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<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0"><channel><title>Cominciamo Bene - Le interviste</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/cominciamo-bene-le-interviste--1671275</link><description><![CDATA[Le interviste della rassegna stampa di Radio Beckwith. Tutte le mattine alle 8.00 con Marco Magnano e Giacomo Rosso.]]></description><atom:link href="https://www.spreaker.com/show/1671275/episodes/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><language>it</language><category>News</category><copyright>Copyright RBE - Radio &amp; Tv</copyright><image><url>https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg</url><title>Cominciamo Bene - Le interviste</title><link>https://www.spreaker.com/podcast/cominciamo-bene-le-interviste--1671275</link></image><lastBuildDate>Fri, 31 May 2024 08:03:06 +0000</lastBuildDate><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:owner><itunes:name>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:name><itunes:email>feeds@spreaker.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:subtitle>Le interviste della rassegna stampa di Radio Beckwith. 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Ne abbiamo parlato con Maria Sole Piccioli, responsabile settore education per ActionAid Italia. In particolare, viene lanciata oggi la campagna Possiamo Tutto, che intende portare avanti le istanze degli studenti a partire da oggi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51266366</guid><pubDate>Thu, 15 Sep 2022 07:49:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51266366/cominciamo_bene_1.mp3" length="35702072" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi a Roma ActionAid e Unione degli Studenti organizzano un flash mob per contestare le politiche di lunga data nei confronti della scuola e degli studenti, ma anche per chiedere un maggior coinvolgimento degli alunni nei processi decisionali. 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In particolare, viene lanciata oggi la campagna Possiamo Tutto, che intende portare avanti le istanze degli studenti a partire da oggi.]]></itunes:summary><itunes:duration>893</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gli infermieri che mancano - Intervista a Massimiliano Sciretti di Fnopi - 14-09-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-infermieri-che-mancano-intervista-a-massimiliano-sciretti-di-fnopi-14-09-22--51252337</link><description><![CDATA[Nonostante l’impatto della pandemia sul sistema sanitario, e le relative risposte politiche, restano ampie le carenze di vario tipo. La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) lamenta un numero impressionante di infermieri mancanti, rispetto ai bisogni: sarebbero ben 70mila. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Sciretti, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Torino. Abbiamo ragionato anche sui numeri specifici del Piemonte, e anche di come l’Italia si posizioni rispetto ad altri paesi (spesso molto male). Secondo Sciretti, le misure adottate durante la pandemia hanno aumentato il personale, ma in modo ancora gravemente insufficiente. Fnopi chiede quindi a tutte le forze politiche di mettere questo tema al centro dei propri programmi elettorali e di intervenire in diversi modi, non soltanto sul numero di assunzioni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51252337</guid><pubDate>Wed, 14 Sep 2022 08:10:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51252337/cominciamo_bene_1.mp3" length="11203857" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nonostante l’impatto della pandemia sul sistema sanitario, e le relative risposte politiche, restano ampie le carenze di vario tipo. La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) lamenta un numero impressionante di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nonostante l’impatto della pandemia sul sistema sanitario, e le relative risposte politiche, restano ampie le carenze di vario tipo. La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) lamenta un numero impressionante di infermieri mancanti, rispetto ai bisogni: sarebbero ben 70mila. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Sciretti, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Torino. Abbiamo ragionato anche sui numeri specifici del Piemonte, e anche di come l’Italia si posizioni rispetto ad altri paesi (spesso molto male). Secondo Sciretti, le misure adottate durante la pandemia hanno aumentato il personale, ma in modo ancora gravemente insufficiente. 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Con l’arrivo della stagione fredda, l’Europa in preda ai prezzi altissimi dell’energia vede allargarsi la propaganda russa anti Stati Uniti. A livello globale alcuni elementi vengono accentuati (come il peso statunitense nella Nato) e altri ridiscussi (i fili della globalizzazione), con l’emergere di alcuni paesi che diventano sempre più influenti (come la Turchia). Sembra prendere piede anche una proposta legata alla transizione energetica: stanno circolando piani per una ricostruzione in chiave sostenibile dell’Ucraina. Quando si potrà ricostruire.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51226026</guid><pubDate>Mon, 12 Sep 2022 07:57:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51226026/cominciamo_bene_1.mp3" length="12259622" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sebbene il territorio interessato dall’invasione russa sia relativamente limitato, rispetto all’intero planisfero, gli effetti di questa guerra stanno sconvolgendo ogni angolo del pianeta. Con l’arrivo della stagione fredda, l’Europa in preda ai...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sebbene il territorio interessato dall’invasione russa sia relativamente limitato, rispetto all’intero planisfero, gli effetti di questa guerra stanno sconvolgendo ogni angolo del pianeta. Con l’arrivo della stagione fredda, l’Europa in preda ai prezzi altissimi dell’energia vede allargarsi la propaganda russa anti Stati Uniti. 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Al centro, quindi, gli ambiti in cui la Diaconia è particolarmente attiva e coinvolta. Le domande sono precise e acute e toccano molti temi lontani dal dibattito elettorale in corso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51170801</guid><pubDate>Wed, 07 Sep 2022 08:08:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51170801/cominciamo_bene_1.mp3" length="12638293" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 6 settembre con una conferenza stampa la Diaconia Valdese ha presentato una lista di 30 domande rivolte ai candidati alle elezioni parlamentari del 25 settembre. Ne abbiamo parlato col pastore Francesco Sciotto, presidente della CSD. I quesiti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martedì 6 settembre con una conferenza stampa la Diaconia Valdese ha presentato una lista di 30 domande rivolte ai candidati alle elezioni parlamentari del 25 settembre. Ne abbiamo parlato col pastore Francesco Sciotto, presidente della CSD. I quesiti sono divisi in cinque sezioni: il lavoro, le migrazioni, l’ambiente, le politiche per gli anziani e la sanità. Al centro, quindi, gli ambiti in cui la Diaconia è particolarmente attiva e coinvolta. 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Il voto è stato netto: il 62% dei votanti ha respinto questo testo, considerato molto progressista e sostenuto dal presidente di sinistra Gabriel Boric, in carica da sei mesi. Cos’è successo? I motivi possono essere molti. Si trattava, secondo alcuni, di un testo lungo, complesso e poco concreto. Pare che molti dei votanti contrari, inoltre, fossero critici di specifici articoli, non del testo complessivo. Hanno poi pesato un’intensa campagna di disinformazione da parte degli oppositori al testo, una valutazione critica dell’operato di Boric e una serie di scandali legati ai membri dell’assemblea. Boric però ora intende far ripartire il processo da capo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51157786</guid><pubDate>Tue, 06 Sep 2022 08:14:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51157786/cominciamo_bene_1.mp3" length="13649337" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 4 settembre i cileni sono stati chiamate alle urne, con voto obbligatorio, per esprimersi sulla bozza della nuova Costituzione, frutto del lavoro dell'assemblea costituente eletta nel maggio del 2021. Il voto è stato netto: il 62% dei votanti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica 4 settembre i cileni sono stati chiamate alle urne, con voto obbligatorio, per esprimersi sulla bozza della nuova Costituzione, frutto del lavoro dell'assemblea costituente eletta nel maggio del 2021. Il voto è stato netto: il 62% dei votanti ha respinto questo testo, considerato molto progressista e sostenuto dal presidente di sinistra Gabriel Boric, in carica da sei mesi. Cos’è successo? I motivi possono essere molti. Si trattava, secondo alcuni, di un testo lungo, complesso e poco concreto. Pare che molti dei votanti contrari, inoltre, fossero critici di specifici articoli, non del testo complessivo. Hanno poi pesato un’intensa campagna di disinformazione da parte degli oppositori al testo, una valutazione critica dell’operato di Boric e una serie di scandali legati ai membri dell’assemblea. 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Il Pakistan però è responsabile dell’1% delle emissioni. Secondo i vertici pakistani, così come molti osservatori internazionali, il peso economico dovrebbe cadere sulle nazioni più ricche (e più inquinanti). Questo ci riporta alla promessa, da parte dei paesi più abbienti, di spendere 100 miliardi di dollari all’anno per aiutare i paesi in difficoltà a contrastare la crisi climatica. Una promessa già ampiamente disattesa. Cambierà qualcosa alla COP27 di novembre?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51145785</guid><pubDate>Mon, 05 Sep 2022 08:01:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51145785/cominciamo_bene_1.mp3" length="12828047" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Pakistan è alle prese con una devastante serie di inondazioni che ha interessato un terzo del suo territorio e che fa segnare, per ora, più di 1200 vittime. 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A colpire è anche la trasversale mancanza di attenzione sul tema, sia in politica che nell’ambito dell’informazione. Secondo Deandri, sarebbe un tema da mettere al centro della campagna elettorale. Oltre alle vite umane (sia quelle perse, sia quelle colpite da gravi invalidità) si risparmierebbero anche grandi quantità di denaro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51114232</guid><pubDate>Fri, 02 Sep 2022 08:03:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51114232/cominciamo_bene_1.mp3" length="11014940" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nuovi dati dell’Inail mostrano un drastico aumento di incidenti sul lavoro nei primi mesi del 2022, rispetto all’anno scorso. 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Ci ha raccontato del tema che caratterizza questa edizione: la Scelta, che parte dagli ideali portati avanti dal fondatore Gino Strada, scomparso lo scorso anno. Gli eventi saranno gratuiti e accessibili anche in remoto, tramite video diretta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51102375</guid><pubDate>Thu, 01 Sep 2022 08:32:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51102375/cominciamo_bene_1.mp3" length="11904357" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 2 al 4 settembre Reggio Emilia ospita numerosi appuntamenti con una lunga lista di ospiti, per la seconda edizione del festival organizzato dall’associazione umanitaria. Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori, Marco Miceli. 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Ci sono stati alcuni errori tecnici e pratici, come quello di fare troppo affidamento ad un singolo sito produttivo, in India. Ma anche falle ideologiche, come le mentalità ereditate dal colonialismo e la fiducia riposta nei colossi farmaceutici. In ogni caso, all’interno della piattaforma si sta lavorando per riformare questo e i prossimi piani di risposta alle emergenze sanitarie.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51088358</guid><pubDate>Wed, 31 Aug 2022 07:46:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51088358/cominciamo_bene_1.mp3" length="15266839" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il programma internazionale Covax, che avrebbe dovuto distribuire grandi quantità di vaccini ai paesi più poveri per limitare il divario vaccinale, continua ad arrancare. 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In ogni caso, all’interno della piattaforma si sta lavorando per riformare questo e i prossimi piani di risposta alle emergenze sanitarie.]]></itunes:summary><itunes:duration>955</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il fondo che (non) interviene sulle cause delle migrazioni - Intervista ad Anita Ishaq - 30-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-fondo-che-non-interviene-sulle-cause-delle-migrazioni-intervista-ad-anita-ishaq-30-08-22--51076020</link><description><![CDATA[La rete dello European Data Journalism Network ha indagato sull’utilizzo dei fondi dello European Trust Fund, un fondo utilizzato dal 2015 al 2021 dall’Unione Europea, assieme ad altri paesi continentali, con l’obiettivo di promuovere progetti in vari paesi africani. Ne abbiamo parlato con Anita Ishaq di OpenPolis, che ha collaborato all’inchiesta. Dai dati resi pubblici emerge che una quota considerevole del fondo è stata utilizzata per il controllo, a vario modo, delle frontiere, europee, spesso esternalizzandole di fatto sul territorio di paesi nordafricani. L’Italia stessa è protagonista di numerosi progetti in questo senso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51076020</guid><pubDate>Tue, 30 Aug 2022 08:07:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51076020/cominciamo_bene_1.mp3" length="14054339" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La rete dello European Data Journalism Network ha indagato sull’utilizzo dei fondi dello European Trust Fund, un fondo utilizzato dal 2015 al 2021 dall’Unione Europea, assieme ad altri paesi continentali, con l’obiettivo di promuovere progetti in vari...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La rete dello European Data Journalism Network ha indagato sull’utilizzo dei fondi dello European Trust Fund, un fondo utilizzato dal 2015 al 2021 dall’Unione Europea, assieme ad altri paesi continentali, con l’obiettivo di promuovere progetti in vari paesi africani. Ne abbiamo parlato con Anita Ishaq di OpenPolis, che ha collaborato all’inchiesta. Dai dati resi pubblici emerge che una quota considerevole del fondo è stata utilizzata per il controllo, a vario modo, delle frontiere, europee, spesso esternalizzandole di fatto sul territorio di paesi nordafricani. L’Italia stessa è protagonista di numerosi progetti in questo senso.]]></itunes:summary><itunes:duration>879</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Energia altalenante - La rassegna stampa di RBE - 29-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/energia-altalenante-la-rassegna-stampa-di-rbe-29-08-22--51062967</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51062967</guid><pubDate>Mon, 29 Aug 2022 08:20:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51062967/cominciamo_bene_1.mp3" length="16893118" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>1056</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aumentare i profitti in tempo di crisi - La rassegna stampa di RBE - 26-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aumentare-i-profitti-in-tempo-di-crisi-la-rassegna-stampa-di-rbe-26-08-22--51035548</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51035548</guid><pubDate>Fri, 26 Aug 2022 06:53:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51035548/cominciamo_bene_1.mp3" length="15370911" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>961</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le difficoltà delle rinnovabili - La rassegna stampa di RBE - 25-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-difficolta-delle-rinnovabili-la-rassegna-stampa-di-rbe-25-08-22--51024677</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51024677</guid><pubDate>Thu, 25 Aug 2022 06:51:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51024677/cominciamo_bene_1.mp3" length="12974751" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>811</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ruolo (dimenticato) delle donne - Intervista a Gabriela Lio della FDEI - 23-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ruolo-dimenticato-delle-donne-intervista-a-gabriela-lio-della-fdei-23-08-22--51003436</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/51003436</guid><pubDate>Tue, 23 Aug 2022 06:40:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/51003436/cominciamo_bene_1.mp3" length="14343567" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>897</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dovremmo rendere gratuiti i trasporti pubblici? - La rassegna stampa di RBE - 19-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dovremmo-rendere-gratuiti-i-trasporti-pubblici-la-rassegna-stampa-di-rbe-19-08-22--50958022</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50958022</guid><pubDate>Fri, 19 Aug 2022 07:08:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50958022/cominciamo_bene_1.mp3" length="13698238" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>857</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lo stato di salute dei ghiacciai - La rassegna stampa di RBE - 18-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lo-stato-di-salute-dei-ghiacciai-la-rassegna-stampa-di-rbe-18-08-22--50947535</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50947535</guid><pubDate>Thu, 18 Aug 2022 07:07:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50947535/cominciamo_bene_1.mp3" length="12401728" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>776</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quanto ci costa ignorare il clima - La rassegna stampa di RBE - 17-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quanto-ci-costa-ignorare-il-clima-la-rassegna-stampa-di-rbe-17-08-22--50936951</link><description><![CDATA[Continua ad avere peso l’idea per cui la lotta alla crisi climatica e ambientale siano delle spese, da mettere in secondo piano rispetto alla salute economica. La realtà è che ignorarle (e perpetrarle) ci costa moltissimo, anche in termini di denaro. La siccità di queste settimane rende difficile o impossibile trasportare merci sui principali fiumi europei, mentre si calcola che la Germania subisca più di 6 miliardi di euro all’anno di danni per eventi meteorologici estremi. Negli Stati Uniti preoccupa l’assicurazione delle case, che diventa sempre più cara man mano che incendi, uragani e ondate di caldo si fanno più frequenti. Costano anche le specie invasive: alcune di queste sono, da sole, responsabili di miliardi di dollari di danni. Infine, secondo la Banca Mondiale il Marocco sta già spendendo moltissimo per i danni del clima.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50936951</guid><pubDate>Wed, 17 Aug 2022 07:06:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50936951/cominciamo_bene_1.mp3" length="15277288" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Continua ad avere peso l’idea per cui la lotta alla crisi climatica e ambientale siano delle spese, da mettere in secondo piano rispetto alla salute economica. La realtà è che ignorarle (e perpetrarle) ci costa moltissimo, anche in termini di denaro....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Continua ad avere peso l’idea per cui la lotta alla crisi climatica e ambientale siano delle spese, da mettere in secondo piano rispetto alla salute economica. La realtà è che ignorarle (e perpetrarle) ci costa moltissimo, anche in termini di denaro. La siccità di queste settimane rende difficile o impossibile trasportare merci sui principali fiumi europei, mentre si calcola che la Germania subisca più di 6 miliardi di euro all’anno di danni per eventi meteorologici estremi. Negli Stati Uniti preoccupa l’assicurazione delle case, che diventa sempre più cara man mano che incendi, uragani e ondate di caldo si fanno più frequenti. Costano anche le specie invasive: alcune di queste sono, da sole, responsabili di miliardi di dollari di danni. Infine, secondo la Banca Mondiale il Marocco sta già spendendo moltissimo per i danni del clima.]]></itunes:summary><itunes:duration>955</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Beni culturali che ritornano in patria - La rassegna stampa di RBE - 16-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/beni-culturali-che-ritornano-in-patria-la-rassegna-stampa-di-rbe-16-08-22--50926701</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50926701</guid><pubDate>Tue, 16 Aug 2022 07:12:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50926701/cominciamo_bene_1.mp3" length="14864344" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>929</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un voto per il clima, la petizione che richiama la politica sui temi ambientali - Intervista a Antonello Pasini - 12-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-voto-per-il-clima-la-petizione-che-richiama-la-politica-sui-temi-ambientali-intervista-a-antonello-pasini-12-08-22--50893937</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50893937</guid><pubDate>Fri, 12 Aug 2022 06:44:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50893937/cominciamo_bene_1.mp3" length="11320468" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>708</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La difficile strada della riforma della giustizia. Intervista a Marco Bouchard - La rassegna stampa di RBE - 11-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-difficile-strada-della-riforma-della-giustizia-intervista-a-marco-bouchard-la-rassegna-stampa-di-rbe-11-08-22--50883304</link><description><![CDATA[Da tempo si sente parlare di riforma della Giustizia, ma il testo sembra essere in un limbo. Secondo Marco Bouchard, ex magistrato e presidente onorario della Rete Dafne, ci vorrà ancora tempo per vedere approvata la riforma Cartabia.<br />Eppure, la riforma del sistema giudiziario sarebbe necessaria per rispettare gli impegni del Pnrr. L'idea di fondo è di costruire un sistema più efficiente per rendere più snelli i processi. Questa operazione sarebbe finanziata con fondi europei, ma sarebbero necessarie riforme per velocizzare i processi. Per ora, il testo è stato approvato dal Consiglio dei ministri, e la palla passa alle Commissioni di Camera e Senato. Qui la partita potrebbe essere più complicata a causa delle diverse posizioni dei partiti. Forse anche il clima elettorale potrà rallentare i tempi, e al momento è difficile dire quale sarà la linea del prossimo governo.<br />Tra i temi centrali della riforma c'è la giustizia riparativa, ovvero la riparazione materiale dei reati. Nella pratica, si tratta spesso di risarcire la comunità, ovvero - spiega Bouchard - "ricostruire quel legame danneggiato da un'offesa criminale".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50883304</guid><pubDate>Thu, 11 Aug 2022 06:41:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50883304/cominciamo_bene_1.mp3" length="14377004" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da tempo si sente parlare di riforma della Giustizia, ma il testo sembra essere in un limbo. Secondo Marco Bouchard, ex magistrato e presidente onorario della Rete Dafne, ci vorrà ancora tempo per vedere approvata la riforma Cartabia.&#13;
Eppure, la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da tempo si sente parlare di riforma della Giustizia, ma il testo sembra essere in un limbo. Secondo Marco Bouchard, ex magistrato e presidente onorario della Rete Dafne, ci vorrà ancora tempo per vedere approvata la riforma Cartabia.<br />Eppure, la riforma del sistema giudiziario sarebbe necessaria per rispettare gli impegni del Pnrr. L'idea di fondo è di costruire un sistema più efficiente per rendere più snelli i processi. Questa operazione sarebbe finanziata con fondi europei, ma sarebbero necessarie riforme per velocizzare i processi. Per ora, il testo è stato approvato dal Consiglio dei ministri, e la palla passa alle Commissioni di Camera e Senato. Qui la partita potrebbe essere più complicata a causa delle diverse posizioni dei partiti. Forse anche il clima elettorale potrà rallentare i tempi, e al momento è difficile dire quale sarà la linea del prossimo governo.<br />Tra i temi centrali della riforma c'è la giustizia riparativa, ovvero la riparazione materiale dei reati. Nella pratica, si tratta spesso di risarcire la comunità, ovvero - spiega Bouchard - "ricostruire quel legame danneggiato da un'offesa criminale".]]></itunes:summary><itunes:duration>899</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Brics: l’espansione di un’alleanza alternativa - Intervista a Raffaele Crocco - 10-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/brics-l-espansione-di-un-alleanza-alternativa-intervista-a-raffaele-crocco-10-08-22--50872102</link><description><![CDATA[Ha poco più di dieci anni l’alleanza siglata inizialmente da Brasile, Russia, India e Cina, a cui seguì poi il Sudafrica. Ora molti paesi si sono messi in lista per aggregarsi e proviamo a ragionarci sopra con Raffaele Crocco di Atlante delle Guerre.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50872102</guid><pubDate>Wed, 10 Aug 2022 07:00:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50872102/cominciamo_bene_1.mp3" length="11649820" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ha poco più di dieci anni l’alleanza siglata inizialmente da Brasile, Russia, India e Cina, a cui seguì poi il Sudafrica. Ora molti paesi si sono messi in lista per aggregarsi e proviamo a ragionarci sopra con Raffaele Crocco di Atlante delle Guerre.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ha poco più di dieci anni l’alleanza siglata inizialmente da Brasile, Russia, India e Cina, a cui seguì poi il Sudafrica. Ora molti paesi si sono messi in lista per aggregarsi e proviamo a ragionarci sopra con Raffaele Crocco di Atlante delle Guerre.]]></itunes:summary><itunes:duration>729</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il suolo devastato in Italia, il silenzio della politica. Intervista a Paolo Pileri - La rassegna stampa di RBE - 09-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-suolo-devastato-in-italia-il-silenzio-della-politica-intervista-a-paolo-pileri-la-rassegna-stampa-di-rbe-09-08-22--50860141</link><description><![CDATA[Intervistiamo Paolo Pileri, docente di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, ma anche autore di vari testi tra cui L’intelligenza del suolo, scritto per Altreconomia. Il suolo è un elemento preziosissimo per la salute dell’ecosistema e anche della nostra: ce ne siamo accorti con forza in questi mesi di siccità. Eppure la cementificazione, e quindi il peggiore attacco umano al suolo, sta crescendo con percentuali tragicamente alte, con una spinta particolare in questi ultimi anni. Il Piemonte è tra le Regioni più interessate da questa spinta. Dov’è quindi la tutela dell’ambiente, inserita lo scorso anno nella Costituzione? L’argomento sembra, purtroppo, totalmente estraneo al discorso politico e alla campagna elettorale in corso.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50860141</guid><pubDate>Tue, 09 Aug 2022 07:09:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50860141/cominciamo_bene_1.mp3" length="11754728" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Intervistiamo Paolo Pileri, docente di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, ma anche autore di vari testi tra cui L’intelligenza del suolo, scritto per Altreconomia. Il suolo è un elemento preziosissimo per la salute...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Intervistiamo Paolo Pileri, docente di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, ma anche autore di vari testi tra cui L’intelligenza del suolo, scritto per Altreconomia. Il suolo è un elemento preziosissimo per la salute dell’ecosistema e anche della nostra: ce ne siamo accorti con forza in questi mesi di siccità. Eppure la cementificazione, e quindi il peggiore attacco umano al suolo, sta crescendo con percentuali tragicamente alte, con una spinta particolare in questi ultimi anni. Il Piemonte è tra le Regioni più interessate da questa spinta. Dov’è quindi la tutela dell’ambiente, inserita lo scorso anno nella Costituzione? L’argomento sembra, purtroppo, totalmente estraneo al discorso politico e alla campagna elettorale in corso.]]></itunes:summary><itunes:duration>735</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa sappiamo e cosa no sul vaiolo delle scimmie - La rassegna stampa di RBE - 08-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-sappiamo-e-cosa-no-sul-vaiolo-delle-scimmie-la-rassegna-stampa-di-rbe-08-08-22--50848691</link><description><![CDATA[Mentre si cerca un nome più adatto a definire la malattia, si fa fatica anche a comprenderla. La scoperta del virus risale al 1958 ma non si capisce perché si stia diffondendo così tanto al momento, né come avvenga, di preciso, il contagio, che porta un basso, ma significativo, tasso di mortalità e sintomi molto spiacevoli. Senz’altro avremmo avuto il tempo per limitarne la diffusione, distribuendo vaccini nelle aree colpite di recente in Africa; e anche altrove, adesso, la vaccinazione sta arrancando. In Italia i contagi potrebbero essere vicini al picco, ma i numeri sono sottostimati, mentre arrivano anche qui i primi vaccini. Infine, anche se molti dei contagiati sono uomini omosessuali, bisogna fare molta attenzione a non inquadrare la malattia come esclusiva di questo gruppo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50848691</guid><pubDate>Mon, 08 Aug 2022 07:08:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50848691/cominciamo_bene_1.mp3" length="15041977" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mentre si cerca un nome più adatto a definire la malattia, si fa fatica anche a comprenderla. La scoperta del virus risale al 1958 ma non si capisce perché si stia diffondendo così tanto al momento, né come avvenga, di preciso, il contagio, che porta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mentre si cerca un nome più adatto a definire la malattia, si fa fatica anche a comprenderla. La scoperta del virus risale al 1958 ma non si capisce perché si stia diffondendo così tanto al momento, né come avvenga, di preciso, il contagio, che porta un basso, ma significativo, tasso di mortalità e sintomi molto spiacevoli. Senz’altro avremmo avuto il tempo per limitarne la diffusione, distribuendo vaccini nelle aree colpite di recente in Africa; e anche altrove, adesso, la vaccinazione sta arrancando. In Italia i contagi potrebbero essere vicini al picco, ma i numeri sono sottostimati, mentre arrivano anche qui i primi vaccini. Infine, anche se molti dei contagiati sono uomini omosessuali, bisogna fare molta attenzione a non inquadrare la malattia come esclusiva di questo gruppo.]]></itunes:summary><itunes:duration>941</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Economia bollente, salari freddi: perché? - La rassegna stampa di RBE - 05-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/economia-bollente-salari-freddi-perche-la-rassegna-stampa-di-rbe-05-08-22--50821300</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50821300</guid><pubDate>Fri, 05 Aug 2022 07:20:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50821300/cominciamo_bene_1.mp3" length="13794786" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>863</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Porte aperte agli Ucraini, chiuse agli altri - L’intervista a Semko Koroza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/porte-aperte-agli-ucraini-chiuse-agli-altri-l-intervista-a-semko-koroza--50810484</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50810484</guid><pubDate>Thu, 04 Aug 2022 06:40:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50810484/cominciamo_bene_1.mp3" length="15799319" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>988</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Quanto inquina la guerra? Intervista a Francesco Vignarca - 03-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/quanto-inquina-la-guerra-intervista-a-francesco-vignarca-03-08-22--50797081</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50797081</guid><pubDate>Wed, 03 Aug 2022 07:14:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50797081/cominciamo_bene_1.mp3" length="19372452" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>1211</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Braccianti in sciopero a Saluzzo il 4 agosto - 02-08-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/braccianti-in-sciopero-a-saluzzo-il-4-agosto-02-08-22--50786585</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50786585</guid><pubDate>Tue, 02 Aug 2022 08:01:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50786585/cominciamo_bene_3.mp3" length="7738638" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>485</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Contro i borghi (gentrificati) - L’intervista ad Antonio de Rossi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/contro-i-borghi-gentrificati-l-intervista-ad-antonio-de-rossi--50770586</link><description><![CDATA[Filippo Barbera, Domenico Cersosimo e Antonio De Rossi hanno curato una raccolta di saggi per Donzelli dal titolo piuttosto forte: Contro i Borghi, Il Belpaese che dimentica i paesi. De Rossi, in questa intervista, ci racconta che ovviamente non si vuole portare avanti una crociata contro i piccoli centri, bensì criticare con durezza l’approccio politico e mediatico riguardo alle politiche montane. Di recente con il Bando Borghi, ma già nei decenni precedenti, si porta avanti un’idea di riqualificazione basata quasi esclusivamente sul turismo, guardando ai paesi montani come perle da visitare e non come luoghi da vivere. Sembra una sorta di gentrificazione al di fuori delle città, e infatti secondo De Rossi è soprattutto lo sguardo urbano a voler inquadrare i piccoli paesi in questo modo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50770586</guid><pubDate>Mon, 01 Aug 2022 08:07:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50770586/cominciamo_bene_1.mp3" length="16008716" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Filippo Barbera, Domenico Cersosimo e Antonio De Rossi hanno curato una raccolta di saggi per Donzelli dal titolo piuttosto forte: Contro i Borghi, Il Belpaese che dimentica i paesi. De Rossi, in questa intervista, ci racconta che ovviamente non si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Filippo Barbera, Domenico Cersosimo e Antonio De Rossi hanno curato una raccolta di saggi per Donzelli dal titolo piuttosto forte: Contro i Borghi, Il Belpaese che dimentica i paesi. De Rossi, in questa intervista, ci racconta che ovviamente non si vuole portare avanti una crociata contro i piccoli centri, bensì criticare con durezza l’approccio politico e mediatico riguardo alle politiche montane. Di recente con il Bando Borghi, ma già nei decenni precedenti, si porta avanti un’idea di riqualificazione basata quasi esclusivamente sul turismo, guardando ai paesi montani come perle da visitare e non come luoghi da vivere. Sembra una sorta di gentrificazione al di fuori delle città, e infatti secondo De Rossi è soprattutto lo sguardo urbano a voler inquadrare i piccoli paesi in questo modo.]]></itunes:summary><itunes:duration>1001</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I dati per cambiare l’accoglienza in Italia - Intervista a Matteo Biffoni, delegato Anci all'Immigrazione - 29-07-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-dati-per-cambiare-l-accoglienza-in-italia-intervista-a-matteo-biffoni-delegato-anci-all-immigrazione-29-07-22--50744513</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50744513</guid><pubDate>Fri, 29 Jul 2022 06:41:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50744513/cominciamo_bene_1.mp3" length="12494933" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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È stata ospite di Una Torre di Libri per presentare il libro che ha scritto per raccontare la sua esperienza: Come onde del mare. Diario di bordo di un’esperienza umanitaria. Ne ha parlato assieme a Abdullahi Ahmed, che anni fa arrivò a Lampedusa dopo un lungo viaggio dalla Somalia e ora è consigliere comunale a Torino, oltre ad essere anch’esso autore. Prima dell’incontro, abbiamo fatto loro qualche domanda. Sono entrambi convinti che la comunicazione mediatica e politica delle migrazioni sia cruciale nel definire la percezione diffusa del fenomeno. Soltanto da qui può iniziare un percorso di cambiamento verso una gestione umana delle migrazioni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50608383</guid><pubDate>Mon, 18 Jul 2022 06:39:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50608383/cominciamo_bene_1.mp3" length="11128207" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Valentina Brinis è advocacy officer e project manager della ong Open Arms. È stata ospite di Una Torre di Libri per presentare il libro che ha scritto per raccontare la sua esperienza: Come onde del mare. Diario di bordo di un’esperienza umanitaria....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Valentina Brinis è advocacy officer e project manager della ong Open Arms. È stata ospite di Una Torre di Libri per presentare il libro che ha scritto per raccontare la sua esperienza: Come onde del mare. Diario di bordo di un’esperienza umanitaria. Ne ha parlato assieme a Abdullahi Ahmed, che anni fa arrivò a Lampedusa dopo un lungo viaggio dalla Somalia e ora è consigliere comunale a Torino, oltre ad essere anch’esso autore. Prima dell’incontro, abbiamo fatto loro qualche domanda. Sono entrambi convinti che la comunicazione mediatica e politica delle migrazioni sia cruciale nel definire la percezione diffusa del fenomeno. Soltanto da qui può iniziare un percorso di cambiamento verso una gestione umana delle migrazioni.]]></itunes:summary><itunes:duration>696</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Come la crisi può cambiare l'alimentazione globale - La rassegna stampa di RBE - 15-07-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/come-la-crisi-puo-cambiare-l-alimentazione-globale-la-rassegna-stampa-di-rbe-15-07-22--50579491</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50579491</guid><pubDate>Fri, 15 Jul 2022 07:07:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50579491/cominciamo_bene_1.mp3" length="14557980" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>910</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Superare la Bossi-Fini - Primo piano - 14-07-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/superare-la-bossi-fini-primo-piano-14-07-22--50568420</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50568420</guid><pubDate>Thu, 14 Jul 2022 07:12:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50568420/cominciamo_bene_1.mp3" length="12342796" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>772</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dipendiamo dalla biodiversità - Primo piano - 13-07-22</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dipendiamo-dalla-biodiversita-primo-piano-13-07-22--50555766</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50555766</guid><pubDate>Wed, 13 Jul 2022 07:37:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50555766/cominciamo_bene_1.mp3" length="16147061" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>1010</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>12-07-22 - Acque mosse, l'impatto dell'uomo sull'acqua dolce - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/12-07-22-acque-mosse-l-impatto-dell-uomo-sull-acqua-dolce-la-rassegna-stampa-di-rbe--50544252</link><description><![CDATA[Acqua mossa In un periodo di pesante siccità in corso in Italia e nell’Europa Meridionale, ragioniamo sull’impatto dell’essere umano sulle acque superficiali. Uno studio statunitense mostra che negli ultimi decenni le nostre attività hanno modificato molto il corso dei fiumi, influendo in modo pesante sul trasporto di sedimenti. Ma un’altra ricerca mostra che è l’intero ciclo dell’acqua ad essere stato stravolto, ad un livello anche in questo caso inedito e grave, avvicinandoci rapidamente ad uno stato di allarme e di emergenza globalizzata. Ci sono poi le paludi, la cui bonifica è stata spesso al centro dell’espansione agricola e urbana in tutto il mondo, ma che ora emergono come preziose aiutanti nella lotta al cambiamento climatico, sia perché assorbono CO2 sia perché mitigano alcuni eventi meteorologici estremi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50544252</guid><pubDate>Tue, 12 Jul 2022 07:04:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50544252/cominciamo_bene_1.mp3" length="13560729" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Acqua mossa In un periodo di pesante siccità in corso in Italia e nell’Europa Meridionale, ragioniamo sull’impatto dell’essere umano sulle acque superficiali. Uno studio statunitense mostra che negli ultimi decenni le nostre attività hanno modificato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Acqua mossa In un periodo di pesante siccità in corso in Italia e nell’Europa Meridionale, ragioniamo sull’impatto dell’essere umano sulle acque superficiali. Uno studio statunitense mostra che negli ultimi decenni le nostre attività hanno modificato molto il corso dei fiumi, influendo in modo pesante sul trasporto di sedimenti. Ma un’altra ricerca mostra che è l’intero ciclo dell’acqua ad essere stato stravolto, ad un livello anche in questo caso inedito e grave, avvicinandoci rapidamente ad uno stato di allarme e di emergenza globalizzata. Ci sono poi le paludi, la cui bonifica è stata spesso al centro dell’espansione agricola e urbana in tutto il mondo, ma che ora emergono come preziose aiutanti nella lotta al cambiamento climatico, sia perché assorbono CO2 sia perché mitigano alcuni eventi meteorologici estremi.]]></itunes:summary><itunes:duration>848</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>11-07-22 - L'intervista a Vittoria Pugliese di ActionAid - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/11-07-22-l-intervista-a-vittoria-pugliese-di-actionaid-la-rassegna-stampa-di-rbe--50531813</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50531813</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2022 08:05:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50531813/cominciamo_bene_1.mp3" length="13398143" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>838</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>08-07-22 - Le migrazioni d'estate, intervista a Marta Bernardini - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/08-07-22-le-migrazioni-d-estate-intervista-a-marta-bernardini-la-rassegna-stampa-di-rbe--50506847</link><description><![CDATA[Le migrazioni d’estate La stagione calda è sempre quella che vede maggiori partenze lungo la rotta migratoria del Mediterraneo, per via delle condizioni climatiche più favorevoli. Per analizzare la situazione attuale abbiamo raggiunto Marta Bernardini che con Mediterranean Hope è a Lampedusa, dove porta avanti un’attività di supporto ormai da anni. Ci conferma che sono molti gli arrivi di questo periodo, da molti paesi tra cui anche famiglie dalla Tunisia, paese dal quale in genere partono persone arrivate da altre aree. In Italia incontrano l’accoglienza di molte organizzazioni ed enti di soccorso ma anche la porta chiusa, o quasi, da parte delle istituzioni, che parlano di emergenza nonostante i numeri siano gestibili, sorvolando sul dramma di chi soffre e muore durante il viaggio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50506847</guid><pubDate>Fri, 08 Jul 2022 06:35:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50506847/cominciamo_bene_1.mp3" length="11201350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le migrazioni d’estate La stagione calda è sempre quella che vede maggiori partenze lungo la rotta migratoria del Mediterraneo, per via delle condizioni climatiche più favorevoli. 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In Italia incontrano l’accoglienza di molte organizzazioni ed enti di soccorso ma anche la porta chiusa, o quasi, da parte delle istituzioni, che parlano di emergenza nonostante i numeri siano gestibili, sorvolando sul dramma di chi soffre e muore durante il viaggio.]]></itunes:summary><itunes:duration>701</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>07-07-22 - Tassonomia insostenibile - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/07-07-22-tassonomia-insostenibile-la-rassegna-stampa-di-rbe--50493288</link><description><![CDATA[Tassonomia insostenibile Il Parlamento Europeo vota a favore del piano della Commissione per inserire il gas naturale e l’energia nucleare, pur con qualche paletto, nella lista delle fonti “verdi” e quindi candidate a finanziamenti pubblici. Molto vaste le proteste a questa decisione, sia da parte di attivisti che di investitori, ma anche interi stati Lussemburgo e Austria vogliono passare a vie legali per contestarla. I motivi sono evidenti: il gas naturale è un combustibile fossile che contribuisce alla crisi climatica, mentre il nucleare si lascia dietro pericolose scorie radioattive. Non c’è solo la preoccupazione ambientale: favorire il gas è, secondo molti, l'ennesimo assist alla Russia di Putin. Inoltre, questo può compromettere il percorso europeo verso la transizione energetica?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50493288</guid><pubDate>Thu, 07 Jul 2022 08:01:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50493288/cominciamo_bene_1.mp3" length="14443877" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Tassonomia insostenibile Il Parlamento Europeo vota a favore del piano della Commissione per inserire il gas naturale e l’energia nucleare, pur con qualche paletto, nella lista delle fonti “verdi” e quindi candidate a finanziamenti pubblici. Molto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tassonomia insostenibile Il Parlamento Europeo vota a favore del piano della Commissione per inserire il gas naturale e l’energia nucleare, pur con qualche paletto, nella lista delle fonti “verdi” e quindi candidate a finanziamenti pubblici. Molto vaste le proteste a questa decisione, sia da parte di attivisti che di investitori, ma anche interi stati Lussemburgo e Austria vogliono passare a vie legali per contestarla. I motivi sono evidenti: il gas naturale è un combustibile fossile che contribuisce alla crisi climatica, mentre il nucleare si lascia dietro pericolose scorie radioattive. Non c’è solo la preoccupazione ambientale: favorire il gas è, secondo molti, l'ennesimo assist alla Russia di Putin. Inoltre, questo può compromettere il percorso europeo verso la transizione energetica?]]></itunes:summary><itunes:duration>903</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>06-07-22 - Interruzione interrotta, intervista a Mirella Caffaratti - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/06-07-22-interruzione-interrotta-intervista-a-mirella-caffaratti-la-rassegna-stampa-di-rbe--50478380</link><description><![CDATA[Interruzione interrotta Dopo la pesante sentenza della Corte Suprema Usa, che ha dichiarato incostituzionale il diritto all’interruzione di gravidanza, vogliamo raccontare la situazione italiana e lo facciamo con Mirella Caffaratti, avvocata, femminista e attivista su vari fronti, tra cui l’accesso all’aborto. Ci spiega che in Italia il diritto rimane una legge, ma all’atto pratico il numero di personale sanitario obiettore rende impossibile, o quasi, abortire in alcune aree. Anche qui poi è presente l’opposizione a questo diritto: in Piemonte da tempo si cerca di aggiungere ostacoli alla pratica, come l’accreditamento dei movimenti cosiddetti “pro vita” nei consultori. Caffaratti teme poi che la decisione della Corte Suprema possa avere un’eco nel resto del mondo e dare ulteriore spinta a queste tendenze.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50478380</guid><pubDate>Wed, 06 Jul 2022 06:42:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50478380/cominciamo_bene_1.mp3" length="18101020" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Interruzione interrotta Dopo la pesante sentenza della Corte Suprema Usa, che ha dichiarato incostituzionale il diritto all’interruzione di gravidanza, vogliamo raccontare la situazione italiana e lo facciamo con Mirella Caffaratti, avvocata,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Interruzione interrotta Dopo la pesante sentenza della Corte Suprema Usa, che ha dichiarato incostituzionale il diritto all’interruzione di gravidanza, vogliamo raccontare la situazione italiana e lo facciamo con Mirella Caffaratti, avvocata, femminista e attivista su vari fronti, tra cui l’accesso all’aborto. Ci spiega che in Italia il diritto rimane una legge, ma all’atto pratico il numero di personale sanitario obiettore rende impossibile, o quasi, abortire in alcune aree. Anche qui poi è presente l’opposizione a questo diritto: in Piemonte da tempo si cerca di aggiungere ostacoli alla pratica, come l’accreditamento dei movimenti cosiddetti “pro vita” nei consultori. Caffaratti teme poi che la decisione della Corte Suprema possa avere un’eco nel resto del mondo e dare ulteriore spinta a queste tendenze.]]></itunes:summary><itunes:duration>1132</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>05-07-22 - Uno sguardo sulla Siria, con Marco Magnano - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/05-07-22-uno-sguardo-sulla-siria-con-marco-magnano-la-rassegna-stampa-di-rbe--50466297</link><description><![CDATA[Uno sguardo sulla Siria Torniamo a contattare Marco Magnano, che dopo il Libano sta visitando la Siria nel corso di un viaggio insieme alla Ong Armadilla. A Damasco si percepisce una sicurezza relativa, visto che i fronti ancora aperti dalla guerra civile sono molto lontani. Ma le difficoltà sono comunque diffuse. Non si è visto un rapido tracollo economico come quello avvenuto in Libano, ma la direzione sembra comunque essere quella, per via sia delle sanzioni decennali nei confronti del paese sia delle recenti conseguenze della guerra in Ucraina. In questo momento, in particolare, spicca il prezzo del carburante e la difficoltà di procurarselo. Marco ci racconta anche dei moltissimi profughi palestinesi nella capitale Damasco, che ospita anche una grandissima quantità di sfollati dal resto della stessa Siria.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50466297</guid><pubDate>Tue, 05 Jul 2022 07:02:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50466297/cominciamo_bene_1.mp3" length="13900948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Uno sguardo sulla Siria Torniamo a contattare Marco Magnano, che dopo il Libano sta visitando la Siria nel corso di un viaggio insieme alla Ong Armadilla. A Damasco si percepisce una sicurezza relativa, visto che i fronti ancora aperti dalla guerra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Uno sguardo sulla Siria Torniamo a contattare Marco Magnano, che dopo il Libano sta visitando la Siria nel corso di un viaggio insieme alla Ong Armadilla. A Damasco si percepisce una sicurezza relativa, visto che i fronti ancora aperti dalla guerra civile sono molto lontani. Ma le difficoltà sono comunque diffuse. Non si è visto un rapido tracollo economico come quello avvenuto in Libano, ma la direzione sembra comunque essere quella, per via sia delle sanzioni decennali nei confronti del paese sia delle recenti conseguenze della guerra in Ucraina. In questo momento, in particolare, spicca il prezzo del carburante e la difficoltà di procurarselo. Marco ci racconta anche dei moltissimi profughi palestinesi nella capitale Damasco, che ospita anche una grandissima quantità di sfollati dal resto della stessa Siria.]]></itunes:summary><itunes:duration>869</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>04-07-22 - Come stanno gli Usa - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/04-07-22-come-stanno-gli-usa-la-rassegna-stampa-di-rbe--50456992</link><description><![CDATA[Come stanno gli Usa Nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano la festa dell’indipendenza, ragioniamo sullo stato di salute di questa democrazia. Due notizie di queste ore offrono uno scenario pesante: la commissione d’inchiesta sui fatti del 6 gennaio 2021 sta valutando di muovere accuse penali ai danni dell’ex presidente Trump, nelle ore in cui emerge l’ennesimo video che mostra un'uccisione ingiustificata da parte della polizia ai danni di un giovane afro-americano. Allargando lo sguardo, negli ultimi anni gli Usa hanno anche fatto molti passi indietro nella lotta alla crisi climatica, inversione che è proseguita in questi giorni con il blocco della Corte Suprema all’agenzia per l’ambiente Epa. Il paese scivola anche nelle classifiche sulla salute della democrazia, in particolare sugli elementi che circondano le elezioni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50456992</guid><pubDate>Mon, 04 Jul 2022 07:50:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50456992/cominciamo_bene_1.mp3" length="15976115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Come stanno gli Usa Nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano la festa dell’indipendenza, ragioniamo sullo stato di salute di questa democrazia. Due notizie di queste ore offrono uno scenario pesante: la commissione d’inchiesta sui fatti del 6...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come stanno gli Usa Nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano la festa dell’indipendenza, ragioniamo sullo stato di salute di questa democrazia. Due notizie di queste ore offrono uno scenario pesante: la commissione d’inchiesta sui fatti del 6 gennaio 2021 sta valutando di muovere accuse penali ai danni dell’ex presidente Trump, nelle ore in cui emerge l’ennesimo video che mostra un'uccisione ingiustificata da parte della polizia ai danni di un giovane afro-americano. Allargando lo sguardo, negli ultimi anni gli Usa hanno anche fatto molti passi indietro nella lotta alla crisi climatica, inversione che è proseguita in questi giorni con il blocco della Corte Suprema all’agenzia per l’ambiente Epa. Il paese scivola anche nelle classifiche sulla salute della democrazia, in particolare sugli elementi che circondano le elezioni.]]></itunes:summary><itunes:duration>999</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>01-07-22 - Lo stallo libanese - La rassegna stampa di RBE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/01-07-22-lo-stallo-libanese-la-rassegna-stampa-di-rbe--50431964</link><description><![CDATA[Stallo libanese Abbiamo parlato con Marco Magnano che in questi giorni è in viaggio tra Libano e Siria con la ong Armadilla. Lo raggiungiamo per tastare il polso della situazione libanese, da cui riceviamo notizie molto preoccupanti. Marco ci conferma che le ramificazioni della guerra in Ucraina stanno aggravando la crisi, portando ad esempio una grande carenza di beni alimentari. Intanto ci sono state delle elezioni, che però non hanno risolto il lungo stallo politico del paese, sebbene sia cruciale portare avanti delle riforme importanti per ottenere aiuti internazionali. Prosegue infine la diatriba territoriale con Israele, riaccesa dal ritrovamento di un giacimento di petrolio e gas in un’area di mare contesa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/50431964</guid><pubDate>Fri, 01 Jul 2022 07:52:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/50431964/cominciamo_bene_1.mp3" length="13587479" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Stallo libanese Abbiamo parlato con Marco Magnano che in questi giorni è in viaggio tra Libano e Siria con la ong Armadilla. Lo raggiungiamo per tastare il polso della situazione libanese, da cui riceviamo notizie molto preoccupanti. Marco ci conferma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Stallo libanese Abbiamo parlato con Marco Magnano che in questi giorni è in viaggio tra Libano e Siria con la ong Armadilla. Lo raggiungiamo per tastare il polso della situazione libanese, da cui riceviamo notizie molto preoccupanti. Marco ci conferma che le ramificazioni della guerra in Ucraina stanno aggravando la crisi, portando ad esempio una grande carenza di beni alimentari. Intanto ci sono state delle elezioni, che però non hanno risolto il lungo stallo politico del paese, sebbene sia cruciale portare avanti delle riforme importanti per ottenere aiuti internazionali. Prosegue infine la diatriba territoriale con Israele, riaccesa dal ritrovamento di un giacimento di petrolio e gas in un’area di mare contesa.]]></itunes:summary><itunes:duration>850</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cominciamo Bene - La FCEI accoglie 37 rifugiati ucraini in Italia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cominciamo-bene-la-fcei-accoglie-37-rifugiati-ucraini-in-italia--49434456</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/49434456</guid><pubDate>Thu, 14 Apr 2022 12:16:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/49434456/marta_bernardini_2.mp3" length="22287672" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>558</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pushing Back Responsibility: un nuovo rapporto sulle migrazioni in Europa - Intervista a Giulia Spagna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pushing-back-responsibility-un-nuovo-rapporto-sulle-migrazioni-in-europa-intervista-a-giulia-spagna--44997756</link><description><![CDATA[L'Europa ha un problema alle sue frontiere: sono ancora troppi i respingimenti illegali di persone migranti. Un nuovo rapporto intitolato Pushing Back Responsibility cerca di fare luce su questo fenomeno e sul mancato rispetto delle norme da parte di diversi Stati. Tra i firmatari dell'indagine anche ASGI, Danish Refugee Council e Diaconia Valdese.<br />Nell'ultimo anno la pandemia ha messo parzialmente in secondo piano il tema delle migrazioni, ma i dati restano preoccupanti. Sono infatti 2.162 i respingimenti violenti che si sono verificati nei soli primi tre mesi del 2021. Di fatto, si tratta di violazioni dei diritti umani, che vengono impiegate come sistema di controllo dei confini, anche da parte della stessa Unione Europea.<br />Non viene quindi meno il diritto degli Stati di tutelare le proprie frontiere, ma si evidenzia la necessità che venga fatto nel rispetto delle leggi internazionali. Gli accordi internazionali portati avanti con paesi terzi come Turchia o Tunisia non sono sostenibili dal punto di vista del diritto internazionale. Sorge quindi una domanda: come riusciremo a gestire il fenomeno migratorio in maniera umana?<br />Ne parla Giulia Spagna, Regional Head of Programme - Europe / Country Director del Danish Refugee Council.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/44997756</guid><pubDate>Mon, 24 May 2021 07:20:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/44997756/cominciamo_bene_1.mp3" length="26801624" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'Europa ha un problema alle sue frontiere: sono ancora troppi i respingimenti illegali di persone migranti. Un nuovo rapporto intitolato Pushing Back Responsibility cerca di fare luce su questo fenomeno e sul mancato rispetto delle norme da parte di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Europa ha un problema alle sue frontiere: sono ancora troppi i respingimenti illegali di persone migranti. Un nuovo rapporto intitolato Pushing Back Responsibility cerca di fare luce su questo fenomeno e sul mancato rispetto delle norme da parte di diversi Stati. Tra i firmatari dell'indagine anche ASGI, Danish Refugee Council e Diaconia Valdese.<br />Nell'ultimo anno la pandemia ha messo parzialmente in secondo piano il tema delle migrazioni, ma i dati restano preoccupanti. Sono infatti 2.162 i respingimenti violenti che si sono verificati nei soli primi tre mesi del 2021. Di fatto, si tratta di violazioni dei diritti umani, che vengono impiegate come sistema di controllo dei confini, anche da parte della stessa Unione Europea.<br />Non viene quindi meno il diritto degli Stati di tutelare le proprie frontiere, ma si evidenzia la necessità che venga fatto nel rispetto delle leggi internazionali. Gli accordi internazionali portati avanti con paesi terzi come Turchia o Tunisia non sono sostenibili dal punto di vista del diritto internazionale. Sorge quindi una domanda: come riusciremo a gestire il fenomeno migratorio in maniera umana?<br />Ne parla Giulia Spagna, Regional Head of Programme - Europe / Country Director del Danish Refugee Council.]]></itunes:summary><itunes:duration>670</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,danish-refugee-council,migrazioni,unione-europea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Tigray torna indietro di decenni - Intervista a Carmen Bertolazzi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-tigray-torna-indietro-di-decenni-intervista-a-carmen-bertolazzi--43380915</link><description><![CDATA[Il conflitto che si è scatenato alla fine del 2020 in Tigray, regione nel nord dell'Etiopia, lascia ancora i suoi strascichi. Non ci sono fonti dirette dal territorio, perché la zona rimane interdetta ai giornalisti e alle organizzazioni umanitarie. Sembra però che qualche spiraglio si stia aprendo: sporadiche riaperture delle comunicazioni telefoniche stanno interessando le città, ancora in mano all'esercito governativo, così come i collegamenti Internet.<br />Si continua però a combattere, in particolare nelle zone montuose della regione. L'esercito tigrino avrebbe infatti deciso di spostare le attività del conflitto nelle zone meno densamente popolate per preservare la popolazione civile. Anche in questo caso restano comunque scarse le informazioni.<br />La presenza dell'esercito eritreo a supporto di quello governativo etiope ha suscitato risposte da parte della comunità internazionale, e l'UNHCR ha denunciato le violenze riportate dai produghi tigrini accolti nei campi del Sudan.<br />Le ultime notizie, che dovranno essere confermate, raccontano di danni ingenti alle strutture sanitarie. Ospedali e centri per la salute, anche finanziati da azioni internazionali, sono stati svuotati delle apparecchiature, e si fa sentire la penuria di medicinali.<br />Ne parla Carmen Bertolazzi, presidente dell’IISMAS (Istituto Internazionale Scienze Mediche Antropologiche e Sociali), che conduce da anni progetti di cooperazione in Tigray.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/43380915</guid><pubDate>Wed, 10 Feb 2021 09:34:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/43380915/rbe_21_02_10_08_00.mp3" length="9584059" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il conflitto che si è scatenato alla fine del 2020 in Tigray, regione nel nord dell'Etiopia, lascia ancora i suoi strascichi. Non ci sono fonti dirette dal territorio, perché la zona rimane interdetta ai giornalisti e alle organizzazioni umanitarie....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il conflitto che si è scatenato alla fine del 2020 in Tigray, regione nel nord dell'Etiopia, lascia ancora i suoi strascichi. Non ci sono fonti dirette dal territorio, perché la zona rimane interdetta ai giornalisti e alle organizzazioni umanitarie. Sembra però che qualche spiraglio si stia aprendo: sporadiche riaperture delle comunicazioni telefoniche stanno interessando le città, ancora in mano all'esercito governativo, così come i collegamenti Internet.<br />Si continua però a combattere, in particolare nelle zone montuose della regione. L'esercito tigrino avrebbe infatti deciso di spostare le attività del conflitto nelle zone meno densamente popolate per preservare la popolazione civile. Anche in questo caso restano comunque scarse le informazioni.<br />La presenza dell'esercito eritreo a supporto di quello governativo etiope ha suscitato risposte da parte della comunità internazionale, e l'UNHCR ha denunciato le violenze riportate dai produghi tigrini accolti nei campi del Sudan.<br />Le ultime notizie, che dovranno essere confermate, raccontano di danni ingenti alle strutture sanitarie. Ospedali e centri per la salute, anche finanziati da azioni internazionali, sono stati svuotati delle apparecchiature, e si fa sentire la penuria di medicinali.<br />Ne parla Carmen Bertolazzi, presidente dell’IISMAS (Istituto Internazionale Scienze Mediche Antropologiche e Sociali), che conduce da anni progetti di cooperazione in Tigray.]]></itunes:summary><itunes:duration>800</itunes:duration><itunes:keywords>africa,carmen-bertolazzi,conflutto,etiopia,guerra,tigray</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa succede lungo la rotta balcanica - Intervista a Gianfranco Schiavone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-succede-lungo-la-rotta-balcanica-intervista-a-gianfranco-schiavone--42930415</link><description><![CDATA[Il 23 dicembre 2020 un incendio distruggeva il campo profughi di Lipa, in Bosnia ed Erzegovina. Molte persone si erano viste costrette a passare le notti invernali nelle foreste intorno al campo abbattuto.<br />Da allora ben poco è cambiato. L'esercito bosniaco ha montato tende provvisorie e alcuni gabinetti chimici, ma le condizioni di vita restano molto degradate.<br />La situazione di Lipa sembra andare verso una soluzione che in realtà una soluzione non è. La situazione verrà probabilmente riassorbita nel silenzio, così come accade ormai da anni per i campi profughi in Bosnia. Una crisi annunciata da tempo, insomma, ma non gestita con gli strumenti adatti.<br />Le politiche europee di respingimenti o di confinamento dei migranti nei primi Paesi di arrivo sembrano rendere invisibili le persone che si muovono lungo la rotta balcanica.<br />Questi fenomeni sono sintetizzati nella seconda edizione del dossier La rotta balcanica. I migranti senza diritti nel cuore dell’Europa. L'analisi, curata dalla rete RiVolti ai Balcani, verrà presentata il 16 gennaio 2021 in diretta streaming.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e vicepresidente di ASGI.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42930415</guid><pubDate>Thu, 14 Jan 2021 09:21:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42930415/2021_01_14_gianfranco_schiavone.mp3" length="8053050" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 23 dicembre 2020 un incendio distruggeva il campo profughi di Lipa, in Bosnia ed Erzegovina. Molte persone si erano viste costrette a passare le notti invernali nelle foreste intorno al campo abbattuto.
Da allora ben poco è cambiato. L'esercito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 23 dicembre 2020 un incendio distruggeva il campo profughi di Lipa, in Bosnia ed Erzegovina. Molte persone si erano viste costrette a passare le notti invernali nelle foreste intorno al campo abbattuto.<br />Da allora ben poco è cambiato. L'esercito bosniaco ha montato tende provvisorie e alcuni gabinetti chimici, ma le condizioni di vita restano molto degradate.<br />La situazione di Lipa sembra andare verso una soluzione che in realtà una soluzione non è. La situazione verrà probabilmente riassorbita nel silenzio, così come accade ormai da anni per i campi profughi in Bosnia. Una crisi annunciata da tempo, insomma, ma non gestita con gli strumenti adatti.<br />Le politiche europee di respingimenti o di confinamento dei migranti nei primi Paesi di arrivo sembrano rendere invisibili le persone che si muovono lungo la rotta balcanica.<br />Questi fenomeni sono sintetizzati nella seconda edizione del dossier La rotta balcanica. I migranti senza diritti nel cuore dell’Europa. L'analisi, curata dalla rete RiVolti ai Balcani, verrà presentata il 16 gennaio 2021 in diretta streaming.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e vicepresidente di ASGI.]]></itunes:summary><itunes:duration>503</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,bosnia,bosnia-erzegovina,europa,lipa,migranti,migrazioni,rotta-balcanica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il terzo lungo inverno dei migranti a Bihac</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-terzo-lungo-inverno-dei-migranti-a-bihac--42718375</link><description><![CDATA[Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della rotta bosniaca, ramo secondario della cosiddetta rotta balcanica per le migrazioni. Questo percorso vede il transito di migliaia di persone ogni anno, ma il 2020 ha avuto un impatto particolare.<br />La pandemia ha avuto le sue ripercussioni anche sulle persone migranti, e in particolare sulla loro possibilità di attraversare i confini statali. In un contesto di movimento già di per sé rarefatto queste ulteriori limitazioni hanno generato non pochi problemi.<br />A ciò si è aggiunta la difficile situazione sull'altipiano di Bihac, in Bosnia. L'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ha preso il controllo del campo di accoglienza di Lipa, che è arrivato a ospitare alla fine dell'estate più di 1500 persone. Il governo bosniaco non ha però garantito gli allacci alle reti idriche ed elettriche, e per questo motivo il 23 dicembre l'OIM ha deciso di chiudere il campo. Molte delle persone che vi erano accolte ora dormono nei boschi, sotto la neve.<br />Si tratta di scenari in realtà prevedibili da mesi. Da circa tre anni la situazione viene gestita dal governo bosniaco come emergenziale, senza prevedere soluzioni a lungo termine.<br />Non mancano le proposte per andare incontro alle esigenze delle persone migranti. Nei mesi scorsi è stata presentata, una rete informale che affronta il problema della cancellazione dei diritti lungo la rotta balcanica.<br />Ne parla Silvia Maraone, Coordinatrice dei progetti lungo la rotta balcanica di IPSIA, l’Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42718375</guid><pubDate>Wed, 30 Dec 2020 09:18:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42718375/rbe_20_12_30_08_30.mp3" length="9416917" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della rotta bosniaca, ramo secondario della cosiddetta rotta balcanica per le migrazioni. Questo percorso vede il transito di migliaia di persone ogni anno, ma il 2020 ha avuto un impatto particolare.
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Molte delle persone che vi erano accolte ora dormono nei boschi, sotto la neve.<br />Si tratta di scenari in realtà prevedibili da mesi. Da circa tre anni la situazione viene gestita dal governo bosniaco come emergenziale, senza prevedere soluzioni a lungo termine.<br />Non mancano le proposte per andare incontro alle esigenze delle persone migranti. Nei mesi scorsi è stata presentata, una rete informale che affronta il problema della cancellazione dei diritti lungo la rotta balcanica.<br />Ne parla Silvia Maraone, Coordinatrice dei progetti lungo la rotta balcanica di IPSIA, l’Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli.]]></itunes:summary><itunes:duration>786</itunes:duration><itunes:keywords>acli,bihac,bosnia,lipa,migrazioni,oim,silvia-maraone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Arresti e condanne per il colpo di stato in Turchia - Intervista a Chiara Maritato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/arresti-e-condanne-per-il-colpo-di-stato-in-turchia-intervista-a-chiara-maritato--42477590</link><description><![CDATA[Alla fine di novembre sono arrivate notizie di condanne per il tentativo di colpo di stato del 2016 in Turchia. Agli stessi fatti si riferiscono arresti portati avanti negli ultimi giorni. In tutti i casi gli obiettivi sono accusati di aver organizzato o aver preso parte al tentato golpe.<br />Perlopiù si tratta di ufficiali dell'esercito: secondo la magistratura turca alcuni di loro avrebbero ordinato l'attacco aereo contro il parlamento e altri raid sul Paese. A questi si aggiungono anche membri del movimento Gülen, ex alleato dello stesso Erdogan, ma additato dal 2017 come organizzazione terroristica.<br />In generale, in Turchia a partire dal 2016 si sono intensificate sempre più le operazioni condotte contro l'opposizione. Giornalisti, attivisti per i diritti umani, membri di partiti avversi sono stati arrestati e condannati. Eppure l'opposizione non si è fermata, anzi, è cresciuta nel tempo. Movimenti femministi e di lavoratori si stanno rafforzando, e riescono ora a avviare mobilitazioni molto partecipate.<br />Ne parla Chiara Maritato, assegnista di ricerca del dipartimento di culture, politiche e società dell’Università di Torino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42477590</guid><pubDate>Mon, 14 Dec 2020 09:12:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42477590/rbe_20_12_14_08_00.mp3" length="10579069" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine di novembre sono arrivate notizie di condanne per il tentativo di colpo di stato del 2016 in Turchia. Agli stessi fatti si riferiscono arresti portati avanti negli ultimi giorni. In tutti i casi gli obiettivi sono accusati di aver...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla fine di novembre sono arrivate notizie di condanne per il tentativo di colpo di stato del 2016 in Turchia. Agli stessi fatti si riferiscono arresti portati avanti negli ultimi giorni. In tutti i casi gli obiettivi sono accusati di aver organizzato o aver preso parte al tentato golpe.<br />Perlopiù si tratta di ufficiali dell'esercito: secondo la magistratura turca alcuni di loro avrebbero ordinato l'attacco aereo contro il parlamento e altri raid sul Paese. A questi si aggiungono anche membri del movimento Gülen, ex alleato dello stesso Erdogan, ma additato dal 2017 come organizzazione terroristica.<br />In generale, in Turchia a partire dal 2016 si sono intensificate sempre più le operazioni condotte contro l'opposizione. Giornalisti, attivisti per i diritti umani, membri di partiti avversi sono stati arrestati e condannati. Eppure l'opposizione non si è fermata, anzi, è cresciuta nel tempo. Movimenti femministi e di lavoratori si stanno rafforzando, e riescono ora a avviare mobilitazioni molto partecipate.<br />Ne parla Chiara Maritato, assegnista di ricerca del dipartimento di culture, politiche e società dell’Università di Torino.]]></itunes:summary><itunes:duration>883</itunes:duration><itunes:keywords>chiara-maritato,colpo-di-stato,erdogan,gulen,opposizione,politica,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La chiusura delle indagini sull'omicidio di Giulio Regeni - Intervista a Riccardo Noury</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-chiusura-delle-indagini-sull-omicidio-di-giulio-regeni-intervista-a-riccardo-noury--42429965</link><description><![CDATA[Dopo più di quattro anni, il 10 dicembre, si sono chiuse le indagini della Procura di Roma sull'omicidi di Giulio Regeni. I quattro indagati appartengono ai servizi segreti egiziani, e per loro le accuse sono di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in lesioni personali e omicidio.<br />La Procura del Cairo era arrivata a conclusioni molto diverse: erano stati indicati come responsabili alcuni appartenenti ad una banda di rapinatori, Cinque di loro erano stati uccisi nel tentativo di depistare le indagini nel maggio 2016.<br />Attendendo una sentenza che dovrà arrivare presumibilmente nel 2021, bisogna comunque tenere conto del contesto generale egiziano. Nel paese nordafricano sono all'ordine del giorno gli attacchi contro coloro che si occupano del rispetto dei diritti umani, accusati di rappresentare minacce per lo stato.<br />Intanto, nello stesso giorno della chiusura delle indagini italiane sulla morte di Giulio Regeni, la Francia ha conferito la Legione d'Onore al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Una premiazione avvenuta nel silenzio e per nulla pubblicizzata, segno forse di dubbi da parte delle autorità francesi.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42429965</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2020 09:16:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42429965/2020_12_11_riccardo_noury.mp3" length="20314554" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo più di quattro anni, il 10 dicembre, si sono chiuse le indagini della Procura di Roma sull'omicidi di Giulio Regeni. I quattro indagati appartengono ai servizi segreti egiziani, e per loro le accuse sono di sequestro di persona pluriaggravato,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo più di quattro anni, il 10 dicembre, si sono chiuse le indagini della Procura di Roma sull'omicidi di Giulio Regeni. I quattro indagati appartengono ai servizi segreti egiziani, e per loro le accuse sono di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in lesioni personali e omicidio.<br />La Procura del Cairo era arrivata a conclusioni molto diverse: erano stati indicati come responsabili alcuni appartenenti ad una banda di rapinatori, Cinque di loro erano stati uccisi nel tentativo di depistare le indagini nel maggio 2016.<br />Attendendo una sentenza che dovrà arrivare presumibilmente nel 2021, bisogna comunque tenere conto del contesto generale egiziano. Nel paese nordafricano sono all'ordine del giorno gli attacchi contro coloro che si occupano del rispetto dei diritti umani, accusati di rappresentare minacce per lo stato.<br />Intanto, nello stesso giorno della chiusura delle indagini italiane sulla morte di Giulio Regeni, la Francia ha conferito la Legione d'Onore al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Una premiazione avvenuta nel silenzio e per nulla pubblicizzata, segno forse di dubbi da parte delle autorità francesi.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>508</itunes:duration><itunes:keywords>egitto,francia,italia,omicidio-regeni,procura,regeni,roma</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Investire su sanità e scuola, non sugli armamenti - Intervista a Francesco Vignarca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/investire-su-sanita-e-scuola-non-sugli-armamenti-intervista-a-francesco-vignarca--42293321</link><description><![CDATA[Stando ai dettagli della Legge di Bilancio in discussione in Parlamento, nel 2021 verranno destinati 6 miliardi di euro all'acquisto di nuovi armamenti per l'Italia. Una spesa che vale circa l'1/2% del PIL.<br />A fronte di questa ipotesi, la Rete Italiana per il Disarmo ha proposto una moratoria. La richiesta è in generale di ridurre le spese per la Difesa, in particolare di non investire in nuovi sistemi d'armamento in un momento così complesso per la tenuta del sistema sociale del Paese. Scuola e sanità sono i settori su cui si chiede di dirottare i fondi, perché particolarmente colpite dalla crisi epidemica, seppure per ragioni diverse.<br />Non è facile fare confronti di dati, ma può rappresentare un esercizio utile per comprendere la loro misura. Ad esempio, il costo di un carro armato Ariete permetterebbe la riapertura di circa 20 piccoli ospedali; una fregata europea multimissione potrebbe permettere l'assunzione di 1.200 infermieri per dieci anni.<br />Ne parla Francesco Vignarca, Coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42293321</guid><pubDate>Thu, 03 Dec 2020 09:17:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42293321/2020_12_02_francesco_vignarca_rete_disarmo.mp3" length="24966563" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Stando ai dettagli della Legge di Bilancio in discussione in Parlamento, nel 2021 verranno destinati 6 miliardi di euro all'acquisto di nuovi armamenti per l'Italia. Una spesa che vale circa l'1/2% del PIL.
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Ad esempio, il costo di un carro armato Ariete permetterebbe la riapertura di circa 20 piccoli ospedali; una fregata europea multimissione potrebbe permettere l'assunzione di 1.200 infermieri per dieci anni.<br />Ne parla Francesco Vignarca, Coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo.]]></itunes:summary><itunes:duration>624</itunes:duration><itunes:keywords>armamenti,armi,covid-19,francesco-vignarca,rete-italiana-per-il-disarmo,sanità,scuola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'uccisione di Mohsen Fakhrizadeh - Intervista a Nicola Pedde</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-uccisione-di-mohsen-fakhrizadeh-intervista-a-nicola-pedde--42257499</link><description><![CDATA[Venerdì 27 novembre il principale scienziato iraniano che si occupava di nucleare è stato ucciso in un agguato. In realtà, Mohsen Fakhrizadeh era impegnato anche in altri ambiti di ricerca, come la gestione della pandemia da coronavirus. L'Iran ha immediatamente puntato il dito contro Israele, che non ha né confermato né negato le accuse.<br />Sembra però difficile immaginarsi un altro responsabile per questa uccisione. Fakhrizadeh era un obiettivo simbolico, importante per gli interessi politici di Israele nella regione, e non solo.<br />Negli ultimi mesi, Benjamin Netanyahu usa strategie aggressive, spesso senza concordarle con Benny Gantz, con cui condivide la direzione del governo. È difficile prevedere cosa accadrà con il cambio di amministrazione negli Stati Uniti. Il fattore discriminante sarà la posizione di Biden, e ciò potrebbe fare la differenza nella capacità di reazione dell'Iran.<br />Ne parla Nicola Pedde, Direttore dell'Institute for Global Studies.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/42257499</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2020 13:14:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/42257499/nicola_pedde.mp3" length="7847596" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Venerdì 27 novembre il principale scienziato iraniano che si occupava di nucleare è stato ucciso in un agguato. In realtà, Mohsen Fakhrizadeh era impegnato anche in altri ambiti di ricerca, come la gestione della pandemia da coronavirus. L'Iran ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Venerdì 27 novembre il principale scienziato iraniano che si occupava di nucleare è stato ucciso in un agguato. In realtà, Mohsen Fakhrizadeh era impegnato anche in altri ambiti di ricerca, come la gestione della pandemia da coronavirus. L'Iran ha immediatamente puntato il dito contro Israele, che non ha né confermato né negato le accuse.<br />Sembra però difficile immaginarsi un altro responsabile per questa uccisione. Fakhrizadeh era un obiettivo simbolico, importante per gli interessi politici di Israele nella regione, e non solo.<br />Negli ultimi mesi, Benjamin Netanyahu usa strategie aggressive, spesso senza concordarle con Benny Gantz, con cui condivide la direzione del governo. È difficile prevedere cosa accadrà con il cambio di amministrazione negli Stati Uniti. Il fattore discriminante sarà la posizione di Biden, e ciò potrebbe fare la differenza nella capacità di reazione dell'Iran.<br />Ne parla Nicola Pedde, Direttore dell'Institute for Global Studies.]]></itunes:summary><itunes:duration>654</itunes:duration><itunes:keywords>fakhrizadeh,iran,israele,nicola-pedde</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Egitto contro Eipr - Intervista a Riccardo Noury</title><link>https://www.spreaker.com/episode/egitto-contro-eipr-intervista-a-riccardo-noury--41997119</link><description><![CDATA[Domenica 15 novembre le autorità egiziane hanno arrestato Mohammed Basheer, direttore amministrativo dell'Eipr (Egyptian Initiative for Personal Rights), ong che si occupa di diritti umani. Le accuse sono di appartenenza e finanziamento a un gruppo terroristico e diffusione di notizie false sui social network.<br />Questi capi d'accusa al momento sembrano essere generici, senza dettagli. Il timore è che si possa trattare di una sorta di incriminazioni standard già applicate in molti altri casi. Uno di questi è quello di Patrick Zaky, studente egiziano dell'Università di Bologna detenuto al Cairo da nove mesi e anche lui attivo nell'Eipr.<br />Più che un'accusa basata su fatti concreti sembra quindi trattarsi di un'azione intimidatoria nei confronti dell'ong, i cui rappresentanti avevano incontrato alcuni giorni fa degli ambasciatori dell'Unione Europea.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41997119</guid><pubDate>Mon, 16 Nov 2020 09:22:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41997119/rbe_20_11_16_08_00.mp3" length="5316678" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 15 novembre le autorità egiziane hanno arrestato Mohammed Basheer, direttore amministrativo dell'Eipr (Egyptian Initiative for Personal Rights), ong che si occupa di diritti umani. 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Uno di questi è quello di Patrick Zaky, studente egiziano dell'Università di Bologna detenuto al Cairo da nove mesi e anche lui attivo nell'Eipr.<br />Più che un'accusa basata su fatti concreti sembra quindi trattarsi di un'azione intimidatoria nei confronti dell'ong, i cui rappresentanti avevano incontrato alcuni giorni fa degli ambasciatori dell'Unione Europea.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>443</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,basheer,egitto,eipr,italia,riccardo-nouri,zaki</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La nuova edizione del Landmine Monitor - Intervista a Giuseppe Schiavello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-nuova-edizione-del-landmine-monitor-intervista-a-giuseppe-schiavello--41958646</link><description><![CDATA[Il 12 novembre è stata presentata la 22° edizione del Landmine Monitor, che si occupa di tracciare l'andamento dell'uso dei dispositivi esplosivi antipersona e di fare il punto sulla mine action.<br />Il Covid-19 non ha impedito a molti Paesi di continuare nella loro strada verso l'abolizione delle mine. L'uso sempre più frequente di ordigni improvvisati da parte di gruppi armati non statali o non ufficiali rappresenta desta però preoccupazioni. Si tratta infatti di ordigni non controllati e per questo più pericolosi, in particolare per la popolazione civile.<br />Il Trattato di messa al bando delle mine si può dire che stia funzionando, ed è ancora forte quell'effetto stigma nei confronti di chi fa uso di questo tipo di ordigni. Lo dimostra anche il fatto che dalla metà del 2019 all'ottobre del 2020, il solo Paese ad aver fatto uso di mine è stato il Myanmar (che non fa però parte del Trattato).<br />Ne parla Giuseppe Schiavello, Direttore della Campagna Italiana contro le mine Onlus.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41958646</guid><pubDate>Fri, 13 Nov 2020 14:52:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41958646/rbe_20_11_13_08_00.mp3" length="7568713" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 12 novembre è stata presentata la 22° edizione del Landmine Monitor, che si occupa di tracciare l'andamento dell'uso dei dispositivi esplosivi antipersona e di fare il punto sulla mine action.
Il Covid-19 non ha impedito a molti Paesi di continuare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 12 novembre è stata presentata la 22° edizione del Landmine Monitor, che si occupa di tracciare l'andamento dell'uso dei dispositivi esplosivi antipersona e di fare il punto sulla mine action.<br />Il Covid-19 non ha impedito a molti Paesi di continuare nella loro strada verso l'abolizione delle mine. L'uso sempre più frequente di ordigni improvvisati da parte di gruppi armati non statali o non ufficiali rappresenta desta però preoccupazioni. Si tratta infatti di ordigni non controllati e per questo più pericolosi, in particolare per la popolazione civile.<br />Il Trattato di messa al bando delle mine si può dire che stia funzionando, ed è ancora forte quell'effetto stigma nei confronti di chi fa uso di questo tipo di ordigni. Lo dimostra anche il fatto che dalla metà del 2019 all'ottobre del 2020, il solo Paese ad aver fatto uso di mine è stato il Myanmar (che non fa però parte del Trattato).<br />Ne parla Giuseppe Schiavello, Direttore della Campagna Italiana contro le mine Onlus.]]></itunes:summary><itunes:duration>631</itunes:duration><itunes:keywords>campagna-mine,giuseppe-schiavello,landmine-monitor,mine,myanmar,onlus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Verso il trattato Onu contro le armi nucleari - Intervista a Lisa Clark</title><link>https://www.spreaker.com/episode/verso-il-trattato-onu-contro-le-armi-nucleari-intervista-a-lisa-clark--41754912</link><description><![CDATA[La scorsa settimana è entrato in vigore il trattato Onu che vieta le armi nucleari. Ratificato da 50 Paesi, entrerà in vigore tra 90 giorni. L'accordo mira alla soppressione delle armi nucleari toccando il loro intero ciclo di vita. Saranno infatti vietati lo sviluppo, i test, la produzione, l'immagazzinamento, il trasferimento, l'uso e perfino la minaccia dell'uso.<br />Dal 2007 diverse organizzazioni internazionali che si occupano di disarmo hanno spinto per dare il via a negoziati per giungere a questo punto. Ben presto ci si è resi conto che il tema sul tavolo non era solo la non proliferazione delle armi nucleari, ma le conseguenze sull'intera vita umana, e non solo, dell'uso di questi dispositivi. Da qui il bisogno, espresso con la ICAN (International Campain to Abolish Nuclear Weapons), di abolire le armi nucleari così come è stato fatto in passato con le altre armi di distruzione di massa.<br />Malgrado la ratifica dell'accordo Onu susciti un certo ottimismo, restano ancora dei segni preoccupanti. Ad esempio, la mancanza della firma degli Stati Uniti, che anzi stanno prendendo una direzione opposta a quella indicata dal trattato.<br />L'Italia è nel gruppo di Paesi che non hanno firmato, e mancano al momento risposte dalla politica.<br />Ne parla Lisa Clark, copresidente dell'international Peace Bureau, organizzazione internazionale premiata con il nobel per la pace nel 1910 e rappresentante italiana di ICAN - campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41754912</guid><pubDate>Mon, 02 Nov 2020 10:32:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41754912/2020_10_29_lisa_clark_short_128.mp3" length="17497936" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La scorsa settimana è entrato in vigore il trattato Onu che vieta le armi nucleari. Ratificato da 50 Paesi, entrerà in vigore tra 90 giorni. L'accordo mira alla soppressione delle armi nucleari toccando il loro intero ciclo di vita. Saranno infatti...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La scorsa settimana è entrato in vigore il trattato Onu che vieta le armi nucleari. Ratificato da 50 Paesi, entrerà in vigore tra 90 giorni. L'accordo mira alla soppressione delle armi nucleari toccando il loro intero ciclo di vita. Saranno infatti vietati lo sviluppo, i test, la produzione, l'immagazzinamento, il trasferimento, l'uso e perfino la minaccia dell'uso.<br />Dal 2007 diverse organizzazioni internazionali che si occupano di disarmo hanno spinto per dare il via a negoziati per giungere a questo punto. Ben presto ci si è resi conto che il tema sul tavolo non era solo la non proliferazione delle armi nucleari, ma le conseguenze sull'intera vita umana, e non solo, dell'uso di questi dispositivi. Da qui il bisogno, espresso con la ICAN (International Campain to Abolish Nuclear Weapons), di abolire le armi nucleari così come è stato fatto in passato con le altre armi di distruzione di massa.<br />Malgrado la ratifica dell'accordo Onu susciti un certo ottimismo, restano ancora dei segni preoccupanti. Ad esempio, la mancanza della firma degli Stati Uniti, che anzi stanno prendendo una direzione opposta a quella indicata dal trattato.<br />L'Italia è nel gruppo di Paesi che non hanno firmato, e mancano al momento risposte dalla politica.<br />Ne parla Lisa Clark, copresidente dell'international Peace Bureau, organizzazione internazionale premiata con il nobel per la pace nel 1910 e rappresentante italiana di ICAN - campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari.]]></itunes:summary><itunes:duration>1095</itunes:duration><itunes:keywords>armi-nucleari,ican,lisa-clark,nucleare,onu</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un possibile cessate il fuoco in Libia - Intervista a Arturo Varvelli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-possibile-cessate-il-fuoco-in-libia-intervista-a-arturo-varvelli--41677766</link><description><![CDATA[Venerdì 23 agosto è stato sottoscritto a Ginevra un nuovo accordo per il cessate il fuoco permanente su tutto il territorio libico. I rappresentanti delle Nazioni Unite hanno definito questa firma "un risultato storico", ed è proprio la comunità internazionale ad aver giocato un ruolo importante tanto nel conflitto quanto nel giungere ad un accordo.<br />Sarebbe impossibile infatti pensare a una pace stabilita solamente sul terreno dalle forze libiche: il coinvolgimento di attori internazionali è stato importante sin dagli inizi dei conflitti, e lo sarà anche in questa nuova fase. La pace oggi sembra essere in mano alle potenze esterne alla Libia.<br />Il Paese nordafricano si trova ora ad avere bisogno di ricostruzione dal punto di vista sociale e di una stabilità politica. Nel breve periodo, le Nazioni Unite convocheranno un nuovo vertice a Tunisi per concretizzare il passaggio a un governo che rispecchi le componenti territoriali e politiche. Ma il processo per il raggiungimento di un equilibrio è soltanto iniziato.<br />Ne parla Arturo Varvelli, Responsabile dell’Ufficio di Roma e Senior Policy Fellow dello European Council on Foreign Relations (ECFR).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41677766</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2020 09:23:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41677766/2020_10_27_arturo_varvelli_cessate_il_fuoco_in_libia.mp3" length="23182395" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Venerdì 23 agosto è stato sottoscritto a Ginevra un nuovo accordo per il cessate il fuoco permanente su tutto il territorio libico. I rappresentanti delle Nazioni Unite hanno definito questa firma "un risultato storico", ed è proprio la comunità...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Venerdì 23 agosto è stato sottoscritto a Ginevra un nuovo accordo per il cessate il fuoco permanente su tutto il territorio libico. I rappresentanti delle Nazioni Unite hanno definito questa firma "un risultato storico", ed è proprio la comunità internazionale ad aver giocato un ruolo importante tanto nel conflitto quanto nel giungere ad un accordo.<br />Sarebbe impossibile infatti pensare a una pace stabilita solamente sul terreno dalle forze libiche: il coinvolgimento di attori internazionali è stato importante sin dagli inizi dei conflitti, e lo sarà anche in questa nuova fase. La pace oggi sembra essere in mano alle potenze esterne alla Libia.<br />Il Paese nordafricano si trova ora ad avere bisogno di ricostruzione dal punto di vista sociale e di una stabilità politica. Nel breve periodo, le Nazioni Unite convocheranno un nuovo vertice a Tunisi per concretizzare il passaggio a un governo che rispecchi le componenti territoriali e politiche. Ma il processo per il raggiungimento di un equilibrio è soltanto iniziato.<br />Ne parla Arturo Varvelli, Responsabile dell’Ufficio di Roma e Senior Policy Fellow dello European Council on Foreign Relations (ECFR).]]></itunes:summary><itunes:duration>580</itunes:duration><itunes:keywords>africa,conflitto,europa,libia,nazioni-unite,notizie,onu,pace</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Passi avanti per la stabilità in Sud Sudan - Intervista a Paolo Impagliazzo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/passi-avanti-per-la-stabilita-in-sud-sudan-intervista-a-paolo-impagliazzo--41531011</link><description><![CDATA[Il terzo round di incontri e negoziati per una pace in Sud Sudan si è concluso con la firma di un accordo di cessate il fuoco e di una Dichiarazione di principi a livello politico. Un risultato importante nell'avvicinare le parti in conflitto, con la mediazione della Comunità di Sant'Egidio.<br />Con l'avvento della pandemia, negli scorsi mesi si è in parte interrotto il dialogo politico, e nella regione meridionale del Paese gli scontri si sono riaccesi dopo lo stop alle armi deciso lo scorso febbraio.<br />Il prossimo passo è l'incontro tra i capi militari delle diverse fazioni, che forse ancora più della politica potrà guidare alla pace in Sud Sudan e garantire stabilità alla regione.<br />Ne parla Paolo Impagliazzo, mediatore e segretario della Comunità di Sant'Egidio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41531011</guid><pubDate>Mon, 19 Oct 2020 09:17:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41531011/rbe_20_10_19_08_00.mp3" length="6747966" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il terzo round di incontri e negoziati per una pace in Sud Sudan si è concluso con la firma di un accordo di cessate il fuoco e di una Dichiarazione di principi a livello politico. Un risultato importante nell'avvicinare le parti in conflitto, con la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il terzo round di incontri e negoziati per una pace in Sud Sudan si è concluso con la firma di un accordo di cessate il fuoco e di una Dichiarazione di principi a livello politico. Un risultato importante nell'avvicinare le parti in conflitto, con la mediazione della Comunità di Sant'Egidio.<br />Con l'avvento della pandemia, negli scorsi mesi si è in parte interrotto il dialogo politico, e nella regione meridionale del Paese gli scontri si sono riaccesi dopo lo stop alle armi deciso lo scorso febbraio.<br />Il prossimo passo è l'incontro tra i capi militari delle diverse fazioni, che forse ancora più della politica potrà guidare alla pace in Sud Sudan e garantire stabilità alla regione.<br />Ne parla Paolo Impagliazzo, mediatore e segretario della Comunità di Sant'Egidio.]]></itunes:summary><itunes:duration>562</itunes:duration><itunes:keywords>africa,comunità-di-sant'egidio,dialogo,pace,paolo-impagliazzo,roma,sudan,sud-sudan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Economia dell'immigrazione, il decimo Rapporto della Fondazione Leone Moressa - Intervista a Chiara Tronchin</title><link>https://www.spreaker.com/episode/economia-dell-immigrazione-il-decimo-rapporto-della-fondazione-leone-moressa-intervista-a-chiara-tronchin--41472422</link><description><![CDATA[Da anni il Rapporto della fondazione Leone Moressa, redatto con il contributo della Cgia di Mestre e il patrocinio dell Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dei ministeri degli Esteri e dell’Economia e dell’Università Cà Foscari di Venezia, si focalizza sull'impatto economico dell'immigrazione in Italia.<br />I dati del Rapporto restituiscono una realtà complessa e articolata. Intanto si evidenzia un saldo attivo tra quanto le casse pubbliche ricevono e quanto erogano in servizi per cittadini stranieri residenti in Italia. Per quanto riguarda l'occupazione, manca una concorrenzialità con i lavoratori italiani: le mansioni e il loro grado di specializzazione sono infatti molto differenti.<br />Resta ancora importante il problema dell'emersione dal lavoro nero, e in ciò concorre anche in parte il sistema di accoglienza italiano.<br />Ne parla Chiara Tronchin, ricercatrice della Fondazione Leone Moressa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41472422</guid><pubDate>Thu, 15 Oct 2020 09:07:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41472422/rbe_20_10_15_08_00.mp3" length="7641016" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da anni il Rapporto della fondazione Leone Moressa, redatto con il contributo della Cgia di Mestre e il patrocinio dell Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dei ministeri degli Esteri e dell’Economia e dell’Università Cà Foscari di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da anni il Rapporto della fondazione Leone Moressa, redatto con il contributo della Cgia di Mestre e il patrocinio dell Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dei ministeri degli Esteri e dell’Economia e dell’Università Cà Foscari di Venezia, si focalizza sull'impatto economico dell'immigrazione in Italia.<br />I dati del Rapporto restituiscono una realtà complessa e articolata. Intanto si evidenzia un saldo attivo tra quanto le casse pubbliche ricevono e quanto erogano in servizi per cittadini stranieri residenti in Italia. Per quanto riguarda l'occupazione, manca una concorrenzialità con i lavoratori italiani: le mansioni e il loro grado di specializzazione sono infatti molto differenti.<br />Resta ancora importante il problema dell'emersione dal lavoro nero, e in ciò concorre anche in parte il sistema di accoglienza italiano.<br />Ne parla Chiara Tronchin, ricercatrice della Fondazione Leone Moressa.]]></itunes:summary><itunes:duration>637</itunes:duration><itunes:keywords>chiara-tronchin,economia,immigrazione,lavoro,leone-moressa,migrazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'assedio del Nagorno-Karabakh - Intervista a Simone Zoppellaro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-assedio-del-nagorno-karabakh-intervista-a-simone-zoppellaro--41418431</link><description><![CDATA[Venerdì 9 ottobre, dopo quasi dieci ore di negoziazioni, si era giunti ad un accordo per il cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian nel conflitto in Nagorno-Karabakh. La tregua necessaria per recuperare i caduti ed effettuare scambi di prigionieri in realtà non si è mai avviata, ma ci sono stati continui attacchi e uccisioni di civili. Le bombe hanno continuato a cadere su Stepanakert e Ganja.<br />Armenia e Azerbaigian non sembrano aver intenzione di fare passi indietro, sebbene la prima abbia avviato un parziale ritiro delle truppe al fronte: l'impegno di personale richiesto non è sostenibile dal punto di vista demografico dal Paese.<br />Con un'Europa che al momento non prende posizioni forti per giungere alla fine del conflitto in tempi rapidi, ad essere più colpita è la popolazione civile. Moltissimi profughi stanno lasciando il Nagorno-Karabakh, e nelle città sotto attacco mancano cibo, elettricità e cure.<br />Ne parla Simone Zoppellaro, giornalista, conduttore di Kiosk.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41418431</guid><pubDate>Mon, 12 Oct 2020 09:11:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41418431/rbe_20_10_12_08_00.mp3" length="8106134" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Venerdì 9 ottobre, dopo quasi dieci ore di negoziazioni, si era giunti ad un accordo per il cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian nel conflitto in Nagorno-Karabakh. La tregua necessaria per recuperare i caduti ed effettuare scambi di prigionieri...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Venerdì 9 ottobre, dopo quasi dieci ore di negoziazioni, si era giunti ad un accordo per il cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian nel conflitto in Nagorno-Karabakh. La tregua necessaria per recuperare i caduti ed effettuare scambi di prigionieri in realtà non si è mai avviata, ma ci sono stati continui attacchi e uccisioni di civili. Le bombe hanno continuato a cadere su Stepanakert e Ganja.<br />Armenia e Azerbaigian non sembrano aver intenzione di fare passi indietro, sebbene la prima abbia avviato un parziale ritiro delle truppe al fronte: l'impegno di personale richiesto non è sostenibile dal punto di vista demografico dal Paese.<br />Con un'Europa che al momento non prende posizioni forti per giungere alla fine del conflitto in tempi rapidi, ad essere più colpita è la popolazione civile. Moltissimi profughi stanno lasciando il Nagorno-Karabakh, e nelle città sotto attacco mancano cibo, elettricità e cure.<br />Ne parla Simone Zoppellaro, giornalista, conduttore di Kiosk.]]></itunes:summary><itunes:duration>675</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dieci giorni di scontri in Nagorno-Karabakh - Intervista a Paolo Bergamaschi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dieci-giorni-di-scontri-in-nagorno-karabakh-intervista-a-paolo-bergamaschi--41322045</link><description><![CDATA[Il conflitto del Nagorno-Karabakh dal 1991 alterna fasi di latenza a momenti di recrudescenza, ma con schermaglie continue lungo i confini. Lo scontro sul campo non riguarda però solo Armenia e Azerbaigian: Turchia e Russia hanno forti interessi da tutelare nella regione, ricca di risorse petrolifere in particolare in territorio azero.<br />Il processo di pace dal 1994 è in mano a Francia, Stati Uniti e Russia, ma non è mai veramente decollato.<br />Oggi la prospettiva di un cessate il fuoco o di una soluzione diplomatica sembra molto distante. Intanto, la popolazione civile fugge dai bombardamenti sul Nagorno Karabakh e dalle città più colpite dal lato azero del confine.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41322045</guid><pubDate>Tue, 06 Oct 2020 08:36:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41322045/2020_10_06_paolo_bergamaschi.mp3" length="15397692" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il conflitto del Nagorno-Karabakh dal 1991 alterna fasi di latenza a momenti di recrudescenza, ma con schermaglie continue lungo i confini. Lo scontro sul campo non riguarda però solo Armenia e Azerbaigian: Turchia e Russia hanno forti interessi da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il conflitto del Nagorno-Karabakh dal 1991 alterna fasi di latenza a momenti di recrudescenza, ma con schermaglie continue lungo i confini. Lo scontro sul campo non riguarda però solo Armenia e Azerbaigian: Turchia e Russia hanno forti interessi da tutelare nella regione, ricca di risorse petrolifere in particolare in territorio azero.<br />Il processo di pace dal 1994 è in mano a Francia, Stati Uniti e Russia, ma non è mai veramente decollato.<br />Oggi la prospettiva di un cessate il fuoco o di una soluzione diplomatica sembra molto distante. Intanto, la popolazione civile fugge dai bombardamenti sul Nagorno Karabakh e dalle città più colpite dal lato azero del confine.]]></itunes:summary><itunes:duration>642</itunes:duration><itunes:keywords>armenia,asia,azerbaigian,conflitto,guerra,nagorno-karabakh,paolo-bergamaschi,russia,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La nuova escation nel Nagorno-Karabakh - Intervista a Simone Zoppellaro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-nuova-escation-nel-nagorno-karabakh-intervista-a-simone-zoppellaro--41173768</link><description><![CDATA[Domenica 27 settembre sono scoppiati nuovi scontri tra Armenia e Azerbaigian nella Repubblica del Nagorno-Karabakh, regione autonoma nella parte meridionale del Caucaso, con bombardamenti e spostamenti di truppe di terra. A livello internazionale questo territorio è riconosciuto come parte dell'Azerbaigian, ma si trova sotto il controllo armeno.<br />Si tratta delle tensioni più violente dal 2016, in un conflitto che prosegue dagli anni '90: intere generazioni di armeni e azeri sono state mandate al fronte e la situazione non sembra andare verso una soluzione diplomatica. <br />Secondo diversi osservatori se una delle due parti in causa riuscisse a ottenere risultati entro pochi giorni, gli scontri potrebbero concludersi a breve. Altrimenti, questo conflitto regionale potrebbe trasformarsi in unno scontro internazionale.<br />Ne parla Simone Zoppellaro, giornalista, conduttore di Kiosk.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41173768</guid><pubDate>Mon, 28 Sep 2020 09:10:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41173768/simone_zoppellaro.mp3" length="7414404" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 27 settembre sono scoppiati nuovi scontri tra Armenia e Azerbaigian nella Repubblica del Nagorno-Karabakh, regione autonoma nella parte meridionale del Caucaso, con bombardamenti e spostamenti di truppe di terra. A livello internazionale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica 27 settembre sono scoppiati nuovi scontri tra Armenia e Azerbaigian nella Repubblica del Nagorno-Karabakh, regione autonoma nella parte meridionale del Caucaso, con bombardamenti e spostamenti di truppe di terra. A livello internazionale questo territorio è riconosciuto come parte dell'Azerbaigian, ma si trova sotto il controllo armeno.<br />Si tratta delle tensioni più violente dal 2016, in un conflitto che prosegue dagli anni '90: intere generazioni di armeni e azeri sono state mandate al fronte e la situazione non sembra andare verso una soluzione diplomatica. <br />Secondo diversi osservatori se una delle due parti in causa riuscisse a ottenere risultati entro pochi giorni, gli scontri potrebbero concludersi a breve. Altrimenti, questo conflitto regionale potrebbe trasformarsi in unno scontro internazionale.<br />Ne parla Simone Zoppellaro, giornalista, conduttore di Kiosk.]]></itunes:summary><itunes:duration>618</itunes:duration><itunes:keywords>armenia,azerbaigian,caucaso,conflitto,nagorno-karabakh,notizie,simone-zoppellaro</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Iran e le nuove sanzioni statunitensi - Intervista a Nicola Pedde</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-iran-e-le-nuove-sanzioni-statunitensi-intervista-a-nicola-pedde--41097454</link><description><![CDATA[Nello scorso fine settimana gli Stati Uniti hanno dichiarato che le sanzioni economiche multilaterali contro Teheran previste dall’accordo sul nucleare del 2015 in caso di violazione dei suoi termini sono in vigore e devono essere rispettate in tutto il mondo. È il cosiddetto meccanismo di “snap-back", o di ritorno alle sanzioni dell’Onu che erano state annullate proprio per facilitare la firma dell’accordo.<br />Gli Stati Uniti di Trump si erano però ritirati dall'accordo nel maggio 2018. Agli Usa perciò non sarebbe riconosciuto giuridicamente, in linea teorica, un potere d'intervento. Nella pratica, le dinamiche della politica internazionale statunitense potrebbero invece portare a delle ripercussioni.<br />La sfiducia generalizzata dell'Iran verso l'occidente potrebbe innescare dei problemi anche con quei Paesi europei firmatari del trattato Jcpoa sul nucleare che negli scorsi giorni hanno respinto le sanzioni invocate dagli Usa. <br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41097454</guid><pubDate>Thu, 24 Sep 2020 09:07:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41097454/2020_09_24_nicola_pedde.mp3" length="16357350" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nello scorso fine settimana gli Stati Uniti hanno dichiarato che le sanzioni economiche multilaterali contro Teheran previste dall’accordo sul nucleare del 2015 in caso di violazione dei suoi termini sono in vigore e devono essere rispettate in tutto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nello scorso fine settimana gli Stati Uniti hanno dichiarato che le sanzioni economiche multilaterali contro Teheran previste dall’accordo sul nucleare del 2015 in caso di violazione dei suoi termini sono in vigore e devono essere rispettate in tutto il mondo. È il cosiddetto meccanismo di “snap-back", o di ritorno alle sanzioni dell’Onu che erano state annullate proprio per facilitare la firma dell’accordo.<br />Gli Stati Uniti di Trump si erano però ritirati dall'accordo nel maggio 2018. Agli Usa perciò non sarebbe riconosciuto giuridicamente, in linea teorica, un potere d'intervento. Nella pratica, le dinamiche della politica internazionale statunitense potrebbero invece portare a delle ripercussioni.<br />La sfiducia generalizzata dell'Iran verso l'occidente potrebbe innescare dei problemi anche con quei Paesi europei firmatari del trattato Jcpoa sul nucleare che negli scorsi giorni hanno respinto le sanzioni invocate dagli Usa. <br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies.]]></itunes:summary><itunes:duration>683</itunes:duration><itunes:keywords>europa,iran,nicola-pedde,notizie,nucleare,stati-uniti,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa possiamo trarre da queste votazioni - Intervista a Valdo Spini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-possiamo-trarre-da-queste-votazioni-intervista-a-valdo-spini--41055718</link><description><![CDATA[Le votazioni di domenica e lunedì hanno visto la vittoria del Sì al referendum sul taglio del numero dei parlamentari e un sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra alle regionali.<br />Un risultato in realtà in larga parte attendibile: il Parlamento si era già espresso diverse volte a favore, e la questione era diventata una vera e propria partita politica. L'aspetto forse più eclatante è stato il sostanziale stop della crescita della Lega.<br />Resta un interrogativo, ovvero se ora sarà davvero possibile aprire una vera e propria stagione di riforme. Molto dipenderà, probabilmente, dal Partito Democratico e dalla posizione che deciderà di assumere all'interno della maggioranza.<br />Ne parla Valdo Spini, politico di lungo corso, docente universitario e presidente della Fondazione Circolo Rosselli di Firenze.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41055718</guid><pubDate>Tue, 22 Sep 2020 08:44:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41055718/2020_09_22_valdo_spini.mp3" length="12061568" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le votazioni di domenica e lunedì hanno visto la vittoria del Sì al referendum sul taglio del numero dei parlamentari e un sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra alle regionali.
Un risultato in realtà in larga parte attendibile: il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le votazioni di domenica e lunedì hanno visto la vittoria del Sì al referendum sul taglio del numero dei parlamentari e un sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra alle regionali.<br />Un risultato in realtà in larga parte attendibile: il Parlamento si era già espresso diverse volte a favore, e la questione era diventata una vera e propria partita politica. L'aspetto forse più eclatante è stato il sostanziale stop della crescita della Lega.<br />Resta un interrogativo, ovvero se ora sarà davvero possibile aprire una vera e propria stagione di riforme. Molto dipenderà, probabilmente, dal Partito Democratico e dalla posizione che deciderà di assumere all'interno della maggioranza.<br />Ne parla Valdo Spini, politico di lungo corso, docente universitario e presidente della Fondazione Circolo Rosselli di Firenze.]]></itunes:summary><itunes:duration>503</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'importanza della rotta balcanica - Intervista a Silvia Maraone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-importanza-della-rotta-balcanica-intervista-a-silvia-maraone--41036301</link><description><![CDATA[In Italia parlare di migrazioni significa molto spesso concentrarsi sugli arrivi dalle coste africane, o al più raccontare delle isole greche dell'Egeo. Eppure, c'è un'altra importante e molto frequentata via di accesso all'Europa, ed è quella che si snoda tra i Balcani: dalla Grecia alla Macedonia, poi Serbia, Bosnia ed Erzegovina fino ad arrivare in Croazia e infine in Italia.<br />Uno dei più grandi campi per i migranti in Bosnia è quello di Bihać, nel cantone di Una-Sana, che accoglie circa 1.500 persone. La prospettiva è di uno smantellamento del campo, ma resta l'interrogativo su quale sarà il destino delle persone ospitate.<br />Intanto, le autorità cantonali di Una-Sana hanno imposto regole sempre più stringenti per le persone migranti, anche in violazione del diritto internazionale: non potranno più utilizzare mezzi pubblici o taxi, non potranno più registrarsi per l'accesso ai campi. Strutture abbandonate e fatiscenti e boschi stanno diventando i ripari più comuni per queste persone, ora anche attaccate dalla polizia e dalla popolazione bosniaca.<br />L'intera situazione può riflettere innanzitutto alcune fragilità interne della Bosnia stessa. Ulteriori chiusure e inasprimenti delle norme è difficile che porteranno a una riduzione dei flussi di persone in transito: la rotta balcanica manterrà ancora la sua importanza.<br />Ne parla Silvia Maraone, coordinatrice dei progetti lungo la rotta balcanica di IPSIA, l’Istituto Pace Sviluppo Innovazione ACLI.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/41036301</guid><pubDate>Mon, 21 Sep 2020 08:41:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/41036301/silvia_maraone.mp3" length="17955984" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In Italia parlare di migrazioni significa molto spesso concentrarsi sugli arrivi dalle coste africane, o al più raccontare delle isole greche dell'Egeo. Eppure, c'è un'altra importante e molto frequentata via di accesso all'Europa, ed è quella che si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Italia parlare di migrazioni significa molto spesso concentrarsi sugli arrivi dalle coste africane, o al più raccontare delle isole greche dell'Egeo. Eppure, c'è un'altra importante e molto frequentata via di accesso all'Europa, ed è quella che si snoda tra i Balcani: dalla Grecia alla Macedonia, poi Serbia, Bosnia ed Erzegovina fino ad arrivare in Croazia e infine in Italia.<br />Uno dei più grandi campi per i migranti in Bosnia è quello di Bihać, nel cantone di Una-Sana, che accoglie circa 1.500 persone. La prospettiva è di uno smantellamento del campo, ma resta l'interrogativo su quale sarà il destino delle persone ospitate.<br />Intanto, le autorità cantonali di Una-Sana hanno imposto regole sempre più stringenti per le persone migranti, anche in violazione del diritto internazionale: non potranno più utilizzare mezzi pubblici o taxi, non potranno più registrarsi per l'accesso ai campi. Strutture abbandonate e fatiscenti e boschi stanno diventando i ripari più comuni per queste persone, ora anche attaccate dalla polizia e dalla popolazione bosniaca.<br />L'intera situazione può riflettere innanzitutto alcune fragilità interne della Bosnia stessa. Ulteriori chiusure e inasprimenti delle norme è difficile che porteranno a una riduzione dei flussi di persone in transito: la rotta balcanica manterrà ancora la sua importanza.<br />Ne parla Silvia Maraone, coordinatrice dei progetti lungo la rotta balcanica di IPSIA, l’Istituto Pace Sviluppo Innovazione ACLI.]]></itunes:summary><itunes:duration>749</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,bihac,ipsia,migrazioni,rotta-balcanica,silvia-maraone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Superare Dublino - Intervista a Gianfranco Schiavone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/superare-dublino-intervista-a-gianfranco-schiavone--40970924</link><description><![CDATA[Mercoledì, nel suo primo discorso sullo stato dell'Unione, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato una serie di riforme per il prossimo futuro. Tra queste, una revisione del regolamento di Dublino, strumento già criticato come obsoleto e poco lungimirante al momento della sua nascita. La Commissione dovrebbe presentare una proposta specifica entro il 23 di settembre.<br />Le testate italiane e non solo hanno dato molto risalto a questa dichiarazione di von der Leyen, indicandola come punto di svolta radicale nella politica migratoria europea. Superare quel meccanismo che conferisce un ruolo spropositato al Paese di primo ingresso potrebbe significare andare oltre l'immagine di alcuni Stati (tra cui l'Italia) come "frontiera europea".<br />Ora quindi si dovrà aspettare la proposta della Commissione, molto probabilmente corredata da diverse riforme. Rimane però un interrogativo, se davvero si riuscirà ad andare oltre il meccanismo anacronistico del regolamento di Dublino o se si innescheranno processi conservativi e in realtà di chiusura ulteriore delle frontiere europee.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e Vice Presidente di ASGI.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40970924</guid><pubDate>Fri, 18 Sep 2020 08:53:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40970924/gianfranco_schiavone.mp3" length="20272980" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì, nel suo primo discorso sullo stato dell'Unione, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato una serie di riforme per il prossimo futuro. Tra queste, una revisione del regolamento di Dublino, strumento già...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mercoledì, nel suo primo discorso sullo stato dell'Unione, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato una serie di riforme per il prossimo futuro. Tra queste, una revisione del regolamento di Dublino, strumento già criticato come obsoleto e poco lungimirante al momento della sua nascita. La Commissione dovrebbe presentare una proposta specifica entro il 23 di settembre.<br />Le testate italiane e non solo hanno dato molto risalto a questa dichiarazione di von der Leyen, indicandola come punto di svolta radicale nella politica migratoria europea. Superare quel meccanismo che conferisce un ruolo spropositato al Paese di primo ingresso potrebbe significare andare oltre l'immagine di alcuni Stati (tra cui l'Italia) come "frontiera europea".<br />Ora quindi si dovrà aspettare la proposta della Commissione, molto probabilmente corredata da diverse riforme. Rimane però un interrogativo, se davvero si riuscirà ad andare oltre il meccanismo anacronistico del regolamento di Dublino o se si innescheranno processi conservativi e in realtà di chiusura ulteriore delle frontiere europee.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e Vice Presidente di ASGI.]]></itunes:summary><itunes:duration>846</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,commissione-europea,dublino,gianfranco-schiavone,regolamento-di-dublino,ursula-von-der-leyen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un nuovo stallo per Open Arms - Intervista a FRancesca Bocchini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-nuovo-stallo-per-open-arms-intervista-a-francesca-bocchini--40951670</link><description><![CDATA[Quella a cui si sta assistendo in questi giorni sembra una storia simile a molte altre avvenute negli ultimi anni. Una nave di una ong mette in salvo decine o centinaia di persone, fa richiesta di un porto sicuro per lo sbarco e si vede negate le autorizzazioni da parte di Stati della "frontiera meridionale" europea.<br />Da questa mattina la nave della ong spagnola Open Arms è ferma in mare a poche miglia da Palermo con 275 persone a bordo. Dopo il rifiuto da parte di Malta, nella giornata di ieri si sono verificati momenti di tensione a bordo. Gli spazi a bordo iniziano a scarseggiare, le persone salvate in mare hanno in molti casi bisogno di cure.<br />Questa storia che si ripete sembra essere frutto di una politica altrettanto ripetitiva: i Paesi che dovrebbero rappresentare i porti sicuri mirano a lanciare un messaggio politico a livello internazionale per la ripartizione delle responsabilità. Un messaggio che però passa sopra le persone in condizioni di vulnerabilità presenti sulle navi.<br />Ne parla Francesca Bocchini, dell'Ufficio Umanitario di Emergency.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40951670</guid><pubDate>Thu, 17 Sep 2020 09:08:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40951670/francesca_bocchini.mp3" length="15190942" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Quella a cui si sta assistendo in questi giorni sembra una storia simile a molte altre avvenute negli ultimi anni. Una nave di una ong mette in salvo decine o centinaia di persone, fa richiesta di un porto sicuro per lo sbarco e si vede negate le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quella a cui si sta assistendo in questi giorni sembra una storia simile a molte altre avvenute negli ultimi anni. Una nave di una ong mette in salvo decine o centinaia di persone, fa richiesta di un porto sicuro per lo sbarco e si vede negate le autorizzazioni da parte di Stati della "frontiera meridionale" europea.<br />Da questa mattina la nave della ong spagnola Open Arms è ferma in mare a poche miglia da Palermo con 275 persone a bordo. Dopo il rifiuto da parte di Malta, nella giornata di ieri si sono verificati momenti di tensione a bordo. Gli spazi a bordo iniziano a scarseggiare, le persone salvate in mare hanno in molti casi bisogno di cure.<br />Questa storia che si ripete sembra essere frutto di una politica altrettanto ripetitiva: i Paesi che dovrebbero rappresentare i porti sicuri mirano a lanciare un messaggio politico a livello internazionale per la ripartizione delle responsabilità. Un messaggio che però passa sopra le persone in condizioni di vulnerabilità presenti sulle navi.<br />Ne parla Francesca Bocchini, dell'Ufficio Umanitario di Emergency.]]></itunes:summary><itunes:duration>633</itunes:duration><itunes:keywords>emergency,francesca-bocchini,mediterraneo,migrazioni,open-arms</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Giappone dopo Shinzō Abe - Intervista a Marco Zappa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-giappone-dopo-shinzo-abe-intervista-a-marco-zappa--40910621</link><description><![CDATA[Il Partito Liberal Democratico giapponese ha scelto il successore del premier dimissionario Shinzō Abe. Si tratta di Yoshihide Suga, personalità politica già vicina al presidente uscente.<br />Le ragioni delle dimissioni di Abe non sono completamente chiare. Ufficialmente si tratta di motivazioni legate alle condizioni di salute dell'ex premier, ma potrebbero esserci stati dei consigli e delle pressioni dal suo stesso partito.<br />Le politiche economiche degli ultimi mesi portate avanti dal governo giapponese potrebbero aver influito: l'Abenomics non ha dato i risultati attesi, e Suga potrebbe portare un cambio di paradigma.<br />A livello internazionale, anche la posizione del Giappone potrebbe essere rimessa in discussione, una volta venuto meno l'importante apporto diplomatico di Abe.<br />Ne parla Marco Zappa, ricercatore in Studi sul Giappone presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40910621</guid><pubDate>Tue, 15 Sep 2020 09:17:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40910621/2020_09_15_marco_zappa.mp3" length="16737958" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Partito Liberal Democratico giapponese ha scelto il successore del premier dimissionario Shinzō Abe. 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Ufficialmente si tratta di motivazioni legate alle condizioni di salute dell'ex premier, ma potrebbero esserci stati dei consigli e delle pressioni dal suo stesso partito.<br />Le politiche economiche degli ultimi mesi portate avanti dal governo giapponese potrebbero aver influito: l'Abenomics non ha dato i risultati attesi, e Suga potrebbe portare un cambio di paradigma.<br />A livello internazionale, anche la posizione del Giappone potrebbe essere rimessa in discussione, una volta venuto meno l'importante apporto diplomatico di Abe.<br />Ne parla Marco Zappa, ricercatore in Studi sul Giappone presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.]]></itunes:summary><itunes:duration>699</itunes:duration><itunes:keywords>abe-shinzo,giappone,marco-zappa,notizie,premier,yoshihide-suga</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Migrazioni, lavoro e politica - Intervista a Maurizio Ambrosini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/migrazioni-lavoro-e-politica-intervista-a-maurizio-ambrosini--40496206</link><description><![CDATA[Il 2020 ha visto realizzarsi cambiamenti importanti dal punto di vista del mondo del lavoro, in particolare in relazione alla pandemia. Per la prima volta si sono visti i datori di lavoro cercare attivamente personale nel timore di dover rallentare o fermare le produzioni, un'inversione completa rispetto ai consueti paradigmi. Eppure, sempre lo stesso 2020 si è mostrato come un periodo di blocco dei cambiamenti, specialmente dal punto di vista delle politiche sull'immigrazione.<br />Basti pensare alle misure per l'emersione e regolarizzazione dei rapporti di lavoro di migranti, che avrebbe riguardato più di 200.000 persone, ma che è stata da più parti respinta.<br />Il problema, o meglio la costruzione e la definizione delle migrazioni come problema per il Paese, è una questione del tutto politica: si sono trasformati in drammi fatti e processi comuni.<br />Ne parla Maurizio Ambrosini, sociologo e docente dell’Università di Milano, dove insegna Sociologia delle migrazioni e Processi migratori.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40496206</guid><pubDate>Wed, 26 Aug 2020 09:06:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40496206/2020_08_25_maurizio_ambrosini_sociologo.mp3" length="20798683" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 2020 ha visto realizzarsi cambiamenti importanti dal punto di vista del mondo del lavoro, in particolare in relazione alla pandemia. Per la prima volta si sono visti i datori di lavoro cercare attivamente personale nel timore di dover rallentare o...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 2020 ha visto realizzarsi cambiamenti importanti dal punto di vista del mondo del lavoro, in particolare in relazione alla pandemia. Per la prima volta si sono visti i datori di lavoro cercare attivamente personale nel timore di dover rallentare o fermare le produzioni, un'inversione completa rispetto ai consueti paradigmi. Eppure, sempre lo stesso 2020 si è mostrato come un periodo di blocco dei cambiamenti, specialmente dal punto di vista delle politiche sull'immigrazione.<br />Basti pensare alle misure per l'emersione e regolarizzazione dei rapporti di lavoro di migranti, che avrebbe riguardato più di 200.000 persone, ma che è stata da più parti respinta.<br />Il problema, o meglio la costruzione e la definizione delle migrazioni come problema per il Paese, è una questione del tutto politica: si sono trasformati in drammi fatti e processi comuni.<br />Ne parla Maurizio Ambrosini, sociologo e docente dell’Università di Milano, dove insegna Sociologia delle migrazioni e Processi migratori.]]></itunes:summary><itunes:duration>520</itunes:duration><itunes:keywords>italia,lavoro,maurizio-ambrosini,migranti,migrazioni,politica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2020-07-30 - Italia, Libia e Malta di fronte al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2020-07-30-italia-libia-e-malta-di-fronte-al-comitato-per-i-diritti-umani-delle-nazioni-unite--40056315</link><description><![CDATA[La questione migratoria è stato uno dei grandi rimossi della politica degli ultimi mesi, schiacciata da altre priorità e soprattutto dalla crisi sanitaria ed economica. Tuttavia, nelle ultime settimane si è tornati a prima a discutere del rifinanziamento della cosiddetta Guardia Costiera libica e poi negli ultimi giorni sull’aumento degli sbarchi sulle coste italiane.<br />Proprio parlando di Libia, recentemente ASGI, insieme al Cairo Institute for Human Rights Studies, ha presentato un ricorso contro Italia, Malta e Libia di fronte al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per conto di due persone il cui diritto di lasciare la Libia è stato violato dalle intercettazioni e dal ritorno forzato in Libia effettuato appunto come dicevamo dalla cosiddetta guardia costiera libica. Su quali basi si fonda? Lo racconta Lorenzo Trucco, avvocato e presidente di ASGI, l'associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40056315</guid><pubDate>Fri, 31 Jul 2020 17:35:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40056315/2020_07_30_lorenzo_trucco_podcast.mp3" length="37963111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La questione migratoria è stato uno dei grandi rimossi della politica degli ultimi mesi, schiacciata da altre priorità e soprattutto dalla crisi sanitaria ed economica. Tuttavia, nelle ultime settimane si è tornati a prima a discutere del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La questione migratoria è stato uno dei grandi rimossi della politica degli ultimi mesi, schiacciata da altre priorità e soprattutto dalla crisi sanitaria ed economica. Tuttavia, nelle ultime settimane si è tornati a prima a discutere del rifinanziamento della cosiddetta Guardia Costiera libica e poi negli ultimi giorni sull’aumento degli sbarchi sulle coste italiane.<br />Proprio parlando di Libia, recentemente ASGI, insieme al Cairo Institute for Human Rights Studies, ha presentato un ricorso contro Italia, Malta e Libia di fronte al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per conto di due persone il cui diritto di lasciare la Libia è stato violato dalle intercettazioni e dal ritorno forzato in Libia effettuato appunto come dicevamo dalla cosiddetta guardia costiera libica. Su quali basi si fonda? Lo racconta Lorenzo Trucco, avvocato e presidente di ASGI, l'associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>949</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Italia-Egitto, relazioni diradate? Non per Finmeccanica</title><link>https://www.spreaker.com/episode/italia-egitto-relazioni-diradate-non-per-finmeccanica--40056316</link><description><![CDATA[Le relazioni tra Italia ed Egitto non sono banali, prima di tutto per ragioni geografiche ed economiche, ma anche perché siamo ancora alla ricerca di un riallineamento tra la verità storica e quella giudiziaria sulla scomparsa di Giulio Regeni tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 2016.<br /><br />Martedì 28 luglio questa storia è tornata in primo piano, perché il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, è intervenuto in audizione alla Commissione d'inchiesta parlamentare sull'omicidio del ricercatore friulano. <br />Guerini ha dichiarato di non credere che “lo sviluppo di relazioni con l’Egitto sia un freno alla ricerca della verità sulla morte di Giulio Regeni” e ha poi sostenuto che dopo la scomparsa di Regeni nel febbraio del 2016, “la Difesa ha prontamente diradato il complesso delle relazioni bilaterali con l’omologo comparto egiziano”. Eppure, nel frattempo Fincantieri è il principale sponsor della fiera militare egiziana Edex 2020.<br /><br />Ne parliamo con Giorgio Beretta, analista di Opal, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza con sede a Brescia e della Rete italiana per il disarmo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/40056316</guid><pubDate>Thu, 30 Jul 2020 13:28:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/40056316/2020_07_29_giorgio_beretta.mp3" length="27576481" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le relazioni tra Italia ed Egitto non sono banali, prima di tutto per ragioni geografiche ed economiche, ma anche perché siamo ancora alla ricerca di un riallineamento tra la verità storica e quella giudiziaria sulla scomparsa di Giulio Regeni tra la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le relazioni tra Italia ed Egitto non sono banali, prima di tutto per ragioni geografiche ed economiche, ma anche perché siamo ancora alla ricerca di un riallineamento tra la verità storica e quella giudiziaria sulla scomparsa di Giulio Regeni tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 2016.<br /><br />Martedì 28 luglio questa storia è tornata in primo piano, perché il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, è intervenuto in audizione alla Commissione d'inchiesta parlamentare sull'omicidio del ricercatore friulano. <br />Guerini ha dichiarato di non credere che “lo sviluppo di relazioni con l’Egitto sia un freno alla ricerca della verità sulla morte di Giulio Regeni” e ha poi sostenuto che dopo la scomparsa di Regeni nel febbraio del 2016, “la Difesa ha prontamente diradato il complesso delle relazioni bilaterali con l’omologo comparto egiziano”. Eppure, nel frattempo Fincantieri è il principale sponsor della fiera militare egiziana Edex 2020.<br /><br />Ne parliamo con Giorgio Beretta, analista di Opal, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza con sede a Brescia e della Rete italiana per il disarmo.]]></itunes:summary><itunes:duration>690</itunes:duration><itunes:keywords>armamenti,armi,difesa,disarmo,egitto,finmeccanica,giorgio-beretta,giulio-regeni,italia,opal,politica-estera</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Semplice come possedere un'arma da fuoco - Intervista a Gabriella Neri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/semplice-come-possedere-un-arma-da-fuoco-intervista-a-gabriella-neri--39914348</link><description><![CDATA[Il 23 luglio 2010 venivano uccisi a Viareggio Luca Ceragioli e Jan Hilmer per mano di un ex collaboratore della loro azienda. L'uomo deteneva legalmente un'arma da fuoco ad uso sportivo, pur avendo gravi problemi psichiatrici.<br />Da questa vicenda è nata Ognivolta Onlus, con la convinzione che dietro a fatti di questo tipo ci siano degli aspetti privati e intimi e al contempo una forte responsabilità pubblica. Ad esempio, la superficialità degli accertamenti medici necessari al rilascio del porto d'armi può avere un forte peso e il rischio è che persone fragili vengano legalmente armate.<br />In dieci anni qualcosa è però cambiato, c'è forse più consapevolezza sul possesso di armi da fuoco. Resta ancora la necessità di affrontare questi temi in dibattiti pubblici, soprattutto in un momento in cui si fanno forti le richieste di una forte legittima difesa, anche con l'uso delle armi.<br />Ne parla Gabriella Neri, fondatrice di Ognivolta Onlus.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/39914348</guid><pubDate>Thu, 23 Jul 2020 08:50:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/39914348/gabriella_neri_23_07_20.mp3" length="16845460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 23 luglio 2010 venivano uccisi a Viareggio Luca Ceragioli e Jan Hilmer per mano di un ex collaboratore della loro azienda. L'uomo deteneva legalmente un'arma da fuoco ad uso sportivo, pur avendo gravi problemi psichiatrici.
Da questa vicenda è nata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 23 luglio 2010 venivano uccisi a Viareggio Luca Ceragioli e Jan Hilmer per mano di un ex collaboratore della loro azienda. L'uomo deteneva legalmente un'arma da fuoco ad uso sportivo, pur avendo gravi problemi psichiatrici.<br />Da questa vicenda è nata Ognivolta Onlus, con la convinzione che dietro a fatti di questo tipo ci siano degli aspetti privati e intimi e al contempo una forte responsabilità pubblica. Ad esempio, la superficialità degli accertamenti medici necessari al rilascio del porto d'armi può avere un forte peso e il rischio è che persone fragili vengano legalmente armate.<br />In dieci anni qualcosa è però cambiato, c'è forse più consapevolezza sul possesso di armi da fuoco. Resta ancora la necessità di affrontare questi temi in dibattiti pubblici, soprattutto in un momento in cui si fanno forti le richieste di una forte legittima difesa, anche con l'uso delle armi.<br />Ne parla Gabriella Neri, fondatrice di Ognivolta Onlus.]]></itunes:summary><itunes:duration>703</itunes:duration><itunes:keywords>armi-da-fuoco,gabriella-neri,ognivolta-onlus,viareggio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ayasofya, da museo a moschea - Intervista a Chiara Maritato</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ayasofya-da-museo-a-moschea-intervista-a-chiara-maritato--39791534</link><description><![CDATA[Il 10 luglio il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha firmato la riconversione dell'attuale museo di Ayasofya in moschea. Si è trattato di una decisione molto rapida, ma i cui presupposti erano già nell'aria da tempo.<br />Ayasofya dalla sua fondazione ha seguito le vicende che hanno coinvolto la città: dapprima basilica cristiano-cattolica, poi ortodossa, per poi ritornare brevemente cattolica e nel XV secolo diventare moschea, e infine essere trasformata in museo nel 1934. L'attuale conversione, come quelle che l'hanno preceduta, ha una chiara e forte valenza simbolica.<br />In primo luogo per il nazionalismo turco condiviso da diverse forze politiche, anche se in forme diverse. Un richiamo al passato che poco fa sperare in aperture future nei confronti delle numerose minoranze presenti in Turchia.<br />C'è poi un aspetto internazionale, con la Turchia che porta avanti la sua immagine di protettrice e leader del mondo musulmano ponendosi in contrasto con un Occidente accusato di imperialismo.<br />Ne parla Chiara Maritato, assegnista di ricerca del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/39791534</guid><pubDate>Thu, 16 Jul 2020 09:19:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/39791534/chiara_maritato_16_07_20.mp3" length="34978346" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 10 luglio il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha firmato la riconversione dell'attuale museo di Ayasofya in moschea. Si è trattato di una decisione molto rapida, ma i cui presupposti erano già nell'aria da tempo.
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Tutto è accaduto il primo luglio durante la videoconferenza tra le procure di Roma e del Cairo.<br />Se in precedenza i procuratori egiziani si limitavano all'attesa e ai silenzi, nell'ultimo incontro la loro richiesta di chiarimenti sulle motivazioni della presenza di Giulio Regeni in Egitto segna un ulteriore passo indietro nell'intera vicenda.<br />Si fa così ancora più pressante la necessità di un deciso intervento politico, come richiesto anche dalla famiglia Regeni, ma nulla pare muoversi.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>402</itunes:duration><itunes:keywords>cairo,egitto,giulio-regeni,italia,omicidio,procura,roma</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una foto panoramica dalla Libia - Intervista a Lorenzo Marinone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-foto-panoramica-dalla-libia-intervista-a-lorenzo-marinone--30255754</link><description><![CDATA[Alla fine della scorsa settimana le forze del maresciallo libico Khalifa Haftar hanno subìto l'ennesima sconfitta nella regione della Tripolitania, e hanno iniziato a ritirarsi. C'è chi nelle prime ore ha parlato della fine della guerra civile, ma è più probabile che ora si apra una nuova fase dello scontro.<br />Da un lato è chiaro che l'offensiva di Haftar iniziata lo scorso anno è ormai terminata, ma restano ancora molte questioni in sospeso. Prima tra tutte il ruolo dei Paesi che appoggiano le diverse parti coinvolte negli scontri.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista per il Medio Oriente e il Nord Africa per il Ce.S.I., Centro Studi Internazionali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/30255754</guid><pubDate>Fri, 12 Jun 2020 08:00:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/30255754/rbe_20_06_11_08_00.mp3" length="9956842" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine della scorsa settimana le forze del maresciallo libico Khalifa Haftar hanno subìto l'ennesima sconfitta nella regione della Tripolitania, e hanno iniziato a ritirarsi. 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Prima tra tutte il ruolo dei Paesi che appoggiano le diverse parti coinvolte negli scontri.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista per il Medio Oriente e il Nord Africa per il Ce.S.I., Centro Studi Internazionali.]]></itunes:summary><itunes:duration>831</itunes:duration><itunes:keywords>geopolitica,libia,lorenzo-marinone,nordafrica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Italia, le armi, l'Egitto - Intervista a Giorgio Beretta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-italia-le-armi-l-egitto-intervista-a-giorgio-beretta--30258856</link><description><![CDATA[A metà maggio Rete Disarmo ha anticipato alcuni dati sulla vendita delle armi da parte dell'Italia. Da questi è emerso che l'Egitto è il primo cliente internazionale, con licenze di vendita che nel solo 2019 ammontavano a 870 milioni di euro. <br />Solo pochi giorni fa alcune testate italiane parlavano di una "commessa del secolo" da parte dell'Egitto per un valore che potrebbe superare i 10 miliardi di euro.<br />C'è però più di un punto critico in questa transazione. Da un lato l'articolo 11 della Costituzione, che pone l'Italia in una condizione di ripudio di ogni guerra. Dall'altro la violazione dei diritti umani perpetrata dall'Egitto, di cui si hanno prove ed esempi anche molto vicini all'Italia stessa.<br />Ne parla Giorgio Beretta, analista di Opal, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza di Brescia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/30258856</guid><pubDate>Thu, 11 Jun 2020 09:12:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/30258856/giorgio_beretta.mp3" length="37432072" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A metà maggio Rete Disarmo ha anticipato alcuni dati sulla vendita delle armi da parte dell'Italia. Da questi è emerso che l'Egitto è il primo cliente internazionale, con licenze di vendita che nel solo 2019 ammontavano a 870 milioni di euro. 
Solo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A metà maggio Rete Disarmo ha anticipato alcuni dati sulla vendita delle armi da parte dell'Italia. Da questi è emerso che l'Egitto è il primo cliente internazionale, con licenze di vendita che nel solo 2019 ammontavano a 870 milioni di euro. <br />Solo pochi giorni fa alcune testate italiane parlavano di una "commessa del secolo" da parte dell'Egitto per un valore che potrebbe superare i 10 miliardi di euro.<br />C'è però più di un punto critico in questa transazione. Da un lato l'articolo 11 della Costituzione, che pone l'Italia in una condizione di ripudio di ogni guerra. Dall'altro la violazione dei diritti umani perpetrata dall'Egitto, di cui si hanno prove ed esempi anche molto vicini all'Italia stessa.<br />Ne parla Giorgio Beretta, analista di Opal, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza di Brescia.]]></itunes:summary><itunes:duration>936</itunes:duration><itunes:keywords>armi,egitto,euro,export,giorgio-beretta,italia,opal</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2020-06-08 - Rinnovate le sanzioni Ue alla Siria. Intervista con Marco Pasquini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2020-06-08-rinnovate-le-sanzioni-ue-alla-siria-intervista-con-marco-pasquini--29894433</link><description><![CDATA[Lo scorso 28 maggio il Consiglio dell'Unione europea ha prorogato le sanzioni nei confronti del governo siriano di Bashar al-Assad per un altro anno, fino al primo giugno 2021. Secondo il comunicato che accompagna questa decisione, l'Unione europea afferma di aver deciso di mantenere le misure restrittive «per punire la repressione contro la popolazione civile». Josep Borrell, Alto rappresentante per gli affari esteri e per la politica di sicurezza ha poi aggiunto che l'Unione europea «è determinata a continuare a sostenere il popolo siriano e rimane impegnata a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per fare pressione affinché si arrivi a una soluzione politica». Marco Pasquini, direttore della Cooperativa Armadilla attiva da molti anni in Siria con progetti di partenariato territoriale, racconta che negli anni «Assad ha avuto tutto il tempo di salvare le sue risorse e quindi di mettersi in sicurezza. Non so quindi se hanno colpito questa classe dirigente, ma stiamo parlando di pochissime persone, non so se hanno colpito le persone che comunque sono responsabili anche di moltissimi disagi e anche di grandi sofferenze all'interno della Siria». «Hanno colpito il 90% della popolazione, che già viveva in una situazione precaria prima della guerra. È bloccata qualsiasi tipo di attività commerciale anche con l'unico Paese oggi aperto, che è il Libano. Ma la cosa più grave non è tanto la sanzione per sé, è che queste sanzioni si vanno poi a sommare alle sanzioni americane» .<br /><br />Questo è vero anche per chi opera nel settore umanitario, che in teoria non è toccato in modo diretto dalle sanzioni rinnovate a maggio 2020. «Con il rinnovo delle sanzioni non cambia nulla. Le sanzioni del maggio 2012 a un certo punto denunciano che tutte le azioni umanitarie non hanno nessun obbligo. Le azioni sia finanziarie di acquisti, trasferimento di persone di merci e tutti sono esenti quindi le sanzioni non colpiscono questo ambito. Ma non è vero, perché non abbiamo trovato una banca italiana che è disposta a trasferire soldi in Siria e man mano che le sanzioni sono calate sul terreno nessun fornitore ha voluto collaborare, quindi anche tutti gli aiuti umanitari, e venendoci a mancare nell'ultimo periodo anche l'interlocutore libanese anche lì si è bloccato qualsiasi tipo di partenariato commerciale. Le sanzioni non toccano le azioni di aiuto umanitario, ma fondamentalmente le bloccano come qualsiasi altra azione».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/29894433</guid><pubDate>Mon, 08 Jun 2020 13:33:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/29894433/marco_pasquini.mp3" length="37869106" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scorso 28 maggio il Consiglio dell'Unione europea ha prorogato le sanzioni nei confronti del governo siriano di Bashar al-Assad per un altro anno, fino al primo giugno 2021. Secondo il comunicato che accompagna questa decisione, l'Unione europea...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scorso 28 maggio il Consiglio dell'Unione europea ha prorogato le sanzioni nei confronti del governo siriano di Bashar al-Assad per un altro anno, fino al primo giugno 2021. Secondo il comunicato che accompagna questa decisione, l'Unione europea afferma di aver deciso di mantenere le misure restrittive «per punire la repressione contro la popolazione civile». Josep Borrell, Alto rappresentante per gli affari esteri e per la politica di sicurezza ha poi aggiunto che l'Unione europea «è determinata a continuare a sostenere il popolo siriano e rimane impegnata a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per fare pressione affinché si arrivi a una soluzione politica». Marco Pasquini, direttore della Cooperativa Armadilla attiva da molti anni in Siria con progetti di partenariato territoriale, racconta che negli anni «Assad ha avuto tutto il tempo di salvare le sue risorse e quindi di mettersi in sicurezza. Non so quindi se hanno colpito questa classe dirigente, ma stiamo parlando di pochissime persone, non so se hanno colpito le persone che comunque sono responsabili anche di moltissimi disagi e anche di grandi sofferenze all'interno della Siria». «Hanno colpito il 90% della popolazione, che già viveva in una situazione precaria prima della guerra. È bloccata qualsiasi tipo di attività commerciale anche con l'unico Paese oggi aperto, che è il Libano. Ma la cosa più grave non è tanto la sanzione per sé, è che queste sanzioni si vanno poi a sommare alle sanzioni americane» .<br /><br />Questo è vero anche per chi opera nel settore umanitario, che in teoria non è toccato in modo diretto dalle sanzioni rinnovate a maggio 2020. «Con il rinnovo delle sanzioni non cambia nulla. Le sanzioni del maggio 2012 a un certo punto denunciano che tutte le azioni umanitarie non hanno nessun obbligo. Le azioni sia finanziarie di acquisti, trasferimento di persone di merci e tutti sono esenti quindi le sanzioni non colpiscono questo ambito. Ma non è vero, perché non abbiamo trovato una banca italiana che è disposta a trasferire soldi in Siria e man mano che le sanzioni sono calate sul terreno nessun fornitore ha voluto collaborare, quindi anche tutti gli aiuti umanitari, e venendoci a mancare nell'ultimo periodo anche l'interlocutore libanese anche lì si è bloccato qualsiasi tipo di partenariato commerciale. 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Secondo il calendario previsto il ritiro si sarebbe dovuto completare nella seconda metà del 2021. L'accelerazione può essere letta ancora una volta come un riflesso della politica interna statunitense: andarsene prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre significherebbe mettere fine a una guerra che dura da quasi 19 anni in tempo per il voto.<br />L'Afghanistan spesso viene citato per i numerosi attentati che ancora avvengono con troppa frequenza. Ma ci sono altri aspetti della vita del Paese che vengono tralasciati, come la situazione socio-sanitaria.<br />Emergency è sul campo in Afghanistan dal 1999. «Non vediamo praticamente nessun cambiamento, perché la guerra continua», racconta Marco Puntin, Coordinatore dei programmi di Emergency in Afghanistan.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/29545339</guid><pubDate>Fri, 05 Jun 2020 08:39:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/29545339/marco_puntin_mono.mp3" length="28953204" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine di maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato l'ipotesi di accelerare l'uscita dall'Afghanistan delle truppe statunitensi. 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Ma ci sono altri aspetti della vita del Paese che vengono tralasciati, come la situazione socio-sanitaria.<br />Emergency è sul campo in Afghanistan dal 1999. «Non vediamo praticamente nessun cambiamento, perché la guerra continua», racconta Marco Puntin, Coordinatore dei programmi di Emergency in Afghanistan.]]></itunes:summary><itunes:duration>724</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,emergency,guerra,kabul,marco-puntin,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>27-05-2020 - Cosa succede in carcere? - Intervista con Susanna Marietti (Antigone)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/27-05-2020-cosa-succede-in-carcere-intervista-con-susanna-marietti-antigone--28460118</link><description><![CDATA[Come per il mondo “fuori”, anche nelle carceri esiste un “prima” e un “dopo” lo scoppio della pandemia di COVID-19.<br />Questa netta linea di separazione si riflette nell’edizione 2020 del Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, presentato lo scorso 22 maggio. Quando la crisi sanitaria ha cominciato a far parlare di sé, e ancora di più con l’adozione di misure d’emergenza e di distanziamento sociale, si è presto capito che luoghi in sé fragili come le carceri sarebbero stati particolarmente a rischio. Proprio per questo, l’associazione Antigone, che a fine febbraio aveva completato la preparazione del rapporto 2020, ha deciso di rimetterci mano per raccontare anche questa profonda trasformazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/28460118</guid><pubDate>Wed, 27 May 2020 18:36:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/28460118/2020_05_27_susanna_marietti.mp3" length="24135236" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Come per il mondo “fuori”, anche nelle carceri esiste un “prima” e un “dopo” lo scoppio della pandemia di COVID-19.
Questa netta linea di separazione si riflette nell’edizione 2020 del Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, presentato lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Come per il mondo “fuori”, anche nelle carceri esiste un “prima” e un “dopo” lo scoppio della pandemia di COVID-19.<br />Questa netta linea di separazione si riflette nell’edizione 2020 del Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, presentato lo scorso 22 maggio. Quando la crisi sanitaria ha cominciato a far parlare di sé, e ancora di più con l’adozione di misure d’emergenza e di distanziamento sociale, si è presto capito che luoghi in sé fragili come le carceri sarebbero stati particolarmente a rischio. Proprio per questo, l’associazione Antigone, che a fine febbraio aveva completato la preparazione del rapporto 2020, ha deciso di rimetterci mano per raccontare anche questa profonda trasformazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>604</itunes:duration><itunes:keywords>antigone,covid-19,detenzione,rapporto-carcere</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le vittime delle carceri egiziane - Intervista a Riccado Noury</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-vittime-delle-carceri-egiziane-intervista-a-riccado-noury--26825517</link><description><![CDATA[Shady Habash è morto venerdì 1 maggio nel carcere di Tora. Aveva diretto il videoclip per un cantautore egiziano in esilio in Svezia in cui si faceva scherzosamente riferimento al presidente Abdel Fatah al Sisi. Non c'è stato un processo per Shady, detenuto in forma preventiva per più di due anni, né erano state concluse le indagini contro di lui.<br />La storia di Shady Habash è simile a quelle di molte altre persone, colpevoli di aver oltrepassato la linea di separazione tra lecito e illecito. Una linea non chiara, non definita.<br />Un esempio legato all'Italia è Patrick Zaky, per la cui scarcerazione si sono mobilitate Amnesty International e l'università di Bologna.<br />La situazione delle carceri egiziane è nota ormai da tempo, ma sembra che tardino ad arrivare prese di posizione da parte di quei Paesi che hanno più stretti rapporti diplomatici con l'Egitto.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/26825517</guid><pubDate>Wed, 06 May 2020 09:13:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/26825517/2020_05_06_riccardo_noury.mp3" length="12015870" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Shady Habash è morto venerdì 1 maggio nel carcere di Tora. Aveva diretto il videoclip per un cantautore egiziano in esilio in Svezia in cui si faceva scherzosamente riferimento al presidente Abdel Fatah al Sisi. 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Una linea non chiara, non definita.<br />Un esempio legato all'Italia è Patrick Zaky, per la cui scarcerazione si sono mobilitate Amnesty International e l'università di Bologna.<br />La situazione delle carceri egiziane è nota ormai da tempo, ma sembra che tardino ad arrivare prese di posizione da parte di quei Paesi che hanno più stretti rapporti diplomatici con l'Egitto.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,egitto,italia,patrick-zaky,riccardo-noury,shady-habash</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'operazione EUNAVFOR MED IRINI - Intervista a Fulvio Vassallo Paleologo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-operazione-eunavfor-med-irini-intervista-a-fulvio-vassallo-paleologo--25124657</link><description><![CDATA[Nell’ambito degli sforzi per far rispettare l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi in Libia, il 31 marzo l’Unione Europea ha annunciato l’avvio dell’operazione EUNAVFOR MED IRINI, che sostituisce la missione Sophia.<br />Lo scopo di EUNAVFOR MED IRINI è di favorire il processo di pace in Libia, ma non è chiaro se potrà davvero svolgere il suo ruolo. Sembra ancora mancare una forte iniziativa politica a livello internazionale.<br />La missione sarà in grado di effettuare ispezioni sulle navi in alto mare al largo delle coste libiche sospettate di trasportare armi o materiale correlato da e verso la Libia. Ma una nota della Farnesina specifica che l’operazione “non prevede porti di sbarco in Italia in caso di salvataggi in mare”. Sembra allora continuare, al di là degli intenti della nuova operazione europea, un approccio repressivo alla gestione della rotta migratoria del Mediterraneo centrale. Lo stesso criterio che ha portato a una serie di limitazioni e iniziative giudiziarie contro le organizzazioni non governative che lavoravano per il salvataggio delle persone migranti in mare.<br />Questo approccio ha alimentato nell'opinione pubblica quell'idea delle ong come "taxi del mare", sebbene sia stato dimostrato come non costituiscano in alcun modo un pull factor. Eppure, come sottolinea un articolo sul sito dell'Associazione Diritti e Frontiere, Frontex «continua a scambiare operazioni di soccorso in mare per attività di favoreggiamento dell’immigrazione "clandestina”».<br />Rimane ancora un interrogativo aperto: che volto avrà l'Europa, una volta conclusa l'emergenza per il coronavirus? I Paesi saranno più uniti o prevarranno ideali di chiusura e nazionalismo?<br />Ne parla Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato, collaboratore della Clinica legale per i diritti umani dell’Università Palermo all'interno del dipartimento di Giurisprudenza, componente dell'Associazione Diritti e Frontiere.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/25124657</guid><pubDate>Thu, 09 Apr 2020 08:57:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/25124657/2020_04_08_fulvio_vassallo.mp3" length="21959436" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nell’ambito degli sforzi per far rispettare l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi in Libia, il 31 marzo l’Unione Europea ha annunciato l’avvio dell’operazione EUNAVFOR MED IRINI, che sostituisce la missione Sophia.
Lo scopo di EUNAVFOR MED IRINI è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nell’ambito degli sforzi per far rispettare l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi in Libia, il 31 marzo l’Unione Europea ha annunciato l’avvio dell’operazione EUNAVFOR MED IRINI, che sostituisce la missione Sophia.<br />Lo scopo di EUNAVFOR MED IRINI è di favorire il processo di pace in Libia, ma non è chiaro se potrà davvero svolgere il suo ruolo. Sembra ancora mancare una forte iniziativa politica a livello internazionale.<br />La missione sarà in grado di effettuare ispezioni sulle navi in alto mare al largo delle coste libiche sospettate di trasportare armi o materiale correlato da e verso la Libia. Ma una nota della Farnesina specifica che l’operazione “non prevede porti di sbarco in Italia in caso di salvataggi in mare”. Sembra allora continuare, al di là degli intenti della nuova operazione europea, un approccio repressivo alla gestione della rotta migratoria del Mediterraneo centrale. Lo stesso criterio che ha portato a una serie di limitazioni e iniziative giudiziarie contro le organizzazioni non governative che lavoravano per il salvataggio delle persone migranti in mare.<br />Questo approccio ha alimentato nell'opinione pubblica quell'idea delle ong come "taxi del mare", sebbene sia stato dimostrato come non costituiscano in alcun modo un pull factor. Eppure, come sottolinea un articolo sul sito dell'Associazione Diritti e Frontiere, Frontex «continua a scambiare operazioni di soccorso in mare per attività di favoreggiamento dell’immigrazione "clandestina”».<br />Rimane ancora un interrogativo aperto: che volto avrà l'Europa, una volta conclusa l'emergenza per il coronavirus? I Paesi saranno più uniti o prevarranno ideali di chiusura e nazionalismo?<br />Ne parla Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato, collaboratore della Clinica legale per i diritti umani dell’Università Palermo all'interno del dipartimento di Giurisprudenza, componente dell'Associazione Diritti e Frontiere.]]></itunes:summary><itunes:duration>549</itunes:duration><itunes:keywords>eunavfor-med-erini,fulvio-vassallo,italia,libia,mediterraneo,operazione,unione-europea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una risposta senza precedenti - Intervista a Luciano Canova</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-risposta-senza-precedenti-intervista-a-luciano-canova--24965249</link><description><![CDATA[Sempre più frequentemente si sente parlare della crisi economica che seguirà quella sanitaria. Altrettanto frequentemente si parla di soluzioni, delle misure (emergenziali o meno) che potranno essere messe in campo. C'è però anche molta confusione dovuta alla complessità dei temi.<br />Innanzitutto sulle misure spiegate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la presentazione del decreto imprese. La tendenza è a sovrapporre gli investimenti e le garanzie che uno Stato può dare, mentre nella realtà la differenza è fondamentale.<br />C'è poi il nodo europeo, con le dicussioni e gli scontri tra Paesi sull'impiego dei coronabond o del Mes. Su questo piano la sfida si fa strutturale per l'Unione Europea: si tratta cioè di mettere in discussione strumenti che mettono di fronte alla necessità di un'Europa più federale.<br />Infine, occorrerà fare chiarezza sul futuro economico a livello globale. Se da un lato è ormai dato per scontato che si andrà incontro ad una crisi, è altrettanto chiaro che questa avrà caratteristiche del tutto inedite. Lasciando da parte tutti i paragoni che ci riportano al 2008, al 2001 dopo l'attentato alle torri Gemelle, alla seconda guerra mondiale, occorrerà trovare risposte nuove per una crisi senza precedenti.<br />Ne parla Luciano Canova, economista, divulgatore scientifico, insegnante di economia comportamentale presso la scuola Enrico Mattei.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24965249</guid><pubDate>Wed, 08 Apr 2020 09:16:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24965249/2020_04_08_luciano_canova.mp3" length="23384016" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sempre più frequentemente si sente parlare della crisi economica che seguirà quella sanitaria. Altrettanto frequentemente si parla di soluzioni, delle misure (emergenziali o meno) che potranno essere messe in campo. 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Se da un lato è ormai dato per scontato che si andrà incontro ad una crisi, è altrettanto chiaro che questa avrà caratteristiche del tutto inedite. Lasciando da parte tutti i paragoni che ci riportano al 2008, al 2001 dopo l'attentato alle torri Gemelle, alla seconda guerra mondiale, occorrerà trovare risposte nuove per una crisi senza precedenti.<br />Ne parla Luciano Canova, economista, divulgatore scientifico, insegnante di economia comportamentale presso la scuola Enrico Mattei.]]></itunes:summary><itunes:duration>585</itunes:duration><itunes:keywords>coronavirus,crisi,crisi-economica,economia,luciano-canova</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sotto sorveglianza speciale - Intervista a Davide Grasso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sotto-sorveglianza-speciale-intervista-a-davide-grasso--24202478</link><description><![CDATA[Il 17 marzo il Tribunale di sorveglianza di Torino ha disposto due anni di sorveglianza speciale per Maria Edgarda Marcucci, attivista che aveva combattuto al fianco delle forze curde dello YPJ contro il Daesh.<br />Questa misura non prevede lo svolgimento di un processo. I giudici compiono un pronostico sui possibili comportamenti futuri del cittadino, sulla base di un'analisi compiuta in collaborazione con la Polizia di Stato e la Procura della Repubblica. La decisione può essere presa anche sulla base di semplici indizi.<br />Non si tratta dunque di decretare la colpevolezza di una persona, ma di dichiarare che si tratta di un soggetto pericoloso per i suoi possibili futuri comportamenti.<br />L'istituto della sorveglianza speciale è stato accusato più volte di anticostituzionalità. Eppure, resta ancora lontano dall'attenzione dell'opinione pubblica, malgrado si tratti di una sospensione di alcune garanzie che spesso si danno per scontate.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24202478</guid><pubDate>Mon, 23 Mar 2020 10:19:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24202478/rbe_20_03_23_09_00.mp3" length="6174924" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 17 marzo il Tribunale di sorveglianza di Torino ha disposto due anni di sorveglianza speciale per Maria Edgarda Marcucci, attivista che aveva combattuto al fianco delle forze curde dello YPJ contro il Daesh.
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Eppure, resta ancora lontano dall'attenzione dell'opinione pubblica, malgrado si tratti di una sospensione di alcune garanzie che spesso si danno per scontate.]]></itunes:summary><itunes:duration>515</itunes:duration><itunes:keywords>curdi,davide-grasso,maria-edgarda-marcucci,siria,sorveglianza-speciale,torino,ypj</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Che ruolo gioca l'inquinamento atmosferico - Intervista a Alessandro Miani</title><link>https://www.spreaker.com/episode/che-ruolo-gioca-l-inquinamento-atmosferico-intervista-a-alessandro-miani--24088268</link><description><![CDATA[Con l'espansione dell'epidemia una domanda che circola frequentemente è "Perché proprio il Nord Italia?". Ci può essere una spiegazione per i dati così alti dei contagi nelle regioni della Pianura Padana? In realtà, di ragioni ce ne sono molte, e cercare una sola risposta sarebbe oltremodo riduttivo. Uno studio condotto dalla  SIMA, Società Italiana di Medicina Ambientale, e prossimo alla pubblicazione riguarda una di queste ragioni: la qualità dell'aria.<br />Per le sue stesse caratteristiche orografiche, la Pianura Padana ha da sempre una tendenza a uno scarso ricircolo d'aria. Questo è uno dei motivi per cui l'inquinamento atmosferico è particolarmente concentrato in questo territorio. Ma c'è di più.<br />La letteratura scientifica internazionale ha messo da tempo in relazione la vitalità di un virus con le quantità di particolato disperso nell'aria e le condizioni di umidità e temperatura. Lo studio della SIMA indaga in questa direzione, incrociando i dati delle centraline Arpa per il rilievo dei pm10 e quelli dei contagi da Covid-19 confermati dalla Protezione civile.<br />Ne parla Alessandro Miani,  presidente di SIMA.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24088268</guid><pubDate>Fri, 20 Mar 2020 09:44:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24088268/alessandro_miani.mp3" length="5386790" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con l'espansione dell'epidemia una domanda che circola frequentemente è "Perché proprio il Nord Italia?". Ci può essere una spiegazione per i dati così alti dei contagi nelle regioni della Pianura Padana? In realtà, di ragioni ce ne sono molte, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con l'espansione dell'epidemia una domanda che circola frequentemente è "Perché proprio il Nord Italia?". Ci può essere una spiegazione per i dati così alti dei contagi nelle regioni della Pianura Padana? In realtà, di ragioni ce ne sono molte, e cercare una sola risposta sarebbe oltremodo riduttivo. Uno studio condotto dalla  SIMA, Società Italiana di Medicina Ambientale, e prossimo alla pubblicazione riguarda una di queste ragioni: la qualità dell'aria.<br />Per le sue stesse caratteristiche orografiche, la Pianura Padana ha da sempre una tendenza a uno scarso ricircolo d'aria. Questo è uno dei motivi per cui l'inquinamento atmosferico è particolarmente concentrato in questo territorio. Ma c'è di più.<br />La letteratura scientifica internazionale ha messo da tempo in relazione la vitalità di un virus con le quantità di particolato disperso nell'aria e le condizioni di umidità e temperatura. Lo studio della SIMA indaga in questa direzione, incrociando i dati delle centraline Arpa per il rilievo dei pm10 e quelli dei contagi da Covid-19 confermati dalla Protezione civile.<br />Ne parla Alessandro Miani,  presidente di SIMA.]]></itunes:summary><itunes:duration>449</itunes:duration><itunes:keywords>alessandro-miani,covid-19,inquinamento,italia,pianura-padana,sima</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A stretto contatto con la violenza - Intervista a Antonella Veltri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-stretto-contatto-con-la-violenza-intervista-a-antonella-veltri--24049590</link><description><![CDATA[In queste settimane l'invito generale da parte di autorità sanitarie e di governo è di restare a casa. Ci sono molti motivi dietro questa indicazione, innanzitutto per non rappresentare un pericolo per sé e per gli altri. Ci sono però alcune criticità a cui occorre pensare.<br />Una di queste è rappresentata dai contesti familiari in cui una donna subisce violenza. Una difficoltà nella difficoltà. È più complicato, infatti, trovare uno spazio fisico per la ricerca di aiuto. Questo si riflette in una diminuzione delle richieste di supporto, da non confondere con una diminuzione delle violenze in sé. Per il futuro, una volta cessata l'attuale emergenza, ci si può aspettare che i numeri tornino a crescere.<br />Al momento l'associazione D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, ha lanciato un appello alla Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.<br />Ne parla Antonella Veltri, presidente di D.i.Re. .]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/24049590</guid><pubDate>Thu, 19 Mar 2020 09:42:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/24049590/antonella_veltri.mp3" length="4106307" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In queste settimane l'invito generale da parte di autorità sanitarie e di governo è di restare a casa. Ci sono molti motivi dietro questa indicazione, innanzitutto per non rappresentare un pericolo per sé e per gli altri. 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Per il futuro, una volta cessata l'attuale emergenza, ci si può aspettare che i numeri tornino a crescere.<br />Al momento l'associazione D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, ha lanciato un appello alla Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.<br />Ne parla Antonella Veltri, presidente di D.i.Re. .]]></itunes:summary><itunes:duration>342</itunes:duration><itunes:keywords>antonella-veltri,d.i.re.,donne,violenza,violenza-sulle-donne</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il punto sulla situazione nei CPR - Intervista a Gianfranco Schiavone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-punto-sulla-situazione-nei-cpr-intervista-a-gianfranco-schiavone--23972625</link><description><![CDATA[Uno dei principali inviti per la prevenzione dei contagi da coronavirus è a mantenere una distanza tra le persone di almeno un metro. Eppure ci sono dei luoghi in cui rispettare questa indicazione è quasi impossibile.<br />Le condizioni di vita nei CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) non sono cambiate. Le strutture sono aperte e attive, si mantengono le medesime condizioni di sovrappopolamento già presenti prima dell'epidemia. Per il momento il Governo non ha previsto uno stop ai nuovi ingressi. Contemporaneamente, però, non è stata messa in programma la cessazione delle misure di trattenimento nei CPR, sebbene sia prevista dalla legge e dalle direttive europee.<br />Nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono presenti dei presidi sanitari, anche questi immutati nelle loro forme. Restano ancora alcune lacune, ma la presenza di operatori è solitamente garantita.<br />È però la rarefazione più generale dei servizi, per i CPR come per i grandi centri di accoglienza, a preoccupare.<br />Su queste basi, il 13 marzo scorso un gruppo di avvocati e di associazioni, tra cui Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), hanno sottoscritto una lettera rivolta al Ministero dell'Interno. Alla richiesta di misure per il contenimento del rischio non sono giunte, al momento, risposte.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e vicepresidente di Asgi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23972625</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2020 10:50:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23972625/2020_03_17_gianfranco_schiavone.mp3" length="5758628" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Uno dei principali inviti per la prevenzione dei contagi da coronavirus è a mantenere una distanza tra le persone di almeno un metro. Eppure ci sono dei luoghi in cui rispettare questa indicazione è quasi impossibile.
Le condizioni di vita nei CPR...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Uno dei principali inviti per la prevenzione dei contagi da coronavirus è a mantenere una distanza tra le persone di almeno un metro. Eppure ci sono dei luoghi in cui rispettare questa indicazione è quasi impossibile.<br />Le condizioni di vita nei CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) non sono cambiate. Le strutture sono aperte e attive, si mantengono le medesime condizioni di sovrappopolamento già presenti prima dell'epidemia. Per il momento il Governo non ha previsto uno stop ai nuovi ingressi. Contemporaneamente, però, non è stata messa in programma la cessazione delle misure di trattenimento nei CPR, sebbene sia prevista dalla legge e dalle direttive europee.<br />Nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono presenti dei presidi sanitari, anche questi immutati nelle loro forme. Restano ancora alcune lacune, ma la presenza di operatori è solitamente garantita.<br />È però la rarefazione più generale dei servizi, per i CPR come per i grandi centri di accoglienza, a preoccupare.<br />Su queste basi, il 13 marzo scorso un gruppo di avvocati e di associazioni, tra cui Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), hanno sottoscritto una lettera rivolta al Ministero dell'Interno. Alla richiesta di misure per il contenimento del rischio non sono giunte, al momento, risposte.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e vicepresidente di Asgi.]]></itunes:summary><itunes:duration>480</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,coronavirus,cpr,gianfranco-schiavone,immigrazione,prevenzione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I nove anni del conflitto in Siria - Intervista a Fouad Roueiha</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-nove-anni-del-conflitto-in-siria-intervista-a-fouad-roueiha--23746006</link><description><![CDATA[L'incontro tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan alla fine della scorsa settimana ha forse sancito la fine della fase armata intorno a Idlib. Il cessate il fuoco fino a ora ha sostanzialmente retto, e per la popolazione civile la diminuzione dei combattimenti è sicuramente un fatto positivo.<br />Ma se ci si ferma ad analizzare i punti che compongono l'intesa ci si può rendere conto che forse si è fatto un passo indietro. Si è tornati a forme vicine a quelle dell'accordo di Sochi della fine di ottobre 2019. Questa volta vengono messe al centro le autostrade M4 e M5, fondamentali snodi per la Siria: a nord e a sud è istituita una fascia di 7 chilometri pattugliata da forze congiunte russe e turche.<br />Si è quindi ancora lontani da una soluzione politica dello scontro. Più in generale, forse, manca una prospettiva di lungo periodo per quanto riguarda l'intero territorio siriano. <br />A sud infuriano le proteste a Dar'a, dove erano scoppiate nel 2011. A nord circa un milione di persone preme al confine con la Turchia per sfuggire a un conflitto che prosegue ormai da 9 anni.<br />Ne parla Fouad Roueiha, giornalista che da anni segue il conflitto siriano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23746006</guid><pubDate>Wed, 11 Mar 2020 10:13:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23746006/2020_03_11_fouad_roueiha.mp3" length="14293597" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'incontro tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan alla fine della scorsa settimana ha forse sancito la fine della fase armata intorno a Idlib. Il cessate il fuoco fino a ora ha sostanzialmente retto, e per la popolazione civile la diminuzione dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'incontro tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan alla fine della scorsa settimana ha forse sancito la fine della fase armata intorno a Idlib. Il cessate il fuoco fino a ora ha sostanzialmente retto, e per la popolazione civile la diminuzione dei combattimenti è sicuramente un fatto positivo.<br />Ma se ci si ferma ad analizzare i punti che compongono l'intesa ci si può rendere conto che forse si è fatto un passo indietro. Si è tornati a forme vicine a quelle dell'accordo di Sochi della fine di ottobre 2019. Questa volta vengono messe al centro le autostrade M4 e M5, fondamentali snodi per la Siria: a nord e a sud è istituita una fascia di 7 chilometri pattugliata da forze congiunte russe e turche.<br />Si è quindi ancora lontani da una soluzione politica dello scontro. Più in generale, forse, manca una prospettiva di lungo periodo per quanto riguarda l'intero territorio siriano. <br />A sud infuriano le proteste a Dar'a, dove erano scoppiate nel 2011. A nord circa un milione di persone preme al confine con la Turchia per sfuggire a un conflitto che prosegue ormai da 9 anni.<br />Ne parla Fouad Roueiha, giornalista che da anni segue il conflitto siriano.]]></itunes:summary><itunes:duration>596</itunes:duration><itunes:keywords>conflitto,guerra,idlib,profughi,russia,siria,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Violenza sulle donne. In che Stato siamo? - Intervista a Marcella Pirrone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/violenza-sulle-donne-in-che-stato-siamo-intervista-a-marcella-pirrone--23544516</link><description><![CDATA[Nel 2014 l'Italia sottoscriveva la Convenzione di Instanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne. Per sollecitare lo Stato italiano ad applicarla pienamente D.i.Re lancerà l'8 marzo la campagna Violenza sulle donne. In che Stato siamo?<br />L'iniziativa vuole porre sotto osservazione le istituzioni che dovrebbero lavorare su questi temi. Il Gruppo di esperte sulla violenza (GREVIO) del Consiglio d’Europa aveva dato al Governo indicazioni precise dopo aver monitorato l'Italia.<br />La speranza della campagna è di poter arrivare a vedere messe in pratica le buone intenzioni espresse dalla politica.<br />Ne parla Marcella Pirrone, presidente di Wave, la rete europea dei centri antiviolenza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23544516</guid><pubDate>Fri, 06 Mar 2020 09:45:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23544516/2020_03_06_marcella_pirrone.mp3" length="10758862" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 2014 l'Italia sottoscriveva la Convenzione di Instanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne. 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Il Gruppo di esperte sulla violenza (GREVIO) del Consiglio d’Europa aveva dato al Governo indicazioni precise dopo aver monitorato l'Italia.<br />La speranza della campagna è di poter arrivare a vedere messe in pratica le buone intenzioni espresse dalla politica.<br />Ne parla Marcella Pirrone, presidente di Wave, la rete europea dei centri antiviolenza.]]></itunes:summary><itunes:duration>448</itunes:duration><itunes:keywords>d.i.re.,diritti,donne,grevio,marcella-pirrone,violenza,violenza-sulle-donne,wave</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Al confine tra Siria e Turchia - Intervista a Isabella Chiari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/al-confine-tra-siria-e-turchia-intervista-a-isabella-chiari--23508341</link><description><![CDATA[Nella Turchia meridionale alcune città sono luoghi storici di passaggio e di frizione. Centri come Gaziantep e Kilis sono cruciali per lo spostamento verso nord delle persone che provengono dalla Siria.<br />Con il perdurare del conflitto siriano, la presenza di profughi in questa regione è andata aumentando di anno in anno. Alcune stime raccontano di più di un milione di persone a sud del confine in attesa di entrare in Turchia.<br />Se però resta vero che non ci sono state, ad ora, grandi ondate migratorie attraverso questa frontiera, la popolazione turca fa pressioni sulle sue istituzioni contro un'eventuale ipotesi di apertura ulteriore ai profughi. Dall'altra parte, la popolazione siriana in Turchia vive in un senso costante di incertezza.<br />Associazioni come Amal for Education Onlus si occupano proprio di questo complesso scenario, tentando di mettere in pratica un approccio a lungo termine. Lavorare sull'educazione e sull'ingresso nel mondo del lavoro può consentire ai cittadini siriani di partecipare attivamente alla vita del Paese ospite e di non sentirsi costretti ad affidarsi all'aiuto esterno.<br />Ne parla Isabella Chiari, fondatrice di Amal for Education Onlus e docente di Linguistica generale all'Università La Sapienza di Roma.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23508341</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2020 16:05:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23508341/2020_03_05_isabella_chiari_128.mp3" length="11952431" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella Turchia meridionale alcune città sono luoghi storici di passaggio e di frizione. Centri come Gaziantep e Kilis sono cruciali per lo spostamento verso nord delle persone che provengono dalla Siria.
Con il perdurare del conflitto siriano, la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella Turchia meridionale alcune città sono luoghi storici di passaggio e di frizione. Centri come Gaziantep e Kilis sono cruciali per lo spostamento verso nord delle persone che provengono dalla Siria.<br />Con il perdurare del conflitto siriano, la presenza di profughi in questa regione è andata aumentando di anno in anno. Alcune stime raccontano di più di un milione di persone a sud del confine in attesa di entrare in Turchia.<br />Se però resta vero che non ci sono state, ad ora, grandi ondate migratorie attraverso questa frontiera, la popolazione turca fa pressioni sulle sue istituzioni contro un'eventuale ipotesi di apertura ulteriore ai profughi. Dall'altra parte, la popolazione siriana in Turchia vive in un senso costante di incertezza.<br />Associazioni come Amal for Education Onlus si occupano proprio di questo complesso scenario, tentando di mettere in pratica un approccio a lungo termine. Lavorare sull'educazione e sull'ingresso nel mondo del lavoro può consentire ai cittadini siriani di partecipare attivamente alla vita del Paese ospite e di non sentirsi costretti ad affidarsi all'aiuto esterno.<br />Ne parla Isabella Chiari, fondatrice di Amal for Education Onlus e docente di Linguistica generale all'Università La Sapienza di Roma.]]></itunes:summary><itunes:duration>749</itunes:duration><itunes:keywords>amal-for-education,gaziantep,isabella-chiari,kilis,siria,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La frontiera di Lesbo - Intervista a Cosimo Caridi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-frontiera-di-lesbo-intervista-a-cosimo-caridi--23459538</link><description><![CDATA[La situazione in Siria continua a precipitare. Un milione di persone si era avvicinato nelle scorse settimane al confine con la Turchia per sfuggire al conflitto. Il 2 marzo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato l'apertura dei suoi confini e insieme la possibilità per i profughi di avvicinarsi all'Europa.<br />In questo momento una delle maggiori zone di pressione è l'isola egea di Lesbo. Dopo l'approdo di migliaia di persone sulle sue coste, l'esercito greco ha dato il via a una serie di esercitazioni militari con armi vere come deterrente verso nuovi tentativi di sbarco. Si sono poi verificati diversi scontri tra gli isolani e le ONG che operano a Lesbo: sono stati istituiti dei checkpoint intorno al campo profughi di Moria per bloccare chiunque non sia residente sull'isola. La polizia greca, dopo aver tentato invano di aprire un nuovo campo profughi, resta a guardare.<br />La città principale dell'isola di Lesbo, Mitilene, ha 20.000 abitanti, lo stesso numero di persone ospitate nel campo di Moria. Da parte del governo greco è evidente l'incapacità di trovare una soluzione politica e questa situazione, ma anche l'Unione Europea in questo momento non sembra avere la capacità diplomatica per arrivare a soluzioni a lungo termine.<br />Ne parla Cosimo Caridi, giornalista indipendente.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23459538</guid><pubDate>Wed, 04 Mar 2020 09:40:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23459538/2020_03_04_cosimo_caridi.mp3" length="13618769" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La situazione in Siria continua a precipitare. Un milione di persone si era avvicinato nelle scorse settimane al confine con la Turchia per sfuggire al conflitto. Il 2 marzo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato l'apertura dei suoi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La situazione in Siria continua a precipitare. Un milione di persone si era avvicinato nelle scorse settimane al confine con la Turchia per sfuggire al conflitto. Il 2 marzo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato l'apertura dei suoi confini e insieme la possibilità per i profughi di avvicinarsi all'Europa.<br />In questo momento una delle maggiori zone di pressione è l'isola egea di Lesbo. Dopo l'approdo di migliaia di persone sulle sue coste, l'esercito greco ha dato il via a una serie di esercitazioni militari con armi vere come deterrente verso nuovi tentativi di sbarco. Si sono poi verificati diversi scontri tra gli isolani e le ONG che operano a Lesbo: sono stati istituiti dei checkpoint intorno al campo profughi di Moria per bloccare chiunque non sia residente sull'isola. La polizia greca, dopo aver tentato invano di aprire un nuovo campo profughi, resta a guardare.<br />La città principale dell'isola di Lesbo, Mitilene, ha 20.000 abitanti, lo stesso numero di persone ospitate nel campo di Moria. Da parte del governo greco è evidente l'incapacità di trovare una soluzione politica e questa situazione, ma anche l'Unione Europea in questo momento non sembra avere la capacità diplomatica per arrivare a soluzioni a lungo termine.<br />Ne parla Cosimo Caridi, giornalista indipendente.]]></itunes:summary><itunes:duration>568</itunes:duration><itunes:keywords>cosimo-caridi,grecia,lesbo,migrazioni,profughi,siria,turchia,unione-europea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La casa per le donne Lucha y siesta di Roma verso lo sgombero - Intervista a Chiara Franceschini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-casa-per-le-donne-lucha-y-siesta-di-roma-verso-lo-sgombero-intervista-a-chiara-franceschini--23242113</link><description><![CDATA[Nella periferia di Roma il centro antiviolenza e casa rifugio per le donne Lucha y siesta rappresenta un importante punto di comunità solidale. Eppure il 25 febbraio il Comune di Roma ha disposto la sospensione delle utenze, e, come previsto dal tribunale fallimentare, il centro andrà all'asta.<br />Ora è attivo un presidio permanente da parte delle attiviste e dei cittadini, si protesta per impedire che la struttura venga definitivamente sgomberata.<br />Da dicembre è stata imposta un'accelerazione da parte dell'amministrazione di Roma, che ha ricondotto le funzioni di Lucha y siesta a servizi abitativi. I processi per uscire da situazioni di violenza sono invece molto più complessi.<br />Ne parla Chiara Franceschini, operatrice del centro Lucha y siesta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23242113</guid><pubDate>Thu, 27 Feb 2020 09:44:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23242113/2020_02_27_chiara_franceschini.mp3" length="12678352" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella periferia di Roma il centro antiviolenza e casa rifugio per le donne Lucha y siesta rappresenta un importante punto di comunità solidale. Eppure il 25 febbraio il Comune di Roma ha disposto la sospensione delle utenze, e, come previsto dal...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella periferia di Roma il centro antiviolenza e casa rifugio per le donne Lucha y siesta rappresenta un importante punto di comunità solidale. Eppure il 25 febbraio il Comune di Roma ha disposto la sospensione delle utenze, e, come previsto dal tribunale fallimentare, il centro andrà all'asta.<br />Ora è attivo un presidio permanente da parte delle attiviste e dei cittadini, si protesta per impedire che la struttura venga definitivamente sgomberata.<br />Da dicembre è stata imposta un'accelerazione da parte dell'amministrazione di Roma, che ha ricondotto le funzioni di Lucha y siesta a servizi abitativi. I processi per uscire da situazioni di violenza sono invece molto più complessi.<br />Ne parla Chiara Franceschini, operatrice del centro Lucha y siesta.]]></itunes:summary><itunes:duration>528</itunes:duration><itunes:keywords>centro-antiviolenza,chiara-franceschini,donne,lucha-y-siesta,roma,violenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Guarire i ciliegi: il quinto rapporto sugli Istituti Penali per Minorenni - Intervista a Susanna Marietti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/guarire-i-ciliegi-il-quinto-rapporto-sugli-istituti-penali-per-minorenni-intervista-a-susanna-marietti--23202969</link><description><![CDATA[L'Associazione Antigone ha presentato il suo quinto rapporto sugli Istituti Penali per Minorenni, intitolato Guarire i ciliegi.<br />Negli Istituti Penali per Minorenni sono ad oggi 375 i detenuti, ma sono circa 13.500 i ragazzi in carico al sistema della giustizia minorile.<br />Il sistema ha una gestione differenziata rispetto a quello per adulti. Con il codice di procedura penale specifico, i magistrati hanno un ventaglio di possibilità più ampio per decidere le sorti dell'imputato. La detenzione non è quindi la risposta più immediata.<br />L'istituto penale è un'extrema ratio in questo contesto. Con le norme introdotte nel 2018 si prospettano condizioni detentive molto più aperte, di interazione dei detenuti con il territorio.<br />L'impostazione differente rispetto al sistema della giustizia per gli adulti dipende forse anche dall'impostazione culturale. I ragazzi che hanno commesso reati sono percepiti come vite che la società non può permettersi di perdere.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione Antigone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/23202969</guid><pubDate>Wed, 26 Feb 2020 09:34:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/23202969/2020_02_26_susanna_marietti.mp3" length="12572097" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'Associazione Antigone ha presentato il suo quinto rapporto sugli Istituti Penali per Minorenni, intitolato Guarire i ciliegi.
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Con le norme introdotte nel 2018 si prospettano condizioni detentive molto più aperte, di interazione dei detenuti con il territorio.<br />L'impostazione differente rispetto al sistema della giustizia per gli adulti dipende forse anche dall'impostazione culturale. 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Al di là dei diversi punti più o meno criticati, c'è un elemento che è entrato e uscito dal testo del decreto. Si tratta del finanziamento alla Casa Internazionale della donna di Roma.<br />Situata in un complesso monumentale in zona Trastevere, dal 1987 è sede di diverse associazioni che promuovono i diritti e la difesa delle donne. L'affitto per l'immobile ammonta a 7.000€ al mese, ma le associazioni, fondate sul volontariato sociale, non riescono a sostenere queste spese: si è così accumulato un debito di più di 900.000€.<br />Si stima che i servizi, oggi resi gratuitamente dalle associazioni, abbiano un valore di circa 700.000€, ma la politica sembra giocare ora un ruolo di peso. Anziché affrontare i problemi reali che coinvolgono le donne e i loro diritti si è ridotta la situazione a un gioco di parti. Le donne scenderanno quindi in piazza per rivendicare un diritto ancora una volta violato.<br />Ne parla Antonella Veltri, presidente di D.i.Re, la rete nazionale dei centri antiviolenza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22648601</guid><pubDate>Tue, 11 Feb 2020 09:32:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22648601/2020_02_11_antonella_veltri.mp3" length="12891268" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In questi giorni è in discussione alla Camera il cosiddetto decreto Milleproroghe. Al di là dei diversi punti più o meno criticati, c'è un elemento che è entrato e uscito dal testo del decreto. Si tratta del finanziamento alla Casa Internazionale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In questi giorni è in discussione alla Camera il cosiddetto decreto Milleproroghe. Al di là dei diversi punti più o meno criticati, c'è un elemento che è entrato e uscito dal testo del decreto. Si tratta del finanziamento alla Casa Internazionale della donna di Roma.<br />Situata in un complesso monumentale in zona Trastevere, dal 1987 è sede di diverse associazioni che promuovono i diritti e la difesa delle donne. L'affitto per l'immobile ammonta a 7.000€ al mese, ma le associazioni, fondate sul volontariato sociale, non riescono a sostenere queste spese: si è così accumulato un debito di più di 900.000€.<br />Si stima che i servizi, oggi resi gratuitamente dalle associazioni, abbiano un valore di circa 700.000€, ma la politica sembra giocare ora un ruolo di peso. Anziché affrontare i problemi reali che coinvolgono le donne e i loro diritti si è ridotta la situazione a un gioco di parti. 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La convinzione è che una nuova generazione di esplosivi ad alta tecnologia potrà migliorare la sicurezza delle forze armate.<br />Gli Stati Uniti, pur senza aver ratificato il trattato per la messa al bando delle mine anti persona, non ne hanno fanno uso per lungo tempo. Si ha quindi l'impressione che con questa decisione si voglia dare un messaggio alla comunità internazionale: gli Usa sono slegati dalla condivisione a livello globale e possono proseguire da soli le loro politiche.<br />Se, da un lato, non si teme un "effetto contagio" su altri Paesi, dall'altro il timore è che ora enti militari, magari non statali, possano sentirsi autorizzati a impiegare mine anti persona.<br />In Italia, al momento, la legislazione è ferma. La proposta di legge per tagliare i finanziamenti ai produttori degli armamenti è bloccata in Parlamento. Gli strumenti per prendere le distanze dall'uso delle mine potrebbero esserci, ma una certa immobilità li rende, per ora, inutilizzabili.<br />Ne parla Giuseppe Schiavello, Direttore della Campagna Italiana Contro le Mine ONLUS.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22436542</guid><pubDate>Wed, 05 Feb 2020 09:19:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22436542/2020_02_05_giuseppe_schiavello.mp3" length="14969677" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Donald Trump ha deciso di revocare le restrizioni statunitensi all'uso di mine antiuomo. La convinzione è che una nuova generazione di esplosivi ad alta tecnologia potrà migliorare la sicurezza delle forze armate.
Gli Stati Uniti, pur senza aver...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Donald Trump ha deciso di revocare le restrizioni statunitensi all'uso di mine antiuomo. La convinzione è che una nuova generazione di esplosivi ad alta tecnologia potrà migliorare la sicurezza delle forze armate.<br />Gli Stati Uniti, pur senza aver ratificato il trattato per la messa al bando delle mine anti persona, non ne hanno fanno uso per lungo tempo. Si ha quindi l'impressione che con questa decisione si voglia dare un messaggio alla comunità internazionale: gli Usa sono slegati dalla condivisione a livello globale e possono proseguire da soli le loro politiche.<br />Se, da un lato, non si teme un "effetto contagio" su altri Paesi, dall'altro il timore è che ora enti militari, magari non statali, possano sentirsi autorizzati a impiegare mine anti persona.<br />In Italia, al momento, la legislazione è ferma. La proposta di legge per tagliare i finanziamenti ai produttori degli armamenti è bloccata in Parlamento. Gli strumenti per prendere le distanze dall'uso delle mine potrebbero esserci, ma una certa immobilità li rende, per ora, inutilizzabili.<br />Ne parla Giuseppe Schiavello, Direttore della Campagna Italiana Contro le Mine ONLUS.]]></itunes:summary><itunes:duration>624</itunes:duration><itunes:keywords>giuseppe-schiavello,mine,mine-antiuomo,stati-uniti,trump,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il report del  Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura sulle carceri italiane - Intervista a Susanna Marietti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-report-del-comitato-europeo-per-la-prevenzione-della-tortura-sulle-carceri-italiane-intervista-a-susanna-marietti--22189224</link><description><![CDATA[Il 21 gennaio il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura ha pubblicato un report sulla situazione di alcune carceri italiane. Le carceri di Saluzzo, Biella, Opera e Viterbo sono state visitate dall'organo del Consiglio d'Europa nel 2019.<br />La visita ad hoc era focalizzata sulle misure detentive più stringenti, come il regime del 41bis. Il report evidenzia delle preoccupazioni per la violenza sui detenuti, che talvolta diventa sistematica.<br />La pubblicazione del report del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura può riaccendere le luci sul carcere come luogo da non dimenticare, come invece spesso accade. Il sistema carcerario non può andare avanti per inerzia.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione Antigone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22189224</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2020 10:08:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22189224/2020_01_29_susanna_mariettimp3.mp3" length="11853449" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 21 gennaio il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura ha pubblicato un report sulla situazione di alcune carceri italiane. Le carceri di Saluzzo, Biella, Opera e Viterbo sono state visitate dall'organo del Consiglio d'Europa nel 2019.
La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 21 gennaio il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura ha pubblicato un report sulla situazione di alcune carceri italiane. Le carceri di Saluzzo, Biella, Opera e Viterbo sono state visitate dall'organo del Consiglio d'Europa nel 2019.<br />La visita ad hoc era focalizzata sulle misure detentive più stringenti, come il regime del 41bis. Il report evidenzia delle preoccupazioni per la violenza sui detenuti, che talvolta diventa sistematica.<br />La pubblicazione del report del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura può riaccendere le luci sul carcere come luogo da non dimenticare, come invece spesso accade. Il sistema carcerario non può andare avanti per inerzia.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione Antigone.]]></itunes:summary><itunes:duration>494</itunes:duration><itunes:keywords>associazione-antigone,carcere,consiglio-d'europa,susanna-marietti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coronavirus, un aggiornamento da Pechino - Intervista a Gabriele Battaglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coronavirus-un-aggiornamento-da-pechino-intervista-a-gabriele-battaglia--22187908</link><description><![CDATA[La stampa italiana e in generale i media internazionali evidenziano una certa psicosi per il virus 2019-nCoV.<br />Ad oggi si sarebbero superati i 6.000 contagi, ma il tasso di mortalità rimane molto basso, intorno al 2%. Ciò non significa che non sia necessario prendere precauzioni, ma occorre non alimentare messaggi di panico.<br />La reazione del governo cinese è stata più rapida rispetto al caso della SARS. Si sono sollevate delle polemiche su alcuni ritardi e sul mese intercorso tra il primo contagio e le prime reazioni.<br />In questo momento si prefigura un 2020 di crisi per l'economia cinese, in particolare per il settore turistico e dell'intrattenimento. Ci si può aspettare che la flessione del turismo avrà delle ripercussioni su altre attività economiche cinesi.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino per la Radiotelevisione svizzera e Radio Popolare e co-conduttore de Il cielo sopra Pechino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22187908</guid><pubDate>Wed, 29 Jan 2020 09:33:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22187908/2020_01_29_gabriele_battaglia.mp3" length="10530621" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La stampa italiana e in generale i media internazionali evidenziano una certa psicosi per il virus 2019-nCoV.
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Ci si può aspettare che la flessione del turismo avrà delle ripercussioni su altre attività economiche cinesi.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino per la Radiotelevisione svizzera e Radio Popolare e co-conduttore de Il cielo sopra Pechino.]]></itunes:summary><itunes:duration>439</itunes:duration><itunes:keywords>2019-ncov,cina,coronavirus,gabriele-battaglia,virus</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Si combatte ancora in Mali - Intervista a Luca iotti e Andrea De Georgio</title><link>https://www.spreaker.com/episode/si-combatte-ancora-in-mali-intervista-a-luca-iotti-e-andrea-de-georgio--22116416</link><description><![CDATA[Il Mali sta vivendo un conflitto cominciato otto anni fa, nel marzo del 2012, a seguito di un colpo di Stato e dell'offensiva del Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad e degli islamisti. Nel gennaio 2013 l'ONU ha dato mandato per una missione internazionale a guida francese per ristabilire la sovranità del Mali sui territori sahariani settentrionali. Le trattative di pace sono sempre fallite, a causa della mancanza di dialogo tra le parti. Lo scontro, segnato da fasi alterne, segna l'epicentro dell'instabilità di tutta la regione.<br />Il Sahel rappresenta la sponda sud del deserto del Sahara. Una terra non solo fatta di sabbie, ma ricca di risorse nel suo sottosuolo. È intorno a queste che ruota una parte dei conflitti nel Sahel.<br />La situazione al momento è trattata in maniera emergenziale, ma la prospettiva che dovranno avere i progetti di intervento dovrà rispondere alle necessità a medio e lungo termine della popolazione.<br />Ne parlano Luca Iotti, presidente dell’associazione Bambini nel Deserto, e Andrea De Georgio, giornalista freelance che vive in Mali dal 2012, ricercatore associato dell’Ispi su terrorismo nel Sahel e Islam dell'Africa occidentale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22116416</guid><pubDate>Mon, 27 Jan 2020 09:40:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22116416/2020_01_24_luca_iotti_e_andrea_de_georgio_onda.mp3" length="56771410" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Mali sta vivendo un conflitto cominciato otto anni fa, nel marzo del 2012, a seguito di un colpo di Stato e dell'offensiva del Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad e degli islamisti. 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È intorno a queste che ruota una parte dei conflitti nel Sahel.<br />La situazione al momento è trattata in maniera emergenziale, ma la prospettiva che dovranno avere i progetti di intervento dovrà rispondere alle necessità a medio e lungo termine della popolazione.<br />Ne parlano Luca Iotti, presidente dell’associazione Bambini nel Deserto, e Andrea De Georgio, giornalista freelance che vive in Mali dal 2012, ricercatore associato dell’Ispi su terrorismo nel Sahel e Islam dell'Africa occidentale.]]></itunes:summary><itunes:duration>1420</itunes:duration><itunes:keywords>andrea-de-georgio,luca-iotti,mali,sahara,sahel</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I quattro anni dalla scomparsa di Giulio Regeni - Intervista a Riccardo Noury</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-quattro-anni-dalla-scomparsa-di-giulio-regeni-intervista-a-riccardo-noury--22021452</link><description><![CDATA[Alle 19.41 del 25 gennaio 2016 Giulio Regeni si unì alle tante vittime di sparizione forzata, di tortura e di omicidio in Egitto. Le autorità egiziane, a quattro anni da quei fatti, non rendono noti i nomi di chi  ha ordinato, di chi ha eseguito, di chi ha coperto e ancora copre il sequestro, la tortura e l'omicidio di Giulio. Che cosa si sa oggi<br />Grazie al lavoro della Procura di Roma, di diverse Ong e dell'impegno costante della famiglia Regni oggi è noto che i servizi segreti egiziani presero parte alle azioni preparatorie e poi al rapimento. <br />Mentre le indagini proseguono, Amnesty International organizzerà per il 25 gennaio fiaccolate in tutta Italia, a sostegno della famiglia e di chi ancora cerca la verità per Giulio Regeni.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/22021452</guid><pubDate>Fri, 24 Jan 2020 14:20:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/22021452/2020_01_24_riccardo_noury_regeni_4_anni.mp3" length="15369075" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alle 19.41 del 25 gennaio 2016 Giulio Regeni si unì alle tante vittime di sparizione forzata, di tortura e di omicidio in Egitto. 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Che cosa si sa oggi<br />Grazie al lavoro della Procura di Roma, di diverse Ong e dell'impegno costante della famiglia Regni oggi è noto che i servizi segreti egiziani presero parte alle azioni preparatorie e poi al rapimento. <br />Mentre le indagini proseguono, Amnesty International organizzerà per il 25 gennaio fiaccolate in tutta Italia, a sostegno della famiglia e di chi ancora cerca la verità per Giulio Regeni.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.]]></itunes:summary><itunes:duration>385</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,egitto,giulio-regeni,italia,riccardo-noury</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Morire sotto la custodia dello Stato -  Intervista a Gianfranco Schiavone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/morire-sotto-la-custodia-dello-stato-intervista-a-gianfranco-schiavone--21980216</link><description><![CDATA[Martedì 14 gennaio alcuni ospiti del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Gradisca d’Isonzo sono stati coinvolti in una colluttazione. Tra loro anche Vakhtang Enukidze, georgiano. Nessuna nelle persone implicate nello scontro pare avesse riportato lesioni gravi. Circa dieci agenti di polizia sono intervenuti per separare i litiganti e, stando a quanto raccontano i testimoni, avrebbero immobilizzato e colpito ripetutamente Enukidze.<br />L'uomo è stato portato nel carcere di Gorizia, per poi essere ricondotto due giorni dopo nel Cpr. Le sue condizioni a quel punto si sono aggravate fino alla sua morte, avvenuta il 18 gennaio.<br />Questi fatti hanno portato a due visite ispettive nella struttura da parte del deputato della Camera Riccardo Magi (Radicali) e di Gianfranco Schiavone, vicepresidente di Asgi.<br />Le ispezioni hanno evidenziato il grave stato di degrado del Cpr, e delle difficili condizioni di vita degli ospiti. Una struttura priva di spazi comuni, in cui le persone sono costrette a vivere rinchiuse.<br />La sensazione è di trovarsi di fronte a un nuovo caso Cucchi, in cui una persona è morta mentre si trovava sotto la custodia dello Stato.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e vicepresidente ASGI (Associazione Studi giuridici sull'immigrazione).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21980216</guid><pubDate>Thu, 23 Jan 2020 09:48:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21980216/2019_01_23_gianfranco_schiavone.mp3" length="11197401" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 14 gennaio alcuni ospiti del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Gradisca d’Isonzo sono stati coinvolti in una colluttazione. Tra loro anche Vakhtang Enukidze, georgiano. Nessuna nelle persone implicate nello scontro pare avesse...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martedì 14 gennaio alcuni ospiti del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Gradisca d’Isonzo sono stati coinvolti in una colluttazione. Tra loro anche Vakhtang Enukidze, georgiano. Nessuna nelle persone implicate nello scontro pare avesse riportato lesioni gravi. Circa dieci agenti di polizia sono intervenuti per separare i litiganti e, stando a quanto raccontano i testimoni, avrebbero immobilizzato e colpito ripetutamente Enukidze.<br />L'uomo è stato portato nel carcere di Gorizia, per poi essere ricondotto due giorni dopo nel Cpr. Le sue condizioni a quel punto si sono aggravate fino alla sua morte, avvenuta il 18 gennaio.<br />Questi fatti hanno portato a due visite ispettive nella struttura da parte del deputato della Camera Riccardo Magi (Radicali) e di Gianfranco Schiavone, vicepresidente di Asgi.<br />Le ispezioni hanno evidenziato il grave stato di degrado del Cpr, e delle difficili condizioni di vita degli ospiti. Una struttura priva di spazi comuni, in cui le persone sono costrette a vivere rinchiuse.<br />La sensazione è di trovarsi di fronte a un nuovo caso Cucchi, in cui una persona è morta mentre si trovava sotto la custodia dello Stato.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e vicepresidente ASGI (Associazione Studi giuridici sull'immigrazione).]]></itunes:summary><itunes:duration>467</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,cpr,gianfranco-schiavone,gradisca,migranti,stato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Italia e le armi esportate in Turchia - Intervista a Duccio Facchini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-italia-e-le-armi-esportate-in-turchia-intervista-a-duccio-facchini--21945197</link><description><![CDATA[Il 9 ottobre 2019 la Turchia lanciava l'operazione Fonte di pace nel nordest della Siria. Nei giorni successivi la politica italiana si era affrettata a condannare l'iniziativa. Il Governo aveva anche annunciato lo stop a nuove licenze per la vendita di armi e munizioni ad Ankara. Che cosa è stato però di quelle intenzioni?<br />Un'inchiesta di Altreconomia fa luce sul flusso dall'Italia alla Turchia, un movimento che nel 2019 ha raggiunto valori senza precedenti.<br />Un decreto del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio avrebbe dovuto disporre la cancellazione delle nuove licenze, ma risulta ad oggi inaccessibile e non è stato reso fruibile dalla stampa.<br />Le conclusioni a cui ha portato l'inchiesta di Altreconomia non sono esaustive: risulta impossibile, in questo particolare contesto, ricostruire con esattezza l'entità dell'esportato e dell'esportatore. Ne emerge però uno spaccato importante di quanto le dichiarazioni della politica differiscano dalle scelte fattuali.<br />Ne parla Duccio Facchini, direttore di Altreconomia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21945197</guid><pubDate>Wed, 22 Jan 2020 09:43:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21945197/2019_01_22_duccio_facchini.mp3" length="12721711" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 9 ottobre 2019 la Turchia lanciava l'operazione Fonte di pace nel nordest della Siria. Nei giorni successivi la politica italiana si era affrettata a condannare l'iniziativa. Il Governo aveva anche annunciato lo stop a nuove licenze per la vendita...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 9 ottobre 2019 la Turchia lanciava l'operazione Fonte di pace nel nordest della Siria. Nei giorni successivi la politica italiana si era affrettata a condannare l'iniziativa. Il Governo aveva anche annunciato lo stop a nuove licenze per la vendita di armi e munizioni ad Ankara. Che cosa è stato però di quelle intenzioni?<br />Un'inchiesta di Altreconomia fa luce sul flusso dall'Italia alla Turchia, un movimento che nel 2019 ha raggiunto valori senza precedenti.<br />Un decreto del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio avrebbe dovuto disporre la cancellazione delle nuove licenze, ma risulta ad oggi inaccessibile e non è stato reso fruibile dalla stampa.<br />Le conclusioni a cui ha portato l'inchiesta di Altreconomia non sono esaustive: risulta impossibile, in questo particolare contesto, ricostruire con esattezza l'entità dell'esportato e dell'esportatore. Ne emerge però uno spaccato importante di quanto le dichiarazioni della politica differiscano dalle scelte fattuali.<br />Ne parla Duccio Facchini, direttore di Altreconomia.]]></itunes:summary><itunes:duration>530</itunes:duration><itunes:keywords>armi,export,italia,politica,siria,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rapporto GREVIO sulla violenza contro le donne - Intervista a Marcella Pirrone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rapporto-grevio-sulla-violenza-contro-le-donne-intervista-a-marcella-pirrone--21704420</link><description><![CDATA[Insieme ad altre 25 associazioni, nel 2019 D.i.Re aveva presentato il Rapporto ombra della società civile per il GREVIO (Gruppo Esperte sulla Violenza del Consiglio d’Europa) e partecipato alla visita di monitoraggio da cui è scaturito il Rapporto diffuso all'inizio di questa settimana.<br />Nel rapporto si sottolinea come la causa dell'uguaglianza di genere incontri ancora resistenze in Italia, e come stia emergendo una tendenza a reinterpretare la nozione di parità di genere.<br />Al di là delle carenze dal punto di vista degli strumenti, anche legislativi ed economici, la denuncia principale è sul terreno culturale, sul quale sembrano non attecchire i concetti di uguaglianza e parità.<br />Sarà quindi fondamentale inserirsi nella buona cornice che oggi danno alcune norme già in vigore per fornire degli strumenti applicativi che rendano possibile sradicare il clima di stereotipi e di colpevolizzazione delle donne.<br />Ne parla Marcella Pirrone, avvocata, una delle esperte di D.i.Re che ha  coordinato il gruppo di lavoro che ha partecipato al monitoraggio del GREVIO sull'Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/21704420</guid><pubDate>Wed, 15 Jan 2020 09:28:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/21704420/2019_01_15_marcella_pirrone.mp3" length="13115465" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Insieme ad altre 25 associazioni, nel 2019 D.i.Re aveva presentato il Rapporto ombra della società civile per il GREVIO (Gruppo Esperte sulla Violenza del Consiglio d’Europa) e partecipato alla visita di monitoraggio da cui è scaturito il Rapporto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Insieme ad altre 25 associazioni, nel 2019 D.i.Re aveva presentato il Rapporto ombra della società civile per il GREVIO (Gruppo Esperte sulla Violenza del Consiglio d’Europa) e partecipato alla visita di monitoraggio da cui è scaturito il Rapporto diffuso all'inizio di questa settimana.<br />Nel rapporto si sottolinea come la causa dell'uguaglianza di genere incontri ancora resistenze in Italia, e come stia emergendo una tendenza a reinterpretare la nozione di parità di genere.<br />Al di là delle carenze dal punto di vista degli strumenti, anche legislativi ed economici, la denuncia principale è sul terreno culturale, sul quale sembrano non attecchire i concetti di uguaglianza e parità.<br />Sarà quindi fondamentale inserirsi nella buona cornice che oggi danno alcune norme già in vigore per fornire degli strumenti applicativi che rendano possibile sradicare il clima di stereotipi e di colpevolizzazione delle donne.<br />Ne parla Marcella Pirrone, avvocata, una delle esperte di D.i.Re che ha  coordinato il gruppo di lavoro che ha partecipato al monitoraggio del GREVIO sull'Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>547</itunes:duration><itunes:keywords>donne,grevio,italia,marcella-pirrone,rapporto,violenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Coltan e diritti umani - Intervista a John Mpaliza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/coltan-e-diritti-umani-intervista-a-john-mpaliza--20998691</link><description><![CDATA[Nei giorni scorsi International Rights Advocates ha portato avanti l'istanza di 14 famiglie della Repubblica Democratica del Congo impegnate nell'estrazione del cobalto.<br />Si contesta così un fenomeno che prosegue da almeno 20 anni. Circa l'80% della produzione mondiale di coltan (fondamentale per l'industria elettronica) avviene in Congo, troppo spesso in condizioni disumane.<br />La questione del cobalto non è nuova, se ne sente parlare da quando si è iniziata a capire la sua importanza per l'elettronica e da quando sono emersi i primi dati sulle condizioni della sua produzione. Nel 2016 Amnesty International ha pubblicato un report in cui si confermava che almeno 40.000 bambini lavoravano nell’estrazione del cobalto a mani nude, rischiando la vita nei tunnel.<br />C’è quindi un diretto collegamento con il lavoro minorile: alcune aziende stendono rapporti in cui si sostiene che vengono rispettati diritti e ambiente. Eppure, alcune evidenze mostrano l'opposto.<br />L'Unione Europea è arrivata ad un regolamento della filiera di questi materiali, che entrerà in vigore nel 2022. Dal regolamento è stato però escluso il cobalto: la speranza è che dopo l'entrata in vigore della legge si torni a parlare dell'intera filiera, senza esclusione di materiali.<br />Lo scenario migliore vedrebbe un governo congolese forte e con veri poteri, che dia regole alle multinazionali.<br />Ne parla  John Mpaliza, attivista per la pace in Repubblica Democratica del Congo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20998691</guid><pubDate>Mon, 23 Dec 2019 10:06:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20998691/2019_12_20_john_mpaliza.mp3" length="19518852" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nei giorni scorsi International Rights Advocates ha portato avanti l'istanza di 14 famiglie della Repubblica Democratica del Congo impegnate nell'estrazione del cobalto.
Si contesta così un fenomeno che prosegue da almeno 20 anni. Circa l'80% della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nei giorni scorsi International Rights Advocates ha portato avanti l'istanza di 14 famiglie della Repubblica Democratica del Congo impegnate nell'estrazione del cobalto.<br />Si contesta così un fenomeno che prosegue da almeno 20 anni. Circa l'80% della produzione mondiale di coltan (fondamentale per l'industria elettronica) avviene in Congo, troppo spesso in condizioni disumane.<br />La questione del cobalto non è nuova, se ne sente parlare da quando si è iniziata a capire la sua importanza per l'elettronica e da quando sono emersi i primi dati sulle condizioni della sua produzione. Nel 2016 Amnesty International ha pubblicato un report in cui si confermava che almeno 40.000 bambini lavoravano nell’estrazione del cobalto a mani nude, rischiando la vita nei tunnel.<br />C’è quindi un diretto collegamento con il lavoro minorile: alcune aziende stendono rapporti in cui si sostiene che vengono rispettati diritti e ambiente. Eppure, alcune evidenze mostrano l'opposto.<br />L'Unione Europea è arrivata ad un regolamento della filiera di questi materiali, che entrerà in vigore nel 2022. Dal regolamento è stato però escluso il cobalto: la speranza è che dopo l'entrata in vigore della legge si torni a parlare dell'intera filiera, senza esclusione di materiali.<br />Lo scenario migliore vedrebbe un governo congolese forte e con veri poteri, che dia regole alle multinazionali.<br />Ne parla  John Mpaliza, attivista per la pace in Repubblica Democratica del Congo.]]></itunes:summary><itunes:duration>813</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un'indagine internazionale per le bombe in Yemen - Intervista a Francesco Vignarca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-indagine-internazionale-per-le-bombe-in-yemen-intervista-a-francesco-vignarca--20848529</link><description><![CDATA[Nel dicembre del 2018 sembrava che si fosse vicini a un'intesa per disarmare lo Yemen. Eppure, gli accordi presi a Stoccolma non hanno avuto il futuro che ci si attendeva. Lo Yemen è rimasto un Paese altamente armato e militarizzato, con una fornitura di armi che non si è mai realmente interrotta.<br />Un'iniziativa promossa dalla yemenita Mwatana e da molte associazioni internazionali, tra cui la Rete Italiana per il Disarmo, ha portato alla presentazione di un esposto alla Corte penale internazionale dell'Aja. Già molte organizzazioni avevano iniziato azioni legali nei loro Paesi di origine per rendere illegali le forniture di armi alla coalizione saudita. Molte parti coinvolte nel conflitto avrebbero inoltre violato i diritti umani e commesso crimini di guerra. <br />L'azione legale non riguarda soltanto gli Stati coinvolti direttamente nel conflitto, ma anche le aziende produttrici di armi e i soggetti legati al loro export.<br />Per quanto riguarda invece la risoluzione della guerra in Yemen, al momento pare difficile prevedere se e in che modo potrà avvenire. Un forte impegno di pressione politica da parte della comunità internazionale potrebbe indirizzare verso una soluzione pacifica del conflitto.<br />Ne parla Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20848529</guid><pubDate>Wed, 18 Dec 2019 09:38:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20848529/2019_12_18_francesco_vignarca.mp3" length="9780763" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nel dicembre del 2018 sembrava che si fosse vicini a un'intesa per disarmare lo Yemen. Eppure, gli accordi presi a Stoccolma non hanno avuto il futuro che ci si attendeva. Lo Yemen è rimasto un Paese altamente armato e militarizzato, con una fornitura...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel dicembre del 2018 sembrava che si fosse vicini a un'intesa per disarmare lo Yemen. Eppure, gli accordi presi a Stoccolma non hanno avuto il futuro che ci si attendeva. Lo Yemen è rimasto un Paese altamente armato e militarizzato, con una fornitura di armi che non si è mai realmente interrotta.<br />Un'iniziativa promossa dalla yemenita Mwatana e da molte associazioni internazionali, tra cui la Rete Italiana per il Disarmo, ha portato alla presentazione di un esposto alla Corte penale internazionale dell'Aja. Già molte organizzazioni avevano iniziato azioni legali nei loro Paesi di origine per rendere illegali le forniture di armi alla coalizione saudita. Molte parti coinvolte nel conflitto avrebbero inoltre violato i diritti umani e commesso crimini di guerra. <br />L'azione legale non riguarda soltanto gli Stati coinvolti direttamente nel conflitto, ma anche le aziende produttrici di armi e i soggetti legati al loro export.<br />Per quanto riguarda invece la risoluzione della guerra in Yemen, al momento pare difficile prevedere se e in che modo potrà avvenire. Un forte impegno di pressione politica da parte della comunità internazionale potrebbe indirizzare verso una soluzione pacifica del conflitto.<br />Ne parla Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo.]]></itunes:summary><itunes:duration>408</itunes:duration><itunes:keywords>aja,conflitto,diritti,disarmo,francesco-vignarca,mwatana,rete-disarmo,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'azione di Emergency in Sierra Leone - Intervista a Francesca Bocchini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-azione-di-emergency-in-sierra-leone-intervista-a-francesca-bocchini--20651571</link><description><![CDATA[La Sierra Leone è un Paese che compare nelle cronache dei media spesso solo per qualche evento traumatico per poi scomparire rapidamente dall'attenzione. Emergency è presente sul territorio dal 2001 per fornire servizi essenziali, e oggi agisce con lo stesso obiettivo.<br />In un Paese in cui l'età media è di 18 anni e mezzo, in cui l'aspettativa di vita è molto bassa (intorno ai 52 anni) e la mortalità sotto i 5 anni è molto alta, Emergency ha sentito la necessità di aprire il centro pediatrico di Goderich. Costruito per fornire cure mediche gratuite ai minori di 14 anni, opera anche nel campo della prevenzione, promuovendo buone pratiche d'igiene e nutrizione.<br />Resta importante il problema dell'accesso ai servizi sanitari di base. Emergency lavora quindi anche nell'ambito della formazione di personale, in modo da garantire la sostenibilità dell'intervento.<br />Ne parla Francesca Bocchini, assistente al coordinamento progetti di Emergency.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20651571</guid><pubDate>Wed, 11 Dec 2019 09:46:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20651571/2019_12_11_francesca_bocchini.mp3" length="16109084" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Sierra Leone è un Paese che compare nelle cronache dei media spesso solo per qualche evento traumatico per poi scomparire rapidamente dall'attenzione. 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Emergency lavora quindi anche nell'ambito della formazione di personale, in modo da garantire la sostenibilità dell'intervento.<br />Ne parla Francesca Bocchini, assistente al coordinamento progetti di Emergency.]]></itunes:summary><itunes:duration>672</itunes:duration><itunes:keywords>emergency,francesca-bocchini,salute,sierra-leone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La chiusura del campo di Vucjak - Intervista a Silvia Maraone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-chiusura-del-campo-di-vucjak-intervista-a-silvia-maraone--20598700</link><description><![CDATA[Le autorità bosniache hanno deciso di chiudere il campo profughi di Vucjak. Già da tempo era sotto osservazione a causa delle condizioni al limite del disumano in cui si trovavano a vivere i residenti.<br />La tendopoli sorge su una discarica a poca distanza da un campo minato, e il sopraggiungere dell'inverno ha ulteriormente peggiorato lo stato del campo con il crollo di alcune tende sotto il peso della neve. <br />La richiesta della chiusura del campo di Vucjak è arrivata dopo la visita del commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Dunja Mijatovic, che ha sollevato la questione presso il consiglio di sicurezza bosniaco.<br />Malgrado la chiusura di questo centro, la sensazione è che la rotta migratoria balcanica resterà ancora aperta. Inoltre, rimane aperta una vasta serie di problematiche legate alla scarsa capacità di controllo da parte degli Stati che vengono attraversati da migliaia di persone all'anno.<br />Ne parla Silvia Maraone, esperta di Balcani e migrazioni, coordina progetti a tutela dei rifugiati e richiedenti asilo lungo la rotta balcanica per IPSIA e Caritas Italiana.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20598700</guid><pubDate>Mon, 09 Dec 2019 13:35:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20598700/2019_12_09_silvia_maraone_okk.mp3" length="24594100" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le autorità bosniache hanno deciso di chiudere il campo profughi di Vucjak. Già da tempo era sotto osservazione a causa delle condizioni al limite del disumano in cui si trovavano a vivere i residenti.
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Inoltre, rimane aperta una vasta serie di problematiche legate alla scarsa capacità di controllo da parte degli Stati che vengono attraversati da migliaia di persone all'anno.<br />Ne parla Silvia Maraone, esperta di Balcani e migrazioni, coordina progetti a tutela dei rifugiati e richiedenti asilo lungo la rotta balcanica per IPSIA e Caritas Italiana.]]></itunes:summary><itunes:duration>615</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,bosnia,caritas,ipsia,migrazioni,silvia-maraone,vucjak</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Governo italiano e la redistribuzione di persone migranti. Intervista a Gianfranco Schiavone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-governo-italiano-e-la-redistribuzione-di-persone-migranti-intervista-a-gianfranco-schiavone--20473345</link><description><![CDATA[Il 28 novembre il tribunale di Roma ha accertato il diritto a entrare sul territorio italiano allo scopo di presentare domanda di protezione internazionale per 14 cittadini eritrei respinti nel luglio 2009. La sentenza arriva a seguito di un'azione promossa da Amnesty International Italia e Asgi, e prevede anche il risarcimento dei danni subiti. La richiesta che sta dietro a questa decisione è di rivedere l'atteggiamento amministrativo ed esecutivo.<br />Ci si può allora chiedere se si stia assistendo ad un cambio di passo rispetto al precedente esecutivo, in particolare con l'azione della Ministra dell'Interno Lamorgese. In realtà, è difficile dirlo, a causa dei numeri estremamente bassi. La gestione dei flussi migratori sembra ancora proseguire come operazione che varia caso per caso. <br />Per quanto riguarda la redistribuzione non c'è un testo che definisca criteri univoci. A livello europeo non è ancora chiaro cosa deciderà di proporre la nuova Commissione, se ripartirà dal testo della precedente legislatura o se si opterà per un cambio di rotta. Inoltre, non è chiara quale potrà essere la posizione del Governo italiano in merito.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista e vicepresidente di Asgi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20473345</guid><pubDate>Wed, 04 Dec 2019 09:41:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20473345/2019_12_04_gianfranco_schiavone.mp3" length="14397513" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 28 novembre il tribunale di Roma ha accertato il diritto a entrare sul territorio italiano allo scopo di presentare domanda di protezione internazionale per 14 cittadini eritrei respinti nel luglio 2009. 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A livello europeo non è ancora chiaro cosa deciderà di proporre la nuova Commissione, se ripartirà dal testo della precedente legislatura o se si opterà per un cambio di rotta. 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L'Italia ha un patrimonio immenso ma con alcune criticità, evidenziate dal Rapporto.<br />L'analisi tiene conto di quattro dimensioni diverse: sotto esame quindi non solo la sicurezza, ma anche l'efficacia, l'inclusività e la sostenibilità degli edifici scolastici. Questi parametri uniti permettono di leggere in maniera più dettagliata la complessità delle funzioni delle scuole.<br />Il Rapporto prova a chiarire se l'edilizia scolastica italiana sia al passo con il mondo contemporaneo e con le sue nuove necessità. <br />Negli ultimi decenni, quasi tutti i governi hanno annunciato piani speciali per le scuole, segno che il tema era sentito anche all'interno della politica. Il passo più lungo e importante resta però concepire piani scolastici che siano strutturali e non solo risposte emergenziali.<br />Ne parla Stefano Molina, dirigente di ricerca della Fondazione Agnelli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20447747</guid><pubDate>Tue, 03 Dec 2019 09:32:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20447747/2019_12_02_stefano_molino_fondazione_agnelli.mp3" length="29523838" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì 27 novembre la Fondazione Agnelli ha publlicato il suo Rapporto sull'Edilizia Scolastica. L'Italia ha un patrimonio immenso ma con alcune criticità, evidenziate dal Rapporto.
L'analisi tiene conto di quattro dimensioni diverse: sotto esame...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mercoledì 27 novembre la Fondazione Agnelli ha publlicato il suo Rapporto sull'Edilizia Scolastica. L'Italia ha un patrimonio immenso ma con alcune criticità, evidenziate dal Rapporto.<br />L'analisi tiene conto di quattro dimensioni diverse: sotto esame quindi non solo la sicurezza, ma anche l'efficacia, l'inclusività e la sostenibilità degli edifici scolastici. Questi parametri uniti permettono di leggere in maniera più dettagliata la complessità delle funzioni delle scuole.<br />Il Rapporto prova a chiarire se l'edilizia scolastica italiana sia al passo con il mondo contemporaneo e con le sue nuove necessità. <br />Negli ultimi decenni, quasi tutti i governi hanno annunciato piani speciali per le scuole, segno che il tema era sentito anche all'interno della politica. Il passo più lungo e importante resta però concepire piani scolastici che siano strutturali e non solo risposte emergenziali.<br />Ne parla Stefano Molina, dirigente di ricerca della Fondazione Agnelli.]]></itunes:summary><itunes:duration>738</itunes:duration><itunes:keywords>efficacia,fondazione-agnelli,inclusività,italia,rapporto-edilizia-scolastica,scuola,sicurezza,sostenibilità,stefano-molina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Landmine Monitor, i progressi verso un mondo libero dalle mine - Intervista a Giuseppe Schiavello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/landmine-monitor-i-progressi-verso-un-mondo-libero-dalle-mine-intervista-a-giuseppe-schiavello--20280559</link><description><![CDATA[Il 21 novembre è stata presentata a Ginevra presso le Nazioni Unite la 21º edizione del Landmine Monitor. Attraverso questo strumento si continuano a monitorare i progressi verso un mondo privo di mine antipersona.<br />Oggi sono 164 i Paesi partner del trattato, e anche gli Stati non aderenti hanno delle moratorie sulla vendita di questo tipo di armi e sono monitorati.<br />Oggi la produzione e la vendita massiva sono ferme, ma rimane alto il numero di incidenti da mina. Sono in particolare le popolazioni civili ad essere vittima delle mine. Proprio su questo punto si dovrà concentrare l'attività delle organizzazioni umanitarie.<br />I sopravvissuti ad incidenti da mina spesso vanno a gravare sulle loro famiglie o sulle loro comunità d'appartenenza, tanto da farli considerare ai margini della società.<br />Questa settimana il Report verrà presentato ad Oslo. L'attenzione della Conferenza di Revisione del Trattato di Messa al Bando delle Mine verrà posta proprio sul reinserimento socio-economico dei sopravvissuti a incidenti da mina.<br />Ne parla Giuseppe Schiavello, direttore Campagna Italiana contro le mine onlus.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20280559</guid><pubDate>Tue, 26 Nov 2019 09:42:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20280559/2019_11_26_giuseppe_schiavello.mp3" length="16788833" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 21 novembre è stata presentata a Ginevra presso le Nazioni Unite la 21º edizione del Landmine Monitor. Attraverso questo strumento si continuano a monitorare i progressi verso un mondo privo di mine antipersona.
Oggi sono 164 i Paesi partner del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 21 novembre è stata presentata a Ginevra presso le Nazioni Unite la 21º edizione del Landmine Monitor. Attraverso questo strumento si continuano a monitorare i progressi verso un mondo privo di mine antipersona.<br />Oggi sono 164 i Paesi partner del trattato, e anche gli Stati non aderenti hanno delle moratorie sulla vendita di questo tipo di armi e sono monitorati.<br />Oggi la produzione e la vendita massiva sono ferme, ma rimane alto il numero di incidenti da mina. Sono in particolare le popolazioni civili ad essere vittima delle mine. Proprio su questo punto si dovrà concentrare l'attività delle organizzazioni umanitarie.<br />I sopravvissuti ad incidenti da mina spesso vanno a gravare sulle loro famiglie o sulle loro comunità d'appartenenza, tanto da farli considerare ai margini della società.<br />Questa settimana il Report verrà presentato ad Oslo. L'attenzione della Conferenza di Revisione del Trattato di Messa al Bando delle Mine verrà posta proprio sul reinserimento socio-economico dei sopravvissuti a incidenti da mina.<br />Ne parla Giuseppe Schiavello, direttore Campagna Italiana contro le mine onlus.]]></itunes:summary><itunes:duration>701</itunes:duration><itunes:keywords>campagna-contro-le-mine,giuseppe-schiavello,mine,nazioni-unite,trattato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il mondo del lavoro in Italia e le sue prospettive - Intervista a Maurizio Landini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-mondo-del-lavoro-in-italia-e-le-sue-prospettive-intervista-a-maurizio-landini--20161245</link><description><![CDATA[In questi giorni la vicenda dell'ex ILVA di Taranto è al centro dell'attenzione di tutti quanti si occupino del mondo del lavoro. Ad essere messa in crisi non è solo l'acciaieria pugliese, ma l'intera produzione di acciaio italiana. Sono moltissime le aziende legate all'ex ILVA, e le posizioni contrastanti di ArcelorMittal e del Governo italiano sembrano non tenere in considerazione la difficile posizione di migliaia di lavoratori. Una crisi dell'acciaio da cui sembra difficile uscire senza conseguenze, ma, forse, non impossibile.<br />Per quanto riguarda il Piemonte, risollevare il lavoro significa valorizzare le grandi potenzialità della regione. Negli ultimi anni si è assistito a un processo di deindustrializzazione, quindi sembra necessario un ripensamento attraverso politiche nazionali e regionali di investimento.<br />In un momento in cui il mercato del lavoro si sta trasformando, con l'aumento della dicotomia tra lavoratore e consumatore, i sindacati possono ancora trovare un loro spazio e una loro identità.<br />Ne parla Maurizio Landini, segretario generale delle CGIL.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20161245</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2019 10:33:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20161245/landini.mp3" length="41128080" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In questi giorni la vicenda dell'ex ILVA di Taranto è al centro dell'attenzione di tutti quanti si occupino del mondo del lavoro. Ad essere messa in crisi non è solo l'acciaieria pugliese, ma l'intera produzione di acciaio italiana. 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Negli ultimi anni si è assistito a un processo di deindustrializzazione, quindi sembra necessario un ripensamento attraverso politiche nazionali e regionali di investimento.<br />In un momento in cui il mercato del lavoro si sta trasformando, con l'aumento della dicotomia tra lavoratore e consumatore, i sindacati possono ancora trovare un loro spazio e una loro identità.<br />Ne parla Maurizio Landini, segretario generale delle CGIL.]]></itunes:summary><itunes:duration>1028</itunes:duration><itunes:keywords>cgil,lavoro,maurizio-landini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rapporto Eures 2019 e l'emergenza femminicidio - Intervista a Stefania Campisi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rapporto-eures-2019-e-l-emergenza-femminicidio-intervista-a-stefania-campisi--20160185</link><description><![CDATA[Il Rapporto Eures 2019 è stato pubblicato il 19 novembre. Basato sui dati del 2018, mostra come il femminicidio e la violenza di genere siano tra le più gravi (sebbene sottovalutate) emergenze sociali.<br />Il fenomeno è molto complesso e articolato, e sicuramente non va ridotto ai semplici aspetti numerici. I piani coinvolti sono molti, si va dalla politica agli aspetti legislativi, dalla cultura alla società. La tendenza è mondiale, non solo italiana, ma nel nostro Paese si registra qualche particolarità.<br />Sono innanzitutto cresciute le denunce per violenze sessuali e per stalking, segno che si iniziano a conoscere e a usare gli strumenti legislativi che consentono la prevenzione.<br />Altro aspetto importante è la percezione che si ha del fenomeno nel dire comune, veicolata dai media. La violenza di genere e i femminicidi hanno molto meno risalto rispetto, ad esempio, agli omicidi per rapina, sebbene questi abbiano un'incidenza ben inferiore.<br />E allora tutto può essere ricondotto alla società, alla cultura che propone un modello di disparità tra uomo e donna. I modelli di riferimento più comuni ribadiscono questa distanza tra i due sessi, persino a partire dai libri scolastici.<br />Ne parla Stefania Campisi, operatrice dei centri antiviolenza Le Onde.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20160185</guid><pubDate>Thu, 21 Nov 2019 09:52:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20160185/2019_11_21_stefania_campisi.mp3" length="14437864" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Rapporto Eures 2019 è stato pubblicato il 19 novembre. 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Il fenomeno è molto complesso e articolato, e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Rapporto Eures 2019 è stato pubblicato il 19 novembre. Basato sui dati del 2018, mostra come il femminicidio e la violenza di genere siano tra le più gravi (sebbene sottovalutate) emergenze sociali.<br />Il fenomeno è molto complesso e articolato, e sicuramente non va ridotto ai semplici aspetti numerici. I piani coinvolti sono molti, si va dalla politica agli aspetti legislativi, dalla cultura alla società. La tendenza è mondiale, non solo italiana, ma nel nostro Paese si registra qualche particolarità.<br />Sono innanzitutto cresciute le denunce per violenze sessuali e per stalking, segno che si iniziano a conoscere e a usare gli strumenti legislativi che consentono la prevenzione.<br />Altro aspetto importante è la percezione che si ha del fenomeno nel dire comune, veicolata dai media. La violenza di genere e i femminicidi hanno molto meno risalto rispetto, ad esempio, agli omicidi per rapina, sebbene questi abbiano un'incidenza ben inferiore.<br />E allora tutto può essere ricondotto alla società, alla cultura che propone un modello di disparità tra uomo e donna. I modelli di riferimento più comuni ribadiscono questa distanza tra i due sessi, persino a partire dai libri scolastici.<br />Ne parla Stefania Campisi, operatrice dei centri antiviolenza Le Onde.]]></itunes:summary><itunes:duration>602</itunes:duration><itunes:keywords>centri-antiviolenza,eures,rete-di.re.,stefania-campisi,violenza-di-genere</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il passo indietro sui combustibili fossili della Banca Europea degli Investimenti - Intervista a Elena Gerbizza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-passo-indietro-sui-combustibili-fossili-della-banca-europea-degli-investimenti-intervista-a-elena-gerbizza--20092573</link><description><![CDATA[A fine luglio la BEI (Banca Europea degli Investimenti) aveva deciso di presentare la sua strategia di investimenti. Il board della Banca ha deciso il 15 di novembre di fare un passo indietro sui combustibili fossili, facendo quindi un passo in avanti.<br />La discussione con i Governi che fanno parte del board procedeva da settembre, e fino all'ultimo non si è saputo con certezza se si sarebbe raggiunto un accordo conclusivo. Anche se la decisione finale non ha ricevuto un'approvazione unanime, si tratta comunque di un risultato importante.<br />Quindi, dal 2021 la BEI non dovrebbe più finanziare progetti che prevedano l'impiego di combustibili fossili. Ci sono però ancora alcuni punti deboli dell'accordo, e le industrie potrebbero tentare di forzarli in loro favore.<br />Ne parla Elena Gerebizza, dell'associazione Re:Common]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20092573</guid><pubDate>Mon, 18 Nov 2019 09:30:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20092573/2019_11_18_elena_gerebizza.mp3" length="13714208" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A fine luglio la BEI (Banca Europea degli Investimenti) aveva deciso di presentare la sua strategia di investimenti. Il board della Banca ha deciso il 15 di novembre di fare un passo indietro sui combustibili fossili, facendo quindi un passo in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A fine luglio la BEI (Banca Europea degli Investimenti) aveva deciso di presentare la sua strategia di investimenti. Il board della Banca ha deciso il 15 di novembre di fare un passo indietro sui combustibili fossili, facendo quindi un passo in avanti.<br />La discussione con i Governi che fanno parte del board procedeva da settembre, e fino all'ultimo non si è saputo con certezza se si sarebbe raggiunto un accordo conclusivo. Anche se la decisione finale non ha ricevuto un'approvazione unanime, si tratta comunque di un risultato importante.<br />Quindi, dal 2021 la BEI non dovrebbe più finanziare progetti che prevedano l'impiego di combustibili fossili. Ci sono però ancora alcuni punti deboli dell'accordo, e le industrie potrebbero tentare di forzarli in loro favore.<br />Ne parla Elena Gerebizza, dell'associazione Re:Common]]></itunes:summary><itunes:duration>572</itunes:duration><itunes:keywords>ambiente,bei,combustibili-fossili,elena-gerebizza,investimenti,re:common</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Una rivoluzione silenziosa", il nuovo rapporto di Emergency - Intervista a Raffaela Baiocchi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-rivoluzione-silenziosa-il-nuovo-rapporto-di-emergency-intervista-a-raffaela-baiocchi--20044642</link><description><![CDATA[A metà ottobre Emergency ha pubblicato il suo nuovo rapporto, Una rivoluzione silenziosa. Il report è dedicato in particolare al Centro di maternità di Anabah, nella valle del Panshir.<br />Siamo in un'area rurale e montuosa, con piccoli villaggi e insediamenti sparsi. In un territorio dove l'accesso alle infrastrutture e ai servizi non è né immediato né scontato, la presenza di Emergency (attiva in Afghanistan dal 1999) diventa fondamentale per la popolazione, in particolare quella femminile.<br />Negli ultimi anni è infatti cresciuto il numero delle operatrici che provengono dall'area in cui si trova il Centro. Si è innescato un circolo virtuoso che vede una sorta di osmosi tra operatori e pazienti e rappresenta la conquista di un'indipendenza per le ragazze locali.<br />Ne parla Raffaela Baiocchi, ginecologa presso il Centro di maternità di Anabah di Emergency.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20044642</guid><pubDate>Fri, 15 Nov 2019 10:26:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20044642/2019_11_13_raffaela_baiocchi.mp3" length="23057535" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A metà ottobre Emergency ha pubblicato il suo nuovo rapporto, Una rivoluzione silenziosa. Il report è dedicato in particolare al Centro di maternità di Anabah, nella valle del Panshir.
Siamo in un'area rurale e montuosa, con piccoli villaggi e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A metà ottobre Emergency ha pubblicato il suo nuovo rapporto, Una rivoluzione silenziosa. Il report è dedicato in particolare al Centro di maternità di Anabah, nella valle del Panshir.<br />Siamo in un'area rurale e montuosa, con piccoli villaggi e insediamenti sparsi. In un territorio dove l'accesso alle infrastrutture e ai servizi non è né immediato né scontato, la presenza di Emergency (attiva in Afghanistan dal 1999) diventa fondamentale per la popolazione, in particolare quella femminile.<br />Negli ultimi anni è infatti cresciuto il numero delle operatrici che provengono dall'area in cui si trova il Centro. Si è innescato un circolo virtuoso che vede una sorta di osmosi tra operatori e pazienti e rappresenta la conquista di un'indipendenza per le ragazze locali.<br />Ne parla Raffaela Baiocchi, ginecologa presso il Centro di maternità di Anabah di Emergency.]]></itunes:summary><itunes:duration>577</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,centro-di-maternità,emergency,raffaela-baiocchi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La Cassazione fa chiarezza sul decreto Sicurezza - Intervista a Nazzarena Zorzella</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-cassazione-fa-chiarezza-sul-decreto-sicurezza-intervista-a-nazzarena-zorzella--20044445</link><description><![CDATA[Una sentenza delle Sezioni Unite civili della Cassazione ha fatto chiarezza sul decreto sicurezza a firma Salvini e sulla protezione umanitaria.<br />Il Ministero dell'Interno aveva fatto ricorso alla Corte di Cassazione contro il riconoscimento della protezione umanitaria a tre richiedenti. La Corte d'appello di Trieste aveva sostenuto la sua decisione sulla base del livello di integrazione sociale che le persone avevano raggiunto.<br />La Corte di Cassazione mette chiarezza su diversi aspetti della questione. Innanzitutto, si ribadisce la non retroattività del decreto sicurezza: tutte le domande presentate entro il 5 ottobre 2018 andranno esaminate secondo la normativa precedente. Per quanto riguarda la protezione umanitaria si ribadisce invece, in fase di esame della domanda, la necessità di una comparazione con le condizioni a cui sarebbe esposto il richiedente nel suo Paese.<br />Ne parla Nazzarena Zorzella, avvocata di Asgi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20044445</guid><pubDate>Fri, 15 Nov 2019 10:05:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20044445/2019_11_15_nazzarena_zorzella.mp3" length="25969299" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Una sentenza delle Sezioni Unite civili della Cassazione ha fatto chiarezza sul decreto sicurezza a firma Salvini e sulla protezione umanitaria.
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Per quanto riguarda la protezione umanitaria si ribadisce invece, in fase di esame della domanda, la necessità di una comparazione con le condizioni a cui sarebbe esposto il richiedente nel suo Paese.<br />Ne parla Nazzarena Zorzella, avvocata di Asgi.]]></itunes:summary><itunes:duration>650</itunes:duration><itunes:keywords>cassazione,decreto-sicurezza,migranti,nazzarena-zorzella,protezione-umanitaria,salvini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Se si ferma l'Ilva di Taranto - Intervista a Bruno Manganaro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/se-si-ferma-l-ilva-di-taranto-intervista-a-bruno-manganaro--20005511</link><description><![CDATA[Taranto, per quanto riguarda l'intera vicenda Ilva, è il punto centrale. Lo stabilimento pugliese è al centro tanto del dibattito politico quanto di quello che si solleva nell'opinione pubblica, ma l'attuale situazione rischia di mettere in crisi un intero processo produttivo.<br />Nello stabilimento Ilva di Cornigliano, a Genova, si trasforma l'acciaio prodotto a Taranto. Se l'acciaieria pugliese si ferma, anche Conrigliano si deve bloccare. <br />Probabilmente uno stop completo arriverà tra poco più di una settimana. I lavoratori hanno già annunciato che scenderanno per le strade di Genova, e a loro è stata già garantita vicinanza da parte della città e della regione.<br />Ne parla Bruno Manganaro, segretario della Fiom di Genova.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20005511</guid><pubDate>Wed, 13 Nov 2019 09:59:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20005511/2019_11_13_bruno_manganaro.mp3" length="13451657" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Taranto, per quanto riguarda l'intera vicenda Ilva, è il punto centrale. Lo stabilimento pugliese è al centro tanto del dibattito politico quanto di quello che si solleva nell'opinione pubblica, ma l'attuale situazione rischia di mettere in crisi un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Taranto, per quanto riguarda l'intera vicenda Ilva, è il punto centrale. Lo stabilimento pugliese è al centro tanto del dibattito politico quanto di quello che si solleva nell'opinione pubblica, ma l'attuale situazione rischia di mettere in crisi un intero processo produttivo.<br />Nello stabilimento Ilva di Cornigliano, a Genova, si trasforma l'acciaio prodotto a Taranto. Se l'acciaieria pugliese si ferma, anche Conrigliano si deve bloccare. <br />Probabilmente uno stop completo arriverà tra poco più di una settimana. I lavoratori hanno già annunciato che scenderanno per le strade di Genova, e a loro è stata già garantita vicinanza da parte della città e della regione.<br />Ne parla Bruno Manganaro, segretario della Fiom di Genova.]]></itunes:summary><itunes:duration>337</itunes:duration><itunes:keywords>acciaio,bruno-manganaro,cornigliano,fiom,genova,ilva,taranto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A che punto sono le proteste di Hong Kong - Intervista a Gabriele Battaglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-che-punto-sono-le-proteste-di-hong-kong-intervista-a-gabriele-battaglia--20005191</link><description><![CDATA[Le proteste di Hong Kong sono cambiate. Innanzitutto, le manifestazioni si sono estese anche ai giorni lavorativi, modificando lo schema seguito fino ad ora. Dopo la morte di un ragazzo la scorsa settimana è cresciuta la rabbia, e poi ancora il caso del poliziotto che ha sparato ad uno studente lunedì mattina ha aumentato il fermento.<br />È la rabbia, oggi, l'elemento fondante delle proteste. È la rabbia che porta in piazza i giovani e gli studenti. L'impressione, al momento, è che sembra mancare una visione politica d'insieme, senza la quale però non è possibile arrivare ad una ricomposizione.<br />Intanto continuano le retate e la repressione della polizia, che negli scorsi giorni ha fatto irruzione nelle università, prima al Politecnico e poi alla Hong Kong University.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, conduttore del Il cielo sopra Pechino e corrispondente da Pechino per Radio Popolare, Internazionale e RSI.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/20005191</guid><pubDate>Wed, 13 Nov 2019 09:33:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/20005191/2019_11_13_gabriele_battaglia.mp3" length="23925065" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le proteste di Hong Kong sono cambiate. Innanzitutto, le manifestazioni si sono estese anche ai giorni lavorativi, modificando lo schema seguito fino ad ora. 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L'impressione, al momento, è che sembra mancare una visione politica d'insieme, senza la quale però non è possibile arrivare ad una ricomposizione.<br />Intanto continuano le retate e la repressione della polizia, che negli scorsi giorni ha fatto irruzione nelle università, prima al Politecnico e poi alla Hong Kong University.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, conduttore del Il cielo sopra Pechino e corrispondente da Pechino per Radio Popolare, Internazionale e RSI.]]></itunes:summary><itunes:duration>598</itunes:duration><itunes:keywords>cina,gabriele-battaglia,hong-kong,polizia,proteste,studenti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Gli stranieri ci rubano il lavoro?" - Intervista a Enrico Di Pasquale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gli-stranieri-ci-rubano-il-lavoro-intervista-a-enrico-di-pasquale--19986671</link><description><![CDATA[La Fondazione Leone Moressa ha presentato a Roma lo studio "Gli stranieri ci rubano il lavoro?", in cui ci si interroga sulla relazione tra immigrazione, lavoro ed economia.<br />Il punto di partenza è uno stereotipo, quello dell'occupazione di tutti i posti di lavoro disponibili da parte degli stranieri.<br />La problematica è in realtà molto più complessa: la trasformazione del mercato viene seguita dalle diverse realtà che lo compongono. CI troviamo quindi in una relazione di complementarietà tra il lavoro svolto da italiani e quello svolto da stranieri. Una prospettiva però difficile da inquadrare, soprattutto alla luce del dibattito e delle scelte politiche in atto dal 2002 ad oggi.<br />Ne parla Enrico Di Pasquale, ricercatore della Fondazione Leone Moressa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19986671</guid><pubDate>Tue, 12 Nov 2019 09:26:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19986671/2019_11_12_enrico_di_pasquale.mp3" length="18875411" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Fondazione Leone Moressa ha presentato a Roma lo studio "Gli stranieri ci rubano il lavoro?", in cui ci si interroga sulla relazione tra immigrazione, lavoro ed economia.
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Una prospettiva però difficile da inquadrare, soprattutto alla luce del dibattito e delle scelte politiche in atto dal 2002 ad oggi.<br />Ne parla Enrico Di Pasquale, ricercatore della Fondazione Leone Moressa.]]></itunes:summary><itunes:duration>472</itunes:duration><itunes:keywords>enrico-di-pasquale,fondazione-leone-moressa,immigrazione,italia,lavoro,migrazioni,stranieri</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'attacco ai militari italiani in Iraq - Intervista a Alfio Nicotra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-attacco-ai-militari-italiani-in-iraq-intervista-a-alfio-nicotra--19968743</link><description><![CDATA[Nella mattina del 10 novembre vicino alla città di Kirkuk in Iraq si è verificato un attentato contro un gruppo di militari italiani di ritorno da una missione. I feriti sono cinque, di cui tre in condizioni gravi, anche se nessuno è in pericolo di vita.<br />Con ogni probabilità l'attacco è riconducibile a milizie legate al Daesh. Queste hanno rafforzato il loro sentimento di rivalsa nei confronti dei curdi, in particolar modo dopo l'invasione turca del nord-est della Siria.<br />Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per fare chiarezza sull'accaduto. La città di Kirkuk si trova al di fuori dell'area ufficialmente di competenza delle forze italiane: restano quindi da capire le cause della presenza nella zona dei militari.<br />Ne parla Alfio Nicotra, co-presidente di Un Ponte Per...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19968743</guid><pubDate>Mon, 11 Nov 2019 09:50:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19968743/2019_11_11_alfio_nicotra.mp3" length="12979284" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella mattina del 10 novembre vicino alla città di Kirkuk in Iraq si è verificato un attentato contro un gruppo di militari italiani di ritorno da una missione. 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La città di Kirkuk si trova al di fuori dell'area ufficialmente di competenza delle forze italiane: restano quindi da capire le cause della presenza nella zona dei militari.<br />Ne parla Alfio Nicotra, co-presidente di Un Ponte Per...]]></itunes:summary><itunes:duration>541</itunes:duration><itunes:keywords>alfio-nicotra,attacco,attentato,daesh,iraq,italia,kirkuk,medio-oriente,militari,un-ponte-per</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa succede sulla rotta balcanica - Intervista a Silvia Maraone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-succede-sulla-rotta-balcanica-intervista-a-silvia-maraone--19883568</link><description><![CDATA[In queste settimane l'attenzione mediatica è incentrata sulla rotta migratoria mediterranea, anche a seguito del dibattito sul memorandum Italia-Libia. Basta però spostare l'attenzione un po' ad oriente per trovare un'altra rotta, di cui si parla molto meno.<br />Nel 2015 la rotta balcanica era stata dichiarata chiusa per via degli accordi della Turchia, ma ora, a quattro anni di distanza, sappiamo che ciò non è accaduto.<br />Nell'ultimo mese sono cresciuti i rastrellamenti, in particolare nella cittadina di Bihac in Bosnia Erzegovina. I migranti e richiedenti asilo presenti in città avrebbero come unico obiettivo di passare la frontiera per andare verso i paesi dell'Unione Europea. A giugno è stato creato un campo per contenerli, ma che presto si è ridotto al sovraffollamento.<br />Ci sarebbe da fare fronte a una situazione umanitaria molto importante, ma cosa sta succedendo sul campo?<br />Ne parla Silvia Maraone, esperta di Balcani e migrazioni, coordina i progetti a tutela dei rifugiati e richiedenti asilo lungo la rotta balcanica per IPSIA e Caritas Italiana.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19883568</guid><pubDate>Wed, 06 Nov 2019 09:54:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19883568/2019_11_06_silvia_maraone.mp3" length="24135259" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In queste settimane l'attenzione mediatica è incentrata sulla rotta migratoria mediterranea, anche a seguito del dibattito sul memorandum Italia-Libia. 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A giugno è stato creato un campo per contenerli, ma che presto si è ridotto al sovraffollamento.<br />Ci sarebbe da fare fronte a una situazione umanitaria molto importante, ma cosa sta succedendo sul campo?<br />Ne parla Silvia Maraone, esperta di Balcani e migrazioni, coordina i progetti a tutela dei rifugiati e richiedenti asilo lungo la rotta balcanica per IPSIA e Caritas Italiana.]]></itunes:summary><itunes:duration>604</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,bihac,caritas,migrazioni,rotta-balcanica,silvia-maraone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La situazione dei diritti umani in Italia - Intervista a Riccardo Nouri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-situazione-dei-diritti-umani-in-italia-intervista-a-riccardo-nouri--19846392</link><description><![CDATA[Oggi inizia Revisione periodica universale per l'Italia: si tratta di una procedura per cui, ogni quattro anni circa, ogni Paese membro delle Nazioni Unite si sottopone a un esame in materia di diritti umani.<br />L'ultimo esame per l'Italia si era svolto nel 2014, e da allora sono stati fatti alcuni passi in avanti.<br />Eppure sembra che il clima d'odio e di scontro che si è accresciuto nell'ultimo anno possa influire sul giudizio finale della commissione di Stati che analizzerà l'Italia.<br />Ne parla Riccardo Nouri, portavoce di Amnesty Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19846392</guid><pubDate>Mon, 04 Nov 2019 10:18:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19846392/2019_11_04_riccardo_nouri.mp3" length="7848588" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi inizia Revisione periodica universale per l'Italia: si tratta di una procedura per cui, ogni quattro anni circa, ogni Paese membro delle Nazioni Unite si sottopone a un esame in materia di diritti umani.
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Al di là dei metodi di conduzione della campagna per la ricerca del consenso popolare intorno a questo disegno di legge, si tratterebbe di un unicum: si renderebbe illegale tutto ciò che nella maggioranza dei paesi occidentali è uno standard educativo pienamente accettato.<br />Ne parla Pawel Gajewski, pastore valdese delle comunità di Terni e Perugia.]]></itunes:summary><itunes:duration>542</itunes:duration><itunes:keywords>educazione-sessuale,legge,pawel-gajewski,polonia,stop-pedofilia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'accordo tra Turchia e Russia sulla Siria - Intervista a Luca Cafagna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-accordo-tra-turchia-e-russia-sulla-siria-intervista-a-luca-cafagna--19643816</link><description><![CDATA[Dopo un lungo incontro (si parla di circa 7 ore di colloquio) il presidente turco Erdogan e il suo omologo russo Putin hanno raggiunto un accordo per una tregua nel nord-est della Siria. Un cessate il fuoco di 150 ore per permettere il ritiro completo delle milizie curde e pattugliamenti congiunti delle truppe turche e russe oltre il confine turco.<br />Restano però molto forti le preoccupazioni per il rispetto dei diritti umani nella safe zone: non è  chiaro se la nuova situazione amministrativa che si andrà a creare potrà permettere l'accesso agli operatori umanitari.<br />Ne parla Luca Cafagna, project manager di Un ponte per... Centro operativo per la Siria di Dohuk.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19643816</guid><pubDate>Wed, 23 Oct 2019 08:23:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19643816/2019_10_23_luca_cafagna.mp3" length="19203293" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo un lungo incontro (si parla di circa 7 ore di colloquio) il presidente turco Erdogan e il suo omologo russo Putin hanno raggiunto un accordo per una tregua nel nord-est della Siria. Un cessate il fuoco di 150 ore per permettere il ritiro completo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo un lungo incontro (si parla di circa 7 ore di colloquio) il presidente turco Erdogan e il suo omologo russo Putin hanno raggiunto un accordo per una tregua nel nord-est della Siria. Un cessate il fuoco di 150 ore per permettere il ritiro completo delle milizie curde e pattugliamenti congiunti delle truppe turche e russe oltre il confine turco.<br />Restano però molto forti le preoccupazioni per il rispetto dei diritti umani nella safe zone: non è  chiaro se la nuova situazione amministrativa che si andrà a creare potrà permettere l'accesso agli operatori umanitari.<br />Ne parla Luca Cafagna, project manager di Un ponte per... Centro operativo per la Siria di Dohuk.]]></itunes:summary><itunes:duration>480</itunes:duration><itunes:keywords>conflitto,curdi,luca-cafagna,russia,siria,tregua,turchia,un-ponte-per</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rapporto "La cattiva stagione" di Medici per i diritti umani - Intervista a Mariarita Peca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rapporto-la-cattiva-stagione-di-medici-per-i-diritti-umani-intervista-a-mariarita-peca--19625786</link><description><![CDATA[Il rapporto "La cattiva stagione" di Medici per i diritti umani presenta la difficile situazione in uno dei principali distretti agricoli italiani. Siamo nella Capitanata, in Puglia. Qui si intrecciano migrazione, lavoro agricolo e sfruttamento, con pesanti conseguenze sociali e mediche.<br />Nel rapporto si prova però ad andare a monte, cercando le cause di questa situazione difficile di marginalità ed esclusione.<br />Ne parla Mariarita Peca, coordinatrice dei progetti nazionali di Medici per i diritti umani.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19625786</guid><pubDate>Tue, 22 Oct 2019 08:20:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19625786/2019_10_22_mariarita_peca.mp3" length="14438237" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il rapporto "La cattiva stagione" di Medici per i diritti umani presenta la difficile situazione in uno dei principali distretti agricoli italiani. Siamo nella Capitanata, in Puglia. Qui si intrecciano migrazione, lavoro agricolo e sfruttamento, con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il rapporto "La cattiva stagione" di Medici per i diritti umani presenta la difficile situazione in uno dei principali distretti agricoli italiani. Siamo nella Capitanata, in Puglia. Qui si intrecciano migrazione, lavoro agricolo e sfruttamento, con pesanti conseguenze sociali e mediche.<br />Nel rapporto si prova però ad andare a monte, cercando le cause di questa situazione difficile di marginalità ed esclusione.<br />Ne parla Mariarita Peca, coordinatrice dei progetti nazionali di Medici per i diritti umani.]]></itunes:summary><itunes:duration>361</itunes:duration><itunes:keywords>capitanata,la-cattiva-stagione,lavoro,mariarita-peca,medici-per-i-diritti-umani,migrazione,puglia,rapporto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il ritorno di un movimento femminista in Palestina - Intervista a Cecilia Dalla Negra</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-ritorno-di-un-movimento-femminista-in-palestina-intervista-a-cecilia-dalla-negra--19547258</link><description><![CDATA[There is no free homeland without women’s freedom, non c'è libertà per la patria senza la libertà per le donne. Questo è lo slogan scelto dalle manifestanti palestinesi per le loro mobilitazioni, partite a fine dello scorso settembre.<br />Per le strade della Palestina occupata è stato portato il tema della denuncia della violenza di genere, ma c'è di più. Le proteste andavano oltre la denuncia dei femminicidi, ma si cercava di contestualizzarli in un sistema di patriarcato e di occupazione del territorio.<br />Ne parla Cecilia Dalla Negra, giornalista che da molti anni si occupa di Palestina.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19547258</guid><pubDate>Thu, 17 Oct 2019 08:32:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19547258/2019_10_09_cecilia_dalla_negra.mp3" length="23882863" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>There is no free homeland without women’s freedom, non c'è libertà per la patria senza la libertà per le donne. Questo è lo slogan scelto dalle manifestanti palestinesi per le loro mobilitazioni, partite a fine dello scorso settembre.
Per le strade...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[There is no free homeland without women’s freedom, non c'è libertà per la patria senza la libertà per le donne. Questo è lo slogan scelto dalle manifestanti palestinesi per le loro mobilitazioni, partite a fine dello scorso settembre.<br />Per le strade della Palestina occupata è stato portato il tema della denuncia della violenza di genere, ma c'è di più. Le proteste andavano oltre la denuncia dei femminicidi, ma si cercava di contestualizzarli in un sistema di patriarcato e di occupazione del territorio.<br />Ne parla Cecilia Dalla Negra, giornalista che da molti anni si occupa di Palestina.]]></itunes:summary><itunes:duration>597</itunes:duration><itunes:keywords>cecilia-dalla-negra,femminicidio,femminismo,palestina,proteste,violenza-di-genere</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La dispersione scolastica implicita nei dati INVALSI - Intervista a Roberto Ricci</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-dispersione-scolastica-implicita-nei-dati-invalsi-intervista-a-roberto-ricci--19547219</link><description><![CDATA[Un nuovo studio realizzato da INVALSI - Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione - considera i dati dei ragazzi che concludono il loro percorso di studi senza però avere le competenze base per il loro inserimento nel mondo lavorativo. Il problema è anche sociale, perché in questo modo si creerebbe un grande bacino di esclusione sociale.<br />Lo strumento delle Prove INVALSI permette la valutazione sia qualitativa che quantitativa di questo fenomeno, altrimenti invisibile.<br />Ne parla Roberto Ricci, dirigente di ricerca INVALSI, responsabile dell’Area prove nazionali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19547219</guid><pubDate>Thu, 17 Oct 2019 08:14:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19547219/2019_10_11_roberto_ricci_ok.mp3" length="15434743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Un nuovo studio realizzato da INVALSI - Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione - considera i dati dei ragazzi che concludono il loro percorso di studi senza però avere le competenze base per il loro...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un nuovo studio realizzato da INVALSI - Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione - considera i dati dei ragazzi che concludono il loro percorso di studi senza però avere le competenze base per il loro inserimento nel mondo lavorativo. Il problema è anche sociale, perché in questo modo si creerebbe un grande bacino di esclusione sociale.<br />Lo strumento delle Prove INVALSI permette la valutazione sia qualitativa che quantitativa di questo fenomeno, altrimenti invisibile.<br />Ne parla Roberto Ricci, dirigente di ricerca INVALSI, responsabile dell’Area prove nazionali.]]></itunes:summary><itunes:duration>386</itunes:duration><itunes:keywords>dispersione-scolastica,implicita,invalsi,italia,lavoro,roberto-ricci,società,studenti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un premio Nobel discusso - Intervista a Alfredo Sasso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-premio-nobel-discusso-intervista-a-alfredo-sasso--19455878</link><description><![CDATA[L'attribuzione del premio Nobel per la letteratura 2019 a Peter Handke ha destato qualche perplessità e molte polemiche, in particolare in alcuni Paesi dell'ex-Jugoslavia. Handke, infatti, è noto per le sue dichiarazioni su Slobodan Milošević, accusato di crimini contro l'umanità per operazioni di pulizia etnica in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo. <br />La questione è però forse più ampia. La scelta di premiare Handke può essere figlia di un tempo in cui riemerge un certo revisionismo storico.<br />Ne parla Alfredo Sasso, co-conduttore di Kiosk, e ricercatore e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19455878</guid><pubDate>Fri, 11 Oct 2019 08:42:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19455878/alfredo_sasso_11_10_2019.mp3" length="23771432" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'attribuzione del premio Nobel per la letteratura 2019 a Peter Handke ha destato qualche perplessità e molte polemiche, in particolare in alcuni Paesi dell'ex-Jugoslavia. Handke, infatti, è noto per le sue dichiarazioni su Slobodan Milošević,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'attribuzione del premio Nobel per la letteratura 2019 a Peter Handke ha destato qualche perplessità e molte polemiche, in particolare in alcuni Paesi dell'ex-Jugoslavia. Handke, infatti, è noto per le sue dichiarazioni su Slobodan Milošević, accusato di crimini contro l'umanità per operazioni di pulizia etnica in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo. <br />La questione è però forse più ampia. La scelta di premiare Handke può essere figlia di un tempo in cui riemerge un certo revisionismo storico.<br />Ne parla Alfredo Sasso, co-conduttore di Kiosk, e ricercatore e collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.]]></itunes:summary><itunes:duration>595</itunes:duration><itunes:keywords>alfredo-sasso,milosevic,nobel,osservatorio-balcani-e-caucaso,peter-handke,premio-nobel,transeuropa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2019-10-11 - Una nuova emergenza nel nord-est della Siria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2019-10-11-una-nuova-emergenza-nel-nord-est-della-siria--19439329</link><description><![CDATA[Con l’attacco aereo e via terra avviato dalla Turchia nel nord-est della Siria si è aperto un nuovo capitolo nel conflitto siriano, in corso ormai dal 2011. In particolare, questa volta l’obiettivo è la fascia controllata dai curdi, considerati terroristi da Ankara e supportati, fino a pochi giorni fa, dagli Stati Uniti, che hanno deciso invece di non opporsi all’operazione turca. Questa mattina, in una delle poche pause negli interventi d’urgenza, è stato possibile metterci in contatto con il dottor Sherwan Bery, co-presidente di Heyva Sor a Kurd, la Mezzaluna rossa curda della Federazione della Siria del Nord.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19439329</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2019 14:20:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19439329/2019_10_11_doctor_sherwan_bery_co_president_of_heyva_sor_a_kurd_the_kurd_red_crescent_in_northern_syrian_federation_italiano.mp3" length="16526733" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con l’attacco aereo e via terra avviato dalla Turchia nel nord-est della Siria si è aperto un nuovo capitolo nel conflitto siriano, in corso ormai dal 2011. In particolare, questa volta l’obiettivo è la fascia controllata dai curdi, considerati...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con l’attacco aereo e via terra avviato dalla Turchia nel nord-est della Siria si è aperto un nuovo capitolo nel conflitto siriano, in corso ormai dal 2011. In particolare, questa volta l’obiettivo è la fascia controllata dai curdi, considerati terroristi da Ankara e supportati, fino a pochi giorni fa, dagli Stati Uniti, che hanno deciso invece di non opporsi all’operazione turca. Questa mattina, in una delle poche pause negli interventi d’urgenza, è stato possibile metterci in contatto con il dottor Sherwan Bery, co-presidente di Heyva Sor a Kurd, la Mezzaluna rossa curda della Federazione della Siria del Nord.]]></itunes:summary><itunes:duration>413</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>A new Syrian Emergency - Oct 10, 2019 - Sherwan Bery, Co-president of Kurd Red Crescent</title><link>https://www.spreaker.com/episode/a-new-syrian-emergency-oct-10-2019-sherwan-bery-co-president-of-kurd-red-crescent--19437703</link><description><![CDATA[Another chapter in the Syrian war started this week with the Turkish attack against the NE part of Syria, in particular targeting the Kurd population in the area. So, we’re connected with Doctor Sherwan Bery, Co-president of Heyva Sor a Kurd, the Kurd Red Crescent in Northern Syrian Federation.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19437703</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2019 12:12:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19437703/2019_10_10_doctor_sherwan_bery_co_president_of_heyva_sor_a_kurd_the_kurd_red_crescent_in_northern_syrian_federation_ok.mp3" length="20270184" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Another chapter in the Syrian war started this week with the Turkish attack against the NE part of Syria, in particular targeting the Kurd population in the area. 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So, we’re connected with Doctor Sherwan Bery, Co-president of Heyva Sor a Kurd, the Kurd Red Crescent in Northern Syrian Federation.]]></itunes:summary><itunes:duration>507</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'attacco antisemita di Halle - Intervista a Simone Zoppellaro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-attacco-antisemita-di-halle-intervista-a-simone-zoppellaro--19435490</link><description><![CDATA[Nella mattina del 9 ottobre un uomo ha cercato di entrare nella sinagoga della cittadina tedesca di Halle per compiere un attentato antisemita. Non essendo riuscito ad entrare ha scatenato una sparatoria in strada e in un negozio di kebab, causando la morte di due persone e ferendone altre due.<br />La Germania è sotto shock, per un attacco che sin dal primo momento è stato chiaramente di carattere antisemita. Un duro colpo per una nazione che per tutto il secondo dopoguerra ha dovuto fare i conti con se stessa su questa materia.<br />Ne parla Simone Zoppellaro, conduttore di Kiosk e ambasciatore di Gariwo – Foresta dei giusti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19435490</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2019 09:04:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19435490/2019_10_10_simone_zoppellaro.mp3" length="23597973" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella mattina del 9 ottobre un uomo ha cercato di entrare nella sinagoga della cittadina tedesca di Halle per compiere un attentato antisemita. 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Un duro colpo per una nazione che per tutto il secondo dopoguerra ha dovuto fare i conti con se stessa su questa materia.<br />Ne parla Simone Zoppellaro, conduttore di Kiosk e ambasciatore di Gariwo – Foresta dei giusti.]]></itunes:summary><itunes:duration>590</itunes:duration><itunes:keywords>antisemitismo,gariwo,germania,halle,simone-zoppellaro,terrorismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le armi italiane in Yemen e Turchia - Intervista a Francesco Vignarca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-armi-italiane-in-yemen-e-turchia-intervista-a-francesco-vignarca--19435203</link><description><![CDATA[È stato annunciato il ricorso contro la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma delle indagini sull'uso di armi italiane nel conflitto in Yemen. Rete Disarmo ha segnalato come le indagini abbiano confermato che siano state concesse autorizzazioni e in seguito spostate armi anche nel momento in cui era chiara la situazione di guerra in corso in Yemen.<br />Intanto c'è preoccupazione per quanto sta accadendo in Siria, con l'inizio delle operazioni militari turche. Negli ultimi anni la Turchia è stato uno dei principali destinatari di armi italiane: la richiesta ora è di interrompere la fornitura di armi e munizioni così come prevede la legge.<br />Ne parla Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19435203</guid><pubDate>Thu, 10 Oct 2019 08:34:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19435203/2019_10_10_francesco_vignarca.mp3" length="17872677" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>È stato annunciato il ricorso contro la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma delle indagini sull'uso di armi italiane nel conflitto in Yemen. 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Negli ultimi anni la Turchia è stato uno dei principali destinatari di armi italiane: la richiesta ora è di interrompere la fornitura di armi e munizioni così come prevede la legge.<br />Ne parla Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo.]]></itunes:summary><itunes:duration>447</itunes:duration><itunes:keywords>armi,francesco-vignarca,italia,rete-disarmo,siria,turchia,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sull'ergastolo ostativo - Intervista a Susanna Marietti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-sentenza-della-corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-sull-ergastolo-ostativo-intervista-a-susanna-marietti--19419504</link><description><![CDATA[Si sono sollevate molte polemiche a seguito della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha di fatto rigettato il ricorso presentato dall'Italia contro l'abolizione dell'ergastolo ostativo. Eppure sembra che il dibattito non abbia centrato, al momento, il punto della sentenza in sé.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice dell’Associazione Antigone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19419504</guid><pubDate>Wed, 09 Oct 2019 08:53:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19419504/2019_10_09_susanna_marietti.mp3" length="15822581" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Si sono sollevate molte polemiche a seguito della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha di fatto rigettato il ricorso presentato dall'Italia contro l'abolizione dell'ergastolo ostativo. 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Eppure sembra che il dibattito non abbia centrato, al momento, il punto della sentenza in sé.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice dell’Associazione Antigone.]]></itunes:summary><itunes:duration>396</itunes:duration><itunes:keywords>associazione-antigone,carcere,corte-europea,diritti-umani,ergastolo-ostativo,sentenza,susanna-marietti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le strategie di Usa e Russia per la Siria - Intervista a Lorenzo Marinone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-strategie-di-usa-e-russia-per-la-siria-intervista-a-lorenzo-marinone--19419339</link><description><![CDATA[Gli annunci degli ultimi giorni da parte del presidente americano Trump e di quello turco Erdogan dall'altra riaccendono i dubbi e le preoccupazioni sul futuro della Siria. <br />In particolare, la decisione di Trump di ritirare truppe dal nord-est del Paese potrebbe avere conseguenze che vanno oltre il mancato rispetto degli impegni con gli alleati curdi. Questi ultimi potrebbero vedere nella Russia, altro attore fondamentale nel conflitto siriano, l'unica possibilità di protezione.<br />Anche i rapporti tra Turchia e Russia potrebbero ricevere una nuova spinta, dal momento che si potrebbe aprire una possibilità per una gestione coordinata della situazione nella Siria orientale.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista per Medio Oriente e Nord Africa del Ce.Si, Centro Studi Internazionali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19419339</guid><pubDate>Wed, 09 Oct 2019 08:39:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19419339/2019_10_09_lorenzo_marinone.mp3" length="37436513" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Gli annunci degli ultimi giorni da parte del presidente americano Trump e di quello turco Erdogan dall'altra riaccendono i dubbi e le preoccupazioni sul futuro della Siria. 
In particolare, la decisione di Trump di ritirare truppe dal nord-est del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli annunci degli ultimi giorni da parte del presidente americano Trump e di quello turco Erdogan dall'altra riaccendono i dubbi e le preoccupazioni sul futuro della Siria. <br />In particolare, la decisione di Trump di ritirare truppe dal nord-est del Paese potrebbe avere conseguenze che vanno oltre il mancato rispetto degli impegni con gli alleati curdi. Questi ultimi potrebbero vedere nella Russia, altro attore fondamentale nel conflitto siriano, l'unica possibilità di protezione.<br />Anche i rapporti tra Turchia e Russia potrebbero ricevere una nuova spinta, dal momento che si potrebbe aprire una possibilità per una gestione coordinata della situazione nella Siria orientale.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista per Medio Oriente e Nord Africa del Ce.Si, Centro Studi Internazionali.]]></itunes:summary><itunes:duration>936</itunes:duration><itunes:keywords>ce.si.,conflitto,lorenzo-marinone,meio-oriente,russia,siria,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La bandiera e lo smartphone dei giovani iracheni - Intervista a Ismaël Dawood</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-bandiera-e-lo-smartphone-dei-giovani-iracheni-intervista-a-ismael-dawood--19400000</link><description><![CDATA[Dai primi giorni di ottobre i giovani di Baghdad e di molte altre città irachene sono scesi in pazza per protestare contro il governo e la corruzione della politica. I manifestanti non portavano simboli di partito o religiosi, ma solamente la bandiera dell'Iraq e uno smartphone per documentare e trasmettere i messaggi della protesta.<br />Eppure la repressione messa in atto dalla polizia è stata molto violenta: il bilancio è giunto a circa 110 vittime.<br />Oggi la piazza sembra calma, ma sembra che i giovani iracheni aspettino una nuova opportunità per far sentire le loro voci.<br />Ne parla Ismaël Dawood, Civil Society Officer di Un Ponte Per…]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19400000</guid><pubDate>Tue, 08 Oct 2019 08:32:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19400000/2019_10_08_ismael_dawood.mp3" length="18533849" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dai primi giorni di ottobre i giovani di Baghdad e di molte altre città irachene sono scesi in pazza per protestare contro il governo e la corruzione della politica. I manifestanti non portavano simboli di partito o religiosi, ma solamente la bandiera...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dai primi giorni di ottobre i giovani di Baghdad e di molte altre città irachene sono scesi in pazza per protestare contro il governo e la corruzione della politica. I manifestanti non portavano simboli di partito o religiosi, ma solamente la bandiera dell'Iraq e uno smartphone per documentare e trasmettere i messaggi della protesta.<br />Eppure la repressione messa in atto dalla polizia è stata molto violenta: il bilancio è giunto a circa 110 vittime.<br />Oggi la piazza sembra calma, ma sembra che i giovani iracheni aspettino una nuova opportunità per far sentire le loro voci.<br />Ne parla Ismaël Dawood, Civil Society Officer di Un Ponte Per…]]></itunes:summary><itunes:duration>464</itunes:duration><itunes:keywords>corruzione,giovani,iraq,ismael-dawood,manifestazioni,proteste,un-ponte-per...</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La rotta balcanica resta aperta - Intervista a Chiara Milan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rotta-balcanica-resta-aperta-intervista-a-chiara-milan--19384918</link><description><![CDATA[Spesso, parlando di rotte migratorie, si cita solo quella che attraversa il Mediterraneo, ma ce n'è un'altra molto percorsa. Dopo l'intesa tra Unione Europea  e Turchia la rotta balcanica era stata dichiarata chiusa, mentre in realtà continua a produrre effetti negativi e drammatici.<br />Il flusso di persone lungo questa rotta non solo non si è interrotto ma si è intensificato negli ultimi anni, soprattutto perché l'attraversamento del Mediterraneo è considerato troppo pericoloso.<br />Il confine tra Bosnia e Croazia è uno dei punti più critici di questo percorso verso l'Europa occidentale, così come i diversi campi di accoglienza sul territorio.<br />Ne parla Chiara Milan, ricercatrice presso il South-Eastern Studies Center dell'Università di Graz.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19384918</guid><pubDate>Mon, 07 Oct 2019 08:53:16 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19384918/2019_10_07_chiara_milan.mp3" length="18948228" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Spesso, parlando di rotte migratorie, si cita solo quella che attraversa il Mediterraneo, ma ce n'è un'altra molto percorsa. Dopo l'intesa tra Unione Europea  e Turchia la rotta balcanica era stata dichiarata chiusa, mentre in realtà continua a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Spesso, parlando di rotte migratorie, si cita solo quella che attraversa il Mediterraneo, ma ce n'è un'altra molto percorsa. Dopo l'intesa tra Unione Europea  e Turchia la rotta balcanica era stata dichiarata chiusa, mentre in realtà continua a produrre effetti negativi e drammatici.<br />Il flusso di persone lungo questa rotta non solo non si è interrotto ma si è intensificato negli ultimi anni, soprattutto perché l'attraversamento del Mediterraneo è considerato troppo pericoloso.<br />Il confine tra Bosnia e Croazia è uno dei punti più critici di questo percorso verso l'Europa occidentale, così come i diversi campi di accoglienza sul territorio.<br />Ne parla Chiara Milan, ricercatrice presso il South-Eastern Studies Center dell'Università di Graz.]]></itunes:summary><itunes:duration>474</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,bosnia,centro-di-accoglienza,chiara-milan,croazia,migranti,migrazioni,rotta-balcanica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosa succede a Hong Kong - Intervista a Gabriele Battaglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosa-succede-a-hong-kong-intervista-a-gabriele-battaglia--19335943</link><description><![CDATA[La manifestazione di martedì 1 ottobre potrebbe aver segnato un punto di non ritorno. L'escalation delle ultime settimane sembra essere inarrestabile, per molti ormai è chiaro che proseguire su questa strada non porterebbe ad alcun risultato in positivo.<br />Il movimento che organizza le proteste al momento non sembra in grado di proporsi come accentratore, e la mancata adesione di gran parte dei lavoratori del paese può esserne una conferma.<br />Sullo sfondo dell'intera vicenda resta la Cina, per ora solo osservatore esterno, probabilmente certa che i rapporti di forza siano dalla sua parte.<br />L'attenzione ora è puntata sul prossimo fine settimana, quando il movimento potrebbe reagire agli scontri e alle violenze della polizia.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino per la Radiotelevisione svizzera italiana e per Radio Popolare, co-conduttore de Il cielo sopra Pechino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19335943</guid><pubDate>Thu, 03 Oct 2019 08:29:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19335943/2019_10_03_gabriele_battaglia.mp3" length="19115357" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La manifestazione di martedì 1 ottobre potrebbe aver segnato un punto di non ritorno. 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L'escalation delle ultime settimane sembra essere inarrestabile, per molti ormai è chiaro che proseguire su questa strada non porterebbe ad alcun risultato in positivo.<br />Il movimento che organizza le proteste al momento non sembra in grado di proporsi come accentratore, e la mancata adesione di gran parte dei lavoratori del paese può esserne una conferma.<br />Sullo sfondo dell'intera vicenda resta la Cina, per ora solo osservatore esterno, probabilmente certa che i rapporti di forza siano dalla sua parte.<br />L'attenzione ora è puntata sul prossimo fine settimana, quando il movimento potrebbe reagire agli scontri e alle violenze della polizia.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino per la Radiotelevisione svizzera italiana e per Radio Popolare, co-conduttore de Il cielo sopra Pechino.]]></itunes:summary><itunes:duration>478</itunes:duration><itunes:keywords>asia,cina,gabriele-battaglia,hong-kong,manifestazioni,movimento,pechino,polizia,proteste,scontri</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le ultime dichiarazioni di Mohammad bin Salman - Intervista a Nicola Pedde</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-ultime-dichiarazioni-di-mohammad-bin-salman-intervista-a-nicola-pedde--19321366</link><description><![CDATA[In una recente intervista al canale statunitense Cbs, il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman ha dichiarato che il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a livelli «inimmaginabili» se il mondo non fermerà l’Iran. E poi ha lanciato un richiamo contro una guerra aperta, che avrebbe conseguenze devastanti per l’economia mondiale.<br />In questo momento di difficoltà, tanto per l'Arabia Saudita che per il principe stesso, il clima di sospetto sembra acuirsi. Mentre l'Iran tenta ancora la strada del dialogo.<br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19321366</guid><pubDate>Wed, 02 Oct 2019 08:48:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19321366/2019_10_02_nicola_pedde.mp3" length="19959788" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In una recente intervista al canale statunitense Cbs, il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman ha dichiarato che il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a livelli «inimmaginabili» se il mondo non fermerà l’Iran. 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Mentre l'Iran tenta ancora la strada del dialogo.<br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies.]]></itunes:summary><itunes:duration>499</itunes:duration><itunes:keywords>arabia-saudita,dialogo,guerra,iran,medio-oriente,mohammed-bin-salman,tensione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le iniziative del Comitato Tre Ottobre a Lampedusa - Intervista a Tareke Brahne</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-iniziative-del-comitato-tre-ottobre-a-lampedusa-intervista-a-tareke-brahne--19321242</link><description><![CDATA[Era il 3 ottobre di 6 anni fa quando 368 persone, in maggioranza provenienti dall’Eritrea, morirono a mezzo miglio dalla spiaggia dei Conigli. <br />In sei anni sono stati molti gli arrivi sulle rive dell’isola, e sono morte moltissime persone nel Mediterraneo. Mare Nostrum, Triton, EuNavforMed – Sofia, le principali missioni di salvataggio, protezione di confini e contrasto al traffico di esseri umani che si sono succedute. Poi la guerra alle ong e l’esternalizzazione della frontiera sud dell’Europa con l’accordo con la Libia: Bruxelles paga Tripoli tramite l’Italia per fermare chi parte e riportare nei centri di detenzione chi viene fermato in mare. Da ultimo la politica dei porti chiusi del passato governo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19321242</guid><pubDate>Wed, 02 Oct 2019 08:13:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19321242/2019_10_02_tareke_brahne.mp3" length="11125460" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Era il 3 ottobre di 6 anni fa quando 368 persone, in maggioranza provenienti dall’Eritrea, morirono a mezzo miglio dalla spiaggia dei Conigli. 
In sei anni sono stati molti gli arrivi sulle rive dell’isola, e sono morte moltissime persone nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Era il 3 ottobre di 6 anni fa quando 368 persone, in maggioranza provenienti dall’Eritrea, morirono a mezzo miglio dalla spiaggia dei Conigli. <br />In sei anni sono stati molti gli arrivi sulle rive dell’isola, e sono morte moltissime persone nel Mediterraneo. Mare Nostrum, Triton, EuNavforMed – Sofia, le principali missioni di salvataggio, protezione di confini e contrasto al traffico di esseri umani che si sono succedute. Poi la guerra alle ong e l’esternalizzazione della frontiera sud dell’Europa con l’accordo con la Libia: Bruxelles paga Tripoli tramite l’Italia per fermare chi parte e riportare nei centri di detenzione chi viene fermato in mare. Da ultimo la politica dei porti chiusi del passato governo.]]></itunes:summary><itunes:duration>278</itunes:duration><itunes:keywords>comitato-tre-ottobre,iniziativa,lampedusa,mediterraneo,migrazioni,scuole,tareke-brahne</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le iniziative di Mediterranean Hope a Lampedusa - Intervista a Marta Bernardini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-iniziative-di-mediterranean-hope-a-lampedusa-intervista-a-marta-bernardini--19321225</link><description><![CDATA[Era il 3 ottobre di 6 anni fa quando 368 persone, in maggioranza provenienti dall’Eritrea, morirono a mezzo miglio dalla spiaggia dei Conigli. <br />In sei anni sono stati molti gli arrivi sulle rive dell’isola, e sono morte moltissime persone nel Mediterraneo. Mare Nostrum, Triton, EuNavforMed – Sofia, le principali missioni di salvataggio, protezione di confini e contrasto al traffico di esseri umani che si sono succedute. Poi la guerra alle ong e l’esternalizzazione della frontiera sud dell’Europa con l’accordo con la Libia: Bruxelles paga Tripoli tramite l’Italia per fermare chi parte e riportare nei centri di detenzione chi viene fermato in mare. Da ultimo la politica dei porti chiusi del passato governo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19321225</guid><pubDate>Wed, 02 Oct 2019 08:11:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19321225/2019_10_01_marta_bernardini_x_cb.mp3" length="19961203" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Era il 3 ottobre di 6 anni fa quando 368 persone, in maggioranza provenienti dall’Eritrea, morirono a mezzo miglio dalla spiaggia dei Conigli. 
In sei anni sono stati molti gli arrivi sulle rive dell’isola, e sono morte moltissime persone nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Era il 3 ottobre di 6 anni fa quando 368 persone, in maggioranza provenienti dall’Eritrea, morirono a mezzo miglio dalla spiaggia dei Conigli. <br />In sei anni sono stati molti gli arrivi sulle rive dell’isola, e sono morte moltissime persone nel Mediterraneo. Mare Nostrum, Triton, EuNavforMed – Sofia, le principali missioni di salvataggio, protezione di confini e contrasto al traffico di esseri umani che si sono succedute. Poi la guerra alle ong e l’esternalizzazione della frontiera sud dell’Europa con l’accordo con la Libia: Bruxelles paga Tripoli tramite l’Italia per fermare chi parte e riportare nei centri di detenzione chi viene fermato in mare. Da ultimo la politica dei porti chiusi del passato governo.]]></itunes:summary><itunes:duration>499</itunes:duration><itunes:keywords>3-ottobre,fcei,lampedusa,marta-bernardini,mediterranean-hope,mh,migrazioni,tre-ottobre</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>26 sttembre 2019 - Filomena Gallo - Segretario associazione Luca Coscioni - Sentenza su fine vita</title><link>https://www.spreaker.com/episode/26-sttembre-2019-filomena-gallo-segretario-associazione-luca-coscioni-sentenza-su-fine-vita--19240424</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/19240424</guid><pubDate>Thu, 26 Sep 2019 07:54:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/19240424/2019_09_26_filomena_gallo_segretario_associazione_luca_coscioni_sentenza_su_fine_vita.mp3" length="17629487" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Tra queste, spicca quella che EURES definisce "un'emergenza", ovvero la crescita delle vittime causate da legali detentori di armi (+97%).<br /><br />Ne parliamo oggi con Giorgio Beretta, analista di OPAL, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18429842</guid><pubDate>Mon, 01 Jul 2019 08:13:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18429842/2019_07_01_giorgio_beretta_opal_rapporto_eures.mp3" length="31029926" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scorso 28 giugno è stato pubblicata la nuova edizione del rapporto EURES (www.eures.it) dedicato agli omicidi in famiglia, un fenomeno che copre poco meno della metà dell'intero computo degli omicidi che ogni anno avvengono in Italia.

