada di criminali, molto spesso essi stessi trafficanti, per compiere realmente missioni di ricerca e di soccorso. <br /> Da ieri grazie a un’inchiesta del collegio di giornalisti Lighthouse reports sappiamo che il concorso  esterno in abuso di persone l’Unione europea lo pratica anche con Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che spinge i migranti tra le braccia delle motovedette libiche perché possano essere più facilmente accalappiati e portati all’inferno. A partire dal gennaio 2021 Frontex ha inviato oltre 2.200 email con le posizioni di barche di rifugiati alla cosiddetta guardia costiera libica. Gli aerei dell’Agenzia dell’Unione Europea per il controllo delle frontiere, mentre sorvolano il Mediterraneo centrale, inviano le coordinate delle imbarcazioni cariche di persone in pericolo, in fuga proprio dall’inferno della Libia, a quelle milizie che – come provato da innumerevoli fonti indipendenti - inseguono, speronano, sparano e picchiano le persone migranti in mare con l’obiettivo di catturarle e deportarle nuovamente in Libia. Una violazione del diritto di cui era consapevole lo stesso Responsabile per i Diritti Fondamentali di Frontex, Jonas Grimhegen, che infatti ha avvertito internamente i vertici delle possibili conseguenze legali per l'agenzia derivanti dalla sua collaborazione con la cosiddetta guardia costiera libica.<br /> Forse è il tempo di processare Frontex e tutti i fiancheggiatori.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58675519</guid><pubDate>Wed, 14 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58675519/imported_843c434b_0d6b_40c0_8f6c_d9b91c0f718f.mp3" length="1884995" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che lo scopo del sostegno dell’Unione europea, Italia in primis, alla cosiddetta guardia costiera libica sia quello di tappare le partenze dalla costa africana usando modi che non rispettano il diritto internazionale è chiaro a tutti. Nessuno si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Che lo scopo del sostegno dell’Unione europea, Italia in primis, alla cosiddetta guardia costiera libica sia quello di tappare le partenze dalla costa africana usando modi che non rispettano il diritto internazionale è chiaro a tutti. Nessuno si sognerebbe di pagare una masnada di criminali, molto spesso essi stessi trafficanti, per compiere realmente missioni di ricerca e di soccorso. <br /> Da ieri grazie a un’inchiesta del collegio di giornalisti Lighthouse reports sappiamo che il concorso  esterno in abuso di persone l’Unione europea lo pratica anche con Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che spinge i migranti tra le braccia delle motovedette libiche perché possano essere più facilmente accalappiati e portati all’inferno. A partire dal gennaio 2021 Frontex ha inviato oltre 2.200 email con le posizioni di barche di rifugiati alla cosiddetta guardia costiera libica. Gli aerei dell’Agenzia dell’Unione Europea per il controllo delle frontiere, mentre sorvolano il Mediterraneo centrale, inviano le coordinate delle imbarcazioni cariche di persone in pericolo, in fuga proprio dall’inferno della Libia, a quelle milizie che – come provato da innumerevoli fonti indipendenti - inseguono, speronano, sparano e picchiano le persone migranti in mare con l’obiettivo di catturarle e deportarle nuovamente in Libia. Una violazione del diritto di cui era consapevole lo stesso Responsabile per i Diritti Fondamentali di Frontex, Jonas Grimhegen, che infatti ha avvertito internamente i vertici delle possibili conseguenze legali per l'agenzia derivanti dalla sua collaborazione con la cosiddetta guardia costiera libica.<br /> Forse è il tempo di processare Frontex e tutti i fiancheggiatori.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Milei, papa Francesco e i pucciosi sovranisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/milei-papa-francesco-e-i-pucciosi-sovranisti--58664574</link><description><![CDATA[L’antropologia politica del presidente argentino di destra e ultra-liberista Javier Milei assomiglia ogni giorno di più all’archetipo sovranista dell’urlatore acquiescente appena indossa una giacca e una cravatta disposto a fare il contrario di quel che ha detto.<br /> Domenica il presidente argentino ha incontrato il suo connazionale papa Francesco che solo due mesi fa aveva definito “un imbecille”, un “gesuita che promuove il comunismo”, il “rappresentante del Male nella Casa di Dio”, una “persona nefasta”. Otto settimane fa per Milei papa Francesco dimostrava “forti affinità” con “comunisti assassini” stando dalla parte “delle dittature sanguinarie” e della «sinistra anche quando è fatta di veri criminali». Il presidente argentino, all’epoca candidato alle presidenziali, spiegava agli argentini che la giustizia sociale professata dal pontefice consisteva in “frutti del lavoro di qualcuno” che “vengono rubati e vengono dati a un altro”. Per Milei si trattava di un’apologia di furto, “vietato dai dieci comandamenti”. <br /> Allo scontro in Vaticano che i suoi elettori si aspettavano, viste le premesse, Milei si è presentato con biscotti, dolci e un’abbondante profusione di sorrisi e di abbracci. Dopo l’incontro durato più di un’ora il presidente argentino ha definito il papa “l'argentino più importante della storia”, presagendo un futuro di “dialogo molto fruttuoso”.<br /> Un’inversione a u, nel solco della tradizione sovranista dove i leader invitano gli elettori a fare quello che dicono ma a non fare quello che fanno. Milei ha parlato semplicemente di “pacificazione e fraternità”, che sono i nomi con cui i populisti si augurano di preservarsi al potere il più a lungo possibile, appena arrivati lì <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58664574</guid><pubDate>Tue, 13 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58664574/imported_7b21fd9a_3e0f_4a9a_aece_bb8bd6e532f4.mp3" length="1867023" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’antropologia politica del presidente argentino di destra e ultra-liberista Javier Milei assomiglia ogni giorno di più all’archetipo sovranista dell’urlatore acquiescente appena indossa una giacca e una cravatta disposto a fare il contrario di quel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’antropologia politica del presidente argentino di destra e ultra-liberista Javier Milei assomiglia ogni giorno di più all’archetipo sovranista dell’urlatore acquiescente appena indossa una giacca e una cravatta disposto a fare il contrario di quel che ha detto.<br /> Domenica il presidente argentino ha incontrato il suo connazionale papa Francesco che solo due mesi fa aveva definito “un imbecille”, un “gesuita che promuove il comunismo”, il “rappresentante del Male nella Casa di Dio”, una “persona nefasta”. Otto settimane fa per Milei papa Francesco dimostrava “forti affinità” con “comunisti assassini” stando dalla parte “delle dittature sanguinarie” e della «sinistra anche quando è fatta di veri criminali». Il presidente argentino, all’epoca candidato alle presidenziali, spiegava agli argentini che la giustizia sociale professata dal pontefice consisteva in “frutti del lavoro di qualcuno” che “vengono rubati e vengono dati a un altro”. Per Milei si trattava di un’apologia di furto, “vietato dai dieci comandamenti”. <br /> Allo scontro in Vaticano che i suoi elettori si aspettavano, viste le premesse, Milei si è presentato con biscotti, dolci e un’abbondante profusione di sorrisi e di abbracci. Dopo l’incontro durato più di un’ora il presidente argentino ha definito il papa “l'argentino più importante della storia”, presagendo un futuro di “dialogo molto fruttuoso”.<br /> Un’inversione a u, nel solco della tradizione sovranista dove i leader invitano gli elettori a fare quello che dicono ma a non fare quello che fanno. Milei ha parlato semplicemente di “pacificazione e fraternità”, che sono i nomi con cui i populisti si augurano di preservarsi al potere il più a lungo possibile, appena arrivati lì <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo scempio è sotto gli occhi del mondo, altro che Sanremo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-scempio-e-sotto-gli-occhi-del-mondo-altro-che-sanremo--58648631</link><description><![CDATA[La precipitevolezza con cui la politica italiana affronta le guerre in giro per il mondo, sempre preoccupata di coglierne l’opportunità del momento come se non avessero un prima e un dopo ha spinto l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio a inserirsi nella cagnara per le parole del cantante Ghali durante la serata finale di Sanremo. <br /> Il dirigente di viale Mazzini ha voluto esprimere solidarietà per il popolo di Israele dopo che l’ambasciatore israeliano Alan Bar ha lamentato l’inopportunità della frase di Ghali “stop al genocidio”. Per Bar chiedere di smetterla di ammazzare donne e bambini che sono la stragrande maggioranza dei 28mila finora uccisi a gaza sarebbe un “diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”. Sono d’accordo con lui anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, il dem Piero Fassino.<br /> Così è toccato a un cantante osservare che il profumo di genocidio contestato al governo di Netanyahu è roba che viene ben prima del 7 ottobre (“fin da quando ero bambino”): «la gente ha sempre più paura di dire “stop alla guerra” o “stop al genocidio”, perché sente di perdere qualcosa se dice “viva la pace”: è assurdo», dice Ghali. <br /> Intanto accade che Netanyahu strozzi nella morsa di Rafah circa 600mila minori palestinesi che si trovano accampati con le loro famiglie sfollate nelle tendopoli. Una tragedia umanitaria che secondo il Washington Post farebbe inorridire perfino il presidente Usa Joe Biden per la sua “esagerata” risposta a Gaza dopo il 7 ottobre.<br /> Lo scempio è sotto gli occhi del mondo, altro che Sanremo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58648631</guid><pubDate>Mon, 12 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58648631/imported_ab0cf775_ab4c_4424_9daa_d5edcde97c8a.mp3" length="1843200" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La precipitevolezza con cui la politica italiana affronta le guerre in giro per il mondo, sempre preoccupata di coglierne l’opportunità del momento come se non avessero un prima e un dopo ha spinto l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La precipitevolezza con cui la politica italiana affronta le guerre in giro per il mondo, sempre preoccupata di coglierne l’opportunità del momento come se non avessero un prima e un dopo ha spinto l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio a inserirsi nella cagnara per le parole del cantante Ghali durante la serata finale di Sanremo. <br /> Il dirigente di viale Mazzini ha voluto esprimere solidarietà per il popolo di Israele dopo che l’ambasciatore israeliano Alan Bar ha lamentato l’inopportunità della frase di Ghali “stop al genocidio”. Per Bar chiedere di smetterla di ammazzare donne e bambini che sono la stragrande maggioranza dei 28mila finora uccisi a gaza sarebbe un “diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”. Sono d’accordo con lui anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, il dem Piero Fassino.<br /> Così è toccato a un cantante osservare che il profumo di genocidio contestato al governo di Netanyahu è roba che viene ben prima del 7 ottobre (“fin da quando ero bambino”): «la gente ha sempre più paura di dire “stop alla guerra” o “stop al genocidio”, perché sente di perdere qualcosa se dice “viva la pace”: è assurdo», dice Ghali. <br /> Intanto accade che Netanyahu strozzi nella morsa di Rafah circa 600mila minori palestinesi che si trovano accampati con le loro famiglie sfollate nelle tendopoli. Una tragedia umanitaria che secondo il Washington Post farebbe inorridire perfino il presidente Usa Joe Biden per la sua “esagerata” risposta a Gaza dopo il 7 ottobre.<br /> Lo scempio è sotto gli occhi del mondo, altro che Sanremo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi accusa Ghali di antisemitismo?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-accusa-ghali-di-antisemitismo--58612077</link><description><![CDATA[Da un paio di giorni rimbalzano sui giornali le presunte accuse della comunità ebraica di Milano contro il cantante Ghali che sarebbe colpevole di cantare a Sanremo una canzone con il verso “con linee immaginarie bombardate un ospedale”. Per il presidente della comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi non è possibile “accettare che nella nostra Italia, nel paese dei nipoti di quanti hanno stilato le Leggi Razziali, si possa spacciare una tale propaganda antisraeliana, in prima serata, sulla televisione pubblica”. L’accusa, ovviamente, è sempre la stessa: antisemitismo. <br /> Da parte sua il cantante ha spiegato che la canzone "affronta anche il tema della guerra, ma che non è conseguenza degli attacchi del 7 ottobre in Israele. È stata scritta prima, ed io mi sono chiuso in una bolla per fuggire dai pensieri". "È necessario - ha poi aggiunto Ghali su Instagram - prendere una posizione perché il silenzio non suoni come un assenso. Se la mia canzone porta luce su quello che si finge di non vedere, allora ben venga. Non si può andare oltre”.<br /> Meghnagi - lo dice  Bruno Montesano, del Laboratorio Ebraico Antirazzista - è “noto per essere di estrema destra”. Due anni fa chiamava per nome (“Giorgia e Ignazio”) la presidente del Consiglio Meloni e il presidente del Senato La Russa esprimendo apprezzamento per una destra che “mai ha mancato di schierarsi con Israele in politica estera” aggiungendo “ci accomuna l'amore per il valore della libertà... sapendo conservare le tradizioni e l’identità”. <br /> Come ricorda Paolo Mossetti nel Giorno della memoria del 2023 è sempre con La Russa che Meghnagi sceglie di abbracciarsi in pubblico. Qualche tempo fa accusò di antisemitismo Conte i M5s. Alla minaccia di querela si scusò. <br /> Giusto per chiarezza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58612077</guid><pubDate>Fri, 09 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58612077/imported_8f98e9c1_cf32_4750_94d4_0990027ac3cc.mp3" length="2158341" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da un paio di giorni rimbalzano sui giornali le presunte accuse della comunità ebraica di Milano contro il cantante Ghali che sarebbe colpevole di cantare a Sanremo una canzone con il verso “con linee immaginarie bombardate un ospedale”. 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Se la mia canzone porta luce su quello che si finge di non vedere, allora ben venga. Non si può andare oltre”.<br /> Meghnagi - lo dice  Bruno Montesano, del Laboratorio Ebraico Antirazzista - è “noto per essere di estrema destra”. Due anni fa chiamava per nome (“Giorgia e Ignazio”) la presidente del Consiglio Meloni e il presidente del Senato La Russa esprimendo apprezzamento per una destra che “mai ha mancato di schierarsi con Israele in politica estera” aggiungendo “ci accomuna l'amore per il valore della libertà... sapendo conservare le tradizioni e l’identità”. <br /> Come ricorda Paolo Mossetti nel Giorno della memoria del 2023 è sempre con La Russa che Meghnagi sceglie di abbracciarsi in pubblico. Qualche tempo fa accusò di antisemitismo Conte i M5s. Alla minaccia di querela si scusò. <br /> Giusto per chiarezza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sala dello stupro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sala-dello-stupro--58600767</link><description><![CDATA[A Palazzo Ducale a Genova c’è in questi giorni una mostra dedicata a Artemisia Gentileschi, dal titolo “Coraggio e passione” che dovrebbe celebrare l’arte della pittrice del ‘600 di scuola caravaggesca. Figlia del pittore pisano Orazio, Artemisia Gentileschi fu una grande artista in grado di rivelare il proprio talento e di riuscire a imporsi in una società tendenzialmente chiusa, in cui le donne non avevano molte possibilità di emergere. A diciott’anni subì uno stupro da Agostino Tassi, pittore amico del padre. Anche in quel tempo denunciare una violenza era un’onta infamante ma Tassi venne condannato e gli atti dei quel crudo processo sono arrivati fino a noi. <br /> Il curatore Costantino D’Orazio ha aggiunto nel percorso della mostra una stanza divenuta tristemente nota come “sala dello stupro” che - come denuncia una lettera aperta firmata da un gruppo di attiviste, esperte e organizzazioni - “non viene in alcun modo segnalata, presenta un’installazione che intende rappresentare il primo stupro che Gentileschi subì da parte di Agostino Tassi. Lo fa con un letto collocato al centro mentre i dipinti della pittrice proiettati sulle pareti si colorano di sangue. Non manca una voce femminile registrata di sottofondo che recita le dichiarazioni della pittrice al processo, un processo che fu estremamente intrusivo e umiliante per Artemisia, lasciandola con la reputazione distrutta”. <br /> Nel negozio di souvenir all’uscita si possono trovare il libro “La notte tu mi fai impazzire. Gesta erotiche di Agostino Tassi, pittore” di Pietrangelo Buttafuoco che romanticizza la violenza e vari gadget con la citazione di Tassi “Io del mio mal ministro fui” che con simpatia ripercorre l’evento. <br /> È normale?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58600767</guid><pubDate>Thu, 08 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58600767/imported_3356d988_aef8_47a1_9545_9326be12b12a.mp3" length="1959392" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Palazzo Ducale a Genova c’è in questi giorni una mostra dedicata a Artemisia Gentileschi, dal titolo “Coraggio e passione” che dovrebbe celebrare l’arte della pittrice del ‘600 di scuola caravaggesca. 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Gesta erotiche di Agostino Tassi, pittore” di Pietrangelo Buttafuoco che romanticizza la violenza e vari gadget con la citazione di Tassi “Io del mio mal ministro fui” che con simpatia ripercorre l’evento. <br /> È normale?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli uragani stanno diventando così forti che è necessaria una nuova categoria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-uragani-stanno-diventando-cosi-forti-che-e-necessaria-una-nuova-categoria--58588671</link><description><![CDATA[Gli uragani stanno diventando così forti a causa della crisi climatica che la loro classificazione dovrebbe essere ampliata per includere una tempesta di "categoria 6” nella scala dallo standard 1 a 5, secondo un nuovo studio.<br /> Nell'ultimo decennio, cinque tempeste sarebbero state classificate in questa nuova forza di categoria 6 che includerebbe tutti gli uragani con venti superiori alle 192 miglia orarie. Tali mega-uragani stanno diventando più probabili a causa del riscaldamento globale, hanno scoperto gli studi, a causa del riscaldamento degli oceani e dell’atmosfera.<br /> Il nuovo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, propone un'estensione della scala degli uragani Saffir-Simpson ampiamente utilizzata, che è stata sviluppata nei primi anni '70 da Herbert Saffir, un ingegnere civile, e Robert Simpson, un meteorologo che era il direttore del National Hurricane Center degli Stati Uniti.<br /> Rientrerebbero nell’eventuale nuova categoria 6 il tifone Haiyan, che ha ucciso più di 6.000 persone nelle Filippine nel 2013, e l'uragano Patricia, che ha raggiunto una velocità massima di 215 miglia orarie quando si è formato vicino al Messico nel 2015. Secondo gli scienziati l’oceano surriscaldato sta fornendo energia extra per intensificare rapidamente gli uragani, aiutato da un'atmosfera più calda e carica di umidità.<br /> A oggi i cambiamenti climatici hanno già costretto all’aggiunta di un nuovo colore - viola - sulle mappe meteorologiche dell’ufficio di meteorologia australiano per tenere conto del caldo feroce, mentre proprio la scorsa settimana il programma Coral Reef Watch del governo degli Stati Uniti ha aggiunto tre nuove categorie di allarme per comprendere il crescente stress da calore sofferto dai coralli.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58588671</guid><pubDate>Wed, 07 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58588671/imported_d300531a_d95d_4d75_97c5_5e0d144b4767.mp3" length="1804747" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli uragani stanno diventando così forti a causa della crisi climatica che la loro classificazione dovrebbe essere ampliata per includere una tempesta di "categoria 6” nella scala dallo standard 1 a 5, secondo un nuovo studio.
Nell'ultimo decennio,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli uragani stanno diventando così forti a causa della crisi climatica che la loro classificazione dovrebbe essere ampliata per includere una tempesta di "categoria 6” nella scala dallo standard 1 a 5, secondo un nuovo studio.<br /> Nell'ultimo decennio, cinque tempeste sarebbero state classificate in questa nuova forza di categoria 6 che includerebbe tutti gli uragani con venti superiori alle 192 miglia orarie. Tali mega-uragani stanno diventando più probabili a causa del riscaldamento globale, hanno scoperto gli studi, a causa del riscaldamento degli oceani e dell’atmosfera.<br /> Il nuovo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, propone un'estensione della scala degli uragani Saffir-Simpson ampiamente utilizzata, che è stata sviluppata nei primi anni '70 da Herbert Saffir, un ingegnere civile, e Robert Simpson, un meteorologo che era il direttore del National Hurricane Center degli Stati Uniti.<br /> Rientrerebbero nell’eventuale nuova categoria 6 il tifone Haiyan, che ha ucciso più di 6.000 persone nelle Filippine nel 2013, e l'uragano Patricia, che ha raggiunto una velocità massima di 215 miglia orarie quando si è formato vicino al Messico nel 2015. Secondo gli scienziati l’oceano surriscaldato sta fornendo energia extra per intensificare rapidamente gli uragani, aiutato da un'atmosfera più calda e carica di umidità.<br /> A oggi i cambiamenti climatici hanno già costretto all’aggiunta di un nuovo colore - viola - sulle mappe meteorologiche dell’ufficio di meteorologia australiano per tenere conto del caldo feroce, mentre proprio la scorsa settimana il programma Coral Reef Watch del governo degli Stati Uniti ha aggiunto tre nuove categorie di allarme per comprendere il crescente stress da calore sofferto dai coralli.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Siamo al sovranismo delle idee e dei numeri, ormai.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/siamo-al-sovranismo-delle-idee-e-dei-numeri-ormai--58576194</link><description><![CDATA[Il 31 gennaio l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri (Lega) ha contestato le dichiarazioni del suo collega di maggioranza Maurizio Leo (Fratelli d’Italia) che in audizione parlamentare ha detto l’ovvio, ovvero che “l’evasione fiscale è come un macigno, tipo il terrorismo”.<br /> Il leghista ha definito l’uscita del viceministro uno “slogan” che “scalda i cuori ideologici di chi ha sempre scambiato la giusta lotta all’evasione con un’indiscriminata caccia alle streghe” invitando a leggere “l’approfondito studio del professor Pietro Boria, docente di Diritto tributario all’Università La Sapienza di Roma” secondo cui “i dati sull’evasione fiscale sciorinati fino a oggi sono totalmente privi di fondamento”. Per Siri l’evasione fiscale all’anno non supererebbe i 15 miliardi al contrario degli 80 circa stimata dallo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze. <br /> Come osserva Pagella politica lo “studio” di cui parla il leghista è semplicemente un libro. Diventa quindi difficile contestare i dati usati per l’analisi, poiché non sono disponibili. <br /> Di certo la metodologia utilizzata da Boria nel suo libro (il cosiddetto metodo bottom up) è ritenuta a livello internazionale poco affidabile per evidenti problemi di rappresentatività. Come scrive Pagella politica è “come se i sondaggisti facessero le loro stime intervistando solo gli studenti universitari, che sono una categoria non rappresentativa dell’intera popolazione italiana. Inutile dire che dalle parti del Mef si faccia affidamento invece su metodi condivisi dalla comunità scientifica internazionale e che sono utilizzati in tutto il mondo. <br /> Siamo al sovranismo delle idee e dei numeri, ormai. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58576194</guid><pubDate>Tue, 06 Feb 2024 06:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58576194/imported_58e3cbf8_04bf_4337_88fa_51f7cc9eb6bd.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 31 gennaio l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri (Lega) ha contestato le dichiarazioni del suo collega di maggioranza Maurizio Leo (Fratelli d’Italia) che in audizione parlamentare ha detto l’ovvio, ovvero che “l’evasione fiscale è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 31 gennaio l’ex sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri (Lega) ha contestato le dichiarazioni del suo collega di maggioranza Maurizio Leo (Fratelli d’Italia) che in audizione parlamentare ha detto l’ovvio, ovvero che “l’evasione fiscale è come un macigno, tipo il terrorismo”.<br /> Il leghista ha definito l’uscita del viceministro uno “slogan” che “scalda i cuori ideologici di chi ha sempre scambiato la giusta lotta all’evasione con un’indiscriminata caccia alle streghe” invitando a leggere “l’approfondito studio del professor Pietro Boria, docente di Diritto tributario all’Università La Sapienza di Roma” secondo cui “i dati sull’evasione fiscale sciorinati fino a oggi sono totalmente privi di fondamento”. Per Siri l’evasione fiscale all’anno non supererebbe i 15 miliardi al contrario degli 80 circa stimata dallo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze. <br /> Come osserva Pagella politica lo “studio” di cui parla il leghista è semplicemente un libro. Diventa quindi difficile contestare i dati usati per l’analisi, poiché non sono disponibili. <br /> Di certo la metodologia utilizzata da Boria nel suo libro (il cosiddetto metodo bottom up) è ritenuta a livello internazionale poco affidabile per evidenti problemi di rappresentatività. Come scrive Pagella politica è “come se i sondaggisti facessero le loro stime intervistando solo gli studenti universitari, che sono una categoria non rappresentativa dell’intera popolazione italiana. Inutile dire che dalle parti del Mef si faccia affidamento invece su metodi condivisi dalla comunità scientifica internazionale e che sono utilizzati in tutto il mondo. <br /> Siamo al sovranismo delle idee e dei numeri, ormai. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Rino Gattuso e la mafia che non esiste più</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rino-gattuso-e-la-mafia-che-non-esiste-piu--58566299</link><description><![CDATA[La criminalità organizzata s’è fermata a Messina Denaro. Verrebbe da crederlo leggendo i giornali, scorrendo i programmi televisivi. La mafia non c’è più, puf!, come non si sarebbe concesso di sperare il più ottimista dei maggiori o il più impunito dei colletti bianchi. C’è un po’ di brodo di mafia nelle operazioni “ad alto impatto” promosse dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con la circolarità dei saldi nel supermercato sotto casa. C’è mafia - quella molta - nell’archeologia degli usi e dei costumi dei boss mitizzati dal tempo, da Riina a Provenzano che spopolano sui social come modelli di violenza che piace. <br /> Poi accade che a Cosenza succeda ciò che avviene regolarmente ovvero che i mafiosi quelli veri - che non hanno seguito mitologico - chiedano il pizzo. Non è il pizzo di Stato improvvidamente citato dalla presidente del Consiglio, questo è il racket vero, quello dell’anti-stato che nell’indifferenza agisce felice. La richiesta criminale è di 3mila euro, la vittima Franceso Gattuso, pescivendolo e padre dell’ex calciatore del Milan ora allenatore. Il mafioso in questione sarebbe Aldo Abbruzzese, 51 anni, dell’omonima cosca. Gli uomini di ‘Ndrangheta avevano saputo di un finanziamento ricevuto dalla famiglia Gattuso e ne pretendevano un pezzo, come accade da decenni in Italia. <br /> I segnali facilmente interpretabili del nervosismo della cosca sono due auto di Ida Gattuso, sorella di Rino, andate a fuoco in pochi mesi. Racconta Ida che a “risolvere la situazione” sarebbe stato il popolare fratello idolo di San Siro. “La storia solo tuo fratello la poteva rivolvere e nessuno più”, dice al telefono un’amica. E questo è lo stato di cose nello Stato in cui la mafia non esiste più. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58566299</guid><pubDate>Mon, 05 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58566299/imported_16deabf9_36c2_443e_a3ae_9ea7f8879bf6.mp3" length="2063464" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La criminalità organizzata s’è fermata a Messina Denaro. Verrebbe da crederlo leggendo i giornali, scorrendo i programmi televisivi. 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Non è il pizzo di Stato improvvidamente citato dalla presidente del Consiglio, questo è il racket vero, quello dell’anti-stato che nell’indifferenza agisce felice. La richiesta criminale è di 3mila euro, la vittima Franceso Gattuso, pescivendolo e padre dell’ex calciatore del Milan ora allenatore. Il mafioso in questione sarebbe Aldo Abbruzzese, 51 anni, dell’omonima cosca. Gli uomini di ‘Ndrangheta avevano saputo di un finanziamento ricevuto dalla famiglia Gattuso e ne pretendevano un pezzo, come accade da decenni in Italia. <br /> I segnali facilmente interpretabili del nervosismo della cosca sono due auto di Ida Gattuso, sorella di Rino, andate a fuoco in pochi mesi. Racconta Ida che a “risolvere la situazione” sarebbe stato il popolare fratello idolo di San Siro. “La storia solo tuo fratello la poteva rivolvere e nessuno più”, dice al telefono un’amica. E questo è lo stato di cose nello Stato in cui la mafia non esiste più. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La pista di bob in costruzione e già in disuso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-pista-di-bob-in-costruzione-e-gia-in-disuso--58533318</link><description><![CDATA[Luigi Casanova è una voce storica dell’ambientalismo. Per il mensile Altreconomia analizza il caos introno alla costruzione di un pista di bob a Cortina per le prossime olimpiadi, su cui il presidente veneto Luca Zaia e il suo capo partito Matteo Salvini hanno deciso di giocarsi un bel pezzo di credibilità. <br /> Nel dossier della candidatura del 2019 ricorda Casanova che la pista di bob, slittino e skeleton avrebbe dovuto essere a Cortina ristrutturando la vecchia pista Monti chiusa nel 2008 per un susseguirsi di gravi incidenti e per gli insostenibili costi di gestione. Spesa prevista: 47 milioni di euro. <br /> “Poi i costi hanno cominciato a lievitare, - spiega Casanova - prima a 61 milioni nel 2021, saliti nel 2022 a 85 milioni. Fin qui, per zittire le proteste, Zaia proclamava che la pista se la pagavano i veneti. Per poi scoprire che il Governo Draghi, su pressioni di Zaia, il 26 settembre 2022 stanziava 85 milioni di euro per l’opera. Con il decreto del Governo Meloni dell’8 settembre 2023 i costi sono lievitati a 128 milioni complessivi, cinque dei quali già spesi per consulenze e demolizioni.<br /> Siamo ai giorni nostri. Zaia spinge per avere un progetto leggero da 81 milioni appaltato con affido diretto alla ditta Pizzarotti che ha 400 giorni per realizzarla. Ma il Cio insiste: le gare si devono svolgere solo su impianti già esistente. <br /> Quindi che potrebbe accadere? Secondo Casanova “qualora la pista venisse costruita è reale il rischio che non venga usata per l’evento olimpico. Siamo in presenza di un incubo, - dice - un sistema decisionale che della trasparenza fa carta straccia”. In effetti avere impianti in disuso prima ancora delle olimpiadi sarebbe proprio da campioni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58533318</guid><pubDate>Fri, 02 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58533318/imported_16deabf9_36c2_443e_a3ae_9ea7f8879bf6.mp3" length="2063464" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Luigi Casanova è una voce storica dell’ambientalismo. 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Fin qui, per zittire le proteste, Zaia proclamava che la pista se la pagavano i veneti. Per poi scoprire che il Governo Draghi, su pressioni di Zaia, il 26 settembre 2022 stanziava 85 milioni di euro per l’opera. Con il decreto del Governo Meloni dell’8 settembre 2023 i costi sono lievitati a 128 milioni complessivi, cinque dei quali già spesi per consulenze e demolizioni.<br /> Siamo ai giorni nostri. Zaia spinge per avere un progetto leggero da 81 milioni appaltato con affido diretto alla ditta Pizzarotti che ha 400 giorni per realizzarla. Ma il Cio insiste: le gare si devono svolgere solo su impianti già esistente. <br /> Quindi che potrebbe accadere? Secondo Casanova “qualora la pista venisse costruita è reale il rischio che non venga usata per l’evento olimpico. Siamo in presenza di un incubo, - dice - un sistema decisionale che della trasparenza fa carta straccia”. In effetti avere impianti in disuso prima ancora delle olimpiadi sarebbe proprio da campioni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gasparri e i disegni di legge disegni di legge con lo scopo di martellare fingendo di voler pacificare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gasparri-e-i-disegni-di-legge-disegni-di-legge-con-lo-scopo-di-martellare-fingendo-di-voler-pacificare--58514215</link><description><![CDATA[Per la milionesima puntata della saga di un governo che di professione si oppone alla sua opposizione ieri il senatore di Forza Italia (ed ex dirigente del Movimento sociale italiano) Maurizio Gasparri ha presentato un disegno di legge per estendere i benefici di legge previsti dalla legge approvata 20 anni fa (legge 3 agosto 2004, n. 206) per "tutte le vittime degli atti di terrorismo e delle stragi" anche alle vittime "di atti criminosi di matrice politica compiuti sul territorio nazionale negli anni dal 1970 al 1979”.<br /> La proposta di Gasparri, si badi bene, si inserisce nella scia di una riforma culturale oltre che legislativa auspicata sia da destra che sinistra. Il 16 giugno del 2011 gli allora deputati del Partito Democratic D’Antona e Veltroni depositarono un ddl molto simile in cui si citavano i casi di Giorgiana Masi descritta come “pacifista e inerme che si trovò sulla traiettoria di una pallottola e pagò con la vita gli eccessi di veri e propri squadroni della morte” e la vicenda dell’attivista di destra Sergio Ramelli, sprangato sotto casa e morto dopo una terribile agonia. Stessa cosa fece Forza italia nel 2020. <br /> Ciò che stupisce nell’azione politica di Gasparri è l’incessante dedicarsi a disegni di legge con lo scopo di martellare fingendo di voler pacificare. È lo stesso Gasparri che qualche giorno fa strumentalizzava le “sofferenze degli ebrei che oggi vengono aggrediti dal terrorismo fondamentalista”, lo stesso che piega la scienza per dare personalità giuridica al concepito per disarticolare il diritto all’aborto e che utilizza la Viglianza Rai come bastone. <br /> Usare la politica come luogo di continua  auto promozione inquina così anche le battaglie giuste. Un’altra occasione mancata. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58514215</guid><pubDate>Thu, 01 Feb 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58514215/imported_63dfa885_20b1_4a07_ab48_d19b1f4168c2.mp3" length="2051343" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per la milionesima puntata della saga di un governo che di professione si oppone alla sua opposizione ieri il senatore di Forza Italia (ed ex dirigente del Movimento sociale italiano) Maurizio Gasparri ha presentato un disegno di legge per estendere i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per la milionesima puntata della saga di un governo che di professione si oppone alla sua opposizione ieri il senatore di Forza Italia (ed ex dirigente del Movimento sociale italiano) Maurizio Gasparri ha presentato un disegno di legge per estendere i benefici di legge previsti dalla legge approvata 20 anni fa (legge 3 agosto 2004, n. 206) per "tutte le vittime degli atti di terrorismo e delle stragi" anche alle vittime "di atti criminosi di matrice politica compiuti sul territorio nazionale negli anni dal 1970 al 1979”.<br /> La proposta di Gasparri, si badi bene, si inserisce nella scia di una riforma culturale oltre che legislativa auspicata sia da destra che sinistra. Il 16 giugno del 2011 gli allora deputati del Partito Democratic D’Antona e Veltroni depositarono un ddl molto simile in cui si citavano i casi di Giorgiana Masi descritta come “pacifista e inerme che si trovò sulla traiettoria di una pallottola e pagò con la vita gli eccessi di veri e propri squadroni della morte” e la vicenda dell’attivista di destra Sergio Ramelli, sprangato sotto casa e morto dopo una terribile agonia. Stessa cosa fece Forza italia nel 2020. <br /> Ciò che stupisce nell’azione politica di Gasparri è l’incessante dedicarsi a disegni di legge con lo scopo di martellare fingendo di voler pacificare. È lo stesso Gasparri che qualche giorno fa strumentalizzava le “sofferenze degli ebrei che oggi vengono aggrediti dal terrorismo fondamentalista”, lo stesso che piega la scienza per dare personalità giuridica al concepito per disarticolare il diritto all’aborto e che utilizza la Viglianza Rai come bastone. <br /> Usare la politica come luogo di continua  auto promozione inquina così anche le battaglie giuste. Un’altra occasione mancata. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>129</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perline all'Africa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perline-all-africa--58504263</link><description><![CDATA[Cosa rimane il giorno dopo del fantomatico piano Mattei con annessa conferenza stampa e tante foto e editoriali entusiasti? Niente, poco o niente. Finirà come altre decine di iniziative che nell’ordine avrebbero dovuto fermare l’immigrazione, mettere in campo la Tunisia, extratassare le banche, risolvere i problemi di criminalità organizzata nelle zone periferiche e aumentare gli stipendi.<br /> Giorgia Meloni è l’ufficio stampa di punta di un governo che eccelle nella veste di cerimoniere, un ufficio stampa costosissimo, una pro loco nazionale perfetta per confezionare i comunicati stampa e meritarsi le prime pagine dei giornali. Il giorno dopo la presentazione del cosiddetto piano Mattei sappiamo che i 5,5 miliardi declamati dalla presidente del Consiglio semplicemente non ci sono, quello che ieri era un dubbio oggi è una certezza. Gli ambienti diplomatici sono d’accordo nel dire che la penetrazione russa e cinese in Africa non verrà minimamente scalfita dalla proposta italiana. <br /> Il renziano Borghi ha raccontato che nel frattempo in Libia il generale Haftar ha accolto il viceministro alla Difesa russo per rafforzare la presenza della Marina militare di Putin nel Mediterraneo. Tutto mentre il governo italiano è convinto che sventolare qualche mancia abbia l’effetto delle collanine di plastica nei film di qualche decennio fa, quando gli occidentali sbarcati in Africa si compravano tutto con niente. <br /> Due giorni dopo interrogano anche le assenze del Sahel, Burkina Faso, Mali e, soprattutto, Niger. La notizia è già scomparsa dai giornali. Doveva essere l’evento dell’anno e invece è durato meno di una presunta truffa sui pandori. E infatti a Palazzo Chigi hanno ripiegato sul tennista. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58504263</guid><pubDate>Wed, 31 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58504263/imported_566018c2_7060_4594_93a3_8c8d9b9a6afd.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa rimane il giorno dopo del fantomatico piano Mattei con annessa conferenza stampa e tante foto e editoriali entusiasti? Niente, poco o niente. Finirà come altre decine di iniziative che nell’ordine avrebbero dovuto fermare l’immigrazione, mettere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa rimane il giorno dopo del fantomatico piano Mattei con annessa conferenza stampa e tante foto e editoriali entusiasti? Niente, poco o niente. Finirà come altre decine di iniziative che nell’ordine avrebbero dovuto fermare l’immigrazione, mettere in campo la Tunisia, extratassare le banche, risolvere i problemi di criminalità organizzata nelle zone periferiche e aumentare gli stipendi.<br /> Giorgia Meloni è l’ufficio stampa di punta di un governo che eccelle nella veste di cerimoniere, un ufficio stampa costosissimo, una pro loco nazionale perfetta per confezionare i comunicati stampa e meritarsi le prime pagine dei giornali. Il giorno dopo la presentazione del cosiddetto piano Mattei sappiamo che i 5,5 miliardi declamati dalla presidente del Consiglio semplicemente non ci sono, quello che ieri era un dubbio oggi è una certezza. Gli ambienti diplomatici sono d’accordo nel dire che la penetrazione russa e cinese in Africa non verrà minimamente scalfita dalla proposta italiana. <br /> Il renziano Borghi ha raccontato che nel frattempo in Libia il generale Haftar ha accolto il viceministro alla Difesa russo per rafforzare la presenza della Marina militare di Putin nel Mediterraneo. Tutto mentre il governo italiano è convinto che sventolare qualche mancia abbia l’effetto delle collanine di plastica nei film di qualche decennio fa, quando gli occidentali sbarcati in Africa si compravano tutto con niente. <br /> Due giorni dopo interrogano anche le assenze del Sahel, Burkina Faso, Mali e, soprattutto, Niger. La notizia è già scomparsa dai giornali. Doveva essere l’evento dell’anno e invece è durato meno di una presunta truffa sui pandori. E infatti a Palazzo Chigi hanno ripiegato sul tennista. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perfino i militari fuori dalla Costituzione. Poveri noi.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perfino-i-militari-fuori-dalla-costituzione-poveri-noi--58492887</link><description><![CDATA[Ieri mattina molto presto mi hanno girato un video che sarebbe stato sconcertante solo un anno e tre mesi fa, prima che un generale dei carabinieri omofobo e razzista diventasse un circo Barnum sempre in tournée per guadagnare una candidatura politica e prima di avere ministri che si indignano per dei ragazzi in mezzo alla strada che rallentano auto dirette verso il dirupo.<br /> Nel video c’è un carabiniere che durante la manifestazione di sabato a Milano in difesa della Palestina si rivolge a Franca Caffa, storica esponente del comitato di quartiere Molise-Calvairate-Ponti ed ex consigliera comunale. L’uomo dell’Arma altezzoso spiega a Caffa che Sergio Mattarella “non è il suo presidente” perché “non l’ha votato”<br /> Caffa rimane stordita dalla stupidità e dall’illegalità della risposta, osservando il militare compiaciuto che con sguardo satollo si gira verso la telecamera. Il poveretto ha dimostrato in una manciata di secondi di ignorare le regole basilari della Repubblica che dovrebbe difendere (Mattarella non l’ha votato nessuno al di fuori del Parlamento, chissà come ci rimarrà male oggi che l’ha scoperto) e di non avere nemmeno letto il giuramento che ha pronunciato prima di indossare la divisa, visto che Mattarella è il suo più alto comandante in quanto capo delle Forze armate. È lo specchio dei tempi: gente che non sa nemmeno le due cose che dovrebbe sapere per svolgere il proprio mestiere ma si atteggia da profeta. Il Comando generale dell'Arma dei Carabinieri fa sapere di avere già trasferito il militare in attesa di provvedimenti mentre la Procura aprirà un fascicolo. Perfino i militari fuori dalla Costituzione. Poveri noi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58492887</guid><pubDate>Tue, 30 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58492887/imported_2a674443_9316_466a_b91d_ca40dd64dbdb.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri mattina molto presto mi hanno girato un video che sarebbe stato sconcertante solo un anno e tre mesi fa, prima che un generale dei carabinieri omofobo e razzista diventasse un circo Barnum sempre in tournée per guadagnare una candidatura politica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri mattina molto presto mi hanno girato un video che sarebbe stato sconcertante solo un anno e tre mesi fa, prima che un generale dei carabinieri omofobo e razzista diventasse un circo Barnum sempre in tournée per guadagnare una candidatura politica e prima di avere ministri che si indignano per dei ragazzi in mezzo alla strada che rallentano auto dirette verso il dirupo.<br /> Nel video c’è un carabiniere che durante la manifestazione di sabato a Milano in difesa della Palestina si rivolge a Franca Caffa, storica esponente del comitato di quartiere Molise-Calvairate-Ponti ed ex consigliera comunale. L’uomo dell’Arma altezzoso spiega a Caffa che Sergio Mattarella “non è il suo presidente” perché “non l’ha votato”<br /> Caffa rimane stordita dalla stupidità e dall’illegalità della risposta, osservando il militare compiaciuto che con sguardo satollo si gira verso la telecamera. Il poveretto ha dimostrato in una manciata di secondi di ignorare le regole basilari della Repubblica che dovrebbe difendere (Mattarella non l’ha votato nessuno al di fuori del Parlamento, chissà come ci rimarrà male oggi che l’ha scoperto) e di non avere nemmeno letto il giuramento che ha pronunciato prima di indossare la divisa, visto che Mattarella è il suo più alto comandante in quanto capo delle Forze armate. È lo specchio dei tempi: gente che non sa nemmeno le due cose che dovrebbe sapere per svolgere il proprio mestiere ma si atteggia da profeta. Il Comando generale dell'Arma dei Carabinieri fa sapere di avere già trasferito il militare in attesa di provvedimenti mentre la Procura aprirà un fascicolo. Perfino i militari fuori dalla Costituzione. Poveri noi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Onu per tutti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/onu-per-tutti--58479395</link><description><![CDATA[Mentre venivano uccisi altri 174 palestinesi e poco dopo la decisione della Corte internazionale di Giustizia (Cig) che all’Aja aveva definito “plausibile" l’accusa di “genocidio” a Gaza lo Stato di Israele ha ricominciato il tuo attacco frontale contro l’Unrwa, l’agenzia dell’Onu che assiste milioni di profughi palestinesi.<br /> Già nelle scorse settimane era emersa la possibilità che 12 lavoratori dell’agenzia dell’Onu avessero partecipato all’attacco di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele (1.200 morti). Il commissario generale dell’agenzia, Philippe Lazzarini, ha annunciato il licenziamento dei 12 accusati promettendo un’immediata indagine interna che faccia chiarezza sull’accaduto.<br /> Per Israele è stato fin troppo facile spostare la discussione dalle proprie responsabilità da una controffensiva che ha i contorni del massacro deliberato all’agenzia Onu. Dal 2009 in poi il premier Benyamin Netanyahu ha portato avanti un’opera di delegittimazione contro le Nazioni Unite appoggiato da Trump e da diversi governi europei. Se si vuole ammazzare, affamare e schiavizzare un popolo non c’è nulla di più fastidioso dei testimoni, come accade nel Mar Mediterraneo. <br /> Il direttore Philippe Lazzarini ha anticipato l’imminente stop alle operazioni per la distribuzione di aiuti da cui dipendono due milioni di persone a Gaza dipendono. “Nove Paesi (tra cui l’Italia, ndr) hanno sospeso provvisoriamente i loro finanziamenti all’Unrwa. Queste decisioni minacciano la nostra opera umanitaria nella regione, incluso e in modo particolare nella Striscia di Gaza”. La direttrice di +972 ed intellettuale israeliana Orly Noy ha detto al manifesto che “Le motivazioni di Israele sono evidentemente politiche, punendo l’Unrwa si negano i diritti dei profughi e si puniscono tutti i palestinesi”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58479395</guid><pubDate>Mon, 29 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58479395/imported_5f302598_8b59_4d7f_878f_1d6b58a8d4aa.mp3" length="1789701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre venivano uccisi altri 174 palestinesi e poco dopo la decisione della Corte internazionale di Giustizia (Cig) che all’Aja aveva definito “plausibile" l’accusa di “genocidio” a Gaza lo Stato di Israele ha ricominciato il tuo attacco frontale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre venivano uccisi altri 174 palestinesi e poco dopo la decisione della Corte internazionale di Giustizia (Cig) che all’Aja aveva definito “plausibile" l’accusa di “genocidio” a Gaza lo Stato di Israele ha ricominciato il tuo attacco frontale contro l’Unrwa, l’agenzia dell’Onu che assiste milioni di profughi palestinesi.<br /> Già nelle scorse settimane era emersa la possibilità che 12 lavoratori dell’agenzia dell’Onu avessero partecipato all’attacco di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele (1.200 morti). Il commissario generale dell’agenzia, Philippe Lazzarini, ha annunciato il licenziamento dei 12 accusati promettendo un’immediata indagine interna che faccia chiarezza sull’accaduto.<br /> Per Israele è stato fin troppo facile spostare la discussione dalle proprie responsabilità da una controffensiva che ha i contorni del massacro deliberato all’agenzia Onu. Dal 2009 in poi il premier Benyamin Netanyahu ha portato avanti un’opera di delegittimazione contro le Nazioni Unite appoggiato da Trump e da diversi governi europei. Se si vuole ammazzare, affamare e schiavizzare un popolo non c’è nulla di più fastidioso dei testimoni, come accade nel Mar Mediterraneo. <br /> Il direttore Philippe Lazzarini ha anticipato l’imminente stop alle operazioni per la distribuzione di aiuti da cui dipendono due milioni di persone a Gaza dipendono. “Nove Paesi (tra cui l’Italia, ndr) hanno sospeso provvisoriamente i loro finanziamenti all’Unrwa. Queste decisioni minacciano la nostra opera umanitaria nella regione, incluso e in modo particolare nella Striscia di Gaza”. La direttrice di +972 ed intellettuale israeliana Orly Noy ha detto al manifesto che “Le motivazioni di Israele sono evidentemente politiche, punendo l’Unrwa si negano i diritti dei profughi e si puniscono tutti i palestinesi”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come si difende Sgarbi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-si-difende-sgarbi--58447525</link><description><![CDATA[Se ieri avete avuto la sfortuna di fogliare le pagine de Il Giornale vi sarà capitato tra le mani l’articolo del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che si è cimentato in una lunga autodifesa dal titolo: “La mozione che umilia le Camere”, rilanciato anche in prima pagina. <br /> Si fa riferimento alla mozione di sfiducia presentata da Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra  Partito democratico in cui si ripercorrono le vicende - ben raccontate dalla trasmissione Report - di un quadro del pittore del Seicento Rutilio Manetti rubato dal castello di Buriasco, vicino a Pinerolo, e riapparso (in originale o in copia lo dovrà decidere il tribunale) nelle disponibilità del sottosegretario. <br /> L’indomito Sgarbi, diventato famoso più per le sue intemperanze che per capacità politiche, aveva parlato fin da subito di “aggressione”. Del resto uno spirito docile come il suo deve essere rimasto traumatizzato dal ricevere critiche. Scorgendo l’articolo di ieri si potrebbe comunque immaginare che Sgarbi abbia deciso una volta per tutte di chiarire i punti oscuri della vicenda rispondendo alle perplessità avanzate dai giornalisti seppelliti dagli improperi incazzosi del critico d’arte.<br /> Nulla di tutto questo. Sgarbi verga una pagina in cui offende personalmente la deputata dem Irene Manzi (prima firmataria della mozione) accusandola di essere stata “nominata” per entrare in Parlamento (evidentemente nel centrodestra hanno un’altra legge elettorale tutta loro) e di essergli sconosciuta. Per Sgarbi la popolarità guadagnata a suon di risse televisive e di condanne vince sull’operato di una deputata che non ha nemmeno una foto seduta sul cesso. Risposte nel merito della vicenda? Ovviamente nessuna. Però in prima pagina. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58447525</guid><pubDate>Fri, 26 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58447525/imported_77b5e036_11e1_4542_a705_2b73413c66e9.mp3" length="1912999" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se ieri avete avuto la sfortuna di fogliare le pagine de Il Giornale vi sarà capitato tra le mani l’articolo del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che si è cimentato in una lunga autodifesa dal titolo: “La mozione che umilia le Camere”,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se ieri avete avuto la sfortuna di fogliare le pagine de Il Giornale vi sarà capitato tra le mani l’articolo del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che si è cimentato in una lunga autodifesa dal titolo: “La mozione che umilia le Camere”, rilanciato anche in prima pagina. <br /> Si fa riferimento alla mozione di sfiducia presentata da Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra  Partito democratico in cui si ripercorrono le vicende - ben raccontate dalla trasmissione Report - di un quadro del pittore del Seicento Rutilio Manetti rubato dal castello di Buriasco, vicino a Pinerolo, e riapparso (in originale o in copia lo dovrà decidere il tribunale) nelle disponibilità del sottosegretario. <br /> L’indomito Sgarbi, diventato famoso più per le sue intemperanze che per capacità politiche, aveva parlato fin da subito di “aggressione”. Del resto uno spirito docile come il suo deve essere rimasto traumatizzato dal ricevere critiche. Scorgendo l’articolo di ieri si potrebbe comunque immaginare che Sgarbi abbia deciso una volta per tutte di chiarire i punti oscuri della vicenda rispondendo alle perplessità avanzate dai giornalisti seppelliti dagli improperi incazzosi del critico d’arte.<br /> Nulla di tutto questo. Sgarbi verga una pagina in cui offende personalmente la deputata dem Irene Manzi (prima firmataria della mozione) accusandola di essere stata “nominata” per entrare in Parlamento (evidentemente nel centrodestra hanno un’altra legge elettorale tutta loro) e di essergli sconosciuta. Per Sgarbi la popolarità guadagnata a suon di risse televisive e di condanne vince sull’operato di una deputata che non ha nemmeno una foto seduta sul cesso. Risposte nel merito della vicenda? Ovviamente nessuna. Però in prima pagina. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scuole bocciate</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scuole-bocciate--58439512</link><description><![CDATA[Nelle due regioni in cui l’unica priorità sembra essere il Ponte di Messina una scuola su tre ha necessità di interventi urgenti di manutenzione; inoltre, nelle città capoluogo, negli ultimi 5 anni non è stato costruito nessun nuovo edificio scolastico. In Sicilia e Calabria - dove tutti i capoluoghi di provincia, con la sola eccezione di Caltanissetta, sono in area sismica 1 e 2 - mediamente, nel 65% dei casi non è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica.<br /> Lo scrive Legambiente nel suo 23mo report "Ecosistema Scuola” che fotografa la situazione italiana in cui le scuole continuano ad essere in ritardo cronico su riqualificazione edilizia e servizi scolastici. I ritardi maggiori si registrano ancora volta nel Mezzogiorno, ma preoccupa anche la situazione del centro Italia colpito dal sisma del 2016 dove l'obiettivo messa in sicurezza delle scuole è ancora lontano.Altra nota dolente, riguarda i servizi scolastici che nonostante rappresentino una parte importante per la crescita, la socialità e l'inclusione tra i ragazzi sono poco garantiti nelle scuole del Sud della Penisola. <br /> Nonostante lo stanziamento delle risorse, nella Penisola la realizzazione di nuove scuole è un miraggio: negli ultimi 5 anni è stato dello 0,6%. Ammontano a 519 milioni di euro i fondi stanziati dal PNRR per 767 nuove realizzazioni o ampliamenti/potenziamenti di spazi mensa. L'efficientamento energetico, pur affrontato da alcune amministrazioni su un numero consistente di edifici di propria pertinenza, riguarda solo il 12,7 % del totale degli edifici scolastici tra quelli realizzati negli ultimi 5 anni, distribuito in modo piuttosto disomogeneo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58439512</guid><pubDate>Thu, 25 Jan 2024 06:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58439512/imported_299cc49a_dcb5_4250_8ed3_694e7758f6cd.mp3" length="1905893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle due regioni in cui l’unica priorità sembra essere il Ponte di Messina una scuola su tre ha necessità di interventi urgenti di manutenzione; inoltre, nelle città capoluogo, negli ultimi 5 anni non è stato costruito nessun nuovo edificio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle due regioni in cui l’unica priorità sembra essere il Ponte di Messina una scuola su tre ha necessità di interventi urgenti di manutenzione; inoltre, nelle città capoluogo, negli ultimi 5 anni non è stato costruito nessun nuovo edificio scolastico. In Sicilia e Calabria - dove tutti i capoluoghi di provincia, con la sola eccezione di Caltanissetta, sono in area sismica 1 e 2 - mediamente, nel 65% dei casi non è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica.<br /> Lo scrive Legambiente nel suo 23mo report "Ecosistema Scuola” che fotografa la situazione italiana in cui le scuole continuano ad essere in ritardo cronico su riqualificazione edilizia e servizi scolastici. I ritardi maggiori si registrano ancora volta nel Mezzogiorno, ma preoccupa anche la situazione del centro Italia colpito dal sisma del 2016 dove l'obiettivo messa in sicurezza delle scuole è ancora lontano.Altra nota dolente, riguarda i servizi scolastici che nonostante rappresentino una parte importante per la crescita, la socialità e l'inclusione tra i ragazzi sono poco garantiti nelle scuole del Sud della Penisola. <br /> Nonostante lo stanziamento delle risorse, nella Penisola la realizzazione di nuove scuole è un miraggio: negli ultimi 5 anni è stato dello 0,6%. Ammontano a 519 milioni di euro i fondi stanziati dal PNRR per 767 nuove realizzazioni o ampliamenti/potenziamenti di spazi mensa. L'efficientamento energetico, pur affrontato da alcune amministrazioni su un numero consistente di edifici di propria pertinenza, riguarda solo il 12,7 % del totale degli edifici scolastici tra quelli realizzati negli ultimi 5 anni, distribuito in modo piuttosto disomogeneo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il legittimo dubbio di Calenda su Renzi in Europa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-legittimo-dubbio-di-calenda-su-renzi-in-europa--58415211</link><description><![CDATA[“In nove mesi si possono fare tantissime cose. Il mio sarà un appello a tutto il gruppo dirigente di Italia Viva a mettersi in gioco. Mi metto in gioco anch’io. Lo dico a Milano e mi candiderò al Parlamento europeo. Non lo faccio per mettere una riga in più nel Cv, bisogna dare una sveglia all’Europa altrimenti rischia di saltare”. Era il 4 settembre dell’anno scorso e Matteo Renzi annunciava a Milano annunciava la sua candidatura per le elezioni europee. La scelta di Milano, spiegava Renzi, non era casuale: quello sarebbe stato il collegio elettorale scelto dal senatore fiorentino. <br /> Il leader di Italia Viva aveva lanciato anche il brand con sui si sarebbe presentato: “il Centro”. Non mancò in quell’occasione anche una stoccata al suo ex alleato Carlo Calenda accusato di avere la peculiare caratteristica di “lasciare le cose a metà”: “si è candidato alle europee, è entrato e poi ha lasciato a metà. Lo stesso ha fatto a Roma”, spiegò Renzi. <br /> Sono passati 5 mesi di quei 9 che avrebbero dovuto essere fantastici e Renzi naviga in acque molto mosse. L’idea di abbassare al 3% la soglia di sbarramento per le europee non ha avuto successo tra la maggioranza. In compenso Carlo Calenda ieri ha lanciato il carico: “Renzi non ha mai desiderato andare in Europa, - ha detto - e non ci andrà mai perché il codice etico della Ue non gli consentirebbe di svolgere alcun ruolo o funzione stante che lì i conflitti di interesse vengono presi sul serio”. In effetti a Bruxelles sono molto più rigidi sulle attività di lobby, soprattutto con governanti tutt’altro che democratici come bin Salman. <br /> Vuoi vedere che per l’ennesima volta i giornali hanno sprecato litri d’inchiostro sull’ennesimo bluff?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58415211</guid><pubDate>Wed, 24 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58415211/imported_3724ff6f_e360_4913_be8b_74555ab4fa6a.mp3" length="2093139" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“In nove mesi si possono fare tantissime cose. Il mio sarà un appello a tutto il gruppo dirigente di Italia Viva a mettersi in gioco. Mi metto in gioco anch’io. Lo dico a Milano e mi candiderò al Parlamento europeo. Non lo faccio per mettere una riga...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“In nove mesi si possono fare tantissime cose. Il mio sarà un appello a tutto il gruppo dirigente di Italia Viva a mettersi in gioco. Mi metto in gioco anch’io. Lo dico a Milano e mi candiderò al Parlamento europeo. Non lo faccio per mettere una riga in più nel Cv, bisogna dare una sveglia all’Europa altrimenti rischia di saltare”. Era il 4 settembre dell’anno scorso e Matteo Renzi annunciava a Milano annunciava la sua candidatura per le elezioni europee. La scelta di Milano, spiegava Renzi, non era casuale: quello sarebbe stato il collegio elettorale scelto dal senatore fiorentino. <br /> Il leader di Italia Viva aveva lanciato anche il brand con sui si sarebbe presentato: “il Centro”. Non mancò in quell’occasione anche una stoccata al suo ex alleato Carlo Calenda accusato di avere la peculiare caratteristica di “lasciare le cose a metà”: “si è candidato alle europee, è entrato e poi ha lasciato a metà. Lo stesso ha fatto a Roma”, spiegò Renzi. <br /> Sono passati 5 mesi di quei 9 che avrebbero dovuto essere fantastici e Renzi naviga in acque molto mosse. L’idea di abbassare al 3% la soglia di sbarramento per le europee non ha avuto successo tra la maggioranza. In compenso Carlo Calenda ieri ha lanciato il carico: “Renzi non ha mai desiderato andare in Europa, - ha detto - e non ci andrà mai perché il codice etico della Ue non gli consentirebbe di svolgere alcun ruolo o funzione stante che lì i conflitti di interesse vengono presi sul serio”. In effetti a Bruxelles sono molto più rigidi sulle attività di lobby, soprattutto con governanti tutt’altro che democratici come bin Salman. <br /> Vuoi vedere che per l’ennesima volta i giornali hanno sprecato litri d’inchiostro sull’ennesimo bluff?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>131</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chi ha perso la Supercoppa italiana?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chi-ha-perso-la-supercoppa-italiana--58404230</link><description><![CDATA[Qualcuno ha sicuramente perso la finale di Supercoppa italiana giocata in trasferta su un campo con più soldi che erba nel cuore dell’Arabia Saudita. <br /> Ha perso, come ricorda estenuante il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury, il giornalista Jamal Kashoggi, ammazzato nel consolato saudita a Istanbul. Il 16 novembre del 2018 la CIA ha concluso che il mandante di quell’omicidio è il principe Mohammad bin Salman che con il pallone italiano persevera nel lavaggio della sua credibilità agli occhi del mondo. <br /> Come ricorda Amnesty ha perso Salma al-Shehab, madre di due figli, dottoranda dell’Università di Leeds, attivista per i diritti delle donne, che ha appena terminato il terzo anno in carcere. Ne dovrà passare altri 24 dietro le sbarre per avere scritto dei tweet sgraditi al governo. Ha perso anche Muhammad al-Ghamdi, condannato a morte per “uso dei profili social per seguire e promuovere utenti che cercano di destabilizzare l’ordine pubblico” con un profilo X che conta 10 follower e da cui aveva pubblicato 5 post. <br /> Ha perso la promessa del principe bin Salman di invertire la rotta sulle pene di morte. Promessa non mantenuta: sono 1250 le esecuzioni, tra cui anche quelle nei confronti di bambini. Ha perso la dignità dell’Italia che insieme all’Occidente vorrebbe essere vessillo del diritto internazionale e invece si svende al miglior offerente. Perde il mondo del calcio che si propone come veicolo di valori e poi si mostra servile e ignobile appena sente l’odore dei soldi. Perdono i tifosi che devono intingersi nel sangue per seguire la squadra del cuore. E perdono tutti coloro che non vorrebbero essere complici. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58404230</guid><pubDate>Tue, 23 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58404230/imported_87ae67d2_fd32_43f1_8d2d_a28a4f2d67a8.mp3" length="1934315" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Qualcuno ha sicuramente perso la finale di Supercoppa italiana giocata in trasferta su un campo con più soldi che erba nel cuore dell’Arabia Saudita. 
Ha perso, come ricorda estenuante il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury, il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qualcuno ha sicuramente perso la finale di Supercoppa italiana giocata in trasferta su un campo con più soldi che erba nel cuore dell’Arabia Saudita. <br /> Ha perso, come ricorda estenuante il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury, il giornalista Jamal Kashoggi, ammazzato nel consolato saudita a Istanbul. Il 16 novembre del 2018 la CIA ha concluso che il mandante di quell’omicidio è il principe Mohammad bin Salman che con il pallone italiano persevera nel lavaggio della sua credibilità agli occhi del mondo. <br /> Come ricorda Amnesty ha perso Salma al-Shehab, madre di due figli, dottoranda dell’Università di Leeds, attivista per i diritti delle donne, che ha appena terminato il terzo anno in carcere. Ne dovrà passare altri 24 dietro le sbarre per avere scritto dei tweet sgraditi al governo. Ha perso anche Muhammad al-Ghamdi, condannato a morte per “uso dei profili social per seguire e promuovere utenti che cercano di destabilizzare l’ordine pubblico” con un profilo X che conta 10 follower e da cui aveva pubblicato 5 post. <br /> Ha perso la promessa del principe bin Salman di invertire la rotta sulle pene di morte. Promessa non mantenuta: sono 1250 le esecuzioni, tra cui anche quelle nei confronti di bambini. Ha perso la dignità dell’Italia che insieme all’Occidente vorrebbe essere vessillo del diritto internazionale e invece si svende al miglior offerente. Perde il mondo del calcio che si propone come veicolo di valori e poi si mostra servile e ignobile appena sente l’odore dei soldi. Perdono i tifosi che devono intingersi nel sangue per seguire la squadra del cuore. E perdono tutti coloro che non vorrebbero essere complici. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una piccola storia ignobile sul teatro di Roma</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-piccola-storia-ignobile-sul-teatro-di-roma--58395301</link><description><![CDATA[A Roma si è riunito un consiglio di amministrazione senza il suo presidente e senza la consigliera del socio di maggioranza per decidere di nominare un direttore. In qualsiasi campo, in qualsiasi azienda, una riunione carbonara con il favore delle tenebre convocata per nominare un direttore generale sarebbe una schifezza. Che a farlo siano le pubbliche istituzioni e un governo ossessionato dall’occupazione militare dei luoghi culturali del Paese è perfino preoccupante. <br /> Con queste modalità è stato nominato il nuovo direttore generale del Teatro di Roma, commissariato nel novembre 2021. La scelta ha fatto insorgere il Campidoglio, che contesta la mossa dei consiglieri di amministrazione nominati due mesi fa dal ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, entrambi guidati dalla destra. Per il sindaco Roberto Gualtieri si tratta di un “inquietante segnale”, mentre l’assessore comunale alla Cultura, Miguel Gotor, definisce senza mezzi termini la riunione come “un incontro abusivo”.<br /> Il Cda della Fondazione – che amministra l’Argentina, il Torlonia, l’India e a breve anche il Valle – si è riunito sabato mattina, senza che ci fossero il presidente Francesco Siciliano e la consigliera del Comune di Roma Natalia di Iorio. Il Comune di Roma contribuisce alla Fondazione con 6 milioni e mezzo di euro mentre la Regione Lazio con 1,1 milioni di euro. Quelli che governano però evidentemente si sentono protetti dal potere. Quindi non contano le proporzioni, non contano i numeri, conta solo accumulare posti oltre al potere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58395301</guid><pubDate>Mon, 22 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58395301/imported_36c1c728_3c18_470e_bdc4_84170e0b170d.mp3" length="1561077" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Roma si è riunito un consiglio di amministrazione senza il suo presidente e senza la consigliera del socio di maggioranza per decidere di nominare un direttore. 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Per il sindaco Roberto Gualtieri si tratta di un “inquietante segnale”, mentre l’assessore comunale alla Cultura, Miguel Gotor, definisce senza mezzi termini la riunione come “un incontro abusivo”.<br /> Il Cda della Fondazione – che amministra l’Argentina, il Torlonia, l’India e a breve anche il Valle – si è riunito sabato mattina, senza che ci fossero il presidente Francesco Siciliano e la consigliera del Comune di Roma Natalia di Iorio. Il Comune di Roma contribuisce alla Fondazione con 6 milioni e mezzo di euro mentre la Regione Lazio con 1,1 milioni di euro. Quelli che governano però evidentemente si sentono protetti dal potere. Quindi non contano le proporzioni, non contano i numeri, conta solo accumulare posti oltre al potere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>98</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pozzolo: dopo la sparata la scena muta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pozzolo-dopo-la-sparata-la-scena-muta--58351780</link><description><![CDATA[La triste parabola di Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d’Italia che nel giro di pochi giorni dal trono è finito nella polvere. Parte tutto dalla festa di capodanno in quel di Rosazza, dove il nostro prode arriva molto allegro - lo dicono i presenti - e con una pistola da borsetta in tasca da fare vedere agli amici. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove in quel preciso istante racconta di essere uscito a buttare l’immondizia del fine cenone mentre il compagno di partito (ora sospeso) Pozzolo bighellonava con il suo giocattolo che era un’arma. <br /> A farne le spese è un trentunenne che si becca una pallottola addosso. Niente di grave, per sua fortuna, anche se iniziare l’anno con uno sparo addosso non deve essere stata una bella sensazione. Ovvia la preoccupazione dei presenti in una sala piena di persone e di bambini.<br /> Il deputato Pozzolo dice di non essere stato lui a sparare. Lo dice convinto ai giornalisti e - soprattutto - ai carabinieri che gli chiedono spiegazioni. Quindi chi ha sparato? Non ce lo dice. Qualche giorno fa però aveva promesso di “raccontare tutto ai magistrati”. E invece ci ha ripensato. <br /> Convocato dalla Procura di Biella Pozzolo è rimasto in silenzio davanti alla procuratrice Teresa Angela Camelio. Dicono i bene informati che sia una “strategia difensiva” quella di contraddire la promessa fatta ai cittadini pochi giorni fa. Sarà. Di certo Pozzolo sta aspettando i risultati balistici e si è visto ritirare il porto d’armi dalla prefetta di Biella per non avere “adottato tutte le cautele necessarie ad evitare fatti anche accidentali e sinistri involontari”. Forse Pozzolo prima di parlare aspetta che l’arma confessi di avere sparato da sola. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58351780</guid><pubDate>Fri, 19 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58351780/imported_83954bd1_22b3_4841_9dc1_651d6b9d4a85.mp3" length="2075167" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La triste parabola di Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d’Italia che nel giro di pochi giorni dal trono è finito nella polvere. 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Ovvia la preoccupazione dei presenti in una sala piena di persone e di bambini.<br /> Il deputato Pozzolo dice di non essere stato lui a sparare. Lo dice convinto ai giornalisti e - soprattutto - ai carabinieri che gli chiedono spiegazioni. Quindi chi ha sparato? Non ce lo dice. Qualche giorno fa però aveva promesso di “raccontare tutto ai magistrati”. E invece ci ha ripensato. <br /> Convocato dalla Procura di Biella Pozzolo è rimasto in silenzio davanti alla procuratrice Teresa Angela Camelio. Dicono i bene informati che sia una “strategia difensiva” quella di contraddire la promessa fatta ai cittadini pochi giorni fa. Sarà. Di certo Pozzolo sta aspettando i risultati balistici e si è visto ritirare il porto d’armi dalla prefetta di Biella per non avere “adottato tutte le cautele necessarie ad evitare fatti anche accidentali e sinistri involontari”. Forse Pozzolo prima di parlare aspetta che l’arma confessi di avere sparato da sola. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I partiti derisi anche dai ricchi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-partiti-derisi-anche-dai-ricchi--58329833</link><description><![CDATA[Chissà cosa hanno pensato i 260 miliardari di tutto il mondo che ieri hanno indirizzato una lettera ai leader politici presenti al World Economic Forum di Davos per chiedere di essere tassati di più per non mettere a rischio la democrazia. I ricchi che si fanno sindacato per i poveri sono una delle molte storture del sistema economico capitalistico in cui gli oppressori sono garantiti dagli oppressi che abboccano alla favola di poter sperare di diventare un giorno come loro. <br /> “Saremmo orgogliosi di pagare più tasse”, scrivono alcune tra le persone più ricche del mondo. Nella loro missiva i miliardari citano uno studio condotto tra 2.300 persone di paesi G20 con patrimonio di oltre un milione di dollari (case escluse) che dice come tre quarti degli interpellati siano a favore di maggior tasse sui patrimonio e la metà di loro sia convinta che l’accumularsi di ricchezze astronomiche in capo a singoli individui sia un pericolo per le democrazie.<br /> Scrivono i miliardari: “eppure i leader politici non sono riusciti ad adottare la soluzione più semplice: aumentare le tasse sugli ultra-ricchi. Questa è una scelta politica”. Pronunciare o scrivere una frase del genere in Italia significa essere infilati di corsa nel cassetto dei comunisti dediti all’esproprio proletario. Chissà allora cosa hanno pensato anche i politici che da anni frignano ogni volta che si chiede una patrimoniale o una maggiore tassazione. Partiti che hanno passato la vita ad additare i poveri come invidiosi e ora si ritrovano a fare i conti con quei ricchi che volevano difendere che li accusano di essere cretini.  <br /> A meno che non siamo di fronte all’esproprio miliardario. No?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58329833</guid><pubDate>Thu, 18 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58329833/imported_7bb5a58b_a246_4f93_b84d_aba14feb1217.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chissà cosa hanno pensato i 260 miliardari di tutto il mondo che ieri hanno indirizzato una lettera ai leader politici presenti al World Economic Forum di Davos per chiedere di essere tassati di più per non mettere a rischio la democrazia. 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I ricchi che si fanno sindacato per i poveri sono una delle molte storture del sistema economico capitalistico in cui gli oppressori sono garantiti dagli oppressi che abboccano alla favola di poter sperare di diventare un giorno come loro. <br /> “Saremmo orgogliosi di pagare più tasse”, scrivono alcune tra le persone più ricche del mondo. Nella loro missiva i miliardari citano uno studio condotto tra 2.300 persone di paesi G20 con patrimonio di oltre un milione di dollari (case escluse) che dice come tre quarti degli interpellati siano a favore di maggior tasse sui patrimonio e la metà di loro sia convinta che l’accumularsi di ricchezze astronomiche in capo a singoli individui sia un pericolo per le democrazie.<br /> Scrivono i miliardari: “eppure i leader politici non sono riusciti ad adottare la soluzione più semplice: aumentare le tasse sugli ultra-ricchi. Questa è una scelta politica”. Pronunciare o scrivere una frase del genere in Italia significa essere infilati di corsa nel cassetto dei comunisti dediti all’esproprio proletario. Chissà allora cosa hanno pensato anche i politici che da anni frignano ogni volta che si chiede una patrimoniale o una maggiore tassazione. Partiti che hanno passato la vita ad additare i poveri come invidiosi e ora si ritrovano a fare i conti con quei ricchi che volevano difendere che li accusano di essere cretini.  <br /> A meno che non siamo di fronte all’esproprio miliardario. No?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ministro Sangiuliano vuole anche il David di Donatello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ministro-sangiuliano-vuole-anche-il-david-di-donatello--58320955</link><description><![CDATA[È inarrestabile l’occupazione militare dei luoghi di cultura da parte del governo. Ieri abbiamo saputo che il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano ha messo nel mirino, dopo il blitz del governo al Centro sperimentale di Cinematografia, l’Accademia del Cinema italiano che si occupa dell’assegnazione dei prestigiosi premi del David di Donatello. Secondo Repubblica la settimana scorsa il capo della direzione cinema e audiovisivo al MiC Nicola Borrelli ha inviato una lettera all’attuale presidente, ed ex direttrice di Ciak, Piera Detassis, chiedendo di inserire all’ordine del giorno una modifica allo statuto che includerebbe nel direttivo anche “il ministro della cultura o un suo delegato”.<br /> Come ha fatto giustamente notare il responsabile informazione e cultura del Pd Sandro Ruotolo parlando con l’Ansa il ministro dopo avere collezionato una magra figura alla premiazione di libri che non aveva letto ora ha intenzione di occupare il cinema italiano con l’ossessione di un’egemonia culturale che vede sinistra dappertutto. Mancano solo le recite d’asilo di fine anno. La sostituzione culturale per i componenti del governo Meloni è una priorità dell’azione di governo, con il solito schema della distruzione dell’esistente come primaria soddisfazione dei proprio elettorato. <br /> Anche in questo caso potremo toccare con mano lo spessore dell’egemonia culturale nell’era Meloni: nell’attuale direttivo di fianco a Detassis, Valeria Golino, Edoardo De Angelis, Francesca Cima, Francesco Giambrone, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Domenico Dinoia e Francesco Ranieri Martinotti si siederà Sangiuliano o la sottosegretaria Lucia Borgonzoni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58320955</guid><pubDate>Wed, 17 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58320955/imported_c62d6e90_4ffd_4c58_a3d5_7babf4aab5d5.mp3" length="1822720" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È inarrestabile l’occupazione militare dei luoghi di cultura da parte del governo. Ieri abbiamo saputo che il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano ha messo nel mirino, dopo il blitz del governo al Centro sperimentale di Cinematografia,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È inarrestabile l’occupazione militare dei luoghi di cultura da parte del governo. Ieri abbiamo saputo che il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano ha messo nel mirino, dopo il blitz del governo al Centro sperimentale di Cinematografia, l’Accademia del Cinema italiano che si occupa dell’assegnazione dei prestigiosi premi del David di Donatello. Secondo Repubblica la settimana scorsa il capo della direzione cinema e audiovisivo al MiC Nicola Borrelli ha inviato una lettera all’attuale presidente, ed ex direttrice di Ciak, Piera Detassis, chiedendo di inserire all’ordine del giorno una modifica allo statuto che includerebbe nel direttivo anche “il ministro della cultura o un suo delegato”.<br /> Come ha fatto giustamente notare il responsabile informazione e cultura del Pd Sandro Ruotolo parlando con l’Ansa il ministro dopo avere collezionato una magra figura alla premiazione di libri che non aveva letto ora ha intenzione di occupare il cinema italiano con l’ossessione di un’egemonia culturale che vede sinistra dappertutto. Mancano solo le recite d’asilo di fine anno. La sostituzione culturale per i componenti del governo Meloni è una priorità dell’azione di governo, con il solito schema della distruzione dell’esistente come primaria soddisfazione dei proprio elettorato. <br /> Anche in questo caso potremo toccare con mano lo spessore dell’egemonia culturale nell’era Meloni: nell’attuale direttivo di fianco a Detassis, Valeria Golino, Edoardo De Angelis, Francesca Cima, Francesco Giambrone, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Domenico Dinoia e Francesco Ranieri Martinotti si siederà Sangiuliano o la sottosegretaria Lucia Borgonzoni.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riescono a far rimpiangere la legge Fornero</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riescono-a-far-rimpiangere-la-legge-fornero--58308938</link><description><![CDATA[Dopo una campagna elettorale costruita sul “superamento della legge Fornero” e su una “riforma delle pensioni” che avrebbe dovuto essere il primo atto al governo ora alla Lega di Matto Salvini tocca fare i conti con la realtà. Il sottosegretario leghisti al Lavoro Claudio Durigon in un’intervista a Repubblica spiega che non hanno “rinunciato ad abolire la legge Fornero” ma si stanno “avvicinando”. Con una perifrasi dolce Durigon ammette quindi che non ci sarà nessuna possibilità di mantenere le promesse della campagna elettorale. “Faremo una riforma delle pensioni per un decennio, - dice il sottosegretario - incentivando a restare al lavoro nei settori in cui c'è bisogno. E favorendo l'uscita con 41 anni di contributi negli altri”. <br /> Inutile dire che per indorare la pillola il sottosegretario di Salvini promette per il 2024 un “anno chiave per le pensioni” e che all’orizzonte si intravede comunque “quota 41”. Peccato che di Quota 41 con il ricalcolo contributivo al momento non si intraveda nemmeno l’ombra nelle riforme in programma per quest’anno e peccato che il ricalcolo contributivo significhi una perdita secca di almeno un quarto della pensione. <br /> Come sottolineano Riccardo Magi di +Europa, Franco Mari di AVS e Chiara Appendino del M5S e Annamaria Furlan del Pd la grande riforma delle pensioni sarà il grande imbroglio per le generazioni future: l’uso smodato della flessibilità in uscita peserà sulle nuove generazioni che non prenderanno mai una pensione decente. Prima c’è stata l'abolizione di Opzione Donna, poi il peggioramento di quota 103 e dell'Ape Sociale e ora si prospetta quota 41 con i tagli del ricalcolo contributivo. La legge Fornero ora sembra quasi il meno peggio. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58308938</guid><pubDate>Tue, 16 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58308938/imported_5ee3e5a8_2250_4b82_bf82_992227caf4bb.mp3" length="1968169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo una campagna elettorale costruita sul “superamento della legge Fornero” e su una “riforma delle pensioni” che avrebbe dovuto essere il primo atto al governo ora alla Lega di Matto Salvini tocca fare i conti con la realtà. 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Peccato che di Quota 41 con il ricalcolo contributivo al momento non si intraveda nemmeno l’ombra nelle riforme in programma per quest’anno e peccato che il ricalcolo contributivo significhi una perdita secca di almeno un quarto della pensione. <br /> Come sottolineano Riccardo Magi di +Europa, Franco Mari di AVS e Chiara Appendino del M5S e Annamaria Furlan del Pd la grande riforma delle pensioni sarà il grande imbroglio per le generazioni future: l’uso smodato della flessibilità in uscita peserà sulle nuove generazioni che non prenderanno mai una pensione decente. Prima c’è stata l'abolizione di Opzione Donna, poi il peggioramento di quota 103 e dell'Ape Sociale e ora si prospetta quota 41 con i tagli del ricalcolo contributivo. La legge Fornero ora sembra quasi il meno peggio. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Immagina uno Stato che non paga gli insegnanti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/immagina-uno-stato-che-non-paga-gli-insegnanti--58295574</link><description><![CDATA[Se leggessimo su un giornale di uno Stato che non paga i suoi insegnanti penseremmo immediatamente all’avvicinarsi di una bancarotta nazionale e al terzomondismo che usiamo come lente per esibire una presunta superiorità. Il Paese che non paga gli stipendi a una parte dei suoi insegnanti è l’Italia.<br /> Con l’inizio della scuola infatti migliaia di precari sono stati chiamati in cattedra con contratti temporanei variabili, utilizzati in caso ad esempio di malattia. Le assunzioni a breve termine, a differenza delle altre, sono a capo delle scuole che in caso di bisogno di una sostituzione avviano la ricerca e poi la comunicano al ministero. A quel punto il ministero può calcolare le buste paga e provvedere al pagamento. <br /> I supplenti a breve termine hanno cominciato a lavorare a metà settembre ma a oggi non hanno ancora ricevuto uno stipendio. Insegnanti che sono in gravissima difficoltà economica e non riescono a pagare le spese di base, come gli affitti e gli alimentari. Basta girare in rete per trovare testimonianze di chi non riesce a pagare nemmeno il viaggio per raggiungere la scuola o di chi ha dovuto chiedere un prestito per potersi sostenere in attesa dello stipendio. <br /> Avrebbero dovuto essere pagati - dopo le proteste - il 13 dicembre. Nulla di fatto. Dal ministero avevano fatto sapere che i pagamenti sarebbero arrivati subito dopo Natale. Niente, nemmeno qui. “Un ‘esercito di proletari’ di Stato – li definisce l’Anief, pronto a intentare una causa al Ministero - Eppure, se fossero disoccupati prenderebbero regolarmente la Naspi”.<br /> Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito avevano assicurato che si raserebbe risolto tutto l’11 gennaio. Ma ad arrivare è stato solo il pagamento del mese di novembre, rimangono quindi tutti gli arretrati. <br /> Stiamo messi così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58295574</guid><pubDate>Mon, 15 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58295574/imported_a96eab13_6fba_4edd_9c87_3a50a54d0606.mp3" length="2006622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se leggessimo su un giornale di uno Stato che non paga i suoi insegnanti penseremmo immediatamente all’avvicinarsi di una bancarotta nazionale e al terzomondismo che usiamo come lente per esibire una presunta superiorità. 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Insegnanti che sono in gravissima difficoltà economica e non riescono a pagare le spese di base, come gli affitti e gli alimentari. Basta girare in rete per trovare testimonianze di chi non riesce a pagare nemmeno il viaggio per raggiungere la scuola o di chi ha dovuto chiedere un prestito per potersi sostenere in attesa dello stipendio. <br /> Avrebbero dovuto essere pagati - dopo le proteste - il 13 dicembre. Nulla di fatto. Dal ministero avevano fatto sapere che i pagamenti sarebbero arrivati subito dopo Natale. Niente, nemmeno qui. “Un ‘esercito di proletari’ di Stato – li definisce l’Anief, pronto a intentare una causa al Ministero - Eppure, se fossero disoccupati prenderebbero regolarmente la Naspi”.<br /> Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito avevano assicurato che si raserebbe risolto tutto l’11 gennaio. Ma ad arrivare è stato solo il pagamento del mese di novembre, rimangono quindi tutti gli arretrati. <br /> Stiamo messi così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Report, Francesco Meloni e la polemica in arrivo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/report-francesco-meloni-e-la-polemica-in-arrivo--58266455</link><description><![CDATA[La prossima polemica arriverà con la prossima puntata di Report, potete metterci la firma. Il 14 gennaio la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci racconterà di Francesco Meloni, il padre della premier morto nel 2012. Come anticipato da Repubblica la trasmissione Rai indagherà sui rapporti Di Francesco - detto Franco Meloni - con il re della droga Michele Senese, boss campano con una fiorente attività nella capitale. A parlare in un’intervista è Nunzio Perrella, collaboratore di giustizia ed ex camorrista che ha fatto scattare diverse indagini sulla gestione dei rifiuti in Campania. Perrella ama le luci della ribalta: qualche anno fa si era prestato come “agente provocatore” per fare emergere alcuni funzionari corrotti nella pubblica amministrazione. Anche in quel caso, come spesso accade da noi, i cultori del garantismo peloso si interessarono più al pentito che aveva scoperchiato un sistema illecito che ai corrotti.<br /> Perrella sostiene di aver chiesto quantitativi di hashish al boss Michele Senese detto ‘O Pazzo e questo avrebbe fatto riferimento a un uomo che con una barca a vela faceva viaggi tra la Spagna e il Marocco fino all’Italia che il pentito riconosce in Francesco Meloni, arrestato il 25 settembre 1995 nel porto di Maò a Minorca con 1.500 chili di hashish. <br /> La responsabilità penale - lo sanno anche i sassi - è personale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in diverse occasioni ha raccontato di non avere più voluto avere rapporti con il padre fin dall’età di 11 anni. Il giornalismo ha ovviamente il compito di indagare, meglio ancora se scopre. Ma vedrete che l’occasione sarà buona per randellare Report e Ranucci. E lo faranno gli stessi che difendono il diritto di appostarsi sotto casa di Fedez per le uova di Pasqua della moglie. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58266455</guid><pubDate>Fri, 12 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58266455/imported_1a94606f_c96f_41c1_a77e_611baace364a.mp3" length="2006622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La prossima polemica arriverà con la prossima puntata di Report, potete metterci la firma. 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Anche in quel caso, come spesso accade da noi, i cultori del garantismo peloso si interessarono più al pentito che aveva scoperchiato un sistema illecito che ai corrotti.<br /> Perrella sostiene di aver chiesto quantitativi di hashish al boss Michele Senese detto ‘O Pazzo e questo avrebbe fatto riferimento a un uomo che con una barca a vela faceva viaggi tra la Spagna e il Marocco fino all’Italia che il pentito riconosce in Francesco Meloni, arrestato il 25 settembre 1995 nel porto di Maò a Minorca con 1.500 chili di hashish. <br /> La responsabilità penale - lo sanno anche i sassi - è personale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in diverse occasioni ha raccontato di non avere più voluto avere rapporti con il padre fin dall’età di 11 anni. Il giornalismo ha ovviamente il compito di indagare, meglio ancora se scopre. Ma vedrete che l’occasione sarà buona per randellare Report e Ranucci. E lo faranno gli stessi che difendono il diritto di appostarsi sotto casa di Fedez per le uova di Pasqua della moglie. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stia tranquillo, Vannacci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stia-tranquillo-vannacci--58253472</link><description><![CDATA[Andrà a finire come si sapeva fin dall’inizio. Il generale Roberto Vannacci - ultimamente anche scrittore - segna un ulteriore passo verso la sua fragorosa entrata in politica meritata grazie all’attività di troll sovranista in modalità letteraria. È passato solo un giorno da quando il leader della Lega e ministro alle Infrastrutture Salvini gli ha aperto le porte offrendogli una candidatura per le prossime elezioni europee e così il prode Vannacci decide di rilasciare un’intervista a Il Messaggero in cui raccoglie felice l’amo. <br /> Prima Vannacci ci fa sapere di avere i polpastrelli caldi per un secondo libro dopo 'Un mondo al contrario', record di incassi e polemiche: “Ebbene potrebbe essere, tra qualche tempo. Ma non dico altro, nella mia professione la sorpresa gioca un ruolo decisivo”, dice il generale intervistato. Quali siano le linee nemiche che potrebbero essere debellate dall’uscita del suo libello sarebbe curioso capirlo. Poi ci fa sapere che “non si può trascendere” dall’Europa che lui sogna “configurata in base ai nostri interessi nazionali”, praticamente una specie di dependance in subaffitto. <br /> E infine Vanancci dice: "Io ho solo un cruccio. Passare da un settore in cui sono un professionista affermato, l'esercito e il mondo militare, a un settore come la politica, in cui sono un dilettante. Di politica invece non mi sono mai occupato, e dunque mi prendo del tempo e ringrazio chi mi ha offerto un'alternativa". Su questo lo rassicuriamo noi: in una selva di pistoleri allegri, pregiudicati perseveranti, imprenditori falliti ma ministri e professionisti della boutade il generale ha le carte in regola per fare la sua porca figura. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58253472</guid><pubDate>Thu, 11 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58253472/imported_d215f1f5_a9fe_45fa_8839_e46c05fc5b10.mp3" length="1929717" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Andrà a finire come si sapeva fin dall’inizio. 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Ma non dico altro, nella mia professione la sorpresa gioca un ruolo decisivo”, dice il generale intervistato. Quali siano le linee nemiche che potrebbero essere debellate dall’uscita del suo libello sarebbe curioso capirlo. Poi ci fa sapere che “non si può trascendere” dall’Europa che lui sogna “configurata in base ai nostri interessi nazionali”, praticamente una specie di dependance in subaffitto. <br /> E infine Vanancci dice: "Io ho solo un cruccio. Passare da un settore in cui sono un professionista affermato, l'esercito e il mondo militare, a un settore come la politica, in cui sono un dilettante. Di politica invece non mi sono mai occupato, e dunque mi prendo del tempo e ringrazio chi mi ha offerto un'alternativa". Su questo lo rassicuriamo noi: in una selva di pistoleri allegri, pregiudicati perseveranti, imprenditori falliti ma ministri e professionisti della boutade il generale ha le carte in regola per fare la sua porca figura. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Candidarsi alle elezioni europee per propaganda è una truffa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/candidarsi-alle-elezioni-europee-per-propaganda-e-una-truffa--58243363</link><description><![CDATA[Matteo Salvini ci fa sapere di non avere intenzione di candidarsi alle prossime elezioni europee. “Io penso per me, io non mi candido, ci tengo a continuare a fare il ministro”, ha detto durante l’ospitata alla trasmissione Quarta Repubblica su Rete4. Non bisogna essere fini analisti politici per capire che il leader della Lega teme la distanza che il suo partito accumulerà su Fratelli d’Italia, ancora di più se la presidente del Consiglio Giorgia Meloni scioglierà la riserva decidendo di correre in prima persona. Sì, c’è una presidente del Consiglio che decide di candidarsi per un ruolo che non ricoprirà mai. Ricorda quel vecchio disegno della carota fissata con un bastone di fronte al muso del mulo per convincerlo a correre nella speranza vana di raggiungerla. Giorgia Meloni è la carota. <br /> Chi ripete di volersi candidare è il leader di se stesso Matteo Renzi che anche ieri ha rilanciato l’idea di essere capolista con il suo ennesimo partito (che fantasiosamente dovrebbe chiamarsi “Centro”): "sono molto fiducioso perché voterà per noi anche chi vuole un'Italia in cui si cambi questo Governo e cambi anche questa opposizione inconcludente. Ci siamo, sarà una sfida bellissima", spiega. Par di capire che anche lui non abbia voglia di andare a Bruxelles. <br /> Ieri la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, del M5s, ha spiegato che Giuseppe Conte non sarà in lista: “Non inganniamo gli elettori per qualche voto in più”, ha spiegato. La leader del Pd Elly Schlein ci starebbe pensando. <br /> Candidarsi per un ruolo che non si ha intenzione di rivestire è una truffa. La soluzione sarebbe semplice: recuperare rispetto per le istituzioni e lasciare Meloni e Renzi nel loro narcisismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58243363</guid><pubDate>Wed, 10 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58243363/imported_68c45913_4992_4e33_8f10_20dabbcaa69c.mp3" length="1968169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Matteo Salvini ci fa sapere di non avere intenzione di candidarsi alle prossime elezioni europee. “Io penso per me, io non mi candido, ci tengo a continuare a fare il ministro”, ha detto durante l’ospitata alla trasmissione Quarta Repubblica su Rete4....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Matteo Salvini ci fa sapere di non avere intenzione di candidarsi alle prossime elezioni europee. “Io penso per me, io non mi candido, ci tengo a continuare a fare il ministro”, ha detto durante l’ospitata alla trasmissione Quarta Repubblica su Rete4. Non bisogna essere fini analisti politici per capire che il leader della Lega teme la distanza che il suo partito accumulerà su Fratelli d’Italia, ancora di più se la presidente del Consiglio Giorgia Meloni scioglierà la riserva decidendo di correre in prima persona. Sì, c’è una presidente del Consiglio che decide di candidarsi per un ruolo che non ricoprirà mai. Ricorda quel vecchio disegno della carota fissata con un bastone di fronte al muso del mulo per convincerlo a correre nella speranza vana di raggiungerla. Giorgia Meloni è la carota. <br /> Chi ripete di volersi candidare è il leader di se stesso Matteo Renzi che anche ieri ha rilanciato l’idea di essere capolista con il suo ennesimo partito (che fantasiosamente dovrebbe chiamarsi “Centro”): "sono molto fiducioso perché voterà per noi anche chi vuole un'Italia in cui si cambi questo Governo e cambi anche questa opposizione inconcludente. Ci siamo, sarà una sfida bellissima", spiega. Par di capire che anche lui non abbia voglia di andare a Bruxelles. <br /> Ieri la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, del M5s, ha spiegato che Giuseppe Conte non sarà in lista: “Non inganniamo gli elettori per qualche voto in più”, ha spiegato. La leader del Pd Elly Schlein ci starebbe pensando. <br /> Candidarsi per un ruolo che non si ha intenzione di rivestire è una truffa. La soluzione sarebbe semplice: recuperare rispetto per le istituzioni e lasciare Meloni e Renzi nel loro narcisismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nessuna strategia: su Gaza è un feroce infierire</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nessuna-strategia-su-gaza-e-un-feroce-infierire--58230007</link><description><![CDATA[Più di 10 bambini al giorno, in media, hanno perso una o entrambe le gambe a Gaza dall’inizio del conflitto tre mesi fa. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini e garantire loro un futuro. Dal 7 ottobre, secondo l'UNICEF, a più di 1.000 bambini sono state amputate una o entrambe le gambe. Molte di queste operazioni sui bambini sono state effettuate senza anestesia, a causa della paralisi del sistema sanitario nella Striscia causata dal conflitto e della grave carenza di medici e infermieri e di forniture mediche come anestetici e antibiotici, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).<br /> Solo 13 dei 36 ospedali di Gaza rimangono parzialmente funzionanti, ma operano in modo limitato e instabile a seconda della possibilità di accesso al carburante e alle forniture mediche di base in ogni giorno. I nove ospedali parzialmente funzionanti nel sud stanno operando al triplo della loro capacità, nonostante debbano affrontare carenze critiche di forniture di base e di carburante. Inoltre, secondo l'OMS, solo il 30% dei medici di Gaza in servizio prima del conflitto lavora ancora. Ieri l’OMS ha dichiarato di essere stata costretta ad annullare una missione per portare forniture mediche nel nord di Gaza, per mancate garanzie di sicurezza. È la quarta volta.<br /> Come ha ricordato ieri Matteo Villa dell’Ispi di tutte le persone che rischiano di morire per fame al mondo, l'Onu stima che l'80% si trovi oggi nella Striscia di Gaza. La situazione tragica non ha nemmeno lontanamente un senso strategico a livello militare e a livello politico. È un  feroce infierire. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58230007</guid><pubDate>Tue, 09 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58230007/imported_0ab0bfda_f367_409e_95a7_e14c7b5aeca0.mp3" length="1944346" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Più di 10 bambini al giorno, in media, hanno perso una o entrambe le gambe a Gaza dall’inizio del conflitto tre mesi fa. 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La confusione tra il diritto di avere opinioni e il diritto di inventarsi i fatti del resto è la base della crisi di credibilità dell’informazione spesso ridotta a mero ingranaggio di propaganda. <br /> Mollicone però si riferisce ad altro. Dice il deputato meloniano che “non è possibile che solo per fare clickbaiting, ossia per monetizzare i contatti sui siti, si costruisca un titolo-gancio e si finisca per criminalizzare, se non ridicolizzare, le libere opinioni”. Mollicone dice di essere disturbato dalle opinioni e dalla “mistificazione” di “una classe dirigente che tutti denigrano” provocata dalla “deriva sensazionalistica imboccata dalla stampa”. Il deputato di FdI non sopporta che si critichi la maternità cool della collega Mennuni o la sostituzione etnica del collega Lollobrigida. Certificare le opinioni è roba da MiniCulPop, il ministero della propaganda fascista. <br /> E chissà perché non siamo per nulla stupiti dall’ennesima brillante idea del governo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58222624</guid><pubDate>Mon, 08 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58222624/imported_1c334d6c_fd5a_4433_8f36_f1cd3c0a6b13.mp3" length="1858246" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri sul quotidiano Repubblica a firma di Giovanna Vitale è apparso un lungo sfogo del presidente della commissione Cultura ed Editoria Federico Mollicone che anticipa la strampalata idea del governo di un presunto Ministero della Verità per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri sul quotidiano Repubblica a firma di Giovanna Vitale è apparso un lungo sfogo del presidente della commissione Cultura ed Editoria Federico Mollicone che anticipa la strampalata idea del governo di un presunto Ministero della Verità per “certificare la veridicità delle notizie”.<br /> Leggendolo di primo acchito si potrebbe pensare che il deputato di Fratelli d’Italia voglia mettere un freno alle pericolose notizie che avvelenano i pozzi delle emergenze internazionali, dalla negazione antiscientifica del cambiamento climatico alla sfrenata propaganda bellica dei signori delle armi passando dai terrapiattisti in diversi campi che negano la realtà per rivendicare il diritto di inventarsene una inesistente. La confusione tra il diritto di avere opinioni e il diritto di inventarsi i fatti del resto è la base della crisi di credibilità dell’informazione spesso ridotta a mero ingranaggio di propaganda. <br /> Mollicone però si riferisce ad altro. Dice il deputato meloniano che “non è possibile che solo per fare clickbaiting, ossia per monetizzare i contatti sui siti, si costruisca un titolo-gancio e si finisca per criminalizzare, se non ridicolizzare, le libere opinioni”. Mollicone dice di essere disturbato dalle opinioni e dalla “mistificazione” di “una classe dirigente che tutti denigrano” provocata dalla “deriva sensazionalistica imboccata dalla stampa”. Il deputato di FdI non sopporta che si critichi la maternità cool della collega Mennuni o la sostituzione etnica del collega Lollobrigida. Certificare le opinioni è roba da MiniCulPop, il ministero della propaganda fascista. <br /> E chissà perché non siamo per nulla stupiti dall’ennesima brillante idea del governo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quando ci si occuperà del cortocircuito tra giornalismo, politica e imprenditoria?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quando-ci-si-occupera-del-cortocircuito-tra-giornalismo-politica-e-imprenditoria--58166424</link><description><![CDATA[Dicono che in Italia l’enorme problema non rinviabile del giornalismo stia negli atti di indagine che in questi anni hanno permesso ai lettori di farsi un’idea senza essere mediati dalle fantasiose interpretazioni di giornalisti più o meno credibili. Pochi parlano e nessuno dice della concentrazione di giornali che sono in mano a un unico editore. La presidente del consiglio Giorgia Meloni, i suoi ministri e i membri della maggioranza lamentano un pensiero a senso unico contro il governo. Vediamolo insieme. <br /> Il re delle cliniche private nel Lazio nonché deputato leghista (con record di assenze) Antonio Angelucci al momento è editore del Tempo, di Libero e del Giornale. Sarebbe ridondante scrivere qui quale sia il posizionamento politico dei tre quotidiani. Basti sapere che l’indagine in cui risultano coinvolti l’ex parlamentare Denis Verdini e suo figlio Tommaso è stata relegata in fondo pagina mentre campeggiava sulle prime di tutti gli altri quotidiani. <br /> Angelucci qualche tempo fa aveva provato la scalata al quotidiano La Verità ma la missione è fallita. Ora secondo insistenti voci di corridoio sarebbe in trattativa per acquisire l’agenzia di stampa Agi, di proprietà dell’Eni, e la radio del gruppo Gedi Radio Capital. L’aggiunta di un’agenzia di stampa e di un’emittente radiofonica considerata “di sinistra” proietterebbe Angelucci nell’olimpo di chi tira le fila di media di schieramenti apparentemente opposti. Nel progetto più ampio rientrerebbe il sogno di acquistare anche il quotidiano Repubblica - ne dava notizia qualche giorno fa Tommaso Rodano su Il Fatto quotidiano - da sempre considerato un pietra miliare nel campo progressista. <br /> Nessuno ne parla, pochi ne scrivono e quindi la domanda sorge spontanea: quando ci si occuperà del cortocircuito tra giornalismo, politica e imprenditoria? Soprattuto, chi se la sente?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br /> (Ci prendiamo qualche giorno di vacanza. Ci si risente l’8 gennaio)<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58166424</guid><pubDate>Tue, 02 Jan 2024 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58166424/imported_5fbd6357_a0da_4e1c_bffb_44447110d434.mp3" length="2178403" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dicono che in Italia l’enorme problema non rinviabile del giornalismo stia negli atti di indagine che in questi anni hanno permesso ai lettori di farsi un’idea senza essere mediati dalle fantasiose interpretazioni di giornalisti più o meno credibili....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dicono che in Italia l’enorme problema non rinviabile del giornalismo stia negli atti di indagine che in questi anni hanno permesso ai lettori di farsi un’idea senza essere mediati dalle fantasiose interpretazioni di giornalisti più o meno credibili. 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Ora secondo insistenti voci di corridoio sarebbe in trattativa per acquisire l’agenzia di stampa Agi, di proprietà dell’Eni, e la radio del gruppo Gedi Radio Capital. L’aggiunta di un’agenzia di stampa e di un’emittente radiofonica considerata “di sinistra” proietterebbe Angelucci nell’olimpo di chi tira le fila di media di schieramenti apparentemente opposti. Nel progetto più ampio rientrerebbe il sogno di acquistare anche il quotidiano Repubblica - ne dava notizia qualche giorno fa Tommaso Rodano su Il Fatto quotidiano - da sempre considerato un pietra miliare nel campo progressista. <br /> Nessuno ne parla, pochi ne scrivono e quindi la domanda sorge spontanea: quando ci si occuperà del cortocircuito tra giornalismo, politica e imprenditoria? Soprattuto, chi se la sente?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br /> (Ci prendiamo qualche giorno di vacanza. 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La senatrice ospite di Coffee Break su La7 ha detto: “la mia mamma mi diceva ‘ricordati che qualsiasi aspirazione tu abbia, io volevo fare politica, puoi fare quello che vuoi, ma non dimenticare che la prima deve esser quella di diventare mamma’. Questa è una cosa che noi donne dobbiamo ricordare alle nostre figlie”. “Sennò, il rischio che si genera è che in nome di questa realizzazione professionale” spiega la parlamentare, salti “la missione, sì dico missione perché è una cosa bella, di metter al mondo dei bambini». «Gli uomini e le donne fanno grandi cose insieme”, spiega Mennuni, che si dice di non esser mai stata una da “femminismo separatista”, qualsiasi cosa significhi. E quindi la soluzione: “dobbiamo aiutare le istituzioni, il Vaticano, le associazioni nel far diventare la maternità di nuovo cool. Far sì che le ragazze di 18 anni, 20 vogliano decidere di sposarsi e vogliano metter al mondo una famiglia”. <br /> Il governo femminile più patriarcale della storia non invita le donne a realizzarsi, studiare, stare nel mondo: le vuole gravide. E questi non sono nemmeno sfiorati dal fatto che per fare figli servano il lavoro e uno stipendio e servizi decenti. Umberto Eco diceva che tra i segnali d’allarme di fascismo rientra anche il controllo e la repressione della sessualità. Le donne secondo Meloni sono questa roba qua. L’importante è che non portino il velo ma sotto sono identiche. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58137859</guid><pubDate>Fri, 29 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58137859/imported_2d89f78b_8c51_4aea_8616_79a7f9025a75.mp3" length="2012891" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni ha trovato la soluzione per la crisi di natalità in Italia che dal 2014 è calata nel 72% dei comuni italiani: «far diventare la maternità cool, con le ragazze di 18 anni che vogliono sposarsi e fare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni ha trovato la soluzione per la crisi di natalità in Italia che dal 2014 è calata nel 72% dei comuni italiani: «far diventare la maternità cool, con le ragazze di 18 anni che vogliono sposarsi e fare una famiglia». La senatrice ospite di Coffee Break su La7 ha detto: “la mia mamma mi diceva ‘ricordati che qualsiasi aspirazione tu abbia, io volevo fare politica, puoi fare quello che vuoi, ma non dimenticare che la prima deve esser quella di diventare mamma’. Questa è una cosa che noi donne dobbiamo ricordare alle nostre figlie”. “Sennò, il rischio che si genera è che in nome di questa realizzazione professionale” spiega la parlamentare, salti “la missione, sì dico missione perché è una cosa bella, di metter al mondo dei bambini». «Gli uomini e le donne fanno grandi cose insieme”, spiega Mennuni, che si dice di non esser mai stata una da “femminismo separatista”, qualsiasi cosa significhi. E quindi la soluzione: “dobbiamo aiutare le istituzioni, il Vaticano, le associazioni nel far diventare la maternità di nuovo cool. 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A proposito di Tajani: sulla questione ucraina il ministro dice che “tutti quanti vogliamo che si arrivi alla pace”, “una pace giusta”. <br /> La domanda appare scontata: i commentatori e alcuni giornali si sono accorti di qual è la posizione dell’Italia nei conflitti? A vederlo da fuori sembra proprio di no. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58131690</guid><pubDate>Thu, 28 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58131690/imported_c49cd3c4_b938_47dd_820b_ada948674055.mp3" length="1742471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’emittente araba Al Jazeera riporta che almeno sei persone sono morte in un attacco di droni israeliani sul campo profughi di Nur Shams a est della città di Tulkarem, in Cisgiordania. Ci sono anche diversi feriti.
Il relatore speciale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’emittente araba Al Jazeera riporta che almeno sei persone sono morte in un attacco di droni israeliani sul campo profughi di Nur Shams a est della città di Tulkarem, in Cisgiordania. Ci sono anche diversi feriti.<br /> Il relatore speciale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) sui diritti umani degli sfollati interni ha affermato che Israele sta “lavorando per espellere” la popolazione civile dalla Striscia di Gaza. “Israele sta cercando di alterare in modo permanente la composizione della popolazione di Gaza con ordini di evacuazione in continua espansione e attacchi diffusi e sistematici contro i civili e le infrastrutture civili” nel sud di Gaza, ha detto Paula Gaviria Betancur in un comunicato diffuso dall’Alto commissariato Onu per i diritti umani (Unhchr). Secondo la Betancur, Israele ha rinnegato le sue promesse di sicurezza nel sud di Gaza attraverso i suoi ordini di evacuazione che invitano i palestinesi a evacuare dalla parte settentrionale a quella meridionale dell’enclave. Perfino il ministro degli Esteri nonché capo di Forza Italia Antonio Tajani ieri ha dovuto ammettere che a Gaza "ci sono troppi civili palestinesi morti”: “la bussola dev'essere una reazione proporzionata, colpire Hamas, mandare i militari di Hamas fuori da Gaza e arrivare ad una pace, magari con l'interregno di una presenza delle Nazioni Unite sul territorio”. A proposito di Tajani: sulla questione ucraina il ministro dice che “tutti quanti vogliamo che si arrivi alla pace”, “una pace giusta”. <br /> La domanda appare scontata: i commentatori e alcuni giornali si sono accorti di qual è la posizione dell’Italia nei conflitti? A vederlo da fuori sembra proprio di no. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ottant’anni dopo, i fratelli Cervi e “viva l’Italia antifascista”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ottant-anni-dopo-i-fratelli-cervi-e-viva-l-italia-antifascista--58120232</link><description><![CDATA["Dopo un raccolto, ne viene un altro". Disse così, ai funerali dei suoi sette figli, celebrati a guerra finita, Alcide Cervi, il padre dei sette fratelli fucilati dai fascisti a Reggio Emilia. Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore, uccisi ottant'anni fa, il 28 dicembre 1943. <br /> La famiglia Cervi, di formazione cattolica, nella cascina che aveva in affitto ai Campi Rossi di Gattatico, nella fertile pianura reggiana, era diventata uno dei punti di riferimento dell'antifascismo nella zona, luogo sicuro per i rifugiati e base per azioni, in collaborazione con i gruppi partigiani locali. E, per queste ragioni, tenuti d'occhio dalla polizia fascista. Insieme al padre, alla madre Genoeffa, alle due sorelle e ai numerosi figli, avevano preso in affitto la grande casa di campagna che oggi è diventata un centro di documentazione che porta avanti lo spirito della Resistenza e i valori della Costituzione.<br /> I sette fratelli Cervi, insieme al padre, vennero arrestati il 25 novembre 1943, dopo un conflitto a fuoco con le milizie fasciste. Vennero portati nel carcere dei Servi di Reggio Emilia, mentre il padre Alcide fu trasferito in un'altra prigione della città. Il 28 dicembre, dopo un'azione dei partigiani, le autorità cittadine decisero una rappresaglia. I fratelli, da Gelindo, il più grande che aveva 42 anni, a Ettore, il più piccolo, che ne aveva 22, vennero portati, insieme a Quarto Camurri, arrestato insieme a loro, al poligono di tiro di Reggio Emilia dove vennero fucilati.<br /> Disse Alcide Cervi: “mi hanno detto sempre così, nelle commemorazioni: tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta. Va bene, la figura è bella e qualche volta piango, nelle commemorazioni. Ma guardate il seme. Perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l'ideale nella testa dell’uomo”.<br /> Ottant’anni dopo. Viva l’Italia antifascista. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58120232</guid><pubDate>Wed, 27 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58120232/imported_7f2c433e_1fef_4e0c_96f1_105c10b70549.mp3" length="2304209" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>"Dopo un raccolto, ne viene un altro". Disse così, ai funerali dei suoi sette figli, celebrati a guerra finita, Alcide Cervi, il padre dei sette fratelli fucilati dai fascisti a Reggio Emilia. 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Insieme al padre, alla madre Genoeffa, alle due sorelle e ai numerosi figli, avevano preso in affitto la grande casa di campagna che oggi è diventata un centro di documentazione che porta avanti lo spirito della Resistenza e i valori della Costituzione.<br /> I sette fratelli Cervi, insieme al padre, vennero arrestati il 25 novembre 1943, dopo un conflitto a fuoco con le milizie fasciste. Vennero portati nel carcere dei Servi di Reggio Emilia, mentre il padre Alcide fu trasferito in un'altra prigione della città. Il 28 dicembre, dopo un'azione dei partigiani, le autorità cittadine decisero una rappresaglia. I fratelli, da Gelindo, il più grande che aveva 42 anni, a Ettore, il più piccolo, che ne aveva 22, vennero portati, insieme a Quarto Camurri, arrestato insieme a loro, al poligono di tiro di Reggio Emilia dove vennero fucilati.<br /> Disse Alcide Cervi: “mi hanno detto sempre così, nelle commemorazioni: tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta. Va bene, la figura è bella e qualche volta piango, nelle commemorazioni. Ma guardate il seme. Perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l'ideale nella testa dell’uomo”.<br /> Ottant’anni dopo. Viva l’Italia antifascista. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>145</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Legge bavaglio: basta chiedersi chi ci guadagna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/legge-bavaglio-basta-chiedersi-chi-ci-guadagna--58090361</link><description><![CDATA[Non c’è niente di meglio che raccontare come sarebbe stata la stampa italiana se fosse atto in vigore l’emendamento del calendiano Enrico Costa che a braccetto con il governo ha deciso di confezionare l’ennesima legge bavaglio alla stampa. Per l’onorevole Costa bisogna vietare la pubblicazione “integrale per estratto” degli atti processuali. “Un provvedimento liberticida non solo nei confronti dell'articolo 21 della Costituzione, ma anche nei confronti delle libertà individuali”, dice la FNSI.<br /> Come sarebbe? Il cronista giudiziario di Repubblica Giuliano Foschini ricorda che non avremo potuto sapere nulla di Andrea Bonafede, l’uomo che ha prestato la sua identità a Matteo Messina Denaro. Non avremmo saputo e visto le immagini delle botte dei carabinieri all’interno della caserma di Piacenza, non sapremmo dei comportamenti di Filippo Turetta prima dell’omicidio di Giulia Cecchettin, non sapremmo delle conversazioni di Palamara. Il Fatto Quotidiano ricorda che non avremmo letto la teoria del “mondo di mezzo” di Buzzi e Carminati o no avremmo letto il brigare dell’ex senatore Giancarlo Pittelli, descritto come “l’affarista massone dei boss della ’ndrangheta calabrese” veniva nominato loro legale “in quanto capace di mettere mano ai processi con le sue ambigue conoscenze e rapporti di ‘amicizia’ con magistrati”.<br /> Sono alcuni esempi ma potrebbero essere migliaia, a partire dagli atti del Ponte Morandi. Ve lo immaginate un Paese in cui tutto è delegato a una “sintesi” (non si capisce come)? Il punto sta tutto qui: chi ci guadagnerebbe? Nella risposta ci sono i poteri che si vogliono difendere. E no, non è il diritto all’informazione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58090361</guid><pubDate>Fri, 22 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58090361/imported_34525c25_54dd_4e6d_8aaa_48505f3bfa2a.mp3" length="1834422" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non c’è niente di meglio che raccontare come sarebbe stata la stampa italiana se fosse atto in vigore l’emendamento del calendiano Enrico Costa che a braccetto con il governo ha deciso di confezionare l’ennesima legge bavaglio alla stampa. 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Il Fatto Quotidiano ricorda che non avremmo letto la teoria del “mondo di mezzo” di Buzzi e Carminati o no avremmo letto il brigare dell’ex senatore Giancarlo Pittelli, descritto come “l’affarista massone dei boss della ’ndrangheta calabrese” veniva nominato loro legale “in quanto capace di mettere mano ai processi con le sue ambigue conoscenze e rapporti di ‘amicizia’ con magistrati”.<br /> Sono alcuni esempi ma potrebbero essere migliaia, a partire dagli atti del Ponte Morandi. Ve lo immaginate un Paese in cui tutto è delegato a una “sintesi” (non si capisce come)? Il punto sta tutto qui: chi ci guadagnerebbe? Nella risposta ci sono i poteri che si vogliono difendere. E no, non è il diritto all’informazione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un’altra donna e sempre la solita storia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-altra-donna-e-sempre-la-solita-storia--58073440</link><description><![CDATA[Un’altra donna e sempre la solita storia. Vanessa Ballan aveva deciso di troncare la sua relazione con Bujar Fandaj ma lui non aveva accettato la sua libertà di scegliere, la sua autonomia. Così l’ha uccisa non potendola più possedere. <br /> Anche in questo caso c’è una donna che aveva paura. Lo raccontano i colleghi del supermercato in cui la vittima lavorava, lo racconta la denuncia presentata da Ballan lo scorso 26 ottobre. “C’erano elementi forse per un pericolo di attività persecutoria e molesta, ma non per un divieto di avvicinamento”, ha detto ieri ai giornalisti il procuratore capo di Treviso, Marco Martani, con il tono di un mea culpa. “Dopo una perquisizione eseguita nella sua abitazione dopo la querela, da parte di Fandaj non c’erano più stati episodi di molestie, di avvicinamenti o minacce. La valutazione fatta – ha concluso Martani – era di non urgenza, cosa purtroppo che si è rivelata infondata”.<br /> Un’altra donna e sempre la solita storia. Branchi di uomini che giudicano lei una cattiva mamma perché aveva un’amante. Pari di capire che quindi meritasse di essere uccisa secondo la legge ottocentesca del delitto d’onore. <br /> Un’altra donna e sempre la solita storia. Le origini kossovare dell’assassino usate per concimare razzismo e salvare i maschi italiani che svettano invece nelle statistiche. <br /> Un’altra donna e sempre la solita storia. Denunce da “codice rosso” che attivano un allarme giallo. Strumentalizzazione della gravidanza della vittima per fomentare cultura antiabortista. “Ci sono elementi per contestare la premeditazione”, dice la Procura. Vedendo i fatti forse ci sono anche i soliti elementi per contestare l’immobilismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58073440</guid><pubDate>Thu, 21 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58073440/imported_d9f7b93c_f677_4ea5_a1c8_9ed08a3d0d23.mp3" length="1889175" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un’altra donna e sempre la solita storia. Vanessa Ballan aveva deciso di troncare la sua relazione con Bujar Fandaj ma lui non aveva accettato la sua libertà di scegliere, la sua autonomia. 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Anche in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un’altra donna e sempre la solita storia. Vanessa Ballan aveva deciso di troncare la sua relazione con Bujar Fandaj ma lui non aveva accettato la sua libertà di scegliere, la sua autonomia. Così l’ha uccisa non potendola più possedere. <br /> Anche in questo caso c’è una donna che aveva paura. Lo raccontano i colleghi del supermercato in cui la vittima lavorava, lo racconta la denuncia presentata da Ballan lo scorso 26 ottobre. “C’erano elementi forse per un pericolo di attività persecutoria e molesta, ma non per un divieto di avvicinamento”, ha detto ieri ai giornalisti il procuratore capo di Treviso, Marco Martani, con il tono di un mea culpa. “Dopo una perquisizione eseguita nella sua abitazione dopo la querela, da parte di Fandaj non c’erano più stati episodi di molestie, di avvicinamenti o minacce. La valutazione fatta – ha concluso Martani – era di non urgenza, cosa purtroppo che si è rivelata infondata”.<br /> Un’altra donna e sempre la solita storia. Branchi di uomini che giudicano lei una cattiva mamma perché aveva un’amante. Pari di capire che quindi meritasse di essere uccisa secondo la legge ottocentesca del delitto d’onore. <br /> Un’altra donna e sempre la solita storia. Le origini kossovare dell’assassino usate per concimare razzismo e salvare i maschi italiani che svettano invece nelle statistiche. <br /> Un’altra donna e sempre la solita storia. Denunce da “codice rosso” che attivano un allarme giallo. Strumentalizzazione della gravidanza della vittima per fomentare cultura antiabortista. “Ci sono elementi per contestare la premeditazione”, dice la Procura. Vedendo i fatti forse ci sono anche i soliti elementi per contestare l’immobilismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quanta distrazione intorno alla rielezione di al-Sisi in Egitto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quanta-distrazione-intorno-alla-rielezione-di-al-sisi-in-egitto--58059552</link><description><![CDATA[A proposito di esperti di democrazie, amanti di democrazie e esportatori di democrazia mi pare che si parli pochissimo del fatto che Abdel Fattah al-Sisi, l’uomo che sta ostacolando in tutti i modi la verità e la giustizia ai familiari di Giulio Regeni, sia stato eletto per la terza volta presidente dell’Egitto. Secondo l’Autorità elettorale nazionale egiziana, al-Sisi ha ottenuto l’89,6% dei voti (circa 39 milioni) con un’affluenza alle urne che ha raggiunto il 66,8%, un’adesione “senza precedenti”, ha affermato il capo dell’autorità Hazem Badawy.<br /> Quanto possa essere democratico un Paese in cui si viene eletti con il 90% dei voti non è difficile da immaginare. Il suo avversario di più alto profilo, l’ex parlamentare Ahmed al-Tantawi, ha raccontato di arresti tra i suoi sostenitori. Al-Sisi nelle elezioni del 2015 e del 2018 aveva vinto con il 97% dei voti. Nelle elezioni del 2018 l’avversario del presidente era un suo fervente sostenitore. Sì, avete capito bene: al-Sisi aveva sfidato un suo fan. L’altro avversario invece era stato arrestato. Altri ancora si sono ritirati dopo essere stati minacciati. <br /> Quatto anni fa al-Sisi ha modificato la Costituzione egiziana per concedersi un terzo mandato e - visto che c’era - ha pensato bene di allungare il mandato presidenziale da quattro a sei anni. Sarà quindi presidente dell’Egitto fino al 2030, riverito dall’Occidente che vorrebbe essere il custode delle democrazie degli altri ma che è pronto a stringere mani sporche di sangue per siglare accordi economici e a non vedere l’autocrazia quando gli torna utile. Non vediamo l’ora di sentire chi ci spiegherà che al-Sisi “è un male necessario”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58059552</guid><pubDate>Wed, 20 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58059552/imported_6c953b8a_7dd2_4088_89c9_e665da04cd6c.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito di esperti di democrazie, amanti di democrazie e esportatori di democrazia mi pare che si parli pochissimo del fatto che Abdel Fattah al-Sisi, l’uomo che sta ostacolando in tutti i modi la verità e la giustizia ai familiari di Giulio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito di esperti di democrazie, amanti di democrazie e esportatori di democrazia mi pare che si parli pochissimo del fatto che Abdel Fattah al-Sisi, l’uomo che sta ostacolando in tutti i modi la verità e la giustizia ai familiari di Giulio Regeni, sia stato eletto per la terza volta presidente dell’Egitto. Secondo l’Autorità elettorale nazionale egiziana, al-Sisi ha ottenuto l’89,6% dei voti (circa 39 milioni) con un’affluenza alle urne che ha raggiunto il 66,8%, un’adesione “senza precedenti”, ha affermato il capo dell’autorità Hazem Badawy.<br /> Quanto possa essere democratico un Paese in cui si viene eletti con il 90% dei voti non è difficile da immaginare. Il suo avversario di più alto profilo, l’ex parlamentare Ahmed al-Tantawi, ha raccontato di arresti tra i suoi sostenitori. Al-Sisi nelle elezioni del 2015 e del 2018 aveva vinto con il 97% dei voti. Nelle elezioni del 2018 l’avversario del presidente era un suo fervente sostenitore. Sì, avete capito bene: al-Sisi aveva sfidato un suo fan. L’altro avversario invece era stato arrestato. Altri ancora si sono ritirati dopo essere stati minacciati. <br /> Quatto anni fa al-Sisi ha modificato la Costituzione egiziana per concedersi un terzo mandato e - visto che c’era - ha pensato bene di allungare il mandato presidenziale da quattro a sei anni. Sarà quindi presidente dell’Egitto fino al 2030, riverito dall’Occidente che vorrebbe essere il custode delle democrazie degli altri ma che è pronto a stringere mani sporche di sangue per siglare accordi economici e a non vedere l’autocrazia quando gli torna utile. Non vediamo l’ora di sentire chi ci spiegherà che al-Sisi “è un male necessario”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il nanismo politico di Giorgia Melon</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-nanismo-politico-di-giorgia-melon--58047935</link><description><![CDATA[Che una presidente del Consiglio al governo da più di un anno abbia bisogno di travestirsi da comiziante arrabbiata per sfamare i suoi elettori dice molto della democrazia italiana in campagna elettorale permanente. Con una Legge di bilancio in votazione al Senato Giorgia Meloni è riuscita nella mirabile impresa di parlare e di far parlare di aspetti minuscoli del nostro Paese, utilizzando l’arma della distrazione in un Paese con la stampa che prona le ubbidisce. <br /> Meloni è riuscita ad accennare ancora ai rave party illegali mentre il Paese affonda nella povertà dilagante, urlacciando che «nell’ultimo anno non c’è stato neanche un rave party illegale in Italia» (falsissimo) come se fosse davvero un prioritario problema degli italiani. Nessuno dei presenti è stato in grado di scrollarla dalla parte della vittima, ancora una volta.<br /> Il vittimismo feroce di Meloni e compagnia è il tratto distintivo di una forza politica reazionaria come Fratelli d’Italia che ha bisogno di nemici immaginari per raccontare il governo di un Paese come la mastodontica impresa di un manipolo di eroi. Il vittimismo serve soprattutto per giustificare la prepotenza vendicativa che ritroviamo in ogni loro atto politico.<br /> Che una presidente del Consiglio trovi il tempo di litigare a distanza con influencer tra i panettoni è la cifra dell’inconsistenza politica. Che una presidente del Consiglio attacchi uno scrittore millantando come antimafia una fugace operazione sbirresca dalle parti di Caivano è la matrice dell’ignoranza sui temi. Non è solo uno sbilanciamento di potere di cui Meloni sembra non accorgersene, è soprattutto nanismo politico nel dibattito pubblico. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58047935</guid><pubDate>Tue, 19 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58047935/imported_bbc5b6b2_d512_48fc_a35a_445ae6232e91.mp3" length="1944346" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che una presidente del Consiglio al governo da più di un anno abbia bisogno di travestirsi da comiziante arrabbiata per sfamare i suoi elettori dice molto della democrazia italiana in campagna elettorale permanente. Con una Legge di bilancio in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Che una presidente del Consiglio al governo da più di un anno abbia bisogno di travestirsi da comiziante arrabbiata per sfamare i suoi elettori dice molto della democrazia italiana in campagna elettorale permanente. Con una Legge di bilancio in votazione al Senato Giorgia Meloni è riuscita nella mirabile impresa di parlare e di far parlare di aspetti minuscoli del nostro Paese, utilizzando l’arma della distrazione in un Paese con la stampa che prona le ubbidisce. <br /> Meloni è riuscita ad accennare ancora ai rave party illegali mentre il Paese affonda nella povertà dilagante, urlacciando che «nell’ultimo anno non c’è stato neanche un rave party illegale in Italia» (falsissimo) come se fosse davvero un prioritario problema degli italiani. Nessuno dei presenti è stato in grado di scrollarla dalla parte della vittima, ancora una volta.<br /> Il vittimismo feroce di Meloni e compagnia è il tratto distintivo di una forza politica reazionaria come Fratelli d’Italia che ha bisogno di nemici immaginari per raccontare il governo di un Paese come la mastodontica impresa di un manipolo di eroi. Il vittimismo serve soprattutto per giustificare la prepotenza vendicativa che ritroviamo in ogni loro atto politico.<br /> Che una presidente del Consiglio trovi il tempo di litigare a distanza con influencer tra i panettoni è la cifra dell’inconsistenza politica. Che una presidente del Consiglio attacchi uno scrittore millantando come antimafia una fugace operazione sbirresca dalle parti di Caivano è la matrice dell’ignoranza sui temi. Non è solo uno sbilanciamento di potere di cui Meloni sembra non accorgersene, è soprattutto nanismo politico nel dibattito pubblico. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Che altro serve per difendere Gaza?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/che-altro-serve-per-difendere-gaza--58038576</link><description><![CDATA[Qualche aggiornamento, solo per avere idea di cosa stia accadendo laggiù. Il pronto soccorso dell’ospedale al-Shifa, il più grande nel nord di Gaza, è “un bagno di sangue” e la struttura “ha bisogno di rianimazione”, ha avvertito l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le sale operatorie non funzionano a causa della mancanza di carburante, ossigeno e altre forniture, ha affermato l’organizzazione che parla di “centinaia di feriti”.<br /> Un agente diplomatico francese è morto dopo essere stato ferito in un bombardamento che ha colpito la casa dove si rifugiava a Rafah, a Gaza. Poi: sventolavano una bandiera bianca i tre ostaggi che sono stati uccisi per sbaglio dall’esercito israeliano a nord della Striscia di Gaza. Lo ha fatto sapere un funzionario dell’esercito dello Stato ebraico che è rimasto anonimo e che ha fornito ai giornalisti le prime conclusioni delle indagini. I soldati hanno comunque percepito i tre come un pericolo. In particolare uno dei militari avrebbe cominciato a sparare e a urlare: “Terroristi!”.<br /> Poi: dal 7 ottobre sono almeno 60 i giornalisti uccisi. La maggior parte di loro sono giornalisti locali che sono morti coprendo la distruzione della loro patria per i colleghi dei media internazionali. Poi: le famiglie degli ostaggi tenuti nella Striscia di Gaza hanno esortato il governo israeliano a porre fine alla guerra e a trattare subito per il loro rilascio. “Stiamo solo recuperando cadaveri. Vogliamo che fermiate i combattimenti e avviate i negoziati“, ha detto Noam Perry, figlia di un israeliano rapito, durante un raduno di famiglie di ostaggi a Tel Aviv.<br /> Infine il premier Benyamin Netanyahu ha dichiarato: “dobbiamo dire la verità e non coltivare illusioni. Dopo l’eliminazione di Hamas, la Striscia sarà smilitarizzata e sarà sotto il controllo di sicurezza israeliano”. <br /> Serve altro?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58038576</guid><pubDate>Mon, 18 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58038576/imported_f46d9019_1e10_4fe6_a1b1_7e9c91140250.mp3" length="1795970" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Qualche aggiornamento, solo per avere idea di cosa stia accadendo laggiù. Il pronto soccorso dell’ospedale al-Shifa, il più grande nel nord di Gaza, è “un bagno di sangue” e la struttura “ha bisogno di rianimazione”, ha avvertito l’Organizzazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qualche aggiornamento, solo per avere idea di cosa stia accadendo laggiù. Il pronto soccorso dell’ospedale al-Shifa, il più grande nel nord di Gaza, è “un bagno di sangue” e la struttura “ha bisogno di rianimazione”, ha avvertito l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le sale operatorie non funzionano a causa della mancanza di carburante, ossigeno e altre forniture, ha affermato l’organizzazione che parla di “centinaia di feriti”.<br /> Un agente diplomatico francese è morto dopo essere stato ferito in un bombardamento che ha colpito la casa dove si rifugiava a Rafah, a Gaza. Poi: sventolavano una bandiera bianca i tre ostaggi che sono stati uccisi per sbaglio dall’esercito israeliano a nord della Striscia di Gaza. Lo ha fatto sapere un funzionario dell’esercito dello Stato ebraico che è rimasto anonimo e che ha fornito ai giornalisti le prime conclusioni delle indagini. I soldati hanno comunque percepito i tre come un pericolo. In particolare uno dei militari avrebbe cominciato a sparare e a urlare: “Terroristi!”.<br /> Poi: dal 7 ottobre sono almeno 60 i giornalisti uccisi. La maggior parte di loro sono giornalisti locali che sono morti coprendo la distruzione della loro patria per i colleghi dei media internazionali. Poi: le famiglie degli ostaggi tenuti nella Striscia di Gaza hanno esortato il governo israeliano a porre fine alla guerra e a trattare subito per il loro rilascio. “Stiamo solo recuperando cadaveri. Vogliamo che fermiate i combattimenti e avviate i negoziati“, ha detto Noam Perry, figlia di un israeliano rapito, durante un raduno di famiglie di ostaggi a Tel Aviv.<br /> Infine il premier Benyamin Netanyahu ha dichiarato: “dobbiamo dire la verità e non coltivare illusioni. Dopo l’eliminazione di Hamas, la Striscia sarà smilitarizzata e sarà sotto il controllo di sicurezza israeliano”. <br /> Serve altro?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La vera domanda a Meloni sul suo progetto in Albania</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-vera-domanda-a-meloni-sul-suo-progetto-in-albania--58009681</link><description><![CDATA[Il ministro agli Esteri Antonio Tajani assicura che va tutto bene. Secondo lui il blocco della Corte costituzionale albanese sull’idea della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di esternalizzare i Centri per il rimpatrio in Albania si scioglierà presto. Nessun dubbio sui diritti umani, sul rispetto delle leggi europee e internazionali. Nulla. <br /> Ieri però il Coordinamento nazionale e il Gruppo Immigrazione di Area ha posto una domanda a cui né Meloni, né Tajani e nemmeno gli altri componenti della ciurma di governo sanno rispondere  Se è vero che i presupposti per il trattenimento e per il riconoscimento del diritto alla protezione internazionale o nazionale della persona migrante restano gli stessi che si applicherebbero se la procedura si svolgesse integralmente in Italia, resta la domanda: perché in Albania? Qual è l'utilità per la gestione dei flussi migratori della dislocazione in un Paese extra UE di una costosa e limitata fase della procedura di asilo?<br /> Anche perché - come sottolinea il gruppo di avvocati - l'Albania non ha fatto nessun progresso per consentire ai migranti l'accesso alle procedure di asilo, così come restano immutati tutti i problemi relativi alle procedure di rimpatrio. Lo scrive nero su bianco ill "progress report" dell'8 novembre 2023 della Commissione europea sull'avanzamento del Paese nel percorso di adesione alla Ue.<br /> E poi c’è il paradosso: sono poi in forte aumento i cittadini albanesi che chiedono rifugio in Paesi dell'Unione europea, a cominciare dall'Italia: più 65% nel 2021, per un numero totale di 11.300 persone e ancora di più, 13.100, nel 2022 (fonte Eurostat). La vedete la scemenza?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58009681</guid><pubDate>Fri, 15 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/58009681/imported_781a15a4_3ae7_4e03_b67b_ed58fcc3bd44.mp3" length="1968169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro agli Esteri Antonio Tajani assicura che va tutto bene. 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Nulla. <br /> Ieri però il Coordinamento nazionale e il Gruppo Immigrazione di Area ha posto una domanda a cui né Meloni, né Tajani e nemmeno gli altri componenti della ciurma di governo sanno rispondere  Se è vero che i presupposti per il trattenimento e per il riconoscimento del diritto alla protezione internazionale o nazionale della persona migrante restano gli stessi che si applicherebbero se la procedura si svolgesse integralmente in Italia, resta la domanda: perché in Albania? Qual è l'utilità per la gestione dei flussi migratori della dislocazione in un Paese extra UE di una costosa e limitata fase della procedura di asilo?<br /> Anche perché - come sottolinea il gruppo di avvocati - l'Albania non ha fatto nessun progresso per consentire ai migranti l'accesso alle procedure di asilo, così come restano immutati tutti i problemi relativi alle procedure di rimpatrio. Lo scrive nero su bianco ill "progress report" dell'8 novembre 2023 della Commissione europea sull'avanzamento del Paese nel percorso di adesione alla Ue.<br /> E poi c’è il paradosso: sono poi in forte aumento i cittadini albanesi che chiedono rifugio in Paesi dell'Unione europea, a cominciare dall'Italia: più 65% nel 2021, per un numero totale di 11.300 persone e ancora di più, 13.100, nel 2022 (fonte Eurostat). La vedete la scemenza?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>124</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni: le sue bugie sul Mes e i suoi nemici immaginari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-le-sue-bugie-sul-mes-e-i-suoi-nemici-immaginari--57998210</link><description><![CDATA[A proposito del Mes che sta agitando la sua maggioranza (e che alla fine verrà ingoiato con buona pace di Matteo Salvini) Giorgia Meloni ha accusato l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte dicendo: “Lo ha fatto il governo Conte, senza mandato parlamentare, e lo ha fatto un giorno dopo essersi dimesso, quando era in carica solamente per gli affari correnti, dando mandato a un ambasciatore, mandato firmato dall’allora ministro degli Esteri del M5s Luigi Di Maio, senza un mandato parlamentare, senza che ne avesse il potere, senza dirlo agli italiani, e con il favore delle tenebre. Allora forse oggi bisogna guardare in faccia gli italiani e spiegargli come sono andate le cose”.<br /> Allora proviamo a spiegare a Giorgia Meloni come funzionano le cose, imbarazzati da una presidente del Consiglio analfabeta istituzionale. Le basterebbe un qualsiasi testo di diritto reperibile in una qualsiasi libreria per scoprire che gli articolo 7 e 16 della Convenzione di Vienna regolano la stipula di quegli accordi e prevedono la firma senza autorizzazioni del Parlamento che è indispensabile invece per la ratifica. Ricordiamo a Meloni anche che informative sul Mes in Parlamento ci sono state nel 2019, nel 2020 e nel 2021. Le ricordiamo anche che potrebbe chiudere la polemica senza lasciarsi andare a sguaiati comizi in Aula semplicemente dicendo alla sua maggioranza di non ratificarlo, senza il suo cronico vittimismo.<br /> Anche perché - come ricorda giustamente la giurista Vitalba Azzolini - mentre Meloni si impegola contro nemici immaginari ha firmato un accordo con l’Albania senza chiedere nessuna autorizzazione al Parlamento. Non vorremmo che un giorno trovasse un’altra Meloni che la accusi per deresponsabilizzarsi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57998210</guid><pubDate>Thu, 14 Dec 2023 06:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57998210/imported_f2bc3271_ebe1_4b99_baeb_e4e7d39a3e72.mp3" length="2027520" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito del Mes che sta agitando la sua maggioranza (e che alla fine verrà ingoiato con buona pace di Matteo Salvini) Giorgia Meloni ha accusato l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte dicendo: “Lo ha fatto il governo Conte, senza mandato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito del Mes che sta agitando la sua maggioranza (e che alla fine verrà ingoiato con buona pace di Matteo Salvini) Giorgia Meloni ha accusato l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte dicendo: “Lo ha fatto il governo Conte, senza mandato parlamentare, e lo ha fatto un giorno dopo essersi dimesso, quando era in carica solamente per gli affari correnti, dando mandato a un ambasciatore, mandato firmato dall’allora ministro degli Esteri del M5s Luigi Di Maio, senza un mandato parlamentare, senza che ne avesse il potere, senza dirlo agli italiani, e con il favore delle tenebre. Allora forse oggi bisogna guardare in faccia gli italiani e spiegargli come sono andate le cose”.<br /> Allora proviamo a spiegare a Giorgia Meloni come funzionano le cose, imbarazzati da una presidente del Consiglio analfabeta istituzionale. Le basterebbe un qualsiasi testo di diritto reperibile in una qualsiasi libreria per scoprire che gli articolo 7 e 16 della Convenzione di Vienna regolano la stipula di quegli accordi e prevedono la firma senza autorizzazioni del Parlamento che è indispensabile invece per la ratifica. Ricordiamo a Meloni anche che informative sul Mes in Parlamento ci sono state nel 2019, nel 2020 e nel 2021. Le ricordiamo anche che potrebbe chiudere la polemica senza lasciarsi andare a sguaiati comizi in Aula semplicemente dicendo alla sua maggioranza di non ratificarlo, senza il suo cronico vittimismo.<br /> Anche perché - come ricorda giustamente la giurista Vitalba Azzolini - mentre Meloni si impegola contro nemici immaginari ha firmato un accordo con l’Albania senza chiedere nessuna autorizzazione al Parlamento. Non vorremmo che un giorno trovasse un’altra Meloni che la accusi per deresponsabilizzarsi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Di là le accuse infondate le pagano anche i figli del Re</title><link>https://www.spreaker.com/episode/di-la-le-accuse-infondate-le-pagano-anche-i-figli-del-re--57987314</link><description><![CDATA[Un piccolo esempio per cogliere le differenze tra la libertà di stampa in Italia e in Gran Bretagna. Mentre da noi si assiste a una pioggia di querele, spesso infondate, da parte di membri del governo e della maggioranza che colpiscono indiscriminatamente ogni giornalista non allineato dall’altra parte della Manica il principe Harry si ritrova a sborsare quasi 50mila sterline al quotidiano Mail On Sunday che aveva accusato di diffamazione e “inaccuratezza”. <br /> Il quotidiano aveva raccontato della decisione del duca di portare il Ministero dell’Interno inglese davanti alla High Court con l’accusa di avergli negato le necessarie disposizioni di sicurezza (pagate dai contribuenti) perse dopo aver perso il titolo reale. Il giornale, raccontando la vicenda, titolò così: “Come il principe Harry ha provato a tenere segreta la sua battaglia sui bodyguards contro il governo…poi – subito dopo l’uscita della storia – la sua macchina della comunicazione ha provato a metterla in chiave positiva”. In effetti il principe aveva fatto sapere che avrebbe pagato di tasca sua la sicurezza per non pesare sulle tasche dei cittadini. <br /> Il figlio del re ha portato davanti all’Alta corte la difesa dell’editore che riteneva l’articolo “un’opinione onesta e legittima” che non recava alcun “vero danno” alla sua reputazione. Ieri l’Alta corte di giustizia ha ritenuto infondate le accuse di Harry rinviando il tutto alla decisione di un altro processo, riconoscendo legittima la linea difensiva del giornale. C’è però un piccolo particolare: il principe Harry intanto è stato condannato a pagare le spese di questo primo giudizio. Pagare la prepotenza dell’accusa, appunto. Questa è la soluzione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57987314</guid><pubDate>Wed, 13 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57987314/imported_f25dbf7e_94ee_4763_befb_02b0541ae855.mp3" length="1955213" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un piccolo esempio per cogliere le differenze tra la libertà di stampa in Italia e in Gran Bretagna. 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Il giornale, raccontando la vicenda, titolò così: “Come il principe Harry ha provato a tenere segreta la sua battaglia sui bodyguards contro il governo…poi – subito dopo l’uscita della storia – la sua macchina della comunicazione ha provato a metterla in chiave positiva”. In effetti il principe aveva fatto sapere che avrebbe pagato di tasca sua la sicurezza per non pesare sulle tasche dei cittadini. <br /> Il figlio del re ha portato davanti all’Alta corte la difesa dell’editore che riteneva l’articolo “un’opinione onesta e legittima” che non recava alcun “vero danno” alla sua reputazione. Ieri l’Alta corte di giustizia ha ritenuto infondate le accuse di Harry rinviando il tutto alla decisione di un altro processo, riconoscendo legittima la linea difensiva del giornale. C’è però un piccolo particolare: il principe Harry intanto è stato condannato a pagare le spese di questo primo giudizio. Pagare la prepotenza dell’accusa, appunto. Questa è la soluzione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Inventarsi leggi per non doverle rispettare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/inventarsi-leggi-per-non-doverle-rispettare--57975415</link><description><![CDATA[Incapaci di governare secondo le regole che esistono da ottant’anni dalle parti del governo Meloni stanno pensando bene di inventarne di nuove perché il comandare da lontano sembri un sinonimo di amministrare. <br /> Nel mese di novembre è tornato prepotentemente d’attualità il tema del massiccio ricorso fatto dal governo allo strumento della questione di fiducia. I voti di questo tipo che si sono tenuti in parlamento infatti sono stati ben 8, un nuovo record. Il ricorso alla fiducia è andato costantemente aumentando negli ultimi mesi, tanto che il governo Meloni ha raggiunto anche il primo posto (a pari merito con l’esecutivo guidato da Mario Monti) se si considera la media dei voti di fiducia per mese.<br /> Di pari passo l’abuso di decreti legge per comprimere ancora di più il potere delle Camere sta andando alla grande. Nell’attuale legislatura le conversioni di decreto rappresentano il 50% delle leggi approvate, un record assoluto. E pensare che quando si trovava all’opposizione proprio Giorgia Meloni tuonava contro contro questa pessima abitudine. Ora il suo governo è quello che ricorre di più ai decreti in ogni mese: 3,83 nel primo anno in carica, contro i 3,20 del Draghi e 3,18 del Conte-2.<br /> Ciò implica spesso le Camere debbano correre per svolgere il proprio ruolo di pulsantificio. Ecco la soluzione: due disegni di legge per allungare i tempi di conversione dai canonici sessanta giorni a novanta.  Secondo il Messaggero, Fratelli d’Italia sarebbe ragionando anche sul “disegno di legge a data fissa che entra automaticamente in vigore se non viene approvato dal Parlamento entro i termini fissati. Il premierato, de facto, non ha nemmeno bisogno di una riforma costituzionale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57975415</guid><pubDate>Tue, 12 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57975415/imported_9ce841a3_7ca3_4d97_a22b_2b44ed088a21.mp3" length="1937240" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Incapaci di governare secondo le regole che esistono da ottant’anni dalle parti del governo Meloni stanno pensando bene di inventarne di nuove perché il comandare da lontano sembri un sinonimo di amministrare. 
Nel mese di novembre è tornato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Incapaci di governare secondo le regole che esistono da ottant’anni dalle parti del governo Meloni stanno pensando bene di inventarne di nuove perché il comandare da lontano sembri un sinonimo di amministrare. <br /> Nel mese di novembre è tornato prepotentemente d’attualità il tema del massiccio ricorso fatto dal governo allo strumento della questione di fiducia. I voti di questo tipo che si sono tenuti in parlamento infatti sono stati ben 8, un nuovo record. Il ricorso alla fiducia è andato costantemente aumentando negli ultimi mesi, tanto che il governo Meloni ha raggiunto anche il primo posto (a pari merito con l’esecutivo guidato da Mario Monti) se si considera la media dei voti di fiducia per mese.<br /> Di pari passo l’abuso di decreti legge per comprimere ancora di più il potere delle Camere sta andando alla grande. Nell’attuale legislatura le conversioni di decreto rappresentano il 50% delle leggi approvate, un record assoluto. E pensare che quando si trovava all’opposizione proprio Giorgia Meloni tuonava contro contro questa pessima abitudine. Ora il suo governo è quello che ricorre di più ai decreti in ogni mese: 3,83 nel primo anno in carica, contro i 3,20 del Draghi e 3,18 del Conte-2.<br /> Ciò implica spesso le Camere debbano correre per svolgere il proprio ruolo di pulsantificio. Ecco la soluzione: due disegni di legge per allungare i tempi di conversione dai canonici sessanta giorni a novanta.  Secondo il Messaggero, Fratelli d’Italia sarebbe ragionando anche sul “disegno di legge a data fissa che entra automaticamente in vigore se non viene approvato dal Parlamento entro i termini fissati. Il premierato, de facto, non ha nemmeno bisogno di una riforma costituzionale. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quel pasticciaccio del ministro Valditara</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quel-pasticciaccio-del-ministro-valditara--57965847</link><description><![CDATA[Il pasticcio del ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara che vorrebbe educare gli studenti italiani alle relazioni e non è in grado di intrattenerne con i suoi compagni di governo è completo. <br /> Il 7 dicembre Valditara comunica in pompa magna tre nomine che dovrebbero coordinare gli incontri degli studenti (su base volontaria) per il progetto “educare alle relazioni”. <br /> Valditara sornione è convinto di avere assestato un colpaccio. Ha scelto tre donne, in un Paese che ancora scambia il femminile come sinonimo di femminista. Ha nominato una suora per accarezzare la pancia ai cattolici spaventati dalla novità: suor Monia Alfieri, membro della Consulta di Pastorale scolastica della Cei nonché fellow dell’Istituto Bruno Leoni per il libero mercato, una che si batte come una leonessa da sempre per le scuole private, con due begli schiaffi alla scuola pubblica e alla laicità previste dalla Costituzione. Ha nominato l’avvocata Paola Zerman, candidata, nel 2018, con Mario Adinolfi e il suo “Popolo della famiglia”, organizzazione politica che da suo stesso manifesto è “figlia del Family Day”. E infine, convinto di mettere in difficoltà l’opposizione, ha nominato Paola Concia, una attivista lgbt, lesbica dichiarata, e per di più con un passato nell’opposizione ovvero nel Pd. Con Concia il ministro era evidentemente convinto di avere spiazzato l’opposizione. <br /> Si è sbagliato. A fare naufragare tutto sono stati leghisti, meloniani e quelli di Pro Vita. In coro gli hanno ricordato che la nuova egemonia culturale non è altro che una sostituzione totale di ogni posto, in ogni campo. Non c’è nemmeno spazio per la tattica. Niente da fare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57965847</guid><pubDate>Mon, 11 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57965847/imported_bf81bb4e_6e6c_4104_933b_25a4fc642d90.mp3" length="1882070" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il pasticcio del ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara che vorrebbe educare gli studenti italiani alle relazioni e non è in grado di intrattenerne con i suoi compagni di governo è completo. 
Il 7 dicembre Valditara comunica in pompa magna tre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il pasticcio del ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara che vorrebbe educare gli studenti italiani alle relazioni e non è in grado di intrattenerne con i suoi compagni di governo è completo. <br /> Il 7 dicembre Valditara comunica in pompa magna tre nomine che dovrebbero coordinare gli incontri degli studenti (su base volontaria) per il progetto “educare alle relazioni”. <br /> Valditara sornione è convinto di avere assestato un colpaccio. Ha scelto tre donne, in un Paese che ancora scambia il femminile come sinonimo di femminista. Ha nominato una suora per accarezzare la pancia ai cattolici spaventati dalla novità: suor Monia Alfieri, membro della Consulta di Pastorale scolastica della Cei nonché fellow dell’Istituto Bruno Leoni per il libero mercato, una che si batte come una leonessa da sempre per le scuole private, con due begli schiaffi alla scuola pubblica e alla laicità previste dalla Costituzione. Ha nominato l’avvocata Paola Zerman, candidata, nel 2018, con Mario Adinolfi e il suo “Popolo della famiglia”, organizzazione politica che da suo stesso manifesto è “figlia del Family Day”. E infine, convinto di mettere in difficoltà l’opposizione, ha nominato Paola Concia, una attivista lgbt, lesbica dichiarata, e per di più con un passato nell’opposizione ovvero nel Pd. Con Concia il ministro era evidentemente convinto di avere spiazzato l’opposizione. <br /> Si è sbagliato. A fare naufragare tutto sono stati leghisti, meloniani e quelli di Pro Vita. In coro gli hanno ricordato che la nuova egemonia culturale non è altro che una sostituzione totale di ogni posto, in ogni campo. Non c’è nemmeno spazio per la tattica. Niente da fare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La figura barbina olimpica sulla pista da bob</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-figura-barbina-olimpica-sulla-pista-da-bob--57938586</link><description><![CDATA[La politica italiana e la sua credibilità sulle prossime Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono appese a una pista di bob. Dopo avere passato mesi a magnificare la pista che sarebbe stata (delle Olimpiadi che saranno) additando ogni dubbio come un maledetto uccello del malaugurio lo scorso 16 ottobre il presidente del Coni Giovanni Malagò ha dovuto mestamente confessare di fronte ai membri del Comitato olimpico di tutto il mondo che realizzare l’impianto sul tracciato della vecchia pista Eugenio Monti a Cortina sarebbe costato almeno 150 milioni di euro, oltre ai danni ambientali denunciati da molti. Niente da fare, ha detto Malagò, certificando la figuraccia della Società Infrastrutture Milano Cortina 2020 – 2026 e della Regione Veneto. <br /> A quel punto era chiaro a qualsiasi persona di buon senso che l’unica soluzione fosse quella di spostare le gare in Austria e Svizzera, subappaltando un pezzo di olimpiadi all’estero per inettitudine organizzativa. Un bello smacco per i sovranisti di casa nostra. <br /> Sarà per questo che il ministro alle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini qualche giorno fa nella “cabina di regia” riunita per decidere se e dove si farà la pista da bob, skeleton e slittino ha deciso di difendere ad oltranza la scelta già bocciata di Cortina, lasciando di stucco i presenti. Pur di non scontentare il suo compagno di partito (e avversario interno) Luca Zaia, presidente veneto, Salvini si dice pronto a riscrivere i progetti, ad andare contro alla volontà del Cio e a trovare qualche ditta disposta ad assumersi l’onere. Non ce la farà. A quel punto saremo in ritardo anche per valutare le piste disponibili all’estero. E la figura barbina sarà olimpica, appunto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57938586</guid><pubDate>Fri, 08 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57938586/imported_a46f84da_c01a_4886_af8a_c387cc682ab6.mp3" length="1938494" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La politica italiana e la sua credibilità sulle prossime Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono appese a una pista di bob. 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Niente da fare, ha detto Malagò, certificando la figuraccia della Società Infrastrutture Milano Cortina 2020 – 2026 e della Regione Veneto. <br /> A quel punto era chiaro a qualsiasi persona di buon senso che l’unica soluzione fosse quella di spostare le gare in Austria e Svizzera, subappaltando un pezzo di olimpiadi all’estero per inettitudine organizzativa. Un bello smacco per i sovranisti di casa nostra. <br /> Sarà per questo che il ministro alle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini qualche giorno fa nella “cabina di regia” riunita per decidere se e dove si farà la pista da bob, skeleton e slittino ha deciso di difendere ad oltranza la scelta già bocciata di Cortina, lasciando di stucco i presenti. Pur di non scontentare il suo compagno di partito (e avversario interno) Luca Zaia, presidente veneto, Salvini si dice pronto a riscrivere i progetti, ad andare contro alla volontà del Cio e a trovare qualche ditta disposta ad assumersi l’onere. Non ce la farà. A quel punto saremo in ritardo anche per valutare le piste disponibili all’estero. E la figura barbina sarà olimpica, appunto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il funerale di Giulia Cecchettin. Come ha reagito certa politica?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-funerale-di-giulia-cecchettin-come-ha-reagito-certa-politica--57929981</link><description><![CDATA[Al funerale della figlia Giulia Gino Cecchettin ha chiesto di sfidare “la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali”. Ha spiegato anche che “difendere il patriarcato quando qualcuno ha la forza e la disperazione per chiamarlo col suo nome” e “trasformare le vittime in bersagli solo perché dicono qualcosa con cui magari non siamo d’accordo, non aiuta ad abbattere le barriere”. <br /> Che la politica se ne renda conto o meno quel discorso segna una svolta anche nella politica di questo Paese, cancellando una volta per tutte l’idea che il femminicidio sia solo opera di criminali e riportando la riflessione nella responsabilità collettiva.<br /> Come ha reagito certa politica? Qualche esempio portata di mano. Il consigliere regionale eletto nella lista Zaia in Veneto (lo stesso che parlò di felpe stanche riferendosi alla sorella Elena) ieri ha definito il funerale uno “show per far approvare qualche legge assurda come l’educazione sessuale nelle scuole” e ha parlato sdegnato di “politici che si scusano di essere uomini, altri che stanziano fondi per educare contro il patriarcato”. <br /> La ministra alla Famiglia Eugenia Roccella ha spiegato che “la teoria gender è una nuova forma di patriarcato” e il vero femminicidio di massa è quello “di Hamas” dove ci sarebbe “il vero patriarcato”. Per la ministra anche “e battaglie dei movimenti trans per l'autodeterminazione del genere in opposizione al sesso biologico "sono le nuove forme di patriarcato, un modo di aggiornare il patriarcato a nuove filosofie e pensieri”. Giorgia Meloni - più furba - ha parlato di “crisi della famiglia” e “impatto dei social”. Non male, eh?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57929981</guid><pubDate>Thu, 07 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57929981/imported_c36ae311_f1c1_45f8_9ed1_1400b23b78e3.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Al funerale della figlia Giulia Gino Cecchettin ha chiesto di sfidare “la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali”. 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Il consigliere regionale eletto nella lista Zaia in Veneto (lo stesso che parlò di felpe stanche riferendosi alla sorella Elena) ieri ha definito il funerale uno “show per far approvare qualche legge assurda come l’educazione sessuale nelle scuole” e ha parlato sdegnato di “politici che si scusano di essere uomini, altri che stanziano fondi per educare contro il patriarcato”. <br /> La ministra alla Famiglia Eugenia Roccella ha spiegato che “la teoria gender è una nuova forma di patriarcato” e il vero femminicidio di massa è quello “di Hamas” dove ci sarebbe “il vero patriarcato”. Per la ministra anche “e battaglie dei movimenti trans per l'autodeterminazione del genere in opposizione al sesso biologico "sono le nuove forme di patriarcato, un modo di aggiornare il patriarcato a nuove filosofie e pensieri”. Giorgia Meloni - più furba - ha parlato di “crisi della famiglia” e “impatto dei social”. Non male, eh?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un governo di Vannacci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-governo-di-vannacci--57922448</link><description><![CDATA[L’epopea del generale Roberto Vannacci come specchio del Paese. Un misconosciuto generale si prodiga per scrivere un libro che è una filiera di luoghi comuni, di pregiudizi e di tesi antiscientifiche dal sapore omofobo e xenofobo. Noi siamo in quel tempo in cui mettere su carta le analisi che di solito si fanno al bancone del bar in privato - vergognandosene in pubblico - può trasformare qualcuno in celebrità. Il suo libro vende moltissimo. Anche questo è lo specchio del Paese: l’esibizione di idee squinternate che gridano al complotto o al politicamente corretto solletica gli sfinteri di chi sogna un mondo in cui si è liberi di essere cretini. <br /> Il ministro alla Difesa Guido Crosetto censura le tesi del generale. Così nel Paese in cui un dipendente pubblico qualsiasi ha bisogno di un plico di autorizzazioni per parlare con il giornale locale il generale Vannacci imperversa su giornali e televisioni. Diventa l’emblema - per qualcuno - della nuova egemonia culturale della destra che - per qualcuno - si traduce nel ripetere “negro”, “frocio” e poi ridere a crepapelle.<br /> Vannacci da direttore dell’istituto cartografico di Firenze viene nominato capo di stato maggiore delle forze operative terrestri a Roma. Il ministro che l’aveva censurato sottolinea che non si tratta di una promozione. Matteo Salvini vorrebbe candidarlo per danneggiare i suoi alleati di governo. Qualche ora dopo si ha notizia dell’apertura di un’inchiesta per incitazione all’odio e alla discriminazione sul libro del generale. Lui è in licenza e conferma di pensare a una candidatura. Un condannato per eccesso di difesa intanto dice che “si rivolgerà a lui”. è già un referente politico. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57922448</guid><pubDate>Wed, 06 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57922448/imported_c4347b70_9c7b_4857_95ce_7713f84afac1.mp3" length="1953123" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’epopea del generale Roberto Vannacci come specchio del Paese. 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Così nel Paese in cui un dipendente pubblico qualsiasi ha bisogno di un plico di autorizzazioni per parlare con il giornale locale il generale Vannacci imperversa su giornali e televisioni. Diventa l’emblema - per qualcuno - della nuova egemonia culturale della destra che - per qualcuno - si traduce nel ripetere “negro”, “frocio” e poi ridere a crepapelle.<br /> Vannacci da direttore dell’istituto cartografico di Firenze viene nominato capo di stato maggiore delle forze operative terrestri a Roma. Il ministro che l’aveva censurato sottolinea che non si tratta di una promozione. Matteo Salvini vorrebbe candidarlo per danneggiare i suoi alleati di governo. Qualche ora dopo si ha notizia dell’apertura di un’inchiesta per incitazione all’odio e alla discriminazione sul libro del generale. Lui è in licenza e conferma di pensare a una candidatura. Un condannato per eccesso di difesa intanto dice che “si rivolgerà a lui”. è già un referente politico. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini e i numeri sul Ponte sullo Stretto come al Fantacalcio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-e-i-numeri-sul-ponte-sullo-stretto-come-al-fantacalcio--57910081</link><description><![CDATA[Sono molti e diversi gli elementi da tenere in considerazione per valutare la credibilità di un esponente politico e la serietà dei progetti che propone. Uno di questi è sicuramente la coerenza dei numeri, fattore essenziale per valutare la bontà e la fattibilità di una riforma, di un’opera o di una promessa.<br /> Sul progetto del Ponte di Messina i numeri sono campo di battaglia di diverse visioni. Il ministro alle Infrastrutture nonché leader della Lega Matteo Salvini ha usato e usa i numeri dell’occupazione prevista per indorare la pillola di un’infrastruttura dibattuta da anni. Il messaggio è chiaro: se porta lavoro vale la pena compiere un sacrificio economico e ambientale. È il mantra del capitalismo ogni volta che deve giustificare la stonata imponenza dei suoi affari. Il problema è che Salvini - come ha notato il sito Pagello Politica - con i numeri si è ingarbugliato parecchio. All’inizio erano 120 mila, poi sono scesi a 100 mila, ora sono 50 mila “mal contati”, sulla base di uno studio che però ne stima 33 mila. In poco più di un anno il ministro Salvini ha dimezzato il numero dei posti di lavoro che sarebbero creati dalla costruzione del ponte.<br /> Qualche giorno fa la trasmissione Report ha raccontato che i numeri sul risparmio di CO2 che il ministro riferiva allo studio di un’università (che non esiste) arrivavano invece da Giovanni Mollica, che da sempre promuove la costruzione del ponte e che inoltre ha collaborato con il consorzio incaricato alla sua costruzione. <br /> La domanda è scontata: vi fidereste di un ponte che attraversa lo Stretto piantato da un ministro così? <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57910081</guid><pubDate>Tue, 05 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57910081/imported_f1dccae1_7617_4d68_9f58_d93febbdfd15.mp3" length="2018742" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono molti e diversi gli elementi da tenere in considerazione per valutare la credibilità di un esponente politico e la serietà dei progetti che propone. Uno di questi è sicuramente la coerenza dei numeri, fattore essenziale per valutare la bontà e la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sono molti e diversi gli elementi da tenere in considerazione per valutare la credibilità di un esponente politico e la serietà dei progetti che propone. Uno di questi è sicuramente la coerenza dei numeri, fattore essenziale per valutare la bontà e la fattibilità di una riforma, di un’opera o di una promessa.<br /> Sul progetto del Ponte di Messina i numeri sono campo di battaglia di diverse visioni. Il ministro alle Infrastrutture nonché leader della Lega Matteo Salvini ha usato e usa i numeri dell’occupazione prevista per indorare la pillola di un’infrastruttura dibattuta da anni. Il messaggio è chiaro: se porta lavoro vale la pena compiere un sacrificio economico e ambientale. È il mantra del capitalismo ogni volta che deve giustificare la stonata imponenza dei suoi affari. Il problema è che Salvini - come ha notato il sito Pagello Politica - con i numeri si è ingarbugliato parecchio. All’inizio erano 120 mila, poi sono scesi a 100 mila, ora sono 50 mila “mal contati”, sulla base di uno studio che però ne stima 33 mila. In poco più di un anno il ministro Salvini ha dimezzato il numero dei posti di lavoro che sarebbero creati dalla costruzione del ponte.<br /> Qualche giorno fa la trasmissione Report ha raccontato che i numeri sul risparmio di CO2 che il ministro riferiva allo studio di un’università (che non esiste) arrivavano invece da Giovanni Mollica, che da sempre promuove la costruzione del ponte e che inoltre ha collaborato con il consorzio incaricato alla sua costruzione. <br /> La domanda è scontata: vi fidereste di un ponte che attraversa lo Stretto piantato da un ministro così? <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>127</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il clima, il provincialismo e la politica stretta di Giorgia Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-clima-il-provincialismo-e-la-politica-stretta-di-giorgia-meloni--57891211</link><description><![CDATA[È una politica stretta, infeltrita e provincialissima quella che Giorgia Meloni ha portato in borsa alla Cop28 di Dubai, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.<br /> Partiamo dall’inizio. Tra qualche anno racconteremo che nel 2023 il più delicato incontro internazionale sui cambiamenti climatici organizzato mentre la terra bolliva come mai nella sua storia è stato presieduto dall’amministratore dell’Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc), società petrolifera di stato degli Emirati arabi uniti che è prima al mondo nella poco invidiabile classifica delle aziende i cui piani di espansione sono incompatibili con il rispetto degli obiettivi climatici. Chissà o nostri figli cosa penseranno di noi che da giornalisti stiamo raccontando la cronaca in diretta di un assassinio con gli onori che si riservano alla diplomazia. <br /> In questo quadro nefasto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dedicato i suoi due giorni di permanenza a Dubai rilasciando dichiarazioni in difesa del suo fedele sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, attaccando i magistrati per difendere il suo ministro Nordio, commentando le parole di Gianni Letta e vaneggiando sulla sua riforma costituzionale. Questa loquacità che sopravviene quando non ci sono giornalista italiani si chiama patriofobia. Non male per una patriota. <br /> Inevitabile che la sacerdotessa del provincialismo e delle beghe si diluisse parlando di clima e temi globali. In una conferenza per salvare il clima Meloni ha attaccato gli attivisti climatici e ha rilanciato la “neutralità energetica” che è omeopatia politica nella lotta ai cambiamenti climatici. E poi si è fatta le foto da mettere sul suo profilo Instagram. A posto così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57891211</guid><pubDate>Mon, 04 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57891211/imported_13a87eb6_d89d_4dde_aaf2_87b530b323b5.mp3" length="1772146" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È una politica stretta, infeltrita e provincialissima quella che Giorgia Meloni ha portato in borsa alla Cop28 di Dubai, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Partiamo dall’inizio. Tra qualche anno racconteremo che nel 2023 il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È una politica stretta, infeltrita e provincialissima quella che Giorgia Meloni ha portato in borsa alla Cop28 di Dubai, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.<br /> Partiamo dall’inizio. Tra qualche anno racconteremo che nel 2023 il più delicato incontro internazionale sui cambiamenti climatici organizzato mentre la terra bolliva come mai nella sua storia è stato presieduto dall’amministratore dell’Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc), società petrolifera di stato degli Emirati arabi uniti che è prima al mondo nella poco invidiabile classifica delle aziende i cui piani di espansione sono incompatibili con il rispetto degli obiettivi climatici. Chissà o nostri figli cosa penseranno di noi che da giornalisti stiamo raccontando la cronaca in diretta di un assassinio con gli onori che si riservano alla diplomazia. <br /> In questo quadro nefasto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dedicato i suoi due giorni di permanenza a Dubai rilasciando dichiarazioni in difesa del suo fedele sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, attaccando i magistrati per difendere il suo ministro Nordio, commentando le parole di Gianni Letta e vaneggiando sulla sua riforma costituzionale. Questa loquacità che sopravviene quando non ci sono giornalista italiani si chiama patriofobia. Non male per una patriota. <br /> Inevitabile che la sacerdotessa del provincialismo e delle beghe si diluisse parlando di clima e temi globali. In una conferenza per salvare il clima Meloni ha attaccato gli attivisti climatici e ha rilanciato la “neutralità energetica” che è omeopatia politica nella lotta ai cambiamenti climatici. E poi si è fatta le foto da mettere sul suo profilo Instagram. A posto così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le bugie di Piantedosi sui minori stranieri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-bugie-di-piantedosi-sui-minori-stranieri--57865146</link><description><![CDATA[Preoccupato di scrollarsi di dosso la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per l’illegale detenzione di minori nell’hotspot di Taranto avvenuta nel 2017 (era il tipo del governo Gentiloni) ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rilasciato una composta intervista al quotidiano La Stampa per assicurare che nessun minore verrà trattenuto nei Centri per il rimpatrio e che le leggi internazionali verranno rispettate. <br /> Falso. <br /> Solo lo scorso 9 ottobre (quindi senza dubbio nella gestione di questo governo e del ministro Piantedosi) l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione ha segnalato come nel centro di Crotone ci fossero minori stranieri non accompagnati all’interno della struttura. La natura giuridica dell’ex CARA non prevede la possibilità di fornire accoglienza ai minori, il che porta a un trattenimento sostanziale e informale dei minori totalmente illegittimo nonché alla mancata attivazione dei servizi previsti per l’accoglienza dei minori non accompagnati. Era il 12 ottobre di quest’anno invece quando una delegazione del Tavolo Asilo e Immigrazione ha fatto visita all’hotspot di Taranto che vorrebbe essere “dedicato ai minori”. è stata riscontrata una situazione di “privazione della libertà illegittima, condizioni materiali totalmente inadeguate e di promiscuità, permanenze di lunga durata, assenza di tutela dei minori, isolamento sociale e legale, insufficiente assistenza sanitaria”. In Puglia è prassi che i minori finiscano in strutture legate agli adulti. A Roma per i limiti di capienza i minori vengono trattenuti in commissariato in attesa di collocazione. Ce ne sarà di lavoro per la Corte europea per i diritti dell’uomo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57865146</guid><pubDate>Fri, 01 Dec 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57865146/imported_cc564bfa_2cfa_46ae_8c63_49410bef34e4.mp3" length="1884995" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Preoccupato di scrollarsi di dosso la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per l’illegale detenzione di minori nell’hotspot di Taranto avvenuta nel 2017 (era il tipo del governo Gentiloni) ieri il ministro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Preoccupato di scrollarsi di dosso la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per l’illegale detenzione di minori nell’hotspot di Taranto avvenuta nel 2017 (era il tipo del governo Gentiloni) ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rilasciato una composta intervista al quotidiano La Stampa per assicurare che nessun minore verrà trattenuto nei Centri per il rimpatrio e che le leggi internazionali verranno rispettate. <br /> Falso. <br /> Solo lo scorso 9 ottobre (quindi senza dubbio nella gestione di questo governo e del ministro Piantedosi) l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione ha segnalato come nel centro di Crotone ci fossero minori stranieri non accompagnati all’interno della struttura. La natura giuridica dell’ex CARA non prevede la possibilità di fornire accoglienza ai minori, il che porta a un trattenimento sostanziale e informale dei minori totalmente illegittimo nonché alla mancata attivazione dei servizi previsti per l’accoglienza dei minori non accompagnati. Era il 12 ottobre di quest’anno invece quando una delegazione del Tavolo Asilo e Immigrazione ha fatto visita all’hotspot di Taranto che vorrebbe essere “dedicato ai minori”. è stata riscontrata una situazione di “privazione della libertà illegittima, condizioni materiali totalmente inadeguate e di promiscuità, permanenze di lunga durata, assenza di tutela dei minori, isolamento sociale e legale, insufficiente assistenza sanitaria”. In Puglia è prassi che i minori finiscano in strutture legate agli adulti. A Roma per i limiti di capienza i minori vengono trattenuti in commissariato in attesa di collocazione. Ce ne sarà di lavoro per la Corte europea per i diritti dell’uomo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piantedosi: risolvere i femminicidi con un sillogismo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piantedosi-risolvere-i-femminicidi-con-un-sillogismo--57850766</link><description><![CDATA[Perennemente concentrati nel distogliere l’attenzione dal patriarcato in merito al femminicidio di Giulia Cecchettin la compagine di governo si misura ogni giorno con dichiarazioni a raffica per convincerci che gli uomini che ammazzano le donne siano un evento che non ha nulla a che fare con una mala cultura generale. Ieri, tra i tanti, si segnala per capacità di analisi e per virtuosismo nella sintesi il ministro all’Interno Piantedosi che ospite della moritura trasmissione Avanti Popolo di Nunzia Di Girolamo su Rai 3 ci spiega che “Giulia ha incontrato nella sua vita un criminale, che è stato il vero artefice del tragico epilogo della sua vita. “Sul resto c’è un approfondimento in corso”, spiega il ministro, con un’evidente desiderio che la questione si chiuda qui. <br /> Dopo l’illuminante uscita in occasione della strage a Steccato di Cutro in cui accusò le madri “di mettere in pericolo i propri figli” perché accettavano il rischio di morire per scappare da un luogo dove sarebbero sicuramente morti ora Piantedosi si ripete. <br /> Agevoliamo una bozza per il calendario dei suoi prossimi comunicati stampa: Ayrton Senna se non avesse scelto di essere un pilota di Formula 1 non sarebbe morto; se John Fitzgerald Kennedy avesse fatto il panettiere molto probabilmente sarebbe ancora vivo; se le vecchiette non uscissero di casa per ritirare la pensione sicuramente non sarebbero scippate; se le gare di discesa libera fossero in salita non le vincerebbe nessuno; se Roberto Baggio non avesse sbagliato quel rigore saremmo stati campioni del mondo.<br /> E poi l’ultima, la più importante: se le donne fossero uomini finalmente non ci sarebbero più femminicidi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57850766</guid><pubDate>Thu, 30 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57850766/imported_6431d190_37db_4b78_a92a_51e3c597761a.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Perennemente concentrati nel distogliere l’attenzione dal patriarcato in merito al femminicidio di Giulia Cecchettin la compagine di governo si misura ogni giorno con dichiarazioni a raffica per convincerci che gli uomini che ammazzano le donne siano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perennemente concentrati nel distogliere l’attenzione dal patriarcato in merito al femminicidio di Giulia Cecchettin la compagine di governo si misura ogni giorno con dichiarazioni a raffica per convincerci che gli uomini che ammazzano le donne siano un evento che non ha nulla a che fare con una mala cultura generale. Ieri, tra i tanti, si segnala per capacità di analisi e per virtuosismo nella sintesi il ministro all’Interno Piantedosi che ospite della moritura trasmissione Avanti Popolo di Nunzia Di Girolamo su Rai 3 ci spiega che “Giulia ha incontrato nella sua vita un criminale, che è stato il vero artefice del tragico epilogo della sua vita. “Sul resto c’è un approfondimento in corso”, spiega il ministro, con un’evidente desiderio che la questione si chiuda qui. <br /> Dopo l’illuminante uscita in occasione della strage a Steccato di Cutro in cui accusò le madri “di mettere in pericolo i propri figli” perché accettavano il rischio di morire per scappare da un luogo dove sarebbero sicuramente morti ora Piantedosi si ripete. <br /> Agevoliamo una bozza per il calendario dei suoi prossimi comunicati stampa: Ayrton Senna se non avesse scelto di essere un pilota di Formula 1 non sarebbe morto; se John Fitzgerald Kennedy avesse fatto il panettiere molto probabilmente sarebbe ancora vivo; se le vecchiette non uscissero di casa per ritirare la pensione sicuramente non sarebbero scippate; se le gare di discesa libera fossero in salita non le vincerebbe nessuno; se Roberto Baggio non avesse sbagliato quel rigore saremmo stati campioni del mondo.<br /> E poi l’ultima, la più importante: se le donne fossero uomini finalmente non ci sarebbero più femminicidi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La terzietà secondo Gasparri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-terzieta-secondo-gasparri--57832317</link><description><![CDATA[Ieri il “presidente dei senatori di Forza Italia” (si fa chiamare così) Maurizio Gasparri ospite di una trasmissione televisiva è accorso in difesa del ministro alla Difesa Guido Crosetto spiegando che “se un cittadino che non la pensa allo stesso modo domani dovesse essere giudicato da uno di quei magistrati, potrebbe legittimamente avere il dubbio che non ci sia quella terzietà richiamata proprio ieri dal ministro Nordio rispondendo a una mia interrogazione”. <br /> Gasparri da giorni si divincola come un'anguilla dalla notizia (che avete letto prima di tutti su questo giornale) della sua presidenza dell'azienda Cyberealm, società che si occupa di sicurezza informatica, in contrasto con l'articolo 18 del regolamento per la verifica dei poteri del Senato. Come ha spiegato il giornalista di Report Sigfrido Ranucci "Gasparri ha di fatto tessuto per loro relazioni istituzionali per l'assegnazione di commesse tenendo all'oscuro il Senato. Commesse che riguardano tutti i suoi ruoli istituzionali”.<br /> Un ex vicepresidente del Senato presidente di una società di sicurezza informatica è già una barzelletta. Che Gasparri dica che il suo “non è un ruolo operativo” perché si limita solamente a “dei pareri, dei consigli su quelle che possono essere le scelte strategiche” è un’aggiunta tragicomica. <br /> Ma che Gasparri pontifichi sulla terzietà dei giudici è il re del paradosso. Sapete chi giudicherà il senatore in merito alla sua mancata comunicazione agli uffici del Senato? Gli uffici del Senato di cui era vicepresidente fino a qualche giorno fa. Anche noi possiamo “legittimamente avere il dubbio che non ci sia quella terzietà”. O no?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57832317</guid><pubDate>Wed, 29 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57832317/imported_f1c35f71_3304_4568_a037_b9db24f2fea8.mp3" length="1867023" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri il “presidente dei senatori di Forza Italia” (si fa chiamare così) Maurizio Gasparri ospite di una trasmissione televisiva è accorso in difesa del ministro alla Difesa Guido Crosetto spiegando che “se un cittadino che non la pensa allo stesso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri il “presidente dei senatori di Forza Italia” (si fa chiamare così) Maurizio Gasparri ospite di una trasmissione televisiva è accorso in difesa del ministro alla Difesa Guido Crosetto spiegando che “se un cittadino che non la pensa allo stesso modo domani dovesse essere giudicato da uno di quei magistrati, potrebbe legittimamente avere il dubbio che non ci sia quella terzietà richiamata proprio ieri dal ministro Nordio rispondendo a una mia interrogazione”. <br /> Gasparri da giorni si divincola come un'anguilla dalla notizia (che avete letto prima di tutti su questo giornale) della sua presidenza dell'azienda Cyberealm, società che si occupa di sicurezza informatica, in contrasto con l'articolo 18 del regolamento per la verifica dei poteri del Senato. Come ha spiegato il giornalista di Report Sigfrido Ranucci "Gasparri ha di fatto tessuto per loro relazioni istituzionali per l'assegnazione di commesse tenendo all'oscuro il Senato. Commesse che riguardano tutti i suoi ruoli istituzionali”.<br /> Un ex vicepresidente del Senato presidente di una società di sicurezza informatica è già una barzelletta. Che Gasparri dica che il suo “non è un ruolo operativo” perché si limita solamente a “dei pareri, dei consigli su quelle che possono essere le scelte strategiche” è un’aggiunta tragicomica. <br /> Ma che Gasparri pontifichi sulla terzietà dei giudici è il re del paradosso. Sapete chi giudicherà il senatore in merito alla sua mancata comunicazione agli uffici del Senato? Gli uffici del Senato di cui era vicepresidente fino a qualche giorno fa. Anche noi possiamo “legittimamente avere il dubbio che non ci sia quella terzietà”. O no?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La violenza del governo contro le donne vittime di violenza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-violenza-del-governo-contro-le-donne-vittime-di-violenza--57819062</link><description><![CDATA[Eccolo qui, il fango. La destra di governo ieri ha strillato tutto il giorno contro la violenza. A un lettore distratto potrebbe sembrare il giusto sdegno per le centinaia di morte ammazzate in questo Paese da compagni, mariti o ex. Accade l’esatto contrario. <br /> “Io non so come si pensi di combattere la violenza contro le donne rendendosi protagonisti di intollerabili atti di violenza e intimidazione come quelli avvenuti sabato”, urla la presidente del Consiglio femminile ma maschilista Giorgia Meloni. Le violenze a cui si riferisce sono una serranda imbrattata da alcune manifestanti che durante la marcia del 25 novembre hanno protestato contro la sede dell’associazione Pro Vita e Famiglia. Poiché quella è - da sempre - una marcia anche per l’autodeterminazione delle donne le associazioni che vorrebbero decidere sui corpi delle donne non sono ben viste. Stupisce chi si stupisce. In compenso le donne hanno preso i manganelli in faccia. <br /> “Sconcerta silenzio Pd su Pro Vita”, dice la deputata di Fratelli d'Italia Ylenja Lucaselli. La viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci non dorme la notte perché “Schlein, Conte e Landini non prendono posizione”. La senatrice Cinzia Pellegrino, coordinatrice nazionale del dipartimento tutela Vittime di Fratelli d’Italia, si spinge a dire che “le femministe non hanno rispetto per le vittime”. La senatrice di Fratelli d'Italia Ester Mieli urla che “il nobile impegno contro la violenza sulle donne non può trasformarsi in una maschera che cela esecrabili atti di odio”. L’associazione Pro Vita denuncia un ordigno esplosivo all’interno dei suoi uffici che sarebbe passato dalle serrande chiuse. <br /> Eccolo qua, il governo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57819062</guid><pubDate>Tue, 28 Nov 2023 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57819062/imported_1c97c5c4_a1cb_48da_aea2_cf3163e18b94.mp3" length="1899624" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Eccolo qui, il fango. La destra di governo ieri ha strillato tutto il giorno contro la violenza. 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Poiché quella è - da sempre - una marcia anche per l’autodeterminazione delle donne le associazioni che vorrebbero decidere sui corpi delle donne non sono ben viste. Stupisce chi si stupisce. In compenso le donne hanno preso i manganelli in faccia. <br /> “Sconcerta silenzio Pd su Pro Vita”, dice la deputata di Fratelli d'Italia Ylenja Lucaselli. La viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci non dorme la notte perché “Schlein, Conte e Landini non prendono posizione”. La senatrice Cinzia Pellegrino, coordinatrice nazionale del dipartimento tutela Vittime di Fratelli d’Italia, si spinge a dire che “le femministe non hanno rispetto per le vittime”. La senatrice di Fratelli d'Italia Ester Mieli urla che “il nobile impegno contro la violenza sulle donne non può trasformarsi in una maschera che cela esecrabili atti di odio”. L’associazione Pro Vita denuncia un ordigno esplosivo all’interno dei suoi uffici che sarebbe passato dalle serrande chiuse. <br /> Eccolo qua, il governo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>All’altezza della marea</title><link>https://www.spreaker.com/episode/all-altezza-della-marea--57813137</link><description><![CDATA[Non potendola negare hanno deciso di minimizzarla ma la marea era impossibile da piallare. Ieri i giornali d’Italia sono stati costretti - volenti e nolenti - a raccontare le manifestazioni di piazza per il 25 novembre contro la violenza sulle donne. A Roma c’erano 500mila persone - o forse più - che hanno risposto all’appello delle associazioni. A Largo Carlo a Milano erano più di 30mila. C’erano tutti. C’erano bambini, bambine, nonni, madri, padri, giovani, meno giovani. Nelle redazioni dei giornali si sono guardati in faccia per trovare le parole di fronte a quella “minoranza” - come l’hanno sempre chiamata - che è una marea. <br /> La manifestazione del 25 novembre del 2023 è stata una manifestazione storica, anche se nel corso dei prossimi mesi tenteranno di sopirla e la sminuiranno riducendola a reazione emotiva alla morte di Giulia Cecchettin (e invece in quelle piazze sono state ricordate tutte). Accadrà - com’è sempre accaduto - che i maschi dirigenti coveranno un pensiero: “avete avuto il vostro spazio, adesso basta, ritornate a posto”. <br /> La sfida è culturale, bisbiglia qualcuno allargando la questione sperando di rarefarla. E invece la questione è anche sociale, professionale e politica. Alla Polizia non basterà fare una volta all’anno un post su Instagram (illudendosi di controllarne i commenti) se poi agita i manganelli in difesa di un’associazione pro vita contro le donne che manifestano. Alla Regione Lazio non basterà tingere di rosso una volta all’anno la propria sede se poi sfratta Lucha y Siesta, la più grande casa rifugio di Roma per donne che sfuggono alla violenza, dalla sua sede al Tuscolano. Alle aziende non basterà un post sui social se poi non parificano le paghe. <br /> Ora gli tocca essere all’altezza. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57813137</guid><pubDate>Mon, 27 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57813137/imported_96361c1f_a352_4aac_be8f_9a0284d35350.mp3" length="2000770" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non potendola negare hanno deciso di minimizzarla ma la marea era impossibile da piallare. 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Nelle redazioni dei giornali si sono guardati in faccia per trovare le parole di fronte a quella “minoranza” - come l’hanno sempre chiamata - che è una marea. <br /> La manifestazione del 25 novembre del 2023 è stata una manifestazione storica, anche se nel corso dei prossimi mesi tenteranno di sopirla e la sminuiranno riducendola a reazione emotiva alla morte di Giulia Cecchettin (e invece in quelle piazze sono state ricordate tutte). Accadrà - com’è sempre accaduto - che i maschi dirigenti coveranno un pensiero: “avete avuto il vostro spazio, adesso basta, ritornate a posto”. <br /> La sfida è culturale, bisbiglia qualcuno allargando la questione sperando di rarefarla. E invece la questione è anche sociale, professionale e politica. Alla Polizia non basterà fare una volta all’anno un post su Instagram (illudendosi di controllarne i commenti) se poi agita i manganelli in difesa di un’associazione pro vita contro le donne che manifestano. Alla Regione Lazio non basterà tingere di rosso una volta all’anno la propria sede se poi sfratta Lucha y Siesta, la più grande casa rifugio di Roma per donne che sfuggono alla violenza, dalla sua sede al Tuscolano. 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Il programma è sempre il solito: un anti islamismo, la guerra contro la stampa definite “feccia”, xenofobia contro quello che definisce “lo tsunami degli immigrati”. <br /> Per avere un’idea del personaggio bastano alcune sue affermazioni. Ad esempio: “L’Islam non è una religione, è un’ideologia, l’ideologia di una cultura retrogada. Ho un problema con la tradizione, la cultura e l’ideologia islamica. Non con i musulmani”. E poi, sull’Unione europea: “Esiste un’ottima alternativa all’Unione Europea: si chiama Associazione Europea di Libero Scambio, fondata nel 1960. Ne fanno parte Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. E.F.T.A. è sinonimo di amicizia e cooperazione attraverso il libero scambio”. E poi: “Dovremmo svegliarci e dire a noi stessi: non sei uno xenofobo, non sei un razzista, non sei un pazzo se dici: “La mia cultura è migliore della tua”. Sull’Italia invece ha detto “i miei alleati non sono Le Pen o Haider. Non ci uniremo mai ai fascisti e ai Mussolini d’Italia. Ho molta paura di essere collegato ai gruppi fascisti di destra sbagliati”. Sempre sull’Italia è rimasta celebra anche l’immagine in cui teneva un cartello che chiedeva a Bruxelles  di non dare “neanche un centesimo all’Italia!”. Per lui la soluzione era tassare di più i cittadini italiani. <br /> Chi si è congratulato con Wilders? Matteo Salvini, ovviamente, con la sua invidiabile capacità di essere sempre dalla parte sbagliata. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57788528</guid><pubDate>Fri, 24 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57788528/imported_1bf36044_baf9_4abf_a2b0_c83e8440d807.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Accomunati dalle singolari capigliature la destra sovranista e oscurantista ha assestato un colpo anche in Olanda con la vittoria alle elezioni di Geert Wilders, sessantenne tinto biondo ariano che ha portato il suo partito (Partito per la libertà,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Accomunati dalle singolari capigliature la destra sovranista e oscurantista ha assestato un colpo anche in Olanda con la vittoria alle elezioni di Geert Wilders, sessantenne tinto biondo ariano che ha portato il suo partito (Partito per la libertà, Pvv) a essere il primo nel Paese. Il programma è sempre il solito: un anti islamismo, la guerra contro la stampa definite “feccia”, xenofobia contro quello che definisce “lo tsunami degli immigrati”. <br /> Per avere un’idea del personaggio bastano alcune sue affermazioni. Ad esempio: “L’Islam non è una religione, è un’ideologia, l’ideologia di una cultura retrogada. Ho un problema con la tradizione, la cultura e l’ideologia islamica. Non con i musulmani”. E poi, sull’Unione europea: “Esiste un’ottima alternativa all’Unione Europea: si chiama Associazione Europea di Libero Scambio, fondata nel 1960. Ne fanno parte Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. E.F.T.A. è sinonimo di amicizia e cooperazione attraverso il libero scambio”. E poi: “Dovremmo svegliarci e dire a noi stessi: non sei uno xenofobo, non sei un razzista, non sei un pazzo se dici: “La mia cultura è migliore della tua”. Sull’Italia invece ha detto “i miei alleati non sono Le Pen o Haider. Non ci uniremo mai ai fascisti e ai Mussolini d’Italia. Ho molta paura di essere collegato ai gruppi fascisti di destra sbagliati”. Sempre sull’Italia è rimasta celebra anche l’immagine in cui teneva un cartello che chiedeva a Bruxelles  di non dare “neanche un centesimo all’Italia!”. Per lui la soluzione era tassare di più i cittadini italiani. <br /> Chi si è congratulato con Wilders? 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A finire sotto gli strali della Lega questa volta è lo scrittore già vincitore del Premio Strega Paolo Cognetti con il suo romanzo “Giù nella valle” pubblicato da Einaudi. Cognetti ospite a Radio Deejay ha descritto lo sfondo ambientale del suo ultimo romanzo, Valsesia, un luogo dove “piove sempre ed è soprannominata ‘il pisciatoio d’Italia’, ma io le voglio bene” spiegando che si tratta di “una valle più sporca, più rovinata, industrializzata, quasi una periferia urbana, dove Milano e Vercelli allungano i loro tentacoli. Ci sono il bowling, i cementifici, le cave…”.<br /> Il presidente dell'Unione montana della Valsesia, Francesco Pietrasanta, sindaco di Quarona per la Lega, ha impugnato carta e penna per scrivere un comunicato dall’eloquente titolo “Delirio Cognetti” lamentando “le esigenze narrative” dello scrittore “senza alcun rispetto per la storia di questo territorio e dei suoi abitanti”. “Il suo lavoro è inventare storie, - tuona il leghista - ma non può farlo a danno dei luoghi che cita e delle persone che li popolano”. A Pietrasanta non vanno giù i personaggi che “fumano come se non ci fosse un domani e prima di tornare a casa passano dall'osteria a ubriacarsi. Le donne li attendono con pazienza, mandano avanti la casa, sopportano le brutalità e gli eccessi dei mariti”. <br /> Nella foga dell’egemonia culturale ora la politica vorrebbe permettersi di giudicare la finzione letteraria, desiderando libri come opuscoli della pro loco. Arte e cultura finiscono nel calderone della politica con ill desiderio di instradare perfino la letteratura. Esattamente come il fascismo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57766574</guid><pubDate>Thu, 23 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57766574/imported_eff3cc65_103d_4283_9037_4a8a28d55ab0.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando racconteremo questo tempo tra qualche anno stenteranno a crederci. 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Ci sono il bowling, i cementifici, le cave…”.<br /> Il presidente dell'Unione montana della Valsesia, Francesco Pietrasanta, sindaco di Quarona per la Lega, ha impugnato carta e penna per scrivere un comunicato dall’eloquente titolo “Delirio Cognetti” lamentando “le esigenze narrative” dello scrittore “senza alcun rispetto per la storia di questo territorio e dei suoi abitanti”. “Il suo lavoro è inventare storie, - tuona il leghista - ma non può farlo a danno dei luoghi che cita e delle persone che li popolano”. A Pietrasanta non vanno giù i personaggi che “fumano come se non ci fosse un domani e prima di tornare a casa passano dall'osteria a ubriacarsi. Le donne li attendono con pazienza, mandano avanti la casa, sopportano le brutalità e gli eccessi dei mariti”. <br /> Nella foga dell’egemonia culturale ora la politica vorrebbe permettersi di giudicare la finzione letteraria, desiderando libri come opuscoli della pro loco. 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Emanuela Attura è una magistrata che dal marzo 2020 era finita protetta da una tutela di quarto livello. “Questa giudice me la porterò con me nella tomba” aveva detto di lei Raffaele Casamonica, componente dell’omonimo clan, a una famigliare durante un colloquio in carcere.<br /> Da mercoledì 22 novembre la gip non sarà più tutelata per decisione dell’Ufficio centrale interforze per la Sicurezza personale del dipartimento della Pubblica sicurezza (Ucis). Casamonica, esponente del gruppo criminale definito mafioso in diverse sentenze, è ricoverato e le sue condizioni sono considerate gravi. <br /> C’è un particolare però di questa storia che va raccontato. La magistrata è la stessa che lo scorso 6 luglio aveva disposto l’imputazione coatta per il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, accusato di avere passato informazioni sensibili sul caso dell’anarchico Cospito al suo collega di partito (Fratelli d’Italia) Giovanni Donzelli. L’udienza preliminare di quella brutta storia - già dimenticata- è fissata per il prossimo 29 novembre. Il caso era esploso quando “fonti di Palazzo Chigi” avevano accusato parte della magistratura “di svolgere un ruolo attivo di opposizione“. “In un processo di parti non è consueto che la parte pubblica chieda l’archiviazione e il giudice per le indagini preliminari imponga che si avvii il giudizio”, si leggeva nella nota in cui si parlava di magistratura che “inaugurava anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee“.<br /> Non c’è niente di peggio del dubitare che a qualcuno in pericolo venga tolta la protezione per ritorsione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57756875</guid><pubDate>Wed, 22 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57756875/imported_f5350ea9_9748_4ea1_910e_629226f0fb32.mp3" length="1869949" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non c’è niente di peggio del dubitare che a qualcuno in pericolo venga tolta la protezione per ritorsione. 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La magistrata è la stessa che lo scorso 6 luglio aveva disposto l’imputazione coatta per il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, accusato di avere passato informazioni sensibili sul caso dell’anarchico Cospito al suo collega di partito (Fratelli d’Italia) Giovanni Donzelli. L’udienza preliminare di quella brutta storia - già dimenticata- è fissata per il prossimo 29 novembre. Il caso era esploso quando “fonti di Palazzo Chigi” avevano accusato parte della magistratura “di svolgere un ruolo attivo di opposizione“. “In un processo di parti non è consueto che la parte pubblica chieda l’archiviazione e il giudice per le indagini preliminari imponga che si avvii il giudizio”, si leggeva nella nota in cui si parlava di magistratura che “inaugurava anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee“.<br /> Non c’è niente di peggio del dubitare che a qualcuno in pericolo venga tolta la protezione per ritorsione.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Javier Milei, il sovranista con i soldi degli altri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/javier-milei-il-sovranista-con-i-soldi-degli-altri--57729711</link><description><![CDATA[C’è un nuovo idolo della destra sovranista mondiale orfana delle pericolose bizze di Donald Trump: Javier Milei è il nuovo presidente dell’Argentina. Il candidato de La Libertad Avanza ha preso più del 55% dei voti al ballottaggio e il 10 dicembre entrerà in carica. <br /> Il prossimo presidente argentino è diventato un’icona impugnando una motosega e agitandola di fronte ai suoi fan impazziti di gioia. Se vi chiedete come sia possibile ricordate che da noi è vice presidente del Consiglio uno che evocava le ruspe e si fotografava sorridente quando ne incrociava qualcuna in giro. <br /> Il programma di Milei è rintracciabile nei suoi sconclusionati slogan vomitati in campagna elettorale: “Tra la mafia e lo Stato, preferisco la mafia. La mafia ha un codice d’onore, la mafia non mente, la mafia compete sul mercato”, oppure le tasse sono “residui dello schiavismo” ed evaderle “un diritto umano”, oppure “la mia missione è prendere a calci nel culo i keynesiani e i collettivisti figli di puttana”. Milei vuole privatizzare tutte le scuole e gli ospedali, vuole liberalizzare la vendita di organi e vorrebbe “bruciare la banca centrale argentina”. Qual è l’idea di sovranismo di Milei? Dollarizzare l’Argentina. In sostanza: fare il sovranista con la moneta degli altri.<br /> Peccato che per farlo Milei avrebbe bisogno di una quantità di dollari che non ha e che non hanno le banche, le imprese e le famiglie. Peccato che la politica monetaria verrebbe decisa da un altro Stato. Peccato che sia la migliore soluzione per arrivare veloci all’ennesimo default. <br /> Ma alla destra di Trump, Bolsonaro, Milei (e Salvini e Meloni quando sono in campagna elettorale) le soluzioni non interessano: contano solo le promesse. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57729711</guid><pubDate>Tue, 21 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57729711/imported_d8d80eab_1e2f_4734_a256_3c5a91608bee.mp3" length="2006622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è un nuovo idolo della destra sovranista mondiale orfana delle pericolose bizze di Donald Trump: Javier Milei è il nuovo presidente dell’Argentina. Il candidato de La Libertad Avanza ha preso più del 55% dei voti al ballottaggio e il 10 dicembre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è un nuovo idolo della destra sovranista mondiale orfana delle pericolose bizze di Donald Trump: Javier Milei è il nuovo presidente dell’Argentina. Il candidato de La Libertad Avanza ha preso più del 55% dei voti al ballottaggio e il 10 dicembre entrerà in carica. <br /> Il prossimo presidente argentino è diventato un’icona impugnando una motosega e agitandola di fronte ai suoi fan impazziti di gioia. Se vi chiedete come sia possibile ricordate che da noi è vice presidente del Consiglio uno che evocava le ruspe e si fotografava sorridente quando ne incrociava qualcuna in giro. <br /> Il programma di Milei è rintracciabile nei suoi sconclusionati slogan vomitati in campagna elettorale: “Tra la mafia e lo Stato, preferisco la mafia. La mafia ha un codice d’onore, la mafia non mente, la mafia compete sul mercato”, oppure le tasse sono “residui dello schiavismo” ed evaderle “un diritto umano”, oppure “la mia missione è prendere a calci nel culo i keynesiani e i collettivisti figli di puttana”. Milei vuole privatizzare tutte le scuole e gli ospedali, vuole liberalizzare la vendita di organi e vorrebbe “bruciare la banca centrale argentina”. Qual è l’idea di sovranismo di Milei? Dollarizzare l’Argentina. In sostanza: fare il sovranista con la moneta degli altri.<br /> Peccato che per farlo Milei avrebbe bisogno di una quantità di dollari che non ha e che non hanno le banche, le imprese e le famiglie. Peccato che la politica monetaria verrebbe decisa da un altro Stato. Peccato che sia la migliore soluzione per arrivare veloci all’ennesimo default. <br /> Ma alla destra di Trump, Bolsonaro, Milei (e Salvini e Meloni quando sono in campagna elettorale) le soluzioni non interessano: contano solo le promesse. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Indennizzo familiari vittime di Cutro: un altro brillante insuccesso del governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/indennizzo-familiari-vittime-di-cutro-un-altro-brillante-insuccesso-del-governo--57717606</link><description><![CDATA[Almeno hanno avuto un moto di vergogna. Quando è uscita la notizia che lo Stato italiano non volesse pagare il risarcimento ai familiari delle vittime della strage di Cutro a qualcuno in questo Paese si sono allargati gli sfinteri non riuscendo a trattenere il razzismo travestito da esperti in legge. <br /> Il messaggio “se la sono cercata” che stava dietro la richiesta firmata dal pugno della senatrice della Lega Giulia Bongiorno che esercita da avvocata per conto dello Stato mentre è presidente della commissione Giustizia in Senato (ah, i conflitti di interessi…) è stato troppo perfino per loro. Nel processo che si sta svolgendo a Crotone contro i presunti scafisti dell’imbarcazione che ha portato alla morte 94 persone, di cui 35 bambini, lo studio legale Bongiorno rappresenta la Consap, Concessionaria servizi assicurativi pubblici che, per conto del ministero delle Finanze, gestisce il Fondo di garanzia per le vittime della strada.<br /> Alla fine è intervenuto il ministro Matteo Piantedosi: “Lo stato – ha detto l’altro ieri a margine della manifestazione conclusiva del Pon 2014-2021 in corso a Crotone –. non si gira assolutamente dall'altra parte farà tutto quello che gli compete per indennizzare le vittime di questa drammatica tragica sciagura accaduta a febbraio”. <br /> In un solo secondo si smutandano gli xenofobi da editoriali e da tastiera che tra le molte cose sono ignoranti anche in tema di indennizzi. Qualche ora dopo l’avvocata Bongiorno ha chiarito che il suo ruolo all’interno del processo si può considerare concluso. Tutti in ritirata, con le orecchie basse. Intanto al loro curriculum (e dei loro sfegatati sostenitori) si aggiunge un’altra figura barbina. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57717606</guid><pubDate>Mon, 20 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57717606/imported_a7062eac_ecda_4cf9_ab17_bd1c99ec62cd.mp3" length="1990321" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Almeno hanno avuto un moto di vergogna. 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Nel processo che si sta svolgendo a Crotone contro i presunti scafisti dell’imbarcazione che ha portato alla morte 94 persone, di cui 35 bambini, lo studio legale Bongiorno rappresenta la Consap, Concessionaria servizi assicurativi pubblici che, per conto del ministero delle Finanze, gestisce il Fondo di garanzia per le vittime della strada.<br /> Alla fine è intervenuto il ministro Matteo Piantedosi: “Lo stato – ha detto l’altro ieri a margine della manifestazione conclusiva del Pon 2014-2021 in corso a Crotone –. non si gira assolutamente dall'altra parte farà tutto quello che gli compete per indennizzare le vittime di questa drammatica tragica sciagura accaduta a febbraio”. <br /> In un solo secondo si smutandano gli xenofobi da editoriali e da tastiera che tra le molte cose sono ignoranti anche in tema di indennizzi. Qualche ora dopo l’avvocata Bongiorno ha chiarito che il suo ruolo all’interno del processo si può considerare concluso. Tutti in ritirata, con le orecchie basse. Intanto al loro curriculum (e dei loro sfegatati sostenitori) si aggiunge un’altra figura barbina. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A Pino Insegno il reddito di cittadinanza glielo paga la Rai</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-pino-insegno-il-reddito-di-cittadinanza-glielo-paga-la-rai--57667839</link><description><![CDATA[Vi ricordate il furioso abbaiare contro Fabio Fazio per il suo compenso in Rai che tra le altre cose era ampiamente ripagato dalla raccolta pubblicitaria grazie al folto numero di telespettatori? Oggi parliamo di una altro compenso di un esterno Rai che conduce in Rai la trasmissione Mercante in fiera collezionando imbarazzanti risultati: Pino Insegno. Pino Insegno (che in Rai ha raccolto sempre deludenti risultati anche in passato) avrebbe dovuto prendere il timone dell’Eredità con l’arrivo del nuovo anno ma la la disfatta ha convinto i dirigenti della televisione pubblica a lasciarlo in panchina. <br /> Quella trasmissione dovrà fare da traino al Tg1 e nessuno ha osato mettere a rischio gli ascolti dopo le proteste della redazione del Tg2 fortemente penalizzato dai risultati del conduttore. Dopo la diffusione della notizia di Insegno il suo agente Diego Righini ha incontrato il direttore del day time Angelo Mellone chiarendo che pretendeva comunque un “incarico pesante” per il suo assistito (in nome della meritocrazia, evidentemente) e sembra che sia riuscito a ottenere un programma su Radiorai tra gennaio e maggio, per poi tornare in televisione in estate alla conduzione di Reazione a catena. <br /> Dicevamo, quanto incassa Pino Insegno? Secondo alcune accreditate indiscrezioni si parla di più di un milione di euro in due anni. Soldi che, dicono i beni informati, prenderà nonostante i fallimenti delle sue trasmissione. Un reddito di cittadinanza pagato dalla Rai. Il suo agente non conferma ma soprattutto non smentisce e ci tiene a precisare che si tratta comunque di una cifra “al di sotto del compenso di Amadeus”. Soprattutto di pubblico, verrebbe da dire.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57667839</guid><pubDate>Fri, 17 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57667839/imported_143beb74_9518_454e_aa23_13adbff7bb4b.mp3" length="1947271" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Vi ricordate il furioso abbaiare contro Fabio Fazio per il suo compenso in Rai che tra le altre cose era ampiamente ripagato dalla raccolta pubblicitaria grazie al folto numero di telespettatori? 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Dopo la diffusione della notizia di Insegno il suo agente Diego Righini ha incontrato il direttore del day time Angelo Mellone chiarendo che pretendeva comunque un “incarico pesante” per il suo assistito (in nome della meritocrazia, evidentemente) e sembra che sia riuscito a ottenere un programma su Radiorai tra gennaio e maggio, per poi tornare in televisione in estate alla conduzione di Reazione a catena. <br /> Dicevamo, quanto incassa Pino Insegno? Secondo alcune accreditate indiscrezioni si parla di più di un milione di euro in due anni. Soldi che, dicono i beni informati, prenderà nonostante i fallimenti delle sue trasmissione. Un reddito di cittadinanza pagato dalla Rai. Il suo agente non conferma ma soprattutto non smentisce e ci tiene a precisare che si tratta comunque di una cifra “al di sotto del compenso di Amadeus”. Soprattutto di pubblico, verrebbe da dire.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Di Gasparri e del suo stalking contro Report</title><link>https://www.spreaker.com/episode/di-gasparri-e-del-suo-stalking-contro-report--57649346</link><description><![CDATA[Non gli basta esser sbertucciato dagli ordini e le federazioni di stampa per le sue intemerate in commissione di vigilanza sventolando carote e grappini. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ieri ci ha fatto sapere di avere “presentato un esposto-denuncia presso i Carabinieri del Senato nei confronti di Report e della stessa Rai per le minacce che - dice - mi sono arrivate attraverso i canali social di Report e della stessa Rai”. Spiega Gasparri che “alcune di queste minacce sono molto gravi e spero - scrive - che si possano individuare gli autori che si firmano con nomi e cognomi apparentemente reali”. <br /> Chissà se i carabinieri del Senato avranno avuto l’ardire di spiegare al valente senatore che avrebbe dovuto denunciare gli autori dei commenti che ritiene diffamatori come farebbe qualsiasi persona. Ma l’obiettivo di Gasparri, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, è la trasmissione di Sigfrido Ranucci che per il senatore si contraddistingue per la “prepotenza comunicativa” che evoca odio “attraverso i social”. Letto di fretta il suo comunicato rischia perfino di apparire un’autobiografia. <br /> Travolto dalla sua stessa foga Gasparri ci comunica anche la sua speranza che “prima o poi si trovi un giudice a Berlino tra tanti amici di Report che non muovono un dito benché le denunce presentate contro questa trasmissione siano decine e decine”. È il garantismo secondo Gasparri: se ti odiano in molti sei sicuramente un po’ colpevole. <br /> Quella di ieri è solo l’ultima puntata di una lunga serie di attacchi che il senatore di Forza Italia rideva a Report. A questo punto potrebbe sorgere il sospetto che il vero interesse di Gasparri sia di fare parlare di sé per spingere Ranucci a non parlare di lui. Ma è solo un sospetto, per carità. .  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57649346</guid><pubDate>Thu, 16 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57649346/imported_18d361fc_d96b_48c2_973c_3edba1f1daea.mp3" length="2033371" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non gli basta esser sbertucciato dagli ordini e le federazioni di stampa per le sue intemerate in commissione di vigilanza sventolando carote e grappini. 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Ma l’obiettivo di Gasparri, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, è la trasmissione di Sigfrido Ranucci che per il senatore si contraddistingue per la “prepotenza comunicativa” che evoca odio “attraverso i social”. Letto di fretta il suo comunicato rischia perfino di apparire un’autobiografia. <br /> Travolto dalla sua stessa foga Gasparri ci comunica anche la sua speranza che “prima o poi si trovi un giudice a Berlino tra tanti amici di Report che non muovono un dito benché le denunce presentate contro questa trasmissione siano decine e decine”. È il garantismo secondo Gasparri: se ti odiano in molti sei sicuramente un po’ colpevole. <br /> Quella di ieri è solo l’ultima puntata di una lunga serie di attacchi che il senatore di Forza Italia rideva a Report. A questo punto potrebbe sorgere il sospetto che il vero interesse di Gasparri sia di fare parlare di sé per spingere Ranucci a non parlare di lui. Ma è solo un sospetto, per carità. .  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Saper governare, mica desiderare di comandare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/saper-governare-mica-desiderare-di-comandare--57632124</link><description><![CDATA[La giurista Vitalba Azzolini sul quotidiano Domani racconta del disegno di legge costituzionale presentato da Adriano Paroli (FI) che si sta discutendo in Commissione. Si vorrebbe modificare l’articolo 77 della Costituzione estendendo da 60 a 90 giorni il termine per convertire in Parlamento i decreti legge. <br /> Lo strumento pensato dai padri costituenti per intervenire solo in casi “straordinari di necessità e di urgenza” è diventato nel corso degli anni la normalità con sui si delega al governo anche l’attività legislativa oltre che esecutiva. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, più e meglio dei suoi predecessori, ha usato i decreti legge per 25 leggi sulle 43 totali superando tutti gli esecutivi precedenti. <br /> L’iniziativa (di cui è relatore il senatore Alberto Balboni, uno che conta in Fratelli d’Italia) è scollegata dalla cosiddetta “riforma del premierato” che vorrebbe Giorgia Meloni. Si tratterebbe quindi di un tassello ulteriore alla “donna sola al comando” a cui aspira la presidente del Consiglio. <br /> Diventeremmo quindi l’unico Paese in cui un capo di governo viene eletto senza ballottaggio, se ne può tranquillamente star seduto a infischiarsene del Presidente della Repubblica utile solo nel momento del buffet e con a disposizione un Parlamento che non deve fare altro che ratificare le decisioni del capo prendendosela anche comoda. <br /> Non serve nessuna riforma. Come dice il Quirinale servirebbe “un’adeguata capacità di programmazione legislativa da parte del governi” e “una corrispondente attitudine del parlamento a consentire l’approvazione in tempi ragionevoli dei disegni di legge ordinaria”. Ma per fare quello bisognerebbe saper governare, mica desiderare di comandare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57632124</guid><pubDate>Wed, 15 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57632124/imported_5020ef4c_11ea_45bc_9799_d2368b898b9a.mp3" length="1887503" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La giurista Vitalba Azzolini sul quotidiano Domani racconta del disegno di legge costituzionale presentato da Adriano Paroli (FI) che si sta discutendo in Commissione. 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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, più e meglio dei suoi predecessori, ha usato i decreti legge per 25 leggi sulle 43 totali superando tutti gli esecutivi precedenti. <br /> L’iniziativa (di cui è relatore il senatore Alberto Balboni, uno che conta in Fratelli d’Italia) è scollegata dalla cosiddetta “riforma del premierato” che vorrebbe Giorgia Meloni. Si tratterebbe quindi di un tassello ulteriore alla “donna sola al comando” a cui aspira la presidente del Consiglio. <br /> Diventeremmo quindi l’unico Paese in cui un capo di governo viene eletto senza ballottaggio, se ne può tranquillamente star seduto a infischiarsene del Presidente della Repubblica utile solo nel momento del buffet e con a disposizione un Parlamento che non deve fare altro che ratificare le decisioni del capo prendendosela anche comoda. <br /> Non serve nessuna riforma. Come dice il Quirinale servirebbe “un’adeguata capacità di programmazione legislativa da parte del governi” e “una corrispondente attitudine del parlamento a consentire l’approvazione in tempi ragionevoli dei disegni di legge ordinaria”. 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Quando Giorgia Meloni è stata smascherata ha risposto piccata che lei “ha sempre detto quelle cose” e ci ha fatto intendere che siano diversi i leader sulla sua stessa lunghezza d’opinione. Sarà, avremmo capito noi. <br /> Dagli USA fanno intendere che dopo l’inverno, nel nuovo anno, potrebbero partire le pressioni per innescare una trattativa tra Russia e Ucraina. La nostra presidente del Consiglio - sempre in quella famosa telefonata - ha suggerito che sarebbe meglio che il presidente ucraino si convincesse a “cedere qualcosa”. <br /> Accadrà quindi che la soluzione diplomatica e il cessate il fuoco saranno considerati l’unica soluzione possibile, come suggerivano fin dall’inizio i pacifisti che sono stati massacrati in tutti questi mesi. Ci sarà solo qualche piccola differenza: migliaia di morti, quartieri rasi al suolo e la pancia piena di signori delle armi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57622453</guid><pubDate>Tue, 14 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57622453/imported_98ee4c81_391f_439c_b503_30a21cc6df8c.mp3" length="1893773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In una recente intervista all’Economist il comandante in capo delle Forze armate ucraine e membro del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina Valery Zaluzhny ha confermato che la guerra attraversa una fase di stallo sul pino...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In una recente intervista all’Economist il comandante in capo delle Forze armate ucraine e membro del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina Valery Zaluzhny ha confermato che la guerra attraversa una fase di stallo sul pino militare e che probabilmente non ci sarà nessuna svolta.<br /> Nel frattempo in un’intervista al Time il presidente ucraino Zelenskyj sottolinea come dopo venti mesi di guerra “la cosa più spaventosa è che una parte del mondo si è abituata alla guerra in Ucraina” sottolineando come in Europa e negli Stati Uniti il conflitto sia simile a uno show e il suo pubblico comincia a bisbigliare che non è possibile riguardare “una replica per la decima volta”. <br /> Della stanchezza della guerra della nostra presidente del Consiglio abbiamo saputo da uno scherzo telefonico. Quando Giorgia Meloni è stata smascherata ha risposto piccata che lei “ha sempre detto quelle cose” e ci ha fatto intendere che siano diversi i leader sulla sua stessa lunghezza d’opinione. Sarà, avremmo capito noi. <br /> Dagli USA fanno intendere che dopo l’inverno, nel nuovo anno, potrebbero partire le pressioni per innescare una trattativa tra Russia e Ucraina. La nostra presidente del Consiglio - sempre in quella famosa telefonata - ha suggerito che sarebbe meglio che il presidente ucraino si convincesse a “cedere qualcosa”. <br /> Accadrà quindi che la soluzione diplomatica e il cessate il fuoco saranno considerati l’unica soluzione possibile, come suggerivano fin dall’inizio i pacifisti che sono stati massacrati in tutti questi mesi. Ci sarà solo qualche piccola differenza: migliaia di morti, quartieri rasi al suolo e la pancia piena di signori delle armi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le mani della destra dappertutto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-mani-della-destra-dappertutto--57603768</link><description><![CDATA[Sarà sicuramente un caso che l’azienda pubblica televisiva sia incagliata in pessimi risultati d’ascolto anche per il cambio di dirigenza e di volti esposti al pubblico che hanno la qualità di essere amici degli amici. Forse davvero Pino Insegno avrebbe meritato un’occasione al di là della sua amicizia con Giorgia Meloni, tale da portarlo a sorseggiare caffè in sua compagnia a Palazzo Chigi. <br /> Sarà sicuramente un caso che in questa edizione di Miss Italia il presidente della giuria sia stato Vittorio Sgarbi, incidentalmente alfiere culturale di questa destra, insieme a Giuseppe Cruciani (fervido alfiere del sollazzo culturale destrorso) e insieme alla giornalista di evidente posizionamento destrorso Hoara Borselli. Sarà una coincidenza anche che a vincere sia stata la figlia di un senatore della Lega.<br /> Sarà un caso che il figlio del presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa sia stato individuato come fondamentale per la crescita culturale dello storico Teatro Piccolo di Milano, sarà anche un caso che con un emendamento il governo ha messo le mani sul Centro sperimentale di cinematografia di Roma. È sicuramente un caso anche che il giovane presidente della Fondazione Tatarella, Francesco Giubilei (biografo della premier) sia asceso alla posizione di intellettuale di riferimento di una certa area. <br /> Sarà sicuramente un caso anche che quando Pietrangelo Buttafuoco è stato nominato presidente della Biennale di Venezia il vicecapogruppo vicario dei senatori di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon esultò dicendo “espugnato un feudo della sinistra”. Come diceva Andreotti “governare significa nominare” ma il problema di Giorgia Meloni non è il fisiologico spoils system: sono i sostituti e i loro pessimi risultati. Se ne rende conto?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57603768</guid><pubDate>Mon, 13 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57603768/imported_ca1b6dec_54e1_40c5_bd54_6b191a786e93.mp3" length="1938494" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sarà sicuramente un caso che l’azienda pubblica televisiva sia incagliata in pessimi risultati d’ascolto anche per il cambio di dirigenza e di volti esposti al pubblico che hanno la qualità di essere amici degli amici. Forse davvero Pino Insegno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sarà sicuramente un caso che l’azienda pubblica televisiva sia incagliata in pessimi risultati d’ascolto anche per il cambio di dirigenza e di volti esposti al pubblico che hanno la qualità di essere amici degli amici. Forse davvero Pino Insegno avrebbe meritato un’occasione al di là della sua amicizia con Giorgia Meloni, tale da portarlo a sorseggiare caffè in sua compagnia a Palazzo Chigi. <br /> Sarà sicuramente un caso che in questa edizione di Miss Italia il presidente della giuria sia stato Vittorio Sgarbi, incidentalmente alfiere culturale di questa destra, insieme a Giuseppe Cruciani (fervido alfiere del sollazzo culturale destrorso) e insieme alla giornalista di evidente posizionamento destrorso Hoara Borselli. Sarà una coincidenza anche che a vincere sia stata la figlia di un senatore della Lega.<br /> Sarà un caso che il figlio del presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa sia stato individuato come fondamentale per la crescita culturale dello storico Teatro Piccolo di Milano, sarà anche un caso che con un emendamento il governo ha messo le mani sul Centro sperimentale di cinematografia di Roma. È sicuramente un caso anche che il giovane presidente della Fondazione Tatarella, Francesco Giubilei (biografo della premier) sia asceso alla posizione di intellettuale di riferimento di una certa area. <br /> Sarà sicuramente un caso anche che quando Pietrangelo Buttafuoco è stato nominato presidente della Biennale di Venezia il vicecapogruppo vicario dei senatori di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon esultò dicendo “espugnato un feudo della sinistra”. Come diceva Andreotti “governare significa nominare” ma il problema di Giorgia Meloni non è il fisiologico spoils system: sono i sostituti e i loro pessimi risultati. Se ne rende conto?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini e il suo rapporto schizofrenico con i muri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-e-il-suo-rapporto-schizofrenico-con-i-muri--57580139</link><description><![CDATA[Sempre preso dalla sua comunistofobia ieri Matteo Salvini ha pensato bene di celebrare la caduta del muro di Berlino impugnando il telefono e scrivendo sui suoi social: “Trentaquattro anni fa cadeva il Muro di Berlino, che avrebbe visto da lì a poco la fine del regime comunista sovietico. Un simbolo di Libertà e Democrazia, contro le violenze e le oppressioni dei diritti. Ricordare per non dimenticare: mai più dittature”. <br /> Al ministro ai Trasporti sfugge da sempre la regola che la credibilità di un messaggio dipenda anche dall’autorevolezza del messaggero e così diventa impossibile cogliere alcune incongruenze all’interno della sua declamazione. Viene da chiedersi ad esempio come possa essere che il regime comunista sovietico sia “finito” se i giornali della sua parte politico lo vedono vivissimo nell’incarnazione di Putin. La Russia (così come Putin) diventa comunista e poi “faro nel mondo” (parole della stesso Salvini quando era amicissimo del presidente russa) una decina di volte al giorno, avanti e indietro. <br /> Sfugge anche come possa celebrare la fine di un muro lo stesso politico che si eccitava all’idea che Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia chiedessi un muro a testa in giro per l’Europa. ““Se ben 12 Paesi Europei  con governi di ogni colore chiedono di bloccare l’immigrazione clandestina, con ogni mezzo necessario, così sia. L’Italia che dice?”, chiese Salvini nell’ottobre del 2021. Per non parlare del muro che Salvini (e Meloni) sognerebbero di piantare sulle coste del Mediterraneo <br /> La domanda è scontata: “se Salvini vuole i muri e contemporaneamente celebra la caduta di un muro che sembra?”<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57580139</guid><pubDate>Fri, 10 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57580139/imported_22e9eb11_364e_4581_9531_fb6f7b006794.mp3" length="1911745" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sempre preso dalla sua comunistofobia ieri Matteo Salvini ha pensato bene di celebrare la caduta del muro di Berlino impugnando il telefono e scrivendo sui suoi social: “Trentaquattro anni fa cadeva il Muro di Berlino, che avrebbe visto da lì a poco...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sempre preso dalla sua comunistofobia ieri Matteo Salvini ha pensato bene di celebrare la caduta del muro di Berlino impugnando il telefono e scrivendo sui suoi social: “Trentaquattro anni fa cadeva il Muro di Berlino, che avrebbe visto da lì a poco la fine del regime comunista sovietico. Un simbolo di Libertà e Democrazia, contro le violenze e le oppressioni dei diritti. Ricordare per non dimenticare: mai più dittature”. <br /> Al ministro ai Trasporti sfugge da sempre la regola che la credibilità di un messaggio dipenda anche dall’autorevolezza del messaggero e così diventa impossibile cogliere alcune incongruenze all’interno della sua declamazione. Viene da chiedersi ad esempio come possa essere che il regime comunista sovietico sia “finito” se i giornali della sua parte politico lo vedono vivissimo nell’incarnazione di Putin. La Russia (così come Putin) diventa comunista e poi “faro nel mondo” (parole della stesso Salvini quando era amicissimo del presidente russa) una decina di volte al giorno, avanti e indietro. <br /> Sfugge anche come possa celebrare la fine di un muro lo stesso politico che si eccitava all’idea che Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia chiedessi un muro a testa in giro per l’Europa. ““Se ben 12 Paesi Europei  con governi di ogni colore chiedono di bloccare l’immigrazione clandestina, con ogni mezzo necessario, così sia. L’Italia che dice?”, chiese Salvini nell’ottobre del 2021. Per non parlare del muro che Salvini (e Meloni) sognerebbero di piantare sulle coste del Mediterraneo <br /> La domanda è scontata: “se Salvini vuole i muri e contemporaneamente celebra la caduta di un muro che sembra?”<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvini e la guida con il bicchiere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvini-e-la-guida-con-il-bicchiere--57559821</link><description><![CDATA[Ieri il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini, in attesa di completare i lavori del Ponte sullo Stretto che devono ancora cominciare, ha deciso di occuparsi di guida e alcol: “Nel nuovo codice della strada non tocchiamo il tasso alcolemico: “qualche bicchiere di vino non solo non fa male, ma è assolutamente lecito per chi lo ritiene salutare“”, ha detto il leader leghista intervenendo all’evento inaugurale di Eicma, l’esposizione internazionale delle due ruote, alla Fiera di Milano Rho.<br /> Per la sua riconosciuta eleganza il ministro non ha voluto svelare di essere un grande amante delle bevande alcoliche come si evince dalle sue ormai celebri fotografia in diverse occasioni e da un suo paradigmatico tweet nella notte del 13 luglio 2013 in cui scriveva testualmente “Gran serata coi Fratelli Leghisti. Ginepro, assenzio, limoncello e ora... sereni al volante con Vasco! Liberi liberi siamo Noi!!!”.<br /> Per il ministro non conta l’ultimo report dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sull'impatto dell'alcol nel mondo attribuisce al consumo delle bevande alcoliche il decesso di 3 milioni di persone ogni anno, di cui 17mila in Italia per una media di 48 al giorno. Per Salvini l’importante è schiacciare il pedale sull’ipocrisia dell’alcol salutare con tesi antiscientifiche. Come dice l’OMS “non esiste soglia di sicurezza nel consumo di bevande alcoliche, non c’è una dose che non presenti rischi per la nostra salute” e come dice l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro l’etanolo è sostanza sicuramente cancerogena. <br /> Chi vuole bere beva ma senza raccontare fregnacce. E soprattutto non faccia il moralista sulle abitudini degli altri. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57559821</guid><pubDate>Thu, 09 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57559821/imported_0396bbab_f14f_4523_93af_63d6ef733d68.mp3" length="1840274" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini, in attesa di completare i lavori del Ponte sullo Stretto che devono ancora cominciare, ha deciso di occuparsi di guida e alcol: “Nel nuovo codice della strada non tocchiamo il tasso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini, in attesa di completare i lavori del Ponte sullo Stretto che devono ancora cominciare, ha deciso di occuparsi di guida e alcol: “Nel nuovo codice della strada non tocchiamo il tasso alcolemico: “qualche bicchiere di vino non solo non fa male, ma è assolutamente lecito per chi lo ritiene salutare“”, ha detto il leader leghista intervenendo all’evento inaugurale di Eicma, l’esposizione internazionale delle due ruote, alla Fiera di Milano Rho.<br /> Per la sua riconosciuta eleganza il ministro non ha voluto svelare di essere un grande amante delle bevande alcoliche come si evince dalle sue ormai celebri fotografia in diverse occasioni e da un suo paradigmatico tweet nella notte del 13 luglio 2013 in cui scriveva testualmente “Gran serata coi Fratelli Leghisti. Ginepro, assenzio, limoncello e ora... sereni al volante con Vasco! Liberi liberi siamo Noi!!!”.<br /> Per il ministro non conta l’ultimo report dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sull'impatto dell'alcol nel mondo attribuisce al consumo delle bevande alcoliche il decesso di 3 milioni di persone ogni anno, di cui 17mila in Italia per una media di 48 al giorno. Per Salvini l’importante è schiacciare il pedale sull’ipocrisia dell’alcol salutare con tesi antiscientifiche. Come dice l’OMS “non esiste soglia di sicurezza nel consumo di bevande alcoliche, non c’è una dose che non presenti rischi per la nostra salute” e come dice l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro l’etanolo è sostanza sicuramente cancerogena. <br /> Chi vuole bere beva ma senza raccontare fregnacce. E soprattutto non faccia il moralista sulle abitudini degli altri. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Non si diventa Bellocchio o Ginzburg per decreto”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-si-diventa-bellocchio-o-ginzburg-per-decreto--57545435</link><description><![CDATA[Il nuovo corso della Rai targata Meloni che non ha nessun altro obiettivo se non quello di un vendicativo ripulisti ora ci sta ripensando. L’ultima voce è il ritorno di Flavio Insinna (malvisto per la sua passione per i diritti umani) che starebbe per tornare al timone dell’Eredità, la trasmissione destinata inizialmente a Pino Insegno se non fosse per gli sconcertanti risultati raccolti fin qui. <br /> La nuova “egemonia culturale” sognata dalla destra si sbriciola di fronte ai numeri. I vecchi protagonisti dell’azienda di Stato saranno stati anche politicamente antipatici ma hanno una qualità piuttosto indispensabili per lavorare in televisione: vengono guardati. Il punto è che per proporre un’alternativa bisognerebbe averne una traccia in tasca mentre la gestione Rai evidenzia (come in molti altri settori) l’unica volontà di demolire senza avere i materiali per ricostruire a loro immagine e somiglianza. <br /> È la caratteristica di questa destra meloniana: funziona solo nella parte dell’oppressa sempre in guerra con nemici guidati da poteri oscuri m quando si ritrova a ottenere le redini non conosce altre maschere se non quella dell’opposizione “dura e pura”. Così in televisione come in Parlamento si assiste a una quotidiana litania lamentosa in cui l’unico appuntamento consiste nel ricordare quanto gli altri siano brutti, sporchi e cattivi. Come ha detto qualche giorno fa lo scrittore Nicola Lagioia “Si fa un gran parlare di egemonia culturale, ma possiamo star tranquilli. Per quanto il ministro si possa adoperare non è per decreto che si può trasformare Giulio Base in un regista più importante di Marco Bellocchio o Marcello Veneziani in Carlo Ginzburg”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57545435</guid><pubDate>Wed, 08 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57545435/imported_0f69976a_1796_40d4_a206_236c86ea15cd.mp3" length="1890847" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo corso della Rai targata Meloni che non ha nessun altro obiettivo se non quello di un vendicativo ripulisti ora ci sta ripensando. 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Il punto è che per proporre un’alternativa bisognerebbe averne una traccia in tasca mentre la gestione Rai evidenzia (come in molti altri settori) l’unica volontà di demolire senza avere i materiali per ricostruire a loro immagine e somiglianza. <br /> È la caratteristica di questa destra meloniana: funziona solo nella parte dell’oppressa sempre in guerra con nemici guidati da poteri oscuri m quando si ritrova a ottenere le redini non conosce altre maschere se non quella dell’opposizione “dura e pura”. Così in televisione come in Parlamento si assiste a una quotidiana litania lamentosa in cui l’unico appuntamento consiste nel ricordare quanto gli altri siano brutti, sporchi e cattivi. Come ha detto qualche giorno fa lo scrittore Nicola Lagioia “Si fa un gran parlare di egemonia culturale, ma possiamo star tranquilli. 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In un’annoiato pomeriggio domenicale ha impugnato il suo telefono e ha scritto: “C'è qualcuno che ancora ignora la differenza fra il diritto di emigrare e il diritto di immigrare. Il primo è riconosciuto da tutte le carte internazionali. Era negato dai regimi comunisti. Il secondo non è accordato da alcuna carta internazionale, è rivendicato dagli ex comunisti. È la stessa differenza che esiste fra il diritto di uscire da casa propria e quello di entrare in casa altrui”. <br /> Al di là di una preoccupante fobia che porta il ministro a vedere comunisti dappertutto mentre escono dalle fottute pareti (questi sono gli stessi de “il fascismo è morto”, notate bene) il ministro per l’ennesima volta dimostra molta confusione mescolando il diritto internazionale alla politica. Prendendo alla lettera l’illuminata analisi di Valditara (che tra le altre cose sarebbe anche un giurista) un migrante qualsiasi dovrebbe avere il diritto di uscire dal proprio Paese (spesso da Paesi che non rilasciano passaporti tra l’altro) ma poi non potrebbe pretendere altro che stagnare in acque internazionali o caracollare sulle linee di confine. Per Valditara il diritto ad emigrare corrisponde semplicemente al diritto di essere inghiottiti in un buco nero spazio temporale che non occupi un solo metro quadrato in giro per il mondo. Come dice giustamente la giurista Vitalba Azzolini era meglio l’originale di Cochi e Renato: “E c'è sempre qualcuno che parte / Ma dove arriva se parte”.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57532316</guid><pubDate>Tue, 07 Nov 2023 03:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57532316/imported_72aa4b4a_7611_475a_93ce_e01ad1fbf07e.mp3" length="1849469" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro dell’Istruzione e dl Merito Giuseppe Valditara nei giorni scorsi è intervenuto sui social sull’immigrazione con una ficcante considerazione senza merito e senza istruzione. In un’annoiato pomeriggio domenicale ha impugnato il suo telefono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ministro dell’Istruzione e dl Merito Giuseppe Valditara nei giorni scorsi è intervenuto sui social sull’immigrazione con una ficcante considerazione senza merito e senza istruzione. In un’annoiato pomeriggio domenicale ha impugnato il suo telefono e ha scritto: “C'è qualcuno che ancora ignora la differenza fra il diritto di emigrare e il diritto di immigrare. Il primo è riconosciuto da tutte le carte internazionali. Era negato dai regimi comunisti. Il secondo non è accordato da alcuna carta internazionale, è rivendicato dagli ex comunisti. È la stessa differenza che esiste fra il diritto di uscire da casa propria e quello di entrare in casa altrui”. <br /> Al di là di una preoccupante fobia che porta il ministro a vedere comunisti dappertutto mentre escono dalle fottute pareti (questi sono gli stessi de “il fascismo è morto”, notate bene) il ministro per l’ennesima volta dimostra molta confusione mescolando il diritto internazionale alla politica. Prendendo alla lettera l’illuminata analisi di Valditara (che tra le altre cose sarebbe anche un giurista) un migrante qualsiasi dovrebbe avere il diritto di uscire dal proprio Paese (spesso da Paesi che non rilasciano passaporti tra l’altro) ma poi non potrebbe pretendere altro che stagnare in acque internazionali o caracollare sulle linee di confine. Per Valditara il diritto ad emigrare corrisponde semplicemente al diritto di essere inghiottiti in un buco nero spazio temporale che non occupi un solo metro quadrato in giro per il mondo. Come dice giustamente la giurista Vitalba Azzolini era meglio l’originale di Cochi e Renato: “E c'è sempre qualcuno che parte / Ma dove arriva se parte”.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito della Striscia che sta con Hamas</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-della-striscia-che-sta-con-hamas--57525225</link><description><![CDATA[Gigi Riva è un giornalista e scrittore che conosce bene il Medio Oriente e la striscia di Gaza. In un suo articolo per Domani racconta come anche in Israele ricominci a circolare il nome Marwan Barghouti, 64 anni, che dimostra plasticamente quanto si falsa la teoria della Palestina che “sta con Hamas”.<br /> Barghouti  nato a Kobar, villaggio nei pressi di Ramallah pagò con un primo arresto la partecipazione a una sommossa nel 1976. Come racconta Riva si iscrisse all’università di Bir Zeit, due lauree, in storia e scienze politiche, un master in relazioni internazionali, fu riarrestato, espulso in Giordania. Rientrato nel 1994 dopo la firma degli Accordi di Oslo, usa la sua riconosciuta capacità oratoria per difendere il processo di pace e viene notato dai vertici, Arafat compreso, che lo inglobano nel Consiglio legislativo e lo spingono alla carica di segretario generale di Fatah per la Cisgiordania.<br /> Al processo pubblico in Israele del 2004 si presenta sorridente, le mani incatenate alzate verso l’alto e con il segno della vittoria. Al Washington Post consegna il suo autoritratto: «Non sono un terrorista, non sono neppure un pacifista. Sono semplicemente un normale uomo della strada palestinese che difende la causa che ogni oppresso difende, il diritto di difendermi in assenza di aiuti che potrebbero venire da altre parti». La sentenza è scontata, carcere a vita. <br /> Dopo 18 anni di prigionia risulta in testa nei sondaggi sbaragliando il leader di Hamas Ismail Haniyeh sia Abu Mazen. Per Arab Barometer”, istituto demoscopico fondato da Amaney Jamal docente a Stanford a Gaza il 44 per cento dei palestinesi non ha nessuna fiducia in Hamas e il 23 per cento molto poca, il 73 per cento vuole un accordo di pace con Israele. La Striscia non è Hamas. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57525225</guid><pubDate>Mon, 06 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57525225/imported_2bc117eb_e69c_4414_a27e_71849592d7ec.mp3" length="2235663" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gigi Riva è un giornalista e scrittore che conosce bene il Medio Oriente e la striscia di Gaza. In un suo articolo per Domani racconta come anche in Israele ricominci a circolare il nome Marwan Barghouti, 64 anni, che dimostra plasticamente quanto si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gigi Riva è un giornalista e scrittore che conosce bene il Medio Oriente e la striscia di Gaza. In un suo articolo per Domani racconta come anche in Israele ricominci a circolare il nome Marwan Barghouti, 64 anni, che dimostra plasticamente quanto si falsa la teoria della Palestina che “sta con Hamas”.<br /> Barghouti  nato a Kobar, villaggio nei pressi di Ramallah pagò con un primo arresto la partecipazione a una sommossa nel 1976. Come racconta Riva si iscrisse all’università di Bir Zeit, due lauree, in storia e scienze politiche, un master in relazioni internazionali, fu riarrestato, espulso in Giordania. Rientrato nel 1994 dopo la firma degli Accordi di Oslo, usa la sua riconosciuta capacità oratoria per difendere il processo di pace e viene notato dai vertici, Arafat compreso, che lo inglobano nel Consiglio legislativo e lo spingono alla carica di segretario generale di Fatah per la Cisgiordania.<br /> Al processo pubblico in Israele del 2004 si presenta sorridente, le mani incatenate alzate verso l’alto e con il segno della vittoria. Al Washington Post consegna il suo autoritratto: «Non sono un terrorista, non sono neppure un pacifista. Sono semplicemente un normale uomo della strada palestinese che difende la causa che ogni oppresso difende, il diritto di difendermi in assenza di aiuti che potrebbero venire da altre parti». La sentenza è scontata, carcere a vita. <br /> Dopo 18 anni di prigionia risulta in testa nei sondaggi sbaragliando il leader di Hamas Ismail Haniyeh sia Abu Mazen. Per Arab Barometer”, istituto demoscopico fondato da Amaney Jamal docente a Stanford a Gaza il 44 per cento dei palestinesi non ha nessuna fiducia in Hamas e il 23 per cento molto poca, il 73 per cento vuole un accordo di pace con Israele. La Striscia non è Hamas. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Berlusconi è un milanese illustre, parola di Marcello Dell'Utri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/berlusconi-e-un-milanese-illustre-parola-di-marcello-dell-utri--57484911</link><description><![CDATA[Da ieri il nome di Silvio Berlusconi campeggia al fianco di Giuseppe Mazzini, Camillo Benso di Cavour, Gino Strada e Dario Fo, tutti scritti al Famedio di Milano come cittadini illustri. Poco distante c’è anche il nome del procuratore Francesco Saverio Borrelli che ha indagato Berlusconi, il che ci potrebbe indurre a pensare che da vivi uno dei due mentisse. <br /> La figlia dell’ex procuratore di Milano, Federica Borrelli ha provato a farlo notare: “Berlusconi è un personaggio che ha creato imbarazzi a un intero Paese, e questa iscrizione crea ulteriore imbarazzo”, ha dichiarato. D’accordo con lei ci sono almeno le 40mila persona che hanno firmato una petizione per chiedere al Comune di Milano di ripensarci. Niente da fare. <br /> Così ieri sotto una pioggia battente la presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, non ha potuto evitare di ricordare quanto la figura di Berlusconi sia stata “apprezzata ma anche criticata“, come scritto anche alle motivazioni della commissione del comune che letteralmente parla di meriti “tanto apprezzati quanto criticati”. <br /> Sapete chi si è risentito della virgola che ha rovinato l’incenso di un ex presidente del Consiglio condannato per frode fiscale e salvato da decine di processi grazie alle sue stesse leggi? Niente di meno che Marcello Dell’Utri, condannato per reati di mafia e presente in prima fila ieri perché gli amici degli amici devono essere visibili. “Che cosa significa che Berlusconi è stato criticato, anche Cavour è stato criticato, anche Mazzini, anche Manzoni, che senso ha?”, ha sbottato l’ex senatore che per la giustizia italiana è stato “l’anello di congiunzione tra i boss mafiosi e Berlusconi”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57484911</guid><pubDate>Fri, 03 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57484911/imported_0957611b_4a54_4eaf_abaa_c507306dc0d7.mp3" length="1783849" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da ieri il nome di Silvio Berlusconi campeggia al fianco di Giuseppe Mazzini, Camillo Benso di Cavour, Gino Strada e Dario Fo, tutti scritti al Famedio di Milano come cittadini illustri. 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Niente da fare. <br /> Così ieri sotto una pioggia battente la presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, non ha potuto evitare di ricordare quanto la figura di Berlusconi sia stata “apprezzata ma anche criticata“, come scritto anche alle motivazioni della commissione del comune che letteralmente parla di meriti “tanto apprezzati quanto criticati”. <br /> Sapete chi si è risentito della virgola che ha rovinato l’incenso di un ex presidente del Consiglio condannato per frode fiscale e salvato da decine di processi grazie alle sue stesse leggi? Niente di meno che Marcello Dell’Utri, condannato per reati di mafia e presente in prima fila ieri perché gli amici degli amici devono essere visibili. “Che cosa significa che Berlusconi è stato criticato, anche Cavour è stato criticato, anche Mazzini, anche Manzoni, che senso ha?”, ha sbottato l’ex senatore che per la giustizia italiana è stato “l’anello di congiunzione tra i boss mafiosi e Berlusconi”. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quello che dice Giorgia Meloni quando non la sente nessuno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quello-che-dice-giorgia-meloni-quando-non-la-sente-nessuno--57470107</link><description><![CDATA[Dunque ieri abbiamo saputo che la presidente del consiglio Giorgia Meloni lo scorso 18 settembre ha parlato al telefono convinta di parlare con il presidente della Commissione dell’Unione Africana mentre dall’altra parte del filo c’erano due comici russi (indicati come vicini a Putin) che le hanno fatto dire in privato ciò che smentisce in pubblico.<br /> Meloni al telefono sulla guerra in Ucraina conferma che “la controffensiva dell’Ucraina non sta andando come ci si aspettava” e che la soluzione “è trovare una via d’uscita accettabile per entrambe le parti senza distruggere la legge internazionale”. Esprime quindi le stesse opinioni di chi dalle nostre parti viene bollato come un fiancheggiatore di Putin. Aggiunge anche che “tutti capiscono che potrebbe durare molti anni se non cerchiamo di trovare una soluzione”. Solo che quei “tutti” che lo capiscono vengono bollati come cretini e menagrami. <br /> La registrazione della conversazione è stata postata sulla piattaforma online canadese Rumble e ripresa dall’agenzia russa Ria Novosti. A confermare che quella trasmessa era proprio la voce di Meloni è stato Palazzo Chigi con una nota in cui definisce “impostori” gli autori dello scherzo. <br /> Ma se l’impostura è un vistoso apparato di menzogne e di falsità viene difficile non ritrovarla anche nelle parole in libertà della capa del governo. I veri impostori sono coloro (e sono tantissimi) che da mesi confondono le opinioni con la propaganda, svilendo il proprio ruolo di giornalisti, analisti e ammennicoli vari in promotori del conflitto.<br /> Chissà se stamattina qualche valente collega accuserà Meloni di essere filoputinana. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57470107</guid><pubDate>Thu, 02 Nov 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57470107/imported_dce7c148_a551_480e_9f8c_266862e31b23.mp3" length="1777998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dunque ieri abbiamo saputo che la presidente del consiglio Giorgia Meloni lo scorso 18 settembre ha parlato al telefono convinta di parlare con il presidente della Commissione dell’Unione Africana mentre dall’altra parte del filo c’erano due comici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dunque ieri abbiamo saputo che la presidente del consiglio Giorgia Meloni lo scorso 18 settembre ha parlato al telefono convinta di parlare con il presidente della Commissione dell’Unione Africana mentre dall’altra parte del filo c’erano due comici russi (indicati come vicini a Putin) che le hanno fatto dire in privato ciò che smentisce in pubblico.<br /> Meloni al telefono sulla guerra in Ucraina conferma che “la controffensiva dell’Ucraina non sta andando come ci si aspettava” e che la soluzione “è trovare una via d’uscita accettabile per entrambe le parti senza distruggere la legge internazionale”. Esprime quindi le stesse opinioni di chi dalle nostre parti viene bollato come un fiancheggiatore di Putin. Aggiunge anche che “tutti capiscono che potrebbe durare molti anni se non cerchiamo di trovare una soluzione”. Solo che quei “tutti” che lo capiscono vengono bollati come cretini e menagrami. <br /> La registrazione della conversazione è stata postata sulla piattaforma online canadese Rumble e ripresa dall’agenzia russa Ria Novosti. A confermare che quella trasmessa era proprio la voce di Meloni è stato Palazzo Chigi con una nota in cui definisce “impostori” gli autori dello scherzo. <br /> Ma se l’impostura è un vistoso apparato di menzogne e di falsità viene difficile non ritrovarla anche nelle parole in libertà della capa del governo. I veri impostori sono coloro (e sono tantissimi) che da mesi confondono le opinioni con la propaganda, svilendo il proprio ruolo di giornalisti, analisti e ammennicoli vari in promotori del conflitto.<br /> Chissà se stamattina qualche valente collega accuserà Meloni di essere filoputinana. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo scenario impossibile: cosa ottiene il sindacato negli USA</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-scenario-impossibile-cosa-ottiene-il-sindacato-negli-usa--57443213</link><description><![CDATA[Nell’indifferenza generale i sindacati statunitensi hanno ottenuto per i lavoratori della Ford un aumento di retribuzione di almeno il 30% dopo 50 giorni di sciopero sostenuto con fondi di solidarietà messo a disposizione dal sindacato dei lavoratori dell’auto statunitensi (Uaw). Poco dopo anche il gruppo Stellantis ha ceduto con un aumento di almeno il 25% delle buste paga mentre ieri è stata General Motors a ritoccare gli stipendi.<br /> Negli ultimi dieci anni le tre principali aziende automobilistiche degli Usa hanno intascato 250 miliardi di dollari di profitti. Gli stipendi dei manager erano aumentati del 40% mentre quelli degli operai erano rimasti bloccati. La disuguaglianza di trattamento ha spinto il sindacato a promuovere un’azione coordinata che ha coinvolto 150mila lavoratori, iniziando a colpire le fasi più delicate della produzione per poi allargarsi in veri e proprio picchetti.<br /> Da quelle parti è accaduto che la politica non si è limitata a rilasciare interviste in cui si accusavano i lavoratori di voler boicottare i poveri imprenditori appoggiata da qualche sfrenato editorialista liberale. Joe Biden si è presentato personalmente a un picchetto per sostenere le ragioni della protesta e anche il suo prossimo sfidante, l’ex presidente Donald Trump, ha fatto lo stesso. <br /> Immaginare uno scenario del genere in Italia oggi sarebbe quasi impossibile. Sarebbe sicuramente impossibile che tutte le parti politiche sostengano una stessa causa rinunciando al mero calcolo dei posizionamenti. Sarebbe impossibile non ascoltare i “manager” frignare gridando all’esproprio proletario. Ma soprattutto sarebbe impossibile fare notare che l’uguaglianza non si predica, si pratica. Soprattutto i sindacati. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57443213</guid><pubDate>Tue, 31 Oct 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57443213/imported_91e90f3b_15f3_42a3_abbe_4345ec0ee22a.mp3" length="1846125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nell’indifferenza generale i sindacati statunitensi hanno ottenuto per i lavoratori della Ford un aumento di retribuzione di almeno il 30% dopo 50 giorni di sciopero sostenuto con fondi di solidarietà messo a disposizione dal sindacato dei lavoratori...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nell’indifferenza generale i sindacati statunitensi hanno ottenuto per i lavoratori della Ford un aumento di retribuzione di almeno il 30% dopo 50 giorni di sciopero sostenuto con fondi di solidarietà messo a disposizione dal sindacato dei lavoratori dell’auto statunitensi (Uaw). Poco dopo anche il gruppo Stellantis ha ceduto con un aumento di almeno il 25% delle buste paga mentre ieri è stata General Motors a ritoccare gli stipendi.<br /> Negli ultimi dieci anni le tre principali aziende automobilistiche degli Usa hanno intascato 250 miliardi di dollari di profitti. Gli stipendi dei manager erano aumentati del 40% mentre quelli degli operai erano rimasti bloccati. La disuguaglianza di trattamento ha spinto il sindacato a promuovere un’azione coordinata che ha coinvolto 150mila lavoratori, iniziando a colpire le fasi più delicate della produzione per poi allargarsi in veri e proprio picchetti.<br /> Da quelle parti è accaduto che la politica non si è limitata a rilasciare interviste in cui si accusavano i lavoratori di voler boicottare i poveri imprenditori appoggiata da qualche sfrenato editorialista liberale. Joe Biden si è presentato personalmente a un picchetto per sostenere le ragioni della protesta e anche il suo prossimo sfidante, l’ex presidente Donald Trump, ha fatto lo stesso. <br /> Immaginare uno scenario del genere in Italia oggi sarebbe quasi impossibile. Sarebbe sicuramente impossibile che tutte le parti politiche sostengano una stessa causa rinunciando al mero calcolo dei posizionamenti. Sarebbe impossibile non ascoltare i “manager” frignare gridando all’esproprio proletario. Ma soprattutto sarebbe impossibile fare notare che l’uguaglianza non si predica, si pratica. Soprattutto i sindacati. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La pace utile ai signori della guerra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-pace-utile-ai-signori-della-guerra--57432251</link><description><![CDATA[Ieri il il presidente del governo israeliano ha testualmente detto: "Coloro che osano accusare i nostri soldati di crimini di guerra sono persone imbevute di ipocrisia e di menzogne ​​che non hanno una sola goccia di moralità”. Benjamin Netanyahu afferma che l'esercito israeliano è "l'esercito più morale del mondo" e "fa di tutto per evitare di danneggiare coloro che non sono coinvolti”.<br /> Ieri il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, durante una visita a Kathmandu, capitale del Nepal, ha testualmente dichiaro: "La situazione a Gaza sta diventando sempre più disperata di ora in ora”. "Mi rammarico che invece di una pausa umanitaria estremamente necessaria, sostenuta dalla comunità internazionale, Israele abbia intensificato le sue operazioni militari", ha aggiunto. "Il numero di civili uccisi e feriti è assolutamente inaccettabile", ha sottolineato Guterres, aggiungendo che "il mondo è testimone di una catastrofe umanitaria che si svolge davanti ai nostri occhi". "Più di due milioni di persone, senza un posto sicuro dove andare, si vedono negare gli elementi essenziali per la vita - cibo, acqua, riparo e assistenza medica - mentre sono sottoposte a bombardamenti incessanti. Esorto tutti coloro che hanno responsabilità a fare un passo indietro sull'orlo del baratro", ha concluso. L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ieri ha messo in guardia contro il collasso dell'"ordine pubblico" a Gaza dopo il saccheggio di diversi magazzini e centri di distribuzione di aiuti alimentari che gestisce nella Striscia. Tre giorni fa l’agenzia dell’Onu ha confermato la morte di 57 suoi membri a Gaza. Nel frattempo vediamo gente che si professa e si professava vicina a Gino Strada non avere più il coraggio di pronunciare la frase "cessate il fuoco”. Sono i nuovi profeti del "pacifismo" cosmetico che prevede solo la pace utile ai signori della guerra. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57432251</guid><pubDate>Mon, 30 Oct 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57432251/imported_253bb0a8_b209_4671_b921_410e54aee4d2.mp3" length="2149564" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri il il presidente del governo israeliano ha testualmente detto: "Coloro che osano accusare i nostri soldati di crimini di guerra sono persone imbevute di ipocrisia e di menzogne ​​che non hanno una sola goccia di moralità”. Benjamin Netanyahu...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri il il presidente del governo israeliano ha testualmente detto: "Coloro che osano accusare i nostri soldati di crimini di guerra sono persone imbevute di ipocrisia e di menzogne ​​che non hanno una sola goccia di moralità”. Benjamin Netanyahu afferma che l'esercito israeliano è "l'esercito più morale del mondo" e "fa di tutto per evitare di danneggiare coloro che non sono coinvolti”.<br /> Ieri il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, durante una visita a Kathmandu, capitale del Nepal, ha testualmente dichiaro: "La situazione a Gaza sta diventando sempre più disperata di ora in ora”. "Mi rammarico che invece di una pausa umanitaria estremamente necessaria, sostenuta dalla comunità internazionale, Israele abbia intensificato le sue operazioni militari", ha aggiunto. "Il numero di civili uccisi e feriti è assolutamente inaccettabile", ha sottolineato Guterres, aggiungendo che "il mondo è testimone di una catastrofe umanitaria che si svolge davanti ai nostri occhi". "Più di due milioni di persone, senza un posto sicuro dove andare, si vedono negare gli elementi essenziali per la vita - cibo, acqua, riparo e assistenza medica - mentre sono sottoposte a bombardamenti incessanti. Esorto tutti coloro che hanno responsabilità a fare un passo indietro sull'orlo del baratro", ha concluso. L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ieri ha messo in guardia contro il collasso dell'"ordine pubblico" a Gaza dopo il saccheggio di diversi magazzini e centri di distribuzione di aiuti alimentari che gestisce nella Striscia. Tre giorni fa l’agenzia dell’Onu ha confermato la morte di 57 suoi membri a Gaza. Nel frattempo vediamo gente che si professa e si professava vicina a Gino Strada non avere più il coraggio di pronunciare la frase "cessate il fuoco”. Sono i nuovi profeti del "pacifismo" cosmetico che prevede solo la pace utile ai signori della guerra. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il governo è "compatto", dicono. Ma Salvini?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-governo-e-compatto-dicono-ma-salvini--57398407</link><description><![CDATA[Matteo Salvini, leader della Lega nonché ministro alle Infrastrutture nonché vice presidente del Consiglio, durante l’intera campagna elettorale ha promesso ripetutamente “il superamento della legge Fornero”. A ben vedere Salvini quando Elsa Fornero era ministra ha lanciato una vera e propria “caccia” che aveva assunto contorni preoccupanti simili alla persecuzione, costringendo la ministra a “difendersi” più del dovuto dalle intemperanze dei leghisti più esagitati. <br /> Come ha osservato giustamente il deputato di Italia viva Luigi Marattin “a ripristinare la versione 'dura' della legge Fornero ci hanno pensato Meloni e Salvini, i due politici che in questi anni sono passati dal 4 al 30 per cento, giurando solennemente che una volta al governo avrebbero abolito la legge Fornero”. La legge che Salvini aveva promesso di abolire è addirittura rafforzata, con buona pace del ministro leghista che si è sbriciolato di fronte alle richieste del suo compagno di partito, il ministro all’Economa e alle Finanze Giancarlo Giorgetti. Giorgetti, tanto per suggellare l’ipocrisia, è anche il vice segretario della Lega. <br /> Salvini aveva anche promesso il ripristino delle Provincie che invece dalla manovra subiscono un ulteriore taglio di 50 milioni di euro mentre gli affitti brevi che il leader della Lega aveva promesso di difendere con forza subiscono un rincaro della cedolare secca dal 21 al 26%. “La proprietà privata è sacra”, aveva stentoreamente dichiarato Salvini. Non l’ha ascoltato nessuno.<br /> Dicono che il governo sia “compatto”. Ci crediamo, per carità. Ma è impossibile non domandarsi quanto “compatta” sia la credibilità di Salvini con i suoi elettori. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57398407</guid><pubDate>Fri, 27 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57398407/imported_8e30fac5_82ad_4098_adc4_3c5cc0cc63e9.mp3" length="1825645" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Matteo Salvini, leader della Lega nonché ministro alle Infrastrutture nonché vice presidente del Consiglio, durante l’intera campagna elettorale ha promesso ripetutamente “il superamento della legge Fornero”. 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La legge che Salvini aveva promesso di abolire è addirittura rafforzata, con buona pace del ministro leghista che si è sbriciolato di fronte alle richieste del suo compagno di partito, il ministro all’Economa e alle Finanze Giancarlo Giorgetti. Giorgetti, tanto per suggellare l’ipocrisia, è anche il vice segretario della Lega. <br /> Salvini aveva anche promesso il ripristino delle Provincie che invece dalla manovra subiscono un ulteriore taglio di 50 milioni di euro mentre gli affitti brevi che il leader della Lega aveva promesso di difendere con forza subiscono un rincaro della cedolare secca dal 21 al 26%. “La proprietà privata è sacra”, aveva stentoreamente dichiarato Salvini. Non l’ha ascoltato nessuno.<br /> Dicono che il governo sia “compatto”. Ci crediamo, per carità. Ma è impossibile non domandarsi quanto “compatta” sia la credibilità di Salvini con i suoi elettori. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Renzi e Calenda non riescono nemmeno a divorziare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/renzi-e-calenda-non-riescono-nemmeno-a-divorziare--57381704</link><description><![CDATA[Non riescono a stare insieme e non riescono nemmeno a divorziare. Come in ogni divorzio che si rispetti tra Matteo Renzi e Carlo Calenda la questione principale non è quello che è stato e nemmeno quello che resta: è solo una questione di soldi.<br /> Mentre la rottura alla Camera dei due padri politici del fu Terzo polo ha sciolto il gruppo parlamentare senza troppi problemi, rintanando l’uno in Italia Viva e l’altro in Azione, al Senato la situazione è molto più scivolosa. I 7 senatori di Iv si sono proclamati repubblica indipendente lasciando apolidi i 4 di Azione che ora rischiano di doversi accomodare nel gruppo misto insieme al senatore di Sinistra italiana Peppe De Cristoforo che ne è il capogruppo. Renzi con un’incursione ha già cambiato il nome al gruppo che ora è “Italia viva - Il Centro - Renew Europe” ma Calenda ritiene l’azione illegittima e chiede di potersi costituire come gruppo autonomo.<br /> Inutile cercare la politica, si tratta più banalmente di una cifra che può arrivare a 400mila euro utili per tenere in piedi la struttura composta da collaboratori, per le spese telefoniche per gli addetti stampa.<br /> Ad aggiungere pepe alla telenovela è il presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa nella veste di avvocato divorzista che propone una mediazione per una separazione consensuale. Per ora nulla è risolto. Rimangono i comunicati incrociati sull’asse Renzi-Calenda zeppi di rivendicazioni. I due hanno cominciato a litigare nell’aprile di quest’anno, quasi sette mesi fa. Come nota giustamente Tommaso Labate sul Corriere della Sera Giorgia Meloni ha scaricato Andrea Giambruno nel tempo di un post su Instagram.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57381704</guid><pubDate>Thu, 26 Oct 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57381704/imported_57fa8a3b_4ff8_422e_9011_80bf27549e9a.mp3" length="1941420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non riescono a stare insieme e non riescono nemmeno a divorziare. 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Mentre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non riescono a stare insieme e non riescono nemmeno a divorziare. Come in ogni divorzio che si rispetti tra Matteo Renzi e Carlo Calenda la questione principale non è quello che è stato e nemmeno quello che resta: è solo una questione di soldi.<br /> Mentre la rottura alla Camera dei due padri politici del fu Terzo polo ha sciolto il gruppo parlamentare senza troppi problemi, rintanando l’uno in Italia Viva e l’altro in Azione, al Senato la situazione è molto più scivolosa. I 7 senatori di Iv si sono proclamati repubblica indipendente lasciando apolidi i 4 di Azione che ora rischiano di doversi accomodare nel gruppo misto insieme al senatore di Sinistra italiana Peppe De Cristoforo che ne è il capogruppo. Renzi con un’incursione ha già cambiato il nome al gruppo che ora è “Italia viva - Il Centro - Renew Europe” ma Calenda ritiene l’azione illegittima e chiede di potersi costituire come gruppo autonomo.<br /> Inutile cercare la politica, si tratta più banalmente di una cifra che può arrivare a 400mila euro utili per tenere in piedi la struttura composta da collaboratori, per le spese telefoniche per gli addetti stampa.<br /> Ad aggiungere pepe alla telenovela è il presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa nella veste di avvocato divorzista che propone una mediazione per una separazione consensuale. Per ora nulla è risolto. Rimangono i comunicati incrociati sull’asse Renzi-Calenda zeppi di rivendicazioni. I due hanno cominciato a litigare nell’aprile di quest’anno, quasi sette mesi fa. Come nota giustamente Tommaso Labate sul Corriere della Sera Giorgia Meloni ha scaricato Andrea Giambruno nel tempo di un post su Instagram.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vogliono più figli per la Patria e intanto li rincarano</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vogliono-piu-figli-per-la-patria-e-intanto-li-rincarano--57370798</link><description><![CDATA[In mezzo alla penosa manfrina dal sapore mussoliniano delle donne che devono essere madri per partorire per la Patria si innestano in direzione opposta le misure della prossima manovra che da ieri circola in bozza per vedere l’effetto che fa. <br /> Niente più iva al 5% sui prodotti dell’infanzia e sugli assorbenti. a bozza della manovra prevede infatti che latte in polvere e preparazioni per l’alimentazione dei bimbi, così come assorbenti, tamponi e coppette mestruali, passino tra i prodotti soggetti all’Iva al 10%. Che quindi viene raddoppiata nel giro di un anno. Giorgia Meloni ha provato a diluire la questione dicendo che semplicemente non hanno “confermato il taglio dell’Iva”. Il risultato non cambia: i prodotti che riguardano le donne e l’infanzia costeranno sensibilmente di più alla faccia della “riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti e servizi per l’infanzia” che era scritta nero su bianco nel programma elettorale della coalizione di centrodestra.<br /> Tornano così gli “assorbenti più costosi di Europa” che ravveno convinto il governo Draghi a intervenire per riequilibrare una delle tante discriminazioni verso le donne. “Si tratta di una brutta notizia per un Paese  - ha detto ieri a presidente di Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) Anna Rea - in cui la natalità è un grave problema per il futuro. In un quadro economico per le famiglie già disastrato dal caro vita, crescere i figli costa: solo per l’acquisto dei pannolini, le famiglie spendono mediamente in un anno 726 euro l’anno a figlio; per gli alimenti per bambini si sono registrati nel corso del 2023 aumenti del 15,2%”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57370798</guid><pubDate>Wed, 25 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57370798/imported_8ac2541e_a017_4a51_9330_1e9d021f10a3.mp3" length="1905893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In mezzo alla penosa manfrina dal sapore mussoliniano delle donne che devono essere madri per partorire per la Patria si innestano in direzione opposta le misure della prossima manovra che da ieri circola in bozza per vedere l’effetto che fa. 
Niente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In mezzo alla penosa manfrina dal sapore mussoliniano delle donne che devono essere madri per partorire per la Patria si innestano in direzione opposta le misure della prossima manovra che da ieri circola in bozza per vedere l’effetto che fa. <br /> Niente più iva al 5% sui prodotti dell’infanzia e sugli assorbenti. a bozza della manovra prevede infatti che latte in polvere e preparazioni per l’alimentazione dei bimbi, così come assorbenti, tamponi e coppette mestruali, passino tra i prodotti soggetti all’Iva al 10%. Che quindi viene raddoppiata nel giro di un anno. Giorgia Meloni ha provato a diluire la questione dicendo che semplicemente non hanno “confermato il taglio dell’Iva”. Il risultato non cambia: i prodotti che riguardano le donne e l’infanzia costeranno sensibilmente di più alla faccia della “riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti e servizi per l’infanzia” che era scritta nero su bianco nel programma elettorale della coalizione di centrodestra.<br /> Tornano così gli “assorbenti più costosi di Europa” che ravveno convinto il governo Draghi a intervenire per riequilibrare una delle tante discriminazioni verso le donne. “Si tratta di una brutta notizia per un Paese  - ha detto ieri a presidente di Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) Anna Rea - in cui la natalità è un grave problema per il futuro. In un quadro economico per le famiglie già disastrato dal caro vita, crescere i figli costa: solo per l’acquisto dei pannolini, le famiglie spendono mediamente in un anno 726 euro l’anno a figlio; per gli alimenti per bambini si sono registrati nel corso del 2023 aumenti del 15,2%”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tajani è diventato un pericoloso amico di Hamas?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tajani-e-diventato-un-pericoloso-amico-di-hamas--57356447</link><description><![CDATA[Ta Se Antonio Tajani non si chiamasse Tajani, se non fosse l’attuale ministro agli Esteri di questo governo e se non fosse il leader di uno dei partiti di maggioranza probabilmente sarebbe sulle quasi ogni giorno sulle prime pagine dei giornali di destra, quelli dichiarati e quelli travestiti. Sarebbe sicuramente additato come “amico di Hamas”, come “nemico di Israele” e magari gli darebbero la direzione artistica di un teatro solo per il gusto di potergliela togliere. <br /> Ieri Tajani mentre si trovava in Lussemburgo ha ricordato che "Israele ha il diritto di difendersi ma in modo proporzionato, senza colpire indiscriminatamente la popolazione civile a Gaza”, "Abbiamo detto a Israele - ha spiegato Tajani - di reagire colpendo le sedi di Hamas, evitando di colpire la popolazione civile che non ha alcuna responsabilità, così come ci siamo preoccupati anche dei palestinesi cristiani, ho sentito più volte il cardinale Pizzaballa, e stiamo lavorando proprio perché da parte israeliana non ci sia un'azione che possa colpire la popolazione civile che non hanno alcuna responsabilità”, ha detto il ministro degli Esteri arrivando al Consiglio Ue Affari esteri a Lussemburgo. Poi ha aggiunto: “bisogna sempre far sì che le notizie siano fondate, per evitare anche di dare adito alle popolazioni arabe di reagire in maniera ferma e dura contro Israele. Quando le notizie non sono vere bisogna far sì che non ci sia un'enfatizzazione di falsità”. È lo stesso ministro che in questi giorni chiede di non soffiare sul fuoco di un pericolo di attentati che non ha riscontri. <br /> A questo punto una domanda è d’obbligo: Tajani è diventato un pericoloso comunista con inclinazioni terroristiche oppure quegli altri si sono ridicolmente spostati?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57356447</guid><pubDate>Tue, 24 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57356447/imported_00cb2c04_4d9b_4fd6_b029_31470da928b7.mp3" length="2035043" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ta Se Antonio Tajani non si chiamasse Tajani, se non fosse l’attuale ministro agli Esteri di questo governo e se non fosse il leader di uno dei partiti di maggioranza probabilmente sarebbe sulle quasi ogni giorno sulle prime pagine dei giornali di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ta Se Antonio Tajani non si chiamasse Tajani, se non fosse l’attuale ministro agli Esteri di questo governo e se non fosse il leader di uno dei partiti di maggioranza probabilmente sarebbe sulle quasi ogni giorno sulle prime pagine dei giornali di destra, quelli dichiarati e quelli travestiti. Sarebbe sicuramente additato come “amico di Hamas”, come “nemico di Israele” e magari gli darebbero la direzione artistica di un teatro solo per il gusto di potergliela togliere. <br /> Ieri Tajani mentre si trovava in Lussemburgo ha ricordato che "Israele ha il diritto di difendersi ma in modo proporzionato, senza colpire indiscriminatamente la popolazione civile a Gaza”, "Abbiamo detto a Israele - ha spiegato Tajani - di reagire colpendo le sedi di Hamas, evitando di colpire la popolazione civile che non ha alcuna responsabilità, così come ci siamo preoccupati anche dei palestinesi cristiani, ho sentito più volte il cardinale Pizzaballa, e stiamo lavorando proprio perché da parte israeliana non ci sia un'azione che possa colpire la popolazione civile che non hanno alcuna responsabilità”, ha detto il ministro degli Esteri arrivando al Consiglio Ue Affari esteri a Lussemburgo. Poi ha aggiunto: “bisogna sempre far sì che le notizie siano fondate, per evitare anche di dare adito alle popolazioni arabe di reagire in maniera ferma e dura contro Israele. Quando le notizie non sono vere bisogna far sì che non ci sia un'enfatizzazione di falsità”. È lo stesso ministro che in questi giorni chiede di non soffiare sul fuoco di un pericolo di attentati che non ha riscontri. <br /> A questo punto una domanda è d’obbligo: Tajani è diventato un pericoloso comunista con inclinazioni terroristiche oppure quegli altri si sono ridicolmente spostati?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ora manca solo qualche anonimo che passi il video in cui Salvini brinda con i magistrati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ora-manca-solo-qualche-anonimo-che-passi-il-video-in-cui-salvini-brinda-con-i-magistrati--57349446</link><description><![CDATA[Quelli che pretestuosamente da settimane parlano di conflitto tra poteri per abbattere la giudice Iolanda Apostolico che a Catania ha giudicato illegittimo (come altri suoi colleghi) il decreto Cutro ieri hanno scritto un comunicato stampa per ringraziare pubblicamente una corrente della magistratura. <br /> La Lega guidata da Matteo Salvini ieri ha preso carta e penna per congratularsi con Magistratura indipendente, la componente delle toghe riferibile alla destra, per non avere votato il documento dell’Associazione nazionale magistrati che ha espresso solidarietà a Apostolico dopo gli attacchi ricevuti da membri del governo accusato di voler “intimorire ogni giudice che dovesse assumere un’interpretazione non gradita o allineata ad un certo indirizzo politico“. La magistrata catanese era stata attaccata frontalmente anche dalla diffusione di un video pubblicato dal ministro alle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini. In quel filmato Apostolico è presente a una manifestazione di protesta contro lo stesso Salvini - allora ministro all’Interno - per la sua gestione di migranti a bordo della nave Diciotti. <br /> A poche ore dal voto dell’Anm la Lega ritiene “doveroso ringraziare Magistratura indipendente per la saggezza e l’equilibrio a commento del documento dell’Anm che esaspera la contrapposizione istituzionale. Una posizione, quella di Mi, che certamente è condivisa dai giudici che non operano in base a pregiudizi o ideologia e che hanno provato imbarazzo per i colleghi che invece ignorano valori come sobrietà, autocritica, responsabilità“. <br /> Ora manca solo qualche anonimo che passi il video in cui Salvini brinda con i magistrati. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57349446</guid><pubDate>Mon, 23 Oct 2023 03:15:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57349446/imported_66118575_db9e_4e5d_b005_1068cb01c583.mp3" length="1679777" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quelli che pretestuosamente da settimane parlano di conflitto tra poteri per abbattere la giudice Iolanda Apostolico che a Catania ha giudicato illegittimo (come altri suoi colleghi) il decreto Cutro ieri hanno scritto un comunicato stampa per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quelli che pretestuosamente da settimane parlano di conflitto tra poteri per abbattere la giudice Iolanda Apostolico che a Catania ha giudicato illegittimo (come altri suoi colleghi) il decreto Cutro ieri hanno scritto un comunicato stampa per ringraziare pubblicamente una corrente della magistratura. <br /> La Lega guidata da Matteo Salvini ieri ha preso carta e penna per congratularsi con Magistratura indipendente, la componente delle toghe riferibile alla destra, per non avere votato il documento dell’Associazione nazionale magistrati che ha espresso solidarietà a Apostolico dopo gli attacchi ricevuti da membri del governo accusato di voler “intimorire ogni giudice che dovesse assumere un’interpretazione non gradita o allineata ad un certo indirizzo politico“. La magistrata catanese era stata attaccata frontalmente anche dalla diffusione di un video pubblicato dal ministro alle Infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini. In quel filmato Apostolico è presente a una manifestazione di protesta contro lo stesso Salvini - allora ministro all’Interno - per la sua gestione di migranti a bordo della nave Diciotti. <br /> A poche ore dal voto dell’Anm la Lega ritiene “doveroso ringraziare Magistratura indipendente per la saggezza e l’equilibrio a commento del documento dell’Anm che esaspera la contrapposizione istituzionale. Una posizione, quella di Mi, che certamente è condivisa dai giudici che non operano in base a pregiudizi o ideologia e che hanno provato imbarazzo per i colleghi che invece ignorano valori come sobrietà, autocritica, responsabilità“. <br /> Ora manca solo qualche anonimo che passi il video in cui Salvini brinda con i magistrati. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non c’è dubbio, Giambruno è l’uomo “tradizionale” che sarebbe ora di dismettere. Ma è un perno dell’opposizione.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-c-e-dubbio-giambruno-e-l-uomo-tradizionale-che-sarebbe-ora-di-dismettere-ma-e-un-perno-dell-opposizione--57309600</link><description><![CDATA[Potrebbe sorgere il dubbio che il giornalista Andrea Giambruno, compagno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia un gente infiltrato dell’opposizione. Di sicuro ogni volta che le sue gesta diventano pubbliche riesce a scalfire un po’ l’autorevolezza che Meloni con tanta fatica si sforza di simulare.<br /> L’ultimo video che impazza è stranoto: in un fuori onda durante le riprese della sua trasmissione Diario del giorno su Rete 4 il giornalista riesce a condensare una sfilza di figure barbine. In mezzo a una sequela di parolacce il giornalista dà sfoggio del suo ciuffo con vanità adolescenziale da tiktoker: “ma non mi rompessero il ca** con il ciuffo, ho 42 anni e ce li ho i capelli, qua dentro sono tutti pelati, non mi rompessero i cog**ioni”, dice Giambruno evidentemente divertito dal suo bullismo ostentato. Nel frattempo cammina avanti indietro per lo studio, alternando passi da sciantosa con i capelli al vento e ravanate sui genitali come da decalogo del perfetto macho. Poi il tono cambia avvicinandosi alla sua collega che definisce “acculturata” (mica colta, non sia mai) con cui gigioneggia a metà tra l'uomo “lupo” (sua definizione) e l’esperto di moda. Così il siparietto di incaglia sul blu “estoril” che secondo Giambruno sarebbe meglio del blu “Cina”. Non è un caso che l’estoril sia una tonalità da carrozzeria. Infine non poteva mancare il pat pat sulla testa della collega, visibilmente imbarazzata dal corteggiamento sbruffone. <br /> Giambruno è la reincarnazione del maschilismo berlusconiano e di molti uomini molesti nei luoghi di lavoro: un capolavoro di uomo fanfarone.<br /> Non c’è dubbio, Giambruno è l’uomo “tradizionale” che sarebbe ora di dismettere. Ma è un perno dell’opposizione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57309600</guid><pubDate>Fri, 20 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57309600/imported_13ea8ed8_9a0c_45f9_8711_e0a679319285.mp3" length="1920104" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Potrebbe sorgere il dubbio che il giornalista Andrea Giambruno, compagno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia un gente infiltrato dell’opposizione. Di sicuro ogni volta che le sue gesta diventano pubbliche riesce a scalfire un po’...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Potrebbe sorgere il dubbio che il giornalista Andrea Giambruno, compagno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia un gente infiltrato dell’opposizione. Di sicuro ogni volta che le sue gesta diventano pubbliche riesce a scalfire un po’ l’autorevolezza che Meloni con tanta fatica si sforza di simulare.<br /> L’ultimo video che impazza è stranoto: in un fuori onda durante le riprese della sua trasmissione Diario del giorno su Rete 4 il giornalista riesce a condensare una sfilza di figure barbine. In mezzo a una sequela di parolacce il giornalista dà sfoggio del suo ciuffo con vanità adolescenziale da tiktoker: “ma non mi rompessero il ca** con il ciuffo, ho 42 anni e ce li ho i capelli, qua dentro sono tutti pelati, non mi rompessero i cog**ioni”, dice Giambruno evidentemente divertito dal suo bullismo ostentato. Nel frattempo cammina avanti indietro per lo studio, alternando passi da sciantosa con i capelli al vento e ravanate sui genitali come da decalogo del perfetto macho. Poi il tono cambia avvicinandosi alla sua collega che definisce “acculturata” (mica colta, non sia mai) con cui gigioneggia a metà tra l'uomo “lupo” (sua definizione) e l’esperto di moda. Così il siparietto di incaglia sul blu “estoril” che secondo Giambruno sarebbe meglio del blu “Cina”. Non è un caso che l’estoril sia una tonalità da carrozzeria. Infine non poteva mancare il pat pat sulla testa della collega, visibilmente imbarazzata dal corteggiamento sbruffone. <br /> Giambruno è la reincarnazione del maschilismo berlusconiano e di molti uomini molesti nei luoghi di lavoro: un capolavoro di uomo fanfarone.<br /> Non c’è dubbio, Giambruno è l’uomo “tradizionale” che sarebbe ora di dismettere. Ma è un perno dell’opposizione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giuliano Amato come Moni Ovadia.  Ma le reazioni no.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giuliano-amato-come-moni-ovadia-ma-le-reazioni-no--57293895</link><description><![CDATA["I coloni che hanno occupato terre che erano dei palestinesi e i governi israeliani che hanno consentito tutto questo hanno creato una tale clima di scontento che Hamas ha la maggioranza. Devo essere io d’accordo con questi governi perché ritengo sacra la causa di Israele? Perbacco, no! Questi governi si stanno adoperando per far fuori la Corte suprema che è l’organismo che garantisce che la maggioranza non esorbiti dai suoi confini. Decine di migliaia di israeliani sono andati in strada contro questo governo”: sono le parole pronunciate  alla trasmissione “Di martedì” dall’ex presidente del Consiglio e ex presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato. Nella sua intervista Amato ha anche (ovviamente) condannato Hamas augurandosi che “venga fermato”.<br /> Sono parole pressoché identiche a quelle pronunciate da Moni Ovadia che invece è stato bollato come “amico dei terroristi” come in questi giorni accade a decine di intellettuali, giornalisti e politici. Molti di loro chiariscono fin da subito di condannare le azioni terroristiche di Hamas ma di non poter tacere sulla politica colonialista di Israele. Niente, non basta. Moni Ovadia si è ritrovato bombardato da questa nuova sinistra alleanza della destra ex fascista a braccetto con sostenitori cechi delle politiche israeliane. <br /> C’è una differenza sostanziale: se lo dice Giuliano Amato non parla nessuno. Tutti muti. La vigliaccheria sta nello strumentalizzare una vicenda tragica e dolorosissima per attaccare gli avversari. A proposito, sentite qua: “ebbene io affermo ancora una volta che i palestinesi hanno il diritto sacrosanto ad una Patria e ad una terra come l'hanno avuta gli ebrei e gli israeliti, e quindi a portare la pace in quella zona”. Lo disse Sandro Pertini. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57293895</guid><pubDate>Thu, 19 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57293895/imported_2bdff3a5_b871_4449_85f9_2af18b25ab00.mp3" length="1801822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>"I coloni che hanno occupato terre che erano dei palestinesi e i governi israeliani che hanno consentito tutto questo hanno creato una tale clima di scontento che Hamas ha la maggioranza. 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Nella sua intervista Amato ha anche (ovviamente) condannato Hamas augurandosi che “venga fermato”.<br /> Sono parole pressoché identiche a quelle pronunciate da Moni Ovadia che invece è stato bollato come “amico dei terroristi” come in questi giorni accade a decine di intellettuali, giornalisti e politici. Molti di loro chiariscono fin da subito di condannare le azioni terroristiche di Hamas ma di non poter tacere sulla politica colonialista di Israele. Niente, non basta. Moni Ovadia si è ritrovato bombardato da questa nuova sinistra alleanza della destra ex fascista a braccetto con sostenitori cechi delle politiche israeliane. <br /> C’è una differenza sostanziale: se lo dice Giuliano Amato non parla nessuno. Tutti muti. La vigliaccheria sta nello strumentalizzare una vicenda tragica e dolorosissima per attaccare gli avversari. A proposito, sentite qua: “ebbene io affermo ancora una volta che i palestinesi hanno il diritto sacrosanto ad una Patria e ad una terra come l'hanno avuta gli ebrei e gli israeliti, e quindi a portare la pace in quella zona”. Lo disse Sandro Pertini. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Rispettate il Parlamento!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rispettate-il-parlamento--57274791</link><description><![CDATA[Il senso della democrazia e del Parlamento di Giorgia Meloni si è evidentemente involuto da quando si è accampata a Palazzo Chigi. Le vibranti proteste mentre era all’opposizione si riferivano a comportamenti che ora mantiene senza battere ciglio. Così dopo essersi alzata di tutta fretta per non rispondere ai giornalisti sulla prossima Legge di Bilancio, lasciando la comunicazione a qualche cartolina esultante da pubblicare sui social, la presidente del Consiglio ha deciso di blindare la manovra in Parlamento senza la possibilità di presentare nessun emendamento, nemmeno della sua maggioranza. <br /> Gli alleati di Lega e Forza Italia hanno accettato il loro ruolo di parlamentari ridotti alla liturgia dell’unico pulsante in nome della “compattezza” che da quelle parti è il sinonimo di “mantenimento del potere”. Così Meloni potrà presentarsi sorridente con la finanziaria in tasca alla festa dicembrina del suo partito ad Atreju. L’opposizione da canto suo promette “battaglia” ma è difficile immaginare di opporsi se il Parlamento viene usato come semplice ceralacca delle scelte del governo. <br /> Siamo messi così, con le raccomandazioni del Presidente della Repubblica che valgono come una letterina a Babbo Natale e con il prossimo Decreto Milleproroghe di gennaio che verrà riempito di prebenda per i deputati e i senatori della maggioranza che hanno accettato di “fare i bravi”. <br /> In mezzo ci sarebbe il rispetto della Costituzione e del ruolo del Parlamento che avrebbe dovuto essere “sovrano” ma a certi giornalisti di quest’epoca interessa non dare dispiacere al re. Non si sa mai che prima o poi un regalino spunti anche per loro, oltre che per gli oppositori che non si oppongono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57274791</guid><pubDate>Wed, 18 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57274791/imported_e301f347_c9d5_4334_8aa6_675375082f00.mp3" length="1864097" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il senso della democrazia e del Parlamento di Giorgia Meloni si è evidentemente involuto da quando si è accampata a Palazzo Chigi. Le vibranti proteste mentre era all’opposizione si riferivano a comportamenti che ora mantiene senza battere ciglio....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il senso della democrazia e del Parlamento di Giorgia Meloni si è evidentemente involuto da quando si è accampata a Palazzo Chigi. Le vibranti proteste mentre era all’opposizione si riferivano a comportamenti che ora mantiene senza battere ciglio. Così dopo essersi alzata di tutta fretta per non rispondere ai giornalisti sulla prossima Legge di Bilancio, lasciando la comunicazione a qualche cartolina esultante da pubblicare sui social, la presidente del Consiglio ha deciso di blindare la manovra in Parlamento senza la possibilità di presentare nessun emendamento, nemmeno della sua maggioranza. <br /> Gli alleati di Lega e Forza Italia hanno accettato il loro ruolo di parlamentari ridotti alla liturgia dell’unico pulsante in nome della “compattezza” che da quelle parti è il sinonimo di “mantenimento del potere”. Così Meloni potrà presentarsi sorridente con la finanziaria in tasca alla festa dicembrina del suo partito ad Atreju. L’opposizione da canto suo promette “battaglia” ma è difficile immaginare di opporsi se il Parlamento viene usato come semplice ceralacca delle scelte del governo. <br /> Siamo messi così, con le raccomandazioni del Presidente della Repubblica che valgono come una letterina a Babbo Natale e con il prossimo Decreto Milleproroghe di gennaio che verrà riempito di prebenda per i deputati e i senatori della maggioranza che hanno accettato di “fare i bravi”. <br /> In mezzo ci sarebbe il rispetto della Costituzione e del ruolo del Parlamento che avrebbe dovuto essere “sovrano” ma a certi giornalisti di quest’epoca interessa non dare dispiacere al re. Non si sa mai che prima o poi un regalino spunti anche per loro, oltre che per gli oppositori che non si oppongono. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per difendere Israele hanno cacciato Moni Ovadia dal Teatro Comunale Abbado di Ferrara</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-difendere-israele-hanno-cacciato-moni-ovadia-dal-teatro-comunale-abbado-di-ferrara--57255687</link><description><![CDATA[Per difendere Israele hanno cacciato Moni Ovadia dal Teatro Comunale Abbado di Ferrara. Se vi era apparsa assurda l’idea di accusare di antisemitismo colui che ha reso popolare la cultura ebraica sui palcoscenici italiani oggi potete stare tranquilli: è andata a finire perfino peggio. Monia Ovadia ha annunciato che venerdì presenterà le sue dimissioni poiché non gode più della fiducia del consiglio comunale cittadino e del consiglio di amministrazione del teatro. Un reato che aveva reso ancora più grande, attirando pubblico e finanziatori. Ma nella foga politica italiana non è bastato. <br /> Il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni - quelli che vorrebbero una via Almirante in ogni città, ha scatenato il putiferio per le posizioni critiche dell’attore nei confronti della politica israeliana (che loro confondono con Israele). Inutile dire che la critica sempre argomentata dell’artista sia da anni un atto d’amore per la storia e per la terra di Israele. A questi non interessa, forse non hanno nemmeno il vocabolario per comprendere qualsiasi cosa che vada al di là della propaganda spiccia sulla pelle delle vittime delle guerre. <br /> Nella sua intervista al Corriere della Sera Ovadia dice: “per citare Simone de Beauvoir, io accetto la grande avventura di essere me stesso”. E aggiunge: “spero che questo mio piccolissimo gesto serva a mettere in avviso cittadini italiani: quando attacchi le opinioni inizi a prefigurare la tirannia”. In difesa di Ovadia non sono arrivate le altisonanti voci di quelli che difendono il diritto di opinione. “Registro anche che l’Italia è il paese con il più alto tasso di vigliaccheria che si possa concepire”, dice Ovadia. Difficile dargli torto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57255687</guid><pubDate>Tue, 17 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57255687/imported_36b740b1_5de9_4d13_80ad_0d9a47a8cd91.mp3" length="1935569" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per difendere Israele hanno cacciato Moni Ovadia dal Teatro Comunale Abbado di Ferrara. 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Ma nella foga politica italiana non è bastato. <br /> Il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni - quelli che vorrebbero una via Almirante in ogni città, ha scatenato il putiferio per le posizioni critiche dell’attore nei confronti della politica israeliana (che loro confondono con Israele). Inutile dire che la critica sempre argomentata dell’artista sia da anni un atto d’amore per la storia e per la terra di Israele. A questi non interessa, forse non hanno nemmeno il vocabolario per comprendere qualsiasi cosa che vada al di là della propaganda spiccia sulla pelle delle vittime delle guerre. <br /> Nella sua intervista al Corriere della Sera Ovadia dice: “per citare Simone de Beauvoir, io accetto la grande avventura di essere me stesso”. E aggiunge: “spero che questo mio piccolissimo gesto serva a mettere in avviso cittadini italiani: quando attacchi le opinioni inizi a prefigurare la tirannia”. In difesa di Ovadia non sono arrivate le altisonanti voci di quelli che difendono il diritto di opinione. “Registro anche che l’Italia è il paese con il più alto tasso di vigliaccheria che si possa concepire”, dice Ovadia. Difficile dargli torto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gino Strada conviene ripeterlo, anche se non sta bene a molti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gino-strada-conviene-ripeterlo-anche-se-non-sta-bene-a-molti--57240797</link><description><![CDATA[Sembra non esserci spazio da nessuna parte per il pensiero che fu ne nostro Paese di Primo Mazzolari, sacerdote che dovette sfuggire dai nazisti e dalla Chiesa di Pio XII prima di essere accolto da Papa Roncalli. Non siamo più nemmeno il Paese di Aldo Capitini, intellettuale e filosofo liberale, laico, perugino, organizzatore della prima marcia della Pace tra Perugia e Assisi che portò per primo in Italia la figura di Gandhi. Siamo stati la terra di Danilo Dolci, processato per sovversivismo e difeso da Piero Calamandrei con un’arringa che andrebbe riletta oggi, mentre l’accusa di sovversivismo vergognosamente sopravvive nelle penne di qualche opinionista, di qualche politico e di qualche editorialista. Siamo stati il Paese di Lucio Lombardo Radice, matematico, regista, militante del Pci, partigiano, che portò il partito a marciare per la pace.<br /> Ieri il segretario della Difesa USA ha detto che "Hamas non è il popolo palestinese" e che "non pensa che il popolo dovrebbe pagarne il prezzo”. Sui nostri giornali (quelli che sputano sondaggi in cui appoggiare la Palestina significa appoggiare i terroristi) finirebbe per essere considerato un “amico di Hamas”, aggiunto alle liste di proscrizione. <br /> Il popolo palestinese non è Hamas come (per fortuna) gli israeliani non sono Netanyahu e il popolo russo non è Putin (a differenza del passato di alcuni leader di partito) e gli ucraini non sono Zelensky. Chi confonde un popolo con il suo governo dandolo in pasto ai suoi errori e alle sue atrocità è un sobillatore. Gino Strada diceva di essere “contro la guerra perché la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire” perché “ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi”. Conviene ripeterlo, anche se non sta bene a molti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57240797</guid><pubDate>Mon, 16 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57240797/imported_4e83b929_851a_4717_9472_8cc987b536ee.mp3" length="2106932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sembra non esserci spazio da nessuna parte per il pensiero che fu ne nostro Paese di Primo Mazzolari, sacerdote che dovette sfuggire dai nazisti e dalla Chiesa di Pio XII prima di essere accolto da Papa Roncalli. Non siamo più nemmeno il Paese di Aldo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sembra non esserci spazio da nessuna parte per il pensiero che fu ne nostro Paese di Primo Mazzolari, sacerdote che dovette sfuggire dai nazisti e dalla Chiesa di Pio XII prima di essere accolto da Papa Roncalli. Non siamo più nemmeno il Paese di Aldo Capitini, intellettuale e filosofo liberale, laico, perugino, organizzatore della prima marcia della Pace tra Perugia e Assisi che portò per primo in Italia la figura di Gandhi. Siamo stati la terra di Danilo Dolci, processato per sovversivismo e difeso da Piero Calamandrei con un’arringa che andrebbe riletta oggi, mentre l’accusa di sovversivismo vergognosamente sopravvive nelle penne di qualche opinionista, di qualche politico e di qualche editorialista. Siamo stati il Paese di Lucio Lombardo Radice, matematico, regista, militante del Pci, partigiano, che portò il partito a marciare per la pace.<br /> Ieri il segretario della Difesa USA ha detto che "Hamas non è il popolo palestinese" e che "non pensa che il popolo dovrebbe pagarne il prezzo”. Sui nostri giornali (quelli che sputano sondaggi in cui appoggiare la Palestina significa appoggiare i terroristi) finirebbe per essere considerato un “amico di Hamas”, aggiunto alle liste di proscrizione. <br /> Il popolo palestinese non è Hamas come (per fortuna) gli israeliani non sono Netanyahu e il popolo russo non è Putin (a differenza del passato di alcuni leader di partito) e gli ucraini non sono Zelensky. Chi confonde un popolo con il suo governo dandolo in pasto ai suoi errori e alle sue atrocità è un sobillatore. Gino Strada diceva di essere “contro la guerra perché la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire” perché “ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi”. Conviene ripeterlo, anche se non sta bene a molti. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il congresso omeopatico di Italia Viva</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-congresso-omeopatico-di-italia-viva--57218662</link><description><![CDATA[Tira una brutta aria a Italia Viva in previsione del prossimo congresso. Anzi, a ben vedere sulla natura di Italia Viva pesano i giudizi di Ettore Rosato, ex coordinatore nazionale del partito di Renzi, e Elena Bonetti, ex ministra per le pari opportunità e la famiglia nei governi Conte II e Draghi. Entrambi da giorni si lamentano perché hanno scoperto che Matto Renzi è uno che pensa solo a se stesso e ha uno stuolo di profili sui social che vivono solo per delegittimare i nemici.<br /> Ma Italia Viva è anche alle porte del suo primo congresso nazionale. Candidati? L’attuale presidente Matteo Renzi è al momento l’unico candidato per la guida del partito. La lista dei candidati a livello locale è stata pubblicata l’11 ottobre dopo che la Commissione nazionale per il congresso di Italia Viva ha verificato la validità delle candidature per la presidenza dei coordinamenti territoriali del partito. I coordinamenti territoriali rappresentano le sezioni locali di Italia Viva e coordinano l’attività sul territorio degli iscritti, dei simpatizzanti e dei comitati. I comitati sono un altro organo di Italia Viva e sono creati dagli iscritti sulla base di singoli temi. In base alle verifiche di Pagella Politica, i coordinamenti regionali, provinciali e comunali di Italia Viva chiamati al voto domenica per eleggere il loro presidente sono 143, per un totale di 182 candidati. In 109 coordinamenti territoriali, circa il 77 per cento, c’è solo un candidato alla carica di presidente. In altri 29 coordinamenti ci sono due candidati, mentre cinque coordinamenti avranno tre candidati. <br /> Un partito che è il barboncino del suo proprietario. Stupisce? Ma va.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57218662</guid><pubDate>Fri, 13 Oct 2023 04:19:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57218662/imported_8989d64f_c541_484f_ac93_afe5f88d1f4c.mp3" length="1920522" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Tira una brutta aria a Italia Viva in previsione del prossimo congresso. 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La lista dei candidati a livello locale è stata pubblicata l’11 ottobre dopo che la Commissione nazionale per il congresso di Italia Viva ha verificato la validità delle candidature per la presidenza dei coordinamenti territoriali del partito. I coordinamenti territoriali rappresentano le sezioni locali di Italia Viva e coordinano l’attività sul territorio degli iscritti, dei simpatizzanti e dei comitati. I comitati sono un altro organo di Italia Viva e sono creati dagli iscritti sulla base di singoli temi. In base alle verifiche di Pagella Politica, i coordinamenti regionali, provinciali e comunali di Italia Viva chiamati al voto domenica per eleggere il loro presidente sono 143, per un totale di 182 candidati. In 109 coordinamenti territoriali, circa il 77 per cento, c’è solo un candidato alla carica di presidente. In altri 29 coordinamenti ci sono due candidati, mentre cinque coordinamenti avranno tre candidati. <br /> Un partito che è il barboncino del suo proprietario. Stupisce? Ma va.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I moralisti immorali su Hamas</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-moralisti-immorali-su-hamas--57200532</link><description><![CDATA[Ci vuole il fisico per fingere ogni volta di essere dalla parte giusta senza togliere le scarpe dal lato sbagliato. Mentre infiamma la guerra in Medio Oriente il Governo italiano sembra avere scoperto solo da poche ore che il nuovo nemico pubblico (utile per non parlare e far parlare della disastrata politica interna) è Hamas. L’attacco dell’organizzazione politica e paramilitare palestinese islamista, sunnita e fondamentalista di estrema destra svela l’ipocrisia dell’Occidente che sventola diritti umani e poi li seppellisce sotto il denaro. <br /> Non importano i terroristi di Hamas quando c’erano da intascare i soldi e le relazioni per organizzare i Mondiali di calcio in Qatar. L’Italia aveva spedito 380 militari per la sicurezza del Campionato del mondo. Costo dell’operazione “Orice”: 10 milioni di euro. Oggi fa sorridere che l’Italia concorresse alla sicurezza di un Paese che spende 30 milioni di dollari al mese per Hamas e che è sempre stato supporter dei terroristi, come i jihadisti, come i talebani. <br /> Grande giubilo dalla presidente Giorgia Meloni e soci quando l’Algeria avrebbe dovuto salvarci “dalla dipendenza dal gas russo”. L’Algeria oggi è dalla parte di Hamas. A dire la verità lo era anche quando esultavano tutti ma allora il “chiodo schiaccia chiodo” bastava. <br /> Soddisfazione anche per i campionati europei di calcio che l’Italia organizzerà a braccetto con la Turchia di Erdogan. Solo che Erdogan è alleato di Putin, quindi della Siria e quindi di Hamas. Ops, se ne sono accorti solo ora. <br /> E bin Salman? Le squadre italiane finaliste di Coppa Italia non vogliono ovviamente volare dagli “amici dei terroristi” in Arabia Saudita. La FIGC risponde: manderemo altri. La coppa dei moralisti immorali tanto l’abbiamo già vinta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57200532</guid><pubDate>Thu, 12 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57200532/imported_c456f473_0160_4cdd_a313_41a3c5566d43.mp3" length="1941420" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci vuole il fisico per fingere ogni volta di essere dalla parte giusta senza togliere le scarpe dal lato sbagliato. 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Oggi fa sorridere che l’Italia concorresse alla sicurezza di un Paese che spende 30 milioni di dollari al mese per Hamas e che è sempre stato supporter dei terroristi, come i jihadisti, come i talebani. <br /> Grande giubilo dalla presidente Giorgia Meloni e soci quando l’Algeria avrebbe dovuto salvarci “dalla dipendenza dal gas russo”. L’Algeria oggi è dalla parte di Hamas. A dire la verità lo era anche quando esultavano tutti ma allora il “chiodo schiaccia chiodo” bastava. <br /> Soddisfazione anche per i campionati europei di calcio che l’Italia organizzerà a braccetto con la Turchia di Erdogan. Solo che Erdogan è alleato di Putin, quindi della Siria e quindi di Hamas. Ops, se ne sono accorti solo ora. <br /> E bin Salman? Le squadre italiane finaliste di Coppa Italia non vogliono ovviamente volare dagli “amici dei terroristi” in Arabia Saudita. La FIGC risponde: manderemo altri. La coppa dei moralisti immorali tanto l’abbiamo già vinta. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I complotti della magistratura secondo la Lega</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-complotti-della-magistratura-secondo-la-lega--57184342</link><description><![CDATA[In Liguria c’è questa brutta storia di un’indagine che riguarda festini in cui abbondano escort e cocaina. Tra le carte compare anche il nome del vicepresidente della giunta regionale della Liguria Alessandro Piana come uno dei beneficiari delle prestazioni sessuali. L’inchiesta della Procura di Genova si concentra sui festini organizzati da due personaggi, l’architetto Alessandro Cristilli e l’imprenditore e albergatore Christian Rosolani, arrestati dopo un provvedimento del giudice per le indagini preliminari Riccardo Ghio. Gli organizzatori pagavano le escort ai loro ospiti. Secondo gli inquirenti sarebbe stato Cristilli a pagare le prestazioni sessuali all’interno di appartamenti esclusivi. <br /> Il vicepresidente Piana, che non è indagato e che non risulta tra i consumatori di droga, nega di essere “mai andato con prostitute“, dice di non conoscere “il contesto, né queste persone” e assicura di voler chiarire quanto prima. A fare un certo effetto è però la nota della Lega: “quando si dice il caso. Nei giorni in cui viene ribadita con forza l'esigenza di riformare la giustizia anche alla luce dei gravi fatti di Catania, da Genova scivola la notizia di un'indagine che dà in pasto all'opinione pubblica il nome di una persona, nemmeno indagata, che viene identificata nel vicepresidente della Lega della Regione Liguria”, scrivono dal Carroccio. In sostanza credono (e vorrebbero farci credere) che l’indagine ligure sia collegata ai loro scomposti attacchi alla giudice Apostolico di Catania. Anzi, peggio: secondo loro la magistratura per fermare le riforme sulla Giustizia avrebbe deciso di non indagare un vicepresidente di una giunta regionale. Alla faccia del complotto, eh?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57184342</guid><pubDate>Wed, 11 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57184342/imported_349e7362_798f_4c09_acf3_7dfab4a4b265.mp3" length="1733276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Liguria c’è questa brutta storia di un’indagine che riguarda festini in cui abbondano escort e cocaina. Tra le carte compare anche il nome del vicepresidente della giunta regionale della Liguria Alessandro Piana come uno dei beneficiari delle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Liguria c’è questa brutta storia di un’indagine che riguarda festini in cui abbondano escort e cocaina. Tra le carte compare anche il nome del vicepresidente della giunta regionale della Liguria Alessandro Piana come uno dei beneficiari delle prestazioni sessuali. L’inchiesta della Procura di Genova si concentra sui festini organizzati da due personaggi, l’architetto Alessandro Cristilli e l’imprenditore e albergatore Christian Rosolani, arrestati dopo un provvedimento del giudice per le indagini preliminari Riccardo Ghio. Gli organizzatori pagavano le escort ai loro ospiti. Secondo gli inquirenti sarebbe stato Cristilli a pagare le prestazioni sessuali all’interno di appartamenti esclusivi. <br /> Il vicepresidente Piana, che non è indagato e che non risulta tra i consumatori di droga, nega di essere “mai andato con prostitute“, dice di non conoscere “il contesto, né queste persone” e assicura di voler chiarire quanto prima. A fare un certo effetto è però la nota della Lega: “quando si dice il caso. Nei giorni in cui viene ribadita con forza l'esigenza di riformare la giustizia anche alla luce dei gravi fatti di Catania, da Genova scivola la notizia di un'indagine che dà in pasto all'opinione pubblica il nome di una persona, nemmeno indagata, che viene identificata nel vicepresidente della Lega della Regione Liguria”, scrivono dal Carroccio. In sostanza credono (e vorrebbero farci credere) che l’indagine ligure sia collegata ai loro scomposti attacchi alla giudice Apostolico di Catania. Anzi, peggio: secondo loro la magistratura per fermare le riforme sulla Giustizia avrebbe deciso di non indagare un vicepresidente di una giunta regionale. Alla faccia del complotto, eh?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Italia ultima in Europa per il benessere psicologico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/italia-ultima-in-europa-per-il-benessere-psicologico--57168126</link><description><![CDATA[In occasione della Giornata mondiale della salute mentale di oggi Unicef ci ricorda che a livello globale oltre 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni vive con un problema di salute mentale diagnosticato. La maggior parte delle 800.000 persone che muoiono ogni anno per suicidio sono giovani e il suicidio è la quarta causa principale di morte tra i giovani fra i 15 e i 19 anni. Quasi 46.000 adolescenti muoiono a causa di suicidio ogni anno - più di uno ogni 11 minuti.<br /> Nel 2022/23 l'Unicef Italia insieme all'Unità operativa semplice (Uos) di Psicologia clinica, in accordo con la direzione generale della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli, ha realizzato il progetto #WITHYOU - La psicologia con te" per far fronte all'aumento dei disagi psichici fra gli adolescenti. Il progetto, durato un anno, ha coinvolto 1.571 giovani e 1.942 genitori, per un totale di 3.513 persone che hanno avuto accesso diretto a servizi di sostegno e 35.130 beneficiari indiretti. Dai risultati del progetto è emerso che il 39% della popolazione presa in carico avverte e soffre di una sintomatologia affettiva ansioso-depressiva che potrebbe sfociare in una definitiva psicopatologia; dai dati preliminari di efficacia terapeutica si evince tuttavia che alcuni disordini possono cambiare traiettoria.<br /> Il nostro Paese risulta ultimo in Europa per il benessere psicologico: ansia e depressione colpiscono il 20% della popolazione, soprattutto nell’adolescenza. Nonostante questo quadro, parlare di salute mentale è ancora un tabù ed eliminare lo stigma sociale appare difficile. Nel mazzo delle finte priorità create per distrarre forse sarebbe il caso di fermarsi su questo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57168126</guid><pubDate>Tue, 10 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57168126/imported_0e42ae6f_a70c_4aa0_98c0_68d464f518a8.mp3" length="1989067" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In occasione della Giornata mondiale della salute mentale di oggi Unicef ci ricorda che a livello globale oltre 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni vive con un problema di salute mentale diagnosticato. 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Il progetto, durato un anno, ha coinvolto 1.571 giovani e 1.942 genitori, per un totale di 3.513 persone che hanno avuto accesso diretto a servizi di sostegno e 35.130 beneficiari indiretti. Dai risultati del progetto è emerso che il 39% della popolazione presa in carico avverte e soffre di una sintomatologia affettiva ansioso-depressiva che potrebbe sfociare in una definitiva psicopatologia; dai dati preliminari di efficacia terapeutica si evince tuttavia che alcuni disordini possono cambiare traiettoria.<br /> Il nostro Paese risulta ultimo in Europa per il benessere psicologico: ansia e depressione colpiscono il 20% della popolazione, soprattutto nell’adolescenza. Nonostante questo quadro, parlare di salute mentale è ancora un tabù ed eliminare lo stigma sociale appare difficile. Nel mazzo delle finte priorità create per distrarre forse sarebbe il caso di fermarsi su questo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Iganzio Benito Maria La Russa si autointervista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/iganzio-benito-maria-la-russa-si-autointervista--57154484</link><description><![CDATA[Il presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa sul solco della presidente del Consiglio Giorgia Meloni inventa un nuovo genere: l’autointervista. Accade perché la trasmissione Report decide di fare quello che dovrebbe fare il giornalismo: indagare, raccontare ricordare. Così il giornalista Giorgio Mottola decide di andare a Patterò, città d’origine dei La Russa che con soli 45mila abitanti si è aggiudicata il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, un parlamentare e un consigliere del Csm. Report indaga sulle origini del potere e della ricchezza della famiglia La Russa. E in particolare sullo strettissimo legame con un controverso finanziere paternese, Michelangelo Virgillito, che dal nulla aveva costruito un impero finanziario che sarebbe scaturito grazie al patrimonio di ebrei costretti ad abbandonare il paese per le leggi razziali. Ad amministrare questo patrimonio chiamerà, nel dopoguerra, Antonino La Russa che rimarrà anche dopo gli anni Settanta, quando si scoprirà che la galassia delle società messe in piedi da Virgillito erano state finanziate dal banchiere della mafia Michele Sindona.<br /> Che fa La Russa? Non risponde ai giornalisti ma, come racconta Report, “dopo le cassette inviate ai tg da #Berlusconi e le dirette Facebook di politici monologanti, il presidente del Senato invece di sedersi davanti alle nostre telecamere, risponde alle nostre domande, lette dal suo addetto stampa, senza concederci il contraddittorio”. <br /> In un Paese normale questa mattina bisognerebbe discutere nel merito delle informazioni trovate dalla trasmissione Report. Non accadrà. Intanto, vedrete, qualcuno dalle parti della maggioranza di governo penserà che nemmeno spostare la trasmissione d’inchiesta alla domenica, annacquata dal calcio, è bastato. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57154484</guid><pubDate>Mon, 09 Oct 2023 02:00:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57154484/imported_ca203136_5e32_4000_b501_fb103d901d60.mp3" length="1958556" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa sul solco della presidente del Consiglio Giorgia Meloni inventa un nuovo genere: l’autointervista. Accade perché la trasmissione Report decide di fare quello che dovrebbe fare il giornalismo:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa sul solco della presidente del Consiglio Giorgia Meloni inventa un nuovo genere: l’autointervista. Accade perché la trasmissione Report decide di fare quello che dovrebbe fare il giornalismo: indagare, raccontare ricordare. Così il giornalista Giorgio Mottola decide di andare a Patterò, città d’origine dei La Russa che con soli 45mila abitanti si è aggiudicata il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, un parlamentare e un consigliere del Csm. Report indaga sulle origini del potere e della ricchezza della famiglia La Russa. E in particolare sullo strettissimo legame con un controverso finanziere paternese, Michelangelo Virgillito, che dal nulla aveva costruito un impero finanziario che sarebbe scaturito grazie al patrimonio di ebrei costretti ad abbandonare il paese per le leggi razziali. Ad amministrare questo patrimonio chiamerà, nel dopoguerra, Antonino La Russa che rimarrà anche dopo gli anni Settanta, quando si scoprirà che la galassia delle società messe in piedi da Virgillito erano state finanziate dal banchiere della mafia Michele Sindona.<br /> Che fa La Russa? Non risponde ai giornalisti ma, come racconta Report, “dopo le cassette inviate ai tg da #Berlusconi e le dirette Facebook di politici monologanti, il presidente del Senato invece di sedersi davanti alle nostre telecamere, risponde alle nostre domande, lette dal suo addetto stampa, senza concederci il contraddittorio”. <br /> In un Paese normale questa mattina bisognerebbe discutere nel merito delle informazioni trovate dalla trasmissione Report. Non accadrà. Intanto, vedrete, qualcuno dalle parti della maggioranza di governo penserà che nemmeno spostare la trasmissione d’inchiesta alla domenica, annacquata dal calcio, è bastato. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgia "la migliore di sempre": firmato Abdullah Qamar</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgia-la-migliore-di-sempre-firmato-abdullah-qamar--57089619</link><description><![CDATA[Marco Zonetti, sempre curioso e vigile, ha notato che sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “vanta una marea sconfinata di follower indiani, bengalesi, indonesiani, mediorientali, ma anche sudamericani e in generale extracomunitari. Una quantità di seguaci stranieri tale da surclassare quasi quelli italiani”.<br />A differenza di quello che potrebbe pensare qualche elettore ottimista siffatta platea non appare essere frutto di una enorme riconoscibilità internazionale di Meloni (che anche ieri ripeteva di “non essere isolata in Europa”): sono in molti, come scrive Zonetti, a trovare un filino sospetta - sulle pagine social dell'inquilina di Palazzo Chigi - la massiccia presenza di profili stranieri, molti dei quali con pochissimi o addirittura zero follower, e perlopiù blindati o visibilmente fake. "Tanto che molto spesso - spiega Zonetti - sotto i post della presidente del Consiglio, al profluvio di messaggi di utenti extracomunitari, si alternano quelli ironici dei commentatori italiani che sospettano si tratti di bot. Ovvero di profili social ai quali corrisponde un nome, una foto profilo, spesso perfino una mini biografia, ma che di fatto sono fittizi e manovrati da software e programmi che li fanno interagire con gli utenti reali”.<br />I “bot” indiani o bengalesi sono profili finti che servono alla presidente del Consiglio per rendere popolare qualsiasi dichiarazione. Si trova per esempio tale Abdullah Qamar che lascia qualche commento in inglese, per poi sentenziare in perfetto italiano: "Giorgia, sei la miglior premier di sempre!”. Qualcuno sospetta che sia Giambruno in incognito, altri temono che in Bangladesh le notizie arrivino parecchio distorte. Come piacerebbe a Giorgia. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57089619</guid><pubDate>Fri, 06 Oct 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57089619/imported_b7e4f186_d942_44a6_9632_cf11798ed25b.mp3" length="1951451" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Marco Zonetti, sempre curioso e vigile, ha notato che sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “vanta una marea sconfinata di follower indiani, bengalesi, indonesiani, mediorientali, ma anche sudamericani e in generale extracomunitari....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Marco Zonetti, sempre curioso e vigile, ha notato che sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “vanta una marea sconfinata di follower indiani, bengalesi, indonesiani, mediorientali, ma anche sudamericani e in generale extracomunitari. Una quantità di seguaci stranieri tale da surclassare quasi quelli italiani”.<br />A differenza di quello che potrebbe pensare qualche elettore ottimista siffatta platea non appare essere frutto di una enorme riconoscibilità internazionale di Meloni (che anche ieri ripeteva di “non essere isolata in Europa”): sono in molti, come scrive Zonetti, a trovare un filino sospetta - sulle pagine social dell'inquilina di Palazzo Chigi - la massiccia presenza di profili stranieri, molti dei quali con pochissimi o addirittura zero follower, e perlopiù blindati o visibilmente fake. "Tanto che molto spesso - spiega Zonetti - sotto i post della presidente del Consiglio, al profluvio di messaggi di utenti extracomunitari, si alternano quelli ironici dei commentatori italiani che sospettano si tratti di bot. Ovvero di profili social ai quali corrisponde un nome, una foto profilo, spesso perfino una mini biografia, ma che di fatto sono fittizi e manovrati da software e programmi che li fanno interagire con gli utenti reali”.<br />I “bot” indiani o bengalesi sono profili finti che servono alla presidente del Consiglio per rendere popolare qualsiasi dichiarazione. Si trova per esempio tale Abdullah Qamar che lascia qualche commento in inglese, per poi sentenziare in perfetto italiano: "Giorgia, sei la miglior premier di sempre!”. Qualcuno sospetta che sia Giambruno in incognito, altri temono che in Bangladesh le notizie arrivino parecchio distorte. Come piacerebbe a Giorgia. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La preoccupazione di Salvini nel giorno dei 21 morti a Mestre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-preoccupazione-di-salvini-nel-giorno-dei-21-morti-a-mestre--57059924</link><description><![CDATA[Nel giorno in cui tutta l’Italia segue con apprensione la tragedia accaduta a Mestre, con l’incidente di un pullman che ha provocato 21 morti e 18 feriti, il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini ha altro di cui occuparsi. Più delle pessime condizioni del guard rail a disturbare il leader leghista è un “mi piace” messo su Facebook dalla giudice Iolanda Apostolico, colei che rispettando la legge ha smontato in men che non si dica il cosiddetto “Decreto migranti” licenziato dal governo. Riprendendo un articolo del sito affaritaliani.it in cui si legge che la giudice avrebbe apprezzato un post del marito con considerazioni non benevole nei suoi confronti Matteo Salvini scrive sui suoi social: “Domando a voi: ma è normale che un magistrato di Catania metta “mi piace” a post - del marito - che insultano il sottoscritto quando ero ministro dell’Interno, e poi decida di smentire i decreti del governo in materia di immigrazione?”.<br /> Gli rispondiamo prontamente. Sì, è normale che un magistrato abbia delle legittime idee politiche. È normale che nel privato disistimi questo o quel leader politico al di fuori dell’esercizio della propria funzione. Un po’ meno normale è questa abitudine tutta italiana di frugare nei “mi piace” sui Facebook e nel privato dei magistrati per infangarli nelle loro funzioni. Ancora meno normale è un ministro che si occupa del proprio ego nel giorno di una tragedia che riguarda le competenze del suo ministero.<br /> Dalle parti del governo sono fatti così. Per loro è “libertà di espressione” un generale che sputa odio contro stranieri e gay ma è un peccato mortale un giudice che liberamente li disistimi. Torni a lavorare, ministro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57059924</guid><pubDate>Thu, 05 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57059924/imported_7b6d7ed1_8ee5_4b34_8803_abd59edc93bf.mp3" length="2154579" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel giorno in cui tutta l’Italia segue con apprensione la tragedia accaduta a Mestre, con l’incidente di un pullman che ha provocato 21 morti e 18 feriti, il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini ha altro di cui occuparsi. 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Riprendendo un articolo del sito affaritaliani.it in cui si legge che la giudice avrebbe apprezzato un post del marito con considerazioni non benevole nei suoi confronti Matteo Salvini scrive sui suoi social: “Domando a voi: ma è normale che un magistrato di Catania metta “mi piace” a post - del marito - che insultano il sottoscritto quando ero ministro dell’Interno, e poi decida di smentire i decreti del governo in materia di immigrazione?”.<br /> Gli rispondiamo prontamente. Sì, è normale che un magistrato abbia delle legittime idee politiche. È normale che nel privato disistimi questo o quel leader politico al di fuori dell’esercizio della propria funzione. Un po’ meno normale è questa abitudine tutta italiana di frugare nei “mi piace” sui Facebook e nel privato dei magistrati per infangarli nelle loro funzioni. Ancora meno normale è un ministro che si occupa del proprio ego nel giorno di una tragedia che riguarda le competenze del suo ministero.<br /> Dalle parti del governo sono fatti così. Per loro è “libertà di espressione” un generale che sputa odio contro stranieri e gay ma è un peccato mortale un giudice che liberamente li disistimi. Torni a lavorare, ministro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La commissione sui diritti umani? Troppo impegnati a difendere le pesche</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-commissione-sui-diritti-umani-troppo-impegnati-a-difendere-le-pesche--57048837</link><description><![CDATA[La vicenda l’ha ricostruita Lorenzo Sangermano su Repubblica: al Senato c’è una commissione sui diritti umani che in nove mesi non è mai stata convocata, che non ha un presidente e i cui membri non sanno di farne parte.<br /> Istituita per la prima volta nel 2001 la Commissione avrebbe molto di cui occuparsi: dal processo per gli assassini di Giulio Regeni, dai diritti dei migranti e le violazioni nei Cpr in territorio italiano fino agli italiani arrestati all’estero come Khaled El-Qaisi passando per i rapporti del nostro Paese con altri Stati(come la Libia, l’Arabia Saudita e la Tunisia) la violazione dei diritti umani è un tema che interseca molta attività del governo. Però dopo la mozione che ha dato atto della formazione della commissione non ci sono più notizie. A giugno di quest’anno i partiti avrebbero dovuto mettersi d’accordo su chi dovesse esserne il presidente ma evidentemente quella posizione è considerata di poco interesse oppure troppo scomoda.<br /> Il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi lo chiede senza troppi giri di parole: “Così per dire: la Commissione Diritti Umani del Senato, che nasce sulla carta lo scorso gennaio, non si è ancora MAI riunita. I suoi componenti sono stati indicati, ci sono. Cosa stiamo aspettando?”, ha scritto. Occuparsi dei cittadini vittime di violenza e di sopraffazione dovrebbe essere una delle priorità di un governo, ancor di più di un governo retto da coloro che vorrebbero sembrare “forti”. <br /> Dal governo Meloni però non arriva nessuna risposta. I diritti umani per loro sono qualcosa da usare in qualche post sui social per aumentare i like o l’indignazione. O forse sono troppo impegnati a difendere le pesche. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57048837</guid><pubDate>Wed, 04 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57048837/imported_9f884a94_6660_47b0_ad52_4edc9c560486.mp3" length="2078511" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La vicenda l’ha ricostruita Lorenzo Sangermano su Repubblica: al Senato c’è una commissione sui diritti umani che in nove mesi non è mai stata convocata, che non ha un presidente e i cui membri non sanno di farne parte.
Istituita per la prima volta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La vicenda l’ha ricostruita Lorenzo Sangermano su Repubblica: al Senato c’è una commissione sui diritti umani che in nove mesi non è mai stata convocata, che non ha un presidente e i cui membri non sanno di farne parte.<br /> Istituita per la prima volta nel 2001 la Commissione avrebbe molto di cui occuparsi: dal processo per gli assassini di Giulio Regeni, dai diritti dei migranti e le violazioni nei Cpr in territorio italiano fino agli italiani arrestati all’estero come Khaled El-Qaisi passando per i rapporti del nostro Paese con altri Stati(come la Libia, l’Arabia Saudita e la Tunisia) la violazione dei diritti umani è un tema che interseca molta attività del governo. Però dopo la mozione che ha dato atto della formazione della commissione non ci sono più notizie. A giugno di quest’anno i partiti avrebbero dovuto mettersi d’accordo su chi dovesse esserne il presidente ma evidentemente quella posizione è considerata di poco interesse oppure troppo scomoda.<br /> Il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi lo chiede senza troppi giri di parole: “Così per dire: la Commissione Diritti Umani del Senato, che nasce sulla carta lo scorso gennaio, non si è ancora MAI riunita. I suoi componenti sono stati indicati, ci sono. Cosa stiamo aspettando?”, ha scritto. Occuparsi dei cittadini vittime di violenza e di sopraffazione dovrebbe essere una delle priorità di un governo, ancor di più di un governo retto da coloro che vorrebbero sembrare “forti”. <br /> Dal governo Meloni però non arriva nessuna risposta. I diritti umani per loro sono qualcosa da usare in qualche post sui social per aumentare i like o l’indignazione. O forse sono troppo impegnati a difendere le pesche. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il retropassaggio xenofobo, anche nel calcio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-retropassaggio-xenofobo-anche-nel-calcio--57032761</link><description><![CDATA[Cantava Francesco De Gregori che “non è mica da questi piccoli particolari che si giudica un calciatore” ma il decreto che abroga il cosiddetto “ius soli sportivo” che dal 2016 permetteva ai minori stranieri residenti in Italia, almeno dal loro decimo anno d’età, di potersi tesserare nelle società sportive con le stesse procedure previste per i loro coetanei italiani dice molto di chi governa. <br /> Finora un minorenne poteva tesserarsi alla federazione di un Paese non suo rispettando alcune condizioni, come un trasferimento dettato da motivi umanitari o per seguire un programma di scambio studentesco o dopo avere vissuto per almeno cinque anni nel Paese in cui desidera essere tesserato. Ora ai ragazzi viene richiesta una documentazione aggiuntiva e le pratiche non sono più gestite dal comitato regionale ma da una commissione minori della Figc, istituita a Roma, allungando enormemente i tempi di risposta e le autorizzazioni che ne consentono l’iscrizione al campionato. <br /> A Reggio Emilia, nel quartiere Santa Croce, la progetto Aurora, ha ritirato la propria squadra dal campionato dilettanti non potendo iscrivere i suoi 8 ragazzi extracomunitari. “Avevamo inviato i tesseramenti dei nostri otto atleti dieci giorni fa – spiega a Il Resto del Carlino il presidente del Progetto Aurora, Gianni Salsi – come da vecchia normativa, alla federazione regionale. Ma poi ci hanno detto che per effetti della nuova legge dovevamo mandarli a Roma. Così ci hanno bocciato i tesseramenti per i quali ora ci vorranno mesi prima di recuperare la documentazione utile e prima che venga dato il nullaosta dalla Figc”. Qualcuno minimizza spiegando che è “solo un problema di burocrazia”. Il risultato comunque è raggiunto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57032761</guid><pubDate>Tue, 03 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57032761/imported_0cb15389_c477_43be_93cd_2c259eedd220.mp3" length="2038386" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Cantava Francesco De Gregori che “non è mica da questi piccoli particolari che si giudica un calciatore” ma il decreto che abroga il cosiddetto “ius soli sportivo” che dal 2016 permetteva ai minori stranieri residenti in Italia, almeno dal loro decimo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cantava Francesco De Gregori che “non è mica da questi piccoli particolari che si giudica un calciatore” ma il decreto che abroga il cosiddetto “ius soli sportivo” che dal 2016 permetteva ai minori stranieri residenti in Italia, almeno dal loro decimo anno d’età, di potersi tesserare nelle società sportive con le stesse procedure previste per i loro coetanei italiani dice molto di chi governa. <br /> Finora un minorenne poteva tesserarsi alla federazione di un Paese non suo rispettando alcune condizioni, come un trasferimento dettato da motivi umanitari o per seguire un programma di scambio studentesco o dopo avere vissuto per almeno cinque anni nel Paese in cui desidera essere tesserato. Ora ai ragazzi viene richiesta una documentazione aggiuntiva e le pratiche non sono più gestite dal comitato regionale ma da una commissione minori della Figc, istituita a Roma, allungando enormemente i tempi di risposta e le autorizzazioni che ne consentono l’iscrizione al campionato. <br /> A Reggio Emilia, nel quartiere Santa Croce, la progetto Aurora, ha ritirato la propria squadra dal campionato dilettanti non potendo iscrivere i suoi 8 ragazzi extracomunitari. “Avevamo inviato i tesseramenti dei nostri otto atleti dieci giorni fa – spiega a Il Resto del Carlino il presidente del Progetto Aurora, Gianni Salsi – come da vecchia normativa, alla federazione regionale. Ma poi ci hanno detto che per effetti della nuova legge dovevamo mandarli a Roma. Così ci hanno bocciato i tesseramenti per i quali ora ci vorranno mesi prima di recuperare la documentazione utile e prima che venga dato il nullaosta dalla Figc”. Qualcuno minimizza spiegando che è “solo un problema di burocrazia”. 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Siamo alle solite: oltre che pericolosi sono anche incapaci e sono ancora più pericolosi proprio perché incapaci. Che il decreto migranti fosse illegittimo l’hanno scritto tutti coloro che si occupano di leggi. Non è questione di disumanità (componente comunque spaventosamente presente in questo governo) ma si tratta soprattutto di una ricerca della soluzione semplice che serve a scaldare gli intestini dei propri elettori senza nessuna base giuridica.<br /> Il decreto migranti salutato con gioia e soddisfazione da Meloni, Salvini, Piantedosi e compagnia cantante è illegittimo in più parti e per questo motivo il tribunale di Catania ha accolto il ricorso di un cittadino tunisino sbarcato a metà settembre a Lampedusa – nei giorni di boom di arrivi – e poi portato al centro di Pozzallo. Non è l’unico caso: in totale il giudice non ha convalidato il provvedimento di trattenimento per quattro migranti del centro in provincia di Ragusa. Quel decreto illegittimo alla luce del diritto comunitario e della Costituzione italiana. Come scrive Asgi “trattenere chi chiede protezione senza effettuare una valutazione su base individuale e chiedendo una garanzia economica come alternativa alla detenzione è illegittimo”.<br /> Non si tratta di “toghe rosse” come scrivono alcuni giornalacci: i giudici fanno rispettare le leggi. Ai giudici non è consentito vaneggiare per accontentare gli istinti più bassi. A questo punto resta da chiedersi quanto possa valere un governo incapace di scrivere leggi che rispettino le norme e la Costituzione. Questo è il punto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/57017995</guid><pubDate>Mon, 02 Oct 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/57017995/imported_e8454e5c_08cb_4f08_8b1b_2b323b75032e.mp3" length="2011637" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni volta si stupiscono - o fingono di stupirsi - che non si possa scrivere una legge che permetta di non rispettare le leggi. Siamo alle solite: oltre che pericolosi sono anche incapaci e sono ancora più pericolosi proprio perché incapaci. Che il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni volta si stupiscono - o fingono di stupirsi - che non si possa scrivere una legge che permetta di non rispettare le leggi. Siamo alle solite: oltre che pericolosi sono anche incapaci e sono ancora più pericolosi proprio perché incapaci. Che il decreto migranti fosse illegittimo l’hanno scritto tutti coloro che si occupano di leggi. Non è questione di disumanità (componente comunque spaventosamente presente in questo governo) ma si tratta soprattutto di una ricerca della soluzione semplice che serve a scaldare gli intestini dei propri elettori senza nessuna base giuridica.<br /> Il decreto migranti salutato con gioia e soddisfazione da Meloni, Salvini, Piantedosi e compagnia cantante è illegittimo in più parti e per questo motivo il tribunale di Catania ha accolto il ricorso di un cittadino tunisino sbarcato a metà settembre a Lampedusa – nei giorni di boom di arrivi – e poi portato al centro di Pozzallo. Non è l’unico caso: in totale il giudice non ha convalidato il provvedimento di trattenimento per quattro migranti del centro in provincia di Ragusa. Quel decreto illegittimo alla luce del diritto comunitario e della Costituzione italiana. Come scrive Asgi “trattenere chi chiede protezione senza effettuare una valutazione su base individuale e chiedendo una garanzia economica come alternativa alla detenzione è illegittimo”.<br /> Non si tratta di “toghe rosse” come scrivono alcuni giornalacci: i giudici fanno rispettare le leggi. Ai giudici non è consentito vaneggiare per accontentare gli istinti più bassi. A questo punto resta da chiedersi quanto possa valere un governo incapace di scrivere leggi che rispettino le norme e la Costituzione. Questo è il punto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bimbo Salvini che gioca a fare il ponte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bimbo-salvini-che-gioca-a-fare-il-ponte--56981894</link><description><![CDATA[Come capita a chi ha il terrore di avere idee troppo labili per diventare memoria il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini ha deciso che il Ponte sullo Stretto debba essere l’eredità da lasciare agli italiani. Che l’opera gli interessi per una mera soddisfazione personale lo dimostra la sfilza di dichiarazioni dei tempi passati in cui il leader della Lega lo definiva un’opera inutile, costosa e perfino dannosa.<br /> Nel ruolo della mamma che limita il bimbo cattivo c’è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che due giorni fa ha fatto sapere all’alleato del governo che no, i soldi per il gioco del Ponte non ci sono. Anzi, a ben vedere, di soldi non ce ne sono nemmeno per stilare una Legge di Bilancio degna di questo nome. <br /> "Governare vuol dire fare delle scelte e darsi priorità. Il nostro scopo non deve essere quello di inseguire il consenso, ma di raggiungere risultati concreti”, ha detto durante il Consiglio dei ministri. La traduzione è fin troppo semplice: caro Matteo smetti di cincischiare e impara a diventare un ometto.<br /> Ieri Salvini di tutta risposta ha deciso di adottare la tattica del mulo. Finge di non capire, strizza gli occhi sperando che la realtà intorno svanisca come un brutto sogno. “Sul finanziamento all'opera non sono sereno, di più, sono assolutamente soddisfatto di quello che abbiamo pianificato”, ha detto Salvini ieri a Milano, garantendo che i cantieri si apriranno nell’estate del 2024 (la stagione dei parchi dei divertimenti) e che nel 2032 ci saranno i primi treni. “Io sono convinto che gli italiani 10 anni di tempo ce li daranno”, ha detto Salvini, sicuro di essere ancora ministro per allora. E qualcuno gli avrà detto accarezzandolo “sì certo Matteo, certo, ma adesso fai il bravo”<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56981894</guid><pubDate>Fri, 29 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56981894/imported_7d4ef9ee_bb62_48d0_9524_528637264d62.mp3" length="2170462" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come capita a chi ha il terrore di avere idee troppo labili per diventare memoria il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini ha deciso che il Ponte sullo Stretto debba essere l’eredità da lasciare agli italiani. Che l’opera gli interessi per una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come capita a chi ha il terrore di avere idee troppo labili per diventare memoria il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini ha deciso che il Ponte sullo Stretto debba essere l’eredità da lasciare agli italiani. Che l’opera gli interessi per una mera soddisfazione personale lo dimostra la sfilza di dichiarazioni dei tempi passati in cui il leader della Lega lo definiva un’opera inutile, costosa e perfino dannosa.<br /> Nel ruolo della mamma che limita il bimbo cattivo c’è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che due giorni fa ha fatto sapere all’alleato del governo che no, i soldi per il gioco del Ponte non ci sono. Anzi, a ben vedere, di soldi non ce ne sono nemmeno per stilare una Legge di Bilancio degna di questo nome. <br /> "Governare vuol dire fare delle scelte e darsi priorità. Il nostro scopo non deve essere quello di inseguire il consenso, ma di raggiungere risultati concreti”, ha detto durante il Consiglio dei ministri. La traduzione è fin troppo semplice: caro Matteo smetti di cincischiare e impara a diventare un ometto.<br /> Ieri Salvini di tutta risposta ha deciso di adottare la tattica del mulo. Finge di non capire, strizza gli occhi sperando che la realtà intorno svanisca come un brutto sogno. “Sul finanziamento all'opera non sono sereno, di più, sono assolutamente soddisfatto di quello che abbiamo pianificato”, ha detto Salvini ieri a Milano, garantendo che i cantieri si apriranno nell’estate del 2024 (la stagione dei parchi dei divertimenti) e che nel 2032 ci saranno i primi treni. “Io sono convinto che gli italiani 10 anni di tempo ce li daranno”, ha detto Salvini, sicuro di essere ancora ministro per allora. E qualcuno gli avrà detto accarezzandolo “sì certo Matteo, certo, ma adesso fai il bravo”<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Santanché si lamenta: fate troppe poche vacanze</title><link>https://www.spreaker.com/episode/santanche-si-lamenta-fate-troppe-poche-vacanze--56964620</link><description><![CDATA[Allergica alle interviste come la sua presidente del Consiglio Giorgia Meloni la ministra al Turismo Daniela Santanchè ha scritto una lettera al quotidiano Libero per spiegarci che “chi viaggia esce dal suo ambiente per andare verso un altro, ed è qui che avviene l'incontro tra le culture, tradizioni e stili di vita differenti, che genera un patrimonio di ricchezza, immateriale ed economico, che contribuisce alla crescita di una Nazione. Il valore del turismo, - dice la ministra - quale motore culturale e acceleratore economico, è alla base del lavoro che governo e ministero, stanno facendo per portare il comparto a essere la prima industria italiana e traino del Pil”.<br /> Il problema secondo ministra che ha promesso di portare “l’azienda Italia” ai vertici mondiali del turismo è che gli italiani vanno in vacanza troppo poco. “Dobbiamo emanciparci dal sonettò di stagionalità”, dice la ministra Santanchè, inorridita dal fatto che questi bifolchi degli italiani visitino il mare per qualche settimana d’estate e solo alcuni di loro anche la montagna d’inverno. Deve esserle sfuggita - come spesso le accade - la realtà dei cittadini che dovrebbe governare: a mancare agli italiani non sono i soldi per le vacanza ma molto più prosaicamente i soldi per arrivare a fine mese, più che per arrivare in una località turistica. Se avesse trovato il tempo di leggere i dati avrebbe scoperto - immaginiamo con grande stupore - che oggi in Italia sono le spese per mangiare, per scaldarsi e per riempire il serbatoio della propria auto a impedire “l’incontro tra culture” degli italiani. <br /> Di una cosa siamo sicuri: per la ministra qualsiasi eventuale fallimento sarà, come sempre, colpa dei cittadini. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56964620</guid><pubDate>Thu, 28 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56964620/imported_f55c954b_98f7_4bd1_8e81_93b4edc343b4.mp3" length="2067226" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Allergica alle interviste come la sua presidente del Consiglio Giorgia Meloni la ministra al Turismo Daniela Santanchè ha scritto una lettera al quotidiano Libero per spiegarci che “chi viaggia esce dal suo ambiente per andare verso un altro, ed è qui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Allergica alle interviste come la sua presidente del Consiglio Giorgia Meloni la ministra al Turismo Daniela Santanchè ha scritto una lettera al quotidiano Libero per spiegarci che “chi viaggia esce dal suo ambiente per andare verso un altro, ed è qui che avviene l'incontro tra le culture, tradizioni e stili di vita differenti, che genera un patrimonio di ricchezza, immateriale ed economico, che contribuisce alla crescita di una Nazione. Il valore del turismo, - dice la ministra - quale motore culturale e acceleratore economico, è alla base del lavoro che governo e ministero, stanno facendo per portare il comparto a essere la prima industria italiana e traino del Pil”.<br /> Il problema secondo ministra che ha promesso di portare “l’azienda Italia” ai vertici mondiali del turismo è che gli italiani vanno in vacanza troppo poco. “Dobbiamo emanciparci dal sonettò di stagionalità”, dice la ministra Santanchè, inorridita dal fatto che questi bifolchi degli italiani visitino il mare per qualche settimana d’estate e solo alcuni di loro anche la montagna d’inverno. Deve esserle sfuggita - come spesso le accade - la realtà dei cittadini che dovrebbe governare: a mancare agli italiani non sono i soldi per le vacanza ma molto più prosaicamente i soldi per arrivare a fine mese, più che per arrivare in una località turistica. Se avesse trovato il tempo di leggere i dati avrebbe scoperto - immaginiamo con grande stupore - che oggi in Italia sono le spese per mangiare, per scaldarsi e per riempire il serbatoio della propria auto a impedire “l’incontro tra culture” degli italiani. <br /> Di una cosa siamo sicuri: per la ministra qualsiasi eventuale fallimento sarà, come sempre, colpa dei cittadini. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il senso del dovere nella famiglia Berlusconi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-senso-del-dovere-nella-famiglia-berlusconi--56947655</link><description><![CDATA[Tra i molti privilegi di essere la vedova (per finta) del marito (per finta) Silvio Berlusconi c’è anche quello di potersi permettere un ricco lutto che nessun altro lavoratore potrebbe permettersi, richiamato al suo dovere dal suo capo. In questo caso, nel caso della parlamentare di Forza Italia Marta Fascina, i datori di lavoro sarebbero gli italiani, il che rende la questione ancora più delicata.<br /> Dopo avere accumulato il 74% di assenze nella scorsa legislatura, catapultata in un seggio sicuro in Campania, Marta Fascina non si vede in Parlamento dal giorno della morte del suo convivente Silvio Berlusconi, nonché proprietario di fatto di quel partito. Ieri a perdere la pazienza è stato il fratello di Silvio, Paolo Berlusconi, che durante un evento elettorale per le elezioni suppletive al Senato in cui corre il fedele amico Adriano Galliani, ha tuonato: “Basta con le lacrime, l’ho detto anche a Marta, che è inconsolabile, ma che deve trovare la forza di tornare in Parlamento perché è un suo diritto ma soprattutto un suo dovere“. <br /> Il messaggio “è smettere di piangere e dirci e dirvi che dobbiamo essere sereni e addirittura felici, perché abbiamo avuto la fortuna di conoscere” Silvio Berlusconi, “di amarlo e di viverlo”. Nel suo intervento Paolo Berlusconi definisce Galliani “un pezzo di Silvio“. E poi annuncia che il prossimo 29 settembre, giorno in cui l’ex premier avrebbe compiuto 87 anni, “in Regione Lombardia il governatore Attilio Fontana dedicherà la sala Belvedere a Silvio Berlusconi”.<br /> Il richiamo al dovere suona perfino sinistro. Per rispettare gli italiani, come dice Paolo Berlusconi, Marta Fascina dovrebbe spiegare agli italiani anche il motivo per cui dovrebbe essere utile lì, se ci pensate bene. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56947655</guid><pubDate>Wed, 27 Sep 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56947655/imported_2aa85cbc_48f8_4f8c_a5f6_11427fb51d18.mp3" length="2114873" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Tra i molti privilegi di essere la vedova (per finta) del marito (per finta) Silvio Berlusconi c’è anche quello di potersi permettere un ricco lutto che nessun altro lavoratore potrebbe permettersi, richiamato al suo dovere dal suo capo. 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Ieri a perdere la pazienza è stato il fratello di Silvio, Paolo Berlusconi, che durante un evento elettorale per le elezioni suppletive al Senato in cui corre il fedele amico Adriano Galliani, ha tuonato: “Basta con le lacrime, l’ho detto anche a Marta, che è inconsolabile, ma che deve trovare la forza di tornare in Parlamento perché è un suo diritto ma soprattutto un suo dovere“. <br /> Il messaggio “è smettere di piangere e dirci e dirvi che dobbiamo essere sereni e addirittura felici, perché abbiamo avuto la fortuna di conoscere” Silvio Berlusconi, “di amarlo e di viverlo”. Nel suo intervento Paolo Berlusconi definisce Galliani “un pezzo di Silvio“. E poi annuncia che il prossimo 29 settembre, giorno in cui l’ex premier avrebbe compiuto 87 anni, “in Regione Lombardia il governatore Attilio Fontana dedicherà la sala Belvedere a Silvio Berlusconi”.<br /> Il richiamo al dovere suona perfino sinistro. Per rispettare gli italiani, come dice Paolo Berlusconi, Marta Fascina dovrebbe spiegare agli italiani anche il motivo per cui dovrebbe essere utile lì, se ci pensate bene. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo dice l’Europa: sui femmincidi non si sta facendo abbastanza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-dice-l-europa-sui-femmincidi-non-si-sta-facendo-abbastanza--56926577</link><description><![CDATA[La piaga dei femminicidi in Italia, che ieri hanno raggiunto quota 84 dall’inizio dell’anno, continua a preoccupare il Consiglio d’Europa. Il Comitato dei ministri (organo decisionale del Consiglio d'Europa) sottolinea in particolare la «risposta inefficace e tardiva» delle autorità alle denuncia di violenza domestica subite dalle donne, che hanno più volte portato la Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) a condannare il nostro Paese.<br /> Il Consiglio d'Europa «nota con preoccupazione» che i dati forniti da Roma «mostrano una persistente alta percentuale di procedimenti per violenza domestica e sessuale archiviati nella fase delle indagini preliminari, un uso limitato degli ordini di protezione e un tasso significativo di violazione degli stessi».<br /> Pur riconoscendo i passi avanti compiuti dalle autorità italiane che «riflettono la loro continua determinazione a prevenire e combattere la violenza domestica e la discriminazione di genere», Strasburgo chiede di fornire entro il 30 marzo 2024 informazioni dettagliate sui procedimenti per violenza domestica e sessuale e gli ordini di protezione, comprese le violazioni a questi ultimi. Nonché indicazioni sulle «azioni concretamente intraprese e i progressi tangibili raggiunti» attraverso le misure supplementari previste dal piano nazionale per eradicare i pregiudizi e gli atteggiamenti che alimentano la violenza di genere e la discriminazione, che le autorità si sono impegnate ad attuare.<br /> Cosa significa questo? Che i femminicidi non sono un’invenzione delle femministe o di qualche partito politico. Non sono nemmeno un’emergenza inventata, al contrario di altre. Quei numeri dicono molto dello Stato in cui avvengono. Si attendono risposte. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56926577</guid><pubDate>Tue, 26 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56926577/imported_b78c19c0_bf95_4fe0_aad2_d583a341e905.mp3" length="1897952" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La piaga dei femminicidi in Italia, che ieri hanno raggiunto quota 84 dall’inizio dell’anno, continua a preoccupare il Consiglio d’Europa. 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Il Comitato dei ministri (organo decisionale del Consiglio d'Europa) sottolinea in particolare la «risposta inefficace e tardiva» delle autorità alle denuncia di violenza domestica subite dalle donne, che hanno più volte portato la Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) a condannare il nostro Paese.<br /> Il Consiglio d'Europa «nota con preoccupazione» che i dati forniti da Roma «mostrano una persistente alta percentuale di procedimenti per violenza domestica e sessuale archiviati nella fase delle indagini preliminari, un uso limitato degli ordini di protezione e un tasso significativo di violazione degli stessi».<br /> Pur riconoscendo i passi avanti compiuti dalle autorità italiane che «riflettono la loro continua determinazione a prevenire e combattere la violenza domestica e la discriminazione di genere», Strasburgo chiede di fornire entro il 30 marzo 2024 informazioni dettagliate sui procedimenti per violenza domestica e sessuale e gli ordini di protezione, comprese le violazioni a questi ultimi. Nonché indicazioni sulle «azioni concretamente intraprese e i progressi tangibili raggiunti» attraverso le misure supplementari previste dal piano nazionale per eradicare i pregiudizi e gli atteggiamenti che alimentano la violenza di genere e la discriminazione, che le autorità si sono impegnate ad attuare.<br /> Cosa significa questo? Che i femminicidi non sono un’invenzione delle femministe o di qualche partito politico. Non sono nemmeno un’emergenza inventata, al contrario di altre. Quei numeri dicono molto dello Stato in cui avvengono. Si attendono risposte. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scafismo di Stato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scafismo-di-stato--56915772</link><description><![CDATA[Poiché questo non è un Paese con il cuore duro come certa stampa e certa politica si ostinano a raccontare ha suscitato un indignato clamore l’idea di inserire un pizzo di 4938 euro come “cauzione” per il richiedente asilo che non vuole essere trattenuto in un Cpr, almeno fino all’esito dell’esame del suo ricorso contro il rigetto della domanda.<br /> L’hanno scritto all’interno di uno schifoso decreto che si ostinano a chiamare con il nome di una città in cui sanguinano ancora i corpi colpevolizzati da un ministro per il disturbo che hanno arrecato morendo. Quando si crede che non possano essere più disumani di così questa banda di sgherri che stanno al governo riescono a immaginarsi norme ancora più feroci.<br /> La scelta oltre che disumana è anche stupida - come tutte le cose disumane - perché dimostra di non sapere assolutamente nulla di ciò che si promettono di governare: dover dimostrare la sostenibilità dell’accoglienza da parte di chi dovrebbe essere accolto è un imbecillità smisurata. <br /> Ci sono poi alcune consonanze da sottolineare. Chiedere i soldi a un disperato perché possa pagarsi la speranza di salvezza è il modo dei trafficanti e degli scafisti. Richiedere il pagamento per ottenere un diritto è il modo tipico del racket mafioso. Valutare l’accoglienza di qualcuno in base ai soldi che ha in tasca è la modalità tipica degli sfruttatori. Presumere che qualcuno possa sopravvivere alle violenze e alle sevizie di quei viaggi con dei soldi in tasca è da coglioni.<br /> Tutte caratteristiche condensate in una sola norma, un capolavoro. Giorgia Meloni aveva promesso di stanare gli scafisti e alla fine c’è riuscita: gli scafisti sono loro, senza bisogno di andare per tutto l’orbe terracqueo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56915772</guid><pubDate>Mon, 25 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56915772/imported_beabeafc_50bb_4980_b632_1c77de0b94a7.mp3" length="2073495" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Poiché questo non è un Paese con il cuore duro come certa stampa e certa politica si ostinano a raccontare ha suscitato un indignato clamore l’idea di inserire un pizzo di 4938 euro come “cauzione” per il richiedente asilo che non vuole essere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Poiché questo non è un Paese con il cuore duro come certa stampa e certa politica si ostinano a raccontare ha suscitato un indignato clamore l’idea di inserire un pizzo di 4938 euro come “cauzione” per il richiedente asilo che non vuole essere trattenuto in un Cpr, almeno fino all’esito dell’esame del suo ricorso contro il rigetto della domanda.<br /> L’hanno scritto all’interno di uno schifoso decreto che si ostinano a chiamare con il nome di una città in cui sanguinano ancora i corpi colpevolizzati da un ministro per il disturbo che hanno arrecato morendo. Quando si crede che non possano essere più disumani di così questa banda di sgherri che stanno al governo riescono a immaginarsi norme ancora più feroci.<br /> La scelta oltre che disumana è anche stupida - come tutte le cose disumane - perché dimostra di non sapere assolutamente nulla di ciò che si promettono di governare: dover dimostrare la sostenibilità dell’accoglienza da parte di chi dovrebbe essere accolto è un imbecillità smisurata. <br /> Ci sono poi alcune consonanze da sottolineare. Chiedere i soldi a un disperato perché possa pagarsi la speranza di salvezza è il modo dei trafficanti e degli scafisti. Richiedere il pagamento per ottenere un diritto è il modo tipico del racket mafioso. Valutare l’accoglienza di qualcuno in base ai soldi che ha in tasca è la modalità tipica degli sfruttatori. Presumere che qualcuno possa sopravvivere alle violenze e alle sevizie di quei viaggi con dei soldi in tasca è da coglioni.<br /> Tutte caratteristiche condensate in una sola norma, un capolavoro. Giorgia Meloni aveva promesso di stanare gli scafisti e alla fine c’è riuscita: gli scafisti sono loro, senza bisogno di andare per tutto l’orbe terracqueo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il congresso di Italia Viva non esiste?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-congresso-di-italia-viva-non-esiste--56888178</link><description><![CDATA[Un mese fa il suo salto a destra a inizio agosto più che scalpore aveva provocato un mezzo terremoto in città, innescando lo scioglimento del Consiglio di quartiere 1 a Firenze (del quale era da anni presidente) e diversi malumori in Regione per un cambio di schieramento che complicava la vita alla maggioranza di centrosinistra. Adesso, però, con l'estate ormai ufficialmente alle spalle ci ha ripensato. Il consigliere regionale Maurizio Sguanci dopo appena un mese e mezzo lascia Forza Italia, dove era stato accolto da un messaggio pubblico di benvenuto del leader del partito, Antonio Tajani, per riapprodare nuovamente in Italia viva e, quindi, a tutti gli effetti nella maggioranza di centrosinistra a palazzo del Pegaso.<br /> Dice Sguanci di essersi convinto a ritornare nel partito di Matteo Renzi per “la convocazione della fase congressuale”. Il congresso, appunto. Il partito tenuto in mano dal senatore fiorentino e saudita ex presidente del Consiglio ha promesso di celebrare solennemente un congresso il prossimo 15 ottobre che, se ci pensate, è veramente tra pochissimo. Per ora il candidato unico è il padrone, nessuno osa contestare la linea tracciata dal senatore di Rignano.<br /> Sarebbe però interessante capire su cosa convergano Sguanci e tutti gli altri visto che della mozione congressuale di Renzi non c’è traccia da nessuna parte. Sul sito del partito non c’è nessuna sezione e nemmeno su Il Riformista, ciclostilato dei renziani, del congresso c’è traccia. Probabilmente ancora una volta la “convergenza di ideali” si risolve nell’appartenenza al padrone, com’è costume da quelle parti. Poco male: ognuno faccia come preferisce. Almeno evitateci, per favore, le lezioni di democrazia. Saluti vivi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56888178</guid><pubDate>Fri, 22 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56888178/imported_8394dce8_0d1b_4e5b_babd_30baa0bb0875.mp3" length="2006204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un mese fa il suo salto a destra a inizio agosto più che scalpore aveva provocato un mezzo terremoto in città, innescando lo scioglimento del Consiglio di quartiere 1 a Firenze (del quale era da anni presidente) e diversi malumori in Regione per un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un mese fa il suo salto a destra a inizio agosto più che scalpore aveva provocato un mezzo terremoto in città, innescando lo scioglimento del Consiglio di quartiere 1 a Firenze (del quale era da anni presidente) e diversi malumori in Regione per un cambio di schieramento che complicava la vita alla maggioranza di centrosinistra. Adesso, però, con l'estate ormai ufficialmente alle spalle ci ha ripensato. Il consigliere regionale Maurizio Sguanci dopo appena un mese e mezzo lascia Forza Italia, dove era stato accolto da un messaggio pubblico di benvenuto del leader del partito, Antonio Tajani, per riapprodare nuovamente in Italia viva e, quindi, a tutti gli effetti nella maggioranza di centrosinistra a palazzo del Pegaso.<br /> Dice Sguanci di essersi convinto a ritornare nel partito di Matteo Renzi per “la convocazione della fase congressuale”. Il congresso, appunto. Il partito tenuto in mano dal senatore fiorentino e saudita ex presidente del Consiglio ha promesso di celebrare solennemente un congresso il prossimo 15 ottobre che, se ci pensate, è veramente tra pochissimo. Per ora il candidato unico è il padrone, nessuno osa contestare la linea tracciata dal senatore di Rignano.<br /> Sarebbe però interessante capire su cosa convergano Sguanci e tutti gli altri visto che della mozione congressuale di Renzi non c’è traccia da nessuna parte. Sul sito del partito non c’è nessuna sezione e nemmeno su Il Riformista, ciclostilato dei renziani, del congresso c’è traccia. Probabilmente ancora una volta la “convergenza di ideali” si risolve nell’appartenenza al padrone, com’è costume da quelle parti. Poco male: ognuno faccia come preferisce. Almeno evitateci, per favore, le lezioni di democrazia. Saluti vivi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgia Meloni scende in guerra per difendere le statue</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgia-meloni-scende-in-guerra-per-difendere-le-statue--56871387</link><description><![CDATA[A raccontarlo non ci si crede. Nonostante si racconti oberata di impegni e in prima linea nella guerra immaginaria che il suo ministro Salvini sventola a tutti i giornali, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in viaggio a New York per partecipare alla sua prima Assemblea generale delle Nazioni Unite ha trovato un minuto per un irrinunciabile gesto politicamente simbolico: depositare una corona di fiori ai piedi della statua di Cristoforo Colombo. <br /> Si potrebbe pensare che abbia voluto omaggiare un Italiano famoso nel mondo ma non è così. Meloni è entrata in guerra - un’altra, l’ennesima - questa volta contro la “cancel culture”. La statua di Colombo infatti è finita in mezzo a un dibattito tutto americano che la stampa di destra nostrana ha usato come leva per aizzare il solito complottismo da due soldi dei “poteri forti” e dei “nuovi oppressori”. D’altra parte, sulla "caccia" alle statue, la leader di Fratelli d'Italia si è sempre scaldata. "L’odio cieco della sinistra è forgiato dall’ignoranza, la stessa che abbatte e decapita l’immagine di Cristoforo Colombo. Prepotenze degne dell’Isis che vogliono piegare la storia alla loro follia", scriveva su Twitter qualche hanno fa. <br /> Chissà cosa avranno pensato i leader politici del mondo nel vedere la fotografia della premier italiana impegnata in difesa di una statua mentre il Paese è al centro della discussione migratoria che coinvolge l’Europa, mentre la povertà sta cominciando a diventare protesta di piazza e mentre un guerra (vera)stravolge l’occidente. Ci vuole fegato per trovare il tempo, anche in trasferta, di infilare la propaganda in mezzo a ben più serie priorità. Meloni ci mette la faccia, come ama ripetere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56871387</guid><pubDate>Thu, 21 Sep 2023 02:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56871387/imported_94410c15_da4d_4bf1_8c72_7894e284818e.mp3" length="2007457" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A raccontarlo non ci si crede. 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La statua di Colombo infatti è finita in mezzo a un dibattito tutto americano che la stampa di destra nostrana ha usato come leva per aizzare il solito complottismo da due soldi dei “poteri forti” e dei “nuovi oppressori”. D’altra parte, sulla "caccia" alle statue, la leader di Fratelli d'Italia si è sempre scaldata. "L’odio cieco della sinistra è forgiato dall’ignoranza, la stessa che abbatte e decapita l’immagine di Cristoforo Colombo. Prepotenze degne dell’Isis che vogliono piegare la storia alla loro follia", scriveva su Twitter qualche hanno fa. <br /> Chissà cosa avranno pensato i leader politici del mondo nel vedere la fotografia della premier italiana impegnata in difesa di una statua mentre il Paese è al centro della discussione migratoria che coinvolge l’Europa, mentre la povertà sta cominciando a diventare protesta di piazza e mentre un guerra (vera)stravolge l’occidente. Ci vuole fegato per trovare il tempo, anche in trasferta, di infilare la propaganda in mezzo a ben più serie priorità. Meloni ci mette la faccia, come ama ripetere. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Leader di partito? Per Piantedosi puoi dire fesserie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/leader-di-partito-per-piantedosi-puoi-dire-fesserie--56858057</link><description><![CDATA[Chissà se il ministro all’Interno Matteo Piantedosi si è reso conto di cosa ha detto ieri intervenendo alla trasmissione “Ping Pong” su Radio 1. A chi gli chiede di quella squinternata idea  di Matteo Salvini second ocui esisterebbe una “regia bellica” dietro agli sbarchi il ministro Piantedosi risponde così: “Una regia dietro gli sbarchi? Io non ho prove, se Salvini lo ha detto le sue supposizioni avranno sicuramente qualche fondamento. Lui da leader politico può dirlo, io da ministro dell'Interno deve avere prove concrete”.<br /> Non serve un’accurata esegesi del testo per comprendere che secondo Piantedosi essere “leader politici” concede il lusso di poter avanzare tesi senza nessun fondamento purché siano utili alla propaganda. Che i leader della politica utilizzino la menzogna come arma politica non è una sorpresa. Lo stesso di battito sui migranti a cui stiamo assistendo in questi giorni poggia su un’invasione inesistente nei fatti e nelle cifre, nonostante sia concimata ogni ora nella percezione. Ciò che stupisce delle parole di Piantedosi è la beata ingenuità con cui ammette la possibilità che un leader di un partito di governo possa ricorrere alla bugia (o a una tesi non verificata e non verificabile) per governare il proprio consenso.<br /> Facciamo presente a Piantedosi però un lato della vicenda piuttosto preoccupante: il “leader di partito” Matteo Salvini è anche e soprattutto un suo collega ministro. Significa che può usare entrambi i registri, del vero e del non vero? Anche perché se fosse così facciamo presente al ministro Piantedosi che la sua presidente del Consiglio Giorgia Meloni è incidentalmente anche “leader di partito”. Come la mettiamo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56858057</guid><pubDate>Wed, 20 Sep 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56858057/imported_94410c15_da4d_4bf1_8c72_7894e284818e.mp3" length="2007457" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chissà se il ministro all’Interno Matteo Piantedosi si è reso conto di cosa ha detto ieri intervenendo alla trasmissione “Ping Pong” su Radio 1. A chi gli chiede di quella squinternata idea  di Matteo Salvini second ocui esisterebbe una “regia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chissà se il ministro all’Interno Matteo Piantedosi si è reso conto di cosa ha detto ieri intervenendo alla trasmissione “Ping Pong” su Radio 1. A chi gli chiede di quella squinternata idea  di Matteo Salvini second ocui esisterebbe una “regia bellica” dietro agli sbarchi il ministro Piantedosi risponde così: “Una regia dietro gli sbarchi? Io non ho prove, se Salvini lo ha detto le sue supposizioni avranno sicuramente qualche fondamento. Lui da leader politico può dirlo, io da ministro dell'Interno deve avere prove concrete”.<br /> Non serve un’accurata esegesi del testo per comprendere che secondo Piantedosi essere “leader politici” concede il lusso di poter avanzare tesi senza nessun fondamento purché siano utili alla propaganda. Che i leader della politica utilizzino la menzogna come arma politica non è una sorpresa. Lo stesso di battito sui migranti a cui stiamo assistendo in questi giorni poggia su un’invasione inesistente nei fatti e nelle cifre, nonostante sia concimata ogni ora nella percezione. Ciò che stupisce delle parole di Piantedosi è la beata ingenuità con cui ammette la possibilità che un leader di un partito di governo possa ricorrere alla bugia (o a una tesi non verificata e non verificabile) per governare il proprio consenso.<br /> Facciamo presente a Piantedosi però un lato della vicenda piuttosto preoccupante: il “leader di partito” Matteo Salvini è anche e soprattutto un suo collega ministro. Significa che può usare entrambi i registri, del vero e del non vero? Anche perché se fosse così facciamo presente al ministro Piantedosi che la sua presidente del Consiglio Giorgia Meloni è incidentalmente anche “leader di partito”. Come la mettiamo?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>126</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un altro passo: l'Anpi fuori dalle scuole</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-altro-passo-l-anpi-fuori-dalle-scuole--56843900</link><description><![CDATA[Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara non ha ancora trovato un minuto per incontrare l’Anpi e rinnovare il protocollo che permette di organizzare nelle scuole (gratuitamente) lezioni su Costituzione e Resistenza. Il protocollo ha una scadenza triennale e la riconferma andrebbe fatta entro il mese di settembre. Lo racconta il presidente dell’Associazione nazionale partigiani Gianfranco Pagliarulo che in una lettera-appello inviata al presidente della Repubblica e alla presidente del Consigli, esprimere “sincero rammarico” per la situazione di stallo.<br /> Il protocollo vuole  “promuovere e sviluppare iniziative di collaborazione e di consultazione permanente al fine di realizzare attività programmatiche nelle scuole e per le scuole volte a divulgare i valori espressi nella Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale” ma le tre lettere con cui l’Anpi sollecitava un incontro non hanno ottenuto risposta. <br /> Mentre per un anno i ministri del governo ci hanno tenuto con il fiato sospeso sul dibattito di Dante di destra o di sinistra la nuova matrice culturale è chiara: eliminare ciò che viene considerato avverso o pericoloso per la loro propaganda. Non avendo idee da proporre e non avendo culture da proporre (quando le propongono sono un fiasco, citofonare in Rai) si accontentano di distruggere l’esistente. L’antiantifascismo è l’ultimo sotto prodotto di questa cultura, come gli altri “anti” di questi mesi. Zero proposte, solo demolizione. Tanto con il coraggio e con l’ignoranza che hanno dimostrato finora riusciranno a indicare le macerie e a rivenderle come un Rinascimento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56843900</guid><pubDate>Tue, 19 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56843900/imported_8a37d47d_d756_476f_8e34_bc070e0074b4.mp3" length="1811017" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara non ha ancora trovato un minuto per incontrare l’Anpi e rinnovare il protocollo che permette di organizzare nelle scuole (gratuitamente) lezioni su Costituzione e Resistenza. 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Lo racconta il presidente dell’Associazione nazionale partigiani Gianfranco Pagliarulo che in una lettera-appello inviata al presidente della Repubblica e alla presidente del Consigli, esprimere “sincero rammarico” per la situazione di stallo.<br /> Il protocollo vuole  “promuovere e sviluppare iniziative di collaborazione e di consultazione permanente al fine di realizzare attività programmatiche nelle scuole e per le scuole volte a divulgare i valori espressi nella Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale” ma le tre lettere con cui l’Anpi sollecitava un incontro non hanno ottenuto risposta. <br /> Mentre per un anno i ministri del governo ci hanno tenuto con il fiato sospeso sul dibattito di Dante di destra o di sinistra la nuova matrice culturale è chiara: eliminare ciò che viene considerato avverso o pericoloso per la loro propaganda. Non avendo idee da proporre e non avendo culture da proporre (quando le propongono sono un fiasco, citofonare in Rai) si accontentano di distruggere l’esistente. L’antiantifascismo è l’ultimo sotto prodotto di questa cultura, come gli altri “anti” di questi mesi. Zero proposte, solo demolizione. Tanto con il coraggio e con l’ignoranza che hanno dimostrato finora riusciranno a indicare le macerie e a rivenderle come un Rinascimento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non hanno nemmeno il coraggio di fare schifo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-hanno-nemmeno-il-coraggio-di-fare-schifo--56830521</link><description><![CDATA[Bugiardi, incapaci e razzisti: questo sono. <br /> Bugiardi. Giorgia Meloni e Matteo Salvini parlano di “pressione migratoria insostenibile” e invece governi più capaci di loro hanno retto a pressioni maggiori. Governi anche di centrodestra, badate bene. Da quindici anni l’emergenza che non è un’emergenza (proprio perché dura da quindici anni) è stata governata con i mezzi e le risorse disponibili. Basta non essere inetti oppure basta non avere voglia di creare un’emergenza per raccogliere voti e poi comicamente finirci sepolti. Germani, Francia e Spagna gestiscono più richieste d’asilo dell’Italia, senza capi di governano che frignano ogni giorno. <br /> Incapaci. Stringono accordi con dittatori e poi si stupiscono se quelli fanno i dittatori. Promettono i rimpatri e hanno 1.000 posti disponibili su 70 mila posti che servirebbero per attuare il loro piano. Promettono leggi che sono palesemente incostituzionali (quindi anche ignoranti, verrebbe da dire).  Fingono di non sapere che le leggi italiane ed europee prevedono che chiunque possa entrare in Italia e nell’Unione Europea per chiedere asilo, a prescindere dalle circostanze del suo ingresso. Nel 2023 hanno 2500 persone contro i circa 6500 del 2018/19. Sono stati ripresi perfino dal Garante che gli ha dovuto ricordare che “la privazione della libertà, bene definito ‘inviolabile’ dalla nostra Carta, possa attuarsi solo nella prospettiva di una chiara finalità, legalmente prevista e sotto riserva di giurisdizione”. <br /> Razzisti. Sono razzisti senza nemmeno coraggio. Così lasciano il lavoro sporco a qualche giornalaccio rimasto orfano dei complotti sulla pandemia. Non hanno nemmeno il coraggio di fare schifo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56830521</guid><pubDate>Mon, 18 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56830521/imported_c1fa8837_b45e_487c_aacd_475ed8be6b5f.mp3" length="1903386" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Bugiardi, incapaci e razzisti: questo sono. 
Bugiardi. Giorgia Meloni e Matteo Salvini parlano di “pressione migratoria insostenibile” e invece governi più capaci di loro hanno retto a pressioni maggiori. Governi anche di centrodestra, badate bene. Da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bugiardi, incapaci e razzisti: questo sono. <br /> Bugiardi. Giorgia Meloni e Matteo Salvini parlano di “pressione migratoria insostenibile” e invece governi più capaci di loro hanno retto a pressioni maggiori. Governi anche di centrodestra, badate bene. Da quindici anni l’emergenza che non è un’emergenza (proprio perché dura da quindici anni) è stata governata con i mezzi e le risorse disponibili. Basta non essere inetti oppure basta non avere voglia di creare un’emergenza per raccogliere voti e poi comicamente finirci sepolti. Germani, Francia e Spagna gestiscono più richieste d’asilo dell’Italia, senza capi di governano che frignano ogni giorno. <br /> Incapaci. Stringono accordi con dittatori e poi si stupiscono se quelli fanno i dittatori. Promettono i rimpatri e hanno 1.000 posti disponibili su 70 mila posti che servirebbero per attuare il loro piano. Promettono leggi che sono palesemente incostituzionali (quindi anche ignoranti, verrebbe da dire).  Fingono di non sapere che le leggi italiane ed europee prevedono che chiunque possa entrare in Italia e nell’Unione Europea per chiedere asilo, a prescindere dalle circostanze del suo ingresso. Nel 2023 hanno 2500 persone contro i circa 6500 del 2018/19. Sono stati ripresi perfino dal Garante che gli ha dovuto ricordare che “la privazione della libertà, bene definito ‘inviolabile’ dalla nostra Carta, possa attuarsi solo nella prospettiva di una chiara finalità, legalmente prevista e sotto riserva di giurisdizione”. <br /> Razzisti. Sono razzisti senza nemmeno coraggio. Così lasciano il lavoro sporco a qualche giornalaccio rimasto orfano dei complotti sulla pandemia. Non hanno nemmeno il coraggio di fare schifo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sugli sbarchi Meloni e Salvini hanno finito i giga e la dignità</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sugli-sbarchi-meloni-e-salvini-hanno-finito-i-giga-e-la-dignita--56802016</link><description><![CDATA[Ospite nel salotto Rai di Bruno Vespa, la “terza camera” del Parlamento italiano dove qualsiasi potente può dormire sereno tra due guanciali senza il rischio di domande che possano irritarlo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha potuto pubblicizzare il suo ultimo libro mentre là fuori migliaia di disperati si cucinavano sotto il sole di Lampedusa con Croce rossa e forze dell’ordine sfinite nel tentare di mantenere un briciolo di dignità. Nemmeno il telespettatore più ottimista avrebbe potuto sperare che Vespa in un sussulto di professionismo ne chiedesse conto a Meloni. L’unico giornalista in studio era Alessandro Sallusti, l’autore del libro intervista alla premier Meloni. Mancavano solo i due liocorni. <br /> Se venisse voglia trovare qualche dichiarazione sull’immigrazione spulciando sui social della presidente del Consiglio si rimarrebbe ugualmente delusi: quest’anno la leader di Fratelli d’Italia ha fatto solo due tweet sull’immigrazione, mentre nel 2019 erano stati più di 200. Nel 2019, tanto per dare un’idea, gli sbarchi erano 1/3 di quelli di oggi. Evidentemente il numero di tweet è direttamente proporzionale alla propaganda, mica alla realtà. La strategia dello struzzo è adottata anche dal vicepremier Matteo Salvini che nel 2023 ha trovato la forza di scriverne per 8 volte. Nel 2020 aveva pubblicato più di 800 contenuti sui social strillando contro gli sbarchi. <br /> Se dovessimo trovare un termine per identificare questo atteggiamento potremmo chiamarlo tranquillamente vigliaccheria a doppia mandata. La vigliaccheria di lucrare sui migranti mentre si sta all’opposizione (prima) e la vigliaccheria di tacerne quando si è al governo (dopo). Non hanno finito i giga, hanno finito la dignità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56802016</guid><pubDate>Fri, 15 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56802016/imported_8c9a20de_a7b4_44c7_a322_e336010e291f.mp3" length="1958138" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ospite nel salotto Rai di Bruno Vespa, la “terza camera” del Parlamento italiano dove qualsiasi potente può dormire sereno tra due guanciali senza il rischio di domande che possano irritarlo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha potuto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ospite nel salotto Rai di Bruno Vespa, la “terza camera” del Parlamento italiano dove qualsiasi potente può dormire sereno tra due guanciali senza il rischio di domande che possano irritarlo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha potuto pubblicizzare il suo ultimo libro mentre là fuori migliaia di disperati si cucinavano sotto il sole di Lampedusa con Croce rossa e forze dell’ordine sfinite nel tentare di mantenere un briciolo di dignità. Nemmeno il telespettatore più ottimista avrebbe potuto sperare che Vespa in un sussulto di professionismo ne chiedesse conto a Meloni. L’unico giornalista in studio era Alessandro Sallusti, l’autore del libro intervista alla premier Meloni. Mancavano solo i due liocorni. <br /> Se venisse voglia trovare qualche dichiarazione sull’immigrazione spulciando sui social della presidente del Consiglio si rimarrebbe ugualmente delusi: quest’anno la leader di Fratelli d’Italia ha fatto solo due tweet sull’immigrazione, mentre nel 2019 erano stati più di 200. Nel 2019, tanto per dare un’idea, gli sbarchi erano 1/3 di quelli di oggi. Evidentemente il numero di tweet è direttamente proporzionale alla propaganda, mica alla realtà. La strategia dello struzzo è adottata anche dal vicepremier Matteo Salvini che nel 2023 ha trovato la forza di scriverne per 8 volte. Nel 2020 aveva pubblicato più di 800 contenuti sui social strillando contro gli sbarchi. <br /> Se dovessimo trovare un termine per identificare questo atteggiamento potremmo chiamarlo tranquillamente vigliaccheria a doppia mandata. La vigliaccheria di lucrare sui migranti mentre si sta all’opposizione (prima) e la vigliaccheria di tacerne quando si è al governo (dopo). Non hanno finito i giga, hanno finito la dignità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Che spettacolo: a Grosseto la destra s'azzuffa su Vannacci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/che-spettacolo-a-grosseto-la-destra-s-azzuffa-su-vannacci--56788322</link><description><![CDATA[A Grosseto, dove da poco la prefetta nonché moglie del ministro Piantedosi ha firmato la nuova “via Almirante” ora a destra se le danno di santa ragione per - udite udite - l’ormai famoso libro del generale Vannacci. Il consigliere comunale leghista Gino Tornusciolo accusa i suoi colleghi di Fratelli d’Italia. Spiega Tornusciolo: “Avevo organizzato l’incontro con il sindaco nella sala del Consiglio.. Ho quindi comunicato l’evento ai partiti della maggioranza e a quel punto FdI ha cominciato a porre un veto ritenendo poca opportuna la presentazione del libro in città, portando di fatto a un diniego del patrocinio e innescando un dibattito nella maggioranza”. “Purtroppo – chiude Tornusciolo – devo ammettere che è stata la stessa maggioranza, a cui appartengo, a impedire lo svolgimento del dibattito”. Il prode generale, captati prodromi di una polemica s’è eroicamente dileguato, rinunciando alla presentazione.<br /> Da Fratelli d’Italia rispondono andandoci pesante: "Rimaniamo piuttosto estereffati davanti a così infantili accuse, comprendiamo la voglia di ritagliarsi uno spazio politico ma invitiamo a farlo nel rispetto dei ruoli e magari con argomentazioni propositive e non con queste sterili ed inutili uscite”, dice il coordinatore provinciale di FdI, Luca Minucci. Perfino i compagni di partito di Giorgia Meloni devono avere pensato che patrocinare un libro che azzanna gay e neri non fosse un’idea intelligentissima.<br /> E quindi? Quindi ora il leghista può trascorrere i prossimi giorni a denunciare l’oppressione del “pensiero unico”, proprio come il suo amato generale. Finché non ci si renderà conto che rifuggire dalla cretineria è tutt’altro che un complotto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56788322</guid><pubDate>Thu, 14 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56788322/imported_2be9dc97_3113_4c9c_85b3_997d480cb585.mp3" length="1890847" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Grosseto, dove da poco la prefetta nonché moglie del ministro Piantedosi ha firmato la nuova “via Almirante” ora a destra se le danno di santa ragione per - udite udite - l’ormai famoso libro del generale Vannacci. Il consigliere comunale leghista...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Grosseto, dove da poco la prefetta nonché moglie del ministro Piantedosi ha firmato la nuova “via Almirante” ora a destra se le danno di santa ragione per - udite udite - l’ormai famoso libro del generale Vannacci. Il consigliere comunale leghista Gino Tornusciolo accusa i suoi colleghi di Fratelli d’Italia. Spiega Tornusciolo: “Avevo organizzato l’incontro con il sindaco nella sala del Consiglio.. Ho quindi comunicato l’evento ai partiti della maggioranza e a quel punto FdI ha cominciato a porre un veto ritenendo poca opportuna la presentazione del libro in città, portando di fatto a un diniego del patrocinio e innescando un dibattito nella maggioranza”. “Purtroppo – chiude Tornusciolo – devo ammettere che è stata la stessa maggioranza, a cui appartengo, a impedire lo svolgimento del dibattito”. Il prode generale, captati prodromi di una polemica s’è eroicamente dileguato, rinunciando alla presentazione.<br /> Da Fratelli d’Italia rispondono andandoci pesante: "Rimaniamo piuttosto estereffati davanti a così infantili accuse, comprendiamo la voglia di ritagliarsi uno spazio politico ma invitiamo a farlo nel rispetto dei ruoli e magari con argomentazioni propositive e non con queste sterili ed inutili uscite”, dice il coordinatore provinciale di FdI, Luca Minucci. Perfino i compagni di partito di Giorgia Meloni devono avere pensato che patrocinare un libro che azzanna gay e neri non fosse un’idea intelligentissima.<br /> E quindi? Quindi ora il leghista può trascorrere i prossimi giorni a denunciare l’oppressione del “pensiero unico”, proprio come il suo amato generale. Finché non ci si renderà conto che rifuggire dalla cretineria è tutt’altro che un complotto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vannacci, Vannacciassori e Vannacetti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vannacci-vannacciassori-e-vannacetti--56780271</link><description><![CDATA[Che il generale Roberto Vannacci non aspettasse altro di un’aria buona per sdoganare le sue stupide idee da offrire la popolarità non può essere una sorpresa. I mediocri sognano per tutta la vita di allinearsi ala mediocri maggioritaria per sentirsi profeti. Che il generale Vanacci peschi lettori tra coloro che non hanno mi letto un libro e difficilmente ne leggeranno mai uno è scontato: comprare il libro di Vannacci è spesso un omaggio ala propria “curiosità”, la chiamano così. Sostanzialmente è il brivido di poter partecipare all’affossamento del Paese sentendosi partecipi a un’orda di idioti che vorrebbero essere rivoluzionari. <br /> Più patetici di Vannacci - che almeno sta guadagnando dei bei soldi e sta umettando la sua prossima candidatura - sono i vannacetti e vannacciassori che decidono di mettersi in scia del generale per guadagnare uno spicchio di celebrità popolare. L’ultimo della lista è Marcello Foa, ex presidente Rai appoggiato da quel Beppe Grillo avvezzo alle glorificazioni sballate e quel Matteo Salvini che è lo stesso Matteo Salvini di oggi. Foa è caduto in piedi, ovviamente, e oggi imperversa sulla rete radiofonica pubblica Radio1 in cui dice: ““Il successo del libro di Vannacci segnala un cambiamento di clima. Qui c’è un’ampia parte della popolazione italiana, secondo me maggioritaria, che non aspettava altro che qualcuno di autorevole – un generale – uscisse pubblicamente e dicesse delle cose. E le dice con forza, e ottiene un successo incredibile, questo perché la vecchia maggioranza silenziosa è stufa degli eccessi della narrazione dell’altra parte, è stufa degli eccessi del politicamente corretto…”. Ha ragione Foa: la mediocrità non vede l’ora di trionfare. E evidentemente Foa non vede l’ora di riabilitarsi come suo vassallo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56780271</guid><pubDate>Wed, 13 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56780271/imported_c1a993ee_18cc_40a0_a9f9_0e657485174e.mp3" length="2121978" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che il generale Roberto Vannacci non aspettasse altro di un’aria buona per sdoganare le sue stupide idee da offrire la popolarità non può essere una sorpresa. 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Sostanzialmente è il brivido di poter partecipare all’affossamento del Paese sentendosi partecipi a un’orda di idioti che vorrebbero essere rivoluzionari. <br /> Più patetici di Vannacci - che almeno sta guadagnando dei bei soldi e sta umettando la sua prossima candidatura - sono i vannacetti e vannacciassori che decidono di mettersi in scia del generale per guadagnare uno spicchio di celebrità popolare. L’ultimo della lista è Marcello Foa, ex presidente Rai appoggiato da quel Beppe Grillo avvezzo alle glorificazioni sballate e quel Matteo Salvini che è lo stesso Matteo Salvini di oggi. Foa è caduto in piedi, ovviamente, e oggi imperversa sulla rete radiofonica pubblica Radio1 in cui dice: ““Il successo del libro di Vannacci segnala un cambiamento di clima. Qui c’è un’ampia parte della popolazione italiana, secondo me maggioritaria, che non aspettava altro che qualcuno di autorevole – un generale – uscisse pubblicamente e dicesse delle cose. E le dice con forza, e ottiene un successo incredibile, questo perché la vecchia maggioranza silenziosa è stufa degli eccessi della narrazione dell’altra parte, è stufa degli eccessi del politicamente corretto…”. Ha ragione Foa: la mediocrità non vede l’ora di trionfare. E evidentemente Foa non vede l’ora di riabilitarsi come suo vassallo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I terzopopulisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-terzopopulisti--56766479</link><description><![CDATA[Aveva promesso di affrancarsi dal populismo di destra e dal populismo di sinistra e così alla fine Matteo Renzi è riuscito nel capolavoro di inventarne un terzo per scendere in battaglia: il terzopopulismo. <br /> Il terzopopulismo è facilmente riscontrabile nell’isterica perseveranza con cui da quelle parti hanno continuato a chiamare “terzo polo” un’alleanza politica che in realtà era la quarta - certificata anche dai risultati elettorali - e che alla fine non era nemmeno un polo, visto che si è sciolto come neve al sole di fronte ai narcisismi. Il terzopopulismo lo riconosci quando Matteo Renzi, che da segretario del Pd detestava “i piccoli partiti personali” si è messo a costruire un suo “piccolo partito personale” e tutti i giorni si lamenta perché il PD da cui se n’è andato non è il partito che avrebbe voluto lui. <br /> Il terzopopulismo lo riconosci perché il padrone di Italia Viva sta passando gli ultimi mesi a fare scouting di personaggi politici (a volte piuttosto improbabili) sia a destra sia a sinistra (come tutti i populisti ha lo stomaco forte) ma ieri si è lamentato perché la sua ex ministra Elena Bonetti ha deciso di lasciare Italia Viva annunciando una collaborazione con l’odiatissimo Calenda. L’ex ministra è stata subissata dal fango degli italioti vivi sui social (com’è abitudine) e Renzi ha recitato invece la parte del poliziotto buono spiegandoci che la “gratitudine non esiste in politica”. Lo sappiamo bene, caro terzopopulista, che il populismo grida sempre e comunque vendetta. Basta chiederlo a un tuo ex compagno di viaggio, uno qualsiasi.  <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56766479</guid><pubDate>Tue, 12 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56766479/imported_f732a50e_5627_47c2_a45c_843e124f8ce0.mp3" length="1774236" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Aveva promesso di affrancarsi dal populismo di destra e dal populismo di sinistra e così alla fine Matteo Renzi è riuscito nel capolavoro di inventarne un terzo per scendere in battaglia: il terzopopulismo. 
Il terzopopulismo è facilmente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Aveva promesso di affrancarsi dal populismo di destra e dal populismo di sinistra e così alla fine Matteo Renzi è riuscito nel capolavoro di inventarne un terzo per scendere in battaglia: il terzopopulismo. <br /> Il terzopopulismo è facilmente riscontrabile nell’isterica perseveranza con cui da quelle parti hanno continuato a chiamare “terzo polo” un’alleanza politica che in realtà era la quarta - certificata anche dai risultati elettorali - e che alla fine non era nemmeno un polo, visto che si è sciolto come neve al sole di fronte ai narcisismi. Il terzopopulismo lo riconosci quando Matteo Renzi, che da segretario del Pd detestava “i piccoli partiti personali” si è messo a costruire un suo “piccolo partito personale” e tutti i giorni si lamenta perché il PD da cui se n’è andato non è il partito che avrebbe voluto lui. <br /> Il terzopopulismo lo riconosci perché il padrone di Italia Viva sta passando gli ultimi mesi a fare scouting di personaggi politici (a volte piuttosto improbabili) sia a destra sia a sinistra (come tutti i populisti ha lo stomaco forte) ma ieri si è lamentato perché la sua ex ministra Elena Bonetti ha deciso di lasciare Italia Viva annunciando una collaborazione con l’odiatissimo Calenda. L’ex ministra è stata subissata dal fango degli italioti vivi sui social (com’è abitudine) e Renzi ha recitato invece la parte del poliziotto buono spiegandoci che la “gratitudine non esiste in politica”. Lo sappiamo bene, caro terzopopulista, che il populismo grida sempre e comunque vendetta. Basta chiederlo a un tuo ex compagno di viaggio, uno qualsiasi.  <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché nessuno in Italia parla di Khaled El Qaisi?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-nessuno-in-italia-parla-di-khaled-el-qaisi--56754418</link><description><![CDATA[Perché nessuno in Italia parla di Khaled El Qaisi, cittadino italiano arrestato lo scorso 31 agosto elle autorità amministrative israeliane dei Territori Occupati? Khaled è a tutti gli effetti un cittadino italiano, oltre ad essere traduttore e impegnato nel Centro di Documentazione Palestinese, di cui è uno dei fondatori, e studente del corso di laurea triennale in Lingue e civiltà orientali dell’Università La Sapienza di Roma. <br /> Non si sa perché sia stato arrestato, non si sa per quali ragioni venga trattenuto. A oggi Khaled El Qaisi è un cittadino italiano innocente, che ha trascorso con la famiglia parte delle sue vacanze presso i suoi partenti e amici in Cisgiordania, dov’è nato. La corte del Tribunale di Rishon Lezion, non lontano da Tel Aviv, si è limitata a confermare e prolungare l’arresto fino al 14 settembre, mentre le ragioni del medesimo restano ignote.<br /> Khaleld non è solo. Israele detiene in flagrante violazione del diritto internazionale e del giusto processo 5000 palestinesi, di cui oltre 1200 senza accusa né processo. Amnesty Inyernational ripete che “serve una risposta forte a livello internazionale”. Dov’è il Governo italiano sempre pronto a difendere “prima gli italiani”? Non vorremmo pensare che qualcuno sia meno italiano per il suono del cognome o per la pelle scura. Dove sono i presunti intellettuali pronti a immolarsi per difendere i compatrioti? <br /> Così sembra proprio il mondo al contrario, come scrive quel fine scrittore del generale Vannacci. No?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56754418</guid><pubDate>Mon, 11 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56754418/imported_517dd6fe_0646_458b_bdbd_8f85676c62e5.mp3" length="1823555" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Perché nessuno in Italia parla di Khaled El Qaisi, cittadino italiano arrestato lo scorso 31 agosto elle autorità amministrative israeliane dei Territori Occupati? Khaled è a tutti gli effetti un cittadino italiano, oltre ad essere traduttore e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Perché nessuno in Italia parla di Khaled El Qaisi, cittadino italiano arrestato lo scorso 31 agosto elle autorità amministrative israeliane dei Territori Occupati? Khaled è a tutti gli effetti un cittadino italiano, oltre ad essere traduttore e impegnato nel Centro di Documentazione Palestinese, di cui è uno dei fondatori, e studente del corso di laurea triennale in Lingue e civiltà orientali dell’Università La Sapienza di Roma. <br /> Non si sa perché sia stato arrestato, non si sa per quali ragioni venga trattenuto. A oggi Khaled El Qaisi è un cittadino italiano innocente, che ha trascorso con la famiglia parte delle sue vacanze presso i suoi partenti e amici in Cisgiordania, dov’è nato. La corte del Tribunale di Rishon Lezion, non lontano da Tel Aviv, si è limitata a confermare e prolungare l’arresto fino al 14 settembre, mentre le ragioni del medesimo restano ignote.<br /> Khaleld non è solo. Israele detiene in flagrante violazione del diritto internazionale e del giusto processo 5000 palestinesi, di cui oltre 1200 senza accusa né processo. Amnesty Inyernational ripete che “serve una risposta forte a livello internazionale”. Dov’è il Governo italiano sempre pronto a difendere “prima gli italiani”? Non vorremmo pensare che qualcuno sia meno italiano per il suono del cognome o per la pelle scura. Dove sono i presunti intellettuali pronti a immolarsi per difendere i compatrioti? <br /> Così sembra proprio il mondo al contrario, come scrive quel fine scrittore del generale Vannacci. No?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Forze dell'Ordine poche, quando denunciano le donne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/forze-dell-ordine-poche-quando-denunciano-le-donne--56725354</link><description><![CDATA[Marisa Leo ha 39 anni e lavora nella cantina Colomba Bianca di Mazara del Vallo. Ha incontrato l’ex marito, Angelo Reina, tra Mazara del Vallo e Marsala, nel Trapanese nella sua azienda agricola di famiglia. Lui le ha sparato addosso colpi di fucile, forse tre, e poi si è tolto la vita.  Sono 78 le donne ammazzate da inizio anno a oggi. Sono i dati della Direzione Centrale della Polizia Criminale, il Servizio Analisi Criminale tra l’altro effettua l’analisi di tutti gli episodi delittuosi che integrino fattispecie riconducibili alla violenza di genere.  In 61 casi l’omicidio si è consumato in ambito familiare-affettivo: 38 hanno trovato la morte per mano di compagni o ex partner.<br /> Poiché in questo caso l’assassino non è un uomo straniero si sono placate, quasi mute, le voci di coloro che vorrebbero trasferire l’emergenza dei femminicidi in Italia a colpe altrui. Il 4 gennaio l’uccisione di Giulia Donato a Pontedecimo ha dato il via alla solita, annuale macabra mattanza. Anche Marisa Leo, come molte altre, aveva denunciato il suo ex per stalking nel 2020. Il 10 gennaio del 2022 aveva rimesso la querela. Una costante di queste storie sono denunce che vengono prese molto poco sul serio. Qui non servono centinaia di poliziotti. Qui basterebbe prendere terribilmente sul serio un fenomeno terribile, occuparsene prima che venga impegnata l’arma. Non è nemmeno “prevenzione”, si tratta di compiere il dovere dello Stato: prendersi cura, tutelare, difendere. L’obiettivo, sia chiaro, non è invitare alla pace nelle coppie: l’urgenza è togliere le donne dalle mani dei loro assassini. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56725354</guid><pubDate>Fri, 08 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56725354/imported_91471bf3_0e35_4269_be49_c2fb08dba74d.mp3" length="1709035" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Marisa Leo ha 39 anni e lavora nella cantina Colomba Bianca di Mazara del Vallo. Ha incontrato l’ex marito, Angelo Reina, tra Mazara del Vallo e Marsala, nel Trapanese nella sua azienda agricola di famiglia. Lui le ha sparato addosso colpi di fucile,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Marisa Leo ha 39 anni e lavora nella cantina Colomba Bianca di Mazara del Vallo. Ha incontrato l’ex marito, Angelo Reina, tra Mazara del Vallo e Marsala, nel Trapanese nella sua azienda agricola di famiglia. Lui le ha sparato addosso colpi di fucile, forse tre, e poi si è tolto la vita.  Sono 78 le donne ammazzate da inizio anno a oggi. Sono i dati della Direzione Centrale della Polizia Criminale, il Servizio Analisi Criminale tra l’altro effettua l’analisi di tutti gli episodi delittuosi che integrino fattispecie riconducibili alla violenza di genere.  In 61 casi l’omicidio si è consumato in ambito familiare-affettivo: 38 hanno trovato la morte per mano di compagni o ex partner.<br /> Poiché in questo caso l’assassino non è un uomo straniero si sono placate, quasi mute, le voci di coloro che vorrebbero trasferire l’emergenza dei femminicidi in Italia a colpe altrui. Il 4 gennaio l’uccisione di Giulia Donato a Pontedecimo ha dato il via alla solita, annuale macabra mattanza. Anche Marisa Leo, come molte altre, aveva denunciato il suo ex per stalking nel 2020. Il 10 gennaio del 2022 aveva rimesso la querela. Una costante di queste storie sono denunce che vengono prese molto poco sul serio. Qui non servono centinaia di poliziotti. Qui basterebbe prendere terribilmente sul serio un fenomeno terribile, occuparsene prima che venga impegnata l’arma. Non è nemmeno “prevenzione”, si tratta di compiere il dovere dello Stato: prendersi cura, tutelare, difendere. L’obiettivo, sia chiaro, non è invitare alla pace nelle coppie: l’urgenza è togliere le donne dalle mani dei loro assassini. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La vera bonifica che serve</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-vera-bonifica-che-serve--56713832</link><description><![CDATA[A proposito della “grande retata” che Giorgia Meloni ha sventolato come mastodontica vittoria sul disagio a Parco Verde, Caivano, recuperando qualche spicciolo e una decina di pacchetti di sigarette di contrabbando ci permettiamo di dare un consiglio al governo per utilizzare al meglio il dispiegamento di forze e per una “bonifica” che farebbe bene all’Italia intera. <br /> Dando un’occhiata all’attività di vigilanza dell’Ispettorato del Lavoro relativi solo al primo trimestre di quest’anno si scopre che su 28.563 ispezioni si è riscontrato un indice di irregolarità riscontrato nell’attività di vigilanza pari al 66,7% sul lavoro, dell’83% nei controlli previdenziali e addirittura il 94,5% di irregolarità riscontrate nell’attività di vigilanza assicurativa. 4.363 lavoratori erano completamente sconosciuti allo Stato, 71.729 lavoratori sottostavano a un rapporto di lavoro irregolari e sono 11.055 i lavoratori fittizi. <br /> Mentre a Caivano hanno recuperato poche migliaia di euro nei primi tre mesi lo Stato ha recuperato 49 milioni di euro solo di sanzioni (in tre mesi, non in 80 anni come accade per i soldi che restituiscono i partiti) oltre a 210 milioni di euro recuperati in premi e contributi. Si può intuire quindi che i controlli degli ispettori vadano quasi a colpo sicuro. Ecco qua la “bonifica” da rinforzare e moltiplicare sul territorio nazionale. Permette di recuperare molto più denaro della persecuzione di qualche furbetto e in più garantisce un luogo più sicuro per i lavoratori italiani. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56713832</guid><pubDate>Thu, 07 Sep 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56713832/imported_6cc80e85_a043_4d59_af25_ab79a5bd193d.mp3" length="1663059" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito della “grande retata” che Giorgia Meloni ha sventolato come mastodontica vittoria sul disagio a Parco Verde, Caivano, recuperando qualche spicciolo e una decina di pacchetti di sigarette di contrabbando ci permettiamo di dare un consiglio...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito della “grande retata” che Giorgia Meloni ha sventolato come mastodontica vittoria sul disagio a Parco Verde, Caivano, recuperando qualche spicciolo e una decina di pacchetti di sigarette di contrabbando ci permettiamo di dare un consiglio al governo per utilizzare al meglio il dispiegamento di forze e per una “bonifica” che farebbe bene all’Italia intera. <br /> Dando un’occhiata all’attività di vigilanza dell’Ispettorato del Lavoro relativi solo al primo trimestre di quest’anno si scopre che su 28.563 ispezioni si è riscontrato un indice di irregolarità riscontrato nell’attività di vigilanza pari al 66,7% sul lavoro, dell’83% nei controlli previdenziali e addirittura il 94,5% di irregolarità riscontrate nell’attività di vigilanza assicurativa. 4.363 lavoratori erano completamente sconosciuti allo Stato, 71.729 lavoratori sottostavano a un rapporto di lavoro irregolari e sono 11.055 i lavoratori fittizi. <br /> Mentre a Caivano hanno recuperato poche migliaia di euro nei primi tre mesi lo Stato ha recuperato 49 milioni di euro solo di sanzioni (in tre mesi, non in 80 anni come accade per i soldi che restituiscono i partiti) oltre a 210 milioni di euro recuperati in premi e contributi. Si può intuire quindi che i controlli degli ispettori vadano quasi a colpo sicuro. Ecco qua la “bonifica” da rinforzare e moltiplicare sul territorio nazionale. Permette di recuperare molto più denaro della persecuzione di qualche furbetto e in più garantisce un luogo più sicuro per i lavoratori italiani. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un Parlamento che non parlamenta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-parlamento-che-non-parlamenta--56699656</link><description><![CDATA[L’ultimo sogno dalle parti del governo è avere un Parlamento che non parla, che non perda troppo tempo per colpa delle opposizioni che maleducatamente si oppongono e che possa velocemente accontentare i desiderata di Giorgia Meloni e dei suoi ministri. È passata piuttosto inosservata l’intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo del ministro per i Rapporti con il Parlamento (eh, sì) Luca Ciriani che prova a spiegare, non riuscendoci, l’utilizzo di della fiducia per ben 27 volte del suo governo, con una media di tre al mese. Senza tenere conto dei decreti, più di trenta, usati per legiferare.<br /> Il ministro Ciriani ci spiega che “Il ricorso alla decretazione d'urgenza è dettato dalla necessità, del Paese e della politica, di avere e dare risposte celeri per rispondere ad emergenze ed esigenze impellenti. Per quanto riguarda la fiducia, il più delle volte è una questione legata ai tempi” per non fare decadere i decreti. Il ministro dice anche “cerchiamo di garantire al massimo il dibattito e l'intervento parlamentare”. Avere capito bene: cercano di garantire, mica garantiscono. A questo si aggiunge il monocameralismo di fatto ovvero la prassi di discutere le proposte di legge in una sola camera con l’altra che si limita a ratificare quanto già deciso. Una pratica che, seppur ampiamente tollerata, sarebbe in contrasto con il dettato costituzionale.<br /> Si badi bene: per Giorgia Meloni nel 2006 porre la fiducia era una «scelta oligarchica». Un «errore drammatico» nel 2015. Una «vergogna» nel 2017. «Una mortificazione del Parlamento, una deriva democratica» nel 2021. «La democrazia è un’altra cosa», diceva sempre nel 2021. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56699656</guid><pubDate>Wed, 06 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56699656/imported_96a142da_fd86_4687_ad7a_e35d44700d76.mp3" length="1992411" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’ultimo sogno dalle parti del governo è avere un Parlamento che non parla, che non perda troppo tempo per colpa delle opposizioni che maleducatamente si oppongono e che possa velocemente accontentare i desiderata di Giorgia Meloni e dei suoi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’ultimo sogno dalle parti del governo è avere un Parlamento che non parla, che non perda troppo tempo per colpa delle opposizioni che maleducatamente si oppongono e che possa velocemente accontentare i desiderata di Giorgia Meloni e dei suoi ministri. È passata piuttosto inosservata l’intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo del ministro per i Rapporti con il Parlamento (eh, sì) Luca Ciriani che prova a spiegare, non riuscendoci, l’utilizzo di della fiducia per ben 27 volte del suo governo, con una media di tre al mese. Senza tenere conto dei decreti, più di trenta, usati per legiferare.<br /> Il ministro Ciriani ci spiega che “Il ricorso alla decretazione d'urgenza è dettato dalla necessità, del Paese e della politica, di avere e dare risposte celeri per rispondere ad emergenze ed esigenze impellenti. Per quanto riguarda la fiducia, il più delle volte è una questione legata ai tempi” per non fare decadere i decreti. Il ministro dice anche “cerchiamo di garantire al massimo il dibattito e l'intervento parlamentare”. Avere capito bene: cercano di garantire, mica garantiscono. A questo si aggiunge il monocameralismo di fatto ovvero la prassi di discutere le proposte di legge in una sola camera con l’altra che si limita a ratificare quanto già deciso. Una pratica che, seppur ampiamente tollerata, sarebbe in contrasto con il dettato costituzionale.<br /> Si badi bene: per Giorgia Meloni nel 2006 porre la fiducia era una «scelta oligarchica». Un «errore drammatico» nel 2015. Una «vergogna» nel 2017. «Una mortificazione del Parlamento, una deriva democratica» nel 2021. «La democrazia è un’altra cosa», diceva sempre nel 2021. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le richieste di aiuto e il diritto alla speranza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-richieste-di-aiuto-e-il-diritto-alla-speranza--56688298</link><description><![CDATA[Come va il Paese? Nel primo semestre del 2023 in Italia le richieste di aiuto per gestire pensieri suicidi sono aumentate del 37%. 3.700 richieste da gennaio a giugno, per una media di oltre 20 al giorno. E questi sono solo i numeri dell’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio del 10 settembre. Le segnalazioni sono arrivate prevalentemente da giovani tra i 19 e i 35 anni e da adulti tra i 46 e i 55 anni, ma negli ultimi anni è stato registrato un aumento di contatti anche da parte di under 19 via WhatsApp e mail. Nel complesso, considerando tutti e tre gli strumenti di ascolto, il 29% delle richieste d'aiuto relative al suicidio arrivano da under 26.<br /> "Spesso l'individuo cade in ginocchio quando più fattori si mettono insieme, esacerbati dall'esposizione ad un evento avverso; ciò potrebbe rappresentare un terreno fertile per l'emergere di una crisi suicidaria; in questi casi l'individuo sperimenta ciò che chiamiamo dolore mentale, fatto di emozioni negative e di un dialogo interiore che pone sempre in risalto lo stato di sofferenza", spiega Maurizio Pompili, professore ordinario di psichiatria presso Sapienza Università di Roma e direttore della Unità operativa complessa di psichiatria presso l'azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma.<br /> Come va il Paese sotto la coltre della propaganda e della retorica? Va così. Ed è un problema politico, perché i diritto alla speranza è politica. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56688298</guid><pubDate>Tue, 05 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56688298/imported_389aa367_7713_442b_83d2_629212515fa9.mp3" length="1746233" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come va il Paese? Nel primo semestre del 2023 in Italia le richieste di aiuto per gestire pensieri suicidi sono aumentate del 37%. 3.700 richieste da gennaio a giugno, per una media di oltre 20 al giorno. 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Nel complesso, considerando tutti e tre gli strumenti di ascolto, il 29% delle richieste d'aiuto relative al suicidio arrivano da under 26.<br /> "Spesso l'individuo cade in ginocchio quando più fattori si mettono insieme, esacerbati dall'esposizione ad un evento avverso; ciò potrebbe rappresentare un terreno fertile per l'emergere di una crisi suicidaria; in questi casi l'individuo sperimenta ciò che chiamiamo dolore mentale, fatto di emozioni negative e di un dialogo interiore che pone sempre in risalto lo stato di sofferenza", spiega Maurizio Pompili, professore ordinario di psichiatria presso Sapienza Università di Roma e direttore della Unità operativa complessa di psichiatria presso l'azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma.<br /> Come va il Paese sotto la coltre della propaganda e della retorica? Va così. Ed è un problema politico, perché i diritto alla speranza è politica. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ustica: la storia la sapevano in molti, ora serve la pistola fumante</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ustica-la-storia-la-sapevano-in-molti-ora-serve-la-pistola-fumante--56673956</link><description><![CDATA[Antonio Tajani, leader di Forza Italia, vorrebbe chiudere la questione perché si trarrebbero di “parole di un privato cittadino”, come se la verità assumesse credibilità in base alla provenienza. Le parole di Giuliano Amato che in un’intervista a Repubblica sostiene che il DC-9 precipitato il 27 giugno 1980 durante il volo di linea Bologna-Palermo fu distrutto da un missile francese che avrebbe dovuto colpire il leader libico Gheddaffi confermano la testimonianza resa nel 2007 dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga e validano la tesi di un altro “privato cittadino” che ci aveva giusto: il giornalista Andrea Purgatori. <br /> Raccontano comunque un pezzo di storia già nota. La politica e la magistratura non sono riuscite a rompere il muro di gomma dell’apparato militare italiano che dopo i depistaggio del cedimento strutturale è stato tutt’altro che collaborativo con la magistratura italiana, mettendosi al servizio più delle difese degli imputati che dell’accertamento della verità. <br /> La Francia da canto suo ha sostenuto per anni che che l’aeroporto di Solenzara in Corsica quel 27 giugno sarebbe stato “chiuso”. Una falsità porta aventi per anni prima di essere smascherata nelle indagini successive. L’unica bomba sull’aereo Itavia era il coagularsi di interessi militari che ha affondato 81 passeggeri e milioni di cittadini. Forse sarebbe il momento di tenere in mente la regola aurea per arrivare alla verità: non cadere nel gioco di giudicare il testimone ma approfondire la testimonianza. Almeno 37 anni dopo. La storia la sapevano in molti, ora serve la pistola fumante. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56673956</guid><pubDate>Mon, 04 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56673956/imported_7dcc607e_62f0_4d5f_bd6d_de4bfdab5fb7.mp3" length="1835258" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Antonio Tajani, leader di Forza Italia, vorrebbe chiudere la questione perché si trarrebbero di “parole di un privato cittadino”, come se la verità assumesse credibilità in base alla provenienza. Le parole di Giuliano Amato che in un’intervista a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Antonio Tajani, leader di Forza Italia, vorrebbe chiudere la questione perché si trarrebbero di “parole di un privato cittadino”, come se la verità assumesse credibilità in base alla provenienza. Le parole di Giuliano Amato che in un’intervista a Repubblica sostiene che il DC-9 precipitato il 27 giugno 1980 durante il volo di linea Bologna-Palermo fu distrutto da un missile francese che avrebbe dovuto colpire il leader libico Gheddaffi confermano la testimonianza resa nel 2007 dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga e validano la tesi di un altro “privato cittadino” che ci aveva giusto: il giornalista Andrea Purgatori. <br /> Raccontano comunque un pezzo di storia già nota. La politica e la magistratura non sono riuscite a rompere il muro di gomma dell’apparato militare italiano che dopo i depistaggio del cedimento strutturale è stato tutt’altro che collaborativo con la magistratura italiana, mettendosi al servizio più delle difese degli imputati che dell’accertamento della verità. <br /> La Francia da canto suo ha sostenuto per anni che che l’aeroporto di Solenzara in Corsica quel 27 giugno sarebbe stato “chiuso”. Una falsità porta aventi per anni prima di essere smascherata nelle indagini successive. L’unica bomba sull’aereo Itavia era il coagularsi di interessi militari che ha affondato 81 passeggeri e milioni di cittadini. Forse sarebbe il momento di tenere in mente la regola aurea per arrivare alla verità: non cadere nel gioco di giudicare il testimone ma approfondire la testimonianza. Almeno 37 anni dopo. La storia la sapevano in molti, ora serve la pistola fumante. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Altro che Vannacci, il problema di Meloni sono le imprese</title><link>https://www.spreaker.com/episode/altro-che-vannacci-il-problema-di-meloni-sono-le-imprese--56648794</link><description><![CDATA[Alla fine la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso: non sarà presente al prossimo forum di Cernobbio, vetrina e passerella di politica e imprese che si incontrano per celebrarsi a vicenda. Solo un anno fa Giorgia Meloni, annunciata vincitrice alle elezioni politiche, arrivò da queste parti nella veste di novella moderata, pronta a giurare fedeltà all’atlantismo e a promettere all’Unione europea il rispetto del vincolo di bilancio. Era la Giorgia Meloni che ce la metteva tutta per piacere agli Usa, alle banche e alle imprese.<br /> Ufficialmente da Palazzo Chigi dicono che la presidente del Consiglio sarà assente per altri imprecisati impegni. In realtà Giorgia Meloni preferisce non doversi confrontare con le banche extratassate con un colpo di mano d’agosto per poi sterilizzare il prelievo con una mossa tardiva. Un pasticcio su tutti i fronti, nei modi e nel risultato, che ancora pesa nel suo rapporto con il mondo della finanza italiana. Avrebbe dovuto anche dire alle imprese che nulla di quello che ha promesso sarà nella prossima legge di Bilancio, dove di soldi ce ne sono pochi, quasi niente. E forse avrebbe dovuto spiegare perché il Pnrr che erano “pronti” a modificare un anno fa ora si trascina claudicante sotto l’occhio severe e spazientito dell’Europa. <br /> Così dodici mesi dopo l’arrembante comparsa sul palco di Villa d’Este ora Giorgia Meloni appare arroccata nel suo ufficio, circondata solo dal suo cerchio magico. In attesa della prossima conferenza stampa senza stampa o della prossima intervista compiacente senza troppe domande. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56648794</guid><pubDate>Fri, 01 Sep 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56648794/imported_83d4a650_cfa4_4a14_bf51_bc98b0eb3563.mp3" length="1918850" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso: non sarà presente al prossimo forum di Cernobbio, vetrina e passerella di politica e imprese che si incontrano per celebrarsi a vicenda. Solo un anno fa Giorgia Meloni, annunciata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla fine la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso: non sarà presente al prossimo forum di Cernobbio, vetrina e passerella di politica e imprese che si incontrano per celebrarsi a vicenda. Solo un anno fa Giorgia Meloni, annunciata vincitrice alle elezioni politiche, arrivò da queste parti nella veste di novella moderata, pronta a giurare fedeltà all’atlantismo e a promettere all’Unione europea il rispetto del vincolo di bilancio. Era la Giorgia Meloni che ce la metteva tutta per piacere agli Usa, alle banche e alle imprese.<br /> Ufficialmente da Palazzo Chigi dicono che la presidente del Consiglio sarà assente per altri imprecisati impegni. In realtà Giorgia Meloni preferisce non doversi confrontare con le banche extratassate con un colpo di mano d’agosto per poi sterilizzare il prelievo con una mossa tardiva. Un pasticcio su tutti i fronti, nei modi e nel risultato, che ancora pesa nel suo rapporto con il mondo della finanza italiana. Avrebbe dovuto anche dire alle imprese che nulla di quello che ha promesso sarà nella prossima legge di Bilancio, dove di soldi ce ne sono pochi, quasi niente. E forse avrebbe dovuto spiegare perché il Pnrr che erano “pronti” a modificare un anno fa ora si trascina claudicante sotto l’occhio severe e spazientito dell’Europa. <br /> Così dodici mesi dopo l’arrembante comparsa sul palco di Villa d’Este ora Giorgia Meloni appare arroccata nel suo ufficio, circondata solo dal suo cerchio magico. In attesa della prossima conferenza stampa senza stampa o della prossima intervista compiacente senza troppe domande. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Corte dei Conti chiama, la Venere della Santanchè si meraviglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-corte-dei-conti-chiama-la-venere-della-santanche-si-meraviglia--56636666</link><description><![CDATA[La Venere di Botticelli in versione cartonata partorita per la campagna pubblicitaria “Open to meraviglia” era scomparsa dai social dallo scorso 27 giugno. Non male per quella che avrebbe voluto essere l’esca per i turisti stranieri. Nei mesi estivi incede la spericolata invenzione della ministra al Turismo Daniela Santanchè è stata latitante, suscitando la curiosità di molti ma soprattutto alimentando il sospetto della Corte dei Conti che si pone la stessa domanda di molti italiani: che senso ha spendere mezzo milione di euro (per di più senza gara) per una campagna promozionale che non promuove? <br /> Così il procuratore regionale per il Lazio Pio Silvestri ha avviato un’istruttoria e presto verranno chieste spiegazioni direttamente al ministero del Turismo, con sullo sfondo l’ipotesi del danno erariale. Non ha fatto nemmeno in tempo a bussare alla porta dell’ufficio di Daniela Santanchè che la Venere di Botticelli rediviva si è presentata sorridente sui social: “so che avete sentito la mia mancanza – si legge sotto la foto della Venere di Botticelli ‘pop’ in un aeroporto – e mi fa piacere che vi siate così tanto preoccupati per me. Ecco la verità: avevo promesso di portare le bellezze della nostra Italia in giro per il mondo e così ho fatto”.<br /> Dice la Venere ventriloqua di Daniela Santanchè di avere “portato le bellezze della nostra Italia in giro per il mondo”. Evidentemente si è dimenticata però di farsi fotografare. Fuori scena rimane la gustosissima telefonata che avrà avvisato di inventarsi un post in fretta e furia. Ora la Venere però deve convincere il magistrato. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56636666</guid><pubDate>Thu, 31 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56636666/imported_ae17fb30_3eb1_41a7_977f_f7baa9f75ba1.mp3" length="1905893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Venere di Botticelli in versione cartonata partorita per la campagna pubblicitaria “Open to meraviglia” era scomparsa dai social dallo scorso 27 giugno. Non male per quella che avrebbe voluto essere l’esca per i turisti stranieri. 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Non ha fatto nemmeno in tempo a bussare alla porta dell’ufficio di Daniela Santanchè che la Venere di Botticelli rediviva si è presentata sorridente sui social: “so che avete sentito la mia mancanza – si legge sotto la foto della Venere di Botticelli ‘pop’ in un aeroporto – e mi fa piacere che vi siate così tanto preoccupati per me. Ecco la verità: avevo promesso di portare le bellezze della nostra Italia in giro per il mondo e così ho fatto”.<br /> Dice la Venere ventriloqua di Daniela Santanchè di avere “portato le bellezze della nostra Italia in giro per il mondo”. Evidentemente si è dimenticata però di farsi fotografare. Fuori scena rimane la gustosissima telefonata che avrà avvisato di inventarsi un post in fretta e furia. Ora la Venere però deve convincere il magistrato. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Organizzate una cena di famiglia per i fratellini La Russa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/organizzate-una-cena-di-famiglia-per-i-fratellini-la-russa--56624889</link><description><![CDATA["Sono troppi" i migranti "che vengono distribuiti in Lombardia e senza fondi faremo fatica a gestirli". Lo dice in una intervista a Repubblica Romano La Russa, fratello del più celebre presidente del Senato Ignazio Benito Maria nonché assessore alla Sicurezza e Protezione civile della Regione Lombardia. Il La Russa meno noto ne ha per tutti: se la prende con “gli sbarchi sulle coste del Sud” e perfino con “i continui flussi dall’Ucraina”. “Questa è un’emergenza umanitari”, dice il La Russa minore dimenticando la retorica dell’invasione.<br /> Ben svegliato, Romano La Russa. Ci rimane un dubbio: a chi parla La Russa? Perché rilascia interviste? Non potrebbe porre le sue questioni al fratello dirigente del partito di governo Fratelli d’Italia (appunto) oppure scrivere alla sua segretaria nonché presidente del Consiglio Giorgia Meloni? <br /> Qualcuno dovrebbe bussare sulle spalle dei politici di questa maggioranza e svegliarli dal beato sonno in cui pensano di poter dare la colpa agli altri. Qualcuno potrebbe dire all’assessore lombardo La Russa che nella stessa situazione sono in tutte le regioni d’Italia (per quanto poco gli possa interessare). Dopo avere esercitato la propaganda sull’immigrazione (che invece richiede competenza e autorevolezza internazionale) ora i fratellini d’Italia stanno provando a passare direttamente alla rimozione. Nel loro magico mondo i Fratelli d’Italia sono sempre governati da poteri oscuri che li opprimono. Ma stavolta il vittimismo non funziona, al governo ci sono loro. E di oscuro c’è solo il futuro di un Paese governato così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56624889</guid><pubDate>Wed, 30 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56624889/imported_540e80f5_c714_4c80_9cba_94c667618296.mp3" length="1803075" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>"Sono troppi" i migranti "che vengono distribuiti in Lombardia e senza fondi faremo fatica a gestirli". 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Non potrebbe porre le sue questioni al fratello dirigente del partito di governo Fratelli d’Italia (appunto) oppure scrivere alla sua segretaria nonché presidente del Consiglio Giorgia Meloni? <br /> Qualcuno dovrebbe bussare sulle spalle dei politici di questa maggioranza e svegliarli dal beato sonno in cui pensano di poter dare la colpa agli altri. Qualcuno potrebbe dire all’assessore lombardo La Russa che nella stessa situazione sono in tutte le regioni d’Italia (per quanto poco gli possa interessare). Dopo avere esercitato la propaganda sull’immigrazione (che invece richiede competenza e autorevolezza internazionale) ora i fratellini d’Italia stanno provando a passare direttamente alla rimozione. Nel loro magico mondo i Fratelli d’Italia sono sempre governati da poteri oscuri che li opprimono. Ma stavolta il vittimismo non funziona, al governo ci sono loro. E di oscuro c’è solo il futuro di un Paese governato così. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni, sorelle d'Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-sorelle-d-italia--56615477</link><description><![CDATA[Fermi tutti. La “privata cittadina” Arianna Meloni, sorella della presidente del Consiglio Giorgia nonché moglie del ministro all’Agricolutra Francesco Lollobrigida, ora si dichiara “militante da quando aveva 17 anni” e rivendica il proprio ruolo di responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia (di cui è segretaria la sorella) e del tesseramento. Si sgretolano in una battito di ciglia le ripetute doglianze della cittadina che lamentava incursioni nella sua vita privata solo “perché sorella di Giorgia Meloni”. Si era sbagliata: essere sorella di Giorgia Meloni ora è il primo punto sul suo curriculum e si dice pronta a candidarsi per le prossime elezioni europee perché è “un soldato” a disposizione del partito. Ovvero della sorella. <br /> Il familismo nella politica italiana non è una novità. Il marchio di fabbrica del “cognome che funziona” è una tentazione in cui sono caduti in molti e l’acquolina nella bocca di Pier Silvio Berlusconi sta a lì a dimostrarlo. Ma una leader di partito che guida anche un governo e che decide di scegliere una sorella per vigilare all’interno della sua compagine politica ha un solo precedente: Kim Jong-un, leader supremo della Corea del Nord. Non proprio un’ispirazione di cui andare fieri. <br /> Nemmeno Silvio Berlusconi, il più grande interprete della politica e del partito come proprietà privata, si era spinto a tanto. Le sorelle d’Italia, cognati annessi, sono un unicum internazionale che svela almeno un particolare: Meloni è ossessionata dal controllo e si fida solo del sangue del suo sangue. Anche questo non è un precedente fortunato. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56615477</guid><pubDate>Tue, 29 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56615477/imported_4f3d3ad6_1f31_4f45_aa2b_bc7bfd6accbc.mp3" length="1919686" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Fermi tutti. 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Si era sbagliata: essere sorella di Giorgia Meloni ora è il primo punto sul suo curriculum e si dice pronta a candidarsi per le prossime elezioni europee perché è “un soldato” a disposizione del partito. Ovvero della sorella. <br /> Il familismo nella politica italiana non è una novità. Il marchio di fabbrica del “cognome che funziona” è una tentazione in cui sono caduti in molti e l’acquolina nella bocca di Pier Silvio Berlusconi sta a lì a dimostrarlo. Ma una leader di partito che guida anche un governo e che decide di scegliere una sorella per vigilare all’interno della sua compagine politica ha un solo precedente: Kim Jong-un, leader supremo della Corea del Nord. Non proprio un’ispirazione di cui andare fieri. <br /> Nemmeno Silvio Berlusconi, il più grande interprete della politica e del partito come proprietà privata, si era spinto a tanto. Le sorelle d’Italia, cognati annessi, sono un unicum internazionale che svela almeno un particolare: Meloni è ossessionata dal controllo e si fida solo del sangue del suo sangue. Anche questo non è un precedente fortunato. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quelli che vorrebbero Schlein come segretaria omeopatica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quelli-che-vorrebbero-schlein-come-segretaria-omeopatica--56603252</link><description><![CDATA[Qualcuno dalle parti del Partito Democratico sogna ancora che l’elezione della nuova segretaria Elly Schlein sia una dovuta burocrazia che lasci intatto il partito come se nulla sia cambiato. Accade così che la minoranza interna (che ancora non s’è resa conto di essere minoranza) si innervosisca perché la segretaria del partito non accetti di svolgere il proprio ruolo in maniera omeopatica. L’ultima scossa è data dalle parole di Schlein che ha espresso tre concetti semplici e risaputi: il “minnitismo” sull’immigrazione ha dimostrato con gli anni di essere un enorme fallimento ingrassando criminali libici e aprendo la strada al cosiddetto “Piano Mattei” della peggiore destra; la linea militarista dell’obiettivo del 2% del Pil per le spese militari volute dalla Nato in questo momento è uno schiaffo al Paese in cui si smontano la sanità, la scuola e le misure di contrasto alla povertà poiché quei 13/14 miliardi ora servono per cose ben più serie; da un anno e mezzo il dibattito in Italia sull’invasione russa in Ucraina è stato schiacciato sul versante militare e militarista.<br /> Sono le idee che hanno spinto Elly Schlein a vincere la corsa per la segretaria eppure ascoltando questi tre semplici concetti le facce degli oppositori interni di Schlein (ex ministro Guerini in testa) si sono frantumate per la sorpresa. Le accuse alla segretaria - come spesso accade - si sovrappongono perfettamente tra i renziani che stanno con Renzi e i renziani che ancora stanno nel PD. Si meravigliano perché Schlein dice quello che ha sempre pensato. Lo trovano inelegante. E questo è tutto quello che c’è da dire su una parte del PD. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56603252</guid><pubDate>Mon, 28 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56603252/imported_56316efd_7d04_440d_a74a_89456652a351.mp3" length="1925955" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Qualcuno dalle parti del Partito Democratico sogna ancora che l’elezione della nuova segretaria Elly Schlein sia una dovuta burocrazia che lasci intatto il partito come se nulla sia cambiato. Accade così che la minoranza interna (che ancora non s’è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qualcuno dalle parti del Partito Democratico sogna ancora che l’elezione della nuova segretaria Elly Schlein sia una dovuta burocrazia che lasci intatto il partito come se nulla sia cambiato. Accade così che la minoranza interna (che ancora non s’è resa conto di essere minoranza) si innervosisca perché la segretaria del partito non accetti di svolgere il proprio ruolo in maniera omeopatica. L’ultima scossa è data dalle parole di Schlein che ha espresso tre concetti semplici e risaputi: il “minnitismo” sull’immigrazione ha dimostrato con gli anni di essere un enorme fallimento ingrassando criminali libici e aprendo la strada al cosiddetto “Piano Mattei” della peggiore destra; la linea militarista dell’obiettivo del 2% del Pil per le spese militari volute dalla Nato in questo momento è uno schiaffo al Paese in cui si smontano la sanità, la scuola e le misure di contrasto alla povertà poiché quei 13/14 miliardi ora servono per cose ben più serie; da un anno e mezzo il dibattito in Italia sull’invasione russa in Ucraina è stato schiacciato sul versante militare e militarista.<br /> Sono le idee che hanno spinto Elly Schlein a vincere la corsa per la segretaria eppure ascoltando questi tre semplici concetti le facce degli oppositori interni di Schlein (ex ministro Guerini in testa) si sono frantumate per la sorpresa. Le accuse alla segretaria - come spesso accade - si sovrappongono perfettamente tra i renziani che stanno con Renzi e i renziani che ancora stanno nel PD. Si meravigliano perché Schlein dice quello che ha sempre pensato. Lo trovano inelegante. E questo è tutto quello che c’è da dire su una parte del PD. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>121</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il lapsus sulle vitime del ponte Morandi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-lapsus-sulle-vitime-del-ponte-morandi--56464389</link><description><![CDATA[[LA SVEGLIA RIPRENDE IL 28 AGOSTO]<br /><br /> Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni accodandosi alla commemorazione per le vittime del crollo del ponte Morandi di Genova ha detto: “il nostro augurio è che la verità possa emergere con tutta la sua chiarezza e che i responsabili di quel disastro siano acclarati e accertati. Perché sarebbe davvero imperdonabile che questa tragedia nazionale possa rimanere impunita”.<br /> Qualche ora prima il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto di “fare giustizia, completando l’iter processuale, con l’accertamento definitivo delle circostanze, delle colpe, delle disfunzioni, delle omissioni“.<br /> Ma cosa ostacola l’accertamento delle responsabilità? Il procuratore capo di Genova Nicola Piacente ieri ha avvisato che “bisogna essere chiari e leali, ci sono le ipotesi più datate di omissione di atti d’ufficio e dei falsi che sicuramente andranno in prescrizione da ottobre 2023”. Ha detto Piacente, aggiungendo che “gli imputati possono anche rinunciare alla prescrizione e optare per un accertamento giudiziario”. La prescrizione è l’incombente pericolo che minaccia la verità. <br /> Nello stesso giorno il ministro alla Giustizia Nordio avvisa che la prescrizione verrà riportata “nell’ambito del diritto sostanziale, come causa di estinzione del reato e non di improcedibilità”. Potremmo dire che Giorgia Meloni ieri si è augurata che i famigliari delle vittime del ponte di Genova non abbiano la disgrazia di imbattersi in un governo che sostiene idee come quello che guida. Il tutto con un po’ di commozione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56464389</guid><pubDate>Tue, 15 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56464389/imported_4854ca05_463f_4a4c_a1e9_9d442ea04654.mp3" length="1495040" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>[LA SVEGLIA RIPRENDE IL 28 AGOSTO]

Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni accodandosi alla commemorazione per le vittime del crollo del ponte Morandi di Genova ha detto: “il nostro augurio è che la verità possa emergere con tutta la sua...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[[LA SVEGLIA RIPRENDE IL 28 AGOSTO]<br /><br /> Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni accodandosi alla commemorazione per le vittime del crollo del ponte Morandi di Genova ha detto: “il nostro augurio è che la verità possa emergere con tutta la sua chiarezza e che i responsabili di quel disastro siano acclarati e accertati. Perché sarebbe davvero imperdonabile che questa tragedia nazionale possa rimanere impunita”.<br /> Qualche ora prima il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto di “fare giustizia, completando l’iter processuale, con l’accertamento definitivo delle circostanze, delle colpe, delle disfunzioni, delle omissioni“.<br /> Ma cosa ostacola l’accertamento delle responsabilità? Il procuratore capo di Genova Nicola Piacente ieri ha avvisato che “bisogna essere chiari e leali, ci sono le ipotesi più datate di omissione di atti d’ufficio e dei falsi che sicuramente andranno in prescrizione da ottobre 2023”. Ha detto Piacente, aggiungendo che “gli imputati possono anche rinunciare alla prescrizione e optare per un accertamento giudiziario”. La prescrizione è l’incombente pericolo che minaccia la verità. <br /> Nello stesso giorno il ministro alla Giustizia Nordio avvisa che la prescrizione verrà riportata “nell’ambito del diritto sostanziale, come causa di estinzione del reato e non di improcedibilità”. Potremmo dire che Giorgia Meloni ieri si è augurata che i famigliari delle vittime del ponte di Genova non abbiano la disgrazia di imbattersi in un governo che sostiene idee come quello che guida. Il tutto con un po’ di commozione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>94</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ex senatore mandante di un attentato a un giornalista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ex-senatore-mandante-di-un-attentato-a-un-giornalista--56455389</link><description><![CDATA[Il 15 luglio del 2018 cinque colpi di pistola vengono sparati contro l’abitazione di Ario Gervasutti, l’ex direttore del Giornale di Vicenza, nella sua abitazione a Padova. Uno dei cinque si conficca a poca distanza dal letto del figlio. Il giornalista, oggi caporedattore al Gazzettino, per anni non si spiega quell’attentato. Come dovrebbero fare tutti i giornalisti ha scritto e fatto scrivere articoli che non sono piaciuti a qualcuno ma non saprebbe indicare chi avrebbe potuto spingersi in un atto del genere.<br /> Ora la Direzione distrettuale antimafia di Venezia, nell’ambito di inchiesta di ‘Ndrangheta che coinvolge 43 persone, ha un’ipotesi. Mandante di quei cinque colpi che hanno crivellato la casa di Gervasutti sarebbe il vicentino Alberto Filippi di 57 anni, che secondo l’indagine avrebbe “incaricato, dandogli un compenso in denaro, Santino Mercurio”. Filippi dal 2006 al 2008 è stato deputato per la Lega nella XV legislatura. Nel 2008 fu eletto senatore e divenne vicepresidente della commissione esteri. Lasciata la Lega dopo un lungo giro approda a Fratelli d’Italia nel 2014, con il lieto annuncio dato dal presidente del Senato Ignazio La Russa e Giorgia Meloni in un bar di Vicenza. Un paio di settimane fa Filippi ha partecipato a una cena all’Arsenale di Venezia assieme al ministro all’agricoltura Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia. È tra i finanziatori del quotidiano L’Identità di Tommaso Cerno.<br /> Ora è accusato di avere pagato un mafioso per intimidire un giornalista. La vedete l’enormità della vicenda?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56455389</guid><pubDate>Mon, 14 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56455389/imported_e49a7f3f_3f46_4815_bded_152533038d46.mp3" length="1793044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il 15 luglio del 2018 cinque colpi di pistola vengono sparati contro l’abitazione di Ario Gervasutti, l’ex direttore del Giornale di Vicenza, nella sua abitazione a Padova. Uno dei cinque si conficca a poca distanza dal letto del figlio. 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Nel 2008 fu eletto senatore e divenne vicepresidente della commissione esteri. Lasciata la Lega dopo un lungo giro approda a Fratelli d’Italia nel 2014, con il lieto annuncio dato dal presidente del Senato Ignazio La Russa e Giorgia Meloni in un bar di Vicenza. Un paio di settimane fa Filippi ha partecipato a una cena all’Arsenale di Venezia assieme al ministro all’agricoltura Francesco Lollobrigida di Fratelli d’Italia. È tra i finanziatori del quotidiano L’Identità di Tommaso Cerno.<br /> Ora è accusato di avere pagato un mafioso per intimidire un giornalista. La vedete l’enormità della vicenda?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>C'è Giorgia Meloni nel gruppo whatsapp della famiglia Berlusconi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/c-e-giorgia-meloni-nel-gruppo-whatsapp-della-famiglia-berlusconi--56422555</link><description><![CDATA[Avviso a coloro che ci accusavano di essere “fissati con Berlusconi anche da morto” e a quelli che si sono lasciati convincere dalle panzane degli scherani berlusconiani (in primis il figlio Pier Silvio) quando strillavano che “ormai non ci sarebbe stato più nessun conflitto di interesse”: avevamo ragione noi. I desideri di Silvio sono ben custoditi nello scrigno di famiglia, con Marina e Pier Silvio nelle vesti di corazzieri e la cassaforte di famiglia pesa non solo sui parlamentari di Forza Italia ma anche ai piani alti, sulla scrivania della presidente del Consiglio Giorgi Meloni. <br /> Il quotidiano Il Foglio attribuisce un virgolettato al ministro degli Esteri nonché segretario di Forza Italia: “la Famiglia non ha gradito”. Scritto con la maiuscola, come si usa per le famiglia talmente potenti da esercitare l’intimidazione politica. La famiglia ovviamente è quella dei Berlusconi e il mancato gradimento sarebbe in merito all’idea di tassare gli extraprofitti delle banche. A casa Berlusconi gli analisti della Banca Mediolanum stimano un impatto della tassa che si aggirerebbe intorno al 50% degli utili della banca. Marina Berlusconi - secondo Il Foglio - avrebbe sgridato la prode Meloni invitandola “a scrivere bene la norma” e a parlare solo con i mercati chiusi. <br /> Nel frattempo alcuni giornali spingono per la discesa in campo di Pier Silvio. Ma, pensandoci bene, perché dovrebbe farlo quando senza sporcarsi le mani gli basta scrivere nella chat di famiglia, dove c’è la presidente del Consiglio? <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56422555</guid><pubDate>Fri, 11 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56422555/imported_67cb5d48_ef4a_4b93_9321_88a1bbb9d4a5.mp3" length="1798896" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Avviso a coloro che ci accusavano di essere “fissati con Berlusconi anche da morto” e a quelli che si sono lasciati convincere dalle panzane degli scherani berlusconiani (in primis il figlio Pier Silvio) quando strillavano che “ormai non ci sarebbe...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Avviso a coloro che ci accusavano di essere “fissati con Berlusconi anche da morto” e a quelli che si sono lasciati convincere dalle panzane degli scherani berlusconiani (in primis il figlio Pier Silvio) quando strillavano che “ormai non ci sarebbe stato più nessun conflitto di interesse”: avevamo ragione noi. I desideri di Silvio sono ben custoditi nello scrigno di famiglia, con Marina e Pier Silvio nelle vesti di corazzieri e la cassaforte di famiglia pesa non solo sui parlamentari di Forza Italia ma anche ai piani alti, sulla scrivania della presidente del Consiglio Giorgi Meloni. <br /> Il quotidiano Il Foglio attribuisce un virgolettato al ministro degli Esteri nonché segretario di Forza Italia: “la Famiglia non ha gradito”. Scritto con la maiuscola, come si usa per le famiglia talmente potenti da esercitare l’intimidazione politica. La famiglia ovviamente è quella dei Berlusconi e il mancato gradimento sarebbe in merito all’idea di tassare gli extraprofitti delle banche. A casa Berlusconi gli analisti della Banca Mediolanum stimano un impatto della tassa che si aggirerebbe intorno al 50% degli utili della banca. Marina Berlusconi - secondo Il Foglio - avrebbe sgridato la prode Meloni invitandola “a scrivere bene la norma” e a parlare solo con i mercati chiusi. <br /> Nel frattempo alcuni giornali spingono per la discesa in campo di Pier Silvio. Ma, pensandoci bene, perché dovrebbe farlo quando senza sporcarsi le mani gli basta scrivere nella chat di famiglia, dove c’è la presidente del Consiglio? <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La doppietta del ministro Urso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-doppietta-del-ministro-urso--56414318</link><description><![CDATA[Non si è dato il giusto risalto al filotto di successi del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, meloniano di ferro che nelle ultime ore ha incassato due risultati che dicono molto di lui, di questo governo e di quelli che “erano pronti”. <br /> Il tavolo con il gruppo automobilistico Stellantis che doveva risolversi entro ferragosto per il raddoppio della produzione in Italia fino alla soglia di un milione di auto (oggi sono meno della metà) nell’ambito della transizione verde è stata rinviato con tanti saluti al prossimo autunno. Più che una trattativa abbiamo assistito a uno scaricabarile tra l’azienda e il governo. Urso accusa Stellantis di non volersi sedere al tavolo per colpa di quei cattivoni dei sindacati e accusa “chi era al governo 3 anni fa”. Sapete chi c’era? Il suo compagno di governo, il leghista Giancarlo Giorgetti. Non male. <br /> Ieri Urso ha incontrato anche Ryanair per discutere del tetto dei prezzi sui voli compreso nel decreto Omnibus. All’uscita dell’incontro Eddie Wilson, amministratore delegato della low cost dice ai giornalisti che i consiglieri del ministro "è evidente che non hanno frequentato nemmeno il primo giorno di lezione di Economia”, racconta di avere ascoltato il ministro e i suoi collaboratori parlare di un algoritmo legato ai dispositivi che “non esiste” dicendo “non capisco nemmeno da dove l’abbiano tirata fuori questa str…” e parla di un decreto che “nemmeno Harry Potter sarebbe in grado di decifrare”. <br /> Deve essere questo il “prestigio dell’Italia nel mondo” di cui continua a parlare Giorgia Meloni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56414318</guid><pubDate>Thu, 10 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56414318/imported_1b24bd5e_335b_4048_8721_4c57f7b0d08e.mp3" length="1832751" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non si è dato il giusto risalto al filotto di successi del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, meloniano di ferro che nelle ultime ore ha incassato due risultati che dicono molto di lui, di questo governo e di quelli che “erano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non si è dato il giusto risalto al filotto di successi del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, meloniano di ferro che nelle ultime ore ha incassato due risultati che dicono molto di lui, di questo governo e di quelli che “erano pronti”. <br /> Il tavolo con il gruppo automobilistico Stellantis che doveva risolversi entro ferragosto per il raddoppio della produzione in Italia fino alla soglia di un milione di auto (oggi sono meno della metà) nell’ambito della transizione verde è stata rinviato con tanti saluti al prossimo autunno. Più che una trattativa abbiamo assistito a uno scaricabarile tra l’azienda e il governo. Urso accusa Stellantis di non volersi sedere al tavolo per colpa di quei cattivoni dei sindacati e accusa “chi era al governo 3 anni fa”. Sapete chi c’era? Il suo compagno di governo, il leghista Giancarlo Giorgetti. Non male. <br /> Ieri Urso ha incontrato anche Ryanair per discutere del tetto dei prezzi sui voli compreso nel decreto Omnibus. All’uscita dell’incontro Eddie Wilson, amministratore delegato della low cost dice ai giornalisti che i consiglieri del ministro "è evidente che non hanno frequentato nemmeno il primo giorno di lezione di Economia”, racconta di avere ascoltato il ministro e i suoi collaboratori parlare di un algoritmo legato ai dispositivi che “non esiste” dicendo “non capisco nemmeno da dove l’abbiano tirata fuori questa str…” e parla di un decreto che “nemmeno Harry Potter sarebbe in grado di decifrare”. <br /> Deve essere questo il “prestigio dell’Italia nel mondo” di cui continua a parlare Giorgia Meloni. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’hanno fatto per tutelare il Mojito. Con i taxi.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-hanno-fatto-per-tutelare-il-mojito-con-i-taxi--56404010</link><description><![CDATA[Qualche giorno fa il ministro Matteo Salvini ha avuto la brillante idea di pagare i taxi agli ubriachi dopo una serata in discoteca. Il “mi porti a casa” di cittadinanza è secondo Salvini “un'iniziativa giusta e sicura perché riduce il rischio di incidenti stradali”. Gli deve essere sfuggito che esista già una legge scritta da chi è convinto che per “ridurre gli incidenti stradali” si dovrebbe evitare di sbronzarsi, più banalmente. “I ragazzi approvano”, dice Salvini. Ci crediamo: lo Stato che premia gli spericolati è il sogno di qualsiasi adolescente o adulto mai diventato adulto. Salvini è da sempre il loro alfiere.<br /> La storia poi si infittisce perché si scopre che l’idea non è sgorgata dalla fantasia vivace di Matto Salvini ma gli sarebbe stata suggerita. Normale, si potrebbe pensare, ogni politico che si rispetti ha intorno dei preparati consiglieri. Chi è l’ispiratrice di Salvini? Una certa Nikita Pelizon, ex concorrente del Grande Fratello vip, che scrive sui suoi social: “È ufficiale, è stata approvata la mia idea riguardo la sicurezza stradale, discussa durante il tavolo governativo”. Peccato non avere avuto il privilegio di assistere all’incontro tra Pelizon e Salvini, mentre decidevano come salvare il Paese. <br /> Ma l’ex vincitrice del GF fa di più, spiegandoci il senso dell’iniziativa: “dopo due anni che i locali sono stati chiusi limitare l’utilizzo d’alcool di cui comunque il mondo della notte va avanti […] era anche questo da tenere in considerazione”, scrive su Twitter. Sì, avete letto bene: l’hanno fatto per tutelare il Mojito. Con i taxi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56404010</guid><pubDate>Wed, 09 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56404010/imported_5e098065_5ec5_47b3_961a_4e252b46878c.mp3" length="1902968" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Qualche giorno fa il ministro Matteo Salvini ha avuto la brillante idea di pagare i taxi agli ubriachi dopo una serata in discoteca. 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Normale, si potrebbe pensare, ogni politico che si rispetti ha intorno dei preparati consiglieri. Chi è l’ispiratrice di Salvini? Una certa Nikita Pelizon, ex concorrente del Grande Fratello vip, che scrive sui suoi social: “È ufficiale, è stata approvata la mia idea riguardo la sicurezza stradale, discussa durante il tavolo governativo”. Peccato non avere avuto il privilegio di assistere all’incontro tra Pelizon e Salvini, mentre decidevano come salvare il Paese. <br /> Ma l’ex vincitrice del GF fa di più, spiegandoci il senso dell’iniziativa: “dopo due anni che i locali sono stati chiusi limitare l’utilizzo d’alcool di cui comunque il mondo della notte va avanti […] era anche questo da tenere in considerazione”, scrive su Twitter. Sì, avete letto bene: l’hanno fatto per tutelare il Mojito. Con i taxi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Niente, Marcello De Angelis non è il nuovo Giordano Bruno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/niente-marcello-de-angelis-non-e-il-nuovo-giordano-bruno--56393583</link><description><![CDATA[No, non ha fatto come Giordano Bruno. Il prode Marcello De Angelis, dopo avere provato a essere l’avanguardia del revisionismo di questa destra non ha scelto il rogo che voleva “orgogliosamente” affrontare ma ha preferito chiedere banalmente scusa. Il portavoce del presidente della Regione Lazio in sole 24 ore è passato dall’”assoluta certezza” a “l’unica mia certezza è il dubbio”. Ieri sapeva esattamente chi fossero i responsabili della strage alla stazione di Bologna e oggi socraticamente sa solo di non sapere. Ieri scriveva “non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e “cariche istituzionali“. E se io dico la verità, loro, ahimè, mentono” e oggi ci dice di “avere il massimo rispetto” per il Presidente della Repubblica “così come per tutte le cariche dello Stato”.<br /> Non è un problema umiliarsi dopo essere stato sculacciato. L’operazione comunque ha funzionato. Sulla sua pagina Facebook i suoi seguaci lo ringraziano “in nome della Verità” (quale delle due pronunciate in poche ore?) e se la prendono con “l’antifascismo manettaro”. “Onore a te ma mai chiedere scusa agli sciacalli”, scrive Giovanna. "Ti amiamo Marcello De Angelis in nome della Verità, nei nostri cuori. Continua così, Grazie! I Camerati”. L’importante era scoccare la scintilla, l’operazione è comunque riuscita.<br /> Marcello De Angelis non è il nuovo Giordano Bruno. Quello per sfidare i dogmi ha rinunciato alla sua vita, questo ha rinunciato alle sue certezze e si è tenuto perfino lo stipendio. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56393583</guid><pubDate>Tue, 08 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56393583/imported_e551d647_6b9e_4aab_8b6f_09d2a3644d1f.mp3" length="1748741" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>No, non ha fatto come Giordano Bruno. 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E se io dico la verità, loro, ahimè, mentono” e oggi ci dice di “avere il massimo rispetto” per il Presidente della Repubblica “così come per tutte le cariche dello Stato”.<br /> Non è un problema umiliarsi dopo essere stato sculacciato. L’operazione comunque ha funzionato. Sulla sua pagina Facebook i suoi seguaci lo ringraziano “in nome della Verità” (quale delle due pronunciate in poche ore?) e se la prendono con “l’antifascismo manettaro”. “Onore a te ma mai chiedere scusa agli sciacalli”, scrive Giovanna. "Ti amiamo Marcello De Angelis in nome della Verità, nei nostri cuori. Continua così, Grazie! I Camerati”. L’importante era scoccare la scintilla, l’operazione è comunque riuscita.<br /> Marcello De Angelis non è il nuovo Giordano Bruno. Quello per sfidare i dogmi ha rinunciato alla sua vita, questo ha rinunciato alle sue certezze e si è tenuto perfino lo stipendio. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La flottiglia è pronta a riscrivere la Storia. Chissà cos’altro serva per accorgersene.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-flottiglia-e-pronta-a-riscrivere-la-storia-chissa-cos-altro-serva-per-accorgersene--56384363</link><description><![CDATA[Gli stessi che ripetevano che sulle ombre della ministra Santanchè può parlare solo la magistratura da due giorni strepitano perché la magistratura non ha scritto la storia della strage alla stazione di Bologna come piace a loro. <br /> Capofila della schiera è Marcello De Angelis, eclettico pensatore di riferimento della destra peggiore di sempre che ora governa, Condannato a 5 anni e mezzo di reclusione, per associazione sovversiva e banda armata. Fondatore del gruppo musicale 270bis il cui nome è tratto dall'articolo del codice penale riguardante associazioni con finalità di terrorismo. E, poiché sono tempi bui, responsabile comunicazione della Regione Lazio perchè lo spessore di questa classe dirigente si misura in base agli estremi, più che sui saperi. <br /> De Angelis ha dapprima detto di sapere “per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini”. Dice De Angelis che lo sanno tutti, tranne evidentemente i famigliari delle vittime, il Capo dello Stato, i giudici che hanno scritto le sentenze e qualche milione di italiani che ancora resiste alla riscrittura della Storia. Non ci dice chi è stato, questo no: oltre lo sforzo nel negare non riescono ad andare. Quando viene ovviamente sbertucciato per la cretinata detta però insiste: dice di avere il diritto di sparare cazzate sulla pelle dei morti. Lo rivendica. <br /> Lo “squillo di tromba” - come lo chiama Pier Luigi Bersani - di Giorgia Meloni non è rimasto inascoltato. La flottiglia è pronta a riscrivere la Storia. Chissà cos’altro serva per accorgersene. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56384363</guid><pubDate>Mon, 07 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56384363/imported_6e8d1e76_68e7_4c62_abda_eaada2c4fadf.mp3" length="1811853" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli stessi che ripetevano che sulle ombre della ministra Santanchè può parlare solo la magistratura da due giorni strepitano perché la magistratura non ha scritto la storia della strage alla stazione di Bologna come piace a loro. 
Capofila della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli stessi che ripetevano che sulle ombre della ministra Santanchè può parlare solo la magistratura da due giorni strepitano perché la magistratura non ha scritto la storia della strage alla stazione di Bologna come piace a loro. <br /> Capofila della schiera è Marcello De Angelis, eclettico pensatore di riferimento della destra peggiore di sempre che ora governa, Condannato a 5 anni e mezzo di reclusione, per associazione sovversiva e banda armata. Fondatore del gruppo musicale 270bis il cui nome è tratto dall'articolo del codice penale riguardante associazioni con finalità di terrorismo. E, poiché sono tempi bui, responsabile comunicazione della Regione Lazio perchè lo spessore di questa classe dirigente si misura in base agli estremi, più che sui saperi. <br /> De Angelis ha dapprima detto di sapere “per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini”. Dice De Angelis che lo sanno tutti, tranne evidentemente i famigliari delle vittime, il Capo dello Stato, i giudici che hanno scritto le sentenze e qualche milione di italiani che ancora resiste alla riscrittura della Storia. Non ci dice chi è stato, questo no: oltre lo sforzo nel negare non riescono ad andare. Quando viene ovviamente sbertucciato per la cretinata detta però insiste: dice di avere il diritto di sparare cazzate sulla pelle dei morti. Lo rivendica. <br /> Lo “squillo di tromba” - come lo chiama Pier Luigi Bersani - di Giorgia Meloni non è rimasto inascoltato. La flottiglia è pronta a riscrivere la Storia. Chissà cos’altro serva per accorgersene. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Erano pronti a rimandare a settembre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/erano-pronti-a-rimandare-a-settembre--56356223</link><description><![CDATA[Quelli che erano pronti ieri hanno deciso ancora una volta di non decidere. La discussione sul salario minimo si farà a settembre, molto più probabilmente a ottobre alla faccia di tre milioni e mezzo di lavoratori poveri che si sommano a quelli che il lavoro nemmeno ce l’hanno. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei giorni scorsi ha proposto un “dialogo” con le opposizioni. Del resto essere dialogante è da sempre la sua qualità universalmente riconosciuta. Per costruire il dialogo hanno pensato bene nel frattempo di proporre un emendamento che avrebbe mandato tutto all’aria. Sono fatti così dalle parti del governo, considerano le martellate una normale dialettica politica. <br /> A settembre quindi a Giorgia Meloni, che vorrebbe apparire decisionista, tocca sbrogliare il nodo sul Fondo salva-Stati, altro tema su cui si è votato per votare dopo le vacanze. Intanto l’Italia è già l’unico Paese in Ue a non avere dato il via libera. Sul tavolo c’è anche il Mes, che comunque vada sarà un successo: che passio o no qualcuno nella maggioranza avrà detto una bugia. Un capolavoro. Poi ci sarà anche la riforma sulla Giustizia, su cui Lega e FdI se le danno di santa ragione. Poi ci sarà il decreto Calderoli sull’autonomia differenziata, che Salvini vuole come scalpo da offrire agli elettori per le elezioni europee. Per ora l’unica grande “riforma” del governo è avere aumentato la povertà. Però a settembre potrebbero provare a convincerci che ormai “se ne parla dopo Natale, all’anno nuovo”. Finché dura. Buone vacanze, intanto. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56356223</guid><pubDate>Fri, 04 Aug 2023 02:13:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56356223/imported_224dab1b_822a_4810_a739_815f6bc60dbe.mp3" length="1851559" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quelli che erano pronti ieri hanno deciso ancora una volta di non decidere. 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Sono fatti così dalle parti del governo, considerano le martellate una normale dialettica politica. <br /> A settembre quindi a Giorgia Meloni, che vorrebbe apparire decisionista, tocca sbrogliare il nodo sul Fondo salva-Stati, altro tema su cui si è votato per votare dopo le vacanze. Intanto l’Italia è già l’unico Paese in Ue a non avere dato il via libera. Sul tavolo c’è anche il Mes, che comunque vada sarà un successo: che passio o no qualcuno nella maggioranza avrà detto una bugia. Un capolavoro. Poi ci sarà anche la riforma sulla Giustizia, su cui Lega e FdI se le danno di santa ragione. Poi ci sarà il decreto Calderoli sull’autonomia differenziata, che Salvini vuole come scalpo da offrire agli elettori per le elezioni europee. Per ora l’unica grande “riforma” del governo è avere aumentato la povertà. Però a settembre potrebbero provare a convincerci che ormai “se ne parla dopo Natale, all’anno nuovo”. Finché dura. Buone vacanze, intanto. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un consiglio non richiesto ai nostri politici: tornate velocemente sulla terra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-consiglio-non-richiesto-ai-nostri-politici-tornate-velocemente-sulla-terra--56346908</link><description><![CDATA[Ieri la ministra al Lavoro Marina Calderone che ultimamente era sparita dai radar rinchiusa in un insolito silenzio ha spiegato alla Camera che non c’è “nessuna situazione di incertezza o di abbandono dei nuclei familiari e delle persone che percepivano il reddito di Cittadinanza”. Ha promesso che gli attivabili al lavoro avranno il beneficio Sfl (350 euro al mese) dal primo settembre con cui “nessuno verrà lasciato indietro”. Improvvisamente sono scomparsi i “furbetti” e le è toccato parlare dei poveri. Immancabile l’attacco alle opposizioni: “sapevate che il Reddito di cittadinanza sarebbe stato eliminato”, dicono dal governo. La domanda andrebbe rivolta a loro: com’è possibile togliere una misura di lotta alla povertà senza organizzarsi per tempo?<br /> Mentre i Servizi sociali sono presi d’assalto da gente che non sa come mangiare in Parlamento si è discusso del “decoro” della Camera confrontandosi su carpe e cravatte. Sul serio. Nella stessa seduta, mentre fuori sale la rabbia, il Dem Fassino ci ha tenuto a specificare che gli stipendi dei parlamentari non sono “d’oro”. Secondo lui 4317 euro netti (dimenticandosi i benefit che lo fanno arrivare arrivare a 13mila) sono uno stipendio medio, evidentemente. Nel frattempo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, muta sul resto, ha trovato il tempo di querelare il cantante del gruppo musicale britannico Placebo, Brian Molko, (13 milioni di dischi venduti) per averla offesa durante un concerto. <br /> Un consiglio non richiesto ai nostri politici: tornate velocemente sulla terra. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56346908</guid><pubDate>Thu, 03 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56346908/imported_726047b5_2798_48c7_bd14_0ac2a9b6a432.mp3" length="1783431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri la ministra al Lavoro Marina Calderone che ultimamente era sparita dai radar rinchiusa in un insolito silenzio ha spiegato alla Camera che non c’è “nessuna situazione di incertezza o di abbandono dei nuclei familiari e delle persone che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri la ministra al Lavoro Marina Calderone che ultimamente era sparita dai radar rinchiusa in un insolito silenzio ha spiegato alla Camera che non c’è “nessuna situazione di incertezza o di abbandono dei nuclei familiari e delle persone che percepivano il reddito di Cittadinanza”. Ha promesso che gli attivabili al lavoro avranno il beneficio Sfl (350 euro al mese) dal primo settembre con cui “nessuno verrà lasciato indietro”. Improvvisamente sono scomparsi i “furbetti” e le è toccato parlare dei poveri. Immancabile l’attacco alle opposizioni: “sapevate che il Reddito di cittadinanza sarebbe stato eliminato”, dicono dal governo. La domanda andrebbe rivolta a loro: com’è possibile togliere una misura di lotta alla povertà senza organizzarsi per tempo?<br /> Mentre i Servizi sociali sono presi d’assalto da gente che non sa come mangiare in Parlamento si è discusso del “decoro” della Camera confrontandosi su carpe e cravatte. Sul serio. Nella stessa seduta, mentre fuori sale la rabbia, il Dem Fassino ci ha tenuto a specificare che gli stipendi dei parlamentari non sono “d’oro”. Secondo lui 4317 euro netti (dimenticandosi i benefit che lo fanno arrivare arrivare a 13mila) sono uno stipendio medio, evidentemente. Nel frattempo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, muta sul resto, ha trovato il tempo di querelare il cantante del gruppo musicale britannico Placebo, Brian Molko, (13 milioni di dischi venduti) per averla offesa durante un concerto. <br /> Un consiglio non richiesto ai nostri politici: tornate velocemente sulla terra. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fitto il pacchista</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fitto-il-pacchista--56337809</link><description><![CDATA[Ieri mattina il ministro degli Affari europei la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Raffaele Fitto si è presentato in Parlamento raccontando una ricostruzione davvero difficile da credere sui 16 miliardi di euro persi dalla terza rata. Le opposizioni hanno fatto notare che perdere 16 miliardi su progetti così importanti (sul rischio alluvione, sui beni confiscati, sulla medicina territoriale, sui beni confiscati e molti altri) sia un delitto, risultato dell’inettitudine del governo che si diceva “pronto” e invece per ora è riuscito solo a essere “prono”. <br /> Il ministro Fitto se l’è presa (questi sono dei veri talenti del vittimismo, del resto) e ha risposto che le nove misure “non saranno oggetto di definanziamento”, anzi “andranno avanti regolarmente”. Un po’ come se fosse Antani, con lo scappellamento a destra. A smentirlo poche ore dopo è arrivato il Servizio studi del Parlamento che nella sua relazione sul monitoraggio dell’attuazione del Pnrr fa a pezzi la ricostruzione di Fitto fornita nell’Aula della Camera. “Si sottolinea – scrive il Servizio studi – come il Rapporto” del governo “non specifichi quali saranno gli strumenti e le modalità attraverso i quali sarà mutata la fonte di finanziamento delle risorse definanziate dal Pnrr”.<br /> Si può scrivere quindi senza ombra di dubbio che un ministro dello Stato abbia mentito - ancora - al Parlamento per di più in modo fesso, sperando che i numeri alla fine rimanessero nel cassetto delle opinioni. Ora non gli resta che “definanzare” il Servizio studi del Parlamento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56337809</guid><pubDate>Wed, 02 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56337809/imported_63c6d255_01cb_40c2_aee7_83cc8805ac71.mp3" length="1796806" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri mattina il ministro degli Affari europei la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Raffaele Fitto si è presentato in Parlamento raccontando una ricostruzione davvero difficile da credere sui 16 miliardi di euro persi dalla terza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri mattina il ministro degli Affari europei la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Raffaele Fitto si è presentato in Parlamento raccontando una ricostruzione davvero difficile da credere sui 16 miliardi di euro persi dalla terza rata. Le opposizioni hanno fatto notare che perdere 16 miliardi su progetti così importanti (sul rischio alluvione, sui beni confiscati, sulla medicina territoriale, sui beni confiscati e molti altri) sia un delitto, risultato dell’inettitudine del governo che si diceva “pronto” e invece per ora è riuscito solo a essere “prono”. <br /> Il ministro Fitto se l’è presa (questi sono dei veri talenti del vittimismo, del resto) e ha risposto che le nove misure “non saranno oggetto di definanziamento”, anzi “andranno avanti regolarmente”. Un po’ come se fosse Antani, con lo scappellamento a destra. A smentirlo poche ore dopo è arrivato il Servizio studi del Parlamento che nella sua relazione sul monitoraggio dell’attuazione del Pnrr fa a pezzi la ricostruzione di Fitto fornita nell’Aula della Camera. “Si sottolinea – scrive il Servizio studi – come il Rapporto” del governo “non specifichi quali saranno gli strumenti e le modalità attraverso i quali sarà mutata la fonte di finanziamento delle risorse definanziate dal Pnrr”.<br /> Si può scrivere quindi senza ombra di dubbio che un ministro dello Stato abbia mentito - ancora - al Parlamento per di più in modo fesso, sperando che i numeri alla fine rimanessero nel cassetto delle opinioni. Ora non gli resta che “definanzare” il Servizio studi del Parlamento. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il clima e il ciclo di Matteo Salvini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-clima-e-il-ciclo-di-matteo-salvini--56321969</link><description><![CDATA[A Cervia, per l’annuale raduno della Lega, il giornalista Daniele Capezzone intervista Matteo Salvini. Lo intervista, come al solito, su quello che non sa perché Salvini si è costruito una carriera parlando a vanvera di argomenti che non conosce, abile nel dare la risposta che vorrebbero i suoi uditori. Anche per questo il ministro alle Infrastrutture nel corso della sua carriera politica - l’unica sua carriera, non avendo mai lavorato - talvolta riesce ad avere idee opposte sullo stesso argomento.<br /> Capezzone è preoccupato. Il giornalista dice a Salvini che è molto “contento” che il governo “almeno freni” la transizione ecologica ma teme che le lacrime del ministro Pichetto Fratin possano essere un regalo “alla sinistra”. Gli avversari sono la loro unica ossessione: preferiscono finire arrosto pur di poter dire - anche ridotti in cenere - “abbiamo vinto noi”. Salvini gigioneggia, afferra il microfono e spiega che “d’inverno fa freddo, d’estate fa caldo”, certificando subito di essere un ignorante che non distingue il meteo dal clima. Poi dice: “io adoro la montagna. E quando vai sull’Adamello e sul Tonale e vedi i ghiacciai che si ritirano anno dopo anno ti fermi a pensare – ha detto sul palco – poi studi la storia e vedi che sono cicli. Il ghiaccio non arretra perché Capezzone sgasa con la sua Golf turbo”. Applausi scroscianti tra il pubblico. In fondo Salvini un po’ di ragione ce l’ha: l’unica nostra speranza è che si concluda il prima possibile il ciclo di Salvini e compagnia cantante. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56321969</guid><pubDate>Tue, 01 Aug 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56321969/imported_e9351942_6db4_49b5_9dce_5104ea9322db.mp3" length="1890429" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Cervia, per l’annuale raduno della Lega, il giornalista Daniele Capezzone intervista Matteo Salvini. Lo intervista, come al solito, su quello che non sa perché Salvini si è costruito una carriera parlando a vanvera di argomenti che non conosce,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Cervia, per l’annuale raduno della Lega, il giornalista Daniele Capezzone intervista Matteo Salvini. Lo intervista, come al solito, su quello che non sa perché Salvini si è costruito una carriera parlando a vanvera di argomenti che non conosce, abile nel dare la risposta che vorrebbero i suoi uditori. Anche per questo il ministro alle Infrastrutture nel corso della sua carriera politica - l’unica sua carriera, non avendo mai lavorato - talvolta riesce ad avere idee opposte sullo stesso argomento.<br /> Capezzone è preoccupato. Il giornalista dice a Salvini che è molto “contento” che il governo “almeno freni” la transizione ecologica ma teme che le lacrime del ministro Pichetto Fratin possano essere un regalo “alla sinistra”. Gli avversari sono la loro unica ossessione: preferiscono finire arrosto pur di poter dire - anche ridotti in cenere - “abbiamo vinto noi”. Salvini gigioneggia, afferra il microfono e spiega che “d’inverno fa freddo, d’estate fa caldo”, certificando subito di essere un ignorante che non distingue il meteo dal clima. Poi dice: “io adoro la montagna. E quando vai sull’Adamello e sul Tonale e vedi i ghiacciai che si ritirano anno dopo anno ti fermi a pensare – ha detto sul palco – poi studi la storia e vedi che sono cicli. Il ghiaccio non arretra perché Capezzone sgasa con la sua Golf turbo”. Applausi scroscianti tra il pubblico. In fondo Salvini un po’ di ragione ce l’ha: l’unica nostra speranza è che si concluda il prima possibile il ciclo di Salvini e compagnia cantante. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ipocrisia del Governo (anche) sulla Cina</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ipocrisia-del-governo-anche-sulla-cina--56311028</link><description><![CDATA[La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista all’emittente televisiva Usa Fox è entrata nel merito anche di un tema molto caro agli Stati Uniti, cioè i rapporti con la Cina. Sulla Via della Seta la presidente del Consiglio fa sapere di non avere ancora preso una decisione: la questione “dovrà essere discussa col governo cinese e nel Parlamento italiano“. Meloni tiene a precisare anche che l’Italia è l’unica nazione del G7 ad avere aderito alla Via della seta, ma “non è” quella che ha le “migliori relazioni commerciali” con Pechino. “Prenderemo una decisione prima di dicembre“, ha detto la premier.<br /> Poche ore dopo il ministro alla Difesa Crosetto in un’intervista al Corriere della Sera ha detto: “Fuori dalla via della Seta ma senza fare danni”. Già a maggio, sempre sul Corriere della Sera, è uscito un articolo in cui si legge che la decisione di scindere il Memorandum con la Cina era già stata presa. Il ministro Crosetto ha anche paventato il pericolo di “fumetti” che "descrivono i cinesi come liberatori e gli occidentali come sfruttatori da scacciare”.<br /> Ricapitolando: la presidente del Consiglio dopo la visita al presidente Usa rilascia un’intervista in cui dice che la scelta sui rapporti con la Cina spetta al Parlamento. Poco dopo un ministro dà la decisione per già  presa spiegandone perfino i motivi. Vi pare normale? E il Parlamento?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56311028</guid><pubDate>Mon, 31 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56311028/imported_fcd0acc1_82bb_4011_81de_f3bf0936753e.mp3" length="1675598" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista all’emittente televisiva Usa Fox è entrata nel merito anche di un tema molto caro agli Stati Uniti, cioè i rapporti con la Cina. Sulla Via della Seta la presidente del Consiglio fa sapere di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista all’emittente televisiva Usa Fox è entrata nel merito anche di un tema molto caro agli Stati Uniti, cioè i rapporti con la Cina. Sulla Via della Seta la presidente del Consiglio fa sapere di non avere ancora preso una decisione: la questione “dovrà essere discussa col governo cinese e nel Parlamento italiano“. Meloni tiene a precisare anche che l’Italia è l’unica nazione del G7 ad avere aderito alla Via della seta, ma “non è” quella che ha le “migliori relazioni commerciali” con Pechino. “Prenderemo una decisione prima di dicembre“, ha detto la premier.<br /> Poche ore dopo il ministro alla Difesa Crosetto in un’intervista al Corriere della Sera ha detto: “Fuori dalla via della Seta ma senza fare danni”. Già a maggio, sempre sul Corriere della Sera, è uscito un articolo in cui si legge che la decisione di scindere il Memorandum con la Cina era già stata presa. Il ministro Crosetto ha anche paventato il pericolo di “fumetti” che "descrivono i cinesi come liberatori e gli occidentali come sfruttatori da scacciare”.<br /> Ricapitolando: la presidente del Consiglio dopo la visita al presidente Usa rilascia un’intervista in cui dice che la scelta sui rapporti con la Cina spetta al Parlamento. Poco dopo un ministro dà la decisione per già  presa spiegandone perfino i motivi. Vi pare normale? E il Parlamento?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>105</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ora è l'era dell’ebollizione globale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ora-e-l-era-dell-ebollizione-globale--56249820</link><description><![CDATA[Non si offenderanno il compagno del presidente del Consiglio, i giornalisti che gridano al complotto, gli altri giornalisti che invitano all’adattamento, i politici che ancora confondono clima e meteo e tutto il resto della masnada che si sta agitando in questi giorni se riporto le parole del Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, dopo la pubblicazione del report Copernicus Climate Change Service secondo cui luglio 2023 sarà il mese più torrido di sempre. <br /> Temperature che - si legge nel rapporto - sono correlate all'ondata di caldo che ha colpito gran parte del Nord America, dell'Asia e dell'Europa scatenando incendi devastanti dal Canada alla Grecia. Un fenomeno che - si legge ancora - ha avuto un impatto importante sulla salute delle persone, sull'ambiente e sull'economia. Il precedente mese più caldo mai registrato era stato luglio 2019. Il picco si è toccato il 6 luglio quando la temperatura media giornaliera dell'aria ha superato il record stabilito nell'agosto 2016 diventando così il giorno più caldo mai registrato.<br /> "A meno di una mini-era glaciale nei prossimi giorni, il luglio 2023 frantumerà i record su tutta la linea", dichiara Guterres. "Per l'intero pianeta, è un disastro. E per gli scienziati è inequivocabile: la colpa è degli esseri umani". Un andamento che - a dire del Segretario generale delle Nazioni Unite - è "coerente" con le previsioni e gli avvertimenti che vanno avanti da anni- "L'unica sorpresa - dice ancora - è la velocità del cambiamento”. L'era del riscaldamento globale è finita - dice l’Onu - Ora è l'era dell’ebollizione globale". Solo i cretini restano gli stessi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56249820</guid><pubDate>Fri, 28 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56249820/imported_7808723d_8a9d_4c50_a1f6_a3c1a8fd124d.mp3" length="1960228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non si offenderanno il compagno del presidente del Consiglio, i giornalisti che gridano al complotto, gli altri giornalisti che invitano all’adattamento, i politici che ancora confondono clima e meteo e tutto il resto della masnada che si sta agitando...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non si offenderanno il compagno del presidente del Consiglio, i giornalisti che gridano al complotto, gli altri giornalisti che invitano all’adattamento, i politici che ancora confondono clima e meteo e tutto il resto della masnada che si sta agitando in questi giorni se riporto le parole del Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, dopo la pubblicazione del report Copernicus Climate Change Service secondo cui luglio 2023 sarà il mese più torrido di sempre. <br /> Temperature che - si legge nel rapporto - sono correlate all'ondata di caldo che ha colpito gran parte del Nord America, dell'Asia e dell'Europa scatenando incendi devastanti dal Canada alla Grecia. Un fenomeno che - si legge ancora - ha avuto un impatto importante sulla salute delle persone, sull'ambiente e sull'economia. Il precedente mese più caldo mai registrato era stato luglio 2019. Il picco si è toccato il 6 luglio quando la temperatura media giornaliera dell'aria ha superato il record stabilito nell'agosto 2016 diventando così il giorno più caldo mai registrato.<br /> "A meno di una mini-era glaciale nei prossimi giorni, il luglio 2023 frantumerà i record su tutta la linea", dichiara Guterres. "Per l'intero pianeta, è un disastro. E per gli scienziati è inequivocabile: la colpa è degli esseri umani". Un andamento che - a dire del Segretario generale delle Nazioni Unite - è "coerente" con le previsioni e gli avvertimenti che vanno avanti da anni- "L'unica sorpresa - dice ancora - è la velocità del cambiamento”. L'era del riscaldamento globale è finita - dice l’Onu - Ora è l'era dell’ebollizione globale". Solo i cretini restano gli stessi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>123</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ripulite le macerie, altro che i monumenti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ripulite-le-macerie-altro-che-i-monumenti--56233211</link><description><![CDATA[Quando i giovani attivisti di Ultima generazione avevano organizzato azioni di proteste per lanciare l’allarme contro i previsti disastri del cambiamento climatico una schiera di paternalisti irresponsabili (e piuttosto ignoranti) ha pensato bene di inondare giornali e televisioni per urlacciarre la loro disperazione causata dalla vernice lavabile sui monumenti. Il Governo - sempre pronto ad approfittare dell’occasione di essere ridicolo - ha preparato una legge d’urgenza contro gli “ecovandali” che tingevano di rosso le fontane. Guardare il dito che indica la luna è un’ottima strategia per evitare di assumersi le responsabilità.<br /> Nel frattempo i danni per l’alluvione in Emilia Romagna ammontano per ora a circa 9 miliardi di euro, i nubifragi di questi giorni costano solo alla città di Milano più di 100 milioni di euro e il fuoco in Sicilia a oggi ha provocato danni per circa 300 milioni di euro. Mentre quelli discutevano del costo dell’acqua per lavare Palazzo Vecchio 10 miliardi di euro sono stati sottratti alle casse dello Stato. E questo è solo l’antipasto dei disastri e dei costi che ci aspettano in futuro, quando ancora fingeranno di assistere a eventi inaspettati.<br /> Perfino il leghista Luca Zaia ha ammesso di avere paura del negazionismo “che rischia di generare alibi”: “non possiamo lasciare soli i ragazzi a combattere per l’ambiente”, dice il presidente del Veneto. Si potrebbe fare così: i giovani condannati a ripulire la vernice e la classe dirigente condannata a sistemare le macerie di un mondo lasciato bruciare per interessi sporchi. Che dite?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56233211</guid><pubDate>Thu, 27 Jul 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56233211/imported_af31fe79_8656_4d0e_add0_133bc65b56e0.mp3" length="1835676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando i giovani attivisti di Ultima generazione avevano organizzato azioni di proteste per lanciare l’allarme contro i previsti disastri del cambiamento climatico una schiera di paternalisti irresponsabili (e piuttosto ignoranti) ha pensato bene di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando i giovani attivisti di Ultima generazione avevano organizzato azioni di proteste per lanciare l’allarme contro i previsti disastri del cambiamento climatico una schiera di paternalisti irresponsabili (e piuttosto ignoranti) ha pensato bene di inondare giornali e televisioni per urlacciarre la loro disperazione causata dalla vernice lavabile sui monumenti. Il Governo - sempre pronto ad approfittare dell’occasione di essere ridicolo - ha preparato una legge d’urgenza contro gli “ecovandali” che tingevano di rosso le fontane. Guardare il dito che indica la luna è un’ottima strategia per evitare di assumersi le responsabilità.<br /> Nel frattempo i danni per l’alluvione in Emilia Romagna ammontano per ora a circa 9 miliardi di euro, i nubifragi di questi giorni costano solo alla città di Milano più di 100 milioni di euro e il fuoco in Sicilia a oggi ha provocato danni per circa 300 milioni di euro. Mentre quelli discutevano del costo dell’acqua per lavare Palazzo Vecchio 10 miliardi di euro sono stati sottratti alle casse dello Stato. E questo è solo l’antipasto dei disastri e dei costi che ci aspettano in futuro, quando ancora fingeranno di assistere a eventi inaspettati.<br /> Perfino il leghista Luca Zaia ha ammesso di avere paura del negazionismo “che rischia di generare alibi”: “non possiamo lasciare soli i ragazzi a combattere per l’ambiente”, dice il presidente del Veneto. Si potrebbe fare così: i giovani condannati a ripulire la vernice e la classe dirigente condannata a sistemare le macerie di un mondo lasciato bruciare per interessi sporchi. Che dite?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>115</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'ipocrisia sulle colpe del clima</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-ipocrisia-sulle-colpe-del-clima--56216260</link><description><![CDATA[Basta poco per smascherare l’ipocrisia, basta mantenere la lucidità anche nei momenti più critici come queste ore che spaccano l’Italia tra ghiaccio e fuoco, entrambi figli di un cambiamento climatico che - come dice bene Cecilia Strada - sarebbe meglio chiamare “disastro climatico”. <br /> Gli effetti (preannunciati dalla stragrande dei climatologi) sono nelle grandinate, nelle trombe d’aria e nel fuoco di questi giorni ma sono ancora freschi nella memoria dei cittadini in Emilia Romagna che stanno facendo i conti con la ricostruzione dopo gli alluvioni. <br /> Quando l’acqua sommerse l’Emilia Romagna i rappresentati di questo governo ci dissero (più o meno velatamente) che la colpa fosse tutta del Partito Democratico, più precisamente del presidente della Regione Stefano Bonaccini e della sua ex vicepresidente e ora segretaria del PD Elly Schlein. È una bieca strumentalizzazione politica, certo, ma indica un certo modo di leggere gli eventi. <br /> Ora che i danni toccano Lombardia e Sicilia, regioni governate dalla stessa destra che sta al governo, la chiave di lettura è capovolta. Ora la colpa è del cambiamento climatico o comunque degli “eventi climatici eccezionali”. Così la maggioranza che ha sempre minimizzato (se non negato) il cambiamento climatico oggi lo sfodera per assolvere i suoi con un ragionamento inverso (e perverso). Confidano evidentemente che non se ne accorga nessuno. Confideranno anche che ci si dimentichi in fretta delle tempeste e del fuoco per tornare a difendere il diesel, vedrete. Basta poco per smascherare l’ipocrisia, basta mantenere la lucidità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56216260</guid><pubDate>Wed, 26 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56216260/imported_555b625a_5da1_4e15_b163_d3ba22b4048e.mp3" length="1863680" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Basta poco per smascherare l’ipocrisia, basta mantenere la lucidità anche nei momenti più critici come queste ore che spaccano l’Italia tra ghiaccio e fuoco, entrambi figli di un cambiamento climatico che - come dice bene Cecilia Strada - sarebbe...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Basta poco per smascherare l’ipocrisia, basta mantenere la lucidità anche nei momenti più critici come queste ore che spaccano l’Italia tra ghiaccio e fuoco, entrambi figli di un cambiamento climatico che - come dice bene Cecilia Strada - sarebbe meglio chiamare “disastro climatico”. <br /> Gli effetti (preannunciati dalla stragrande dei climatologi) sono nelle grandinate, nelle trombe d’aria e nel fuoco di questi giorni ma sono ancora freschi nella memoria dei cittadini in Emilia Romagna che stanno facendo i conti con la ricostruzione dopo gli alluvioni. <br /> Quando l’acqua sommerse l’Emilia Romagna i rappresentati di questo governo ci dissero (più o meno velatamente) che la colpa fosse tutta del Partito Democratico, più precisamente del presidente della Regione Stefano Bonaccini e della sua ex vicepresidente e ora segretaria del PD Elly Schlein. È una bieca strumentalizzazione politica, certo, ma indica un certo modo di leggere gli eventi. <br /> Ora che i danni toccano Lombardia e Sicilia, regioni governate dalla stessa destra che sta al governo, la chiave di lettura è capovolta. Ora la colpa è del cambiamento climatico o comunque degli “eventi climatici eccezionali”. Così la maggioranza che ha sempre minimizzato (se non negato) il cambiamento climatico oggi lo sfodera per assolvere i suoi con un ragionamento inverso (e perverso). Confidano evidentemente che non se ne accorga nessuno. Confideranno anche che ci si dimentichi in fretta delle tempeste e del fuoco per tornare a difendere il diesel, vedrete. Basta poco per smascherare l’ipocrisia, basta mantenere la lucidità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>117</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mattei vi dannerà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mattei-vi-dannera--56199929</link><description><![CDATA[Il monitoraggio dell’Ispi parla chiaro: nella settimana successiva alla firma del memorandum UE-Tunisia, dalla Tunisia sono sbarcati in Italia 7.359 migranti. Praticamente sgretolato il record di 6.431 sbarchi registrato la settimana precedente alla firma. Nel frattempo a Roma si celebrava la conferenza con i capi di Stato e di governo degli Stati di primo approdo. L’Italia era in prima fila per candidarsi al ruolo di mediatrice di uno scandaloso scambio sul Mediterraneo: scambiare le vite umane per soldi e per consenso elettorale. Quei sette mila e rotti migranti sbarcati in una settimana sono il pizzino della Tunisia per suggerire come i migranti oggi siano la vera arma non convenzionale nel cuore dell’Europa. <br /> “Non è più possibile trovare delle soluzioni a questo fenomeno con accordi bilaterali” ha detto il presidente tunisino Kais Saied ubriaco dei 255 milioni regalati dall’Ue. Il premier libico Dbeibeh ha chiesto altri soldi sventolando la sua sofferenza quando vede “un migrante lottare contro la morte insieme al suo bambino”. Il “Piano Mattei” è un’operazione coordinata di cannibalismo e ricatto. È la questua di governanti illiberali che aprono e chiudono i rubinetti da cui fuoriescono disperati indifesi da dare in pasto all’opinione pubblica per alzare il prezzo del loro illegale contenimento. Quelle settemila persone sbarcate sono l’avviso di garanzia all’Italia e al’Ue: vi illudete di fermare le persone che scappano dalla fame e dal piombo senza occuparvi della fame e finanziando il piombo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56199929</guid><pubDate>Tue, 25 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56199929/imported_1f55fd8f_6f1f_43e4_b903_3b6497826b4d.mp3" length="1778834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il monitoraggio dell’Ispi parla chiaro: nella settimana successiva alla firma del memorandum UE-Tunisia, dalla Tunisia sono sbarcati in Italia 7.359 migranti. Praticamente sgretolato il record di 6.431 sbarchi registrato la settimana precedente alla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il monitoraggio dell’Ispi parla chiaro: nella settimana successiva alla firma del memorandum UE-Tunisia, dalla Tunisia sono sbarcati in Italia 7.359 migranti. Praticamente sgretolato il record di 6.431 sbarchi registrato la settimana precedente alla firma. Nel frattempo a Roma si celebrava la conferenza con i capi di Stato e di governo degli Stati di primo approdo. L’Italia era in prima fila per candidarsi al ruolo di mediatrice di uno scandaloso scambio sul Mediterraneo: scambiare le vite umane per soldi e per consenso elettorale. Quei sette mila e rotti migranti sbarcati in una settimana sono il pizzino della Tunisia per suggerire come i migranti oggi siano la vera arma non convenzionale nel cuore dell’Europa. <br /> “Non è più possibile trovare delle soluzioni a questo fenomeno con accordi bilaterali” ha detto il presidente tunisino Kais Saied ubriaco dei 255 milioni regalati dall’Ue. Il premier libico Dbeibeh ha chiesto altri soldi sventolando la sua sofferenza quando vede “un migrante lottare contro la morte insieme al suo bambino”. Il “Piano Mattei” è un’operazione coordinata di cannibalismo e ricatto. È la questua di governanti illiberali che aprono e chiudono i rubinetti da cui fuoriescono disperati indifesi da dare in pasto all’opinione pubblica per alzare il prezzo del loro illegale contenimento. Quelle settemila persone sbarcate sono l’avviso di garanzia all’Italia e al’Ue: vi illudete di fermare le persone che scappano dalla fame e dal piombo senza occuparvi della fame e finanziando il piombo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ripugnante ballo delle lettere intorno a Silvio Berlusconi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ripugnante-ballo-delle-lettere-intorno-a-silvio-berlusconi--56190344</link><description><![CDATA[Ci sono momenti storici, certi bivi, che indicano in quale parte qualcuno decide di collocarsi nella storia. Che Marina Berlusconi figlia di cotanto padre decida di prendere carta e penna per scrivere a Il Giornale (ch’era di famiglia) per dipingere il padre Silvio come perseguitato dalla magistratura era prevedibile. Di mezzo c’è il rapporto filiale con l’accusato, c’è l’esigenza di non sporcare il brand che da quelle parti dà lavoro a tutti e c’è un’abitudine congenita all’ipocrisia. Dipingere come perseguitato un uomo che ha il suo migliore amico e ex braccio destro condannato per mafia con sentenza definitiva perché faceva da tramite tra lui e Cosa Nostra è un atto che richiede sprezzo del pericolo. Non c’è che dire. I veri perseguitati sono coloro che l’hanno avuto come presidente del Consiglio senza nessuna spiegazione sugli amici dei suoi amici e sui soldi con cui è diventato imprenditore.<br /> Quella discussione appartiene però all’alveo del berlusconismo. Ha invece addosso la macchia del centrosinistra la lettera che allo stesso giornale ha scritto Matteo Renzi per difendere Berlusconi. Nella missiva Renzi dà dei “folli” ai magistrati che indagano sulle stragi del ’93 accusandoli di alimentare una certa “narrazione che i vertici delle istituzioni più lontani dalla sinistra avessero rapporti con la mafia” e ci dice che "bisogna smetterla di considerare gli avversari come mafiosi”. La negazione della realtà per interessi parentali fa già schifo ma quella per interessi elettorali è un abominio ripugnante. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56190344</guid><pubDate>Mon, 24 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56190344/imported_5d121c0e_5ccb_4b99_98cb_3a3d27bedba2.mp3" length="1822302" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci sono momenti storici, certi bivi, che indicano in quale parte qualcuno decide di collocarsi nella storia. Che Marina Berlusconi figlia di cotanto padre decida di prendere carta e penna per scrivere a Il Giornale (ch’era di famiglia) per dipingere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ci sono momenti storici, certi bivi, che indicano in quale parte qualcuno decide di collocarsi nella storia. Che Marina Berlusconi figlia di cotanto padre decida di prendere carta e penna per scrivere a Il Giornale (ch’era di famiglia) per dipingere il padre Silvio come perseguitato dalla magistratura era prevedibile. Di mezzo c’è il rapporto filiale con l’accusato, c’è l’esigenza di non sporcare il brand che da quelle parti dà lavoro a tutti e c’è un’abitudine congenita all’ipocrisia. Dipingere come perseguitato un uomo che ha il suo migliore amico e ex braccio destro condannato per mafia con sentenza definitiva perché faceva da tramite tra lui e Cosa Nostra è un atto che richiede sprezzo del pericolo. Non c’è che dire. I veri perseguitati sono coloro che l’hanno avuto come presidente del Consiglio senza nessuna spiegazione sugli amici dei suoi amici e sui soldi con cui è diventato imprenditore.<br /> Quella discussione appartiene però all’alveo del berlusconismo. Ha invece addosso la macchia del centrosinistra la lettera che allo stesso giornale ha scritto Matteo Renzi per difendere Berlusconi. Nella missiva Renzi dà dei “folli” ai magistrati che indagano sulle stragi del ’93 accusandoli di alimentare una certa “narrazione che i vertici delle istituzioni più lontani dalla sinistra avessero rapporti con la mafia” e ci dice che "bisogna smetterla di considerare gli avversari come mafiosi”. La negazione della realtà per interessi parentali fa già schifo ma quella per interessi elettorali è un abominio ripugnante. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>114</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per prendersi il Pnrr hanno dovuto fare lo sconto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-prendersi-il-pnrr-hanno-dovuto-fare-lo-sconto--56171051</link><description><![CDATA[Dopo diverse tribolazioni il governo Meloni ha trovato la soluzione per riuscir a incassare la terza rata da 19 miliardi del Pnrr. Non è propriamente una soluzione ingegnosa: hanno deciso di fare lo sconto. Dopo avere presentato dieci proposte di modifiche sulla quarta rata (più correttamente potremmo dire dice obiettivi che non riuscirebbero a raggiungere) ora sulla terza tranche hanno deciso di rinunciare ai 7.500 nuovi posti letto negli studentati che Roma non ha dimostrato di avere creato ex novo. Questa modifica a uno dei 55 obiettivi della terza rata si aggiunge a quelle già decise nei mesi scorsi, a partire dall’esclusione del Bosco dello Sport di Venezia e della ristrutturazione dello stadio di Firenze dai progetti finanziati con i fondi europei per la vivibilità delle periferie e dalla correzione del regolamento sulle concessioni portuali.<br /> La notizia risulta ancora più fastidiosa perché sulla questione del caro affitti delle residenze per universitari il governo Meloni ha cannoneggiato a lungo accusando gli studenti di politicizzare la loro rivendicazione. Vi ricordate quei giorni? “Non serve protestare perché la questione è già risolta”, ripetevano dalle parti del governo. Come l’hanno risolta? Rinunciandoci. Tanto sarà facile dare la colpa ai governi precedenti, all’Europa cattiva o a qualche amministratore. <br /> Le trattative con l’Ue per il Pnrr assomigliano ogni giorno di più all’acquisto del prosciutto: “sono 519 milioni in meno, che faccio signò, lascio?”. Lasci, lasci. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56171051</guid><pubDate>Fri, 21 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56171051/imported_ce808426_d8a9_47e4_807f_c37951e5263b.mp3" length="1693988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo diverse tribolazioni il governo Meloni ha trovato la soluzione per riuscir a incassare la terza rata da 19 miliardi del Pnrr. Non è propriamente una soluzione ingegnosa: hanno deciso di fare lo sconto. 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Questa modifica a uno dei 55 obiettivi della terza rata si aggiunge a quelle già decise nei mesi scorsi, a partire dall’esclusione del Bosco dello Sport di Venezia e della ristrutturazione dello stadio di Firenze dai progetti finanziati con i fondi europei per la vivibilità delle periferie e dalla correzione del regolamento sulle concessioni portuali.<br /> La notizia risulta ancora più fastidiosa perché sulla questione del caro affitti delle residenze per universitari il governo Meloni ha cannoneggiato a lungo accusando gli studenti di politicizzare la loro rivendicazione. Vi ricordate quei giorni? “Non serve protestare perché la questione è già risolta”, ripetevano dalle parti del governo. Come l’hanno risolta? Rinunciandoci. Tanto sarà facile dare la colpa ai governi precedenti, all’Europa cattiva o a qualche amministratore. <br /> Le trattative con l’Ue per il Pnrr assomigliano ogni giorno di più all’acquisto del prosciutto: “sono 519 milioni in meno, che faccio signò, lascio?”. Lasci, lasci. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>106</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lezione (che serve) di Andrea Purgatori</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lezione-che-serve-di-andrea-purgatori--56157555</link><description><![CDATA[L’aggettivo “esemplare” richiede un’enorme responsabilità nel scriverlo. Andrea Purgatori è stato un giornalista esemplare perché è l’esempio di un giornalismo in disuso in questo Paese. Nella schiera degli accomodanti che amplificano le tesi del potere Purgatori ha rispettato la massima di Mark Twain: non temere ciò che non conosciamo ma temere ciò che crediamo vero e invece non lo è. Nell’Italia del “cedimento strutturale” del DC9 su Ustica il 21 aprile 1984 sul Corriere della Sera Purgatori scriveva senza remore delle tracce di tritolo sui resti del velivolo. Non era una notizia facile perché squassava la verità confezionata che avrebbe facilmente chiuso il caso e evitato imbarazzi. <br /> Ma il giornalista Purgatori non si è accontentato dello scoop. La verità su Ustica l’ha inseguita, perfezionata, arrotondata in tutta la sua vita professionale, con la pazienza ogni volta di riannodare i fili della storia per renderla comprensibile a tutti. Andrea Purgatori era anche attendibile, nonostante i prevedibili attacchi di chi era danneggiato dalle sue inchieste. La credibilità mantenuta integra pur scrivendo ciò che infastidisce il potere è l’esempio di Andrea Purgatori. E in un giorno in cui si commemora Borsellino cancellando condanne, fatti accertati, connivenze scritte nelle sentenze come se lo scopo del giornalismo fosse quello di ungere una torbida pacificazione la lezione di Purgatori è esemplare e da custodire. La separazione delle carriere più urgente in questo Paese è quella tra il giornalismo e le autorità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56157555</guid><pubDate>Thu, 20 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56157555/imported_c73340ba_3a17_42c6_b45b_b1fb1b2a4df0.mp3" length="1802240" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’aggettivo “esemplare” richiede un’enorme responsabilità nel scriverlo. Andrea Purgatori è stato un giornalista esemplare perché è l’esempio di un giornalismo in disuso in questo Paese. 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La verità su Ustica l’ha inseguita, perfezionata, arrotondata in tutta la sua vita professionale, con la pazienza ogni volta di riannodare i fili della storia per renderla comprensibile a tutti. Andrea Purgatori era anche attendibile, nonostante i prevedibili attacchi di chi era danneggiato dalle sue inchieste. La credibilità mantenuta integra pur scrivendo ciò che infastidisce il potere è l’esempio di Andrea Purgatori. E in un giorno in cui si commemora Borsellino cancellando condanne, fatti accertati, connivenze scritte nelle sentenze come se lo scopo del giornalismo fosse quello di ungere una torbida pacificazione la lezione di Purgatori è esemplare e da custodire. La separazione delle carriere più urgente in questo Paese è quella tra il giornalismo e le autorità. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Punirne Zaki per educarne cento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/punirne-zaki-per-educarne-cento--56139502</link><description><![CDATA[La condanna a tre anni dello studente egiziano laureatosi a Bologna Patrick Zaki dice molto dell’Egitto e dice molto dell’Italia. Non è un punto di arrivo, al di là della conclusione dell’iter processuale. Del presidente egiziano Al Sisi ci dice che nonostante il digrignare di denti le autarchie sono talmente fragili da avere paura anche di un giovane ragazzo. Una custodia cautelare di 22 mesi in condizioni invivibili e un processo farsa durato più di un anno ci hanno restituito l’immagine di un despota terrorizzato e vigliacco come presidente. Del resto chi fosse Al Sisi lo sapevamo già leggendo le cicatrici del cadavere di Giulio Regeni.<br /> Quelle mani sporche di sangue però hanno l’impronta anche delle mani italiane - di ministri di diversi governi - che con l’Egitto hanno barattato la verità e la giustizia con armi e soldi. I fiancheggiatori del carnefice hanno nomi e cognomi. La condanna di Zaki dice molto di noi, di questo nostro povero Paese che lecca i dittatori inebriato dal loro senato per simulare poi un po’ di dispiacere utile a mantenere una parvenza di dignità. <br /> Nel 2021 però il Parlamento italiano ha votato all’unanimità la cittadinanza italiana a Zaki. Ieri quindi hanno ingiustamente condannato un italiano. A questo punto non ci sono troppe alternative. O il governo difende un suo cittadino costi quel che costi (e costa parecchio) oppure decide di imboccare la via della vergogna e della viltà, mettendo anche Zaki nel cassetto dei cittadini immolati sull’altare delle armi e dei soldi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56139502</guid><pubDate>Wed, 19 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56139502/imported_b97bb2ea_f95f_466c_9f5e_03759630a2bd.mp3" length="1893773" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La condanna a tre anni dello studente egiziano laureatosi a Bologna Patrick Zaki dice molto dell’Egitto e dice molto dell’Italia. Non è un punto di arrivo, al di là della conclusione dell’iter processuale. Del presidente egiziano Al Sisi ci dice che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La condanna a tre anni dello studente egiziano laureatosi a Bologna Patrick Zaki dice molto dell’Egitto e dice molto dell’Italia. Non è un punto di arrivo, al di là della conclusione dell’iter processuale. Del presidente egiziano Al Sisi ci dice che nonostante il digrignare di denti le autarchie sono talmente fragili da avere paura anche di un giovane ragazzo. Una custodia cautelare di 22 mesi in condizioni invivibili e un processo farsa durato più di un anno ci hanno restituito l’immagine di un despota terrorizzato e vigliacco come presidente. Del resto chi fosse Al Sisi lo sapevamo già leggendo le cicatrici del cadavere di Giulio Regeni.<br /> Quelle mani sporche di sangue però hanno l’impronta anche delle mani italiane - di ministri di diversi governi - che con l’Egitto hanno barattato la verità e la giustizia con armi e soldi. I fiancheggiatori del carnefice hanno nomi e cognomi. La condanna di Zaki dice molto di noi, di questo nostro povero Paese che lecca i dittatori inebriato dal loro senato per simulare poi un po’ di dispiacere utile a mantenere una parvenza di dignità. <br /> Nel 2021 però il Parlamento italiano ha votato all’unanimità la cittadinanza italiana a Zaki. Ieri quindi hanno ingiustamente condannato un italiano. A questo punto non ci sono troppe alternative. O il governo difende un suo cittadino costi quel che costi (e costa parecchio) oppure decide di imboccare la via della vergogna e della viltà, mettendo anche Zaki nel cassetto dei cittadini immolati sull’altare delle armi e dei soldi.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sarebbe meglio se avessero fatto i giornalisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sarebbe-meglio-se-avessero-fatto-i-giornalisti--56127533</link><description><![CDATA[Ogni volta che l’intellighenzia di questa destra apre bocca combina un disastro. A Filippo Facci è toccato scoprire che il mondo reale non è l’ovattato ambiente del quotidiano per cui lavora. Qui fuori non vige nemmeno il giustificazionismo della sua compagnia di giuro. Così la sua striscia “I facci vostri” diventano “facci suoi” e al giornalista non resta che accomodarsi nel suo ecosistema, fuori dalla Rai. <br /> Parabola simile anche per il telecronista Lorenzo Leonarduzzi e il commentatore tecnico Massimiliano Mazzucchi che durante la telecronaca della finale dei Mondiali di tuffi, specialità trampolino sincronizzato, a Fukuoka, in Giappone, hanno chiacchierato allegramente come una banda di sovranisti al quinto giro di birre al bancone del bar: ora stanno facendo le valigie per tornare mogi in Italia. Identiche le risibili giustificazioni: non sapevano, non volevano, non sono sessisti. È la loro natura: si vergognano in pubblico per gli atteggiamenti di cui si bullano in privato. <br /> Culturalmente pericolose sarebbero anche le parole del ministro Salvini che dipinge gli evasori fiscali come perseguitati o quelle della ciurma di Forza Italia che ieri ha provato a riscrivere la storia delle sentenze antimafiose di questo Paese su impulso della figlia del padrone. Ugualmente pericolose sono anche le parole di chi finge di non sapere che la Tunisia diventerà un altro sacco dell’umido in cui buttare i diritti alle porte dell’Unione europea. C’è una differenza sostanziale: questi ultimi sono classe dirigente e inamovibili. Sarebbe stato meglio per noi se avessero fatto i giornalisti.   <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56127533</guid><pubDate>Tue, 18 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56127533/imported_b1ccb6d9_de94_48ca_8ebb_e7c74eb797c6.mp3" length="1770057" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni volta che l’intellighenzia di questa destra apre bocca combina un disastro. A Filippo Facci è toccato scoprire che il mondo reale non è l’ovattato ambiente del quotidiano per cui lavora. 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Identiche le risibili giustificazioni: non sapevano, non volevano, non sono sessisti. È la loro natura: si vergognano in pubblico per gli atteggiamenti di cui si bullano in privato. <br /> Culturalmente pericolose sarebbero anche le parole del ministro Salvini che dipinge gli evasori fiscali come perseguitati o quelle della ciurma di Forza Italia che ieri ha provato a riscrivere la storia delle sentenze antimafiose di questo Paese su impulso della figlia del padrone. Ugualmente pericolose sono anche le parole di chi finge di non sapere che la Tunisia diventerà un altro sacco dell’umido in cui buttare i diritti alle porte dell’Unione europea. C’è una differenza sostanziale: questi ultimi sono classe dirigente e inamovibili. Sarebbe stato meglio per noi se avessero fatto i giornalisti.   <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Concorso esterno in associazione di governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/concorso-esterno-in-associazione-di-governo--56119694</link><description><![CDATA[Poveri, che fatica questi editorialisti fiancheggiatori che devono cestinare gli articoli e le bozze scritti in questi giorni, esultando per la paventata abolizione del concorso esterno in associazione mafiosa. Qualcuno ha avuto l’occasione per premere l’acceleratore sull’abolizione di quel fastidioso reato che Falcone e Borsellino avevano pensato come strumento per colpire la cosiddetta zona grigia della mafia che negli anni è diventata una zona bianchissima. Il ministro Nordio, con la sua ennesima avventata intervista, ha riacceso la speranza agli anti-antimafiosi che in questi anni hanno sognato un’impunità certificata anche dalle legge.<br /> Ora la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spezzato l’idillio. Sul treno per Pompei che ha inaugurato insieme al ministro Sangiuliano (un treno “speciale” che accadrà una volta al mese) la presidente del Consiglio dopo avere deportato i giornalisti rinchiusi nel vagone dei dissidenti ha infilzato il suo ministro alla Giustizia invitandolo a concentrarsi su “altre priorità”. A due giorni dall’anniversario della morte di Paolo Borsellino la presidente del Consiglio deve avere avuto un moto di vergogna. Del resto contro l’idea di Nordio si erano già espressi un bel po’ di persone che la mafia la combattono davvero sul campo oltre al sottosegretario Mantovano e perfino all’alleato Matteo Salvini. <br /> “Con la premier siamo e siamo sempre stati in perfetta sintonia", ha poi puntualizzato il ministro Nordio spiegando che la rimodulazione “del concorso esterno non è in programma”. Intanto ai giornalisti, prima forzati a salire in anticipo sul treno, poi lasciati fuori dagli scavi di Pompei e quindi assiepati al sole in attesa dell’uscita della premier è stato concesso di scrivere una notizia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56119694</guid><pubDate>Mon, 17 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56119694/imported_44dd6b1e_a97b_478a_980f_846064dc421a.mp3" length="1946017" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Poveri, che fatica questi editorialisti fiancheggiatori che devono cestinare gli articoli e le bozze scritti in questi giorni, esultando per la paventata abolizione del concorso esterno in associazione mafiosa. 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Sul treno per Pompei che ha inaugurato insieme al ministro Sangiuliano (un treno “speciale” che accadrà una volta al mese) la presidente del Consiglio dopo avere deportato i giornalisti rinchiusi nel vagone dei dissidenti ha infilzato il suo ministro alla Giustizia invitandolo a concentrarsi su “altre priorità”. A due giorni dall’anniversario della morte di Paolo Borsellino la presidente del Consiglio deve avere avuto un moto di vergogna. Del resto contro l’idea di Nordio si erano già espressi un bel po’ di persone che la mafia la combattono davvero sul campo oltre al sottosegretario Mantovano e perfino all’alleato Matteo Salvini. <br /> “Con la premier siamo e siamo sempre stati in perfetta sintonia", ha poi puntualizzato il ministro Nordio spiegando che la rimodulazione “del concorso esterno non è in programma”. Intanto ai giornalisti, prima forzati a salire in anticipo sul treno, poi lasciati fuori dagli scavi di Pompei e quindi assiepati al sole in attesa dell’uscita della premier è stato concesso di scrivere una notizia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>122</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per fortuna è tranquilla, la ministra Santanchè</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-fortuna-e-tranquilla-la-ministra-santanche--56090363</link><description><![CDATA[Si dice tranquilla la ministra al Turismo Daniela Santanchè. È così tranquilla che ieri per intervenire all’assemblea generale di Confagricoltura a Roma era circondata da un cordone di poliziotti e da un collaboratore che filmava i presenti. Per difendersi da chi? Dai giornalisti, ovviamente, e da quel loro pericolosissimo vizio di porre delle domande. <br /> La strategia della ministra è sempre la stessa: “non partecipo ai processi mediatici”, dice ai cronisti presenti. Che si tratti di indagini giudiziarie e di valutazioni politiche continua a sfuggirle. Per non partecipare “ai processi mediatici” basterebbe rispondere, possibilmente con informazioni vere. La questione sarebbe già chiusa da un pezzo. <br /> Così sul palco ancora una volta dice di non essere disposta “a fare un passo indietro”: “non capisco per quale motivo dovrei farlo”, dice alla platea, “nessuno mi ha mai accusato nella mia funzione di ministro”. Deve essere comodo riuscire a vivere così, da personaggio pubblico che diventa privato e poi torna pubblico alla bisogna. Il concetto di opportunità, del resto, non vige da quella parti <br /> Ma la frase da incorniciare è un’altra. Dice la ministra: “io dico ai giornali, bene, c’è la libertà di stampa, scrivete quello che volete, poi anche lì ci sarà qualcuno che dirà se le cose erano vere o false. Mi auguro tra qualche anno di avere un bel gruzzoletto dal mio risarcimento danni” con cui “potrò magari aiutare qualcuno che ha più bisogno di me”. Le possiamo dare un consiglio: lì fuori ci sono da mesi i suoi dipendenti che aspettano il dovuto. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56090363</guid><pubDate>Fri, 14 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56090363/imported_f0b950ba_5ce2_483a_a6ca_0815001059f0.mp3" length="1863262" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si dice tranquilla la ministra al Turismo Daniela Santanchè. 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La questione sarebbe già chiusa da un pezzo. <br /> Così sul palco ancora una volta dice di non essere disposta “a fare un passo indietro”: “non capisco per quale motivo dovrei farlo”, dice alla platea, “nessuno mi ha mai accusato nella mia funzione di ministro”. Deve essere comodo riuscire a vivere così, da personaggio pubblico che diventa privato e poi torna pubblico alla bisogna. Il concetto di opportunità, del resto, non vige da quella parti <br /> Ma la frase da incorniciare è un’altra. Dice la ministra: “io dico ai giornali, bene, c’è la libertà di stampa, scrivete quello che volete, poi anche lì ci sarà qualcuno che dirà se le cose erano vere o false. Mi auguro tra qualche anno di avere un bel gruzzoletto dal mio risarcimento danni” con cui “potrò magari aiutare qualcuno che ha più bisogno di me”. 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Niente di che, nessuna particolare ispirazione. Devono avere letto da qualche parte che Borsellino era considerato “di destra”, al contrario di Giovanni Falcone e quindi hanno deciso di scipparlo per farne un simbolo. Berlusconi invece disse nel 2017 in un’intervista a Il Foglio che “Falcone è il simbolo di come dovrebbe essere un magistrato”, aggiungendo “al pensiero di Falcone si ispirano molte delle nostre idee sulla giustizia”.<br /> Il governo che si ispira a Borsellino (e un poco meno a Giovanni Falcone) ha iniziato demolendo le già malridotte intercettazioni come strumento di indagine. Il ministro Carlo Nordio ci ha detto che “non servono contro la mafia” perché “i mafiosi non parlavano al telefono”. Mentre pronunciava queste parole le intercettazioni permettevano la localizzazione e la cattura di Matteo Messina Denaro. Poi il ministro si è messo in testa di abolire il reato spia dell’abuso d’ufficio. Ora lascia intendere di voler smantellare il concorso esterno in associazione mafiosa “inventato” proprio da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con l’ordinanza del loro primo maxi processo. Come spiega Gian Carlo Caselli “in sostanza, Falcone e gli altri del pool sostengono che lo strumento giuridico con cui affrontare il nodo nevralgico delle responsabilità penali nell’area grigia è la fattispecie del concorso esterno”. <br /> Alla fine di Falcone e Borsellino resteranno solo le vie, buone per farci una foto da pubblicare sui social. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56070938</guid><pubDate>Thu, 13 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56070938/imported_6d5c96a2_82b7_4474_89b3_c9bd3791df2b.mp3" length="1897534" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quelli che stanno al governo in questo momento hanno costruito la retorica della loro azione antimafia sulla figura del giudice Paolo Borsellino. 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Il ministro Carlo Nordio ci ha detto che “non servono contro la mafia” perché “i mafiosi non parlavano al telefono”. Mentre pronunciava queste parole le intercettazioni permettevano la localizzazione e la cattura di Matteo Messina Denaro. Poi il ministro si è messo in testa di abolire il reato spia dell’abuso d’ufficio. Ora lascia intendere di voler smantellare il concorso esterno in associazione mafiosa “inventato” proprio da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con l’ordinanza del loro primo maxi processo. Come spiega Gian Carlo Caselli “in sostanza, Falcone e gli altri del pool sostengono che lo strumento giuridico con cui affrontare il nodo nevralgico delle responsabilità penali nell’area grigia è la fattispecie del concorso esterno”. <br /> Alla fine di Falcone e Borsellino resteranno solo le vie, buone per farci una foto da pubblicare sui social. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgia Meloni dall'autorevolezza al mimetismo: facile fare i leader così</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgia-meloni-dall-autorevolezza-al-mimetismo-facile-fare-i-leader-cosi--56062840</link><description><![CDATA[Un altro giorno è passato senza una parola, un cenno, un gesto o una nota della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. <br /> Nel frattempo lì fuori infuria lo scontro con pezzi della magistratura mentre il ministro Nordio ripete di voler andare avanti con la sua riforma senza fermarsi nemmeno di fronte ai mal di pancia dei suoi alleati. Nel frattempo accade che i giornalisti abbiano smascherato le bugie pronunciate dalla ministra Santanchè nel suo intervento in Senato. Nel frattempo qui fuori accade che l’imputazione coatta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro sbricioli - al di là dell’aspetto giudiziario - tutte le giustificazioni politiche portate in sua difesa, dopo la sua rivelazione di informazioni riservate.  Accade anche che un’indagine per un presunto stupro sia diventata una questione politica per la sprovvedutezza del presidente del Senato Ignazio La Russa che ha voluto occuparsi di un aspetto che non ha nulla a che vedere con la delicatezza del ruolo che ricopre. <br /> A parlare è stato invece il ministro Nordio che tra le altre cose si è premurato di dirci che Giorgia Meloni non ha pronunciato “una sola parola contro i magistrati”. L’effetto è singolare. “Meloni non interverrà sulle questioni di politica interna”, fanno sapere da Palazzo Chigi. Così ciò che accade è merito suo se piace ed è colpa degli altri se imbarazza. A lei spetta solo il gravoso compito di tacere e confidare nei suoi ventriloqui tutti intorno. Facile essere leader così. Dall’autorevolezza siamo passati al mimetismo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56062840</guid><pubDate>Wed, 12 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56062840/imported_4f37f224_ac42_4c12_8a98_2823b722246b.mp3" length="1855320" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un altro giorno è passato senza una parola, un cenno, un gesto o una nota della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 
Nel frattempo lì fuori infuria lo scontro con pezzi della magistratura mentre il ministro Nordio ripete di voler andare avanti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un altro giorno è passato senza una parola, un cenno, un gesto o una nota della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. <br /> Nel frattempo lì fuori infuria lo scontro con pezzi della magistratura mentre il ministro Nordio ripete di voler andare avanti con la sua riforma senza fermarsi nemmeno di fronte ai mal di pancia dei suoi alleati. Nel frattempo accade che i giornalisti abbiano smascherato le bugie pronunciate dalla ministra Santanchè nel suo intervento in Senato. Nel frattempo qui fuori accade che l’imputazione coatta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro sbricioli - al di là dell’aspetto giudiziario - tutte le giustificazioni politiche portate in sua difesa, dopo la sua rivelazione di informazioni riservate.  Accade anche che un’indagine per un presunto stupro sia diventata una questione politica per la sprovvedutezza del presidente del Senato Ignazio La Russa che ha voluto occuparsi di un aspetto che non ha nulla a che vedere con la delicatezza del ruolo che ricopre. <br /> A parlare è stato invece il ministro Nordio che tra le altre cose si è premurato di dirci che Giorgia Meloni non ha pronunciato “una sola parola contro i magistrati”. L’effetto è singolare. “Meloni non interverrà sulle questioni di politica interna”, fanno sapere da Palazzo Chigi. Così ciò che accade è merito suo se piace ed è colpa degli altri se imbarazza. A lei spetta solo il gravoso compito di tacere e confidare nei suoi ventriloqui tutti intorno. Facile essere leader così. Dall’autorevolezza siamo passati al mimetismo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Più vergognoso di tutto è il silenzio di Giorgia Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piu-vergognoso-di-tutto-e-il-silenzio-di-giorgia-meloni--56052357</link><description><![CDATA[La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva cominciato il suo mandato parlando di tutto. Ha trovato il tempo per dipingere i rave party come uno dei principali “mali italiani”. Ha trovato il tempo per discutere di qualche decina di euro in più o in meno per legittimare l’uso del Pos. Ha trovato il tempo per scagliarsi contro Netflix per essersi permesso di avere confezionato un documentario su San Patrignano mentre, a suo dire, esistono “serie che ti raccontano come un eroe lo spacciatore”. In un’intervista a Grazia ci ha spiegato che “l’ideologia gender (che non esiste, ndr) andrà a discapito delle donne”. Durante un comizio elettorale a Ancona ha trovato il tempo di attaccare un sito di fact checking, Pagella politica. <br /> Giorgia Meloni parla di tutto ma da qualche giorno non parla più. Non è più la “presidente femminista” (anzi, “il” presidente femminista) che trova un secondo per censurare il suo sottosegretario Vittorio Sgarbi e il suo presidente del Senato Ignazio La Russa. Niente, nessuna parola. Non è più la “donna forte senza paura” che ha il coraggio di correggere la sua ministra Santanchè e il vice ministro Delmastro. Non trova nemmeno il coraggio di sfidare la magistratura a viso aperto, affidandosi a presunte “fonti” e al suo sicario, il ministro Nordio. <br /> Più vergognoso dei fatti di questi giorni è il silenzio di Giorgia Meloni. La tattica dello struzzo mentre esce la vera natura dei componenti di questo governo sarà inutile ma soprattutto è un tradimento agli elettori: la “testa alta” è china. Anche questo è un fatto. <br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56052357</guid><pubDate>Tue, 11 Jul 2023 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56052357/imported_db579e0e_89cb_4ebe_b5b0_b87d60200b03.mp3" length="1900878" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva cominciato il suo mandato parlando di tutto. Ha trovato il tempo per dipingere i rave party come uno dei principali “mali italiani”. 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Non è più la “presidente femminista” (anzi, “il” presidente femminista) che trova un secondo per censurare il suo sottosegretario Vittorio Sgarbi e il suo presidente del Senato Ignazio La Russa. Niente, nessuna parola. Non è più la “donna forte senza paura” che ha il coraggio di correggere la sua ministra Santanchè e il vice ministro Delmastro. Non trova nemmeno il coraggio di sfidare la magistratura a viso aperto, affidandosi a presunte “fonti” e al suo sicario, il ministro Nordio. <br /> Più vergognoso dei fatti di questi giorni è il silenzio di Giorgia Meloni. La tattica dello struzzo mentre esce la vera natura dei componenti di questo governo sarà inutile ma soprattutto è un tradimento agli elettori: la “testa alta” è china. Anche questo è un fatto. <br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>119</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>48 ore come un film dell'orrore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/48-ore-come-un-film-dell-orrore--56041188</link><description><![CDATA[Basta mettere in fila i fatti delle ultime ore, senza nemmeno commentarli.<br /> Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha commesso un reato incappando nella vittimizzazione secondaria della presunta vittima di violenza sessuale che ha denunciato suo figlio. Prima aveva assolto il figlio senza nemmeno bisogno di un giudice “dopo averlo interrogato a lungo”. Accortosi di essere riuscito nel mirabile capolavoro di risultare scarso sia come padre che come politico ha fatto marcia indietro: sono stato frainteso, ci ha detto. <br /> La ministra Roccella è stata contestata, di nuovo. Dice che è colpa dei sabotatori, chissà quando scoprirà di essere lei la sua più grande sabotatrice. Ospite a un festival letterario ha assolto Ignazio La Russa (e quindi il figlio) perché, ha detto, “è colui che per la prima volta ha proposto una manifestazione di soli uomini contro la violenza sulle donne, mi sembra questa già una risposta”. Di fronte a una banalità di tal portata il pubblico l’ha fischiata e se n’è andato. La ministra ha trovato però il tempo di paragonare Daniela Santanchè a Enzo Tortora. Ha ragione Carlo Verdelli: “Paragonare Santanche’ a Tortora è una bestemmia civile. E scivolerà via nel torrente di oltraggi che ci sta annegando”. <br /> Il giornalista Filippo Facci intanto su Libero ha scritto in un suo pezzo di “una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa“. E voi direte, che c’entra con il governo? Facci è una delle nuove facce della Rai targata Meloni. Questa sono solo le ultime 48 ore. Chissà che ne pensano quelli che non vedevano “nessun pericolo”.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56041188</guid><pubDate>Mon, 10 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56041188/imported_a762995f_b534_434d_a330_b037a46eab5a.mp3" length="1876218" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Basta mettere in fila i fatti delle ultime ore, senza nemmeno commentarli.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha commesso un reato incappando nella vittimizzazione secondaria della presunta vittima di violenza sessuale che ha denunciato suo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Basta mettere in fila i fatti delle ultime ore, senza nemmeno commentarli.<br /> Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha commesso un reato incappando nella vittimizzazione secondaria della presunta vittima di violenza sessuale che ha denunciato suo figlio. Prima aveva assolto il figlio senza nemmeno bisogno di un giudice “dopo averlo interrogato a lungo”. Accortosi di essere riuscito nel mirabile capolavoro di risultare scarso sia come padre che come politico ha fatto marcia indietro: sono stato frainteso, ci ha detto. <br /> La ministra Roccella è stata contestata, di nuovo. Dice che è colpa dei sabotatori, chissà quando scoprirà di essere lei la sua più grande sabotatrice. Ospite a un festival letterario ha assolto Ignazio La Russa (e quindi il figlio) perché, ha detto, “è colui che per la prima volta ha proposto una manifestazione di soli uomini contro la violenza sulle donne, mi sembra questa già una risposta”. Di fronte a una banalità di tal portata il pubblico l’ha fischiata e se n’è andato. La ministra ha trovato però il tempo di paragonare Daniela Santanchè a Enzo Tortora. Ha ragione Carlo Verdelli: “Paragonare Santanche’ a Tortora è una bestemmia civile. E scivolerà via nel torrente di oltraggi che ci sta annegando”. <br /> Il giornalista Filippo Facci intanto su Libero ha scritto in un suo pezzo di “una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa“. E voi direte, che c’entra con il governo? Facci è una delle nuove facce della Rai targata Meloni. Questa sono solo le ultime 48 ore. Chissà che ne pensano quelli che non vedevano “nessun pericolo”.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>118</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa c'è per noi nel testamento di Silvio Berlusconi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-c-e-per-noi-nel-testamento-di-silvio-berlusconi--56015601</link><description><![CDATA[Le aziende ai figli, 200 milioni al fratello, 100 milioni alla moglie per finta Marta Fascina, 30 milioni al fidatissimo e silenziosissimo Marcello Dell’Utri. E a noi? Cosa c’è per noi nel testamento di Silvio Berlusconi? Ce n’è eccome, basta guardarsi in giro.<br /> Ci ha lasciato in eredità una destra impensabile al governo che ha sdoganato e normalizzato: "siamo stati noi a far entrare nel governo Lega e fascisti. Li abbiamo legittimati noi, li abbiamo costituzionalizzati noi”, disse nel 2019. Poi, nel frattempo, quelli se lo sono mangiato e ora governano. Grazie, Silvio.<br /> Ci ha lasciato il mito della ricchezza come metro di successo. Così Santanchè, Briatore e compagnia cantante sono diventati dei maître à penser grazie alla cilindrata delle loro auto. Insieme ai fascisti ha istituzionalizzato anche il maschilismo: le donne fanno carriera se sono disponibili, se stanno al gioco (dei maschi) e se stanno al loro posto. La fallocrazia è diventata un accettato sistema di selezione della classe dirigente. Grazie, Silvio.<br /> Ci ha lasciato la normalizzazione della mafia come inciampo burocratico in un’ascesa professionale. Nell’anno 2023 gli antimafiosi sono diventati tipi sospetti che tramano con i magistrati. Un’inversione dell’etica. Grazie, presidente.<br /> Ci ha lasciato questo stigma per la povertà e per l’insuccesso che è diventato un marchio di fabbrica. Così oggi se sei povero hai un ulteriore problema: sei considerato un coglione. Ah, ci ha lasciato anche la legalizzazione della menzogna come metodo politico. Grazie, Silvio. <br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56015601</guid><pubDate>Fri, 07 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56015601/imported_5f0c9a41_dbde_4716_951d_fabbf879b142.mp3" length="1793044" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le aziende ai figli, 200 milioni al fratello, 100 milioni alla moglie per finta Marta Fascina, 30 milioni al fidatissimo e silenziosissimo Marcello Dell’Utri. E a noi? Cosa c’è per noi nel testamento di Silvio Berlusconi? 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Insieme ai fascisti ha istituzionalizzato anche il maschilismo: le donne fanno carriera se sono disponibili, se stanno al gioco (dei maschi) e se stanno al loro posto. La fallocrazia è diventata un accettato sistema di selezione della classe dirigente. Grazie, Silvio.<br /> Ci ha lasciato la normalizzazione della mafia come inciampo burocratico in un’ascesa professionale. Nell’anno 2023 gli antimafiosi sono diventati tipi sospetti che tramano con i magistrati. Un’inversione dell’etica. Grazie, presidente.<br /> Ci ha lasciato questo stigma per la povertà e per l’insuccesso che è diventato un marchio di fabbrica. Così oggi se sei povero hai un ulteriore problema: sei considerato un coglione. Ah, ci ha lasciato anche la legalizzazione della menzogna come metodo politico. Grazie, Silvio. <br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'homo melonicus</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-homo-melonicus--56003154</link><description><![CDATA[Se dovessimo vergare le caratteristiche dell’homo melonicus potremmo attingere a ciò che è accaduto ieri in Parlamento, dove il caso Santanché e il cosiddetto caso Sgarbi hanno delineato chiaramente le qualità che occorrono per diventare il meloniano perfetto nell’anno 20203. <br /> L’homo melonicus - che in questo caso ha le fattezze femminili della ministra Daniela Santanchè - è qualcuno che sfoggia la sua ricchezza per martellare i poveri, riempie i suoi social di grandeur imprenditoriale, bastona i disoccupati come se fossero i falliti e poi quando gli tocca rendere conto al Parlamento frigna. Ieri Santanchè s’è lamentata di vent'anni di sfottò sul "mio tenore di vita, le mie case, le mie amicizie, i nomignoli…”. Ci tocca ricordarle che quelle sono le uniche caratteristiche per cui la ministra è diventata celebre. Ricordarsi qualche caratteristica politica è un’impresa titanica. L’homo melonicus, come la Santanchè, vorrebbe essere “ringraziata” per avere usato i suoi effetti personali per coprire i debiti della gestione fallimentare delle sue società. Le diamo una notizia, accade a tutti: bussa l’Agenzia delle entrate senza nemmeno un grazie. L’homo melonicus fa lo sbruffone - come uno Sgarbi qualsiasi - ma trova sempre un ministro che lo censura con un mano e lo perdona con l’altra. Quello che conta è fare casino, alzare la polvere, coprire con le polemiche il loro peggiore vizio, quello di non sapere fare niente, nonostante riescano a trovare decine di argomenti altri per non parlarne. Usano anche i loro fallimenti, se servono per cambiare discorso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/56003154</guid><pubDate>Thu, 06 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/56003154/imported_696519f6_5b67_4e1f_9040_e06b82a537fe.mp3" length="1841110" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se dovessimo vergare le caratteristiche dell’homo melonicus potremmo attingere a ciò che è accaduto ieri in Parlamento, dove il caso Santanché e il cosiddetto caso Sgarbi hanno delineato chiaramente le qualità che occorrono per diventare il meloniano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se dovessimo vergare le caratteristiche dell’homo melonicus potremmo attingere a ciò che è accaduto ieri in Parlamento, dove il caso Santanché e il cosiddetto caso Sgarbi hanno delineato chiaramente le qualità che occorrono per diventare il meloniano perfetto nell’anno 20203. <br /> L’homo melonicus - che in questo caso ha le fattezze femminili della ministra Daniela Santanchè - è qualcuno che sfoggia la sua ricchezza per martellare i poveri, riempie i suoi social di grandeur imprenditoriale, bastona i disoccupati come se fossero i falliti e poi quando gli tocca rendere conto al Parlamento frigna. Ieri Santanchè s’è lamentata di vent'anni di sfottò sul "mio tenore di vita, le mie case, le mie amicizie, i nomignoli…”. Ci tocca ricordarle che quelle sono le uniche caratteristiche per cui la ministra è diventata celebre. Ricordarsi qualche caratteristica politica è un’impresa titanica. L’homo melonicus, come la Santanchè, vorrebbe essere “ringraziata” per avere usato i suoi effetti personali per coprire i debiti della gestione fallimentare delle sue società. Le diamo una notizia, accade a tutti: bussa l’Agenzia delle entrate senza nemmeno un grazie. L’homo melonicus fa lo sbruffone - come uno Sgarbi qualsiasi - ma trova sempre un ministro che lo censura con un mano e lo perdona con l’altra. Quello che conta è fare casino, alzare la polvere, coprire con le polemiche il loro peggiore vizio, quello di non sapere fare niente, nonostante riescano a trovare decine di argomenti altri per non parlarne. Usano anche i loro fallimenti, se servono per cambiare discorso.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Santanchè. Ci vorrebbe una Maserati per correre a dimettersi.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/santanche-ci-vorrebbe-una-maserati-per-correre-a-dimettersi--55997593</link><description><![CDATA[Ogni giorno che passa la vicenda della ministra al Turismo Daniela Santanchè si arricchisce di particolari che sostanzialmente ci dicono una cosa: molto probabilmente sta mentendo. L’ultima novità è una sua villa di lusso in centro a Milano vincolata per garantire i debiti contratti da Visibilia srl le cui vicende societarie sono al centro di un’inchiesta della Procura di Milano. Quando parlarono della società Visibilia le inchieste giornalistiche e la trasmissione di Ranucci (Report) la ministra rispose piccata di non avere nulla a che fare con quella società. È curioso che qualcuno vincoli beni personali per un’azienda con cui non ha niente a che vedere, no?<br /> Ma la domanda a cui non risponderà oggi in Senato è sul modello imprenditoriale delle sue aziende Ki Group (acquisita nel 2011 insieme all’ex compagno Canio Mazzaro e gestita dalla ministra fino al 2022) e Visibilia srl in cui i manager guadagnano moltissimo mentre dipendenti e fornitori non riescono nemmeno a ottenere ciò che gli spetterebbe, secondo le testimonianze che abbiamo potuto leggere e ascoltare. <br /> Scorrazzare su una Maserati pagata da una società piena di debiti accumulando multe mai pagate in qualsiasi Paese evoluto porterebbe un politico alle dimissioni. Non c’entra la giustizia, è un questione di opportunità. Un ministro rappresenta il governo di cui fa parte: i colleghi ministri e la presidente del Consiglio condividono questo modus? Questo è il punto. E proprio per questo la magistratura non c’entra un fico secco. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55997593</guid><pubDate>Wed, 05 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55997593/imported_760714c4_61e2_47e5_8f64_ee0edd3d620d.mp3" length="1632130" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni giorno che passa la vicenda della ministra al Turismo Daniela Santanchè si arricchisce di particolari che sostanzialmente ci dicono una cosa: molto probabilmente sta mentendo. 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È curioso che qualcuno vincoli beni personali per un’azienda con cui non ha niente a che vedere, no?<br /> Ma la domanda a cui non risponderà oggi in Senato è sul modello imprenditoriale delle sue aziende Ki Group (acquisita nel 2011 insieme all’ex compagno Canio Mazzaro e gestita dalla ministra fino al 2022) e Visibilia srl in cui i manager guadagnano moltissimo mentre dipendenti e fornitori non riescono nemmeno a ottenere ciò che gli spetterebbe, secondo le testimonianze che abbiamo potuto leggere e ascoltare. <br /> Scorrazzare su una Maserati pagata da una società piena di debiti accumulando multe mai pagate in qualsiasi Paese evoluto porterebbe un politico alle dimissioni. Non c’entra la giustizia, è un questione di opportunità. Un ministro rappresenta il governo di cui fa parte: i colleghi ministri e la presidente del Consiglio condividono questo modus? Questo è il punto. E proprio per questo la magistratura non c’entra un fico secco. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>103</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgia Meloni, il pifferaio magico</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgia-meloni-il-pifferaio-magico--55937284</link><description><![CDATA[Il pifferaio magico Giorgia Meloni (lo mettiamo al maschile così soddisfiamo il suo machismo declinatorio) ieri ha passato l’intera giornata a passeggiare per le vie della stampa nazionale irretendo gli opinionisti. La musica è sempre la stessa, una fanfara ormai greve di nazionalismo senza spinta che vede “l’Italia rialzarsi”, “protagonista in Europa”, che “celebra il successo sul fronte migratorio”, con “l’economia più affidabile in Europa” in cui tocca stringersi a coorte per non perdere l’occasione del Pnrr. <br /> Mentre la presidente del Consiglio intonava la sua visione fiabesca non c’è traccia della terza rata del Pnrr e forse per pudore non è stata richiesta la quarta, gli sbarchi sono scomparsi solo dalle notizie della stampa amica, i suoi alleati ingolfano l’Unione europea, il manifatturiero italiano è fanalino di coda in Europa, i pasti per gli italiani costano 4 miliardi in più all’anno (lo dice Coldiretti), i dati della discriminazione sul lavoro sono allarmanti e colpiscono i precari che saranno ancora di più per il Decreto lavoro, l’Emilia Romagna sta vivendo l’emergenza più lenta della storia d’Italia. <br /> A differenza di quello di Hamelin però il pifferaio di Palazzo Chigi non lo seguono nemmeno i compari. Mentre Meloni magnifica il suo governo i leader suoi alleati, Tajani e Salvini, se le danno tutto il giorno di santa ragione per la collocazione europea. Nemmeno i fratelli Grimm erano arrivati a tanto. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55937284</guid><pubDate>Tue, 04 Jul 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55937284/imported_fa348efa_81f0_4df9_abfc_63197e3e14e5.mp3" length="1631294" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il pifferaio magico Giorgia Meloni (lo mettiamo al maschile così soddisfiamo il suo machismo declinatorio) ieri ha passato l’intera giornata a passeggiare per le vie della stampa nazionale irretendo gli opinionisti. 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La musica è sempre la stessa, una fanfara ormai greve di nazionalismo senza spinta che vede “l’Italia rialzarsi”, “protagonista in Europa”, che “celebra il successo sul fronte migratorio”, con “l’economia più affidabile in Europa” in cui tocca stringersi a coorte per non perdere l’occasione del Pnrr. <br /> Mentre la presidente del Consiglio intonava la sua visione fiabesca non c’è traccia della terza rata del Pnrr e forse per pudore non è stata richiesta la quarta, gli sbarchi sono scomparsi solo dalle notizie della stampa amica, i suoi alleati ingolfano l’Unione europea, il manifatturiero italiano è fanalino di coda in Europa, i pasti per gli italiani costano 4 miliardi in più all’anno (lo dice Coldiretti), i dati della discriminazione sul lavoro sono allarmanti e colpiscono i precari che saranno ancora di più per il Decreto lavoro, l’Emilia Romagna sta vivendo l’emergenza più lenta della storia d’Italia. <br /> A differenza di quello di Hamelin però il pifferaio di Palazzo Chigi non lo seguono nemmeno i compari. Mentre Meloni magnifica il suo governo i leader suoi alleati, Tajani e Salvini, se le danno tutto il giorno di santa ragione per la collocazione europea. Nemmeno i fratelli Grimm erano arrivati a tanto. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perbenisti che non sanno essere perbene</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perbenisti-che-non-sanno-essere-perbene--55804699</link><description><![CDATA[Stanno preparando una legge che è un’aberrazione giuridica su droghe e guida spiegandoci che la “mano pesante” è giustificata dalla guerra senza quartiere contro i consumatori di droga. Negli stessi giorni però non riescono a pronunciare mezza parola su un loro dirigente politico che usava l’auto blu per acquistare cocaina. Il ministro proibizionista Salvini è lo stesso che giustificò l’uso di droghe di un suo collaboratore definendolo “un errore”. Come “i compagni che sbagliano”, una cosa del genere.<br /> Da anni ci sfondano con la narrazione della “famiglia naturale” e sono tutti - tutti - coniugi naturali: chi non si sposa anche se ha figli, chi si è sposato più volte, chi ha avuto in vita una concezione tutt’altro che etica del matrimonio e delle donne. Nel frattempo hanno creato orfani per decreto e da due giorni fanno sermoni sui nomi giusti da dare ai propri animali domestici. A proposito: la presidente del Consiglio ha un gatto con un nome indicibile, esattamente come quelli che contestano. <br /> Chiedono il rispetto della legge ma balbettano da giorni per una ministra che probabilmente di leggi ne ha contravvenute qualcuna nella gestione delle sue aziende. Si atteggiano da iper cattolici e hanno un sotto segretario alla cultura che durante un evento ha imbarazzato non solo i cattolici ma qualsiasi persona senziente grazie alle sue volgarità da bullo di periferia <br /> I perbenisti sono già una razza fastidiosa ma dei perbenisti che non sanno nemmeno essere “per bene” come vorrebbero imporre agli altri sono una tragica barzelletta. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55804699</guid><pubDate>Mon, 03 Jul 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55804699/imported_8db8471b_c2ab_42ed_b9cb_c2a1ebbeb221.mp3" length="1743307" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Stanno preparando una legge che è un’aberrazione giuridica su droghe e guida spiegandoci che la “mano pesante” è giustificata dalla guerra senza quartiere contro i consumatori di droga. Negli stessi giorni però non riescono a pronunciare mezza parola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Stanno preparando una legge che è un’aberrazione giuridica su droghe e guida spiegandoci che la “mano pesante” è giustificata dalla guerra senza quartiere contro i consumatori di droga. Negli stessi giorni però non riescono a pronunciare mezza parola su un loro dirigente politico che usava l’auto blu per acquistare cocaina. Il ministro proibizionista Salvini è lo stesso che giustificò l’uso di droghe di un suo collaboratore definendolo “un errore”. Come “i compagni che sbagliano”, una cosa del genere.<br /> Da anni ci sfondano con la narrazione della “famiglia naturale” e sono tutti - tutti - coniugi naturali: chi non si sposa anche se ha figli, chi si è sposato più volte, chi ha avuto in vita una concezione tutt’altro che etica del matrimonio e delle donne. Nel frattempo hanno creato orfani per decreto e da due giorni fanno sermoni sui nomi giusti da dare ai propri animali domestici. A proposito: la presidente del Consiglio ha un gatto con un nome indicibile, esattamente come quelli che contestano. <br /> Chiedono il rispetto della legge ma balbettano da giorni per una ministra che probabilmente di leggi ne ha contravvenute qualcuna nella gestione delle sue aziende. Si atteggiano da iper cattolici e hanno un sotto segretario alla cultura che durante un evento ha imbarazzato non solo i cattolici ma qualsiasi persona senziente grazie alle sue volgarità da bullo di periferia <br /> I perbenisti sono già una razza fastidiosa ma dei perbenisti che non sanno nemmeno essere “per bene” come vorrebbero imporre agli altri sono una tragica barzelletta. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>109</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Capitan Coraggio Salvini alla fine scappa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/capitan-coraggio-salvini-alla-fine-scappa--55428431</link><description><![CDATA[Il prode Matteo Salvini di fronte ai giornalisti appena aveva saputo di essere stato denunciato da Carola Rackete, all’epoca dei fatti comandante della Sea Watch 3, la nave della ong tedesca impegnata nel soccorso di 53 migranti nella zona SAR libica il 12 giugno 2019, aveva testualmente detto “non vedo l'ora di incontrarla in tribunale [...] una che ha provato a uccidere militari italiani”. <br /> Nel frattempo sono accadute un po’ di cose. Carola Rackete è stata assolta da ogni accusa perché, dice la sentenza, “ha agito nell’adempimento del dovere perché non si poteva considerare luogo sicuro il porto di Tripoli”. Anche lo “speronamento” raccontato da politici e giornalisti era una bufala. Una bufala che - tra l’altro- ieri Giorgia Meloni ha ripetuto in Parlamento, senza nemmeno un briciolo di vergogna.<br /> Ieri il Senato ha votato per salvare Salvini dal processo che non “vedeva l’ora” di affrontare. Per i partiti di maggioranza (Italia Viva si è astenuta) i giudizi di Salvini sono “parole coperte da insindacabilità”. Sapete quali erano i “giudizi” del ministro? “Zecca tedesca“, “complice degli scafisti e trafficanti” e “sbruffoncella“. è vero che dal leader della Lega non ci si aspetta disamine elaborate ma definire giudizi degli insulti è piuttosto ributtante, se non fosse che sono gli stessi partiti che votarono Ruby Rubacuori nipote di Mubarak.<br /> Capitan Coraggio alla fine è scappato. Aveva promesso di difendere sé stesso e il Paese e invece si è rivelato solo un disertore. Per di più libero di diffamare. Finché dura. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55428431</guid><pubDate>Thu, 29 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55428431/imported_8c2da7c0_df7f_4055_a27f_781d6231e18f.mp3" length="1660969" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il prode Matteo Salvini di fronte ai giornalisti appena aveva saputo di essere stato denunciato da Carola Rackete, all’epoca dei fatti comandante della Sea Watch 3, la nave della ong tedesca impegnata nel soccorso di 53 migranti nella zona SAR libica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il prode Matteo Salvini di fronte ai giornalisti appena aveva saputo di essere stato denunciato da Carola Rackete, all’epoca dei fatti comandante della Sea Watch 3, la nave della ong tedesca impegnata nel soccorso di 53 migranti nella zona SAR libica il 12 giugno 2019, aveva testualmente detto “non vedo l'ora di incontrarla in tribunale [...] una che ha provato a uccidere militari italiani”. <br /> Nel frattempo sono accadute un po’ di cose. Carola Rackete è stata assolta da ogni accusa perché, dice la sentenza, “ha agito nell’adempimento del dovere perché non si poteva considerare luogo sicuro il porto di Tripoli”. Anche lo “speronamento” raccontato da politici e giornalisti era una bufala. Una bufala che - tra l’altro- ieri Giorgia Meloni ha ripetuto in Parlamento, senza nemmeno un briciolo di vergogna.<br /> Ieri il Senato ha votato per salvare Salvini dal processo che non “vedeva l’ora” di affrontare. Per i partiti di maggioranza (Italia Viva si è astenuta) i giudizi di Salvini sono “parole coperte da insindacabilità”. Sapete quali erano i “giudizi” del ministro? “Zecca tedesca“, “complice degli scafisti e trafficanti” e “sbruffoncella“. è vero che dal leader della Lega non ci si aspetta disamine elaborate ma definire giudizi degli insulti è piuttosto ributtante, se non fosse che sono gli stessi partiti che votarono Ruby Rubacuori nipote di Mubarak.<br /> Capitan Coraggio alla fine è scappato. Aveva promesso di difendere sé stesso e il Paese e invece si è rivelato solo un disertore. Per di più libero di diffamare. Finché dura. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>104</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Figliuolo è il nuovo Bertolaso, con in più lo scudo delle stellette</title><link>https://www.spreaker.com/episode/figliuolo-e-il-nuovo-bertolaso-con-in-piu-lo-scudo-delle-stellette--55299585</link><description><![CDATA[Se avete bisogno di cambiare una lampadina, di imparare una ricetta per la domenica o di organizzare una gita ormai il generale Figliuolo è a disposizione. Anche per matrimoni e funerali. È lui il nome scelto, dopo settimane di irrispettosi tentennamenti, dal governo Meloni come commissario alla ricostruzione per il post-alluvione in Romagna. Il generale ha ricoperto il ruolo di commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 da marzo 2021 a marzo 2022. In quel tempo Giorgia Meloni definì la scelta dell’obbligo di green pass del generale "raggelante, è l'ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d'Italia respinge con forza. Per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile”.<br /> Oggi va bene. L’importante per Meloni era fare fuori il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini che ormai aveva confessato di non ricevere nemmeno una telefonata dal ministro Musumeci e non dare soddisfazione all’alleato in punizione, Matteo Salvini.<br /> Figliuolo è perfetto. Indossa la divisa che attizza i membri di questo governo in tutte le sue declinazioni. Richiama la continuità con il governo Draghi che Meloni insegue per provare a darsi un tono al di fuori della Garbatella e soprattutto è l’uomo perfetto da scegliere quando non si vuole scegliere. Un santino da sventolare come magico risolutore in ogni occasione. È l’icona da dare in pasto agli elettori e alla stampa. Figliuolo è il nuovo Bertolaso, con in più lo scudo delle stellette.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55299585</guid><pubDate>Wed, 28 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55299585/imported_1991e9c0_ca2d_42e7_8763_82910b1bf78c.mp3" length="1561495" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se avete bisogno di cambiare una lampadina, di imparare una ricetta per la domenica o di organizzare una gita ormai il generale Figliuolo è a disposizione. Anche per matrimoni e funerali. È lui il nome scelto, dopo settimane di irrispettosi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se avete bisogno di cambiare una lampadina, di imparare una ricetta per la domenica o di organizzare una gita ormai il generale Figliuolo è a disposizione. Anche per matrimoni e funerali. È lui il nome scelto, dopo settimane di irrispettosi tentennamenti, dal governo Meloni come commissario alla ricostruzione per il post-alluvione in Romagna. Il generale ha ricoperto il ruolo di commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 da marzo 2021 a marzo 2022. In quel tempo Giorgia Meloni definì la scelta dell’obbligo di green pass del generale "raggelante, è l'ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d'Italia respinge con forza. Per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile”.<br /> Oggi va bene. L’importante per Meloni era fare fuori il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini che ormai aveva confessato di non ricevere nemmeno una telefonata dal ministro Musumeci e non dare soddisfazione all’alleato in punizione, Matteo Salvini.<br /> Figliuolo è perfetto. Indossa la divisa che attizza i membri di questo governo in tutte le sue declinazioni. Richiama la continuità con il governo Draghi che Meloni insegue per provare a darsi un tono al di fuori della Garbatella e soprattutto è l’uomo perfetto da scegliere quando non si vuole scegliere. Un santino da sventolare come magico risolutore in ogni occasione. È l’icona da dare in pasto agli elettori e alla stampa. Figliuolo è il nuovo Bertolaso, con in più lo scudo delle stellette.  <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>98</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il senso per la stampa del governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-senso-per-la-stampa-del-governo--55158416</link><description><![CDATA[Un ministro della Repubblica che in un’intervista delegittima in un colpo solo la stampa e la magistratura per difendere una sua collega è un capolavoro di berlusconismo nell’anno primo dopo Berlusconi. Il ministro alla Guerra Guido Crosetto lo fa evocando “dossier confezionati” da “pezzi di istituzioni” per “far male al governo”. Anzi, fa di più, avvisando quelli che lui chiama “sciacalli” (ovvero i giornalisti) del rischio di dossieraggio. Crosetto non sa che i giornalisti lavorano con le notizie e dimentica di essere nella delicata posizione di essere l’unico ad avere accesso ai “dossier”. Poche ore prima il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri se l’era presa con il giornalista Marco Damilano (parlando di “suoi spartiti da nullità”) e la giornalista Lucia Annunziata accusata di “faziosità, approssimazione e maleducazione”. Tra le altre cose Gasparri è un giornalista. <br /> Nella stessa giornata il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia che presenterà un’interrogazione in commissione Vigilanza Rai per sapere dei compensi di chi - secondo lui - difenderebbe Putin in televisione. Renzi e Crosetto - vale la pena segnalarlo - hanno fatto asse per il comune odio verso Sigfrido Ranucci e la sua trasmissione Report. Renzi, giova ricordarlo, prende soldi (questo non ha bisogno di verifiche) dal regime Saudita, dove i giornalisti non se la passano benissimo. <br /> Nel frattempo il capo ufficio stampa di Giorgia Meloni lascia il suo posto e si accomoda sulla poltrona da direttore di un quotidiano, ovviamente “che piace” al governo. In questo Paese politica e informazione sono una melassa indistinguibile. Altrimenti la stampa è un pericolo da estirpare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55158416</guid><pubDate>Tue, 27 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55158416/imported_d5a36184_6640_4755_92b8_1a4fd1dbdcc5.mp3" length="1800986" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un ministro della Repubblica che in un’intervista delegittima in un colpo solo la stampa e la magistratura per difendere una sua collega è un capolavoro di berlusconismo nell’anno primo dopo Berlusconi. 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Tra le altre cose Gasparri è un giornalista. <br /> Nella stessa giornata il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia che presenterà un’interrogazione in commissione Vigilanza Rai per sapere dei compensi di chi - secondo lui - difenderebbe Putin in televisione. Renzi e Crosetto - vale la pena segnalarlo - hanno fatto asse per il comune odio verso Sigfrido Ranucci e la sua trasmissione Report. Renzi, giova ricordarlo, prende soldi (questo non ha bisogno di verifiche) dal regime Saudita, dove i giornalisti non se la passano benissimo. <br /> Nel frattempo il capo ufficio stampa di Giorgia Meloni lascia il suo posto e si accomoda sulla poltrona da direttore di un quotidiano, ovviamente “che piace” al governo. In questo Paese politica e informazione sono una melassa indistinguibile. Altrimenti la stampa è un pericolo da estirpare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La coincidenza tra Renzi e Santanchè</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-coincidenza-tra-renzi-e-santanche--55024527</link><description><![CDATA[Quando Carlo Calenda e alcuni parlamentari del Terzo polo fecero presente che la nomina di Matteo Renzi a direttore del quotidiano Il Riformista aveva espresso dubbi sulla “confusione di ruoli” il leader di Italia Viva rispose con un’alzata di spalle. “Quando Renzi prenderà una posizione, lo farà come esponente politico o come direttore?”, chiese con una certa preoccupazione Calenda.<br /> In questi giorni accade che una puntata della trasmissione televisiva Report abbia raccontato gli affari non proprio fortunati delle aziende della ministra al Turismo Daniela Santanchè, esponente di punta di Fratelli d’Italia. Tra quelle aziende c’è anche la Visibilia di cui Santanchè è stata azionista principale fino a metà ottobre e presidente fino a gennaio 2022. I debiti societari di Visibilia nei mesi scorsi sono arrivati all’attenzione della Procura di Milano. Praticamente tutto l’arco parlamentare ha incalzato la ministra per avere spiegazioni. L’opposizione ne ha chiesto le dimissioni ma anche i suoi alleati le hanno chiesto di riferire in Parlamento. Perfino la presidente del Consiglio Giorgia Meloni pare che sia molto irritata per la situazione. Santanchè si è difesa dicendo “Visibilia è un’azienda che ho fondato, ma è stata venduta. C’è una cartella esattoriale non pagata e i nuovi soci se ne occuperanno. Non ci sono reati, non c’è un’ipotesi di reato”. <br /> Uno dei pochi giornali che ha difeso la ministra è proprio Il Riformista - quindi il Matteo Renzi nel suo costume da direttore - che non ha avuto modo di raccontare ai suoi lettori i rilievi giornalistici che sono da giorni un caso politico ma ha pubblicato un unico articolo dal titolo “Santanché, schiaffo a giustizialisti e alleati (e a Meloni): “Pronta a riferire in Parlamento”” parlando di “gogna”.<br /> Chi raccoglie la pubblicità per il quotidiano Il Riformista? Visibilia, proprio loro. Che nome ha questa curiosa coincidenza? Conflitto di interessi. Sempre quello. <br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/55024527</guid><pubDate>Mon, 26 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/55024527/imported_3b4d379b_68a1_474e_b19d_d64b8129fbe6.mp3" length="2114455" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando Carlo Calenda e alcuni parlamentari del Terzo polo fecero presente che la nomina di Matteo Renzi a direttore del quotidiano Il Riformista aveva espresso dubbi sulla “confusione di ruoli” il leader di Italia Viva rispose con un’alzata di spalle....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando Carlo Calenda e alcuni parlamentari del Terzo polo fecero presente che la nomina di Matteo Renzi a direttore del quotidiano Il Riformista aveva espresso dubbi sulla “confusione di ruoli” il leader di Italia Viva rispose con un’alzata di spalle. “Quando Renzi prenderà una posizione, lo farà come esponente politico o come direttore?”, chiese con una certa preoccupazione Calenda.<br /> In questi giorni accade che una puntata della trasmissione televisiva Report abbia raccontato gli affari non proprio fortunati delle aziende della ministra al Turismo Daniela Santanchè, esponente di punta di Fratelli d’Italia. Tra quelle aziende c’è anche la Visibilia di cui Santanchè è stata azionista principale fino a metà ottobre e presidente fino a gennaio 2022. I debiti societari di Visibilia nei mesi scorsi sono arrivati all’attenzione della Procura di Milano. Praticamente tutto l’arco parlamentare ha incalzato la ministra per avere spiegazioni. L’opposizione ne ha chiesto le dimissioni ma anche i suoi alleati le hanno chiesto di riferire in Parlamento. Perfino la presidente del Consiglio Giorgia Meloni pare che sia molto irritata per la situazione. Santanchè si è difesa dicendo “Visibilia è un’azienda che ho fondato, ma è stata venduta. C’è una cartella esattoriale non pagata e i nuovi soci se ne occuperanno. Non ci sono reati, non c’è un’ipotesi di reato”. <br /> Uno dei pochi giornali che ha difeso la ministra è proprio Il Riformista - quindi il Matteo Renzi nel suo costume da direttore - che non ha avuto modo di raccontare ai suoi lettori i rilievi giornalistici che sono da giorni un caso politico ma ha pubblicato un unico articolo dal titolo “Santanché, schiaffo a giustizialisti e alleati (e a Meloni): “Pronta a riferire in Parlamento”” parlando di “gogna”.<br /> Chi raccoglie la pubblicità per il quotidiano Il Riformista? Visibilia, proprio loro. Che nome ha questa curiosa coincidenza? Conflitto di interessi. Sempre quello. <br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>133</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Disertori, altro che sovranisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/disertori-altro-che-sovranisti--54831560</link><description><![CDATA[Ieri il testo base del disegno di legge di ratifica del Mes è stato approvato in commissione Esteri della Camera con il solo voto favorevole di Pd, Italia viva/Azione e +Europa. Astenuti il Movimento 5 stelle e Verdi-Sinistra italiana. Assenti tutti (tutti!) I componenti dei partiti della maggioranza, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.<br /> La strategia dei partiti di governo è quella del’opossum, che alla bisogna si difende, se attaccato, con unghie e denti ma più spesso, quando si vede a mal partito, si finge morto e approfitta dell'attimo di distrazione del suo avversario per darsi alla fuga. Nonostante Giorgia Meloni faccia di tutto per apparire “l’uomo forte” che tiene le redini del Paese (s’è fatta persino mettere l’articolo al maschile per corroborare la narrazione) questo governo è europeista quando ha bisogno di soldi, sovranista quando vuole sfuggire alle verifiche sui soldi che ha ricevuto, liberale quando deve perdonare gli amici, panpenalista quando deve punire i nemici, conservatore quasi reazionario suoi diritti ma progressista quando deve abolire i doveri. <br /> Ieri il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti rispondendo alla domanda sulle assenze della maggioranza ha detto: “Hanno adottato il testo base, no? Il regolamento è rispettato. Il centrodestra era assente? Ce ne faremo una ragione”. Beati loro che riescono a farsene una ragione di un governo che non governa. Il 30 giugno il testo approda in Aula alla Camera. Ai sovranisti disertori sarà difficile scappare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54831560</guid><pubDate>Fri, 23 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54831560/imported_1c3b10c1_755f_4688_bf44_10d351d92ee3.mp3" length="1536835" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri il testo base del disegno di legge di ratifica del Mes è stato approvato in commissione Esteri della Camera con il solo voto favorevole di Pd, Italia viva/Azione e +Europa. Astenuti il Movimento 5 stelle e Verdi-Sinistra italiana. Assenti tutti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri il testo base del disegno di legge di ratifica del Mes è stato approvato in commissione Esteri della Camera con il solo voto favorevole di Pd, Italia viva/Azione e +Europa. Astenuti il Movimento 5 stelle e Verdi-Sinistra italiana. Assenti tutti (tutti!) I componenti dei partiti della maggioranza, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.<br /> La strategia dei partiti di governo è quella del’opossum, che alla bisogna si difende, se attaccato, con unghie e denti ma più spesso, quando si vede a mal partito, si finge morto e approfitta dell'attimo di distrazione del suo avversario per darsi alla fuga. Nonostante Giorgia Meloni faccia di tutto per apparire “l’uomo forte” che tiene le redini del Paese (s’è fatta persino mettere l’articolo al maschile per corroborare la narrazione) questo governo è europeista quando ha bisogno di soldi, sovranista quando vuole sfuggire alle verifiche sui soldi che ha ricevuto, liberale quando deve perdonare gli amici, panpenalista quando deve punire i nemici, conservatore quasi reazionario suoi diritti ma progressista quando deve abolire i doveri. <br /> Ieri il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti rispondendo alla domanda sulle assenze della maggioranza ha detto: “Hanno adottato il testo base, no? Il regolamento è rispettato. Il centrodestra era assente? Ce ne faremo una ragione”. Beati loro che riescono a farsene una ragione di un governo che non governa. Il 30 giugno il testo approda in Aula alla Camera. Ai sovranisti disertori sarà difficile scappare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>97</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sono belli e bravi fino a un metro prima di governare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sono-belli-e-bravi-fino-a-un-metro-prima-di-governare--54649860</link><description><![CDATA[Il Decreto Lavoro era nelle intenzioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni il provvedimento simbolo di questo inizia legislatura. Ieri si è impigliato in commissione Bilancio per l’assenza dei due esponenti di Forza Italia, Dario Damiani e Claudio Lotito. Curiosa la loro giustificazione: prima ci hanno detto di essere arrivati in ritardo e poi hanno provato a convincerci che la votazione fosse stata anticipata rispetto all’orario segnato nelle loro foltissime agende. Mentre la maggioranza si spreme per trovare un tombino da intitolare a Berlusconi, mentre Meloni prepara il copione per le prossime conferenze stampa senza stampa e mentre Salvini cerca sui social la prossima emergenza per inventarsi un nuovo reato quando c’è da votare un decreto esce tutta l’inconsistenza di un governo che viene benissimo in foto ma si sfalda ogni volta che gli tocca governare sul serio. <br /> Nel frattempo alla Camera si consumava un altro dramma. Il ministero dell’Economia di Giorgetti dà il via libera alla ratifica del Mes e l’unica decisioni che sono stati in grado di prendere è stata quella di rinviare la decisione. <br /> La verità è che questa maggioranza si aggrega quando c’è da levare i diritti o bastonare qualcuno ma ogni volta che si ritrova a dover immaginare il futuro va in ordine sparso, con ogni partito perso nei suoi piccoli cabotaggi. Il leader in pectore di Forza Italia, il ministro Tajani, ha detto che si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua. Ha ragione: il bicchiere d’acqua è la tenuta di questo governo. Acqua amarissima. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54649860</guid><pubDate>Thu, 22 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54649860/imported_0aba4972_4ffe_44f3_8fdf_625fa363207d.mp3" length="1697332" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il Decreto Lavoro era nelle intenzioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni il provvedimento simbolo di questo inizia legislatura. Ieri si è impigliato in commissione Bilancio per l’assenza dei due esponenti di Forza Italia, Dario...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Decreto Lavoro era nelle intenzioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni il provvedimento simbolo di questo inizia legislatura. Ieri si è impigliato in commissione Bilancio per l’assenza dei due esponenti di Forza Italia, Dario Damiani e Claudio Lotito. Curiosa la loro giustificazione: prima ci hanno detto di essere arrivati in ritardo e poi hanno provato a convincerci che la votazione fosse stata anticipata rispetto all’orario segnato nelle loro foltissime agende. Mentre la maggioranza si spreme per trovare un tombino da intitolare a Berlusconi, mentre Meloni prepara il copione per le prossime conferenze stampa senza stampa e mentre Salvini cerca sui social la prossima emergenza per inventarsi un nuovo reato quando c’è da votare un decreto esce tutta l’inconsistenza di un governo che viene benissimo in foto ma si sfalda ogni volta che gli tocca governare sul serio. <br /> Nel frattempo alla Camera si consumava un altro dramma. Il ministero dell’Economia di Giorgetti dà il via libera alla ratifica del Mes e l’unica decisioni che sono stati in grado di prendere è stata quella di rinviare la decisione. <br /> La verità è che questa maggioranza si aggrega quando c’è da levare i diritti o bastonare qualcuno ma ogni volta che si ritrova a dover immaginare il futuro va in ordine sparso, con ogni partito perso nei suoi piccoli cabotaggi. Il leader in pectore di Forza Italia, il ministro Tajani, ha detto che si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua. Ha ragione: il bicchiere d’acqua è la tenuta di questo governo. Acqua amarissima. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fino a quando dunque, Meloni, abuserà della pazienza degli italiani?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fino-a-quando-dunque-meloni-abusera-della-pazienza-degli-italiani--54553600</link><description><![CDATA[Sono arrivati al governo e hanno falciato il rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil che si è contratto passando dal 6,9 per cento del 2022 al 6,7 per cento. Questo è solo l’inizio. La volontà di tagliare è evidente, con una riduzione nei prossimi anni di oltre 3,3 miliardi di euro: il governo ha indicato nel Def che a partire dal 2025 la spesa scenderà ancora fino al 6,2 per cento. Intanto continuano a diminuire i posti letto negli ospedali pubblici. Curarsi diventa un lusso, la privatizzazione della sanità ci priva giorno dopo giorno della sanità. <br /> Sono arrivati al governo e l’ufficio parlamentare di bilancio certifica che dei quasi 1,2 milioni di nuclei familiari beneficiari di reddito di cittadinanza, circa 400.000 (il 33,6%) sono esclusi dall’assegno di inclusione perché al loro interno non sono presenti soggetti tutelati. Sono persone già sotto la soglia di povertà. Tra quelli che lavorano invece ben 3 milioni risultano poveri nonostante abbiano un impiego. Continueranno a esserlo visto che il governo ha dichiarato a più riprese di non avere nessuna intenzione di intervenire sul salario minimo. Niente da fare nemmeno per le pensioni. Si rimane così com’è. <br /> Sono arrivati al governo e hanno assicurato che avrebbero modificato il PNRR. A oggi non si sa cose e come vogliamo modifiche. Sappiamo in compenso che l’Ue è profondamente scontenta di come stanno andando le cose e le prossime rate sono a rischio. <br /> Fino a quando dunque, Meloni, abuserà della pazienza degli italiani? <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54553600</guid><pubDate>Wed, 21 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54553600/imported_df957d3e_338a_48e9_85dd_0fdba2498986.mp3" length="1624607" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono arrivati al governo e hanno falciato il rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil che si è contratto passando dal 6,9 per cento del 2022 al 6,7 per cento. 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Sono persone già sotto la soglia di povertà. Tra quelli che lavorano invece ben 3 milioni risultano poveri nonostante abbiano un impiego. Continueranno a esserlo visto che il governo ha dichiarato a più riprese di non avere nessuna intenzione di intervenire sul salario minimo. Niente da fare nemmeno per le pensioni. Si rimane così com’è. <br /> Sono arrivati al governo e hanno assicurato che avrebbero modificato il PNRR. A oggi non si sa cose e come vogliamo modifiche. Sappiamo in compenso che l’Ue è profondamente scontenta di come stanno andando le cose e le prossime rate sono a rischio. <br /> Fino a quando dunque, Meloni, abuserà della pazienza degli italiani? <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli oppositori dell'opposizione vadano al loro posto: con la destra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-oppositori-dell-opposizione-vadano-al-loro-posto-con-la-destra--54523747</link><description><![CDATA[Nella direzione di ieri del Partito Democratico Elly Schlein ha descritto un punto fondamentale che manca a questa opposizione: trovare punti comuni. È una pratica che sembra sconosciuta ai partiti che si oppongono a questo governo battagliando più contro gli altri partiti della minoranza che contro le pericolose idee di un governo che odia i poveri, odia i magistrati, odia la comunità LGBTQ+, odia i sindacati, odia i dipendenti pubblici, odia gli antifascisti e odia l’opposizione.<br /> Non ci vuole molto a intuire che l’idea di Schlein sia quella di costruire un campo progressista che tenga insieme il M5S, Verdi e Sinistra e tutti coloro che credono che esista un’alternativa politica all’ammucchiata di postfascisti, sovranisti, liberisti travestiti da liberali e compagnia cantante.<br /> Le scelte da poter prendere sono due. Si può decidere di continuare sulla strada dei distinguo, ognuno concentrato sul proprio orticello regalando a Meloni una prateria di governo per i prossimi anni oppure ci si può prendere la responsabilità di riconoscersi diversi ma con l’impegno di costruire un’alternativa. Tertium non datur. Rimane nel PD l’atavico problema di una minoranza interna che tutti i giorni rinfocola le critiche della destra per logorare la propria segreteria e i possibili alleati. “Se a qualcuno questa linea non piace lo ammetta e non trovi altre scuse”, ha detto Schlein. Ci permettiamo di aggiungere un frase: vadano dove devono andare, insieme alla destra. Il campo sarà più chiaro e il Paese ne gioverà. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54523747</guid><pubDate>Tue, 20 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54523747/imported_df957d3e_338a_48e9_85dd_0fdba2498986.mp3" length="1624607" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nella direzione di ieri del Partito Democratico Elly Schlein ha descritto un punto fondamentale che manca a questa opposizione: trovare punti comuni. 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Si può decidere di continuare sulla strada dei distinguo, ognuno concentrato sul proprio orticello regalando a Meloni una prateria di governo per i prossimi anni oppure ci si può prendere la responsabilità di riconoscersi diversi ma con l’impegno di costruire un’alternativa. Tertium non datur. Rimane nel PD l’atavico problema di una minoranza interna che tutti i giorni rinfocola le critiche della destra per logorare la propria segreteria e i possibili alleati. “Se a qualcuno questa linea non piace lo ammetta e non trovi altre scuse”, ha detto Schlein. Ci permettiamo di aggiungere un frase: vadano dove devono andare, insieme alla destra. Il campo sarà più chiaro e il Paese ne gioverà. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>102</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il miracolo della “frase shock” di Beppe Grillo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-miracolo-della-frase-shock-di-beppe-grillo--54500473</link><description><![CDATA[Da quasi due giorni se qualcuno leggesse la stampa Italian potrebbe credere che un comico (a cui è capitato di dire cose profondamente sbagliato) abbia inneggiato alla lotta armata dal palco della manifestazione organizzata dal partito che ha fondato. Se uno leggesse i social e i commenti di illustri editorialisti orfani da pochi giorni del loro padrone sarebbe indotto a credere che in Italia, da qualche ora, sia in atto la ricomposizione delle Brigate Rosse, per di più alla luce del sole, per di più con una catena di comando venuta allo scoperto ancor prima di cominciare a delinquere.<br /> La frase choc di Grillo, pronunciata a proposito di un cittadino multato per avere preso l’iniziativa di riparare una buca sotto casa, è questa: “Volete il leader? Ma siate i leader di voi stessi. Fate le brigate di cittadinanza, mettete il passamontagna e di nascosto andate a fare i lavoretti, mettete a posto marciapiedi, aiuole, tombini. Fate il lavoro e scappate. Reagite cazzo!”.<br /> I fascisti che non vedono il fascismo perché ci dicono che sia morto hanno parlato di “parola sconcertanti che evocano pagine drammatiche della storia del nostro Paese”. Ci sta. Sono talmente fessi che non vedono l’ora di tornare allo scontro, unico loro modo di sentirsi politicamente vivi. Il Terzo polo ha lucrato sul falso. La minoranza del PD, i cosiddetti riformisti, hanno ripetuto le stesse identiche parole della destra per indebolire la loro segretaria Schlein. È accaduto un piccolo miracolo: si sono riconosciuti uguali dei tonti che militano in partiti diversi. Ora non gli resta che unirsi, uscendo dall’ipocrisia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54500473</guid><pubDate>Mon, 19 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54500473/imported_02f1c06a_8ea7_440d_b1d3_bda781b29db2.mp3" length="1784267" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da quasi due giorni se qualcuno leggesse la stampa Italian potrebbe credere che un comico (a cui è capitato di dire cose profondamente sbagliato) abbia inneggiato alla lotta armata dal palco della manifestazione organizzata dal partito che ha fondato....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da quasi due giorni se qualcuno leggesse la stampa Italian potrebbe credere che un comico (a cui è capitato di dire cose profondamente sbagliato) abbia inneggiato alla lotta armata dal palco della manifestazione organizzata dal partito che ha fondato. 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Sono talmente fessi che non vedono l’ora di tornare allo scontro, unico loro modo di sentirsi politicamente vivi. Il Terzo polo ha lucrato sul falso. La minoranza del PD, i cosiddetti riformisti, hanno ripetuto le stesse identiche parole della destra per indebolire la loro segretaria Schlein. È accaduto un piccolo miracolo: si sono riconosciuti uguali dei tonti che militano in partiti diversi. Ora non gli resta che unirsi, uscendo dall’ipocrisia. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il primo monumento a Berlusconi è ovviamente una martellata alla Giustizia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-primo-monumento-a-berlusconi-e-ovviamente-una-martellata-alla-giustizia--54448870</link><description><![CDATA[Possono dormire tranquilli coloro che rimpiangono la dipartita di Silvio Berlusconi come protettore di interessi che hanno a che vedere con l’impunità travestita da garantismo. Prima di un piazza, di una via o di una statua equestre in sua memoria i suoi amici hanno deciso di intitolargli una riforma della giustizia che tra gli effetti collaterali potrebbe provocare alcuni inconvenienti come il “forte rischio che gli indagati fuggano se bisogna avvisarli dell’arresto” (parole del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Santalucia). Sia chiaro: gli indagati avvisati della possibilità di essere arrestati sono ovviamente solo i colletti bianchi. Per i poveracci invece si prosegue sulla strada dell’abolizione del reato di tortura e del teaser dato in dotazione anche alle maestre d’asilo.<br /> Tra gli effetti collaterali ampiamente previsti possiamo già prevedere la pelle d’oca dell’Unione europea che invita tutti i Paesi membri a dotarsi del reato di abuso d’ufficio mentre il Guardasigilli Nordio ha pensato bene di cancellarlo. Per cancellare gli abusi in effetti basta cancellare il reato di abuso. Come per le torture. E quando il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha avvisato che spesso l’abuso d’ufficio è un reato spia di fattispecie ben più gravi come la corruzione questi non hanno battuto ciglio. “Non si va a strascico”, ha risposto Nordio. È esattamente la giustizia che sognava Silvio: sei colpevole solo se sei povero, sei troppo ingenuo o hai troppi pochi amici. <br /> Per quanto riguarda il bavaglio alla stampa basti sapere che con la nuova norma non avremmo mai potuto vedere le fotografie delle violenze nella questura di Verona. Non sapremmo le conversazioni degli europarlamentari indagati in Belgio nella vicenda del Qatargate. Buio assoluto sui provvedimenti di fermo giudiziario riguardanti i padrini della nuova mafia quando si infiltrano nella politica e nell’economia. Tutto questo, sia ben chiaro, intitolato alla memoria di Berlusconi da quelli che per giorni hanno accusato gli altri di usare il dolore per fini politici. Che capolavoro. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54448870</guid><pubDate>Fri, 16 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54448870/imported_30596caf_7ba6_4b38_ab77_03936f0e7d9f.mp3" length="2350184" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Possono dormire tranquilli coloro che rimpiangono la dipartita di Silvio Berlusconi come protettore di interessi che hanno a che vedere con l’impunità travestita da garantismo. Prima di un piazza, di una via o di una statua equestre in sua memoria i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Possono dormire tranquilli coloro che rimpiangono la dipartita di Silvio Berlusconi come protettore di interessi che hanno a che vedere con l’impunità travestita da garantismo. Prima di un piazza, di una via o di una statua equestre in sua memoria i suoi amici hanno deciso di intitolargli una riforma della giustizia che tra gli effetti collaterali potrebbe provocare alcuni inconvenienti come il “forte rischio che gli indagati fuggano se bisogna avvisarli dell’arresto” (parole del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Santalucia). Sia chiaro: gli indagati avvisati della possibilità di essere arrestati sono ovviamente solo i colletti bianchi. Per i poveracci invece si prosegue sulla strada dell’abolizione del reato di tortura e del teaser dato in dotazione anche alle maestre d’asilo.<br /> Tra gli effetti collaterali ampiamente previsti possiamo già prevedere la pelle d’oca dell’Unione europea che invita tutti i Paesi membri a dotarsi del reato di abuso d’ufficio mentre il Guardasigilli Nordio ha pensato bene di cancellarlo. Per cancellare gli abusi in effetti basta cancellare il reato di abuso. Come per le torture. E quando il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha avvisato che spesso l’abuso d’ufficio è un reato spia di fattispecie ben più gravi come la corruzione questi non hanno battuto ciglio. “Non si va a strascico”, ha risposto Nordio. È esattamente la giustizia che sognava Silvio: sei colpevole solo se sei povero, sei troppo ingenuo o hai troppi pochi amici. <br /> Per quanto riguarda il bavaglio alla stampa basti sapere che con la nuova norma non avremmo mai potuto vedere le fotografie delle violenze nella questura di Verona. Non sapremmo le conversazioni degli europarlamentari indagati in Belgio nella vicenda del Qatargate. Buio assoluto sui provvedimenti di fermo giudiziario riguardanti i padrini della nuova mafia quando si infiltrano nella politica e nell’economia. Tutto questo, sia ben chiaro, intitolato alla memoria di Berlusconi da quelli che per giorni hanno accusato gli altri di usare il dolore per fini politici. Che capolavoro. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>147</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La messa è finita. Andate in pace.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-messa-e-finita-andate-in-pace--54400793</link><description><![CDATA[La messa è finita, andate in pace. Il cerimoniale del lutto per la morte di Silvio Berlusconi si è concluso com’è cominciato. Con il dolore - privato seppur in pubblico - di chi l’ha conosciuto e ha lavorato con lui e con l’indecente politicizzazione di quel dolore per manganellare anche in giorni del genere gli avversari politici. Così anche i partecipanti al funerale radunatisi in piazza Duomo a Milano hanno creduto di essere all’ultima finale della coppa della vita e hanno intonato cori da stadio. Cori, sia chiaro, contro “i nemici” per celebrare l’amico. La scena della giornalista di Mediaset che si commuove mentre guarda dall’alto la piazza milanese rimbombare sotto i tonfi della gente che intona il coro “chi non salta comunista è” resta probabilmente l’apice della tragedia diventata inevitabilmente farsa. Su Canale 5 durante la diretta del funerale qualcuno ha detto, senza che nessuno avesse da ridire, che come l’antiberlusconismo non è servito ieri così oggi non serve più l’antifascismo. All’uomo Berlusconi e al dolore per la morte hanno mancato di rispetto in molti, da entrambe le parti. Forse nemmeno lui - che pur adorava risultare divisivo - avrebbe apprezzato questo spettacolo necrofilo.<br /> Ora la messa è finita, andate in pace e al governo Meloni tocca governare. Tocca dare una risposta ai romagnoli che hanno ancora i piedi nell’acqua e non sanno chi sarà il commissario della loro emergenza. Tocca correre per non perdere il PNRR e convincere l’Europa. Tocca reagire al crollo della produzione industriale. Tocca trovare un argine credibile alla povertà. Tocca scegliere che collocazione avere nello scacchiere europeo e internazionale, con gli autocrati o con le democrazie. Un governo non è un ufficio del cerimoniale permanente e non è un organo di controllo. Un governo governa, prende decisioni, risolve i problemi. Non basta bastonare l’opposizione e non dura a lungo la giustifica per lutto familiare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54400793</guid><pubDate>Thu, 15 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54400793/imported_980d3575_3aca_4251_85d7_b94e937295a2.mp3" length="2154161" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La messa è finita, andate in pace. Il cerimoniale del lutto per la morte di Silvio Berlusconi si è concluso com’è cominciato. 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Su Canale 5 durante la diretta del funerale qualcuno ha detto, senza che nessuno avesse da ridire, che come l’antiberlusconismo non è servito ieri così oggi non serve più l’antifascismo. All’uomo Berlusconi e al dolore per la morte hanno mancato di rispetto in molti, da entrambe le parti. Forse nemmeno lui - che pur adorava risultare divisivo - avrebbe apprezzato questo spettacolo necrofilo.<br /> Ora la messa è finita, andate in pace e al governo Meloni tocca governare. Tocca dare una risposta ai romagnoli che hanno ancora i piedi nell’acqua e non sanno chi sarà il commissario della loro emergenza. Tocca correre per non perdere il PNRR e convincere l’Europa. Tocca reagire al crollo della produzione industriale. Tocca trovare un argine credibile alla povertà. Tocca scegliere che collocazione avere nello scacchiere europeo e internazionale, con gli autocrati o con le democrazie. Un governo non è un ufficio del cerimoniale permanente e non è un organo di controllo. Un governo governa, prende decisioni, risolve i problemi. Non basta bastonare l’opposizione e non dura a lungo la giustifica per lutto familiare. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>135</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Su Berlusconi non vi pare di esagerare?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/su-berlusconi-non-vi-pare-di-esagerare--54356893</link><description><![CDATA[A seguito della morte di Silvio Berlusconi s’è deciso di rinviare il Consiglio supremo di Difesa, sono stati annullati i lavori del Senato e s’è fissata una celebrazione solenne per il prossimo 20 giugno, alla Camera si è deciso di non votare (chissà per quale strano motivo un voto parlamentare dovrebbe essere una mancanza di rispetto) e si organizzerà presto una commemorazione, il PD - partito d’opposizione - ha rinviato la direzione nazionale, oltre ai funerali di Stato è stato proclamato il lutto nazionale mai concesso negli ultimi 30 anni a un ex presidente del Consiglio (eccetto Leone e Ciampi, che sono stati però presidenti della Repubblica), le bandiere sono a mezz’asta in tutte le sedi di enti pubblici con annesso sbizzarrimento di alcune regioni che si cimentano in giochi di luci e di proiezioni, le scuole sono invitate a osservare un minuto di silenzio, i negozi potrebbero abbassare le saracinesche mentre saranno Rai, Mediaset, La7 e Sky a trasmettere le esequie in diretta con il prevedibile carrozzone di ospiti contriti.<br /> C’è una via di mezzo tra la barbarie di gioire per la morte di qualcuno e la barbarie di usare un lutto per rimpolpare la propaganda e cancellarne le gravi responsabilità. Quella via non è stata percorsa. Utilizzare l’umana empatia con il dolore di una scomparsa per sospendere la politica e lo Stato e per imporre una falsa narrazione è la messa in opera del più grande lascito di Berlusconi: populismo sfrenato e disinibito. Così anche un morto diventa una buona clava.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54356893</guid><pubDate>Wed, 14 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54356893/imported_ec92e06b_3057_4252_9c86_e3e176a53dd4.mp3" length="1785103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A seguito della morte di Silvio Berlusconi s’è deciso di rinviare il Consiglio supremo di Difesa, sono stati annullati i lavori del Senato e s’è fissata una celebrazione solenne per il prossimo 20 giugno, alla Camera si è deciso di non votare (chissà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A seguito della morte di Silvio Berlusconi s’è deciso di rinviare il Consiglio supremo di Difesa, sono stati annullati i lavori del Senato e s’è fissata una celebrazione solenne per il prossimo 20 giugno, alla Camera si è deciso di non votare (chissà per quale strano motivo un voto parlamentare dovrebbe essere una mancanza di rispetto) e si organizzerà presto una commemorazione, il PD - partito d’opposizione - ha rinviato la direzione nazionale, oltre ai funerali di Stato è stato proclamato il lutto nazionale mai concesso negli ultimi 30 anni a un ex presidente del Consiglio (eccetto Leone e Ciampi, che sono stati però presidenti della Repubblica), le bandiere sono a mezz’asta in tutte le sedi di enti pubblici con annesso sbizzarrimento di alcune regioni che si cimentano in giochi di luci e di proiezioni, le scuole sono invitate a osservare un minuto di silenzio, i negozi potrebbero abbassare le saracinesche mentre saranno Rai, Mediaset, La7 e Sky a trasmettere le esequie in diretta con il prevedibile carrozzone di ospiti contriti.<br /> C’è una via di mezzo tra la barbarie di gioire per la morte di qualcuno e la barbarie di usare un lutto per rimpolpare la propaganda e cancellarne le gravi responsabilità. Quella via non è stata percorsa. Utilizzare l’umana empatia con il dolore di una scomparsa per sospendere la politica e lo Stato e per imporre una falsa narrazione è la messa in opera del più grande lascito di Berlusconi: populismo sfrenato e disinibito. Così anche un morto diventa una buona clava.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>112</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Berlusconi santo dubito</title><link>https://www.spreaker.com/episode/berlusconi-santo-dubito--54294271</link><description><![CDATA[Milionesima puntata in cui la pietà umana - dovuta a Berlusconi come a chiunque muoia in questo mondo - diventa il viatico di una santificazione. “Non è il tempo dei giudizi” dicono in coro a reti unificate e mentre lo ripetono hanno già cominciato a riscrivere la storia degli ultimi trent’anni. Forse c’è qualcuno davvero convinto che il giudizio su cosa sia stato Silvio Berlusconi per questo Paese abbia bisogno di elementi in più rispetto a quelli che già abbiamo. Silvio Berlusconi è stato il peggiore politico italiano dopo le stragi del 1992 e ribadire il giudizio politico è un dovere civile, anche se con la tristezza che accompagna ogni morte. <br /> Silvio Berlusconi è stato l’anello di congiunzione tra la P2 e la cosiddetta Seconda Repubblica che altro non era che il secondo tempo della Prima. Silvio Berlusconi è stato l’artefice della normalizzazione dei rapporti con la mafia (attraverso Marcello Dell’Utri) raccontati come inevitabili inciampi per un politico di successo. Silvio Berlusconi è stato il peggiore interprete della coercizione della cosa pubblica a fini privati: un rullo compressore che ha demolito leggi per difendere sé stesso e le sue aziende dai processi. Silvio Berlusconi ha sdoganato i post-fascisti, ha reso pop la bava sui corpi delle donne, ha elevato la menzogna a sistema di governo, ha portato il Paese al tracollo finanziario, ha legittimato l’evasione fiscale. Ricordarlo come un vecchietto indifeso o, peggio, uno statista non possiamo concederlo. È un dovere civile. Come le condoglianze.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54294271</guid><pubDate>Tue, 13 Jun 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54294271/imported_248c9061_4fc4_4281_8fc5_8e712e17d53a.mp3" length="1762115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Milionesima puntata in cui la pietà umana - dovuta a Berlusconi come a chiunque muoia in questo mondo - diventa il viatico di una santificazione. “Non è il tempo dei giudizi” dicono in coro a reti unificate e mentre lo ripetono hanno già cominciato a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Milionesima puntata in cui la pietà umana - dovuta a Berlusconi come a chiunque muoia in questo mondo - diventa il viatico di una santificazione. “Non è il tempo dei giudizi” dicono in coro a reti unificate e mentre lo ripetono hanno già cominciato a riscrivere la storia degli ultimi trent’anni. Forse c’è qualcuno davvero convinto che il giudizio su cosa sia stato Silvio Berlusconi per questo Paese abbia bisogno di elementi in più rispetto a quelli che già abbiamo. Silvio Berlusconi è stato il peggiore politico italiano dopo le stragi del 1992 e ribadire il giudizio politico è un dovere civile, anche se con la tristezza che accompagna ogni morte. <br /> Silvio Berlusconi è stato l’anello di congiunzione tra la P2 e la cosiddetta Seconda Repubblica che altro non era che il secondo tempo della Prima. Silvio Berlusconi è stato l’artefice della normalizzazione dei rapporti con la mafia (attraverso Marcello Dell’Utri) raccontati come inevitabili inciampi per un politico di successo. Silvio Berlusconi è stato il peggiore interprete della coercizione della cosa pubblica a fini privati: un rullo compressore che ha demolito leggi per difendere sé stesso e le sue aziende dai processi. Silvio Berlusconi ha sdoganato i post-fascisti, ha reso pop la bava sui corpi delle donne, ha elevato la menzogna a sistema di governo, ha portato il Paese al tracollo finanziario, ha legittimato l’evasione fiscale. Ricordarlo come un vecchietto indifeso o, peggio, uno statista non possiamo concederlo. È un dovere civile. Come le condoglianze.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>111</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Tunisia e l'Ue ricattata da un autocrate in più</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-tunisia-e-l-ue-ricattata-da-un-autocrate-in-piu--54252115</link><description><![CDATA[Con qualche giorno di ritardo anche gli altri giornali si accorgono che l’improvviso amore della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la Tunisia e per l’Africa sia figlio di un progetto di scambio: noi le diamo soldi europei e ci diamo da fare per sbloccare i quasi due miliardi da Washington attraverso il fondo monetario internazionale e voi tunisini vi fate carico della partenze di immigrati che vorrebbero entrare in Europa fermandoli in modi più o meno legali. Il tutto condito da una parvenza di ritorno della democrazia in un Paese sprofondato nell’autarchia.<br /> Del resto i 900 milioni di euro promessi dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accompagnata dal primo ministro olandese Mark Rutte e da Giorgia Meloni, sono un buon prezzo per sporcarsi le mani di sangue facendo il lavoro sporco che l’Unione europea vorrebbe fare ma non può permettersi di fare. Per questo si subappalta la frontiera a Paesi in cui il controllo dei diritti è sfiancato da democrazia latente e da controlli complicati.<br /> Il quadretto sarebbe stato perfetto, per la gioia dei sovranisti europei, se non fosse che che il premier tunisino Kais Saied ha imparato in fretta come si comporta il vero autocrate che ricatta l’Europa per mungere più soldi, ispirandosi probabilmente ai libici o all’Erdogan di turno. “La Tunisia non può fare da guardia di frontiera”, ha detto il presidente tunisino prima di incontrare i leader europei. Ovvero: è disposto a fare il lavoro sporco ma servono più soldi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54252115</guid><pubDate>Mon, 12 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54252115/imported_43dc07f6_4c22_4b53_aecf_8c13938104f2.mp3" length="1746233" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Con qualche giorno di ritardo anche gli altri giornali si accorgono che l’improvviso amore della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la Tunisia e per l’Africa sia figlio di un progetto di scambio: noi le diamo soldi europei e ci diamo da fare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con qualche giorno di ritardo anche gli altri giornali si accorgono che l’improvviso amore della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la Tunisia e per l’Africa sia figlio di un progetto di scambio: noi le diamo soldi europei e ci diamo da fare per sbloccare i quasi due miliardi da Washington attraverso il fondo monetario internazionale e voi tunisini vi fate carico della partenze di immigrati che vorrebbero entrare in Europa fermandoli in modi più o meno legali. Il tutto condito da una parvenza di ritorno della democrazia in un Paese sprofondato nell’autarchia.<br /> Del resto i 900 milioni di euro promessi dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accompagnata dal primo ministro olandese Mark Rutte e da Giorgia Meloni, sono un buon prezzo per sporcarsi le mani di sangue facendo il lavoro sporco che l’Unione europea vorrebbe fare ma non può permettersi di fare. Per questo si subappalta la frontiera a Paesi in cui il controllo dei diritti è sfiancato da democrazia latente e da controlli complicati.<br /> Il quadretto sarebbe stato perfetto, per la gioia dei sovranisti europei, se non fosse che che il premier tunisino Kais Saied ha imparato in fretta come si comporta il vero autocrate che ricatta l’Europa per mungere più soldi, ispirandosi probabilmente ai libici o all’Erdogan di turno. “La Tunisia non può fare da guardia di frontiera”, ha detto il presidente tunisino prima di incontrare i leader europei. Ovvero: è disposto a fare il lavoro sporco ma servono più soldi. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Migranti un tot al chilo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/migranti-un-tot-al-chilo--54144119</link><description><![CDATA[Ieri  i ministri dei Paesi membri dell’Unione europea hanno trascorso l’intera giornata a discutere di come disfarsi di questo fastidioso disperati, per di più neri, che si permettono il lusso di sperare di scampare dalla disperazione. <br /> Si è trattato di serrato confronto travestito da diplomazia che ha cercato, ad esempio, di dare un prezzo ai migranti non accolti. Proprio così: uomini che vengono venduti come schiavi nei Paesi da cui scappano si ritrovano a essere quotati in Europa. Non vanno al chilo, no. I leader europei hanno fissato un prezzo che consenta di fottersene del diritto universale di essere accolto è salvato. Con ventimila euro si può lasciare il il fastidioso disperato al Paese vicino o a quello in cui è entrato in Europa (via mare è l’Italia). Con qualche migliaio di euro si acquista il diritto subappaltare la disumanità. <br /> Non è molto diversa dalla strategia della presidente Giorgia Meloni che s’affanna per appaltare alle peggiori autarchie il compito di fare da tappo. Gli “aiuti” agli Stati da cui partono sono il modo elegante per non dover dire che poiché non sono riusciti a chiudere i porti d’arrivo (non è legale e non è fattibile) ora provano a chiudere i porti in partenza. Non ci riusciranno. È il “patto” europeo non risolverà nulla. Anzi se passerà così com’è metterà ancora più in difficoltà l’Italia. <br /> Chemmsidine, un pescatore tunisino, un giorno mi disse “vi illudete di fermare le persone che scappano dalla fame e dal piombo senza fermare la fame e il piombo”. L’UE matrigna non ha imparato la lezione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54144119</guid><pubDate>Fri, 09 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54144119/imported_25a84cf3_a31d_414c_a366_bd6cdcc7a2fa.mp3" length="1746651" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri  i ministri dei Paesi membri dell’Unione europea hanno trascorso l’intera giornata a discutere di come disfarsi di questo fastidioso disperati, per di più neri, che si permettono il lusso di sperare di scampare dalla disperazione. 
Si è trattato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri  i ministri dei Paesi membri dell’Unione europea hanno trascorso l’intera giornata a discutere di come disfarsi di questo fastidioso disperati, per di più neri, che si permettono il lusso di sperare di scampare dalla disperazione. <br /> Si è trattato di serrato confronto travestito da diplomazia che ha cercato, ad esempio, di dare un prezzo ai migranti non accolti. Proprio così: uomini che vengono venduti come schiavi nei Paesi da cui scappano si ritrovano a essere quotati in Europa. Non vanno al chilo, no. I leader europei hanno fissato un prezzo che consenta di fottersene del diritto universale di essere accolto è salvato. Con ventimila euro si può lasciare il il fastidioso disperato al Paese vicino o a quello in cui è entrato in Europa (via mare è l’Italia). Con qualche migliaio di euro si acquista il diritto subappaltare la disumanità. <br /> Non è molto diversa dalla strategia della presidente Giorgia Meloni che s’affanna per appaltare alle peggiori autarchie il compito di fare da tappo. Gli “aiuti” agli Stati da cui partono sono il modo elegante per non dover dire che poiché non sono riusciti a chiudere i porti d’arrivo (non è legale e non è fattibile) ora provano a chiudere i porti in partenza. Non ci riusciranno. È il “patto” europeo non risolverà nulla. Anzi se passerà così com’è metterà ancora più in difficoltà l’Italia. <br /> Chemmsidine, un pescatore tunisino, un giorno mi disse “vi illudete di fermare le persone che scappano dalla fame e dal piombo senza fermare la fame e il piombo”. L’UE matrigna non ha imparato la lezione. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>110</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rischio di incagliarsi per Schlein</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rischio-di-incagliarsi-per-schlein--54132447</link><description><![CDATA[C’è subbuglio - come sempre- dentro il Partito Democratico dopo la scelta dei nuovi membri di ufficio della presidenza a Montecitorio. Da una parte la minoranza rumoreggia per la retrocessione  da vicepresidente a segretario di Piero De Luca. La minoranza del partito parla di vendetta, il solitamente flebile Guerini sventola addirittura l’idea di uno “scalpo politico” in cui il figlio sarebbe stato abbattuto per colpire il padre, quel Vincenzo De Luca presidente in Campania che ieri ha messo in scena il suo solito show contro la sua segretaria. È curiosa questa idea che la minoranza del PD non abbia compreso che chi perde un congresso inevitabilmente perda anche le posizioni da cui si guida il partito.<br /> Tra i nuovi vicepresidenti del PD spunta sorpresa Paolo Ciani, sentore e segretario di un’altra forza politica, DemoS (Democrazia solidale), di ispirazione cristiano-sociale. Membro della comunità di Sant’Egidio Ciani è uno che dice senza troppi giri di parole di non credere “ nella vittoria militare, cioè armare l’Ucraina perché possa vincere”. A gennaio infatti è stato l’unico del suo gruppo a votare contro il decreto che prolungava l’invio di armi a Kiev. “Nel nostro popolo questa discussione c’è, è un fronte molto più ampio di come è rappresentato nei numeri del gruppo”, spiega Ciani che però poi aggiunge di non avere nessuna intenzione di iscriversi al PD.<br /> A questo punto la domanda sorge spontanea: a che popolo si rivolge la segretaria Schlein? E come pensa di tenere insieme un partito se la sua forza è fuori? Il cerchiobottismo, male atavico del PD, non è la soluzione.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54132447</guid><pubDate>Thu, 08 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54132447/imported_7b67f56e_cda8_4597_87ad_845cc63ee7c2.mp3" length="1801822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è subbuglio - come sempre- dentro il Partito Democratico dopo la scelta dei nuovi membri di ufficio della presidenza a Montecitorio. Da una parte la minoranza rumoreggia per la retrocessione  da vicepresidente a segretario di Piero De Luca. La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è subbuglio - come sempre- dentro il Partito Democratico dopo la scelta dei nuovi membri di ufficio della presidenza a Montecitorio. Da una parte la minoranza rumoreggia per la retrocessione  da vicepresidente a segretario di Piero De Luca. La minoranza del partito parla di vendetta, il solitamente flebile Guerini sventola addirittura l’idea di uno “scalpo politico” in cui il figlio sarebbe stato abbattuto per colpire il padre, quel Vincenzo De Luca presidente in Campania che ieri ha messo in scena il suo solito show contro la sua segretaria. È curiosa questa idea che la minoranza del PD non abbia compreso che chi perde un congresso inevitabilmente perda anche le posizioni da cui si guida il partito.<br /> Tra i nuovi vicepresidenti del PD spunta sorpresa Paolo Ciani, sentore e segretario di un’altra forza politica, DemoS (Democrazia solidale), di ispirazione cristiano-sociale. Membro della comunità di Sant’Egidio Ciani è uno che dice senza troppi giri di parole di non credere “ nella vittoria militare, cioè armare l’Ucraina perché possa vincere”. A gennaio infatti è stato l’unico del suo gruppo a votare contro il decreto che prolungava l’invio di armi a Kiev. “Nel nostro popolo questa discussione c’è, è un fronte molto più ampio di come è rappresentato nei numeri del gruppo”, spiega Ciani che però poi aggiunge di non avere nessuna intenzione di iscriversi al PD.<br /> A questo punto la domanda sorge spontanea: a che popolo si rivolge la segretaria Schlein? E come pensa di tenere insieme un partito se la sua forza è fuori? Il cerchiobottismo, male atavico del PD, non è la soluzione.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>113</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A passi lesti per essere la nuova Ungheria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-passi-lesti-per-essere-la-nuova-ungheria--54115250</link><description><![CDATA[Mettiamo in fila i fatti politici solo degli ultimi giorni. Ieri il governo si è sbarazzato della Corte dei Conti che facendo il suo lavoro aveva sottolineato il grave ritardo che mette a rischio i soldi della terza rata del PNRR. Non potendo cambiare le regole ha deciso di rimuovere chi vigila sul rispetto delle regole. Mentre in Parlamento accadeva questo Giorgia Meloni volava in Tunisia per declamare le lodi del suo presidente Saied, l’artefice della regressione democratica del suo Paese. È l’alleato perfetto per Giorgia: usa le maniere forti senza troppi rimorsi con i migranti e sarà bravissimo a trasformare il suo Paese nella nuova Libia di cui si vergogneranno i nostri figli. Il governo lo chiama “piano Mattei” ne è violenza data in appalto.<br /> Nel frattempo lo Stato italiano rincorre i compratori d’armi con il piattino in mano. Qualche giorno fa l’Italia ha revocato le limitazioni all’export di bombe e missili verso l’Arabia Saudita (paese con scarsa concezione della democrazia), disposte dal governo Conte I per prevenirne l’utilizzo nella guerra in Yemen. Ieri Palazzo Chigi ha preso le distanze da un italiano, Andrea Costantino, che chiede giustizia agli Emirati Arabi per non perdere le prossime commesse della monarchia di Abu Dhabi.<br /> Mentre il meloniano presidente del Lazio Rocca si rimangia il patrocinio al Pride nelle commissioni la maggioranza si arrovella per rendere “reato universale” la gestazione per altri, un atto d’amore a cui ricorrono soprattutto le cosiddette “famiglie tradizionali”. Sono considerati “reati universali” il terrorismo, la tortura, il contrabbando nucleare. Questi pur di punire gli omosessuali sfidano il senso del ridicolo. <br /> A proposito di tortura: nessun esponente del governo e della maggioranza ha avuto niente da dire sui 5 poliziotti arrestati ieri definiti da un gip come “sadici e violenti” che si sono accaniti contro “soggetti di nazionalità straniera”. Abbiamo tutte le carte in regola per essere la nuova Ungheria.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54115250</guid><pubDate>Wed, 07 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54115250/imported_f661724a_f5e7_4f18_811a_a490478c4c27.mp3" length="2174641" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mettiamo in fila i fatti politici solo degli ultimi giorni. Ieri il governo si è sbarazzato della Corte dei Conti che facendo il suo lavoro aveva sottolineato il grave ritardo che mette a rischio i soldi della terza rata del PNRR. Non potendo cambiare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mettiamo in fila i fatti politici solo degli ultimi giorni. Ieri il governo si è sbarazzato della Corte dei Conti che facendo il suo lavoro aveva sottolineato il grave ritardo che mette a rischio i soldi della terza rata del PNRR. Non potendo cambiare le regole ha deciso di rimuovere chi vigila sul rispetto delle regole. Mentre in Parlamento accadeva questo Giorgia Meloni volava in Tunisia per declamare le lodi del suo presidente Saied, l’artefice della regressione democratica del suo Paese. È l’alleato perfetto per Giorgia: usa le maniere forti senza troppi rimorsi con i migranti e sarà bravissimo a trasformare il suo Paese nella nuova Libia di cui si vergogneranno i nostri figli. Il governo lo chiama “piano Mattei” ne è violenza data in appalto.<br /> Nel frattempo lo Stato italiano rincorre i compratori d’armi con il piattino in mano. Qualche giorno fa l’Italia ha revocato le limitazioni all’export di bombe e missili verso l’Arabia Saudita (paese con scarsa concezione della democrazia), disposte dal governo Conte I per prevenirne l’utilizzo nella guerra in Yemen. Ieri Palazzo Chigi ha preso le distanze da un italiano, Andrea Costantino, che chiede giustizia agli Emirati Arabi per non perdere le prossime commesse della monarchia di Abu Dhabi.<br /> Mentre il meloniano presidente del Lazio Rocca si rimangia il patrocinio al Pride nelle commissioni la maggioranza si arrovella per rendere “reato universale” la gestazione per altri, un atto d’amore a cui ricorrono soprattutto le cosiddette “famiglie tradizionali”. Sono considerati “reati universali” il terrorismo, la tortura, il contrabbando nucleare. Questi pur di punire gli omosessuali sfidano il senso del ridicolo. <br /> A proposito di tortura: nessun esponente del governo e della maggioranza ha avuto niente da dire sui 5 poliziotti arrestati ieri definiti da un gip come “sadici e violenti” che si sono accaniti contro “soggetti di nazionalità straniera”. Abbiamo tutte le carte in regola per essere la nuova Ungheria.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>136</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chiamatelo "Decreto struzzo"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chiamatelo-decreto-struzzo--54102532</link><description><![CDATA[Incapaci di rispettare i tempi e le regole voteranno oggi in Parlamento per fare fuori il controllore. Il decreto “Pubblica amministrazione” passerà oggi alla Camera ponendo la fiducia e finalmente la presidente del Consiglio e il ministro Fitto si toglieranno dai piedi il controllo che la Corte dei Conti esercita sull’attuazione del PNRR. Una scenetta sconcertante. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54102532</guid><pubDate>Tue, 06 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54102532/imported_cb4975c0_0f7c_4273_bff1_6db5b5531de5.mp3" length="2224796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Incapaci di rispettare i tempi e le regole voteranno oggi in Parlamento per fare fuori il controllore. 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Una scenetta sconcertante. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>140</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cutro: "Se avessimo potuto, avremmo salvato i migranti”. Un'inchiesta dice che non è così.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cutro-se-avessimo-potuto-avremmo-salvato-i-migranti-un-inchiesta-dice-che-non-e-cosi--54088854</link><description><![CDATA[È passata piuttosto inosservata l’inchiesta internazionale (a cui hanno partecipato tra gli altri Le Monde, El Pais, Sky News e Domani) sulla 94 persone annegate lo scorso 26 febbraio sulla spiaggia di Steccato di Cutro. “Se avessimo potuto, avremmo salvato i migranti”, disse qualche ora dopo la tragedia la presidente Giorgia Meloni, mentre il ministro dell’Interno Piantedosi inanellava un’impressionante sequela di gaffe disumane.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54088854</guid><pubDate>Mon, 05 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54088854/imported_468e4205_ca8f_4deb_b28f_ab86621790f4.mp3" length="2503575" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È passata piuttosto inosservata l’inchiesta internazionale (a cui hanno partecipato tra gli altri Le Monde, El Pais, Sky News e Domani) sulla 94 persone annegate lo scorso 26 febbraio sulla spiaggia di Steccato di Cutro. “Se avessimo potuto, avremmo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È passata piuttosto inosservata l’inchiesta internazionale (a cui hanno partecipato tra gli altri Le Monde, El Pais, Sky News e Domani) sulla 94 persone annegate lo scorso 26 febbraio sulla spiaggia di Steccato di Cutro. “Se avessimo potuto, avremmo salvato i migranti”, disse qualche ora dopo la tragedia la presidente Giorgia Meloni, mentre il ministro dell’Interno Piantedosi inanellava un’impressionante sequela di gaffe disumane.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>157</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La guerra e noi, le rane bollite</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-guerra-e-noi-le-rane-bollite--54068314</link><description><![CDATA[Ci avevano detto che sarebbe stata un guerra rapida e indolore. Si erano sbagliati, era facile da prevedere. Ora la guerra appare ogni giorno più lunga, inchiodata in uno stallo che sembra non preoccupare i governanti. Ci siamo abituati all’idea della convivenza del conflitto.<br /> Ci avevano detto che sarebbero state armi “solo difensive”. L’hanno detto loro, l’hanno ripetuto in ogni dove. Poi con le “armi difensive” ci hanno comunicato che si stava preparando “la controffensiva”. Ma noi ormai ci siamo abituati alle bugie che bombardano tutte le guerre.<br /> Ci avevano detto che non avrebbero mai concesso all’Ucraina di allargare il conflitto sul suolo russo. Anche in questo caso: ce l’hanno detto loro. Poi sono arrivati gli attacchi sul territorio russo - un innalzamento inevitabile e immaginabile dello scontro - e abbiamo avuto un fremito la prima volta, un singhiozzino la seconda e poi ci siamo abituati. Ieri Berlino, Londra e la Nato ci hanno spiegato che “Kiev ha il diritto di attaccare il territorio russo”. Si sono smentiti da soli ma noi ci abbiamo fatto l’abitudine.<br /> Ci avevano detto che non ci sarebbe stata “un’economia di guerra”. Anzi andavano ripetendo che le armi agli ucraini “non avrebbero intaccato i bilanci dei Paesi europei”. Sia chiaro: sono stati loro a garantirlo. Ieri l’Eurocamera ha votato per aprire i cordoni anche del PNRR che l’obiettivo ce l’ha scritto nel nome: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ora è diventato anche Missili e Munizioni.<br /> Qui non si tratta di ribadire il diritto alla difesa di Kiev. Qui siamo immersi nell’acqua che poco a poco si scalda e sta cominciando a bollire. E noi siamo le rane.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54068314</guid><pubDate>Fri, 02 Jun 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54068314/imported_a90655c2_dde6_4af6_9bf5_bd9ed728b8a0.mp3" length="1904222" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci avevano detto che sarebbe stata un guerra rapida e indolore. Si erano sbagliati, era facile da prevedere. Ora la guerra appare ogni giorno più lunga, inchiodata in uno stallo che sembra non preoccupare i governanti. 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Poi sono arrivati gli attacchi sul territorio russo - un innalzamento inevitabile e immaginabile dello scontro - e abbiamo avuto un fremito la prima volta, un singhiozzino la seconda e poi ci siamo abituati. Ieri Berlino, Londra e la Nato ci hanno spiegato che “Kiev ha il diritto di attaccare il territorio russo”. Si sono smentiti da soli ma noi ci abbiamo fatto l’abitudine.<br /> Ci avevano detto che non ci sarebbe stata “un’economia di guerra”. Anzi andavano ripetendo che le armi agli ucraini “non avrebbero intaccato i bilanci dei Paesi europei”. Sia chiaro: sono stati loro a garantirlo. Ieri l’Eurocamera ha votato per aprire i cordoni anche del PNRR che l’obiettivo ce l’ha scritto nel nome: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ora è diventato anche Missili e Munizioni.<br /> Qui non si tratta di ribadire il diritto alla difesa di Kiev. Qui siamo immersi nell’acqua che poco a poco si scalda e sta cominciando a bollire. E noi siamo le rane.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>120</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gramsci, anche oggi, si rivolta nella tomba</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gramsci-anche-oggi-si-rivolta-nella-tomba--54061999</link><description><![CDATA[La firma dell’autore della strage di Bologna su l’Unita? Sì, è proprio così. Valerio Fioravanti è una nuova firma del quotidiano resuscitato da Gramsci a Alfredo Romeo, sotto la direzione di Piero Sansonetti. Ed è proprio quel Fioravanti, già esponente dei Nuclei armati rivoluzionari, neofascista ed eversivo, condannato per la strage alla stazione. Una carneficina che il neo collaboratore de L’Unità ha sempre negato di aver compiuto, nonostante una condanna definitiva all’ergastolo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54061999</guid><pubDate>Thu, 01 Jun 2023 05:02:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54061999/imported_90f91e24_5561_4871_9f6d_c45fe457264f.mp3" length="1436525" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La firma dell’autore della strage di Bologna su l’Unita? Sì, è proprio così. Valerio Fioravanti è una nuova firma del quotidiano resuscitato da Gramsci a Alfredo Romeo, sotto la direzione di Piero Sansonetti. Ed è proprio quel Fioravanti, già...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La firma dell’autore della strage di Bologna su l’Unita? Sì, è proprio così. Valerio Fioravanti è una nuova firma del quotidiano resuscitato da Gramsci a Alfredo Romeo, sotto la direzione di Piero Sansonetti. Ed è proprio quel Fioravanti, già esponente dei Nuclei armati rivoluzionari, neofascista ed eversivo, condannato per la strage alla stazione. Una carneficina che il neo collaboratore de L’Unità ha sempre negato di aver compiuto, nonostante una condanna definitiva all’ergastolo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>90</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gramsci si starà rivoltando nella tomba</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gramsci-si-stara-rivoltando-nella-tomba--54045877</link><description><![CDATA[Oneri e onori. Onori: Matteo Renzi giornalista può togliersi la soddisfazione ogni giorno di usare un quotidiano (il Riformista) per martellare i suoi avversari e perfino i suoi amici (chiedere a Carlo Calenda). Oneri: l’editore di Matteo Renzi politico, quell’Alfredo Romeo coimputato con il padre di Matteo in un filone romano della mega inchiesta nata dagli appalti Consip, ha licenziato in modi più che discutibili quella che doveva essere vicedirettrice di Piero Sansonetti a l’Unità. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54045877</guid><pubDate>Wed, 31 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54045877/imported_b17afb67_d779_4f1e_881b_858fcd6446dd.mp3" length="2902308" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oneri e onori. Onori: Matteo Renzi giornalista può togliersi la soddisfazione ogni giorno di usare un quotidiano (il Riformista) per martellare i suoi avversari e perfino i suoi amici (chiedere a Carlo Calenda). Oneri: l’editore di Matteo Renzi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oneri e onori. Onori: Matteo Renzi giornalista può togliersi la soddisfazione ogni giorno di usare un quotidiano (il Riformista) per martellare i suoi avversari e perfino i suoi amici (chiedere a Carlo Calenda). Oneri: l’editore di Matteo Renzi politico, quell’Alfredo Romeo coimputato con il padre di Matteo in un filone romano della mega inchiesta nata dagli appalti Consip, ha licenziato in modi più che discutibili quella che doveva essere vicedirettrice di Piero Sansonetti a l’Unità. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Questi non sanno nemmeno a cosa serva la lingua</title><link>https://www.spreaker.com/episode/questi-non-sanno-nemmeno-a-cosa-serva-la-lingua--54034551</link><description><![CDATA[Ci hanno provato con la razza, poi con l’etnia, poi con il ceppo e ora hanno trovato la leva: la lingua. L’idea è del senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia che ha depositato un Ddl per mettere mano addirittura alla Costituzione. Obiettivo: aggiungere all’articolo 13 il comma “L'italiano è la lingua ufficiale dello Stato. Tutti i cittadini hanno il dovere di conoscerlo e il diritto di usarlo”. L’idea di usare la lingua - strumento per aprirsi - per chiudersi è il cortocircuito della cultura di questa destra. Del resto proprio ieri il ministro alla Cultura Sangiuliano, dopo averci fatto sapere di essersi “imposto” di leggere un libro al mese come se fosse un’afflizione” ha annunciato di voler regalare un libro a ogni nato. Peccato che nell’età dai 4-14 anni il 96% dei ragazzi e delle ragazze ha letto almeno un libro non scolastico nell’ultimo anno. I libri andrebbero fatti leggere agli adulti che li vedono come questione di “disciplina” e non come opportunità. Cioè a quelli esattamente come il ministro Sangiuliano.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54034551</guid><pubDate>Tue, 30 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54034551/imported_89088531_5862_4f59_9a1b_7cdfa32361da.mp3" length="2810775" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci hanno provato con la razza, poi con l’etnia, poi con il ceppo e ora hanno trovato la leva: la lingua. L’idea è del senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia che ha depositato un Ddl per mettere mano addirittura alla Costituzione. Obiettivo:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ci hanno provato con la razza, poi con l’etnia, poi con il ceppo e ora hanno trovato la leva: la lingua. L’idea è del senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia che ha depositato un Ddl per mettere mano addirittura alla Costituzione. Obiettivo: aggiungere all’articolo 13 il comma “L'italiano è la lingua ufficiale dello Stato. Tutti i cittadini hanno il dovere di conoscerlo e il diritto di usarlo”. L’idea di usare la lingua - strumento per aprirsi - per chiudersi è il cortocircuito della cultura di questa destra. Del resto proprio ieri il ministro alla Cultura Sangiuliano, dopo averci fatto sapere di essersi “imposto” di leggere un libro al mese come se fosse un’afflizione” ha annunciato di voler regalare un libro a ogni nato. Peccato che nell’età dai 4-14 anni il 96% dei ragazzi e delle ragazze ha letto almeno un libro non scolastico nell’ultimo anno. I libri andrebbero fatti leggere agli adulti che li vedono come questione di “disciplina” e non come opportunità. Cioè a quelli esattamente come il ministro Sangiuliano.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La verità, vi prego, sul ponte</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-verita-vi-prego-sul-ponte--54024087</link><description><![CDATA[Riuscire a trasformare la costruzione di un ponte in un’opera di ideologia è sinonimo dell’arretratezza ideologica e del dibattito del Paese. Normale quindi che il Ponte sullo Stretto sia soprattutto un tassello di propaganda - uno dei più costosi - che viene agitato per rappresentare un paradigma. Naturale anche che il costosissimo mausoleo che a destra da decenni sognano di intestarsi sia finito tra le mani di Matteo Salvini, campione della politica così schiacciata sulle immagini da avere perso qualsiasi simulazione dei contenuti.<br /> Quei 14,6 miliardi che andranno spesi per la costruzione meriterebbero però anche un’analisi dei costi e dei benefici e anche per questo vale la pena leggere il report “Lo Stretto di Messina e le ombre sul rilancio del ponte” pubblicato nei giorni scorsi da un pool di esperti di Kyoto Club, Lipu e Wwf, con il contributo di numerose associazioni ambientaliste e della società civile, tra le quali il Coordinamento Invece del ponte – cittadini per lo sviluppo sostenibile dello Stretto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54024087</guid><pubDate>Mon, 29 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/54024087/imported_71f04061_2168_465e_9ae6_9a8849597d93.mp3" length="2901472" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Riuscire a trasformare la costruzione di un ponte in un’opera di ideologia è sinonimo dell’arretratezza ideologica e del dibattito del Paese. 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Naturale anche che il costosissimo mausoleo che a destra da decenni sognano di intestarsi sia finito tra le mani di Matteo Salvini, campione della politica così schiacciata sulle immagini da avere perso qualsiasi simulazione dei contenuti.<br /> Quei 14,6 miliardi che andranno spesi per la costruzione meriterebbero però anche un’analisi dei costi e dei benefici e anche per questo vale la pena leggere il report “Lo Stretto di Messina e le ombre sul rilancio del ponte” pubblicato nei giorni scorsi da un pool di esperti di Kyoto Club, Lipu e Wwf, con il contributo di numerose associazioni ambientaliste e della società civile, tra le quali il Coordinamento Invece del ponte – cittadini per lo sviluppo sostenibile dello Stretto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli indizi della narrazione antiantimafiosa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-indizi-della-narrazione-antiantimafiosa--53987881</link><description><![CDATA[A loro non interessa la Commissione antimafia. Quello è solo uno dei tanti orpelli che servono per corroborare la narrazione. E la narrazione sulla mafia di questo governo è spaventosa perché nega gli ultimi 30 anni di storia di questo Paese. L’elezione di Chiara Colosimo come presidente è l’ennesimo anello di una riscrittura generale della storia. Accade in tutti i campi, figurarsi se poteva mancare un tema così sensibile come la criminalità organizzata su cui il centrodestra ha ancora molto da spiegare. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53987881</guid><pubDate>Thu, 25 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53987881/imported_5e986d8f_17db_4ec1_8c78_0ea19c1423cc.mp3" length="2922788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A loro non interessa la Commissione antimafia. Quello è solo uno dei tanti orpelli che servono per corroborare la narrazione. 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Accade in tutti i campi, figurarsi se poteva mancare un tema così sensibile come la criminalità organizzata su cui il centrodestra ha ancora molto da spiegare. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>183</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le alluvioni hanno spazzato via il "prima gli italiani"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-alluvioni-hanno-spazzato-via-il-prima-gli-italiani--53975876</link><description><![CDATA[Si potrebbe a questo punto stendere un editoriale facile come quelli che appaiono nei quotidiani megafoni di questo potere. 2 miliardi di euro sono 1/7 dei costi per il trasognato Ponte sullo Stretto che state regalando a Salvini per farlo giocare a fare il ministro. 2 miliardi di euro sono meno di un decimo rispetto a ai 26,5 miliardi stimati di spesa militare per accontentare Crosetto. Compriamo elicotteri con i soldi che basterebbero per rimettere in piedi tutti gli agricoltori, tutti i cittadini, tutte le strutture pubbliche delle prossime 15 alluvioni. “Prima gli italiani” diventa un “prima i nostri italiani”: persino Stefano Bonaccini rimane in bilico come commissario per l’emergenza, quando da sempre il presidente di Regione è stato il nome indicato. “Prima gli italiani”, urlavate e invece questo governo è smascherato: gli italiani sono lì a sperare nei riavi del Superenalotto per ricomprarsi la casa.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53975876</guid><pubDate>Wed, 24 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53975876/imported_5e986d8f_17db_4ec1_8c78_0ea19c1423cc.mp3" length="2922788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si potrebbe a questo punto stendere un editoriale facile come quelli che appaiono nei quotidiani megafoni di questo potere. 2 miliardi di euro sono 1/7 dei costi per il trasognato Ponte sullo Stretto che state regalando a Salvini per farlo giocare a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si potrebbe a questo punto stendere un editoriale facile come quelli che appaiono nei quotidiani megafoni di questo potere. 2 miliardi di euro sono 1/7 dei costi per il trasognato Ponte sullo Stretto che state regalando a Salvini per farlo giocare a fare il ministro. 2 miliardi di euro sono meno di un decimo rispetto a ai 26,5 miliardi stimati di spesa militare per accontentare Crosetto. Compriamo elicotteri con i soldi che basterebbero per rimettere in piedi tutti gli agricoltori, tutti i cittadini, tutte le strutture pubbliche delle prossime 15 alluvioni. “Prima gli italiani” diventa un “prima i nostri italiani”: persino Stefano Bonaccini rimane in bilico come commissario per l’emergenza, quando da sempre il presidente di Regione è stato il nome indicato. “Prima gli italiani”, urlavate e invece questo governo è smascherato: gli italiani sono lì a sperare nei riavi del Superenalotto per ricomprarsi la casa.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>183</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La peggiore Commissione antimafia di sempre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-peggiore-commissione-antimafia-di-sempre--53961324</link><description><![CDATA[Nel giorno della morte di Giovanni Falcone ci prepariamo alla Commissione antimafia che ha tutti i difetti, tutti i nodi politici, tutto l’interesse per essere la peggiore Commissione antimafia mai vista. “L’antimafia potrebbe saltare un giro” diceva su queste pagine qualche giorno fa Attilio Bolzoni. Qualcuno la lesse come un provocazione, in realtà è un auspicio.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53961324</guid><pubDate>Tue, 23 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53961324/imported_6d367ef2_70b7_4886_9659_efdb6b2897d9.mp3" length="2892695" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel giorno della morte di Giovanni Falcone ci prepariamo alla Commissione antimafia che ha tutti i difetti, tutti i nodi politici, tutto l’interesse per essere la peggiore Commissione antimafia mai vista. “L’antimafia potrebbe saltare un giro” diceva...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel giorno della morte di Giovanni Falcone ci prepariamo alla Commissione antimafia che ha tutti i difetti, tutti i nodi politici, tutto l’interesse per essere la peggiore Commissione antimafia mai vista. “L’antimafia potrebbe saltare un giro” diceva su queste pagine qualche giorno fa Attilio Bolzoni. Qualcuno la lesse come un provocazione, in realtà è un auspicio.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il gran romanzo dei frignoni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-gran-romanzo-dei-frignoni--53949666</link><description><![CDATA[La vicenda ormai la conosciamo tutti. La ministra alla Famiglia tradizionale Eugenia Roccella, degna rappresentante del partito di Giorgia Meloni trattata in giro per il mondo come un Orbàn qualsiasi, si presenta al Salone del libro di Torino e viene giustamente contestata per le sue posizioni antiabortiste che avrebbero fatto schifo già 50 anni fa.<br /> Qui inizia il romanzo dei frignoni, maestri nel genere letterario del vittimismo.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53949666</guid><pubDate>Mon, 22 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53949666/imported_133a3777_dc1c_4fb0_be2b_0c9d003ab764.mp3" length="2839196" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La vicenda ormai la conosciamo tutti. 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La ministra alla Famiglia tradizionale Eugenia Roccella, degna rappresentante del partito di Giorgia Meloni trattata in giro per il mondo come un Orbàn qualsiasi, si presenta al Salone del libro di Torino e viene giustamente contestata per le sue posizioni antiabortiste che avrebbero fatto schifo già 50 anni fa.<br /> Qui inizia il romanzo dei frignoni, maestri nel genere letterario del vittimismo.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piovono negazionisti climatici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piovono-negazionisti-climatici--53922961</link><description><![CDATA[“Esistono due tipi di negazionisti climatici: quelli che conoscono il problema e i rischi che comporta, e per interesse lo negano e distorcono; e quelli che davvero sono scettici sulla responsabilità antropica del riscaldamento globale e sui rishi che comporta. Spesso sono i primi a falsare consapevolmente il piano di discussione. Ricordiamoci che nel 2022 le grandi compagnie del fossile hanno registrato profitti per centinaia di miliardi di dollari. È almeno dagli anni ’80 che questo settore investe milioni per diffondere falsità sull’impatto dei loro prodotti, e a maggior ragione continua a farlo oggi che si parla sempre più spesso di transizione”<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53922961</guid><pubDate>Fri, 19 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53922961/imported_c4317b50_4847_4c26_9d99_c14cdd1c20c2.mp3" length="2651951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Esistono due tipi di negazionisti climatici: quelli che conoscono il problema e i rischi che comporta, e per interesse lo negano e distorcono; e quelli che davvero sono scettici sulla responsabilità antropica del riscaldamento globale e sui rishi che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Esistono due tipi di negazionisti climatici: quelli che conoscono il problema e i rischi che comporta, e per interesse lo negano e distorcono; e quelli che davvero sono scettici sulla responsabilità antropica del riscaldamento globale e sui rishi che comporta. Spesso sono i primi a falsare consapevolmente il piano di discussione. Ricordiamoci che nel 2022 le grandi compagnie del fossile hanno registrato profitti per centinaia di miliardi di dollari. È almeno dagli anni ’80 che questo settore investe milioni per diffondere falsità sull’impatto dei loro prodotti, e a maggior ragione continua a farlo oggi che si parla sempre più spesso di transizione”<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>166</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giornata internazionale contro l‘omofobia, la bifobia e la transfobia: che faccia tosta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giornata-internazionale-contro-l-omofobia-la-bifobia-e-la-transfobia-che-faccia-tosta--53909568</link><description><![CDATA["Nella Giornata internazionale contro l‘omofobia, la bifobia e la transfobia il Governo ribadisce il suo impegno contro ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza”, dice così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella nota obbligatoria che detta da Palazzo Chigi. Celebrare le varie giornate mondiali di un diritto qualsiasi del resto è una liturgia a cui Meloni si sottopone con osservanza da burocrate. Nessuna riflessione al di là della retorica, nessuno slancio, nessun occhio ai numeri. I numeri, ad esempio, dicono che l’Italia secondo il rapporto Ilga (associazione internazionale per i diritti LGBT presente all’ONU) sull’uguaglianza sia scivolata dal 33esimo al 34esimo posto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53909568</guid><pubDate>Thu, 18 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53909568/imported_efafb4bd_b2d1_44e1_9f53_336622d7e641.mp3" length="2902726" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>"Nella Giornata internazionale contro l‘omofobia, la bifobia e la transfobia il Governo ribadisce il suo impegno contro ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza”, dice così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella nota...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Nella Giornata internazionale contro l‘omofobia, la bifobia e la transfobia il Governo ribadisce il suo impegno contro ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza”, dice così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella nota obbligatoria che detta da Palazzo Chigi. Celebrare le varie giornate mondiali di un diritto qualsiasi del resto è una liturgia a cui Meloni si sottopone con osservanza da burocrate. Nessuna riflessione al di là della retorica, nessuno slancio, nessun occhio ai numeri. I numeri, ad esempio, dicono che l’Italia secondo il rapporto Ilga (associazione internazionale per i diritti LGBT presente all’ONU) sull’uguaglianza sia scivolata dal 33esimo al 34esimo posto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'antimafia stanca: qualche indizio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-antimafia-stanca-qualche-indizio--53891533</link><description><![CDATA[In Italia il ministro degli Esteri Tajani ha accennato alla guerra in Sudan in riferimento al rischio “di attivare una pericolosissima spirale sul fronte migratorio”. Segnatevi queste sue parole perché tra poco andrà in scena lo spettacolo a cui assistiamo regolarmente: fingeranno di non saperne, metteranno in dubbio la violenza e la guerra, contesteranno la disperazione e alla fine troveranno il modo per dire che non è “un nostro problema”. Anche perché tra le molte sfortune i sudanesi hanno anche la peggiore: essere neri.È vero, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro alla Giustizia Nordio fin dal loro insediamento ripetono a gran voce che il “41 bis” non si tocca ma in tema di mafia bisogna tenere allenato lo sguardo lungo e la lettura complessiva. La normalizzazione della mafia, come denunciata da Gratteri, si potrebbe scorgere nella lentezza con cui il governo sta predisponendo l’insediamento della Commissione antimafia e nel cambio di registro narrativo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53891533</guid><pubDate>Wed, 17 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53891533/imported_af5a568a_6f76_48f1_a095_c13250ae2700.mp3" length="2908995" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia il ministro degli Esteri Tajani ha accennato alla guerra in Sudan in riferimento al rischio “di attivare una pericolosissima spirale sul fronte migratorio”. Segnatevi queste sue parole perché tra poco andrà in scena lo spettacolo a cui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Italia il ministro degli Esteri Tajani ha accennato alla guerra in Sudan in riferimento al rischio “di attivare una pericolosissima spirale sul fronte migratorio”. Segnatevi queste sue parole perché tra poco andrà in scena lo spettacolo a cui assistiamo regolarmente: fingeranno di non saperne, metteranno in dubbio la violenza e la guerra, contesteranno la disperazione e alla fine troveranno il modo per dire che non è “un nostro problema”. Anche perché tra le molte sfortune i sudanesi hanno anche la peggiore: essere neri.È vero, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro alla Giustizia Nordio fin dal loro insediamento ripetono a gran voce che il “41 bis” non si tocca ma in tema di mafia bisogna tenere allenato lo sguardo lungo e la lettura complessiva. La normalizzazione della mafia, come denunciata da Gratteri, si potrebbe scorgere nella lentezza con cui il governo sta predisponendo l’insediamento della Commissione antimafia e nel cambio di registro narrativo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Segnatevelo. Ecco cosa accadrà con il Sudan.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/segnatevelo-ecco-cosa-accadra-con-il-sudan--53871059</link><description><![CDATA[In Italia il ministro degli Esteri Tajani ha accennato alla guerra in Sudan in riferimento al rischio “di attivare una pericolosissima spirale sul fronte migratorio”. Segnatevi queste sue parole perché tra poco andrà in scena lo spettacolo a cui assistiamo regolarmente: fingeranno di non saperne, metteranno in dubbio la violenza e la guerra, contesteranno la disperazione e alla fine troveranno il modo per dire che non è “un nostro problema”. Anche perché tra le molte sfortune i sudanesi hanno anche la peggiore: essere neri. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53871059</guid><pubDate>Tue, 16 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53871059/imported_b15aa6eb_789b_40ed_b49d_3e69bf1f531f.mp3" length="2780682" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia il ministro degli Esteri Tajani ha accennato alla guerra in Sudan in riferimento al rischio “di attivare una pericolosissima spirale sul fronte migratorio”. Segnatevi queste sue parole perché tra poco andrà in scena lo spettacolo a cui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Italia il ministro degli Esteri Tajani ha accennato alla guerra in Sudan in riferimento al rischio “di attivare una pericolosissima spirale sul fronte migratorio”. Segnatevi queste sue parole perché tra poco andrà in scena lo spettacolo a cui assistiamo regolarmente: fingeranno di non saperne, metteranno in dubbio la violenza e la guerra, contesteranno la disperazione e alla fine troveranno il modo per dire che non è “un nostro problema”. Anche perché tra le molte sfortune i sudanesi hanno anche la peggiore: essere neri. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>174</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Rai, Fazio e Salvini che se la fa addosso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rai-fazio-e-salvini-che-se-la-fa-addosso--53859409</link><description><![CDATA[A proposito dell’addio alla Rai di Fabio Fazio. Della finta libera scelta. E di Salvini mai all’altezza di niente. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53859409</guid><pubDate>Mon, 15 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53859409/imported_a3c18681_65c2_422f_948d_c6cd3c2c08dd.mp3" length="2586749" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito dell’addio alla Rai di Fabio Fazio. Della finta libera scelta. E di Salvini mai all’altezza di niente. 

