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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Enoagricola Blog</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/enoagricola-blog--2407675</link><description><![CDATA[Storie di vino e di persone, racconti dalle aziende e dai territori più importanti d'Italia. Ma anche eventi internazionali e riflessioni. Tutto in brevi podcast, da rileggere poi con calma sul sito <a href="http://www.enoagricola.org" rel="noopener">www.enoagricola.org</a>]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/2407675/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>Food</category><copyright>Copyright Fabio Ciarla</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg</url><title>Enoagricola Blog</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/enoagricola-blog--2407675</link></image><lastBuildDate>Sat, 08 Apr 2023 04:07:01 +0000</lastBuildDate><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>Fabio Ciarla</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:subtitle>Storie di vino e di persone, racconti dalle aziende e dai territori più importanti d'Italia. Ma anche eventi internazionali e riflessioni. Tutto in brevi podcast, da rileggere poi con calma sul sito www.enoagricola.org</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Storie di vino e di persone, racconti dalle aziende e dai territori più importanti d'Italia. Ma anche eventi internazionali e riflessioni. 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Siamo partiti facendole a casa con un gruppo di amici e sommelier e degustando i vini di una sola azienda, poi siamo passati a più aziende cominciando anche ad uscire dal salotto, a questo punto il salto era fatto e… E la scorsa settimana mi sono preso le mie bottiglie e me ne sono andato a pranzo da Straforno a Roma. L’idea di “Enoagricola in tour” è proprio questa, andare a fare la degustazione nei locali che con la nuova stretta anti-covid possono rimanere aperti solo a pranzo. Assaggiamo i vini ma parliamo anche della situazione. Inoltre, per quanto possibile, faccio conoscere posti che meritano una visita, a pranzo e in futuro anche a cena!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42017742</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2020 18:19:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42017742/enoagricola_in_tour_n_1_da_straforno_con_i_vini_di_marrone_podernuovo_a_palazzone_e_pizzolato.mp3" length="14189553" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Di “normale” ormai è rimasto veramente poco, quindi perché non cambiare anche e ancora una volta le “Degustazioni Partecipate” di Enoagricola Blog? Siamo partiti facendole a casa con un gruppo di amici e sommelier e degustando i vini di una sola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Di “normale” ormai è rimasto veramente poco, quindi perché non cambiare anche e ancora una volta le “Degustazioni Partecipate” di Enoagricola Blog? Siamo partiti facendole a casa con un gruppo di amici e sommelier e degustando i vini di una sola azienda, poi siamo passati a più aziende cominciando anche ad uscire dal salotto, a questo punto il salto era fatto e… E la scorsa settimana mi sono preso le mie bottiglie e me ne sono andato a pranzo da Straforno a Roma. L’idea di “Enoagricola in tour” è proprio questa, andare a fare la degustazione nei locali che con la nuova stretta anti-covid possono rimanere aperti solo a pranzo. Assaggiamo i vini ma parliamo anche della situazione. 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Codice Vino punta all’eccellenza, senza mezzi termini, sia in vigna sia in cantina, e conta di riuscirci anche e proprio perché può contare su una scelta di zone e uve praticamente sconfinata. Una idea “illuminata” come ha detto Attilio Scienza, anche perché “quando le cooperative assumono caratteri imprenditoriali non ce n’è per nessuno” potendo scegliere il meglio della produzione su migliaia di ettari.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40898010</guid><pubDate>Sat, 22 Aug 2020 20:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40898010/codice_vino_la_cooperazione_abruzzese_verso_l_alto_podcast.mp3" length="3028153" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Montepulciano, Pecorino e Passerina, sono questi i cavalli di battaglia della prima annata della linea Codice Oro di “Codice Vino”, il nuovo progetto nato dalle migliaia di ettari vitati che fanno capo alla maxi-cooperativa Codice Citra.
La nuova...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Montepulciano, Pecorino e Passerina, sono questi i cavalli di battaglia della prima annata della linea Codice Oro di “Codice Vino”, il nuovo progetto nato dalle migliaia di ettari vitati che fanno capo alla maxi-cooperativa Codice Citra.<br />La nuova sfida, una vera e propria “Cantina Boutique”, vede confluire il meglio delle nove zone vitivinicole comprese nella base sociale di Citra sotto la guida di due mostri sacri italiani dell’enologia e dell’agronomia, Riccardo Cotarella e Attilio Scienza. Codice Vino punta all’eccellenza, senza mezzi termini, sia in vigna sia in cantina, e conta di riuscirci anche e proprio perché può contare su una scelta di zone e uve praticamente sconfinata. 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Prima dell’interruzione di tutte le manifestazioni a causa dell’emergenza da Covid-19, precisamente il 18 novembre 2019 quando nello splendido Palazzo Rospigliosi a Roma è stata organizzata una interessante degustazione dedicata appunto all’annata 2016. Protagonista la Gran Selezione, ma presenti nella Capitale anche alcune Riserve e Annate dello stesso millesimo, per un racconto corale di un territorio che vuole riconquistare i vertici delle classifiche mondiali dei vini rossi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40897893</guid><pubDate>Sat, 09 May 2020 20:14:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40897893/chianti_classico_gran_selezione_un_regalo_la_splendida_vendemmia_2016_podcast.mp3" length="3404714" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 2016 si festeggiavano i 300 anni dalla perimetrazione della zona di produzione del Chianti (allora non c’era bisogno di specificare “Classico”) per volontà del Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici, una vendemmia considerata un “regalo”...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 2016 si festeggiavano i 300 anni dalla perimetrazione della zona di produzione del Chianti (allora non c’era bisogno di specificare “Classico”) per volontà del Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici, una vendemmia considerata un “regalo” dall’attuale Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Giovanni Manetti che si è spinto a definirla “la migliore dal 2000”.<br />Quando? Prima dell’interruzione di tutte le manifestazioni a causa dell’emergenza da Covid-19, precisamente il 18 novembre 2019 quando nello splendido Palazzo Rospigliosi a Roma è stata organizzata una interessante degustazione dedicata appunto all’annata 2016. 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Se all’inizio era una sola quella coinvolta, nell’ultima sono diventate due e in questa addirittura tre (ma non salirò ancora). In questo caso siamo partiti dal mio Lazio, passando per la Campania fino ad arrivare all’Abruzzo. Quali le cantine interessate? Per la mia regione Monti Cecubi, azienda interessante per il suo lavoro di riscoperta di antichi vitigni autoctoni – l’Abbuoto su tutti – e per la bellezza del posto, tra Itri e Sperlonga. La seconda è Fattoria Albamarina, siamo in Cilento e ho avuto la fortuna di fare un breve viaggio in quella splendida terra a settembre 2019, un Fiano e un Aglianico leggermente fuori dalle aspettative (per fortuna) grazie ad un territorio diverso da quelli più noti. Infine l’Abruzzo, terra di Montepulciano, sicuramente, ma anche di vini bianchi di genuina beva, come il Pecorino e il Controguerra Doc (uvaggio) con l’azienda Monti. Un gruppo di vini assaggiato da un gruppo di esperti nuovo, come nuova era la location. Niente casa, siamo stati ospiti dell’amica Francesca Bueti che a Lariano, sempre in provincia di Roma, gestisce il bar-enoteca “RCaffè” (grazie Francesca!). Nel complesso un’altra bella serata di conoscenza e scambi di opinione, con alcune divergenze e una netta sensazione che alcuni vini siano stati penalizzati dal poco “riposo” dopo il trasferimento (per la prossima bisognerà stare più attenti). Di seguito il racconto dei vini degustati, con i consueti voti, e in fondo una breve scheda delle tre aziende per chi volesse approfondire.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40897641</guid><pubDate>Fri, 07 Feb 2020 20:55:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40897641/podcast_monti_cecubi_albamarina_e_vini_monti_la_degustazione_partecipata_si_fa_in_tre.mp3" length="6679825" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Da anomala, per la seconda volta, è diventata “normale” la Degustazione Partecipata con più aziende. Se all’inizio era una sola quella coinvolta, nell’ultima sono diventate due e in questa addirittura tre (ma non salirò ancora). In questo caso siamo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da anomala, per la seconda volta, è diventata “normale” la Degustazione Partecipata con più aziende. Se all’inizio era una sola quella coinvolta, nell’ultima sono diventate due e in questa addirittura tre (ma non salirò ancora). In questo caso siamo partiti dal mio Lazio, passando per la Campania fino ad arrivare all’Abruzzo. Quali le cantine interessate? Per la mia regione Monti Cecubi, azienda interessante per il suo lavoro di riscoperta di antichi vitigni autoctoni – l’Abbuoto su tutti – e per la bellezza del posto, tra Itri e Sperlonga. La seconda è Fattoria Albamarina, siamo in Cilento e ho avuto la fortuna di fare un breve viaggio in quella splendida terra a settembre 2019, un Fiano e un Aglianico leggermente fuori dalle aspettative (per fortuna) grazie ad un territorio diverso da quelli più noti. Infine l’Abruzzo, terra di Montepulciano, sicuramente, ma anche di vini bianchi di genuina beva, come il Pecorino e il Controguerra Doc (uvaggio) con l’azienda Monti. Un gruppo di vini assaggiato da un gruppo di esperti nuovo, come nuova era la location. Niente casa, siamo stati ospiti dell’amica Francesca Bueti che a Lariano, sempre in provincia di Roma, gestisce il bar-enoteca “RCaffè” (grazie Francesca!). Nel complesso un’altra bella serata di conoscenza e scambi di opinione, con alcune divergenze e una netta sensazione che alcuni vini siano stati penalizzati dal poco “riposo” dopo il trasferimento (per la prossima bisognerà stare più attenti). 