A fronte di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scorso 28 giugno è stato pubblicata la nuova edizione del rapporto EURES (<a href="http://www.eures.it" rel="noopener">www.eures.it</a>) dedicato agli omicidi in famiglia, un fenomeno che copre poco meno della metà dell'intero computo degli omicidi che ogni anno avvengono in Italia.<br /><br />A fronte di una generale riduzione degli omicidi nel nostro Paese, ci sono alcune tendenze che vanno in senso opposto. Tra queste, spicca quella che EURES definisce "un'emergenza", ovvero la crescita delle vittime causate da legali detentori di armi (+97%).<br /><br />Ne parliamo oggi con Giorgio Beretta, analista di OPAL, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa.]]></itunes:summary><itunes:duration>776</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Meccanismo per il Transito di Emergenza dell’UNHCR. Intervista a Alessandra Morelli.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-meccanismo-per-il-transito-di-emergenza-dell-unhcr-intervista-a-alessandra-morelli--18374059</link><description><![CDATA[Nella notte del 19 giugno un gruppo di 131 rifugiati è stato evacuato dalla Libia in direzione del Niger nell’ambito del Meccanismo per il Transito di Emergenza (Emergency Transit Mechanism – ETM) gestito dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Le persone in questione provenivano da Paesi differenti, ma avevano una cosa in comune: erano passati tutti per i centri di detenzione libici.<br />Solo nel 2019 l’UNHCR ha aiutato 1.297 rifugiati vulnerabili a uscire dalla Libia, di questi 711 sono stati trasferiti trasferiti in Niger, 295 in Italia, e 291 reinsediati in Europa e in Canada, ma la lista dei paesi coinvolti dal Meccanismo per il Transito di Emergenza potrebbe essere più lunga. Questo progetto, attivo dal novembre 2017 ha consentito la messa in sicurezza con uno spostamento dalla Libia al Niger di 2782 persone, quindi si tratta sicuramente di numeri molto importanti.<br />L’ETM è un «meccanismo di evacuazione su base umanitaria e d’urgenza per persone che si trovano attualmente in centri di detenzione libici, persone sotto il mandato di UNHCR e che provengono da zone in conflitto come Somalia, Sudan ed Eritrea, che altrimenti  rischiano di rimanere a vita (con il rischio di perdere anche la salute mentale) nei centri di detenzione, questi non-luoghi dove I diritti umani, come ormai è assodato, vengono violati con continue violenze».<br />Ne parla Alessandra Morelli, responsabile dell’UNHCR in Niger.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18374059</guid><pubDate>Tue, 25 Jun 2019 14:42:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18374059/alessandra_morelli.mp3" length="30243337" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella notte del 19 giugno un gruppo di 131 rifugiati è stato evacuato dalla Libia in direzione del Niger nell’ambito del Meccanismo per il Transito di Emergenza (Emergency Transit Mechanism – ETM) gestito dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella notte del 19 giugno un gruppo di 131 rifugiati è stato evacuato dalla Libia in direzione del Niger nell’ambito del Meccanismo per il Transito di Emergenza (Emergency Transit Mechanism – ETM) gestito dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Le persone in questione provenivano da Paesi differenti, ma avevano una cosa in comune: erano passati tutti per i centri di detenzione libici.<br />Solo nel 2019 l’UNHCR ha aiutato 1.297 rifugiati vulnerabili a uscire dalla Libia, di questi 711 sono stati trasferiti trasferiti in Niger, 295 in Italia, e 291 reinsediati in Europa e in Canada, ma la lista dei paesi coinvolti dal Meccanismo per il Transito di Emergenza potrebbe essere più lunga. Questo progetto, attivo dal novembre 2017 ha consentito la messa in sicurezza con uno spostamento dalla Libia al Niger di 2782 persone, quindi si tratta sicuramente di numeri molto importanti.<br />L’ETM è un «meccanismo di evacuazione su base umanitaria e d’urgenza per persone che si trovano attualmente in centri di detenzione libici, persone sotto il mandato di UNHCR e che provengono da zone in conflitto come Somalia, Sudan ed Eritrea, che altrimenti  rischiano di rimanere a vita (con il rischio di perdere anche la salute mentale) nei centri di detenzione, questi non-luoghi dove I diritti umani, come ormai è assodato, vengono violati con continue violenze».<br />Ne parla Alessandra Morelli, responsabile dell’UNHCR in Niger.]]></itunes:summary><itunes:duration>756</itunes:duration><itunes:keywords>alessandra-morelli,cura,emergency-transit-mechanism,etm,libia,niger,rifugiati,solidarietà,unhcr</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Perdere il pianeta blu. Intervista a Giorgia Monti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/perdere-il-pianeta-blu-intervista-a-giorgia-monti--18306096</link><description><![CDATA[Si parla spesso di inquinamento, di plastica nei mari, di danni per l’ambiente, ma forse meno spesso si riconosce come la crisi climatica abbia molte concause, anche molto diverse tra loro. Gli oceani sono forse uno degli ambienti che più risentono dei cambiamenti climatici e delle invadenze delle attività umane, tanto che c’è chi sostiene che sul lungo periodo il soprannome di pianeta blu potrebbe non essere più adatto per la Terra.<br />Per evitare questo pericolo, nel 2018 sono iniziati i negoziati per un accordo globale che dovrà stabilire strumenti per la tutela della vita degli oceani e degli habitat marini. Le trattative per questo accordo, chiamato Global Ocean Treaty, si dovrebbero concludere nel 2020, e al momento sono promosse a livello mondiale da Greenpeace.<br />È possibile dare il proprio sostegno al Global Ocean Treaty sottoscrivendo la campagna Proteggi gli oceani.<br />Ne parla Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Greenpeace Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18306096</guid><pubDate>Tue, 18 Jun 2019 11:31:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18306096/18_giugno_giorgia_monti.mp3" length="10376672" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Si parla spesso di inquinamento, di plastica nei mari, di danni per l’ambiente, ma forse meno spesso si riconosce come la crisi climatica abbia molte concause, anche molto diverse tra loro. 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Intervista a Francesco Vignarca</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-relazione-governativa-sull-export-italiano-di-armamenti-intervista-a-francesco-vignarca--18269231</link><description><![CDATA[Il 13 maggio 2019 è stata presentata la Relazione governativa sull'export italiano di armamenti, basata sui dati relativi al 2018.<br />La relazione apre citando un numero importante, quello delle licenze all'esportazione: questo valore appare dimezzato rispetto all'anno precedente, arrivando a poco più di 5 miliardi di euro per il 2018. Numeri di questo tipo rendono l'idea del potenziale per il futuro, ovvero rispecchiano la direzione politica che è data all'export. In realtà, non c'è discontinuità rispetto agli anni precedenti, non c'è un indirizzo differente rispetto al passato. Anzi, il trend negli ultimi 4 anni è di un raddoppio delle esportazioni, ma con commesse di dimensioni più contenute.<br />Ancora una volta, le armi italiane sono dirette soprattutto verso Paesi extra-Ue, in particolare verso scenari già complessi o con importanti crisi in atto.<br />Rimane comunque molto difficile leggere e interpretare dati di questo tipo, in particolare quelli relativi alle vendite effettive da parte delle aziende, che spesso non li diffondono. Più le commesse sono piccole, più sono difficili da tracciare, e quindi rischiano di sfuggire all'attenzione pubblica e all'attenzione parlamentare.<br />Ne parla Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete Italiana per il Disarmo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18269231</guid><pubDate>Fri, 14 Jun 2019 08:42:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18269231/2019_06_14_francesco_vignarca.mp3" length="17669161" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 13 maggio 2019 è stata presentata la Relazione governativa sull'export italiano di armamenti, basata sui dati relativi al 2018.
La relazione apre citando un numero importante, quello delle licenze all'esportazione: questo valore appare dimezzato...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 13 maggio 2019 è stata presentata la Relazione governativa sull'export italiano di armamenti, basata sui dati relativi al 2018.<br />La relazione apre citando un numero importante, quello delle licenze all'esportazione: questo valore appare dimezzato rispetto all'anno precedente, arrivando a poco più di 5 miliardi di euro per il 2018. Numeri di questo tipo rendono l'idea del potenziale per il futuro, ovvero rispecchiano la direzione politica che è data all'export. In realtà, non c'è discontinuità rispetto agli anni precedenti, non c'è un indirizzo differente rispetto al passato. Anzi, il trend negli ultimi 4 anni è di un raddoppio delle esportazioni, ma con commesse di dimensioni più contenute.<br />Ancora una volta, le armi italiane sono dirette soprattutto verso Paesi extra-Ue, in particolare verso scenari già complessi o con importanti crisi in atto.<br />Rimane comunque molto difficile leggere e interpretare dati di questo tipo, in particolare quelli relativi alle vendite effettive da parte delle aziende, che spesso non li diffondono. Più le commesse sono piccole, più sono difficili da tracciare, e quindi rischiano di sfuggire all'attenzione pubblica e all'attenzione parlamentare.<br />Ne parla Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete Italiana per il Disarmo.]]></itunes:summary><itunes:duration>442</itunes:duration><itunes:keywords>armi,camera,disarmo,export,francesco-vignarca,parlamento,relazione,rete-italiana-per-il-disarmo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un triangolare di calcio per il diritto allo sport in carcere. Intervista a Susanna Marietti.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-triangolare-di-calcio-per-il-diritto-allo-sport-in-carcere-intervista-a-susanna-marietti--18235887</link><description><![CDATA[Molto spesso lo sport viene considerato un passatempo, o un qualcosa che riguarda solo il mondo del business e affari milionari, soprattutto quando si parla di calcio. Lo sport può invece essere anche un importante strumento di promozione sociale.<br />Lo dimostra un'iniziativa che avrà luogo oggi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia, a Roma, dalle 12 alle 14: tre squadre disputeranno un torneo di calcio a 5, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. A sfidarsi sul campo dell'istituto la squadra di calcio dell'Atletico Diritti femminile, una di studentesse dell'Università Roma Tre e una composta da operatori della stessa Casa Circondariale.<br />Il progetto della Polisportiva Atletico Diritti nasce nel 2014 per iniziativa di Antigone e di Progetto Diritti, con il sostegno dell'Università Roma Tre: l'idea di fondo è superare tutte le barriere e le diversità grazie allo sport. Il diritto all'attività sportiva è importante non solo per il benessere fisico, ma per le occasioni di confronto e solidarietà che può portare. Grazie allo sport si possono creare legami forti tra persone dentro e fuori dal carcere: proprio grazie a questi legami si può aprire una prospettiva ottimistica per i detenuti, e non solo.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione Antigone e presidente della Polisportiva Atletico Diritti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18235887</guid><pubDate>Tue, 11 Jun 2019 09:01:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18235887/11_giugno_susanna_marietti.mp3" length="19076287" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Molto spesso lo sport viene considerato un passatempo, o un qualcosa che riguarda solo il mondo del business e affari milionari, soprattutto quando si parla di calcio. Lo sport può invece essere anche un importante strumento di promozione sociale.
Lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Molto spesso lo sport viene considerato un passatempo, o un qualcosa che riguarda solo il mondo del business e affari milionari, soprattutto quando si parla di calcio. Lo sport può invece essere anche un importante strumento di promozione sociale.<br />Lo dimostra un'iniziativa che avrà luogo oggi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia, a Roma, dalle 12 alle 14: tre squadre disputeranno un torneo di calcio a 5, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. A sfidarsi sul campo dell'istituto la squadra di calcio dell'Atletico Diritti femminile, una di studentesse dell'Università Roma Tre e una composta da operatori della stessa Casa Circondariale.<br />Il progetto della Polisportiva Atletico Diritti nasce nel 2014 per iniziativa di Antigone e di Progetto Diritti, con il sostegno dell'Università Roma Tre: l'idea di fondo è superare tutte le barriere e le diversità grazie allo sport. Il diritto all'attività sportiva è importante non solo per il benessere fisico, ma per le occasioni di confronto e solidarietà che può portare. Grazie allo sport si possono creare legami forti tra persone dentro e fuori dal carcere: proprio grazie a questi legami si può aprire una prospettiva ottimistica per i detenuti, e non solo.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione Antigone e presidente della Polisportiva Atletico Diritti.]]></itunes:summary><itunes:duration>477</itunes:duration><itunes:keywords>associazione-antigone,atletico-diritti,calcio,calcio-a-5,carcere,diritti,progetto-diritti,rebibbia,sport</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sea Watch, evitato il calvario. Parte la sfida dell’accoglienza - Intervista con Paolo Naso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sea-watch-evitato-il-calvario-parte-la-sfida-dell-accoglienza-intervista-con-paolo-naso--18027699</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/18027699</guid><pubDate>Mon, 20 May 2019 21:06:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/18027699/2019_05_20_paolo_naso.mp3" length="19136839" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>479</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Il carcere secondo la Costituzione", il XV rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione. Intervista a Susanna Marietti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-carcere-secondo-la-costituzione-il-xv-rapporto-di-antigone-sulle-condizioni-di-detenzione-intervista-a-susanna-marietti--17956558</link><description><![CDATA[È stato pubblicato il nuovo rapporto sulle condizioni di detenzione da parte dell'Associazione Antigone, intitolato "Il carcere secondo la Costituzione". <br />Il rapporto giunge dopo il primo anno di cambio dell'indirizzo politico del Paese, e la prospettiva ne è necessariamente condizionata. Il bilancio più radicale, secondo i dati di Antigone, è di tipo culturale, con un conseguente impatto sull'uso del sistema penitenziario. Proprio questo punto spiega la decisione di prendere le mosse dalla Costituzione, ricordando come essa preveda sì il carcere, ma con funzioni correttive e non puramente punitive.<br />Il problema del sovraffollamento delle carceri, malgrado la diminuzione dei reati commessi, porta a evidenti mancanze di spazio fisico, ma anche a una perdita della individualità dei detenuti. È quindi da uno sguardo all'interno del carcere che, secondo Antigone, deve partire la riflessione, mantenendo un fondamentale contatto con la realtà dei fatti.<br />Ne parla Susanna Marietti, Coordinatrice dell'Associazione Antigone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17956558</guid><pubDate>Fri, 17 May 2019 15:29:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17956558/2019_05_17_susanna_marietti.mp3" length="19040791" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>È stato pubblicato il nuovo rapporto sulle condizioni di detenzione da parte dell'Associazione Antigone, intitolato "Il carcere secondo la Costituzione". 
Il rapporto giunge dopo il primo anno di cambio dell'indirizzo politico del Paese, e la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È stato pubblicato il nuovo rapporto sulle condizioni di detenzione da parte dell'Associazione Antigone, intitolato "Il carcere secondo la Costituzione". <br />Il rapporto giunge dopo il primo anno di cambio dell'indirizzo politico del Paese, e la prospettiva ne è necessariamente condizionata. Il bilancio più radicale, secondo i dati di Antigone, è di tipo culturale, con un conseguente impatto sull'uso del sistema penitenziario. Proprio questo punto spiega la decisione di prendere le mosse dalla Costituzione, ricordando come essa preveda sì il carcere, ma con funzioni correttive e non puramente punitive.<br />Il problema del sovraffollamento delle carceri, malgrado la diminuzione dei reati commessi, porta a evidenti mancanze di spazio fisico, ma anche a una perdita della individualità dei detenuti. È quindi da uno sguardo all'interno del carcere che, secondo Antigone, deve partire la riflessione, mantenendo un fondamentale contatto con la realtà dei fatti.<br />Ne parla Susanna Marietti, Coordinatrice dell'Associazione Antigone.]]></itunes:summary><itunes:duration>476</itunes:duration><itunes:keywords>2019,antigone,carcere,detenzione,rapporto,sovraffollamento-carceri,susanna-marietti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni vulnerabili - Intervista a Giorgio Comai (OBCT)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-vulnerabili-intervista-a-giorgio-comai-obct--17922291</link><description><![CDATA[Mancano meno di due settimane alle elezioni europee, un appuntamento molto atteso ma, forse mai prima d'ora, anche molto temuto.<br />Perché?<br />I motivi sono molti e in gran parte vanno ricondotti a una dimensione: quella del rischio. Il rischio della fine del patto tra Popolari e Socialdemocratici, per esempio, quello del boom dei movimenti euroscettici, ma anche la fine della - chiamiamola così - credibilità del voto.<br />Tra le elezioni del 2014 e quelle del 2019 c'è stato un massiccio terremoto, cominciato con il referendum sulla Brexit e proseguito con l'elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, confermato poi dalla vicenda di Facebook e Cambridge Analytica e dal cosiddetto Russiagate.<br />Insieme a Giorgio Comai, ricercatore presso Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, riflettiamo sulle vulnerabilità del sistema Europa.<br /><br />Di questo tema di occupa anche un workshop dal titolo “Le elezioni ai tempi dei social media. Elezioni europee, disinformazione, micro-targeting: che fare?”, organizzato dal centro studi e testata online OBC Transeuropa - unità operativa del Centro per la Cooperazione Internazionale - in collaborazione con CILD - Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, e che si svolge a Romam in Corso Vittorio Emanuele II, 349 (presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana), ore 14.00 alle ore 18.00. <br /><a href="https://www.balcanicaucaso.org/Appuntamenti/Le-elezioni-ai-tempi-dei-social-media" rel="noopener">https://www.balcanicaucaso.org/Appuntamenti/Le-elezioni-ai-tempi-dei-social-media</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17922291</guid><pubDate>Tue, 14 May 2019 05:01:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17922291/13_maggio.mp3" length="33943891" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mancano meno di due settimane alle elezioni europee, un appuntamento molto atteso ma, forse mai prima d'ora, anche molto temuto.
Perché?
I motivi sono molti e in gran parte vanno ricondotti a una dimensione: quella del rischio. Il rischio della fine...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mancano meno di due settimane alle elezioni europee, un appuntamento molto atteso ma, forse mai prima d'ora, anche molto temuto.<br />Perché?<br />I motivi sono molti e in gran parte vanno ricondotti a una dimensione: quella del rischio. Il rischio della fine del patto tra Popolari e Socialdemocratici, per esempio, quello del boom dei movimenti euroscettici, ma anche la fine della - chiamiamola così - credibilità del voto.<br />Tra le elezioni del 2014 e quelle del 2019 c'è stato un massiccio terremoto, cominciato con il referendum sulla Brexit e proseguito con l'elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, confermato poi dalla vicenda di Facebook e Cambridge Analytica e dal cosiddetto Russiagate.<br />Insieme a Giorgio Comai, ricercatore presso Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, riflettiamo sulle vulnerabilità del sistema Europa.<br /><br />Di questo tema di occupa anche un workshop dal titolo “Le elezioni ai tempi dei social media. Elezioni europee, disinformazione, micro-targeting: che fare?”, organizzato dal centro studi e testata online OBC Transeuropa - unità operativa del Centro per la Cooperazione Internazionale - in collaborazione con CILD - Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, e che si svolge a Romam in Corso Vittorio Emanuele II, 349 (presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana), ore 14.00 alle ore 18.00. <br /><a href="https://www.balcanicaucaso.org/Appuntamenti/Le-elezioni-ai-tempi-dei-social-media" rel="noopener">https://www.balcanicaucaso.org/Appuntamenti/Le-elezioni-ai-tempi-dei-social-media</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>849</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il Rapporto annuale sulla pena di morte di Amnesty International. Intervista a Riccardo Noury</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rapporto-annuale-sulla-pena-di-morte-di-amnesty-international-intervista-a-riccardo-noury--17654215</link><description><![CDATA[Il Rapporto annuale sulla pena di morte curato da Amnesty International mostra come il 2018 sia stato l'anno con il più basso numero di esecuzioni capitali in almeno un decennio. La diminuzione globale dell'applicazione della pena capitale è diminuita di quasi un terzo rispetto all'anno precedente.<br />I maggiori progressi si sono registrati nei Paesi che fino ad ora si erano dimostrati i più resistenti rispetto all'abolizione della pena di morte. Ciò rappresenta sicuramente un segnale importante: forse anche i più accaniti sostenitori cedono di fronte al fatto che la condanna non serva allo scopo prefisso, ovvero alla dissuasione dal commettere reati.<br />Se la tendenza globale mostra un calo, in alcuni Paesi si sta pensando ad una reintroduzione della pena di morte, cosa che dimostra che la strada verso l'abolizione totale è ancora lunga.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce Amnesty International Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17654215</guid><pubDate>Tue, 16 Apr 2019 08:10:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17654215/2019_04_16_riccardo_noury.mp3" length="13463743" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Rapporto annuale sulla pena di morte curato da Amnesty International mostra come il 2018 sia stato l'anno con il più basso numero di esecuzioni capitali in almeno un decennio. La diminuzione globale dell'applicazione della pena capitale è diminuita...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Rapporto annuale sulla pena di morte curato da Amnesty International mostra come il 2018 sia stato l'anno con il più basso numero di esecuzioni capitali in almeno un decennio. La diminuzione globale dell'applicazione della pena capitale è diminuita di quasi un terzo rispetto all'anno precedente.<br />I maggiori progressi si sono registrati nei Paesi che fino ad ora si erano dimostrati i più resistenti rispetto all'abolizione della pena di morte. Ciò rappresenta sicuramente un segnale importante: forse anche i più accaniti sostenitori cedono di fronte al fatto che la condanna non serva allo scopo prefisso, ovvero alla dissuasione dal commettere reati.<br />Se la tendenza globale mostra un calo, in alcuni Paesi si sta pensando ad una reintroduzione della pena di morte, cosa che dimostra che la strada verso l'abolizione totale è ancora lunga.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce Amnesty International Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>337</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,mondo,morte,pena-capitale,pena-di-morte,rapporto,riccardo-noury</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Iuventa: lo sguardo di chi sta a bordo - Tomoko Mottola</title><link>https://www.spreaker.com/episode/iuventa-lo-sguardo-di-chi-sta-a-bordo-tomoko-mottola--17644870</link><description><![CDATA[Nel Mediterraneo in questo momento c'è un grande vuoto, quello lasciato dalle navi delle ong e da diversi enti statali nel soccorso in mare. Una delle prime esperienze civiche di soccorso è stata quella della nave Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet, un progetto nato nel 2016: l'imbarcazione è stata sequestrata dalla procura di Trapani nell'agosto del 2017, ma i numeri dei salvataggi in un solo anno di attività (circa 14.000 persone) raccontano di un lavoro inserito in un importante flusso attraverso il Mediterraneo.<br />Sono due i principali aspetti che emergono dalla vita a bordo: la grande potenzialità di fare del bene operando salvataggi e dall'altra parte una distruzione di questo potenziale da parte di attori esterni, con una criminalizzazione della solidarietà che passa attraverso la comunicazione mediatica. Dal punto di vista normativo la chiusura dei porti non è mai stata effettiva, ciò che si vede è piuttosto l'applicazione di un hashtag, quel #portichiusi che tante volte si è visto affollare post su diversi social network ma che non ha mai visto una sua formalizzazione sul piano legislativo.<br />I ripetuti blocchi delle navi per impedire il loro ingresso nei porti non fa che creare disagi, sia alle persone salvate in mare che all'equipaggio formato da volontari. A ciò si aggiunge un ulteriore grande disagio, quello portato dalla mancanza di un coordinamento da parte delle autorità libiche, ora teoriche responsabili dell'organizzazione delle operazioni di salvataggio.<br />Ne parla Tomoko Mottola, macchinista sulla nave Iuventa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17644870</guid><pubDate>Mon, 15 Apr 2019 08:28:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17644870/2019_04_15_tomoko_mottola.mp3" length="29598763" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nel Mediterraneo in questo momento c'è un grande vuoto, quello lasciato dalle navi delle ong e da diversi enti statali nel soccorso in mare. Una delle prime esperienze civiche di soccorso è stata quella della nave Iuventa della ong tedesca Jugend...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel Mediterraneo in questo momento c'è un grande vuoto, quello lasciato dalle navi delle ong e da diversi enti statali nel soccorso in mare. Una delle prime esperienze civiche di soccorso è stata quella della nave Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet, un progetto nato nel 2016: l'imbarcazione è stata sequestrata dalla procura di Trapani nell'agosto del 2017, ma i numeri dei salvataggi in un solo anno di attività (circa 14.000 persone) raccontano di un lavoro inserito in un importante flusso attraverso il Mediterraneo.<br />Sono due i principali aspetti che emergono dalla vita a bordo: la grande potenzialità di fare del bene operando salvataggi e dall'altra parte una distruzione di questo potenziale da parte di attori esterni, con una criminalizzazione della solidarietà che passa attraverso la comunicazione mediatica. Dal punto di vista normativo la chiusura dei porti non è mai stata effettiva, ciò che si vede è piuttosto l'applicazione di un hashtag, quel #portichiusi che tante volte si è visto affollare post su diversi social network ma che non ha mai visto una sua formalizzazione sul piano legislativo.<br />I ripetuti blocchi delle navi per impedire il loro ingresso nei porti non fa che creare disagi, sia alle persone salvate in mare che all'equipaggio formato da volontari. A ciò si aggiunge un ulteriore grande disagio, quello portato dalla mancanza di un coordinamento da parte delle autorità libiche, ora teoriche responsabili dell'organizzazione delle operazioni di salvataggio.<br />Ne parla Tomoko Mottola, macchinista sulla nave Iuventa.]]></itunes:summary><itunes:duration>740</itunes:duration><itunes:keywords>iuventa,jugend-rettet,mare,mediterraneo,migranti,migrazioni,ong,salvataggi,tomoko-mottola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caporalato, l'assoluzione di un sistema criminale - Yvan Sagnet</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caporalato-l-assoluzione-di-un-sistema-criminale-yvan-sagnet--17600608</link><description><![CDATA[L'8 aprile la Corte d'assise d'appello di Lecce ha ribaltato la sentenza di primo grado del 2017 che condannava i cosiddetti caporali di Nardò per associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù dei braccianti. La decisione è fondata su una ragione tecnica, dal momento che nel periodo per cui vengono contestati i fatti (tra il 2008 e il 2011) il reato di caporalato non fosse ancora previsto dalla legge.<br />Quest'ultima sentenza ha suscitato un forte sentimento di rabbia da parte dei braccianti e della parte civile, che si chiedono come i caporali possano essere assolti da ogni forma di accusa pur sapendo che da almeno 30 anni esercitavano un sistema criminale.<br />La rabbia non è però il solo sentimento che emerge. C'è anche un forte timore che le persone più vulnerabili non avranno più la forza di denunciare e si rassegneranno al caporalato, un sistema che vede vincenti sempre i più forti.<br />Ciò che forse manca in questo momento è la volontà di mettere in campo veri sistemi di prevenzione, così come sarebbe previsto dalla legislazione in materia.<br />Ne parla Yvan Sagnet, presidente della Rete NoCap.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17600608</guid><pubDate>Thu, 11 Apr 2019 08:37:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17600608/2019_04_11_yvan_sagnet.mp3" length="31436203" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'8 aprile la Corte d'assise d'appello di Lecce ha ribaltato la sentenza di primo grado del 2017 che condannava i cosiddetti caporali di Nardò per associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù dei braccianti. La decisione è fondata...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'8 aprile la Corte d'assise d'appello di Lecce ha ribaltato la sentenza di primo grado del 2017 che condannava i cosiddetti caporali di Nardò per associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù dei braccianti. La decisione è fondata su una ragione tecnica, dal momento che nel periodo per cui vengono contestati i fatti (tra il 2008 e il 2011) il reato di caporalato non fosse ancora previsto dalla legge.<br />Quest'ultima sentenza ha suscitato un forte sentimento di rabbia da parte dei braccianti e della parte civile, che si chiedono come i caporali possano essere assolti da ogni forma di accusa pur sapendo che da almeno 30 anni esercitavano un sistema criminale.<br />La rabbia non è però il solo sentimento che emerge. C'è anche un forte timore che le persone più vulnerabili non avranno più la forza di denunciare e si rassegneranno al caporalato, un sistema che vede vincenti sempre i più forti.<br />Ciò che forse manca in questo momento è la volontà di mettere in campo veri sistemi di prevenzione, così come sarebbe previsto dalla legislazione in materia.<br />Ne parla Yvan Sagnet, presidente della Rete NoCap.]]></itunes:summary><itunes:duration>786</itunes:duration><itunes:keywords>braccianti,caporalato,caporali,lecce,nardò,rete-nocap,sentenza,yvan-sagnet</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nella Libia frammentata - Lorenzo Marinone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nella-libia-frammentata-lorenzo-marinone--17589542</link><description><![CDATA[Dopo gli ultimi eventi si è accesa una forte attenzione, anche da un punto di vista mediatico, per quanto sta accadendo in Libia. In realtà si sta parlando di un Paese che vive nel conflitto e nella tensione ormai da almeno 5 anni, e l'avanzata di Khalifa Haftar verso Tripoli è da iscrivere in un quadro più ampio.<br />Ad aver favorito questa evoluzione dei fatti è innanzitutto la divisione della comunità internazionale, con i diversi Stati che portano avanti differenti agende, talvolta contrastanti tra loro ma quasi sempre doppie, una pubblica e una nascosta. La natura stessa del territorio in cui Haftar ha consolidato il suo potere, ovvero la mancanza di una reale copertura e influenza da parte di Tripoli, può aver spinto le forze verso il generale, vista anche la difficoltà di trovare un percorso politico unitario per una realtà frammentata come la Libia. <br />Le Nazioni Unite hanno deciso di posticipare a data da destinarsi la Conferenza nazionale libica, e ci si chiede se esista davvero ancora una possibilità per una pace. Ancora nulla pare in realtà deciso sul campo, ma si ripropone come necessità fondamentale la ricerca di una base comune di dialogo.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista del programma Nord Africa e Medio Oriente presso il Ce.Si., il CEntro Studi Internazionali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17589542</guid><pubDate>Wed, 10 Apr 2019 08:23:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17589542/2019_04_10_lorenzo_marinone.mp3" length="26436487" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo gli ultimi eventi si è accesa una forte attenzione, anche da un punto di vista mediatico, per quanto sta accadendo in Libia. In realtà si sta parlando di un Paese che vive nel conflitto e nella tensione ormai da almeno 5 anni, e l'avanzata di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo gli ultimi eventi si è accesa una forte attenzione, anche da un punto di vista mediatico, per quanto sta accadendo in Libia. In realtà si sta parlando di un Paese che vive nel conflitto e nella tensione ormai da almeno 5 anni, e l'avanzata di Khalifa Haftar verso Tripoli è da iscrivere in un quadro più ampio.<br />Ad aver favorito questa evoluzione dei fatti è innanzitutto la divisione della comunità internazionale, con i diversi Stati che portano avanti differenti agende, talvolta contrastanti tra loro ma quasi sempre doppie, una pubblica e una nascosta. La natura stessa del territorio in cui Haftar ha consolidato il suo potere, ovvero la mancanza di una reale copertura e influenza da parte di Tripoli, può aver spinto le forze verso il generale, vista anche la difficoltà di trovare un percorso politico unitario per una realtà frammentata come la Libia. <br />Le Nazioni Unite hanno deciso di posticipare a data da destinarsi la Conferenza nazionale libica, e ci si chiede se esista davvero ancora una possibilità per una pace. Ancora nulla pare in realtà deciso sul campo, ma si ripropone come necessità fondamentale la ricerca di una base comune di dialogo.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista del programma Nord Africa e Medio Oriente presso il Ce.Si., il CEntro Studi Internazionali.]]></itunes:summary><itunes:duration>661</itunes:duration><itunes:keywords>™,ce.s.i.,comunità-internazionale,conflitto,guerra,haftar,libia,lorenzo-marinone,tripoli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Genitore,"madre", "padre": il peso delle diciture - Mario Di Carlo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/genitore-madre-padre-il-peso-delle-diciture-mario-di-carlo--17567033</link><description><![CDATA[Il Ministero degli Interni, con il Decreto Ministeriale del 31.01.2019, ha deciso di apportare alcune modifiche alle modalità di emissione delle carte d'identità per i minori di 14 anni: si è infatti scelto di sostituire l'attuale generale "genitore" con le diciture "padre" e "madre", e di specificare che la richiesta di documento valido per l'espatrio per il minore "è presentata dal padre e dalla madre congiuntamente".<br />Quelle che sembrano sfumature lessicali nascondono in realtà delle problematiche ben più complesse, così come si potranno rivelare complesse le conseguenze per le famiglie. La necessità di una richiesta congiunta non lascia ad esempio spazio a famiglie con genitori dello stesso sesso, così come  potrebbero sollevarsi delle questioni di identità per minori per la confusione nell'attribuzione della dicitura "padre" o "madre".<br />L'idea di famiglia che viene presentata è molto più restrittiva di quella che si era affermata, anche a livello normativo, negli ultimi anni. Ora ci si aspetta un doppio intervento: dal basso, con la mobilitazione dei diretti interessati, e da parte delle istituzioni, a partire dal Garante della privacy che già aveva espresso un giudizio contrario al Decreto. <br />Ne parla Mario Di Carlo, avvocato della Rete Lenford, l’Avvocatura per i Diritti LGBTI, che coordina il team di legali che si occupa della vicenda della carta di identità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17567033</guid><pubDate>Mon, 08 Apr 2019 08:40:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17567033/mario_di_carlo.mp3" length="15692683" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Ministero degli Interni, con il Decreto Ministeriale del 31.01.2019, ha deciso di apportare alcune modifiche alle modalità di emissione delle carte d'identità per i minori di 14 anni: si è infatti scelto di sostituire l'attuale generale "genitore"...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Ministero degli Interni, con il Decreto Ministeriale del 31.01.2019, ha deciso di apportare alcune modifiche alle modalità di emissione delle carte d'identità per i minori di 14 anni: si è infatti scelto di sostituire l'attuale generale "genitore" con le diciture "padre" e "madre", e di specificare che la richiesta di documento valido per l'espatrio per il minore "è presentata dal padre e dalla madre congiuntamente".<br />Quelle che sembrano sfumature lessicali nascondono in realtà delle problematiche ben più complesse, così come si potranno rivelare complesse le conseguenze per le famiglie. La necessità di una richiesta congiunta non lascia ad esempio spazio a famiglie con genitori dello stesso sesso, così come  potrebbero sollevarsi delle questioni di identità per minori per la confusione nell'attribuzione della dicitura "padre" o "madre".<br />L'idea di famiglia che viene presentata è molto più restrittiva di quella che si era affermata, anche a livello normativo, negli ultimi anni. Ora ci si aspetta un doppio intervento: dal basso, con la mobilitazione dei diretti interessati, e da parte delle istituzioni, a partire dal Garante della privacy che già aveva espresso un giudizio contrario al Decreto. <br />Ne parla Mario Di Carlo, avvocato della Rete Lenford, l’Avvocatura per i Diritti LGBTI, che coordina il team di legali che si occupa della vicenda della carta di identità.]]></itunes:summary><itunes:duration>393</itunes:duration><itunes:keywords>carta-d'identità,decreto,diritti,genitore,identità,italia,lgbti,madre,mario-di-carlo,ministero-degli-interni,padre</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Le città della Turchia voltano le spalle a Erdogan - Intervista a Murat Cinar</title><link>https://www.spreaker.com/episode/le-citta-della-turchia-voltano-le-spalle-a-erdogan-intervista-a-murat-cinar--17510047</link><description><![CDATA[Le elezioni amministrative che si sono tenute domenica 31 marzo in Turchia hanno portato più di 57 milioni di cittadini turchi a scegliere i sindaci e i consigli municipali provinciali. Come spesso è successo in questi anni, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva costruito intorno a questa tornata elettorale una sorta di referendum su di sé e sul suo partito, l’Akp (Partito della Giustizia e dello Sviluppo). Osservando i dati complessivi, è possibile vedere che l’Akp conserva la maggioranza relativa nel Paese e la maggioranza assoluta se si considera la coalizione con l’Mhp, il Partito del Movimento Nazionalista.<br /><br />Eppure, se si scompone il voto è impossibile non notare come per il partito di Erdogan siano arrivate delle sconfitte nelle tre città più importanti del Paese: Izmir (Smirne), la capitale Ankara e soprattutto Istanbul, la città più grande, più popolosa, più importante economicamente e più carica di simboli e significati, anche per lo stesso presidente. Dal Bosforo, infatti, era partita la sua carriera politica con l’elezione a sindaco nel 1994, e da allora i conservatori di ispirazione religiosa avevano controllato la città, ora passata invece al principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (Chp), di ispirazione kemalista. <br /><br />Lo stesso partito si è imposto anche ad Ankara e nella propria storica “fortezza”, Izmir. Inoltre, anche le città della fascia mediterranea, come Antalya, Burdur e Adana, e addirittura due città storicamente conservatrici come Artvin e Ardahan, al confine con la Georgia, hanno punito il partito del presidente. Secondo il giornalista Murat Cinar, originario proprio di Istanbul, «questi sono senz’altro i segni della sconfitta».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17510047</guid><pubDate>Tue, 02 Apr 2019 13:23:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17510047/2019_04_02_murat_cinar_elezioni_locali_in_turchia.mp3" length="22211698" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le elezioni amministrative che si sono tenute domenica 31 marzo in Turchia hanno portato più di 57 milioni di cittadini turchi a scegliere i sindaci e i consigli municipali provinciali. Come spesso è successo in questi anni, il presidente turco Recep...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le elezioni amministrative che si sono tenute domenica 31 marzo in Turchia hanno portato più di 57 milioni di cittadini turchi a scegliere i sindaci e i consigli municipali provinciali. Come spesso è successo in questi anni, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva costruito intorno a questa tornata elettorale una sorta di referendum su di sé e sul suo partito, l’Akp (Partito della Giustizia e dello Sviluppo). Osservando i dati complessivi, è possibile vedere che l’Akp conserva la maggioranza relativa nel Paese e la maggioranza assoluta se si considera la coalizione con l’Mhp, il Partito del Movimento Nazionalista.<br /><br />Eppure, se si scompone il voto è impossibile non notare come per il partito di Erdogan siano arrivate delle sconfitte nelle tre città più importanti del Paese: Izmir (Smirne), la capitale Ankara e soprattutto Istanbul, la città più grande, più popolosa, più importante economicamente e più carica di simboli e significati, anche per lo stesso presidente. Dal Bosforo, infatti, era partita la sua carriera politica con l’elezione a sindaco nel 1994, e da allora i conservatori di ispirazione religiosa avevano controllato la città, ora passata invece al principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (Chp), di ispirazione kemalista. <br /><br />Lo stesso partito si è imposto anche ad Ankara e nella propria storica “fortezza”, Izmir. Inoltre, anche le città della fascia mediterranea, come Antalya, Burdur e Adana, e addirittura due città storicamente conservatrici come Artvin e Ardahan, al confine con la Georgia, hanno punito il partito del presidente. Secondo il giornalista Murat Cinar, originario proprio di Istanbul, «questi sono senz’altro i segni della sconfitta».]]></itunes:summary><itunes:duration>555</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La rotta balcanica resta aperta - Silvia Maraone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-rotta-balcanica-resta-aperta-silvia-maraone--17429133</link><description><![CDATA[La rotta balcanica aveva segnato il 2015, con oltre un milione di persone, soprattutto siriane, che era passato dalla Turchia e poi dalla Grecia verso nord. Quella rotta venne chiusa, o così è stato annunciato, il 18 marzo 2016, con un accordo con la Turchia.<br />Secondo diversi rapporti sulla situazione della rotta balcanica, tra cui uno dell'Unhcr, in realtà quasta non si è mai chiusa: nello scorso anno, dopo la chiusura della rotta mediterranea, la percorrenza è stata ancora maggiore che negli anni precedenti. La sola Bosnia ed Erzegovina avrebbe registrato il passaggio di almeno 24.000 persone. Il percorso non è in realtà meno pericoloso di altri, i rischi restano comunque alti, e a questi si aggiungono le violenze da parte della polizia di frontiera croata.<br />L'intera rotta sembra rappresentare il fallimento dell'Europa nel garantire i diritti a chi chiede asilo. Il tema delle migrazioni si fa tanto più forte man mano che ci si avvicina alle elezioni europee del 26 maggio.<br />Ne parla Silvia Maraone, coordinatrice dei progetti lungo la Balkan Route per Caritas e Ipsía.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17429133</guid><pubDate>Mon, 25 Mar 2019 09:16:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17429133/2019_03_25_silvia_maraone_3_anni_dalla_chiusura_della_rotta_balcanica_ok.mp3" length="24451975" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La rotta balcanica aveva segnato il 2015, con oltre un milione di persone, soprattutto siriane, che era passato dalla Turchia e poi dalla Grecia verso nord. 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Il percorso non è in realtà meno pericoloso di altri, i rischi restano comunque alti, e a questi si aggiungono le violenze da parte della polizia di frontiera croata.<br />L'intera rotta sembra rappresentare il fallimento dell'Europa nel garantire i diritti a chi chiede asilo. Il tema delle migrazioni si fa tanto più forte man mano che ci si avvicina alle elezioni europee del 26 maggio.<br />Ne parla Silvia Maraone, coordinatrice dei progetti lungo la Balkan Route per Caritas e Ipsía.]]></itunes:summary><itunes:duration>611</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,europa,migranti,migrazioni,rifugiati,rotta-balcanica,silvia-maraone,turchia,unhcr</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Iran e le condanne a Nasrin Setoudeh - Reza Khandan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-iran-e-le-condanne-a-nasrin-setoudeh-reza-khandan--17369187</link><description><![CDATA[Nasrin Setoudeh, avvocata iraniana per la difesa dei diritti umani, è stata condannata nelle scorse settimane a un totale di 38 anni di prigione nonché a 148 frustate.<br />Questa non è la prima volta che viene arrestata: la prima volta era stata nel 2011, ma era stata liberata nel 2013 nel quadro di nuovi accordi internazionali da parte dell'Iran. Il nuovo fermo è arrivato nel giugno del 2018, e di nuovo l'Iran sa che la vicenda potrebbe suscitare delle reazioni internazionali.<br />I mezzi di informazione riferiscono diversi numeri riguardo alle sentenze e alle condanne, ma da quanto riferisce la stessa Nasrin Setoudeh in un documento lasciato al marito la somma complessiva di anni di detenzione ammonta a 38, come già era stato annunciato da Amnesty International. L'impressione è che questa volta dovrà accadere qualcosa di molto importante perché venga rilasciata, e la pressione internazionale avrà certamente un ruolo fondamentale.<br />Ne parla Reza Khandan, marito di Nasrin Setoudeh.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17369187</guid><pubDate>Tue, 19 Mar 2019 09:24:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17369187/2019_03_19_reza_khandan_completo.mp3" length="18209767" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nasrin Setoudeh, avvocata iraniana per la difesa dei diritti umani, è stata condannata nelle scorse settimane a un totale di 38 anni di prigione nonché a 148 frustate.
Questa non è la prima volta che viene arrestata: la prima volta era stata nel 2011,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nasrin Setoudeh, avvocata iraniana per la difesa dei diritti umani, è stata condannata nelle scorse settimane a un totale di 38 anni di prigione nonché a 148 frustate.<br />Questa non è la prima volta che viene arrestata: la prima volta era stata nel 2011, ma era stata liberata nel 2013 nel quadro di nuovi accordi internazionali da parte dell'Iran. Il nuovo fermo è arrivato nel giugno del 2018, e di nuovo l'Iran sa che la vicenda potrebbe suscitare delle reazioni internazionali.<br />I mezzi di informazione riferiscono diversi numeri riguardo alle sentenze e alle condanne, ma da quanto riferisce la stessa Nasrin Setoudeh in un documento lasciato al marito la somma complessiva di anni di detenzione ammonta a 38, come già era stato annunciato da Amnesty International. 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Molte delle stragi degli ultimi anni hanno alla base un elemento comune, l'odio razziale di stampo suprematista: spesso i terroristi sono lupi solitari, non affiliati a gruppi, e tutti detentori legali di armi da fuoco. <br />La Nuova Zelanda ha annunciato, a circa 48 ore di distanza dall'attacco, una revisione della legge sulla detenzione di armi. Questo sembra un atteggiamento positivo e necessario, dal momento che ora la licenza per armi da fuoco è molto semplice da ottenere in quanto giustificata dalla pratica di "attività sportive".<br />L'attenzione a questa tematica dovrebbe però anche aumentare in Italia. Se da un lato nel nostro Paese non ci sono state al momento stragi o attacchi terroristici di questo tipo, si è alzato il numero degli omicidi con arma da fuoco in ambito familiare. <br />Ne parla Giorgio Beretta, ricercatore di Opal (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e di Difesa).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17356914</guid><pubDate>Mon, 18 Mar 2019 09:09:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17356914/2019_03_18_giorgio_beretta.mp3" length="27827095" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo l'attacco terroristico diretto contro due moschee a Christchurch in Nuova Zelanda, si è subito posto il problema della facilità di procurarsi e detenere armi. 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Se da un lato nel nostro Paese non ci sono state al momento stragi o attacchi terroristici di questo tipo, si è alzato il numero degli omicidi con arma da fuoco in ambito familiare. <br />Ne parla Giorgio Beretta, ricercatore di Opal (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e di Difesa).]]></itunes:summary><itunes:duration>696</itunes:duration><itunes:keywords>armi,armi-da-fuoco,giorgio-beretta,nuova-zelanda,opal,supremazia,terrorismo,terrorista</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Siamo noi l'orso bianco - Giancarlo Sturloni</title><link>https://www.spreaker.com/episode/siamo-noi-l-orso-bianco-giancarlo-sturloni--17329154</link><description><![CDATA[Gli studenti (e non solo) di tutto il mondo oggi scendono in piazza per unirsi in una protesta globale contro il cambiamento climatico.<br />La principale preoccupazione è il loro stesso futuro: i cambiamenti climatici che stanno già mostrando i loro effetti avranno impatti ancora più pesanti negli anni a venire. Quindi, per evitare una catastrofe climatica il tempo è poco.<br />Negli anni è molto cambiata la prospettiva su questa tematica, e ora il cambiamento climatico fa parte del dire quotidiano, non è solo più appannaggio di discorsi scientifici. E ciò costituisce una speranza: maggiore visibilità significa più partecipazione, e una maggiore riflessione sul mondo che si vuole per il futuro.<br />Ne parla Giancarlo Sturloni divulgatore scientifico specializzato in Comunicazione del rischio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17329154</guid><pubDate>Fri, 15 Mar 2019 13:17:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17329154/2019_03_15_giancarlo_sturloni_128.mp3" length="8547638" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Gli studenti (e non solo) di tutto il mondo oggi scendono in piazza per unirsi in una protesta globale contro il cambiamento climatico.
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La questione sembra essere molto tecnica, ma in realtà suscita alcune preoccupazioni.<br />La onlus Rainbow for Africa ha inviato una lettera ai parlamentari europei, perché se da un lato il database condiviso può rappresentare un ottimo strumento di tutela dei cittadini, dall'altro alcune norme potrebbero essere interpretate in modo dubbio. Infatti, chi commette reato è inserito nel Casellario, ma viene immesso anche chi è migrante ed è registrato alla frontiera europea o qualunque cittadino europeo che abbia un doppio passaporto (uno Ue e uno di un Paese esterno).<br />Intanto continua la pressione sugli europarlamentari, nella speranza che il regolamento possa ancora essere modificato.<br />Ne parla Paolo Narcisi, medico e presidente di Rainbow for Africa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17307659</guid><pubDate>Wed, 13 Mar 2019 09:21:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17307659/2019_03_13_paolo_narcisi.mp3" length="11349643" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 12 marzo il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento ECRIS riguardo al Casellario giudiziale europeo: ciò può permettere uno scambio di dati più rapido ed efficiente tra gli Stati europei, specialmente per quanto riguarda cittadini non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 12 marzo il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento ECRIS riguardo al Casellario giudiziale europeo: ciò può permettere uno scambio di dati più rapido ed efficiente tra gli Stati europei, specialmente per quanto riguarda cittadini non europei. La questione sembra essere molto tecnica, ma in realtà suscita alcune preoccupazioni.<br />La onlus Rainbow for Africa ha inviato una lettera ai parlamentari europei, perché se da un lato il database condiviso può rappresentare un ottimo strumento di tutela dei cittadini, dall'altro alcune norme potrebbero essere interpretate in modo dubbio. Infatti, chi commette reato è inserito nel Casellario, ma viene immesso anche chi è migrante ed è registrato alla frontiera europea o qualunque cittadino europeo che abbia un doppio passaporto (uno Ue e uno di un Paese esterno).<br />Intanto continua la pressione sugli europarlamentari, nella speranza che il regolamento possa ancora essere modificato.<br />Ne parla Paolo Narcisi, medico e presidente di Rainbow for Africa.]]></itunes:summary><itunes:duration>284</itunes:duration><itunes:keywords>™,cittadini,diritti,ecris,europa,migranti,paolo-narcisi,rainbow-for-africa,reato,sicurezza,unione-europea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una famiglia non al plurale - Giorgio Rainelli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-famiglia-non-al-plurale-giorgio-rainelli--17296597</link><description><![CDATA[Dal 29 al 31 di marzo si terrà a Verona il World congress of families, il congresso mondiale sulle famiglie, ma sono già molte le polemiche che si sono sollevate, a partire in primo luogo dal nome del congresso. <br />A fronte di un termine declinato al plurale, il modello di famiglia che viene proposto è fortemente al singolare, quasi monolitico: si tratta di un modello borghese che prevede un maschio e una femmina sposati (preferibilmente in chiesa) con bambini. Questa forma sembra essere fortemente limitativa, e contemporaneamente pare difficile uscire da una formulazione di questo tipo del concetto di famiglia.<br />Il congresso è stato poi fortemente caratterizzato come «cristiano», ma anche in questo caso gli organizzatori hanno scelto di dare una connotazione al singolare del termine: alle diverse realtà protestanti non sono arrivati inviti a partecipare, così come alle associazioni LGBT cattoliche.<br />Ci si chiede se ciò che emergerà dal congresso di Verona potrà avere delle conseguenze in Italia, conseguenze che forse sono già in atto, a livello politico e sociale. Il World congress of families si inserisce in un processo molto più ampio, a cui alcune forze stanno già tentando di rispondere.<br />Ne parla Giorgio Rainelli, di Refo (Rete evangelica fede e omosessualità).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17296597</guid><pubDate>Tue, 12 Mar 2019 09:30:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17296597/2019_03_12_giorgio_rainelli.mp3" length="16790957" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 29 al 31 di marzo si terrà a Verona il World congress of families, il congresso mondiale sulle famiglie, ma sono già molte le polemiche che si sono sollevate, a partire in primo luogo dal nome del congresso. 
A fronte di un termine declinato al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal 29 al 31 di marzo si terrà a Verona il World congress of families, il congresso mondiale sulle famiglie, ma sono già molte le polemiche che si sono sollevate, a partire in primo luogo dal nome del congresso. <br />A fronte di un termine declinato al plurale, il modello di famiglia che viene proposto è fortemente al singolare, quasi monolitico: si tratta di un modello borghese che prevede un maschio e una femmina sposati (preferibilmente in chiesa) con bambini. Questa forma sembra essere fortemente limitativa, e contemporaneamente pare difficile uscire da una formulazione di questo tipo del concetto di famiglia.<br />Il congresso è stato poi fortemente caratterizzato come «cristiano», ma anche in questo caso gli organizzatori hanno scelto di dare una connotazione al singolare del termine: alle diverse realtà protestanti non sono arrivati inviti a partecipare, così come alle associazioni LGBT cattoliche.<br />Ci si chiede se ciò che emergerà dal congresso di Verona potrà avere delle conseguenze in Italia, conseguenze che forse sono già in atto, a livello politico e sociale. 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Queste operazioni hanno in primo luogo uno scopo precauzionale, in particolare dopo gli ultimi incendi e problemi. Ma il tutto potrebbe anche inserirsi nella politica del Ministero dell'Interno che spinge verso azioni spettacolari e incisive a livello mediatico.<br />C'è però l'impressione che si possa ricadere nella storia comune di tante baraccopoli che vengono abbattute per poi essere ricostruite poco più in là per la vicinanza ai campi, ovvero il posto di lavoro. Si rivela allora fondamentale continuare a parlare della necessità che le persone che non possono più vivere nelle baraccopoli abbiano nuove abitazioni.<br />Leggi come quella sul caporalato paiono intervenire più a valle che a monte del problema: l'eccessiva burocrazia, unita all'abolizione del permesso di soggiorno umanitario, creano manodopera ricattabile, che si sente costretta ad abitare in ghetti.<br />Ne parla Antonello Mangano, giornalista terrelibere.org.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17286281</guid><pubDate>Mon, 11 Mar 2019 09:45:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17286281/2019_03_08_antonello_mangano.mp3" length="83092220" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì 6 marzo è iniziato lo smantellamento della baraccopoli di San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro. Queste operazioni hanno in primo luogo uno scopo precauzionale, in particolare dopo gli ultimi incendi e problemi. Ma il tutto potrebbe...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mercoledì 6 marzo è iniziato lo smantellamento della baraccopoli di San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro. Queste operazioni hanno in primo luogo uno scopo precauzionale, in particolare dopo gli ultimi incendi e problemi. Ma il tutto potrebbe anche inserirsi nella politica del Ministero dell'Interno che spinge verso azioni spettacolari e incisive a livello mediatico.<br />C'è però l'impressione che si possa ricadere nella storia comune di tante baraccopoli che vengono abbattute per poi essere ricostruite poco più in là per la vicinanza ai campi, ovvero il posto di lavoro. Si rivela allora fondamentale continuare a parlare della necessità che le persone che non possono più vivere nelle baraccopoli abbiano nuove abitazioni.<br />Leggi come quella sul caporalato paiono intervenire più a valle che a monte del problema: l'eccessiva burocrazia, unita all'abolizione del permesso di soggiorno umanitario, creano manodopera ricattabile, che si sente costretta ad abitare in ghetti.<br />Ne parla Antonello Mangano, giornalista terrelibere.org.]]></itunes:summary><itunes:duration>5205</itunes:duration><itunes:keywords>abbattimento,antonello-mangano,baraccopoli,calabria,caporalato,san-ferdinando,terrelibere</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Difesa privata, difesa legittima - Eriberto Rosso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/difesa-privata-difesa-legittima-eriberto-rosso--17250921</link><description><![CDATA[Il 6 marzo si è tenuto il voto finale alla Camera sulla riforma della legittima difesa, che è stata approvata con 373 voti a favore e 104 contrari: ora quindi dovrebbe passare senza troppe difficoltà anche al Senato. Si è molto discusso intorno a questa riforma, ma è anche importante chiedersi quali trasformazioni potrà portare.<br />Non ci sarà più, infatti, una necessità di proporzione tra aggressione e difesa, soprattutto nel momento in cui i fatti si svolgono in una dimora privata o nel luogo in cui si svolge la propria attività. Verrà poi introdotto un nuovo concetto, quello di grave turbamento: una reazione sarà quindi giustificata se dipende da uno stato emotivo forte, non per forza da una minaccia effettiva.<br />Si ha l'impressione però che questa riforma voglia rappresentare una bandiera, un messaggio culturale applicato nella pratica di (quasi) tutti i giorni. L'immagine che si propone è allora quella di un Paese con una cultura giuridica che spinge più sulla difesa privata che su quella legittima.<br />Ne parla Eriberto Rosso, segretario Unione delle Camere Penali italiane.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17250921</guid><pubDate>Thu, 07 Mar 2019 09:22:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17250921/2019_03_07_eriberto_rosso.mp3" length="15849283" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 6 marzo si è tenuto il voto finale alla Camera sulla riforma della legittima difesa, che è stata approvata con 373 voti a favore e 104 contrari: ora quindi dovrebbe passare senza troppe difficoltà anche al Senato. 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Le proteste in Algeria delle ultime settimane hanno avuto origine dalla decisione del Presidente Bouteflika di ricandidarsi alle elezioni del prossimo 18 aprile.<br />Bouteflika è al potere dal 1999, ed è ormai considerato un simbolo della struttura di potere e del sistema politico-militare che tiene le redini dell'Algeria sin dalla sua indipendenza. La sua ricandidatura, ormai ottantaduenne e costretto dal 2013 all'immobilità da un ictus cerebrale, sembra essere il risultato di un compromesso tra le principali componenti del pouvoir algerino, ovvero gli esponenti del mondo politico, militare e della sicurezza, che preferiscono mantenere lo status quo per evitare che una prevalga sulle altre.<br />Il problema della classe dirigente è legato alla sua incapacità di comprendere le esigenze della popolazione, e le soluzioni tampone messe in campo fino ad ora non sembrano più sufficienti.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista del Ce.Si. Centro Studi Internazionali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17227339</guid><pubDate>Tue, 05 Mar 2019 09:11:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17227339/2019_03_01_lorenzo_marinone.mp3" length="23149975" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 28 febbraio sono stati liberati tutti i giornalisti algerini fermati dalla polizia per aver partecipato a una manifestazione "contro la censura". Le proteste in Algeria delle ultime settimane hanno avuto origine dalla decisione del Presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 28 febbraio sono stati liberati tutti i giornalisti algerini fermati dalla polizia per aver partecipato a una manifestazione "contro la censura". Le proteste in Algeria delle ultime settimane hanno avuto origine dalla decisione del Presidente Bouteflika di ricandidarsi alle elezioni del prossimo 18 aprile.<br />Bouteflika è al potere dal 1999, ed è ormai considerato un simbolo della struttura di potere e del sistema politico-militare che tiene le redini dell'Algeria sin dalla sua indipendenza. La sua ricandidatura, ormai ottantaduenne e costretto dal 2013 all'immobilità da un ictus cerebrale, sembra essere il risultato di un compromesso tra le principali componenti del pouvoir algerino, ovvero gli esponenti del mondo politico, militare e della sicurezza, che preferiscono mantenere lo status quo per evitare che una prevalga sulle altre.<br />Il problema della classe dirigente è legato alla sua incapacità di comprendere le esigenze della popolazione, e le soluzioni tampone messe in campo fino ad ora non sembrano più sufficienti.<br />Ne parla Lorenzo Marinone, analista del Ce.Si. Centro Studi Internazionali.]]></itunes:summary><itunes:duration>579</itunes:duration><itunes:keywords>algeria,bouteflika,ce.si.,elezioni,lorenzo-marinone,manifestazioni,proteste</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Verso la Road to Oslo, una revisione della Convenzione di Ottawa sull'abolizione delle mine - Giuseppe Schiavello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/verso-la-road-to-oslo-una-revisione-della-convenzione-di-ottawa-sull-abolizione-delle-mine-giuseppe-schiavello--17216310</link><description><![CDATA[Il 1 marzo 1999 veniva ratificata la Convenzione di Ottawa per la proibizione di uso, stoccaggio, produzione e vendita di mine: 20 anni di distanza da quella firma sono 164 gli Stati aderenti, e moltissime aree sono state bonificate. Ma l'impegno contro le mine non si vuole fermare qui.<br />La Convenzione rappresenta un risultato eccezionale, perché è uno dei pochissimi casi in cui un accordo sul disarmo promosso dalla società civile trova una così ampia adesione a livello internazionale, sebbene alcune potenze non l'abbiano ratificata.<br />L'impegno che ci si propone ora è di contenere gli interventi armati, in modo da ridurre le pene per le popolazioni civili, le maggiori vittime di queste azioni. Azioni che, nel caso delle mine, sono da considerarsi pienamente terroristiche.<br />Ne parla Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna contro le mine Onlus.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17216310</guid><pubDate>Mon, 04 Mar 2019 09:15:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17216310/2019_03_04_giuseppe_schiavello.mp3" length="31872595" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 1 marzo 1999 veniva ratificata la Convenzione di Ottawa per la proibizione di uso, stoccaggio, produzione e vendita di mine: 20 anni di distanza da quella firma sono 164 gli Stati aderenti, e moltissime aree sono state bonificate. 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In previsione di questa visita la rete Di.Re., Donne in Rete Contro la Violenza, ha presentato martedì 26 un dossier sull'applicazione della Convenzione di Instanbul, ratificata nel 2013 dall'Italia.<br />La Convenzione doveva fornire strumenti efficaci per contrastare la violenza di genere: con i suoi moltissimi articoli rappresenta un quadro organico di norme per prevenire o per proporre soluzioni dal punto di vista sociale.<br />Al momento però non sono previsti fondi per l'attuazione, e le ragioni, ameno per quanto riguarda l'Italia, sono forse da ricercare nella criticità di una cultura fortemente sessista veicolata da media, da politici e talvolta persino dalle scuole. Da un punto di vista formale le leggi presenti ora in Italia potrebbero essere delle buone norme, ma non sono applicate come dovrebbero: non esistono infatti dotazioni che le rendano strumenti davvero efficaci.<br />Quello della violenza di genere resta un fenomeno molto complesso, di cui una grande parte resta sommersa. La sfida resta fare emergere tutto ciò che ancora non si vede.<br />Ne parla Marcella Pirrone, membro direttivo “WAVE Women against violence Europe”, avvocata della rete dei centri antiviolenza Dire.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17180212</guid><pubDate>Thu, 28 Feb 2019 09:44:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17180212/2019_02_28_marcella_pirronemp3.mp3" length="22992331" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dall’11 al 21 marzo il gruppo di esperte del consiglio d'Europa in tema di violenza contro le donne visiteranno l’Italia per monitorare le misure che prendiamo per contrastare e prevenire la violenza di genere. 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Da un punto di vista formale le leggi presenti ora in Italia potrebbero essere delle buone norme, ma non sono applicate come dovrebbero: non esistono infatti dotazioni che le rendano strumenti davvero efficaci.<br />Quello della violenza di genere resta un fenomeno molto complesso, di cui una grande parte resta sommersa. La sfida resta fare emergere tutto ciò che ancora non si vede.<br />Ne parla Marcella Pirrone, membro direttivo “WAVE Women against violence Europe”, avvocata della rete dei centri antiviolenza Dire.]]></itunes:summary><itunes:duration>575</itunes:duration><itunes:keywords>convenzione-instanbul,di-re,marcella-pirrone,violenza,violenza-di-genere,wave</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Un nulla di fatto dal vertice di Hanoi - Gabriele Battaglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-nulla-di-fatto-dal-vertice-di-hanoi-gabriele-battaglia--17180091</link><description><![CDATA[Si è concluso da qualche ora il vertice a Hanoi tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. Quello che era stato annunciato da più voci come un incontro storico pare in realtà essersi concluso in un nulla di fatto.<br />Alle 8, ora italiana, il presidente americano ha tenuto una conferenza stampa accompagnato dal Segretario di Stato Mike Pompeo, mentre erano attesi momenti condivisi tra Trump e Kim. Ai giornalisti hanno ribadito che i colloqui con la Corea del Nord continueranno, anche se rimangono le sanzioni economiche e il dubbio su cosa si intenda con denuclearizzazione.<br />Il vertice di Hanoi non ha quindi ottenuto i risultati attesi: è stato certo un momento importante per Trump per ribadire la sua amicizia con Kim, ma la mancanza di risultati concreti potrebbe pesare ulteriormente sulla sua situazione, già in crisi per la vicenda del Russiagate.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino per Radio Popolare e RSI, Radiotelevisione Svizzera Italiana, conduttore per Rbe di Il cielo sopra Pechino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17180091</guid><pubDate>Thu, 28 Feb 2019 09:16:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17180091/2019_02_28_gabriele_battaglia.mp3" length="14165311" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Si è concluso da qualche ora il vertice a Hanoi tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. 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Ai giornalisti hanno ribadito che i colloqui con la Corea del Nord continueranno, anche se rimangono le sanzioni economiche e il dubbio su cosa si intenda con denuclearizzazione.<br />Il vertice di Hanoi non ha quindi ottenuto i risultati attesi: è stato certo un momento importante per Trump per ribadire la sua amicizia con Kim, ma la mancanza di risultati concreti potrebbe pesare ulteriormente sulla sua situazione, già in crisi per la vicenda del Russiagate.<br />Ne parla Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino per Radio Popolare e RSI, Radiotelevisione Svizzera Italiana, conduttore per Rbe di Il cielo sopra Pechino.]]></itunes:summary><itunes:duration>354</itunes:duration><itunes:keywords>accordi,corea-nord,donald-trump,hanoi,kim-jong-un,pace,stati-uniti,vertice,vietnam</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giustizia minorile, la riforma di un sistema che funziona - Susanna Marietti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giustizia-minorile-la-riforma-di-un-sistema-che-funziona-susanna-marietti--17156606</link><description><![CDATA[Lo scorso 7 febbraio è stato presentato alla Camera un disegno di legge che mira a introdurre un abbassamento dell'età imputabile dai 14 ai 12 anni. La logica di questa proposta è coerente con le scelte portate avanti da Governo, secondo cui il carcere e la repressione penale possono essere soluzioni a 360 gradi.<br />Ciò di cui non si tiene conto è il fatto che i reati commessi da ragazzi di 12 anni possono rappresentare le loro risposte (per quanto inadeguate) a situazioni problematiche: la soluzione dovrebbe quindi essere educativa, non punitiva, soprattutto dal momento che si sta parlando di persone nel pieno della loro formazione.<br />Spesso, nel corso degli anni, da più voci era arrivata la richiesta di modificare in senso restrittivo la giustizia minorile, ma le riforme avevano trovato l'opposizione di chi il sistema lo vive e lo gestisce, facendo da argine culturale. Oggi la situazione sembra in parte diversa, con l'affermarsi progressivo di una cultura fortemente carcerocentrica e un dialogo con l'esecutivo per ora quasi del tutto bloccato.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice dell'Associazione Antigone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17156606</guid><pubDate>Tue, 26 Feb 2019 09:27:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17156606/2019_02_21_susanna_marietti_ok.mp3" length="20030503" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scorso 7 febbraio è stato presentato alla Camera un disegno di legge che mira a introdurre un abbassamento dell'età imputabile dai 14 ai 12 anni. La logica di questa proposta è coerente con le scelte portate avanti da Governo, secondo cui il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scorso 7 febbraio è stato presentato alla Camera un disegno di legge che mira a introdurre un abbassamento dell'età imputabile dai 14 ai 12 anni. La logica di questa proposta è coerente con le scelte portate avanti da Governo, secondo cui il carcere e la repressione penale possono essere soluzioni a 360 gradi.<br />Ciò di cui non si tiene conto è il fatto che i reati commessi da ragazzi di 12 anni possono rappresentare le loro risposte (per quanto inadeguate) a situazioni problematiche: la soluzione dovrebbe quindi essere educativa, non punitiva, soprattutto dal momento che si sta parlando di persone nel pieno della loro formazione.<br />Spesso, nel corso degli anni, da più voci era arrivata la richiesta di modificare in senso restrittivo la giustizia minorile, ma le riforme avevano trovato l'opposizione di chi il sistema lo vive e lo gestisce, facendo da argine culturale. Oggi la situazione sembra in parte diversa, con l'affermarsi progressivo di una cultura fortemente carcerocentrica e un dialogo con l'esecutivo per ora quasi del tutto bloccato.<br />Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice dell'Associazione Antigone.]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:keywords>associazione-antigone,carcere,giustizia,giustizia-minorile,governo,legge,minori,riforma,susanna-marietti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Corte di Cassazione, il decreto Salvini non è retroattivo - Ganfranco Schiavone</title><link>https://www.spreaker.com/episode/corte-di-cassazione-il-decreto-salvini-non-e-retroattivo-ganfranco-schiavone--17114291</link><description><![CDATA[La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito la non retroattività delle norme restrittive sulla protezione umanitaria contenute nel decreto sicurezza, e che quindi non potranno essere applicate alle domande presentate entro il 5 ottobre 2018, data di approvazione del decreto.<br />Per chi ha presentato domanda entro il 5 ottobre scorso varranno le regole previste in precedenza. Il principio che si è seguito è quello secondo cui una legge deve riguardare ciò che avverrà, non può toccare ciò che è già avvenuto.<br />La maggiore problematica ora riguarda le domande esaminate fino ad ora, che dovranno essere riviste alla luce della rivalutazione della protezione umanitaria, con un potenziale maggiore costo per i cittadini oltre che un allungamento dei tempi.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista Asgi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17114291</guid><pubDate>Fri, 22 Feb 2019 09:07:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17114291/2019_02_22_gianfranco_schiavone.mp3" length="24211723" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito la non retroattività delle norme restrittive sulla protezione umanitaria contenute nel decreto sicurezza, e che quindi non potranno essere applicate alle domande presentate entro il 5 ottobre 2018, data...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito la non retroattività delle norme restrittive sulla protezione umanitaria contenute nel decreto sicurezza, e che quindi non potranno essere applicate alle domande presentate entro il 5 ottobre 2018, data di approvazione del decreto.<br />Per chi ha presentato domanda entro il 5 ottobre scorso varranno le regole previste in precedenza. Il principio che si è seguito è quello secondo cui una legge deve riguardare ciò che avverrà, non può toccare ciò che è già avvenuto.<br />La maggiore problematica ora riguarda le domande esaminate fino ad ora, che dovranno essere riviste alla luce della rivalutazione della protezione umanitaria, con un potenziale maggiore costo per i cittadini oltre che un allungamento dei tempi.<br />Ne parla Gianfranco Schiavone, giurista Asgi.]]></itunes:summary><itunes:duration>606</itunes:duration><itunes:keywords>5-ottobre,corte-di-cassazione,decreto-sicurezza,legge,protezione-umanitaria,retroattività,retroattivo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I razzismi online, un fenomeno mondiale - Stefano Pasta</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-razzismi-online-un-fenomeno-mondiale-stefano-pasta--17050075</link><description><![CDATA[In più di un’occasione ci si chiede se siamo di fronte, non solo in Italia, a una nuova “stagione d’oro” del razzismo. Un tentativo di dare una risposta a questo quesito è arrivata dalla recente pubblicazione del libro Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell'odio online, che narra di una ricerca su diversi casi, specialmente online, e si propone una classificazione e una categorizzazione. Lo scopo è cercare di comprendere la natura dei razzismi di fronte a cui ci si trova.<br />In generale, accanto a quello che può essere considerato un razzismo più "classico", ovvero quello portato avanti da chi sostiene una determinata ideologia, si trova un razzismo di provocazione. La pretesa è di non essere presi sul serio, ma proprio questa superficialità porta allo sdoganamento del discorso razzista.<br />Questo discorso porta a un ragionamento intorno al concetto di libertà, in particolare quella di espressione. Da un lato c'è chi punta ad una libertà da ogni tipo di vincolo, dall'altra chi sceglie liberamente di aderire a determinati vincoli per consentire relazioni interculturali e interpersonali.<br />Ne parla Stefano Pasta, giornalista, ricercatore in pedagogia presso il Centro di Ricerca sull’Educazione ai media dell’Informazione e alla Tecnologia (CREMIT) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e autore di Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell'odio online.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17050075</guid><pubDate>Fri, 15 Feb 2019 09:24:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17050075/2019_02_15_stefano_pasta.mp3" length="27439771" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In più di un’occasione ci si chiede se siamo di fronte, non solo in Italia, a una nuova “stagione d’oro” del razzismo. Un tentativo di dare una risposta a questo quesito è arrivata dalla recente pubblicazione del libro Razzismi 2.0. Analisi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In più di un’occasione ci si chiede se siamo di fronte, non solo in Italia, a una nuova “stagione d’oro” del razzismo. Un tentativo di dare una risposta a questo quesito è arrivata dalla recente pubblicazione del libro Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell'odio online, che narra di una ricerca su diversi casi, specialmente online, e si propone una classificazione e una categorizzazione. Lo scopo è cercare di comprendere la natura dei razzismi di fronte a cui ci si trova.<br />In generale, accanto a quello che può essere considerato un razzismo più "classico", ovvero quello portato avanti da chi sostiene una determinata ideologia, si trova un razzismo di provocazione. La pretesa è di non essere presi sul serio, ma proprio questa superficialità porta allo sdoganamento del discorso razzista.<br />Questo discorso porta a un ragionamento intorno al concetto di libertà, in particolare quella di espressione. Da un lato c'è chi punta ad una libertà da ogni tipo di vincolo, dall'altra chi sceglie liberamente di aderire a determinati vincoli per consentire relazioni interculturali e interpersonali.<br />Ne parla Stefano Pasta, giornalista, ricercatore in pedagogia presso il Centro di Ricerca sull’Educazione ai media dell’Informazione e alla Tecnologia (CREMIT) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e autore di Razzismi 2.0. Analisi socio-educativa dell'odio online.]]></itunes:summary><itunes:duration>686</itunes:duration><itunes:keywords>hate-speech,libertà,odio,online,razzismi-2.0,razzismo,stefano-pasta,web</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Repubblica Centrafricana, un punto di partenza che non nasconde rischi - Mauro Garofalo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/repubblica-centrafricana-un-punto-di-partenza-che-non-nasconde-rischi-mauro-garofalo--17019459</link><description><![CDATA[Martedì 5 febbraio il governo della Repubblica Centrafricana ha raggiunto con 14 gruppi armati un accordo di pace, ponendo così fine ad una guerra civile che proseguiva da più di cinque anni, e che aveva causato migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati.<br />Si è sempre molto sottolineata la matrice etnica di questo conflitto, ma la questione del controllo delle risorse ha avuto un ruolo fondamentale. Durante i negoziati si è molto discusso di risorse e della loro gestione: uno Stato unitario in grado di esercitare la propria autorità è in grado di garantire una buona redistribuzione, che permetterebbe una maggiore ricchezza per la popolazione.<br />Una guerra durata più di cinque anni ha fortemente incrinato il vivere collettivo nella Repubblica Centrafricana: sarà necessario un forte impegno per ristabilire un equilibrio tra fazioni sociali, etniche e culturali.<br />Ne parla Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant'Egidio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17019459</guid><pubDate>Tue, 12 Feb 2019 09:18:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17019459/2019_02_12_mauro_garofalo.mp3" length="17053015" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 5 febbraio il governo della Repubblica Centrafricana ha raggiunto con 14 gruppi armati un accordo di pace, ponendo così fine ad una guerra civile che proseguiva da più di cinque anni, e che aveva causato migliaia di morti e centinaia di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martedì 5 febbraio il governo della Repubblica Centrafricana ha raggiunto con 14 gruppi armati un accordo di pace, ponendo così fine ad una guerra civile che proseguiva da più di cinque anni, e che aveva causato migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati.<br />Si è sempre molto sottolineata la matrice etnica di questo conflitto, ma la questione del controllo delle risorse ha avuto un ruolo fondamentale. Durante i negoziati si è molto discusso di risorse e della loro gestione: uno Stato unitario in grado di esercitare la propria autorità è in grado di garantire una buona redistribuzione, che permetterebbe una maggiore ricchezza per la popolazione.<br />Una guerra durata più di cinque anni ha fortemente incrinato il vivere collettivo nella Repubblica Centrafricana: sarà necessario un forte impegno per ristabilire un equilibrio tra fazioni sociali, etniche e culturali.<br />Ne parla Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant'Egidio.]]></itunes:summary><itunes:duration>427</itunes:duration><itunes:keywords>accordo,africa,comunità-di-sant-egidio,conflitto,etnico,guerra,mauro-garofalo,pace,repubblica-centrafricana,rischi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'inchiesta sulla nave Aquarius: un Mediterraneo sempre più vuoto - Sergio Scandura</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-inchiesta-sulla-nave-aquarius-un-mediterraneo-sempre-piu-vuoto-sergio-scandura--17008463</link><description><![CDATA[Il Tribunale del Riesame aveva emesso una sentenza che di fatto smontava l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi sulla nave Aquarius, mossa dal pm Carmelo Zuccaro. Ora però la Procura di Catania ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione per rivedere le carte.<br />Nel corso dell'inchiesta era stata sequestrata la stessa nave oltre che 200.000 euro alla ong e all'agente marittimo Francesco Gianino: il Riesame ha però derubricato il reato, imponendo il dissequestro per i diversi beni. Il ricorso della Procura di Catania potrebbe però rimettere in discussione l'intera vicenda.<br />Di fatto, con il passare del tempo e con il sovrapporsi delle inchieste e della crescente costruzione di una sfiducia nei confronti delle ong, il Mediterraneo ha perso importanti agenti di salvataggio e si è svuotato di testimoni. Al contrario, per poter narrare la complessità dei fenomeni migratori sarebbe necessaria una forte presenza sul campo.<br />Ne parla Sergio Scandura, giornalista di Radio Radicale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17008463</guid><pubDate>Mon, 11 Feb 2019 09:34:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17008463/2019_02_11_sergio_scandura.mp3" length="30438139" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Tribunale del Riesame aveva emesso una sentenza che di fatto smontava l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi sulla nave Aquarius, mossa dal pm Carmelo Zuccaro. Ora però la Procura di Catania ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Tribunale del Riesame aveva emesso una sentenza che di fatto smontava l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi sulla nave Aquarius, mossa dal pm Carmelo Zuccaro. Ora però la Procura di Catania ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione per rivedere le carte.<br />Nel corso dell'inchiesta era stata sequestrata la stessa nave oltre che 200.000 euro alla ong e all'agente marittimo Francesco Gianino: il Riesame ha però derubricato il reato, imponendo il dissequestro per i diversi beni. Il ricorso della Procura di Catania potrebbe però rimettere in discussione l'intera vicenda.<br />Di fatto, con il passare del tempo e con il sovrapporsi delle inchieste e della crescente costruzione di una sfiducia nei confronti delle ong, il Mediterraneo ha perso importanti agenti di salvataggio e si è svuotato di testimoni. Al contrario, per poter narrare la complessità dei fenomeni migratori sarebbe necessaria una forte presenza sul campo.<br />Ne parla Sergio Scandura, giornalista di Radio Radicale.]]></itunes:summary><itunes:duration>761</itunes:duration><itunes:keywords>aquarius,cassazione,catania,migrazioni,procura-di-catania,ricorso,riesame,sergio-scandura,tribunale</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il rapporto sul regime detentivo speciale 41 bis - Mauro Palma</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-rapporto-sul-regime-detentivo-speciale-41-bis-mauro-palma--16983425</link><description><![CDATA[Il 7 gennaio è stato pubblicato il rapporto sul regime detentivo 41 bis, relativo agli anni 2016-2018, da parte del Garante nazionale dei diritti dei detenuti. Sono diverse le problematicità emerse, che hanno portato il Garante a formulare alcune raccomandazioni.<br />Al 41 bis sono sottoposti coloro che rispondono a reati di associazione criminale di stampo mafioso, e lo scopo di questo regime detentivo è interrompere i loro contatti con l'organizzazione esterna (e talvolta interna). La ricerca di impermeabilità non deve però mettere in discussione il principio di rieducazione dei detenuti, che è garantito dalla Costituzione.<br />Una eccessiva severità, anche nell'applicazione del regime 41 bis, non rispetta quindi gli scopi della condizione detentiva, soprattutto nella prospettiva di un reinserimento nella società.<br />Ne parla Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16983425</guid><pubDate>Fri, 08 Feb 2019 09:19:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16983425/2019_02_08_mauro_palma.mp3" length="19067935" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 7 gennaio è stato pubblicato il rapporto sul regime detentivo 41 bis, relativo agli anni 2016-2018, da parte del Garante nazionale dei diritti dei detenuti. 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La ricerca di impermeabilità non deve però mettere in discussione il principio di rieducazione dei detenuti, che è garantito dalla Costituzione.<br />Una eccessiva severità, anche nell'applicazione del regime 41 bis, non rispetta quindi gli scopi della condizione detentiva, soprattutto nella prospettiva di un reinserimento nella società.<br />Ne parla Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti]]></itunes:summary><itunes:duration>477</itunes:duration><itunes:keywords>41bis,41-bis,carcere,detenuti,detenuto,detenzione,garante-diritti-detenuti,mauro-palma,rapporto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Accordo Italia-Niger, la necessità di chiarezza - Salvatore Fachile</title><link>https://www.spreaker.com/episode/accordo-italia-niger-la-necessita-di-chiarezza-salvatore-fachile--16973292</link><description><![CDATA[Il 6 febbraio Asgi, Cild (Coalizione italiana libertà e diritti) e Rete Disarmo hanno presentato in conferenza stampa i contenuti dell’accordo di cooperazione sottoscritto il 26 settembre 2017 tra l’Italia e la Repubblica del Niger dall'allora Governo Gentiloni e portato avanti dall'attuale esecutivo. Alcuni aspetti restano però ancora poco chiari.<br />L'accordo ha come obiettivo l'apertura di trattative con diversi Stati in materia di controllo delle frontiere, toccando anche aspetti militari ed elementi di carattere economico e politico, nel tentativo di aprire una strada di influenza italiana. Il testo ha però una forma standard, un'ossatura su cui poi impostare il vero trattato: i dettagli dell'accordo sono contenuti in documenti a latere.<br />La richiesta mossa da Asgi, Cild e Rete Disarmo ai parlamentari è di pretendere, nel momento in cui saranno chiamati a esprimere il loro voto sull'accordo, che venga presentato l'intero carteggio tra lo Stato italiano e il Niger, altrimenti non sarà possibile una votazione cosciente. L'ipotesi è di richiedere al Consiglio di Stato maggiore chiarezza e di rendere pubblici i contenuti del testo.<br />Ne parla Salvatore Fachile, socio di Asgi ed esperto di Diritto dell'immigrazione e Diritto minorile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16973292</guid><pubDate>Thu, 07 Feb 2019 09:42:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16973292/2019_02_07_salvatore_fachile.mp3" length="22068391" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 6 febbraio Asgi, Cild (Coalizione italiana libertà e diritti) e Rete Disarmo hanno presentato in conferenza stampa i contenuti dell’accordo di cooperazione sottoscritto il 26 settembre 2017 tra l’Italia e la Repubblica del Niger dall'allora Governo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 6 febbraio Asgi, Cild (Coalizione italiana libertà e diritti) e Rete Disarmo hanno presentato in conferenza stampa i contenuti dell’accordo di cooperazione sottoscritto il 26 settembre 2017 tra l’Italia e la Repubblica del Niger dall'allora Governo Gentiloni e portato avanti dall'attuale esecutivo. Alcuni aspetti restano però ancora poco chiari.<br />L'accordo ha come obiettivo l'apertura di trattative con diversi Stati in materia di controllo delle frontiere, toccando anche aspetti militari ed elementi di carattere economico e politico, nel tentativo di aprire una strada di influenza italiana. Il testo ha però una forma standard, un'ossatura su cui poi impostare il vero trattato: i dettagli dell'accordo sono contenuti in documenti a latere.<br />La richiesta mossa da Asgi, Cild e Rete Disarmo ai parlamentari è di pretendere, nel momento in cui saranno chiamati a esprimere il loro voto sull'accordo, che venga presentato l'intero carteggio tra lo Stato italiano e il Niger, altrimenti non sarà possibile una votazione cosciente. L'ipotesi è di richiedere al Consiglio di Stato maggiore chiarezza e di rendere pubblici i contenuti del testo.<br />Ne parla Salvatore Fachile, socio di Asgi ed esperto di Diritto dell'immigrazione e Diritto minorile.]]></itunes:summary><itunes:duration>552</itunes:duration><itunes:keywords>accordo,asgi,cild,cooperazione,gentiloni,governo,governo-italiano,italia,niger,rete-disarmo,salvatore-fachile</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Albania, l'Italia e la nave Diciotti - Nicola Pedrazzi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-albania-l-italia-e-la-nave-diciotti-nicola-pedrazzi--16963901</link><description><![CDATA[Nell'agosto del 2018 il Governo albanese si era detto disponibile ad accogliere alcune delle persone a bordo della nave Diciotti, e anche sulla base di questa dichiarazione i migranti erano stati fatti sbarcare. Eppure, ad oggi, nessuno di loro è stato trasferito nel paese balcanico.<br />L'Albania, non essendo parte dell'Unione Europea, non rientra infatti nei programmi di redistribuzione, quindi per i trasferimenti sarebbe stata necessaria la diretta volontà da parte dei migranti. Il Governo albanese avrebbe quindi dato una disponibilità in linea di principio all'accoglienza, che di fatto non ha potuto essere realizzata.<br />I governi dei due Paesi hanno avuto comportamenti speculari puntando su due retoriche opposte, quello italiano sull'intransigenza, quello albanese sull'accoglienza. Per entrambi però ciò significava aprire una discussione sulla propria posizione all'interno dell'Unione Europea.<br />Ne parla Nicola Pedrazzi, dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.<br />Ascolta l'intervista]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16963901</guid><pubDate>Wed, 06 Feb 2019 09:04:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16963901/2019_02_06_nicola_pedrazzi.mp3" length="29243803" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nell'agosto del 2018 il Governo albanese si era detto disponibile ad accogliere alcune delle persone a bordo della nave Diciotti, e anche sulla base di questa dichiarazione i migranti erano stati fatti sbarcare. Eppure, ad oggi, nessuno di loro è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nell'agosto del 2018 il Governo albanese si era detto disponibile ad accogliere alcune delle persone a bordo della nave Diciotti, e anche sulla base di questa dichiarazione i migranti erano stati fatti sbarcare. Eppure, ad oggi, nessuno di loro è stato trasferito nel paese balcanico.<br />L'Albania, non essendo parte dell'Unione Europea, non rientra infatti nei programmi di redistribuzione, quindi per i trasferimenti sarebbe stata necessaria la diretta volontà da parte dei migranti. Il Governo albanese avrebbe quindi dato una disponibilità in linea di principio all'accoglienza, che di fatto non ha potuto essere realizzata.<br />I governi dei due Paesi hanno avuto comportamenti speculari puntando su due retoriche opposte, quello italiano sull'intransigenza, quello albanese sull'accoglienza. Per entrambi però ciò significava aprire una discussione sulla propria posizione all'interno dell'Unione Europea.<br />Ne parla Nicola Pedrazzi, dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.<br />Ascolta l'intervista]]></itunes:summary><itunes:duration>731</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il punto sulla proposta di legge Eutanasia Legale - Filomena Gallo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-punto-sulla-proposta-di-legge-eutanasia-legale-filomena-gallo--16956317</link><description><![CDATA[Il 30 gennaio 2019 è cominciata presso la Commissione Giustizia e Affari sociali della Camera la discussione di una proposta di legge di iniziativa popolare sull'eutanasia legale, titolata "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia". La proposta era bloccata dal settembre del 2013, ma sembra che ora qualcosa sia cambiato.<br /><br />Se da un lato il contratto di governo prevede una valorizzazione dell'iniziativa popolare, dall'altra c'è un'ordinanza della Corte Costituzionale che invita il Parlamento a legiferare sul fine vita. Si tratta del primo caso in cui la Corte fa pressioni su questa tematica affinché si colmi un vuoto legislativo, anche in risposta alle 130.000 persone che hanno sostenuto la proposta.<br /><br />La questione resta comunque ancora aperta e complessa, soprattutto nel momento in cui vengono messi in discussione molti dei diritti che si davano per pienamente acquisiti.<br /><br />Ne parla Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16956317</guid><pubDate>Tue, 05 Feb 2019 15:01:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16956317/2019_02_05_filomena_gallo.mp3" length="21751015" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 30 gennaio 2019 è cominciata presso la Commissione Giustizia e Affari sociali della Camera la discussione di una proposta di legge di iniziativa popolare sull'eutanasia legale, titolata "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia". La...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 30 gennaio 2019 è cominciata presso la Commissione Giustizia e Affari sociali della Camera la discussione di una proposta di legge di iniziativa popolare sull'eutanasia legale, titolata "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia". La proposta era bloccata dal settembre del 2013, ma sembra che ora qualcosa sia cambiato.<br /><br />Se da un lato il contratto di governo prevede una valorizzazione dell'iniziativa popolare, dall'altra c'è un'ordinanza della Corte Costituzionale che invita il Parlamento a legiferare sul fine vita. Si tratta del primo caso in cui la Corte fa pressioni su questa tematica affinché si colmi un vuoto legislativo, anche in risposta alle 130.000 persone che hanno sostenuto la proposta.<br /><br />La questione resta comunque ancora aperta e complessa, soprattutto nel momento in cui vengono messi in discussione molti dei diritti che si davano per pienamente acquisiti.<br /><br />Ne parla Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.]]></itunes:summary><itunes:duration>544</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Denuclearizzare il pianeta - Lisa Clark</title><link>https://www.spreaker.com/episode/denuclearizzare-il-pianeta-lisa-clark--16943905</link><description><![CDATA[Al termine della scorsa settimana gli Stati Uniti si sono ritirati dal trattato INF sul nucleare, che era considerato uno dei principali passi verso la fine della Guerra Fredda. La Russia ha allora annunciato anche il proprio ritiro in risposta agli USA.<br />Ciò che si aspetta ora è un grande innalzamento del livello dell'attenzione diplomatica, innanzitutto da parte delle due potenze. Sarà però sicuramente fondamentale la posizione che assumeranno gli altri Stati del mondo, in particolare quei Paesi europei nei cui territori erano presenti le armi nucleari dei due blocchi. Alcuni hanno infatti già annunciato di essere contrari alla presenza di armamenti nucleari nei loro confini, anche attraverso la ratifica nel 2017 del Trattato delle nazioni Unite per la proibizione delle armi nucleari (TPNW).<br />Stati Uniti e Russia probabilmente non firmeranno mai questo trattato, e non saranno quindi vincolate.<br />Se l'obiettivo è l'eliminazione delle armi nucleari dal pianeta non ci si può aspettare che succeda nel breve termine.<br />Ne parla Lisa Clark, rappresentante italiana di ICAN (Nobel per la Pace 2017).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16943905</guid><pubDate>Mon, 04 Feb 2019 09:28:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16943905/2019_02_04_lisa_clark.mp3" length="26074219" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Al termine della scorsa settimana gli Stati Uniti si sono ritirati dal trattato INF sul nucleare, che era considerato uno dei principali passi verso la fine della Guerra Fredda. 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Alcuni hanno infatti già annunciato di essere contrari alla presenza di armamenti nucleari nei loro confini, anche attraverso la ratifica nel 2017 del Trattato delle nazioni Unite per la proibizione delle armi nucleari (TPNW).<br />Stati Uniti e Russia probabilmente non firmeranno mai questo trattato, e non saranno quindi vincolate.<br />Se l'obiettivo è l'eliminazione delle armi nucleari dal pianeta non ci si può aspettare che succeda nel breve termine.<br />Ne parla Lisa Clark, rappresentante italiana di ICAN (Nobel per la Pace 2017).]]></itunes:summary><itunes:duration>652</itunes:duration><itunes:keywords>armi,denuclearizzazione,inf,lisa-clark,nobel,nucleare,russia,stati-uniti,trattati,trattato,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La decisione della Corte europea dei diritti umani sulla SeaWatch - Cesare Pitea</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-decisione-della-corte-europea-dei-diritti-umani-sulla-seawatch-cesare-pitea--16881312</link><description><![CDATA[Dopo giorni di stallo la vicenda della nave SeaWatch 3 ha subito un'accelerata: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato della disponibilità da parte di cinque Paesi europei per la redistribuzione delle 49 persone a bordo della nave della ong tedesca. Eppure l'Italia non può considerarsi fuori dalla questione.<br />Il capitano della SeaWatch e alcuni migranti hanno chiesto alla Corte europea dei diritti umani di ordinare in via cautelare al Governo italiano lo sbarco. La Corte non ha fatto ciò che i ricorrenti auspicavano, ma sono state comunque adottate misure a tutela delle persone a bordo: la responsabilità di tutelare i diritti fondamentali dei migranti sulla nave spetta quindi all'Italia, che dovrà provvedere alla loro integrità psico-fisica e alla nomina di tutori per i minori non accompagnati. Si tratta in realtà di campi già previsti dalla legislazione italiana, ma la Corte si riserva di ordinare misure più stringenti nel caso in cui non vengano presi provvedimenti che risolvano la situazione.<br />Emergono così i limiti istituzionali della Corte europea dei diritti dell'uomo, che proprio per le sue caratteristiche di organo sovranazionale (legittimato dagli Stati e la cui efficacia dipende dall'impegno di questi ultimi di applicare le sue decisioni) deve tenere conto del contesto politico dei Paesi su cui si trova a decidere.<br />Nel momento in cui manca una vera cooperazione internazionale per costituire una rete di vie d'accesso legali e sicure per i migranti, le migrazioni vengono interpretate come eventi tragici anziché come fenomeni complessi.<br />Ne parla Cesare Pitea, Docente di diritto internazionale presso l’università di Parma e collaboratore di ASGI.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16881312</guid><pubDate>Wed, 30 Jan 2019 09:19:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16881312/2019_01_30_cesare_pitea.mp3" length="27988347" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo giorni di stallo la vicenda della nave SeaWatch 3 ha subito un'accelerata: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato della disponibilità da parte di cinque Paesi europei per la redistribuzione delle 49 persone a bordo della nave della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo giorni di stallo la vicenda della nave SeaWatch 3 ha subito un'accelerata: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato della disponibilità da parte di cinque Paesi europei per la redistribuzione delle 49 persone a bordo della nave della ong tedesca. Eppure l'Italia non può considerarsi fuori dalla questione.<br />Il capitano della SeaWatch e alcuni migranti hanno chiesto alla Corte europea dei diritti umani di ordinare in via cautelare al Governo italiano lo sbarco. La Corte non ha fatto ciò che i ricorrenti auspicavano, ma sono state comunque adottate misure a tutela delle persone a bordo: la responsabilità di tutelare i diritti fondamentali dei migranti sulla nave spetta quindi all'Italia, che dovrà provvedere alla loro integrità psico-fisica e alla nomina di tutori per i minori non accompagnati. Si tratta in realtà di campi già previsti dalla legislazione italiana, ma la Corte si riserva di ordinare misure più stringenti nel caso in cui non vengano presi provvedimenti che risolvano la situazione.<br />Emergono così i limiti istituzionali della Corte europea dei diritti dell'uomo, che proprio per le sue caratteristiche di organo sovranazionale (legittimato dagli Stati e la cui efficacia dipende dall'impegno di questi ultimi di applicare le sue decisioni) deve tenere conto del contesto politico dei Paesi su cui si trova a decidere.<br />Nel momento in cui manca una vera cooperazione internazionale per costituire una rete di vie d'accesso legali e sicure per i migranti, le migrazioni vengono interpretate come eventi tragici anziché come fenomeni complessi.<br />Ne parla Cesare Pitea, Docente di diritto internazionale presso l’università di Parma e collaboratore di ASGI.]]></itunes:summary><itunes:duration>700</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,cesare-pitea,conte,corte-europea,diritti-umani,europa,governo,italia,migranti,migrazioni,ong,salvini,seawatch</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Intimidazioni alla Pubblica Amministrazione, un attacco alla democrazia - Claudio Forleo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/intimidazioni-alla-pubblica-amministrazione-un-attacco-alla-democrazia-claudio-forleo--16871196</link><description><![CDATA[Il 29 gennaio una delegazione di Avviso Pubblico (Associazione nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano per promuovere la cultura della legalità democratica) sarà a Bruxelles per incontrare i Parlamentari europei e presentare il rapporto "Amministratori sotto tiro", un report annuale sulle minacce rivolte agli Amministratori locali e al personale della Pubblica Amministrazione.<br />Queste intimidazioni rappresentano un fenomeno nazionale, che coinvolge tutte le regioni: si tratta di messaggi per condizionare, far capire che una politica non è accettata. Ci sono comunque delle differenze, tra sud e centro-nord del Paese, ma riguardano perlopiù la visibilità degli atti e il loro carattere più o meno pubblico. Negli ultimi cinque anni i numeri delle minacce hanno raggiunto cifre molto alte, toccando quota 2000, più di un atto intimidatorio al giorno.<br />Una maggiore attenzione a questi fenomeni può permettere agli Amministratori di aprirsi e denunciare di più, anche facendo rete, ciò che rappresenta un vero e proprio attacco alla democrazia.<br />Ne parla Claudio Forleo, giornalista e co-autore del Rapporto “Amministratori sotto tiro”.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16871196</guid><pubDate>Tue, 29 Jan 2019 09:20:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16871196/2019_01_29_claudio_forleo_in_onda.mp3" length="20646367" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 29 gennaio una delegazione di Avviso Pubblico (Associazione nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano per promuovere la cultura della legalità democratica) sarà a Bruxelles per incontrare i Parlamentari europei e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 29 gennaio una delegazione di Avviso Pubblico (Associazione nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano per promuovere la cultura della legalità democratica) sarà a Bruxelles per incontrare i Parlamentari europei e presentare il rapporto "Amministratori sotto tiro", un report annuale sulle minacce rivolte agli Amministratori locali e al personale della Pubblica Amministrazione.<br />Queste intimidazioni rappresentano un fenomeno nazionale, che coinvolge tutte le regioni: si tratta di messaggi per condizionare, far capire che una politica non è accettata. Ci sono comunque delle differenze, tra sud e centro-nord del Paese, ma riguardano perlopiù la visibilità degli atti e il loro carattere più o meno pubblico. Negli ultimi cinque anni i numeri delle minacce hanno raggiunto cifre molto alte, toccando quota 2000, più di un atto intimidatorio al giorno.<br />Una maggiore attenzione a questi fenomeni può permettere agli Amministratori di aprirsi e denunciare di più, anche facendo rete, ciò che rappresenta un vero e proprio attacco alla democrazia.<br />Ne parla Claudio Forleo, giornalista e co-autore del Rapporto “Amministratori sotto tiro”.]]></itunes:summary><itunes:duration>516</itunes:duration><itunes:keywords>amministratori,bruxelles,claudio-forleo,democrazia,intimidazioni,italia,minacce,pa,pubblica-amministrazione,rapporto,sotto,tiro</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caso Diciotti: richiesta autorizzazione a procedere in giudizio contro Matteo Salvini - Luca Mario Masera</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caso-diciotti-richiesta-autorizzazione-a-procedere-in-giudizio-contro-matteo-salvini-luca-mario-masera--16837735</link><description><![CDATA[I giudici del Tribunale dei Ministri di Catania ha inoltrato al Senato l'«autorizzazione a procedere in giudizio» nei confronti di Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. La Procura di Catania aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta sulla nave della Guardia Costiera a cui il Ministro degli Interni aveva impedito di sbarcare i 174 migranti presenti a bordo.<br />La richiesta di archiviazione era fondata sul fatto che fosse un atto politico, quindi non sindacabile dal potere giudiziario, ma la decisione del Tribunale dei Ministri ribadisce la necessità che, in uno Stato di diritto, tutti i poteri debbano sottostare alla legislazione. La reazione del ministro Salvini è sprezzante, e si ribadisce la volontà di proseguire sulla medesima linea finora adottata, anche se quello delineato dal Tribunale è un reato gravissimo.<br />Ora, con il passaggio al Senato, la questione si fa puramente politica: Salvini può contare sul sicuro appoggio del suo partito, di Forza Italia e di Fratelli d'Italia, quindi potrebbero esserci i numeri per respingere l'inchiesta anche con l'opposizione del Movimento 5 Stelle. Non è però da escludere il coinvolgimento della Corte Costituzionale.<br />Ne parla Luca Mario Masera, collaboratore di Asgi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16837735</guid><pubDate>Fri, 25 Jan 2019 09:46:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16837735/2019_01_25_luca_mario_masera.mp3" length="18870619" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I giudici del Tribunale dei Ministri di Catania ha inoltrato al Senato l'«autorizzazione a procedere in giudizio» nei confronti di Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. La Procura di Catania aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta sulla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I giudici del Tribunale dei Ministri di Catania ha inoltrato al Senato l'«autorizzazione a procedere in giudizio» nei confronti di Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. La Procura di Catania aveva chiesto l'archiviazione dell'inchiesta sulla nave della Guardia Costiera a cui il Ministro degli Interni aveva impedito di sbarcare i 174 migranti presenti a bordo.<br />La richiesta di archiviazione era fondata sul fatto che fosse un atto politico, quindi non sindacabile dal potere giudiziario, ma la decisione del Tribunale dei Ministri ribadisce la necessità che, in uno Stato di diritto, tutti i poteri debbano sottostare alla legislazione. La reazione del ministro Salvini è sprezzante, e si ribadisce la volontà di proseguire sulla medesima linea finora adottata, anche se quello delineato dal Tribunale è un reato gravissimo.<br />Ora, con il passaggio al Senato, la questione si fa puramente politica: Salvini può contare sul sicuro appoggio del suo partito, di Forza Italia e di Fratelli d'Italia, quindi potrebbero esserci i numeri per respingere l'inchiesta anche con l'opposizione del Movimento 5 Stelle. Non è però da escludere il coinvolgimento della Corte Costituzionale.<br />Ne parla Luca Mario Masera, collaboratore di Asgi.]]></itunes:summary><itunes:duration>472</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,diciotti,guardia-costiera,luca-mario-masera,matteo-salvini,migrazione,migrazioni,salvini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Parlare ancora di Giulio Regeni - Riccardo Noury</title><link>https://www.spreaker.com/episode/parlare-ancora-di-giulio-regeni-riccardo-noury--16837607</link><description><![CDATA[Sono trascorsi tre anni dall'uccisione del ricercatore Giulio Regeni in Egitto, tre anni di dichiarazioni di intenti, azioni diplomatiche e passi indietro. Oggi sembra che tutto sia ancora ad un punto fermo.<br />I governi di Egitto e Italia si sono entrambi detti pronti a fare il possibile per arrivare alla verità, ma non sembra che sia stato messo in campo un impegno concreto. L'attuale esecutivo italiano si è inserito nel solco dell'azione dei due precedenti, con un rafforzamento dei rapporti diplomatici con lo Stato nordafricano.<br />Mentre si attendono movimenti dall'alto, si moltiplicano le iniziative sul territorio promosse da Amnesty International (che si possono trovare al sito https://www.amnesty.it/3annisenzagiulio/), organizzate insieme a realtà locali, scuole, chiese e istituti di cultura. La speranza è che si continui a parlare della vicenda di Giulio Regeni, per non arrivare al quarto anno senza verità.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16837607</guid><pubDate>Fri, 25 Jan 2019 09:15:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16837607/2019_01_24_riccardo_noury.mp3" length="12744427" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sono trascorsi tre anni dall'uccisione del ricercatore Giulio Regeni in Egitto, tre anni di dichiarazioni di intenti, azioni diplomatiche e passi indietro. Oggi sembra che tutto sia ancora ad un punto fermo.
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Entrambi sono stati indicati dal capo politico del Movimento 5 Stelle come cause delle migrazioni verso l'Europa e, in particolare, verso l'Italia.<br />Il franco CFA nasce dopo la presenza fisica francese come forza coloniale in diversi Stati dell'Africa occidentale, con lo scopo di garantire stabilità economica e monetaria: inizialmente indicizzato al franco francese, ora è legato all'Euro come tutela dall'inflazione. Se quindi, da un lato, questa moneta nasce con il preciso intento di portare maggiore stabilità, dall'altro, a livello statistico, le persone che si spostano verso l'Europa provengono principalmente da Paesi dove non è in uso il franco CFA.<br />Le accuse di neocolonialismo in questo modo vengono a cadere, e paiono delle banalizzazioni di una problematica molto più articolata. Gli interessi delle multinazionali, ad esempio, uniti alle altalenanti politiche estere degli Stati occidentali, sono tra le principali cause dell'instabilità delle condizioni della popolazione in molti territori africani.<br />Per un continente complesso come l'Africa è difficile, se non impossibile, trovare soluzioni semplici.<br />Ne parla Luca Iotti, presidente dell’ong di Bambini del Deserto.<br />Ascolta l'intervista]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16819306</guid><pubDate>Wed, 23 Jan 2019 09:12:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16819306/2019_01_23_luca_iotti.mp3" length="27090031" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi giorni, dopo le dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio, si è molto parlato del franco CFA e del ruolo della Francia in alcuni Paesi africani. 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Se quindi, da un lato, questa moneta nasce con il preciso intento di portare maggiore stabilità, dall'altro, a livello statistico, le persone che si spostano verso l'Europa provengono principalmente da Paesi dove non è in uso il franco CFA.<br />Le accuse di neocolonialismo in questo modo vengono a cadere, e paiono delle banalizzazioni di una problematica molto più articolata. Gli interessi delle multinazionali, ad esempio, uniti alle altalenanti politiche estere degli Stati occidentali, sono tra le principali cause dell'instabilità delle condizioni della popolazione in molti territori africani.<br />Per un continente complesso come l'Africa è difficile, se non impossibile, trovare soluzioni semplici.<br />Ne parla Luca Iotti, presidente dell’ong di Bambini del Deserto.<br />Ascolta l'intervista]]></itunes:summary><itunes:duration>678</itunes:duration><itunes:keywords>accusa,africa,cfa,di-maio,europa,francia,franco-cfa,governo,luca-iotti,migranti,migrazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>«È stato il vento», come continua l'esperienza del modello Riace - Chiara Sasso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/e-stato-il-vento-come-continua-l-esperienza-del-modello-riace-chiara-sasso--16767157</link><description><![CDATA[Il tema delle migrazioni è da tempo centrale nel dibattito sociale e politico in Italia, ma forse oggi più che mai sono chiare due opposte posizioni. Da un lato c'è una logica da tifoseria che affronta questa delicata tematica con slogan e prove di forza, dall'altra c'è un tentativo di proporre, costruire, rilanciare.<br />Nel 2018 si è assistito allo smantellamento del modello Riace, costruito in 20 anni di lavoro. Dalla Locride oggi arriva una fotografia desolante. Nel paese dove la convivenza ha sempre funzionato, anche quando i migranti erano in 300 a fronte di un numero di abitanti di circa 1800 persone, ora tutte le attività organizzate sono praticamente ferme. Eppure c'è chi lavora perché questo stop non sia definitivo. <br />Si è infatti formato un comitato per la costituzione della Fondazione «È stato il vento», che si proporrà come motore (sostituendo in questo ruolo la Prefettura, che non eroga più fondi dal 2017) per le associazioni che operano sul territorio. In mancanza di Domenico Lucano si vuole tentare di proseguire il suo lavoro.<br />Ne parla Chiara Sasso, scrittrice, autrice di Riace, una storia italiana.<br />Ascolta l'intervista]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16767157</guid><pubDate>Mon, 21 Jan 2019 09:15:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16767157/chiara_sasso.mp3" length="19580539" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il tema delle migrazioni è da tempo centrale nel dibattito sociale e politico in Italia, ma forse oggi più che mai sono chiare due opposte posizioni. Da un lato c'è una logica da tifoseria che affronta questa delicata tematica con slogan e prove di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tema delle migrazioni è da tempo centrale nel dibattito sociale e politico in Italia, ma forse oggi più che mai sono chiare due opposte posizioni. Da un lato c'è una logica da tifoseria che affronta questa delicata tematica con slogan e prove di forza, dall'altra c'è un tentativo di proporre, costruire, rilanciare.<br />Nel 2018 si è assistito allo smantellamento del modello Riace, costruito in 20 anni di lavoro. Dalla Locride oggi arriva una fotografia desolante. Nel paese dove la convivenza ha sempre funzionato, anche quando i migranti erano in 300 a fronte di un numero di abitanti di circa 1800 persone, ora tutte le attività organizzate sono praticamente ferme. Eppure c'è chi lavora perché questo stop non sia definitivo. <br />Si è infatti formato un comitato per la costituzione della Fondazione «È stato il vento», che si proporrà come motore (sostituendo in questo ruolo la Prefettura, che non eroga più fondi dal 2017) per le associazioni che operano sul territorio. In mancanza di Domenico Lucano si vuole tentare di proseguire il suo lavoro.<br />Ne parla Chiara Sasso, scrittrice, autrice di Riace, una storia italiana.<br />Ascolta l'intervista]]></itunes:summary><itunes:duration>490</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'attacco di Nairobi e la penetrazione di Al-Shabaab in Kenya - Enrico Casale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-attacco-di-nairobi-e-la-penetrazione-di-al-shabaab-in-kenya-enrico-casale--16726278</link><description><![CDATA[Intorno alle 15 del 15 gennaio è stato compiuto un attacco terroristico a Nairobi, in Kenya, immediatamente rivendicato dal gruppo terroristico somalo Al-Shabaab.<br />Il luogo dell'attacco sembra essere particolarmente significativo: inizialmente i media hanno riportato solo il nome del lussuoso hotel DusidD2, ma l'azione terroristica ha colpito l'intero complesso in cui si trova l'albergo, che ospita anche uffici commerciali, banche e negozi. In questo grande centro commerciale è molto alta la presenza di turisti e stranieri, e ciò farebbe pensare che l'obiettivo di non fosse solo colpire il Kenya ma anche le potenze occidentali.<br />Al-Shabaab è un gruppo terroristico molto radicato in Somalia, dove pratica un forte controllo ed è molto attivo sul territorio soprattutto nell'entroterra del Paese, ma ha sviluppato una grande capacità di proiezione negli stati confinanti. Alcune complicità che trova nelle periferie di Nairobi, nei campi profughi e nel nord (luoghi in cui sono presenti minoranze somale in condizioni di vita difficili), potrebbero essere fattori importanti nella capacità del gruppo di infiltrarsi al di fuori del Paese di origine.<br />Ne parla Enrico Casale, redattore di Rivista Africa, rivista dei Missionari d’Africa, meglio conosciuti come Padri Bianchi.<br />Ascolta l'intervista]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16726278</guid><pubDate>Wed, 16 Jan 2019 09:22:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16726278/enrico_casale.mp3" length="19725943" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Intorno alle 15 del 15 gennaio è stato compiuto un attacco terroristico a Nairobi, in Kenya, immediatamente rivendicato dal gruppo terroristico somalo Al-Shabaab.
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In questo grande centro commerciale è molto alta la presenza di turisti e stranieri, e ciò farebbe pensare che l'obiettivo di non fosse solo colpire il Kenya ma anche le potenze occidentali.<br />Al-Shabaab è un gruppo terroristico molto radicato in Somalia, dove pratica un forte controllo ed è molto attivo sul territorio soprattutto nell'entroterra del Paese, ma ha sviluppato una grande capacità di proiezione negli stati confinanti. Alcune complicità che trova nelle periferie di Nairobi, nei campi profughi e nel nord (luoghi in cui sono presenti minoranze somale in condizioni di vita difficili), potrebbero essere fattori importanti nella capacità del gruppo di infiltrarsi al di fuori del Paese di origine.<br />Ne parla Enrico Casale, redattore di Rivista Africa, rivista dei Missionari d’Africa, meglio conosciuti come Padri Bianchi.<br />Ascolta l'intervista]]></itunes:summary><itunes:duration>493</itunes:duration><itunes:keywords>al-shabaab,attacco,enrico-casale,kenya,nairobi,rivista-africa,somalia,terrorismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'assassinio del sindaco di Danzica - Fabio Turco</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-assassinio-del-sindaco-di-danzica-fabio-turco--16716751</link><description><![CDATA[Domenica 13 gennaio il sindaco di Danzica Pawel Adamowicz è stato accoltellato su un palco durante una manifestazione di beneficenza, ed è spirato nella giornata di lunedì. Adamowicz era primo cittadino dal 1998 e aveva visto riconfermarsi il ruolo nelle comunali di ottobre.<br />Questo omicidio ha sollevato un ampio dibattito: c'è chi, come Agata Pyzik, parla di “primo omicidio di un politico motivato ideologicamente”, di fatto denotandolo come delitto politico.<br />Secondo una diversa lettura si tratta invece della conseguenza di un clima politico che è andato inasprendosi negli ultimi anni, non solo in Polonia ma a livello internazionale.<br />Le molte manifestazioni che sono state organizzate a partire da domenica sera dimostrano come la Polonia sia un Paese ancora in grado di stringersi e riunirsi per far sentire la propria voce.<br /><br />Ne parla Fabio Turco, di Centrum Report<br /><br />Ascolta l'intervista]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16716751</guid><pubDate>Tue, 15 Jan 2019 09:58:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16716751/2019_01_15_fabio_turco_centrum_report.mp3" length="14962361" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 13 gennaio il sindaco di Danzica Pawel Adamowicz è stato accoltellato su un palco durante una manifestazione di beneficenza, ed è spirato nella giornata di lunedì. 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Adamowicz era primo cittadino dal 1998 e aveva visto riconfermarsi il ruolo nelle comunali di ottobre.<br />Questo omicidio ha sollevato un ampio dibattito: c'è chi, come Agata Pyzik, parla di “primo omicidio di un politico motivato ideologicamente”, di fatto denotandolo come delitto politico.<br />Secondo una diversa lettura si tratta invece della conseguenza di un clima politico che è andato inasprendosi negli ultimi anni, non solo in Polonia ma a livello internazionale.<br />Le molte manifestazioni che sono state organizzate a partire da domenica sera dimostrano come la Polonia sia un Paese ancora in grado di stringersi e riunirsi per far sentire la propria voce.<br /><br />Ne parla Fabio Turco, di Centrum Report<br /><br />Ascolta l'intervista]]></itunes:summary><itunes:duration>374</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il blocco della Proactiva Open Arms - Riccardo Gatti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-blocco-della-proactiva-open-arms-riccardo-gatti--16716752</link><description><![CDATA[Con un duro tweet del 13 gennaio il fondatore di Proactiva Open Arms Oscar Camps denuncia il blocco della nave dell'ONG nel porto di Barcellona, che le impedisce di fatto di praticare azioni di salvataggio in mare. <br />Questa decisione arriva in un momento in cui la tensione intorno al tema delle migrazioni si fa sempre più forte, con l'implicazione di Paesi di entrambe le sponde del Mediterraneo come Italia e Libia, passando per Malta.<br />In questo difficile contesto i rappresentanti di diverse ONG puntano alla collaborazione reciproca. Il dito che viene spesso puntato contro queste organizzazioni potrebbe portare ad un innalzamento del numero delle vittime in mare.<br /><br />Ne parla Riccardo Gatti, Capomissione Proactiva Open Arms<br /><br />Ascolta l'intervista]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16716752</guid><pubDate>Tue, 15 Jan 2019 09:52:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16716752/2019_01_15_riccardo_gatti.mp3" length="16765349" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con un duro tweet del 13 gennaio il fondatore di Proactiva Open Arms Oscar Camps denuncia il blocco della nave dell'ONG nel porto di Barcellona, che le impedisce di fatto di praticare azioni di salvataggio in mare. 
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Finché persisteranno le condizioni che hanno portato all'affermazione del terrorismo e all'instabilità sarà sempre più difficile agire sulla società somala e arrivare ad un equilibrio.<br />Ne parla Marco Di Liddo, responsabile dell'area geopolitica e Senior Analyst per l'Africa del Ce.S.I. (Centro Studi internazionali).]]></itunes:summary><itunes:duration>566</itunes:duration><itunes:keywords>africa,al-shabaab,cesi,geopolitica,marco-di-liddo,somalia,terrorismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sea Watch e Sea Eye, dieci persone accolte da FCEI e Diaconia Valdese - Federica Brizi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sea-watch-e-sea-eye-dieci-persone-accolte-da-fcei-e-diaconia-valdese-federica-brizi--16676156</link><description><![CDATA[Nella notte del 9 gennaio si è conclusa dopo 19 giorni la permanenza in mare delle 49 persone a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye. Circa in 10 saranno accolti dalla Diaconia Valdese e dalla FCEI (Federazione delle chiese evangeliche in Italia), anche in virtù dei rapporti  con il Governo instaurati con programmi come i Corridoi Umanitari.<br /><br />L'accoglienza sarà tutta a carico della Diaconia Valdese e della FCEI, non è previsto un contributo da parte dello Stato.<br />In ogni caso si tratta di soluzioni tampone, e si prevede una gestione di tipo emergenziale per questioni che non rappresentano, di fatto, delle emergenze. La revisione e l'applicazione dei programmi già esistenti, anche per far fronte a processi migratori che non possono essere previsti.<br />Il primo intervento sarà rivolto alle persone, per far loro percepire sicurezza e per far sentire forti l'assistenza e l'accoglienza.<br />Ne parla Federica Brizi, del Servizio Rifugiati e Migranti della FCEI]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16676156</guid><pubDate>Thu, 10 Jan 2019 09:12:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16676156/federica_brizi.mp3" length="10924735" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella notte del 9 gennaio si è conclusa dopo 19 giorni la permanenza in mare delle 49 persone a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye. 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La revisione e l'applicazione dei programmi già esistenti, anche per far fronte a processi migratori che non possono essere previsti.<br />Il primo intervento sarà rivolto alle persone, per far loro percepire sicurezza e per far sentire forti l'assistenza e l'accoglienza.<br />Ne parla Federica Brizi, del Servizio Rifugiati e Migranti della FCEI]]></itunes:summary><itunes:duration>273</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sea Watch e Sea Eye, in 49 ancora in mare - Cesare Pitea</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sea-watch-e-sea-eye-in-49-ancora-in-mare-cesare-pitea--16657205</link><description><![CDATA[Da più di due settimane 49 persone, tra cui uomini, donne e tre bambini molto piccoli, sono bloccate a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye senza ricevere l'autorizzazione allo sbarco da parte di un Paese europeo. L'Italia non fa eccezione, ed è stato anzi più volte ribadito dal Ministro degli Interni Matteo Salvini che "I porti italiani sono chiusi".<br />Non esiste però, al momento, un atto formale di chiusura (atto che dovrebbe essere disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), come hanno anche ribadito i dirigenti dei porti italiani. Le navi in questione non hanno fatto richiesta di attracco, ma si sono rivolte all'autorità di ricerca e soccorso italiana che ha declinato la responsabilità indicando la Libia come ente competente, dal momento che il salvataggio si è svolto nelle sue acque territoriali.<br />La posizione del Governo italiano, come quella di molti Governi europei, pare però essere legata ad un'operazione di propaganda, in particolare per delegittimare le ong, in un braccio di ferro a livello internazionale per modificare un quadro di regole che non sta funzionando. Questa partita si sta però giocando attraverso la strumentalizzazione della vita e della dignità di persone.<br />Ne parla Cesare Pitea, Docente di diritto internazionale presso l’università di Parma e collaboratore di ASGI, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16657205</guid><pubDate>Tue, 08 Jan 2019 09:00:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16657205/cesare_pitea.mp3" length="29010991" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da più di due settimane 49 persone, tra cui uomini, donne e tre bambini molto piccoli, sono bloccate a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye senza ricevere l'autorizzazione allo sbarco da parte di un Paese europeo. L'Italia non fa eccezione,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da più di due settimane 49 persone, tra cui uomini, donne e tre bambini molto piccoli, sono bloccate a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye senza ricevere l'autorizzazione allo sbarco da parte di un Paese europeo. L'Italia non fa eccezione, ed è stato anzi più volte ribadito dal Ministro degli Interni Matteo Salvini che "I porti italiani sono chiusi".<br />Non esiste però, al momento, un atto formale di chiusura (atto che dovrebbe essere disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), come hanno anche ribadito i dirigenti dei porti italiani. Le navi in questione non hanno fatto richiesta di attracco, ma si sono rivolte all'autorità di ricerca e soccorso italiana che ha declinato la responsabilità indicando la Libia come ente competente, dal momento che il salvataggio si è svolto nelle sue acque territoriali.<br />La posizione del Governo italiano, come quella di molti Governi europei, pare però essere legata ad un'operazione di propaganda, in particolare per delegittimare le ong, in un braccio di ferro a livello internazionale per modificare un quadro di regole che non sta funzionando. Questa partita si sta però giocando attraverso la strumentalizzazione della vita e della dignità di persone.<br />Ne parla Cesare Pitea, Docente di diritto internazionale presso l’università di Parma e collaboratore di ASGI, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>726</itunes:duration><itunes:keywords>cesare-pitea,chiusi,europa,migrazione,porti,salvini,sea-eye,sea-watch</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni difficili nella Repubblica Democratica del Congo - John Mpaliza</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-difficili-nella-repubblica-democratica-del-congo-john-mpaliza--16581081</link><description><![CDATA[Il 20 dicembre la commissione elettorale della Repubblica Democratica del Congo ha deciso di posticipare di una settimana le elezioni presidenziali al 30 dicembre. Eppure, sembra difficile che si arriverà effettivamente al voto.<br />Le votazioni sono attese dal 19 dicembre del 2016, ma sono state continuamente rinviate. Il Governo ha spiegato i continui ritardi adducendo ad una serie di sabotaggi, che però secondo le opposizioni sarebbero stati organizzati dallo stesso esecutivo. In uno di questi sabotaggi è andato in fiamme un deposito in cui erano custodite alcune apparecchiature per il voto elettronico, che sono state tutte distrutte: in realtà la notizia che ci sarebbe stato un incendio era già trapelata nei giorni precedenti, e quindi, sempre secondo le opposizioni, era impossibile che il Governo non ne fosse a conoscenza.<br />A ciò si aggiunge il fatto che il Paese si trova oggi in una situazione molto complessa: da 22 anni si trova ad essere occupato e in guerra, privo di infrastrutture e sufficienti accessi all'acqua. In queste condizioni è molto difficile organizzare elezioni democratiche e trasparenti, e si fa sentire forte la necessità di arrivare ad una transizione cittadina che permetta regolari campagne elettorali e una libera scelta da parte degli elettori.<br />Ne parla John Mpaliza, ingegnere informatico e attivista della Repubblica Democratica del Congo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16581081</guid><pubDate>Fri, 28 Dec 2018 09:15:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16581081/john_mpaliza.mp3" length="28964932" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 20 dicembre la commissione elettorale della Repubblica Democratica del Congo ha deciso di posticipare di una settimana le elezioni presidenziali al 30 dicembre. Eppure, sembra difficile che si arriverà effettivamente al voto.
Le votazioni sono...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 20 dicembre la commissione elettorale della Repubblica Democratica del Congo ha deciso di posticipare di una settimana le elezioni presidenziali al 30 dicembre. Eppure, sembra difficile che si arriverà effettivamente al voto.<br />Le votazioni sono attese dal 19 dicembre del 2016, ma sono state continuamente rinviate. Il Governo ha spiegato i continui ritardi adducendo ad una serie di sabotaggi, che però secondo le opposizioni sarebbero stati organizzati dallo stesso esecutivo. In uno di questi sabotaggi è andato in fiamme un deposito in cui erano custodite alcune apparecchiature per il voto elettronico, che sono state tutte distrutte: in realtà la notizia che ci sarebbe stato un incendio era già trapelata nei giorni precedenti, e quindi, sempre secondo le opposizioni, era impossibile che il Governo non ne fosse a conoscenza.<br />A ciò si aggiunge il fatto che il Paese si trova oggi in una situazione molto complessa: da 22 anni si trova ad essere occupato e in guerra, privo di infrastrutture e sufficienti accessi all'acqua. In queste condizioni è molto difficile organizzare elezioni democratiche e trasparenti, e si fa sentire forte la necessità di arrivare ad una transizione cittadina che permetta regolari campagne elettorali e una libera scelta da parte degli elettori.<br />Ne parla John Mpaliza, ingegnere informatico e attivista della Repubblica Democratica del Congo.]]></itunes:summary><itunes:duration>724</itunes:duration><itunes:keywords>africa,boicottaggio,congo,difficili,elezioni,governo,john-mpaliza,sabotaggio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Oro nero, il caso OPL245 - Luca Manes</title><link>https://www.spreaker.com/episode/oro-nero-il-caso-opl245-luca-manes--16529070</link><description><![CDATA[Nel 2011 Eni e Shell acquisivano l'OPL245, uno dei giacimenti petroliferi più grandi al mondo: si stima infatti che possa garantire estrazioni di circa un milione di barili di greggio al giorno almeno per qualche decennio.<br />Il tribunale di Milano ha ora reso note le motivazioni della condanna di due mediatori, nell'ambito del processo aperto il 5 marzo scorso: dal documento di 320 pagine emerge una forte responsabilità di Eni nel trasferimento di una gigantesca mazzetta da 1,1 miliardi. Eni non poteva non essere a conoscenza del fatto che dietro la società Malabu, che gestiva il giacimento al momento dell'acquisizione della concessione, ci fosse l'allora ministro del Petrolio Dan Etete, ma ha sempre negato questa evidenza.<br />Nelle motivazioni della sentenza del tribunale di Milano si usano parole forti: non si tratta solo di connivenza, ma di adesione consapevole ad un progetto predatorio ai danni del governo nigeriano. Degli 1.3 miliardi di dollari spesi da Eni e Shell per la concessione, solo 200 milioni sono andati effettivamente allo Stato della Nigeria, mentre il resto del denaro è stato destinato a tangenti e mazzette. Il contratto, inoltre, andava contro gli interessi della Nigeria stessa, con solo il 40% degli incassi destinati al governo: la perdita stimata per lo Stato africano si aggira intorno ai 6 miliardi di dollari, una cifra sicuramente molto consistente considerando la difficile situazione economica.<br />Forse solo alla fine del 2019 sarà possibile avere una sentenza di primo grado per questa vicenda molto complessa e con molte implicazioni, anche a livello politico.<br />Ne parla Luca Manes, giornalista e attivista dell'associazione Re:common.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16529070</guid><pubDate>Thu, 20 Dec 2018 09:45:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16529070/luca_manes.mp3" length="27022171" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 2011 Eni e Shell acquisivano l'OPL245, uno dei giacimenti petroliferi più grandi al mondo: si stima infatti che possa garantire estrazioni di circa un milione di barili di greggio al giorno almeno per qualche decennio.
Il tribunale di Milano ha...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 2011 Eni e Shell acquisivano l'OPL245, uno dei giacimenti petroliferi più grandi al mondo: si stima infatti che possa garantire estrazioni di circa un milione di barili di greggio al giorno almeno per qualche decennio.<br />Il tribunale di Milano ha ora reso note le motivazioni della condanna di due mediatori, nell'ambito del processo aperto il 5 marzo scorso: dal documento di 320 pagine emerge una forte responsabilità di Eni nel trasferimento di una gigantesca mazzetta da 1,1 miliardi. Eni non poteva non essere a conoscenza del fatto che dietro la società Malabu, che gestiva il giacimento al momento dell'acquisizione della concessione, ci fosse l'allora ministro del Petrolio Dan Etete, ma ha sempre negato questa evidenza.<br />Nelle motivazioni della sentenza del tribunale di Milano si usano parole forti: non si tratta solo di connivenza, ma di adesione consapevole ad un progetto predatorio ai danni del governo nigeriano. Degli 1.3 miliardi di dollari spesi da Eni e Shell per la concessione, solo 200 milioni sono andati effettivamente allo Stato della Nigeria, mentre il resto del denaro è stato destinato a tangenti e mazzette. Il contratto, inoltre, andava contro gli interessi della Nigeria stessa, con solo il 40% degli incassi destinati al governo: la perdita stimata per lo Stato africano si aggira intorno ai 6 miliardi di dollari, una cifra sicuramente molto consistente considerando la difficile situazione economica.<br />Forse solo alla fine del 2019 sarà possibile avere una sentenza di primo grado per questa vicenda molto complessa e con molte implicazioni, anche a livello politico.<br />Ne parla Luca Manes, giornalista e attivista dell'associazione Re:common.]]></itunes:summary><itunes:duration>676</itunes:duration><itunes:keywords>condanna,eni,luca-manes,milano,nigeria,opl245,processo,shell</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Uno stallo sul Regolamento di Dublino - Elly Schlein</title><link>https://www.spreaker.com/episode/uno-stallo-sul-regolamento-di-dublino-elly-schlein--16399751</link><description><![CDATA[La Commissione europea ha sollecitato un consolidamento dei passi avanti fatti sulla riforma comune del diritto d'asilo prima del voto per le elezioni europee, facendo pressione per l'adozione di almeno cinque delle sette proposte del pacchetto di innovazione. Al momento il regolamento di Dublino ha portato ad uno stallo e il rischio è che anni di lavori vengano vanificati.<br />Scorporare quella del Regolamento di Dublino dal resto delle riforme sul diritto d'asilo potrebbe rappresentare una resa ai nazionalismi. La Commissione europea non ha però difeso la sua posizione nel dialogo con il Consiglio d'Europa, e quando il Parlamento ha approvato la proposta di riforma non ha saputo creare un asse solido contro gli egoismi nazionali.<br />A un anno dalla votazione nel Parlamento europeo pare che ancora nulla si muova in direzione dei mutamenti auspicati: in molti parlano di una necessità di apportare cambiamenti al Regolamento di Dublino, eppure, ad oggi, tutto pare bloccato. Eppure, a pochi mesi di distanza dalle elezioni europee, si ha l'impressione che il tema delle migrazioni avrà un ruolo determinante nel dibattito politico e nelle campagne elettorali, e rappresenta un argomento su cui molti partiti potrebbero fare leva. L'Unione Europea al momento rischia di lanciare un messaggio di debolezza nei confronti dei nazionalismi, mostrandosi arrendevole sulle questioni dell'accoglienza e dell'integrazione, principi che dovrebbero essere invece fondamentali per l'Unione.<br />Ne parla Elly Schlein, eurodeputata di Possibile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16399751</guid><pubDate>Thu, 06 Dec 2018 09:24:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16399751/elly_schlein.mp3" length="27172183" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Commissione europea ha sollecitato un consolidamento dei passi avanti fatti sulla riforma comune del diritto d'asilo prima del voto per le elezioni europee, facendo pressione per l'adozione di almeno cinque delle sette proposte del pacchetto di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Commissione europea ha sollecitato un consolidamento dei passi avanti fatti sulla riforma comune del diritto d'asilo prima del voto per le elezioni europee, facendo pressione per l'adozione di almeno cinque delle sette proposte del pacchetto di innovazione. Al momento il regolamento di Dublino ha portato ad uno stallo e il rischio è che anni di lavori vengano vanificati.<br />Scorporare quella del Regolamento di Dublino dal resto delle riforme sul diritto d'asilo potrebbe rappresentare una resa ai nazionalismi. La Commissione europea non ha però difeso la sua posizione nel dialogo con il Consiglio d'Europa, e quando il Parlamento ha approvato la proposta di riforma non ha saputo creare un asse solido contro gli egoismi nazionali.<br />A un anno dalla votazione nel Parlamento europeo pare che ancora nulla si muova in direzione dei mutamenti auspicati: in molti parlano di una necessità di apportare cambiamenti al Regolamento di Dublino, eppure, ad oggi, tutto pare bloccato. Eppure, a pochi mesi di distanza dalle elezioni europee, si ha l'impressione che il tema delle migrazioni avrà un ruolo determinante nel dibattito politico e nelle campagne elettorali, e rappresenta un argomento su cui molti partiti potrebbero fare leva. L'Unione Europea al momento rischia di lanciare un messaggio di debolezza nei confronti dei nazionalismi, mostrandosi arrendevole sulle questioni dell'accoglienza e dell'integrazione, principi che dovrebbero essere invece fondamentali per l'Unione.<br />Ne parla Elly Schlein, eurodeputata di Possibile.]]></itunes:summary><itunes:duration>680</itunes:duration><itunes:keywords>commissione-europea,consiglio-d'europa,dublino,elly-schlein,europa,migranti,parlamento-europeo,regolamento,regolamento-di-dublino,riforma,ue</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aiutare casa propria - Enrico Di Pasquale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aiutare-casa-propria-enrico-di-pasquale--16347911</link><description><![CDATA[La nuova tassa sui money trasfer prevede l'introduzione di un prelievo del 1,5% su ogni trasferimento di denaro diretto all'esterno dell'Unione Europea. Non saranno tanto colpiti i grandi patrimoni, mentre, secondo uno studio della fondazione Leone Moressa, a risentirne maggiormente saranno le persone che inviano nei loro paesi d'origine fondi per il sostegno delle loro famiglie.<br />Si tratterebbe quindi di migranti regolari, con regolari lavori in Italia, tanto che la stampa ha iniziato a chiamare la nuova imposta "tassa sugli immigrati". Il gettito per le casse dello Stato ammonterebbe circa a 60 milioni di euro, una cifra in realtà non elevata, ma che significa molto per coloro che mantengono le loro famiglie all'estero.<br />Diverse organizzazioni internazionali sostengono la necessità di facilitare l'invio di aiuti a casa da parte dei migranti, e anche l'Italia si era impegnata per facilitare l'abbassamento delle rimesse sui money transfer: ciò potrebbe anche portare a un rallentamento dei flussi migratori, garantendo più ricchezza nei paesi più in difficoltà. Oggi però questa tendenza si inverte.<br />Molti invocano la necessità di "aiutare a casa loro" i migranti, ma è anche opportuno ricordare che sono i migranti ad aiutare le loro famiglie inviando denaro dall'Italia.<br />Ne parla Enrico Di Pasquale, della fondazione Leone Moressa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16347911</guid><pubDate>Fri, 30 Nov 2018 09:22:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16347911/enrico_di_pasquale.mp3" length="18987547" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La nuova tassa sui money trasfer prevede l'introduzione di un prelievo del 1,5% su ogni trasferimento di denaro diretto all'esterno dell'Unione Europea. 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Il gettito per le casse dello Stato ammonterebbe circa a 60 milioni di euro, una cifra in realtà non elevata, ma che significa molto per coloro che mantengono le loro famiglie all'estero.<br />Diverse organizzazioni internazionali sostengono la necessità di facilitare l'invio di aiuti a casa da parte dei migranti, e anche l'Italia si era impegnata per facilitare l'abbassamento delle rimesse sui money transfer: ciò potrebbe anche portare a un rallentamento dei flussi migratori, garantendo più ricchezza nei paesi più in difficoltà. Oggi però questa tendenza si inverte.<br />Molti invocano la necessità di "aiutare a casa loro" i migranti, ma è anche opportuno ricordare che sono i migranti ad aiutare le loro famiglie inviando denaro dall'Italia.<br />Ne parla Enrico Di Pasquale, della fondazione Leone Moressa.]]></itunes:summary><itunes:duration>475</itunes:duration><itunes:keywords>aiuto,casa,emendamento,enrico-di-pasquale,leone-moressa,migranti,money-transfer,tassa,tassa-sui-migranti,tasse</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il vuoto dopo lo sgombero del centro Baobab - Vincenzo Pira</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-vuoto-dopo-lo-sgombero-del-centro-baobab-vincenzo-pira--16215310</link><description><![CDATA[Il 13 novembre a Roma è stato sgomberato il Baobab, la struttura per l'accoglienza e l'aiuto dei migranti nei pressi della stazione Tiburtina che ospitava più di cento persone. Le forze di polizia sono intervenute con l'impiego di ruspe e hanno smantellato il campo fatto di tende e strutture di cartone e legno. Le persone che vivevano al Baobab hanno dovuto quindi trascorrere la notte in strada, mentre alcuni già in serata hanno fatto ritorno all'insediamento distrutto non avendo altro posto dove andare.<br />La gestione degli sgomberi ha sempre carattere emergenziale, temporanea, e non si pensa, ad esempio, ad un ricollocamento delle persone che si trovano senza più un'abitazione, per quanto precaria. L'emergenza abitativa a Roma non è però solo limitata ai migranti: sono infatti circa 8000 le persone senzatetto nella Capitale, e ancora si è lontani da una soluzione del problema che non sia temporanea.<br />Il Ministro dell'Interno Salvini ha intanto promesso altri sgomberi, parlando di un problema di sicurezza. L'iniziativa potrebbe però rientrare in un progetto di ricerca di consenso che fa leva sull'emotività delle persone.<br />Resta quindi ancora, al venticinquesimo smantellamento del Baobab, un vuoto nella programmazione strategica per la gestione del post-sgombero.<br />Ne parla Vincenzo Pira, sociologo e socio di Armadilla.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16215310</guid><pubDate>Wed, 14 Nov 2018 09:25:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16215310/vincenzo_pira.mp3" length="26323735" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 13 novembre a Roma è stato sgomberato il Baobab, la struttura per l'accoglienza e l'aiuto dei migranti nei pressi della stazione Tiburtina che ospitava più di cento persone. 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L'emergenza abitativa a Roma non è però solo limitata ai migranti: sono infatti circa 8000 le persone senzatetto nella Capitale, e ancora si è lontani da una soluzione del problema che non sia temporanea.<br />Il Ministro dell'Interno Salvini ha intanto promesso altri sgomberi, parlando di un problema di sicurezza. L'iniziativa potrebbe però rientrare in un progetto di ricerca di consenso che fa leva sull'emotività delle persone.<br />Resta quindi ancora, al venticinquesimo smantellamento del Baobab, un vuoto nella programmazione strategica per la gestione del post-sgombero.<br />Ne parla Vincenzo Pira, sociologo e socio di Armadilla.]]></itunes:summary><itunes:duration>658</itunes:duration><itunes:keywords>accoglienza,baobab,capitale,migranti,roma,salvini,sgombero,sicurezza,tiburtina,vincenzo-pira</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Una foto di famiglia da Palermo - Fulvio Vassallo Paleologo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/una-foto-di-famiglia-da-palermo-fulvio-vassallo-paleologo--16205078</link><description><![CDATA[Il 12 novembre si è aperta la Conferenza di Palermo sulla Libia, ma è la seconda giornata di lavori quella su cui si concentrano le aspettative. Se da un lato pare allontanarsi una prospettiva di riconciliazione tra le parti libiche, ciò in cui ancora si spera è quantomeno una dichiarazione congiunta da parte delle parti in causa e una foto di famiglia con le quattro fazioni libiche riunite. Eppure, se anche si arrivasse a queste dimostrazioni (pur solo di facciata) di un rinnovamento dei rapporti, la Libia potrebbe rimanere profondamente spaccata. E non è detto che quello dei diritti umani,  uno dei temi più pressanti per il Paese nordafricano, venga toccato durante i lavori.<br />L'agenda della Conferenza è profondamente condizionata da Khalifa Haftar, e si possono riconoscere rispecchiati gli interessi economici ed energetici di Paesi come la Russia o l'Egitto che si rapportano con la Libia controllata dal generale. L'Unione Europea nel frattempo è assente, sia dal confronto di Palermo che nella diplomazia. I diritti umani passano in secondo piano, mentre sempre maggiori si fanno le necessità delle persone che attraversano lo Stato nordafricano e degli abitanti della Libia stessa.<br />I risultati che erano più attesi dalla Conferenza, ovvero l'andare oltre l'indifferenza per la questione libica e l'affermazione del diritto dei libici ad autodeterminarsi, non è certo se verranno raggiunti. Più probabile è che la foto finale dalla Conferenza di Palermo ritragga una famiglia che ha trovato un'intesa economica.<br />Ne parla Fulvio Vassallo Paleologo, Avvocato, componente del Collegio del Dottorato in "Diritti umani: evoluzione, tutela, limiti", presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università di Palermo. E' componente della Clinica legale per i diritti umani (CLEDU).]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16205078</guid><pubDate>Tue, 13 Nov 2018 09:21:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16205078/fulvio_vassallo_paleologo.mp3" length="8585107" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 12 novembre si è aperta la Conferenza di Palermo sulla Libia, ma è la seconda giornata di lavori quella su cui si concentrano le aspettative. Se da un lato pare allontanarsi una prospettiva di riconciliazione tra le parti libiche, ciò in cui ancora...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 12 novembre si è aperta la Conferenza di Palermo sulla Libia, ma è la seconda giornata di lavori quella su cui si concentrano le aspettative. Se da un lato pare allontanarsi una prospettiva di riconciliazione tra le parti libiche, ciò in cui ancora si spera è quantomeno una dichiarazione congiunta da parte delle parti in causa e una foto di famiglia con le quattro fazioni libiche riunite. Eppure, se anche si arrivasse a queste dimostrazioni (pur solo di facciata) di un rinnovamento dei rapporti, la Libia potrebbe rimanere profondamente spaccata. E non è detto che quello dei diritti umani,  uno dei temi più pressanti per il Paese nordafricano, venga toccato durante i lavori.<br />L'agenda della Conferenza è profondamente condizionata da Khalifa Haftar, e si possono riconoscere rispecchiati gli interessi economici ed energetici di Paesi come la Russia o l'Egitto che si rapportano con la Libia controllata dal generale. L'Unione Europea nel frattempo è assente, sia dal confronto di Palermo che nella diplomazia. I diritti umani passano in secondo piano, mentre sempre maggiori si fanno le necessità delle persone che attraversano lo Stato nordafricano e degli abitanti della Libia stessa.<br />I risultati che erano più attesi dalla Conferenza, ovvero l'andare oltre l'indifferenza per la questione libica e l'affermazione del diritto dei libici ad autodeterminarsi, non è certo se verranno raggiunti. Più probabile è che la foto finale dalla Conferenza di Palermo ritragga una famiglia che ha trovato un'intesa economica.<br />Ne parla Fulvio Vassallo Paleologo, Avvocato, componente del Collegio del Dottorato in "Diritti umani: evoluzione, tutela, limiti", presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università di Palermo. E' componente della Clinica legale per i diritti umani (CLEDU).]]></itunes:summary><itunes:duration>538</itunes:duration><itunes:keywords>conferenza-palermo,diritti-umani,fulvio-vassallo-paleologo,haftar,libia,palermo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il linguaggio dell'odio non è mai banale - Milena Santerini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-linguaggio-dell-odio-non-e-mai-banale-milena-santerini--16196190</link><description><![CDATA[Il 12 novembre si apre il convegno “L’INCITAMENTO ALL’ODIO NELL’EUROPA CONTEMPORANEA” presso il memoriale della Shoah di Milano. La giornata di studi e dibattiti è incentrata sull'analisi delle diverse forme di discorsi d'odio, gli "hate speech", letti dal loro punto di vista storico nell'ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, ma non solo. La prospettiva sarà anche giuridica e sociopolitica, per garantire uno sguardo complessivo sul fenomeno.<br />La riflessione vuole far luce su una questione in realtà molto attuale: il mondo sta assistendo ad una crescita di varie forme di odio, che viene veicolata e alimentata dai social network. Con il loro linguaggio semplice e apparentemente banale possono rappresentare infatti degli importanti strumenti attraverso cui è semplice l'insulto, facilitato ulteriormente dalla garanzia di anonimato, dalla rapidità e dalla potenziale viralità.<br />Il legame tra il presente e il passato è riconoscibile nei meccanismi di odio, nella ricerca di un capo espiatorio, di una vittima innocente.<br />Ne parla Milena Santerini, vicepresidente del Memoriale della Shoah e docente presso l'Università Cattolica di Milano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16196190</guid><pubDate>Mon, 12 Nov 2018 09:25:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16196190/milena_santerini.mp3" length="20462719" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 12 novembre si apre il convegno “L’INCITAMENTO ALL’ODIO NELL’EUROPA CONTEMPORANEA” presso il memoriale della Shoah di Milano. 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Con il loro linguaggio semplice e apparentemente banale possono rappresentare infatti degli importanti strumenti attraverso cui è semplice l'insulto, facilitato ulteriormente dalla garanzia di anonimato, dalla rapidità e dalla potenziale viralità.<br />Il legame tra il presente e il passato è riconoscibile nei meccanismi di odio, nella ricerca di un capo espiatorio, di una vittima innocente.<br />Ne parla Milena Santerini, vicepresidente del Memoriale della Shoah e docente presso l'Università Cattolica di Milano.]]></itunes:summary><itunes:duration>512</itunes:duration><itunes:keywords>europa,hate-speech,memoriale-shoah,milena-santerini,nemico-innocente,odio,social-network</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'Iran si sente tradito - Nicola Pedde</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-iran-si-sente-tradito-nicola-pedde--16176023</link><description><![CDATA[Il 4 novembre in molti sono scesi in piazza a Teheran per manifestare. Le nuove sanzioni statunitensi contro l'Iran, entrate in vigore il 5 novembre, sono state solo una delle cause scatenanti di queste proteste.<br />La società iraniana si sente profondamente tradita dopo che il Paese ha rispettato alla lettera gli accordi internazionali: tradita innanzitutto dagli Stati Uniti, contro cui si domenica si sono levati molti slogan, ma anche dall'Europa, considerata debole perché non si sbilancia e non prende posizione. <br />Il rapporto tra gli USA e l'Iran è in bilico, e il governo americano non ha chiare idee su come affrontare la questione. Forse Trump stesso è dubbioso su come procedere, ma la via dell'incertezza può portare a ulteriori difficoltà. Con ripercussioni internazionali.<br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell'Institute of Global Studies]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16176023</guid><pubDate>Fri, 09 Nov 2018 09:34:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16176023/05_novembre_01.mp3" length="23999668" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 4 novembre in molti sono scesi in piazza a Teheran per manifestare. Le nuove sanzioni statunitensi contro l'Iran, entrate in vigore il 5 novembre, sono state solo una delle cause scatenanti di queste proteste.
La società iraniana si sente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 4 novembre in molti sono scesi in piazza a Teheran per manifestare. Le nuove sanzioni statunitensi contro l'Iran, entrate in vigore il 5 novembre, sono state solo una delle cause scatenanti di queste proteste.<br />La società iraniana si sente profondamente tradita dopo che il Paese ha rispettato alla lettera gli accordi internazionali: tradita innanzitutto dagli Stati Uniti, contro cui si domenica si sono levati molti slogan, ma anche dall'Europa, considerata debole perché non si sbilancia e non prende posizione. <br />Il rapporto tra gli USA e l'Iran è in bilico, e il governo americano non ha chiare idee su come affrontare la questione. Forse Trump stesso è dubbioso su come procedere, ma la via dell'incertezza può portare a ulteriori difficoltà. Con ripercussioni internazionali.<br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell'Institute of Global Studies]]></itunes:summary><itunes:duration>600</itunes:duration><itunes:keywords>igs,iran,nicola-pedde,protesta,stati-uniti,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>I suicidi nelle carceri italiane - Mauro Palma</title><link>https://www.spreaker.com/episode/i-suicidi-nelle-carceri-italiane-mauro-palma--16165823</link><description><![CDATA[Nello scorso fine settimana si è raggiunto un nuovo picco di suicidi nelle carceri italiane. Sono 53 le detenute e i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita dall'inizio del 2018, un numero che si rivela sicuramente fuori scala. <br />Il fenomeno dei suicidi nelle strutture detentive è in mutamento, e si sta allargando specialmente a persone al primo arresto. Su questa categoria di detenuti in precedenza c'era più assistenza, soprattutto dal punto di vista psicologico, dal momento che l'esperienza del carcere rappresenta un evento comunque traumatico. Da qualche tempo questa attenzione sembra venire meno. <br />Il rischio che deriva dalla cosiddetta "cultura della paura", che punta più verso l'emarginazione dei detenuti piuttosto che sul loro recupero e la loro reintegrazione, è di rendere più vulnerabili le persone nelle strutture detentive e di rendere le carceri dei ricettacoli di disperazione. E in queste condizioni la disperazione può condurre a gesti estremi.<br />Ne parla Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private di libertà.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16165823</guid><pubDate>Thu, 08 Nov 2018 09:19:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16165823/mauro_palma.mp3" length="23063323" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nello scorso fine settimana si è raggiunto un nuovo picco di suicidi nelle carceri italiane. Sono 53 le detenute e i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita dall'inizio del 2018, un numero che si rivela sicuramente fuori scala. 
Il fenomeno dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nello scorso fine settimana si è raggiunto un nuovo picco di suicidi nelle carceri italiane. Sono 53 le detenute e i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita dall'inizio del 2018, un numero che si rivela sicuramente fuori scala. <br />Il fenomeno dei suicidi nelle strutture detentive è in mutamento, e si sta allargando specialmente a persone al primo arresto. Su questa categoria di detenuti in precedenza c'era più assistenza, soprattutto dal punto di vista psicologico, dal momento che l'esperienza del carcere rappresenta un evento comunque traumatico. Da qualche tempo questa attenzione sembra venire meno. <br />Il rischio che deriva dalla cosiddetta "cultura della paura", che punta più verso l'emarginazione dei detenuti piuttosto che sul loro recupero e la loro reintegrazione, è di rendere più vulnerabili le persone nelle strutture detentive e di rendere le carceri dei ricettacoli di disperazione. E in queste condizioni la disperazione può condurre a gesti estremi.<br />Ne parla Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private di libertà.]]></itunes:summary><itunes:duration>577</itunes:duration><itunes:keywords>carceri,detenuti,italia,mauro-palma,suicidi,suicidio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Khalifa Haftar e la conferenza di Palermo - Arturo Varvelli</title><link>https://www.spreaker.com/episode/khalifa-haftar-e-la-conferenza-di-palermo-arturo-varvelli--16117229</link><description><![CDATA[Il generale Khalifa Haftar ha annunciato la sua partecipazione alla conferenza a Palermo, prevista per il 12 e 13 novembre, in cui si tratterà della situazione libica, modificando drasticamente la sua posizione in materia: se prima aveva adottato un comportamento ostile e contrario all'incontro, questa inversione di rotta risulta difficilmente spiegabile.<br />I rapporti dell'"uomo forte della Cirenaica" con l'Italia sono di vecchia data, e sono stati rafforzati ulteriormente lo scorso anno con la sua visita e l'incontro con l'allora ministro dell'Interno Marco Minniti. È possibile che lo scopo di Haftar nell'adottare posizioni così diverse fosse di spingere l'Italia a riconoscerlo come detentore di un potere militare non solo nella Cirenaica ma su tutta la Libia, o addirittura di vedersi attribuito un potere pari a quello di Fayez al-Sarraj, il Primo ministro del Governo di Accordo Nazionale.<br />Dalla conferenza si possono attendere buoni risultati, ma quasi sicuramente non si arriverà ad una soluzione per la situazione libica. Se il summit vedrà una buona partecipazione delle forze libiche e degli attori internazionali che operano in Libia, questo potrà già essere considerato di successo.<br />Ne parla Arturo Varvelli, capo del Programma Medio Oriente e Nord Africa di ISPI.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16117229</guid><pubDate>Fri, 02 Nov 2018 09:11:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16117229/varvelli.mp3" length="18692238" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il generale Khalifa Haftar ha annunciato la sua partecipazione alla conferenza a Palermo, prevista per il 12 e 13 novembre, in cui si tratterà della situazione libica, modificando drasticamente la sua posizione in materia: se prima aveva adottato un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il generale Khalifa Haftar ha annunciato la sua partecipazione alla conferenza a Palermo, prevista per il 12 e 13 novembre, in cui si tratterà della situazione libica, modificando drasticamente la sua posizione in materia: se prima aveva adottato un comportamento ostile e contrario all'incontro, questa inversione di rotta risulta difficilmente spiegabile.<br />I rapporti dell'"uomo forte della Cirenaica" con l'Italia sono di vecchia data, e sono stati rafforzati ulteriormente lo scorso anno con la sua visita e l'incontro con l'allora ministro dell'Interno Marco Minniti. È possibile che lo scopo di Haftar nell'adottare posizioni così diverse fosse di spingere l'Italia a riconoscerlo come detentore di un potere militare non solo nella Cirenaica ma su tutta la Libia, o addirittura di vedersi attribuito un potere pari a quello di Fayez al-Sarraj, il Primo ministro del Governo di Accordo Nazionale.<br />Dalla conferenza si possono attendere buoni risultati, ma quasi sicuramente non si arriverà ad una soluzione per la situazione libica. Se il summit vedrà una buona partecipazione delle forze libiche e degli attori internazionali che operano in Libia, questo potrà già essere considerato di successo.<br />Ne parla Arturo Varvelli, capo del Programma Medio Oriente e Nord Africa di ISPI.]]></itunes:summary><itunes:duration>468</itunes:duration><itunes:keywords>conferenza-di-parlermo,haftar,ispi,libia,varvelli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Dimenticare Lampedusa - Marta Bernardini</title><link>https://www.spreaker.com/episode/dimenticare-lampedusa-marta-bernardini--16019951</link><description><![CDATA[Negli ultimi tempi non si sente più parlare di Lampedusa, prima invece spesso al centro dei dibattiti sui flussi migratori dall'Africa verso l'Europa. Eppure l'isola non ha mai cessato questo suo ruolo. Ciò che è cambiato è la natura stessa degli arrivi di migranti.<br />Da circa un anno a questa parte sono drasticamente diminuite le grandi imbarcazioni, mentre prevalgono le piccole barche soprattutto provenienti dalla Tunisia. Spostamenti di questo tipo possono essere effettuati da persone in autonomia, ma ciò non significa una cessazione degli spostamenti su scala più ampia. Dalla Libia infatti si documentano partenze su piccole barche in legno, per poi concentrare i migranti su navi più grandi in vista della traversata e infine utilizzare di nuovo piccole imbarcazioni per l'ultimo tratto del percorso: parrebbe quindi finito il periodo dei gommoni lasciati alla deriva che tanta risonanza ha avuto nelle discussioni degli scorsi anni. Ma ciò non significa affatto un miglioramento della situazione in Libia. In particolare, dopo il caso della nave Diciotti, si è registrata una diminuzione degli arrivi dalla Libia, che ha portato alla fine del racconto di cosa accada nel Paese nordafricano: con la ripresa degli sbarchi nelle ultime settimane è ripreso anche il racconto da parte dei protagonisti delle violenze subite, e la situazione non può più essere ignorata.<br />Lampedusa per ora resta serena, gli abitanti tranquilli, ma non si può sapere, al momento, che cosa accadrà nei prossimi mesi.<br />Ne parla Marta Bernardini, operatrice di Mediterranean Hope.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/16019951</guid><pubDate>Mon, 22 Oct 2018 08:46:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/16019951/2018_10_22_marta_bernardini.mp3" length="19560703" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi tempi non si sente più parlare di Lampedusa, prima invece spesso al centro dei dibattiti sui flussi migratori dall'Africa verso l'Europa. 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Dalla Libia infatti si documentano partenze su piccole barche in legno, per poi concentrare i migranti su navi più grandi in vista della traversata e infine utilizzare di nuovo piccole imbarcazioni per l'ultimo tratto del percorso: parrebbe quindi finito il periodo dei gommoni lasciati alla deriva che tanta risonanza ha avuto nelle discussioni degli scorsi anni. Ma ciò non significa affatto un miglioramento della situazione in Libia. In particolare, dopo il caso della nave Diciotti, si è registrata una diminuzione degli arrivi dalla Libia, che ha portato alla fine del racconto di cosa accada nel Paese nordafricano: con la ripresa degli sbarchi nelle ultime settimane è ripreso anche il racconto da parte dei protagonisti delle violenze subite, e la situazione non può più essere ignorata.<br />Lampedusa per ora resta serena, gli abitanti tranquilli, ma non si può sapere, al momento, che cosa accadrà nei prossimi mesi.<br />Ne parla Marta Bernardini, operatrice di Mediterranean Hope.]]></itunes:summary><itunes:duration>489</itunes:duration><itunes:keywords>hotspot,imbarcazioni,lampedusa,libia,marta-bernardini,mediterranean-hope,migrazioni,tunisia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Michela Sfondrini - Una risposta civica ai fatti di Lodi.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/michela-sfondrini-una-risposta-civica-ai-fatti-di-lodi--15991720</link><description><![CDATA[I fatti di Lodi hanno fatto molto discutere: alcuni bambini di origine straniera sono stati esclusi dal servizio di mensa scolastica in seguito ad un regolamento comunale. Alle famiglie veniva infatti richiesta la presentazione, tra le altre cose, di un attestato dei loro paesi d’origine che garantisse che non possiedono beni, documento molto difficile da ottenere.<br />La protesta inizialmente era partita dalle famiglie direttamente interessate, ma presto ha visto la partecipazione dei genitori dei compagni dei bambini esclusi, di singoli cittadini lodigiani e delle opposizioni nel Consiglio comunale cittadino. La ricerca di un aiuto per garantire i servizi si è concretizzata nella fondazione del Coordinamento Uguali doveri, basato su un'idea di scuola come momento fondamentale per l'inclusione, l'integrazione e la condivisione.<br />L’obiettivo immediato del Coordinamento è stato di tamponare l’emergenza, per poter garantire i servizi (non solo di mensa, ma anche di autobus e di prima e dopo scuola) almeno fino alla fine dell’anno scolastico in corso, ma ciò a cui si punta è l’eliminazione del regolamento comunale. La nuova delibera del 17 ottobre non cambia nella sostanza il regolamento al centro delle critiche, ma pare introdurre ulteriori punti poco chiari.<br />Ne parla Michela Sfondrini, cofondatrice del Coordinamento Uguali doveri.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15991720</guid><pubDate>Thu, 18 Oct 2018 08:42:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15991720/2018_10_18_michela_sfondrini.mp3" length="24182491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I fatti di Lodi hanno fatto molto discutere: alcuni bambini di origine straniera sono stati esclusi dal servizio di mensa scolastica in seguito ad un regolamento comunale. 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La ricerca di un aiuto per garantire i servizi si è concretizzata nella fondazione del Coordinamento Uguali doveri, basato su un'idea di scuola come momento fondamentale per l'inclusione, l'integrazione e la condivisione.<br />L’obiettivo immediato del Coordinamento è stato di tamponare l’emergenza, per poter garantire i servizi (non solo di mensa, ma anche di autobus e di prima e dopo scuola) almeno fino alla fine dell’anno scolastico in corso, ma ciò a cui si punta è l’eliminazione del regolamento comunale. 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In questo fatto si può leggere una tendenza generale che vede un aumento del numero dei detenuti: pur non trattandosi ancora di un'emergenza, se non corretta potrebbe portare a maggiori tensioni negli istituti detentiiv.<br />Oggi si è giunti al termine della stagione di riforme iniziata dopo la condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo. Se inizialmente la risposta italiana era arrivata con l'introduzione di soluzioni di carattere emergenziale, in seguito si erano cercate soluzioni più a lungo termine. Ora però il clima è mutato: mancano soluzioni alternative al carcere, manca una cooperazione tra personalità professionali diverse all'interno degli istituti, si punta a una maggiore centralità del carcere.<br />Se le tendenze restano costanti i problemi sono destinati a non mutare.<br /><br />Ne parla Alessio Scandurra, coordinatore dell'Osservatorio Antigone sulle condizioni detentive.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15973877</guid><pubDate>Tue, 16 Oct 2018 08:32:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15973877/2018_10_16_alessio_scandurra.mp3" length="16684483" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La rivolta nel carcere di Sanremo del 13 ottobre scorso ha riacceso una questione, quella della situazione carceraria italiana, ancora molto spinosa. 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Ora però il clima è mutato: mancano soluzioni alternative al carcere, manca una cooperazione tra personalità professionali diverse all'interno degli istituti, si punta a una maggiore centralità del carcere.<br />Se le tendenze restano costanti i problemi sono destinati a non mutare.<br /><br />Ne parla Alessio Scandurra, coordinatore dell'Osservatorio Antigone sulle condizioni detentive.]]></itunes:summary><itunes:duration>417</itunes:duration><itunes:keywords>alessio-scandurra,carcere,prigione,riforma,sovraffollamento</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>XIII Indice globale della fame: le prospettive alla luce dei dati.</title><link>https://www.spreaker.com/episode/xiii-indice-globale-della-fame-le-prospettive-alla-luce-dei-dati--15963732</link><description><![CDATA[Il 16 ottobre sarà celebrata la Giornata mondiale dell'alimentazione, e la riflessione prenderà il via dal XIII Indice globale della fame: i dati evidenziano un miglioramento rispetto alla situazione del 2000, ma ciò non significa che il problema sia vicino ad una soluzione. Ancora sette Stati si trovano al di sopra della soglia critica della fame, e sono circa cinquanta quelli che non raggiungeranno l'Obiettivo Fame Zero fissato dalle Nazioni Unite per il 2030.<br />Inoltre, tredici Paesi non sono stati inseriti nell'Indice a causa di una mancanza di dati: la fragilità di questi Stati, dovuta ai flussi migratori e alle migrazioni forzate a cui è sottoposta la popolazione, non permette l'acquisizione di materiale sufficiente.<br />L'approccio per combattere la fame deve avere una prospettiva di lungo periodo, prevedendo un sostentamento economico per i Paesi in difficoltà e una tutela mirata per le fasce più fragili. L'ottica non deve quindi essere solo umanitaria, ma anche, e soprattutto, di sviluppo.<br />Ne parla Daniela Bernacchi, amministratore delegato di Cesvi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15963732</guid><pubDate>Mon, 15 Oct 2018 08:46:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15963732/2018_10_15_daniela_bernacchi.mp3" length="20034103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 16 ottobre sarà celebrata la Giornata mondiale dell'alimentazione, e la riflessione prenderà il via dal XIII Indice globale della fame: i dati evidenziano un miglioramento rispetto alla situazione del 2000, ma ciò non significa che il problema sia...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 16 ottobre sarà celebrata la Giornata mondiale dell'alimentazione, e la riflessione prenderà il via dal XIII Indice globale della fame: i dati evidenziano un miglioramento rispetto alla situazione del 2000, ma ciò non significa che il problema sia vicino ad una soluzione. Ancora sette Stati si trovano al di sopra della soglia critica della fame, e sono circa cinquanta quelli che non raggiungeranno l'Obiettivo Fame Zero fissato dalle Nazioni Unite per il 2030.<br />Inoltre, tredici Paesi non sono stati inseriti nell'Indice a causa di una mancanza di dati: la fragilità di questi Stati, dovuta ai flussi migratori e alle migrazioni forzate a cui è sottoposta la popolazione, non permette l'acquisizione di materiale sufficiente.<br />L'approccio per combattere la fame deve avere una prospettiva di lungo periodo, prevedendo un sostentamento economico per i Paesi in difficoltà e una tutela mirata per le fasce più fragili. 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Fuggita da quella condizione, è diventata un'attivista per la libertà e i diritti degli Yazidi e simbolo del genocidio subito dal suo popolo.<br /><br />Partendo dall'incontro con Nadia Murad in Germania, dove vive oggi, il giornalista e scrittore Simone Zoppellaro è stato il primo in Italia a occuparsi di questa vicenda, raccontata poi nel libro "Il genocidio degli Yazidi", edito da Guerini e associati.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15906368</guid><pubDate>Mon, 08 Oct 2018 12:22:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15906368/2018_10_08_simone_zoppellaro_nobel_a_nadia_murad.mp3" length="16478313" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Venerdì 5 ottobre il Comitato per il Nobel di Oslo ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2018 a Denis Mukwege e Nadia Murad «per i loro sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati e nelle guerre». 