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito dell’addio alla Rai di Fabio Fazio. Della finta libera scelta. E di Salvini mai all’altezza di niente. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>162</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Figliate per non tradire la patria!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/figliate-per-non-tradire-la-patria--53826109</link><description><![CDATA[Stati generali delle natalità. Fino a qualche tempo fa sarebbero sembrati un’assurda accelerazione di un governo estremamente nostalgico e invece è accaduto. Lo spreco della natalità come feticcio in difesa della patria accade a Roma all’Auditorium della Conciliazione la terza edizione degli «Stati generali della natalità», due giorni per discutere di culle vuote e di come riempirle.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53826109</guid><pubDate>Fri, 12 May 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53826109/imported_ad100d52_f6bd_43c5_8189_c6db6126e7de.mp3" length="2679954" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Stati generali delle natalità. Fino a qualche tempo fa sarebbero sembrati un’assurda accelerazione di un governo estremamente nostalgico e invece è accaduto. Lo spreco della natalità come feticcio in difesa della patria accade a Roma all’Auditorium...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Stati generali delle natalità. Fino a qualche tempo fa sarebbero sembrati un’assurda accelerazione di un governo estremamente nostalgico e invece è accaduto. Lo spreco della natalità come feticcio in difesa della patria accade a Roma all’Auditorium della Conciliazione la terza edizione degli «Stati generali della natalità», due giorni per discutere di culle vuote e di come riempirle.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>168</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aboliamo temporaneamente la Commissione parlamentare antimafia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aboliamo-temporaneamente-la-commissione-parlamentare-antimafia--53807289</link><description><![CDATA[A proposito della mia intervista a Attilio Bolzoni, storico corrispondente da Palermo e esperto di cose di mafia. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53807289</guid><pubDate>Thu, 11 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53807289/imported_bde43477_8b5f_43dd_999d_99f1445bd6ea.mp3" length="2665743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito della mia intervista a Attilio Bolzoni, storico corrispondente da Palermo e esperto di cose di mafia. 


