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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>La Musica come Pratica dell'Impossibile</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/la-musica-come-pratica-dell-impossibile--2859329</link><description><![CDATA[Monografie oltre ai generi<br />Un programma di Michele Selva<br /><br />Musica come superamento di confini, di generi e come possibilità infinite di ascolto. Dentro e fuori la partitura, il testo, il palco, la sala da concerto<br /><br />Grafica di Alessandro Mazzoni]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/2859329/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Music</category><copyright>Copyright USMARADIO</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/abb0aa26f397b19e2df40ab67bfcd672.jpg</url><title>La Musica come Pratica dell'Impossibile</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/la-musica-come-pratica-dell-impossibile--2859329</link></image><lastBuildDate>Tue, 17 Feb 2026 10:59:57 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>USMARADIO</itunes:name><itunes:email>micheleselva@hotmail.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/abb0aa26f397b19e2df40ab67bfcd672.jpg"/><itunes:subtitle>Monografie oltre ai generi
Un programma di Michele Selva

Musica come superamento di confini, di generi e come possibilità infinite di ascolto. Dentro e fuori la partitura, il testo, il palco, la sala da concerto

Grafica di Alessandro Mazzoni</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Monografie oltre ai generi<br />Un programma di Michele Selva<br /><br />Musica come superamento di confini, di generi e come possibilità infinite di ascolto. Dentro e fuori la partitura, il testo, il palco, la sala da concerto<br /><br />Grafica di Alessandro Mazzoni]]></itunes:summary><itunes:category text="Music"/><itunes:category text="Music"><itunes:category text="Music History"/></itunes:category><itunes:category text="Music"><itunes:category text="Music Commentary"/></itunes:category><itunes:explicit>false</itunes:explicit><podcast:guid>672de640-28b4-5c7c-8088-e2c444b25587</podcast:guid><itunes:type>episodic</itunes:type><item><title>100Trane ― Viaggio nelle galassie di John Coltrane</title><link>https://www.spreaker.com/episode/100trane-viaggio-nelle-galassie-di-john-coltrane--70096088</link><description><![CDATA[Nel centenario della nascita di John Coltrane, Michele Selva firma una puntata che non è una celebrazione commemorativa, ma un attraversamento.<br /><br />100TRANE è un viaggio nelle galassie di un musicista che ha fatto della musica un atto totale: disciplina, ascesi, preghiera, tensione verso l’oltre. Dalla forma canzone e dal jazz moderno fino alla dissoluzione dei confini tra improvvisazione, spiritualità e suono puro, Coltrane ha abitato la musica come spazio di trasformazione continua.<br /><br />La puntata segue una traiettoria non lineare, fatta di studi ossessivi, crisi, rinascite e visioni: l’incontro con le grandi avanguardie del Novecento, la costruzione di un linguaggio armonico senza precedenti, l’apertura alle musiche del mondo, fino a una concezione della musica come pratica spirituale ed ecumenica.<br /><br />Un racconto che attraversa opere, svolte e mutazioni, restituendo Coltrane come ciò che è stato e continua a essere: non un genere, non uno stile, ma una forza in movimento.<br /><br />🎶 <b>Un programma a cura di Michele Selva</b><br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - <a href="https://www.usmaradio.org/show/la-musica-come-pratica-impossibile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Musica come Pratica dell'Impossibile</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/70096088</guid><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:59:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/70096088/mcpdi_coltrane_mix_mixdown.mp3" length="30029659" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>Nel centenario della nascita di John Coltrane, Michele Selva firma una puntata che non è una celebrazione commemorativa, ma un attraversamento.

100TRANE è un viaggio nelle galassie di un musicista che ha fatto della musica un atto totale: disciplina,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel centenario della nascita di John Coltrane, Michele Selva firma una puntata che non è una celebrazione commemorativa, ma un attraversamento.<br /><br />100TRANE è un viaggio nelle galassie di un musicista che ha fatto della musica un atto totale: disciplina, ascesi, preghiera, tensione verso l’oltre. Dalla forma canzone e dal jazz moderno fino alla dissoluzione dei confini tra improvvisazione, spiritualità e suono puro, Coltrane ha abitato la musica come spazio di trasformazione continua.<br /><br />La puntata segue una traiettoria non lineare, fatta di studi ossessivi, crisi, rinascite e visioni: l’incontro con le grandi avanguardie del Novecento, la costruzione di un linguaggio armonico senza precedenti, l’apertura alle musiche del mondo, fino a una concezione della musica come pratica spirituale ed ecumenica.<br /><br />Un racconto che attraversa opere, svolte e mutazioni, restituendo Coltrane come ciò che è stato e continua a essere: non un genere, non uno stile, ma una forza in movimento.<br /><br />🎶 <b>Un programma a cura di Michele Selva</b><br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - <a href="https://www.usmaradio.org/show/la-musica-come-pratica-impossibile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Musica come Pratica dell'Impossibile</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1236</itunes:duration><itunes:keywords>100,coltrane,jazz,johncoltrane,micheleselva,musica,ritratti,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6295cb9db34d02b60b0f04df2b257fa7.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Per voce sola: Lucio Battisti poeta compositore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/per-voce-sola-lucio-battisti-poeta-compositore--68754623</link><description><![CDATA[𝗣𝗲𝗿 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗮: 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲<br /><br />Michele Selva ci conduce nel ritratto di Lucio Battisti, figura centrale e insieme sfuggente della musica italiana del Novecento. Non solo cantautore: Battisti è presentato qui come compositore e poeta del suono, capace di dissolvere le categorie di genere e riconfigurare la forma canzone secondo una sensibilità profondamente internazionale, nutrita di soul, rhythm &amp; blues, sperimentazione e suggestioni elettroniche.<br /><br />La puntata ripercorre i passaggi chiave della sua carriera: dagli esordi come turnista e chitarrista fino all’incontro decisivo con Mogol; dall’espansione formale che trasforma strofe e ritornelli in vere e proprie suite, alle sperimentazioni progressive e alle intuizioni ritmiche e timbriche che lo collocano ben oltre i confini del pop italiano. Si raccontano inoltre i periodi di ritiro e i ritorni — il progressivo spostamento verso la sperimentazione elettronica, il sodalizio con Pasquale Panella e la stagione degli «album bianchi» — mostrando come ogni svolta sia parte di un arco coerente di ricerca.<br /><br />Questa puntata vuole mettere in luce la tensione costante in Battisti tra consumo popolare e ricerca radicale: una musica che pretende l’emozione diretta ma che non rinuncia all’elaborazione formale, che usa la voce come uno strumento e il testo come materia sonora. È il racconto di un artista che continua a sorprendere, scomparendo e riapparendo per poi reinventarsi, e che ha saputo rendere la propria curiosità un patrimonio collettivo.<br /><br />🎶 <b>Un programma a cura di Michele Selva</b><br />Regia di Alessandro Renzi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68754623</guid><pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:38:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68754623/mcpdi_battisti_mixdown_v2.mp3" length="28911760" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝗣𝗲𝗿 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗮: 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲

Michele Selva ci conduce nel ritratto di Lucio Battisti, figura centrale e insieme sfuggente della musica italiana del Novecento. Non solo cantautore: Battisti è presentato qui come compositore e poeta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝗣𝗲𝗿 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗮: 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗲𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲<br /><br />Michele Selva ci conduce nel ritratto di Lucio Battisti, figura centrale e insieme sfuggente della musica italiana del Novecento. Non solo cantautore: Battisti è presentato qui come compositore e poeta del suono, capace di dissolvere le categorie di genere e riconfigurare la forma canzone secondo una sensibilità profondamente internazionale, nutrita di soul, rhythm &amp; blues, sperimentazione e suggestioni elettroniche.<br /><br />La puntata ripercorre i passaggi chiave della sua carriera: dagli esordi come turnista e chitarrista fino all’incontro decisivo con Mogol; dall’espansione formale che trasforma strofe e ritornelli in vere e proprie suite, alle sperimentazioni progressive e alle intuizioni ritmiche e timbriche che lo collocano ben oltre i confini del pop italiano. Si raccontano inoltre i periodi di ritiro e i ritorni — il progressivo spostamento verso la sperimentazione elettronica, il sodalizio con Pasquale Panella e la stagione degli «album bianchi» — mostrando come ogni svolta sia parte di un arco coerente di ricerca.<br /><br />Questa puntata vuole mettere in luce la tensione costante in Battisti tra consumo popolare e ricerca radicale: una musica che pretende l’emozione diretta ma che non rinuncia all’elaborazione formale, che usa la voce come uno strumento e il testo come materia sonora. È il racconto di un artista che continua a sorprendere, scomparendo e riapparendo per poi reinventarsi, e che ha saputo rendere la propria curiosità un patrimonio collettivo.<br /><br />🎶 <b>Un programma a cura di Michele Selva</b><br />Regia di Alessandro Renzi]]></itunes:summary><itunes:duration>1190</itunes:duration><itunes:keywords>battisti,luciobattisti,micheleselva,musica,podcast,ritratti,selva,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/13d4526886c9482c455d43a9d1e0c45d.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Torneremo ancora: i viaggi e i ritorni di Franco Battiato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/torneremo-ancora-i-viaggi-e-i-ritorni-di-franco-battiato--68046438</link><description><![CDATA[<b>𝐋𝐀</b><b> </b><b>𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀</b><b> </b><b>𝐂𝐎𝐌𝐄</b><b> </b><b>𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀</b><b> </b><b>𝐃𝐄𝐋𝐋</b><b>'</b><b>𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 -</b><b> Monografie oltre ai generi</b><br /><b>𝗧𝗼𝗿𝗻𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮: 𝗶 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮𝘁𝗼</b><br /><b></b><br />Michele Selva racconta Franco Battiato: un artista totale, capace di trasformare ogni svolta personale in un’occasione di ricerca sonora e intellettuale. Dall’avanguardia elettronica dei primi anni Settanta all’apertura popcolta che lo ha portato al grande pubblico, passando per gli incontri con la filosofia e la spiritualità, in particolare l’impronta del filosofo Gurdjieff, Battiato costruisce una poetica fatta di rinascite, contaminazioni e ritorni.<br /><br />Questa puntata esplora la struttura circolare della sua opera: macro-fasi coerenti che convivono con microcosmi stilistici distinti, sperimentazione, canzone d’autore reinventata, contaminazioni classiche, progetti multimediali e collaborazioni inattese. Lì dove altri vedono contraddizione, Battiato vede risorsa: la sua pratica artistica è un viaggio che oscilla tra ricerca interiore e desiderio di comunicazione, tra rigore formale e leggerezza comunicativa.<br /><br />Un ritratto radiofonico che attraversa le sue svolte più decisive: il periodo sperimentale, l’era del pop, la stagione delle opere e la lunga intesa con Manlio Sgalambro e prova a mettere in luce la coerenza profonda che le tiene insieme. È la storia di un autore che ha saputo tornare su sé stesso mantenendo sempre intatta la curiosità per il mondo <br /><br />🎶 Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/68046438</guid><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 13:35:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/68046438/mcpdi_battiato_mixdown_v2.mp3" length="25404305" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi
𝗧𝗼𝗿𝗻𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮: 𝗶 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮𝘁𝗼