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Già il numero, lo scorso anno eravamo quasi a 30, la dice lunga su che tipo di periodo è stato. Non è che non abbia trovato buoni vini, il problema è che, contrariamente a quello che sembra, ho girato e assaggiato meno del consueto. Anche perché, lo ripeto, personalmente non sono un assaggiatore da fiera, non riesco a concentrarmi al banco d’assaggio e ho bisogno invece di tempo e calma per riflettere. Per fortuna quest'anno sono riuscito a ritagliarmi diverse occasioni utili al Vinitaly, una fiera che è così ricca di occasioni da dover essere affrontata al meglio, il consiglio utile è quindi di leggere bene i programmi e prenotare gli appuntamenti migliori!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21857435</guid><pubDate>Mon, 30 Dec 2019 21:38:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21857435/podcast_top_20_enoagricola_2019_1_la_lista_dei_migliori_assaggi_e_un_auspicio_per_il_2020.mp3" length="11524205" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>E anche quest’anno ci siamo, il 31 dicembre si avvicina ed è tempo di bilanci. Già il numero, lo scorso anno eravamo quasi a 30, la dice lunga su che tipo di periodo è stato. 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O rivederle in alcuni passaggi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19024228</guid><pubDate>Tue, 27 Aug 2019 19:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19024228/elogio_della_mezza_bottiglia_reloaded_podcast.mp3" length="3923801" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>“Elogio della mezza bottiglia” è il titolo di un post che ho scritto su Vinix a febbraio del 2011, questa estate mi sono trovato a fare più o meno le stesse considerazioni e quindi – prendendo in prestito ad Angelo Peretti il suo “Reloaded” per alcuni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Elogio della mezza bottiglia” è il titolo di un post che ho scritto su Vinix a febbraio del 2011, questa estate mi sono trovato a fare più o meno le stesse considerazioni e quindi – prendendo in prestito ad Angelo Peretti il suo “Reloaded” per alcuni pezzi di The Internet Gourmet – mi è sembrato utile riproporle. 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D’altronde per un Consorzio che rappresenta la Denominazione più estesa in Italia (sparsa tra Veneto, Trentino e Friuli  Venezia Giulia) e il vino bianco fermo più esportato al mondo, non poteva essere diversamente. Il perché di un concetto apparentemente così ampio, gli obiettivi e le modalità con le quali questi si stanno perseguendo, sono stati al centro dell’incontro con Albino Armani, Presidente del Consorzio DOC delle Venezie, e Alessandro Torcoli, Direttore di Civiltà del Bere, tenutosi lo scorso 7 aprile nello spazio International Buyer’s Club di Vinitaly.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21858470</guid><pubDate>Tue, 07 May 2019 20:43:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21858470/podcast_stile_italiano_l_anima_del_pinot_grigio_delle_venezie_presentata_a_vinitaly.mp3" length="4168663" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>“Stile Italiano” non è solo un claim pubblicitario per la Doc delle Venezie, significa ben altro. 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Il perché di un concetto apparentemente così ampio, gli obiettivi e le modalità con le quali questi si stanno perseguendo, sono stati al centro dell’incontro con Albino Armani, Presidente del Consorzio DOC delle Venezie, e Alessandro Torcoli, Direttore di Civiltà del Bere, tenutosi lo scorso 7 aprile nello spazio International Buyer’s Club di Vinitaly.]]></itunes:summary><itunes:duration>260</itunes:duration><itunes:keywords>armani,degustazione,italia,italiano,pinot,pinotgrigio,stile,venezie,vini,vinitaly,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/00fbce0dd343c45238ae9e564ea740a4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Palagetto e Viticoltori Lenza, un viaggio tra Toscana e Campania – Degustazione partecipata Enoagricola Blog</title><link>https://www.spreaker.com/episode/palagetto-e-viticoltori-lenza-un-viaggio-tra-toscana-e-campania-degustazione-partecipata-enoagricola-blog--17877829</link><description><![CDATA[Una Degustazione Partecipata forse anomala, ma anche per questo ancor più interessante. Non una ma due le aziende protagoniste, un viaggio che ci ha portato prima in Campania, poi in Toscana per un paio di volte, come un doppio tentativo di capire vini e territori diversi ma con tratti comuni. Il più importante dei quali è l’accoglienza, abbiamo assaggiato infatti vini piacevoli fin dal primo sorso, capaci di trasmettere con immediatezza il sorriso delle persone che li fanno. Andando poi a scoprire le storie delle due aziende diventa naturale trasferire nelle loro produzioni un carattere personale forte, che ha dato un’impronta indelebile alle etichette (che poi scopriremo, come sempre, con l’aiuto di qualche amico sommelier). Intanto andiamo a conoscere meglio le due aziende: Palagetto(San Gimignano – Toscana) e Viticoltori Lenza (Montecorvino Rovella – Campania)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17877829</guid><pubDate>Sun, 28 Apr 2019 17:32:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17877829/palagetto_e_viticoltori_lenza_un_viaggio_tra_toscana_e_campania_degustazione_partecipata_enoagricola_blog.mp3" length="5788735" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Una Degustazione Partecipata forse anomala, ma anche per questo ancor più interessante. Non una ma due le aziende protagoniste, un viaggio che ci ha portato prima in Campania, poi in Toscana per un paio di volte, come un doppio tentativo di capire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una Degustazione Partecipata forse anomala, ma anche per questo ancor più interessante. Non una ma due le aziende protagoniste, un viaggio che ci ha portato prima in Campania, poi in Toscana per un paio di volte, come un doppio tentativo di capire vini e territori diversi ma con tratti comuni. Il più importante dei quali è l’accoglienza, abbiamo assaggiato infatti vini piacevoli fin dal primo sorso, capaci di trasmettere con immediatezza il sorriso delle persone che li fanno. Andando poi a scoprire le storie delle due aziende diventa naturale trasferire nelle loro produzioni un carattere personale forte, che ha dato un’impronta indelebile alle etichette (che poi scopriremo, come sempre, con l’aiuto di qualche amico sommelier). Intanto andiamo a conoscere meglio le due aziende: Palagetto(San Gimignano – Toscana) e Viticoltori Lenza (Montecorvino Rovella – Campania)]]></itunes:summary><itunes:duration>362</itunes:duration><itunes:keywords>aglianico,blog,campania,chianti,degustazione,enoagricola,fisar,lenza,palagetto,sommelier,toscana,viticoltori</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/4cdc17afb3c75b689c5bc198547e87e4.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enoagricola e i (quasi) 30 vini del 2018. Un paio di “doppiette” e un’ode ai vini dolci!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enoagricola-e-i-quasi-30-vini-del-2018-un-paio-di-doppiette-e-un-ode-ai-vini-dolci--16611469</link><description><![CDATA[Lo so, ogni anno aumenta il numero di vini “selezionati” come migliori bevute dei 12 mesi precedenti, ma il problema è che ci sono davvero tantissime buone cose là fuori. A volte si tratta solo di avere la fortuna di incappare nella bottiglia giusta al momento giusto, altre invece dipende dalla laicità di porsi in modo aperto verso vini considerati minori, infine bisogna – credo – anche sapersi confrontare con alcuni mostri sacri senza troppi timori reverenziali. Ci sono poi delle “doppiette”, due vini di un’azienda o lo steso vino selezionato lo scorso anno e bevuto con gli stessi risultati nel 2018, due Barolo ma anche due Albana! Ovviamente è una classifica del tutto personale, divisa quest’anno solo per categorie (spumanti, bianchi, rosati, rossi e… vini dolci) proprio per premiare una specialità – quella dei vini dolci appunto – che in Italia ha delle eccellenze incontrastate le quali tuttavia non sposano il successo commerciale. A completamento della scheda ho inserito anche il mio consiglio finale tra Bere o Tenere che chi mi segue su Vivino conosce bene. Ancora una volta la presenza a Collisioni in quel di Barolo ha facilitato, e inflazionato forse, il lavoro di compilazione di questa speciale classifica, così come gli assaggi di Opera Wine a Verona, ma molti altri arrivano dalle esperienze più diverse, dai corsi per sommelier e le degustazioni della Fisar alle bottiglie portate dagli amici, dai vini offerti dai fratelli enologi fino a quelli inviati dalle aziende che hanno creduto in Enoagricola per l’esperienza delle Degustazioni Partecipate (che riprenderanno a brevissimo). Insomma c’è davvero di tutto, dai vini sotto ai 10 euro a quelli abbondantemente sopra i 100, perciò buona lettura e… buone bevute nel 2019!