Nadia Murad, che fa parte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Venerdì 5 ottobre il Comitato per il Nobel di Oslo ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2018 a Denis Mukwege e Nadia Murad «per i loro sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati e nelle guerre». <br /><br />Nadia Murad, che fa parte dell'antica minoranza religiosa degli Yazidi, concentrata principalmente nel nord dell'Iraq, fu rapita nel 2014 da miliziani dello Stato Islamico e fu vittima di violenze sistematiche. Fuggita da quella condizione, è diventata un'attivista per la libertà e i diritti degli Yazidi e simbolo del genocidio subito dal suo popolo.<br /><br />Partendo dall'incontro con Nadia Murad in Germania, dove vive oggi, il giornalista e scrittore Simone Zoppellaro è stato il primo in Italia a occuparsi di questa vicenda, raccontata poi nel libro "Il genocidio degli Yazidi", edito da Guerini e associati.]]></itunes:summary><itunes:duration>412</itunes:duration><itunes:keywords>genocidio,nadia-murad,nobel,nobel-pace-2018,simone-zoppellaro,yazidi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elly Schlein - Il parlamento europeo vota a favore delle sanzioni contro l'Ungheria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elly-schlein-il-parlamento-europeo-vota-a-favore-delle-sanzioni-contro-l-ungheria--15706868</link><description><![CDATA[Il Parlamento europeo ha passato la mozione per l'avvio delle procedure per l'applicazione dell'articolo 7 nei confronti dell'Ungheria di Orbàn. Gli eurodeputati hanno votato a favore delle sanzioni contro il paese, a causa delle gravi violazione dei valori fondanti dell’Unione europea.<br /><br />Elly Schlein, eurodeputata di Possibile, parla di una «decisione senza precedenti», che deriva, tra le altre cose, dalle limitazioni della Corte Costituzionale, le violazioni della libertà di stampa e dei diritti delle minoranze e dalla corruzione riscontrate nel paese, per non parlare della situazione di migranti e rifugiati.<br /><br />«Il voto non è contro gli ungheresi», spiega l'eurodeputata, «ma contro politiche che ledono i diritti degli ungheresi e non solo».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15706868</guid><pubDate>Thu, 13 Sep 2018 07:59:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15706868/2018_09_13_elly_schlein.mp3" length="22049031" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Parlamento europeo ha passato la mozione per l'avvio delle procedure per l'applicazione dell'articolo 7 nei confronti dell'Ungheria di Orbàn. Gli eurodeputati hanno votato a favore delle sanzioni contro il paese, a causa delle gravi violazione dei...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Parlamento europeo ha passato la mozione per l'avvio delle procedure per l'applicazione dell'articolo 7 nei confronti dell'Ungheria di Orbàn. Gli eurodeputati hanno votato a favore delle sanzioni contro il paese, a causa delle gravi violazione dei valori fondanti dell’Unione europea.<br /><br />Elly Schlein, eurodeputata di Possibile, parla di una «decisione senza precedenti», che deriva, tra le altre cose, dalle limitazioni della Corte Costituzionale, le violazioni della libertà di stampa e dei diritti delle minoranze e dalla corruzione riscontrate nel paese, per non parlare della situazione di migranti e rifugiati.<br /><br />«Il voto non è contro gli ungheresi», spiega l'eurodeputata, «ma contro politiche che ledono i diritti degli ungheresi e non solo».]]></itunes:summary><itunes:duration>552</itunes:duration><itunes:keywords>articolo-7,elly-schlein,orban,ue,ungheria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Attanasio - La pace in Sud Sudan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-attanasio-la-pace-in-sud-sudan--15681072</link><description><![CDATA[Il leader ribelle sud-sudanese Riek Machar ha approvato un accordo di pace con il governo, mettendo fine, teoricamente, alla guerra civile che insanguina il più giovane Paese del mondo dal 2013.<br /><br />Luca Attanasio, giornalista, fa il punto della situazione e parla di una «potenziale» buona notizia. Attanasio spiega che il governo sta tentando di dare una risposta alle istanze di vari gruppi, «distribuendo briciole a destra e a manca».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15681072</guid><pubDate>Mon, 10 Sep 2018 07:59:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15681072/2018_09_10_luca_attanasio.mp3" length="26161347" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il leader ribelle sud-sudanese Riek Machar ha approvato un accordo di pace con il governo, mettendo fine, teoricamente, alla guerra civile che insanguina il più giovane Paese del mondo dal 2013.