Michele Selva racconta Franco Battiato: un artista totale, capace di trasformare ogni svolta personale in un’occasione di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>𝐋𝐀</b><b> </b><b>𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀</b><b> </b><b>𝐂𝐎𝐌𝐄</b><b> </b><b>𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀</b><b> </b><b>𝐃𝐄𝐋𝐋</b><b>'</b><b>𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 -</b><b> Monografie oltre ai generi</b><br /><b>𝗧𝗼𝗿𝗻𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮: 𝗶 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮𝘁𝗼</b><br /><b></b><br />Michele Selva racconta Franco Battiato: un artista totale, capace di trasformare ogni svolta personale in un’occasione di ricerca sonora e intellettuale. Dall’avanguardia elettronica dei primi anni Settanta all’apertura popcolta che lo ha portato al grande pubblico, passando per gli incontri con la filosofia e la spiritualità, in particolare l’impronta del filosofo Gurdjieff, Battiato costruisce una poetica fatta di rinascite, contaminazioni e ritorni.<br /><br />Questa puntata esplora la struttura circolare della sua opera: macro-fasi coerenti che convivono con microcosmi stilistici distinti, sperimentazione, canzone d’autore reinventata, contaminazioni classiche, progetti multimediali e collaborazioni inattese. Lì dove altri vedono contraddizione, Battiato vede risorsa: la sua pratica artistica è un viaggio che oscilla tra ricerca interiore e desiderio di comunicazione, tra rigore formale e leggerezza comunicativa.<br /><br />Un ritratto radiofonico che attraversa le sue svolte più decisive: il periodo sperimentale, l’era del pop, la stagione delle opere e la lunga intesa con Manlio Sgalambro e prova a mettere in luce la coerenza profonda che le tiene insieme. È la storia di un autore che ha saputo tornare su sé stesso mantenendo sempre intatta la curiosità per il mondo <br /><br />🎶 Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi]]></itunes:summary><itunes:duration>1044</itunes:duration><itunes:keywords>battiato,francobattiato,micheleselva,monografia,musica,podcast,ritratti,selva</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7501d28499115be364e61ec6648d2f11.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Four women: le vite di Nina Simone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/four-women-le-vite-di-nina-simone--63023917</link><description><![CDATA[<br /><br /><br /><br />𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 – Monografie oltre ai generi<br />𝗙𝗼𝘂𝗿 𝗪𝗼𝗺𝗲𝗻: 𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗡𝗶𝗻𝗮 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲<br /><br />Michele Selva ci porta in un viaggio unico attraverso le vite di Nina Simone, una delle figure più straordinarie e complesse del panorama musicale del Novecento. Più di una semplice cantante o pianista, Nina Simone è stata il simbolo vivente della molteplicità: un’artista in cui hanno convissuto e si sono scontrate bellezza, dolore, ribellione e vulnerabilità.<br /><br />In questa puntata, scopriremo le tante sfaccettature di Eunice Kathleen Waymon, meglio conosciuta come Nina Simone: dalla giovane promessa del pianoforte classico, ostacolata dal razzismo, alla cantante che ha trasformato i polverosi locali di Atlantic City negli anni '50 in palcoscenici leggendari; dalla madre e amante tormentata alla regina capricciosa delle scene internazionali.<br /><br />Ma Nina Simone è stata anche un’attivista indomabile per i diritti civili, capace di cantare la rabbia e la speranza di un’intera generazione. Con la sua voce drammatica e i suoi gesti musicali unici, ha dato vita a brani immortali come Four Women, che non solo raccontano storie, ma incarnano intere identità.<br /><br />Attraverso un ritratto profondo e sincero, la puntata esplora la vita e l’opera di una donna in perenne lotta con sé stessa e il mondo, capace di trasformare il disagio in forza e la vulnerabilità in un’arma poetica.<br /><br />🎶 Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎧 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐏𝐎𝐃𝐂𝐀𝐒𝐓 La Musica come Pratica dell’Impossibile: bit.ly/usma-mcpdi<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/63023917</guid><pubDate>Fri, 29 Nov 2024 12:05:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/63023917/mcpdi_simone_mixdown_v2.mp3" length="38992154" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 – Monografie oltre ai generi
𝗙𝗼𝘂𝗿 𝗪𝗼𝗺𝗲𝗻: 𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗡𝗶𝗻𝗮 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲

Michele Selva ci porta in un viaggio unico attraverso le vite di Nina Simone, una delle figure più straordinarie e complesse del panorama musicale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<br /><br /><br /><br />𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 – Monografie oltre ai generi<br />𝗙𝗼𝘂𝗿 𝗪𝗼𝗺𝗲𝗻: 𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗡𝗶𝗻𝗮 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲<br /><br />Michele Selva ci porta in un viaggio unico attraverso le vite di Nina Simone, una delle figure più straordinarie e complesse del panorama musicale del Novecento. Più di una semplice cantante o pianista, Nina Simone è stata il simbolo vivente della molteplicità: un’artista in cui hanno convissuto e si sono scontrate bellezza, dolore, ribellione e vulnerabilità.<br /><br />In questa puntata, scopriremo le tante sfaccettature di Eunice Kathleen Waymon, meglio conosciuta come Nina Simone: dalla giovane promessa del pianoforte classico, ostacolata dal razzismo, alla cantante che ha trasformato i polverosi locali di Atlantic City negli anni '50 in palcoscenici leggendari; dalla madre e amante tormentata alla regina capricciosa delle scene internazionali.<br /><br />Ma Nina Simone è stata anche un’attivista indomabile per i diritti civili, capace di cantare la rabbia e la speranza di un’intera generazione. Con la sua voce drammatica e i suoi gesti musicali unici, ha dato vita a brani immortali come Four Women, che non solo raccontano storie, ma incarnano intere identità.<br /><br />Attraverso un ritratto profondo e sincero, la puntata esplora la vita e l’opera di una donna in perenne lotta con sé stessa e il mondo, capace di trasformare il disagio in forza e la vulnerabilità in un’arma poetica.<br /><br />🎶 Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎧 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐏𝐎𝐃𝐂𝐀𝐒𝐓 La Musica come Pratica dell’Impossibile: bit.ly/usma-mcpdi<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></itunes:summary><itunes:duration>967</itunes:duration><itunes:keywords>micheleselva,musica,ninasimone,ritratti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b45cdeb880b1e7b88fca64a5fd86b0fc.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Contraddire la musa: l'ascolto secondo Helmut Lachenmann</title><link>https://www.spreaker.com/episode/contraddire-la-musa-l-ascolto-secondo-helmut-lachenmann--58049081</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗮: 𝗹'𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗛𝗲𝗹𝗺𝘂𝘁 𝗟𝗮𝗰𝗵𝗲𝗻𝗺𝗮𝗻𝗻<br /><br />Michele Selva ci guida attraverso le intricanti composizioni di Helmut Lachenmann: nato nel 1935, il compositore tedesco si distingue come un artigiano del suono, plasmando la materia sonora con un'approccio unico. La sua musica è una testimonianza dell'interazione tra corpo e strumento, una fusione tra il sensibile e l'inespresso.<br /><br />In questo episodio, esploreremo la poetica di Lachenmann, un musicista che sfida i cliché e crea un linguaggio sonoro distinto. Da opere radicali degli anni '70 - tra le altre "Salut für Caudwell" - ai capolavori del decenni successivo come "Ausklang", scopriremo il percorso unico di questo compositore nel tentativo di rivelare l'indefinibile attraverso il suono.<br /><br />Un viaggio nella "pasta del sensibile" musicale, dove la nudità primordiale del suono incontra la poetica dell'ineffabile.<br />Attraverso la sua estetica oggettuale, la sua composizione diviene un dialogo intimo tra il corpo degli strumenti e il mondo sonoro, un'esperienza tanto provocante quanto profondamente umana.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - La Musica come Pratica dell'Impossibile: <a href="https://www.bit.ly/usma-mcpi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bit.ly/usma-mcpdi</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/58049081</guid><pubDate>Mon, 18 Dec 2023 17:24:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/58049081/mcpdi_lachemann_mixdown_v2.mp3" length="37028651" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗮: 𝗹'𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗛𝗲𝗹𝗺𝘂𝘁 𝗟𝗮𝗰𝗵𝗲𝗻𝗺𝗮𝗻𝗻

Michele Selva ci guida attraverso le intricanti composizioni di Helmut Lachenmann: nato nel 1935, il compositore tedesco si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗮: 𝗹'𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗛𝗲𝗹𝗺𝘂𝘁 𝗟𝗮𝗰𝗵𝗲𝗻𝗺𝗮𝗻𝗻<br /><br />Michele Selva ci guida attraverso le intricanti composizioni di Helmut Lachenmann: nato nel 1935, il compositore tedesco si distingue come un artigiano del suono, plasmando la materia sonora con un'approccio unico. La sua musica è una testimonianza dell'interazione tra corpo e strumento, una fusione tra il sensibile e l'inespresso.<br /><br />In questo episodio, esploreremo la poetica di Lachenmann, un musicista che sfida i cliché e crea un linguaggio sonoro distinto. Da opere radicali degli anni '70 - tra le altre "Salut für Caudwell" - ai capolavori del decenni successivo come "Ausklang", scopriremo il percorso unico di questo compositore nel tentativo di rivelare l'indefinibile attraverso il suono.<br /><br />Un viaggio nella "pasta del sensibile" musicale, dove la nudità primordiale del suono incontra la poetica dell'ineffabile.<br />Attraverso la sua estetica oggettuale, la sua composizione diviene un dialogo intimo tra il corpo degli strumenti e il mondo sonoro, un'esperienza tanto provocante quanto profondamente umana.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - La Musica come Pratica dell'Impossibile: <a href="https://www.bit.ly/usma-mcpi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bit.ly/usma-mcpdi</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>918</itunes:duration><itunes:keywords>helmutlachenmann,lachenmann,micheleselva,musica,musicacontemporanea,ritratti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/344067a0b19d2e5bd1a0eaf2e07b290b.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Incontri obliqui: le produzioni di Brian Eno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/incontri-obliqui-le-produzioni-di-brian-eno--54446881</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗜𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗼𝗯𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶: 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗿𝗶𝗮𝗻 𝗘𝗻𝗼<br /><br /> Dopo la monografia dedicata alla produzione personale di Brian Eno, già esplorata in questo programma nel dicembre 2018 (ascoltabile qui: bit.ly/mcpdi-brianeno), oggi partiamo verso un viaggio che ha come destinazione una molteplicità di ascolti: sono infatti innumerevoli, oblique ed eterogenee le pubblicazioni musicali uscite sono la guida del Brian Eno produttore nel corso della sua carriera, molte di queste entrate di diritto nella storia della musica contemporanea. <br /><br /> Si parte nella New York di fine anni ’70 in cui le proposte dell’Artists Space di Soho, teatro di molti gruppi alternativi ispirati al free jazz di Ayler e Coltrane, alle avanguardie minimaliste ma anche al garage e al punk più genuine, affascineranno Eno a tal punto che la selezione di quel sound rabbioso, violento e rumoroso diventerà la selezione di un disco considerato manifesto della scena No Wave di quegli anni.<br /><br />Gli anni successivi vedranno la sua produzione forgiare una pietra miliare dopo l’altra, la ritmica nevrotica si fonde alla scena New Wave, al post punk e all’elettronica tedesca arrivando a dischi come quelli dei DEVO, di Robert Calver e degli Ultravox. L’ultimo ventennio del secolo si contraddistingue invece per la ricerca costante di un valore “etnico”, esotico, ritmico e corale ma elettronicamente più disteso influenzato dal suo stupendo naufragare ambient, di cui ad Eno si può riconoscere la paternità del genere. Sono figli di questo periodo i dischi dei britannici James (Wah Wah, Whiplash e Millionaires) ma anche di Teresa De Sio, Zvuki Mu o i portoghesi The Gift.<br /><br />Il nome di Eno è legato inoltre a quello dello straordinario produttore Daniel Lanois, il cui sodalizio artistico porterà ai natali dei popolarissimi U2, lanciati a livello mondiale con gli album The Joshua Tree, Achtung Baby, Zooropa e All that you can’t leave behind. Il racconto di Michele Selva prosegue poi con ascolti dedicati alla Penguin Cafè Orchestra, dell’etichetta Obscure e di Gabin Bryars, arrivando fino ai giorni d’oggi.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - La Musica come Pratica dell'Impossibile: bit.ly/usma-mcpdi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/54446881</guid><pubDate>Wed, 28 Jun 2023 08:12:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/54446881/mcpdi_eno2_mixdown_v2.mp3" length="57041924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi
𝗜𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗼𝗯𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶: 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗿𝗶𝗮𝗻 𝗘𝗻𝗼

 Dopo la monografia dedicata alla produzione personale di Brian Eno, già esplorata in questo programma nel dicembre 2018 (ascoltabile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗜𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗼𝗯𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶: 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗿𝗶𝗮𝗻 𝗘𝗻𝗼<br /><br /> Dopo la monografia dedicata alla produzione personale di Brian Eno, già esplorata in questo programma nel dicembre 2018 (ascoltabile qui: bit.ly/mcpdi-brianeno), oggi partiamo verso un viaggio che ha come destinazione una molteplicità di ascolti: sono infatti innumerevoli, oblique ed eterogenee le pubblicazioni musicali uscite sono la guida del Brian Eno produttore nel corso della sua carriera, molte di queste entrate di diritto nella storia della musica contemporanea. <br /><br /> Si parte nella New York di fine anni ’70 in cui le proposte dell’Artists Space di Soho, teatro di molti gruppi alternativi ispirati al free jazz di Ayler e Coltrane, alle avanguardie minimaliste ma anche al garage e al punk più genuine, affascineranno Eno a tal punto che la selezione di quel sound rabbioso, violento e rumoroso diventerà la selezione di un disco considerato manifesto della scena No Wave di quegli anni.<br /><br />Gli anni successivi vedranno la sua produzione forgiare una pietra miliare dopo l’altra, la ritmica nevrotica si fonde alla scena New Wave, al post punk e all’elettronica tedesca arrivando a dischi come quelli dei DEVO, di Robert Calver e degli Ultravox. L’ultimo ventennio del secolo si contraddistingue invece per la ricerca costante di un valore “etnico”, esotico, ritmico e corale ma elettronicamente più disteso influenzato dal suo stupendo naufragare ambient, di cui ad Eno si può riconoscere la paternità del genere. Sono figli di questo periodo i dischi dei britannici James (Wah Wah, Whiplash e Millionaires) ma anche di Teresa De Sio, Zvuki Mu o i portoghesi The Gift.<br /><br />Il nome di Eno è legato inoltre a quello dello straordinario produttore Daniel Lanois, il cui sodalizio artistico porterà ai natali dei popolarissimi U2, lanciati a livello mondiale con gli album The Joshua Tree, Achtung Baby, Zooropa e All that you can’t leave behind. Il racconto di Michele Selva prosegue poi con ascolti dedicati alla Penguin Cafè Orchestra, dell’etichetta Obscure e di Gabin Bryars, arrivando fino ai giorni d’oggi.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - La Musica come Pratica dell'Impossibile: bit.ly/usma-mcpdi]]></itunes:summary><itunes:duration>1420</itunes:duration><itunes:keywords>ambient,ambientmusic,brianeno,contortions,devo,electronics,james,micheleselva,monografia,nowave,nyc,penguincafeorchestra,podcast,ritratti,talkingheads,teresadesio,u2,ultravox,usmaradio,zvukimu</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e95903a071bf5c4562679b8f3dc808e8.