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16611469</guid><pubDate>Mon, 31 Dec 2018 17:53:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16611469/podcast_enoagricola_e_i_quasi_30_vini_del_2018_un_paio_di_doppiette_e_un_ode_ai_vini_dolci.mp3" length="12503249" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Lo so, ogni anno aumenta il numero di vini “selezionati” come migliori bevute dei 12 mesi precedenti, ma il problema è che ci sono davvero tantissime buone cose là fuori. 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Ovviamente è una classifica del tutto personale, divisa quest’anno solo per categorie (spumanti, bianchi, rosati, rossi e… vini dolci) proprio per premiare una specialità – quella dei vini dolci appunto – che in Italia ha delle eccellenze incontrastate le quali tuttavia non sposano il successo commerciale. A completamento della scheda ho inserito anche il mio consiglio finale tra Bere o Tenere che chi mi segue su Vivino conosce bene. Ancora una volta la presenza a Collisioni in quel di Barolo ha facilitato, e inflazionato forse, il lavoro di compilazione di questa speciale classifica, così come gli assaggi di Opera Wine a Verona, ma molti altri arrivano dalle esperienze più diverse, dai corsi per sommelier e le degustazioni della Fisar alle bottiglie portate dagli amici, dai vini offerti dai fratelli enologi fino a quelli inviati dalle aziende che hanno creduto in Enoagricola per l’esperienza delle Degustazioni Partecipate (che riprenderanno a brevissimo). 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Quando lavorata sapientemente e nel rispetto della qualità, dà vita ad uno dei vini bianchi migliori d’Italia per ricchezza, profondità e originalità. In realtà in questa Degustazione Partecipata dedicata ai vini di Tenuta Colombarda c’è stato un discreto imbarazzo nella scelta dell’etichetta sulla quale puntare i riflettori, ma in effetti le caratteristiche sfoderate da questa Albana 2017 (quindi giovanissima) hanno spostato l’asticella subito da queste parti. Ottimi anche il Sangiovese, interessantissima la Cagnina passita e molto bevibile il Pagadebit, per un viaggio di ottima fattura, sempre all’insegna della tipicità. Vini che hanno quasi sempre messo d’accordo tutto il panel, con alcune differenze comunque significative sui vini meno immediati. Altro aspetto da non sottovalutare la grande freschezza di tutte le etichette assaggiate, a ennesima testimonianza di come si possano fare vini buoni, bevibili subito ma allo stesso tempo capaci di attendere ancora qualche anno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16611736</guid><pubDate>Mon, 24 Dec 2018 17:07:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16611736/podcast_tenuta_colombarda_l_imbarazzo_della_scelta_ma_l_albana_l_albana_degustazione_partecipata.mp3" length="6460722" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>L’Albana è l’Albana, c’è poco da fare. Quando lavorata sapientemente e nel rispetto della qualità, dà vita ad uno dei vini bianchi migliori d’Italia per ricchezza, profondità e originalità. In realtà in questa Degustazione Partecipata dedicata ai vini...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Albana è l’Albana, c’è poco da fare. 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Parliamo di Guidi 1929, azienda che alla soglia dei 90 anni di vita vanta nella gamma – oltre ai grandi classici toscani, dalla Vernaccia di San Gimignano ai diversi Chianti – il “Ruggente”, un Sangiovese al 100% che fa parte della fermentazione in legno. Qualcosa di originale, diverso ma allo stesso tempo in equilibrio con il resto della produzione. Il classico cavallino che fa le bizze in un branco di cavalli di prestigio, rompe gli schemi ma stimola l’intero gruppo. Ho fatto conoscenza con questo vino nella seconda, almeno a livello ufficiale, Degustazione Partecipata organizzata dal “panel” di esperti di Enoagricola Blog. Pur avendo infatti assaggiato diverse ottime cose di questa cantina, soprattutto per la Vernaccia, mi mancava proprio il Ruggente. Di seguito, come sempre, una breve scheda dell’azienda e poi le note di degustazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16205809</guid><pubDate>Thu, 08 Nov 2018 18:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16205809/podcast_guidi_1929_il_chianti_che_ruggisce_degustazione_partecipata.mp3" length="6223412" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Ruggisce davvero, e non per il consueto (e a volte triste) leone sullo stemma del casato ma per uno dei vini più azzeccati che produce. Parliamo di Guidi 1929, azienda che alla soglia dei 90 anni di vita vanta nella gamma – oltre ai grandi classici...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ruggisce davvero, e non per il consueto (e a volte triste) leone sullo stemma del casato ma per uno dei vini più azzeccati che produce. Parliamo di Guidi 1929, azienda che alla soglia dei 90 anni di vita vanta nella gamma – oltre ai grandi classici toscani, dalla Vernaccia di San Gimignano ai diversi Chianti – il “Ruggente”, un Sangiovese al 100% che fa parte della fermentazione in legno. Qualcosa di originale, diverso ma allo stesso tempo in equilibrio con il resto della produzione. Il classico cavallino che fa le bizze in un branco di cavalli di prestigio, rompe gli schemi ma stimola l’intero gruppo. Ho fatto conoscenza con questo vino nella seconda, almeno a livello ufficiale, Degustazione Partecipata organizzata dal “panel” di esperti di Enoagricola Blog. Pur avendo infatti assaggiato diverse ottime cose di questa cantina, soprattutto per la Vernaccia, mi mancava proprio il Ruggente. 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Arrivando a Terracina, non prima di aver fatto un rifornimento di mozzarelle e ricotte di bufala al caseificio Macchiusi, tutto mi aspettavo tranne che lasciare la costa e la pianura per inerpicarmi sulle montagne.<br /><br />Audio Player<br /><br />00:00<br />00:00<br /><br />Usa i tasti freccia su/giù per aumentare o diminuire il volume.<br />E invece Andrea Pandolfo, che con il padre Gabriele è l’anima di Cantina Sant’Andrea, mi fa salire sulla sua macchina e comincia a salire. San Silvano è la valle storica dei vigneti di Terracina, si affaccia sul mare ma in realtà si incunea tra ripidi costoni rocciosi dei Monti Ausoni, sembra di essere nell’interno della Sardegna e invece siamo a 60 chilometri da Roma. Questa è l’area storica della viticoltura terracinese, della quale San Silvano è protettore, ed è quella che ha dato i natali alla città. “Terracina è stata costruita con il Moscato – ci dice Andrea tra una curva e l’altra – prima soprattutto come uva da mensa ma non avrebbe comunque retto l’urto di varietà come il Kyoho cinese, noi qui al massimo potevamo produrre 140 quintali per ettaro loro lì ne fanno 400 (la Cina è tra l’altro il primo produttore al mondo di uva – ndr). Si tratta di una varietà appartenente alla famiglia del Moscato Giallo ma piuttosto ostica, vuole un terreno ricco ma molto asciutto. Poco più di 20 anni fa rischiavamo l’estinzione, nel 1997 c’erano in produzione solo 40 ettari e il trend era negativo, oggi siamo a 65 ettari, quindi una crescita del 20%”. Mentre le case diventano meno frequenti, salendo notiamo come ci siano anche tanti ulivi in quest’area. Ci ricordiamo che in fondo siamo a due passi dai Lepini e da paesi famosi per la produzione olivicola, Itri e Sonnino ad esempio, e proprio la varietà “Itrana” è quella scelta dai Pandolfo per accompagnare la produzione di vino con dell’ottimo olio monocultivar, per quanto anche in questo caso la sfida non sia facile a livello produttivo, con grandi sbalzi di anno in anno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16042126</guid><pubDate>Thu, 11 Oct 2018 21:15:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16042126/i_vigneti_di_montagna_del_moscato_di_terracina_uno_spettacolo_unico_grazie_a_cantina_sant_andrea.mp3" length="9305861" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>“Vieni, ti porto a vedere i nostri vigneti di Moscato”. 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San Silvano è la valle storica dei vigneti di Terracina, si affaccia sul mare ma in realtà si incunea tra ripidi costoni rocciosi dei Monti Ausoni, sembra di essere nell’interno della Sardegna e invece siamo a 60 chilometri da Roma. Questa è l’area storica della viticoltura terracinese, della quale San Silvano è protettore, ed è quella che ha dato i natali alla città. “Terracina è stata costruita con il Moscato – ci dice Andrea tra una curva e l’altra – prima soprattutto come uva da mensa ma non avrebbe comunque retto l’urto di varietà come il Kyoho cinese, noi qui al massimo potevamo produrre 140 quintali per ettaro loro lì ne fanno 400 (la Cina è tra l’altro il primo produttore al mondo di uva – ndr). Si tratta di una varietà appartenente alla famiglia del Moscato Giallo ma piuttosto ostica, vuole un terreno ricco ma molto asciutto. Poco più di 20 anni fa rischiavamo l’estinzione, nel 1997 c’erano in produzione solo 40 ettari e il trend era negativo, oggi siamo a 65 ettari, quindi una crescita del 20%”. Mentre le case diventano meno frequenti, salendo notiamo come ci siano anche tanti ulivi in quest’area. Ci ricordiamo che in fondo siamo a due passi dai Lepini e da paesi famosi per la produzione olivicola, Itri e Sonnino ad esempio, e proprio la varietà “Itrana” è quella scelta dai Pandolfo per accompagnare la produzione di vino con dell’ottimo olio monocultivar, per quanto anche in questo caso la sfida non sia facile a livello produttivo, con grandi sbalzi di anno in anno.]]