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito della mia intervista a Attilio Bolzoni, storico corrispondente da Palermo e esperto di cose di mafia. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>167</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Peppino Impastato e l'antimafia stanca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/peppino-impastato-e-l-antimafia-stanca--53793057</link><description><![CDATA[L’antimafia è stanca e si vede. Anche ieri la figura di Peppino Impastato è stata vittima dell’iconizzazione utile a tacerne il senso. Sui social dei rappresentanti politici un profluvio di post con immagine annessa hanno dipinto Peppino come uno stralunato artista incappato una una storia più grande di lui. Significativo, come ogni anno l’errore comune di citare tra virgolette frasi mai dette da Impastato, estrapolate dal film che parla di lui. Anche ieri hanno commemorato un film scambiandolo per la storia che avrebbero voluto omaggiare. Così il Peppino Impastato scomodo scompare, ancora una volta. Scompare l’attivista politico, il consigliere comunale di Democrazia Proletaria eletto anche da morto, l’uomo che credeva nella mobilitazione per ottenere salari dignitosi, il cittadino che già sapeva come il cemento fosse una mangiatoia per le mafie e le collusioni. Oggi Peppino Impastato, se fosse oggi qui, sarebbe considerato un un manettaro, un calunniatore. Oggi si sprecherebbero gli articoli contro il suo giustizialismo verso Tano Badalamenti che invece era uomo incensurato e rispettato. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53793057</guid><pubDate>Wed, 10 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53793057/imported_5a6fc984_ed7e_41ca_94d6_6740f6e96b9d.mp3" length="2811193" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’antimafia è stanca e si vede. Anche ieri la figura di Peppino Impastato è stata vittima dell’iconizzazione utile a tacerne il senso. Sui social dei rappresentanti politici un profluvio di post con immagine annessa hanno dipinto Peppino come uno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’antimafia è stanca e si vede. Anche ieri la figura di Peppino Impastato è stata vittima dell’iconizzazione utile a tacerne il senso. Sui social dei rappresentanti politici un profluvio di post con immagine annessa hanno dipinto Peppino come uno stralunato artista incappato una una storia più grande di lui. Significativo, come ogni anno l’errore comune di citare tra virgolette frasi mai dette da Impastato, estrapolate dal film che parla di lui. Anche ieri hanno commemorato un film scambiandolo per la storia che avrebbero voluto omaggiare. Così il Peppino Impastato scomodo scompare, ancora una volta. Scompare l’attivista politico, il consigliere comunale di Democrazia Proletaria eletto anche da morto, l’uomo che credeva nella mobilitazione per ottenere salari dignitosi, il cittadino che già sapeva come il cemento fosse una mangiatoia per le mafie e le collusioni. Oggi Peppino Impastato, se fosse oggi qui, sarebbe considerato un un manettaro, un calunniatore. Oggi si sprecherebbero gli articoli contro il suo giustizialismo verso Tano Badalamenti che invece era uomo incensurato e rispettato. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tornano Cuffaro e Formigoni: la restaurazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tornano-cuffaro-e-formigoni-la-restaurazione--53776697</link><description><![CDATA[Una restaurazione la noti da molti particolari. C’è il ritorno di idee, anche quelle più reazionarie, che nessuno aveva più il coraggio di proporre, c’è lo sdoganamento di pratiche politiche che fino a pochi mesi prima sarebbero state scandalose e poi c’è il ritorno di antichi personaggi portatori di un’epoca. Nel giro di poche ore sulla ribalta politica nazionale sono riapparsi Roberto Formigoni e Salvatore Cuffaro, incuranti delle condanne giudiziarie ma soprattutto delle condanne politiche di un’era che hanno diversamente cavalcato lasciando solo macerie. “Sembra fantascienza”, come dice il dem Pierfrancesco Majorino, e invece è un giorno di maggio del 2023.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53776697</guid><pubDate>Tue, 09 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53776697/imported_8841e21c_47d1_466a_b32e_4142d1b4dda5.mp3" length="2855915" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Una restaurazione la noti da molti particolari. C’è il ritorno di idee, anche quelle più reazionarie, che nessuno aveva più il coraggio di proporre, c’è lo sdoganamento di pratiche politiche che fino a pochi mesi prima sarebbero state scandalose e poi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una restaurazione la noti da molti particolari. C’è il ritorno di idee, anche quelle più reazionarie, che nessuno aveva più il coraggio di proporre, c’è lo sdoganamento di pratiche politiche che fino a pochi mesi prima sarebbero state scandalose e poi c’è il ritorno di antichi personaggi portatori di un’epoca. Nel giro di poche ore sulla ribalta politica nazionale sono riapparsi Roberto Formigoni e Salvatore Cuffaro, incuranti delle condanne giudiziarie ma soprattutto delle condanne politiche di un’era che hanno diversamente cavalcato lasciando solo macerie. “Sembra fantascienza”, come dice il dem Pierfrancesco Majorino, e invece è un giorno di maggio del 2023.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>179</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bentornato tetto di cristallo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bentornato-tetto-di-cristallo--53764705</link><description><![CDATA[Potete riporre nel cassetto il giubilo per una presidente del Consiglio donna che avrebbe scardinato (e dovuto scardinare) la prepotente presenza maschile all’interno della politica italiana. Se è vero che il Partito Democratico e Fratelli d’Italia hanno oggi due leader femminili (e solo una femminista) nei meandri più in basso della politica italiana la situazione rimane immobile.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53764705</guid><pubDate>Mon, 08 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53764705/imported_34e8e260_e740_4f70_8f24_78eafbc36062.mp3" length="2035043" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Potete riporre nel cassetto il giubilo per una presidente del Consiglio donna che avrebbe scardinato (e dovuto scardinare) la prepotente presenza maschile all’interno della politica italiana. Se è vero che il Partito Democratico e Fratelli d’Italia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Potete riporre nel cassetto il giubilo per una presidente del Consiglio donna che avrebbe scardinato (e dovuto scardinare) la prepotente presenza maschile all’interno della politica italiana. Se è vero che il Partito Democratico e Fratelli d’Italia hanno oggi due leader femminili (e solo una femminista) nei meandri più in basso della politica italiana la situazione rimane immobile.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>128</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perfino la 'ndrangheta smentisce il Governo sul Pos</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perfino-la-ndrangheta-smentisce-il-governo-sul-pos--53744674</link><description><![CDATA[L’utilizzo del Pos rende più difficile la vita alle mafie. Chi lo dice? Le mafie. E chissà se la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non ha ascoltato su questo punto gli esimi pareri di chi conosce bene l’evasione fiscale, ora si convincerà che le sue scelte (fortunatamente non tutte riuscite) siano un gran favore alla criminalità organizzata.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53744674</guid><pubDate>Fri, 05 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53744674/imported_f47c8524_8561_4894_af04_1435ec107105.mp3" length="2726765" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’utilizzo del Pos rende più difficile la vita alle mafie. Chi lo dice? Le mafie. E chissà se la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non ha ascoltato su questo punto gli esimi pareri di chi conosce bene l’evasione fiscale, ora si convincerà...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’utilizzo del Pos rende più difficile la vita alle mafie. Chi lo dice? Le mafie. E chissà se la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non ha ascoltato su questo punto gli esimi pareri di chi conosce bene l’evasione fiscale, ora si convincerà che le sue scelte (fortunatamente non tutte riuscite) siano un gran favore alla criminalità organizzata.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>171</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Panorama triste della difesa della razza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-panorama-triste-della-difesa-della-razza--53733471</link><description><![CDATA[Ieri in edicola è uscito il nuovo numero del manifesto della razza. L’ha scritto, stampato e distribuito per noi il settimanale Panorama, diretto da Maurizio Belpietro. Sulla copertina rosso sangue campeggia il titolo “Un’Italia senza italiani” accompagnata da foto degli “stranieri” come li intende la peggiore destra bifolca: tutti neri, ovviamente, afrodiscendenti con l’aggiunta di una donna con il velo. A vederla di primo acchito si potrebbe pensare a una sfortunata titolazione. Niente affatto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53733471</guid><pubDate>Thu, 04 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53733471/imported_03530fb3_72bd_49fe_8ae5_2e6d5a21ac12.mp3" length="2884754" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri in edicola è uscito il nuovo numero del manifesto della razza. L’ha scritto, stampato e distribuito per noi il settimanale Panorama, diretto da Maurizio Belpietro. Sulla copertina rosso sangue campeggia il titolo “Un’Italia senza italiani”...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri in edicola è uscito il nuovo numero del manifesto della razza. L’ha scritto, stampato e distribuito per noi il settimanale Panorama, diretto da Maurizio Belpietro. Sulla copertina rosso sangue campeggia il titolo “Un’Italia senza italiani” accompagnata da foto degli “stranieri” come li intende la peggiore destra bifolca: tutti neri, ovviamente, afrodiscendenti con l’aggiunta di una donna con il velo. A vederla di primo acchito si potrebbe pensare a una sfortunata titolazione. Niente affatto. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le bugie di Giorgia Meloni (e noi)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-bugie-di-giorgia-meloni-e-noi--53720553</link><description><![CDATA[Come pensa Giorgia Meloni di poterla fare franca mentendo sapendo di mentire? Tra i molti fattori ce n’è uno che ci interessa da vicino: la stampa non è più un argine, non è ritenuta un vigile credibile. La bugia di Giorgia Meloni dice di noi, oltre che di lei, perché il tessuto sociale, informativo e culturale di questo Paese è permeabile a qualsiasi menzogna. Non conta la veridicità, basta la potenza del messaggio. Con il giusto armamentario si può far credere vera qualsiasi cosa. Diceva Mark Twain che non bisogna avere paura di ciò che non si conosce ma bisogna temere ciò che crediamo vero e invece non lo è. Eccoci qua.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53720553</guid><pubDate>Wed, 03 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53720553/imported_1d65c27a_3321_4581_906b_744d51f786ca.mp3" length="2691657" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come pensa Giorgia Meloni di poterla fare franca mentendo sapendo di mentire? Tra i molti fattori ce n’è uno che ci interessa da vicino: la stampa non è più un argine, non è ritenuta un vigile credibile. La bugia di Giorgia Meloni dice di noi, oltre...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come pensa Giorgia Meloni di poterla fare franca mentendo sapendo di mentire? Tra i molti fattori ce n’è uno che ci interessa da vicino: la stampa non è più un argine, non è ritenuta un vigile credibile. La bugia di Giorgia Meloni dice di noi, oltre che di lei, perché il tessuto sociale, informativo e culturale di questo Paese è permeabile a qualsiasi menzogna. Non conta la veridicità, basta la potenza del messaggio. Con il giusto armamentario si può far credere vera qualsiasi cosa. Diceva Mark Twain che non bisogna avere paura di ciò che non si conosce ma bisogna temere ciò che crediamo vero e invece non lo è. Eccoci qua.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito della trattativa Stato-mafia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-della-trattativa-stato-mafia--53715310</link><description><![CDATA[A proposito della sentenza sul processo trattativa Stato-mafia. Domani ne scriverò in modo più articolato. Intanto qui il mio commento per Radio Onda d'Urto.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53715310</guid><pubDate>Tue, 02 May 2023 10:36:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53715310/giulio_cavalli_stato_mafia.mp3" length="3559802" type="audio/mpeg"/><podcast:transcript url="https://www.radiondadurto.org/2023/04/28/stato-mafia-cassazione-conferma-le-assoluzioni-del-secondo-grado/" type="text/html" language="it"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A proposito della sentenza sul processo trattativa Stato-mafia. Domani ne scriverò in modo più articolato. Intanto qui il mio commento per Radio Onda d'Urto.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A proposito della sentenza sul processo trattativa Stato-mafia. Domani ne scriverò in modo più articolato. Intanto qui il mio commento per Radio Onda d'Urto.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>223</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli insozzatori del Primo maggio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-insozzatori-del-primo-maggio--53708004</link><description><![CDATA[Dopo il 1945 si tornò a festeggiare il primo maggio poiché prima si rischiava l’arresto. Ora l’imperativo è insozzarlo. Giorgia Meloni prende a schiaffi i lavoratori nel giorno della Festa del lavoro. Ora vedrete che ai lavoratori, dopo gli stipendi da fame, dopo i diritti perduti, dopo le accuse di sfaticare quando non accettano di diventare schiavi, ora ai lavoratori chiederanno di porgere anche l’altra guancia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53708004</guid><pubDate>Tue, 02 May 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53708004/imported_46df4180_4478_4947_8925_d804a2ee38bf.mp3" length="2301701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il 1945 si tornò a festeggiare il primo maggio poiché prima si rischiava l’arresto. Ora l’imperativo è insozzarlo. Giorgia Meloni prende a schiaffi i lavoratori nel giorno della Festa del lavoro. Ora vedrete che ai lavoratori, dopo gli stipendi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo il 1945 si tornò a festeggiare il primo maggio poiché prima si rischiava l’arresto. Ora l’imperativo è insozzarlo. Giorgia Meloni prende a schiaffi i lavoratori nel giorno della Festa del lavoro. Ora vedrete che ai lavoratori, dopo gli stipendi da fame, dopo i diritti perduti, dopo le accuse di sfaticare quando non accettano di diventare schiavi, ora ai lavoratori chiederanno di porgere anche l’altra guancia.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>144</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La pezzo peggio del buco: l'agenzia pubblicitaria della pessima campagna turistica ricicla il "molti nemici molto onore"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-pezzo-peggio-del-buco-l-agenzia-pubblicitaria-della-pessima-campagna-turistica-ricicla-il-molti-nemici-molto-onore--53667646</link><description><![CDATA[Altra caratteristica notevole della difesa (che riesce a offendere) è il tono. La presunzione mischiata con un pizzico di vittimismo è la reazione costante che questo governo propone in ogni occasione. Torna utile per buttarla in caciara, immaginare scontri anche dove ci sono semplicemente delle osservazioni critiche e evitare di rispondere sul punto. Perché sul punto l’agenzia Armando Testa avrebbe potuto spiegarci come si possa presentare e vincere l’affidamento di una campagna di tal portata con un filmato talmente brutto, con una creatività così banale e con dei testi così sbilenchi. Ma questo, nonostante avessero lo spazio di una pagina, si sono dimenticati di dircelo. Quello che conta, forse, è semplicemente riciclare il famoso claim “molti nemici molto onore”, che sicuramente piace dalle parti del governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53667646</guid><pubDate>Fri, 28 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53667646/imported_46b6721e_0f66_4a88_ae26_a16a540b2634.mp3" length="2825822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Altra caratteristica notevole della difesa (che riesce a offendere) è il tono. La presunzione mischiata con un pizzico di vittimismo è la reazione costante che questo governo propone in ogni occasione. Torna utile per buttarla in caciara, immaginare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Altra caratteristica notevole della difesa (che riesce a offendere) è il tono. La presunzione mischiata con un pizzico di vittimismo è la reazione costante che questo governo propone in ogni occasione. Torna utile per buttarla in caciara, immaginare scontri anche dove ci sono semplicemente delle osservazioni critiche e evitare di rispondere sul punto. Perché sul punto l’agenzia Armando Testa avrebbe potuto spiegarci come si possa presentare e vincere l’affidamento di una campagna di tal portata con un filmato talmente brutto, con una creatività così banale e con dei testi così sbilenchi. Ma questo, nonostante avessero lo spazio di una pagina, si sono dimenticati di dircelo. Quello che conta, forse, è semplicemente riciclare il famoso claim “molti nemici molto onore”, che sicuramente piace dalle parti del governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>177</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per scoprire la natura di certa destra nostrana basterà fare un salto in Ungheria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-scoprire-la-natura-di-certa-destra-nostrana-bastera-fare-un-salto-in-ungheria--53653975</link><description><![CDATA[Altro che 25 aprile. La natura di certa destra, nonostante si sforzi di apparire illuminata, è quella che si annusa nei ritrovi lontani dall’Italia. Là dove vengono dismessi i panni simulati per apparire potabili e si può dare sfogo alla natura peggiore. Tanto possono sempre dire di essere stati “fraintesi”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53653975</guid><pubDate>Thu, 27 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53653975/imported_b688b5d8_3b85_42a4_ba6b_d4acf2df0aca.mp3" length="2848809" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Altro che 25 aprile. La natura di certa destra, nonostante si sforzi di apparire illuminata, è quella che si annusa nei ritrovi lontani dall’Italia. Là dove vengono dismessi i panni simulati per apparire potabili e si può dare sfogo alla natura...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Altro che 25 aprile. La natura di certa destra, nonostante si sforzi di apparire illuminata, è quella che si annusa nei ritrovi lontani dall’Italia. Là dove vengono dismessi i panni simulati per apparire potabili e si può dare sfogo alla natura peggiore. Tanto possono sempre dire di essere stati “fraintesi”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>179</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Russa, l'hai ascoltato Mattarella?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-russa-l-hai-ascoltato-mattarella--53644339</link><description><![CDATA[Mattarella parla della «tirannia mussoliniana» e della «nefanda oppressione tedesca e fascista», dei sacerdoti fatti a pezzi e dei civili bruciati vivi. E della Costituzione che fu «la risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo»: «Chiediamoci dove e come saremmo, se fascismo e nazismo fossero prevalsi allora!». E chiude con un motto: «ora e sempre Resistenza». In prima fila ad ascoltarlo c’erano i ministri Guido Crosetto, Daniela Santanché e Roberto Calderoli. Chissà se hanno capito. Chissà se il presidente del Senato, Ignazio Benito La Russa, avrà trovato un minuto per rileggersi il discordo di Mattarella.<br /> Ora e sempre.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53644339</guid><pubDate>Wed, 26 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53644339/imported_2436b45c_c8ee_40a7_aacb_dbcc1974c749.mp3" length="2489364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mattarella parla della «tirannia mussoliniana» e della «nefanda oppressione tedesca e fascista», dei sacerdoti fatti a pezzi e dei civili bruciati vivi. E della Costituzione che fu «la risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo»:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mattarella parla della «tirannia mussoliniana» e della «nefanda oppressione tedesca e fascista», dei sacerdoti fatti a pezzi e dei civili bruciati vivi. E della Costituzione che fu «la risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo»: «Chiediamoci dove e come saremmo, se fascismo e nazismo fossero prevalsi allora!». E chiude con un motto: «ora e sempre Resistenza». In prima fila ad ascoltarlo c’erano i ministri Guido Crosetto, Daniela Santanché e Roberto Calderoli. Chissà se hanno capito. Chissà se il presidente del Senato, Ignazio Benito La Russa, avrà trovato un minuto per rileggersi il discordo di Mattarella.<br /> Ora e sempre.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>9 milioni di euro di soldi (nostri) per dimostrarci quando sono scarsi (loro)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/9-milioni-di-euro-di-soldi-nostri-per-dimostrarci-quando-sono-scarsi-loro--53619987</link><description><![CDATA[La ministra Daniela Santanchè ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione per celebrare l’inettitudine del governo di cui fa parte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53619987</guid><pubDate>Mon, 24 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53619987/imported_bf716c5e_a0cb_47b7_a8bf_0773d6b10dcf.mp3" length="2449658" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La ministra Daniela Santanchè ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione per celebrare l’inettitudine del governo di cui fa parte.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La ministra Daniela Santanchè ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione per celebrare l’inettitudine del governo di cui fa parte.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lele Fiano, il 25 aprile e la parola che il centrosinistra deve riprendersi: libertà</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lele-fiano-il-25-aprile-e-la-parola-che-il-centrosinistra-deve-riprendersi-liberta--53595315</link><description><![CDATA[Emanuele Fiano il fascismo lo studia e lo combatte da anni. Suo padre, Nedo, ebreo deportato ad Auschwitz fu l’unico sopravvissuto della sua famiglia. Anche per questo da sempre oltre all’attività politica e ai libri (“Il profumo di mio padre” e “ebreo” Piemme edizioni) affianca incontri pubblici e nelle scuole per non dimenticare. Oggi rubo le sue parole di una nostra intervista.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53595315</guid><pubDate>Fri, 21 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53595315/imported_7505e374_c97e_498e_b3cc_494aeb30bf96.mp3" length="2748081" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Emanuele Fiano il fascismo lo studia e lo combatte da anni. Suo padre, Nedo, ebreo deportato ad Auschwitz fu l’unico sopravvissuto della sua famiglia. 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Oggi rubo le sue parole di una nostra intervista.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>172</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ognuno è libero di avere la propria opinione ma ognuno non è libero di inventare i propri fatti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ognuno-e-libero-di-avere-la-propria-opinione-ma-ognuno-non-e-libero-di-inventare-i-propri-fatti--53582849</link><description><![CDATA[Voto Usa 2020, Fox News evita il processo e trova l'accordo. Immaginate cosa accadrebbe qui da noi se un tribunale si mettesse in testa di giudicare le falsità raccontate con malizia. Immaginate se volessimo prenderci la responsabilità di riconoscere la differenza tra una chiave di lettura e un travisamento della realtà. La lezione del processo contro Fox potrebbe essere l’apertura di una riflessione che non accadrà mai qui da noi. Perché ciò che ci si ostina a non capire è che ognuno è libero di avere la propria opinione ma ognuno non è libero di inventare i propri fatti. Compresi gli affezionati italiani di Fox News che oggi stanno al governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53582849</guid><pubDate>Thu, 20 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53582849/imported_c233f752_5457_4826_8894_54a9388cb77f.mp3" length="2802834" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Voto Usa 2020, Fox News evita il processo e trova l'accordo. Immaginate cosa accadrebbe qui da noi se un tribunale si mettesse in testa di giudicare le falsità raccontate con malizia. 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Compresi gli affezionati italiani di Fox News che oggi stanno al governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il fetore intorno ai morti di Cutro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-fetore-intorno-ai-morti-di-cutro--53573948</link><description><![CDATA[Per capire che fetore si alzi intorno alla conversione del cosiddetto Decreto Cutro che anche nel nome sventola i morti per concimare l’odio verso i vivi si può partire dalla folle dichiarazione del ministro all’Agricoltura (e Sovranità alimentare) nonché cognato d’Italia Francesco Lollobrigida che intervento al congresso della Cisal (la Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori) rispondendo alle critiche sulla gestione dei migranti: «Non possiamo arrenderci al tema della sostituzione etnica», dice il ministro, pescando a piene mani dalle più squinternate teorie suprematiste. La “sostituzione etnica” è una teoria complottista che ha ispirato i massacri di Utoya, Pittsburgh, Buffalo, San Diego. È l’etichetta dei più violenti suprematisti in giro per il mondo. Da noi, molto placidamente, viene adottata da un ministro di governo.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53573948</guid><pubDate>Wed, 19 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53573948/imported_069b7173_7c54_4de5_94b9_cf4033314983.mp3" length="2831255" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per capire che fetore si alzi intorno alla conversione del cosiddetto Decreto Cutro che anche nel nome sventola i morti per concimare l’odio verso i vivi si può partire dalla folle dichiarazione del ministro all’Agricoltura (e Sovranità alimentare)...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per capire che fetore si alzi intorno alla conversione del cosiddetto Decreto Cutro che anche nel nome sventola i morti per concimare l’odio verso i vivi si può partire dalla folle dichiarazione del ministro all’Agricoltura (e Sovranità alimentare) nonché cognato d’Italia Francesco Lollobrigida che intervento al congresso della Cisal (la Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori) rispondendo alle critiche sulla gestione dei migranti: «Non possiamo arrenderci al tema della sostituzione etnica», dice il ministro, pescando a piene mani dalle più squinternate teorie suprematiste. La “sostituzione etnica” è una teoria complottista che ha ispirato i massacri di Utoya, Pittsburgh, Buffalo, San Diego. È l’etichetta dei più violenti suprematisti in giro per il mondo. Da noi, molto placidamente, viene adottata da un ministro di governo.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>177</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Scegliere è il succo della politica. Il PD, quindi, cosa sceglie?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/scegliere-e-il-succo-della-politica-il-pd-quindi-cosa-sceglie--53559266</link><description><![CDATA[Se Schlein ha davvero la guida del partito senza nessun debito aperto con le minoranze interne il voto sull’inceneritore romano è l’occasione per dimostrarlo. Se è vero che il PD è un partito dalle molte anime per sua natura è altresì vero che la neosegretaria ha vinto sull’onda di un progetto che prevede un partito capace di essere “netto” sulle questioni. Provare ad accontentare tutti finirà per rendere tutti scontenti. Scegliere è il succo della politica. Il PD, quindi, cosa sceglie?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53559266</guid><pubDate>Tue, 18 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53559266/imported_8056a05a_c4a6_4e7b_bdf0_9de77fb5ac7c.mp3" length="2692075" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se Schlein ha davvero la guida del partito senza nessun debito aperto con le minoranze interne il voto sull’inceneritore romano è l’occasione per dimostrarlo. 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Il PD, quindi, cosa sceglie?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Matteo secondo Carlo (ben svegliato!)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/matteo-secondo-carlo-ben-svegliato--53550213</link><description><![CDATA[Come la Bella addormentata Carlo Calenda si sveglia e svela a tutti quello che tutti sapevano già. Manca però la risposta all’unica domanda che conta: “perché ha difeso l’indifendibile spargendo fango su chi scriveva - fatti alla mano - ciò che lui ora strilla a tutti?”. Il punto politico sta tutto qui: non provate un po’ di vergogna per questi mesi in cui avete preso a martellate la verità?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53550213</guid><pubDate>Mon, 17 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53550213/imported_84bd1c8e_ac6b_4cbf_8c8c_5708d8721b12.mp3" length="2109022" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come la Bella addormentata Carlo Calenda si sveglia e svela a tutti quello che tutti sapevano già. Manca però la risposta all’unica domanda che conta: “perché ha difeso l’indifendibile spargendo fango su chi scriveva - fatti alla mano - ciò che lui...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come la Bella addormentata Carlo Calenda si sveglia e svela a tutti quello che tutti sapevano già. Manca però la risposta all’unica domanda che conta: “perché ha difeso l’indifendibile spargendo fango su chi scriveva - fatti alla mano - ciò che lui ora strilla a tutti?”. Il punto politico sta tutto qui: non provate un po’ di vergogna per questi mesi in cui avete preso a martellate la verità?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tutto come previsto: Renzi, Calenda, galli e polli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tutto-come-previsto-renzi-calenda-galli-e-polli--53527751</link><description><![CDATA[Il terzo polo che non è mai stato terzo e non è mai stato un polo è un partito mai partito che si consuma come gli scontri tra galli, con il pollaio impiastricciato di feci e le piume rimaste a terra. Rimangono i polli a rivendicare la vittoria dell’uno e dell’altro, nei comunicati che si susseguono per tutta la giornata a incolpare ora Renzi ora Calenda dall’una e dall’altra parte. Ma è un canto stanco, anche quello condizionato dalla settimana corta che richiama verso casa. <br /> Quel che conta era guadagnarsi un altro giro di giostra. Cinque anni di legislatura sono lunghi e pingui. C’è tutto il tempo per inventarsi un’altra incredibile traiettoria di questo “centro” che eccita solo i protagonisti e gli editorialisti di giornali con più finanziamenti pubblici che lettori. La parabola del Terzo polo è in fondo la fotografia di un’élite autoproclamatasi che non piace a nessuno, che non sa far niente, che moraleggia su tutto e che alla resa dei fatti si dimostra completamente sconnessa dalla realtà. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53527751</guid><pubDate>Fri, 14 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53527751/imported_6f40df19_2568_4521_aaea_34ad1b00b3b6.mp3" length="2909831" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il terzo polo che non è mai stato terzo e non è mai stato un polo è un partito mai partito che si consuma come gli scontri tra galli, con il pollaio impiastricciato di feci e le piume rimaste a terra. Rimangono i polli a rivendicare la vittoria...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il terzo polo che non è mai stato terzo e non è mai stato un polo è un partito mai partito che si consuma come gli scontri tra galli, con il pollaio impiastricciato di feci e le piume rimaste a terra. Rimangono i polli a rivendicare la vittoria dell’uno e dell’altro, nei comunicati che si susseguono per tutta la giornata a incolpare ora Renzi ora Calenda dall’una e dall’altra parte. Ma è un canto stanco, anche quello condizionato dalla settimana corta che richiama verso casa. <br /> Quel che conta era guadagnarsi un altro giro di giostra. Cinque anni di legislatura sono lunghi e pingui. C’è tutto il tempo per inventarsi un’altra incredibile traiettoria di questo “centro” che eccita solo i protagonisti e gli editorialisti di giornali con più finanziamenti pubblici che lettori. La parabola del Terzo polo è in fondo la fotografia di un’élite autoproclamatasi che non piace a nessuno, che non sa far niente, che moraleggia su tutto e che alla resa dei fatti si dimostra completamente sconnessa dalla realtà. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>182</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giù le mani dai bambini, gridava Giorgia Meloni. Per metterci le sue.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giu-le-mani-dai-bambini-gridava-giorgia-meloni-per-metterci-le-sue--53516952</link><description><![CDATA[Non so se si riesce ad avere idea di cosa stia accadendo a Padova, dove la Procura ha chiesto al Comune di trasmettere tutti gli atti di nascita che certificano l’iscrizione all’anagrafe di figli di coppie omogenitoriali. Si tratta di 33 bambini nati da due donne con procreazione mediamente assistita (niente a che vedere con gestazione per altri di cui si discute in queste ultime settimane) che sono stati registrato negli ultimi 6 anni dal sindaco Sergio Giordani e che ora devono passare il vaglio, anni dopo, per sapere se avranno ancora entrambi i genitori.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53516952</guid><pubDate>Thu, 13 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53516952/imported_7dfccb9c_d5c3_489b_ac35_6d9a4d92f4ec.mp3" length="2800326" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non so se si riesce ad avere idea di cosa stia accadendo a Padova, dove la Procura ha chiesto al Comune di trasmettere tutti gli atti di nascita che certificano l’iscrizione all’anagrafe di figli di coppie omogenitoriali. Si tratta di 33 bambini nati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non so se si riesce ad avere idea di cosa stia accadendo a Padova, dove la Procura ha chiesto al Comune di trasmettere tutti gli atti di nascita che certificano l’iscrizione all’anagrafe di figli di coppie omogenitoriali. Si tratta di 33 bambini nati da due donne con procreazione mediamente assistita (niente a che vedere con gestazione per altri di cui si discute in queste ultime settimane) che sono stati registrato negli ultimi 6 anni dal sindaco Sergio Giordani e che ora devono passare il vaglio, anni dopo, per sapere se avranno ancora entrambi i genitori.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vladimir Kara-Murza e la verità che nella Russia di Putin diventa una colpa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vladimir-kara-murza-e-la-verita-che-nella-russia-di-putin-diventa-una-colpa--53501389</link><description><![CDATA[“Ma so che ci sarà un giorno - ha detto Vladimir Kara-Murza durante il processo che lo vede imputato per tradimento - in cui questa oscurità si dissiperà nel nostro paese. Quando il colore nero sarà chiamato nero e il colore bianco sarà chiamato bianco. Quando finalmente i funzionari ammetteranno che 2 moltiplicato per 2 fa 4, quando la guerra si chiemrà guerra, l'usurpatore si chiamerà usurpatore, e quando le persone che hanno iniziato e condotto questa guerra verranno proclamate criminali invece di coloro che hanno cercato di fermarla. Questo giorno è inevitabile, come quando arriva la primavera anche dopo il più freddo degli inverni”.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53501389</guid><pubDate>Wed, 12 Apr 2023 02:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53501389/imported_f3c1f4ed_87d0_467a_a03c_e7777ae46b61.mp3" length="2832509" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Ma so che ci sarà un giorno - ha detto Vladimir Kara-Murza durante il processo che lo vede imputato per tradimento - in cui questa oscurità si dissiperà nel nostro paese. 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Questo giorno è inevitabile, come quando arriva la primavera anche dopo il più freddo degli inverni”.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Promettevano di tagliare la legge Fornero. Invece tagliano le pensioni.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/promettevano-di-tagliare-la-legge-fornero-invece-tagliano-le-pensioni--53494539</link><description><![CDATA[L’Italia è quel Paese in cui a parlare di pensioni c’è un ministro che non ha mai lavorato in vita sua, braccio destro del suo capo partito che non ha mai lavorato in vita sua. Mentre i giornali si sono occupati di Flavio Briatore che strillava in coda in autostrada il governo ha promesso un taglio durissimo sulle pensioni, non diverso nella natura da quello che ha causato una rivolta popolare in Francia.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53494539</guid><pubDate>Tue, 11 Apr 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53494539/imported_58f20ed9_35f0_4de9_8e3e_32a528a5711d.mp3" length="2287490" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’Italia è quel Paese in cui a parlare di pensioni c’è un ministro che non ha mai lavorato in vita sua, braccio destro del suo capo partito che non ha mai lavorato in vita sua. 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Mentre i giornali si sono occupati di Flavio Briatore che strillava in coda in autostrada il governo ha promesso un taglio durissimo sulle pensioni, non diverso nella natura da quello che ha causato una rivolta popolare in Francia.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il giovane editorialista Renzi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-giovane-editorialista-renzi--53466059</link><description><![CDATA[“E’ un bel casino vivere la quotidianità. Un sacco di problemi, un sacco di questioni da risolvere”. Leggete bene l’apertura fulminante di questo editoriale. È di Matteo Renzi giornalista. Matteo Renzi, neo direttore de Il Riformista, oltre che leader del partito personale Italia Viva, nonché conferenziere per il poco democratico principe saudita bin Salman, nonché maratoneta. Tempo perso, nonché ex pilastro inamovibile del partito unico del cosiddetto Terzo polo che chissà mai se si farà in giovane età è stato anche “caporedattore”. Nella redazione di Camminiamo insieme, giornale degli scout Agesci, l’ex presidente del Consiglio si firmava Zac, in onore del personaggio biblico Zaccheo, capo dei pubblicani di Gerico, che salì su un sicomoro: da sopra i rami dell'albero volle vedere l'Uomo della Galilea. Già giovanissimo Renzi aveva capito che l’arrampicata (in senso stretto e in senso figurato) è la chiave per la svolta.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53466059</guid><pubDate>Fri, 07 Apr 2023 01:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53466059/imported_3feea368_f9d5_46a4_a3de_799b6af3bdc5.mp3" length="2854243" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“E’ un bel casino vivere la quotidianità. Un sacco di problemi, un sacco di questioni da risolvere”. Leggete bene l’apertura fulminante di questo editoriale. È di Matteo Renzi giornalista. Matteo Renzi, neo direttore de Il Riformista, oltre che leader...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“E’ un bel casino vivere la quotidianità. Un sacco di problemi, un sacco di questioni da risolvere”. Leggete bene l’apertura fulminante di questo editoriale. È di Matteo Renzi giornalista. Matteo Renzi, neo direttore de Il Riformista, oltre che leader del partito personale Italia Viva, nonché conferenziere per il poco democratico principe saudita bin Salman, nonché maratoneta. Tempo perso, nonché ex pilastro inamovibile del partito unico del cosiddetto Terzo polo che chissà mai se si farà in giovane età è stato anche “caporedattore”. Nella redazione di Camminiamo insieme, giornale degli scout Agesci, l’ex presidente del Consiglio si firmava Zac, in onore del personaggio biblico Zaccheo, capo dei pubblicani di Gerico, che salì su un sicomoro: da sopra i rami dell'albero volle vedere l'Uomo della Galilea. Già giovanissimo Renzi aveva capito che l’arrampicata (in senso stretto e in senso figurato) è la chiave per la svolta.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>179</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una piccola pausa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-piccola-pausa--53421007</link><description><![CDATA[#LaSveglia per La Notizia torna venerdì.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53421007</guid><pubDate>Mon, 03 Apr 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53421007/podcast_1680476229.mp3" length="214831" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>#LaSveglia per La Notizia torna venerdì.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[#LaSveglia per La Notizia torna venerdì.<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>14</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Così fan i riformisti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosi-fan-i-riformisti--53391624</link><description><![CDATA[L’unità del partito e la collaborazione annunciate da Stefano Bonaccini quando signorilmente perse le primarie per la segreteria del Partito Democratico sono una promessa che si è sciolta nel giro di pochi giorni. Andrea Marcucci dice pubblicamente ciò che privatamente si dicono in molti. La differente cautela non cambia la sostanza delle cose: Schlein dopo poche settimane si ritrova già a fare i conti con una minoranza che è in tutto e per tutto opposizione. Gli appelli dei “riformisti” non sono altro che messaggi in codice perché suocera intenda di renziana memoria. <br /> Marcucci ci fa sapere anche di essere molto interessato a quello che accade al Terzo polo. Anche questa una scena già vista, l’”altrimenti me ne vado”. E perché non se ne vanno? Perché un altro partito che gli garantisce i posti e la tolleranza del PD non lo trovano. E forse perché i riformisti alla resa dei voti sono sempre molto meno “credibili” di quello che pensano di essere mentre si fanno i complimenti a vicenda davanti ai loro caminetti sempre più vuoti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53391624</guid><pubDate>Fri, 31 Mar 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53391624/imported_c8d2f067_fc43_4ea1_b769_73c284d4537b.mp3" length="2662817" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’unità del partito e la collaborazione annunciate da Stefano Bonaccini quando signorilmente perse le primarie per la segreteria del Partito Democratico sono una promessa che si è sciolta nel giro di pochi giorni. 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E forse perché i riformisti alla resa dei voti sono sempre molto meno “credibili” di quello che pensano di essere mentre si fanno i complimenti a vicenda davanti ai loro caminetti sempre più vuoti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>167</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ma come stanno gli ucraini?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ma-come-stanno-gli-ucraini--53380824</link><description><![CDATA[Come stanno gli ucraini è scomparso dal dibattito pubblico. A leggerla da qui sembra una guerra solo di soldati. Diceva Gino Strada: “nella macchina della guerra, c'è posto anche per il mondo umanitario. Anzi, un posto importante, una specie di nuovo reparto Cosmesi della guerra. Far vedere quanti aiuti arrivano con la guerra, quante belle cose si possono fare per questa povera gente. Per i sopravvissuti, naturalmente”. Ora siamo arrivati a ritenere un vezzo anche quello. Anche gli affamati rovinano la narrazione.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53380824</guid><pubDate>Thu, 30 Mar 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53380824/imported_b5e6484e_5e60_4177_9cff_20fbe6d29136.mp3" length="2490618" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come stanno gli ucraini è scomparso dal dibattito pubblico. A leggerla da qui sembra una guerra solo di soldati. Diceva Gino Strada: “nella macchina della guerra, c'è posto anche per il mondo umanitario. 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Anche gli affamati rovinano la narrazione.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>156</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chissà che ne pensano i poveri delle priorità di questo governo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chissa-che-ne-pensano-i-poveri-delle-priorita-di-questo-governo--53366217</link><description><![CDATA[Chissà quando si troveranno le parole giuste per uscire dalla bolla dei dibattiti televisive o dal poco senso di realtà delle dichiarazioni politiche. A quel punto potremmo discutere di un Paese in cui l’aumento dei costi in questo ultimo anno per l’impennata dei prezzi di prodotti e servizi - complice la coda della pandemia, la guerra, il cambiamento climatico e la crisi energetica - sta mettendo a dura prova gli italiani. Potremmo sapere che il 13% delle famiglie considera il proprio reddito insufficiente per far fronte alle necessità primarie, ovvero il cibo e la casa (mutuo, affitto e bollette). A questo gruppo di famiglie, che potremmo definire 'compromesse', si aggiunge un altro contingente numeroso (il 43% delle famiglie intervistate) che valuta la propria condizione reddituale appena sufficiente a far fronte a tali spese, in una sorta di equilibrio precario che potrebbe essere messo a rischio da un evento imprevisto anche di modesta portata.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53366217</guid><pubDate>Wed, 29 Mar 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53366217/imported_8fc3091d_43da_4435_afe8_5756fe9090fa.mp3" length="2702106" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chissà quando si troveranno le parole giuste per uscire dalla bolla dei dibattiti televisive o dal poco senso di realtà delle dichiarazioni politiche. A quel punto potremmo discutere di un Paese in cui l’aumento dei costi in questo ultimo anno per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chissà quando si troveranno le parole giuste per uscire dalla bolla dei dibattiti televisive o dal poco senso di realtà delle dichiarazioni politiche. A quel punto potremmo discutere di un Paese in cui l’aumento dei costi in questo ultimo anno per l’impennata dei prezzi di prodotti e servizi - complice la coda della pandemia, la guerra, il cambiamento climatico e la crisi energetica - sta mettendo a dura prova gli italiani. Potremmo sapere che il 13% delle famiglie considera il proprio reddito insufficiente per far fronte alle necessità primarie, ovvero il cibo e la casa (mutuo, affitto e bollette). A questo gruppo di famiglie, che potremmo definire 'compromesse', si aggiunge un altro contingente numeroso (il 43% delle famiglie intervistate) che valuta la propria condizione reddituale appena sufficiente a far fronte a tali spese, in una sorta di equilibrio precario che potrebbe essere messo a rischio da un evento imprevisto anche di modesta portata.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Poi, mi raccomando, tutti a piangere perché la gente non vota</title><link>https://www.spreaker.com/episode/poi-mi-raccomando-tutti-a-piangere-perche-la-gente-non-vota--53362070</link><description><![CDATA[In Francia e Israele la crisi politica è divampata diventando una crisi sociale. In Germania la richiesta di aumento dei salari ha dato vita a uno degli scioperi più impattante degli ultimi decenni. In Italia qualcuno pur di non farsi carico della lezione che arriva dall’estero ha il coraggio di storpiare il significato della democrazia.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53362070</guid><pubDate>Tue, 28 Mar 2023 04:41:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53362070/imported_b195cea5_1168_4d6a_974d_8f81e06a36fd.mp3" length="2884336" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>In Francia e Israele la crisi politica è divampata diventando una crisi sociale. In Germania la richiesta di aumento dei salari ha dato vita a uno degli scioperi più impattante degli ultimi decenni. In Italia qualcuno pur di non farsi carico della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Francia e Israele la crisi politica è divampata diventando una crisi sociale. In Germania la richiesta di aumento dei salari ha dato vita a uno degli scioperi più impattante degli ultimi decenni. In Italia qualcuno pur di non farsi carico della lezione che arriva dall’estero ha il coraggio di storpiare il significato della democrazia.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Piantedosi stanerà l'opinione pubblica in tutto l'orbe terracqueo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/piantedosi-stanera-l-opinione-pubblica-in-tutto-l-orbe-terracqueo--53345016</link><description><![CDATA[All’inizio era colpa dell’Unione europea. Poi è stata colpa dell’ex ministra all’Interno Lamorgese, Poi è stata colpa delle madri che si intestardivano nel voler salvare i figlio. Poi è stata colpa della Russia. Ora il ministro dell’Inferno Piantedosi ha trovato il responsabile degli sbarchi: l’opinione pubblica.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53345016</guid><pubDate>Mon, 27 Mar 2023 02:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53345016/imported_3b9db42f_2042_4efc_ba82_632c5b1d437b.mp3" length="1500891" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>All’inizio era colpa dell’Unione europea. Poi è stata colpa dell’ex ministra all’Interno Lamorgese, Poi è stata colpa delle madri che si intestardivano nel voler salvare i figlio. Poi è stata colpa della Russia. Ora il ministro dell’Inferno Piantedosi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[All’inizio era colpa dell’Unione europea. Poi è stata colpa dell’ex ministra all’Interno Lamorgese, Poi è stata colpa delle madri che si intestardivano nel voler salvare i figlio. Poi è stata colpa della Russia. Ora il ministro dell’Inferno Piantedosi ha trovato il responsabile degli sbarchi: l’opinione pubblica.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>94</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Messina Denaro: possiamo concludere il brindisi e osservare cosa sta succedendo?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/messina-denaro-possiamo-concludere-il-brindisi-e-osservare-cosa-sta-succedendo--53312125</link><description><![CDATA[Quando forze dell’ordine e magistratura arrestano un boss la politica esulta e sforna a raffica comunicati stamp. Quando il boss è nelle mani dello Stato e ci sarebbe da pronunciare una parola - una che sia una -  per proteggere la Giustizia invece la politica perde la parola. Sta accadendo anche con Matteo Messina Denaro, il “capo dei capi” di Cosa nostra che dopo la latitanza per sfuggire alla cattura ora si dedica alla latitanza in Aula (è un suo diritto) lasciando vuota la sedia nel processo per le stragi di Falcone e Borsellino e intanto intorno a lui accadono cose che meritano di essere raccontate.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53312125</guid><pubDate>Fri, 24 Mar 2023 03:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53312125/imported_bf595bc2_ca0e_4d79_ab42_91354e5de784.mp3" length="2374844" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quando forze dell’ordine e magistratura arrestano un boss la politica esulta e sforna a raffica comunicati stamp. Quando il boss è nelle mani dello Stato e ci sarebbe da pronunciare una parola - una che sia una -  per proteggere la Giustizia invece la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quando forze dell’ordine e magistratura arrestano un boss la politica esulta e sforna a raffica comunicati stamp. Quando il boss è nelle mani dello Stato e ci sarebbe da pronunciare una parola - una che sia una -  per proteggere la Giustizia invece la politica perde la parola. Sta accadendo anche con Matteo Messina Denaro, il “capo dei capi” di Cosa nostra che dopo la latitanza per sfuggire alla cattura ora si dedica alla latitanza in Aula (è un suo diritto) lasciando vuota la sedia nel processo per le stragi di Falcone e Borsellino e intanto intorno a lui accadono cose che meritano di essere raccontate.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>149</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le coincidenze intorno a Giorgia Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-coincidenze-intorno-a-giorgia-meloni--53299397</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni deve avere finito i suoi bei discorsi scritti con ritmo. Incagliata nel ripetere “sono una madre” e nell’accusare di vilipendio allo Stato chiunque avanzi dubbi sull’operato del suo governo (ritenersi Stato e popolo è un vizio antico, da quelle parti) ieri alla Camera la presidente del Consiglio durante il dibattito sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue inciampa in una maggioranza che si presenta compatta quando c’è da incassare m sfibrata quando le tocca fare politica.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53299397</guid><pubDate>Thu, 23 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53299397/imported_3d6597dc_c1da_48d1_a541_e18b08c30748.mp3" length="2607229" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni deve avere finito i suoi bei discorsi scritti con ritmo. Incagliata nel ripetere “sono una madre” e nell’accusare di vilipendio allo Stato chiunque avanzi dubbi sull’operato del suo governo (ritenersi Stato e popolo è un vizio antico,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giorgia Meloni deve avere finito i suoi bei discorsi scritti con ritmo. Incagliata nel ripetere “sono una madre” e nell’accusare di vilipendio allo Stato chiunque avanzi dubbi sull’operato del suo governo (ritenersi Stato e popolo è un vizio antico, da quelle parti) ieri alla Camera la presidente del Consiglio durante il dibattito sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue inciampa in una maggioranza che si presenta compatta quando c’è da incassare m sfibrata quando le tocca fare politica.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>163</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa produce la mancanza d’acqua? La guerra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-produce-la-mancanza-d-acqua-la-guerra--53284299</link><description><![CDATA[Sicuramente a una cosa la giornata mondiale dell’acqua è servita: renderci conto delle proporzioni della catastrofe in un Paese che si azzanna su un muro sporco. Resta da vedere se ora che si sono spente le luci sul tema, in attesa della prossima giornata mondiale il prossimo anno, qualcuno avrà voglia di studiare le possibili soluzioni, magari smettendo con la divertita idiozia con cui un pezzo di classe dirigente assiste allo sfacelo negando l’innegabile. Mentre ieri il senatore leghista Claudio Borghi irrideva la sintesi finale del sesto rapporto IPCC sulla crisi climatica (“FATE PRESTO. Solo per questo mese in omaggio il set di piatti o la pratica rostiera”, ha scritto il senatore i Salvini, con grande giubilo dei suoi elettori) la Commissione globale sull’economia dell’acqua, istituita dal Forum economico globale di Davos del 2022 ci avvisava che entro il 2030 non ci sarà più acqua dolce per tutti, con la domanda che supererà del 40% le disponibilità. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53284299</guid><pubDate>Wed, 22 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53284299/imported_edfbd5a2_a39d_435c_bb62_b52eb530ecef.mp3" length="2755604" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sicuramente a una cosa la giornata mondiale dell’acqua è servita: renderci conto delle proporzioni della catastrofe in un Paese che si azzanna su un muro sporco. Resta da vedere se ora che si sono spente le luci sul tema, in attesa della prossima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sicuramente a una cosa la giornata mondiale dell’acqua è servita: renderci conto delle proporzioni della catastrofe in un Paese che si azzanna su un muro sporco. Resta da vedere se ora che si sono spente le luci sul tema, in attesa della prossima giornata mondiale il prossimo anno, qualcuno avrà voglia di studiare le possibili soluzioni, magari smettendo con la divertita idiozia con cui un pezzo di classe dirigente assiste allo sfacelo negando l’innegabile. Mentre ieri il senatore leghista Claudio Borghi irrideva la sintesi finale del sesto rapporto IPCC sulla crisi climatica (“FATE PRESTO. Solo per questo mese in omaggio il set di piatti o la pratica rostiera”, ha scritto il senatore i Salvini, con grande giubilo dei suoi elettori) la Commissione globale sull’economia dell’acqua, istituita dal Forum economico globale di Davos del 2022 ci avvisava che entro il 2030 non ci sarà più acqua dolce per tutti, con la domanda che supererà del 40% le disponibilità. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lottare più che commemorare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lottare-piu-che-commemorare--53276853</link><description><![CDATA[Facciamo finta di non sapere che la memoria andrebbe praticata come un muscolo - tenuto lungo. allenato -  per onorare i morti custodendo i vivi. Perché l’antimafia in questo Paese è diventata una cerimonia celebrata spesso da sacerdoti poco credibili (nonostante i cognomi) che interessa a sempre meno gente. Anche su questo bisognerebbe avere il coraggio di riflettere. C’è un mondo sommerso che non ha smesso di lottare, senza avere il tempo di commemorare. Che forse è stato lasciato solo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53276853</guid><pubDate>Tue, 21 Mar 2023 05:18:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53276853/imported_b2c5d65f_a0fe_4518_92ff_4812804ef0ee.mp3" length="2070569" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Facciamo finta di non sapere che la memoria andrebbe praticata come un muscolo - tenuto lungo. allenato -  per onorare i morti custodendo i vivi. Perché l’antimafia in questo Paese è diventata una cerimonia celebrata spesso da sacerdoti poco credibili...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Facciamo finta di non sapere che la memoria andrebbe praticata come un muscolo - tenuto lungo. allenato -  per onorare i morti custodendo i vivi. Perché l’antimafia in questo Paese è diventata una cerimonia celebrata spesso da sacerdoti poco credibili (nonostante i cognomi) che interessa a sempre meno gente. Anche su questo bisognerebbe avere il coraggio di riflettere. C’è un mondo sommerso che non ha smesso di lottare, senza avere il tempo di commemorare. Che forse è stato lasciato solo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>130</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Hanno lucrato sulla guerra per difendersi. E erano fandonie.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/hanno-lucrato-sulla-guerra-per-difendersi-e-erano-fandonie--53256281</link><description><![CDATA[Le minacce a Crosetto e la Wagner dietro ai migranti erano bufale. Un risultato comunque l’hanno raggiunto, anche se con metodi infimi. Per giorni l’attenzione è stata spostata su argomenti inesistenti mentre un bel pezzo di Paese aspettava risposte per la sequela di errori e di ingiustificabili dichiarazioni da parte del governo. La distrazione, tra l’altro, è stata prodotta sulla pelle degli ucraini, miscelando la bile prodotta dalla guerra per proteggere il governo. Usare una tragedia umanitaria (com’è anche la guerra in Ucraina) per aggiustare le piccole questioni personali è uno dei gesti più esecrabili che si possano immaginare. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53256281</guid><pubDate>Mon, 20 Mar 2023 03:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53256281/imported_b93d6f8d_9eb3_4166_9452_af2334e509ad.mp3" length="2274115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le minacce a Crosetto e la Wagner dietro ai migranti erano bufale. Un risultato comunque l’hanno raggiunto, anche se con metodi infimi. Per giorni l’attenzione è stata spostata su argomenti inesistenti mentre un bel pezzo di Paese aspettava risposte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le minacce a Crosetto e la Wagner dietro ai migranti erano bufale. Un risultato comunque l’hanno raggiunto, anche se con metodi infimi. Per giorni l’attenzione è stata spostata su argomenti inesistenti mentre un bel pezzo di Paese aspettava risposte per la sequela di errori e di ingiustificabili dichiarazioni da parte del governo. La distrazione, tra l’altro, è stata prodotta sulla pelle degli ucraini, miscelando la bile prodotta dalla guerra per proteggere il governo. Usare una tragedia umanitaria (com’è anche la guerra in Ucraina) per aggiustare le piccole questioni personali è uno dei gesti più esecrabili che si possano immaginare. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>143</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Che altro deve combinare per dimettersi, Piantedosi?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/che-altro-deve-combinare-per-dimettersi-piantedosi--53228310</link><description><![CDATA[Ma che altro deve accadere perché il ministro Matteo Piantedosi si faccia da parte? Che altro deve sbagliare a dire, organizzare male, interpretare peggio per meritarsi il buon retiro che in Italia spetta a qualsiasi politico che proviene dalla pubblica amministrazione e si dimostra del tutto incapace di operare su un piano politico? <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53228310</guid><pubDate>Fri, 17 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53228310/imported_ce2f7ab7_9f6a_4316_9601_cdbc5f2e6cc1.mp3" length="2775666" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ma che altro deve accadere perché il ministro Matteo Piantedosi si faccia da parte? Che altro deve sbagliare a dire, organizzare male, interpretare peggio per meritarsi il buon retiro che in Italia spetta a qualsiasi politico che proviene dalla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ma che altro deve accadere perché il ministro Matteo Piantedosi si faccia da parte? Che altro deve sbagliare a dire, organizzare male, interpretare peggio per meritarsi il buon retiro che in Italia spetta a qualsiasi politico che proviene dalla pubblica amministrazione e si dimostra del tutto incapace di operare su un piano politico? <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>174</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cari, la propaganda non regge più</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cari-la-propaganda-non-regge-piu--53216063</link><description><![CDATA[Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tentato di caricarsi sulle spalle la questione migranti confidando sull’effetto della sua lunga luna di miele con gli italiani. Non è andata benissimo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53216063</guid><pubDate>Thu, 16 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53216063/imported_69908cc4_1114_4ed7_b120_d48066d6279a.mp3" length="2613916" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tentato di caricarsi sulle spalle la questione migranti confidando sull’effetto della sua lunga luna di miele con gli italiani. Non è andata benissimo.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tentato di caricarsi sulle spalle la questione migranti confidando sull’effetto della sua lunga luna di miele con gli italiani. Non è andata benissimo.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>164</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Prima lo sostituzione etnica, poi gli scafisti e ora Putin</title><link>https://www.spreaker.com/episode/prima-lo-sostituzione-etnica-poi-gli-scafisti-e-ora-putin--53206165</link><description><![CDATA[Sull’interferenza russa avremo modo di saperne di più quando il ministro Crosetto deciderà di parlarne in Parlamento e quando il Copasir analizzerà le carte di certo le risposte che continuano a mancare sono ben altre: se si vogliono davvero cambiare le regole bisogna farlo a Bruxelles ma per riuscirci bisognerebbe avere gli alleati giusti, non certo i sovranisti con cui Meloni e Salvini hanno tubato da anni che - come probabilmente Putin - usano i migranti come arma politica. Per questo il Governo non sa da che parte girarsi: isolato in Europa, fortemente impreparato qui in Italia, travolto da una questione umanitaria prima che politica (che ha sempre fino di non vedere) non potrà pensare di resistere inventandosi un nemico al giorno - ieri gli scafisti oggi la Russia - per tirare a campare. Ieri Giorgia Meloni ha detto che questo “è il periodo più complesso dalla Seconda guerra mondiale. Affronto un problema e se ne apre un altro”. Non si sa se riderne o piangerne.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53206165</guid><pubDate>Wed, 15 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53206165/imported_dd3e04a1_930d_40d4_aa86_075d65ed4338.mp3" length="2688731" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sull’interferenza russa avremo modo di saperne di più quando il ministro Crosetto deciderà di parlarne in Parlamento e quando il Copasir analizzerà le carte di certo le risposte che continuano a mancare sono ben altre: se si vogliono davvero cambiare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sull’interferenza russa avremo modo di saperne di più quando il ministro Crosetto deciderà di parlarne in Parlamento e quando il Copasir analizzerà le carte di certo le risposte che continuano a mancare sono ben altre: se si vogliono davvero cambiare le regole bisogna farlo a Bruxelles ma per riuscirci bisognerebbe avere gli alleati giusti, non certo i sovranisti con cui Meloni e Salvini hanno tubato da anni che - come probabilmente Putin - usano i migranti come arma politica. Per questo il Governo non sa da che parte girarsi: isolato in Europa, fortemente impreparato qui in Italia, travolto da una questione umanitaria prima che politica (che ha sempre fino di non vedere) non potrà pensare di resistere inventandosi un nemico al giorno - ieri gli scafisti oggi la Russia - per tirare a campare. Ieri Giorgia Meloni ha detto che questo “è il periodo più complesso dalla Seconda guerra mondiale. Affronto un problema e se ne apre un altro”. Non si sa se riderne o piangerne.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Della "bomba migratoria" e le altre bufale di questi incapaci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/della-bomba-migratoria-e-le-altre-bufale-di-questi-incapaci--53184587</link><description><![CDATA[Ieri Gasparri ha detto bene: “con argomenti falsi si specula sulla tragedie in mare”. Ha completamente ragione. Solo che dovrebbe dirlo ai suoi ministri che vorrebbero governare qualcosa che nemmeno conoscono. Intanto quelli muoiono.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53184587</guid><pubDate>Tue, 14 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53184587/imported_14cf7996_1377_4ae0_a3b3_9ec9528aca11.mp3" length="2695000" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri Gasparri ha detto bene: “con argomenti falsi si specula sulla tragedie in mare”. Ha completamente ragione. Solo che dovrebbe dirlo ai suoi ministri che vorrebbero governare qualcosa che nemmeno conoscono. Intanto quelli muoiono.