Luca Attanasio, giornalista, fa il punto della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il leader ribelle sud-sudanese Riek Machar ha approvato un accordo di pace con il governo, mettendo fine, teoricamente, alla guerra civile che insanguina il più giovane Paese del mondo dal 2013.<br /><br />Luca Attanasio, giornalista, fa il punto della situazione e parla di una «potenziale» buona notizia. Attanasio spiega che il governo sta tentando di dare una risposta alle istanze di vari gruppi, «distribuendo briciole a destra e a manca».]]></itunes:summary><itunes:duration>654</itunes:duration><itunes:keywords>luca-attanasio,pace,sud-sudan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Gatti - Open Arms si sposta nel mare tra Spagna e Marocco - 31-08-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-gatti-open-arms-si-sposta-nel-mare-tra-spagna-e-marocco-31-08-2018--15612985</link><description><![CDATA[Il Mediterraneo centrale è sempre più vuoto. Le crescenti difficoltà nel lasciare le coste libiche e la chiusura dei porti da parte del governo italiano hanno contribuito a rendere sempre più complessi e pericolosi i viaggi che costituiscono l'ultima parte del percorso migratorio dall'Africa Subsahariana e dal Corno d'Africa. A questo va aggiunto un clima generale di ostilità nei confronti dei salvataggi in mare, che ha portato, una dopo l'altra, le organizzazioni non governative impegnate nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo centrale a lasciare la zona di ricerca e soccorso. Da giovedì 30 agosto anche Open Arms ha annunciato la propria volontà di spostarsi nell’area tra lo Stretto di Gibilterra e il Mare di Alboràn, sotto il coordinamento del Salvamento Marìtimo, l’equivalente spagnolo della Guardia costiera italiana. Un passo indietro, dunque? Secondo Riccardo Gatti, capomissione di Proactiva Open Arms, «non ci fermiamo. Continuiamo le nostre operazioni e a livello temporaneo e momentaneo ci spostiamo nel Mediterraneo con l’intenzione di tornare il prima possibile nel Mediterraneo centrale. Tra l’altro abbiamo anche il veliero Astral, che ha sempre operato in operazioni di osservazione e denuncia di ciò che succede nel Mediterraneo Centrale e la nostra intenzione è continuare a utilizzarlo».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15612985</guid><pubDate>Fri, 31 Aug 2018 14:11:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15612985/2018_08_31_riccardo_gatti.mp3" length="12658425" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Mediterraneo centrale è sempre più vuoto. 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Da giovedì 30 agosto anche Open Arms ha annunciato la propria volontà di spostarsi nell’area tra lo Stretto di Gibilterra e il Mare di Alboràn, sotto il coordinamento del Salvamento Marìtimo, l’equivalente spagnolo della Guardia costiera italiana. Un passo indietro, dunque? Secondo Riccardo Gatti, capomissione di Proactiva Open Arms, «non ci fermiamo. Continuiamo le nostre operazioni e a livello temporaneo e momentaneo ci spostiamo nel Mediterraneo con l’intenzione di tornare il prima possibile nel Mediterraneo centrale. 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Oggi in Afghanistan, spiega Elia, «puoi essere in qualche modo parte della macchina della guerra, e quindi lavorare per il governo per uno stipendio da fame rischiando la pelle, oppure stai coi talebani, che ti obbligano a stare con loro se stai in una certa zona, oppure entri in questi meccanismi della macchina che si è nutrita degli aiuti internazionali per anni, oggi sempre meno ricca».<br />In questo desolante contesto non va dimenticato che dal 2016 l'Afghanistan è diventato luogo di rimpatri, in quanto considerato Paese terzo sicuro, una bugia tanto più evidente quanto più ci si avvicina al terreno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15597113</guid><pubDate>Wed, 29 Aug 2018 14:13:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15597113/christian_elia_afghanistan.mp3" length="21991974" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A Ghazni, un luogo strategico lungo la strada che collega la capitale dell'Afghanistan, Kabul, e Kandahar, si combatte una nuova battaglia tra il governo afghano e i talebani, mentre a ottobre si attende una nuova conferenza dei donatori, da cui ci si...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A Ghazni, un luogo strategico lungo la strada che collega la capitale dell'Afghanistan, Kabul, e Kandahar, si combatte una nuova battaglia tra il governo afghano e i talebani, mentre a ottobre si attende una nuova conferenza dei donatori, da cui ci si aspetta sempre meno finanziamenti per lo sviluppo del Paese.<br /><br />Ma lontano dai luoghi della politica ciò che conta è un dato: l'Afghanistan è in guerra dalla fine del 2001. 17 anni di conflitto significano che chi oggi ha 20 anni non ha mai visto altro che un Paese in guerra. «Rimane veramente poco», racconta Christian Elia, direttore di Qcode Magazine che segue sin dagli inizi il conflitto afghano e che ha realizzato insieme a Emergency il documentario Storia di una pallottola (www.storiadiunapallottola.it). Oggi in Afghanistan, spiega Elia, «puoi essere in qualche modo parte della macchina della guerra, e quindi lavorare per il governo per uno stipendio da fame rischiando la pelle, oppure stai coi talebani, che ti obbligano a stare con loro se stai in una certa zona, oppure entri in questi meccanismi della macchina che si è nutrita degli aiuti internazionali per anni, oggi sempre meno ricca».<br />In questo desolante contesto non va dimenticato che dal 2016 l'Afghanistan è diventato luogo di rimpatri, in quanto considerato Paese terzo sicuro, una bugia tanto più evidente quanto più ci si avvicina al terreno.]]></itunes:summary><itunes:duration>550</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,christian-elia,ghani,ghazni,guerra,kabul,kandahar,rimpatri</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alfredo Sasso - Vento sovranista in Republika Srpska (Bosnia ed Erzegovina)</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alfredo-sasso-vento-sovranista-in-republika-srpska-bosnia-ed-erzegovina--15588073</link><description><![CDATA[Lo scorso 14 agosto Milorad Dodik, il presidente della Sepublika Srpska, entità della Bosnia ed Erzegovina a maggioranza serba, ha chiesto e ottenuto dall'Assemblea di annullare un rapporto ufficiale sul massacro di Srebrenica del 1995, risalente al 2004, nel quale si riconoscevano le responsabilità e la portata di quella che viene spesso ricordata come la peggiore strage in Europa dalla fine della seconda Guerra Mondiale.<br />A poco più di un mese dalle elezioni, previste per il 7 ottobre, l'impressione è che si tratti di un modo per rimarcare la propria posizione in un contesto di partiti etnici che guardano con crescente interesse ai movimenti sovranisti sempre più forti in Europa. Alfredo Sasso, storico e presidente dell'Associazione Most, racconta che «l'attuale presidente, Milorad Dodik, ha intrapreso una svolta autoritaria ormai da diversi anni» e che «iniziò con una linea politica più conciliante, poi via via si è fatto sempre più autoritario e allo stesso tempo con una linea molto più nazionalista e sciovinista di cui vediamo in questi mesi gli elementi più retrogradi anche perché ci troviamo in campagna elettorale».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15588073</guid><pubDate>Tue, 28 Aug 2018 14:19:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15588073/2018_08_27_alfredo_sasso_srebrenica_e_sovranismo_ok.mp3" length="22563956" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lo scorso 14 agosto Milorad Dodik, il presidente della Sepublika Srpska, entità della Bosnia ed Erzegovina a maggioranza serba, ha chiesto e ottenuto dall'Assemblea di annullare un rapporto ufficiale sul massacro di Srebrenica del 1995, risalente al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo scorso 14 agosto Milorad Dodik, il presidente della Sepublika Srpska, entità della Bosnia ed Erzegovina a maggioranza serba, ha chiesto e ottenuto dall'Assemblea di annullare un rapporto ufficiale sul massacro di Srebrenica del 1995, risalente al 2004, nel quale si riconoscevano le responsabilità e la portata di quella che viene spesso ricordata come la peggiore strage in Europa dalla fine della seconda Guerra Mondiale.<br />A poco più di un mese dalle elezioni, previste per il 7 ottobre, l'impressione è che si tratti di un modo per rimarcare la propria posizione in un contesto di partiti etnici che guardano con crescente interesse ai movimenti sovranisti sempre più forti in Europa. Alfredo Sasso, storico e presidente dell'Associazione Most, racconta che «l'attuale presidente, Milorad Dodik, ha intrapreso una svolta autoritaria ormai da diversi anni» e che «iniziò con una linea politica più conciliante, poi via via si è fatto sempre più autoritario e allo stesso tempo con una linea molto più nazionalista e sciovinista di cui vediamo in questi mesi gli elementi più retrogradi anche perché ci troviamo in campagna elettorale».]]></itunes:summary><itunes:duration>564</itunes:duration><itunes:keywords>bosnia-erzegovina,milorad-dodik,most,sovranismo,srebrenica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Polidoro - La Diciotti ancora ferma a Catania</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-polidoro-la-diciotti-ancora-ferma-a-catania--15558840</link><description><![CDATA[La nave della guardia costiera Diciotti è ancora ferma nel porto di Catania, al centro di un braccio di ferro politico. Tra le altre, arriva la presa di posizione dell'Unione delle Camere penali italiane. <br /><br />Riccardo Polidoro, responsabile dell'osservatorio dell'Unione, parla di violazioni dei principi costituzionali e dei diritti umani internazionali. «Riteniamo che la salute e la dignità delle persone non possano essere usate come strumenti di pressione politica», dice.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15558840</guid><pubDate>Fri, 24 Aug 2018 07:50:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15558840/2018_08_24_riccardo_polidoro.mp3" length="18179491" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La nave della guardia costiera Diciotti è ancora ferma nel porto di Catania, al centro di un braccio di ferro politico. Tra le altre, arriva la presa di posizione dell'Unione delle Camere penali italiane. 

Riccardo Polidoro, responsabile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La nave della guardia costiera Diciotti è ancora ferma nel porto di Catania, al centro di un braccio di ferro politico. Tra le altre, arriva la presa di posizione dell'Unione delle Camere penali italiane. <br /><br />Riccardo Polidoro, responsabile dell'osservatorio dell'Unione, parla di violazioni dei principi costituzionali e dei diritti umani internazionali. «Riteniamo che la salute e la dignità delle persone non possano essere usate come strumenti di pressione politica», dice.]]></itunes:summary><itunes:duration>455</itunes:duration><itunes:keywords>diciotti,migranti,riccardo-polidoro</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Andrea Iacomini - Migranti espulsi da Messico e Stati Uniti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/andrea-iacomini-migranti-espulsi-da-messico-e-stati-uniti--15550897</link><description><![CDATA[Sono oltre 68mila i bambini migranti detenuti in Messico fra il 2016 e aprile 2018: il 91% di questi sono stati espulsi verso l’America Centrale. Tra gennaio e giugno del 2018, circa 96mila migranti sono stati rimpatriati da Messico e USA, 24mila sono donne e bambini.<br /><br />I dati provengono dal rapporto Unicef Uprooted in Central America and Messico. Ce ne parla Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15550897</guid><pubDate>Thu, 23 Aug 2018 07:47:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15550897/2018_08_22_iacomini.mp3" length="25670518" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sono oltre 68mila i bambini migranti detenuti in Messico fra il 2016 e aprile 2018: il 91% di questi sono stati espulsi verso l’America Centrale. 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Ce ne parla Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>642</itunes:duration><itunes:keywords>andrea-iacomini,bambini,messico,migranti,unicef,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Piobbichi - Il caso Diciotti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-piobbichi-il-caso-diciotti--15528295</link><description><![CDATA[Ancora stallo per la nave della Guardia Costiera Diciotti, ferma da 5 giorni al largo di Lampedusa con 177 persone a bordo. La Farnesina ha formalmente investito della questione della nave Diciotti la Commissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione. <br />L'iniziativa del ministero degli Esteri arriva dopo la sfida lanciata all'Europa dal ministro dell'Interno, Salvini, che ha minacciato di riportare in Libia le persone recuperate in mare.<br /><br />Francesco Piobbichi, operatore di Mediterranean Hope, ci parla dellle iniziative del forum Lampedusa solidale, che lanciato un appello per aprire i porti e accogliere i 177 migranti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15528295</guid><pubDate>Mon, 20 Aug 2018 07:50:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15528295/2018_08_20_francesco_piobbichi.mp3" length="17761801" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ancora stallo per la nave della Guardia Costiera Diciotti, ferma da 5 giorni al largo di Lampedusa con 177 persone a bordo. 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La Farnesina ha formalmente investito della questione della nave Diciotti la Commissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione. <br />L'iniziativa del ministero degli Esteri arriva dopo la sfida lanciata all'Europa dal ministro dell'Interno, Salvini, che ha minacciato di riportare in Libia le persone recuperate in mare.<br /><br />Francesco Piobbichi, operatore di Mediterranean Hope, ci parla dellle iniziative del forum Lampedusa solidale, che lanciato un appello per aprire i porti e accogliere i 177 migranti.]]></itunes:summary><itunes:duration>445</itunes:duration><itunes:keywords>diciotti,francesco-piobbichi,guardia-costiera,lampedusa,mediterranean-hope,migranti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gabriele Eminente- Il caso Aquarius</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gabriele-eminente-il-caso-aquarius--15487930</link><description><![CDATA[Un nuovo scontro politico sull’Aquarius. La nave di ricerca e soccorso di Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere (Msf) nel weekend ha tratto in salvo 141 persone al largo del mar Mediterraneo. Dopo il no di Malta e Roma, Barcellona si offre di accoglierla, ma il governo di Madrid non dà la disponibilità perché il porto spagnolo "non è quello più vicino".<br /><br />Ne parliamo con Gabriele Eminente, direttore generale di Medici Senza Frontiere. «I passeggeri sono molto vulnerabili», spiega Eminente, «ogni ora passata in mare è una violenza in più su queste persone». Le 141 persone presentano segni di malnutrizione a causa del lungo viaggi, e quasi la metà sono minori non accompagnati.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15487930</guid><pubDate>Tue, 14 Aug 2018 07:48:25 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15487930/2018_08_14_gabriele_eminente.mp3" length="23197681" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Un nuovo scontro politico sull’Aquarius. La nave di ricerca e soccorso di Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere (Msf) nel weekend ha tratto in salvo 141 persone al largo del mar Mediterraneo. Dopo il no di Malta e Roma, Barcellona si offre di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un nuovo scontro politico sull’Aquarius. La nave di ricerca e soccorso di Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere (Msf) nel weekend ha tratto in salvo 141 persone al largo del mar Mediterraneo. Dopo il no di Malta e Roma, Barcellona si offre di accoglierla, ma il governo di Madrid non dà la disponibilità perché il porto spagnolo "non è quello più vicino".<br /><br />Ne parliamo con Gabriele Eminente, direttore generale di Medici Senza Frontiere. «I passeggeri sono molto vulnerabili», spiega Eminente, «ogni ora passata in mare è una violenza in più su queste persone». Le 141 persone presentano segni di malnutrizione a causa del lungo viaggi, e quasi la metà sono minori non accompagnati.]]></itunes:summary><itunes:duration>580</itunes:duration><itunes:keywords>aquarius,gabriele-eminente,migranti,msf,ong</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Maria Negro - Una chiesa che accoglie</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-maria-negro-una-chiesa-che-accoglie--15453632</link><description><![CDATA[L'intervista a Luca Maria Negro, presidente della Fcei sul manifesto per una chiesa che accoglie<br /><br />Foto Designed by Freepik<br />https://it.freepik.com/foto-gratuito/concetto-di-eco-con-le-mani-che-tengono-piccole-piante_2176688.htm]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15453632</guid><pubDate>Thu, 09 Aug 2018 07:46:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15453632/2018_08_09_luca_maria_negro.mp3" length="15588873" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'intervista a Luca Maria Negro, presidente della Fcei sul manifesto per una chiesa che accoglie

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https://it.freepik.com/foto-gratuito/concetto-di-eco-con-le-mani-che-tengono-piccole-piante_2176688.htm</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'intervista a Luca Maria Negro, presidente della Fcei sul manifesto per una chiesa che accoglie<br /><br />Foto Designed by Freepik<br />https://it.freepik.com/foto-gratuito/concetto-di-eco-con-le-mani-che-tengono-piccole-piante_2176688.htm]]></itunes:summary><itunes:duration>390</itunes:duration><itunes:keywords>fcei,luca-maria-negro,razzismo,xenofobia,zingari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Silvana Ronco - Crocifisso obbligatorio in tutti i luoghi pubblici: la proposta della Lega</title><link>https://www.spreaker.com/episode/silvana-ronco-crocifisso-obbligatorio-in-tutti-i-luoghi-pubblici-la-proposta-della-lega--15332532</link><description><![CDATA[Introdurre il crocifisso obbligatorio nei luoghi pubblici è una battaglia storica, rilanciata però adesso dalla Lega. Il disegno di legge era stato depositato in Parlamento il 26 marzo.<br /><br />Ne discutiamo con Silvana Ronco, che è stata presidente dell'Associazione 31 ottobre.<br /><br />«Ci si allontana sempre di più dal rispetto per un simbolo che è proprio di alcune confessioni religiose e non è proprio del mondo cristiano», dice Ronco, e continua: «Se si vuole portare un messaggio cristiano cominciamo dall'accoglienza». Secondo Silvana Ronco, l'obiettivo della proposta di legge è quello di gettare un seme di intolleranza e di paura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15332532</guid><pubDate>Thu, 26 Jul 2018 07:51:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15332532/2018_07_26_silvana_ronco.mp3" length="22112116" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Introdurre il crocifisso obbligatorio nei luoghi pubblici è una battaglia storica, rilanciata però adesso dalla Lega. Il disegno di legge era stato depositato in Parlamento il 26 marzo.