></itunes:summary><itunes:duration>582</itunes:duration><itunes:keywords>enoagricola,lazio,montagna,moscato,pandolfo,sant'andrea,terracina,vigneti,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/6e40b4735194388baa32e9181759a016.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>E ora chiamateli bamboccioni! La ristorazione e il ruolo dei giovani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-ora-chiamateli-bamboccioni-la-ristorazione-e-il-ruolo-dei-giovani--15587649</link><description><![CDATA[Un ministro, mi pare, li aveva definiti bamboccioni. Non c’è che dire, molti giovani in Italia stentano a prendere il volo, ma diciamoci la verità, la colpa non è solo della nostra cultura familiare. Molti sono i vincoli e gli ostacoli che circondano i nostri giovani, un mondo del lavoro spesso statico e quasi sempre poco meritocratico, basato perlopiù su posizioni di rendita.<br />Insomma l’Italia non è il Paese delle opportunità per i giovani ma… c’è un “ma” che emerge forte dalla ristorazione, dove tantissimi sono i casi di giovani e giovanissimi italiani in posti di responsabilità a casa nostra e all’estero. Basta leggere qua e là per trovare figure come quella di Vincenzo Donatiello, arrivato nel 2013 a soli 28 anni al Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba (3 Stelle Michelin) come sommelier e ora responsabile sia della cantina sia della sala, ma anche quella di Maria Rosa Tartaglione, che da un piccolo paesino del Molise è arrivata ad essere Senior Sommelier al Marea di New York (2 stelle Michelin). Persone che ho avuto la fortuna di incontrare grazie al Progetto Vino di Collisioni, un appuntamento fisso che anche quest’anno mi ha regalato esperienze indimenticabili e la conferma che, nella ristorazione, davvero i giovani possono fare la differenza e crearsi un futuro su misura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15587649</guid><pubDate>Mon, 27 Aug 2018 15:20:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15587649/e_ora_chiamateli_bamboccioni.mp3" length="4824503" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Un ministro, mi pare, li aveva definiti bamboccioni. Non c’è che dire, molti giovani in Italia stentano a prendere il volo, ma diciamoci la verità, la colpa non è solo della nostra cultura familiare. Molti sono i vincoli e gli ostacoli che circondano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un ministro, mi pare, li aveva definiti bamboccioni. Non c’è che dire, molti giovani in Italia stentano a prendere il volo, ma diciamoci la verità, la colpa non è solo della nostra cultura familiare. Molti sono i vincoli e gli ostacoli che circondano i nostri giovani, un mondo del lavoro spesso statico e quasi sempre poco meritocratico, basato perlopiù su posizioni di rendita.<br />Insomma l’Italia non è il Paese delle opportunità per i giovani ma… c’è un “ma” che emerge forte dalla ristorazione, dove tantissimi sono i casi di giovani e giovanissimi italiani in posti di responsabilità a casa nostra e all’estero. Basta leggere qua e là per trovare figure come quella di Vincenzo Donatiello, arrivato nel 2013 a soli 28 anni al Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba (3 Stelle Michelin) come sommelier e ora responsabile sia della cantina sia della sala, ma anche quella di Maria Rosa Tartaglione, che da un piccolo paesino del Molise è arrivata ad essere Senior Sommelier al Marea di New York (2 stelle Michelin). 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Da nord a sud, passando per il centro Italia, con un’idea semplice ma forte: rosati da vitigni autoctoni in territori con tradizioni documentate. Non so voi ma a me non pare poco. Il racconto della degustazione a Vinitaly 2018.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14743392</guid><pubDate>Wed, 09 May 2018 13:29:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14743392/rosati_da_vitigni_autoctoni_e_con_la_voce_narrante_di_angelo_peretti_il_mio_vinitaly_2018_parte_i.mp3" length="6546077" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Per innalzare la consapevolezza del valore dei vini rosati italiani, e studiare strategie comuni, si sono messi insieme i Consorzi di tutela del Bardolino Chiaretto, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte e Salice Salentino. 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Il racconto della degustazione a Vinitaly 2018.]]></itunes:summary><itunes:duration>410</itunes:duration><itunes:keywords>abruzzo,autoctoni,bardolino,bombino,cerasuolo,chiaretto,degustazione,groppello,italia,montepulciano,negroamaro,peretti,puglia,rosato,rosè,valtenesi,vinitaly,vino,vitigni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2410c6346c87a897b327b6a78f0c0c3c.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Frascati, una degustazione alla cieca per apprezzare i progressi di un territorio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/frascati-una-degustazione-alla-cieca-per-apprezzare-i-progressi-di-un-territorio--14448899</link><description><![CDATA[Per comprendere dove sta andando il Frascati, il Consorzio di Tutela organizza quelli che potremmo chiamare “panel test” con gruppi di operatori ed esperti. Ho avuto l’onore di promuoverne uno, coinvolgendo sommelier e giornalisti, per una degustazione alla cieca di 36 campioni tra Frascati Doc, Frascati Superiore Docg (e alcune Riserve) e Cannellino Docg. Perché alla cieca? Una scelta del Consorzio che ho subito condiviso, perché nonostante tutto alcuni nomi potevano condizionare e, soprattutto, perché ad emergere doveva essere il territorio, i suoi caratteri ricorrenti, la qualità media. E il risultato è stato raggiunto, con assaggi interessanti in una batteria nel complesso buona.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14448899</guid><pubDate>Tue, 03 Apr 2018 14:36:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14448899/frascati_cieca_2018.mp3" length="4131527" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Per comprendere dove sta andando il Frascati, il Consorzio di Tutela organizza quelli che potremmo chiamare “panel test” con gruppi di operatori ed esperti. Ho avuto l’onore di promuoverne uno, coinvolgendo sommelier e giornalisti, per una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per comprendere dove sta andando il Frascati, il Consorzio di Tutela organizza quelli che potremmo chiamare “panel test” con gruppi di operatori ed esperti. Ho avuto l’onore di promuoverne uno, coinvolgendo sommelier e giornalisti, per una degustazione alla cieca di 36 campioni tra Frascati Doc, Frascati Superiore Docg (e alcune Riserve) e Cannellino Docg. Perché alla cieca? Una scelta del Consorzio che ho subito condiviso, perché nonostante tutto alcuni nomi potevano condizionare e, soprattutto, perché ad emergere doveva essere il territorio, i suoi caratteri ricorrenti, la qualità media. E il risultato è stato raggiunto, con assaggi interessanti in una batteria nel complesso buona.]]></itunes:summary><itunes:duration>259</itunes:duration><itunes:keywords>cieca,consorzio,degustazione,frascati,giornalisti,giv,lazio,lunamater,malvasia,roma,sommelier,vini,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/80c864a2905d02e670d722a79c8752d2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tai Rosso, quanto mi piaci!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tai-rosso-quanto-mi-piaci--14304270</link><description><![CDATA[Max Gazzé cantava “chi si innamora non deve dirlo a nessuno” ma io questa volta faccio un’eccezione e vi racconto di come mi sono innamorato del Tai Rosso dei Colli Berici. L’occasione è un tour su e giù nell’area collinare compresa tra Monti Lessini, Gambellara e Colli Euganei; una zona di leggeri declivi con un microclima unico per il Veneto, dove trovano naturale benevola accoglienza le uve rosse, grazie a un misto di suoli sedimentari e vulcanici e temperature non proprio nordiche.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14304270</guid><pubDate>Fri, 16 Mar 2018 09:06:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14304270/colli_berici.mp3" length="6457469" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Max Gazzé cantava “chi si innamora non deve dirlo a nessuno” ma io questa volta faccio un’eccezione e vi racconto di come mi sono innamorato del Tai Rosso dei Colli Berici. 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L’occasione è un tour su e giù nell’area collinare compresa tra Monti Lessini, Gambellara e Colli Euganei; una zona di leggeri declivi con un microclima unico per il Veneto, dove trovano naturale benevola accoglienza le uve rosse, grazie a un misto di suoli sedimentari e vulcanici e temperature non proprio nordiche.]]></itunes:summary><itunes:duration>404</itunes:duration><itunes:keywords>cabernet,cannonau,carmenere,cavazza,colliberici,dalmaso,degustazione,garnacha,grenache,pioveneportogodi,tai,vegre,veneto,vicenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/e5da38f3076565d03d14f05c35c439ef.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Benvenuto, Brunello 2013. Ma anche Riserva 2012 e Rosso di Montalcino 2016!