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pierre Boulez: l'inquieto e il rigore</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pierre-boulez-l-inquieto-e-il-rigore--53592872</link><description><![CDATA[<i>“𝑺𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒑𝒊ù 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒆𝒇𝒇𝒊𝒄𝒂𝒄𝒆 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒆𝒍𝒊𝒓𝒊𝒐 𝒆 𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒍𝒐"</i><br /><br />𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗕𝗼𝘂𝗹𝗲𝘇: 𝗹'𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗲𝘁𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗴𝗼𝗿𝗲<br /><br />Nelle precedenti puntate del programma, abbiamo più volte narrato del grande movimento d’avanguardia musicale europeo, concentratosi in particolare a Darmstadt, durante agli anni ’50 del secolo scorso, il punto di partenza in azione e reazione di tutto quello che andrà a seguire nel Novecento. Lo abbiamo visto attraverso le monografie su Bruno Maderna, Luigi Nono, György Ligeti, Iannis Xenakis, Karlheinz Stockhausen e in dialettica opposta o complementare anche John Cage e Giacinto Scelsi. Come un'ideale chiusura del cerchio, andiamo oggi alla scoperta di uno dei più carismatici, per certi tratti autoritari e sicuramente influenti personaggi di quegli anni, il compositore e direttore d’orchestra francesce Pierre Boulez.<br /><br />In gioventù Boulez si ritirò dagli studi matematici per intraprendere quelli musicali anche se i primi influenzerrano particolarmente il suo approccio alla composizione. Con il trasferimento a Parigi avviò una vera e propria rivoluzione musicale insieme a Stockhausen appunto e al belga Henri Pousseur, accentuata dall’incontro con il giovane John Cage durante gli anni Sessanta. Proprio nella capitale francesce fondò nel 1970 l’IRCAM, l’istituto per l’esplorazione e lo sviluppo della musica moderna. Compositore innovativo e aperto alla sperimentazione di quegli anni, Pierre Boulez fu anche un’eccezionale direttore d’orchestra, a capo dell’orchestra di Cleveland, la sinfonica della BBC e la Filarmonica di New York in cui contribuì alla diffusione del repertorio di Debussy, Mahler e Stravinsky.<br /><br />Michele Selva ci porta a conoscere una figura imprescendibile della cosiddetta classica contemporanea, nonché uno dei precursori ella musica elettronica e delle su infinite possibilità.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Illustrazione tratta da un’immagine di Artcurial <br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - La Musica come Pratica dell'Impossibile: bit.ly/usma-mcpdi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53592872</guid><pubDate>Tue, 25 Apr 2023 08:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53592872/mcpdi_boulez_mixdown_v2.mp3" length="44294126" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>“𝑺𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒑𝒊ù 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒆𝒇𝒇𝒊𝒄𝒂𝒄𝒆 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒆𝒍𝒊𝒓𝒊𝒐 𝒆 𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒍𝒐"

𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi
𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗕𝗼𝘂𝗹𝗲𝘇: 𝗹'𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗲𝘁𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗴𝗼𝗿𝗲

Nelle precedenti puntate del programma,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<i>“𝑺𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒑𝒊ù 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒆𝒇𝒇𝒊𝒄𝒂𝒄𝒆 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒆𝒍𝒊𝒓𝒊𝒐 𝒆 𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒍𝒐"</i><br /><br />𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗕𝗼𝘂𝗹𝗲𝘇: 𝗹'𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗲𝘁𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗴𝗼𝗿𝗲<br /><br />Nelle precedenti puntate del programma, abbiamo più volte narrato del grande movimento d’avanguardia musicale europeo, concentratosi in particolare a Darmstadt, durante agli anni ’50 del secolo scorso, il punto di partenza in azione e reazione di tutto quello che andrà a seguire nel Novecento. Lo abbiamo visto attraverso le monografie su Bruno Maderna, Luigi Nono, György Ligeti, Iannis Xenakis, Karlheinz Stockhausen e in dialettica opposta o complementare anche John Cage e Giacinto Scelsi. Come un'ideale chiusura del cerchio, andiamo oggi alla scoperta di uno dei più carismatici, per certi tratti autoritari e sicuramente influenti personaggi di quegli anni, il compositore e direttore d’orchestra francesce Pierre Boulez.<br /><br />In gioventù Boulez si ritirò dagli studi matematici per intraprendere quelli musicali anche se i primi influenzerrano particolarmente il suo approccio alla composizione. Con il trasferimento a Parigi avviò una vera e propria rivoluzione musicale insieme a Stockhausen appunto e al belga Henri Pousseur, accentuata dall’incontro con il giovane John Cage durante gli anni Sessanta. Proprio nella capitale francesce fondò nel 1970 l’IRCAM, l’istituto per l’esplorazione e lo sviluppo della musica moderna. Compositore innovativo e aperto alla sperimentazione di quegli anni, Pierre Boulez fu anche un’eccezionale direttore d’orchestra, a capo dell’orchestra di Cleveland, la sinfonica della BBC e la Filarmonica di New York in cui contribuì alla diffusione del repertorio di Debussy, Mahler e Stravinsky.<br /><br />Michele Selva ci porta a conoscere una figura imprescendibile della cosiddetta classica contemporanea, nonché uno dei precursori ella musica elettronica e delle su infinite possibilità.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Illustrazione tratta da un’immagine di Artcurial <br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - La Musica come Pratica dell'Impossibile: bit.ly/usma-mcpdi]]></itunes:summary><itunes:duration>1101</itunes:duration><itunes:keywords>boulez,classica,classicacontemporanea,johncage,micheleselva,monografia,musica,orchestra,pierreboulez,rigore,ritratti,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4adcb1b4d6936f7a3b6a18a9e7cc4c05.jpg"/><itunes:season>5</itunes:season><itunes:episode>5</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bob Dylan e le stanze della poesia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bob-dylan-e-le-stanze-della-poesia--53148841</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗕𝗼𝗯 𝗗𝘆𝗹𝗮𝗻 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮<br /><br />A distanza di anni dall’ultimo approfondimento su Usmaradio, arriva un nuovo episodio de La Musica come Pratica dell’Impossibile dedicato a Bob Dylan.<br />Mentre nelle prime tre puntate sono stati esplorati gli aspetti artistici e compositivi in un ideale tris biografico intitolato “L’altro Dylan e l’America”, Michele Selva questa volta ne analizza la poetica in una produzione, quella dylania, di una creatività apparentemente inesauribile. Entreremo in uno degli aspetti più cruciali della produzione del Nobel per letteratura nel 2016: il luogo della poesia, uno spazio astratto in cui timbro, voce, suono e testo sono inscindibili e in cui la tradizione, da Omero fino alla moderna letteratura americana di Herman Melville e Walt Whitman, arriva fino ai giorni nostri.<br /><br />Bob Dylan è uno dei pochi autori che ha scritto almeno una canzone su ogni situazione o stato d’animo che ognuno di noi ha attraversato nella vita, questo approccio caleidoscopico è stato di ispirazione nel creare una trasmissione radio intitolata <b>Theme Time Radio Hour</b>, ondata in onda dal 2006 al 2009 e che ha visto la realizzazione di 102 episodi di circa un’ora ciascuno in cui Dylan ha affrontato, tra canzoni, conversazioni e poesia stessa, tra i più svariati argomenti e sentimenti che riguardano la quotidianità dell’essere umano.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine tratta da una fotografia di Emmanuel Rosario - Tutti i diritti riservati<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - <a href="https://bit.ly/usma-mcpdi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Musica come Pratica dell'Impossibile</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/53148841</guid><pubDate>Wed, 15 Mar 2023 09:29:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/53148841/mcpdi_dylaniv_2023_mixdown_v2.mp3" length="61555611" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi 
𝗕𝗼𝗯 𝗗𝘆𝗹𝗮𝗻 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮

A distanza di anni dall’ultimo approfondimento su Usmaradio, arriva un nuovo episodio de La Musica come Pratica dell’Impossibile dedicato a Bob...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗕𝗼𝗯 𝗗𝘆𝗹𝗮𝗻 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮<br /><br />A distanza di anni dall’ultimo approfondimento su Usmaradio, arriva un nuovo episodio de La Musica come Pratica dell’Impossibile dedicato a Bob Dylan.<br />Mentre nelle prime tre puntate sono stati esplorati gli aspetti artistici e compositivi in un ideale tris biografico intitolato “L’altro Dylan e l’America”, Michele Selva questa volta ne analizza la poetica in una produzione, quella dylania, di una creatività apparentemente inesauribile. Entreremo in uno degli aspetti più cruciali della produzione del Nobel per letteratura nel 2016: il luogo della poesia, uno spazio astratto in cui timbro, voce, suono e testo sono inscindibili e in cui la tradizione, da Omero fino alla moderna letteratura americana di Herman Melville e Walt Whitman, arriva fino ai giorni nostri.<br /><br />Bob Dylan è uno dei pochi autori che ha scritto almeno una canzone su ogni situazione o stato d’animo che ognuno di noi ha attraversato nella vita, questo approccio caleidoscopico è stato di ispirazione nel creare una trasmissione radio intitolata <b>Theme Time Radio Hour</b>, ondata in onda dal 2006 al 2009 e che ha visto la realizzazione di 102 episodi di circa un’ora ciascuno in cui Dylan ha affrontato, tra canzoni, conversazioni e poesia stessa, tra i più svariati argomenti e sentimenti che riguardano la quotidianità dell’essere umano.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine tratta da una fotografia di Emmanuel Rosario - Tutti i diritti riservati<br /><br />🎶 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐍𝐀𝐋𝐄 - <a href="https://bit.ly/usma-mcpdi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Musica come Pratica dell'Impossibile</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1534</itunes:duration><itunes:keywords>bobdylan,cantautorato,dylan,micheleselva,monografia,podcast,poesia,ritratti,themetimeradiohour,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6558ff721c2e35f754032cf505f2c182.jpg"/><itunes:season>5</itunes:season><itunes:episode>4</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arvo Pärt: come risuona l'infinito</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arvo-part-come-risuona-l-infinito--52604450</link><description><![CDATA[<b>LA MUSICA COME PRATICA DELL'IMPOSSIBILE</b> - Monografie oltre ai generi<br /><b>Arvo Pärt: come risuona l'infinito</b><br /><br />La prima monografia de La Musica come Pratica dell’Impossibile del 2023 è dedicata al maggiore compositore vivente in termini di numeri di esecuzioni delle sue opere in tutto il mondo, stiamo parlando di Arvo Pärt. Nato nel cuore dell'Estonia nel 1935, tra cupi scenari industriali e difficoltà culturali dovuti al contesto storico-politico restìo all’apertura verso occidente, si apre il suo percorso musicale fatto di semplici epifanie e scoperte fondamentali attraverso il pianoforte, l’oboe e le percussioni. Coerenza e conoscenza dello stile compositivo sono i cardini stilistici del giovane Arvo durante i suoi studi al conservatorio di Tallinn, sotto la guida del suo primo mentore, il compositore Heino Eller. Palestrina, contrappunto e senso dell’essenziale sono termini compositivi che lo stesso Pärt acquisisce e che elaborerà maggiormente con il tempo.<br /><br />Inizia una ricerca tra una serie di stili moderni e antichi per individuarne uno proprio: la polifonia, la dodecafonia e il serialismo sono passaggi chiave a cui unisce fin da subito la componente umanistica, questo connubio tra rigore del mezzo e schiettezza, lo porterà alla scrittura di Perpetuum Mobile, il suo primo grande successo. Poi il confronto con il mondo della radiofonia e il collage, il culto per Johan Sebastian Bach e altre attività che lo allontaneranno dalla produzione orchestrale per diversi anni. I suoi lavori più noti infatti, nascono da uno stile che ha sviluppato dopo questa pausa che è durata fino al 1978, durante la quale rinnegò i suoi primi approcci alla composizione contemporanea, inclusa la tecnica dodecafonica, partorendo un nuovo stile che richiama il suono delle campane: il Tintinnabuli. “Il mio nuovo stile di composizione nasce da un seme che sentivo di avere dentro di me”, dichiarò.<br /><br />Le sue composizioni di Arvo assumono un tempo lento e meditativo e scrittura minimalista, condite dal "silenzio" scritto nella musica. Für Alina può essere considerata la composizione chiave dello stile tintinnabuli di Arvo Pärt e, simbolicamente, il punto di partenza di tutte le sue opere successive di grande successo.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine elaborata da un'illustrazione di Eiko Ojala - Tutti i diritti riservati<br />]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/52604450</guid><pubDate>Thu, 02 Feb 2023 06:37:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/52604450/mcpdi_arvopart_mixdown_v1.mp3" length="41611071" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>LA MUSICA COME PRATICA DELL'IMPOSSIBILE - Monografie oltre ai generi
Arvo Pärt: come risuona l'infinito