Ne discutiamo con Silvana Ronco, che è stata presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Introdurre il crocifisso obbligatorio nei luoghi pubblici è una battaglia storica, rilanciata però adesso dalla Lega. Il disegno di legge era stato depositato in Parlamento il 26 marzo.<br /><br />Ne discutiamo con Silvana Ronco, che è stata presidente dell'Associazione 31 ottobre.<br /><br />«Ci si allontana sempre di più dal rispetto per un simbolo che è proprio di alcune confessioni religiose e non è proprio del mondo cristiano», dice Ronco, e continua: «Se si vuole portare un messaggio cristiano cominciamo dall'accoglienza». Secondo Silvana Ronco, l'obiettivo della proposta di legge è quello di gettare un seme di intolleranza e di paura.]]></itunes:summary><itunes:duration>553</itunes:duration><itunes:keywords>accoglienza,crocifisso-obbligatorio,lega,silvana-ronco</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Eleonora Ardemagni - Alta tensione tra Iran e Stati Uniti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/eleonora-ardemagni-alta-tensione-tra-iran-e-stati-uniti--15324751</link><description><![CDATA[Alta tensione Usa-Iran. Uno scambio di minacce tra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rouhani. In un tweet, il presidente statunitense ha minacciato conseguenze gravissime, insieme alla «guerra di tutte le guerre».<br /><br />Eleonora Ardemagni, ricercatrice associata Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) spiega la situazione politica, la verificabilità delle minacce e la strategia di Trump volta all'indebolimento dell'Iran.<br /><br />«È nuova questa situazione di escalation sia a livello verbale che economico», dice.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15324751</guid><pubDate>Wed, 25 Jul 2018 08:13:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15324751/2018_07_25_eleonora_ardemagni.mp3" length="24647071" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alta tensione Usa-Iran. Uno scambio di minacce tra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rouhani. In un tweet, il presidente statunitense ha minacciato conseguenze gravissime, insieme alla «guerra di tutte le guerre».

Eleonora Ardemagni,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alta tensione Usa-Iran. Uno scambio di minacce tra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rouhani. In un tweet, il presidente statunitense ha minacciato conseguenze gravissime, insieme alla «guerra di tutte le guerre».<br /><br />Eleonora Ardemagni, ricercatrice associata Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) spiega la situazione politica, la verificabilità delle minacce e la strategia di Trump volta all'indebolimento dell'Iran.<br /><br />«È nuova questa situazione di escalation sia a livello verbale che economico», dice.]]></itunes:summary><itunes:duration>617</itunes:duration><itunes:keywords>donald-trump,eleonora-ardemagni,hassan-rouhani,iran,ispi,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elena Gerebizza - Di Maio tentato di dare l'ok al gasdotto Tap</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elena-gerebizza-di-maio-tentato-di-dare-l-ok-al-gasdotto-tap--15316935</link><description><![CDATA[Negli ultimi giorni il Tap, Trans Adriatic Pipeline, il tratto adriatico del Corridoio Sud del Gas, è tornato a occupare spazio sui giornali. In particolare, la questione tocca vari livelli della politica italiana, dall'amministrazione regionale guidata da Michele Emiliano (Pd) al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Proprio dal Movimento 5 Stelle ci si aspettava un cambio di rotta su questa opera, molto contestata per motivi non solo ambientali, ma fino a oggi questa svolta non è arrivata. Intanto, gli Stati Uniti hanno sollecitato l’Italia a garantire la realizzazione dell’opera.<br /><br />Ma che interesse ha Washington a proposito del Tap? Elena Gerebizza, dell'associazione Re:common, spiega che «questa doveva essere una grande opera per prendere le distanze dalla Russia. Quindi sin dagli inizi gli Stati Uniti si erano schierati a favore di questo progetto». Tuttavia, questa funzione strategica non sembra più essere garantita, perché il nuovo avvicinamento tra Turchia e Russia porta con sé anche un potenziale ingresso di Mosca nel percorso anatolico del gasdotto.<br /><br />Inoltre sul Tap, e in generale sulle relazioni tra Europa e Azerbaijan, grava il peso del cosiddetto Azerbaijani Laundromat, uno scandalo di corruzione e riciclaggio che avrebbe come beneficiari la dinastia familiare Aliyev, al governo in Azerbaijan sin dall'indipendenza, e alcuni politici europei, tra cui l'italiano Luca Volontè.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15316935</guid><pubDate>Tue, 24 Jul 2018 08:19:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15316935/2018_07_24_elena_gerebizza_recommon.mp3" length="31317187" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi giorni il Tap, Trans Adriatic Pipeline, il tratto adriatico del Corridoio Sud del Gas, è tornato a occupare spazio sui giornali. 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Quindi sin dagli inizi gli Stati Uniti si erano schierati a favore di questo progetto». Tuttavia, questa funzione strategica non sembra più essere garantita, perché il nuovo avvicinamento tra Turchia e Russia porta con sé anche un potenziale ingresso di Mosca nel percorso anatolico del gasdotto.<br /><br />Inoltre sul Tap, e in generale sulle relazioni tra Europa e Azerbaijan, grava il peso del cosiddetto Azerbaijani Laundromat, uno scandalo di corruzione e riciclaggio che avrebbe come beneficiari la dinastia familiare Aliyev, al governo in Azerbaijan sin dall'indipendenza, e alcuni politici europei, tra cui l'italiano Luca Volontè.]]></itunes:summary><itunes:duration>783</itunes:duration><itunes:keywords>elena-gerebizza,gasdotto,re:common,tanap,tap</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgio Beretta - Tra legittima difesa e porto d'armi</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgio-beretta-tra-legittima-difesa-e-porto-d-armi--15285676</link><description><![CDATA[La riforma della legittima difesa, cavallo di battaglia della Lega di Matteo Salvini, ha iniziato il suo percorso in Commissione Giustizia al Senato.<br /><br />Giorgio Beretta, analista dell'Opal Brescia, l'Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di sicurezza e difesa, fa il quadro della situazione attuale, e spiega la struttura della riforma e il funzionamento del porto d'armi. «Il semplice fatto che sia stata compiuta un'effrazione permetterebbe di reagire senza mettere in atto il principio di proporzionalità», spiega Beretta.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15285676</guid><pubDate>Thu, 19 Jul 2018 07:58:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15285676/2018_07_19_beretta_podcast.mp3" length="25198509" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La riforma della legittima difesa, cavallo di battaglia della Lega di Matteo Salvini, ha iniziato il suo percorso in Commissione Giustizia al Senato.

Giorgio Beretta, analista dell'Opal Brescia, l'Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La riforma della legittima difesa, cavallo di battaglia della Lega di Matteo Salvini, ha iniziato il suo percorso in Commissione Giustizia al Senato.<br /><br />Giorgio Beretta, analista dell'Opal Brescia, l'Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di sicurezza e difesa, fa il quadro della situazione attuale, e spiega la struttura della riforma e il funzionamento del porto d'armi. «Il semplice fatto che sia stata compiuta un'effrazione permetterebbe di reagire senza mettere in atto il principio di proporzionalità», spiega Beretta.]]></itunes:summary><itunes:duration>630</itunes:duration><itunes:keywords>armi,giorgio-beretta,legittima-difesa,opal-brescia,salvini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-07-18 - Susanna Marietti: La riforma dell'ordinamento penitenziario</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-07-18-susanna-marietti-la-riforma-dell-ordinamento-penitenziario--15277606</link><description><![CDATA[Il 16 marzo il Consiglio dei Ministri del governo Gentiloni aveva approvato un decreto legislativo in attuazione della legge sulla riforma della giustizia penale per introdurre disposizioni volte a riformare l’ordinamento penitenziario. Sono passati quattro mesi, si è insediato il nuovo governo, e sembra che il decreto sia stato mandato a morire.<br /><br />Ne parliamo con Susanna Marietti, coordinatrice dell’associazione Antigone. «In carcere si ricomincia a vivere in maniera sovraffollata e in molte carceri è stata messa la terza branda nel letto a castello, »spiega Susanna, e aggiunge: «Le carceri oggi si stanno richiudendo, le attività proibite sono sempre di più, la sorveglianza dinamica sempre di meno, insomma, stiamo tornando a una detenzione vecchio stile».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15277606</guid><pubDate>Wed, 18 Jul 2018 07:55:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15277606/2018_07_18_susanna_marietti_antigone.mp3" length="20371125" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 16 marzo il Consiglio dei Ministri del governo Gentiloni aveva approvato un decreto legislativo in attuazione della legge sulla riforma della giustizia penale per introdurre disposizioni volte a riformare l’ordinamento penitenziario. 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Sono passati quattro mesi, si è insediato il nuovo governo, e sembra che il decreto sia stato mandato a morire.<br /><br />Ne parliamo con Susanna Marietti, coordinatrice dell’associazione Antigone. «In carcere si ricomincia a vivere in maniera sovraffollata e in molte carceri è stata messa la terza branda nel letto a castello, »spiega Susanna, e aggiunge: «Le carceri oggi si stanno richiudendo, le attività proibite sono sempre di più, la sorveglianza dinamica sempre di meno, insomma, stiamo tornando a una detenzione vecchio stile».]]></itunes:summary><itunes:duration>510</itunes:duration><itunes:keywords>antigone,carceri,riforma,susanna-marietti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-07-17 - John Mpaliza: L'estrazione del petrolio nella Repubblica Democratica del Congo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-07-17-john-mpaliza-l-estrazione-del-petrolio-nella-repubblica-democratica-del-congo--15270815</link><description><![CDATA[Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha autorizzato la deforestazione e le trivellazioni per la ricerca di petrolio nel Parc National de la Salonga, seconda foresta pluviale al mondo e patrimonio mondiale dell'Unesco, e nel Parc National de Virunga. <br /><br />Come ci spiega John Mpaliza, ingegnere informatico e attivista per la pace in Congo, la questione non riguarda soltanto l'ambiente, ma anche potenze occidentali e multinazionali. «Questa situazione dei due parchi ci fa capire il dramma che il Congo sta vivendo ormai da 20 anni,» dice Mpaliza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15270815</guid><pubDate>Tue, 17 Jul 2018 07:59:06 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15270815/2018_07_17_john_mpaliza.mp3" length="27906439" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha autorizzato la deforestazione e le trivellazioni per la ricerca di petrolio nel Parc National de la Salonga, seconda foresta pluviale al mondo e patrimonio mondiale dell'Unesco, e nel Parc National...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha autorizzato la deforestazione e le trivellazioni per la ricerca di petrolio nel Parc National de la Salonga, seconda foresta pluviale al mondo e patrimonio mondiale dell'Unesco, e nel Parc National de Virunga. <br /><br />Come ci spiega John Mpaliza, ingegnere informatico e attivista per la pace in Congo, la questione non riguarda soltanto l'ambiente, ma anche potenze occidentali e multinazionali. «Questa situazione dei due parchi ci fa capire il dramma che il Congo sta vivendo ormai da 20 anni,» dice Mpaliza.]]></itunes:summary><itunes:duration>698</itunes:duration><itunes:keywords>congo,deforestazione,john-mpaliza,petrolio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Giubileo - Di Maio sblocca 280 milioni per centri impiego</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-giubileo-di-maio-sblocca-280-milioni-per-centri-impiego--15225558</link><description><![CDATA[Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha annunciato durante l'incontro con gli assessori regionali lo sblocco immediato dei fondi ministeriali per i "Centri per l'impiego", per un totale di 280 milioni di euro.<br /><br />Francesco Giubileo, sociologo e ricercatore per Polis Lombardia, si occupa di valutazione dei servizi pubblici per l’impiego e di analisi del mercato del lavoro in Italia. Giubileo ci parla di come i 280 milioni servano semplicemente a mandare avanti la macchina dei centri per l'impiego e ci spiega la connessione con il reddito di cittadinanza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15225558</guid><pubDate>Tue, 10 Jul 2018 07:59:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15225558/2018_07_10_francesco_giubileo.mp3" length="22524619" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha annunciato durante l'incontro con gli assessori regionali lo sblocco immediato dei fondi ministeriali per i "Centri per l'impiego", per un totale di 280 milioni di euro.

Francesco Giubileo,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha annunciato durante l'incontro con gli assessori regionali lo sblocco immediato dei fondi ministeriali per i "Centri per l'impiego", per un totale di 280 milioni di euro.<br /><br />Francesco Giubileo, sociologo e ricercatore per Polis Lombardia, si occupa di valutazione dei servizi pubblici per l’impiego e di analisi del mercato del lavoro in Italia. Giubileo ci parla di come i 280 milioni servano semplicemente a mandare avanti la macchina dei centri per l'impiego e ci spiega la connessione con il reddito di cittadinanza.]]></itunes:summary><itunes:duration>564</itunes:duration><itunes:keywords>di-maio,francesco-giubileo,impiego,reddito-di-cittadinanza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Guido Savio - Gli effetti della circolare di Salvini ai prefetti</title><link>https://www.spreaker.com/episode/guido-savio-gli-effetti-della-circolare-di-salvini-ai-prefetti--15218062</link><description><![CDATA[Il 4 luglio il ministro dell’Interno ha mandato una circolare alle Commissioni territoriali, gli organismi ministeriali preposti alla valutazione delle richieste di asilo, chiedendo di rivedere i criteri con i quali concedono il permesso di soggiorno per motivi umanitari. <br /><br />La richiesta del ministro dell'Interno di rivedere i criteri della protezione umanitaria ha come obiettivo quello di concederne meno, invogliando le Commissioni a fare più in fretta. <br /><br />Guido Savio, avvocato dell'Asgi, l'Associazione per gli studi giuridici sull'Immigrazione spiega come l'effetto pratico della circolare sarà quello di avere dei clandestini in più.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15218062</guid><pubDate>Mon, 09 Jul 2018 07:59:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15218062/2018_07_09_guido_savio.mp3" length="18028111" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 4 luglio il ministro dell’Interno ha mandato una circolare alle Commissioni territoriali, gli organismi ministeriali preposti alla valutazione delle richieste di asilo, chiedendo di rivedere i criteri con i quali concedono il permesso di soggiorno...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 4 luglio il ministro dell’Interno ha mandato una circolare alle Commissioni territoriali, gli organismi ministeriali preposti alla valutazione delle richieste di asilo, chiedendo di rivedere i criteri con i quali concedono il permesso di soggiorno per motivi umanitari. <br /><br />La richiesta del ministro dell'Interno di rivedere i criteri della protezione umanitaria ha come obiettivo quello di concederne meno, invogliando le Commissioni a fare più in fretta. <br /><br />Guido Savio, avvocato dell'Asgi, l'Associazione per gli studi giuridici sull'Immigrazione spiega come l'effetto pratico della circolare sarà quello di avere dei clandestini in più.]]></itunes:summary><itunes:duration>451</itunes:duration><itunes:keywords>circolare,guido-savio,migranti,protezione-umanitaria,salvini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Murat Cinar - Istanbul Pride</title><link>https://www.spreaker.com/episode/murat-cinar-istanbul-pride--15195578</link><description><![CDATA[Nonostante il divieto imposto per il quinto anno consecutivo, domenica 1 luglio migliaia di persone hanno cercato di partecipare al Pride 2018. <br /><br />La polizia ha permesso a un centinaio di attivisti di leggere un comunicato stampa nei pressi di Taksim, ma subito dopo quel momento ha deciso di disperdere la folla. Secondo Amnesty International e il coordinamento Pride Istanbul, sono almeno 5 le persone fermate.<br /><br />Ce ne parla Murat Cinar, giornalista nato in Turchia ed attivo da anni nel seguire e raccontare i movimenti politici turchi. «Le persone Lgbt sono state sempre tra le prime a essere colpite, soprattutto le persone trans. La Turchia è in cima alla lista europea degli omicidi contro le persone trans e la maggior parte di loro è spinta a svolgere per forza l’attività di lavoratrici e lavoratori del sesso. In questi ultimi 15-17 anni di governo dell’Akp le cose sono diventate ancora più difficili».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15195578</guid><pubDate>Thu, 05 Jul 2018 07:58:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15195578/2018_07_03_murat_cinar_pride_istanbul.mp3" length="19698511" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nonostante il divieto imposto per il quinto anno consecutivo, domenica 1 luglio migliaia di persone hanno cercato di partecipare al Pride 2018. 

La polizia ha permesso a un centinaio di attivisti di leggere un comunicato stampa nei pressi di Taksim,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nonostante il divieto imposto per il quinto anno consecutivo, domenica 1 luglio migliaia di persone hanno cercato di partecipare al Pride 2018. <br /><br />La polizia ha permesso a un centinaio di attivisti di leggere un comunicato stampa nei pressi di Taksim, ma subito dopo quel momento ha deciso di disperdere la folla. Secondo Amnesty International e il coordinamento Pride Istanbul, sono almeno 5 le persone fermate.<br /><br />Ce ne parla Murat Cinar, giornalista nato in Turchia ed attivo da anni nel seguire e raccontare i movimenti politici turchi. «Le persone Lgbt sono state sempre tra le prime a essere colpite, soprattutto le persone trans. La Turchia è in cima alla lista europea degli omicidi contro le persone trans e la maggior parte di loro è spinta a svolgere per forza l’attività di lavoratrici e lavoratori del sesso. In questi ultimi 15-17 anni di governo dell’Akp le cose sono diventate ancora più difficili».]]></itunes:summary><itunes:duration>493</itunes:duration><itunes:keywords>gay-pride,istanbul,lgbt,murat-cinar,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosimo Caridi - Malta: “Chiuderemo i nostri porti alle Ong”</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosimo-caridi-malta-chiuderemo-i-nostri-porti-alle-ong--15155419</link><description><![CDATA[Malta ha deciso di chiudere i suoi porti alle navi delle Ong, dopo nemmeno 24 ore dall'arrivo della Lifeline nel porto della Valletta.<br /><br />Cosimo Caridi, giornalista, è pronto ad imbarcarsi su una nave ong a Malta. E dice: «Non sarà più possibile utilizzare il porto di Malta per fare scalo o rifornimento per tutte le navi con struttura simile alla Lifeline». <br /><br />«Sembra che l'Europa voglia delegare tutto alla guardia costiera libica», continua.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15155419</guid><pubDate>Fri, 29 Jun 2018 07:57:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15155419/2018_06_29_cosimo_caridi.mp3" length="20039776" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Malta ha deciso di chiudere i suoi porti alle navi delle Ong, dopo nemmeno 24 ore dall'arrivo della Lifeline nel porto della Valletta.

Cosimo Caridi, giornalista, è pronto ad imbarcarsi su una nave ong a Malta. E dice: «Non sarà più possibile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Malta ha deciso di chiudere i suoi porti alle navi delle Ong, dopo nemmeno 24 ore dall'arrivo della Lifeline nel porto della Valletta.<br /><br />Cosimo Caridi, giornalista, è pronto ad imbarcarsi su una nave ong a Malta. E dice: «Non sarà più possibile utilizzare il porto di Malta per fare scalo o rifornimento per tutte le navi con struttura simile alla Lifeline». <br /><br />«Sembra che l'Europa voglia delegare tutto alla guardia costiera libica», continua.]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:keywords>cosimo-caridi,lifeline,malta,migranti,ong</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nicola Pedrazzi - I negoziati per l'ingresso di Albania e Macedonia del Nord nell'Ue</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nicola-pedrazzi-i-negoziati-per-l-ingresso-di-albania-e-macedonia-del-nord-nell-ue--15147015</link><description><![CDATA[I negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea di Albania e Repubblica di Macedonia del Nord partiranno nel giugno del 2019. Questo l’accordo di compromesso annunciato dalla presidenza di turno bulgara dell’Ue per dare «una chiara prospettiva europea» a Tirana e Skopje.<br /><br />Nicola Pedrazzi, ricercatore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, è stato corrispondente da Tirana ed è autore del libro “L’Italia che sognava Enver- Partigiani, comunisti, marxisti-leninisti: gli amici italiani dell’Albania Popolare”. In questa intervista si ragione sulle possibili cause e conseguenze di questa decisione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15147015</guid><pubDate>Thu, 28 Jun 2018 08:00:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15147015/2018_06_28_nicola_pedrazzi.mp3" length="32715740" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea di Albania e Repubblica di Macedonia del Nord partiranno nel giugno del 2019. Questo l’accordo di compromesso annunciato dalla presidenza di turno bulgara dell’Ue per dare «una chiara prospettiva europea»...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea di Albania e Repubblica di Macedonia del Nord partiranno nel giugno del 2019. Questo l’accordo di compromesso annunciato dalla presidenza di turno bulgara dell’Ue per dare «una chiara prospettiva europea» a Tirana e Skopje.<br /><br />Nicola Pedrazzi, ricercatore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, è stato corrispondente da Tirana ed è autore del libro “L’Italia che sognava Enver- Partigiani, comunisti, marxisti-leninisti: gli amici italiani dell’Albania Popolare”. In questa intervista si ragione sulle possibili cause e conseguenze di questa decisione.]]></itunes:summary><itunes:duration>818</itunes:duration><itunes:keywords>albania,macedonia,negoziati,nicola-pedrazzi,ue</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Andrea Iacomini - Nel 2017 oltre 5 milioni di poveri assoluti, record dal 2005</title><link>https://www.spreaker.com/episode/andrea-iacomini-nel-2017-oltre-5-milioni-di-poveri-assoluti-record-dal-2005--15139270</link><description><![CDATA[Nel 2017 gli italiani in povertà assoluta erano oltre 5 milioni, il dato più alto dal 2005. Il calcolo arriva dal rapporto dell'Istat.<br /><br />Nel 2017, circa un milione e 778mila famiglie di italiani e stranieri residenti non ptevano permettersi un paniere di beni e servizi essenziali. Più di un milione sono i minori in condizione di indigenza. In maggiore difficoltà gli immigrati.<br /><br />Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia parla di impoverimento non solo dei più poveri ma anche della classe media. «Ci dev'essere un investimento reale, iniziative che possano mettere sul piatto un cambiamento di rotta», dice.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15139270</guid><pubDate>Wed, 27 Jun 2018 07:57:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15139270/andrea_iacomini_27_giugno.mp3" length="15949507" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nel 2017 gli italiani in povertà assoluta erano oltre 5 milioni, il dato più alto dal 2005. Il calcolo arriva dal rapporto dell'Istat.

Nel 2017, circa un milione e 778mila famiglie di italiani e stranieri residenti non ptevano permettersi un paniere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nel 2017 gli italiani in povertà assoluta erano oltre 5 milioni, il dato più alto dal 2005. Il calcolo arriva dal rapporto dell'Istat.<br /><br />Nel 2017, circa un milione e 778mila famiglie di italiani e stranieri residenti non ptevano permettersi un paniere di beni e servizi essenziali. Più di un milione sono i minori in condizione di indigenza. In maggiore difficoltà gli immigrati.<br /><br />Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia parla di impoverimento non solo dei più poveri ma anche della classe media. «Ci dev'essere un investimento reale, iniziative che possano mettere sul piatto un cambiamento di rotta», dice.]]></itunes:summary><itunes:duration>399</itunes:duration><itunes:keywords>andrea-iacomini,famiglie,istat,povertà,unicef-italia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elly Schlein - Le iniziative del 27 giugno e cosa aspettarci dal consiglio europeo del 28-29 giugno 2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elly-schlein-le-iniziative-del-27-giugno-e-cosa-aspettarci-dal-consiglio-europeo-del-28-29-giugno-2018--15131859</link><description><![CDATA[Mercoledì 27 giugno, avrà luogo la mobilitazione di European Solidarity nelle piazze Europee, in vista del Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno. <br /><br />Elly Schlein, eurodeputata di Possibile, ci racconta l'iniziativa e la necessità di una riforma al regolamento di Dublino. Con questa mobilitazione si proverà a sfidare gli egoismi nazionali che stanno condannando l'Europa.<br /><br />La gente potrà scendere in piazza e, attraverso il sito europeansolidarity.eu, mandare mail ai propri rappresentanti di governo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15131859</guid><pubDate>Tue, 26 Jun 2018 08:30:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15131859/26_giugno_01_elly_schlein.mp3" length="23057536" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì 27 giugno, avrà luogo la mobilitazione di European Solidarity nelle piazze Europee, in vista del Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno. 

Elly Schlein, eurodeputata di Possibile, ci racconta l'iniziativa e la necessità di una riforma al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mercoledì 27 giugno, avrà luogo la mobilitazione di European Solidarity nelle piazze Europee, in vista del Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno. <br /><br />Elly Schlein, eurodeputata di Possibile, ci racconta l'iniziativa e la necessità di una riforma al regolamento di Dublino. Con questa mobilitazione si proverà a sfidare gli egoismi nazionali che stanno condannando l'Europa.<br /><br />La gente potrà scendere in piazza e, attraverso il sito europeansolidarity.eu, mandare mail ai propri rappresentanti di governo.]]></itunes:summary><itunes:duration>577</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chiara Maritato - Elezioni in Turchia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chiara-maritato-elezioni-in-turchia--15131775</link><description><![CDATA[Turchia: Erdogan trionfa con il 53% dei voti, ed è rieletto con poteri ancora più vasti.<br /><br />Ora per il Sultano si profila un mandato di cinque anni con poteri quasi assoluti, ma in un Paese sempre spaccato a metà.<br /><br />Chiara Maritato, ricercatrice presso la Boğaziçi University di Instabul, l'Università del Bosforo, ci parla della situazione politica in Turchia. «L'elettorato ha votato compatto, il partito ha monopolizzato la sfera religiosa», dice.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/15131775</guid><pubDate>Tue, 26 Jun 2018 08:10:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/15131775/26_giugno_01_chiara_maritato.mp3" length="28461280" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Turchia: Erdogan trionfa con il 53% dei voti, ed è rieletto con poteri ancora più vasti.

Ora per il Sultano si profila un mandato di cinque anni con poteri quasi assoluti, ma in un Paese sempre spaccato a metà.

Chiara Maritato, ricercatrice presso...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Turchia: Erdogan trionfa con il 53% dei voti, ed è rieletto con poteri ancora più vasti.<br /><br />Ora per il Sultano si profila un mandato di cinque anni con poteri quasi assoluti, ma in un Paese sempre spaccato a metà.<br /><br />Chiara Maritato, ricercatrice presso la Boğaziçi University di Instabul, l'Università del Bosforo, ci parla della situazione politica in Turchia. «L'elettorato ha votato compatto, il partito ha monopolizzato la sfera religiosa», dice.]]></itunes:summary><itunes:duration>712</itunes:duration><itunes:keywords>chiaramaritato,elezioni,erdogan,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il deserto di Raqqa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-deserto-di-raqqa--14990298</link><description><![CDATA[Durante la battaglia di Raqqa dell'estate 2017, la Coalizione internazionale anti-Isis ha gravemente violato le leggi internazionali. Così sostiene Amnesty International, che ha appena pubblicato un rapporto sulla distruzione della città.<br /><br />Il report, intitolato “Guerra di annichilimento: devastanti perdite di vite umane a Raqqa, Siria”, rivela come la coalizione militare abbia ridotto la città ad un cumulo di macerie e ucciso centinaia di civili, violando il diritto internazionale umanitario.<br /><br />La totale devastazione dell'ex roccaforte Isis non è riconosciuta come tale dalla Coalizione, che riconosce come veritiero solo il 5% dei danni causati secondo il rapporto. Ma, spiega Amnesty, il documento è stato redatto attraverso visite a siti bombardati e interviste ad abitanti sopravvissuti al massacrato.<br /><br />La scelta del termine «annichilimento» deriva dal discorso del segretario Usa alla Difesa James Mattis, che a suo tempo aveva promesso una «guerra di annichilimento» contro il cosiddetto Stato islamico.<br /><br />Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, racconta di almeno 30mila attacchi, e di come la distinzione tra civili e militari sia stata praticamente nulla.<br /><br />«È stato un massacro, nient'altro» dice Noury. «Una popolazione che è in trappola diventa complice dell'invasore, e quindi subisce delle conseguenze furibonde - continua il portavoce - anche la bomba più intelligente nei confronti di un obiettivo sbagliato crea danni».<br /><br />Il documento cita inoltre quattro famiglie che sono state «sterminate», con oltre un centinaio di morti. A peggiorare la situazione, il fatto che ci sia «la più completa impunità nei confronti di chi ha compiuto gli attacchi» conclude Riccardo Noury.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14990298</guid><pubDate>Thu, 07 Jun 2018 08:47:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14990298/2018_06_07_riccardo_noury.mp3" length="13752931" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Durante la battaglia di Raqqa dell'estate 2017, la Coalizione internazionale anti-Isis ha gravemente violato le leggi internazionali. Così sostiene Amnesty International, che ha appena pubblicato un rapporto sulla distruzione della città.

Il report,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Durante la battaglia di Raqqa dell'estate 2017, la Coalizione internazionale anti-Isis ha gravemente violato le leggi internazionali. Così sostiene Amnesty International, che ha appena pubblicato un rapporto sulla distruzione della città.<br /><br />Il report, intitolato “Guerra di annichilimento: devastanti perdite di vite umane a Raqqa, Siria”, rivela come la coalizione militare abbia ridotto la città ad un cumulo di macerie e ucciso centinaia di civili, violando il diritto internazionale umanitario.<br /><br />La totale devastazione dell'ex roccaforte Isis non è riconosciuta come tale dalla Coalizione, che riconosce come veritiero solo il 5% dei danni causati secondo il rapporto. Ma, spiega Amnesty, il documento è stato redatto attraverso visite a siti bombardati e interviste ad abitanti sopravvissuti al massacrato.<br /><br />La scelta del termine «annichilimento» deriva dal discorso del segretario Usa alla Difesa James Mattis, che a suo tempo aveva promesso una «guerra di annichilimento» contro il cosiddetto Stato islamico.<br /><br />Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, racconta di almeno 30mila attacchi, e di come la distinzione tra civili e militari sia stata praticamente nulla.<br /><br />«È stato un massacro, nient'altro» dice Noury. «Una popolazione che è in trappola diventa complice dell'invasore, e quindi subisce delle conseguenze furibonde - continua il portavoce - anche la bomba più intelligente nei confronti di un obiettivo sbagliato crea danni».<br /><br />Il documento cita inoltre quattro famiglie che sono state «sterminate», con oltre un centinaio di morti. A peggiorare la situazione, il fatto che ci sia «la più completa impunità nei confronti di chi ha compiuto gli attacchi» conclude Riccardo Noury.]]></itunes:summary><itunes:duration>344</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,amnesty-italia,annichilimento,coalizione,guerra,raqqa,report,riccardo-noury,siria,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Flat tax, dual tax: la riforma del sistema fiscale</title><link>https://www.spreaker.com/episode/flat-tax-dual-tax-la-riforma-del-sistema-fiscale--14990247</link><description><![CDATA[Una delle grandi riforme nel programma nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte è la cosiddetta flat tax, che teoricamente prevederebbe un'aliquota unica per tutti i contribuenti. In realtà le aliquote previste dalla proposta sarebbero due (qualcuno inizia già a chiamarla dual tax), a cui andrebbero aggiunte deduzioni per i redditi bassi a scemare verso l'alto per garantire la progressività prevista dalla Costituzione.<br />I promotori della riforma sostengono che il denaro risparmiato dalle tasse sarà reinvestito, ma gli economisti frenano l'entusiasmo: non è detto che ci sia una volontà di investire, e il risparmio potrebbe solo essere accantonato.<br />La riduzione delle aliquote creerebbe inoltre una diminuzione del gettito stimata sui cinquanta miliardi di euro che il Governo coprirebbe con imposte sui beni di consumo (misura che colpirebbe soprattutto le categorie più deboli), con un maggiore controllo dell'evasione e con tagli al welfare.<br />Ne parla Michela Cella, economista e ricercatrice presso l'Università Bicocca.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14990247</guid><pubDate>Thu, 07 Jun 2018 08:12:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14990247/2018_06_07_michela_cella.mp3" length="33554479" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Una delle grandi riforme nel programma nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte è la cosiddetta flat tax, che teoricamente prevederebbe un'aliquota unica per tutti i contribuenti. 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In realtà le aliquote previste dalla proposta sarebbero due (qualcuno inizia già a chiamarla dual tax), a cui andrebbero aggiunte deduzioni per i redditi bassi a scemare verso l'alto per garantire la progressività prevista dalla Costituzione.<br />I promotori della riforma sostengono che il denaro risparmiato dalle tasse sarà reinvestito, ma gli economisti frenano l'entusiasmo: non è detto che ci sia una volontà di investire, e il risparmio potrebbe solo essere accantonato.<br />La riduzione delle aliquote creerebbe inoltre una diminuzione del gettito stimata sui cinquanta miliardi di euro che il Governo coprirebbe con imposte sui beni di consumo (misura che colpirebbe soprattutto le categorie più deboli), con un maggiore controllo dell'evasione e con tagli al welfare.<br />Ne parla Michela Cella, economista e ricercatrice presso l'Università Bicocca.]]></itunes:summary><itunes:duration>839</itunes:duration><itunes:keywords>conte,dual-tax,flat-tax,governo,michela-cella,sistema-fiscale,tasse,welfare</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elly Schlein - Salta l'intesa Ue sulla riforma delle regole di Dublino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elly-schlein-salta-l-intesa-ue-sulla-riforma-delle-regole-di-dublino--14982064</link><description><![CDATA[L'Italia e altri dieci paesi hanno respinto la bozza di riforma del regolamento di Dublino presentata dalla presidenza bulgara al vertice dei ministri dell'Interno dei membri Ue a Lussemburgo. <br /><br />Salta quindi l'intesa sulla riforma per rivedere l'accordo che disciplina il diritto d'asilo per i migranti che arrivano in Europa. <br /><br />La proposta bulgara è stata giudicata peggiore rispetto a quella della Commissione europea e a quella approvata il 27 novembre dal Parlamento europeo con una larga maggioranza. La riforma parlamentare, al contrario di quella presentata in Consiglio dalla presidenza bulgara, prevede un meccanismo permanente e automatico di ricollocamento secondo un sistema di quote, a cui sono tenuti a partecipare obbligatoriamente tutti gli stati membri dell’Unione europea.<br /><br />Felice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che già da tempo aveva annunciato che l'Italia avrebbe detto «no», per evitare che i Paesi del Mediterraneo venissero lasciati soli.<br /><br />Elly Schlein, europarlamentare di Possibile, è stata relatrice della riforma parlamentare di novembre. «La proposta bulgara è un approccio a tre fasi che sostanzialmente non risolverebbe nulla, aggiungendo responsabilità in capo agli stati di primo arrivo per 8 anni. Questo aggraverebbe la situazione», spiega l'eurodeputata. <br /><br />La bozza doveva essere bloccata ma non c'è nessuna vittoria, dice Elly Schlein, criticando la reazione di Salvini. «Bisogna sedersi a quel tavolo e negoziare una riforma migliore. Se non si riesce ad arrivare ad una riforma di Dublino, Orban vince, l'Italia perde - continua l'eurodeputata - bisogna ripartire dalla proposta del Parlamento Europeo». <br /><br />Oltre all'Italia, a perdere sarebbero tutte quelle persone che verrebbero bloccate in Paesi in cui non hanno legami e in cui mancano le strutture ricettive adeguate.<br /><br />«Siamo ad un livello di razzismo e xenofobia seriamente preoccupante, dobbiamo fare qualcosa per rimettere al centro le persone, la loro dignità e i loro diritti» conclude Schlein.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14982064</guid><pubDate>Wed, 06 Jun 2018 09:20:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14982064/06_giugno_01_intervista_elly_schlein.mp3" length="27806693" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'Italia e altri dieci paesi hanno respinto la bozza di riforma del regolamento di Dublino presentata dalla presidenza bulgara al vertice dei ministri dell'Interno dei membri Ue a Lussemburgo. 

Salta quindi l'intesa sulla riforma per rivedere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Italia e altri dieci paesi hanno respinto la bozza di riforma del regolamento di Dublino presentata dalla presidenza bulgara al vertice dei ministri dell'Interno dei membri Ue a Lussemburgo. <br /><br />Salta quindi l'intesa sulla riforma per rivedere l'accordo che disciplina il diritto d'asilo per i migranti che arrivano in Europa. <br /><br />La proposta bulgara è stata giudicata peggiore rispetto a quella della Commissione europea e a quella approvata il 27 novembre dal Parlamento europeo con una larga maggioranza. La riforma parlamentare, al contrario di quella presentata in Consiglio dalla presidenza bulgara, prevede un meccanismo permanente e automatico di ricollocamento secondo un sistema di quote, a cui sono tenuti a partecipare obbligatoriamente tutti gli stati membri dell’Unione europea.<br /><br />Felice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che già da tempo aveva annunciato che l'Italia avrebbe detto «no», per evitare che i Paesi del Mediterraneo venissero lasciati soli.<br /><br />Elly Schlein, europarlamentare di Possibile, è stata relatrice della riforma parlamentare di novembre. «La proposta bulgara è un approccio a tre fasi che sostanzialmente non risolverebbe nulla, aggiungendo responsabilità in capo agli stati di primo arrivo per 8 anni. Questo aggraverebbe la situazione», spiega l'eurodeputata. <br /><br />La bozza doveva essere bloccata ma non c'è nessuna vittoria, dice Elly Schlein, criticando la reazione di Salvini. «Bisogna sedersi a quel tavolo e negoziare una riforma migliore. Se non si riesce ad arrivare ad una riforma di Dublino, Orban vince, l'Italia perde - continua l'eurodeputata - bisogna ripartire dalla proposta del Parlamento Europeo». <br /><br />Oltre all'Italia, a perdere sarebbero tutte quelle persone che verrebbero bloccate in Paesi in cui non hanno legami e in cui mancano le strutture ricettive adeguate.<br /><br />«Siamo ad un livello di razzismo e xenofobia seriamente preoccupante, dobbiamo fare qualcosa per rimettere al centro le persone, la loro dignità e i loro diritti» conclude Schlein.]]></itunes:summary><itunes:duration>696</itunes:duration><itunes:keywords>bozza-bulgara,immigrazione,matteo-salvini,regolamento-dublino,riforma,unione-europea,vertice-ministri</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stefano Lusa - Elezioni Slovenia, vince Janez Jansa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stefano-lusa-elezioni-slovenia-vince-janez-jansa--14972499</link><description><![CDATA[Ha vinto in Slovenia Janez Jansa, leader del Partito Democratico Sloveno (Sds), un partito su posizioni anti-migranti e vicine a quelle del premier nazionalista ungherese Viktor Orban.<br /><br />L'Sds si è aggiudicato più del 25% delle preferenze alle politiche anticipate di domenica, e Jansa avrà quindi l'incarico di formare il governo cercando delle alleanze.<br /><br />L'atteso risultato sancisce l’ascesa delle posizioni nazionaliste e conservatrici in Slovenia, confermando il trend dell'Europa centrorientale, che vede le forze conservatrici e sovraniste guadagnare consenso puntando sulle promesse di fermare il fenomeno migratorio, ponendosi a difesa degli interessi e della sicurezza dei propri cittadini.<br /><br />Stefano Lusa, caporedattore del programma informativo di Radio Capodistria, emittente pubblica slovena, ha seguito le elezioni. «Jansa in queste elezioni ha dimostrato di essere molto organico alle posizioni di Viktor Orban. Bisogna dire che ha usato più o meno la stessa retorica sui migranti e gli stessi manifesti, anche se di migranti in Slovenia se ne sono visti molto pochi» dice Lusa.<br /><br />«Adesso gli scenari che si stanno giocando sono quelli della formazione del nuovo governo: Jansa non avrà vita facile – prosegue Lusa – perché dovrà andare a pescare nel centro. I partiti di centro hanno già detto che non si vogliono alleare con lui, ma quello che si dice in campagna elettorale non necessariamente poi deve valere anche dopo il voto». <br /><br />I Paesi dell'Est si sono accorti di voler mantenere la loro «purezza etnica», ma anche Bruxelles ha le sue colpa, conclude Lusa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14972499</guid><pubDate>Tue, 05 Jun 2018 09:24:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14972499/05_giugno_01_intervista_stefano_lusi.mp3" length="23309707" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ha vinto in Slovenia Janez Jansa, leader del Partito Democratico Sloveno (Sds), un partito su posizioni anti-migranti e vicine a quelle del premier nazionalista ungherese Viktor Orban.

L'Sds si è aggiudicato più del 25% delle preferenze alle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ha vinto in Slovenia Janez Jansa, leader del Partito Democratico Sloveno (Sds), un partito su posizioni anti-migranti e vicine a quelle del premier nazionalista ungherese Viktor Orban.<br /><br />L'Sds si è aggiudicato più del 25% delle preferenze alle politiche anticipate di domenica, e Jansa avrà quindi l'incarico di formare il governo cercando delle alleanze.<br /><br />L'atteso risultato sancisce l’ascesa delle posizioni nazionaliste e conservatrici in Slovenia, confermando il trend dell'Europa centrorientale, che vede le forze conservatrici e sovraniste guadagnare consenso puntando sulle promesse di fermare il fenomeno migratorio, ponendosi a difesa degli interessi e della sicurezza dei propri cittadini.<br /><br />Stefano Lusa, caporedattore del programma informativo di Radio Capodistria, emittente pubblica slovena, ha seguito le elezioni. «Jansa in queste elezioni ha dimostrato di essere molto organico alle posizioni di Viktor Orban. Bisogna dire che ha usato più o meno la stessa retorica sui migranti e gli stessi manifesti, anche se di migranti in Slovenia se ne sono visti molto pochi» dice Lusa.<br /><br />«Adesso gli scenari che si stanno giocando sono quelli della formazione del nuovo governo: Jansa non avrà vita facile – prosegue Lusa – perché dovrà andare a pescare nel centro. I partiti di centro hanno già detto che non si vogliono alleare con lui, ma quello che si dice in campagna elettorale non necessariamente poi deve valere anche dopo il voto». <br /><br />I Paesi dell'Est si sono accorti di voler mantenere la loro «purezza etnica», ma anche Bruxelles ha le sue colpa, conclude Lusa.]]></itunes:summary><itunes:duration>583</itunes:duration><itunes:keywords>destra,elezioni,janez-jansa,migranti,nazionalismo,sds,slovenia,viktor-orban</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Steven Forti - Nuovo governo in Spagna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/steven-forti-nuovo-governo-in-spagna--14964196</link><description><![CDATA[Pedro Sanchez, leader del partito socialista spagnolo, ha prestato giuramento davanti al Re Felipe VI ed è ora ufficialmente il Primo Ministro spagnolo, dopo l’approvazione da parte del Parlamento della mozione di sfiducia presentata contro l'ex Primo Ministro conservatore Mariano Rajoy. <br /><br />Sanchez, 46 anni, è ancora senza una maggioranza di governo ma ha annunciato un governo alla Zapatero che rispetterà gli impegni con l’Ue. <br /><br />Finisce così una lunga fase di crisi, sia per la questione Catalana che per lo scandalo di corruzione nel Partido Popular che ha poi portato alla sfiducia contro Rajoy. <br /><br />Steven Forti, docente di storia contemporanea all'Universitat Autonoma de Barcelona, racconta come già siano visibili i primi segnali di distensione, inimmaginabili fino ad una settimana fa sotto il governo Rajoy. <br /><br />Il giuramento senza Bibbia né crocefisso rappresenta una rottura con la tradizione: «Sanchez ha margini strettissimi, avrà grandi difficoltà nel cercare di portare in porto questa operazione di distensione nei confronti dell'indipendentismo Catalano, però sicuramente rappresenta un'altra maniera di fare politica, dunque le cose cambieranno».<br /><br />Il nuovo Primo Ministro, che arriva a metà legislatura, ha quindi a disposizione due anni scarsi per attuare le sue politiche di cambiamento, dice Forti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14964196</guid><pubDate>Mon, 04 Jun 2018 08:59:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14964196/2018_06_04_steven_forti_nuovo_governo_in_spagna.mp3" length="27543127" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Pedro Sanchez, leader del partito socialista spagnolo, ha prestato giuramento davanti al Re Felipe VI ed è ora ufficialmente il Primo Ministro spagnolo, dopo l’approvazione da parte del Parlamento della mozione di sfiducia presentata contro l'ex Primo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Pedro Sanchez, leader del partito socialista spagnolo, ha prestato giuramento davanti al Re Felipe VI ed è ora ufficialmente il Primo Ministro spagnolo, dopo l’approvazione da parte del Parlamento della mozione di sfiducia presentata contro l'ex Primo Ministro conservatore Mariano Rajoy. <br /><br />Sanchez, 46 anni, è ancora senza una maggioranza di governo ma ha annunciato un governo alla Zapatero che rispetterà gli impegni con l’Ue. <br /><br />Finisce così una lunga fase di crisi, sia per la questione Catalana che per lo scandalo di corruzione nel Partido Popular che ha poi portato alla sfiducia contro Rajoy. <br /><br />Steven Forti, docente di storia contemporanea all'Universitat Autonoma de Barcelona, racconta come già siano visibili i primi segnali di distensione, inimmaginabili fino ad una settimana fa sotto il governo Rajoy. <br /><br />Il giuramento senza Bibbia né crocefisso rappresenta una rottura con la tradizione: «Sanchez ha margini strettissimi, avrà grandi difficoltà nel cercare di portare in porto questa operazione di distensione nei confronti dell'indipendentismo Catalano, però sicuramente rappresenta un'altra maniera di fare politica, dunque le cose cambieranno».<br /><br />Il nuovo Primo Ministro, che arriva a metà legislatura, ha quindi a disposizione due anni scarsi per attuare le sue politiche di cambiamento, dice Forti.]]></itunes:summary><itunes:duration>689</itunes:duration><itunes:keywords>cambiamento,catalonia,giuramento,governo,mariano-rajoy,partido-popular,pedro-sanchez,primo-ministro,psoe,spagna,steven-forti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Approvata in Francia la Loi Immigration</title><link>https://www.spreaker.com/episode/approvata-in-francia-la-loi-immigration--14646657</link><description><![CDATA[L'Italia nord-occidentale è diventata un importante snodo di transito per i migranti diretti verso la Francia, innanzitutto con Ventimiglia, a cui più recentemente si sono aggiunte Bardonecchia e Claviere.<br />Lunedì 23 aprile l'Assemblée Nationale francese ha approvato con il 58% dei voti favorevoli da parte dei parlamentari la Loi Immigration: la percentuale di consensi è più bassa rispetto ad altre leggi dell'era Macron, visto anche il dissenso di alcuni suoi sostenitori. Ora si attende il passaggio al Senato, che potrebbe vedere l'opposizione da parte dei Repubblicani soprattutto su alcuni punti che riguardano garanzie ai diritti dei migranti.<br />Per la prima volta nella legislazione francese migranti economici e richiedenti asilo sono equiparati, anche se già altri Paesi europei lo prevedono. Lo scopo principale della legge è di limitare l'immigrazione, innanzitutto passando attraverso la semplificazione dell'iter per la richiesta di asilo: accorciando i tempi si diminuiscono le possibilità di ricorsi, aumentando quindi i respingimenti. <br />Altre novità introdotte sono l'eliminazione del reato di soccorso a persone in grave difficoltà (non più letto come favoreggiamento dell'immigrazione clandestina) e la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina se il passaggio del confine è effettuato in punti ufficiali presidiati da guardie di frontiera.<br />Ne parla Francesca De Vittor, ricercatrice in Diritto Internazionale presso l'Università Cattolica di Milano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14646657</guid><pubDate>Fri, 27 Apr 2018 08:33:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14646657/2018_04_27_francesca_de_vittor.mp3" length="32074087" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'Italia nord-occidentale è diventata un importante snodo di transito per i migranti diretti verso la Francia, innanzitutto con Ventimiglia, a cui più recentemente si sono aggiunte Bardonecchia e Claviere.
Lunedì 23 aprile l'Assemblée Nationale...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Italia nord-occidentale è diventata un importante snodo di transito per i migranti diretti verso la Francia, innanzitutto con Ventimiglia, a cui più recentemente si sono aggiunte Bardonecchia e Claviere.<br />Lunedì 23 aprile l'Assemblée Nationale francese ha approvato con il 58% dei voti favorevoli da parte dei parlamentari la Loi Immigration: la percentuale di consensi è più bassa rispetto ad altre leggi dell'era Macron, visto anche il dissenso di alcuni suoi sostenitori. Ora si attende il passaggio al Senato, che potrebbe vedere l'opposizione da parte dei Repubblicani soprattutto su alcuni punti che riguardano garanzie ai diritti dei migranti.<br />Per la prima volta nella legislazione francese migranti economici e richiedenti asilo sono equiparati, anche se già altri Paesi europei lo prevedono. Lo scopo principale della legge è di limitare l'immigrazione, innanzitutto passando attraverso la semplificazione dell'iter per la richiesta di asilo: accorciando i tempi si diminuiscono le possibilità di ricorsi, aumentando quindi i respingimenti. <br />Altre novità introdotte sono l'eliminazione del reato di soccorso a persone in grave difficoltà (non più letto come favoreggiamento dell'immigrazione clandestina) e la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina se il passaggio del confine è effettuato in punti ufficiali presidiati da guardie di frontiera.<br />Ne parla Francesca De Vittor, ricercatrice in Diritto Internazionale presso l'Università Cattolica di Milano.]]></itunes:summary><itunes:duration>802</itunes:duration><itunes:keywords>confine,francesca-de-vittor,francia,italia,loi-immigration,migrazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il clima di sospetto in Iraq, uno studio di Amnesty International</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-clima-di-sospetto-in-iraq-uno-studio-di-amnesty-international--14646655</link><description><![CDATA[Se si pensa alle conseguenze sul piano sociale di conflitti armati vengono subito in mente i profughi e gli sfollati (che possono sia muoversi verso l'esterno del loro paese sia rimanere al suo interno). Una categoria che è meno citata è sicuramente quella delle persone costrette a restare nelle zone di guerra.<br />Il 17 aprile Amnesty International ha reso noti i dati di un suo studio condotto in Iraq: in otto campi profughi del Paese donne e minori sono trattenuti a causa di una loro, presunta o reale, parentela con membri del Daesh. La conseguenza della missione contro lo Stato Islamico è la scomparsa della distinzione tra miliziani e coloro che invece abitano il territorio. Le autorità irachene continuano ad incitare il clima di sospetto, senza cercare una soluzione di giustizia.<br />L'appello di Amnesty International è rivolto alla comunità internazionale, affinché intervenga a risolvere la situazione per dare un futuro a persone che in questo momento, nei campi profughi, non ne hanno.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14646655</guid><pubDate>Fri, 27 Apr 2018 08:05:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14646655/2018_04_27_riccardo_noury.mp3" length="15755323" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Se si pensa alle conseguenze sul piano sociale di conflitti armati vengono subito in mente i profughi e gli sfollati (che possono sia muoversi verso l'esterno del loro paese sia rimanere al suo interno). 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Le autorità irachene continuano ad incitare il clima di sospetto, senza cercare una soluzione di giustizia.<br />L'appello di Amnesty International è rivolto alla comunità internazionale, affinché intervenga a risolvere la situazione per dare un futuro a persone che in questo momento, nei campi profughi, non ne hanno.<br />Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.]]></itunes:summary><itunes:duration>394</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,campo-profughi,daesh,iraq,isis,riccardo-noury,rifugiati</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Usate armi italiane in Yemen", la denuncia di Rete Italiana per il Disarmo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/usate-armi-italiane-in-yemen-la-denuncia-di-rete-italiana-per-il-disarmo--14604768</link><description><![CDATA[La Rete Italiana per il Disarmo, insieme al berlinese Ecchr (Centro europeo per i diritti umani e costituzionali) e all'associazione yemenita Mwatana, ha presentato una denuncia alla Procura di Roma chiedendo l'avvio di una indagine per accertare le responsabilità penali della Uama, l'Autorità italiana che autorizza le esportazioni di armamenti, e della Rwm Italia, azienda produttrice di armi con sede produttiva in Sardegna. L'associazione Mwatana avrebbe trovato indizi dell'uso di armi di produzione italiana in attacchi in Yemen da parte dell'Arabia Saudita nell'ottobre 2016, e ciò violerebbe il divieto europeo di vendere armamenti a Paesi con rischio di violazione dei diritti umani.<br />La legge italiana prevede che tutti gli export vadano regolamentati dallo Stato, ma il mercato delle armi mostra una scarsa trasparenza.<br />Ne parla Francesco Vignarca, portavoce della Rete Italiana per il Disarmo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14604768</guid><pubDate>Mon, 23 Apr 2018 07:56:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14604768/2018_04_23_francesco_vignarca.mp3" length="17130271" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Rete Italiana per il Disarmo, insieme al berlinese Ecchr (Centro europeo per i diritti umani e costituzionali) e all'associazione yemenita Mwatana, ha presentato una denuncia alla Procura di Roma chiedendo l'avvio di una indagine per accertare le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Rete Italiana per il Disarmo, insieme al berlinese Ecchr (Centro europeo per i diritti umani e costituzionali) e all'associazione yemenita Mwatana, ha presentato una denuncia alla Procura di Roma chiedendo l'avvio di una indagine per accertare le responsabilità penali della Uama, l'Autorità italiana che autorizza le esportazioni di armamenti, e della Rwm Italia, azienda produttrice di armi con sede produttiva in Sardegna. L'associazione Mwatana avrebbe trovato indizi dell'uso di armi di produzione italiana in attacchi in Yemen da parte dell'Arabia Saudita nell'ottobre 2016, e ciò violerebbe il divieto europeo di vendere armamenti a Paesi con rischio di violazione dei diritti umani.<br />La legge italiana prevede che tutti gli export vadano regolamentati dallo Stato, ma il mercato delle armi mostra una scarsa trasparenza.<br />Ne parla Francesco Vignarca, portavoce della Rete Italiana per il Disarmo.]]></itunes:summary><itunes:duration>429</itunes:duration><itunes:keywords>arabia-saudita,armi,bombardamenti,bombe,francesco-vignarca,guerra,italia,rete-italiana-per-il-disarmo,rwm,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>In marcia per la pace in Congo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/in-marcia-per-la-pace-in-congo--14584699</link><description><![CDATA[Partirà il 22 aprile da Reggio Emilia con destinazione Ginevra una marcia per la pace per la Repubblica del Congo. L'iniziativa è promossa dalla Peace Walking Man Foundation e dall'impegno di studenti di Reggio Emilia: lo scopo è richiamare l'attenzione della Commissione per i Diritti Umani dell'Onu sulla situazione congolese. <br />Il mandato ufficiale del presidente del Congo Kabila è scaduto il 20 dicembre 2016, ma la sua decisione di rimanere al potere almeno fino al 23 dicembre 2018 ha scatenato nuove proteste che si sono concretizzate in marce pacifiche in tutto il paese, poi disperse nel sangue dalle forze governative.<br />Le tappe della marcia e le iniziative della Peace Walking Man Foundation si possono seguire sulla pagina Facebook.<br />Ne parla John Mpaliza, fondatore di Peace Walking Man Foundation.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14584699</guid><pubDate>Fri, 20 Apr 2018 08:11:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14584699/2018_04_20_john_mpaliza.mp3" length="18018103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Partirà il 22 aprile da Reggio Emilia con destinazione Ginevra una marcia per la pace per la Repubblica del Congo. L'iniziativa è promossa dalla Peace Walking Man Foundation e dall'impegno di studenti di Reggio Emilia: lo scopo è richiamare...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Partirà il 22 aprile da Reggio Emilia con destinazione Ginevra una marcia per la pace per la Repubblica del Congo. L'iniziativa è promossa dalla Peace Walking Man Foundation e dall'impegno di studenti di Reggio Emilia: lo scopo è richiamare l'attenzione della Commissione per i Diritti Umani dell'Onu sulla situazione congolese. <br />Il mandato ufficiale del presidente del Congo Kabila è scaduto il 20 dicembre 2016, ma la sua decisione di rimanere al potere almeno fino al 23 dicembre 2018 ha scatenato nuove proteste che si sono concretizzate in marce pacifiche in tutto il paese, poi disperse nel sangue dalle forze governative.<br />Le tappe della marcia e le iniziative della Peace Walking Man Foundation si possono seguire sulla pagina Facebook.<br />Ne parla John Mpaliza, fondatore di Peace Walking Man Foundation.]]></itunes:summary><itunes:duration>451</itunes:duration><itunes:keywords>congo,diritti-umani,john-mpaliza,kabila,marcia,onu,pace,peace-walking-man-foundation</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ancora ferma la riforma carceraria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ancora-ferma-la-riforma-carceraria--14576085</link><description><![CDATA[Ieri è arrivato l'appello al parlamento da parte del Csm per l'approvazione della riforma carceraria, ferma dopo l'approvazione del 16 marzo da parte del Governo Gentiloni; martedì era stata rilanciata anche da Roberto Fico, presidente della Camera. A muoversi prima di tutti è stata l'Unione Camere Penali Italiane, che considera la riforma non solo necessaria ma obbligatoria per l'Italia dopo la sentenza Torreggiani del 2013 con cui la Corte europea dei diritti umani esigeva un intervento in materia. <br />La riforma è centrata su una responsabilizzazione e rieducazione dei detenuti, così come prevede la Costituzione, partendo dal presupposto che una volta terminata la pena il carcerato dovrà reinserirsi nella società. Sono molte le opposizioni a questo testo, che hanno però come scopo non tanto una sua rilettura o modifica quanto una ricerca di consenso popolare tramite l'ostruzionismo politico.<br />L'Unione Camere Penali Italiane propone quindi un'idea di carcere come struttura trasparente, non invisibile, e sente la necessità di avvicinare l'opinione pubblica al tema.<br />Ne parla Riccardo Polidoro, responsabile dell'osservatorio carcere dell'Unione Camere Penali Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14576085</guid><pubDate>Thu, 19 Apr 2018 08:31:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14576085/2018_04_19_riccardo_polidoro.mp3" length="27955543" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ieri è arrivato l'appello al parlamento da parte del Csm per l'approvazione della riforma carceraria, ferma dopo l'approvazione del 16 marzo da parte del Governo Gentiloni; martedì era stata rilanciata anche da Roberto Fico, presidente della Camera. A...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ieri è arrivato l'appello al parlamento da parte del Csm per l'approvazione della riforma carceraria, ferma dopo l'approvazione del 16 marzo da parte del Governo Gentiloni; martedì era stata rilanciata anche da Roberto Fico, presidente della Camera. A muoversi prima di tutti è stata l'Unione Camere Penali Italiane, che considera la riforma non solo necessaria ma obbligatoria per l'Italia dopo la sentenza Torreggiani del 2013 con cui la Corte europea dei diritti umani esigeva un intervento in materia. <br />La riforma è centrata su una responsabilizzazione e rieducazione dei detenuti, così come prevede la Costituzione, partendo dal presupposto che una volta terminata la pena il carcerato dovrà reinserirsi nella società. Sono molte le opposizioni a questo testo, che hanno però come scopo non tanto una sua rilettura o modifica quanto una ricerca di consenso popolare tramite l'ostruzionismo politico.<br />L'Unione Camere Penali Italiane propone quindi un'idea di carcere come struttura trasparente, non invisibile, e sente la necessità di avvicinare l'opinione pubblica al tema.<br />Ne parla Riccardo Polidoro, responsabile dell'osservatorio carcere dell'Unione Camere Penali Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>699</itunes:duration><itunes:keywords>carceri,governo,opposizione,osservatorio-carcere,parlamento,riforma-carceraria,unione-camere-penali-italiane</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La situazione siriana e gli interessi globali</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-situazione-siriana-e-gli-interessi-globali--14576049</link><description><![CDATA[La strategia di disimpegno messa in atto dagli Stati Uniti in Siria sembra aprire ad un invio di truppe da parte dell'Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar: l'intervento dei diversi Paesi del Golfo andrebbe anche a danneggiare la presenza e il ruolo dell'Iran, considerato dagli USA come uno degli Stati più pericolosi della regione.<br />Sul versante europeo invece le recenti mosse della Francia dimostrano come l'Unione Europea non riesca ad intervenire con coordinazione nella questione siriana: anche in questo caso si tratta dell'affermazione degli interessi dei singoli stati in Medio Oriente.<br />Da nessuna parte invece pare attivarsi un interesse per la ricostruzione in Siria. Anche la ricostruzione di un paese è legata a degli interessi.<br />Ne parla Dario Fabbri, consigliere scientifico e corrispondente America di Limes.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14576049</guid><pubDate>Thu, 19 Apr 2018 08:06:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14576049/2018_04_19_dario_fabbri.mp3" length="24356983" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La strategia di disimpegno messa in atto dagli Stati Uniti in Siria sembra aprire ad un invio di truppe da parte dell'Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar: l'intervento dei diversi Paesi del Golfo andrebbe anche a danneggiare la presenza e il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La strategia di disimpegno messa in atto dagli Stati Uniti in Siria sembra aprire ad un invio di truppe da parte dell'Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar: l'intervento dei diversi Paesi del Golfo andrebbe anche a danneggiare la presenza e il ruolo dell'Iran, considerato dagli USA come uno degli Stati più pericolosi della regione.<br />Sul versante europeo invece le recenti mosse della Francia dimostrano come l'Unione Europea non riesca ad intervenire con coordinazione nella questione siriana: anche in questo caso si tratta dell'affermazione degli interessi dei singoli stati in Medio Oriente.<br />Da nessuna parte invece pare attivarsi un interesse per la ricostruzione in Siria. Anche la ricostruzione di un paese è legata a degli interessi.<br />Ne parla Dario Fabbri, consigliere scientifico e corrispondente America di Limes.]]></itunes:summary><itunes:duration>609</itunes:duration><itunes:keywords>europa,francia,interessi,iran,siria,turchia,unione-europea,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-04-16 - Fouad Roueiha - Il senso del raid in Siria</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-04-16-fouad-roueiha-il-senso-del-raid-in-siria--14550422</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14550422</guid><pubDate>Mon, 16 Apr 2018 08:05:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14550422/2018_04_16_fouad_roueiha_il_senso_del_raid_in_siria.mp3" length="26554288" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>664</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-04-16 - Daniela Zitarosa - Minori respinti a Ventimiglia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-04-16-daniela-zitarosa-minori-respinti-a-ventimiglia--14550423</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14550423</guid><pubDate>Mon, 16 Apr 2018 08:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14550423/2018_04_16_daniela_zitarosa_minori_respinti_a_ventimiglia.mp3" length="25172680" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>630</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Protestantesimo, Islam. Strade di dialogo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/protestantesimo-islam-strade-di-dialogo--14529551</link><description><![CDATA[Lunedì 16 aprile si terrà a Firenze presso l'Istituto Gould il convegno Protestantesimo e Islam. Strade di dialogo: questo rappresenta una ripartenza di un percorso già avviato in passato, in campo politico dalla scorsa legislatura.<br />Il concetto di dialogo sarà al centro del convegno. Un dialogo con diverse coniugazioni e diversi interrogativi: dialogo perché, con chi, come, dove e soprattutto cosa significa dialogo.<br />L'incontro si propone come momento per creare un terreno comune per affermare principii e idee comuni, creando esperienze condivise. L'operazione decisiva andrà poi svolta sul piano sociale: occorre capire il contesto plurale italiano per creare coesione nella società.<br />Ne parla Paolo Naso, politologo, docente all'Università La Sapienza di Roma e membro della Fcei.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14529551</guid><pubDate>Fri, 13 Apr 2018 08:12:20 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14529551/2018_04_13_paolo_naso_okok.mp3" length="10964087" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì 16 aprile si terrà a Firenze presso l'Istituto Gould il convegno Protestantesimo e Islam. Strade di dialogo: questo rappresenta una ripartenza di un percorso già avviato in passato, in campo politico dalla scorsa legislatura.&#13;
Il concetto di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lunedì 16 aprile si terrà a Firenze presso l'Istituto Gould il convegno Protestantesimo e Islam. Strade di dialogo: questo rappresenta una ripartenza di un percorso già avviato in passato, in campo politico dalla scorsa legislatura.<br />Il concetto di dialogo sarà al centro del convegno. Un dialogo con diverse coniugazioni e diversi interrogativi: dialogo perché, con chi, come, dove e soprattutto cosa significa dialogo.<br />L'incontro si propone come momento per creare un terreno comune per affermare principii e idee comuni, creando esperienze condivise. L'operazione decisiva andrà poi svolta sul piano sociale: occorre capire il contesto plurale italiano per creare coesione nella società.<br />Ne parla Paolo Naso, politologo, docente all'Università La Sapienza di Roma e membro della Fcei.]]></itunes:summary><itunes:duration>457</itunes:duration><itunes:keywords>convegno,firenze,gould,islam,paolo-naso,potestantesimo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni in Ungheria, riconfermato Viktor Orbán</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-in-ungheria-riconfermato-viktor-orban--14490565</link><description><![CDATA[Domenica 8 aprile si sono svolte le votazioni in Ungheria, a seguito di una campagna elettorale forte che ha visto una forte mobilitazione da parte della popolazione. La grande partecipazione si è poi riflessa nei numeri dell'affluenza alle urne, dove si sono viste lunghe code che hanno ritardato di circa tre ore la chiusura dei seggi.<br />I primi risultati riconfermerebbero la presidenza di Viktor Orbán, al suo terzo mandato: le sue politiche degli anni passati hanno portato ad una crescita economica e alla diminuzione della disoccupazione, e ciò ha restituito un risultato di circa il 50% delle preferenze al suo partito Fidesz.<br />La questione che si apre ora è quella dei rapporti dell'Ungheria con l'Unione Europea: le recenti posizioni aggressive e intransigenti di Orbán molto probabilmente continueranno, ora anche supportate da una buona maggioranza della popolazione ungherese.<br />Ne parla Aron Coceanig.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14490565</guid><pubDate>Mon, 09 Apr 2018 08:12:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14490565/2018_04_09_aron_coceanig.mp3" length="18287023" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 8 aprile si sono svolte le votazioni in Ungheria, a seguito di una campagna elettorale forte che ha visto una forte mobilitazione da parte della popolazione. La grande partecipazione si è poi riflessa nei numeri dell'affluenza alle urne, dove...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica 8 aprile si sono svolte le votazioni in Ungheria, a seguito di una campagna elettorale forte che ha visto una forte mobilitazione da parte della popolazione. La grande partecipazione si è poi riflessa nei numeri dell'affluenza alle urne, dove si sono viste lunghe code che hanno ritardato di circa tre ore la chiusura dei seggi.<br />I primi risultati riconfermerebbero la presidenza di Viktor Orbán, al suo terzo mandato: le sue politiche degli anni passati hanno portato ad una crescita economica e alla diminuzione della disoccupazione, e ciò ha restituito un risultato di circa il 50% delle preferenze al suo partito Fidesz.<br />La questione che si apre ora è quella dei rapporti dell'Ungheria con l'Unione Europea: le recenti posizioni aggressive e intransigenti di Orbán molto probabilmente continueranno, ora anche supportate da una buona maggioranza della popolazione ungherese.<br />Ne parla Aron Coceanig.]]></itunes:summary><itunes:duration>458</itunes:duration><itunes:keywords>elezioni,fidesz,ungheria,unione-europea,viktor-orbán</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>"Un paese diverso: visioni, cibo, musica e conversazioni tra persone LGBTI, migranti e non", iniziativa del Cassero LGBT center di Bologna</title><link>https://www.spreaker.com/episode/un-paese-diverso-visioni-cibo-musica-e-conversazioni-tra-persone-lgbti-migranti-e-non-iniziativa-del-cassero-lgbt-center-di-bologna--14471385</link><description><![CDATA[Sabato 7 aprile a Bologna presso il Cassero LGBT center si svolgerà la manifestazione "Un paese diverso: visioni, cibo, musica e conversazioni tra persone LGBTI, migranti e non". L'iniziativa nasce da una necessità di creare momenti di incontro in un paese, l'Italia, che deve rendersi conto di vivere un cambiamento.<br />L'Italia è tra i pochi Stati a riconoscere lo status di rifugiati a persone discriminate nei loro Paesi per la loro identità di genere, ma resta poi una discriminazione a sfondo razzista al loro arrivo, anche all'interno della stessa comunità LGBT.<br />Lo stato sociale è fondamentale per l'espressione delle libertà dell'individuo, dice Maurizio Cecconi, tesoriere presso Cassero LGBT center: da qui la volontà dell'associazione di creare spazi di dialogo e incontro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14471385</guid><pubDate>Fri, 06 Apr 2018 08:11:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14471385/2018_04_06_maurizio_cecconi.mp3" length="21106867" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sabato 7 aprile a Bologna presso il Cassero LGBT center si svolgerà la manifestazione "Un paese diverso: visioni, cibo, musica e conversazioni tra persone LGBTI, migranti e non". L'iniziativa nasce da una necessità di creare momenti di incontro in un...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sabato 7 aprile a Bologna presso il Cassero LGBT center si svolgerà la manifestazione "Un paese diverso: visioni, cibo, musica e conversazioni tra persone LGBTI, migranti e non". L'iniziativa nasce da una necessità di creare momenti di incontro in un paese, l'Italia, che deve rendersi conto di vivere un cambiamento.<br />L'Italia è tra i pochi Stati a riconoscere lo status di rifugiati a persone discriminate nei loro Paesi per la loro identità di genere, ma resta poi una discriminazione a sfondo razzista al loro arrivo, anche all'interno della stessa comunità LGBT.<br />Lo stato sociale è fondamentale per l'espressione delle libertà dell'individuo, dice Maurizio Cecconi, tesoriere presso Cassero LGBT center: da qui la volontà dell'associazione di creare spazi di dialogo e incontro.]]></itunes:summary><itunes:duration>528</itunes:duration><itunes:keywords>bologna,cassero-lgbt-center,lgbt,maurizio-cecconi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-04-05 - Filomena Gallo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-04-05-filomena-gallo--14465466</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14465466</guid><pubDate>Thu, 05 Apr 2018 08:06:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14465466/2018_04_05_filomena_gallo.mp3" length="37516459" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>938</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>SOS Méditerrané, nuovi soccorsi in mare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sos-mediterrane-nuovi-soccorsi-in-mare--14455053</link><description><![CDATA[Lunedì 2 aprile la nave Aquarius di SOS Méditerranée ha attraccato in Sicilia con 292 migranti a bordo, dopo tre giorni di soccorsi.<br />Sabato mattina la nave ha ricevuto la segnalazione da parte del Centro Coordinamento dei Soccorsi Marittimi di Roma della presenza di un gommone in difficoltà in acque internazionali: poco dopo il contatto visivo con il barcone una nuova chiamata sollevava l'Aquarius dall'intervento, affidato ora alla guardia costiera libica. Vista la situazione critica delle persone sul gommone e la presenza di minori si sono comunque iniziate le operazioni di soccorso. Solo 39 persone sono state portate in Italia mentre le altre in Libia, Paese non sicuro per i migranti.<br />SOS Méditerranée denuncia la mancanza del rispetto dei diritti umani nei centri di detenzione libici, e sottolinea la necessità di fare chiarezza sul ruolo della Libia nelle acque internazionali: se non sarà chiaro al più presto il quadro legale e di intervento le operazioni non potranno essere svolte in sicurezza.<br />Ne parla Mathilde Auvillain, portavoce a terra della nave Aquarius di SOS Méditerranée.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14455053</guid><pubDate>Wed, 04 Apr 2018 08:23:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14455053/2018_04_04.mp3" length="30739855" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì 2 aprile la nave Aquarius di SOS Méditerranée ha attraccato in Sicilia con 292 migranti a bordo, dopo tre giorni di soccorsi.
Sabato mattina la nave ha ricevuto la segnalazione da parte del Centro Coordinamento dei Soccorsi Marittimi di Roma...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lunedì 2 aprile la nave Aquarius di SOS Méditerranée ha attraccato in Sicilia con 292 migranti a bordo, dopo tre giorni di soccorsi.<br />Sabato mattina la nave ha ricevuto la segnalazione da parte del Centro Coordinamento dei Soccorsi Marittimi di Roma della presenza di un gommone in difficoltà in acque internazionali: poco dopo il contatto visivo con il barcone una nuova chiamata sollevava l'Aquarius dall'intervento, affidato ora alla guardia costiera libica. Vista la situazione critica delle persone sul gommone e la presenza di minori si sono comunque iniziate le operazioni di soccorso. Solo 39 persone sono state portate in Italia mentre le altre in Libia, Paese non sicuro per i migranti.<br />SOS Méditerranée denuncia la mancanza del rispetto dei diritti umani nei centri di detenzione libici, e sottolinea la necessità di fare chiarezza sul ruolo della Libia nelle acque internazionali: se non sarà chiaro al più presto il quadro legale e di intervento le operazioni non potranno essere svolte in sicurezza.<br />Ne parla Mathilde Auvillain, portavoce a terra della nave Aquarius di SOS Méditerranée.]]></itunes:summary><itunes:duration>769</itunes:duration><itunes:keywords>aquarius,italia,libia,mathilde-auvillain,migranti,sos-méditerranée</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>4 aprile, Giornata di azione internazionale contro le mine anti persona</title><link>https://www.spreaker.com/episode/4-aprile-giornata-di-azione-internazionale-contro-le-mine-anti-persona--14446199</link><description><![CDATA[Il 4 aprile ricorre la Giornata di azione internazionale contro le mine anti persona, occasione per porre in evidenza una questione vista spesso come appartenente al passato ma in realtà ben più attuale.<br />I civili rappresentano circa il 90% del numero delle persone colpite da mine, lasciate talvolta nelle città dagli eserciti che le hanno abbandonate. Gli ordigni possono rimanere attivi per oltre cinquanta anni, e rappresentare così una minaccia per lo svolgimento di gesti quotidiani, rendendo impossibile una vita normale.<br />La Onlus Campagna italiana contro le mine insieme all'Associazione nazionale vittime civili di guerra porrà all'attenzione del nuovo esecutivo la necessità di una legge che contrasti i finanziamenti ad aziende che si occupano di produzione di mine (vietata in Italia dal 1994): al momento il testo è al Senato, in attesa di approvazione.<br />Per avere informazioni sulla Giornata di azione internazionale contro le mine anti persona e aggiornamenti sull'argomento si può consultare il sito <a href="http://lnx.campagnamine.org/" rel="noopener">http://lnx.campagnamine.org/</a><br />Ne parla Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14446199</guid><pubDate>Tue, 03 Apr 2018 08:31:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14446199/2018_04_03_giuseppe_schiavello.mp3" length="23713735" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 4 aprile ricorre la Giornata di azione internazionale contro le mine anti persona, occasione per porre in evidenza una questione vista spesso come appartenente al passato ma in realtà ben più attuale.&#13;
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Gli ordigni possono rimanere attivi per oltre cinquanta anni, e rappresentare così una minaccia per lo svolgimento di gesti quotidiani, rendendo impossibile una vita normale.<br />La Onlus Campagna italiana contro le mine insieme all'Associazione nazionale vittime civili di guerra porrà all'attenzione del nuovo esecutivo la necessità di una legge che contrasti i finanziamenti ad aziende che si occupano di produzione di mine (vietata in Italia dal 1994): al momento il testo è al Senato, in attesa di approvazione.<br />Per avere informazioni sulla Giornata di azione internazionale contro le mine anti persona e aggiornamenti sull'argomento si può consultare il sito <a href="http://lnx.campagnamine.org/" rel="noopener">http://lnx.campagnamine.org/</a><br />Ne parla Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine.]]></itunes:summary><itunes:duration>593</itunes:duration><itunes:keywords>4-aprile,giuseppe-schiavello,mine</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elezioni presidenziali in Egitto, vicina la riconferma di al-Sīsī</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elezioni-presidenziali-in-egitto-vicina-la-riconferma-di-al-sisi--14413562</link><description><![CDATA[Lunedì 26 marzo sono iniziate le elezioni presidenziali in Egitto, che si sono poi chiuse mercoledì 28. I primi dati danno un'affluenza al 40%, ma circa il 90% dei votanti sarebbe a favore di una rielezione di ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī, mentre al suo unico sfidante (in realtà legato al presidente) spetterebbe il 3% dei voti.<br />Un esito che pare scontato, ma che testimonia una crisi dello Stato egiziano: il governo non risponde alle necessità primarie del paese (economia, crisi sociale, sicurezza) e porta avanti politiche di repressione. Queste sono le ragioni della scarsa affluenza, malgrado fossero previste sanzioni di 500 Sterline egiziane per chi non si fosse presentato alle urne.<br />La chiesa copta è fortemente schierata a favore di al-Sīsī, perché dal governo riceve protezione dalle violenze e dagli attacchi quasi quotidiani in tutto il paese.<br />La prospettiva è quella di un governo in continuità con le politiche portate avanti negli anni passate, anche se il risultato definitivo sarà ufficializzato solo nella giornata di lunedì 2 aprile.<br />Ne parla Giuseppe Dentice, ricercatore dell'ISPI, Istituto di Studi Politici Internazionali)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14413562</guid><pubDate>Thu, 29 Mar 2018 08:25:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14413562/2018_03_29_giuseppe_dentice.mp3" length="24525967" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì 26 marzo sono iniziate le elezioni presidenziali in Egitto, che si sono poi chiuse mercoledì 28. I primi dati danno un'affluenza al 40%, ma circa il 90% dei votanti sarebbe a favore di una rielezione di ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī, mentre al suo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lunedì 26 marzo sono iniziate le elezioni presidenziali in Egitto, che si sono poi chiuse mercoledì 28. I primi dati danno un'affluenza al 40%, ma circa il 90% dei votanti sarebbe a favore di una rielezione di ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī, mentre al suo unico sfidante (in realtà legato al presidente) spetterebbe il 3% dei voti.<br />Un esito che pare scontato, ma che testimonia una crisi dello Stato egiziano: il governo non risponde alle necessità primarie del paese (economia, crisi sociale, sicurezza) e porta avanti politiche di repressione. Queste sono le ragioni della scarsa affluenza, malgrado fossero previste sanzioni di 500 Sterline egiziane per chi non si fosse presentato alle urne.<br />La chiesa copta è fortemente schierata a favore di al-Sīsī, perché dal governo riceve protezione dalle violenze e dagli attacchi quasi quotidiani in tutto il paese.<br />La prospettiva è quella di un governo in continuità con le politiche portate avanti negli anni passate, anche se il risultato definitivo sarà ufficializzato solo nella giornata di lunedì 2 aprile.<br />Ne parla Giuseppe Dentice, ricercatore dell'ISPI, Istituto di Studi Politici Internazionali)]]></itunes:summary><itunes:duration>614</itunes:duration><itunes:keywords>al-sisi,egitto,elezioni,giuseppe-dentice,presidente</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nuovi arrivi con i Corridoi umanitari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nuovi-arrivi-con-i-corridoi-umanitari--14402978</link><description><![CDATA[Grazie all'iniziativa dei Corridoi umanitari tra il 27 e il 28 marzo giungeranno in Italia dal Libano 85 persone fuggite dalla Siria. Il gruppo è composto prevalentemente da donne sole o con bambini o da sfollati provenienti dal sud del paese colpito dai bombardamenti del regime siriano: la vulnerabilità (problemi medici, difficile accesso a risorse e documenti) e la possibilità di integrazione in Italia sono stati i criteri principali per la selezione.<br />Le persone verranno distribuite in tutto il territorio italiano, da Pinerolo a Scicli a Vittoria in Sicilia.<br />Ne parla Simone Scotta, operatore di Mediterranean Hope che si occupa dei Corridoi umanitari.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14402978</guid><pubDate>Wed, 28 Mar 2018 08:33:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14402978/2018_03_28_simone_penna.mp3" length="17165767" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Grazie all'iniziativa dei Corridoi umanitari tra il 27 e il 28 marzo giungeranno in Italia dal Libano 85 persone fuggite dalla Siria. Il gruppo è composto prevalentemente da donne sole o con bambini o da sfollati provenienti dal sud del paese colpito...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Grazie all'iniziativa dei Corridoi umanitari tra il 27 e il 28 marzo giungeranno in Italia dal Libano 85 persone fuggite dalla Siria. Il gruppo è composto prevalentemente da donne sole o con bambini o da sfollati provenienti dal sud del paese colpito dai bombardamenti del regime siriano: la vulnerabilità (problemi medici, difficile accesso a risorse e documenti) e la possibilità di integrazione in Italia sono stati i criteri principali per la selezione.<br />Le persone verranno distribuite in tutto il territorio italiano, da Pinerolo a Scicli a Vittoria in Sicilia.<br />Ne parla Simone Scotta, operatore di Mediterranean Hope che si occupa dei Corridoi umanitari.]]></itunes:summary><itunes:duration>430</itunes:duration><itunes:keywords>corridoi-umanitari,libano,mediterranean-hope,simone-scotta,siria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Catalogna, l'arresto di Puigdemont in Germania</title><link>https://www.spreaker.com/episode/catalogna-l-arresto-di-puigdemont-in-germania--14384885</link><description><![CDATA[Nella giornata di domenica 25 marzo l'ex presidente catalano Carles Puigdemont è stato arrestato in Germania mentre faceva ritorno da una conferenza in Finlandia. Il fatto è stato descritto come una "eccellente collaborazione tra Spagna e Germania", a dimostrazione di come la vicenda catalana abbia raggiunto un livello internazionale.<br /><br />Dopo la dichiarazione d'indipendenza nello scorso ottobre il governo centrale spagnolo aveva commissariato la regione e indetto delle nuove elezioni per la Catalogna, che hanno dato alla corrente indipendentista solo una maggioranza relativa nel Parlament di Barcellona. Le divisioni interne e l'incarcerazione di diversi esponenti del movimento (tra cui Jordi Turull, nominato Presidente e poi subito arrestato) hanno però impedito la formazione di un governo.<br /><br />Secondo Steven Forti, docente di storia contemporanea all'Universitat Autònoma de Barcelona, l'immagine che ne esce è quella di un governo centrale spagnolo debole costretto a risolvere questioni meramente politiche delegandole ai tribunali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14384885</guid><pubDate>Mon, 26 Mar 2018 08:46:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14384885/2018_03_26_steven_forti.mp3" length="24119383" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella giornata di domenica 25 marzo l'ex presidente catalano Carles Puigdemont è stato arrestato in Germania mentre faceva ritorno da una conferenza in Finlandia. Il fatto è stato descritto come una "eccellente collaborazione tra Spagna e Germania", a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella giornata di domenica 25 marzo l'ex presidente catalano Carles Puigdemont è stato arrestato in Germania mentre faceva ritorno da una conferenza in Finlandia. Il fatto è stato descritto come una "eccellente collaborazione tra Spagna e Germania", a dimostrazione di come la vicenda catalana abbia raggiunto un livello internazionale.<br /><br />Dopo la dichiarazione d'indipendenza nello scorso ottobre il governo centrale spagnolo aveva commissariato la regione e indetto delle nuove elezioni per la Catalogna, che hanno dato alla corrente indipendentista solo una maggioranza relativa nel Parlament di Barcellona. Le divisioni interne e l'incarcerazione di diversi esponenti del movimento (tra cui Jordi Turull, nominato Presidente e poi subito arrestato) hanno però impedito la formazione di un governo.<br /><br />Secondo Steven Forti, docente di storia contemporanea all'Universitat Autònoma de Barcelona, l'immagine che ne esce è quella di un governo centrale spagnolo debole costretto a risolvere questioni meramente politiche delegandole ai tribunali.]]></itunes:summary><itunes:duration>603</itunes:duration><itunes:keywords>catalogna,germania,indipendenza,puigdemont,spagna,steven-forti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>La FCEI verso il soccorso in mare. Intervista al Presidente, Luca Maria Negro</title><link>https://www.spreaker.com/episode/la-fcei-verso-il-soccorso-in-mare-intervista-al-presidente-luca-maria-negro--14336749</link><description><![CDATA[Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha deciso di percorrere una nuova strada nell'ambito di “Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti", sostenendo associazioni impegnate nell'intervento umanitario nel Mediterraneo e partecipando a missioni di ricerca e salvataggio in mare. L'intervista al Presidente, Luca Maria Negro]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14336749</guid><pubDate>Tue, 20 Mar 2018 09:51:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14336749/2018_03_20_luca_negro_fcei_con_open_arms.mp3" length="26065355" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha deciso di percorrere una nuova strada nell'ambito di “Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti", sostenendo associazioni impegnate nell'intervento umanitario...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha deciso di percorrere una nuova strada nell'ambito di “Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti", sostenendo associazioni impegnate nell'intervento umanitario nel Mediterraneo e partecipando a missioni di ricerca e salvataggio in mare. L'intervista al Presidente, Luca Maria Negro]]></itunes:summary><itunes:duration>652</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Operazione turca ad Afrin – Roberta Rodriguez,  Communication Focal Point Siria Un Ponte Per...</title><link>https://www.spreaker.com/episode/operazione-turca-ad-afrin-roberta-rodriguez-communication-focal-point-siria-un-ponte-per--14606666</link><description><![CDATA[L’operazione militare avviata dalla Turchia nel cantone di Afrin, nel nord ovest della Siria, è un elemento in parte di novità e in parte in continuità con l’ostilità storica che caratterizza i rapporti tra Ankara e i curdi, tanto in Turchia quanto in Siria. Si fanno molte analisi e si danno molti sguardi “dall’alto”, ma sul terreno la questione è estremamente delicata, perché riguarda un territorio che vive una condizione di conflitto, e quindi di necessità, piuttosto radicata.<br />Per provare a capire che cosa significa l’avanzata turca per il cantone di Afrin ci siamo messi in contatto con Roberta Rodriguez, Communication Focal Point per la Siria per Un Ponte Per…, organizzazione non governativa attiva da più di 25 anni in Medio oriente. Lei si trova a Dohuk, nel Kurdistan Iracheno, e di lì coordina in remoto alcuni progetti sul territorio. Le diamo il benvenuto e le chiediamo innanzitutto di fare il punto sulle sue attività per quel territorio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14606666</guid><pubDate>Fri, 16 Mar 2018 14:32:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14606666/2018_03_16_roberta_rodriguez_communication_focal_point_siria_upp.mp3" length="20882399" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L’operazione militare avviata dalla Turchia nel cantone di Afrin, nel nord ovest della Siria, è un elemento in parte di novità e in parte in continuità con l’ostilità storica che caratterizza i rapporti tra Ankara e i curdi, tanto in Turchia quanto in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’operazione militare avviata dalla Turchia nel cantone di Afrin, nel nord ovest della Siria, è un elemento in parte di novità e in parte in continuità con l’ostilità storica che caratterizza i rapporti tra Ankara e i curdi, tanto in Turchia quanto in Siria. Si fanno molte analisi e si danno molti sguardi “dall’alto”, ma sul terreno la questione è estremamente delicata, perché riguarda un territorio che vive una condizione di conflitto, e quindi di necessità, piuttosto radicata.<br />Per provare a capire che cosa significa l’avanzata turca per il cantone di Afrin ci siamo messi in contatto con Roberta Rodriguez, Communication Focal Point per la Siria per Un Ponte Per…, organizzazione non governativa attiva da più di 25 anni in Medio oriente. Lei si trova a Dohuk, nel Kurdistan Iracheno, e di lì coordina in remoto alcuni progetti sul territorio. Le diamo il benvenuto e le chiediamo innanzitutto di fare il punto sulle sue attività per quel territorio.]]></itunes:summary><itunes:duration>523</itunes:duration><itunes:keywords>afrin,erdogan,kurdistan,roberta-rodriguez,siria,turchia,un-ponte-per</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>L'amministrazione Trump e l'accordo sul nucleare con l'Iran</title><link>https://www.spreaker.com/episode/l-amministrazione-trump-e-l-accordo-sul-nucleare-con-l-iran--14304172</link><description><![CDATA[La decisione del presidente degli Stati Uniti Trump di licenziare il Segretario di Stato Rex Tillerson è segno, a quasi tre anni dalla ratifica dell'accordo sul nucleare tra Iran e i Paesi del "5+1" (i membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu con potere di veto con l'aggiunta della Germania), di una nuova posizione americana in contrasto con l'amministrazione Obama. Mike Pompeo, ex direttore della CIA che sostituirà Tillerson, è più vicino a Trump e ha una visione più radicale sulla questione iraniana rispetto al suo predecessore.<br />Al momento si parla di una ridefinizione dei rapporti politici, ma c'è il timore di una cancellazione dell'accordo che ha portato alla fine della corsa agli armamenti nucleari da parte dell'Iran.<br /><br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14304172</guid><pubDate>Fri, 16 Mar 2018 09:13:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14304172/2018_03_16_nicola_pedde_iran_accordo.mp3" length="23895869" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La decisione del presidente degli Stati Uniti Trump di licenziare il Segretario di Stato Rex Tillerson è segno, a quasi tre anni dalla ratifica dell'accordo sul nucleare tra Iran e i Paesi del "5+1" (i membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu con...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La decisione del presidente degli Stati Uniti Trump di licenziare il Segretario di Stato Rex Tillerson è segno, a quasi tre anni dalla ratifica dell'accordo sul nucleare tra Iran e i Paesi del "5+1" (i membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu con potere di veto con l'aggiunta della Germania), di una nuova posizione americana in contrasto con l'amministrazione Obama. Mike Pompeo, ex direttore della CIA che sostituirà Tillerson, è più vicino a Trump e ha una visione più radicale sulla questione iraniana rispetto al suo predecessore.<br />Al momento si parla di una ridefinizione dei rapporti politici, ma c'è il timore di una cancellazione dell'accordo che ha portato alla fine della corsa agli armamenti nucleari da parte dell'Iran.<br /><br />Ne parla Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies.]]></itunes:summary><itunes:duration>598</itunes:duration><itunes:keywords>accordo-nuclare,iran,nicola-pedde,pompeo,trump</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Chiuso l'hotspot di Lampedusa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/chiuso-l-hotspot-di-lampedusa--14294084</link><description><![CDATA[Gli avvocati dell'Asgi, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, il 7 marzo hanno visitato l'hotspot di Lampedusa per verificare le condizioni dell'accoglienza: da venerdì della scorsa settimana sono partite segnalazioni e ricorsi, che hanno portato alla chiusura del centro "per adeguamenti". Le segnalazioni hanno coinvolto diversi enti ed organizzazioni tra cui la Prefettura e la Procura della repubblica di Agrigento, Unhcr, Save the Children, fino ad arrivare alla Corte Europea per i diritti dell'uomo.<br /><br />Quello che dovrebbe essere un centro di prima accoglienza è diventato per Giulia Crescini, esperta di diritto dell'immigrazione e membra dell'Asgi, una vera e propria prigione, in cui al primo posto non è messa la salute dei migranti ma la motivazione che li ha spinti a fuggire dai loro Paesi d'origine.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14294084</guid><pubDate>Thu, 15 Mar 2018 10:00:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14294084/2018_03_15_giulia_crescini.mp3" length="17506950" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Gli avvocati dell'Asgi, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, il 7 marzo hanno visitato l'hotspot di Lampedusa per verificare le condizioni dell'accoglienza: da venerdì della scorsa settimana sono partite segnalazioni e ricorsi, che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli avvocati dell'Asgi, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, il 7 marzo hanno visitato l'hotspot di Lampedusa per verificare le condizioni dell'accoglienza: da venerdì della scorsa settimana sono partite segnalazioni e ricorsi, che hanno portato alla chiusura del centro "per adeguamenti". Le segnalazioni hanno coinvolto diversi enti ed organizzazioni tra cui la Prefettura e la Procura della repubblica di Agrigento, Unhcr, Save the Children, fino ad arrivare alla Corte Europea per i diritti dell'uomo.<br /><br />Quello che dovrebbe essere un centro di prima accoglienza è diventato per Giulia Crescini, esperta di diritto dell'immigrazione e membra dell'Asgi, una vera e propria prigione, in cui al primo posto non è messa la salute dei migranti ma la motivazione che li ha spinti a fuggire dai loro Paesi d'origine.]]></itunes:summary><itunes:duration>438</itunes:duration><itunes:keywords>giulia-crescini,hotspot,lampedusa,migrazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Incontro per la distensione in Kenya</title><link>https://www.spreaker.com/episode/incontro-per-la-distensione-in-kenya--14275184</link><description><![CDATA[Da tempo il Kenya è diviso da una lotta politica a sfondo sociale, quella tra il Presidente della Repubblica Kenyatta e il capo dell'opposizione Odinga: dopo la dichiarazione di invalidità delle votazioni di agosto, la contestazione a quelle di ottobre e il giuramento di Kenyatta in gennaio la situazione sembrava complicarsi ulteriormente. I due schieramenti non hanno solo basi politiche diverse, ma sono sostenuti da differenti gruppi etnici, e ciò ha portato a diversi scontri tra la popolazione.<br /><br />L'incontro tra i due capi politici, avvenuto il 9 marzo, sembra aver portato distensione. Entrambi cercano la coesione per il paese, in un momento di crisi ulteriormente aggravata dalla situazione regionale: la presenza di gruppi legati al radicalismo islamista nelle zone vicine alla Somalia e sulla costa e l'enorme campo profughi di Dadaab minano le potenzialità del Kenya, Stato strategico nell'Africa orientale.<br /><br />Le chiese presenti nel paese, da quelle riformate a quella cattolica, in questa situazione di crisi hanno creato rete sul territorio per cercare unione e dialogo nazionale: l'incontro tra Kenyatta e Odinga non può che essere visto come l'inizio di una fase di distensione.<br /><br />Ne parla Enrico Casale, redattore di Rivista Africa, periodico della Società dei Missionari in Africa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14275184</guid><pubDate>Tue, 13 Mar 2018 09:43:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14275184/2018_03_13_enrico_casale_incontro_in_kenya.mp3" length="21840544" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da tempo il Kenya è diviso da una lotta politica a sfondo sociale, quella tra il Presidente della Repubblica Kenyatta e il capo dell'opposizione Odinga: dopo la dichiarazione di invalidità delle votazioni di agosto, la contestazione a quelle di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da tempo il Kenya è diviso da una lotta politica a sfondo sociale, quella tra il Presidente della Repubblica Kenyatta e il capo dell'opposizione Odinga: dopo la dichiarazione di invalidità delle votazioni di agosto, la contestazione a quelle di ottobre e il giuramento di Kenyatta in gennaio la situazione sembrava complicarsi ulteriormente. I due schieramenti non hanno solo basi politiche diverse, ma sono sostenuti da differenti gruppi etnici, e ciò ha portato a diversi scontri tra la popolazione.<br /><br />L'incontro tra i due capi politici, avvenuto il 9 marzo, sembra aver portato distensione. Entrambi cercano la coesione per il paese, in un momento di crisi ulteriormente aggravata dalla situazione regionale: la presenza di gruppi legati al radicalismo islamista nelle zone vicine alla Somalia e sulla costa e l'enorme campo profughi di Dadaab minano le potenzialità del Kenya, Stato strategico nell'Africa orientale.<br /><br />Le chiese presenti nel paese, da quelle riformate a quella cattolica, in questa situazione di crisi hanno creato rete sul territorio per cercare unione e dialogo nazionale: l'incontro tra Kenyatta e Odinga non può che essere visto come l'inizio di una fase di distensione.<br /><br />Ne parla Enrico Casale, redattore di Rivista Africa, periodico della Società dei Missionari in Africa.]]></itunes:summary><itunes:duration>547</itunes:duration><itunes:keywords>africa,enrico-casale,kenya,kenyatta,odinga,rivista-africa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sara Manisera - Donne fuori dal buio - 9 marzo 2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sara-manisera-donne-fuori-dal-buio-9-marzo-2018--14240804</link><description><![CDATA[Il 20 marzo 2003 gli Stati Uniti invadevano l’Iraq con lo scopo di deporre il dittatore Saddam Hussein. Quella che dopo appena 40 giorni era stata dichiarata “missione compiuta” dall’allora presidente Bush è diventata presto una “missione infinita”, che in momenti diversi ha dato vita a numerosi conflitti, molti dei quali ancora oggi irrisolti. L’ascesa e la caduta dello Stato islamico sono soltanto gli ultimi episodi di questa catena di eventi. <br />Proprio nel giorno del quindicesimo anniversario di questa lunga guerra uscirà un web documentario dal titolo Donne fuori dal buio, realizzato da Arianna Pagani e Sara Manisera e finanziato attraverso un crowdfunding ancora aperto.<br />Un viaggio attraverso quattro luoghi e quattro biografie che, racconta Sara Manisera, «sono simboliche. Sono quattro storie di donne che all’interno della società irachena sono molto attive: un’avvocata, una dottoressa, una madre e un’attivista. E poi attraverso 4 luoghi: Baghdad, dove è cominciata l’invasione del 2003, Halabja, luogo simbolico perché nel 1984 Saddam lanciò un’offensiva contro la popolazione curda bombardando con un attacco chimico 5000 persone, Qaraqosh, perché è una cittadina a maggioranza cristiana che nel 2014 ha subito l’offensiva e l’occupazione dello Stato islamico, e poi Mosul, la cosiddetta capitale del Daesh, o almeno lo era fino alla liberazione dello scorso luglio».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14240804</guid><pubDate>Fri, 09 Mar 2018 10:53:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14240804/2018_03_08_sara_manisera_donne_fuori_dal_buio.mp3" length="17388139" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 20 marzo 2003 gli Stati Uniti invadevano l’Iraq con lo scopo di deporre il dittatore Saddam Hussein. Quella che dopo appena 40 giorni era stata dichiarata “missione compiuta” dall’allora presidente Bush è diventata presto una “missione infinita”,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 20 marzo 2003 gli Stati Uniti invadevano l’Iraq con lo scopo di deporre il dittatore Saddam Hussein. Quella che dopo appena 40 giorni era stata dichiarata “missione compiuta” dall’allora presidente Bush è diventata presto una “missione infinita”, che in momenti diversi ha dato vita a numerosi conflitti, molti dei quali ancora oggi irrisolti. L’ascesa e la caduta dello Stato islamico sono soltanto gli ultimi episodi di questa catena di eventi. <br />Proprio nel giorno del quindicesimo anniversario di questa lunga guerra uscirà un web documentario dal titolo Donne fuori dal buio, realizzato da Arianna Pagani e Sara Manisera e finanziato attraverso un crowdfunding ancora aperto.<br />Un viaggio attraverso quattro luoghi e quattro biografie che, racconta Sara Manisera, «sono simboliche. Sono quattro storie di donne che all’interno della società irachena sono molto attive: un’avvocata, una dottoressa, una madre e un’attivista. E poi attraverso 4 luoghi: Baghdad, dove è cominciata l’invasione del 2003, Halabja, luogo simbolico perché nel 1984 Saddam lanciò un’offensiva contro la popolazione curda bombardando con un attacco chimico 5000 persone, Qaraqosh, perché è una cittadina a maggioranza cristiana che nel 2014 ha subito l’offensiva e l’occupazione dello Stato islamico, e poi Mosul, la cosiddetta capitale del Daesh, o almeno lo era fino alla liberazione dello scorso luglio».]]></itunes:summary><itunes:duration>435</itunes:duration><itunes:keywords>arianna-pagani,donne,donne-fuori-dal-buio,invasione-iraq,iraq,iraqi-war,sara-manisera,storie</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giulia Crescini - Ricorso dell'Asgi agli accordi italia-Libia - 8/03/2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giulia-crescini-ricorso-dell-asgi-agli-accordi-italia-libia-8-03-2018--14231937</link><description><![CDATA[Gli accordi di cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale e del contrabbando e del rafforzamento delle frontiere sottoscritti dall'Italia con la Libia hanno caratterizzato il dibattito sulle migrazioni nel 2017. Non è però stata richiesta autorizzazione alla sottoscrizione da parte del Governo italiano al Parlmento: l'Asgi (Associazione di Studi Giuridici sull'Immigrazione), insieme ad alcuni deputati, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale.<br /><br />Ne parla Giulia Crescini, specializzata in Diritto dell'immigrazione e collaboratrice dell'Asgi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14231937</guid><pubDate>Thu, 08 Mar 2018 09:25:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14231937/2018_03_08_giulia_crescini.mp3" length="19297615" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Gli accordi di cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale e del contrabbando e del rafforzamento delle frontiere sottoscritti dall'Italia con la Libia hanno caratterizzato il dibattito sulle migrazioni nel 2017. Non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli accordi di cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale e del contrabbando e del rafforzamento delle frontiere sottoscritti dall'Italia con la Libia hanno caratterizzato il dibattito sulle migrazioni nel 2017. Non è però stata richiesta autorizzazione alla sottoscrizione da parte del Governo italiano al Parlmento: l'Asgi (Associazione di Studi Giuridici sull'Immigrazione), insieme ad alcuni deputati, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale.<br /><br />Ne parla Giulia Crescini, specializzata in Diritto dell'immigrazione e collaboratrice dell'Asgi]]></itunes:summary><itunes:duration>483</itunes:duration><itunes:keywords>accordi-internazionali,asgi,corte-costituzionale,giulia-crescini,italia,libia,migrazioni,ricorso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Attanasio - Il Camerun verso una guerra civile? - 07/03/2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-attanasio-il-camerun-verso-una-guerra-civile-07-03-2018--14222972</link><description><![CDATA[È dell'ottobre 2017 la dichiarazione di indipendenza della Repubblica di Ambazonia dal Camerun: la scelta separatista della regione anglofona ha avuto una prima conseguenza l'11 febbraio scorso, con scontri in cui si sono contate decine di feriti da entrambe le parti. Il governo camerunese osteggia la rivendicazione di autonomia, il leader del movimento per l'indipendenza dichiara l'intenzione di ricorrere alle armi.<br /><br />La prospettiva è un conflitto non più latente ma reale: il giornalista Luca Attanasio racconta che «secondo l'Unhcr già circa 45.000 persone provenienti dalle regioni anglofone hanno lasciato il Camerun verso la Nigeria».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14222972</guid><pubDate>Wed, 07 Mar 2018 10:26:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14222972/2018_03_07_luca_attanasio_camerun.mp3" length="37374003" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>È dell'ottobre 2017 la dichiarazione di indipendenza della Repubblica di Ambazonia dal Camerun: la scelta separatista della regione anglofona ha avuto una prima conseguenza l'11 febbraio scorso, con scontri in cui si sono contate decine di feriti da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[È dell'ottobre 2017 la dichiarazione di indipendenza della Repubblica di Ambazonia dal Camerun: la scelta separatista della regione anglofona ha avuto una prima conseguenza l'11 febbraio scorso, con scontri in cui si sono contate decine di feriti da entrambe le parti. Il governo camerunese osteggia la rivendicazione di autonomia, il leader del movimento per l'indipendenza dichiara l'intenzione di ricorrere alle armi.<br /><br />La prospettiva è un conflitto non più latente ma reale: il giornalista Luca Attanasio racconta che «secondo l'Unhcr già circa 45.000 persone provenienti dalle regioni anglofone hanno lasciato il Camerun verso la Nigeria».]]></itunes:summary><itunes:duration>935</itunes:duration><itunes:keywords>camerun,guerra-civile,indipendenza,luca-attanasio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luigi Bisceglia, Vis | Lo sciopero del Santo Sepolcro | 26-02-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luigi-bisceglia-vis-lo-sciopero-del-santo-sepolcro-26-02-2018--14155777</link><description><![CDATA[Con una decisione quasi senza precedenti, la chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme è stata chiusa domenica dalle autorità cristiane della città per protestare contro le misure fiscali che la municipalità locale vorrebbe applicare ai loro beni e contro un progetto di legge della Knesset, il Parlamento israeliano, che riguarda terreni e immobili di loro proprietà.<br /><br />Il patriarca greco-ortodosso Theophilos III, il Custode di Terra Santa Francesco Patton e il patriarca armeno Nourhan Manougian hanno deciso di chiudere la chiesa del Santo Sepolcro per evidenziare la dimensione discriminatoria del provvedimento municipale, l’imposizione dell’arnona sui beni di proprietà cristiana non strettamente legati alle attività di culto. È un tema di cui si parla da diversi anni, mai applicato dalla municipalità di Gerusalemme, che riguarda esclusivamente le chiese cristiane. In un comunicato congiunto pubblicato dai leader religiosi delle comunità cristiane di Terra Santa si parla di una «sistematica e offensiva campagna» che «ha raggiunto un livello senza precedenti». Secondo i vertici cristiani, l’idea di tassare i beni di proprietà delle chiese cristiane è «contrario alla posizione storica delle Chiese nella città santa di Gerusalemme e la loro relazione con le autorità civili».<br /><br />Luigi Bisceglia, rappresentante Paese del Vis, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, in Palestina e Israele, racconta che «le chiese cristiane in Terra Santa sono una sparuta minoranza. Penso che a Gerusalemme ormai non ci siano più di diecimila cristiani, sommando tutti i fedeli delle varie Chiese».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14155777</guid><pubDate>Tue, 27 Feb 2018 14:53:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14155777/2018_02_26_luigi_bisceglia_vis_tasse_gerusalemme.mp3" length="20196164" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con una decisione quasi senza precedenti, la chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme è stata chiusa domenica dalle autorità cristiane della città per protestare contro le misure fiscali che la municipalità locale vorrebbe applicare ai loro beni e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con una decisione quasi senza precedenti, la chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme è stata chiusa domenica dalle autorità cristiane della città per protestare contro le misure fiscali che la municipalità locale vorrebbe applicare ai loro beni e contro un progetto di legge della Knesset, il Parlamento israeliano, che riguarda terreni e immobili di loro proprietà.<br /><br />Il patriarca greco-ortodosso Theophilos III, il Custode di Terra Santa Francesco Patton e il patriarca armeno Nourhan Manougian hanno deciso di chiudere la chiesa del Santo Sepolcro per evidenziare la dimensione discriminatoria del provvedimento municipale, l’imposizione dell’arnona sui beni di proprietà cristiana non strettamente legati alle attività di culto. È un tema di cui si parla da diversi anni, mai applicato dalla municipalità di Gerusalemme, che riguarda esclusivamente le chiese cristiane. In un comunicato congiunto pubblicato dai leader religiosi delle comunità cristiane di Terra Santa si parla di una «sistematica e offensiva campagna» che «ha raggiunto un livello senza precedenti». Secondo i vertici cristiani, l’idea di tassare i beni di proprietà delle chiese cristiane è «contrario alla posizione storica delle Chiese nella città santa di Gerusalemme e la loro relazione con le autorità civili».<br /><br />Luigi Bisceglia, rappresentante Paese del Vis, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, in Palestina e Israele, racconta che «le chiese cristiane in Terra Santa sono una sparuta minoranza. Penso che a Gerusalemme ormai non ci siano più di diecimila cristiani, sommando tutti i fedeli delle varie Chiese».]]></itunes:summary><itunes:duration>505</itunes:duration><itunes:keywords>cristiani,gerusalemme,israele,knesset,luigi-bisceglia,minoranza,minoranze,palestina,religione,santo-sepolcro,tasse,vis</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Paolo Bergamaschi | La nuova strategia per l'allargamento dell'Ue nei Balcani occidentali | 23-02-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paolo-bergamaschi-la-nuova-strategia-per-l-allargamento-dell-ue-nei-balcani-occidentali-23-02-2018--14155779</link><description><![CDATA[Fino a pochi mesi fa un nuovo allargamento dell'Unione europea verso sudest, nella regione dei Balcani occidentali che rappresenta una specie di "buco" nella cartina europea, sembrava una prospettiva remota, addirittura appartenente al passato.<br />Lo scorso 6 febbraio però la Commissione europea ha presentato la sua nuova strategia sull’allargamento dell’Unione europea, parlando esplicitamente di Serbia e Montenegro come possibili candidati per un ingresso nell'Unione nel 2025. Per raccontare questa storia bisogna però ripartire da un momento che sembra lontanissimo rispetto all’Europa di oggi, ovvero il 2014, l’insediamento di Jean-Claude Juncker come presidente della Commissione. All’epoca le prospettive di allargamento erano state come minimo raffreddate rispetto al decennio precedente, perché si era detto di voler puntare sul consolidamento dell’Unione. <br />Paolo Bergamaschi, dal 1995 consigliere politico del Parlamento europeo, istituzione differente ma in costante dialogo con la Commissione, racconta questo nuovo orizzonte.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14155779</guid><pubDate>Mon, 26 Feb 2018 14:28:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14155779/2018_02_23_paolo_bergamaschi_allargamento_ue.mp3" length="31380449" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Fino a pochi mesi fa un nuovo allargamento dell'Unione europea verso sudest, nella regione dei Balcani occidentali che rappresenta una specie di "buco" nella cartina europea, sembrava una prospettiva remota, addirittura appartenente al passato.
Lo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Fino a pochi mesi fa un nuovo allargamento dell'Unione europea verso sudest, nella regione dei Balcani occidentali che rappresenta una specie di "buco" nella cartina europea, sembrava una prospettiva remota, addirittura appartenente al passato.<br />Lo scorso 6 febbraio però la Commissione europea ha presentato la sua nuova strategia sull’allargamento dell’Unione europea, parlando esplicitamente di Serbia e Montenegro come possibili candidati per un ingresso nell'Unione nel 2025. Per raccontare questa storia bisogna però ripartire da un momento che sembra lontanissimo rispetto all’Europa di oggi, ovvero il 2014, l’insediamento di Jean-Claude Juncker come presidente della Commissione. All’epoca le prospettive di allargamento erano state come minimo raffreddate rispetto al decennio precedente, perché si era detto di voler puntare sul consolidamento dell’Unione. <br />Paolo Bergamaschi, dal 1995 consigliere politico del Parlamento europeo, istituzione differente ma in costante dialogo con la Commissione, racconta questo nuovo orizzonte.]]></itunes:summary><itunes:duration>785</itunes:duration><itunes:keywords>allargamento,allargamento-ue,bosnia-erzegovina,commissione-europea,croazia,fyrom,juncker,macedonia,montenegro,paolo-bergamaschi,parlamento-europeo,serbia,strategia-ue,unione-europea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-02-23 - Susanna Marietti - Riforma ordinamento penitenziario</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-02-23-susanna-marietti-riforma-ordinamento-penitenziario--14155778</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/14155778</guid><pubDate>Fri, 23 Feb 2018 09:06:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/14155778/2018_02_23_susanna_marietti_riforma_ordinamento_penitenziario.mp3" length="13640831" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>342</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Martino - Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | La Cina ha riscoperto il sudest Europa | 06-02-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-martino-osservatorio-balcani-e-caucaso-transeuropa-la-cina-ha-riscoperto-il-sudest-europa-06-02-2018--13983004</link><description><![CDATA[«La Cina ha (ri)scoperto il sud-est Europa». Questa affermazione contiene in sé due dimensioni: da un lato, infatti, non è la prima volta che Pechino si affaccia sui Balcani, ma la portata dei suoi investimenti negli ultimi anni è cresciuta, portando con sé opportunità ma anche dubbi.<br /><br />Lungo la "Nuova via della seta" si sviluppano oggi strategie che domani ridefiniranno gli equilibri dell'economia mondiale. Ma qual è lo stato degli investimenti cinesi nel sudest europeo? Ne abbiamo parlato con Francesco Martino, giornalista dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, in collegamento da Sofia, Bulgaria.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13983004</guid><pubDate>Tue, 06 Feb 2018 13:12:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13983004/2018_02_06_francesco_martino_obc_dossier_cina_ok.mp3" length="20626403" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>«La Cina ha (ri)scoperto il sud-est Europa». 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Ne abbiamo parlato con Francesco Martino, giornalista dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, in collegamento da Sofia, Bulgaria.]]></itunes:summary><itunes:duration>516</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,belgrado,cina,europa,francesco-martino,obc,obct,osservatorio-balcani-caucaso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-01-31 - Antonello Mangano Terrelibere - Rogo di Rosarno</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-01-31-antonello-mangano-terrelibere-rogo-di-rosarno--13945171</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945171</guid><pubDate>Wed, 31 Jan 2018 09:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945171/2018_01_31_antonello_mangano_terrelibere_rogo_di_rosarno.mp3" length="23485667" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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L’obiettivo di Ankara è debellare la presenza curda dal confine con il nord della Siria, ma l’azione non piace al regime di Assad e all’Iran, che siedono insieme ad Ankara al tavolo delle trattative di pace portate avanti dalla Russia. In un primo momento, il regime siriano aveva minacciato di reagire abbattendo qualsiasi mezzo aereo turco che superasse il confine, considerando l’azione turca come una violazione della propria sovranità. Eppure, al di là delle dichiarazioni, non sembrano esserci le basi per un intervento armato di Damasco in funzione anti-turca. «C’è una certa difficoltà anche da parte degli analisti – spiega Carlo Pallard, storico e ricercatore di storia contemporanea all’Università di Torino e redattore di East Journal – a capire esattamente che cosa sta succedendo ad Afrin, quali sono le dinamiche più profonde che stanno dietro a questa operazione, anche perché l’escalation è stata estremamente rapida, anche per gli standard della diplomazia internazionale».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13884382</guid><pubDate>Wed, 24 Jan 2018 10:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13884382/2018_01_24_carlo_pallard_siria_turchia.mp3" length="32770787" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo alcune azioni preliminari durante la giornata di sabato 20 gennaio, domenica scorsa l’esercito turco, insieme ad alcuni gruppi armati siriani alleati, ha avviato le operazioni militari nel cantone di Afrin, che compone insieme a quelli di Kobane,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo alcune azioni preliminari durante la giornata di sabato 20 gennaio, domenica scorsa l’esercito turco, insieme ad alcuni gruppi armati siriani alleati, ha avviato le operazioni militari nel cantone di Afrin, che compone insieme a quelli di Kobane, di Jazira e di Sehba il Sistema Federale Democratico della Siria del nord. L’obiettivo di Ankara è debellare la presenza curda dal confine con il nord della Siria, ma l’azione non piace al regime di Assad e all’Iran, che siedono insieme ad Ankara al tavolo delle trattative di pace portate avanti dalla Russia. In un primo momento, il regime siriano aveva minacciato di reagire abbattendo qualsiasi mezzo aereo turco che superasse il confine, considerando l’azione turca come una violazione della propria sovranità. Eppure, al di là delle dichiarazioni, non sembrano esserci le basi per un intervento armato di Damasco in funzione anti-turca. «C’è una certa difficoltà anche da parte degli analisti – spiega Carlo Pallard, storico e ricercatore di storia contemporanea all’Università di Torino e redattore di East Journal – a capire esattamente che cosa sta succedendo ad Afrin, quali sono le dinamiche più profonde che stanno dietro a questa operazione, anche perché l’escalation è stata estremamente rapida, anche per gli standard della diplomazia internazionale».]]></itunes:summary><itunes:duration>820</itunes:duration><itunes:keywords>afrin,analisi,carlo-pallard,curdi,erdogan,kurdistan,russia,siria,stati-uniti,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-01-22 - Susanna Marietti - Antigone su riforma ordinamento penitenziario</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-01-22-susanna-marietti-antigone-su-riforma-ordinamento-penitenziario--13945178</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945178</guid><pubDate>Mon, 22 Jan 2018 09:07:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945178/2018_01_22_susanna_marietti_antigone_su_riforma_ordinamento_penitenziario.mp3" length="25238449" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>631</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-01-19 - Giacomo Zandonini - Niger</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-01-19-giacomo-zandonini-niger--13945181</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945181</guid><pubDate>Fri, 19 Jan 2018 09:09:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945181/2018_01_19_giacomo_zandonini_niger.mp3" length="27165676" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>680</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Christian Elia - Qcode Magazine | Afghanistan, missione non compiuta | 18-01-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/christian-elia-qcode-magazine-afghanistan-missione-non-compiuta-18-01-2018--13945180</link><description><![CDATA[Le missioni militari italiane all’estero nel 2018 mostrano la tendenza a concentrarsi sul Sahara. Eppure, è difficile parlare di “missione compiuta” negli altri scenari, primo su tutti l’Afghanistan.<br /><br />Ne parliamo con Christian Elia, direttore di Qcode Mag e autore, con Emergency, del webdoc "Storia di una pallottola", che parte proprio dall'Afghanistan.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945180</guid><pubDate>Thu, 18 Jan 2018 12:19:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945180/2018_01_18_christian_elia_afghanistan.mp3" length="21969211" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le missioni militari italiane all’estero nel 2018 mostrano la tendenza a concentrarsi sul Sahara. Eppure, è difficile parlare di “missione compiuta” negli altri scenari, primo su tutti l’Afghanistan.