</title><link>https://www.spreaker.com/episode/benvenuto-brunello-2013-ma-anche-riserva-2012-e-rosso-di-montalcino-2016--14201607</link><description><![CDATA[Benvenuto davvero ad un millesimo che si farà ricordare, parliamo del Brunello di Montalcino Docg 2013, presentato ufficialmente con l’evento “Benvenuto Brunello 2018” che ha chiuso la settimana delle Anteprime toscane nei giorni 16-18 febbraio. Un’annata a detta di tutti molto interessante, che saprà esprimersi bene anche quanto a longevità, con punte qualitative assolute. Interessante anche la Riserva 2012, sebbene in una fase forse poco espressiva (insomma, non bevetela ora ma aspettate qualche anno), e il Rosso di Montalcino 2016, le altre due anteprime ufficiali degustate insieme a colleghi italiani e internazionali nel bellissimo chiostro di Sant’Agostino. Un totale di 135 aziende, presenti anche con le varie “Vigne” o “Selezione”, alcuni Moscadello e Sant’Antimo (le altre Doc di Montalcino) per centinaia e centinaia di bottiglie, gestite sapientemente dai sommelier AIS nel giorno dedicato alla stampa senza la presenza dei produttori. Un momento più unico che raro per apprezzare con attenzione i vari vini, ma anche uno sforzo notevole del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e dell’ufficio stampa che voglio assolutamente ringraziare (insieme ai produttori ovviamente).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14201607</guid><pubDate>Mon, 05 Mar 2018 11:28:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14201607/montalcino_2018.mp3" length="7394534" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Benvenuto davvero ad un millesimo che si farà ricordare, parliamo del Brunello di Montalcino Docg 2013, presentato ufficialmente con l’evento “Benvenuto Brunello 2018” che ha chiuso la settimana delle Anteprime toscane nei giorni 16-18 febbraio....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Benvenuto davvero ad un millesimo che si farà ricordare, parliamo del Brunello di Montalcino Docg 2013, presentato ufficialmente con l’evento “Benvenuto Brunello 2018” che ha chiuso la settimana delle Anteprime toscane nei giorni 16-18 febbraio. Un’annata a detta di tutti molto interessante, che saprà esprimersi bene anche quanto a longevità, con punte qualitative assolute. Interessante anche la Riserva 2012, sebbene in una fase forse poco espressiva (insomma, non bevetela ora ma aspettate qualche anno), e il Rosso di Montalcino 2016, le altre due anteprime ufficiali degustate insieme a colleghi italiani e internazionali nel bellissimo chiostro di Sant’Agostino. Un totale di 135 aziende, presenti anche con le varie “Vigne” o “Selezione”, alcuni Moscadello e Sant’Antimo (le altre Doc di Montalcino) per centinaia e centinaia di bottiglie, gestite sapientemente dai sommelier AIS nel giorno dedicato alla stampa senza la presenza dei produttori. Un momento più unico che raro per apprezzare con attenzione i vari vini, ma anche uno sforzo notevole del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e dell’ufficio stampa che voglio assolutamente ringraziare (insieme ai produttori ovviamente).]]></itunes:summary><itunes:duration>463</itunes:duration><itunes:keywords>anteprime,brunello,chiuse,cupano,degustazione,montalcino,sesta,toscana,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ff1df9b803d2d18944e4da26a771b8d2.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I vini “naturali” spiegati con la cucina stellata (POST DEFINITIVO)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-vini-naturali-spiegati-con-la-cucina-stellata-post-definitivo--14146127</link><description><![CDATA[“Ho mangiato acido citrico e non sono morto. E non era in un vino ma su un piatto!”<br />Per spiegare i vini “naturali” a chi ne fa una bandiera e una moda basta ragionare su un fatto, realmente accaduto al sottoscritto, alcune settimane fa.<br />Ristorante stellato, menu ambizioso e ricco di suggestioni nella presentazione e negli accostamenti, esperienza molto interessante fino al dolce… Qui c’è il tocco di magia, qualcosa che non avrei mai potuto immaginare e che mi ha aperto gli occhi sul vero senso del “vino naturale”.<br />Gli ingredienti erano questi: crema a base di carbone vegetale, polipodio (un tipo di liquirizia), caffè in polvere, lime, limone grattugiato e… acido citrico!<br />Ebbene sì, il tocco davvero originale era l’acido citrico, uno di quei “coadiuvanti” che i produttori artigianali, naturali ecc. che si sentono fighi dicono di non usare perché loro il vino lo fanno con l’uva e basta (e vorrebbero le etichette parlanti).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14146127</guid><pubDate>Sun, 11 Feb 2018 20:11:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14146127/vini_naturali_cucina_stellata.mp3" length="3656307" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>“Ho mangiato acido citrico e non sono morto. 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Per spiegare i vini “naturali” a chi ne fa una bandiera e una moda basta ragionare su un fatto, realmente accaduto al sottoscritto, alcune settimane fa.&#13;
Ristorante...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Ho mangiato acido citrico e non sono morto. E non era in un vino ma su un piatto!”<br />Per spiegare i vini “naturali” a chi ne fa una bandiera e una moda basta ragionare su un fatto, realmente accaduto al sottoscritto, alcune settimane fa.<br />Ristorante stellato, menu ambizioso e ricco di suggestioni nella presentazione e negli accostamenti, esperienza molto interessante fino al dolce… Qui c’è il tocco di magia, qualcosa che non avrei mai potuto immaginare e che mi ha aperto gli occhi sul vero senso del “vino naturale”.<br />Gli ingredienti erano questi: crema a base di carbone vegetale, polipodio (un tipo di liquirizia), caffè in polvere, lime, limone grattugiato e… acido citrico!<br />Ebbene sì, il tocco davvero originale era l’acido citrico, uno di quei “coadiuvanti” che i produttori artigianali, naturali ecc. che si sentono fighi dicono di non usare perché loro il vino lo fanno con l’uva e basta (e vorrebbero le etichette parlanti).]]></itunes:summary><itunes:duration>229</itunes:duration><itunes:keywords>acido,chef,citrico,coadiuvanti,cucina,enoagricola,naturale,stellata,uva,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/25a106aa8e606479fd1c430ad0705472.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Imparare giocando, da G.D. Vajra si può. Vi racconto l’Ampelo Contest</title><link>https://www.spreaker.com/episode/imparare-giocando-da-g-d-vajra-si-puo-vi-racconto-l-ampelo-contest--14146240</link><description><![CDATA[TEMA: riconoscere i diversi vitigni in pianta e, successivamente, i vini da essi prodotti in una degustazione alla cieca (ok, la degustazione c’entra fino ad un certo punto con l’ampelografia ma d’altronde a noi piace bere vino, mica mangiare foglie…)<br />SVOLGIMENTO: ci si vede tutti in cima al Bricco delle Viole e dopo aver ripreso i sensi, persi a causa della vista mozzafiato che si gode da lassù, ecco arrivare una sorridente professoressa Schneider che con l’aiuto di Isidoro Vaira ci spiega e ci mostra le varie tipologie di foglie e grappoli (siamo a luglio) raccolti in vigna. Nebbiolo nelle sue tre versioni (Lampia, Michet, Rosé), poi Dolcetto e Barbera, ma anche Sauvignon e altri. Parola a Francesca Vaira che ci spiega le regole della gara, ci mostra la mappa che seguiremo per raggiungere le viti da riconoscere, adeguatamente segnalate, forma le squadre e assegna i capo-squadra. A noi tocca Isidoro, Isi per gli amici.<br /><br />Bottiglie di acqua fresche prese, chi vuole si infila le scarpe comode messe a disposizione dai Vaira (e forse avrei dovuto farlo anche io visto che indossavo sneakers messe la prima volta quella mattina!) e poi… via, si va in vigna.<br />Finalmente!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14146240</guid><pubDate>Thu, 18 Jan 2018 20:26:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14146240/vaira_completo.mp3" length="5078204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>TEMA: riconoscere i diversi vitigni in pianta e, successivamente, i vini da essi prodotti in una degustazione alla cieca (ok, la degustazione c’entra fino ad un certo punto con l’ampelografia ma d’altronde a noi piace bere vino, mica mangiare foglie…)...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[TEMA: riconoscere i diversi vitigni in pianta e, successivamente, i vini da essi prodotti in una degustazione alla cieca (ok, la degustazione c’entra fino ad un certo punto con l’ampelografia ma d’altronde a noi piace bere vino, mica mangiare foglie…)<br />SVOLGIMENTO: ci si vede tutti in cima al Bricco delle Viole e dopo aver ripreso i sensi, persi a causa della vista mozzafiato che si gode da lassù, ecco arrivare una sorridente professoressa Schneider che con l’aiuto di Isidoro Vaira ci spiega e ci mostra le varie tipologie di foglie e grappoli (siamo a luglio) raccolti in vigna. Nebbiolo nelle sue tre versioni (Lampia, Michet, Rosé), poi Dolcetto e Barbera, ma anche Sauvignon e altri. Parola a Francesca Vaira che ci spiega le regole della gara, ci mostra la mappa che seguiremo per raggiungere le viti da riconoscere, adeguatamente segnalate, forma le squadre e assegna i capo-squadra. A noi tocca Isidoro, Isi per gli amici.<br /><br />Bottiglie di acqua fresche prese, chi vuole si infila le scarpe comode messe a disposizione dai Vaira (e forse avrei dovuto farlo anche io visto che indossavo sneakers messe la prima volta quella mattina!) e poi… via, si va in vigna.<br />Finalmente!]]></itunes:summary><itunes:duration>318</itunes:duration><itunes:keywords>ampelografia,barolo,baudana,collisioni,lampia,lettieri,michet,nebbiolo,rocco,rosè,sauvignon,schneider,vaira,vajra</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/2b53c0b910e73c40a83877afe7441763.