#LaSveglia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri Gasparri ha detto bene: “con argomenti falsi si specula sulla tragedie in mare”. Ha completamente ragione. Solo che dovrebbe dirlo ai suoi ministri che vorrebbero governare qualcosa che nemmeno conoscono. Intanto quelli muoiono.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>169</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La lezione della famiglia di Luca Attanasio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lezione-della-famiglia-di-luca-attanasio--53172480</link><description><![CDATA[La giustizia che non sia vendetta dovrebbe essere uno dei capisaldi della cosiddetta società occidentale. La lezione l’abbiamo disimparata, complice anche una politica che sulla vendetta costruisce gran parte del proprio capitale elettorale. Che a ricordarcelo sia il genitore di un uomo brutalmente assassinato è una lezione da custodire con cura.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53172480</guid><pubDate>Mon, 13 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53172480/imported_172dd525_b421_4fc2_af8b_e57cade18a46.mp3" length="1851977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La giustizia che non sia vendetta dovrebbe essere uno dei capisaldi della cosiddetta società occidentale. 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Che a ricordarcelo sia il genitore di un uomo brutalmente assassinato è una lezione da custodire con cura.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>116</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A decidere le stragi fu una "Cosa unica"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-decidere-le-stragi-fu-una-cosa-unica--53149588</link><description><![CDATA[La notizia è grossa e forse può concorrere a scrivere una delle fasi più oscure del nostro Paese. Non solo perché ieri con l’inchiesta Hybris finiscono in carcere sono finiti in manette boss e luogotenenti delle cosche di ‘Ndrangheta Piromani e Molé (49 persone in tutto: 34 in carcere e 15 ai domiciliari oltre al sequestro di beni per circa un milione di euro) ma anche perché gli atti di indagine confermano la tesi che ‘Ndrangheta e Cosa nostra operano insieme come “Cosa unica” fin dai tempi delle stragi, in un sistema criminale integrato che decise l’attacco frontale contro lo Stato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53149588</guid><pubDate>Fri, 10 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53149588/imported_f10c752b_f829_4175_a925_8fab9f8551bc.mp3" length="2858840" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La notizia è grossa e forse può concorrere a scrivere una delle fasi più oscure del nostro Paese. Non solo perché ieri con l’inchiesta Hybris finiscono in carcere sono finiti in manette boss e luogotenenti delle cosche di ‘Ndrangheta Piromani e Molé...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La notizia è grossa e forse può concorrere a scrivere una delle fasi più oscure del nostro Paese. Non solo perché ieri con l’inchiesta Hybris finiscono in carcere sono finiti in manette boss e luogotenenti delle cosche di ‘Ndrangheta Piromani e Molé (49 persone in tutto: 34 in carcere e 15 ai domiciliari oltre al sequestro di beni per circa un milione di euro) ma anche perché gli atti di indagine confermano la tesi che ‘Ndrangheta e Cosa nostra operano insieme come “Cosa unica” fin dai tempi delle stragi, in un sistema criminale integrato che decise l’attacco frontale contro lo Stato.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>179</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non lasciano in pace nemmeno i morti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-lasciano-in-pace-nemmeno-i-morti--53141487</link><description><![CDATA[Dopo la strage, dopo aver buttato in superstiti in stanze come topaie, dopo avere ascoltato il ministro dell’Inferno Piantedosi mentire sull’allarma di Frontex senza spiegare il perché di un’operazione di polizia quando da sempre si mette in campo un’operazione di soccorso il Governo decide di scendere negli inferi e prova a deportare anche le salme.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53141487</guid><pubDate>Thu, 09 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53141487/imported_2567c663_0132_4d37_9b63_301a3c16fc17.mp3" length="2254053" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la strage, dopo aver buttato in superstiti in stanze come topaie, dopo avere ascoltato il ministro dell’Inferno Piantedosi mentire sull’allarma di Frontex senza spiegare il perché di un’operazione di polizia quando da sempre si mette in campo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la strage, dopo aver buttato in superstiti in stanze come topaie, dopo avere ascoltato il ministro dell’Inferno Piantedosi mentire sull’allarma di Frontex senza spiegare il perché di un’operazione di polizia quando da sempre si mette in campo un’operazione di soccorso il Governo decide di scendere negli inferi e prova a deportare anche le salme.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>141</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Abbandonati in mare e in terra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/abbandonati-in-mare-e-in-terra--53125520</link><description><![CDATA[Le vittime pettinate e ripulite per la visita del capo di Stato vengono ributtate nel sacco dell’umido quando si spengono le telecamere e si chiudono i taccuini. Ma la notizia peggiore è un’altra: questa desolazione è la consuetudine in Italia e in Europa. Esistono carceri sgarruppate dove vengono parcheggiate persone innocenti per scontare la colpa di sperare di cavarsela. Mentre la politica lucra sui loro corpi strizzando lacrime da coccodrillo i sopravvissuti vivono un lutto in un posto in cui quelli non andrebbero nemmeno a pisciare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53125520</guid><pubDate>Wed, 08 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53125520/imported_63a1538f_1784_4bc7_a83a_b0f772c8bb4f.mp3" length="2527399" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le vittime pettinate e ripulite per la visita del capo di Stato vengono ributtate nel sacco dell’umido quando si spengono le telecamere e si chiudono i taccuini. Ma la notizia peggiore è un’altra: questa desolazione è la consuetudine in Italia e in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le vittime pettinate e ripulite per la visita del capo di Stato vengono ributtate nel sacco dell’umido quando si spengono le telecamere e si chiudono i taccuini. Ma la notizia peggiore è un’altra: questa desolazione è la consuetudine in Italia e in Europa. Esistono carceri sgarruppate dove vengono parcheggiate persone innocenti per scontare la colpa di sperare di cavarsela. Mentre la politica lucra sui loro corpi strizzando lacrime da coccodrillo i sopravvissuti vivono un lutto in un posto in cui quelli non andrebbero nemmeno a pisciare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>158</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Colpa degli scafisti!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/colpa-degli-scafisti--53109874</link><description><![CDATA[Nell'ultimo decennio, le guardie di frontiera greche, spagnole e italiane hanno sempre più preso di mira i conducenti di barche di migranti che arrivano sulle coste dei loro paesi, alla ricerca di qualcuno da incolpare per la migrazione “illegale”. Migliaia di persone, di solito migranti stessi, sono state arrestate. Molti sono costretti sotto la minaccia delle armi. Tra loro ci sono minori non accompagnati. Ragazzini, poco più che bambini, incarcerati e processati come gli adulti, che al loro arrivo in Italia vengono denunciati come 'contrabbandieri'. Mentre i veri trafficanti di esseri umani restano in Libia. <br /> Colpa degli scafisti, dicono, ma sono quelli giusti?<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53109874</guid><pubDate>Tue, 07 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53109874/imported_586eedfa_4f9d_4340_b960_73f0526ce0bd.mp3" length="2809103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nell'ultimo decennio, le guardie di frontiera greche, spagnole e italiane hanno sempre più preso di mira i conducenti di barche di migranti che arrivano sulle coste dei loro paesi, alla ricerca di qualcuno da incolpare per la migrazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nell'ultimo decennio, le guardie di frontiera greche, spagnole e italiane hanno sempre più preso di mira i conducenti di barche di migranti che arrivano sulle coste dei loro paesi, alla ricerca di qualcuno da incolpare per la migrazione “illegale”. Migliaia di persone, di solito migranti stessi, sono state arrestate. Molti sono costretti sotto la minaccia delle armi. Tra loro ci sono minori non accompagnati. Ragazzini, poco più che bambini, incarcerati e processati come gli adulti, che al loro arrivo in Italia vengono denunciati come 'contrabbandieri'. Mentre i veri trafficanti di esseri umani restano in Libia. <br /> Colpa degli scafisti, dicono, ma sono quelli giusti?<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cara Meloni, vacci in barca con i tuoi ministri a Cutro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cara-meloni-vacci-in-barca-con-i-tuoi-ministri-a-cutro--53102069</link><description><![CDATA[Dice Giorgia Meloni di essere stata attraversata dall’idea di convocare il prossimo Consiglio dei ministri a Crotone in omaggio alle vittime. Vuole riunire le persone che stanno alimentando il disprezzo per i migranti per rendere omaggio ai migranti. Le diamo un consiglio: vadano a Crotone via mare, con una di quelle che definiscono “gite” senza permettersi di disturbare i soccorsi e senza sperare nelle Ong bloccate da Piantedosi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53102069</guid><pubDate>Mon, 06 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53102069/imported_6dc14c6e_5b19_4654_9ecc_76687c4e30f1.mp3" length="2652786" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dice Giorgia Meloni di essere stata attraversata dall’idea di convocare il prossimo Consiglio dei ministri a Crotone in omaggio alle vittime. Vuole riunire le persone che stanno alimentando il disprezzo per i migranti per rendere omaggio ai migranti....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dice Giorgia Meloni di essere stata attraversata dall’idea di convocare il prossimo Consiglio dei ministri a Crotone in omaggio alle vittime. Vuole riunire le persone che stanno alimentando il disprezzo per i migranti per rendere omaggio ai migranti. Le diamo un consiglio: vadano a Crotone via mare, con una di quelle che definiscono “gite” senza permettersi di disturbare i soccorsi e senza sperare nelle Ong bloccate da Piantedosi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>166</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il carico residuale sono Piantedosi e Salvini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-carico-residuale-sono-piantedosi-e-salvini--53074528</link><description><![CDATA[Quei morti hanno dei colpevoli: i ministri Salvini e Piantedosi. Non si tratta di colpe giudiziarie - a quelle ci penserà la magistratura - ma sono delle precise responsabilità politiche, sotto gli occhi di tutti. Basta avere voglia di metterle in file e avere voglia di raccontarle, fregandosene delle loro minacce, unica reazione di fronte ai morti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53074528</guid><pubDate>Fri, 03 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/53074528/imported_88baf8aa_563b_4185_b641_a366c04ea8b8.mp3" length="2756440" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Quei morti hanno dei colpevoli: i ministri Salvini e Piantedosi. 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Basta avere voglia di metterle in file e avere voglia di raccontarle, fregandosene delle loro minacce, unica reazione di fronte ai morti.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>173</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come comunica male il governo Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-comunica-male-il-governo-meloni--52931944</link><description><![CDATA[Una cosa è certa: fino a qui la comunicazione politica è stata talmente disastrosa che si fatica a trovare qualcuno disposto a intestarsela nonostante il prestigio del ruolo. E questo, a pensarci bene, è anche un dato politico.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52931944</guid><pubDate>Thu, 02 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52931944/imported_19d836fa_08d3_49ab_89db_da61bf697450.mp3" length="2670341" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Una cosa è certa: fino a qui la comunicazione politica è stata talmente disastrosa che si fatica a trovare qualcuno disposto a intestarsela nonostante il prestigio del ruolo. E questo, a pensarci bene, è anche un dato politico.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una cosa è certa: fino a qui la comunicazione politica è stata talmente disastrosa che si fatica a trovare qualcuno disposto a intestarsela nonostante il prestigio del ruolo. E questo, a pensarci bene, è anche un dato politico.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>167</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cos'è la "rotta turca"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cos-e-la-rotta-turca--52877770</link><description><![CDATA[Da noi accade così: solo quando i corpi vengono vomitati sulle nostre spiagge e insozzano i tappeti delle cronache locali si decide di aprire le cartine e capire cosa accade qualche metro più in là del nostro palmo di naso. La “rotta turca”, o rotta jonica, di cui tutti ora parlano è la rotta che cresce di più. Le rotte che disegnano la speranza di chi si modificano in base alle leggi e al clima geopolitico. La politica si illude di chiuderle e invece quelli trovano (e troveranno sempre) un’altra strada perché la voglia di sopravvivere è come un’infiltrazione, non si ferma se non si risolvono la fame, la siccità e il piombo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52877770</guid><pubDate>Wed, 01 Mar 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52877770/imported_1d788bf3_c74b_4984_a2b9_d20ca01911bb.mp3" length="2840032" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da noi accade così: solo quando i corpi vengono vomitati sulle nostre spiagge e insozzano i tappeti delle cronache locali si decide di aprire le cartine e capire cosa accade qualche metro più in là del nostro palmo di naso. La “rotta turca”, o rotta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da noi accade così: solo quando i corpi vengono vomitati sulle nostre spiagge e insozzano i tappeti delle cronache locali si decide di aprire le cartine e capire cosa accade qualche metro più in là del nostro palmo di naso. La “rotta turca”, o rotta jonica, di cui tutti ora parlano è la rotta che cresce di più. Le rotte che disegnano la speranza di chi si modificano in base alle leggi e al clima geopolitico. La politica si illude di chiuderle e invece quelli trovano (e troveranno sempre) un’altra strada perché la voglia di sopravvivere è come un’infiltrazione, non si ferma se non si risolvono la fame, la siccità e il piombo. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tutte le bugie del ministro dell'Inferno Piantedosi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tutte-le-bugie-del-ministro-dell-inferno-piantedosi--52868263</link><description><![CDATA[Per gestire le migrazioni ci vuole competenza, intelligenza e cuore. Le parole di Piantedosi sono solo propaganda spiccia senza nessun fondamento. Ministro Piantedosi, studi e vedrà che i temi complessi non si sciolgono ripetendo bugie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52868263</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52868263/imported_21bebf9d_e9e9_4056_8631_7e4557b748ff.mp3" length="2813701" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per gestire le migrazioni ci vuole competenza, intelligenza e cuore. Le parole di Piantedosi sono solo propaganda spiccia senza nessun fondamento. Ministro Piantedosi, studi e vedrà che i temi complessi non si sciolgono ripetendo bugie.