Ne parliamo con Christian Elia, direttore di Qcode...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le missioni militari italiane all’estero nel 2018 mostrano la tendenza a concentrarsi sul Sahara. Eppure, è difficile parlare di “missione compiuta” negli altri scenari, primo su tutti l’Afghanistan.<br /><br />Ne parliamo con Christian Elia, direttore di Qcode Mag e autore, con Emergency, del webdoc "Storia di una pallottola", che parte proprio dall'Afghanistan.]]></itunes:summary><itunes:duration>550</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,christian-elia,emergency,guerra</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-01-16 - Alessandro Giannì - Greenpeace</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-01-16-alessandro-gianni-greenpeace--13945176</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945176</guid><pubDate>Thu, 18 Jan 2018 09:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945176/2018_01_16_alessandro_gianni_greenpeace.mp3" length="23672121" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>592</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-01-17 - Laura Silvia Battaglia - Yemen</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-01-17-laura-silvia-battaglia-yemen--13945179</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945179</guid><pubDate>Wed, 17 Jan 2018 09:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945179/2018_01_17_laura_silvia_battaglia_yemen.mp3" length="27413105" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>686</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cosimo Caridi | Le proteste in Tunisia | 15-01-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cosimo-caridi-le-proteste-in-tunisia-15-01-2018--13945182</link><description><![CDATA[Dove porteranno le proteste che hanno portato i tunisini, che con la rivoluzione del gennaio del 2011 diedero il via alla stagione delle “primavere arabe”, a scendere di nuovo in strada?<br /><br />Ne parliamo con Cosimo Caridi, giornalista che si trova a Tunisi per raccontare questi giorni intensi per il Paese. «Questo provvedimento – spiega – ridisegna un po’ il tipo di tassazione che devono pagare i tunisini: è aumentata l’Iva in tutte le aliquote, vengono inseriti dei contributi di solidarietà obbligatori per i dipendenti pubblici e privati, vengono alzate una serie di tasse come quelle sul carburante o sui beni di prima necessità. Il problema però non è tanto l’aumento delle tasse in sé e per sé, quanto la stagnazione dell’economia. L’economia tunisina è bloccata dalla rivoluzione o poco dopo. Negli ultimi due anni il dinaro, che è la valuta locale, ha perso il 50% del suo valore, l’inflazione continua a crescere, gli stipendi sono bloccati».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945182</guid><pubDate>Mon, 15 Jan 2018 12:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945182/2018_01_15_cosimo_caridi_tunisia.mp3" length="24746818" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dove porteranno le proteste che hanno portato i tunisini, che con la rivoluzione del gennaio del 2011 diedero il via alla stagione delle “primavere arabe”, a scendere di nuovo in strada?

Ne parliamo con Cosimo Caridi, giornalista che si trova a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dove porteranno le proteste che hanno portato i tunisini, che con la rivoluzione del gennaio del 2011 diedero il via alla stagione delle “primavere arabe”, a scendere di nuovo in strada?<br /><br />Ne parliamo con Cosimo Caridi, giornalista che si trova a Tunisi per raccontare questi giorni intensi per il Paese. «Questo provvedimento – spiega – ridisegna un po’ il tipo di tassazione che devono pagare i tunisini: è aumentata l’Iva in tutte le aliquote, vengono inseriti dei contributi di solidarietà obbligatori per i dipendenti pubblici e privati, vengono alzate una serie di tasse come quelle sul carburante o sui beni di prima necessità. Il problema però non è tanto l’aumento delle tasse in sé e per sé, quanto la stagnazione dell’economia. L’economia tunisina è bloccata dalla rivoluzione o poco dopo. Negli ultimi due anni il dinaro, che è la valuta locale, ha perso il 50% del suo valore, l’inflazione continua a crescere, gli stipendi sono bloccati».]]></itunes:summary><itunes:duration>619</itunes:duration><itunes:keywords>cosimo-caridi,proteste,tunisi,tunisia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Michela Cella, economista Università Milano-Bicocca | È giusto che l'università sia gratis? | 12-01-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/michela-cella-economista-universita-milano-bicocca-e-giusto-che-l-universita-sia-gratis-12-01-2018--13945169</link><description><![CDATA[Università, diritto allo studio, accesso al mercato del lavoro, in generale quello che pertiene al mondo dell'istruzione universitaria. La proposta del presidente del Senato e candidato premier per Liberi e Uguali era quella di cancellare le tasse universitarie, cancellare le rette che ora si basano su un principio di progressività ma che si vorrebbero eliminare, dicendo per Grasso che così si amplia la platea di persone che possono accedere e che quindi possono sostenere un ciclo di studi fino alla laurea.<br />Michela Cella, economista e professore associato all'Università degli studi Milano-Bicocca.<br /><br />È una proposta che porterebbe un meccanismo di equità, facendo due conti rispetto all'attuale sistema progressivo.<br />«Non far pagare qualcosa che si paga obiettivamente potrebbe aumentare le possibilità di studio. In realtà però è importante riflettere sul fatto che le tasse universitarie sono tra le cose forse più progressive che ci sono nel nostro Paese. Nel 2016-2017 infatti è stata ampliata moltissimo la fascia di gratuità che ora è fino a 13.000 di ISEE, non di reddito, e fortemente scontato per i redditi tra i 13.000 e i 30.000 euro. Inoltre sicuramente è successo alla Bicocca, ma pare che non siano poche le università che hanno addirittura ampliato questa fascia di gratuità. In Bicocca è fino a 15.000 euro di ISEE e poi anche per i redditi compresi tra i 15.000 e i 30.000 si è stati sotto al limite massimo permesso dalla legge, che dice che non si può pagare più del 7% della differenza tra reddito e 13.000 euro e in Bicocca si è stati molto sotto, rendendo più onerose le tasse universitarie per i redditi più elevati, che hanno molti più scaglioni».<br />Sono oggettivamente tasse piuttosto progressive, quindi forse annullare una cosa del genere non è poi particolarmente equo, ha detto bene Carlo Calenda "spiegatemi perché due operai senza figli devono pagare con le loro tasse l'università alla figlia di un ministro della repubblica"».<br /><br />Abbandonando per un momento la questione di merito si è parlato un po' di cifre e si è detto che costerebbe un miliardo e 600 milioni il costo di questo intervento. È una spesa che in assoluto ci possiamo permettere?<br />«Sono anni e anni che ci viene detto che non ci sono soldi per nulla, questo oggettivamente non è una somma impossibile, Grasso sembra dire che si possa recuperare togliendo sussidi dannosi per l'ambiente. Secondo me oggettivamente come quantità per il bilancio dello Stato forse è anche gestibile, quello che poi forse fa un po' preoccupare è che è facile togliere questi soldi all'Università dicendo "dal 2019 nessuno paga le tasse universitarie", non è chiaro come si facciano arrivare quei soldi e in che modo, perché finora questi sono soldi che gli iscritti pagano all'Università, che già non vivono in acque serene. Se forse per il bilancio dello Stato è un'operazione tutto sommato gestibile mi domando come possa esserlo per gli atenei italiani statali».<br /><br />Verrebbe in mente che forse più ancora che andare sul taglio delle tasse vere e proprie questo fondo, che effettivamente potrebbe essere trovato, di 1.6mld potrebbe essere utilizzato in quell'ampio ventaglio di spese accessorie che coinvolgono la vita di uno studente universitario: alloggio, mezzi, acquisto di libri: in borse di studio. Questo potrebbe cambiare l'equità del sistema?<br />«Sicuramente studiare è costoso, quindi non neghiamo che ci debba essere una porzione di ragazzi che rinunciano all'istruzioen universitaria perché non se lo possono permettere, però credo che la motivazione sia dovuta a tutto ilresto, non a quelle poche centinaia di euro che dovrebbero pagare alle università, ma sappiamo benissimo che trasferirsi e vivere in una grande città se si abita in un Paese piccolo, lontano dagli atenei, il costo per la famiglia non è la retta universitaria, quello che può far de]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945169</guid><pubDate>Fri, 12 Jan 2018 09:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945169/2018_01_12_michela_cella_universita_gratis.mp3" length="27126571" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Università, diritto allo studio, accesso al mercato del lavoro, in generale quello che pertiene al mondo dell'istruzione universitaria. 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In realtà però è importante riflettere sul fatto che le tasse universitarie sono tra le cose forse più progressive che ci sono nel nostro Paese. Nel 2016-2017 infatti è stata ampliata moltissimo la fascia di gratuità che ora è fino a 13.000 di ISEE, non di reddito, e fortemente scontato per i redditi tra i 13.000 e i 30.000 euro. Inoltre sicuramente è successo alla Bicocca, ma pare che non siano poche le università che hanno addirittura ampliato questa fascia di gratuità. In Bicocca è fino a 15.000 euro di ISEE e poi anche per i redditi compresi tra i 15.000 e i 30.000 si è stati sotto al limite massimo permesso dalla legge, che dice che non si può pagare più del 7% della differenza tra reddito e 13.000 euro e in Bicocca si è stati molto sotto, rendendo più onerose le tasse universitarie per i redditi più elevati, che hanno molti più scaglioni».<br />Sono oggettivamente tasse piuttosto progressive, quindi forse annullare una cosa del genere non è poi particolarmente equo, ha detto bene Carlo Calenda "spiegatemi perché due operai senza figli devono pagare con le loro tasse l'università alla figlia di un ministro della repubblica"».<br /><br />Abbandonando per un momento la questione di merito si è parlato un po' di cifre e si è detto che costerebbe un miliardo e 600 milioni il costo di questo intervento. È una spesa che in assoluto ci possiamo permettere?<br />«Sono anni e anni che ci viene detto che non ci sono soldi per nulla, questo oggettivamente non è una somma impossibile, Grasso sembra dire che si possa recuperare togliendo sussidi dannosi per l'ambiente. Secondo me oggettivamente come quantità per il bilancio dello Stato forse è anche gestibile, quello che poi forse fa un po' preoccupare è che è facile togliere questi soldi all'Università dicendo "dal 2019 nessuno paga le tasse universitarie", non è chiaro come si facciano arrivare quei soldi e in che modo, perché finora questi sono soldi che gli iscritti pagano all'Università, che già non vivono in acque serene. Se forse per il bilancio dello Stato è un'operazione tutto sommato gestibile mi domando come possa esserlo per gli atenei italiani statali».<br /><br />Verrebbe in mente che forse più ancora che andare sul taglio delle tasse vere e proprie questo fondo, che effettivamente potrebbe essere trovato, di 1.6mld potrebbe essere utilizzato in quell'ampio ventaglio di spese accessorie che coinvolgono la vita di uno studente universitario: alloggio, mezzi, acquisto di libri: in borse di studio. Questo potrebbe cambiare l'equità del sistema?<br />«Sicuramente studiare è costoso, quindi non neghiamo che ci debba essere una porzione di ragazzi che rinunciano all'istruzioen universitaria perché non se lo possono permettere, però credo che la motivazione sia dovuta a tutto ilresto, non a quelle poche centinaia di euro che dovrebbero pagare alle università, ma sappiamo benissimo che trasferirsi e vivere in una grande città se si abita in un Paese piccolo, lontano dagli atenei, il costo per la famiglia non è la retta universitaria, quello che può far de]]></itunes:summary><itunes:duration>679</itunes:duration><itunes:keywords>diritto-studio,economia,michela-cella,pietro-grasso,tasse-universitarie,università</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Simone Feder | Movimento No Slot e comunità Casa del Giovane di Pavia | 11-01-2018</title><link>https://www.spreaker.com/episode/simone-feder-movimento-no-slot-e-comunita-casa-del-giovane-di-pavia-11-01-2018--13781474</link><description><![CDATA[Nei primi giorni del 2018 La Stampa ha pubblicato due articoli dedicati al gioco d'azzardo parlando dei dati sui soldi persi, non spesi, dagli italiani nel 2017 in questo settore.<br /><br />Secondo Simone Feder, coordinatore dell'area giovani e dipendenze della Casa del Giovane di Pavia e membro del movimento No Slot, «sono dati non del tutto attendibili». Inoltre, è importante non soffermarsi sui numeri, ma sul frutto di questa «morfina sociale» offerta 24 ore su 24 a ogni ceto sociale e a ogni fascia d'età. «Ci stanno inquinando i pozzi relazionali».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13781474</guid><pubDate>Thu, 11 Jan 2018 12:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13781474/2018_01_11_simone_feder_no_slot.mp3" length="24897951" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nei primi giorni del 2018 La Stampa ha pubblicato due articoli dedicati al gioco d'azzardo parlando dei dati sui soldi persi, non spesi, dagli italiani nel 2017 in questo settore.

Secondo Simone Feder, coordinatore dell'area giovani e dipendenze...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nei primi giorni del 2018 La Stampa ha pubblicato due articoli dedicati al gioco d'azzardo parlando dei dati sui soldi persi, non spesi, dagli italiani nel 2017 in questo settore.<br /><br />Secondo Simone Feder, coordinatore dell'area giovani e dipendenze della Casa del Giovane di Pavia e membro del movimento No Slot, «sono dati non del tutto attendibili». Inoltre, è importante non soffermarsi sui numeri, ma sul frutto di questa «morfina sociale» offerta 24 ore su 24 a ogni ceto sociale e a ogni fascia d'età. «Ci stanno inquinando i pozzi relazionali».]]></itunes:summary><itunes:duration>623</itunes:duration><itunes:keywords>gioco-patologico,ludopatia,morfina-sociale,no-slot,simone-feder,slot,slot-machine</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-01-09 - Semir Garshasbi - Rivolta in Iran</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-01-09-semir-garshasbi-rivolta-in-iran--13945170</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945170</guid><pubDate>Tue, 09 Jan 2018 09:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945170/2018_01_09_semir_garshasbi_rivolta_in_iran.mp3" length="28111630" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>703</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2018-01-08 - Giuseppe Gullo Anief - Protesta maestri precari</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2018-01-08-giuseppe-gullo-anief-protesta-maestri-precari--13945172</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13945172</guid><pubDate>Mon, 08 Jan 2018 09:12:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13945172/2018_01_08_giuseppe_gullo_anief_protesta_maestri_precari.mp3" length="15768508" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>395</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Padre Renato Colizzi, fondazione Magis | Niente pace per il Sud Sudan | 21-12-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/padre-renato-colizzi-fondazione-magis-niente-pace-per-il-sud-sudan-21-12-2017--13689821</link><description><![CDATA[La guerra scoppiata nel dicembre del 2013 ha impoverito il Paese e ricorda una volta in più che il petrolio non basta da solo a creare un Paese. La testimonianza di Padre Renato Colizzi (Magis)<br /><br />Leggi l'intervista su Riforma.it<br />http://riforma.it/it/articolo/2017/12/22/quattro-anni-senza-pace-sud-sudan]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13689821</guid><pubDate>Fri, 22 Dec 2017 15:51:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13689821/2017_12_21_renato_colizzi_sud_sudan.mp3" length="20272144" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra scoppiata nel dicembre del 2013 ha impoverito il Paese e ricorda una volta in più che il petrolio non basta da solo a creare un Paese. La testimonianza di Padre Renato Colizzi (Magis)

Leggi l'intervista su Riforma.it...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La guerra scoppiata nel dicembre del 2013 ha impoverito il Paese e ricorda una volta in più che il petrolio non basta da solo a creare un Paese. La testimonianza di Padre Renato Colizzi (Magis)<br /><br />Leggi l'intervista su Riforma.it<br />http://riforma.it/it/articolo/2017/12/22/quattro-anni-senza-pace-sud-sudan]]></itunes:summary><itunes:duration>507</itunes:duration><itunes:keywords>guerra-civile,juba,magis,missioni-gesuiti,riek-machar,salva-kiir,sudan,sud-sudan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elisa De Pieri, Amnesty International | Rapporto su Libia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elisa-de-pieri-amnesty-international-rapporto-su-libia--13867403</link><description><![CDATA[I governi europei hanno responsabilità chiare per quanto riguarda gli episodi di abusi e torture sui migranti in Libia, secondo Amnesty Internaional, che ha pubblicato questa mattina un rapporto dedicato al Paese nordafricano. Inoltre, si afferma che i fondi europei per la Libia siano finiti alle autorità che collaborano con le milizie e i trafficanti di esseri umani.<br /><br />Elisa De Pieri, ricercatrice del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International, racconta i punti chiave di questo rapporto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13867403</guid><pubDate>Tue, 12 Dec 2017 20:59:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13867403/elisa_de_pieri_amnesty_rapporto_su_libia.mp3" length="15033582" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I governi europei hanno responsabilità chiare per quanto riguarda gli episodi di abusi e torture sui migranti in Libia, secondo Amnesty Internaional, che ha pubblicato questa mattina un rapporto dedicato al Paese nordafricano. Inoltre, si afferma che...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I governi europei hanno responsabilità chiare per quanto riguarda gli episodi di abusi e torture sui migranti in Libia, secondo Amnesty Internaional, che ha pubblicato questa mattina un rapporto dedicato al Paese nordafricano. Inoltre, si afferma che i fondi europei per la Libia siano finiti alle autorità che collaborano con le milizie e i trafficanti di esseri umani.<br /><br />Elisa De Pieri, ricercatrice del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International, racconta i punti chiave di questo rapporto.]]></itunes:summary><itunes:duration>376</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,haftar,libia,mediterraneo,migranti,migrazioni,serraj,tortura,tripoli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Filomena Gallo - Ass Luca Coscioni | Verso il biotestamento | 07-12-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/filomena-gallo-ass-luca-coscioni-verso-il-biotestamento-07-12-2017--13528467</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13528467</guid><pubDate>Thu, 07 Dec 2017 08:19:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13528467/2017_12_07_filomena_gallo_punto_su_biotestamento.mp3" length="25321971" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>634</itunes:duration><itunes:keywords>biotestamento,dat,eutanasia,finevita,gallo,lucacoscioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Carlos Pisoni - HIJOS | Le condanne per i criminali della dittatura argentina | 06-12-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/carlos-pisoni-hijos-le-condanne-per-i-criminali-della-dittatura-argentina-06-12-2017--13519775</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13519775</guid><pubDate>Wed, 06 Dec 2017 08:23:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13519775/2017_12_06_carlos_pisoni_hijos.mp3" length="13221441" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>828</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Carlotta Sami - Unhcr | Strutture di transito per rifugiati in Libia | 05-12-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/carlotta-sami-unhcr-strutture-di-transito-per-rifugiati-in-libia-05-12-2017--13510709</link><description><![CDATA[Una struttura di transito in Libia per poter essere evacuare i rifugiati fuori dal paese in sicurezza. Lo scopo non è far rientrare nel proprio paese i migranti, ma farli arrivare in modo sicuro in un paese terzo. L'Unhcr ha espresso soddisfazione, ne abbiamo parlato con Carlotta Sami, portavoce per il sud europa dell'Agenzia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13510709</guid><pubDate>Tue, 05 Dec 2017 08:13:10 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13510709/2017_12_05_carlotta_sami.mp3" length="20010103" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Una struttura di transito in Libia per poter essere evacuare i rifugiati fuori dal paese in sicurezza. Lo scopo non è far rientrare nel proprio paese i migranti, ma farli arrivare in modo sicuro in un paese terzo. L'Unhcr ha espresso soddisfazione, ne...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una struttura di transito in Libia per poter essere evacuare i rifugiati fuori dal paese in sicurezza. Lo scopo non è far rientrare nel proprio paese i migranti, ma farli arrivare in modo sicuro in un paese terzo. L'Unhcr ha espresso soddisfazione, ne abbiamo parlato con Carlotta Sami, portavoce per il sud europa dell'Agenzia]]></itunes:summary><itunes:duration>501</itunes:duration><itunes:keywords>libia,sami,tripoli,unhcr</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alfredo Sasso - osservatorio balcani Caucaso Transeuropa | Il Slobodan Praljak e l'eredità che lascia | 04-12-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alfredo-sasso-osservatorio-balcani-caucaso-transeuropa-il-slobodan-praljak-e-l-eredita-che-lascia-04-12-2017--13502556</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13502556</guid><pubDate>Mon, 04 Dec 2017 11:56:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13502556/2017_12_04_alfredo_sasso.mp3" length="12677673" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>794</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,slobodan praljak</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alfredo Sasso - Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | Ergastolo per Ratko Mladić | 24-11-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alfredo-sasso-osservatorio-balcani-e-caucaso-transeuropa-ergastolo-per-ratko-mladic-24-11-2017--13416710</link><description><![CDATA[Ratko Mladić, l’ex comandante delle forze serbe in Bosnia durante il conflitto degli anni Novanta, è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia. Le accuse per cui è stato giudicato colpevole sono genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, tutti riferiti al suo ruolo nella guerra e in particolare nel genocidio di Srebrenica e nell’assedio di Sarajevo. Ne parliamo con Alfredo Sasso, collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa e della rivista East Journal, secondo cui questo processo «aveva un significato particolare, perché Ratko Mladić da generale dell’esercito serbo-bosniaco si è macchiato di alcuni dei crimini più gravi compiuti nelle guerre degli anni Novanta».<br /><br />Approfondimento su<br />http://riforma.it/it/articolo/2017/11/23/mladic-lergastolo-che-chiude-il-cerchio]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13416710</guid><pubDate>Fri, 24 Nov 2017 13:46:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13416710/2017_11_23_alfredo_sasso_mladic.mp3" length="20307639" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ratko Mladić, l’ex comandante delle forze serbe in Bosnia durante il conflitto degli anni Novanta, è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia. Le accuse per cui è stato giudicato colpevole sono genocidio,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ratko Mladić, l’ex comandante delle forze serbe in Bosnia durante il conflitto degli anni Novanta, è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia. Le accuse per cui è stato giudicato colpevole sono genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, tutti riferiti al suo ruolo nella guerra e in particolare nel genocidio di Srebrenica e nell’assedio di Sarajevo. Ne parliamo con Alfredo Sasso, collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa e della rivista East Journal, secondo cui questo processo «aveva un significato particolare, perché Ratko Mladić da generale dell’esercito serbo-bosniaco si è macchiato di alcuni dei crimini più gravi compiuti nelle guerre degli anni Novanta».<br /><br />Approfondimento su<br />http://riforma.it/it/articolo/2017/11/23/mladic-lergastolo-che-chiude-il-cerchio]]></itunes:summary><itunes:duration>508</itunes:duration><itunes:keywords>alfredo-sasso,balcani,balcani-occidentali,bosnia,bosnia-erzegovina,ex-jugoslavia,genocidio,mladic,obc,osservatorio-balcani-caucaso,processo,ratko-mladic,republika-srpska,riconciliazione,sarajevo,srebrenica,transeuropa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Andrea Iacomini - Unicef | Sempre più minori vittima della guerra in Yemen | 17-11-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/andrea-iacomini-unicef-sempre-piu-minori-vittima-della-guerra-in-yemen-17-11-2017--13352268</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13352268</guid><pubDate>Fri, 17 Nov 2017 11:34:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13352268/2017_11_17_andrea_iacomini_unicef_e_yemen.mp3" length="17121480" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>429</itunes:duration><itunes:keywords>arabia,guerra,minori,saudita,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvatore Greco - PoloniCult | Polonia, la marcia xenofoba dei 60.000</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvatore-greco-polonicult-polonia-la-marcia-xenofoba-dei-60-000--13319177</link><description><![CDATA[L'11 novembre la Polonia ha festeggiato l’indipendenza conquistata nel 1918. In quell'occasione decine di migliaia di persone unite da spirito xenofobo e razzista, decritto da alcuni media polacchi come "patriottico". Ne parliamo con Salvatore Greco, giornalista di EastJournal/PoloniCult]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13319177</guid><pubDate>Tue, 14 Nov 2017 09:28:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13319177/2017_11_14_salvatore_greco_polonia_marcia_xenofoba.mp3" length="19709161" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'11 novembre la Polonia ha festeggiato l’indipendenza conquistata nel 1918. In quell'occasione decine di migliaia di persone unite da spirito xenofobo e razzista, decritto da alcuni media polacchi come "patriottico". Ne parliamo con Salvatore Greco,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'11 novembre la Polonia ha festeggiato l’indipendenza conquistata nel 1918. In quell'occasione decine di migliaia di persone unite da spirito xenofobo e razzista, decritto da alcuni media polacchi come "patriottico". Ne parliamo con Salvatore Greco, giornalista di EastJournal/PoloniCult]]></itunes:summary><itunes:duration>493</itunes:duration><itunes:keywords>indipendenza,marcia,polonia,razzismo,xenofobia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Cristiano | Le dimissioni di Hariri | 13-11-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-cristiano-le-dimissioni-di-hariri-13-11-2017--13319176</link><description><![CDATA[Riccardo Cristiano, ex vaticanista Rai, riflette con noi sulle dimissioni del primo Ministro del Libano Saad Hariri mentre si trovava a Riyad , e del tentativo del patriarca maronita Bechara Boutros Rai di ricomporre la rottura con l'Arabia Saudita.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13319176</guid><pubDate>Mon, 13 Nov 2017 08:36:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13319176/2017_11_13_riccardo_cristiano_dimissioni_di_hariri_e_patriarca_maronita.mp3" length="34758211" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Riccardo Cristiano, ex vaticanista Rai, riflette con noi sulle dimissioni del primo Ministro del Libano Saad Hariri mentre si trovava a Riyad , e del tentativo del patriarca maronita Bechara Boutros Rai di ricomporre la rottura con l'Arabia Saudita.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Riccardo Cristiano, ex vaticanista Rai, riflette con noi sulle dimissioni del primo Ministro del Libano Saad Hariri mentre si trovava a Riyad , e del tentativo del patriarca maronita Bechara Boutros Rai di ricomporre la rottura con l'Arabia Saudita.]]></itunes:summary><itunes:duration>869</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giuseppe Schiavello | Blocco finanziario alle mine, Matterella non firma | 06-11-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giuseppe-schiavello-blocco-finanziario-alle-mine-matterella-non-firma-06-11-2017--13319175</link><description><![CDATA[Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rimanda alle Camere una legge, quella sulle “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo”. Complice una sovrapposizione tra penale e amministrativo che avrebbe rappresentato una disparità di trattamento. L'intervista a Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine Onlus]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13319175</guid><pubDate>Mon, 06 Nov 2017 09:19:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13319175/2017_11_06_giuseppe_schiavello_mine_antipersona.mp3" length="24443663" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rimanda alle Camere una legge, quella sulle “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rimanda alle Camere una legge, quella sulle “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo”. Complice una sovrapposizione tra penale e amministrativo che avrebbe rappresentato una disparità di trattamento. L'intervista a Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine Onlus]]></itunes:summary><itunes:duration>612</itunes:duration><itunes:keywords>armi,camera,legge,mattarella,mine</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Noury | Il caso di Ahmadreza Djalali | 06-11-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-noury-il-caso-di-ahmadreza-djalali-06-11-2017--13319174</link><description><![CDATA[Il punto sulla vicenda di Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano, che ha lavorato anche in Piemonte ed è detenuto in Iran dall’aprile 2016. A fine ottobre è stato condannato a morte, ma non si escludono sorprese. L'intervista con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13319174</guid><pubDate>Mon, 06 Nov 2017 09:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13319174/2017_11_06_riccardo_noury_il_caso_di_ahmadreza_djalali.mp3" length="16597831" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il punto sulla vicenda di Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano, che ha lavorato anche in Piemonte ed è detenuto in Iran dall’aprile 2016. A fine ottobre è stato condannato a morte, ma non si escludono sorprese. L'intervista con Riccardo Noury,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il punto sulla vicenda di Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano, che ha lavorato anche in Piemonte ed è detenuto in Iran dall’aprile 2016. A fine ottobre è stato condannato a morte, ma non si escludono sorprese. 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Queste persone sono state accolte presso le suore del Monsignor Rosaz e in case di altri richiedenti asilo della Diaconia Valdese a Susa.<br /><br />La vostra è stata un’evacuazione in “pre allerta” o in emergenza piena?<br />«È stato un intervento precauzionale, però le fiamme si stavano veramente avvicinando al centro abitato, erano basse ed era necessario andarsene. Molte persone sono rimaste più del dovuto, (firmando per la responsabilità) per cercare di proteggere le proprie abitazioni, bagnando e facendo punti d'acqua intorno alle case. Nella notte, però, hanno davvero dovuto lasciare tutti le abitazioni. La cosa positiva è che stamattina è stata revocata l’ordinanza e il fuoco è maggiormente sotto controllo rispetto a ieri, soprattutto sopra Mompantero e sopra Venaus. C’è ancora un fuoco a Venaus che stanno spegnendo con i Canadair però è sicuramente diverso da ieri: l’aria è diventata più respirabile, non c’è il grande fumo e non si vedono più le enormi fiammate sulla montagna che facevano tantissima paura. La situazione è ancora aperta a Novalesa.<br /><br />Oggi spende il sole sulla Val di Susa, non si vedono nuvole all’orizzonte.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13159688</guid><pubDate>Mon, 30 Oct 2017 10:24:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13159688/2017_10_30_noemi_bertolotto_diaconia_valdese.mp3" length="8548719" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 29 ottobre c’è stata l’ordinanza di evacuazione per gran parte il comune di Mompantero, e anche la Diaconia Valdese ha dovuto spostare una famiglia di rifugiati accolta in un appartamento e altri 4 ragazzi. 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La cosa positiva è che stamattina è stata revocata l’ordinanza e il fuoco è maggiormente sotto controllo rispetto a ieri, soprattutto sopra Mompantero e sopra Venaus. C’è ancora un fuoco a Venaus che stanno spegnendo con i Canadair però è sicuramente diverso da ieri: l’aria è diventata più respirabile, non c’è il grande fumo e non si vedono più le enormi fiammate sulla montagna che facevano tantissima paura. 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Oppure che, anche dall'altra parte del confine, noi occidentali siamo sempre viaggiatori di serie A, siamo stati gli ultimi a fare il check in ma gli ultimi ai controlli passaporti, mentre la coda dei siriani si allungava e venivano interrogati singolarmente, problemi risolti grazie all'intervento del console». Piccoli e grandi problemi quotidiani che ci fanno capire quanto è difficile costruire un progetto come questo.<br /><br />Tutti vogliono imparare l'italiano, andare a scuola e hanno un'idea molto chiara di dove arriveranno.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13140535</guid><pubDate>Fri, 27 Oct 2017 10:00:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13140535/2017_10_27_marco_magnano_corridoi_umanitari.mp3" length="21526683" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il gruppo è il più numeroso di quelli arrivati in Italia. «Questo corridoio è percepito come qualcosa di naturale – dice l'operatore Simone Scotta della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia – a febbraio 2016 fu una battaglia portare la prima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il gruppo è il più numeroso di quelli arrivati in Italia. «Questo corridoio è percepito come qualcosa di naturale – dice l'operatore Simone Scotta della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia – a febbraio 2016 fu una battaglia portare la prima famiglia in Italia, oggi siamo in grado di portare 125 persone senza dover muovere mari e monti, ma grazie alle relazioni con il ministero dell'interno e degli Esteri».<br /><br />Marco Magnano dice «da dietro le quinte colpisce la lunghezza dei controlli che devono subire i profughi all'aeroporto di Beirut, quasi 5 ore. Oppure che, anche dall'altra parte del confine, noi occidentali siamo sempre viaggiatori di serie A, siamo stati gli ultimi a fare il check in ma gli ultimi ai controlli passaporti, mentre la coda dei siriani si allungava e venivano interrogati singolarmente, problemi risolti grazie all'intervento del console». 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L’altra zona è quella della zona di Mompantero che ormai è sotto le pendici del Rocciamelone e Caprie, anche nel verso il parco del Gran Paradiso dove i fronti sono in via di espansione. Nel cuneese i fronti sono molto estesi, 15 km sul Sambuco e sul valico di confine dell’Argentera.<br /><br />L’incendio di Roure continua a covare, tutto in sotterranea, ogni tanto ha delle riprese, c’è stato in zona Perrero. La reazione è stata immediata ma purtroppo parliamo di gestione di questo incendio, non è pensabile parlare di estinzione e andare a casa a riposarsi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13140407</guid><pubDate>Fri, 27 Oct 2017 07:41:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13140407/2017_10_27_sergio_pirone.mp3" length="19321755" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I fronti alti degli incendi dell'area Cumiana-Cantalupa hanno interessato i 7 confini, dunque la zona del giavenese.

Dal punto di vista delle priorità, i punti più critici sono quelli che rischiano l’esposizione delle case e degli abitanti. L’altra...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I fronti alti degli incendi dell'area Cumiana-Cantalupa hanno interessato i 7 confini, dunque la zona del giavenese.<br /><br />Dal punto di vista delle priorità, i punti più critici sono quelli che rischiano l’esposizione delle case e degli abitanti. L’altra zona è quella della zona di Mompantero che ormai è sotto le pendici del Rocciamelone e Caprie, anche nel verso il parco del Gran Paradiso dove i fronti sono in via di espansione. Nel cuneese i fronti sono molto estesi, 15 km sul Sambuco e sul valico di confine dell’Argentera.<br /><br />L’incendio di Roure continua a covare, tutto in sotterranea, ogni tanto ha delle riprese, c’è stato in zona Perrero. La reazione è stata immediata ma purtroppo parliamo di gestione di questo incendio, non è pensabile parlare di estinzione e andare a casa a riposarsi.]]></itunes:summary><itunes:duration>484</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>26 ottobre - Ore 9:30 - Il punto della situazione da Cantalupa</title><link>https://www.spreaker.com/episode/26-ottobre-ore-9-30-il-punto-della-situazione-da-cantalupa--13129205</link><description><![CDATA[Il sindaco di Cantalupa Giachino Bello fa il punto sulla situazione nel comune colpito dagli incendi.<br /><br />«Ho chiesto di sgomberare alcune case, ma i proprietari che avevano il fuoco a 50 metri mi hanno detto chiaro e tondo che del monossido non gliene importava nulla e che volevano difendere casa loro. Hanno vigilato tutta la notte con i carabinieri presenti e le squadre di AiB e vigili del fuoco e hanno combattuto con successo nel contenere il fuoco che non ha appiccato casa loro. (...)Non ci sono per il momento allontanamenti decisi con ordinanza mia».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13129205</guid><pubDate>Thu, 26 Oct 2017 08:01:46 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13129205/2017_10_26_sindaco_cantalupa_giachino_bello_2.mp3" length="14730115" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il sindaco di Cantalupa Giachino Bello fa il punto sulla situazione nel comune colpito dagli incendi.

«Ho chiesto di sgomberare alcune case, ma i proprietari che avevano il fuoco a 50 metri mi hanno detto chiaro e tondo che del monossido non gliene...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il sindaco di Cantalupa Giachino Bello fa il punto sulla situazione nel comune colpito dagli incendi.<br /><br />«Ho chiesto di sgomberare alcune case, ma i proprietari che avevano il fuoco a 50 metri mi hanno detto chiaro e tondo che del monossido non gliene importava nulla e che volevano difendere casa loro. Hanno vigilato tutta la notte con i carabinieri presenti e le squadre di AiB e vigili del fuoco e hanno combattuto con successo nel contenere il fuoco che non ha appiccato casa loro. (...)Non ci sono per il momento allontanamenti decisi con ordinanza mia».]]></itunes:summary><itunes:duration>369</itunes:duration><itunes:keywords>cantalupa,giachinobello,incendi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Incendi in Piemonte - Intervista con il Sindaco di Cantalupa Giustino Bello</title><link>https://www.spreaker.com/episode/incendi-in-piemonte-intervista-con-il-sindaco-di-cantalupa-giustino-bello--13120695</link><description><![CDATA[All'interno di Cominciamo bene gli aggiornamenti della situazione degli incendi a Cantalupa. «Nella zona San Martino le prime case sono a non più di 200 metri da fuoco»]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13120695</guid><pubDate>Wed, 25 Oct 2017 09:08:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13120695/2017_10_25_sindaco_cantalupa.mp3" length="17612599" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>All'interno di Cominciamo bene gli aggiornamenti della situazione degli incendi a Cantalupa. «Nella zona San Martino le prime case sono a non più di 200 metri da fuoco»</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[All'interno di Cominciamo bene gli aggiornamenti della situazione degli incendi a Cantalupa. «Nella zona San Martino le prime case sono a non più di 200 metri da fuoco»]]></itunes:summary><itunes:duration>441</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gabriele Battaglia, da Pechino | Cina, al via il XIX Congresso del PCC | 20 ottobre 2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gabriele-battaglia-da-pechino-cina-al-via-il-xix-congresso-del-pcc-20-ottobre-2017--13084195</link><description><![CDATA[Niente “blu Apec” sui cieli di Pechino per questo diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese. Caso, segno o sotterranea contestazione? Al netto di questa domanda semiseria, il clima per noi più interessante nella capitale cinese in questi giorni è soprattutto quello politico. Tra “sogno cinese”, “potenza socialista” e, come sempre, “Socialismo con caratteristiche cinesi”, scopriamo insieme a Gabriele Battaglia, giornalista che vive e lavora a Pechino, le parole chiave della Cina che verrà e che in questi giorni viene messa di fronte al proprio futuro dal suo sempre più potente leader, Xi Jinping.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13084195</guid><pubDate>Fri, 20 Oct 2017 08:51:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13084195/2017_10_20_gabriele_battaglia_da_pechino_il_xix_congresso_del_pcc.mp3" length="29639234" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Niente “blu Apec” sui cieli di Pechino per questo diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese. 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Tra “sogno cinese”, “potenza socialista” e, come sempre, “Socialismo con caratteristiche cinesi”, scopriamo insieme a Gabriele Battaglia, giornalista che vive e lavora a Pechino, le parole chiave della Cina che verrà e che in questi giorni viene messa di fronte al proprio futuro dal suo sempre più potente leader, Xi Jinping.]]></itunes:summary><itunes:duration>741</itunes:duration><itunes:keywords>cina,congresso,gabriele-battaglia,pechino,xi-jinping</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Martina Pignatti Morano, presidente Un Ponte Per... | Nuovo fronte in Kurdistan? | 19 ottobre 2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/martina-pignatti-morano-presidente-un-ponte-per-nuovo-fronte-in-kurdistan-19-ottobre-2017--13085387</link><description><![CDATA[Da alcuni anni, raccontare il conflitto siriano e iracheno significa anche, se non soprattutto, inseguire: mentre da un lato si chiude un fronte, quello di Raqqa, già “capitale” del Daesh e appena passata sotto il controllo delle Sdf, nel Kurdistan iracheno potrebbe essersene aperto un altro.<br />A partire dalla notte tra domenica 15 e lunedì 16 ottobre, infatti, l’esercito di Baghdad ha cominciato un’avanzata che l’ha portato a riprendere il controllo delle aree di confine con l’autonomia curda.<br />Dopo aver preso il controllo di Kirkuk all’inizio della settimana, nella giornata di mercoledì 18 ottobre le truppe dell’esercito federale iracheno, insieme alle milizie sciite sostenute dall’Iran, hanno raggiunto anche la diga di Mosul. I peshmerga curdi, che avevano costituito un cordone di sicurezza attorno a questa struttura quando la città occupata dal Daesh era sotto assedio della città lo scorso anno, hanno lasciato le loro postazioni senza combattere. Un passaggio di consegne pacifico o quasi, quindi, che segna l’inizio di una nuova stagione di alleanze e rivalità in un Paese che dal 2003 vive in uno stato di conflitto permanente.<br />Ne parliamo con Martina Pignatti Morano, presidente dell'associazione Un Ponte Per..., attiva in Medio Oriente da oltre 25 anni.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13085387</guid><pubDate>Thu, 19 Oct 2017 12:56:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13085387/2017_10_17_martina_pignatti_morano_un_ponte_per_da_kurdistan.mp3" length="22477999" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da alcuni anni, raccontare il conflitto siriano e iracheno significa anche, se non soprattutto, inseguire: mentre da un lato si chiude un fronte, quello di Raqqa, già “capitale” del Daesh e appena passata sotto il controllo delle Sdf, nel Kurdistan...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da alcuni anni, raccontare il conflitto siriano e iracheno significa anche, se non soprattutto, inseguire: mentre da un lato si chiude un fronte, quello di Raqqa, già “capitale” del Daesh e appena passata sotto il controllo delle Sdf, nel Kurdistan iracheno potrebbe essersene aperto un altro.<br />A partire dalla notte tra domenica 15 e lunedì 16 ottobre, infatti, l’esercito di Baghdad ha cominciato un’avanzata che l’ha portato a riprendere il controllo delle aree di confine con l’autonomia curda.<br />Dopo aver preso il controllo di Kirkuk all’inizio della settimana, nella giornata di mercoledì 18 ottobre le truppe dell’esercito federale iracheno, insieme alle milizie sciite sostenute dall’Iran, hanno raggiunto anche la diga di Mosul. I peshmerga curdi, che avevano costituito un cordone di sicurezza attorno a questa struttura quando la città occupata dal Daesh era sotto assedio della città lo scorso anno, hanno lasciato le loro postazioni senza combattere. Un passaggio di consegne pacifico o quasi, quindi, che segna l’inizio di una nuova stagione di alleanze e rivalità in un Paese che dal 2003 vive in uno stato di conflitto permanente.<br />Ne parliamo con Martina Pignatti Morano, presidente dell'associazione Un Ponte Per..., attiva in Medio Oriente da oltre 25 anni.]]></itunes:summary><itunes:duration>562</itunes:duration><itunes:keywords>iraq,kirkuk,kurdistan,martina-pignatti-morano,un-ponte-per</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lisa Bosia Mirra | Bainvegni Fugitivs Marsch, marcia per i rifugiati in Svizzera | 19 ottobre 2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lisa-bosia-mirra-bainvegni-fugitivs-marsch-marcia-per-i-rifugiati-in-svizzera-19-ottobre-2017--13084430</link><description><![CDATA[Domenica 15 ottobre è partita la Bainvegni Fugitivs Marsch: 1000 kilometri a piedi per chiedere una politica delle migrazioni più umana, più vicina ai bisogni di chi fugge dalle guerre ma anche più vicina a chi è emigrato in Svizzera e che ci lavora da anni ma che oggi si trova in condizioni di povertà. <br />Lisa Bosia Mirra, deputata socialista elvetica e presidente dell’Associazione Firdaus, descrive la marcia come «un giro della Svizzera in senso antiorario che tocca tutto il Paese, 20km al giorno a piedi. Per denunciare da un lato la politica migratoria e dall’altro per mostrare che esiste un’altra Svizzera, molto solidale e aperta, che fa un grande lavoro ma spesso rimane nell’ombra, mettere in rete tutte quelle realtà che a volte si sentono sole, ma non lo sono».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/13084430</guid><pubDate>Thu, 19 Oct 2017 10:19:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/13084430/2017_10_19_lisa_bosia_mirra_marcia_per_i_rifugiati_in_svizzera.mp3" length="24789605" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 15 ottobre è partita la Bainvegni Fugitivs Marsch: 1000 kilometri a piedi per chiedere una politica delle migrazioni più umana, più vicina ai bisogni di chi fugge dalle guerre ma anche più vicina a chi è emigrato in Svizzera e che ci lavora...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica 15 ottobre è partita la Bainvegni Fugitivs Marsch: 1000 kilometri a piedi per chiedere una politica delle migrazioni più umana, più vicina ai bisogni di chi fugge dalle guerre ma anche più vicina a chi è emigrato in Svizzera e che ci lavora da anni ma che oggi si trova in condizioni di povertà. <br />Lisa Bosia Mirra, deputata socialista elvetica e presidente dell’Associazione Firdaus, descrive la marcia come «un giro della Svizzera in senso antiorario che tocca tutto il Paese, 20km al giorno a piedi. Per denunciare da un lato la politica migratoria e dall’altro per mostrare che esiste un’altra Svizzera, molto solidale e aperta, che fa un grande lavoro ma spesso rimane nell’ombra, mettere in rete tutte quelle realtà che a volte si sentono sole, ma non lo sono».]]></itunes:summary><itunes:duration>620</itunes:duration><itunes:keywords>lisa-bosia-mirra,migrazioni,rifugiati,solidarietà,svizzera</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alfredo Abad - pastore della Iglesia Evangelica Española</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alfredo-abad-pastore-della-iglesia-evangelica-espanola--12974649</link><description><![CDATA[A margine del Convegno della Federazione delle chiese evangeliche in Italia "Vivere e testimoniare la frontiera" (Palermo, 30 settembre-2 ottobre), abbiamo incontrato Alfredo Abad, pastore della Iglesia Evangélica Española e presidente della Cepple, la Conferenza delle Chiese protestanti dei Paesi latini d’Europa.<br />Partendo dall’esperienza delle marce per l’accoglienza, tenutesi a Barcellona all’inizio del 2017 e proseguite in altre città, rendendo evidente la volontà popolare di aprire le frontiere e le case ai migranti, Abad racconta che «Le marce sono state promosse soprattutto dal movimento Refugees welcome, che ha avuto un ruolo nella partecipazione al processo europeo dei ricollocamenti, tuttavia la Spagna non ha messo in piedi una grande accoglienza. Queste azioni non sono riuscite a mobilitare il governo, che non ha neppure condiviso con le amministrazioni regionali e locali la possibilità di accogliere più persone».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12974649</guid><pubDate>Fri, 06 Oct 2017 14:54:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12974649/alfredo_abad_ok.mp3" length="20509252" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A margine del Convegno della Federazione delle chiese evangeliche in Italia "Vivere e testimoniare la frontiera" (Palermo, 30 settembre-2 ottobre), abbiamo incontrato Alfredo Abad, pastore della Iglesia Evangélica Española e presidente della Cepple,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A margine del Convegno della Federazione delle chiese evangeliche in Italia "Vivere e testimoniare la frontiera" (Palermo, 30 settembre-2 ottobre), abbiamo incontrato Alfredo Abad, pastore della Iglesia Evangélica Española e presidente della Cepple, la Conferenza delle Chiese protestanti dei Paesi latini d’Europa.<br />Partendo dall’esperienza delle marce per l’accoglienza, tenutesi a Barcellona all’inizio del 2017 e proseguite in altre città, rendendo evidente la volontà popolare di aprire le frontiere e le case ai migranti, Abad racconta che «Le marce sono state promosse soprattutto dal movimento Refugees welcome, che ha avuto un ruolo nella partecipazione al processo europeo dei ricollocamenti, tuttavia la Spagna non ha messo in piedi una grande accoglienza. Queste azioni non sono riuscite a mobilitare il governo, che non ha neppure condiviso con le amministrazioni regionali e locali la possibilità di accogliere più persone».]]></itunes:summary><itunes:duration>513</itunes:duration><itunes:keywords>alfredo-abad,barcellona,barcelona,migrazioni,refugees</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nancy Porsia e Giacomo Zandonini - Storie al di là dei muri</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nancy-porsia-e-giacomo-zandonini-storie-al-di-la-dei-muri--12963210</link><description><![CDATA[Il concetto di frontiera non è solo mobile in termini da geografici, ma si trasforma in base al punto da cui lo si osserva. Molto di quanto succede si racconta e si legge dalla prospettiva europea, che in particolare per i Paesi più a nord si basa sull’idea di filtrare il flusso in ingresso, riducendo e definendo in modo sempre più stringente chi ha diritto di entrare e chi no, al termine comunque di un viaggio che rappresenta una tragica selezione all’ingresso.<br />Per comprendere meglio che cosa significhi la prospettiva della migrazione, è opportuno provare a spostare il fuoco di volta in volta su luoghi e direzioni differenti, provando a guardare i muri da sud oppure dal loro centro, dove si stanno costruendo di fatto barriere che non permettono di muoversi in alcun verso. Non è un ribaltamento semplice, perché porta con sé elementi di complessità culturale e linguistica, ma soprattutto trascina in logiche differenti da quelle a cui si è abituati.<br />Scendendo a sud lungo la rotta del Mediterraneo centrale si incontra la Libia, luogo raccontato e vissuto dalla giornalista Nancy Porsia. «Io – racconta – sono finita in Libia nel lontano 2011, perché mi stavo lanciando nel mercato del freelancing e cercavo storie da raccontare. Ho pensato fin dall’inizio che la Libia si prestasse bene, perché era una storia non raccontata. Dopo una prima fase di innamoramento, quella del ribelli libici nel 2011, ho deciso di trasferirmi nel 2013 e sono rimasta a vivere nel Paese fino alla fine del 2015. È stato un periodo della mia vita molto intenso, poi nei successivi due anni ho coperto il Paese un po’ facendo la spola e un po’ dalla Tunisia. La Libia è interessante perché è la frontiera direttamente a sud dell’Europa, ma lo è non solo in relazione alla sua posizione geografica, ma anche proprio come storia libica in sé». Proseguendo ancora attraverso il deserto del Sahara, la rotta delle migrazioni ripercorsa al contrario passa dal Niger. Il giornalista Giacomo Zandonini racconta di essersi avvicinato a questo Paese partendo in realtà dall’Italia. «Ho iniziato come freelance – spiega – lavorando sulle migrazioni in Italia, soprattutto nel sud, in Sicilia, poi avevo questo desiderio di andare più a sud per capire alcuni meccanismi e il Niger mi sembrava un punto di osservazione interessante. Ci sono stato la prima volta all’inizio del 2016, poi sono tornato alcune volte, ogni volta cercando di entrare un po’ più in profondità in quelli che sono processi che riguardano la migrazione. Non c’è solo questo, però, perché poi la cosa principale è capire una società locale che vive tensioni, conflitti e problematiche che vanno chiaramente molto al di là del fatto che ci siano persone che passano da quel territorio cercando poi di arrivare in altre zone, in altri Paesi».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12963210</guid><pubDate>Thu, 05 Oct 2017 12:00:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12963210/nancy_porsia_e_giacomo_zandonini.mp3" length="30757826" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il concetto di frontiera non è solo mobile in termini da geografici, ma si trasforma in base al punto da cui lo si osserva. Molto di quanto succede si racconta e si legge dalla prospettiva europea, che in particolare per i Paesi più a nord si basa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il concetto di frontiera non è solo mobile in termini da geografici, ma si trasforma in base al punto da cui lo si osserva. Molto di quanto succede si racconta e si legge dalla prospettiva europea, che in particolare per i Paesi più a nord si basa sull’idea di filtrare il flusso in ingresso, riducendo e definendo in modo sempre più stringente chi ha diritto di entrare e chi no, al termine comunque di un viaggio che rappresenta una tragica selezione all’ingresso.<br />Per comprendere meglio che cosa significhi la prospettiva della migrazione, è opportuno provare a spostare il fuoco di volta in volta su luoghi e direzioni differenti, provando a guardare i muri da sud oppure dal loro centro, dove si stanno costruendo di fatto barriere che non permettono di muoversi in alcun verso. Non è un ribaltamento semplice, perché porta con sé elementi di complessità culturale e linguistica, ma soprattutto trascina in logiche differenti da quelle a cui si è abituati.<br />Scendendo a sud lungo la rotta del Mediterraneo centrale si incontra la Libia, luogo raccontato e vissuto dalla giornalista Nancy Porsia. «Io – racconta – sono finita in Libia nel lontano 2011, perché mi stavo lanciando nel mercato del freelancing e cercavo storie da raccontare. Ho pensato fin dall’inizio che la Libia si prestasse bene, perché era una storia non raccontata. Dopo una prima fase di innamoramento, quella del ribelli libici nel 2011, ho deciso di trasferirmi nel 2013 e sono rimasta a vivere nel Paese fino alla fine del 2015. È stato un periodo della mia vita molto intenso, poi nei successivi due anni ho coperto il Paese un po’ facendo la spola e un po’ dalla Tunisia. La Libia è interessante perché è la frontiera direttamente a sud dell’Europa, ma lo è non solo in relazione alla sua posizione geografica, ma anche proprio come storia libica in sé». Proseguendo ancora attraverso il deserto del Sahara, la rotta delle migrazioni ripercorsa al contrario passa dal Niger. Il giornalista Giacomo Zandonini racconta di essersi avvicinato a questo Paese partendo in realtà dall’Italia. «Ho iniziato come freelance – spiega – lavorando sulle migrazioni in Italia, soprattutto nel sud, in Sicilia, poi avevo questo desiderio di andare più a sud per capire alcuni meccanismi e il Niger mi sembrava un punto di osservazione interessante. Ci sono stato la prima volta all’inizio del 2016, poi sono tornato alcune volte, ogni volta cercando di entrare un po’ più in profondità in quelli che sono processi che riguardano la migrazione. Non c’è solo questo, però, perché poi la cosa principale è capire una società locale che vive tensioni, conflitti e problematiche che vanno chiaramente molto al di là del fatto che ci siano persone che passano da quel territorio cercando poi di arrivare in altre zone, in altri Paesi».]]></itunes:summary><itunes:duration>769</itunes:duration><itunes:keywords>giacomo-zandonini,libia,migrazioni,nancy-porsia,niger</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Rif, un mosaico di identità - Intervista con Sara Borrillo</title><link>https://www.spreaker.com/episode/rif-un-mosaico-di-identita-intervista-con-sara-borrillo--17286573</link><description><![CDATA[Da circa un anno nella regione del Rif, sulla costa nord del Marocco, il movimento Hirak al-Shabi (حراك الشابي) porta avanti proteste centrate sulla libertà d'espressione e sulla giustizia sociale. <br /><br />Insieme a Sara Borrillo (ricercatrice del dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo dell'Università degli Studi di Napoli "l'Orientale", dove si occupa di movimenti sociali, trasformazioni politiche e dinamiche di genere in Medio oriente e Nord Africa) andiamo alla scoperta del mosaico di identità che compongono questa fase della politica nel Paese che viene considerato tra i più stabili della regione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/17286573</guid><pubDate>Wed, 13 Sep 2017 08:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/17286573/sara_borrillo_le_identita_del_rif.mp3" length="44265405" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da circa un anno nella regione del Rif, sulla costa nord del Marocco, il movimento Hirak al-Shabi (حراك الشابي) porta avanti proteste centrate sulla libertà d'espressione e sulla giustizia sociale. 

Insieme a Sara Borrillo (ricercatrice del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da circa un anno nella regione del Rif, sulla costa nord del Marocco, il movimento Hirak al-Shabi (حراك الشابي) porta avanti proteste centrate sulla libertà d'espressione e sulla giustizia sociale. <br /><br />Insieme a Sara Borrillo (ricercatrice del dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo dell'Università degli Studi di Napoli "l'Orientale", dove si occupa di movimenti sociali, trasformazioni politiche e dinamiche di genere in Medio oriente e Nord Africa) andiamo alla scoperta del mosaico di identità che compongono questa fase della politica nel Paese che viene considerato tra i più stabili della regione.]]></itunes:summary><itunes:duration>1107</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>2017-07-31 - Arturo Varvelli - Libia</title><link>https://www.spreaker.com/episode/2017-07-31-arturo-varvelli-libia--12494148</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12494148</guid><pubDate>Mon, 31 Jul 2017 08:05:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12494148/2017_07_31_arturo_varvelli_libia_posto_di_merda.mp3" length="27246241" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>682</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Matteo De Fazio in collegamento dalla nuova Casa della Salute di Torino | 31-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/matteo-de-fazio-in-collegamento-dalla-nuova-casa-della-salute-di-torino-31-07-2017--12472038</link><description><![CDATA[Lunedì 31 luglio l’Ospedale valdese riapre in forma di “Casa della salute”, con nuovi servizi. Dopo 4 anni si restituisce così alla città, e in particolare alla Circoscrizione 8/San Salvario, un importante presidio ospedaliero territoriale dalla lunga storia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12472038</guid><pubDate>Mon, 31 Jul 2017 07:59:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12472038/2017_07_31_matteo_de_fazio_anteprima_casa_della_salute_torino.mp3" length="12146215" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì 31 luglio l’Ospedale valdese riapre in forma di “Casa della salute”, con nuovi servizi. Dopo 4 anni si restituisce così alla città, e in particolare alla Circoscrizione 8/San Salvario, un importante presidio ospedaliero territoriale dalla lunga...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lunedì 31 luglio l’Ospedale valdese riapre in forma di “Casa della salute”, con nuovi servizi. 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L'intervista a Filomena Gallo dell'associazione Luca Coscioni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12494145</guid><pubDate>Thu, 27 Jul 2017 09:49:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12494145/2017_07_27_filomena_gallo_biotestamento_slitta.mp3" length="20230948" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Parlamento non discute delle legge sul biotestamento: lo slittamento a settembre fa temere che non se ne parli in questa legislatura. L'intervista a Filomena Gallo dell'associazione Luca Coscioni</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Parlamento non discute delle legge sul biotestamento: lo slittamento a settembre fa temere che non se ne parli in questa legislatura. 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L'intervista a Lucia Cuocci, giornalista esperta della questione israelo-palestinese e collaboratrice di Protestantesimo e Rsi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12494144</guid><pubDate>Tue, 25 Jul 2017 09:55:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12494144/lucia_cuocci_edit.mp3" length="22124462" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Intorno a questo luogo sacro di Gerusalemme, chiamato Monte del Tempio dagli ebrei, si gioca una partita molto più grande, che sembra non avere orizzonti di risoluzione. L'intervista a Lucia Cuocci, giornalista esperta della questione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Intorno a questo luogo sacro di Gerusalemme, chiamato Monte del Tempio dagli ebrei, si gioca una partita molto più grande, che sembra non avere orizzonti di risoluzione. L'intervista a Lucia Cuocci, giornalista esperta della questione israelo-palestinese e collaboratrice di Protestantesimo e Rsi]]></itunes:summary><itunes:duration>554</itunes:duration><itunes:keywords>israele,montedeltempio,pace,palestina,spianatamoschee</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Giubileo | L'anomalia dei Neet italiani | 20-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-giubileo-l-anomalia-dei-neet-italiani-20-07-2017--12494266</link><description><![CDATA[Chi non studia e non lavora in Italia è spesso più istruito rispetto a chi nel resto d’Europa è nella stessa condizione. Questa differenza ha lati positivi e negativi, ma rende ancora più difficile capire cosa fare. Francesco Giubileo, esperto in politiche attive del lavoro e consulente di Confartigianato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12494266</guid><pubDate>Thu, 20 Jul 2017 10:03:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12494266/2017_07_20_francesco_giubileo.mp3" length="19592024" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Chi non studia e non lavora in Italia è spesso più istruito rispetto a chi nel resto d’Europa è nella stessa condizione. Questa differenza ha lati positivi e negativi, ma rende ancora più difficile capire cosa fare. Francesco Giubileo, esperto in...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Chi non studia e non lavora in Italia è spesso più istruito rispetto a chi nel resto d’Europa è nella stessa condizione. Questa differenza ha lati positivi e negativi, ma rende ancora più difficile capire cosa fare. Francesco Giubileo, esperto in politiche attive del lavoro e consulente di Confartigianato.]]></itunes:summary><itunes:duration>490</itunes:duration><itunes:keywords>francescogiubileo,lavoro,neet</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Maurizio Marmo - Caritas Intemelia | Aggiornamenti da Ventimiglia | 20-07-17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/maurizio-marmo-caritas-intemelia-aggiornamenti-da-ventimiglia-20-07-17--12494149</link><description><![CDATA[Il funzionamento a pieno regime del centro di accoglienza di Ventimiglia fa ben sperare per i migranti, che continuano ad essere bloccati dalla Francia. L'intervista al presidente della Caritas Intemelia, Maurizio Marmo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12494149</guid><pubDate>Thu, 20 Jul 2017 09:46:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12494149/2017_07_20_maurizio_marmo_caritas_aggiornamenti_da_ventimiglia.mp3" length="19707722" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il funzionamento a pieno regime del centro di accoglienza di Ventimiglia fa ben sperare per i migranti, che continuano ad essere bloccati dalla Francia. L'intervista al presidente della Caritas Intemelia, Maurizio Marmo</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il funzionamento a pieno regime del centro di accoglienza di Ventimiglia fa ben sperare per i migranti, che continuano ad essere bloccati dalla Francia. 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Un’opzione che il quotidiano definisce “nuclear” e che è stata espressa dal viceministro degli Interni, Mario Giro, e dal senatore del Partito Democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani. Ne parliamo proprio con lui.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12370366</guid><pubDate>Tue, 18 Jul 2017 08:00:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12370366/2017_07_17_luigi_manconi_visti_temporanei.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il quotidiano britannico The Times ha parlato in un suo recente articolo di un piano per il rilascio – si dice – di 200.000 visti temporanei per consentire a chi approda sulle nostre coste di circolare in Europa. Un’opzione che il quotidiano definisce...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il quotidiano britannico The Times ha parlato in un suo recente articolo di un piano per il rilascio – si dice – di 200.000 visti temporanei per consentire a chi approda sulle nostre coste di circolare in Europa. Un’opzione che il quotidiano definisce “nuclear” e che è stata espressa dal viceministro degli Interni, Mario Giro, e dal senatore del Partito Democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani. Ne parliamo proprio con lui.]]></itunes:summary><itunes:duration>328</itunes:duration><itunes:keywords>europa,luigi-manconi,migranti,migrazioni,visti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Yvan sagnet - No Cap | Sentenza Sabr sul caporalato nelle campagne di Nardò, Puglia | 17-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/yvan-sagnet-no-cap-sentenza-sabr-sul-caporalato-nelle-campagne-di-nardo-puglia-17-07-2017--12370367</link><description><![CDATA[Per la prima volta nella storia della giustizia italiana, giovedì 13 luglio la Corte d’Assise di Lecce ha riconosciuto il reato di riduzione in schiavitù in un procedimento giudiziario che interessa il mondo del lavoro. Con questa sentenza si è chiuso il primo grado del processo Sabr, relativo allo sfruttamento dei lavoratori agricoli nelle campagne di Nardò tra il gennaio del 2009 e l’ottobre del 2011. Con la condanna di 13 persone, tra imprenditori italiani e caporali stranieri, è stata in parte riconosciuta la natura di «organizzazione criminale transnazionale» proposta dal giudice delle indagini preliminari di Lecce, Carlo Cazzella. Ne abbiamo parlato con Yvan Sagnet, giovane ingegnere che guidò la rivolta nelle campagne di Nardò, il gesto di ribellione da cui tutto partì e che ha anche portato, cinque anni dopo, a una legge sul caporalato che punisce anche i proprietari delle aziende agricole che impiegano braccianti sfruttati. Oggi Yvan presiede l'associazione No Cap, che ha ampliato la riflessione sul fenomeno del caporalato considerandolo un effetto del sistema su cui si basa il mercato della grande distribuzione organizzata.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12370367</guid><pubDate>Mon, 17 Jul 2017 11:31:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12370367/2017_07_14_yvan_sagnet_sentenza_sabr.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Per la prima volta nella storia della giustizia italiana, giovedì 13 luglio la Corte d’Assise di Lecce ha riconosciuto il reato di riduzione in schiavitù in un procedimento giudiziario che interessa il mondo del lavoro. 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Ne abbiamo parlato con Yvan Sagnet, giovane ingegnere che guidò la rivolta nelle campagne di Nardò, il gesto di ribellione da cui tutto partì e che ha anche portato, cinque anni dopo, a una legge sul caporalato che punisce anche i proprietari delle aziende agricole che impiegano braccianti sfruttati. Oggi Yvan presiede l'associazione No Cap, che ha ampliato la riflessione sul fenomeno del caporalato considerandolo un effetto del sistema su cui si basa il mercato della grande distribuzione organizzata.]]></itunes:summary><itunes:duration>441</itunes:duration><itunes:keywords>agricoltura,caporalato,immigrazione,sfruttamento,yvan-sagnet</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Teresa Isenburg - Gruppo globalizzazione e ambiente FCEI | Iceberg e clima che cambia | 17-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/teresa-isenburg-gruppo-globalizzazione-e-ambiente-fcei-iceberg-e-clima-che-cambia-17-07-2017--12385016</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12385016</guid><pubDate>Mon, 17 Jul 2017 10:17:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12385016/2017_07_17_teresa_isenburg_iceberg_clima_e_glam.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>573</itunes:duration><itunes:keywords>ambiente,clima,climatechange,fcei</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sergio Lo Giudice - Senatore Pd | La riforma dell'Interpol | 13-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sergio-lo-giudice-senatore-pd-la-riforma-dell-interpol-13-07-2017--12351418</link><description><![CDATA[Mercoledì 12 luglio in Senato alcuni senatori italiani hanno incontrato una delegazione della Open Dialog Foundation, organizzazione che da anni si occupa di difesa dei diritti umani in Russia e nello spazio post-sovietico. Al centro dell'incontro l'urgenza di una riforma dell'Interpol, che il senatore Lo Giudice definisce «abusata da quei regimi autoritari che emettono avvisi di cattura internazionale per 'reimpossessarsi' dei loro oppositori politici».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351418</guid><pubDate>Fri, 14 Jul 2017 10:39:32 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351418/2017_07_13_sergio_lo_giudice.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì 12 luglio in Senato alcuni senatori italiani hanno incontrato una delegazione della Open Dialog Foundation, organizzazione che da anni si occupa di difesa dei diritti umani in Russia e nello spazio post-sovietico. 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Al centro dell'incontro l'urgenza di una riforma dell'Interpol, che il senatore Lo Giudice definisce «abusata da quei regimi autoritari che emettono avvisi di cattura internazionale per 'reimpossessarsi' dei loro oppositori politici».]]></itunes:summary><itunes:duration>402</itunes:duration><itunes:keywords>diritti,interpol,open-dialog-foundation,russia,sergio-lo-giudice</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Carlo Pallard - Storico e redattore di East Journal | La marcia per la giustizia in Turchia | 12-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/carlo-pallard-storico-e-redattore-di-east-journal-la-marcia-per-la-giustizia-in-turchia-12-07-2017--12351098</link><description><![CDATA[A un anno dal fallito golpe, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada contro il protrarsi dello stato d’emergenza voluto da Erdogan per attuare una dura repressione. Ne parliamo con Carlo Pallard, storico e redattore della rivista East Journal.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351098</guid><pubDate>Fri, 14 Jul 2017 09:19:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351098/2017_07_12_carlo_pallard.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A un anno dal fallito golpe, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada contro il protrarsi dello stato d’emergenza voluto da Erdogan per attuare una dura repressione. Ne parliamo con Carlo Pallard, storico e redattore della rivista East...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A un anno dal fallito golpe, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada contro il protrarsi dello stato d’emergenza voluto da Erdogan per attuare una dura repressione. Ne parliamo con Carlo Pallard, storico e redattore della rivista East Journal.]]></itunes:summary><itunes:duration>1209</itunes:duration><itunes:keywords>adalet,carlo-pallard,diritti,istanbul,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Maurizio Simoncelli - Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo | Svezia, l'Italia e le armi | 11-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/maurizio-simoncelli-istituto-di-ricerche-internazionali-archivio-disarmo-svezia-l-italia-e-le-armi-11-07-2017--12385017</link><description><![CDATA[Con una recente proposta di legge, la Svezia intende vietare l’esportazione di armi a dittature o Paesi in guerra: in Europa e Italia ci sono già diverse leggi simili, ma vengono spesso disattese.<br />Una discussione con Maurizio Simoncelli, vicepresidente e cofondatore dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12385017</guid><pubDate>Tue, 11 Jul 2017 10:20:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12385017/2017_07_11_maurizio_simoncelli.mp3" length="22730615" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con una recente proposta di legge, la Svezia intende vietare l’esportazione di armi a dittature o Paesi in guerra: in Europa e Italia ci sono già diverse leggi simili, ma vengono spesso disattese.
Una discussione con Maurizio Simoncelli,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con una recente proposta di legge, la Svezia intende vietare l’esportazione di armi a dittature o Paesi in guerra: in Europa e Italia ci sono già diverse leggi simili, ma vengono spesso disattese.<br />Una discussione con Maurizio Simoncelli, vicepresidente e cofondatore dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo]]></itunes:summary><itunes:duration>569</itunes:duration><itunes:keywords>armi,disarmo,simoncelli,vendita</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alberto Mallardo - Mediterranean Hope | Vista da Bruxelles, la frontiera è lontana | 05-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alberto-mallardo-mediterranean-hope-vista-da-bruxelles-la-frontiera-e-lontana-05-07-2017--12351061</link><description><![CDATA[Il G20 di Amburgo e il vertice di Tallinn sembravano arrivare nel momento giusto per affrontare in modo serio il tema della gestione dei migranti che giungono sulle coste del sud Europa attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Eppure, questi incontri si sono conclusi senza proposte e strategie in grado di cambiare l’attuale situazione. L’aumento degli sbarchi, unito a una situazione libica del tutto instabile e fuori da ogni orizzonte di rispetto dei diritti umani, non sono serviti a far sì che la questione venisse presa sul serio dalla politica europea.<br /><br />«Con la stagione estiva – afferma Alberto Mallardo, analista e mediatore culturale del progetto Mediterranean Hope – ci aspettavamo un aumento del numero di arrivi, perché capita tutti gli anni. Guardando le statistiche ufficiali del ministero degli Interni, il numero di persone censite alla fine di giugno corrisponde a circa 100.000 unità, quindi ci dovrebbe essere un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È chiaro che non è questo a mettere in difficoltà le autorità italiane e il sistema dell’accoglienza del nostro Paese, ma a farlo probabilmente è il peso della gestione delle persone che sono comunque arrivate negli anni passati e che ancora oggi si trovano in strutture in cui oramai non dovrebbero essere più».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351061</guid><pubDate>Wed, 05 Jul 2017 10:21:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351061/2017_07_05_alberto_mallardo_mh_ultime_da_lampedusa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il G20 di Amburgo e il vertice di Tallinn sembravano arrivare nel momento giusto per affrontare in modo serio il tema della gestione dei migranti che giungono sulle coste del sud Europa attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Eppure, questi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il G20 di Amburgo e il vertice di Tallinn sembravano arrivare nel momento giusto per affrontare in modo serio il tema della gestione dei migranti che giungono sulle coste del sud Europa attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Eppure, questi incontri si sono conclusi senza proposte e strategie in grado di cambiare l’attuale situazione. L’aumento degli sbarchi, unito a una situazione libica del tutto instabile e fuori da ogni orizzonte di rispetto dei diritti umani, non sono serviti a far sì che la questione venisse presa sul serio dalla politica europea.<br /><br />«Con la stagione estiva – afferma Alberto Mallardo, analista e mediatore culturale del progetto Mediterranean Hope – ci aspettavamo un aumento del numero di arrivi, perché capita tutti gli anni. Guardando le statistiche ufficiali del ministero degli Interni, il numero di persone censite alla fine di giugno corrisponde a circa 100.000 unità, quindi ci dovrebbe essere un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È chiaro che non è questo a mettere in difficoltà le autorità italiane e il sistema dell’accoglienza del nostro Paese, ma a farlo probabilmente è il peso della gestione delle persone che sono comunque arrivate negli anni passati e che ancora oggi si trovano in strutture in cui oramai non dovrebbero essere più».]]></itunes:summary><itunes:duration>794</itunes:duration><itunes:keywords>bruxelles,frontiera,lampedusa,mediterranean-hope,migrazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Matteo Mainardi - Associazione Luca Coscioni | Tempi stretti per la legge sul fine vita | 04-07-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/matteo-mainardi-associazione-luca-coscioni-tempi-stretti-per-la-legge-sul-fine-vita-04-07-2017--12351051</link><description><![CDATA[Il caso di Charlie Gard, il bambino inglese di dieci mesi a cui i medici hanno impedito il ricorso a una terapia sperimentale perché ritenuta accanimento terapeutico, ha riportato sulle pagine dei giornali il dibattito sulle scelte legate al cosiddetto “fine vita”, un tema molto sensibile a cui tuttavia non corrisponde, nel nostro Paese, un adeguato sistema normativo.<br /><br />Lo scorso 20 aprile la Camera dei Deputati aveva approvato la proposta di legge 1142, intitolata Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico, un testo che permette di esprimere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie. Presentata il 4 giugno 2013, la legge è uscita dalla Camera dopo quattro anni e ora è pronta per essere discussa al Senato.<br /><br />Matteo Mainardi, dell’Associazione Luca Coscioni, coordinatore del comitato Eutanasia Legale, racconta che finora «il Senato ha lavorato molto rapidamente: la legge era incardinata in Commissione Igiene e Sanità, quindi sta affrontando al momento tutto l’iter con un ostruzionismo evidente da parte dei pochi partiti contrari». In particolare, nelle prime settimane si sono tenute 70 audizioni di esperti, un numero doppio rispetto a quelle della Camera e triplo rispetto alla normalità di altri provvedimenti passati attraverso la stessa Commissione, come il testo sulla sicurezza professionale. Dopo la fase delle audizioni, sono stati depositati circa 3.000 emendamenti, di cui 1.500 presentati da Alternativa Popolare, l’ex Nuovo Centrodestra. «Noi – prosegue Mainardi – stiamo chiedendo di andare subito in aula, quindi di non finire tutto il percorso in Commissione, altrimenti rischiamo seriamente di arrivare alla fine della legislatura, che è sempre più vicina, e dato che c’è anche l’estate di mezzo, con l’interruzione dei lavori parlamentari, rischiamo veramente di arrivare anche in questa legislatura a non avere una legge».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351051</guid><pubDate>Tue, 04 Jul 2017 09:09:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351051/2017_07_04_matteo_mainardi_ass_coscioni_legge_fine_vita.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il caso di Charlie Gard, il bambino inglese di dieci mesi a cui i medici hanno impedito il ricorso a una terapia sperimentale perché ritenuta accanimento terapeutico, ha riportato sulle pagine dei giornali il dibattito sulle scelte legate al...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il caso di Charlie Gard, il bambino inglese di dieci mesi a cui i medici hanno impedito il ricorso a una terapia sperimentale perché ritenuta accanimento terapeutico, ha riportato sulle pagine dei giornali il dibattito sulle scelte legate al cosiddetto “fine vita”, un tema molto sensibile a cui tuttavia non corrisponde, nel nostro Paese, un adeguato sistema normativo.<br /><br />Lo scorso 20 aprile la Camera dei Deputati aveva approvato la proposta di legge 1142, intitolata Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico, un testo che permette di esprimere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie. Presentata il 4 giugno 2013, la legge è uscita dalla Camera dopo quattro anni e ora è pronta per essere discussa al Senato.<br /><br />Matteo Mainardi, dell’Associazione Luca Coscioni, coordinatore del comitato Eutanasia Legale, racconta che finora «il Senato ha lavorato molto rapidamente: la legge era incardinata in Commissione Igiene e Sanità, quindi sta affrontando al momento tutto l’iter con un ostruzionismo evidente da parte dei pochi partiti contrari». In particolare, nelle prime settimane si sono tenute 70 audizioni di esperti, un numero doppio rispetto a quelle della Camera e triplo rispetto alla normalità di altri provvedimenti passati attraverso la stessa Commissione, come il testo sulla sicurezza professionale. Dopo la fase delle audizioni, sono stati depositati circa 3.000 emendamenti, di cui 1.500 presentati da Alternativa Popolare, l’ex Nuovo Centrodestra. «Noi – prosegue Mainardi – stiamo chiedendo di andare subito in aula, quindi di non finire tutto il percorso in Commissione, altrimenti rischiamo seriamente di arrivare alla fine della legislatura, che è sempre più vicina, e dato che c’è anche l’estate di mezzo, con l’interruzione dei lavori parlamentari, rischiamo veramente di arrivare anche in questa legislatura a non avere una legge».]]></itunes:summary><itunes:duration>580</itunes:duration><itunes:keywords>consenso-informato,eutanasia-legale,fine-vita,luca-coscioni,matteo-mainardi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gianfranco Schiavone - Asgi | Il regolamento di Dublino va ripensato alla base | 30-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gianfranco-schiavone-asgi-il-regolamento-di-dublino-va-ripensato-alla-base-30-06-2017--12351412</link><description><![CDATA[Nel dicembre del 2016 i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione europea avevano annunciato che entro il mese di giugno del 2017 si sarebbe trovato un percorso condiviso per la riforma del diritto d’asilo. Eppure, il semestre di presidenza maltese è passato senza che ci fosse nessun accordo, mentre il dibattito si è spostato sull’opportunità di far sbarcare i migranti sulle coste francesi e spagnole per “alleggerire” il carico nei confronti dell’Italia, oppure sulla volontà di dare nuove regole alle organizzazioni non governative che effettuano interventi di salvataggio nelle acque del Mediterraneo e considerate da alcuni un “fattore d’attrazione” per i migranti.<br /><br />Tuttavia, secondo Gianfranco Schiavone, membro del consiglio direttivo di Asgi, associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, e presidente del Consorzio italiano di solidarietà, sarebbe fondamentale riportare l’attenzione «sulla questione delle normative europee per regolare il tema della suddivisione delle presenze dei richiedenti asilo nei vari Paesi», un tema che a cascata porterebbe a profondi cambiamenti anche negli altri regolamenti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351412</guid><pubDate>Fri, 30 Jun 2017 10:16:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351412/2017_06_30_schiavone_asgi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nel dicembre del 2016 i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione europea avevano annunciato che entro il mese di giugno del 2017 si sarebbe trovato un percorso condiviso per la riforma del diritto d’asilo. 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Eppure, il semestre di presidenza maltese è passato senza che ci fosse nessun accordo, mentre il dibattito si è spostato sull’opportunità di far sbarcare i migranti sulle coste francesi e spagnole per “alleggerire” il carico nei confronti dell’Italia, oppure sulla volontà di dare nuove regole alle organizzazioni non governative che effettuano interventi di salvataggio nelle acque del Mediterraneo e considerate da alcuni un “fattore d’attrazione” per i migranti.<br /><br />Tuttavia, secondo Gianfranco Schiavone, membro del consiglio direttivo di Asgi, associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, e presidente del Consorzio italiano di solidarietà, sarebbe fondamentale riportare l’attenzione «sulla questione delle normative europee per regolare il tema della suddivisione delle presenze dei richiedenti asilo nei vari Paesi», un tema che a cascata porterebbe a profondi cambiamenti anche negli altri regolamenti.]]></itunes:summary><itunes:duration>559</itunes:duration><itunes:keywords>immigrazione,mediterraneo,profughi,regolamento-dublino,richiedenti-asilo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Roberto Scaini - Medici senza frontiere | Epidemia di Colera in Yemen | 30-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/roberto-scaini-medici-senza-frontiere-epidemia-di-colera-in-yemen-30-06-2017--12351021</link><description><![CDATA[Da oltre due anni lo Yemen sta cadendo sempre più in basso. Tra le conseguenze del conflitto cominciato nel marzo del 2015, spesso dimenticato e considerato un conflitto regionale di scarsa importanza, va annoverata l’epidemia di colera che ormai è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità come la peggiore crisi sanitaria al mondo di questo tipo. Il numero di persone contagiate ha superato le 200.000 e secondo un comunicato congiunto dell’Oms e di Unicef, cresce di 5.000 unità al giorno. Le vittime inoltre si stimato in oltre 1.300.<br /><br />Ricomparso lo scorso ottobre, il colera «sta interessando tutti i governatorati del Paese», spiega il medico Roberto Scaini, di Medici Senza Frontiere, che è stato a capo dell’équipe medica dell’ospedale di Haydan, nel nord dello Yemen, e negli ultimi due mesi ha mantenuto contatti costanti in varie aree. «È una situazione che ci aspettavamo sin dall’inizio – ricorda – perché quella che è la situazione, ormai di normalità, faceva presupporre che la diffusione sarebbe stata ovunque veloce e completa».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351021</guid><pubDate>Fri, 30 Jun 2017 08:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351021/2017_06_30_roberto_scaini_msf_colera_in_yemen.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da oltre due anni lo Yemen sta cadendo sempre più in basso. Tra le conseguenze del conflitto cominciato nel marzo del 2015, spesso dimenticato e considerato un conflitto regionale di scarsa importanza, va annoverata l’epidemia di colera che ormai è...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da oltre due anni lo Yemen sta cadendo sempre più in basso. Tra le conseguenze del conflitto cominciato nel marzo del 2015, spesso dimenticato e considerato un conflitto regionale di scarsa importanza, va annoverata l’epidemia di colera che ormai è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità come la peggiore crisi sanitaria al mondo di questo tipo. Il numero di persone contagiate ha superato le 200.000 e secondo un comunicato congiunto dell’Oms e di Unicef, cresce di 5.000 unità al giorno. Le vittime inoltre si stimato in oltre 1.300.<br /><br />Ricomparso lo scorso ottobre, il colera «sta interessando tutti i governatorati del Paese», spiega il medico Roberto Scaini, di Medici Senza Frontiere, che è stato a capo dell’équipe medica dell’ospedale di Haydan, nel nord dello Yemen, e negli ultimi due mesi ha mantenuto contatti costanti in varie aree. «È una situazione che ci aspettavamo sin dall’inizio – ricorda – perché quella che è la situazione, ormai di normalità, faceva presupporre che la diffusione sarebbe stata ovunque veloce e completa».]]></itunes:summary><itunes:duration>565</itunes:duration><itunes:keywords>colera,guerra,medici-senza-frontiere,roberto-scaini,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgio Rainelli - Refo | Pride vietato a Istanbul | 29-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgio-rainelli-refo-pride-vietato-a-istanbul-29-06-2017--12351011</link><description><![CDATA[Comunità e attivisti non hanno accettato il divieto delle autorità, anche per ricordare Hande Kader, la transgender uccisa ad agosto. Gli scontri con i nazionalisti di destra, contrari alla marcia e ai diritti delle persone LGBTI, hanno spinto il governo a vietare l'evento parlando di "ragioni di sicurezza". Secondo alcuni, il nodo della questione sta nell'islamizzazione del Paese, ma non tutti sono d'accordo. Ne abbiamo parlato con Giorgio Rainelli, presidente di Refo, Rete Evangelica Fede e Omosessualità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351011</guid><pubDate>Thu, 29 Jun 2017 08:53:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351011/2017_06_29_giorgio_rainelli_refo_pride_vietato_a_istanbul.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Comunità e attivisti non hanno accettato il divieto delle autorità, anche per ricordare Hande Kader, la transgender uccisa ad agosto. Gli scontri con i nazionalisti di destra, contrari alla marcia e ai diritti delle persone LGBTI, hanno spinto il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Comunità e attivisti non hanno accettato il divieto delle autorità, anche per ricordare Hande Kader, la transgender uccisa ad agosto. Gli scontri con i nazionalisti di destra, contrari alla marcia e ai diritti delle persone LGBTI, hanno spinto il governo a vietare l'evento parlando di "ragioni di sicurezza". Secondo alcuni, il nodo della questione sta nell'islamizzazione del Paese, ma non tutti sono d'accordo. Ne abbiamo parlato con Giorgio Rainelli, presidente di Refo, Rete Evangelica Fede e Omosessualità.]]></itunes:summary><itunes:duration>384</itunes:duration><itunes:keywords>diritti,istanbul,lgbt,pride,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lidija Pisker - Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | Bosnia ed Erzegovina, studenti contro la segregazione | 28-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lidija-pisker-osservatorio-balcani-e-caucaso-transeuropa-bosnia-ed-erzegovina-studenti-contro-la-segregazione-28-06-2017--12351413</link><description><![CDATA[Martedì 27 giugno la strage di Srebrenica, che vide il massacro di oltre 8.000 persone tra il 6 e il 25 luglio del 1995, è tornata sui giornali portando con sé una narrazione della Bosnia ed Erzegovina che, ancora oggi, considera il Paese come una realtà irriducibilmente divisa, quasi che la separazione etnica dei suoi cittadini sia incisa nel patrimonio genetico di quell’area dei Balcani occidentali.<br /><br />Eppure, ci sono storie che aiutano a smentire questa lettura e questo approccio “etnico” alla regione. Una di queste arriva dalla cittadina di Jajce, nel cantone della Bosnia centrale, una delle suddivisioni amministrative in cui è divisa la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, l’area a maggioranza croato-musulmana del Paese. Proprio grazie a quanto accaduto qui, la scorsa settimana il governo cantonale ha deciso di cancellare il piano, annunciato a giugno 2016, di costruire una nuova scuola secondo la logica dvije škole pod jednim krovom, “due scuole sotto un tetto”, separate quindi su base etnica tra croati e bosniaci.<br /><br />Ce lo racconta Lidija Pisker, giornalista bosniaca dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351413</guid><pubDate>Wed, 28 Jun 2017 10:34:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351413/2017_06_28_lidija_pisker_ok_messa_in_onda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 27 giugno la strage di Srebrenica, che vide il massacro di oltre 8.000 persone tra il 6 e il 25 luglio del 1995, è tornata sui giornali portando con sé una narrazione della Bosnia ed Erzegovina che, ancora oggi, considera il Paese come una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martedì 27 giugno la strage di Srebrenica, che vide il massacro di oltre 8.000 persone tra il 6 e il 25 luglio del 1995, è tornata sui giornali portando con sé una narrazione della Bosnia ed Erzegovina che, ancora oggi, considera il Paese come una realtà irriducibilmente divisa, quasi che la separazione etnica dei suoi cittadini sia incisa nel patrimonio genetico di quell’area dei Balcani occidentali.<br /><br />Eppure, ci sono storie che aiutano a smentire questa lettura e questo approccio “etnico” alla regione. Una di queste arriva dalla cittadina di Jajce, nel cantone della Bosnia centrale, una delle suddivisioni amministrative in cui è divisa la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, l’area a maggioranza croato-musulmana del Paese. Proprio grazie a quanto accaduto qui, la scorsa settimana il governo cantonale ha deciso di cancellare il piano, annunciato a giugno 2016, di costruire una nuova scuola secondo la logica dvije škole pod jednim krovom, “due scuole sotto un tetto”, separate quindi su base etnica tra croati e bosniaci.<br /><br />Ce lo racconta Lidija Pisker, giornalista bosniaca dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.]]></itunes:summary><itunes:duration>405</itunes:duration><itunes:keywords>bosnia,jajce,lidija-pisker,scuola,segregazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nicola Pedrazzi - Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | Elezioni in Albania | 27-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nicola-pedrazzi-osservatorio-balcani-e-caucaso-transeuropa-elezioni-in-albania-27-06-2017--12351414</link><description><![CDATA[Domenica 25 giugno si è votato per il rinnovo dei 140 seggi del parlamento albanese. Il Partito socialista dell’attuale premier Edi Rama ha superato ogni previsione raggiungendo da solo i numeri per controllare la maggioranza. Ce lo racconta Nicola Pedrazzi, collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351414</guid><pubDate>Tue, 27 Jun 2017 10:21:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351414/2017_06_27_nicola_pedrazzi_albania.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 25 giugno si è votato per il rinnovo dei 140 seggi del parlamento albanese. Il Partito socialista dell’attuale premier Edi Rama ha superato ogni previsione raggiungendo da solo i numeri per controllare la maggioranza. Ce lo racconta Nicola...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Domenica 25 giugno si è votato per il rinnovo dei 140 seggi del parlamento albanese. Il Partito socialista dell’attuale premier Edi Rama ha superato ogni previsione raggiungendo da solo i numeri per controllare la maggioranza. Ce lo racconta Nicola Pedrazzi, collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.]]></itunes:summary><itunes:duration>210</itunes:duration><itunes:keywords>albania,edy-rama,elezioni,europa,nicola-pedrazzi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alberto Vannucci - docente Università di Pisa | Il nuovo Codice antimafia all’esame del Senato | 26-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alberto-vannucci-docente-universita-di-pisa-il-nuovo-codice-antimafia-all-esame-del-senato-26-06-2017--12350996</link><description><![CDATA[Nella giornata di oggi la riforma del Codice antimafia arriva nell’aula del Senato, dopo che alla Camera era stato approvato in prima lettura nel novembre del 2015. Si tratta di un provvedimento che, dopo il primo passaggio parlamentare, era rimasto in commissione Giustizia al Senato fino al 27 aprile 2017, senza però uscirne con la certezza dell’approvazione. Ne parliamo con Alberto Vannucci, docente di Scienza Politica all'università di Pisa e coordinatore del master in analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12350996</guid><pubDate>Mon, 26 Jun 2017 08:46:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12350996/2017_06_26_alberto_vannucci_codice_antimafia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella giornata di oggi la riforma del Codice antimafia arriva nell’aula del Senato, dopo che alla Camera era stato approvato in prima lettura nel novembre del 2015. Si tratta di un provvedimento che, dopo il primo passaggio parlamentare, era rimasto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella giornata di oggi la riforma del Codice antimafia arriva nell’aula del Senato, dopo che alla Camera era stato approvato in prima lettura nel novembre del 2015. Si tratta di un provvedimento che, dopo il primo passaggio parlamentare, era rimasto in commissione Giustizia al Senato fino al 27 aprile 2017, senza però uscirne con la certezza dell’approvazione. Ne parliamo con Alberto Vannucci, docente di Scienza Politica all'università di Pisa e coordinatore del master in analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione.]]></itunes:summary><itunes:duration>716</itunes:duration><itunes:keywords>alberto-vannucci,codice-antimafia,corruzione,senato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Patrizio Gonnella - Antigone | Tortura, tra condanne e impunità | 23-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/patrizio-gonnella-antigone-tortura-tra-condanne-e-impunita-23-06-2017--12351415</link><description><![CDATA[Nuova condanna per l’Italia da parte della Corte europea dei diritti umani, Cedu, ancora una volta sui fatti del G8 di Genova del luglio 2001. La causa fa preciso riferimento a quanto accadde nella notte tra il 21 e il 22 luglio all’interno della scuola Diaz e nella scuola Pascoli, dove i movimenti che contestavano il vertice avevano allestito il centro stampa e l’ufficio legale.<br /><br />A proposito di tortura, lunedì 26 giugno è la giornata che le Nazioni Unite dedicano alle vittime di questo crimine. Come ogni anno, anche stavolta migliaia di cristiani si uniranno in una veglia di preghiera che assumerà la forma di culti, celebrazioni ecumeniche, concerti, cortei e fiaccolate, in un’edizione che Acat, Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura, dedica alla speranza, con il tema La speranza ... nonostante tutto?. «Con la preghiera – si scrive – i partecipanti alla veglia notturna portano la speranza della fede».<br /><br />Lo stesso giorno, alla Camera dei Deputati si comincerà a votare la proposta di legge approvata alcune settimane fa dal Senato, una norma che lo stesso estensore della prima versione, il senatore Pd Luigi Manconi, aveva definito «stravolta». A dicembre saranno trascorsi 29 anni da quando l’Italia, mettendo la propria firma sulla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, si era impegnata a introdurre nel proprio codice penale il reato. Da allora, molte volte le proposte di legge sono state affossate e dimenticate. Nel 2013, all’inizio di questa legislatura, si pensava che il testo firmato dal senatore Pd Luigi Manconi potesse essere quello giusto, in grado di superare veti e opposizioni di vario genere. Approvata al Senato nel marzo del 2014, la proposta di legge venne licenziata con modifiche anche alla Camera, all’indomani proprio della condanna del 2015 per le torture nella scuola Diaz. Il testo a quel punto venne inoltrato nuovamente al Senato, da cui è uscito il 16 maggio 2017 profondamente trasformato. «Il Senato – ricorda Patrizio Gonnella – ha licenziato un testo confuso, pasticciato, quasi pensato a tavolino perché poi non sia applicato nel futuro con una serie di elementi diretti a rendere l’interpretazione giudiziaria complessa. Ne cito due: la pluralità delle condotte e la verificabilità del trauma psichico».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351415</guid><pubDate>Fri, 23 Jun 2017 10:36:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351415/2017_06_23_gonnella_tortura.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nuova condanna per l’Italia da parte della Corte europea dei diritti umani, Cedu, ancora una volta sui fatti del G8 di Genova del luglio 2001. La causa fa preciso riferimento a quanto accadde nella notte tra il 21 e il 22 luglio all’interno della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nuova condanna per l’Italia da parte della Corte europea dei diritti umani, Cedu, ancora una volta sui fatti del G8 di Genova del luglio 2001. La causa fa preciso riferimento a quanto accadde nella notte tra il 21 e il 22 luglio all’interno della scuola Diaz e nella scuola Pascoli, dove i movimenti che contestavano il vertice avevano allestito il centro stampa e l’ufficio legale.<br /><br />A proposito di tortura, lunedì 26 giugno è la giornata che le Nazioni Unite dedicano alle vittime di questo crimine. Come ogni anno, anche stavolta migliaia di cristiani si uniranno in una veglia di preghiera che assumerà la forma di culti, celebrazioni ecumeniche, concerti, cortei e fiaccolate, in un’edizione che Acat, Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura, dedica alla speranza, con il tema La speranza ... nonostante tutto?. «Con la preghiera – si scrive – i partecipanti alla veglia notturna portano la speranza della fede».<br /><br />Lo stesso giorno, alla Camera dei Deputati si comincerà a votare la proposta di legge approvata alcune settimane fa dal Senato, una norma che lo stesso estensore della prima versione, il senatore Pd Luigi Manconi, aveva definito «stravolta». A dicembre saranno trascorsi 29 anni da quando l’Italia, mettendo la propria firma sulla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, si era impegnata a introdurre nel proprio codice penale il reato. Da allora, molte volte le proposte di legge sono state affossate e dimenticate. Nel 2013, all’inizio di questa legislatura, si pensava che il testo firmato dal senatore Pd Luigi Manconi potesse essere quello giusto, in grado di superare veti e opposizioni di vario genere. Approvata al Senato nel marzo del 2014, la proposta di legge venne licenziata con modifiche anche alla Camera, all’indomani proprio della condanna del 2015 per le torture nella scuola Diaz. Il testo a quel punto venne inoltrato nuovamente al Senato, da cui è uscito il 16 maggio 2017 profondamente trasformato. «Il Senato – ricorda Patrizio Gonnella – ha licenziato un testo confuso, pasticciato, quasi pensato a tavolino perché poi non sia applicato nel futuro con una serie di elementi diretti a rendere l’interpretazione giudiziaria complessa. Ne cito due: la pluralità delle condotte e la verificabilità del trauma psichico».]]></itunes:summary><itunes:duration>370</itunes:duration><itunes:keywords>antigone,patrizio-gonnella,reato-tortura,scuola-diaz,tortura</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Milena Santerini, deputata | Arriveremo alla legge sullo ius soli? | 22-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/milena-santerini-deputata-arriveremo-alla-legge-sullo-ius-soli-22-06-2017--12182604</link><description><![CDATA[Il 21 giugno le associazioni L’Italia sono anche io e Italiani senza cittadinanza hanno organizzato una manifestazione di protesta a Torino e a Roma per chiedere che il Senato porti a termine il percorso della legge per la riforma della cittadinanza, approvato dalla camera il 13 ottobre 2015 e bloccato per un anno e mezzo in commissione affari costituzionali di palazzo Madama a causa dei numerosi emendamenti presentati dalla Lega Nord.<br /><br />All'arrivo della legge in aula, il 14 giugno, i senatori leghisti hanno protestato in modo plateale e violento. Il disegno di legge è sostenuto dal governo, dal Partito democratico e dai partiti di sinistra, mentre Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono contrari. Il Movimento 5 stelle ha dichiarato che si asterrà.<br /><br />Ne parliamo con Milena Santerini, deputata di Democrazia Solidale - Centro Democratico, che ha contribuito alla stesura della legge.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12182604</guid><pubDate>Thu, 22 Jun 2017 08:50:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12182604/2017_06_22_milena_santerini_ius_soli.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 21 giugno le associazioni L’Italia sono anche io e Italiani senza cittadinanza hanno organizzato una manifestazione di protesta a Torino e a Roma per chiedere che il Senato porti a termine il percorso della legge per la riforma della cittadinanza,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 21 giugno le associazioni L’Italia sono anche io e Italiani senza cittadinanza hanno organizzato una manifestazione di protesta a Torino e a Roma per chiedere che il Senato porti a termine il percorso della legge per la riforma della cittadinanza, approvato dalla camera il 13 ottobre 2015 e bloccato per un anno e mezzo in commissione affari costituzionali di palazzo Madama a causa dei numerosi emendamenti presentati dalla Lega Nord.<br /><br />All'arrivo della legge in aula, il 14 giugno, i senatori leghisti hanno protestato in modo plateale e violento. Il disegno di legge è sostenuto dal governo, dal Partito democratico e dai partiti di sinistra, mentre Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono contrari. Il Movimento 5 stelle ha dichiarato che si asterrà.<br /><br />Ne parliamo con Milena Santerini, deputata di Democrazia Solidale - Centro Democratico, che ha contribuito alla stesura della legge.]]></itunes:summary><itunes:duration>666</itunes:duration><itunes:keywords>cittadinanza,diritti,ius-soli,milena-santerini,senato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Filomena Gallo - ass. Luca Coscioni | Sentenza Cassazione su madri eterologa | 21-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/filomena-gallo-ass-luca-coscioni-sentenza-cassazione-su-madri-eterologa-21-06-2017--12182608</link><description><![CDATA[Giovedì 15 giugno la prima sezione della Corte di Cassazione ha dato l’autorizzazione per l’iscrizione nell’anagrafe del Comune di Venezia di un bambino, figlio di due donne, nato all’estero con fecondazione eterologa.<br /><br />Tutto era cominciato il 5 novembre 2014, quando le due madri chiesero al tribunale di Venezia la “rettificazione”, o sostituzione, dell’atto di nascita del figlio, emesso nel Regno Unito e trascritto nei registri dello stato civile di Venezia.<br /><br />Il tema divide ormai da molti anni e spesso è stato sacrificato in nome della tenuta politica, oppure affermando che le priorità fossero altre, in modo non diverso dalle discussioni sulla cittadinanza o sulla libertà. «La questione – conclude Filomena Gallo – non è secondaria, bisogna pensare al futuro e pensare anche che i diritti delle persone, quelli sanciti dalla Corte Costituzionale e dalle carte internazionali, non vanno applicate ad intermittenza, sono tutte esigibili e tutte sullo stesso piano contemporaneamente. Un Paese che non investe nel futuro, nella famiglia, nei figli, è un Paese che non investe nell’economia che cresce e non investe politicamente sui propri cittadini. Forse la politica dovrebbe tenere a mente questo concetto».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12182608</guid><pubDate>Wed, 21 Jun 2017 08:33:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12182608/2017_06_21_filomena_gallo_sentenza_cassazione_su_madri_eterologa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Giovedì 15 giugno la prima sezione della Corte di Cassazione ha dato l’autorizzazione per l’iscrizione nell’anagrafe del Comune di Venezia di un bambino, figlio di due donne, nato all’estero con fecondazione eterologa.