La prima monografia de La Musica come Pratica dell’Impossibile del 2023 è dedicata al maggiore compositore vivente in termini di numeri di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[<b>LA MUSICA COME PRATICA DELL'IMPOSSIBILE</b> - Monografie oltre ai generi<br /><b>Arvo Pärt: come risuona l'infinito</b><br /><br />La prima monografia de La Musica come Pratica dell’Impossibile del 2023 è dedicata al maggiore compositore vivente in termini di numeri di esecuzioni delle sue opere in tutto il mondo, stiamo parlando di Arvo Pärt. Nato nel cuore dell'Estonia nel 1935, tra cupi scenari industriali e difficoltà culturali dovuti al contesto storico-politico restìo all’apertura verso occidente, si apre il suo percorso musicale fatto di semplici epifanie e scoperte fondamentali attraverso il pianoforte, l’oboe e le percussioni. Coerenza e conoscenza dello stile compositivo sono i cardini stilistici del giovane Arvo durante i suoi studi al conservatorio di Tallinn, sotto la guida del suo primo mentore, il compositore Heino Eller. Palestrina, contrappunto e senso dell’essenziale sono termini compositivi che lo stesso Pärt acquisisce e che elaborerà maggiormente con il tempo.<br /><br />Inizia una ricerca tra una serie di stili moderni e antichi per individuarne uno proprio: la polifonia, la dodecafonia e il serialismo sono passaggi chiave a cui unisce fin da subito la componente umanistica, questo connubio tra rigore del mezzo e schiettezza, lo porterà alla scrittura di Perpetuum Mobile, il suo primo grande successo. Poi il confronto con il mondo della radiofonia e il collage, il culto per Johan Sebastian Bach e altre attività che lo allontaneranno dalla produzione orchestrale per diversi anni. I suoi lavori più noti infatti, nascono da uno stile che ha sviluppato dopo questa pausa che è durata fino al 1978, durante la quale rinnegò i suoi primi approcci alla composizione contemporanea, inclusa la tecnica dodecafonica, partorendo un nuovo stile che richiama il suono delle campane: il Tintinnabuli. “Il mio nuovo stile di composizione nasce da un seme che sentivo di avere dentro di me”, dichiarò.<br /><br />Le sue composizioni di Arvo assumono un tempo lento e meditativo e scrittura minimalista, condite dal "silenzio" scritto nella musica. Für Alina può essere considerata la composizione chiave dello stile tintinnabuli di Arvo Pärt e, simbolicamente, il punto di partenza di tutte le sue opere successive di grande successo.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine elaborata da un'illustrazione di Eiko Ojala - Tutti i diritti riservati<br />]]></itunes:summary><itunes:duration>1034</itunes:duration><itunes:keywords>arvopart,arvopärt,classica,contemporanea,micheleselva,monografie,musica,orchestra,part,pärt,tintinnabuli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/948e2f7b03adbd2df9a51ac7a5d10f17.jpg"/><itunes:season>5</itunes:season><itunes:episode>3</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dal ciel profondo o l'abisso: le anime di Diamanda Galás</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dal-ciel-profondo-o-l-abisso-le-anime-di-diamanda-galas--51837632</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗗𝗮𝗹 𝗰𝗶𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗼 𝗹'𝗮𝗯𝗶𝘀𝘀𝗼: 𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗮𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗚𝗮𝗹á𝘀<br /><br />Nota alle cronache per essere la diva dell’avantgarde newyorkese, nell’ultima puntata de La Musica come Pratica dell’Impossibile di Michele Selva si va alla scoperta dell’arte e della personalità fuori dal comune di Diamanda Galás: artista eclettica, scioccante e dalla luminosa oscurità, per parafrase il titolo dell'episodio. Una voce la sua, unica e prodigiosa cresciuta fertile attraverso gli studi classici che le hanno permesso di esprimere tutto il suo potenziale, dato da una prorompente e celebrata estensione vocale superiore alle tre ottave e mezzo ma anche da una specificità di stile veramente unica nel panorama mondiale contemporaneo.<br /><br />La sua forza vocale dai connotati oscuri e luciferini le hanno permesso di abitare in maniera drammatica letteratura, storia, l'impegno sociale in cui ha raccontato la sofferenza degli emarginati e la lotta costante per superare la malattia mentale, oltre ad un'ispirazione multi-culturale: emerge in molte delle sue opere infatti, l’ineffabile melisma per le tradizioni vocali medio orientali influenzate dalle sue origini mediterranee, oltre ad un spiccato interesse per la fisicità, lo “sporco” e il recitativo, pur mantenendo affinità all’impostazione del canto classico. Galás è riuscita a fondere subconscio, magia e storia in un flusso sonoro altamente emozionante, composizioni per voci sovraincise ed elettronica dissonante, estremamente convulse e opprimenti.<br /><br />Tra i suoi album memorabili, connotati da generi diversi che spaziano dal blues, fino al jazz e al gospel ma sempre improntati alla sperimentazione, ricordiamo l’assolo canoro di dodici minuti di "Wild Women With Steak-Knive” (1982) in cui blocchi di grida orrende, rapidissime e concitate, si alternano vagiti disumani; poi nello stesso anno le "Litanies Of Satan”, Galás recita i versi maledetti dell’inferno di Baudelaire più enfatica e sguaiata che mai, mentre un tamburo batte colpi funerei, l'elettronica solleva folate gelide e altre voci filtrate borbottano in sottofondo; e poi ancora, questa volta è dal vivo che Diamanda stupisce il pubblico: nel 1991 l'iconico concerto registrato presso la Cattedrale di St. John the Divine a New York, dedicato e ispirato ai malati e ai morti dell’AIDS, tra cui l’amato fratello deceduto poco tempo prima proprio per aver contratto il virus. Diamanda qui è la peste nera, la personifica in una propria, teatrale e potente liturgia per creare liberazione e sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno, quello che riguarda i malati di HIV, che ne ha portato all'ostracizzazione nell’America di quei anni.<br /><br />“La morte non è nel non poter comunicare ma nel non essere più compresi” diceva Pier Paolo Pasolini e Diamanda, sua grande ammiratrice, ha fatto di queste parole il suo mantra, inseguendo quella eccentricità stilistica attraverso vari linguaggi sperimentati e interpretati nella sua carriera artistica; solo una minima parte di essi sono stati ricordati in questa presentazione, per scoprirne di più non perdetevi questa biografia in musica dedicata all’artista americana.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine elaborata da una fotografia di Paul Harris - Tutti i diritti riservati]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51837632</guid><pubDate>Tue, 15 Nov 2022 09:18:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51837632/mcpdi_gala_s_mixdown_ok.mp3" length="31226765" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
𝗗𝗮𝗹 𝗰𝗶𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗼 𝗹'𝗮𝗯𝗶𝘀𝘀𝗼: 𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗮𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗚𝗮𝗹á𝘀&#13;
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Nota alle cronache per essere la diva dell’avantgarde newyorkese, nell’ultima puntata de La Musica come Pratica...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗗𝗮𝗹 𝗰𝗶𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗼 𝗹'𝗮𝗯𝗶𝘀𝘀𝗼: 𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗮𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗚𝗮𝗹á𝘀<br /><br />Nota alle cronache per essere la diva dell’avantgarde newyorkese, nell’ultima puntata de La Musica come Pratica dell’Impossibile di Michele Selva si va alla scoperta dell’arte e della personalità fuori dal comune di Diamanda Galás: artista eclettica, scioccante e dalla luminosa oscurità, per parafrase il titolo dell'episodio. Una voce la sua, unica e prodigiosa cresciuta fertile attraverso gli studi classici che le hanno permesso di esprimere tutto il suo potenziale, dato da una prorompente e celebrata estensione vocale superiore alle tre ottave e mezzo ma anche da una specificità di stile veramente unica nel panorama mondiale contemporaneo.<br /><br />La sua forza vocale dai connotati oscuri e luciferini le hanno permesso di abitare in maniera drammatica letteratura, storia, l'impegno sociale in cui ha raccontato la sofferenza degli emarginati e la lotta costante per superare la malattia mentale, oltre ad un'ispirazione multi-culturale: emerge in molte delle sue opere infatti, l’ineffabile melisma per le tradizioni vocali medio orientali influenzate dalle sue origini mediterranee, oltre ad un spiccato interesse per la fisicità, lo “sporco” e il recitativo, pur mantenendo affinità all’impostazione del canto classico. Galás è riuscita a fondere subconscio, magia e storia in un flusso sonoro altamente emozionante, composizioni per voci sovraincise ed elettronica dissonante, estremamente convulse e opprimenti.<br /><br />Tra i suoi album memorabili, connotati da generi diversi che spaziano dal blues, fino al jazz e al gospel ma sempre improntati alla sperimentazione, ricordiamo l’assolo canoro di dodici minuti di "Wild Women With Steak-Knive” (1982) in cui blocchi di grida orrende, rapidissime e concitate, si alternano vagiti disumani; poi nello stesso anno le "Litanies Of Satan”, Galás recita i versi maledetti dell’inferno di Baudelaire più enfatica e sguaiata che mai, mentre un tamburo batte colpi funerei, l'elettronica solleva folate gelide e altre voci filtrate borbottano in sottofondo; e poi ancora, questa volta è dal vivo che Diamanda stupisce il pubblico: nel 1991 l'iconico concerto registrato presso la Cattedrale di St. John the Divine a New York, dedicato e ispirato ai malati e ai morti dell’AIDS, tra cui l’amato fratello deceduto poco tempo prima proprio per aver contratto il virus. Diamanda qui è la peste nera, la personifica in una propria, teatrale e potente liturgia per creare liberazione e sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno, quello che riguarda i malati di HIV, che ne ha portato all'ostracizzazione nell’America di quei anni.<br /><br />“La morte non è nel non poter comunicare ma nel non essere più compresi” diceva Pier Paolo Pasolini e Diamanda, sua grande ammiratrice, ha fatto di queste parole il suo mantra, inseguendo quella eccentricità stilistica attraverso vari linguaggi sperimentati e interpretati nella sua carriera artistica; solo una minima parte di essi sono stati ricordati in questa presentazione, per scoprirne di più non perdetevi questa biografia in musica dedicata all’artista americana.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine elaborata da una fotografia di Paul Harris - Tutti i diritti riservati]]></itunes:summary><itunes:duration>1293</itunes:duration><itunes:keywords>avantgarde,biografia,diamanda,diamandagalas,galas,micheleselva,musica,podcast,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/de456d64345f153f1a34cb450cf27d48.jpg"/><itunes:season>5</itunes:season><itunes:episode>2</itunes:episode><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sylvano Bussotti: quando la libertà si scrive in bella copia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sylvano-bussotti-quando-la-liberta-si-scrive-in-bella-copia--51386534</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗦𝘆𝗹𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗕𝘂𝘀𝘀𝗼𝘁𝘁𝗶: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁à 𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗽𝗶𝗮<br /><br />La nuova stagione de La Musica come Pratica dell’Impossibile inaugura con un approfondimento sulla figura del compositore, uomo di teatro, pittore, scenografo e costumista fiorentino Sylvano Bussotti. Proprio le sue numerose personalità artistiche ci permettono di definirlo come “quinta essenza” della creatività in un continuo confronto geniale con una classicità musicale che trascendete storicismi. È la consueta voce dell'autore Michele Selva ad accompagnarci in questo viaggio nel segno della libertà del gesto: dall’arte figurativa, al teatro fino alla composizione.<br /><br />È proprio il palcoscenico teatrale ad affascinare Bussotti fin dalla più tenera età, a cinque anni scopre la musica attraverso gli studi di violino perfezionati al conservatorio, un insieme di fondanti epifanie creative in cui sono stati determinanti il fratello Renzo e lo zio materno Tono Zancanaro, entrambi pittori.<br />Nel 1949 a Padova approfondisce da autodidatta lo studio della composizione e si trasferisce successivamente a Parigi, dove nel biennio 1956-1958 inizia a frequentare i corsi privati di Max Deutsch e incontra Pierre Boulez e Heinz-Klaus Metzger, che lo conduce a Darmstadt, dove conosce John Cage e da lì rimane affascinato dalla filosofia del compositore americano, la quale sembra offrirgli una strada alternativa alla scuola di Boulez ed intraprendere con fermezza il percorso che lo porta all’aserialismo.<br /><br />Un’influenza importantissima quella dei pittori in casa Bussotti, fin dal ragazzo infatti, Sylvano lavora alla composizione musicale così come al disegno e alla pittura, che lo porta ad allestire mostre d’arte in vari paesi del mondo. Dall’attività concertistica si sviluppa poi l’esperienza teatrale che gli permette di occuparsi anche di cinema e televisione. Nel 1984 nasce a Genazzano la B.O.B ovvero la BUSSOTTIOPERABALLET sintesi della sua esperienza creativa costituita da spettacoli di teatro musicale contemporaneo che trovano fama e respiro internazionale attraverso concerti, spettacoli e mostre d’arte.<br /><br />Questa è solo una parte del mondo di Sylvano Bussotti che vi invitiamo a conoscere o riscoprire attraverso questa nuova monografia in musica.<br />Si ringraziano l’autore biografico Luigi Esposito e Rocco Quaglia, animatore inesauribile del pensiero bussottiano.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Sylvano Bussotti e Roberto Masotti in memoriam]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51386534</guid><pubDate>Mon, 05 Sep 2022 08:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51386534/mcpdi_bussotti_mixdown.mp3" length="35598128" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
𝗦𝘆𝗹𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗕𝘂𝘀𝘀𝗼𝘁𝘁𝗶: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁à 𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗽𝗶𝗮&#13;