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enoagricola e i (quasi) 20 vini del 2017. Ma anche due aziende…</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enoagricola-e-i-quasi-20-vini-del-2017-ma-anche-due-aziende--14146292</link><description><![CDATA[Quest’anno ho deciso di riprendere la buona abitudine di scrivere la classifica dei migliori assaggi dei 12 mesi appena trascorsi. Nel 2016 mi limitai a farli comparire nel video-racconto con cui conclusi i lavori per quell’anno, ma tutto sommato era una modalità troppo limitante. Anche perché un minimo di cose vanno dette, a cominciare dalla distinzione che ho cominciato a fare. Ovvero che esiste quella che chiamo “Università della Terza Età”, si tratta in sostanza dei vini da grande invecchiamento, quindi quasi sempre annate non in commercio. Poi esistono i “Giovani e forti”, vini bevuti più o meno nella loro fase giovanile, pronti o ancora immaturi in alcuni casi, ma comunque in commercio. Infine, quest’anno, ho voluto dare spazio anche a due aziende singole nel loro complesso, entrambe espressione delle Langhe e forse ce ne sarebbe voluta anche una terza. È una piccola scommessa, nel senso che forse ce ne sarebbero molte altre da premiare (così come per i vini d’altronde), ma spero utile a scoprire come spesso dietro a ogni singola etichetta c’è un lavoro complesso e strategico di grande ampiezza.<br />In foto sono con Levi Dalton e Steven Spurrier, ho degustato molti di questi vini con loro a Collisioni ed è stata un’esperienza formativa di valore incredibile, perciò con questo post vorrei ringraziare anche questi due grandi uomini del vino a livello internazionale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14146292</guid><pubDate>Sun, 31 Dec 2017 15:33:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14146292/classifica_2017.mp3" length="7566733" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Quest’anno ho deciso di riprendere la buona abitudine di scrivere la classifica dei migliori assaggi dei 12 mesi appena trascorsi. Nel 2016 mi limitai a farli comparire nel video-racconto con cui conclusi i lavori per quell’anno, ma tutto sommato era...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quest’anno ho deciso di riprendere la buona abitudine di scrivere la classifica dei migliori assaggi dei 12 mesi appena trascorsi. Nel 2016 mi limitai a farli comparire nel video-racconto con cui conclusi i lavori per quell’anno, ma tutto sommato era una modalità troppo limitante. Anche perché un minimo di cose vanno dette, a cominciare dalla distinzione che ho cominciato a fare. Ovvero che esiste quella che chiamo “Università della Terza Età”, si tratta in sostanza dei vini da grande invecchiamento, quindi quasi sempre annate non in commercio. Poi esistono i “Giovani e forti”, vini bevuti più o meno nella loro fase giovanile, pronti o ancora immaturi in alcuni casi, ma comunque in commercio. Infine, quest’anno, ho voluto dare spazio anche a due aziende singole nel loro complesso, entrambe espressione delle Langhe e forse ce ne sarebbe voluta anche una terza. È una piccola scommessa, nel senso che forse ce ne sarebbero molte altre da premiare (così come per i vini d’altronde), ma spero utile a scoprire come spesso dietro a ogni singola etichetta c’è un lavoro complesso e strategico di grande ampiezza.<br />In foto sono con Levi Dalton e Steven Spurrier, ho degustato molti di questi vini con loro a Collisioni ed è stata un’esperienza formativa di valore incredibile, perciò con questo post vorrei ringraziare anche questi due grandi uomini del vino a livello internazionale.]]></itunes:summary><itunes:duration>473</itunes:duration><itunes:keywords>2017,barolo,brunello,cardone,classifica,collisioni,dalton,decanter,degustazione,hum,lazio,levi,merlot,montalcino,piemonte,spurrier,steven,terracina,toscana,vaira</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/ace59de00d4d390b0ffb8e3d6b59adfd.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cincinnato, a Cori si festeggiano i 70 anni di una cooperativa in forte sviluppo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cincinnato-a-cori-si-festeggiano-i-70-anni-di-una-cooperativa-in-forte-sviluppo--14146206</link><description><![CDATA[La cantina cooperativa Cincinnato di Cori in questi ultimi giorni del 2017 si avvia a concludere i festeggiamenti per i 70 anni di vita. Ne è passata di acqua sotto i ponti, anzi di vino nelle vasche da quel giorno, e mai come ora Cincinnato sembra essere in grande sviluppo, con tanti progetti in fase di definizione. Il tutto in un clima di incredibile cordialità e solidità, come ha dimostrato il recente rinnovo del Consiglio Direttivo che ha premiato gli attuali amministratori, confermando la voglia di continuità con quanto fatto finora.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14146206</guid><pubDate>Wed, 27 Dec 2017 22:21:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14146206/cincinnato_70anni.mp3" length="3168967" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>La cantina cooperativa Cincinnato di Cori in questi ultimi giorni del 2017 si avvia a concludere i festeggiamenti per i 70 anni di vita. Ne è passata di acqua sotto i ponti, anzi di vino nelle vasche da quel giorno, e mai come ora Cincinnato sembra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La cantina cooperativa Cincinnato di Cori in questi ultimi giorni del 2017 si avvia a concludere i festeggiamenti per i 70 anni di vita. Ne è passata di acqua sotto i ponti, anzi di vino nelle vasche da quel giorno, e mai come ora Cincinnato sembra essere in grande sviluppo, con tanti progetti in fase di definizione. 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Anzi sì, forse.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/non-chiamatelo-giacche-anzi-si-forse--13676760</link><description><![CDATA[Il Giacchè era il vitigno a bacca rossa della tradizione dei vignaioli di Cerveteri, l’uva per fare il vino migliore, che stava quasi scomparendo fino a una decina di anni fa, soppiantata da varietà internazionali più facilmente apprezzabili sul mercato. Ho specificato che “era” quell’uva per due motivi, innanzitutto perché i recenti studi del DNA hanno confermato che non si tratta di un vitigno nuovo ma, in realtà, del più noto Lambrusco Maestri. L’altro motivo è che l’azienda Casale Cento Corvi, che dal 2003 produce un vino a cui ha dato questo nome, ha registrato il marchio “Giacchè” assicurandosi di poterlo usare in esclusiva.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13676760</guid><pubDate>Wed, 20 Dec 2017 16:09:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13676760/podcast_non_chiamatelo_giacch.mp3" length="5756552" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Il Giacchè era il vitigno a bacca rossa della tradizione dei vignaioli di Cerveteri, l’uva per fare il vino migliore, che stava quasi scomparendo fino a una decina di anni fa, soppiantata da varietà internazionali più facilmente apprezzabili sul...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Giacchè era il vitigno a bacca rossa della tradizione dei vignaioli di Cerveteri, l’uva per fare il vino migliore, che stava quasi scomparendo fino a una decina di anni fa, soppiantata da varietà internazionali più facilmente apprezzabili sul mercato. Ho specificato che “era” quell’uva per due motivi, innanzitutto perché i recenti studi del DNA hanno confermato che non si tratta di un vitigno nuovo ma, in realtà, del più noto Lambrusco Maestri. L’altro motivo è che l’azienda Casale Cento Corvi, che dal 2003 produce un vino a cui ha dato questo nome, ha registrato il marchio “Giacchè” assicurandosi di poterlo usare in esclusiva.]]></itunes:summary><itunes:duration>360</itunes:duration><itunes:keywords>degustazione,giacchè,lambrusco,lazio,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>BereBene interessa a pochi, forse perché non è “cool”?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/berebene-interessa-a-pochi-forse-perche-non-e-cool--13533184</link><description><![CDATA[Ero allo Sheraton Hotel di Roma per la presentazione di BereBene 2018, la guida agli ottimi vini italiani sotto i 13 euro edita dal Gambero Rosso. Va bene, il confronto con i Tre Bicchieri non è possibile farlo, e forse c’erano una serie di eventi coincidenti che era meglio evitare (Mercato Fivi a Piacenza, Vins Extremes ad Aosta, ViVite a Milano e il Giro d’Italia a Rieti), ma l’impressione di evento di serie B anche per la stampa era evidente. Ma perché?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13533184</guid><pubDate>Thu, 07 Dec 2017 21:11:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13533184/berebene.mp3" length="2595527" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Ero allo Sheraton Hotel di Roma per la presentazione di BereBene 2018, la guida agli ottimi vini italiani sotto i 13 euro edita dal Gambero Rosso. Va bene, il confronto con i Tre Bicchieri non è possibile farlo, e forse c’erano una serie di eventi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ero allo Sheraton Hotel di Roma per la presentazione di BereBene 2018, la guida agli ottimi vini italiani sotto i 13 euro edita dal Gambero Rosso. Va bene, il confronto con i Tre Bicchieri non è possibile farlo, e forse c’erano una serie di eventi coincidenti che era meglio evitare (Mercato Fivi a Piacenza, Vins Extremes ad Aosta, ViVite a Milano e il Giro d’Italia a Rieti), ma l’impressione di evento di serie B anche per la stampa era evidente. Ma perché?]]></itunes:summary><itunes:duration>163</itunes:duration><itunes:keywords>berebene,degustazione,gamberorosso,guida,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’Asti Secco e il marketing non convenzionale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-asti-secco-e-il-marketing-non-convenzionale--13503387</link><description><![CDATA[Meglio dirlo subito, in questi giorni ho letto il non breve intervento di Frank Merenda “Melegatti può essere salvata mentre distrugge il suo brand?” e ne sono rimasto colpito, sto vivendo infatti simili sensazioni per esperienze diciamo personali, quindi ammetto che in parte “ci sono dentro” e potrei essere leggermente prevenuto verso i rinnovamenti troppo drastici e privi di collegamenti con il passato.