Tutto era cominciato il 5...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giovedì 15 giugno la prima sezione della Corte di Cassazione ha dato l’autorizzazione per l’iscrizione nell’anagrafe del Comune di Venezia di un bambino, figlio di due donne, nato all’estero con fecondazione eterologa.<br /><br />Tutto era cominciato il 5 novembre 2014, quando le due madri chiesero al tribunale di Venezia la “rettificazione”, o sostituzione, dell’atto di nascita del figlio, emesso nel Regno Unito e trascritto nei registri dello stato civile di Venezia.<br /><br />Il tema divide ormai da molti anni e spesso è stato sacrificato in nome della tenuta politica, oppure affermando che le priorità fossero altre, in modo non diverso dalle discussioni sulla cittadinanza o sulla libertà. «La questione – conclude Filomena Gallo – non è secondaria, bisogna pensare al futuro e pensare anche che i diritti delle persone, quelli sanciti dalla Corte Costituzionale e dalle carte internazionali, non vanno applicate ad intermittenza, sono tutte esigibili e tutte sullo stesso piano contemporaneamente. Un Paese che non investe nel futuro, nella famiglia, nei figli, è un Paese che non investe nell’economia che cresce e non investe politicamente sui propri cittadini. Forse la politica dovrebbe tenere a mente questo concetto».]]></itunes:summary><itunes:duration>458</itunes:duration><itunes:keywords>cassazione,cognome,eterologa,filomena-gallo,maternità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pierpaolo Romani - Avviso pubblico | Nuova edizione rapporto "Amministratori sotto tiro" | 20-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pierpaolo-romani-avviso-pubblico-nuova-edizione-rapporto-amministratori-sotto-tiro-20-06-2017--12351018</link><description><![CDATA[Il 22 giugno è stato presentato a Roma il 6° Rapporto di Avviso Pubblico "Amministratori sotto tiro". Le minacce e le intimidazioni nei confronti degli amministratori pubblici sono un fenomeno ampio e composito, che tocca numerose realtà in tutto il Paese.<br />Quante sono state nel 2016? Quali sono state le Regioni più colpite? Che motivazioni si nascondono dietro le intimidazioni? Ne abbiamo parlato con Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale dell'Associazione Avviso Pubblico.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12351018</guid><pubDate>Tue, 20 Jun 2017 09:22:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12351018/2017_06_30_pierpaolo_romani_avviso_pubblico.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 22 giugno è stato presentato a Roma il 6° Rapporto di Avviso Pubblico "Amministratori sotto tiro". Le minacce e le intimidazioni nei confronti degli amministratori pubblici sono un fenomeno ampio e composito, che tocca numerose realtà in tutto il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 22 giugno è stato presentato a Roma il 6° Rapporto di Avviso Pubblico "Amministratori sotto tiro". Le minacce e le intimidazioni nei confronti degli amministratori pubblici sono un fenomeno ampio e composito, che tocca numerose realtà in tutto il Paese.<br />Quante sono state nel 2016? Quali sono state le Regioni più colpite? Che motivazioni si nascondono dietro le intimidazioni? Ne abbiamo parlato con Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale dell'Associazione Avviso Pubblico.]]></itunes:summary><itunes:duration>544</itunes:duration><itunes:keywords>amministratori,avviso-pubblico,giustizia,intimidazioni,minacce</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Eleonora Ardemagni - Ispi-Nato | Cosa succede in Qatar | 20-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/eleonora-ardemagni-ispi-nato-cosa-succede-in-qatar-20-06-2017--12182605</link><description><![CDATA[All'inizio di giugno diversi paesi arabi sunniti hanno annunciato di avere rotto i rapporti con il Qatar, accusato di sostenere il terrorismo. Cerchiamo di capire cosa potrà succedere insieme a Eleonora Ardemagni, collaboratrice di ISPI e analista per l'area del Golfo e per il Mediterraneo orientale presso la NATO Defense College Foundation.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12182605</guid><pubDate>Tue, 20 Jun 2017 08:29:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12182605/2017_06_20_eleonora_ardemagni_ispi_nato_cosa_succede_in_qatar.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>All'inizio di giugno diversi paesi arabi sunniti hanno annunciato di avere rotto i rapporti con il Qatar, accusato di sostenere il terrorismo. 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Cerchiamo di capire cosa potrà succedere insieme a Eleonora Ardemagni, collaboratrice di ISPI e analista per l'area del Golfo e per il Mediterraneo orientale presso la NATO Defense College Foundation.]]></itunes:summary><itunes:duration>600</itunes:duration><itunes:keywords>arabia-saudita,eleonora-ardemagni,qatar,sanzioni,terrorismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stefano Pasta | Una mozione che costruisce muri? | 19-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stefano-pasta-una-mozione-che-costruisce-muri-19-06-2017--12182607</link><description><![CDATA[Martedì 13 giugno il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza una mozione presentata dalla Lega Nord e intitolata Criticità in relazione all’attività di volontariato. Il documento, firmato da 13 consiglieri leghisti, che sostengono la Giunta guidata da Roberto Maroni, mette in relazione l’attività di volontariato portata avanti con minori da quattro richiedenti asilo e il rischio per la sicurezza dei minori stessi.<br /><br />L’iniziativa dei consiglieri leghisti parte dall’esperienza di Treviglio, dove l’Istituto Cameroni ha aderito a un progetto della Prefettura realizzato in collaborazione con Caritas e Cooperativa Ruah impiegando un richiedente asilo in servizi di facchinaggio, e quella di Arcore, dove tre profughi hanno aiutato nelle attività di accompagnamento ai bambini delle scuola elementari con il servizio pedibus.<br /><br />La consigliera leghista Silvana Saita, prima firmataria della mozione, spiega che «si è semplicemente chiesto alla Giunta di informare i Comuni e gli Uffici Scolastici a verificare con rigore i requisiti dei volontari che svolgeranno servizi sensibili per proteggere e garantire i minori», visto che «ci sono delle leggi precise a garanzia dei minori, che devono sempre avere accanto degli adulti con alle spalle un percorso rigoroso, come il decreto Minniti dell’aprile 2017 che pone grande attenzione sull’impiego dei richiedenti protezione internazionale in attività socialmente utili, o la Direttiva Europea in vigore dal 2014 che pone norme rigorose per la lotta contro l’abuso e lo sfruttamento dei minori».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12182607</guid><pubDate>Mon, 19 Jun 2017 08:15:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12182607/2017_06_19_stefano_pasta_mozione_razzista_lombardia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 13 giugno il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza una mozione presentata dalla Lega Nord e intitolata Criticità in relazione all’attività di volontariato. 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Il documento, firmato da 13 consiglieri leghisti, che sostengono la Giunta guidata da Roberto Maroni, mette in relazione l’attività di volontariato portata avanti con minori da quattro richiedenti asilo e il rischio per la sicurezza dei minori stessi.<br /><br />L’iniziativa dei consiglieri leghisti parte dall’esperienza di Treviglio, dove l’Istituto Cameroni ha aderito a un progetto della Prefettura realizzato in collaborazione con Caritas e Cooperativa Ruah impiegando un richiedente asilo in servizi di facchinaggio, e quella di Arcore, dove tre profughi hanno aiutato nelle attività di accompagnamento ai bambini delle scuola elementari con il servizio pedibus.<br /><br />La consigliera leghista Silvana Saita, prima firmataria della mozione, spiega che «si è semplicemente chiesto alla Giunta di informare i Comuni e gli Uffici Scolastici a verificare con rigore i requisiti dei volontari che svolgeranno servizi sensibili per proteggere e garantire i minori», visto che «ci sono delle leggi precise a garanzia dei minori, che devono sempre avere accanto degli adulti con alle spalle un percorso rigoroso, come il decreto Minniti dell’aprile 2017 che pone grande attenzione sull’impiego dei richiedenti protezione internazionale in attività socialmente utili, o la Direttiva Europea in vigore dal 2014 che pone norme rigorose per la lotta contro l’abuso e lo sfruttamento dei minori».]]></itunes:summary><itunes:duration>579</itunes:duration><itunes:keywords>lavori-pubblica-utilità,lega-nord,lombardia,profughi,razzismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Filippo Miraglia - Arci | Lo ius soli arriva in senato | 16-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/filippo-miraglia-arci-lo-ius-soli-arriva-in-senato-16-06-2017--12182606</link><description><![CDATA[Giovedì 15 giugno l’aula del Senato ha visto l’arrivo del disegno di legge 2092, già approvato dalla Camera nell’ottobre del 2015, con il quale si intende riformare una parte del diritto di cittadinanza introducendo nel nostro ordinamento alcuni aspetti dello ius soli, la cittadinanza per parziale diritto di nascita.<br /><br />Sin dal 1992, chi nasce in Italia da genitori stranieri e continua a viverci legalmente, può già diventare cittadino italiano, ma soltanto a partire dal compimento dei 18 anni, non prima.<br /><br />Inoltre, la legge giunta ieri in Aula non intende portare a regime un sistema di ius soli completo, come quello in vigore per esempio negli Stati Uniti, e che prevede che chi nasce sul territorio statunitense diventi cittadino americano, ma una versione che viene definita “temperata”. Secondo il ddl 2092, i bambini nati in Italia da genitori stranieri potranno diventare cittadini italiani soltanto in base a condizioni specifiche.<br /><br />La reazione di alcuni senatori è stata dura e violenta, e la rissa, questa volta non metaforica ma reale, è finita con la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, portata in infermeria. Vista la tensione e visto che la situazione rischiava di sfuggire ancora di più al controllo, il provvedimento è stato per ora soltanto incardinato, ma non verrà votato almeno fino a fine mese, quando anche i ballottaggi delle amministrative apparterranno al passato, e il governo, lontano a quel punto da scadenze elettorali, potrà porre la fiducia sul testo, come chiesto anche dal presidente del Partito democratico, Matteo Orfini.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12182606</guid><pubDate>Fri, 16 Jun 2017 08:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12182606/2017_06_16_filippo_miraglia_ius_soli.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Giovedì 15 giugno l’aula del Senato ha visto l’arrivo del disegno di legge 2092, già approvato dalla Camera nell’ottobre del 2015, con il quale si intende riformare una parte del diritto di cittadinanza introducendo nel nostro ordinamento alcuni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Giovedì 15 giugno l’aula del Senato ha visto l’arrivo del disegno di legge 2092, già approvato dalla Camera nell’ottobre del 2015, con il quale si intende riformare una parte del diritto di cittadinanza introducendo nel nostro ordinamento alcuni aspetti dello ius soli, la cittadinanza per parziale diritto di nascita.<br /><br />Sin dal 1992, chi nasce in Italia da genitori stranieri e continua a viverci legalmente, può già diventare cittadino italiano, ma soltanto a partire dal compimento dei 18 anni, non prima.<br /><br />Inoltre, la legge giunta ieri in Aula non intende portare a regime un sistema di ius soli completo, come quello in vigore per esempio negli Stati Uniti, e che prevede che chi nasce sul territorio statunitense diventi cittadino americano, ma una versione che viene definita “temperata”. Secondo il ddl 2092, i bambini nati in Italia da genitori stranieri potranno diventare cittadini italiani soltanto in base a condizioni specifiche.<br /><br />La reazione di alcuni senatori è stata dura e violenta, e la rissa, questa volta non metaforica ma reale, è finita con la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, portata in infermeria. Vista la tensione e visto che la situazione rischiava di sfuggire ancora di più al controllo, il provvedimento è stato per ora soltanto incardinato, ma non verrà votato almeno fino a fine mese, quando anche i ballottaggi delle amministrative apparterranno al passato, e il governo, lontano a quel punto da scadenze elettorali, potrà porre la fiducia sul testo, come chiesto anche dal presidente del Partito democratico, Matteo Orfini.]]></itunes:summary><itunes:duration>839</itunes:duration><itunes:keywords>cittadinanza,filippo-miraglia,ius-soli,politica,senato</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Noury - Amnesty | Regeni e la strada tortuosa della verità | 15-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-noury-amnesty-regeni-e-la-strada-tortuosa-della-verita-15-06-2017--12121279</link><description><![CDATA[Alcuni elementi di novità riportano i riflettori sul caso Regeni. Anche se in Italia non si sono mai spenti, come ricorda Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12121279</guid><pubDate>Thu, 15 Jun 2017 14:39:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12121279/2017_06_15_riccardo_noury_regeni_tradito_dagli_amici_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alcuni elementi di novità riportano i riflettori sul caso Regeni. Anche se in Italia non si sono mai spenti, come ricorda Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alcuni elementi di novità riportano i riflettori sul caso Regeni. Anche se in Italia non si sono mai spenti, come ricorda Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>407</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Andrea Iacomini - Unicef Italia | La difficile sorte di Raqqua | 14-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/andrea-iacomini-unicef-italia-la-difficile-sorte-di-raqqua-14-06-2017--12121280</link><description><![CDATA[La popolazione intrappolata nella città siriana di Raqqa, sotto assedio da mesi, paga il prezzo più alto in questo “attacco finale” portato avanti via terra e dal cielo da diversi mesi. Ne parliamo con Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12121280</guid><pubDate>Wed, 14 Jun 2017 14:36:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12121280/2017_06_14_andrea_iacomini_raqqa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La popolazione intrappolata nella città siriana di Raqqa, sotto assedio da mesi, paga il prezzo più alto in questo “attacco finale” portato avanti via terra e dal cielo da diversi mesi. Ne parliamo con Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La popolazione intrappolata nella città siriana di Raqqa, sotto assedio da mesi, paga il prezzo più alto in questo “attacco finale” portato avanti via terra e dal cielo da diversi mesi. Ne parliamo con Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia]]></itunes:summary><itunes:duration>709</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Antonella Visintin - G7 sull'ambiente | 13-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/antonella-visintin-g7-sull-ambiente-13-06-2017--12121282</link><description><![CDATA[L’incontro tra i ministri dell’Ambiente dei paesi del G7 si è concluso lunedì 12 giugno con un comunicato che non sorprende, ma che cerca di rilanciare sugli impegni presi a fine 2015 alla Cop21 di Parigi, quando si adottarono nuove strategie per contenere il cambiamento climatico e i suoi effetti entro una soglia che permetta la sopravvivenza del più alto numero possibile di specie animali e di ambienti minacciati. Ne parliamo con Antonella Visintin della commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12121282</guid><pubDate>Tue, 13 Jun 2017 14:30:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12121282/2017_06_13_antonella_visintin_g7_e_glam.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L’incontro tra i ministri dell’Ambiente dei paesi del G7 si è concluso lunedì 12 giugno con un comunicato che non sorprende, ma che cerca di rilanciare sugli impegni presi a fine 2015 alla Cop21 di Parigi, quando si adottarono nuove strategie per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’incontro tra i ministri dell’Ambiente dei paesi del G7 si è concluso lunedì 12 giugno con un comunicato che non sorprende, ma che cerca di rilanciare sugli impegni presi a fine 2015 alla Cop21 di Parigi, quando si adottarono nuove strategie per contenere il cambiamento climatico e i suoi effetti entro una soglia che permetta la sopravvivenza del più alto numero possibile di specie animali e di ambienti minacciati. Ne parliamo con Antonella Visintin della commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>537</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caterina Bove - Asgi | Superare il regolamento di Dublino | 12-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caterina-bove-asgi-superare-il-regolamento-di-dublino-12-06-2017--12121281</link><description><![CDATA[Secondo Eleanor Sharpston, avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea, le circostanze eccezionali dei flussi migratori possono far si che non si debba applicare il regolamento di Dublino, evitando così che sia il Paese di primo ingresso a farsi carico dei migranti e consentendo invece loro il transito verso lo Stato dell’Unione nel quale poi presentano richiesta di asilo. Ne parliamo con Caterina Bove, avvocata e collaboratrice di Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12121281</guid><pubDate>Mon, 12 Jun 2017 14:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12121281/2017_06_12_caterina_bove_asgi_su_dublino_sospendibile.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Secondo Eleanor Sharpston, avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea, le circostanze eccezionali dei flussi migratori possono far si che non si debba applicare il regolamento di Dublino, evitando così che sia il Paese di primo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Secondo Eleanor Sharpston, avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea, le circostanze eccezionali dei flussi migratori possono far si che non si debba applicare il regolamento di Dublino, evitando così che sia il Paese di primo ingresso a farsi carico dei migranti e consentendo invece loro il transito verso lo Stato dell’Unione nel quale poi presentano richiesta di asilo. Ne parliamo con Caterina Bove, avvocata e collaboratrice di Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>382</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Massimo Gnone - Diaconia Valdese | Servizio Civile ai rifugiati | 09-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/massimo-gnone-diaconia-valdese-servizio-civile-ai-rifugiati-09-06-2017--12070501</link><description><![CDATA[Alla fine del mese di maggio è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con cui il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, il Ministero dell’Interno e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno aperto le porte a percorsi di inserimento sociale per i titolari di protezione internazionale e umanitaria attraverso i progetti di Servizio Civile Nazionale.<br /><br />L'intervista a Massimo Gnone, responsabile area migranti della Diaconia Valdese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12070501</guid><pubDate>Fri, 09 Jun 2017 14:22:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12070501/2017_06_09_massimo_gnone_diaconia_valdese_servizio_civile_ai_rifugiati.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine del mese di maggio è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con cui il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, il Ministero dell’Interno e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno aperto le porte a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla fine del mese di maggio è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con cui il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, il Ministero dell’Interno e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno aperto le porte a percorsi di inserimento sociale per i titolari di protezione internazionale e umanitaria attraverso i progetti di Servizio Civile Nazionale.<br /><br />L'intervista a Massimo Gnone, responsabile area migranti della Diaconia Valdese.]]></itunes:summary><itunes:duration>556</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Leonardo Clausi - giornalista | Regno Unito al voto | 08-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/leonardo-clausi-giornalista-regno-unito-al-voto-08-06-2017--12070502</link><description><![CDATA[Al termine di una campagna elettorale durata meno di due mesi, oggi nel Regno Unito si vota per rinnovare i 650 membri della House of Commons, la Camera dei comuni, l’unica elettiva nel sistema bicamerale britannico.<br /><br />Leonardo Clausi, giornalista freelance con base a Londra, spiega che «è evidente che questa raffica di terribili eventi abbia scosso alle fondamenta quello che altrimenti è forse il Paese più stabile di tutto il cosiddetto Occidente, quello con le tradizioni più radicate, con la continuità più indisturbata, sia storicamente che culturalmente».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12070502</guid><pubDate>Thu, 08 Jun 2017 09:43:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12070502/2017_06_08_leonardo_clausi_uk_al_voto.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Al termine di una campagna elettorale durata meno di due mesi, oggi nel Regno Unito si vota per rinnovare i 650 membri della House of Commons, la Camera dei comuni, l’unica elettiva nel sistema bicamerale britannico.&#13;
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Leonardo Clausi, giornalista...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Al termine di una campagna elettorale durata meno di due mesi, oggi nel Regno Unito si vota per rinnovare i 650 membri della House of Commons, la Camera dei comuni, l’unica elettiva nel sistema bicamerale britannico.<br /><br />Leonardo Clausi, giornalista freelance con base a Londra, spiega che «è evidente che questa raffica di terribili eventi abbia scosso alle fondamenta quello che altrimenti è forse il Paese più stabile di tutto il cosiddetto Occidente, quello con le tradizioni più radicate, con la continuità più indisturbata, sia storicamente che culturalmente».]]></itunes:summary><itunes:duration>475</itunes:duration><itunes:keywords>brexit,elezioni,regno-unito,sicurezza,uk-elections</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Sciotto - Carceri e Giustizia FCEI | Riina, la giustizia e la morte dignitosa | 07-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-sciotto-carceri-e-giustizia-fcei-riina-la-giustizia-e-la-morte-dignitosa-07-06-2017--12052835</link><description><![CDATA[L'avvocato di Totò Riina ha richiesto gli arresti domiciliari per il boss a causa delle sue condizioni di salute in peggioramento. Ma il tribunale di sorveglianza di Bologna ha respinto la richiesta, sostenendo che il boss potesse essere curato anche in carcere. <br />La Cassazione ha annullato l’ordinanza del tribunale di Bologna per “difetto di motivazione” e ha sostenuto che tenere una persona gravemente malata in carcere può essere contrario al senso di umanità e dignità e al “diritto a morire dignitosamente” in base alla Costituzione e alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.<br />Situazione controversa che ha alimentato un forte dibattito in seno all'opinione pubblica: ne discutiamo con Francesco Sciotto, coordinatore del gruppo Carceri e giustizia della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12052835</guid><pubDate>Wed, 07 Jun 2017 08:46:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12052835/2016_06_07_francesco_sciotto_il_caso_riina.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'avvocato di Totò Riina ha richiesto gli arresti domiciliari per il boss a causa delle sue condizioni di salute in peggioramento. Ma il tribunale di sorveglianza di Bologna ha respinto la richiesta, sostenendo che il boss potesse essere curato anche...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'avvocato di Totò Riina ha richiesto gli arresti domiciliari per il boss a causa delle sue condizioni di salute in peggioramento. Ma il tribunale di sorveglianza di Bologna ha respinto la richiesta, sostenendo che il boss potesse essere curato anche in carcere. <br />La Cassazione ha annullato l’ordinanza del tribunale di Bologna per “difetto di motivazione” e ha sostenuto che tenere una persona gravemente malata in carcere può essere contrario al senso di umanità e dignità e al “diritto a morire dignitosamente” in base alla Costituzione e alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.<br />Situazione controversa che ha alimentato un forte dibattito in seno all'opinione pubblica: ne discutiamo con Francesco Sciotto, coordinatore del gruppo Carceri e giustizia della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>676</itunes:duration><itunes:keywords>carcere,giustizia,mafia,morte,riina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cecilia Dalla Negra - Osservatorio Iraq | Palestina, finisce lo sciopero della fame | 05-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cecilia-dalla-negra-osservatorio-iraq-palestina-finisce-lo-sciopero-della-fame-05-06-2017--12037500</link><description><![CDATA[Cinquant’anni fa cominciava sulle coste sudorientali del Mediterraneo quella che a posteriori viene chiamata “guerra dei sei giorni”, il conflitto che dal 5 al 10 giugno del 1967 segnò in modo indelebile i confini e l’identità di due popolazioni divise e in conflitto: palestinesi e israeliani. <br /><br />È un anniversario che, al di là del valore simbolico del mezzo secolo trascorso, porta con sé una grande attualità, testimoniata da storie ed eventi sempre nuovi. Tra gli altri contributi, questa mattina le riviste indipendenti Osservatorio Iraq e Qcode hanno pubblicato Walking the Line, un progetto giornalistico dal basso, realizzato da Cecilia Dalla Negra e Christian Elia, che, secondo le parole di Cecilia Dalla Negra, «cerca di ripercorrere quella linea verde che avrebbe dovuto essere il confine tra lo Stato di Israele e lo Stato di Palestina che non ha mai visto la luce. Incontrando sulla strada le persone e le storie, le testimonianze, raccogliendo memoria perché non sia rimossa e perché questo anniversario non rimanga soltanto una celebrazione fine a se stessa».<br /><br />La questione israelo-palestinese, infatti, non è soltanto una questione di storia, bensì è estremamente concreta e attuale. Tra gli ultimi fatti, sabato 27 maggio si è concluso uno sciopero della fame, portato avanti dai detenuti palestinesi per 40 giorni, che per partecipazione e durata è stato fuori dal comune e ha portato con sé un significato politico e umano quasi inedito. «Questo sciopero della fame – racconta ancora Cecilia Dalla Negra, che si trovava in Palestina quando venne avviata la protesta – è uno strumento di lotta tradizionale dei detenuti politici palestinesi. In questo caso specifico è stato lanciato il 16 aprile scorso per ribellarsi in modo collettivo contro il regime in cui i detenuti vengono trattenuti nelle carceri israeliane, spesso in violazione del diritto internazionale della Convenzione di Ginevra».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12037500</guid><pubDate>Mon, 05 Jun 2017 13:40:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12037500/2017_06_05_cecilia_dalla_negra_palestina_e_sciopero_della_fame.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Cinquant’anni fa cominciava sulle coste sudorientali del Mediterraneo quella che a posteriori viene chiamata “guerra dei sei giorni”, il conflitto che dal 5 al 10 giugno del 1967 segnò in modo indelebile i confini e l’identità di due popolazioni...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Cinquant’anni fa cominciava sulle coste sudorientali del Mediterraneo quella che a posteriori viene chiamata “guerra dei sei giorni”, il conflitto che dal 5 al 10 giugno del 1967 segnò in modo indelebile i confini e l’identità di due popolazioni divise e in conflitto: palestinesi e israeliani. <br /><br />È un anniversario che, al di là del valore simbolico del mezzo secolo trascorso, porta con sé una grande attualità, testimoniata da storie ed eventi sempre nuovi. Tra gli altri contributi, questa mattina le riviste indipendenti Osservatorio Iraq e Qcode hanno pubblicato Walking the Line, un progetto giornalistico dal basso, realizzato da Cecilia Dalla Negra e Christian Elia, che, secondo le parole di Cecilia Dalla Negra, «cerca di ripercorrere quella linea verde che avrebbe dovuto essere il confine tra lo Stato di Israele e lo Stato di Palestina che non ha mai visto la luce. Incontrando sulla strada le persone e le storie, le testimonianze, raccogliendo memoria perché non sia rimossa e perché questo anniversario non rimanga soltanto una celebrazione fine a se stessa».<br /><br />La questione israelo-palestinese, infatti, non è soltanto una questione di storia, bensì è estremamente concreta e attuale. Tra gli ultimi fatti, sabato 27 maggio si è concluso uno sciopero della fame, portato avanti dai detenuti palestinesi per 40 giorni, che per partecipazione e durata è stato fuori dal comune e ha portato con sé un significato politico e umano quasi inedito. «Questo sciopero della fame – racconta ancora Cecilia Dalla Negra, che si trovava in Palestina quando venne avviata la protesta – è uno strumento di lotta tradizionale dei detenuti politici palestinesi. In questo caso specifico è stato lanciato il 16 aprile scorso per ribellarsi in modo collettivo contro il regime in cui i detenuti vengono trattenuti nelle carceri israeliane, spesso in violazione del diritto internazionale della Convenzione di Ginevra».]]></itunes:summary><itunes:duration>540</itunes:duration><itunes:keywords>carcere,israele,marwan-barghouti,palestina,sciopero-fame</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giulia Gori - Relocation Desk / Mediterranean Hope | La difficile strada dei ricollocamenti | 01-06-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giulia-gori-relocation-desk-mediterranean-hope-la-difficile-strada-dei-ricollocamenti-01-06-2017--12052836</link><description><![CDATA[Soltanto un minore sui 5000 arrivati in Italia è stato assegnato a un altro Stato. Un sistema boicottato dai paesi che l'hanno sottoscritto due anni fa. Giulia Gori, del Relocation desk di Mediterranean Hope - Progetto Rifugiati e Migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ne ha parlato con noi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/12052836</guid><pubDate>Thu, 01 Jun 2017 08:15:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/12052836/2017_06_01_giolia_gori_relocation_messa_in_onda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Soltanto un minore sui 5000 arrivati in Italia è stato assegnato a un altro Stato. Un sistema boicottato dai paesi che l'hanno sottoscritto due anni fa. Giulia Gori, del Relocation desk di Mediterranean Hope - Progetto Rifugiati e Migranti della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Soltanto un minore sui 5000 arrivati in Italia è stato assegnato a un altro Stato. Un sistema boicottato dai paesi che l'hanno sottoscritto due anni fa. Giulia Gori, del Relocation desk di Mediterranean Hope - Progetto Rifugiati e Migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ne ha parlato con noi.]]></itunes:summary><itunes:duration>732</itunes:duration><itunes:keywords>migranti,migrants,refugees,relocation,ue</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Antonio Tricarico - Recommon | L'uso del carbone | 30-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/antonio-tricarico-recommon-l-uso-del-carbone-30-05-2017--11996901</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11996901</guid><pubDate>Tue, 30 May 2017 07:50:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11996901/2017_05_30_antonio_tricarico_recommon_su_carbone.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>606</itunes:duration><itunes:keywords>ambiente,carbone,italia,recommon,tricarico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniele Taurino - Movimento Nonviolento | Una parata alternativa per il 2 giugno | 29-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniele-taurino-movimento-nonviolento-una-parata-alternativa-per-il-2-giugno-29-05-2017--11981881</link><description><![CDATA[Il 2 giugno a Roma, in concomitanza con la parata militare, parte storica delle celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana, si svolgerà un'altra marcia, che vuole mettere al centro della celebrazione la non violenza e la dignità delle persone, partendo proprio dai principi della nostra Costituzione. Ne abbiamo parlato con Daniele Taurino del Movimento Nonviolento, organizzatore della parata insieme a Un ponte per...]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11981881</guid><pubDate>Mon, 29 May 2017 14:50:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11981881/2017_05_27_daniele_taurino_movimento_non_violento.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 2 giugno a Roma, in concomitanza con la parata militare, parte storica delle celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana, si svolgerà un'altra marcia, che vuole mettere al centro della celebrazione la non violenza e la dignità delle persone,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 2 giugno a Roma, in concomitanza con la parata militare, parte storica delle celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana, si svolgerà un'altra marcia, che vuole mettere al centro della celebrazione la non violenza e la dignità delle persone, partendo proprio dai principi della nostra Costituzione. Ne abbiamo parlato con Daniele Taurino del Movimento Nonviolento, organizzatore della parata insieme a Un ponte per...]]></itunes:summary><itunes:duration>491</itunes:duration><itunes:keywords>2giugno,nonviolenza,pace,repubblica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alberto Mallardo - Mediterranean Hope | I nuovi morti in mare e la Libia | 26 maggio 20</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alberto-mallardo-mediterranean-hope-i-nuovi-morti-in-mare-e-la-libia-26-maggio-20--11963079</link><description><![CDATA[Il 24 maggio un'altra imbarcazione si è ribaltata nel Mediterraneo vicino alle coste libiche, facendo più di trenta morti e centinaia di dispersi. Ne abbiamo parlato con Alberto Mallardo, operatore dell'osservatorio sulle migrazioni Mediterranean Hope (della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) presente a Lampedusa.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11963079</guid><pubDate>Fri, 26 May 2017 15:54:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11963079/2017_05_26_alberto_mallardo_morti_in_mare_e_libia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 24 maggio un'altra imbarcazione si è ribaltata nel Mediterraneo vicino alle coste libiche, facendo più di trenta morti e centinaia di dispersi. Ne abbiamo parlato con Alberto Mallardo, operatore dell'osservatorio sulle migrazioni Mediterranean Hope...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 24 maggio un'altra imbarcazione si è ribaltata nel Mediterraneo vicino alle coste libiche, facendo più di trenta morti e centinaia di dispersi. Ne abbiamo parlato con Alberto Mallardo, operatore dell'osservatorio sulle migrazioni Mediterranean Hope (della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) presente a Lampedusa.]]></itunes:summary><itunes:duration>789</itunes:duration><itunes:keywords>mediterraneo,migranti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alessio Scandurra | Il XIII rapporto di Antigone | 25-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alessio-scandurra-il-xiii-rapporto-di-antigone-25-05-2017--11963677</link><description><![CDATA[Un carcere con numeri bassi è da molti punti di vista la realtà che assomiglia maggiormente a ciò che la Costituzione ha disegnato. L'associazione Antigone lo ha sottolineato nel suo nuovo rapporto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11963677</guid><pubDate>Thu, 25 May 2017 16:09:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11963677/2017_05_25_alessio_scandurra_antigone.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Un carcere con numeri bassi è da molti punti di vista la realtà che assomiglia maggiormente a ciò che la Costituzione ha disegnato. L'associazione Antigone lo ha sottolineato nel suo nuovo rapporto.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un carcere con numeri bassi è da molti punti di vista la realtà che assomiglia maggiormente a ciò che la Costituzione ha disegnato. 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Ne abbiamo parlato con l'avvocata Silvia Rostain, anche membro della Commissione Bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11943410</guid><pubDate>Wed, 24 May 2017 14:48:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11943410/2017_05_24_silvia_rostain_vaccini_e_obbligatorieta.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La settimana scorsa il Governo italiano ha varato un decreto legge per garantire le coperture vaccinali nel nostro paese che impone i vaccini ai bambini da 0 a 6 anni contro 12 malattie per potersi iscrivere al nido o alla materna. 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Ne abbiamo parlato con l'avvocata Silvia Rostain, anche membro della Commissione Bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi.]]></itunes:summary><itunes:duration>741</itunes:duration><itunes:keywords>rostain,vaccini,vaccino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Iotti - Bambini nel Deserto | Sigillare la frontiera in Africa | 23-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-iotti-bambini-nel-deserto-sigillare-la-frontiera-in-africa-23-05-2017--11943411</link><description><![CDATA[Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha firmato una dichiarazione insieme ai suoi omologhi di Ciad, Libia e Niger per regolare la partenza di migranti verso l’Italia e l’Europa. Per capire il contesto di quei luoghi abbiamo intervistato Luca Iotti, fondatore e presidente dell'Ong Bambini del deserto, che da anni si occupa delle fasce più deboli della popolazione in molti paesi africani, soprattutto quelli subsahariani.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11943411</guid><pubDate>Tue, 23 May 2017 14:43:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11943411/2017_05_23_luca_iotti_sigillare_la_frontiera_in_africa_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha firmato una dichiarazione insieme ai suoi omologhi di Ciad, Libia e Niger per regolare la partenza di migranti verso l’Italia e l’Europa. 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Per capire il contesto di quei luoghi abbiamo intervistato Luca Iotti, fondatore e presidente dell'Ong Bambini del deserto, che da anni si occupa delle fasce più deboli della popolazione in molti paesi africani, soprattutto quelli subsahariani.]]></itunes:summary><itunes:duration>717</itunes:duration><itunes:keywords>ciad,iotti,niger</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Massimo Corti - Acat | Il disegno di legge sulla tortura | 22-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/massimo-corti-acat-il-disegno-di-legge-sulla-tortura-22-05-2017--11963753</link><description><![CDATA[Il Senato ha approvato il disegno di legge che prevede l’introduzione del reato di tortura in Italia. Con l'approvazione del 17 maggio si è arrivati alla terza discussione e a innumerevoli modifiche e ora si attende il giudizio della Camera. Il disegno di legge è stato criticato per essere un compromesso al ribasso e lo stesso senatore Luigi Manconi, che era stato il promotore della legge nella sua prima versione, si è astenuto dal voto poiché si trattava di un testo “mediocre”. Ne abbiamo parlato con Massimo Corti, presidente di Acat, l'Azione dei Cristiani per l'Abolizione della Tortura.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11963753</guid><pubDate>Mon, 22 May 2017 16:18:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11963753/2017_05_22_massimo_corti_acat.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Senato ha approvato il disegno di legge che prevede l’introduzione del reato di tortura in Italia. 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Ne abbiamo parlato con Massimo Corti, presidente di Acat, l'Azione dei Cristiani per l'Abolizione della Tortura.]]></itunes:summary><itunes:duration>432</itunes:duration><itunes:keywords>acat,italia,legge,tortura</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Paolo Naso - Coordinatore del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano | Islam, passi avanti verso l'Intesa | 17-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paolo-naso-coordinatore-del-consiglio-per-le-relazioni-con-l-islam-italiano-islam-passi-avanti-verso-l-intesa-17-05-2017--11886181</link><description><![CDATA[Dopo il «Patto per un islam italiano», sottoscritto a febbraio dal Governo e da diverse associazioni musulmane attive nel nostro Paese, il cammino dell’Islam nazionale verso un’Intesa con lo Stato non è ancora concluso: il lavoro prosegue su diversi livelli, tra cui quello locale.<br /><br />Il 17 maggio, per esempio, all’Università degli Studi dell’Insubria di Como, ci sarà un incontro dedicato proprio al “Patto”. Questa iniziativa si inserisce nella strategia di diffusione e conoscenza sul territorio nazionale di questo primo passo istituzionale verso una possibile Intesa tra lo Stato e i musulmani in Italia.<br /><br />Negli ultimi giorni, intanto, è nata l’Assemblea Costituente islamica, una piattaforma di partecipazione che cerca un tipo di rappresentanza diverso rispetto a quella del “Patto”, per discutere con il governo di Intesa. Tra le critiche mosse al modello precedente c’è la selezione dei soggetti che sviluppano i rapporti con il Governo italiano. «Un fenomeno nuovo e interessante – secondo Paolo Naso, coordinatore del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano – «tuttavia, forse non era la cosa di cui c’è più bisogno in un momento così complicato».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11886181</guid><pubDate>Wed, 17 May 2017 10:55:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11886181/2017_05_17_paolo_naso_islam.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo il «Patto per un islam italiano», sottoscritto a febbraio dal Governo e da diverse associazioni musulmane attive nel nostro Paese, il cammino dell’Islam nazionale verso un’Intesa con lo Stato non è ancora concluso: il lavoro prosegue su diversi...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo il «Patto per un islam italiano», sottoscritto a febbraio dal Governo e da diverse associazioni musulmane attive nel nostro Paese, il cammino dell’Islam nazionale verso un’Intesa con lo Stato non è ancora concluso: il lavoro prosegue su diversi livelli, tra cui quello locale.<br /><br />Il 17 maggio, per esempio, all’Università degli Studi dell’Insubria di Como, ci sarà un incontro dedicato proprio al “Patto”. Questa iniziativa si inserisce nella strategia di diffusione e conoscenza sul territorio nazionale di questo primo passo istituzionale verso una possibile Intesa tra lo Stato e i musulmani in Italia.<br /><br />Negli ultimi giorni, intanto, è nata l’Assemblea Costituente islamica, una piattaforma di partecipazione che cerca un tipo di rappresentanza diverso rispetto a quella del “Patto”, per discutere con il governo di Intesa. Tra le critiche mosse al modello precedente c’è la selezione dei soggetti che sviluppano i rapporti con il Governo italiano. «Un fenomeno nuovo e interessante – secondo Paolo Naso, coordinatore del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano – «tuttavia, forse non era la cosa di cui c’è più bisogno in un momento così complicato».]]></itunes:summary><itunes:duration>1029</itunes:duration><itunes:keywords>dialogo,intesa,intesa-stato-chiesa,islam,paolo-naso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Castelgrande - Usb | Il punto su Boreano, Venosa (Pz) | 17-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-castelgrande-usb-il-punto-su-boreano-venosa-pz-17-05-2017--11886180</link><description><![CDATA[Si avvicina l'apertura della stagione della raccolta della frutta in molte località d'Italia, da nord a sud. Abbiamo scelto Boreano, nelle campagne di Venosa, in provincia di Potenza, per vedere se per i lavoratori migranti si potrà cominciare a ragionare sui diritti. Francesco Castelgrande, sindacalista dell'Usb, parla con preoccupazione ma ricorda anche il molto lavoro fatto per contrastare lo sfruttamento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11886180</guid><pubDate>Wed, 17 May 2017 10:41:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11886180/2017_05_17_francesco_castelgrande_braccianti_a_venosa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Si avvicina l'apertura della stagione della raccolta della frutta in molte località d'Italia, da nord a sud. 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Francesco Castelgrande, sindacalista dell'Usb, parla con preoccupazione ma ricorda anche il molto lavoro fatto per contrastare lo sfruttamento.]]></itunes:summary><itunes:duration>413</itunes:duration><itunes:keywords>boreano,lavoro,migranti,sindacato,usb</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gabriele Battaglia - China Files | Le sfide della Corea del Sud | 15-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gabriele-battaglia-china-files-le-sfide-della-corea-del-sud-15-05-2017--11886179</link><description><![CDATA[La Corea del Sud volta pagina e dopo la problematica presidenza di Park Geun-hye ha eletto Moon Jae-in, considerato un liberal e un difensore dei diritti umani. «Sicuramente – spiega Gabriele Battaglia, giornalista di China Files a Pechino – è una buona notizia perché la presidenza precedente è finita malissimo. Moon, almeno nelle intenzioni, sembra portare una ventata d'aria nuova, non solo nel suo Paese ma in tutta la penisola coreana che è scossa da un'escalation che coinvolge tutti i maggiori player internazionali». Tuttavia, prosegue Battaglia, «lo spazio di manovra di Moon non è così ampio, perché da un lato c'è l'alleato americano che preme in un determinato senso, dall'altro lato ci sono i giapponesi, che nell'ottica della Corea del Sud sono formalmente alleati sotto l'ombrello americano, però sono tradizionalmente dei nemici. Dall'altro ancora c'è la Cina, il Paese con cui in questo momento la Corea del Sud ha più rapporti anche commerciali, e poi ovviamente c'è la Corea del Nord che dal 2011, con Kim Jong-un, ha aumentato molto sia gli esperimenti missilistici, sia quelli nucleari».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11886179</guid><pubDate>Tue, 16 May 2017 08:32:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11886179/2017_05_15_gabriele_battaglia_corea_del_sud.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Corea del Sud volta pagina e dopo la problematica presidenza di Park Geun-hye ha eletto Moon Jae-in, considerato un liberal e un difensore dei diritti umani. «Sicuramente – spiega Gabriele Battaglia, giornalista di China Files a Pechino – è una...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Corea del Sud volta pagina e dopo la problematica presidenza di Park Geun-hye ha eletto Moon Jae-in, considerato un liberal e un difensore dei diritti umani. «Sicuramente – spiega Gabriele Battaglia, giornalista di China Files a Pechino – è una buona notizia perché la presidenza precedente è finita malissimo. Moon, almeno nelle intenzioni, sembra portare una ventata d'aria nuova, non solo nel suo Paese ma in tutta la penisola coreana che è scossa da un'escalation che coinvolge tutti i maggiori player internazionali». Tuttavia, prosegue Battaglia, «lo spazio di manovra di Moon non è così ampio, perché da un lato c'è l'alleato americano che preme in un determinato senso, dall'altro lato ci sono i giapponesi, che nell'ottica della Corea del Sud sono formalmente alleati sotto l'ombrello americano, però sono tradizionalmente dei nemici. 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L'intervista a Marco Pasquini di Armadilla.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11867707</guid><pubDate>Mon, 15 May 2017 11:39:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11867707/2017_05_13_marco_pasquini_siria_astana.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 3 e 4 maggio si è tenuto ad Astana, la capitale del Kazakhstan, il quarto ciclo di colloqui per risolvere la crisi siriana, che dal marzo 2011 ha causato la morte di oltre 400.000 persone e quasi 11 milioni e mezzo di profughi e sfollati interni....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 3 e 4 maggio si è tenuto ad Astana, la capitale del Kazakhstan, il quarto ciclo di colloqui per risolvere la crisi siriana, che dal marzo 2011 ha causato la morte di oltre 400.000 persone e quasi 11 milioni e mezzo di profughi e sfollati interni. L'intervista a Marco Pasquini di Armadilla.]]></itunes:summary><itunes:duration>723</itunes:duration><itunes:keywords>assad,astana,pasquini,putin,siria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Licio Palazzini - Cnesc | Aumentano i numeri del Servizio Civile in Italia | 12-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/licio-palazzini-cnesc-aumentano-i-numeri-del-servizio-civile-in-italia-12-05-2017--11847804</link><description><![CDATA[Negli ultimi anni, gli iscritti al Servizio Civile nel nostro Paese sono aumentati in modo notevole: da 15 mila nel 2014 a quasi 50 mila nel 2016. Secondo Licio Palazzini, presidente del Cnesc, la Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, l'aumento dei numeri si deve principalmente ai maggiori investimenti da parte dello Stato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11847804</guid><pubDate>Fri, 12 May 2017 14:36:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11847804/2017_05_12_licio_palazzini_cnesc.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Negli ultimi anni, gli iscritti al Servizio Civile nel nostro Paese sono aumentati in modo notevole: da 15 mila nel 2014 a quasi 50 mila nel 2016. Secondo Licio Palazzini, presidente del Cnesc, la Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, l'aumento...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Negli ultimi anni, gli iscritti al Servizio Civile nel nostro Paese sono aumentati in modo notevole: da 15 mila nel 2014 a quasi 50 mila nel 2016. 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Ieri pomeriggio è stato rilasciato e accompagnato all’aeroporto per tornare in Italia. Ne parliamo con Leonardo Monaco, segretario di Certi Diritti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11847806</guid><pubDate>Fri, 12 May 2017 08:49:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11847806/2017_05_12_leonardo_monaco_certi_diritti.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Yuri Guaiana, attivista dell’associazione radicale Certi Diritti, era stato fermato ieri mattina dalla polizia a Mosca mentre stava raggiungendo la Procura generale russa per depositare una raccolta firme per una petizione contro il trattamento e la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Yuri Guaiana, attivista dell’associazione radicale Certi Diritti, era stato fermato ieri mattina dalla polizia a Mosca mentre stava raggiungendo la Procura generale russa per depositare una raccolta firme per una petizione contro il trattamento e la persecuzione degli omosessuali in Cecenia. 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Quando si parla del conflitto in Yemen ci si ritrova sicuramente ad avere a che fare con la seconda categoria, anche se l’emergenza umanitaria in questa striscia di terra nell’estremo sud della Penisola arabica è tutt’altro che minoritaria. A più di due anni di distanza dal 25 marzo del 2015, quando 150.000 soldati e 100 aerei dell'aviazione saudita entrarono nel territorio dello Yemen per colpire le postazioni dei ribelli Houthi e fermarne l’avanzata, la sensazione è che tutto sia fermo a quel punto, con l’unica eccezione delle condizioni economiche e sanitarie dei civili, precipitate a livelli unici nel mondo arabo.<br /><br />Ne parliamo con Roberto Scaini, il medico che ha coordinato l’ultima missione di Medici Senza Frontiere nel nord dello Yemen, dove non si vede la fine del conflitto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11847805</guid><pubDate>Thu, 11 May 2017 09:01:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11847805/2017_05_11_roberto_scaini_medici_senza_frontiere_yemen.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ci sono guerre di primo livello e altre che sembrano avere meno importanza. 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A più di due anni di distanza dal 25 marzo del 2015, quando 150.000 soldati e 100 aerei dell'aviazione saudita entrarono nel territorio dello Yemen per colpire le postazioni dei ribelli Houthi e fermarne l’avanzata, la sensazione è che tutto sia fermo a quel punto, con l’unica eccezione delle condizioni economiche e sanitarie dei civili, precipitate a livelli unici nel mondo arabo.<br /><br />Ne parliamo con Roberto Scaini, il medico che ha coordinato l’ultima missione di Medici Senza Frontiere nel nord dello Yemen, dove non si vede la fine del conflitto.]]></itunes:summary><itunes:duration>744</itunes:duration><itunes:keywords>medici-senza-frontiere,msf,roberto-scaini,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alessio Scandurra - Antigone | L'aumento dei detenuti nelle carceri | 10-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alessio-scandurra-antigone-l-aumento-dei-detenuti-nelle-carceri-10-05-2017--11833265</link><description><![CDATA[L'intervista a Alessio Scandurra dell'Osservatorio Antigone sulla situazione delle carceri italiane, che vedono i numeri dei detenuti tornare ad aumentare.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11833265</guid><pubDate>Wed, 10 May 2017 13:48:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11833265/2017_05_10_alessio_scandurra_antigone_carceri_bla_bla.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'intervista a Alessio Scandurra dell'Osservatorio Antigone sulla situazione delle carceri italiane, che vedono i numeri dei detenuti tornare ad aumentare.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'intervista a Alessio Scandurra dell'Osservatorio Antigone sulla situazione delle carceri italiane, che vedono i numeri dei detenuti tornare ad aumentare.]]></itunes:summary><itunes:duration>423</itunes:duration><itunes:keywords>antigone,carcere,carceri,prigione,sovraffollamento</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Regina Catrambone - Moas | In nome della misericordia | 10-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/regina-catrambone-moas-in-nome-della-misericordia-10-05-2017--11847803</link><description><![CDATA[La fondazione maltese Moas, al centro delle accuse di queste settimane insieme a molte ong che salvano vite nel Mediterraneo, nasce dalle ferite della strage di Lampedusa. <br />«Ho fondato Moas – racconta Regina Catambrone – insieme a mio marito, nel 2014. Tutto nasce l’anno prima, quando, durante una vacanza tra Lampedusa e la Tunisia, la nostra attenzione è andata tra le onde del mare, dove ci è capitato di vedere un simbolo della tragedia delle migrazioni che si stava attuando sotto i nostri occhi: era la giacca di una persona che probabilmente non ce l’aveva fatta.<br /><br />Tutto partì da questo semplice capo di abbigliamento, che però, seppur semplice, rappresentava per noi un qualcosa di funesto, perché ci segnalava la morte alle porte dell’Europa. Sempre lì, da Lampedusa, Papa Francesco stava lanciando in quei giorni l’appello a non globalizzarci nell’indifferenza di fronte a queste morti e di mettere i nostri talenti a disposizione dei nostri fratelli».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11847803</guid><pubDate>Wed, 10 May 2017 08:44:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11847803/2017_05_10_regina_catrambone_moas.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La fondazione maltese Moas, al centro delle accuse di queste settimane insieme a molte ong che salvano vite nel Mediterraneo, nasce dalle ferite della strage di Lampedusa. 
«Ho fondato Moas – racconta Regina Catambrone – insieme a mio marito, nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La fondazione maltese Moas, al centro delle accuse di queste settimane insieme a molte ong che salvano vite nel Mediterraneo, nasce dalle ferite della strage di Lampedusa. <br />«Ho fondato Moas – racconta Regina Catambrone – insieme a mio marito, nel 2014. Tutto nasce l’anno prima, quando, durante una vacanza tra Lampedusa e la Tunisia, la nostra attenzione è andata tra le onde del mare, dove ci è capitato di vedere un simbolo della tragedia delle migrazioni che si stava attuando sotto i nostri occhi: era la giacca di una persona che probabilmente non ce l’aveva fatta.<br /><br />Tutto partì da questo semplice capo di abbigliamento, che però, seppur semplice, rappresentava per noi un qualcosa di funesto, perché ci segnalava la morte alle porte dell’Europa. Sempre lì, da Lampedusa, Papa Francesco stava lanciando in quei giorni l’appello a non globalizzarci nell’indifferenza di fronte a queste morti e di mettere i nostri talenti a disposizione dei nostri fratelli».]]></itunes:summary><itunes:duration>1046</itunes:duration><itunes:keywords>mediterraneo,migranti,moas,ong,regina-catambrone</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fabio Perroni - Refo | Nessun flop per le unioni civili | 09-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fabio-perroni-refo-nessun-flop-per-le-unioni-civili-09-05-2017--11825565</link><description><![CDATA[Chi parla di “frenata” nelle unioni civili sbaglia non solo nel metodo ma anche in termini di senso, perché le leggi che garantiscono diritti civili affermano prima di tutto un principio.<br />Ne parliamo con Fabio Perroni, della chiesa metodista di Via Firenze, a Roma, e membro della Refo, la Rete Evangelica Fede e Omosessualità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11825565</guid><pubDate>Tue, 09 May 2017 13:42:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11825565/2017_05_09_fabio_perrone_refo.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Chi parla di “frenata” nelle unioni civili sbaglia non solo nel metodo ma anche in termini di senso, perché le leggi che garantiscono diritti civili affermano prima di tutto un principio.
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Per molti commentatori si tratta di "una vittoria dell'Europa", ma l'elevata astensione e l'alto numero di schede bianche e nulle fanno pensare a una vittoria dimezzata e ricca di insidie. Macron è la persona giusta per una Francia e un'Europa più giuste? Ne parliamo con Paolo Morlacchetti, pastore dell'Eglise protestante unie de France a Nizza.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11817100</guid><pubDate>Mon, 08 May 2017 13:05:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11817100/2017_05_08_paolo_morlacchetti_elezioni_francia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Francia ha premiato il centrista indipendente Emmanuel Macron, che si è imposto con il 66,1% dei consensi su Marine Le Pen, candidata del partito di estrema destra Front National. 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Ne parliamo con Paolo Morlacchetti, pastore dell'Eglise protestante unie de France a Nizza.]]></itunes:summary><itunes:duration>624</itunes:duration><itunes:keywords>elezioni-francia,emmanuel-macron,marine-le-pen,nizza,paolo-morlacchetti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Claudia Fiaschi - portavoce Forum Nazionale Terzo Settore | A che punto è la riforma del Terzo Settore? | 08-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/claudia-fiaschi-portavoce-forum-nazionale-terzo-settore-a-che-punto-e-la-riforma-del-terzo-settore-08-05-2017--11817097</link><description><![CDATA[L’esecutivo nazionale del Forum Nazionale Terzo Settore ha avviato l’analisi complessiva della riforma alla luce dei testi predisposti sulla normativa fiscale e ha chiesto una settimana di proroga per una valutazione precisa e puntuale. Insieme a Claudia Fiaschi, portavoce del Forum, abbiamo fatto il punto della situazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11817097</guid><pubDate>Mon, 08 May 2017 12:39:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11817097/2017_05_08_claudia_fiaschi_riforma_terzo_settore.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L’esecutivo nazionale del Forum Nazionale Terzo Settore ha avviato l’analisi complessiva della riforma alla luce dei testi predisposti sulla normativa fiscale e ha chiesto una settimana di proroga per una valutazione precisa e puntuale. Insieme a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’esecutivo nazionale del Forum Nazionale Terzo Settore ha avviato l’analisi complessiva della riforma alla luce dei testi predisposti sulla normativa fiscale e ha chiesto una settimana di proroga per una valutazione precisa e puntuale. 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Questa è forse l’unica vera notizia».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11817095</guid><pubDate>Fri, 05 May 2017 12:20:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11817095/2017_05_05_luigi_bisceglia_vis_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con il suo nuovo programma politico, Hamas cerca di rilanciarsi dentro e fuori dalla striscia di Gaza, mentre il processo di pace tra Israele e Palestina vive periodi di morte apparente.
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Questa è forse l’unica vera notizia».]]></itunes:summary><itunes:duration>690</itunes:duration><itunes:keywords>hamas,israele,luigi-bisceglia,palestina,vis</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Tiberio Graziani - presidente IsAG | Libia, l'incontro tra Serraj e Haftar | 04-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/tiberio-graziani-presidente-isag-libia-l-incontro-tra-serraj-e-haftar-04-05-2017--11817094</link><description><![CDATA[Il premier libico Fayez al-Sarraj e il generale della Cirenaica, Khalifa Haftar, si sono incontrati nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2017 per cercare di mettere fine alla crisi nel Paese. Tra gli scenari che si aprono ora, nuove elezioni entro marzo 2018 e lo scioglimento di tutte le milizie irregolari. Inoltre, si fa strada l'ipotesi di un nuovo consiglio presidenziale che ha lo scopo di gestire le forze armate.<br />Ne parliamo con Tiberio Graziani, presidente di IsAG, l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11817094</guid><pubDate>Thu, 04 May 2017 12:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11817094/2017_05_04_tiberio_graziani_libia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il premier libico Fayez al-Sarraj e il generale della Cirenaica, Khalifa Haftar, si sono incontrati nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2017 per cercare di mettere fine alla crisi nel Paese. 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Inoltre, si fa strada l'ipotesi di un nuovo consiglio presidenziale che ha lo scopo di gestire le forze armate.<br />Ne parliamo con Tiberio Graziani, presidente di IsAG, l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie.]]></itunes:summary><itunes:duration>439</itunes:duration><itunes:keywords>fayez-serraj,isag,khalifa-haftar,libia,tiberio-graziani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Nicola Pedrazzi - Nev | L'Albania ha un nuovo presidente | 03-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/nicola-pedrazzi-nev-l-albania-ha-un-nuovo-presidente-03-05-2017--11817098</link><description><![CDATA[L’Albania ha un nuovo Presidente della Repubblica, Ilir Meta. Ex Premier e attuale presidente del Parlamento, non è una figura venuta dal nulla. Insieme a Nicola Pedrazzi, redattore dell'agenzia stampa Nev e profondo conoscitore della politica e società albanese, cerchiamo di capire perché è importante.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11817098</guid><pubDate>Wed, 03 May 2017 12:45:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11817098/2017_05_03_nicola_pedrazzi_albania.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L’Albania ha un nuovo Presidente della Repubblica, Ilir Meta. Ex Premier e attuale presidente del Parlamento, non è una figura venuta dal nulla. Insieme a Nicola Pedrazzi, redattore dell'agenzia stampa Nev e profondo conoscitore della politica e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Albania ha un nuovo Presidente della Repubblica, Ilir Meta. Ex Premier e attuale presidente del Parlamento, non è una figura venuta dal nulla. 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«Mi sembra – afferma Simone Feder, psicologo che lavora da anni nelle...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il vertice stato-regioni sulla riforma del gioco azzardo si è tenuto nel segno della mediazione, ma manca il coraggio per ammettere che i costi sociali superano i benefici fiscali.<br />«Mi sembra – afferma Simone Feder, psicologo che lavora da anni nelle strutture della comunità Casa del Giovane di Pavia dove è coordinatore dell'Area Giovani e dipendenze – che l’Italia in questo assomigli un po’ al Paese dei balocchi: per anni si è permesso tutto in gran parte del territorio, sono state veicolate parecchie varietà di offerta d’azzardo, pubblicizzate a destra e a manca su tutte le reti e sui i giornali».]]></itunes:summary><itunes:duration>555</itunes:duration><itunes:keywords>azzardo,casa-del-giovane,ludopatia,simone-feder,stato-regioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sara Hejazi - antropologa e scrittrice | La radicalizzazione oggi | 02-05-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sara-hejazi-antropologa-e-scrittrice-la-radicalizzazione-oggi-02-05-2017--11817099</link><description><![CDATA[Ogni volta si ricomincia a discutere di integrazione e accoglienza ci scontriamo con un’obiezione che riguarda soprattutto la popolazione musulmana, ovvero l'equivalenza tra presenza musulmana in Europa e terrorismo. Cerchiamo di decostruire questa narrazione insieme a Sara Hejazi, antropologa e scrittrice.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11817099</guid><pubDate>Tue, 02 May 2017 12:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11817099/2017_05_02_sara_hejazi_radicalizzazione.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni volta si ricomincia a discutere di integrazione e accoglienza ci scontriamo con un’obiezione che riguarda soprattutto la popolazione musulmana, ovvero l'equivalenza tra presenza musulmana in Europa e terrorismo. Cerchiamo di decostruire questa...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni volta si ricomincia a discutere di integrazione e accoglienza ci scontriamo con un’obiezione che riguarda soprattutto la popolazione musulmana, ovvero l'equivalenza tra presenza musulmana in Europa e terrorismo. Cerchiamo di decostruire questa narrazione insieme a Sara Hejazi, antropologa e scrittrice.]]></itunes:summary><itunes:duration>670</itunes:duration><itunes:keywords>islam,micromega,pregiudizio,radicalizzazione,sara-hejazi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gianfranco Schiavone - Asgi | In difesa dei salvataggi di vite umane | 27-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gianfranco-schiavone-asgi-in-difesa-dei-salvataggi-di-vite-umane-27-04-2017--11731135</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11731135</guid><pubDate>Thu, 27 Apr 2017 09:21:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11731135/2017_04_27_gianfranco_schiavone_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>706</itunes:duration><itunes:keywords>disinformazione,frontex,gianfranco-schiavone,mediterraneo,migranti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Paolo Naso - Fcei | Nuovo arrivo corridoi umanitari | 27-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paolo-naso-fcei-nuovo-arrivo-corridoi-umanitari-27-04-2017--11731141</link><description><![CDATA[Il nuovo arrivo di profughi siriani grazie ai corridoi umanitari di Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Sant'Egidio. Il professor Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope ha viaggiato con il primo gruppo di profughi, il 27 aprile.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11731141</guid><pubDate>Thu, 27 Apr 2017 09:02:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11731141/2017_04_27_paolo_naso_onda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo arrivo di profughi siriani grazie ai corridoi umanitari di Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Sant'Egidio. Il professor Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope ha viaggiato con il primo gruppo di profughi, il 27 aprile.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il nuovo arrivo di profughi siriani grazie ai corridoi umanitari di Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Sant'Egidio. Il professor Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope ha viaggiato con il primo gruppo di profughi, il 27 aprile.]]></itunes:summary><itunes:duration>448</itunes:duration><itunes:keywords>accoglienza,corridoi-umanitari,migranti,migrazioni,paolo-naso</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Maria Negro - Presidente Fcei | Nuovo arrivo dei corridoi umanitari | 27-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-maria-negro-presidente-fcei-nuovo-arrivo-dei-corridoi-umanitari-27-04-2017--11731139</link><description><![CDATA[Il nuovo arrivo di profughi siriani grazie ai corridoi umanitari di Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Sant'Egidio. L'intervista al presidente Negro a poche ore dall'arrivo del primo gruppo del 27 aprile]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11731139</guid><pubDate>Thu, 27 Apr 2017 08:51:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11731139/2017_04_27_luca_negro.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il nuovo arrivo di profughi siriani grazie ai corridoi umanitari di Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Sant'Egidio. L'intervista al presidente Negro a poche ore dall'arrivo del primo gruppo del 27 aprile</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il nuovo arrivo di profughi siriani grazie ai corridoi umanitari di Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Sant'Egidio. L'intervista al presidente Negro a poche ore dall'arrivo del primo gruppo del 27 aprile]]></itunes:summary><itunes:duration>569</itunes:duration><itunes:keywords>accoglienza,corridoi-umanitari,luca-maria-negro,migranti,migrazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Noury - Portavoce Amnesty Italia | Esecuzioni capitali in Arkansas | 26-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-noury-portavoce-amnesty-italia-esecuzioni-capitali-in-arkansas-26-04-2017--11731140</link><description><![CDATA[Le recenti esecuzioni capitali non ribadiscono soltanto il principio della pena di morte, ma anche l’inefficacia di alcune campagne di boicottaggio, aggirate dalla Corte Suprema.<br />«Il principio che viene ribadito – spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia – è che se hai commesso un reato che comporta spargimento di sangue, devi essere ripagato con la stessa moneta. Il governatore dell’Arkansas l’ha detto chiaramente. Il principio è inaccettabile, ma la prassi è davvero grottesca».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11731140</guid><pubDate>Wed, 26 Apr 2017 13:42:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11731140/2017_04_26_riccardo_noury_amnesty_esecuzioni_capitali_in_arkansas.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le recenti esecuzioni capitali non ribadiscono soltanto il principio della pena di morte, ma anche l’inefficacia di alcune campagne di boicottaggio, aggirate dalla Corte Suprema.
«Il principio che viene ribadito – spiega Riccardo Noury, portavoce di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Le recenti esecuzioni capitali non ribadiscono soltanto il principio della pena di morte, ma anche l’inefficacia di alcune campagne di boicottaggio, aggirate dalla Corte Suprema.<br />«Il principio che viene ribadito – spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia – è che se hai commesso un reato che comporta spargimento di sangue, devi essere ripagato con la stessa moneta. Il governatore dell’Arkansas l’ha detto chiaramente. Il principio è inaccettabile, ma la prassi è davvero grottesca».]]></itunes:summary><itunes:duration>469</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-internazional,arkansas,pena-di-morte,riccardo-noury,stati-uniti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Maja Poznatov - BETA News Agency | OBC Dossier 3 - Serbia | 21-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/maja-poznatov-beta-news-agency-obc-dossier-3-serbia-21-04-2017--11731137</link><description><![CDATA[Torniamo...<br />Let’s return to Western Balkans for the third episode of our dossier about access to informations in south-east Europe: in the first one, we made a general overview, then we went in Bulgaria. Now, it's time to fly to Serbia and meet Maja Poznàtov, journalist of BETA News Agency and editor of its website EurActiv Serbia. Welcome!<br /><br />Generally speaking, and also when we talked about Bulgaria, we noticed that usually the main problems in access to informations are not so much related to the laws, that are quite recent and quite good, but to their application. Can we say the same for Serbia?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11731137</guid><pubDate>Fri, 21 Apr 2017 08:31:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11731137/2017_04_21_maja_poznatov_obc3_serbia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Torniamo...&#13;
Let’s return to Western Balkans for the third episode of our dossier about access to informations in south-east Europe: in the first one, we made a general overview, then we went in Bulgaria. Now, it's time to fly to Serbia and meet Maja...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Torniamo...<br />Let’s return to Western Balkans for the third episode of our dossier about access to informations in south-east Europe: in the first one, we made a general overview, then we went in Bulgaria. Now, it's time to fly to Serbia and meet Maja Poznàtov, journalist of BETA News Agency and editor of its website EurActiv Serbia. Welcome!<br /><br />Generally speaking, and also when we talked about Bulgaria, we noticed that usually the main problems in access to informations are not so much related to the laws, that are quite recent and quite good, but to their application. Can we say the same for Serbia?]]></itunes:summary><itunes:duration>382</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Filomena Gallo - Presidente Associazione Luca Coscioni | Biotestamento | 21-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/filomena-gallo-presidente-associazione-luca-coscioni-biotestamento-21-04-2017--11731136</link><description><![CDATA[La discussione sulla legge del biotestamento è un passo avanti nel complesso discorso sul finevita. L'Associazione Coscioni ha seguito le vicende parlamentari e da tempo lotta per una legge chiara su queste tematiche.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11731136</guid><pubDate>Fri, 21 Apr 2017 08:30:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11731136/2017_04_21_filomena_gallo_biotestamento.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La discussione sulla legge del biotestamento è un passo avanti nel complesso discorso sul finevita. L'Associazione Coscioni ha seguito le vicende parlamentari e da tempo lotta per una legge chiara su queste tematiche.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La discussione sulla legge del biotestamento è un passo avanti nel complesso discorso sul finevita. L'Associazione Coscioni ha seguito le vicende parlamentari e da tempo lotta per una legge chiara su queste tematiche.]]></itunes:summary><itunes:duration>725</itunes:duration><itunes:keywords>filomena-gallo,fine-vita,laicità,luca-coscioni,testamento-biologico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lisa Bosia Mirra - associazione Firdaus | Il reato di umanità a Como | 20-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lisa-bosia-mirra-associazione-firdaus-il-reato-di-umanita-a-como-20-04-2017--11731138</link><description><![CDATA[Oltre a Ventimiglia, anche Como è diventata un simbolo del limbo in cui sono costretti i migranti che cercano di raggiungere il nord Europa – e in molti casi le loro famiglie – passando attraverso la Svizzera. Lisa Bosia Mirra, deputata socialista nel Gran Consiglio del Canton Ticino si occupa del sostegno dei migranti a Como. Nei suoi confronti, la scorsa settimana è stato emanato un decreto d’accusa per violazione della Legge federale sugli stranieri. Secondo le accuse, nel settembre del 2016 era stata fermata dalle Guardie di confine «per aver collaborato all’entrata illegale in Svizzera di cittadini stranieri sprovvisti dei documenti necessari di legittimazione».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11731138</guid><pubDate>Thu, 20 Apr 2017 08:34:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11731138/2017_04_20_lisa_bosia_mirra.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Oltre a Ventimiglia, anche Como è diventata un simbolo del limbo in cui sono costretti i migranti che cercano di raggiungere il nord Europa – e in molti casi le loro famiglie – passando attraverso la Svizzera. Lisa Bosia Mirra, deputata socialista nel...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oltre a Ventimiglia, anche Como è diventata un simbolo del limbo in cui sono costretti i migranti che cercano di raggiungere il nord Europa – e in molti casi le loro famiglie – passando attraverso la Svizzera. Lisa Bosia Mirra, deputata socialista nel Gran Consiglio del Canton Ticino si occupa del sostegno dei migranti a Como. Nei suoi confronti, la scorsa settimana è stato emanato un decreto d’accusa per violazione della Legge federale sugli stranieri. Secondo le accuse, nel settembre del 2016 era stata fermata dalle Guardie di confine «per aver collaborato all’entrata illegale in Svizzera di cittadini stranieri sprovvisti dei documenti necessari di legittimazione».]]></itunes:summary><itunes:duration>561</itunes:duration><itunes:keywords>como,confini,lisa-bosia-mirra,migranti,svizzera</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alberto Mallardo - Mediterranean Hope | Primavera a Lampedusa | 19-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alberto-mallardo-mediterranean-hope-primavera-a-lampedusa-19-04-2017--11663235</link><description><![CDATA[La situazione a Lampedusa secondo l'osservatorio della Federazione delle Chiese Evangeliche italiane]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11663235</guid><pubDate>Wed, 19 Apr 2017 08:24:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11663235/2017_04_19_alberto_mallardo.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La situazione a Lampedusa secondo l'osservatorio della Federazione delle Chiese Evangeliche italiane</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La situazione a Lampedusa secondo l'osservatorio della Federazione delle Chiese Evangeliche italiane]]></itunes:summary><itunes:duration>597</itunes:duration><itunes:keywords>alberto-mallardo,lampedusa,mediterranean-hope,migranti,migrazioni</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Carlo Pallard - redattore East Journal | Dopo il referendum, Erdogan è un sultano dimezzato | 18-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/carlo-pallard-redattore-east-journal-dopo-il-referendum-erdogan-e-un-sultano-dimezzato-18-04-2017--11656783</link><description><![CDATA[La Turchia è sempre più divisa. Il referendum mostra che il potere del presidente Erdogan, che ora sarà a capo di una repubblica presidenziale, non ha più un così ampio sostegno popolare.<br />Ne parliamo con Carlo Pallard, storico e redattore di East Journal.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11656783</guid><pubDate>Tue, 18 Apr 2017 13:31:43 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11656783/2017_04_18_carlo_pallard_turchia_dopo_evet.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Turchia è sempre più divisa. Il referendum mostra che il potere del presidente Erdogan, che ora sarà a capo di una repubblica presidenziale, non ha più un così ampio sostegno popolare.
Ne parliamo con Carlo Pallard, storico e redattore di East Journal.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Turchia è sempre più divisa. Il referendum mostra che il potere del presidente Erdogan, che ora sarà a capo di una repubblica presidenziale, non ha più un così ampio sostegno popolare.<br />Ne parliamo con Carlo Pallard, storico e redattore di East Journal.]]></itunes:summary><itunes:duration>748</itunes:duration><itunes:keywords>carlo-pallard,erdogan,referendum,repubblica-presidenziale,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Manes - Re:common | Il caso OPL245 all'assemblea dei soci ENI | 14-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-manes-re-common-il-caso-opl245-all-assemblea-dei-soci-eni-14-04-2017--11630071</link><description><![CDATA[Per la decima volta consecutiva Re:Common partecipa come azionista critico all'assemblea dell'Eni. Tra i quesiti posti in quella sede la questione OPL 245, l'enorme concessione petrolifera che riguarda il più grande giacimento offshore della Nigeria e che vede Shell e Eni accusate di corruzione nei confronti delle autorità nigeriane. Ne abbiamo parlato con Luca Manes, dell'associazione Re:Common.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630071</guid><pubDate>Fri, 14 Apr 2017 13:27:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630071/2017_04_14_luca_manes.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Per la decima volta consecutiva Re:Common partecipa come azionista critico all'assemblea dell'Eni. 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Ne abbiamo parlato con Luca Manes, dell'associazione Re:Common.]]></itunes:summary><itunes:duration>666</itunes:duration><itunes:keywords>eni,luca-manes,nigeria,petrolio,recommon</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gianfranco Arnoletti - Cifa | Diminuiscono le adozioni in Italia | 14-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gianfranco-arnoletti-cifa-diminuiscono-le-adozioni-in-italia-14-04-2017--11630073</link><description><![CDATA[Calano bruscamente le adozioni in Italia. Un'analisi con Cifa per capire a cosa è dovuta questa diminuzione e quali sono le possibili soluzioni, in uno dei paesi più accoglienti del mondo per ciò che riguarda le adozioni di bambini. Con il presidente di Cifa, Gianfranco Arnoletti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630073</guid><pubDate>Fri, 14 Apr 2017 08:35:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630073/2017_04_14_gianfranco_arnoletti_cifa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Calano bruscamente le adozioni in Italia. Un'analisi con Cifa per capire a cosa è dovuta questa diminuzione e quali sono le possibili soluzioni, in uno dei paesi più accoglienti del mondo per ciò che riguarda le adozioni di bambini. Con il presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Calano bruscamente le adozioni in Italia. Un'analisi con Cifa per capire a cosa è dovuta questa diminuzione e quali sono le possibili soluzioni, in uno dei paesi più accoglienti del mondo per ciò che riguarda le adozioni di bambini. Con il presidente di Cifa, Gianfranco Arnoletti.]]></itunes:summary><itunes:duration>597</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Boris Dittrich - Human Rights Watch | Cecenia e diritti negati alle persone lgbt | 13-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/boris-dittrich-human-rights-watch-cecenia-e-diritti-negati-alle-persone-lgbt-13-04-2017--11630070</link><description><![CDATA[Circondati, rapiti e torturati: per gli omosessuali che vivono in Cecenia, repubblica autonoma della Federazione Russa nel cuore del Caucaso, un simile destino sembra diventato la normalità.<br />Un’inchiesta dal titolo Delitto d’onore, pubblicata il 1 aprile sul quotidiano indipendente russo Novaja Gazeta, noto in Occidente soprattutto per le vicende della giornalista Anna Politkovskaja, racconta infatti attraverso numerose testimonianze la realtà di un Paese nel quale i più elementari diritti umani vengono messi in discussione quotidianamente.<br /><br />Boris Dittrich, Advocacy director dell’Lgbt Rights Program presso Human Rights Watch, racconta che «non è stata una sorpresa, perché già alcune settimane prima della pubblicazione dell’inchiesta di Novaja Gazeta eravamo stati raggiunti dalle prime storie su questa nuova caccia alle streghe contro gli uomini omosessuali o percepiti come tali».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630070</guid><pubDate>Thu, 13 Apr 2017 13:23:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630070/2017_04_13_boris_dittrich_hrw_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Circondati, rapiti e torturati: per gli omosessuali che vivono in Cecenia, repubblica autonoma della Federazione Russa nel cuore del Caucaso, un simile destino sembra diventato la normalità.
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Quest’anno invece è sparito dai modelli delle Dichiarazioni dei redditi. Il senatore trentino Franco Panizza ha chiesto chiarimenti al governo con un'interrogazione parlamentare, ma il tempo è davvero poco.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630076</guid><pubDate>Wed, 12 Apr 2017 13:04:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630076/2017_04_12_franco_panizza_due_per_mille.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 2x1000 alla cultura era stato inserito nella dichiarazione dei redditi dello scorso anno, permettendo a circa 1300 organizzazioni di ottenere un piccolo ma importante contributo. 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Il senatore trentino Franco Panizza ha chiesto chiarimenti al governo con un'interrogazione parlamentare, ma il tempo è davvero poco.]]></itunes:summary><itunes:duration>404</itunes:duration><itunes:keywords>2x1000,cultura,due-per-mille,franco-panizza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Diego Cortese | La Svezia dopo l'attentato | 12-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/diego-cortese-la-svezia-dopo-l-attentato-12-04-2017--11630075</link><description><![CDATA[Dopo l'attentato di inizio aprile come reagisce la comunità svedese? Ne parliamo con Diego Cortese, Ricercatore italiano che vive nel paese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630075</guid><pubDate>Wed, 12 Apr 2017 08:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630075/2017_04_12_diego_cortese_messa_in_onda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo l'attentato di inizio aprile come reagisce la comunità svedese? Ne parliamo con Diego Cortese, Ricercatore italiano che vive nel paese.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo l'attentato di inizio aprile come reagisce la comunità svedese? 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L'intervista a Jean René Bilongo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630074</guid><pubDate>Wed, 12 Apr 2017 08:50:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630074/2017_04_12_jean_rene_bilongo_fcei_e_flai.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il sindacato Flai - Cgil adotterà una famiglia siriana in arrivo con i corridoi umanitari di Federazione delle chiese Evangeliche e Sant'Egidio. L'intervista a Jean René Bilongo</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il sindacato Flai - Cgil adotterà una famiglia siriana in arrivo con i corridoi umanitari di Federazione delle chiese Evangeliche e Sant'Egidio. 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Ne parliamo con Elisa Ferrero, lettrice di arabo presso l'università Cattolica di Milano e profonda conoscitrice della storia recente egiziana.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630077</guid><pubDate>Tue, 11 Apr 2017 12:58:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630077/2017_04_11_elisa_ferrero_attentati_in_egitto.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Gli attentati della Domenica delle Palme ad Alessandria e Tanta pongono interrogativi sulle difficoltà di proteggere una società multiculturale come quella egiziana. Ne parliamo con Elisa Ferrero, lettrice di arabo presso l'università Cattolica di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Gli attentati della Domenica delle Palme ad Alessandria e Tanta pongono interrogativi sulle difficoltà di proteggere una società multiculturale come quella egiziana. Ne parliamo con Elisa Ferrero, lettrice di arabo presso l'università Cattolica di Milano e profonda conoscitrice della storia recente egiziana.]]></itunes:summary><itunes:duration>751</itunes:duration><itunes:keywords>al-sisi,attentati,egitto,elisa-ferrero,mediterraneo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Patrizio Gonnella | Legittima difesa o far west? | 11-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/patrizio-gonnella-legittima-difesa-o-far-west-11-04-2017--11630078</link><description><![CDATA[La percezione di pericolo causata dalla grande rilevanza dati ai fatti di cronaca spinge il concetto di legittima difesa verso una sua nuova estensione. Eppure i reati sono in calo. Facciamo il punto insieme a Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630078</guid><pubDate>Tue, 11 Apr 2017 12:56:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630078/2017_04_11_patrizio_gonnella_legittima_difesa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La percezione di pericolo causata dalla grande rilevanza dati ai fatti di cronaca spinge il concetto di legittima difesa verso una sua nuova estensione. Eppure i reati sono in calo. Facciamo il punto insieme a Patrizio Gonnella, presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La percezione di pericolo causata dalla grande rilevanza dati ai fatti di cronaca spinge il concetto di legittima difesa verso una sua nuova estensione. Eppure i reati sono in calo. Facciamo il punto insieme a Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone.]]></itunes:summary><itunes:duration>612</itunes:duration><itunes:keywords>antigone,crimini,lega-nord,legittima-difesa,patrizio-gonnella</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marta Ottaviani | Erdogan, con il referendum ci si gioca molto | 10-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marta-ottaviani-erdogan-con-il-referendum-ci-si-gioca-molto-10-04-2017--11630080</link><description><![CDATA[A meno di una settimana dal referendum che porterà la Turchia a scegliere se diventare o meno una repubblica presidenziale, la giornalista Marta Ottaviani ci racconta l'evoluzione e l'involuzione di Recep Tayyip Erdogan, al centro anche del suo ultimo libro, “Il Reis. Come Erdoğan ha cambiato la Turchia”.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630080</guid><pubDate>Mon, 10 Apr 2017 12:53:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630080/2017_04_10_marta_ottaviani_erdogan_e_referendum.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A meno di una settimana dal referendum che porterà la Turchia a scegliere se diventare o meno una repubblica presidenziale, la giornalista Marta Ottaviani ci racconta l'evoluzione e l'involuzione di Recep Tayyip Erdogan, al centro anche del suo ultimo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A meno di una settimana dal referendum che porterà la Turchia a scegliere se diventare o meno una repubblica presidenziale, la giornalista Marta Ottaviani ci racconta l'evoluzione e l'involuzione di Recep Tayyip Erdogan, al centro anche del suo ultimo libro, “Il Reis. 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In collegamento telefonico...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il secondo capitolo del dossier dedicato all'accesso alle informazioni nel sudest europeo ci porta in Bulgaria, un Paese caratterizzato da una legislazione piuttosto avanzata, ma con un grande problema di trasparenza.<br />In collegamento telefonico Francesco Martino, corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso - Transeuropa da Sofia.]]></itunes:summary><itunes:duration>412</itunes:duration><itunes:keywords>balcani,bulgaria,dossier,francesco-martino,informazione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anna Italia - Responsabile di ricerca del Censis | Rapporto "Curiamo la corruzione" | 07-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anna-italia-responsabile-di-ricerca-del-censis-rapporto-curiamo-la-corruzione-07-04-2017--11630081</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11630081</guid><pubDate>Fri, 07 Apr 2017 11:11:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11630081/2017_04_07_anna_italia_responsabile_di_ricerca_del_censis_rapporto_curiamo_la_corruzione.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>530</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Martino - OBC dossier II | Bulgaria | 07-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-martino-obc-dossier-ii-bulgaria-07-04-2017--11575733</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11575733</guid><pubDate>Fri, 07 Apr 2017 08:52:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11575733/2017_04_07_francesco_martino_obc_dossier_ii_bulgaria.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>411</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marco Pasquini | Situazione in Siria | 06-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marco-pasquini-situazione-in-siria-06-04-2017--11575736</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11575736</guid><pubDate>Thu, 06 Apr 2017 09:10:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11575736/2017_04_05_marco_pasquini_siria_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>625</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Viviana Premazzi | Radicalizzazione e prevenzione | 06-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/viviana-premazzi-radicalizzazione-e-prevenzione-06-04-2017--11575734</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11575734</guid><pubDate>Thu, 06 Apr 2017 09:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11575734/2017_04_06_viviana_premazzi_radicalizzazione.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>698</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgio Fruscione - East Journal | Chi è Vucic, il nuovo presidente della Serbia | 05-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgio-fruscione-east-journal-chi-e-vucic-il-nuovo-presidente-della-serbia-05-04-2017--11575737</link><description><![CDATA[Da Primo Ministro a Presidente, nel nome di un'alternanza di cariche ma di una continuità di persone. Aleksandar Vučic si impone nelle elezioni presidenziali in Serbia proseguendo una carriera politica che lo ha portato da posizioni radicalmente nazionaliste fino a un'immagine di leader europeista e liberale, contestata però da molti.<br />Insieme a Giorgio Fruscione, redattore di East Journal, proviamo a comprendere il fenomeno-Vučic.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11575737</guid><pubDate>Wed, 05 Apr 2017 12:48:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11575737/2017_04_05_giorgio_fruscione_east_journal_chi_e_vucic.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da Primo Ministro a Presidente, nel nome di un'alternanza di cariche ma di una continuità di persone. 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Aleksandar Vučic si impone nelle elezioni presidenziali in Serbia proseguendo una carriera politica che lo ha portato da posizioni radicalmente nazionaliste fino a un'immagine di leader europeista e liberale, contestata però da molti.<br />Insieme a Giorgio Fruscione, redattore di East Journal, proviamo a comprendere il fenomeno-Vučic.]]></itunes:summary><itunes:duration>466</itunes:duration><itunes:keywords>aleksandar-vucic,east-journal,elezioni,serbia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Roberto Roveda - Limes | La chiusura dei confini svizzeri verso l'Italia | 05-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/roberto-roveda-limes-la-chiusura-dei-confini-svizzeri-verso-l-italia-05-04-2017--11575735</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11575735</guid><pubDate>Wed, 05 Apr 2017 10:41:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11575735/2017_04_05_roberto_roveda_svizzera.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>476</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giuseppe Schiavello - Campagna Italiana contro le Mine | Mine Action e Giornata mondiale per l'azione contro le mine | 04-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giuseppe-schiavello-campagna-italiana-contro-le-mine-mine-action-e-giornata-mondiale-per-l-azione-contro-le-mine-04-04-2017--11548800</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11548800</guid><pubDate>Tue, 04 Apr 2017 08:59:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11548800/2017_04_04_giuseppe_schiavello_mine_action.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>608</itunes:duration><itunes:keywords>mine,schiavello</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giuseppe Locatelli - Brigate Solidarietà Attiva | Il cratere del terremoto in centro Italia e l'assemblea cittadina | 04-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giuseppe-locatelli-brigate-solidarieta-attiva-il-cratere-del-terremoto-in-centro-italia-e-l-assemblea-cittadina-04-04-2017--11548799</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11548799</guid><pubDate>Tue, 04 Apr 2017 08:55:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11548799/2017_04_04_giuseppe_locatelli_bsa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>676</itunes:duration><itunes:keywords>amatrice,brigatesolidarietà,bsa,quake,terremoto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pina Esposito - consigliera Aisla | Il governo promette di reintegrare i fondi sociali | 03-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pina-esposito-consigliera-aisla-il-governo-promette-di-reintegrare-i-fondi-sociali-03-04-2017--11541445</link><description><![CDATA[Il ministero del Lavoro ha confermato la revoca dei tagli ai fondi per le Politiche sociali e per le non autosufficienze. Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica ha annullato il presidio previsto per il 4 aprile, seguendo quindi le decisioni prese da altre associazioni. Ne parliamo con Pina Esposito, consigliera di Aisla.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11541445</guid><pubDate>Mon, 03 Apr 2017 09:06:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11541445/2017_04_03_pina_esposito_aisla_fondi_reintegrati.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministero del Lavoro ha confermato la revoca dei tagli ai fondi per le Politiche sociali e per le non autosufficienze. Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica ha annullato il presidio previsto per il 4 aprile, seguendo quindi le...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il ministero del Lavoro ha confermato la revoca dei tagli ai fondi per le Politiche sociali e per le non autosufficienze. Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica ha annullato il presidio previsto per il 4 aprile, seguendo quindi le decisioni prese da altre associazioni. Ne parliamo con Pina Esposito, consigliera di Aisla.]]></itunes:summary><itunes:duration>830</itunes:duration><itunes:keywords>assistenza,fondi-sociali,pina-esposito,sla</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>John Mpaliza | Poche speranze per il Congo | 03-04-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/john-mpaliza-poche-speranze-per-il-congo-03-04-2017--11541446</link><description><![CDATA[Nelle nostre case e nelle nostre tasche c'è un pezzo di Congo: sono lo stagno, il tungsteno, il coltan, l'oro e il cobalto, elementi chimici di cui la Repubblica Democratica del Congo è ricchissima, ma che portano con sé massacri e ingiustizia. John Mpaliza, ingegnere informatico, marcia da anni per tenere alta l'attenzione su questi luoghi e queste storie.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11541446</guid><pubDate>Mon, 03 Apr 2017 08:14:33 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11541446/2017_04_03_john_mpaliza_congo.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle nostre case e nelle nostre tasche c'è un pezzo di Congo: sono lo stagno, il tungsteno, il coltan, l'oro e il cobalto, elementi chimici di cui la Repubblica Democratica del Congo è ricchissima, ma che portano con sé massacri e ingiustizia. John...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle nostre case e nelle nostre tasche c'è un pezzo di Congo: sono lo stagno, il tungsteno, il coltan, l'oro e il cobalto, elementi chimici di cui la Repubblica Democratica del Congo è ricchissima, ma che portano con sé massacri e ingiustizia. 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Ne discutiamo con Grazia Naletto, dell'associazione Lunaria.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11497209</guid><pubDate>Tue, 28 Mar 2017 13:21:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11497209/2017_03_28_grazia_naletto_decreti_minniti_orlando.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I decreti sull'immigrazione e su decoro e sicurezza urbana, usciti quasi contemporaneamente, condividono una visione della sicurezza che racconta di un'Italia minacciata e a rischio di derive criminali? Ne discutiamo con Grazia Naletto,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I decreti sull'immigrazione e su decoro e sicurezza urbana, usciti quasi contemporaneamente, condividono una visione della sicurezza che racconta di un'Italia minacciata e a rischio di derive criminali? 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Nei prossimi due giorni a Edimburgo il parlamento scozzese discuterà e voterà per tenere un nuovo referendum».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11489189</guid><pubDate>Fri, 24 Mar 2017 13:56:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11489189/2017_03_23_mike_small_scozia_vs_uk_pronta.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì 29 marzo comincerà il percorso di uscita del Regno Unito dalla Comunità europea.
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In questa fase i lavori prevedono l’eradicazione degli ulivi lungo il tracciato che approderà nella località di San Foca. Tuttavia, appena 24 ore dopo, martedì 21 marzo, al secondo giorno di apertura, i manifestanti che si oppongono all’opera sono riusciti a bloccare i lavori portando fino alla sospensione delle attività del cantiere, concordata dalle aziende e dagli amministratori locali. <br />«La fortissima accelerazione delle ultime settimane voluta dal governo italiano – racconta infatti Elena Gerebizza, dell’associazione Re:common, che segue lo sviluppo dell’opera sin dall’inizio – è sicuramente conseguenza del recente incontro che c’è stato a Baku».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11489188</guid><pubDate>Fri, 24 Mar 2017 13:42:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11489188/2017_03_24_tap_pugliese.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 20 marzo a Melendugno, in Salento, si è aperto il cantiere del Tap, sigla che indica il Trans Adriatic Pipeline, la terza parte di un gasdotto che dovrebbe collegare i giacimenti dell’Azerbaijan con i Paesi dell’Unione europea. 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Tuttavia, appena 24 ore dopo, martedì 21 marzo, al secondo giorno di apertura, i manifestanti che si oppongono all’opera sono riusciti a bloccare i lavori portando fino alla sospensione delle attività del cantiere, concordata dalle aziende e dagli amministratori locali. <br />«La fortissima accelerazione delle ultime settimane voluta dal governo italiano – racconta infatti Elena Gerebizza, dell’associazione Re:common, che segue lo sviluppo dell’opera sin dall’inizio – è sicuramente conseguenza del recente incontro che c’è stato a Baku».]]></itunes:summary><itunes:duration>879</itunes:duration><itunes:keywords>azerbaijan,elena-gerebizza,gasdotto,recommon,tap</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Roberto Cavallo | Inquinamento e accesso all'acqua oggi | 23-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/roberto-cavallo-inquinamento-e-accesso-all-acqua-oggi-23-03-2017--11499187</link><description><![CDATA[Il 22 marzo di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per celebrare l'elemento sinonimo di vita.<br />La questione dell'acqua non si risolve soltanto con il tema dell'accesso, ma abbraccia numerosi campi, da quello della qualità alle ricadute politiche. Ne abbiamo parlato con Roberto Cavallo, esperto di questioni ambientali.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11499187</guid><pubDate>Wed, 22 Mar 2017 15:32:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11499187/2017_03_23_roberto_cavallo_acqua.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 22 marzo di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per celebrare l'elemento sinonimo di vita.
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Le regioni maggiormente interessate da questo aumento sono, per ora, Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana.<br />A cosa è dovuto questo aumento e quanto ci deve preoccupare? Ne abbiamo parlato con Roberto Burioni, medico, docente di virologia e microbiologia e specialista in immunologia clinica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11489187</guid><pubDate>Wed, 22 Mar 2017 13:33:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11489187/2017_03_22_roberto_burioni.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il ministero della Salute ha lanciato l'allarme a proposito dell'aumento dei casi di morbillo nel 2017: da gennaio, infatti, più di 700 persone hanno contratto il virus, a fronte dei 220 casi del gennaio dello scorso anno (844 in tutto il 2016). 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Ne abbiamo parlato con Roberto Burioni, medico, docente di virologia e microbiologia e specialista in immunologia clinica.]]></itunes:summary><itunes:duration>504</itunes:duration><itunes:keywords>morbillo,prevenzione,roberto-burioni,salute,vaccini</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ilaria Valenzi | Simboli Religiosi | 21-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ilaria-valenzi-simboli-religiosi-21-03-2017--11489186</link><description><![CDATA[Sì al divieto di indossare il velo sul posto di lavoro»: la scorsa settimana i quotidiani italiani hanno riassunto in modi simili a questo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha stabilito che non è discriminatorio proibire di indossare visibilmente, sul lavoro, simboli politici, religiosi e filosofici se una norma interna all’azienda lo prevede. «In qualche modo – spiega Ilaria Valenzi, avvocata e consulente legale della Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (Ccers) – il simbolo è uno strumento attraverso cui si crea uno stereotipo».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11489186</guid><pubDate>Tue, 21 Mar 2017 12:25:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11489186/2017_03_21_ilaria_valenzi_simboli_religiosi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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La riforma, voluta in particolare dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, prevede un’ampia modifica del meccanismo della prescrizione, un limite più stringente all’azione del magistrato alla fine delle indagini preliminari, una delega al governo per una riforma sulle intercettazioni e una modifica dei tempi di prescrizione e delle modalità con cui vengono calcolati.<br />Secondo Susanna Marietti, presidente dell'osservatorio Antigone, «non è facile dire in che direzione va la riforma, perché si seguono tante strade, diverse e spesso contraddittorie tra loro. Diciamo che somiglia un po’ al decreto Milleproroghe che viene votato ogni anno tra gennaio e febbraio: c’è dentro un po’ di tutto».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11432036</guid><pubDate>Mon, 20 Mar 2017 11:51:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11432036/2017_03_20_susanna_marietti_antigone_ddl_penale.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Mercoledì 15 marzo il Senato italiano ha approvato con un voto di fiducia il disegno di legge delega di riforma del processo penale. La riforma, voluta in particolare dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, prevede un’ampia modifica del...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Mercoledì 15 marzo il Senato italiano ha approvato con un voto di fiducia il disegno di legge delega di riforma del processo penale. La riforma, voluta in particolare dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, prevede un’ampia modifica del meccanismo della prescrizione, un limite più stringente all’azione del magistrato alla fine delle indagini preliminari, una delega al governo per una riforma sulle intercettazioni e una modifica dei tempi di prescrizione e delle modalità con cui vengono calcolati.<br />Secondo Susanna Marietti, presidente dell'osservatorio Antigone, «non è facile dire in che direzione va la riforma, perché si seguono tante strade, diverse e spesso contraddittorie tra loro. Diciamo che somiglia un po’ al decreto Milleproroghe che viene votato ogni anno tra gennaio e febbraio: c’è dentro un po’ di tutto».]]></itunes:summary><itunes:duration>606</itunes:duration><itunes:keywords>andrea-orlando,antigone,carcere,ddl-penale,susanna-marietti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia | Nuova rogatoria italiana per il caso Regeni | 20-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-noury-portavoce-amnesty-italia-nuova-rogatoria-italiana-per-il-caso-regeni-20-03-2017--11432035</link><description><![CDATA[A oltre un anno dalla scomparsa del ricercatore friulano Giulio Regeni, sono ancora troppe le ombre su quanto accaduto, e la resistenza da parte dell'Egitto ha finora impedito di ricostruire una verità coerente e credibile. Proprio per questo la procura di Roma ha inoltrato una nuova rogatoria ai colleghi egiziani per ottenere i verbali di altri 5 agenti coinvolti nella attività di controllo di Regeni.<br />Negli stessi giorni la madre di Ilaria Alpi, giornalista d'inchiesta uccisa in Somalia il 20 marzo 1994, raccontava ad alcuni giornali la sua delusione per il fallimento delle indagini sulla sua morte, rinunciando a nuove ricerche. Per Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, «quel grido di dolore ci deve dire come non deve andare a finire nel caso Regeni, costi quel che costi, a prescindere dalle ripercussioni nei rapporti tra Italia ed Egitto».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11432035</guid><pubDate>Mon, 20 Mar 2017 11:38:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11432035/2017_03_20_riccardo_noury_amnesty_caso_regeni.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A oltre un anno dalla scomparsa del ricercatore friulano Giulio Regeni, sono ancora troppe le ombre su quanto accaduto, e la resistenza da parte dell'Egitto ha finora impedito di ricostruire una verità coerente e credibile. 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Per Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, «quel grido di dolore ci deve dire come non deve andare a finire nel caso Regeni, costi quel che costi, a prescindere dalle ripercussioni nei rapporti tra Italia ed Egitto».]]></itunes:summary><itunes:duration>454</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty-international,egitto,inchiesta,regeni,riccardo-noury</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Susanna Lollini rete Lenford | Sentenza Firenze su adozione | 17-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/susanna-lollini-rete-lenford-sentenza-firenze-su-adozione-17-03-2017--11413710</link><description><![CDATA[Il Tribunale dei minori di Firenze ha riconosciuto valida in Italia un’adozione permessa nel Regno Unito a due cittadini italiani. È il primo caso nel nostro Paese.<br />Secondo l’avvocata Susanna Lollini, che ha seguito la causa per la Rete Lenford – Avvocatura per i diritti Lgbti, «è il momento di ridiscutere sulla legge sulle adozioni».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11413710</guid><pubDate>Fri, 17 Mar 2017 10:55:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11413710/2017_03_17_susanna_lollini_rete_lenford_sentenza_firenze_su_adozione.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Tribunale dei minori di Firenze ha riconosciuto valida in Italia un’adozione permessa nel Regno Unito a due cittadini italiani. È il primo caso nel nostro Paese.
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Ne abbiamo parlato con Marco Cappato, tesoriere...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un’aula vuota ha accolto l’arrivo in Parlamento della proposta di legge sul fine vita. Il tempo per approvarla prima della fine della legislatura è poco, ma la questione non è più rinviabile.<br /><br />Ne abbiamo parlato con Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.]]></itunes:summary><itunes:duration>448</itunes:duration><itunes:keywords>diritti,fine-vita,marco-cappato,radicali,testamento-biologico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lorenzo Marinone | Olanda e Turchia ai ferri corti | 2017-03-14</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lorenzo-marinone-olanda-e-turchia-ai-ferri-corti-2017-03-14--11385360</link><description><![CDATA[Manca un mese al referendum costituzionale che, nelle intenzioni di Erdogan, dovrebbe trasformare il Paese in una repubblica presidenziale. Alcuni Paesi europei si sono opposti alla partecipazione di membri del governo turco a eventi elettorali sul loro territorio, ma questo non fa che favorire Erdogan, che può puntare sulla retorica della "Turchia contro tutti, tutti contro la Turchia".<br />Ne parliamo con Lorenzo Marinone, caporedattore Medio Oriente per la rivista East Journal.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11385360</guid><pubDate>Tue, 14 Mar 2017 14:43:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11385360/2017_03_14_lorenzo_marinone_olanda_turchia_ai_ferri_corti.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Manca un mese al referendum costituzionale che, nelle intenzioni di Erdogan, dovrebbe trasformare il Paese in una repubblica presidenziale. Alcuni Paesi europei si sono opposti alla partecipazione di membri del governo turco a eventi elettorali sul...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Manca un mese al referendum costituzionale che, nelle intenzioni di Erdogan, dovrebbe trasformare il Paese in una repubblica presidenziale. Alcuni Paesi europei si sono opposti alla partecipazione di membri del governo turco a eventi elettorali sul loro territorio, ma questo non fa che favorire Erdogan, che può puntare sulla retorica della "Turchia contro tutti, tutti contro la Turchia".<br />Ne parliamo con Lorenzo Marinone, caporedattore Medio Oriente per la rivista East Journal.]]></itunes:summary><itunes:duration>799</itunes:duration><itunes:keywords>east-journal,erdogan,lorenzo-marinone,referendum,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aron Coceancig | Ungheria e detenzione | 10-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aron-coceancig-ungheria-e-detenzione-10-03-2017--11351853</link><description><![CDATA[La nuova legge ungherese sulla gestione dei richiedenti asilo reintroduce il trattenimento preventivo di chi entra nel Paese, mentre sul confine con la Serbia sorgerà presto una seconda recinzione.<br /><br />Ospite in trasmissione Aron Coceancig, storico e ricercatore che vive e lavora a Budapest.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11351853</guid><pubDate>Fri, 10 Mar 2017 14:47:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11351853/2017_03_10_aron_coceancig_ungheria_e_detenzione.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La nuova legge ungherese sulla gestione dei richiedenti asilo reintroduce il trattenimento preventivo di chi entra nel Paese, mentre sul confine con la Serbia sorgerà presto una seconda recinzione.&#13;
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Ospite in trasmissione Aron Coceancig, storico e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La nuova legge ungherese sulla gestione dei richiedenti asilo reintroduce il trattenimento preventivo di chi entra nel Paese, mentre sul confine con la Serbia sorgerà presto una seconda recinzione.<br /><br />Ospite in trasmissione Aron Coceancig, storico e ricercatore che vive e lavora a Budapest.]]></itunes:summary><itunes:duration>714</itunes:duration><itunes:keywords>aron-coceancig,europa,migranti,orban,ungheria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Caterina Bove | Asgi su sentenza Belgio | 09-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/caterina-bove-asgi-su-sentenza-belgio-09-03-2017--11351851</link><description><![CDATA[La Corte europea di Giustizia rimanda ai singoli Stati il rilascio di visti di ingresso umanitari. Per l’avvocata Caterina Bove, di Asgi, si afferma il paradosso di un diritto fondamentale che non viene garantito a tutti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11351851</guid><pubDate>Thu, 09 Mar 2017 14:52:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11351851/2017_03_09_caterina_bove_asgi_su_sentenza_belgio.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La Corte europea di Giustizia rimanda ai singoli Stati il rilascio di visti di ingresso umanitari. Per l’avvocata Caterina Bove, di Asgi, si afferma il paradosso di un diritto fondamentale che non viene garantito a tutti.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La Corte europea di Giustizia rimanda ai singoli Stati il rilascio di visti di ingresso umanitari. Per l’avvocata Caterina Bove, di Asgi, si afferma il paradosso di un diritto fondamentale che non viene garantito a tutti.]]></itunes:summary><itunes:duration>602</itunes:duration><itunes:keywords>asgi,caterina-bove,migranti,rifugiati,visti-umanitari</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pietro Rizzi | La Russia accetta i passaporti del Donbass | 08-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pietro-rizzi-la-russia-accetta-i-passaporti-del-donbass-08-03-2017--11351852</link><description><![CDATA[I cittadini delle repubbliche autoproclamate dell’est dell’Ucraina potranno entrare in Russia utilizzando i documenti prodotti a Donetsk e Lugansk.<br /><br />Ne parliamo con Pietro Rizzi, collaboratore della rivista East Journal e osservatore elettorale per l'Osce.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11351852</guid><pubDate>Wed, 08 Mar 2017 14:54:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11351852/2017_03_08_pietro_rizzi_ucraina_male_male.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I cittadini delle repubbliche autoproclamate dell’est dell’Ucraina potranno entrare in Russia utilizzando i documenti prodotti a Donetsk e Lugansk.

Ne parliamo con Pietro Rizzi, collaboratore della rivista East Journal e osservatore elettorale per...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I cittadini delle repubbliche autoproclamate dell’est dell’Ucraina potranno entrare in Russia utilizzando i documenti prodotti a Donetsk e Lugansk.<br /><br />Ne parliamo con Pietro Rizzi, collaboratore della rivista East Journal e osservatore elettorale per l'Osce.]]></itunes:summary><itunes:duration>584</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gabriele Battaglia | Missili nordcoreani, la Cina comincia a perdere la pazienza | 07-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gabriele-battaglia-missili-nordcoreani-la-cina-comincia-a-perdere-la-pazienza-07-03-2017--11330357</link><description><![CDATA[Il regime guidato da Kim Jong-un ha effettuato un nuovo lancio di missili verso il Giappone. Anche la Cina sembra aver perso la pazienza, ma i suoi margini d’azione sono limitati.<br />Ne parliamo con Gabriele Battaglia, di China Files, in collegamento da Pechino.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11330357</guid><pubDate>Tue, 07 Mar 2017 14:58:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11330357/2017_03_07_gabriele_battaglia_missili_nordcoreani.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il regime guidato da Kim Jong-un ha effettuato un nuovo lancio di missili verso il Giappone. Anche la Cina sembra aver perso la pazienza, ma i suoi margini d’azione sono limitati.
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Anche la Cina sembra aver perso la pazienza, ma i suoi margini d’azione sono limitati.<br />Ne parliamo con Gabriele Battaglia, di China Files, in collegamento da Pechino.]]></itunes:summary><itunes:duration>562</itunes:duration><itunes:keywords>cina,kim-jong-un,nord-corea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Licio Palazzini - Cnesc | Servizio Civile Universale e i passi che mancano | 03-03-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/licio-palazzini-cnesc-servizio-civile-universale-e-i-passi-che-mancano-03-03-2017--11302480</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11302480</guid><pubDate>Fri, 03 Mar 2017 12:24:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11302480/2017_03_03_licio_palazzini_servizio_civile_e_poi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Stiamo parlando del Sahara Occidentale e lo facciamo con il giornalista Luca Attanasio, esperto dell'area.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11284906</guid><pubDate>Wed, 01 Mar 2017 13:15:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11284906/2017_03_01_luca_attanasio_sahara_occidentale.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ci spostiamo a sud del Mediterraneo, in quello che è uno dei più grandi territori non autonomi al mondo, un territorio conteso da due forze: da un lato il governo del Marocco e dall’altra il Frente Polisario. Stiamo parlando del Sahara Occidentale e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ci spostiamo a sud del Mediterraneo, in quello che è uno dei più grandi territori non autonomi al mondo, un territorio conteso da due forze: da un lato il governo del Marocco e dall’altra il Frente Polisario. Stiamo parlando del Sahara Occidentale e lo facciamo con il giornalista Luca Attanasio, esperto dell'area.]]></itunes:summary><itunes:duration>723</itunes:duration><itunes:keywords>luca-attanasio,marocco,sahara-occidentale,sahrawi,unione-africana</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Susanna Marietti | Il suicidio di chi non doveva stare in carcere | 28-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/susanna-marietti-il-suicidio-di-chi-non-doveva-stare-in-carcere-28-02-2017--11284904</link><description><![CDATA[Un giovane di 22 anni si è tolto la vita nella tarda serata di venerdì 24 febbraio nel carcere di Regina Coeli. Nel settembre dello scorso anno il ragazzo era stato collocato in un Rems, le nuove strutture che hanno sostituito gli Opg, a Ceccano. Dopo due episodi di allontanamento e irreperibilità, al momento del ritrovamento da parte dei Carabinieri un magistrato decise per la custodia cautelare in carcere, nonostante lo spirito della legge sia quello di favorire misure cautelari non detentive. Da qui ripartiamo con Susanna Marietti, presidente dell'associazione Antigone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11284904</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2017 13:28:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11284904/2017_02_28_susanna_marietti_carcere.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Un giovane di 22 anni si è tolto la vita nella tarda serata di venerdì 24 febbraio nel carcere di Regina Coeli. Nel settembre dello scorso anno il ragazzo era stato collocato in un Rems, le nuove strutture che hanno sostituito gli Opg, a Ceccano. Dopo...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un giovane di 22 anni si è tolto la vita nella tarda serata di venerdì 24 febbraio nel carcere di Regina Coeli. Nel settembre dello scorso anno il ragazzo era stato collocato in un Rems, le nuove strutture che hanno sostituito gli Opg, a Ceccano. Dopo due episodi di allontanamento e irreperibilità, al momento del ritrovamento da parte dei Carabinieri un magistrato decise per la custodia cautelare in carcere, nonostante lo spirito della legge sia quello di favorire misure cautelari non detentive. Da qui ripartiamo con Susanna Marietti, presidente dell'associazione Antigone.]]></itunes:summary><itunes:duration>467</itunes:duration><itunes:keywords>carcere,opg,rems,suicidio,susanna-marietti</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Martina Napolitano | Russia, a due anni dall'omicidio Nemtsov il clima è soffocante | 28-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/martina-napolitano-russia-a-due-anni-dall-omicidio-nemtsov-il-clima-e-soffocante-28-02-2017--11284903</link><description><![CDATA[Quindicimila persone hanno manifestato domenica 26 febbraio a Mosca per ricordare il politico d’opposizione Boris Nemtsov, ex vicepremier e oppositore di Putin, ucciso due anni fa a pochi passi dal Cremlino. Questo evento potrebbe essere il segno di un rinnovato tentativo di opporsi al clima politico imposto da Putin, magari attraverso esperienze culturali che hanno sempre meno spazio? Ne parliamo con Martina Napolitano, collaboratrice di East Journal.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11284903</guid><pubDate>Tue, 28 Feb 2017 13:22:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11284903/2017_02_28_martina_napolitano_russia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Quindicimila persone hanno manifestato domenica 26 febbraio a Mosca per ricordare il politico d’opposizione Boris Nemtsov, ex vicepremier e oppositore di Putin, ucciso due anni fa a pochi passi dal Cremlino. Questo evento potrebbe essere il segno di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Quindicimila persone hanno manifestato domenica 26 febbraio a Mosca per ricordare il politico d’opposizione Boris Nemtsov, ex vicepremier e oppositore di Putin, ucciso due anni fa a pochi passi dal Cremlino. Questo evento potrebbe essere il segno di un rinnovato tentativo di opporsi al clima politico imposto da Putin, magari attraverso esperienze culturali che hanno sempre meno spazio? Ne parliamo con Martina Napolitano, collaboratrice di East Journal.]]></itunes:summary><itunes:duration>692</itunes:duration><itunes:keywords>cultura,martina-napolitano,putin,repressione,russia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luciano Griso | Arrivo dei corridoi umanitari | 27-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luciano-griso-arrivo-dei-corridoi-umanitari-27-02-2017--11210619</link><description><![CDATA[Intervistiamo il dottor Luciano Griso, impegnato nel progetto Medical Hope dei Corridoi Umanitari.<br />Griso è tornato in Italia con l'ultimo arrivo di 50 rifugiati siriani dal Libano, avvenuto lunedì 27 febbraio, mentre giovedì 2 marzo saranno 70 le persone portate in Italia in sicurezza, raggiungendo un totale di 700.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11210619</guid><pubDate>Mon, 27 Feb 2017 16:15:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11210619/2017_02_27_luciano_griso_arrivo_corridoi_umanitari.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Intervistiamo il dottor Luciano Griso, impegnato nel progetto Medical Hope dei Corridoi Umanitari.
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Per la sua morte sono finite in carcere 6 persone. Ne parliamo con Yvan Sagnet, attivista per i diritti dei lavoratori e laureato in ingegneria delle telecomunicazione al Politecnico di Torino, che aveva guidato la rivolta dei braccianti a Nardò nel 2011 e ha favorito la nascita della prima legge contro il caporalato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11210620</guid><pubDate>Mon, 27 Feb 2017 12:33:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11210620/2017_02_27_yvan_sagnet_caporalato.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La scorsa settimana si sono chiuse le indagini sulla morte di Paola Clemente, una bracciante agricola originaria della provincia di Taranto, morta il 13 luglio del 2015 nelle campagne di Andria. Per la sua morte sono finite in carcere 6 persone. 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Ne parliamo con Yvan Sagnet, attivista per i diritti dei lavoratori e laureato in ingegneria delle telecomunicazione al Politecnico di Torino, che aveva guidato la rivolta dei braccianti a Nardò nel 2011 e ha favorito la nascita della prima legge contro il caporalato.]]></itunes:summary><itunes:duration>730</itunes:duration><itunes:keywords>agricoltura,braccianti,caporalato,lavoro,yvan-sagnet</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ilenya Goss | Obiezione e diritto | 24-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ilenya-goss-obiezione-e-diritto-24-02-2017--11072782</link><description><![CDATA[Continua il dibattito sull’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza prevista dalla legge 194/78 dopo la vicenda dei due ginecologi assunti all’ospedale San Camillo di Roma tramite un concorso indetto dalla Regione Lazio e aperto a chi non vuole fare obiezione. «In caso contrario verrebbe disattesa la legge», ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Contrari i medici cattolici e la Conferenza episcopale italiana, che è intervenuta per dire che l’obiezione di coscienza è un diritto. Un commento di Ilenya Goss, medico, che ha insegnato Etica e Storia della Medicina all’Università di Torino, ed è componente della commissione Bioetica della Tavola Valdese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11072782</guid><pubDate>Fri, 24 Feb 2017 15:10:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11072782/2017_02_24_ilenya_goss_obienzione_e_diritto.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Continua il dibattito sull’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza prevista dalla legge 194/78 dopo la vicenda dei due ginecologi assunti all’ospedale San Camillo di Roma tramite un concorso indetto dalla Regione Lazio e aperto a chi non...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Continua il dibattito sull’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza prevista dalla legge 194/78 dopo la vicenda dei due ginecologi assunti all’ospedale San Camillo di Roma tramite un concorso indetto dalla Regione Lazio e aperto a chi non vuole fare obiezione. «In caso contrario verrebbe disattesa la legge», ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Contrari i medici cattolici e la Conferenza episcopale italiana, che è intervenuta per dire che l’obiezione di coscienza è un diritto. Un commento di Ilenya Goss, medico, che ha insegnato Etica e Storia della Medicina all’Università di Torino, ed è componente della commissione Bioetica della Tavola Valdese.]]></itunes:summary><itunes:duration>668</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Claudio Paravati, direttore Confronti | Semi di pace 2017 | 24-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/claudio-paravati-direttore-confronti-semi-di-pace-2017-24-02-2017--11072783</link><description><![CDATA[Insieme a Claudio Paravati, direttore della rivista Confronti, scopriamo la XIX edizione di Semi di Pace, che ogni anno lavora per far incontrare e dialogare esponenti della società civile israeliana e palestinese. http://www.confronti.net/]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11072783</guid><pubDate>Fri, 24 Feb 2017 14:42:41 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11072783/2017_02_24_claudio_paravati_semi_di_pace.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Insieme a Claudio Paravati, direttore della rivista Confronti, scopriamo la XIX edizione di Semi di Pace, che ogni anno lavora per far incontrare e dialogare esponenti della società civile israeliana e palestinese. http://www.confronti.net/</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Insieme a Claudio Paravati, direttore della rivista Confronti, scopriamo la XIX edizione di Semi di Pace, che ogni anno lavora per far incontrare e dialogare esponenti della società civile israeliana e palestinese. http://www.confronti.net/]]></itunes:summary><itunes:duration>445</itunes:duration><itunes:keywords>claudio-paravati,confronti,israele,palestina,semi-di-pace</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>François Dumont, Medici senza frontiere | Carestia in Sud Sudan | 23-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francois-dumont-medici-senza-frontiere-carestia-in-sud-sudan-23-02-2017--11072781</link><description><![CDATA[Lunedì 20 febbraio il governo del Sud Sudan e le Nazioni Unite hanno comunicato che in due contee del paese, nello stato petrolifero di Unity, è stata proclamata ufficialmente una carestia, e si ritiene che siano circa 100.000 le persone che rischiano di morire di fame. Nel Paese, che è il più giovane del mondo, avendo ottenuto l’indipendenza nel luglio del 2011, sono quasi 5 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti umanitari urgenti.<br /><br />Ne parliamo con François Dumont, di Medici senza frontiere]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/11072781</guid><pubDate>Thu, 23 Feb 2017 11:07:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/11072781/2017_02_23_medici_senza_frontiere_intervista.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì 20 febbraio il governo del Sud Sudan e le Nazioni Unite hanno comunicato che in due contee del paese, nello stato petrolifero di Unity, è stata proclamata ufficialmente una carestia, e si ritiene che siano circa 100.000 le persone che rischiano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lunedì 20 febbraio il governo del Sud Sudan e le Nazioni Unite hanno comunicato che in due contee del paese, nello stato petrolifero di Unity, è stata proclamata ufficialmente una carestia, e si ritiene che siano circa 100.000 le persone che rischiano di morire di fame. Nel Paese, che è il più giovane del mondo, avendo ottenuto l’indipendenza nel luglio del 2011, sono quasi 5 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti umanitari urgenti.<br /><br />Ne parliamo con François Dumont, di Medici senza frontiere]]></itunes:summary><itunes:duration>520</itunes:duration><itunes:keywords>carestia,francois-dumont,guerra-civile,medici-senza-frontiere,sud-sudan</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Margherita Dean | Ancora più austerity per la Grecia? | 22-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/margherita-dean-ancora-piu-austerity-per-la-grecia-22-02-2017--10993399</link><description><![CDATA[Lunedì 20 febbraio i rappresentanti dell’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dei paesi che adottano l’euro, si sono accordati con il Fondo Monetario Internazionale per rimandare in Grecia una missione congiunta dopo un anno di interruzione. Questo significa ancora più austerità?<br />Ne parliamo con Margherita Dean, corrispondente dalla Grecia per Radio Popolare]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10993399</guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2017 08:30:24 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10993399/2017_02_22_margherita_dean_grecia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lunedì 20 febbraio i rappresentanti dell’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dei paesi che adottano l’euro, si sono accordati con il Fondo Monetario Internazionale per rimandare in Grecia una missione congiunta dopo un anno di interruzione. 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Questo significa ancora più austerità?<br />Ne parliamo con Margherita Dean, corrispondente dalla Grecia per Radio Popolare]]></itunes:summary><itunes:duration>608</itunes:duration><itunes:keywords>austerity,debito,grecia,margherita-dean,tsipras</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gabriella Guido, portavoce della campagna LasciateCIEntrare | Dai Cie ai Cpr: cosa cambia? | 21-02-2017 - Lasciatecie Entrare</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gabriella-guido-portavoce-della-campagna-lasciatecientrare-dai-cie-ai-cpr-cosa-cambia-21-02-2017-lasciatecie-entrare--10993398</link><description><![CDATA[All'inizio del mese di febbraio il governo italiano ha lanciato il suo piano per superare i CIE sostituendoli con i CPR e promettendo totale trasparenza. Ma che cosa cambierà realmente? Ne parliamo con Gabriella Guido, portavoce della campagna LasciateCIEntrare.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10993398</guid><pubDate>Tue, 21 Feb 2017 13:58:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10993398/2017_02_21_lasciatecie_entrare.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>All'inizio del mese di febbraio il governo italiano ha lanciato il suo piano per superare i CIE sostituendoli con i CPR e promettendo totale trasparenza. Ma che cosa cambierà realmente? Ne parliamo con Gabriella Guido, portavoce della campagna...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[All'inizio del mese di febbraio il governo italiano ha lanciato il suo piano per superare i CIE sostituendoli con i CPR e promettendo totale trasparenza. Ma che cosa cambierà realmente? Ne parliamo con Gabriella Guido, portavoce della campagna LasciateCIEntrare.]]></itunes:summary><itunes:duration>564</itunes:duration><itunes:keywords>cie,espulsioni,immigrazione,italia,lasciatecientrare</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Eric Gobetti | La Bosnia riapre la discussione sul genocidio degli anni Novanta | 21-02-2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/eric-gobetti-la-bosnia-riapre-la-discussione-sul-genocidio-degli-anni-novanta-21-02-2017--10993397</link><description><![CDATA[Il presidente bosniaco Bakir Izetbegovic ha annunciato che farà appello contro una sentenza del 2007 della Corte internazionale di giustizia secondo cui non si può provare la diretta responsabilità della Serbia nei massacri. Ne parliamo con lo storico Eric Gobetti, specializzato in storia della Jugoslavia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10993397</guid><pubDate>Tue, 21 Feb 2017 13:54:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10993397/2017_02_20_eric_gobetti_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il presidente bosniaco Bakir Izetbegovic ha annunciato che farà appello contro una sentenza del 2007 della Corte internazionale di giustizia secondo cui non si può provare la diretta responsabilità della Serbia nei massacri. Ne parliamo con lo storico...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il presidente bosniaco Bakir Izetbegovic ha annunciato che farà appello contro una sentenza del 2007 della Corte internazionale di giustizia secondo cui non si può provare la diretta responsabilità della Serbia nei massacri. Ne parliamo con lo storico Eric Gobetti, specializzato in storia della Jugoslavia.]]></itunes:summary><itunes:duration>452</itunes:duration><itunes:keywords>bosnia-erzegovina,eric-gobetti,ijc,izetbegovic,srebrenica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marco Cappato | Il punto sul finevita | 16-01-17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marco-cappato-il-punto-sul-finevita-16-01-17--10849593</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10849593</guid><pubDate>Thu, 16 Feb 2017 09:27:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10849593/2017_02_16_marco_cappato_il_punto_sul_finevita.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>763</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Sciotto | Il sostegno dei Samaritans per Herrou e il confine con il Messico | 15-02-17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-sciotto-il-sostegno-dei-samaritans-per-herrou-e-il-confine-con-il-messico-15-02-17--10818718</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10818718</guid><pubDate>Wed, 15 Feb 2017 16:27:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10818718/2017_02_14_ciccio_sciotto_ok_messa_in_onda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>572</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cédric Herrou | Dopo l'ammenda per aver aiutato i migranti in Val Roya | 15-02-17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cedric-herrou-dopo-l-ammenda-per-aver-aiutato-i-migranti-in-val-roya-15-02-17--10818719</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10818719</guid><pubDate>Wed, 15 Feb 2017 16:20:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10818719/2017_02_14_cedreic_herrou_ita.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>207</itunes:duration><itunes:keywords>cedric,herrou,migranti,roya</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniela Mogavero, Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | Romania e partecipazione | 14-02-17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniela-mogavero-osservatorio-balcani-e-caucaso-transeuropa-romania-e-partecipazione-14-02-17--10775481</link><description><![CDATA[Alla fine del 2017 la Romania celebrerà i 28 anni dalla rivoluzione del 1989 che rovesciò il regime di Nicolae Ceausescu. Un po’ a sorpresa è tornata sulle prime pagine dei giornali di tutta Europa per via delle grandi proteste scoppiate nella capitale Bucarest e in altri centri del paese dal 31 gennaio in poi.<br />Secondo la giornalista Daniela Mogavero, queste due settimane di protesta pacifica potrebbero rappresentare «un risveglio della coscienza politica» e lo stesso vale per la diaspora romena in Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10775481</guid><pubDate>Tue, 14 Feb 2017 11:30:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10775481/2017_02_14_daniela_mogavero_romania_e_partecipazione.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine del 2017 la Romania celebrerà i 28 anni dalla rivoluzione del 1989 che rovesciò il regime di Nicolae Ceausescu. Un po’ a sorpresa è tornata sulle prime pagine dei giornali di tutta Europa per via delle grandi proteste scoppiate nella...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla fine del 2017 la Romania celebrerà i 28 anni dalla rivoluzione del 1989 che rovesciò il regime di Nicolae Ceausescu. Un po’ a sorpresa è tornata sulle prime pagine dei giornali di tutta Europa per via delle grandi proteste scoppiate nella capitale Bucarest e in altri centri del paese dal 31 gennaio in poi.<br />Secondo la giornalista Daniela Mogavero, queste due settimane di protesta pacifica potrebbero rappresentare «un risveglio della coscienza politica» e lo stesso vale per la diaspora romena in Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>542</itunes:duration><itunes:keywords>corruzione,daniela-mogavero,osservatorio-balcani-caucaso,romania,transeuropa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marco Dotti | Il gioco d'azzardo e le iniziative del Governo | 14-02-17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marco-dotti-il-gioco-d-azzardo-e-le-iniziative-del-governo-14-02-17--10781093</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10781093</guid><pubDate>Tue, 14 Feb 2017 11:28:23 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10781093/2017_02_14_marco_dotti_no_slot.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Ne parliamo con il presidente di Amnesty International Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10399495</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2017 15:45:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10399495/2017_01_25_antonio_marchesi_amnesty_e_regeni.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni, la verità sta venendo a galla molto lentamente. Ne parliamo con il presidente di Amnesty International Italia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni, la verità sta venendo a galla molto lentamente. 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Secondo Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, osservatorio sulle condizioni di detenzione, «per la prima volta si chiamano le cose con il loro nome».<br /><br />Per approfondire:<br /><a href="http://riforma.it/it/articolo/2017/01/18/caso-cucchi-un-passo-avanti-verso-la-verita" rel="noopener">http://riforma.it/it/articolo/2017/01/18/caso-cucchi-un-passo-avanti-verso-la-verita</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10339327</guid><pubDate>Wed, 18 Jan 2017 08:03:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10339327/2017_01_18_susanna_marietti_antigone_caso_cucchi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A oltre sette anni dalla morte del giovane romano, la richiesta della Procura è quella di omicidio preterintenzionale per i carabinieri che lo arrestarono.&#13;
L'ultima richiesta potrebbe rappresentare una svolta in un caso che in oltre sette anni aveva...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A oltre sette anni dalla morte del giovane romano, la richiesta della Procura è quella di omicidio preterintenzionale per i carabinieri che lo arrestarono.<br />L'ultima richiesta potrebbe rappresentare una svolta in un caso che in oltre sette anni aveva portato soltanto ad assoluzioni, ma che aveva dato l’impressione a molti di non essere mai andato abbastanza in profondità. Secondo Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, osservatorio sulle condizioni di detenzione, «per la prima volta si chiamano le cose con il loro nome».<br /><br />Per approfondire:<br /><a href="http://riforma.it/it/articolo/2017/01/18/caso-cucchi-un-passo-avanti-verso-la-verita" rel="noopener">http://riforma.it/it/articolo/2017/01/18/caso-cucchi-un-passo-avanti-verso-la-verita</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>468</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cedric Herrou [audio IT] | L'agricoltore sotto processo per l'aiuto ai migranti | 16 - 01 - 16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cedric-herrou-audio-it-l-agricoltore-sotto-processo-per-l-aiuto-ai-migranti-16-01-16--10316322</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10316322</guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2017 10:30:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10316322/2017_01_13_cedric_herrou_breil_sur_roya_e_migranti_okkei.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>529</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cedric Herrou [audio FR] | L'agricoltore sotto processo per l'aiuto ai migranti | 16 - 01 - 16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cedric-herrou-audio-fr-l-agricoltore-sotto-processo-per-l-aiuto-ai-migranti-16-01-16--10316317</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10316317</guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2017 10:29:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10316317/2017_01_13_cedric_herrou_breil_sur_roya_e_migranti_messa_in_onda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>757</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Manuela Valenti - Emergency in Afghanistan</title><link>https://www.spreaker.com/episode/manuela-valenti-emergency-in-afghanistan--10316097</link><description><![CDATA[Dopo una recente inchiesta, gli Stati Uniti hanno ammesso la responsabilità della morte di 33 civili durante un’operazione militare nel villaggio di Boz, nella provincia di Kunduz, nel novembre 2016. Sono ancora diecimila le unità militari statunitensi presenti nel paese, in una guerra “lampo” che va avanti dal 2001. Ora l’esercito statunitense invierà altri 300 marines per addestrare le forze afghane nella provincia di Helmand ed è notizia di questi giorni che la Nato abbia inviato 200 soldati nella provincia occidentale di Farah, dove nei mesi scorsi si sono intensificati gli scontri con i talebani. Secondo le analisi militari, la forza talebana ha ripreso piede dopo la fine della missione Nato nel 2014, detenendo la maggior parte del territorio nella provincia di Helmand da dove i gruppi attaccano gli altri distretti.<br /><br />Una situazione drammatica che ancora una volta ricade sulle spalle della popolazione civile, come testimonia il costante lavoro di Emergency, presente dal 1999 in un Paese nel quale ha costruito un centro chirurgico e un centro di maternità ad Anabah, nella valle del Panshir, un centro chirurgico a Kabul, un ospedale a Lashkar-gah e una rete di centri sanitari e di primo soccorso. Ne parliamo con Manuela Valenti, pediatra dell'organizzazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10316097</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2017 18:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10316097/2017_01_12_manuela_valenti_emergency_in_afghanistan.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo una recente inchiesta, gli Stati Uniti hanno ammesso la responsabilità della morte di 33 civili durante un’operazione militare nel villaggio di Boz, nella provincia di Kunduz, nel novembre 2016. Sono ancora diecimila le unità militari...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo una recente inchiesta, gli Stati Uniti hanno ammesso la responsabilità della morte di 33 civili durante un’operazione militare nel villaggio di Boz, nella provincia di Kunduz, nel novembre 2016. Sono ancora diecimila le unità militari statunitensi presenti nel paese, in una guerra “lampo” che va avanti dal 2001. Ora l’esercito statunitense invierà altri 300 marines per addestrare le forze afghane nella provincia di Helmand ed è notizia di questi giorni che la Nato abbia inviato 200 soldati nella provincia occidentale di Farah, dove nei mesi scorsi si sono intensificati gli scontri con i talebani. Secondo le analisi militari, la forza talebana ha ripreso piede dopo la fine della missione Nato nel 2014, detenendo la maggior parte del territorio nella provincia di Helmand da dove i gruppi attaccano gli altri distretti.<br /><br />Una situazione drammatica che ancora una volta ricade sulle spalle della popolazione civile, come testimonia il costante lavoro di Emergency, presente dal 1999 in un Paese nel quale ha costruito un centro chirurgico e un centro di maternità ad Anabah, nella valle del Panshir, un centro chirurgico a Kabul, un ospedale a Lashkar-gah e una rete di centri sanitari e di primo soccorso. Ne parliamo con Manuela Valenti, pediatra dell'organizzazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>464</itunes:duration><itunes:keywords>afghanistan,emergency,guerra,nato,salute</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lorenzo Lazzerini | La riunificazione di Cipro | 13 - 01 - 17</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lorenzo-lazzerini-la-riunificazione-di-cipro-13-01-17--10339330</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10339330</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2017 15:59:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10339330/2017_01_13_lorenzo_lazzerini_cipro.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>419</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Paolo Naso | Anche la Cei attiverà corridoi umanitari | 13/01/2017</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paolo-naso-anche-la-cei-attivera-corridoi-umanitari-13-01-2017--10339329</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10339329</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2017 08:18:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10339329/2017_01_13_paolo_naso.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>462</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Guido Savio, Asgi – Il rilancio dei CIE</title><link>https://www.spreaker.com/episode/guido-savio-asgi-il-rilancio-dei-cie--10275954</link><description><![CDATA[Sull'onda emotiva dell'attentato di Berlino e della ricostruzione del percorso del presunto attentatore, Anis Amri, il governo italiano ha proposto di rilanciare lo strumento dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione. L'idea è quella di aprire un centro in ogni regione italiana e di incrementare il numero di espulsioni.<br />Tuttavia, il problema dei Cie non è tanto il numero, quanto l'evidente inefficacia. Ne parliamo con l'avvocato Guido Savio, membro di Asgi, l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10275954</guid><pubDate>Tue, 10 Jan 2017 11:00:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10275954/2016_01_10_guido_savio_asgi_web.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sull'onda emotiva dell'attentato di Berlino e della ricostruzione del percorso del presunto attentatore, Anis Amri, il governo italiano ha proposto di rilanciare lo strumento dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione. L'idea è quella di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sull'onda emotiva dell'attentato di Berlino e della ricostruzione del percorso del presunto attentatore, Anis Amri, il governo italiano ha proposto di rilanciare lo strumento dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione. L'idea è quella di aprire un centro in ogni regione italiana e di incrementare il numero di espulsioni.<br />Tuttavia, il problema dei Cie non è tanto il numero, quanto l'evidente inefficacia. Ne parliamo con l'avvocato Guido Savio, membro di Asgi, l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>686</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alessio Scandurra - Antigone | Radicalizzazione in carcere | 27 Dicembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alessio-scandurra-antigone-radicalizzazione-in-carcere-27-dicembre-16--10196542</link><description><![CDATA[Dopo l’attentato di Berlino si è parlato di “radicalizzazione” nelle carceri italiane. Un fenomeno dal nome nuovo ma già conosciuto in altre forme, secondo Alessio Scandurra di Antigone]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10196542</guid><pubDate>Tue, 27 Dec 2016 16:13:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10196542/2016_12_27_alessio_scandurra.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo l’attentato di Berlino si è parlato di “radicalizzazione” nelle carceri italiane. Un fenomeno dal nome nuovo ma già conosciuto in altre forme, secondo Alessio Scandurra di Antigone</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo l’attentato di Berlino si è parlato di “radicalizzazione” nelle carceri italiane. Un fenomeno dal nome nuovo ma già conosciuto in altre forme, secondo Alessio Scandurra di Antigone]]></itunes:summary><itunes:duration>457</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniela Zitarosa - Ritorno a Ventimiglia e diritti confinati | 23 dicembre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniela-zitarosa-ritorno-a-ventimiglia-e-diritti-confinati-23-dicembre-2016--10168375</link><description><![CDATA[I migranti transitanti continuano a essere bloccati sulla frontiera, in Lombardia come in Liguria.<br />«Al campo principale, quello gestito dalla Croce Rossa mancano numerosi servizi essenziali – racconta Daniela Zitarosa, operatrice legale per Caritas Intemelia – come l'informativa legale che dovrebbe essere garantita nuovamente. Lo è stata da maggio fino a dicembre grazie alla Diaconia Valdese in supporto di Caritas. Ora il campo è sprovvisto di questa copertura, tutti lo sanno e siamo in attesa che riattivino il servizio».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10168375</guid><pubDate>Fri, 23 Dec 2016 12:14:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10168375/2016_12_23_daniela_zitarosa_01.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I migranti transitanti continuano a essere bloccati sulla frontiera, in Lombardia come in Liguria.&#13;
«Al campo principale, quello gestito dalla Croce Rossa mancano numerosi servizi essenziali – racconta Daniela Zitarosa, operatrice legale per Caritas...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I migranti transitanti continuano a essere bloccati sulla frontiera, in Lombardia come in Liguria.<br />«Al campo principale, quello gestito dalla Croce Rossa mancano numerosi servizi essenziali – racconta Daniela Zitarosa, operatrice legale per Caritas Intemelia – come l'informativa legale che dovrebbe essere garantita nuovamente. Lo è stata da maggio fino a dicembre grazie alla Diaconia Valdese in supporto di Caritas. Ora il campo è sprovvisto di questa copertura, tutti lo sanno e siamo in attesa che riattivino il servizio».]]></itunes:summary><itunes:duration>557</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Muratore, Amnesty International - Pakistan, le leggi contro la blasfemia violano i diritti umani  | 22 dicembre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-muratore-amnesty-international-pakistan-le-leggi-contro-la-blasfemia-violano-i-diritti-umani-22-dicembre-2016--10168377</link><description><![CDATA[In Pakistan ogni comportamento può trasformarsi in blasfemia, anche accendere un semplice fuoco per la strada<br /><br />Scopri di più su Riforma.it: http://riforma.it/it/articolo/2016/12/22/se-tutto-e-blasfemia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10168377</guid><pubDate>Thu, 22 Dec 2016 13:12:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10168377/2016_12_22_francesco_muratore_pakistan.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In Pakistan ogni comportamento può trasformarsi in blasfemia, anche accendere un semplice fuoco per la strada