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La nuova stagione de La Musica come Pratica dell’Impossibile inaugura con un approfondimento sulla figura del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗦𝘆𝗹𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗕𝘂𝘀𝘀𝗼𝘁𝘁𝗶: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁à 𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲 𝗶𝗻 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗽𝗶𝗮<br /><br />La nuova stagione de La Musica come Pratica dell’Impossibile inaugura con un approfondimento sulla figura del compositore, uomo di teatro, pittore, scenografo e costumista fiorentino Sylvano Bussotti. Proprio le sue numerose personalità artistiche ci permettono di definirlo come “quinta essenza” della creatività in un continuo confronto geniale con una classicità musicale che trascendete storicismi. È la consueta voce dell'autore Michele Selva ad accompagnarci in questo viaggio nel segno della libertà del gesto: dall’arte figurativa, al teatro fino alla composizione.<br /><br />È proprio il palcoscenico teatrale ad affascinare Bussotti fin dalla più tenera età, a cinque anni scopre la musica attraverso gli studi di violino perfezionati al conservatorio, un insieme di fondanti epifanie creative in cui sono stati determinanti il fratello Renzo e lo zio materno Tono Zancanaro, entrambi pittori.<br />Nel 1949 a Padova approfondisce da autodidatta lo studio della composizione e si trasferisce successivamente a Parigi, dove nel biennio 1956-1958 inizia a frequentare i corsi privati di Max Deutsch e incontra Pierre Boulez e Heinz-Klaus Metzger, che lo conduce a Darmstadt, dove conosce John Cage e da lì rimane affascinato dalla filosofia del compositore americano, la quale sembra offrirgli una strada alternativa alla scuola di Boulez ed intraprendere con fermezza il percorso che lo porta all’aserialismo.<br /><br />Un’influenza importantissima quella dei pittori in casa Bussotti, fin dal ragazzo infatti, Sylvano lavora alla composizione musicale così come al disegno e alla pittura, che lo porta ad allestire mostre d’arte in vari paesi del mondo. Dall’attività concertistica si sviluppa poi l’esperienza teatrale che gli permette di occuparsi anche di cinema e televisione. Nel 1984 nasce a Genazzano la B.O.B ovvero la BUSSOTTIOPERABALLET sintesi della sua esperienza creativa costituita da spettacoli di teatro musicale contemporaneo che trovano fama e respiro internazionale attraverso concerti, spettacoli e mostre d’arte.<br /><br />Questa è solo una parte del mondo di Sylvano Bussotti che vi invitiamo a conoscere o riscoprire attraverso questa nuova monografia in musica.<br />Si ringraziano l’autore biografico Luigi Esposito e Rocco Quaglia, animatore inesauribile del pensiero bussottiano.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Sylvano Bussotti e Roberto Masotti in memoriam]]></itunes:summary><itunes:duration>1476</itunes:duration><itunes:keywords>bob,bussotti,bussottioperaballet,johncage,micheleselva,monografie,musica,musicaclassica,musicacontemporanea,sylvanobussotti,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b7466fb4c89e6b6392e12f40c22d98bb.jpg"/><itunes:season>5</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Einstürzende Neubauten, quando gli accordi diventano cicatrici</title><link>https://www.spreaker.com/episode/einsturzende-neubauten-quando-gli-accordi-diventano-cicatrici--49953784</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗘𝗶𝗻𝘀𝘁ü𝗿𝘇𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗡𝗲𝘂𝗯𝗮𝘂𝘁𝗲𝗻, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗶𝗰𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶<br /><br />Insieme a Michele Selva andiamo alla scoperta dei rumorosi Einstürzende Neubauten, letteralmente “nuovi edifici che crollano” i protagonisti dell’ultima puntata di La Musica come Pratica dell’Impossibile.  <br /><br />Nati nella Berlino divisa culturalmente e geograficamente di inizio anni ’80, per il leader del gruppo Blixa Bargeld (già noto al nostro pubblico per la puntata su Nick Cave, disponibile qui: <a href="https://bit.ly/mcpdi-cave)" rel="noopener">https://bit.ly/mcpdi-cave)</a> e gli altri quattro componenti del gruppo d’origine, la musica nasce quasi senza strumenti convenzionali.<br /> La band infatti, armeggia per necessità e ispirazione veri e propri strumenti costruiti dalle rovine ancora presenti in una città segnata dalle cicatrici della guerra: chitarre dismesse, catene, trapani, tubi di plastica ed alluminio. Il loro desiderio nasce sempre dal caos come diranno, ed è proprio attraverso questa ispirazione che in Neubauten tracceranno la via per la creazione di nuovi paradigmi musicali. Il loro suono, concreto, nuovo e arcaico allo stesso tempo è la metafora delle nuove città tedesche: rumorose, organiche, industriali e in via di espansione, così come il suono dei Neubatuen, ancora troppo acerbo all’epoca per essere definito musica ma che in seguito, perseverando, li porterà ad “ampliare il nuovo mondo finché non ci sarà più nient’altro che questo”, come ha dichiarato lo stesso Bargeld.  <br /><br />Tuttavia quello degli Einstürzende Neubauten non è solo un nichilismo distruttivo fine a stesso, tutt’altro: il loro è un rumore essenzialmente positivo e costruttivo, è dalle rovine che riprende una rinascita e una pars construens, ovvero l’indicazione propositiva della strada da seguire; citando un passaggio del loro brano MoDiMiDoFrSaSo del 1987 “nel cratere nascono di nuovo i fiori”.  <br /><br />La band, ancora attivissima e impegnata in un tour europeo proprio in queste settimane, virerà poi con l’avvento del nuovo millennio le proprie sonorità verso un addolcimento raffinato nelle produzioni, con il magistrale album “Silence is Sexy” (2001) viene restituita quella dimensione dell’ascolto e del silenzio come elemento sensuale e contenitore per ogni tipo di suono accettato e non culturalmente discutibile.  <br /><br />Nonostante i cambiamenti nella produzione, c’è una costante e una coerenza che contraddistingue gli Einstürzende Neubauten, il loro suono è realizzato nella dialettica dei suoi opposti più estremi, dal frastuono violento delle percussioni all’impercettibile, un potere primitivo e folle su cui invitiamo ogni ascoltatore a farsi coinvolgere. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Immagine di Iramusl - Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 License ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49953784</guid><pubDate>Thu, 26 May 2022 13:42:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49953784/mcpdi_eneubauten_mixdown_v2.mp3" length="27575313" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
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Insieme a Michele Selva andiamo alla scoperta dei rumorosi Einstürzende Neubauten, letteralmente “nuovi edifici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗘𝗶𝗻𝘀𝘁ü𝗿𝘇𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗡𝗲𝘂𝗯𝗮𝘂𝘁𝗲𝗻, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗶𝗰𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶<br /><br />Insieme a Michele Selva andiamo alla scoperta dei rumorosi Einstürzende Neubauten, letteralmente “nuovi edifici che crollano” i protagonisti dell’ultima puntata di La Musica come Pratica dell’Impossibile.  <br /><br />Nati nella Berlino divisa culturalmente e geograficamente di inizio anni ’80, per il leader del gruppo Blixa Bargeld (già noto al nostro pubblico per la puntata su Nick Cave, disponibile qui: <a href="https://bit.ly/mcpdi-cave)" rel="noopener">https://bit.ly/mcpdi-cave)</a> e gli altri quattro componenti del gruppo d’origine, la musica nasce quasi senza strumenti convenzionali.<br /> La band infatti, armeggia per necessità e ispirazione veri e propri strumenti costruiti dalle rovine ancora presenti in una città segnata dalle cicatrici della guerra: chitarre dismesse, catene, trapani, tubi di plastica ed alluminio. Il loro desiderio nasce sempre dal caos come diranno, ed è proprio attraverso questa ispirazione che in Neubauten tracceranno la via per la creazione di nuovi paradigmi musicali. Il loro suono, concreto, nuovo e arcaico allo stesso tempo è la metafora delle nuove città tedesche: rumorose, organiche, industriali e in via di espansione, così come il suono dei Neubatuen, ancora troppo acerbo all’epoca per essere definito musica ma che in seguito, perseverando, li porterà ad “ampliare il nuovo mondo finché non ci sarà più nient’altro che questo”, come ha dichiarato lo stesso Bargeld.  <br /><br />Tuttavia quello degli Einstürzende Neubauten non è solo un nichilismo distruttivo fine a stesso, tutt’altro: il loro è un rumore essenzialmente positivo e costruttivo, è dalle rovine che riprende una rinascita e una pars construens, ovvero l’indicazione propositiva della strada da seguire; citando un passaggio del loro brano MoDiMiDoFrSaSo del 1987 “nel cratere nascono di nuovo i fiori”.  <br /><br />La band, ancora attivissima e impegnata in un tour europeo proprio in queste settimane, virerà poi con l’avvento del nuovo millennio le proprie sonorità verso un addolcimento raffinato nelle produzioni, con il magistrale album “Silence is Sexy” (2001) viene restituita quella dimensione dell’ascolto e del silenzio come elemento sensuale e contenitore per ogni tipo di suono accettato e non culturalmente discutibile.  <br /><br />Nonostante i cambiamenti nella produzione, c’è una costante e una coerenza che contraddistingue gli Einstürzende Neubauten, il loro suono è realizzato nella dialettica dei suoi opposti più estremi, dal frastuono violento delle percussioni all’impercettibile, un potere primitivo e folle su cui invitiamo ogni ascoltatore a farsi coinvolgere. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Immagine di Iramusl - Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 License ]]></itunes:summary><itunes:duration>1142</itunes:duration><itunes:keywords>einstürzendeneubauten,micheleselva,musica,neubauten,nowave,postmodernism,ritratti,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/16576de1f557fecaea1a0d7f866045ee.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lussureggiante mistero: i percorsi sonori di Luis de Pablo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lussureggiante-mistero-i-percorsi-sonori-di-luis-de-pablo--49318071</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗟𝘂𝘀𝘀𝘂𝗿𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼: 𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗶𝘀 𝗱𝗲 𝗣𝗮𝗯𝗹𝗼<br /><br />Dopo Franco Donatoni (<a href="https://bit.ly/mcpdi-donatoni)" rel="noopener">https://bit.ly/mcpdi-donatoni)</a> e la voce di Tim Buckley (<a href="https://bit.ly/mcpdi-buckley)" rel="noopener">https://bit.ly/mcpdi-buckley)</a> è la volta di una delle menti più originali, autorevoli e articolate del mondo musicale che dalle prime avanguardie storiche, arriva alla contemporaneità nella maniera più coerente, mediterranea ed ecumenica possibile: al centro della nuova puntata di La Musica come Pratica dell’Impossibile di Michele Selva c’è il compositore spagnolo Luis de Pablo.  <br /><br />Nato a Bilbao nel 1930 e madrileno di adozione, De Pablo è stato tra i fondatori del primo Laboratorio de Música Electrónica de España; un vocazione la sua per la ricerca musicale contemporanea, che lo porterà ad innovare la musica spagnola dal retaggio folcloristico tanto caro al regime franchista di quei anni. Per questo motivo negli anni ’60 anche lui come praticamente tutti i compositori trattati nelle nostre monografie, passerà da Darmstadt, tappa celebre e imprescindibile per lo studio e la produzione della musica d'avanguardia in cui incontrerà Bruno Maderna (<a href="https://bit.ly/mcpdi-maderna)" rel="noopener">https://bit.ly/mcpdi-maderna)</a>, poco più che trentenne dirigerà insieme a lui Polar, per undici strumenti, che rappresenta il primo, rilevante successo di Luis De Pablo. Poi tante opere, anche trasversali che toccano l’etnomusicologia, le arti figurative e il cinema attraverso un percorso penetrante attraverso tutti i paesaggi musicali del Novecento.  <br /><br />“La musica, come tutte le attività umane, deve profilarsi come un cambiamento perpetuo” diceva il compositore, ed è per questo che abbiamo scelto la parola “labirinto” come la più significativa per provare a determinarne la sua cifra, uno stile quindi estremamente coerente a livello formale ma allo stesso tempo che ha la capacità di sapersi muovere e cambiare strada mantenendo l’idea del “nuovo” e del “percorso” nell’impostazione della sua composizione, sempre originale e variegata nel tempo. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49318071</guid><pubDate>Mon, 04 Apr 2022 16:35:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49318071/mcpdi_depablo_mixdown_v2.mp3" length="28885156" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
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Poi tante opere, anche trasversali che toccano l’etnomusicologia, le arti figurative e il cinema attraverso un percorso penetrante attraverso tutti i paesaggi musicali del Novecento.  <br /><br />“La musica, come tutte le attività umane, deve profilarsi come un cambiamento perpetuo” diceva il compositore, ed è per questo che abbiamo scelto la parola “labirinto” come la più significativa per provare a determinarne la sua cifra, uno stile quindi estremamente coerente a livello formale ma allo stesso tempo che ha la capacità di sapersi muovere e cambiare strada mantenendo l’idea del “nuovo” e del “percorso” nell’impostazione della sua composizione, sempre originale e variegata nel tempo. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi ]]></itunes:summary><itunes:duration>1197</itunes:duration><itunes:keywords>compositore,contemporeanea,depablo,luisdepablo,micheleselva,musica,musicaclassica,musicacontemporeanea,ritratti,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b5a0afc23a68f746cbb0a7bc8e52e5d9.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Beyond the suns - Tim Buckley, la voce e la redenzione</title><link>https://www.spreaker.com/episode/beyond-the-suns-tim-buckley-la-voce-e-la-redenzione--48724957</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗕𝗲𝘆𝗼𝗻𝗱 𝘁𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗻𝘀 - 𝗧𝗶𝗺 𝗕𝘂𝗰𝗸𝗹𝗲𝘆, 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗱𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲<br /><br />In seguito al capitolo sul compositore italiano Franco Donatoni (disponibile qui: bit.ly/mcpdi-donatoni), questa volta, nella tradizione del programma che alterna figure della musica classica contemporanea ad autori e autrici pop, ecco la nuova puntata de la Musica come Pratica dell’Impossibile dedicata a Tim Buckley.<br /><br />È la voce di Michele Selva a condurci alla scoperta della musica e dei testi dell’artista americano nato a Washington ma trasferitosi giovanissimo nella calda California, luogo in cui muoverà i primi passi tra cover band e collaborazioni entrando in contatto con il genere folk; l’incontro poi con Lerry Beckett e altri musicisti della scena popular lo porteranno invece ad una prima ribalta sui palcoscenici della scena di Los Angeles. Arrivò poi la paternità, quella che riguarda il figlio Jeff, con il quale condividerà lo stesso sorriso, il destino beffardo ma anche e soprattutto una voce inimitabile.<br />I primi contatti con il manager Herb Cohen e il produttore Paul Rotchild, lo condussero all'Elektra Records, dove nel 1966, pubblicò l'album di debutto dall’omonimo titolo, "Tim Buckley”;  negli anni successivi arriveranno anche “Goodbye & Hello” (1967) e a chiudere il decennio “Happy Sad” e lo stupendo “Blue Afternoon” (1969).<br /><br />Tim non ebbe un riscontro particolarmente fortunato dal punto di vista commerciale, dovuto anche ad un rapporto complicato con quella critica musicale che si accorse troppo tardi di lui, un elemento questo che gli procurò una forte depressione e il conseguente abuso di droghe e alcool fino alla prematura scomparsa all’età di 28 anni.<br />Tuttavia, la sua voce intrisa di affascinante malinconia e di un’enorme espressività lo ha portato ad essere considerato come uno dei più geniali ed innovativi cantautori della storia del rock.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48724957</guid><pubDate>Thu, 17 Feb 2022 16:16:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48724957/mcpdi_timbuckley_mixdown_v2.mp3" length="26003007" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