#LaSveglia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per gestire le migrazioni ci vuole competenza, intelligenza e cuore. Le parole di Piantedosi sono solo propaganda spiccia senza nessun fondamento. Ministro Piantedosi, studi e vedrà che i temi complessi non si sciolgono ripetendo bugie.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Schlein: non avete visto arrivare il futuro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/schlein-non-avete-visto-arrivare-il-futuro--52861505</link><description><![CDATA[“Ancora una volta non ci hanno visto arrivare”, ha detto ieri Schlein in conferenza stampa. Lì dentro c’è già tutto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52861505</guid><pubDate>Mon, 27 Feb 2023 05:15:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52861505/imported_0d87ec0c_c433_4358_b186_ab90c9bbe992.mp3" length="2404937" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>“Ancora una volta non ci hanno visto arrivare”, ha detto ieri Schlein in conferenza stampa. Lì dentro c’è già tutto.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Ancora una volta non ci hanno visto arrivare”, ha detto ieri Schlein in conferenza stampa. Lì dentro c’è già tutto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>151</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ce l’hanno fatta, hanno affondato una nave di una Ong</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ce-l-hanno-fatta-hanno-affondato-una-nave-di-una-ong--52827259</link><description><![CDATA[Ce l’hanno fatta. Hanno affondato una nave delle tanto odiate Ong senza nemmeno inventarsi una legge, un decreto e senza fare troppo rumore. Il relitto della Iuventa è il relitto dello Stato di diritto qui in Italia dove ostacolare in tutti i modi il salvataggio di vite umane è una priorità politica esibita con fierezza. Qui dove - e questo è ancora peggio - ostentare disumanità nelle urne funziona.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52827259</guid><pubDate>Fri, 24 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52827259/imported_e3ad3540_7283_419f_870d_3cf15a1bb7a8.mp3" length="2704195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ce l’hanno fatta. Hanno affondato una nave delle tanto odiate Ong senza nemmeno inventarsi una legge, un decreto e senza fare troppo rumore. Il relitto della Iuventa è il relitto dello Stato di diritto qui in Italia dove ostacolare in tutti i modi il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ce l’hanno fatta. Hanno affondato una nave delle tanto odiate Ong senza nemmeno inventarsi una legge, un decreto e senza fare troppo rumore. Il relitto della Iuventa è il relitto dello Stato di diritto qui in Italia dove ostacolare in tutti i modi il salvataggio di vite umane è una priorità politica esibita con fierezza. Qui dove - e questo è ancora peggio - ostentare disumanità nelle urne funziona.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>170</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>No, Elly Schlein e Stefano Bonaccini non sono “uguali”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/no-elly-schlein-e-stefano-bonaccini-non-sono-uguali--52811977</link><description><![CDATA[Le differenze, almeno sulla carta, sono comunque evidenti. Schlein propone di interrompere qualsiasi finanziamento alla cosiddetta Guardia costiera libica mentre Bonaccini vorrebbe “un’Agenzia di coordinamento delle politiche migratorie sottratta alle diatribe politiche”. Schlein vorrebbe un partito che “ricominci a investire sulla formazione politica” e Bonaccini propone "referendum obbligatori tra gli iscritti sulle grandi scelte”. Schlein vuole “migliorare il Reddito di cittadinanza, senza abolirlo” e “voltare pagina dagli errori del Jobs Act”. Sulla casa Bonaccini propone “un modello sociale Housing First” mentre Schlein punta a dare strumenti in grado di aiutare chi non è in grado di pagare gli affitti. Sul fisco Bonaccini propone un taglio strutturale del cuneo contributivo almeno del 10% per tutti e del 30% per i giovani mentre Schlein insieme a una “riforma fiscale complessiva e progressiva” punta sul tema dei grandi patrimoni che “deve essere affrontato in un’ottica redistributiva”. <br /> No, non sono uguali. E non lo sono nemmeno nelle alleanze che hanno in mente. A meno che tutto finisca con un “accordo totale” che lasci tutto com’è.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52811977</guid><pubDate>Thu, 23 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52811977/imported_66b9f92e_6679_4299_9c9f_3677a9ce633d.mp3" length="2808267" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le differenze, almeno sulla carta, sono comunque evidenti. Schlein propone di interrompere qualsiasi finanziamento alla cosiddetta Guardia costiera libica mentre Bonaccini vorrebbe “un’Agenzia di coordinamento delle politiche migratorie sottratta alle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le differenze, almeno sulla carta, sono comunque evidenti. Schlein propone di interrompere qualsiasi finanziamento alla cosiddetta Guardia costiera libica mentre Bonaccini vorrebbe “un’Agenzia di coordinamento delle politiche migratorie sottratta alle diatribe politiche”. Schlein vorrebbe un partito che “ricominci a investire sulla formazione politica” e Bonaccini propone "referendum obbligatori tra gli iscritti sulle grandi scelte”. Schlein vuole “migliorare il Reddito di cittadinanza, senza abolirlo” e “voltare pagina dagli errori del Jobs Act”. Sulla casa Bonaccini propone “un modello sociale Housing First” mentre Schlein punta a dare strumenti in grado di aiutare chi non è in grado di pagare gli affitti. Sul fisco Bonaccini propone un taglio strutturale del cuneo contributivo almeno del 10% per tutti e del 30% per i giovani mentre Schlein insieme a una “riforma fiscale complessiva e progressiva” punta sul tema dei grandi patrimoni che “deve essere affrontato in un’ottica redistributiva”. <br /> No, non sono uguali. E non lo sono nemmeno nelle alleanze che hanno in mente. A meno che tutto finisca con un “accordo totale” che lasci tutto com’è.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>176</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La vera sfortuna è avere un padre come Ignazio La Russa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-vera-sfortuna-e-avere-un-padre-come-ignazio-la-russa--52800780</link><description><![CDATA[Il punto sostanziale è sempre lo stesso: se Ignazio La Russa vuole continuare a fare il nostalgico agitatore di popolo lo faccia con la casacca del suo partito e non quelle delle istituzioni. Potrebbe essere semplicemente incapace di svolgere il suo incarico. Noi, a differenza sua, non lo derideremo e non ne gliene faremo una colpa. Se invece il suo scopo è quello di rendere potabile, con l’arma dell’ostentata e ciclica falsa simpatia, la discriminazione a uso comune sappia che troverà sempre chi puntualizzerai ogni volta, tutte le volte, le sue idiozie. Con tanta solidarietà per suo figlio.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52800780</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52800780/imported_4f00a8f7_6180_4106_baae_6e3348c0955c.mp3" length="2891441" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il punto sostanziale è sempre lo stesso: se Ignazio La Russa vuole continuare a fare il nostalgico agitatore di popolo lo faccia con la casacca del suo partito e non quelle delle istituzioni. 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Con tanta solidarietà per suo figlio.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>No, cari meloniani, non sono casi isolati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/no-cari-meloniani-non-sono-casi-isolati--52789424</link><description><![CDATA[I numeri, appunto: sono 225 le aggressioni di matrice fascista avvenute in Italia fino a oggi. Di queste 80 sono riconducibili a CasaPound e 25 a Forza Nuova. Sono 12 gli episodi di chiara matrice nazista. Negli ultimi anni abbiamo avuto almeno 28 attentati (visto che stanno tornando così di moda), per la maggior parte di natura incendiaria con l’utilizzo di bombe carta e molotov. <br /> L’anno scorso il 25 marzo a Bergamo due militanti di CasaPound hanno picchiato un uomo senegalese. Sempre l’anno scorso un liceale, a Roma, è stato pestato per un volantinaggio non gradito. "Erano dieci o dodici, più grandi di noi”, disse lo studente del Mamiani. Gl aggressori facevano riferimento a Generazione popolare, vicina a Forza Nuova. Poi ci sono gli omicidi: il 4 marzo 2018 a Firenze Idy Diene è stato ucciso a colpi di pistola in strada da un fiorentino di 66 anni, Roberto Pirrone. “Ucciso perché nero”. Due anni prima a Fermo un nigeriano è morto per le botte di alcuni ultras razzisti mentre provava a proteggere la sua compagna. Nel 2015 a Calcio Roberto Pantic è stato ucciso nel suo camper: "l'ex parà fu mosso dal suo odio razzista per i nomadi" · Il pm ha contestato l'aggravante dell'odio razziale, insieme con quella dei futili motivi, a Roberto Costelli. Sempre a Firenze rimane tragicamente famosa la vicenda in cui morirono due senegalesi (2 rimasero feriti) un militante di CasaPound, Gianluca Casseri, ucciso in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52789424</guid><pubDate>Tue, 21 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52789424/imported_d35e0805_e377_47b7_b8f7_a4d02c509e55.mp3" length="2840450" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>I numeri, appunto: sono 225 le aggressioni di matrice fascista avvenute in Italia fino a oggi. 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Poi ci sono gli omicidi: il 4 marzo 2018 a Firenze Idy Diene è stato ucciso a colpi di pistola in strada da un fiorentino di 66 anni, Roberto Pirrone. “Ucciso perché nero”. Due anni prima a Fermo un nigeriano è morto per le botte di alcuni ultras razzisti mentre provava a proteggere la sua compagna. Nel 2015 a Calcio Roberto Pantic è stato ucciso nel suo camper: "l'ex parà fu mosso dal suo odio razzista per i nomadi" · Il pm ha contestato l'aggravante dell'odio razziale, insieme con quella dei futili motivi, a Roberto Costelli. Sempre a Firenze rimane tragicamente famosa la vicenda in cui morirono due senegalesi (2 rimasero feriti) un militante di CasaPound, Gianluca Casseri, ucciso in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>178</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni, il Superbonus e la propaganda per bambini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-il-superbonus-e-la-propaganda-per-bambini--52786499</link><description><![CDATA[Non funziona nemmeno la presidente del Consiglio Meloni che prova come sempre a buttarla sul populismo d’accatto:  “il superbonus è costato 2mila euro a ogni italiano. - dice - Quando spende lo stato non è nulla gratis”. Verissimo. Solo che questo gioco di dividere le spese per il numero degli abitanti è molto pericoloso e si ritorce facilmente contro.<br /> Quei 25 miliardi sono crediti decennali. Ogni italiano, neonati inclusi, ha speso negli ultimi 24 mesi 275 euro in armi. Solo l’anno scorso ogni in italiano, in 12 mesi, neonati compresi, ha speso 1680 euro per pagare l’evasione fiscale che questo governo senza troppe remore accarezza per ottenere voti. Continuiamo: mentre le famiglie e le imprese italiane sono strozzate dall’aumento del gas gli extraprofitti di 9 mesi (solo 9 mesi) di Eni diviso per il numero degli italiani, neonati compresi, è di 285 euro a testa. Le mafie? Costano 680 euro a italiano, neonati compresi. La costruzione è stimata sui 230 miliardi all’anno. Diviso per ogni italiano, neonati inclusi? 3900 euro a testa.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52786499</guid><pubDate>Mon, 20 Feb 2023 05:30:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52786499/imported_b2c564a1_2833_49fc_89cb_addee271cb81.mp3" length="3861524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non funziona nemmeno la presidente del Consiglio Meloni che prova come sempre a buttarla sul populismo d’accatto:  “il superbonus è costato 2mila euro a ogni italiano. - dice - Quando spende lo stato non è nulla gratis”. Verissimo. 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Costano 680 euro a italiano, neonati compresi. La costruzione è stimata sui 230 miliardi all’anno. Diviso per ogni italiano, neonati inclusi? 3900 euro a testa.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La riabilitazione di Silvio è un lavoro sporco ma qualcuno la deve pur fare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-riabilitazione-di-silvio-e-un-lavoro-sporco-ma-qualcuno-la-deve-pur-fare--52755089</link><description><![CDATA[Berlusconi è stato assolto, la stampa italiana no. Il giorno dopo l’assoluzione di Silvio Berlusconi (avvenuta per un semplice cavillo tecnico) la stampa italiana passa la giornata a tessere lodi all’ex cavaliere come nuovo santo del garantismo internazionale. L’occasione è ghiotta, all’orizzonte si intravede la possibilità di ripetere l’operazione già fatta con Giulio Andreotti: mettere in campo tutte le forze per usare un’assoluzione in tribunale all’assoluzione della storia. Ma la storia, come già accaduto per l’ex senatore a vita, non assolverà Berlusconi.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52755089</guid><pubDate>Fri, 17 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52755089/imported_cd1bd22e_4320_4cf2_8e76_8d0394aad4d6.mp3" length="5776195" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Berlusconi è stato assolto, la stampa italiana no. 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Ma la storia, come già accaduto per l’ex senatore a vita, non assolverà Berlusconi.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>362</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le auto elettriche ma soprattutto l'incapacità di immaginare il futuro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-auto-elettriche-ma-soprattutto-l-incapacita-di-immaginare-il-futuro--52745579</link><description><![CDATA[Le auto elettriche sono lo spauracchio di questi giorni ma prossimamente arriverà tutto il resto, che sia il consumo di suolo o che siano l’agricoltura e l’allevamento intensivo o che sia l’efficientamento energetico. E sarà ogni volta la stessa storia, questa stessa storia.<br /> Vedere il futuro come un’ideologia dà il senso della limitatezza di queste forze politiche ancorate al passato e al mantenimento cristallino del presente. Anzi, verrebbe da dire, magari fosse un’ideologia: significherebbe che c’è finalmente una parte politica che la porta avanti, se ne appropria, la difende. E si scoprirebbe che accade ogni volta così: chi è incapace di immaginare il futuro non può fare altro che descrivere il presente come il migliore dei mondi possibili.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52745579</guid><pubDate>Thu, 16 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52745579/imported_215a961d_8cba_4d3d_9328_42b96a35ee48.mp3" length="4327131" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le auto elettriche sono lo spauracchio di questi giorni ma prossimamente arriverà tutto il resto, che sia il consumo di suolo o che siano l’agricoltura e l’allevamento intensivo o che sia l’efficientamento energetico. 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E si scoprirebbe che accade ogni volta così: chi è incapace di immaginare il futuro non può fare altro che descrivere il presente come il migliore dei mondi possibili.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>271</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come provare a vincere le elezioni in Lombardia, da oggi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-provare-a-vincere-le-elezioni-in-lombardia-da-oggi--52731222</link><description><![CDATA[Come se ne esce? Bisogna decidere che la campagna elettorale per le prossime elezioni tra cinque anni inizi ora. A Majorino è chiesto l’improbo compito di far apparire le prossime elezioni come il naturale punto di arrivo di un percorso quinquennale in cui oltre a preoccuparsi dei parenti di Fontana ci si spende per dimostrare che gli ospedali pubblici con i soldi della sanità privata funzionerebbero allo stesso modo garantendo più controllo e maggior rispetto della Costituzione. Il Movimento 5 Stelle potrebbe scegliere di staccare il proprio cordone ombelicale dal capo partito di turno e di costruirsi una credibilità locale che non dipenda dai testimonial nazionali. Gli altri partiti potrebbero praticare le proprie priorità, così non avrebbero bisogno di spiegarcele solo nelle settimane antecedenti alle elezioni. Fra 5 anni potrebbero dare l’affidabile sensazione di essere pronti, tanto per citare lo slogan di Giorgia Meloni.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52731222</guid><pubDate>Wed, 15 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52731222/imported_05190966_f85d_4353_b9a5_0adbe3886f02.mp3" length="6684003" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Come se ne esce? Bisogna decidere che la campagna elettorale per le prossime elezioni tra cinque anni inizi ora. A Majorino è chiesto l’improbo compito di far apparire le prossime elezioni come il naturale punto di arrivo di un percorso quinquennale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come se ne esce? Bisogna decidere che la campagna elettorale per le prossime elezioni tra cinque anni inizi ora. A Majorino è chiesto l’improbo compito di far apparire le prossime elezioni come il naturale punto di arrivo di un percorso quinquennale in cui oltre a preoccuparsi dei parenti di Fontana ci si spende per dimostrare che gli ospedali pubblici con i soldi della sanità privata funzionerebbero allo stesso modo garantendo più controllo e maggior rispetto della Costituzione. Il Movimento 5 Stelle potrebbe scegliere di staccare il proprio cordone ombelicale dal capo partito di turno e di costruirsi una credibilità locale che non dipenda dai testimonial nazionali. Gli altri partiti potrebbero praticare le proprie priorità, così non avrebbero bisogno di spiegarcele solo nelle settimane antecedenti alle elezioni. Fra 5 anni potrebbero dare l’affidabile sensazione di essere pronti, tanto per citare lo slogan di Giorgia Meloni.<br /><br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>418</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lombardia: oltre alla batosta non si vede la via d'uscita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lombardia-oltre-alla-batosta-non-si-vede-la-via-d-uscita--52722651</link><description><![CDATA[La domanda principale a cui rispondere è una: cosa deve accadere più di una pandemia gestita in modo dissennato per spingere i lombardi a uscire di casa a votare una rivoluzione della propria regione? A rigor di logica basterebbe essere meno peggio di quegli altri. O forse, semplicemente, si viene visti come “uguali”. E questo dovrebbe essere il primo punto do ogni analisi di ogni sconfitta. Anche perché, visti i risultati, ora i dirigenti, tutti, dovrebbero andare a casa. Non lo farà quasi nessuno. Solo il segretario regionale di Azione Niccolò Carretta l’ha fatto: “una delle cause di disaffezione verso la politica è che nessuno si assume mai le responsabilità”, ha scritto. Difficile dargli torto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52722651</guid><pubDate>Wed, 15 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52722651/imported_a62eb425_f1c1_4cc5_99ff_0a55c82ec7d8.mp3" length="4830354" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La domanda principale a cui rispondere è una: cosa deve accadere più di una pandemia gestita in modo dissennato per spingere i lombardi a uscire di casa a votare una rivoluzione della propria regione? A rigor di logica basterebbe essere meno peggio di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La domanda principale a cui rispondere è una: cosa deve accadere più di una pandemia gestita in modo dissennato per spingere i lombardi a uscire di casa a votare una rivoluzione della propria regione? A rigor di logica basterebbe essere meno peggio di quegli altri. O forse, semplicemente, si viene visti come “uguali”. E questo dovrebbe essere il primo punto do ogni analisi di ogni sconfitta. Anche perché, visti i risultati, ora i dirigenti, tutti, dovrebbero andare a casa. Non lo farà quasi nessuno. Solo il segretario regionale di Azione Niccolò Carretta l’ha fatto: “una delle cause di disaffezione verso la politica è che nessuno si assume mai le responsabilità”, ha scritto. Difficile dargli torto.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>302</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Cambiare la narrazione del paese": sembra Putin invece è il governo Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cambiare-la-narrazione-del-paese-sembra-putin-invece-e-il-governo-meloni--52708437</link><description><![CDATA[Va così. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52708437</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52708437/imported_c7719c2d_f79b_49bb_8be6_fcd40b2c02a8.mp3" length="4805276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Va così. 


