Infrastrutture e progetti internazionali legittimano il sangue a Dar es Salaam?

Nov 10, 2025 · 21m 37s
Infrastrutture e progetti internazionali legittimano il sangue a Dar es Salaam?
Description

Abbiamo sentito Elio Brando, perché ci eravamo lasciati il https://www.spreaker.com/episode/la-gen-z-arriva-ad-antananarivo-e-viene-giu-la-francafrique--68191380 con Freddie del Curatolo reduce dall’aver appena insufflato il dubbio ad alti funzionari governativi in una Dar es Salaam blindata...

show more
Abbiamo sentito Elio Brando, perché ci eravamo lasciati il 18 ottobre con Freddie del Curatolo reduce dall’aver appena insufflato il dubbio ad alti funzionari governativi in una Dar es Salaam blindata che i giovani potessero assumere come modello la Generazione Z dei paesi limitrofi, ottenendo una risposta che non ammetteva repliche: «Qui non ne hanno bisogno». Avevamo immaginato alludessero al fatto che la Tanzania è un paese in pieno sviluppo, grazie alla collocazione strategica delle sue infrastrutture e dei suoi porti; probabilmente era invece una risposta minacciosa, che alludeva all’apparato repressivo connaturato al regime che Samia Suluhu Hassan ha ereditato dal sanguinario Magufuli, di cui era vicepresidente.
E infatti già il 21 ottobre stesso si sono sollevate proteste con urne ancora aperte e dichiarazione di elezione della presidente, fino a una insurrezione stroncata con centinaia di morti, la cifra esatta delle cataste di cadaveri non è ancora chiara e forse non si saprà mai, ma si parla di più di 700 morti.
Abbiamo preso spunto dalle violenze postelettorali in Tanzania per aprire una finestra sulla regione e per cogliere se l'establishment avesse compreso quanto una società in evoluzione rapida potesse ancora accettare dei giochetti della vecchia politica e quanto conta la generazione Z negli equilibri dei paesi africani più in sviluppo. Qui si innesca un'analisi dei movimenti di contestazione diversi che si sono affacciati nella regione, a cominciare dal Kenya per arrivare al Madagascar e ora in Tanzania, comparando le differenze tra le istanze e le forme di lotta e la composizione sociale dei "ribelli" e invece la composizione del dissenso e dell'opposizione nei paesi che compongono la regione africana che si affaccia sull'Oceano indiano. E poi le modalità della collaborazione tra i governi nella repressione in opposizione ai rapporti tra contestatori. Allargando un po’ lo sguardo Elio Brando ci ha aiutato da un lato a descrivere le compromissioni di potenze locali (Turchia, Sauditi, Emirates... Israele), che occupano direttamente o sovvenzionano proxy war o gruppi jihadisti e poi il coinvolgimento delle grandi potenze (Cina, Usa, Russia… India) per lo più relativo a infrastrutture e sfruttamento di risorse attraverso corridoi comunicativi e porti; dall’altro l'importanza per l'economia mondiale di siti come i porti tanzaniani – Dar es Salaam in primis –, di infrastrutture come il corridoio di Lobito, ferrovie e infrastrutture in generale. Dove il colonialismo parla più cinese.
show less
Information
Author I Bastioni di Orione
Organization I Bastioni di Orione
Website -
Tags

Looks like you don't have any active episode

Browse Spreaker Catalogue to discover great new content

Current

Podcast Cover

Looks like you don't have any episodes in your queue

Browse Spreaker Catalogue to discover great new content

Next Up

Episode Cover Episode Cover

It's so quiet here...

Time to discover new episodes!

Discover
Your Library
Search