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In seguito al capitolo sul compositore italiano Franco Donatoni (disponibile qui: bit.ly/mcpdi-donatoni), questa volta,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗕𝗲𝘆𝗼𝗻𝗱 𝘁𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗻𝘀 - 𝗧𝗶𝗺 𝗕𝘂𝗰𝗸𝗹𝗲𝘆, 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗱𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲<br /><br />In seguito al capitolo sul compositore italiano Franco Donatoni (disponibile qui: bit.ly/mcpdi-donatoni), questa volta, nella tradizione del programma che alterna figure della musica classica contemporanea ad autori e autrici pop, ecco la nuova puntata de la Musica come Pratica dell’Impossibile dedicata a Tim Buckley.<br /><br />È la voce di Michele Selva a condurci alla scoperta della musica e dei testi dell’artista americano nato a Washington ma trasferitosi giovanissimo nella calda California, luogo in cui muoverà i primi passi tra cover band e collaborazioni entrando in contatto con il genere folk; l’incontro poi con Lerry Beckett e altri musicisti della scena popular lo porteranno invece ad una prima ribalta sui palcoscenici della scena di Los Angeles. Arrivò poi la paternità, quella che riguarda il figlio Jeff, con il quale condividerà lo stesso sorriso, il destino beffardo ma anche e soprattutto una voce inimitabile.<br />I primi contatti con il manager Herb Cohen e il produttore Paul Rotchild, lo condussero all'Elektra Records, dove nel 1966, pubblicò l'album di debutto dall’omonimo titolo, "Tim Buckley”;  negli anni successivi arriveranno anche “Goodbye & Hello” (1967) e a chiudere il decennio “Happy Sad” e lo stupendo “Blue Afternoon” (1969).<br /><br />Tim non ebbe un riscontro particolarmente fortunato dal punto di vista commerciale, dovuto anche ad un rapporto complicato con quella critica musicale che si accorse troppo tardi di lui, un elemento questo che gli procurò una forte depressione e il conseguente abuso di droghe e alcool fino alla prematura scomparsa all’età di 28 anni.<br />Tuttavia, la sua voce intrisa di affascinante malinconia e di un’enorme espressività lo ha portato ad essere considerato come uno dei più geniali ed innovativi cantautori della storia del rock.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi ]]></itunes:summary><itunes:duration>1078</itunes:duration><itunes:keywords>micheleselva,musica,ritratti,timbuckley</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/baed6b8dfa0d31235269228ecfdb915f.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Franco Donatoni - forme della forma infinita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/franco-donatoni-forme-della-forma-infinita--48349702</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼𝗻𝗶 - 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮<br /><br />Dopo l'ultimo episodio incentrato su Patti Smith (disponibile qui: <a href="https://bit.ly/mcpdi-smith)" rel="noopener">https://bit.ly/mcpdi-smith)</a>, come primo protagonista del 2022 l’autore Michele Selva racconta la figura di uno dei "mostri sacri" del contemporaneo musicale italiano e internazionale, Franco Donatoni (1927 - 2000). Con un carisma e personalità fuori dal comune e spesso sottovalutato in certi ambienti accademici, alla vasta figura di Donatoni corrisponde un'altrettanto complessità musicale: un’esperienza iniziata nell’orbita bartókiana e petrassiana, per poi confrontarsi con il serialismo e con l’indeterminismo di John Cage, giungendo infine, alla soglia degli anni Ottanta, a una stilizzazione radicale, offrendo l’occasione di affrontare alcuni dei più importanti nodi teoretici della storia della musica nella seconda metà del ventesimo secolo.<br /><br />In questa puntata di La Musica come Pratica dell’Impossibile si parla delle tre anime del Donatoni, quella accademica, che lo porterà ad insegnare nei conservatori e negli istituti di Milano, Torino, Siena e Bologna; quella del compositore, come detto radicale in età matura nel approccio all'indeterminismo e allo sviluppo linguistico della composizione; e quella dello scrittore e intellettuale: nei suoi libri, tra gli altri “Questo” e "Antecedente X” (rispettivamente 1970 e 1980, Adelphi edizioni) parole barocche e profonde sulla musica ma non solo, anche tanti temi biografici e intimità.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/48349702</guid><pubDate>Tue, 18 Jan 2022 17:29:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/48349702/mcpdi_francodonatoni_mixdown_v2.mp3" length="28225814" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
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Dopo l'ultimo episodio incentrato su Patti Smith (disponibile qui: https://bit.ly/mcpdi-smith), come primo protagonista del 2022...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼𝗻𝗶 - 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮<br /><br />Dopo l'ultimo episodio incentrato su Patti Smith (disponibile qui: <a href="https://bit.ly/mcpdi-smith)" rel="noopener">https://bit.ly/mcpdi-smith)</a>, come primo protagonista del 2022 l’autore Michele Selva racconta la figura di uno dei "mostri sacri" del contemporaneo musicale italiano e internazionale, Franco Donatoni (1927 - 2000). Con un carisma e personalità fuori dal comune e spesso sottovalutato in certi ambienti accademici, alla vasta figura di Donatoni corrisponde un'altrettanto complessità musicale: un’esperienza iniziata nell’orbita bartókiana e petrassiana, per poi confrontarsi con il serialismo e con l’indeterminismo di John Cage, giungendo infine, alla soglia degli anni Ottanta, a una stilizzazione radicale, offrendo l’occasione di affrontare alcuni dei più importanti nodi teoretici della storia della musica nella seconda metà del ventesimo secolo.<br /><br />In questa puntata di La Musica come Pratica dell’Impossibile si parla delle tre anime del Donatoni, quella accademica, che lo porterà ad insegnare nei conservatori e negli istituti di Milano, Torino, Siena e Bologna; quella del compositore, come detto radicale in età matura nel approccio all'indeterminismo e allo sviluppo linguistico della composizione; e quella dello scrittore e intellettuale: nei suoi libri, tra gli altri “Questo” e "Antecedente X” (rispettivamente 1970 e 1980, Adelphi edizioni) parole barocche e profonde sulla musica ma non solo, anche tanti temi biografici e intimità.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi ]]></itunes:summary><itunes:duration>1172</itunes:duration><itunes:keywords>biografia,compositore,donatoni,francodonatoni,micheleselva,musica,musicacontemporanea,ritratti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/f71c3420b20bc376bd7a63c5ecd98fc8.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Patti Smith - La poesia come linguaggio dell'entusiasmo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/patti-smith-la-poesia-come-linguaggio-dell-entusiasmo--47920097</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗣𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗦𝗺𝗶𝘁𝗵 - 𝗟𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝗻𝘁𝘂𝘀𝗶𝗮𝘀𝗺𝗼<br /><br />Ci siamo lasciati con il compositore italiano Luciano Berio (puntata qui: <a href="https://www.bit.ly/mcpdi-berio)" rel="noopener">https://www.bit.ly/mcpdi-berio)</a> e ora, proseguendo con la consueta alternanza tra autori classici contemporanei e artisti rock, ecco la nuova puntata monografica dedicata alla cantautrice americana Patti Smith.<br /><br />In quest’ultimo episodio di La Musica come Pratica dell’Impossibile andiamo alla scoperta insieme a Michele Selva, della poetica della “sacerdotessa” del rock: un’icona che in oltre quarant’anni di carriera ha attraversato il punk, analizzando il mondo in tutte le sue forme d’arte, attraverso la musica, la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura.<br /><br />Erano gli anni ’60 quando la giovanissima Patti Smith, poco più che ventenne, si trasferisce nella vibrante New York per trovare la sua strada: comincia la sua carriera musicale nello storico CBGB’s di Manhattan, già teatro di debutti come quello dei Talking Heads, di cui si è parlato nell'episodio dedicato alla band: <a href="https://www.bit.ly/mcpdi-talkingheads" rel="noopener">https://www.bit.ly/mcpdi-talkingheads</a><br />Nel 1975 incide il suo primo album, prodotto da John Cale, dal titolo “Horses”, a esso seguono gli altri tre importantissimi LP della sua discografia: Radhio Ethiopia, dedicata all’amato “primo poeta punk” Arthur Rimbaud (1976) e Easter (1978), che le porta il successo commerciale per la hit Because the Night, scritta con l'amico Bruce Springsteen.<br />In pochi anni la musicista americana sale all’olimpo del rock e nel bel mezzo di questa ascesa, nella primavera del ’79, lascia New York per Detroit, per seguire la famiglia e ritirarsi per lungo tempo dalle scene.<br /><br />Non abbandonerà mai il suo impegno per i diritti civili e la vocazione per la sperimentazione musicale che con l’avvento degli anni ’00 si farà ancora più intensa e creativa con produzioni etnico musicologhe contaminate da suoni ambientali - come nel caso della collaborazione con i Soundwalk Collective e Philipp Glass - per un risultato assolutamente inedito e originale.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Grafica elaborata da un'opera di Bret Polok - tutti i diritti riservati]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47920097</guid><pubDate>Wed, 15 Dec 2021 09:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47920097/mcpdi_pattismith_mixdown.mp3" length="25178179" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
𝗣𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗦𝗺𝗶𝘁𝗵 - 𝗟𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝗻𝘁𝘂𝘀𝗶𝗮𝘀𝗺𝗼&#13;
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Ci siamo lasciati con il compositore italiano Luciano Berio (puntata qui: https://www.bit.ly/mcpdi-berio) e ora,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗣𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗦𝗺𝗶𝘁𝗵 - 𝗟𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝗻𝘁𝘂𝘀𝗶𝗮𝘀𝗺𝗼<br /><br />Ci siamo lasciati con il compositore italiano Luciano Berio (puntata qui: <a href="https://www.bit.ly/mcpdi-berio)" rel="noopener">https://www.bit.ly/mcpdi-berio)</a> e ora, proseguendo con la consueta alternanza tra autori classici contemporanei e artisti rock, ecco la nuova puntata monografica dedicata alla cantautrice americana Patti Smith.<br /><br />In quest’ultimo episodio di La Musica come Pratica dell’Impossibile andiamo alla scoperta insieme a Michele Selva, della poetica della “sacerdotessa” del rock: un’icona che in oltre quarant’anni di carriera ha attraversato il punk, analizzando il mondo in tutte le sue forme d’arte, attraverso la musica, la fotografia, la poesia, i romanzi, la pittura e la scultura.<br /><br />Erano gli anni ’60 quando la giovanissima Patti Smith, poco più che ventenne, si trasferisce nella vibrante New York per trovare la sua strada: comincia la sua carriera musicale nello storico CBGB’s di Manhattan, già teatro di debutti come quello dei Talking Heads, di cui si è parlato nell'episodio dedicato alla band: <a href="https://www.bit.ly/mcpdi-talkingheads" rel="noopener">https://www.bit.ly/mcpdi-talkingheads</a><br />Nel 1975 incide il suo primo album, prodotto da John Cale, dal titolo “Horses”, a esso seguono gli altri tre importantissimi LP della sua discografia: Radhio Ethiopia, dedicata all’amato “primo poeta punk” Arthur Rimbaud (1976) e Easter (1978), che le porta il successo commerciale per la hit Because the Night, scritta con l'amico Bruce Springsteen.<br />In pochi anni la musicista americana sale all’olimpo del rock e nel bel mezzo di questa ascesa, nella primavera del ’79, lascia New York per Detroit, per seguire la famiglia e ritirarsi per lungo tempo dalle scene.<br /><br />Non abbandonerà mai il suo impegno per i diritti civili e la vocazione per la sperimentazione musicale che con l’avvento degli anni ’00 si farà ancora più intensa e creativa con produzioni etnico musicologhe contaminate da suoni ambientali - come nel caso della collaborazione con i Soundwalk Collective e Philipp Glass - per un risultato assolutamente inedito e originale.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Grafica elaborata da un'opera di Bret Polok - tutti i diritti riservati]]></itunes:summary><itunes:duration>1045</itunes:duration><itunes:keywords>mcpdi,micheleselva,monografie,musica,pattismith,poesia,ritratti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/81b05e30a5ef1d0555143a0e19d4f149.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I gesti tra i suoni: le forme di Luciano Berio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-gesti-tra-i-suoni-le-forme-di-luciano-berio--47065784</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗜 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗶: 𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕𝗲𝗿𝗶𝗼<br /><br />Dopo la pausa estiva, ritornano le monografie in musica di Michele Selva in La Musica come Pratica dell’Impossibile, al centro del nuovo episodio il compositore italiano Luciano Berio.<br />Tra i più importanti esponenti dell’avanguardia musicale europea nonché pioniere nel campo della musica elettronica, Berio è stato testimone durante la seconda metà del XX secolo di una profonda trasformazione del mondo musicale: “la musica è tutto ciò che si ascolta con l'intenzione di ascoltare musica, l'esperienza musicale si è liberata in mille ramificazioni, ognuna delle quali ha una propria direzione che deve venir compresa e scandagliata senza cedere al rischio di semplificazioni”, pensava il compositore.<br /><br />Dopo gli studi classici al conservatorio, nel 1954 ha fondato e diretto con Bruno Maderna (qui la puntata dedicata al Maestro veneziano: bit.ly/mcpdi-maderna) lo Studio di Fonologia Musicale presso gli studi della Rai di Milano, dove con Alfredo Lietti e Marino Zuccheri ha dato vita una fucina di sperimentazione e creatività unica nel panorama italiano e non solo. Queste modalità d’interazione tra strumenti acustici e suoni prodotti elettronicamente, lo portarono ad esplorare soluzioni inedite nel rapporto tra suono e parola.<br /><br />Berio ha fondato inoltre nel 1987 a Firenze Tempo Reale, centro di ricerca, produzione e didattica musicale di cui Usmaradio è partner dal 2017 (area podcast qui: bit.ly/usma_temporeale). L’intenzione di Berio era quella di investigare nell'ambito delle applicazioni delle nuove tecnologie al campo musicale.<br /><br />Un posto rilevante nella sua produzione è infine occupato dal teatro musicale, genere in cui trova piena espressione la drammaturgia implicita anche nelle composizioni non sceniche, soprattutto vocali: oltre alla collaborazione con Italo Calvino, il quale firmò i libretti per tre opere teatrali di Berio, fondamentale fu l’incontro con lo scrittore Edoardo Sanguineti, autore dei testi di diversi suoi lavori non solo di genere rappresentativo.<br /><br />Questi sono solo alcuni dei passaggi biografici della carriera di un compositore che ha saputo innovare e affermare il suo stile con un senso di concretezza fonica e con un attenzione particolare al mezzo sonoro. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Grafica elaborata da un disegno di Micah Fluellen - tutti i diritti riservati]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/47065784</guid><pubDate>Wed, 20 Oct 2021 16:48:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/47065784/mcpdi_lucianoberio_mixdown_v2.mp3" length="27557014" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi&#13;