<br />Fatte le premesse torniamo all’oggetto di questo intervento, ovvero alla presentazione del “nuovo” Asti. Nuovo il prodotto, visto che si aggiunge la versione Secco che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno (in particolare per l’hashtag #AstiSeccoDocg). Ma nuovo sarà anche il positioning se così si dice, ovvero il posizionamento di immagine e di mercato. Da realizzare, eccoci al dunque, con “un progetto strategico per il riposizionamento di tutta la denominazione, in Italia e all’estero” avviato dal Consorzio per la Tutela dell’Asti e presentato a Roma, nella avveniristica Lanterna Fuksas, lo scorso martedì 21 novembre.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13503387</guid><pubDate>Mon, 04 Dec 2017 14:14:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13503387/asti_secco_marketing.mp3" length="3538633" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Meglio dirlo subito, in questi giorni ho letto il non breve intervento di Frank Merenda “Melegatti può essere salvata mentre distrugge il suo brand?” e ne sono rimasto colpito, sto vivendo infatti simili sensazioni per esperienze diciamo personali,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Meglio dirlo subito, in questi giorni ho letto il non breve intervento di Frank Merenda “Melegatti può essere salvata mentre distrugge il suo brand?” e ne sono rimasto colpito, sto vivendo infatti simili sensazioni per esperienze diciamo personali, quindi ammetto che in parte “ci sono dentro” e potrei essere leggermente prevenuto verso i rinnovamenti troppo drastici e privi di collegamenti con il passato.<br />Fatte le premesse torniamo all’oggetto di questo intervento, ovvero alla presentazione del “nuovo” Asti. Nuovo il prodotto, visto che si aggiunge la versione Secco che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno (in particolare per l’hashtag #AstiSeccoDocg). Ma nuovo sarà anche il positioning se così si dice, ovvero il posizionamento di immagine e di mercato. Da realizzare, eccoci al dunque, con “un progetto strategico per il riposizionamento di tutta la denominazione, in Italia e all’estero” avviato dal Consorzio per la Tutela dell’Asti e presentato a Roma, nella avveniristica Lanterna Fuksas, lo scorso martedì 21 novembre.]]></itunes:summary><itunes:duration>222</itunes:duration><itunes:keywords>asti,astisecco,marketing,spumante,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L’Abruzzo enoturistico si mette in marcia con i Percorsi del Consorzio Tutela Vini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-abruzzo-enoturistico-si-mette-in-marcia-con-i-percorsi-del-consorzio-tutela-vini--13227203</link><description><![CDATA[I Trabocchi, il Pecorino, D’Annunzio, la Ventricina, il Montepulciano e poi il mare, i monasteri medievali e l’arte del Novecento. In Abruzzo c’è tutto questo, ma come spiegarlo? Come collegarlo? Ci vorrebbero degli itinerari, dei percorsi… Ecco, facciamo i PERCORSI!<br />Dev’essere nata così l’idea del nuovo progetto di marketing territoriale del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, presentato lunedì 16 ottobre al Convento Michetti di Francavilla al Mare dal presidente Valentino Di Campli e dalla consigliera Valentina Di Camillo, che l’ha pensato e ne ha seguito la realizzazione. La novità principale è quella di aver messo in piedi a tempo di record (meno di un anno) una piattaforma online collegata ad una App e a una mappa cartacea, rendendo la fruizione dei turisti facile e intuitiva.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13227203</guid><pubDate>Thu, 02 Nov 2017 15:41:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13227203/percorsi_abruzzo_completo.mp3" length="2958514" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>I Trabocchi, il Pecorino, D’Annunzio, la Ventricina, il Montepulciano e poi il mare, i monasteri medievali e l’arte del Novecento. In Abruzzo c’è tutto questo, ma come spiegarlo? Come collegarlo? Ci vorrebbero degli itinerari, dei percorsi… Ecco,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I Trabocchi, il Pecorino, D’Annunzio, la Ventricina, il Montepulciano e poi il mare, i monasteri medievali e l’arte del Novecento. In Abruzzo c’è tutto questo, ma come spiegarlo? Come collegarlo? Ci vorrebbero degli itinerari, dei percorsi… Ecco, facciamo i PERCORSI!<br />Dev’essere nata così l’idea del nuovo progetto di marketing territoriale del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, presentato lunedì 16 ottobre al Convento Michetti di Francavilla al Mare dal presidente Valentino Di Campli e dalla consigliera Valentina Di Camillo, che l’ha pensato e ne ha seguito la realizzazione. La novità principale è quella di aver messo in piedi a tempo di record (meno di un anno) una piattaforma online collegata ad una App e a una mappa cartacea, rendendo la fruizione dei turisti facile e intuitiva.]]></itunes:summary><itunes:duration>185</itunes:duration><itunes:keywords>abruzzo,enoturismo,montepulciano,percorsi,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Storia Moderna del Vino Italiano - Il libro di Walter Filiputti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/storia-moderna-del-vino-italiano-il-libro-di-walter-filiputti--12909769</link><description><![CDATA[RECENSIONE del volume "Storia Moderna del Vino Italiano" a cura di Walter Filiputti, edito da Skira. <br />Servirà un libro che tracci la storia moderna del vino nel nostro Paese? La mia risposta è decisamente sì, mi sembra infatti molto utile poter fruire di un volume sufficientemente completo eppure scorrevole, con tanti spunti di approfondimento e alcuni focus sui personaggi che questa storia l’hanno fatta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12909769</guid><pubDate>Thu, 28 Sep 2017 13:07:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12909769/storia_moderna_del_vino_italiano_recut.mp3" length="4358516" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>RECENSIONE del volume "Storia Moderna del Vino Italiano" a cura di Walter Filiputti, edito da Skira. 
Servirà un libro che tracci la storia moderna del vino nel nostro Paese? La mia risposta è decisamente sì, mi sembra infatti molto utile poter fruire...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[RECENSIONE del volume "Storia Moderna del Vino Italiano" a cura di Walter Filiputti, edito da Skira. <br />Servirà un libro che tracci la storia moderna del vino nel nostro Paese? La mia risposta è decisamente sì, mi sembra infatti molto utile poter fruire di un volume sufficientemente completo eppure scorrevole, con tanti spunti di approfondimento e alcuni focus sui personaggi che questa storia l’hanno fatta.]]></itunes:summary><itunes:duration>273</itunes:duration><itunes:keywords>enoagricola,italia,libro,storia,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>SkyWine raddoppia, autoctoni e bollicine protagonisti a Terracina e Fossanova</title><link>https://www.spreaker.com/episode/skywine-raddoppia-autoctoni-e-bollicine-protagonisti-a-terracina-e-fossanova--12329422</link><description><![CDATA[SkyWine, la manifestazione enogastronomica più importante e partecipata della provincia di Latina (ma potremmo dire di tutta l’area sud del Lazio) nel 2017 ha raddoppiato, con un primo appuntamento a Terracina denominato “La riscoperta degli autoctoni” andato in scena dal 13 al 15 maggio, e un secondo previsto nel borgo di Fossanova dall’8 al 10 luglio dedicato a “Bianchi e Bollicine”. In entrambi i casi Enoagricola è il blog ufficiale dell’evento, con una partnership che va avanti ormai da anni e una partecipazione personale all’evento che copre quasi tutte le edizioni!]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12329422</guid><pubDate>Tue, 11 Jul 2017 16:38:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12329422/fossanova_completo.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>SkyWine, la manifestazione enogastronomica più importante e partecipata della provincia di Latina (ma potremmo dire di tutta l’area sud del Lazio) nel 2017 ha raddoppiato, con un primo appuntamento a Terracina denominato “La riscoperta degli...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[SkyWine, la manifestazione enogastronomica più importante e partecipata della provincia di Latina (ma potremmo dire di tutta l’area sud del Lazio) nel 2017 ha raddoppiato, con un primo appuntamento a Terracina denominato “La riscoperta degli autoctoni” andato in scena dal 13 al 15 maggio, e un secondo previsto nel borgo di Fossanova dall’8 al 10 luglio dedicato a “Bianchi e Bollicine”. In entrambi i casi Enoagricola è il blog ufficiale dell’evento, con una partnership che va avanti ormai da anni e una partecipazione personale all’evento che copre quasi tutte le edizioni!]]></itunes:summary><itunes:duration>181</itunes:duration><itunes:keywords>autoctoni,skywine,spumanti,vino,winelover</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Eravamo quattro amici al bar... - Vinibus Terrae 2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/eravamo-quattro-amici-al-bar-vinibus-terrae-2017--12242415</link><description><![CDATA[“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”.<br />I quattro amici di cui vi parlo io (non Gino Paoli nella canzone) si chiamano Luigi Rubino, Pierangelo Argentieri, Teo Titi e Giuseppe Danese. Siamo a Brindisi e si tratta di quattro imprenditori impegnati su diversi fronti – vino il primo, turismo il secondo, vela il terzo e motonautica il quarto – che hanno deciso di passare dalle chiacchiere ai fatti, fondando il Consorzio Discovery e avviando una serie di manifestazioni di ampio respiro con l’obiettivo di rilanciare la loro città e inserirla nei flussi turistici che contano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12242415</guid><pubDate>Thu, 29 Jun 2017 13:53:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12242415/brindisi_puglia_2017_classica.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”.