Scopri di più su Riforma.it: http://riforma.it/it/articolo/2016/12/22/se-tutto-e-blasfemia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Pakistan ogni comportamento può trasformarsi in blasfemia, anche accendere un semplice fuoco per la strada<br /><br />Scopri di più su Riforma.it: http://riforma.it/it/articolo/2016/12/22/se-tutto-e-blasfemia]]></itunes:summary><itunes:duration>668</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marco Cappato, ass. Luca Coscioni - Eutanasia 10 anni dopo la morte di Piergiorgio Welby | 21 dicembre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marco-cappato-ass-luca-coscioni-eutanasia-10-anni-dopo-la-morte-di-piergiorgio-welby-21-dicembre-2016--10168378</link><description><![CDATA[A dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby, un bilancio sull'interruzione delle cure nel nostro paese<br /><br />http://riforma.it/it/articolo/2016/12/21/fine-vita-la-strada-fatta-e-la-strada-da-fare]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10168378</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2016 13:17:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10168378/2016_12_21_marco_cappato_eutanasia_10_anni_welby.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby, un bilancio sull'interruzione delle cure nel nostro paese

http://riforma.it/it/articolo/2016/12/21/fine-vita-la-strada-fatta-e-la-strada-da-fare</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby, un bilancio sull'interruzione delle cure nel nostro paese<br /><br />http://riforma.it/it/articolo/2016/12/21/fine-vita-la-strada-fatta-e-la-strada-da-fare]]></itunes:summary><itunes:duration>701</itunes:duration><itunes:keywords>diritti,eutanasia,fine-vita,radicali,welby</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Roberto Roveda - La Svizzera applica l'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa" | 21 dicembre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/roberto-roveda-la-svizzera-applica-l-iniziativa-popolare-contro-l-immigrazione-di-massa-21-dicembre-2016--10168376</link><description><![CDATA[Secondo lo storico e giornalista Roberto Roveda, collaboratore di Ticino7 e Limes, «è stata disinnescata una bomba a orologeria». Una legge che però rimanda soltanto il problema<br /><br />Scopri di più su Riforma.it: <a href="http://riforma.it/it/articolo/2016/12/21/svizzera-approvata-la-legge-di-applicazione-delliniziativa-contro-limmigrazione" rel="noopener">http://riforma.it/it/articolo/2016/12/21/svizzera-approvata-la-legge-di-applicazione-delliniziativa-contro-limmigrazione</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10168376</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2016 13:11:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10168376/2016_12_21_roberto_roveda_svizzera_posto_dimmerda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Secondo lo storico e giornalista Roberto Roveda, collaboratore di Ticino7 e Limes, «è stata disinnescata una bomba a orologeria». Una legge che però rimanda soltanto il problema&#13;
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Scopri di più su Riforma.it:...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Secondo lo storico e giornalista Roberto Roveda, collaboratore di Ticino7 e Limes, «è stata disinnescata una bomba a orologeria». Una legge che però rimanda soltanto il problema<br /><br />Scopri di più su Riforma.it: <a href="http://riforma.it/it/articolo/2016/12/21/svizzera-approvata-la-legge-di-applicazione-delliniziativa-contro-limmigrazione" rel="noopener">http://riforma.it/it/articolo/2016/12/21/svizzera-approvata-la-legge-di-applicazione-delliniziativa-contro-limmigrazione</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>510</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aboubakar Soumahoro | I diritti dei migranti sul lavoro | 20 Dicembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aboubakar-soumahoro-i-diritti-dei-migranti-sul-lavoro-20-dicembre-16--10145795</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10145795</guid><pubDate>Tue, 20 Dec 2016 12:24:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10145795/2016_12_20_aboubakar_soumahoro.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>578</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Simone Zoppellaro | La Germania subito dopo l'attentato | 20 Dicembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/simone-zoppellaro-la-germania-subito-dopo-l-attentato-20-dicembre-16--10145797</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10145797</guid><pubDate>Tue, 20 Dec 2016 12:23:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10145797/2016_12_20_simone_zoppellaro.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>506</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Andrea Iacomini | Unicef per Aleppo | 19 Dicembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/andrea-iacomini-unicef-per-aleppo-19-dicembre-16--10140047</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10140047</guid><pubDate>Mon, 19 Dec 2016 16:03:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10140047/2016_12_19_andrea_iacomini_unicef_per_aleppo.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>450</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Giunti | La povertà in Italia aumenta | 19 dicembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-giunti-la-poverta-in-italia-aumenta-19-dicembre-16--10140046</link><description><![CDATA[In dieci anni il numero di persone che in Italia si trovano in condizione di povertà assoluta sono raddoppiate. A farne le spese soprattutto giovani e donne. Ne parliamo con Luca Giunti analista di Openpolis che ne ha curato l’elaborazione]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10140046</guid><pubDate>Mon, 19 Dec 2016 15:57:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10140046/2016_12_19_luca_giunti_poverta_in_italia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In dieci anni il numero di persone che in Italia si trovano in condizione di povertà assoluta sono raddoppiate. A farne le spese soprattutto giovani e donne. Ne parliamo con Luca Giunti analista di Openpolis che ne ha curato l’elaborazione</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In dieci anni il numero di persone che in Italia si trovano in condizione di povertà assoluta sono raddoppiate. A farne le spese soprattutto giovani e donne. Ne parliamo con Luca Giunti analista di Openpolis che ne ha curato l’elaborazione]]></itunes:summary><itunes:duration>679</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lorenzo Marinone | Istanbul, Turchia: cosa succede dopo l'attentato?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lorenzo-marinone-istanbul-turchia-cosa-succede-dopo-l-attentato--10099787</link><description><![CDATA[L'attentato di sabato 10 dicembre vicino allo stadio Besiktas a Istanbul lascia sul terreno 44 morti e 235 arresti, ma soprattutto un clima di tensione che finisce per favorire il regime di Erdogan chiudendo ogni spazio per il confronto politico. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Marinone, caporedattore Medio Oriente di East Journal.<br /><br />Qualche parola in più: <a href="http://riforma.it/it/articolo/2016/12/13/tra-paura-e-repressione-la-turchia-dopo-lattentato-di-istanbul" rel="noopener">http://riforma.it/it/articolo/2016/12/13/tra-paura-e-repressione-la-turchia-dopo-lattentato-di-istanbul</a>]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10099787</guid><pubDate>Tue, 13 Dec 2016 21:33:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10099787/2016_12_13_lorenzo_marinone_attentato_di_istanbul_web.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'attentato di sabato 10 dicembre vicino allo stadio Besiktas a Istanbul lascia sul terreno 44 morti e 235 arresti, ma soprattutto un clima di tensione che finisce per favorire il regime di Erdogan chiudendo ogni spazio per il confronto politico. 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Ne abbiamo parlato con Lorenzo Marinone, caporedattore Medio Oriente di East Journal.<br /><br />Qualche parola in più: <a href="http://riforma.it/it/articolo/2016/12/13/tra-paura-e-repressione-la-turchia-dopo-lattentato-di-istanbul" rel="noopener">http://riforma.it/it/articolo/2016/12/13/tra-paura-e-repressione-la-turchia-dopo-lattentato-di-istanbul</a>]]></itunes:summary><itunes:duration>929</itunes:duration><itunes:keywords>erdogan,istanbul,kurdistan,repressione,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giorgio Beretta | EU Defense plan | 7 Dicembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giorgio-beretta-eu-defense-plan-7-dicembre-16--10070555</link><guid isPermaLink="false">http://api.spreaker.com/episode/10070479</guid><pubDate>Wed, 07 Dec 2016 10:50:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10070555/2016_12_07_giorgio_beretta_eu_defense_plan.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il commento dell'onorevole Lacquaniti post-Referendum</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il commento dell'onorevole Lacquaniti post-Referendum]]></itunes:summary><itunes:duration>769</itunes:duration><itunes:keywords>lacquaniti,pd</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lucio Malan | Commento Referendum 4 dicembre | 5 Dicembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lucio-malan-commento-referendum-4-dicembre-5-dicembre-16--10041294</link><description><![CDATA[Il commento post-referendum del Senatore Lucio Malan]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10041294</guid><pubDate>Mon, 05 Dec 2016 15:57:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10041294/2016_12_05_lucio_malan_commento_referendum.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Le temperature scendono e l'impossibilità di montare altre tende fa sì che il freddo cominci a preoccupare chi è costretto a dormire all'addiaccio. Una rete di associazioni di volontariato si occupa dell'accoglienza per restituire un po' di dignità a questi fantasmi dimenticati. Andrea Costa, di Baobab Experience, ci ha raccontato cosa sta accadendo.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/10004699</guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2016 12:48:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/10004699/andrea_costa_baobab_experience_i_migranti_transitanti_a_roma_30_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Oggi i migranti continuano a dormire in un parcheggio dietro la stazione Tiburtina, in attesa dell'allestimento di uno spazio apposito da parte del comune, come ipotizzato dall'assessora Baldassarre. Le temperature scendono e l'impossibilità di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Oggi i migranti continuano a dormire in un parcheggio dietro la stazione Tiburtina, in attesa dell'allestimento di uno spazio apposito da parte del comune, come ipotizzato dall'assessora Baldassarre. Le temperature scendono e l'impossibilità di montare altre tende fa sì che il freddo cominci a preoccupare chi è costretto a dormire all'addiaccio. Una rete di associazioni di volontariato si occupa dell'accoglienza per restituire un po' di dignità a questi fantasmi dimenticati. Andrea Costa, di Baobab Experience, ci ha raccontato cosa sta accadendo.]]></itunes:summary><itunes:duration>917</itunes:duration><itunes:keywords>baobab,migranti,roma</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sergio Lo Giudice, senatore PD | l’Osservatorio sui diritti LGBT non verrà eliminato | 24 novembre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sergio-lo-giudice-senatore-pd-l-osservatorio-sui-diritti-lgbt-non-verra-eliminato-24-novembre-2016--9956025</link><description><![CDATA[L’organismo internazionale contro la violenza e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, presieduto da Vitit Muntarbhorn, potrà impostare il proprio lavoro nonostante gli attacchi di numerosi Paesi, contrari all'esistenza e all'attività di questa istituzione. Ne parliamo con Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico e membro della Commissione Diritti umani del Senato.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9956025</guid><pubDate>Thu, 24 Nov 2016 09:57:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9956025/2016_11_24_sergio_lo_giudice_onu.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L’organismo internazionale contro la violenza e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, presieduto da Vitit Muntarbhorn, potrà impostare il proprio lavoro nonostante gli attacchi di numerosi Paesi, contrari...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’organismo internazionale contro la violenza e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, presieduto da Vitit Muntarbhorn, potrà impostare il proprio lavoro nonostante gli attacchi di numerosi Paesi, contrari all'esistenza e all'attività di questa istituzione. Ne parliamo con Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico e membro della Commissione Diritti umani del Senato.]]></itunes:summary><itunes:duration>463</itunes:duration><itunes:keywords>diritti,discrimination,lgbt,onu,radiobeckwith</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Alberto Barbieri, Medici per i diritti umani | Migranti sgomberati a Roma | 22 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/alberto-barbieri-medici-per-i-diritti-umani-migranti-sgomberati-a-roma-22-novembre-16--9939236</link><description><![CDATA[Sabato 19 novembre una trentina di persone, ospitate in un centro umanitario temporaneo allestito a Roma da Medu, Medici per i diritti umani, insieme agli attivisti del centro Baobab, sono state sgomberate e portate presso gli uffici dell’immigrazione per accertamenti. Si tratta del settimo sgombero in una sequenza che lascia queste persone per la strada, prive di diritti e di garanzie. Secondo Alberto Barbieri, coordinatore generale di Medu, Medici per i diritti umani, «È una condizione inaccettabile».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9939236</guid><pubDate>Tue, 22 Nov 2016 13:20:05 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9939236/2016_11_22_alberto_barbieri_medu_e_sgombero_a_roma.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sabato 19 novembre una trentina di persone, ospitate in un centro umanitario temporaneo allestito a Roma da Medu, Medici per i diritti umani, insieme agli attivisti del centro Baobab, sono state sgomberate e portate presso gli uffici dell’immigrazione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sabato 19 novembre una trentina di persone, ospitate in un centro umanitario temporaneo allestito a Roma da Medu, Medici per i diritti umani, insieme agli attivisti del centro Baobab, sono state sgomberate e portate presso gli uffici dell’immigrazione per accertamenti. Si tratta del settimo sgombero in una sequenza che lascia queste persone per la strada, prive di diritti e di garanzie. Secondo Alberto Barbieri, coordinatore generale di Medu, Medici per i diritti umani, «È una condizione inaccettabile».]]></itunes:summary><itunes:duration>555</itunes:duration><itunes:keywords>accoglienza,migranti,roma,sgomberi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Iacoboni, Greenpeace | COP22, un primo bilancio | 21 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-iacoboni-greenpeace-cop22-un-primo-bilancio-21-novembre-16--9939226</link><description><![CDATA[A un anno di distanza dall’accordo sul clima di Parigi, la conferenza di Marrakech non verrà ricordata per la sua concretezza. Tuttavia, dai Paesi più esposti al cambiamento climatico arrivano segnali importanti. Ne abbiamo parlato con Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9939226</guid><pubDate>Tue, 22 Nov 2016 13:16:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9939226/2016_11_21_luca_iacoboni_cop22.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A un anno di distanza dall’accordo sul clima di Parigi, la conferenza di Marrakech non verrà ricordata per la sua concretezza. Tuttavia, dai Paesi più esposti al cambiamento climatico arrivano segnali importanti. Ne abbiamo parlato con Luca Iacoboni,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A un anno di distanza dall’accordo sul clima di Parigi, la conferenza di Marrakech non verrà ricordata per la sua concretezza. Tuttavia, dai Paesi più esposti al cambiamento climatico arrivano segnali importanti. Ne abbiamo parlato con Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia]]></itunes:summary><itunes:duration>394</itunes:duration><itunes:keywords>ambiente,clima,cop22,greenpeace,radiobeckwith</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Sciotto, pastore | La salute in carcere | 18 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-sciotto-pastore-la-salute-in-carcere-18-novembre-16--9906057</link><description><![CDATA[Nelle carceri italiane molto spesso non si viene reintrodotti nella società, e spesso non viene tutelato neppure il diritto alla salute, che la detenzione non dovrebbe cancellare. Un rapporto realizzato da Simspe, la Società italiana di medicina e sanità penitenziaria, racconta proprio questo. Ne abbiamo parlato con il pastore Francesco Sciotto, coordinatore del gruppo di lavoro Carceri e giustizia della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9906057</guid><pubDate>Fri, 18 Nov 2016 15:41:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9906057/2016_11_18_francesco_sciotto_la_salute_in_carcere.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nelle carceri italiane molto spesso non si viene reintrodotti nella società, e spesso non viene tutelato neppure il diritto alla salute, che la detenzione non dovrebbe cancellare. Un rapporto realizzato da Simspe, la Società italiana di medicina e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nelle carceri italiane molto spesso non si viene reintrodotti nella società, e spesso non viene tutelato neppure il diritto alla salute, che la detenzione non dovrebbe cancellare. Un rapporto realizzato da Simspe, la Società italiana di medicina e sanità penitenziaria, racconta proprio questo. Ne abbiamo parlato con il pastore Francesco Sciotto, coordinatore del gruppo di lavoro Carceri e giustizia della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia]]></itunes:summary><itunes:duration>752</itunes:duration><itunes:keywords>carcere,diritti,fcei,salute,sanità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Matteo Zola | Bulgaria e Moldavia eleggono filorussi | 15 Novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/matteo-zola-bulgaria-e-moldavia-eleggono-filorussi-15-novembre-16--9885816</link><description><![CDATA[Il caporedattore di EastJournal commenta con noi i risultati delle elezioni in Bulgaria e Moldavia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9885816</guid><pubDate>Wed, 16 Nov 2016 09:12:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9885816/matteo_zola_bulgaria_e_moldavia_eleggono_filorussi_15_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il caporedattore di EastJournal commenta con noi i risultati delle elezioni in Bulgaria e Moldavia.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il caporedattore di EastJournal commenta con noi i risultati delle elezioni in Bulgaria e Moldavia.]]></itunes:summary><itunes:duration>791</itunes:duration><itunes:keywords>bulgaria,eastjournal,moldavia,zola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Paolo Ribet | Attribuzione del cognome materno ai figli | 15 Novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paolo-ribet-attribuzione-del-cognome-materno-ai-figli-15-novembre-16--9885807</link><description><![CDATA[Dopo la decisione della consulta di non attribuire automaticamente il cognome del padre al proprio figlio, cosa cambierà nel concetto di famiglia? Ne parliamo con il pastore valdese Paolo Ribet, del gruppo di lavoro sulle famiglie, nominato dalla Tavola Valdese]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9885807</guid><pubDate>Wed, 16 Nov 2016 09:08:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9885807/paolo_ribet_attribuzione_del_cognome_materno_ai_figli_15_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo la decisione della consulta di non attribuire automaticamente il cognome del padre al proprio figlio, cosa cambierà nel concetto di famiglia? Ne parliamo con il pastore valdese Paolo Ribet, del gruppo di lavoro sulle famiglie, nominato dalla...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo la decisione della consulta di non attribuire automaticamente il cognome del padre al proprio figlio, cosa cambierà nel concetto di famiglia? Ne parliamo con il pastore valdese Paolo Ribet, del gruppo di lavoro sulle famiglie, nominato dalla Tavola Valdese]]></itunes:summary><itunes:duration>894</itunes:duration><itunes:keywords>cognome,consulta,maternità,patronimico</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enrico Casale, Rivista Africa | Il Sudafrica uscirà dalla Corte Penale Internazionale? | 14 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enrico-casale-rivista-africa-il-sudafrica-uscira-dalla-corte-penale-internazionale-14-novembre-16--9872331</link><description><![CDATA[La prossima assemblea che riunirà i 124 paesi che fanno parte della Cpi si aprirà il 16 novembre e si annuncia movimentata. Tra i temi più "caldi" la volontà espressa da quattro Paesi africani di abbandonare il Trattato di Roma e quindi la Corte. Siamo di fronte a una tendenza o si tratta di casi isolati?]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9872331</guid><pubDate>Mon, 14 Nov 2016 15:24:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9872331/2016_11_14_enrico_casale_africa_e_cpi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La prossima assemblea che riunirà i 124 paesi che fanno parte della Cpi si aprirà il 16 novembre e si annuncia movimentata. Tra i temi più "caldi" la volontà espressa da quattro Paesi africani di abbandonare il Trattato di Roma e quindi la Corte....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La prossima assemblea che riunirà i 124 paesi che fanno parte della Cpi si aprirà il 16 novembre e si annuncia movimentata. Tra i temi più "caldi" la volontà espressa da quattro Paesi africani di abbandonare il Trattato di Roma e quindi la Corte. Siamo di fronte a una tendenza o si tratta di casi isolati?]]></itunes:summary><itunes:duration>434</itunes:duration><itunes:keywords>africa,corte-penale-internazionale,icc,rivista-africa,sudafrica</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Anna Maria Merlo | La gestione dei profughi dopo Calais | 11 Novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/anna-maria-merlo-la-gestione-dei-profughi-dopo-calais-11-novembre-16--9851490</link><description><![CDATA[La giornalista Anna Maria Merlo ci aggiorna sulla situazione in Francia dopo lo spostamento dei profughi dalla "Jungle" di Calais ad altri centri sul territorio.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9851490</guid><pubDate>Fri, 11 Nov 2016 14:50:13 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9851490/2016_11_11_anna_maria_merlo_parigi_e_migranti.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La giornalista Anna Maria Merlo ci aggiorna sulla situazione in Francia dopo lo spostamento dei profughi dalla "Jungle" di Calais ad altri centri sul territorio.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La giornalista Anna Maria Merlo ci aggiorna sulla situazione in Francia dopo lo spostamento dei profughi dalla "Jungle" di Calais ad altri centri sul territorio.]]></itunes:summary><itunes:duration>659</itunes:duration><itunes:keywords>calais,france,francia,merlo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Herbert Anders | Cop 21 e 22 | 10 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/herbert-anders-cop-21-e-22-10-novembre-16--9851146</link><guid isPermaLink="false">http://api.spreaker.com/episode/9851019</guid><pubDate>Thu, 10 Nov 2016 13:37:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9851146/herbert_anders_cop_21_e_22_10_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>636</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aron Coceancig | Orban e Migranti | 10 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aron-coceancig-orban-e-migranti-10-novembre-16--9851147</link><description><![CDATA[Martedì 8 novembre il Parlamento ungherese ha bocciato la riforma costituzionale proposta dal primo ministro Viktor Orbán, che puntava a bloccare il processo di reinsediamento di richiedenti asilo nel Paese, che stenta comunque a prendere piede a livello continentale a causa della difficoltà di trovare un accordo tra i Paesi europei, divisi sulle cifre e sul tema dell’obbligo di partecipare al piano. Ne parliamo con Aron Coceancig, caporedattore di East Journal per la Mitteleuropa]]></description><guid isPermaLink="false">http://api.spreaker.com/episode/9849043</guid><pubDate>Thu, 10 Nov 2016 08:03:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9851147/aron_coceancig_orban_e_migranti_10_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Martedì 8 novembre il Parlamento ungherese ha bocciato la riforma costituzionale proposta dal primo ministro Viktor Orbán, che puntava a bloccare il processo di reinsediamento di richiedenti asilo nel Paese, che stenta comunque a prendere piede a...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Martedì 8 novembre il Parlamento ungherese ha bocciato la riforma costituzionale proposta dal primo ministro Viktor Orbán, che puntava a bloccare il processo di reinsediamento di richiedenti asilo nel Paese, che stenta comunque a prendere piede a livello continentale a causa della difficoltà di trovare un accordo tra i Paesi europei, divisi sulle cifre e sul tema dell’obbligo di partecipare al piano. Ne parliamo con Aron Coceancig, caporedattore di East Journal per la Mitteleuropa]]></itunes:summary><itunes:duration>488</itunes:duration><itunes:keywords>confini,europa,migranti,orban,ungheria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Giubileo | Neet | 9 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-giubileo-neet-9-novembre-16--9851142</link><guid isPermaLink="false">http://api.spreaker.com/episode/9851026</guid><pubDate>Wed, 09 Nov 2016 13:38:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9851142/francesco_giubileo_neet_9_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>509</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Paolo Naso | Elezioni Trump Usa | 9 novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paolo-naso-elezioni-trump-usa-9-novembre-16--9851141</link><guid isPermaLink="false">http://api.spreaker.com/episode/9851022</guid><pubDate>Wed, 09 Nov 2016 13:38:02 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9851141/paolo_naso_elezioni_trump_usa_9_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Per rilanciare il dibattito sui diritti carcerari domenica 6 novembre si terrà la IV marcia per l'amnistia, da Regina Coeli verso Piazza San Pietro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9797502</guid><pubDate>Fri, 04 Nov 2016 13:43:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9797502/2016_11_04_amnistia_e_indulto.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La giustizia in Italia è caratterizzata da un termine, sovraffollamento: non è solo quello delle presenze nelle carceri, ma anche quello dei processi pendenti e delle violazioni dell'Italia nei confronti delle regole internazionali. Per rilanciare il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La giustizia in Italia è caratterizzata da un termine, sovraffollamento: non è solo quello delle presenze nelle carceri, ma anche quello dei processi pendenti e delle violazioni dell'Italia nei confronti delle regole internazionali. Per rilanciare il dibattito sui diritti carcerari domenica 6 novembre si terrà la IV marcia per l'amnistia, da Regina Coeli verso Piazza San Pietro.]]></itunes:summary><itunes:duration>609</itunes:duration><itunes:keywords>amnistia,carcere,diritti,indulto,radicali</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Vignarca | Voto Onu sul nucleare | 3 Novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-vignarca-voto-onu-sul-nucleare-3-novembre-16--9787435</link><description><![CDATA[All'Onu 123 Paesi hanno votato sì per un Trattato di messa al bando delle armi nucleari, l'Italia vota no. Perché? Ne parliamo con Francesco Vignarca della Rete Disarmo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9787435</guid><pubDate>Thu, 03 Nov 2016 12:11:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9787435/francesco_vignarca_voto_onu_sul_nucleare_3_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>All'Onu 123 Paesi hanno votato sì per un Trattato di messa al bando delle armi nucleari, l'Italia vota no. Perché? Ne parliamo con Francesco Vignarca della Rete Disarmo</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[All'Onu 123 Paesi hanno votato sì per un Trattato di messa al bando delle armi nucleari, l'Italia vota no. Perché? Ne parliamo con Francesco Vignarca della Rete Disarmo]]></itunes:summary><itunes:duration>575</itunes:duration><itunes:keywords>armi,disarmo,nucleare,vignarca</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marta Ottaviani | La Turchia e la repressione | 3 Novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marta-ottaviani-la-turchia-e-la-repressione-3-novembre-16--9787392</link><description><![CDATA[In Turchia continua la repressione contro l'opposizione.<br />Pochi giorni fa duro colpo al giornale di opposizione Chumuriet. È l'ultimo colpo alla libertà di espressione nel Paese, ma il consenso resiste. L'intervista con la giornalista Marta Ottaviani]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9787392</guid><pubDate>Thu, 03 Nov 2016 12:00:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9787392/marta_ottaviani_la_turchia_e_la_repressione_3_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In Turchia continua la repressione contro l'opposizione.
Pochi giorni fa duro colpo al giornale di opposizione Chumuriet. È l'ultimo colpo alla libertà di espressione nel Paese, ma il consenso resiste. L'intervista con la giornalista Marta Ottaviani</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Turchia continua la repressione contro l'opposizione.<br />Pochi giorni fa duro colpo al giornale di opposizione Chumuriet. È l'ultimo colpo alla libertà di espressione nel Paese, ma il consenso resiste. L'intervista con la giornalista Marta Ottaviani]]></itunes:summary><itunes:duration>321</itunes:duration><itunes:keywords>chumuriet,erdogan,ottaviani,turchia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marco Pasquini | Nuovo presidente Libano | 2 Novembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marco-pasquini-nuovo-presidente-libano-2-novembre-16--9781280</link><description><![CDATA[Dal 31 ottobre il Libano ha un nuovo presidente, o forse bisognerebbe dire “ha di nuovo un presidente”. Ne abbiamo parlato con Marco Pasquini, direttore della cooperativa Armadilla.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9781280</guid><pubDate>Wed, 02 Nov 2016 16:54:00 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9781280/marco_pasquini_nuovo_presidente_libano_2_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 31 ottobre il Libano ha un nuovo presidente, o forse bisognerebbe dire “ha di nuovo un presidente”. Ne abbiamo parlato con Marco Pasquini, direttore della cooperativa Armadilla.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal 31 ottobre il Libano ha un nuovo presidente, o forse bisognerebbe dire “ha di nuovo un presidente”. 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Molta la paura anche dei più lontani dall'epicentro. Ne abbiamo parlato con Pawel Gajewski pastore valdese in Umbria.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9781264</guid><pubDate>Wed, 02 Nov 2016 16:51:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9781264/pawel_gajewsky_terremoto_in_umbria_2_novembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il terremoto del 30 ottobre con epicentro tra Umbria, Marche e Lazio è stato seguito da numerose scosse che continuano a tenere la popolazione in uno stato di tensione: l’ultima è stata avvertita nella mattinata del 1 novembre. Secondo la protezione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il terremoto del 30 ottobre con epicentro tra Umbria, Marche e Lazio è stato seguito da numerose scosse che continuano a tenere la popolazione in uno stato di tensione: l’ultima è stata avvertita nella mattinata del 1 novembre. Secondo la protezione civile e il Governo nella zona ci sono duecentomila case lesionate e 22 mila persone assistite. Molta la paura anche dei più lontani dall'epicentro. Ne abbiamo parlato con Pawel Gajewski pastore valdese in Umbria.]]></itunes:summary><itunes:duration>638</itunes:duration><itunes:keywords>chiese,terremoto,umbria,valdesi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Bruno Mellano | Chiusura Cie | 31 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/bruno-mellano-chiusura-cie-31-ottobre-16--9765461</link><description><![CDATA[Bruno Mellano è il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte. Con lui parliamo della discussione sulla chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9765461</guid><pubDate>Mon, 31 Oct 2016 17:03:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9765461/bruno_mellano_chiusura_cie.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Bruno Mellano è il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte. Con lui parliamo della discussione sulla chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Bruno Mellano è il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte. Con lui parliamo della discussione sulla chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino]]></itunes:summary><itunes:duration>700</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Andrea Pira | Le due Cine | 31 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/andrea-pira-le-due-cine-31-ottobre-16--9765245</link><description><![CDATA[45 anni dall'uscita di Taiwan dall'Onu e dall'entrata della Cina]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9765245</guid><pubDate>Mon, 31 Oct 2016 16:39:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9765245/andrea_pira_le_due_cine_31_ottobre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>45 anni dall'uscita di Taiwan dall'Onu e dall'entrata della Cina</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[45 anni dall'uscita di Taiwan dall'Onu e dall'entrata della Cina]]></itunes:summary><itunes:duration>590</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Abdelhafid Kheit | Giornata del Dialogo Cristiano Islamico | 27 Ottobre'16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/abdelhafid-kheit-giornata-del-dialogo-cristiano-islamico-27-ottobre-16--9732912</link><description><![CDATA[Parliamo della XV giornata ecumenica del Dialogo Cristiano-Islamico che si svolge oggi in tutta Italia. Insieme all'Imam di Catania Abdelhafid Kheit]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9732912</guid><pubDate>Thu, 27 Oct 2016 08:48:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9732912/abdelhafid_kheit_giornata_del_dialogo_cristiano_islamico_27_ottobre16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Parliamo della XV giornata ecumenica del Dialogo Cristiano-Islamico che si svolge oggi in tutta Italia. Insieme all'Imam di Catania Abdelhafid Kheit</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Parliamo della XV giornata ecumenica del Dialogo Cristiano-Islamico che si svolge oggi in tutta Italia. Insieme all'Imam di Catania Abdelhafid Kheit]]></itunes:summary><itunes:duration>394</itunes:duration><itunes:keywords>cristiani,dialogo,musulmani</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Silvia Rostain | Eutanasia per vita compiuta | 26 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/silvia-rostain-eutanasia-per-vita-compiuta-26-ottobre-16--9732911</link><description><![CDATA[In Olanda si discute di eutanasia quando si ritiene che la propria vita sia compiuta. Un nuovo elemento nel dibattito sul fine vita, che riguarda anche il nostro paese, indietro sul tema.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9732911</guid><pubDate>Thu, 27 Oct 2016 08:45:47 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9732911/silvia_rostain_eutanasia_per_vita_compiuta_26_ottobre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In Olanda si discute di eutanasia quando si ritiene che la propria vita sia compiuta. Un nuovo elemento nel dibattito sul fine vita, che riguarda anche il nostro paese, indietro sul tema.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Olanda si discute di eutanasia quando si ritiene che la propria vita sia compiuta. 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Con Carla Centioni, presidente dell’associazione Ponte Donna che ha ideato il progetto di ricostruzione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9680472</guid><pubDate>Thu, 20 Oct 2016 15:06:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9680472/carla_centioni_casa_della_donne_di_kobane_20_ottobre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da poche settimane è iniziata a Kobane la costruzione della Casa delle donne, uno spazio di condivisione e solidarietà distrutto dai miliziani del Daesh durante l’occupazione della città siriana. Con Carla Centioni, presidente dell’associazione Ponte...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da poche settimane è iniziata a Kobane la costruzione della Casa delle donne, uno spazio di condivisione e solidarietà distrutto dai miliziani del Daesh durante l’occupazione della città siriana. Con Carla Centioni, presidente dell’associazione Ponte Donna che ha ideato il progetto di ricostruzione.]]></itunes:summary><itunes:duration>617</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Eleonora Ardemagni | La tregua in Yemen | 19 Ottobre</title><link>https://www.spreaker.com/episode/eleonora-ardemagni-la-tregua-in-yemen-19-ottobre--9673252</link><description><![CDATA[Il conflitto in corso nello Yemen ha causato, secondo stime delle Nazioni Unite, oltre 6.900 morti e 35.000 feriti, oltre ad almeno tre milioni di sfollati. L'intervista all'esperta dell'Ispi, Eleonora Ardemagni]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9673252</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2016 15:43:42 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9673252/eleonora_ardemagni_la_tregua_in_yemen_19_ottobre.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il conflitto in corso nello Yemen ha causato, secondo stime delle Nazioni Unite, oltre 6.900 morti e 35.000 feriti, oltre ad almeno tre milioni di sfollati. L'intervista all'esperta dell'Ispi, Eleonora Ardemagni</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il conflitto in corso nello Yemen ha causato, secondo stime delle Nazioni Unite, oltre 6.900 morti e 35.000 feriti, oltre ad almeno tre milioni di sfollati. L'intervista all'esperta dell'Ispi, Eleonora Ardemagni]]></itunes:summary><itunes:duration>537</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Giulia Gori (Fcei) | Lo ius soli è fermo in Senato | 19 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/giulia-gori-fcei-lo-ius-soli-e-fermo-in-senato-19-ottobre-16--9673232</link><description><![CDATA[La legge per la cittadinanza degli stranieri nati in Italia (quindi italiani) è bloccata in Senato da un anno. Ne parliamo con Giulia Gori, operatrice della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9673232</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2016 15:38:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9673232/lo_ius_soli_e_fermo_in_senato_giulia_gori_fcei_19_ottobre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La legge per la cittadinanza degli stranieri nati in Italia (quindi italiani) è bloccata in Senato da un anno. Ne parliamo con Giulia Gori, operatrice della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La legge per la cittadinanza degli stranieri nati in Italia (quindi italiani) è bloccata in Senato da un anno. Ne parliamo con Giulia Gori, operatrice della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia]]></itunes:summary><itunes:duration>459</itunes:duration><itunes:keywords>cittadinanza,diritti,diritto,iussanguinis,iussoli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniela Zitarosa | Ventimiglia oggi | 18 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniela-zitarosa-ventimiglia-oggi-18-ottobre-16--9665505</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9665505</guid><pubDate>Tue, 18 Oct 2016 16:51:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9665505/daniela_zitarosa_ventimiglia_oggi_18_ottobre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>531</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniele Bellocchio | Elezioni Montenegro | 18 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniele-bellocchio-elezioni-montenegro-18-ottobre-16--9665493</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9665493</guid><pubDate>Tue, 18 Oct 2016 16:48:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9665493/daniele_bellocchio_elezioni_montenegro_18_ottobre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>442</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fabio Polese | Filippine | 17 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fabio-polese-filippine-17-ottobre-16--9665490</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9665490</guid><pubDate>Tue, 18 Oct 2016 16:47:48 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9665490/fabio_polese_filippine_17_ottobre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>445</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniele Troia | Sovrintendente XIV circuito, chiesa metodista di Venosa | Lo sgombero di Boreano, tre mesi dopo | 14 ottobre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniele-troia-sovrintendente-xiv-circuito-chiesa-metodista-di-venosa-lo-sgombero-di-boreano-tre-mesi-dopo-14-ottobre-2016--9636750</link><description><![CDATA[Il 28 luglio veniva sgomberato il “ghetto” di Boreano, in Basilicata, baraccopoli nella campagna di Venosa in cui vivevano centinaia di braccianti agricoli indispensabili per la raccolta dei pomodori dell’alta Lucania. Le pessime condizioni igienico sanitarie e l’intenzione di sottrarre il lavoro al controllo dei caporali e della mafia locale erano stati un ottimo pretesto per lo sgombero, che avrebbe dovuto far defluire le persone in un centro di accoglienza della Croce Rossa. Cosa è successo da allora? Torniamo in quei luoghi, a due mesi e mezzo da quei fatti, con Daniele Troia, sovrintendente del XIV circuito della chiesa metodista e valdese.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9636750</guid><pubDate>Fri, 14 Oct 2016 12:45:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9636750/2016_10_14_daniele_troia_boreano.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 28 luglio veniva sgomberato il “ghetto” di Boreano, in Basilicata, baraccopoli nella campagna di Venosa in cui vivevano centinaia di braccianti agricoli indispensabili per la raccolta dei pomodori dell’alta Lucania. Le pessime condizioni igienico...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 28 luglio veniva sgomberato il “ghetto” di Boreano, in Basilicata, baraccopoli nella campagna di Venosa in cui vivevano centinaia di braccianti agricoli indispensabili per la raccolta dei pomodori dell’alta Lucania. Le pessime condizioni igienico sanitarie e l’intenzione di sottrarre il lavoro al controllo dei caporali e della mafia locale erano stati un ottimo pretesto per lo sgombero, che avrebbe dovuto far defluire le persone in un centro di accoglienza della Croce Rossa. Cosa è successo da allora? Torniamo in quei luoghi, a due mesi e mezzo da quei fatti, con Daniele Troia, sovrintendente del XIV circuito della chiesa metodista e valdese.]]></itunes:summary><itunes:duration>477</itunes:duration><itunes:keywords>accoglienza,boreano,caporalato,migranti,sfruttamento</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Maurizio Veglio - Asgi | Italia e impegni Ue sui migranti | 14 ottobre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/maurizio-veglio-asgi-italia-e-impegni-ue-sui-migranti-14-ottobre-2016--9636732</link><description><![CDATA[Le cronache di questi giorni ci raccontano ancora una volta di persone che muoiono nel Mediterraneo cercando di attraversarlo per cercare di costruirsi una nuova vita in Europa. Intanto è partita l'attività della nuova guardia costiera e di frontiera europea, che prende il posto di Frontex in nome di una maggiore efficienza nel proteggere i propri confini, senza però mettere in discussione un modello che finora non ha permesso di salvare vite e garantire dignità ai migranti. Ne parliamo con l'avvocato Maurizio Veglio, di Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9636732</guid><pubDate>Fri, 14 Oct 2016 12:43:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9636732/2016_10_14_maurizio_veglio_asgi_italia_e_impegni_ue_sui_migranti.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Le cronache di questi giorni ci raccontano ancora una volta di persone che muoiono nel Mediterraneo cercando di attraversarlo per cercare di costruirsi una nuova vita in Europa. 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Ne parliamo con l'avvocato Maurizio Veglio, di Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione.]]></itunes:summary><itunes:duration>757</itunes:duration><itunes:keywords>frontex,immigrazione,mediterraneo,relocation,unioneeuropea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enrico Piovesana | Osservatorio Milex | 10 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enrico-piovesana-osservatorio-milex-10-ottobre-16--9607848</link><description><![CDATA[La settimana scorsa la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, si è recada a Riyadh per incontrare il re saudita Salman e il Ministro della Difesa, Muhammad Bin Salman, con lo scopo di migliorare le relazioni bilaterali. Ne abbiamo parlato con Enrico Piovesana, giornalista, esperto di difesa e spese militari, già inviato di guerra per Peacereporter e collaboratore del Fatto Quotidiano, ma anche ideatore dell’osservatorio Milex sulle spese militari italiane insieme a Francesco Vignarca.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9607848</guid><pubDate>Mon, 10 Oct 2016 16:17:57 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9607848/2016_10_10_enrico_piovesana_osservatorio_milex.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La settimana scorsa la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, si è recada a Riyadh per incontrare il re saudita Salman e il Ministro della Difesa, Muhammad Bin Salman, con lo scopo di migliorare le relazioni bilaterali. 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Ne abbiamo parlato con Enrico Piovesana, giornalista, esperto di difesa e spese militari, già inviato di guerra per Peacereporter e collaboratore del Fatto Quotidiano, ma anche ideatore dell’osservatorio Milex sulle spese militari italiane insieme a Francesco Vignarca.]]></itunes:summary><itunes:duration>581</itunes:duration><itunes:keywords>armamenti,difesa,milex,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Riccardo Noury | La situazione umanitaria in Yemen | 10 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/riccardo-noury-la-situazione-umanitaria-in-yemen-10-ottobre-16--9607383</link><description><![CDATA[La guerra che da circa un anno e mezzo si sta combattendo in Yemen è sepolta sotto una coltre di silenzio. Nel fine settimana il conflitto è però tornato sulle pagine dei giornali, che hanno raccontato del bombardamento che ha colpito una processione funebre a Sana’a e che ha causato 155 vittime, secondo le ultime stime. L'intervista a Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9607383</guid><pubDate>Mon, 10 Oct 2016 15:22:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9607383/2016_10_10_noury.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La guerra che da circa un anno e mezzo si sta combattendo in Yemen è sepolta sotto una coltre di silenzio. Nel fine settimana il conflitto è però tornato sulle pagine dei giornali, che hanno raccontato del bombardamento che ha colpito una processione...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La guerra che da circa un anno e mezzo si sta combattendo in Yemen è sepolta sotto una coltre di silenzio. Nel fine settimana il conflitto è però tornato sulle pagine dei giornali, che hanno raccontato del bombardamento che ha colpito una processione funebre a Sana’a e che ha causato 155 vittime, secondo le ultime stime. L'intervista a Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>394</itunes:duration><itunes:keywords>amnesty,diritti,dirittiumani,noury,yemen</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Farid Adly | Libia oggi | 07 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/farid-adly-libia-oggi-07-ottobre-16--9587348</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9587348</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2016 13:18:30 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9587348/2016_10_07_farid_adly_libia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>704</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Corrado Maffia | ass Scuola di Pace | Giornata internazionale lavoro dignitoso</title><link>https://www.spreaker.com/episode/corrado-maffia-ass-scuola-di-pace-giornata-internazionale-lavoro-dignitoso--9587345</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9587345</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2016 13:18:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9587345/2016_10_07_corrado_maffia_lavoro_dignitoso.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>653</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Marta Ottaviani - Le sfumature di Erdogan | 06 Settembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/marta-ottaviani-le-sfumature-di-erdogan-06-settembre-16--9582945</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9582945</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2016 07:44:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9582945/marta_ottaviani_le_sfumature_di_erdogan_06_settembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>597</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Foad Aodi | Cristiani in Moschea l 11 settembre | 07 Settembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/foad-aodi-cristiani-in-moschea-l-11-settembre-07-settembre-16--9582941</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9582941</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2016 07:43:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9582941/foad_aodi_cristiani_in_moschea_l_11_settembre_07_settembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>431</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>On. Franca Biondelli | Dare forza alle politiche sulla disabilità | 3 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/on-franca-biondelli-dare-forza-alle-politiche-sulla-disabilita-3-ottobre-16--9568346</link><description><![CDATA[Con Franca Biondelli, Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, discutiamo delle soluzioni e degli investimenti per le persone affette da disabilità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9568346</guid><pubDate>Wed, 05 Oct 2016 11:03:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9568346/2016_10_05_franca_biondelli_disabilita.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con Franca Biondelli, Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, discutiamo delle soluzioni e degli investimenti per le persone affette da disabilità.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con Franca Biondelli, Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, discutiamo delle soluzioni e degli investimenti per le persone affette da disabilità.]]></itunes:summary><itunes:duration>519</itunes:duration><itunes:keywords>biondelli,disabilità</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luigi Bisceglia | Ancora niente voto in Palestina | 5 Ottobre 2016</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luigi-bisceglia-ancora-niente-voto-in-palestina-5-ottobre-2016--9568328</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9568328</guid><pubDate>Wed, 05 Oct 2016 10:59:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9568328/2016_10_05_luigi_bisceglia_cisgiordania1.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>459</itunes:duration><itunes:keywords>bisceglia,cisgiordania,elezioni,gaza,palestina</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enrico Calamai | Console in Argentina durante il golpe 1976 | 04 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enrico-calamai-console-in-argentina-durante-il-golpe-1976-04-ottobre-16--9568263</link><description><![CDATA[Intervista con Enrico Calamai, console di Buenos Aires durante il golpe militare del 1976, che sacrificò la sua carriera per salvare centinaia di persone e che oggi si interroga su come salvarne altre.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9568263</guid><pubDate>Wed, 05 Oct 2016 10:53:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9568263/2016_10_04_enrico_calamai_intervista_completa.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Intervista con Enrico Calamai, console di Buenos Aires durante il golpe militare del 1976, che sacrificò la sua carriera per salvare centinaia di persone e che oggi si interroga su come salvarne altre.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Intervista con Enrico Calamai, console di Buenos Aires durante il golpe militare del 1976, che sacrificò la sua carriera per salvare centinaia di persone e che oggi si interroga su come salvarne altre.]]></itunes:summary><itunes:duration>682</itunes:duration><itunes:keywords>argentina,calamai,golpe</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Ilaria Valenzi | Legge ligure antimoschee | 03 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/ilaria-valenzi-legge-ligure-antimoschee-03-ottobre-16--9554923</link><description><![CDATA[La discussione verso la legge ligure antimoschee dopo quella della Lombardia e del Veneto. Con l'avvocata Valenzi della Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (Ccers) discutiamo dei limiti della legge che odora di anticostituzionalità.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9554923</guid><pubDate>Mon, 03 Oct 2016 15:17:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9554923/2016_10_03_ilaria_valenzi_legge_ligure_antimoschee.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La discussione verso la legge ligure antimoschee dopo quella della Lombardia e del Veneto. Con l'avvocata Valenzi della Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (Ccers) discutiamo dei limiti della legge che odora di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La discussione verso la legge ligure antimoschee dopo quella della Lombardia e del Veneto. Con l'avvocata Valenzi della Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (Ccers) discutiamo dei limiti della legge che odora di anticostituzionalità.]]></itunes:summary><itunes:duration>586</itunes:duration><itunes:keywords>costituzione,liguria,moschee,religione</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Stefano Lusa | Referendum in Ungheria senza quorum | 03 Ottobre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/stefano-lusa-referendum-in-ungheria-senza-quorum-03-ottobre-16--9554870</link><description><![CDATA[Il referendum che si è tenuto in Ungheria domenica 2 ottobre a proposito delle quote di migranti da accogliere secondo il piano di redistribuzione europea è fallito, l’affluenza si è fermata al 43%.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9554870</guid><pubDate>Mon, 03 Oct 2016 15:09:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9554870/2016_10_03_stefano_lusa_referendum_in_ungheria.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il referendum che si è tenuto in Ungheria domenica 2 ottobre a proposito delle quote di migranti da accogliere secondo il piano di redistribuzione europea è fallito, l’affluenza si è fermata al 43%.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il referendum che si è tenuto in Ungheria domenica 2 ottobre a proposito delle quote di migranti da accogliere secondo il piano di redistribuzione europea è fallito, l’affluenza si è fermata al 43%.]]></itunes:summary><itunes:duration>482</itunes:duration><itunes:keywords>migranti,quote,referendum,ue,ungheria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Magno - Un ponte per - Aiuti umanitari in Rojava</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-magno-un-ponte-per-aiuti-umanitari-in-rojava--9523598</link><description><![CDATA[Nella giornata di mercoledì 28 settembre “Un ponte per…”, organizzazione umanitaria attiva da 25 anni in Medio Oriente, ha consegnato medicinali e materiali di supporto alle popolazioni presenti nel territorio del Rojava, l’area a maggioranza kurda della Siria. Nei prossimi giorni, le distribuzioni permetteranno di dare assistenza a oltre 20.000 fornendo farmaci introvabili da anni nel Paese, ma non sarà un evento isolato: nei prossimi mesi verranno distribuiti aiuti umanitari per circa 50.000 persone sfollate e rifugiate in diverse città e diversi centri, oltre a un supporto psicologico e sociale per altri 75.000 profughi e sfollati interni.<br /><br />«Ieri pomeriggio – racconta Luca Magno, operatore di “Un Ponte Per...” che ha partecipato alla consegna – siamo finalmente riusciti a passare la frontiera tra l’Iraq e il nordest della Siria e a far entrare un carico importante di aiuti umanitari in quella terra martoriata, che si trova in un costante stato di assedio e schiacciata da una guerra che sembra non finire mai».]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9523598</guid><pubDate>Thu, 29 Sep 2016 15:00:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9523598/2016_09_29_luca_magno_un_ponte_per.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Nella giornata di mercoledì 28 settembre “Un ponte per…”, organizzazione umanitaria attiva da 25 anni in Medio Oriente, ha consegnato medicinali e materiali di supporto alle popolazioni presenti nel territorio del Rojava, l’area a maggioranza kurda...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Nella giornata di mercoledì 28 settembre “Un ponte per…”, organizzazione umanitaria attiva da 25 anni in Medio Oriente, ha consegnato medicinali e materiali di supporto alle popolazioni presenti nel territorio del Rojava, l’area a maggioranza kurda della Siria. Nei prossimi giorni, le distribuzioni permetteranno di dare assistenza a oltre 20.000 fornendo farmaci introvabili da anni nel Paese, ma non sarà un evento isolato: nei prossimi mesi verranno distribuiti aiuti umanitari per circa 50.000 persone sfollate e rifugiate in diverse città e diversi centri, oltre a un supporto psicologico e sociale per altri 75.000 profughi e sfollati interni.<br /><br />«Ieri pomeriggio – racconta Luca Magno, operatore di “Un Ponte Per...” che ha partecipato alla consegna – siamo finalmente riusciti a passare la frontiera tra l’Iraq e il nordest della Siria e a far entrare un carico importante di aiuti umanitari in quella terra martoriata, che si trova in un costante stato di assedio e schiacciata da una guerra che sembra non finire mai».]]></itunes:summary><itunes:duration>643</itunes:duration><itunes:keywords>humanitarianaction,humanitariancrisis,iraq,rojava,siria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Il 3 ottobre tre anni dopo. Intervista a Marta Bernardini di Mediterranean Hope</title><link>https://www.spreaker.com/episode/il-3-ottobre-tre-anni-dopo-intervista-a-marta-bernardini-di-mediterranean-hope--9503464</link><description><![CDATA[Insieme a Marta Bernadini di Mediterranean Hope facciamo il punto sulle celebrazioni che si terranno a Lampedusa il 3 ottobre in ricordo della tragedia del 2013 in cui morirono 368 persone al largo dell'isola e della presentazione dei "Disegni della frontiera" di Francesco Piobbichi a Bruxelles.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9503464</guid><pubDate>Wed, 28 Sep 2016 10:22:29 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9503464/2016_09_28_marta_bernardini.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Insieme a Marta Bernadini di Mediterranean Hope facciamo il punto sulle celebrazioni che si terranno a Lampedusa il 3 ottobre in ricordo della tragedia del 2013 in cui morirono 368 persone al largo dell'isola e della presentazione dei "Disegni della...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Insieme a Marta Bernadini di Mediterranean Hope facciamo il punto sulle celebrazioni che si terranno a Lampedusa il 3 ottobre in ricordo della tragedia del 2013 in cui morirono 368 persone al largo dell'isola e della presentazione dei "Disegni della frontiera" di Francesco Piobbichi a Bruxelles.]]></itunes:summary><itunes:duration>771</itunes:duration><itunes:keywords>fcei,lampedusa,mediterraneanhope,migranti,santegidio</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Roberto Roveda | Prima i nostri?</title><link>https://www.spreaker.com/episode/roberto-roveda-prima-i-nostri--9489206</link><description><![CDATA[Domenica 25 settembre si andrà al voto nel Canton Ticino per un’iniziativa popolare dal nome “Prima i nostri”. Niente spazio all’immaginazione, insomma: la consultazione è proposta dall’Udc, Unione Democratica di Centro, e appoggiata dalla Lega dei Ticinesi, e richiama quella già votata dalla maggioranza degli svizzeri il 9 febbraio 2014, a stretta maggioranza a livello confederale e con percentuali plebiscitarie proprio nel Ticino. Con questo voto si chiede di “agire sulla Costituzione Cantonale per assicurare che il voto venga rispettato e non rimanga solo un auspicio”. In sostanza l’idea è quella di aumentare i livelli di garanzia per i lavoratori ticinesi, affinché sul mercato del lavoro venga privilegiato a pari qualifiche professionali chi vive sul suo territorio per rapporto a chi proviene dall’estero.<br /><br />Ne parliamo con Roberto Roveda, storico e collaboratore della rivista ticinese Ticino7, oltre che della rivista di geopolitica Limes.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9489206</guid><pubDate>Mon, 26 Sep 2016 10:03:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9489206/2016_09_23_roberto_roveda_referendum_in_ticino_web.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Domenica 25 settembre si andrà al voto nel Canton Ticino per un’iniziativa popolare dal nome “Prima i nostri”. 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In sostanza l’idea è quella di aumentare i livelli di garanzia per i lavoratori ticinesi, affinché sul mercato del lavoro venga privilegiato a pari qualifiche professionali chi vive sul suo territorio per rapporto a chi proviene dall’estero.<br /><br />Ne parliamo con Roberto Roveda, storico e collaboratore della rivista ticinese Ticino7, oltre che della rivista di geopolitica Limes.]]></itunes:summary><itunes:duration>707</itunes:duration><itunes:keywords>frontalieri,immigrazione,referendum,svizzera,ticino</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Pilone | New York dopo l'attentato a Chelsea | 19 Settembre '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-pilone-new-york-dopo-l-attentato-a-chelsea-19-settembre-16--9458229</link><description><![CDATA[Il 17 settembre è esploso un ordigno rudimentale nel quartiere Chelsea, a Manhattan, nel cuore di New York, e un altro è stato trovato inesploso. Nell’esplosione avvenuta a Manhattan sono rimaste ferite 29 persone e l’Fbi ha fermato cinque persone per interrogarle. Luca Pilone, dell’Ufficio beni culturali della Tavola valdese ed esperto di emigrazione valdese negli Stati Uniti, si trova a New York; abbiamo discusso con lui del clima in città in queste ore.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9458229</guid><pubDate>Wed, 21 Sep 2016 21:29:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9458229/2016_09_21_luca_pilone_ny_dopo_l_attentato_a_chelsea.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 17 settembre è esploso un ordigno rudimentale nel quartiere Chelsea, a Manhattan, nel cuore di New York, e un altro è stato trovato inesploso. 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Mentre per Obama la firma rappresenta la più importante eredità della propria amministrazione, dal punto di vista della Cina la battaglia sul clima è anche un modo per rilanciare l’immagine del Paese come leader globale non solo in termini di produzione industriale.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9405555</guid><pubDate>Wed, 14 Sep 2016 10:42:59 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9405555/2016_09_08_giuseppe_onufrio_direttore_esecutivo_greenpeace_italia_web.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Sabato 3 settembre, durante la riunione del G20 a Hangzhou, in Cina, il presidente statunitense Obama e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno ratificato ufficialmente l’accordo di Parigi sul clima, frutto della conferenza Cop21 che si era svolta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Sabato 3 settembre, durante la riunione del G20 a Hangzhou, in Cina, il presidente statunitense Obama e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno ratificato ufficialmente l’accordo di Parigi sul clima, frutto della conferenza Cop21 che si era svolta nella capitale francese a fine 2015. 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Segno che la chiusura è soltanto parziale. Ne abbiamo parlato con Silvia Maraone dell'Ipsia - Istituto Pace Innovazione e Sviluppo delle Acli]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9315383</guid><pubDate>Fri, 02 Sep 2016 08:42:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9315383/silvia_maraone_la_rotta_balcanica_oggi_02_settembre_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dal 18 marzo - giorno della chiusura ufficiale della rotta balcanica - a oggi, 25 mila persone hanno attraversato l'area. Segno che la chiusura è soltanto parziale. Ne abbiamo parlato con Silvia Maraone dell'Ipsia - Istituto Pace Innovazione e...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dal 18 marzo - giorno della chiusura ufficiale della rotta balcanica - a oggi, 25 mila persone hanno attraversato l'area. Segno che la chiusura è soltanto parziale. 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Ne parliamo con Lisa Bosia Mirra, presidente dell'associazione Firdaus, che si occupa del sostegno dei migranti a Como.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9310922</guid><pubDate>Thu, 01 Sep 2016 16:50:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9310922/2016_09_01_lisa_bosia_mirra_firdaus_e_i_migranti_bloccati_a_como.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Tra Italia e Svizzera, sul confine Como-Chiasso il numero dei migranti bloccati alla frontiera sta crescendo sempre più. Dal 15 luglio il numero di migranti bloccati a Como ha iniziato ad aumentare a fasi alterne. Ne parliamo con Lisa Bosia Mirra,...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Tra Italia e Svizzera, sul confine Como-Chiasso il numero dei migranti bloccati alla frontiera sta crescendo sempre più. Dal 15 luglio il numero di migranti bloccati a Como ha iniziato ad aumentare a fasi alterne. 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Ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9301470</guid><pubDate>Wed, 31 Aug 2016 07:37:50 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9301470/riccardo_noury_egitto_e_malek_adly_31_agosto_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L’avvocato e attivista per i diritti umani Malek Adly sarà rilasciato dalle autorità egiziane. Era stato il primo a seguire il caso di Giulio Regeni. Ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’avvocato e attivista per i diritti umani Malek Adly sarà rilasciato dalle autorità egiziane. Era stato il primo a seguire il caso di Giulio Regeni. 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Immediata la smentita da parte della Commissione europea e della cancelliera tedesca Angela Merkel, che oggi hanno sostenuto che non solo i negoziati sono a buon punto, ma che potrebbero portare a un’intesa tra Stati Uniti e Unione europea entro la fine dell’anno. Ne abbiamo parlato con Herbert Anders, pastore battista e membro del Glam, gruppo globalizzazione e ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9296243</guid><pubDate>Tue, 30 Aug 2016 15:32:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9296243/2016_08_30_herbert_anders_ttip.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 28 agosto il vice cancelliere e ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel ha affermato che le trattative per il partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti, il Ttip, sono fallite e che «nulla si sta muovendo in avanti»....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 28 agosto il vice cancelliere e ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel ha affermato che le trattative per il partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti, il Ttip, sono fallite e che «nulla si sta muovendo in avanti». L''accordo prevede una ridefinizione delle regole dei due continenti in modo da creare un grande mercato di libero scambio. Immediata la smentita da parte della Commissione europea e della cancelliera tedesca Angela Merkel, che oggi hanno sostenuto che non solo i negoziati sono a buon punto, ma che potrebbero portare a un’intesa tra Stati Uniti e Unione europea entro la fine dell’anno. Ne abbiamo parlato con Herbert Anders, pastore battista e membro del Glam, gruppo globalizzazione e ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>623</itunes:duration><itunes:keywords>anders,fcei,ttip,ue,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Sara Hejazi | Burkini o non burkini | 29 Agosto '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/sara-hejazi-burkini-o-non-burkini-29-agosto-16--9289129</link><description><![CDATA[Alla fine della scorsa settimana Consiglio di Stato francese ha sospeso l’ordinanza del comune di Villeneuve-Loubet, a metà strada tra Nizza e Antibes, che aveva deciso di vietare l’accesso alle spiagge a chi non fosse stato vestito con «una tenuta corretta, rispettosa del buon costume e del principio di laicità». Ne parliamo con Sara Hejazi]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9289129</guid><pubDate>Mon, 29 Aug 2016 14:51:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9289129/2016_08_29_sara_hejazi_divieto_burkini.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Alla fine della scorsa settimana Consiglio di Stato francese ha sospeso l’ordinanza del comune di Villeneuve-Loubet, a metà strada tra Nizza e Antibes, che aveva deciso di vietare l’accesso alle spiagge a chi non fosse stato vestito con «una tenuta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Alla fine della scorsa settimana Consiglio di Stato francese ha sospeso l’ordinanza del comune di Villeneuve-Loubet, a metà strada tra Nizza e Antibes, che aveva deciso di vietare l’accesso alle spiagge a chi non fosse stato vestito con «una tenuta corretta, rispettosa del buon costume e del principio di laicità». Ne parliamo con Sara Hejazi]]></itunes:summary><itunes:duration>673</itunes:duration><itunes:keywords>burkini,francia,sarahejazi</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Lorenzo Trombetta | Il prossimo incontro per la pace in Siria | 3 Agosto '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/lorenzo-trombetta-il-prossimo-incontro-per-la-pace-in-siria-3-agosto-16--9116419</link><description><![CDATA[A fine agosto a Ginevra dovrebbe svolgersi un nuovo tentativo di raggiungere un accordo per la pace in Siria. Il regime di al-Assad si è detto disponibile a sedersi al tavolo delle trattative, forte delle vittorie militari ottenute con il supporto russo. Cosa si potrà ottenere? Secondo Lorenzo Trombetta, corrispondente Ansa dal Medio Oriente e collaboratore di Limes, non bisogna aspettarsi risultati positivi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9116419</guid><pubDate>Wed, 03 Aug 2016 10:56:44 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9116419/2016_08_03_lorenzo_trombetta.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A fine agosto a Ginevra dovrebbe svolgersi un nuovo tentativo di raggiungere un accordo per la pace in Siria. Il regime di al-Assad si è detto disponibile a sedersi al tavolo delle trattative, forte delle vittorie militari ottenute con il supporto...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A fine agosto a Ginevra dovrebbe svolgersi un nuovo tentativo di raggiungere un accordo per la pace in Siria. Il regime di al-Assad si è detto disponibile a sedersi al tavolo delle trattative, forte delle vittorie militari ottenute con il supporto russo. Cosa si potrà ottenere? Secondo Lorenzo Trombetta, corrispondente Ansa dal Medio Oriente e collaboratore di Limes, non bisogna aspettarsi risultati positivi.]]></itunes:summary><itunes:duration>513</itunes:duration><itunes:keywords>ansa,limes,negoziati,siria,trombetta</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Gianluigi Pocchi | B Solidale Onlus a Lampedusa | 02 Agosto '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/gianluigi-pocchi-b-solidale-onlus-a-lampedusa-02-agosto-16--9109840</link><description><![CDATA[B Solidale, la onlus di solidarietà della Lega Serie B di Calcio, ha avviato un progetto per costruire un campo da calcio sull'isola di Lampedusa, luogo simbolico di miscuglio di culture e di lotta all'isolamento. Ne parliamo con il responsabile Gianluigi Pocchi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9109840</guid><pubDate>Tue, 02 Aug 2016 15:00:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9109840/2016_08_02_gianluigi_pocchi_b_solidale_onlus_onda.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>B Solidale, la onlus di solidarietà della Lega Serie B di Calcio, ha avviato un progetto per costruire un campo da calcio sull'isola di Lampedusa, luogo simbolico di miscuglio di culture e di lotta all'isolamento. Ne parliamo con il responsabile...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[B Solidale, la onlus di solidarietà della Lega Serie B di Calcio, ha avviato un progetto per costruire un campo da calcio sull'isola di Lampedusa, luogo simbolico di miscuglio di culture e di lotta all'isolamento. Ne parliamo con il responsabile Gianluigi Pocchi.]]></itunes:summary><itunes:duration>486</itunes:duration><itunes:keywords>bsolidale,calcio,lampedusa,serieb</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Castelgrande | Sgombero di Boreano | 01 Agosto '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-castelgrande-sgombero-di-boreano-01-agosto-16--9100734</link><description><![CDATA[Con Francesco Castelgrande, rappresentante locale Usb, continuiamo a parlare dello sgombero del campo informale di Boreano, vicino a Venosa (Pz)]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9100734</guid><pubDate>Mon, 01 Aug 2016 07:46:54 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9100734/francesco_castelgrande_sgombero_di_boreano_01_agosto_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con Francesco Castelgrande, rappresentante locale Usb, continuiamo a parlare dello sgombero del campo informale di Boreano, vicino a Venosa (Pz)</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con Francesco Castelgrande, rappresentante locale Usb, continuiamo a parlare dello sgombero del campo informale di Boreano, vicino a Venosa (Pz)]]></itunes:summary><itunes:duration>457</itunes:duration><itunes:keywords>agricultura,boreano,sgombero</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniele Troia | Sgombero a Boreano | 29 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniele-troia-sgombero-a-boreano-29-luglio-16--9084918</link><description><![CDATA[Lo sgombero dell'accampamento dei migranti lavoratori nella raccolta frutta. Il centro di accoglienza alternativo non è sufficiente ad accogliere le persone né adatto, per il momento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9084918</guid><pubDate>Fri, 29 Jul 2016 14:42:12 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9084918/daniele_troia_sgombero_a_boreano_29_luglio_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Lo sgombero dell'accampamento dei migranti lavoratori nella raccolta frutta. Il centro di accoglienza alternativo non è sufficiente ad accogliere le persone né adatto, per il momento.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Lo sgombero dell'accampamento dei migranti lavoratori nella raccolta frutta. Il centro di accoglienza alternativo non è sufficiente ad accogliere le persone né adatto, per il momento.]]></itunes:summary><itunes:duration>125</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Patrizio Gonnella | La pena non è vendetta | rapporto di Antigone | 29 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/patrizio-gonnella-la-pena-non-e-vendetta-rapporto-di-antigone-29-luglio-16--9083442</link><description><![CDATA[Con Patrizio Gonnella presidente di Antigone scopriamo la fotografia delle carceri italiane nel 2016.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9083442</guid><pubDate>Fri, 29 Jul 2016 09:11:49 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9083442/2016_07_29_patrizio_gonnella_carceri_e_rapporto_antigone.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con Patrizio Gonnella presidente di Antigone scopriamo la fotografia delle carceri italiane nel 2016.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con Patrizio Gonnella presidente di Antigone scopriamo la fotografia delle carceri italiane nel 2016.]]></itunes:summary><itunes:duration>758</itunes:duration><itunes:keywords>antigone,carceri,gonnella</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daniela Di Carlo | Sportello Antigender in Lombardia | 28 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daniela-di-carlo-sportello-antigender-in-lombardia-28-luglio-16--9078005</link><description><![CDATA[La onlus Age, Associazione italiana genitori gestirà lo ‘sportello famiglia’ della Regione Lombardia che vuole essere uno strumento di "contrasto all’ideologia gender", come detto dagli amministratori. Un commento della pastora valdese Daniela Di Carlo, della comunità di Milano.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9078005</guid><pubDate>Thu, 28 Jul 2016 15:11:34 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9078005/2016_07_28_daniela_di_carlo_sportello_antigender_in_lombardia.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La onlus Age, Associazione italiana genitori gestirà lo ‘sportello famiglia’ della Regione Lombardia che vuole essere uno strumento di "contrasto all’ideologia gender", come detto dagli amministratori. Un commento della pastora valdese Daniela Di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La onlus Age, Associazione italiana genitori gestirà lo ‘sportello famiglia’ della Regione Lombardia che vuole essere uno strumento di "contrasto all’ideologia gender", come detto dagli amministratori. Un commento della pastora valdese Daniela Di Carlo, della comunità di Milano.]]></itunes:summary><itunes:duration>613</itunes:duration><itunes:keywords>dicarlo,gender,genere,lombardia,omofobia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Jane Stranz | Attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray | 27 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/jane-stranz-attacco-alla-chiesa-di-saint-etienne-du-rouvray-27-luglio-16--9069705</link><description><![CDATA[Intervista a Jane Stranz (responsabile per l'ecumenismo della Federazione Protestante di Francia) sull'attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in Francia]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9069705</guid><pubDate>Wed, 27 Jul 2016 10:55:35 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9069705/2016_07_27_jane_stranz_protestanti_e_attentato_parroco_online.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Intervista a Jane Stranz (responsabile per l'ecumenismo della Federazione Protestante di Francia) sull'attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in Francia</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Intervista a Jane Stranz (responsabile per l'ecumenismo della Federazione Protestante di Francia) sull'attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in Francia]]></itunes:summary><itunes:duration>757</itunes:duration><itunes:keywords>cattolici,ecumenismo,francia,protestanti,terrorismo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Simone Zoppellaro | In Germania sembra Isis ma non è | 26 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/simone-zoppellaro-in-germania-sembra-isis-ma-non-e-26-luglio-16--9062464</link><description><![CDATA[Settimana di violenze in Germania, etichettate come terrorismo e azioni dell'Isis. Ma si tratta davvero di questo? Perché i quotidiani tedeschi non ne parlano in questi termini? Ne parliamo con il giornalista Simone Zoppellaro, in collegamento da Stoccarda.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9062464</guid><pubDate>Tue, 26 Jul 2016 10:24:31 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9062464/2016_07_26_rassegna_zoppellaro_su_germania.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Settimana di violenze in Germania, etichettate come terrorismo e azioni dell'Isis. Ma si tratta davvero di questo? Perché i quotidiani tedeschi non ne parlano in questi termini? Ne parliamo con il giornalista Simone Zoppellaro, in collegamento da...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Settimana di violenze in Germania, etichettate come terrorismo e azioni dell'Isis. Ma si tratta davvero di questo? Perché i quotidiani tedeschi non ne parlano in questi termini? Ne parliamo con il giornalista Simone Zoppellaro, in collegamento da Stoccarda.]]></itunes:summary><itunes:duration>670</itunes:duration><itunes:keywords>germania,isis,terrorismo,zoppellaro</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesca Pisano | Ventimiglia e il nuovo centro di accoglienza | 25 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesca-pisano-ventimiglia-e-il-nuovo-centro-di-accoglienza-25-luglio-16--9054672</link><description><![CDATA[Parliamo del nuovo centro di accoglienza del Parco Roja a Ventimiglia con Francesca Pisano, operatrice della Diaconia Valdese impegnata nel supporto ai migranti bloccati alla frontiera con la Francia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9054672</guid><pubDate>Mon, 25 Jul 2016 08:34:40 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9054672/2016_07_25_francesca_pisano_ventimiglia_una_settimana_dopo_nuovo_centro_accoglienza.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Parliamo del nuovo centro di accoglienza del Parco Roja a Ventimiglia con Francesca Pisano, operatrice della Diaconia Valdese impegnata nel supporto ai migranti bloccati alla frontiera con la Francia.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Parliamo del nuovo centro di accoglienza del Parco Roja a Ventimiglia con Francesca Pisano, operatrice della Diaconia Valdese impegnata nel supporto ai migranti bloccati alla frontiera con la Francia.]]></itunes:summary><itunes:duration>769</itunes:duration><itunes:keywords>frontiere,migranti,pisano,profughi,ventimiglia</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca Ozzano | Il golpe di Erdogan | 19 Luglio'16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-ozzano-il-golpe-di-erdogan-19-luglio-16--9014817</link><description><![CDATA[A pochi giorni dagli avvenimenti che hanno consegnato ancora più potere al presidente Erdogan, è difficile capire cosa ci si possa attendere, ma sicuramente siamo di fronte a una svolta nel ruolo che l’esercito ha sempre svolto nella politica turca. L'intervista al professor Luca Ozzano, ricercatore all’Università di Torino e coordinatore dello gruppo di lavoro su politica e religione della Società Italiana di Scienza Politica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/9014817</guid><pubDate>Tue, 19 Jul 2016 13:09:52 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/9014817/2016_07_19_luca_ozzano_turchia_il_golpe_di_erdogan.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>A pochi giorni dagli avvenimenti che hanno consegnato ancora più potere al presidente Erdogan, è difficile capire cosa ci si possa attendere, ma sicuramente siamo di fronte a una svolta nel ruolo che l’esercito ha sempre svolto nella politica turca....</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[A pochi giorni dagli avvenimenti che hanno consegnato ancora più potere al presidente Erdogan, è difficile capire cosa ci si possa attendere, ma sicuramente siamo di fronte a una svolta nel ruolo che l’esercito ha sempre svolto nella politica turca. L'intervista al professor Luca Ozzano, ricercatore all’Università di Torino e coordinatore dello gruppo di lavoro su politica e religione della Società Italiana di Scienza Politica.]]></itunes:summary><itunes:duration>613</itunes:duration><itunes:keywords>erdogan,golpe,ozzano,turchia,turkey</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Susanna Ricci da Nizza | Attentato sulla Rue des Anglais | 15 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/susanna-ricci-da-nizza-attentato-sulla-rue-des-anglais-15-luglio-16--8987589</link><description><![CDATA[La testimonianza di Susanna Ricci, giornalista di Radio Beckwith Evangelica, da Nizza, dove si trovava nella serata del 14 luglio, una serata sconvolta dall'attentato nel quale hanno perso la vita 84 persone.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8987589</guid><pubDate>Fri, 15 Jul 2016 10:25:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8987589/2016_07_15_susanna_ricci_web.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La testimonianza di Susanna Ricci, giornalista di Radio Beckwith Evangelica, da Nizza, dove si trovava nella serata del 14 luglio, una serata sconvolta dall'attentato nel quale hanno perso la vita 84 persone.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La testimonianza di Susanna Ricci, giornalista di Radio Beckwith Evangelica, da Nizza, dove si trovava nella serata del 14 luglio, una serata sconvolta dall'attentato nel quale hanno perso la vita 84 persone.]]></itunes:summary><itunes:duration>209</itunes:duration><itunes:keywords>14luglio,francia,nizza,prayfornice</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>John Mpaliza | Pietre opache | 13 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/john-mpaliza-pietre-opache-13-luglio-16--8974019</link><description><![CDATA[Dopo mesi di negoziati, nel mese di giugno le principali istituzioni dell’Unione europea – Parlamento, Commissione e Consiglio – hanno raggiunto l’accordo finale sulla nuova normativa dedicata all’importazione di minerali dai paesi extra–Ue.<br />A prima vista potrebbe sembrare una decisione da tecnici, da addetti ai lavori, ma dietro ogni minerale estratto, soprattutto in Africa, ci sono storie che abbracciano la politica, le guerre e le vite di milioni di persone. Tra gli obiettivi della nuova legge vi era in origine la volontà di far entrare in Europa soltanto «minerali estratti – così si leggeva nella proposta di legge del Parlamento europeo del 20 maggio 2015 – in maniera responsabile e senza alcun legame con conflitti o violazioni dei diritti umani». A distanza di oltre un anno da quella proposta si è giunti a un compromesso, che secondo gran parte delle organizzazioni internazionali che si erano schierate a favore di una normativa più rigida non tiene fede agli obblighi internazionali di protezione dei diritti umani.<br /><br />Secondo Mpaliza, l’accordo «rappresenta un primo passo nella giusta direzione, ma non raggiunge l’obiettivo previsto della legge» proposta dal Parlamento.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8974019</guid><pubDate>Wed, 13 Jul 2016 13:02:07 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8974019/2016_07_11_john_mpaliza_intervista_web.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo mesi di negoziati, nel mese di giugno le principali istituzioni dell’Unione europea – Parlamento, Commissione e Consiglio – hanno raggiunto l’accordo finale sulla nuova normativa dedicata all’importazione di minerali dai paesi extra–Ue.
A prima...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo mesi di negoziati, nel mese di giugno le principali istituzioni dell’Unione europea – Parlamento, Commissione e Consiglio – hanno raggiunto l’accordo finale sulla nuova normativa dedicata all’importazione di minerali dai paesi extra–Ue.<br />A prima vista potrebbe sembrare una decisione da tecnici, da addetti ai lavori, ma dietro ogni minerale estratto, soprattutto in Africa, ci sono storie che abbracciano la politica, le guerre e le vite di milioni di persone. Tra gli obiettivi della nuova legge vi era in origine la volontà di far entrare in Europa soltanto «minerali estratti – così si leggeva nella proposta di legge del Parlamento europeo del 20 maggio 2015 – in maniera responsabile e senza alcun legame con conflitti o violazioni dei diritti umani». A distanza di oltre un anno da quella proposta si è giunti a un compromesso, che secondo gran parte delle organizzazioni internazionali che si erano schierate a favore di una normativa più rigida non tiene fede agli obblighi internazionali di protezione dei diritti umani.<br /><br />Secondo Mpaliza, l’accordo «rappresenta un primo passo nella giusta direzione, ma non raggiunge l’obiettivo previsto della legge» proposta dal Parlamento.]]></itunes:summary><itunes:duration>819</itunes:duration><itunes:keywords>coltan,europeanunion,john-mpaliza,rdcongo,unioneeuropea</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Osservatorio Iraq | Cecilia Dalla Negra | 01 Luglio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/osservatorio-iraq-cecilia-dalla-negra-01-luglio-16--8895768</link><description><![CDATA[Il 28 giugno 2006 si svolgeva la prima operazione militare israeliana dopo il disimpegno dalla Striscia di Gaza. Cecilia Della Negra, vicedirettrice di Osservatorio Iraq, e Christian Elia, co-direttore di QCode Mag, hanno raccolto in un dossier la storia di questi dieci anni attraverso documenti, testimonianze e storie di un popolo che vive in un territorio segregato e nel quale i diritti sono soltanto un ricordo.<br /><br />Insieme a Cecilia Dalla Negra abbiamo toccato alcuni tra i punti più importanti di questa data.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8895768</guid><pubDate>Fri, 01 Jul 2016 09:59:04 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8895768/2016_07_01_cecilia_dalla_negra.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 28 giugno 2006 si svolgeva la prima operazione militare israeliana dopo il disimpegno dalla Striscia di Gaza. Cecilia Della Negra, vicedirettrice di Osservatorio Iraq, e Christian Elia, co-direttore di QCode Mag, hanno raccolto in un dossier la...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 28 giugno 2006 si svolgeva la prima operazione militare israeliana dopo il disimpegno dalla Striscia di Gaza. Cecilia Della Negra, vicedirettrice di Osservatorio Iraq, e Christian Elia, co-direttore di QCode Mag, hanno raccolto in un dossier la storia di questi dieci anni attraverso documenti, testimonianze e storie di un popolo che vive in un territorio segregato e nel quale i diritti sono soltanto un ricordo.<br /><br />Insieme a Cecilia Dalla Negra abbiamo toccato alcuni tra i punti più importanti di questa data.]]></itunes:summary><itunes:duration>730</itunes:duration><itunes:keywords>10anni,gaza,israele</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Daria Bonfietti | 36 anni dopo Ustica | 28 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/daria-bonfietti-36-anni-dopo-ustica-28-giugno-16--8870991</link><description><![CDATA[Ci sono ancora opacità sulla strage di Ustica, come ha detto il presidente della Repubblica Mattarella? O non si vuole accettare la realtà dei fatti, di un aereo civile coinvolto in dinamiche di guerra? Ne parliamo con Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8870991</guid><pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:59:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8870991/2016_06_28_daria_bonfietti_ustica.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ci sono ancora opacità sulla strage di Ustica, come ha detto il presidente della Repubblica Mattarella? O non si vuole accettare la realtà dei fatti, di un aereo civile coinvolto in dinamiche di guerra? Ne parliamo con Daria Bonfietti, presidente...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ci sono ancora opacità sulla strage di Ustica, come ha detto il presidente della Repubblica Mattarella? O non si vuole accettare la realtà dei fatti, di un aereo civile coinvolto in dinamiche di guerra? Ne parliamo con Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica.]]></itunes:summary><itunes:duration>872</itunes:duration><itunes:keywords>bonfietti,dc9,giustizia,ustica,vittime</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Simone Maghenzani | Brexit vista da UK | 27 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/simone-maghenzani-brexit-vista-da-uk-27-giugno-16--8863007</link><description><![CDATA[Un commento del ricercatore Maghenzani, che vive e lavora a Cambridge, sul risultato del referendum per la Brexit.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8863007</guid><pubDate>Mon, 27 Jun 2016 10:56:03 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8863007/2016_06_27_simone_maghenzani_brexit.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Un commento del ricercatore Maghenzani, che vive e lavora a Cambridge, sul risultato del referendum per la Brexit.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Un commento del ricercatore Maghenzani, che vive e lavora a Cambridge, sul risultato del referendum per la Brexit.]]></itunes:summary><itunes:duration>937</itunes:duration><itunes:keywords>brexit,granbretagna,greatbritain,maghenzani,uk</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Fabrizio Battistelli | Premio Colombe d'Oro | 23 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/fabrizio-battistelli-premio-colombe-d-oro-23-giugno-16--8835603</link><description><![CDATA[L'Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo ogni anno assegna il premio “Colombe d’oro per la pace” a giornalisti e personalità internazionali che si distinguono per aver informato e agito sui temi della pace, della gestione non violenta dei conflitti e della cooperazione internazionale. L'intervista al presidente dell'istituto, il professor Fabrizio Battistelli.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8835603</guid><pubDate>Thu, 23 Jun 2016 10:59:58 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8835603/2016_06_23_fabrizio_battistelli_premio_colombe_d_oro.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo ogni anno assegna il premio “Colombe d’oro per la pace” a giornalisti e personalità internazionali che si distinguono per aver informato e agito sui temi della pace, della gestione non violenta...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo ogni anno assegna il premio “Colombe d’oro per la pace” a giornalisti e personalità internazionali che si distinguono per aver informato e agito sui temi della pace, della gestione non violenta dei conflitti e della cooperazione internazionale. L'intervista al presidente dell'istituto, il professor Fabrizio Battistelli.]]></itunes:summary><itunes:duration>977</itunes:duration><itunes:keywords>armi,battistelli,corridoiumanitari,disarmo,pace</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Aron Coceancig | L'Ungheria contro le Ong | 22 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/aron-coceancig-l-ungheria-contro-le-ong-22-giugno-16--8835596</link><description><![CDATA[Il Governo di Orbàn lotta contro le organizzazioni di società civile, temendo la loro opposizione sui temi dei diritti. Un commento del giornalista e caporedattore di East Journal Aron Coceancig]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8835596</guid><pubDate>Thu, 23 Jun 2016 10:57:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8835596/2016_06_22_aron_coceancig_ungheria.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il Governo di Orbàn lotta contro le organizzazioni di società civile, temendo la loro opposizione sui temi dei diritti. Un commento del giornalista e caporedattore di East Journal Aron Coceancig</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il Governo di Orbàn lotta contro le organizzazioni di società civile, temendo la loro opposizione sui temi dei diritti. Un commento del giornalista e caporedattore di East Journal Aron Coceancig]]></itunes:summary><itunes:duration>1059</itunes:duration><itunes:keywords>coceancig,norvegia,ong,ungheria</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Enzo Marzo | Religioni in Tv | 17 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/enzo-marzo-religioni-in-tv-17-giugno-16--8835590</link><description><![CDATA[Ogni anno la fondazione Critica Liberale redige un rapporto sulla presenza delle confessioni religiose nelle trasmissioni televisive e nei telegiornali. Ne parliamo con il presidente di Critica Liberale, Enzo Marzo]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8835590</guid><pubDate>Thu, 23 Jun 2016 10:55:09 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8835590/2016_06_17_enzo_marzo_religioni_in_tv.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni anno la fondazione Critica Liberale redige un rapporto sulla presenza delle confessioni religiose nelle trasmissioni televisive e nei telegiornali. Ne parliamo con il presidente di Critica Liberale, Enzo Marzo</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni anno la fondazione Critica Liberale redige un rapporto sulla presenza delle confessioni religiose nelle trasmissioni televisive e nei telegiornali. Ne parliamo con il presidente di Critica Liberale, Enzo Marzo]]></itunes:summary><itunes:duration>1065</itunes:duration><itunes:keywords>religione,religioni,televisione,tv,vaticano</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Claudio Paravati | Minoranze in Tv | 17 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/claudio-paravati-minoranze-in-tv-17-giugno-16--8835586</link><description><![CDATA[Ogni anno la fondazione Critica Liberale redige un rapporto sulla presenza delle confessioni religiose nelle trasmissioni televisive e nei telegiornali. Ne parliamo con il direttore della rivista Confronti, Claudio Paravati.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8835586</guid><pubDate>Thu, 23 Jun 2016 10:53:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8835586/2016_06_17_caludio_paravati_minoranze_in_tv.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Ogni anno la fondazione Critica Liberale redige un rapporto sulla presenza delle confessioni religiose nelle trasmissioni televisive e nei telegiornali. Ne parliamo con il direttore della rivista Confronti, Claudio Paravati.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Ogni anno la fondazione Critica Liberale redige un rapporto sulla presenza delle confessioni religiose nelle trasmissioni televisive e nei telegiornali. Ne parliamo con il direttore della rivista Confronti, Claudio Paravati.]]></itunes:summary><itunes:duration>690</itunes:duration><itunes:keywords>religione,televisione,tv</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Emilio Rota - Anffas | Legge dopo di noi | 16 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/emilio-rota-anffas-legge-dopo-di-noi-16-giugno-16--8784485</link><description><![CDATA[Approvata la legge per il sostegno delle persone con disabilità gravi senza il sostegno familiare, detta "dopo di noi". Ne parliamo con Emilio Rota, di Anfass, presidente della Fondazione Dopo di noi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8784485</guid><pubDate>Thu, 16 Jun 2016 10:33:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8784485/trasmissioni_cominciamo_bene.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Approvata la legge per il sostegno delle persone con disabilità gravi senza il sostegno familiare, detta "dopo di noi". Ne parliamo con Emilio Rota, di Anfass, presidente della Fondazione Dopo di noi.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Approvata la legge per il sostegno delle persone con disabilità gravi senza il sostegno familiare, detta "dopo di noi". Ne parliamo con Emilio Rota, di Anfass, presidente della Fondazione Dopo di noi.]]></itunes:summary><itunes:duration>708</itunes:duration><itunes:keywords>disabili,disabilità,dopodinoi,emiliorota</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Francesco Sciotto | Open Europe a Pachino | 15 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/francesco-sciotto-open-europe-a-pachino-15-giugno-16--8777005</link><description><![CDATA[Francesco Sciotto, pastore della Chiesa valdese di Pachino e membro della Commissione Sinodale per la Diaconia il nuovo progetto Open Europe di Diaconia Valdese, Oxfam e Borderline Sicilia in Sicilia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8777005</guid><pubDate>Wed, 15 Jun 2016 14:31:15 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8777005/2016_06_15_francesco_sciotto_open_europe_a_pachino.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Francesco Sciotto, pastore della Chiesa valdese di Pachino e membro della Commissione Sinodale per la Diaconia il nuovo progetto Open Europe di Diaconia Valdese, Oxfam e Borderline Sicilia in Sicilia.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Francesco Sciotto, pastore della Chiesa valdese di Pachino e membro della Commissione Sinodale per la Diaconia il nuovo progetto Open Europe di Diaconia Valdese, Oxfam e Borderline Sicilia in Sicilia.]]></itunes:summary><itunes:duration>658</itunes:duration><itunes:keywords>diaconia,hope,migranti,openeurope,oxfam</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Cristina Avonto | 100 milioni per i senza tetto | 14 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/cristina-avonto-100-milioni-per-i-senza-tetto-14-giugno-16--8776989</link><description><![CDATA[Il governo, attraverso il Ministero del Lavoro ha destinato 100 milioni di euro per aiutare i senza tetto con un programma insieme alla federazione e i gruppi che lavorano insieme ai senza fissa dimora. Ne parliamo con Cristina Avonto, presidente di Fio. Psd]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8776989</guid><pubDate>Wed, 15 Jun 2016 14:26:56 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8776989/2016_06_14_cristina_avonto_senza_tetto.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il governo, attraverso il Ministero del Lavoro ha destinato 100 milioni di euro per aiutare i senza tetto con un programma insieme alla federazione e i gruppi che lavorano insieme ai senza fissa dimora. Ne parliamo con Cristina Avonto, presidente di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il governo, attraverso il Ministero del Lavoro ha destinato 100 milioni di euro per aiutare i senza tetto con un programma insieme alla federazione e i gruppi che lavorano insieme ai senza fissa dimora. Ne parliamo con Cristina Avonto, presidente di Fio. 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Il sito è parte di un sistema di comunicazione militare statunitense e in passato anche chiese locali protestanti avevano espresso dubbi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8758745</guid><pubDate>Mon, 13 Jun 2016 14:08:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8758745/2016_06_13_antonio_mazzeo_muos_niscemi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il tribunale di Caltagirone ha stabilito che il Muos non può essere costruita nel parco naturale dove si trova il cantiere. Il sito è parte di un sistema di comunicazione militare statunitense e in passato anche chiese locali protestanti avevano...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il tribunale di Caltagirone ha stabilito che il Muos non può essere costruita nel parco naturale dove si trova il cantiere. Il sito è parte di un sistema di comunicazione militare statunitense e in passato anche chiese locali protestanti avevano espresso dubbi.]]></itunes:summary><itunes:duration>764</itunes:duration><itunes:keywords>mazzeo,muos,niscemi,sicilia,usa</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Salvatore Cortini | Ponticelli tra violenza e resistenza | 10 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/salvatore-cortini-ponticelli-tra-violenza-e-resistenza-10-giugno-16--8735016</link><description><![CDATA[Dopo le violenze a Ponticelli, un commento sulla situazione sociale nel quartiere napoletano con Salvatore Cortini, direttore dell'opera diaconale metodista "Casa mia E. Nitti".]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8735016</guid><pubDate>Fri, 10 Jun 2016 08:13:17 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8735016/2016_06_09_salvatore_cortitni_ponticelli.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Dopo le violenze a Ponticelli, un commento sulla situazione sociale nel quartiere napoletano con Salvatore Cortini, direttore dell'opera diaconale metodista "Casa mia E. Nitti".</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Dopo le violenze a Ponticelli, un commento sulla situazione sociale nel quartiere napoletano con Salvatore Cortini, direttore dell'opera diaconale metodista "Casa mia E. Nitti".]]></itunes:summary><itunes:duration>838</itunes:duration><itunes:keywords>napoli,nitti,ponticelli</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Susanna Marietti | Reato di tortura e caso Cucchi | 9 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/susanna-marietti-reato-di-tortura-e-caso-cucchi-9-giugno-16--8727288</link><description><![CDATA[La coordinatrice nazionale di Antigone riflette con noi sull'assenza del reato di tortura in Italia.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8727288</guid><pubDate>Thu, 09 Jun 2016 10:08:55 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8727288/2016_06_09_susanna_marietti_regeni_cucchi.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La coordinatrice nazionale di Antigone riflette con noi sull'assenza del reato di tortura in Italia.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La coordinatrice nazionale di Antigone riflette con noi sull'assenza del reato di tortura in Italia.]]></itunes:summary><itunes:duration>1224</itunes:duration><itunes:keywords>antigone,carcere,cucchi,regeni,tortura</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>On. Luigi Laquaniti | Legge antimoschee Veneto | 8 giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/on-luigi-laquaniti-legge-antimoschee-veneto-8-giugno-16--8719262</link><description><![CDATA[Il 31 maggio il Governo ha deciso di impugnare la legge veneta definita “anti-moschee”, che attraverso dei vincoli urbanistici ostacola l'apertura di nuovi locali di culto.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8719262</guid><pubDate>Wed, 08 Jun 2016 10:59:39 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8719262/2016_06_08_luigi_laquaniti_antimoschee_veneto.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 31 maggio il Governo ha deciso di impugnare la legge veneta definita “anti-moschee”, che attraverso dei vincoli urbanistici ostacola l'apertura di nuovi locali di culto.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Il 31 maggio il Governo ha deciso di impugnare la legge veneta definita “anti-moschee”, che attraverso dei vincoli urbanistici ostacola l'apertura di nuovi locali di culto.]]></itunes:summary><itunes:duration>745</itunes:duration><itunes:keywords>islam,lacquaniti,moschee,veneto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Simone Zoppellaro | La Germania riconosce il genocidio armeno | 7 Giugno '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/simone-zoppellaro-la-germania-riconosce-il-genocidio-armeno-7-giugno-16--8712100</link><description><![CDATA[A 101 anni dal Medz Yeghern, il “grande crimine” che vide protagonista l’Impero Ottomano, il Parlamento tedesco ha votato una mozione con cui si riconosce come genocidio il massacro degli armeni del 1915–1916]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8712100</guid><pubDate>Tue, 07 Jun 2016 14:53:08 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8712100/2016_06_07_simone_zoppellaro.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Ne parliamo con Licio Palazzini, presidente della Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8620722</guid><pubDate>Fri, 27 May 2016 07:41:53 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8620722/licio_palazzini_servizio_civile_e_terzo_settore_27_maggio_16.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Con l'approvazione della legge che riforma il Terzo Settore, anche il Servizio civile cambia. Ne parliamo con Licio Palazzini, presidente della Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Con l'approvazione della legge che riforma il Terzo Settore, anche il Servizio civile cambia. Ne parliamo con Licio Palazzini, presidente della Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile]]></itunes:summary><itunes:duration>810</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Don Cristiano Bettega | Incontro tra Papa Francesco e Ahmad Muhammad al-Tayyib | 26 Maggio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/don-cristiano-bettega-incontro-tra-papa-francesco-e-ahmad-muhammad-al-tayyib-26-maggio-16--8613910</link><description><![CDATA[Don Cristiano Bettega commenta con noi l'incontro tra papa Francesco e l'imam dell’Università Al Azhar del Cairo, Ahmed Al Tayyib]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8613910</guid><pubDate>Thu, 26 May 2016 14:16:51 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8613910/2016_05_26_don_bettega_incontro_tra_papa_francesco_e_ahmad_muhammad_al_tayyib.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Un commento della pastora valdese Maria Bonafede.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8497905</guid><pubDate>Fri, 13 May 2016 11:17:45 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8497905/2016_05_12_maria_bonafede_diaconato_femminile.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'apertura del papa sul diaconato femminile dà prospettive per un clero nuovo. Un commento della pastora valdese Maria Bonafede.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'apertura del papa sul diaconato femminile dà prospettive per un clero nuovo. 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Ne parliamo con Alberto Mallardo dell'Osservatorio Mediterranean Hope sull'isola.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8477722</guid><pubDate>Wed, 11 May 2016 10:26:11 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8477722/2016_05_10_alberto_mallardo_mh.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Da venerdì 6 maggio una sessantina di persone proveniente da Sudan, Somalia, Etiopia, Yemen ed Eritrea protestano di fronte alla chiesa nel centro del paese di Lampedusa. Ne parliamo con Alberto Mallardo dell'Osservatorio Mediterranean Hope sull'isola.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Da venerdì 6 maggio una sessantina di persone proveniente da Sudan, Somalia, Etiopia, Yemen ed Eritrea protestano di fronte alla chiesa nel centro del paese di Lampedusa. Ne parliamo con Alberto Mallardo dell'Osservatorio Mediterranean Hope sull'isola.]]></itunes:summary><itunes:duration>705</itunes:duration><itunes:keywords>mediterraneanhope,mh,profughi,refugees</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Paolo Morlacchetti | Sinodo Epudf | 9 Maggio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/paolo-morlacchetti-sinodo-epudf-9-maggio-16--8468493</link><description><![CDATA[Una cronaca dal Sinodo della Chiesa Protestante Unita di Francia attraverso il pastore di Nizza Paolo Morlacchetti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8468493</guid><pubDate>Tue, 10 May 2016 10:36:14 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8468493/2016_05_09_paolo_morlacchetti_sinodo_epudf.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Una cronaca dal Sinodo della Chiesa Protestante Unita di Francia attraverso il pastore di Nizza Paolo Morlacchetti.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una cronaca dal Sinodo della Chiesa Protestante Unita di Francia attraverso il pastore di Nizza Paolo Morlacchetti.]]></itunes:summary><itunes:duration>951</itunes:duration><itunes:keywords>epudf,morlacchetti,sinode,sinodo</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Silvana Ronco | Laicità e scuola | 6 Maggio'16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/silvana-ronco-laicita-e-scuola-6-maggio-16--8437080</link><description><![CDATA[Una riflessione su scuola e laicità partendo da una gita solo per chi fa religione]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8437080</guid><pubDate>Fri, 06 May 2016 14:16:19 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8437080/2016_05_06_silvana_ronco_laicita_e_scuola_ok.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Una riflessione su scuola e laicità partendo da una gita solo per chi fa religione</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Una riflessione su scuola e laicità partendo da una gita solo per chi fa religione]]></itunes:summary><itunes:duration>560</itunes:duration><itunes:keywords>fcei,laicità,ronco,scuola</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Eugenio Bernardini | Una speranza per l'Ospedale valdese di Torino</title><link>https://www.spreaker.com/episode/eugenio-bernardini-una-speranza-per-l-ospedale-valdese-di-torino--8437076</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8437076</guid><pubDate>Fri, 06 May 2016 14:15:28 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8437076/2016_05_05_bernardini_ospedale_valdese_ritorna.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>735</itunes:duration><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Jens Hansen | TTIP e ambiente | 4 Maggio '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/jens-hansen-ttip-e-ambiente-4-maggio-16--8437070</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8437070</guid><pubDate>Fri, 06 May 2016 14:14:26 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8437070/2016_05_04_jens_hansen_ttip_e_ambiente.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:duration>792</itunes:duration><itunes:keywords>ambiente,chiese,fcei,ttip</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Luca M Negro | Libertà religiosa in Veneto | 21 Aprile '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/luca-m-negro-liberta-religiosa-in-veneto-21-aprile-16--8312024</link><description><![CDATA[Il 20 aprile è stata presentata un'interpellanza dai deputati Lacquaniti e Chaouki al Ministro degli Interni contro una legge in Veneto, ritenuta incostituzionale perché viola il diritto di libertà religiosa. Ne abbiamo parlato con Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che era anche presente all'incontro.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8312024</guid><pubDate>Thu, 21 Apr 2016 11:10:21 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8312024/2016_04_21_liberta_religiosa_e_veneto_luca_m_negro.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Il 20 aprile è stata presentata un'interpellanza dai deputati Lacquaniti e Chaouki al Ministro degli Interni contro una legge in Veneto, ritenuta incostituzionale perché viola il diritto di libertà religiosa. 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Ne abbiamo parlato con Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che era anche presente all'incontro.]]></itunes:summary><itunes:duration>694</itunes:duration><itunes:keywords>diritti,dirittodiculto,libertàreligiosa,veneto</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Elisa Ferrero | Egitto in crisi | 20 Aprile '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/elisa-ferrero-egitto-in-crisi-20-aprile-16--8311977</link><description><![CDATA[In Egitto la popolazione ha paura di manifestare come in passato, per la violenza della repressione, ma anche perché teme di essere strumentalizzata dalle diverse forze politiche e religiose. Ne parliamo con la giornalista e arabista Elisa Ferrero.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8311977</guid><pubDate>Thu, 21 Apr 2016 10:53:36 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8311977/2016_04_20_egitto_in_crisi_elisa_ferrero.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>In Egitto la popolazione ha paura di manifestare come in passato, per la violenza della repressione, ma anche perché teme di essere strumentalizzata dalle diverse forze politiche e religiose. Ne parliamo con la giornalista e arabista Elisa Ferrero.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[In Egitto la popolazione ha paura di manifestare come in passato, per la violenza della repressione, ma anche perché teme di essere strumentalizzata dalle diverse forze politiche e religiose. Ne parliamo con la giornalista e arabista Elisa Ferrero.]]></itunes:summary><itunes:duration>1227</itunes:duration><itunes:keywords>egitto,manifestazioni,proteste</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/933080d4946ed8f465c569932aacd962.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Pietro Venè | Nautilus Firenze | 18 Aprile '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/pietro-vene-nautilus-firenze-18-aprile-16--8311955</link><description><![CDATA[La realtà complicata dell'accoglienza delle ragazze minori, che spesso sono state vittime di abusi e violenze, o sono finite nel giro della tratta criminale. Ne parliamo con Pietro Vené, responsabile dell’area minori per la Diaconia Valdese Fiorentina e del progetto Nautilus.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8311955</guid><pubDate>Thu, 21 Apr 2016 10:48:38 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8311955/2016_04_18_pietro_vene_nautilus_firenze.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>La realtà complicata dell'accoglienza delle ragazze minori, che spesso sono state vittime di abusi e violenze, o sono finite nel giro della tratta criminale. Ne parliamo con Pietro Vené, responsabile dell’area minori per la Diaconia Valdese Fiorentina...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[La realtà complicata dell'accoglienza delle ragazze minori, che spesso sono state vittime di abusi e violenze, o sono finite nel giro della tratta criminale. Ne parliamo con Pietro Vené, responsabile dell’area minori per la Diaconia Valdese Fiorentina e del progetto Nautilus.]]></itunes:summary><itunes:duration>970</itunes:duration><itunes:keywords>diaconia,firenze,ragazze,tratta,violenza</itunes:keywords><itunes:explicit>false</itunes:explicit><itunes:image href="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_rss_itunes_square_1400/images.spreaker.com/original/455eed3220d08c2317cad37f054f7163.jpg"/><itunes:episodeType>full</itunes:episodeType></item><item><title>Roberto Cavallo | E-Waste: il problema dei rifiuti elettronici | 15 Aprile '16</title><link>https://www.spreaker.com/episode/roberto-cavallo-e-waste-il-problema-dei-rifiuti-elettronici-15-aprile-16--8266400</link><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/8266400</guid><pubDate>Fri, 15 Apr 2016 08:21:37 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/8266400/2016_04_15_e_waste_roberto_cavallo.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; 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Ma con la chiusura delle frontiere a nord della Grecia la situazione si complica e i campi profughi presenti sull'isola rischiano di diventare da luoghi di passaggio a luoghi di accoglienza fissi e intasati.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/7977518</guid><pubDate>Fri, 11 Mar 2016 09:21:22 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/7977518/2016_03_11_federica_tourn.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L'isola di Lesbos è al centro dei flussi migratori che proseguiranno verso la rotta balcanica. Ma con la chiusura delle frontiere a nord della Grecia la situazione si complica e i campi profughi presenti sull'isola rischiano di diventare da luoghi di...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L'isola di Lesbos è al centro dei flussi migratori che proseguiranno verso la rotta balcanica. 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Giovanni Paganuzzi di Equo Garantito, già Assemblea Generale Italiana Commercio Equo e Solidale ne parla con noi.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/7969589</guid><pubDate>Thu, 10 Mar 2016 16:55:18 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/7969589/2016_03_10_giovanni_paganuzzi_equo_garantito.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>L’Aula della Camera ha approvato la prima normativa nazionale per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale: tra le novità, se la legge passerà anche in Senato, l'istituzione di un Elenco nazionale di questo tipo di commercio, il...</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[L’Aula della Camera ha approvato la prima normativa nazionale per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale: tra le novità, se la legge passerà anche in Senato, l'istituzione di un Elenco nazionale di questo tipo di commercio, il sostegno dei suoi prodotti negli appalti pubblici e altre forme di sostegno. 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Un commento del pastore valdese]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/7968971</guid><pubDate>Thu, 10 Mar 2016 15:37:01 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/7968971/2016_03_09_michel_charbonier.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>I casi delle benedizioni pasquali in Comune e a scuola a Bologna. Un commento del pastore valdese</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[I casi delle benedizioni pasquali in Comune e a scuola a Bologna. 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Il sito web dell'associazione è stato attaccato da ignoti.]]></description><guid isPermaLink="false">https://api.spreaker.com/episode/7951426</guid><pubDate>Tue, 08 Mar 2016 10:59:27 +0000</pubDate><enclosure url="https://api.spreaker.com/download/episode/7951426/2015_03_08_andrea_rubera_nuova_proposta_fede_e_omosessualita.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><itunes:author>RBE - Radio &amp; Tv</itunes:author><itunes:subtitle>Intervista a Andrea Rubera, presidente associazione Nuova proposta, gruppo di accoglienza e riflessione su fede e omosessualità. Il sito web dell'associazione è stato attaccato da ignoti.</itunes:subtitle><itunes:summary><![CDATA[Intervista a Andrea Rubera, presidente associazione Nuova proposta, gruppo di accoglienza e riflessione su fede e omosessualità. 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