𝗜 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗶: 𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕𝗲𝗿𝗶𝗼&#13;
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Dopo la pausa estiva, ritornano le monografie in musica di Michele Selva in La Musica come Pratica dell’Impossibile, al centro del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />𝗜 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗶: 𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕𝗲𝗿𝗶𝗼<br /><br />Dopo la pausa estiva, ritornano le monografie in musica di Michele Selva in La Musica come Pratica dell’Impossibile, al centro del nuovo episodio il compositore italiano Luciano Berio.<br />Tra i più importanti esponenti dell’avanguardia musicale europea nonché pioniere nel campo della musica elettronica, Berio è stato testimone durante la seconda metà del XX secolo di una profonda trasformazione del mondo musicale: “la musica è tutto ciò che si ascolta con l'intenzione di ascoltare musica, l'esperienza musicale si è liberata in mille ramificazioni, ognuna delle quali ha una propria direzione che deve venir compresa e scandagliata senza cedere al rischio di semplificazioni”, pensava il compositore.<br /><br />Dopo gli studi classici al conservatorio, nel 1954 ha fondato e diretto con Bruno Maderna (qui la puntata dedicata al Maestro veneziano: bit.ly/mcpdi-maderna) lo Studio di Fonologia Musicale presso gli studi della Rai di Milano, dove con Alfredo Lietti e Marino Zuccheri ha dato vita una fucina di sperimentazione e creatività unica nel panorama italiano e non solo. Queste modalità d’interazione tra strumenti acustici e suoni prodotti elettronicamente, lo portarono ad esplorare soluzioni inedite nel rapporto tra suono e parola.<br /><br />Berio ha fondato inoltre nel 1987 a Firenze Tempo Reale, centro di ricerca, produzione e didattica musicale di cui Usmaradio è partner dal 2017 (area podcast qui: bit.ly/usma_temporeale). L’intenzione di Berio era quella di investigare nell'ambito delle applicazioni delle nuove tecnologie al campo musicale.<br /><br />Un posto rilevante nella sua produzione è infine occupato dal teatro musicale, genere in cui trova piena espressione la drammaturgia implicita anche nelle composizioni non sceniche, soprattutto vocali: oltre alla collaborazione con Italo Calvino, il quale firmò i libretti per tre opere teatrali di Berio, fondamentale fu l’incontro con lo scrittore Edoardo Sanguineti, autore dei testi di diversi suoi lavori non solo di genere rappresentativo.<br /><br />Questi sono solo alcuni dei passaggi biografici della carriera di un compositore che ha saputo innovare e affermare il suo stile con un senso di concretezza fonica e con un attenzione particolare al mezzo sonoro. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Grafica elaborata da un disegno di Micah Fluellen - tutti i diritti riservati]]></itunes:summary><itunes:duration>1145</itunes:duration><itunes:keywords>berio,compositore,lucianoberio,mcpdi,micheleselva,musica,musicaclassica,musicacontemporanea,ritratti,studiofonologia,temporeale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e9eeef976e7445f6c43abfe34002defc.jpg"/><itunes:season>4</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cavalcando la balena bianca - I linguaggi di Laurie Anderson</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cavalcando-la-balena-bianca-i-linguaggi-di-laurie-anderson--44931439</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮 - 𝗜 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗱𝗶 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗶𝗲 𝗔𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻<br /><br />Ventesimo episodio di La Musica come Pratica dell’Impossibile a cura di Michele Selva. La protagonista al centro di questa monografia è l’artista americana - neyworkese d’adozione - Laurie Anderson, amica di Usmaradio e figura tutelare dell’advisory board per il Centro di Ricerca per la Radiofonia attivo presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino ( <a href="http://www.unirsm.sm/crir" rel="noopener">www.unirsm.sm/crir</a> )<br /><br /> Difficilmente inquadrabile in una gabbia convenzionale di definizioni, la poliedricità di Anderson è figlia del movimento avant-garde: musicista, compositrice e regista il cui lavoro spazia dalla performance art, alla musica pop, ai progetti multimediali in cui la componente visiva ha sempre trovato grande considerazione. Innovatrice instancabile, tra i suoi spettacoli più celebri ricordiamo, fra gli altri, Stories from Moby Dick, un’imponente rappresentazione ispirata al capolavoro di Herman Melville in cui Anderson suona uno strumento di sua invenzione chiamato talking stick, un apparato radio munito di barra metallica in grado di produrre suoni diversi a seconda di come viene mosso o toccato. <br /><br />Ha collaborato con molte personalità artistiche, dalla musica alla letteratura, tra le quali William Burroughs, Wim Wenders, Brian Eno, Peter Gabriel e Lou Reed; quest’ultimo, compagno sia creativo che di vita, una relazione suggellata dal matrimonio nel 2008 e foriera di numerose produzioni, l’ultima delle quali uscita postuma alla dipartita di Reed nel 2019 con Songs from the Bardo, progetto intrinseco di spiritualità e approcci artistici differenti. Con la sua musica universale e inclassificabile arriverà nel 2003 a diventare la prima artista in residenza alla NASA, ambasciatrice metaforica dell’Universo e di una bellezza sotto gli occhi di tutti: ciò che è vicino in realtà è lontano e ciò che è indescrivibile è ad un passo dagli occhi. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Grafica elaborata da una fotografia di Ebru Yildiz - tutti i diritti riservati]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44931439</guid><pubDate>Fri, 21 May 2021 07:17:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44931439/mcpdi_laurieanderson_mixdown_v2.mp3" length="30830983" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮 - 𝗜 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗱𝗶 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗶𝗲 𝗔𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻&#13;
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Ventesimo episodio di La Musica come Pratica dell’Impossibile a cura di Michele Selva. La protagonista al centro di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮 - 𝗜 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶 𝗱𝗶 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗶𝗲 𝗔𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻<br /><br />Ventesimo episodio di La Musica come Pratica dell’Impossibile a cura di Michele Selva. La protagonista al centro di questa monografia è l’artista americana - neyworkese d’adozione - Laurie Anderson, amica di Usmaradio e figura tutelare dell’advisory board per il Centro di Ricerca per la Radiofonia attivo presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino ( <a href="http://www.unirsm.sm/crir" rel="noopener">www.unirsm.sm/crir</a> )<br /><br /> Difficilmente inquadrabile in una gabbia convenzionale di definizioni, la poliedricità di Anderson è figlia del movimento avant-garde: musicista, compositrice e regista il cui lavoro spazia dalla performance art, alla musica pop, ai progetti multimediali in cui la componente visiva ha sempre trovato grande considerazione. Innovatrice instancabile, tra i suoi spettacoli più celebri ricordiamo, fra gli altri, Stories from Moby Dick, un’imponente rappresentazione ispirata al capolavoro di Herman Melville in cui Anderson suona uno strumento di sua invenzione chiamato talking stick, un apparato radio munito di barra metallica in grado di produrre suoni diversi a seconda di come viene mosso o toccato. <br /><br />Ha collaborato con molte personalità artistiche, dalla musica alla letteratura, tra le quali William Burroughs, Wim Wenders, Brian Eno, Peter Gabriel e Lou Reed; quest’ultimo, compagno sia creativo che di vita, una relazione suggellata dal matrimonio nel 2008 e foriera di numerose produzioni, l’ultima delle quali uscita postuma alla dipartita di Reed nel 2019 con Songs from the Bardo, progetto intrinseco di spiritualità e approcci artistici differenti. Con la sua musica universale e inclassificabile arriverà nel 2003 a diventare la prima artista in residenza alla NASA, ambasciatrice metaforica dell’Universo e di una bellezza sotto gli occhi di tutti: ciò che è vicino in realtà è lontano e ciò che è indescrivibile è ad un passo dagli occhi. <br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi <br />Grafica elaborata da una fotografia di Ebru Yildiz - tutti i diritti riservati]]></itunes:summary><itunes:duration>1282</itunes:duration><itunes:keywords>laurieanderson,loureed,mcpdi,micheleselva,monografie,musica,podcast,ritratti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/b57f9c62b8022dc884773c2d932c64aa.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il tempo in un punto: l'universo di Stockhausen</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tempo-in-un-punto-l-universo-di-stockhausen--43756909</link><description><![CDATA[𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi <br />𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼: 𝗹'𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗼𝗰𝗸𝗵𝗮𝘂𝘀𝗲𝗻<br /><br />"Quando un ascoltatore ha l'impressione di non aver mai udito prima quanto sta ascoltando, quando il linguaggio di una musica è al di sopra della sua conoscenza, quando si sente commosso profondamente senza spiegarsi la causa, solo allora si trova di fronte a qualcosa di veramente nuovo nella musica. È la manifestazione della coscienza primigenia, dell'archetipo, dimenticata nel tempo.”<br /><br />Il principio della composizione come attività conoscitiva, resta senza dubbio il maggiore interesse dell'arte di Karlheinz Stockhausen (1928-2007), compositore tedesco riconosciuto come tra i più innovativi e avanguardisti del XX secolo; i suoi contributi maggiori nel mondo della musica consistono nel suo lavoro sull'elettronica, sull’alea nella composizione seriale, sulla musica intuitiva e sulla spazializzazione del suono.<br /><br />Stockhausen iniziò a comporre nel 1950, passando rapidamente da partiture considerate tradizionali alla musica “seriale" ovvero la tecnica compositiva basata sulla serie, principio costruttivo che si fonda su una successione prestabilita e invariabile di dodici note, una tecnica ideata da Arnold Schönberg. L’ideazione invece della cosiddetta musica "puntuale” è un approccio che concepisce i suoni come eventi a sé, le note acquistano una propria fisicità, in una sorta di vitalismo irrazionalistico volto ad una capacità di coinvolgimento totale anche nell’ascolto.<br /><br />È presso lo studio per la musica elettronica di Colonia in cui il compositore tedesco comincia a dedicarsi di più alla musica elettro-acustica: l'utilizzo di elementi fonici da una parte e apparecchi per la trasformazione del suono dall’altra, gli consentiranno di innovare enormemente nel campo della musica “spaziale". Il suono percepito infatti non è mai o quasi mai proveniente dalla stessa direzione, ma si sposta intorno allo spettatore/ascoltatore. Il pubblico non si trova più ad ascoltare un concerto dove il suono lo investe frontalmente ma è immerso in uno spazio sonoro a 360°, fino a quel momento qualcosa di davvero inaudito.<br /><br />In questo episodio di La Musica come Pratica dell’Impossibile di Michele Selva, si parla della sfida nella ricerca di nuovi linguaggi musicali, di contaminazioni culturali, spaziali, di elettronica purezza e lucidità al limite di una vera e propria "musica delle sfere”, metafora perfetta di questo racconto fatto di musica e parole immaginato come una costellazione di tanti episodi e stelle immaginate.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43756909</guid><pubDate>Mon, 08 Mar 2021 11:11:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43756909/mcpdi_stockhausen_mixdown_v2.mp3" length="25984533" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi &#13;
