Yekatit 12: I silenzi intollerabili sui crimini italiani nell’Africa occupata
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Blocchi ideologici impediscono serie riflessioni sull’ignobile avventura italiana in Etiopia Il momento per gli studi storici non potrebbe essere più difficile: gli archivi sono artatamente chiusi, il revisionismo occupa tutti...
show moreIl momento per gli studi storici non potrebbe essere più difficile: gli archivi sono artatamente chiusi, il revisionismo occupa tutti i canali, la sordina è applicata ancora di più alla ricerca scientifica – le viene preferita la sottile arte della vacuità da influencer di politici superficiali e populisti. Così a fronte di una strage fascista, rivendicata, istigata, organizzata dal regime mussoliniano, tutte le attenzioni vengono spostate su episodi ininfluenti, già registrati e collocati negli ultimi 80 anni nella loro collocazione storica finché la voglia di vendetta di una Destra portata al potere dal venir meno della vigilanza antifascista da parte delle forze progressiste, complici e corree nella scelta omertosa di non consegnare i criminali italiani, la cancellazione di tracce (la filiera dei gas usati e su cui tutti tacquero).
Perciò ci siamo rivolti a uno storico che da vari decenni si occupa dei misfatti del ventennio fascista in particolare nel Corno d’Africa: Matteo Dominioni cerca di ricondurci a termini, parole, testimonianze, analisi, dati e documenti scientifici, attraverso i quali poter ricondurre a una ricostruzione il più possibile veritiera e al conseguente giudizio sulla invasione, occupazione e poi la postura coloniale, che coinvolse un milione di italiani. Su tutti spicca il criminale di guerra Graziani.
Lo abbiamo interpellato il 19 febbraio, cioè “Yekatit 12”, come gli etiopi chiamano il loro giorno della memoria, di quel 1937 in cui sono stati uccisi tra 4 e 20 mila abitanti del Corno d’Africa per mano degli occupanti italiani aizzati dagli alti ranghi militari, da Graziani e da Mussolini stesso che ordinavano: «Si uccide troppo poco!». Una enorme caccia all’uomo nero scatenata a casa sua da invasori e occupanti feroci; qualcosa di peggio di colonizzatori, piuttosto brutali assassini razzisti che hanno ordito una strage, giorni di orrore e terrore per tutti quelli con la pelle sbagliata. E gli eredi di quella parte già giudicata dalla Storia fanno carte false, fabbricando una storia revisionata e miope.
Complessa anche la memoria etiope, parcellizzata e utilizzata da identità diverse: divisioni tra appartenenze diverse e opportunismi collegati dalla ricostruzione storica tra collaborazionisti e partigiani, tra oromo e amhara, tra eritrei ed etiopi, ascari e resistenti. Il risultato è un modo diverso di partecipare al ricordo dello Yekatit 12.
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| Author | I Bastioni di Orione |
| Organization | I Bastioni di Orione |
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