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Va così. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>301</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Viste le reazioni verrebbe da dire: bravo Fedez</title><link>https://www.spreaker.com/episode/viste-le-reazioni-verrebbe-da-dire-bravo-fedez--52682308</link><description><![CDATA[Per capire quanto deboli e irrilevanti siano la politica e stampa dei giorni nostri bastava, ieri, godersi il tilt sull’esibizione di Fedez al Festival di Sanremo<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52682308</guid><pubDate>Fri, 10 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52682308/imported_c7719c2d_f79b_49bb_8be6_fcd40b2c02a8.mp3" length="4805276" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per capire quanto deboli e irrilevanti siano la politica e stampa dei giorni nostri bastava, ieri, godersi il tilt sull’esibizione di Fedez al Festival di Sanremo


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per capire quanto deboli e irrilevanti siano la politica e stampa dei giorni nostri bastava, ieri, godersi il tilt sull’esibizione di Fedez al Festival di Sanremo<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>301</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il testimone di giustizia senza pile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-testimone-di-giustizia-senza-pile--52672313</link><description><![CDATA[Le mafie aumentano il proprio potere e la propria forza grazie alla perseveranza e grazie all’altruismo tra i suoi affiliati. Lo Stato troppo spesso pratica un’antimafia poco organizzata dove chi si espone si ritrova solo. E allora un giorno forse si capirà che la lotta alle mafie non ha bisogno solo di arresti spettacolari ma necessita di cura quotidiana soprattutto nei confronti di chi da cittadino accetta di esporsi per spirito di legalità e giustizia. Cambiare una lampadina non procura grandi titoli sui giornali ma è antimafia quotidiana.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52672313</guid><pubDate>Thu, 09 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52672313/imported_ba9e7a09_d7dc_4b1a_bcd4_c8831df1f7d8.mp3" length="4464222" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Le mafie aumentano il proprio potere e la propria forza grazie alla perseveranza e grazie all’altruismo tra i suoi affiliati. Lo Stato troppo spesso pratica un’antimafia poco organizzata dove chi si espone si ritrova solo. E allora un giorno forse si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le mafie aumentano il proprio potere e la propria forza grazie alla perseveranza e grazie all’altruismo tra i suoi affiliati. Lo Stato troppo spesso pratica un’antimafia poco organizzata dove chi si espone si ritrova solo. E allora un giorno forse si capirà che la lotta alle mafie non ha bisogno solo di arresti spettacolari ma necessita di cura quotidiana soprattutto nei confronti di chi da cittadino accetta di esporsi per spirito di legalità e giustizia. Cambiare una lampadina non procura grandi titoli sui giornali ma è antimafia quotidiana.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>280</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fazzolari, le armi a scuola e la sua vergogna per le sue passioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fazzolari-le-armi-a-scuola-e-la-sua-vergogna-per-le-sue-passioni--52659463</link><description><![CDATA[È una metafora di questi tempi: questi sono arrivati al governo solleticando intestini di cui pubblicamente si vergognano. Così il paradosso si conclude con una querela per un amore esibito da sempre.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52659463</guid><pubDate>Wed, 08 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52659463/imported_6b1895f7_316b_40ec_8940_92b1578eda8e.mp3" length="3861524" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È una metafora di questi tempi: questi sono arrivati al governo solleticando intestini di cui pubblicamente si vergognano. Così il paradosso si conclude con una querela per un amore esibito da sempre.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È una metafora di questi tempi: questi sono arrivati al governo solleticando intestini di cui pubblicamente si vergognano. Così il paradosso si conclude con una querela per un amore esibito da sempre.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il pallone-spia cinese e quella voglia matta di far precipitare le cose</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pallone-spia-cinese-e-quella-voglia-matta-di-far-precipitare-le-cose--52655476</link><description><![CDATA[Gli USA accusano, la Cina smentisce. La situazione appare molto più complessa di come la raccontano certi nostri testosteronici giornalisti. Di sicuro più del pallone spia (di cui gli USA stanno raccogliendo i cocci) i danni veri sono quelli di chi non vede l’ora che la situazione, oltre al pallone, possa precipitare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52655476</guid><pubDate>Tue, 07 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52655476/imported_372daf08_16e1_4ced_8229_a5969e452597.mp3" length="4564532" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli USA accusano, la Cina smentisce. La situazione appare molto più complessa di come la raccontano certi nostri testosteronici giornalisti. Di sicuro più del pallone spia (di cui gli USA stanno raccogliendo i cocci) i danni veri sono quelli di chi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli USA accusano, la Cina smentisce. La situazione appare molto più complessa di come la raccontano certi nostri testosteronici giornalisti. Di sicuro più del pallone spia (di cui gli USA stanno raccogliendo i cocci) i danni veri sono quelli di chi non vede l’ora che la situazione, oltre al pallone, possa precipitare.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>286</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito di polo della serietà: Calenda, il piccato incompetente</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-di-polo-della-serieta-calenda-il-piccato-incompetente--52645427</link><description><![CDATA[È una storia piccola, di pochi minuti, assolutamente irrilevante, accaduta su Twitter ma rivela la natura di Calenda e del sedicente Terzo polo. Sta tutto qui. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52645427</guid><pubDate>Mon, 06 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52645427/imported_c313d28b_8793_499a_8e0c_96527451b54a.mp3" length="4169978" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È una storia piccola, di pochi minuti, assolutamente irrilevante, accaduta su Twitter ma rivela la natura di Calenda e del sedicente Terzo polo. Sta tutto qui. 


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È una storia piccola, di pochi minuti, assolutamente irrilevante, accaduta su Twitter ma rivela la natura di Calenda e del sedicente Terzo polo. Sta tutto qui. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>261</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se riuscissimo a tornare alla realtà sulle migrazioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-riuscissimo-a-tornare-alla-realta-sulle-migrazioni--52615727</link><description><![CDATA[Il primo punto che ogni volta tocca ribadire è che la gente si sposta, da sempre, e si sposterà per sempre. Nel 2021 il numero di migranti internazionali è stimato intorno ai 281 milioni di persone. Parliamo del 3,6% della popolazione mondiale. Due terzi di loro si spostano per motivi di lavoro. 100 milioni di loro sono migranti forzati, persone che non “scelgono” di partire ma che “devono” partire per occuparsi della propria sopravvivenza. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52615727</guid><pubDate>Fri, 03 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52615727/imported_59c5e41c_270c_4415_aab5_730ed2af0e40.mp3" length="4967862" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il primo punto che ogni volta tocca ribadire è che la gente si sposta, da sempre, e si sposterà per sempre. Nel 2021 il numero di migranti internazionali è stimato intorno ai 281 milioni di persone. Parliamo del 3,6% della popolazione mondiale. Due...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il primo punto che ogni volta tocca ribadire è che la gente si sposta, da sempre, e si sposterà per sempre. Nel 2021 il numero di migranti internazionali è stimato intorno ai 281 milioni di persone. Parliamo del 3,6% della popolazione mondiale. Due terzi di loro si spostano per motivi di lavoro. 100 milioni di loro sono migranti forzati, persone che non “scelgono” di partire ma che “devono” partire per occuparsi della propria sopravvivenza. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>311</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dopo "l'eccesso di soccorso" ora Piantedosi vara "la logistica della crudeltà"</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dopo-l-eccesso-di-soccorso-ora-piantedosi-vara-la-logistica-della-crudelta--52606417</link><description><![CDATA[La vergogna di Piantedosi e di tutta la ciurma del governo Meloni - qui sulla terra ferma - è lunga almeno i settecentosettanta chilometri in pullman che si devono sorbire i minori non accompagnati (senza nessuno, senza parenti né genitori) dopo quattro inutili giorni di viaggio inflitto per arrivare al porto a La Spezia. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52606417</guid><pubDate>Thu, 02 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52606417/imported_bb769d80_0fa1_492f_8e76_b032007d16d5.mp3" length="4225567" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La vergogna di Piantedosi e di tutta la ciurma del governo Meloni - qui sulla terra ferma - è lunga almeno i settecentosettanta chilometri in pullman che si devono sorbire i minori non accompagnati (senza nessuno, senza parenti né genitori) dopo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La vergogna di Piantedosi e di tutta la ciurma del governo Meloni - qui sulla terra ferma - è lunga almeno i settecentosettanta chilometri in pullman che si devono sorbire i minori non accompagnati (senza nessuno, senza parenti né genitori) dopo quattro inutili giorni di viaggio inflitto per arrivare al porto a La Spezia. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>265</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quando il calcio si interrogherà sulla sua cultura dello stupro?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quando-il-calcio-si-interroghera-sulla-sua-cultura-dello-stupro--52594734</link><description><![CDATA[Dal 1986 l’NBA, la lega del basket USA, ha ideato un programma noto come Rookie transition Program, una sorta di corso obbligatorio per ogni giocatore matricola del campionato di basket americano finalizzato a mettere gli atleti in condizione di gestire la nuova esperienza sportiva dentro e fuori dal campo. Lo scopo è quello di educare a una gestione consapevole del denaro e della fama. Come scrive in un articolo per Valigia Blu Valerio Moggia “dovrebbe essere necessario iniziare a chiedersi se non sia il caso di insegnare ai giovani giocatori, oltre a palleggiare e a fare i movimenti giusti per evitare un fuorigioco, anche cosa significhi consenso e quali siano i confini oltre i quali si verificano molestie o stupri. Se la nostra cultura spinge i ragazzi che giocano a pallone a sentirsi legittimati a comportamenti sbagliati, allora il calcio deve assumersene la responsabilità e lavorare per invertire la rotta”. Se non ora, quando?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52594734</guid><pubDate>Wed, 01 Feb 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52594734/imported_3384b94f_7953_4ca0_a790_552a71964047.mp3" length="4013662" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 1986 l’NBA, la lega del basket USA, ha ideato un programma noto come Rookie transition Program, una sorta di corso obbligatorio per ogni giocatore matricola del campionato di basket americano finalizzato a mettere gli atleti in condizione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal 1986 l’NBA, la lega del basket USA, ha ideato un programma noto come Rookie transition Program, una sorta di corso obbligatorio per ogni giocatore matricola del campionato di basket americano finalizzato a mettere gli atleti in condizione di gestire la nuova esperienza sportiva dentro e fuori dal campo. Lo scopo è quello di educare a una gestione consapevole del denaro e della fama. Come scrive in un articolo per Valigia Blu Valerio Moggia “dovrebbe essere necessario iniziare a chiedersi se non sia il caso di insegnare ai giovani giocatori, oltre a palleggiare e a fare i movimenti giusti per evitare un fuorigioco, anche cosa significhi consenso e quali siano i confini oltre i quali si verificano molestie o stupri. Se la nostra cultura spinge i ragazzi che giocano a pallone a sentirsi legittimati a comportamenti sbagliati, allora il calcio deve assumersene la responsabilità e lavorare per invertire la rotta”. Se non ora, quando?<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>251</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il PD, Giarrusso e il talento di incagliarsi dove non serve</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-pd-giarrusso-e-il-talento-di-incagliarsi-dove-non-serve--52582928</link><description><![CDATA[Allora sorge un sospetto più che lecito. Non sarà che “sparare” addosso a Giarrusso sia infinitamente più facile che prendersela con i demolitori veri del Partito Democratico (interni e esterni) che sulla loro ostilità costruiscono ogni giorno la propria carriera politica? Non lo sentite questo odore di bersaglio facile in cui il Giarrusso di turno è semplicemente l’utile idiota per dire qualcosa che altri devono intendere? Il candidato alla Regione Lombardia Majorino l’aveva detto, intervistato qualche giorno fa, proprio su Giarrusso: «spero che il PD non si tormenti sul caso». Non l’hanno ascoltato. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52582928</guid><pubDate>Tue, 31 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52582928/imported_0a537c80_8a63_4a47_8eca_623824496744.mp3" length="4491807" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Allora sorge un sospetto più che lecito. Non sarà che “sparare” addosso a Giarrusso sia infinitamente più facile che prendersela con i demolitori veri del Partito Democratico (interni e esterni) che sulla loro ostilità costruiscono ogni giorno la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Allora sorge un sospetto più che lecito. Non sarà che “sparare” addosso a Giarrusso sia infinitamente più facile che prendersela con i demolitori veri del Partito Democratico (interni e esterni) che sulla loro ostilità costruiscono ogni giorno la propria carriera politica? Non lo sentite questo odore di bersaglio facile in cui il Giarrusso di turno è semplicemente l’utile idiota per dire qualcosa che altri devono intendere? Il candidato alla Regione Lombardia Majorino l’aveva detto, intervistato qualche giorno fa, proprio su Giarrusso: «spero che il PD non si tormenti sul caso». Non l’hanno ascoltato. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>281</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>«Escono dalle fottute pareti», come in Aliens. Sono che qui gli alieni governano.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/escono-dalle-fottute-pareti-come-in-aliens-sono-che-qui-gli-alieni-governano--52576775</link><description><![CDATA[Due episodi per capire da che parte tiri il vento.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52576775</guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52576775/imported_94c0d4a0_20b7_419c_8be4_db7f6cd2c40e.mp3" length="3163115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Due episodi per capire da che parte tiri il vento.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Due episodi per capire da che parte tiri il vento.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>198</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La salute mentale dei giovani. Cosa c'è di più politico del futuro?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-salute-mentale-dei-giovani-cosa-c-e-di-piu-politico-del-futuro--52550114</link><description><![CDATA[Nel mondo  un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato. L'ansia e la depressione rappresentano il 40 per cento dei disturbi mentali diagnosticati. In alcuni casi il disagio è tale da lasciare i giovani con la sensazione di non avere alternative: il suicidio è, nel mondo, una fra le prime cinque cause di morte fra i 15 e i 19 anni ma in Europa occidentale diventa la seconda, con 4 casi su 100mila, dopo gli incidenti stradali.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52550114</guid><pubDate>Fri, 27 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52550114/imported_c16c2aec_838a_46e1_94cc_83107f940b21.mp3" length="5325635" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Nel mondo  un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato. L'ansia e la depressione rappresentano il 40 per cento dei disturbi mentali diagnosticati. In alcuni casi il disagio è tale da lasciare i giovani...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel mondo  un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato. L'ansia e la depressione rappresentano il 40 per cento dei disturbi mentali diagnosticati. In alcuni casi il disagio è tale da lasciare i giovani con la sensazione di non avere alternative: il suicidio è, nel mondo, una fra le prime cinque cause di morte fra i 15 e i 19 anni ma in Europa occidentale diventa la seconda, con 4 casi su 100mila, dopo gli incidenti stradali.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>333</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La domanda è semplice: chi esulterebbe per l'ammorbidimento delle intercettazioni?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-domanda-e-semplice-chi-esulterebbe-per-l-ammorbidimento-delle-intercettazioni--52541203</link><description><![CDATA[Ogni giorno la stessa storia, sperando che la goccia scavi la pietra. Dichiarazioni fotocopia che si ripetono di giorno in giorno, ripetendo balle che non hanno nessuna connessione con la realtà. A chi giova tutto questo? Difficile dirlo con certezza. Di sicuro meno intercettazioni fanno felici coloro che non vogliono essere ascoltati e di sicuro non vogliono essere ascoltati coloro che hanno qualcosa da nascondere. Sembra una banalità ma di questi tempi la banalità è del bene, mica del male.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52541203</guid><pubDate>Thu, 26 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52541203/imported_7dddbe61_81a8_4131_bd0f_52e2bfdc102f.mp3" length="4743836" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni giorno la stessa storia, sperando che la goccia scavi la pietra. Dichiarazioni fotocopia che si ripetono di giorno in giorno, ripetendo balle che non hanno nessuna connessione con la realtà. A chi giova tutto questo? Difficile dirlo con certezza....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni giorno la stessa storia, sperando che la goccia scavi la pietra. Dichiarazioni fotocopia che si ripetono di giorno in giorno, ripetendo balle che non hanno nessuna connessione con la realtà. A chi giova tutto questo? Difficile dirlo con certezza. Di sicuro meno intercettazioni fanno felici coloro che non vogliono essere ascoltati e di sicuro non vogliono essere ascoltati coloro che hanno qualcosa da nascondere. Sembra una banalità ma di questi tempi la banalità è del bene, mica del male.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>297</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Meloni nel fango delle intercettazioni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/meloni-nel-fango-delle-intercettazioni--52529145</link><description><![CDATA[Audito in commissione Giustizia in Senato il Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione ieri ha spiegato che la legge vigente coniuga privacy e informazione, basterebbe attuarla. Il dibattito in corso, quindi, è una resa dei conti su tutt’altro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52529145</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52529145/imported_14560bdb_e583_49b0_8bca_ab3f89e8994f.mp3" length="4419918" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Audito in commissione Giustizia in Senato il Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione ieri ha spiegato che la legge vigente coniuga privacy e informazione, basterebbe attuarla. Il dibattito in corso, quindi, è una resa dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Audito in commissione Giustizia in Senato il Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione ieri ha spiegato che la legge vigente coniuga privacy e informazione, basterebbe attuarla. Il dibattito in corso, quindi, è una resa dei conti su tutt’altro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>277</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Che ci è andato a fare Tajani in Egitto? Una curiosa coincidenza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/che-ci-e-andato-a-fare-tajani-in-egitto-una-curiosa-coincidenza--52519490</link><description><![CDATA[Tajani è andato in Egitto per le questioni energetiche? Difficile da credere se è vero che il piano energetico è già definito da tempo. È andato davvero, come ha ripetuto ieri per tutta la giornata, per “stabilizzare la Libia”? Bah. Una cosa è certa. Con un tempismo perfetto ieri il Gruppo San Donato (uno dei più importanti gruppi di sanità privata, con l’ex ministro Angelino Alfano alla presidenza) ieri ha annunciato ha firmato con il il ministero della Salute e della Popolazione egiziano e con Gksd Investment Holding un importante (e fruttuoso) memorandum per la gestione di ospedali in Egitto, il primo dei quali sarà lo Sheikh Zayed, uno dei principali istituti sanitari a Il Cairo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52519490</guid><pubDate>Tue, 24 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52519490/imported_7d835206_6fcf_4aa1_b674_ab19cd872bad.mp3" length="3608659" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Tajani è andato in Egitto per le questioni energetiche? Difficile da credere se è vero che il piano energetico è già definito da tempo. È andato davvero, come ha ripetuto ieri per tutta la giornata, per “stabilizzare la Libia”? Bah. Una cosa è certa....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tajani è andato in Egitto per le questioni energetiche? Difficile da credere se è vero che il piano energetico è già definito da tempo. È andato davvero, come ha ripetuto ieri per tutta la giornata, per “stabilizzare la Libia”? Bah. Una cosa è certa. Con un tempismo perfetto ieri il Gruppo San Donato (uno dei più importanti gruppi di sanità privata, con l’ex ministro Angelino Alfano alla presidenza) ieri ha annunciato ha firmato con il il ministero della Salute e della Popolazione egiziano e con Gksd Investment Holding un importante (e fruttuoso) memorandum per la gestione di ospedali in Egitto, il primo dei quali sarà lo Sheikh Zayed, uno dei principali istituti sanitari a Il Cairo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>226</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caro Tajani, almeno il rispetto per Giulio Regeni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caro-tajani-almeno-il-rispetto-per-giulio-regeni--52511935</link><description><![CDATA[Dopo 7 anni dalla morte di un ragazzo che è morto ancora decine di volte dopo la sua uccisione bisognerebbe avere almeno la decenza di trattare la sua storia con cura. Quel ragazzo è Giulio Regeni, studente ammazzato dalle forze di polizia egiziane e sotterrato dagli interessi economici tra Italia e Egitto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52511935</guid><pubDate>Mon, 23 Jan 2023 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52511935/imported_7d689949_0fad_494c_aa2e_367ab61d4a64.mp3" length="4052950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo 7 anni dalla morte di un ragazzo che è morto ancora decine di volte dopo la sua uccisione bisognerebbe avere almeno la decenza di trattare la sua storia con cura. Quel ragazzo è Giulio Regeni, studente ammazzato dalle forze di polizia egiziane e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo 7 anni dalla morte di un ragazzo che è morto ancora decine di volte dopo la sua uccisione bisognerebbe avere almeno la decenza di trattare la sua storia con cura. Quel ragazzo è Giulio Regeni, studente ammazzato dalle forze di polizia egiziane e sotterrato dagli interessi economici tra Italia e Egitto.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>254</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché ridere di mafia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-ridere-di-mafia--52484082</link><description><![CDATA[Mark Twain scriveva che non dobbiamo avere paura di ciò che non conosciamo ma dobbiamo temere ciò che crediamo vero e invece non lo è. Mentre ci innamoravamo dei boss mafiosi le inchieste di questi anni hanno raccontato politici, imprenditori e professionisti al servizio della criminalità organizzata. Mentre guardavamo le fiction sui “cattivi” i presunti buoni hanno nascosto i soldi trasformandoli in case che costruite che non hanno bisogno di essere vendute, ipermercati che non hanno abbastanza clienti. Un riciclaggio che cambia la forma delle nostre città.<br /> Allora ridere diventa un’arma bianca per dire l’indicibile e per rivendicare un antiracket culturale. Come ci ha insegnato un altro meraviglioso giullare antimafioso: Peppino Impastato. Ci vediamo in teatro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52484082</guid><pubDate>Fri, 20 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52484082/imported_7d689949_0fad_494c_aa2e_367ab61d4a64.mp3" length="4052950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mark Twain scriveva che non dobbiamo avere paura di ciò che non conosciamo ma dobbiamo temere ciò che crediamo vero e invece non lo è. Mentre ci innamoravamo dei boss mafiosi le inchieste di questi anni hanno raccontato politici, imprenditori e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mark Twain scriveva che non dobbiamo avere paura di ciò che non conosciamo ma dobbiamo temere ciò che crediamo vero e invece non lo è. Mentre ci innamoravamo dei boss mafiosi le inchieste di questi anni hanno raccontato politici, imprenditori e professionisti al servizio della criminalità organizzata. Mentre guardavamo le fiction sui “cattivi” i presunti buoni hanno nascosto i soldi trasformandoli in case che costruite che non hanno bisogno di essere vendute, ipermercati che non hanno abbastanza clienti. Un riciclaggio che cambia la forma delle nostre città.<br /> Allora ridere diventa un’arma bianca per dire l’indicibile e per rivendicare un antiracket culturale. Come ci ha insegnato un altro meraviglioso giullare antimafioso: Peppino Impastato. Ci vediamo in teatro.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>254</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Basta con i profumi di Messina Denaro: alcuni nomi e cognomi ci sono già</title><link>https://www.spreaker.com/episode/basta-con-i-profumi-di-messina-denaro-alcuni-nomi-e-cognomi-ci-sono-gia--52478663</link><description><![CDATA[Vi prego basta, per favore basta con i profumi e i vestiti di Matteo Messina Denaro. Nemmeno i tre giorni che ormai sono passati sono serviti per raddrizzare il tiro e focalizzarsi su ciò che di più conta: alcuni degli amici, anche potenti, di Matteo Messina Denaro li conosciamo già. Sappiamo i loro nomi e i loro cognomi e sarebbe il caso di scriverli, ripeterli, dirceli, almeno per smontare questa assurda narrazione del boss utile per farci un film o un libro ma alieno in questo nostro Paese. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52478663</guid><pubDate>Thu, 19 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52478663/imported_c4e214cd_884e_4001_9961_ab89aa37595f.mp3" length="4055457" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Vi prego basta, per favore basta con i profumi e i vestiti di Matteo Messina Denaro. 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Sappiamo i loro nomi e i loro cognomi e sarebbe il caso di scriverli, ripeterli, dirceli, almeno per smontare questa assurda narrazione del boss utile per farci un film o un libro ma alieno in questo nostro Paese. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>254</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Celebrano la magistratura e intanto provano a fiaccarla</title><link>https://www.spreaker.com/episode/celebrano-la-magistratura-e-intanto-provano-a-fiaccarla--52467634</link><description><![CDATA[Mentre tutti lo celebravano per l’arresto del boss Matteo Messina Denaro il procuratore di Palermo lo dice chiaro e tondo: “le intercettazioni - ha spiegato il magistrato durante la conferenza stampa -  sono state uno dei pilastri dell'inchiesta. Stiamo parlando di uno strumento indispensabile e irrinunciabile per il contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Senza le intercettazioni le indagini non si possono fare oppure non portano a nessun risultato. Questo è un discorso importante che deve essere chiaro una volta per tutte”. Una volta per tutte, dice Maurizio De Lucia perché fa un certo effetto assistere in queste alle celebrazioni delle stesse persone che da anni vorrebbero demolire le indagini antimafia (e non solo quelle) mettendo in discussione uno degli strumenti più proficui e importanti. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52467634</guid><pubDate>Wed, 18 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52467634/imported_cf20df5c_1b44_41d4_b6a9_5e038e3dd6f7.mp3" length="4568711" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre tutti lo celebravano per l’arresto del boss Matteo Messina Denaro il procuratore di Palermo lo dice chiaro e tondo: “le intercettazioni - ha spiegato il magistrato durante la conferenza stampa -  sono state uno dei pilastri dell'inchiesta....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre tutti lo celebravano per l’arresto del boss Matteo Messina Denaro il procuratore di Palermo lo dice chiaro e tondo: “le intercettazioni - ha spiegato il magistrato durante la conferenza stampa -  sono state uno dei pilastri dell'inchiesta. Stiamo parlando di uno strumento indispensabile e irrinunciabile per il contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Senza le intercettazioni le indagini non si possono fare oppure non portano a nessun risultato. Questo è un discorso importante che deve essere chiaro una volta per tutte”. Una volta per tutte, dice Maurizio De Lucia perché fa un certo effetto assistere in queste alle celebrazioni delle stesse persone che da anni vorrebbero demolire le indagini antimafia (e non solo quelle) mettendo in discussione uno degli strumenti più proficui e importanti. <br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>286</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'arresto di Messina Denaro non è una fine, è un inizio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-arresto-di-messina-denaro-non-e-una-fine-e-un-inizio--52454627</link><description><![CDATA[Ci vuole memoria, oggi più che mai. Sui giornali e tra i commentatori, presunti esperti, ci si sgola per sottolineare l’applauso dei pazienti nella clinica palermitana al momento dell’arresto. Le scene di gioia le abbiamo viste in occasione degli arresti di Bernardo Provenzano e Giovanni Brusca. Perfino Falcone una volta disse a Borsellino «la gente comincia a fare il tifo per noi». Poi sappiamo com’è finita. Sarò anche per questo che il fondatore di Liberi don Luigi Ciotti avverte: "Ciò che però un po’ preoccupa è rivedere le stesse scene e reazioni di trent’anni fa: il clima di generale esultanza, l’unanime plauso dei politici, le congratulazioni e le dichiarazioni che parlano di “grande giorno”, di “vittoria della legalità” e via dicendo. Non vorrei si ripetessero pure gli errori commessi in seguito alla cattura di Riina, e di Provenzano. Le mafie non sono riducibili ai loro “capi”, non lo sono mai state e oggi lo sono ancora di meno, essendosi sviluppate in organizzazioni reticolari in grado di sopperire alla singola mancanza attraverso la forza del sistema”.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52454627</guid><pubDate>Tue, 17 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52454627/imported_eb219f28_8b53_42a2_aac5_29e82b6dc465.mp3" length="5868564" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci vuole memoria, oggi più che mai. 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Sarò anche per questo che il fondatore di Liberi don Luigi Ciotti avverte: "Ciò che però un po’ preoccupa è rivedere le stesse scene e reazioni di trent’anni fa: il clima di generale esultanza, l’unanime plauso dei politici, le congratulazioni e le dichiarazioni che parlano di “grande giorno”, di “vittoria della legalità” e via dicendo. Non vorrei si ripetessero pure gli errori commessi in seguito alla cattura di Riina, e di Provenzano. Le mafie non sono riducibili ai loro “capi”, non lo sono mai state e oggi lo sono ancora di meno, essendosi sviluppate in organizzazioni reticolari in grado di sopperire alla singola mancanza attraverso la forza del sistema”.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>367</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non sono le pistole a uccidere le donne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-sono-le-pistole-a-uccidere-le-donne--52445536</link><description><![CDATA[Da tempo in molti chiedono l’introduzione di controlli psichiatrici e test tossicologici annuali sui legali detentori. Si discute di rilasciare le licenze solo a chi ne ha effettiva necessità o pratica realmente discipline sportive. Perché assistiamo inermi a una liberalizzazione nei fatti di cui non si è mai discusso?<br /> Le pistole non uccidono. A uccidere sono le persone che le impugnano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52445536</guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52445536/imported_ce0da22e_95f0_4752_b313_74777559cbc9.mp3" length="3107944" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Da tempo in molti chiedono l’introduzione di controlli psichiatrici e test tossicologici annuali sui legali detentori. Si discute di rilasciare le licenze solo a chi ne ha effettiva necessità o pratica realmente discipline sportive. 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A uccidere sono le persone che le impugnano.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>195</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E mo’, Giorgia?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-mo-giorgia--52421631</link><description><![CDATA[«E mo’?». La presidente Giorgia Meloni la possiamo immaginare così, con i gomiti appoggiati sulla scrivania a Palazzo Chigi e la testa tra le mani mentre scorre le agenzie di stampa che si moltiplicano nel suo primo vero giorno di governo dove non funziona più nessun ammennicolo narrativo che ha usato fin qui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52421631</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52421631/imported_69074850_3629_4641_80de_bcccf64ec457.mp3" length="5854354" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«E mo’?». La presidente Giorgia Meloni la possiamo immaginare così, con i gomiti appoggiati sulla scrivania a Palazzo Chigi e la testa tra le mani mentre scorre le agenzie di stampa che si moltiplicano nel suo primo vero giorno di governo dove non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[«E mo’?». La presidente Giorgia Meloni la possiamo immaginare così, con i gomiti appoggiati sulla scrivania a Palazzo Chigi e la testa tra le mani mentre scorre le agenzie di stampa che si moltiplicano nel suo primo vero giorno di governo dove non funziona più nessun ammennicolo narrativo che ha usato fin qui.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>366</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le bugie del ministro dirottatore Piantedosi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-bugie-del-ministro-dirottatore-piantedosi--52414104</link><description><![CDATA[Ospite della trasmissione L’aria che tira su La7 il ministro dell’Interno riesce candidamente a dire che «i primi due mesi di azione di questo governo hanno fatto segnare una flessione della curva di crescita degli sbarchi rispetto all’anno precedente». In studio ovviamente nessuno lo smentisce eppure a Piantedosi basterebbe leggere i dati del suo ministero, gli basterebbe aprire il cassetto del suo ufficio. Per completare la serie di sciocchezze il ministro ha ritirato fuori dal cilindro ancora una volta l’astrusa teoria del pull factor secondo cui dei disperati rischierebbero la vita in mare non per salvarsi la pelle ma perché invitati dalle navi delle Ong. Che le Ong possano avere un “effetto calamita” sulle partenze è una panzana che usa solo la destra italiana.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52414104</guid><pubDate>Thu, 12 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52414104/imported_0b2512e4_c61c_4ad7_aafa_ca7a710fb883.mp3" length="4167471" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ospite della trasmissione L’aria che tira su La7 il ministro dell’Interno riesce candidamente a dire che «i primi due mesi di azione di questo governo hanno fatto segnare una flessione della curva di crescita degli sbarchi rispetto all’anno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ospite della trasmissione L’aria che tira su La7 il ministro dell’Interno riesce candidamente a dire che «i primi due mesi di azione di questo governo hanno fatto segnare una flessione della curva di crescita degli sbarchi rispetto all’anno precedente». In studio ovviamente nessuno lo smentisce eppure a Piantedosi basterebbe leggere i dati del suo ministero, gli basterebbe aprire il cassetto del suo ufficio. Per completare la serie di sciocchezze il ministro ha ritirato fuori dal cilindro ancora una volta l’astrusa teoria del pull factor secondo cui dei disperati rischierebbero la vita in mare non per salvarsi la pelle ma perché invitati dalle navi delle Ong. Che le Ong possano avere un “effetto calamita” sulle partenze è una panzana che usa solo la destra italiana.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>261</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Milano a 30 all'ora è un'accelerazione verso il futuro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/milano-a-30-all-ora-e-un-accelerazione-verso-il-futuro--52403284</link><description><![CDATA[A Milano dal 2024 si viaggerà a 30 chilometri orari in tutta la città. Lo ha stabilito il Consiglio comunale che ha approvato un ordine del giorno della maggioranza che invita il sindaco, Beppe Sala, e la sua giunta a proclamare Milano 'Città 30', istituendo il limite di velocità in ambito urbano a 30 chilometri orari a partire dal 1° gennaio 2024. <br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52403284</guid><pubDate>Wed, 11 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52403284/imported_a927f81d_d848_4307_943f_b34efad1fce8.mp3" length="4215536" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A Milano dal 2024 si viaggerà a 30 chilometri orari in tutta la città. 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Cosa mi ha spiegato lo psicologo Andrea Sales.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-populismi-ci-sono-sempre-stati-cosa-mi-ha-spiegato-lo-psicologo-andrea-sales--52392570</link><description><![CDATA[Coi populismi dobbiamo convincerci. E impegnarsi a ragionare. Andrea Sales mi dice: “È rarissimo trovare una possibilità di scambio: esiste solo lo spazio di conferma o quello di negazione. Anzi: di completa conferma o di completa negazione. Invece dovremmo essere educati allo spazio intermedio: quello di confronto”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52392570</guid><pubDate>Tue, 10 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52392570/imported_2fabe4a8_3916_4322_93da_d2ce4eb5b63a.mp3" length="5211951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Coi populismi dobbiamo convincerci. E impegnarsi a ragionare. Andrea Sales mi dice: “È rarissimo trovare una possibilità di scambio: esiste solo lo spazio di conferma o quello di negazione. 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Invece dovremmo essere educati allo spazio intermedio: quello di confronto”.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>326</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il carico residuale è il dirottatore Piantedosi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-carico-residuale-e-il-dirottatore-piantedosi--52385928</link><description><![CDATA[Livorno, Ravenna, Taranto, Salerno, Bari, Gioia Tauro e Ancona (tutte le città scelte dal ministro dell’inferno per gli sbarchi umanitari nell’ultimo mese) sono governate dal centrosinistra. <br /> Quindi chi è Piantedosi? Un dirottatore, tecnicamente, che usa un sotterfugio codardo per buttare la palla nel campo dell’avversario. Questo governo del resto non governa: si oppone alla sua opposizione dimenticando quale sia il suo mandato. È una questione di natura ed è un’evidente incapacità di fare ciò che dovrebbe fare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52385928</guid><pubDate>Mon, 09 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52385928/imported_73a6cd68_6b60_4082_ad11_2c85c199c6a2.mp3" length="2532414" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Livorno, Ravenna, Taranto, Salerno, Bari, Gioia Tauro e Ancona (tutte le città scelte dal ministro dell’inferno per gli sbarchi umanitari nell’ultimo mese) sono governate dal centrosinistra. 
Quindi chi è Piantedosi? Un dirottatore, tecnicamente, che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Livorno, Ravenna, Taranto, Salerno, Bari, Gioia Tauro e Ancona (tutte le città scelte dal ministro dell’inferno per gli sbarchi umanitari nell’ultimo mese) sono governate dal centrosinistra. <br /> Quindi chi è Piantedosi? Un dirottatore, tecnicamente, che usa un sotterfugio codardo per buttare la palla nel campo dell’avversario. Questo governo del resto non governa: si oppone alla sua opposizione dimenticando quale sia il suo mandato. È una questione di natura ed è un’evidente incapacità di fare ciò che dovrebbe fare.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>159</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quasi 8 italiani su 10 vogliano abbandonare le auto a benzina o diesel</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quasi-8-italiani-su-10-vogliano-abbandonare-le-auto-a-benzina-o-diesel--52361949</link><description><![CDATA[A livello globale la transizione verso la mobilità elettrica procede con decisione, spinta da nuove tecnologie e normative sempre più stringenti e vincolanti sul fronte ambientale. In Italia si registra anche quest’anno una delle percentuali più alte in assoluto per i veicoli alternativi a benzina o diesel (ovvero ibridi o full-electric), che messi insieme salgono dal 69% al 78%, distaccando nettamente altri Paesi avanzati come Germania (49%), Cina (55%) o Corea del Sud (62%). Tuttavia, la diffusione dei veicoli ecologici potrebbe essere sensibilmente rallentata dalle rinnovate preoccupazioni dei consumatori su molteplici aspetti: in primis l’accessibilità economica, l’autonomia delle batterie e le tempistiche di ricarica dei veicoli. Peccato che il nostro PNRR alla mobilità elettrica dedichi meno dell’1% delle risorse contro oltre il 25% circa della Germania ed il 10% della Spagna. Sullo sfondo rimane la decisione storica del Consiglio dell’Unione Europea con cui il 28 giugno scorso ha confermato che a partire dal 2035 non sarà più possibile in Europa immettere sul mercato nuove auto e furgoni a combustione interna. I trasporti rimangono la principale fonte di emissioni climalteranti. L’hanno capito tutti. Chissà quando se ne faranno una ragione anche dalle parti del governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52361949</guid><pubDate>Fri, 06 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52361949/imported_848a2d13_e634_4452_a08c_01c0f542ac7b.mp3" length="3741988" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A livello globale la transizione verso la mobilità elettrica procede con decisione, spinta da nuove tecnologie e normative sempre più stringenti e vincolanti sul fronte ambientale. 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Peccato che il nostro PNRR alla mobilità elettrica dedichi meno dell’1% delle risorse contro oltre il 25% circa della Germania ed il 10% della Spagna. Sullo sfondo rimane la decisione storica del Consiglio dell’Unione Europea con cui il 28 giugno scorso ha confermato che a partire dal 2035 non sarà più possibile in Europa immettere sul mercato nuove auto e furgoni a combustione interna. I trasporti rimangono la principale fonte di emissioni climalteranti. L’hanno capito tutti. Chissà quando se ne faranno una ragione anche dalle parti del governo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>234</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vero imbrattamento per cui strillare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vero-imbrattamento-per-cui-strillare--52352622</link><description><![CDATA[Gli effetti del cambiamento climatico sono tutti qui. L'innalzamento delle temperature aumenta le malattie legate al caldo e può rendere più difficile lavorare e spostarsi. Gli incendi scoppiano più facilmente e si diffondono con maggiore rapidità quando fa più caldo. I cambiamenti delle temperature provocano variazioni nell'andamento delle precipitazioni. Di conseguenza, si verificano tempeste più intense e frequenti che causano inondazioni e frane, distruggendo case e comunità, e che comportano costi del valore di miliardi di dollari. L'acqua sta diventando più scarsa in un maggior numero di regioni. Le siccità possono scatenare tempeste di sabbia e polvere distruttive che sono in grado di spostare miliardi di tonnellate di sabbia da un continente all'altro. I deserti si stanno espandendo, riducendo il suolo destinato alla coltivazione del cibo. Su molte persone ora incombe la minaccia di non avere regolarmente a disposizione acqua a sufficienza.<br /> L’imbrattamento per cui dovrebbe costituirsi parte civile il presidente del Senato Ingazio La Russa, il Parlamento tutto e il governo è questo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52352622</guid><pubDate>Thu, 05 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52352622/imported_20352895_ed2c_4eb5_9b7a_21e523e3070e.mp3" length="3860271" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Gli effetti del cambiamento climatico sono tutti qui. 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Le siccità possono scatenare tempeste di sabbia e polvere distruttive che sono in grado di spostare miliardi di tonnellate di sabbia da un continente all'altro. I deserti si stanno espandendo, riducendo il suolo destinato alla coltivazione del cibo. Su molte persone ora incombe la minaccia di non avere regolarmente a disposizione acqua a sufficienza.<br /> L’imbrattamento per cui dovrebbe costituirsi parte civile il presidente del Senato Ingazio La Russa, il Parlamento tutto e il governo è questo.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sarebbe bello guardarlo negli occhi, Piantedosi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sarebbe-bello-guardarlo-negli-occhi-piantedosi--52343141</link><description><![CDATA[Chissà che occhi avranno Piantedosi e la sua ciurma di politici che lo appoggiano quando per l’ennesima volta le Ong non rispetteranno le sue disposizioni che non valgono nulla e si innescheranno i soliti contenziosi davanti a un giudice che verrà a sua volta accusato di non agire secondo il “buon senso”. Così ancora una volta scriveremo articoli in cui ricorderemo che l’immigrazione è un tema politico che richiederebbe visioni politiche mentre noi continuiamo ad avere a che fare con scarsissimi azzeccagarbugli talmente scarsi da inventarsi pavide regole illegittime. Ancora una volta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52343141</guid><pubDate>Wed, 04 Jan 2023 03:19:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52343141/imported_46223275_3b1f_44e8_b7f2_a62e101cef33.mp3" length="4079281" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Chissà che occhi avranno Piantedosi e la sua ciurma di politici che lo appoggiano quando per l’ennesima volta le Ong non rispetteranno le sue disposizioni che non valgono nulla e si innescheranno i soliti contenziosi davanti a un giudice che verrà a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chissà che occhi avranno Piantedosi e la sua ciurma di politici che lo appoggiano quando per l’ennesima volta le Ong non rispetteranno le sue disposizioni che non valgono nulla e si innescheranno i soliti contenziosi davanti a un giudice che verrà a sua volta accusato di non agire secondo il “buon senso”. Così ancora una volta scriveremo articoli in cui ricorderemo che l’immigrazione è un tema politico che richiederebbe visioni politiche mentre noi continuiamo ad avere a che fare con scarsissimi azzeccagarbugli talmente scarsi da inventarsi pavide regole illegittime. Ancora una volta.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>255</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Non hanno voglia di lavorare!". Sicuri? Il caso Cospalat.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-hanno-voglia-di-lavorare-sicuri-il-caso-cospalat--52335945</link><description><![CDATA[È una storia piccola che dice molto e per questo merita di essere raccontata. Accade a Valvasone Arzene, in provincia di Pordenone, dove sulla vetrina del negozio della Cospalat è apparso un cartello che ripete un mantra che da mesi si ritrova nelle dichiarazioni di certi politici e nelle righe di certi editoriali: “Con grande rammarico ci troviamo obbligati a comunicare che sospendiamo l’attività nello spaccio di Valvasone per mancanza di personale che abbia un minimo di voglia di lavorare”, si legge, affisso all’ingresso. Ecco come stanno le cose.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52335945</guid><pubDate>Tue, 03 Jan 2023 03:50:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52335945/imported_dd737e5d_8c3c_4318_894a_778e2d9b7354.mp3" length="4322115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È una storia piccola che dice molto e per questo merita di essere raccontata. Accade a Valvasone Arzene, in provincia di Pordenone, dove sulla vetrina del negozio della Cospalat è apparso un cartello che ripete un mantra che da mesi si ritrova nelle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È una storia piccola che dice molto e per questo merita di essere raccontata. Accade a Valvasone Arzene, in provincia di Pordenone, dove sulla vetrina del negozio della Cospalat è apparso un cartello che ripete un mantra che da mesi si ritrova nelle dichiarazioni di certi politici e nelle righe di certi editoriali: “Con grande rammarico ci troviamo obbligati a comunicare che sospendiamo l’attività nello spaccio di Valvasone per mancanza di personale che abbia un minimo di voglia di lavorare”, si legge, affisso all’ingresso. Ecco come stanno le cose.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>271</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Arabia Saudita è il prossimo Qatar</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-arabia-saudita-e-il-prossimo-qatar--52328242</link><description><![CDATA[Qui si arriva al bivio: per i mondiali di calcio del 2030 tra i Paesi candidati a ospitare le partite c’è proprio l’Arabia Saudita. Un’Arabia Saudita arretrata come (se non peggio del Qatar) che può imparare dai qatarioti come usare il calcio (e forse la corruzione) per sembrare un partner politico credibile. È quello che proprio Renzi chiamava “nuovo Rinascimento” (ricordate?), sta avvenendo in diretta sotto i nostri occhi. Con la risata complice (e ricca) di Cristiano Ronaldo come testimonial.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52328242</guid><pubDate>Mon, 02 Jan 2023 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52328242/imported_9ec2f101_e665_4925_96a8_032c2a074506.mp3" length="2448822" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Qui si arriva al bivio: per i mondiali di calcio del 2030 tra i Paesi candidati a ospitare le partite c’è proprio l’Arabia Saudita. Un’Arabia Saudita arretrata come (se non peggio del Qatar) che può imparare dai qatarioti come usare il calcio (e forse...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Qui si arriva al bivio: per i mondiali di calcio del 2030 tra i Paesi candidati a ospitare le partite c’è proprio l’Arabia Saudita. Un’Arabia Saudita arretrata come (se non peggio del Qatar) che può imparare dai qatarioti come usare il calcio (e forse la corruzione) per sembrare un partner politico credibile. È quello che proprio Renzi chiamava “nuovo Rinascimento” (ricordate?), sta avvenendo in diretta sotto i nostri occhi. Con la risata complice (e ricca) di Cristiano Ronaldo come testimonial.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>154</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Poi ci stupiamo della libertà di stampa?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/poi-ci-stupiamo-della-liberta-di-stampa--52289787</link><description><![CDATA[[La Sveglia va in vacanza. Ci rivediamo il 2 gennaio]<br /><br /> Un dato è certo: oggi per silenziare un giornalista basta avere i soldi per intentare una causa temeraria. Funziona molto più delle minacce fisiche, fa meno rumore e consente di sfruttare uno spazio legislativo che il mondo del giornalismo, le forze politiche il Parlamento e il Governo sembrano non voler riequilibrare con le opportune contromisure. Non serve più nemmeno la manodopera criminale, sono i colletti bianchi (e i loro avvocati) a poter indebolire la libertà di informazione. In attesa di stupirsi, come accade tutti gli anni, della posizione nelle retrovie dell’Italia nelle classifiche della libertà di stampa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52289787</guid><pubDate>Wed, 28 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52289787/imported_d0f3bde7_5a5b_4d6f_acea_a42eaba6b2cc.mp3" length="4479268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>[La Sveglia va in vacanza. Ci rivediamo il 2 gennaio]