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È la manifestazione della coscienza primigenia, dell'archetipo, dimenticata nel tempo.”<br /><br />Il principio della composizione come attività conoscitiva, resta senza dubbio il maggiore interesse dell'arte di Karlheinz Stockhausen (1928-2007), compositore tedesco riconosciuto come tra i più innovativi e avanguardisti del XX secolo; i suoi contributi maggiori nel mondo della musica consistono nel suo lavoro sull'elettronica, sull’alea nella composizione seriale, sulla musica intuitiva e sulla spazializzazione del suono.<br /><br />Stockhausen iniziò a comporre nel 1950, passando rapidamente da partiture considerate tradizionali alla musica “seriale" ovvero la tecnica compositiva basata sulla serie, principio costruttivo che si fonda su una successione prestabilita e invariabile di dodici note, una tecnica ideata da Arnold Schönberg. L’ideazione invece della cosiddetta musica "puntuale” è un approccio che concepisce i suoni come eventi a sé, le note acquistano una propria fisicità, in una sorta di vitalismo irrazionalistico volto ad una capacità di coinvolgimento totale anche nell’ascolto.<br /><br />È presso lo studio per la musica elettronica di Colonia in cui il compositore tedesco comincia a dedicarsi di più alla musica elettro-acustica: l'utilizzo di elementi fonici da una parte e apparecchi per la trasformazione del suono dall’altra, gli consentiranno di innovare enormemente nel campo della musica “spaziale". Il suono percepito infatti non è mai o quasi mai proveniente dalla stessa direzione, ma si sposta intorno allo spettatore/ascoltatore. Il pubblico non si trova più ad ascoltare un concerto dove il suono lo investe frontalmente ma è immerso in uno spazio sonoro a 360°, fino a quel momento qualcosa di davvero inaudito.<br /><br />In questo episodio di La Musica come Pratica dell’Impossibile di Michele Selva, si parla della sfida nella ricerca di nuovi linguaggi musicali, di contaminazioni culturali, spaziali, di elettronica purezza e lucidità al limite di una vera e propria "musica delle sfere”, metafora perfetta di questo racconto fatto di musica e parole immaginato come una costellazione di tanti episodi e stelle immaginate.<br /><br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi]]></itunes:summary><itunes:duration>1080</itunes:duration><itunes:keywords>elettroacustica,elettronica,mcpdi,micheleselva,musica,musicaclassica,ritratti,stockhausen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ce00d6538877779d5bd12fd6027f1d8e.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Everything that happens: il mondo di David Byrne e i Talking Heads</title><link>https://www.spreaker.com/episode/everything-that-happens-il-mondo-di-david-byrne-e-i-talking-heads--43234619</link><description><![CDATA[𝗘𝘃𝗲𝗿𝘆𝘁𝗵𝗶𝗻𝗴 𝘁𝗵𝗮𝘁 𝗵𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝘀: 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱 𝗕𝘆𝗿𝗻𝗲 𝗲 𝗶 𝗧𝗮𝗹𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗛𝗲𝗮𝗱𝘀 <br /><br />Musicista, cantautore e produttore discografico statunitense di origine scozzese, David Byrne ha dimostrato attraverso la sua musica e quella del suo progetto principale Talking Heads che in un'epoca contrassegnata dal radicamento ad un genere o ad una corrente, politica o estetica, fosse altresì possibile utilizzare un registro sempre "panetnico e panstilisco", un po' come avviene in questa trasmissione, attenta a ripercorrere trasversalmente l'arte di personalità radiose della musica contemporanea.   <br /><br />Questo tipo di approccio rivela l'indole sperimentatrice di Byrne che ha utilizzato anche strumenti elettronici, percussioni africane, stili funk e world music nella produzione della band, costellata di 10 album in studio durante il primo e principale ciclo di attività, dal 1975 al 1991. Un quartetto, quello composto da Byrne, Jerry Harrison, Chris Frantz e Tina Weymouth che entrerà di diritto nell'olimpo della musica pop attraverso hit come “Psycho Killer”, “Burning Down The House” e “Road To Nowhere”, mentre la presenza sul palco energetica e schizofrenica di Byrne lo afferma come il frontman indiscusso della band. Con l’ingresso di Brian Eno (qui l'episodio a lui dedicato: bit.ly/mcpdi-brianeno), le velleità artistiche di David Byrne saranno pienamente appagate abbracciando quelle care poliritmie africane e stratificazioni elettroniche, in un sorta di musica primitiva post-moderna che nell’album "Remain in light” trova la sua forma perfetta.<br /><br />  Nel primo episodio del 2021 di La Musica come Pratica dell'Impossibile di Michele Selva, il primo dedicato anche ad una band, ripercorriamo in ordine sparso la carriera dei Talking Heads attraverso l'ascolto di frammenti delle loro sonorità polifoniche, dei loro minimali e coinvolgenti intrecci ritmici e alla lettura di alcuni dei loro testi, scoprendo anche qui, elementi non convenzionali e sorprendentemente atipici per l'epoca. Delle rockstar / anti-rockstar che raccontano episodi di vita quotidiana con un filtro di disincantata semplicità e leggerezza.<br /> <br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43234619</guid><pubDate>Tue, 02 Feb 2021 13:56:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43234619/mcpdi_davidbynre_th_mixdown_v2.mp3" length="24130660" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>𝗘𝘃𝗲𝗿𝘆𝘁𝗵𝗶𝗻𝗴 𝘁𝗵𝗮𝘁 𝗵𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝘀: 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱 𝗕𝘆𝗿𝗻𝗲 𝗲 𝗶 𝗧𝗮𝗹𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗛𝗲𝗮𝗱𝘀 

Musicista, cantautore e produttore discografico statunitense di origine scozzese, David Byrne ha dimostrato attraverso la sua musica e quella del suo progetto principale Talking...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[𝗘𝘃𝗲𝗿𝘆𝘁𝗵𝗶𝗻𝗴 𝘁𝗵𝗮𝘁 𝗵𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝘀: 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱 𝗕𝘆𝗿𝗻𝗲 𝗲 𝗶 𝗧𝗮𝗹𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗛𝗲𝗮𝗱𝘀 <br /><br />Musicista, cantautore e produttore discografico statunitense di origine scozzese, David Byrne ha dimostrato attraverso la sua musica e quella del suo progetto principale Talking Heads che in un'epoca contrassegnata dal radicamento ad un genere o ad una corrente, politica o estetica, fosse altresì possibile utilizzare un registro sempre "panetnico e panstilisco", un po' come avviene in questa trasmissione, attenta a ripercorrere trasversalmente l'arte di personalità radiose della musica contemporanea.   <br /><br />Questo tipo di approccio rivela l'indole sperimentatrice di Byrne che ha utilizzato anche strumenti elettronici, percussioni africane, stili funk e world music nella produzione della band, costellata di 10 album in studio durante il primo e principale ciclo di attività, dal 1975 al 1991. Un quartetto, quello composto da Byrne, Jerry Harrison, Chris Frantz e Tina Weymouth che entrerà di diritto nell'olimpo della musica pop attraverso hit come “Psycho Killer”, “Burning Down The House” e “Road To Nowhere”, mentre la presenza sul palco energetica e schizofrenica di Byrne lo afferma come il frontman indiscusso della band. Con l’ingresso di Brian Eno (qui l'episodio a lui dedicato: bit.ly/mcpdi-brianeno), le velleità artistiche di David Byrne saranno pienamente appagate abbracciando quelle care poliritmie africane e stratificazioni elettroniche, in un sorta di musica primitiva post-moderna che nell’album "Remain in light” trova la sua forma perfetta.<br /><br />  Nel primo episodio del 2021 di La Musica come Pratica dell'Impossibile di Michele Selva, il primo dedicato anche ad una band, ripercorriamo in ordine sparso la carriera dei Talking Heads attraverso l'ascolto di frammenti delle loro sonorità polifoniche, dei loro minimali e coinvolgenti intrecci ritmici e alla lettura di alcuni dei loro testi, scoprendo anche qui, elementi non convenzionali e sorprendentemente atipici per l'epoca. Delle rockstar / anti-rockstar che raccontano episodi di vita quotidiana con un filtro di disincantata semplicità e leggerezza.<br /> <br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi]]></itunes:summary><itunes:duration>1003</itunes:duration><itunes:keywords>brianeno,davidbyrne,mcpdi,micheleselva,monografie,ritratti,talkingheads,usmaradio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/513bdc9cae103a83290e100890889896.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come giunto da lontano: il cammino di Glenn Gould</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-giunto-da-lontano-il-cammino-di-glenn-gould--42594707</link><description><![CDATA["Non è che io sia asociale, ma credo che se un artista vuole utilizzare il cervello per un lavoro creativo, ciò che si chiama autodisciplina – che non è altro che un modo per sottrarsi alla società – sia assolutamente indispensabile.”<br /><br />A lungo etichettato come solitario ed egocentrico, Glenn Gould è tra le figure del Novecento che prima di altri ha riposto nell’isolamento la sua dimensione di pensiero. Una mente incontenibile ed essenziale, le sue registrazioni radiofoniche e documentaristiche sono alimentate da una curiosità incessante sul mondo e sul ruolo della musica stessa.<br />Nato a Toronto nel 1932, Glenn Gould è considerato uno dei più grandi pianisti mai vissuti, un figlio d’arte che fin dalla sua più tenera età stupì tutti per l'eccezionale attitudine musicale, trovandosi già a suo agio sul palcoscenico; poco più che ventenne la sua attività si intensifica con la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive, conferenze, composizioni, scritti e concerti. A metà degli anni ’50 il debutto negli studi di produzione con le prime registrazioni dedicate all’amatissimo Bach con la sua interpretazione di Variazioni Goldberg. È l’inizio di una carriera internazionale sfavillante, costellata da una tecnica eccezionale, una spiccata sensibilità e un'assoluta modernità nella rilettura e interpretazione dei classici. Da lì a poco infatti, il consenso sulla sua musica diverrà unanime.<br /><br />L'ultimo episodio del 2020 delle monografie in musica di Michele Selva, è intitolato "𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼: 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗹𝗲𝗻𝗻 𝗚𝗼𝘂𝗹𝗱” e racconta proprio il singolare percorso artistico del Maestro canadese il quale, all’apice della sua fama, iniziò a ridurre le sue apparizioni pubbliche fino al definitivo ritiro nel 1964 per rifugiarsi in un non meglio specificato eremo canadese e per dedicarsi esclusivamente all'incisione di dischi e alla registrazione di trasmissioni televisive e radiofoniche in una quantità - e soprattutto qualità - eccezionale.<br /><br />𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine tratta da <a href="http://www.glenngould.com" rel="noopener">www.glenngould.com</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42594707</guid><pubDate>Mon, 21 Dec 2020 14:52:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42594707/mcpdi_glenn_gould_mixdown_v2.mp3" length="27547071" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>"Non è che io sia asociale, ma credo che se un artista vuole utilizzare il cervello per un lavoro creativo, ciò che si chiama autodisciplina – che non è altro che un modo per sottrarsi alla società – sia assolutamente indispensabile.”&#13;
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A lungo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA["Non è che io sia asociale, ma credo che se un artista vuole utilizzare il cervello per un lavoro creativo, ciò che si chiama autodisciplina – che non è altro che un modo per sottrarsi alla società – sia assolutamente indispensabile.”<br /><br />A lungo etichettato come solitario ed egocentrico, Glenn Gould è tra le figure del Novecento che prima di altri ha riposto nell’isolamento la sua dimensione di pensiero. Una mente incontenibile ed essenziale, le sue registrazioni radiofoniche e documentaristiche sono alimentate da una curiosità incessante sul mondo e sul ruolo della musica stessa.<br />Nato a Toronto nel 1932, Glenn Gould è considerato uno dei più grandi pianisti mai vissuti, un figlio d’arte che fin dalla sua più tenera età stupì tutti per l'eccezionale attitudine musicale, trovandosi già a suo agio sul palcoscenico; poco più che ventenne la sua attività si intensifica con la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive, conferenze, composizioni, scritti e concerti. A metà degli anni ’50 il debutto negli studi di produzione con le prime registrazioni dedicate all’amatissimo Bach con la sua interpretazione di Variazioni Goldberg. È l’inizio di una carriera internazionale sfavillante, costellata da una tecnica eccezionale, una spiccata sensibilità e un'assoluta modernità nella rilettura e interpretazione dei classici. Da lì a poco infatti, il consenso sulla sua musica diverrà unanime.<br /><br />L'ultimo episodio del 2020 delle monografie in musica di Michele Selva, è intitolato "𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼: 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗹𝗲𝗻𝗻 𝗚𝗼𝘂𝗹𝗱” e racconta proprio il singolare percorso artistico del Maestro canadese il quale, all’apice della sua fama, iniziò a ridurre le sue apparizioni pubbliche fino al definitivo ritiro nel 1964 per rifugiarsi in un non meglio specificato eremo canadese e per dedicarsi esclusivamente all'incisione di dischi e alla registrazione di trasmissioni televisive e radiofoniche in una quantità - e soprattutto qualità - eccezionale.<br /><br />𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre ai generi<br />Un programma a cura di Michele Selva<br />Regia di Alessandro Renzi<br />Immagine tratta da <a href="http://www.glenngould.com" rel="noopener">www.glenngould.com</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>1146</itunes:duration><itunes:keywords>bach,beethoven,glenngould,gould,ideaofnorth,mcpdi,micheleselva,monografie,piano,radio,ritratti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/35f5d75e7a4243ef37911e928fa3c179.jpg"/><itunes:season>3</itunes:season><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Mutiny in Heaven - L'epopea di Nick Cave</title><link>https://www.spreaker.com/episode/mutiny-in-heaven-l-epopea-di-nick-cave--42020516</link><description><![CDATA[Novembre 2020<br /><br />Una delle serie podcast più longeve della nostra emittente si rinnova!<br /><br />  Presentiamo oggi la nuova veste di 𝐋𝐀 𝐌𝐔𝐒𝐈𝐂𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 - Monografie oltre i generi, la rubrica curata da Michele Selva che, nei panni di storyteller, accompagna le composizioni di grandi autori della musica contemporanea attraverso aneddoti e pillole significative della loro vita artistica e privata.  <br /><br />Dopo i primi quindici episodi che hanno spaziato dai Maestri del minimalismo newyorkese, alla scuola italiana di Bruno Maderna, Giacinto Scelsi e Luigi Nono, al lungo viaggio in tre capitoli della produzione musicale meno nota di Bob Dylan, fino alla narrazione di altre personalità radiose del panorama musicale mondiale quali Brian Eno, György Ligeti, David Bowie, Lou Reed e tanti altri, ecco l'inizio di questo corso che rivoluziona, almeno in parte, la forma del programma.  <br /><br />Una nuova formula non più necessariamente legata ad una linea temporale di accadimenti biografici e discografici quanto piuttosto vicina alla poetica degli artisti, che analizza i testi e le strutture sonore delle composizioni, come fossero queste una costellazione di eventi presi nel loro insieme e selezionati dall'autore.  Una durata più concentrata per un ascolto intimo, profondo e trasversale nella comprensione delle diverse sfaccettature di questi grandi personaggi.  <br /><br />𝐌𝐮𝐭𝐢𝐧𝐲 𝐢𝐧 𝐇𝐞𝐚𝐯𝐞𝐧 - 𝐋'𝐞𝐩𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐍𝐢𝐜𝐤 𝐂𝐚𝐯𝐞 è il titolo dell'episodio di oggi in cui andiamo a scoprire la poetica del "seme cattivo del rock". Un artista che ha saputo dagli anni '80 ad oggi illuminare, sconcertare e commuovere attraverso dei testi ricchi di sentimento e passione. L'australiano ha attraversato i decenni mettendo i piedi in contesti culturali totalmente differenti l’uno dall’altro, muovendosi tra le linee prima del post-punk e della new wave fino alla redenzione in chiave neo-folk degli anni 2000.  Un cantautore eclettico e capace di abbracciare sonorità eterogenee pur lasciando intatta la potenza comunicativa attraverso i suoi versi.<br /><br />Regia di Alessandro Renzi ]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42020516</guid><pubDate>Tue, 17 Nov 2020 14:52:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42020516/mcpdi_nick_cave_mixdown_v2.mp3" length="26285391" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Michele Selva</itunes:author><itunes:subtitle>Novembre 2020&#13;
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Una delle serie podcast più longeve della nostra emittente si rinnova!&#13;
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