I quattro amici di cui vi parlo io (non Gino Paoli nella canzone) si chiamano Luigi Rubino, Pierangelo Argentieri, Teo Titi e Giuseppe Danese. Siamo a Brindisi e si tratta di quattro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”.<br />I quattro amici di cui vi parlo io (non Gino Paoli nella canzone) si chiamano Luigi Rubino, Pierangelo Argentieri, Teo Titi e Giuseppe Danese. Siamo a Brindisi e si tratta di quattro imprenditori impegnati su diversi fronti – vino il primo, turismo il secondo, vela il terzo e motonautica il quarto – che hanno deciso di passare dalle chiacchiere ai fatti, fondando il Consorzio Discovery e avviando una serie di manifestazioni di ampio respiro con l’obiettivo di rilanciare la loro città e inserirla nei flussi turistici che contano.]]></itunes:summary><itunes:duration>333</itunes:duration><itunes:keywords>brindisi,puglia,turismo,vinibus,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Vinitaly, gli assaggi di Enoagricola / Vinitaly2017-2</title><link>https://www.spreaker.com/episode/vinitaly-gli-assaggi-di-enoagricola-vinitaly2017-2--12181725</link><description><![CDATA[Ho lasciato decantare un po’ le sensazioni, sono passati circa due mesi dal Vinitaly e credo di poter mettere su un foglio (e su un Podcast) gli assaggi più interessanti fatti in un’edizione, quella del 2017, ricca di spunti e soddisfazioni personali.<br />E allora eccola la carrellata di assaggi, con qualche nota più o meno lunga per ogni realtà incontrata per la prima volta o, magari, già conosciuta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12181725</guid><pubDate>Thu, 22 Jun 2017 07:04:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12181725/enoagricola_blog_vinitaly_2017_gli_assaggi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Ho lasciato decantare un po’ le sensazioni, sono passati circa due mesi dal Vinitaly e credo di poter mettere su un foglio (e su un Podcast) gli assaggi più interessanti fatti in un’edizione, quella del 2017, ricca di spunti e soddisfazioni personali....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ho lasciato decantare un po’ le sensazioni, sono passati circa due mesi dal Vinitaly e credo di poter mettere su un foglio (e su un Podcast) gli assaggi più interessanti fatti in un’edizione, quella del 2017, ricca di spunti e soddisfazioni personali.<br />E allora eccola la carrellata di assaggi, con qualche nota più o meno lunga per ogni realtà incontrata per la prima volta o, magari, già conosciuta.]]></itunes:summary><itunes:duration>317</itunes:duration><itunes:keywords>assaggi,degustazione,enoagricola,vinitaly,vino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da quando portavo i pantaloni corti...</title><link>https://www.spreaker.com/episode/da-quando-portavo-i-pantaloni-corti--12119815</link><description><![CDATA[“Vedi? Quello sono io, avrò avuto 14 anni…” e mi indica un ragazzo sulla foto, quasi di spalle, con una folta capigliatura. Sarà che oggi, a più di trenta di anni da quella foto, Concezio Marulli di capelli sulla testa ne ha pochi e molto corti ma davvero faccio fatica a riconoscerlo. Eppure in quegli scatti dei primissimi imbottigliamenti dell’azienda Ciccio Zaccagnini, realtà vitivinicola tra le più importanti e famose d’Abruzzo, c’è l’inizio di una storia d’amore e di professionalità davvero rara.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12119815</guid><pubDate>Thu, 15 Jun 2017 10:39:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12119815/enoagricola_blog_da_quando_avevo_i_calzoni_corti.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>“Vedi? Quello sono io, avrò avuto 14 anni…” e mi indica un ragazzo sulla foto, quasi di spalle, con una folta capigliatura. 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Eppure in quegli scatti dei primissimi imbottigliamenti dell’azienda Ciccio Zaccagnini, realtà vitivinicola tra le più importanti e famose d’Abruzzo, c’è l’inizio di una storia d’amore e di professionalità davvero rara.]]></itunes:summary><itunes:duration>338</itunes:duration><itunes:keywords>abruzzo,enologo,marulli,vino,zaccagnini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Da quando portavo i pantaloni corti...</title><link>https://www.spreaker.com/episode/da-quando-portavo-i-pantaloni-corti--11963572</link><description><![CDATA[La storia di Concezio Marulli nella cantina Ciccio Zaccagnini in provincia di Pescara. L'azienda abruzzese da 3 milioni di bottiglie può contare su un uomo di fiducia e di studio, cresciuto fisicamente e professionalmente tra le opere d'arte e i vigneti di Bolognano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11963572</guid><pubDate>Fri, 26 May 2017 15:51:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11963572/enoagricola_blog_da_quando_avevo_i_calzoni_corti.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>La storia di Concezio Marulli nella cantina Ciccio Zaccagnini in provincia di Pescara. L'azienda abruzzese da 3 milioni di bottiglie può contare su un uomo di fiducia e di studio, cresciuto fisicamente e professionalmente tra le opere d'arte e i...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La storia di Concezio Marulli nella cantina Ciccio Zaccagnini in provincia di Pescara. 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Proprio a Carlottavio si deve il maggior impulso nell’evoluzione vinicola della tenuta Biondelli, ricevuta in eredità dal papà Giuseppe che arrivò in Franciacorta grazie al matrimonio con Clementina dei conti Maggi di Gradella. Amore e Diplomazia cominciano così a fondersi, Giuseppe Biondelli era infatti all’epoca  delle nozze un Diplomatico di carriera e aveva girato mezzo mondo negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale. L’amore per la moglie Clementina, che aveva antichi legami con la Franciacorta, lo spinse a trasferirsi a Bornato acquistando la villa e l’annessa proprietà agricola che erano in precedenza state di proprietà dei conti Fè d’Ostiani. Da Console Generale, Giuseppe divenne Ambasciatore d’Italia e fece di Bornato la residenza estiva della propria famiglia, da qui nacque la prima idea di vigneto, che poi trovò massima espressione nell’impegno del figlio Carlottavio. Ma la Diplomazia non era nuova, in realtà, per il territorio e per il castello di Bornato in particolare. Prima dei Biondelli lo storico borgo aveva vissuto un’epoca di splendore grazie proprio ai Fè d’Ostiani, alla fine dell’Ottocento infatti il Conte Alessandro aveva reso nota la residenza in qualità di Senatore del Regno d’Italia e Ministro Plenipotenziario in diversi paesi (Cina, Giappone, Brasile, Belgio e Grecia). Dello stesso livello anche il genero, il Conte Charles Jean Tristan de Montholon Sémonville, Ambasciatore di Francia in Svizzera.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11934451</guid><pubDate>Tue, 23 May 2017 15:22:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11934451/biondelli_settemezzo.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>Fabio Ciarla</itunes:author><itunes:subtitle>Biondelli è una giovane azienda vinicola situata al centro della zona di produzione della Franciacorta, ma non può essere ridotta solo a questo, se non altro per lo spessore dei personaggi che l’hanno creata e vissuta.
Oggi le attività vengono seguite...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Biondelli è una giovane azienda vinicola situata al centro della zona di produzione della Franciacorta, ma non può essere ridotta solo a questo, se non altro per lo spessore dei personaggi che l’hanno creata e vissuta.<br />Oggi le attività vengono seguite dalla terza generazione insieme alla seconda, ovvero da Joska Biondelli che ha preso le redini della cantina dalle mani del papà Carlottavio e della mamma Mariella. Proprio a Carlottavio si deve il maggior impulso nell’evoluzione vinicola della tenuta Biondelli, ricevuta in eredità dal papà Giuseppe che arrivò in Franciacorta grazie al matrimonio con Clementina dei conti Maggi di Gradella. Amore e Diplomazia cominciano così a fondersi, Giuseppe Biondelli era infatti all’epoca  delle nozze un Diplomatico di carriera e aveva girato mezzo mondo negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale. L’amore per la moglie Clementina, che aveva antichi legami con la Franciacorta, lo spinse a trasferirsi a Bornato acquistando la villa e l’annessa proprietà agricola che erano in precedenza state di proprietà dei conti Fè d’Ostiani. Da Console Generale, Giuseppe divenne Ambasciatore d’Italia e fece di Bornato la residenza estiva della propria famiglia, da qui nacque la prima idea di vigneto, che poi trovò massima espressione nell’impegno del figlio Carlottavio. Ma la Diplomazia non era nuova, in realtà, per il territorio e per il castello di Bornato in particolare. Prima dei Biondelli lo storico borgo aveva vissuto un’epoca di splendore grazie proprio ai Fè d’Ostiani, alla fine dell’Ottocento infatti il Conte Alessandro aveva reso nota la residenza in qualità di Senatore del Regno d’Italia e Ministro Plenipotenziario in diversi paesi (Cina, Giappone, Brasile, Belgio e Grecia). Dello stesso livello anche il genero, il Conte Charles Jean Tristan de Montholon Sémonville, Ambasciatore di Francia in Svizzera.]]></itunes:summary><itunes:duration>250</itunes:duration><itunes:keywords>biondelli,franciacorta,italy,wine,winery</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/7aa99ecfcd4c747b1e923bc8c25d9914.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item></channel></rss>