Un dato è certo: oggi per silenziare un giornalista basta avere i soldi per intentare una causa temeraria. Funziona molto più delle minacce fisiche, fa meno rumore e consente di sfruttare uno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[[La Sveglia va in vacanza. Ci rivediamo il 2 gennaio]<br /><br /> Un dato è certo: oggi per silenziare un giornalista basta avere i soldi per intentare una causa temeraria. Funziona molto più delle minacce fisiche, fa meno rumore e consente di sfruttare uno spazio legislativo che il mondo del giornalismo, le forze politiche il Parlamento e il Governo sembrano non voler riequilibrare con le opportune contromisure. Non serve più nemmeno la manodopera criminale, sono i colletti bianchi (e i loro avvocati) a poter indebolire la libertà di informazione. In attesa di stupirsi, come accade tutti gli anni, della posizione nelle retrovie dell’Italia nelle classifiche della libertà di stampa.<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>280</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ma se la Libia non esiste con chi stiamo trattando in Libia?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ma-se-la-libia-non-esiste-con-chi-stiamo-trattando-in-libia--52259201</link><description><![CDATA[La domanda rimane sempre la stessa. Se la Libia come Stato non esiste cos’è la Libia di cui tutti parlano per risolvere il problema - dicono loro - dell’immigrazione? Esattamente a chi stiamo dando i soldi per gestire i centri in cui - lo dice l’ONU e lo dicono le organizzazioni internazionali - vengono illegalmente trattenuti i migranti? Chi sono i referenti del programma dell’Ue Frontex? Se la Libia non esiste significa che non esiste nemmeno la retorica degli ultimi governi. Qualcuno se n’è accorto?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52259201</guid><pubDate>Fri, 23 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52259201/imported_99d53e5a_0ea5_478b_8583_207e70b93720.mp3" length="3642932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La domanda rimane sempre la stessa. Se la Libia come Stato non esiste cos’è la Libia di cui tutti parlano per risolvere il problema - dicono loro - dell’immigrazione? Esattamente a chi stiamo dando i soldi per gestire i centri in cui - lo dice l’ONU e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La domanda rimane sempre la stessa. Se la Libia come Stato non esiste cos’è la Libia di cui tutti parlano per risolvere il problema - dicono loro - dell’immigrazione? Esattamente a chi stiamo dando i soldi per gestire i centri in cui - lo dice l’ONU e lo dicono le organizzazioni internazionali - vengono illegalmente trattenuti i migranti? Chi sono i referenti del programma dell’Ue Frontex? Se la Libia non esiste significa che non esiste nemmeno la retorica degli ultimi governi. Qualcuno se n’è accorto?<br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>228</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché le elezioni regionali nel Lazio sono un rischio per Giorgi Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-le-elezioni-regionali-nel-lazio-sono-un-rischio-per-giorgi-meloni--52248528</link><description><![CDATA[Francesco Rocca, il candidato del centrodestra per il Lazio, non convince nemmeno i partiti che lo sostengono e che lo vorrebbero fare votare ai cittadini. Poche ore dopo l’annuncio ufficiale del centrodestra sulla candidatura dell’ex presidente della Croce Rossa all’interno di Fratelli d’Italia la base e i colonnelli sono in subbuglio.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52248528</guid><pubDate>Thu, 22 Dec 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52248528/imported_1d8b9a6c_59a7_4bff_a02d_6260810aca6e.mp3" length="3499154" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Francesco Rocca, il candidato del centrodestra per il Lazio, non convince nemmeno i partiti che lo sostengono e che lo vorrebbero fare votare ai cittadini. Poche ore dopo l’annuncio ufficiale del centrodestra sulla candidatura dell’ex presidente della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Francesco Rocca, il candidato del centrodestra per il Lazio, non convince nemmeno i partiti che lo sostengono e che lo vorrebbero fare votare ai cittadini. Poche ore dopo l’annuncio ufficiale del centrodestra sulla candidatura dell’ex presidente della Croce Rossa all’interno di Fratelli d’Italia la base e i colonnelli sono in subbuglio.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>219</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perché Salvini non citofona al suo candidato nel Lazio Rocca?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perche-salvini-non-citofona-al-suo-candidato-nel-lazio-rocca--52239013</link><description><![CDATA[Se Matteo Salvini avesse ancora la sua smania di citofonare in favore di telecamere per buttare superficiale propaganda contro la droga potrebbe suonare al suo nuovo candidato nel Lazio, Francesco Rocca. Poiché il garantismo è una cosa seria noi siamo convinti che Rocca abbia avuto il modo e il tempo di riscattarsi. A proposito di errori e di riscatti, di Rocca presidente di Croce Rossa si segnala la scelta di Marcello De Angelis (ex parlamentare di An ed ex esponente di Terza Posizione) come portavoce: è il fondatore del gruppo musicale 270bis, dall'articolo del codice penale relativo alle associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico per cui è stato condannato a 5 anni e mezzo. Braccio destro e segretario particolare di Rocca è stato anche Paolo Pizzonia, un ex terrorista  dei NAR. Se Salvini citofona a Rocca avranno un sacco di cose da raccontarsi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52239013</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52239013/imported_803789f5_9839_40c0_bb6a_0f417cce1395.mp3" length="6263954" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se Matteo Salvini avesse ancora la sua smania di citofonare in favore di telecamere per buttare superficiale propaganda contro la droga potrebbe suonare al suo nuovo candidato nel Lazio, Francesco Rocca. 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Se Salvini citofona a Rocca avranno un sacco di cose da raccontarsi.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>392</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ci mancavano i No SPID</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ci-mancavano-i-no-spid--52226012</link><description><![CDATA[Sono sempre le stesse modalità. Il vero nemico di questo governo è il progresso in tutte le sue forme. Ma questi non sono solo conservatori, sono dei veri e propri regressisti che odiano tutto ciò che è tecnologia, scienza e innovazione. L’obiettivo di smontare tutto il prima possibile, nel modo più rumoroso possibile rientra nell’idea trumpiana di ripristinare una passato mai esistito per tranquillizzare i propri elettori spaventati dal progresso. Il futuro disegnato come pericolo per le proprie posizioni di rendita è la matrice di ogni politica di estrema destra, figuriamoci se Meloni e soci non ci si buttano. Dategli qualcosa da abolire, un macinino del caffè. Almeno stanno tranquilli.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52226012</guid><pubDate>Tue, 20 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52226012/imported_6922644b_7634_458e_997a_4d0827e27fe3.mp3" length="4979147" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono sempre le stesse modalità. Il vero nemico di questo governo è il progresso in tutte le sue forme. Ma questi non sono solo conservatori, sono dei veri e propri regressisti che odiano tutto ciò che è tecnologia, scienza e innovazione. 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Almeno stanno tranquilli.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>312</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Mondiale l'ha vinto, barando, il Qatar</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-mondiale-l-ha-vinto-barando-il-qatar--52220608</link><description><![CDATA[Con il denaro contante il Qatar si è comprato la Fifa che non prova vergogna a inneggiare i diritti nei suoi spot mentre conta i soldi delle autarchie; si è comprato la morbidezza europea oliando discutibili personaggi; si è comprato la ricattabilità di coloro che dovrebbero condannarlo fornendogli le armi. Negli stati hanno giocato a calcio ma in campo internazionale hanno vinto - schifosamente - loro.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52220608</guid><pubDate>Mon, 19 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52220608/imported_3610364c_87e8_47fb_a49e_a8e42c9fbb8c.mp3" length="3899141" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Con il denaro contante il Qatar si è comprato la Fifa che non prova vergogna a inneggiare i diritti nei suoi spot mentre conta i soldi delle autarchie; si è comprato la morbidezza europea oliando discutibili personaggi; si è comprato la ricattabilità...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con il denaro contante il Qatar si è comprato la Fifa che non prova vergogna a inneggiare i diritti nei suoi spot mentre conta i soldi delle autarchie; si è comprato la morbidezza europea oliando discutibili personaggi; si è comprato la ricattabilità di coloro che dovrebbero condannarlo fornendogli le armi. Negli stati hanno giocato a calcio ma in campo internazionale hanno vinto - schifosamente - loro.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>244</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caro Matteo, lascia perdere il Qatargate</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caro-matteo-lascia-perdere-il-qatargate--52196907</link><description><![CDATA[L’ha scritto perfino il giornalista de Il Foglio Luciano Capone, non certo una penna avversa a Matteo Renzi e al cosiddetto Terzo polo: “Vedo molti vicini al Terzo polo scatenarsi sulla vicenda del Qatar, che coinvolge la sinistra. - ha scritto Capone - Al netto dell’aspetto giudiziario, se c’è reato o meno si vedrà, dal punto di vista politico non sarebbe molto diversa da Renzi con l’Arabia Saudita: soldi a fronte di una buona parola”. Sul gigantesco scandalo che coinvolge l’Europarlamento e che vede importanti esponenti del centrosinistra italiano coinvolti (come l’ex eurodeputato Panzeri) si stanno scatenando tutti.  Ci vuole credibilità per affrontare certi argomenti. Caro Matteo, lascia perdere.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52196907</guid><pubDate>Fri, 16 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52196907/imported_959990ba_606e_4a87_af6f_ee1dbf70ecab.mp3" length="5390419" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’ha scritto perfino il giornalista de Il Foglio Luciano Capone, non certo una penna avversa a Matteo Renzi e al cosiddetto Terzo polo: “Vedo molti vicini al Terzo polo scatenarsi sulla vicenda del Qatar, che coinvolge la sinistra. - ha scritto Capone...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’ha scritto perfino il giornalista de Il Foglio Luciano Capone, non certo una penna avversa a Matteo Renzi e al cosiddetto Terzo polo: “Vedo molti vicini al Terzo polo scatenarsi sulla vicenda del Qatar, che coinvolge la sinistra. - ha scritto Capone - Al netto dell’aspetto giudiziario, se c’è reato o meno si vedrà, dal punto di vista politico non sarebbe molto diversa da Renzi con l’Arabia Saudita: soldi a fronte di una buona parola”. Sul gigantesco scandalo che coinvolge l’Europarlamento e che vede importanti esponenti del centrosinistra italiano coinvolti (come l’ex eurodeputato Panzeri) si stanno scatenando tutti.  Ci vuole credibilità per affrontare certi argomenti. Caro Matteo, lascia perdere.<br /><br /><br /> #LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>337</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il "tetto di cristallo" di Giorgia sono i suoi alleati</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tetto-di-cristallo-di-giorgia-sono-i-suoi-alleati--52186528</link><description><![CDATA[Berlusconi promette t**ie come premio ai suoi calciatori. Dalla bambola gonfiabile portata sul palco da Matteo Salvini a quest’ultima (tra tante) uscita di Berlusconi si capisce subito cosa siano le donne per la maggioranza che sostiene questo governo. Il tetto di cristallo, per Giorgia Meloni, sono proprio i suoi alleati. E quelli no, non li ha sfondati, nemmeno educati.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52186528</guid><pubDate>Thu, 15 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52186528/imported_8206df19_b2d8_493a_bc8a_0736c4365428.mp3" length="3933413" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Berlusconi promette t**ie come premio ai suoi calciatori. Dalla bambola gonfiabile portata sul palco da Matteo Salvini a quest’ultima (tra tante) uscita di Berlusconi si capisce subito cosa siano le donne per la maggioranza che sostiene questo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Berlusconi promette t**ie come premio ai suoi calciatori. Dalla bambola gonfiabile portata sul palco da Matteo Salvini a quest’ultima (tra tante) uscita di Berlusconi si capisce subito cosa siano le donne per la maggioranza che sostiene questo governo. Il tetto di cristallo, per Giorgia Meloni, sono proprio i suoi alleati. E quelli no, non li ha sfondati, nemmeno educati.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>246</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quel brutto segnale dell'antimafia relegata nella cronaca nera</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quel-brutto-segnale-dell-antimafia-relegata-nella-cronaca-nera--52175875</link><description><![CDATA[Ieri in un’inutile conferenza stampa dopo l’ennesima maxi operazione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che “tutelare l’economia contro le infiltrazioni criminali è una premessa indispensabile per la crescita dei territori vessati dalla criminalità mafiosa ed a cui dobbiamo garantire sicurezza e legalità”. Nessuno ha avuto il coraggio di chiedergli come si possa tutelare l’economia legale in un governo che sta concimando l’economia sommersa. Qualche giorno fa il candidato alla Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino ha sottolineato la scomparsa del tema mafioso dalla politica lombarda. La presidente della commissione antimafia lombarda Monica Forte ha detto che non bisogna “trasformare l’antimafia in un tema elettorale”. E invece sarebbe utilissimo, per tutti.<br /><br />#LaSveglia  per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52175875</guid><pubDate>Wed, 14 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52175875/imported_5ce0685a_ccee_4121_93d9_6dd2cf61c716.mp3" length="4481776" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri in un’inutile conferenza stampa dopo l’ennesima maxi operazione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che “tutelare l’economia contro le infiltrazioni criminali è una premessa indispensabile per la crescita dei territori vessati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri in un’inutile conferenza stampa dopo l’ennesima maxi operazione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che “tutelare l’economia contro le infiltrazioni criminali è una premessa indispensabile per la crescita dei territori vessati dalla criminalità mafiosa ed a cui dobbiamo garantire sicurezza e legalità”. Nessuno ha avuto il coraggio di chiedergli come si possa tutelare l’economia legale in un governo che sta concimando l’economia sommersa. Qualche giorno fa il candidato alla Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino ha sottolineato la scomparsa del tema mafioso dalla politica lombarda. La presidente della commissione antimafia lombarda Monica Forte ha detto che non bisogna “trasformare l’antimafia in un tema elettorale”. E invece sarebbe utilissimo, per tutti.<br /><br />#LaSveglia  per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>281</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli italiani si fidano sempre meno di ciò che leggono</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-italiani-si-fidano-sempre-meno-di-cio-che-leggono--52163196</link><description><![CDATA[Non sono solo le copie che calano il problema dei giornali italiani. Siamo nel mezzo di in una crisi di fiducia che investe tutti i media e che è il miglior terreno per i discorsi d’odio e gli stereotipi. Lo scrive un sondaggio svolto da Demopolis per Oxfam: l 70% degli italiani è allarmato dall’attuale diffusione di discorsi d’odio sui social network. Inoltre: il 68% teme di incorrere in notizie false, 2 italiani su 3 dubitano spesso delle notizie viste o lette in rete.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52163196</guid><pubDate>Tue, 13 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52163196/imported_cbdbe94a_cbe7_4f83_ab2b_9948b04f6b15.mp3" length="4188369" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non sono solo le copie che calano il problema dei giornali italiani. Siamo nel mezzo di in una crisi di fiducia che investe tutti i media e che è il miglior terreno per i discorsi d’odio e gli stereotipi. Lo scrive un sondaggio svolto da Demopolis per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non sono solo le copie che calano il problema dei giornali italiani. Siamo nel mezzo di in una crisi di fiducia che investe tutti i media e che è il miglior terreno per i discorsi d’odio e gli stereotipi. Lo scrive un sondaggio svolto da Demopolis per Oxfam: l 70% degli italiani è allarmato dall’attuale diffusione di discorsi d’odio sui social network. Inoltre: il 68% teme di incorrere in notizie false, 2 italiani su 3 dubitano spesso delle notizie viste o lette in rete.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>262</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I diritti a forma di soldi delle autarchie arabe</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-diritti-a-forma-di-soldi-delle-autarchie-arabe--52154049</link><description><![CDATA[Ci sono due importanti lezioni. La prima è che i Paesi arabi considerano i diritti un orpello da poter comprare serenamente. Basta trovare qualche politico influente che sia disponibile a parlar bene di loro, ricoperto di soldi illegittimi e legittimi (il riferimento non è casuale). La seconda lezione è che questi mondiali fanno talmente schifo, dal punto di vista dei diritti, che chi sostiene il contrario è perlomeno sospetto.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52154049</guid><pubDate>Mon, 12 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52154049/imported_fc291e92_acb5_4452_9dda_f78de9e24f6b.mp3" length="4002795" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ci sono due importanti lezioni. La prima è che i Paesi arabi considerano i diritti un orpello da poter comprare serenamente. Basta trovare qualche politico influente che sia disponibile a parlar bene di loro, ricoperto di soldi illegittimi e legittimi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ci sono due importanti lezioni. La prima è che i Paesi arabi considerano i diritti un orpello da poter comprare serenamente. Basta trovare qualche politico influente che sia disponibile a parlar bene di loro, ricoperto di soldi illegittimi e legittimi (il riferimento non è casuale). La seconda lezione è che questi mondiali fanno talmente schifo, dal punto di vista dei diritti, che chi sostiene il contrario è perlomeno sospetto.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>251</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le piazze le aizzano la povertà e la disperazione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-piazze-le-aizzano-la-poverta-e-la-disperazione--52122471</link><description><![CDATA[E così torniamo alle solite: strumentalizzare un cretino per sferrare un attacco politico è immorale. Ma ancora più immorale è non rendersi conto che le piazze le aizzano la povertà e la disperazione che se ne fregano dei dibattiti sul Pos e i decreti sui rave. Questa pagliacciata degli animi infervorati dagli avversari politici non durerà ancora troppo a lungo. Ai partiti di governo conviene governare e smetterla di fare opposizione alla loro opposizione.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52122471</guid><pubDate>Thu, 08 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52122471/imported_b3092bf6_e965_4da3_81f4_69d364df5701.mp3" length="3860689" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>E così torniamo alle solite: strumentalizzare un cretino per sferrare un attacco politico è immorale. Ma ancora più immorale è non rendersi conto che le piazze le aizzano la povertà e la disperazione che se ne fregano dei dibattiti sul Pos e i decreti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[E così torniamo alle solite: strumentalizzare un cretino per sferrare un attacco politico è immorale. Ma ancora più immorale è non rendersi conto che le piazze le aizzano la povertà e la disperazione che se ne fregano dei dibattiti sul Pos e i decreti sui rave. Questa pagliacciata degli animi infervorati dagli avversari politici non durerà ancora troppo a lungo. Ai partiti di governo conviene governare e smetterla di fare opposizione alla loro opposizione.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La delusione di certi elettori di Giorgia Meloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-delusione-di-certi-elettori-di-giorgia-meloni--52110688</link><description><![CDATA[Doveva essere un rivoluzione e invece è solo una furba presa del potere. Finché dura.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52110688</guid><pubDate>Wed, 07 Dec 2022 03:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52110688/imported_e3a3e5af_be46_4c3a_95cf_442c43f29e1e.mp3" length="3974373" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Doveva essere un rivoluzione e invece è solo una furba presa del potere. Finché dura.



#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Doveva essere un rivoluzione e invece è solo una furba presa del potere. Finché dura.<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>249</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si può sapere a che punto siamo con il PNRR?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-puo-sapere-a-che-punto-siamo-con-il-pnrr--52101323</link><description><![CDATA[Fino a oggi il nostro Paese ha ricevuto 67 miliardi di euro e il governo Draghi aveva dichiarato l’obiettivo di spenderne circa 20,5 miliardi di euro entro la fine del 2021, circa la metà rispetto alla spesa preventiva con la tabella di marcia originaria. Il 1° dicembre, un articolo pubblicato su La Stampa scriveva che la spesa entro la fine di quest’anno si aggirerà intorno ai 15 miliardi di euro, lontani anche dal traguardo fissato dal precedente governo. Quindi? A che punto siamo davvero?<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52101323</guid><pubDate>Tue, 06 Dec 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52101323/imported_f61eb397_9763_465f_b2aa_b2ad0204353f.mp3" length="3857763" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Fino a oggi il nostro Paese ha ricevuto 67 miliardi di euro e il governo Draghi aveva dichiarato l’obiettivo di spenderne circa 20,5 miliardi di euro entro la fine del 2021, circa la metà rispetto alla spesa preventiva con la tabella di marcia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fino a oggi il nostro Paese ha ricevuto 67 miliardi di euro e il governo Draghi aveva dichiarato l’obiettivo di spenderne circa 20,5 miliardi di euro entro la fine del 2021, circa la metà rispetto alla spesa preventiva con la tabella di marcia originaria. Il 1° dicembre, un articolo pubblicato su La Stampa scriveva che la spesa entro la fine di quest’anno si aggirerà intorno ai 15 miliardi di euro, lontani anche dal traguardo fissato dal precedente governo. Quindi? A che punto siamo davvero?<br /><br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I candidati quasi tutti renziani al congresso del PD</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-candidati-quasi-tutti-renziani-al-congresso-del-pd--52092448</link><description><![CDATA[Lucia Annunziata in un suo editoriale su La Stampa di ieri l’ha scritto chiaro. “Chi vincerà il congresso del PD? Elementare Watson: Matteo Renzi”, scrive Annunziata che fa notare nel suo pezzo come Stefano Bonaccini, Dario Nardella, Matteo Ricci e Paola De Micheli siano, in un modo o nell’altro, stati vicini a Matteo Renzi. Ha ragione Annunziata a specificare che essere stati vicini a Renzi non è e non può essere una colpa. Però è un fatto. Che ora tutti fingano di non saperlo rende il quadro generale ancora più paradossale. Negare di essere stati convintamente renziani del resto significa non doversi assumere la responsabilità di formulare un giudizio su quel momento politico e sulle iniziativa politiche di Renzi, dal Jobs Act allo Sblocca Italia fino alla gestione del partito e poi alla modalità della sua separazione.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52092448</guid><pubDate>Mon, 05 Dec 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52092448/imported_1dcb487b_2da0_4827_838e_dcbd5fdd2065.mp3" length="4109792" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Lucia Annunziata in un suo editoriale su La Stampa di ieri l’ha scritto chiaro. “Chi vincerà il congresso del PD? Elementare Watson: Matteo Renzi”, scrive Annunziata che fa notare nel suo pezzo come Stefano Bonaccini, Dario Nardella, Matteo Ricci e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lucia Annunziata in un suo editoriale su La Stampa di ieri l’ha scritto chiaro. “Chi vincerà il congresso del PD? Elementare Watson: Matteo Renzi”, scrive Annunziata che fa notare nel suo pezzo come Stefano Bonaccini, Dario Nardella, Matteo Ricci e Paola De Micheli siano, in un modo o nell’altro, stati vicini a Matteo Renzi. Ha ragione Annunziata a specificare che essere stati vicini a Renzi non è e non può essere una colpa. Però è un fatto. Che ora tutti fingano di non saperlo rende il quadro generale ancora più paradossale. Negare di essere stati convintamente renziani del resto significa non doversi assumere la responsabilità di formulare un giudizio su quel momento politico e sulle iniziativa politiche di Renzi, dal Jobs Act allo Sblocca Italia fino alla gestione del partito e poi alla modalità della sua separazione.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>257</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tajani intanto stringe la mano insanguinata dell’Iran</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tajani-intanto-stringe-la-mano-insanguinata-dell-iran--52069781</link><description><![CDATA[A lanciare l’allarme è l’Associazione Democratica degli iraniani. Si apprende che il ministro degli esteri del regime della repubblica islamica dell’Iran prenderà parte all’ottava edizione del MED (MEDITERRANEAN DIALOGUES) che si svolgerà a Roma il 2 e 3 dicembre; a latere di tale evento è anche previsto un incontro con il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, nonché Ministro degli Esteri Italiano, Antonio Tajani. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52069781</guid><pubDate>Fri, 02 Dec 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52069781/imported_6124f2ae_db9c_457b_a1fa_1aa4ef741c6e.mp3" length="4337998" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>A lanciare l’allarme è l’Associazione Democratica degli iraniani. Si apprende che il ministro degli esteri del regime della repubblica islamica dell’Iran prenderà parte all’ottava edizione del MED (MEDITERRANEAN DIALOGUES) che si svolgerà a Roma il 2...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A lanciare l’allarme è l’Associazione Democratica degli iraniani. Si apprende che il ministro degli esteri del regime della repubblica islamica dell’Iran prenderà parte all’ottava edizione del MED (MEDITERRANEAN DIALOGUES) che si svolgerà a Roma il 2 e 3 dicembre; a latere di tale evento è anche previsto un incontro con il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, nonché Ministro degli Esteri Italiano, Antonio Tajani. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>272</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mafia: la "normalizzazione" che temeva Borsellino è già qui</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mafia-la-normalizzazione-che-temeva-borsellino-e-gia-qui--52057951</link><description><![CDATA[Avete notato che la politica, i media non parlano più di mafia? È scomparsa la mafia? No. Paolo Borsellino temeva l’invocata “normalizzazione” della mafia. Raccomandava il “meritorio compito di tenere ora come non mai desta l’attenzione dell’opinione pubblica sugli accennati problemi, affinché dietro il paravento della cosiddetta “normalizzazione” non si pervenga invece ad una frettolosa “smobilitazione” dell’apparato antimafia”. E invece eccola qui.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52057951</guid><pubDate>Thu, 01 Dec 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52057951/imported_02f98327_4972_4e1c_ba1f_e885ec427cdf.mp3" length="4106449" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Avete notato che la politica, i media non parlano più di mafia? È scomparsa la mafia? No. Paolo Borsellino temeva l’invocata “normalizzazione” della mafia. Raccomandava il “meritorio compito di tenere ora come non mai desta l’attenzione dell’opinione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Avete notato che la politica, i media non parlano più di mafia? È scomparsa la mafia? No. Paolo Borsellino temeva l’invocata “normalizzazione” della mafia. Raccomandava il “meritorio compito di tenere ora come non mai desta l’attenzione dell’opinione pubblica sugli accennati problemi, affinché dietro il paravento della cosiddetta “normalizzazione” non si pervenga invece ad una frettolosa “smobilitazione” dell’apparato antimafia”. E invece eccola qui.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>257</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Calenda, Renzi, Moratti e il filoputiniano in casa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/calenda-renzi-moratti-e-il-filoputiniano-in-casa--52044531</link><description><![CDATA[Ma forse non si devono preoccupare troppo: se sono riusciti a far passare per competente Letizia Moratti dopo i disastri al Comune di Milano e da ministra all’Istruzione, se sono riusciti a convincere i loro iscritti che Letizia sia addirittura quasi di sinistra, alla fine potranno anche dire senza vergogna che Tizzoni è sempre stato l’amico di cuore di Volodymyr Zelensky.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52044531</guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52044531/imported_574446ec_ac6f_479e_83bc_e56e185d4ad0.mp3" length="3350360" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ma forse non si devono preoccupare troppo: se sono riusciti a far passare per competente Letizia Moratti dopo i disastri al Comune di Milano e da ministra all’Istruzione, se sono riusciti a convincere i loro iscritti che Letizia sia addirittura quasi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ma forse non si devono preoccupare troppo: se sono riusciti a far passare per competente Letizia Moratti dopo i disastri al Comune di Milano e da ministra all’Istruzione, se sono riusciti a convincere i loro iscritti che Letizia sia addirittura quasi di sinistra, alla fine potranno anche dire senza vergogna che Tizzoni è sempre stato l’amico di cuore di Volodymyr Zelensky.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>210</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ora le lacrime per Ischia, tra poco ricominciano i rendering delle colate di cemento</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ora-le-lacrime-per-ischia-tra-poco-ricominciano-i-rendering-delle-colate-di-cemento--52035339</link><description><![CDATA[Con Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, ho parlato di Ischia e di consumo di suolo. E certe sue considerazioni vanno bene tenute a mente.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52035339</guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2022 05:00:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52035339/imported_34edbbd4_c352_4de7_af84_0426080e409c.mp3" length="4855013" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Con Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, ho parlato di Ischia e di consumo di suolo. E certe sue considerazioni vanno bene tenute a mente.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, ho parlato di Ischia e di consumo di suolo. E certe sue considerazioni vanno bene tenute a mente.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>304</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'unico vero bullo è il ministro Valditara</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-unico-vero-bullo-e-il-ministro-valditara--52022816</link><description><![CDATA[Valditara propone lavori socialmente utili per i bulli a scuola. La lezione però è chiara: il vero bullo è proprio Valditara. Come tutti i bulli non riesce a trattenersi dall’esibire prepotenza davanti alla platea e alle telecamere. Come tutti i bulli intende le relazioni solamente come rapporti di forza in cui deve vincere. Come tutti i bulli intende i suo potere solo come possibilità di impartire punizioni.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52022816</guid><pubDate>Mon, 28 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52022816/imported_2e84f6f4_9830_4e14_b505_767096b38e1e.mp3" length="2212257" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Valditara propone lavori socialmente utili per i bulli a scuola. La lezione però è chiara: il vero bullo è proprio Valditara. Come tutti i bulli non riesce a trattenersi dall’esibire prepotenza davanti alla platea e alle telecamere. Come tutti i bulli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Valditara propone lavori socialmente utili per i bulli a scuola. La lezione però è chiara: il vero bullo è proprio Valditara. Come tutti i bulli non riesce a trattenersi dall’esibire prepotenza davanti alla platea e alle telecamere. Come tutti i bulli intende le relazioni solamente come rapporti di forza in cui deve vincere. Come tutti i bulli intende i suo potere solo come possibilità di impartire punizioni.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>139</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Soumahoro: il danno, al di là della vicenda personale del deputato, potrebbe essere più profondo del previsto</title><link>https://www.spreaker.com/episode/soumahoro-il-danno-al-di-la-della-vicenda-personale-del-deputato-potrebbe-essere-piu-profondo-del-previsto--52002923</link><description><![CDATA[Una cosa è certa: la vicenda Soumahoro è un colpo appuntito al cuore della sinistra, perfino più grave di una batosta elettorale. Una sinistra che ha mostrato i difetti di sempre: c’è il bisogno di trovare simboli (che rischiano di inquinare le battaglie che rappresentano), l’incaglio tra ciò che è illegale e ciò che è inopportuno, il veleno dei nemici interni e dei garantisti a fasi alterne e un’identità che non piò essere demandata al protagonismo dei singoli.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52002923</guid><pubDate>Fri, 25 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/52002923/imported_ee4ffd8d_3aca_404d_b761_c954c853fb23.mp3" length="3655889" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Una cosa è certa: la vicenda Soumahoro è un colpo appuntito al cuore della sinistra, perfino più grave di una batosta elettorale. Una sinistra che ha mostrato i difetti di sempre: c’è il bisogno di trovare simboli (che rischiano di inquinare le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una cosa è certa: la vicenda Soumahoro è un colpo appuntito al cuore della sinistra, perfino più grave di una batosta elettorale. Una sinistra che ha mostrato i difetti di sempre: c’è il bisogno di trovare simboli (che rischiano di inquinare le battaglie che rappresentano), l’incaglio tra ciò che è illegale e ciò che è inopportuno, il veleno dei nemici interni e dei garantisti a fasi alterne e un’identità che non piò essere demandata al protagonismo dei singoli.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>229</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Moratti: affidereste una regione a questa donna?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/moratti-affidereste-una-regione-a-questa-donna--51989813</link><description><![CDATA[La domanda sorge spontanea: eleggereste presidente di una Regione in cui accadono fatti mafiosi come quelli di Rho chi per tutta la carriera li ha negati sfidando il senso del ridicolo? Chissà che ne pensano anche Renzi e Calenda.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51989813</guid><pubDate>Thu, 24 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51989813/imported_5aec27bd_7c91_4a23_94e6_2e0405f38dbb.mp3" length="3847314" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La domanda sorge spontanea: eleggereste presidente di una Regione in cui accadono fatti mafiosi come quelli di Rho chi per tutta la carriera li ha negati sfidando il senso del ridicolo? Chissà che ne pensano anche Renzi e Calenda.


#LaSveglia per La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La domanda sorge spontanea: eleggereste presidente di una Regione in cui accadono fatti mafiosi come quelli di Rho chi per tutta la carriera li ha negati sfidando il senso del ridicolo? Chissà che ne pensano anche Renzi e Calenda.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>241</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le promesse in campagna elettorale non costano. Poi sì.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-promesse-in-campagna-elettorale-non-costano-poi-si--51981326</link><description><![CDATA[«Ma avremmo dovuto fare tutto in un mese?», si difendono i membri di governo. No, non lo diciamo noi, eravate voi a prometterlo. Noi semplicemente segnaliamo che questa manovra è un brodino caldo che non assomiglia alla vostra propaganda. Anche se fare i giornalisti innervosisce la presidente Meloni che in conferenza stampa non ha mancato di esibire il solito vittimismo. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51981326</guid><pubDate>Wed, 23 Nov 2022 05:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51981326/imported_1d8dc792_e527_4603_9898_ca8849929628.mp3" length="4309577" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>«Ma avremmo dovuto fare tutto in un mese?», si difendono i membri di governo. No, non lo diciamo noi, eravate voi a prometterlo. Noi semplicemente segnaliamo che questa manovra è un brodino caldo che non assomiglia alla vostra propaganda. Anche se...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[«Ma avremmo dovuto fare tutto in un mese?», si difendono i membri di governo. No, non lo diciamo noi, eravate voi a prometterlo. Noi semplicemente segnaliamo che questa manovra è un brodino caldo che non assomiglia alla vostra propaganda. Anche se fare i giornalisti innervosisce la presidente Meloni che in conferenza stampa non ha mancato di esibire il solito vittimismo. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>270</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Crosetto e il gioco infame della corsa agli armamenti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/crosetto-e-il-gioco-infame-della-corsa-agli-armamenti--51968050</link><description><![CDATA[Rimangono almeno due dubbi: quanta pazienza potranno avere ancora gli italiani nel risparmiare qualche euro per arrivare a fine mese mentre si spendono miliardi per le armi e, in secondo luogo, quanto ci metteranno gli esponenti dell’opposizione a capire che usare la guerra per arricchire i ricchi sfruttando il dolore degli ucraini è un gioco infame.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51968050</guid><pubDate>Tue, 22 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51968050/imported_b3caf41a_b4ff_46bf_a6cd_0babaf6371db.mp3" length="3544293" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Rimangono almeno due dubbi: quanta pazienza potranno avere ancora gli italiani nel risparmiare qualche euro per arrivare a fine mese mentre si spendono miliardi per le armi e, in secondo luogo, quanto ci metteranno gli esponenti dell’opposizione a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Rimangono almeno due dubbi: quanta pazienza potranno avere ancora gli italiani nel risparmiare qualche euro per arrivare a fine mese mentre si spendono miliardi per le armi e, in secondo luogo, quanto ci metteranno gli esponenti dell’opposizione a capire che usare la guerra per arricchire i ricchi sfruttando il dolore degli ucraini è un gioco infame.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>222</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il monologo della Fifa (falso) per i mondiali di calcio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-monologo-della-fifa-falso-per-i-mondiali-di-calcio--51958297</link><description><![CDATA[Se fare notare il mancato rispetto dei diritti è uno “sputare” allora tutto il lirico monologo del presidente della Fifa Infantino è solo finzione. Intanto una novità c’è: il ragazzo con i capelli rossi ha imparato a fare il bullo. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51958297</guid><pubDate>Mon, 21 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51958297/imported_e317c00e_beba_48e0_abd8_adc5aad67fac.mp3" length="3120901" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se fare notare il mancato rispetto dei diritti è uno “sputare” allora tutto il lirico monologo del presidente della Fifa Infantino è solo finzione. Intanto una novità c’è: il ragazzo con i capelli rossi ha imparato a fare il bullo. 


#LaSveglia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se fare notare il mancato rispetto dei diritti è uno “sputare” allora tutto il lirico monologo del presidente della Fifa Infantino è solo finzione. Intanto una novità c’è: il ragazzo con i capelli rossi ha imparato a fare il bullo. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>196</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Lombardia come cartina tornasole del momento del centrosinistra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-lombardia-come-cartina-tornasole-del-momento-del-centrosinistra--51932422</link><description><![CDATA[Bisogna raccontarlo fin dall’inizio il tumultuoso percorso del Partito Democrato alle prossime elezioni regionali in Lombardia perché dentro ci sono tutti i mali del partito nazionale e perché riflette perfettamente il difficile momento di una forza politica che si ritrova schiacciata tra il Movimento 5 Stelle e il Terzo polo, sfiancata dalle correnti interne, infragilita da una segreteria nazionale dimissionaria e un congresso che arriva troppo tardi per affrontare le elezioni regionali con serenità.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51932422</guid><pubDate>Fri, 18 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51932422/imported_508a7e6f_04d4_4e16_b7ed_3782fa868673.mp3" length="5827604" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Bisogna raccontarlo fin dall’inizio il tumultuoso percorso del Partito Democrato alle prossime elezioni regionali in Lombardia perché dentro ci sono tutti i mali del partito nazionale e perché riflette perfettamente il difficile momento di una forza...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bisogna raccontarlo fin dall’inizio il tumultuoso percorso del Partito Democrato alle prossime elezioni regionali in Lombardia perché dentro ci sono tutti i mali del partito nazionale e perché riflette perfettamente il difficile momento di una forza politica che si ritrova schiacciata tra il Movimento 5 Stelle e il Terzo polo, sfiancata dalle correnti interne, infragilita da una segreteria nazionale dimissionaria e un congresso che arriva troppo tardi per affrontare le elezioni regionali con serenità.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>365</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Non hanno nemmeno il dono del provare vergogna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-hanno-nemmeno-il-dono-del-provare-vergogna--51910908</link><description><![CDATA[Poi quando si parla di “furia bellicista” fanno gli offesi e i più squinternati di loro accusano nel mucchio di essere filoputiniani. È passato un giorno ma non è arrivata nessuna scusa, nemmeno un rammarico da quelli che ieri sera, presi da armamento bellico, hanno fatto l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare un buon politico e un buon giornalista.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51910908</guid><pubDate>Thu, 17 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51910908/imported_ef34b79e_ee10_4bff_860e_0f841c151792.mp3" length="3755363" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Poi quando si parla di “furia bellicista” fanno gli offesi e i più squinternati di loro accusano nel mucchio di essere filoputiniani. È passato un giorno ma non è arrivata nessuna scusa, nemmeno un rammarico da quelli che ieri sera, presi da armamento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Poi quando si parla di “furia bellicista” fanno gli offesi e i più squinternati di loro accusano nel mucchio di essere filoputiniani. È passato un giorno ma non è arrivata nessuna scusa, nemmeno un rammarico da quelli che ieri sera, presi da armamento bellico, hanno fatto l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare un buon politico e un buon giornalista.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>235</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A chi fanno comodo le trivelle? A quelli che mangiano sulla crisi.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-chi-fanno-comodo-le-trivelle-a-quelli-che-mangiano-sulla-crisi--51903680</link><description><![CDATA[Paradossalmente, a beneficiare della misura saranno soprattutto coloro che hanno tratto maggiore vantaggio dalla crisi energetica. La maggior parte delle concessioni fanno capo a ENI, la stessa che nei primi 9 mesi del 2022 ha portato a casa utili per 10,8 miliardi di euro. L’ENI, che importa circa la metà del gas naturale importato dall’Italia in un anno, si approvvigiona di gas per il 61% del suo fabbisogno dalle importazioni tramite contratti pluriennali (fino a 30 anni), a prezzi blindati e secretati dallo Stato, espressi sostanzialmente dai prezzi doganali. Il prezzo di riferimento per le sue vendite di gas a terzi è però quello spot-PSV (TTF). Il differenziale tra prezzo spot-PSV (TTF) e prezzo doganale fa sì che Eni, al pari di altri operatori, tragga profitto dal caro-gas.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51903680</guid><pubDate>Wed, 16 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51903680/imported_1673dae3_bf22_4ab7_87f4_f161cd00e101.mp3" length="5140480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Paradossalmente, a beneficiare della misura saranno soprattutto coloro che hanno tratto maggiore vantaggio dalla crisi energetica. La maggior parte delle concessioni fanno capo a ENI, la stessa che nei primi 9 mesi del 2022 ha portato a casa utili per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Paradossalmente, a beneficiare della misura saranno soprattutto coloro che hanno tratto maggiore vantaggio dalla crisi energetica. La maggior parte delle concessioni fanno capo a ENI, la stessa che nei primi 9 mesi del 2022 ha portato a casa utili per 10,8 miliardi di euro. L’ENI, che importa circa la metà del gas naturale importato dall’Italia in un anno, si approvvigiona di gas per il 61% del suo fabbisogno dalle importazioni tramite contratti pluriennali (fino a 30 anni), a prezzi blindati e secretati dallo Stato, espressi sostanzialmente dai prezzi doganali. Il prezzo di riferimento per le sue vendite di gas a terzi è però quello spot-PSV (TTF). Il differenziale tra prezzo spot-PSV (TTF) e prezzo doganale fa sì che Eni, al pari di altri operatori, tragga profitto dal caro-gas.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>322</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'abbiamo imparata la lezione dal quel processo sulla mafia dei pascoli?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-abbiamo-imparata-la-lezione-dal-quel-processo-sulla-mafia-dei-pascoli--51887579</link><description><![CDATA[Sono passati 30 anni ma non abbiamo ancora imparato. C’è un processo, che sia in Sicilia o in Campania o in Calabria, in cui l’odore di mafia pervade un settore produttivo della realtà italiana e le altre regioni, la politica e i media leggono la sentenza come una notizia di cronaca locale. Niente domande, nessuna inquietudine, nulla. Così è una notizia durata giusto il tempo di attaccarci qualche foto quella di sei secoli di carcere nella condanna del tribunale di Patti per il processo “Nebrodi” contro la cosiddetta “mafia dei pascoli”, scaturito dall’inchiesta sulle truffe in agricoltura all’Agea (l’agenzia per le erogazioni in agricoltura) che hanno interessato i gruppi mafiosi tortoriciani.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51887579</guid><pubDate>Tue, 15 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51887579/imported_bdec9915_c178_4b78_a3ee_ffa5e1f2e6ca.mp3" length="6739173" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono passati 30 anni ma non abbiamo ancora imparato. 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Così è una notizia durata giusto il tempo di attaccarci qualche foto quella di sei secoli di carcere nella condanna del tribunale di Patti per il processo “Nebrodi” contro la cosiddetta “mafia dei pascoli”, scaturito dall’inchiesta sulle truffe in agricoltura all’Agea (l’agenzia per le erogazioni in agricoltura) che hanno interessato i gruppi mafiosi tortoriciani.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>422</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A proposito della credibilità del calcio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-proposito-della-credibilita-del-calcio--51877537</link><description><![CDATA[Un procuratore capo in uno dei settori più ricchi del Paese che giudica coloro che giudicano la regolarità del gioco e viene arrestato. Il tutto a poche settimane dal Mondiale che è costato la vita a circa 6500 lavoratori nel Qatar in cui i diritti umani sono calpestati tutti i giorni. Avete notato come ne parlino poco coloro che sono pronti a ciarlare di legalità contro i poveri disperati?<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51877537</guid><pubDate>Mon, 14 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51877537/imported_3604025c_950f_428b_bac2_9c6e72a7c7b1.mp3" length="3319849" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Un procuratore capo in uno dei settori più ricchi del Paese che giudica coloro che giudicano la regolarità del gioco e viene arrestato. Il tutto a poche settimane dal Mondiale che è costato la vita a circa 6500 lavoratori nel Qatar in cui i diritti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un procuratore capo in uno dei settori più ricchi del Paese che giudica coloro che giudicano la regolarità del gioco e viene arrestato. Il tutto a poche settimane dal Mondiale che è costato la vita a circa 6500 lavoratori nel Qatar in cui i diritti umani sono calpestati tutti i giorni. Avete notato come ne parlino poco coloro che sono pronti a ciarlare di legalità contro i poveri disperati?<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>208</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quello che dovremmo avere il coraggio di raccontare del Mediterraneo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quello-che-dovremmo-avere-il-coraggio-di-raccontare-del-mediterraneo--51853241</link><description><![CDATA[La Francia blocca per ritorsione il patto sui ricollocamenti. L’UE giustamente sottolinea gli obblighi umanitari a Giorgia Meloni e ai suoi ministri. Il ministro Piantedosi frigna ritenendo “incomprensibile” che gli altri Stati se la prendano con l’Italia se non rispetta i patti. Solo che il meccanismo europeo continua a non funzionare - nonostante abbia funzionato benissimo per i profughi ucraini e bianchi - e alla fine basta uno Stato che decide di lucrare elettoralmente sui profughi per incagliare tutto. Quelli, intanto, muoiono. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51853241</guid><pubDate>Fri, 11 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51853241/imported_c15f5d67_be77_4436_ab42_a23d2d9f4f0f.mp3" length="4246883" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La Francia blocca per ritorsione il patto sui ricollocamenti. L’UE giustamente sottolinea gli obblighi umanitari a Giorgia Meloni e ai suoi ministri. Il ministro Piantedosi frigna ritenendo “incomprensibile” che gli altri Stati se la prendano con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Francia blocca per ritorsione il patto sui ricollocamenti. L’UE giustamente sottolinea gli obblighi umanitari a Giorgia Meloni e ai suoi ministri. Il ministro Piantedosi frigna ritenendo “incomprensibile” che gli altri Stati se la prendano con l’Italia se non rispetta i patti. Solo che il meccanismo europeo continua a non funzionare - nonostante abbia funzionato benissimo per i profughi ucraini e bianchi - e alla fine basta uno Stato che decide di lucrare elettoralmente sui profughi per incagliare tutto. Quelli, intanto, muoiono. <br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>266</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come va in Lombardia?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-va-in-lombardia--51843063</link><description><![CDATA[Moratti e Fontana sono ufficialmente candidati. Ora rimane il campo del centrosinistra a dover ufficializzare i passi per le prossime elezioni regionali.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51843063</guid><pubDate>Thu, 10 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51843063/imported_87b3d669_8072_4ddb_8526_f55375cb0a18.mp3" length="5714337" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Moratti e Fontana sono ufficialmente candidati. Ora rimane il campo del centrosinistra a dover ufficializzare i passi per le prossime elezioni regionali.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Moratti e Fontana sono ufficialmente candidati. Ora rimane il campo del centrosinistra a dover ufficializzare i passi per le prossime elezioni regionali.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>358</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In Lombardia invertite la narrazione e provate a vincere</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-lombardia-invertite-la-narrazione-e-provate-a-vincere--51831491</link><description><![CDATA[Agli amici del Terzo polo sfugge che candidare una personalità di centrodestra contro il centrodestra in Lombardia crea un problema al centrodestra. Mica a quegli altri. Anzi, offrono un’ottima opportunità al centrosinistra. Basta coglierla. Invertite la narrazione<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51831491</guid><pubDate>Wed, 09 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51831491/imported_f0a6233e_b569_432a_be88_573138d79ae2.mp3" length="4276140" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Agli amici del Terzo polo sfugge che candidare una personalità di centrodestra contro il centrodestra in Lombardia crea un problema al centrodestra. Mica a quegli altri. Anzi, offrono un’ottima opportunità al centrosinistra. Basta coglierla. Invertite...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Agli amici del Terzo polo sfugge che candidare una personalità di centrodestra contro il centrodestra in Lombardia crea un problema al centrodestra. Mica a quegli altri. Anzi, offrono un’ottima opportunità al centrosinistra. Basta coglierla. Invertite la narrazione<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>268</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per il bene del PD (e del centrosinistra) Letta deve farsi da parte, il prima possibile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-il-bene-del-pd-e-del-centrosinistra-letta-deve-farsi-da-parte-il-prima-possibile--51815259</link><description><![CDATA[Occorre fare presto, il più presto possibile perché gli elettori e gli iscritti sappiano quale direzione intenda prendere il partito e per poter legittimare una nuova classe dirigente che tenga la barra dritta sulle proprie scelte e sulla comunicazione. Il bivio del resto è sempre lo stesso: decidere se svoltare verso la socialdemocrazia lasciando perdere destre omeopatiche travestite da riformisti oppure se aderire a una piattaforma di centro (destra) accontentando l’anima più liberale. Si può condire il tutto con qualsiasi affermazione ma il punto è sempre qui.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51815259</guid><pubDate>Tue, 08 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51815259/imported_01167d6d_af52_45db_ac6a_548499133a4f.mp3" length="3883676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Occorre fare presto, il più presto possibile perché gli elettori e gli iscritti sappiano quale direzione intenda prendere il partito e per poter legittimare una nuova classe dirigente che tenga la barra dritta sulle proprie scelte e sulla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Occorre fare presto, il più presto possibile perché gli elettori e gli iscritti sappiano quale direzione intenda prendere il partito e per poter legittimare una nuova classe dirigente che tenga la barra dritta sulle proprie scelte e sulla comunicazione. Il bivio del resto è sempre lo stesso: decidere se svoltare verso la socialdemocrazia lasciando perdere destre omeopatiche travestite da riformisti oppure se aderire a una piattaforma di centro (destra) accontentando l’anima più liberale. Si può condire il tutto con qualsiasi affermazione ma il punto è sempre qui.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>243</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il campo stretto. Anche in Lombardia.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-campo-stretto-anche-in-lombardia--51805892</link><description><![CDATA[E chissà che la lezione lombarda, dopo l’ultima esperienza elettorale e dopo le decine di lezioni a livello locale, non serva una volta per tutte per capire che il sedicente Terzo Polo legittimamente gioca la sua partita politica e che considerarlo un alleato strutturale sia una miopia ormai intollerabile. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51805892</guid><pubDate>Mon, 07 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51805892/imported_30642d1c_769d_4397_9371_41d1941ae78d.mp3" length="3127170" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>E chissà che la lezione lombarda, dopo l’ultima esperienza elettorale e dopo le decine di lezioni a livello locale, non serva una volta per tutte per capire che il sedicente Terzo Polo legittimamente gioca la sua partita politica e che considerarlo un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[E chissà che la lezione lombarda, dopo l’ultima esperienza elettorale e dopo le decine di lezioni a livello locale, non serva una volta per tutte per capire che il sedicente Terzo Polo legittimamente gioca la sua partita politica e che considerarlo un alleato strutturale sia una miopia ormai intollerabile. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>196</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>[puntata straordinaria] Buona marcia per la Pace</title><link>https://www.spreaker.com/episode/puntata-straordinaria-buona-marcia-per-la-pace--51789604</link><description><![CDATA[Che tacciano le armi, in primis, e che la politica svolga il suo ruolo. La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci, diceva Asimov. Essere capaci: ecco quello che serve per far smettere la guerra. Più capaci di quel violento di Putin<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51789604</guid><pubDate>Sat, 05 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51789604/imported_d808cd18_91ce_4c07_8a36_39043399cb38.mp3" length="3701446" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Che tacciano le armi, in primis, e che la politica svolga il suo ruolo. La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci, diceva Asimov. Essere capaci: ecco quello che serve per far smettere la guerra. Più capaci di quel violento di Putin

#LaSveglia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Che tacciano le armi, in primis, e che la politica svolga il suo ruolo. La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci, diceva Asimov. Essere capaci: ecco quello che serve per far smettere la guerra. Più capaci di quel violento di Putin<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>232</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Erano gli odiosissimi tecnocrati di Bruxelles. Ora a Giorgia Meloni sono perfino simpatici.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/erano-gli-odiosissimi-tecnocrati-di-bruxelles-ora-a-giorgia-meloni-sono-perfino-simpatici--51779897</link><description><![CDATA[Così Giorgia Meloni, dopo essersi rivenduta come quella che sarebbe andata a Bruxelles a rovesciare i tavoli e a tenere alta la bandiera del sovranismo italiano, si allinea mogia mogia alle consuete modalità di tutti i suoi predecessori, com’è normale che sia. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51779897</guid><pubDate>Fri, 04 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51779897/imported_f26eff47_3c70_48fc_9c2a_c93b16aa4780.mp3" length="3905828" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Così Giorgia Meloni, dopo essersi rivenduta come quella che sarebbe andata a Bruxelles a rovesciare i tavoli e a tenere alta la bandiera del sovranismo italiano, si allinea mogia mogia alle consuete modalità di tutti i suoi predecessori, com’è normale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Così Giorgia Meloni, dopo essersi rivenduta come quella che sarebbe andata a Bruxelles a rovesciare i tavoli e a tenere alta la bandiera del sovranismo italiano, si allinea mogia mogia alle consuete modalità di tutti i suoi predecessori, com’è normale che sia. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>245</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Letizia Moratti si dimette. Ora che succede in Lombardia?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/letizia-moratti-si-dimette-ora-che-succede-in-lombardia--51765326</link><description><![CDATA[Cosa cambia nello scacchiere delle prossime elezioni in Regione Lombardia? Ora non c’è più spazio per tentennare.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51765326</guid><pubDate>Thu, 03 Nov 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51765326/imported_63b09464_5152_4b8a_9d2a_6d553c50154c.mp3" length="5986429" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Cosa cambia nello scacchiere delle prossime elezioni in Regione Lombardia? Ora non c’è più spazio per tentennare.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cosa cambia nello scacchiere delle prossime elezioni in Regione Lombardia? Ora non c’è più spazio per tentennare.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>375</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /25</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-25--51748367</link><description><![CDATA[Il governo si è insediato, i sottosegretari di cui si vergognano li hanno infilati nelle pieghe dove non si notano troppo, le bollette sono sempre lì da pagare. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51748367</guid><pubDate>Wed, 02 Nov 2022 05:12:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51748367/imported_1fd62d48_9197_443a_a38b_f70e5354d4f9.mp3" length="4131526" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo si è insediato, i sottosegretari di cui si vergognano li hanno infilati nelle pieghe dove non si notano troppo, le bollette sono sempre lì da pagare. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo si è insediato, i sottosegretari di cui si vergognano li hanno infilati nelle pieghe dove non si notano troppo, le bollette sono sempre lì da pagare. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>259</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /24</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-24--51707492</link><description><![CDATA[Sono talmente bugiardi che c’è l’imbarazzo della scelta. Eccone qualcuna. Bentornati al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51707492</guid><pubDate>Fri, 28 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51707492/imported_b978c54a_a749_44ed_aaa1_7ce78e7baf99.mp3" length="4522736" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sono talmente bugiardi che c’è l’imbarazzo della scelta. Eccone qualcuna. Bentornati al nostro quotidiano bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sono talmente bugiardi che c’è l’imbarazzo della scelta. Eccone qualcuna. Bentornati al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>283</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /23</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-23--51695806</link><description><![CDATA[Partono le celebrazioni fasciste per la marcia su Roma. Meloni viene beccata mentre dice parolacce e da Forza Italia ci danno lezioni sul merito. Ecco il bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51695806</guid><pubDate>Thu, 27 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51695806/imported_e217ef3f_b431_4817_808e_8cf0adec4e2f.mp3" length="4016169" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Partono le celebrazioni fasciste per la marcia su Roma. Meloni viene beccata mentre dice parolacce e da Forza Italia ci danno lezioni sul merito. Ecco il bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Partono le celebrazioni fasciste per la marcia su Roma. Meloni viene beccata mentre dice parolacce e da Forza Italia ci danno lezioni sul merito. Ecco il bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>252</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-22--51684326</link><description><![CDATA[Si parte e s’ode subito rumore di manganelli. C’è Piantedosi che gioca a fare il Salvini, il vittimismo come talento di governo e Confindustria che gode. Eccoci al bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51684326</guid><pubDate>Wed, 26 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51684326/imported_6ee85635_9509_4a6a_842d_98b384c0d1f3.mp3" length="4160365" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Si parte e s’ode subito rumore di manganelli. C’è Piantedosi che gioca a fare il Salvini, il vittimismo come talento di governo e Confindustria che gode. Eccoci al bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Si parte e s’ode subito rumore di manganelli. C’è Piantedosi che gioca a fare il Salvini, il vittimismo come talento di governo e Confindustria che gode. Eccoci al bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>261</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /21</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-21--51671712</link><description><![CDATA[Forte ‘sto governo. Mentre Berlusconi studia come rosicchiarlo il suo Mulè comincia la sagra dei fraintendimenti. Intanto scoprono che per fare nuovi ministeri non basta inventarsi un nome. E poi c’è il solito Salvini bugiardo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51671712</guid><pubDate>Tue, 25 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51671712/imported_ad5fd175_5032_473d_9e19_b21243cd7c1b.mp3" length="4059637" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Forte ‘sto governo. Mentre Berlusconi studia come rosicchiarlo il suo Mulè comincia la sagra dei fraintendimenti. Intanto scoprono che per fare nuovi ministeri non basta inventarsi un nome. E poi c’è il solito Salvini bugiardo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Forte ‘sto governo. Mentre Berlusconi studia come rosicchiarlo il suo Mulè comincia la sagra dei fraintendimenti. Intanto scoprono che per fare nuovi ministeri non basta inventarsi un nome. E poi c’è il solito Salvini bugiardo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>254</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-20--51663409</link><description><![CDATA[Appena nominati ministri e già danno spettacolo. Un pessimo spettacolo. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51663409</guid><pubDate>Mon, 24 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51663409/imported_1bb69689_f85e_40bf_bcea_a256f9776b5a.mp3" length="4017423" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Appena nominati ministri e già danno spettacolo. Un pessimo spettacolo. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Appena nominati ministri e già danno spettacolo. Un pessimo spettacolo. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>252</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /19</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-19--51637731</link><description><![CDATA[Non ci si poteva aspettare inizio più bestiale di un governo che deve ancora partire. Ora si scopre che c’è un altro audio su Berlusconi, quelli continuano a litigare e intanto dalla Gran Bretagna arriva una foto nitida di come finisce la destra. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51637731</guid><pubDate>Fri, 21 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51637731/imported_a80d769d_e9ff_4de5_aebb_5786490ca5b2.mp3" length="4389407" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Non ci si poteva aspettare inizio più bestiale di un governo che deve ancora partire. Ora si scopre che c’è un altro audio su Berlusconi, quelli continuano a litigare e intanto dalla Gran Bretagna arriva una foto nitida di come finisce la destra....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Non ci si poteva aspettare inizio più bestiale di un governo che deve ancora partire. Ora si scopre che c’è un altro audio su Berlusconi, quelli continuano a litigare e intanto dalla Gran Bretagna arriva una foto nitida di come finisce la destra. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>275</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /18</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-18--51627009</link><description><![CDATA[Il fan di Hitler ora è un moderato, dalle parti di Forza Italia negano anche l’evidenza e La Russa ormai è fuori giri. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51627009</guid><pubDate>Thu, 20 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51627009/imported_a8152ee5_a220_4661_92d2_7ecfcda18215.mp3" length="4222223" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il fan di Hitler ora è un moderato, dalle parti di Forza Italia negano anche l’evidenza e La Russa ormai è fuori giri. Eccoci al nostro bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il fan di Hitler ora è un moderato, dalle parti di Forza Italia negano anche l’evidenza e La Russa ormai è fuori giri. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>264</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-17--51610693</link><description><![CDATA[C’è Berlusconi scatenato, c’è Mussolini al ministero (a questo punto mettiamo anche i Savoia) e ci sono Carlo e Matteo, la rana e lo scorpione. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51610693</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2022 04:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51610693/imported_a5cefd6d_bb06_4584_8b3b_a4720558e739.mp3" length="3552235" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è Berlusconi scatenato, c’è Mussolini al ministero (a questo punto mettiamo anche i Savoia) e ci sono Carlo e Matteo, la rana e lo scorpione. Eccoci al nostro bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è Berlusconi scatenato, c’è Mussolini al ministero (a questo punto mettiamo anche i Savoia) e ci sono Carlo e Matteo, la rana e lo scorpione. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>223</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-16--51599797</link><description><![CDATA[Oltre al caos di un centrodestra che litiga anche solo per decidere chi deve pagare il caffè ci sono bestialità di ogni tipo. Dal processo di Berlusconi a Gasparri redento e La Russa all’olio di ricino. Ecco il bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51599797</guid><pubDate>Tue, 18 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51599797/imported_98774c8b_6646_49b7_87b0_885a14ae7e40.mp3" length="4582086" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Oltre al caos di un centrodestra che litiga anche solo per decidere chi deve pagare il caffè ci sono bestialità di ogni tipo. Dal processo di Berlusconi a Gasparri redento e La Russa all’olio di ricino. Ecco il bestiario di governo.

#LaSveglia per La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oltre al caos di un centrodestra che litiga anche solo per decidere chi deve pagare il caffè ci sono bestialità di ogni tipo. Dal processo di Berlusconi a Gasparri redento e La Russa all’olio di ricino. Ecco il bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>287</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /15</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-15--51590363</link><description><![CDATA[I pericoli per l’opposizione sono del pomodoro su un vetro e una scritta su una saracinesca. Intanto apprezziamo la cultura del nuovo presidente della Camera e ci gustiamo le offese che sarebbero segno di amicizia. Ecco il bestiario di governo. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51590363</guid><pubDate>Mon, 17 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51590363/imported_7c217256_2923_4920_964a_aa9c915db4c8.mp3" length="3521306" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>I pericoli per l’opposizione sono del pomodoro su un vetro e una scritta su una saracinesca. Intanto apprezziamo la cultura del nuovo presidente della Camera e ci gustiamo le offese che sarebbero segno di amicizia. Ecco il bestiario di governo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I pericoli per l’opposizione sono del pomodoro su un vetro e una scritta su una saracinesca. Intanto apprezziamo la cultura del nuovo presidente della Camera e ci gustiamo le offese che sarebbero segno di amicizia. Ecco il bestiario di governo. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>221</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /14</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-14--51567543</link><description><![CDATA[Era ovvio che appena avessero messo le scarpe nel Parlamento avrebbero dato il peggio di sé. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51567543</guid><pubDate>Fri, 14 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51567543/imported_d857dfa0_5149_421d_bef8_b97d0165e1a9.mp3" length="4066324" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Era ovvio che appena avessero messo le scarpe nel Parlamento avrebbero dato il peggio di sé. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Era ovvio che appena avessero messo le scarpe nel Parlamento avrebbero dato il peggio di sé. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>255</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /13</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-13--51553763</link><description><![CDATA[Salvini che frigna, bugie su bugie e il parlamento pronto a partire. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51553763</guid><pubDate>Thu, 13 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51553763/imported_c38ed409_165c_41c4_bd9f_544a8134c1c9.mp3" length="3828506" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Salvini che frigna, bugie su bugie e il parlamento pronto a partire. Eccoci al nostro bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Salvini che frigna, bugie su bugie e il parlamento pronto a partire. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>240</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /12</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-12--51543524</link><description><![CDATA[C’è Giorgia Meloni che da giorni ripete le solite cose, sempre e solo quelle, che contano come promesse. C’è Berlusconi che si immola (un’altra volta) per il bene del Paese facendosi ministro e ci sono quelli che s’offrono, con l’apostrofo, come sempre. Eccoci al quotidiano bestiario di governo. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51543524</guid><pubDate>Wed, 12 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51543524/imported_03c81aa1_b016_4ece_8b83_325a6e52fd40.mp3" length="3421413" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è Giorgia Meloni che da giorni ripete le solite cose, sempre e solo quelle, che contano come promesse. C’è Berlusconi che si immola (un’altra volta) per il bene del Paese facendosi ministro e ci sono quelli che s’offrono, con l’apostrofo, come...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è Giorgia Meloni che da giorni ripete le solite cose, sempre e solo quelle, che contano come promesse. C’è Berlusconi che si immola (un’altra volta) per il bene del Paese facendosi ministro e ci sono quelli che s’offrono, con l’apostrofo, come sempre. Eccoci al quotidiano bestiario di governo. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>214</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /11</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-11--51527068</link><description><![CDATA[C’è Berlusconi che conta ormai come il due di picche, c’è Meloni con i regali per i maschi e quelli per le femmine e l’ex ministro Romani che avrebbe rubato addirittura al suo partito. <br />Eccoci al bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51527068</guid><pubDate>Tue, 11 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51527068/imported_e3fe8a81_31e4_4b4e_8614_08621ac9d4ce.mp3" length="3721090" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è Berlusconi che conta ormai come il due di picche, c’è Meloni con i regali per i maschi e quelli per le femmine e l’ex ministro Romani che avrebbe rubato addirittura al suo partito. 
Eccoci al bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è Berlusconi che conta ormai come il due di picche, c’è Meloni con i regali per i maschi e quelli per le femmine e l’ex ministro Romani che avrebbe rubato addirittura al suo partito. <br />Eccoci al bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>233</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /10</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-10--51517629</link><description><![CDATA[Giorgia Meloni torna ospite di quelli di Vox, questa volta non urla, ma i contenuti fanno schifo lo stesso. C’è il solito Bertolaso e c’è Licia Ronzulli che pretende un ministero. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51517629</guid><pubDate>Mon, 10 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51517629/imported_a6f2ddaf_aa0d_43c4_8780_67f6258d1943.mp3" length="3680966" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Giorgia Meloni torna ospite di quelli di Vox, questa volta non urla, ma i contenuti fanno schifo lo stesso. C’è il solito Bertolaso e c’è Licia Ronzulli che pretende un ministero. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.


#LaSveglia per La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giorgia Meloni torna ospite di quelli di Vox, questa volta non urla, ma i contenuti fanno schifo lo stesso. C’è il solito Bertolaso e c’è Licia Ronzulli che pretende un ministero. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>231</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /9</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-9--51490805</link><description><![CDATA[Silvio le prende in Europa, c’è il solito fascista che si dice frainteso e la transizione della transizione ecologica. Eccoci a nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51490805</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51490805/imported_882e5616_b975_4c67_82c2_8e252f4e14c7.mp3" length="3971030" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Silvio le prende in Europa, c’è il solito fascista che si dice frainteso e la transizione della transizione ecologica. Eccoci a nostro quotidiano bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Silvio le prende in Europa, c’è il solito fascista che si dice frainteso e la transizione della transizione ecologica. Eccoci a nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>249</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /8</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-8--51478648</link><description><![CDATA[C’è il solito Salvini che parla di cose che non sa, c’è Meloni che confessa la mancanza di classe dirigente e c’è anche chi, nel Lega, dice che se Salvini non sarà ministro è tutta colpa della sinistra. Bentornati al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51478648</guid><pubDate>Thu, 06 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51478648/imported_8e67a98b_b9ee_4346_9c26_1979a6304834.mp3" length="3717746" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è il solito Salvini che parla di cose che non sa, c’è Meloni che confessa la mancanza di classe dirigente e c’è anche chi, nel Lega, dice che se Salvini non sarà ministro è tutta colpa della sinistra. Bentornati al nostro bestiario di governo....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è il solito Salvini che parla di cose che non sa, c’è Meloni che confessa la mancanza di classe dirigente e c’è anche chi, nel Lega, dice che se Salvini non sarà ministro è tutta colpa della sinistra. Bentornati al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>233</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /7</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-7--51466479</link><description><![CDATA[Avanti con brio. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51466479</guid><pubDate>Wed, 05 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51466479/imported_ea7752ce_aea2_4ba6_bf91_7d0e44d33100.mp3" length="3518380" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Avanti con brio. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Avanti con brio. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>220</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /6</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-6--51455480</link><description><![CDATA[C’è il principe dell’Uganda che offre 100 mucche per Giorgia Meloni, c’è la Lega che si divide in correnti come un PD qualsiasi e c’è la bufala delle 7 mogli e il Reddito di cittadinanza. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51455480</guid><pubDate>Tue, 04 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51455480/imported_15d1be46_3026_410c_bba5_df878023284c.mp3" length="3759960" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è il principe dell’Uganda che offre 100 mucche per Giorgia Meloni, c’è la Lega che si divide in correnti come un PD qualsiasi e c’è la bufala delle 7 mogli e il Reddito di cittadinanza. Eccoci al nostro bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è il principe dell’Uganda che offre 100 mucche per Giorgia Meloni, c’è la Lega che si divide in correnti come un PD qualsiasi e c’è la bufala delle 7 mogli e il Reddito di cittadinanza. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>235</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /5</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-5--51445212</link><description><![CDATA[C’è la solita santificazione di Giorgia Meloni, c’è lei che si complimenta con l’Egitto per i diritti umani e c’è la Lega che si è inventata - indovina un po’ - la secessione. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51445212</guid><pubDate>Mon, 03 Oct 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51445212/imported_223ea1ab_7921_4ca8_985b_00a098f8befa.mp3" length="3640006" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è la solita santificazione di Giorgia Meloni, c’è lei che si complimenta con l’Egitto per i diritti umani e c’è la Lega che si è inventata - indovina un po’ - la secessione. Eccoci al nostro bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è la solita santificazione di Giorgia Meloni, c’è lei che si complimenta con l’Egitto per i diritti umani e c’è la Lega che si è inventata - indovina un po’ - la secessione. Eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>228</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /4</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-4--51422261</link><description><![CDATA[Sbagliano la data della Costituzione, bastonano Salvini da tutte le parti e dicono tutto e il contrario di tutto. Bentornati al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51422261</guid><pubDate>Fri, 30 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51422261/imported_ae9f2657_7cca_4b68_96ca_50361791bd70.mp3" length="3890364" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Sbagliano la data della Costituzione, bastonano Salvini da tutte le parti e dicono tutto e il contrario di tutto. Bentornati al nostro quotidiano bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sbagliano la data della Costituzione, bastonano Salvini da tutte le parti e dicono tutto e il contrario di tutto. Bentornati al nostro quotidiano bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>244</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /3</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-3--51408443</link><description><![CDATA[L’agiografia di Giorgia, Salvini bastonato, eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51408443</guid><pubDate>Thu, 29 Sep 2022 04:00:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51408443/imported_386556a8_2019_4268_8758_88281bd96d9a.mp3" length="3797995" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>L’agiografia di Giorgia, Salvini bastonato, eccoci al nostro bestiario di governo.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’agiografia di Giorgia, Salvini bastonato, eccoci al nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>238</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /2</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-2--51398042</link><description><![CDATA[C’è tutto il baccano per Umberto Bossi senatore a vita, c’è Sgarbi che si propone come ministro e il cosiddetto terzo polo che invece è il quarto che si attacca già alla gonna di Giorgia Meloni. Eccoci al nostro bestiario di governo. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51398042</guid><pubDate>Wed, 28 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51398042/imported_5a5b6f80_62a4_4604_bd84_cd280aa94905.mp3" length="3863614" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è tutto il baccano per Umberto Bossi senatore a vita, c’è Sgarbi che si propone come ministro e il cosiddetto terzo polo che invece è il quarto che si attacca già alla gonna di Giorgia Meloni. Eccoci al nostro bestiario di governo. 

#LaSveglia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è tutto il baccano per Umberto Bossi senatore a vita, c’è Sgarbi che si propone come ministro e il cosiddetto terzo polo che invece è il quarto che si attacca già alla gonna di Giorgia Meloni. Eccoci al nostro bestiario di governo. <br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>242</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata di governo /1</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-di-governo-1--51388466</link><description><![CDATA[È vero, non c’è più spazio per il bestiario elettorale essendo arrivate le elezioni. In compenso sono già iniziate le bestialità di un governo che deve mettersi in piedi in fretta per arrivare in tempo alla Legge di Bilancio e il materiale, ahinoi, abbonda. Eccoci al primo appuntamento del nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51388466</guid><pubDate>Tue, 27 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51388466/imported_2fffd05a_e5fb_4b37_8e33_c7d974306c8b.mp3" length="3535934" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>È vero, non c’è più spazio per il bestiario elettorale essendo arrivate le elezioni. In compenso sono già iniziate le bestialità di un governo che deve mettersi in piedi in fretta per arrivare in tempo alla Legge di Bilancio e il materiale, ahinoi,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È vero, non c’è più spazio per il bestiario elettorale essendo arrivate le elezioni. In compenso sono già iniziate le bestialità di un governo che deve mettersi in piedi in fretta per arrivare in tempo alla Legge di Bilancio e il materiale, ahinoi, abbonda. Eccoci al primo appuntamento del nostro bestiario di governo.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>221</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /42</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-42--51362771</link><description><![CDATA[Ultimo giorno di una pessima campagna elettorale e, come da tradizione, non mancano tutti gli ingredienti per confezionare l’ultimo bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51362771</guid><pubDate>Sat, 24 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51362771/imported_1cc60ce1_1a57_4da8_8c73_03f75b6e148b.mp3" length="3744914" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Ultimo giorno di una pessima campagna elettorale e, come da tradizione, non mancano tutti gli ingredienti per confezionare l’ultimo bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ultimo giorno di una pessima campagna elettorale e, come da tradizione, non mancano tutti gli ingredienti per confezionare l’ultimo bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>235</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /41</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-41--51348448</link><description><![CDATA[Feltri litiga da solo, Salvini e Meloni tanto per cambiare litigano e Calenda sostiene una filoputiniana. Eccoci al nostro bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51348448</guid><pubDate>Fri, 23 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51348448/imported_f05e3a86_6ae0_47a4_afe3_dee1adbd623d.mp3" length="3441893" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Feltri litiga da solo, Salvini e Meloni tanto per cambiare litigano e Calenda sostiene una filoputiniana. Eccoci al nostro bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Feltri litiga da solo, Salvini e Meloni tanto per cambiare litigano e Calenda sostiene una filoputiniana. Eccoci al nostro bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>216</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /40</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-40--51337079</link><description><![CDATA[Anche Salvini ha il suo milione di qualcosa per la campagna elettorale, Berlusconi dice di essere troppo avanti e intanto si denunciano le studentesse. Ecco il bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51337079</guid><pubDate>Thu, 22 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51337079/imported_4dedab9a_e833_4f82_8f2c_26a572578be7.mp3" length="3812623" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Anche Salvini ha il suo milione di qualcosa per la campagna elettorale, Berlusconi dice di essere troppo avanti e intanto si denunciano le studentesse. Ecco il bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Anche Salvini ha il suo milione di qualcosa per la campagna elettorale, Berlusconi dice di essere troppo avanti e intanto si denunciano le studentesse. Ecco il bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>239</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /39</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-39--51326233</link><description><![CDATA[C’è la destra sempre confusa e sconclusionata, ci sono le solite bufale sul reddito di cittadinanza e siamo qui al monto quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51326233</guid><pubDate>Wed, 21 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51326233/imported_e72da45a_18e4_4ac9_8186_cda615ff357d.mp3" length="4474671" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è la destra sempre confusa e sconclusionata, ci sono le solite bufale sul reddito di cittadinanza e siamo qui al monto quotidiano bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è la destra sempre confusa e sconclusionata, ci sono le solite bufale sul reddito di cittadinanza e siamo qui al monto quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>280</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /38</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-38--51310456</link><description><![CDATA[C’è, tanto per cambiare, un nazista con Fratelli d’Italia, c’è Pillon che rovina la recita a Giorgia Meloni e c’è un nuovo indovinato soprannome per Calenda (“il Napoleone dei Parioli”). Eccoci al nostro solito bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51310456</guid><pubDate>Tue, 20 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51310456/imported_4b0e50c7_152a_4bf2_a025_76311f5a12c7.mp3" length="4122331" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è, tanto per cambiare, un nazista con Fratelli d’Italia, c’è Pillon che rovina la recita a Giorgia Meloni e c’è un nuovo indovinato soprannome per Calenda (“il Napoleone dei Parioli”). Eccoci al nostro solito bestiario elettorale.

#LaSveglia per La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è, tanto per cambiare, un nazista con Fratelli d’Italia, c’è Pillon che rovina la recita a Giorgia Meloni e c’è un nuovo indovinato soprannome per Calenda (“il Napoleone dei Parioli”). Eccoci al nostro solito bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>258</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /37</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-37--51301266</link><description><![CDATA[Questa è l’ultima settimana prima del voto. Sarà una settimana intensa. Eccoci al nostro bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51301266</guid><pubDate>Mon, 19 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51301266/imported_fb4cd2bd_43b2_4d87_9b76_ac075ad5652f.mp3" length="4413231" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Questa è l’ultima settimana prima del voto. Sarà una settimana intensa. Eccoci al nostro bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Questa è l’ultima settimana prima del voto. Sarà una settimana intensa. Eccoci al nostro bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>276</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /36</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-36--51276522</link><description><![CDATA[Il bestiario della giornata elettorale /36<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51276522</guid><pubDate>Fri, 16 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51276522/imported_e1a2b64b_6747_46be_acdb_db6296c99442.mp3" length="3854419" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Il bestiario della giornata elettorale /36</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il bestiario della giornata elettorale /36<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>241</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /35</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-35--51259520</link><description><![CDATA[Di Maio che balla, Gasparri smemorato, Puglia ostile per Calenda e Casellati che saluta. Eccoci al bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51259520</guid><pubDate>Thu, 15 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51259520/imported_018a6c3f_27a6_46cf_ad62_36fe8e95c2a4.mp3" length="3759124" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Di Maio che balla, Gasparri smemorato, Puglia ostile per Calenda e Casellati che saluta. Eccoci al bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Di Maio che balla, Gasparri smemorato, Puglia ostile per Calenda e Casellati che saluta. Eccoci al bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>235</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /34</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-34--51245122</link><description><![CDATA[C’è Salvini che ormai attacca anche gli alleati, c’è Letta che rinnega gli alleati prima che canti il gallo e ci sono le promesse irrealizzabili di tutti i partiti. Ecco il bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51245122</guid><pubDate>Wed, 14 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51245122/imported_ba1feea0_243a_4a58_8fe8_2233b30102e0.mp3" length="3997779" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>C’è Salvini che ormai attacca anche gli alleati, c’è Letta che rinnega gli alleati prima che canti il gallo e ci sono le promesse irrealizzabili di tutti i partiti. Ecco il bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[C’è Salvini che ormai attacca anche gli alleati, c’è Letta che rinnega gli alleati prima che canti il gallo e ci sono le promesse irrealizzabili di tutti i partiti. Ecco il bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>250</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /33</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-33--51231780</link><description><![CDATA[Confindustria tenta di farsi santa davanti al Papa, Calenda fa i dibattiti in Dad e Renzi non vede la trave nel suo occhio e poi c’è il solito Salvini. Torna il bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51231780</guid><pubDate>Tue, 13 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51231780/imported_ec63e2cb_d3d6_44f8_bf4a_7f381df8f7a6.mp3" length="3541368" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Confindustria tenta di farsi santa davanti al Papa, Calenda fa i dibattiti in Dad e Renzi non vede la trave nel suo occhio e poi c’è il solito Salvini. Torna il bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Confindustria tenta di farsi santa davanti al Papa, Calenda fa i dibattiti in Dad e Renzi non vede la trave nel suo occhio e poi c’è il solito Salvini. Torna il bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>222</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /32</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-32--51221555</link><description><![CDATA[Buon lunedì. Inizia la settimana e non si ferma mai il nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51221555</guid><pubDate>Mon, 12 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51221555/imported_a92b4901_e375_4bb5_8b01_baefdfe30899.mp3" length="3277217" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Buon lunedì. Inizia la settimana e non si ferma mai il nostro quotidiano bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Buon lunedì. Inizia la settimana e non si ferma mai il nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>205</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /31</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-31--51188047</link><description><![CDATA[Brutte notizie per Letta e Salvini. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51188047</guid><pubDate>Fri, 09 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51188047/imported_568d3bcd_f058_4f01_a067_dafd31d313c7.mp3" length="4933172" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Brutte notizie per Letta e Salvini. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Brutte notizie per Letta e Salvini. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>309</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /30</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-30--51177440</link><description><![CDATA[La legge elettorale che fa schifo a tutti, il ministero della banalità energetica e Calenda tradotto. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51177440</guid><pubDate>Thu, 08 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51177440/imported_44ebc618_1b2c_4036_a10f_81354f1a0ed9.mp3" length="3840626" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>La legge elettorale che fa schifo a tutti, il ministero della banalità energetica e Calenda tradotto. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.

#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La legge elettorale che fa schifo a tutti, il ministero della banalità energetica e Calenda tradotto. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>241</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /29</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-29--51167028</link><description><![CDATA[Mille balle blu<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51167028</guid><pubDate>Wed, 07 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51167028/imported_b9bc71ff_a8c8_4dfb_ba5a_853ad9d0959e.mp3" length="4196728" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Mille balle blu


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mille balle blu<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>263</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /28</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-28--51150846</link><description><![CDATA[Berlusconi influencer, Calenda che corteggia Giorgia Meloni e la balla della Lega sula leva.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51150846</guid><pubDate>Tue, 06 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51150846/imported_73e1d056_dc38_4b50_8232_f5d56225417f.mp3" length="4235180" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Berlusconi influencer, Calenda che corteggia Giorgia Meloni e la balla della Lega sula leva.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Berlusconi influencer, Calenda che corteggia Giorgia Meloni e la balla della Lega sula leva.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>265</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /27</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-27--51141359</link><description><![CDATA[Tutti al forum di Cernobbio, tanto per dare l’idea di una campagna elettorale in mezzo alla gente. Sì, come no. Siamo alle solite. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51141359</guid><pubDate>Mon, 05 Sep 2022 05:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51141359/imported_620cc6b9_5786_4181_8070_14def018bb18.mp3" length="3882422" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Tutti al forum di Cernobbio, tanto per dare l’idea di una campagna elettorale in mezzo alla gente. Sì, come no. Siamo alle solite. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tutti al forum di Cernobbio, tanto per dare l’idea di una campagna elettorale in mezzo alla gente. Sì, come no. Siamo alle solite. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>243</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /26</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-26--51108859</link><description><![CDATA[Per capire quanto siamo arrivati in basso basti pensare che stanno litigando sui feti. Ma non c’è solo questo: c’è Gratteri che mostra gli effetti della riforma Cartabia, ci sono i politici che sbarcano TikTok e soprattutto c’è il nostro solito quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51108859</guid><pubDate>Fri, 02 Sep 2022 04:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51108859/imported_77705632_6780_4246_9c47_8b478a33e8db.mp3" length="4159111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Per capire quanto siamo arrivati in basso basti pensare che stanno litigando sui feti. Ma non c’è solo questo: c’è Gratteri che mostra gli effetti della riforma Cartabia, ci sono i politici che sbarcano TikTok e soprattutto c’è il nostro solito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per capire quanto siamo arrivati in basso basti pensare che stanno litigando sui feti. Ma non c’è solo questo: c’è Gratteri che mostra gli effetti della riforma Cartabia, ci sono i politici che sbarcano TikTok e soprattutto c’è il nostro solito quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>260</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /25</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-25--51094439</link><description><![CDATA[Morti che non sono morti, vivi che festeggiano i morti stappando champagne e altre corbellerie. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51094439</guid><pubDate>Thu, 01 Sep 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51094439/imported_ff207163_8cad_47f4_9c16_9227ca773221.mp3" length="3809280" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Morti che non sono morti, vivi che festeggiano i morti stappando champagne e altre corbellerie. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Morti che non sono morti, vivi che festeggiano i morti stappando champagne e altre corbellerie. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>239</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /24</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-24--51082619</link><description><![CDATA[Povera Meloni sconfessata perfino dai suoi candidati. E povero Di Maio che si mette a bisticciare col Copasir. E povero Calenda che litiga con i sondaggisti. E povero pure il cavallo. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51082619</guid><pubDate>Wed, 31 Aug 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51082619/imported_d969777c_0aa3_47b0_9773_a3c880e9ed7d.mp3" length="3979389" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Povera Meloni sconfessata perfino dai suoi candidati. E povero Di Maio che si mette a bisticciare col Copasir. E povero Calenda che litiga con i sondaggisti. E povero pure il cavallo. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Povera Meloni sconfessata perfino dai suoi candidati. E povero Di Maio che si mette a bisticciare col Copasir. E povero Calenda che litiga con i sondaggisti. E povero pure il cavallo. Eccoci al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>249</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /23</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-23--51066228</link><description><![CDATA[Salvini e Meloni non riescono a mettersi d’accordo nemmeno sui migranti, pensa te, e intanto il bestiario elettorale aggiunge una nuova densa puntata.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51066228</guid><pubDate>Tue, 30 Aug 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51066228/imported_24087fec_a331_42a4_b4b3_84ca5d9ae142.mp3" length="4329639" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Salvini e Meloni non riescono a mettersi d’accordo nemmeno sui migranti, pensa te, e intanto il bestiario elettorale aggiunge una nuova densa puntata.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Salvini e Meloni non riescono a mettersi d’accordo nemmeno sui migranti, pensa te, e intanto il bestiario elettorale aggiunge una nuova densa puntata.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>271</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-22--51055480</link><description><![CDATA[Inizia la settimana, è lunedì, e siamo pronti a partire a mille con il nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51055480</guid><pubDate>Mon, 29 Aug 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51055480/imported_ef4a70d6_0cd2_4fc0_abd3_73530551322c.mp3" length="3464463" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Inizia la settimana, è lunedì, e siamo pronti a partire a mille con il nostro quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Inizia la settimana, è lunedì, e siamo pronti a partire a mille con il nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>217</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /21</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-21--51031518</link><description><![CDATA[Pensavate di avere toccato il fondo? Preparatevi a scavare. Tra Giorgia Meloni e il Venezuela e Forza Italia che si svuota siamo al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51031518</guid><pubDate>Fri, 26 Aug 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51031518/imported_2b5e3d0b_eaf7_4bb0_9865_976b3b100594.mp3" length="3985658" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Pensavate di avere toccato il fondo? Preparatevi a scavare. Tra Giorgia Meloni e il Venezuela e Forza Italia che si svuota siamo al nostro quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Pensavate di avere toccato il fondo? Preparatevi a scavare. Tra Giorgia Meloni e il Venezuela e Forza Italia che si svuota siamo al nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>250</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-20--51020283</link><description><![CDATA[Parla Draghi e tutti si sciolgono, senza nemmeno avere capito cosa abbia detto. Mentre le alte cariche dello Stato passano da quelli di Comunione e Liberazione continua il nostro bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51020283</guid><pubDate>Thu, 25 Aug 2022 04:01:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51020283/imported_d371ab93_0d37_4b7c_9088_cdba994fae70.mp3" length="4236852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Parla Draghi e tutti si sciolgono, senza nemmeno avere capito cosa abbia detto. Mentre le alte cariche dello Stato passano da quelli di Comunione e Liberazione continua il nostro bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Parla Draghi e tutti si sciolgono, senza nemmeno avere capito cosa abbia detto. Mentre le alte cariche dello Stato passano da quelli di Comunione e Liberazione continua il nostro bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>265</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /19</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-19--51007944</link><description><![CDATA[Va in onda la sagra di Comunione e Liberazione, una lobby che in qualsiasi Paese sano provocherebbe vergogna e che invece da noi riesce a coagulare quasi tutti i partiti. Eccoci nel nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51007944</guid><pubDate>Wed, 24 Aug 2022 04:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51007944/imported_63a48c03_08e7_43c0_b7d9_1a9c16c25ca3.mp3" length="4059637" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Va in onda la sagra di Comunione e Liberazione, una lobby che in qualsiasi Paese sano provocherebbe vergogna e che invece da noi riesce a coagulare quasi tutti i partiti. Eccoci nel nostro quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Va in onda la sagra di Comunione e Liberazione, una lobby che in qualsiasi Paese sano provocherebbe vergogna e che invece da noi riesce a coagulare quasi tutti i partiti. Eccoci nel nostro quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>254</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /18</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-18--51000262</link><description><![CDATA[Eccole qui le candidature di tutti quelli che negli ultimi giorni hanno sciorinato giudizi sulle candidature degli altri. Tenetevi forte, arriva il quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51000262</guid><pubDate>Tue, 23 Aug 2022 04:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/51000262/imported_a4bd86e0_c320_4f49_aa31_9021cadd273d.mp3" length="3980225" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Eccole qui le candidature di tutti quelli che negli ultimi giorni hanno sciorinato giudizi sulle candidature degli altri. Tenetevi forte, arriva il quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Eccole qui le candidature di tutti quelli che negli ultimi giorni hanno sciorinato giudizi sulle candidature degli altri. Tenetevi forte, arriva il quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>249</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-17--50986563</link><description><![CDATA[Se il buongiorno si vede dalle candidature stiamo a posto. Berlusconiani a 5 stelle, Renzi fa quello che rimprovera agli altri e altre bestialità. Continua il bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50986563</guid><pubDate>Mon, 22 Aug 2022 04:01:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50986563/imported_d62fd0dc_feb6_4527_9e88_a2568f0996ea.mp3" length="4284081" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Se il buongiorno si vede dalle candidature stiamo a posto. Berlusconiani a 5 stelle, Renzi fa quello che rimprovera agli altri e altre bestialità. Continua il bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Se il buongiorno si vede dalle candidature stiamo a posto. Berlusconiani a 5 stelle, Renzi fa quello che rimprovera agli altri e altre bestialità. Continua il bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>268</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il bestiario della giornata elettorale /16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-bestiario-della-giornata-elettorale-16--50953018</link><description><![CDATA[Meloni non vede la fiamma, Salvini si butta sull’editoria e Di Maio fa la gara al partitino più lungo. Il quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50953018</guid><pubDate>Fri, 19 Aug 2022 04:01:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://dts.podtrac.com/redirect.mp3/api.spreaker.com/download/episode/50953018/imported_37d6876a_adb5_4c78_b6ce_f852b01d0632.mp3" length="4093910" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Giulio Cavalli</itunes:author><itunes:subtitle>Meloni non vede la fiamma, Salvini si butta sull’editoria e Di Maio fa la gara al partitino più lungo. Il quotidiano bestiario elettorale.


#LaSveglia per La Notizia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Meloni non vede la fiamma, Salvini si butta sull’editoria e Di Maio fa la gara al partitino più lungo. Il quotidiano bestiario elettorale.<br /><br /><br />#LaSveglia per La Notizia<br /><br />Diventa un supporter di questo podcast: <a href="https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss">https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support</a>.]]></itunes:summary><itunes:duration>256</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e21aa8e060aa9603d6b65d00e66fc155.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
